BILANCIO DI MISSIONE E S P R O G R I N W O R K

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1 I N BILANCIO DI MISSIONE 2010 S E S P R O G R W O R K

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3 BILANCIO DI MISSIONE 2010

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5 INDICE Presentazione CONTESTO DI RIFERIMENTO Quadro normativo e istituzionale Il sistema delle relazioni con l Università La rete integrata dell offerta regionale Osservazioni epidemiologiche Accordo di fornitura PROFILO AZIENDALE Sostenibilità economica, finanziaria e patrimoniale Impatto sul contesto territoriale Contributo alla copertura dei Livelli Essenziali di Assistenza Ricerca e didattica Assetto organizzativo OBIETTIVI ISTITUZIONALI E STRATEGIE AZIENDALI Partecipazione degli Enti Locali alla Programmazione Sanitaria Universalità ed equità di accesso Centralità del cittadino Qualità dell assistenza ed efficienza gestionale Promozione dell eccellenza tecnologica, clinica ed organizzativa CONDIZIONI DI LAVORO, COMPETENZE DEL PERSONALE ED EFFICIENZA DELL ORGANIZZAZIONE La carta di identità del personale Partecipazione dei professionisti all individuazione delle strategie aziendali e alla gestione operativa Gestione del rischio e sicurezza Ridefinizione dei ruoli professionali in relazione allo sviluppo delle strategie aziendali Sistema di valutazione delle competenze e sistemi premianti La formazione del Personale nell ASMN Sistema informativo del personale Struttura delle relazioni con il personale dipendente e con le loro rappresentanze SISTEMA DI RELAZIONI E STRUMENTI DI COMUNICAZIONE La comunicazione per l accesso ai servizi La comunicazione per le scelte di interesse della comunità La comunicazione interna aziendale RICERCA E INNOVAZIONE Attività dell Infrastruttura locale per la Ricerca e Innovazione Sviluppo di un ambiente culturale favorevole Garanzie di Trasparenza OBIETTIVI SPECIFICI DI PARTICOLARE RILEVANZA ISTITUZIONALE Percorso verso IRCCS 269 Conclusioni del Direttore Generale 273

6 Progetto preliminare e definitivo del fututo Polo Onico-Ematologico I.R.C.C.S. Presso l Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia

7 PRESENTAZIONE Leggendo le ultime edizioni del Bilancio di Missione dell Azienda Ospedaliera Arcispedale S. Maria Nuova, al di là della sua strutturazione, ricorrente e coerente con il modello regionale di riferimento, è possibile cogliere gli aspetti evolutivi di una realtà ospedaliera in profonda trasformazione. Alle necessità di adeguamento ad un contesto in rapidissimo mutamento socio-culturale, demografico ed epidemiologico, caratterizzato dall offerta di modelli assistenziali innovati dallo sviluppo delle tecniche e delle tecnologie, contrassegnato da crescenti livelli di informazione e di competenza dei pazienti e dei loro familiari, contraddistinto da aspettative individuali in costante aumento, in cui il diritto alla tutela della salute, costituzionalmente garantito, viene erroneamente assimilato al diritto alla salute, evidentemente utopistico, permeato da un contrasto sociale che non risparmia il rapporto con i Servizi Sanitari e si riflette in forme di contenzioso tendenzialmente crescenti, il S. Maria Nuova ha cercato di dare risposte assistenziali, organizzative, gestionali ispirate ai suoi caratteri distintivi: la vocazione pubblica, il radicamento nella realtà locale, l'affidabilità, la riconoscibilità e la valorizzazione dei suoi professionisti, l'orientamento alle politiche di miglioramento continuo, la responsabilità sociale come filo conduttore delle sue politiche di management. Il 2010 ha, di fatto, rappresentato l'ultimo di un ciclo di cinque anni in cui, nonostante le crescenti difficoltà connesse al crescente divario fra IL S. MARIA NUOVA APRE IL PROPRIO ORIZZONTE ALLE ATTIVITÀ DI RICERCA finanziamento del Servizio sanitario e costi della produzione, si è continuato ad apportare contenuti innovativi al sistema di offerta, avvicendando, con giovani ed eccellenti specialisti, alcuni fra i professionisti che maggiormente hanno contribuito al consolidamento della percezione diffusa della qualità e dell'affidabilità della Struttura, mantenendo la sua connotazione di ospedale fortemente tecnologico, arricchendolo di moderni contenuti strutturali e gettando le basi per una riorganizzazione, capace di dare risposte coerenti con le nuove esigenze poste dalla nostra utenza. Non ci si è fermati, in attesa di momenti migliori: interpretando l'aforisma di Waitley Ci sono sempre due scelte CI SONO SEMPRE DUE SCELTE NELLA VITA :ACCETTARE LE CONDIZIONI IN CUI VIVIAMO O ASSUMERSI LE RESPONSABILITÀ DI CAMBIARLE nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle, nel mese di luglio si è concluso, con la site visit, il percorso di candidatura ad Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) in Oncologia per tecnologie avanzate e modelli assistenziali, iniziato nel 2007, a cui, nel mese di maggio 2011, con la pubblicazione del Decreto Ministeriale, ha fatto seguito il riconoscimento ufficiale di tale status. L Arcispedale che la comunità locale, le Istituzioni i pazienti hanno imparato a conoscere ed apprezzare, anche grazie ai dati riportati in questo Bilancio di Missione e nelle precedenti edizioni, apre il proprio orizzonte a quella attività di ricerca che costituisce il presupposto ineludibile per dare risposte diagnostiche, terapeutiche, assistenziali di avanguardia. Non solo. Esce da una dimensione prevalentemente locale per schiudersi alle relazioni ed alle collaborazioni con i migliori centri italiani ed europei, apportando il proprio contributo al consolidamento ed allo sviluppo di quel modello sociale locale che, nonostante il trascorrere del tempo e le difficoltà del momento attuale, viene ritenuto, a tutti livelli, un esempio di riferimento per l intero Paese.

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9 1 CONTESTO DI RIFERIMENTO Capire il contesto in cui l azienda si trova ad operare è elemento fondamentale per potere comprendere a pieno le proprie peculiarità. In questo capitolo vengono elencate e specificate le disposizioni normative nazionali, regionali e locali che definiscono la cornice entro la quale l azienda si è trovata ad operare; viene poi presentato il quadro dei rapporti e delle relazioni intercorrenti con il mondo universitario, legati principalmente all organizzazione delle funzioni di didattica e di ricerca; è descritto il ruolo che l azienda ospedaliera riveste nell ambito delle reti Hub&Spoke regionali e provinciali ed il sistema di programmi interaziendali attivati con altri presidi ospedalieri ; sono descritti i principali indicatori epidemiologici che caratterizzano le strutture Hub ed i Centri di Eccellenza aziendali; sono sintetizzati infine i contenuti sostanziali dell accordo di fornitura sottoscritto con l Azienda USL di Reggio Emilia, nell ambito della funzione di committenza.

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11 1.1 QUADRO NORMATIVO E ISTITUZIONALE Le scelte di politica sanitaria e le strategie di programmazione dell Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia devono necessariamente svilupparsi ed integrarsi con i provvedimenti rilevanti agli effetti del funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale nonché del finanziamento nel rispetto dei vincoli economico-finanziari. Di seguito verrà presentato un quadro di sintesi del contesto normativo nazionale, regionale e locale, più rilevante degli ultimi anni, per lasciare spazio allo sviluppo delle novità riguardanti l anno Qualora il lettore ravvisasse l esigenza di approfondire alcune norme riportate, l invitiamo a consultare i bilanci dell annualità precedenti, reperibili anche sul sito aziendale QUADRO NORMATIVO NAZIONALE RIFERIMENTI NORMATIVI CONTENUTI NORMATIVI RILEVANTI Art 32. costituzione Legge , n. 833 Decreto Legislativo n 502/92 Legge , n. 419 Decreto Legislativo , n. 229 Decreto Legislativo , n. 517 Decreto Legislativo , n. 56 Decreto Legislativo , n. 168 Decreto Legislativo , n. 165 Legge Costituzionale , n. 3 Dpcm del 29 novembre 2001 Legge n. 328 dell 8 novembre 2000 Accordo Stato Regioni 11 luglio 2002 Legge , N. 211 Istituzione del Servizio sanitario nazionale Riordino Della Disciplina In Materia Sanitaria E Successive Integrazioni E Modifiche Delega al Governo per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale e per l adozione di un testo unico in materia di organizzazione e funzionamento del Servizio sanitario nazionale. Modifiche al D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell articolo 1 della L. 30 novembre 1998, n. 419 Disciplina dei rapporti fra Servizio sanitario nazionale ed università, a norma dell articolo 6 della L. 30 novembre 1998, n. 41 Disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma dell articolo 10 della L. 13 maggio 1999, n. 133 Disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 19 giugno 1999, n. 229, in materia di principi e criteri per l organizzazione delle Aziende sanitarie locali e di limiti dell esercizio del potere sostitutivo statale, nonché di formazione delle graduatorie per la disciplina dei rapporti di medicina generale Norme generali sull ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione Definizione dei livelli essenziali di assistenza Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali Modalità Di accesso alle Prestazioni diagnostiche e terapeutiche ed indirizzi applicativi sulle liste di attesa Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2005) DPR Piano Sanitario Nazionale 03/05 PIANO NAZIONALE DELLA PREVENZIONE Legge , N. 266 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2006) 11

12 Intesa Stato-Regioni Piano Nazionale per il contenimento dei tempi di attesa per il triennio D.P.R. del Approvazione del Piano Sanitario Nazionale Intesa Stato-Regioni del Legge , N. 296 Decreto del Ministero della Salute del 10 luglio 2007 LEGGE 3 AGOSTO 2007, N. 120 Patto per la Salute Disposizioni per la formazione del Bilancio Annuale e Pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2007) Progetti Attuativi del Piano Sanitario Nazionale - Linee Guida per l accesso al Cofinanziamento alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano Disposizioni in Materia di Attività Libero-Professionale Intramuraria e Altre Norme in Materia Sanitaria In G.U. N. 181 Del 6 Agosto 2007 LEGGE 244 DEL 24 DICEMBRE 2007 Legge Finanziaria 2008 DECRETO-LEGGE 25 GIUGNO 2008, N. 112 (PUBBLICATO NEL SUPPLEMENTO ORDINARIO N. 152/L ALLA GAZZETTA UFFICIALE N. 147 DEL 25 GIUGNO 2008), COORDINATO CON LA LEGGE DI CONVERSIONE 6 AGOSTO 2008, N. 133 DECRETO- LEGGE 7 OTTOBRE 2008, N. 154 DECRETO DEL MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - 18 DICEMBRE 2008 LEGGE 27 FEBBRAIO 2009, N. 14 DECRETO LEGISLATIVO , N. 106 DECRETO LEGISLATIVO 27 OTTOBRE 2009, N 150. Recante: «Disposizioni Urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria» - Legge Finanziaria Disposizioni Urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali Aggiornamento dei sistemi di classificazione adottati per la codifica delle informazioni cliniche contenute nella Sdo e per la remunerazione delle prestazioni ospedaliere. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti. Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria» - legge finanziaria Attuazione Della Legge 4 Marzo 2009, N.15 In Materia Di Ottimizzazione Della Produttivita Del Lavoro Pubblico E Di Efficienza E Trasparenza Delle Pubbliche Amministrazioni. PATTO PER LA SALUTE Nella seduta del 3 dicembre 2009 è stato siglato tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano Il Patto per la Salute è un accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l appropriatezza delle prestazioni e a garantire l unitarietà del sistema. Governo e Regioni convengono che settori strategici in cui operare al fine di qualificare i servizi sanitari regionali e garantire maggiore soddisfacimento dei bisogni dei cittadini ed al tempo stesso un maggior controllo della spesa sono: riorganizzazione delle reti regionali di assistenza ospedaliera; assistenza farmaceutica; governo del personale; qualificazione dell assistenza specialistica; meccanismi di regolazione del mercato e del rapporto pubblico privato; accordi sulla mobilità interregionale; assistenza territoriale e post acuta; potenziamento dei procedimenti amministrativo contabili; rilancio delle attività di prevenzione. Circa l assistenza farmaceutica e i dispositivi medici, Governo e Regioni si impegnano a costituire un apposito tavolo che formuli una organica proposta. Al fine di promuovere una più adeguata distribuzione delle prestazioni assistenziali domiciliari e residenziali, rivolte a pazienti anziani non autosufficienti, si conviene che: a) anche al fine di agevolare i processi di de-ospedalizzazione, nelle singole regioni e province autonome la dotazione di posti letto di residenzialità e delle strutture di semiresidenzialità e l organizzazione dell assistenza domiciliare per i pazienti anziani e altri soggetti non autosufficienti, sono oggetto di uno specifico atto di programmazione integrata, in coerenza con le linee prestazionali previste nel vigente DPCM di fissazione dei LEA; b) l ammissione alle varie forme di assistenza residenziale e domiciliare è subordinata ad una va QUADRO NORMATIVO E ISTITUZIONALE

13 lutazione multidimensionale effettuata con gli strumenti valutativi già concordati dalle Regioni con il Ministero, del lavoro, della salute e delle politiche sociali; c) sono definitivamente attivati i flussi informativi relativi alle prestazioni di assistenza domiciliare e di assistenza residenziale afferenti al Nuovo sistema informatico sanitario (NSIS). La valorizzazione delle prestazioni registrate in tali flussi informativi deve coincidere con i valori riportati nel modello LA, relativi all assistenza residenziale e domiciliare. Quanto al monitoraggio e alla verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), si conviene di aggiornare il provvedimento relativo al sistema di indicatori di garanzia (di cui all articolo 9 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56), nonché di utilizzare, nella fase transitoria, l apposito set di indicatori, già approvato per l anno 2007 dal Comitato permanente per la verifica dei LEA, e di monitorare l andamento degli stessi LEA in relazione alla definizione dei costi standard in attuazione del federalismo fiscale. LEGGE 23 dicembre 2009, n. 191 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010). (09G0205) (G.U. Serie Generale n. 302 del 30 dicembre 2009) Legge 38 Marzo del 15 Marzo 2010 Disposizioni per garantire l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Si tratta di una legge fortemente innovativa, che per la prima volta tutela e garantisce l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato, nell ambito dei livelli essenziali di assistenza, al fine di assicurare il rispetto della dignità e dell autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l equità nell accesso all assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze. Le strutture sanitarie che erogano cure palliative e terapia del dolore devono assicurare un programma di cura individuale per il malato e per la sua famiglia, nel rispetto dei princìpi fondamentali della tutela della dignità e dell autonomia del malato, senza alcuna discriminazione; della tutela e promozione della qualità della vita in ogni fase della malattia, in particolare in quella terminale, e di un adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale della persona malata e della famiglia. Gli aspetti più rilevanti del testo legislativo riguardano: Rilevazione del dolore all interno della cartella clinica All interno della cartella clinica, nelle sezioni medica ed infermieristica, in uso presso tutte le strutture sanitarie, devono essere riportati le caratteristiche del dolore rilevato e della sua evoluzione nel corso del ricovero, nonché la tecnica antalgica e i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi e il risultato antalgico conseguito. Reti nazionali per le cure palliative e per la terapia del dolore Il Ministero promuove l attivazione e l integrazione di due reti della terapia del dolore e delle cure palliative che garantiscono ai pazienti risposte assistenziali su base regionale e in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Su proposta del Ministro della salute, in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni, vengono definiti i requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unità di cure palliative e della terapia del dolore domiciliari presenti in ciascuna regione. Semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali impiegati nella terapia del dolore La legge modifica il Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza (DPR 309 del 1990) semplificando la prescrizione dei farmaci oppiacei non iniettabili: ai medici del Servizio sanitario nazionale sarà consentito prescrivere tale classe di farmaci non più su ricettari speciali, ma utilizzando il semplice ricettario del Servizio sanitario nazionale (non più quello in triplice copia). LEGGE 30 LUGLIO 2010.N.122, RECANTE MISURE URGENTI IN MATERIA DI STABILIZZAZIONE FINANZIARIA E DI COMPETITIVITÀ ECONOMICA Formazione del personale medico e sanitario Con decreti del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, verranno individuati specifici percorsi formativi in materia di cure palliative e di terapia del dolore connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative; verranno inoltre individuati i criteri per l istituzione di master in cure palliative e nella terapia del dolore. La legge prescrive che in sede di Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministro, vengano individuate le figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore. Legge 30 luglio 2010.n.122, Recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica (G.U. del 30 luglio 2010, n. 176) Sebbene, per alcune parti, il decreto non si applichi direttamente alle aziende sanitarie, ed ancora, per altre parti, contenga previsioni valevoli a partire solo dal 2011, le politiche e le linee di indirizzo sulla gestione degli organici che si ricavano dalle sue disposizioni meritano, ai fini della determinazione degli obiettivi per le Aziende e per gli Enti del Ssr, la necessaria interpretazione di alcuni punti ed un adeguata declinazione dei principi di contenimento della spesa sul personale ivi prevista. Pertanto va chiarito che: a) i commi 5-15 dell art. 9 del d.l. 78/2010, contenenti la disciplina sui limiti alle assunzioni a tempo indeterminato, che dispongono che le assunzioni possono essere operate nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessat nell anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell anno precedente, non si applicano nei confronti degli Enti e delle Aziende del Ssr e riguardano invece anche per il solo tenore letterale delle disposizioni richiamate nell articolo - le sole amministrazioni dello Stato; b) vi sono disposizioni invece di immediata e diretta applicazione, contenute in gran parte nell art. 9 del DL78/2010, AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 13

14 che interessano, ancorchè in alcuni casi a partire solo dal 2011, il contenimento della spesa in materia di pubblico impiego e che trovano diretta applicazione anche nei confronti delle Aziende e degli Enti del Ssr. Ci si riferisce in particolare alla fissazione di un tetto al trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti (comma 1: per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare, in ogni caso, il trattamento godimento nell anno 2010, fatta salva l erogazione dell indennità di vacanza contrattuale); alla decurtazione dei trattamenti economici più elevati (comma 2: i trattamenti economici complessivi superiori a euro lordi annui, con decorrenza 1 gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013, sono ridotti del 5% per la parte eccedente detto importo fino a euro, nonché del 10% per la parte eccedente euro. Per effetto di questa riduzione il trattamento economico non può comunque essere inferiore a euro lordi annui e la riduzione non opera ai fini previdenziali); al divieto di incrementare i trattamenti economici per incarichi dirigenziali (comma 2: dall entrata in vigore del decreto e fino al i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi dirigenziali non possono essere stabiliti in misura superiore a quella indicata nel contratto stipulato dal precedente titolare, ovvero, nel caso di rinnovo, dal medesimo titolare); al divieto di remunerazione di incarichi aggiuntivi (comma 3: dalla data di entrata in vigore del decreto non si applicano le disposizioni normative e contrattuali che autorizzano, per i titolari di incarichi dirigenziali di livello generale, la corresponsione di una quota dell importo per l espletamento di incarichi aggiuntivi); alla fissazione di un tetto agli aumenti retributivi relativi al biennio economico 2008/2009 (comma 4: i rinnovi contrattuali relativi al biennio 2008/2009 non possono, in ogni caso, determinare aumenti retributivi superiori al 3,2%; la norma si applica anche ai CCNL stipulati prima dell entrata in vigore del decreto e determina l impossibilità di provvedere all erogazione delle indennità pari all 0,8% del monte salari previsto nei CCNL degli enti del SSN); al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali per il triennio (comma 17: non si procede airinnovi contrattuali per il triennio , senza possibilità di recupero, fatta salva l indennità di vacanza contrattuale. La norma si applica anche al personale convenzionato col SSN, ai sensi del comma 24); alla rilevanza esclusivamente giuridica delle progressioni di carriera (comma 21: per il personale contrattualizzato, le progressioni di carriera comunque denominate ed i passaggi tra le aree eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici); alla possibilità di conferire incarichi dirigenziali di valore inferiore a quello in essere (comma 32: che si aplica con decorrenza dalla data di entrata in vigore del decreto); c) vi sono infine disposizioni, che non si applicano direttamente agli Enti ed alle Aziende del Ssr, ma che costituiscono principi di coordinamento della finanza pubblica, rispetto ai quali gli Enti destinatari devono comunque adeguarsi nell esercizio della propria autonomia, rivolta a delinearne nel dettaglio la concreta portata applicativa. Tali misure per quanto attiene alle politiche di gestione dellerisorse umane - riguardano: la riduzione della spesa annua per studi ed incarichi di consulenza (compresi anche quelli conferiti a pubblici dipendenti); la riduzione della spesa per missioni, a decorrere dall anno 2011; la riduzione della spesa annua per attività di formazione; l individuazione di un limite di spesa per l utilizzo di contratti di lavoro subordinato ed autonomo di tipo flessibile (comma 28 dell art. 9, per i quali è fissato, con decorrenza dal 2011, un tetto di spesa commisurato al 50% della spesa sostenuta per le medesime finalità nel 2009, relativo ai contratti a tempo determinato, alle convenzioni ed ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, ai contratti di formazione lavoro, agli altri rapporti formativi, alla somministrazione di lavoro ed al lavoro accessorio. Il CONTENIMENTO DELLA SPESA IN MATERIA DI PUBBLICO IMPIEGO mancato rispetto dei limiti costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale). INTESA 28 ottobre 2010 Schema di intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul Piano Nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio , di cui all articolo 1, comma 280 della legge 23 dicembre 2005, n.266. Intesa ai sensi dell articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n.131 LEGGE 13 dicembre 2010, n. 220 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita 2011). (10G0238) (G.U. Serie Generale n. 297 del 21 dicembre 2010) Nello specifico stabilisce che per le regioni in disavanzo sanitario per i risultati dell esercizio 2010, le regioni che non hanno raggiunto gli obiettivi programmati di risanamento e riequilibrio economico contenuti nello specifico piano di rientro dai disavanzi sanitari, possono provvedere alla copertura del disavanzo sanitario con risorse di bilancio regionale, purché le misure di copertura siano adottate entro il 31 dicembre 2010; il divieto di intraprendere o proseguire fino al 31dicembre 2011azioni esecutive nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle regioni sottoposte ai piani di rientro e commissariate alla data dell entrata in vigore del D.L. 31 maggio 2010, n. 78; una deroga del 10 per cento del blocco automatico del turn-over del personale sanitario, a condizione che, entro il 31 ottobre 2010, avvenga la verifica positiva dell attuazione parziale delle misure contenute nel piano di rientro dal deficit sanitario, presentato dalla regione interessata QUADRO NORMATIVO E ISTITUZIONALE

15 QUADRO NORMATIVO REGIONALE RIFERIMENTI NORMATIVI Legge della Regione Emilia-Romagna , n. 19 Legge della Regione Emilia-Romagna , n. 50 Legge della Regione Emilia-Romagna , n. 34 Legge della Regione Emilia-Romagna , n. 3 Legge della Regione Emilia-Romagna , n. 11 Legge della Regione Emilia-Romagna , n. 2 Legge della Regione Emilia-Romagna , n. 11 DGR n 327 Legge Regionale n 29 DGR n 2708 D.G.R. 1280/2004 D.G.R. N 1012 del Delibera di Giunta regionale n. 86 del Delibera di Giunta regionale n. 509 del Delibera di Giunta regionale n del Delibera di Giunta regionale n del Legge della Regione Emilia-Romagna , n. 4 CONTENUTI NORMATIVI RILEVANTI Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517 Norme in materia di programmazione, contabilità, contratti e controllo delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere Norme in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private in attuazione del DPR 14 gennaio 1997, nonché di funzionamento di strutture pubbliche e private che svolgono attività socio-sanitaria e socio-assistenziale Riforma del sistema regionale e locale Modifiche della L.R. 12 maggio 1994, n. 19 Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, modificato dal D.Lgs.7 dicembre 1993, n. 517 e della L.R. 20 dicembre 1994, n. 50 Norme in materia di programmazione, contabilità, contratti e controllo delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere ai sensi del D. Lgs. 19 giugno 1999, n. 229 Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali Nuove misure per la prevenzione delle malattie trasmissibili attraverso gli alimenti. Abolizione del libretto di idoneità sanitaria Applicazione Della Lr 34/98 In Materia Di Autorizzazione E Accreditamento Istituzionale Delle Strutture Sanitarie E Dei Professionisti Alla Luce Dell evoluzione Del Quadro Normativo Nazionale. Revoca Dei Precedenti Provvedimenti Norme Generali Sull organizzazione E Il Funzionamento Del Ssr E Sue Modifiche Ed Integrazioni Programma Per La Ricerca E L innovazione Nel Servizio Sanitario Della Regione Emilia Romagna Linee Di Programmazione E Finanziamento Del Servizio Sanitario Regionale Per L anno 2004 Approvazione Del Piano Regionale Della Prevenzione Direttiva alle Aziende sanitarie per l adozione dell Atto Aziendale Fondo regionale per la non autosufficienza - Programma per l avvio nel 2007 e per lo sviluppo nel triennio Linee guida alle Aziende sanitarie dell Emilia-Romagna per il controllo del dolore in travaglio di parto Direttiva alle Aziende sanitarie per l adozione dell atto aziendale, di cui all articolo n. 3, comma 4, della legge regionale n. 29/2004: indirizzi per l organizzazione dei Dipartimenti di cure primarie, di salute mentale e dipendenze patologiche, di sanità pubblica Disciplina degli accertamenti di disabilità - Ulteriori misure di semplificazione ed altre disposizioni in materia sanitaria e sociale AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 15

16 RIFERIMENTI NORMATIVI Delibera di Giunta regionale n del integrata dalla delibera di Giunta regionale n del , che sostituisce integralmente l allegato 1: CONTENUTI NORMATIVI RILEVANTI Individuazione di aree di miglioramento della qualità delle cure e integrazione delle politiche assicurative e di gestione del rischio Legge Regionale , n. 2 modifiche ed integrazioni e successive Modifiche All Art. 10 Della Legge Regionale N. 29/2004, In Materia Di Istituti Di Ricovero E Cura A Carattere Scientifico D.G.R. n 1051/2006 Linee Di Programmazione E Finanziamento Del Ssr Per L anno 2006 D.G.R. n 426 del Piano Regionale Della Prevenzione D.G.R. n 1532 del D.G.R. n 686 del 2007 PIANO REGIONALE SUL CONTENIMENTO DEI TEMPI DI ATTESA integrata con la Delibera di Giunta Regionale n 73 del Criteri Di Finanziamento Delle Aziende Del Ssr Della Regione Emilia-Romagna Anno 2007 D.G.R. n 1448 del 2007 Piano Sociale E Sanitario Il Piano Sangue E Plasma Regionale Delibera Di Giunta Regionale N. 533/2008: Delibera di Giunta regionale n. 1035/2009: Direttiva Alle Aziende Sanitarie In Merito Al Programma Percorso Nascita Strategia regionale per il miglioramento dell accesso ai servizi di specialistica ambulatoriale Circolare 13/2009: Prime indicazioni operative sulla delibera 1035/2009 Delibera di Giunta regionale n. 1171/2009 Delibera di Giunta regionale n. 1066/2009 del 27 luglio 2009: Delibera di Giunta Regionale n. 602/2009 Delibera di Giunta Regionale n. 2106/2009 Delibera di Giunta Regionale n. 1176/2009 Delibera di Giunta Regionale n. 2079/2009: Delibera di Giunta Regionale n. 1850/2009: Definizione delle linee di indirizzo regionali per l attività di controllo in materia di ricovero La ricerca come attività istituzionale del SSR. Principi generali e indirizzi operativi per le Aziende sanitarie, in attuazione del Piano sociale e sanitario Linee di programmazione e finanziamento delle del Servizio Sanitario Regionale per l anno 2009 Programma pluriennale degli interventi, la razionalizzazione ed il coordinamento delle attività di prelievo e trapianto di organi e tessuti assegnazione e concessione finanziamenti per la realizzazione dei progetti anno 2009 Provvedimenti in ordine al finanziamento del SSR per l anno 2009 Determinazione delle tariffe per prestazioni di assistenza ospedaliera in strutture pubbliche e private accreditate dalla RER applicabili a decorrere dal 01/01/2009 Fondo Sanitario Regionale 2009: riparto assegnazione e concessione di fondi a favore delle Aziende Sanitarie e dell ARPA Dgr 234/2010: Finanziamento del Servizio sanitario regionale per l anno 2010 Dgr 1544/2010: Provvedimenti in ordine al finanziamento delle Aziende del Servizio sanitario regionale per il 2010 e al relativo 16 quadro degli obiettivi annuali - integrazione alla delibera 234/2010 Dgr. 1779/2010 Inserimento nel Nomenclatore tariffario regionale delle prestazioni specialistiche ambulatoriali delle prestazioni Tsh - Reflex e Psa Reflex Dgr. 290/2010 Revisione delle tariffe relative alle prestazioni dei Centri ambulatoriali di riabilitazione (Car) delle strutture ex art. 26 della l. 833/78. Ipotesi di ridefinizione dell assistenza rivolta alle persone con disabilità, fisica, psichica e sensori QUADRO NORMATIVO REGIONALE

17 Delibera Giunta n. 1890/2010: Definizione valore percentuale/soglia di ammissibilità dei DRG ad alto rischio di inappropriatezza se erogati in regime di degenza ordinaria Delibera Giunta n. 1459/2010 : Adozione Linee guida per la compilazione e la codifica ICD-9-CM della scheda di dimissione ospedaliera revisione 2010 Circolare n 10 del 16 luglio 2010 Indirizzi per l elaborazione dei regolamenti dei Comitati Consultivi Misti Dgr. 2052/2010 Prosecuzione di interventi di cui alle delibere di Giunta regionale n.1036/2009 e n.2250/2009 in materia di sostegno dei lavoratori colpiti dalla crisi e di altre fasce deboli per l accesso alle prestazioni sanitarie Decreto n.101/2010 Nomina dei componenti della Giunta regionale e specificazione delle relative competenze Decreto n. 130/2010: Modifiche ed integrazioni al decreto n. 101/ QUADRO ISTITUZIONALE LOCALE ED AZIENDALE ü PAL (Piano Attuativo Locale) L ultimo Piano Attuativo Locale della Provincia di Reggio Emilia è stato approvato il 18/2/2004 dalla Conferenza Socio- Sanitaria Territoriale e contiene come obiettivo strategico per il sistema sanitario provinciale quello di poter pervenire ad un sistema di garanzia, con evidenza di cosa si offre, dei modi concreti dell offerta con i relativi livelli di qualità dichiarati, un sistema basato sull accreditamento e la ricerca dell eccellenza. I valori di riferimento alla base del nuovo PAL sono: Centralità della persona che entra in relazione con il sistema sanitario Adeguamento dell offerta di servizi ai reali bisogni dei cittadini e della comunità ü PIANI PER LA SALUTE Il piano della salute è un documento programmatico che si pone il fine di coagulare intorno ad un bene fondamentale come quello della salute una pluralità di attori del pubblico, del privato, dei servizi, della partecipazione civile, della responsabilità istituzionale e sociale al fine di creare una convergenza di intenti e di azioni intorno ai valori e alle problematiche emergenti per i cittadini del territorio provinciale. ü PIANO DI ZONA ü PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ TERRITORIALI ü ACCORDO DI FORNITURA CON L AZIENDA USL TERRI- TORIALE ü ATTO AZIENDALE DELIBERA 86 DEL 18/12/2008 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 17

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19 1.2 IL SISTEMA DELLE RELAZIONI CON L UNIVERSITÀ L AZIENDA OSPEDALIERA S. MARIA NUOVA E LE FACOLTÀ UNIVERSITARIE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALIZZANTE L importanza dell acquisizione di competenze ed abilità nella formazione al lavoro, in ambito sanitario, porta le Aziende Ospedaliere ad essere un naturale laboratorio didattico per tutti gli studenti delle Facoltà Universitarie, che intendano completare, con tirocini, i percorsi di studi per la preparazione all esercizio della professione di base e specialistica. A Reggio Emilia sono ormai attivi, da anni, Corsi di Laurea e Corsi di Laurea Magistrale della Facoltà di Medicina e Chirurgia di UNIMORE (Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche, Corso di Laurea in Fisioterapia, Corso di Laurea per Tecnici di Radiologia Medica), realizzati con ampio coinvolgimento e collaborazione delle due Aziende Sanitarie Provinciali (AUSL/ASMN), che concorrono, alla loro gestione, garantendo l attività di tutoraggio e mettendo a disposizione le proprie Strutture per i tirocini. Dal 2007 sono attive Convenzioni con l AUSL, con l Università di Modena e Reggio Emilia e con l Università di Parma per la formazione specialistica dei medici e per la frequenza di master formativi. Sono, inoltre, state stipulate convenzioni con altre Università regionali ed extra-regionali che individuano, presso l ASMN, sedi di didattica integrativa per corsi di specializzazione e corsi formativi per psicologi, farmacisti, biologi, fisici, chimici. Le convenzioni consentono, agli studenti, di effettuare tirocini, presso qualsiasi struttura dell ASMN, sotto la guida di figure dedicate, appositamente selezionate e formate (Tutor Clinici e Guide di Tirocinio). All attività di docenza concorrono, anche, professionisti dipendenti dell Azienda ASMN: alcuni esercitano tale attività in modo esclusivo (tutors dei corsi di laurea in Scienze Infermieristiche, Tecnici di Radiologia e Fisioterapisti), altri, accanto all attività istituzionale ospedaliera, svolgono anche didattica d aula e tutoraggio per medici in formazione specialistica in Medicina e Chirurgia, Fisica, Biologia, Biotecnologie, Chimica, Psicologia, Logopedia LE ATTIVITÀ DEI TUTORS E DI ASSISTENZA ALLA DIDATTICA Le attività dei tutors, a supporto al tirocinio vengono sviluppate secondo le indicazioni fornite dai relativi Consigli dei Corsi di laurea di base e specialistiche. Tale attività tutoriale, supportata da strumenti didattici e dal confronto con i professionisti è volta a: identificare le competenze-esito del percorso formativo condivise con la comunità professionale e coerenti alle richieste istituzionali; definire le prestazioni-core che lo studente deve poter acquisire entro il termine del percorso formativo; progettare un percorso strutturato che consenta allo studente di pianificare l apprendimento salvaguardando anche l aspetto dell apprendimento in autonomia (autoapprendimento e conseguente autovalutazione). L attività dei tutor è rivolta sia ai laureati della Facoltà di Medicina e Chirurgia che agli studenti delle professioni sanitarie; per i primi l attenzione è specifica alla preparazione dell esame di stato, in applicazione alla L 445/2001 che prevede la frequenza presso le chirurgie e le medicine per un mese, con conseguente valutazione d idoneità espressa in trentesimi; mentre per i secondi, viene offerto un percorso formativo graduale, sequenziale ed integrato con la finalità di favorire il raggiungimento degli obiettivi formativi dello specifico professionale. Gli studenti sono assistiti nel loro percorso didattico e nelle attività svolte presso le strutture; la registrazione della frequenza viene fatta sui libretti, necessari a dimostrare il percorso seguito per poter arrivare a sostenere gli esami di profitto nei vari corsi. L attività di assistenza alla didattica prosegue con la fase di preparazione alle tesi di laurea; attività effettuata grazie alla stretta collaborazione tra studente, tutor e documentaristi della Biblioteca Interaziendale della Medicina, che supportano i bisogni di document delivery e il recupero delle fonti bibliografiche. Le tesi di laurea realizzate vengono registrate e tenute in copia anche presso la biblioteca, quale deposito del Laureato per la diffusione dei nuovi saperi maturati nell Azienda. Gli studenti delle Scuole di Specializzazione Mediche della Facoltà di Medicina e Chirurgia hanno continuato a frequentare secondo quanto previsto dalle specifiche convenzioni, rinnovate seguendo le indicazioni dell accordo Regione Università del Le convenzioni sono state predisposte nel rispetto dello schema ministeriale ai fini della validazione dei requisiti di struttura collegate alle sedi universitarie delle scuole LE CONVENZIONI/ COLLABORAZIONI CON L UNIVERSITÀ E LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE Alle convenzioni approvate viene dato corso con l attivazione dei posti in scuola di specialità. Tutte le Strutture ASMN sono sedi collegate di UNIMO- RE, mentre con UNIPR la definizione dei singoli rapporti convenzionali viene approvata di volta in volta. Oltre alle attività di collaborazione con le varie Facoltà di Medicina e Chirurgia si deve sottolineare lo sviluppo dell attività attivata nel 2006 e prorogata sino al 2012, riguardante l Unità per la Riabilitazione delle Gravi Disabilità Infantili AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 19

20 diretta dal Professor Adriano Ferrari dell Università di Modena e Reggio, che ha completato la realizzazione del Laboratorio per lo Studio del movimento presso la sede Spallanzani, in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria Meccanica ed Elettronica DIREZIONE PROFESSIONI SANITARIE E CORSI DI LAUREA DELLE PROFESSIONI SANITARIE Il rapporto di collaborazione tra Direzione delle Professioni Sanitarie ed Università è teso al miglioramento dell integrazione tra le attività assistenziali e formative aziendali e le funzioni di didattica e ricerca svolte dall università. Pregnante la necessità di coniugare, nel ruolo professionale, saperi disciplinari e prassi, filosofia formativa ed aspettative dell organizzazione sanitaria, bisogni dell utenza e modelli assistenziali. Quest attività di confronto e collaborazione si è svolta attraverso: la partecipazione a commissioni/tavoli tecnici predisposti dall università, la determinazione del fabbisogno formativo e la correlata attuazione didattica, la valutazione della ricaduta degli eventi formativi attuati. Rilevante, sottolineare, il contributo tecnico-professionale e l impegno personale degli operatori ASMN per il raggiungimento degli obiettivi di tirocinio. Le relazioni, tra università ed organizzazione, nello specifico, sono assicurate da rapporti diretti tra Direttore delle Professioni Sanitarie e Coordinatori dei corsi di laurea (Infermieri, Tecnici di Radiologia medica e Fisioterapisti), nonché da un attivo e proficuo confronto ed interscambio tra tutor della formazione universitaria e la rete aziendale delle guide di tirocinio. Metodologie didattiche Le attività formative, relative ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, sono volte alla ricerca e sperimentazione di 20 metodologie didattiche che integrino la visione del professionista neolaureato, proveniente dalla formazione universitaria, con quanto atteso dalle aziende sanitarie. La collaborazione fra il sistema formativo e quello sanitario appare fondamentale per la realizzazione dei percorsi di tirocinio; percorsi che privilegiano l apprendimento dall agire professionale, favorendo la sperimentazione pratica e l integrazione dei saperi teorico-disciplinari con la prassi operativa e organizzativa. Tale collaborazione, volta a favorire una stretta sinergia tra formazione ed organizzazione, ha consentito la realizzazione di incontri di formazione e aggiornamento con alcune strutture dell Azienda ed i tutor dei corsi di laurea. Per entrambi i corsi di laurea (Infermieristica e Tecnici di radiologia medica) le metodologie e attività didattiche impiegate sono volte ad offrire allo studente sia un percorso formativo graduale, sequenziale ed integrato con la finalità di favorire il raggiungimento degli obiettivi formativi nelle aree e nei campi propri dello specifico professionale sia a spronare e sostenere: la riflessione critica del proprio operato anche attraverso debriefing ed autovalutazione; la capacità di osservazione e di ragionamento clinico e diagnostico; abilità di assessment, di relazione col malato e l impiego di tecniche assistenziali,; il graduale contatto ed inserimento L ATTENZIONE È POSTA RISPETTO A DUE AMBITI: L ACQUISIZIONE DI ULTERIORI CONOSCENZE E IL RICONOSCIMENTO DELL ESPERIENZA dello studente nell ambiente sanitario; la partnership con le strutture sedi di tirocinio a sostegno del processo di apprendimento; la capacità di collaborazione con altre figure professionali sviluppando l orientamento multidisciplinare. Nel corso dell anno 2010 lo staff tutoriale del CdL in Infermieristica si è impegnato nell adempiere al mandato universitario di adeguamento degli Ordinamenti Didattici ai sensi del DM 270/2004 e DI 19 Febbraio Ciò ha richiesto un rilevante impegno nell identificazione delle competenzeesito del percorso formativo universitario dell infermiere, percorso iniziato già da diverso tempo, condiviso con la comunità professionale e coerente alle richieste istituzionali. Attivo e metodologicamente interessante il progetto laboratorio in clinica, realizzato dal Corso di Laurea in Infermieristica, rivolto a tutti gli studenti del 1^ anno, quale modalità più diretta di insegnamento clinico; non si tratta del laboratorio classicamente inteso, realizzato cioè in un aula universitaria, ma di una modalità formativa applicata sul campo. La realizzazione del progetto prevede che ciascun tutor si faccia carico di un gruppo di 6-8 studenti alla prima esperienza clinica in ambito ospedaliero od extraospedaliero; obiettivo principale è di consentire al discente di sperimentarsi nel rapporto con il malato in un ambiente reale e protetto. Non si tratta, pertanto, di traslare solo conoscenze in attività pratiche per stimolare competenze, ma di favorire la relazione con il malato ed i famigliari, abbozzare modalità d azione e di pensiero critico, capaci di tenere in considerazione vincoli ed opportunità del contesto. Il focus dell insegnamento clinico è spostato sul connubio rapporto studente/persona assistita e il contesto in cui esso ha luogo. Di specifico per il Corso di laurea in Tecnici di Radiologia Medica si segnalano le seguenti attività di laboratorio progettate e realizzate in collaborazione con i servizi di diagnostica per immagini ASMN quali: Progettazione e realizzazione laboratorio di risonanza magnetica osteo-articolare su apparecchiatura a basso campo rivolto agli studenti del 3 aa., Progettazione e realizzazione di tomografia com- 1.2 IL SISTEMA DELLE RELAZIONI CON L UNIVERSITÀ

21 puterizzata per gli studenti del 2 aa, Progettazione e realizzazione laboratorio propedeutico al tirocinio 1 aa, sessioni tutoriali in diagnostica a piccoli gruppi, Progetto TSRM guide di tirocinio referenti di area formativa rete tutoriale. Si tratta di laboratori, in uso presso il CdL, dalle consolidate metodologie didattiche che si prefiggono di integrare l insegnamento alla formazione esperienziale. Percorso di tirocinio I nostri operatori ed i tutor dell università hanno lavorato per la definizione di un progetto formativo aziendale volto ad aumentare il confronto, l interazione e l individuazione di responsabilità specifiche nel percorso di tirocinio ; ne è scaturita la creazione di uno strumento di valutazione del tirocinio, diverso da quello precedentemente utilizzato, capace di superare le caratteristiche soggettive e quindi maggiormente affidabile ed oggettivo. La stesura della scheda di valutazione ha visto il coinvolgimento e la condivisione dei coordinatori infermieristici e degli infermieri guide di tirocinio delle diverse strutture assistenziali; l anno 2009 è stato caratterizzato, nello specifico, da una prima revisione dello strumento secondo le osservazioni emerse durante l utilizzo sperimentale, ma anche in linea con la normativa nazionale ed europea. Si ipotizza una stabilizzazione e validazione dello strumento di valutazione nel corso del prossimo anno. Rilevante pure, nel percorso di tirocinio, mantenere forte l attenzione sull accoglienza e sulla relazione intra-professionale, riconosciuti come fattori predisponenti la motivazione alla crescita professionale ed alla qualità ed efficienza delle prestazioni offerte. Altro elemento degno di attenzione, per la rilevanza sull efficacia del tirocinio, è la formazione dell infermiere guida di tirocinio ; particolare attenzione è stata posta per rilevare e fornire quell insieme di conoscenze e strumenti utili alla funzione ricoperta che consentano una sinergia con gli obiettivi formativi. L attestato acquisito, con la frequenza al corso, costituisce certificazione di idoneità a svolgere la funzione di guida AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA di tirocinio; idoneità che va mantenuta frequentando i corsi di retraining (in media ogni tre anni) realizzati per consentire di aggiornare le competenze specifiche allineandole ai cambiamenti legislativi ed alle nuove metodologie didattiche. Per l anno 2010 sono stati realizzati due Corsi Base, due corsi Retraining e un corso di formazione guide di tirocinio specifico per tecnici sanitari di radiologia medica. Completa l attenzione al percorso di tirocinio, la presenza di un gruppo di lavoro, composto dai tutor del Corso di laurea in Infermieristica e alcuni rappresentanti delle Aziende Sanitarie reggiane, con la finalità d individuare e monitorare modelli di progettazione assistenziale, capaci di coniugare gli obiettivi formativi con quelli professionalizzanti; correlando necessità del Corso di Laurea e delle Direzioni Infermieristiche delle Aziende Sanitarie di Reggio Emilia. I NOSTRI OPERATORI ED I TUTOR DELL UNIVERSITÀ HANNO LAVORATO PER LA DEFINIZIONE DI UN PROGETTO FORMATIVO AZIENDALE Comitati scientifici Il Direttore delle professioni Sanitarie è membro attivo nel comitato per l identificazione dei master/corsi di perfezionamento; il comitato definisce le necessità formative, valorizzando le esperienze professionali e le competenze distintive richieste dai contesti organizzativi. L attività del consiglio scientifico consente, fra l altro, di definire la tipologia ed il numero di corsi per sede didattica anche in relazione alle necessità delle aziende orientando il pensiero educativo e didattico. Si tratta di eventi volti a valorizzare le potenzialità di uno stretto rapporto tra mondo del lavoro e mondo formativo accademico, per una crescita consapevole e ricercata di competenze ed efficienze professionali specifiche in sinergia con il progetto culturale/sociale locale. Implementazione/ manutenzione delle competenze L attenzione è posta rispetto a due ambiti: l acquisizione di ulteriori conoscenze e il riconoscimento dell esperienza. Da un lato l azienda, in sinergia con l università ed in linea con quanto precedentemente dichiarato, si preoccupa di implementare le conoscenze dei propri operatori, dall altro considera importante rendere visibile il valore profuso nella prassi professionale quotidiana. L attenzione, in questo caso, è quindi rivolta non solo all ideazione e creazione di corsi formativi con l università (implementazione teorica), ma anche a momenti di retraining e debrifing dei processi formativi e lavorativi, per formare, mantenere, valorizzare le competenze distintive o quelle definite soglia. Per ciò che concerne, ad esempio, le guide di tirocinio, si tratta di circa 250 operatori del ruolo tecnico (85 tra ASMN ed ASL) ed infermieristico (circa 200) impegnati a sostenere l apprendimento dei frequentanti; valorizzando la prassi come fase indispensabile del processo di crescita personale e professionale. In termini di addestramento e mantenimento delle competenze, anche per l anno 2010, si segnalano numerosi eventi di formazione sul campo e di retraining; attività che vedono impegnati i professionisti del ruolo sanitario spesso oltre l orario lavorativo previsto. 21

