LIPIDOMIC PROFILE MEMBRANA (Valutazione del profilo lipidomico di membrana eritrocitaria)

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1 ALLEGATO: Note informative a corredo del risultato analitico utili al paziente ed al suo medico al quale comunque si rimanda per una corretta interpretazione dei dati. Cod. ID: CCV: 000 Data: 01/01/2014 Paziente: Rossi Mario Referto a cura di: NatrixLab Via Cavallotti, Reggio Emilia Aut.n. 67 del Direttore Sanitario Dott. Michele Cataldo LIPIDOMIC PROFILE MEMBRANA (Valutazione del profilo lipidomico di membrana eritrocitaria) COSA SONO GLI ACIDI GRASSI STRUTTURA CHIMICA BIOCHIMICA SEGNI E SINTOMI ASSOCIATI IL TEST GUIDA INFORMATIVA SUGLI ACIDI GRASSI TESTATI RAPPORTI TRATTAMENTO LA RIPETIZIONE DEL TEST TEST CORRELATI IMPORTANTE GUIDA ALLA LETTURA DEL TEST RISULTATI

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3 COSA SONO GLI ACIDI GRASSI I lipidi sono una classe di sostanze organiche molto diffusa in natura che svolge negli organismi viventi una serie di ruoli biologici sia di tipo strutturale sia energetico e metabolico. In particolare, i lipidi: Entrano nella costituzione delle membrane biologiche; Regolano gli scambi metabolici; Rappresentano la più abbondante fonte di riserva energetica dell'organismo accumulandosi come tessuto adiposo; Costituiscono un efficace sistema di protezione nei confronti di agenti esterni, traumi e variazioni di temperatura; Svolgono una importante funzione ormonale in quanto sono i precursori degli eicosanoidi. Gli acidi grassi rappresentano il componente strutturale più importante e comune di tutte le classi di lipidi, mentre sono raramente presenti sotto forma di acidi grassi liberi: basti pensare che la frazione libera nel sangue si ritrova in concentrazioni molto basse (1,5% dei lipidi circolanti). La loro presenza nell organismo dei mammiferi deriva in parte dalla dieta, con l assunzione di sostanze grasse come olio, burro, carne, formaggi, ecc., ed in parte vengono sintetizzati dall organismo stesso. La biosintesi avviene principalmente a livello del tessuto epatico ed in misura minore in altri tessuti quali sistema nervoso, tessuto muscolare, ecc. L'interesse della ricerca nei confronti dei lipidi è andato via via crescendo negli ultimi decenni, poiché, come dimostrato da numerosi studi osservazionali, il loro importante apporto calorico e la loro capacità di ossidazione costituiscono una minaccia per la salute, in particolare quella del sistema metabolico o cardiovascolare: alle dislipidemie è infatti associata la genesi delle patologie cardiovascolari, oggi la principale causa di morte nei paesi industrializzati. Non vanno inoltre dimenticate patologie conseguenti alla perossidazione dei lipidi, quali il Parkinson e l'alzheimer. STRUTTURA CHIMICA Chimicamente gli acidi grassi sono catene idrocarburiche aciliche lineari di lunghezza variabile, contenenti generalmente un numero pari di atomi di carbonio, sebbene in natura esistano anche catene con numero dispari. Per schematizzare la funzione biologica degli acidi grassi nell organismo la classificazione migliore sembra essere quella fatta in base alla lunghezza e al grado di insaturazione. Si distinguono quindi: Acidi grassi a catena corta (SCFA) fino a 4 atomi di carbonio; Acidi grassi a catena media (MCFA) da 5 a 12 atomi di carbonio; Acidi grassi a catena lunga (LCFA) da 13 a 18 atomi di carbonio; Acidi grassi a catena molto lunga (VLCFA) superiori a 20 atomi di carbonio. Fra questi, gli acidi grassi a catena lunga e molto lunga (LCFA e VLCFA) svolgono nell organismo un ruolo energetico, metabolico e strutturale e possono essere classificati in base al grado di saturazione in: Saturi, che non presentano doppi legami lungo la catena; Monoinsaturi, che presentano un solo doppio legame lungo la catena; Polinsaturi, che presentano più di un doppio legame lungo la catena. Il nome che identifica l acido grasso può essere anche indicato grazie ad un codice alfanumerico. Ad esempio l acido oleico (costituente principale dell olio d oliva) può essere indicato dalla dicitura C18:1, in cui si identificano 18 atomi di carbonio e 1 doppio legame che permette di catalogarlo fra gli acidi grassi monoinsaturi a catena lunga.

