Giornalino scolastico dell I.F.P. Sandro Pertini

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1 Numero 4 MAGGIO 2013 Giornalino scolastico dell I.F.P. Sandro Pertini SOMMARIO P Ciao ragazzi, RUBRICHE La scuola siamo noi P.2 Obbiettivo lavoro P.10 Area Verde P.12 Si, viaggiare... P.16 Salute e bellezza P.21 Uno sguardo e due passi nel mondo P.22 News dalla Cooperativa P.28 Olimpiadi della matematica 2 Come d autunno sugli alberi le foglie 4 Dossier sull impiego del tempo libero 8 Relazioni di stage 10 I Falegnami: cuochi per un giorno 12 Laboratorio d intreccio 13 Un gruppo musicale 15 esplosivo Settimane linguistiche 16 Falegnami a Rimini 20 A proposito di dismorfofobia 21 La minaccia della deforestazione 22 Morire per un peccato d amore 24 Riconosciamo gli alberi 26 Le acconciature nel tempo 28 Vincitori del concorso 30 Orientacoop anche quest'anno la redazione di "Dacci un taglio" ha realizzato il nostro giornalino scolastico, con gli articoli inviati dai ragazzi ed i professori dell'istituto. Come ogni anno, il giornalino racchiude in sé un sacco di informazioni interne e non alla scuola, attività e viaggi, con nuove rubriche e nuove sorprese per tutti quanti. Abbiamo lavorato molto a questo numero, il numero quattro, ed abbiamo cercato di renderlo piacevole ad una lettura quotidiana, racchiudendo informazioni più o meno conosciute a seconda degli indirizzi di studio; un modo per comprendere tutto ciò che è l'insieme della sezione Legno e i Servizi alla Persona e includerli in una raccolta di esperienze. Per la prima volta nella storia del giornalino, siamo riusciti a creare una redazione mista di persone, e non realizzarlo come singola classe, cosa che accadeva nelle edizioni precedenti, vorremmo rendere sempre più attivo questo lavoro di squadra e far sì che ogni anno diventi una cosa autonoma e permetta di lavorare insieme. Istituto di Formazione Professionale Servizi alla Persona e del Legno Sandro Pertini (Sede legale) Viale Verona 141, Trento - tel fax

2 PAGINA 2 LA SCUOLA SIAMO NOI Olimpiadi della matematica Si è svolta durante la settimana dall 11 al 15 marzo la prima prova delle Olimpiadi della Matematica che ha visto impegnati tutti gli studenti della scuola professionale IFS Sandro Pertini, servizi alla persona e legno. Tutte le classi delle due sedi hanno deciso di aderire alle Olimpiadi che, organizzate dal dipartimento di Matematica, costituiscono per gli studenti delle superiori un occasione particolare per sperimentare le proprie competenze e le proprie capacità intuitive.la prova era unica per tutte le classi e si è svolta in differenti giornate, all interno della settimana marzo. Gli alunni di ogni classe sono stati divisi in gruppi da 4, hanno scelto il nome della propria squadra e il logo che li avrebbe rappresentati per tutta la gara. La settimana prima delle olimpiadi sono stati creati i cartelloni, uno per ogni classe, con i loghi di tutte le squadre. Per ogni classe è stato selezionato il Della prof.ssa Luisa Goucherians gruppo che ha conseguito il miglior punteggio durante la prima prova. E stata poi svolta la prova finale, il 25 marzo, presso la sede di Viale Verona, i gruppi partecipanti erano 24, misti tra la sede di Viale Verona e Villazzano. Delle squadre che hanno partecipato alla finale si sono selezionate 3 gruppi vincenti: un gruppo per le prime,

3 un gruppo per le seconde e un gruppo per le terze. Le squadre che si sono aggiudicate la vittoria sono state: "FELS" ID-Servizi Persona Duriqui Florentina Iachemet Sara Merlo Elena Zanon Lucia GOZZ IIC-Legno Gottardi Eleonora Olegario Gerard Zampedri Davide Zanetti Federico "ZGRUS" IIID-Servizi Persona Castrovilli Antonia Dallapè Gessica Frisanco Matteo Lin Jing Jing I vincitori sono stati premiati il giorno 26 marzo, dal Dirigente scolastico. Il premio prevede una giornata a Gardaland, che si terrà il giorno 21 Maggio PAGINA 3

4 PAGINA : COME D AUTUNNO SUGLI ALBERI LE FOGLIE.. Verso il centenario della I guerra mondiale: gli allievi delle classi II A e II C dell IFP S. Pertini, sezione Legno, esplorano la Grande guerra. L OGGETTO MISTERIOSO Per capire la prima guerra mondiale abbiamo osservato alcuni oggetti ritrovati dagli allievi. Tra bossoli di proiettili, caricatori, frammenti di bombe, borracce, fili spinati è spuntato un oggetto misterioso che ci ha fatto capire come parte della popolazione civile trentina aveva vissuto il periodo della guerra. Di Federico Malusà II A, sezione Legno. Questo è un attestato di prima comunione della mia bisnonna, Maria Stedile. E stato fatto durante la prima guerra mondiale, il 17 maggio del 1917, in una regione che si chiamava Moravia e che faceva parte dell Impero Austro-Ungarico. La mia bisnonna aveva fatto la prima comunione là a causa dello sfollamento delle aree situate sulla linea del fronte tra le quali c era anche il suo paese d origine, Terragnolo, una valle vicina a Rovereto. Lo spostamento della popolazione veniva fatto per precauzione per non coinvolgere nella guerra cittadini innocenti. La popolazione di Terragnolo venne spostata in Moravia perché, al tempo, il Trentino faceva parte dell Impero Austro-Ungarico. VISITA GUIDATA AL MUSEO STORICO ITALIANO DELLA GUERRA DI ROVERE- TO E AD ALCUNI LABORATORI ARTIGIANALI. Di Michael Roccabruna, Stefano Biasiolli, Erik Magnoni, Marco Agnolin II A, sezione Legno Il giorno mercoledì 27 gennaio ci siamo trovati alla stazione dei treni di Trento alle 8.25 e abbiamo preso il treno per Verona per poi scendere a Rovereto centro. Successivamente ci siamo recati a piedi al Museo della Guerra dove c era ad aspettarci la nostra guida, Katia. Katia ci ha portato nel laboratorio e ci ha fatto analizzare alcuni oggetti della I guerra mondiale tra i quali il famoso elmetto italiano Adrian. Katia ci ha poi accompagnati in una stanza del castello molto fredda chiamata Galizia dove ci ha assegnato un compito da fare che consisteva nel cercare otto oggetti e capire che cosa erano, a cosa servivano e di che anno erano, ma soprattutto perché la Galizia è stata una zona così importante per i soldati trentini. Successivamente siamo andati a vedere le armi e le uniformi dei soldati e anche uno dei primi aerei da guerra. Poi siamo saliti al piano di sopra dove c erano foto, maschere anti-gas e le trappole. L ultima cosa che Katia ci ha fatto vedere è stato l ospedale da campo, dove c era una delle prime macchine per i raggi. Usciti dal museo siamo andati a mangiare in una mensa e poi ci siamo recati nella falegnameria di Franco, detto El Barba, che ci ha mostrato i suoi macchinari e cosa stava realizzando. Finito di vedere la falegnameria siamo andati a visitare velocemente la legatoria-corniceria del signor Mariano e poi siamo tornati alla stazione dei treni per rientrare a Trento. Della gita ci sono piaciute le armi, gli oggetti e le uniformi della I guerra mondiale. Nella falegnameria ci hanno colpito molto i mobili che Franco stava costruendo e il calendario, mentre nella legatoria ci sono piaciute le caramelle! La cosa più bella è stata cantare a squarciagola in treno mentre tornavamo a Trento, invece la cosa che non ci è piaciuta è che la guida del museo ha fatto troppa teoria e non ci ha fatto vedere tutto il museo. Questa uscita la consiglierei perché ti fa capire molte cose sulla I guerra mondiale.

