Aprile Analisi dell andamento del mercato del lavoro e dei fabbisogni formativi nella provincia di Livorno

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1 FABBISOGNI FORMATIVI E MERCATO DEL LAVORO Aprile 2008 Analisi dell andamento del mercato del lavoro e dei fabbisogni formativi nella provincia di Livorno

2 L economia provinciale All interno dell economia provinciale emerge chiaramente la preminenza di attività del settore terziario. I settori che, all interno dell industria vedono la presenza del maggior numero di addetti sono quelli della meccanica, della produzione di metalli e prodotti in metallo, della fabbricazione di apparecchi elettrici ed infine delle raffinerie di petrolio. Solo per i settori della meccanica e della produzione di macchine elettriche si registrano dei trend positivi nel decennio scorso mentre subiscono una forte contrazione, in numero di addetti, sia la produzione di prodotti in metallo che le raffinerie di petrolio. A dimostrazione della tradizione turistica dell area si evidenziano oltre alle attività commerciali, il settore delle costruzioni e degli alberghi e ristoranti. In termini dinamici la struttura occupazionale della provincia sotto il profilo della distribuzione degli addetti per settore di attività ha subito, negli ultimi dieci anni, alcuni cambiamenti. Sono i servizi (escluso il commercio) ad aver guadagnato peso rispetto al passato: questi, nel 1991, erano il 49,1% del totale, mentre nel 2001 sono divenuti il 54,5%. Guadagna posizioni anche l industria delle costruzioni con il 7,3% degli addetti totali. Viceversa, l intero comparto manifatturiero ha perso di peso: infatti dal rappresentare il 21,9% degli occupati è passato al 16,5%. In calo, infine, anche il peso degli addetti degli esercizi commerciali (passati in un decennio dal 20,9% al 18,8%); calo da attribuirsi alla riorganizzazione della grande distribuzione. Nel complesso il numero di addetti nelle unità locali delle imprese extra agricole è aumentato dal 1991 al 2001 del 1,9% a fronte di un incremento regionale del 4,7%.

3 Grafico 1: La struttura dell economia della provincia di Livorno Commercio all'ingrosso e al dettaglio 18,8 Attivita' professionali e imprenditoriali Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 10,7 1 Costruzioni Sanita' e altri servizi sociali Alberghi e ristoranti Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Produzione di metallo e prodotti in metallo 7,3 7,1 6,9 6,0 6,0 5,7 Altri servizi pubblici, sociali e personali 4,8 Intermediazione monetaria e finanziaria 2, Fonte: Dati Unioncamere

4 I settori di maggiore importanza si rivelano quelli del commercio (17,8%) e dei trasporti ed attività connesse (14,5%) che, tuttavia, registrano una flessione nell ultimo decennio. Segue il settore delle attività professionali e imprenditoriali e delle costruzioni. L area livornese Nel complesso il numero di addetti nelle unità locali delle imprese extra agricole è aumentato dal 1991 al 2001 del 2,0% a fronte di un incremento regionale del 4,7%. Grafico 2: La struttura dell economia dell area livornese Commercio all'ingrosso e al dettaglio Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni Attivita' professionali e imprenditoriali Pubblica amministrazione e difesa Sanita' e altri servizi sociali Costruzioni Istruzione Altri servizi pubblici, sociali e personali Intermediazione monetaria e finanziaria Alberghi e ristoranti Produzione di metallo e prodotti in metallo Fabbricazione di mezzi di trasporto Macchine elettriche e apparecchiature elettriche ed ottiche Industrie alimentari Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio Macchine ed apparecchi meccanici Pasta-carta e articoli in carta; stampa ed editoria Lavorazione di minerali non metalliferi Altre industrie manifatturiere Articoli in gomma e materie plastiche Pesca, piscicoltura e servizi connessi Prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali Industria del legno e dei prodotti in legno Industrie tessili e dell'abbigliamento Agricoltura, caccia e silvicoltura Estrazione di minerali non energetici Concia, prodotti in cuoio, pelletteria Estrazione di minerali energetici 2,0 1,8 1,1 1,1 1,0 0,8 0,6 0,6 0,6 0,1 3,7 3,6 3,0 2,9 6,0 5,5 5,1 7,9 7,4 11,4 14,5 17, Fonte: Dati Unioncamere

