APPRENDIMENTO COOPERATIVO E DIDATTICA INCLUSIVA

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1 APPRENDIMENTO COOPERATIVO E DIDATTICA INCLUSIVA Quali metodi e strategiepossiamo adottare per l'inclusione delle diverse abilità? Difficoltà di Apprendimento LOW ACHIEVERS sono ragazzi che incontrano difficoltà, anche se sono disposti ad imparare e a lavorare. Il loro problema è la poca capacità piuttosto che il basso livello di motivazione. Hanno difficoltà a seguire le indicazioni Fanno fatica a completare il lavoro Possiedono una limitata capacità di memoria Fanno progressi molto lenti Ognuno contribuisce alla musica del gruppo con le proprie capacità. Non saranno tutti direttori d'orchestra o cantanti, ma tutti conosceranno il piacere dell'armonia di quella musica e avranno la sensazione di sentirsi utili alla comunità. (In D. Pennac 2007) Howard Gardner, Formae Mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Howard Gardner (Scranton Pennsylvania 1943) è uno psicologo statunitense, professore presso l'università di Harvard. Ha acquisito celebrità nella comunità scientifica grazie alla sua notissima teoria sulle intelligenze multiple. La sua proposta consiste nel considerare priva di fondamento la vecchia concezione di intelligenza come un fattore unitario misurabile tramite il Quoziente Intellettivo (Q.I.), e sostituirla con una definizione più dinamica, articolata in sottofattori differenziati. Mappe concettuali Esse sono utili a chi apprende poiché permettono di visualizzare la natura dei concetti, di evidenziarne le relazioni gerarchiche, di far emergere la struttura ideativa di un testo e di rappresentare graficamente le conoscenze, favorendo in questo modo la metacognizione. Svolgono inoltre una funzione socializzante e di costruzione cooperativa della conoscenza, facilitando il confronto sui concetti stessi e sulla validità delle loro relazioni. Sono utili a chi insegna perché permettono di valutare la capacità di concettualizzazione degli studenti, di far emergere le loro strutture cognitive e di rappresentare graficamente e sinteticamente le conoscenze. (Presentazione sito Erickson libro Novak L'apprendimento significativo)

2 LEZIONE COOPERATIVO-PARTECIPATIVA, ATTIVA, DIALOGICA, INTERATTIVA RENDERE PUBBLICO di COSA CI OCCUPEREMO: OBIETTIVI DIDATTICI (conoscenze, abilità, competenze) OBIETTIVI EDUCATIVI (competenze sociali e disposizioni della mente) COME SI SVOLGERÀ IL LAVORO CRITERI DI COMPOSIZIONE DEI GRUPPI (eterogenei) METODO DI LAVORO e relativa STRUTTURA DI INTERDIPENDENZA TEMPI (ben definiti ma modificabili in base alle situazioni di reale necessità) MODALITÀ DI INCLUSIONE DELLE DIVERSITÀ MODALITÀ e CRITERI DI VALUTAZIONE (costruzione condivisa delle rubriche) CRITERI DI VALUTAZIONE Creare insieme RUBRICHE DI VALUTAZIONE CREARE CLIMA POSITIVO E CONTESTI COOPERATIVI APPRENDIMENTO COOPERATIVO PEER TUTORING INSEGNAMENTO RECIPROCO LEZIONE DIALOGICA DISCUSSIONI GUIDATE BRAIN STORMING VALORIZZARE LE DIVERSITÀ CAPIRE come gli allievi PENSANO Utilizzare diversi canali comunicativi per i DIVERSI STILI DI APPRENDIMENTO Realizzare ATTIVITÀ LABORATORIALI DIDATTICA PER COMPETENZE considerando i DIVERSI TIPI DI INTELLIGENZA