5 CINEFORUM Titolo del film: Uomini contro Luogo e data: Italia, 1970 Regista: Francesco Rosi Tratto da: Un anno sull Altipiano di Emilio Lussu (1945) A cura di Luca Dallapè II A, sezione Legno Il film parla della I guerra mondiale raccontata dal tenente Sassu (nel libro Emilio Lussu) che descrive in maniera dettagliata la vita dei soldati nelle trincee di prima linea, in particolare sull altipiano di Asiago, dove essi conducevano una vita molto dura e piena di stenti. La cosa che colpisce di più del film è il modo in cui vengono trattati i soldati e il fatto che mentre i potenti erano tranquilli a ridere e bere, i soldati morivano nelle trincee con mancanza di cibo e acqua e come carne da cannone. Il film mi è piaciuto molto perché fa capire molto bene la situazione dei soldati e le ingiustizie che hanno dovuto subire. Lo consiglierei a tutti perché può far capire la stupidità della guerra e le sue disastrose conseguenze. IMMAGINANDO IL PASSATO Pagine di diario dai fronti scritte, sulla base delle fonti storiche, da giovani d oggi che nel avrebbero potuto essere arruolati e mandati nelle trincee di prima linea della I guerra mondiale. [L uso del dialetto, gli errori nella lingua italiana e le parole volgari sono voluti per rendere più realistiche e simili alla realtà le pagine di diario dei soldati, persone che venivano dalle campagne o dalle classi operaie, che avevano potuto studiare solo per pochi anni e che parlavano abitualmente il dialetto della zona di provenienza]. Me ciamo Stefano son en del III schieramento. Chi noi ne da da magnar miga anca se gh è molti soldati morti de fam, perché aen caminà masa senza mai fermarse. Mi son sul fronte orientale contro quei ruganti de Russi che noi smete mai de sbarar e i ne fa for come nef al sol. Durante la giornada no te sai mai cosa pol suceder, po se dorme poc al fret e quando te levi su da tera te gai el col che par en sas. Me mama, quando ero picol, la me diseva: no sta sentarte su le prede sia da calde che da frede, perché se no te ven el mal de l ors!. Ogni dì penso sempre a la me familia che no so come la va: sì, ogni tant la me manda en sfoiaz con su scrit vergot, ma secondo mi quando la pasa dala posta i cambia su tut. Ho ben provà a mandarghe giò na cartolina a me mama, gavevo scrit su che se sta de merda chi en dele trincee, ma na stimana dopo i voleva quasi coparme: me son salvà per miracol! Sa vot farghe, l è quatro stronzi! No vedo l ora de tornar a casa, spero de sì. Stefano Biasiolli II A, sezione Legno Dal diario di Giuseppe Esposito 1915, 27 febbraio Questo reggimento è una merda, queste divise italiane sono troppo semplici per noi che stiammo qui sul Carso Triestino a quasi 2000 metri di quota, 24 ore a spalare neve interromperci ogni tanto a rispondere a fuoco nemico. L altro giorno abbiamo portato i feriti e immorti dentro la trincea per seppellirli, ma l odore era talmente forte che pure i pidocchi ci svenivano sopra. E pure stamattina, mentre facevamo le nostre 2 ore di sonno, ci buttano addosso cadaveri da seppellire. Spero che Maria se la cavi a zappare l orto, pascolare le pecore e farsi la pascta ora che mamma e babbo non ci stanno chiù. Ora spero solo che non ci portano altro cognak per andare all attacco, e poi per dire la verità quel cognak che ci portano sa sempre di aqua marcia e il cioccolato, ci troviamo pezzi di terra! Io non voi murì e scpero che tra qualche mese finisce la guerra. Vorrei tornà a mungere qualche mucca a Castellabbate. Manuel Gottardi II A, sezione Legno Mi chiamo Mucca, sono del I schieramento, fronte italiano, oggi mi sono svegliato con la consapevolezza di morire perché andremo a tagliare i fili spinati delle trincee nemiche: ma questo poco importa perché il mio destino è segnato. Le mie preoccupazioni sono che la mia famiglia riesca a sopravvivere alla guerra e che riescano a vivere una vita migliore di questa. Le mie speranza sono che mia sorella piccola sia riuscita a guarire dalla sua malattia e che sia riuscita a scappare insieme alla mamma, anche se per me non ci sono più speranze. Weekit Kaewkerd II A, sezione Legno 6 dicembre 1917 Quelli seduti sulle sedie ci anno fatto spostare dal fronte orientale a quello italiano. Almen noi austriaci gaven na bela giacheta! Non come quei teroni che noi gà gnanca na tasca! Ades che con quei comunisti l era finida, speravi de tornar a casa: Envece quei bastardi i na mandà amò al fret e a perder man e gambe. Per fortuna noi gaven le armi bele, ma en te sta trincea l è na merda: fret, damagnan ogni tant e quando el ghe l è fret. Quando doven nar al attacco, i ne porta en po de ciocolata e da bever e per en pezot se sta ben: ma dopo quando se deve atacar se vede tut sfuocà. Speri sol che i mei fioi e la la me sposa i stia ben. Ades riva quei dala minestra: von a magnar, ne veden. Erik Magnoni II A, sezione Legno PAGINA 5

6 PAGINA 6 Sono nell esercito italiano in prima linea sul fronte friulano. La vita è durissima qui: dormiamo per tera in mezo al paltano e i nostri bisogni. Oni volta che ariva il cognac el ciocolata ne toca bere e mangiare prima di andare all attacco così non riuscamo a mirare bene perche semo ubriachi, come se no bastase i nostri generale ne dise di nare a testa alta verso le mitragliatrici e verso i cecchini austriaci. Questa guera se uno schifo: i canoni che spare tut el dì, se mangia poco e mal, si dorme per tera a volte con un morto afianco. Non se pode continuare così, speremo che la guera la finisa presto così podemo tornare a casa, con le nose familie. Nicolas Tamanini II A, sezione Legno Dal diario di M.S., soldato trentino arruolato nell esercito austro-ungarico. 24 gennaio 1916 Caro Diario, per me questi sono i primi giorni in trincea; sono qui da poco tempo e già questa vita mi fa schifo, se si può chiamare vita. Appena arrivato in questa fossa mi sono messo in un angolo e ho continuato a piangere finché un veterano è arrivato a consolarmi e subito dopo mi ha ordinato di andare a tagliare piante per rinforzare la trincea; le nostre trincee sono buchi scavati nella terra, profondi circa un metro e mezzo, ogni tanto ci sono punti coperti nei quali dormiamo, mangiamo e cerchiamo di riposarci nei momenti lasciati liberi dalla guerra. La vita qui non è per niente sana, ci sono i pidocchi che infestano le trincee e soldati che quando devono evacuare la fanno dove capita. Ogni minuto che passa mi viene nostalgia di casa, della mia casa calda, mentre qui fa molto freddo. Ho nostalgia dei miei genitori e della mia morosa. Sono ancora un bambino, ho solo diciotto anni. 29 gennaio Caro Diario, oggi mi sento male, infatti durante il mio primo combattimento ho ucciso una persona. Sono molto pentito per quello che ho fatto. Dopo il combattimento, appena tornato in trincea, ho pensato ai famigliari della vittima, e ho iniziato a pregare e a chiedere aiuto a Dio. Poi mi son detto sei un soldato, e in guerra bisogna decidere: o il nemico, o te stesso. 14 febbraio Caro Diario, oggi è San Valentino, qui sulle Alpi nevica; nel pomeriggio è arrivata tantissima posta da tutte le morose dei soldati. Anche la mia mi ha scritto, e adesso sto pensando a cosa risponderle. Oggi i nemici ci hanno lasciato una piccola tregua, allora ognuno di noi ne ha approfittato per riposare, spidocchiarsi o scrivere ai propri cari. Ho conosciuto un compagno di battaglione a cui sarebbe piaciuto fare il giornalista; ogni giorno scrive tutto l accaduto della giornata e intervista varie persone: oggi è stato il mio turno. 21 marzo Caro Diario, finalmente è iniziata la primavera, è da tanto tempo che sento nell aria il profumo della primavera, gli uccelli che cantano e il sole che mi illumina. Con questo tempo mi viene ancora più voglia di tornare a casa, a vivere la mia vita e non a stroncare quella degli altri e a marcire in questo buco. 22 luglio Caro Diario, oggi è il mio compleanno, molti soldati mi hanno fatto gli auguri e mi sono arrivate alcune lettere e cartoline. Pensa un po, caro diario, come regalo di compleanno mi hanno regalato un bombardamento dove sono stati feriti molti soldati, ed è morto il capitano del nostro battaglione. Ogni volta che vedo queste cose ho paura che la mia morte sia sempre più vicina. 3 settembre Caro Diario, ti scrivo da casa, infatti una settimana fa, durante un combattimento, mi hanno ferito ad una gamba, ma sono stato subito soccorso. Sono contento di essermi fatto male, così sono tornato a casa; adesso sto bene, devo solamente portare le stampelle per un po di tempo. L unica cosa che spero è che quando tolgo le stampelle la guerra sia finita. Massimo Salvagni II C, sezione Legno

