SERVIZIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE

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1 SERVIZIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE Comuni di Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Castenaso, Galliera Castello D argile, Castel Maggiore, Granarolo Dell Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale, Azienda USL di Bologna Anno 2007 Relatore: dott. Grandi Emanuele Psicologo-Psicoterapeuta Mediatore Familiare 1

2 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE SULL ANDAMENTO DEL SERVIZIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE ANNO 2007 Consultorio Familiare Azienda USL di Bologna-Distretto Est Piani di zona Comuni del Distretto Pianura Est Un altro anno è trascorso e sono di nuovo qui a tracciare un bilancio sull attività del Servizio di Mediazione Familiare, operazione non certo facile. L impressione che mi rimane di questo 2007 è di un anno ricco di soddisfazioni ma anche di fatiche e complessità. Tanto è stato fatto per la messa in rete del Servizio, ed in tal senso buoni i risultati ottenuti, con la percezione di un progressivo consolidamento del Servizio all interno della mente e dell operatività degli altri professionisti che si occupano di famiglie e minori. Ugualmente positivo è stato il riscontro presso l utenza afferente al Servizio. Ho parlato prima di complessità; certo ci si confronta con una realtà familiare sempre più variegata e mutevole, alto è il livello di sofferenza portato, che sia espresso attraverso litigi e conflitti o sia congelato con sordi rancori, imbarazzati silenzi o civili separazioni; intenso è anche il disorientamento, la confusione e l incertezza di fronte ad una situazione che cambia irrimediabilmente. Ma lasciamo il campo delle suggestioni per addentrarci in una disanima dei dati statistici, attraverso cui potremmo poi arrivare a considerazioni più puntuali sull andamento del Servizio nel Come l anno scorso mi avvarrò anche di tabelle e rappresentazioni grafiche. Cominciando con le persone che si sono rivolte al Servizio nel 2007, va subito evidenziato che vi sono stati 36 nuovi accessi (vedi tabella 1), nella fattispecie: 20 coppie e 16 persone singolarmente. In realtà tra le 20 coppie due si erano rivolte già al Servizio nel 2006, ed hanno richiesto di poter riprendere un percorso di mediazione familiare che era stato interrotto o parzialmente concluso. Ho considerato queste due situazioni come nuovi accessi perché non si trattava di mediazioni che sono slittate da un anno all altro, ma di interventi ex-novo, richiesti dalle stesse persone, che si sentivano pronte per affrontare un percorso emotivamente impegnativo come è appunto una mediazione familiare. Non a caso stavolta entrambe le mediazioni si sono concluse positivamente. 2

3 Tabella 1: Utenti che si sono rivolti al Servizio di Mediazione Familiare nell anno 2007 Nuovi Accessi 2007 Numero Utenti Singoli Numero Coppie Primo Secondo Terzo Quarto Totale Anno Per quello che riguarda nello specifico l affluenza delle persone nei due Sportelli del Servizio (Castenaso e San Pietro in Casale), nel 2007 vi è stata, diversamente da quanto riscontrato l anno precedente, una differenza significativa. Nella fattispecie (vedi tabella 2) di 36 nuovi accesi: 26 hanno riguardato la Sportello di San Pietro in Casale (circa il 72% dei casi) e solo 10 (5 coppie e 5 singoli) quello di Castenaso. Tabella 2: Utenti che si sono rivolti al Servizio di Mediazione Familiare nell anno 2007 suddivisi per Sportello d affluenza Nuovi Accessi 2007 Sportello Castenaso Sportello S. Pietro in Casale Primo Secondo Terzo Quarto Totale Anno Come si può notare dalla tabella 2 la disparità di accesso nei due sportelli è stata significativa praticamente per tutto il 2007, ad eccezione dell ultimo trimestre dove vi è stato un incremento di richieste notevole per quanto riguarda Castenaso. L affluenza a San Pietro in Casale si è invece mantenuta abbastanza costante nel corso dell anno. Andando ad analizzare nello specifico i Comuni di provenienza, si vede che: 4 nuovi accessi provenivano dai Comuni di: Castello D Argile, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale; 3 provenivano dai Comuni di: Castelmaggiore e Pieve di Cento; 3