3 PORRE E SUSCITARE DOMANDE Partire da DOMANDE di INGRESSO PER L'AGGANCIO ALLE CONOSCENZE PREGRESSE Facendo rifrimento a esperienze concrete: ESPERIENZE QUOTIDIANE degli alunni, ESPERIENZE DI LABORATORIO, USCITE SUL TERRITORIO, correlate con le competenze che si desiderano raggiungere (APPROCCIO INDUTTIVO), Stimolare la produzione di domande. Proporre DOMANDE GUIDA Stimolare la RICERCA ATTIVA e il CONFRONTO DI IDEE per creare condizioni di spendibilità sociale delle conoscenze e di sviluppo del pensiero critico FORMARE I GRUPPI COOPERATIVI Creare GRUPPI ETEROGENEI LEADERSHIP DISTRIBUITA Stabilire - la STRUTTURA DI LAVORO più coerente con gli obiettivi - i RUOLI (leadership distribuita) - la distribuzione dei MATERIALI Ricordare di verificare che si realizzino: 1 - interdipendenza positiva 2 - interazione promozionale faccia a faccia, anche con la strutturazione degli spazi e delle posizioni 3 - responsabilità di gruppo e individuali 4 - promozione delle abilità sociali 5 - revisione del lavoro svolto CONCLUSIONE DEL LAVORO ESPOSIZIONE DEL PRODOTTO e dimostrazione delle competenze acquisite RIFLESSIONE FINALE Procedura: quali sono stati i punti di forza ed i punti di debolezza dell'organizzazione del lavoro che abbiamo utilizzato? Aspetti relazionali: come siamo stati insieme? Cosa è successo che vorremmo non succedesse più e cosa è successo di positivo?

4 VALUTAZIONE Chiedere un'autovalutazione Creare interdipendenza e attribuire RESPONSABILITÀ DI GRUPPO E INDIVIDUALI assegnando una valutazione: > al prodotto del gruppo > al livello di collaborazione del gruppo (con eventuali differenziazioni) > alla prova individuale con richieste relative al lavoro dell'intero gruppo. Utilizzare RUBRICHE DI VALUTAZIONE Fornire una VALUTAZIONE FORMATIVA Con tutta onestà il CL non è fatto per i timorosi, perché non vi è dubbio che nel CL possono verificarsi molti problemi. Se li si vuole evitare si può scegliere la strada di fare sedere gli studenti in fila uno dietro l altro, di non lasciarli parlare o interagire gli uni con gli altri, di costringerli a prendere appunti dal bravo insegnante. Certo possiamo farlo. Possiamo scegliere di mascherare il fatto che gli studenti non hanno abilità sociali. Ma, allora, quando o come acquisiranno le abilità per interagire socialmente, che sono la cosa che più di ogni altra influenzerà il loro successo nella vita e la loro gioia di vivere? Spencer Kagan (Kagan Online Magazine) ATTIVITÀ IN APPRENDIMENTO COOPERATIVO INTERDIPENDENZA POSITIVA, INTERAZIONE PROMOZIONALE FACCIA A FACCIA RESPONSABILITÀ DI GRUPPO E INDIVIDUALI INSEGNAMENTO DIRETTO ABILITÀ SOCIALI REVISIONE E VALUTAZIONE AUTENTICA FORMAZIONE GRUPPI ETEROGENEI (eventualmente omogenei di livello ma con successiva reinclusione in gruppi eterogenei) LEADERSHIP DISTRIBUITA STRATEGIE INCLUSIVE MATERIALI ACCESSIBILI E DIVERSI STRUTTURAZIONE DEGLI SPAZI E DELLA PROSSEMICA COMPITO FINALE COMPETENTE

5 RIFERIMENTI NORMATIVI ESSENZIALI Legge 30 marzo 1971, n 118 art. 28, 29, 30. Legge 4 agosto 1977, n 517. Corte Costituzionale, sentenza 3 giugno 1987, n 215. MPI Circolare Ministeriale n 1, 4 gennaio Legge 5 febbraio 1992, n 104. DPR 24 febbraio 1994, G.U. N 87/94. MIUR, Linee guide per l'integrazione, 4 agosto Corte Costituzionale, sentenza 22 febbraio 2010, n 80. Legge 8 ottobre 2010, n 170. MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, Allegate al Decreto Ministeriale 12 luglio Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo dell'istruzione, Regolamento MIUR, 16 novembre 2012 Linee di indirizzo Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa, Nota prot. N 3214/12, 22 novembre MIUR, Direttiva Ministeriale 27 dicembre MIUR, Circolare Ministeriale n 8, 6 marzo MIUR, nota 27 giugno 2013, prot

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