5 Il Grafico mostra chiaramente la preminenza del commercio (20,5%). L area della Val di Cecina costiera Da segnalare anche i settori delle costruzioni (10,3%) e degli alberghi e ristoranti (10,1%) che, a conferma della vocazione turistica dell area, hanno avuto buone performance (rispettivamente +1% e + 32,4%). All interno dell industria emerge l importanza la fabbricazione della prodotti chimici che, pur avendo una dimensione superiore a quella media toscana, subisce una forte ridimensionamento (-41,4%). Nel complesso il numero di addetti nelle unità locali delle imprese extra agricole è aumentato dal 1991 al 2001 del 5,4% a fronte di un incremento regionale del 4,7%. Tale incremento è dovuto esclusivamente al settore dei servizi. Grafico 3: La struttura dell economia della Val di Cecina costiera Commercio all'ingrosso e al dettaglio Attivita' professionali e imprenditoriali Costruzioni Alberghi e ristoranti Istruzione Sanita' e altri servizi sociali Prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali Altri servizi pubblici, sociali e personali Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni Pubblica amministrazione e difesa Produzione di metallo e prodotti in metallo Intermediazione monetaria e finanziaria Industrie alimentari Agricoltura, caccia e silvicoltura Macchine ed apparecchi meccanici Fabbricazione di mezzi di trasporto Industria del legno e dei prodotti in legno Industrie tessili e dell'abbigliamento Lavorazione di minerali non metalliferi Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua Macchine elettriche e apparecchiature elettriche ed ottiche Altre industrie manifatturiere Articoli in gomma e materie plastiche Pasta-carta e articoli in carta; stampa ed editoria Concia, prodotti in cuoio, pelletteria Pesca, piscicoltura e servizi connessi Estrazione di minerali non energetici Estrazione di minerali energetici Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio 2,4 2,2 2,0 1,7 1,6 1,2 0,9 0,9 0,9 0,9 0,6 0,3 0,1 0,1 3,5 4,8 4,8 4,6 7,2 6,7 10,9 10,3 10,1 20, Fonte: Dati Unioncamere

6 L area della Val di Cecina interna Il settore dei servizi pubblici insieme a quello del commercio sono sovradimensionati rispetto alla regione nel suo complesso (rispettivamente 12,4% e 24,9%). Da notare anche la produzione e distribuzione di energia elettrica, legata principalmente allo sfruttamento delle risorse naturali, riesce ad occupare ben il 9,1% nonostante nel periodo abbia subito una forte riduzione. Seguono le costruzioni, e gli alberghi e i ristoranti. Nel complesso il numero di addetti nelle unità locali delle imprese extra agricole è diminuito dal 1991 al 2001 del -6,6% a fronte di un incremento regionale del 4,7%. Grafico 4: La struttura dell economia della Val di Cecina interna Commercio all'ingrosso e al dettaglio Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua Sanita' e altri servizi sociali Costruzioni Alberghi e ristoranti Istruzione Attivita' professionali e imprenditoriali Pubblica amministrazione e difesa Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni Lavorazione di minerali non metalliferi Altri servizi pubblici, sociali e personali Intermediazione monetaria e finanziaria Produzione di metallo e prodotti in metallo Macchine ed apparecchi meccanici Prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali Articoli in gomma e materie plastiche Industrie alimentari Estrazione di minerali non energetici Industria del legno e dei prodotti in legno Agricoltura, caccia e silvicoltura Industrie tessili e dell'abbigliamento Altre industrie manifatturiere Fabbricazione di mezzi di trasporto Pasta-carta e articoli in carta; stampa ed editoria Concia, prodotti in cuoio, pelletteria Macchine elettriche e apparecchiature elettriche ed ottiche Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio Pesca, piscicoltura e servizi connessi Estrazione di minerali energetici 1,9 1,6 1,4 0,9 0,9 0,5 0,5 0,3 3,3 3,1 3,1 2,9 2,7 4,6 5,7 5,5 6,3 7,1 7,8 9,1 8,9 8,8 12, Fonte: Dati Unioncamere