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23 1.3 LA RETE INTEGRATA DELL OFFERTA REGIONALE.. L Azienda USL svolge nei confronti dell Azienda Ospedaliera ASMN la propria funzione di committenza, intendendo con questo la capacità di tradurre in acquisti di servizi la propria visione dei bisogni della comunità. Le due Aziende perseguono il disegno del sistema curante inteso come progetto complessivo di offerta dei servizi partendo dalla centralità del cittadino e della comunità provinciale. Accomuna il lavoro delle Aziende la condivisione delle strategie ed il disegno complessivo di offerta cui è stata data definizione in modo coordinato: - il rispetto delle diversità e delle competenze specifiche si traduce nella ricerca permanente di sinergie tecniche ed organizzative ai fini della economicità e dell appropriatezza dell offerta di servizi e della valorizzazione delle eccellenze; - la costruzione, attraverso azioni comuni di ricerca, di informazione e formazione, della cultura della promozione della salute verso i professionisti, i cittadini-pazienti, la comunità; - la visione globale della persona che si traduce organizzativamente nell attenzione alla garanzia dei percorsi di cura e nell accompagnamento del paziente, nello sviluppo di azioni di promozione della salute e di coinvolgimento e responsabilizzazione della persona e dal suo contesto rispetto al percorso di cura; - la ricerca di efficienza ed efficacia su tematiche strategiche e innovative per la vita aziendale attraverso azioni concordate e/o gestite in comune. Il riferimento generale strategico per definire le alleanze concrete è il PAL quale documento programmatico condiviso e assunto dalla Conferenza Socio-Sanitaria Territoriale. Il PAL, approvato dalla Conferenza Socio-Sanitaria Territoriale il 18 febbraio 2004, ha definito gli impegni sinergici delle due Aziende per sviluppare una rete di strutture di ricovero più dinamiche e flessibili, al fine di ottimizzare le risorse e di fornire risposte appropriate ai bisogni dell utente. Particolare attenzione è stata posta alla individuazione di percorsi alternativi al ricovero ordinario (day hospital, day surgery e day service), all ottimizzazione dei percorsi esterni verso gli altri punti della rete territoriale (ADI, CP, RSR, CD, Hospice) e all incremento dei collegamenti telematici tra strutture. Secondo le indicazioni fornite dal Piano Sanitario Regionale, è stato sviluppato un modello di reti cliniche integrate finalizzato a garantire il livello primario dei servizi e l autosufficienza territoriale, che implica un elevato livello di cooperazione tra singole strutture organizzative, tra dipartimenti e tra ospedali e produttori privati, privilegiando le relazioni funzionali rispetto all organizzazione interna. Il Piano Sanitario Regionale si fonda tuttavia anche sul presupposto che, per determinate situazioni, siano necessarie competenze specifiche non diffuse, che devono essere concentrate in Centri regionali di alta specializzazione a cui vengono inviati gli ammalati dagli ospedali di riferimento territoriale ( servizi ospedalieri periferici ). Pertanto a livello provinciale devono essere definiti le strutture e i servizi ospedalieri necessari all autosufficienza del territorio, mentre le alte specialità devono essere programmate ispirandosi al modello Hub & Spoke. In questo ambito di integrazione in rete sul territorio provinciale e su quello regionale, le principali azioni sviluppate in questi anni sono ascrivibili a: Percorsi clinico-assistenziali e Rapporti di collaborazione territoriale per specialità Reti HUB & Spoke provinciali e regionali 1.3.1a PERCORSI CLINICO-ASSISTENZIALI Nell ultimo quinquennio sono stati attivati in ambito provinciale alcuni percorsi relativamente alla gestione integrata del paziente cronico. Si è trattato in pratica di ridefinire il management sanitario di questi pazienti privilegiando un ottica di integrazione tra ospedale e territorio, la centralità del paziente nella gestione della malattia, la continuità assistenziale. I percorsi ridefiniscono e puntualizzano aspetti pertinenti sia alla fase ospedaliera che alle cure primarie. Gli obiettivi vengono definiti da una serie di indicatori di processo e di esito. L Azienda ospedaliera dovrà garantire una puntuale partecipazione dei propri professionisti nella definizione e nella applicazione dei percorsi. Di seguito vengono elencati i principali: 1) Percorso di cura del paziente con scompenso cardiaco L Azienda Ospedaliera è impegnata a garantire la partecipazione dei suoi professionisti (medici e infermieri) alla gestione integrata del paziente con scompenso cardiaco, attraverso l applicazione dei protocolli diagnosticoterapeutici elaborati di concerto con i professionisti dell AUSL. In particolare ciò comporta (prima della dimissione) la gestione del paziente, l arruolamento del paziente nel percorso, l educazione sua e dei familiari, oltre che l erogazione di visite di inquadramento e di follow up dei pazienti con scompenso inviati dal CUP. 2) Gestione integrata del paziente con insufficienza renale progressiva L ASMN è stata impegnata a ridefinire il percorso in accordo con l Az.USL, al fine di ottimizzare la collaborazione con i MMG, migliorare la rete organizzativa ospedaliera e territoriale, ridurre i tempi di attesa e facilitare il percorso dei pazienti residenti nei distretti periferici. In particolare è stato oggetto di rivisitazione il protocollo di gestione, nei criteri di accessibilità dei pazienti nel percorso, per gli esami che il MMG deve prescrivere prima dell invio dei pazienti all ambulatorio PIRP, nella tempistica e nela tipologia dei controlli in follow up a seconda dello stadio di malattia. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 23

24 3) Percorso di cura del paziente oncologico, oncologia e cure palliative In attesa della riconoscimento dl Ministero dell Azienda ospedaliera a IRC- CS nell area Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia, il percorso di cura sviluppato per il paziente oncologico si fonda sui seguenti aspetti fondamentali: La programmazione dei servizi e delle attività in base alla valutazione epidemiologica e dei bisogni della popolazione di riferimento La pianificazione dei percorsi diagnostico-terapeutici nella rete interaziendale a cominciare dalle patologie prevalenti e dagli screening attivi La pianificazione delle attività nella rete provinciale tra i diversi DH oncologici ospedalieri garantendo con criteri di equità ed appropriatezza uniformità di trattamento e percorsi clinico-assistenziali condivisi La concertazione di percorsi condivisi di gestione e presa in carico dei pazienti nell ambito della rete delle cure palliative Individuare percorso condiviso di riabilitazione psico-fisica dei pazienti oncologici (con anche attivazione di protocollo di intesa sulle medicine non convenzionali) Prevenzione oncologica(tabag ismoalcolismo,stili di vita, ecc ) in collaborazione con Luoghi Di Prevenzione della Lega Tumori di Reggio Emilia (LILT) presso Osp. Spallanzani 4) Percorso del paziente con insufficienza respiratoria cronica L ASMN si è impegnata a gestire in modo integrato specialista- MMG per tali pazienti. Essi, sulla base della procedura siglata in Aprile 2008, sono arruolati nel percorso dallo specialista pneumologo del ASMN e dallo specialista pneumologo territoriale dell AUSL. Da fine 2008 è attivo un ambulatorio dedicato al percorso con sede c/o l ASMN, gestito in modo integrato dai pneumologi di entrambe le aziende, dove accedono i pazienti sia per la prima diagnosi che per i successivi controlli b RAPPORTI DI COLLABORAZIONE TRA SPECIALITA Oltre ai percorsi, da anni sono stati sviluppati rapporti di collaborazione per specialità tra le due aziende sanitarie territoriali, di cui si descrivono i principali: A) Anatomia Patologica e Patologia Clinica Per quanto concerne la specialità di Anatomia Patologica, da anni si è instaurata una collaborazione interaziendale per l effettuazione di indagini istopatologiche in estemporanea presso le sedi ospedaliere di Guastalla e di Castelnovo Monti, nonché i riscontri diagnostici a Guastalla, tra cui il progetto DARDO per il citologico sugli agoaspirati tiroidei. Per l attività chimico-clinica è in corso di sviluppo la gestione e l organizzazione in rete dei laboratori della Provincia attraverso l implementazione di un Laboratorio Unico Virtuale (LUV) o Laboratorio Unico Logico, secondo le linee guida ministeriali, che rappresenta un presupposto ineludibile per qualsiasi progetto di integrazione in rete. B) Diagnostica Radiologica Obiettivo prioritario per il 2010 è stato l implementazione del progetto di estensione dello screening mammografico secondo le indicazioni regionali alle fasce di età e anni. Si è inoltre consolidata la stretta integrazione in ambito dipartimentale interaziendale in merito all interfacciamento dei sistemi operativi, alla condivisione degli archivi, in osservanza con la legge sulla privacy e delle regole delle singole aziende, al teleconsulto ed ai sistemi di backup, in particolare per quanto attiene le guardie radiologiche operative nelle due aziende: second opinion. È stato in corso di sviluppo il progetto di digitalizzazione mammografica valutando successivamente la possibilità di implementazione della tomosintesi o di altre tecnologie innovative in alcune strutture pilota secondo quanto definito nel progetto interaziendale sottoposto all Osservatorio Regionale per l Innovazione. Si è proceduto a formalizzare le attività di collaborazione in ambito neuroradiologico con tutti i Distretti relativamente anche agli aspetti formativi con lo specifico coinvolgimento del responsabile della S.S. di Neuroradiologia dell ASMN anche tenendo conto del nuovo assetto organizzativo dipartimentale nell ambito della azienda USL. C) Anestesia La carente disponibilità di mercato di figure di medici anestesisti richiede una gestione delle risorse professionali a livello interaziendale per garantire funzionalità in ogni punto della rete. Per il 2010, è stata costituita formalmente la rete funzionale interaziendale della anestesia e rianimazione con gli obiettivi di: 1. Uniformare procedure e protocolli assistenziali; 2. Gestire in rete i PL di terapia intensiva; 3. Sviluppare una organizzazione in rete della terapia antalgica prevedendo una pianificazione delle attività e degli interventi nelle diverse sedi. D) Ginecologia ed Ostetricia LA RETE INTEGRATA DELL OFFERTA REGIONALE..

25 Le direttrici verso cui si è sviluppata la collaborazione interaziendale tra le due strutture sanitarie territoriali derivano dagli obiettivi definiti a livello regionale dalle Delibere di Giunta per l area materno-infantile: DGR 1921/2007 Linee guida alle aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna per il controllo del dolore in travaglio di parto. DGR 533/2008 Direttiva alle Aziende sanitarie in merito al programma percorso nascita DGR 972/2008 Programma procreazione medicalmente assistita E) Pediatria Nell ambito del Programma Materno- Infantile e della Commissione Salute Infanzia sono proseguiti i tavoli interaziendali di confronto per la definizione dei percorsi clinico-assistenziali nell ambito della pediatria ospedaliera e del rapporto con la pediatria di libera scelta, in particolare per quanto attiene a prestazioni specialistiche, all assistenza al minore affetto da patologia cronica, alla dimissione e presa in carico precoce del neonato sano. Nel 2010 è proseguita l attività dell ambulatorio codici bianchi pediatrici gestito da Pediatri dell Azienda USL, pediatri di libera scelta e/o medici di continuità assistenziale, nelle 12 ore diurne dei giorni festivi (domeniche e festività infrasettimanali) e pomeriggi prefestivi al fine di creare F) Chirurgia Generale Nel 2010 si è avuto il consolidamento delle attività chirurgiche programmate esercitate anche da chirurghi dell Azienda Ospedaliera ASMN mediante rapporti di consulenza strutturata presso gli ospedali del Presidio dell Azienda USL, funzionale a garantire una risposta omogenea all utenza provinciale nel contesto di una situazione di autosufficienza territoriale. In particolare presso l ospedale di Scandiano il progetto di riorganizzazione dell area di chirurgia generale ha previsto il mantenimento della collaborazione già in essere relativamente alla senologia ed alla chirurgia mammaria (oncologica e ricostruttiva) e per interventi di chirurgia dei tessuti molli e dell apparato linfatico, il mantenimento della centralizzazione delle urgenze chirurgiche notturne e festive secondo il protocollo condiviso, oltre al mantenimento della collaborazione per la centralizzazione della chirurgia complessa che, per criteri di appropriatezza di setting e sicurezza, sia opportuno gestire presso l Azienda Ospedaliera. In questa cornice, si inserisce anche l effetto della creazione della Struttura semplice di Breast Unit presso l Azienda Ospedaliera: essa costituisce il presupposto organizzativo ed assistenziale per coordinare, su scala provinciale, l attività di chirurgia senologica, arrivando a realizzare una funzione interaziendale, che, attraverso l individuazione dell equipe, virtualmente unica, dei chirurghi e degli specialisti coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico del tumore della mammella, metta a punto il modello assistenziale di riferimento territoriale. G) Lungodegenza e Riabilitazione Nel 2010 si è consolidato il progetto sperimentale di riconversione in struttura di degenza per la riabilitazione estensiva della ex RSA di Albinea che determina un aumento della disponibilità di PL nell ambito della rete provinciale a 40 PL per riabilitazione e 10 PL GRACER. La struttura è deputata ad ospitare in prevalenza pazienti residenti nel distretto di Reggio Emilia e trasferiti, con percorsi preferenziali, dai reparti di degenza dell ASMN., con il supporto anche della lungodegenza- PARE dell ospedale di Scandiano mediante una gestione integrata dei PL (cruscotto provinciale). Per quanto attiene alla riabilitazione neurologica l Azienda Ospedaliera ASMN deve garantire la presa in carico dei pazienti neurologici emiplegici in dimissione sia nella fase di post acuzie che nel successivo follow-up. Le azioni congiunte delle due aziende relativamente alla programmazione dell offerta ed ai percorsi clinico-assistenziali nella rete provinciale sono definite nell ambito dell istituendo Programma di Riabilitazione interaziendale. H) Traumatologia Viene confermato il ruolo dell Azienda Ospedaliera ASMN quale centro di riferimento per la casistica complessa e in particolare per i politraumi, con la necessità di rispettare appieno, il protocollo per pazienti traumatizzati cranici RETE HUB & SPOKE PROVINCIALE E REGIONALE Per quanto riguarda la nostra Azienda si sono consolidate le seguenti reti: UDGEE (Unità per la riabilitazione delle gravi disabilità in età evolutiva) Questa struttura ha consolidato la funzione di Hub di 3 livello nell ambito regionale. Si tratta di specifiche competenze rientranti in un percorso integrato diagnostico-terapeutico, destinato ad affrontare i problemi diagnostici, valutativi e rieducativi degli esiti di patologie neuromotorie e cognitive congenite, connatali od acquisite dell età evolutiva. Funzione di Neurochirurgia D urgenza Nel primo semestre 2007, presso l Ospedale Maggiore di Parma, è stata attivata la Struttura Complessa di Neurochirurgia d Urgenza, a cui è stata affidata, sulla base di accordi presi preventivamente a livello di Direzioni Aziendali, anche la Responsabilità della Struttura Spoke di Reggio Emilia. La nuova organizzazione, ha coinciso con il rilancio ed il progressivo incremento di tutte le attività, anche quelle a più elevato contenuto tecnologico e, in casi selezionati, quello di ambito cerebro-vascolare. La costante presenza degli specialisti, ha inoltre, consentito e consentirà ulteriormente lo sviluppo di tecniche interventistiche neuroradiologiche, possibili solo in presenza di uno stand by neurochirurgico. Terapia Intensiva Neonatale Dal 2002 è stata riconosciuta dalla Regione al Santa Maria Nuova un attività di 3 livello per la terapia intensiva neonatale. Tra le altre attività la struttura, dotata di 18 posti letto di cui 6 di terapia intensiva e 12 di degenza ordinaria neonatologica, eroga anche l assistenza ventilatoria rianimatoria rivolta ai neonati di peso inferiore ai 1000 grammi. Supporta il Centro di Medicina della Riproduzione aggregato all Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia che si caratterizza come polo di attrazione in particolare extra regionale. Laboratorio di Genetica Medica È stato individuato, unitamente a quello di Imola quale Laboratorio di riferimento Regionale (Hub dell Emilia Romagna di Nord Ovest) con bacino di utenza medio per le funzioni specifiche attorno ai 2 milioni di abitanti e con compito di effettuare indagini diagnostiche volte alla identificazione delle anomalie cromosomiche, costituzionali, ad eccezione dell attività di citogenetica oncologica e di mutagenesi. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 25

26 Effettua prestazioni specialistiche che la circolare regionale 24 del riconduce tra quelle di 3 livello, erogabili solo da laboratori organizzati in rete a livello regionale. Rete provinciale per il trattamento dell ictus ischemico cerebrale Nel marzo 2004 è stata individuata la Struttura Complessa di Neurologia della Nostra Azienda quale centro Hub autorizzato all utilizzo del farmaco Actilyse nel trattamento dell ictus ischemico, secondo le modalità del protocollo di monitoraggio SIST-MOST di cui allegato 1 del DM Il nostro centro presenta tutti i requisiti richiesti quale unità dedicata per il trattamento fibrinolitico (struttura di ricovero semi-intensiva per le prime 24 ore di degenza, accesso continuo a TC, Laboratorio di Analisi, consulenza cardiologia, rianimatoria e neurochirurgia). Si è consolidato un percorso di integrazione e collaborazione con tutti i presidi ospedalieri provinciali (rete provinciale) per diminuire i tempi e migliorare le risposte alle varie necessità e si sono elaborate le istruzioni operative per la gestione intraospedaliera ASMN e della rete provinciale di Reggio Emilia del paziente con Ictus Ischemico. In parallelo sono stati concordati protocolli operativi per dare corso al documento di dichiarazione di intenti in conformità alle linee guida regionali relative allo Stroke-Care. In particolare, sono state attivate alcune aree di degenza dedicate (Medicina 1, Geriatria) all assistenza di pazienti con stroke ed è stato costituito un TEAM MULTI- PROFESSIONA- LE AZIENDALE coordinato dal Responsabile della Struttura Semplice di Patologia Cerebrovascolare (Medico Neurologo). Rete per la gestione dei pazienti GRACER Nell ambito del progetto regionale GRACER, per il trattamento delle gravi cerebrolesioni acquisite, la Struttura di Medicina Fisica e Riabilitazione svolge attività di Spoke A (Spoke acuti) ed è finalizzata all effettuazione degli interventi riabilitativi in fase acuta, valutazione del fabbisogno riabilitativo futuro, definizione del percorso di cura in fase post-acuta, segnalazione alle strutture riabilitative della rete per la successiva presa in carico e gestione del passaggio. Rete provinciale per l emergenza territoriale Per quanto concerne l area dell Emergenza territoriale si è consolidato il modello di organizzazione interaziendale (Azienda Ospedaliera ed Azienda USL) dell area dell Emergenza Urgenza, già da anni gestita in modo integrato, con conseguente ottimale utilizzo di tutte le risorse professionali dal territorio all Ospedale, secondo il modello Hub & Spoke. Tale modello organizzativo ha favorito, altresì, l estensione del servizio di automedica a tutto il territorio provinciale e la gestione dell attività secondo protocolli comuni e condivisi. In particolare: - è attivo il Percorso assistenziale del trauma grave, con verifica ed aggiornamento del Protocollo di centralizzazione Dipartimentale; - è attivo, all interno dell Ospedale, un tavolo di l a v o r o, coordinato dal Direttore del DEU, sulla gestione del Politrauma, a cui partecipano le figure professionali che svolgono un ruolo nel percorso di tali pazienti; si svolgono, periodicamente, riunioni fra i Dipartimenti d Emergenza di Reggio Emilia, Parma e Piacenza nell ottica della realizzazione del SIAT (Sistema Integrato Traumi) dell Emilia Occidentale. Rete per emofilia e malattie emorragiche congenite Si tratta di difetti ereditari della coagulazione del sangue. I reparti di Medicina 1^ (per l adulto) e Pediatria (per il bambino) dell ASMN sono centri spoke. Il Centro Hub di riferimento è il Centro emofilia dell Azienda Ospedaliero- Universitaria di Parma (Ospedale Maggiore) al quale è affidato il Registro regionale per le malattie emorragiche congenite, strumento di informazione e di scambio, che permette, tra l altro, il monitoraggio epidemiologico e la sorveglianza della qualità dell assistenza nella regione Emilia Romagna. Rete per anemie emolitiche congenite Con delibera di Giunta n del 2 novembre 2005 è stata istituita la rete Hub & Spoke per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle anemie ereditarie, per le quali attualmente in Emilia- Romagna vengono assistite oltre 300 persone. Tra queste malattie, le più rappresentate in Regione sono le talassemie, dovute a disordini ereditari legati alla ridotta o assente produzione delle catene globiniche. Il Centro Hub ha sede presso l Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara (Ospedale S.Anna), mentre il nostro Centro Spoke di riferimento è la S.C. di Ematologia. Rete per la sindrome di Marfan Con delibera di Giunta n del 29 dicembre 2006 è stata istituita la rete Hub & Spoke per la diagnosi e il trattamento della sindrome di Marfan, malattia del connettivo, caratterizzata, nelle forme più conclamate, da anomalie dell apparato muscoloscheletrico,cardiovascolare e dell occhio. I reparti di Diagnostica ed interventistica Cardiologica (per l adulto) e di Pediatria (per il bambino) dell Asmn sono centri Spoke. Il centro hub regionale è situato nel Policlinico S.Orsola Malpighi di Bologna LA RETE INTEGRATA DELL OFFERTA REGIONALE..

27 INDICATORI DI DIPENDENZA Al fine di illustrare il ruolo rivestito dall azienda Ospedaliera ASMN nell ambito della rete integrata dell offerta regionale e del sistema delle relazioni con altri presidi pubblici e privati, è utile valutare l indice di dipendenza della popolazione dalle strutture, per capire i percorsi preferenziali scelti dai cittadini residenti nella Provincia di Reggio Emilia e, parimenti, l indice di dipendenza della struttura dalla popolazione, per rappresentare il bacino di riferimento delle attività erogate. Entrambi gli indicatori vengono esaminati di seguito sia per il livello della Specialistica Ambulatoriale che per il livello assistenziale della Degenza Ordinaria e Day Hospital a) Indici di dipendenza della popolazione residente dalla struttura ospedaliera per l assistenza specialistica L indice di dipendenza della popolazione dalla struttura ospedaliera esprime, percentualmente in termini di numero di prestazioni, a quali strutture/aziende una data popolazione si rivolge per l assistenza specialistica (sono escluse le prestazioni di pronto soccorso) ed evidenzia, quindi, la mobilità dei cittadini reggiani nella richiesta di prestazioni. TABELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE - INDICE DIPENDENZA DELLA POPOLAZIONE PROVINCIA REGGIO EMILIA % PRESTAZ. EROGATE PRESSO I PRESIDI AUSL % PRESTAZ. EROGATE AZIENDA OSPEDALIERA % PRESTAZ. EROGATE ENTRO LA PROVINCIA % PRESTAZ. EROGATE IN ALTRE AZIENDE R.E.R. PUBBLICO PRIVATO PUBBLICO PRIVATO anno ,00% 10,50% 47,80% 96,20% 3,70% 0,10% anno ,70% 12,70% 54,00% 96,40% 3,40% 0,20% anno ,42% 12,70% 53,17% 96,29% 3,38% 0,33% Prov. MO ,41% 4,05% 12,95% 97,42% 2,45% 0,13% Prov. PR ,64% 5,23% 33,14% 98,01% 1,89% 0,10% Prov. FE ,78% 2,19% 47,50% 95,46% 4,32% 0,22% A PROVINCIA REGGIO EMILIA % PRESTAZ. EROGATE PRESSO I PRESIDI AUSL % PRESTAZ. EROGATE AZIENDA OSPEDALIERA % PRESTAZ. EROGATE ENTRO LA PROVINCIA % PRESTAZ. EROGATE IN ALTRE AZIENDE R.E.R. PUBBLICO PRIVATO PUBBLICO PRIVATO Diagnostica 46,1% 22,8% 25,8% 94,8% 4,4% 0,8% Laboratorio 24,2% 11,7% 60,9% 96,7% 3,0% 0,2% Riabilitazione 31,3% 28,6% 38,2% 98,1% 1,1% 0,8% Prestaz. Terapeutiche 44,0% 2,6% 46,8% 93,4% 6,2% 0,4% Visite 55,0% 7,4% 32,4% 94,8% 4,9% 0,3% Analizzando tale fenomeno per il 2010 nel contesto territoriale della provincia di Reggio Emilia, Tabella 1.3.2, si osserva che la richiesta di prestazioni specialistiche espressa dalla popolazione residente è stata soddisfatta per il 96,29% dalle strutture provinciali : il 53% presso l azienda ospedaliera provinciale (in lieve calo rispetto al 54% del 2009), il 30,42% presso le strutture pubbliche territoriali ed il 12,7% presso le strutture private (stabili rispetto al 2009). Il restante 3,7% dei cittadini residenti si è rivolto a strutture extraprovinciali, prevalentemente pubbliche, anche in questo caso con un trend sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. Esaminando i dati degli ultimi anni, si osserva come l azienda ospedaliera rappresenti il riferimento principale per i bisogni della popolazione locale (il 53% delle prestazioni erogate per residenti), in misura anche di molto superiore ad altre realtà ospedaliere universitarie di dimensioni simili come Parma (33%), Modena (12,9%) e Ferrara (47,5%). Entrando nel dettaglio delle prestazioni offerte e raggruppate nelle seguenti tipologie principali: Diagnostica: sono incluse le prestazioni di radiologia tradizionale, tac, Rmn, Moc, diagnostica strumentale senza radiazioni e medicina nucleare; Laboratorio: sono inclusi prelievi, esami di chimica clinica, ematologia/coaugulazione, immunoematologia e trasfusionale, microbiologia/ virologia, anatomia e istologia patologica e genetica/citogenetica; Riabilitazione: comprende RRF, terapia fisica e valutazioni (funzionale, ortottica, manuale,...) Prestazioni Terapeutiche: riconducibili alle prestazioni di radioterapia, dialisi, chirurgia ambulatoriali ed altre prestazioni terapeutiche AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 27

28 più semplici come iniezioni, bendaggi e rimozioni. Visite: sono incluse le prime visite e le visite di controllo; si evidenzia che: - oltre il 60% dell attività Laboratoristica è concentrata presso il S.M.N. in conseguenza dell assorbimento dei laboratori di Scandiano e Montecchio e dal 2009 del Laboratorio di Castel. Monti.; - l attività Riabilitativa è erogata principalmente presso l azienda ospedaliera (38%, in calo rispetto al 42% del 2009) e in maniera più contenuta presso strutture pubbliche (31%, in lieve crescita) e private (28,6% in lieve crescita) territoriali; - le prestazioni di Visita sono erogate per oltre il 60% nei presidi territoriali pubblici, mentre l Azienda ospedaliera eroga il 32,4% dell attività (in crescita rispetto al 2009); - anche la Diagnostica è principalmente erogata nelle strutture pubbliche della AUSL (46%) e, per una parte consistente, dal privato locale (23%, stabile rispetto al 2009). Il S.M.Nuova concorre per una percentuale del 26% al totale dell attività erogata a favore dei cittadini residenti nella provincia b) Indici di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione per l assistenza specialistica L indice di dipendenza della struttura ambulatoriale dalla popolazione esprime, percentualmente, per ciascuna Azienda erogante, la provenienza dei propri utenti ed è un indicatore della capacità di attrazione di una struttura ambulatoriale. TABELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE - INDICE DIPENDENZA DELLA STRUTTURA AZ. OSP. S.M.N. % VAL.ECON. EROGATO - RESIDENTI NELLO STESSO DISTRETTO % VAL.ECON. EROGATO - RESIDENTI ALTRO DISTRETTO DELLA STESSA AZIENDA TERRITORIALE % VAL.ECON. EROGATO - RESIDENTI ALTRE AZIENDE R.E.R. % VAL.ECON. EROGATO - FUORI R.E.R. ED ESTERO anno ,57% 30,01% 6,09% 3,33% anno ,50% 31,20% 5,70% 4,60% anno ,70% 30,90% 5,50% 4,90% A. Osp. Modena 10 41,20% 44,40% 6,00% 8,40% A. Osp. Parma 10 51,40% 28,40% 8,50% 11,80% A. Osp. Ferrara 10 60,00% 24,50% 5,70% 9,80% Analizzando il trend, Tabella 1.3.3, si osserva che negli ultimi anni, la % di attività erogata, espressa attraverso la valorizzazione economica correlata (importi ) dall azienda ospedaliera a favore dei residenti nella provincia di Reggio Emilia è sostanzialmente stabile (pari al 91%, tra cui 60% per cittadini del distretto di Reggio Emilia e 31% fuori distretto). Rispetto alle altre province su cui insistono Aziende Ospedaliere, il Santa Maria Nuova rappresenta insieme a Ferrara la struttura ospedaliera a maggiore attrazione locale. IL S. MARIA NUOVA RAPPRESENTA, INSIEME A FERRARA LA STRUTTURA OSPEDALIERA A MAGGIOR ATTRAZIONE LOCALE Approfondendo l analisi per le principali tipologie di attività (in base al numero di prestazioni erogate), si possono fare le seguenti osservazioni: Prestazioni di Diagnostica: nel 2010 si registra, rispetto al 2009, un andamento stabile della % di attività erogata verso residenti del distretto di Reggio Emilia (75,22 rispetto a 75,40); in lieve crescita l attività verso i residenti di altri distretti della provincia (21,08 rispetto 20,6); Prestazioni di Laboratorio: la % di attività erogata verso residenti del distretto di Reggio Emilia è nel 2010 in lieve calo rispetto al 2009 (53,8 rispetto a 54,09), mentre è stabile verso per gli altri distretti provinciali (43,7 rispetto 43,5); Prestazioni di Visita: la % di attività erogata è in modesto nel 2010 rispetto all anno precedente a livello del distretto di Reggio Emilia (71,6 vs 73,2), a favore di un aumento dell attività per gli altri distretti provinciali (24,9% vs 23.1%) c) Indici di dipendenza della popolazione residente dalla struttura per l assistenza ospedaliera in regime di ricovero L indice di dipendenza della popolazione dalle strutture ospedaliere esprime, percentualmente in termini di numero di ricoveri, a quali Strutture/Aziende una data popolazione si rivolge per l assistenza ospedaliera in regime di ricovero ordinario o diurno (day hospital), ovvero esprime in che percentuale le diverse strutture/aziende contribuiscono alla formazione del tasso di ospedalizzazione delle Aziende USL (sono esclusi dal calcolo i neonati sani) LA RETE INTEGRATA DELL OFFERTA REGIONALE..

29 TABELLA ASSISTENZA OSPEDALIERA INDICE DI DIPENDENZA DELLA POPOLAZIONE PROVINCIA DI REGGIO EMILIA % RICOVERI PRESSO I PRESIDI AUSL % RICOVERI IN ALTRE AZIENDE R.E.R. % RICOVERI % TOTALE % RICOVERI RICOVERI AZIENDA ENTRO LA PUBBLICO PRIVATO OSPEDALIERA PROVINCIA PUBBLICO PRIVATO FUORI REGIONE anno ,80% 5,70% 44,30% 79,70% 11,40% 2,40% 6,40% anno ,30% 5,80% 45,00% 80,10% 11,40% 2,30% 6,20% anno ,60% 6,20% 45,40% 80,20% 11,10% 2,60% 6,00% Prov. MO ,60% 5,70% 28,20% 86,50% 6,70% 1,50% 5,20% Prov. PR ,90% 17,80% 50,20% 85,90% 5,10% 0,60% 8,40% Prov. FE ,70% 6,60% 44,20% 80,50% 7,60% 2,90% 9,10% Analizzando tale fenomeno per il 2010 nel contesto territoriale della Provincia di Reggio Emilia, Tabella 1.3.4, si osserva che oltre l 80% dei residenti con necessità di ricovero, sono stati accolti nelle strutture ospedaliere provinciali, ed in particolare il 45,4% presso l azienda ospedaliera S.M.N. (vs 45% nel 2009), il 28,6% presso gli presidi territoriali della provincia (vs 29,3 nel 2009) ed il 6,2% presso le strutture private locali (vs 5,8% nel 2009). Il restante 20% dei cittadini residenti si è rivolto a strutture extraprovinciali, con un trend stabile negli anni. La fiducia dei cittadini residenti nel territorio reggiano verso l Azienda Ospedaliera provinciale di riferimento, in continua crescita negli anni, è evidenziata dalla percentuale di ricoveri che è passata dal 44.3% del 2008 al 45,4% del 2010 e che rappresenta uno dei valori più alti tra le aziende ospedaliere della Regione Emilia-Romagna d) Indici di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione per l assistenza ospedaliera in regime di ricovero L indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione delle Aziende USL (IDSP) esprime percentualmente, per ciascuna struttura/ Azienda produttrice, la provenienza dei propri dimessi, ed è un indicatore della capacità di attrazione di una struttura ospedaliera (sono esclusi dal calcolo i neonati sani). Il bacino d utenza è principalmente provinciale (in lieve calo la % dei ricoveri nell anno 2010 vs 2009: 84,4% vs 84,9) a fronte di un leggero calo l attività erogata a favore di residenti extraregione, Tabella Rispetto alle altre aziende ospedaliere universitarie, il S. M. N. mantiene un buon confronto in particolare rispetto all attrazione infraregionale (7,8%, rispetto a 8,3% di Modena, 6,0% di Ferrara e 10,5% di Parma). TABELLA ASSISTENZA OSPEDALIERA INDICE DI DIPENDENZA DELLA STRUTTURA INDICE DI DIPEN- DENZA DELLA STRUTTURA DALLA POPOLAZIONE AZ. OSP. S.M.N. % RICOVERI EROGATI - RESIDENTI NELLO STESSO DISTRETTO % RICOVERI EROGATI - RESIDENTI ALTRO DISTRETTO DELLA STESSA AZIENDA TERRITORIALE % RICOVERI EROGATI - RESIDENTI ALTRE AZIENDE R.E.R. % RICOVERI EROGATI - RESIDENTI FUORI R.E.R. ED ESTERO anno ,10% 27,40% 7,20% 8,30% anno ,40% 27,50% 7,50% 7,70% anno ,60% 27,80% 7,80% 7,80% A. Osp. Modena 10 37,10% 40,00% 8,30% 14,70% A. Osp. Parma 10 47,70% 31,00% 10,50% 10,80% A. Osp. Ferrara 10 58,40% 21,90% 6,00% 13,70% La casistica extraregionale (7,8%), pur ancora contenuta rispetto alle altre aziende ospedaliere, si mantiene allo stello livello della casistica infraregionale: è trainata soprattutto dall attività delle strutture di Ostetricia e Ginecologia (27% dei ricoveri extraregionali), in particolare il settore della Procreazione Medicalmente Assistita, Medicina internistica (8% dei ricoveri extraregionali), Neuro-Riabilitazione Infantile (6% dei ricoveri extraregionali), Medicina Nucleare (6%), Chirurgia Generale (5%), Oculistica (5%), Otorinolaringoiatria (4%), Reumatologia (4%). Tra i cittadini extraregioni che sono stati ricoveri presso le strutture dell azienda ospedaliera prevalgono i pazienti provenienti dalla Lombardia (20%), dalla Puglia (10%), Campania (8%) e Calabria (9%) e i cittadini stranieri (12%). AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 29

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31 1.4 OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE FUNZIONI HUB E CENTRO DI ECCELLENZA È stata effettuata un attenta analisi della letteratura e degli indicatori epidemiologici, sia a livello nazionale che regionale, con l intento di descrivere il quadro epidemiologico delle funzioni hub o di eccellenza individuate nell azienda ospedaliera ASMN. Il risultato di questa analisi ha evidenziato pochi studi osservazionali e registri di patologie specifiche ancora allo stato embrionale. Riteniamo, quindi, importante prima di tutto determinare le caratteristiche dei bacini di utenza delle funzioni Hub e di eccellenza identificate per l ASMN, al fine di circoscrivere in modo preciso l offerta delle prestazioni. La delibera regionale 1267/2002 attribuisce all ASMN due funzioni Hub: la Neonatologia, per la terapia intensiva neonatale e del 1 anno di vita con valenza provinciale l Unità di Riabilitazione delle Gravi Disabilità dell Età Evolutiva (UDGEE), unica sede in Emilia Romagna. Oltre alle funzioni Hub, ufficialmente riconosciute con normative Regionali, sono stati identificati, in modo congiunto tra le due aziende sanitarie di Reggio Emilia, altri centri che svolgono funzioni di Hub a livello provinciale (il Programma Interaziendale di Gastroenterologia Endoscopia Digestiva e la Rete Cardiologica provinciale). Per i centri di eccellenza, la cui attività è orientata al miglioramento dell appropriatezza clinico-organizzativa, all efficacia clinica ed all adeguatezza dei processi in riferimento agli standard definiti da linee guida, si è ritenuto opportuno utilizzare la capacità attrattiva, come principale indicatore per identificarli come erogatori di prestazioni di elevata qualità. qualità di unica sede regionale in Emilia Romagna, ha come bacino di utenza residenti in età pediatrica (0 17 anni) nella Regione Emilia Romagna al , di cui nella provincia di Reggio Emilia (13,6%). Per i Centri di Eccellenza identificati come punti di riferimento provinciale per la diagnosi ed il trattamento delle principali neoplasie, delle malattie rare in età pediatrica, della patologie reumatologiche, delle maculopatie e delle problematiche legate alla fertilità, il bacino di utenza è composto da tutti i residenti nella provincia di Reggio Emilia che al era pari a abitanti di cui maschi (49,2%) e (50,8%) femmine A FUNZIONI HUB REGIONALI E CAPACITÀ ATTRATTIVA hub neonatologia e terapia intensiva neonatale La Struttura Complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell ASMN costituisce l unico centro neonatologico di III livello provinciale e tale attività di terapia intensiva neonatale le è stata riconosciuta a partire dal 2002 (delibera regionale n 1267). Attualmente la dotazione dei posti letto (PL) è di 18 PL, di cui 6 sono di TIN. La Mission della UO è quella di accogliere tutti i neonati patologici dell intera provincia che necessitano di una assistenza intensiva o subintensiva. Attrazione: esprime la quota % pazienti dimessi non residenti nella provincia di Reggio Emilia L assistenza neonatologica provinciale si caratterizza anche per l assenza di centri di II livello, per cui anche le attività di competenza del II livello devono essere effettuate presso il SMN, con conseguente rischio di sovraffollamento e saturazione dei posti letto di terapia intensiva. L integrazione della Neonatologia dell ASMN si è consolidata negli ultimi anni con la creazione di percorsi condivisi e procedurati, facilitanti il trasferimento delle gravidanze ad alto rischio e/o dei neonati patologici dalla periferia al SMN. L attività ha subito profonde modificazioni nel corso degli ultimi decenni con una grande accentuazione della attività intensiva e ultraspecialistica, fenomeno comune del resto a tutte le TIN regionali e nazionali. Anche la complessità della casistica trattata si è accresciuta, come testimoniato dal numero di grandi prematuri assistiti. I neonati con peso alla nascita (< 1500 g) ed i neonati con peso alla nascita (< 1000 g) costituiscono infatti le due categorie di neonati a maggior complessità che transitano nei reparti di TIN e rappresentano un indicatore affidabile della tipologia e qualità dell assistenza erogata e caratterizzano al meglio il reparto stesso. Questi neonati richiedono una assistenza intensiva qualificata, di altissimo livello e sforzi marcati da parte di tutto il personale di una TIN. Premessa indispensabile è l analisi dei bacini di utenza specifici, ovvero dei potenziali soggetti fruitori di prestazioni. Il bacino d utenza rappresenta infatti il principale riferimento per la programmazione dell attività sanitaria erogata. Per la Neonatologia, il bacino di utenza, al , è stato pari a neonati, entro il 1 anno di vita, residenti nel territorio di Reggio Emilia (+3% rispetto a gennaio 2008 e + 0,8% rispetto a gennaio 2009). L Unità di Riabilitazione delle Gravi Disabilità dell Età Evolutiva (UDGEE), in TABELLA NEONATOLOGIA E TERAPIA INTENSIVA NEONATALE DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 12,12% A % ATTRAZIONE 15,40% A % ATTRAZIONE 13,64% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 31

32 VLBW ED ELBW A REGGIO EMILIA Come si evince dalla tabella il numero dei VLBW e degli ELBW dagli anni 90 ad oggi si è accresciuto marcatamente a Reggio Emilia, ed è divenuto addirittura straordinario nel corso degli ultimi anni; tali dati pongono la Neonatologia del SMN ai primi posti in ambito regionale per volumi di attività di tali pazienti. Tale osservazione mostra in definitiva le enormi potenzialità del distretto provinciale reggiano ma indica anche i fabbisogni di tale bacino. I tassi di occupazione della Neonatologia e della TIN, per far fronte a tale popolazione, sono infatti divenuti troppo elevati (intorno al %), a fronte di standard internazionali che definiscono ottimali tassi dell ordine del 70%. Anche gli indicatori di esito quale la mortalità dei VLBW evidenziano un graduale ma progressivo miglioramento dell outcome di tali pazienti ed anche il confronto con i prinicipali network italiani ed internazionali mostrano ottime performance MORTALITÁ NEI VLBW A REGGIO EMILIA MORTALITÁ NEI VLBW: CONFRONTO 32 Le Neonatologie sono reparti con bassi volumi di utenza ma ad altissima tecnologia, che hanno vissuto, nel corso degli ultimi decenni, un processo di innovazione tecnologica straordinaria e repentina. Recentemente la Neonatologia del S. Maria Nuova si è dotata di attrezzature moderne ed innovative che la rendono in grado di competere con i maggiori centri nazionali. Inoltre competenze ultraspecialistiche rendono tale reparto, punto di riferimento, quanto meno regionale, su molti aspetti peculiari dell assistenza intensiva neonatale: centro di riferimento regionale per la oftalmologia neonatale: grazie alla acquisizione di uno strumento idoneo per la valutazione ottimale della retina dei prematuri (Retcam), ed alla professionalità e disponibilità dell équipe oculistica; nuove tecniche di ventilazione meccanica (dalla ventilazione sincronizzata, a quella oscillatoria, all utilizzo dell ossido nitrico); ipotermia selettiva e monitoraggio aeeg continuo del neonato affetto da asfissia cerebrale ecografie cerebrali; ambulatorio di follow-up Neurologico; ambulatorio di infettivologia neonatale; ambulatorio di cardiologia neonatale e pediatrica, costituendo il punto di riferimento anche del centro hub regionale cardiologico (Bologna); Banca del Latte; moderna tecnica di umanizzazione delle cure; VISITE ULTRA-SPECIALISTICHE AMBULATORIO ECOCARDIOLOGIA Hub Unita Riabilitativa per le Gravi Disabilita Infantili (Udgee): L attività della UDGEE (2 posti letto in degenza ordinaria e 1 in day hospital) vede una elevata attrazione extraprovinciale (circa il 90%) - tabella con particolare riguardo a quella extra-regione, la quale, negli ultimi tre anni, è responsabile di una quota che si attesta superiore al 70%. DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER TABELLA UDGEE PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 91,84% A % ATTRAZIONE 89,08% A % ATTRAZIONE 89,19% La S.C. di UDGEE, riconosciuta, fin dal 94, quale centro di III livello regionale per le disabilità neuromotorie dell infanzia, ha consolidato nel tempo la propria funzione di Hub in ambito regionale ed è riconosciuta, a livello nazionale ed internazionale, quale centro di riferimento, così come testimoniato dalle importanti attività di ricerca e produzione scientifica (pubblicazioni, partecipazione a convegni), di didattica e formazione (sede di Master di riabilitazione infantile e metodologia della ricerca, sede di Scuola di Specializzazione, sede di Formazione per diverse figure professionali). L attività della SC di riabilitazione delle gravi disabilità dell età evolutiva contempla l utilizzo di specifiche competenze per la gestione di problemi diagnostici, valutativi e rieducativi degli esiti di patologie neuromotorie e cognitive congenite, con natali o acquisite dell età evolutiva. Negli anni si è assistito ad una progressiva ascesa della complessità dei casi affrontati, quale inevitabile conse- 1.4 OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE

