PER UN EXPO 2015 APERTA, INCLUSIVA E ACCESSIBILE

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1 PER UN EXPO 2015 APERTA, INCLUSIVA E ACCESSIBILE CONVEGNO MILANO SI APRE TAVOLO ACCESSIBILITA Il tavolo è stato coordinato da: Pier Luigi Emiliani (CNR) Isabella Ippoliti (consulente Consorzio Sociale Light) hanno partecipato e lavorato: Rosa Garofolo, Carla Mondolfo (ANS) Mara Paola Domini, Luigi Mattiato, Carlo Di Biase, Consuelo Agnesi (ENS) Giovanni Del Zanna (Ledha) Michela Vassena (UICI) Eliana Masoero, Francesca Pozzi (ASF Italia Onlus) Claudio Carcano (Comune di Milano) Anna Lyford (Consorzio Sociale Light)

2 Premessa a cura di Isabella Ippoliti Il lavoro che andiamo a presentare è promosso dal Consorzio Sociale Light e vuole testimoniare un'esperienza concreta di un gruppo di lavoro sul tema accessibilità, all'interno di un progetto finanziato dal piano Emergo della Provincia di Milano. Obiettivo Non un manuale di riferimento dettagliato e formale, ma un documento agile per: - raccogliere i punti di vista delle persone con disabilità - sensibilizzare sugli ostacoli percettivi, informativi ed architettonici che si rendono difficoltosa o impossibile la fruizione di Expo 2015, ed in generale degli Eventi, alle persone con disabilità, specie quelle sensoriali - indicare le linee di intervento Metodologia 1. Richiesta alle associazioni di rappresentanza dei disabili delle informazioni sulle loro necessità, delle percezioni e delle attese 2. Discussione in un tavolo comune 3. Raccolta e ri-organizzazione dei punti di vista, senza forzare la sintesi in modo innaturale Nello spirito del progetto, l elenco non intende essere esaustivo, ma offrire un approccio condiviso ed una facile lettura. La risposta Interesse e pronta collaborazione da parte delle associazioni che, dimostrando profonda conoscenza delle problematiche anche tecnologiche collegata a una problematica complessa come quella della partecipazione ad un evento come EXPO, riaffermano una volta di più il principio metodologico per cui non c è soluzione efficace senza coinvolgere il soggetto che vive il problema. Lo scopo di tale lavoro non è quello di fornire un manuale di riferimento dettagliato e formale, ma un documento agile per sensibilizzare al problema che non esistono solo barriere architettoniche ma anche barriere informative, corredato da suggerimenti concreti degli utenti. Il lavoro eseguito ha visto, quindi, la costituzione di un tavolo di lavoro sensibile al tema dell'accessibilità che ha permesso la partecipazione dei membri delle associazioni dei disabili sensoriali Ans, Ens, Ledha e UICI, di Architetti Senza Frontiere Italia Onlus e della testimonianza del Comune di Milano. L'obiettivo del Tavolo di lavoro è quello di poter scrivere alcune raccomandazioni generali che possano servire da suggerimento e consulenza per coloro che andranno ad accogliere in spazi complessi come Expo per persone con disabilità sensoriali. Osservazioni generali La mancanza di barriere e ostacoli è importante anche per le persone con mancanza di abilità sensoriali Fra le barriere informative possono essere citate, in modo da chiarire l argomento della discussione: - I banchi di accoglienza ed le altre interfacce della mostra con l utente - La segnaletica per la navigazione e per l uso dei servizi - Il materiale informativo e della mostra - Le apparecchiature e servizi di distribuzione automatica di merci (es. cibo e bevande) e d informazione (chioschi e sistemi di guida elettronica) - I sistemi di comunicazione e ricezione di allarmi Le raccomandazioni non vogliono essere complete, ma si intende dare al lettore veloce un idea della classe di problemi d interesse. 1

3 Il documento è articolato in due sezioni distinte: la prima sezione è introduttiva al percorso generale del tema accessibilità a cura del Prof. Pier Luigi Emiliani. Essa ci mostra il percorso sistemico relativo alla pianificazione di una visita presso il contesto di expo. La sezione seguita con la presentazione di alcune raccomandazioni generali sviluppate dalle esperienze e dagli studi sul tema accessibilità che possano essere prese in considerazione come ausilio a fare una progettazione sensibile e attenta alla disabilità sensoriale. La seconda sezione inoltre raccoglie le schede tecniche contenenti le buone prassi di attenzioni elaborate dalle associazioni dei disabili sensoriale. (Ledha, Ans, Ens, Uicim, Cnr). Ringraziamo tutti i membri che hanno partecipato e lavorato con molto impegno ed entusiasmo al tavolo di lavoro. Ans (Rosa Garofolo, Carla Mondolfo) Ens (Luigi Mattiato, Mara Paola Domini, Carlo Di Biase, Consuelo Agnesi) Ledha (Giovanni Del Zanna) Uici (Michela Vassena) ASF Italia Onlus (Eliana Masoero, Francesca Pozzi) Comune di Milano (Claudio Carcano) CNR (Prof. Pier Luigi Emiliani) La coordinatrice di progetto Anna Lyford del Consorzio Sociale Light La coordinatrice del tavolo Isabella Ippoliti consulente del Consorzio Sociale Light 2