7 LA POLTRONA DEL LETTORE Titolo del libro: Era la guerra delle trincee Luogo e data: Bruxelles, 1993; edizione italiana: Verolengo (To), 2012 Autore: Jaques Tardi Edizione: Edizioni BD La prima guerra mondiale come i libri di storia non l hanno mai raccontata. Grandi tragedie di piccoli uomini, finiti in un gioco violento e spietato. Un bagno di sangue in cui non ci sono vincitori, tranne coloro che da una parte e dall altra stanno ai posti di comando, indifferenti all orrore e alla sofferenza. Un capolavoro, poetico e lucido, di uno degli indiscussi maestri del fumetto francese. In base alle fonti storiche sulla prima guerra mondiale analizzate gli allievi reinterpretano alcune pagine del fumetto di Jaques Tardi. a cura di Kevin Facchin II A, IERI, OGGI E DOMANI: ogni guerra è la stessa guerra Di Othmane Najjar II A, sez. Legno Guerra, una parola al cui interno viaggiano migliaia di significati, migliaia di figure e di foto che ogni giorno tutti noi siamo costretti a vedere, legati ad una sedia, ad un divano, davanti a quest era che ci sta immobilizzando di fronte a queste guerre. Eventi che si leggono sui libri, sui giornali, in TV, ogni giorno ed ogni ora, ma dietro tutto ciò cosa si nasconde? Ognuno di noi dovrebbe pensare di essere uno di quei milioni di bambini, di ragazzi, di donne che vedono morire persone, che vedono i propri sacrifici distrutti con un solo sparo o con bombe che l uomo stesso crea con le sue mani. Basta pensare quanto l uomo lavora per crearle, a quale scopo? Allo scopo di distruggere ciò che lui stesso alla fine ha creato, sapendo che poi nessuno può cercare di bloccare tutto questo. E l uomo che sta combattendo contro se stesso, chissà cercando quale risultato! Sapendo benissimo che le guerre sono inutili. Basta ritornare indietro nel tempo alla prima e seconda guerra mondiale. Risultato? Morti sopra morti. Molti dicevano: Chissà che una tragedia come quella non si ripeta più. Ma in Libia, in Tunisia e molti altri paesi, cosa sta succeden do? Guerra, guerra e ancora guerra: una parola che è sulla bocca di tutti, in un modo o nell altro ognuno di noi ne parla ogni giorno, perfino bambini di dieci anni che a scuola parlano di queste cose ridendo, ovviamente. Ma riflettiamo sul senso della guerra e del suo opposto: la pace che dà un senso di serenità, di voglia di vivere e di respiro, di aprire gli occhi e vedere un bel prato verde, la gente che sorride e che ha voglia di sfruttare ciò che ha creato, che vuole abolire tutte le frontiere inutili e che vuole pensare a fermare tutto ciò che di negativo accade nel mondo. Allora direi di pensare ai bambini e a tutte le vittime della guerra di tutto il mondo (anche di quelle meno nominate) e cerchiamo di dire stop a tutto ciò. Proviamo noi, cittadini grandi e piccoli a chiudere queste ferite e creare persone nuove. Cerchiamo di voler bene a noi stessi e di accettare, creare e rinnovare il nostro mondo. Basta poco: volontà, forza e collaborazione, tre parole che possono distruggere la parola guerra al più presto possibile, perché l uomo non è un animale. E ai costruttori delle armi rivolgiamo l appello di Albert Einstein: L uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo avrebbe costruito una trappola per topi!. PAGINA 7

8 PAGINA 8 DOSSIER: L IMPIEGO DEL TEMPO LIBERO DEGLI A- LUNNI DELL ISTITUTO DI FORMAZIONE PROFESSIO- NALE SANDRO PERTINI Sondaggio realizzato dalla Classe IB della Sezione Legno IL FENOMENO INDAGATO (a cura di Ferrari Daniele ) Abbiamo fatto un sondaggio sull impiego del tempo libero degli alunni del Sandro Pertini, sia del Legno che dei Servizi alla Persona. Abbiamo cominciato con il creare il questionario, dopo averlo creato e stampato abbiamo consegnato i questionari alle classi. Dopo averli raccolti, li abbiamo spulciati uno per uno: per farlo, ci siamo messi a coppie e abbiamo accorpato i dati. Una volta ottenuti i totali abbiamo trasformato i valori assoluti in percentuali. Infine, abbiamo fatto l analisi dei dati, sia su tutti gli studenti che a livello delle due sezioni (Legno e Servizi alla persona), per far emergere eventuali differenze. Per fare questo lavoro abbiamo impiegato diversi mesi. L obiettivo era quello di capire come si fa un indagine e come, partendo dai dati, si arriva ad elaborare un testo informativo-espositivo. IL CAMPIONE INTERVISTATO Sono state intervistate 186 persone di cui il 64,52% maschi, e il 35,48% femmine. Le persone intervistate hanno un età compresa tra i 14 e 17 anni, mentre le persone che hanno 18 anni sono solo il 10,75%. Tra le persone intervistate il 57% sono del Legno, mentre il 43% sono del Servizi alla Persona. Gli intervistati sono iscritti alle classi prima, seconda e terza; il questionario non è stato somministrato agli alunni del IV anno. Riguardo invece alla residenza, le persone che vivono fuori Trento sono più del 64% rispetto a quelli che vivono a Trento città (33%). LAVORI SVOLTI IN CASA Abbiamo chiesto agli studenti di indicare quali lavori domestici svolgono e quanto tempo dedicano, in settimana, a tali attività. Tra gli intervistati del Legno i quattro lavori maggiormente svolti sono: il taglio della legna (46%), il taglio del prato/orto (44%), apparecchiare e sparecchiare (41,51%) e infine riordinare la stanza (35%). Tra gli intervistati del Servizi alla Persona i quattro lavori che si svolgono di più sono: apparecchiare e sparecchiare (64%), riordinare la stanza (60%), cucinare (49%) e infine lavare i piatti (34%). Gli studenti che dichiarano di dedicare meno di un ora in settimana ai lavori domestici sono il 17%, quelli che dedicano da una a due ore in settimana sono il 41%, quelli che dedicano da tre a quattro ore sono il 25% e quasi il 16% sono coloro che dedicano dalle cinque ore in poi a tali lavori.

9 GLI SPORT Per quanto riguarda la pratica sportiva, il calcio risulta lo sport più amato (29%); naturalmente emerge una notevole differenza tra il Legno e i Servizi alla Persona: il 40% degli studenti del Legno dichiara di praticare questo sport, contro il solo 15% dei Servizi alla Persona. Abbastanza significativi sono i dati relativi agli sport invernali, sci e snowboard, praticati dal 25% circa degli studenti. Anche in questo caso la differenza tra le due sezioni è notevole: i falegnami praticano tali sport nel 37% contro il 9% delle parrucchiere ed estetiste. Infine il 22% dei rispondenti dichiara di non praticare alcuno sport. Tra questi, sono gli alunni del Servizi alla Persona i meno attivi (quasi 40% degli intervistati contro il 9.5% del Legno). ALTRI IMPIEGHI DEL TEMPO LIBERO Oltre ai lavori domestici e agli sport abbiamo indagato anche le altre attività svolte dagli studenti nel loro tempo libero. Oltre l 80% degli intervistati dichiara di uscire con gli amici nel tempo libero. Il 51% degli studenti gioca con i videogiochi e il 41% utilizza internet per ascoltare musica e vedere filmati, dato a cui si aggiunge un 30% che utilizza il computer per i social network e chat. Solo l 8,5% degli studenti svolge attività artistiche e solo il 13% dichiara di leggere nel tempo libero. IL TEMPO DEDICATO ALLO STUDIO L ultima domanda del questionario era relativa al tempo dedicato allo studio: quasi il 40% degli intervistati dichiara di studiare meno di un ora a settimana, il 32% studia da una a due ore in settimana e solo il 23% studia più di due ore settimanali. Si ringraziano i modelli del servizio fotografico: Thomas, Marco, Lorenzo e Alpha. PAGINA 9