33 guenza del progressivo trasferimento delle attività più semplici (ad esempio degli inoculi di tossina botulinica) alle strutture territoriali e del progressivo allungamento della lista di attesa sia per le valutazioni cliniche che per l attività di chirurgia funzionale. L allungamento della lista è stata la conseguenza del richiamo regionale e extra-regionale della struttura complessa, a fronte della povertà di strutture nel territorio nazionale ad essa equivalenti. Di recente istituzione è il Laboratorio di Analisi del Movimento, fra i più avanzati presenti in Italia, che nasce per implementare l attività clinica, nonché l attività di ricerca finalizzata nel campo della paralisi cerebrale infantile, delle malattie neuromuscolari e degli esiti di mielomeningocele. Grazie all impiego del laboratorio di analisi del movimento sono stati aggiornati gli standard di prodotto sulla chirurgia funzionale ortopedica, includendo anche dati sul contenimento del dolore e sulla soddisfazione degli utenti e delle loro famiglie. L utilizzo del Laboratorio ha permesso inoltre di misurare anche oggettivamente la qualità dei risultati raggiunti sia nei trattamenti farmacologici (tossina botulinica, pompe al baclofen), sia chirurgico-funzionali (parti molli e scheletro), sia rieducativi (impiego di ortesi ed ausili) B CENTRI DI ECCELLENZA E CAPACITÀ ATTRATTIVA - S. MARIA NUOVA Alcuni dei principali centri di eccellenza presenti all interno dell azienda ospedaliera sono: Reumatologia Centro per la diagnosi e la cura della Maculopatia (presso la S.C. di Oculistica) Centro Sterilità (presso la S.C. di Ostetricia e Ginecologia) Neuropsichiatria Infantile (NPI) Genetica clinica Medicina Nucleare Diagnosi e cura delle patologie neoplastiche REUMATOLOGIA L attività svolta dal centro di eccellenza di Reumatologia dell A S.M.N, (6 posti letto in degenza ordinaria e 4 in day hospital) nel triennio si è essenzialmente stabilizzata, con quasi 2000 pazienti nel È, inoltre, meritevole di segnalazione, un positivo trend attrattivo nei confronti dei pazienti fuori provincia, passati dal 28,20% nel 2008 al 31,99% nel 2010, tabella La Reumatologia, oltre ad essere Centro di Riferimento Provinciale per la terapia con agenti biologici nelle artropatie infiammatorie (artrite reumatoide, spondilite anchilosante, artropatia psoriasica), è anche Centro di Riferimento Regionale per il Lupus Sistemico Eritematoso e per le vasculiti (in particolare arterite a cellule giganti, arterite di Takayasu, malattia di Behçet, vasculiti ANCA-associate, vasculite isolata del sistema nervoso centrale), rientranti nell ambito delle malattie rare. A tale fine sono stati compiuti studi epidemiologici che hanno definito, per la prima volta, l incidenza e la prevalenza di alcune vasculiti (arterite a cellule giganti, polimialgia reumatica e malattia di Behçet e malattia di Wegener ) nella popolazione della provinciali di Reggio TABELLA RICOVERI IN REUMATOLOGIA DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER Emilia (studi population-based). INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 28,20% A % ATTRAZIONE 29,84% A % ATTRAZIONE 31,99% TABELLA N DAY SURGERY STRUTTURA COMPLESSA OCULISTICA DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 25,69% A % ATTRAZIONE 24,90% A % ATTRAZIONE 24,33% TRATTAMENTO DELLA DEGENERAZIONE MACULARE IN OCULISTICA Nel settore oftalmologico è ancora degno di essere segnalato il trattamento con Avastin (un anticorpo monoclonale umanizzato) effettuato innovativamente presso la nostra azienda già dal 2006 nei pazienti affetti da degenerazione maculare, precedentemente trattata in regime ambulatoriale con laser Argon, con laser a diodi termico (Termoterapia Transpupillare) e infine con Laserterapia Fotodinamica (Verteporfina). In seguito all approvazione della delibera 1628 del 26 ottobre 2009 il trattamento iniettivo intravitreale con Avastin (considerato fino ad allora off-label), è stato esteso dalla degenerazione maculare senile umida alla neovascolarizzazione coroideale miopica, ad altre forme di neovascolarizzazione coroideale e al trattamento di varie forme di edema maculare: diabetico, post-occlusione vascolare retinica, da vasculite retinica. Come conseguenza di questo trattamento innovativo nel triennio la domanda dei trattamenti di tipo chirurgico delle maculopatie è stata in costante incremento di attività presso il Day Hospital Chirurgico, passando rispettivamente da 471 a 789 dimessi totali, tabella AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 33

34 Di particolare rilievo è la cura della Retinopatia del Pretermine (ROP) una malattia multifattoriale che colpisce i neonati pretermine. Più esattamente la prematurità è considerata come il fattore patogenetico più importante per l insorgenza della ROP, in quanto una bassa età gestazionale condiziona il regolare sviluppo della retina e della sua circolazione. Mediante l utilizzo dell innovativa apparecchiatura RETCAM è possibile valutare attraverso foto digitali, l estensione delle lesioni dell occhio del neonato e monitorare eventuali terapie. È uno strumento indispensabile per la diagnosi precoce. TRATTAMENTO DELLA STERILITA IN OSTETRICIA E GINECOLOGIA Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell ASMN è un Centro Regionale di III livello per la Diagnosi e la Terapia della Sterilità Involontaria di Coppia ed è uno dei più grandi, se non il più grande, Centro a livello nazionale. Tale dato è confermato dalla numerosità della casistica trattata e dalla voluminosa produzione scientifica (pubblicazioni scientifiche, partecipazione e convegni, eventi formativi, ecc ) del Centro stesso. Le coppie che si rivolgono al Centro possono essere residenti nella provincia di Reggio Emilia, ma afferiscono anche da altre realtà regionali e nazionali (come evidenziato in tabella 1.4.5). TABELLA N TRATTAMENTI DELLA STERILITÀ DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER Nel Centro vengono utilizzate le più moderne tecniche di procreazione medicalmente assistita (FIVET; ICSI; ICSI/ TESA) e viene praticata la crioconservazione degli ovociti e degli embrioni, nel rispetto della legge di riferimento, PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 70,60% A % ATTRAZIONE 68,37% A % ATTRAZIONE 67,82% n.40/2004 Norme in materia di Procreazione medicalmente assistita. Nel corso del 2010 l attività del Centro si è mantenuta, rispetto agli anni precedenti, molto elevata: la struttura ha prenotato circa 180 coppie al mese candidate alla PMA e sono stati eseguiti cicli con prelievo ovocitario che hanno esitato in 210 gravidanze cliniche (15,2% dei cicli eseguiti), di cui l 80% portate a termine con successo. E inoltre presente, presso il Centro, la Banca del Seme, che permette a tanti uomini in giovane età, affetti da tumori o da altre gravi malattie, di conservare la loro fertilità. L attività della Banca è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni : nel periodo si sono avuti 122 accessi (di cui 65 solo nel 2010) e 114 pazienti con uno o più campioni di liquido seminale crioconservato (di cui 62 solo nel 2010).Se ne deduce che l attività svolta dalla banca del Seme nel 2010 è stata superiore a quella svolta nel triennio precedente. Il trend della domanda di crioconservare il liquido seminale è in ascesa ed è destinato ad aumentare ulteriormente in futuro. La Banca del Seme del ASMN è l unica che in E-R funziona funziona 365 giorni su 365 e l attività aumenterà in modo esponenziale ogni anno e per almeno i prossimi 5 anni. NEUROPSICHIA- TRIA INFANTILE Per quanto riguarda l attività del centro di eccellenza di Neuropsichiatria Infantile (NPI) dell ASMN (2 posti letto di degenza ordinaria ed 1 di day hospital), si rileva nel triennio una sostanziale stabilità nel numero dei dimessi totali così come nella capacità attrattiva in regime di degenza ordinaria e diurna, tabella La NPI effettua attività di ricovero ospedaliero e ambulatoriale, con ambulatori specialistici di Neuropsichiatria Infantile e specifici per Malattie Neurometaboliche, Neuromuscolari e Malformative, per Neuropatie e Malattie del Midollo Spinale, per disturbi del movimento, per Epilessia e Cefalea. I settori di attività sono precipuamente neurologici e comprendono: epilessia, malattie neurometaboliche e degenerative, neuropatie e malattie del midollo spinale, malattie muscolari, malformazioni cerebrali, disturbi del movimento, sindromi disgenetiche di pertinenza neurologica, cefalea, neurotraumi cranici, patologia vascolare circolatoria ed emorragica, patologia infettiva e disimmune, paralisi cerebrale, encefalopatia ipossico-ischemica perinatale, paralisi di nervi cranici, ritardo mentale. Particolare attenzione è rivolta alla patologia neurometabolica e degenerativa, a quella malformativa cerebrale, alle neuropatie ereditarie e acquisite E ai disturbi del movimento. In questi settori, infatti, la S.C. di NPI dispone di competenze mediche e assistenziali specifiche che ne fanno un Centro di riferimento di dimensione regionale. L imminente avvio di una diagnostica di laboratorio per le malattie neurometaboliche completa l elenco dei requisiti richiesti alle Strutture ospedaliere di Neuropsichiatria Infantile affinché la struttura possa essere considerata HUB regionale per le patologie indicate. TABELLA RICOVERI IN NEUROPSICHIATRIA DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 26,10% A % ATTRAZIONE 26,98% A % ATTRAZIONE 26,08% OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE

35 Al fianco dell attività assistenziale della NPI vengono portate avanti intense attività di ricerca (pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, partecipazione attiva a Congressi nazionali e internazionali, ecc..) e di formazione e didattica. Queste ultime portate avanti attraverso l organizzazione di Workshops sui temi della neurologia infantile, di corsi di formazione trasversale e di ampiezza regionale, la docenza nella Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile E di pediatria dell università di modena e reggio emilia e l accoglienza di medici specializzandi della stessa scuola, oltre che di studenti frequentatori degli ultimi due anni della facolta di medicina e chirurgia della stessa universita GENETICA CLINICA La Struttura Semplice Dipartimentale di Genetica Clinica si occupa della diagnostica post-natale dismorfologica e sindromologica delle malattie genetiche rare, della consulenza genetica e della corretta informazione alle famiglie, della diagnostica applicata al nato-morto o neonato deceduto in epoca perinatale con patologia malformativa e/o sospetta malattia genetica, della diagnosi differenziale delle ipoacusie genetiche e della consulenza genetica pre-concezionale, prenatale e postnatale oltre che del follow-up assistenziale dei bambini con patologie croniche geneticamente determinate. Tutte queste attività vengono svolte in stretto collegamento con le S.C. di Pediatria, di UDGEE, di NPI, di Neonatologia, del Laboratorio di Genetica, di Ostetricia e Ginecologia, ma anche dei servizi territoriali e dei Laboratori di riferimento dei Centri Universitari e di ricerca sia in Italia che all estero. Le malattie rare sono un complesso di patologie che, per definizione, hanno una bassa incidenza, meno di 5 su abitanti. L 80% delle malattie rare, circa 6.400, sono di origine genetica e, pertanto, la maggior parte di queste condizioni si manifesta in età pediatrica rappresentando un problema di notevole importanza non solo scientifica, ma anche, e soprattutto, sociale. Ovviamente la precocità di diagnosi amplifica consistentemente i benefici. L attività clinica è strettamente correlata all attività di formazione, ricerca (significativa produzione scientifica a livello nazionale ed internazionale) e raccolta di dati epidemiologici (collaborazione con il gruppo IMER- registro delle Malformazioni congenite in Emilia Romagna). La SSD di Genetica Clinica è Spoke nell ambito delle Reti Regionali Hub & Spoke delle Displasie Scheletriche, della Genetica Clinica ed è nel Gruppo della costituenda Rete Regionale della Malattie Rare Malformative dell Età Evolutiva. La casistica trattata è ampia e viene riassunta nella tabella 13. Dall inizio dell attività hanno eseguito follow-up 890 bambini con malattia rara. TAB CASISTICA TRATTATA NEL 2010 DALLA GENETICA CLINICA TIPOLOGIA ATTIVITÀ Ricoveri in Day hospital NUMERO CASI 109 Day service 112 Visite ambulatoriali 648 MEDICINA NUCLEARE La S.C. di Medicina Nucleare, con l utilizzo di nuovi radiofarmaci, ha assunto negli anni più recenti sempre più un ruolo imprescindibile nell ambito della diagnostica e della terapia di molte patologie neoplastiche di difficile trattamento con le tecniche convenzionale. Nel 2010 il Servizio ha effettuato oltre 9720 prestazioni ambulatoriali di cui 2786 PET; tra queste 479 sono PET effettuate con radiofarmaci sperimentali. La Struttura dispone di 3 gammacamere (2 a doppia testa di cui 1 SPET/TC) e di una PET/TC di ultima generazione; collabora da anni con la S.C. di Radioterapia nella corretta stadiazione del paziente affetto da neoplasia e indirizzato alla terapia radiante contribuendo, con l uso di radiofarmaci PET sperimentali e tecniche di gating sofisticate, alla corretta definizione del bersaglio radioterapico (BTV Biological Target Volume). Tale approccio metabolico ha determinato Terapia (in regime di ricovero) Patologia Totale = I Neoplasie tiroide diff Lu e 90 Y-DOTATOC NET e neoplasie SSTR Ra - cloruro 131 I-L19SIP Metastasi ossee 11 Metastasi cerebrali 3 90 Y-Zevalin Linfomi NH refrattari 8 Terapia (in regime ambulatoriale) un affinamento nella definizione del planning radioterapico, indispensabile nelle terapie conformazionali ad ipofrazionamento spinto. Grazie a questa collaborazione, la Medicina Nucleare dell Arcispedale Santa Maria Nuova è divenuta Centro di Eccellenza dell Associazione Italiana di Medicina Nucleare per Utilizzo della PET in Radioterapia, effettuando corsi formativi per personale medico e tecnico, sia italiano che straniero. L attività della Sezione di Terapia Radiometabolica, attiva dal 1997, è cresciuta nel tempo, alimentata da un bacino di utenza ampio, esteso ad oggi a tutto il territorio dell Area Vasta Emilia Nord (AVEN), ma anche alle Regioni limitrofe (soprattutto Lombardia e Veneto). Nel corso del 2010 sono stati effettuati 630 trattamenti in regime di ricovero, così suddivisi: centro di Medicina Nucleare dell ASMN (8 posti letto di degenza breve), il trend di crescita è progressivo e costante e conferma la Medicina Nucleare quale specialità di riferimento, all interno della regione e fuori regione, con una capacità attrattiva che nel 2010 raggiunge il 79%, determinata soprattutto dall utilizzo di radiofarmaci sperimentali innovativi, che sostengono lo sviluppo della sezione di Terapia Radiometabolica. Nel corso del 2010 sono stati effettuati 630 trattamenti in regime di ricovero, così suddivisi: I trattamenti terapeutici ambulatoriali sono invece stati 156, quasi tutti per pazienti della provincia: Patologia Totale = I Ipertiroidismo Y colloidale Artriti essudative Sm-EDTMP e 89 Sr-cloruro Metastasi ossee 5 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 35

36 TABELLA RICOVERI IN TERAPIA RADIOMETABOLICA 36 DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER A % ATTRAZIONE 74,61% A % ATTRAZIONE 77,90% A % ATTRAZIONE 79,61% RADIOTERAPIA ONCOLOGICA La S.C. di Radioterapia Oncologica si caratterizza per l impiego di tecniche di irradiazione innovative e ad alta complessità. È stata, infatti, tra i primi centri in Europa ed il primo in Italia (nel 2001) ad applicare la tecnica IMRT (radioterapia ad intensità modulata). Nel 2008, ai due Acceleratori Lineari (Linac) già in dotazione, si è aggiunta la Tomoterapia, una macchina dedicata all ImageGuided-IMRT. Nel 2009 è stato anche acquisito un acceleratore mobile per radioterapia intraoperatoria (IORT). TIPOLOGIA DI TRATTAMENTO Nel 2010 la S.C. di Radioterapia Oncologica ha eseguito 1629 cicli di radioterapia di cui: 1241 con alte energie (con Acceleratori Lineari, Tomoterapia e IORT), 71 con brachiterapia endocavitaria (High Dose Rate) e 317 con ortovoltaggio (Roentgenterapia). Il 35% dei trattamenti con alte energie sono stati trattamenti complessi di categoria D (classificazione Ist. Superiore di Sanità, rapporto 02/20). Il raggiungimento di tali livelli di complessità è stato possibile grazie alla forte interazione con il Servizio di Fisica Medica. L altro elemento caratterizzante la S.C. di Radioterapia è l impiego dell imaging multimodale (TC/PET e RM) per la definizione del volume bersaglio e la ottimizzazione del piano di trattamento. In particolare, la stretta collaborazione con la SC di Medicina Nucleare ha portato, a far capo dal 2003, PROV. all introduzione routinaria dell imaging TOT. R.E. PET nella pianificazione dei trattamenti complessi, primi fra tutti quelli per neoplasie del testa-collo e del polmone. La SC di Radioterapia costituisce un polo di attrazione per i trattamenti con alte energie: nel 2010 i piani di trattamento eseguiti per pazienti proveniente da altre ASL hanno rappresentato il 26,7% del totale. Se si considera la sola Tomoterapia, il 31% dei trattamenti è stato erogato a pazientidi di provenieza extra-regionale. NUMERO TRATTAMENTI 2010 con Linac: 3DCRT (cat C) % con Linac: IMRT e RT stereotassica (cat D) 189 con Tomoterapia: IMRT (cat D) 227 con IORT (cat D) 14 totale trattamenti alte energie 1241 % 35% GASTROENTEROLOGIA EN- DOSCOPIA ONCOLOGICA La S.C. di Gastroenterologia-Endoscopia Digestiva è coinvolta a vari livelli in progetti relativi alla prevenzione, alla diagnosi ed al trattamento delle neoplasie gastrointestinali. L attività che l unità svolge è sia di tipo diagnostico che terapeutico ed è da anni costantemente orientata ad una gestione ottimale delle tecnologie che possiede e che rappresentano quanto di più avanzato si possa utilizzare oggi nella disciplina della Gastroenterologia-Endoscopia Digestiva. La S.C. di Gastroenterologia-Endoscopia Digestiva ha erogato nell anno 2010 circa procedure (4778 su pazienti ricoverati, 9222 su pazienti ambulatoriali o nell ambito del programma screening); queste procedure sono spesso sia diagnostiche che terapeutiche. In particolare l unità si è distinta in questi ultimi anni per un approccio integrato alla diagnosi ed al trattamento della patologia neoplastica biliopancreatica eseguendo nel corso della stessa sessione indagini ad elevata complessità tecnologica (ecoendoscopia + ERCP+ ecoendoscopia intraduttale ad alta frequenza + ecoendoscopia con FNAB + trattamento palliativo con endoprotesi metalliche autoespandibili). Le prestazioni endoscopiche eseguite sono così riassumibili: Colonscopie: 5572 ERCP (Colangiopancreatografie retrograde endoscopiche): 541 Gastroscopie: 4353 Ecoendoscopie: 986 Ecografie addominali e phmanometrie:460 BT per intolleranze alimentari:503 BT urea per H. Pylori :1585 Sono stati ricoverati dalla SC di GED 213 pazienti in regime di Day Surgery e 280 in regime di degenza ordinaria, prevalentemente breve. Infine si sottolinea come la SC di Gastroenterologia-Endoscopia Digestiva sia direttamente coinvolta nel Programma Interaziendale di Gastroenterologia Endoscopia Digestiva e nello sviluppo di linee di ricerca IRCCS che verifichino l applicazione di tecnologie diagnostico-terapeutiche in un adegiuato contesto di modello organizzativo-assistenziale (es percorso colon-retto; percorso tumori neuroendocrini). LABORATORIO DI GENETICA La S.C. Laboratorio di Genetica è dotata di elevate professionalità e di adeguata tecnologia che consentono l esecuzione di prestazioni specialistiche di 3 livello (circolare regionale n. 24 del ) sia di tipo analitico (76% delle prestazioni 2010) che consultoriale (24%). L attività analitica copre attualmente tutti i settori. 1. citogenetica classica si incentra sulla analisi dei cromosomi sia nell ambito della patologia costituzionale postnatale e prenatale che della patologia oncoematologica (cariotipo su midollo e, raramente, su periferico non stimolato); 2. citogenetica molecolare si fonda sull utilizzo della ibridazione a fluorescenza in situ (FISH) ed è principalmente rivolta (circa 60% dell attività specifica) alla patologia oncoematologica; in questo ambi- 1.4 OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE

37 to sonde molecolari commerciali o home made, vengono applicate allo studio di cromosomi metafasici o interfasici, per caratterizzare alterazioni citogeneticamente manifeste o ricercare specifiche anomalie, anche criptiche o mascherate, di grande rilevanza sotto il profilo prognostico o terapeutico (come la trisomia 8, le monosomie 5 e 7, le delezioni 5q, 7q, 12 p e 20q nelle Mielodisplasie; la trisomia 12 e le delezioni 11q22.3, 13q14.3, 13q34 e 17p13.1 nelle Leucemie Linfatiche Croniche; le monosomie 5 e 7, le delezioni 5q, 7q e 11q23, le traslocazioni t(15;17) e t(16;16) e l inversione 16pq nelle Leucemie Mieloidi Acute; la traslocazione t(9;22) nella Leucemia Mieloide Cronica; le delezioni 13q14 e 17p13.1 e la traslocazione t(4;14) nel Mieloma Multiplo); la restante quota di attività è riferibile invece allo studio di alterazioni cromosomiche costituzionali postnatali (sindromi microcitogenetiche, analisi dei segmenti subtelomerici) e prenatali (aneuploidie 13,18,21,X,Y); 3. genetica molecolare si rivolge alla diagnostica di specifiche condizioni costituzionali, molte di queste associate a ritardo mentale. In particolare con techiche di: Southern-Blot applicato nella diagnosi dell X fragile e nella ricerca di portatori sani; Methylation Specific PCR applicata nella diagnosi delle sindromi di Prader Willi ed Angelman; PCR nella ricerca dei portatori sani di Fibrosi cistica e nello studio della microdelezione del cromosoma Y (associata all alterazione della spermatogenesi) PCR nello studio della segregazione allelica di cromosomi imprintati (7,11,14,15) per escludere disomie uniparentali materne o paterne. Queste caratteristiche e il livello qualiquantitativo delle prestazioni fornite hanno fatto sì che già dal 2002 il laboratorio sia riconosciuto come punto di eccellenza dalla Regione Emilia-Romagna, che, nell organizzazione della rete regionale delle strutture di genetica secondo il modello Hub and Spoke, lo qualifica come Hub di riferimento per la citogenetica per l area dell Emilia- Romagna di nord-ovest. LABORATORIO DI BIOLOGIA MOLECOLARE La S.S.Dip. Laboratorio di Biologia Molecolare Il Laboratorio di Biologia Molecolare svolge, da ormai alcuni decenni, studi di associazione gene-malattia, nelle malattie comuni, come le malattie infiammatorie articolari e anche sui tumori. In questo ambito, da alcuni anni è stato intrapreso uno studio per valutare l effetto di polimorfismi, contenuti in specifici geni candidati, nei pazienti con melanoma maligno, tumore della tiroide, tumori mesenchimali e tumori del polmone e colon. Negli ultimi anni l applicazione delle tecniche biologico molecolari alla diagnosi delle LA DIAGNOSI MOLECOLARE ASSUME UN IMPORTANZA FONDAMENTALE PERCHÉ CONSENTE DI INDIVIDUARE A LIVELLO PRE SINTOMATICO I SOGGETTI IN CUI SI STA SVILUPPANDO LA PATOLOGIA TUMORALE malattie neoplastiche è stata notevolmente implementata. In questo genere di patologie, la diagnosi molecolare assume un importanza fondamentale perché consente di individuare a livello pre-sintomatico, e quindi in fase precoce, i soggetti in cui si sta sviluppando la patologia tumorale. La maggior parte dei tumori sono sporadici, cioè le alterazioni del DNA (mutazioni) si sviluppano casualmente a livello delle cellule somatiche. Solo una piccola, anche se significativa, percentuale dei tumori sono ereditari. Attualmente nel laboratorio di Biologia molecolare vengono analizzate diverse mutazioni caratterizzanti il tumore, la sua insorgenza, la risposta farmacologica, la capacità metastatizzante attraverso tecniche di PCR e sequenziamento diretto del DNA. In particolare viene effettuata: analisi molecolare delle mutazioni del gene KRAS (tumore del colon e del polmone) analisi molecolare delle mutazioni del gene EGFR (tumore del polmone) analisi molecolare delle mutazioni del gene PDGFRA (GIST) analisi molecolare delle mutazioni del gene c-kit (GIST) analisi molecolare delle mutazioni del gene p53; analisi molecolare delle mutazioni del gene RET (MEN2); analisi molecolare delle mutazioni del gene BRAF; analisi clonalità cellule B e T; analisi molecolare delle mutazioni del gene MEN-1; Valutazione dello stato di metilazione del promotore del gene MGMT Analisi mutazioni dei geni dell Isocitrato deidrogenasi (IDH1-2) nei Gliomi Valutazione della clonalità Cellule B e T EPIDEMIOLOGIA DELLE PRINCIPALI NEOPLASIE (trattate nei centri di eccellenza dell A.S.M.N) a) Incidenza e Mortalità In questa analisi, tabella 1.4.8, vengono messe in evidenza le principali neoplasie trattate in modo multidisciplinare e per le quali sono stati implementati percorsi diagnostici-terapeutici a valenza provinciale e aziendale. Il quadro epidemiologico della patologia oncologica fa riferimento all anno 2008, ultimo anno elaborato dal Registro Tumori provinciale. Nel periodo sono stati registrati nella provincia di Reggio Emilia complessivamente nuovi casi di tumore, con un tasso grezzo di incidenza pari a 759,2 per residenti. Per quanto riguarda i tumori più frequenti (escluse le altre sedi), il totale dei nuovi casi è stato pari a con un tasso grezzo di 459,7 per residenti. I tumori a elevata incidenza sono: mammella (170,0 per donne residenti), prostata (133,9 per uomini residenti), colon-retto (90,1 per uomini residenti e 68,7 per donne residenti) e polmone (113,6 per uomini residenti e 34,7 per donne residenti). Complessivamente sono decedute persone a cui corrisponde il tasso grezzo di mortalità pari a 294,1 per residenti. Il rapporto tra Mortalità e Incidenza AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 37

38 (M/I) rappresenta una buona stima della curabilità dei tumori, quindi dati della Tabella emerge che i tumori delle sedi polmone, fegato e stomaco sono più aggressivi e poco curabili. Infatti il rapporto M/I per 100 casi incidenti risulta pari rispettivamente a: 88 per il polmone, 78 per il fegato e 72 per lo stomaco. D altro canto, pur essendo mammella e prostata i tumori più frequenti, rispettivamente per le donne e per gli uomini, essi hanno una migliore prognosi: infatti meno del 25% dei casi incidenti sono deceduti. Facendo riferimento all ultimo anno disponibile (2008) persone si sono ammalate di tumore (maschi 2.058; femmine 1.771). Se si escludono i tumori della pelle, le MMPC e le SMD, il numero di nuovi casi diagnosticati è stato pari a 3.021, di cui (53,3%) diagnosticati tra i maschi e (46,7%) tra le femmine. E stata registrata una lieve diminuzione dell in- TABELLA INCIDENZA E MORTALITÀ cidenza della mammella e del polmone sia nei maschi che nelle femmine. Il tumore del colon-retto complessivamente ha subito invece un arresto dell incidenza tra il 2007 e il 2008: tasso grezzo pari al 74,4 nel 2007 e pari al 72,4 nel 2008 per residenti). D altro canto la mortalità per tumore del colon-retto ha fatto registrare una significativa flessione (dal 30,9 del 2007 al 22,7 del 2008 per residenti), soprattutto per i maschi b) Sopravvivenza I tumori a più lunga sopravvivenza, dopo 5 anni, sono risultati: tiroide 94,8%, prostata 91% e melanoma 80,8% nei maschi tiroide 99,9%, mammella 89,1%, corpo dell utero 87,3% e melanoma 86,8% nelle femmine [grafico 1.4.1]. I tumori a prognosi infausta per entrambi i sessi sono risultati: stomaco 32,6%, fegato 17,4% e polmone 11,9% nei maschi stomaco 36,1%, polmone 18,8% NUMERO DEI CASI (M+F), TASSI GREZZI e fegato 10,4% nelle femmine. L epidemiologia dei tumori a Reggio Emilia riflette l andamento nazionale, evidenziato anche dall Associazione Italiana Registri Tumori nel rapporto del 2009: la sopravvivenza è in costante aumento per quasi tutti i tumori, a seguito degli sforzi congiunti compiuti in questi ultimi anni nella diagnosi precoce e nel miglioramento dei trattamenti attraverso la definizione ed implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici appropriati. Inoltre, miglioramenti più sensibili si evidenziano per i tumori oggetto di diagnosi precoce e di programmi di screening. Nel caso del tumore della mammella, del colon-retto e dell utero, il tasso di sopravvivenza è più elevato a RE rispetto alla media nazionale; questo rispecchia gli investimenti fatti in termini di diagnosi precoce e trattamenti terapeutici nella nostra provincia. grafico 1.4.1: Sopravvivenza relativa a 5 anni per le principali neoplasie per sesso (follow up al 31/12/2009) Reggio Emilia SEDE CASI INCIDENTI TASSO GREZZO INCIDENZA DECESSI TASSO GREZZO MORTALITÀ Mammella Cervice Corpo utero Colon retto Polmone Fegato Tiroide Prostata Stomaco Melanoma tessuto ematolinfopoietico Nota: la sopravvivenza è riferita ai casi degli anni con follow-up al 31/12/2009 e di età superiore ai 15 anni Nota: Il tasso grezzo è riferito a abitanti. Risulta dal rapporto tra il numero di casi (di malattia o di decesso) registrati nel periodo di riferimento e la stima della popolazione residente. Fonte dati: Registro Tumori Reggiano dati aggiornati al OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE

39 1.4.3.c) Prevalenza Per quanto riguarda il dato di prevalenza, la tabella fa riferimento agli ultimi dati disponibili pubblicati nel Rapporto dell AIRTUM 2010 ripresi anche dal Registro Tumori Reggiano. Al 1/1/2006, 5338 donne residenti vivevano con una precedente diagnosi di tumore della mammella, seguite dalle donne con tumore del colon-retto (1370), del tessuto ematolinfopoietico (993) e del corpo dell utero (895). Tra gli uomini 2038 casi prevalenti di tumore alla prostata, seguiti dai 1473 del colon-retto e 1123 del tessuto ematolinfopoietico. Il tumore del polmone che presenta una incidenza elevata, mostra una bassa prevalenza (543 tra gli uomini e 182 tra le donne) a causa della sua elevata mortalità. TABELLA CASI PREVALENTI AL 1/1/2006 SEDE N. CASI PREV- ALENTI (MASCHI) N. CASI PREV- ALENTI (FEMMINE) mammella colon retto prostata tessuto ematolinfopoietico tiroide polmone corpo utero 895 stomaco melanoma cervice 431 fegato Totale Nota: la prevalenza indica il numero di casi di neoplasia presenti in un territorio ad un dato istante, quindi comprende tutti i casi diagnosticati nel passato e sopravvissuti al momento in cui la prevalenza viene calcolata. Fonte dati: Registro Tumori Reggiano d) CAPACITA ATTRATTIVA Le seguenti tabelle forniscono un quadro d insieme di quello che è la capacità attrattiva dell Azienda ASMN, per i pazienti affetti da patologie neoplastiche, che risultano già oggetto di indagine epidemiologica sul territorio di Reggio Emilia e che trovano assistenza e cura nei centri di eccellenza aziendali. I dati relativi ai dimessi sono stati suddivisi in base alla residenza. Il loro numero complessivo negli anni dal TABELLA DIMESSI CON DIAGNOSI DI NEOPLASIA TIPO DI RICOVERO totale dimissioni re-ricoveri nello 31 stesso anno % re-ricoveri 7% 9% 10% numero pazienti % do %dh TESSUTO EMATO- LINFOPOIETICO 89% 11% 94% 91% 6% 9% % drg ch 83% 87% 90% 2008 al 2010 per le neoplasie oggetto di analisi mostrano il seguente andamento: 3024 nel 2008, 3047 nel 2009 e 3025 nel Le principali neoplasie per numerosità, tabella , sono quelle che colpiscono i tessuti ematolinfopoietici (872 dimessi nel 2010 vs 827 nel 2008), seguite dalla neoplasia polmonare (472 dimessi nel 2010 vs 559 nel 2008) e da quella, prettamente femminile, della mammella (469 dimesse nel 2010 vs 424 nel 2008). POLMONE TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIA MAMMELLA (COMPRESO IL CARCINOMA IN SITU) DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER MAMMELLA NEOPLASIA DELLA MAMMELLA L analisi della casistica relativa alla neoplasia della mammella (compreso il carcinoma in situ), tabella , evidenzia un sostanzioso aumento dei casi nella provincia di Reggio nel 2010 rispetto ai due anni precedenti. Prosegue l incremento dei drg chirurgici indice di una maggiore appropriatezza dei ricoveri per questa patologia PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 7,31% A % ATTRAZIONE 7,01% A % ATTRAZIONE 5,33% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 39

40 NEOPLASIA DELLA CERVICE (compreso il carcinoma in situ) L andamento dei ricoveri per neoplasia della cervice, tabella , che aveva segnato un incremento nel 2009, probabilmente legato al flusso migratorio che ha portato nel ns territorio donne che non hanno avuto accesso a screening per tale neoplasia, subisce un battuta d arresto proprio nell attrazione extrarer. L attrazione segue la tendenza della casistica. TABELLA DIAGNOSI NE- OPLASIA CERVICE DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 37,04% A % ATTRAZIONE 32,79% A % ATTRAZIONE 18,75% NEOPLASIE DEL CORPO UTERO Mentre complessivamente rimane stabile il numero dei casi nel 2010, cambia decisamente la geografia: aumentano le donne che provengono dall estero, da altre regioni e da altre provincie dell Emilia Romagna, mentre diminuiscono le pazienti della provincia di Reggio Emilia. Conseguentemente la percentuale di attrazione è raddoppiata, come si evince dai dati della tabella TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIE CORPO UTERO (COMPRESO IL CARCINOMA IN SITU) DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 16,42% A % ATTRAZIONE 14,93% A % ATTRAZIONE 30% NEOPLASIE DEL COLON RETTO Il trend positivo registrato nel precedente triennio si è stabilizzato, con una lieve diminuzione dei dimessi (soprattutto infra RER e della provincia di RE). Se si osserva la tabella TIPO DI RICO- VERO i dati sopra esposti trovano una giustificazione. Innanzitutto è diminuita la percentuale di re-ricoveri, è aumentata la percentuale di ricoveri ordinari e di DRG chirurgici, quadro che depone a favore di una maggiore complessità dei casi trattati presso l Azienda Ospedaliera NEOPLASIA DEL POLMONE (compresi trattamenti chemio, radio ed immunoterapici) E osservabile un lieve aumento dell attrazione infra RER ed extra RER, contro una diminuzione dei pazienti locali. S.Maria Nuova di Reggio Emilia. TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIA COLON RETTO DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 10,54% A % ATTRAZIONE 16,04% A % ATTRAZIONE 12,96% TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIA POLMONE DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 5,55% A % ATTRAZIONE 5,35% A % ATTRAZIONE 8,05% TIPO DI RICOVERO totale dimissioni re-ricoveri nello stesso anno % re-ricoveri 12% 13% 10% numero pazienti % do 95% 92% 97% %dh 5% 8% 3% % drg ch 71% 69% 77% OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE

41 NEOPLASIE DEL FEGATO Il trend dei dimessi per neoplasia del fegato, tabella , ha un andamento alterno, con un aumento consistente nel 2010, sia in termini assoluti che di attrazione. TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIA FEGATO DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 17,04% A % ATTRAZIONE 7,87% A % ATTRAZIONE 11,27% NEOPLASIE DELLA TIROIDE I dati dell attività di ricovero per neoplasia della tiroide, tabella , mostrano un progressivo decremento, mentre ha una tendenza opposta l attrazione che nel 2010 ha un aumento, legato soprattutto agli extra RER. TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIA TIROIDE DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 38,11% A % ATTRAZIONE 29,11% A % ATTRAZIONE 31,92% INTERVENTI SULLA TIROIDE La chirurgia sulla tiroide ricopre un ruolo importante nel panorama delle attività chirurgiche dell Azienda Santa Maria Nuova. La casistica trattata riguarda sia le patologie maligne (neoplasie) che quelle ad andamento benigno quali i tumori benigni, l ipotiroidismo, il gozzo, i tumori benigni delle paratiroidi, ecc. L andamento nel triennio è sostanzialmente stabile con un impennata nel TABELLA INTERVENTI SULLA TIROIDE DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 42,33% A % ATTRAZIONE 36,74% A % ATTRAZIONE 36,55% NEOPLASIE DELLA PROSTATA Si osserva, nel triennio , tabella , un andamento alterno dei dimessi per neoplasia della prostata, che vede un picco nel 2009 che si ridimensiona nel 2010 (minore adesione TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIA PROSTATA allo screening) Per quanto riguarda i re-ricoveri, legati soprattutto alle tipiche problematiche post-intervento urologico, c è stato un netto miglioramento (dal 23% al 17%). Stabile la proporzione tra ricoveri in day hospital ed in defenza ordinaria, ma con un aumento dei drg chirurgici, indice di un utilizzo più appropriato del regime di ricovero. DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 9,69% A % ATTRAZIONE 8,09% A % ATTRAZIONE 6,67% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA TIPO DI RICOVERO totale dimissioni re-ricoveri nello stesso anno % re-ricoveri 19% 23% 17% numero pazienti % do 47% 46% 47% %dh 53% 54% 53% % drg ch 71% 82% 90% 41

42 NEOPLASIE DELLO STOMACO La casistica che riguarda la neoplasia dello stomaco, tabella , mostra un andamento essenzialmente stabile nel triennio, sia nel numero dei dimessi che nella percentuale di pazienti provenienti da altre ASL (attrazione). TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIA STOMACO NEOPLASIE TESSUTO EMATOLINFOPOIETICO Sostanzialmente stabile l andamento della casistica relativa alle neoplasie del tessuto ematolinfopoietico. I dati comprendono anche i pazienti con malattia conclamata che intraprendono il percorso terapeutico attraverso la somministrazione di cicli di chemio e/o immunoterapia, vedi tabella TABELLA DIAGNOSI NEOPLASIA TESSUTO EMATOLINFOPOIETICO (COMPRESI I TRATTAMENTI CHEMIO ED IMMUNOTERAPICI) DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 13,18% A % ATTRAZIONE 10,00% A % ATTRAZIONE 11,63% DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 10,52% A % ATTRAZIONE 14,62% A % ATTRAZIONE 13,07% MELANOMA Il numero dei dimessi nel triennio ha avuto un costante e progressivo aumento che ha coinvolto sia la popolazione della provincia che quella proveniente da altre provincia dell Emilia Romagna e da altre regioni o dall estero (vedi tabella ). TABELLA MELANOMA CHEMIOTERAPIA E RADIOTERAPIA. I dati confermano il trend in crescita dell attività chemio e radioterapica nell Azienda Ospedaliera confermando che l Arcispedale S.Maria Nuova di Reggio Emilia è centro di riferimento a livello provinciale, regionale ed extra, con un alta attrazione (nel 2010 oltre il 35%). TABELLA CHEMIOTERAPIA ED IMMUNOTERAPIA DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 3,30% A % ATTRAZIONE 6,08% A % ATTRAZIONE 8,75% DIMESSI IN DEGENZA ORDINARIA E DAY HOSPITAL EXTRA RER INFRA RER PROV. R.E. TOT. A % ATTRAZIONE 33,49% A % ATTRAZIONE 32,65% A % ATTRAZIONE 35,19% OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE

43 1.5 ACCORDO DI FORNITURA L Azienda USL di Reggio Emilia svolge nei confronti dell Azienda Ospedaliera ASMN la propria funzione di committenza, intendendo con questo la capacità di tradurre in acquisti di servizi la propria visione dei bisogni della comunità. Le due Aziende perseguono il disegno del sistema curante inteso come progetto complessivo di offerta dei servizi partendo dalla centralità del cittadino e della comunità provinciale. Accomuna il lavoro della singola Azienda la condivisione delle strategie ed il disegno complessivo di offerta cui è stata data definizione in modo coordinato: - il rispetto delle diversità e delle competenze specifiche si traduce nella ricerca permanente di sinergie tecniche ed organizzative ai fini della economicità dell offerta di servizi e della valorizzazione delle eccellenze; - la costruzione, attraverso azioni comuni di ricerca, di informazione e formazione, della cultura della promozione della salute verso i professionisti, i cittadini-pazienti, la comunità; - la visione globale della persona che si traduce organizzativamente nell attenzione alla garanzia dei percorsi di cura e nell accompagnamento del paziente, nello sviluppo di azioni di promozione della salute e di coinvolgimento e responsabilizzazione della persona e dal suo contesto rispetto al percorso di cura; - la ricerca di efficienza ed efficacia su tematiche strategiche e innovative per la vita aziendale attraverso azioni concordate e/o gestite in comune. Il riferimento generale per la definizione degli obiettivi annuali è l accordo di fornitura. Nello specifico, per l anno 2010, l accordo siglato prevedeva: PROGETTI DI COOPERAZIONE Gli ambiti di riferimento sono stati: Formazione: sviluppo di attività di formazione di base per le professioni sanitarie attraverso le lauree di infermiere, tecnico sanitario di radiologia medica, fisioterapista, corso di laurea magistrale e corsi OSS, riqualificazione OTA-OSS, secondo programmi comuni di lavoro, concordati fra le due Aziende; accesso alle banche dati scientifiche e bibliografiche esterne a pagamento da parte dei professionisti delle due aziende sanitarie provinciali; cogestione e coproduzione di percorsi formativi. Garanzia di percorsi del paziente: implementazione di percorsi di cura integrati ospedale-territorio, per le patologie croniche in particolare per pazienti affetti da ACCOMUNA IL LAVORO DELLE SINGOLE AZIENDE LA CONDIVISIONE DELLE STRATEGIE ED IL DISEGNO COMPLESSIVO DI OFFERTA scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria, neoplasia ed insufficienza renale; rispetto del protocollo sulle dimissioni protette con l integrazione della procedura interaziendale per la visita e presa in carico infermieristica nelle dimissioni protette (progetto Teseo) rivolta al Distretto di Reggio Emilia; Avvio di un tavolo di confronto con il Centro Emostasi per impostare la gestione della TAO come da indicazioni regionali consolidamento del servizio di mediazione culturale. Procedure e reti informatiche: Prosecuzione della realizzazione di progetti mirati alla condivisione, tra i professionisti sanitari delle due Aziende, delle informazioni cliniche e dell accesso alle banche dati mediche. In particolare: - partecipazione al progetto regionale SOLE che prevede la creazione della i n f r a s t r u t - tura di collegamento dei medici di medicina generale (MMG) della provincia di Reggio Emilia alle strut- PROSECUZIONE DELLA REALIZZAZIONE DI PROGETTI MIRATI ALLA CONDIVISIONE TRA I PROFESSIONISTI SANITARI DELLE DUE AZIENDE ture ospedaliere; - realizzazione di un repository UNICO dei dati clinici centrato sul paziente (ricostruzione della storia clinica del cittadino - EHR electronic health record), unificando fisicamente le posizioni anagrafiche ed i dati clinici attualmente ospitati su due repositiry separati; - condivisione ed integrazione tra le due aziende degli applicativi e dei sistemi gestionali di Endoscopia, Nefrologia e Dialisi, Laboratori, PACS e teleconsulto cardiologico Istituzione di un tavolo permanente di confronto: Attivazione di un tavolo di confronto tra la Direzione Sanitaria, la Direzione Professioni Sanitarie dell Azienda Ospedaliera ASMN e il Distretto di Reggio Emilia, con l eventuale presenza dei Coordinatori dei Nuclei di Cure Primarie per la discussione dei temi e la soluzione dei problemi inerenti il rapporto ospedale-territorio.; AZIONI CONGIUNTE DEL- LE DUE AZIENDE SANITARIE Le principali azioni congiunte sono ascrivibili a: 1. percorsi clinico assistenziali della cronicità: percorso di cura del paziente con scompenso cardiaco gestione integrata del paziente con insufficienza renale progressiva percorso di cura del paziente oncologico, oncologia e cure palliative percorso del paziente con insufficienza respiratoria cronica 2. rapporti di collaborazione per specialità tra le due Aziende Sanitarie Anatomia Patologica e Patologia Clinica Diagnostica Radiologica Anestesia Ostetricia e Ginecologia Pediatria Oncologia Chirurgia Generale Chirurgie Specialistiche Neurochirurgia Lungodegenza e Riabilitazione Emergenza-Urgenza Traumatologia 3. Azioni in ambito organizzativo Recettività ospedaliera Registrazione Stranieri Temporaneamente Presenti (STP) AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 43

44 FORME DI COLLABORAZIONE INTERAZIENDALE: DIPARTIMENTI, PROGRAMMI, RETI E GRUPPI INTERAZIENDALI Le Direzioni delle Aziende sanitarie provinciali (AUSL-AOSP), in ottemperanza alle direttive regionali ed al fine di garantire lo sviluppo di processi di integrazione professionale ed organizzativa quale obiettivo strategico della programmazione aziendale, hanno individuato, così come di seguito articolato, forme di collaborazione articolate su quattro livelli, in ragione della complessità organizzativa della rilevanza strategica, del grado di intersettorialità ed interdisci, del livello quantitativo e qualitativo delle risorse da gestire e del livello di autonomia e responsabilità che è necessario assicurare: dipartimenti interaziendali: Diagnostica per Immagini ed Emergenza-Urgenza; programmi interaziendali: Programma Speciale Sangue, Programma screening oncologici, Programma di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Programma Materno-Infantile, Programma di assistenza dialitica e nefrologica, Programma Cardiologico, programma screening oncologici, programma prevenzione, programma di coordinamento Rete provinciale Medicina di Laboratorio; reti funzionali interaziendali: costituiscono una modalità di relazione fra funzioni omogenee, che riguardano componenti specialistiche ospedaliere e territoriali delle due Aziende, finalizzata a definire azioni o progetti integrati riconducibili al governo clinico (audit clinici, gestione del rischio, HTA, pratiche cliniche, ). Nel 2007 è stata attivata la rete funzionale delle ortopedie e traumatologie della provincia, nel 2009 è stata prevista l at- 44 tivazione delle reti funzionali di pneumologie e chirurgia toracica, anestesie e rianimazione, oncologie,diabetologia e nel 2010 è stato ridefinita la responsabilità di coordinamento interaziendale di Diabetologia. gruppi di lavoro interaziendali: è una modalità ordinaria di integrazione fra professionisti di discipline diverse od omogenee. Nel 2009 è continuata l attività di un gruppo di lavoro interaziendale per un progetto di riorganizzazione in rete provinciale interaziendale dei laboratori secondo TUTTO IL SISTEMA SANITARIO PROVINCIALE È CHIAMATO A PORRE IN ATTO UN SISTEMA DI GOVERNO CONTINUO DELLE PRESCRIZIONI GARANTIRE LO SVILUPPO DO PROCESSI DI INTEGRAZIONE PROFESSIONALE ED ORGANIZZATIVA, QUALE OBIETTIVO STRATEGICO DELLA PROGRAMMAZIONE AZIENDALE il modello hub e spoke e coerentemente con le indicazioni regionali in materia. E stata prevista inoltre l attivazione di: un gruppo di lavoro di Dermatologia per un progetto di riorganizzazione di tutta l attività tra professionisti di entrambe le aziende e di costituire rapporti con collaboratori esterni per le attività di dermochirurgia ricostruttiva per la cura di lesioni difficili quali ad esempio quelle dei pazienti diabetici; un gruppo Angiovascolare con ambito di lavoro sul piede diabetico, sulle ulcere trofiche e sull attività chirurgica vascolare minore un gruppo di lavoro neurologico sul percorso integrato del paziente neurologico Di particolare rilevanza è inoltre la partecipazione dell azienda ospedaliera con le UO di Malattie Infettive e del Laboratorio di Microbiologia alle azioni per il controllo delle infezioni e l uso appropriato degli antibiotici, quali le riunioni del CIO PIANO DI PRODUZIONE E CONTENIMENTO COSTI L accordo di fornitura ha definito inoltre gli impegni su: à percorsi e prestazioni specialistiche ambulatoriali: in particolare è stato concordato il volume complessivo della produzione di specialistica ambulatoriale orientato a consentire all Azienda territoriale il raggiungimento degli obiettivi definiti dalla DGR 1532/06, avente ad oggetto il Piano Regionale sul contenimento dei tempi di attesa Fermo restando quanto previsto dai L.E.A., è stato richiesto nello specifico: incremento di attività in day service e/o ambulatoriale a fronte di riduzione di DH medici; aumento dell offerta settimanale delle prestazioni critiche oggetto di rilevazione trimestrale regionale. consumi e spesa farmaceutica: Obiettivo è il contenimento della spesa farmaceutica all interno del budget assegnato dalla Regione all Azienda USL che prevede per l anno 2010 rispettivamente: - sulla farmaceutica territoriale un incremento del 2,85% (convenzionata + diretta di fascia A) - sulla farmaceutica ospedaliera della AUSL di Reggio Emilia un +6,9% (consumi interni + distribuzione diretta farmaci H). Tutto il sistema sanitario provinciale è chiamato a porre in atto un sistema di governo continuo delle prescrizioni associato alle azioni che entrambe le Aziende si sono impegnate a sostenere ed in particolare per l Azienda Ospedaliera ASMN: consolidamento dell attività di distribuzione diretta farmaci; consolidamento del Progetto Interaziendale di prescrizioni e somministrazione informatizzata di farmaci valutazione dell appropriatezza delle prescrizioni secondo gli indirizzi regionali e secondo le indicazioni delle note AIFA; prosecuzione del lavoro della Commissione Terapeutica Provinciale. aspetti economici e finanziari: valorizzazione economica riconosciuta per l anno ACCORDO DI FORNITURA

