n.12 L Aquila chiama Italia dicembre 2010 Editoriale Il sindacato dei più deboli In primo piano Politiche sociali. Sarà la fine del welfare?

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1 MENSILE DEL SINDACATO PENSIONATI ITALIANI SPI-CGIL DELL EMILIA-ROMAGNA Editoriale Il sindacato dei più deboli In primo piano Politiche sociali. Sarà la fine del welfare? Attualità Una casa che monitora la saluta di chi la abita Consigli utili Regala un giocattolo, ma che sia sicuro Memoria Quando la migrazione finisce Autorizzazione del tribunale n.4897 del 5 marzo Spedizione in abbonamento postale 45% L Aquila chiama Italia n.12 dicembre

2 In breve 114 anni, la nonna d Europa è italiana Unità d Italia, generazioni in mostra 2 Apprendo con piacere la notizia del suo 114esimo compleanno e in questa lieta e straordinaria circostanza desidero inviarle, a nome di tutti gli italiani, vivissime felicitazioni e affettuosi auguri di serenità insieme ai suoi cari e alle persone che la circondano nella Comunità Santa Caterina di Verona. Questo è il messaggio che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla signora Venere Pizzinato di Ala (Trento) che ha festeggiato lo scorso 23 novembre i suoi 114 anni. Essendo nata nel 1896 la signora Pizzinato ha letteralmente attraversato tre secoli. È una testimone unica della storia degli italiani ha commentato il prefetto, Perla Stancari, che ha portato alla signora Pizzinato gli auguri del Capo dello Stato e non ha perso lucidità e senso dell ironia. Qualche giorno fa, le hanno chiesto: Si ricorda Francesco Giuseppe?. E lei ha risposto: Certo, il mio Imperatore. Disegni degli alunni della Scuola Marconi di Imola L affetto che si prova verso ogni nonno/a deve essere confermato e arricchito. Parola del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nonno a sua volta. E quale migliore occasione di dare gambe a queste parole con l invito dei pensionati della lega Spi Marconi-Zolino di Imola agli alunni delle quarte e quinte classi della Scuola primaria Guglielmo Marconi a collaborare con i nonni della lega Spi con un progetto di lavoro per confermare l importanza affettiva e relazionale che unisce nonni e nipoti. Anche quest anno, alunni e insegnanti hanno raccolto l invito e scelto come tema il 150esimo anniversario dell Unità d Italia, disegnando il percorso storico del Risorgimento e illustrando l inno nazionale italiano. I lavori, pronti per essere presentati, saranno esposti dalle prossime settimane e per qualche mese nell atrio della Camera del Lavoro di Imola in pannelli che comporranno una mostra. I lavori realizzati faranno parte anche di un agenda che la lega Spi donerà a tutti gli alunni, anche per ringraziarli della collaborazione. L iniziativa è stata resa possibile grazie a Gian Carlo Boschi che ha messo a disposizione tempo e competenze. Cgil, la nuova tessera per l Unità d Italia La tessera Cgil del 2011 ricorderà i 150 anni dell Unità d Italia. Sarà una tessera in formato bancomat e verrà consegnata a circa sei milioni di iscritti al sindacato. Avrà due sole facce al posto delle quattro del tradizionale formato a portafoglio. Sulla prima è riportata la bandiera italiana con il 150esimo dell Unità d Italia, tema a cui è dedicata la scritta Il lavoro unisce l Italia, mentre sul retro vi saranno oltre alla firma del segretario generale, Susanna Camusso, i dati relativi all iscritto. Grazie a un sistema applicativo chiamato Omnibus sarà possibile, attraverso una base dati, parlare a tutti e offrire agli iscritti interventi mirati e personalizzati. Alla tessera sono legate anche una serie di promozioni offerte agli iscritti. Ferrara, donne in-formazione Un programma intenso quello che ha animato il corso di formazione indetto dal Coordinamento Donne Spi Cgil di Ferrara conclusosi nel mese di novembre 2010 presso il ristorante Archibugio di Ferrara. Il corso, rivolto alle pensionate che volontariamente prestano attività nelle leghe, si è sviluppato in quattro moduli con contenuti teorici svolti con diverse tecniche formative (lezioni frontali, lezioni interattive, lavori di gruppo, simulazioni, recitazioni) che ha impegnato le partecipanti per nove giornate complessive. L obiettivo del corso era di preparare questo gruppo di

3 In breve donne giovani pensionate in modo da essere esse stesse, poi nelle leghe dove svolgono lavoro volontario per il sindacato pensionati, comunicatrici delle funzioni e delle politiche del sindacato, attingendo dall esperienza fatta in questo periodo di formazione. I numeri La Cgil abbraccia la cultura Passaparola È un iniziativa che sostiene e protegge il patrimonio artistico e culturale italiano e le professionalità a esso dedicate. La campagna è promossa dalla Cgil insieme a numerose associazioni culturali e professionali. Nel corso della conferenza stampa del 30 novembre scorso per l apertura della campagna è stato presentato un dossier con i dati sul settore Beni culturali in numeri numeri e fatturato dell intero patrimonio culturale italiano e si darà La Cgil da tempo ha dato i numeri! Purtroppo ora i numeri è costretta a darli anche la Confindustria. Sono i numeri della crisi, quella crisi sempre negata dal Premier barzellettiere, e sempre minimizzata dai suoi ministri, tutta scaricata sulle spalle di chi lavora, studia, è precario o è in pensione. Sono i numeri dei cassaintegrati, dei disoccupati, dei non occupati, dei giovani senza speranza e futuro, sono i numeri delle pensioni che non consentono più di vivere una vita dignitosa dopo anni di lavoro, sono i numeri di una pressione fiscale insostenibile, sono i numeri dei prezzi che salgono, sono i numeri dei tagli che non consentiranno più agli Enti locali di garantire servizi essenziali e primari ai cittadini. Berlusconi e il suo governo, salvati in extremis dai deputati transfughi attratti dall odore dei soldi, ebbri di vittoria, e famelici di voti per garantirsi il potere e le poltrone fino a fine legislatura, stanno dando i numeri, non quelli che gli italiani si aspettano dopo due anni tremendi, e un 2011 che non si presenta migliore, ma i numeri di un mercato parlamentare che dovrebbe rafforzare la oramai risicata maggioranza. Queste sono le cose che contano per il nostro Primo Ministro, il resto tutti numeri inutili! Il 2011 sarà il 150 anno dell Unità d Italia, milioni di persone sono state nelle piazze in questi mesi, con la Cgil, con l opposizione politica, con gli studenti, i giovani, i movimenti, non erano solo numeri ma persone che dal Sud al Nord del Paese lottano per un nuovo Risorgimento. Auguri a tutti. il via alla raccolta di firme sull appello Abbracciamo la cultura. Verso l addio alle borse di plastica Le buste di plastica che hanno accompagnato il consumismo moderno stanno per andare in pensione: il Natale 2010 sarà l ultimo in cui si farà la spesa con le buste in plastica che hanno creato tanti problemi all ambiente e sono causa di inquinamento e degrado (occorrono 200 anni perché si decompongano). L Italia è tra i massimi utilizzatori di shopper in plastica in Europa con un consumo annuale medio di 300 sacchetti a testa. Dal 2011, secondo quanto previsto dalla Finanziaria 2007 (la cui scadenza originaria era stata prorogata di un anno) che recepiva una direttiva Ue, entrerà in vigore il divieto di produzione, commercializzazione e utilizzo dei sacchetti in plastica non biodegradabile. Un occasione per riutilizzare le borse di tela o juta o cara vecchia sporta in paglia. 3