4 2 rispettivamente dai Comuni di: Altedo, Argelato, Galliera, Castenaso, Budrio, Molinella; 1 invece dai Comuni di: Varicella, Bentivoglio, Granarolo, Malalbergo e Minerbio. Modalità di accesso al Servizio (vedi grafico 1) Di questi 36 accessi: 16 (circa il 43%) sono avvenuti in modo autonomo. Le persone si sono rivolte cioè al Servizio di Mediazione Familiare di propria iniziativa, senza l intervento di professionisti od operatori dell ambito sociale, psicologico, giuridico e/o pedagogico. Le modalità attraverso cui i genitori sono venuti a conoscenza dell esistenza del Servizio sono: lettura del volantino (6 casi), consiglio di amici e/o fruitori del Servizio (6 casi), indicazione dell URP (1 casi), sito internet (1 caso). A questi vanno aggiunte le due coppie che ho menzionato prima e che si erano già rivolte al Servizio nel In 9 casi ( il 25%) l invio è stato fatto dagli psicologi del Consultorio Familiare. In 3 casi (circa l 8%) l indicazione è stata data dal Tribunale dei Minorenni. In 2 casi (circa il 6%) casi l indicazione è stata data rispettivamente: dall Assistente Sociali, da operatori della Salute mentale (Psichiatra CIM e Psicologa NPI), dagli avvocati. In 1 caso (6%) il consiglio è stato dato rispettivamente: dal Maresciallo dei Carabinieri e dal Medico di Base. Questi dati, da un lato confermano quanto già osservato l anno precedente, in particolare rispetto l importante parte di genitori che si rivolgono al Servizio su iniziativa personale, mossi da preoccupazioni rispetto le potenziali conseguenze negative che la separazione può avere sui figli e sul loro rapporto con gli stessi. Si tratta di genitori che cercano un aiuto per affrontare un difficile momento di cambiamento familiare, qual è appunto la separazione, spesso realmente motivati a collaborare con l ex-partner, o perlomeno a cercare di capirne le ragioni, che comunque partono da una base di consapevolezza e motivazione. Solitamente si riesce ad approntare un buon lavoro con queste persone, che può anche esaurirsi in un solo incontro o divenire un percorso di mediazione familiare o consulenza individuale. L altra fonte principale di invio rimangono gli psicologi del Consultorio Familiare, con i quali la collaborazione si è notevolmente consolidata in questo anno di lavoro. Se a ciò si aggiungono i 2 invii da parte di operatori della Salute Mentale divengono 11 i casi inviati dall ambiente psicologico. 4

5 Rispetto l anno precedente si può notare invece come non vi sia stato alcun invio da parte del mondo della scuola e dei pedagogisti dei Comuni. Alla luce di questo dato appare ancora più importante e necessario il lavoro di informazione rispetto l esistenza e la peculiarità del Servizio che si sta approntando con questi operatori. Un altro dato interessante riguarda la sempre maggiore attenzione che l universo giuridico sta accordando alla Mediazione Familiare. Questo come riflesso della nuova Legge sull affido condiviso, che promuove una cultura della separazione, in particolare riguardo l esercizio delle funzioni genitoriali, che si sposa con la filosofia di fondo della Mediazione.Una riflessione aggiuntiva riguarda poi la peculiarità del lavoro con tali coppie, in particolare rispetto la loro reale motivazione al percorso di coppia, considerazione che farò successivamente. Per il resto gli altri dati non si discostano significativamente da quanto osservato l anno scorso. Risposte del Servizio (vedi tabella 3 e grafico 2) Per quel che riguarda le risposte del Servizio di Mediazione Familiare utilizzerò per una prima analisi quattro categorie (vedi tabella 2 e grafico 2): 1. Mediazione Familiare (la cui durata media è di circa 10/12 incontri), nei casi in cui è approntato un lavoro di coppia; 2. Consulenza Individuale (la cui durata media è 10/15 incontri); nei casi in cui non è stato possibile coinvolgere entrambe le persone e si è proceduto con un intervento individuale focalizzato su tematiche separative; 3. Fase preliminare di analisi delle richieste e delle motivazioni; categoria utilizzata nei casi in cui il mio intervento (della durata che varia da 1 a 3 incontri) si è limitato ad una valutazione, insieme alla coppia o alla persona, rispetto la congruenza tra gli interventi offerti dal Servizio ed i loro obiettivi, a cui poi non ha fatto seguito alcuna presa in carico. 4. Invio ad altri professionisti; per quelle situazioni in cui, dopo una fase preliminare, è seguito l invio ad altri professionisti. 5