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47 2 PROFILO AZIENDALE Con l ausilio di numeri ed indicatori significativi si passano in rassegna alcune peculiarità dell Azienda anche rispetto al sistema regionale. Si illustrano i principali indicatori della sostenibilità economico, finanziaria e patrimoniale sia riferiti all anno che al triennio; si illustra il contributo dato dall azienda nell ambito della copertura dei Livelli Essenziali di Assistenza, sia attraverso la descrizione dei volumi di attività di screening, assistenza farmaceutica, specialistica ed ospedaliera sia attraverso l analisi dei principali indicatori di qualità. Si pone attenzione agli aspetti più rilevanti delle attività di ricerca e didattica al fine di cogliere le caratteristiche l aspetto quantitativo degli studi e ricerche sviluppate, dei finanziamenti attratti, dei contributi scientifici promossi e dei corsi di laurea e tirocinio attivati; non ultimo viene rappresentato il modello organizzativo adottato con la mappa dei dipartimenti e delle relative articolazioni. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 47

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49 2.1 SOSTENIBILITÀ ECONOMICA, FINANZIARIA E PATRIMONIALE SOSTENIBILITÀ ECONOMICA Le dinamiche economiche che caratterizzano l Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia sono rappresentate mediante una serie di indici volti ad apprezzare le cause gestionali che hanno portato ad un dato risultato economico di periodo, a valutare il grado di incidenza dei costi derivanti dall impiego dei principali fattori produttivi, ad analizzare la composizione dei costi caratteristici aziendali. I dati economici utilizzati per l elaborazione degli indici sono stati rilevati dal conto economico riclassificato, elaborato a livello regionale per il triennio Gli esercizi presentano una perdita di esercizio, Tabella 2.1.1, Tabella Risultati economici di esercizio Anno Anno Anno più contenuta nell anno 2008, per effetto dell accantonamento per rinnovi contrattuali del personale dipendente, biennio economico 2008/2009, che è stato rideterminato dall iniziale 1,7% allo 0,4%, con un risparmio in termini economici pari ad , e per le assegnazioni avvenute con delibera di G.R. 534 del 20/4/2009 ( a titolo di manovre tariffarie e a titolo di risorse a miglioramento del risultato di esercizio). Per effetto delle nuove condizioni di equilibrio introdotte dal 2008 dalla Regione Emilia-Romagna, che prevedono il recupero, all interno del risultato di equilibrio, delle quote di ammortamento dei beni entrati in produzione dall 1/1/2008, la perdita di esercizio è destinata a ridursi progressivamente; per questo motivo l esercizio 2010 si chiude con un risultato decisamente migliore rispetto all anno precedente. Si evidenzia tuttavia che nel triennio è stato comunque sempre rispettato il vincolo di bilancio assegnato dalla programmazione regionale, con il raggiungimento del c.d. pareggio finanziario (equilibrio economico-finanziario al netto degli ammortamenti non oggetto del procedimento di sterilizzazione all 1/1/2008) a) Incidenza dei risultati della gestione caratteristica e non caratteristica sul risultato netto La gestione caratteristica rappresenta l area dei ricavi e dei costi attinenti l attività tipica istituzionale. La gestione non caratteristica rappresenta il contributo a carattere episodico alla formazione del bilancio di esercizio: in particolare ricomprende l area straordinaria (sopravvenienze attive e passive), finanziaria e fiscale. Nel triennio preso in esame il ROC (Risultato Operativo Caratteristico), pur mantenendo segno negativo, registra un andamento oscillante, avvicinandosi al pareggio nel corso del 2008 e con un netto miglioramento nel 2010 rispetto all anno precedente. L incidenza della gestione caratteristica sul risultato netto si mantiene, nel triennio, in segno negativo. Il risultato migliore si evidenzia nel 2008, grazie all incremento del valore della produzione, pari al + 7,5%, dovuto all accordo di fornitura con l Azienda USL di Reggio Emilia ed ai maggiori contributi in conto esercizio da D.G.R. 534/2009. Anche l incidenza della gestione non caratteristica sul risultato netto si mantiene, nel triennio, in segno negativo. Grafico % -50% -100% ANNO Risultato Operativo Caratteristico Il risultato migliore si evidenzia nel 2009, per effetto, tra l altro, della contrazione dei tassi di interesse sui mutui a tasso variabile in essere. Incidenza gestione caratteristica Az. Osp. Reggio/Aosp RER Aosp. di Reggio E Risultato Netto Incidenza gestione caratteristica sul risultato netto Incidenza gestione non caratteristica sul risultato netto -53% -86% -73% -47% -14% -27% Aosp R.E.R. Tabella Risultati di gestione b) Incidenza dei risultati della gestione caratteristica e non caratteristica sul risultato netto a confronto con il dato regionale I valori rappresentati nei successivi grafici evidenziano l incidenza della gestione caratteristica e non caratteristica dell azienda confrontata con l incidenza regionale. Gestione caratteristica: nell anno 2009, il valore è percentualmente allineato alla media regionale. Nel triennio preso in esame si evidenzia un valore inferiore alla media regionale negli esercizi 2008 e 2010, per effetto del deciso incremento del valore dei ricavi disponibili. Tabella Incidenza gestione caratteristica confronto provinciale Aosp di RE -53% -86% -73% Aosp. R.E.R -65% -81% -87% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 49

50 Gestione non caratteristica: nel triennio l incidenza della gestione non caratteristica dell azienda rispetto alla media delle Aziende ospedaliere regionali presenta un andamento oscillante. Si evidenzia tuttavia un progressivo calo della percentuale di incidenza nel periodo preso in esame. Tabella Incidenza gestione non caratteristica confronto provinciale Aosp di RE -47% -14% -27% Aosp. R.E.R -35% -19% -13% c)Apporto della gestione aziendale alla performance complessiva di sistema Con questo indicatore si vuole comparare il risultato netto aziendale con quello complessivo regionale per avere una indicazione circa il peso del primo sulla performance regionale. Si sottolinea come il risultato economico aziendale nell arco del triennio abbia seguito il trend regionale: un incremento delle perdite nell anno 2009 rispetto al 2008, ma un miglioramento nel biennio successivo (il dato del risultato complessivo della Regione Emilia Romagna per gli anni 2008 e 2009 è Tabella Risultati netti di esercizio Risultato netto aziendale ASMN Risultato complessivo RER Risultati netti di esercizio/risultato complessivo RER Grafico Risultati netti di esercizio/risultato complessivo RER Grafico % 40% 20% 0% -20% -40% -60% ,96% 4,11% 3,53% Incidenza ges tione non car atter is tica A os p Re/A os p RER Aosp. di Reggio E. stato rideterminato a livello regionale). Nel grafico si nota come questa tendenza si riflette nell oscillazione della percentuale di incidenza del risultato aziendale rispetto al valore regionale negli anni presi a riferimento d) Performance della gestione caratteristica dell azienda: Risultati della gestione caratteristica rispetto ai ricavi disponibili L indicatore permette di valutare in quale misura i ricavi disponibili riescono a coprire i costi derivanti dalla gestione caratteristica. Nel triennio di riferimento i ricavi disponibili dell Azienda, ossia le risorse con le quali la stessa deve dimensionare ed organizzare la propria struttura produttiva, sono costantemente aumentati (in particolare le prestazioni di degenza ospedaliera e di specialistica ambulatoriale e i contributi in conto esercizio): il grafico mostra tuttavia un andamento altalenante nel triennio. Il dato registrato dall azienda confrontato con la media regionale delle aziende ospedaliere è sostanzialmente in linea, con una migliore performance rispetto alla media nel 2008; l esercizio 2009 evidenzia un peggioramento di modesta entità, mentre il 2010 presenta un risultato decisamente migliore rispetto alla media regionale e)Assorbimento di risorse direttamente impiegate nel processo di produzione aziendale Questo indicatore misura il grado di assorbimento delle risorse articolate per aggregazione di fattori produttivi impiegati nel processo di produzione, rispetto ai ricavi disponibili ed ai corrispondenti valori medi regionali. Come si evidenzia dai dati e dal grafico, le risorse aziendali impiegate sono rappresentate principalmente dal costo del lavoro (54,81%), dall acquisto di beni di consumo sanitari e non sanitari (21,77%) e dai servizi sanitari e non sanitari (17,95%). Osservando l andamento nel triennio si evidenzia, rispetto ai ricavi disponibili, un trend sovrapponibile a quello regionale; nel corso del 2010 si segnalano incrementi più e meno marcati alle voci servizi e costi amministrativi, peraltro in linea con gli incrementi della media regionale; decrementi si registrano invece alle voci beni di consumo, beni strumentali, analogamente a quanto si registra nella media regionale. In controtendenza invece la voce costo del lavoro, in diminuzione rispetto ad una media regionale in leggero incremento. Aosp R.E.R. Grafico ,0% -0,5% -1,0% -1,5% -2,0% -2,5% -3,0% -3,5% -4,0% ROC/ricavi disponibili ,7% -1,1% -1,8% -2,0% AOSP di Reggio Emilia R.E.R. -2,2% -3,4% 4,20% 4,00% 3,80% 3,60% 3,40% 3,20% 3,00% 2,80% Tabella Risultato operativo caratteristico Risultato Operativo Caratteristico Aosp di RE R.E.R SOSTENIBILITÀ ECONOMICA, FINANZIARIA E PATRIMONIALE

51 Tabella Incidenza dei principali aggregati di fattori produttivi/ricavi disponibili Beni di consumo/ricavi disponibili Beni strumentali/ Ricavi disponibili Servizi/ Ricavi disponibili Costi amministrativi generali e accantonamento/ Ricavi disponibili Costo del lavoro/ Ricavi disponibili OSP. RE 21,60% 22,30% 21,77% R.E.R. 22,80% 23,60% 22,72% OSP. RE 4,50% 4,90% 4,53% R.E.R. 6,30% 6,20% 5,55% OSP. RE 17,30% 17,60% 18,43% R.E.R. 17,20% 17,10% 17,95% OSP. RE 1,70% 1,50% 1,64% R.E.R. 2,90% 2,90% 3,29% OSP. RE 55,50% 55,70% 54,81% R.E.R. 51,80% 52,10% 52,22% f) Struttura dei costi aziendali L indicatore evidenzia la composizione percentuale dei costi di esercizio annuali dell Azienda. Nel triennio 2008/2010 l incidenza dei vari fattori produttivi sul totale dei costi è sostanzialmente allineato. Si osservano un progressivo lieve incremento alla voce manutenzioni e un contestuale decremento alla voce costo del lavoro. Nel corso del 2010 inoltre s è assistito a un aumento della voce servizi non sanitari in controtendenza a confronto con il dato regionale sostanzialmente stabile. Rispetto alla media regionale della categoria (aziende ospedaliere) si osserva che il dato relativo al consumo di beni acquistati, ai beni strumentali e ai costi amministrativi è inferiore alla media su tutto il periodo, mentre il costo del lavoro è superiore alla media. La diversa percentuale di incidenza rispetto alla media regionale, in particolare per quanto riguarda il costo del personale, è da ricondurre alla specificità dell ASMN, unica azienda ospedaliera non universitaria in Regione. Grafico RER 2010 ASMN 2009 RER 2009 ASMN 2008 RER 2008 ASMN Aggregati di FP / Ricavi disponibili 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% B eni di consumo/r icavi disponibili S ervizi/r icavi disponibili C osto del lavoro/r icavi disponibili B eni strumentali/r icavi disponibili C osti amministrativi g enerali e accantonamento/r icavi disponibili Tabella Incidenza costi dei principali aggregati di fattori produttivi/totale costi caratteristici TOTALE COSTI Consumo beni acquistati/ Totale Costi Servizi sanitari/ Totale Costi Servizi non sanitari/ Totale Costi Beni strumentali/ Totale Costi Manutenzioni/Totale Costi Costi amministrativi e generali/totale Costi Accantonamento /Totale Costi Costo del lavoro /Totale Costi OSP. RE R.E.R OSP. RE 21,50% 21,90% 21,52% R.E.R. 22,60% 23,20% 22,33% OSP. RE 3,50% 3,50% 3,44% R.E.R. 3,60% 3,70% 4,06% OSP. RE 10% 9,70% 10,04% R.E.R. 10,20% 9,90% 9,89% OSP. RE 4,50% 4,80% 4,48 R.E.R. 6,20% 6,00% 5,46% OSP. RE 3,70% 4,10% 4,73% R.E.R. 3,20% 3,30% 3,70% OSP. RE 1,30% 1,30% 1,20% R.E.R. 2,30% 2,00% 1,96% OSP. RE 0,40% 0,20% 0,42% R.E.R. 0,60% 0,90% 1,27% OSP. RE 55,10% 54,60% 54,17% R.E.R. 51,30% 51,20% 51,33% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 51

52 Grafico STRUTTURA DEI COSTI AZIENDALI SOSTENIBILITÀ ECONOMICA, FINANZIARIA E PATRIMONIALE

53 2.1.2 SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA Tra gli indicatori individuati per l analisi della sostenibilità finanziaria figurano il rendiconto finanziario di liquidità e la durata media di esposizione verso i fornitori; entrambi gli indicatori vogliono fornire un migliore livello informativo sull andamento dei flussi monetari. Il rendiconto finanziario di liquidità esprime la dinamica finanziaria dell azienda nell anno di riferimento e ha l obiettivo di rappresentare i movimenti in entrata ed in uscita intervenuti nelle risorse finanziarie aziendali, così da evidenziarne la variazione intervenuta nel periodo di riferimento. Tabella Rendiconto finanziario liquidità Totale disponibilità liquide iniziali Totale net cash gestione corrente Totale fontida gestione extracorrente Totale impieghida gestione extracorrente Totale disponibilità liquide finali Analizzando i flussi di cassa generati nell esercizio, si evidenzia un saldo tra disponibilità liquide iniziali e disponibilità liquide finali pari a , (con minore utilizzo dell anticipazione di tesoreria). La gestione corrente ha ridotto il fabbisogno finanziario di circa 6 milioni di; il saldo positivo è dato, oltre che dal risultato di esercizio in recupero rispetto ai precedenti esercizi (2008 a parte), con saldo positivo tra risultato e ammortamenti netto sterilizzazione, dagli accantonamenti, dalle minusvalenze, dalla variazione delle scorte. Valori speculari si riscontrano nella variazione dei crediti e debiti non finanziari (rispettivamente 6 e 8 milioni di circa di incremento); l effetto si riscontra nei tempi di pagamento medi ai fornitori, in leggero peggioramento nel 2010 rispetto all anno precedente. La gestione extracorrente evidenzia, invece, un risultato negativo, pari a 4,6 milioni di circa, per effetto in parte dello squilibrio nei flussi di cassa tra fonti di finanziamento ed impieghi per nuovi investimenti (3,2 milioni di ); tra gli impieghi troviamo inoltre la quota rimborso mutui parte capitale, pari a 1,4 milioni di circa. L indicatore del grafico esprime il tempo che intercorre, in giorni, tra il sorgere del debito ed il suo effettivo pagamento. La durata media dell esposizione verso i fornitori mostra un andamento pressoché costante nel triennio 2008/2010 (tra 8 e 10 mesi). Durante l anno 2010 si è riusciti a mantenere una cadenza abbastanza costante nei pagamenti per beni e servizi (allungamento medio nei tempi di pagamento di 16 giorni). Al fine della determinazione della durata media dei pagamenti si è tenuto conto dei costi per l acquisto di beni e servizi e la corrispondente variazione dei debiti v/fornitori in corso d anno; tra i costi per l acquisto di beni sono stati esclusi quelli relativi ai beni sanitari (medicinali in prevalenza) acquistati dalla AUSL di Reggio Emilia che avrebbero modificato sensibilmente il dato in incremento in quanto l esposizione debitoria verso la AUSL non segue la stessa tempistica riservata ai fornitori privati. Grafico DEBITI MEDI PER FORNITURE IN C/ESERCIZIO / (COSTI PER BENI E SERVIZI/360) anno 2008 anno 2009 anno SOSTENIBILITÀ PATRIMONIALE Gli indicatori per l analisi della sostenibilità patrimoniale sono volti ad esaminare le condizioni da cui dipende la solidità del patrimonio aziendale, attraverso l analisi della struttura degli investimenti e dei finanziamenti, nonché rilevando le dinamiche di investimento in atto, con particolare riferimento ai tassi di rinnovamento ed al grado di obsolescenza delle immobilizzazioni strumentali a) Attivo e Passivo La riclassificazione delle poste dell attivo e passivo patrimoniale sulla base della scansione temporale dei realizzi o rimborsi delle operazioni di investimento o finanziamento negli esercizi è la seguente: Tabella Riclassificazione poste attivo e passivo ATTIVITÀ Liquidità immediate e differite ASMN Reggio E PASSIVITÀ 29% 65% Finanziamenti a breve Scorte 2% 12% Immobilizzazioni TOTALE ATTIVITÀ 100% 69% 23% Finanziamenti a medio lungo termine Patrimonio netto TOTALE PASSI- 100% VITÀ ASMN Reggio E ATTIVITÀ PASSIVITÀ Liquidità immediate e differite 32% 68% Finanziamenti a breve Scorte 2% 15% Immobilizzazioni TOTALE ATTIVITÀ 100% Finanziamenti a medio lungo termine Patrimonio netto TOTALE PASSI- 100% VITÀ 66% 17% ASMN Reggio E ATTIVITÀ PASSIVITÀ Liquidità immediate e differite 33% 67% Finanziamenti a breve Scorte 2% 17% Immobilizzazioni TOTALE ATTIVITÀ 100% Finanziamenti a medio lungo termine Patrimonio netto TOTALE PASSI- 100% VITÀ 65% 15% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 53

54 Lo Stato Patrimoniale, riclassificato in chiave finanziaria, può essere così rappresentato: Grafico A z. O s p. R e g g i o E mi l i a A z. O s p. R e g g i o E mi l i a Az. Osp. Reggio Emilia % 9 0 % 8 0 % 7 0 % 6 0 % 5 0 % 4 0 % 3 0 % 2 0 % 1 0 % 0 % 69% 2% 29% 23% 12% 65% % 9 0 % 8 0 % 7 0 % 6 0 % 5 0 % 4 0 % 3 0 % 2 0 % 1 0 % 0 % 66% 2% 32% 17% 15% 68% 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 65% 2% 33% 15% 17% 67% A T T I V I T A ' A T T I V I T A ' 0% P A S S I V I T A ' P A S S I V I T A ' A T T IV IT A ' PA S S IV IT A ' Tabella Copertura degli investimenti Il passivo è rappresentato per oltre il 60% da finanziamenti a breve termine, composti in gran parte da debiti verso fornitori per beni e servizi: nel trend triennale si osserva un andamento sostanzialmente stabile con una leggera diminuzione nell ultimo anno rispetto al precedente (67% nel 2010). I finanziamenti a medio-lungo termine rappresentano una percentuale bassa sul complesso dei finanziamenti, con un incremento nel triennio per la contrazione di mutui avvenuta negli anni 2006 e 2009 (da 12 a 17%). Si registra poi una contrazione del patrimonio netto per effetto delle perdite di esercizio registrate nel triennio. L attivo è rappresentato principalmente dalle immobilizzazioni, in decremento percentuale (da 69% del 2008 a 65% nel 2010); le liquidità immediate e differite registrano una leggera crescita nel triennio, passando dal 29% al 33% (l ammontare dei crediti è cresciuto di circa 15 milioni di nel 2009 e di circa 6 milioni di nel 2010). In una situazione di equilibrio l attivo immobilizzato dovrebbe essere finanziato principalmente con patrimonio netto e finanziamenti di medio lungo periodo (es. mutui), mentre i dati relativi all Azienda mostrano che una parte rilevante degli impieghi in immobilizzazioni risultano finanziati da passività a breve (fornitori di beni e servizi, aziende sanitarie, AUSL di Reggio Emilia in particolare) b) Investimenti Si rappresentano gli investimenti effettuati nel triennio e la copertura attraverso contributi pubblici. Il grado di copertura degli investimenti tramite contributi in conto capitale consente di verificare l incidenza del costo degli investimenti in termini di ammortamenti non sterilizzati sul conto economico. Nel 2010 si evidenzia un incremento dei contributi in conto capitale e un conseguente miglioramento nel grado di copertura degli investimenti annuali. A sostegno della politica degli investimenti, a fronte di contributi pubblici comunque insufficienti a sostenere la dinamica degli investimenti, nel corso del 2006 e del 2009 si è provveduto all accensione di due mutui. Copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici Contributi c/capitale dell anno Investim. in immom. materiali nette annuo Terreni Fabbricati indisponibili Impianti e macchinari Attrezzature sanit Mobili e arredi Beni strumentali diversi Immobilizzazioni materiali in corso ed acconti Totale acquisizioni nell anno di immob. materiali al netto delle quote amm.to Contributi in c/capitale/inv. in imm. mat. nette annuo 29% 7% 31% SOSTENIBILITÀ ECONOMICA, FINANZIARIA E PATRIMONIALE

55 Grafico Grafico % Grado di copertura degli investimenti annuali attraverso contributi pubblici Valore assoluto nuovi investimenti per anno d'acquisto 2 9 % 3 1% % % Acquistato 2008 Acquistato 2009 Acquistato 2010 Grafico Valore assoluto dei nuovi investimenti effettuati in corso d'anno per singola tipologia Acquistato 2008 Acquistato 2009 Acquistato I mmobi l i z. T er r eni F a bbr i c a ti Impianti e A ttr ez z atur e M obi l i e A r r edi B eni S tr umenta l i I mmobi l i z. I mmater i al i I ndi s poni bi l i M ac c hi nar i S a ni t. di ver s i M a ter i a l i i n c or s o ed a c c onti Nell esercizio 2008 e 2010 il valore degli investimenti aziendali è pari a complessivi 15/16 milioni di ; un incremento piu evidente si evidenzia nel 2009, soprattutto per quanto concerne gli investimenti su immobili e fabbricati e per tecnologie biomediche. Nel 2009, in particolare, sono stati completati i lavori dell Ala Nord del fabbricato di Ampliamento dell Arcispedale, sono proseguite le opere di completamento dell Ala Sud, sono stati eseguiti interventi di ristrutturazione, adeguamento normativo e miglioramento funzionale su strutture ed impianti del Complesso Ospedaliero c) Rinnovo Patrimonio Aziendale I nuovi investimenti nel periodo di riferimento rapportati al totale del patrimonio aziendale, immobiliare e mobiliare, mettono in evidenza il grado di rinnovo del patrimonio stesso. Maggiore è il valore dell indicatore, maggiore è il grado di rinnovo del patrimonio. Nella tabella Grafico seguente è possibile verificare il Grado di rinnovo patrimonio aziendale grado di rinnovo del patrimonio aziendale; 2 0 % come si può vedere nel triennio il grado di rinnovo è sostanzialmente costante, 9 % 10 % 7% con una leggera 6 % flessione registrata nel 2010 (dovuta anche alle acquisizioni 0 % fatte nel 2009) AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 55

56 Tabella Grado di rinnovo del patrimonio aziendale Anno Nuove immob. immateriali e materiali Investimenti lordi (31/12 al lordo dei fondi ammortamento) IMMOBILIZZAZIONI IMMAT TERRENI FABBRICATI INDISPONIBILI FABBRICATI DA REDDITO IMPIANTI E MACCHINARI ATTREZZATURE SANITARIE MOBILI E ARREDI MOBILI E ARREDI DI VALORE ARTISTICO BENI STRUMENTALI DIVERSI IMMOBILIZZ.MATERIALI IN CORSO ED ACCONTI Totale investimenti lordi NUOVI INV.IMM./TOT.INV.LORDI 7% 9% 6% Grafico % 64% 64% 63% 63% 62% 62% 61% 61% 60% 64% Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale % 62% Investimenti lordi (31/12 al lordo deifondi ammortamento) d) Obsolescenza Patrimonio Aziendale Questo ultimo indicatore patrimoniale riguarda il grado di obsolescenza del patrimonio dell Azienda, anche in considerazione del fatto che i nuovi investimenti rispondono alla necessità di garantire la sostituzione del patrimonio infrastrutturale e tecnologico. Il rapporto percentuale tra il valore residuo dei beni durevoli (da stato patrimoniale) ed il totale degli investimenti lordi misura il grado di obsolescenza degli investimenti. L indicatore, come mostra il grafico, è in leggera flessione nel triennio ma dimostra come l Azienda sia riuscita a far fronte all invecchiamento del proprio patrimonio attraverso la realizzazione di nuovi investimenti, che sono comunque vincolati al reperimento di risorse finanziarie dedicate. Tabella Grado di Obsolescenza del Patrimonio Aziendale Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale Valore residuo IMMOBILIZZAZIONI IMMAT TERRENI FABBRICATI INDISPONIBILI FABBRICATI DA REDDITO IMPIANTI E MACCHINARI ATTREZZATURE SANITARIE MOBILI E ARREDI MOBILI E ARREDI DI VALORE ARTISTICO BENI STRUMENTALI DIVERSI IMMOBILIZZ.MATERIALI IN CORSO ED ACCONTI Totale valore residuo immob. Immateriali e materiali Totale investimenti lordi NUOVI INV. IMM. /TOT. INV. LORDI 64% 63% 62% SOSTENIBILITÀ ECONOMICA, FINANZIARIA E PATRIMONIALE

57 2.2 IMPATTO SUL CONTESTO TERRITORIALE IMPATTO ECONOMICO: CONTRIBUTO DELL AZIENDA ALL ECONOMIA DEL TERRITORIO a) Il personale dipendente in cifre Personale a tempo determinato ed indeterminato distinto per ruolo Tabella N dipendenti per ruolo al (a tempo determinato ed indeterminato) I dipendenti che operano all interno dell Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia sia con contratto di lavoro a tempo indeterminato che a tempo determinato risultano essere pari a unità, non evidenziando in termini assoluti alcun scostamento rispetto al dato rilevato al I dati riferiti al triennio , Tabella 2.2.1, evidenziano infatti un incremento numerico del personale della Dirigenza Medico/Sanitaria di 47 unità (di cui 18 unità riferibili al 2010) connesso prevalentemente alla conclusione dei processi di stabilizzazione e valorizzazione delle posizioni di lavoro precario avviati nel 2007 per far fronte a necessità organizzative aziendali connesse ad attività istituzionali e continuative, in attuazione delle Leggi Finanziarie , e relativi protocolli regionali ed aziendali in materia sottoscritti con le OO.SS. della Dirigenza Medico Sanitaria nonché alla copertura di altri posti vacanti. Per quanto concerne il personale sanitario del comparto (infermieri, tecnici di radiologia e di laboratorio) si evidenzia nel triennio una situazione di sostanziale stabilità trattandosi di figure professionali per le quali, in determinati periodi dell anno, si registra un RUOLO SANITARIO Dirigenza Comparto PROFESSIONALE Dirigenza Comparto TECNICO Dirigenza Comparto AMMINISTRATIVO Dirigenza Comparto TOTALE consistente turnover per cessazione di incarichi oppure per dimissioni e/o mobilità motivate dall avvicinamento ai luoghi di residenza degli operatori. Un incremento di 50 unità si osserva, di contro, nel triennio , tra gli operatori del ruolo tecnico e riguarda in particolare il personale di supporto (Operatori Socio Sanitari) per i quali si è registrato nel 2009 un considerevole incremento a seguito dell attuazione delle politiche nazionali/regionali di stabilizzazione e valorizzazione del personale precario e l applicazione degli accordi aziendali sottoscritti con le OOSS e RSU del comparto a fronte di alcune criticità e carenze di personale per assicurare stabilità e continuità nello svolgimento dell attività di assistenza. Nel 2010 la dotazione degli operatori di supporto si è consolidata, grazie anche ai benefici derivanti dalle citate politiche di stabilizzazione. Una lieve flessione si è verificata nell ambito del personale amministrativo ed è attribuibile ad un numero inferiore di operatori supplenti a fronte di posti temporaneamente disponibili. Tabella N lavoratori stranieri Lavoratori Stranieri Il numero di dipendenti stranieri (intra EU extra EU), Tabella 2.2.2, registra un lieve incremento nel triennio. La provenienza rimane quella dei Paesi dell Unione Europea (Spagna, Germania, Romania, ecc) con la presenza anche di alcuni operatori di nazionalità extraeuropea (Albania, Ucraina, Moldavia). Occupati nell ambito delle categorie protette Il numero dei dipendenti appartenenti alle categorie protette (disabili e altre figure), ai sensi degli artt. 8 e 18 della L. n.68/99, risulta in leggera flessione nel 2010 a seguito di alcune cessazioni dal servizio per collocamento a riposo Tabella N dipendenti nell ambito delle categorie protette Anni Dipendenti ASMN dei titolari. In applicazione della convenzione quinquennale stipulata con la Provincia di Reggio Emilia ex art. 11 L. 68/99, nel corso del 2010, si è provveduto all inserimento di alcune unità attingendo dalle vigenti graduatorie e all inserimento negli appositi elenchi di alcuni dipendenti, ai sensi dell art. 4 comma 4 L. 68/ figure infermieristiche, 1 figura di supporto figure infermieristiche, 1 figura di supporto figure infermieristiche, 1 figura di tecnico sanitario, 1 Dirigente Medico AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 57

58 Occupazione provinciale Gli oltre 2800 dipendenti dell Arcispedale S. Maria Nuova pongono l ente tra le maggiori realtà aziendali presenti sul territorio. I dati della Tabella evidenziano un lieve trend in aumento della percentuale dei dipendenti dell Asmn rispetto alla media annuale degli occupati nella Provincia di Reggio Emilia Residenza dei dipendenti nella provincia Il numero dei dipendenti che risultano avere la propria residenza nell ambito territoriale della Provincia di Reggio Emilia si mantiene pressochè costante con una percentuale superiore al 80% sul totale, come si evince dai dati riportati nella tabella b) Impatto economico sul territorio in cifre VOLUME DEGLI EMOLUMENTI PER IL PERSONALE DIPENDENTE Il volume complessivo delle retribuzioni al netto degli oneri a carico dell Azienda corrisposte al personale dipendente, comprensivo delle applicazioni contrattuali, evidenzia un incremento nell arco del triennio, più marcato nel confronto 2009/2008, Tabella Nel dettaglio, l incremento che si registra nel 2009 è principalmente ascrivibile alla corresponsione, prima al personale del comparto poi della dirigenza, degli oneri contrattuali conseguenti al trascinamento del biennio economico 2006/2007 ammontante a complessivi Nel confronto 2010/2009 si evidenzia, invece, la corresponsione degli oneri contrattuali relativi al biennio economico 2008/2009 della dirigenza, a cui si aggiunge lo 0,4% di indennità di vacanza contrattuale per comparto e dirigenza, per un totale di Il restante incremento che si registra è coerente con il numero di assunzioni fatte nell anno. Tabella Valore emolumenti al personale dipendente Tabella N dipendenti ASMN sul totale occupati della provincia Anni Dipendenti Azienda Ospedaliera Tabella N dipendenti dell Azienda residenti nell ambito territoriale Anni Azienda Ospedaliera di cui residenti in provincia RE % ,13% ,07% ,06% Media Annuale occupati provincia RE ,11% ,17% ,20% COMPENSI A COLLABORATO- RI, SPECIALIZZANDI E BORSISTI L andamento nel triennio preso in esame evidenzia un progressivo decremento per quanto concerne i compensi erogati a collaboratori, specializzandi e borsisti, Tabella La categoria comprende le borse di studio, i medici in formazione specialistica, le collaborazioni coordinate e continuative e i rapporti libero-professionali. Si evidenzia che una considerevole parte di questi Migliaia contratti è finanziata attraverso donazioni finaliz zate, proventi per sperimentazione farmaci, studi clinici, erogazioni liberali, contributi regionali o ministeriali dedicati, o sono oggetto di rimborso da parte dell Azienda USL territoriale. Il decremento è da leggere principalmente nell ottica della prosecuzione dei processi di stabilizzazione e valorizzazione delle posizioni di lavoro precario, avviati nel 2007 e proseguiti M i g l i a i a nel triennio. Tabella Valore contratti a personale esterno Anni Grafico Trend emolumenti COLLABORATORI, SPECIALIZZANDI E BORSISTI Grafico Trend economico contratti PE RSONALE DIPE NDE NTE Importo % Anni Importo IMPATTO SUL CONTESTO TERRITORIALE

59 VOLUME DEI BENI E SER- VIZI ACQUISTATI DA AZIENDE DELL AMBITO TERRITORIALE E DELLA REGIONE Si ritiene utile, al fine di completare l analisi sull impatto territoriale, fornire un dettaglio, diviso per macroaggregato di costo, delle forniture di beni e servizi derivanti da contratti stipulati con aziende della Provincia e della Regione. Il dato relativo all acquisto di beni sanitari dall Azienda USL di Reggio Emilia, Tabella 2.2.9, che gestisce il magazzino centralizzato, viene rappresentato a parte e l andamento nel triennio di questa voce è stabile. La categoria piu rappresentativa come volume economico è quella relativa alla fornitura dei servizi, con prevalenza in ambito provinciale, per i servizi logisticoalberghiero aziendali legati a ditte operanti in ambito provinciale. I volumi dei beni e servizi acquistati da aziende sia provinciali che extraprovinciali sono in incremento nel triennio (i valori riportati per gli anni 2008 e 2009 sono stati rivisti, per maggiore congruita, alla luce del diverso metodo di elaborazione utilizzato per l anno 2010). Tabella valore acquisti da ditte con sede legale nella provincia Tipologia fornitura Beni sanitari Beni economali Manutenzioni Canoni Servizi Totale Tabella valore acquisti da magazzino farmaceutico USL RE Tipologia fornitura Beni sanitari Tabella valore acquisti da ditte con sede legale fuori provincia Tipologia fornitura Beni sanitari Beni economali Manutenzioni Canoni Servizi Totale AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 59

60 2.2.1.c) L impatto dei corsi di laurea delle professioni sanitarie sul territorio e dei tirocinii per i medici in formazione professioni sanitarie L impatto economico, sul contesto territoriale, è determinato sia dal numero complessivo di studenti (n. 614) appartenenti ai vari corsi di Laurea, sia da tutte quelle attività e risorse che vengono normalmente utilizzate per il normale funzionamento del sistema; con particolare riferimento alle risorse professionali, si segnala, che l impatto economico risente oltre della presenza dei docenti anche di un ampio numero di operatori sanitari, circa 250 professionisti, coinvolti durante la loro attività professionale e/o in aggiunta ad essa. Non di minor rilievo l impatto, nel contesto comunale, degli studenti provenienti da altre regioni o Province limitrofe: ricerca di alloggi, inserimento nel mondo del lavoro extrasanitario per gli studenti lavoratori, acquisto di prodotti necessari alla comune vita quotidiana e di relazione. Altro settore correlato è costituito dalle convenzioni stipulate con altri atenei per l effettuazione dei loro tirocini presso la nostra sede; l Azienda ASMN è sede di tirocinio anche per i master in coordinamento e laurea specialistica delle università di Parma, Ferrara, Empoli. L impatto derivante dalla frequenza di questi tirocini è più legato ad un discorso di visibilità Aziendale e confronto istituzionale che a valori strettamente quantitativi. Per ciò che concerne le iscrizioni nel triennio 2008/2010, i dati del nostro ateneo, sono riportati nella tabella L andamento degli iscritti può essere ulteriormente integrato con alcune considerazioni relative alla provenienza dei discenti. Corso di laurea in Infermieristica: Tendenzialmente stabile il numero degli iscritti totali negli ultimi anni; la prevalenza degli iscritti è regionale (Emilia Romagna 57% studenti -) e nello specifico Reggio Emilia fornisce la maggior parte degli studenti ( 50% degli iscritti regionali 201 studenti - ). Il restante 43% delle iscrizioni, specifiche al corso di laurea, proviene da tutte le regioni con numeri significativi soprattutto dalle Regioni Campania, Puglia e Sicilia). 60 Tabella iscrizioni triennio Corso di laurea Tabella sede universitaria di provenienza degli specializzandi Facoltà Iscrizioni al 1 anno Specializzandi Fisica sanitaria Farmacia Medicina Psicologia (*) Biologia Totale Sede Università Modena Parma Bologna Catania 1 1 Totale Tabella sede di tirocinio Iscrizioni al 2 anno Iscrizioni al 3 anno Totale iscritti Infermieristica Tecnico di radiologia Laurea magistrale Corso di laurea per Tecnico di Radiologia Medica: Continua il tendenziale aumento degli iscritti totali negli ultimi tre anni con un + 12 unità rispetto ai totali dell anno precedente; le iscrizioni provengono in particolare dalla città di Modena. Corsi di Laurea Magistrale: Il bacino d utenza è legato fondamentalmente alle città di Modena e Reggio Emilia, al di fuori dalle due province provengono solo 8 studenti sui 46 complessivi (17%). specializzandi dell area medico chirurgica La collaborazione tra Sistema della Regione Emilia Romagna ed Università degli Studi è stata stimolata dalla L.R. 29/04 la quale ha stabilito che le Aziende sanitarie della regione, rientrino nella rete formativa delle Scuole di Specialità delle Università. E stato in tal modo previsto che le Aziende SSR, oltre alla primaria funzione di assistenza, abbiano funzioni di formazione e di didattica, il cui sviluppo è indispensabile per garantire un flusso Specializzandi Facoltà Fisica Farmacingia (*) Medici- Psicolo- Biologia Totale Sede tirocinio sanitaria Cardiologia 2 2 Medicina Neonatologia 5 5 ORL 1 1 UDGEE 3 3 Pediatria Urologia 1 1 LACCE 1 1 PS 2 2 Angiologia 1 1 Oncologia 2 2 Neurologia 1 1 Reumoatologia 1 1 Farmacia 3 3 Anestesia 6 6 Chirurgia Vascolare 2 2 Chir:Oncologica 2 2 Chirurgia Lab: Microbiologia 1 1 DMPO 2 2 Pneumologia 1 1 Fisica S: 1 1 Biol: Molecolare 1 1 Tecnol: Biomediche 1 1 Totale IMPATTO SUL CONTESTO TERRITORIALE

61 costante di innovazione del sistema. Si è pertanto proceduto alla costituzione di una rete formativa integrata, e alla individuazione dei singoli tutor presenti nelle Strutture ospedaliere a cui, nell ambito dei pani didattici delle singole Scuole di Specialità, sono stati assegnati degli specializzandi. L attività didattica e formativa assicurata dai professionisti dell Azienda Ospedaliera viene esercitata sia all interno della Struttura che presso le Scuole di Specializzazione. Tra il proprio corpo docente, le Scuole di Specializzazione annoverano infatti anche docenti non universitari. E in leggera crescita il numero dei dipendenti ospedalieri ASMN che, su richiesta delle Università interessate, sono autorizzati dalla direzione aziendale a svolgere attività didattica presso le sedi universitarie. Nell anno 2010 hanno frequentato le strutture ospedaliere del SMN quasi 70 specializzandi, prevalentemente medici, iscritti a Corsi di specializzazione. Hanno inoltre frequentato le strutture ASMN specializzando fisici sanitari, psicologi, biologi e Le principali sedi di provenienza degli studenti sono l Università Modena e Reggio e l Università di Parma. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia continua ad essere Struttura di supporto per UNIMORE per l effettuazione, da parte dei neo laureati in medicina e chirurgia, del tirocinio praticovalutativo ex D.M. 445/2001, finalizzato all abilitazione all esercizio della professione. In questi casi, l attività di tutoraggio interna al SMN è garantita da professionisti ospedalieri strutturati, che sono stati incaricati tutor con specifico decreto rettorale, All interno dell Azienda ASMN, in collaborazione con l Azienda USL, vengono inoltre realizzati Corsi di specializzazione per Medici di Medicina Generale (limitatamente alla parte di specifica competenza ospedaliera). Il Servizio Formazione, Innovazione clinica e Biblioteca ha fornito un supporto amministrativo strutturato ai frequentanti il Corso. Le strutture operative presso le quali viene effettuata la specializzazione sono evidenziate nella tabella seguente: IMPATTO SOCIALE Lasciti e Donazioni L andamento negli anni delle donazioni Tabella Lasciti e donazioni ANNO 2008 ANNO 2009 ANNO 2010 N. Valore N. Valore N. Valore Lasciti (eredità) Donazioni da privati Donazioni in natura da privati TOTALE Tabella Contributi e donazioni da altri soggetti privati e dei contributi varia in valore assoluto e nelle singole voci. In particolare, per quanto riguarda le donazioni da fondazioni, nel 2008 sono proseguite le erogazioni, iniziate gia nel 2007, per l acquisizione dell apparecchiatura di Tomotherapy da parte della Fondazione Manodori e di Capitalia. Per quanto concerne l esercizio 2010 si segnalano, tra gli altri: contributo associazione GRADE di per finanziare il Nuovo Polo Oncoematologico (CO-RE); contributo fondazione Manodori di per acquisto di Gammacamera Spect-CT per la Medicina Nucleare; ANNO 2008 ANNO 2009 ANNO 2010 N. Valore N. Valore N. Valore Contributi da fondazioni Contributi da ditte diverse Contributi da altri soggetti Contributi da istituto tesoriere Donazioni in natura da ditte diverse Donazioni in natura da associazioni Totale contributo AIRC di per finanziamento borsa di studio; contributi associazione ASCMAD-PRORA, per un totale di , destinati a finanziare contratti libero professionali e acquisto di piccole attrezzature. Si sottolinea comunque l andamento positivo, in crescita, di donazioni ed erogazioni liberali. Il criterio utilizzato nella rilevazione è quello finanziario. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 61

62 IMPATTO CULTURALE Anche nel corso dell anno 2010 ha trovato proseguimento l attività di catalogazione e valorizzazione del patrimonio culturale, storico ed artistico di questa Azienda. Tale patrimonio nasce nell anno 1995 quando l Ospedale è costituito in Azienda autonoma rispetto all Azienda USL di Reggio Emilia. Individuati e censiti i beni questi sono stati catalogati, inventariati e sottoposti a stima di valore. Il patrimonio artistico dell azienda ASMN si compone di Beni artistici (quadri, mobili, linoleumgrafie, litografie, stemmi,vasi, capitelli ecc.), beni storici di natura archivistica ( documenti d archivio dal XIV sec in avanti), beni librari, beni architettonici ed ambientali. Con il restauro del complesso palaziale Rocca Saporiti -definito il Casinazzo è stato restituito alla città un complesso di notevole valore artistico e storico. L attenta e paziente opera di restauro ha portato alla luce e all antico splendore sia i soffitti lignei decorati e dipinti sia i cicli d affresco che oggi si possono ammirare nella Sala Cubica e nelle sale inferiori. L inaugurazione del complesso, dopo un complesso lavoro di recupero iniziato nel 1998 sotto la attenta guida della Sopraintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici, avvenne nel dicembre Anche nel CITTADINI ED ARTISTI REGGIANI HANNO DONATO OPERE AI SOLI FINI DI ABBELLIMENTO ED UMANIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI DI DEGENZA. NEL COMPLESSIVO SI PARLA DI 262 OPERE 2003 il palazzo è stato oggetto di valorizzazione pubblica in occasione della XI Giornata Fai di Primavera quando il complesso è stato aperto al pubblico con visite guidate mirate ad illustrarne la storia, a valorizzarne la bellezza architettonica ed artistica ed il sapiente restauro. Dalla sua inaugurazione, il Palazzo Rocca Saporiti, con la sua pertinenza principale destinata ad ospitare la Biblioteca medicoscientifica P. G. Corradini, ospita un moderno e attivissimo centro culturale e convegnistico dotato di adeguato impianto tecnologico e diversi spazi polifunzionali; tra questi, nel sotterraneo un piccolo lapidario ove sono state accolte e poste in adeguato risalto alcuni manufatti in frammento di laterizio, pietre e legni rinvenuti durante le operazioni di restauro. La Biblioteca medico-scientifica P. G. Corradini custodisce un fondo librario antico, frutto di lascito da parte di Pietro Giuseppe Corradini che alla sua morte lasciò all Ospitale degli Infermi di S. Maria del Carmine tutti i suoi libri di medicina, circa 640 opere, per un totale di 930 volumi. Questo patrimonio si è in seguito arricchito attraverso altre acquisizioni ed ulteriori lasciti e donazioni, tra le quali si citano soltanto le più importanti: i lasciti di Carlo Ritorni, Prospero Pirondi (circa 800 volumi), e Dina Viani. Attualmente il Fondo Librario Antico dell Azienda si compone di volumi, quasi tutti di medicina, pubblicati a stampa dal 1400 al 1850 e tutti catalogati. Essi corrispondono a opere a stampa, tra cui sono da segnalare 3 incunaboli, 64 opere del XVI sec., un importante collezione di volumi del 700 (sono presenti molte opere di Lazzaro Spallanzani), 15 raccolte di riviste antiche, numerosi atlanti anatomici di vario argomento e di varie epoche. L Azienda nel tempo ha anche ricevuto significative donazioni di opere artistiche, soprattutto pittoriche, di varia epoca e dimensione. Cittadini ed artisti reggiani hanno donato opere ai soli fini di abbellimento ed umanizzazione degli ambienti di degenza. Nel complesso si parla di 262 opere. Il padiglione Lazzaro Spallanzani ex Sanatorio dell inizio del xx sec.- bellissimo esempio di architettura pubblica degli anni venti-trenta, è bene sottoposto all attenzione della Sopraintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici dell Emilia; l edificio dopo un breve periodo di dismissione a seguito del trasferimento dei reparti ospedalieri che qui erano alloggiati nei nuovi locali dell Ampliamento Ospedaliero, è stato riconvertito, tramite pochi e mirati interventi di ristrutturazione edilizia, a sede di alcune funzioni ospedaliere non meramente addette all assistenza. Oggi lo Spallanzani, con i suoi grandi e luminosissimi spazi, ospita alcune aule di formazione, i Servizi appartenenti all Area Amministrativa, Il Nucleo Cure Primaria sede del servizio psichiatrico residenziale, in convenzione. Nel corso del 2010 sono stati adibiti nuovi spazi che accolgono Infrastruttura della Rcierca Qualità e statistica IMPATTO SUL CONTESTO TERRITORIALE

