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1 NOTIZIARIO ANMIC ANMIC PERIODICO DELLA ASSOCIAZIONE NAZIONALE MUTILATI INVALIDI CIVILI Sezione Provinciale di Parma Anno 45 - Numero POSTE ITALIANE S.p.A. SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L N. 46) ART. 1, COMMA 2, DCB PARMA anmic parma informa Buone Feste a tutti! Buon Natale! Felice Anno Nuovo! Buone Feste a tutti! E Felice Anno Nuovo! Buon Natale! 1

2 anmic parma informa Sommario I principi che ispirano da sempre l operato dell Associazione 3 La scuola: un diritto di tutti 5 Tutti a Roma per il Fand Day 6 La riforma della disciplina condominiale 7 Anmic e Polisportiva Gioco in sintonia 8 La vicenda Casaburi: intervista all Assessore Rossi 10 L Anmic di Parma dona alla Casa di cura Piccole Figlie 5 carrozzine per disabili 14 Rimosso il limite alle assunzioni di disabili nella PA 15 In Memoria 16 I veri invalidi sono autentici! 17 Anmic e Polisportiva Gioco: avviata una importante collaborazione 18 Un veicolo attrezzato per il trasporto disabili in comodato gratuito 20 La carta sconti Anmic 21 ATTENTI ALLE TRUFFE!!! Nessuno è autorizzato dall ANMIC a sollecitare telefonicamente contributi ed a richiedere e ricevere i pagamenti a domicilio. ATTENZIONE AI NUOVI NUMERI TELEFONICI DELLE SEDI INTERCOMUNALI! Per il disbrigo di tutte le pratiche e per ottenere tutte le informazioni riguardanti la Categoria, rivolgetevi con fiducia ai nostri uffici di: Parma: Via Stirone, 4. Aperto tutti i giorni (tranne i pomeriggi del mercoledì e del sabato) dalle ore 8.30 alle e dalle ore alle Il numero di telefono è Fidenza: Largo Leopardi, 2 (Centro Civico - Sala Taddei). Aperto ogni sabato mattina dalle ore 9.00 alle Il numero di telefono è Langhirano: P.zza Garibaldi, 9 (1 piano). Aperto tutti i lunedì dalle ore 9.00 alle Il numero di telefono è Borgotaro: Via Nazionale, 126. Aperto tutti i lunedì dalle ore 9 alle 12. Il numero di telefono è Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Stirone, PARMA - Tel Questo Notiziario ha una tiratura di copie Grafica, fotocomposizione e stampa: Tipografia La Colornese sas - Colorno - Parma Direttore Responsabile: ROBERTO GHIRARDI Autorizzazione Tribunale N. 422/69 Redattori: Rosanna Bertoletti, Alberto Mutti, Emilio Zelaschi, Fabrizio Guazzi, Manuel Ferrari, Rita Merusi, Ivano Gardelli, Mirko Iannicelli, Pietro Curzio, Giulia Curzio 2

3 I principi che ispirano da sempre l operato dell Associazione Mi sia consentito iniziare con un pensiero di Papa Francesco che mi ha particolarmente colpito; credo colga nel segno e rappresenti, in estrema sintesi, la realtà dei nostri giorni: Nella vita pubblica se non c è l etica tutto è possibile. Lo leggiamo tutti i giorni sui giornali quanto la mancanza di etica faccia male all umanità intera. Se cadono gli investimenti, le banche, tutti a dire che è una tragedia. Se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare, allora non fa niente... QUESTA E LA NOSTRA CRISI!!! Oggi, infatti, nel nostro Paese, stiamo vivendo la crisi del mondo del lavoro, la crescita dei livelli di povertà strettamente collegati alla grande disoccupazione; stiamo assistendo ad una continua contrazione del potere d acquisto degli stipendi e delle pensioni, per effetto sia dell aumento della pressione fiscale, che della svalutazione mai compensata. La logica conseguenza di questo panorama generale è l impoverimento generalizzato dei cittadini e, quindi, la drastica riduzione di ogni tipo di consumo. A tutto ciò si deve aggiungere il ruolo negativo esercitato dal lavoro precario; esso, infatti, non rappresenta certamente uno stimolo all incremento dei consumi. Il risultato è che oggi l 8% della popolazione risulta essere in povertà assoluta, mentre il 15% in povertà relativa. Pertanto, quasi un cittadino su quattro è povero o lo sta per diventare! Una tale situazione, finora quasi del tutto sconosciuta nel nostro Paese, costituisce motivo di una diffusa ed ormai profonda sfiducia dei cittadini nei confronti delle diverse strategie di politica economica assunte in questi ultimi anni dai vari governi che si sono succeduti. Questa è la realtà con cui la nostra Associazione deve giornalmente rapportarsi ed impegnarsi, perché i nostri diritti conquistati a fatica negli anni passati continuino a rimanere esigibili per tutti i cittadini, ma in particolare per le persone disabili. A questo proposito, è bene citare alcune delle leggi più importanti, intervenute nel settore della disabilità e conquistate per tutti dall Associazione Nazionale degli Invalidi Civili: Legge 30 marzo 1971, n. 118, che disegna il quadro fondamentale dei diritti dei mutilati ed invalidi civili; Legge 11 febbraio 1980, n. 18, che ha istituito l indennità di accompagnamento; Legge 5 febbraio 1992, n. 104, che regolamenta l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone disabili; Legge 12 marzo 1999, n. 68, che sancisce l inserimento mirato dei disabili al lavoro; Legge 8 novembre 2000, n. 328, che regola il servizio integrato di interventi e servizi sociali (non ancora totalmente applicata in quanto non completamente finanziata). Consapevoli di essere nel giusto, la nostra Associazione da quasi sessant anni lotta, affinché le persone più deboli e più indifese vedano riconosciuti i diritti sanciti dalla Costituzione, ma che ancora oggi non trovano sempre completa applicazione. La nostra Associazione, che ha da sempre considerato il dialogo il sale delle democrazie, collabora con le istituzioni pubbliche e con i partiti attraverso un confronto, anche serrato e pressante. Bisogna tener presente, infatti, che è insito nella natura della democrazia progredire attraverso il confronto ed il dibattito, anche aspro delle rispettive posizioni: è solo in questo modo che i problemi possono emergere nella loro realtà, essere affrontati e risolti. Nella nostra Associazione credo che nessuno abbia mai avuto paura del confronto delle idee. Piuttosto, ciascuno di noi si è impegnato e si impegna, affinché il confronto sia creativo e aperto alla via della collaborazione. Il dialogo ed il confronto devono avere come fine ultimo una decisione operativa valida e condivisa. Concertazione e collaborazione devono essere le forze della società civile e delle istituzioni politiche, sociali e culturali, perciò atte a risolvere i problemi. Questo rappresenta la modalità di operare che ha dato e continua a dare frutti cospicui. Un altro principio cardine su cui poggia l azione dell Anmic è rappresentato dalla certezza del diritto. Quest ultima costituisce la garanzia di ogni ulteriore progresso, 3