6 Tabella n. 3: Risposte del Servizio Risposte del Servizio Utenti Tot.36 Mediazione Familiare Consulenza Individuale Fase Preliminare Invio Come si può osservare dalla tabella e dal grafico seguente: In 14 casi (39%) si è attivato un percorso di Mediazione Familiare; In 12 casi (33%) si è attivato un percorso di Consulenza Individuale su tematiche separative; In 6 casi (17%) dopo una fase preliminare di valutazione non si è attivato alcun percorso; In 4 casi (11%) al termine della fase preliminare si è provveduto con l indicazione di rivolgersi ad altri professionisti (nella fattispecie Psicologi del Consultorio ed in un caso assistente Sociale). Come si può notare nella grande maggioranza delle situazioni (72%), alla richiesta degli utenti è seguita una presa in carico da parte del Servizio, attivando un percorso di mediazione familiare o di consulenza individuale, quando non vi erano i presupposti per un lavoro di coppia. Analizzando nel dettaglio gli sviluppi delle coppie che si sono rivolte al Servizio, si osserva che di queste 20 situazioni (vedi anche grafico 3): In 12 casi (60%) si è proceduto con un intervento di mediazione familiare. Di questi 12 percorsi: 6 si sono conclusi, 6 sono ancora in corso (di cui 4 in fase conclusiva); In 3 casi (15%) dopo una fase preliminare (la cui durata varia da 1 a 3 incontri), finalizzata all analisi della pertinenza della Mediazione Familiare con gli obiettivi e le richieste della coppia, si è deciso di non procedere con alcun intervento. In due di questi casi si trattava di coppie inviate dal TM dei Minorenni, in cui non vi era una reale motivazione ad intraprendere un percorso mediativo con l ex-partner. In 3 casi (15%) dopo una fase preliminare di coppia (risoltasi in un solo incontro) si è proceduto con una consulenza individuale su tematiche separative, siccome una delle due persone ha scelto di non intraprendere la mediazione mentre l altra sentiva comunque l esigenze di un confronto ed un aiuto esterno per affrontare la separazione. In 1 caso (5%) la mediazione familiare è stata sospesa perché intanto erano sopraggiunti problemi familiari di una pregnanza emotiva tale da controindicare un tale tipo di intervento. 6

7 In 1 caso (5%) la mediazione invece è stata interrotta a causa dell elevato numero di appuntamenti saltati e/o rimandati all ultimo momento dalla coppia (in particolare da un membro della stessa), tanto che questa incostanza rendeva di fatto impraticabile ogni tipo di intervento. Per quel che riguarda invece gli utenti che si sono rivolti singolarmente al Servizio (16 persone) (vedi anche grafico 4): In 9 casi (56%) si è proceduto con un lavoro di consulenza su tematiche separative, in particolare rispetto i bisogni dei figli. Si noti che a questi 9 interventi vanno aggiunti i tre percorsi individuali partiti come situazioni di coppia (vedi tabella 2). Contemplando il totale delle consulenze individuali effettuate si vede che: 8 di queste sono concluse, 4 invece sono ancora in corso (di cui 3 in fase conclusiva); In 7 casi (44%) ci si è limitati alla sola fase preliminare di analisi della domanda, che è sfociata in 4 situazioni con l invio ad altri professionisti. Per quanto riguarda i 12 percorsi di consulenza individuali attivati, essi hanno riguardato in 7 casi (58%) le madri ed in 5 casi (42%) i padri. Tipologia di persone afferenti al Servizio Per quel che riguarda la tipologia di utenza afferente al Servizio nel 2007 non si colgono sostanziali differenze rispetto l anno precedente. L età media delle persone si aggira intorno ai 40/45 anni, senza differenze sostanziali tra i due sessi. Nella grande maggioranza delle situazioni erano presenti figli (la quasi totalità se si fa riferimento alle richieste a cui poi è seguito un intervento). In particolare in 14 casi i figli sono 1, in 12 casi i figli sono 2 ed infine in 3 casi i figli sono 3. Rispetto l età dei figli si è osservato che la maggior parte di essi rientra nella categoria dell infanzia (30), 12 sono adolescenti, ed infine in 5 casi sono presenti anche figli maggiorenni. Infine, per quanto attiene allo status sociale, si tratta mediamente di persone appartenenti al ceto medio. 7