4 Sommario 4 2 In breve 114 anni, la nonna d Europa è italiana Unità d Italia, generazioni in mostra Cgil, la nuova tessera per l Unità d Italia Ferrara, donne in-formazione 3 In breve La Cgil abbraccia la cultura Verso l addio alle borse di plastica Passaparola 5 Editoriale Non rinunceremo a essere il sindacato dei più deboli Maurizio Fabbri 7 In primo piano Terremoto, dopo oltre un anno L Aquila chiama Italia Loretta Del Papa 9 In primo piano Liste d attesa? Spina nel fianco della sanità pubblica a cura della redazione 11 In primo piano Politiche sociali sotto attacco sarà la fine del welfare? Maurizio Piccagli 13 In primo piano Pensioni, il governo taglia salta l accordo del 2007 Roberto Battaglia 14 Attualità Bus e treni, le tariffe per anziani e disabili Roberto Battaglia 16 Attualità Siamo tutti pedoni: la sicurezza va a piedi Francesco Bedussi Sara Branchini 17 Attualità La casa intelligente che controlla la salute Erica Ferrari 18 Attualità Ticket, nuove regole per l esenzione a cura della redazione 19 Auser Con il popolo Saharawi per l autodeterminazione Franco Di Giangirolamo Solidarietà a quattro ruote 14 Bus e treni, le agevolazioni per anziani, invalidi e disabili 20 Pagine Cgil Diritto del lavoro, un passo indietro Mayda Guerzoni 22 Consigli utili A Natale regala un gioco ma che sia sicuro Francesco Scarlino 23 Territori e leghe Bologna, con le bandiere dei pensionati attivi Bruno Pizzica 24 Territori e leghe Parma, la Costituzione riletta dalle donne Paolo Bertoletti 25 Territori e leghe Rimini, la tecnologia migliora l azione dello Spi Marcello Bianchini 26 I temi della memoria La nostalgia, il ritorno: quando il viaggio finisce Anna Maria Pedretti La parola popolo cambia significato Eva Lindenmayer 5 27 La nostalgia, il ritorno: quando il viaggio Non rinunceremo finisce a essere il sindacato dei più deboli La parola popolo cambia significato Politiche sociali sotto attacco. Sarà la fine del welfare? Ticket, nuove regole per l esenzione La foto di copertina è di Alessandro Giangiulio Argentovivo n. 12 dicembre 2010 Chiuso in tipografia il 22/12/2010 la tiratura complessiva è di copie Direttore responsabile: Mirna Marchini Vice direttore: Mauro Sarti In redazione: Roberto Battaglia, Paola Guidetti, Franco Di Giangirolamo Laura Pasotti Direzione e redazione Via Marconi, Bologna tel fax Amministrazione Via Marconi, Bologna Abbonamento annuo 22 euro Costo copia 3 euro Costo copia arretrata 5 euro Realizzazione a cura di Agenda Progettazione grafica TOTOBAKE Minerbio (Bo) Stampa a cura di CANTELLI ROTOWEB Proprietà EDITRICE DELLA SICUREZZA SOCIALE srl Associato UNIONE STAMPA PERIODICI ITALIANI Foto: pag. 1 Alessandro Giangiulio, 9, 10, 12, 14, 18, 22 Meridiana Immagini

5 Editoriale Non rinunceremo a essere il sindacato dei più deboli Maurizio Fabbri Segretario generale Spi-Cgil Emilia-Romagna La grande manifestazione del 27 novembre non è stata solo un successo di partecipazione, una bellissima immagine di migliaia di uomini e donne che scendono in piazza pacificamente in uno dei momenti più difficili per il Paese. È stata segnata, come era già avvenuto il 16 ottobre, dalla presenza massiccia di giovani, un immagine di continuità visibile che il sindacato sta dando in questi mesi. Questo è il fatto nuovo e il messaggio che ci arriva dalla manifestazione. Il governo e in parte anche la stampa hanno tentato in tutti questi mesi di contrapporre generazione a generazione, gli anziani ai giovani. La Cgil si è invece impegnata in una campagna che ha al centro proprio i giovani e il dialogo tra le generazioni. E in questo ha avuto un grande successo. Non mettiamo nessun cappello sulle iniziative in corso nelle scuole, non dico siano solo frutto di questa capacità. Ma sicuramente qualcosa di nuovo si sta muovendo e il sindacato si muove insieme ai giovani. Lo striscione Giovani non più disposti a tutto, dietro al quale ha sfilato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, rappresenta il segno di un iniziativa che dovrà continuare e che ha già In queste pagine, la manifestazione della Cgil a Roma lo scorso 27 novembre un grande valore. Soprattutto oggi in una fase di crisi strisciante del governo in cui assistiamo all ultimo atto dell agonia del berlusconismo, perché di questo si tratta, essendo la crisi politica già del tutto consumata. La manifestazione ha avuto al centro il nostro giudizio sulla crisi rispetto al quale oggi, tutti, alcuni anche solo strumentalmente, ci danno ragione. Non solo la crisi non è superata: noi addirittura diciamo che siamo di fronte alla fase più difficile. Come previsto, le conseguenze sociali si vedono oggi. Credo che il nostro giudizio debba anzi essere ancora più drastico: siamo di fronte a una crisi che nel nostro Paese è molto più grave del previsto perché oggi tutti sono consapevoli che dopo la Grecia, l Irlanda e il Portogallo, l Italia è uno dei Paesi a rischio insieme alla Spagna. In sostanza, se si arriverà a ragionare su un Europa a due velocità, una più dinamica (la Germania, la Francia e i Paesi del nord) e una più lenta (quella dei Paesi più deboli), l Italia è purtroppo sicuramente nel secondo gruppo perché ha il più alto debito pubblico, ma soprattutto perché non ha crescita economica. Noi dobbiamo dire ancora, con maggior forza, che la crisi è più grave del previsto e che l Italia è un Paese a rischio. Perché soltanto se verrà fuori questa consapevolezza definitiva si potranno organizzare quelle risposte di cui c è bisogno. E la risposta di cui più abbiamo bisogno oggi è un intervento che faccia pagare ai 5

6 Editoriale 6 ceti più ricchi, quelli che non sono stati colpiti dalla crisi, i costi per mettere in sicurezza il Paese, perché altrimenti le conseguenze sociali saranno molto più gravi. È per questo che insieme alle proposte per lo sviluppo (perché abbiamo bisogno di crescere, lo abbiamo ripetuto molte volte) noi poniamo al centro la riforma fiscale e la lotta all evasione come una delle condizioni per uscire dalla crisi, una delle priorità del Paese. Perché la riforma fiscale risponde a tre elementi fondamentali: serve per rilanciare lo sviluppo; è lo strumento per fare equità attraverso la ridistribuzione del reddito a favore dei pensionati e dei lavoratori dipendenti (e anche sul fronte del costo del lavoro) e così aiuta lo sviluppo. Infine è lo strumento che deve recuperare realmente nuove risorse, quelle risorse che altrimenti il nostro sistema non ha. La tracciabilità, la coerenza della lotta all evasione ed elusione fiscale e all evasione dell Iva sono gli strumenti fondamentali. Insieme a questo la Cgil individua con precisione, nella tassazione delle rendite e dei capitali sopra una certa soglia l altra strada per recuperare risorse. Noi diciamo che vanno tassate le rendite finanziarie per portarle sulla media europea: si parla del 21-23%. E poi un imposta che intervenga sui patrimoni sopra gli 800mila euro. Questo è l inizio che ci consentirà di metterci al passo con l Europa. Queste sono le nostre proposte che parlano direttamente a tutto il Paese. È la strada che indichiamo per alleggerire l indebitamento pubblico, scongiurando il rischio della speculazione sul nostro debito pubblico perché non vorremmo trovarci nella situazione in cui l Europa ci propone la sua ricetta: il taglio drastico della spesa pubblica; che significa la riduzione dei servizi sociali, insomma fare pagare ai soliti noti. È con questa consapevolezza che la Cgil si è mobilitata e sta cercando alleanze, a partire proprio da questa capacità di analisi e di proposta. Alleanze necessarie per vincere questa partita. A questo obiettivo abbiamo finalizzato i confronti sui tavoli oggi aperti con l insieme delle associazioni imprenditoriali, che dovevano concludersi entro il mese di dicembre, e che già hanno prodotto alcune convergenze importanti, ma saranno i prossimi giorni che ci diranno se questo sforzo porterà i risultati sperati. È evidente che l iniziativa di Marchionne pone a tutti (governo, politica, sindacati, e alla stessa Confindustria) l idea che esiste solo il valore dell impresa (che è poi la sua impresa monopolistica), il suo comando, a cui tutti devono sottostare, soprattutto i lavoratori, rinunciando a diritti e conquiste di civiltà. Questa iniziativa della Fiat è in antitesi con la filosofia dei confronti in essere. E richiederà un chiarimento conclusivo, soprattutto in Confindustria. Noi non rinunceremo a essere il sindacato dei più deboli: dei giovani, dei precari, dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati. Il sindacato dei diritti e della solidarietà. Il sindacato che lotta con coerenza per ottenere risultati e quindi non rinuncia mai alla proposta e alla trattativa, perché conflitto sociale e accordo sindacale sono il sindacato.