4 BIOCHIMICA Dal punto di vista biochimico, che tiene conto delle vie metaboliche che portano alla sintesi e all impiego degli acidi grassi, questi possono essere suddivisi anche in due macrocategorie: acidi grassi essenziali e acidi grassi non essenziali. I primi sono definiti essenziali in quanto il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli a partire da precursori, e devono pertanto essere obbligatoriamente introdotti con la dieta (ω-3 e ω-6). I secondi invece possono essere introdotti con la dieta e anche sintetizzati mediante processi endogeni (fra i più conosciuti gli ω-9) Gli acidi grassi essenziali ω-3 e ω-6 si differenziano fra loro per la posizione del primo doppio legame nella porzione metilica della molecola. I capostipiti dei due gruppi sono rispettivamente l acido α-linolenico (C18:3ω3) e l acido linoleico (C18:2ω6), entrambi di origine vegetale. I microsomi epatici e cerebrali hanno la capacità di allungare e desaturare la catena degli acidi grassi capostipite formando, attraverso una serie alternata di desaturazioni e allungamenti, gli acidi grassi polinsaturi, da cui si formano gli eicosanoidi e i mattoni costituenti le membrane cellulari e mitocondriali. Gli eicosanoidi, di cui fanno parte prostaglandine, leucotrieni e trombossani, sono importanti mediatori di reazioni cellulari e infatti sono implicati nella regolazione del processo infiammatorio. Figura 1: Metabolismo e sintesi acidi grassi

5 L'importanza di verificare e bilanciare la combinazione degli acidi grassi deriva dal fatto che un equilibrio tra i vari componenti: Favorisce una maggiore fluidità e permeabilità della membrana plasmatica; Favorisce gli scambi metabolici all'interno dell'organismo; Modera le risposte infiammatorie; Riduce lo stress ossidativo; Riduce l insorgenza di patologie cardiovascolari; Ha effetti sulla genesi dei tumori in fase preventiva, andando a ridurre le condizioni predisponenti alla comparsa della patologia; Ha effetti sull evoluzione dei tumori, andando a ridurre i substrati che sono nutrimento per le metastasi. SEGNI E SINTOMI ASSOCIATI Alterazioni nell equilibrio del profilo lipidico possono dare manifestazioni - patologiche e non - di varia natura che si manifestano con la comparsa di particolari sintomi. Segni e sintomi Associazione con gli acidi grassi Deficit di crescita, displasia renale, deficit riproduttivo, pelle squamosa. Carenza di acidi grassi essenziali. Eczema-eruzioni cutanee, perdita di capelli, degrado del fegato, degenerazione renale, aumento della sete, frequenti infezioni, scarsa guarigione delle ferite, sterilità, aborto spontaneo, artralgia, malattie cardiovascolari, ritardo della crescita. Ritardo della crescita, debolezza, compromissione della vista, difficoltà di apprendimento, scarsa coordinazione, formicolio alle braccia o alle gambe, disturbi mentali, basso tasso metabolico, ipertensione, disfunzione immunitaria. Depressione, ansia, disturbi dell'apprendimento, rischio di malattie cardiovascolari. Percentuale di incidenza di fenomeni cancerosi. Deficienza di vitamina B12 e/o di Carnitina. Insufficienza di acido Linoleico. Insufficienza di acidi Alfa o Gamma linolenico. Carenza di acidi grassi a lunga catena PUFA che svolgono funzioni connesse con la neuro-membrana, squilibrio degli eicosanoidi: Prostaglandine, Trombossani, Prostacicline. Basso rapporto tra acido Stearico/Oleico con perdita di controllo dei prostanoidi. Aumento di acidi grassi con catene con numero dispari di atomi di carbonio. Degenerazione della guaina Mielinica. Aumento di acidi grassi a catena molto lunga. Fegato grasso, steatosi epatica. Invecchiamento precoce. Obesità. Accumulo nelle cellule epatiche di grassi Saturi appartenenti alla famiglia degli Omega -9. Elevato apporto di acido polinsaturo con un aumento di antiossidanti. Vari squilibri derivanti dall'utilizzo di grassi lavorati (alti livelli di acido elaidico con basso GLA).

