DISPOSITIVI ED ADATTAMENTI COMPLEMENTARI ALLA GUIDA PER DISABILI (ANALISI DELLA MOVIMENTAZIONE DI UN SOGGETTO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DISPOSITIVI ED ADATTAMENTI COMPLEMENTARI ALLA GUIDA PER DISABILI (ANALISI DELLA MOVIMENTAZIONE DI UN SOGGETTO"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica Laboratorio di Bioingegneria Industriale Tesi di Laurea DISPOSITIVI ED ADATTAMENTI COMPLEMENTARI ALLA GUIDA PER DISABILI (ANALISI DELLA MOVIMENTAZIONE DI UN SOGGETTO DISABILE DA CARROZZINA A SEDILE D AUTOVEICOLO) Relatore Prof. Paolo Pascolo Laureando Andrea Bolzan Correlatori Sergio Raimondo Giovanni De Piero Anno Accademico 2007/08

2

3 SOMMARIO L obbiettivo di questa tesi è lo studio cinematico delle fasi di accesso ad un autoveicolo da parte di soggetti disabili, nella fattispecie mielolesi, ed una prima valutazione delle tecniche impiegate per tale studio. È stata compiuta una iniziale ricerca per comprendere i problemi patologici di tali soggetti e le difficoltà, dipendenti dalle capacità residue soggettive, che essi incontrano nello svolgimento del gesto considerato. Inoltre, si sono esaminati gli ausili e gli adattamenti per gli autoveicoli attualmente esistenti in commercio. In particolare si è trattato il problema del passaggio da carrozzina a sedile d autoveicolo e viceversa, tralasciando di proposito i cosiddetti sistemi "up & go" che permettono la guida direttamente da carrozzina, richiedendo però veicoli di una particolare tipologia e modifiche consistenti ed irreversibili agli stessi. Per lo studio si è fatto ricorso ad un sistema optocinetico che ha permesso l acquisizione dei dati delle varie fasi dell atto motorio ed una loro successiva elaborazione ed analisi. Infine, si è cercato di interpretare i dati rilevati e la bontà delle misure eseguite confrontandoli con quelli acquisiti nel caso di soggetti normodotati e con quanto presente in letteratura riguardante prove analoghe. III

4

5 INDICE INDICE GENERALE SOMMARIO INDICE III V INDICE GENERALE INDICE DELLE TABELLE INDICE DELLE FIGURE V VII VII INTRODUZIONE 1 CAPITOLO 1 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO INTRODUZIONE SISTEMA NERVOSO CENTRALE LA COLONNA VERTEBRALE SISTEMA NERVOSO PERIFERICO SISTEMA NERVOSO AUTONOMO 15 CAPITOLO 2 LE LESIONI DEL MIDOLLO SPINALE GENERALITÀ RELAZIONE TRA LIVELLO NEUROLOGICO E POSSIBILITÀ DI RECUPERO FUNZIONALE LESIONI COMPLETE ED INCOMPLETE DEL MIDOLLO SPINALE LESIONI INCOMPLETE LESIONI COMPLETE 29 CAPITOLO 3 AUSILI ED ADATTAMENTI DEFINIZIONI E CONCETTI GENERALI CLASSIFICAZIONE DEGLI AUSILI MOBILITÀ E GUIDA LA CARROZZINA MATERIALI PER LA COSTRUZIONE DEL TELAIO ADATTAMENTI COMPLEMENTARI ALLA GUIDA PRESENTI SUL MERCATO MANIGLIA RIMOVIBILE RIBALTINA MANUALE OD ELETTRICA PIASTRA GIREVOLE CON AVANZAMENTO PIASTRA GIREVOLE ELETTRICA GRUETTA SOLLEVA PERSONE CARROZZINA AUTOTRASLANTE 47 V

6 INDICE 3.4 CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA SCELTA DELL AUSILIO ALCUNI SISTEMI BREVETTATI APPARATO PER LA MOVIMENTAZIONE DI UNA CARROZZINA VERSO L INTERNO E L ESTERNO DI UN AUTOMOBILE [LANIER J., 1985] APPARATO PER IL TRASFERIMENTO DI DISABILI [SUMRALL J.L., 1992] SEDILE D AUTOMOBILE PER DISABILI [ZALEWSKI W., 1992] SEDIA A ROTELLE SMONTABILE [CHUNG TIEN-TUNG, SU YUN-CHIN, HUANG CHUN-SHUO, 2007] AUTOVEICOLO ADATTATO PER GUIDATORI DISABILI [TODD R.E., 1984] MECCANISMO DI ROTAZIONE PER SEDILE D AUTOMOBILE [CHUNG TIEN-TUNG, SHEN HSIU-CHU, 2006] SEDILE GIREVOLE PER AUTOVEICOLO [YUNDT N.K., KINKAID D., 2000] TRASPORTO DI DISABILI O DI PERSONE INVALIDE [SOUTHWARD L.B., SIMPSON C.J., TUMBRIDGE C.R., 1979] ALCUNE RICERCHE E STUDI 57 CAPITOLO 4 TECNICHE PER L ANALISI DEL MOVIMENTO INTRODUZIONE LO STUDIO DEL MOVIMENTO E L APPROCCIO BIOMECCANICO MISURE SPERIMENTALI PER L ANALISI DEL MOVIMENTO MISURE CINEMATICHE MISURE DINAMICHE ELETTROMIOGRAFIA ANALISI MEDIANTE MODELLI BIOMECCANICI MODELLO A SEGMENTI RIGIDI DEL CORPO UMANO DEFINIZIONE E CALCOLO DEL CENTRO DI MASSA CORPOREO DEFINIZIONE DI ANGOLO ANATOMICO ED ARTICOLARE MODELLAZIONE DEL MOVIMENTO: ISTANTI DI INIZIO E DI FINE DELL ATTO MOTORIO IL SISTEMA ACMOTION GENERALITÀ IL RICONOSCIMENTO DEI MARKER L ANALISI BIDIMENSIONALE E TRIDIMENSIONALE 83 CAPITOLO 5 ANALISI DEL TRASFERIMENTO GENERALITÀ IL TRASFERIMENTO E LE SUE FASI RISULTATI OPTOCINETICI E CINEMATICI METODOLOGIA SPERIMENTALE ADOTTATA RISULTATI SPERIMENTALI CONSIDERAZIONI 106 CAPITOLO 6 CONCLUSIONI 111 RINGRAZIAMENTI 115 BIBLIOGRAFIA 117 VI

7 INDICE INDICE DELLE TABELLE TABELLA 2-1: LIVELLO NEUROLOGICO E COMPLETEZZA DEL DANNO AL MIDOLLO SPINALE [P. O CONNOR, 2002]...18 TABELLA 2-2: TIPO DI LESIONE SULLA BASE DEI VARI FATTORI CHE CARATTERIZZANO L INCIDENTE STRADALE [P. O CONNOR, 2002]...18 TABELLA 2-3: CLASSIFICAZIONE DEI CASI SULLA BASE DEL LUOGO DELL INCIDENTE, DEL NUMERO D AUTO COINVOLTE E DEL TIPO DI INCIDENTE [P. O CONNOR, 2002]...19 TABELLA 2-4: CLASSIFICAZIONE DEI CASI SULLA BASE DEL LUOGO D INCIDENTE, DEL TIPO D AUTO E DEL TIPO D INCIDENTE PER UNA SINGOLA AUTO COINVOLTA [P. O CONNOR, 2002]...19 TABELLA 3-1: E = MODULO ELASTICO; RS = CARICO DI SNERVAMENTO; RM = CARICO DI ROTTURA; P.SPC = PESO SPECIFICO; A% = ALLUNGAMENTO PERCENTUALE...42 TABELLA 3-2: DATI TECNICI CARONY AUTOADAPT...49 TABELLA 3-3: CATALOGAZIONE AUTOVETTURE IN FUNZIONE DELL AUSILIO DA INSTALLARE (MOBILITY-TREND )...50 TABELLA 4-1: CONFRONTO FRA VARI METODI DI RAPPRESENTAZIONE DEL COLORE...80 TABELLA 5-1: SPOSTAMENTO ANGOLARE E VELOCITÀ ANGOLARE DEL TRONCO [GAGNON ET AL., 2008]...97 TABELLA 5-2: MISURE RILEVATE SUI VOLONTARI E LORO AUTOVEICOLI...99 TABELLA 5-3: VELOCITÀ ANGOLARI, DURATE E PAUSE DEL GESTO INDICE DELLE FIGURE FIGURA 1-1: NEURONE...3 FIGURA 1-2: NEURONE E CELLULE GLIALI...3 FIGURA 1-3: SISTEMA NERVOSO...4 FIGURA 1-4: SISTEMA NERVOSO CENTRALE E NERVI SPINALI...5 FIGURA 1-5: FIBRE NERVOSE ASCENDENTI E DISCENDENTI...5 FIGURA 1-6: SEZIONE TRASVERSALE DEL MIDOLLO SPINALE...6 FIGURA 1-7: COLONNA VERTEBRALE...7 FIGURA 1-8: SEGMENTO DI COLONNA VERTEBRALE: A) VISTA DI UNA VERTEBRA LOMBARE DALLA PARTE POSTERIORE VERSO LA PARTE ANTERIORE DELLA COLONNA VERTEBRALE; B) VISTA LATERALE DI UNA VERTEBRA LOMBARE...7 FIGURA 1-9: RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DELL ORIENTAZIONE DELLE FACCETTE ARTICOLARI DI UNA TIPICA VERTEBRA A) CERVICALE, B) DORSALE, C) LOMBARE...8 FIGURA 1-10: RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DELLE VISTE ANTEROPOSTERIORE, LATERALE E CRANICOCAUDALE DI UNA VERTEBRA A) CERVICALE, B) TORACICA, C) LOMBARE...8 FIGURA 1-11: LEGAMENTI DELLA COLONNA VERTEBRALE...9 FIGURA 1-12: DISCHI INTERVERTEBRALI...9 FIGURA 1-13: CANALE VERTEBRALE...9 FIGURA 1-14: RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DELLA SEZIONE TRASVERSALE DI UNA VERTEBRA CERVICALE...10 FIGURA 1-15: SUDDIVISIONE DELLE VERTEBRE...10 FIGURA 1-16: FORMAZIONE DEL NERVO SPINALE...11 FIGURA 1-17: RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DEI PUNTI D'USCITA DELLE RADICI DEI NERVI CERVICALI...12 FIGURA 1-18: NATURA ELETTRICA DEI MESSAGGI CHE DETERMINANO L AZIONE RIFLESSA...12 FIGURA 1-19: SCHEMATIZZAZIONE DELL AZIONE RIFLESSA...13 FIGURA 1-20: NERVI SPINALI...14 FIGURA 1-21: RELAZIONE TRA SEGMENTO MIDOLLARE ED AREA DEL CORPO CONTROLLATA...14 FIGURA 2-1: LESIONI MIDOLLARI DA EVENTI TRAUMATICI: LE CAUSE [GISEM, 2000]...17 FIGURA 2-2: LESIONI MIDOLLARI DA EVENTI TRAUMATICI NEI DUE SESSI [GISEM, 2000]...17 FIGURA 2-3: FRATTURA VERTEBRALE...19 FIGURA 2-4: COMPRESSIONE DEL MIDOLLO DA PARTE DELLA FRATTURA VERTEBRALE...20 VII

