- 1 - LINUX. amministratore di sistema. Pratical. Corso Linux di Giuseppe Zingone

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1 - 1 - LINUX amministratore di sistema Pratical Corso Linux 2014 di Giuseppe Zingone

2 - 2 - Amministrare Linux in pratica GESTIONE DISCHI Partizionamento di un disco In sintesi Dividere il disco in più aree (dette partizioni) serve per... raggruppare i dati per tipologia (es: /home per i dati personali) mantenere filesystems specifici per diversi sistemi operativi (sistemi multi-boot) creare partizioni specializzate (swap area) aumentare la sicurezza del sistema evitando blocchi del S.O. dovuti al riempimento del filesystem di root Partizione primaria fino 4 partizioni partizione numerata da 1 a 4 estesa max. 1 partizione partizione numerata da 1 a 4 logica catena di P. all'interno della P.estesa illimitate (teoria) partizione da 5 a 15 (scsi) o 63 (ide) Convenzione dei nomi dischi hda hard disk IDE master sul 1 controller hdb hard disk IDE slave sul 1 controller hdc hard disk IDE master sul 2 controller hdd hard disk IDE slave sul 2 controller sdx x={a,b,c,...} disco SCSI x-esimo (dischi SATA e chiavette USB in emulazione SCSI) partizioni identificate dal nr. che segue il nome del disco Es: hda2 2 partizione sul disco IDE sdc1 1 partizione sul 3 disco SCSI/SATA Tipi di partizione (tag) le partizioni sono contrassegnate da un codice esadecimale: 83= partizione per Linux/fs 82= partizione per swap area Linux 5= partizione estesa 7= partizione NTFS 8e= partizione per LVM

3 fd= partizione per Raid per ottenere un elenco completo dei tag, digitare 'l' (elle) dal prompt di fdisk (vedi prossima slide) Come si partiziona un disco Il comando fdisk ~# fdisk [ l] device l (elle) lista le partizioni interfaccia a carattere, linea di comando esempio ~# fdisk /dev/sda ~# fdisk /dev/hda Il comando cfdisk ~# cfdisk [device] interfaccia a carattere, form (curses) esempio ~# cfdisk /dev/sda ~# cfdisk /dev/hda Creazione di un filesystem In sintesi Creare un filesystem serve per... creare la struttura necessaria per la gestione dei files e directories inizializzare una partizione Esempi di filesystems Linux tradizionali minix (preistorico Linux) ext2 journaled ext3 reiserfs xfs (nato su sistemi Irix by SGI) jfs (nato su sistemi Aix by IBM) virtuali proc, sysfs, tmpfs, usbfs altri filesystems dos/vfat (floppy windows, chiavi usb) iso9660 (cd-rom) ntfs (windows nt/2000/xp/...) Come si crea un filesystem Il comando mkfs ~# mkfs t tipo_fs [opzioni] device front-end (interfaccia) che richiama i comandi specializzati per la creazione dei filesystem mkfs.ext3, mkfs.reiserfs, ecc le opzioni dipendono dal fs ~# mkreiserfs [opzioni] device Il comando mkfs ~# mkfs t tipo_fs [opzioni] device esempio ~# mkfs t reiserfs /dev/sda1 Utilizzo di un filesystem In sintesi Per accedere ai dati (files e directories) presenti su un qualsiasi filesystem (su floppy, disco, chiavette USB, rete, ecc...) occorre montarlo

