PARTE SECONDA I RAPPORTI DI LAVORO NEL FALLIMENTO. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 1

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1 PARTE SECONDA I RAPPORTI DI LAVORO NEL FALLIMENTO Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 1

2 TEMATICHE SVILUPPATE a) gli effetti del fallimento sui contratti di lavoro subordinati in essere alla data della sentenza dichiarativa; b) cessazione dell attività d impresa e le soluzioni a disposizione della curatela; c) l esercizio provvisorio; d) affitto e trasferimento d azienda Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 2

3 Principi del diritto del lavoro Rapporto tra diritto del lavoro e diritto fallimentare; Nella Costituzione Italiana vige un principio di favor per il lavoratore; Rispetto della par condicio creditorum principio cardine della normativa concorsuale; Principio generale di prevalenza degli interessi dei lavoratori rispetto a quelli dei creditori. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 3

4 Cosa succede ai lavoratori al momento del fallimento Il fallimento e la liquidazione coatta amministrativa NON COSTITUISCONO giusta causa di risoluzione del contratto di lavoro (art II co. c.c.); La dottrina e la giurisprudenza stanno dibattendo in ordine a: 1) CONTINUAZIONE del RAPPORTO: fino alla comunicazione, da parte del curatore, di licenziamento; 2) SOSPENSIONE del RAPPORTO: in attesa di valutare la possibilità e la convenienza dell attività d impresa. Se non vi è possibilità di continuazione, la risoluzione del contratto avrà efficacia dal momento di apertura del fallimento. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 4

5 SOSPENSIONE L articolo 72 L.F. dopo la riforma descrive tutti i rapporti PENDENTI e questo fa propendere per una SOSPENSIONE del rapporto di lavoro. Infatti: in mancanza di esercizio provvisorio si avrà: 1) Sospensione dell esecuzione del contratto da parte del lavoratore; 2) Scioglimento; 3) Pagamento dell indennità sostitutiva del preavviso (ex art c.c. e 2751 bis c.c.) Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 5

6 CESSAZIONE DELL ATTIVITA Se il Tribunale non decide per l esercizio provvisorio dell impresa è necessaria l immediata verifica da parte del curatore di: 1) DIMENSIONE DELL IMPRESA; 2) SETTORE PRODUTTIVO Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 6

7 I LICENZIAMENTI INDIVIDUALI 1) PRESUPPOSTO OGGETTIVO: cessazione dell attività d impresa; 2) PRESUPPOSTO SOGGETTIVO: occupazione di lavoratori dipendenti nell ultimo semestre in numero inferiore a 15 unità. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 7

8 LICENZIAMENTO INDIVIDUALE: MODALITA GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO: art. 3 L. 604/66; FORMA SCRITTA, a pena di inefficacia art. 2 L. 604/66; INDENNITA SOSTITUTIVA DI PREAVVISO: ex art c.c.; TFR: ammissibilità in via privilegiata Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 8

9 CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA CONCORSUALE 1) PRESUPPOSTO OGGETTIVO: cessata attività o mancata continuazione (art. 3 co. 1 L. 223/91) 2) PRESUPPOSTI SOGGETTIVI: più di 15 dipendenti per le imprese industriali e più di 200 dipendenti per le imprese commerciali (apprendisti e CFL compresi) EFFETTI della CIGS STRAORDINARIA: sospensione dei rapporti di lavoro fino al termine del periodo autorizzato con trattamento economico a carico dell INPS Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 9

10 CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA CONCORSUALE la CIGS è: 1) AUTOMATICA: in quanto viene erogata senza la necessaria preventiva deliberazione del CIPE; 2) OBBLIGATORIA: in quanto il curatore è tenuto a chiedere la CIGS, pena il risarcimento del danno ai lavoratori per mancata fruizione del beneficio DEVE ESSERE SEMPRE RICHIESTA IN PRESENZA DEI REQUISITI OGGETTIVI E SOGGETTIVI. DURATA: 12 MESI FINALITA : PRIMARIO AMMORTIZZATORE SOCIALE Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 10