8 INDICE FIGURA 2-5: TABELLA ASIA...21 FIGURA 2-6: AREE DEL MIDOLLO SPINALE...25 FIGURA 2-7: SINDROME DEL MIDOLLO ANTERIORE...26 FIGURA 2-8: SINDROME DELL'ARTERIA ANTERIORE...26 FIGURA 2-9: SINDROME DEL MIDOLLO POSTERIORE...27 FIGURA 2-10: SINDROME DEL MIDOLLO CENTRALE...27 FIGURA 2-11: SINDROME DI BROWN-SÉQUARD...28 FIGURA 2-12: SINDROMI DEL CONO E DELLA CAUDA EQUINA...28 FIGURA 2-13: SINDROME SACRALE PARZIALE...28 FIGURA 2-14: EMIPLEGIA...29 FIGURA 2-15: TETRAPLEGIA...30 FIGURA 2-16: PARAPLEGIA...31 FIGURA 3-1: CARROZZINA LEGGERA PER USO QUOTIDIANO...39 FIGURA 3-2: ANGOLO DI CAMBER...40 FIGURA 3-3: MANIGLIA HANDYBAR (KIWI )...43 FIGURA 3-4: RIBALTINA MANUALE (KIWI )...44 FIGURA 3-5: RIBALTINA ELETTRICA (KIWI )...45 FIGURA 3-6: VERTICALIZATORE...45 FIGURA 3-7: PIASTRA GIREVOLE CON AVANZAMENTO (HANDYTECH )...46 FIGURA 3-8: PIASTRA GIREVOLE ELETTRICA (HANDYTECH )...46 FIGURA 3-9: GRUETTA SOLLEVA PERSONE (HANDYTECH )...47 FIGURA 3-10: ROTAZIONE DELLA PIASTRA FINO ALLA FUORIUSCITA DALL'ABITACOLO (CARONY, AUTOADAPT )...48 FIGURA 3-11: AGGANCIO DELLA BASE DELLA CARROZZINA ALLA PIASTRA GIREVOLE ED INGRESSO SEDILE (CARONY, AUTOADAPT )...48 FIGURA 3-12: SGANCIAMENTO DELLA BASE DELLA CARROZZINA DALLA PIASTRA GIREVOLE E ROTAZIONE DEL SEDILE ALL'INTERNO DELL'ABITACOLO(CARONY, AUTOADAPT )...48 FIGURA 3-13: SEDILE ANATOMICO RIBASSATO (BEV-SEAT AUTOADAPT )...49 FIGURA 3-14: MISURE DA RILEVARE PER L INSTALLAZIONE (MOBILITY-TREND )...51 FIGURA 3-15: MOVIMENTAZIONE CARROZZINA...52 FIGURA 3-16: IMBARCO CARROZZINA...52 FIGURA 3-17: DISPOSITIVO DI CARICO...52 FIGURA 3-18: SEDILE PER DISABILI...53 FIGURA 3-19: SEDIA A ROTELLE SMONTABILE...53 FIGURA 3-20: SCORRIMENTO DEL SEDILE VERSO L'ESTERNO...54 FIGURA 3-21: IMBARCO CARROZZINA SULLA PORTIERA...54 FIGURA 3-22: MECCANISMO DI ROTAZIONE PER SEDILE D AUTOMOBILE...55 FIGURA 3-23: SEDILE GIREVOLE...56 FIGURA 3-24: SISTEMA DI TRASPORTO PER DISABILI...56 FIGURA 3-25: IMMAGINI DAL SIMULATORE 3D, SOLUZIONE SERVOASSISTITA [CAMBIAGHI ET AL., 2002]...57 FIGURA 3-26: SERVOMECCANISMO SOLLEVATORE [CAMBIAGHI ET AL., 2002]...58 FIGURA 3-27: SEQUENZA D INGRESSO AL POSTO GUIDA [CAMBIAGHI ET AL., 2002]...58 FIGURA 3-28: SEQUENZA D'ACCESSO PROGETTO MARGO [CAMBIAGHI ET AL., 2002]...59 FIGURA 3-29: PEDANA ABBASSABILE [CAMBIAGHI ET AL., 2002]...59 FIGURA 4-1: ORGANIZZAZIONE AD ANELLO CHIUSO DEL MOVIMENTO VOLONTARIO...62 FIGURA 4-2: PIATTAFORMA DINAMOMETRICA...67 FIGURA 4-3: SINAPSI TRA MOTONEURONE E FIBRA MUSCOLARE...68 FIGURA 4-4: MODELLO CINEMATICO A SEGMENTI RIGIDI...71 FIGURA 4-5: SISTEMA DI RILEVAMENTO ANTROPOMETRICO [GRIECO E MASALI, 1972]...72 FIGURA 4-6: PESI E DISPOSIZIONI DEI BARICENTRI DEI SINGOLI SEGMENTI CORPOREI...74 FIGURA 4-7: SISTEMA DI PIANI PERPENDICOLARI UTILIZZATO PER LA DEFINIZIONE DEI PIANI DI MOVIMENTO DI CIASCUNA ARTICOLAZIONE [WINTER, 1990]...75 FIGURA 4-8: ANGOLI DI EULERO...77 FIGURA 4-9: VISUALIZZAZIONE DEI PIXEL AVENTI IL COLORE IMPOSTATO NEL RANGE DI TOLLERANZA, ESPRESSO DAI TRE VALORI DEL PANNELLO A DESTRA (TARATURA DEL ROSSO, DEL BLU E DEL VERDE)...79 FIGURA 4-10: VELOCITÀ ED ACCELERAZIONI. L'ERRORE DATO DAL NON PERFETTO RICONOSCIMENTO VIII