6 IL TEST Il test Lipidomic utilizza la metodica standardizzata di separazione gas cromatografica dei componenti lipidici della membrana eritrocitaria, che si avvale di strumenti innovativi e all avanguardia in grado di offrire un alto livello di sensibilità e specificità per gli acidi grassi presi in analisi. L importanza di valutare l assetto lipidico della membrana eritrocitaria è dettata dal fatto che gli acidi grassi sono i costituenti fondamentali di tutte le membrane cellulari, e rilevare la loro composizione permette di capire lo stato di salute generale delle cellule e quindi dell intero organismo. Inoltre il test permette di valutare il metabolismo lipidico cellulare in un lasso di tempo fra i 90 e i 120 giorni, avendo gli eritrociti questa emivita. GUIDA INFORMATIVA SUGLI ACIDI GRASSI TESTATI Gli acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 (n3) 1. Acido alfa-linolenico (C 18:3n3 o ALA). È considerato il capostipite degli acidi grassi della classe n-3. Studi recenti indicano che una dieta ricca di ALA determina una riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari. Si trova nei semi di lino, di canapa, di colza, nella soia, nelle noci, e nelle verdure a foglia verde scuro. 2. Acido eicosapentaenoico (C 20:5n3 o EPA). Possiede un importantissima azione antinfiammatoria e compete con l acido arachidonico in modo da prevenirne la conversione in metaboliti infiammatori, andando ad inibire l azione dell enzima 5 desaturasi. La sua carenza è una delle più riscontrate nella società occidentale. Livelli bassi di questo acido grasso sono chiaramente riscontrabili sia nel plasma sia nella membrana eritrocitaria, e sono causa di effetti sia diretti sia indiretti sul processo di invecchiamento e sulla risposta infiammatoria in generale. Poiché l EPA può essere prodotto a partire dall acido alfa linolenico, gli apporti dietetici di questo acido grasso sono generalmente scarsi. Tuttavia si possono verificare carenze anche se i livelli di acido linolenico risultano normali, infatti la conversione richiede l'azione dell enzima desaturasi Δ6, che però può essere bassa a causa di una dieta con inadeguati apporti di Zinco, Magnesio o vitamine B3, B6 e C. Inoltre anche alti livelli di acidi grassi saturi, acidi grassi trans e colesterolo possono rallentare la conversione di ALA in EPA. 3. Acido docosapentaenoico (C 22:5n3 o DPA) Anche questo acido grasso, molto simile all EPA sia come struttura sia come funzioni, si trova abbondantemente nell olio di pesce. I livelli riscontrati nel sangue sono correlabili con il miglioramento della resistenza insulinica nei pazienti con diabete di tipo Acido docosaesaenoico (C 22:6n3 o DHA). Ha una funzione prevalentemente strutturale, il ruolo primario è quello di rendere fluida la membrana cellulare. Svolge un ruolo importante per lo sviluppo e la maturazione cerebrale, del tessuto retinico, ed anche dell apparato riproduttivo. Infatti esso è presente nei glicosfingolipidi, che si trovano in particolare nelle cellule cerebrali. Poiché questo acido grasso è così importante nello sviluppo iniziale, esso è ampiamente contenuto nel latte materno, ed i livelli sono direttamente correlati con l assunzione materna di questi acidi grassi, contenuti principalmente negli oli di pesce. Gli acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 (n6) 1. Acido linoleico (C 18:2n6 o LA) È il più abbondante acido grasso polinsaturo contenuto nei tessuti umani, ed è il precursore degli acidi grassi della classe n-6. È un acido grasso essenziale, e quindi il suo livello nell organismo è determinato dalla dieta. Bassi livelli di questo acido grasso possono alterare la funzionalità strutturale delle membrane biologiche e causare una riduzione nella produzione di eicosanoidi in grado di regolare il processo infiammatorio. Da esso infatti deriva l AA, da cui derivano molecole con funzione proaggregante e proinfammatoria. Questo acido grasso è presente in alte concentrazioni negli oli di semi.