10 PAGINA 10 Obbiettivo Stage in falegnameria lavoro In questi ultimi decenni, anche a seguito di un rapidissimo sviluppo tecnologico/scientifico, il mondo del lavoro ed il sistema produttivo sono soggetti a rapidissimi cambiamenti. Ciò richiede ai professionisti e agli studenti una continua ricerca per adeguare la propria professionalità al mutare continuo delle esigenze. Per questo non si può più pensare ad un momento preciso della vita in cui formarsi ed ad un momento successivo in cui lavorare, ma ad un processo continuo in cui formazione e lavoro si intrecciano e si rincorrono. È anche questo uno dei motivi per cui le attività di formazione ed orientamento non possono avvenire in tutta autonomia e in modo separato dal mondo del lavoro, per non rischiare di isolarsi e perdere il contatto con una realtà sempre in movimento, in cui cambiano altrettanto velocemente regole, procedure, comportamenti richiesti. L istituto IFP Sandro Pertini organizza proprio per questo, per tutte le classi terze, un periodo di stage della durata di 120 ore distribuite in tre settimane, i cui obiettivi principali sono farsi conoscere dal titolare dell azienda per una eventuale assunzione un domani, rendersi conto Tratto dalla relazione di stage di Theo Dallago (Classe IIIB) della natura e del tipo di organizzazione del lavoro in azienda confron- azienda si è anche fatta notare con cio sia impiallacciato. Inoltre questa tandola con quanto sperimentato nei proposte di design uniche che ha laboratori scolastici, verificare se presentato in molte fiere. Io ero inserito nel settore produttivo, lavorando l attività lavorativa reale vissuta in prima persona si sviluppa secondo le principalmente con macchine tradizionali, ma ho anche potuto speri- proprie aspettative ed aspirazioni, ed infine verificare se le proprie capacità, conoscenze e comportamenti macchina che programmando). mentare l uso del CNC (sia a bordo sono all altezza dei compiti richiesti Lo stage è stata un esperienza molto interessante, poiché ho imparato in azienda, individuando i campi nei quali lo studente dovrà approfondire molte tecniche nuove, ho conosciuto la propria preparazione per completarla ed adeguarla alle richieste lavo- persone valide che hanno saputo apprezzare le mie capacità. In particolar modo sono stato contento delle rative. Io ho scelto la falegnameria artigianale Rustiklegno di Mollaro cose nuove che ho imparato riguardanti le tecniche di falegnameria e di (TN) perché ho trovavo interessante l area di mercato in cui opera verniciatura perché sono concetti che quest azienda. Inoltre ero contento di mi serviranno sia a scuola sia in un poter lavorare in una falegnameria di futuro. Sono stato molto soddisfatto medie dimensioni per rendermi conto perché ho trovato apprezzamento e di come funziona un azienda abbastanza articolata. Quest azienda si riconoscenza per il mio operato. Ho imparato come funziona una vera occupa principalmente della progettazione e produzione di arredi azienda, come ci si relaziona con il cliente e come funziona l intero processo produttivo che porta alla co- interni. L azienda è anche in grado di fornire manutenzione ordinaria ma struzione di un manufatto. Secondo anche restauri sia di mobilio che di me lo stage è stata un esperienza immobili con presenze massicce di molto costruttiva, che spero si ripeta parti in legno come vecchi mulini. La nel caso farò il quarto anno. Rustiklegno si rivolge a privati offrendo una vasta gamma di proposte di arredi su misura sia in legno massic-

11 Due esperienze di formazione aziendale presso una SPA Dal 4 al 24 febbraio 2013 ho svolto un periodo di formazione aziendale presso la SPA Hedonè, nell'albergo Pineta in Via al Santuario, a Coredo di Trento; in questo periodo, come del resto anche nel precedente, ho avuto modo di osservare il funzionamento della SPA e delle attrezzature o macchinari utilizzati per trattamenti al viso e trattamenti al corpo. [ ] L'azienda, infatti, fortunatamente è molto frequentata sia da residenti La vasca nuvola è un lettino in cui, grazie all'acqua a 32 C ed al micro massaggio che svolge essa si eseguono degli impacchi avvolti per 20 minuti. Svolge un'azione fortemente idratante e rilassante Tratto dalla relazione di stage di Desirèe Fuitem (IV Estetica) che da clienti sia per quanto riguarda i trattamenti, sia per la zona wellness cioè piscine con idromassaggio sia interno che esterno, cascate cervicali, la zona saune cioè il lanconium, il bagno alle erbe, il percorso kneipp, il bagno turco, il percorso emozionale, le docce d'attrazione e l'idromassaggio ai piedi; infine anche la zona relax e la zona food and drink [ ]. Questa opportunità che mi è stata offerta dalla scuola è stata per me un'esperienza bellissima e molto utile; ho conosciuto nuovi trattamenti e lavorazioni, ho imparato a parlare con i clienti ed a relazionarmi senza nessun tipo di problema. Sono molto contenta di questo periodo di formazione aziendale perché ho imparato tanto e mi è servito per una crescita personale e professionale; mentre a scuola si acquisisce il lato teorico delle cose, grazie a queste opportunità possiamo mettere in pratica quello che impariamo per rendere i clienti soddisfatti e felici per la scelta che hanno fatto; per poter fidelizzare le persone e far sì che tornino altre volte. Anche questa volta ho capito che questo è il lavoro che voglio fare, una cosa che mi appaga, che mi rende felice e soddisfatta della scelta che ho fatto quattro anni fa. E se tutto andrà bene QUESTO sarà il mio futuro. Tratto dalla relazione di stage di Francesca Patton (IV Estetica) Ho svolto la seconda formazione aziendale proprio qui: Hotel Chalet all Imperatore a Madonna di Campiglio, una struttura davvero elegante e fatta tutta in legno. Durante la prima settimana ho potuto esercitarmi con vari trattamenti su Giulia (la responsabile del Centro Benessere, n.d.r.) come ad esempio massaggi, riflessologia plantare, trattamenti al corpo. Ho avuto anche l opportunità di essere presente nei massaggi che faceva lei sui clienti per ampliare le mie conoscenze. Tutti i giorni avevo il compito di aprire e di sistemare il Centro, preparare le tisane e la limonata, ma anche accendere le saune, bagno turco e piscina ed eseguire varie pulizie. La prima settimana è passata molto lentamente perché clientela era davvero poca. La seconda settimana invece, il Benessere era pieno di clienti. Massaggi di vari tipi uno dopo l altro senza mai fermarsi. Molti hanno chiesto massaggi relax e alla schiena. Praticando varie volte il massaggio personalizzato a Giulia, lei mi ha detto che sono migliorata molto, sia nell utilizzare le nuove manovre che mi aveva insegnato, sia nell applicazione dello smalto. Questo è stato per me molto gratificante: ero davvero felice. Devo dire che la seconda settimana è stata piuttosto faticosa a causa di tutti i massaggi fatti. Ho anche avuto l opportunità di fare tre massaggi alla schiena e alle gambe a bambini che avranno avuto 10 anni. È stato un po strano farlo su di loro perché erano così piccoli, con delle gambe fini... avevo paura che se avessi fatto qualche manovra sbagliata avrei potuto rompere loro qualche osso. Loro sono stati contenti e pure io: è stata davvero una bella esperienza perché era la prima volta che lo facevo a piccole creature così!! PAGINA 11

12 PAGINA 12 AREA VERDE I falegnami cuochi per un giorno! Durante la settimana dedicata alle attività di Area verde e ai recuperi, noi ragazzi del Legno abbiamo avuto la possibilità di partecipare al corso di cucina tenuto dalla nostra ex bidella Cristina, la quale ci ha insegnato a cucinare dei buonissimi dolcetti. I nostri preferiti sono stati dei deliziosi biscottini alle mandorle, di cui vogliamo regalarvi la ricetta. MEZZELUNE PROFUMATE INGREDIENTI 350 g. di farina bianca; 250 g. di burro freddo di frigorifero; 125 g. di zucchero a velo; 150 g. di mandorle spellate, macinate finemente; 1 chiara d uovo; 1 fialetta di aroma vaniglia; 1 pizzico di sale; 1/2 busta di lievito (due cucchiaini). PREPARAZIONE 1. Setacciare la farina sul piano del tavolo. Al centro del mucchio praticare una buca e mettervi zucchero a velo, aroma vaniglia, sale, mandorle, chiara d uovo e, per ultimo, il lievito setacciato. 2. Lavorare gli ingredienti con una forchetta incorporando parte della farina, fino a formare un impasto denso. Quindi aggiungere il burro freddo tagliato a pezzettini ed incorporare la farina rimanente. Impastare rapidamente il tutto fino ad ottenere una pasta liscia. Lasciare riposare l impasto in frigorifero per almeno 30 minuti. 3. Formare tanti rotolini di impasto della grossezza di un dito e lunghi 5-6 cm, arrotolarli in modo da assottigliarne leggermente le estremità, curvarli a mezzaluna e disporli, non troppo vicini, su una teglia da forno foderata con carta da forno. 4. Cuocere per 7 minuti circa nella parte superiore del forno preriscaldato (elettrico e a gas: C; ventilato: C). 5. Togliere i biscotti dal forno, attendere 2 minuti, quindi passarli delicatamente nello zucchero a velo e lasciarli raffreddare su una gratella. 6. Ripetere l operazione fino all esaurimento dell impasto, avendo l accortezza di lasciare raffreddare completamente la teglia prima di disporvi altri biscotti. di Alex Broilo e Lorenzo Parlangeli (Classe IC Sezione Legno)