9 INDICE DEL BARICENTRO DEL MARKER SI TRADUCE IN UN RUMORE SOVRAPPOSTO ALL ANDAMENTO DELLA TRAIETTORIA NEL TEMPO. TALE RUMORE VIENE AMPLIFICATO NEL CALCOLO DELLE VELOCITÀ (A SINISTRA) E DELLE ACCELERAZIONI (A DESTRA)...82 FIGURA 4-11: STICK DIAGRAM...85 FIGURA 4-12: VISUALIZZAZIONE DI UN FRAME DEL FILMATO RICOSTRUITO DA ACMOTION...85 FIGURA 4-13: TRAIETTORIA DI UN SINGOLO MARKER...86 FIGURA 4-14: SVOLGIMENTO DELLA TRAIETTORIA DEL MARKER LUNGO L ASSE DEL TEMPO...87 FIGURA 4-15: ANGOLO ASSOLUTO DI UN MEMBRO...88 FIGURA 4-16: ANGOLO RELATIVO TRA DUE MEMBRI...89 FIGURA 4-17: VELOCITÀ ED ACCELERAZIONE ANGOLARE: È VISIBILE COME IL RUMORE DATO DAL CATTIVO RICONOSCIMENTO DEL BARICENTRO DEL MARKER VENGA AMPLIFICATO NEL PROCESSO DI DERIVAZIONE...90 FIGURA 5-1: FASI DI CARICAMENTO SUGLI ARTI INFERIORI E DI ALZATA...92 FIGURA 5-2: FASI DI ROTAZIONE E SALITA...92 FIGURA 5-3: INTRODUZIONE DEGLI ARTI INFERIORI E SUCCESSIVAMENTE DEL TRONCO...92 FIGURA 5-4: PRESA SUL MONTANTE ESTERNO...93 FIGURA 5-5: FASI DEL TRASFERIMENTO [GAGNON ET AL., 2008]...94 FIGURA 5-6: GRAFICI DEGLI SPOSTAMENTI ANGOLARI MEDI TEMPO-NORMALIZZATI PER TRONCO E ARTI SUPERIORI PER SEDUTA FISSATA A TRE DIVERSE ALTEZZE. LE FASI DI PRE-ALZATA, ALZATA E ROTAZIONE E SEDUTA SONO INDICATE CON LINEE VERTICALI TRATTEGGIATE [GAGNON ET AL., 2008]...96 FIGURA 5-7: GRAFICI DELLE VELOCITÀ ANGOLARI MEDIE TEMPO-NORMALIZZATE PER TRONCO E ARTI SUPERIORI PER SEDUTA FISSATA A TRE DIVERSE ALTEZZE. LE FASI DI PRE-ALZATA, ALZATA E ROTAZIONE E SEDUTA SONO INDICATE CON LINEE VERTICALI TRATTEGGIATE [GAGNON ET AL., 2008]...97 FIGURA 5-8: SCHERMATA DI ACQUISIZIONE DI ACMOTION...98 FIGURA 5-9: TRAIETTORIA DEI TRE MARKER DEL BRACCIO DI UN SOGGETTO NORMODOTATO DURANTE LA FASE DI SALITA (LATO GUIDA) FIGURA 5-10: TRAIETTORIA DEI TRE MARKER DEL BRACCIO DI UN SOGGETTO DISABILE DURANTE LA FASE DI SALITA (LATO GUIDA) FIGURA 5-11: STICK DIAGRAM DEL TRONCO DI UN SOGGETTO NORMODOTATO DURANTE LA FASE DI SALITA (LATO GUIDA) FIGURA 5-12: STICK DIAGRAM DEL TRONCO DI UN SOGGETTO DISABILE CHE ADOTTA LA PRIMA STRATEGIA DI SALITA DESCRITTA (LATO GUIDA) FIGURA 5-13: STICK DIAGRAM DEL TRONCO DI UN SOGGETTO DISABILE CHE ADOTTA LA SECONDA STRATEGIA DI SALITA DESCRITTA (LATO GUIDA) FIGURA 5-14: CONVENZIONE PER GLI ANGOLI ADOTTATA IN ACMOTION FIGURA 5-15: VELOCITÀ ANGOLARE DEL TRONCO DURANTE LA FASE DI SALITA NEL CASO DEL SOGGETTO DISABILE NUMERO 9 (LATO GUIDA) FIGURA 5-16: VELOCITÀ ANGOLARE DEL TRONCO DURANTE LA FASE DI SALITA NEL CASO DEL SOGGETTO DISABILE NUMERO 10 (LATO GUIDA) FIGURA 5-17: VELOCITÀ ANGOLARE DEL TRONCO DURANTE LA FASE DI SALITA NEL CASO DI SOGGETTO NORMODOTATO (LATO GUIDA) FIGURA 5-18: INTERDIPENDENZA TRA CAPACITÀ RESIDUA, AUSILIO E TIPOLOGIA DI VETTURA FIGURA 5-19: LARGHEZZA DEL BORDO INFERIORE D'ACCESSO PER VOLKSWAGEN GOLF PLUS IX

10

11 INTRODUZIONE Esistono numerose tipologie di disabilità, caratterizzate da capacità residue variabili da caso a caso, nonostante le quali è possibile la guida di veicoli a motore (in particolare di automobili di normale produzione) od anche il semplice accesso al veicolo come passeggero, senza l utilizzo di particolari ausili che comportino interventi significativi sull abitacolo o sulla carrozzeria. Per un disabile il momento più critico della fase dello spostamento è l ingresso o l uscita dall autovettura, momento in cui perde parte dell autonomia conseguita, arrivando, in taluni casi (soprattutto per i soggetti tetraplegici) ad essere completamente dipendente dall accompagnatore. Ciò va ad ostacolare quello che è il bisogno di muoversi insito in ogni individuo e la sua autonomia. L obbiettivo del presente lavoro è quello di analizzare la fase di passaggio da carrozzina a sedile d autoveicolo (e viceversa) e gli ausili attualmente presenti progettati per facilitare tale gesto. L analisi compiuta ha come scopo ultimo l ottenimento di informazioni utili al benessere umano tramite un processo di ottimizzazione del gesto, rilevando, se possibile, eventuali errori nella strategia motoria adottata. Per lo sviluppo di tale indagine, ci si è quindi indirizzati verso un tipo di disabilità che consentisse di ottenere risultati la cui validità potesse essere estesa ad un numero non troppo ristretto di casi. La scelta pertanto è caduta su soggetti tetra e paraplegici, caratterizzati da diverse capacità residue. Grazie alla collaborazione con l Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia e con il centro di riabilitazione sociale e sanitario Progetto Spilimbergo, è stato possibile intervistare ed analizzare dieci soggetti volontari. Si è inoltre cercato di comprendere se l approccio adottato per lo studio del problema e gli strumenti utilizzati per svolgere un analisi quantitativa del fenomeno, fossero adeguati o meno allo scopo prefisso, non essendo stato purtroppo possibile reperire in letteratura molte informazioni riguardanti tale problematica, a causa della scarsità di materiale presente sull argomento. L atto motorio considerato è stato sottoposto ad analisi optocinetica utilizzando il software ACMOTION. Tale sistema è stato sviluppato in collaborazione col laboratorio di meccanica funzionale dell ospedale Gervasutta di Udine. Le modalità e le strategie d accesso all autoveicolo da parte di un soggetto disabile, così come la scelta di un particolare adattamento, sono strettamente legate a quelle che sono le capacità residue dell individuo che, pur potendo variare da caso a caso, dipendono innanzitutto dalla patologia esistente. Tale patologia, nel caso di soggetti tetra e paraplegici, riguarda le lesioni al midollo spinale che possono essere di natura traumatica o meno. Pertanto, per inquadrare la natura e le cause del problema affrontato, nel Primo Capitolo viene descritta innanzitutto l anatomia del sistema nervoso umano. Vengono brevemente passati in rassegna i suoi componenti, le sue proprietà, le sue caratteristiche e modalità di funzionamento. Ciò è necessario per poter comprendere quanto successivamente esposto nel Secondo Capitolo, che tratta in modo specifico le lesioni del midollo spinale. Esse vengono suddivise principalmente in due gruppi: 1

12 INTRODUZIONE lesioni complete e lesioni incomplete. In funzione della zona del midollo interessata, tali lesioni possono andare ad intaccare la funzionalità di diverse aree del corpo umano, in modo più o meno marcato, e quindi da loro discende l entità e la tipologia di capacità residua presente. Essa può tuttavia, entro certi limiti, migliorare con specifiche terapie e con l allenamento, così come, d altro canto, peggiorare con l età del soggetto o l aggravarsi della patologia. Nel Terzo Capitolo si definisce il concetto d ausilio, facendo riferimento anche alla definizione data dallo standard internazionale ISO 9999, aggiornato nel Viene illustrata una classificazione degli ausili basata su tale standard ed una ad essa parallela. Nel seguito del capitolo, viene poi presentato un elenco degli ausili e dei dispositivi progettati e commercializzati per cercare di risolvere il problema in esame, partendo però da alcune valutazioni su quello che è e resta l ausilio principale per la classe di disabili considerata, nonché il punto di partenza dell atto motorio esaminato, ovvero la carrozzina. Tale elenco ragionato è frutto di ricerche ed interviste presso alcuni rivenditori ed installatori. Il Quarto Capitolo è dedicato alle tecniche ed alle metodologie per l analisi del movimento umano. Si illustrano le diverse tipologie di misurazioni sperimentali, il modello biomeccanico del corpo umano a segmenti rigidi a cui si è fatto riferimento ed alcune problematiche connesse a tali misurazioni. Viene infine descritto il sistema optocinetico ACMOTION, esaminandone caratteristiche, modalità di funzionamento, potenzialità e limiti. Tali limiti sono dovuti innanzitutto alle difficoltà di riconoscimento dell esatta posizione del baricentro del marker. L analisi è stata condotta nel Capitolo Quinto. Essa è stata affrontata secondo un duplice approccio. Un primo approccio qualitativo, basato sull analisi dei vari filmati, ha permesso una iniziale comprensione dell azione motoria ed una sua possibile scomposizione. Questo ci ha permesso di porre le basi per una successiva trattazione più rigorosa del fenomeno, condotta con il sistema optocinetico già citato sopra. Vengono riportate le misurazioni effettuate sui volontari ed i risultati ottenuti sottoforma di grafici delle velocità angolari di alcuni segmenti corporei. Per avere un termine di paragone, i risultati ottenuti sono stati confrontati con quelli acquisiti nel caso di soggetti normodotati. Seguono alcune considerazioni sugli esiti ottenuti e su possibili sviluppi. 2