4 Montaggio di un filesystem Il comando mount ~# mount [ t fstype] [ o opz] device mnt_pt fstype= tipo di filesystem opz= opzioni di mount device= periferica (di solito è la partizione con il fs da montare) mnt_pt= directory dove attaccare il fs esempio ~# mount t iso9660 o ro /dev/hdc /media/cdrom (in alcune distro si può specificare /cdrom invece di /media/cdrom) Le opzioni di mount Il comando mount o opz1[,opz2]... ro= filesystem in sola lettura rw= filesystem in lettura/scrittura remount= rimonta il filesystem noatime= non aggiorna l'access time nodiratime= vale per le directories uid=value= forza il proprietario dei files umask=value= forza i permessi Smontaggio di un filesystem Il comando umount ~# umount device mount_point device = partizione (contenente il filesystem) da smontare mount_point = directory dov'è attaccato il filesystem da smontare ~# umount /media/cdrom Occupazione di un filesystem Il comando df (disk free) visualizza per ciascun filesystem 1. il device 2. la dimensione totale 3. lo spazio occupato 4. lo spazio disponibile 5. la percentuale di utilizzo 6. il mount_point Occupazione di una directory Il comando du (disk usage) esamina lo spazio occupato da files e directories 1. riporta lo spazio occupato dai blocchi del fs (default) 2. esamina anche le sottodirectory (default) Il file /etc/fstab In sintesi E' possibile montare i filesystems in modo automatico all'avvio del sistema, senza dover intervenire esplicitamente con il comando mount E' possibile delegare agli utenti il montaggio/smontaggio di alcuni fs senza che dispongano dei diritti di root (es. volumi cd-rom, floppy, chiavi usb,...) Verifica dei filesystems In sintesi I filesystem si possono degradare a seguito di problemi HW o SW es: spegnimento improvviso del computer a seguito di caduta della corrente

5 - 5 - es: problemi su dischi, cavi, memoria, kernel bug,... Necessità di verificare e correggere le strutture interne dei filesystems Modalità di verifica (come/quando) Automatica: alcuni filesystem (etx2/etx3) vengono verificati al momento della mount se dall'ultima verifica: 1. viene superato il numero max. di mount 2. viene superato un limite temporale Manuale: comando fsck lanciato da console Il filesystem da controllare deve essere smontato o montato in sola lettura Il comando fsck ~# fsck [opzioni] device [ opz spec] Il comando fsck opzioni N= non eseguire: mostra solo A= controlla tutti i fs elencati in /etc/fstab con il 6 campo (fsck)!= 0 s= (con A) effettua il controllo in serie R= (con A) salta il controllo di / fs (magari perchè è montato in rw) = inizio delle opzioni specifiche del fs p/ a= ripara automaticamente il fs r= riparazione interattiva y= non richiede conferma a operatore Ritrovare le partizioni perse Nel caso si perda la partition table e non ci sia possibilità di recuperarla, allora il comando gpartci può fornire utili indicazioni ~# gpart [options] device esempio ~# gpart /dev/hda ricerca le partizioni sul 1 HD IDE ~# gpart L elenca le partizioni riconoscibili GESTIONE UTENTI I GRUPPI di utenti 1. Un gruppo è un insieme di utenti 2. Si possono definire diversi gruppi 3. Ogni utente ha un suo gruppo principale 4. Ogni utente può appartenere a più gruppi Gruppi e Sicurezza Con i gruppi posso stabilire politiche di sicurezza per più utenti Ogni utente ha un ID numerico univoco (UID) Ogni gruppo ha un ID numerico univoco (GID) I permessi di gruppi e utenti si definiscono a livello di filesystem Cambiare il gruppo del file: chgrp <gruppo> <file> Cambiare il proprietario di un file: chown <utente> <file> Permessi dei file chown cambio proprietario chmod cambio permessi chgrp cambio gruppo

6 chown lavora anche per i gruppi (al posto di chgrp) Es: chown root:users file Permessi: r lettura (in ottale 4) w scrittura (in ottale 2) x eseguibile (in ottale 1) Cambiare i permessi del file: chmod <mode> <file> Es.: chmod 770 Pdf chmod g+w Pdf Eliminazione di gruppi e utenti Eliminare un gruppo : file /etc/group modificare Eliminare un utente : file /etc/passwd modificare file /etc/shadow modificare dir /home/<utente> cancellare tutti i suoi file cancellare Cambio di identità: quando e perchè? Per un utente: Eseguire comandi di amministrazione Modificare files di configurazione Per un Amministratore: Testare una procedura come se fosse un utente senza privilegi Cambiare identità con il comando su su [opz.] <utente> divento <utente> su divento root Esempio: su c nano /etc/passwd Nota:In un sistema Ubuntu la password per root non è impostata gestione dei permessi Per ogni file sono specificati i sui permessi, il suo utente e il suo gruppo. I possibili permessi sono: r : permesso di lettura del file, nel caso di directory permette di elencare i file contenuti; w : permesso di scrittura del file, nel caso di directory permette di creare, cancellare e rinominare file; x : permesso di esecuzione del file, nel caso di directory permette l'accesso alla stessa Ogni permesso può essere specificato: 1. per l'utente proprietario del file; 2. per il gruppo proprietario del file; 3. per tutti gli altri. u : permessi dell'utente (User) g : permessi del gruppo (Group) o : permessi per gli altri (Other) a : permessi per tutti (All)

