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1 OLTRE Il giornale dello spazio privato del SE' Quadrimestrale di psicologia, psicoterapia, psicoanalisi, ipnosi, sessuologia, neuropsicologia. SUPPLEMENTO al numero 23 - Registrazione al Tribunale Ordinario di Torino n del 06/04/ Dirett. responsabile: Dott. Ugo Langella - Psicologo, Psicoterapeuta - Iscritto all'ordine degli Psicologi ed all'albo degli Psicoterapeuti, Posizione 01/246 al 17/07/ Str. S. Maria RIVOLI (To) - Tel Esente da pubblicità - Stampa in proprio - Pubblicazione gratuita. Sommario Pag. 1 - Introduzione. IL TARIFFARIO MORTALE A proposito di tariffe ed altro... Pag. 6 - ORDINE DEGLI PSICOLOGI - Consiglio Nazionale - Roma, 9 giugno DDL n Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi. Pag. 8 - ORDINE DEGLI PSICOLOGI - Consiglio Nazionale - COMUNICATO STAMPA - GLI PSICOLOGI RESPINGONO LE ACCUSE DELL ANTITRUST - Roma, 29 maggio Pag. 9 - Ugo Langella - IL TARIFFARIO MORTALE - Racconto poliziesco di Fario Tarif. (1998) Introduzione I primi due articoli descritti nel SOMMARIO e sotto riportati, dove l Ordine degli Psicologi è accusatore ed accusato, hanno principalmente, se non esclusivamente, lo scopo di introdurre il terzo: un racconto... un po giallino per disquisire sul tema del tariffario, racconto da me scritto nel 1998 quando l Ordine degli Psicologi decise di imporne uno, mai autorizzato dai ministeri competenti, auspicato da alcune compagnie di assicurazione, comunque utilizzato dal Fisco come base (!) per gli sudi di settore e da me mai applicato in quanto, nel pieno rispetto del codice deontologico, ma ancora prima di esso, sin dal 1971 ho sempre patteggiato il mio onorario con il paziente. Lavorando con un impostazione psicoanalitica freudiano-kleiniana, tre sedute alla settimana sono irrinunciabili, e nei casi gravi inizialmente anche di più, per cui da anni propongo al paziente un forfait-mese sempre uguale, escluso agosto, che è poi, in pratica: un assistenza continua. Il forfait non è contemplato dal tariffario. E previsto invece dal Fisco negli studi di settore, ma contabilmente non considerato anche se espressamente indicato dal contribuente. 1

2 Da quello che ho potuto capire attraverso i pazienti che sono venuti da me dopo essere stati da altri psicologi, appena l Ordine decretò l entrata in vigore del Codice Deontologico e con esso del tariffario-nomenclatore, così fu. Nonostante che dopo il rilievo dell Antitrust (sotto riportato) dai vertici dell Ordine si continui a smentirlo, un elevato numero di colleghi lo applicò immediatamente - in corsa - cioè con i pazienti che già aveva in trattamento, derivandone di fatto un danno sia per l utenza che per la categoria poiché le nuove tariffe accrebbero i costi per i pazienti, con l effetto minimo prevedibile per gli psicologi di sentirsi richiedere una diminuzione del numero delle sedute, ed un effetto massimo: l impossibilità di proseguire il trattamento per abbandono da parte del paziente, che si giustificava con l affermazione circa un ritrovato benessere grazie all assunzione di psicofarmaci prescritti dal medico generico. (!) Gradualmente, da quello che ho sentito successivamente da diversi colleghi, ne è derivata un ovvia caduta di richieste, non compensata dalle settimane del benessere (incontri gratuiti programmati in una settimana dell anno, come gli odontoiatri) (in Piemonte - altrove, non ne sono informato) ed altre simili iniziative promozionali, ultima delle quali - in alcune province del Piemonte - la presenza gratuita dello psicologo - per alcuni giorni - nelle farmacie disponibili a questo esperimento. La protesta inviata al Parlamento dal Consiglio nazionale dell Ordine degli Psicologi in data 9 giugno 2012 circa il DDL n Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi - vedi il documento a pagina 6 - è giusta e legittima, ed ovviamente l ho sottoscritta, ma sono convinto che il più grave danno alla categoria al quale la protesta sembra voler porre un argine, non derivi tanto dalle persone in essa descritte, le quali possono aver sfruttato la situazione che si è venuta a creare, quanto dall imposizione del tariffario attraverso il codice deontologico prima che venisse approvato dai ministeri competenti, e comunque troppo presto in rapporto al consolidamento della categoria nella pubblica opinione. Del resto, la stessa cosa è avvenuta qualche tempo dopo per i veterinari, seguita anche per loro da una robusta caduta della domanda. Nel 2011 si arrivò all eliminazione delle tariffe minime, e finalmente, nei primi mesi del 2012 alla totale liberalizzazione tariffaria. Pur tuttavia bisogna che gli psicologi vigilino, poiché numerosi colleghi, resi forti anche dall appoggio di altre categorie professionali, premono affinché un tariffario venga comunque ripristinato, e per noi significa in primis approvato dai tre ministeri competenti, approvazione alla quale i dirigenti dell Ordine degli Psicologi non sembrano ancora disposti a rinunciare, giustificandosi come il lettore leggerà più sotto. Anche a me piacerebbe ricevere per ogni seduta le cifre richieste a Roma, Milano,Torino, e sino al 1994 quando ancora avevo lo studio a Torino avveniva, ma adesso che lavoro in provincia, fra guadagnare di meno e non avere pazienti, ma soprattutto: fra il non poter fare il numero delle sedute che ritengo indispensabile per un buon trattamento psicoterapeutico secondo i presupposti della psicoanalisi freudiano-kleiniana (almeno tre alla settimana, come ho già scritto) o guadagnare di meno per ogni seduta, preferisco guadagnare di meno per ogni seduta. Ed è appunto per questo che concordo con il paziente un forfait-mese soddisfacente economicamente per ambedue. Se vi sono colleghi che ritengono di chiedere di più, è giusto che siano liberi di farlo. Ma che non sia impedito a chi, quale che ne sia il motivo, di chiedere di meno! Personalmente non ritengo affatto che elevate tariffe siano espressione di maggiore abilità e competenza, come non lo è avere lo studio in una determinata zona. Tuttavia a Torino, ad esempio, è noto che i medici specialisti più ricercati, ed anche gli psicologi che vogliono esserlo, 2