4 I principi che ispirano da sempre l operato dell Associazione mostrandoci come il nostro modus operandi stia all interno della legittimità. Lo Stato di diritto, che deve garantire la piena applicazione di questi principi, posti alla base della democrazia, ha bisogno di istituzioni e persone attive, impegnate e capaci di amministrare, oltreché di cittadini che partecipino attivamente alla vita pubblica. È appena il caso di ricordare che la legge trae il suo fondamento etico e giuridico dalla volontà del popolo. Oggi come oggi ci accorgiamo sempre di più che i cittadini, che si dicono democratici, lo sono non per intrinseca convinzione, ma per assuefazione, da considerarsi spesso come l anticamera della noia. Si nota, pertanto, come abbastanza spesso manchi l attaccamento dei cittadini alle nostre istituzioni e cresca l apatia politica, per colpa anche degli esempi negativi che le televisioni e i giornali ci mostrano ogni giorno. Credo pertanto che sia fondamentale che lo spirito della democrazia non si appanni, né si dissolva. Esso deve essere favorito, anche da una presa di coscienza delle istituzioni stesse. Ricordiamoci che la democrazia non è un valore acquisito, ma va alimentato. Vi fu un tempo che nel nostro Paese il principio di democrazia era sconosciuto, anzi bandito. È occorsa una lotta dura e lunga perché nascesse la nostra Carta Costituzionale. Questa contiene un sistema di valori, di diritti e di doveri individuali e collettivi cui tutti i cittadini debbono attenersi. Oggi, in memoria di quella lotta, bisogna operare al meglio per far sì che la democrazia non inaridisca; c è un bisogno continuo di alimentarla con l impegno sociale e politico di tutti i cittadini ed in primis di coloro che reggono la cosa pubblica. Ce lo ricorda Tucidide, storico greco, che nel raccontare l Atene ai tempi di Pericle, si riferisce al concetto di democrazia come governo del popolo. La democrazia rappresenta l esatto contrario del concetto di sopraffazione, di quello di intolleranza e disprezzo del pensiero degli altri. Democrazia significa rispetto della diversità, di tutte le diversità politiche, etniche e religiose e rappresenta una conquista che va costantemente aggiornata e adeguata al mutare della società, altrimenti, purtroppo, svanisce e muore. Il nostro Paese, se non tiene conto di questi valori, mette continuamente a repentaglio l esigibilità dei diritti delle persone disabili. Per concludere, voglio ricordare il pensiero di AMARTYA SEN, Premio Nobel per l economia nel 1998, che così recita: per giudicare se vi sia o meno progresso dobbiamo chiederci innanzitutto se siano promosse le libertà delle persone. Lo sviluppo richiede che siano eliminate le principali fonti di illibertà: dalla povertà materiale alla carenza di servizi pubblici e interventi sociali, dalla mancanza di sicurezza alle violazioni del diritto di partecipare alla vita sociale, politica ed economica. Non è sostenibile uno sviluppo senza una profonda ispirazione morale e sociale. È sotto gli occhi di tutti che all espansione dell economia mondiale di questi ultimi decenni non ha fatto seguito una più equa ridistribuzione del reddito fra i popoli. Al contrario, come anche Papa Giovanni Paolo II ricordava spesso, siamo in presenza di un progressivo ampliamento del solco che divide le persone ricche da quelle povere. L Anmic continuerà perciò a lottare per garantire dignità e diritti ai suoi associati. 4 ANMIC

