Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network

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1 5 Paolo Giannelli MiSE - ISCOM Luca Barbetta e Giovanni Martini Telecom Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Sommario L articolo si focalizza sull attività di definizione della normativa tecnica nazionale per l interconnessione telefonica in tecnologia VoIP, che è stata condotta dalla Commissione Interconnessione del MiSE/Dipartimento Comunicazioni/ISCTI nel corso del Tale attività rientra nel quadro regolamentare definito da AGCom di migrazione delle reti tradizionali verso la tecnologia Internet e della cosiddetta Next Generation Network (NGN), a livello di rete di accesso ed, in particolare, di rete core. Il processo normativo nazionale consente di approfondire il differente paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e la complessità intrinseca relativa alla definizione di soluzioni tecniche interoperabili a partire da quanto definito dall IETF, integrato e complementato dalla standardizzazione operata da ETSI e 3GPP per la Next Generation Network (NGN). Abstract This article is focused on the definition activity of the national technical specifications for the telephonic interconnection based on VoIP technology. This activity has been carried out by the Interconnection Commission, established within the Ministry of Economic Development (Communication Department - ISCTI) during the 2012 year, taking into account the regulation framework defined by AGCom with regard to the migration from the traditional networks towards both the Internet technology and the Next Generation Networks (NGNs) involved in the access network and in particular in the "core" network. Such a national legislation activity also allows to study in deep way the different paradigm of standardization with regard to Internet and the inherent complexity related to the definition of interoperable technical solutions starting from those already defined by the IETF and successively integrated and complemented by ETSI and 3GPP standards for applications in the Next Generation Networks (NGNs). 1. Introduzione Il contesto dei servizi e reti di comunicazione elettronica, a partire dalle reti basate su tecnologie tradizionali telefoniche e dati, si è storicamente basato e sviluppato in primis sulla disponibilità di una forte normazione tecnica, in primis, da parte di Enti riconosciuti di normativa internazionale (in Europa sono i cosiddetti ESO, European Standardization Organization, di cui l ETSI è quello competente per le normative tecniche di rete, ed a livello globale l ISO e l ITU-T) con lo stimolo e la partecipazione diretta ai Gruppi di normativa delle Amministrazioni nazionali e dei principali attori dell Industria. Ciò, pur con una certa formalità delle attività e spesso lentezza nella definizione delle normative, ha consentito 5

2 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini in passato di disporre di veri e propri standard tecnici internazionali univoci, solitamente approvati in ITU-T e/o in ETSI direttamente dalle Amministrazioni nazionali che, quindi, costituivano la via naturale per disporre di normative complete e vincolanti da recepire nazionalmente ai fini dell interoperabilità delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica. Negli ultimi anni sia per la presenza di varie tecnologie innovative emergenti per servizi di comunicazione elettronica e multimediali basate su protocolli e funzionalità originariamente definiti e sviluppati dalle organizzazioni deputate alla governance di Internet, sia per l esistenza di un mercato molto più dinamico e caratterizzato da attori commerciali nuovi rispetto ai tradizionali operatori ed aziende manifatturiere, si è assistito all affermarsi di una pluralità di Fora internazionali per la definizione di accordi tecnici volontari ristretti tra soggetti eterogenei dell Industria legati da interessi comuni e settoriali (in particolare aziende manifatturiere, alcuni operatori e nuovi tipologie di service provider ), con lo scopo di disporre di riferimenti tecnici comuni in modo più rapido e coerente con lo sviluppo del mercato. In tale contesto parcellizzato di iniziative interessanti ed importanti, ma eterogenee e spesso in concorrenza o conflitto tra di loro, si è persa la rilevante necessità di definire e disporre di effettivi standard e normative univoche e condivise, predisposte nei suindicati enti riconosciuti e super-partes. Alla luce di ciò, la maggior parte dei Fora ha ricercato nel tempo il riconoscimento delle proprie specifiche tecniche da parte degli Enti normativi internazionali, come ITU ed ETSI ma, in una scenario di esistenza di una pluralità di soluzioni tecniche proposte da differenti Fora e la contestuale minore attenzione, anche in alcuni casi per la progressiva minore partecipazione attiva delle Amministrazioni (ad es. in ETSI) alla predisposizione di standard internazionali riconosciuti ed univoci almeno per le componenti architetturali, interfacce e protocolli fondamentali, ha determinato la sostanziale carenza di normative internazionali vincolanti ed univoche, quanto meno per assicurare l interoperabilità basilare tra reti interconnesse in un contesto di mercato multi-fornitore e multi-operatore. La fornitura di servizi tra operatori e service provider, il principale dei quali è l interconnessione per la fornitura di servizi end-to-end, ha risentito della situazione su descritta con conseguenze di rilievo nella utilizzazione delle tecnologie innovative e di origine Internet, dato che la disponibilità di una pluralità di riferimenti e/o accordi tecnici per la fornitura di servizi similari, ad esempio la telefonia, non consente di assicurare l interoperabilità delle reti e servizi attraverso il sostanziale recepimento nazionale di standard univoci di riferimento prodotti da ETSI (o da ITU). In considerazione del contesto su descritto, l articolo si focalizza sull attività svolta nel 2012, di definizione della normativa tecnica nazionale per l interconnessione telefonica in tecnologia VoIP, che è stata condotta dagli operatori interessati nella Commissione Interconnessione del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), Dipartimento della Comunicazioni Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell informazione (ISCTI). Inizialmente si fornirà il quadro riassuntivo degli elementi del quadro regolamentare di riferimento che sempre di più indirizzano e vincolano la moderna attività di normativa tecnica nazionale nell ambito delle tecnologie di origine Internet e della cosiddetta Next Generation Network (NGN), anche con la finalità di approfondire il differente paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e la complessità 6