3 hanno lo studio in un certo quartiere, dove si praticano le tariffe più elevate. Ma tant è! Il lettore potrà trovare queste ed altre considerazioni nel mio racconto: Il tariffario mortale. (Vedi pagina 9) Circa il comunicato stampa del Presidente dell Ordine degli psicologi in risposta alle accuse dell Antitrust (riportata a pagina 8) - GLI PSICOLOGI RESPINGONO LE ACCUSE DELL ANTITRUST - Roma, 29 maggio non posso negare che mi abbia sconcertato. (Ma, dico io, quello da che parte sta?) La cosa incredibile è che l Ordine degli Psicologi, ragiona in modo del tutto astratto rispetto alla realtà del mercato. Si, si, 40 euro lordi sono pochi, ma sino ad un certo punto Sono le parcelle di altri professionisti (e di certi colleghi) ad essere assurde Teoricamente, condividiamo tutti quanto scrive il Presidente del Consiglio Nazionale del nostro Ordine, ma chi fa il mercato non è certo l Ordine, mentre fu proprio l istituzione del tariffario a restringerlo, come sopra ho già scritto. Si vuole tornare al passato quando dallo psicoanalista, dallo psicoterapeuta, dallo psicologo andavano soltanto i ricchi? Pur non essendo mai stato approvato dai competenti ministeri, come il Presidente sottolinea, tuttavia ci è stato imposto dall Ordine stesso senza nemmeno fare il referendum che era stato preannunciato, o meglio: per correttezza devo scrivere che io - iscritto - non ne ho mai avuta notizia. Comunque il Fisco, alla data in cui il Dott. Palma risponde all Antitrust, era già andato ben oltre ai valori economici indicati dall Ordine. Nell anno fiscale 2009 x il 2008, utilizzando il programma Gerico dell Agenzia delle Entrate si poteva vedere come per essere congrui - a zero spese - si sarebbero dovuti chiedere al paziente almeno 47 euro per seduta! Qui non si tratta più di capire, come fa il Dott. Palma Presidente dell Ordine degli Psicologi - cosa si può o non si può fare con i teorici e mai approvati 40 euro per seduta, ma chi ci manda i pazienti per guadagnare anche soltanto 40 euro per seduta, soprattutto se si ha lo studio non nel quartiere **** e il numero delle sedute al mese è se non tre alla settimana, almeno 3 una settimana e 2 l altra, 3 una settimana e 2 l altra (formula tre-due tre-due) come nei trattamenti ad orientamento psicoanalitico anche a Torino e Milano. Circa tale ripartizione delle sedute, anzichè tre + tre + tre + tre si ha l impressione che la formula tredue tre-due serva soltanto ad evitare al paziente un aumento della parcella. Se poi dai 50 minuti di durata della seduta di un tempo si è trovata una giustificazione teorica per far diventare l ora di 45 minuti, che diversi colleghi hanno poi fatto diventare 40 e qualcuno 30, evidenti escamotage per ricuperare il non aumento della parcella rendendo così disponibile del tempo per ulteriori guadagni, rimane però sempre il fatto che nei trattamenti non abbreviati bisogna trovare i pazienti disponibili a spendere, e se si tiene conto di quanto sopra, anche solo 40 euro per seduta possono sembrare pochi ma non lo sono. Insomma: allo scopo di mantenere inalterato o meglio ancora: accrescere il guadagno, si sta arrivando alle monodosi esattamente come le multinazionali nei periodi di crisi:...i margini si fanno con i volumi: più modello Unilever e Ikea. ( La Stampa 28/8/ pag. 8 - Il mondo è più povero. la spesa si fa mini.). Rimane il fatto che i detersivi anche in monodose funzionano ugualmente. Siamo sicuri che, invece, il risultato del nostro lavoro sia sempre lo stesso? L esperienza dice di no. Qui vorrei inserire un dubbio. Ma davvero questi professionisti della psiche riducono il numero e la durata delle sedute solo per un maggiore guadagno? Apparentemente sembrerebbe di si e sicuramente in alcuni casi lo sarà. Il lavoro dello psicologo, ed ancor più 3

4 quello dello psicoterapeuta e dello psicoanalista, esigono la presa in carico del paziente e dei suoi problemi sino a quando il malessere diminuisce e/o viene ripristinato un benessere perduto o raggiunto un benessere mai provato prima grazie ad una effettiva crescita psicologica del soggetto. Ma affinché ciò avvenga, è indispensabile che il professionista sia in grado di reggere il paziente e le sue angosce per tutto il tempo necessario, con una quantità di sedute sufficiente a soddisfare queste premesse. Detto più esplicitamente, per essere davvero efficace il terapeuta dovrebbe essere in grado di accettare che il paziente stabilisca con lui un rapporto simbiotico. Quest ultimo, cioè - bambino - dovrebbe trovare nell operatore una figura materna in grado di farsi carico di tutte le sue angosce per tutto il tempo del trattamento / crescita quand anche durasse anni, angosce che solitamente dovrebbero essere portate in seduta, ma che talvolta potrebbero richiedere di essere smaltite anche fra una seduta e l altra, ad esempio anche solo attraverso una telefonata rassicurante, sia di giorno che di notte. E mia convinzione che in molti casi il diradamento delle sedute e/o un elevata richiesta di natura economica per ogni seduta da parte del terapeuta abbiano lo scopo - di cui non è affatto detto che se a sua volta non ha fatto un percorso psicoanalitico come paziente o un certo numero di sedute di supervisione con un collega più esperto, ne sia cosciente abbiano lo scopo - dicevamo - di evitare che il paziente stabilisca questo rapporto simbiotico con lui, poichè è il terapeuta stesso che non è in grado di reggerlo o non si sente sufficientemente preparato per venirne a capo, per cui il livello della sua ansia all interno di sedute più ravvicinate diverrebbe insopportabile. Oppure potrebbe anche accettare di farsene carico, ma ad un guadagno economico che lo risarcisca ampiamente. Comunque, per ritornare al discorso principale, come ho già scritto chi fa il mercato è l utente, per cui se gli fai pagare una certa tariffa viene, diversamente non viene o viene per poche sedute, e chi ci rimette è prima lui e poi lo psicoterapeuta! Se pensiamo che Freud faceva sei sedute alla settimana e si lamentava ancora della crosta del lunedì, anche se più tardi scrisse che si poteva fare una buona analisi anche solo con tre sedute alla settimana, che dire di quei trattamenti con una seduta alla settimana, una ogni 15 giorni oppure una ogni uno o due mesi? Non saranno trattamenti psicoanalitici, ma con una simile distanza fra una seduta e l altra, davvero si può fare una qualche psicoterapia capace di portare nei pazienti quei cambiamenti consistenti e duraturi che loro si aspettano e per i quali pagano cifre più elevate, poichè è ovvio che con simile frequenza lo psicologo può chiedere molto di più per seduta? Se si vuole fare gli psicologi & psicoterapeuti, non vi sono alternative se non praticare tariffe più basse, e se si vuole un guadagno ragionevole, non si può far altro che lavorare un maggior numero di ore. Se si trattasse di una seduta sola, come avviene con molti medici specialisti, il cliente si rassegna anche a pagare quanto richiesto, cioè una cifra elevata, tanto poi tutto finisce lì, ma non così nei trattamenti psicoterapeutici & psicoanalitici o psicoterapeutici a indirizzo psicoanalitico dove si sa bene che una seduta non basta. Che lo ignori il Fisco, passi, ma che finga di ignorarlo il Dott. Palma non è assolutamente ammissibile! Quanti potenziali pazienti sarebbero disposti a pagare 40 euro per mesi o anni, anche solo per due sedute alla settimana, tanto più a causa del dimezzamento degli stipendi per via dell entrata in vigore dell euro? Sicuramente molti di meno di quanti ne avrebbero bisogno, soprattutto in questi tempi di crisi! Scrive in proposito P. Heimann:...E una realtà pura e semplice che la nostra 4