7 2. Acido gamma-linolenico (C 18:3n6 o GLA) È il precursore dell acido diomo-gamma-linolenico, un acido grasso con azione antinfiammatoria. Viene prodotto nei tessuti umani ad opera dell azione dell enzima 6 desaturasi a partire dall acido linoleico. GLA è in grado di correggere la maggior parte degli effetti biologici dovuti a carenza di zinco. 3. Acido Diomo-gamma-linolenico (C 20:3n6 o DGLA) Viene prodotto a partire dall acido gamma-linolenico per aggiunta di due atomi di carbonio ad opera di una elongasi, e per questo una sua carenza indica uno scarso apporto dietetico di LA. DGLA è il precursore di prostaglandine, fra cui PGE1, che ha un importante azione vasodilatante, antiaggregante e antinfiammatoria ed infatti un insufficienza di questo acido grasso riduce numerose funzioni cellulari e risposte tissutali. 4. Acido arachidonico (C 20:4n6 o AA) Viene prodotto a partire dall acido diomo-gamma-linolenico grazie all aggiunta di un doppio legame lungo la catena carboniosa in un processo di desaturazione ad opera dell enzima 5 desaturasi. AA è il principale precursore di molecole aggreganti e pro-infiammatorie come le prostaglandine PGE2 e TrombossaniA2 e Leucotrieni. La funzionalità dell enzima 5 desaturasi viene attivata da alti livelli di insulina e inibita dal glucagone e da livelli alti di acido eicosapentenoico (EPA). Inoltre la sua sintesi è inibita da farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Opportunamente bilanciato con l acido DHA della serie n-3, è importante per lo sviluppo embrionale e l accrescimento del bambino. 5. Acido Docosatetraenoico (C 22:4n6 o DTA) È un acido grasso polinsaturo a catena molto lunga prodotto a partire dall acido arachidonico per aggiunta di due atomi di carbonio ad opera dell enzima elongasi. Elevati livelli di DTA sono presenti solo quando l apporto di LA e DGLA con la dieta è sufficientemente alto. Alti livelli di questo acido grasso possono essere riscontrati in pazienti obesi che hanno un dieta ricca in grassi e zuccheri semplici. Gli acidi grassi Monoinsaturi della serie omega-9 (n9) 1. Acido Oleico (C 18:1n9) È il principale grasso contenuto nell'olio extravergine d'oliva. Costituisce il 15% degli acidi grassi presenti nelle membrane degli eritrociti e, grazie alla presenza del doppio legame in posizione centrale della catena carboniosa, favorisce la fisiologica fluidità di membrana. Bassi livelli di questo acido grasso hanno quindi impatto sulla funzionalità delle membrane. L'olio d oliva inoltre è in grado di abbassare i livelli del colesterolo totale e favorire l aumento dei livelli di HDL (colesterolo buono). 2. Acido Nervonico (C 24:1n9) È un acido grasso monoinsaturo a catena molto lunga presente in alte concentrazione nelle membrane nervose e in particolare nella guaina mielinica. L assunzione di alti livelli di carboidrati con la dieta è in grado di inibire la sintesi di acidi grassi abbassandone quindi la concentrazione. Gli acidi grassi Monoinsaturi della serie omega-7 (n7) 1. Acido Palmitoleico (C 16:1n7) È ottenuto dalla desaturazione dell acido Palmitico. La formazione di acido palmitoleico aumenta soltanto quanto diminuisce l intake di acidi grassi essenziali, quindi alti livelli di acido palmitoleico sono indicatori di una loro carenza. Gli acidi grassi Saturi (SFA) Come è noto, gli SFA sono considerati grassi nocivi per l organismo. Apportano calorie, favoriscono l irrigidimento della membrana cellulare, riducendo la sua permeabilità. Consumati in eccesso, possono indurre un aumento del tasso di colesterolo, un aumento del rischio di contrarre patologie cardiovascolari, obesità, insorgenza di diabete e sindrome metabolica. Le fonti principali di SFA sono la carne (in misura minore le carni bianche come il pollo e il tacchino), il burro e i latticini con prevalenza nei formaggi stagionati, i grassi