3 7 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network intrinseca nella definizione delle soluzioni tecniche interoperabili. Successivamente si forniranno i dettagli della nuova Specifici Tecnica n. 769 di MiSE che rappresenta il nuovo paradigma di fare normativa tecnica nazionale, descrivendo le difficoltà incontrate per identificare soluzioni tecniche realmente interoperabili ed evidenziando il rilevante risultato di disporre di una normativa tecnica nazionale condivisa. 2. Contesto regolamentare e normativo dell interconnessione tra reti nell Unione Europea ed in Italia Il quadro regolamentare europeo per le reti e servizi di comunicazione elettronica [1] ha da sempre indicato l importanza della standardizzazione e normazione tecnica in Europa alfine di favorire il mercato unico interno all Unione Europea attraverso l armonizzazione tra gli Stati Membri dell interoperabilità di base delle reti e dei servizi. Conseguentemente, a livello nazionale, anche in aderenza alla trasposizione nazionale delle direttive europee in materia, sono rilevanti le attività di normazione tecnica nazionale condotte da MiSE con particolare riferimento a quelle di rilevanza regolamentare come le prestazioni obbligatorie di interconnessione tra reti. Nelle sottosezioni successive si fornisce un quadro sintetico dei principali elementi che sono da considerare a livello europeo e nazionale quando si affronta la questione del legame tra la regolamentazione ed i relativi obblighi, e le normative tecniche di interoperabilità, anche in relazione al differente peso regolamentare delle varie tipologie di accordi tecnici definiti internazionalmente Relazione tra regolamentazione e normativa tecnica a livello europeo e nazionale La revisione del quadro regolamentare europeo per i servizi di comunicazione elettronica ed ICT, che è stata condotta dalla Commissione Europea ed approvata dal Parlamento e Consiglio Europeo a fine 2009 (il cosiddetto Telecom Package 2009 [1]), ha ulteriormente rafforzato l importanza della standardizzazione e normazione tecnica, anche in considerazione della rapida evoluzione tecnologica e della pluralità di tecnologie innovative emergenti, tipicamente originariamente definite dalla comunità di Internet, nella prospettiva di una loro progressiva diffusione nel contesto dei servizi di comunicazione elettronica ed ICT a disposizione del pubblico. La pervasiva applicazione del principio di neutralità tecnologica della regolamentazione ha interessato anche le tecnologie innovative basate sull Internet Protocol (IP) ed il corrispondente progressivo utilizzo per la fornitura di servizi a disposizione del pubblico. E importante evidenziare il ruolo propedeutico della regolamentazione in un mercato aperto e concorrenziale al fine di assicurare l aderenza delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica all insieme di obblighi regolamentari in termini di interoperabilità, sicurezza, integrità delle reti, affidabilità, qualità e disponibilità del servizio. Si ritiene importante richiamare l art. 17 Normalizzazione della Direttiva Europea Framework, che fa parte del Telecom Package 2009 [1], il quale obbliga gli Stati Membri UE ad incoraggiare l adozione di soluzioni tecniche standardizzate a livello europeo e/o internazionale dagli Enti di standardizzazione riconosciuti (ETSI, ITU ed ISO/IEC), dotando direttamente la Commissione Europea 7

4 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini del potere di richiedere all ETSI di sviluppare specifici standard e, qualora motivato, di imporne l applicazione obbligatoria negli Stati Membri. La finalità di tale scelta del legislatore europeo è quella di assicurare l interoperabilità tra reti, di cui l interconnessione è una componente indispensabile, e la fornitura dei servizi end-to-end. A titolo esemplificativo si evidenzia che negli ultimi anni la CE propone sempre di più mandati specifici verso l ETSI per la produzione di standard tecnici per l armonizzazione e l interoperabilità delle reti e servizi in UE (ad es. è rilevante il caso del Mandato M493 della CE verso l ETSI per la standardizzazione vincolante della fornitura tra reti del servizio di emergenza pan-europeo, Numero Unico Europeo 112, anche attraverso reti e servizi interoperabili in tecnologia Voice over IP di tipo fisso, mobile e nomadico). Negli ultimi anni alcuni Fora globali, avviati volontariamente da una pluralità di soggetti dell Industria, sono emersi alla ribalta internazionale per la definizione tecnologica di soluzioni tecniche condivise per reti e servizi a carattere globale come il servizio mobile (Forum 3GPP partner dell ETSI riconosciuto dall ITU-T) e per le reti e i servizi della Comunità Internet (Forum IETF, con collaborazioni con vari Enti di normativa quali l ETSI/3GPP e l ITU-T). E importante evidenziare che vi è una notevole differenza tra il lavoro tecnico svolto dai Fora spontanei dell Industria che tipicamente producono importanti documenti di specifica tecnica volti al graduale miglioramento delle tecnologie impiegate nelle reti e nei sistemi ICT all interno di un insieme omogeneo di partecipanti (società manifatturiere ed operatori e/o service provider), e la documentazione tecnica di valenza normativa, che tipicamente è prodotta da un Ente di standardizzazione riconosciuto e partecipato dalle Amministrazioni e Governi: i Fora dell Industria producono specifiche tecniche di soluzioni tecnologiche, la cui applicazione ed utilizzo è volontario e quindi non vincolante, mentre gli Enti di normativa riconosciuti hanno la capacità ed il potere di definire documenti tecnici, dette appunto normative, a carattere vincolante, qualora siano approvate in tali sedi direttamente con il coinvolgimento delle Amministrazioni nazionali. Tale differenziazione è fondamentale per assicurare l interoperabilità delle reti e dei servizi, in particolare nel caso in cui sussista anche la problematica del rispetto di vincoli e prescrizioni di natura regolamentare o legislativa: sono necessari documenti tecnici internazionali strutturati come normative e, quindi, caratterizzati da ridotte opzioni implementative e possibili differenti interpretazioni, anche allo scopo di agevolare la verifica e certificazione dell effettivo rispetto in differenti implementazioni ai fini dell interoperabilità. Tale complesso e dinamico scenario internazionale ed europeo si è riflesso nazionalmente nella revisione del Codice delle comunicazioni elettroniche (CCE), che è stata emanata da MiSE nel maggio 2012, a seguito della trasposizione nazionale del Telecom Package UE 2009 con la conferma e il rafforzamento del ruolo della normazione tecnica nazionale nell art. 20 del CCE, confermando la sostanziale prevalenza del recepimento di specifiche e standard tecnici internazionali, quando sono disponibili, e nel rafforzamento degli obiettivi regolamentari volti alla garanzia dell interoperabilità. 8