7 Per cambiare i permessi di un file si usa il comando chmod. ~# chmod permessi file Permessi come caratteri. Si mette un carattere per indicare il tipo di operazione. + : aggiunge i permessi - : toglie i permessi = : imposta come permessi unici (togliendo tutti gli altri) Esempi. ~# chmod go+w file ~# chmod u+rw file ~# chmod u=rw,go=r file Permessi come valore numerico. Ad ogni permesso viene assegnato un valore. r : lettura vale 4 w : scrittura vale 2 x : esecuzione vale 1 Sommandoli si ottiene il valore numerico da assegnare Si forma un numero di tre cifre, la prima indica i permessi per l'utente, la seconda quelli per il gruppo e la terza quelli per gli altri. ~# chmod 644 file Cambiare i permessi ricorsivamente.usando chmod con l'opzione -R, è possibile cambiare i permessi a tutti i file, compresi quelli contenuti in sottodirectory. ~# chmod R u+w * Permessi predefiniti. Quando si crea un file, questo prende come utente il nome di chi lo ha creato, come gruppo il gruppo predefinito dell'utente e come permessi tutto abilitato (777 per le dir, 666 per i file) meno i permessi indicati dalla maschera dei permessi. La maschera dei permessi (umask) è un numero che viene sottratto ai permessi predefiniti per assegnarli ai nuovi file. Es. se la maschera dei permessi è 022 (corrispondente a togliere la scrittura al gruppo e agli altri) poiché = 644, i nuovi file avranno come permessi 644 Per visualizzare o cambiare la maschera dei permessi si usa il comando umask. ~# umask ~# umask 022 ~# umask u=rwx,g=rx,o=rx Controllo degli utenti: who, finger who opzioni? -b ora dell'ultimo reeboot? -H intestazione delle colonne? -l terminali di login? -m informazioni solo sul terminale corrente? -p processi attivi? -q risposta breve? -r mostra il runlevel? -s nome, terminale e dettagli sul tempo di log? who am i per controllare con quale userid si sta lavorando finger utente? Campi predefiniti:? nome utente, nome completo, mome del terminale? tempo di inattività e di login? Luogo e telefono ufficio - 7 -

8 GESTIONE PROCESSI Un processo è un programma in esecuzione.per vedere i processi che sono in funzione si usa il comando ps. ~# ps aux Un demone è un processo particolare (ovvero non tutti i processi sono demoni. Un daemon gira in background e offre un servizio su richiesta. Gestire i processi 1. Inviare i segnali da tastiera: ctrl+c e ctrl+z 2. Inviare i segnali: kill 3. Monitorare i processi del terminale: jobs, bg, fg 4. Modificare la priorità dei processi: nice e renice 5. Monitorare i processi: ps 6. Monitorare i daemon con SMF La colonna COMMAND riporta i nomi dei processi, la colonna PID il loro numero identificativo. Stato di un processo Runnable (R) Il processo può essere eseguito Sleeping (S) Il processo è in attesa di una risorsa Zombie (D) Il processo sta tentando di terminare ma il codice di uscita non è ancora stato raccolto Stopped (Z) Il processo è stato sospeso e non è consentita l'esecuzione (vediamo in seguito) Modalità interattiva: top Lanciare un comando ps ci mostra i programmi in esecuzione nel momento in cui lanciamo il comando. In molti casi è utile però cosa sta succedendo più o meno in tempo reale. In quei casi topfa al caso nostro. Top fornisce un riepilogo aggiornato di tutte le informazioni dei processi, e può ordinarle in base a quello che ci interessa. Vengono fornite anche informazioni generali sul sistema (memoria totale utilizzata, carico della cpu...) C'è un menu interattivo che compare premendo h top -u utente torna utile per vedere i processi in esecuzione da un certo utente che vogliamo tenere sott'occhio (ex. Server multiutente) Fermare un processo, kill. Per interrompere un processo si usa il comando kill, indicando come parametro il PID. ~# kill Se il processo è bloccato e il comando non funziona si usa l'opzione -9. ~# kill Si può interrompere un processo anche indicandone il nome con il comando killall. ~# killall nome Processi in background. Un processo può essere avviato in background con &. ~# sleep 60 & Un processo può essere sospeso premendo ctrl-z. Un processo sospeso può essere riattivato in foreground o in background.