5 La scuola: un diritto di tutti Con la 517/77 viene sancita l abolizione esplicita delle classi differenziali consentendo alla scuola elementare e media forme di integrazione a favore di alunni portatori di handicap mediante la presenza di un docente di sostegno assegnato alla classe. La L. 270/82 estende alla scuola materna statale l istituzione di posti di sostegno; la C.M. 262/88, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.215 del 3 Giugno 1987, assicura la frequenza alle scuole Medie Superiori ai soggetti portatori di Handicap con insegnanti specializzati di sostegno. Il punto di svolta della normativa per l Handicap, non solo in campo scolastico, è la Legge Quadro 104/92 che dedica diversi articoli (12-16) a chiarire i passaggi e gli interventi utili al processo di integrazione nei vari ordini di scuola. In relazione all art.13 della stessa L.104/92 in data 4 Ottobre 2013 è stato rinnovato e sottoscritto l accordo di Programma Provinciale per il coordinamento e l integrazione dei servizi, documento di notevole rilievo in quanto vengono definiti gli impegni che le varie componenti (famiglia, Comune, Provincia, AUSL, Scuola, Associazioni, ) sono tenute a garantire per realizzare al meglio il processo di integrazione scolastica degli alunni disabili. Anche per il corrente a.s il Prof. Adriano Monica dell Ufficio Scolastico Territoriale di Parma, Settore Integrazione, ha cortesemente fornito i dati utili per una riflessione sulla situazione della scuola parmense in merito alla presenza di alunni con disabilità: su un totale di alunni iscritti, 1385 sono gli alunni disabili certificati, così suddivisi: 80 nella scuola dell Infanzia, 476 nella primaria, 347 nella secondaria di I grado, 482 nella secondaria di II grado. Anche nell anno in corso si registra l incremento di alunni disabili nella scuola secondaria di II grado, come già in precedenza evidenziato, da attribuirsi all innalzamento dell obbligo scolastico. I posti assegnati, compresi quelli in deroga, sono stati a tutt oggi 638 con un rapporto docente di sostegno alunno disabile pressoché invariato rispetto allo scorso anno. Ricordiamo inoltre la presenza dell educatore socio-assistenziale fornito dai Comuni di appartenenza e quella dei collaboratori scolastici che provvedono, secondo il proprio ruolo e mansioni, a favorire il processo di integrazione all interno della classe del disabile. Per quanto riguarda la Scuola Secondaria Superiore anche nel corrente a.s. si realizzerà il progetto Un tutor per amico promosso dall Amministrazione Provinciale e collegato per talune tipologie di Istituti all orientamento al lavoro del disabile con momenti di alternanza scuola/lavoro favoriti dalla presenza di una figura tutoriale (studente universitario) sia in orario scolastico che pomeridiano. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che le classi in cui si trova inserito l alunno disabile presentano spesso una complessità di gestione dovuta a diverse situazioni: alto numero di alunni, presenza di alunni stranieri da alfabetizzare, presenza di alunni con problematiche comportamentali e con bisogni educativi specifici (BES), presenza di alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA). Relativamente a quest ultima tipologia di alunni, si tratta di un alto numero di presenze nelle nostre classi considerato che gli ultimi dati disponibili forniti dall Ufficio Scolastico Regionale per L Emilia Romagna (al ) danno il seguente numero di segnalazioni di DSA: 211 nella scuola primaria, 100 nella secondaria di I grado, 367 nella scuola secondaria di II grado, per un totale di 978 segnalazioni. Si tratta infatti di segnalazioni e non di certificazioni, perciò non è prevista per loro alcuna forma di sostegno ma, come disciplina la normativa, è richiesta una didattica compensativa cui sono chiamati tutti i docenti della classe. Appare dunque evidente che il processo di integrazione per i ragazzi disabili e di interventi finalizzati al superamento delle varie difficoltà, passa attraverso un importante operazione pedagogico-didattica che comporta necessariamente un piano di formazione rivolto a tutti i docenti e non solo al docente di sostegno, per il quale si auspica la richiesta specializzazione. A tale proposito è utile ricordare che il D.L. 104/2013 contenente misure molto importanti in ambito scolastico prevedeva all art.16 la formazione in servizio obbligatoria per tutti i docenti. Tale articolo rischia la soppressione in quanto lesivo dell autonomia negoziale dei sindacati del comparto scuola. La FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e la FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) hanno manifestato legittima preoccupazione su questa soppressione convinte della necessità, per tutti i docenti, di una formazione sulla didattica dell inclusione scolastica. Le due Federazioni hanno pertanto elaborato un emendamento secondo il quale il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca è tenuto a garantire la formazione dei docenti curriculari sulle didattiche inclusive degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali, per una effettiva presa in carico del progetto personalizzato di integrazione scolastica, evitando la delega al solo insegnante di sostegno. Ci auguriamo che tale emendamento possa essere accolto e che tutti i docenti possano essere forniti degli strumenti più idonei per far compiere un percorso collettivo ad una classe che ha al suo interno un alunno disabile. Maria Rita Merusi 5

6 Tutti a Roma per il Fand Day Il 15 maggio 2013, giornata del FAND DAY, a cui l Anmic di Parma ha partecipato, ci sono stati tanti interventi, provenienti dalle diverse Associazioni aderenti alla Fand: l Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (ANMIC), l Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (ANMIL), l Ente nazionale per la protezione e l assistenza dei sordi (ENS), l Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UCI), l Unione nazionale mutilati per servizio istituzionale, l Associazione nazionale guida legislazioni andicappati trasporti (ANGLAT) e l Associazione italiana per la ricerca sulla psicosi e l autismo (ARPA). Oltre alla partecipazione attiva di queste associazioni, sono intervenute: la Deputata del Partito Democratico, Ileana Argentin, responsabile per i diritti dei disabili e il Viceministro al lavoro e alle politiche sociali, Maria Cecilia Guerra. La Deputata PD ha parlato della necessità di desanitarizzare l handicap, cercando di considerare la disabilità non solo come problema sanitario. Infatti, secondo la Deputata il tema della disabilità abbraccia differenti problematiche; esso andrebbe inserito all interno di diverse Commissioni, a seconda delle problematiche di volta in volta emergenti. Quando viene affrontato il tema delle pensioni, bisognerebbe occuparsi anche di pensioni di invalidità; quando vengono discusse problematiche relative al settore dei lavori pubblici (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), si dovrebbe affrontare il tema delle barriere architettoniche; quando vengono trattate questioni attinenti all ambito delle pari opportunità, si dovrebbe parlare di handicap. Inoltre, nella Commissione Welfare, bisognerebbe affrontare il problema dell inserimento al lavoro dei disabili. L intervento dei Viceministro al lavoro e alle politiche sociali Maria Cecilia Guerra ha messo in evidenza l opportunità di portare avanti il Piano di Azione avviato nella scorsa legislatura, contenente un elenco di diritti già riconosciuti: salute, lavoro, scuola, mobilità. Secondo il Viceministro uno dei primi impegni è quello di organizzare al più presto la Conferenza nazionale sulla disabilità, prevista dalla Convenzione ONU, che doveva esserci in febbraio ma che è stata rimandata a causa della crisi di governo. 6

7 La riforma della disciplina condominiale La riforma sul condominio, entrata in vigore il 18 giugno scorso, ha previsto un innalzamento della maggioranza prevista dall attuale normativa per statuire i rinnovamenti volti a rimuovere le barriere architettoniche negli edifici privati. Oggi, quindi, avere un ascensore o adattare una scala, costruire una rampa, inserire un montascale, allargare un ingresso, persino, mettere un corrimano, diventa più difficile. Questa scelta ha suscitato il malumore di molte persone disabili che vorrebbero essere agevolate nel momento in cui intendono apportare modifiche strutturali volte ad eliminare le barriere architettoniche presenti nel proprio condominio. La nuova legge, invece di recepire questa posizione, ha stabilito che l assemblea condominiale che disponga innovazioni relative alla cancellazione delle barriere architettoniche nei complessi residenziali è tenuta a deliberare mediante un numero di voti che corrisponda alla maggioranza degli intervenuti e ad almeno la metà del valore dell edificio. Nel dettaglio, il numero di voti deve per forza rappresentare almeno un terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore del complesso. Questa scelta legislativa è in controtendenza anche considerando la giurisprudenza della Corte di Cassazione che ha osservato come in ambito condominiale deve vigere il principio della solidarietà. È dovere collettivo, infatti, rimuovere preventivamente ogni possibile ostacolo all applicazione dei diritti fondamentali delle persone affette da handicap fisici. Inoltre, la «socializzazione deve essere considerata un elemento essenziale per la salute dei disabili, tale da assumere una funzione sostanzialmente terapeutica assimilabile alle stesse pratiche di cura e riabilitazione». Dopo tre mesi dalla sua entrata in vigore, ci chiediamo se è ancora possibile modificare una norma della quale non solo non si sentiva l esigenza, ma sembra non avere alcuna motivazione. A volte le cause di un errore sono molto semplici: non ci si è pensato e si è stati superficiali. Viene da sperare che anche in questo caso sia così e aspettiamo, pertanto, che si provveda ad eliminarlo (l errore!) quanto più rapidamente possibile. 7