13 Capitolo 1 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO 1.1 INTRODUZIONE Il sistema nervoso gestisce tutte le nostre funzioni: sia quelle della "vita di relazione", come pensare, ricordare, parlare, muoversi, sia quelle della "vita vegetativa", come la circolazione del sangue, la digestione, la respirazione, ecc.. Il sistema nervoso dell uomo è costituito da una rete di milioni di cellule che comunicano tra di loro mediante impulsi elettrici. Queste cellule si chiamano neuroni. La loro dimensione va da 4 a 140 millesimi di millimetro e le loro forme sono assai diverse. Osservando un neurone (Figura 1-1) al microscopio si nota che esso possiede alcuni piccoli prolungamenti che si chiamano dendriti (che ricevono informazioni da altri neuroni), ed un prolungamento lungo e semplice che si chiama neurite o assone (che trasmette il messaggio ricevuto ad un altro neurone o verso le cellule di destinazione, ad esempio le fibre muscolari, per mezzo di un singolo impulso). Figura 1-1: Neurone I neuroni sono cellule eccitabili specializzate nella ricezione di stimoli e nella conduzione degli impulsi provenienti dai nervi e servono a trasmettere informazioni ad altre parti del corpo. Essi usano impulsi elettrici e segnali chimici per la trasmissione di informazioni tra le diverse aree del cervello e tra il cervello ed il resto del sistema nervoso. Tutto ciò che l uomo pensa e sente non sarebbe possibile senza il lavoro dei neuroni e delle loro cellule di sostegno: le cellule gliali (dal greco colla), chiamate astrociti e oligodendrociti (Figura 1-2). Figura 1-2: Neurone e cellule gliali 3

14 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO Tali cellule hanno la funzione di sostenere, nutrire e difendere dalle infezioni il sistema nervoso, ma non quella di trasmettere messaggi nervosi. All interno del corpo cellulare c è un nucleo che controlla l attività della cellula e contiene il suo materiale genetico. I neuroni comunicano tra di loro attraverso l invio di composti chimici, chiamati neurotrasmettitori, in un piccolo spazio, chiamato sinapsi, tra assoni e dendriti di neuroni adiacenti. Ci sono tre classi di neuroni: neuroni sensoriali: portano informazioni dagli organi di senso al cervello; neuroni motori: hanno lunghi assoni e portano le informazioni dal sistema nervoso centrale ai muscoli ed alle ghiandole del corpo; interneuroni: hanno assoni corti e comunicano solo all interno della loro immediata regione. All interno di queste tre classi vi sono centinaia di tipi diversi di neuroni, ognuno con specifiche abilità in base al messaggio da trasmettere. Il sistema nervoso si suddivide in due parti principali: il sistema nervoso centrale ed il sistema nervoso periferico. Il primo è costituito dal cervello e dal midollo spinale (possiamo pensare al midollo spinale come ad un estensione del cervello), il secondo invece è composto dai nervi craniali, che fuoriescono dalle cellule neurali, e dai nervi spinali che si propagano dal midollo spinale. Sebbene i neuroni possono essere di varie grandezze e tipologie, come altre cellule, essi hanno una dimensione ed una funzione ben caratteristica, ovvero quella di trasportare stimoli ed impulsi. Una delle differenze principali tra i neuroni e le altre cellule è che i primi non si possono dividere e non possono formare nuove cellule: ciò impedisce che la struttura equilibrata del sistema nervoso venga distrutta dalla creazione di nuovi circuiti, ma significa anche che, se un nervo viene danneggiato, questo non può essere sostituito in alcun modo. Ci sono due tipi di neuroni: mielinico e non mielinico. La mielina è una guaina protettiva di materiale bianco isolante che circonda alcuni assoni. Le fibre degli assoni isolate dalla mielina possono trasmettere messaggi elettrici a una velocità di 90 metri al secondo, mentre le fibre senza mielina possono solo inviare messaggi a una velocità di uno o due metri al secondo. Una delle conseguenze di una lesione midollare è la demielinizzazione degli assoni. 1.2 SISTEMA NERVOSO CENTRALE Il sistema nervoso centrale è costituito dall'encefalo (cioè il cervello) e dal midollo spinale (Figura 1-3). Figura 1-3: Sistema nervoso 4

15 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO Come dice il suo stesso nome, è la "centrale" di comando del corpo, dove vengono analizzate le informazioni in arrivo e organizzate le risposte. Nell encefalo si elaborano le reazioni agli stimoli (fame, dolore, ecc.), le sensazioni ed i fenomeni dell intelligenza, della volontà, del sentimento. L encefalo si prolunga all indietro in un cordone chiamato midollo spinale, che è lungo circa 45 cm, ha un diametro di circa 1 cm ed è situato nel canale rachidiano. Il midollo spinale è collegato a sua volta con la periferia del corpo mediante dei lunghi "fili" cilindrici che si chiamano nervi spinali (ce ne sono 31 paia ed escono dal midollo ad intervalli regolari) che si diramano nelle varie parti dell organismo (Figura 1-4). Figura 1-4: Sistema nervoso centrale e nervi spinali Il midollo spinale assolve quindi soprattutto alle funzioni di collegamento tra il cervello e le parti periferiche del corpo. Per svolgere quest attività è percorso dai prolungamenti delle cellule nervose che, come si è detto prima, sono chiamati assoni o neuriti: alcuni di essi trasportano segnali nervosi in uscita dal cervello (fibre discendenti) ed altri, invece, segnali che salgono verso il cervello (fibre ascendenti) provenienti, mediante i nervi periferici, da ogni regione del nostro organismo (Figura 1-5). Figura 1-5: Fibre nervose ascendenti e discendenti 5

16 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO L encefalo ed il midollo spinale sono protetti da tre membrane: la dura madre, la quale ricopre la superficie interna del cranio e del canale rachidiano; è fibrosa ed è piuttosto spessa e resistente e con dei prolungamenti si interpone fra gli emisferi e fra il cervello ed il cervelletto, contribuendo a mantenere fissi i rapporti di ogni parte dell encefalo e del midollo; l aracnoide, membrana sottile che avvolge l encefalo ed il midollo passando come ponte sulla superficie di ogni depressione; la pia madre, membrana cellulo-vascolare sottilissima che copre tutta la superficie dell encefalo e del midollo spinale. Il suo carattere principale è quello di insinuarsi nei fori, nelle depressioni e nei solchi che limitano le circonvoluzioni. I vasi sanguinei della pia madre sono molto numerosi: si può dire che è una vastissima rete vascolare. Fra la meninge aracnoide e la pia madre circola un liquido che si chiama liquido cefalo-rachidiano, destinato alla protezione dell asse nervoso centrale. Detto liquido si forma nei ventricoli da alcuni prolungamenti della pia madre che penetrano in essi. Dai ventricoli laterali si diffonde lungo tutto il sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) inframmentendosi non solo fra aracnoide e pia madre ma anche penetrando nei ventricoli del cervello e nel canale dell ependima (di cui si parlerà più sotto) del midollo spinale. Se noi pratichiamo un taglio trasversale del midollo spinale, notiamo che esso presenta una specie di farfalla grigia nella parte centrale, circondata da un area di colore bianco (Figura 1-6). Nella parte grigia centrale risiedono soprattutto le cellule nervose (neuroni), mentre la parte bianca è occupata soprattutto dagli assoni. Il colore bianco di questa zona è dovuto alla presenza della mielina che è una sostanza isolante la quale avvolge come un manicotto gli assoni e, come già accennato precedentemente, consente una trasmissione più veloce e sicura del segnale nervoso, ricevendo i segnali elettrici dagli organi sensoriali e trasmettendoli a quelli effettori del sistema nervoso periferico. 6 Figura 1-6: Sezione trasversale del midollo spinale La sezione orizzontale del midollo mette in evidenza un solco anteriore ed uno posteriore che dividono il midollo nella parte destra e sinistra, tenute però insieme dalla sostanza grigia posta al centro, la quale tuttavia è attraversata da un canalino detto "canale dell ependima" che risale fino al cervello ed è in rapporto coi ventricoli cerebrali.

