Tecnologie Assistive VoIP per Utenti Affetti da Disabilità Visive

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA FACOLTÀ DI INGEGNERIA Corso di Laurea in Ingegneria dell Informazione Tecnologie Assistive VoIP per Utenti Affetti da Disabilità Visive Nicola Di Trani Tesi di Laurea di: Relatore: Chiar.mo Prof. Ing. Cesare Stefanelli Anno Accademico

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3 3 Alla mia famiglia

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5 Indice: Introduzione 7 Capitolo 1. Le disabilità visive Legislazione italiana e internazionale Legge n.4, 09/01/04-Legge Stanca SECTION 508: The Road to Accessibility Tecnologie Assistive 12 Capitolo 2. La telefonia VoIP e Asterisk Panoramica sul VoIP Introduzione ad Asterisk Il Private Branch exchange (PBX) e le sue funzioni Asterisk: un PBX software dalle grandi potenzialità Open Source è meglio Punti chiave di Asterisk: Leggerezza, Scalabilità e Costi contenuti 19 Capitolo 3. Il software VoIP Accessibile Requisiti di Progetto Requisiti Funzionali L architettura dell Applicazione L interfaccia utente Realizzazione dell Applicazione Il package blogics Il package globale Le API Asterisk-Java Java Access Bridge Visione d insieme sull Applicazione 30 Capitolo 4. Test dell Applicazione con l utente Allestimento hardware della postazione Allestimento software della postazione 33 Appendice: Guida all uso e configurazione 35 Guida all uso dell Applicazione 35 Modalità dell Applicazione 35 5

6 Funzioni dell Applicazione: 35 Guida alla configurazione dell Applicazione 37 Configurazione Server Asterisk 37 Configurazione Server MySQL 38 Configurazione Client Java Virtual Machine 38 Configurazione Client Screen Reader Jaws 38 Configurazione Client Java Access Bridge 39 Conclusioni 41 Bibliografia 42 6

7 Introduzione Nella moderna società dell informazione comunicare è fondamentale. Negli ultimi due secoli sono stati sviluppati strumenti sempre nuovi con lo scopo di trasferire, nel più breve tempo, la maggior quantità possibile d informazione. Solitamente lo sviluppo di tecnologie innovative, causa l abbandono di tecnologie più obsolete. Il telefono invece, nonostante la generale tendenza all abbandono, continua a essere uno degli strumenti per comunicare più diffusi al mondo. Nell ultimo decennio c è stata la tendenza a trasferire il servizio telefonico dalla sua storica infrastruttura di rete a commutazione di circuito alle più flessibili, scalabili, versatili, reti a commutazione di pacchetto (di cui Internet ne è l esempio principe). Da quest'idea è nato, e si è sviluppato negli anni, il mondo della comunicazione vocale su reti IP (Voice Over IP). In questi anni è in corso una progressiva e graduale migrazione verso i servizi di telefonia VoIP. Per facilitare questo trasferimento si è cercato di mantenere il più alto livello possibile di compatibilità d interfaccia con il vecchio sistema, consentendo agli utenti di svolgere le stesse funzioni con gli stessi metodi precedenti. Si pensi a un centralinista. Esso dovrà svolgere fondamentalmente le seguenti azioni: rispondere alle chiamate in ingresso, trasferire le chiamate a degli interni specifici, gestire chiamate multiple contemporanee. Se per eseguire le suddette azioni si usassero metodi troppo innovativi, il centralinista impiegherebbe del tempo per imparare a usarli e per tornare, per esempio in ambito aziendale, a essere produttivo al 100%. Ecco perché sono stati progettati e realizzati apparecchi telefonici, del tutto simili a quelli tradizionali, ma che si basano su una tecnologia radicalmente differente. Tuttavia, esistono categorie di utenti che, pur mantenendo la retrocompatibilità, e purtroppo a volte, indipendentemente da essa, potrebbero avere delle difficoltà a usare certi strumenti. Stiamo parlando degli utenti affetti da disabilità. Per venire incontro a questi casi esistono direttive e linee guida molto stringenti che fissano, per legge, dei vincoli di progetto entro i quali muoversi per realizzare dispositivi accessibili e usabili, eventualmente avvalendosi di tecnologie assistive specifiche per il particolare tipo di disabilità. 7