7 L area della Val di Cornia Il Grafico mostra chiaramente la preminenza della produzione di metalli (19,4%) del commercio (19,4%) anche se entrambi i settori hanno fatto registrare una sensibile riduzione (rispettivamente -34,6%, -7,8%). Da segnalare anche i settori delle costruzioni (7,2%) e degli alberghi e ristoranti (6,0%) e delle attività professionali e imprenditoriali (9,4%), attività queste caratterizzate da un ottima performance. Nel complesso il numero di addetti nelle unità locali delle imprese extra agricole è diminuito dal 1991 al 2001 del 5,3% a fronte di un incremento regionale del 4,7%. Grafico 5: La struttura dell economia della Val di Cornia Produzione di metallo e prodotti in metallo Commercio all'ingrosso e al dettaglio Attivita' professionali e imprenditoriali Sanita' e altri servizi sociali Costruzioni Alberghi e ristoranti Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni Istruzione Pubblica amministrazione e difesa Altri servizi pubblici, sociali e personali Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua Intermediazione monetaria e finanziaria Industrie alimentari Altre industrie manifatturiere Macchine elettriche e apparecchiature elettriche ed ottiche Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio Lavorazione di minerali non metalliferi Articoli in gomma e materie plastiche Estrazione di minerali non energetici Pesca, piscicoltura e servizi connessi Agricoltura, caccia e silvicoltura Macchine ed apparecchi meccanici Industria del legno e dei prodotti in legno Pasta-carta e articoli in carta; stampa ed editoria Industrie tessili e dell'abbigliamento Prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali Concia, prodotti in cuoio, pelletteria Fabbricazione di mezzi di trasporto Estrazione di minerali energetici 1,7 1,6 1,2 1,1 0,9 0,7 0,6 0,5 0,3 0,1 0,1 3,5 3,4 2,8 6,0 5,7 5,0 7,5 7,2 9,4 19,4 19, Fonte: Dati Unioncamere

8 L area dell Arcipelago I settori di maggiore importanza, a conferma della vocazione turistica dell area si rilevano quelli degli alberghi e ristoranti (21,4%), settore in espansione, e del commercio (2%) che invece registra una leggera flessione. Segue il settore delle attività professionali e imprenditoriali e delle costruzioni. Nel complesso il numero di addetti nelle unità locali delle imprese extra agricole è aumentato dal 1991 al 2001 del 1% a fronte di un incremento regionale del 4,7%. Grafico 6: La struttura dell economia dell Arcipelago Alberghi e ristoranti Commercio all'ingrosso e al dettaglio Costruzioni Attivita' professionali e imprenditoriali Istruzione Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni Altri servizi pubblici, sociali e personali Pubblica amministrazione e difesa Sanita' e altri servizi sociali Intermediazione monetaria e finanziaria Pesca, piscicoltura e servizi connessi Industrie alimentari Fabbricazione di mezzi di trasporto Industria del legno e dei prodotti in legno Macchine elettriche e apparecchiature elettriche ed ottiche Estrazione di minerali non energetici Produzione di metallo e prodotti in metallo Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua Agricoltura, caccia e silvicoltura Altre industrie manifatturiere Pasta-carta e articoli in carta; stampa ed editoria Macchine ed apparecchi meccanici Concia, prodotti in cuoio, pelletteria Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio Lavorazione di minerali non metalliferi Industrie tessili e dell'abbigliamento Prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali Estrazione di minerali energetici Articoli in gomma e materie plastiche 2,0 1,7 1,6 1,2 0,8 0,7 0,5 0,5 0,3 0,3 0,3 0,1 5,5 5,2 5,1 4,8 9,4 9,0 8,2 21, Fonte: Dati Unioncamere

9 I fabbisogni formativi Grafico 7: Le dieci professioni più richieste nella provincia di Livorno Addetti alle vendite: commessi e cassieri di negozio 360 Addetti al carico / scarico delle merci 250 Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia 230 Camerieri, baristi e assimilati 220 Tecnici della contabilità e assimilati 120 Addetti all'edilizia: muratori 120 Conducenti di autocarri pesanti e camion 90 Carpentieri in metallo 80 Manovali nel settore delle costruzioni edili 80 Impiegati amministrativi e addetti alla contabilità Fonte: Nostre elaborazioni su dati Excelsior 2007