4 LA CATENA DEL VALORE ACCESSIBILITA Per sei mesi Milano, la Lombardia e l'italia saranno al centro di un irripetibile evento globale. Per dimensioni, visitatori, imprese, EXPO 2015 offrirà un'occasione unica di incontro universale, scambio, apertura all'altro da noi. Nazioni, culture, studiosi, associazioni, profit e no profit, persone, offriranno la loro visione del mondo, condividendo il tema strategico dell'alimentazione e della lotta all'esclusione e del Cibo come risorsa per affermare il diritto universale alla vita ed alle pari opportunità. Ci chiediamo: EXPO 2015 sarà aperta, inclusiva, rispettosa delle chance per tutti ed in tutti i sensi? Le persone con limitazioni di attività 1 chiedono: sarà accessibile a tutti? offrirà a tutti opportunità lavorative? affronterà il tema del cibo per tutti? si ispirerà al principio del Design for all? sarà agevole visitarla per ognuno di noi? le sue strutture materiali ed immateriali saranno aperte? sarà attrattiva per chiunque o sarà escludente, privando della sua opportunità milioni di persone a Milano, in Lombardia, in Italia e nel mondo? A 12 mesi dall'avvio della nostra Esposizione Universale, il tema della capacità inclusiva dell'evento, in tutte le sue dimensioni, non può essere trascurato. La città, l'area metropolitana, la regione, le imprese, la cooperazione sociale e l'associazionismo, le pubbliche amministrazioni devono focalizzare assieme il tema, condividere principi, strategie, interventi e risorse, per fare di EXPO 2015 la prima esposizione davvero universale perché davvero inclusiva. Serve una forte iniziativa di comunicazione, informazione, sensibilizzazione e confronto. Questo è lo scopo del gruppo di lavoro sull accessibilità, che si propone non di proporre un manuale sull accessibilità ma di suggerire alcune linee guida generali come suggerimento a interventi per rendere EXPO 2015 realmente inclusiva, con la diretta partecipazione degli utenti finali. Gli uomini sono uguali nei diritti, ma hanno capacità cognitive, comportamenti, abilità diverse: esprimono sentimenti ed emozioni differenti. E' questo quello che viene definito un approccio inclusivo e di integrazione che punta ad offrire a tutti le condizioni migliori per partecipare alle attività sociali, con un ambiente fruibile e sicuro che cerca il più possibile di evitare situazioni di discriminazione e di esclusione. Tuttavia l'esperienza, da sola, non porta alla soluzione. Esperienza e Competenza devono essere coniugate. La prima come espressione del sapere individuale, dell'esperienza di vita diretta nelle diverse azioni che svolgiamo all'interno degli ambienti. La seconda come capacità tecnica - di esperti qualificati - in grado di fare sintesi, anche rispetto alle diverse istanze, per sistematizzare le indicazioni prestazionali in modo che possano diventare soluzioni di progetto. Nel seguito viene dapprima presentata una breve descrizione delle attività necessarie per pianificare ed effettuare una visita a EXPO 2015, anche se non compreso nel compito specifico del gruppo di lavoro, principalmente incaricato dell analisi dei problemi di accessibilità di uno specifico padiglione (cascina Triulza). 1 In questo documento si usa la nomenclatura introdotta dall Organizzazione Mondiale della Sanità, per cui la disabilità è un fenomeno complesso causato dalla capacità delle persone e dal contesto in cui agiscono. Lo schema di ragionamento è il seguente: (i) per vivere devono essere svolte attività (ad esempio, muoversi o nutrirsi); (ii) per questo sono necessarie abilità; (iii) alcune persone hanno limitazioni in queste abilità; (iv) in alcuni ambiti queste possono provocare difficoltà (disabilità). Quindi non si parla di persone disabili, ma di persone con limitazioni di attività. L enfasi è messa su quello che le persone possono fare e che può essere utilizzato per recuperare in tutto o in parte la possibilità di agire in un determinato ambiente e in connessione con un attività specifica (http://www.who.int/classifications/icf/en/). 3

5 1. Attività e funzioni generali di un percorso Figura 1 Attività utente e funzionalità da garantire Quando parto per andare a visitare Expo a Milano che cosa faccio? Lo schema propedeutico di Figura 1 mi aiuta a pensare ad un percorso mentale... La fruizione di un evento come l esposizione universale di Milano (come mostrato in Figura.1) da parte di persone con limitazioni di attività comporta la possibilità di svolgere un insieme di attività complesse: Pianificazione della visita alla mostra (Decidere se andare) Viaggio verso Milano (Andare a Milano) Permanenza a Milano (Vivere a Milano) Trasferimento alla mostra (Andare alla mostra) Navigazione nella mostra (Muoversi nella mostra) Visita di un padiglione (Visitare un padiglione) Per svolgere tali attività deve essere garantita alle persone: 1. L accessibilità fisica degli spazi (aperti e chiusi) e dei mezzi di trasporto 2. Accesso all informazione in generale e sull accessibilità in particolare. 1.1 Accessibilità fisica Da questo punto di vista è necessario garantire l accessibilità fisica dei luoghi d interesse, cioè garantire che non esistano barriere architettoniche e percettive, in tutti gli spazi individuati in Figura 2. 4