8 È questo dunque il contesto in cui ci muoveremo nei prossimi capitoli, andando ad approfondire puntualmente le tecnologie assistive per disabili, il mondo della telefonia VoIP, il progetto e la realizzazione di un software che svolge funzioni di controllo su un terminale telefonico VoIP facente le funzioni di centralino aziendale. Il tutto rispettando le direttive e le linee guida per l usabilità e accessibilità definite, a livello nazionale, dalla Legge Stanca (Legge n.4 del 09/01/04 in tema di Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici ) e successivo D.M. 08/07/2005, che definisce i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici. In particolare nella prima parte del primo capitolo si faranno alcune distinzioni sulle diverse tipologie di disabilità. Nella seconda parte si esaminerà invece il panorama legislativo italiano in materia di accessibilità e usabilità del software con qualche riferimento finale alla normativa americana definita nella Section 508 del Rehabilitation Act. Il secondo capitolo è un introduzione al mondo del VoIP e dei Private Branch Exchange, con riferimento particolare ad Asterisk, un PBX Open Source. Nel terzo capitolo, si entrerà gradualmente e in modo sempre più approfondito nel software realizzato, discutendo delle scelte effettuate e dei dettagli implementativi come pure dei problemi legati alla sicurezza della comunicazione su rete IP. Nel quarto capitolo sono riportati i risultati dei test effettuati con l utente disabile. L appendice finale contiene informazioni utili all uso e configurazione dell applicazione realizzata. 8

9 Capitolo 1. Le disabilità visive Le disabilità visive sono suddivise in relazione al livello d'invalidità che provocano. Il livello d'invalidità è misurato con parametri oggettivi che valutano l acutezza visiva e l ampiezza del campo visivo. Con il primo parametro, noto anche come Visus, si misura in decimi la capacità visiva del paziente. La misura viene effettuata ponendo il paziente a una distanza prestabilita da un pannello raffigurante caratteri alfanumerici di dimensione decrescente dall alto verso il basso. L ampiezza del campo visivo è un parametro più rigoroso del precedente, si misura in modo strumentale e fornisce informazioni sulla forma e l estensione del campo visivo. Sulla base di questi parametri la legge definisce e classifica i soggetti non vedenti. 1.1 Legislazione italiana e internazionale La prima legge che si può citare è la n. 155 del 5 marzo 1965, la quale all'art. 2 recita: "Si intendono privi della vista coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione." Questa formula è ripetuta in varie leggi, da ultimo nell'art.1 comma 4 della legge n. 68 del 12 marzo 1999 sul collocamento obbligatorio dei disabili. Il Ministero della Sanità con nota DPV.4/H-d1/466 in data 22 giugno 2001 ha precisato che tale definizione deve intendersi valida per qualsiasi legge che contenga disposizioni a favore dei non vedenti senza altre specificazioni. Con la legge 138 del 3 aprile 2001 è stata recepita la classificazione dell'organizzazione Mondiale della Sanità, che individua i ciechi e gli ipovedenti non solo sulla base del visus, cioè dell'acutezza visiva, ma tenendo conto anche dell'ampiezza del campo visivo, cioè della porzione di spazio che l'occhio è in grado di vedere davanti a sé. La legge definisce i concetti di "cieco assoluto", "cieco parziale", "ipovedente grave", "ipovedente medio-grave" e "ipovedente lieve", comprendendo nelle ultime due categorie i soggetti con un'acutezza visiva da 1 a 3 decimi. Le leggi in materia di collocamento lavorativo, in attesa di un pronunciamento analogo del Ministero del Lavoro, adottano tuttora esclusivamente il parametro dell'acutezza visiva o visus. 9