5 9 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network 2.2 Quadro regolamentare dell interconnessione telefonica innovativa Il tema dell evoluzione del quadro regolamentare applicabile al servizio telefonico fornito attraverso tecnologie innovative di origine Internet, quindi basate sull Internet Protocol (IP), è da molti anni oggetto di attività da parte dei regolatori europei e nazionali in considerazione del differente paradigma di fornitura che è intrinseco nelle tecnologie IP-based. Mentre a livello UE la Commissione europea ha definitivamente consolidato il principio di neutralità tecnologica della regolamentazione attraverso il Telecom Package 2009, a livello nazionale AGCom, in raccordo con analoghe attività svolte dalle pari Autorità di regolamentazione di altri Paesi europei 1, ha fin dal 2006 affrontato nel dettaglio la definizione delle regole di base per la fornitura dei cosiddetti servizi Voice over IP (VoIP) alla clientela finale. 1 Rilevante è l attività di approfondimento sul tema della regolamentazione del VoIP svolto negli ultimi anni dalla Commissione Europea e dal forum dei Regolatori europei (ERG, European Regulatory Group), che è poi divenuto un nuovo Ente istituzionale UE, a seguito del Telecom Package 2009, assumendo la denominazione di BEREC (Body of European Regulators for Electronic Communications) con significativi ruoli espliciti come advisory della Commissione Europea. La Delibera 11/06/CIR [2] ha, da un lato, definito il regime regolamentare di dettaglio dei servizi VoIP retail con l esplicitazione del principio di neutralità tecnologica per la fornitura del servizio telefonico a disposizione del pubblico da postazione fissa (cosiddetto PATS, Publicly Available Telephone Service) e, dall altro, ha focalizzato il tema dell interconnessione innovativa in tecnologia IP con l avvio di un procedimento regolamentare in materia e di un tavolo di approfondimento regolamentare e normativo con gli attori dell Industria ed in particolare con gli operatori ed i servizi provider. Le attività regolamentari di AGCom, che hanno definito l attuale quadro regolamentare di riferimento, si sono focalizzate sull evoluzione dei mercati rilevanti regolamentati in regime di neutralità tecnologica e, per i temi più tecnici e di normativa tecnica, sulle risultanze del suindicato procedimento specifico sull interconnessione VoIP. Il tema dell evoluzione della regolamentazione in materia di mercati rilevanti regolamentati per l interconnessione telefonica delle reti fisse attraverso tecnologie innovative non è approfondito ulteriormente nel presente articolo, dato che non riguarda direttamente gli aspetti di normazione tecnica internazionale e nazionale, ma è importante considerare, come documenti regolamentari fondamentali in materia, le delibere 179/10/CONS [3], 180/10/CONS [4] e 229/11/ CONS [5], che hanno definitivamente introdotto ed applicato il principio di neutralità tecnologica nella regolamentazione dell interconnessione telefonica, imponendo, a partire dal servizio di interconnessione di terminazione, anche l adozione della soluzione tecnica in tecnologia VoIP con analoghe caratteristiche ed obblighi rispetto a quella esistente in tecnologia tradizionale a commutazione di circuito. Il procedimento relativo all interconnessione in tecnologia VoIP avviato dalla Delibera 11/06/CIR [2] ha consentito una approfondita indagine sulle tipicità tecniche del VoIP e sui relativi differenti contesti e scenari di applicazione che sono stati definiti originariamente nell ambito di Internet per la fornitura di un servizio telefonico a disposizione del pubblico. Tale fase istruttoria è risultata fondamentale anche per confrontare i punti di vista di attori con differenti background (operatori telefonici tradizionali, Internet Service Provider, fornitori di servizi voce in tecnologia VoIP, aziende manifatturiere, ecc.) e per comprendere situazione e valenza delle molteplici documentazioni tecniche disponibili a livello internazionale per l interconnessione in tecnologia VoIP, associando a ciascuna di esse il relativo peso e valenza normativa. 9

6 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini Posto l obiettivo finale di definire una soluzione nazionale completa ed univoca di interconnessione per la fornitura di servizi telefonici, tradizionali ed innovativi, si sono consolidati in tale fase i seguenti punti d attenzione da considerare nell ambito dell attività regolamentare e poi di normativa tecnica nazionale: la soluzione tecnica univoca di interconnessione non può essere ridotta alla sola definizione di una interfaccia comune tra le reti, ma deve comprendere, come prerequisito, almeno la normazione nazionale dell architettura funzionale di interconnessione tra reti per la fornitura di comunicazioni in fonia end-to-end e della pluralità di scenari di comunicazione end-to-end da supportare all interconnessione; è necessario definire l interlavoro con i domini telefonici di rete in tecnologia tradizionale a commutazione di circuito, dato che le componenti di rete core e di rete di accesso risultano, anche in presenza dell interconnessione in tecnologia VoIP, prevalentemente di tipo tradizionale, in particolare a livello di accesso di rete verso la clientela; il supporto delle numerazioni del Piano Nazionale di Numerazione [8] ed i relativi formati di scambio all interconnessione in tecnologie VoIP sono da definire, essendo un elemento essenziale per l interoperabilità della soluzione tecnica end-to-end ; l interconnessione in tecnologia VoIP, qualora sia scelta tra due operatori interconnessi, di norma gestisce tecnicamente la generalità di comunicazione end-to-end allo scopo di evitare complessi scenari di convivenza tra tecnologie di interconnessione tradizionali ed innovative; i domini di rete telefonici esistenti in tecnologia VoIP si basano su una pluralità di soluzioni proprietarie IP-based legate allo specifica tipologia di apparati di rete e dei terminali d utente scelti dall operatore e, quindi, sono nativamente di difficile interoperabilità in caso di interconnessione; è necessario identificare gli standard e le specifiche tecniche prodotte dagli Enti riconosciuti di normativa tecnica (ETSI e, dove appropriato, ITU-T) come i documenti tecnici internazionali di primo riferimento normativo per la fase di normazione tecnica nazionale, in aderenza all art. 20 del CCE [9]; è necessario estendere l applicabilità della soluzione univoca di interconnessione a differenti tipologie di operatori e service provider, anche caratterizzati da un differente grado di infrastrutturazione di rete, sia di tipo carrier grade di origine più telefonica sia nativi VoIP di origine Internet. La Figura 1, a titolo esemplificativo, illustra schematicamente la pluralità di modelli ed architetture funzionali di rete che devono poter coesistere all interconnessione in tecnologia VoIP, dato che forniscono a livello retail la stessa tipologia di servizio di telefonia a disposizione del pubblico. 10

7 11 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network TL Service Provider VoIP «Internet-based» Rete telefonica innovativa Network-to-Network Interface (NNI) «standard» unico nazionale (ETSI/ITU-T) CC Boder Gateway NAP Internet Interconnessione tra reti attraverso Punti di Interscambio Internet (c.d. NAP o IXP) per la fornitura del servizio telefonico a disposizione del pubblico. User-to-Network Interface (UNI) User-to-Network Interface (UNI) Dominio di rete ISUP/TDM Rete «Core» VoIP/IP Dominio di rete VoIP/IP CC Border Gateway (BG) Operatore VoIP con generica NGN CC Boder Gateway Rete «Core» NGN Rete di Accesso VoIP/IP Rete di Accesso POTS/ISDN User-to-Network Interface (UNI) LEGENDA: CC IMS NAP User-to-Network Interface (UNI) Funzionalità Controllo per l instaurazione di Comunicazioni voce basate sul protocollodi segnalazione SIP. IP Multimedia Subsystem definito da ETSI/3GPPP. Network Access Point o Punti di Interscambio nazionali Internet (MIX, NAMEX, ecc.). NGN Next Generation Network «IP-based». Operatore VoIP con NGN IMS CC Boder Gateway Rete «Core» IMS Rete di Accesso VoIP/IP User-to-Network Interface (UNI) Rete di Accesso POTS/ISDN User-to-Network Interface (UNI) Rete di Accesso PLMN Interconnessione tra reti di tipo «Serviceoriented Interconnection» (SoIX) con funzionalità di Border Gateway per trasporto e segnalazione. User-to-Network Interface (UNI) User-to-Network Interface (UNI) A conclusione di tale articolata fase istruttoria e di approfondimento, AGCom ha avviato nel corso del 2011 la fase finale di consultazione pubblica sullo scherma di provvedimento, di cui alla Delibera 55/11/CIR [6], che ha definito la proposta di prescrizioni regolamentari di natura normativa e tecnica relativamente ai requisiti e vincoli generali, all architettura funzionale, ai protocolli tecnici di interfacciamento tra le reti interconnesse (Network-to-Network Interface, NNI) ed agli standard e specifiche tecniche internazionali ETSI ed ITU-T di riferimento da recepire nella successiva fase di normazione tecnica nazionale. Nel dicembre 2011 AGCom ha emanato il provvedimento regolamentare definitivo, di cui alla Delibera 128/11/CIR [7], sull interconnessione in tecnologia VoIP, che definisce le disposizione regolamentari e le linee guida vincolanti per la definizione di una soluzione tecnica unica ed interoperabile di interconnessione attraverso la normazione tecnica a livello nazionale, ai sensi dell art. 20 del CCE. Sulla base di tale provvedimento di AGCom, nei primi mesi del 2012, è stata avviata, dagli operatori interessati in ambito MiSE Dipartimento Comunicazioni - ISCTI, l attività di analisi e redazione di una nuova Specifica Tecnica nazionale di Interconnessione, come normativa tecnica nazionale vincolante. Figura 1 Schematizzazione della pluralità di scenari di interconnessione innovativi IP-based ai fini dell interoperabilità 2.3. Evoluzione del ruolo di standardizzazione tecnica nazionale di MiSE L evoluzione del contesto europeo ed internazionale di standardizzazione tecnica, sinteticamente illustrato in sez. 2.1 che implica, nei fatti, nuovi legami, sinergie ed interdipendenze tra la regolamentazione dei servizi di comunicazione 11