63 IMPATTO AMBIENTALE Un azienda ospedaliera, che si caratterizza per la complessità dei processi primari e di supporto, produce un rilevante impatto sull ambiente sia in termini positivi che negativi. Pertanto è necessario che vengano messe in atto strategie per conoscere e governare gli effetti che produce sull ambiente. La Regione Emilia Romagna e la nostra Azienda hanno posto grande attenzione alla tematica ambientale attivando nel corso del 2007 il Programma Il sistema sanitario per uno sviluppo sostenibile che prevede, tra le altre cose, la costituzione di un gruppo di lavoro a valenza multiprofessionale e multidisciplinare Gruppo regionale gestione ambientale. Nel corso del 2010, in collaborazione con l Azienda USL di RE e con l Assessorato Regionale, sono state organizzate a Reggio Emilia 2 giornate di formazione/informazione, rivolte a tutti i Grafico 1- Andamento produzione rifiuti speciali a rischio infettivo anno 2010 kg_euro , , , , , , , ,00 0,00 andamento CER * 2010 GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE mesi Grafico 2- Kg rifiuti rischio infettivo/gg degenza anni Kg/gg degenza 1,55 1,61 1,63 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 1,67 dipendenti di entrambe le Aziende, dal titolo Ambiente e sviluppo sostenibile. In queste edizioni, che hanno coinvolto più di 100 operatori, sono stati affrontati i temi dello sviluppo sostenibile, dei cambiamenti climatici, del programma regionale ed aziendale per uno sviluppo sostenibile e delle diverse azioni intraprese da parte dell ASMN e degli operatori nelle aree della gestione dei rifiuti, dell uso razionale dell energia e della mobilità sostenibile. Il corso ha riscosso un alto gradimento e verrà ripetuto nel corso del , Anno ,7 1,74 1,83 Kg 1, a) Gestione dei rifiuti Un azienda ospedaliera produce numerose tipologie ed elevate quantità di rifiuti con differenti classi di pericolosità. La gestione dei rifiuti prevede varie fasi, ovvero la raccolta, il trasporto, lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti, che si differenziano a seconda della tipologia del rifiuto. I rifiuti che presentano caratteristiche di pericolosità devono essere correttam e n t e raccolti, manipolati, gestiti e smaltiti al fine di garantire la massima riduzione del rischio per i pazienti, per gli operatori, i visitatori ed infine per l ambiente. L Azienda, già da diversi anni, è impegnata in un percorso di miglioramento continuo del processo di gestione dei rifiuti. La corretta gestione dei rifiuti viene perseguita mediante diverse azioni, la principale delle quali consiste negli sforzi per diminuire la quantità di rifiuti pericolosi prodotti dall ospedale. L anno 2010 ha visto, grazie alla sensibilizzazione degli operatori, ottenuta con i corsi di formazione, con l informazione e coi sopralluoghi nei reparti, un graduale ma costante decremento della produzione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo prodotti, a favore di un aumento della produzione di rifiuti urbani e raccolta differenziata, con conseguenti vantaggi in termini di salvaguardia per l ambiente oltre che a notevole riduzione dei costi per l Azienda. Come si osserva nel Grafico 1- Andamento produzione rifiuti speciali a rischio infettivo, da gennaio 2010 a dicembre 2010 i kg prodotti al mese sono diminuiti passando da più di kg/mese a poco più di Kg/mese con un risparmio mensile di circa euro. Nel Grafico 2- Kg rifiuti rischio infettivo/gg degenza, si può osservare che il rapporto tra kg prodotti e gironate di degenza, che è andato aumentando dal 2002 al 2009, con un lieve calo nel corso del 2006, è sceso nettamente nel 2010 a 1,59 kg/gg degenza, dato sovrapponibile a quello del Altre azioni intraprese dall azienda nel corso del 2010: 1. definizione dei percorsi e dei processi di gestione, esplicitati anche nelle procedure aziendali: nel corso del 2010 è stata aggiornata la procedura aziendale sulla gestione dei rifiuti sanitari pericolosi ed è stata elaborata, per la prima volta, una procedura aziendale sui rifiuti assimilati agli urbani e sulla raccolta differenziata. Entrambe le procedure contengono informazioni sulla corretta gestione e smaltimento delle diverse tipologie di rifiuti e sulle misure di sicurezza da mettere in atto durante la loro manipolazione. Le procedure sono inoltre state diffuse a tutti i reparti e servizi e rese 63

64 accessibili a tutti gli operatori grazie alla pubblicazione nello spazio intranet aziendale dedicato all Ambiente; 2. informazione, formazione e sensibilizzazione dei dipendenti ed utenti e pazienti: nel corso del 2010 è stato condotto, grazie alla collaborazione tra direzione sanitaria, servizio di prevenzione e protezione e servizio tecnico aziendale, un corso interno sulla gestione dei rifiuti e sull uso razionale dell energia, ripetuto per ben 8 edizioni distribuite nella seconda parte dell anno. Tale corso, rivolto agli operatori sanitari, ha coinvolto più di 500 professionisti tra infermieri, medici, OSS ed altro personale sanitario del nostro ospedale. Durante il corso sono state presentate le nuove procedure su rifiuti sanitari e rifiuti urbani, sono stati discussi i dubbi e le domande poste in aula dai presenti, è stato dedicato spazio alla presentazione dell energy manager ed infine è stato presentato lo spazio intranet dedicato all Ambiente. Infatti, per favorire la diffusione dell informazione e dei documenti di interesse per i dipendenti (procedure, regolamenti, materiale per la formazione, normativa, ecc..) è stato realizzato nel corso del 2010, grazie al lavoro del gruppo aziendale sulla gestione ambientale, uno spazio dedicato nella intranet dal titolo Ambiente e sviluppo sostenibile che si articola nei diversi temi di gestione dei rifiuti, uso razionale dell energia e mobilità sostenibile Infine, sono stati predisposti diversi poster informativi per indicare agli utenti, ai pazienti e visitatori, le corrette modalità di raccolta dei rifiuti differenziati urbani in ospedale, in modo tale da poter chiedere la loro collaborazione nell agire nel rispetto dell ambiente, diminuendo la quota destinata a smaltimento ed aumentando i rifiuti destinati a recupero di materie e/o energia quali carta, plastica, vetro, pile, legno, ecc 3. il monitoraggio delle tipologie e quantità di rifiuti prodotti e la L AZIENDA DA DIVERSI ANNI È IMPEGNATA IN UN PERCORSO DI MIGLIORAMENTO CONTINUO DEL PROCESSO DI GESTIONE DEI RIFIUTI verifica delle corrette modalità di gestione dei rifiuti stessi da parte di tutti gli operatori: vengono effettuati periodici controlli da parte della Direzione sanitaria in tutti i reparti e servizi dell ospedale sulle corrette modalità di gestione dei rifiuti da parte degli operatori. Inoltre vengono elaborati i dati di produzione dei rifiuti speciali ed urbani, suddivisi per singola unità di produzione, grazie ad un codice identificativo barcode posto sul coperchio dei contenitori b) Acquisti verdi Si definiscono acquisti verdi, gli acquisti di prodotti e servizi con determinate caratteristiche di sostenibilità ambientale, che comportano ridotti consumi di energia. Tutte le Aziende, ed anche quelle pubbliche, devono sempre di più investire su questo tema. L acquisto di beni e servizi con ridotto impatto ambientale comporta un contenimento della spesa pubblica non solo a livello di costo della produzione del bene ma lungo tutto il ciclo di vita dello stesso. Con il termine Green Public Procurement (GPP) si indica generalmente l approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto sull ambiente lungo l intero ciclo di vita. L Azienda partecipa ai lavori del gruppo regionale Acquisti verdi ed ha aderito, negli anni, ad alcune convenzioni regionali, create con politiche GPP, per l acquisto di beni/servizi. In particolare, nel corso del 2010, l ASMN ha aderito alla gara regionale per la fornitura di prodotti cartari igienico sanitari e detergenti che prevede diversi requisiti di sostenibilità ambientale, quali ad esempio l utilizzo di carta riciclata. Inoltre, nel corso del 2010 si è lavorato al capitolato della procedura di gara pluriennale per l affidamento di servizi operativi informatici e nolo attrezzature informatiche ove si prevede l introduzione di nuove macchine multifunzione che integrano diversi devices (fotocopiatori, stampanti, scanner, fax) con soluzioni integrate e complete per la gestione dei processi operativi di stampa, fax, copia, consentendo la dismissione di gran parte delle apparecchiature fax, la razionalizzazione delle altre apparecchiature installate, la riduzione dei materiali di consumo, la riduzione dei volumi di stampa ottenibili tramite il controllo dei medesimi. Come facilmente intuibile, l operazione anzi descritta oltre a ridurre gli impatti ambientali diretti derivanti dall attività dell azienda sanitaria, stimola l innovazione dei processi prodotti c) Mobilità aziendale Regolazione della sosta Per dissuadere dall uso dell auto privata, in generale ed in particolare IMPATTO SUL CONTESTO TERRITORIALE

65 all interno dell ospedale, è stato avviato il programma di Regolazione della Sosta in via sperimentale nel 2009 e nel Con il Comune di Reggio Emilia si è concordato di riconoscere l uso pubblico e quindi di allargare all area interna il controllo della sosta anche attraverso gli ausiliari del traffico che assicurano un regolare intervento sull area. La Regolazione della Sosta prevede un controllo affidato alla polizia municipale per le righe gialle ed ai controllori della sosta per le righe blu, richiesta dal Comune di Reggio Emilia, con particolare riferimento all area interna, a tariffa 0, con limite di 1 ora, questo perché occorre modificare la disciplina della zona ponendo a tariffa le eventuali ore successive con la tariffa dissuasiva di Si è provveduto al rinnovo dell accordo con ACT, per la gestione della sosta, che preveda il proseguimento dei servizi già attivi e l annessione di nuovi servizi (emissione permessi, regolazione sosta abusiva cicli e motocicli,..). Trasporto pubblico Sul fronte del Trasporto Pubblico Locale (TPL) continua il servizio del Minibu H che collega in modo diretto l ospedale, con passaggi ogni 10 minuti e tre fermate all interno dell area ospedaliera ed una sul fronte dell ospedale in modo da rendere i servizi maggiormente accessibili. Questo servizio si aggiunge agli esistenti TPL che sono stati mantenuti. La linea H proviene da un parcheggio scambiatore, posizionato a nord del capoluogo, attraversa il centro urbano, si ferma presso la Stazione Ferroviaria ed in alcuni punti del percorso permette l interscambio con le altre 2 linee di Minibu che collegano altri scambiatori con il centro e la stazione, con analoga frequenza. Con questa rete è quindi possibile raggiungere l ospedale dalla città e dagli scambiatori in circa 15 /20 minuti ed essere trasportati nei pressi dell ingresso dei servizi. La linea H ha orari compatibili con quelli SPAZIO INTRANET AZIENDALE DEDICATO AL MOBILITY MANAGEMENT COLLOCATO NELLA PAGINA DEDICATA ALL AMBIENTE SOSTENIBILE AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA del personale che presta servizio al primo turno. E inoltre possibile, al termine dell orario diurno, attivare il servizio Aladino, che permette il trasporto dei passeggeri da qualunque fermata ad una fermata a richiesta. Attività di informazione e sensibilizzazione dei dipendenti Ai dipendenti viene puntualmente fornita l informazione riguardante le iniziative di mobilità. Nello spazio della intranet aziendale dedicata al Mobility management, collocato nella pagina dedicata alla Ambiente sostenibile, sono disponibili le informazioni che riguardano i blocchi del traffico, le regole per la sosta dei dipendenti, le incentivazioni quali la deducibilità degli abbonamenti ai mezzi pubblici introdotta dalla finanziaria, ed ogni altro documento che possa essere utile ed inerente. Per meglio identificare le azioni del Mobility management connesse all area ospedaliera, è stata promossa una campagna, con un proprio logo ed un motto che accompagna ogni comunicazione (conferenze stampa, volantini, manifesti e locandine). Nel 2010, è partito in fase sperimentale, il progetto che prevede la possibilità di sosta nella zona del parcheggio di Piazzale Galeno, antistante l ospedale, per le auto dei dipendenti in servizio pomeridiano, in modalità gratuita. Il servizio che prevede una fase sperimentale di 3 mesi, potrà essere messo a regime, una volta valutatane la compatibilità con la sosta degli utenti e l effettivo utilizzo da parte dei d i p e n - denti. Agevolazioni per i dipendenti Nel corso del 2009, per favorire l utilizzo della bicicletta da parte dei dipendenti, è stato allestito nella parte anteriore dell ospedale un deposito per le biciclette dotato di copertura e recintato con accesso possibile solo tramite badge e nel corso del 2010 si è provveduto al completamento dei depositi, ed al potenziamento parcheggi di moto e di biciclette per utenti per riqualificare accessi, portici e luoghi esterni e per sanzionare moto e motocicli parcheggiati sui pedonali. È stato avviato il controllo delle biciclette lasciate fuori dai depositi, tramite accordo ACT. Car-pooling Infine, nel corso del 2010, è stato avviato il sito internet per la formazione degli equipaggi di Car-pooling: il programma è stato messo a disposizione dal comune di Reggio Emilia, per annettere alla banca dati anche i dipendenti delle aziende. Altre azioni Nel 2010 si è provveduto all avvio della fase progettuale da realizzare in stralci del nuovo assetto viario, per l accantieramento e per il successivo inserimento, del nuovo edificio Polo oncoemantologico che tenga anche conto delle percorrenze pedonali, ciclabili e del trasporto pubblico. Infine si è lavorato alla revisione dei nuovi obiettivi dell accordo di programma, approvato e sottoscritto in data 7 aprile In particolare l accordo potrà riguardare : il potenziamento della piste ciclabili e delle aree pedonali anche interni all area; la riqualificazione delle 6 fermate dell autobus di competenza del comune su Viale Risorgimento e P.zza Quarnaro; Gli sconti per il trasporto pubblico ed ogni altra facility da estendere ai dipendenti per la mobilità sostenibile; Potenziamento del Bike-sharing localizzazione di ulteriori fermate che interagiscano con la stazione Ospedale; Proseguimento del miglioramento della dotazione di mezzi aziendali relativamente alle emissioni atmosferiche d) Consumi energetici e gestione dell energia Nell ambito del programma regionale 65

66 Il sistema sanitario regionale per uno sviluppo sostenibile - qualificazione dei consumi energetici ed innovazione tecnologica nelle Aziende Sanitarie l Azienda ospedaliera ha da tempo adottato varie azioni volte all ottimizzazione dei consumi energetici, nonché al conseguimento di un risparmio economico in tema di approvvigionamento delle forniture. L impiego, per il riscaldamento e condizionamento degli ambienti, di fonte energetica termica derivata da cogenerazione dell Ente distributore, quale è il sistema di teleriscaldamento attivo nell area cittadina, ha comportato, oltre ad un sensibile risparmio economico derivante da migliori condizioni tariffarie rispetto alle forniture tradizionali, anche un contributo alla riduzione delle emissioni nocive per l ambiente, trattandosi di fonti energetiche rinnovabili ai sensi della legge 10/91. Un ulteriore risparmio, in termini economici, è stato inoltre conseguito nell approvvigionamento di energia elettrica dal mercato libero in alternativa al mercato vincolato, mediante l adesione alla centrale di committenza Intercent-ER. In tema di riduzione dei consumi energetici sono da annoverare varie attività compiute sui sistemi elettrici e termici aziendali e/o sulle strutture, fra le quali si citano principalmente le seguenti: prosecuzione nella adesione dell Azienda Ospedaliera al Gruppo Tecnico Energia in ambito regionale, con partecipazione del proprio Energy Manager, per la formulazione di proposte in tema di razionalizzazione dei consumi energetici, valutazione di innovazioni tecnologiche in ambito ospedaliero, individuazione delle formule tariffarie di maggior convenienza, nonché la prosecuzione di campagne di sensibilizzazione rivolte agli operatori sanitari; adozione di apparecchi illuminanti di tipo fluorescente dotati di reattori elettronici dimmerabili e non ad alto rendimento per la riduzione del consumo elettrico a parità di effetto utile e per la parzializzazione del livello di illuminazione (rif.to: intervento di ristrutturazione di aree quali IV piano corpo A per ricollocazione D.H. Ematologico e studi/ambulatori della Pediatria e della Neuropsichiatria Infantile, Nuovo Centro di Gestione delle Emergenze, riqualificazione di parte dei locali posti al piano rialzato del padiglione Spallanzani per uffici/aula Formazione del Servizio di formazione e Innovazione Clinica, riqualificazione di parte dei locali dell edificio N per nuovi uffici del Servizio Logistico Alberghiero, riqualificazione di servizi igienici vari); adozione di sistemi per l accensione automatica degli impianti di illuminazione, in funzione della presenza di persone, in corrispondenza di locali ad uso servizi igienici (rif. L AZIENDA HA DA TEMPO ADOTTATO VARIE AZIONI VOLTE ALL OTTIMIZZAZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI to: piano primo Padiglione Spallanzani in area Infrastruttura- Qualità-Ricerca- Statistica, piano seminterrato in area Luoghi delle Prevenzione, servizi ad uso comune presso n 6 piani ai lati nord e sud del corpo C in corrispondenza delle passerelle di raccordo fra corpi C-D, servizi ad uso nuovi uffici del Servizio Logistico Alberghiero); sostituzione di vecchi infissi con altri di nuova installazione di tipo con vetro camera e telaio a taglio termico nell ambito degli interventi di ristrutturazione e/o di manutenzione ordinaria degli stessi (rif.to: intervento di ristrutturazione di aree quali IV piano corpo A per ricollocazione D.H. Ematologico e studi/ambulatori della Pediatria e della Neuropsichiatria Infantile); rifacimento di parte della coibentazione delle tubazioni idriche per la distribuzione di fluidi caldi e freddi al fine del contenimento delle dispersioni termiche (piano IV corpo A per ricollocazione D.H. Ematologico e studi/ambulatori della Pediatria e della Neuropsichiatria Infantile; sotto centrali termiche); estensione del sistema di supervisione e controllo centralizzato degli impianti di climatizzazione dei nuovi fabbricati e di parte di quelli soggetti a ristrutturazione, finalizzato ad una gestione razionale dei fabbisogni. Per il prossimo futuro la riduzione ed ottimizzazione dei consumi energetici verrà perseguita adottando una serie di misure che possono essere riassunte come segue: proseguimento nell attuazione delle Linee guida regionali, elaborate dal citato Gruppo Tecnico, in tema di sensibilizzazione degli Operatori aziendali in materia di uso razionale dell energia; estensione del sistema di supervisione e controllo centralizzato agli impianti di climatizzazione esistenti; monitoraggio dei consumi energetici dei fabbricati, con cadenza mensile, finalizzato ad una gestione razionale degli impianti termici in relazione ai fabbisogni; effettuazione di una diagnosi energetica degli edifici aziendali volta a determinare i relativi gradi di efficienza al fine di prevedere eventuali, possibili interventi di riqualificazione; adozione di sistemi per l accensione automatica degli impianti di illuminazione, in funzione della presenza di persone, in corrispondenza di locali ad uso comune e servizi igienici in aree soggette a ristrutturazione (rif. to: piano primo corpo C per studi/ ambulatori del Servizio di Endocrinologia, piano III corpo A per rimodulazione locali D.H. e Degenze del Servizio di Pediatria, servizi igienici ad uso comune e presso vari reparti); sostituzione di vecchi infissi con altri di nuova installazione di tipo con vetro camera e telaio a taglio termico nell ambito degli interventi di ristrutturazione e/o di manutenzione ordinaria degli stessi (rif.to: III corpo A per rimodulazione locali D.H. e Degenze del Servizio di Pediatria); previsione di impianti di generazione di energia elettrica con l impiego di pannelli fotovoltaici presso strutture edilizie (esistenti e/o nuove) fruendo di specifici finanziamenti stataliregionali; prosecuzione del rifacimento di parte della coibentazione delle tubazioni idriche per la distribuzione di fluidi caldi e freddi al fine del contenimento delle dispersioni termiche IMPATTO SUL CONTESTO TERRITORIALE

67 2.3 CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA ASSISTENZA COLLETTIVA IN AMBIENTE DI VITA E DI LAVORO Nella provincia di Reggio Emilia, con la collaborazione di entrambe le Aziende Sanitarie, sono attivi tre screening oncologici: Lo screening per il tumore della mammella: prevede l invito ad eseguire la mammografia ogni due anni, per tutte le donne dai 50 ai 74 anni e ogni anno per le donne tra i 45 e i 49 anni. Dal 2010, infatti, lo screening è esteso a due nuove fasce di età: e anni. Lo screening per il tumore del collo dell utero: è rivolto a tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Alla popolazione invitata viene offerto con periodicità triennale il paptest, quale esame di primo livello; qualora quest ultimo risulti positivo, viene proposta una colposcopia di approfondimento e, se necessario, il percorso diagnostico-terapeutico successivo; Lo screening per la prevenzione del tumore del colon-retto: iniziato nel mesi di marzo del 2005, è diretto alle donne e agli uomini di età compresa tra i 50 e i 69 anni. L esame di primo livello proposto è la ricerca del sangue occulto nelle feci, da effettuarsi con periodicità biennale; qualora positiva, l utenza viene invitata ad eseguire una colonscopia di approfondimento e indirizzata al percorso terapeutico successivo qualora necessario a) LO SCREENING PER IL TUMORE DELLA MAMMELLA La popolazione interessata è rappresentata da circa donne tra domiciliate e residenti; nel corso del 2010 si è avuta una adesione pari al 79,5 % per le donne residenti e 53,8% per le donne domiciliate; le prestazioni eseguite sono state , con un notevole incremento, in relazione all allargamento della fascia d età delle donne invitate, rispetto al 2009, anno in cui erano state eseguite mammografie. L Azienda ospedaliera di Reggio Emilia assorbe più del 40% delle mammografie complessivamente erogate nel territorio, stabilmente nel triennio. Nel 2010 la quota di donne inviate al 2 livello di approfondimento perché con esito positivo della mammografia, è stata del 4,1% pari a 1.567, in linea con gli indicatori di riferimento. Oltre il 46% (721/1.567) degli esami di secondo livello sono stati eseguiti nel 2010 presso il S.M.Nuova. Tabella N mammografie eseguite - test di primo livello L elevato numero di tumori diagnosticati in stadio precoce e il diffuso ricorso alla tecnica del linfonodo sentinella ha consentito un approccio non demolitivo in oltre il 90% degli interventi chirurgici per i tumori della mammella di dimensioni inferiore ai 2 cm b) LO SCREENING PER IL TUMORE DEL COLLO DELL UTERO La popolazione interessata è rappresentata di donne tra i 25 e 64 anni tra domiciliate e residenti nella provincia di Reggio Emilia al 31 dicembre Alla popolazione invitata viene offerto con periodicità triennale il pap-test, quale esame di primo livello. La copertura della popolazione target è circa del 75%. Nel 2010 sono stati letti un totale di pap-test, la cui valutazione è affidata, per tutti i prelievi eseguiti a livello provinciale, al Centro di Citologia cervico-vaginale dell Azienda Ospedaliera. All ASMN di Reggio Emilia è affidato anche il coordinamento del Centro Scree- Radiologia Mx al 31/12/2008 Mx al 31/12/2009 Mx al 31/12/2010 ASMN Correggio Montecchio Scandiano C. Monti Guastalla Totale * non comprendono le prestazioni Mammotome Tabella % Mammografie ASMN sul totale del programma provinciale Anno % mammografie ASMN 44,05% 42,6% 43,74% Tabella Esami di 2 livello ASMN Anno ASMN* Totale programma ning per l intera Provincia nella funzione di organizzazione dei calendari d invito con trasmissione delle lettere alle donne e di call center per informazioni e cambio appuntamenti nei consultori per l attività di citologia cervicovaginale di 1 livello e di gestione provinciale del 2 livello nei 5 ambulatori colposcopici di screening dei distretti. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 67

68 Dalla fine del 2004 è stata introdotta nel programma di screening anche la ricerca dell infezione da HPV (human papilloma virus) tramite un test di biologia molecolare su tampone cervicale, che viene offerto alle donne con patologia cervicale nel programma di screening per migliorare il percorso diagnostico e terapeutico. Il numero di test HPV nel 2010 rispetto al 2009 è numericamente aumentato, ma con una razionalizzazione delle colposcopie di follow up che si traduce in un risparmio dei controlli per le donne con categoria citologica ASC US /HPV test negativo e per le donne con CIN II-CIN III post-trattamento ed HPV test negativo. Nell anno 2010 sono stati fatti 1326 HPV test di screening più 156 non di screening. Tabella Attività citologia vaginale Pap test Hpv test In caso di test patologico, viene attivato un percorso differenziato con presa a carico della paziente che viene convocata direttamente, previa telefonata o lettera, da parte di personale sanitario specificatamente addestrato. Qualora il test di 1 livello risulti positivo o sospetto per patologia cervicale, alla paziente viene proposto gratuitamente un approfondimento diagnostico, chiamato colposcopia, e tutto il percorso diagnostico-terapeutico fino a completa guarigione. Presso la struttura di Citologia cervico vaginale dell azienda ospedaliera è Tabella Attività citologia vaginale di 2 livello posto l ambulatorio colposcopico di 2 livello del programma di screening per i Distretti di Reggio Emilia e Correggio dove accedono donne invitate per patologia cervicale. Nel 2008 è iniziato l utilizzo del pap test in strato sottile negli ambulatori colposcopici, per diminuire i pap test insoddisfacenti e migliorare la qualità diagnostica del 2 livello e utilizzare anche il sovra-natante del prelievo per l applicazione del test HPV. Le colposcopie dell anno 2010 sono state (aumento del 38,7% rispetto al 2007) e sono state effettuate 1143 biopsie di cui 808 a sede unica e 335 in sedi multiple. Le colposcopie sono effettuate generalmente 5-6 volte alla settimana e sono presenti 6 ginecologi colposcopisti per mantenere il limite temporale richiesto dagli standard Regionali. In questi ultimi anni gli interventi chirurgici terapeutici sono effettuati sempre più frequentemente in ambulatori, in anestesia locale e sempre di più sostituiscono quelli in narcosi in regime di ricovero: nell anno 2010 le conizzazioni presso l ambulatorio colposcopico sono state 207 (aumento del 40,8% rispetto al 2007). Presso l Ambulatorio Colposcopico di screening operano dal 2010, 6 Ginecologi di cui 1 del S. Maria e gli altri provenienti dai Distretti di Scandiano e di Castelnovo ne Monti. Questa peculiarità è molto importante sia per la qualità diagnostica da parte degli operatori coinvolti, sia per l applicazione omogenea dei protocolli diagnostici terapeutici. Nell anno 2010 è attivo e finanziato dal Ministero della Salute uno studio pilota con l applicazione del test HPV come test di 1 livello al posto del pap test. Questo studio si rivolge alle donne in screening di età compresa fra i 35 ed i 64 anni. Il progetto è costituito da due braccia: uno sperimentale con il test HPV e il pap test, quest ultimo viene letto solo se il test HPV è positivo, ed il braccio convenzionale in cui le donne effettuano solo il pap test. Mescolandosi le attività istituzionali e quelle di ricerca, si riassume nelle seguenti tabelle la quantità di esami effettuata nel 2010, per chiarire l impatto totale sull attività del Centro di Citologia di Screening. Tabella Test HPV eseguiti ANNO 2010 N Test di 2 livello di screening Test non di screening 156 Test progetto pilota Totale Tabella Pap Test convenzionali e in strato sottile ANNO 2010 N Pap in Screening 1 livello Pap in Screening 2 livello Pap in Studio HPV braccio convenzionale Pap in Studio HPV braccio HPV 253 Totale c) LO SCREENING PER IL TUMORE DEL COLON-RETTO Nella primavera del 2005 è iniziato il Colposcopie Interventi con ansa diatermica Elettrocoagulazioni Pap test in colposcopia altri ambul. colposc. screening altri ambul. colposc. screening altri ambul. colposc. screening CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

69 primo round del programma di prevenzione dei tumori del colon-retto rivolto alla popolazione di età compresa tra i 50 ed i 69 anni e si è concluso nella primavera del Le due Aziende hanno partecipato al coordinamento e responsabilità del programma (Azienda S. Maria Nuova) ed alla funzione organizzativa (Azienda USL). L attività di I livello (Sangue occulto fecale - SOF) e di II livello (colonscopia), in riferimento al periodo , è riportata nelle seguenti tabelle. Nel 2009 l adesione complessiva al programma è stata del 64.3% (66.9% uomini, 62% donne), così suddivisa: Primi inviti al programma di screening: 57.3% (55% uomini e 59.9% donne) Inviti successivi a persone che non avevano aderito al 1 round: 21.4% (21.2% uomini e 21.5% donne) Inviti successivi a persone che avevano aderito al 1 round: 88% (87.6% uomini e 88.6% donne). Nello stesso anno, l adesione complessiva registrata a livello nazionale è stata pari al 50% mentre quella dell Emilia Romagna del 52%, Per quanto riguarda la positività al SOF, si sono registrati le seguenti percentuali: Già aderenti in precedenza al SOF (esami successivi): 3.9% (4.7% uomini e 3.1% donne) Neo-invitati e non aderenti al 1 round (primi esami): 4.6% (5.3% uomini e 4% donne) Mentre in relazione all adesione alla colonscopia: Già aderenti in precedenza (esami successivi): 93% Neo-invitati e non aderenti in precedenza (primi esami): 88% Nella corte di invito sono state complessivamente rilevati: 306 tumori maligni (il 3,8% dei soggetti positivi che hanno eseguito la colonscopia), 195 nei maschi e 111 nelle donne 105 polipi cancerizzati (1,3% dei soggetti positivi che hanno eseguito la colonscopia) 2879 adenomi ad alto rischio (presenti nel 36.2% dei soggetti positivi che hanno eseguito la colonscopia). Il contributo che l Azienda Ospedaliera ASMN ha dato allo sviluppo di questo programma di screening nel corso del 2010, in termini di esami eseguiti per ambito territoriale, è il seguente: il laboratorio ASMN ha processato complessivamente il 74% dei SOF; l endoscopia ASMN ha eseguito complessivamente il 37,1% delle colonscopie da screening (fino al 2009) su tutta la provincia; ha inoltre eseguito operative endoscopiche complesse di III livello provenienti dai vari Distretti e diagnostiche avanzate (es. ecoendoscopia in caso di tumori del retto). Tabella Esami di 1 livello: SOF (Sangue Occulto Fecale) Fonte dei dati: Centro Screening dell Az. USL di RE Prosegue il percorso di offerta attiva di colonscopia ai familiari di 1 grado dei casi di cancro diagnosticati nel percorso di screening. Di seguito si riportano i dati relativi alla coorte : N casi di cancro diagnosticato da screening: 395 N casi contattati: 374 N casi che hanno dato consenso: 348 N familiari raccolti in totale: 1804 N familiari elegibili: 320 N familiari per i quali è stata programmata/eseguita colonscopia: 149 N familiari che avevano già eseguito una colonscopia recente: 83 N familiari che hanno rifiutato qualsiasi proposta: 78 Nei 149 casi in cui la colonscopia è stata attivamente proposta ed eseguita all interno del percorso familiarità si sono registrati 1 caso di cancro, 16 adenomi ad alto rischio e 39 adenomi a basso rischio N % N % N % Laboratorio ASMN % % % Laboratorio Guastalla % % % Tabella Esami di 2 livello: Colonscopie eseguite da screening di II livello (incluse le colonscopie sui positivi al SOF ed i follow-up) N % N % N % Endoscopia ASMN ,1% ,9% ,1% Castelnovo Monti 152 6,8% 183 6,9% 162 6,8% Correggio ,8% ,5% ,8% Guastalla ,5% ,1% % Montecchio ,3% ,1% ,1% Scandiano ,5% ,6% ,4% Totale d) LO SCREENING UDITIVO NEONATALE Nella Provincia di Reggio Emilia, nel corso del 2008, con la collaborazione di entrambe le Aziende Sanitarie,è stato attivato lo screening uditivo neonatale universale provinciale. Questo screening nasce dall esigenza di identificare precocemente i neonati affetti da ipoacusia congenita, al fine di evitare tutte le conseguenze che la sordità ha non solo in campo linguisticocomunicativo, ma su tutto lo sviluppo socio-psico-emozionale del bambino. Studi internazionali sono concordi nell affermare che circa 2 bambini sani su 1000 nascono con un deficit uditivo di tipo medio-grave o profondo;a questa quota va poi aggiunta la percentuale di bambini ipoacusici provenienti dalla Neonatologia e AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 69

70 i neonati con uno o più fattori di rischio o sindromi associate. L ipoacusia viene pertanto considerata come una patologia con quei caratteri di prevalenza, incidenza e gravità tali da giustificare l introduzione di un programma di screening su tutta la popolazione neonatale. L obiettivo dell individuazione precoce e di un rapido intervento terapeutico è di eliminare le disabilità conseguenti alla deprivazione sensoriale uditiva e recuperare una competenza linguistica e uno sviluppo del linguaggio normale per questi bambini. Lo screening si basa sull identificazione delle otoemissioni acustiche o echi cocleari, suoni generati dall attività contrattile di alcune cellule presenti nella coclea, l organo recettoriale dell orecchio. La rilevazione delle otoemissioni è stata scelta a livello internazionale come metodica di screening perché non invasiva, economica, di esecuzione rapida, ripetibile, sensibile e specifica. Il protocollo adottato è codificato in base alle più recenti linee guida della JCIH ( Joint Commette of Infant Hearing) e si attua su 3 livelli fondamentali. Il 1 livello corrisponde all esecuzione del test delle otoemissioni acustiche da screening su tutti i neonati della Provincia. La popolazione interessata è rappresentata da più di 5000 neonati, dei quali circa la metà nascono presso l Ostetricia dell Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Per i punti-nascita di Castelnovo ne Monti, Guastalla, Scandiano e Montecchio Emilia l esame di primo livello viene effettuato da personale addestrato, su tutti i neonati prima della dimissione dall ospedale. Da giugno 2009 la pediatria di comunità di Correggio, dove non è attivo il punto nascita, ha iniziato ad eseguire lo screening a tutti i bimbi di Correggio che nascono a Carpi. Il primo livello presso il nido ASMN viene invece eseguito da un tecnico del servizio di Audiologia dell ASMN, che quotidianamente si reca in reparto e sottopone a screening i dimessi della giornata. Presso il servizio di Audiologia dell ASMN da settembre 2009, viene effettuato il test di screening ai bimbi iscritti all Anagrafe Sanitaria provinciale ma che sono nati presso altre strutture dove non viene eseguito lo screening. Il 2 livello prevede il riesame dei soggetti sospetti identificati al primo livello sia per i nati al nido ASMN, sia per i nati presso i nidi territoriali. L accesso al secondo livello avviene per tutti i casi dopo 1 settimana dal primo test per evitare il più possibile ansia ai genitori. L esame è svolto presso il Servizio di Audiologia. Se il piccolo non supera il secondo livello accede al terzo livello. Per la quota di bambini che giungono al 3 livello si rende necessario l utilizzo di metodiche diverse, quali i Potenziali Evocati Uditivi o ABR, con i quali è possibile studiare il percorso compiuto dal segnale sonoro lungo la via acustica, identificando con certezza la soglia uditiva del bambino. Il contributo dell ASMN, attraverso la Struttura Semplice di Audiologia per la gestione interaziendale dello screening uditivo neonatale provinciale e per la gestione della diagnosi e cura delle malattie otologiche pertanto è : - esecuzione primo livello per i nati presso il Nido Aziendale e per i bimbi,iscritti all anagrafe sanitaria locale, ma nati in strutture dove non viene eseguito lo screening uditivo; - coordinamento nidi territoriali per il secondo livello, organizzazione appuntamenti e call center per informazioni, feed back con il territorio e retest di tutti i casi identificati al primo livello; - esecuzione esami terzo livello; - presa in carico e gestione dei soggetti ipoacusici identificati con lo screening. Attualmente sono attivi tutti i puntinascita della provincia e anche Correggio con la pediatria di comunità. Il protocollo viene già applicato secondo le modalità e con le tempistiche descritte. Dall inizio dell attività sono già stati identificati 15 casi di ipoacusia bilaterale neonatale di cui quattro bimbi già sottoposti ad intervento di Impianto cocleare, altri casi sono stati identificati come monolaterali e vengono seguiti nel tempo ed altri ancora in corso di definizione diagnostica. Tabella n otoemissioni eseguite nel 2010 Otoemissioni anno livello Nido ASMN 2449 Castelnovo né Monti 494 Guastalla 1672 Scandiano 1411 Montecchio 1700 Correggio 402 Nati in altre sedi ASSISTENZA DISTRETTUALE a) ASSISTENZA FARMACEUTICA Distribuzione Diretta Farmaci La gestione dell attività di Distribuzione Diretta Farmaci c/o l Azienda Ospedaliera ASMN è stata affidata al Servizio di Farmacia ASMN nel 2002, secondo le disposizioni di cui alla Legge 405/01 e indirizzi regionali. Tale attività viene condotta in stretta collaborazione con l Az. USL di RE, alla quale è rimasta in carico la scorta dei farmaci erogati direttamente ai pazienti, condividendo lo stesso Magazzino Farmaceutico Centralizzato gestito dall Az. USL. Con il Dipartimento Farmaceutico dell Az. USL di RE vengono pertanto condivisi orientamenti, indirizzi e modalità di espletamento dell erogazione farmaci per fornire a livello provinciale un servizio omogeneo a tutti gli utenti. Il Servizio di Distribuzione Diretta farmaci si rivolge a pazienti in dimissione da ricovero, fornendo il primo ciclo completo di terapia prescritto, e a pazienti complessi con polipatologie che richiedono ripetuti accessi alla struttura sanitaria. Nel corso degli anni l attività ha subito un incremento costante, ed ha con CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

71 sentito di raggiungere gli obiettivi fissati a suo tempo: garantire ai pazienti la continuità terapeutica ospedale-territorio rispondere agli indirizzi regionali in ambito di valutazione dell appropriatezza prescrittiva ridurre la spesa farmaceutica territoriale. L erogazione diretta consente infatti un puntuale controllo dell appropriatezza delle prescrizioni valutandone la conformità rispetto alle note AIFA, alle indicazioni terapeutiche registrate, al Prontuario Terapeutico ed al regime di rimborsabilità, alla compilazione dei Piani Terapeutici. Ulteriore valutazione di appropriatezza viene effettuata attraverso il monitoraggio sull impiego dei nuovi farmaci antineoplastici per i quali il Ministero della Salute ha previsto la raccolta dati tramite la compilazione di schede informatizzate. Tale attività ha inoltre consentito una Tabella attività di distribuzione diretta ANNO N. Accessi Spesa interna (e) maggiore interazione con i pazienti sul corretto uso e conservazione del farmaco, con particolare riguardo al paziente complesso. In particolare per i pazienti oncologici sono stati predisposti kit di farmaci antiemetici per la somministrazione a domicilio dopo trattamento chemioterapico, secondo protocolli condivisi con i clinici, accompagnati da foglietto illustrativo semplificato e istruzioni per l uso. Riguardo ai pazienti affetti da HIV sono stati adottati percorsi definiti con i clinici per monitorare più attentamente la compliance alle terapie prescritte. Relativamente all attività condotta nel 2010, Tabella 2.3.9, si sintetizzano alcuni dati per valutarne l impatto organizzativo ed economico: accessi complessivi: n con un incremento del 7,5% rispetto al 2009 valore spesa interna: con un incremento del 7,8% rispetto al 2009 Risparmi sui farmaci fascia A (e) valore risparmio sulla spesa farmaceutica territoriale limitatamente ai farmaci di fascia A: In termini di valore distribuito a livello provinciale, l Azienda Ospedaliera ha contribuito nella misura del 52,48%. Dell importo complessivo di spesa registrato, il 72,42% pari a circa, è attribuibile a farmaci di fascia H erogati a pazienti con patologie complesse o croniche che richiedono ricorsi frequenti alla struttura (es. pazienti oncologici, pazienti affetti da epatite, HIV, sclerosi multipla, artrite reumatoide, etc.), sia in regime di DH che ambulatoriale. Farmaceutica Ospedaliera La farmaceutica ospedaliera, all interno dell Azienda Ospedaliera, assorbe quasi il 30% delle risorse economiche destinate all acquisto di beni sanitari (medicinali, materiale protesico, dispositivi medici, diagnostici e reagenti, ferri chirurgici). All interno di questa categoria, oltre il 50% dei consumi sono rappresentati % valore distribuito a livello provinciale ,00% ,10% ,48% Tabella consumi ospedalieri di Farmaci per ATC1 dai farmaci antineoplastici ed immunomodulatori, notoriamente ad alto costo. Spesa Lorda (e) Spesa Lorda (e) % 10/ 09 A - Apparato gastrointestinale e metabilosmo ,8% B - Sangue ed organi emopoietici ,6% C - Sistema cardiovascolare ,4% D - Dermatologici ,2% G - Sistema genito-urinario ed ormoni sessuali ,3% H - Preparati ormonali sistemici, escl. ormoni sessuali e insuline ,3% J - Antimicrobici generali per uso sistematico ,0% L - Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori ,7% dicul LO1 - Antineoplastici ,3% M - Sistema muscolo - scheletrico ,4% N - Sistema nervoso ,7% Non valorizzato ,1% P - Farmaci antiparassitari, insetticidi e repellenti ,4% R - Sistema respiratorio ,9% S - Organi di senso ,4% V - Vari ,6% Totale consumi interni alla struttura ospedaliera ,4% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 71

72 Nel 2010 è stato rispettato l obiettivo regionale di contenimento della spesa farmaceutica definito in sede di concertazione. Dopo il biennio in cui si era registrato un contenimento della spesa relativamente al gruppo dei farmaci antiblastici ( 0,9% 2009 rispetto all anno 2008), nel 2010 il livello di spesa di è stabilizzato con una crescita del +1,3%, mediamente inferiore a quella registrata in altre aziende ospedaliere regionali ASSISTENZA SPECIALISTICA a) VOLUMI E VALORE DEL- LA PRODUZIONE DELL AZIENDA OSPEDALIERA L attività erogata dal S. M. Nuova in termini di prestazioni sia in urgenza che ad accesso programmato mostra nel triennio un aumento complessivo sia nei volumi prestazionali (+18%) che nella valorizzazione economica (+12%), riconducibile sia al trasferimento in percorsi di Day Service di pazienti gestiti in precedenza in Day Hospital sia all assorbimento della struttura laboratoristica LACC e Trasfusionale di Cast. Monti. Analizzando la modalità di accesso, Tabella , si osserva un andamento in crescita dell attività ordinaria programmata ed in accesso diretto sia come numero di prestazioni (+21%) che di volumi economici (+14%), legata all attività laboratoristica; il calo delle urgenze nelle 24/h è riconducile essenzialmente alla ricodifica di tale attività come prestazioni di accesso diretto (tipologia ricomprese nella modalità di accesso ordinario ); il notevole incremento dell attività di day service (+18% delle prestazioni erogate) è stata favorita dall implementazione di percorsi informatizzati e dal costante impegno all appropriatezza del setting assistenziale. Il calo dell attività in pronto soccorso, non seguita da ricovero(-7%) è riconducibile al trasferimento di casistica in OBI (+4%) attivato dal Il calo sia in termini di prestazioni che di volumi economici evidenziabile tra il 2009 e il 2010 non corrisponde ad una reale diminuzione dell attività erogata ma ad un approfondito lavoro di ricodifica degli allineamenti al nomenclatore tariffario regionale per le prestazioni legati ai cicli radioterapici b) TIPOLOGIA DI PRESTAZIONI EROGATE Nel triennio , Tabella , la crescita produttiva più elevata si è avuta nell area dei Laboratori (+23% delle prestazioni erogate e +22% dei volumi economici corrispondenti), soprattutto sul settore chimico-clinico per l assorbimento da gennaio 2009 del Laboratorio del distretto di Cast. Monti; il trend di crescita si è evidenziato anche nell area Diagnostica (+6% delle prestazioni, + 14% dei volumi economici), sia nella diagnostica strumentale con radiazioni che in quella senza e nell area delle Visite sia in termini prestazionali (+4) che di volumi economici (+3%); in particolare il travaso di prestazioni da prime visite a controlli deriva dall applicazione delle indicazioni regionali in tema di esenzioni per patologia. Nell area della Riabilitazione si è invece osservato un calo sia nel numero di prestazioni erogate (-7%) che dei volumi economici (-5%), in particolare nel settore del recupero e riabilitazione funzionale; in forte calo il numero di Prestazioni Terapeutiche (-11%), spiegato dall aggiornamento del nuovo sistema di codifica associato al nomenclatore tariffario della Radioterpia. Nell aggregato delle prestazioni terapeutiche sono incluse anche le prestazioni di dialisi, di trasfusione e della chirurgia ambulatoriale. Tabella Prestazioni di specialistica ambulatoriale per esterni Modalità di accesso N. prestazioni erogate Diff. % valore economico e N. prestazioni erogate valore economico e N. prestazioni erogate valore economico e N. prestazioni erogate valore economico e Ordinario % 14% Urgente (24 H) % -64% Urgente differibile % -22% Day service % 15% Pronto soccorso non seguito da ricovero Osservazione breve intensiva % -2% % 12% Totale complessivo % 12% 2.3 CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