11 MODALITA DI RICHIESTA ESAME CONGIUNTO con le organizzazioni sindacali per discutere: 1) PROGRAMMA DA ATTUARE; 2) DURATA DELLA CIGS; 3) NUMERO DI LAVORATORI DA SOSPENDERE 4) (eventualmente) MODALITA DI ROTAZIONE DEI LAVORATORI OCCUPATI. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 11

12 PROROGHE DELLA CIGS Al termine del periodo di 12 mesi della CIGS è possibile una PROROGA (max 6 mesi) qualora: 1) Relazione del curatore su fondate prospettive di CONTINUAZIONE o RIPRESA dell attività anche attraverso la CESSIONE dell azienda; 2) Approvazione del G.D.; 3) Accertamento del CIPE Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 12

13 TERMINE DELLA CIGS Al termine della CIGS (o della sua proroga) il curatore avvia TEMPESTIVAMENTE la procedura mobilità. In mancanza di un tanto, al termine della CIGS, i lavoratori maturano crediti retributivi (Cass n. 673) Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 13

14 PROCEDURA DI MOBILITA Preventiva COMUNICAZIONE SCRITTA alle associazioni di categoria e alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale, nonché alle rispettive associazioni di categoria. Contenuto della comunicazione (art. 4 co. 3 L. 223/91): a) Motivi dell eccedenza; b) Motivi tecnici e organizzativi che non consentono di evitare la dichiarazione di mobilità; c) Numero di soggetti e loro profili professionali. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 14

15 COLLOCAMENTO IN MOBILITA EQUIVALE AL LICENZIAMENTO ADEMPIMENTI: 1) Atto di recesso in forma scritta comunicato a ciascun lavoratore; 2) Rispetto del termine di preavviso; 3) Contestuale invio elenco lavoratori collocati in mobilità; 4) Indicazione delle modalità di applicazione del criterio di scelta (art. 5 co. 1 L. 223/91) Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 15

16 CONSEGUENZE L iscrizione nelle liste di mobilità (art. 7 L. 223/91) da diritto all INDENNITA DI MOBILITA e offre la possibilità ai datori di lavoro di godere di particolari benefici fiscali e previdenziali in sede di assunzione. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 16

17 LICENZIAMENTI COLLETTIVI Se il numero di occupati è inferiore a 15 dipendenti se imprese industriali o 200 se imprese commerciali: IL CURATORE NON PUO CHIEDERE LA CIGS e può unicamente far ricorso ai licenziamenti collettivi (artt. 4 e 24 L. 223/91) con i medesimi adempimenti per il collocamento in mobilità. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 17

18 CONTINUAZIONE DELL ATTIVITA L esercizio provvisorio dell impresa è disciplinato dagli artt. 104 e 104 ter L.F. Vi è una ECCEZIONE alla regola generale disciplinata dall art. 72 L.F.: REGOLA GENERALE: i contratti proseguono salvo che il curatore non intenda sospenderne l esecuzione o sciogliersi. ECCEZIONE: se l attività prosegue il curatore subentra in tutti i rapporti di lavoro (autorizzazione c.d.c.) Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 18

19 CONTINUAZIONE FRAZIONATA Se l esercizio provvisorio è autorizzato per singoli rami, allora vi è il subentro nei soli rapporti di lavoro pertinenti l attività produttiva di tali rami con la NECESSITA di risolvere i rapporti relativi agli altri rami Per gli altri rami sarà necessaria l ADOZIONE di: 1) Licenziamenti individuali o collettivi; 2) CIGS concorsuale; 3) CIGS non concorsuali invocabile recuperando il concetto di ristrutturazione aziendale Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 19

20 CONTINUAZIONE DI FATTO Il curatore subentra nei rapporti di lavoro proseguendo l attività senza autorizzazione per attività COLLATERALI: Es: VIGILANZA, MANUTENZIONE CESPITI, GESTIONE LIQUIDATORIA, ULTIMAZIONE PROCESSI PRODUTTIVI ecc TALE ATTIVITA DA DIRITTO AL PAGAMENTO DEI CREDITI IN PREDEDUZIONE (Cass. 7/2/2003 n. 1832) Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 20