5 professione, per sua natura, va incontro a difficoltà e sofferenza. Chiunque voglia un lavoro facile, che lo impegni dalle 9 alle 5 del pomeriggio, non dovrebbe diventare analista, [o psicologo o psicoterapeuta] e chiunque abbia erroneamente intrapreso tale professione dovrebbe abbandonarla al più presto possibile, per il suo stesso interesse e per quello dei suoi pazienti. (Bambini e non più bambini - Borla pag. 387) Ma allora, a chi conviene la presa di posizione dell Ordine? Ai big della categoria, in primo luogo docenti universitari e psicologi che già lavorano negli enti pubblici e che in tal modo - tralasciando alcune voci malevoli - hanno acquisito una certa notorietà... per cui possono selezionare i pazienti in virtù di quanto sono disposti a pagare? Ai molti colleghi che lavorano nelle tre o quattro città più grandi d Italia, per sopravvivere anche con pochi pazienti? Agli altri, soprattutto a quelli che lavorano in provincia, non conviene di certo, e di fatto la politica dell Ordine li mette fuori gioco nascondendosi proprio dietro la pretesa di difenderli! Del resto, il Dott. Palma dice senza mezzi termini che in Italia gli psicologi sono già anche troppi. In una circolare agli iscritti all Ordine degli Psicologi appena arrivata - terza decade di agosto il Dott. Palma ritorna nuovamente su questo tema:...sono ben oltre gli iscritti che non lavorano, non producono reddito e non hanno quindi clienti Psicologi che non lavorano? Che aspettano? Ma c è tanta gente intorno a noi che ha bisogno dello psicologo, solo che quest ultimo anteponesse la sua funzione al guadagno, come del resto fa capire anche la Heimann! (Vedi pag. 391) Qualche decennio fa, andai di notte ad affiggere manifesti abusivi sulle colonne di Via Roma a Torino, circa la psicoanalisi di gruppo che allora praticavo! E ottenni successo! Non ho mai avuto paura di darmi da fare per cercare pazienti - e del resto Divano prima e OLTRE poi sono nati anche (ma non solo) a questo scopo - poiché ho sempre applicato il proverbio: Chi vuole vada e chi non vuole mandi. Visto il crescente numero di suicidi ed omicidi causati dalla crisi economica che stiamo attraversando - anche se non va dimenticato che il Piemonte è sempre stato fra le regioni italiane con questo triste primato - ultimamente ho incominciato a fare - sottotono, poichè di lavoro ne ho già abbastanza - della pubblicità circa la Psicologia d urgenza, caratterizzata dal messaggio: Prima di fare del male a te o ad altri, chiamami! Ebbene: ho programmato il primo intervento come gratuito, ed il secondo, a pericolo scongiurato - si spera - pure. Del resto, come posso immaginare di correre da un soggetto che ha interrotto il suo processo suicidario per chiamarmi nella speranza che almeno io psicologo lo convinca a desistere ascoltando la sua disperazione, ponendogli come precondizione una tariffa di non meno di 40 euro, come vorrebbe il Presidente dell Ordine degli Psicologi? Poi dopo il secondo intervento si vedrà come intervenire ed attraverso chi e/o quale struttura! Ecco un esempio sul come diminuire il numero degli psicologi disoccupati! Non con la settimana del benessere o l ascolto in farmacia! In Italia manca una specifica task force di psicologi specializzata per intervenire nelle situazioni sopra descritte: lasciamo tutto il campo agli psichiatri, con il risultato che il primo intervento è la sedazione farmacologica protratta in ambito ospedaliero, alla quale spesso non ne segue nessun altro se non una terapia di mantenimento extra-ospedaliera, che spesso dura tutta la vita. Spero di aver chiarito come personalmente non ho affatto bisogno che sia l Ordine a fare da mediatore economico fra me e il paziente. Quando me lo trovo davanti, sono io ed io soltanto che posso valutare cosa sia dignitoso per ambedue! Sarebbe sicuramente più corretto se il Dott. Palma spostasse la sua preoccupazione per la dignità degli psicologi dalle loro tariffe alla loro preparazione! 5

