LA STAMPA QUOTIDIANO FONDATO NEL CIRO FUSCO/ANSA Il corteo a Napoli La Mattina e Piedimonte PAG. 8-9

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1 ABACBDE C CA * Domani in edicola con La Stampa * LA STAMPA QUOTIDIANO FONDATO NEL 87 ANNO 8 N. 2,0 IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. /0 (CONV. IN L. 27/02/0) ART. COMMA, DCB - TO La madre: il carabiniere marcisca in galera Napoli, tensione al corteo per il ragazzo ucciso Lo Stato non ci difende La rabbia in piazza: giustizia CIRO FUSCO/ANSA Il corteo a Napoli La Mattina e Piedimonte PAG. 8-9 INTERVISTA AD ALFANO Napolièunatrincea:lagente qui va avvicinata allo Stato Rispetto il dolore dei familiari, ricordo che i militari cercavano un latitante anche seilloroturnoerafinitodaore Guido Ruotolo APAGINA9 UN SUSSULTO PERILRIONE MARTORIATO MARCO ROSSI-DORIA APAGINA2 Il ministro dell Economia anticipa i temi del prossimo Ecofin a Milano. A Cernobbio la platea gela Casaleggio Riforme,piùpotereallaUe Padoan: patto vincolante per la crescita. Renzi sui tagli: nella Pa grasso che cola LE IDEE Sevaincrisi il«modello francese» CESARE MARTINETTI UN RISCHIOSO SENSO DI IMPOTENZA FRANCESCO GUERRERA Aprima vista, la differenza non si vede. Come sempre, il lago di Como risplende nel sole autunnale, Villa d Este pullula di potenti italiani e stranieri e i dibattiti vertono su argomenti profondi, seri e ambiziosi («Agenda per cambiare l Europa»; «Oggi il mondo di domani»; «Un alternativa per l Italia» e così via). Ma a ben guardare c è qualcosa di strano al forum economico Ambrosetti versione 20. L élite di politici, economisti e scienziati vede riflessa nelle acque cristalline del lago l immagine della propria impotenza. Dai conflitti dell Est-Europa alle barbare decapitazioni nel Medio Oriente, dall anemia economica che affligge l Europa alla riluttanza a investire da parte d imprenditori e aziende, i più importanti esponenti della politica e della finanza mondiale poco possono. CONTINUAAPAGINA2 Lasfidadei000giorni Il piano del premier a confronto congliultimitreannidigoverno Ugo Magri APAGINA7 PIER CARLO PADOAN MINISTRO DELL ECONOMIA L INTERVENTO Si dice a volte che le notizie negative possano costituire delle opportunità, perché suonano la sveglia e invitano a innescare azioni correttive. CONTINUAAPAGINA «Dobbiamo affidare all Unione europea la regia delle riforme». Il ministro dell Economia anticipa i temi del prossimo Ecofin: per la crescita bisogna adottare un patto che vincoli tutti. Renzi torna sui tagli: sono obbligatori, nella Pubblica amministrazione c è grasso che cola. Baroni, Paolucci e Spini ALLEPAG. 2E LE INTERVISTE Dijsselbloem: subito le scelte più dolorose Tsipras: danni dal rigore Francesco Manacorda APAGINA SI CHIUDE IL FESTIVAL DEL CINEMA: LEONE D ORO A UN FILM SVEDESE, MIGLIOR ATTRICE LA ROHRWACHER LaveganaAlbael ItaliachevinceaVenezia CLAUDIO ONORATI/ANSA Alba Rohrwacher premiata per il film «Hungry hearts» diretto dal compagno Saverio Costanzo: l attrice interpreta il ruolo di una mamma che riduce in fin di vita il figlio nutrendolo poco per salvarlo dall inquinamento del mondo esterno Caprara, Levantesi Kezich, Tamburrino PAG un tempo, nemmeno tanto C era lontano, in cui la sinistra italiana guardava al leader del Ps francese come a un oracolo. Parigi, la gauche, la retorica dei diritti, gli intellettuali «engagé». CONTINUAAPAGINA2 LA STORIA Il Papa: basta col business pergamene ANDREA TORNIELLI Stop alle pergamene con le benedizioni papali che facevano affluire un fiume di denaro a decine di negozi intorno al Vaticano: venivano pagate da dieci a cinquanta euro, e in qualche caso pure di più. CONTINUAAPAGINA MALTEMPO Gargano, alluvione devasta le spiagge Camper trascinati in mare Un morto e un disperso Carmine Festa APAGINA0 A difesa dei copioni«scorretti» Clemenza per il comico L ironia non offende In un saggio strategie di sopravvivenza Io, mamma tuttofare ora sono anche tifosa GIACOMO PORETTI Negli ultimi giorni d agosto mi avviavo verso la spiaggia, quando una coppia dall inconfondibile accentopiemontesemisalutòcalorosamente, si profuse in complimenti esagerati e poi al momento dei saluti, algidamente, si congedò così (parlò solo la signora, il marito mise su uno sguardo da disprezzo). CONTINUAAPAGINA20 ELISABETTA GUALMINI La società dove si allena mio figlio è l unica possibile. Perché è la più vicina a casa. O così o niente calcio. Molti miei amici sostengono che invece sia fondamentale scegliere la società «giusta». Vanno evitati allenatori esagerati, genitori invasati e bambini iper-competitivi. Nella mia città c è una società che secondo alcuni miei amici è semplicemente perfetta. CONTINUAAPAGINA7 Elena Loewenthal APAGINA7

2 2. Primo Piano.LA STAMPA LACRISI LE CONTROMISURE Renzi:obbligatori itagli,nelpubblico c ègrassochecola AlleRubinetterieBresciane:nonmollodiuncentimetro U FRANCESCO SPINI INVIATO A GUSSAGO (BS) Foto ricordo: una delle citazioni appese in fabbrica ANSA Al posto del lago, un grande parcheggio. Invece dell hotel extra lusso, un capannone grande così. La Cernobbio di Matteo Renzi si chiama Rubinetterie Bresciane e sta a Gussago, periferia ovest della «Leonessa d Italia». Anche qui ci sono gli imprenditori, a cominciare dal numero uno degli industriali, Giorgio Squinzi, venuto al «battesimo» del nuovo stabilimento supermoderno del suo vice a Viale dell Astronomia, il brescianissimo (è nato a Lumezzane nel ) Aldo Bonomi: ha messo sul piatto 0 milioni ed ecco un impianto da 20 mila metri quadrati per la produzione di valvole a sfera e raccorderie in ottone. C è un ministro, Giuliano Poletti, ancora in sesto prima che, guardacaso, il mal di schiena gli impedisca di proseguire il viaggio per Cernobbio. Vuoi mettere Gussago? Qui ci sono i quasi 00 addetti con le famiglie (si entra solo con l invito) che riempiono come un uovo il capannone e accolgono il premier come una rockstar tra strette di mano e autoscatti a non finire. Renzi, prima di farsi un giro tra le presse e pigliarsi la benedizione di Don Virgilio, ringrazia: «Mi hanno detto: ma come? Vai alle rubinetterie e non vai ai grandi convegni (leggasi Cernobbio, ndr)? Ma se l Italia è quella che è, è perché ci sono un sacco di donne e uomini che nelle piccole e medie imprese - che poi diventano grandi - si sono spaccati la schiena e hanno creato settori in cui siamo numeri uno. Noi dobbiamo difendere la loro storia e il loro futuro!». Bonomi mica se l aspettava tanto onore, lui nemmeno l aveva invitato, Renzi: «Sono stati amici comuni a dirgli che noi stiamo investendo e che crediamo nel futuro...», spiega. Al premier racconta il «sogno che non si è mai interrotto» da che nel 90 Tobia e i suoi fratelli misero in piedi l azienda. Ma ora chiede che lo Stato «ci metta nelle condizioni di competere». Il messaggio: tagliate le tasse (gli ricorda la pressione al,8%), la burocrazia. «Per iniziare a ridurre la pressione fiscale bisogna avere il coraggio di dire che anche nella macchina pubblica i tagli van fatti, che c è troppo grasso che cola», dice Renzi che quando arriva stringe le mani ai poliziotti, «ché non è un periodo buono per loro». Fa notare che, in questi anni, tutti hanno fatto sacrifici: dagli operai («costretti a stringere la cinghia) agli imprenditori («lo so, la tassazione Un momento del discorso del premier in fabbrica Squinzi, numero uno di Confindustria ANSA Con Bonomi, Squinzi e il ministro Poletti è allucinante») nonostante gli 80 euro e il taglio dell Irap del 0%. Tutti tranne la «macchina pubblica nel suo insieme, che ha ancora troppi centri di costo». Rivendica la differenza tra il dire e il fare, nel giorno in cui Barroso lo accusa di troppi annunci e poche riforme. Molti si lamentano che ci son troppi politici? E «noi abbiamo iniziato a ridurne il numero intervenendo sul Senato». «Bravo!», gli urlano. Applausi anche quando ricorda il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Sul punto cita Adriano Olivetti che giudicava etico lo stipendio del manager non oltre le 0 volte di quello dell ultimo operaio. Tra le citazioni c è posto per Plauto («Se fai una cosa falla bene») e per «Ginettaccio» Bartali. Uno che «si lamentava sempre» ma quando c era da prendere la bicicletta, non solo per vincere il Tour de France, «ma per salvare gli ebrei era pronto a rischiare la pelle pur di difendere un valore». Il messaggio? Basta lamentele. «Smettiamo di credere alla cultura della rassegnazione: gli stessi esperti secondo cui siamo finiti sono quelli che negli ultimi vent anni non ne hanno azzeccata una». Lui invece rilancia sulle riforme. «Le facciamo, le stiamo facendo rispettando i tempi e continueremo a farle, costi quel che costi». E ancora: «Non molliamo di un centimetro». Squinzi che per il caso FRANCESCO MANACORDA INVIATO A CERNOBBIO (CO) Era attesissimo a Cernobbio come l Anti- Renzi, il politico che pur stando contro i poteri forti non rifiuta di mostrare il suo volto dialogante. Ma l intervento di Gianroberto Casaleggio al Forum Ambrosetti si trasforma ieri sera in una scena un po incresciosa, con il guru del movimento Cinque Stelle - qui però solo in veste di imprenditore della new economy - palesemente in difficoltà di fronte a un pubblico non generosissimo che rumoreggia. Casaleggio entra nei saloni di Villa d Este da un ingresso secondario, schivando giornalisti e fotografi; abito chiaro e un LaplateadiCernobbio gelal ospitecasaleggio Ilgurusforaitempi:proteste.ETrichetloblocca cappello che terrà sempre sulla testa. In sala lo attende un panel sull istruzione, l ultimo della giornata, al quale partecipa anche il ministro Stefania Giannini. In aprile, secondo notizie di stampa, è stato operato per un edema al cervello e da allora nelle sue apparizioni pubbliche è apparso provato. Quando arriva il suo turno offre al pubblico una corposa spiegazione sulle prospettive di internet e dell economia digitale, condita da slides con le immagini del gioco del Monopoli. Chi lo ha già visto qui lo scorso anno lo trova decisamente meno brillante, come è del resto comprensibile per chi ha avuto problemi di salute. Peccato però che le regole dei dibattiti al Forum siano ferree: un tot di minuti per oratore e poi un allarmante lampeggiatore rosso si accende a placare qualsiasi residua velleità di parola. Casaleggio, che non ha finito nel quarto d ora regolamentare, incorre nelle ire dell ex presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, inflessibile nella conduzione degli oratori così come lo è stato - non sempre con esiti felici - nella politica monetaria di austerità degli ultimi anni. Il banchiere lo interrompe in inglese, richiamandolo ai tempi, ma Casaleggio non pare darsene per inteso. Impossibile però per lui continuare a parlare, anche perché al primo accenno di voler dare ulteriori spiegazioni dalla platea parte un coro non proprio entusiasta: «No! Basta!». E Trichet, rigido controllore dei tempi del dibattito, gli chiude il microfono. Non andrà molto meglio al momento delle repliche: Casaleggio sfora di nuovo, i banchiere francese s inquieta, il ministro Giannini media cedendo il suo LAPRESSE A Villa d Este Gianroberto Casaleggio, leader del Movimento stelle ieri a Cernobbio tempo all imprenditore, ma anche questo non basta. Chiusura, anche in questo caso, con qualche contestazione del pubblico. Lui, prima di riprendere l uscita secondaria e imbarcarsi sulla sua auto dribblando di nuovo i cronisti, la prende con filosofia: «Vi ringrazio per l attenzione a questo mio non voluto intervento sincopato». In serata, l intervento viene pubblicato sul blog di Beppe Grillo. Ma nell audio, evidentemente registrato in un altra occasione, non c è traccia delle contestazioni in sala. E se la presenza di Casaleggio non è un successo c è anche un assenza da spiegare. È quella del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, in mattinata con Renzi nel bresciano e nel pomeriggio atteso qui. Assenza polemica sulla scia della fatwa contro il Forum lasciata dal premier? In collegamento telefonico il ministro assicura di no: un acciacco improvviso lo ha bloccato sulla strada verso Cernobbio.

3 LA STAMPA. Primo Piano. ANSA mesi l ha criticato, oggi riconosce al premier«cuore, passione, determinazione» nel tirare ilpaesefuoridallesecche.e condivide la posizione di Renzi contro«una politica di austerità che dimentica la crescita». Pace fatta nell «Anticernobbio» di Gussago. Del resto anche Squinzi giura che a Cernobbio «noncisonomaiandatoecredo chenonciandròmai:lagiudico una fiera delle vanità, sono abituato a stare in fabbrica». IL CAMBIAMENTO José Barroso: «Più annunci che sostanza» «Troppiannunci,poca sostanza». Così il presidente uscente della commisisone Ue Josè Manuel Barroso ha dipinto l Europa al workshop Ambrosetti, parlando di riforme. Per spingere crescita e occupazione servono«coraggio e pazienza». Perciò Barrosohareso«onorea Mario Monti ed Enrico Lettaperleriformeavviate. Ora questo percorso va completato», ha aggiunto riferendosi al GovernoRenziedicendodi apprezzare il programma dei mille giorni. Il ministro Padoan ha scritto questo intervento per LaStampaeigiornali internazionali del progetto Europa in vista dell Ecofin in programma a Milano venerdì prossimo PIER CARLO PADOAN SEGUE DALLA PRIMA PAGINA La domanda che ci poniamoèseidati deludenti sulla crescita e sull inflazione nell Unione Europea del secondo trimestre 20 saranno trattati come un opportunità oppure resteranno una cattiva notizia. Motivi di ottimismo sugli sviluppi futuri ci vengono dai solidi principi sottostanti il piano di crescita economica della strategia EU2020 e dagli annuali Programmi Nazionali di Riforma. Tuttavia un numero crescente di indicatori ci ricorda chefinoranonèstatofattoabbastanza. Primo: il prodotto interno lordo e gli investimenti nell Unione restano su livelli inferiori a quelli del 2008, mentreneglistatiunitiein Giappone il Pil ha superato quel livello e gli investimenti lo hanno quasi recuperato. Secondo: la convergenza economicatraipaesidell Unionesiè tramutata in una divergenza che riflette differenze sostanziali nella produttività e nella competitività, tali da mettere in discussione il concetto stessodimercatounico.terzo,ma non per importanza: la crisi ha aumentato sia il livello della disoccupazione nell Eurozona sialadifferenzatrailivellidei Paesi membri, con picchi drammatici per la disoccupazione giovanile. Se questa prolungata caduta nei livelli di occupazione, investimento e produzione industriale si traducesse in una perdita di prodotto potenziale, la conseguenza sarebbe un abbassamento permanente del tasso di crescita. Le politiche che verranno decise nelle prossime settimane e mesi determineranno la direzione dell Unione Europea: possiamo andare verso quello che verrebbe ricordato come il decennio perduto dell Unione Europea oppure intraprendere subito una strada diversa, verso una crescita sostenuta e duratura. Quali passi è dunque necessario intraprendere? Per muovere in direzione giusta dobbiamo innanzitutto avere il senso dell urgenza della situazione. Il costo dell inazione è enorme, sebbene risulti meno evidente perché misurabile soltanto in termini di perdita di opportunità future. Adesso dobbiamo quindi fare per la crescita ciò che è stato fatto, sotto la pressione della crisi dei debiti sovrani, per il risanamento dei bilanci pubblici e per l unione bancaria. Anche perché le politiche per conseguire i due obiettivi del consolidamento di bilancio e della crescita si rinforzano a vicenda: il successo del fiscal compact in ultima analisi dipende dal successo di un growth compact, un patto per la crescita. Il secondo passo che dobbiamo compiere è quello della GROWTH COMPACT Padoan: Dobbiamo affidareabruxelles laregiadelleriforme Il ministro dell Economia anticipa i temi del prossimo Ecofin: per la crescita bisogna adottare un patto che vincoli tutti -0,2% il Pil italiano Nel secondo trimestre di quest anno. Nel primo trimestre era già negativo: segnava -0,% Ilfiscalcompactèil trattato con cui 2 dei 27 paesi dell Ue (tutti tranne Gran Bretagna e Repubblica Ceca) hanno adottato una serie di regole vincolanti e comuni per l equilibrio di bilancio. È in vigore dal primo gennaio 20. Per analogia, il growth compact, è l ideadiunaseriedi regole comuni e vincolanti per riportare l Ue alla crescita. Nei fatti si tratta di cedere un po di sovranità realizzazione delle riforme strutturali. L attuazione delle riforme è stata finora insoddisfacente, e questo suggerisce che i Paesi spesso concedono alle riforme strutturali un tributo verbale senza impegnarsi nella loro attuazione. Il monitoraggio dei livelli di attuazione sulla base di benchmark puntuali deve diventare un attività ordinaria dell Eurogruppo e dell Ecofin per diversi motivi. Primo, assicurare un azione coordinata di tutti i Paesi in settori chiaramente +0,2% il pil dell Ue Sempre nel secondo trimestre. L Eurozona invece ha segnato una variazione pari a zero identificati a livello nazionale. Secondo: includere gli effetti delle riforme sulla crescita futura nel calcolo delle compatibilità macroeconomiche nazionali. Terzo: massimizzare le esternalità positive delle riforme adottate. Quarto: fornire esplicitamente alle autorità nazionali strumenti per contrastare i gruppidipressionechesioppongono alle riforme strutturali. Terzo passo: gli investimenti devono essere ripristinati al livello raggiunto prima della crisi. Gli investimenti privati dovrebbero beneficiare tanto degli effetti delle riforme strutturali sul clima economico quanto dei progressi in direzione di un mercato finanziario veramente europeo, nel quale i mercati svolgano un ruolo nell erogazione del credito complementare a quello delle banche. Nuovi livelli di impegno sono, tuttavia, richiesti anche alle istituzioni europee che per il principio della sussidiarietà sono responsabili degli investimenti in quelle in- IlTesoro:riducendolaspesa riusciremoaliberarerisorse PAOLO BARONI INVIATO A BOLOGNA «Le ultime misure della Bce? Piùdeltagliodeitassisonoimportanti gli interventi che aumentano liquidità. Le rivendicazioni salariali dei poliziotti? Se ne occupano altri ministri, ma stiamo cominciando una spending review che riguarda misuresututtelevocidispesa e in quel contesto si valuteranno anche queste cose. Le critichedid Alema?Sehocapito benehadettocheirisultatiancora non si vedono: concordo, i risultati si vedranno presto». Il ministro Pier Carlo Padoanèallafestadell UnitàdiBologna, a causa della protesta dei controllori di volo salta il faccia a faccia con Susanna L arrivo del ministro Padoan alla Festa dell Unità di Bologna, ieri pomeriggio Camusso, ma il responsabile dell Economia non scansa nessuno dei temi più spinosi. «La flessibilità di bilancio? Dipendedanoi,nondaqualche commissario che sta a Bruxelles. Se riusciremo davvero ad implementare il nostro pacchetto di riforme, a dare unarispostaforte,lauecela dovràdare.perchécelasaremo meritata». Poi tocca alle disputa tra lui e Renzi sulle privatizzazioni ed al rinvio dell accorpamento delle società partecipate. Nel primo caso «nessun contrasto col premier, il piano procede dice-.dobbiamosolo completare la valutazione sulle modalità delle specifiche operazioni».,9% debito/pil È la previsione del governo sul rapporto tra l indebitamento e la crescita dell Italia Nel secondo caso, invece, «serve una riflessione più ampia,malaquestionenonècerto accantonata: l affronteremo conlaleggedistabilità». PerilrestolaricettadiPadoansipuòriassumereindue parole: riforme, per sbloccare ilpaeseerecuperareiventi anni che abbiamo perso sul terreno della competitività, e fiducia.eperriuscireatrasmettere più fiducia a famiglie e imprese(che altrimenti difficilmente riprenderanno ad investire) occorre innanzitutto «confermare anche per gli anniavenireilbonusda80euro. A questo serve innanzitutto la spending review: lo facciamo per liberare risorse non certo per il gusto sadico di tagliare». ANSA frastrutture nel campo dell energia, dei trasporti, della comunicazione, dell agenda digitale- che riguardano il continente intero e ne influenzeranno in modo determinante la competitività nel lungo periodo. Condividiamo dunque e sosteniamo il recente appello a un azione che metta in campo risorse consistenti lanciato del neoeletto Presidente della Commissione Europea. Se pensassimo all Unione Europea o ai paesi dell Eurozona come a squadre di calcio, direi che negli ultimi anni entrambe hanno dedicato molte più energie al rafforzamento della difesa che all attacco: hanno dato priorità alla stabilità anziché alla crescita. Adesso è il momento di tornare al progetto originario del Semestre Europeo allo scopo di rafforzare le politiche per lacrescitaconlostessovigoree la stessa ambizione che in passato sono stati dedicati alle politiche per la stabilità. Nessuna partita si vince giocando soltanto in difesa. Jena Consolazioni Magari quel ragazzo di Napoli sarebbe diventato un camorrista e sarebbe stato ammazzato comunque.