10 Tradizionalmente i non vedenti sono stati avviati ad alcune professioni: centralinista, massaggiatore, fisioterapista, insegnante, musicista. Nel corso degli anni il Parlamento ha emanato leggi speciali che facilitano l'inserimento dei ciechi in questi ambiti. È da segnalare in particolare la legge n. 113 del 1985, che prevede l'obbligo di assumere un centralinista non vedente per le aziende pubbliche e private che presentino determinati requisiti. Peraltro il progresso tecnologico ha reso tale legge superata e di sempre più difficile applicazione. Per poter usufruire di tale legge il non vedente dev'essere iscritto all'albo speciale dei centralinisti telefonici, cui si accede mediante concorso, da sostenere dopo aver frequentato un apposito corso professionale oppure dopo aver svolto effettivamente la mansione di centralinista presso un'azienda per almeno sei mesi Legge n.4, 09/01/04-Legge Stanca Con l intento di fornire pari diritti e dignità ai lavoratori disabili, dopo pressioni e sollecitazioni da parte delle associazioni nazionali di disabili, si è giunti alla discussione e successiva approvazione in parlamento della Legge n.4, del 09/01/04 in tema di Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici. La Legge si applica a tutta l'amministrazione pubblica, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici e alle municipalizzate. La Legge definisce i seguenti termini: accessibilità : la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari; tecnologie assistive : gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici. Inoltre, la Legge si occupa di stabilire gli obblighi previsti per garantire l'accessibilità, gli strumenti per la verifica dell'accessibilità e le responsabilità in caso di mancata attuazione delle 10

11 procedure previste. Di tali procedure si occupa il Decreto Ministeriale (DM 08/07/05) definendo i requisiti tecnici e i diversi livelli di accessibilità agli strumenti informatici. Per quello che ci compete in questa sede, faremo riferimento in particolare all'allegato D del Decreto che definisce i Requisiti tecnici di accessibilità per l ambiente operativo, le applicazioni e i prodotti a scaffale. Per ciascun requisito viene indicato il numero d ordine, l enunciato, il riferimento agli standard definiti nella Section 508 del Rehabilitation Act, Requisito n. 1: Le funzioni previste dall interfaccia utente devono poter essere attivate anche attraverso comandi da tastiera nei casi in cui possa essere fornita una descrizione della funzione stessa o del risultato della sua esecuzione. [Section 508: (a)] Requisito n. 2: Comandi e funzionalità dell interfaccia utente non devono limitare o disabilitare le caratteristiche e le funzionalità di accessibilità dell ambiente operativo documentate e rese disponibili dal produttore dell ambiente stesso. [Section 508: (b)] Requisito n. 3: L applicazione deve rendere disponibili sufficienti informazioni, quali gli elementi identificativi, le operazioni possibili e lo stato, sugli oggetti contenuti nell interfaccia utente affinché le tecnologie assistive possano identificarli interpretandone le funzionalità. [Section 508: (d)] Requisito n. 4: Nel caso di simboli grafici utilizzati per identificare controlli, indicatori di stato o altri elementi di programma, il significato assegnato a tali simboli deve essere coerente nell ambito dell intera applicazione, ivi compresa l interfaccia utente. [Section 508: (e)] Requisito n. 5: Le informazioni di tipo testuale devono essere fornite utilizzando le funzionalità dell ambiente operativo previste per la visualizzazione del testo; in particolare devono essere disponibili il contenuto testuale, la locazione del punto di inserimento e gli attributi del testo. [Section 508: (f)] Requisito n. 6: L applicazione che utilizza segnalazioni audio deve prevedere una funzionalità equivalente di tipo visivo, seguendo le eventuali convenzioni dell ambiente operativo. [Section 508: (c)] Requisito n. 7: Per fornire informazioni, per indicare o per richiedere azioni non devono essere utilizzati unicamente animazioni, elementi grafici o sonori e differenze di colori. [Section 508: (i) (h)] 11