9 ~# fg ~# bg Per vedere l'elenco dei processi lanciati dal terminale si usa il comando jobs. ~# jobs Memoria del sistema Sicuramente ci capiterà di essere interessati a sapere quanta memoria (RAM) è presente su un sistema e quanta è utilizzata dai processi free è il comando che ci da queste informazioni Il parametro -m ci mostra i valori in MegaByte GESTIONE DEL SOFTWARE PACCHETTIZZAZIONE Metodo di distribuzione del software presente nei sistemi GNU/Linux che vede le applicazioni come insieme di pacchetti.un pacchetto è un file che racchiude al suo interno tutto il necessario per l'installazione e l'esecuzione del software. SE NE DISTINGUONO 3 TIPOLOGIE PRINCIPALI.DEB.RPM.TXZ SCOMPATTARE TARBALL Tar.gz scompattare con: tar xzvf pacchetto.tar.gz Tar.bz2 scompattare con: tar xjvf pacchetto.tar.bz2 Entrare nella cartella cd cartellaprogramma INSTALLAZIONE Controllo e creazione del makefile:./configure Compilazione: make Installazione Sudo make install DISINSTALLA Entrare nella cartella: cd cartellaprogramma Rimozione Software: sudo make uninstall INSTALLAZIONE PACCHETTI Installazione: debian sudo dpkg -i pacchetto_debian.deb Rimozione: debian sudo dpkg -r pacchetto_debian.deb Installazione: rpm rpm -i <nome pacchetto> Rimozione: rpm rpm -e <nome pacchetto> CONVERSIONE sudo alien pacchetto_suse.rpm PACKET MANAGER Gestiscono l'installazione, la rimozione e l'aggiornamento di tutto il software del sistema disponibile nei repository. I repository sono dei server dove sono disponibili database di pacchetti software.essendo il software compostoda più pacchetti, il packet manager è chiamato a gestire le dipendenze. Advanced Packaging Manager

10 Installazione sudo apt-get install nome_sw Rimozione sudo apt-get remove nome_sw Aggiornamento sudo apt-get update Add Repository sudo add-apt-repository ppa: indirizzo_repo Yellow Dog Updater, Modified Installazione yum install nome_sw Rimozione yum remove nome_sw Aggiornamento yum update Add Repository yum --enablerepo=indirizzo_repo GESTIONE VARIE Schedulazione: cron e at Consente di pianificare l'esecuzione di un compito in una data e un orario prestabiliti Alcuni compiti sono già impostati per il buon funzionamento del sistema Altri possono essere definiti dell'amministratore o dall'utente AT esegue un comando ad una determinata ora, 1 sola volta! CRON esegue un comando ciclicamente in giorni ed orari prestabiliti ANACRON esegue comandi a cadenza giornaliera, per sistemi non attivi h24 Uso di AT at [ f file] TIME :nuovo compito atq :elenco compiti atrm <job> :elimina compito Gli utenti abilitati all'uso sono definiti attraverso i files: /etc/at.allowe /etc/at.deny La data/ora di esecuzione (TIME) può essere passata in diverso modi Uso di CRON - per l'utente crontab e Apre l'editor per aggiungere un nuovo compito. Il formato deve essere: <min> <hh> <dd> <mm> <dw> <cmd> crontab l :mostra i compiti previsti ANACRON La configurazione di anacron è definita nel file : /etc/anacrontab Viene eseguito ad ogni avvio del PC La sintassi del file è la seguente <cad dd> <wait sec> <jobname> <cmd> SELEZIONE DEI SERVIZI DA AVVIARE Nome servizio Descrizione Da attivare? anacron Controlla il demone di pianificazione anacron Inutile su un server apmd Directory che contiene apmd.init per il controllo dell'alimentazione e del login Utile in un portatile arpwatch Traccia le coppie di indirizzi dei protocolli ethernet e Internet Utile in un router/firewall atd Controlla il demone at (pianificazione personale) Da evitare in un server