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5 LA STAMPA. Primo Piano. LACRISI IL DIBATTITO SULL EUROPA U L olandese Dal 2 gennaio 20 Jeroen Dijsselbloem è presidente dell Eurogruppo. Ha 8 anni, è ministro delle Finanze dell Olanda nel Governo Rutte: è uno degli esponenti di spicco dell ala del rigore Il fronte dell austerità di bilancio Il greco Alexis Tspiras, 0 anni, leader del partito della sinistra greca Syriza e candidato, per il partito della Sinistra Europea, alla Presidenza della Commissione Ue nelle elezioni europee del 20 Il fronte delle politiche espansive REUTERS LAPRESSE Leriformevannofatte equellepiùdolorose devonoessereleprime Dijsselbloem: bene Renzi, però agisca subito Lapoliticadelrigore ciesponealrischio direcessioneglobale Tsipras: lo sviluppo si fa con gli investimenti Colloquio FRANCESCO MANACORDA INVIATO A CERNOBBIO (CO) Sostengo in pieno i piani del governo Renzi, che sono molto ambiziosi in termini di riforme. Ma la cosa difficile è decidere e fare le riforme strutturali rapidamente, anche se poi verranno applicate in modo graduale». Jeroen Dijsselbloem, ministro laburista delle Finanze olandese e presidente dell Eurogruppo - anche se con la nuova Commissione il suo posto potrebbe essere a rischio - invita l Italia ad agire presto e bene: «In politica c è un vecchio detto. Se devi prendere misure difficili prendile presto». Un detto olandese, forse, che nella tradizione politica italiana non pare essere altrettanto popolare. A Cernobbio per il Forum Ambrosetti, Dijsselbloem è venuto anche per raccontare l esperienza del suo governo proprio nel campo delle riforme. E adesso, a margine dei lavori a porte chiuse spiega in che cosa si è concretizzata: «Abbiamo avuto problemi di cui abbiamo rimandato la soluzione per anni, direi decenni, con effetti negativi. Adesso, invece, abbiamo agito sul trattamento fiscale del mercato immobiliare, che aveva effetti molto distorsivi; e stiamo riformando anche il sistema pensionistico e la spesa pubblica sanitaria che era insostenibile. Sono riforme già decise e fatte, anche se i loro effetti si svilupperanno pienamente nei prossimi anni». Ma il suo è anche un discorso di metodo più generale. Fare subito le riforme, spiega ancora Dijsselbloem, non significa - come temono alcuni - avere necessariamente effetti recessivi nel breve periodo. «Molto dipende da come vengono disegnate queste riforme. Se vogliamo che la riforma delle pensioni non abbia effetti dirompenti nel breve periodo dobbiamo studiarla in modo che sia fissata subito, ma l età pensionabile aumenti gradualmente. Così, ad esempio pensiamo che in Olanda In Olanda abbiamo agito con decisione su immobili, pensioni e sanità dopo decenni di rinvii Jerome Dijsselbloem presidente dell Eurogruppo nei prossimi due anni la gente spenderà di più perché avrà più certezze sulla situazione economica». Già adesso, nota il ministro, ci sono segni positivi: un tasso di disoccupazione che cala lievemente, un ritorno degli investimenti delle piccole e medie imprese. In quanto alla situazione di bilancio dell Italia, da presidente dell Eurogruppo, spiega che ovviamente «c è un margine di flessibilità se c è una situazione economica di difficoltà non prevista che ha un impatto negativo sul bilancio». Ma «se capisco bene il primo ministro Renzi non avrà bisogno di flessibilità perché rispetterà i target». E le mosse di Draghi? Serviranno o sono giusti gli scetticismi dei «falchi» filo tedeschi? «Sostengo pienamente le misure annunciate dalla Bce - assicura Dijsselbloem -. Il problema è che, anche in questo caso, le misure annunciate non entrano immediatamente in vigore. Ad esempio il programma di rifinanziamento del sistema creditizio Tltro è stato annunciato in giugno ma non entrerà in vigore fino al settembre. Solo da allora le banche potranno prendere soldi a tassi bassi». Insomma, secondo Dijsselbloem, «c è troppa impazienza nei confronti delle mosse della Banca centrale. Se non si vedono risultati immediati si chiedono subito nuove misure. Ma molti degli effetti delle azioni già decise dalla Banca centrale europea si vedranno solo nel corso di questo autunno. Non ci sono soluzioni facili che funzionino già da domani». E anche alla domanda se la politica monetaria di Draghi non rischi di dare ai governi dei paesi membri dell Unione buoni argomenti per procrastinare le riforme, il presidente dell Eurogruppo si allinea all Eurotower: «Draghi - conclude l olandese - ha spiegato molto chiaramente che adesso tocca ai governi muoversi. Le sue mosse non possono essere interpretate come una scusa per non farlo». Intervista DALL INVIATO A CERNOBBIO (CO) Prodi,Tremonti elostrappodel200 DALL INVIATO A CERNOBBIO Sono passati dieci anni da quella notte del 2 novembre 200 in cui Francia e Germania diedero il primo strappo alle regole europee di bilancio sfuggendo - grazie alla decisione dell Ecofin presieduto dal ministro italiano dell Economia Giulio Tremonti - alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione Ue per lo sforamento del conti. Romano Prodi, all epoca numero uno dell Ue, forse vive ancora quella notte come una ferita aperta. Nel dibattito a porte chiuse del Forum Ambrosetti Tremonti e Prodi si ritrovano assieme e la battuta agrodolce - «E Tremonti godeva!» - vola in sala. Scherzi a parte, quella notte nel ricordo di Prodi fu in qualche modo l inizio della fine: una ferita alla sovranità della Commissione da parte di tedeschi e francesi, con il contributo dell Italia, che portò effetti collaterali negativi. Quali? I maggiori Paesi europei si opposero alla proposta di attribuire ad Eurostat, braccio statistico dell Ue, più poteri investigativi sui conti dei singoli Paesi. Mossa che non solo secondo Prodi - la pensa così anche Mario Monti - facilitò anche la falsificazione dei conti della greci. Con le conseguenze del caso e il grande sdegno di Berlino. [GIA. PAO.] Ma che ci fa un e s p o n e n t e dell estrema sinistra europea sul palco del Forum Ambrosetti, peraltro raccogliendo anche un discreto numero di applausi? «Sono venuto nel ventre della bestia - dice scherzando a metà Alexis Tsipras, il leader greco di Syriza - perché è sempre meglio ascoltare qualcuno direttamente, anche se ha opinioni diverse. E sono venuto per dire che la medicina scelta per la crisi - rigore e austerità - non è solo sbagliata, ma dannosa. Dopo cinque anni, la crisi invece di scomparire si è moltiplicata; c è una metastasi. E adesso rischiamo una recessione globale». Leicel haconlatroikacheha imposto la sua regola in Grecia.Maancheoggi,quiaCernobbio, le hanno ricordato che la Troika arrivò perché c era una richiesta di aiuto e in ogni caso la Grecia aveva truccatoiconti... «La Grecia ha le sue responsabilità, ma nel mio Paese è stato applicato il programma più Draghi va nella giusta direzione, ma non può faretuttodasolo Dobbiamo frenare lo strapotere di Berlino Alexei Tspiras leader del partito greco Syriza violento mai adottato in Europa. I risultati sono che, in quattro anni, il Pil è sceso del 2%, il tasso di disoccupazione ufficiale è al 28, il debito pubblico è salito dal 2 al 7% del Pil. Sono dati inammissibili per un Paese europeo. Certo, non si può tornare ai grandi deficit di bilancio del passato, ma nessun Paese può avere un debito che è quasi il doppio del Pil, perché solo la spesa per interessi schiaccia qualsiasi possibilità di crescita». UnprezzodurocheAtenepagaperglierroridelpassato? «Questa crisi non è un problema di Grecia, Italia o Spagna, ma è un problema strutturale. Se capiamo questo capiamo anche che dobbiamo affrontarla in termini politici. E farlo con un Europa che sia più democratica: oggi si discute in 27 ma alla fine si fa sempre quello che vuole la Merkel. È necessario un approccio più radicale: bisogna rompere il quadro attuale di rigore sui bilanci e di austerità che ci sta portando rapidamente verso la stagnazione e la deflazione». Ci vuol dire che il problema dell EuropaèpiùlaGermania chenonlagrecia? «Penso che la Germania dovrebbe aumentare prezzi e stipendi. Un po di inflazione non le farebbe male». Quali alternative vede alla combinazione tra rigore di bilancio e riforme strutturali, che anche qui a Cernobbio le voci ufficiali dell Europa indicano come la sola soluzione possibile? «Lo sviluppo viene dagli investimenti pubblici, per i quali deve aumentare anche il ruolo della Banca europea per gli investimenti, e da un innovazione che non tagli i posti di lavoro ma ne crei di nuovi. Non si tratta di una ricetta eccezionale, ma di quello che fecero dall altra parte dell Atlantico dopo il 29. Poi bisogna dare tempo alle economie nazionale di riprendersi senza i vincoli del Patto di Stabilità, tenendo presente anche che un debito vicino al 200% del Pil è insostenibile. E serve una soluzione per il debito pubblico, così come nel 9 si trovò una soluzione - all insegna della solidarietà europea - per i debiti di guerra tedeschi». Draghi ha allentato la politica monetaria quanto possibile. Ora chiede ai governi di fare la loro parte con le riforme. Lei che ne pensa? «Draghi va nella giusta direzione, ma non credo certo che le decisioni della Bce possano portare a una ripresa duratura. Direi che le sue decisioni sono più che altro un messaggio simbolico alla Merkel». Lei pensa davvero che questo ritorno di politiche keynesiane possa trovare spazio in Europa? «Penso che giorno dopo giorno sempre più persone, compresi i tedeschi, capiscono che questa è la strada giusta. Ma temo anche che stiamo facendo troppo tardi. Se in Europa continuano stagnazione e deflazione, rischiamo una recessione non solo europea ma globale». [FRA. MAN.]

6 . Primo Piano.LA STAMPA DEMOCRATICI IL DIBATTITO INTERNO U Pd,tutticontrotuttialleRegionali Daquial20sivoteràpernovegovernatori,masuicandidatialleprimariprevaleloscontro FRANCESCA SCHIANCHI ROMA La sola candidatura unitaria data per certa è, per ora, quella di Enrico Rossi in Toscana. Quando il segretario-premier Matteo Renzi lo ha riconfermato alla candidatura della Regione, dalle parti dell Arno sono rimasti stupiti, convinti com erano che avrebbe proposto un renziano doc (avevano già in mente chi: la sua ex vicesindaco Stefania Saccardi). «Un grande partito può avere posti di responsabilità anche per persone che non la pensano allo stesso modo», la spiegazione di Renzi. Miglior risposta alle accuse di scarso rispetto della pluralità interna e, anche, interpretano i renziani fiorentini, forma di compensazione per il fallimento dell operazione Emilia, lì dove per le Regionali si è cercato senza successo di convergere su un nome che mettesse d accordo tutti. Perché, dopo la prova delle Europee, il Pd targato Renzi si prepara a una nuova prova, anzi nove, quante le Regioni al voto da qui a primavera 20: e, da Nord a Sud, si scontrano renziani e minoranze varie, ma anche, in una guerra fratricida, renziani della prima e della seconda ora. GIORGIO BENVENUTI/ANSA Federica Mogherini alle prese con la cucina alla Festa dell Unità di Bologna dove oggi arriverà Renzi LO SCATTO DEL NAZARENO PER UN NUOVO MIRACOLO EUROPEO ALBERTO INFELISE Ma allora lo fanno apposta. Certo, non è Una storia italiana, l imperdibile tomo fotografico con il quale Berlusconi raccontò in sole 2 pagine la sua ventura di successi. Ma le pagine del libretto che oggi verrà distribuito alla Festa dell Unità (senza l Unità in allegato, peraltro) sono un passo definitivo verso il nuovo concetto di understatement con il quale il Pd ha deciso di caratterizzare il suo presente. Titolo: 0,8%. Lo scatto. Foto di copertina che ritrae i vincitori del Nazareno la notte delle Europee e poi via, con i racconti emozionati di chi quella vittoria l ha vissuta in prima linea. Per riassumere: vittoria inattesa ma meritata, vittoria di tutti gli italiani (chissà poi perché), vittoria che lungi dal far dormire sugli allori è sprone per il futuro. E allora ecco il timido Matteo che si mette ordinatamente in ordine alfabetico in mezzo agli altri, ecco Maria Elena che lo sapeva che si vinceva e tutti la prendevano in giro («continuavo a dire,, come dal medico»), Lotti e Stumpo che fino al mese prima se l erano date di santa ragione a festeggiare insieme, Guerini che condivide l entusiasmo evangelico del premier («Chiamate tutti e andate»), Mogherini che riceve messaggi da tutta Europa (chiaro segno premonitore), l epico Pittella che ricorda Era de maggio, Nicodemo che cita se stesso (e vabbè) e poi Springsteen (e insomma). Sarebbe ingeneroso però comparare l operazione al Silvione del miracolo italiano. Qui siamo più dalle parti del miracolo europeo. Come in Emilia Romagna, la prima delle regioni al voto (con la Calabria, quest autunno), dove il premier sarà oggi, per chiudere la Festa dell Unità di Bologna con una «tortellinata» in compagnia di giovani dem e dei leader progressisti europei ospiti della Festa, e poi con un comizio vecchio stile. E chissà se dirà una parola sulle primarie che sono in vista: si sono candidati il renziano Matteo Richetti e il renziano (ma ex bersaniano) Stefano Bonaccini, un partito spaccato a metà nel cuore del voto democratico, visto che i sondaggi li danno alla pari. Per cercare di evitare traumi e rotture, si vocifera ancora di possibili discese in campo di big come Delrio o Poletti, ma Richetti chiude all ipotesi: «Non ho ricevuto nessun pressing per ritirarmi e non ho nessuna intenzione di farlo». In Calabria, invece, l area sinistra del partito schiera Mario Oliverio, grande consenso sul territorio e pochissimo tra le nuove leve renziane («ha fatto già l assessore regionale, il presidente di provincia, il parlamentare», lamenta uno di loro), che schierano il sindaco di Pizzo Calabro Gianluca Callipo a primarie che sono state a lungo rinviate, per cercare un nome unitario. «Solo che non esiste», dicono dalla minoranza, sicuri di far vincere il proprio candidato; «non s è trovato un nome unitario per indisponibilità della minoranza», reagiscono invece, piccati, i renziani. Nelle altre regioni, garantiscono ai piani alti del Pd, ancora nulla è deciso, essendo i tempi più dilatati. Ma alcune candidature alle primarie sono già chiare, come in Liguria, dove l assessore della giunta Burlando Raffaella Paita - giovane, donna, descritta come una «senza peli sulla lingua» ha tutte le caratteristiche per essere la candidata renziana, se non fosse che pure un altro candidato, Federico Berruti, sindaco di Savona, è un renziano della primissima ora. Tanto che, pure qui, per evitare spaccature, arrivano da Genova forti pressioni al ministro Orlando perché si candidi: lui, però, non sembra essere dell idea. In Campania, si aspetta a fine mese la Fonderia delle idee, a Bagnoli, sorta di Leopolda in salsa campana organizzata da un gruppo di quarantenni, per capire se si concretizzerà la candidatura, ventilata, della giovane Pina Picierno. Contro di lei, potrebbe scendere in campo il sindaco di Salerno De Luca, e pure il «giovane turco» Andrea Cozzolino. Mentre in Veneto si fa il nome della capolista plurivotata delle Europee Alessandra Moretti, che però già declina: «Non è mia intenzione candidarmi». Taccuino MARCELLO SORGI Il premier deve imprimere un altra svolta Renzi contro tutti (o quasi). Contro gli imprenditori piagnoni riuniti a Cernobbio. Contro i sindacati di polizia che ricattano e rischiano di recare danni a chi porta la divisa. Contro il grasso che cola di una pubblica amministrazione che non accetta sacrifici. Contro i radical chic che lo accusano di non essere di sinistra (o di non esserlo abbastanza). E, naturalmente, contro i gufi che seminano pessimismo sull Italia e magari portano una gran parte di responsabilità degli errori che hanno trascinato il Paese nei guai in cui si trova. Forse proprio perchè capitava in corrispondenza di una giornata di lavoro del workshop di Cernobbio che ha fatto registrare varie critiche al governo, a cominciare da quella del presidente uscente della commissione Ue Manuel Barroso, che ha insistito sulla necessità, per l Italia, di realizzare le riforme che s è impegnata a fare, Renzi ha deciso di trasformare la visita a Brescia nello stabilimento del gruppo Bonomi in un occasione per replicare a chi lo attaccava e per tornare ai vecchi toni della rottamazione. Il premier non ha ripetuto la parola che fu all origine della sua fortunata campagna per le primarie, ma il tono che ha adoperato era quello. Ora, appunto, che nell autunno di un anno fa, all inizio della lunga cavalcata che gli ha fatto conquistare, prima la guida del Pd e poi del governo, abbia funzionato andare all attacco, come dimostra anche il risultato enorme conseguito dal suo partito nelle elezioni europee del 2 maggio, non ci sono dubbi. Ma che gli stessi toni, e quasi gli stessi argomenti, possano tornare utili adesso, in un frangente di estrema difficoltà, è tutto da dimostrare. Renzi è atteso a una serie di decisioni, nell immediato e a breve termine, che non può più rinviare. Nell immediato deve affrontare la questione dello sciopero delle forze dell ordine, che il ministro dell Interno Alfano sta cercando di evitare, ma che richiederà probabilmente uno strappo, non privo di conseguenze, alla linea del blocco degli stipendi della Pubblica amministrazione anche per il 20. Se il governo ha in programma di fare scelte selettive e progettare tagli nel comparto pubblico, ovviamente può farlo. Ma mescolare i due problemi non aiuta a risolverli. Analogamente, Renzi sa di dover chiudere al più presto la partita della riforma del lavoro, in discussione in questi giorni al Senato e sollecitata molto dagli interlocutori di Bruxelles. Anche in questo caso, invece di prender tempo, come è stato deciso per via dei dissensi interni alla maggioranza e allo stesso Pd, è indispensabile che il premier prenda in mano il dossier, affianchi il ministro Poletti e faccia sentire il peso delle sue decisioni.