7 In primo piano Terremoto, dopo oltre un anno L Aquila chiama Italia Loretta Del Papa Segretaria generale Spi-Cgil L Aquila Il 20 novembre a L Aquila pioveva molto. Tra le case disabitate e offese hanno sfilato migliaia di manifestanti provenienti da tutta Italia, da San Giuliano, da Terzigno e da tanti altri luoghi del Paese. La manifestazione nazionale, indetta dall assemblea cittadina permanente a cui la Cgil partecipa, ha avuto un grande successo. Nello stesso giorno è stata lanciata la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare (www.anno1.org) per l Aquila e per l Italia. È una legge che parla di ricostruzione sostenibile, trasparente e partecipata ma anche di prevenzione per tutti i disastri ambientali e sismici. Lo Spi c era. Consapevole di essere di fronte a una grande sfida che va affrontata con coraggio e decisione e convinto che la difficoltà più impegnativa sta nel coniugare il passato con il futuro facendo in modo che l uno non prevarichi l altro, affinché si possa trovare il giusto equilibrio tra memoria e innovazione, tra giovani e anziani, tra donne e uomini. Quando accade un evento delle proporzioni del terremoto che ha colpito l Abruzzo nell aprile del 2008 si diventa forzatamente protagonisti, consapevoli e non, del cambiamento. Quel cambiamento che a detta degli psicologi è portatore spesso di instabilità emotiva e psichica anche quando ci proietta in situazioni di netto miglioramento. L Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha dichiarato che saranno necessari 12 miliardi di euro per ricostruire L Aquila e i centri dei Comuni colpiti dal sisma. Le previsioni più rosee ci dicono che la città capoluogo di regione sarà ricostruita, probabilmente, nell arco di dieci anni. Nel frattempo i cittadini sono costretti a dibattersi tra la mancanza di alloggi, di lavoro, di luoghi di incontro, di liquidità nell erogazione dei fondi. La stessa Ocse, in un documento predisposto nel luglio 2009, individuava le seguenti tre priorità di sviluppo: riprogettazione e valorizzazione del ruolo dell Università dell Aquila e promozione dei collegamenti con il mondo dell impresa, rinnovamento dell attrattività della città attraverso scelte strategiche nei restauri e promuovendo servizi In queste pagine, alcune immagini dell Abruzzo dopo il terremoto del 2009 innovativi, progettazione di un efficace governance a più livelli, miglioramento di capacità organizzative e istituzionali, miglioramento della comunicazione e coinvolgimento della società civile. Purtroppo, come spesso accade, passare da obiettivi e strategie delineati in modo serio sulla base di conoscenze, studi e analisi, ad azioni e strumenti puntuali, nel rispetto di quegli obiettivi e secondo una tempistica che tenga conto anche delle primarie necessità dei cittadini, è stato ed è molto difficile. Il governo continua ancora 7

8 In primo piano 8 a gestire la complessa situazione del territorio con ordinanze, provvedimenti che possono derogare alle leggi e non prevedono controlli di legittimità e di spesa. La gestione commissariale straordinaria, ormai con evidenza dannosa, provoca mancanza di trasparenza e partecipazione, genera confusione, conflitto e preoccupazione anche in ordine a possibili vuoti di legalità. Gli enti locali territoriali, eletti dai cittadini e depositari dei poteri ordinari ma in posizione di subordine, sono in affanno per mancanza di fondi, per far fronte con giudizio a proposte spesso non disinteressate, per difficoltà oggettive nello svolgimento dei propri compiti dovute a quanto accaduto. In sintesi, la ricostruzione cosiddetta pesante (quella che interessa edifici strutturalmente danneggiati) non è iniziata e quella leggera (dove i danni non riguardano la struttura) va a rilento. Ogni giorno si assiste a una sorta di occupazione del territorio che, a partire dagli insediamenti del Progetto Case, prosegue senza pianificazione, criteri architettonici o servizi. Manca la conoscenza del quadro complessivo delle donazioni e della destinazione delle stesse. Manca una mappatura dei nuovi servizi infrastrutturali e non si ha notizia di un serio orientamento tendente a verificare le possibilità del recupero di quelli preesistenti. La mancanza di una visione complessiva della fase che stiamo vivendo pregiudica l andamento del mercato del lavoro già in difficoltà prima del terremoto. La dispersione dei cittadini ha distrutto i legami sociali, ha provocato disorientamento, non favorisce la partecipazione democratica e rende sempre più difficile l inclusione di soggetti deboli. Al 23 novembre scorso le persone senza casa erano 40mila di cui 21mila alloggiati nei Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili (Progeto Case: 185 edifici per un totale di alloggi realizzati su 19 aree del Comune dell Aquila) e nei Moduli abitativi provvisori (Map), in case in affitto (abitazioni acquistate dal Fondo immobiliare AQ e concesse in affitto con oneri a carico dello Stato con fondi trasferiti al Commissario e poi al Comune dell Aquila e abitazioni in affitto con contratto concordato con la Protezione Civile con oneri a carico dello Stato con fondi trasferiti al Commissario e poi al Comune), godono del contributo per autonoma sistemazione (istituito con ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri del 9 aprile che ammonta fino a un massimo di 600 euro mensili per nucleo familiare e, comunque, nel limite di 200 euro per ogni componente del nucleo; ricevono 300 euro i nuclei monofamiliari, per ogni anziano ultra65enne e per ogni persona disabile o con invalidità almeno al 67% è previsto un contributo aggiuntivo di 200 euro: i nuclei che hanno espresso preferenza per il contributo hanno provveduto a trovare una sistemazione autonomamente), sono in strutture ricettive (di cui mille fuori provincia) e in strutture di permanenza temporanea (caserme). Durante la settimana di mobilitazione dello Spi, girando in camper nei 19 siti abitativi del progetto Case, si è avuta la conferma dei notevoli disagi derivanti dalla mancanza di trasporti, attività commerciali e luoghi di aggregazione. Non si tratta però solo di disagio, si soffre di solitudine, di mancanza di storia, di appartenenza e di condivisione sociale. Va ricordato che i centri storici della città, delle frazioni e dei comuni circostanti erano il fulcro della vita sociale ed economica, erano luoghi di incontro delle comunità che individuavano in tali centri un simbolo di appartenenza. Sulla base dello stato di fatto delineato e con l obiettivo di superare la gestione commissariale straordinaria, lo Spi sta ragionando e lavorando a una proposta unificante sul futuro della città e del suo comprensorio che crei condivisione e appartenenza nelle neocomunità sia a livello locale che in un idea globale e condivisa di ricostruzione. È difficile, faticoso e pericolosamente lento non solo per i soggetti, giovani e anziani, più a rischio di conseguenze negative, ma anche per tutte la comunità che vede messi in gioco sia la memoria che il futuro.

9 In primo piano Liste d attesa? Spina nel fianco della sanità pubblica Intervista a Antonio Brambilla, Direzione generale sanità e politiche sociali Regione Emilia-Romagna a cura della redazione Il problema delle liste di attesa è la spina nel fianco del nostro servizio sanitario. Alcune situazioni sono intollerabili. Per la stessa visita o lo stesso esame si può attendere un giorno se si va a pagamento o molti mesi se ci si affida alla sanità pubblica. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per regolamentare l attività professionale per superare il divario tra pubblico e privato e garantire tempi di attesa dignitosi per i cittadini? Le aziende sanitarie sono tenute alla programmazione e alla verifica dell attività per garantire l equilibrio tra il regime istituzionale e la libera professionale, come esplicitato nella Dgr. 1035/2009. Il verificarsi di squilibri significativi tra le liste di attesa per attività istituzionale e quelle per attività libero professionale sulla base dell atto di indirizzo e coordinamento adottato con Dpcm del 27/03/2000, della Legge 120/2007, come ribadito nella Dgr. 200/2008 pone l Azienda nelle condizioni di sospendere l esercizio della libera professione per i professionisti dell equipe. Si tratta di una sospensione temporanea (non più di due mesi e per non più di sei mesi all anno) e si deve accompagnare alla pianificazione degli strumenti organizzativi e strutturali necessari a riportare il sistema in equilibrio e a garantire ai professionisti il diritto all esercizio della libera professione e ai cittadini l opportunità di usufruirne. La sospensione è, dunque, un evento eccezionale e non una soluzione, ma un indicatore di performance inadeguata rispetto alle attese della popolazione. La Regione ha l obiettivo di regolamentare volumi di attività e tempi di attesa affinché il ricorso alla libera professione sia conseguenza della libera scelta del cittadino e non di carenza nell organizzazione dei servizi resi nell ambito dell attività istituzionale. A tal proposito sono in corso approfondimenti e già nei Piani di produzione 2010 le Ausl sono state chiamate a distinguere in modo puntuale per ciascuna prestazione i volumi offerti in regime istituzionale da quelli offerti in libera professione. Per il 2011 è previsto, per ciascuna azienda, un confronto ancora più dettagliato tra i dati di erogato in istituzionale e i dati di erogato in libera professione attraverso il flusso informativo della specialistica ambulatoriale (Asa) e, in linea con le indicazioni ministeriali, verrà avviata una rilevazione dei tempi di attesa prospettici della libera professione nella stessa settimana indice della rilevazione dei tempi di attesa in istituzionale attiva già dal Va, comunque, rilevato che le Ausl devono garantire un tempo di attesa adeguato in almeno un centro di erogazione all interno del suo ambito di riferimento. Se un cittadino vuole recarsi in un posto specifico o da un determinato professionista, 9