13 Laboratorio di intreccio al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. di Thomas Conci (GR B Sez. Legno) Il giorno mercoledì 30 gennaio 2013 siamo andati al museo di S. Michele all Adige per lavorare i vimini intrecciandoli. Ci siamo trovati alla stazione ferroviaria della linea Trento - Malè alle 8.25, abbiamo fatto i biglietti e l appello, ci siamo incamminati verso il binario 2, siamo saliti sul treno e ci siamo accomodati su un vagone. Ci siamo seduti tutti insieme belli comodi e abbiamo atteso la partenza del treno. Verso le nove siamo arrivati alla stazione ferroviaria di Grumo - S. Michele all Adige. Siamo scesi dal treno e poi ci siamo incamminati verso il museo che si trova in un vecchio convento di frati. Siamo entrati nel cortile del museo e mentre facevamo merenda la professoressa è andata a fare i biglietti. Dopo un po ci hanno chiamato per iniziare il laboratorio: abbiamo appoggiato le giacche nella stalla e ci siamo seduti in una stanza piena di ceste e di gerle. Stefania, la nostra guida, ci ha spiegato quali erano i Una gerla legni che si usavano per fare le ceste, come si intrecciavano e per cosa erano usati una volta questi contenitori. Abbiamo anche potuto vedere e toccare alcuni esempi di ceste. I legni migliori per intrecciare le ceste sono: il frassino, il salice e il nocciolo perché sono elastici e si piegano facilmente. Poi Stefania ci ha chiesto se volevamo provare a costruire un cesto e ci ha consegnato un disco di legno con dei fori vicino al bordo. Abbiamo inserito i vimini nei fori, facendoli sporgere molto da una parte e meno dall altra. Abbiamo messo tutto in una bacinella piena d acqua perché bagnandosi i vimini si piegano meglio. PAGINA 13

14 PAGINA 14 Mentre i vimini si inzuppavano siamo andati a visitare il museo: abbiamo potuto vedere come funziona un telaio, una stanza con esposti i costumi e la parte che riguardava il legno e i vari strumenti per lavorarlo. A questo punto i vimini si erano bagnati abbastanza ed erano pronti per essere intrecciati. Per prima cosa abbiamo fissato i vimini sul fondo della cesta. Poi abbiamo intrecciato la parte alta della cesta: abbiamo preso dei vimini bagnati e li abbiamo passati dentro e fuori dai vimini verticali. Una volta arrivati all altezza che ci piaceva abbiamo chiuso il nostro cesto piegando i vimini verticali in eccesso. Il nostro cesto era BAGNATO ma FINI- TO! Le essenze utilizzate per la realizzazione degli intrecci: (a cura della CL. 1D Servizi alla persona) Il salice è un arbusto di colore rosso molto facile da intrecciare perché morbido ma anche molto fragile. Con questo arbusto si costruivano ceste piuttosto piccole che servivano per trasportare frutti di bosco, funghi o uova. Con il salice si costruiva anche la rocca che serviva per filare: i futuri mariti lo portavano alle donne come dono di fidanzamento. Abbiamo salutato e ringraziato Stefania e ci siamo incamminati verso la stazione dei treni di Grumo-S Michele all Adige per tornare a Trento e per strada ci siamo sbafati anche un bel panino con il salame con una pepsi cola! Il nocciolo è più resistente rispetto al salice e si costruivano ceste abbastanza grandi come la gerla che veniva utilizzata per il trasporto di sassi, patate, fieno o erba. Con il nocciolo si costruivano anche rivestimenti di bottiglie che servivano per contenere caffè d orzo, acqua con lo scopo di mantenerne la temperatura. Il frassino è l essenza più resistente e infatti veniva utilizzata per costruire letti, ceste molto grandi come la benna che veniva utilizzata per trasportare letame. Conclusa la parte teorica siamo passati alla parte pratica e ci siamo cimentati nell arte dell intreccio realizzando un cestino in midollino.

15 Un gruppo musicale ESPLOSIVO Il Gruppo Musicale Heart Music dell Istituto Sandro Pertini, vincitore della IX edizione del Concorso Nazionale Insieme per suonare, cantare, danzare 2013, a Quarna Sotto (provincia di Verbania). GRANDIIIIII!!!!!!! PAGINA 15

16 PAGINA 16 Sì, VIAGGIare... Le nostre esperienze in giro per il mondo!!!! In questo quarto anno, la scuola dà una grande opportunità, quella di farci fare una settimana linguistica. Io e le mie compagne, accompagnate dalle professoresse Lidia Lazzeri e Liliana Fontana, siamo state a Cambridge in Inghilterra. Durante la settimana si sta in due in una famiglia che ha il piacere di ospitare gli studenti. Siamo partite il 17 marzo di mattina presto, e il ritrovo era all area Zuffo. È inutile dire che la notte prima della partenza ho dormito davvero poco, a causa dell agitazione. Essendoci tutte al ritrovo, siamo arrivate col pullman all aeroporto di Bergamo dopo circa due orette. Arrivate lì, abbiamo fatto il check in, e ci siamo imbarcate sull aereo assieme alle nostre valigie. Io ero molto agitata per il volo, perché non avevo mai preso un aereo in vita mia, perciò l adrenalina era alle stelle. Io ero seduta in mezzo tra le mie amiche Francesca e Dolores, e dall agitazione tenevo loro le mani e così mi sono un po tranquillizzata. Ed ecco che l aereo decolla: avevo una paura terribile e sentivo che pian piano il respiro si accorciava. Terminato il viaggio, siamo atterrate all aeroporto di Londra, dal quale ci siamo avviati con un pullman verso Cambridge. L autista sapeva già le famiglie di tutte noi, quindi ci ha portate sino all abitazione e ha aspettato che la famiglia ci aprisse. Io ho condiviso questa esperienza in una casa non mia, con la mia amica Francesca con la quale mi sono trovata molto bene. La nostra famiglia era molto giovanile e moderna. È composta da Kerry, che era la proprietaria della casa, mamma della piccola Ella di 5 anni, e con loro vive anche la sorella della ragazza, Rachel. Kerry e Rachel mi hanno fatta sentire subito a mio agio, forse perché erano molto giovani e con la mente aperta. Ella l ho presa subito a cuore, e lei anche, visto che era sempre in camera nostra a giocare con noi. Lì dovevo parlare solo inglese, anche perché non capivano l italiano, e devo ammettere che non è stato sempre un gioco, visto che su alcune cose non ci capivamo. La sera Ella veniva sempre in camera nostra, e ci leggeva le favole e io le insegnavo la filastrocca giro giro tondo, quant è bello il mondo, casca la terra e tutti giù per terra e lei ripeteva le parole assieme a me; mentre lei mi ha insegnato una filastrocca inglese che fa twinkletwinklelittle star. Credo che la porterò nel cuore, questa bambina! La mattina andavamo a scuola alla LSI di Cambridge, e lì ci ritrovavamo tutte le mattine con le altre nostre compagne. Per arrivarci prendevamo l autobus 13. Lì sono tutti a due piani, infatti noi salivamo sempre al seconodo piano perché c era una visuale migliore e sembrava che stessimo guidando noi, era molto divertente. Le strade però sono tutte uguali, come le case, infatti i primi giorni eravamo un po tutte confuse. La settimana linguistica a Cambridge Una settimana che non si può dimenticare! Tratto dall articolo di Maria Antonietta Garruto (Classe 4 Est.)

17 Un esperienza da non perdere! Tratto dall articolo di Dolores Crestani (Classe 4 Estetica) [...] Da lunedì abbiamo cominciato a frequentare la LSI, ovvero la scuola. Nella prima mattinata abbiamo svolto il test che ha poi stabilito in quale gruppo saremmo andate per il resto dei giorni. In seguito, insieme a Beatrice, un insegnante, siamo andati tutti insieme (anche con gli altri studenti nuovi) in giro per Cambridge, così lei ci ha potuto illustrare tutta la città in inglese: i monumenti, i parchi, le strade, ed infine, ma non meno importanti, ci ha mostrato i College inglesi, cosa che ha fatto rimanere tutti noi di stucco, un po per la loro grandezza, un po per la loro eleganza. Ammetto che l idea di andare a studiare lì mi ha parecchia attratta, ma tornerò a pensarci tra qualche anno. Alle abbiamo finito la giornata di scuola e siamo potute andare in giro per negozi. Anche in questo l Inghilterra si distingue dall Italia, non avevo mai visto così tanto abbigliamento tutto nello stesso luogo, un paradiso per le amanti dello shopping come me. Nelle giornate seguenti siamo andati a scuola tutti i giorni dalle 9 alle Le lezioni sono state un ottima opportunità per migliorare pian piano il nostro inglesi, ma anche le ricreazioni erano utili perché si poteva interloquire tranquillamente con tutti gli altri ragazzi provenienti da diversi Stati del mondo, ovviamente in inglese. Mercoledì 20, però, è stato in assoluto il giorno più bello. Invece che andare a scuola la mattina abbiamo preso il treno. Direzione: Londra! Non credo di essere in grado di descrivere le emozioni che si provano quando si vede una città di una magnificenza così immensa. Abbiamo visitato di tutto, da Camden Town ai magazzini di Harrods, dal British Museum all Hard Rock Cafè, dal Buckingham Palace al London Eye e per finire abbiamo visto anche il Tower Bridge in lon- tananza. Abbiamo camminato tantissimo calcolando che il treno di ritorno l abbiamo preso alle 19.00, ma ne è valsa la pena, eccome se ne è valsa la pena. [...] La settimana è passata troppo in fretta per i miei gusti e sabato, il giorno della partenza, è arrivato in un lampo. Lasciare le famiglie è stato tremendamente triste, ricordo ancora l abbraccio affettuoso che ci hanno dato i nostri genitori quando ci hanno dovuto salutare e noi ancora adesso li ricordiamo calorosamente. Se potessi tornare indietro a quella settimana lo farei di corsa. E stata l esperienza più bella che ho vissuto in questi quattro anni di scuola e se posso permettermi la consiglio di cuore a tutti voi che state leggendo. Non perdetevela o in futuro avrete il rimpianto di non averla colta al volo. PAGINA 17