7 LA STAMPA. Primo Piano. 7 GOVERNI A CONFRONTO Matteo Renzi A febbraio 20 diventa Premier Promette una svolta immediata, ma poi chiede mille giorni Giuliano Poletti È al lavoro per superare l articolo 8 e dare maggiore flessibilità in entrata nel mercato del lavoro LAVORO ECONOMIA SCUOLA Pier Carlo Padoan È alle prese con la manovra economica che deve essere pronta a ottobre: deve trovare 2 miliardi Stefania Giannini Tra i suoi obiettivi c è l eliminazione del precariato, ma mancano le risorse per assumere i 00mila supplenti Enrico Letta Al governo ad aprile 20, restò in carica solo 0 mesi. Firmò il decreto sui debiti della Pa Enrico Giovannini Tra i suoi progetti c era quello di ridurre il cuneo fiscale per alleggerire il costo del lavoro Fabrizio Saccomanni Nelle manovre di finanza ha puntato molto sui tagli alla spesa per rimanere nel % tra deficit e Pil Maria C. Carrozza Aveva pensato a «una Costituente per la scuola», in soli 0 mesi di governo non ne ha avuto il tempo UGO MAGRI ROMA Sièdatomillegiorni per cambiare l Italia.MaRenzinonèil primo che ci prova. Lasciare un segno nel Paese era, in fondo, l ambizione di tutti i predecessori. AncheEnricoLettaeilprofessor Monti, proprio come l attuale premier, avevano volatoalto.pureintornoaloro si erano venute creando aspettative giganti. E sarebbe ingeneroso negare che ce l abbiano messa tutta per essere ricordati nei libri di storia. Eppure, proprio il film degli ultimi mille giorni consiglia di non nutrire aspettative messianiche, quali che siano le promesse del premier. Se la gente comune è speranzosa e scettica nello stesso tempo, con tanti gufi appollaiati sui rami,èperchédalgennaio 202aoggi(gliultimimille giorni, appunto) le vere riformesicontanosulleditadiuna mano, l economia annega, la res pubblica rimane flagellata da scandali e perfino Berlusconi, che qualcuno credeva di avere cacciato dalla porta, sembra rientrato dalla finestra del Nazareno. Nella constatazione collettiva abbiamo quasi tre anni in più sulle spalle, i capelli imbiancano, ma invece di andare avanti siamo rimasti lì. Sull orlo del precipizio. Parlano i numeri. All alba del202ildebitodellostato italiano era un mostro da 9 miliardi, di euro si capisce. Secondo l ultimo report emesso da Bankitalia, ora è CRESCITA Nel200eralo0,% dopo quasi tre anni è diventata negativa DISOCCUPAZIONE Sipartivagiàdaun9,2% ma invece di diminuire hasuperatoil2,percento Mario Monti Ha ricevuto l incarico a novembre 20 Il suo rigore fu accolto bene in Europa Tre anni in numeri 202 gennaio inizia il governo Monti.9 DEBITO DELLO STATO (miliardi di euro) , PIL -0,2 (dati in %) 9,2 22 DISOCCUPAZIONE (dati in %), Giovanile,7 GOVERNO MONTI Restò in carica 7 mesi Manovra Salva Italia Introduzione dell Imu Liberalizzazioni denominate «Cresci Italia» Pareggio in bilancio nella Costituzione Riforma Fornero sul lavoro e sulle pensioni SPREAD (punti) 2, GOVERNO LETTA Restò in carica 0 mesi Decreto per saldare i debiti della PA Ridisegno dell Imu Misure anti-crisi (decreto «del fare») Stop al finanziamento pubblico dei partiti a partire dal 207 Elsa Fornero Sarà ricordata per la riforma delle pensioni con l annesso problema degli esodati balzato a 28 miliardi. Ci sono un infinità di spiegazioni molto serie, dalla congiunturanegativaaidenaridatiin prestito alla Grecia. Però il dato è quello. L economia cresceva di una miseria, per l esattezza il 20 aveva chiusoconilpilpiù0,percento, laddove adesso siamo tecnicamente in recessione, segno meno. La disoccupazione, mille giorni fa, metteva paura:eraal9,2mastradafacen- doèarrivataal2,.quella giovanile sta al,7 per cento dal,cheera.cisalvalo spread, precipitato da 22 punti ai di ieri. Avere scansatoildefaultèlavera medaglia al petto da ostentareabruxelles.maproprioin Europa di progressi ne abbiamo fatti pochi. Mille giornidimoniti,difalsecarezzee di derisioni. Gennaio 202: la copertina dell «Economist» raffigura l Ue come una zattera di naufraghi disperati su cui sventola la bandiera tricolore, la nostra. Settembre 20: altra copertina del settimanale britannico, stessa metafora marinaresca, e stavolta sulla barca che affonda ci sono Holland, la Merkel, DraghipiùRenziconilcono gelatoinmano...maicheci prendano sul serio. Monti sembrò fare eccezione. Accolto dalla comunità internazionale come castigamatti, cerbero del rigore che allora andava di moda, oggi un po meno. Ebbe inizialmente un consenso come mai prima nessuno grazie alle larghe intese imposte da Napolitano.Restòincarica7mesi. In quell arco di tempo realizzò una manovra lacrime e sangue(il«salva Italia»), introdusse di fatto la patrimoniale(imuenonsolo),fece Vittorio Grilli Con il «Salva Italia» voleva vendere i beni pubblici per abbassare il debito. Non ha avuto seguito certe liberalizzazioni(denominate«cresci Italia»), tentò invano di tagliare le province (la Consulta mise lo stop). Riuscì semmai a infilare nella Costituzione l obbligo del bilancio in pareggio. Lasciò il segno soprattutto con le due leggi Fornero: quella contestatissima sul lavoro, comprensiva di articolo 8, e l altra non meno controversa sulle pensioni, con la coda velenosa degli esodati. Come è destino di tutte le riforme più impopolari, sono leunicheaessere ricordate e nemmeno troppo volentieri. Alzilamanochine rammenta altre. Letta si rimboccò le maniche subito dopo le elezioni politiche, pure lui sospinto dalle larghe intese che ineluttabilmente si sfasciarono sulle vicende giudiziarie del Cav: a fare da detonatore, l ultima riforma dell era Monti, l anticorruzione firmata Severino.IlcarnetdiLettaè inversamente proporzionale alla sua competenza. In 0 mesi, gli ultimi dei quali vissuti sotto l assillo di Renzi che gli consigliava di«star Francesco Profumo La sua riforma della scuola era centrata sulla meritocrazia: più soldi agli atenei migliori e borse di studio Svolte,salvataggiecadute ImillegiorniallespallediRenzi Ilpremierhaannunciato,intreanni,unpianoperfarripartireilPaese La sfida resta impegnativa. Riuscirà dove gli altri hanno fallito? sereno», non poteva certo rivoltare l Italia come un calzino. Firmò il decreto per saldareidebitidellapa,ridisegnò l Imu, studiò un tot di misure anti-crisi(decreto «delfare»).miseunostopal finanziamento pubblico dei partiti, però a partire dal 207, cosicché ad alcuni parvetroppopocoetroppotardi,contuttigliscandalial sole degli ultimi mille giorni. Si cominciò con Lusi, tesoriere infedele della Margherita, si proseguì con Fiorito eleabbuffatea base di ostriche, quindi scoppiò il caso Penati, poi nel ciclone finì la famiglia Bossi, da ultimo il Mose veneziano a riprova che sull etica pubblica siamo ancora alla casella del via. Daseimesièilturnodi Renzi. Vuole rovesciare la tesi, gattopardesca, che in Italia iltemposcorreperòmainulla accade. Per dare un segnale potrebbe incominciare dai duemarò.agennaio202erano a bordo della «Enrica Lexie», diretti in India. Mille giorni dopo sono ancora là. DEBITO PUBBLICO Agli inizi del 202 era di 9 miliardi Oraèbalzatoa28 LO SPREAD L unico segnale positivo: da 22 punti siaggiraorasui

8 8. Primo Piano.LA STAMPA SICUREZZA DOPO LA SPARATORIA U Una donna con la foto di Davide Bifolco, il enne ucciso LAPRESSE Alcuni manifestanti si sono spinti a protestare fin sotto la caserma dei carabinieri, presidiata dalla polizia LAPRESSE Rabbiainpiazza:vogliamogiustizia LoStatononcidifende.Tensionealcorteoperilenneuccisodauncarabiniere.Lamadre: Marciscaincarcere GUIDO RUOTOLO NAPOLI ANSA Icartelli Uno dei cartelloni di protesta esposti ieri durante il corteo: «Lo Stato non ci difende, ma ci uccide: difendiamoci» posizione. Striscioni, slogan, scritte sui muri, sui cassonetti dei rifiuti, sull asfalto. Rione Traiano, prima che si scatenasse un Salvini:«La morte è sempre una tragedia ma fermarsi all alt dei militari è un obbligo» Dice il fratello di Davide, Tommaso, a proposito del carabiniere che (accidentalmente) ha colpito il ragazzo: «Lasciatelo a noi per dieci minuti». E la madre: «Deve marcire in carcere, non deve avere un ombra di pace per tutta la vita». Ma poi i cartelli che portano le ragazze, gli amici, le donne del quartiere, chiedono «verità e giustizia». Quale verità? Quella di Enzo che si fa intervistare dalle tv: «Ero io il terzo uomo, non il latitante. Ci hanno rincorso da dietro e ci hanno tamponato e buttato in aria. Il carabiniere ha colpito Davide alle spalle». E quale giustizia? Quella dello Stato o quella della piazza? Napoli è una città che non ha pace. Irriconoscibile. La pietà, la solidarietà, il dolore e le lacrime non trovano spazio. Prevale il rancore, la rabbia, la voglia di vendetta, la contrapmezzo diluvio, è stato attraversato da un corteo in ricordo di Davide Bifolco che sembrava un fiume di lava incandescente. Le due città che convivono da sempre (l una complice dell altra?) in queste ore non si fanno vedere. È solo una che piange, si dispera, cova vendetta. L altra china il capo. O esprime solidarietà alla famiglia della vittima (sindaco e vescovo). Lasciando al segretario della Lega Salvini ricordare che «fermarsi all intimazione dell alt dei carabinieri è un obbligo». Come è cambiato il Rione Traiano. Ci deve essere una ragione perché in quelli che furono insediamenti industriali o quartieri residenziali per lavoratori, si sia insediata la camorra. La zona orientale, l ex «zona rossa» di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli, l area Flegrea. La camorra, che oggi si chiama «sistema», ha occupato tutto, anche l aria. A Rione Traiano, agli inizi degli Anni Settanta, c erano i comitati di lotta degli assegnatari delle case popolari. Si lottava per la manutenzione degli alloggi, o per l autoriduzione delle bollette. Era un modo in cui si esprimeva una crescita di un senso civico, di comunità. Poi con la crisi, ma non solo con la crisi, è arrivata la camorra. C è stato un prima e un dopo. Prima dell avvento della Nuova camorra di Raffaele Cutolo che ha tentato un golpe cruento in città, e che ha costretto i clan di contrabbandieri, del gioco d azzardo o del lotto clandestino, a fare cartello alleandosi con la camorra che frequentava i Corleonesi. E dopo la stagione del potere camorrista, la controffensiva dello Stato ha decapitato i clan. Quel corteo, con la famiglia del ragazzo morto in testa, è un nervo scoperto. Nel gioco delle due Napoli, Rione Traiano gongola. Due gruppi contrapposti, Rione di sopra e Rione di sotto, che hanno firmatounarmistiziounpaiodimesi fa, dopoaverdatovitaaunmoderno Far West con scontri, sparatorie e feriti. I Puccinelli e i Cutolo- Ivone hanno sospeso le ostilità. La droga, lo spaccio. Rione Traiano galleggiava un tempo e tirava la cinta. Gli esperti di antimafia raccontano di quando per fronteggiare Cutolo si allearono i clan della zona, i Lago di Pianura con i Baratto di Fuorigrotta, i Grimaldi di Soccavo. Sono gli anni della droga, delle estorsioni, del traffico di armi. A metà Anni Novanta si rompe l alleanza tra i clan del Rione Traiano e quelli di Soccavo. Agguati e morti ammazzati. Almeno una ventina. Poi i pentiti, le retate. Strano. Ricordate la guerra di camorra a Scampia? La prima sanguinaria e terribile del 200? Quando presero il potere gli scissionisti dei Di Lauro? E la seconda, nel202chevidegliscissionisti contrapposti ai girati? Quanto è vero che la guerra non paga mai. Perché, in questo caso, le opulente piazze di cocaina di Scampia hanno ridotto di molto la loro attività. Rione Traiano, al contrario, ne ha approfittato allargando gli orizzonti del commercio di polvere bianca. Sono nate nuove piazze di smercio. C è chi dice che da due sono passate a dieci. Chi a sette. Via Romolo e Remo, via Catone e via Tertulliano incrociano con viale Traiano, dove si è consumata la tragedia l altra notte. «Lo Stato non ci difende ma ci uccide». Questa è Rione Traiano, ieri. Una brutta fotografia di una città che non reagisce. Che ha paura di guardarsi allo specchio. Chehasempreconvissutoconl altra Napoli. Due facce della stessa mela. Malata. il caso ANTONIO E. PIEDIMONTE NAPOLI errori o le cattive condotte, «Gli quando sono state messe in essere, vanno punite e anche severamente, ma il problema a Napoli è di ben più vasta portata: questa è una frontiera, qui per tanti lo Stato è solo un nemico». A parlare è un graduato, un «uomo dello Stato», come preferisce essere indicato, che conosce bene la realtà napoletana per averci lavorato a lungo. Non vuole entrare nel merito di quanto accaduto l altra notte a Soccavo «È una triste tragedia sulla quale farà chiarezza la magistratura» ma accetta di parlare delle condizioni in cui operano tutti i giorni gli uomini di delle forze dell ordine. «Questa non è una città come le altre spiega qui diventi il collettore di tutte le storture e le ingiustizie della società. E le reazioni sono Noi,agentidifrontiera Quilagenteesceafermarci perfarscappareiricercati cade continuamente e in tanti quartieri. Scendono dalle case per un assalto finalizzato a consentire la fuga del fermato». Molti ricordano la rivolta che si LAPRESSE Tensione L assalto a un auto della polizia in borghese durante il corteo di ieri nel quartiere Traiano a Napoli scatenò in piazza Ottocalli «Era stato preso uno spacciatore. Decine di donne e bambini dai balconi lanciarono di tutto, dalle suppellettili alle bottiglie spesso violente». Si riferisce ai tanti episodi di aggressione che si scatenano quando c è un fermo o un arresto e la folla prende di mira gli uomini in divisa? «Acghiacciate, un agente finì in ospedale con la mandibola fratturata». E non sempre si tratta solo di lanci. «Solo qualche mese fa in via Gianturco furono fermati tre ragazzi a bordo di uno scooter, spararono contro gli agenti e un assistente capo fu colpito al torace. Qualche settimana fa altri colpi di pistola, esplosi da ragazzi a bordo di uno scooter, hanno sfiorato una pattuglia nei Quartieri Spagnoli. Ecco questo è il clima nel quale si opera a Napoli». Un quadro confermato anche da un sindacalista della polizia, il segretario generale per la provincia di Napoli Giulio Catuogno: «Le aggressioni alla polizia? Nell ultimo mese sono state almeno una decina». Clima difficile, per usare un eufemismo. «Da questo punto di vista dobbiamo registrare un primato nazionale negativo. Ma, purtroppo, non è il solo. Pensi solo all incredibile record di veicoli (scooter e auto) che circolano senza assicurazione. Per giunta, una volta bloccati, ci tocca restituirli ai proprietari, i quali riprendono subito a usarli». Le zone più difficili? «Tutti i quartieri, in un modo o in un altro, sono coinvolti da vari fenomeni. Ma tra le questioni centrali, come è noto, c è anche l applicazione della legge: qui spesso il delinquente torna a casa prima del poliziotto che l ha arrestato. Le pare normale?». Poi ci sono le carenze strutturali. «È un altra emergenza: in città e provincia un qualsiasi ufficio operativo (commissariati, ecc.) ha una carenza di organico superiore al 0%. E non le faccio tutto il solito di elenco, quello che comincia con la mancanza di carburante per le auto di servizio. Anche per questo il lavoro diventa enormemente pesante e problematico e ci sono tanti colleghi che cercano di farsi trasferire al Nord. Ma, attenzione, non scappano dalla polizia ma solo dalla invivibilità di Napoli, quella generale e quella lavorativa».

9 LA STAMPA. Primo Piano. 9 GUIDO RUOTOLO NAPOLI Parla del dramma della morte di Davide e chiede rispetto e fiducia nell Arma dei Carabinieri. Il ministro dell Interno, Angelino Alfano, annuncia che con il comparto sicurezza si può arrivare in tempi rapidi a una intesa, se si abbassano i toni della polemica. E conferma la preoccupazione per la minaccia del terrorismo islamico. Ministro Alfano, da pochi minuti è finita la manifestazione al Rione Traiano per ricordare Davide, il ragazzo ucciso l altra notte da un carabiniere, al termine di un inseguimento. «Occorre avere rispetto del dramma di una intera famiglia. Nulla può giustificare la morte di un diciassettenne. Allo stesso tempo sento il bisogno di esprimere pubblicamente la stima grande e meritata che l Arma dei Carabinieri gode nel Paese e nelle Istituzioni». Il dolore per la morte di un ragazzo si è trasformato in atti di vandalismo contro mezzi delle forze di polizia. Napolicontinuaaessereuna miscela pericolosa in cui rischia di prendere il sopravvento la cultura della illegalità, della criminalità. «Napoli è una trincea difficilissima che noi guardiamo con molta attenzione. Siamo impegnati al massimo nell attività di prevenzione e repressione, convinti che ben presto i risultati non mancheranno». Ministro Alfano è chiaro che lei risponde come responsabile dell ordine e della sicurezza pubblica. Ma davvero crede che la repressione risolva il problema di Napoli? «So bene che pensarlo sarebbe una illusione. Napoli, come intere zone del Sud, ha bisogno di un lavoro in profondità che parta dalle scuole e faccia Napolièunatrincea BastavedereloStato comeunnemico Il ministro Alfano: nulla giustifica la morte di un ragazzino I poliziotti cercano di fermare i manifestanti a Napoli avvicinare la gente allo Stato - che non può essere visto come un nemico - e alle sue regole». Ma intanto bisogna dare risposte chiare e rapide sulle responsabilità dell altra notte. «Quei carabinieri, nonostante fosse da tre ore finito il turno di lavoro, erano impegnati nella ricerca di un latitante. Toccherà alla magistratura accertare la dinamica dei fatti. Mi fermo qui per il rispetto del dolore della famiglia del povero Davide». Ministro, per le forze di polizia lo straordinario non retribuito non ê una eccezione, è una regola. Ci sono margini per ricucire lo strappo con le forze del comparto sicurezza? «Ci sono se si mettono da parte i toni polemici e gli atteggiamenti minacciosi. Le loro richieste sono legittime». Serve un dialogo ravvicinato? «Da tempo io e il governo stavamo lavorando per il reperimento delle risorse necessarie. Il paradosso è che sul tavolo non c è la richiesta di un rinnovo contrattuale ma l eliminazione dei tetti salariali o delle promozioni bianche, alle quali non seguono adeguamenti salariali. Tutte cose giuste e sostenibili. Chiedo di lasciarci lavorare per trovare la soluzione senza esasperare il negoziato che può concludersi rapidamente». Ministro, la situazione dell ordine pubblico continua a essere preoccupante. Abbiamo visto quello che accade a Napoli (e al Sud) in queste ore. Al Nord c è un rischio, con la vicenda della Tav in Val di Susa, di un autunno caldo? In un contesto poi di crescenti tensioni sociali nel Paese? «Limitiamoci ai numeri. In un anno si sono tenute diecimila manifestazioni e il bilancio dell ordine pubblico è stato più che soddisfacente anche rispetto LAPRESSE ANSA La tragedia di Davide Faranno luce le indagini Ricordo che quei militari inseguivano un latitante nonostante il loro turno fossefinitodatreore Le richieste degli agenti Rivendicazioni giuste Chiedo solo di lasciarci lavorare per trovare la soluzione senza esasperare il negoziato L allarme terrorismo Di fronte alla minaccia graveediscalaglobale che insidia l Occidente e attenta ai suoi valori, lostatodiallertaèalto ad annunciati saccheggi, come nel caso della manifestazione nazionale di Roma». Converràcheiltemadell antagonismo o dell anarcoinsurrezionalismo è attuale. «Come lo è quello del tifo violento. Intanto sulla vicenda della Tav ribadisco che il dissenso è legittimo e ha il diritto di esprimersi nel rispetto delle regole. Abbiamo cambiato le norme per cui violare i cantieri della Tav equivale a violare siti militari. Lo Stato fa lo Stato e se decide legittimamente di fare un opera, quell opera va realizzata. Sugli stadi, mi sento rassicurato da un apparato di regole e sanzioni severe e importanti. Va bene anche la cooperazione tra società e forze di polizia. Ci sono le condizioni per fronteggiare ogni situazione». Torniamo agli scenari che preoccupano. Il terrorismo jihadista, l Isis. Non teme una riedizione degli attacchi di Madrid elondradel200e200? «Riferirò martedì in Parlamento. È inutile girarci attorno: di fronte alla minaccia grave e di scala globale che insidia la sicurezza dell Occidente e che attenta ai suoi valori, lo stato di allerta è alto». Retroscena AMEDEO LA MATTINA 20 ROMA Non è assolutamente previsto alcun incontro tra Renzi e i rappresentanti sindacali delle forze dell ordine. Nei prossimi giorni invece il premier vedrà il ministro della Difesa Pinotti e quello dell Interno Alfano, che stanno lavorando a una difficile ipotesi di accordo. A Palazzo Chigi ci sarà soprattutto il responsabile dell Economia Padoan: solo lui potrà quantificare la disponibilità economica del governo a venire incontro alle rivendicazioni di poliziotti, carabinieri, fiamme gialle e militari delle forze armate. Del resto è stato Padoan a inghiottire nella spending review i circa 20 milioni di risparmi che erano stati trovati a luglio nelle pieghe del bilancio dei ministeri ai quali fa capo il comparto Difesa e sicurezza pubblica. Milioni di euro che milioni I risparmi trovati a luglio nelle spese dei ministeri interessati potrebbero essere riutilizzati corpi Le Forze dell ordine sono divise in cinque corpi che dipendono da altrettanti ministeri dovevano servire per anticipare a ottobre lo sblocco del tetto salariale. Pochi per recuperare il miliardo di arretrati perso e nei quattro anni di blocco (ma su questo possono mettersi il Aumentitemporaneiograduali: dueipotesipersbloccare glistipendidelleforzedell ordine Nei prossimi giorni il vertice tra Difesa e Interno con Renzi cuore in pace). Pochissimi pure per adeguare nel 20 gli stipendi a qualifiche, promozioni e avanzamenti di grado. Né Renzi né Padoan sembrano intenzionati a scucire una montagna di soldi in questo momento di crisi finanziaria e mentre si chiede a tutti gli altri dipendenti pubblici di stringere la cinghia, bloccando il rinnovo contrattuale. È vero che si tratta di riconoscere la specialità di un comparto pubblico, ma a Palazzo Chigi e al ministero dell Economia si tiene il piede sul pedale del freno. I ministri da cui dipendono i carabinieri, poliziotti, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria e Corpo forestale invece premono per ottenere dei giusti riconoscimenti a chi svolge un lavoro particolare: vogliono in tutti i modi scongiurare lo LA PRIMA STRADA Salari più alti da ottobre ma soltanto fino a dicembre Poi di nuovo congelamento IL PIANO B Adeguamento progressivo entrounlassoditempo predefinito con i sindacati sciopero e qualunque azione di protesta. Allora si fanno varie ipotesi che comportano diverse dispo- nibilità finanziarie. C è l ipotesi minima di anticipare a ottobre lo sblocco del tetto agli stipendi, ma solo fino a dicembre (a gennaio 20 il blocco tornerebbe). In questo caso si utilizzerebbero quei 20 milioni già trovati a luglio. C è un altra ipotesi, certamente più costosa, che è quella di prevedere un adeguamento progressivo entro un lasso di tempo predefinito in un accordo tra governo e parti sindacali. In questo caso il blocco degli adeguamenti degli stipendi non scatterebbe per gli anni a venire. «Siamo ancora nel campo delle ipotesi - spiega il viceministro dell Interno Filippo Bubbico - non c è alcuna decisione. Bisogna ricercare un intesa con calma e senza alzare i toni». Renzi potrebbe cogliere l opportunità di questa vicenda per fare un primo passo verso forme di accorpamento delle cinque forze di polizia al fine di eliminare duplicazioni di funzioni e di spese. Ma su un passo del genere è contrario il partito del ministro Alfano. «Di fronte al disagio manifestato in queste ore - dice il coordinatore di Ncd Quagliariello - invocare accorpamenti, ristrutturazioni del comparto suona come un diversivo per sfuggire il problema reale che va affrontato attraverso soluzioni condivise».