6 Figura 2 Accessibilità fisica Quindi devono esistere percorsi accessibili nella città e negli edifici e devono essere disponibili ambienti accessibili e mezzi di trasporto accessibili. 1.2 Accessibilità all informazione Inoltre deve essere garantito un accesso all informazione che permetta una corretta e consapevole (Figura 3): 1. Pianificazione della visita (scelta dei mezzi di trasporto, della sistemazione alberghiera, dei ristoranti e di eventuali visite addizionali ad esempio musei); 2. Navigazione attraverso la città e la mostra; 3. Valutazione dell accessibilità fisica e informativa dei diversi padiglioni e stands al loro interno. 5

7 Figura 3 Accesso all informazione Questo può essere ottenuto sia garantendo accessibilità ai sistemi informativi di tipo generale, che producendo e distribuendo materiali appositamente preparati tenendo conto delle abilità delle persone cui sono diretti. 2 Attività dell utente 2.1 Pianificazione della visita alla mostra Figura 4 Decidere se andare Questa attività richiede essenzialmente l accesso a risorse di tipo informativo e precisamente (Figura 4): 1. alle informazioni sui contenuti della mostra (padiglioni e loro contenuto, manifestazioni collaterali) e su eventuali eventi collegati nella città, per individuare le parti d interesse e pianificare la visita; 2. alle informazioni sulle caratteristiche di accessibilità fisica alla mostra (navigazione attraverso i luoghi nei quali la mostra è localizzata). Se mi muovo usando una carrozzina, non avrò barriere architettoniche? Se non ci vedo, non troverò nel cammino ostacoli non segnalati? ; 6

8 3. alle informazioni sulle possibilità di accesso al contenuto informativo dei singoli stand (ad esempio: i video sono sottotitolati?). Devono essere considerate due casi: persone in grado di usare mezzi tecnologici (ad esempio un calcolatore con accesso a Internet) e persone non in grado di farlo (come la maggior parte delle persone anziane). Nel primo caso, dando per scontato che la persona abbia a disposizione la tecnologia di supporto necessaria (ad esempio un lettore di schermo se non ci vede o un emulatore di mouse se non in grado di controllare i movimenti in maniera fine), devono essere considerate, con riferimento ai tre punti elencati precedentemente, le seguenti possibilità: Punto 1 Il sito web dell Esposizione dovrebbe essere accessibile. I criteri di accessibilità sono fissati nei regolamenti applicativi della Legge Stanca (per i riferimenti si può far riferimento a che riporta non solo i riferimenti alla normativa, ma anche informazioni generali sulla situazione). Recentemente le linee guida WAI (Web Accessibility Initiative alla cui prima versione (WCAG 1.0) si ispirano i regolamenti attuativi della legge Stanca, sono state generalizzate con la pubblicazione delle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.0 (http://www.w3.org/tr/wcag20/), che sono state anche accettate come Standard ISO (ISO/IEC 40500). Tali linee guida sono supportate anche dalla Commissione Europea (http://ec.europa.eu/ipg/standards/accessibility/wcag-20/standard_wcag_en.htm). Si deve osservare che la condizione di rispettare le linee guida è sufficiente ma non necessaria, cioè è sufficiente che siano rispettate perché i siti siano accessibili, ma molte persone riescono ad accedere anche a siti web che non le rispettano completamente. Il rispettare le linee guida non comporta importanti costi aggiuntivi, ma solo che siano conosciute da che realizza il sito. Una seconda possibilità è quella della disponibilità di applicazioni dedicate per i sistemi operativi più diffusi (Apple, Android e Microsoft), eventualmente disponibili anche su dispositivi mobili e quindi anche durante il viaggio e la visita. In tali sistemi operativi sono disponibili supporti d interazione che rendono possibile un accesso ragionevole con i supporti disponibili nei sistemi operativi corrispondenti, se i contenuti sono prodotti in modo opportuno. Da questo punto di vista, per le applicazioni WEB valgono le linee guida WAI. Nel caso di applicazioni specifiche le linee guida valgono a livello generale, ma si devono tenere presenti le caratteristiche del sistemo operativo. Una discussione di questi problemi è in corso all interno del W3C WAI (http://www.w3.org/wai/mobile/). Un report sull accessibilità dei dispositivi mobili, prodotto da IFAC CNR, può essere scaricato all indirizzo Il punto 2 richiede, non solo che la costruzione dei padiglioni e dei percorsi all interno dell esposizione tenga conto delle regole di accessibilità, ma anche che il sito web contenga queste informazioni. Progetti finanziati dalla Commissione Europea hanno considerato il problema della rappresentazione dell informazione per caratterizzare l accessibilità dei luoghi e la segnaletica necessaria. (Per informazioni dettagliate vedere i riferimenti presenti nella sezione documenti del sito dell ONG C.E.R.P.A. Il punto 3 richiede una discussione approfondita nell ambito del gruppo di lavoro che saranno riportati nella sezione 4.6 di questo documento. 2.2 Viaggio verso Milano E chiaro che la possibilità effettiva di viaggiare in modo indipendente verso Milano dipende dalla disponibilità di un infrastruttura con mezzi di trasporto (aereo, nave, treno, autobus) e luoghi (aeroporti, stazioni, porti) accessibili e all esistenza di un opportuna segnaletica fissa o basata sulla tecnologia di telecomunicazione che ne permetta l uso indipendente. Questo aspetto è al di fuori delle possibilità d intervento in rapporto a EXPO e il contenuto di questa sezione è solo una serie non esaustiva d indicazioni di dove sia possibile trovare informazioni rilevanti per decidere 7