8 Considerazioni Conclusive E giunto il momento di trarre brevi conclusioni che diano un senso complessivo ed anche qualitativo a quanto fin qui illustrato. La prima considerazione riguarda la mia personale soddisfazione rispetto gli interventi svolti all interno del Servizio. Buona è stata l affluenza della gente, con un notevole incremento nell ultimo trimestre che ha riguardato tutti i Comuni del territorio. Allo stesso tempo buoni sono stati anche i risultati ottenuti nei diversi percorsi svolti, come si notava prima nei ¾ dei casi alla domanda iniziale è seguita una presa in carico del Servizio, con bassa percentuale di interruzione e/o sospensione degli interventi intrapresi. D altro lato ho registrato una notevole complessità delle situazioni afferenti al Servizio, anche se i bisogni e le richieste poste dalle persone sono state per la maggior parte dei casi pertinenti con quanto offerto. In tal senso, la fase preliminare di analisi delle richieste e delle motivazioni, che spingono le persone a rivolgersi alla Mediazione Familiare, diviene un momento delicato ma importantissimo rispetto la possibile efficacia di un futuro lavoro da svolgere insieme. Questo è particolarmente vero quando l inviante è estremamente autorevole, come può essere una Giudice che deve decidere in merito alla separazione. Un altro aspetto positivo riguarda il progressivo consolidamento del Servizio (processo che è ancora in essere e con ampi margini di miglioramento) all interno dei Servizi e delle Istituzioni che si occupano di famiglie e minori presenti nel territorio. Sempre più produttivi sono divenuti i rapporti con gli psicologi del Consultorio Familiare, ed, in tal senso, prezioso è stato il loro aiuto ed il loro apporto nelle situazioni più difficili, con il costante monitoraggio del Responsabile dott. Mirra. Ugualmente importante è il lavoro di informazione rispetto la Mediazione Familiare che sta coinvolgendo, grazie all ingente sforzo della Dott.ssa Casari (Responsabile del Progetto), i coordinatori pedagogici dei diversi Comuni e le insegnati delle scuole della prima infanzia. L obiettivo è quello di aprire un dialogo ed un confronto tra operatori che a diverso titolo affrontano le problematiche legate alla separazione, nella speranza che ciò possa rappresentare fonte di arricchimento reciproco. Nel corso del 2007 si è dato anche un più ampio respiro al Servizio, entrando nella rete dei Servizi di Mediazione Familiare dei Centri per le Famiglie della Regione Emilia Romagna. In particolare si è istituito un raccordo con il Centro per la Documentazione Regionale della Mediazione Familiare, dislocato a Ravenna, che si occupa della raccolta dei dati annuali sulle attività svolta, della realizzazione di percorsi di formazione ed aggiornamento, della divulgazione di 8

9 materiali sulla mediazione e dell organizzazione di seminari e convegni su temi specifici. Si è inoltre entrati in un gruppo di supervisione formato dai mediatori dei Centri per le Famiglie di Bologna, Casalecchio di Reno e Ferrara. Questo gruppo si incontra circa una volta al mese, con l obiettivo di confrontarsi sui casi più complessi, sulle diverse metodologie e prassi operative, nonché sulle possibili iniziative che possono contribuire a divulgare la cultura della Mediazione. Ribadisco infine l importanza di mantenere elevata ed incrementare la visibilità del Servizio presso la cittadinanza (in questo sostenuto anche dai dati riguardante l alta percentuale di accessi autonomi), nella convinzione che la Mediazione Familiare costituisca una risorsa importante per le famiglie che stanno attraversando un momento così critico e delicato del proprio ciclo vitale, qual è appunto la separazione e/o il divorzio. 9

10 Grafico 1 Modalità di accesso al Servizio 14% 6% 6% 31% 43% Acces. Aut. Psicologo Univ. Giur. Ass. Soc. Altro Grafico 2 Risposte del Servizio 17% 11% 39% Mediazione familiare Consulenza Indiv. Fase Preliminare 33% Invio 10

11 Grafico 3 (riferimento 20 coppie) Sviluppi della Mediazione Familiare 15% 10% Mediazione familiare Consulenza Indiv. 15% 60% Fase Preliminare Mediaz. Sospese o interrotte Grafico 4 (Riferimento 16 persone singole) Sviluppi della Consulenza Individuale 19% 25% 56% Consulenza Individuale Fase Preliminare Invio 11

12 Andamento del Servizio di Mediazione Familiare Febbraio 2008 Tabella 1: Utenti che si sono rivolti al Servizio di Mediazione Familiare (dati aggiornati a Febbraio 2008) Mediazione Utenti Nuovi Totale Familiare Anno 2007 Accessi Utenti Singoli Coppie Come si può vedere dalla tabella 1, gli utenti che si sono rivolti al Servizio di Mediazione Familiare nei mesi di gennaio-febbraio 2008 sono stati in totale 20, di cui 8 singoli e 12 coppie. Di queste 20 situazioni: 11 sono persone e/o coppie già in carico al Servizio dal 2007 (impegnate in un percorso di mediazione o consulenza), mentre 9 sono casi nuovi. Tabella 2: Utenti che si sono rivolti al Servizio di Mediazione Familiare Suddivisi per Sportello d accesso (dati Febbraio 2008) Mediazione Utenti Nuovi Totale Familiare Anno 2007 Accessi Sportello Castenaso Sportello S. Piet. Cas Come si può notare dalla tabella 2, per quel che concerne le persone che si sono rivolte al Servizio di Mediazione Familiare nel 2008 non si sono riscontrate differenze significative nell accesso ai due Sportelli. 12

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