18 PAGINA 18 Una settimana insieme a Chester! di Theo Dallago (Classe 3A Sezione Legno)) Il 12 di maggio un gruppo di 10 parrucchiere e 4 falegnami dell IFP Sandro Pertini di Trento è partito alla volta di Chester, per una vacanza-studio di una settimana. Dopo essere atterrati in Inghilterra, ci siamo spostati nella città inglese dove ci aspettavano le famiglie che ci hanno ospitato poi per l intera settimana. Chester è una città di origini romane della contea del Cheshire nel Nord Ovest dell Inghilterra. In questa città si possono ammirare le antiche mura di cinta quasi perfettamente conservate che racchiudono il piccolo centro storico. Anche le case a graticcio con una galleria al primo piano, dove vi sono numerosi negozi, sono tipiche di questi luoghi e donano alla città un atmosfera molto caratteristica. L orologio dell Ottocento è un altro monumento molto visitato, è infatti il secondo orologio più fotografato in Inghilterra dopo il Big Ben. Durante questa settimana abbiamo frequentato un corso di inglese presso una scuola che ci ha accolto, ha organizzato le lezioni ed altre attività. Solitamente la mattina abbiamo partecipato alle lezioni, per nulla pesanti e a volte anche divertenti: abbiamo anche dovuto girare per la città a chiedere informazioni ai passanti per praticare l inglese. In pomeriggio abbiamo fatto visita ad alcune aziende locali. In particolare le parrucchiere hanno visitato un salone ed una spa mentre noi falegnami ci siamo recati presso uno dei più bravi scultori d Europa ed una piccola falegnameria. È stato molto interessante vedere delle realtà diverse dalla nostra in ambito professionale.

19 Una mezza giornata la abbiamo trascorsa a Liverpool, dove, dopo aver visitato il museo dei Beatles siamo andati al Cavern, il mitico locale che ospitò svariate esibizioni dei Beatles. Abbiamo trascorso una bella serata in compagnia nello stesso luogo dove hanno cantato quattro grandi della musica! Verso la fine del nostro viaggio siamo andati un intero giorno a Manchester, che è poco distante da Chester. La prima meta è stato lo stadio del Manchester United che, sebbene non sia un grande appassionato di calcio, mi ha lasciato un ricordo indelebile. Era infatti facile immaginare come sia traboccante di tifosi nel giorno di un importante partita. Poi siamo andati a visitare il MOSI, il museo della scienza, dove abbiamo visto alcune macchine ed invenzioni della Rivoluzione Industriale. Poi abbiamo girato per il centro di Manchester. È una città molto bella, frenetica e piena di vita. Ho potuto notare come le usanze dell Inghilterra siano talvolta molto diverse da quelle italiane. Ad esempio gli orari: si comincia con una colazione, la scuola inizia più tardi che in Italia. Poi c è il pranzo, molto frugale. La cena si fa molto presto, circa verso le sei e mezza. Anche la casa non è vissuta come da noi. Sia dentro che fuori sembrano un po trascurate. Anche la vita notturna è differente: la sera tutti i negozi chiudono presto e, anche nelle vie più centrali, non si vede nessuno. Solo nel weekend c è un po più di movimento. È certo: gli italiani sono molto più festaioli. È stata una settimana molto divertente, la compagnia ottima e mi sono divertito molto, in particolare a Liverpool. L unico difetto del viaggio è che è stato troppo corto: un altra settimana non sarebbe stata di troppo. Già l Inghilterra mi manca ma, ne sono certo, tornerò presto. Un esperienza assolutamente da rifare! PAGINA 19

20 PAGINA 20 Falegnami a Rimini! Noi aspiranti falegnami, delle ci hanno fatto mostrato come loro a campo ippico a cinque classi 3A e 3B, i giorni 27 e viene costruita una macchina stelle: di questo tipo ce ne 28 marzo ci siamo recati in CNC dal ferro grezzo alla sono solo cinque nel mondo! gita d istruzione a Rimini, per macchina finita. Ci saranno Finita la visita ci siamo recati visitare la fabbrica "DI&SSE" stati una quindicina di mac- a per la seconda volta alla che produce arredamento per chinari CNC per ogni capan- SCM GROUP, dove ci hanno yacht. L azienda è formata da none, mentre in un capanno- offerto il pranzo ed abbiamo circa 80 membri, tra funziona- ne c'erano gli addetti alla potuto visitare la fonderia in ri amministrativi e addetti al meccanica che costruivano cui si fonde la ghisa per fare i laboratorio, e dispone di di- pezzi che poi andranno as- stampi (forme) dei macchinari versi macchinari CNC, tra cui semblati a ogni macchinario CNC. Infine siamo stati nella uno a cinque assi. Abbiamo CNC. Il secondo giorno siamo sala dove vengono verniciati seguito il percorso nell'azien- andati a visitare S. Patrigna- tutti i pezzi, a mano e a mac- da, dalla fase di progettazione no, che è una comunità di china, per poi essere assem- alla fase di assemblaggio e di recupero dalla tossicodipen- blati assieme: la sala di verni- consegna. Nel primo pome- denza, dove abbiamo visitato ciatura è lunga circa un kilo- riggio poi siamo andati a visi- la comunità, la falegnameria, metro ed è davvero grande. tare l'azienda SCM GROUP, la mensa ed il teatro, che può Questa gita è stata molto inte- di grandi dimensioni, dove, diventare un campo da ba- ressante e anche divertente dopo una breve introduzione sket. Abbiamo visto inoltre il allo stesso tempo. A cura di Anacleto Zampedri 3B Sez. Legno

21 Salute e bellezza A proposito di dismorfofobia... A cura di Valentina Toldo Classe 4A Servizi alla persona Ogni giorno sempre più persone conducono una vita sedentaria, senza praticare attività fisica e con una scorretta alimentazione. Questo porta ad assumere una postura corretta e ad accumulare chili. Contemporaneamente, tra gli adolescenti inizia a manifestarsi la dismorfofobia, cioè la paura di essere brutto, tipica di questa età. Questo disturbo porta il soggetto a vivere con la paura di non essere accettato. Tutti questi problemi legati alla bellezza e all apparire nascono dalla società odierna che mette in risalto l aspetto esteriore piuttosto che quello interiore. Attraverso la tv vengono imposti modelli di bellezza che vengono esaltati e che ti inducono a pensare che se sei brutto sei etichettato come sfigato e quindi verrai escluso dalla società. Per questo hanno sempre più successo i programmi di ricostruzione, affidati alle palestre e alla chirurgia plastica. All interno delle palestre è possibile migliorare la propria immagine e fare nuove conoscenze, così da ricavare un benessere psico-fisico. La gente si diverte e socializza, assume una postura più corretta e quindi si ha una maggiore autostima, aumentando la sicurezza in se stessi. Inoltre con un attività fisica regolare la salute cardiaca si rafforza. Per trarre vantaggio dall attività svolta in palestra è necessario condurre uno stile di vita sano, senza eccessi e con una giusta alimentazione. Inoltre è bene frequentare dei centri estetici, così da migliorare lo stato della pelle e la sua tonicità. Insomma l importante è essere costanti ed equilibrati, mantenere una vita sana ed avere un pensiero positivo. Secondo me, la società ha sempre più influenza su di noi, vuole renderci tutti uguali, figli di un unico modello, rendendoci tutti dei burattini. Personalmente credo noi siamo tutti belli, proprio perché siamo unici e diversi. PAGINA 21