10 0. Primo Piano.LA STAMPA MALTEMPO PUGLIA IN GINOCCHIO U Devastazione Oltre a tende e ombrelloni l acqua ha trascinato via auto e roulotte AlluvionesulGargano Campertrascinatiinmare Induenottiècadutalaquantitàdipioggiachesiregistrainunanno CARMINE FESTA PESCHICI (FOGGIA) In due notti sul Gargano è caduta più acqua di quanta qui non se ne veda in un anno intero: quattrocento millimetri. E il disastro è sotto gli occhi di tutti. Un morto accertato, un disperso, centinaia di feriti più o meno gravi. Sono sparite intere spiagge, campeggi e residence. L alluvione ha costretto residenti e turisti a cercare rifugio sui tetti mentre chi ha potuto - prima del blocco delle strade e della caduta di alcuni ponti - è scappato via da queste vacanze-incubo di settembre. L epicentro del disastro è Peschici, il paese che sette anni fa venne distrutto dal fuoco e Morto un 2enne Si cerca un disperso Salvati due bambini eunacoppiadidanesi S. Marco in Lamis SS89 interrotta X Rodi Carpino S. Giovanni Rotondo X vittime o dispersi zona evacuata per frane Peschici X Vico del Gargano zona e comuni più colpiti comuni isolati IL PRECEDENTE Sette anni fa l incendio con due morti Vieste FOTO CAUTILLO alla tarda serata di ieri le barche dei pescatori hanno girato a lungo alla ricerca di altre persone in difficoltà. Una scena spettrale osservata dalla costa e non dalla spiaggia che ormai non esiste più. La potenza dell acqua arrivata a valle attraverso i canali Ulse e Kalena ha cancellato tutto. E non solo a Peschici. Soffre anche Vieste mentre tutti i paesi dell entroterra, da Vico del Gargano a Carpino passando per San Marco in Lamis e Cagnano Varano, scrutano il cielo. Minaccia ancora pioggia. L emergenza non è finita. Sulla Statale 98 è crollato il ponte tra Peschici e San Distrutta la spiaggia di Peschici Le autorità invitano a non mettersi in viaggio che oggi vede sepolto dal fango ciò che sopravvisse allora e ciò che si è tentato di ricostruire. L unica vittima accertata è un giovane agricoltore di Vico del Gargano, Antonio Facenna di 2 anni. Lo hanno trovato morto sotto la sua auto trascinata via dal fango a Carpino dove il contadino stava andando per lavorare nella masseria di famiglia. Risulta disperso Vincenzo Blenx, 70 anni di Peschici. In paese c è chi dice di aver visto il suo corpo inghiottito dalle onde, ma altri smentiscono. E in queste ore convulse è difficile recuperare la posizione di tutti. Una vittima indiretta delle bombe d acqua cadute sul Gargano è anche Michele Di Donato, anni, panettiere di San Severo. È stato colpito da infarto e l ambulanza su cui era stato Un uomo mostra i danni dell alluvione nel centro di Peschici caricato è rimasta impantanata dalle strade diventate viscide lingue di fango. Per tutta la giornata di ieri sulla terra e in mare è scattata la ricerca di altre persone che le voci della gente davano per disperse. Ieri, prima della smentita ufficiale della Prefettura di Foggia, risultavano dispersi due bimbi di 7 e anni, turisti stranieri poi ritrovati sani e salvi. Altri due turisti di anni, marito e moglie danesi, sono finiti in mare con il loro camper. Li hanno salvati mentre il mezzo trascinato in acqua stava per affondare. Un elicottero ha portato in salvo un bambino ferito dall alluvione mentre dai campeggi ormai cancellati giungono testimonianze agghiaccianti. Turisti che hanno visto i loro camper finire in mare, altri che si sono salvati solo perché rimasti intrappolati dagli alberi che hanno fermato la furia di acque che altrimenti li avrebbero portati al largo. E in mare fino Sette anni fa fu il fuoco l incubo di Peschici. Il 2 luglio 2007 l incendio della collina verde del Gargano arrivò fino alle spiagge. Ci furono due morti. In migliaia trovarono riparo in mare. Altri rimasero intrappolati nei campeggi mentre i camper si squagliavano e le bombole di gas esplodevano. L incendio in cui persero la vita i fratelli Carmela Maria e Rocco Fasanella, rimasti intrappolati nella loro auto, durò diversi giorni. E non ha mai avuto responsabili. Menaio, difficile dunque raggiungere anche la superstrada che dalle località turistiche porta a Poggio Imperiale. Le autorità locali invitano i turisti che non hanno lasciato per tempo il Gargano a non mettersi in viaggio. Le stradine e i tornanti sono ancora a rischio di smottamenti e frane. Ciò che invece è già franata è la speranza degli operatori turistici. L estate iniziata con le piogge è finita peggio. Drammatica anche la condizione dei campi. L agricoltura del Gargano, l agrumeto di Puglia, è in ginocchio. La stima dei primi danni racconta già di aziende destinate a chiudere e di contadini che hanno perso tutto. Oggi sul Gargano è atteso l arrivo del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che ha già chiesto aiuto al governo. Con lui ci sarà il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Campeggieresidence sortisullefiumare: ildisastroerainevitabile Gli ambientalisti: Ora le parole servono a poco Retroscena PESCHICI (FOGGIA) Che i canali Ulse e Kalena fossero dedicati al convogliamento delle acque, la gente del Gargano lo ha sempre saputo. Una tra Una foto della costa sommersa dall acqua le prove sta nelle fotografie dell alluvione del 98 che Raffaele Vigilante ha postato ieri su Facebook insieme a quelle di ieri. Vigilante è un ex amministratore di Peschici oggi leader del «movimento no triv» contro le trivellazioni per la ricerca del petrolio alle isole Tremiti. E spiega: «La differenza tra l alluvione del 8 e quella di ieri sta nelle cose finite in mare. I canali convogliano l acqua della Foresta Umbra, ma nel 8 a mare non sono finite roulotte né la gente è stata costretta a salire sui tetti per evitare di essere trascinata via dall acqua». Perché roulotte e pezzi di villette siano finite a mare con l alluvione di ieri è presto detto. La gente di qui sapeva della funzione dei canali, ma se ne è dimenticata, non ha fatto manutenzione di niente e anzi li ha usati per una funzione impropria: lì dentro si è costruito, sono stati inaugurati campeggi che hanno promesso il contatto diretto con la natura. Quello di ieri è stato un contatto devastante. Ma le responsabilità non possono fermarsi alla gente garganica e alla loro voglia di utilizzare il territorio per fare ANSA turismo. C è un Autorità di Bacino che avrebbe dovuto esprimersi negativamente sui progetti più audaci, ci sono decine di amministratori locali che ora dovrebbero fare severa autocritica per le cose che hanno permesso, prima di spendere parole di cordoglio per i fatti tragici di ieri. L eventualità che campeggi, residence e hotel potessero dare una mano al dissesto idrogeologico è sotto gli occhi di tutti. Ma quegli occhi sono rimasti chiusi a lungo mentre mani firmavano autorizzazioni che invece non andavano concesse, almeno non così. Il risultato è evidente. Peschici stava ora provando a ricostruire, contraendo debiti, ciò che il rogo di sette anni fa aveva mandato in fumo. L alluvione delle notti scorse è un altra mazzata che il paese è chiamato a sopportare. Ce la farà? Gli operatori turistici hanno vissuto qui stagioni da favola. Sembrano un sogno lontano. La natura trascurata e tradita si è presa ora la sua rivincita. E qui a Peschici si incrociano solo sguardi persi nel vuoto. «Siamo tutti in attesa di fatti. Riusciremo a riprenderci solo così. Le parole servono a poco» aggiunge Vigilante. E anche chi ha criticato i «no triv» ora dà loro ragione. [CAR. FES.]

11 CHIESA L AIUTO AI POVERI U 0 euro Il costo di una pergamena con la benedizione papale nei negozi intorno alla Città del Vaticano LA STAMPA. Primo Piano. euro La quota che finiva all Elemosineria apostolica, l istituzione che elargisce la carità per il Pontefice SEGUE DALLA PRIMA PAGINA La storia ANDREA TORNIELLI CITTÀ DEL VATICANO Le benedizioni portavano alle casse dell Elemosineria apostolica- l istituzionestoricachesidedicaa elargire la carità del Papa -soltantotreeuroapergamenaper lafirmaeiltimbro.papafrancescohadecisodidirebasta,portando ora a compimento un processo iniziato già quattro anni fa, con Benedetto XVI. Loscorso2aprileilvescovo Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, ha inviato una lettera ai titolari delle convenzioni, informandoli che tutto finirà inderogabilmente il prossimo dicembre. Da gennaio 20 non sarà dunque più possibile ordinare presso uno dei negozi esterni al Vaticano la pergamena con la benedizione, da regalareaunacoppiadisposinovellioinoccasionediunanniversario. Chiunque vorrà la benedizione, dovrà rivolgersi direttamente all Elemosineria, come peraltro è sempre stato possibile fare, anche LA RICHIESTA DELL ELEMOSINERIA Vuole gestire direttamente il desiderio dei fedeli per devolvere tutto ai poveri PapaFrancescodicebasta albusinessdellepergamene Chiuse le convenzioni con 0 negozi che guadagnavano vendendo le benedizioni La protesta I negozianti che per vari decenni hanno gestito parte del commercio delle pergamene hanno inviato una lettera al Papa per chiedere di poter continuare i loro affari ELEMC}SINIERE DI SIJ,A. SA.NTITA Prot. N MARKA La lettera Dal Vatican o, 2 Aprile 20 Agli Istituti, Enti, Negozi e singoli Individui firmatari della Convenzione per i diplomi di Benedizione Apostolica Gentilissimo Titolare, la Convenzione stipulata con questo Ufficio per la presentazione delle domande per la concessione della Benedizione Apostolica su carta pergamena è in scadenza definitiva il Dicembre 20. Iwnnzitutto desidero e mi preme ricordare che la Elemosineria Apostolica ha il compito di esercitare la carità verso i poveri a nome del Sommo Pontefice. A ragione di tale ed esclusiva finalità cafitativa, infatti, Papa Leone XIII aveva dato al Suo Elemosiniere la facoltà di concedere la Benedizione Apostolica a mezzo di diplomi, ffinché l'ufficio preposto alla carità avesse le risorse necessarie per praticarla. Successivamente questo Ufficio ritenne opportuno awalersi anche della collaborazione di altre persone o istituzioni, come negozi e librerie, per rendere accessibile ad un numero sempre più crescente di pellegrini che giungevano a Roma la possibilità di ottenere la Benedizione del Santo Padre su pergamena. In questi ultimi aruri l'elemosineria Apostolica ha inserito nel sito internet del Vaticano la propriapagina (www.elemosineria.va), offrendo così la possibilità a chiunque di richiedere la Benedizione di Sua Santità. Inoltre, nel Settembre scorso, la facolta di concedere la Benedizione Papale su pergamena è stata benevolmente estesa da Papa Francesco agli Ecc.mi Nunzi Apostolici sparsi in tutto il Ilmessaggioconcuil Elemosineria spiegava che non avrebbe rinnovato la concessione con i negozi. mondo. Pertanto, considerato tutto quanto, desidero con questo scritto ribadire e ricordare per tempo a tutti coloro che hanno sottoscritto la Convenzione con l'elemosineria Apostolica, benchè il procedimento per la chiusura sia iniziato il o Gennaio 200 e affinchè ognuno possa gestire le proprie risorse nel modo più opportuno, che essa avrà la scadenza il l Dicembre c.a. e non verrà più rinnovata né potrà usufruire di ulteriori proroghe, in modo tale che tale servizio possa tornare come in origine esclusivamente di competenza di questo Ufficio e rimanere con la sola ed unicafinalità caritativa per cui è nata. Mentre desidero esprimerle la più sincera gratitudine e ringraziarla dell'auspicata benevola comprensione, colgo looccasione per porgere cordiali saluti e auguri di felice Santa Pasqua.Al*.- x Konrad Krajewski via fax o via web(www.elemosineria.va). Il prezzo della pergamena variaquidai7europerquellapiù sempliceepiùpiccola,finoai2euro per quelle di dimensioni maggiori.chilaordinaperregalareunricordo in occasione di qualche speciale circostanza, sa che tutto il denaro sarà donato ai poveri: negli ultimi due mesi l Elemosineria apostolica, grazie al ricavato delle pergamene, ha potuto donare 200mila euroapersoneindifficoltànelpagare le bollette o l affitto. Pur avendo ricevuto un primo avvisogiàneglianniscorsi,elalettera ufficiale lo scorso aprile, i negozianti stanno cercando di resistere: le pergamene vendute direttamentedalorosiaggiranotralee le20milaalmese.ilcostodellacarta variadai2aieuro,conillavorodi stampaeleinizialiamanosiarrivaa -8euro.Aquestosiaggiungeilcostodieurodeltimbroedellafirma vaticana(gli unici soldi poi effettivamentedevolutiperipoveri),esiarrivacosìa9-0euro.tuttoilrestoè guadagno per il venditore. I negozianti, circa una cinquantina, hanno protestato con una lettera indirizzataalpapa,dellaqualeierihadato notizia l agenzia Ansa. Ma Francesco e monsignor Krajewski sono decisi a continuare per la strada intrapresa. Nella lette- rainviataloscorso2aprileaititola- ri delle concessioni, l Elemosineria apostolica ricorda di avere come compito proprio quello di«esercitarelacaritàversoipoverianomedel Sommo Pontefice» dato che solo per questomotivo,piùdiunsecolofa, Leone XIII aveva dato all elemosiniere«la facoltà di concedere la Benedizione apostolica a mezzo di diplomi, affinché l Ufficio preposto alla carità avesse le risorse necessarie per praticarla». Fu soprattutto in occasione dell Anno Santo del 90 che il Vaticano cominciò ad avvalersi anche della collaborazione di altre persone o istituzioni, come negozi e librerie, «per rendere accessibile ad un numero sempre più crescente di pellegrini che giungevano a Roma» la possibilità di ottenere la benedizione. Ma sessant anni fanonc erainternet, e il piccolo ufficio vaticano aveva difficoltà a ricevere fisicamente la mole di richieste. Ora bastano pochi clic, e da ogni parte del globo si può ordinare la pergamena ricevendola per posta. Inoltre, si legge ancora nella lettera, dallo scorso settembrelafacoltàdi concedere la benedizione papale su pergamena èstataestesadafrancescoancheai nunzi apostolici nei vari Paesi del mondo. Insomma, non c è più bisogno di intermediari. C è invece bisogno che tutto il ricavato venga distribuito ai poveri. Gli unici«esterni» che continueranno a lavorare per l Elemosineria, fanno sapere in Vaticano, saranno i monasteri di clausura, dove vengono preparate le pergamene più pregiate scritte interamente a mano. È probabile che, almeno inizialmente, la fine delle concessioni porti una diminuzione del numero di pergamene. Malagestionedirettadituttelerichieste di sicuro aumenterà i fondi da distribuire in beneficenza.

