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1 MESSAGGERO VENETO domenica 18 aprile 2010 (Gli articoli della presente rassegna, dedicata esclusivamente ad argomenti di carattere economico e sindacale, sono scaricati dal sito internet del quotidiano. La Cgil Fvg declina ogni responsabilità per i loro contenuti) INDICE ARTICOLI REGIONE (pag. 2) - Social card in calo, sono (2 articoli) UDINE (pag. 4) - Il Comune perde la presidenza: parlerà inglese il vertice della Saf - I sindacati sull insolvenza Snia: una decisione utile

2 REGIONE Social card in calo, sono di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Sono le social card erogate dalla Regione Fvg nell ultimo bimestre. In calo rispetto a un anno fa quando superavano quota Dal 1º settembre la Carta acquisti a disposizione delle fasce più deboli della popolazione per il sostegno della spesa alimentare, sanitaria e il pagamento delle bollette della luce e del gas ha un valore di 100 euro mensili. Sulla base di quanto stabilito dal consiglio regionale nel luglio 2009 con la legge di assestamento di bilancio, la giunta regionale ha successivamente approvato lo schema di accordo con i ministeri dell economia, del lavoro e della salute in base al quale da settembre 2010 i 40 euro mensili di dotazione statale della social card sono stati integrati dalla Regione con un ulteriore contributo di 60 euro. La carica mensile. La Carta vale così 100 euro al mese e viene caricata ogni due mesi in modo automatico, senza che vi sia la necessità di alcun adempimento da parte dei beneficiari. «Con questo provvedimento si intende accrescere, specie in questa fase di crisi economica, le capacità di acquisto da parte delle famiglie in difficoltà», ha spiegato l assessore regionale alla Protezione sociale Vladimir Kosic. Il calo. Dalla Regione fanno sapere che il calo generalizzato dei beneficiari, specialmente nel primo bimestre 2010, sembra dipendere dal fatto che per molti è venuta a scadere la dichiarazione Isee presentata al momento della prima richiesta di attivazione della Carta. Invece, per continuare a ricevere gli accrediti i beneficiari devono presentare un nuovo Isee (l indice della situazione finanziaria), ma ancora non tutti lo hanno fatto. L andamento. Negli ultimi mesi c è stato un calo dei beneficiari. Nel bimestre maggio-giugno 2009 le social card erano 4.194; a luglio-agosto 2009 si raggiunse quota 3.734; da settembre-ottobre, quando entrarono in vigore gli aumenti, 3.666; quindi a novembre-dicembre 3.619; a gennaiofebbraio 2010 sono state e a marzo-aprile per una spesa complessiva di 365 mila 760 euro. I motivi. Secondo approfondimenti svolti da parte della Regione, le cause della flessione delle richieste di social card potrebbero essere diverse. A cominciare dai parametri per l accesso all intervento fissati dallo Stato, troppo restrittivi per la realtà regionale. Inoltre, sia a livello nazionale che regionale la carta acquisiti sembra essere stata poco pubblicizzata; ma va anche detto che l iter per ottenerla comporta una serie di adempimenti che per le persone anziane possono essere gravosi; e va pure segnalato che i punti di vendita che accettano la Carta sono quelli abilitati a ricevere i pagamenti con carte di credito (circuito Mastercard): le piccole botteghe non sempre sono abilitate a ricevere pagamenti con tali mezzi e ciò può essere d ostacolo all utilizzo della Carta da parte di persone anziane che hanno minori possibilità di spostamento e in generale sono maggiormente abitudinarie negli acquisiti di generi alimentari. Che cos è. È un supporto per l acquisto di generi alimentari e prodotti farmaceutici e il pagamento delle bollette elettriche e di fornitura gas; è completamente gratuita; funziona come una normale carta di pagamento; per i beneficiari residenti in Regione Fvg viene ricaricata ogni bimestre dallo Stato con fondi propri (40 euro al mese) e con fondi della Regione (60 euro al mese). «I cittadini possono ancora richiederla» UDINE. «Ancora oggi è possibile fare chiesta per ottenere la social card, una misura che in Friuli Venezia Giulia garantisce 100 euro mensili, considerato che ai 40 nazionali si aggiunge l integrazione regionale di 60 euro». Ad affermarlo è il consigliere regionale del Popolo della Libertà Massimo Blasoni. «Dopo l ampia eco mediatica avuto nei mesi della sua approvazione, l interesse verso questo strumento è un po sceso ma ai nostri corregionali dobbiamo ricordare che la misura è tutto oggi attiva e funzionante e rappresenta un piccolo record a livello nazionale: nessun altra regione, infatti, ha una social card così ricca come quella friulana». «Una cifra, quella di 100 euro mensili, di assoluto rilievo e che rappresenta per molte famiglie in difficoltà un importante integrazione al reddito oltretutto cumulabile con le altre misure regionali. Un sostegno puntuale e selettivo alle fasce più deboli delle popolazione: anziani e famiglie con figli