6 Qualche anno fa ebbi come paziente un impiegata che si era appena separata dal marito ed era ritornata a vivere con i genitori. Insieme avevamo concordato un forfait- mese di 350 euro. Dopo circa tre anni aveva raggiunto un livello di benessere che le consentì di andare ad abitare da sola. Purtroppo però, non le bastavano i soldi, ed un giorno mi disse che si sentiva costretta ad interrompere il nostro lavoro, salvo che si fosse ridotto il numero settimanale delle sedute, tre sino a quel momento. Respinsi questa sua richiesta, e dopo qualche minuto di silenzio le proposi euro di forfait mese, senza nemmeno riflettere per un attimo se fosse una cosa dignitosa o no. Grazie a questo mio comportamento, i successivi mesi di trattamento furono di un risultato straordinario. Questa donna trovò un uomo che l amava intensamente, riuscì ad amarlo a sua volta, rimase incinta senza una nausea tanto avevamo lavorato sulla sua ambivalenza circa la maternità, e da alcuni mesi è madre di una bella bambina partorita serenamente, senza contare diverse altre conquiste intermedie. Ho citato questo caso poiché per me costituì il mio più riuscito lavoro di questi anni, in quanto diminuita l ansia da prestazione visto quanto ero pagato, cosa che invece può farsi sentire quando si chiedono elevate parcelle per il timore di fare passi falsi che le metta a repentaglio, riuscìì ad applicare strettamente come non mai quanto scritto da W. Bion in: Attenzione e interpretazione - Armando 1973: E importante che l analista [nel corso della seduta] eviti l attività mentale, la memoria e il desiderio i quali sono tanto dannosi alle sue condizioni mentali di forma quanto alcuni tipi di attività fisica sono dannosi ad una condizione fisica di forma. (Pag. 60) Infine, ai colleghi darei un consiglio. Come sicuramente saprete, fra le tante voci che correvano in questi ultimi mesi sulla liberalizzazione delle tariffe e sul mettere le briglie agli Ordini professionali, per qualche giorno si parlò di un patteggiamento scritto fra lo psicologo e il paziente circa il costo del trattamento ed il numero delle sedute. Poi, non si capisce per quale motivo, venne eliminato. Sembrava la cosa più sensata anche contro l evasione fiscale! Comunque, voi fatelo ugualmente anche se non richiesto, purché ovviamente controfirmato dal paziente, poiché è l unica difesa nei confronti del Fisco. Pur non essendo più obbligatoria l applicazione del tariffario, viste le parcelle che il fisco ci attribuisce oggi, senza quel documento può inchiodarci a chissà quali guadagni! Io lo faccio da oltre 15 anni! ORDINE DEGLI PSICOLOGI - Consiglio Nazionale DDL n Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi. Roma 9 giugno 2012 L'Ordine degli Psicologi, la Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Psicologia, la Consulta dei Direttori dei Dipartimenti di Psicologia, l'associazione Italiana di Psicologia, che sono i più importanti organi di rappresentanza accademica, scientifica e professionale della psicologia italiana, esprimono apprezzamento per la volontà di regolamentare una materia così complessa come le professioni non organizzate in ordini e collegi e in merito al disegno di legge n rilevano le seguenti criticità che possono pregiudicare la tutela della salute degli utenti. II DDL 3270 affida alle associazioni professionali di natura privatistica i compiti di valorizzare le competenze dei propri iscritti e promuovere la loro formazione continua, vigilare sulla condotta professionale degli associati, agevolare le scelte e tutelare gli utenti 6

7 nel rispetto delle regole della libera concorrenza (art. 2). Nello stesso tempo, però, assegna alle stesse associazioni la funzione di (i) individuare i titoli di studio necessari, indicare l'eventuale obbligo di aggiornamento ed accertare l'effettivo assolvimento di tale obbligo (art. 5) e (ii) rilasciare attestazioni relative agli standard qualitativi e di qualificazione professionale, che tuttavia non rappresentano requisito necessario per l'esercizio dell'attività professionale (art. 7). Poiché si prevede che le associazioni, oltre a promuovere e controllare l'attività degli associati, debbano definire anche i percorsi formativi e i contenuti professionali, il DDL 3270 sembra proporre un sistema interamente fondato sull'autoreferenzialità, privo di organismi esterni e indipendenti cui affidare procedure di valutazione, controllo e accreditamento. Il DDL 3270 non definisce alcuna professione e rinvia ogni definizione delle associazioni professionali e delle loro forme aggregative alla normativa tecnica UNI da sviluppare con il contributo delle stesse associazioni e forme aggregative, prevedendo la possibilità che le stesse possano anche costituire organismi di certificazione della conformità per i settori di competenza (art. 9). Esplicitamente il DDL 3270 vieta alle associazioni l'adozione e l'uso di denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini o collegi (art. 2, comma 5) e l'esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti (art. 2, comma 6). Tuttavia, in assenza di precisi criteri di demarcazione concettuale, curriculare e metodologica e di definite procedure di controllo e sanzione, è possibile che gli scopi e le attività delle professioni oggetto del presente DDL possano confliggere o parzialmente sovrapporsi a quelli delle professioni ordinate. Attualmente sono numerose le professioni non regolamentate che agiscono in un ambito concettuale, metodologico e terapeutico che in parte corrisponde a quello della psicologia. Il V rapporto elaborato dal CNEL nel a tutt'oggi il documento più citato in materia - rileva la presenza di cinque associazioni diverse che si occupano di counseling 1 e di dodici associazioni che si occupano di "cure psichiche", come quelle degli armonizzatori familiari, degli psicofilosofi e degli operatori Reiki amore universale. Tra le associazioni di "medicina non convenzionale" compaiono cinque associazioni di musicoterapia e un numero imprecisato di associazioni che lavorano su problematiche di carattere psichico e relazionale. Nell'ambito "sanitario", infine, figurano diverse associazioni che si occupano di tematiche psicologiche e psicopedagogiche. Diversamente da quanto accade per le professioni non regolamentate, per acquisire il titolo di psicologo occorre completare un percorso universitario quinquennale, espletare un tirocinio professionalizzante post lauream di durata annuale, superare un Esame di Stato ed ottenere l'abilitazione all'esercizio della professione. Come previsto dalla Costituzione (art. 33, comma 5), l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio professionale rappresenta una garanzia che la formazione di chi esercita professioni suscettibili di incidere su diritti costituzionalmente garantiti o riguardanti interessi pubblici generali meritevoli di specifica tutela, sia adeguata alla bisogna (Senato della Repubblica, Legislatura 16a, 7a Commissione permanente, Resoconto sommario n. 350, 1 febbraio 2012). Per dedicarsi alla cura e terapia psicologica, una volta iscritti all'ordine degli Psicologi (o dei Medici Chirurghi), occorre acquisire un'ulteriore specializzazione almeno quadriennale e richiedere l'annotazione nell'albo per l'esercizio della psicoterapia. Un così complesso percorso di formazione e abilitazione garantisce che gli psicologi acquisiscano principi, conoscenze, modelli e metodi condivisi dalla comunità scientifica internazionale e li utilizzino in modo competente ed etico al fine di promuovere lo sviluppo, il benessere e l'efficacia di individui, gruppi, 7