8 Anmic e Polisportiva Gioco in sintonia Grazie anche alla fattiva collaborazione dell ANMIC la Polisportiva Gioco ha potuto realizzare la settima edizione della Handbike Marathon Mondo Piccolo, sul percorso Biciparmapo. Domenica 19 maggio, cominciata con la pioggia, è proseguita sotto il sole, mentre 89 handbikers percorrevano i 42 Km che collegano i Comuni rivieraschi pedalando a forza di braccia per raggiungere, ciascuno con il proprio ritmo, il traguardo nella Piazza della Reggia di Colorno, sotto gli occhi ammirati della popolazione. Una manifestazione unica nel suo genere, con pregi indiscutibili: la valorizzazione del territorio, dei suoi prodotti, del paesaggio, insieme con i benefici dello sport a tutti i livelli: amatoriale e agonistico. In attesa dell ottava edizione, le due Associazioni si propongono nuovi obiettivi. Il primo è quello di offrire ai soci dell Anmic la possibilità di praticare uno sport di squadra, splendido ma purtroppo ancora poco conosciuto, anche se da 8 anni la Polisportiva Gioco lo ha importato a Parma: si chiama WHEELCHAIRHOCKEY. Non spaventatevi, è l hockey in carrozzina elettrica, destinato soprattutto a chi ha gravi problemi motori e tuttavia vuole provare le emozioni dello sport di squadra: lo stare insieme per l allenamento, il giocare in squadra con ruoli diversi, le trasferte in altre città, le emozioni del vincere e del perdere, la conoscenza di tante altre persone. I soci Anmic sono anche invitati a vedere le partite della squadra della Gioco e dei Jaguars (l altra squadra parmense nata un anno fa dalla Gioco); a tale scopo comunichiamo il calendario delle gare, che si giocheranno a Parma alle ore 15 di domenica pomeriggio nella palestra di via Pintor. Altre forme di collaborazione verranno elaborate a livello dirigenziale dalla Gioco e dall Anmic. Ecco il calendario delle partite di campionato in casa della Gioco. 20 ottobre 2013 Giocoparma - Sconvolts Pescara 3 novembre 2013 Giocoparma - Lupi Toscani Firenze 16 febbraio 2014 Giocoparma - Rangers Bologna 8

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10 La vicenda Casaburi: Abbiamo incontrato l assessore Rossi per permetterle di illustrare con la maggior completezza e precisione possibile le motivazioni di una scelta che ha scatenato pesanti polemiche. Una scelta, del Comitato di Distretto non del solo Comune di Parma (l assessore lo sottolinea con forza), che l assessore difende a spada tratta: Sono serena perchè sono convinta che questa soluzione, nel tempo, sia l unica che porta benefici a tutta la città. Sono consapevole che nell immediato lo spostamento nel centro di via Casaburi dei 12 ospiti del centro di via Varese porterà delle sofferenze, che ci impegnamo ad affrontare nel migliore dei modi con percorsi individualizzati, ma sono altrettanto certa che questo sia l unico modo per affrontare una situazione diventata insostenibile e per dare una risposta a quei ragazzi che, dopo le superiori, sono rimasti fuori dal sistema al termine degli ultimi due anni scolastici. Assessore Rossi, come siete arrivati a questa riorganizzazione? Non rispettando le tariffe dell accreditamento (da 180 a 240 euro al giorno per persona a seconda della disabilità), ma coprendo il costo effettivo di gestione delle strutture, si spendevano 596mila euro in più rispetto alle tariffe riconosciute e non si poteva dare risposta alle famiglie dei disabili gravi che ogni anno, terminato il percorso di studi, avrebbero il diritto di essere ospitati in queste strutture. A giugno 2012 cinque famiglie sono rimaste escluse, quest anno se ne sono aggiunte altre sette. Con il Comitato di Distretto abbiamo ipotizzato dei tagli che non intaccassero la qualità del servizio, ma la cifra recuperabile risultava soltanto di 67mila euro. Non restava che chiudere l accreditamento e riorganizzare tutto il sistema. E al centro del progetto avete messo la struttura di via Casaburi? Abbiamo pensato di sfruttare una struttura nuova, arredata, funzionale e già pronta all uso. Una grande risorsa: in via Casaburi possono essere accreditati 20 posti residenziali al primo piano, divisi in due ali autonome e distinte di posti l una, più 15 posti diurni al piano terra. Gli spostamenti, per disabili gravissimi che vivono da anni nello stesso posto, rappresentano un trauma terribile. Il disagio delle persone è il problema più grande che dobbiamo affrontare. Ne siamo consapevoli, lo dobbiamo limitare al massimo, ma è un male necessario. Lo spostamento riguarderebbe soltanto i 12 ospiti del Varese e verrebbe studiato per tempi e modalità caso per caso, senza escludere che qualcuno possa scegliere di rimanere nella struttura con un altro gestore. Spostando l intero gruppo di via Varese si sposterebbero anche gli operatori, garantendo così la continuità dei rapporti consolidati tra ospite e personale di assistenza. Ai 12 trasferiti si aggiugerebbero tre persone che hanno chiesto di venire a Parma da fuori. Resterebbero 2 posti a disposizione per le accoglienze temporanee e 3 per le richieste future. Al Varese verrebbe trasferito il centro di Gaione, che deve essere liberato perchè inadeguato a livello impiantistico, che conta 7 residenziali e 3 diurni con la gestione della Cooperativa Insieme che nella struttura potrebbe avere l accreditamento definitivo. L accusa che vi è stata mossa è quella di creare così una ghettizzazione dei disabili? Devo dire che sono molto delusa da queste critiche, che ritengo frutto soprattutto di una strumentalizzazione politica che contrasta con una scelta di buonsenso. Sono andata a presentare il progetto ai familiari in modo trasparente, spiegando i motivi il più chiaramente possibile, per evidenziare nel modo più assoluto che non ci sono interessi nascosti dietro a questa riorganizzazione. Non si vuole agevolare nessuna grande cooperativa, anzi questo progetto mira a salvaguardare le piccole cooperative a gestione familiare. La struttura ha grandi potenzialità, in via Casaburi non sorgerà un cronicario: al piano terra ci sono diversi spazi che possono ospitare progetti diversi che coinvolgano la città. Il quartiere è vivo, vicino ci sono