10 Grafico 8: I titoli di studio più richiesti dalle imprese livornesi Istruzione professionale e tecnica (3-4 anni) 420 Diploma tecnico commerciale o professionale a indir. commerc. 360 Diploma non specificato 270 Qualifica professionale 270 Diploma tecnico industriale 230 Lauree a indirizzo economico Diploma tecnico o professionale a indirizzo turistico Lauree in ingegneria a indirizzo industriale Diploma tecnico - indirizzo geometri Licei (classico, scientifico, linguistico, psico-pedagogico) Altri indirizzi 100 Nessuna formazione specifica Fonte: Nostre elaborazioni su dati Excelsior 2007

11 Grafico 9: I settori che assumeranno di più Alberghi, ristoranti, servizi di ristorazione e servizi turistici 1670 Commercio al dettaglio e all'ingrosso; riparazioni 1550 Costruzioni 600 Credito-assicurazioni, servizi avanzati alle imprese, istruzione e sanità Trasporti e attività postali Industrie dei metalli, chimica e mat.plastiche, lavor.minerali, energia Servizi operativi (servizi immobiliari, noleggio, pulizie, vigilanza) Servizi alle persone (escluse istruzione e sanità) Industrie alimentari e delle bevande 210 Industrie meccaniche, macch.elettriche ed elettroniche, mezzi di trasporto Studi di consulenza amministrativa e legale, studi tecnici e studi medici Altre industrie (carta e stampa, legno, tessile-abbigl., altri prodotti) Fonte: Nostre elaborazioni su dati Excelsior 2007

12 Grafico 10: Previsioni di assunzioni nelle aziende livornesi per tipo di contratto Contratti atipici 70,6% Dipendenti tempo indeterminato 29,4% Fonte: Nostre elaborazioni su dati Excelsior 2007

13 Grafico 11: Contratti temporanei utilizzati dalle imprese livornesi A progetto 7,7% Interinali 5,8% Dipendenti tempo det. 44,5% Stagionali 25,2% Apprendisti 16,8% Fonte: Nostre elaborazioni su dati Excelsior 2007

14 Conclusioni Concludendo possiamo avanzare alcune considerazioni di base: la provincia livornese, anche nelle articolazioni territoriali dei Sistemi Economici Locali, mostra un economia prevalentemete legata a settori tradizionali e scarsamente innovativi; tali settori hanno mostrato in questi anni una scarsa capacità di creazione ed assorbimento di flussi occupazionali stabili; alcuni dei settori più strutturati e che in passato trainavano l economia provinciale, hanno avuto negli ultimi venti anni una notevole contrazione in termini di addetti; non si scorgono, per il momento, realtà o settori economici innovativi in grado di affiancare e/o rimpiazzare progressivamente le strutture produttive tradizionali; la domanda di lavoro oggi presente sul territorio provinciale fa riferimento principalmente a personale scarsamente qualificato. Date queste premesse si possono aprire differenti scenari, anche in chiave di formazione professionale, tra i quali: 1) perpetuare la situazione esistente aspettando che quelli che oggi sono segnali di crisi diventino evidenze di una situazione compromessa; 2) rafforzare dove possibile il panorama attuale e cominciare ad orientare le scelte verso una progressiva modernizzazione dell economia provinciale; In termini formativi, le due opzioni si tradurrebbero in: 1) per un verso limitare la formazione professionale ad aggiornamenti di competenze dei profili professionali già presenti, per l altro o continuare a formare le figure professionali richieste dal mercato del lavoro attuale; 2) modernizzare e attualizzare le competenze professionali per i profili professionali esistenti e attualmente recepiti dal mercato del lavoro ma anche e soprattutto cominciare a formare nuove figure professionali; 3) favorire la formazione di figure con competenze di base adatte all avvio di nuova imprenditorialità (financing, gestione di impresa, ecc.). Il primo atteggiamento, oltre a non incidere o incidere solo parzialmente sul territorio, finirebbe con il riproporre ambiti lavorativi che i dati dicono essere in declino. Il secondo e il terzo consentirebbero, invece, di continuare a seguire quei settori tradizionali che ancora producono lavoro, ma anche di cominciare a preparare il terreno per un rinnovamento del tessuto economico livornese.

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