8 organizzazioni e società, e offrire un efficace servizio a utenti e cittadini nel rispetto del diritto alla salute sancito dall'art. 32 della Costituzione. L'approvazione del DDL 3270, così come è adesso formulato, rappresenta un riconoscimento di fatto delle associazioni che operano nel campo delle problematiche psicologiche e offrirebbe una legittimazione a pratiche che non sempre posseggono i requisiti della evidenza scientifica e della correttezza deontologica. Il delegare a dette associazioni il riconoscimento di eventuali requisiti per la partecipazione all'associazione, come ad esempio i titoli di studio relativi alla attività professionale, o l'eventuale obbligo di aggiornamento professionale continuo, potrebbe alimentare l'istituzione di nuove figure professionali che utilizzano conoscenze e strumenti di tipo psicologico senza averne le competenze e senza aver completato alcun periodo di formazione e praticantato presso sedi accademiche o legalmente riconosciute, oppure offrono prestazioni e servizi finalizzati al benessere psicologico adottando tecniche e procedure prive di fondamento scientifico e documentata efficacia, in qualche caso sconfinando nella manipolazione e nel plagio. Per questi motivi, l'ordine degli Psicologi, la Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Psicologia, la Consulta dei Direttori dei Dipartimenti di Psicologia e l'associazione Italiana di Psicologia, consapevoli della responsabilità sociale del loro ruolo, nell'auspicare che la tutela della salute sia riservata alle sole professioni ordinate, chiedono che il legislatore renda più esplicita la demarcazione tra le professioni ordinate e le professioni non organizzate in ordini o collegi e chiarisca a quali specifiche sanzioni, oltre a quelle previste dall'art. 348 del CPP, incorrano coloro che pur iscritti ad associazioni e loro aggregati svolgano attività proprie di professioni ordinate e chi dovrà vigilare in merito a tali adempimenti. NOTA 1 - L'attività del counseling si riassume interamente ed esattamente nella consulenza psicologica breve, detta anche focale o sostegno psicologico, attività clinica che dal 1989 in Italia il Legislatore ha inteso affidare a psicologi professionisti iscritti all'albo con una specifica formazione. NOTA 2 - Stando a quanto riportato dal CNEL in merito alle associazioni dedite alla "cura psichica" nella metà dei casi tali pratiche potrebbero essere affidate a persone che vantano un titolo di scuola superiore (Tab. 9) e che potrebbero non essersi mai sottoposte a verifiche pubbliche in merito alle competenze possedute, come invece richiesto a tutti coloro che conseguono l'abilitazione all'esercizio della professione di psicologo. ORDINE DEGLI PSICOLOGI - Consiglio Nazionale - COMUNICATO STAMPA GLI PSICOLOGI RESPINGONO LE ACCUSE DELL ANTITRUST Roma, 29 maggio 2009 Roma, 29 maggio Gli Psicologi respingono le accuse che arrivano dall Antitrust. La Legge Bersani per gli psicologi? Liberalizzava la pubblicità e gli psicologi hanno riposto va bene ed hanno approvato l atto di indirizzo sulla pubblicità nel pieno rispetto della normativa vigente. Abolizione tariffe minime? Niente di più facile: gli psicologi non hanno un tariffario approvato con decreto, quindi nulla da abrogare! Ma forse è pure il caso di entrare nel merito: vogliamo dire che la tariffa minima consigliata per una seduta di psicoterapia 8

9 individuale di 50 minuti (altre professioni hanno possibilità di fare interventi anche in 5 minuti uno psicologo NO!) è di 40 euro lordi??? La tariffa minima consigliata di 40 euro si riduce a causa delle detrazioni fiscali di circa il 40% e quindi siamo a 24 euro da cui ovviamente vanno detratte le spese per lo studio professionale. Inoltre, per poter esercitare la psicoterapia lo psicologo ha dovuto seguire un percorso formativo di almeno 10 anni - 5 anni per la laurea + tirocinio post laurea di 1 anno + esame di stato (6 mesi circa solo per effettuare le prove d esame) + specializzazione almeno quadriennale in Psicoterapia). E forse è appena il caso di aggiungere che si tratta di un intervento professionale che anche nella tariffa deve rispondere a criteri di dignità! Per quanto riguarda l Accesso alla professione ed il presunto ruolo ostativo degli Ordini, abbiamo già dimostrato, dati alla mano afferma Palma - che nel caso degli psicologi la percentuale di superamento dell esame di stato già al primo tentativo è di circa l 80%, quindi in Italia chi decide di diventare psicologo ha 80 possibilità su 100 di farcela! Ed ancora dal confronto con l Europa uno psicologo europeo su tre è italiano! Tuttavia, il Consiglio Nazionale non è affatto contrario a modificare il Codice deontologico sulla questione delle tariffe, ed infatti si sta lavorando sulla nuova versione da sottoporre al referendum degli iscritti, come previsto dalla nostra legge di ordinamento. Riteniamo inoltre conclude Palma - che da parte nostra sono stati fatti tutti gli sforzi necessari per adeguare norme e comportamenti alle esigenze dell utenza. Con questo obiettivo negli anni sono state realizzate iniziative importanti, come la Carta dei Diritti del Consumatore-Utente delle prestazioni psicologiche, realizzata in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori, al fine di stabilire le regole, i diritti e le tutele del cittadino. Definita dallo stesso presidente dell Antitrust, Antonio Catricalà, un ottimo documento, la Carta dei Diritti, entrata in vigore a luglio del 2007, è stata pensata per orientare il consumatore ad un uso responsabile e consapevole delle prestazioni psicologiche ed ha come obiettivo primario quello di migliorare il rapporto con lo psicologo, garantendo la qualità delle prestazioni al servizio dell utente. A questo si aggiunge il diritto di definire i termini contrattuali in forma scritta specificando, tra le altre cose, i dati del professionista, la frequenza e la durata degli incontri, i costi e le modalità di pagamento, soprattutto a seguito dell abolizione per legge delle tariffe minime stabilita dal Decreto Bersani. IL TARIFFARIO MORTALE Racconto poliziesco di Fario Tarif (1998) La giornata si preannunziava calda, penso' il Questore mentre si accendeva la sigaretta sulla radiomobile che, prima del solito, lo stava portando in ufficio: nella notte due donne erano state uccise in punti diversi della citta'. In questura c'era animazione, e nei corridoi numerosi fermati attendevano di essere interrogati. Sulla scrivania trovo' i primi verbali e le foto della Scientifica. Ormai a certi spettacoli c'era abituato. Si. Erano due giovani donne. Giro' le foto in tutti i sensi per vederne meglio il viso ed i particolari. No. Non erano Albanesi e non sembravano 9