11 intervista all Assessore Rossi, alla Fondazione Mario Tommasini e ai familiari due plessi scolastici, un centro anziani che si è già reso disponibile a svolgere attività che coinvolgano la struttura, anche sfruttando gli spazi di via Casaburi, come ad esempio la cucina. Nel palazzo ci saranno anche altre realtà che svolgono attività diverse e che sono più che disponibili a creare sinergie con la struttura. Al piano terra presto ci sarà la sede di una società sportiva che fa anche attività per disabili. Via Casaburi diventerà il centro di un sistema che mette in comunicazione gli ospiti con la città, non un ghetto per isolarli. Una struttura accreditata di grandi dimensioni, che fa da traino a quelle realtà piccole, come le cooperative a gestione familiare, che sono basilari per la sostenibilità del sistema e che noi vogliamo valorizzare e che potrebbero trovare posto al Lubiana o al Varese. Come intendete reinvestire il risparmio che si dovrebbe concretizzare? Il risparmio sarà di 600mila euro: 180mila saranno reinvestiti in qualità assistenziale impiegando più operatori in modo da mantenere l assistenza ben superiore al minimo richiesto, gli altri 400mila saranno impiegati per coprire il turnover negli altri centri, per finanziare un servizio sperimentale rivolto ai giovani e per attivare otto nuovi posti diurni. I vantaggi economici e funzionali sembrano evidenti, ma non ci sono strade alternative? Si tratta purtroppo di una scelta obbligata per la sostenibilità di tutto il sistema nel lungo periodo. Ci saranno disagi ora, che cercheremo di affrontare nel modo migliore, ma avremo un futuro certo. Soluzioni diverse, come quella avanzata dalla Fondazione Tommasini, concretizzerebbero soltanto un rinvio del problema, che dovremmo affrontare il prossimo anno in una situazione ben peggiore. Il progetto di riorganizzazione va avviato al più presto. In questo momento, potendo garantire soltanto le tariffe di accreditamento, il gestore del Lubiana continua nell attività ma ci ha comunicato che le risorse non sono sufficienti, il gestore della struttura di via Varese ha annunciato che rinuncerà. Sono molto preoccupata. C è qualcosa che le preme sottolineare? Ribadisco che la riorganizzazione è l unica via per garantire sostenibilità nel tempo al sistema. Il Comitato di Distretto non può, come ha detto qualcuno, lasciar decidere le famiglie: le istituzioni non devono tenere conto solo degli interessi di chi c è ora, ma anche di quelli di chi verrà dopo. Abbiamo condiviso le motivazioni delle scelte fatte con la maggiore trasparenza possibile, ma la responsabilità di garantire il funzionamento del sistema è delle istituzioni che devono esercitarla garantendo il bene comune. La proposta della Fondazione Mario Tommasini Per fornire ai lettori un quadro completo delle varie posizioni in campo abbiamo incontrato il signor Baroni, del Consiglio di Gestione della Fondazione Mario Tommasini, che ha avanzato una proposta alternativa di riorganizzazione del sistema della disabilità. Faccio una premessa. La Fondazione Tommasini ha una mission ben precisa: mettere in campo ogni sforzo possibile perchè le persone con disabilità, le loro famiglie e gli operatori assistenziali, possano vivere nelle condizioni migliori possibili perchè nella vita hanno già dato. Per farlo dobbiamo difendere i diritti acquisiti in tanti anni di lotta, specialmente a Parma dove, anche grazie a Mario Tommasini, si è costruito un sistema che eroga servizi di livello elevato. Proprio per questi motivi, in accordo con tutte le associazioni del mondo disa- 11

12 La vicenda Casaburi: bile, abbiamo avanzato una proposta alternativa a quella dell amministrazione. Ce la può descrivere? Siamo d accordo sul trasferimento del centro di Gaione gestito dalla Cooperativa Insieme: ma non crediamo sia opportuno spostare gli ospiti del centro di via Varese per poi mettere al loro posto quelli di Gaione. Non sarebbe più logico spostare direttamente questi ultimi in via Casaburi? Inoltre, se i costi della struttura di via Varese sono insostenibili per il gestore alle tariffe di accreditamento, non si capisce come gli stessi costi potrebbero essere sostenibili per la Cooperativa Insieme che andrebbe ad occupare la struttura con un numero inferiore di persone. Davvero non si capisce perché si dovrebbe fare un doppio trasferimento mettendo in difficoltà persone che ormai da anni vivono al Centro Varese. Se i costi sono troppo elevati, perchè il gestore del Lubiana ha accettato l adeguamento alle tariffe di accreditamento, così da rendere superfluo il suo trasferimento motivato a suo tempo per economie di gestione? Penso che le conclusioni si possano trarre molto facilmente. L assessore Rossi sostiene che la gestione del centro di via Casaburi può essere sostenibile soltanto con un unico gestore e un numero di almeno venti ospiti, per poter organizzare al meglio gli operatori. 12 Sotto il profilo giuridico, abbiamo dimostrato all assessore che la normativa regionale dà la possibilità di avere più gestori accreditati presso la stessa struttura, quindi nulla osta alla gestione diversificata della struttura di via Casaburi. Anzi, per certi aspetti può essere un vantaggio aver la presenza di una cooperativa grande ed una cooperativa di piccole dimensioni che possano valorizzare le specificità di ognuna. Questo può diventare un centro importante. Potrebbero esservi trasferiti dei disabili psichici, il cui costo è coperto dall Ausl e non ricadrebbe sul Fondo per la non autosufficienza. Oltre ad avere ospiti residenziali in un numero certamente inferiore a quello pensato dal Comune, ma con la possibilità di diventare una risorsa a disposizione delle famiglie per ricoveri temporanei. La richiesta in tal senso è in forte aumento, secondo i nostri dati sarà presto superiore a quella dei definitivi: dobbiamo prepararci a dare una pronta risposta alle nuove esigenze delle famiglie che invecchiano e affrontano sempre nuove difficoltà. Quello di avere pochi grandi gestori che controllano tutto il sistema è una aspirazione che capisco, perchè facilità i rapporti con le Istituzioni. Ma in questo modo si metterebbero in difficoltà le piccole cooperative che sono invece un valore aggiunto per il sistema perché in esse sono molto attive forme di volontariato e di prossimità. La Cooperativa Insieme ad esempio non acquista i pasti, ma cucina con i propri operatori; a Casaburi c è già una cucina attrezzata che permetterebbe di conservare un importante risparmio di gestione e mettere a disposizione una preziosa alternativa a pasti preconfezionati. Con la riorganizzazione proposta dall assessore Rossi, le piccole realtà artigianali rischiano di non reggere, di essere assorbite dalle grandi come è già successo in passato. Come ha giudicato la vostra proposta il Comitato di Distretto? La nostra proposta ha consentito di mettere in forte discussione quella formulata dal Comune di Parma. Soprattutto ha fatto emergere il forte dissenso sulla proposta dell assessore da parte dei familiari e delle associazioni dei disabili di Parma. Contrariamente a quanto sostiene l assessore, rispetto alla nostra proposta nel Comitato sono sorte posizioni contrastanti, tanto che il suo progetto si è arenato. Intanto il gestore del centro di Gaione ancora non conosce le tempistiche del trasferimento temporaneo a Casaburi, né i costi delle utenze e dell affitto della struttura. L inverno si avvicina e una soluzione per gli ospiti della Cooperativa Insieme va trovata al più presto, anche perchè, lo ribadisco, questa è l unica struttura che secondo noi va spostata e dovrebbe trovare una casa definitiva in via Casaburi.