11 autofs Controlla il demone per l'automounts di Filesystem Utile in una workstation crond Controlla il demone di pianificazione di sistema cron Sempre ctm SNMP Traffic monitor Utile per monitoring httpd Controlla il server Web Apache e i servizi HTTP Solo su server web identd Server Ident Solo in casi particolari inet Controlla il protocollo TCP/IP e altri servizi Sempre innd Server News Solo su server news keytable Controlla il caricamento della mappa di tastiera Sempre kudzu Controlla e verifica la presenza di nuovo hardware Utile per una workstation linuxconfpermette l'accesso via web all'interfaccia di linuxconf Da evitare in un server lpd Controlla i servizi dello spooling di stampa Utile per workstation mars-nwecontrolla i servizi di sistema compatibili Netware Da attivare solo se si utilizzano sistemi Netware named Controlla l'avvio e l'arresto del Domain Name Service Solo su server DNS netfs Controlla i Mount e Umount di tutti i Network Filesystem Solo se si vuole montare un Network Filesystem network Controlla l'avvio e l'arresto dei sistemi di rete Sempre nfs Controlla i servizi del Network File System Solo se si vuole shareare via NFS nfslock Controlla i servizi del Network File System Solo se si vuole shareare via NFS pcmcia Controlla i servizi delle schede per computer portatili Solo nei portatili portmap Controlla i servizi per la procedura di chiamata remota Indispensabile se si ha che fare con NFS postgresqlcontrolla il demone di PostgreSQL database Solo su un SQL Server random Controlla la generazione dei numeri casuali Sempre routed Controlla un RIP router daemon Solo su router/firewall rstatd Controlla il demone delle statistiche del kernel di rete rpc.statd. Da evitare rusersd Controlla i servizi di rete dell'rpc.rusersd. Da evitare rwhod Controlla il demone di rete rwhod per i servizi di rwho Da evitare sendmailcontrolla i servizi di trasporto di posta Solo su server SMTP smb Controlla i demoni Samba smbd e nmbd Solo su un file server smb snmpd Controlla il demone del protocollo Simple Network Management Utile per monitoring syslog Avvia e arresta i servizi di logging di sistema Sempre xfs Avvia e arresta il server font X11 Necessario per l'uso di Xwindows *bind Controlla i servizi di binding NIS Solo in caso di utilizzo del NIS INTRODUZIONE ALLA COMPILAZIONE DEL KERNEL La compilazione del kernel è un'operazione da considerarsi fondamentale per l'aspetto performance e sicurezza. La prima operazione è assicurarsi l'ultima versione disponibile o applicare patch e compilarlo a seconda delle proprie esigenze. make menuconfig Richiama il menu grafico per selezionare le varie opzioni disponibili del kernel. E' possibile inoltre salvare le configurazioni per usi futuri make dep Verifica le varie dipendenze dei possibli moduli e delle opzioni scelte nel menuconfig make bzimage Compilazione dell'immagine del kernel che verrà caricata al boot make modules Compilazione dei moduli make modules_install Installazione dei moduli Se tutti i comandi lanciati non producono nessun tipo di errore la compilazione del kernel si può definire conclusa. Ora non resta che copiare l'immagine del kernel in /boot ( cp arch/i386/boot/bzimage /boot ) e configurare LILO o il proprio boot loader per far si che la nuova immagine venga caricata al boot. SECURITY PARANOIA Questa pagina riassume ed elenca una serie di configurazioni e ottimizzazioni post-installazione che possono aumentare il livello di sicurezza del sistema. Non si addentra nei particolari, cercando di dare solo indicazioni operative e lasciando a chi legge gli approfondimenti del caso. Alcune indicazioni sono necessarie solo per server fisicamente posizionati in luoghi non sicuri ed in qualche modo accessibili da estranei (PHYSICAL), altre sono particolarmente pignole e dedicate a chi ha particolarmente a cuore la sicurezza del sistema o è particolarmente paranoico (PARANOID), altre ancora in qualche modo possono compromettere le funzionalità di parti del sistema per cui vanno adottate e testate adeguatamente (DISFUNCTION?), alcune sono particolarmente raccomandate (RECCOMENDED). Queste impostazioni si riferiscono ad una distribuzione RedHat 7.2 standard. Su altre distribuzioni le posizioni dei file possono essere diverse e le indicazioni date vanno adattate.