22 PAGINA 22 Uno sguardo e due passi nel mondo... La deforestazione é il fenomeno causato dalla distruzione delle foreste da parte dell' uomo. É uno dei principali problemi ambientali del mondo. La presenza delle foreste gioca un ruolo di grande importanza per il mantenimento degli equilibri dell ecosistema. Tramite il processo della fotosintesi, infatti, le piante sottraggono l'anidride carbonica presente nell'aria, rilasciando al suo posto l'ossigeno. Le foreste consentono inoltre di filtrare e trattenere le acque, riducendo i rischi idrogeologici del territorio, di preservare l'habitat per migliaia di specie animali e vegetali (biodiversità), di aumentando lucidità del clima e di frenare l'erosione del suolo ecc. Tra le cause della deforestazione ricordiamo l uso del legname come combustibile, la creazione di nuove terre coltivabili e l estrazione di legni pregiati. La deforestazione è sicuramente uno dei principali argomenti internazionali tra i paesi sviluppati. Negli ultimi vent'anni infatti lo sfruttamento delle foreste non si è ridotto e ci sono grandi rischi: - RISCHI IDROGEOLOGICI PER IL TERRITORIO: Gli alberi svolgono un importante funzione di mantenimento del territorio. L'eccessivo abbattimento degli alberi aumenta notevolmente il rischio delle frane, delle alluvioni e degli smottamenti del terreno. Anche la distruzione di pochi alberi, di un La minaccia della deforestazione A cura delle Classi IIIA-IIIB della Sezione Legno piccolo bosco modifica naturalmente l'equilibrio delle cose. - VARIAZIONI CLIMATICHE RE- GIONALI: La distruzione delle foreste su vasta scala modifica anche la mappa dei venti di una regione. Ciò implica delle variazioni sul clima di zona, causando problemi alle agricolture locali ma anche sulla sicurezza della popolazione. - MINORE BIODIVERSITÀ: Le foreste sono un habitat naturale per milioni di forme viventi. La distruzione delle foreste causa l'estinzione di numerose specie vegetali ed animali, con un conseguente impoverimento genetico. La biodiversità è l aspetto meno conosciuto e compreso. Grazie alla biodiversità, da miliardi di anni, la vita ha saputo adattarsi all ambiente. La perdita della biodiversità equivale ad una irreversibile perdita di opportunità futura per l uomo. Il problema della riduzione delle biodiversità é particolarmente grave nelle zone tropicali, dove per vasti territori l'ambiente é biologicamente ancora incontaminato dalla presenza dell uomo. - EFFETO SERRA: É il fenomeno del riscaldamento globale determinato dal eccessiva concentrazione dell anidride carbonica nell atmosfera terrestre. Con il processo di fotosintesi le piante contribuiscono a ridurre la quantità di anidride carbonica nell aria. La distribuzione delle foreste riduce la capacità di assorbimento naturale dei gas serra, accelerando il processo di concentrazione nell'atmosfera terrestre e il surriscaldamento globale. - DIFFICOLTA PER LE POPOLA- ZIONI LOCALI: Un esempio concreto è quello del Gabon, dove le foreste vengono affidate alle imprese private locali, che abusandone mettono in difficoltà i Pigmei (popolazione locale), privandoli di acqua e cibo (alimentazione basata su caccia e pesca). Nel 1982 è stata fatta una legge riguardante la protezione delle foreste; la legge stessa è stata approvata ma purtroppo non viene rispettata, permettendo il continuo sfruttamento illegale del legname. Lo stesso discorso viene fatto per il Gabon che ha scritto dei trattati ambientali che non sono stati mai rispettati, e che obbligano quindi la popolazione a lasciare le loro abitazioni e le loro tradizioni.

23 Il caso del Teak L Italia e' molto "ghiotta"di Teak (un legno asiatico molto pregiato) e il 60/70% proviene da aziende cinesi che lo hanno abbattuto in Myanmar. Spesso si pensa solo al profitto e non alle conseguenze delle nostre azioni nel cercare di raggiungerlo. In questo caso, pochi proprietari cinesi, si sono arricchiti non rispettando la legge, a spese della regione del Kachin e per la disattenzione che l'italia ha nell importare legnami da foreste sfruttate in larga scala. Il problema della deforestazione e' un problema che riguarda tutti noi e le conseguenze di questa azione distruttiva per mano dell'uomo devono farci riflettere su cosa sia meglio, se importare legnami da Paesi in via di sviluppo con il solo scopo di valorizzare il nostro manufatto, o se valga la pena sostenere un commercio di legname che provenga dalle nostre foreste, il che comporterebbe un minor inquinamento dovuto a trasporti e una miglior consapevolezza sulla provenienza del nostro legname, su come sia stato tagliato e se le nostre foreste vengano preservate.. Ecco dieci alberi in via di estinzione: 1.Loul 2.Hinton Oak 3.St.Helena Gumwood 4.African Blackwood 5.Monkey Puzzle 6.Honduras Rosewood 7.Clawilliam Cedar 8. African Baobab Tree 9. Albero del Drag 10.Bois Dentelle Tra i maggiori protagonisti della deforestazione: Ebano, Mogano e Wenghé. L'ebano é un legno africano ed é il più pregiato sulla terra; é molto duro ed é di colore nero, essendo un legno duro é difficile da lavorare. Il Mogano viene dall' America tropicale, è un legno molto resistente e ha un color rossastro, ha una venatura regolare e si usa per costruire mobili. Albero di mogano Il taglio illegale di legname ed il legno sostenibile Il taglio illegale di legname é diffuso in paesi come Brasile, Indonesia, Camerun, Perú e Russia e tanti altri, dove viene messa a rischio la stessa sopravvivenza di popolazioni indigene, habitat naturali, animali e del mondo intero, per via del surriscaldamento climatico. In qualsiasi epoca della nostra storia possiamo trovare esempi di deforestazione, come ad esempio già nell'antica Roma o nella Parigi medievale. Questa pratica ebbe inizio in primo luogo per utilizzare il legname come combustibile, cosa che interessa un terzo della popolazione mondiale, costretta ancora oggi ad utilizzare legname come combustibile per riscaldare le abitazioni o per cucinare. Un altro motivo è quello di disboscare per creare nuove terre coltivabili, cosa necessaria per le classi più povere per cercare di crearsi un economia di sussistenza. La deforestazione é causata anche della forte richiesta di legname per l'edilizia, che utilizza sempre di piú legno perché é un materiale naturale che richiede basso contenuto di energia durante la fase di produzione, ma anche in quanto elemento costruttivo biodegradabile e facilmente inseribile in un processo di rigenerazione. Infine, tra i motivi, anche la richiesta di legni pregiati. Per legno sostenibile si intende invece solo il legno che proviene da foreste controllate e che rispettano la biodiversità. Uno dei metodi per combattere lo sfruttamento di foreste e abbattimento di habitat naturali consiste, quindi, nell'acquistare legname con marchio FSC, che significa Forest Stewardship Council e che identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste trattate in modo corretto. Eco-mafie La frequenza di episodi criminosi legati alla Eco-mafia nel settore del legno ha più volte testimoniato l'infiltrazione mafiosa e l esistenza di accordi con i principali produttori. La criminalità opera per un verso lo sfruttamento pesantissimo e molto dannoso sulle foreste, in pratica radendo al suolo la vegetazione e senza lasciare fertilità al terreno. La mafia organizza vere e campagne di incendi dolosi per vincere la competitività nella vendita del legname, anche in vicinanza di centri abitati. A partite dal 1980 l'accordo fra i capi mafiosi viene sostenuta per il commercio illegale e talvolta clandestino del legname, detto "Oro Verde", alimentando la corruzione nei paesi poveri e finanziando organizzazioni mafiose locali e traffico d'armi. Riguardo al commercio del legname illegale si parla di 60 milioni di metri cubi l'anno di piante rase al suolo, per un valore medio di 200 miliardi di dollari. Con il trasporto clandestino del legname si trasportano inoltre armi, droga e altri prodotti illegali. Uno dei metodi più usati per la falsificazione dei documenti seguito subito dopo dalla "bustarella". In alcune nazioni il costo di un singolo permesso ottenuto grazie alla corruzione di un'agente è di circa 50 mila dollari. Un altro trucco messo in atto di frequente dall'ecomafia è quello di prendere i finanziamenti governativi fingendo di avere ottenuto il legname da foreste create dall'uomo, come quelle nate per la riduzione della CO2. Secondo noi la deforestazione sta diminuendo grazie alla sensibilizzazione e all'istruzione e della popolazione mondiale, ma nonostante tutto questo problema purtroppo non svanirà, ma almeno diminuirà. PAGINA 23