9 individualmente se il viaggio è possibile. Per questo è necessario avere accesso (Figura 5): 1. Alle informazioni sui mezzi di trasporto (treni, aerei, etc.). I treni sono tutti accessibili o devo preoccuparmi di individuare quali lo sono e prenotare in anticipo? Le stazioni di fermata sono annunciate a voce o esistono anche annunci scritti? 2. Accesso alle informazioni sulle caratteristiche degli accessi alla città (stazione, aeroporto). I luoghi sono accessibili? Mi è possibile navigare da solo se non ci vedo? Figura 5 - Andare a Milano I siti Web (accessibili?) degli aeroporti di Milano Linate (http://www.milanolinate-airport.com/it/guida-peril-passeggero/passeggeri-a-ridotta-mobilita) e di Milano Malpensa (http://www.milanomalpensaairport.com/en/passenger-guide/passengers-with-reduced-mobility) possiedono una sezione dedicata al supporto delle persone con limitazioni di attività. Si rivolge essenzialmente alle persone con limitata mobilità, ma il servizio è basato su accompagnamento personale da parte di un incaricato e quindi si può probabilmente estendere a persone con differenti limitazioni di attività. Nel sito Web dell aeroporto di Orio al Serio (http://www.sacbo.it/airpor/portalprocess.jsp) esiste una finestra di ricerca dal titolo Hai bisogno d aiuto attraverso la quale si accede ad una pagina relativa alle problematiche della mancanza di abilità. Nel sito Alitalia (http://www.alitalia.com/it_it/), nella sezione Informazioni e supporto Organizza il tuo 8

10 viaggio esiste una voce Assistenze speciali che porta ad una pagina con informazioni per persone con limitazioni di attività. Nel sito Web di Trenitalia esiste una pagine in cui viene dichiarato che è stato realizzato secondo le linee guida della Legge Stanca e dà informazioni dettagliate su come migliorare la navigazione. Sulla pagina principale c è un link ad una pagina sulla quale vengono spiegate le modalità di prenotazione per le persone con mobilità ridotta. Sui treni a lunga percorrenza (frecce) esistono segnalazioni uditive e visive. Nel libretto di presentazione di Italo (http://www.italotreno.it/sitecollectiondocuments/guida_viaggiatore_italo.pdf), esiste una sezione che si riferisce ai viaggiatori con mobilità ridotta. L informazione è disponibile anche nel sito Web (http://www.italotreno.it/it/scopri-italo/servizi-per-disabili/pagine/overview.aspx). Non sembra che vi sia riferimento ad altri tipi di limitazioni di abilità. 2.3 Permanenza a Milano Anche la disponibilità di strutture ricettive, di ristoranti e luoghi d interesse accessibili non ricade sotto le responsabilità di Expo, che però può curare la disponibilità d informazione d interesse per persone con limitazioni di attività, sia con apposite pagine all interno del sito web, che con materiali appositamente prodotti (per esempio in Braille). Figura 6 - Vivere a Milano In particolare è necessario garantire (Figura 6) l accesso a: 1. Informazioni sulla sistemazione alberghiera. Esistono alberghi con stanze accessibili? 2. Informazioni sui servizi di ristorazione 9

11 3. Informazioni sui mezzi di trasporto fra i luoghi di accesso alla città ai luoghi d interesse. Quali mezzi esistono (autobus, metropolitana, )? Sono accessibili? Se solo alcuni lo sono dove posso trovare gli orari? Devo prenotarmi? 4. Informazioni rilevanti per la navigazione nella città e verso la mostra. Esistono segnalazioni esplicite nel cammino o supporti alla navigazione? I punti 1 e 2 sono responsabilità dei gestori e delle organizzazioni di supporto al turismo. Ad esempio, per la zona di Milano è possibile effettuare ricerche di alberghi accessibili sia sul sito della Provincia di Milano e sui siti Il sito ha l accessibilità fra i filtri di selezione degli alberghi. Il problema fondamentale è che la dichiarazione di accessibilità è lasciata molto spesso alla responsabilità del gerente con linee guida molto generali. E comune esperienza che molte camere dichiarate accessibili non lo sono, almeno non da tutti. Esistono criteri più dettagliati, prodotti in progetti Europei e nazionali) per le informazioni da fornire agli utenti perché possano decidere individualmente l accessibilità, ma non sono molto diffusi (http://www.cerpa.it). Il punto 3 è responsabilità delle aziende di trasporto. Il sito web di ATM (http://www.atm.it/it/pagine/default.aspx) ha un pulsante Passeggeri con disabilità, attraverso il quale si accede ad una serie di pagine con informazioni dettagliate e non limitate a mancanze di abilità motorie). Contiene anche un riferimento telefonico per informazioni in tempo reale. Cominciano ad apparire applicazioni mobili la cui accessibilità e utilità è comunque da accertare Il punto 4 presuppone l esistenza di percorsi adattati (senza barriere architettoniche) e di servizi di supporto (per esempio indicazioni sonore della situazione dei semafori per persone cieche). Dal punto di vista dell informazione possono essere considerati due possibilità: Supporto attraverso segnaletica fissa (vedere sezione 2.6) Supporto tecnologico: sistema di navigazione eventualmente aumentato con un sistema di rilevamento della posizione e trasmissione automatica o a richiesta d informazione aggiuntiva. E necessario osservare che i sistemi di navigazioni attuali (per esempio quello basato su Google maps o quello offerto da Nokia) hanno la possibilità di tracciare percorsi pedonali, ma non hanno alcuna informazione della percorribilità dei cammini individuati (ad esempio se ci si muove in carrozzina). Esistono mappe open source, quelle di OpenStreetMap (http://www.openstreetmap.org) che prevedono la possibilità di aggiungere informazioni sull accessibilità, ma questa informazione non è largamente disponibile. Nel caso in cui le persone non siano in grado di usare la tecnologia necessaria per accedere a sorgenti d informazione segnalate l unica soluzione sembra l uso di centri servizi messi a disposizione dalla città (per esempio dal Comune, dalla Regione - Sportello regionale disabili, dall Azienda di soggiorno, dalla Provincia e i gestori dei servizi di trasporto), dai gestori dei servizi a livello nazionale (ad esempio, Trenitalia e Alitalia) o da Expo stessa. 10