8 idrogenati come la margarina, l olio di cocco e di palma (utilizzati ampiamente nei prodotti industriali come ad esempio i biscotti) e l olio di semi di arachide. 1. Acido Palmitico (C 16:0) È il principale acido grasso saturo utilizzato dal fegato per la sintesi endogena di colesterolo, è presente in particolar modo nell olio di palma. Per questo motivo alti livelli di questo acido grasso possono portare ad un incremento del colesterolo plasmatico con conseguente aumento del rischio aterosclerotico, malattie cardiovascolari e infarto. 2. Acido Stearico (C 18:0) Alti livelli di grassi saturi assunti con la dieta contribuiscono ad un aumento dei livelli di questo acido grasso nell organismo. Alti livelli nel plasma sono correlati con alti livelli di trigliceridi anch essi connessi con l insorgenza di patologie cardiovascolari. 3. Acido Arachidico (C 20:0) Si forma a partire dall acido stearico per aggiunta di due atomi di carbonio ad opera dell elongasi. Può essere utilizzato come fonte energetica per la costruzione delle membrane. Il sua accumulo può interferire con il metabolismo degli acidi grassi essenziali, in quanto va ad inibire la funzione dell enzima 6 desaturasi. 4. Acido Beenico (C 22:0) Un accumulo di acidi grassi a catena molto lunga è associato a processi degenerativi del sistema nervoso. Tale accumulo può essere dovuto sia ad un eccessivo introito con la dieta sia a disordini genetici che non producono sufficienti enzimi in grado di attivare un corretto turnover degli acidi grassi nelle membrane cellulari ed eritrocitarie. 5. Acido Lignocerico (C 24:0) Fa parte della categoria degli acidi grassi saturi a catena molto lunga, e come l acido Beenico è associato a processi degenerativi del sistema nervoso. Uno scorretto stile di vita, una scarsa attività fisica o una eccessiva introduzione di grassi con la dieta sono fattori che inducono l attivazione di pattern metabolici in grado di determinare un aumento dei livelli di acidi grassi a catena molto lunga nelle membrane eritrocitarie. 6. Acido Margarico (C 17:0) Il nome scientifico, che richiama la lunghezza della catena, è acido eptadecanoico, ed è quindi un acido grasso con un numero dispari di atomi di carbonio. L acido Margarico, come tutti gli acidi della sua serie, si forma a partire dall Acido Propionico (C 3:0), il quale in condizioni di normale presenza di vitamina B12 viene trasformato in Succinato (C 4:0), dando poi vita alla serie di acidi grassi a numero pari di atomi di carbonio. In carenza di Vitamina B12 questa conversione non avviene, per cui si ha un accumulo di acido propionico che porta alla formazione della serie di acidi grassi a numero dispari di carboni. RAPPORTI Rapporto LA/DGLA Tra gli acidi grassi della serie omega-6, andare a determinare il rapporto tra l acido linoleico (LA) e l acido diomogamma-linolenico (DGLA) è ritenuto di grande importanza per valutare la funzionalità degli enzimi coinvolti nel metabolismo degli acidi grassi della serie omega-6. In particolare, questo rapporto valuta la funzionalità dell enzima 6 desaturasi. Dall età di 30 anni in poi, l attività di questo enzima si riduce sempre più, a tal punto che la capacità di produrre eicosanoidi buoni all età di 65 anni è solo un terzo rispetto a quella di 25 anni. Ciò può in parte spiegare come varie malattie cronico-degenerative legate ad uno squilibrio degli eicosanoidi aumentino con l avanzare dell età. La riduzione dell efficienza dell enzima si può verificare anche in altre condizioni: Carenze di zinco o magnesio, cofattori essenziali di queste reazioni; Alti livelli di insulina in seguito a diete ricche in carboidrati;