24 PAGINA 24 Mc Donald's e la deforestazione La deforestazione é la riduzione delle foreste a causa del suo sfruttamento eccessivo. É uno dei principali problemi ambientali perché crea uno squilibrio dell'ecosistema. Essa é il risultato di un' azione irrazionale dell'uomo. L'abbattimento delle foreste provoca il surriscaldamento del globo (effetto serra), distruggendo l'habitat di piante e animali. Le classi più povere sono spesso costrette a questa pratica nell'intento di creare un'economia di sussistenza. Purtroppo queste terre sono successivamente acquistate dagli speculatori che ricomprano gli appezzamenti dagli agricoltori. Gli agricoltori più poveri vendono le proprie terre a multinazionali come McDonald's per ricavarne un guadagno che li aiuti nella lotta per la sopravvivenza. Le multinazionali si appropria di queste terre illegalmente, affidandosi a latifondisti senza scrupoli che si impossessano di aree forestali o perfino di terre indigene dell' Amazzonia. Proprio per questo Greenpeace ha rinominato il McDonald's con il nome di McAmazon. McDonald sta infatti distruggendo l'amazzonia per vendere carne a basso prezzo. Secondo Greenpeace "ogni volta che qualcuno mangia un chicken McNugget, potrebbe mordere un pezzo di Amazzonia. Questo perché McDonald si appropria delle terre per coltivare la soia che serve come mangime per le vacche e polli, che finiscono come hamburger nei nostri panini. Fonti: Internazionale, Emergency (mensile online), http//it.peacereporter.net/la-forestadistrutta, Corriere della Sera e Wikipedia. Morire per un peccato d amore: il delitto d onore La donna, nella storia, è stata a lungo discriminata in diversi settori: nell educazione, nel lavoro e persino nella vita privata. Nei Paesi più progrediti da tempo è stato avviato un processo che ha portato, gradualmente, all uguaglianza, o quasi, tra i sessi. In altre parti del mondo, invece, il miglioramento della condizione femminile procede a ritmi molto più lenti. Nei Paesi in via di sviluppo, A cura della Classe 2B - Sezione Legno colpiti da fame, miseria e guerre quotidiane, le donne si trovano di fronte a gravissime limitazioni dei diritti umani fondamentali, sono considerate spesso proprietà degli uomini, cose da vendere, comprare e usare a piacimento. Non possono liberamente scegliere il proprio compagno e lasciarlo se l unione si rivela un fallimento, decidere se e quando avere figli, coltivare sogni, desideri e ambizioni. Quest anno, durante le ore di religione e italiano, abbiamo affrontato il tema dei diritti umani: abbiamo letto in classe un libro che racconta la storia di una ragazza della Cisgiordania, Suad, che è stata bruciata viva dalla sua famiglia per aver avuto rapporti con un uomo senza essere sposata ed essere rimasta incinta; abbiamo analizzato documenti, letto articoli di giornale e visto alcuni film sul mancato rispetto dei diritti umani nel mondo. Con il termine delitto d onore ci si riferisce ad un omicidio commesso all interno della famiglia contro un parente, in genere una donna, ritenuta responsabile di aver disonorato la famiglia con comportamenti troppo liberi, soprattutto dal punto di vista sessuale. Tale pratica, che un tempo esisteva anche in Italia, è ancora oggi in uso in molti paesi del mondo, paesi nei quali l onore di un uomo viene valutato con la sua capacità di tenere sottomesse e segregate le donne che gli appartengono (mogli, figlie, sorelle). I motivi più comuni che portano al delitto d onore sono l adulterio, l essere stata vittima di uno stupro, ma a volte anche soltanto il parlare con il vicino di casa o semplicemente il fatto che si siano diffuse voci relative a uno dei casi appena elencati. L onore può essere riguadagnato in due modi soltanto: o con il matrimonio forzato o con l uccisione della donna disonorata. In molti paesi, come il Pakistan, la Palestina, l Iraq, il Bangladesh, è ancora oggi legale uccidere una donna perché ha "disonorato" la famiglia con un comportamento troppo "libero". Una volta era così anche in Italia. Fino al 1881, il codice penale consentiva che fosse ridotta la pena a chi uccideva la moglie, la figlia o la sorella al fine di difendere "l'onor suo o della famiglia". La riduzione della pena era permessa qualora il reato risiedesse in una "illegittima relazione carnale" che coinvolgeva una delle donne della famiglia. Queste disposizioni sul delitto d'onore sono state abrogate solamente nel 1981 (legge n. 442 del 5 agosto). Nei paesi arabi o musulmani c è ancora molto da fare, ma fortunatamente oggi, grazie ai mass media, questa pratica è maggiormente conosciuta e, a livello internazionale, esistono molte associazioni che si battono contro i delitti d onore e per leggi meno sessiste.

25 BRUCIATA VIVA a cura di Martin Fontana e Matteo Maserati (Classe 2B - Sezione Legno) Titolo originale: Brulée vive Autore: Suad e Jacqueline Thibault Prima edizione originale: 2003 Prima edizione italiana: 2007, Edizioni Piemme Genere: romanzo autobiografico Lingua originale: francese, tradotto in 37 lingue Ambientazione: Cisgiordania Autore: Suad, nata in un piccolo villaggio della Cisgiordania da una famiglia contadina, racconta la sua storia nella prima parte del libro, la storia di una ragazza di 17 anni che rimane incinta fuori dal matrimonio e per questo viene ritenuta colpevole di un gravissimo peccato e bruciata viva dalla sua famiglia. Suad non è il vero nome dell autrice, ma uno pseudonimo che usa per nascondersi alla famiglia d origine. Jacqueline Thibault, volontaria dell associazione umanitaria Terre des Hommes, è autrice della seconda parte del romanzo, dove racconta la parte della storia che Suad non poteva ricordare perché malridotta dalle bruciature. Jacqueline parla del suo incontro con Suad in Cisgiordania e di tutto quello che cerca di fare per salvarla da una morte sicura. Contenuto e trama: Suad vive in un piccolo villaggio della Cisgiordania, dove la nascita di una figlia femmina rappresenta una disgrazia, sempre che non la si soffochi nella pelle di pecora appena nata. Suad, giovane adolescente, deve camminare a testa bassa, senza guardare in viso gli uomini, perché in quel caso sarebbe giudicata una prostituta e rischierebbe la morte. Deve lavorare come una schiava per il padre, il quale pensa che le pecore siano meglio delle figlie femmine, perché portano soldi. Invece le figlie femmine sono solo disgrazie. Suad è la terza delle sue sorelle e deve aspettare il suo turno per sposarsi. È impaziente perché sa che un uomo ha chiesto di lei. Suad pensa che solo il matrimonio potrà liberarla dal terrore del padre, dalle botte e dalle continue minacce di morte. Per questo dà appuntamento al suo innamorato, e dopo qualche tempo scopre di essere incinta. Per Suad è la fine: appena il suo innamorato saprà del bambino, sparirà, e lei verrà condannata a morte dalla sua famiglia. Il fuoco le distruggerà il volto, le braccia, le incollerà il mento al petto, e nessuno la curerà, fino a quando Jacqueline, che lavora per un associazione umanitaria francese, farà il possibile per salvare lei e il suo bambino e per dare a entrambi la possibilità di crearsi una nuova vita. Aspetti tecnici e stilistici: Suad racconta in prima persona i fatti accaduti e fa capire, con un linguaggio semplice (si tratta però di un testo tradotto), come si vive nel suo paese d origine. Anche Jacqueline narra i fatti in prima persona, e dal suo racconto emergono le difficoltà del suo lavoro, dovendo operare in paesi con una cultura tanto diversa dalla nostra. Intenzioni dell autore: Suad, con questo racconto, vuole rendere testimonianza delle innumerevoli discriminazioni che si compiono nei confronti delle donne del suo paese. Ciò che ha spinto Suad a scrivere è stata, in particolare, l esigenza di documentare l esistenza, in alcune società, di quello che viene chiamato delitto d onore : una donna che con il suo comportamento abbia disonorato la famiglia deve essere uccisa dai suoi stessi parenti. Solo così la famiglia riacquisterà, agli occhi dell intero villaggio, l onore perduto e non rischierà di essere esclusa da tutti. Giudizio e commento personale sull opera: Questo libro è molto coinvolgente. È un libro da leggere con serietà e consapevolezza perché le cose raccontate succedono veramente nel mondo, e nei paesi in cui avvengono sono considerate normali. Tante donne soffrono e muoiono per la legge degli uomini senza meritarlo, solo perché in alcune culture si crede che sia giusto così. Ci ha colpito molto il fatto che l uomo possa decidere della vita della donna, fino a renderla una schiava al suo servizio. Ci ha colpito il fatto che all interno di alcune società la donna venga considerata nullità e la sua dignità e suoi diritti calpestati come se fossero terra. PAGINA 25

26 PAGINA 26 Riconosciamo gli alberi... A cura di Zanetti Federico (Classe IIC Sezione Legno)

27 PAGINA 27

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