12 Requisito n. 8: Enunciato: Le applicazioni non devono sovrapporsi alle scelte effettuate dall utente riguardo a livelli di contrasto, colori ed altri attributi di visualizzazione. [Section 508: (g)] Requisito n. 9: L interfaccia utente non deve contenere elementi di testo, oggetti o altri elementi lampeggianti aventi una frequenza di intermittenza maggiore di 2Hz e minore di 55Hz. [Section 508: (k)] Requisito n. 10: L elemento attivo focus di una interfaccia utente deve essere chiaramente identificabile; la identificazione e la variazione del focus devono essere segnalate a livello di interfaccia di programmazione (API) affinché le tecnologie assistive possano gestirle; vanno altresì adeguatamente segnalati gli elementi che richiedono obbligatoriamente un azione da parte dell utente. [Section 508: (c)] Requisito n. 11: La documentazione di supporto al prodotto e le caratteristiche di accessibilità devono essere rese disponibili anche in formato elettronico accessibile. [Section 508: ] SECTION 508: The Road to Accessibility La normativa, le linee guida e i requisiti citati sono stati recepiti dalla Section Rehabilitation Act che è la corrispettiva normativa vigente negli Stati Uniti d America, pionieri in questo campo fin dal 1998, in materia di accessibilità: agli strumenti informatici, ai contenuti multimediali, ai siti web e agli strumenti software. 1.2 Tecnologie Assistive Per consentire agli utenti disabili di interagire con gli strumenti informatici si rendono necessari, a seconda del tipo specifico di disabilità, degli ausili, definiti dalla legge Stanca, noti come: tecnologie assistive. Nel particolare caso in esame si farà riferimento a tutte quelle tecnologie che consentono ai soggetti non vedenti di usare agevolmente gli strumenti informatici indipendentemente dal loro handicap. Per i soggetti ipovedenti lievi sono sufficienti alcuni accorgimenti software come: Screen Magnifier (componenti software che consentono di ingrandire particolari aree di interesse dello 12

13 schermo) e modalità di funzionamento speciali, con caratteri grandi e combinazioni di colori a contrasto elevato. Differenti sono le tecnologie assistive per i non vedenti e gli ipovedenti gravi. In particolare non sono più sufficienti, e in alcuni casi risultano persino inutili, soluzioni software come le precedenti. C è la necessità di avere componenti hardware e software che svolgano funzioni specifiche: Barra Braille, riproduce in alfabeto Braille il testo visualizzato sullo schermo riga per riga. L utente ha a disposizione delle rotelline per scorrere il testo sullo schermo e, di conseguenza, visualizzarlo sulla barra; Screen Reader, dispositivo concettualmente simile alla barra Braille ma che riproduce su output sonoro per mezzo di una voce sintetizzata le informazioni visualizzate sullo schermo (in questo campo, uno standard di fatto in ambiente MS Windows è rappresentato da JAWS) 13