9 Diete con alti livelli di grassi saturi, idrogenati e/o acidi grassi trans; Consumo eccessivo di acido alfa-linolenico; Malattie virali; Stress (il cortisolo fa aumentare i livelli di insulina). Pertanto in condizioni di deficit di attività dell enzima 6 desaturasi, è necessario supplementare l alimentazione con acidi grassi della serie omega- 3 e omega-6 che nella via metabolica si trovino a valle dell enzima, come Acido gamma-linolenico (GLA), Acido Eicosapentaenoico (EPA) e Acido Arachidonico (AA). Rapporto AA/EPA Tra gli acidi grassi essenziali (che devono essere assunti con gli alimenti), l acido arachidonico (AA) e l acido eicosapentaenoico (EPA) sono ritenuti molto importanti per il benessere e la salute dell intero organismo. La quantità e la qualità di acidi grassi essenziali introdotti attraverso l alimentazione influenza la quantità di omega-3 e omega-6 presente nel nostro organismo, e di conseguenza la produzione di eicosanoidi (prostaglandine, leucotrieni e trombossani). Il mantenimento del giusto equilibrio tra omega-6 e omega-3 è di rilevante importanza nella prevenzione di alcune patologie (es. malattie cardiovascolari) e in particolari stati fisiologici quali la gravidanza e l invecchiamento. Come rappresentanti delle due famiglie, vengono presi in esame i livelli di acido arachidonico (AA) e di acido eicosapentaenoico (EPA). Quindi il rapporto AA/EPA indica se l apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3 da parte del paziente è bilanciato. Conoscere il rapporto AA/EPA relativo alla membrana della cellula permette di verificare l effettiva incorporazione, nelle membrane, degli acidi grassi introdotti attraverso la dieta e l integrazione. I valori ideali del rapporto tra questi due acidi grassi (AA/EPA), riferito alla membrana dei globuli rossi, variano in funzione dell assunzione o meno di integratori di acidi grassi essenziali. In particolare, in soggetti clinicamente sani che assumono omega-3, il rapporto AA/EPA ideale varia fra e In soggetti sani che non effettuano integrazioni può variare fra 1,63 e 136. Un rapporto AA/EPA ideale comporta: Una maggior efficienza del sistema immunitario; Un'inibizione dei fenomeni infiammatori (che sono alla base di molte patologie); Una riduzione del livello di trigliceridi circolanti; Una regressione del processo aterosclerotico. Si ritiene che l ottimizzazione del rapporto AA/EPA sia in grado di portare ad un miglioramento dello stato di benessere psicofisico generale. Secondo le più recenti ricerche scientifiche, quando il rapporto AA/EPA è superiore ai valori ideali, è necessario modificare la propria alimentazione allo scopo di aumentare il livello di omega-3, o più semplicemente integrare la propria alimentazione con composti ad alto dosaggio di omega-3 (es. olio di pesce). È importante però non eccedere nel consumo di omega-3, infatti è stato osservato che un loro eccessivo consumo potrebbe, in alcuni casi, ridurre le funzioni del sistema immunitario, esponendo l organismo alle infezioni. Indice omega-3 Questo indice serve a valutare nel complesso i livelli di omega-3 nell organismo, in modo da stabilire l effettiva necessità di un integrazione o di un adeguata alimentazione. Il livello di assunzione giornaliera di acidi grassi omega-3, raccomandato dalla società italiana di Nutrizione umana, in un soggetto adulto sano, si aggira attorno agli grammi. L importanza di valutare sia l indice di omega-3 sia il rapporto AA/EPA risiede nel fatto che il rapporto può essere alterato sia per una carenza di omega-3 sia per un eccesso di omega-6. Rapporto Stearico/Oleico Valori alterati si possono riscontrare nel caso di un alimentazione ricca in grassi vegetali a discapito di quelli di origine animale. Inoltre il rapporto negli eritrociti è un importante marker in grado di valutare l evoluzione e la crescita di tessuti maligni, in particolare associati con il cancro alla prostata. Nei tumori il metabolismo degli acidi grassi può portare a bassi livelli di acido stearico e alti livelli di acido oleico, abbassando il valore del rapporto. Questo cambiamento induce un aumento della fluidità di membrana delle cellule tumorali, che portano ad un rapido movimento di nutrienti che favorisce un aumento del metabolismo cellulare. Questo rapporto è usato anche per monitorare gli effetti delle terapie contro il cancro.