73 Tabella Prestazioni di specialistica ambulatoriale per tipologia di aggregazione Prestazione: Aggregazione I livello PRESTAZIONI RIABILITAZIONE LABORATORIO DIAGNOSTICA VISITE TERAPEUTICHE Prestazione: Aggregazione II livello D1-D.STRUMENT. CON RADIAZ. D2-D.STRUMENT. NO RADIAZ Diff N. Importo N. di prestazioni della di prestazio- erogate prestazione ni erogate Importo N. Importo della di prestazioni della prestazione erogate prestazione N. Importo di prestazioni della erogate prestazione D3-BIOPSIA D9-ALTRA DIAGNOSTICA Totale % 14% L1-PRELIEVI L2-CHIMICA CLINICA L3-EMATOLOGIA/ COAGULAZ L4-IMMUNO EMAT e TRASFUSION L5- MICROBIOLOGIA/ VIROLOGIA L6-ANATOMIA ED IST.PATOL L7-GENETICA/ CITOGEN Totale % 22% R1-RIAB.DIAGNO- STICA R2-RRF R3-TERAPIA FISICA R9-ALTRA RIABILITAZIONE Totale % -5% T1-RADIOTERAPIA T2-DIALISI T4-TRASFUSIONI T5-CHIRURGIA AMBULATORIALE T9-ALTRE PRESTAZ TERAPEUTICHE Totale % 7% V1-PRIMA VISITA V2-VISITA DI CONTROLLO V3-OSSERVAZ. BREVE INTENSIVA Totale % 3% TOTALE % 12% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 73

74 Tabella Prestazioni erogate per struttura provinciale erogante Prestazioni specialistiche erogate N. prestaz. % valore economico % valore economico % N. prestaz. % valore economico % % N. prestaz. AUSL- REGGIO EMILIA (STRUT % % % % % % TURE PUB- BLICHE) AUSL- REGGIO EMILIA (STRUT- TURE PRIVA- TE) % % % % % % AOSP REGGIO % % % % % % E. Totale c) Contributo dell Azienda Ospedaliera all attività provinciale Le prestazioni erogate presso l azienda ospedaliera cittadina, rappresentano ormai il 55% dell attività specialistica complessivamente erogata a livello provinciale presso tutte le strutture pubbliche e private accreditate (tale quota era pari al 50% nel 2008). In particolare considerando l attività complessiva erogata a livello provinciale, le prestazioni erogate presso il S.M.N. prevalgono nel settore della Laboratoristica (62% del totale provinciale, 55% nel 2008) e delle Prestazioni Terapeutiche (54% del totale provinciale nel 2010, 57% nel 2008), principalmente Radioterapia, Dialisi, Trasfusioni e Chirurgia Ambulatoriale. Nel settore della Diagnostica, l attività erogata presso la struttura ospedaliera cittadina rappresenta circa 1/3 dell attività provinciale (31% del pubblico e privato nel 2010 come nel 2008). L attività di Visita è concentrata presso l azienda ospedaliera nel 38% dei casi: in particolare prevalgono le visite di medicina generale (91% del totale provinciale), le visite pediatriche (83%), quelle angiologiche (70%), reumatologiche (58%), ematologiche (86%), nefrologia (82%), 74 Neurochirurgiche (78%) e Neurologiche (78%) d) Produzione erogata presso il S.M.Nuova per Dipartimento di erogazione Analizzando l attività, espressa in volumi economici, dal punto di vista delle strutture interne eroganti, si osserva che le prestazioni erogate sono riconducibili principalmente al Dipartimento di Medicina di Laboratorio (28% della produzione aziendale), che include le strutture laboratoristiche, seguito dal Dipartimento di Tecnologie Avanzate (17%, in particolare Radioterapia, Medicina Nucleare e Gastroenterologia) e dal Dipartimento di Area Medica (16%, in particolare Emodialisi). Le discipline del Dipartimento Chirurgia generale e specialistica erogano l 8% dell attività specialistica di ambito ospedaliero, principalmente di tipo oculistico e otorino. Il Dipartimento diagnostica per immagini, Dip. OSTETRICO GINECOLOGICO E PEDIATRICO 3% Dip. NEURO-MOTORIO 5% identificata dalla struttura di Radiologia, rappresenta il 10% dei volumi economici prodotti Il Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e di area critica è rappresentata principalmente dalle prestazioni ambulatoriali cardiologiche e assorbe il 3% dell attività aziendale, così pure Il Dipartimetno Ostetrico Ginecologica e Pediatrico. Infine la struttura di Pronto Soccorso generale, produce il 5% dell attività specialistica ambulatoriale del S. M. Nuova. Ripartizione % valore economico per Dipartimento erogante - anno 2010 Dip. ONCOLOGICO 5% Dip. TECNOLOGIE AVANZATE 17% Dip. MEDICINA INTERNA E SPECIALITA' MEDICHE 16% Dip. CARDIO-TORACO- VASCOLARE E DI AREA CRITICA 3% Grafico Dip. CHIRURGIA GENERALE E SPECIALISTICHE 8% Dip. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI 10% Dip. MEDICINA DI LABORATORIO 28% Dip. EMERGENZA URGENZA 5% 2.3 CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

75 Tabella Prestazioni per tipologia e struttura erogante - anno 2010 Prestazioni Erogate per Disciplina Aggregazione I livello DIAGNOSTICA LABORATORIO RIABILITAZIONE PRESTAZIONI TERAPEUTICHE VISITE TOTALE COMPLESSIVO Aggregazione II livello STRUTTURE PUBBLICHE Azienda Sanitaria di erogazione 103-REGGIO EMILIA 903-AOSP REGGIO E. % sul Totale Provinciale STRUTTU- RE PRIVATE % sul Totale Provinciale STRUTTURE PUBBLICHE % sul Totale Provinciale D.STRUMENT. CON RADIAZ % % % D.STRUMENT. NO RADIAZ % % % BIOPSIA % 0 0% % ALTRA DIAGNOSTICA % % % Totale % % % PRELIEVI % % % CHIMICA CLINICA % % % EMATOLOGIA/ COAG % % % IMMUNOEMAT. E TRASF % % % MICROBIOLO- GIA % % % ANATOMIA ED IST.PATOL. 53 0% % % GENETICA/ CITOGEN. 84 1% 0 0% % Totale % % % RIAB. DIAGNOSTICA % 0 0% % RRF % % % TERAPIA FISICA % % % ALTRA RIABILITAZIONE % 0 0% % Totale % % % RADIOTERAPIA 9 0% 459 1% % DIALISI % 0 0% % ODONTOIATRIA % 715 3% 0 0% TRASFUSIONI % 0 0% % CHIR. AMBULAT.LE % % % ALTRE PRE- STAZ. TERA % % % PEUTICHE Totale % % % PRIMA VISITA % % % VISITA DI CONTROL % % % O.B.I % 0 0% % Totale % % % % % % AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 75

76 2.3.3.e) valore della produzione per provenienza L attività specialistica per esterni, programmata ed in urgenza non seguita da ricovero, oggetto del meccanismo di rimborso per mobilità, viene erogata principalmente verso i cittadini residenti nella provincia di Reggio Emilia. Quasi il 90% dei volumi economici infatti sono riconducibili al bacino d utenza provinciale, la restante quota di attività è ripartita tra residenti in altre province della regione (5,7% nel 2010, 5,9% nel 2009, 6,3% nel 2008) o extraregionali (5,1% nel 2010, 4,7% nel 2009, 3,4% nel 2008), rispetto ai quali si sta assistendo ad una crescita progressiva della domanda. Nel triennio in esame l attività specialistica per esterni ha avuto, in termini economici, un incremento percentuale del + 11,8%, conseguente all assorbimento di una struttura laboratoristica del distretto di Cast. Monti, Tabella Valore economico produzione Grafico % 80% 60% 40% 20% 0% 3,4% 6,3% 90,3% Composizione % valore mobilità 4,7% 5,9% 89,5% fino al 2008 appartenente all azienda sanitaria territoriale e allo sviluppo ulteriore dei percorsi ambulatoriali di day service in alternativa ai cicli di dh, all attivazione di nuovi percorsi per la gestione delle urgenze (OBI) e per l avvio di nuovi approcci radioterapici (tomoterapia). Analizzando gli scostamenti in termini percentuali per aree di provenienza, il maggiore incremento si è avuto a livello extraregionale (+66%), conseguenza di una riorganizzazione della struttura di Radioterapia oltre all avvio a regime della Tomoterapy, e infraprovinciale (+10,4%) per l assorbimento di una nuova struttura laboratoristica, più contenuti gli incrementi rilevati per la mobilità delle province infraregionali (+1,1%). Il richiamo da altre regioni avviene soprattutto dalle province della Lombardia (21% delle prestazioni verso utenti 5,1% 5,7% 89,3% a.2008 a.2009 a.2010 InfraProvRe InfraRER ExtraRER 2008), Marche (9 del 2010 vs 3% del 2008) e Lazio (4% vs 3%) per il centro e in riduzione da Puglia (7% del 2010 vs 10% del 2008),Calabria (6% vs 11%), Campania (12% vs 14%), e Sicilia (6% vs 9%) per il sud ed isole. All interno dell Emilia- Romagna il maggior flusso verso l azienda ospedaliera si è avuto dalle limitrofe province di Modena, in crescita rispetto agli anni precedenti (51% del 2010 vs 43% del 2008 per le prestazioni a utenti con residenza infraregionale, escluso provincia di Reggio E.) e Parma invece in calo Attività per esterni (programmato, urgenze e PS) Anno InfraProvRe InfraRER ExtraRER Totale a a a Tabella variazione produzione InfraProvRe InfraRER ExtraRER Incremento % ,4% 1,1% 66,6% Incremento assoluto con residenza extraregionale vs 18% del 2008), del Veneto (4% nel 2010 vs 5% del 2008) e della Liguria (6% stabile nel triennio) per il nord, in crescita dalla Toscana (10% del 2010 vs 6% del 70,0 % 6 0,0 % 50,0 % 4 0,0 % 3 0,0 % 2 0,0 % 10,0 % 0,0 % Grafico Incremento % ,6% 10,4% 1,1% InfraProvR e InfraR E R E xtrar E R CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

77 (32% del 2010 vs 44% del 2008) f) Prestazioni critiche oggetto di monitoraggio: volumi di attività a livello provinciale L intesa Stato Regioni di contenimento dei tempi di attesa individua un elenco di prestazioni ambulatoriali definite critiche, da rivedere annualmente, per le quali le regioni fissano il Tempo Massimo di Attesa (TMA). Gli standard di riferimento, riferiti alle prestazioni di primo accesso, sono confermati in 30 giorni per le visite specialistiche, 60 giorni per le prestazioni di diagnostica strumentale e 7 giorni per le urgenze differibili. Le Aziende sono chiamate a garantire tali tempi per almeno il 90% delle prestazioni elencate nel Piano regionale per il contenimento dei tempi di attesa e per almeno l 80% di tutte le altre prestazioni. La Regione Emilia-Romagna, con le Delibere di G.R. n.1532/2006 ( Piano Tabella prestazioni di Diagnostica Strumentale erogate a livello provinciale D. STRUMENTA- LE Tabella Visite erogate a livello provinciale Prestazioni critiche oggetto di monitoraggio regionale sul contenimento dei tempi di attesa ) e n. 1035/2009 ( Strategia regionale per il miglioramento dell accesso ai servizi di specialistica ambulatoriale in applicazione della DGR 1532/2006 ), ha inteso perseguire quanto già previsto dall Accordo Stato-Regioni in merito al monitoraggio dei tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali individuate. L analisi dei volumi delle prestazioni definite critiche (Allegato 4 - Deli AUSL RE ASMN % ASMN su totale AUSL RE ASMN % ASMN su totale AUSL RE ASMN % ASMN su totale TAC CEREBRALE % % % TAC ADDOME % % % ECOGRAFIA ADDOMINALE % % % ECOCOLORDOP- PLER % % % RMN CEREBRALE % % % RMN ADDOMI- NALE % % % Totale % % % VISITA SPECIALISTICA (*) Prestazioni critiche oggetto di monitoraggio AUSL RE ASMN % ASMN su totale AUSL RE ASMN % ASMN su totale AUSL RE ASMN % ASMN su totale CARDIOLOGIA % % % MAL.ENDOCRI- NE/DIABETOLOG % % % NEUROLOGIA % % % OCULISTICA % % % ONCOLOGIA % % % ORTOPEDIA E TRAUMATOLO- GIA % % % RECUPERO E RIABILITAZIONE % % % UROLOGIA % % % Totale % % % *solo prima visita in quanto la visita di controllo non rientra nelle prestazioni critiche La selezione riguarda le prestazioni in regime di erogazione SSN e modalità di accesso programmabile, urgente e differibile e diretto AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 77

78 bera regionale n. 1035/2009) erogati dall azienda ospedaliera nel triennio mostra un andamento sostanzialmente stabile (-0,48%). In riferimento alla Diagnostica Strumentale ad alta complessità, rispetto al 2007 si evidenzia un lieve calo delle prestazioni come TAC ADDOME (-4,84%, Ecografia Addominale (-13,63%) ed Ecocolordoppler (-9,57%); in aumento le TAC Cerebrali (+6,07%) e le RM (cerebrali e addominali: +50%). Per quanto riguarda i primi accessi per le Visite Specialistiche definite critiche, i volumi complessivi di attività erogata nel 2010 (rispetto al 2008) hanno visto una consistente diminuzione, pari al -20% per effetto dell applicazione delle indicazioni regionali in tema di esenzioni per patologia che prevedono l esenzione dal pagamento del ticket solo nelle visite di controllo. Il volume di primi accessi per le visite oncologiche va interpretato alla luce del percorso del paziente che normalmente accede alla struttura di Oncologia al termine di un percorso diagnostico interno. Pertanto i primi accessi, nella maggioranza dei casi, risultano come consulenze interne. La casistica rilevata nelle tabelle seguenti identifica quei casi che vengono inviati dal MMG. I volumi di attività erogata sono bensì molto più rilevanti. Considerando il contributo dell azienda ospedaliera S. M. N. all erogazione delle prestazioni, oggetto di monitoraggio, nell ambito provinciale, si evidenzia che l azienda ospedaliera di Reggio Emilia ha assorbito, nell anno 2010, circa il 28% dell attività di diagnostica strumentale complessivamente erogata (28% nel 2009). Le prime visite specialistiche complessivamente erogate nel 2010, nell ambito delle specialità oggetto di monitoraggio, sono state prodotte per il 18% (20% nel 2009) all interno delle strutture del S.M.Nuova g) Attività specialistica in Libera Professione Tabella N prestazioni SSN e in Libera Professione L attività erogata in regime di Libera Professione ha un volume prestazionale molto limitato rispetto ai volumi complessivamente erogati in regime istituzionale SSN. Il rapporto percentuale LP su SSN si è mantenuto sotto il 2%: 1,84% nel 2010 significa che in LP non sono erogate neanche 2 prestazioni ogni 100 prestazioni erogate in regime SSN. I volumi in LP rispetto all attività istituzionale sono abbastanza differenziati per area di erogazione, ma omogeneamente stabili nelle proporzioni nel triennio considerato. Tra le prestazioni più erogate in termini quantitativi in regime LP rispetto al regime di erogazione SSN si evidenziano quelle Riabilitative (17,11% LP/SSN) non rientranti nei LEA (massoterapia per drenaggio linfatico, magnetoterapia, elettroterapia antalgica, ultrasonoterapia e laser terapia antalgica), le prime visite (10,18% LP/SSN) e le prestazioni di diagnostica (5,07% LP/ SSN). a a a Prestazione: Aggregazione I livello SSN LIBERA PROFES- SIONE INTRA- MOENIA % LP/ SSN SSN LIBERA PROFES- SIONE INTRA- MOENIA % LP/ SSN SSN LIBERA PROFES- SIONE INTRA- MOENIA % LP/ SSN DIAGNOSTICA ,91% ,37% ,07% LABORATORIO ,20% ,15% ,28% RIABILITAZIONE ,84% ,24% ,11% PRESTAZIONI TERAPEUTICHE ,03% ,87% ,15% VISITE ,98% ,57% ,18% TOTALE COMPLESSIVO ,06% ,59% ,84% Tabella N prestazioni prenotabili a CUP Tra le prime visite l incidenza maggiore, anche se ben inferiore all offerta istituzionale, è riconducibile alle visite cardiologiche (23%), visite chirurgiche generali e toraco-vascolari (23%), visite endocrinologiche (21%), visite geriatriche (50%), visite neurochirurgiche (40%), visite oculistiche (20%), visite otorino (24%), visite urologiche (25%), visite fisiatriche (48%), visite neurologiche (22%), visite gravi disabilità infantili (53%) e visite ostetrico-ginecologiche (29%). Per le prestazioni che presentano tempi di attesa superiori ai 30 giorni standard, l azienda ha provveduto ad incrementare le disponibilità degli ambulatori attraverso l apertura di agende aggiuntive, riconosciute al personale medico attraverso la Libera Professione Aziendale h) Prenotazioni CUP Le prestazioni non prenotabili a CUP rappresentano il 23,5% e sono per la maggior parte prestazioni di 2 livello che vengono prenotate al momento dell effettuazione della 1 visita direttamente dal professionista, oppure prestazioni in accesso diretto che non N. di prest. prenotabili a CUP N. di prest. non prenotabili a CUP N. di prest. a catalogo aziendale % di prest. prenotabili a CUP sul totale erogabile ,54% CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

79 prevedono una lista di prenotazione a CUP i) Prestazioni di Day Service Il processo di trasformazione dal modello assistenziale tradizionale di Day Hospital in Day Service, che rappresenta un percorso ambulatoriale protetto, fortemente sostenuto nel corso del triennio dall azienda ospedaliera, si evidenzia dai volumi di prestazioni e corrispondente valorizzazione economica rilevata. La rendicontazione dell attività include da quest anno (ed in analogia anche per gli anni precedenti) nella tipologia Day Service anche quelle prestazioni che non sono caratterizzate da una specifica ricetta SSN (es. attività dialitica) L incremento registrato nel triennio relativamente ai volumi di prestazioni è stato pari a + 18%, pari a + 15% per la corrispondente valorizzazione economica, il cui notevole aumento deve essere letto in relazione alla complessità della casistica trattata. Rispetto al totale della produzione specialistica, l attività di Day Service assorbe il 17% dei volumi prodotti, in continua crescita anche rispetto agli anni precedenti l) Indice di performance effettivo per visite e diagnostica prestazioni programmabili tempi di attesa rilevati all interno dell ASMN per le sole prestazioni sanitarie ordinarie - programmabili a carico del S.S.N., escluse le prestazioni di Pronto Soccorso, le prestazioni urgenti o urgenti differibili e le prestazioni con giorni di attesa inferiori a 1, evidenzia- Tabella Attività in Day Service prestazioni erogate Valore ( ) % sul totale prestazioni erogate Valore ( ) % sul totale prestazioni erogate Valore ( ) % sul totale Regime DSA % % % Altri regimi SSN % % % Totale Tabella Indice di Performance ASMN per tipologie di prestazioni Anno 2010 Aggregazione I livello Giorni di attesa (in classi) 1-30 entro 45 entro 60 entro 75 entro 90 > 90 DIAGNOSTICA 45,55% 56,25% 63,44% 69,67% 73,93% 26,07% LABORATORIO 84,72% 88,99% 91,08% 92,63% 93,77% 6,23% RIABILITAZIONE 80,18% 89,37% 93,33% 95,38% 96,41% 3,59% PRESTAZIONI TERAPEUTICHE 49,22% 60,40% 67,06% 75,55% 81,01% 18,99% VISITE 48,39% 63,15% 70,46% 77,11% 81,67% 18,33% anno 2009 Aggregazione I livello Giorni di attesa (in classi) 1-30 entro 45 entro 60 entro 75 entro 90 > 90 DIAGNOSTICA 50,59% 60,93% 67,89% 72,63% 77,35% 22,65% LABORATORIO 87,17% 90,52% 92,57% 94,19% 95,33% 4,67% RIABILITAZIONE 79,90% 89,54% 93,51% 95,51% 96,67% 3,33% PRESTAZIONI TERAPEUTICHE 31,53% 41,24% 57,28% 71,06% 83,36% 16,64% VISITE 46,42% 61,28% 71,31% 77,79% 82,69% 17,31% anno 2008 Aggregazione I livello Giorni di attesa (in classi) 1-30 entro 45 entro 60 entro 75 entro 90 > 90 DIAGNOSTICA 46,72% 58,41% 65,79% 71,89% 77,10% 22,90% LABORATORIO 86,83% 91,04% 93,30% 94,58% 95,72% 4,28% RIABILITAZIONE 83,30% 90,75% 93,67% 95,75% 96,68% 3,32% PRESTAZIONI TERAPEUTICHE 30,54% 44,28% 65,84% 80,64% 87,94% 12,06% VISITE 51,42% 64,41% 72,40% 77,60% 81,53% 18,47% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 79

80 Tabella Indice di Performance anno 2010 media R.E.R. ASMN di RE DIAGNOSTICA 70,76% 65,79% LABORATORIO 96,79% 93,30% RIABILITAZIONE 87,16% 93,67% PRESTAZIONI TERAPEUTICHE 79,04% 65,84% VISITE 47,79% 51,42% no che l obiettivo definito in 30 giorni per le visite e 60 per la diagnostica strumentale, per almeno l 80% delle prenotazioni effettuate è ampiamente raggiunto per l attività laboratoristica (91%: ormai ad accesso diretto) e di Riabilitazione (93%); l attività diagnostica (63%) non è ancora completamente in linea, nonostante un andamento dell indice in calo rispetto agli anni precedenti nonostante il forte incremento delle prestazioni erogate (+6% tra 2008 e 2010). Per l attività di visita, invece, pur in presenza di un aumento costante dell attività erogata (+ 4% rispetto al 208), l obiettivo dei 30 giorni è raggiunto solo dal 48% delle prestazioni prenotate. Sia per l attività Riabilitativa che di Visita, le percentuali di prenotazioni entro le varie classi di attesa sono migliori delle media rilevata per le aziende ospedaliere della Regione E.R.: nell anno 2010 le aziende sanitarie regionali hanno risposto all obiettivo dei 30 giorni per le visite e 60 giorni per tutta la diagnostica strumentale con le seguenti percentuali di prestazioni prenotate: m) Attività di governo clinico in collaborazione con Ausl per qualificazione consumi specialistica La gestione delle liste di attesa costituisce uno dei problemi più impegnativi dei servizi sanitari. Essa è fortemente connessa alla più generale gestione dell erogazione delle prestazioni di assistenza e risente dei provvedimenti e delle azioni poste in essere per tale gestione. Una politica settoriale sulle liste di attesa non può dare soluzioni a questo problema, tanto che la RER ha inquadrato questa problematica nella più complessiva riorganizzazione dell assistenza specialistica ambulatoriale, sempre più caratterizzata da meccanismi di accesso semplificato. La finalità è quella di assicurare percorsi assistenziali qualificati e la gestione complessiva del paziente fino al rinvio al medico di medicina generale. La Delibera regionale dell Emilia-Romagna n.1532/2006 ( Piano regionale sul contenimento dei tempi di attesa ), e la Delibera 1035/2009 ( Strategia regionale per il miglioramento dell accesso ai servizi di specialistica ambulatoriale in applicazione della DGR 532/2006 ) dispone, per le Aziende Ospedaliere e le Aziende USL, i Programmi attuativi aziendali, che dovranno indicare le prestazioni di base per le quali il TMA deve essere rispettato a Livello Distrettuale e quelle per le quali il TMA è da garantirsi in ambito infraprovinciale. Nell ambito della provincia di Reggio Emilia, tale programma, elaborato dall Azienda USL e in collaborazione con la nostra Azienda è stato inviato in Regione il 20 ottobre Il Piano Attuativo Aziendale è stato discusso in tutti i Comitati di Distretto della Provincia e presentato e approvato alla Conferenza Sociale e Sanitaria Territoriale. Piano di Produzione Il contributo dell Azienda Ospedaliera in termini di piano di produzione 2009 è stato definito in incontri specifici tra le due Direzioni sanitarie provinciali e discussi in Collegio di Direzione. il volume complessivo della produzione di specialistica ambulatoriale è orientato a consentire all Azienda territoriale il raggiungimento degli obiettivi definiti dalla DGR 1532/06 avente ad oggetto il Piano Regionale sul contenimento dei tempi di attesa, esplicitati nel Programma Attuativo Aziendale per il contenimento dei TdA, predisposto in collaborazione con l azienda Ospedaliera. In relazione all analisi dei tempi d attesa, degli indici di consumo e della mobilità relativa al consumo dell offerta a CUP, viene ridefinita l offerta dell Azienda Ospedaliera ASMN per renderla più idonea al mantenimento dei tempi di attesa e alla copertura del fabbisogno di prestazioni specialistiche ambulatoriali nel distretto di Reggio Emilia e nella provincia per le prestazioni per le quali l Az. Ospedaliera è riferimento a livello provinciale. L analisi ha preso in considerazione le 41 prestazioni previste dalla DGR1532/2006 oltre a 8 prestazioni già oggetto di monitoraggio secondo il disciplinare Regionale ma non più comprese nella delibera. Per tutte queste prestazioni sono stati analizzati i seguenti parametri: tempi d attesa, sulla base delle prenotazioni CUP ed indice di performance, inteso come percentuale di pazienti che ha ottenuto la prestazione entro i tempi massimi di attesa stabiliti dalla Regione: 30 giorni per le visite, 60 giorni per le prestazioni strumentali; indice di consumo, rappresentato dal rapporto tra il numero delle prestazioni ambulatoriali consumate dai residenti in una data popolazione (regione, Azienda USL, distretto, ecc.) e la stessa popolazione residente, per 1000 abitanti; Per ognuna delle prestazioni sono stati calcolati i valori dell anno 2005 per i residenti in ognuno dei 6 Distretti e confrontati con gli indici di consumo complessivi provinciali e regionali. mobilità interdistrettuale, che rappresenta la quota percentuale di prestazioni fruite al di fuori del Distretto di residenza degli utenti. Essa può essere determinata da molteplici fattori quali la viabilità e la conseguente maggiore o minore facilità a raggiungere le strutture del proprio Distretto, la residenza in una zona di confine tra i Distretti, le abitudini dei cittadini. Questo parametro è stato calcolato sulle prestazioni prenotate nel corso dell anno 2007; mobilità passiva extra provinciale, che sintetizza la quota percentuale di prestazioni fruite dai residenti nella provincia di Reggio Emilia al di fuori della provincia stessa. La percentuale di mobilità passiva extra-provinciale è stata ottenuta dalla banca dati regionale relativamente alle prestazioni erogate nel corso del CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

81 Nella Tabella prestazioni oggetto dell accordo di fornitura 2010 Reggio Emilia - Budget 2009 Offerta CUP 2009 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA per accordo di fornitura 2010 Elettrocardiogramma Holter Ecocolordoppler generico Ecocolor Doppler Cardiaco Ecocolor Doppler TSA Ecocolor Doppler B Ecografia Addome Ecografia Mammella Ecografia generica Ecografia Ostetrica Ecografia Transrettale Ecografia B MAMMOGRAFIA 1 ESAME MAMMOGRAFIA DI CONTROLLO Risonanza Magnetica Risonanza Magnetica cod. B 266 TAC Colonscopia Colonscopia B EGDS EGDS B Cistoscopia Esami audiometrici Elettromiografia Elettromiografia B Colposcopia Spirometria Visita Cardiologica con ECG Visita Dermatologica Visita Dermatologica B Visita Endocrinologica Visita Fisiatrica Visita Fisiatrica B Visita Neurologica Visita Oculistica Visita Ortopedica Visita Ginecologica Visita Otorinolaringoiatrica Visita Urologica Nella tabella sono specificate le agende CUP sulle quali sono aumentate le offerte di prestazioni indicate. Miglioramento dell appropriatezza prescrittiva E Proseguito l impegno per la realizzazione di progetti aziendali, in collaborazione con gli specialisti ospedalieri dell Azienda USL, gli specialisti convenzionati, i medici di medicina generale, e alcune strutture private accreditate, volti al miglioramento dell appropriatezza prescrittiva di prestazioni specialistiche, mediante la definizione di criteri di accesso per classi di priorità. Nel corso del 2009 sono proseguiti gli incontri formativi per la diffusione in tutti i Distretti dei protocolli elaborati nell anno 2007 per il miglioramento dell appropriatezza prescrittiva delle visite oculistiche, allergologiche e della diagnostica senologica. Relativamente alle misure per il miglioramento dell accesso a prestazioni che prevedono l utilizzo di alta tecnologia, nel corso del è stato attivato un audit di verifica dell applicazione del documento sull appropriatezza nella diagnostica per immagini della spalla, rachide lombo-sacrale, e ginocchio. Al fine di poter effettuare un più facile e preciso confronto (eseguibile tramite il PACS), indispensabile per valutare l evoluzione di patologie in pazienti che per vari motivi eseguono controlli nelle diverse radiologie degli ospedali provinciali, si è ravvisata la necessità di stabilire dei protocolli condivisi a livello del dipartimento per immagini. Tali protocolli sono stati condivisi nel corso del 2008 anche con le strutture private accreditate e riguardano l ottimizzazione della qualità nell esecuzione di TC e RMN. Relativamente alla TC, si è deciso di adottare le linee guida pubblicate dalla Regione TC linee guida per la qualità ; per le prestazioni di RMN, il gruppo di lavoro dipartimentale ha stabilito di proporre in una prima fase protocolli riguardanti unicamente gli esami richiesti con maggior frequenza. 81

82 Tabella Popolazione residente nella provincia di Reggio Emilia e confronto regionale al 1 gennaio dell anno Popolaz. residente in Prov. di RE variazione % anno precedente 1,12% 0,96% Popolaz. residente in Prov. di MO variazione % anno precedente 1,57% 0,91% 0,91% Popolaz. residente in Prov. di PR variazione % anno precedente 1,74% 0,97% 1,09% Popolaz. residente in Regione E.R variazione % anno precedente 1,45% 1,33% 0,84% ATTIVITÀ OSPEDALIERA a) Struttura dell Offerta Posti Letto Pubblici e Privati nella provincia di Reggio Emilia Nonostante il constante trend di crescita della popolazione residente in Provincia di Reggio Emilia, (+1,12 % tra 2009 e 2010 e % tra 2010 e 2011), la domanda di ricovero da essa generata, trova una adeguata risposta sul territorio provinciale, grazie alla presenza dei cinque Ospedali Territoriali, dell Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia e di due Case di Cura convenzionate ed accreditate. Complessivamente i posti letto pubblici e privati accreditati messi a disposizione nell anno 2010 sono stati 1.836, Tabella , di cui posti letto (pari all 82,68%) per acuti, 82 (pari al 4,47%) per riabilitazione e 236 (pari al 12,89%) di lungodegenza. Il contributo dell Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova di Reggio Emilia, alla dotazione provinciale per tutte le tipologie dei posti letto sia pubblici che privati accreditati nel triennio è attorno al 50%; nel dettaglio dell ultimo anno, l apporto percentuale del SMN sul totale dei posti letto provinciali per acuti si mantiene attorno al 55%, quello per i posti letto di riabilitazione attorno a 43% e quello per la lungodegenza al 20%. Tabella struttura dell offerta ospedaliera: posti letto pubblici e privat Tabella struttura dell offerta ospedaliera: posti letto pubblici e private AZIENDE Posti letto pubblici Acuti Riabilitazione LD Totale Posti letto privati Acuti(**) Post-acuti (*) Totale Accreditati Non accreditati Riabilitazione LD accreditati 2008 Acuti Totale posti letto (pubblici e privati accreditati) Riabilitazione USL REGGIO EMILIA in % 40,96% 59,04% 70,19% 44,76% 44,26% 59,04% 78,67% 49,30% OSP. REGGIO EMILIA in % 59,04% 40,96% 29,81% 55,24% 55,74% 40,96% 21,33% 50,70% TOTALE ANNO USL REGGIO EMILIA in % 40,24% 58,33% 71,26% 44,32% 45,34% 58,33% 79,31% 50,22% OSP. REGGIO EMILIA in % 59,76% 41,67% 28,74% 55,68% 54,66% 41,67% 20,69% 49,78% TOTALE ANNO USL REGGIO EMILIA in % 39,54% 57,32% 71,76% 43,77% 44,80% 57,32% 79,66% 49,84% OSP. REGGIO EMILIA in % 60,46% 42,68% 28,24% 56,23% 55,20% 42,68% 20,34% 50,16% TOTALE ANNO LD Totale CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

83 Tabella Posti letto (x abitanti) nella provincia di Reggio Emilia Acuti LD+ Riab. Riabilitazione LD Totale Totale Reggio Emilia ,88 0,6 0,16 0,44 3,49 contributo Az.Osp. 903-RE 1,61 0,16 0,07 0,09 1,77 Totale Reggio Emilia ,94 0,61 0,16 0,45 3,54 contributo Az.Osp. 903-RE 1,61 0,16 0,07 0,09 1,77 Totale Reggio Emilia ,89 0,61 0,16 0,45 3,5 contributo Az.Osp. 903-RE 1,6 0,16 0,07 0,09 1,75 L indicatore dei PL X 1000 abitanti evidenzia un andamento sostanzialmente costante tra il 2008 ed il 2010 sia sui posti letto per acuti (1,6%) che su quelli totali (1,80%). Tasso Standardizzato di Ospedalizzazione per ricovero Il tasso di ospedalizzazione è il rapporto tra il numero di dimessi (degenza ordinaria/day hospital) residenti in un determinato bacino di utenza (Provincia di Reggio Emilia) e la popolazione ivi residente per 1000 abitanti. Poiché l ospedalizzazione è fortemente correlata con l età, si ricorre ai tassi standardizzati al fine di eliminare l effetto di variazione dell età nella popolazione nel corso degli anni esaminati. Valutando questo indicatore sulla Provincia di Reggio Emilia, Tabella , si osserva dal 2008 al 2010 un tasso di ospedalizzazione in regime ordinario modestamente al di sotto del 126 per mille e nel quale l Azienda Ospedaliera Tabella Tasso di ospedalizzazione S. Maria Nuova di Reggio Emilia, contribuisce con un 46% nel 2008 per arrivare ad un 47% nel Per quanto riguarda il day hospital, il tasso di ospedalizzazione in Provincia di Reggio Emilia nel triennio oscilla, per il tipo medico, attorno ad un 23 per mille, mentre quello chirurgico, nell ultimo anno, il valore si stabilizza attorno al 27 per mille. L Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova nel 2010 ha contribuito, in termini percentuali, nella misura del 66% per l ospedalizzazione in day hospital di tipo medico (soprattutto con dh di tipo oncologico e per trattamenti di chemioterapia) e con un 40% sul tasso provinciale per quanto riguarda il day hospital chirurgico, evidenziando un 2% di crescita rispetto al b) Valore della Produzione Ricoveri in regime ordinario e day hospital L attività di ricovero può essere espletata in regime di ricovero ordinario (degenza di più giorni con pernottamento) oppure in regime di ricovero diurno o Day Hospital (accessi ospedalieri senza pernottamento, articolati su un periodo massimo di un anno). Negli ultimi decenni molta attività erogata in regime di ricovero ordinario è stata gestita utilizzando il ricovero diurno, limitando il pernottamento solo a reali necessità di osservazione continua ed elevando l appropriatezza dell utilizzo della risorsa posto letto. L attività erogata dal S.M.Nuova mostra nel triennio un aumento dei volumi economici, Tabella , conseguenza della crescente complessità della casistica trattata. L attività di ricovero erogata nel 2010 presso l azienda ospedaliera cittadina, rappresenta il 58,14% della produzione economica di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate provinciali. PROVINCIA di REGGIO EMILIA REGIME ORDINARIO DH MEDICI DH CHIRURGICI anno 2008 (tasso x 1000) 126,06 22,64 28,36 contributo % Az. Osp. RE 46% 67% 38,5% anno 2009 (tasso x 1000) 124,75 23,36 27,86 contributo % Az. Osp. RE 46,4% 67% 40,2% anno 2010 (tasso x 1000) 125,87 23,31 26,95 contributo % Az. Osp. RE 47,0% 66,3% 40,5% MEDIA REGIONE EMILIA ROMAGNA REGIME ORDINARIO DH MEDICI DH CHIRURGICI anno 2008 (tasso x 1000) 134,31 20,43 23,42 contributo % delle Az. Osp. 40,4% 53,1% 33,1% anno 2009 (tasso x 1000) 131,48 20,35 23,21 contributo % delle Az. Osp. 40,6% 53,8% 33,9% anno 2010 (tasso x 1000) 131,21 20,52 23,05 contributo % delle Az. Osp. 40,6% 53,3% 34,3% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 83

84 Tabella Valore economico produzione ASMN VALORE DELLA PRODUZIONE (e) anno 2010 deg. ordinaria day hospital Totale produzione Az.Osp. R.E produzione ASL di R.E % produz. Az. Osp. sul tot. provinciale 56,51% 65,68% 58,14% % produz. ASL sul tot. provinciale 43,49% 34,32% 41,86% VALORE DELLA PRODUZIONE anno 2009 deg. ordinaria day hospital Totale produzione Az.Osp. R.E produzione ASL di R.E % produz. Az. Osp. sul tot. provinciale 56,20% 64,38% 57,80% % produz. ASL sul tot. provinciale 43,80% 35,62% 42,20% VALORE DELLA PRODUZIONE anno 2008 deg. ordinaria day hospital Totale produzione Az.Osp. R.E produzione ASL di R.E % produz. Az. Osp. sul tot. provinciale 56,80% 61,04% 57,61% % produz. ASL sul tot. provinciale 43,20% 38,96% 42,39% c) Tipologia di dimessi Regime di Ricovero mentre trend negativo per i dimessi dai presidi pubblici e privati accreditati della ASL di Reggio Emilia. Analizzando poi l attività dell A.S.M.N in funzione del regime di ricovero, Tabella , Tabella Dimessi da ASMN e AUSL (strutture pubbliche) di Reggio Emilia ANNI A.S.M.N trend % A.U.S.L trend % diff. Az.Osp. Az.USL ,40% ,07% ,01% ,75% Leggendo l attività del S.M. Nuova attraverso i volumi dei pazienti dimessi, Tabella , si osserva un incremento pari ad un +1,40% dal 2008 al 2009 ed un + 2,01% dal 2009 al 2010, Tabella Dimessi per Regime di Ricovero ANNI AZIENDA OSPEDALIERA DI REGGIO EMILIA si evidenzia che, nel triennio , il rapporto tra i due regimi di ricovero si mantiene costante e precisamente oscilla tra un 66-67% per la degenza ed al 34-33% per il day hospital. AZIENDA SANITARIA LOCALE DI REGGIO EMILIA differenza Az.Osp.- Az.USL deg.ordinaria day hospital deg.ordinaria day hospital deg.ordinaria day hospital % 67% 33% 72% 28% % 66% 34% 71% 29% % 66% 34% 72% 28% CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

85 Onere della Degenza Andamento costante nel triennio esaminato, per l attività in Libera Professione in entrambi i regimi di ricovero, svolta presso il S.M.Nuova che oscilla attorno allo 0,4% ed è inferiore a 200 pazienti/anno; modestissima e con andamento costante quella effettuata nei presidi pubblici dell Azienda USL, Tabella Tipologia del Ricovero: DRG medico/chirurgico Investigando sul tipo di DRG prodotto e quindi in modo indiretto, sulla tipologia di assistenza medica o chirurgica erogata negli episodi di ricovero, si osserva che per l A.S.M.N. dal 2008 al 2010, un mantenimento della degenza ordinaria chirurgica con un valore di poco superiore al 36% -Tabella ed un analogo comportamento per quella medica che si assesta, nel 2010, ad un 63,44 %. Tabella Dimessi per Onere della Degenza (esclusi neonati sani e strutture private USL) ANNI AZIENDA OSPEDALIERA DI REGGIO EMILIA Per quanto riguarda il day hospital, situazione pressoché costante tra il 2008 ed il 2010 per la day surgery, rappresentata con un 45% nel 2010; invariato, nel triennio, anche il day hospital medico, suddiviso tra un 38% Tabella Dimessi ASMN per tipo DRG Medico/Chirurgico (esclusi neonati sani) ANNI DEGENZA ORDINARIA DAY HOSPITAL non M/C M C non M/C AZIENDA SANITARIA LOCALE DI REGGIO EMILIA M Oncologia-Ematologia Pneumologia di tipo oncologico ed un 17% di altre specialità. Nota: dal 2009 il Grouper vers.24^ non prevede più i drg indifferenziati (non M/C) che si riferivano ai neonati prematuri, che ora vengono inclusi nei drg medici Per i presidi AUSL, Tabella , la differenza Az.Osp.- Az.USL S.S.N. Libera Profess. S.S.N. Libera Profess. S.S.N. Libera Profess % 99,57% 0,43% 99,89% 0,11% % 99,57% 0,43% 99,88% 0,12% % 99,59% 0,41% 99,89% 0,11% altre discipline % 2,66% 60,83% 36,51% 0,04% 17,01% 37,68% 45,27% % 0,00% 63,58% 36,42% 0,00% 17,32% 38,50% 44,18% % 0,00% 63,44% 36,56% 0,00% 16,71% 38,30% 44,99% Tabella Dimessi AUSL Reggio Emilia per tipo DRG Medico/Chirurgico ANNI DEGENZA ORDINARIA DAY HOSPITAL non M/C M C non M/C M C % 0,66% 68,02% 31,22% 0,00% 27,48% 72,52% % 0,005% 68,23% 31,76% 0,00% 27,56% 72,44% % 0,005% 69,05% 30,94,% 0,00% 30,87% 69,13% produzione in degenza ordinaria negli anni 2008 e 2009 si attesta rispettivamente ad un 68% di dimissioni di tipo medico ed ad un 31,76% di tipo chirurgico; nello stesso biennio anche in regime di day hospital mantenimento della day surgery con un 72% e del dh medico attorno ad un 27%. Per il 2010, complessivamente in calo rispetto ai due anni precedenti, si evidenzia, sia in degenza ordinaria che in day hospital, un incremento della produzione medica, più significativa nel day hospital. (30,87%) C AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 85

86 Dipartimenti di Ricovero (ammissione) La suddivisione dell attività prodotta nel 2010 per Dipartimento di ricovero (ammissione), mette in evidenza che la maggior parte dei ricoveri ospedalieri, sia in regime ordinario che diurno, pari al 26% è assorbita dall area Materno Infantile (in particolare Ostetricia e Ginecologia, Pediatria e Neonatologia), seguita dall area Chirurgica (in particolare Chirurgie generali, Oculistica e Otorinolaringoiatria) e dall Area Medica Grafico Dip. TECNOLOGIE AVANZATE 2% Dip. OSTETRICO GINECOLOGICO E PEDIATRICO 26% Dip. ONCO- EMATOLOGICO 5% Dip. NEURO-MOTORIO 11% Dip. MEDICINA INTERNA E SPECIALITA' MEDICHE 20% di Unità Operative tra gli otto Dipartimenti ed includendo anche i neonati sani ospitati presso il nido, Tabella , emerge una sostanziale stabilità per i dipartimenti di Emergenza Urgenza, Onco-Ematologico, Tecnologia avanzate nei quali si osservano nel 2010, oscillazioni contenute in +/- 50 ammissioni rispetto all anno precedente. Il dipartimento Cardio-Toraco Vascolare e di Area Critica cresce nel 2010 complessivamente di 167 ricoveri (di cui 163 in degenza ordinaria); trend positivo anche per i dipartimenti di Chirurgie Generali e Specialistiche (+200 ricoveri), di Medicina Interna e Specialità mediche ( + 92 ricoveri) ed in modo altamente significativo l Ostetrico Ginecologico e Pediatrico ( +616 Dip. CARDIO-TORACO- VASCOLARE E DI AREA CRITICA 13% Dip. CHIRURGIE GENERALI E SPECIALISTICHE 20% Dip. EMERGENZA- URGENZA 3% Distribuzione % pazienti per Dipartimento di Ammissione Distribuzione % pazienti per Valore Economico 2010 (in particolare Medicina generale ) entrambe rappresentate da un 20%. Analizzando il trend dei ricoveri dal 2009 al 2010, ossia nel biennio nel quale non si sono verificate variazioni ricoveri). Per quanto riguarda poi il Dipartimento Neuro Motorio, tra il 2009 ed il 2010 si riscontra un flesso di -126 ammissioni, in parte legato all aumento della durata della degenza delle pa- + 1,89%, con un trend tra il 2008 ed il 2009 pari a +1,49% e tra il 2009 ed il 2010 pari a +0,40%. Tabella Tabella N ricoveri per Dipartimento di ammissione tologie cronico-degenerative che vengono trattate da alcune delle discipline presenti nel dipartimento. Spostando la valutazione sul valore economico dell attività, in un certo modo rappresentativo della complessità del ricovero, si evidenzia che la produzione aziendale è riconducibile principalmente per il 2010 al Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e di Area Critica ed al Dipartimento delle Medicine i quali entrambi contribuiscono rispettivamente con un 22% ed un 21%. La variazione media della produzione economica del S. Maria Nuova dal 2008 al 2010 è stata pari ad un Grafico Ricoveri DH 2008 DO 2008 TOT 2008 Dip. OSTETRICO GINECOLOGICO E Dip. TECNOLOGIE PEDIATRICO AVANZATE 14% 2% Dip. ONCO- EMATOLOGICO 8% Dip. NEURO-MOTORIO Dip. MEDICINA INTERNA 14% E SPECIALITA' MEDICHE 21% DH 2009 DO 2009 TOT 2009 DH 2010 Dip. CARDIO-TORACO- VASCOLARE E DI AREA CRITICA 22% Dip. CHIRURGIE GENERALI E SPECIALISTICHE 16% Dip. EMERGENZA- URGENZA 3% DO 2010 TOT 2010 Dip. CARDIO-TORACO-VA- SCOLARE E DI AREA CRITICA Dip. CHIRURGIE GENERALI E SPECIALISTICHE Dip. EMERGENZA-URGENZA Dip. MEDICINA INTERNA E SPECIALITA MEDICHE Dip. NEURO-MOTORIO Dip. ONCO-EMATOLOGICO Dip. TECNOLOGIE AVANZA- TE Dip. OSTETRICO GINECO- LOGICO E PEDIATRICO Totale CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