17 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO La colonna vertebrale Proprio per l importante funzione svolta, il midollo spinale è circondato e protetto da una robusta struttura ossea: la colonna vertebrale (Figura 1-7). La colonna vertebrale (o spina dorsale) è formata dalla sovrapposizione di 31 ossa chiamate vertebre, e si estende dalla base del cranio sino alla regione glutea. La colonna vertebrale è il centro di controllo della nostra postura e fornisce la nostra stabilità quando stiamo in piedi. A causa delle sue numerose funzioni, la colonna vertebrale è molto vulnerabile e possono verificarsi lesioni alle ossa stesse, ai legamenti che collegano le ossa, ai dischi che separano ciascuna vertebra dall altra, od ai muscoli che conferiscono il movimento alla spina dorsale. Figura 1-7: Colonna vertebrale La colonna vertebrale presenta quattro curve: la curva anteriore convessa sacrale che curva verso il ventre o regione pelvica; la lordosi lombare verso il retro; la cifosi toracica che curva verso la parte anteriore del torace; la lordosi cervicale che curva verso la parte posteriore del collo. Figura 1-8: Segmento di colonna vertebrale: A) Vista di una vertebra lombare dalla parte posteriore verso la parte anteriore della colonna vertebrale; B) Vista laterale di una vertebra lombare 7

18 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO Figura 1-9: Rappresentazione schematica dell orientazione delle faccette articolari di una tipica vertebra A) cervicale, B) dorsale, C) lombare Figura 1-10: Rappresentazione schematica delle viste anteroposteriore, laterale e cranicocaudale di una vertebra A) cervicale, B) toracica, C) lombare 8

19 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO I legamenti della colonna vertebrale sono tessuti fibrosi che mantengono le ossa e le articolazioni in allineamento (Figura 1-11). Sotto stress, ad esempio in caso di ferite, questi legamenti si possono allungare o rompere. Una lacerazione parziale o totale di un legamento prende il nome di distorsione. Figura 1-11: Legamenti della colonna vertebrale I dischi intervertebrali sono situati tra le vertebre ed agiscono come ammortizzatori della colonna vertebrale. I dischi sono costituiti da strati fibrosi, detti appunto anelli fibrosi, che circondano una sostanza gelatinosa chiamata nucleo polposo (Figura 1-12) Figura 1-12: Dischi intervertebrali Ogni vertebra è composta anteriormente da un corpo e posteriormente da un arco osseo che delimitano un apertura, chiamata forame vertebrale, la quale contribuisce, grazie alla sovrapposizione delle 31 vertebre, a formare un canale (il canale vertebrale o spinale) al cui interno è collocato il midollo spinale (Figura 1-13 e Figura 1-14). Figura 1-13: Canale vertebrale 9

IL SISTEMA NERVOSO. Organizzazione e struttura

IL SISTEMA NERVOSO. Organizzazione e struttura IL SISTEMA NERVOSO Organizzazione e struttura IL SISTEMA NERVOSO. è costituito due tipi cellulari: il neurone (cellula nervosa vera e propria) e le cellule gliali (di supporto, di riempimento: astrociti,

Dettagli

Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso

Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso miotatico fasico e riflesso miotatico tonico. Inibizione dell

Dettagli

Apparato scheletrico. Le funzioni dello scheletro

Apparato scheletrico. Le funzioni dello scheletro Apparato scheletrico Le funzioni dello scheletro Lo scheletro ha la funzione molto importante di sostenere l organismo e di dargli una forma; con l aiuto dei muscoli, a cui offre un attacco, permette al

Dettagli

1. LA RISPOSTA DELL'ORGANISMO ALLA MOVIMENTAZIONE

1. LA RISPOSTA DELL'ORGANISMO ALLA MOVIMENTAZIONE REGIONE SICILIANA AZIENDA OSPEDALIERA CANNIZZARO DI RIFERIMENTO REGIONALE DI 3 LIVELLO PER L EMERGENZA Via Messina 829 95126 Catania SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE

Dettagli

Ernia discale cervicale. Trattamento mini-invasivo in Radiologia Interventistica:

Ernia discale cervicale. Trattamento mini-invasivo in Radiologia Interventistica: Ernia discale cervicale. Trattamento mini-invasivo in Radiologia Interventistica: la Nucleoplastica. Presso l U.O. di Radiologia Interventistica di Casa Sollievo della Sofferenza è stata avviata la Nucleoplastica

Dettagli

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d

Dettagli

Occhio alle giunture La migliore prevenzione

Occhio alle giunture La migliore prevenzione Occhio alle giunture La migliore prevenzione 1 Suva Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni Sicurezza nel tempo libero Casella postale, 6002 Lucerna Informazioni Telefono 041

Dettagli

Modificazioni morfologiche della colonna vertebrale in calciatori professionisti in preparazione precampionato

Modificazioni morfologiche della colonna vertebrale in calciatori professionisti in preparazione precampionato Modificazioni morfologiche della colonna vertebrale in calciatori professionisti in preparazione precampionato Dott.ssa Elisa Parri*, Prof. Mario Marella*, Dott.ssa Elena Castellini*, Dott. Matteo Levi

Dettagli

So.M.I.Par. Italiana di Paraplegia

So.M.I.Par. Italiana di Paraplegia CLASSIFICAZIONE NEUROLOGICA STANDARD NEI TRAUMI MIDOLLARI Maurizio D Andrea VARIETA DEL QUADRO CLINICO GRAVITA SEDE STRUTTURE concussione cervicale toracica lombare midollo cauda radici lesione incompleta

Dettagli

COMUNICAZIONE E IMMAGINE

COMUNICAZIONE E IMMAGINE COMUNICAZIONE BLZ E IMMAGINE La Neurofisiologia Elettromiografia Elettroencefalogramma Potenziali Evocati m IRCCS MultiMedica m1 1 2 Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Via Milanese, 300

Dettagli

L ESAME RADIOLOGICO DEL BACINO E DELLE ANCHE

L ESAME RADIOLOGICO DEL BACINO E DELLE ANCHE L ESAME RADIOLOGICO DEL BACINO E DELLE ANCHE PROIEZIONE STANDARD ANTERO- POSTERIORE Indicazioni: traumatologia, neoplasie, alterazioni flogistiche e degenerative delle articolazioni. Posizione del paziente:

Dettagli

Ergonomia in uffi cio. Per il bene della vostra salute

Ergonomia in uffi cio. Per il bene della vostra salute Ergonomia in uffi cio Per il bene della vostra salute Ogni persona è unica, anche per quanto riguarda la struttura corporea. Una postazione di lavoro organizzata in modo ergonomico si adatta a questa individualità.

Dettagli

Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario

Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario Il lavoro sedentario può essere all origine di vari disturbi, soprattutto se il posto di lavoro è concepito secondo criteri non

Dettagli

Salute e Sicurezza sul luogo di lavoro Valori limite di Rumore e Vibrazioni

Salute e Sicurezza sul luogo di lavoro Valori limite di Rumore e Vibrazioni Valori limite di Rumore e Vibrazioni Le Norme UE Protezione sul Lavoro entrano nel diritto tedesco Crescita del livello di Sicurezza e di tutela della Salute sul luogo di lavoro Le Norme relative alla

Dettagli

ATTIVITA MOTORIA DAI 5 AI 7 ANNI PREMESSA

ATTIVITA MOTORIA DAI 5 AI 7 ANNI PREMESSA ATTIVITA MOTORIA DAI 5 AI 7 ANNI PREMESSA DAI 5 AI 7 ANNI LO SCOPO FONDAMENTALE DELL ALLENAMENTO E CREARE SOLIDE BASI PER UN GIUSTO ORIENTAMENTO VERSO LE DISCIPLINE SPORTIVE DELLA GINNASTICA. LA PREPARAZIONE

Dettagli

LABORATORIO DI INGEGNERIA DEL SISTEMA NEUROMUSCOLARE (LISiN) Via Cavalli 22H, 10138 Torino

LABORATORIO DI INGEGNERIA DEL SISTEMA NEUROMUSCOLARE (LISiN) Via Cavalli 22H, 10138 Torino Compagnia di San Paolo LABORATORIO DI INGEGNERIA DEL SISTEMA NEUROMUSCOLARE (LISiN) Via Cavalli 22H, 10138 Torino Comunità Europea European Space Agency Attività extraveicolare sulla Stazione Spaziale

Dettagli

scaricato da www.sunhope.it

scaricato da www.sunhope.it SECONDA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI I CLINICA NEUROLOGICA Direttore:Prof. R. Cotrufo Fisiopatologia dei disordini della sensibilità, con particolare riguardo al dolore neuropatico 2009 Organizzazione

Dettagli

ESERCIZI PER COSCE E ANCHE

ESERCIZI PER COSCE E ANCHE ESERCIZI PER COSCE E ANCHE Testo e disegni di Stelvio Beraldo ANDATURA DA SEMIACCOSCIATA Varianti: andatura frontale (a) e andatura laterale (b) (a carico naturale, con manubri o cintura zavorrata) - Con

Dettagli

Che cos è l ergonomia

Che cos è l ergonomia norme ergonomiche per le attrezzature di lavoro, il posto di lavoro e l ambiente di lavoro. Che cos è l ergonomia La parola ergonomia deriva dal greco ergo, che significa lavoro, e nomos che significa

Dettagli

I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS

I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS Manuale informativo per il paziente e la sua famiglia INTRODUZIONE L'ictus colpisce in Italia 194.000 soggetti ogni anno e di questi 80% sono primi episodi ed il 20% recidive.