8 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini elettronica e la normativa tecnica, consente l attuazione concreta degli obiettivi della regolamentazione, in particolare, in materia di interconnessione tra reti di TLC e di interoperabilità dei servizi e, più in generale, delle Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione (ICT Information and Communication Technology ). Tali temi sono parte integrale della politica strategica dell UE, cosiddetta strategia Europa 2020, declinata nell Agenda Digitale per l Europa (in specifico nel Pillar II Interoperability & Standards ) [10]. L evoluzione degli obiettivi, la complessità e le limitazioni intrinseche della normazione tecnica europea ed internazionale si è riflessa nazionalmente nel rinvigorimento dell esigenza di una adeguata normazione tecnica nazionale ed anche nel ripensamento del ruolo degli Enti istituzionali preposti alla relativa definizione, con una sempre maggiore necessità di coinvolgimento di una pluralità di attori dell Industria nel mercato e la disponibilità di poteri decisionali ed impositivi per dare seguito a normative tecniche effettivamente implementabili ed attuate. Tradizionalmente la legislazione nazionale vigente, confermata e rafforzata nell art. 20 del CCE 2012 [9] che traspone nazionalmente il Telecom Package UE 2009 [1], attribuisce il ruolo di Ente Istituzionale di normazione tecnica nazionale per reti e servizi di comunicazione elettronica, all attuale Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) Dipartimento Comunicazione, rappresentata nella sua struttura tecnica dall Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell informazione (ISCTI). In ambito ISCTI opera da molti anni la Commissione nazionale per la redazione di specifiche tecniche relative all interconnessione delle reti di telecomunicazioni (cosiddetta, per brevità, Commissione Interconnessione ), composta dai rappresentanti degli operatori di reti e servizi di comunicazione elettronica e di aziende manifatturiere di settore, che ha l obiettivo di redigere e aggiornare specifiche tecniche nazionali, sulla base ed a recepimento degli standard emanati dagli Enti normativi di standardizzazione internazionale (ITU ed ETSI), la cui applicazione si fonda normalmente sull accordo delle parti partecipanti, per la fornitura dell interconnessione tra reti di telecomunicazioni, originariamente di tipo prettamente telefonico. Più recentemente le attività della Commissione Interconnessione, anche a seguito del quadro regolamentare definito dall Autorità delle Garanzie nelle Comunicazioni (in seguito AGCom) e dell evoluzione tecnologica, dell Industria e del mercato, si è progressivamente orientata verso l interconnessione per reti e servizi innovative basate sulle tecnologie VoIP e le problematiche di convivenza ed interlavoro con le reti telefoniche tradizionali nel contesto delle cosiddette Next Generation Network (NGN). Per una disamina più dettagliata, anche storica, di tale Commissione si può far riferimento a precedenti pubblicazioni di MiSE [11]. L enorme attività di normazione nazionale che la Commissione in oggetto ha svolto ed ha in corso, può essere consultata visitando il sito dell Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell Informazione [11], dove sono elencate le specifiche tecniche di interconnessione prodotte ed in vigore ad oggi che, definendo le modalità tecniche di interconnessione tra reti, hanno abilitato tecnicamente l apertura alla competizione del mercato delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica. E importante considerare che l attività di specifica tecnica nazionale della 12

9 13 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network Commissione Interconnessione, coordinata dal MiSE, si sviluppa tipicamente sulla base di adesione volontaria e, quindi, le specifiche tecniche nazionali prodotte non hanno un chiaro ed inequivocabile obbligo normativo di essere seguite e rispettate. Pertanto, in generale, le specifiche tecniche definite dalla Commissione Interconnessione non sono standard nazionali ma, piuttosto, definiscono linee guida tecniche concordate tra i soggetti interessati, il cui rispetto abilita e semplifica l interoperabilità delle reti dei diversi operatori. Solo qualora una particolare specifica tecnica venga richiamata esplicitamente in successivi provvedimenti regolamentari o legislativi vincolanti, la stessa assume uno status di obbligatorietà e, quindi, si può considerare una normativa tecnica standard nazionale. L esperienza maturata in molti anni di attività di normativa tecnica per l interconnessione può far riflettere sull opportunità di ripensare e rilanciare l attività di vera normazione nazionale a cura di MiSE che, assumendo maggiori poteri decisionali, potrebbe superare o complementare l attuale modalità volontaria di redazione e di utilizzo di tali specifiche tecniche di interconnessione. Infatti, come si vedrà nelle sezioni successive, nel caso di disaccordi tra i partecipanti alla Commissione, risulta complesso procedere attraverso rapide e precise decisioni di tipo normativo, anche a livello di interpretazione degli standard e specifiche tecniche internazionali o nazionale da applicare in casi specifici. E auspicabile quindi che l attività di normazione tecnica nazionale, posta la necessità di attuare e basarsi su documenti normativi tecnici internazionali riconosciuti a livello UE, possa produrre documenti di adeguata valenza ed obbligatorietà normativa Requisiti e vincoli definiti nella Del. 128/11/CIR per l interconnessione VoIP Venendo al caso specifico della normazione nazionale dell interconnessione in tecnologia VoIP, la Delibera 128/11/CIR dell AGCom ha definito le principali scelte di natura tecnico-normativa,anche in relazione ai documenti internazionali da considerare di principale riferimento tra la pluralità di fonti internazionali emerse negli ultimi anni, e, per quanto riguarda la profilatura di base delle funzionalità da fornire, l architettura funzionale dell interconnessione e le interfacce protocollari da normare in modo vincolante a livello nazionale. La Delibera in argomento [7], a seguito del procedimento focalizzato sulla rete telefonica fissa, identifica i seguenti due scenari di interconnessione in tecnologia VoIP che devono essere oggetto dell attività di normazione tecnica nazionale: l interconnessione tra operatori telefonici di rete fissa, che sono interconnessi attraverso un collegamento fisico punto-punto diretto tra i rispettivi apparati gateway, a loro volta posti al confine del proprio dominio telefonico di rete telefonica; l interconnessione tra operatori di rete fissa ed operatori di rete mobile limitatamente alla componente di comunicazioni in fonia che sono originate da clientela mobile e destinate a clientela fissa (scenario di chiamata da mobile a fisso, che solitamente è definito come traffico di terminazione su rete fissa). In relazione ad ulteriori scenari di interconnessione in tecnologia VoIP che il procedimento specifico non ha potuto affrontare avendo avuto una genesi 13