87 Tabella Valore economico produzione per dipartimento di dimissione Valore economico DH 2008 DO 2008 TOT 2008 DH 2009 DO 2009 TOT 2009 Dip. CARDIO-TORACO VASCOLARE E DI AREA CRITICA Dip. CHIRURGIE GENERALI E SPECIALISTICHE Dip. EMERGENZA-URGENZA Dip. MEDICINA INTERNA E SPECIALITA MEDICHE Dip. NEURO-MOTORIO Dip. ONCO-EMATOLOGICO Dip. TECNOLOGIE AVANZATE Dip. OSTETRICO GINECOLO- GICO E PEDIATRICO Valore economico DH 2010 DO 2010 TOT 2010 Dip. CARDIO-TORACO VASCOLARE E DI AREA CRITICA Dip. CHIRURGIE GENERALI E SPECIALISTICHE Dip. EMERGENZA-URGENZA Dip. MEDICINA INTERNA E SPECIALITA MEDICHE Dip. NEURO-MOTORIO Dip. ONCO-EMATOLOGICO Dip. TECNOLOGIE AVANZATE Dip. OSTETRICO GINECOLO- GICO E PEDIATRICO Dal 2009 la U.O. Malattie Infettive passa dal Dip. Oncoematologico al Dip. Medicina Interna e Specialistiche. Dal 2009 creato il Dip.Tecnologie Avanzate che include la U.O. Gastroenterologia (nuovo reparto) e la Med.Nucleare che, negli anni precedenti, faceva parte del Dip.Oncoemat. Prima del 2009 l attività di gastroenterologia era inclusa nelle chirurgie generali del Dip.Chirurgie Generali e Specialistiche AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 87

88 Tabella peso medio DRG per regime di ricovero AZ. OSP. REGGIO E. (inclusi neonati sani) peso medio do Peso medio dh peso medio totale ,19 0,89 1, ,10 0,84 1, ,10 0,84 1,01 Az. USL REGGIO E. * (inclusi neonati sani) peso medio do Peso medio dh peso medio totale ,90 0,87 0, ,89 0,74 0, ,90 0,75 0,86 *(escluse le strutture private ) diff. Az. OSP. Az. USL. peso medio do Peso medio dh peso medio totale ,28 0,02 0, ,21 0,10 0, ,20 0,09 0,15 Nota: nel 2009 è stato adottato il D.M. 18/12/2008 Aggiornamento dei sistemi di classificazione pertanto sono cambiati i sistemi di classificazione d) Complessità della Casistica Trattata casistica trattata al S.M. Nuova in entrambi i regimi di ricovero. Focalizzando nel dettaglio l attenzione sull andamento dei pesi medi per disciplina di dimissione, Tabella , nel triennio di riferimento e nell ambito dei ricoveri ordinari (con pernottamento) si osserva che, sempre evitando di fare confronti con l anno 2008, spiccano quelle riguardanti le terapie intensive (rianimazione), seguite da quelle specialistiche sia di tipo chirurgico quali la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica, la neurochirurgia, che di tipo medico e tra queste degne di segnalazione sono l ematologia con l attività di trapianto di midollo osseo e la cure di leucemie e linfomi. Si precisa comunque che nel valutare la complessità della casistica delle discipline di dimissione, occorre tenere presente che la codifica della patologia è spesso imposta dalle linee guida regionali di codifica della Scheda di Dimissione Ospedaliera - SDO (esempio quelle indicate per la medicina nucleare) che producono drg adeguatamente remunerati, ma non altrettanto rappresentati come peso. Peso medio DRG La complessità della casistica trattata al S.M. Nuova nel triennio , Tabella suddivisa per regime di ricovero è necessario puntualizzare che dall anno 2009, a seguito dell aggiornamento del Sistema di classificazione ICD-9-CM (riguarda sia diagnosi che procedure), molti dei drg risultanti e parallelamente i pesi corrispondenti, sono cambiati, rendendo difficile l analisi del trend del peso medio nel triennio in oggetto. Pertanto per il peso medio, il confronto plausibile è per il biennio sia all interno dell Azienda Ospedaliera S.M. Nuova che con l Azienda territoriale di Reggio Emilia, quest ultima al netto dell attività del privato accreditato; il delta tra Aziende per il biennio in esame, attribuisce una superiorità di Casistica ad Elevata Complessita (peso medio DRG > 2.5) Valutando sul totale dei dimessi, la percentuale dei pazienti che hanno generato degenze ordinarie particolarmente impegnative ossia con un peso drg superiore a 2.5 punti, vengono riassunte le frequenze e le percentuali riscontrate per Ospedaliera S.Maria Nuova di Reggio Emilia nel triennio Anche per questa tabella il commento sul 2009 risente dell adozione del D.M. 18/12/2008, per cui il confronto nel triennio è possibile solamente tra il 2009 ed il 2010, quest ultimo con un irrilevante calo percentuale. Tabella % casi ordinari di peso drg superiore a 2,5 AOSP REGGIO E. Totale ricoveri ordinari Ricoveri ordinari di peso > 2.5 % ricoveri di peso > 2.5 sul totale ,6% ,0% ,6% Nota: nel 2009 è stato adottato il D.M. 18/12/2008 Aggiornamento dei sistemi di classificazione pertanto sono cambiati i sistemi di classificazione CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

89 Tabella Peso medio DRG in Degenza Ordinaria per disciplina di dimissione 903-AOSP REGGIO E. DISCIPLINE Peso medio D.R.G.s degenza ordinaria (dimessi) anno 2008 anno 2009 anno ANGIOLOGIA 1,22 1, CARDIOLOGIA 1,78 1, CHIRURGIA GENERALE 1,40 1, CHIRURGIA TORACICA 2,11 1, CHIRURGIA VASCOLARE 2,24 2, EMATOLOGIA 3,42 4, MAL.ENDOCRINE/DIABETOLOG. chiuso GERIATRIA 1,08 1, MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI 1,35 1, MEDICINA GENERALE 1,10 1, NEFROLOGIA 1,55 1, NEUROCHIRURGIA 1,59 1, NIDO 0,16 0, NEUROLOGIA 1,36 1, NEUROPSICHIATRIA INFANT. 0,69 0, OCULISTICA 0,65 0, ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 1,26 1, OSTETRICIA E GINECOLOGIA 0,57 0, OTORINOLARINGOIATRIA 0,93 0, PEDIATRIA 0,63 0, UROLOGIA 0,94 1, TERAPIA INTENSIVA (RIANIMAZIONE) 5,45 5, UNITA CORONARICA 1,78 1, ASTANTERIA ( MEDICINA D URGENZA) 0,91 0, GASTROENTEROLOGIA MEDICINA NUCLEARE 1,15 0, NEONATOLOGIA 1,98 1, PNEUMOLOGIA 1,61 1, REUMATOLOGIA 0,86 0, TERAPIA INTENSIVA NEONAT. 1,5 1, Discipline mediche chirurgiche terapie intensive Nota: nel 2009 è stato adottato il D.M. 18/12/2008 Aggiornamento dei sistemi di classificazione pertanto sono cambiati i sistemi di classificazione AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 89

90 Nella tabella , si osserva pertanto che la percentuale di inappropriatezza gestionale al S. Maria Nuova permane sostanzialmente stabile nel biennio anche se si percepisce un modestissimo trend in calo, confermato dal valore dell anno 2009 che si ferma ad un 2,3%. Per quanto concerne l anno 2010, si registra una percentuale pari al 3,7%, valore tuttavia che non può essere confrontato con il biennio precedente, come conseguenza dell aggiornamento/integrazione dell elenco dei DRG considerati ricoveri inappropriati in degenza ordinaria > di 1 giorno. Complessivamente i valori del triennio in esame, si pongono comunque al sotto e con la stessa differenza, della percentuale di inappropriatezza registrata come media regionale di tutte le Aziende Ospedaliere della regione Emilia Romagna. Prima di esaminare nel dettaglio la tipologia di ricovero che ancora risulta con una gestione inadeguata è doveroso sottolineare che da tempo presso il S.Maria Nuova sono stati attivati Tabella Ricoveri potenzialmente inappropriati AOSP REGGIO E. * Ricoveri con DRG individuati da DGR Totale ricoveri per acuti % ricoveri inappropriati sul totale ricoveri % ricoveri inappropriati sul totale ricoveri Aziende Ospedaliere EMILIA ROMAGNA ,5% 3,0% ,3% 2,8% ,7% 4,1% (*) Ricoveri per acuti in regime ordinario, di durata >1 giorno ed età compresa tra 16 e 64 anni, con DRG individuato dalla lista contenuta nella Tavola 1 dell Allegato alla DGR 1872/2004; dal 2010 si fa riferimento alla DGR 1890/2010 (n.89 Drg) e) Ricoveri Potenzialmente Inappropriati La casistica di ricoveri potenzialmente inappropriati definita da specifica delibera di giunta regionale, include un elenco di codici DRG ad alto rischio di inappropriatezza organizzativa se gestiti in regime ordinario con durata di degenza maggiore di 1 giorno per pazienti con un età compresa tra 16 e 64 anni, per i quali in via prioritaria è auspicabile un diverso setting assistenziale, quale ricovero diurno o, se possibile, il percorso ambulatoriale; da segnalare che dal 2010 si fa riferimento ad un aggiornamento ed integrazione dell elenco di drg inappropriati in degenza ordinaria e > 1 giorno. percorsi organizzativi di cura alternativi al ricovero ordinario per molte delle cosiddette operating room procedure ovvero prestazione da sala operatoria. Infatti oltre ad aver potenziato l elenco, già in essere da tempo, delle attività chirurgiche in regime di day surgery (chirurgia di giorno), un azione indubbiamente positiva è stata l attivazione al S.Maria Nuova, dal 6 Febbraio 2008, dell Osservazione Breve Intensiva (O.B.I.), strumento che ha consentito ai professionisti del Pronto Soccorso, di attuare da subito una scrematura Tabella Tempi attesa ricovero in area oncologica AREA ONCOLOGICA Anno Totale ricoveri 0 gg. (%) 1-30 gg. (%) 1-60 gg. (%) 1-90 gg. (%) gg. (%) gg. (%) >180 gg. (%) CHEMIOTERAPIA (DH) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE UTERO (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE COLON RETTO (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE PROSTATA (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE MAMMELLA - MASTECTOMIA (regime ordinario) ,7 95,8 99,7 99,7 99,7 99,8 0, ,4 97,6 98,2 98,4 98,4 98,6 1, ,7 98,9 99, ,0 86,2 96,6 100,0 100,0 100,0 0, ,7 96,6 96, , ,6 86,7 96,4 97,6 98,8 99,4 0, ,6 87,7 94,2 96,1 98, ,5 97,2 98,6 99,3 0, ,0 60,0 87,1 94,3 97,1 100,0 0, ,8 89,6 98, ,6 25,5 76,5 92, ,0 75,0 98,3 100,0 100,0 100,0 0, ,6 98,1 98,1 98,1 98,1 1, , ,3 96, CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

91 Tabella Tempi attesa ricovero in area cardiovascolare AREA CARDIOVASCOLARE Anno Totale ricoveri 0 gg. (%) 1-30 gg. (%) 1-60 gg. (%) * 1-90 gg. (%) gg. (%)# gg. (%) >180 gg. (%) CORONAROGRAFIA (DH) ENDOARTERIECTOMIA CAROTIDEA (regime ordinario) ANGIOPLASTICA (PTCA) (regime ordinario) ,0 100,0 100,0 100,0 100,0 0, , , ,0 33,5 65,8 81,0 95,6 4, ,6 14,1 31,3 62,6 79,8 95,7 4, ,2 40,3 73, ,9 2, ,4 98,0 100,0 100,0 100,0 100,0 0, ,5 94,4 99,6 99,6 99,6 99,6 0, ,4 98,6 99, f) Tempi di Attesa per Prestazioni Di Ricovero Nelle tabelle successive vengono presentati i tempi di attesa del triennio , delle prestazioni appartenenti alle AREE ONCOLOGICA, CARDIOVASCOLARE E GERIATRICA effettuate in elezione presso l Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova di Reggio Emilia. Per ogni patologia/intervento di queste aree, l Accordo stipulato tra Stato e Regioni (vedi Piano Regionale sul contenimento dei tempi di attesa D.G.R. 1532/2006) impone il rispetto di determinati tempi di riferimento. AREA ONCOLOGICA L obiettivo è quello di dare una risposta medica o chirurgica, entro 30 giorni di attesa al 100% dei pazienti riferendosi solo ai ricoveri in elezione. Tra le prestazioni incluse in questa area si evidenza, nel 2010, la buona performance legata ai tempi di attesa per la chemioterapia eseguita in day hospital (96,7%); positivo, sempre nel 2010, il risultato osservato per gli interventi in Tabella Tempi attesa ricovero in area geriatrica degenza ordinaria per tumore al colon retto ed all utero, che raggiungono quali il 90% dei casi trattati entro i 30 gg. Per quel che riguarda la mammella (da sottolineare il fatto che la Regione effettua monitoraggio esclusivamente sull intervento di mastectomia, che rappresenta solo il 22% circa degli interventi eseguiti, per tumore alla mammella, presso l ASMN) la ragione che induce circa il 30% delle pazienti ad essere operato dopo 30 gg di attesa è da ricercare nel fatto che il percorso diagnostico-terapeutico del tumore della mammella spesso prevede un ciclo di chemioterapia prima dell intervento, motivo per cui si allungano i tempi dell intervento. Hanno subito, invece, una ulteriore dilatazione i tempi di attesa del tumore alla prostata, legati all iter diagnosticoterapeutico del paziente con sospetta neoplasia prostatica. AREA CARDIOVASCOLARE Gli obiettivi regionali impongono che almeno il 50% dei pazienti prenotati per una delle prestazioni dell area cardiovascolare sia ricoverato entro 60 giorni ed il 90% entro i 120 giorni d attesa. Tra le prestazioni incluse in questa area l angioplastica (PTCA) in elezione ed in regime ordinario, riesce a rispettare l obiettivo regionale, confermando l ottima performance della struttura di emodinamica aziendale. Si precisa che le sole indagini coronarografiche effettuate in regime di day hospital si sono evolute e trasformate in indagini PTCA. Anche i tempi di attesa per l intervento chirurgico vascolare sulle carotidi migliora, passando da un 31,3% entro i 60 gg nel 2009 ad un 40,3% nel AREA GERIATRICA La terza area oggetto di controllo dall Accordo Stato-Regioni è quella Geriatrica nella quale vengono monitorati sia l intervento di cataratta, effettuati in regime di day hospital ed ambulatoriale, che l intervento di protesi d anca in degenza ordinaria. Intervento di cataratta (day hospital ed ambulatoriale) AREA GERIATRICA CATARATTA (DH - AMBULATORIALE) INTERVENTO PROTESI D ANCA (regime ordinario) Anno Totale ricoveri 0 gg. (%) 1-30 gg. (%) 1-60 gg. (%) 1-90 gg. (%) gg. (%) gg. (%) >180 gg. (%) 2008 ric. 58 3,5 43,6 80,0 87,3 90,9 98,2 1, amb ,26 5,55 nd 19,9 nd 58,65 41, ric ,1 76,2 92,9 97,6 97,6 2, amb ,07 5 n.d. 18,5 n.d. 31,9 68, ric 42 7,1 43,6 74,4 82,1 92,3 94,9 5, amb ,07 4,54 11,74 18,81 24,22 34,09 65, ,6 3,7 10,4 19,3 28,1 55, 44, ,7 4,3 8, ,7 65,5 34, ,7 5,3 7,5 9,8 16,5 28,6 71,4 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 91

92 Dal 2008 al 2010 prosegue presso la struttura complessa di Oculistica del S.M. Nuova il processo di trasferimento della gestione dell intervento di cataratta dal regime diurno (dh) al regime ambulatoriale (day service) in linea con le vigenti disposizioni regionali. Anche nell anno 2010 il volume complessivo delle procedure gestite sia in day hospital (che rimane riservato ai pazienti clinicamente più critici) che in day service, è numericamente importante, così come le molteplici attività della S.C. di oculistica, fra le quali la chirurgia per le patologie retiniche ed il trattamento iniettivo intravitreale con farmaci Anti Vegf per la cura delle degenerazioni maculari. entro i 90 giorni e 90% degli interventi entro i 180 giorni), anzi vi è un peggioramento rispetto agli anni precedenti. A giustificazione del risultato negativo osservato è doveroso precisare che tale attività programmata è fortemente penalizzata da una rilevante attività di traumatologia svolta in urgenza. ALTRE PRESTAZIONI OGGET- TO DI MONITORAGGIO: Intervento Chirurgico al Polmone Si tratta di attività chirurgica in regime ordinario ed in elezione oggetto di monitoraggio regionale, ma per la quale attualmente non sono ancora stati fissati obiettivi standard di riferimento. Analizzando l andamento aziendale Ospedaliera S. Maria Nuova di Reggio Emilia, valutata in termini di accessi, viene esaminata sia al proprio interno con un confronto tra anni, sia rapportandola con l attività complessiva degli altri presidi esistenti sul territorio provinciale. Partendo dall analisi interna degli accessi di P.S. del S.Maria Nuova, si osserva che dopo l incremento osservato tra il 2005 ed il 2006 (+ 3,90%), l attività si stabilizza, tra il 2007 ed il 2009, attorno a circa accessi. Nel corso del 2010 si è avuto un decremento degli accessi parti a 3,68%. L attività di urgenza pediatrica dopo un progressivo aumento ha avuto nel corso del Tabella Tempi Attesa Intervento Chirurgico Polmone PRESTAZIONI PER LE QUALI E ATTIVATO IL MONITORAGIO REGIONALE Anno Totale ricoveri 0 gg. (%) 1-30 gg. (%) 1-60 gg. (%) 1-90 gg. (%) gg. (%) gg. (%) >180 gg. (%) NTERVENTO CHIRURGICO POLMONE (regime ordinario) ,9 84,5 96,9 100,0 100, ,9 82, ,7 99,4 99,4 0, ,4 82,4 98,3 99,4 99, Come diretta conseguenza della voluminosa attività svolta dalla S.C. di Oculistica, anche nel 2010 si osserva il mancato raggiungimento dell obiettivo del 50% dei casi trattati entro 90 giorni di attesa. Intervento di protesi all anca L attività di implantologia protesica dell anca, eseguita in degenza ordinaria in elezione anche nel 2010, non riesce a soddisfare gli obiettivi fissati a livello regionale (50% degli interventi Tabella Accessi in Pronto Soccorso di questa miscellanea di interventi sul polmone, si osserva un aumento della casistica nel 2010 (208 casi); la performance dei tempi di attesa rimane ferma all ottimo risultato dell 83% circa entro i 30 gg g) Attività di Emergenza-Urgenza ACCESSI IN PRONTO SOCCOR- SO L attività nel triennio di Pronto Soccorso svolta dalla Azienda 2010 un decremento pari a 8,45%. Sempre in termini di accessi di P.S., il contributo percentuale dell Azienda Ospedaliera, sul totale provinciale, è in leggero aumento nel 2010 rispetto al 2009, rimanendo comunque dal 2008 al di sotto della soglia del 50%. Per il Pronto Soccorso Generale, analizzando i dati relativi agli accessi per codice colore e quindi per gravità ed appropriatezza, si osserva che la prevalenza è rappresentata dalla casistica dei codici verdi (71,99%), seguita dai ATTIVITA DI PRONTO SOCCORSO TRIENNIO 2007/2009 Azienda Ospedaliera Reggio Emilia Azienda USL Reggio Emilia Totale Az. Osp + Az. USL % Az. Ospedaliera su AUSL Totale Accessi di cui Accessi PS Generale di cui Accessi in Pediatria Totale Accessi - trend rispetto anno precedente ,54% ,83% ,68% ,86% ,98% ,44% ,23% ,15% ,60% ,93% -2,64% ,97% -2,00% ,43% CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

93 Tabella Accessi in PS per Codice Colore Codice Bianco Codice Verde Codice Giallo Codice Rosso % colore 15,93% 72,87% 9,44% 1,76% % colore 16,20% 71,16% 10,91% 1,74% % colore 13,90% 71,99% 12,35% 1,76% codici bianchi (13,90%), gialli (12,35%) e rossi (1,76%). Rispetto al 2009 si evidenzia un aumento degli accessi per codici giallo (+10,49%) e contestuale Tabella % Ricoverati da Pronto Soccorso Accessi Ricoverati % ricoverati su accessi Azienda Ospedaliera ASMN ,4% ,4% ,09% Azienda USL di Reggio Emilia ,6% ,0% ,76 TOTALE ASMN +AUSL RE ,0% ,6% ,37% Tabella Ricoverati da PS Confronto regionale diminuzione dei codici bianchi, verdi e rossi. L accesso della popolazione straniera alla struttura di Pronto Soccorso generale ha avuto incremento costante dal 2003 (13% del totale accessi) al 2009 (15,5% del totale degli accessi) e un leggero decremento nel 2010 (- 0,84%). Per la Pediatria invece si osserva come complessivamente l accesso degli stranieri rappresenta il 30% del totale accessi con una variabilità differente tra i diversi codici colore. RICOVERI DA PRONTO SOCCOR- SO Valutando la percentuale di ricoveri indotti dal P.S. Generale e dal settore di Urgenza Pediatrica del S. Accessi e Ricoveri di PRONTO SOCCORSO 2010 (Generale e Pediatrico) Accessi Ricoverati % ricoverati su accessi Az. Osp. Reggio E ,09% Az. Osp. Modena ,22% Az. Osp. Bologna ,96% Az. Osp. Parma ,71% Az. Osp. Ferrara ,79% Maria Nuova, che nel corso del 2008 ha attivato 9 posti letto di osservazione Breve Intensiva, si osserva che il valore oscilla tra il 13,4% dell anno 2009 ed il 14,09% del 2010, valori nettamente superiori rispetto ai ricoveri indotti complessivamente dai Presidi USL e esplicativi di una maggiore complessità clinica degli accessi del Pronto Soccorso del presidio Ospedaliero Aziendale di Reggio Emilia. Se confrontiamo i dati relativi alla percentuale dei ricoveri sugli accessi tra le Aziende Ospedaliere della Regione Emilia Romagna, è possibile constatare come l Azienda di Reggio Emilia, insieme all Azienda Ospedaliera di Modena, abbiano i più bassi indici di ricovero. OSSERVAZIONE BREVE INTEN- SIVA (OBI) In una percentuale variabile di casi variabile tra il 3 e l 8% i pazienti che giungono in Pronto Soccorso hanno bisogno di osservazione clinica al fine di consentire la definizione del corretto percorso assistenziale loro necessario. Dal mese di febbraio 2008 l azienda ospedaliera ASMN ha attivato 9 posti letto di Osservazione Breve Intensiva (OBI), attivi 24h/24h presso la struttura di Medicina d Urgenza. L unità di Osservazione Breve Intensiva rappresenta un area preposta all assistenza, valutazione e trattamento di pazienti ad alta complessità ma a basso grado di criticità che necessitano di un rapido inquadramento diagnostico o terapeutico del paziente di norma non inferiore alle 6 ore e non superiore alle 24 ore, per definire l appropriatezza del ricovero e della sua sede o della dimissione. L attività di OBI offre un fondamentale contributo nel migliorare la sicurezza e l efficacia delle attività di Pronto Soccorso sia per il personale che vi opera che per i pazienti e per la struttura erogante, garantendo un miglioramento della qualità delle cure in funzione del tempo dedicato all osservazione e del trattamento dei quadri a complessità moderata. Tabella Ricoveri in OBI Accessi PS di cui gestiti in OBI Di cui dimessi da OBI % accessi OBI sul totale accessi PS % dimessi da OBI sul totale accessi OBI n pazienti ,82% 80,39% Standard 3-8% Standard 60% AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 93

94 2.3.4.h) Piano Sangue In attuazione della delibera dell Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna n 207, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna in data , con la quale è stato approvato il Piano Sangue e Plasma relativo al triennio 2008/2010, si riportano di seguito gli obiettivi perseguiti dal Servizio Trasfusionale della nostra Azienda. 1. AUTOSUFFICIENZA REGIONALE DI EMOCOMPONENTI E PLASMA- DERIVATI L attività di raccolta del sangue ha registrato nel 2010 una lieve diminuzione rispetto all anno 2009 (23282 vs unità di sangue intero, pari al -08%). A fonte di questo modesto calo si osserva un aumento delle procedure di Plasmapiastrinoaferesi (566 vs 505 unità, pari al 10,7%), anche al fine di soddisfare le aumentate richieste per pazienti oncoematologici. Nel 2010 si è registrato, inoltre, un calo delle auto donazioni rispetto al 2009 (1049 vs 1344 unità, pari al -21,9%), attribuibile, verosimilmente, all adozione di procedure chirurgiche meno invasive e con basso consumo di emocomponenti. In sensibile diminuzione rispetto al 2009 le unità eliminate per iperdatazione (235 vs 341 unità di emazie; 35 vs 72 unità di piastrine/aferesi; 92 vs 119 unità di piastrine/pool, 2 vs 14 unità di plasma); il dato relativo, in particolare, alle emazie testimonia il notevole sforzo operato per garantire un monitoraggio costante della movimentazione delle unità. 2. SVILUPPO E INTEGRAZIONE DELLA RETE DELLE STRUTTURE TRASFUSIONALI Il programma Speciale Sangue della nostra Provincia è stato deliberato nel 2007 ed è stato costituito il Comitato sul buon uso del sangue, emocomponenti, emoderivati e cellule staminali emopoietiche da sangue cordonale a livello provinciale a fine Nel 2010 si è registrato un miglioramento della qualità delle unità raccolte presso sezioni AVIS, testimoniato dalla sensibile riduzione delle non conformità rilevate (-28% di non conformità rispetto al 2009). 3. SICUREZZA TRASFUSIONALE L implementazione dell automazione nel settore distribuzione emocomponenti ha comportato: - standardizzazione metodiche - tracciabilità campioni, antisieri ed operatori - interfacciamento tra gestionali con aumento della sicurezza trasfusionale. Inoltre si sono poste le basi per l implementazione del Type-and- Screen che determinerà un migliore utilizzo delle risorse (personale e unità trasfusionali). 4. PROGETTI DI MIGLIORAMENTO Nel corso del 2010 è stata completata l automazione del settore distribuzione: l utilizzo delle tradizionali tecniche manuali viene, pertanto, ad essere riservato alle urgenze notturne, nonché alle urgenze diurne indifferibili. È stato, inoltre, introdotto in maniera sistematica il controllo del gruppo dal segmento ed è in via di progressiva implementazione l assegnazione con procedura Type-and-Screen (T&S), resa possibile anche attraverso la messa a punto della gestione informatizzata di tale tipo di assegnazione. Nel marzo del 2010 è stato portato a termine il trasferimento del laboratorio HLA e criobiologia c/o il padiglione Spallanzani; ciò ha richiesto la messa a punto di nuovi percorsi legati alle procedure di trasporto, alle modalità di esecuzione delle pulizie, agli allarmi remoti delle frigo emoteche e anti intrusione; si è anche adottata una diversa modalità di gestione degli appuntamenti degli esami per gli esterni attraverso la creazione di risorse apposite nel programma CASSA CUP e allineamento con SOLE. Il nuovo Laboratorio di Tipizzazione Tissutale e Criobiologia ha dato, altresì, il via alla realizzazione di una Banca in cui stoccare, già aliquotati, gli emoderivati necessari per la preparazione dei gel piastrinici, con l obiettivo di ottimizzare i tempi di lavoro, nonché di soddisfare in modo adeguato le esigenze di tutti i Reparti che possano farne richiesta. Infine, sono in fase avanzata i progetti di accreditamento EFI e JACIE, per i quali il trasferimento di alcune attività presso locali idonei era prerequisito indispensabile. 5. AUDIT CLINICO Nel 2002 è stata definita ed implementata da parte del gruppo interaziendale CEU, Unità per l Efficacia Clinica, la Linea Guida sull Appropriato uso delle emotrasfusioni e gestione del rischio, in seguito alla quale sono stati organizzati incontri per diffondere e condividere con i reparti maggiormente interessati le strategie più efficaci per il buon uso del sangue ed emoderivati. Tale Linea Guida ha portato significativi miglioramenti con una diminuzione nella richiesta di sangue ed ha generato stumenti di upgrading, quali: una proposta di richiesta massima di sangue per tipo di intervento in chirurgia elettiva (MSBOS) e una procedura per il recupero del sangue nel post-operatorio. A partire dal 2002 è stato strutturato un Audit Clinico per valutare l efficacia e l applicazione delle raccomandazioni e verificare i cambiamenti apportati rispetto agli standard prefissati sulla appropriatezza della richiesta di sangue ed emoderivati e l indice di utilizzo delle unità richieste. Nel corso del 2007, in seguito alla pubblicazione di nuove evidenze scientifiche, si è reso necessario un processo di aggiornamento ed integrazione della nostra Linea Guida con la definizione del percorso per la gestione trasfusionale nell emorragia massiva che è stata definitivamente implementata nel corso del 2008 ed è presente nella intranet delle due Aziende. Continua il monitoraggio delle reazioni avverse in ambito ospedaliero e CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

95 Tabella Attività di Donazione Organi AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA Osservazioni di morte cerebrale Donazione multiorgano utilizzati Cornee prelevate Prelievi multitessuto nelle sedi di prelievo gestite dall Avis provinciale. Questo monitoraggio insieme al monitoraggio delle non conformità permette un continuo processo di miglioramento e l assicurazione dell emovigilanza i) Attività Trapiantologica Attività di Prelievo In relazione alla tematica relativa all attività trapiantologia pare opportuno dare risalto alla proficua attività del progetto provinciale per l informazione sulla donazione degli organi e l organizzazione dell attività di prelievo. Esiste un coordinamento dell attività e un gruppo interaziendale ad hoc, integrato sia sul versante dell informazione che dell organizzazione dell attività di prelievo cui le due Aziende continuano a dare impulso. Sul versante informativo sono coinvolte le funzioni URP delle due Aziende che sono deputate alla raccolta del consenso e alla registrazione della dichiarazione di assenso/ dissenso alla donazione nell apposito archivio nazionale. L anno appena trascorso è stato caratterizzato da una buona attività donativa presso l Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, abbiamo infatti eseguito 16 prelievi multiorgano, e 22 osservazioni di morte cerebrale. L attività ha impegnato in maniera costante tutti i Collaboratori del coordinamento locale, in particolar modo gli Infermieri TPM (transplant procurement manager). Buono anche il numero di cornee prelevate anche se rimane comunque la difficoltà del numero di non idonei e del numero di opposizioni. Nel 2010 è continuata l attività di prelievo multitessuto, che per motivi organizzativi non si era mai riusciti a realizzare negli anni precedenti. Tabella Organi Prelevati e Trapiantati prelevati trapiantati Cuore 2 2 Fegato Rene Pancreas 0 0 Polmone 0 0 Intestino 0 0 Totale È stato redatto un protocollo per la donazione multitessuto ed è stata completata la check-list del donatore multiorgano per uso infermieristico. Sono proseguiti, nel frattempo, sia l attività didattica nelle scuole medie inferiori che i contatti con cittadini e stampa locale a livello informativo. Tabella Prestazioni ad accesso differenziato Prestazioni Ecografie Eco color doppler TAC e RMN Endoscopia Digestiva Elettromiografia Visite fisiatriche Visite dermatologiche Tempo max di attesa per urgenze differite 7 gg. 7 gg. 7 gg. 7 gg gg. 7 gg. 7 gg. Tabella Organi procurati da donatori cadaveri N DONATORI 5 N TESSUTI 58 Cartilagine costale 1 Cresta Iliaca 6 Epifisi Femorale 1 Fascia lata 4 Femore Intero 8 Perone 4 Omero Intero 2 Radio 2 Tendini 22 Progetto ALMA Il programma di formazione regionale su donazione, prelievo e trapianto di organi e tessuti AL-MA advanced del CRT-ER è proseguito anche nell anno 2010, svolgendo le proprie lezioni itineranti in tutte le sedi donative della Regione ed è giunto alla 5 edizione. La nostra Azienda è stata identificata come provider del corso ed è stato possibile accreditare, con ECM regionale, 358 tra medici ed infermieri. Il programma si è sviluppato in un unica giornata di 7 ore, con lezioni uniformi su tutto il territorio regionale, te- Tibia 8 nute da medici, infermieri e psicologhe che operano nel campo di attività della donazione di organi. Il programma del corso ha previsto, nella prima parte della giornata, una sessione dedicata alla donazione di organi e tessuti analizzando le varie fasi del processo: identificazione del donatore a cuore battente e a cuore fermo, diagnosi e accertamento di morte, mantenimento del donatore a cuore battente, gestione del donatore a cuore fermo, idoneità del donatore a cuore battente e a cuore fermo. Rispetto al programma della scorsa edizione nel 2010 è stato trattato l aspetto organizzativo legato al prelievo di organi e tessuti in sala operatoria ed è stato sviluppato l aspetto psicologico ponendo particolare attenzione alla relazione di aiuto nei confronti non solo delle famiglie dei potenziali donatori ma anche nei confronti degli operatori coinvolti nel processo donativo. Alla fine della giornata, è stata presentata una relazione sui risultati dell attività di donazione, prelievo e trapianti di organi in regione. Le lezioni sono state intervallate da esercitazioni pratiche e discussione dei casi clinici. Ai partecipanti è stato fornito il materiale didattico: carpetta a fogli mobili per appunti e CD con le relazioni relative a tutti gli argomenti trattati l) Monitoraggio dell accordo di Fornitura Protocolli di accesso differenziato alle prestazioni specialistiche ambulatoriali tramite codice colore Oggetto della verifica è il mantenimento, nel sistema CUP provinciale, delle 95

96 Tabella Residenti nel Distretto di Reggio Emilia dimessi da Unità Operative di Ortopedia ed Urologia non del S. Maria Nuova. anno dimesso da ortopedia agende per prestazioni urgenti differite B (ex codici verdi) di: I tempi di attesa per le prestazioni urgenti differite B si sono sempre mantenute nei termini stabiliti dei 7 giorni. Fanno eccezione le prestazioni di Endoscopia Digestive e le prestazioni di EMG. Per le prestazioni di Endoscopia Digestiva è stato costituito un tavolo di lavoro integrato AUSL/ASMN e Medici di Medicina Generale che ha lavorato sulla definizione di criteri di accesso all esame urgente, urgente differibile/ programmabile/follow-up. Si ritiene importante sottolineare che un gruppo multiprofessionale a valenza provinciale composto da medici, infermieri e uno statistico ha già realizzato un percorso di audit con l obiettivo di omogeneizzare i percorsi, individuare standard di prodotto e indicatori per la valutazione della performance sia in termini di efficienza che di efficacia. Gli standard clinico assistenziali individuati nell Audit sono stati estesi anche alle strutture private accreditate della provincia che erogano prestazioni endoscopiche. Nel 2007 è proseguito il piano di formazione destinato a tutti i Distretti Aziendali e alle Strutture Ospedaliere interessate. Per le prestazioni di EMG sono state effettuate delle rimodulazioni nella gestione delle liste di attesa che ci hanno portato a contenere i tempi entro i 30 giorni stabiliti. Tra le attività effettuate sono da segnalare: Aumento dl numero di posti per i codici verdi. Spostamento della prenotazione sul programma CUP presso la Struttura di Neurofisiologia con filtro da parte variaz. % anno prec. SENZA mobilità extra regione diff. anno prec. Tabella % ricoveri in urgenza in Ortopedia Aziende degenza ordinaria di ORTOPEDIA (ammissione) Ospedaliere diff diff Reggio Emilia 53% 50% 51% +3% -1% Parma 51% 51% 52% 0% -1% Modena 31% 29% 31% +2% -2% Bologna 54% 55% 59% -1% -4% Ferrara 50% 50% 49% 0% +1% del personale tecnico. dimesso da urologia Mobilita Passiva per le discipline di Ortopedia e Urologia Oggetto di valutazione è il contenimento del numero di casi di mobilità passiva extraprovinciale (pubblico e privato) variaz. % anno prec. Tabella ricoveri in urologia di pazienti extraprovincia diff. anno prec ,93% ,5% ,23% ,2% CON mobilità extra regione anno dimesso da ortopedia variaz. % anno prec. diff. anno prec. dimesso da urologia variaz. % anno prec. diff. anno prec. 2010* ,43% ,4% ,80% ,0% nei limiti registrati nell anno 2008, con riferimento alle specialità di ortopedia e urologia per i residenti nel distretto di Reggio Emilia. (Tabella ) La fuga dalle discipline di Ortopedia ed Urologia del S. Maria Nuova da parte dei residenti nel Distretto di Reggio Mobilità attiva extra-regione UROLOGIA anni Ricoveri variaz.% anno prec. diff. anno prec ,97% ,35% Mobilità attiva infra-regione UROLOGIA anni Ricoveri variaz.% anno prec. diff. anno prec ,58% ,81% Mobilità attiva totale UROLOGIA anni Ricoveri variaz.% anno prec. diff. anno prec ,42% ,77% CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

97 Emilia (il distretto di RE comprende i Comuni di Albinea, Bagnolo, Cadelbosco di Sopra, Castelnuovo Sotto, Quattro Castella, Reggio Emilia e Vezzano sul Crostolo), valutata con e senza la passiva extra-regione (* per il 2010 viene riproposta quella del 2009 in quanto il dato è attualmente non disponile), vede dal 2008 al 2009 un andamento costante per l ortopedia (+0,23% senza extra-regione) che si porta ad un +1,80% includendo l extra-regione. Tra il 2009 ed il 2010 si segnala, con i dati attualmente a disposizione per l infra-regione, un significativo incremento del 6,93% della fuga ortopedica; se il confronto viene eseguito tra il 2010 e l anno indice 2008, la variazione assoluta è di +158 ricoveri, con una variazione % pari al +7,17% Per la disciplina di Urologia, senza considerare la fuga extra-regione, dal 2008 al 2009 si riscontra un incremento della mobilità passiva pari al 20,2%, valore che tende a calare tra il 2009 ed il 2010 (+ 15,5%) ; questi andamenti in calo si ripropongono anche includendo la fuga extra-regione. Accesso in urgenza in Ortopedia e Traumatologia L accesso in urgenza presso la degenza ordinaria di Ortopedia e Traumatologia dell Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, mostra un andamento costante tra il 2008 ed il 2009 registrando rispettivamente un 51% ed un 50%, Tabella Parti cesarei eseguiti al SMN Anno Parti cesarei Totale parti % cesarei AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA Media AOSP di PR-MO-BO-FE Media R.E.R ,26% 34,42% 29,96% ,90% 33,59% 30,04% ,24% 31,66% 29,39% mentre nel 2010 la percentuale in urgenza si innalza ad un 53%, raggiungendo quasi il valore registrato, nello stesso anno, presso l Azienda Ospedaliera di Bologna. Mobilità attiva Urologia Per quanto riguarda la mobilità attiva urologica, ovvero ricoveri di pazienti presso la struttura di urologia del SMN residenti in altre province della regione ed i residenti fuori dalla regione E.R., si riscontra, soprattutto tra il 2009 ed il 2010, un trend positivo sia per la sola mobilità extra-regionale (+11,97%), che per quella infra-regionale (+17,58%); entrambe portano complessivamente, tra il 2009 ed il 2010, un incremento di mobilità attiva pari a + 14,42% m) Qualita dell assistenza Parti con taglio cesareo Il 2010 ha fatto registrare un aumento lieve della percentuale di tagli cesarei effettuati nell Az. Ospedaliera S. Maria Nuova di Reggio Emilia rispetto all an no precedente. E da sottolineare che nel corso del 2010 è stata registrata una quota superiore di parti gemellari (+24%), soprattutto quelli con numero di nati maggiore a 2, questo potrebbe spiegare in parte il lieve aumento dei tagli cesarei. Comunque permane il mantenimento dei valori sempre al di sotto della media regionale e della media del sottogruppo composto dalle altre 4 aziende ospedaliere della regione (Parma, Modena, Bologna, Ferrara). La tendenza nell ASMN ad un approccio meno chirurgico del parto è anche il risultato dell attività del Gruppo Multidisciplinare Provinciale che ha lavorato per la definizione della Linea Guida sull Appropriatezza dell assistenza al travaglio e al parto, al fine di: Omogeneizzare i comportamenti dei professionisti della provincia. Migliorare l appropriatezza dell assistenza ostetrica. Ridurre il numero di Tagli Cesarei nel rispetto della sicurezza maternofetale. Ridurre la mortalità e la morbilità neonatale. Mortalità intraospedaliera a seguito di alcuni interventi chirurgici in elezione ed a basso rischio L importanza di tenere monitorata la mortalità intraospedaliera per alcuni interventi chirurgici considerati a basso rischio ed in elezione è determinante, in quanto un buon sistema sanitario deve sempre tenere presente che nessun atto chirurgico è esente da rischio e che la risposta alla prestazione sanitaria è differente per ogni individuo; possono infatti entrare in gioco fattori esterni alla patologia oggetto di intervento (condizioni cliniche di base, età, copatologie, ecc.) che possono creare complicanze e determinare esiti imprevisti anche infausti. L accurata analisi effettuata a livello aziendale e regionale deve rassicurare la cittadinanza sull attenzione vigile delle strutture sanitarie anche su prestazioni sanitarie ritenute routinarie o minori. Per quel che riguarda la situazione dell Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova di Reggio Emilia, il confronto degli anni mette in evidenza una stabilità, sostanzialmente in linea con i dati dell Azienda Usl di Reggio Emilia e della Regione Emilia Romagna. Per quel che riguarda le patologie più a rischio, trattate con colecistectomia e prostatectomia, emerge: un netto miglioramento nella percentuale di mortalità tra il 2007 e il 2010 per gli interventi di prostatectomia; un aumento nel 2010 della percentuale di mortalità per gli interventi di colecistectomia eseguiti in Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova di Reggio Emilia e a livello regionale. E da sottolineare due cose importanti a questo proposito: 1. poiché trattasi di tassi grezzi e non standardizzati, la percentuale di mortalità dell Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova di Reggio Emilia risulta leggermente più alta rispetto a quella regionale, la quale opera su numeri molto più grandi che vanno a denominatore della percentuale, 2. per quel che riguarda i quattro casi di decesso per colecistectomia nell Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova di Reggio Emilia, trattasi di interventi urgenti di pazienti anziani (2 grandi anziani) con quadri patologici molto complessi. 97

98 Tabella Mortalità Interventi basso rischio Anno Totale casi N. decessi Az. Osp. di RE % mortalità Az. Osp. di RE ISTERECTOMIA % mortalità Azienda USL di RE % Regione Emilia Romagna , LAMINECTOMIA COLECISTECTOMIA ,656 0,294 0, ,468-0, PROSTATECTOMIA (COD ICD9CM 602,603,604,605,606) , , SOST. ANCA , , SOST. GINOCCHIO ,89-0, , TOT. INTERVENTI A BASSO RISCHIO ,341 0,108 0, ,218-0, Progetto IQIP L azienda ha aderito al progetto IQIP sin dal 2005 attraverso la misurazione di due Indicatori di Performance Clinica (i.p.c.): il 4 mortalità neonatale ed il 6 gestione del travaglio con il coinvolgimento delle Strutture di Ostetricia e Ginecologia e Neonatologia. Per l efficace condivisione del progetto alcuni professionisti designati dall Azienda (ginecologo, ostetrica, neonatologo, personale dell ufficio statistica e dell ufficio sistemi qualità) hanno preso parte ai corsi di formazione iniziando, così, il processo di rilevamento, monitoraggio e controllo dei dati ricavati dalla misurazione degli i.p.c.. Tali indicatori sono utilizzati nel sistema aziendale di governo clinico, come strumenti di confronto nei percorsi di audit clinico e di standard di prodotto nel modello regionale per l Accreditamento Istituzionale dell Azienda. Per quanto riguarda gli audit gli indicatori si sono inseriti in percorsi provinciali già strutturati presso la ginecologia-ostetricia (appropriatezza nell assistenza al travaglio ed al parto) e la cardiologia (audit clinico sui pazienti con IMA ricoverati nelle cardiologie della provincia di Reggio Emilia) Molte strutture hanno già definito i propri standard di prodotto definendone i fattori di qualità e gli indicatori per la loro valutazione. In quest ottica si introducono gli indicatori di performance di IQIP Nel 2006 l Azienda ha ampliato i margini di partecipazione al progetto IQIP aggiungendo, fra gli i.p.c. misurati, anche il 3 mortalità ospedaliera e nel 2007 utilizzando gli indicatori appartenenti alla versione 2007 di IQIP, e cioè i set di indicatori adatti al monitoraggio dei principali rischi per la sicurezza dei pazienti negli ospedali L azienda Ospedaliera di Reggio Emilia ha acquisito una metodologia di base nella raccolta, elaborazione e valutazione dei dati con i primi due indicatori che sono stati scelti per l avvio del progetto. Questa metodologia è stata applicata ed implementata nell introduzione dei nuovi i.p.c. che la Direzione Aziendale ha scelto di misurare. I nuovi interventi coinvolgono due Strutture dell Azienda particolarmente sensibili agli aspetti di valutazione della qualità e gestione del rischio, sia per la loro tipologia che per la loro rilevanza nell organizzazione di un governo clinico I nuovi set di indicatori scelti sono strettamente connessi fra loro: coinvolgono i reparti di Cardiologia e UTIC ed il Dipartimento di Emergenza (Pronto Soccorso); una corretta gestione del paziente nell emergenza si riflette anche in una migliore prestazione sanitaria nel suo complesso. Ogni indicatore scelto dà una dimensione diversa della performance clinica, considera eventi che permettono di misurare uno standard di prodotto che potrà garantire così la migliore espressione di professionalità unita ad un ottimizzazione delle risorse. In sintesi gli indicatori che misuriamo riguardano i seguenti end points: 1. La mortalità ospedaliera generale e per DRGs 2. la mortalità neonatale 3. la gestione del travaglio 4. Riammissioni non pianificate (DRG 127, IMA, scompenso cardiaco) 5. Riammissioni non pianificate in UTIC (di prossima misurazione) 6. Tempo di attesa in Pronto Soccorso 7. Pazienti che si allontanano dal P.S. prima del completamento della prestazione Le modalità di raccolta dei dati sono specifiche per ogni indicatore ed utilizzano i database a disposizione CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