13 intervista all Assessore Rossi, alla Fondazione Mario Tommasini e ai familiari La voce dei familiari Per completare il quadro delle posizioni in campo abbiamo intervistato Mirella Chilò, coordinatrice dell Aceva (Associazione dei familiari del Centro di via Varese), che si sta opponendo in modo fermo e vigoroso al previsto trasferimento degli ospiti in via Casaburi. Da quali considerazioni nasce la vostra posizione? Nel centro di via Varese ci sono dodici ospiti residenziali, probabilmente i casi di disabilità più grave in città. Per la maggior parte si tratta di persone di una certa età, metà delle quali in carrozzina. Persone che vivono nella struttura da quasi vent anni, che nella struttura e nel quartiere hanno trovato una loro dimensione, hanno costruito una serie di relazioni che caratterizzano la loro quotidianità, che regalano loro un poco di calore umano. Spostare queste persone significa sradicarle dalla loro dimensione, da un quartiere e da una struttura che li ha accettati e nei quali loro hanno raggiunto un buon livello di vita. Lo spostamento in una nuova struttura e in un nuovo quartiere rappresenta un trauma, per gli ospiti e i loro familiari. Pensate ad esempio al trauma di un disabile grave di 65 anni, residente al Varese da 20 anni, diventato cieco durante la sua permanenza nella struttura. La sua vita ripartirebbe da zero. L Assessore Rossi parla di uno spostamento necessario per la sostenibilità economica del sistema, di un disagio necessario per garantire una risposta per tutti. Un progetto che sarebbe stato accettato da alcuni degli ospiti. Di dodici ospiti, soltanto in tre casi i familiari si sono detti disponibili allo spostamento. Si tratta degli ospiti più giovani, che si trovano al Varese da meno tempo e sono quindi meno legati alla struttura. Rispettiamo la loro posizione perchè per loro i disagi sarebbero forse minori. Ma il progetto nel suo complesso ci è stato presentato in modo confuso, non ci è stato detto come sarà strutturata Casaburi. Penso che sia ingiusto creare disagi alle persone in nome del risparmio. Sono state avanzate proposte alternative che ci sono parse valide, che evitano il trauma dello spostamento, salvo quello più che opportuno per gli ospiti della struttura di Gaione, e che prevedono comunque l utilizzo della struttura di via Casaburi. Che senso ha strappare dalla loro casa gli ospiti del Varese per metterli in una struttura grande che a pieno regime avrà 20 ospiti residenziali e altri 25 diurni. Qualcuno in effetti ha parlato di pericolo di ghettizzazione. Lei è d accordo? Il rischio c è, si rischia di creare una gigantesca struttura ghetto, perchè soltanto con un certo numero di ospiti sono ammortizzabili i costi delle utenze e della gestione di via Casaburi. In questo modo si vanno anche a penalizzare le piccole realtà a gestione familiare che sono in realtà il valore aggiunto del sistema. A Parma abbiamo raggiunto livelli di servizi che altre città possono solo sperare di eguagliare, perchè dovremmo tornare indietro?. Cosa si aspetta ora? Dove vivranno suo fratello Giuseppe e gli altri ospiti del Varese? Abbiamo vissuto mesi difficili, ma abbiamo tenuto duro, certi di essere nel giusto. Sembra che il gestore del centro di via Varese sia in procinto di accettare le tariffe di accreditamento. Mi auguro che sia vero e che si tratti del primo passo di un cammino che porti all accoglimento delle nostre ragioni. Gli ospiti della struttura hanno trovato una serenità importante che non va toccata. Evitare loro questo grande trauma è il minimo che si possa fare per loro. 13

14 La vicenda Casaburi: colpo di scena Ultim ora: poco prima di dare alle stampe il Notiziario siamo venuti a conoscenza di importanti novità rispetto alle posizioni espresse nelle interviste che sono state realizzate tra la fine di ottobre e l inizio di novembre. Come ci ha confermato telefonicamente l Assessore Rossi è stato deciso di non trasferire gli ospiti del Centro di via Varese nella struttura di via Casaburi (nell intervista precedente l Assessore Rossi ha spiegato che anche gli ospiti del Lubiana non saranno trasferiti, ndr). Potrete leggere gli ultimi sviluppi della vicenda e i commenti dei soggetti interessati sul prossimo numero del Notiziario e sul sito internet dell Anmic L Anmic di Parma dona alla Casa di cura Piccole Figlie 5 carrozzine per disabili 14 Una delle carrozzine donate dall Anmic di Parma alle Piccole Figlie per il Centro Bukavu in Congo