10 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini Scenari di interconnessione Modello di architettura funzionale di interconnessione Requisiti vincolanti Normative/standard internazionali di riferimento Protocolli di trasporto alla NNI Protocolli di segnalazione alla NNI Lista di codec forniti alla NNI Interconnessione tra operatori di rete fissa; Interconnessione tra operatore di rete fissa ed operatore di rete mobile limitatamente alla terminazione delle comunicazioni telefoniche destinate alla rete fissa. Architettura funzionale distribuita (NGN) con definizione delle sole funzionalità da presentare all interfaccia NNI. Interconnessione fisica con collegamento punto-punto diretto tra i border gateway delle singole reti interconnesse. Trasparente e neutrale rispetto alla tecnologia di accesso ed indipendente dal tipo di servizio telefonico a disposizione del pubblico offerto (cioè si applica al PATS ed all ECS vocale nomadico [2]). Architettura funzionale suddivisa tra Network-to-Network Interface (NNI) ed Userto-Network Interface (UNI). La NNI è l interfaccia di interconnessione tra reti. Interconnessione service-aware di tipo NGN Service-oriented Interconnection (c.d. SoIX)con separazione (ed interazione) tra il livello di trasporto ed il livello di servizio/applicazione. Unico livello di interconnessione ed gerarchia di rete attraverso i bacini denominati Aree Gateway VoIP, che sono composti da aggregati univoci dei 232 distretti telefonici. Ogni AG VoIP è associata, per ridondanza ed affidabilità, a due Punti di Interconnessione (PdI). Fornitura dei servizi obbligatori, in particolare della Portabilità del numero, CS/CPS, WLR e della validazione in rete e tra reti dell Identità della linea chiamante. Utilizzo di numerazione del Piano Nazionale di Numerazione [8] per l identificazione della clientela e dei servizi telefonici, secondo ETSI TS Qualità e disponibilità dei servizi e salvaguardia della sicurezza ed integrità delle reti. Servizi di interconnessione secondo il modello di raccolta, transito e terminazione. Continuità dei servizi offerti attraverso l interconnessione in tecnologia tradizionale (ISUP/TDM), rispettando le caratteristiche intrinseche della tecnologia VoIP/IP; Fornitura della comunicazione telefonica di base, cioè telefonia, fax e modem/dati. Fornitura di un insieme minimo di servizi supplementari PSTN/ISDN. ETSI ES (NGN) integrata da ETSI TS e ETSI TS e da ulteriori specifiche ETSI/3GPP (IMS) e IETF RFC per specifiche funzionalità. Il protocollo di livello data link è Gigabit Ethernet (GbE). Il protocollo di livello rete è IP v.4 e IP v. 6. Per il piano di controllo (segnalazione) il protocollo di livello trasporto è TCP e UDP. Per il piano d'utente Il protocollo di livello trasporto è UDP e RCP/RTCP. Protocollo SIP secondo ETSI e IETF RFC Protocollo SIP-I secondo ITU-T Racc. Q /ETSI EN (solo profilo C), integrati da ETSI TS e ETSI TS G711A, G729A e T.38 senza alcuna priorità predefinita. Protocollo di negoziazione dei codec basato su IETF RFC Tabella 1 Delibera 128/11/CIR: principali caratteristiche vincolanti per l interconnessione VoIP 14

11 15 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network A titolo esemplificativo gli interventi regolamentari del provvedimento in oggetto per l indirizzo dei temi tecnico-normativi, e quindi oggetto dell attività di normazione tecnica nazionale, possono essere raccolti nelle seguenti macro-tematiche: scenari di interconnessione; modelli di architettura funzionale di interconnessione; requisiti vincolanti per la soluzione tecnica; normative, standard e specifiche tecniche internazionali di riferimento; protocolli di trasporto e di segnalazione e lista dei codec da fornire alla NNI. Relativamente al modello di interconnessione prescelto, sul quale sono stati definiti gli scenari di interconnessione supportati, si pone l accento sulla caratterizzazione di interconnessione di servizio (c.d. SoIX a livello internazionale) e di architettura funzionale distribuita, che è tipica della Next Generation Network, come definita a livello di standard ETSI. Nella Figura 2 è schematicamente illustrato il concetto base della Service-oriented Interconnection (SoIX), cioè il riconoscimento alla NNI del tipo di servizio e delle caratteristiche associate, per cui è richiesta l instaurazione della connessione attraverso apposite informazione incluse negli elementi informativi di segnalazione. Di fatto una comunicazione telefonica in tecnologia VoIP/IP richiede la definizione di una relazione end-to-end, detta sessione, con adeguate caratteristiche in termini di risorse di rete allocate e di prestazioni complessive da assicurare anche nella componente di interconnessione tra reti interconnesse. Figura 2 Modello funzionale standard di interconnessione SoIX Di conseguenza l architettura funzionale di tipo NGN SoIX prevede la separazione tra i livelli di trasporto e di servizio ed anche adeguate funzionalità di segnalazione per il riconoscimento della tipologia di comunicazione da instaurare attraverso il completo percorso tra le reti, che include la componente di interfacciamento tra reti (NNI, Network-to-Network Interface). 15