10 TRATTAMENTO L unico trattamento efficace ad oggi conosciuto per riequilibrare il profilo degli acidi grassi consiste nel seguire una corretta alimentazione che tenga conto delle eventuali carenze e ove necessario integrare con fitoterapici. Lista Acidi grassi Potenziale rimedio in seguito ad alterazioni Associazione Metabolica Omega -3 Polinsaturi Alfa Linolenico [basso] Aggiungere alla dieta olio di lino e/di olio di pesce Acido grasso essenziale Eicosapentaenoico [basso] Aggiungere alla dieta olio di pesce Substrato per gli eicosanoidi Docosapentaenoico [basso] Svolge un ruolo fondamentale a livello delle membrane del tessuto nervoso Docosaesaenoico [basso] Svolge un ruolo fondamentale a livello delle membrane del tessuto nervoso Omega-6 Polinsaturi Linoleico [basso] Gamma linolenico [basso] Aggiungere alla dieta olio di mais o estratto naturale di ribes nero Aggiungere alla dieta estratto naturale di primula Acido grasso essenziale Precursore degli eicosanoidi Diomo-gamma-linolenico [basso] Aggiungi alla dieta olio di pesce Precursore di prostaglandine antinfiammatorie Arachidonico [alto] Ridurre l utilizzo di carne rossa Substrato per gli eicosanoidi Docosatetraenoico [alto] Tenere sotto controllo il peso Aumenta nel tessuto adiposo Omega-9 Monoinsaturi Oleico [basso] Nervonico [basso] Omega-7 Monoinsaturi Palmitoleico [alto] Saturi Rapporti Aggiungi alla dieta olio extravergine di oliva a crudo Aggiungi alla dieta olio di pesce o di canola Aumentare l intake di acidi grassi essenziali È implicato nella fluidità della membrana cellulare Importante nello sviluppo neurologico Indicatore di una carenza di acidi grassi essenziali Palmitico [alto] Ridurre grassi saturi e niacina Colesterogenico Stearico [alto] Ridurre grassi saturi e niacina Favorisce l aumento dei trigliceridi Arachidico [alto] Beenico [alto] Lignocerico [alto] Margarico [alto] LA/DGLA [alto] AA/EPA [basso] (Omega-6/Omega-3) Valutare la funzionalità della 6 desaturasi Aumetare l introito di oli vegetali (es. colza) Integra la dieta con vitamina B12 e/o Carnitina Aggiungere alla dieta estratto di ribes nero Aggiungere alla dieta olio di pesce Svolge un ruolo fondamentale a livello delle membrane del tessuto nervoso Indicatore dei livelli sierici di B12 Attività delta 6 Desaturasi Squilibrio degli eicosanoidi Indice Omega-3 [basso] Aggiungere alla dieta olio di pesce Aumento delle prostaglandine proinfiammatorie Stearico/Oleico Marker utile al controllo dell evoluzione di patologie tumorali

11 L integrazione deve essere fatta tenendo conto dei risultati analitici del Lipidomic Profile, ma è necessario valutare caso per caso, tenendo conto della storia clinica del paziente, di patologie e di stati fisiologici particolari, come gravidanza, allattamento, età avanzata. Per questi motivi è sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista in nutrizione per valutare l integrazione più giusta sia in termini qualitativi che quantitativi. Natrixlab da più di un decennio studia queste problematiche legate alla lipidomica e ha messo a punto protocolli alimentari ormai collaudati. Il servizio di Telenutrizione messo a disposizione da Natrixlab consente al paziente di essere educato ad una sana e corretta alimentazione e di prendere coscienza che Il cibo può e deve essere visto come alleato e non più come nemico. Attraverso il servizio di Telenutrizione il paziente sarà seguito passo passo nei vari step del percorso, da un equipe di medici e nutrizionisti che lo accompagnano verso la guarigione. Si può richiedere il