3 piccoli a carico». «Probabilmente- ha continuato Blasoni- la misura ha avuto un impatto inferiore alle attese, in parte dovuto a criteri di accesso unici per tutto il territorio nazionale che non tengono conto delle differenze di potere d acquisto esistenti fra le regioni italiane. In questo senso andrebbero riviste le condizioni di accesso al beneficio, tenendo conto anche del reale potere d acquisto delle famiglie: guadagnare 6000 euro a Napoli o Bari non è lo stesso che percepire un uguale reddito nella nostra regione».

4 UDINE Il Comune perde la presidenza: parlerà inglese il vertice della Saf di GIACOMINA PELLIZZARI Il vertice Saf è in scadenza e la presidenza finisce in mano agli inglesi del gruppo Arriva. A meno di colpi di scena dell ultimo momento, questa è la situazione che si prospetta per l assemblea del 29 aprile. La geografia delle nomine può cambiare perché il Comune non ha rinnovato i patti parasociali della società partecipata che gestisce il trasporto pubblico in città. Quelli che assicuravano la nomina del presidente a palazzo D Aronco che, attraverso la controllata Udine servizi, detiene il 21,02% delle quote. Di fronte a questa eventualità, il consigliere Alberto Bertossi (Friuli futuro) chiede chiarimenti al sindaco. La questione è delicata anche perché il mancato rinnovo dei patti parasociali, vale a dire l accordo raggiunto tra i soci (Arriva italy holding, Comune di Udine attraverso Udine servizi, Atap di Pordenone, Apt e Provincia di Gorizia, Banca popolare Friuladria e Friulia) nel 2004 e valevoli per cinque anni, fa venir meno la clausola pretesa dal sindaco Sergio Cecotti per garantire al Friuli la presidenza della società nata da una costola dell Atm. Non si trattava di una carica onoraria, al contrario visto che i patti parasociali di fatto vincolavano le decisioni della società al parere del comune di Udine. A quanto pare, però, lo scorso anno il Comune non ha rinnovato l accordo e quindi dovrà accontentarsi della vicepresidenza. Il consigliere comunale Bertossi, però, vuole vederci chiaro ecco perché ha preparato un interrogazione per sapere dal sindaco se «ha rinnovato i patti parasociali riguardanti la Saf» e se come tutti ritengono la risposta sarà negativa «quali motivazioni adduce per giustificare un tale comportamento». Bertossi, però, non si accontenta di una risposta verbale pretende infatti una risposta scritta. Una cosa è certa: l eventuale perdita della presidenza Saf viene letta da più parti come un altro pezzo di Friuli che se ne va. Diverse le indiscrezioni che circolano sul perché il Comune abbia lasciato scadere i patti parasociali proprio alla vigilia della nuova gara per l assegnazione del trasporto pubblico locale. Qualcuno ritiene che tutto sia dovuto a una semplice dimenticanza altri invece assicurano che è frutto di una scelta derivante dall intenzione di cedere il pacchetto azionario. Considerato che la cessione non è stata attuata la cosa risulta ancora più incomprensibile. Anche perché, sempre secondo i beninformati, qualche anno fa il gruppo Arriva avrebbe voluto cambiare i patti parasociali proprio per ridurre il peso del Comune di Udine nelle decisioni societarie. Ma in quell occasione gli inglesi sarebbe stati convinti a rinunciare all operazione con la scusante della nuova gara regionale per l affidamento del servizio. Inutile ripetere che la questione è destinata a far discutere. Anche se rispetto alla data di costituzione della Spa quando sommando le quote di Udine servizi, la controllata del Comune, di Friulia, della Banca popolare Friuladria, dell Atap, dell Apt e della Provincia di Gorizia il Sistema Friuli deteneva il 51% della Saf, ora la somma non supera il 40%. L altro 60%, infatti, lo detiene Arriva Italy holding. In questo momento Saf conta 630 dipendenti e gestisce 12 linee urbane, 103 extraurbane e due linee marittime.