14 14

15 Capitolo 2. La telefonia VoIP e Asterisk 2.1 Panoramica sul VoIP VoIP, Voice Over IP (Internet Protocol) è una tecnologia che consente di distribuire su reti IP il servizio di telefonia. Il vantaggio di questa tecnologia è che sfrutta una rete, per sua natura, a commutazione di pacchetto rispetto alla tradizionale rete telefonica PSTN, a commutazione di circuito. Questa differenza sostanziale va a vantaggio del VoIP se si usa la banda impegnata come criterio di valutazione. Le reti a commutazione di pacchetto infatti, consento di non impegnare banda se non per il tempo effettivo di comunicazione (quando gli utenti parlano). Nella PSTN a commutazione di circuito invece, il canale viene impegnato per tutta la durata della conversazione, indipendentemente dal fatto che i due utenti stiano parlando oppure no. Quasi in una sorta di principio di azione e reazione, a un vantaggio è associato sempre uno svantaggio. Il problema più grande delle reti IP è che non forniscono nativamente il supporto alla qualità di servizio (QoS), ovvero a quegli strumenti che consentono di avere una comunicazione non affetta da consistenti perdite di pacchetti o ritardi eccessivi. Parametri utili per valutare la qualità di servizio in una comunicazione sono: perdita di pacchetti: percentuale di pacchetti smarriti rispetto ai pacchetti trasmessi; nel VoIP è tollerabile un tasso di perdita di pacchetti non superiore al 5%. Entro questo limite si possono adottare tecniche di correzione che consentono la ricostruzione dei pacchetti senza che l orecchio percepisca variazioni nella qualità del parlato. ritardo: tempo che impiega il pacchetto (già costruito) ad attraversare la rete fino al destinatario. Questo parametro è da intendersi come ritardo medio. Le variazioni rispetto al ritardo medio sono identificate dal termine jitter. Per ovviare a questo fenomeno indesiderato si introducono al ricevitore dei buffer che annullano il jitter ma incrementano il ritardo complessivo che, in ambito VoIP, può essere compreso fra i 150 e i 200 milli secondi e non deve superare nella 15

16 peggiore delle ipotesi i 400ms Al raggiungimento, o peggio, al superamento di questa soglia la comunicazione diventa insostenibile. consegna fuori ordine: per contenere il ritardo, a livello 4 nello stack protocollare OSI, si è scelto UDP come protocollo di trasporto. Tale scelta è dovuta al fatto che in applicazioni real time è preferibile perdere un pacchetto piuttosto che attendere una sua ritrasmissione. UDP inoltre esclude l esistenza di meccanismi di controllo dell ordine dei pacchetti che, seppur trasmessi nell ordine corretto, a causa del possibile instradamento su percorsi differenti, possono raggiungere il destinatario in ordine diverso. Questo vuol dire che al ricevitore sarà necessario un apparato che riordini i pacchetti nel modo corretto prima di inviarli alle elaborazioni successive; ancora una volta si va a incrementare il ritardo globale. Nelle immagini seguenti (Figura 2.1, Figura 2.2, Figura 2.3) sono raffigurati i passaggi necessari rispettivamente per la costruzione del pacchetto VoIP, per la rimozione del jitter e per ristabilire l ordine dei pacchetti al destinatario. In Tabella 2.1 sono riportate delle stime dei ritardi medi necessari alla conversione digitale, compressione, costruzione del pacchetto e trasmissione sulla rete. Le stime sono fornite da Cisco Systems. Conversione Analogico/Digitale Codifica (compressione) Costruzione del Pacchetto INFORMAZIONE (Payload) UDP IP UDP Figura 2.1. Conversione Digitale, Compressione da PCM a ITU-T G.729, Generazione del Pacchetto con gli header IP, UDP, RTP (Real-Time Transfer Protocol) 16

17 Buffer di Dejitter (Ristabilisce il ritmo dei pacchetti) Ritmo costante ristabilito Fenomeno di Jitter (Irregolarità dei tempi interarrivoi) Tempo di Immagazinamento Figura 2.2. Buffer per la rimozione del jitter. Il tempo di immagazzinamento nel buffer è una delle cause di ritardo aggiuntivo nella trasmissione del pacchetto VoIP. Immagazzinamento e rilancio (ristabilisce l ordine dei pacchetti) Ordine ristabilito I pacchetti arrivano da percorsi diversi e non rispettano l ordine Tempo di accodamento Figura 2.3. Riordinamento dei pacchetti. Il tempo di accodamento nel buffer è una delle cause di ritardo aggiuntivo nella trasmissione del pacchetto VoIP. Causa di ritardo Costruzione pacchetto Accodamento Propagazione Serializzazione Dejitter Totale Attraversamento rete Stima ~ 25 ms ~ 5 ms ~ 30 ms ~ 5 ms ~ 50 ms ~ 115 ms sconosciuto a priori Tabella 2.1. Stime dei ritardi. Per restare nel limite dei 150ms - 200ms, il tempo di attraversamento della rete dev'essere compreso fra i 35 ms e gli 85 ms 17