10 In primo piano 10 dove l attesa supera i tempi indicati nella normativa, deve responsabilmente comprendere che è una sua scelta. L Ausl, spesso, fornisce la stessa prestazione richiesta in tempi accettabili presso altri punti di erogazione. Come possono contribuire i medici di base a rendere più efficienti le prestazioni in regime pubblico? I medici di base possono contribuire all efficienza delle prestazioni e alla razionalizzazione dell offerta nella programmazione aziendale attraverso il miglioramento dell appropriatezza prescrittiva e della comunicazione verso i propri assistiti. Il medico di base dovrebbe orientare l assistito all accesso dei servizi sanitari attraverso la compilazione delle prescrizioni con l indicazione del quesito diagnostico e della classe di priorità tenendo conto delle condizioni di erogabilità condivise a livello aziendale, regionale e nazionale e informandolo dell appropriato periodo temporale entro cui dovrebbe ricevere la prestazione richiesta. Esiste, comunque, una forte pressione nei confronti dei medici di famiglia da parte degli utenti e a causa di prescrizioni indotte da specialisti ma non sempre appropriate. Quali sono i controlli messi in atto per verificare il rispetto dei tempi di attesa? La verifica dei tempi di attesa avviene da parte di ciascuna azienda in ciascun ambito di garanzia (definito dall azienda a seconda della tipologia di prestazione in distrettuale, sovra distrettuale e aizendale), attraverso la rilevazione retrospettiva (percentuale di prestazioni erogate entro i tempi standard sul totale delle prestazioni erogate) mentre la rilevazione prospettica (percentuale di prestazioni prenotate entro i tempi standard sul totale delle prestazioni prenotate) viene utilizzata a livello aziendale per gestire le liste di attesa e intervenire nelle situazioni di criticità, con aumento dell offerta o altre modalità (ad esempio, interventi sull appropriatezza o agende di garanzia). A supporto della verifica dei risultati è stato istituito un Coordinamento regionale con le funzioni di monitoraggio dei tempi di attesa, analisi dei dati di programmazione aziendale, indirizzo strategico e un tavolo per Area Vasta con la finalità di confronto tra le aziende sulle azioni intraprese. Il Coordinamento regionale si riunisce a cadenza bimestrale e attraverso l analisi combinata di indicatori di consumo, offerta e performance dei tempi di attesa, a fronte di anomalie e criticità elabora indicazioni di azioni correttive specifiche per azienda dopo aver effettuato gli approfondimenti necessari. Le Case della salute realizzate dalla Regione per garantire la continuità assistenziale 24 ore su 24 possono contribuire a ridurre le liste d attesa? Le Case della salute potrebbero contribuire a ridurre le attese. Sono state date indicazioni per la loro realizzazione per favorire la migliore presa in carico dei pazienti. A questo fine, sono state individuate le sedi di riferimento dei Nuclei di cura primaria, in quanto in essi si realizza l integrazione dei professionisti coinvolti ed è possibile erogare un servizio efficace di continuità diurna dell assistenza. In tali sedi, il confronto diretto tra professionisti può contribuire in modo significativo al miglioramento dell appropriatezza. Quali sono le proposte dei sindacati per risolvere il disservizio delle liste d attesa che tanto preoccupa i cittadini? Negli ultimi due anni le Ausl hanno messo in campo una serie di azioni per superare la criticità delle liste di attesa anche attraverso l utilizzo delle quote di finanziamento previste dalla delibera di Giunta regionale 1035/2009. Dall analisi dei Piani di produzione aziendali 2009/2010 è emerso che per ottenere dei buoni risultati è importante lavorare non tanto all aumento quantitativo di produzione ma sulla qualificazione della stessa ovvero sulla programmazione dell attività che, in coerenza con il fabbisogno della popolazione, produce un offerta modulata secondo le diverse modalità di accesso anche attraverso la definizione dei percorsi di presa in carico (percorsi semplici e day service). Per il 2011 il Coordinamento regionale assumerà l impegno di supportare le Ausl nella valutazione dell appropriatezza prescrittiva, incentivare l appropriatezza clinica anche attraverso la condivisione dei percorsi tra i diversi prescrittori (medici di base, specialisti) e coinvolgere i sindacati. Durante l incontro avvenuto lo scorso novembre tra Cgil, Cisl e Uil è emersa l importanza di sviluppare il Piano di comunicazione con l obiettivo di informare i cittadini sui sistemi di garanzia a cui è tenuto il servizio sanitario con aggiornamento costante dei risultati conseguiti. Sarà, inoltre, presidiata l attività libero professionale e si tenterà di pesare tale tipologia di attività attraverso i tempi di attesa dell attività istituzionale.

11 In primo piano Politiche sociali sotto attacco sarà la fine del welfare? Maurizio Piccagli Segretario Spi Cgil Emilia-Romagna Le politiche sociali sono sotto attacco in Italia come in tutta Europa. Il sistema di welfare europeo appare il vero bersaglio delle politiche governative di questi tempi. I tagli imposti ai membri dell Ue in difficoltà (Grecia e Irlanda) e le scelte economiche e finanziarie di tutti i Paesi europei, appaiono in generale orientate al raggiungimento di questo obiettivo: indebolire e in alcuni casi distruggere il sistema di welfare che ha caratterizzato l Europa, in particolare negli ultimi sessant anni. Ovviamente il Governo Berlusconi si distingue per lo zelo con cui persegue quest operazione da ormai 15 anni. L ultima manovra finanziaria e la legge di stabilità appena approvata sono tappe significative di questa strategia dissennata che punta a modificare in modo radicale l intero assetto sociale dell Italia. La teoria complessiva di questo nuovo assetto del sistema di welfare, da tempo proposta dai governi di centrodestra, può essere definita uno dei Il ministro Maurizio Sacconi punti qualificanti, ovviamente dal loro punto di vista, della strategia generale dell attuale governo, ed è sintetizzata in larghissima misura nel Libro bianco del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. Il Libro bianco vuole rappresentare la risposta delle destre alla filosofia contenuta (anche se non applicata) dalla Legge 328/2000 e confermata nella Legge regionale 2/2003 e cioè il passaggio da un welfare di tipo risarcitorio e familista a uno che assume come motore i diritti di cittadinanza, universalistici, in piena coerenza con la Costituzione della Repubblica. Quindi l obiettivo è distruggere questo sistema per affermarne un altro. Nel sistema di protezione 11