12 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini In Figura 3 è illustrata l architettura funzionale definita da ETSI per la NGN e gli elementi funzionali principali che assicurano sia la vera e propria interconnessione fisica sia l elaborazione logica della sessione di instaurazione della comunicazione telefonica end-to-end. Si evidenziano in particolare i fondamentali elementi che compongono la funzionalità standard che ciascun operatore, nella propria realizzazione tecnica, deve assicurare ai bordi della propria rete: si tratta della cosiddetta funzionalità complessiva di Border Gateway (BGF, Border Gateway Function). Tale macro-funzionalità standard è suddivisa nella componente di attestazione fisica e di trasporto (I-BGF - Interconnection Border Gateway Function - denominata anche TrGW -Transition GateWay- dal Forum internazionale 3GPP), e nella componente di servizio per il trattamento della segnalazione della sessione da instaurare (IBCF - Interconnection Border Control Function). L identificazione di tali funzionalità di bordo di ciascuna rete assicura la separazione tra il livello di fornitura del trasporto ed il livello di fornitura del servizio e le necessarie interazioni verticali tra di essi per gestire in modo adeguato ed interoperabile lo specifico tentativo di instaurazione di una comunicazione tra reti interconnesse. Ne consegue che l entità funzionale complessiva Border Gateway è quella su cui si deve focalizzare qualsiasi attività di normazione tecnica, allo scopo di definire profili comuni di interconnessione ai fini dell interoperabilità e che siano quindi il più possibile indipendenti dalle particolari allocazioni funzionali ed implementazioni interne dei differenti operatori e/o dei vari prodotti di rete disponibili sul mercato. Per delimitare concretamente e in modo più praticabile i suindicati approcci più generali per la definizione dell interconnessione univoca nazionale ci sono da considerare ulteriori elementi. In Figura 4 è illustrato schematicamente il modello nazionale complessivo per l interconnessione telefonica in tecnologia VoIP/IP, nel quale è evidenziata la nuova interfaccia NNI in tecnologia VoIP/IP, il sito del Punto di Interconnessione, dove è realizzata fisicamente l interconnessione tra reti, e la funzionalità di Border Ga- Figura 3 Architettura funzionale e distribuita standard ETSI di interconnessione a Livello di Servizio per la NGN (IMS e non-ims) da ETSI ES

13 17 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network teway, di cui sopra, che ogni operatore deve saper fornire, secondo un univoco standard tecnico, alla nuova NNI tra reti. Si noti il disaccoppiamento così ottenuto rispetto ai nodi e alle piattaforme interne che ciascun operatore, a propria discrezione e sotto la propria responsabilità nella scelta di modalità implementative e dei prodotti del mercato, deve predisporre allo scopo di assicurare l esposizione alla NNI dell insieme di funzionalità e prestazioni standard di trasporto e di segnalazione che assicurino il corretto funzionamento dell instaurazione di comunicazioni telefoniche tra reti interconnesse. Tipiche funzionalità rese disponibili alla NNI, ma in effetti realizzate da nodi interni alla rete del singolo operatore, sono la gestione della segnalazione SIP e i necessari interlavori (funzionalità di InterWorking Function, IWF) con domini telefonici di rete interni in tecnologia tradizionale a commutazione di circuito e/o innovativi IP-based. Sempre considerando la Figura 4, l architettura funzionale NGN di interconnessione prevede un unico livello di interconnessione come conseguenza diretta delle caratteristiche distribuite dell architettura e delle relative funzionalità attraverso nuovi Punti di Interconnessione. Ciò richiede che siano definiti dei bacini di aggregazione, detti Aree Gateway VoIP, delle origini e delle destinazioni del traffico telefonico, allo scopo di disporre di una gerarchia di rete stabile e prevedibile in termini di gestione e dimensionamento del traffico e, quindi, di livelli di qualità e disponibilità del servizio sostenibili ai vari Punti di Interconnessione. Figura 4 Modello funzionale e distribuito con unico livello di interconnessione in tecnologia VoIP/IP per servizi telefonici Essendo le origini e le destinazioni di traffico costituiti sostanzialmente dalla clientela finale, l unico modo possibile è realizzare una limitata numerosità di Aree Gateway stabili come aggregati di un insieme esclusivo di distretti telefonici esistenti: infatti il territorio telefonico nazionale è suddiviso in 232 distretti telefonici e ciò è indipendente ed irrilevante dal punto di vista della specifica tecnologia utilizzata tra e nelle reti. 17

14 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini Si è sottolineato in precedenza il ruolo essenziale svolto dai siti di Punto di Interconnessione che rappresenta l unico reale elemento fisico dell interconnessione in tecnologia VoIP/IP. A titolo esemplificativo si propone la schematizzazione di Figura 5 per meglio illustrare le caratteristiche di rilevanza tecnica di tale innovazione tecnologica consentita dalla NGN. Il nuovo PdI presenta l attestazione fisica delle reti da interconnettere ed un insieme di caratterizzazioni e prestazioni tecniche di tipo virtuali, nel senso che l insieme di funzionalità standard necessarie per l interconnessione sono tutte esposte attraverso tale attestazione fisica e, di principio, sono realizzate attraverso apparati localizzati a discrezione dell operatore in siti interni e remoti. Di conseguenza, procedendo nella catena di fornitura dell interconnessione dal PdI verso l interno della rete dell operatore, si possono considerare distinti i siti reali degli apparati fisici che realizzano tutte o parte delle funzionalità di Border Gateway, di segnalazione, di commutazione, di interlavoro, ecc.. Attraverso l insieme dei requisiti e dei vincoli definiti a livello regolamentare e le conseguenze più architetturali e tecniche di rete fin qui schematizzate, è risultato possibile porre le basi univoche per l attività di normazione tecnica nazionale in sede di MiSE, focalizzandosi sui temi più tecnici e di dettaglio di definizione univoca nazionale delle procedure tecniche che consentano l instaurazione interoperabile di comunicazioni telefoniche attraverso la nuova NNI in tecnologia VoIP/IP, partendo dall assunto di aderenza all architettura NGN definita a livello internazionale. Nella sezione successiva si fornisce l illustrazione della normativa tecnica vincolante risultante dall attività in sede MiSE, che è stata identificata come necessaria anche a livello regolamentare. 3. La Specifica Tecnica 769 a recepimento degli standard e specifiche tecniche internazionali In aderenza a quanto previsto nella Delibera 128/11/CIR [7], la Commissione Interconnessione (MiSE Dip. Comunicazioni/ISCTI) ha avviato le attività di redazione di una normativa tecnica di interconnessione in tecnologia VoIP/IP nella Figura 5 Schematizzazione della catena di fornitura dell interconnessione in tecnologia VoIP/ IP a partire dal sito del Punto di Interconnessione (PdI) 18