10 nemmeno prostitute. Non dovevano essere niente male, da vive. Un lavoro pulito. Roba da professionisti. Un unico preciso colpo in mezzo alla fronte. Stancamente, ancora assonnato, con gli occhi semichiusi per difendersi dal fumo della sigaretta all'angolo della bocca (classico, no?), prese in mano i verbali ed incomincio' a leggerli. Sobbalzo': erano due psicologhe. Subito gli sembro' tutto chiarissimo. Qualche "matto" si era innamorato di loro e, respinto, le aveva uccise. Colpa del "transfert", come lo chiamano, e gli venne da sorridere. (Per i poliziotti e non solo loro, nei trattamenti psicoterapeutici o psicoanalitici esiste solo il transfert positivo). Prese le due foto dei volti e le confronto': la tecnica era uguale. Lo stesso killer, la stessa arma. Gli omicidi erano avvenuti a due ore uno dall'altro: il tempo di spostarsi e riorganizzarsi. Uno schizofrenico. Sicuramente uno schizofrenico. Aveva scambiato la loro disponibilita' per consenso, per cui ci aveva provato. Sentendosi respinto, era ritornato di notte ed aveva ucciso, forse dopo averci provato ancora una volta. Ma ucciderne due...! Respinto dalla prima aveva provato con la seconda, ed al nuovo rifiuto aveva perso la testa. Una calibro 38. Un'arma comune che pero' richiede una mano ben ferma. E che precisione per un malato mentale! Quello, anziche' andare in seduta, andava al poligono! No. C'era qualcosa che non funzionava. * * * Il Gip premeva e gli ispettori della Omicidi fecero piu' casino del solito. Buttarono all'aria gli studi e gli alloggi delle uccise. Sfogliarono persino i libri, cosa che richiese un mucchio di tempo. Erano "semplici" psicologhe. Nessuna delle due era psicoterapeuta, per cui non si poteva capire con chiarezza di cosa si occupassero, ne' le agende furono piu' produttive. Vi erano comunque nomi e numeri di telefono, trasmessi subito in Centrale, da dove numerose pattuglie sgommarono via. Cosa accomunava le due donne, era la presenza in casa di numerosi fogli recanti elenchi di prestazioni psicologiche, con a fianco delle cifre; tariffe, probabilmente. Certamente non riguardavano soltanto loro poiche' non potevano, da sole, fare tutte quelle cose! Che fosse un tariffario criptato per ben altre prestazioni? Bisognava sentire il Presidente dell'ordine, che fra l'altro era un avvocato (!) e sarebbe stato piu' facile capirsi. L'incarico venne dato ad una giovane ispettrice, laureata in Psicologia a Padova. Emerse che le due donne facevano parte della Commissione per il tariffario istituita dall'ordine stesso, e che era appena uscita sul "Notiziario", organo ufficiale degli iscritti, la loro relazione sul lavoro svolto e le conclusioni raggiunte. Non era molto ma, almeno, un filo univa le due morti. Mancava il movente. Fu l'ispezione dei conti bancari, del resto di routine, a rivelarsi sorprendente. Ambedue le psicologhe negli ultimi tempi avevano ricevuto sostanziosi bonifici. Venne chiesto ai Direttori di saperne di piu', e risulto' che la somma piu' consistente proveniva da una nota casa farmaceutica produttrice di psicofarmaci; un'altra, di poco minore, da un'organizzazione di neurologi, psichiatri e neuropsichiatri, noti sulla piazza per essere degli organicisti di ferro; quelli che, per intenderci, si sentono piu' bravi degli altri 10

11 poiche' non si limitano a prescrivere psicofarmaci, ma vedono nel loro dosaggio ottimale la soluzione dei problemi dei pazienti, ridando appuntamento a tariffa piena solo per diminuire un po' questo ed aumentare un po' quello. Ma le sorprese non erano finite. Un'altra somma, sia pure minore ma pur sempre consistente, proveniva da psicologi che lavoravano nel Servizio Sanitario Nazionale, sia a tempo pieno che a tempo parziale, e che nello stesso vi svolgevano prestazioni private, cosiddette intra-moenia, che la Legge aveva permesso da poco. Senz'altro era stato scoperto qualcosa di importante, ma erano in gioco degli omicidi, ed il movente non aveva fatto un passo avanti. Venne fatta una classificazione della corrispondenza e dei fax sequestrati sia negli studi delle vittime, che nei raccoglitori della Commissione del Tariffario, presso l'ordine. Quale non fu la sorpresa nel constatare, e qui finalmente gli investigatori cominciarono a sentirsi ottimisti, che il mucchio piu' consistente conteneva proteste, minacce, sdegno proprio per i risultati di quella relazione finale. Tant'e' che il Gip disse ai giornalisti, frettolosamente convocati, che le indagini erano ad una svolta decisiva. Fax e lettere esprimevano le preoccupazioni di un elevato numero di psicologipsicoterapeuti, tutti esclusivamente liberi professionisti come poi venne accertato, i quali ritenevano che il prontuario delle tariffe, cosi' com'era concepito, qualora fosse stato approvato avrebbe di fatto svuotato i loro studi dai pazienti attualmente in trattamento e non avrebbe piu' consentito di farsene altri. Le spiegazioni addotte indicavano le cause in una regione ed in un capoluogo non certo ricchi, con elevati strati di proletariato ed una consistente fascia di borghesi piccoli piccoli, per cui chiedere ad un siffatto paziente lire per seduta, come il tariffario proponeva, per tre sedute alla settimana, poiche' gli psicoterapeuti di indirizzo psicoanalitico freudiano-kleiniano generalmente lavorano con quella frequenza se non maggiore, per anni, appariva semplicemente demenziale. Ma non lo era meno la: "Stesura relazionale con descrizione analitica delle valutazioni psicodiagnostiche, sintesi clinica ed eventuale progetto di intervento" a lire quando cioe' avrebbe dovuto seguire automaticamente, per correttezza professionale, ai colloqui anamnestici, generalmente tre o quattro, gia' previsti a lire l'uno (mentre si sarebbe dovuto portarli a ), nel corso dei quali rientrava come ordinaria la somministrazione di alcuni test. D'altra parte qualsiasi sia l'intervento dello psicologo, ed ancor piu' quello dello psicoterapeuta, se non e' il richiedente a rinunciare e' quasi impossibile che il tutto si risolva con una seduta sola. Non e' come andare dal medico specialista, che ti dice che fa (se vuoi fattura, !) ma generalmente non ci torni piu' o ci vai una volta ogni tanto per un controllo. Rimangono comunque prezzi impossibili per pochi minuti di lavoro, molto frequentemente in nero, alla faccia dell'evasione fiscale! (Ma il Ministero delle Finanze ha incominciato gli studi di settore dagli psicologi!) "Lasciamo che siano loro a comportarsi cosi'" - dicevano quelle lettere - "Perche' dobbiamo imitarli? Ci sono gia' gli 11