12 2.4 Trasferimento all esposizione Figura 7 - Andare alla mostra Valgono in linea generale le stesse considerazioni fatte al punto 3 della sezione precedente, salvo il fatto che non si riferiscono alla città in generale, ma ad un sottoinsieme di percorsi (Figura 7). Questa circostanza rende concepibile, vista la dimensione del problema (numero di persone che li dovranno percorrere) la possibilità di attrezzarli in modo tale da essere percorribili da tutti. 2.5 Navigazione nell esposizione La navigazione all interno della esposizione è una responsabilità di Expo, che deve curare: 1. La disponibilità di mezzi di trasporto accessibili 2. L esistenza di percorsi accessibili 3. L informazione per individuarli e utilizzarli 4. Il supporto alla navigazione 11

13 Figura 8 - Muoversi nella mostra. Vedere anche sezione 5. 3 Visita di un padiglione della esposizione Figura 9 - Visitare un padiglione 12

14 Per dare concretezza all esposizione è stato deciso di presentare le raccomandazioni sull accessibilità con un riferimento ad un padiglione specifico, quello di Cascina Triulza, che presenta una complessità sufficiente da poter essere rappresentativa delle funzionalità prevedibili nei diversi padiglioni. Con riferimento alla Figura 9, sono stati considerate le problematiche seguenti: 1. Problemi trasversali (cioè comuni ai diversi ambienti) 1.1. Segnaletica 1.2. Percorsi accessibili 1.3. Ricezione 2. Ambienti 2.1. Ristorazione 2.2. Bagni 2.3. Sala convegni 2.4. Spazi espositivi 2.5. Mercato 2.6. Spazio bambini ludoteca 2.7. Spazio co-working 2.8. Corte centrale 2.9. Picnic Figura 10 - La cascina Triulza 13

15 Le raccomandazioni specifiche, organizzate secondo la struttura precedente, sono riportate nei dettagli nelle appendici. Appendice 1 Documento prodotto dall Associazione Lega per i diritti delle persone con disabilità. Appendice 2 Documento prodotto dall Associazione Nazionale Subvedenti. Appendice 3 Documento prodotto da Ente Nazionale Sordi Appendice 4 Documento prodotto dall Unione Italiana Ciechi. Appendice 5 - Documento prodotto dal CNR 4 Raccomandazioni generali Rimandando alle appendici per informazioni dettagliate, pensiamo che sia importante riassumere alcune considerazioni generali, in modo che il lettore possa avere un idea immediata del tipo d intervento necessario. Questo riassunto non vuole essere esaustivo nell esposizione dei problemi e delle possibili soluzioni, ma solo contribuire a sviluppare la consapevolezza che l organizzazione di un evento inclusivo richiede attenzione ai singoli problemi che le persone possono incontrare nella fruizione dell evento stesso e che molti problemi, anche se non tutti, possono essere risolti con interventi che richiedono solo una reale attenzione alle necessità di tutti. Raccomandazione 1. Il problema di accessibilità degli spazi fisici è normalmente considerato in funzione delle problematiche delle persone che si muovono in carrozzina. Appare evidente dalle raccomandazioni specifiche raccolte che la mancanza di barriere architettoniche è importante anche per altri gruppi di persone (ad esempio la mancanza di scalini facilita anche le persone con problemi della vista, ma anche quelle con problemi di udito che anno la necessità di guardare l interlocutore per la comunicazione interpersonale). Inoltre appare evidente come gli spazi, se non bene organizzati e strutturati, possono provocare problemi di affaticamento sensoriale (se troppo rumorosi, possono interferire con abilità residue di alcuni gruppi di utenti abbagliamento acustico) e di disagio psicologico. Infine, particolare cura deve essere posta nell illuminazione degli ambienti. In definitiva, chi progetta gli spazi deve tener conto di tutte le persone che li dovranno utilizzare. Raccomandazione 2. Un altra importante componente in relazione agli spazi è quella che fa riferimento alle possibilità di ottenere informazioni sugli stessi, necessaria per la navigazione. Oltre alla normale segnaletica, che deve essere organizzata e prodotta in modo da essere utilizzata da tutti (dimensioni, colori, contrasto) per favorire l acquisizione d informazione lungo il cammino, è necessario che i percorsi siano organizzati in modo semplice in modo da poter visualizzarli mentalmente, che si ponga cura ai materiali in cui sono realizzati (ad esempio variando la qualità della superficie per distinguere varie componenti e quindi verificare che lo si segua correttamente), che si utilizzino accorgimenti speciali per alcune classi di utenti (per esempio indicatori tattili).tale informazione deve essere resa disponibile in mappe (anche ingrandite e tattili) e in tempo reale attraverso sistemi elettronici di guida adattati. Raccomandazione 3. Particolare attenzione deve essere posta nella scelta e installazione di tutte le componenti di arredamento degli spazi: ad esempio, gli accessori dei bagni che devono essere non solo usabili da persone con disabilità motorie, ma con sufficiente contrasto da non creare problemi alle persone ipovedenti; le tavole delle mense e dei bar con forme e materiali che non 14