15 19 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network riunione del 17 novembre In tale occasione è stata condivisa la necessità di definire la nuova serie di Specifiche Tecniche (ST) ministeriali di interconnessione (denominata Specifiche Tecniche n. 769) per l interconnessione NGN a commutazione di pacchetto, in modo da risultare autonoma e distinta dalla serie esistente di specifiche per le reti telefoniche tradizionali a commutazione di circuito (serie di ST n. 763). Allo scopo di accelerare i tempi di redazione, anche in considerazione delle scadenze poste a livello regolamentare, Telecom Italia si è fatta promotrice della redazione preliminare di una nuova ST completa da sottoporre all approfondimento, discussione e condivisione in sede di Commissione. La Commissione stessa si è organizzata in modo innovativo, istituendo al proprio interno un gruppo di redazione ristretto, con il coordinamento di Telecom Italia stessa (il ruolo di relatore della ST 769 e di coordinatore di tale gruppo ristretto è stato affidato all ing. L. Barbetta - Telecom Italia) e la partecipazione dei principali operatori e fornitori di reti e servizi telefonici nazionali 2, per l analisi e la condivisione della bozza di specifica tecnica iniziale, anche utilizzando modalità più rapide basate su scambio di ed incontri diretti tra i suoi componenti. Tale gruppo ha agito sotto l egida della Commissione stessa e, quindi, con la necessità di riportare periodicamente i progressi delle attività e/o eventuali criticità al Coordinatore della Commissione (dr. P. Giannelli - ISCTI). L obiettivo del gruppo ristretto è stato quello di rendere disponibile alla Commissione la bozza di documento della ST 769 completo e condiviso, evidenziando i restanti punti aperti o di più difficile convergenza tra i partecipanti, in modo da sottoporla all analisi, condivisione ed approvazione finale da parte della generalità dei componenti la Commissione. In tal modo in pochi mesi (fine marzo 2012) è stato possibile predisporre, a cura dei partecipanti al gruppo ristretto della Commissione, la nuova ST 769 completa e condivisa per la quasi totalità delle tematiche tecniche connesse e previste dalla Del. 128/11/CIR; restava da definire un sottoinsieme ridotto di problematiche tecniche ben delimitate e chiare di difficile convergenza tra i partecipanti, anche a causa delle lacune e/o esistenza di più alternative ed opzioni nei documenti tecnici internazionali di riferimento da recepire nazionalmente a livello normativo. Nella riunione della Commissione del 18 aprile 2012, a seguito di un ulteriore attività tra i partecipanti per chiudere i temi rimasti divergenti, si è deciso di congelare il documento, sostanzialmente completo e condivisibile, e di focalizzare il prosieguo delle attività sull insieme molto limitato di tematiche tecniche sulle quali è risultato necessario procedere ad una disamina di dettaglio dell interpretazione regolamentare di quanto definito nella delibera 128/11/CIR per procedere ad identificare la soluzione tecnica normativa più aderente alla regolamentazione vigente. 2 I partecipanti al Gruppo ristretto della Commissione, oltre a Telecom Italia, sono stati gli operatori BT Italia, Enter, Eutelia, Fastweb, H3G, Infracom Italia, Optima Italia, Tiscali, Vodafone e Wind. Dopo una serie di attività di approfondimenti in sede AGCom, nel settembre 2012 l AGCom stessa ha fornito al MiSE un documento contenente le decisioni sui temi ancora aperti della ST 769, allo scopo di procedere ad una sua rapida approvazione che è formalmente avvenuta l 8 novembre Qualche tempo dopo la Specifica Tecnica n. 769 [12] è stata pubblicata sul sito ufficiale di ISCTI, divenendo a tutti gli effetti il riferimento normativo univoco nazionale per l interconnessione telefonica in tecnologia VoIP/IP. Si evidenzia che tale Specifica Tecnica non è una normativa tecnica nazionale vincolante, non es- 19

16 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini sendo un documento ministeriale di tipo norma o regola tecnica, e diviene obbligatoria in quanto indicata nella Del. 128/11/CIR; infatti la ST 769 riflette tale concetto nella nota fondamentale riportata nella copertina: Il documento costituisce la Specifica Tecnica di dettaglio ai sensi della Del. 128/11/CIR, recependo, ai sensi dell art. 20 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, gli standard e specifiche tecniche internazionali di riferimento. Nelle sezioni successive è illustrato in maggiore dettaglio il contenuto tecnico e normativo della ST 769 ed i temi tecnici più complessi che hanno richiesto maggiori approfondimenti per giungere alla condivisione. 3.1 Organizzazione ed impostazione della normativa tecnica ministeriale ST 769 In aderenza a quanto previsto nella Delibera 128/11/CIR ed ai relativi requisiti e vincoli tecnici illustrati sinteticamente in sez. 2.4 e schematicamente riassunti nella Tabella 1 precedente, la normativa ST 769 è stata definita suddividendola in tre parti rappresentate da documenti distinti: 1. Documento ST 769 core, che costituisce la parte comune della normativa tecnica nazionale e definisce l architettura e gli scenari di interconnessione, includendo i relativi abilitanti tecnologici e normativi che sono sostanzialmente indipendenti dallo specifico tipo di interfaccia e protocolli tecnici di NNI SIP-based ; in particolare sono anche inclusi i temi dei formati delle numerazioni del PNN scambiati all interconnessione tra le reti interconnesse. 2. Documento ST 769 Parte A NNI SIP, che definisce, attuando quanto previsto nella normativa di cui al punto 1, l interfaccia tra domini telefonici di rete, i protocolli tecnici ed i call flow della NNI di tipo SIP univoca nazionale; gli scenari considerati riguardano la cosiddetta chiamata telefonica di base ed un sottoinsieme minimale di servizi supplementari esistenti. 3. Documento ST 769 Parte B NNI SIP-I, che definisce, attuando quanto previsto nella normativa di cui al punto 1, l interfaccia tra domini telefonici di rete, i protocolli tecnici ed i call flow della NNI di tipo SIP-I univoca nazionale; gli scenari considerati riguardano la cosiddetta chiamata telefonica di base ed un sottoinsieme minimale di servizi supplementari esistenti. In Figura 6 è illustrata schematicamente l area di competenza dei tre documenti che compongono la ST 769, rispetto all architettura funzionale di interconnessione e alla nuova NNI in tecnologia VoIP/IP 20

17 21 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network. Prima dell analisi dei principali contenuti della ST 769, si evidenziano alcuni temi di natura tecnica con possibili impatti normativi e regolamentari più ampi, che hanno richiesto la preventiva condivisione delle scelte tecniche allo scopo di impostare coerentemente la ST 769 anche dal punto di vista della coerenza regolamentare: Figura 6 Architettura funzionale generale e scopo della ST 769 e della relativa suddivisione documentale 3 I cosiddetti Routing Number (RgN) sono particolari strutture composte da cifre numeriche (o, in alcuni casi, esadecimali), che sono utilizzate nelle reti e tra reti per trasportare specifiche informazioni necessarie per assicurare il corretto riconoscimento, trattamento ed instradamento delle comunicazioni per particolari servizi di comunicazione elettronica (ad es. servizi di emergenza, servizi non geografici, ecc.). Tali RgN sono definiti nella normativa tecnica ministeriale di interconnessione ST Supporto all interconnessione VoIP/IP della sola modalità tecnica enbloc per lo scambio delle numerazioni: l invio delle cifre che compongono la numerazione di destinazione avviene attraverso un unico elemento informativo di segnalazione. Si tratta di una scelta tipica per il contesto delle tecnologie IP-based ma, in considerazione della lunghezza variabile delle numerazioni (soprattutto per il caso della decade 0 utilizzata nelle reti fisse), può determinare un allungamento (ad es. di alcuni secondi), rispetto alle reti tradizionali del tempo di instaurazione della singola comunicazione. 2. Utilizzo alla NNI del formato unico di tipo globale per le numerazioni: le numerazioni di origine e di destinazione delle comunicazioni telefoniche sono scambiate all interconnessione sempre e solo nel formato internazionale (ad es ). Tale anteposizione del +39 a tutte le numerazione del PNN ed ai routing number 3 nazionali determina la ridefinizione di tutti i formati di scambio con alcuni possibili impatti sulla normativa vigente. 3. Supporto del solo formato di tipo SIP-URI, cioè basato sull utilizzo di nomi a domini Internet del tipo sip: per la veicolazione attraverso la NNI VoIP/IP delle numerazioni del PNN e dei routing number esistenti. In considerazione del differente paradigma della tecnologia VoIP/IP, uno dei primi temi che è stato oggetto di valutazione e decisione tecnica è risultato il trattamento delle numerazioni ed i formati di scambio all interconnessione NNI VoIP/IP (si veda la Figura 7), anche allo scopo di sfruttare appieno le possibilità innovative connesse con il contesto IP. Le scelte tecniche di base suindicate sono state preventivamente condivise in sede di Commissione Interconnessione e su tali assunzioni si è basato lo sviluppo della ST