21 Fondo di garanzia INPS e Previdenza complementare L INPS con la circ. n. 23/2008 detta i criteri per garantire l intervento del Fondo costituito anche per permettere l erogazione delle prestazioni previste in caso di insolvenza del datore di lavoro. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 21

22 Fondo di garanzia INPS e Previdenza complementare NATURA GIURIDICA DEL FONDO DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE CHE COS E? Tramite un fondo pensione il lavoratore investe volontariamente risparmi durante la vita lavorativa, allo scopo di garantire prestazioni pensionistiche aggiuntive rispetto a quelle erogate dagli enti previdenziali obbligatori. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 22

23 Fondo di garanzia INPS e Previdenza complementare RAPPORTI GIURIDICI Il lavoratore RESTA il titolare (PROPRIETARIO) delle somme investite nel fondo complementare; Il fondo pensionistico rappresenta un mero contenitore delle somme depositate con la funzione di ottimizzare il rendimento finanziario; Il lavoratore RESTA l unico destinatario delle somme finali (in unica soluzione o sottoforma di rendita vitalizia) a condizione del rispetto dei regolari versamenti. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 23

24 Fondo di garanzia INPS e Previdenza complementare RAPPORTI GIURIDICI Il datore di lavoro è l unico obbligato a depositare presso il fondo le somme ad esso destinato su delega del lavoratore; Il mancato versamento delle somme è imputabile unicamente al datore di lavoro (restano salvi i diritti di risarcimento del danno) e IL MANCATO VERSAMENTO, pertanto, crea in ambito fallimentare una CRITICITA derivante da natura giuridica dei rapporti. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 24

25 Previdenza complementare e FALLIMENTO In caso di fallimento sovente accade che: 1) Il datore di lavoro risulti inadempiente nei confronti del fondo di previdenza complementare; 2) Che, conseguentemente, il fondo non sia in grado di liquidare le somme dovute (causa rilevanti mancati versamenti); 3) Per i mancati versamenti il fondo di previdenza complementare non risulta titolato ad insinuarsi al passivo; PROBLEMA Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 25

26 SOLUZIONE il lavoratore, qualora il suo credito sia rimasto in tutto o in parte insoddisfatto a seguito a una delle procedure concorsuali, è possibile richiedere al Fondo di garanzia presso l INPS di integrare, presso la gestione di previdenza complementare interessata, i contributi risultanti omessi. In tal senso: a) il fondo garanzia INPS integra gli omessi versamenti al fondo (solo per la parte TFR); b) l INPS si insinua al fallimento (surroga) per le somme erogate al lavoratore Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 26

27 NON FALLIBILITA e FONDO DI GARANZIA INPS Con l introduzione dei parametri di fallibilità si è venuta a creare una differenza sostanziale tra: 1) Il lavoratore dipendente di un azienda assoggettabile a fallimento 2) Il lavoratore dipendente di un azienda non assoggettabile a fallimento Che ha posto un limite di intervento al fondo di garanzia INPS Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 27

28 NON FALLIBILITA e FONDO DI GARANZIA INPS I rimedi vengono proposti dalla circolare INPS n. 32 del 4 marzo 2010, modificativa a favore del lavoratore rispetto alla circolare INPS n. 74 del 15 luglio 2008 nella quale viene previsto l intervento del fondo di garanzia anche nei casi di: 1) Non fallibilità dell imprenditore 2) Chiusura del fallimento ai sensi dell art. 102 L.F. 3) Fallimento dell imprenditore che ha cessato l attività da oltre un anno. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 28

29 INNOVAZIONI DELLA RIFORMA AFFITTO e CESSIONE dell azienda o di sue parti al fine di salvaguardare il patrimonio aziendale senza lesioni per i diritti dei creditori; L AFFITTO è preferito all esercizio provvisorio perché non fa sorgere crediti prededucibili con trasferimento del rischio a carico dell affittuario. CESSIONE può prevedere il trasferimento, anche parziale, del lavoratori all acquirente. Il legislatore ha escluso la responsabilità derivante dall art c.c. esplicitamente nell art. 105 L.F. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 29