12 In ogni caso queste indicazioni NON bastano a rendere un server sicuro, ma vanno affiancate ad altre precauzioni (aggiornamento costante di programmi e kernel - esposizione solo dei servizi strettamente necessari - utilizzo di IPTABLES adeguate - controllo della sicurezza dei servizi pubblici - installazione di un IDS e di un file integrity checker - log check regolare - BACKUP!). Settare una password sul BIOS - PHYSICAL - RECCOMENDED Necessario per impedire che si possa modificare il device di boot, impedendo la possibilità di fare password recovery o accesso non protetto ai dati bootando con un floppy o CDROM. Considerare che la password del BIOS è resettabile switchando un jumper sulla scheda madre. Il vero paranoico impedisce anche l'apertura del case se la macchina si trova in luoghi fisicamente non sicuri. Strong password policy - RECCOMENDED Le password di fatto sono il baluardo principale per permettere l'accesso al sistema. Se sono semplici, triviali, recuperabili da un dizionario o brevi sono password deboli. E' possibile forzare il numero minimo di caratteri composti da una password editando /etc/login.defs e sostituendo la riga PASS_MIN_LEN 5 con PASS_MIN_LEN 8 (il numero minimo di caratteri per la password passa da 5 a 8). Altra opzione interessante presente nello stesso file è PASS_MAX_DAYS dove è la durata della password. Ha senso inserire un PASS_MAX_DAYS 180 per forzare il cambio della password ogni 180 giorni. Attenzione: Queste modifiche vanno fatte PRIMA di aggiungere utenti alla macchina. PASS_MAX_DAYS e altri parametri sono comunque modificabili successivamente in /etc/shadow. Cript a lot - RECCOMENDED E' fondamentale per un server pubblico che si gestisce via Internet rimuovere l'accesso telnet e sostituirlo con SSH, che cripta i dati trasmessi (e quindi login e password per l'accesso). SSH comunque non è esente da difetti, la versione 1 del protocollo ha potenziali buchi e in passato ci sono state serie vulnerabilities su alcuni software SSH. Si raccomanda di usare una versione recente di OpenSSH con supporto di SSH2, chiave di almeno 1024 bit e con accesso root diabilitato. Alleghiamo un esempio di sshd_config come riferimento. Permission restriction - PARANOID - DISFUNCTION? In molte distribuzioni, spesso, alcuni file hanno di default permessi in lettura per tutti gli utenti anche quando non è necessario. Non è una brutta idea restringere questi permessi, lasciando che sia root Colui Che Può: chmod 600 /etc/inetd.conf Se presente inetd.conf. Ovviamente è pure necessario editarlo per rimuovere tutti i servizi inutili. chmod 600 /etc/xinetd.conf Se presente Xinetd invece di inetd. Stesse raccomandazioni. chmod 700 /etc/xinetd.d La directory dove Xinetd ha il file di configurazione per i singoli servizi. chmod -R 700 /etc/&rc.d/init.d/* La directory dove sono presenti gli script di avvio. Perchè un normale utente dovrebbe vederli? /etc/aliases comments - PARANOID - DISFUNCTION? /etc/aliases gestisce gli alias di posta, forwardando a root vari utenti. E' opportuno commentare alcuni alias, inseriti di default, per evitare potenziali exploit tramite il loro utilizzo (in particolare l'alias decode). Segue una lista delle righe di /etc/aliases che si possono commentare o rimuovere. Dopo la modifica del file va eseguito il comando newaliases per rendarla effettiva: # uucp: root # operator: root # games: root # ingres: root # system: root # toor: root # manager: root # dumper: root # decode: root Boot loader password - PHYSICAL - RECCOMENDED Impedire l'accesso alle opzioni del bootloader è fondamentale in un server fisicamente non custodito. Se si usa lilo aggiungere a /etc/lilo.conf la riga password=<passwordscelta> e assicurarsi che lilo.conf sia leggibile solo da root. Se si usa grub aggiungere a /etc/grub.conf la riga password <passwordscelta> e assicurarsi che grub.conf sia leggibile solo da root o, meglio, usare l'opzione password --md5 <passwordsceltacriptata> Disabilitare CTRL-ALT-CANC - PHYSICAL - RECCOMENDED Sicuramente non ci piace l'idea che chiunque possa riavviare il nostro server con un comodo CTRL+ALT+CANC, per renderlo impossibile commentare in /etc/inittab la riga: ca::ctrlaltdel:/sbin/shutdown -t3 -r now Stampare i log! La prima cosa che fa un intrusore una volta preso possesso del sistema e coprire le proprie tracce, modificando e cancellando i log che ne possano rilevare l'entrata. Questo è evitabile se si ha molta carta da sprecare: è possibile configurare syslog per stampare (su stampante a feed continuo) i log che si vogliono. E' semplice, basta aggiungere una riga come quella che segue ed avere una stampante funzionante su /dev/lp0 authpriv.* /dev/lp0 Usare un syslog server (e/o alternative a syslog più sicure)