16 creino confusione o sfavoriscano la loro identificazione; i banchi dei distributori di cibo che devono essere ordinati, con i diversi cibi ben identificabile e così via. Ogni singolo oggetto può avere impatto positivo o negativo e deve essere scelto e posizionato in modo accurato, tenendo conto anche delle giuste combinazioni di colore e dei materiali utilizzati per realizzarli Raccomandazione 4. Particolare cura deve essere dedicata alle attrezzature tecnologiche. In questo gruppo rientrano i distributori (di denaro, di bevande etc.), gli impianti audio video, i totem informativi etc. Questi dovrebbero utilizzare informazioni multimediali non ridondanti, in modo che la stessa informazione possa essere veicolata in modo differente a seconda dell utente: ad esempio, in forma sonora per le persone cieche e visiva per le persone sorde (testo, linguaggio dei segni). Dovrebbero essere controllabili attraverso modalità diverse: ad esempio schermo tattile, ma anche tastiera o riconoscimento della voce. Dovrebbero anche essere in grado di accettare periferici esterni come cuffie o tastiere speciali. Raccomandazione 5. Fra le attrezzature possono essere considerati anche i materiali informativi che saranno resi disponibili nell esposizione. Questi dovrebbero essere accessibili e usabili: (1) siti Web, accessibili secondo le linee guida esistenti (legge Stanca o WAI WCAG 2.0) e facili da usare; (2) materiali a stampa: linguaggio semplice, buona qualità visiva scelta opportuna del font e della dimensione di caratteri, carta non lucida, buon contrasto, attento uso dei colori, peso limitato, disponibilità di una versione digitale (solo testo, versione con grafica); (3) video con sottotitolazione per le persone sorde e descrizione delle scene per le persone cieche. Raccomandazione 6. I banchi informativi dovrebbero essere in una posizione visibile e accessibile, forniti almeno di una sedia e di un tavolo adattato per la carrozzina. Dovrebbe inoltre avere anche un anello d induzione (collegamento con ausili uditivi). Dovrebbe essere in grado di fornire informazione e documentazione in Braille, stampa ingrandita etc. e in forma elettronica. La compilazione dei documenti dovrebbe essere possibile anche in forma elettronica. E inoltre necessario che il personale al banco sia formato per gestire eventuali problemi di persone con limitazioni di attività o, comunque, far riferimento ad un centro servizi fornito delle necessarie risorse, anche umane. Raccomandazione 7. La segnaletica, intesa a dare indicazioni per raggiungere locazioni particolari e indicazioni della funzione di ogni stanza, dovrebbe essere chiara, consistente e coerente con le mappe distribuite e dovrebbe essere disponibile: (1) in forma visiva, utilizzando font senza grazie, caratteri grandi e colore con cautela (combinazioni che siano compatibili con difetti della vista, come il daltonismo, e diano un buon contrasto); (2) in forma visiva ingrandita (probabilmente semplificata); (3) in forma tattile (ad esempio mappe a rilievo e segnali tattili nell ambiente). Le mappe tattili dovrebbero essere supportato da un sistema di guida tattile sul pavimento (guida lungo il corridoio e pietre con rilievi per segnalare ad esempio la curva verso una stanza) e sui corrimani. Potrebbe essere utile utilizzare sistemi di guida simili alle audio guide dei musei, con rappresentazioni delle informazioni e interazioni adattate alle abilità dei diversi gruppi di utenti Raccomandazione 8. Nelle sale convegni, accessibili dal punto di vista delle barriere architettoniche, è necessario curare la distribuzione dei sedili e i colori in modo tale che sia agevole l individuazione dei posti, se la persona deve ascoltare, o del palco, se deve parlare. Spazi strutturati in modo opportuno devono essere disponibili per la traduzione in linguaggio dei segni. Le persone devono essere messe in condizione di accedere all informazione. Quindi la sala deve essere fornita di sistemi di presentazione multimediale, di sistemi di amplificazione, di sottotitolazione in tempo reale o traduzione in linguaggio dei segni. E necessario istruire gli oratori 15