12 2. Estero.LA STAMPA DRAMMATICA DECISIONE DEL GOVERNO PER FERMARE L EPIDEMIA Ebola,tuttalaSierraLeone finisceinquarantena Pergiornistateincasa Le tappe del contagio Febbraio L epidemia è iniziata in Guinea e si è poi diffusa in Liberia, Sierra Leone e Nigeria È la più grave della storia 2 luglio I morti arrivano a 000. Scattano controlli straordinari negli aeroporti Usa e Ue e misure d emergenza in Guinea, Liberia e Sierra Leone 22 Agosto Mentre le vittime sono salite a 00 il medico americano contagiato guarisce grazie allo Zmapp, siero sperimentale mai provato prima Una madre con il suo bimbo in un area in quarantena di un ospedale della Sierra Leone FRANCESCA PACI ROMA Con almeno 9 delle attuali vittime dell Ebola e.79 delle.9 infezioni confermate, la Sierra Leone è uno dei paesi dell Africa Occidentale più colpiti. I morti aumentano, l epidemia non si ferma, il vaccino tarda. Così ieri il governo di Freetown ha deciso una radicale quanto discutibile contromisura: dal 8 a 2 settembre tutti i cittadini dovranno restare nelle proprie abitazioni per consentire ai medici di identificare e isolare i nuovi casi. «Quattro giorni di quarantena sono molti ma dobbiamo fermare il contagio una volta per sempre», spiega il consulente della presidente Ibrahim Ben Kargbo. L ammissione d una difficoltà ingestibile che ANSA lascia però tiepide le organizzazioni umanitarie. E non solo perché il mese scorso un analoga decisione dell esecutivo liberiano causò violenti scontri nelle strade di Monrovia. Secondo Médecins sans Frontières blindare la popolazione in casa potrebbe provocare una reazione opposta a quella desiderata, diluire la fiducia nelle autorità e spingere i mala- Le vittime Una squadra di medici porta una vittima dell Ebola fuori da una casa. I morti accertati sono 200 dall inizio del contagio Le fughe Un uomo che ha contratto il virus viene riportato nell area di quarantena dopo esserne fuggito. Uno dei problemi più gravi è che i contagiati non vanno negli ospedali ti in rischiosa clandestinità. Quella all Ebola resta per ora una guerra di posizione. Mentre in assenza degli avanguardistici farmaci biotech gli esperti dell Organizzazione mondiale della sanità sdoganano le trasfusioni di sangue da persone guarite e dotate degli anticorpi contro il virus, il bollettino del contagio denuncia il pericolo di 20 mila nuovi casi prima del contenimento dell epidemia (gli esperti calcolano /9 mesi e un costo di almeno 00 milioni di dollari, una corsa contro il tempo che solo ad agosto ha visto.000 decessi). L Africa Occidentale è in trincea. La Nigeria reagisce con un fac simile di normalità riaprendo le scuole chiuse finora per precauzione. La Sierra Leone manda in strada una task force da 2 mila agenti per garantire la quarantena. Replica antitetiche al medesimo smarrimento. Il direttore del programma di assistenza alla maternità di Freetown MamaYe Mohamed Yilla spiega al quotidiano «The Guardian» che, se efficace, la serrata potrebbe produrre risultati positivi: «Uno dei problemi è che i contagiati non vanno all ospedale ma restano in casa e finiscono così per infettare gli altri membri della famiglia» Secondo il dottor Yilla tra il 8 e il 2 settembre potrebbero essere identificati mille nuovi potenziali casi. Ma oltre alle perplessità dei REUTERS team medici internazionali ci sono quelle di Ong come Street Child, preoccupata dalla sorte dei «bambini di strada»: dove andranno quando i mercati, in cui molti di loro vivono, saranno chiusi? Dal 8 settembre infatti il governo ha imposto anche il blocco di qualsiasi attività commerciale, nessuno potrà circolare ad eccezione del personale sanitario. Il mondo sta a guardare con ansia crescente. La storia dell africano morto ieri su un volo tra Accra, in Ghana, e Roma, ha fatto scattare sinistre sirene d allarme finchè i dottori non hanno certificato l infarto. Con la paura cresce il sospetto. Retroscena PAOLO RUSSO ROMA Un ideatuttamadeinitaly, che diventa realtà con capitale di rischio straniero, consentendo in solo cinque anni di ottenere ricavi almeno dieci volte tanto l investimento iniziale. Il tutto salvando e promettendo di implementare posti di lavoro altamente qualificati. È il «miracolo italiano» del vaccino anti-ebola, che oggi verrà spiegato nei dettagli alla comunità scientifica internazionale dall edizione on line di «Nature Medicine». La scoperta che promette di fermare l epidemia che in Africa è costata già 200 vite nasce a 2 chilometri da Roma, nella cittadella scientifica che è la Irbm Science Park di Pomezia. Un po di verde, pannelli solari che ne garantiscono l autonomia energetica, un inceneritore per smaltire i rifiuti e tanti laboratori super attrezzati, dove lavorano una cinquantina di persone, in larga parte ricercatori under 0. Una bella realtà, che non ne cancella però un altra, quella delle tante aziende che hanno sbaraccato o ridotto drasticamente gli organici in quello che era considerato fino a due anni fa uno dei più grandi poli farmaceutici italiani. L Irbm l aveva messa su proprio quel professor Riccardo Cortese, alla guida del team italo-svizzero che promette di dare scacco non solo a Ebola ma anche ad Hiv, epatite C e malaria, «perché il meccanismo con il Vaccino,unasperanzadall Italia Cosìpossiamobattereilmorbo Oggi l Irbm di Pomezia presenta una cura su Nature Medicine 20 milioni Il capitale iniziale che ha permesso la ricerca che ha portato al vaccino quale agisce il vaccino è praticamente lo stesso, bastano piccole modifiche e può funzionare anche contro altri virus», assicura il professore. Lui l Irbm l ha diretta per anni, prima di togliere il disturbo dopo l acquisto da parte del colossofarmaceuticoamericanomerk,laqualeasuavoltal hacedutaa un lungimirante imprenditore italiano, Piero Di Lorenzo. Ma all inizio con gli americani non c è intesa. Da qui l idea di creare Okairos, società biotech specializzata in vaccini ancora tutti da scoprire. «L idea del vaccino contro Ebola e altri virus micidiali l avevamo già in mente, ma nessuna delle tante porte alla quali ho bussato si è aperta», racconta Cortese. Tutto il contrario di quel che avvienequandoilprofessoresitrasferisce a Basilea, «perché se da noi ne trovi due disposti a investire capitale di rischio qui sono almeno La squadra Il professor Riccardo Cortese guida il team italo-svizzero che promette di dare scacco a Ebola dai laboratori di Pomezia mille». E i soldi arrivano, inizialmente 20 milioni, ai quali poi si aggiungeranno le risorse messe sul piatto dalla Regione Lazio, dal Cnr edall Istituto Superiore di Sanità. Quando le professionalità ci sono però il rischio viene ripagato. La piccola Okairos si rilancia a testa bassa nella ricerca del vaccino anti-ebola, lavorando a stretto contatto anche con i National Institutes of Healt americani. I risultati arrivano, «con mio stupore i test sulle scimmie danno risultati eccezionali e arriva l ok dell Aifa e della Food & Drug Administration americana alla sperimentazione sull uomo», ricorda il professore. Che poi spiega in parole semplici come funziona il vaccino, anticipando i risultati pubblicati oggi. «Siamo partiti da un banale adenovirus (quello del raffreddore, ndr). Con delle modificazioni genetiche siamo riusciti a trasformarlo in un killer capace di agire contro gli agenti patogeni». Ebola, ma anche Hiv e altri virus. «Le cellule modificate - prosegue - non si limitano a creare anticorpi come i tradizionali vaccini preventivi, ma riescono a individuare il virus proprio quando questo si introduce nell organismo, bloc- cando l infezione sul nascere». Una scoperta che potrebbe salvare milioni di vite umane se supererà l esame dei test sull uomo, che partiranno su 0 mila portatoridiebolamachepotrebberopresto essere estesi ad altre malattie mortali. Ma per passare dall invenzione alla produzione servono stabilimenti attrezzati e specializzati. Servono insomma capitali che solo le multinazionali possono mettere in campo. E infatti la bella favola italiana finisce qui, per virare verso un finale già noto a molte imprese nostrane. Non certo solo del farmaceutico. Cortese infatti vende la sua Okairos alla multinazionale dellapillolaglaxosmithkline, che preparerà sempre a Pomezia, i primi lotti di vaccino. «Siamo partiti da 20 milioni di venture capital e abbiamo venduto nel 20 dopo solo anni per 20 milioni», dichiara con orgoglio l inventore del vaccino. Che però ci tiene a ricordare che il capitale umano resta made in Italy. In Usa quando parlano di innovazione usano dire «we need a new game», abbiamo bisogno di unnuovogioco. Chissàcheilvaccino anti-ebola non ci insegni come essere anche noi della partita. Il Lotto ConcorsoN.07-SabatoSettembre Bari Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Palermo Roma Torino Venezia Nazionale 2 8 SUPERENALOTTO Combinazionevincente 2 numerojolly superstar 2 MONTEPREMI.72.97,29 JACKPOT ,9 Nessun Nessun+ Aiconpunti.98,0 Ai720conpunti 70,72 Ai2.9conpunti 20,78 0eLOTTO Numeri vincenti

13 LA STAMPA. Estero. FONTI CURDE: RAPITI NELLE COMUNITÀ YAZIDE E SCIITE SOTTO ATTACCO Mosul,00bambini prigionieridell Isis Usaticomeostaggi L Egitto nella coalizione anti-califfo: Attacca il Sinai GIORDANO STABILE Ci sono cento bambini iracheni in ostaggio a Mosul, chiusi in un orfanotrofio e usati come potenziali scudi umani. Per metà sono della minoranza yazida, salvata dai raid americani dall assedio sui monti Sinjar, gli altri sono sciiti, forse rapiti dai jihadisti a giugno nelle località di Tellafar e Shingal. La notizia è trapelata da alcuni abitanti di Mosul ed è stata rilanciata dal sito curdo-iracheno Rudaw. L istituto si trova nel quartiere di Zuhir, nella città caduta all inizio di giugno nelle mani del califfo Abu Bakr Al Baghdadi. Una città sotto il tallone degli jihadisti dalle bandiere nere, dove le voci non posso essere verificate in modo indipendente. Sempre siti curdi parlano di altre centinaia di civili, donne e bambini, prigionieri in città, che il califfo vorrebbe usare come «deterrente» contro i raid dell aviazione irachena e americana. E nei giorni scorsi avevano diffuso la notizia dell uccisione dello stesso Al Baghdadi, in un blitz americano, che avrebbe eliminato il comandante Hajar al Sufi, uno dei suoi luogotenenti. Ma lo stesso Pentagono ha smentito. Anche perché Al Baghdadi si trova probabilmente a Raqqa, in Siria, al centro dei suoi domini che si estendono su una superficie grande come l Italia. La sua «capitale» è stata colpita ieri ( i morti) dai jet di Bashar al Assad, il presidente siriano che dovrebbe consentire eventuali raid americani sul suo territorio e con il quale l Occidente non vuole allearsi. Al vertice della Nato in Galles, venerdì, ha preso corpo, con l adesione di 0 Paesi, compresa l Italia, la coalizione che dovrebbe distruggere l Isis partendo dall Iraq. Ma che non 720 soldati Dopo la conquista della base di Tabqa centinaia di militari siriani sono stati giustiziati 700 da Falluja Nella città conquistata a gennaio sarebbero state sequestrate centinaia di civili 00 yazidi Sono stati uccisi nell assedio al monte Sinjar rotto dai raid dell aviazione americana Sotto una madre in fuga avrà «niente a che vedere col 200», come ha sottolineato la portavoce del Dipartimento di Stato, Marie Harf. Cioè non si profila nessun attacco da terra da parte di truppe Usa o europee, come nell invasione che portò alla caduta di Saddam Hussein. Il grosso dell offensiva dovrebbe essere condotto dall esercito iracheno e dai peshmerga curdi. Prima bisogna formare un governo che includa i sunniti. Il premier incaricato Haider al Abadi, secondo indiscrezioni riportate da Al Arabiya, starebbe pensando di graziare l ex braccio destro di Saddam, il cristiano Tarek Aziz, per ottenere il consenso delle formazioni sunnite. Un impresa ardua in un Paese così diviso, dove, dopo aver sconfitto i jihadisti ad Amerli, le milizie curde e sciite hanno cominciato subito a litigare fra loro, con i peshmerga alla fine cacciati dalla città. Un elemento più affidabile della coalizione anti-isis sarà invece l Egitto, che ieri si è candidato ufficialmente a farne parte. Il Cairo ha denunciato la presenza di militanti dell Isis nel Sinai. E appoggia il generale Khalifa Haftar in Libia. Ieri una delle sue unità, la brigata Halbous, ha sferrato un durissimo attacco a Bengasi, «uccidendo 200 jihadisti». MOGHERINI: «SEGNALI DI PACE» Ucraina, regge la tregua Ma Putin minaccia l Ue Se varate le sanzioni sapremo rispondere ANNA ZAFESOVA La tregua nell Est ucraino sembra reggere, e Petro Poroshenko e Vladimir Putin continuano a parlarsi, in una trattativa dalla qual trapela poco ma che potrebbe riservare sorprese. I due presidenti si sono sentiti ieri per constatare «il rispetto globale» del cessate il fuoco firmato venerdì a Minsk - anche se sia i separatisti che l esercito ucraino hanno denunciato numerosi episodi di violazione che hanno portato anche a diverse vittime - e hanno discusso «ulteriori passi» per consolidare la tregua. Da Lugansk e Donetsk arrivano notizie della prima notte di quiete dopo tante settimane, mentre i separatisti e il governo ucraino si stanno scambiando le liste dei prigionieri per procedere allo scambio. Ma ieri pomeriggio gli attacchi sono ripresi impedendo a un convoglio umanitario ucraino di raggiungere Lugansk. La storia PAOLO LEVI PARIGI Il mondo è piccolo, anche quando si tratta di terroristi della jihad. Dopo mesi di silenzio, un ex ostaggio francese in Siria, il giornalista Nicolas Hénin, ha rivelato che Mehdi Nemmouche, il fondamentalista islamico responsabile della strage al museo ebraico di Bruxelles sarebbe stato uno dei carcerieri degli ostaggi occidentali sequestrati dai miliziani dello Stato Islamico (Isis). Altri tre giornalisti francesi sequestrati assieme a Henin e liberati in aprile - Didier François, Edouard Elias e Pierre Torres - lo hanno riconosciuto con diversi gradi di certezza. E, a quanto scrive «Le Monde», vi sono elementi per ritenere che Nemmouche, cittadino francese di origini algerine, sia stato anche fra i carcerieri di James Foley, il giornalista Usa decapitato il 20 agosto. L informazione doveva rimanere segreta. Ma dopo alcune indiscrezioni di stampa, «Le Point», il settimanale per cui scrive Hénin, ha deciso di pubblicare l «agghiacciante» testimonianza del suo cronista. «Quando Nemmouche non cantava, torturava - ha raccontato, ripercorrendo i mesi della sua prigionia, fra luglio e dicembre 20, in un ex ospedale di Aleppo trasformato in carcere dagli integralisti dell Isis - era membro di un piccolo gruppo di francesi il cui arrivo terrorizzava la cinquantina di prigionieri siriani detenuti nelle celle vicine. Ogni sera, nella sala dove ero stato interrogato piovevano botte. La tortura durava tutta la notte, fino alla preghiera dell alba. Alle urla dei prigionieri, rispondevano a volte dei mugolii in francese». Hénin stesso ricorda di essere stato picchiato da Nemmouche, che conosceva dietro allo pseudonimo di «Abu Omar» e che ribattezzò «Abu Omar il picchiatore». Sulle colonne di «Le Point», il reporter descrive il suo carceriere come un uomo «egocentrico e affabulatore», «sbandato e perverso», per cui «la jihad era solo un pretesto per soddisfare una sete malata di notorietà». Da Parigi, il ministro dell Interno, Bernard Cazeneuve, ha confermato che gli 007 francesi avevano già «trasmesso alla giustizia alcuni elementi lasciando pensare che (Nemmouche, ndr) poteva essere uno dei carcerieri dei nostri ostaggi». Il ministro non ha fornito altri dettagli: «Ora spetta alla giustizia fare il suo lavoro», si è limitato a dire. Nemmouche è stato arrestato in Francia ed estradato in Belgio, La vittima Il giornalista americano James Foley nel video che mostra la sua esecuzione. Imprigionato dal 202 all agosto 20, fra i suoi i carcerieri c era anche il franco-algerino Mehdi Nemmouche il 29 luglio. In carcere, a Bruges, ha mantenuto assoluto silenzio. Due mesi prima, il 2 maggio, al museo ebraico di Bruxelles - che il settembre riaprirà i battenti dopo cinque mesi di chiusura - assassinò due turisti israeliani, una francese e un impiegato belga. Venne intercettato dai doganieri francesi qualche giorno dopo, il 0 maggio, assolutamente per caso, durante un controllo di routine a Marsiglia, a bordo di un pullman proveniente da Amsterdam, via Bruxelles. Nella valigia, Il killer Nemmouche, tornato dalla Siria, il 2 maggio ha ucciso persone Il testimone Il reporter di «Le Point» Nicolas Hénin: nel 20 è stato tenuto per mesi in una prigione dell Isis ad Aleppo assieme, fra gli altri, a James Foley. Ha riconosciuto fra gli aguzzini Nemmouche EraunodeicarcerieridiFoley ilfrancesechehafattostrage almuseoebraicodibruxelles Lex ostaggio Hénin: l ho riconosciuto, cantava e torturava nascondeva una pistola, centinaia di cartucce e micce e un kalashnikov avvolto in un lenzuolo bianco con la sigla dell Isis. Il 2 settembre la giustizia belga si pronuncerà sul prolungamento o meno della custodia preventiva. Nemmouche è un paradigma della «bolla» jihadista che si insinua in Europa: sarebbero circa i giovani europei, in gran parte vicini agli slogan di Al Qaeda, andati a combattere al fianco degli integralisti islamici in Siria, tra cui circa francesi. Un miliziano prorusso nell Ucraina dell Est REUTERS «Un primo segnale di pace», dice il ministro degli Esteri e Alto Commissario designato per la politica estera europea Federica Mogherini. Anche se l Ue lunedì dovrebbe rendere note le nuove sanzioni contro la Russia, e il ministero degli Esteri di Mosca ieri ha minacciato «contromisure». La guerra dei divieti commerciali intanto continua: un tribunale ha respinto la richiesta di McDonald s di riaprire i ristoranti chiusi a Mosca con la scusa di «rischio di infezioni di massa». Qualche giorno fa la Russia ha esteso il divieto di importazione sui cioccolatini Roshen di proprietà del presidente Poroshenko a tutti i dolci made in Ukraine. L Antimonopolio ha avviato «verifiche» dei produttori nazionali sotto accusa per aver aumentato i prezzi di carne e pollame dopo che le contro-sanzioni sugli alimentari occidentali introdotte dal Cremlino hanno tolto dal mercato i concorrenti. I consumatori denunciano prezzi quasi raddoppiati in alcune regioni, e l Ente per la statistica ufficiale è costretto a registrare un 0% di inflazione sugli alimentari ad agosto. E mentre gli scaffali con alcuni prodotti prevalentemente europei nei supermercati di Mosca si sono svuotati il divieto comincia a farsi sentire anche sui produttori. La Danone ha annunciato la chiusura della sua fabbrica a Smolensk per mancanza di materia prima (la Russia non produce latte a sufficienza). E a Kaluga è stato fermato per due settimane l impianto della Volkswagen. In questo caso le sanzioni non c entrano direttamente, ma il consorzio tedesco lamenta una caduta del mercato russo. L economia era sull orlo della recessione già prima del braccio di ferro economico con l Occidente. E ora le sanzioni minacciano di fermare il suo motore principale. Il vice-presidente della Lukoil Leonid Fedun ha dichiarato qualche giorno fa che l estrazione di petrolio in Russia potrebbe smettere di crescere quest anno, e cominciare a scendere nel 20. Un evento che gli esperti del settore attendevano, anche se tra qualche anno, a causa del prosciugamento dei vecchi giacimenti. Ma ora le sanzioni europee vietano di vendere alla Russia tecnologie avanzate di trivellazione, bloccando lo sviluppo di nuovi pozzi. E la major statale Rosneft, la più colpita dalle sanzioni, si prepara a licenziare un quarto dei dipendenti del suo ufficio centrale, mentre la sua mensa dirigenti, riferiscono i media russi, è costretta a riscrivere i menù escludendo cozze, petto d anatra, filetto e salmone importati dai Paesi occidentali.