15 Rimosso il limite alle assunzioni di disabili nella PA È di alcune settimane fa la notizia secondo cui è stato rimosso il divieto di assunzione dei disabili nelle pubbliche amministrazioni. Ma vediamo in dettaglio di cosa si trattava realmente dal momento che non vi è mai stato un divieto generalizzato di assunzione dei disabili nel settore pubblico, ci mancherebbe altro. Questo il testo integrale del comma 6 dell articolo 7 del Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 101: «Le amministrazioni pubbliche procedono a rideterminare il numero delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette sulla base delle quote e dei criteri di computo previsti dalla normativa vigente, tenendo conto, ove necessario, della dotazione organica come rideterminata secondo la legislazione vigente. All esito della rideterminazione del numero delle assunzioni di cui sopra, ciascuna amministrazione è obbligata ad assumere un numero di lavoratori pari alla differenza fra il numero come rideterminato e quello allo stato esistente. La disposizione del presente comma deroga ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l amministrazione interessata sia in situazione di soprannumerarietà.» È stata quindi ripristinata la specialità della normativa prevista dalla Legge 68/99 che rischiava di essere compromessa dall esito della rideterminazione della dotazione organica, qualora quest ultima fosse risultata inferiore alla base di computo. Non solo. Si stabilisce che la condizione di soprannumerarietà (ovvero il fatto che la pubblica amministrazione interessata abbia un numero di dipendenti superiore a quello previsto dalla dotazione organica) non impedisce di procedere alle assunzioni di disabili che permettano di rispettare le quote di riserva di cui all articolo 3 della Legge 68/99. È chiaro tuttavia che questo provvedimento ha ristabilito quel minimo di legalità che rischiava di essere vanificata da tecnicismi giuridici che spesso in passato hanno colpito il collocamento mirato, ma non deve portare a facili entusiasmi. Basti pensare al fatto che si è verificato un calo di ben dipendenti pubblici nel periodo e tenere inoltre presente che la tendenza alla riduzione degli organici sarà senz altro confermata anche nei dati relativi agli anni 2012 e È chiaro che questo non potrà che ripercuotersi anche sulle opportunità (e sulla legittima aspirazione) delle persone disabili di vedersi collocate all interno del sistema pubblico. Marco Melegari 15

16 In Memoria Uno degli episodi più cari della mia vita è legato ad una visita che il segretario del PCI italiano, Enrico Berlinguer, fece alla fattoria di Vigheffio. Eravamo alla fine degli anni 70, la fattoria era già sede di una straordinaria esprienza di inserimento sociale di persone dimesse dall Ospedale psichiatrico di Colorno, e il mai dimenticato Mario Tommasini, allora assessore in Provincia, ritenne di dover accogliere Berlinguer non nel chiuso di stanze dorate, ma lì a Vigheffio; la scelta era, di per sé, carica di significato etico e culturale, ma Tommasini andò oltre! Quando Berlinguer scese dall auto e un po incredulo si mosse verso un gruppo di persone che l aspettavano, Tommasini si fece avanti e, con tono serissimo, così presentò al segretario del PCI uno degli ospiti della fattoria: Ecco (il nome non lo ricordo) questi è il responsabile delle pubbliche relazioni della fattoria di Vigheffio. Berlinguer, con altrettanta serietà, colse il significato di quel gesto e di quella presentazione e strinse la mano a chi gliela offriva in modo molto composto! Del resto erano quelli gli anni delle battaglie per l eliminazione delle classi differenziali nelle scuole, per il riconoscimento ai disabili dei diritti all inserimento lavorativo, all assistenza economica; anni di lotta per i diritti civili, contro emarginazioni di ogni tipo. Da allora sembra cambiato il mondo, colpito al cuore dall individualismo feroce, dal consumo spinto al massimo, dalla scomparsa della indignazione. Ed allora cosa fare per non assistere impotenti all eliminazione di ogni forma di solidarietà, in particolare nei confronti dei più deboli? Prima di tutto, bisogna capire le ragioni dei mutamenti, immergersi nelle varie realtà, per esempio nelle scuole, dando prova di capacità di ascolto e di critica, senza limitarsi a denunciare i limiti dell azione educativa delle famiglie, ma, al contrario, con proposte concrete di miglioramento. Non basta! Non bisogna annullarsi nel presente! Alla lettura delle attuali trasformazioni va accompagnato il racconto di ogni storia, bella o brutta che sia, testimonianza del percorso che l umanità ha compiuto nell affermazione degli stessi diritti a tutte le persone, denunciando, altresì, le violenze, le prepotenze subite dalle persone più deboli. E questo vale, in particolare, per i disabili, da sempre oggetto di campagne denigratorie volte a rifiutare le conquiste ottenute, a non riconoscere il ruolo positivo che essi svolgono nel campo delle relazioni, a nascondere i disabili, proprio al contrario di quel che avvenne nella fattoria di Vigheffio. E, nel ricordare le violenze contro i disabili, va mantenuto fermo lo sguardo verso gli orrendi crimini nazisti: uno specchio scomodo in cui riflettersi per riflettere sul presente e sul futuro così Mario Paolini, in Ausmerzen, edito da Einaudi. Pietro Curzio Per i motivi suddetti va segnalata una 16 mostra sullo sterminio nazista di trecentomila persone disabili, che su iniziativa dell ANFFAS e in collaborazione con l ANMIC si aprirà nei seguenti Comuni: Borgotaro, Collecchio, Colorno, Fidenza, Langhirano, Salsomaggiore. Siamo tutti invitati a visitarla ed, in particolare, gli alunni delle scuole.