12 odontoiatri che sono l'incubo della gente, anche perche' le assicurazioni non rimborsano i loro interventi se non in determinati casi (come per gli psicologi). Perche' dobbiamo diventarlo anche noi? Come si puo' avere il coraggio di fare della terapia familiare o di coppia ai prezzi proposti dal tariffario? Non e' forse vero che dopo poche sedute gli interessati direbbero che non ne hanno piu' bisogno, semplicemente poiche' non ce la fanno piu' a sopportare una simile spesa, cercando di risolvere i loro problemi in modo diverso? Come potrebbero questi individui portare agli psicoterapeuti per lungo tempo buona parte dei loro stipendi, al punto da lavorare praticamente per loro, soprattutto in questi tempi finanziariamente difficili per tutti? Si possono diradare le sedute sin che si vuole per consentire al paziente di smaltire i costi elevati, ma non si finirebbe per comprometterne i risultati? La risposta è ovvia. Fu a seguito di queste ed altre lettere che agli investigatori apparve evidente il significato di quelle somme versate in banca, e che ormai apparivano tangenti a tutti gli effetti. Il loro scopo era favorire nell'ordine degli Psicologi l'imposizione di un tariffario con le tariffe minime cosi' elevate, da spazzare praticamente via dalla piazza tutti gli psicologi / psicoterapeuti non medici o non dipendenti delle USL, costringendo i potenziali pazienti a rivolgersi ai primi con il sostegno delle assicurazioni o ai secondi dove ne sarebbe uscito un misto di sedute a carico del Servizio Sanitario Nazionale e del portafoglio del paziente... Un ulteriore guadagno lo avrebbero avuto, dicevano quelle lettere, neurologi e psichiatri, sia poichè la mutua li passa, sia poiche' per quanto paghi stai zitto, in quanto gli psicofarmaci puoi farteli riprescrivere dal medico della mutua. Di conseguenza, alla fin fine, il grosso del guadagno lo avrebbero fatto alcune case farmaceutiche, produttrici di noti psicofarmaci. Alcune lettere, poi, dicevano addirittura che se si fossero approvate quelle tariffe, con tutte quelle male lingue che gia' sparlano degli psicologi, si sarebbe soltanto accresciuta la diffidenza, la sfiducia ed il ridicolo non solo dei pochi liberi professionisti sopravvissuti, ma di tutta la categoria, e che meglio sarebbe stato se ci fosse piu' consapevolezza e competenza nel guadagnare bene anche soltanto poche migliaia di lire, che guadagnarne male molte di piu' e che, del resto, lavorare in una USL non significa affatto garantire il paziente circa l'efficacia della prestazione ricevuta, come quest'ultimo potrebbe pensare. Qualche giorno dopo il Gip indisse una nuova conferenza stampa, nel corso della quale rivelo' i particolari che noi abbiamo gia' anticipato grazie ad un confidente della polizia. Fu in quell'occasione che la mia fonte di notizie mi fece incontrare quell'ispettrice laureata in Psicologia a Padova, che era stata inviata a sentire il Presidente dell'ordine. Mi parlo' come se ci conoscessimo da sempre, e mi esibi' la fotocopia di una di quelle famose lettere che l'avevano turbata di piu'. La custodiva gelosamente nella borsetta, e disse che qualora si fosse dimessa per fare la psicologa, si sarebbe comportata come li' era descritto. Chi scriveva, prima di esprimere la sua perplessita', si chiedeva se quel "minime" indicato sul "Notiziario" circa le tariffe, fosse un lapsus freudiano, mentre si voleva intendere: "massime". A tutti, infatti, piacerebbe guadagnare tanti soldi ed in fretta, o per 12

13 lo meno vedersi ripagati adeguatamente il logorio e le fatiche di tante sedute. Nel caso cosi' non fosse, non riteneva giusto che si scaricassero tutti i costi su pochi pazienti. Certamente che se uno psicologo o uno psicoterapeuta ha soltanto un paziente o due, deve cercare di tirare fuori il piu' possibile le spese da loro, ma allora il paziente che ci sta e' davvero molto malato, e chi lo cura potrebbe essere accusato di circonvenzione! Pur deprecando che un argomento delicato come il tariffario fosse stato lasciato nelle mani di colleghe cosi' giovani, prive di una specifica esperienza almeno decennale per potersi esprimere in materia, la lettera consigliava la Commissione di utilizzare le tariffe minime proposte come tariffe massime, magari alzandole qua e la' leggermente, lasciando invece libere quelle minime, ed effettuando degli accorpamenti anche perche' di fatto, troppe voci a costi diversificati sono facilmente manipolabili, salvo che sia proprio questo che si vuole: vedasi le tariffe dei Commercialisti! E poi - continuava la lettera - vogliamo fare concorrenza ai medici? Non sarebbe il caso che ci si muovesse per denunciare la prepotenza del loro tariffario piuttosto che tentare di emularli, in un momento sociale in cui tanta gente non sa dove sbattere la testa? (Anche se va detto che alla data attuale la loro tariffa minima è di lire!) Indubbiamente le spese logistiche, il fisco, l'analisi e/o la supervisione (sempre che quest'ultime ci siano state!), gli aggiornamenti continui (ammesso che ci siano!), i versamenti per la pensione, costano, come costa il materiale diagnostico che non viene purtroppo regalato, oltre ai libri, alle riviste ed al resto, ma tutto questo il paziente si aspetterebbe che fosse già acquisito, e non che fosse solo lui a pagarlo! Ma i periodi alla voce VINCOLI di quel numero del Notiziario, non sono forse in contraddizione quando affermano: "I valori economici indicati...non sono da considerarsi degli standard imposti, poiche' la congruita' degli onorari applicati per le prestazioni professionali inerisce il patto contrattuale definito fra lo psicologo ed il cliente. Pertanto le tariffe indicate sono da considerarsi come valori minimi suggeriti dall'ordine..."? Ma se e' un patto contrattuale, perche' allora non lo si puo modificare anche in giu'? Notare poi il contenuto del periodo seguente, che probabilmente era stato determinante per armare la mano degli assassini: "Tali tariffe non sono vincolanti nei casi di consulenze richieste da Enti Pubblici... che abbiano tariffe convenzionate stabilite da norme nazionali..." Ma allora non e' vero che le tariffe siano solo consigliate; sono vincolanti! E lo sono solo per l'esercizio della libera professione sulla piazza! Dunque, tariffe bloccate verso l'alto e libere verso il basso - chiedeva la lettera - purche' comunque decorose, (ma non possiamo lasciarle definire da quel "patto contrattuale fra psicologo e cliente" come diceva il Notiziario?) consentirebbero di aumentare il numero dei pazienti (rientrando quindi nelle spese e diventando guadagno) (certo, per guadagnare bisogna pur lavorare! Devono faticare solo gli altri?) favorendo l'accostarsi alla psicologia di tanta gente che sente di aver bisogno dello psicologo, ma teme di dover spendere troppo; non va dallo psichiatra poiche' non si sente cosi' "matta"; non va all'usl poiche' sente, ed a ragione, che quell'ambiente e' troppo spersonalizzato e massificato, cosi' finisce per assumere psicofarmaci somministrati dal medico della mutua, il quale quasi mai ne ha una specifica competenza, e al più ricopia pedissequamente la ricetta del neurologo o dello psichiatra. 13