Dettagli

Anatomia della Memoria - Struttura delle funzioni mnesiche -

Anatomia della Memoria - Struttura delle funzioni mnesiche - UNIVERSITÀ DI ROMA LA SAPIENZA I FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA I SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN NEUROLOGIA Anatomia della Memoria - Struttura delle funzioni mnesiche - TESINA DI ANATOMIA DOCENTE Prof.

Dettagli

INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA

INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA Particolare dell incisione chirurgica Componenti di protesi d anca 2 Immagine di atrosi dell anca Sostituzione mediante artroprotesi La protesizzazione dell anca (PTA)

Dettagli

La scheda deve essere compilata dal medico Riabilitatore Respons abile del caso (e/o Borsista) Denominazione Struttura. Ospedale. UO 1.

La scheda deve essere compilata dal medico Riabilitatore Respons abile del caso (e/o Borsista) Denominazione Struttura. Ospedale. UO 1. Allegato 4: scheda di rilevazione dat i della persona con lesione midollare La scheda deve essere compilata nei casi in cui la persona venga ricoverata in Unità Spinale o Centro di Riabilitazione in occasione

Dettagli

«Top 10» per l inverno

«Top 10» per l inverno «Top 10» per l inverno Suva Sicurezza nel tempo libero Casella postale, 6002 Lucerna Informazioni Tel. 041 419 51 11 Ordinazioni www.suva.ch/waswo-i Fax 041 419 59 17 Tel. 041 419 58 51 Autori dott. Hans

Dettagli

LA MOBILITÀ ARTICOLARE

LA MOBILITÀ ARTICOLARE LA MOBILITÀ ARTICOLARE DEFINIZIONE La mobilità articolare (detta anche flessibilità o scioltezza articolare) è la capacità di eseguire, nel rispetto dei limiti fisiologicamente imposti dalle articolazioni,

Dettagli

Consigli per muoverti bene con la persona che assisti

Consigli per muoverti bene con la persona che assisti 8. Strumenti per qualificare il lavoro di cura a domicilio Consigli per muoverti bene con la persona che assisti Assessorato alla Promozione delle politiche sociali e di quelle educative per l infanzia

Dettagli

Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI RISONANZA MAGNETICA

Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI RISONANZA MAGNETICA Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI RISONANZA MAGNETICA Gentili Pazienti, desideriamo fornirvi alcune informazioni utili per affrontare in modo

Dettagli

Informazioni per i portatori di C Leg

Informazioni per i portatori di C Leg Informazioni per i portatori di C Leg C-Leg : il ginocchio elettronico Otto Bock comandato da microprocessore per una nuova dimensione del passo. Gentile Utente, nella Sua protesi è implementato un sofisticato

Dettagli

Il sistema nervoso è costituito da un insieme di organi preposti a:

Il sistema nervoso è costituito da un insieme di organi preposti a: Sistema nervoso Il sistema nervoso è costituito da un insieme di organi preposti a: Raccolta degli stimoli esterni ed interni Memorizzare i dati della sensibilità Coordinare e sviluppare le attività psichiche

Dettagli

La dinamica delle collisioni

La dinamica delle collisioni La dinamica delle collisioni Un video: clic Un altro video: clic Analisi di un crash test (I) I filmati delle prove d impatto distruttive degli autoveicoli, dato l elevato numero dei fotogrammi al secondo,

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

MEZZI E METODI PER LO SVILUPPO DELLA FORZA (link PAGINA La Forza e PAGINA AREA SPORTIVA)

MEZZI E METODI PER LO SVILUPPO DELLA FORZA (link PAGINA La Forza e PAGINA AREA SPORTIVA) MEZZI E METODI PER LO SVILUPPO DELLA FORZA (link PAGINA La Forza e PAGINA AREA SPORTIVA) L allenamento della Forza come capacità condizionale, è oggi di rigore anche nelle discipline sportive in cui era

Dettagli

10 consigli per la salute e il benessere degli addetti ai lavori

10 consigli per la salute e il benessere degli addetti ai lavori L ergonomia al microscopio 10 consigli per la salute e il benessere degli addetti ai lavori 1 Regolare correttamente l altezza della sedia. Per lavorare in maniera confortevole è importante adattare gli

Dettagli

Axon. Sistema d impianto con caricamento dall alto per la stabilizzazione posteriore della colonna cervicale e toracica superiore.

Axon. Sistema d impianto con caricamento dall alto per la stabilizzazione posteriore della colonna cervicale e toracica superiore. Tecnica chirurgica Axon. Sistema d impianto con caricamento dall alto per la stabilizzazione posteriore della colonna cervicale e toracica superiore. Sommario Principi AO ASIF 4 Indicazioni e controindicazioni

Dettagli

Corrente elettrica e corpo umano

Corrente elettrica e corpo umano Corrente elettrica e corpo umano 1/68 Brevi richiami di elettrofisiologia 1790 Luigi Galvani effettuò esperimenti sulla contrazione del muscolo di rana per mezzo di un bimetallo: concluse che si trattava

Dettagli

FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE. a cura di G. SIMONELLI

FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE. a cura di G. SIMONELLI FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE a cura di G. SIMONELLI Nel motore a corrente continua si distinguono un sistema di eccitazione o sistema induttore che è fisicamente

Dettagli

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE Definizione Dilatazione segmentaria o diffusa dell aorta toracica ascendente, avente un diametro eccedente di almeno il 50% rispetto a quello normale. Cause L esatta

Dettagli

Dispensa di ANATOMIA DENTALE a uso delle classi prime di indirizzo odontotecnico CAVITÀ ORALE

Dispensa di ANATOMIA DENTALE a uso delle classi prime di indirizzo odontotecnico CAVITÀ ORALE Dispensa di ANATOMIA DENTALE a uso delle classi prime di indirizzo odontotecnico CAVITÀ ORALE La bocca o cavità orale (Fig. 1) è il primo tratto dell apparato digerente. È un organo cavo, di forma ovoide

Dettagli

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second life" Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di second life Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191 Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second

Dettagli

Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano

Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano Facoltà di Medicina Veterinaria Embriologia e Terapia Genica e Cellulare Le cellule staminali adulte:

Dettagli

Che cosa provoca una commozione cerebrale?

Che cosa provoca una commozione cerebrale? INFORMAZIONI SULLE COMMOZIONI CEREBRALI Una commozione cerebrale è un trauma cranico. Tutte le commozioni cerebrali sono serie. Le commozioni cerebrali possono verificarsi senza la perdita di conoscenza.

Dettagli

pasquale natuzzi Presidente e stilista Gruppo Natuzzi

pasquale natuzzi Presidente e stilista Gruppo Natuzzi DOLCE FAR NIENTE IN NATUZZI SOGNIAMO UN MONDO PIÙ CONFORTEVOLE. CHIAMATELA PASSIONE, MA È IL NOSTRO IMPEGNO PER DONARVI BENESSERE. PER NOI, UNA POLTRONA NON È UN SEMPLICE OGGETTO, ESSA HA UNA PRESENZA

Dettagli

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/2012 - Docente: Prof. Carlo Isetti

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/2012 - Docente: Prof. Carlo Isetti Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 0/0 - Docente: Prof. Carlo Isetti LAVORO D NRGIA 5. GNRALITÀ In questo capitolo si farà riferimento a concetto quali lavoro ed energia termini che hanno nella

Dettagli

Concetti di base sulla CORRENTE ELETTRICA

Concetti di base sulla CORRENTE ELETTRICA Concetti di base sulla CORRENTE ELETTRICA Argomenti principali Concetti fondamentali sull'atomo, conduttori elettrici, campo elettrico, generatore elettrico Concetto di circuito elettrico (generatore-carico)

Dettagli

PROTEZIONE DAI CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI

PROTEZIONE DAI CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI PROTEZIONE DAI CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d Ingegneria dell Università

Dettagli

Moto sul piano inclinato (senza attrito)

Moto sul piano inclinato (senza attrito) Moto sul piano inclinato (senza attrito) Per studiare il moto di un oggetto (assimilabile a punto materiale) lungo un piano inclinato bisogna innanzitutto analizzare le forze che agiscono sull oggetto

Dettagli

www.italy-ontheroad.it

www.italy-ontheroad.it www.italy-ontheroad.it Rotonda, rotatoria: istruzioni per l uso. Negli ultimi anni la rotonda, o rotatoria stradale, si è molto diffusa sostituendo gran parte delle aree semaforizzate, ma l utente della

Dettagli

Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore

Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Per pazienti con determinate condizioni cardiache, l impiego di una pompa

Dettagli

OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA

OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA Dopo avere visto e valutato le capacità fisiche di base che occorrono alla prestazione sportiva e cioè Capacità Condizionali

Dettagli

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1)

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1) 10 - La voce umana Lo strumento a fiato senz altro più importante è la voce, ma è anche il più difficile da trattare in modo esauriente in queste brevi note, a causa della sua complessità. Vediamo innanzitutto

Dettagli

C.A.S. Teoria dell allenamento PARTE II: IL MOVIMENTO UMANO. Le funzioni Le componenti

C.A.S. Teoria dell allenamento PARTE II: IL MOVIMENTO UMANO. Le funzioni Le componenti Di Marco Mozzi PARTE II: IL MOVIMENTO UMANO Le funzioni Le componenti Avendo riportato, all interno del paragrafo dedicato agli obiettivi, alcuni concetti che possono risultare di difficile comprensione

Dettagli

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica).