14 . Estero.LA STAMPA Intervista GRAZIA LONGO ROMA Saròunamaròcomemiopadre Maadessoriportatemeloacasa LafigliadiLatorre: Nonstabene.Romachiedeilrimpatrioperragionidisalute Siamo vicini alla svolta? Già domani si svolgerà la prima udienza, a New Delhi, di fronte alla Corte suprema indiana, per chiedere il rimpatrio del marò Massimiliano Latorre per ragioni sanitarie. L istanza dei suoi avvocati verrà avanzata contestualmente a un udienza precedentemente fissata per chiudere la procedura del rinnovo delle garanzie bancarie per la libertà dietro cauzione di Latorre e Salvatore Girone, arrestati dopo la morte di due pescatori indiani in un operazione anti-pirateria. L obiettivo dei legali è quello di ottenere che la nuova sollecitazione venga esaminata il giorno stesso. Domani, appunto. E sussistono buone probabilità che ciò si realizzi. La nuova mossa difensiva è stata avviata dopo l attacco ischemico transitorio subito da Latorre domenica scorsa. Il giorno successivo il ministro della Difesa Roberta Pinotti era volata in India insieme a un team di neurologi italiani. E, nonostante i ripetuti apprezzamenti delle cure ricevute all ospedale di New Delhi, si punta ora a un recupero completo in un ambiente sereno e privo di stress, con terapie riabilitative in Italia. A New Delhi è in arrivo il capitano di vascello Salvatore Mendicini, neurologo e direttore dell Ospedale militare di Taranto, accompagnato da un fisioterapista e un infermiera. La speranza è che all eventuale rimpatrio di Latorre segua immediatamente anche quello di Girone. Fondamentale sarà, quindi, l attività diplomatica. unica ansia è che papà torni presto a ca- «Lamia sa. Anche perché l ho sentito stamattina (ieri, ndr) al telefono e non sta ancora bene. All ospedale di New Delhi sta seguendo corsi di logopedia e di fisioterapia per problemi di equilibrio dopo l ischemia cerebrale». La rivendicazione rabbiosa dei giorni scorsi di Giulia - 20 anni, figlia del marò Massimiliano Latorre - cede il passo a riflessioni più pacate, all insegna dell ottimismo. Lunedì scorso su Facebook lei aveva fatto ricorso a parolemoltoforticontroilgo- verno italiano. La possibilità che suo padre rientri in Italia, nelcasochelacortesuprema indiana accolga la richiesta per motivi di salute, la rende più serena? «Innanzitutto vorrei chiarire che non avevo scritto parolacce, ma solo asterischi, riferendomi peraltro non soltanto al problema dell arresto ingiusto di mio padre. E inoltre, qualcuno ha creato pure una pagina Fb falsa per crearmi problemi. La mia rabbia certo, non me la può levare nessuno, ma mi fido delle rassicurazioni di papà, che nonostante stia male cerca di farmi stare tranquilla». Echecosaledice? «Di avere fiducia in tutto quello che lo Stato italiano sta facendo per lui e per Salvatore Girone. Ora purtroppo c è pure la preoccupazione per l ischemia, ma spero davvero che la Corte suprema indiana accolga la richiesta degli avvocati. Mio padre non dovrebbe essere detenuto in India, il suo posto è in Italia». Le ha mai spiegato com è andata quella sera della sparatoria? «Di questo non posso parlare, per via dell inchiesta, ma posso tranquillamente dire che mio padre ha sempre servito con onore lo Stato. Lui è un fuciliere della Marina, un soldato con valori sani e profondi che mi ha sempre trasmesso». Finoachepunto? «Le basta se le dico che anche io vorrei arruolarmi in Marina? L ho sempre desiderato fin Giulia Latorre, 20 anni, con il padre Massimiliano, detenuto in India assieme a Salvatore Girone da bambina, per seguire il suo esempio». Non ha paura, dopo quello è che è successo in India a suo padre e a Salvatore Girone? «No, perché sono cose che fanno parte del mestiere. ANSA L importante è che li riportino a casa presto. Per molti compleanni io sono stata sola senza papà, perché era fuori in missione, l ho sempre ammirato e preso ad esempio. Adesso per fortuna ho 20 anni e mi posso spostare autonomamente e lo posso andare a trovare in India. Ma i miei tre fratelli no. Hanno, e anni, per loro è tutto molto più complicato. Hanno bisogno di averlo qui». SPAZIO AFFARI > Gli avvisi si ordinano presso: TORINO - via Lugaro, tel. 0.2/28; PIEMONTE NORD - via Colombo, Biella tel ; PIEMONTE SUD - corso Giolitti 2bis, Cuneo tel ; LIGURIA - corso Italia 20/, Savona tel ; Il prezzo delle inserzioni risulta dal prodotto del numero di parole (minimo ) per la tariffa della Rubrica, con l aggiunta dei diritti fi ssi e delle imposte pari al 22% globale e deve essere corrisposto anticipatamente. Per uno speciale accordo intervenuto con INTESA-SAN PAOLO e con UNICREDIT, gli avvisi possono essere ordinati presso tutte le Sedi o Dipendenze di tutte queste Banche esistenti in Italia. In tema di offerte di impiego o lavoro, l Editore ricorda che la legge nº 90 vieta discriminazioni sul sesso e la legge nº27, vieta la pubblicazione di avvisi effettuati in forma anonima, e l inserzionista è impegnato a rispettare tali leggi. ATTIVITA COMMERCIALI Negozi/aziende vend./gerenze AUTOMAR dal 97 auto nautica, cede ramo d azienda ai padri per i igli che vogliono un piacevole e redditizio lavoro. Tel IMMOBILIARE VENDITA Torino citta ADIACENTE corso Dante, in casa signorile, panoramicissimo appartamento mq 7. Ape C. Luciana Vola ADIACENTE isola pedonale, in splendido palazzo 900, appartamento mq 90. Ape C. Luciana Vola ADIACENTE via Lagrange, in casa d epoca, riinitissimo mq. Ape C. Luciana Vola ADIACENTE via Lamarmora, signorile, salone, sala pranzo, camere, cucina, triservizi, posto auto. Eurocase ADIACENTE via Po, piano alto, parzialmente da ristrutturare, mq. Ape G. Luciana Vola CIT TURIN nono / decimo piano appartamento mq 0. Terrazzi con vista impareggiabile. 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15 LA STAMPA. Cronache. UNA RECENTE PERIZIA HA TROVATO DNA MASCHILE SOTTO LE UNGHIE DI CHIARA POGGI Garlasco,igraffisospetti sullebracciadistasi Spunta una foto scattata 7 anni fa e ora partono nuovi accertamenti Ipunti La sella La bici nera sequestrata a 7 anni dal delitto monta la sella di un modello prodotto solo dopo l omicidio. La non corrispondenza alla descrizione resa da una testimone aveva indotto un maresciallo a non sequestrarla subito. Costruire cose buone AGNESE MORO La bellezza della Bassa insegnata ai bambini CLAUDIO BRESSANI GARLASCO (PAVIA) Avevaduepiccoligraffisuun avambraccio Alberto Stasi quando,ilagosto2007,sipresentò alla stazione dei carabinieri di Garlasco riferendo di aver appena trovato la fidanzata Chiara Poggi morta sulle scaledicasa.segninonvistosima all apparenza«freschi». Il particolarenonerasfuggitoaunbrigadiere: dopo essersi fatti accompagnare alla villetta del delitto, i militari avevano ricondottoilgiovaneincasermae,prima di interrogarlo, gli avevano scattato alcune foto. Ora su quelle immagini, mai prese in seria considerazione, si potrebbe concentrare l attenzione nel processo d appello bis incorsoamilano,dopochela CassazionehaannullatoleassoluzionidiStasiinprimoesecondo grado. Il brigadiere, Luigi Pennini, è stato interrogato nelle scorse settimane dal sostituto procuratore generale Laura Barbaini, che ha avviato nuove approfondite indagini per ripercorrere le prime fasi di un inchiesta segnata da troppe lacune ed errori. Il sottufficiale ha Anche al funerale nell agosto del 2007 indossava una camicia a maniche lunghe riferitodiqueigraffielihaprovaticonunafotochehaconsegnato al magistrato. Un immagine identica sarebbe stata per altrogiàagliatti,persatralemigliaia di altre nei faldoni dell inchiesta senza che nessuno le avesse dato peso. Tanto che nei diversi interrogatori gli inquirenti non avevano mai chiesto spiegazioni ad Alberto sui segni che aveva sulle braccia. L elemento potrebbe assumere straordinaria rilevanza se incrociato con quel che sta emergendo dalle analisi dei il caso MARCO BIROLINI BERGAMO Alberto Stasi insieme alla signora Rita, madre di Chiara Poggi, nei giorni dopo il delitto margini delle unghie prelevate a Chiara.IRissieranolimitatia saggiarle(per altro non tutte, tralasciando i frammenti più piccoli) con un bastoncino alla ricerca di materiale organico, senza trovare nulla. Ora il nuovo collegio peritaleharipetutol esameconunatecnica più sofisticata,«a lavaggio». Ciascun margine d unghia viene messoinunaprovettaconuno speciale reagente e agitato: in due casi sicuri, più un terzo dubbio, sono emerse tracce di cromosoma Y, maschile. Potrebbero essereindicedelfattochechiaraha Dopo 8 giorni passati inunacelladiisolamento Massimo Bossetti chiede di tornare un uomo libero. Mercoledì prossimo i suoi avvocati Claudio Salvagni e Silvia Gazzetti presenteranno l istanza di scarcerazione al gip Vincenza Maccora, che poi avrà cinque giorni di tempo per decidere. Un passo ormai maturo, benponderatoepernullaavventato, secondo i legali dell uomo accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. Una mossa decisa dopo aver studiato in modo approfondito tutte le carte della procura. C è voluto tempo, perché non era semplice mettere a fuoco glielementimessiinfilainoltretreannidiindagine.ma ora gli avvocati sono convinti dipoterspingereilgipauna decisione che sarebbe clamorosa. Il duo Salvagni-Gazzetti, dopoaverlettoerilettogliatti, haprodotto0pagineincuisi tenta di smontare la colpevolezzadibossetti.noncisono fatti nuovi, né assi nella manica.eanchesecifossero,perla difesa non sarebbequestoilmomento giusto per calarli sul tavolo. L istanza punterà esclusivamente su argomenti di diritto. Secondo la difesa non ci sarebbero le condizioni per tenere in carcere unuomoche,almomento,è stato inchiodato «soltanto» daldna.negliultimiduemesi e mezzo gli investigatori non sembrano aver trovato altri indizi schiaccianti a carico del carpentiere di Mapello. Lo stesso Massimo Bossetti, del resto, continua a proclamarsi innocente. Non ha cedutodiunmillimetroneicinque facciaafacciaconlapmletizia Ruggeri,chefinoranonèriu- scitaafarloca- dere in contraddizione. Bossetti harispostoatutte le domande. Anche a quella sulla sua presenza nella zona della palestra nei giorni precedenti il 2 novembre 200, data della scomparsa diyara.nonc ènulladistrano, ha sempre obiettato il carpentiere, perché proprio da lì passava per rientrare dal lavoro. E il cellulare spento fino al mattino successivo? Banalmente si FOTOGRAMMA lottato con il suo assassino, che dunque sarebbe un uomo. Vista l esiguità del materiale, secondo i periti sembra difficile riuscire ad estrarre un profilo di Dna completo da confrontare con quellodistasi,maforseperun numero limitato di sequenze è possibile. Certo un eventuale coincidenza in sè significherebbe poco: Alberto e Chiara erano fidanzati e avevano contatti anche intimi. Per questo quei segni sull avambraccio possono avere significato. D altra parte alcuni avevano notato che Alberto ai funerali di Chiara, celebrati il 8 agosto, indossava una camicia bluamanichelunghechehatenuto sempre con i polsini allacciati,mentrequasituttieranoinmaniche corte. C è anche un altro particolare interessante che sembra emergere dagli accertamenti. Dopo che la parte civile ha dimostrato che i pedali«wellgo» della bici bordeaux di Alberto, su cui sono statetrovatetraccedidnadi Chiara, erano stati sostituiti, si scopre che forse è stata cambiataanchelaselladellabicinera DelittoYara,ladifesa chiedelascarcerazione SoloilDnanonbasta L INDIZIATO «Sono innocente Sottoponetemi alla macchina della verità» L indiziato Massimo Bossetti 2 Le unghie Sulle unghie prelevate dal corpodellavittimasonostatieseguiti dai periti nuovi accertamenti utilizzando una tecnica più sofisticata, «a lavaggio». Su due, o forse tre, sono state trovate tracce di un cromosoma Y, maschile. I graffi Alberto Stasi aveva due graffi sulle braccia quando si presentò dai carabinieri dopo il ritrovamento del cadavere della fidanzata Chiara Poggi. La foto fatta da un brigadiere non era mai stata presa in seria considerazione. della famiglia Stasi, mai sequestrataper7annieacquisitasolo a maggio nel processo d appello bis.nemontaunadimodello «Shock flex system», della ditta «Iscaselle», che sarebbe stato messo in produzione solo alla finedeglianniduemila,dopoildelitto,mentrelabicièstataacquistata, ancora in lire, nel 999. Proprio la presunta mancata corrispondenza della sella rispetto a quanto riferito da una testimone(con molle cromate) aveva indotto un maresciallo a non sequestrarla. era scaricato, sostiene. L unica cosa che Bossetti non è riuscito aspiegareèlapresenzadelsuo Dnasuleggingsemutandinedi Yara.Mahafattopresenteche soffrediepistassieche,inqualche modo, il suo sangue potrebbe essere finito su qualche strumento da lavoro poi usato da altri per commettere il delitto.ilenne,inognicaso,ètalmentesicurodisédadirsidisposto a sottoporsi alla macchina della verità. Non una richiesta vera e propria, anche perché non è una pratica prevista dal nostro ordinamento. Masolounmodoestremoper ribadirechenonèstatoluiad ammazzare Yara. La difesa appare fiduciosa sull esito dell istanza: c è la consapevolezza che il clamore mediatico sollevato dalla vicenda gioca contro, ma anche la convinzione che, decidendo sulla base del diritto, il gip potrebbe accogliere la richiesta. Il giudice Vincenza Maccora, del resto, ha già dato filo da torcere alla pm Ruggeri: prima tenendo aperta la vicendafikriperoltreunanno,poi bocciando dal punto di vista formale il provvedimento di fermo di Bossetti. Gli avvocati confidano in un altro schiaffo. Le cose cambiano continuamente. La maggiorpartediciòche è avvenuto nel passato, che haanimatoesegnatolevitedichicihapreceduto,va inevitabilmente perduto. Ma quando questa perdita riguarda intere collettività lacosaèpiùgrave,perché sono in gioco cultura, tradizioni e identità. In questo caso investire qualcosa perchéunpo di passato arrivi alle nuove generazioni è importante. CihaprovatoaOffanengo,unbelpaesealleporte di Crema, Alex Corlazzolimaestro, giornalista, scrittore, difensore indipendente di tante«cause» difficili-portandoisuoialunniaincontrareeaconoscere abitanti, luoghi, tradizioni, proverbi, mestieri che stanno scomparendo, insieme con la cultura contadina, da questo pezzetto dipianurapadana.neè nato un libro delicato e coinvolgente«gita in pianura. Una classe a spasso per la Bassa» (Laterza). Passando per l autunno, l inverno e la primavera Alexcipresentalavitadi ieriedioggidiquestaparte di mondo, mostrandocelacongliocchideisuoiricordidiinfanziaecongli sguardi dei suoi alunni, bambini di tante provenienze etniche, culturali, religiose e nazionali diverse.conloroscopriamooriscopriamo, esperienza dopo esperienza, la poesia e la semplicità di persone che hanno vissuto e vivono inunaterrariservataegenerosa; dove si lottava per la possibilità di sopravvivere alla povertà, ai pericoli e all inclemenza del clima.maquestalottaperla vitaera,einparteèancora, continuamente ingentilita da leggende, filastrocche, proverbi, cerimonie che incardinano la durezza quotidiana in mondi fantastici, religiosi e comunitari che comunque, come direbbe padre Guido Bertagna, aiutano ad alzare lo sguardo. Scrive Alex:«Ho sempre sognato di andarmenedallabassamanon cisonomairiuscito.ho continuato a tenere un piede ben ancorato nella mia terrael altroaspassoper le strade polverose dell India, nelle baraccopoli del Kenya, sulle strade della PalestinaedellaSiria.( ) La pianura l ho ripudiata e ritrovata. Ho rigettato il suo carattere introverso, chiuso, bigotto, soporifero,perpoitrovarmiacercarla, senza spiegazioni. LaBassaèunaterrache siamaosiodia.iohocercato di conciliarmi più volteconessa.nonsoancora se ci sono riuscito. Questo è un nuovo tentativo». Al quale possiamo partecipare leggendo; traendone insegnamenti, riflessioni ebellezza.