12 Il drastico ridimensionamento deciso con la manovra finanziaria per il 2011 dei fondi statali di carattere sociale potrebbe segnare la fine di importanti politiche socio assistenziali. E uno dei dati più eclatanti che In emerge primo dai numeri piano del Disegno di legge di stabilità 2011 (A. C. 3778) e del Bilancio di previsione 2011 dello Stato (A. C. 3779). 12 sociale che si vuole preservare, il ruolo dell intervento pubblico è strategico da tutti i punti di vista. Al contrario, nel sistema disegnato da Sacconi la sottolineatura cade nel ridimensionamento del ruolo del pubblico e la conseguente esaltazione del ruolo del privato. In questa operazione, il ministro ha trovato un alleato forte nel suo collega di governo Renato Brunetta che, sparando sui pubblici dipendenti in modo volgare e vergognoso, non ha fatto altro che preparare il terreno per trasferire ampie quote di competenze dal pubblico al privato. Quindi l obiettivo, peraltro dichiarato, è scardinare il sistema di welfare oggi presente nel nostro Paese per sostituirlo con un sistema completamente diverso come quello anglosassone (Regno Unito, Usa), sostenendo tra l altro che si tratterebbe di un welfare più efficiente e meno oneroso. Vediamo se queste affermazioni sono vere o no. Nel suo libro Il welfare e l identità delle sinistre, Laura Pennacchi confronta la spesa sociale dei sistemi europei con quella dei Paesi anglosassoni e sulla base di dati ufficiali (come quelli forniti dall Ocse) mette in rilievo le differenze. La spesa è nettamente più elevata nei Paesi scandinavi, intermedia nei Paesi dell Europa continentale e mediterranea e decisamente più ridotta in quelli anglosassoni (Regno Unito e Stati Uniti). Queste statistiche, però, potrebbero essere fuorvianti perché non tengono conto né della diversità di tassazione, né delle agevolazioni fiscali. Le cifre corrette (che considerano FONDI STATALI DI CARATTERE SOCIALE (Bilancio di previsione dello Stato - milioni di euro) Fondo per le politiche della famiglia 346,5 186,6 185,3 52,5 52,5 31,4 Fondo pari opportunità 64,4 30,0 3,3 2,2 2,2 2,2 Fondo politiche giovanili 137,4 79,8 94,1 32,9 32,9 26,1 Fondo infanzia e adolescenza 43,9 43,9 40,0 40,0 40,0 40,0 Fondo per le politiche sociali (*) 929,3 583,9 435,3 75,3 70,0 44,6 Fondo non autosufficienza 300,0 400,0 400,0 0,0 0,0 0,0 Fondo affitto 205,6 161,8 143,8 33,5 33,9 14,3 Fondo inclusione immigrati 100,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Fondo servizi infanzia 100,0 100,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Fondo servizio civile 299,6 171,4 170,3 113,0 113,0 113,0 TOTALE 2520,0 1750,6 1472,0 349,4 344,5 271,6 (variazione % sull'anno precedente) -30,5% -15,9% -76,3% -1,4% -21,2% (*) al netto degli oneri relativi ai diritti soggettivi Il taglio più significativo riguarda il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS), istituito dall art. questi 59, comma fattori) 44 danno, della Legge infatti, 449 del conquiste La configurazione degli ultimi sessanta del fondo è stata orientate ridefinita a mettere dall art. in 80, sicurez- anni e dall art. di storia 20, del comma Paese. 8 della Legge za l attuale 328 del 2000 sistema ( Legge di welfare risultati comma sorprendenti. 17 della Legge Seguendo finanziaria 2001 sempre il ragionamento di Il sistema di welfare italiano considerandolo una priorità quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali ). Da ultimo, l art. 2, comma 103 della Legge finanziaria 2010 ha stabilito che gli oneri relativi ai diritti soggettivi Laura (agevolazioni Pennacchi, a genitori si scopre di handicappati, va difeso assegni non di solo maternità, perché è assegno più ai da nuclei difendere familiari, e indennità sviluppare. che, per i ad lavoratori esempio, affetti in da questo talassemia bello major) o, in precedenza astratto, si finanziati pensa dal Questo riparto del deve FNPS, essere sono anche modo finanziati la spesa tramite sociale appositi Usa passa dal 16,2% del Pil al 25,2% dati riportati tendono a dimole richieste da sostenere nella capitoli di che spese sia obbligatorie migliore, ma iscritti perché nello i stato l obiettivo di previsione dello del Spi e una del- Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Le risorse del FNPS, che rappresenta la principale fonte di finanziamento statale degli interventi di mentre assistenza quella alle svedese persone scende e alle famiglie, strare contribuiscono che è anche in più misura giusto, decisiva contrattazione. al finanziamento della dal rete 31,3% integrata al 26,1%. dei Le servizi differenze sociali territoriali equo ed attraverso efficiente la ovvero quota è del un fondo La ripartita situazione tra le è regioni davvero (che com- a si loro riducono volta attribuiscono e i dati tendono le risorse sistema ai comuni, in grado che erogano di garantire, i servizi ai cittadini plicata in e conformità per uscirne ai è neces- Piani sociali di zona). a raggrupparsi in un intervallo in concreto, un rapporto costi/ sario resistere, anche se non Al netto delle risorse dedicate ai diritti soggettivi gli stanziamenti del Bilancio di previsione dello più Stato ristretto. relativi Restano, al FNPS al destinati contrario, in benefici gran parte migliore alle regioni rispetto - erano al pari a è 939,3 sufficiente: milioni nel occorre Nel essere biennio notevoli successivo le il differenze governo Berlusconi modello ha anglosassone. deciso una prima, drastica riduzione in grado fino di elaborare ai 435,3 propo- di milioni efficacia previsti (ed è per questo il il dato Per il 2011 Il confronto si prospetta, e la di contrattazione sociale con la Regione e con al modello di welfare di con- fatto, lo smantellamento ste innovative del Fondo che con permettano uno stanziamento abbattuto a 75,3 milioni di euro (-82,7% rispetto al 2010). più significativo). Nei Paesi Poiché tale somma basterà a malapena a coprire l attribuzione al Ministero del lavoro e delle che politiche hanno sociali, scelto dal una 2011 gestione le risorse il destinate sistema territoriale alle regioni delle (progressivamente autonomie tinuare diminuite, a essere come inclusivo e privata del sistema, con il meccanismo, ad esempio, del trasferimento monetario (voucher), le prestazioni sociali locali è ormai iniziato e sta entrando nel vivo. La Regione Emilia-Romagna ha ancora un sistema di welfare ben universalistico e di rispondere in concreto ai bisogni che, in particolare, la parte più debole della popolazione esprime. funzionano peggio che nei Paesi orientato da salvaguardare Non sarà una passeggiata ma in cui è prevalente l eroga- zione dei servizi attraverso il sistema pubblico. I richiami al libro della Pennacchi anche in un passaggio delicato come quello attuale. Le intenzioni espresse sino a ora dalla Regione sembrano ci sono le condizioni perché questa situazione non porti alla fine delle politiche sociali, ma a un loro sviluppo. permettono di fare qualche considerazione conclusiva sull attuale attacco al welfare per capire se l obiettivo è la fine delle politiche sociali. L augurio è, ovviamente, che non sia così ma è anche quello della necessità di una risposta forte in difesa delle politiche sociali che rappresentano, ancora, una delle maggiori Attività di volontariato per favorire la socialità degli anziani

13 In primo piano Pensioni, il governo taglia salta l accordo del 2007 Roberto Battaglia Segretario Spi-Cgil Emilia-Romagna Appena un misero +1,4% dal primo gennaio 2011 (a inizio 2010 l aumento era stato di appena lo 0,7%. Ecco le percentuali di rivalutazione delle pensioni in rapporto all aumento del costo della vita applicate a circa cinque milioni di pensionati italiani negli ultimi due anni. Oltre al danno, la beffa. Il danno consiste nell adeguamento degli importi delle pensioni con un ritardo di oltre un anno rispetto agli aumenti intervenuti su prezzi e tariffe nel corso del Beffa perché gli aumenti previsti, al netto delle trattenute, sono solo pochi spiccioli: circa 7, 8 euro al mese per la maggioranza dei pensionati. Continua, dunque, la mortificante azione del governo contro le pensioni: da un lato, l età pensionabile continua a essere spostata in avanti, dall altro gli importi mensili dei trattamenti pensionistici continuano a essere inadeguati e non recuperano il reale costo della vita. Quest ultima ingiustizia è resa ancora più iniqua dalle modalità di applicazione. Il valore presuntivo della variazione dell indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati si trasformerà in aumento, in via provvisoria, solo nel 2011 (il valore definitivo avverrà a conguaglio nel gennaio 2012) sulla base della rilevazione riferita agli anni precedenti. Il risultato di quest operazione è sotto gli occhi di tutti o meglio la si può vedere nelle tasche dei pensionati a seguito del totale disinteresse dell attuale governo che non applica più l accordo raggiunto con il Governo Prodi nel 2007 che, oltre alla quattordicesima mensilità, prevedeva anche l adeguamento annuale all andamento dei prezzi potenziato per i tre anni successivi e che, invece, a decorrere da gennaio 2011 ritornerà al vecchio sistema di perequazione parziale in atto prima dell accordo tra sindacati e governo. L accordo del 2007 stabiliva una copertura piena (al 100% dell inflazione) per le pensioni di importo compreso tra e i euro (lordi) al mese. Quanto concordato, infatti, avrebbe dovuto essere definitivamente acquisito dal governo in carica che, invece, si è guardato bene dal farlo e ha di fatto annullato quella piccola conquista ottenuta a suo tempo negando a più riprese anche il tavolo di confronto sull insieme delle rivalutazione delle pensioni. Lo Spi-Cgil chiede, pertanto, al governo di prorogare la validità dell accordo del 2007 sulla scala mobile per le pensioni e la riapertura del tavolo di trattative per un fisco più giusto attraverso la riduzione dal 23% al 20% e dal 38% al 36% delle aliquote fiscali, l abolizione del drenaggio fiscale che rappresenta una tassa occulta che ogni anno impoverisce il reddito dei pensionati, l estensione della quattordicesima mensilità per le pensioni da lavoro fino a euro, la perequazione automatica e la rivalutazione delle pensioni in funzione della crescita della ricchezza nazionale. Queste sono le principali proposte che il sindacato dei pensionati sta sostenendo con iniziative promosse in tutto il Paese e che intende proporre a Fnp Cisl e Uilp Uil per riprendere e rilanciare la piattaforma unitaria al fine di migliorare le condizioni di vita delle persone anziane e dei tanti pensionati italiani che in questi ultimi anni si sono ulteriormente aggravate. Per quanto riguarda gli importi delle pensioni con decorrenza gennaio 2011, rimandiamo alla lettura dell inserto pubblicato in questo numero. 13