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica). 3.4. I LIVELLI I livelli sono strumenti a cannocchiale orizzontale, con i quali si realizza una linea di mira orizzontale. Vengono utilizzati per misurare dislivelli con la tecnica di livellazione geometrica

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

F S V F? Soluzione. Durante la spinta, F S =ma (I legge di Newton) con m=40 Kg.

F S V F? Soluzione. Durante la spinta, F S =ma (I legge di Newton) con m=40 Kg. Spingete per 4 secondi una slitta dove si trova seduta la vostra sorellina. Il peso di slitta+sorella è di 40 kg. La spinta che applicate F S è in modulo pari a 60 Newton. La slitta inizialmente è ferma,

Dettagli

INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE

INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE Acromioplastica a cielo aperto Lesione della cuffia dei rotatori Sutura della cuffia dei rotatori

Dettagli

Il motore a corrente continua, chiamato così perché per. funzionare deve essere alimentato con tensione e corrente

Il motore a corrente continua, chiamato così perché per. funzionare deve essere alimentato con tensione e corrente 1.1 Il motore a corrente continua Il motore a corrente continua, chiamato così perché per funzionare deve essere alimentato con tensione e corrente costante, è costituito, come gli altri motori da due

Dettagli

Giorni e orari A Torino: Lunedì e Venerdì dalle 9,20 alle 13,20 e dalle 16,00 alle 20,00 Mercoledì dalle 9,20 alle 13,20.

Giorni e orari A Torino: Lunedì e Venerdì dalle 9,20 alle 13,20 e dalle 16,00 alle 20,00 Mercoledì dalle 9,20 alle 13,20. Lo Studio Lo StudioFisiocenter del Dottor Marco Giudice è un team di professionisti che offre supporto e assistenza per la risoluzione di un ampia gamma di problemi fisici. Operano in ambito preventivo,

Dettagli

L A CLINICA SPECIALIZZ ATA IN CHIRURGIA ORTOPEDICA E MEDICINA SPORTIVA. Ci muoviamo insieme a voi.

L A CLINICA SPECIALIZZ ATA IN CHIRURGIA ORTOPEDICA E MEDICINA SPORTIVA. Ci muoviamo insieme a voi. L A CLINICA SPECIALIZZ ATA IN CHIRURGIA ORTOPEDICA E MEDICINA SPORTIVA Ci muoviamo insieme a voi. PREMESSA LA ORTHOPÄDISCHE CHIRURGIE MÜNCHEN (OCM) È UN ISTITUTO MEDICO PRIVATO DEDICATO ESCLUSIVAMENTE

Dettagli

Sensori di Posizione, Velocità, Accelerazione

Sensori di Posizione, Velocità, Accelerazione Sensori di Posizione, Velocità, Accelerazione POSIZIONE: Sensori di posizione/velocità Potenziometro Trasformatore Lineare Differenziale (LDT) Encoder VELOCITA Dinamo tachimetrica ACCELERAZIONE Dinamo

Dettagli

4.03 Stato al 1 gennaio 2013

4.03 Stato al 1 gennaio 2013 4.03 Stato al 1 gennaio 2013 Mezzi ausiliari dell AI Professione e vita quotidiana 1 Gli assicurati dell AI hanno diritto, nei limiti fissati in un elenco allestito dal Consiglio federale, ai mezzi ausiliari

Dettagli

ALLENARE GLI ADDOMINALI

ALLENARE GLI ADDOMINALI ALLENARE GLI ADDOMINALI La teoria di allenamento degli addominali spesso non è ben compresa; molte persone si limitano ad eseguire centinaia di crunch senza però capire come funzionano i muscoli addominali

Dettagli

COS E LA BRONCOSCOPIA

COS E LA BRONCOSCOPIA COS E LA BRONCOSCOPIA COS E LA BRONCOSCOPIA La broncoscopia è un esame con cui è possibile osservare direttamente le vie aeree, cioè laringe, trachea e bronchi, attraverso uno strumento, detto fibrobroncoscopio,

Dettagli

Cosa succede in un laboratorio di genetica?

Cosa succede in un laboratorio di genetica? 12 laboratori potrebbero utilizzare campioni anonimi di DNA per lo sviluppo di nuovi test, o condividerli con altri in quanto parte dei programmi di Controllo di Qualità, a meno che si chieda specificatamente

Dettagli

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 SISTEMA CIRCOLATORIO Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2, sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 e cataboliti, per mantenere costante la composizione del liquido

Dettagli

LAVORO, ENERGIA E POTENZA

LAVORO, ENERGIA E POTENZA LAVORO, ENERGIA E POTENZA Nel linguaggio comune, la parola lavoro è applicata a qualsiasi forma di attività, fisica o mentale, che sia in grado di produrre un risultato. In fisica la parola lavoro ha un

Dettagli

Effetti fisiopatologici della corrente elettrica sul corpo umano

Effetti fisiopatologici della corrente elettrica sul corpo umano Effetti fisiopatologici della corrente elettrica sul corpo umano La vita è regolata a livello cerebrale, muscolare e biologico da impulsi di natura elettrica. Il cervello è collegato ai muscoli ed a tutti

Dettagli

Informazioni ai pazienti per colonoscopia

Informazioni ai pazienti per colonoscopia - 1 - Informazioni ai pazienti per colonoscopia Protocollo informativo consegnato da: Data: Cara paziente, Caro paziente, La preghiamo di leggere attentamente il foglio informativo subito dopo averlo ricevuto.

Dettagli

Castrazione e sterilizzazione

Castrazione e sterilizzazione Centro veterinario alla Ressiga Castrazione e sterilizzazione Indicazioni, controindicazioni, effetti collaterali ed alternative Dr. Roberto Mossi, medico veterinario 2 Castrazione e sterilizzazione Castrazione

Dettagli

A. 5 m / s 2. B. 3 m / s 2. C. 9 m / s 2. D. 2 m / s 2. E. 1 m / s 2. Soluzione: equazione oraria: s = s0 + v0

A. 5 m / s 2. B. 3 m / s 2. C. 9 m / s 2. D. 2 m / s 2. E. 1 m / s 2. Soluzione: equazione oraria: s = s0 + v0 1 ) Un veicolo che viaggia inizialmente alla velocità di 1 Km / h frena con decelerazione costante sino a fermarsi nello spazio di m. La sua decelerazione è di circa: A. 5 m / s. B. 3 m / s. C. 9 m / s.

Dettagli

Indicazioni per la certificazione

Indicazioni per la certificazione Il nuovo modello per la certificazione delle cause di morte: peculiarità e indicazioni per una corretta certificazione Indicazioni per la certificazione Stefano Brocco Coordinamento del Sistema Epidemiologico

Dettagli

INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE

INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE CORREZIONE DELL ALLUCE VALGO 5 METATARSO VARO CON OSTEOTOMIA PERCUTANEA DISTALE Intervento Si ottiene eseguendo una osteotomia (taglio) del primo metatarso o del 5 metatarso

Dettagli

Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico

Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico Gli esami radiologici consentono ai medici di effettuare la diagnosi e decidere il corretto iter terapeutico dei loro pazienti.

Dettagli

In forma con la FASCIA ELASTICA

In forma con la FASCIA ELASTICA RICHIEDETE In forma con la FASCIA ELASTICA L O R I G L E I N A www.thera-band.de Istruzioni professionali per il Vostro allenamento quotidiano Astrid Buscher Charlotta Cumming Gesine Ratajczyk Indice

Dettagli

Yoga Nidra Yoga Nidra è una forma di riposo psichico e psicologico più efficace del sonno normale

Yoga Nidra Yoga Nidra è una forma di riposo psichico e psicologico più efficace del sonno normale Quant è difficile rilassarsi veramente e profondamente anche quando siamo sdraiati e apparentemente immobili e distesi, le tensioni mentali, le preoccupazioni della giornata e le impressioni psichiche

Dettagli

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS)

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Che cos é? Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) La sindrome di Blau è una malattia genetica. I pazienti affetti presentano rash

Dettagli

Questi effetti variano da una persona ad un altra e dipendono dalla specifica natura della lesione cerebrale e dalla sua gravità.