13 Leggermente meno sicuro e definitivo del metodo precedente è quello di loggare i propri log su un syslog server remoto, opportunamente blindato, che risulti, per quanto possibile, inattaccabile per l'intrusore. Sul sylog locale aggiungere/modifcare: Sul syslog server configurare /etc/rc.d/init.d/syslog per lanciare syslogd con l'opzione di accettare messaggi dalla rete, aggiungendo -r alle opzioni di startup. Buona scelta è anche usare alternative più sicure (paranoiche?) a syslogd. Limitare la history della shell E' possibile limitare la history predefinita della bash per ridurre i rischi che un hacker, leggendola, possa vederci delle password digitate per sbaglio. Caso tipico è l'utente che prova a diventare superuser e scrive la password al momento sbagliato, passandola come comando shell (che probabilmente non verrà trovato) invece che come input alla richiesta della password. Tale leggerezza resta immortalata nella history della sua shell. Editare /etc/profile per ridurre la dimensione della history. Modificare HISTSIZE=1000 in HISTSIZE=25 (o il valore che si preferisce). Non urlare la proria identità - RECCOMENDED Nonostante esistano tool come queso in grado di rivelare il sistema operativo installato su una macchina, è sempre buona norma fornire il minor numero possibile di informazioni sul sistema ed i suoi servizi. Questo non basta per fermare un bravo hacker, ma può essere abbastanza per fuorviare lo scan di uno script kiddie. Per quanto riguarda i singoli servizi (web, dns, ssh, smtp ecc) riferirsi alle relative documentazioni per trovare il modo di nascondere versione e nome del programma utilizzato. Per quanto riguarda il sistema si può evitare di mostrare a console o via telnet/ssh un verboso banner introduttivo con nome distribuzione e versione del kernel. Rimuovere RPM, GCC e altri comandi utili Se si vuole rendere la vita difficile ad un intrusore, e anche complicarsi un po' la propria, considerare la possibilità di spostare il comando RPM in una directory non standard (meglio cambiandogli anche il nome per evitare che un find lo trovi) o metterlo direttamente in un luogo inaccessibile (floppy estraibile). Analogamente si può pensare di rimuovere dal sistema tutti i tool necessari per compilare del codice come gcc, make e le relative libraries (utili all'hacker che vuole crearsi delle backdoor) e i comandi che si possono usare per prendere un file dalle rete (lynx, ftp, irc, ncftp, wget, scp, rcp...) e che si possono impropriamente essere utilizzare per caricare sulla macchina programmi estranei. Queste precauzioni, seppur efficaci in un contesto di sicurezza estrema, rendono molto meno comoda e pratica la vita dell'amministratore. Restringere le opzioni di mount del file-system - DISFUNCTION? Il file /etc/fstab contiene le informazioni su quali dispotivi possono essere montati sulla macchina e può definire delle opzioni che introducono limitazioni sul file-system montato. Per esempio un /etc/fstab con queste righe: /dev/hda2 /tmp ext2 defaults 1 2 /dev/hdc1 /home ext2 defaults 1 1 può essere modificato con opzioni che restringono, sui file system montati, la possibilità di eseguire binari (noexec), di onorare i bit setuid e setgid su file che li hanno (nosuid), di interpretare caratteri o dispositivi a blocchi speciali (nodev): /dev/hda2 /tmp ext2 nosuid,nodev,noexec 1 2 /dev/hdc1 /home ext2 nosuid,nodev 1 1 Limitare gli utenti che possono fare SU - RECCOMENDED Qualsiasi utente con una shell sul sistema con il comando su, può diventare root (sapendo la password). Si può stroncare alla radice questa velleità editando il file /etc/pam.d/su e scommentando la riga: auth required /lib/security/pam_wheel.so use_uid. Una volta fatto, solo gli utenti appartenti al gruppo wheel (è un gruppo speciale, non si possono usare altri gruppi arbitrari per questa operazione) possono fare su, per cui editare /etc/group ed aggiungere al gruppo wheel gli utenti abilitati ad eseguire su. Comandi per l'avvio e l'arresto Ci sono tanti modi per spegnere il sistema operativo, scegliamo quello più adatto.. Evitiamo di scomodare fsck 1. Stacchiamo la spina (-.-') / premere il pulsante 2. Comando shutdown 3. Comandi halt e reboot, poweroff 4. Utilizzare init 5. SysRq per emergenze.. Shutdown Shutdown è il comando per spegnere una macchina nel modo più pulito. shutdown -h now (per arrestare subito, h= halt ) shutdown -r now (per riavviare subito, r= reboot ) È possibile specificare l'orario di arresto/riavvio shutdown -h 09:42 Subito dopo l'esecuzione del comando viene inviato un avviso su tutti i terminali attivi che il sistema sta per