14 Attualità Bus e treni, le tariffe per anziani e disabili 14 R. B. Nonostante il governo abbia tagliato per circa 15 miliardi di euro per il prossimo biennio le risorse da destinare ai Comuni e alle Regioni sul trasporto pubblico locale con conseguenze catastrofiche per tutti gli utenti e per la stessa sopravvivenza delle aziende di trasporto, la Regione Emilia-Romagna, nel corso dell incontro svolto alla fine di novembre con i sindacati pensionati e con le associazioni degli invalidi, ha riconfermato il proprio impegno finanziario pari a circa un milione di euro per garantire le tariffe agevolate di abbonamento annuale in favore degli anziani, degli invalidi, dei disabili anche per il La nuova Delibera regionale per il prossimo anno, a partire dal primo di gennaio, prevede la continuità delle agevolazioni già esistenti, con le stesse condizioni in vigore, consentendo a circa 30mila cittadini della regione di poter usufruire di abbonamenti agevolati per l uso del trasporto pubblico con un consistente risparmio rispetto alle tariffe previste. Consideriamo questo un primo risultato. Il confronto con la Regione proseguirà già dal mese di febbraio per la definizione di un accordo triennale che affronti tutto il sistema della tariffazione agevolata, la qualità del servizio di trasporto a partire dall accesso facilitato per le tante persone anziane e per i disabili, la diffusione ed estensione dei servizi di trasporto sociale nel contesto più generale del pieno riconoscimento del diritto alla mobilità sicura per gli utenti deboli e per tutti i cittadini. Dovranno altresì essere rivisti Rimini, piattaforma per la salita/discesa dei disabili per gli anni successivi, anche i criteri per ottenere le agevolazioni tariffarie introducendo il meccanismo dell Isee, superando quello del reddito complessivo per una maggiore equità ai benefici previsti con l avvertenza di agevolare ulteriormente gli utenti andando oltre anche agli attuali 10mila abbonamenti cumulativi extraurbani e ai 20mila abbonamenti urbani agevolati. L impegno del sindacato prosegue ora nei Comuni e con le Aziende di trasporto locale per attuare quanto deciso con la Regione e in particolare evitando la generalizzazione indiscriminata di eventuali rincari tariffari a seguito dei tagli operati dal governo salvaguardando gli abbonamenti e prevedere la tariffa social, incentivando il trasporto pubblico in alcune fasce dedicate. L obiettivo è incrementare l uso del trasporto locale e l accordo con la Regione che prevede consistenti agevolazioni tariffarie per particolari abbonamenti va in questa direzione.

15 Attualità MONITORAGGIO ABBONAMENTI CUMULATIVI ED EXTRA URBANI 2009 Accordo regionale per la definzione di tariffe agevolate di abbonamento annuale di trasporto a favore di anziani e disabili per il triennio (Recepito dalla Giunta Regionale con Deliberazione n.2034/07 successivamente modificata dalla DGR 1749/08) totale 2007 titoli venduti anno 2007 totale 2008 titoli venduti anno 2008 totale 2009 titoli venduti anno 2009 popolazione al PC Tempi Agenzia S.P.A. Piacenza , PR S.M.T.P.Società per la mobilità , e il trasporto pubblico PR RE A.C.T. - Azienda Consorziale Trasporti , Reggio Emilia MO Agenzia per la mobilità , e il trasporto pubblico locale di Mo BO Comune di Bologna per A.T.C , BOLOGNA e FER FE Agenzia Mobilità Impianti A.M.I , Ferrara e FER FC Consorzio Azienda Trasporti , ATR - AGENZIA Forlì-Cesena RA AmbRA , Agenzia Mobilità bacino Ravenna Rn Agenzia Mobilità Provincia di Rimini , REGIONE , La campanella La speranza è aprire le porte Come siamo arrivati a questa società berlusconiana? Per la risposta mi è venuto in aiuto un racconto per bambini di Gunter Anders. Un re non vedeva di buon occhio che suo figlio, abbandonando le strade controllate, si aggirasse per le campagne per formarsi un giudizio sul mondo, perciò gli regalò carrozza e cavalli. Ora non hai più bisogno di andare a piedi furono le sue parole. Ora non ti è più consentito di farlo era il loro significato. Ora non puoi più farlo fu il loro effetto. Questo è stato, mi pare, il nostro modo di fare il loro bene o meglio di fare noi per loro ciò che era bene. E guardando indietro rimprovero a me, alla nostra generazione di vecchi che non si sentono tali e continuano a tenere i loro posti di aver trascurato la dignità del lavoro, a partire dalla precarietà così come è stata impostata, senza la costruzione di una rete in cui ognuno potesse alimentarsi dalla relazione con gli altri e insieme cambiare modalità del vivere: tutta la nostra società, anche nel positivo, è organizzata sul lavoro a posto fisso e su una famiglia che da molti anni ormai si è sgretolata. Vanno cambiate anche le cose che funzionano e bisogna lasciar spazio a novità che solo la creatività dei ragazzi può darci. La speranza si alimenta dalle novità che vengono dall onda studentesca dello scorso anno e dagli studenti, dai ricercatori e professori sui tetti, dalle nuove forme di lotta di molti lavoratori a difesa delle loro imprese, dalle novità del popolo viola, dal modo nuovo di avere le notizie, dalla creatività dei grillini, dall intreccio genitori-scuola pubblica, dalle modalità di lavoro di molti volontari, dalla testimonianza di chi non demorde a rischio della sua vita, dalla certezza della nostra Costituzione. C è un bel libro, ora aggiornato, di Ermanno Bencivenga che si chiama La filosofia in 42 favole (Oscar Mondadori): fra tutte la mia favola preferita è l ultima La storia senza fine, a maggior ragione ora che la mia biblioteca Lame di Bologna ci dice con Gianni Rodari che nessuna storia finisce se mescoliamo le carte le illustriamo ad arte e cambiamo la parte. Si usa dire buone feste: cosa sono diventate le feste? Ci inganniamo da soli (v. L inganno linguistico, saggio di pedagogia linguistica di Gabriele Cacciari, Abilux, Bo, 2010 (www.gabrielecacciari.it). Miriam Ridolfi 15