30 INNOVAZIONI DELLA RIFORMA art. 80 bis L.F.: affitto d azienda in corso (dapprima introdotto nel 2006 e poi abrogato nel 2008 per lasciare spazio all art. 104 bis L.F.) Il fallimento non scioglie il contratto, ma i contraenti possono scegliere se recedere entro 60 giorni; Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 30

31 TUTELA DEI DIRITTI INDIVIDUALI Effetti sui rapporti di lavoro (art cod. civ.) a) Il trasferimento all affittuario/cessionario, senza soluzione di continuità (consenso del lavoratore è irrilevante cass. 6/3/2003 n ). b) Applicazione dei medesimi trattamenti economici e normativi vigenti alla data del trasferimento. c) Cedente e cessionario OBBLIGATI IN SOLIDO per i crediti del lavoratore al momento del trasferimento; d) Il Trasferimento non può costituire causa di licenziamento, salvo che ricorrano altre ragioni giustificatrici. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 31

32 TUTELA DEI DIRITTI COLLETTIVI NEL TRASFERIMENTO Procedura di informazione e consultazione sindacale (art. 47, L. 428/90) attraverso: 1) Esame congiunto di alienante e acquirente con le OO.SS.; 2) Comunicazione di avvio alle OO.SS.25 giorni prima del perfezionamento dell atto: - Data del trasferimento; - Conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori; - Eventuali misure per i lavoratori stessi. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 32

33 RETROCESSIONE DELL AZIENDA AFFITTATA Nel caso di retrocessione dell azienda affittata alla curatela, i rapporti di lavoro tornano in capo al curatore: Si pone il problema se possa essere chiesta una nuova CIGS (la tesi dottrinale maggioritaria propende per la messa in mobilità qualora non vi siano i presupposti per un nuovo affitto o per una cessione in blocco). Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 33

34 TUTELA DEI DIRITTI COLLETTIVI NEL TRASFERIMENTO Le conseguenze del mancato rispetto della procedura fa emergere una CONDOTTA ANTISINDACALE ex art. 28, L. 300/70 e l atto viene inficiato: nullità dell atto (tesi minoritaria); violazione di obblighi informativi che incide unicamente sul trasferimento della titolarità dei rapporti di lavoro, che resta sospesa fino alla regolarizzazione del vizio procedurale. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 34

35 AFFITTO E CESSIONE DELL AZIENDA DI IMPRESE IN CRISI O INSOLVENTI L art. 47, co. 5 L. 428/90 consente di derogare all art c.c. alle seguenti condizioni: 1) Mancata continuazione dell attività; 2) Requisito dimensionale: più di 15 dipendenti; 3) Accordo sindacale. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 35

36 AFFITTO E CESSIONE DELL AZIENDA DI IMPRESE IN CRISI O INSOLVENTI DEROGHE all art c.c. 1) Il rapporto di lavoro dei dipendenti trasferiti cessa con il cedente e ne inizia uno nuovo con l acquirente e vengono meno: a) la responsabilità solidale del cessionario (art co. 2 c.c.) b) diritto all applicazione dei contratti collettivi che regolavano il rapporto di lavoro precedente 2) Il TFR viene pagato dall alienante; 3) Vengono trasferiti solo i rapporti previsti dall accordo; 4) Il lavoratori rimasti alle dipendenti della fallita: CIGS, mobilità e licenziamenti collettivi. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 36

37 RAPPORTI TRA GIUDIZIO DEL LAVORO E FALLIMENTO Art. 409 e segg. c.p.c. competenza funzionale del Giudice del Lavoro (specialità del rito); Art. 24 L.F.: Tribunale fallimentare competente a conoscere tutte le azioni legali derivanti dal fallimento; Anche i crediti dal lavoro devono essere insinuate al passivo. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 37

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