18 2.2 Introduzione ad Asterisk Uno schema di massima per rappresentare una rete telefonica mista, VoIP-PSTN, è rappresentato in Figura 2.4. In questo capitolo ci si concentrerà sul componente indicato in figura come PBX (Private Branch exchange) andando ad analizzare le sue funzioni e le sue possibili implementazioni, sia hardware che software, in ambito VoIP. Router Internet (VoIP) Router Telefono IP Gateway PC PSTN PBX Telefono tradizionale Figura 2.4 Schema di massima di una Rete VoIP-PSTN 2.3 Il Private Branch exchange (PBX) e le sue funzioni Il Private Branch exchange (Centrale Telefonica Privata) è un componente d'interfaccia fra la tradizionale rete telefonica PSTN a commutazione di circuito e una rete telefonica privata di qualsiasi natura (PSTN o VoIP). Il PBX tradizionalmente svolge la funzione di centralino, ovvero di un apparato in grado di mettere in comunicazione un terminale sulla rete interna con la rete esterna PSTN, oppure due terminali sulla rete interna. Tutti i terminali connessi attraverso il PBX possono eseguire operazioni semplici come la ricezione, l inoltro e il trasferimento di chiamata o operazioni più complesse (segreteria telefonica, conferenze, menu vocali, musica d attesa, ecc..). Risulta chiaro quindi che il numero di funzioni o servizi aggiuntivi, dipende esclusivamente dalla 18

19 versatilità e dalla capacita del centralino stesso d'implementarli, motivo per cui, sotto quest aspetto, una soluzione software è da preferirsi senza dubbio a un PBX hardware. Altri punti a favore del PBX software sono dati principalmente da: eterogeneità, capacità di connettere fra loro terminali di natura diversa (es. terminali VoIP e terminali su rete PSTN); scalabilità, la possibilità di aggiungere un numero indefinito di terminali connessi fra loro; altro punto a favore è dato dalla tolleranza ai guasti (fault tollerance) che dipende esclusivamente dall hardware della macchina su cui è eseguito il software e non da hardware dedicato soggetto a possibili guasti per cui risultano necessari interventi, a volte, onerosi. Soffermandosi dunque su questi punti, si può concludere che un PBX software permette un consistente abbattimento dei costi (schede d'interfaccia, schede di espansione, ecc..) senza evidenti controindicazioni che farebbero preferire una soluzione hardware. 2.4 Asterisk: un PBX software dalle grandi potenzialità Tra i PBX si trovano soluzioni sia in ambiente proprietario, che open source. Tra i primi si possono citare ad esempio Cisco CallManager e Nortel CS 1000, mentre nella famiglia dei PBX open source figurano Asterisk, Openser e Callweaver Open Source è meglio La scelta spesso ricade sui software open source principalmente per motivi legati ai costi praticamente nulli. Questo tuttavia non è il solo fattore che influenza la scelta. C è una forte spinta verso il mondo open source dovuta al fatto che in quell ambiente nulla è mai fermo, le applicazioni sono in continua evoluzione e miglioramento, si può contare sul supporto costante di un intera comunità di sviluppatori Punti chiave di Asterisk: Leggerezza, Scalabilità e Costi contenuti Detto questo sul mondo Open Source, perché proprio Asterisk? A parità di costi, pressoché nulli, Asterisk è senza dubbio, in ambito open source, il PBX software maggiormente riconosciuto e supportato sul web. Siti competenti in materia lo propongono di fatto come uno standard e la sua popolarità, derivante dall affidabilità, dalla sua leggerezza e dalla forte scalabilità, è in aumento costante. 19