5 I sindacati sull insolvenza Snia: una decisione utile TORVISCOSA. In merito alla decisione del Tribunale di Milano di dichiarare lo stato di insolvenza del Gruppo Snia e quindi di accogliere la richiesta formulata dall amministrazione straordinaria di Caffaro Chimica srl, intervengono le organizzazioni sindacali. «Riteniamo tale decisione utile alla definizione complessiva della procedura stessa in quanto si realizzerebbero migliori condizioni per la gestione del rilancio del polo chimico e una maggiore garanzia per il rientro dei crediti». A manifestare soddisfazione per la decisione del Tribunale di Milano sono i sindacalisti della Filcem- Cgil Di Lenardo, della Femca- Cisl, Salvador e Antonino Mauro della Uilcem- Uil, i quali sottolineano come questa sia una «decisione importante perché consentirà di riunificare in un unica gestione un gruppo precedentemente smembrato e che ha determinato le conseguenze drammatiche che tutti conoscono. L estensione della procedura straordinaria- sostengono- consentirà infatti di portare a compimento il programma del commissario avvocato veneziano, Marco Cappelletto, che prevede la vendita dei complessi aziendali e di affrontare in termini definitivi le tematiche ambientali e la salvaguar dell occupazione del sito chimico e del suo indotto». «Dopo 18 mesi il quadro d insieme si sta finalmente ricomponendo e l azione costante e attenta che Organizzazioni sindacali, Rsu, e maestranze hanno dal primo giorno della crisi mantenuto e garantito, stanno dando i primi risultati che vanno nella direzione da noi indicata: rilanciare il polo chimico di Torviscosa- concludono-, garantire continuità occupazionale e allo stesso tempo coniugare il risanamento ambientale. Il rilancio industriale consentirà inoltre di realizzare nuovi insediamenti produttivi e nuove sinergie tra gli attori industriali che saranno attratti dalle potenzialità che il polo di Torviscosa è in grado di garantire». Antonino Mauro aggiunge in una nota che se «era scontato che Snia dovesse fare questa fine, negli ultimi anni ha creato situazioni negative, come la mala gestione e lo scarso interesse all ambiente. Così - dice - è finita un azienda leader della chimica fine in Italia, ma il Tribunale di Milano dichiarandone l insolvenza anche a fronte dei 60 milioni di euro di debiti della società. Come Uilcem saremo attenti nelle varie fasi di questa vicenda molto delicata che vede i lavoratori in apprensione per il futuro anche per il particolare momento che la Bassa Friulana sta vivendo. Crediamo fortemente nel lavoro dell avvocato Cappelletto per dare continuità ad un sito chimico che era destinato a una inevitabile agonia». (f.a.)

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