17 a comunicare con tutti e supportarli, se privi di alcune abilità. Negli stand della mostra, dato il crescente uso di materiali di presentazione multimediale per la presentazione dei prodotti, è necessario che questi materiali siano resi disponibili nelle forme alternative descritte precedentemente. Raccomandazione 9. La sicurezza è un problema fondamentale. Particolare cura deve essere dedicata ai sistemi di allarme, che devono essere non solo sonori, ma anche visivi e, possibilmente, non tanto invasivi da aumentare l agitazione delle persone. Dovrebbero essere ripetuti anche sui sistemi elettronici, fissi e mobili, di diffusione dell informazione, in una forma adattata ai diversi canali informativi disponibili ai visitatori. Nel caso di richiesta di aiuto da parte dei visitatori, dovrebbe essere reso disponibile un chiaro segnale di conferma del ricevimento dell allarme. Raccomandazione 10. Gli interventi nella fase di progetto e di supporto tecnologico non possono prescindere dalla consapevolezza che esistono situazioni che possono essere affrontate e sperabilmente risolte solo dall intervento di esperti formati alla gestione delle problematiche delle persone con limitazioni di attività: quindi l esposizione dovrebbe dotarsi di un servizio, distribuito o centralizzato, formato da esperti i grado d intervenire, ad esempio, per tradurre da o verso il linguaggio dei segni per persone sorde o per guidare persone cieche nell esplorazione di percorsi complessi. Un supporto implicito è anche collegato al fatto che i servizi per persone con limitazioni di attività (ad esempio, i bagni) dovrebbero essere ben visibili e raggiungibili. 16

18 5 Bibliografia BAGNARA, Sebastiano, FAILLA Angelo, MAZZOTTI Stefano: Il valore della diversità Asphi, Fondazione IBM, Bologna 2006 CWST - Progetto Europeo Conferences, Workshops, Seminars, Tutorials, Accessible Event Handbook scaricabile da EMILIANI, Pier Luigi, STEPHANIDIS, Constantine: Universal access to ambient intelligence environments: opportunities and challenges for people with disabilities, IBM Systems Journal 44(3) 2005 EMILIANI, Pier Luigi, BURZAGLI, Laura, BILLI, Marco, GABBANINI, Francesco, PALCHETTI Enrico, Report on the impact of technological developments on eaccessibility, (2008) Project, D2.1, 2008 scaricabile da ROE Patrick (Ed.), Towards an Inclusive Future, COST, Brussels, 2007, scaricabile da 17

19 Schede Tecniche Linee Guida per l'accessibilità della mobilità, della fruizione e dell'informazione In relazione ad un possibile padiglione di EXPO (e in particolare con riferimento a Cascina Triulza) Compilato da In relazione a questa specifica caratteristica di disabilità (schemi e funzioni corporee - ICF) Giovanni del Zanna testo introduttivo, con riferimento alle disabilità sensoriali Linee Guida per l'accessibilità in relazione alla mobilità, alla fruibilità ed alla percezione dell'informazione dei padiglioni di EXPO 2015 per il maggior numero di persone, anche con disabilità. Proporre delle linee guida è cosa diversa dal redigere un manuale: il manuale vincola, impone, obbliga al rispetto di parametri e misure. L'approccio delle linee guida, invece, come suggerisce il termine stesso, indica una direzione, fornisce un supporto a chi - soggetto promotore, progettista o gestore di servizi - debba organizzare la meglio una struttura, in questo caso un padiglione per EXPO Un approccio corretto alla Progettazione Accessibile non è quello prescrittivo (indicazioni, minimi obbligatori, misure da rispettare), ma quello prestazionale che anzitutto indica le prestazioni, ovvero le esigenze delle diverse persone per una corretta fruizione dello spazio. Prima della soluzione tecnica - la rampa adeguata, la scritta contrastata, il percorso tattile - deve esserci una comprensione e una valutazione progettuale delle esigenze di chi sarà il fruitore dello spazio. Non l'uomo astratto, idealizzato e standardizzato dai manuali, ma la popolazione reale, fatta di uomini e donne, di bambini e ragazzi, di adulti ed anziani. Di mamme con il passeggino, di presone accompagnate, di soggetti diversi con esigenze e abilità diverse. A volte con alcune difficoltà - dovute a mille diverse situazioni - che richiedono attenzione e comprensione delle esigenze. Ma queste difficoltà non sono da considerare in sé, da sole, astratte dalla persona, a prescindere dal soggetto: ogni persona è un insieme ricco di elementi, a fronte di difficoltà ci sono sempre altre risorse: abilità residue, desiderio di superare le difficoltà, impegno per fare la meglio, voglia di sperimentare e di partecipare alla vita sociale. E' su questi presupposti che si innesta la Progettazione Accessibile, non per imporre soluzioni speciali per un gruppo ristretto di persone (quelli che identifichiamo come disabili, spesso in modo limitativo, riferendosi solo alle difficoltà motorie), ma per analizzare le reali esigenze di fruibilità delle persone - del maggior numero di persone - per fare in modo che l'ambiente costruito sia il più possibile favorevole alle persone senza creare - in modo inutile e gratuito, specie nelle nuove costruzioni - ostacoli alle persone. E' questo quello che viene definito un approccio inclusivo che punta ad offrire a tutti le condizioni migliori per partecipare alle attività sociali, con un ambiente fruibile e sicuro che cerca il più possibile di evitare situazioni di discriminazione e di esclusione. Purtroppo nella mentalità corrente l'accessibilità è spesso considerata un vincolo normativo. Ed anche se la norma in sé presenta delle positività (per chi la conosce con attenzione) assistiamo spesso a realizzazioni di scarsa qualità, basate su conoscenze superficiali e soluzioni stereotipate che risultano del tutto insoddisfacenti per i reali fruitori (cittadini/utenti con disabilità o con difficoltà). Ci troviamo così ad avere soluzioni formalmente a norma, ma non realmente fruibili, questo perché il progetto a norma è considerato in modo astratto, a prescindere dalla conoscenza delle esigenze delle persone con disabilità, a prescindere dall'attenzione alle scelte di progetto. Questo produce un'accessibilità sulla carta, che 18