18 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini Nella prima parte della ST 769 core sono stati identificati i requisiti di significato e rilevanza tecnico-normativa derivanti sostanzialmente dalla Del. 128/11/ CIR che hanno condizionato le caratteristiche di base della soluzione tecnica normata; in particolare si evidenziano i seguenti: architettura di interconnessione di tipo NGN per servizi session-based e di tipo carrier grade 4, con interconnessione fisica di tipo punto-punto, un unico livello di interconnessione e nuovi Punti di Interconnessione (PdI). E indipendente rispetto alle tecnologie e funzionalità utilizzate all interno dei domini di rete fissa del singolo operatore ed alla relativa interfaccia di accesso verso l utenza telefonica (PSTN, ISDN o NGN VoIP); ciascun operatore rende disponibile le funzionalità minime di Border Gateway (BG) dove è funzionalmente collocata la NNI in tecnologia VoIP/IP, anche per disaccoppiare logicamente i rispettivi domini di rete assicurando l integrità e sicurezza delle reti interconnesse; servizi telefonici di interconnessione attraverso NNI VoIP sostanzialmente equivalenti rispetto all interconnessione telefonica tradizionale a commutazione di circuito e, quindi, basati sulla raccolta, terminazione e transito tra domini di rete fissa e tra domini di rete fissa e rete mobile per la fornitura end-to-end del servizio telefonico di tipo PATS e ECS vocale nomadico; raggiungibilità della totalità dell utenza telefonica nazionale (fissa, mobile e nomadica) ed internazionale e della generalità dei servizi telefonici, indipendentemente dalle tecnologie interne di rete e di accesso utilizzate dall operatore; l utenza ed i servizi sono identificati attraverso le numerazioni pubbliche, aderenti alla Racc. ITU-T E.164 [16], che sono definite nel Piano Nazionale di Numerazione (PNN) [8]; fornitura delle prestazioni di Number Portability (NP) per reti fisse e Figura 7 Formati per lo scambio di numerazioni e Routing Number alla NNI VoIP/IP 4 Con il termine carrier grade si intende che la soluzione tecnica di interconnessione è in grado di abilitare la definizione ed il rispetto di requisiti di qualità, disponibilità, affidabilità, sicurezza ed integrità delle reti e di appropriati SLA di interconnessione. Di conseguenza non devono essere introdotti rischi di degrado e/o caratteristiche di assenza di livelli di qualità predefiniti ovvero di tipo best effort ). 22

19 23 Interconnessione VoIP e paradigma della standardizzazione nel contesto di Internet e della Next Generation Network VoIP interconnection and standardization paradigm in the context of the Internet and the Next Generation Network Generation Network per lo scenario fisso-mobile e di accesso ai servizi di emergenza, pubblica utilità e dell Autorità Giudiziaria secondo le soluzioni tecniche esistenti. La nuova NNI in tecnologia VoIP è univocamente basata, dal punto di vista delle procedure tecniche per l instaurazione delle comunicazione end-to-end (la cosiddetta segnalazione) sul protocollo SIP e si differenzia, prima di tutto, in base al tipo specifico di protocollo tecnico di segnalazione SIP normato ed utilizzato: 1. protocollo di segnalazione SIP standard nazionale, che implementa pienamente le funzionalità native SIP anche in ottica prospettica di migrazione verso la tecnologia VoIP/IP dei domini di rete telefonica dell operatore; 2. protocollo di segnalazione SIP-I standard nazionale, che è orientato intrinsecamente a consentire l interconnessione attraverso la tecnologia VoIP/IP di domini telefonici tradizionali di rete a commutazione di circuito ovvero basati sul protocollo di segnalazione tradizionale ISUP (ISDN User Part); infatti il SIP-I si basa sull imbustamento diretto nel protocollo SIP dei messaggi ISUP aderenti alla serie di normative ministeriali nazionali ST 763 [17]; Tutto ciò è stato declinato nella ST 769 attraverso la normazione tecnica di due distinti ed autonomi scenari architetturali funzionali di interconnessione. Il primo scenario architetturale completo di interconnessione è quello riportato in Figura 8 e prevede unicamente NNI omogenee di tipo SIP nativo tra i differenti ruoli che può assumere un operatore telefonico nella catena di fornitura complessiva del servizio. Figura 8 Scenario di riferimento per l interconnessione basata sulla NNI di tipo SIP per servizi telefonici 23

20 P. Giannelli, L. Barbetta, G. Martini In tale scenario architetturale si rilevano alcuni aspetti caratterizzanti rispetto all impostazione concreta in campo dell interconnessione: l elemento funzionale Border Gateway è univoco ed è sempre presente come elemento di bordo della rete telefonica che si interconnette con altre reti telefoniche. Ciò implica che non sono presenti alla NNI funzionalità di interlavoro dato che le funzionalità esposte da ogni rete (normate nella ST 769) devono essere le stesse; la rete telefonica dell operatore è esposta alla NNI SIP in modo trasparente rispetto alle tecnologie effettive utilizzate al proprio interno ed in accesso verso la clientela finale. Ciò è essenziale per la praticabilità reale dell introduzione dell interconnessione VoIP/IP nel contesto di rete attuale con l utilizzo di tecnologie tradizionali all interno e soprattutto verso il cliente finale, allo scopo di assicurare l indipendenza dell evoluzione tecnologica delle reti nella componente di accesso; i ruoli che un operatore può assumere sono quelli classici di rete di origine, rete di destinazione e di transito/carrier. I servizi telefonici coinvolti sono sostanzialmente tutti quelli esistenti (fissi, mobili e nomadici); anche lo scenario internazionale per le comunicazioni telefoniche da/ verso i carrier esteri prevede la NNI VoIP/IP definita nella ST 769, dato che è necessario assicurare funzionalità standard coerenti ed interoperabili con la componente di scenario nazionale di rete per la fornitura end-to-end del servizio. Il secondo scenario architetturale di interconnessione è quello che utilizza la NNI di tipo SIP-I ed è riportato il Figura 9. Figura 9 Scenario di riferimento per l interconnessione basata su NNI di tipo SIP-I ( imbustamento della ISUP nazionale) per servizi telefonici 24

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