servizio presso il centro dove è stato eseguito il test oppure chiamando lo per informazioni. LA RIPETIZIONE DEL TEST Si consiglia di ripetere il test dopo 6-8 mesi. In caso di monitoraggio terapeutico, si consiglia di ripetere il test secondo il suggerimento del medico curante attraverso la stessa metodica e sul medesimo tipo di campione biologico utilizzato per la prima analisi (membrana). In caso di difficoltà nell interpretazione del referto o di patologie in corso, è consigliabile il parere di uno specialista in grado di fornire un supporto terapeutico mirato. TEST CORRELATI Per approfondire la causa della presenza di eventuali squilibri si consigliano i seguenti test: 1. C.W.T. (Cardio Wellness Test) Test che permette la valutazione del benessere dell apparato cardiocircolatorio, che come è noto e pubblicato in recenti studi è sempre più associato al giusto equilibrio fra gli acidi grassi. 2. DIMAGRIMENTO Test che permette di valutare il profilo di ormoni coinvolti nel processo di dimagrimento e che influenzano o vengono influenzati da squilibri del profilo degli acidi grassi. 3. SPORT Test che permette di valutare il profilo di ormoni coinvolti nei processi anabolici e catabolici (influenzati anch essi da squilibri degli acidi grassi) che sono alla base del miglioramento delle prestazioni sportive professionistiche e non. 4. C.A.F. (Cellular Antiaging Factor) Test per la valutazione dello stato infiammatorio e ossidativo globale, che è in stretta relazione con la percentuale di acidi grassi proinfiammatori ed antinfiammatori. IMPORTANTE I risultati del test devono essere sempre e comunque inquadrati dal medico nella situazione clinica del singolo paziente. Questo test non può essere riprodotto in modo parziale. I risultati di laboratorio, i grafici e le spiegazioni contenute nel presente fascicolo non devono essere considerati come una diagnosi medica. Essi rappresentano esclusivamente uno strumento a disposizione del medico curante, che li potrà utilizzare integrandoli con gli elementi riscontrati durante la visita o attraverso altri esami diagnostici, nel formulare una corretta terapia e diagnosi dello stato del soggetto. GUIDA ALLA LETTURA DEL TEST SEMAFORO VERDE valore all interno del range di riferimento SEMAFORO ROSSO valore fuori range di riferimenti

12 ESITO TEST: Cod. ID: CCV: 000 Data: 01/01/2014 Paziente: Rossi Mario Referto a cura di: NatrixLab Via Cavallotti, Reggio Emilia Aut.n. 67 del Direttore Sanitario Dott. Michele Cataldo LIPIDOMIC MEMBRANA (Valutazione del profilo lipidomico di membrana eritrocitaria) Dott.ssa Ausilia Rausa

13 Powered by TCPDF ( Rossi Mario Cod. ID: /01/2014 NatrixLab Via Cavallotti, Reggio Emilia Tel. (+39) Risultati Analita Acronimo Valore Normal Range % Acido Alfa Linolenico C18:3n3 (ALA) Omega -3 Polinsaturi Acido Eicosapentaenoico C20:5n3 (EPA) Acido Docosaesaenoico C22:6n3 (DHA Acido Docosapentaenoico C22:5n3 (DPA) Acido Linoleico C18:2n6 (LA) Acido Gamma Linolenico C18:3n6 (GLA) Omega -6 Polinsaturi Acido Diomo Gamma Linolenico C20:3n6 (DGLA) Acido Arachidonico C20:4n6 (AA) Acido Docosatetraenoico C22:4n6 (DTA) Omega-9 Monoinsaturi Acido Oleico C18:1n Acido Nervonico C24:1n Omega-7 Monoinsaturi Acido Palmitoleico C16:1n Acido Palmitico C16: Acido Stearico C18: Saturi Acido Arachidico C20: Acido Beenico C22: Acido Lignocerico C24: Acido Margarico C17: Funzionalità della 6 desaturasi LA/DGLA Rapporti Omega-6/Omega-3 AA/EPA Indice Omega 3 EPA+DHA Stearico/Oleico C18:0/C18:1n > 1.18

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