14 In tal modo si consentirebbe a tanti giovani colleghi di farsi un pochino di esperienza in piu', anche di casi limite che a certe tariffe non si vedrebbero mai! Forse non ci sara' da arricchirsi tanto come i medici o altri liberi professionisti ma si potra' fare della psicologia e della psicoterapia, se si e' interessati a farla! Del resto, non sono gli studi faraonici o la segretaria a fare lo psicologo o lo psicoterapeuta, ed il candidato paziente lo sa benissimo. Si accorge subito da come e' trattato, e non dall'arredamento, se il professionista che ha davanti e' la persona giusta per aiutarlo! Basta un angolo decoroso della propria casa, se non si ha di meglio. La sala d'attesa e' tutt'altro che indispensabile! Volendo poi risparmiare sulle altre spese, basterebbe autogestirsi la contabilita', incombenza assai facile con un po' di buona volonta', imparando a detrarre il consentito dalla dichiarazione dei redditi e riducendo in tal modo l'ammontare delle tasse. Il risparmio sui costi di gestione cosi' ottenuto avrebbe un'ovvia ricaduta positiva sulle parcelle dei pazienti senza nulla togliere alla qualita' del lavoro, e non potrebbe che essere apprezzato, accrescendo la clientela e giovando alla categoria! ATTENZIONE COLLEGHI! - concludeva la lettera - NON DISTRUGGIAMO IL NOSTRO LAVORO CON UN TARIFFARIO SPROPORZIONATO. NON DATE RETTA ALLE CATTIVE SIRENE. NOI NON ABBIAMO ANCORA UNA CREDIBILITA' DA POTERCELO PERMETTERE. LA GENTE PUO' ANCORA FARE A MENO DI NOI! I MEDICI E GLI PSICHIATRI, PIU' UNITI E PIU FORTI DI NOI, SONO ALLA RISCOSSA PER RICUPERARE IL TERRENO PERDUTO, E STANNO TENTANDO DI RIBUTTARCI FUORI DAL RING! LO PSICOFARMACO E' E FORSE SARA' SEMPRE DI PIU' UN AVVERSARIO TEMIBILE. E' inutile che sosteniamo che chi non ci vuole non ci merita! Impariamo dai veterinari che hanno incominciato con tariffe molto basse in modo da creare una solida domanda! SAREBBE UN GROSSO ERRORE SE CI CREDESSIMO AL DI SOPRA DELLE LEGGI DI MERCATO! Nell'indicarmi le righe successive poi, l'ispettrice aveva le lacrime agli occhi. Lo scrivente si chiedeva se non era piuttosto preferibile prima, quando gli psicologi che lottavano per un Ordine ed un Albo, erano piu' preoccupati della qualita' delle loro prestazioni per legittimarsi, che dello studio e del portafoglio. Secondo lei, se io ne avessi parlato agli avvocati difensori degli imputati (poiche' mi disse che erano stati individuati i mandanti degli omicidi: alcuni psicologi e psicoterapeuti liberi professionisti che avevano subito confessato), se tutto questo fosse stato portato nell'aula del tribunale, avrebbero ottenuto non solo tutte le attenuanti, ma il plauso della collettivita', un corteo con i palloncini gialli sotto il carcere ed un'ondata di lettere al Presidente della Repubblica per chiedere la grazia! Ogni riferimento a fatti e persone e' puramente casuale. Ovviamente deprechiamo nel modo più assoluto la violenza descritta, quale che ne sia stata la motivazione, la narrazione della quale aveva solo lo scopo di favorire l elencazione delle situazioni esposte. 14

15 IL CURRICULUM DI UGO LANGELLA Ugo Langella e' nato ad Alba (Cuneo) il 25/6/1943. A Torino dal 1964, nell'estate 1994 ha trasferito studio e abitazione all'attuale indirizzo. Laureato in Pedagogia a Torino nel 1971, nel 79 si e' laureato in Psicologia a Padova. In analisi dal 1975 al 1981 a Milano dalla Dott. Myriam Fusini Doddoli della Società Psicoanalitica Italiana, negli anni 78 e 79 ha partecipato ai suoi gruppi di formazione e supervisione, quest'ultima continuata a Torino nel 79 con il Dott. Flegenheimer e dall'80 all'82 con il Dott. Levi, analisti della Società Psicoanalitica Italiana. Nel 1989 ha conseguito l'attestato di ipnotista presso il Centro Italiano di Ipnosi Clinica Sperimentale C.I.I.C.S. del Prof. Franco Granone. E' iscritto all'ordine degli Psicologi (posizione 01/246 - al 17/07/1989, data di prima costituzione) ed all'albo degli Psicoterapeuti. Puoi trovare tutti i numeri ed i supplementi di OLTRE (compreso il mio tariffario) su internet, cliccando: oltrepsy.it Se vuoi ricevere i precedenti o i futuri numeri di "OLTRE" per , naturalmente gratuitamente, scrivi a: 15

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