20 risponde solo ad alcuni requisiti normativi e solo per alcune dimensioni di fruibilità del progetto. Diventa quindi fondamentale coinvolgere direttamente le persone interessate, attraverso le diverse associazioni in piena sintonia con lo slogan niente su di noi senza di noi 2 per riuscire a raccogliere - da chi ha esperienza diretta di vita - le diverse esigenze e i requisiti necessari, questo per cogliere al meglio la dimensione prestazionale dell'accessibilità. Tuttavia l'esperienza, da sola, non porta alla soluzione. Esperienza e Competenza devono essere coniugate. La prima come espressione del sapere individuale, dell'esperienza di vita diretta nelle diverse azioni che svolgiamo all'interno degli spazi costruiti. La seconda come capacità tecnica - di esperti qualificati - in grado di fare sintesi, anche rispetto alle diverse istanze, per sistematizzare le indicazioni prestazionali in modo che possano diventare soluzioni di progetto. Solo così arriviamo a considerare l'accessibilità come una delle qualità del costruito e non più come un'indicazione speciale, ponendo il rispetto della norma come valido punto di partenza, da rispettare e oltrepassare, per definire i requisiti necessari per assicurare una reale accessibilità degli edifici e dei servizi, con soluzioni non più minimali, ma di qualità. Nelle linee guida proposte l'attenzione è rivolta in particolare ai requisti di accessibilità per a persone che hanno limitazioni di tipo sensoriali della vista e dell'udito (ipovedenti, ciechi, sordi), che si aggiungono alle attenzioni per le persone con disabilità motorie, maggiormente trattate dalla normativa e più spesso riportate nei manuali (di cui si riporto alcuni riferimenti bibliografici 3 ). Pertanto, oltre alle attenzioni ai percorsi, al superamento dei dislivelli, alle attenzioni alle pavimentazioni, alla dotazione di servizi igienici, alla fruibilità di componenti e attrezzature (porte, maniglie, arredi, ecc.) si considerano quelle dimensioni che hanno maggiori risvolti con le esigenze delle persone con disabilità sensoriale: l'informazione, la sicurezza, le segnalazioni di emergenza, l'orientamento. E, in generale, la traduzione delle informazioni/comunicazioni nella forma più percepibile da parte di chi, privo di alcune capacità sensoriale, utilizza altri canali sensoriali per relazionarsi con l'ambiente e le persone. A livello metodologico, per facilitare il compito delle diverse associazioni che hanno partecipato alla lavoro di ricerca, si è cercato di organizzare le diverse indicazioni - frutto della ricchezza dell'esperienza diretta - secondo diverse tipologie: ATTENZIONI: rappresentano le indicazioni primarie che portano ad individuare quelle condizioni/soluzioni da evitare perché decisamente negative per le diverse disabilità; possono essere relative sia alla presenza di elementi di ostacolo, ma anche - e a volte soprattutto - alla mancanza di accorgimenti che risultano indispensabili per una fruibilità autonoma da parte della persona con disabilità. REQUISITI: a questo livello, invece, vengono esplicitate tutte quelle indicazioni che emergono dalle diverse esperienze delle persone e che possono fornire (a chi progetta o organizza lo spazio) le richieste espresse in relazione alle diverse situazioni e necessità INDICAZIONI DI SOLUZIONI: là dove alcune soluzioni sono già consolidate e sperimentate vengono 2 E' questo l'enunciato di sintesi della Dichiarazione di Madrid promulgata in occasione dell'anno Internazionale della Disabilità (2003), con questa dichiarazione si sposta l'attenzione da una visione eminentemente medico/scientifica della disabilità ad una maggiormente attenta alla dimensione sociale. 3 ARENGHI, Alberto, Design for all - Progettare senza barriere architettoniche, UTET 2007 DEL ZANNA, Giovanni, Cultura e progetto dell accessibilità, Rima editrice, Milano, 199 DEL ZANNA, Giovanni, Uomo, disabilità, ambiente, Abitare Segesta, Milano, 1996 DEL ZANNA, Giovanni, et al., Progettare l accessibilità, Grafill, Palermo, 2005 FANTINI, Leris, Progettare la normalità, Maggioli, Rimini, 1999 FANTINI, Leris, (a cura di) Superare le barriere architettoniche migliorando il comfort e la sicurezza. Schede tecniche per progettare la normalità, Maggioli, Rimini, 2001 VESCOVO, Fabrizio, Progettare per tutti senza barriere architettoniche, Maggioli, Rimini,

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