16 . Cronache.LA STAMPA ImbarazziaImola perl anatemaantiislam Il vescovo in una lettera: Condannate l Isis o lasciate le nostre terre ESPOSIZIONE UNIVERSALE DEL 20 A MILANO Expo: tour dell Anci in tutta la Penisola per raccogliere idee il caso FRANCO GIUBILEI IMOLA Se imusulmaninon hanno il coraggio di condannare persecuzioni e atrocità commesse in nome della loro fede, è meglio che facciano le valigie e lascino l Italia. Suonano così le parole del vescovo di Imola, monsignor Tommaso Ghirelli, contenute nella lettera pubblicata sul settimanale della diocesi«il Nuovo Diario Messaggero»: un invito a dissociarsi dalle efferatezze compiuteinmediooriente,resointermini ultimativi che non lasciano scelta agli«islamici presenti tra noi»:«altrimenti- scrive il vescovo nella parte finale della lettera-, dovrebbero avere il coraggio di allontanarsi dalle nostre terre, perché nessuno vuole avere nemici in casa». In un periodo segnato dalle imprese sanguinarie delle milizie del Califfato, le parole del prelato assumono un significato particolare. Il vescovo accenna ai conflitti in corso, al forte afflusso di profughi in Europa(almeno 0mila persone all anno), al numero IL SINDACO «Mi stupisce Quidanoinonc è fondamentalismo» Monsignor Tommaso Ghirelli crescente delle vittime, alle feroci persecuzioni contro i cristiani e altre minoranze religiose, fino alla crudeltà delle bande e alle azioni dell Isis. Poi l appello a politici e governanti:«avete il dovere di proteggere e difendere Ha detto L appello ai politici Avete il dovere di difendere la vita elalibertà delle persone Il richiamo agli islamici Sappiamo che siete impauriti, ma dovete rompere il circolo vizioso dei soprusi Monsignor Ghirelli non la supremazia,malavitaela libertà delle persone, altrimenti pagherete caro ogni silenzio od atteggiamento di viltà». C è anche un distinguo importante rivolto agli italiani, mailsensodelmessaggiononlasciaspazioadubbi:«enoicittadini finiamola di prendercela in blocco con gli stranieri. Chiediamo piuttosto agli islamici presenti fra noi di dimostrarsi uomini d onore, di prendere posizione pubblicamente contro le persecuzioni e gli atti di crudeltà». «Sappiamo che sono intimoriti dagli integralisti ma è arrivato il momento di rompere il circolo vizioso dei soprusi- aggiunge-. La situazione è seria, mettiamoci tutti in modo senza tergiversare, superando sia il buonismo sia l intolleranza». Se il consigliere comunale di Forza Italia Simone Carapia esprime consenso alle«parole forti» del vescovo, il sindaco di Imola Daniele Manca sembra piuttosto sorpreso:«misembrastranocheilvescovo chieda ai musulmani di pronunciarsi in questo modo: quiaimolafral altroc èsempre stata una comunità islamica molto disponibile, che ha partecipato puntualmente alle iniziative di ricordo dell Settembre, néiohonotiziadimovimentiche facciano pensare a cellule di estremisti». Il sindaco aggiunge che l integralismo va combattuto culturalmente, continua a pensare che«chi vive nella nostra comunità, nel momento in cuirispettaleregoleemandai figli nelle nostre scuole, non abbianienteachefarecolfondamentalismo» e, rispetto al tono ultimativo dell appello di monsignor Ghirelli, dice di trovarlo «un po violento: penso che non ci sia bisogno del ricatto. Gli islamici che vivono qui nel rispetto delle regole civiche dimostrano ogni giorno di essere distanti dai fondamentalisti». Ieri la tappa in Valle D Aosta Èladecima regione visitata DANIELE MAMMOLITI COURMAYEUR ANSA Il cantiere del padiglione cinese Sonogiàmilioniibiglietti perl Expo20diMilanovendutifinora.Diquesti,unmilione è stato acquistato da persone che arriveranno dalla Cina. Sono alcune delle cifre fornite ieri da Paolo Cottini, della direzione Affari istituzionali Expo 20, durante la tappa di Courmayeur del tour che l Anci, l associazione dei Comuni italiani, sta portando intuttigliangolidelpaeseper far conoscere«contenuti e opportunità dell Esposizione Universale». L Ancihaavviatolasua«carovana»adaprileetireràla volata all Expo con iniziativeunaperregione-finoadaprile 20.Aoggisonostategiàtoccate Matera(in Basilicata), Sestri Levante, Lavagna e Chiavari (Liguria), Maranello (Emilia Romagna), Pisa(Toscana), Cuneo(Piemonte), Venafro(Molise), Catania(Sicilia), Monza(Lombardia) e Gorizia(Friuli Venezia Giulia). Quello di Courmayeur, in Valle d Aosta, è stato il primo appuntamento«in quota», occasione per riscoprire la montagna come«luogo dove cultura, tradizioni locali, peculiarità linguistiche,rapportoconilciboeconla natura costituiscono la trama di un esperienza unica». Cornice ideale, visto che la località valdostanaierieraanimatada«lo Matson», fiera delle eccellenze agroalimentari regionali, e in fibrillazione per la partenza, oggi, del Tor des Géants, l endurance trailpiùdurodelmondochetrai top runner iscritti vede anche una speciale ambasciatrice di Expo 20, la milanese Laura Corti, maratoneta e rappresentante di We-Women for Expo, rete di donne esponenti della cultura, dello sport, dell imprenditoria e della società civile mobilitate come testimonial. «L Expo- ha sottolineato Attilio Superti, responsabile del progetto AncixExpo- è un occasione per rilanciare l economia a partire dai territori. L occasione è notevole, ma è necessario che a ritagliarsi un ruolo da protagonista siano le amministrazioni locali ponendosi nell ottica di faresquadra». Ci ha lasciati un uomo giusto, esempio di onestà e fede Roberto De Martin Lo annunciano con grande dolore la moglie Vitty Voglino, la iglia Paola con Guido e l amatissima Gaia. Funerali lunedì 8 alle ore 0 parrocchia Beata Vergine delle Grazie, Crocetta. Torino, settembre 20 Giubileo 0.88 Marisa e Luigi con Laura abbracciano e sono vicini a Vitty e Paola per la scomparsa del dott. Roberto De Martin ricordandolo per la sua cultura e l intelligente ilarità. Torino, settembre 20 E improvvisamente mancato all affetto dei suoi cari ed amici Leandro De Santis (Filippo) Lo annunciano con dolore la moglie Maria Teresa, il fratello Francesco, la cugina Rosanna e parenti tutti. Rosario domenica 7 ore 9 parrocchia S. Carlo Borromeo, piazza CLN 2, Torino. Funerali lunedì 8 ore in parrocchia. Torino, settembre 20 Si uniscono al dolore di Maria Teresa per la perdita del caro amico FILIPPO gli amici: Paola, Brunella, Renata, Filiberto, Pitti, Gigi, Cecilia, Donatella, Valeria, Roberto, Edoardo, Marco, Giulio, Tiziana, Alberto, Cristina, Chiara, Alice, Mirco, Katia, Sara, Jucci, Viviana, Claudio, Ilaria, Marco, Matteo, Azzurra. E venuta a mancare all affetto dei suoi cari Teresa Ivaldi ved. Peluffo Ne danno la triste notizia: i nipoti Alessandro, Micol e Vinicio. Le Esequie si celebreranno lunedì 8 c.m. alle ore nella chiesa parrocchiale di Terzo (AL). Un sentito ringraziamento al personale medico e paramedico dell ospedale San Giovanni Bosco di Torino per l assistenza prestata. Torino, settembre 20 O.F. Balocco - Acqui Terme Alla ine della sera l importanza è aver amato. Circondata dall affetto dei suoi cari è volata in Cielo l anima dolce di Adriana Festa in Di Corato anni 9 Affranti lo annunciano il marito Tonino, i igli Riccardo con Marzia, Lucia con Giuseppe, gli amatissimi nipoti Paolo e Gabriele, parenti tutti. Funerali lunedì 8 c.m. ore,0 parrocchia Gesù Operaio, via Ternengo. Il S.S. Rosario sarà recitato domenica 7 c.m. ore 9 nella stessa parrocchia. Un ringraziamento particolare a tutto il personale dell Hospice S. Vito, Fondazione FARO. Torino, settembre 20 O.F. Gran Madre - tel Alberto con la mamma Mariarosa annuncia che il suo papà Antonio Maurino non c è più ed ha raggiunto l amato Remo. La famiglia ringrazia sentitamente il dott. Alessandro Comandone e tutto il personale medico ed infermieristico dei reparti Day Hospital, Medicina Oncologia dell ospedale Gradenigo per le cure ed assistenze prestate. Un affettuoso ringraziamento al prof. Franco Corno. Funerali in Torino martedì 9 settembre alle ore 9,0 in chiesa Santi Angeli Custodi. Tumulazione Cimitero di Caselle T.se. S. Rosario lunedì 8 settembre alle ore 9, in chiesa Santi Angeli Custodi, Torino. Il presente è partecipazione e ringraziamento. Torino settembre 20 O.F. Mecca & Chiadò - Ciriè Marta è vicina ad Alberto ed alla mamma Mariarosa. Al mio tenero PAPA, grazie per avermi insegnato ad essere un uomo... Ti voglio bene. Soia e Franco con le rispettive famiglie piangono l adorato TONINO. Renato, Carla e Marco sono uniti nel dolore di M. Rosa, Albi e Marta per la perdita dell amico Toni Maurino Napoli, settembre 20 La famiglia Leone partecipa al dolore di Alberto e famiglia. Dopo una lunga vita trascorsa insieme è mancato Francesco Truccone Lo annuncia la moglie, Maria Paola Lomba, unitamente ad Anna, Paola e Giancarlo. Un particolare ringraziamento al dott. Danilo Grassi per le cure prestate. S. Rosario domenica 7, ore 20,0 chiesa di S. Francesco; Funerali lunedì 8, ore parrocchia di S. Costanzo Pont Canavese. Pont Canavese, settembre 20 Ci ha lasciati Felice Scotton Lo annunciano addolorati la moglie Silvana, i igli Anna con Romano e Lorenzo, Riccardo con Carla, parenti tutti. Torino, settembre 20 E mancato all affetto dei suoi cari prof. arch. Ugo Gheduzzi Lo annunciano la moglie Rina Mussino, le cognate Carla e Anna, i nipoti Roberto e Daniela, Giuseppe e Cristina, Paolo e Piera e parenti tutti. Un particolare ringraziamento per le cure prestate dal dott. Moreno e la premurosa vicinanza del sig. Piero. Santo Rosario domenica 7 ore 9, Funerale lunedì 8 ore parrocchia Santa Maria della Stella, Rivoli. Pianezza, settembre 20 O.F. Miletto - tel Ti ringrazio per i meravigliosi giorni che mi hai regalato. Sarai sempre nel mio cuore. Rina. E mancata all affetto dei suoi cari Rosanna Rossato ved. Arione Lo annunciano i igli Luca e Cristiana con i nipoti Martina, Michele, Matteo e Tommaso. Funerale martedì 9 alle ore, Tempio della Cremazione Cimitero Monumentale. Torino, settembre 20 Giubileo 0.88 Partecipano al dolore di Luca e Cristiana gli zii Ettore, Elena, Matilde con le loro famiglie. Ci ha lasciato dott. Mario Manca medico chirurgo ortopedico isiatra A Funerali avvenuti ne danno annuncio Mary, Alessandra e Stefania, familiari tutti. Torino, agosto 20 Giubileo 0.88 E mancata improvvisamente all affetto di Raimondo e Laura ed alle persone care che la stimano per la sua generosità, vitalità ed altruismo la PROFESSORESSA Rosanna Manfredi in Balagna Funerali martedì 9 ore parrocchia San Massimo. Torino, settembre 20 Genta dal 88 - Torino Si uniscono Silvana, Clelia Carlo, Silvana Vittorio, Mariateresa, Pinuccia, Ada Luigi e colleghi dell Einaudi. In ricordo di chi ha abbracciato tutti noi con il suo entusiasmo ed affetto e che ci ha permesso di far parte della sua grande famiglia. I dipendenti Rotoclass e collaboratori. E stato bello essere vicini di casa. L. Biletta. Il condominio di via Madama Cristina con profondo rimpianto partecipa al lutto dei famigliari. Il giorno settembre è mancata la MARCHESA Maria Immacolata Terzi Lo annunciano i fratelli Lorenzo, Carlo Amedeo, Giovanna e Chiara, le cognate, i nipoti, i cugini Terzi, Pistoni, Avogadro di Cerione. S. Rosario lunedì 8 ore 8 e Funerale martedì 9 ore 9 parrocchia S. Massimo. Torino, settembre 20 Genta dal 88 - Torino Ciao zia TATA. I tuoi amatissimi nipoti Maura Eugenia Carlo Gualtiero Vittorio Giancarlo Chiara Niccolò Lorenza Veronica Ludovico Enrico Alvise Alessandro Edoardo Alberto con le loro famiglie. Ci ha lasciati ing. Pier Giulio Musso Lo piangono la moglie Daniela, i igli Sunai con Samanta, Mon con Chirapon, parenti tutti. Funerali lunedì 8 corr. parrocchia Madonna Addolorata (Pilonetto) ore. Santo Rosario domenica 7 ore 8 stessa parrocchia. Torino, settembre 20 Le cugine Sandra e Laura con le loro famiglie sono vicine a Daniela, Sunai e Mon con molto affetto. Gli amici di una vita ricordano con immenso affetto e con grande sofferenza l amico GIULIO per gli splendidi anni vissuti insieme e si stringono in un forte abbraccio a Daniela, Sunai e Mon per la perdita del loro splendido marito e padre. Beppe e Luciana, Piero e Pinuccia, Dario, Enrico e Anna, Adriano e Elena, Nuccio e Fulvia, Renato e Patrizia, Lorenzo, Angelica. E mancato all affetto dei suoi cari Giovanni Penza anni 78 Addolorati lo annunciano la moglie Maria, la iglia Margherita con Domenico, Soia, Lorenzo, parenti tutti. Funerali lunedì 8 ore parrocchia Gesù Nazareno. Torino, settembre 20 O.F. Antares - tel Eleonora e Raffaele Zich sono vicini a Enrico e Isabella in questo triste momento per la perdita del caro nonno Giuseppe Pavesio Pechino, settembre 20 Gigi e Loretta Nannini partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa del caro amico Beppe Pavesio Torino, 7 settembre 20 La CNA Piemonte ricorda con affetto e stima Giuseppe Pavesio già Presidente degli Impiantisti e dei Pensionati Dirigente appassionato e retto. Torino, settembre 20 RINGRAZIAMENTI La famiglia di Alberto Caresio ringrazia quanti le sono stati vicini con affetto. SS. Messa di Trigesima 28 settembre 20 ore 8 parrocchia Madonna Divina Provvidenza. Torino, 7 settembre 20 Mafalda, Melchior e famiglia sentitamente ringraziano tutti coloro che hanno preso parte al loro dolore per la scomparsa del MARCHESE Carlo Gromis di Trana S. Messa di Trigesima sabato settembre ore 8 nella chiesa dello Spirito Santo di Sommariva Perno. Torino, 7 settembre 20 La famiglia del dott. Ezio Zunini medico chirurgo ringrazia per l immensa dimostrazione di profonda stima e grandissimo affetto per questo uomo eccezionale ed indimenticabile. Messa di Trigesima sabato settembre ore 8, parrocchia San Paolo, Rivoli. Rivoli, 7 settembre 20 ANNIVERSARI Marianna Pixner in Barzan Il tempo è passato, la famiglia è cresciuta. Molti di noi non hanno neppure potuto conoscerti. Ma tutti pensiamo a te con riconoscenza per quanto ci hai dato. Direttamente o indirettamente. Carlo, Martin con Ketty Cancellara e Christian, Thomas con Ligia Folea, Caterina con Michele e Jacopo Chierotti comm. Cesare Robino Maria Rogina ved. Robino Vi ricordiamo sempre con tanto affetto. Miranda e tutti i vostri cari Giuseppe Rocca Tienici per mano.

17 LA STAMPA. Società. 7 La storia ELENA LOEWENTHAL TORINO Le vacanze (ma quando mai? La mamma non è mai vacante, né vacanziera. Sono concetti incompatibili) volgono alla fine e tutto ricomincia. Il lavoro. La scuola. Le «attività»: dietro questo nome comune e invariabile si annida un labirinto inestricabile fatto di calcio hockey, catechismo, inglese nuoto. Orienteering. Sci fra i paletti domenica mattina alle sette. Corso di ceramica, di amarico, di hip hop, di taglio e cucito «La mamma perfetta, con competenze informatiche avanzate, manda diagrammi di Gantt sulle attività dell anno e sul chi-deve-fareche-cosa». Quella un po meno perfetta, come Elisabetta Gualmini e con lei tutte noi, spera di sfangarla anche quest anno. E siamo sicure che ce la farà, perché se non ce la farà lei, autrice di «Le mamme ce la fanno», in uscita per CI VUOLE LEGGEREZZA Serve ironia per gestire quellocheèilmestiere più serio del mondo Ringraziateci,siamomamme imperfettemamultitasking Allafinecelafacciamosempreesappiamoanchefarcivolerbene In un nuovo saggio le strategie per sopravvivere con successo L autrice Elisabetta Gualmini Mondadori, significa che siamo tutte in un bel guaio. La realtà è che nessuno è perfetto. E neanche la mamma, e forse meno male. Ma è anche vero che in questo presente dove tante cose sono più facili di una volta comunicare, ad esempio -, altre sono diventate immensamente più complicate. Come ad esempio il gioco di ruoli. La mamma sarà sempre la mamma, ma anche lei è cambiata, con i tempi che corrono. Corre anche lei, come forse non ha mai fatto finché è rimasta chiusa fra le mura di casa e il suo spazio vitale era segnato dalle mansioni domestiche e dall emarginazione. Ora gli orizzonti sono infinitamente più ampi e con essi le distanze da percorrere: in auto scarrozzando i figli, con la testa cercando di incastrare gli impegni, usando la fantasia per metter su la cena dopo una giornata in ufficio. Per fortuna che i tempi cambiano e arrivano delle parole nuove per raccontarli, così la mamma di oggi è diventata multitasking. Proprio come Elisabetta Gualmini, che insegna Scienza dell amministrazione e politiche del lavoro, ha due figli Spiga di Grano e Spiderjack -, un marito, una grande famiglia fra Modena, Bologna e Salerno. E una montagna di cose da fare ogni giorno. Dalla riunione di classe agli esami all università, dall acquaticità per il piccolo alla dimostrazione di un noto frullatore che fa ben altro e «molte donne sono disposte a tutto pur di comprarlo perché pare sia capace di buttar fuori qualsiasi tipo di cibo». Un po come tutte o quasi le mamme, con la differenza che lei ce lo racconta nel suo libro e leggendolo non si può fare a meno di ritrovarcisi. Perché ci sono cose che capitano indistintamente a tutte le mamme. Il punto è come prenderle: le recite scolastiche che se la prima volta ti emozionano, la seconda ti fanno sorridere, la terza ti strappa- no uno sbadiglio, la quarta vorresti strozzare il papà che si alza in piedi con la cinepresa quando tuo figlio sta per avere i suoi dodici secondi di ribalta. E dalla quarta in poi diventano una specie di incubo che si ripete soprattutto se non sei madre di figlio unico. Di fronte a questa e tante altre disavventure della madre multitasking in perenne movimento materiale e mentale, c è GETTY IMAGES PRESTIGE Mai un attimo di tregua Le mamme sono ormai rodate a fare tante cose contemporaneamente Il libro «Le mamme ce la fanno», in uscita per Mondadori ( Euro) è il libro scritto da Elisabetta Gualmini che insegna all Università di Bologna Scienza dell amministrazione e Politiche del lavoro un unica ricetta per sopravvivere. Ma anche, e forse soprattutto, per rendersi sopportabili. Quella di usare un poco di quella ironia di cui questo libro è pieno. Di non prendersi troppo sul serio anche se siamo tutte alle prese con il mestiere più serio del mondo, per il quale fra l altro non è ammessa nessuna età della pensione. Altro che esodate: «Ti vedo stanca. Devi mollare qualcosa, mi dice mia madre tutte le volte che ci incontriamo. Ma cosa posso mollare? Io ci penso tornando a casa in auto, provo a spuntare alcune categorie di vita tra figli, lavoro, cibo e marito. Ma non riesco bene a capire dove tagliare». Tagliare è impossibile, sfangare è necessario e alla fine, come dice il titolo del libro, ce la facciamo. A patto di essere sempre consapevoli della nostra imperfezione, perché non si può mica far tutto alla perfezione. Ma in fondo proprio l imperfezione ci salverà. Siamo cresciute con un icona opposta: la madre tutta d un pezzo. Infallibile nel suo ruolo. Magari pure inimitabile, come si confà a ogni icona che si rispetti. Ecco, le madri di oggi un icona presumibilmente non lo saranno mai, e forse è meglio così: se non altro questo ruolo assai impegnativo possiamo risparmiarcelo. E un giorno lontano diventeremo un eredità di ricordi, una narrazione divertente, a volte un poco surreale, mai solenne. Non certo un modello ma al massimo un modellino: poco ingombrante da trasmettere di generazione in generazione. E c è da scommettere che le nostre pronipoti ci ringrazieranno, per questo. All allenamento del figlio Calciatrici mancate e padri distratti poi il tifo ci unisce appassionatamente ELISABETTA GUALMINI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA Prima di entrare ti imbatti in un enorme cartello: «Se volete che vostro figlio diventi un campione, non iscrivetelo qui». I miei amici l hanno scelta subito. Io il lusso di scegliere non me lo posso permettere e quindi vado dove si può arrivare a piedi. D altro canto un altra mia amica mi ha detto che lei sceglie gli sport dei figli sulla base dei giorni che ha liberi (lei). Cioè se ha liberi il martedì e giovedì si informa su quale sport ci sia in «Spettacolo! Calcio per principianti» è un capitolo del libro di Elisabetta Gualmini,«Le mamme ce la fanno» (Mondadori), di cui pubblichiamo uno stralcio. quei giorni. Dal rugby alla danza, dall arrampicata all hip hop, qualcosa si trova sempre, e chissenefrega se il maschio finisce a danza e la femmina a rugby. Sono riuscita finalmente ad andare a vedere una delle prime partite di mio figlio piccolo ( anni). Lui ha una passione incontenibile per il calcio, di natura non ereditaria. Fin da piccolo al posto dei cartoni preferisce studiarsi video su YouTube sulle tecniche calcistiche. Sono andata portandomi dietro un po di lavoro da smaltire, documenti da leggere e correggere. E mi sono seduta in disparte rispetto al gruppo dei papà più una mamma. Tutti in tuta. Come Ben Stiller e i suoi due figli nei «Tenenbaum». Tute Adidas da ginnastica di nylon rosso sgargiante da mattina a sera, ad eccezione delle occasioni tristi dove indossano le stesse tute, ma nere. L unica altra mamma presente mi agguanta al volo e mi racconta con foga come lei sia una calciatrice mancata. Da bambina, mi dice, andava a vedere i maschi che giocavano a calcio, le veniva un groppo in gola dal dispiacere di non poter partecipare e si aggrappava con le sue manine alle reti che delimitavano i campi. Infilava le ditina tozze nei rombi della rete e stava lì ore e ore a guardare. A un certo punto le squilla il telefono e lei risponde con fastidio «Ora non posso Sto giocando a calcio». (Eh?) Mi allontano per tentare di lavorare. Parte il coro dei papà in tuta. «Spazza. Spazza». «Non fare la ballerina!», «Cosa stai facendo? Esci, esci». «Pompaaa!!!» «Chiudilo, accidenti. Chiudi». «Contrasto! Ti ho detto: contrasto!». Capisco subito di essere fuori dal club. Fuori dal cerchio magico dei genitori adeguati. Farfuglio un «Dai Jack dai!». Ma non ottengo granché. Non buco. Non sfondo. Tanto vale tornare a leggere. Di fianco a me un papà ultraquarantenne si mette a giocare a Super- Mario con un vecchio DS. Alzerà la testa dopo un ora e mezzo dicendo che la partita dei bambini non è stata male. Dall altro lato un papà un po isolato come me. Uno di poche parole. Per lo più di una parola. Riunisce in un unica parola le sue espressioni e i suoi commenti: la sua visione del mondo. «Spettacolo!», dice sempre. Un solo sostantivo al singolare. E basta. Sta tutto lì. Racchiude tutto il suo mondo in un esclamazione. E guarda i bambini che corrono come forsennati senza alcun coordinamento, senza un accenno di gioco di squadra. «Spettacolo!» ripete. A quel punto, ci mollo e comincio a guardare anche io. Bambini che corrono felici, sudano e urlano. Tutti insieme dietro alla palla come se fossero alla scuola di sci a zig-zagare dietro al maestro. Nessuno molla il gruppo, nessuno passa la palla. La divisione dei ruoli non esiste. Si divertono come matti. Sono elettrizzati. Uno spicchio di sole illumina il campetto verde circondato dalle case rosse di Bologna. Che da fuori non diresti mai che c è. Tutti i bambini dentro a un buco di aria fresca in mezzo alla città. Il portiere non ne prende una, gli altri gli urlano dietro. Viene sostituito ogni 2- minuti di gioco. Praticamente tutti provano ad andare in porta. I papà incitano, la mamma-calciatrice-mancata è fuori di testa dalla gioia. E allora cedo anche io. Io e il papà di un unica parola ci lanciamo uno sguardo di intesa. Ci alziamo in piedi. Cadono fogli, documenti, I-phone, I-pad. Chissenefrega. Via i freni, via le inibizioni. E tutti e due in coro: «Spettacolo!».