20 La vera forza di Asterisk però sta nel permettere agli utenti che lo useranno, una fortissima personalizzazione delle configurazioni, delle funzioni e dei servizi, mettendo a disposizione dell utente numerose interfacce che consentono ad applicazioni esterne di comunicare con il software. Gli sviluppatori quindi stanno gradualmente spostando la loro attenzione da Asterisk, alle applicazioni che interagiscono con Asterisk. Asterisk fornisce un interfaccia chiamata AGI (Asterisk Gateway Interface) che consente agli sviluppatori d'implementare nuove funzioni nel linguaggio che preferiscono (Perl, PHP, C, Pascal, Bourne Shell) e richiamarle direttamente dal dialplan di Asterisk (il file che contiene le istruzioni su come gestire le chiamate in transito attraverso il centralino). Asterisk fornisce inoltre un interfaccia manager chiamata AMI (Asterisk Manager Interface) a cui una macchina remota si può connettere per monitorare lo stato di Asterisk, i canali attivi, il dialplan, gestire gli eventi e comandare azioni specifiche. L unica pecca di quest'interfaccia riguarda la sicurezza. Per la connessione all interfacccia manager infatti, si usa il protocollo Telnet che da notevoli problemi legati alla trasparenza dei dati in transito sulla rete. Per aggirare questo problema, se il contesto applicativo lo rende necessario, si usano tecniche di tunneling via Ssh. 20

21 Capitolo 3. Il software VoIP Accessibile L obiettivo del progetto è stato sviluppare un interfaccia VoIP da integrare nel sistema telefonico attualmente esistente e in servizio presso il Comune di Cento. L interfaccia sviluppata rispetta oltre ai normali requisiti previsti per la pubblica amministrazione, anche i requisiti di accessibilità previsti dalla legge per gli utenti non vedenti. (vedi Capitolo 1). Di seguito si farà riferimento all interfaccia VoIP realizzata con il termine: l Applicazione. Saranno utilizzati termini come: Ambiente Operativo e Tecnologie Assistive, definiti dalla Legge. (vedi Capitolo 1). 3.1 Requisiti di Progetto É richiesta la realizzazione di una Applicazione multipiattaforma, open source e accessibile. Il primo requisito è dettato dall impossibilità di conoscere a priori l ambiente operativo e il contesto in cui l applicazione andrà a lavorare. Pertanto è necessario garantire la massima interoperabilità fra piattaforme differenti. Per venire incontro a questa esigenza le strade sono due: realizzare una Applicazione Web, da eseguire in un browser, oppure realizzare una Applicazione basata su Java, da eseguire in una Macchina Virtuale Java, disponibile per qualsiasi piattaforma. L avere come requisito la realizzazione di un software Open Source è da intendersi come uno stimolo e un invito al miglioramento continuo dell Applicazione, ed eventualmente in futuro, all ampliamento delle sue funzioni. Terzo e ultimo requisito di progetto è garantire l accessibilità e l usabilità dell Applicazione, in modo da renderla conforme alle particolari esigenze di un utente non vedente. 3.2 Requisiti Funzionali L Applicazione deve poter svolge le funzioni base di un centralino telefonico: Ricezione e Inoltro di chiamate; Trasferimento di chiamate; 21