16 Attualità Siamo tutti pedoni: la sicurezza va a piedi 16 Francesco Bedussi e Sara Branchini Centro Antartide Una legge incoraggiante Il 2010 ha portato buone notizie per i pedoni: tra le ultime modifiche introdotte al Codice della strada con la legge del 29 luglio scorso, infatti, ce n è una di grande importanza per la sicurezza di chi si sposta a piedi. Gli italiani che vanno all estero non si stupiscono solo che gli automobilisti si fermino per far passare chi transita sulle strisce pedonali, ma anche che arrestino l auto ancora prima che il pedone abbia iniziato l attraversamento, quando è ancora fermo sul marciapiede. Si tratta di una questione culturale, certo. Ma non solo. L abitudine tutta italiana di dare precedenza alle auto aveva, fino a oggi, anche una copertura legislativa: l articolo 191 del Codice della strada recitava i conducenti devono dare la precedenza ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali. Dunque, la precedenza era dovuta solo a chi stava già attraversando. Ma come si fa ad attraversare una strada trafficata se nessuno si ferma per farti passare? Bisogna buttarsi in mezzo alle auto sperando che una volta che si è sulle strisce queste si fermino? A questo problema pone rimedio la nuova formulazione dell articolo che recita, i conducenti devono altresì dare la precedenza, rallentando e all occorrenza fermandosi, ai pedoni che si accingono ad attraversare sui medesimi attraversamenti pedonali. La novità rivoluzionaria è contenuta nelle parole si accingono ed è una bella conquista per coloro che si battono in difesa dei pedoni. Naturalmente non basta. La sfida è riuscire a far sì che questo cambiamento linguistico diventi un comportamento abituale. e dati drammatici C è bisogno di questo cambiamento anche perché i dati che riguardano i pedoni restano preoccupanti e in controtendenza rispetto ai dati generali relativi alla sicurezza sulle strade. Se negli ultimi 10 anni le vittime della strada sono diminuite nel complesso del 40%, la diminuzione delle vittime tra i pedoni si è fermata a poco più del 20%. Il dato isolato di morti tra i pedoni sta perfino aumentando. Nel 2009 le vittime fra i pedoni sono aumentate del 3% (667 contro i 648 del 2008). Anche il numero dei feriti ristagna con pedoni che sono dovuti entrare Il comico Vito, testimonial della campagna negli ospedali nel 2009 (-1,5% rispetto ai del 2008). In sostanza nel 2008 i pedoni rappresentavano il 13,7% delle vittime della strada. Nel 2009 siamo saliti al 15,7%, ben 2 punti in più rispetto al totale di vittime. Dal 1999 al 2009 sono i pedoni morti (7.859 dal 2000) e i feriti ( dal 2000). Conferme, insomma, di un intuizione comune: si sta più al sicuro chiusi dentro un automobile che a passeggio per strada. Un analisi più approfondita evidenzia che i pedoni anziani sono tra quelli più in pericolo. Tra i pedoni feriti sulla strada nell ultimo anno, il 57%, avevano più di 65 anni. Oltre il 50% dei pedoni morti aveva più di 70 anni. Dietro a tante tragedie non c è la fatalità o il caso, ma il mancato rispetto delle regole e del buon senso: basti pensare che circa un terzo dei pedoni morti è stato investito sulle strisce. Siamo tutti pedoni Da questi dati, parte l adesione dello Spi-Cgil, anche per l anno 2011 alla campagna Siamo tutti pedoni, per ricordare anche a chi si trova nell abitacolo di un auto o a cavallo di una moto che pedone è sì chi cammina, ma anche chi guida perché prima o poi tornerà con i piedi per terra. La campagna Siamo tutti pedoni si svolgerà con il patrocinio del Presidente della Repubblica, di Anci e Upi, nel periodo aprile-maggio 2011 con un appuntamento nazionale il 14 aprile. Eventi pubblici, distribuzione di materiali e momenti di sensibilizzazione sono previsti per tutta la primavera.

17 Attualità La casa intelligente che controlla la salute Erica Ferrari Abitare in una casa intelligente che al controllo a distanza di porte, finestre, luci e riscaldamento abbina un monitoraggio costante sullo stato di salute dei suoi abitanti. È nella cura per la persona la nuova chiave della domotica, intesa non più solo come automazione di un ambiente di vita ma anche come sistema in grado di rilevare situazioni di emergenza o stati di cattiva salute e allertare i sanitari o i familiari. In provincia di Parma, il progetto A nostra ca, sviluppato dal Centro Tau per le tecnologie assistive dell Università di Parma e da I-Cubo srl (spinoff dell Ateneo) e sostenuto da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Parma e Fondazione Cariparma, ha portato alla creazione di appartamenti domotici allestiti con un sistema di marchio Cardea a cui è stato abbinato un nuovo sistema low cost per il monitoraggio a distanza a disposizione degli operatori sociosanitari. Il sistema è stato presentato a Handimatica 2010, la mostraconvegno delle tecnologie per la disabilità che si è svolta a Bologna dal 25 al 27 novembre. Nell immagine, rendering del progetto A nostra ca Il progetto si chiama Weaal, acronimo di Web Enabled Ambient Assisted Living spiega Agostino Losardo, ricercatore dell Università grazie a una borsa di studio erogata dal consorzio Spinner La novità sta nel fatto che la domotica classica è stata integrata con strumenti di tecnologia assistiva, in grado di rendere la casa ancora più adatta per le persone anziane o con disabilità: ad esempio, chi abita negli appartamenti può indossare un sensore che rileva eventuali cadute e allerta immediatamente i sanitari, lo stesso dispositivo ha un bottone attraverso cui la persona può contattare via telefono, sms o un destinatario scelto in precedenza. Ma non solo. La cintura può rilevare anche altri parametri di salute, come la frequenza cardiaca, quella respiratoria e la temperatura corporea continua Losardo I dati vengono comunicati via radio a un computer all interno dell abitazione, che segnala ai parenti o agli assistenti socio-sanitari eventuali anomalie. Altri sensori installati in alcuni punti strategici della casa (ad esempio, sopra il letto o nella pedana scendiletto) rilevano in che stanza si trova la persona e possono monitorare alcune abitudini di vita legate allo stato di salute. Per il rispetto della privacy, a meno che non ne venga fatta esplicita richiesta, evitiamo di inserire telecamere o microfoni nell abitazione spiega Losardo Attraverso i sensori possiamo per esempio rilevare, in maniera non invadente, alterazioni del ciclo di sonno e veglia o cambiamenti di abitudini che possono indicare un peggioramento dello stato di salute della persona. Il controllo a distanza funziona attraverso un sistema low cost con una normale connessione Internet e non richiede l installazione di software: è sufficiente la capacità di navigazione Internet su un qualsiasi supporto (pc, ipad o telefonino). Grazie a queste caratteristiche, il telecontrollo può essere utilizzato anche dai familiari delle persone anziane o con disabilità. L obiettivo principale del sistema è comunque quello di favorire l autonomia degli abitanti della casa, che regolano le funzioni dell abitazione attraverso il pc o un telecomando. Sono allo studio anche nuove possibilità per rendere il sistema più accessibile a persone con disabilità gravi rivela Losardo Abbiamo sviluppato modalità di controllo vocale e stiamo sperimentando sistemi basati sull interpretazione dei segnali cerebrali (Bci), per cui è sufficiente indossare una cuffia e concentrarsi sulla funzione che si desidera attivare. 17

18 Attualità Ticket, nuove regole per l esenzione a cura della redazione 18 Nel momento di andare in stampa è giunta in redazione una circolare della Regione Emilia-Romagna sulle nuove modalità di gestione delle esenzioni ticket per reddito previste dal decreto del ministero dell Economia e delle finanze dell undici dicembre Una partita che nella nostra regione riguarda un milione di autocertificazioni di cui 640mila relative agli over 65. Nel numero di gennaio saranno pubblicato, oltre al giudizio della Cgil e dello Spi, anche tutte le notizie circa le modalità operative per consentire ai titolari di esenzione ticket per reddito di continuare ad accedere a tale diritto. Il Decreto prevede la verifica delle esenzioni dai ticket sanitari in base al reddito tramite il supporto della tessera sanitaria. Gli aventi diritto all esenzione sono le seguenti categorie: Bambini inferiori ai 6 anni Cittadini over 65 anni Titolari di pensione sociale e familiari a carico Titolari di pensioni al minimo over 60 anni e familiari a carico Disoccupati over 16 anni registrati ai centri per l impiego e già occupati Per ognuna delle quattro tipologie di esenzione per reddito le Ausl dal primo febbraio 2011 rilasceranno i tesserini di esenzione, per reddito, agli assistiti che ne faranno richiesta (entro il primo maggio chiusura della vecchia procedura e del doppio percorso). Il diritto va verificato sulla base dei redditi dell anno precedente (nel 2011 per i redditi del 2010) se non si è in possesso della dichiarazione dei redditi si può fare l autocertificazione con i redditi presunti, riservandosi di comunicare poi il reddito certo e chiedere la rettifica, ovviamente se non se ne ha più diritto vanno pagati i ticket del periodo. Dal primo maggio 2011, i medici saranno tenuti a indicare nella ricetta la tipologia di esenzione per reddito Il certificato di esenzione verrà rilasciato dalle Ausl su richiesta degli assistiti, che Reddito complessivo nucleo familiare inferiore a ,98 euro Reddito complessivo nucleo familiare inferiore a ,98 euro Reddito complessivo nucleo familiare inferiore a 8.263,31 euro (11.362,05 euro in presenza del coniuge + 516,46 euro per ogni figlio a carico) Reddito complessivo nucleo familiare inferiore a 8.263,31 euro (11.362,05 euro in presenza del coniuge + 516,46 euro per ogni figlio a carico) devono presentare un autocertificazione che sarà valida fino al 31 dicembre 2011 (tranne che per gli over 65 e per i bambini fino a 6 anni la cui validità è illimitata e scade al compimento del sesto anno di età). Le autocertificazioni verranno controllate nella loro validità tramite la tessera sanitaria. Questa è una prima sintesi di ciò che prevede la circolare regionale applicativa del decreto. Nel prossimo numero di Argentovivo ci sarà un approfondimento sull argomento per fornire a tutti i lettori, agli attivisti agli addetti alla tutela nelle leghe Spi, le indicazioni necessarie per dare informazioni e assistenza alle persone che si rivolgeranno al Sindacato per poter avere la continuità del diritto all esenzione.