17 I veri invalidi SONO AUTENTICI! Sulla rivista PANORAMA del 24 marzo 2011 veniva pubblicato un articolo dal titolo Gli scrocconi d Italia: invalidità inesistenti, certificati falsi, pensioni regalate. La copertina del giornale riportava l immagine di un disabile sulla sedia a rotelle con il naso di Pinocchio. Articoli come questo infangano chi è invalido e distorcono la realtà, presentandoci come ordinarie le storie di pochi falsi invalidi, che percepiscono assegni previdenziali senza averne diritto. Questa non è la fotografia reale del nostro Paese, ma è quella di un fenomeno limitato, che non può essere generalizzato. Noi, come Anmic, vogliamo ristabilire la verità, descrivendo le storie degli invalidi veri. Ci troviamo a contatto ogni giorno, infatti, con realtà ben differenti da quelle che la televisione e i giornali vogliono raccontare. È bene sapere che oggi i falsi invalidi rappresentano lo 0,04% degli aventi diritto alla pensione di invalidità, che in Italia sono Il fenomeno, come è evidente dai dati, è fortemente circoscritto rispetto a quello che si vuol far apparire. Se da un lato, condanniamo fermamente chi commette questo tipo di reato, dall altro lato ci troviamo in disaccordo con chi, in nome di un controllo severo e di una riduzione della spesa assistenziale, sferra attacchi indiscriminati agli invalidi civili, negando i diritti alle persone che realmente hanno bisogno. Ben altra è la situazione vissuta da chi è disabile, che deve affrontare quotidianamente mille difficoltà e ritardi, come quello della procedura, prevista per il riconoscimento dell invalidità civile, lenta e complessa. Il cittadino, che intende fare domanda di invalidità, si scontra con un percorso labirintico ed ostile, con la burocrazia e la scarsa informatizzazione del sistema. Si pensi che un invalido, che vuole ottenere il riconoscimento dell invalidità civile, deve attendere in media un anno, contro i centoventi giorni stabiliti dalla legge, perché venga trasmessa all Inps la domanda, per affrontare la prima visita da parte di una commissione della Asl, per attendere la verifica di una commissione Inps territoriale Il percorso è complicato e i tempi sono lunghissimi. Si sono verificati casi in cui, addirittura, l invalidità è stata riconosciuta dopo il decesso di chi aveva fatto domanda. Non va poi dimenticato che questo labirinto, con tutti i disagi che ne conseguono, viene affrontato da persone che soffrono, alle quali lo Stato italiano, in virtù di quanto stabilito dalla Costituzione, è tenuto a garantire il riconoscimento di diritti espressamente previsti. L art. 38 della Costituzione, infatti, dispone che: Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all assistenza sociale... Gli inabili ed i minorati hanno diritto all educazione e all avviamento professionale. In stretta correlazione con questa disposizione, esiste un quadro legislativo che tutela chi è diversamente abile e ne promuove la crescita. Un esempio è dato dalla L. 12 marzo 1999 n. 68, recante Norme per il diritto al lavoro dei disabili. Per concludere, l Anmic auspica l impegno di tutte le forze sociali e dei media, affinché le conquiste raggiunte fino ad ora siano salvaguardate e trovino un completo riconoscimento. ANMIC 17

18 Anmic e Polisportiva Gioco: Sono state presentate lo scorso 25 ottobre, nella biblioteca del Cepdi, le nuove maglie della squadra di Wheelchair Hockey della Polisportiva Gioco Parma sponsorizzate dalla sezione provinciale di Parma dell Anmic. Due realtà che hanno avviato una sinergia mirata a migliorare ed ampliare i servizi rivolti alle persone diversamente abili e ad incrementare, valorizzare e promuovere l attività dell Anmic di Parma e della Polisportiva Gioco. Una sinergia che si concretizza a tutti i livelli, dagli sconti per i soci dell una che aderiscono all altra, alle iniziative condivise negli organi direttivi grazie alla presenza di rappresentanti di entrambe le parti. La Polisportiva Gioco si assicura così il sostegno concreto di una delle principali Associazioni del settore, impegnandosi a promuoverne l attività tra i propri associati; l Anmic incrementa la gamma di servizi offerti ai disabili e alle loro famiglie, rispondendo ai dettami del suo Statuto che prevede la promozione dello sport e del tempo libero come strumento fondamentale di inclusione. Mettiamo oggi la prima pietra di un edificio che vogliamo costruire insieme alla Polisportiva Gioco spiega il presidente dell Anmic di Parma Alberto Mutti. 18

19 avviata una importante collaborazione Lo sport rappresenta un intento comune, un mezzo per migliorare la qualità della vita delle persone diversamente abili. Un impegno che la nostra associazione perseguiva da tempo e che finalmente si concretizza. Presenti l Assessore allo Sport del Comune di Parma Giovanni Marani e il Responsabile dell Agenzia per lo Sport della Provincia di Parma Walter Antonini, che hanno sottolineato come la collaborazione tra due realtà così importanti sia un ottimo esempio dell importanza di fare sistema. Una sinergia che le Istituzioni devono essere brave a cogliere come opportunità spiega Marani. Si comincia a vedere la rete nell associazionismo. Questo non è un legame economico aggiunge Antonini, ma una convergenza di intenti: come amministratori dobbiamo accogliere e promuovere esperienze di questo tipo. Il presidente della Polisportiva Gioco Tagliavini, ringraziando l Associazione, evidenzia gli elementi che accomunano Anmic e Gioco: L apertura verso chi ha bisogno è un obiettivo condiviso, così come il miglioramento della qualità della vita di disabili gravi che riescono a provare nello sport il brivido dell agonismo. Iniziamo a percorrere una nuova strada, insieme sarà meno difficile. 19

20 Un veicolo attrezzato per il trasporto disabili in comodato gratuito Già da qualche mese viene usato, tra l altro, per accompagnare un allenatore di Wheelchair Hockey della Polisportiva Gioco a dirigere l allenamento settimanale: per questo l agenzia Europa Servizi Mobilità Gratuita lo aveva consegnato in anticipo, prima della totale copertura dei costi, alla sezione provinciale dell Anmic di Parma. Sabato 26 ottobre, a Langhirano, grazie alla generosità di decine di ditte del territorio, il veicolo attrezzato per il trasporto di persone diversamente abili è stato ufficialmente consegnato all Associazione presieduta da Alberto Mutti. A fare gli onori di casa il sindaco Bovis, alla presenza del Responsabile dell Agenzia per lo Sport della Provincia di Parma Walter Antonini, del dott. Roberto Rozzi di Europa Servizi e ovviamente del presidente Anmic Parma Alberto Mutti. Il veicolo è a disposizione dell Associazione in comodato gratuito, spese di manutenzione incluse: grazie all opera di generosi volontari il pulmino viene impiegato quotidianamente al servizio dei disabili, per garantire loro la possibilità di muoversi per qualunque esigenza, dalle visite mediche alla pratica dell attività sportiva. La sezione di Parma dell Anmic è la prima in Italia a beneficiare di questo modello di solidarietà, che verrà presto applicato anche da altre sezioni provinciali. Il presidente Mutti, unitamente alle Istituzioni presenti, ha consegnato un attestato di ringraziamento alle ditte che con le loro sponsorizzazioni hanno permesso l acquisto del mezzo. Un nuovo servizio che Anmic Parma voleva attivare da tempo e che ha perseguito a lungo rivolgendosi, invano, a una Fondazione bancaria spiega il presidente Mutti. Oggi finalmente diamo concretezza a questa nostra aspirazione grazie alla generosità delle ditte di questo territorio e dei comuni vicini, sollecitate dalla preziosa opera degli amici di Europa Servizi. 20

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