18 8. Società.LA STAMPA MONTAGNA Ritmi massacranti Guai ad arrivare al punto di doversi chiedere: «E adesso che cosa faccio?» Strategie diverse C è chi parte a razzo echidosaleforze,maallafineilproblema è sempre quello di controllare la mente ViaalTordesGéants: comecorrere0km senzaimpazzire Oggi la partenza da Courmayeur, con 700 atleti Unpercorsounicoe2milametrididislivello GIORGIO MACCHIAVELLO COURMAYEUR Si parte con un accurato piano A, ben fissato nella mente. Ma occorre prevedere anche un piano B, un piano C ed essere comunque pronti a disfarli, ricomporli e combinarli insieme in qualsiasi momento. Insomma, bisogna saper programmare altrettanto bene che improvvisare. Guai, al Tor des Géants, arrivare al punto di doversi chiedere «e adesso cosa faccio?» senza darsi la risposta giusta in tempi brevi. La gara di endurance trail parte oggi da Courmayeur. Quinta edizione, 700 atleti da tutto il mondo al via, un percorso di 0 chilometri e 2 mila metri di dislivello che segue i sentieri delle due Alte Vie della Valle d Aosta. Traguardo sempre a Courmayeur, da tagliare entro 0 ore, poco più di sei giorni. È definita la gara di corsa in montagna più dura al mondo. Già. Una vera e propria faticaccia, parola di chi l ha già fatta due volte e ora prova la terza. Per tutti: per i grandi specialisti che puntano al primo posto e al record, come per i trailer che ambiscono ad arrivare in fondo anche solo un minuto prima del tempo limite. Si parte alle 0 di una tranquilla domenica di inizio settembre, in direzione La Thuile e poi Valgrisenche, dove c è la L e-bookcon«lastampa» «Magical Mystery Tor» è il titolo del libro di Giorgio Macchiavello, ora disponibile in e-book con «La Stampa» a 2,99 euro e che racconta i suoi due Tor des Géants. Il giornalista, zaino in spalla e iphone in mano, ha disputato e concluso le ultime due edizioni, raccontandole in diretta sul sito de «La Stampa». Oggisischieraalviaperlaterza volta. Il suo blog è su ww.lastampa.it/montagna. prima base-vita (punto tappa dove è possibile fermarsi per mangiare, farsi una doccia e magari dormire un po ). Sono i 9 chilometri e.99 metri di dislivello iniziali. E fin qui, a meno che non si scatenino temporali pazzeschi (come lo scorso anno), il piano A di solito funziona benissimo, sia che preveda una partenza razzo sia che comporti un inizio di gara prudente in vista dei giorni successivi. È da Valgrisenche in poi che a ogni passo si possono incontrare le sorprese. Da qui molti ripartono in piena notte. Bellissimo camminare alla luce della pila frontale, ma ci vuole più concentrazione. Ed essere pronti ad affrontare il freddo e il maltempo anche in alta quota e al buio. Questo tratto di gara, fino alla seconda base vita di Cogne, affronta tre dei colli più impegnativi del percorso: Fenêtre, Entrelor, Loson. Ecco che le gambe possono cominciare, con tutte le ragioni, ad avere reazioni che richiedono revisioni dei programmi: magari rallentare il passo di marcia o al contrario accelerarlo, perché ci si sente meglio del previsto, o ancora fare una sosta ristoratrice. E a Cogne si è solo alla seconda frazione. Ce ne sono altre cinque, tutte con difficoltà assortite. L interminabile discesa dalla Fenêtre di Champorcher a Donnas, per esempio; o l altrettanto interminabile salita da Pont-Saint-Martin a Gressoney-Saint-Jean. O, ancora, l infilata di saliscendi (da molti percorsa di notte) tra Valtournenche e Ollomont. Fatica fisica, quindi. Ma è indispensabile anche un «endurance» mentale. La testa ha una funzione fondamentale. Intanto proprio per tenere a bada l insistente richiesta dei muscoli delle gambe di fermarsi a riposare. E poi per resistere al sonno, altra grande incognita per tanti concorrenti. Ovvio, non si può pensare di correre di giorno e dormire 8 ore ogni notte stando nei tempi imposti. Il sonno viene ridotto al minimo, al punto che in molti proprio per questo motivo hanno allucinazioni lungo i sentieri. Un altro aspetto fondamentale da prevedere nel piano A, B o C. Reportage IRENE CABIATI Conpellegrinietrekker l avventuraèsullaviaalta Natura e storia sospesi tra Via Francigena e Cammino di Santiago Il lago artificiale di Serre Ponçon Il percorso fu tracciato dai romani con il nome di Via Domizia nel II sec a.c., come collegamento fra l Impero e la Gallia. Da più di mille anni accoglie le impronte dei pellegrini diretti a Roma sulla via Francigena o in Spagna sul Cammino di Santiago di Compostela. Oggi è conosciuto come Via Alta e sta diventando un itinerario (20 km) battuto non solo dai pellegrini, ma dagli appassionati di montagna, trekking e cicloturismo. La Via Alta parte dal Monginevro: nel versante italiano del valico si allaccia, in Val di Susa, alla Via Francigena; in Francia attraversa il dipartimento delle Hautes Alpes- Provence Côte d Azur, scivolando dai 80 metri del valico del Monginevro fino ai margini delle paludi della Camargue per confluire nel Cammino di Santiago. Lungo il percorso soste e deviazioni offrono spunti culturali, gastronomici e di svago. L itinerario comincia dalle vertiginose fortificazioni di Briançon (realizzate da Le Prestre de Vauban, ingegnere de Re Sole), nel parco des Écrins, in uno scenario di tracciati per trekking e mountain bike, senza dimenticare le emozioni del rafting, del canyoning e dell arrampicata. Ci si può addentrare nel parco solo a piedi per avvicinarsi ad alpeggi, laghi e cascate, con itinerari di mezza giornata o più lunghi, come il Tour du Vieux Chaillol. Per gli alpinisti è stato appena riaperto il refuge de l Aigle (0m), che emerge sulla cresta che separa due ghiacciai. Da Briançon la Via Alta si insinua nella valle della Durance, le cui acque sono state imbrigliate nel lago artificiale di Serre Ponçon: qui il percorso è addolcito dai riflessi d acqua e dalla mitezza del clima che d estate permette di farsi una nuotata o un giro in barca a vela intorno all isoletta su cui sorge la cappella di Saint- Michel. D inverno, invece, si gode la vista del lago, raggiungendo le stazioni sciistiche circostanti, tra 0 e 2720m. Les Orres è la più grande con i suoi 00 chilometri di piste. Più piccole le stazioni di Réallon, ai piedi delle Aiguilles de Chabrières, e di Crévoux IL MIX Antiche abbazie e fortezze, circondate da foreste di larici con le foreste di larici e cembri. Prima di raggiungere il lago, è consigliabile visitare Embrun e il caratteristico centro storico costruito su uno sperone di roccia, assaporare i formaggi del mercato o la cioccolata del pasticceria della piazza o dormire nel castello La Robéyère. E possibile praticare rafting e hydrospeed sulla Durance o l Ubaye, esplorare vallate e montagne in X, a piedi e in bici o, d inverno, raggiungere le vicine località sciistiche. L autentica atmosfera che caratterizza la Via Alta si respira però nell abbazia di Boscodon (00 m), abbracciata da una foresta di conifere e «adottata» dalla comunità laica che tiene viva l attenzione sul monastero. Vale la pena partecipare ad una lezione sulle proporzioni geometriche con cui fu costruito il monastero nel 2: qui la sezione aurea, teorizzata dalla scuola pitagorica e da Fibonacci, viene spiegata anche ai bambini. Più a Sud si può salire all antica cittadella di Sisteron per ammirare, dalla fortezza, il percorso d acqua disegnato dalla Durance e dal suo canale per decine di chilometri. La traccia della Via Alta prosegue poi verso Gap per indicare una tappa al Santuario di Notre Dame du Laus, eretto nel. Dotato di 80 posti letto, d estate accoglie famiglie e ragazzi per le vacanze, mentre d inverno propone settimane «ski-spi», connubio fra spiritualità e sport. La Via Alta si adagia infine sulla pianura per offrire altri scenari, sapori e spunti di svago e di cultura fino ad Arles, da cui parte il Cammino verso Santiago de Compostela.

19 LA STAMPA. Società. 9 Il treno deragliato di Andora Il 7 gennaio 20 il deragliamento dell Intercity 0 nei pressi di Andora blocca la linea ferroviaria che corre lungo la costa ligure. La Web Car racconta in diretta a fine febbraio le delicate operazioni di rimozione del treno La festa scudetto della Juve Torino scende in strada a maggio per lo scudetto bianconero. La Web Car è in piazza per le interviste e gli operatori tv de La Stampa salgono sul pullman dei campioni: decine di migliaia di persone seguono il «live» MARCO BARDAZZI TORINO Venticinquemila chilometri, su strada e qualche traghetto, per raccontarvi l Italiaeunpo dieuropa.centinaiadioredidirettainstreaming, decine di migliaia di spettatori.lawebcardela Stampa compie un anno, trascorso attraversando il Paese per raccontarne momenti importanti, drammi, successi sportivi, grandi eventi culturali e fenomeni di costume. Una presenza diventata familiare nelle piazze, simbolo di un giornalismo che sta andando alla scoperta delle nuove opportunità offerte dal digitale e dall evoluzione delle tecnologie satellitari. La Web Car è un innovativa redazione mobile realizzata in collaborazione con Eutelsat e Fiat,dotandouna00Ldiun allestimento speciale di cui la parte più visibile è l antenna satellitare sul tetto. All interno è dotata di regia e di un area di scrittura e montaggio. Può trasformarsi in un punto di connessione per Internet in WiFi(prezioso in localitàremoteoincasodicatastrofi)eospitaundroneper riprese dall alto. In minuti, da qualsiasi luogo, è in grado di agganciare il segnale del satellite e trasmettere«live» in streaming sul sitodelastampai racconti dei nostri giornalisti. Il debutto della WebCarèstato un anno fa alla Mostra del Cinema di Venezia, dove il direttore Mario CalabresiegliinviatideLa Stampa hanno utilizzato per laprimavoltalanuovareda- UnannodiWebCar 2milakmdistorie E l avventura della redazione mobile de La Stampa continua, raccontando il mondo in streaming Satellite low cost La Web Car è una Fiat 00L con tecnologia satellitare «Ka-Sat» di Eutelsat per collegamenti via satellite ad alta qualità e basso costo. Ha sul tetto un antenna di 80 cm di diametro ed è dotata di gruppo elettrogeno, regia, montaggio, WiFi, Pc e drone ste dell Unità, oppure la FerrariFinviaggioda Maranello a Monza. Ha raccontato grandi Festival come Mantova, Sanremo,iLuccaComics,il Festival del giornalismo a PerugiaodelleScienzeaGenova. Ma è anche spuntata nelle strade della politica romana nei giorni caldi del governo Letta e in quelli caldissimi del voto sulla decadenza di Berlusconi. Ha inseguito Papa Francesco nella visita ad Assisi, ha accompagnato il direttore Calabresi a Palazzo Chigi per intervistare Renzi per laprimavoltaconigoogleglass La rivolta dei forconi Torino è colpita nel dicembre 20 dalla protesta dei «forconi». Sono le dirette Web Car a far scoprire la portata del fenomeno zione mobile per intervistare le star davanti all auto sul tappeto rosso. Da allora è cominciato un giro d Italia alla ricerca dellestorieedeglieventipiùsignificativi. La Web Car ha inseguito Matteo Renzi impegnato a parlarealpopolodelpdnellefeesièinfilataacovercianotragli Azzurri. LaWebCarhapermessodi narrare drammi e delitti, ma anche due momenti di riscatto dopo le tragedie: il recupero del treno deragliato ad Andora e il rigalleggiamento della Concordia al Giglio. Due eventi seguiti «live» sul nostro sito da decine dimigliaiadipersone.eoraè prontaperlenuovestorieche racconteranno i giornalisti de La Stampa, da trasmettere via satellite sui vostri pc, tablet, smartphone e qualsiasi supporto che Internet ci consegnerà domani. Il nuovo Europarlamento a Strasburgo Trasferta all estero a inizio luglio per la Web Car, che da Strasburgo racconta in modo nuovo il debutto del Parlamento Europeo. Grande curiosità dei media e degli eurodeputati stranieri per questo oggetto del «made in Italy» Il recupero della Concordia La Web Car sale in traghetto per raggiungere a luglio il Giglio e raccontare le operazioni di rigalleggiamento e la rimozione del relitto della Concordia. Oltre 0 mila spettatori «live», decine di migliaia di visite per i video registrati

20 20. Società.LA STAMPA Domenica con Alain Elkann Amira Casar viene sempre a Salisburgo, quando c è il Festival. Quest anno è salita solo sul palco del Festival di Avignone. Presto tornerà a Parigi, dove avrà un ruolo in «Versailles», una serie tv sul giovane Luigi XIV. Si sta preparando leggendo una biografia del Re Sole. Amira, perché ha scelto di trascorrere le vacanze a Salisburgo? «Perché è il tempio dell opera e amo le donne che cantano a gran voce fin dal mattino. Per me, il canto degli operisti è il modo migliore con cui esprimere la tragedia. Mi piace il clima austriaco di Salisburgo, il folklore dove c è qualcosa di infantile e di grottesco al tempo stesso. E, per l osservatrice che sono, Lo spettacolo è in sala. Ci sono così tanti personaggi interessanti e raccolgo informazioni, perché sono un personaggio-attore. Ho interpretato lesbiche, autisti di bus, addetti alle pulizie, terroristi e donne di servizio. Mi piace CURIOSITÀ INSAZIABILE «Ancheperlaserietv Versailles studio molto: volevo fare la storica» interpretare le domestiche. Sono brave osservatrici. E poi adoro la scuola di recitazione italiana. Amo Anna Magnani, Silvana Mangano, Monica Vitti, capaci di interpretare sia donne delle pulizie sia contesse». Leièun attricefrancesemaparlabene inglese e tedesco. Come mai? «Volevo parlare perfettamente francese e così sono andata a una scuola di arte drammatica in Francia, al National Conservatory of Dramatic Arts di Parigi». Perché ha studiato in Francia quando ha un passaporto britannico? «Mi piace il ritmo della lingua. È difficile da parlare bene e io sono una masochista, a cui piace intraprendere sempre strade difficili. Sono anche una cantante d opera frustrata. Ora sono considerata un attrice francese, ma cerco di mantenere l autoironia». Com è il suo personaggio nel film su YvesSaintLaurentdiBertrandBonello che uscirà in autunno? «Interessante. Era in competizione per vincere la Palma d oro all ultimo Festival di Cannes». Non ci sono due film in uscita su Saint Laurent? «Sì e la stampa lo ha fatto passare come se fosse scoppiata una guerra. Non è così. Il punto è che noi non abbiamo avuto l ok di Pierre Bergé». Che ruolo ha? «Interpreto Anne-Marie Munoz, l amica, la sorella, quella che fa andare la macchina. Era lei che dirigeva l atelier di Saint Laurent. Quando mi calo in un ruolo divento un po come il tenente Colombo: cerco la voce, la sua voce, chi era, per dar vita a una signora vera. Ho molto rispetto per quella donna. Quando Saint Laurent si faceva trascinare dalle follie, Anne- Marie portava avanti lo studio da sola. Aveva incontrato Saint Laurent da Dior quando erano entrambi molto giovani e lei disse di Yves: È lui!. Promisero che non si sarebbero mai separati. Lo stilista non poteva lavorare senza di lei». Si è divertita a interpretare questo ruolo? «Sì, l ho amato profondamente». Amira Casar attrice Sonoladonna all ombra disaintlaurent Sta cominciando un nuovo progetto? «In Versailles, la serie tv sul giovane Luigi XIV, sarò una donna molto forte». Fa ricerche per prepararsi alla parte? «Certo. Da piccola volevo fare la storica. La cosa che mi piace della recitazione è che talvolta puoi aggiungere dettagli. Per esempio, Bertrand Bonello è così bravo a dirigere le donne perché sa come osservarle e riprenderle attraverso un obiettivo magnifico». Chi è il regista di«versailles»? «Cambierà ogni due episodi». Che cosa sta leggendo? «Mi sono lanciata nelle lettere di Madame de Sévigné. Lei sapeva che cosa voleva dire essere una donna nella sua epoca. Luigi XIV era il figlio di Anna d Austria e aveva un grande rispetto per le signore: un vero re cortese». Da quando lavora in teatro si considera un attrice classica? «Mi piace il termine tedesco usato durante la Secessione viennese: Gesamtkunstwerk, vale a dire arte totale. Ho lavorato con registi d avanguardia come Werner Schroeter, Catherine Breillat, i Quay Brothers, Sophie Calle, Carlos Saura, Betrand Bonello e Tony Gatlif. Ma la mia papessa è Isabelle Huppert». Perché? «Ha una curiosità insaziabile, come la mia. Sono una persona autonoma, ma mi piace entrare nel mondo del regista e guardare come mi scolpiranno». Genera qualche timore fare l attrice a volte? «Non mi piacciono i ranking delle persone. Non voglio pensare che la mia vita sia diventata troppo piccola o troppo stretta ed è per questo che cerco l eterno altrove. Lavorare bene e fare progetti interessanti con persone che ti sostengono: è questo che mi interessa. Mi devo considerare un mostro? Grandi attori come Robert Mitchum sono mostri». È innamorata del cinema? «Sì. E la Francia è ancora il miglior posto in cui vivere per una a cui non basta mai andare al cinema come me». Quali sono le qualità di una grande attrice? «La mia ultima sfida è cercare di essere un vero essere umano. Lasciare cadere tutte le maschere». Traduzione di Lorenza Castagneri GIACOMO PORETTI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA il mio bel comico da strapazzo, non si permetta mai più di dire bat- «Caro tute sui dislessici, perché mio figlio lo è e l altra sera in tv, quando ha sentito pronunciare quella tremenda battuta, da allora non legge più la r, la v, e la g». Sembrava finita lì, quando il marito ha aggiunto: «L avevo detto a mio figlio di non fidarsi di voi, perché già qualche anno fa avete preso in giro la mia categoria, vestendoci e facendoci parlare come dei deficienti: per sua informazione, io faccio il contadino, e me ne vanto!». Si sono voltati e hanno cominciato a parlare un piemontese così stretto ma così stretto che potevano essere solo insulti. Gentile Signor Giorgio (il marito contadino), non c è dubbio che tra un contadino e un manager che si presenta in un agriturismo con una escort, intesa come decapottabile, e un set di valigie firmate, sia più antipatico il secondo. E purtroppo mi è toccato di interpretare quel ruolo. Mi aspettavo che a lamentarsi fossero i cittadini. Quelli sì vengono messi alla berlina negli spot da Lei citati, a cominciare da come si vestono, con le loro giacche cangianti e attillate, i pantaloni fascianti a mostrare la calza in tono e il mocassino lucido; i quali, cittadini così conciati, appena arrivano in campagna, si preoccupano che ci sia la connessione con il mondo, inteso come web. Mi aspettavo che fossero loro i cittadini a lamentarsi, perché un secondo dopo aver chiesto se c è il wi fi il nostro eroe, interpretato da me, giova ricordarlo, si infila una maglietta dry fit, perché ogni cittadino ha la smania di fare jogging e finisce nel fango. Mi aspettavo che a risentirsi fossero i cittadini, trattati un pochino come dei mentecatti. Signor Giorgio, la satira è un po così, Lo show Aldo, Giovanni e Giacomo durante il loro spettacolo «Ammutta Muddica», che tradotto dal siciliano significa «Spingi mollica», ovvero «datti da fare» Il mondo di Giacomo PHOTOMOVIE Prendiamociunpo piùingiro masenzaoffeseanessuno Siamo comici: a volte non tutti capiscono il potere dell ironia grossolana: si usano stereotipi non per offendere, ma per essere più immediati: il medico lo si veste di bianco, il meccanico con la tuta, il contadino con la camicia a scacchi. Non mi dica che Lei va in vigna con la grisaglia!? E poi, secondo, me quando c è di mezzo la comicità è sempre meglio essere meno sospettosi. Qualche tempo fa un organismo deputato alla sorveglianza dei contenuti pubblicitari, dopo aver visionato un nostro spot, impedì la messa in onda, perché nel finale un cagnolino finiva in lavatrice; lo abbiamo modificato e Giovanni, il contadino simpatico, si limitava ad accennare il gesto, ma il cane era salvo. È curioso sapere che due settimane più tardi in un altro spot, un attore, anzi, un omino di nome Poretti, finiva nella lavatrice, e questo con il nulla osta degli organi competenti. Aiutatemi a risolvere questo dilemma: vale più un cane di un attore? O forse l attore è più cane del cane attore? Si offende di più il cane o l uomo? E chi possiede più ironia? Il cane o il funzionario dell organismo di controllo? Chi è più ipocrita? L uomo o il miglior amico dell uomo? Gentile ex fan Sig.ra Piera (la moglie offesa): se lei avesse la pazienza di andare su Internet e scaricare le app Immaginario e Aritmeticando, potrà constatare che sono pensate per persone adulte e bambini affetti da dislessia, discalculie ed altri problemi: le app sono state volute da diverse persone, tra cui Giovanni Storti, uno dei miei due soci. Aldo, inoltre, è dislessico ed è anche affetto da discalculia, o forse è solo analfabeta, ma ha apprezzato lo spettacolo «Ammutta Muddica» senza offendersi. Lei deve comprendere che l ironia e la realtà sono cose diverse; se un comico non può nominare certe parole, come dislessia, straniero, grasso, magro, nero, omosessuale, donna, sordi, ciechi, diabetici, dispeptico, tatuato, claudicante, strabico, la comicità non esisterebbe. Comici più bravi di noi hanno utilizzato le differenze del corpo e le stramberie della mente per far ridere senza l intenzione di arrecare offesa. La battuta che ha dato fastidio a lei - «ma lei è straniero o dislessico?» - rivolta ad Aldo, in realtà, offriva ad Aldo la possibilità di essere scusato, perché, se fosse stato straniero o dislessico, nessuno avrebbe avuto niente da dire. E invece fa ridere perché Aldo ha parlato come un «deficiente», pensando che i cinesi si esprimano così. Tutte le volte che saliamo sul palco, io e Giovanni prendiamo in giro Aldo per la sua meridionalità: crede che per questo dovremmo chiedere scusa a tutta l Italia meridionale? Da ultimo le ricordo che io e Giovanni siamo venuti al mondo e il Padreterno ha voluto che non superassimo il metro e 2: per tutta una vita ci hanno chiamati nani, tappetti, alti un metro e un c... Cosa dobbiamo fare? Offenderci e pretendere che ci si nomini «portatori di non altezza»? Quattro anni fa nel nostro film «La banda dei Babbi Natale» un organizzazione di animalisti mandò una vibrata protesta perché in una scena del film Giovanni (sempre lui!) prendeva a calci un gatto di peluche. La stessa organizzazione non vide, o non volle vedere, che qualche scena dopo l attrice Mara Maionchi nel ruolo di una odiosa suocera, veniva sedata a forza e buttata in un cassonetto. Nessuna organizzazione a difesa delle suocere si è fatta viva. Perché? Conta più un peluche di una suocera? Sono andato in spiaggia, quel mattino, con molti pensieri. Mi è tornata in mente la coppia che mi aveva redarguito è ho pensato: «Che sfiga, però! Marito contadino e figlio dislessico, pensa se sono anche juventini».

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