19 Auser Con il popolo Saharawi per l autodeterminazione Franco Di Giangirolamo Presidente Auser Emilia-Romagna La cooperazione tra l Unione generale dei lavoratori Saharawi (UGTSario), Auser, Nexus, Cgil Ravenna, Associazione Yoda, Regione Emilia-Romagna ha compiuto un passo in avanti con i progetti di formazione professionale e attività generatrici di reddito per le donne. Sono quattro le sarte italiane che stanno completando la formazione di 40 donne nei tre campi profughi Rabuni, El Ayoun e Dakla con l obiettivo di dare vita a quattro laboratori di sartoria autogestiti, finalizzati alla produzione di abiti per il mercato locale. Altri quattro formatori e otto volontari, sotto la direzione di Yoda, sono impegnati nella formazione di 37 insegnanti che si occuperanno di inserimento dei disabili nelle scuole di Dakla (Scuola Carlo Giuliani, Scuola Ciechi, Scuola disabili e la Scuola elementare Sidi Heiduc). Inoltre, dieci corsisti stanno frequentando il corso bisettimanale di turismo responsabile. Infine, la delegazione ha consegnato alla UGTSario una Toyota finanziata dalla Provincia di Modena per il trasporto dei bambini alle scuole e per le attività dei laboratori. Queste azioni fanno Il laboratorio di sartoria per le donne Saharawi seguito ai progetti che hanno visto nascere il laboratorio di falegnameria nella scuola di formazione professionale Sauro Mantellini di Rabuni, della UGTSario, dove operano cinque falegnami che rispondono alla domanda di manufatti, soprattutto a Rabuni, un laboratorio di sartoria a Smara dove lavorano dieci sarte, mentre dieci meccanici sono al lavoro nelle officine dei campi. L obiettivo perseguito dall UGTSario è la crescita della cultura del lavoro per consentire l autonomia di uomini e donne che vivono nei campi profughi in condizioni di assistenza internazionale. Nel convegno realizzato il 9 dicembre nel campo profughi 27 ottobre, sull importanza della formazione professionale, alla presenza di oltre 100 partecipanti, il segretario generale Cheickh Lehbib Mohamed ha sottolineato l importanza della formazione professionale e della promozione di forme di autogestione delle attività produttive, sia per il miglioramento della qualità della vita nei campi che in vista della costruzione dello Solidarietà a quattro ruote Stato Saharawi. A questa attività si darà seguito nel 2011 con un progetto, cofinanziato anche dalla Regione Emilia-Romagna, di formazione professionale (falegnameria, meccanica e corsi di lingue). Il problema che interessa i campi è la tensione politica determinata dopo la distruzione da parte dell esercito marocchino dell accampamento di El Ayoun (8 novembre scorso), che ha provocato una quantità non precisata di morti, feriti, scomparsi e detenuti a dimostrazione ulteriore che il Marocco non intende rispettare le risoluzioni Onu. Per questa ragione si ritiene di dover aumentare l impegno solidale attraverso il sostegno ai progetti di cooperazione affinché venga garantito al popolo Saharawi il diritto all autodeterminazione. Lo scorso 27 ottobre l Auser Volontariato di Ferrara ha inaugurato il nuovo Fiat Doblò attrezzato per il trasporto di anziani disabili su sedia a ruote in presenza del vicesindaco Massimo Maisto, del segretario generale della Cgil Giuliano Guietti e del segretario generale dello Spi, Luciano Farina. Il veicolo è stato acquistato con i fondi del 5xmille come frutto di un progetto presentato da Auser ai cittadini, sostenuto dallo Spi in tutte le 15 leghe della provincia e realizzato nel corso della campagna di raccolta fondi del È quindi prima di tutto ai cittadini che vanno i ringraziamenti. Indispensabile l aiuto dei volontari Auser che si sono attivati per la raccolta fondi, resa possibile anche dalla collaborazione con Teorema Srl che, come Caaf, ha ospitato l associazione nelle sue sedi per pubblicizzare il progetto relativo ai trasporti sociali. L Auser di Ferrara ha percorso nel 2009 oltre 200mila km per trasporto di anziani verso strutture sanitarie, per la spesa o il disbrigo di pratiche burocratiche e intende ampliare questa importante attività sociale anche nei Comuni della Provincia attraverso l investimento dei fondi del 5xmille. 19

20 Pagine Cgil Diritto del lavoro, un passo indietro 20 Mayda Guerzoni Un enorme salto all indietro per il diritto del lavoro nel nostro Paese: è il drastico giudizio con il quale la Cgil ha accolto la recente approvazione del disegno di legge conosciuto come collegato lavoro (legge 183/2010), lievitato da nove a 50 articoli, che trattano materie molto diverse, in due anni e già rinviato al Parlamento dal Presidente della Repubblica per il mancato rispetto di alcuni principi costituzionali. Ma anche dopo le modifiche, gli elementi di incostituzionalità permangono, dice la confederazione di Corso d Italia, che si appellerà alla Corte Costituzionale e che si sta mobilitando in tutto il paese per contrastare le nuove misure. Siamo nella peggiore fase di crisi degli ultimi anni e il governo, invece di mettere in campo provvedimenti a favore dell occupazione, abbatte le tutele e colpisce in particolare i più deboli: giovani, donne, disoccupati e immigrati. A puntare il dito è Fulvio Fammoni, segretario nazionale Cgil, intervenuto nei giorni scorsi all attivo regionale dei dirigenti e delegati Cgil Emilia-Romagna sotto la parola d ordine No alla demolizione del diritto del lavoro. Fammoni fa l elenco dei punti più critici del collegato, a partire dalla certificazione (già agibile dal 24 novembre), con la quale viene spianata la strada al contratto di lavoro individuale. All atto dell assunzione, cioè nel momento di maggiore debolezza, il lavoratore dovrà accettare la deroga alle norme del contratto nazionale con tanto di certificazione, appunto, da parte del consulente del lavoro di turno gradito all azienda (e la categoria ringrazia). Attraverso lo stesso meccanismo, nel caso insorgano controversie, si porranno limiti e vincoli al ruolo del giudice del lavoro. Inoltre il contratto potrà contenere una clausola compromissoria che impedirà al lavoratore il ricorso davanti al giudice, al posto del quale subentrerà invece un arbitro (da qui la novità dell arbitrato) che potrà venir meno alle leggi e ai contratti nazionali decidendo secondo equità, indicazione quanto mai vaga. È una forma molto grave di pressione indebita sulle persone, il rovesciamento dell impostazione del diritto del lavoro che abbiamo fino ad oggi conosciuto insiste Fammoni che partiva da un assunto fondamentale: cioè che nel rapporto di lavoro una delle due parti, il lavoratore, rappresenta il soggetto debole e necessita di maggiori tutele, mentre l altra, il datore di lavoro, in quanto soggetto forte, dovrebbe avere più vincoli. Ora, sulla base di una presunta quanto falsa parità nel rapporto contrattuale tra i due soggetti, in realtà si consuma l ennesima compressione dei diritti sotto il ricatto dell occupazione. Poi c è un altra misura, già in vigore dal 24 novembre, che la Cgil considera una sorta di vero e proprio accanimento contro i precari. Hanno lavorato per anni con meno soldi e meno diritti, hanno perso il posto con la crisi e adesso addirittura ci si inventa una norma retroattiva che gli assesta un ulteriore mazzata: solo 60 giorni di tempo dalla fine del contratto di lavoro per far ricorso nei confronti dell azienda in caso di irregolarità, dopo di che si perde per sempre la possibilità di farlo. In virtù della retroattività, la scadenza del 23 gennaio è dunque una tagliola contro i lavoratori a tempo determinato e parasubordinati che hanno perso il lavoro anche prima del 24 novembre: molti non saranno in grado di conoscere per tempo questa norma e il diritto decadrà. Il governo aveva il dovere scandisce il segretario Cgil nazionale di attivare un informazione capillare, anche

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