22 Trasferimento Automatico; Modalità Notturna. Oltre alle operazioni base, l Applicazione deve implementare anche il servizio Rubrica. 3.3 L architettura dell Applicazione L Applicazione è realizzata, come in ogni software Object Oriented, su strati multipli. [Figura 3.1]. Ogni strato, procedendo dal basso verso l alto, aggiunge un livello di astrazione in più rispetto al sottostante. Questo tipo di approccio consente di utilizzare, ad esempio a livello d interfaccia utente, dei metodi di alto livello in grado di gestire autonomamente al loro interno eventuali possibili eccezioni a runtime nell Applicazione e, conseguentemente, nascondere la complessità stessa dell Applicazione sottostante. Questo tipo di struttura software favorisce una programmazione modulare basata sui principi della programmazione a oggetti. I livelli dell Applicazione sono fondamentalmente tre. In riferimento alla Figura 3.1, partendo dal più alto e andando verso il basso abbiamo: Interfaccia Utente (GUICentralinoVoIP), le Logiche di Business (blogics) e infine lo strato dei Servizi (globale). G.U.I. Centralino VoIP blogics globale Figura 3.1 Struttura a livelli dell Applicazione 22

23 3.3.1 L interfaccia utente L interfaccia è il punto chiave dell applicazione. Visto il particolare tipo di utente a cui l Applicazione è destinata, un requisito fondamentale, come previsto dalla Legge, è che l interfaccia grafica (GUI - Graphical User Interface) sia completamente navigabile attraverso la tastiera per mezzo delle Access Keys, tasti speciali presenti su tutte le tastiere QWERTY che consentono di spostare il focus fra i componenti dell interfaccia e interagire con essi (esempio: Tab, Barra Spaziatrice, Invio, Escape, Frecce..ecc..). Per far si che l interfaccia sia semplice ed essenziale, è stata dotata dei soli componenti strettamente necessari a eseguire le funzioni richieste. Inoltre, l interfaccia implementa una macchina a stati. Ogni stato mappa una particolare modalità di funzionamento del centralino. Le possibili modalità di funzionamento del software sono: Idle: il centralino è attivo e pronto a ricevere o inoltrare chiamate; Selezione: il centralinista vuole comporre un numero per incominciare una nuova chiamata o per trasferirne una in corso; Comunicazione: è attiva la chiamata su un canale e il centralinista sta parlando; OPZIONI NOTTURNA TRANSFALL IDLE accetta COMUNICAZIONE componi pausa trasferisci termina RUBRICA SELEZIONE Figura 3.2 Schema di Macchina a Stati che mostra le transizioni possibili fra le modalità dell interfaccia 23

24 Transfall: trasferimento automatico delle chiamate per, ad esempio, assenze brevi del centralinista. Tutte le chiamate in ingresso al centralino vengono quindi deviate a un altro ufficio; Notturna: le chiamate in ingresso vengono trasferite a un risponditore automatico che riproduce un messaggio informativo preregistrato; Opzioni: modalità che consente d'impostare i valori di alcune variabili globali dell'applicazione (come il numero degli interni a cui trasferire automaticamente le chiamate); In particolare, per accedere alla modalità opzioni, si pone automaticamente il centralino in trasferimento automatico (transfall) in modo che l operatore non sia disturbato da chiamate in ingresso mentre sta modificando i parametri dell Applicazione. L applicazione è in grado di gestire chiamate multiple con un sistema a coda. Gli utenti che cercano di contattare il centralino mentre questo è impegnato in un'altra conversazione, vengono informati attraverso un messaggio vocale del numero degli eventuali utenti in coda prima di loro e del tempo di attesa stimato. All avvio, il software è in modalità notturna. Questa modalità è caratterizzata dal trasferimento di tutte le chiamate in ingresso al centralino a un risponditore automatico, informando il chiamante che gli uffici comunali sono momentaneamente chiusi. Dalla modalità notturna, si può passare in IDLE, ovvero in modalità di attesa. Il centralino in questa modalità è attivo e pronto a ricevere chiamate in ingresso. Qualora sia il centralinista a voler inoltrare una chiamata, esso ha a disposizione più modi per farlo: comporre direttamente il numero sul telefono VoIP (l Applicazione si accorge di questo evento e va in modalità Comunicazione ); attraverso l Applicazione, passando in modalità Selezione, componendo il numero (eventualmente ricercato in rubrica) e inoltrando la chiamata (si passa in modalità Comunicazione ). 24

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