Questi effetti variano da una persona ad un altra e dipendono dalla specifica natura della lesione cerebrale e dalla sua gravità. Gli effetti delle lesioni cerebrali Dato che il cervello è coinvolto in tutto ciò che facciamo, le lesioni cerebrali possono provocare una vasta serie di effetti. Questi effetti variano da una persona

Dettagli

I LAVORI IN QUOTA. Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008. I Dispositivi di Protezione Individuale. Problematiche e soluzioni

I LAVORI IN QUOTA. Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008. I Dispositivi di Protezione Individuale. Problematiche e soluzioni Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008 I LAVORI IN QUOTA I Dispositivi di Protezione Individuale Problematiche e soluzioni Luigi Cortis via di Fontana Candida 1, 00040 Monte Porzio Catone (Roma) telefono

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO SETTORE SINCRO SISTEMA DELLE STELLE

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO SETTORE SINCRO SISTEMA DELLE STELLE FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO SETTORE SINCRO SISTEMA DELLE STELLE 1 SISTEMA DELLE STELLE Tutte le atlete di nuoto sincronizzato tesserate per la Federazione Italia Nuoto dovranno partecipare all attività

Dettagli

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA Che cos è la degenerazione maculare? La degenerazione maculare è una malattia che interessa la regione centrale della retina (macula), deputata alla visione distinta necessaria per la lettura, la guida

Dettagli

1^A - Esercitazione recupero n 4

1^A - Esercitazione recupero n 4 1^A - Esercitazione recupero n 4 1 In un cartone animato, un gatto scocca una freccia per colpire un topo, mentre questi cerca di raggiungere la sua tana che si trova a 5,0 m di distanza Il topo corre

Dettagli

Questo dispositivo, inoltre, è modulare; è quindi possibile scegliere i moduli e personalizzare la configurazione più adatta per le proprie esigenze.

Questo dispositivo, inoltre, è modulare; è quindi possibile scegliere i moduli e personalizzare la configurazione più adatta per le proprie esigenze. MONITOR DEFIBRILLATORE LIFEPAK 12 Il Monitor Defibrillatore LIFEPAK 12 è un dispositivo medicale che nasce per l emergenza e resiste ad urti, vibrazioni, cadute, polvere, pioggia e a tutte quelle naturali

Dettagli

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione 1. L elettrone ha una massa di 9.1 10-31 kg ed una carica elettrica di -1.6 10-19 C. Ricordando che la forza gravitazionale

Dettagli

Curve di risonanza di un circuito

Curve di risonanza di un circuito Zuccarello Francesco Laboratorio di Fisica II Curve di risonanza di un circuito I [ma] 9 8 7 6 5 4 3 0 C = 00 nf 0 5 0 5 w [KHz] RLC - Serie A.A.003-004 Indice Introduzione pag. 3 Presupposti Teorici 5

Dettagli

LAVORO AI VIDEOTERMINALI LA SICUREZZA NELL UTILIZZO DEI VIDEOTERMINALI

LAVORO AI VIDEOTERMINALI LA SICUREZZA NELL UTILIZZO DEI VIDEOTERMINALI LA SICUREZZA NELL UTILIZZO DEI VIDEOTERMINALI DEFINIZIONI LAVORO AI VIDEOTERMINALI VIDEOTERMINALE (VDT): uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato.

Dettagli

I teenagers che fanno sport hanno una pagella brillante!

I teenagers che fanno sport hanno una pagella brillante! I teenagers che fanno sport hanno una pagella brillante! I teenagers che fanno sport non solo stanno meglio in salute ma prendono anche voti migliori a scuola! Lo dimostra una ricerca svolta al dipartimento

Dettagli

PISTE CICLABILI SU CORSIA RISERVATA

PISTE CICLABILI SU CORSIA RISERVATA Infrastrutture Give Cycling a Push INFRASTRUTTURE / COLLEGAMENTI DELLA RETE PISTE CICLABILI SU CORSIA RISERVATA Visione d insieme Una pista ciclabile su corsia riservata è uno spazio sulla strada riservato

Dettagli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Università degli studi di Brescia Facoltà di Ingegneria Corso di Topografia A Nuovo Ordinamento Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Nota bene: Questo documento rappresenta unicamente

Dettagli

ESSERE OPERATI ALLE VIE LACRIMALI OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI

ESSERE OPERATI ALLE VIE LACRIMALI OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI DIPARTIMENTO CHIRURGICO SPECIALISTICO Unità Operativa di Oculistica Direttore: Prof. Paolo Perri ESSERE OPERATI ALLE VIE LACRIMALI OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI Gentile Signora/e, questo opuscolo

Dettagli

Nuovo Jeep Cherokee Scheda tecnica

Nuovo Jeep Cherokee Scheda tecnica Nuovo Jeep Cherokee Scheda tecnica Le caratteristiche tecniche si basano sulle informazioni di prodotto più recenti disponibili al momento della pubblicazione. Tutte le dimensioni sono espresse in millimetri

Dettagli

(accuratezza) ovvero (esattezza)

(accuratezza) ovvero (esattezza) Capitolo n 2 2.1 - Misure ed errori In un analisi chimica si misurano dei valori chimico-fisici di svariate grandezze; tuttavia ogni misura comporta sempre una incertezza, dovuta alla presenza non eliminabile

Dettagli

IL MOTO. 1 - Il moto dipende dal riferimento.

IL MOTO. 1 - Il moto dipende dal riferimento. 1 IL MOTO. 1 - Il moto dipende dal riferimento. Quando un corpo è in movimento? Osservando la figura precedente appare chiaro che ELISA è ferma rispetto a DAVIDE, che è insieme a lei sul treno; mentre

Dettagli

Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI. T.A.C o meglio T.C.

Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI. T.A.C o meglio T.C. Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI T.A.C o meglio T.C. Gentili Pazienti in modo molto semplice vogliamo fornirvi alcune informazioni utili per

Dettagli

I tiri principali nel badminton

I tiri principali nel badminton I tiri principali nel badminton 4 2 3 5 6 1 Drop a rete 2 Pallonetto (lob) 3 Drive 4 Clear 5 Drop 6 Smash (schiacciata) 1 Traiettoria Definizione Impugnatura 1 Drop a rete Rovescio Sequenza fotografica

Dettagli

LA DINAMICA LE LEGGI DI NEWTON

LA DINAMICA LE LEGGI DI NEWTON LA DINAMICA LE LEGGI DI NEWTON ESERCIZI SVOLTI DAL PROF. GIANLUIGI TRIVIA 1. La Forza Exercise 1. Se un chilogrammo campione subisce un accelerazione di 2.00 m/s 2 nella direzione dell angolo formante

Dettagli

Sommario. Introduzione. Pagina. Regole fondamentali 3. Prudenza con i pedoni 5. I mezzi di trasporto pubblici 7. La precedenza da destra 9

Sommario. Introduzione. Pagina. Regole fondamentali 3. Prudenza con i pedoni 5. I mezzi di trasporto pubblici 7. La precedenza da destra 9 La precedenza ed io Sommario Pagina Regole fondamentali 3 Prudenza con i pedoni 5 I mezzi di trasporto pubblici 7 La precedenza da destra 9 Segnali stradali 10 Segnali luminosi 12 Il traffico in senso

Dettagli

VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI

VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI 1 Questo schema di cura impiega i seguenti farmaci: vincristina, doxorubicina (adriamicina) o epidoxorubicina, cortisone. Le informazioni contenute in questo modello

Dettagli

Ereditarietà legata al cromosoma X

Ereditarietà legata al cromosoma X 16 Ereditarietà legata al cromosoma X Testo modificato dagli opuscoli prodotti dall ospedale Guy s and St Thomas di Londra e dal Parco tecnologico di Londra IDEAS Genetic Knowledge Park in accordo alle

Dettagli

PRIORITY. Precedenza

PRIORITY. Precedenza www.italy-ontheroad.it PRIORITY Precedenza Informazioni generali e consigli. Ciao, sono Namauel Sono una voce amica che prova ad aiutarti, con qualche consiglio, nella circolazione stradale. Mi rivolgo

Dettagli

Hawos Pegasus 230 Volt

Hawos Pegasus 230 Volt olt Pagina 2 Pagina 3 Pagina 3 Pagina 4 Pagina 5 Pagina 5 Pagina 6 Pagina 6/7 Pagina 7 Pagina 7 Pagina 8 Introduzione a Pegasus Scegliere le dimensioni della macinatura Iniziare e terminare il processo

Dettagli

Studio sperimentale della propagazione di un onda meccanica in una corda

Studio sperimentale della propagazione di un onda meccanica in una corda Studio sperimentale della propagazione di un onda meccanica in una corda Figura 1: Foto dell apparato sperimentale. 1 Premessa 1.1 Velocità delle onde trasversali in una corda E esperienza comune che quando

Dettagli