14 arrestarsi (utile su macchine con utenti remoti). È possibile specificare un messaggio di avviso (wall) shutdown -h 09:42 Spegimento per manutenzione. Possiamo annullare con: shutdown -c Halt e reboot I comandi halt e reboot sono quelli che richiama a sua volta il comando shutdown. Entrambi, prima di procedere all'arresto, fanno una chiamata di sync, per completare le operazioni I/O sui device. Esiste anche poweroff oltre ad halt. La differenza è che poweroff invia anche il segnale di interrompere l'alimentazione al termine (fa la differenza solo su alcuni sistemi server). Per usare poweroff con shutdown è possibile lanciare: shutdown -P now In realtà -h può fare sia halt che poweroff, dipende dal sistema.. Abbiamo già visto che init permette di portare il sistema nel runlevel corretto. Però non vengono mandati messaggi di preavviso e non possiamo impostare un orario. SysRq Raising Elephants Is So Utterly Boring (cit.) Se abbiamo accesso fisico ad un computer e c'è qualche problema molto grave, c'è un' alternativa a staccare la spina..se almeno il kernel è ancora funzionante possiamo premere una sequenza di tasti per avvertire il sistema di terminare tutti i processi, smontare i dischie quindi interrompere l'alimentazione o riavviare. Alt + SysRq + R E I S U B In linguaggio umano: Togli il controllo della tastiera al sistema grafico Invia il segnale di arresto (SIGTERM) a tutti Uccidi tutti i processi (SIGKILL) Termina le operazioni di I/O (sync) Smonta tutti i dischi (e rimonta in lettura) Riavvia brutalmente. Non sempre sono abilitate di default

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