99 indicatore 3: mortalità intraospedaliera (dal 4 trimestre 2006) Inizio Inizio modulo Inizio modulo modulo AC AC 3.2 AC 3.4 AC mortalità mortalità per mortalità per mortalità per per DRG DRG 014* DRG 088* DRG 079* 089* Fine modulo Fine modulo Fine modulo AC 3.1 mortalità totale Inizio modulo AC 3.7 mortalità per DRG 174* Fine modulo Inizio modulo AC 3.8 mortalità per DRG 316* Fine modulo Inizio modulo AC 3.9 mortalità per DRGs 416 e 417* Fine modulo Inizio modulo AC 3.10 mortalità per DRG 475* Fine modulo Inizio modulo AC 3.11 mortalità per DRG 489* Fine modulo Inizio modulo AC 3.6 mortalità per DRG 127* Fine modulo Inizio modulo AC 3.12 mortalità per tutti gli altri DRGs Fine modulo Il confronto con le altre realtà aderenti al progetto IQIP indica un indice di mortalità mediamente più alto (> 3%) L indicatore 3 necessiterebbe di una modalità di Risk- Adjustment generalizzata (es. l utilizzo di un criterio di severità tramite APR-DRG). Il problema del confronto con altri ospedali nasce dalla diversità dei setting assistenziali, per cui non tutti i decessi avvengono necessariamente in strutture ospedaliere. con possibilità di confronti sia interni che verso ospedali stranieri e che permettono di valutare la sensibilità degli indicatori rispetto ad eventuali azioni di miglioramento. indicatore 4 mortalità neonatale (dal 3 trimestre 2005) AC 4.1 mortalità ricoveri diretti nati con peso <= 750 grammi AC 4.2 mortalità ricoveri diretti nati con peso da 751 grammi a 1000 grammi AC 4.3 mortalità ricoveri diretti nati con peso da 1001 grammi a 1800 grammi AC 4.4 mortalità ricoveri diretti nati con peso >= 1801 grammi AC 4.5 mortalità ricoveri per trasferimento nati con peso <= 750 grammi AC 4.5 mortalità ricoveri per trasferimento nati con peso <= 750 grammi AC 4.6 mortalità ricoveri per trasferimento nati con peso da 751 grammi a 1000 grammi AC 4.7 mortalità ricoveri per trasferimento nati con peso da 1001 grammi a 1800 grammi AC 4.8 mortalità ricoveri per trasferimento nati con peso >= 1801 grammi La misurazione dell indicatore pone dei problemi in quanto la numerosità della casistica è scarsa, per cui è allo studio una forma di aggregazione ulteriore dei dati per una migliore lettura ed interpretazione indicatore 6 gestione del travaglio (dal 3 trimestre 2005) AC 6.1 Taglio Cesareo primario AC 6.2 Tagli Cesarei ripetuti AC 6.3 Totale tagli cesarei AC 6.4 Parti vaginali dopo tagli cesarei VBAC AC 6.5 Successo nel tentativo di travaglio il dato si mantiene costante nel tempo, allineato con le altre realtà italiane ed estere appartenenti al progetto IQIP dell azienda subendo un processo di standardizzazione affinché la qualità e l omogeneità dei dati raccolti ed analizzati sia la migliore possibile. Vengono attivati sistemi di controllo della qualità del dato raccolto in modo simile a quanto è già stato fatto per i primi indicatori misurati. Il momento più importante, però, è quando, ricevuta l analisi dei dati inviati alla società analizzatrice, viene il tempo della condivisione in un ottica di multidisciplinarietà, in quanto la finalità della misurazione degli i.p.c. non è misurare la qualità di un azienda, (impresa, tra l altro, impossibile) ma attuare un processo di miglioramento continuo dell assistenza misurando e valutando gli indicatori di performance, indicatore 7 riammissioni non pianificate per DRG 127* e condizioni correlate (dal 3 trimestre 2007) AC 7.5 riammissioni non pianificate <= 15 giorni con drg 127 o condizioni correlate AC 7.14 riammissioni non pianificate <= 31 giorni con drg 127 o condizioni correlate indicatore 7 riammissioni non pianificate per infarto miocardico acuto (I.M.A.) e condizioni correlate (dal 3 trimestre 2007) AC 7.7 riammissioni non pianificate <= 15 giorni con diagnosi principale di I.M.A. o condizioni correlate AC 7.16 riammissioni non pianificate <= 31 giorni con diagnosi principale di I.M.A. o condizioni correlate indicatore 7 riammissioni non pianificate per scompenso cardiaco e condizioni correlate (dal 3 trimestre 2007) AC 7.8 riammissioni non pianificate <= 15 giorni con diagnosi principale di scompenso cardiaco o condizioni correlate AC 7.17 riammissioni non pianificate <= 31 giorni con diagnosi principale di scompenso cardiaco o condizioni correlate Il tempo di misurazione è troppo breve per poter fare una valutazione dei dati. indicatore A2 tempo di attesa in Pronto Soccorso (dal 1 trimestre 2007) AC A2.1 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa <= 2 ore totale con modalità di dimissione: domicilio con modalità di dimissione: ricovero con modalità di dimissione: ammessi in Osservazione con modalità di dimissione: trasferiti ad altro ospedale ccon modalità di dimissione: altro AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 99

100 AC A2.2 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa > 2 ore e <= 4 ore totale con modalità di dimissione: domicilio con modalità di dimissione: ricovero con modalità di dimissione: ammessi in Osservazione con modalità di dimissione: trasferiti ad altro ospedale ccon modalità di dimissione: altro AC A2.3 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa > 4 ore e <= 6 ore totale totale con modalità di dimissione: domicilio con modalità di dimissione: ricovero con modalità di dimissione: ammessi in Osservazione con modalità di dimissione: trasferiti ad altro ospedale ccon modalità di dimissione: altro AC A2.4 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa > 6 ore con modalità di dimissione: domicilio con modalità di dimissione: ricovero con modalità di dimissione: ammessi in Osservazione con modalità di dimissione: trasferiti ad altro ospedale ccon modalità di dimissione: altro indicatore A4 pazienti allontanatisi dal P.S. prima del completamento del trattamento (dal 1 trimestre 2007) Vengono messi in evidenza una serie di Indicatori considerati rilevanti. Per ognuno di essi viene illustrano graficamente il sotto indicatore a maggiore prevalenza. Indicatore 3: mortalità intraospedaliera (vengono misurati 12 sotto-indicatori dal 4 trimestre 2006) relativi a malattie cerebrovascolari ;infezioni e infiammazioni respiratorie;malattie polmonari ;insufficienza cardiaca e shock;emorragia gastroentestinale ;insufficienza renale;malattie infettive alcuni sotto indicatori sono allineati con i dati degli altri centri facenti parte del progetto che misurano questo indicatore, altri sotto indicatori hanno un riscontro molto positivi ed, al contrario altri, invece, più negativi; è necessario analizzare più in profondità i dati per identificare proceure assistenziali condivise ed altre che contengono differenze sostanziali; inoltre il nostro P.S. ha segnalato alcuni outliers che potrebbero alterare la validità dei dati * Elenco dei DRG: 014 M-MALATTIE CEREBROVASCOLARI SPECIFICHE ECCETTO A.I.T. 079 M-INFEZIONI E INFIAMMAZIONI RESPIRATORIE, ETA >17 CON CC 088 M-MALATTIA POLMONARE CRONICA OSTRUTTIVA 089 M-POLMONITE SEMPLICE E PLEURITE, ETA >17 CON CC 127 M-INSUFFICIENZA CARDIACA E SHOCK 174 M-EMORRAGIA GASTROENTESTINALE CON CC 316 M-INSUFFICIENZA RENALE 416 M-SETTICEMIA, ETA > M-SETTICEMIA, ETA < M-DIAGN. RELATIVA APPARATO RESPIRATORIO CON RESPIRAZ. ASSIST. 489 M-HIV ASSOCIATO AD ALTRE PATOLOGIE MAGGIORI CORRELATE il grafico rappresenta il sotto-indicatore 3.1 mortalità intraospedaliera totale. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu ed il gruppo mondiali di ospedali che misurano tale indicatore con la linea rossa. Il confronto con le altre realtà aderenti al progetto IQIP indica un indice di mortalità mediamente più alto (> 3%) L indicatore 3 necessiterebbe di una modalità di Risk-Adjustment generalizzata (es. l utilizzo di un criterio di severità tramite APR-DRG) CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

101 Indicatore 4 mortalità neonatale (vengono misurati 8 sotto-indicatori dal 3 trimestre 2005) il grafico rappresenta il sottoindicatore 4.4 mortalità ricoveri diretti nati con peso >= L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu ed il gruppo mondiali di ospedali che misurano tale indicatore con la linea rossa. La misurazione dell indicatore pone dei problemi in quanto la numerosità della casistica è molto bassa, per cui è allo studio una forma di aggregazione ulteriore dei dati per una migliore lettura ed interpretazione indicatore 6 gestione del travaglio (vengono misurati 5 sotto-indicatori dal 3 trimestre 2005) il grafico rappresenta il sottoindicatore 6.1 primi parti cesarei. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu ed il gruppo mondiali di ospedali che misurano tale indicatore con la linea rossa. il dato si mantiene costante nel tempo, allineato con le altre realtà italiane e gli altri ospedali nel mondo che misurano tale indicatoreiqip AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 101

102 Indicatore 7 riammissioni non pianificate (vengono misurati 6 sotto-indicatori dal 3 trimestre 2007) il grafico rappresenta il sottoindicatore 7.5 riammissioni non pianificate <= 15 giorni con drg 127 o condizioni correlate. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, ed il gruppo mondiali di ospedali che misurano tale indicatore con la linea rossa. Non ci sono altri ospedali italiani che misurano tale indicatore il grafico rappresenta il sottoindicatore 7.7 riammissioni non pianificate <= 15 giorni con IMA o condizioni correlate. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu. Non sono presenti altri ospedali del progetto IQIP che misurano tale indicatore il grafico rappresenta il sottoindicatore 7.7 riammissioni non pianificate <= 15 giorni con diagnosi di scompenso cardiaco o condizioni correlate. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu. Non sono presenti altri ospedali del progetto IQIP che misurano tale indicatore CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

103 indicatore A (Ambulatory) 2: tempo di attesa in Pronto Soccorso (vengono misurati 20 sotto-indicatori dal 1 trimestre 2007) AC (Acute Care) A2.1 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa <= 2 ore il grafico rappresenta il sottoindicatore A2.1 pazienti registrati in PS con tempo di attesa < 2 ore - totale -. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu ed il complesso degli ospedali aderenti al progetto IQIP che msiurano tale indicatore con la linea rossa AC A2.2 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa > 2 ore e <= 4 ore AC A2.2 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa > 2 ore e <= 4 ore il grafico rappresenta il sottoindicatore A2.2 pazienti registrati in PS con tempo di attesa > 2 ore e < 4 ore - totale -. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu ed il complesso degli ospedali aderenti al progetto IQIP che msiurano tale indicatore con la linea rossa AC A2.3 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa > 4 ore e <= 6 ore il grafico rappresenta il sottoindicatore A2.3 pazienti registrati in PS con tempo di attesa > 4 ore e < 6 ore - totale -. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu ed il complesso degli ospedali aderenti al progetto IQIP che msiurano tale indicatore con la linea rossa AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 103

104 AC A2.4 pazienti registrati in P.S. con tempo di attesa > 6 ore il grafico rappresenta il sottoindicatore A2.4 pazienti registrati in PS con tempo di attesa > 6 ore - totale -. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu ed il complesso degli ospedali aderenti al progetto IQIP che msiurano tale indicatore con la linea rossa alcuni sotto-indicatori sono allineati con i dati degli altri centri facenti parte del progetto che misurano questo indicatore, altri hanno un riscontro molto positivo ed, al contrario altri, invece, più negativo. E necessaria un analisi stratificata per gravità (codici colore) che a livello internazionale non viene eseguita per il diverso tipo di organizzazione dei dipartimenti di emergenza. indicatore A4 pazienti allontanatisi dal P.S. prima del completamento del trattamento (un solo indicatore misurato dal 1 trimestre 2007) il grafico rappresenta il sotto-indicatore A4 pazienti allontanatisi dal PS prima del completamento del trattamento. L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia è rappresentata con la linea nera puntata, il gruppo degli ospedali italiani con la linea blu ed il complesso degli ospedali aderenti al progetto IQIP che msiurano tale indicatore con la linea rossa dati sostanzialmente allineati con le altre strutture ospedaliere italiane aderenti al progetto IQIP, mentre un po al di sopra degli standard degli altri ospedali mondiali aderenti al progetto IQIP e che misurano tale indicatore CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

105 2.4 RICERCA E DIDATTICA RICERCA a) Progetti di Ricerca ATTIVITA DI RICERCA Dall ottobre 2010 è stata istituita la Segreteria della Direzione Scientifica dell istituendo IRCCS con il compito di registrare tutti i nuovi progetti proposti dai professionisti dell ASMN. Nei 3 mesi censiti (ottobre-dicembre) sono stati registrati 12 nuovi progetti. Di questi 11 sono stati discussi dai 3 componenti dello Sportello Statistico e poi condivisi nelle riunioni del Gruppo Interdisciplinare che si riunisce con cadenza quindicinale. I risultati di uno studio pilota sulla performance delle attività di ricerca del 2010 dei 2 Dipartimenti afferenti all attività di Presidio, sono riportati nella tabella sottostante. Anatomia Patologica Dipartimento Oncologico Ematologia Laboratorio Genetica Laboratorio Biologia Molecolare Oncologia Medicina Trasfusionale Totale pubblicazioni N pubblicazioni Inglese / Totale punti IF / Media punti IF / N pubblicazioni IF > / N pubblicazioni IF > / N articoli con autori 1 / ultimo posto su totale articoli (%) N articoli con autori 1 / ultimo posto su totale articoli con IF (%) Indice Hirsch autore più presente 48% (14/29) 56% (13/23) 0% (0/11) 0% (0/11) / / 42% (3/7) 50% (3/6) 0% (0/1) 0% (0/1) / % (0/3) 0% (0/3) Gastroenterologia Endoscopia Digestiva Dipartimento Tecnologie Avanzate Fisica Medica Medicina Nucleare Radioterapia Totale pubblicazioni N pubblicazioni Inglese Totale punti IF Media punti IF N pubblicazioni IF > N pubblicazioni IF > N articoli con autori 1 / ultimo posto su totale articoli (%) 33% (1/3) 50% (4/8) 50% (2/4) 0% (0/4) N articoli con autori 1 / ultimo posto su totale articoli con IF (%) 33% (1/3) 50% (4/8) 50% (2/4) 0% (0/4) Indice Hirsch autore più presente AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 105

106 PROGETTI DI RICERCA APPRO- VATI DAL COMITATO ETICO L esigenza della tracciabilità degli studi e dei progetti condotti in ASMN viene garantita, già da diversi anni, dall alimentazione di un database da parte della segreteria del Comitato Etico, divenuto provinciale dal 1 aprile Tale sistema informatico è stato nel 2008 sostituito dall acquisizione di un nuovo database, arricchito di ulteriori e più accurate informazioni, costruito grazie allo sforzo sinergico dei componenti della segreteria. Annualmente e a fronte di richieste specifiche vengono prodotte svariate reportistiche, contenenti informazioni qualitative e quantitative relative all intera casistica contenuta nell archivio informatico. Inoltre, la segreteria è responsabile dell inserimento nell Osservatorio sulla Sperimentazione Clinica dell AIFA e quindi in EUDRACT dei trials di cui è promotore l azienda ASMN e l AUSL, degli emendamenti a questi protocolli e dei loro avvii e chiusure, ai sensi del D.Lgs n. 211/2003 e del D.M , che ha previsto precisi compiti, funzioni e responsabilità per le segreterie dei CE demandando alle stesse la sorveglianza accurata della correttezza della documentazione che devono produrre i promotori, ai sensi della normativa. Di seguito ( Tabella 2.4.2) si presenta il numero complessivo degli studi che al risultano attivi presso l ASMN a seguito di approvazione formale da parte del CE provinciale. Tabella Studi attivi nel 2010, approvati dal CE provinciale ANNO 2010 Anni Precedenti Totale 1^ Medicina ^ Medicina - Centro Emostasi e Trombosi ^ Medicina ^ Medicina - Diabetologia ^ Medicina Anatomia e Istologia Patologica Screening di prevenzione dei tumori del collo dell utero Anatomia ed Istologia Patologica Anestesia e Rianimazione Anestesia e Rianimazione - Rianimazione Angiologia Medica Breast Unit Cardiologia Degenza Cardiologia Interventistica Chirurgia II Chirurgia Toracica Chirurgia Vascolare Degenza Cardiologica - Sez. Castelnovo Monti Dermatologia Direzione delle Professioni Sanitarie Ematologia Ematologia - Day Hospital Ematologico Endocrinologia Endoscopia Digestiva Ginecologia Chirurgica Oncologica Laboratorio di Biologia Molecolare Malattie Infettive Medicina e Chirurgia d Accettazione e d Urgenza Medicina Nucleare Nefrologia e Dialisi RICERCA E DIDATTICA

107 Neonatologia Neurologia Neurologia - Neurofisiologia clinica Neurologia - Stroke Unit Neuropsichiatria Infantile Oculistica Oncologia Medica ORL Ortopedia Ostetricia e Ginecologia Pediatria Pneumologia Radiologia Radiologia - Centro Screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella Radiologia - Neuroradiologia ad indirizzo interventistico Radioterapia Oncologica Recupero e Rieducazione Funzionale Reumatologia Unità di Riabilitazione gravi disabilità infantili Urologia Totale AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 107

108 Alla quota di studi attivi ed ancora aperti nel 2010 (332) si occorre aggiungere i nuovi studi attivati nel 2010 (89). Nelle tabelle e bis questi due contributi sono mantenuti distinti e presentati per dipartimento e per reparto. La situazione è disomogenea, ma vede una prevalenza di progetti attivati per le strutture afferenti al Dipartimento Onco-ematologico (40 % del totale degli studi) come si evince anche dalla seguente tabella che raccoglie e classifica gli stessi studi per Dipartimento e tipologia di studio (Osservazionale, Sperimentale, Genetico). Tabella bis Studi attivi nel 2010, approvati dal CE provinciale ANNO 2010 Anni Totale Precedenti Direzione Prof.Sanitarie Cardio-Toraco-Vascolare e Area Critica Chirurgia Gen. e Specialistiche Diagnostica per Immagini Dip. Emergenza Urgenza Medicina Interna e Spec. Mediche Neuro-Motorio Oncologico Ostetrico Ginec. e Pediatrico Tecnologie Avanzate Totale Dalla Tabella 2.4.3, che presenta invece la distribuzione degli studi per dipartimento e per tipologia (Osservazionale, Sperimentale, Genetico), si evince che per oltre il 60 % dei casi si tratta di studi proposti per la valutazione di farmaci, dispositivi, strategie terapeutiche, percorsi di cura secondo un approccio sperimentale (disegno sperimentale). Tabella Studi attivi nel 2010 per tipologia e per Dipartimento Tipo GENETICO OSSERVAZIONALE SPERIMENTALE TOTALE Direzione Professioni Sanitarie Cardio-Toraco-Vascolare e Area Critica Chirurgia Gen. e Specialistiche Diagnostica per Immagini Dip. Emergenza Urgenza Medicina Interna e Spec. Mediche Neuro-Motorio Oncologico Ostetrico Ginec. e Pediatrico Tecnologie Avanzate Totale RICERCA E DIDATTICA

109 Tabella Studi attivati nel 2010 Dip. GENETICO Tipo Direzione Professioni Sanitarie Cardio-Toraco-Vascolare e Area Critica Chirurgia Gen. e Specialistiche Diagnostica per Immagini Medicina Interna e Spec. Mediche Neuro-Motorio Oncologico Ostetrico Ginec. e Pediatrico Tecnologie Avanzate Totale OSSERVAZIONALE SPERIMENTALE Totale La tabella presenta invece, per tipologia, i soli studi attivati nel 2010: appare rilevante ed in crescita la quota di studi osservazionali (longitudinali, retrospettivi o caso/ controllo), il 40% degli studi proposti nel 2010 (35 su 89), promossi dall industria o di carattere non-profit. Va aumentando anche la quota di studi aventi ad oggetto indagini di tipo genetico, rivolti a casistiche circoscritte di pazienti trattati (farmacogenetica) o per indagini di carattere epidemiologico (8 nuovi studi). Classificando gli studi per ente promotore si identificano globalmente 51 studi promossi da strutture afferenti all ASMN (su 421) 14 dei quali attivati nel La Tabella descrive questa situazione per reparto, mentre la Tabella la stessa classificazione accorpando gli studi per Dipartimento. Tabella Studi attivati promossi da strutture ASMN Questi progetti nati dall idea dei singoli sperimentatori, per lo più monocentrici ed esplorativi, si trovano distribuiti tra le diverse strutture. Diversa è la situazione dei progetti promossi dalla S.C. di Medicina Nucleare che vengono attivati in ambito terapeutico o diagnostico al fine di consentire l impiego dei radiofarmaci marcati sintetizzati localmente a partire Promotore Altro ASMN Totale Direzione Prof. Sanitarie Cardio-Toraco-Vascolare e Area Critica Chirurgia Gen. e Specialistiche Diagnostica per Immagini Dip. Emergenza Urgenza Medicina Interna e Spec. Mediche Neuro-Motorio Oncologico Ostetrico Ginec. e Pediatrico Tecnologie Avanzate Totale da materie base e considerati sul piano normativo sperimentali e, come tali, disciplinati alla stessa stregua delle sperimentazioni cliniche di farmaci, ai sensi del D.Lgs 211/2003 e del D.M AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 109

110 Tabella Studi attivati da strutture ASMN come promotore PROMOTORE Altro ASMN Totale 1^ Medicina ^ Medicina - Centro Emostasi e Trombosi ^ Medicina ^ Medicina - Diabetologia ^ Medicina Anatomia e Istologia Patologica - Screening di prevenzione dei tumori del collo dell utero Anatomia ed Istologia Patologica Anestesia e Rianimazione Anestesia e Rianimazione - Rianimazione Angiologia Medica Breast Unit Cardiologia Degenza Cardiologia Interventistica Chirurgia II Chirurgia Toracica Chirurgia Vascolare Degenza Cardiologica - Sez. Castelnovo Monti Dermatologia Direzione delle Professioni Sanitarie Ematologia Ematologia - Day Hospital Ematologico Endocrinologia Endoscopia Digestiva Ginecologia Chirurgica Oncologica Laboratorio di Biologia Molecolare Malattie Infettive Medicina e Chirurgia d Accettazione e d Urgenza Medicina Nucleare Nefrologia e Dialisi Neonatologia Neurologia Neurologia - Neurofisiologia clinica Neurologia - Stroke Unit Neuropsichiatria Infantile Oculistica Oncologia Medica ORL Ortopedia Ostetricia e Ginecologia Pediatria Pneumologia Radiologia Radiologia - Centro Screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella Radiologia - Neuroradiologia ad indirizzo interventistico Radioterapia Oncologica Recupero e Rieducazione Funzionale Reumatologia Unità di Riabilitazione gravi disabilità infantili Urologia Totale Reparto RICERCA E DIDATTICA

111 TABELLA Progetti avviati nel 2010 per promotore ed anno di attivazione 2010 Anni Precedenti 1 5 Regione Emilia Romagna 1,1, % 1,5 % Azienda Ospedaliera S.M.N. di Reggio Emilia Fondazioni, Istituti di ricerca, Società Scientifiche 2 Programmi Ministero della Salute 0 0,6 % Unione Europea ,7 % 61,8 % 11,1 % 55,7 % Totale progetti a sponsor profit 19 21,3 % ,0 % TOTALE Infine, si conferma la tendenza, già evidente da alcuni anni, dell aumento significativo degli studi no profit e cioè a promotore no-profit (fondazioni, gruppi cooperativi, strutture ospedaliere ) a cui si accompagna una sensibile riduzione degli studi promossi direttamente dall industria (case farmaceutiche, biomedicali, ) b) Finanziamenti Contributi Pubblici e Privati per la Ricerca Nel triennio l Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova di Reggio Emilia ha ricevuto finanziamenti pubblici e privati indipendenti per un importo complessivo di circa euro, quali contributi regionali e ministeriali relativi alla ricerca, quali studi finanziati da Università, Regione, Ministero, nonché finanziamenti relativi alla ricerca indipendente commissionata da privati (sperimentazioni/studi clinici). Nel triennio si segnalano in particolare, per entità economica: il finanziamento regionale alla rete regionale degli irccs e dei centri di riferimento ( ) verrà erogato anche nell esercizio 2011; il finanziamento regionale per il Progetto di studio protocollo Synopsis della Novartis ( ); il finanziamento dell AIRC ( ) per il primo anno progetto di Ricerca Molecular Characterizazione of Invasive Thyroid Tumors ; Progetti ricerca Regione/Università per l anno 2010 un totale di circa ; contributi per Ricerca Oncologica 2006 per l anno 2010 (seconde tranche ) per un totale di circa ; Per quanto riguarda la ricerca commissionata, le unità operative maggiormente coinvolte nell anno 2010 sono state : Oncologia per un totale pari a circa ; Angiologia per un totale pari a circa ; Medicina I per un totale pari a circa ; Ematologia per un totale pari a circa ; TIPOLOGIA Finanziamenti pubblici italiani (Atenei, Ministeri,Rer, Altri) , , ,00 Finanziamento Regione Emilia Romagna a sostegno delle attività di Ricerca e , ,00 Innovazione Finanziamenti privati italiani (Fondazioni, associazioni, altri) , ,00 Ricerca commissionata , , ,00 TOTALE , , ,00 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 111

112 Tabella Pubblicazioni DIPARTIMENTI N. PUBBLICAZIONI del 2010 CARDIO TORACO VASCOLARE E DI AREA CRITICA Cardiologia Degenza 5 Cardiologia Interventistica 3 Chirurgia Toracica 3 Pneumologia 6 Tot.17 CHIRURGIA GENERALE E SPECIALISTICHE Chirurgia Laparoscopica 1 Endocrinologia 7 Oculistica 27 Otorino 3 Urologia 1 Tot.39 DIAGNOSTICA PER IMMAGINI Radiologia Tot.14 EMERGENZA URGENZA Pronto soccorso e Medicina d Urgenza Tot.5 MEDICINA DI LABORATORIO Laboratorio Analisi Chimico Cliniche e di Endocrinologia 5 Laboratorio di Microbiologia 5 Tot.10 MEDICINA INTERNA E SPECIALITA MEDICHE Angiologia 6 Dermatologia 8 Medicina I 3 Medicina II 5 Reumatologia 15 Tot.37 NEUROMOTORIO Geriatria 4 Neurochirurgia d Urgenza 1 Neurologia 14 Ortopedia 2 Tot.21 ONCOLOGICO Anatomia patologica 21 Ematologia 40 Laboratorio di Biologia Molecolare 5 Medicina Trasfusionale 4 Oncologia 1 Tot.71 OSTETRICO GINECOLOGICO E PEDIATRICO Genetica clinica 7 Neonatologia 2 Neuropsichiatria infantile 5 Ostetricia e ginecologia 5 Pediatria 4 Tot.23 TECNOLOGIE AVANZATE Fisica Medica 9 Gastroenterologia-Endoscopia Digestiva 3 Medicina Nucleare 6 Radioterapia 1 Tot.19 DIREZIONE SANITARIA Tot. 2 DIREZIONE OPERATIVA Statistica ed epidemiologia clinica Tot.5 DIREZIONE INFERMIERISTICA Tot.1 AREA TECNICA, LOGISTICO-ALBERGHIERA, SICUREZZA Attività Tecniche 1 Servizio Dietetico Alberghiero 9 Tot.10 AREA TECNOLOGICO SCIENTIFICA E DELL INNOVAZIONE Tecnologie Biomediche Tot.2 AREA AMMINISTRATIVA Controllo di Gestione Tot RICERCA E DIDATTICA

113 2.4.1.c) Pubblicazioni E Contributi Scientifici PUBBLICAZIONI L insieme delle Pubblicazioni riveste un notevole valore scientifico in quanto, nella maggior parte dei casi, si tratta di letteratura pubblicata su Riviste scientifiche di rilievo internazionale il cui Impact Factor raggiunge spesso valori meritevoli di particolare attenzione DIDATTICA L importanza dell acquisizione di competenze ed abilità nella formazione, porta le Aziende Ospedaliere ad essere un naturale laboratorio didattico per tutti gli studenti delle Facoltà Universitarie favorendo, con il tirocinio pratico, l acquisizione delle competenze di base e/o specialistiche, nonché il primo contatto/ confronto professionale con l organizzazione sanitaria; elementi indispensabili per la preparazione all esercizio della professione. Per ciò che concerne l attività di docenza d aula, segnaliamo che sono coinvolti diversi professionisti/dipendenti dell Azienda ASMN, alcuni con tempo di lavoro totalmente dedicato, come per i tutors dei Corsi di Laurea (Scienze Infermieristiche, Tecnici di Radiologia e Fisioterapisti); altri, come i tutors degli Specializzandi, dedicano all attività di didattica solo tempo extra-lavoro. L attività segnalata per gli specializzandi non è solo rivolta alle discipline specialistiche di Medicina e Chirurgia, ma anche ai corsi di laurea in Fisica, Biologia, Biotecnologie, Chimica, Psicologia, Logopedia. Per ciò che concerne la formazione di base, sono solo le lauree delle professioni sanitarie ad essere strutturate e collegate all azienda ospedaliera ASMN; per gli altri corsi di laurea, l Azienda ed i suoi Professionisti, seguono solo i corsi di specializzazione a) Corsi di laurea delle Professioni sanitarie Corso di laurea in Infermieristica (tabella 2.4.9): Sono attivi tre corsi di laurea (1, 2 e 3 anno) con un numero di 426 allievi iscritti e frequentanti, riferiti all anno accademico 2010/2011, suddivisi in: 169 al 1 anno, 121 al 2 anno e 136 al 3 anno. La suddivisione fra donne e uomini vede iscritti e frequentanti 303 donne (71%) a fronte di 123 (29%) uomini. Sul totale degli studenti che hanno pagato la rata universitaria, si segnala una porzione di studenti che non frequentano le lezioni ma devono completare il percorso formativo sostenendo solo alcuni esami. I dati evidenziano un leggero aumento del trend delle iscrizioni allo specifico corso di laurea con un 59% d iscritti provenienti dal contesto locale, mentre il rimanente 41% è rappresentato da studenti provenienti da regioni del Sud Italia; le Regioni maggiormente presenti sono Puglia, Campania e Sicilia. Da segnalare che la selezione, per l accesso al corso di laurea, non trova quei criteri altamente selettivi propri di altre lauree in campo sanitario; il rapporto, offerta formativa e richiesta, è di uno a due come prima scelta. Negli ultimi due anni la fascia di età più rappresenta è quella tipica dei giovani iscritti al primo anno di università (classe 89-92) ed il titolo di studio prevalente posseduto al momento dell immatricolazione è di tipo tecnico professionale. I dati sulla provenienza degli iscritti evidenziano un potere di attrazione dell Ateneo in particolare sulle regioni Campania (45), Puglia (65) e Sicilia (25); il 32% degli iscritti nel triennio proviene da queste regioni su un totale extra regione Emilia Romana di 173 immatricolati. Il maggior bacino d utenza proviene naturalmente dalla nostra Regione (59%) di cui, la nostra città, fornisce circa il 77% degli studenti (Reggio Emilia 196) della regione; i restanti provengono dalle province di Modena (54), Piacenza ( 1) e Parma (2). Da un indagine svolta dal Corso di Laurea in Infermieristica, a quattro mesi dal conseguimento del titolo, i neolaureati della sede di Reggio risultano per il 25% senza occupazione, mentre tutti gli altri soggetti hanno un incarico (a tre o sei mesi), anche presso strutture private. Tuttavia la situazione o c c u p a - z i o n a l e, dopo la l a u r e a, presenta differenze talvolta consistenti a livello nazionale, sia in riferimento al genere (maschi e femmine) che all area geografica. Secondo un indagine condotta da AlmaLaurea, che ha intervistato infermieri (pari all 84% dei neolaureati), quasi il 90% dei neolaureati lavora già a partire dai primi mesi dopo il conseguimento del titolo, con tassi occupazionali a favore dei maschi di quasi sei punti percentuali. La maggior parte è assunta con un contratto stabile a tempo indeterminato (54,2%) o determinato (35,6%), con una quota modesta ma significativa (prossima al 5%) di lavoro atipico e precario (IPASVI, 2010). Corso di laurea Magistrale (tabella ): Sono stati attivati due corsi di laurea Magistrale con un numero di 47 allievi iscritti. Per quanto riguarda la provenienza si evidenzia che il bacino di riferimento è quasi esclusivamente la regione Emilia Romana, con 10 allievi da Reggio Emilia e 15 da Modena; seguono poi Bologna 7. Gli studenti fuori regione sono 8, di cui: 3 Lombardia, 3 Lazio, 1 Veneto, 1 Canton Ticino. Corso di laurea Tecnici di Radiologia Medica Immagini e Radioterapia (tabella ): Sono stati attivati tre corsi di laurea (1, 2 e 3 anno) con un numero di 119 allievi iscritti, riferiti all anno accademico 2010/2011, suddivisi in: 34 al 1 anno, 30 al 2 anno e 55 al 3 anno. Sul totale degli iscritti 53 sono donne e 56 uomini. Il maggior bacino d utenza proviene naturalmente dalla Regione Emilia Romagna con 86 iscritti (72%); di cui la città di Modena ne fornisce il 45% (54), seguita da Reggio Emilia con il 23% (27) degli iscritti totali. Dalle restanti regioni provengono 33 iscritti (28% del AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 113

114 Tabella CDL Infermieristica totale); tra queste la Sicilia è quella che fornisce maggior numero di iscritti (10). Relativamente al primo, secondo e terzo anno si segnalano rispettivamente 1, 2 e 4 studenti fuori corso. La domanda di ingresso al Corso di Laurea è aumentata progressivamente dal 2006, con un rapporto offerta formativa e richiesta di uno a sette mediamente negli ultimi due anni; per l anno accademico 2010/2011, la riduzione dei posti d accesso è conseguenza della decisione regionale correlata al calo del tasso d occupazione dei neolaureati; dai dati a disposizione si evince un calo del tasso di occupazione a tempo indeterminato, ad un anno dalla laurea, al 60% secondo censimento Gli studenti che frequentano il tirocinio nella provincia di Reggio Emilia sono così distribuiti: 50% degli studenti frequenta il tirocinio presso le strutture ASMN. 42% presso le strutture AUSL di RE. restante 8% presso le case di cura accreditate e convenzionate con l università. STUDENTI ISCRITTI 1 anno 2 anno 3 anno Maschi/Femmine M64; F105 M29; F92 M30; F106 REGIONE Abruzzo 1 Basilicata 3 3 Calabria Campania di cui: di cui: Emilia Romagna di cui: Modena: 17 Modena: 11 Modena: 26 Parma: 1 Parma: 1 Reggio Emilia: 81 Piacenza: 1 Reggio Emilia: 53 Reggio Emilia: 62 Piacenza: 1 Lazio Lombardia 2 2 Molise 1 Puglia Sardegna 2 1 Sicilia Toscana 1 Umbria 1 Stranieri Cittadini comunitari: 3 Cittadini extracomunitari: 8 Di cui domicialiati a: Reggio E.: 6 Mantova: 1 Modena: 4 Cittadini comunitari: 0 Cittadini extracomunitari: 3 Di cui domicialiati a: Reggio E.: 3 Cittadini comunitari: 3 Cittadini extracomunitari: 9 Di cui domicialiati a: Reggio E.: 8 Mantova: 1 Modena: 2 Parma: 1 TOTALE Totale maschi/femmine Maschi 123 Femmine RICERCA E DIDATTICA

115 Tabella Corso di laurea Magistrale REGIONE 1 anno 2 anno Maschi/Femmine M. 4/F. 17 M. 4/F. 22 Campania 1 Emilia Romagna 16 di cui: Bologna: 3 Modena: 7 Ravenna: 1 Reggio Emilia: 5 22 di cui: Bologna: 4 Modena: 8 Forlì/Cesena: 2 Ravenna: 1 Parma: 1 Piacenza: 1 Reggio Emilia: 5 Lazio 1 2 Lombardia 3 1 Veneto 1 Altro (Canton Ticino) 1 TOTALE Totale maschi/femmine Maschi 8 Femmine 39 Tabella Corso di laurea Tecnici di Radiologia Medica STUDENTI ISCRITTI 1 anno 2 anno 3 anno Maschi/Femmine M.9/ F.15 M.20/ F.10 M.27/ F.28 REGIONE Basilicata 1 3 Calabria 1 Campania Emilia Romagna 28 di cui: Modena: 17 Reggio Emilia: 9 Parma: 1 Forlì Cesena: 1 24 di cui: Modena: 18 Reggio Emilia: 6 37 di cui: Modena: 19 Bologna: 3 Parma: 3 Reggio Emilia: 12 Lombardia 1 Marche 1 Puglia 6 Sicilia 4 6 Sardegna 2 Stranieri Cittadini comunitari: 0 Cittadini extracom.: 0 Cittadini comunitari: 0 Cittadini extracom.: 0 Cittadini comunitari: 0 Cittadini Extracom.: 0 TOTALE Totale maschi/femmine Maschi 56 Femmine 53 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 115

116 2.4.2.b) La formazione Le Docenze Le docenze per materia e relative ore di insegnamento, ricoperte da dipendenti S. Maria Nuova, sono assegnate attraverso incarichi annuali conferiti mediante selezione per titoli ed esami (come da accordi attuativi locali); nello specifico sono le materie relative alla sfera professionale (MED 45, 47,. FIS/07 ) ad essere soggette a tale modalità per il conferimento dell incarico di docenza. La necessità di attingere al mondo lavorativo, per il completamento del percorso professionalizzante, integra un esigenza dell università con il desiderio delle organizzazioni lavorative di entrare maggiormente in sinergia con l ambito formativo. Le docenze assegnate sono quantificabili in: 13 docenze per la laurea in infermieristica e 12 per la laurea in tecnici di radiologia medica. Le ore assegnate, riportate in Tabella per ogni insegnamento, sono conformi al piano di studi previsti per ogni corso di laurea. Leggermente differente risulta essere l assegnazione delle docenze (4) per la laurea magistrale; l assegnazione avviene per chiamata diretta, da parte del presidente del corso di laurea, previo contatto con le direzioni generali delle due aziende (S. Maria Nuova ed ASL). Il numero di docenti dipendenti SSR, rispetto al totale dei docenti per corso di laurea, è ampiamente rappresentato in tutti i tre corsi attivati; la percentuale maggiore (43%) è riconducibile al corso di laurea in radiologia medica, seguito dal corso di laurea magistrale (34.1%) ed dal corso di laurea in infermieristica (28%). Tabella Ore di docenza personale dipendente ASMN DOCENTI DIPENDENTI ASMN - LAUREA TRIENNALE INFERMIERISTICA DOCENZA NUMERO ORE Scienze infermieristiche generali 1 anno (MED/45) 42 Infermieristica di base 1 anno (MED/45) 48 Infermieristica Clinica I 1 anno (MED/45) 50 Assistenza Infermieristica- 2 anno (MED/45) 66 Assistenza infermieristica Materno-Infantile e Pediatrica -2 anno (MED/45) Infermieristica applicata alla Medicina Specialistica 2 anno (MED/45) 42 Infermieristica applicata all oncologia e alle cure palliative 3 anno (MED/45) 20 Neurologia 3 anno (MED/26) 18 Infermieristica in Neurologia 18 Organizzazione infermieristica 3 anno (MED/45) 20 Economia aziendale (SECS P/07) e Organizzazione aziendale (SECS P/10) 3 anno 18 Etica e deontologia- 3 anno (MED/45) 12 Informatica (INF/01) 18 DOCENTI DIPENDENTI ASMN - LAUREA MAGISTRALE Formazione e ricerca nelle organizzazioni sanitarie (2 modulo) 1 anno (M-PED/03) 9 4 Teoria e pratica dell organizzazione e della programmazione sanitaria (2 modulo) 2 anno (MED/42) 6 Scienze infermieristiche applicate ai processi organizzativi, di qualità e di coordinamento ssistenziale (2 modulo) 2 anno (MED/45) 15 Valutazione del rischio in ostetricia (MED/50) 2 anno 6 DOCENTI CDL TECNICI DI RADIOLOGIA MEDICA ASMN Apparecchiature area Radiologica elaborazione immagini (FIS / 07) 16 Apparecchiature area Radiologica elaborazione immagini (FIS / 07). 12 Apparecchiature area Radiologica elaborazione immagini (FIS / 07) 16 Pneumologia (MED/36) 16 Apparecchiature area Radiologica (MED /50) Diagnostica per immagini Diagnostica Tradizionale (MED/36) 24 Diagnostica per immagini Mammografia (MED/36) 16 Diagnostica per immagini e Radioterapia (MED/36) 28 Informatica (INF/01) 16 Organizzazione aziendale (SECS-P/10) 32 Fisica igiene e statistica (MED/42) 8 DOCENTI CDL TECNICI DI RADIOLOGIA MEDICA POLICLINICO UNIV MODENA 2 Procedure tecniche in medicina nucleare (MED / 50) 8 Procedure tecniche in radioterapia (MED / 50) RICERCA E DIDATTICA

117 Tabella N di docenti dipendenti n Docenti Dipendenti SSR CORSO DI LAUREA TRIENNALE INFERMIERISTICA 52 di cui: 20 dipendenti SSR CORSO DI LAUREA MAGISTRALE 47 di cui 16 dipendenti SSR CORSO DI LAUREA DI TECNICI DI RADIOLOGIA MEDICA 44 di cui: 19 dipendenti SSR (11 dipendenti ASMN) Tutor Aziendali I tutor, dipendenti Aziendali, distaccati presso i corsi di laurea sono 22 (tabella2.4.14); la loro attività è rivolta all insegnamento/didattica e a supporto del tirocinio clinico, sviluppando le indicazioni fornite dai relativi Consigli dei Corsi di Laurea (base e specialistica). Gli studenti sono assistiti dai tutor aziendali, nel loro percorso di apprendimento e nelle attività pratiche svolte presso le strutture, per favorire l acquisizione di conoscenze, abilità psicomotorie, abilità attitudinali e sviluppo di competenze; secondo una pianificazione capace di integrare diverse metodologie didattiche e valori etico/deontologici. La preparazione deve pertanto toccare gli aspetti cognitivi, psico-motori, emotivi e di orientamento al contesto clinico (teoria, esami di profitto, laboratorio didattico, laboratorio pre-clinico, tirocinio clinico); la collaborazione fra sistema formativo e sistema sanitario risulta conseguentemente vitale per la Tabella realizzazione di percorsi di tirocinio generativi del ruolo professionale. L apprendimento nella clinica non si realizza per casualità, ma necessita di pianificazione, contrattazione, supervisione, riflessione e valutazione; è indispensabile governare i percorsi formativi sul campo e le strategie di apprendimento complessive. Gli elementi che sembrano qualificare maggiormente l esperienza clinica, riportate dalla letteratura, sono: la qualità della funzione tutoriale, le condizioni organizzative, le relazioni educative, l ambiente di apprendimento, la qualità della valutazione. Particolare attenzione è posta dall Azienda all inserimento degli studenti nel contesto organizzativo per il completamento dell iter formativo; l impegno, concordato con l Ateneo, prevede anche l individuazione, la formazione, il coinvolgimento e la manutenzione delle guide di tirocinio aziendali. Consapevoli della necessità di valorizzare i professionisti impiegati, si sono potenziati i rapporti con il mondo universitario per definire competenze e conoscenze necessarie all inserimento corretto e responsabile dei discenti nell organizzazione lavorativa; tale confronto e reciproco supporto, hanno permesso di migliorare le modalità di inserimento degli studenti favorendo l acquisizione delle competenze specifiche, richieste dal ruolo a completamento dell iter formativo ed auspicate dai contesti organizzativi. Per il completamento formativo, l azienda ASMN mette a disposizione circa 250 dipendenti con funzioni di guida di tirocinio ; nello specifico i professionisti coinvolti per i tirocini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica sono 85 (individuati tra azienda USL e ASMN), mentre i professionisti Infermieri coinvolti per l inserimento degli allievi dei corsi di laurea sono circa 200 interni all ASMN. Corso di Laurea Tutor specifiche Corso di Laurea Infermieristica dipendenti SSR AZ. ASMN Corso Di Laurea Infermieristica Dipendenti SSR Az. USL coordinatore 9 a tempo pieno 1 a tempo pieno ma 1 giorno/settimana in Regione 1 a 33 ore per permesso cariche politiche 1 part-time ciclico 1 a 25 ore 3 a 30 ore 1 maternità 1 a 20 ore 3 a tempo pieno ( di cui 1 con L a 24 ore 2 a 30 ore Corso di Laurea di Tecnici Di Radiologia Medica Immagini e Radioterapia Dipendenti SSR (Aziende di RE e MO) Laurea Magistrale Infermieristica coordinatore RE 1 coordinatore MO 2 tutor RE 1 tutor MO 1 coordinatore (lo stesso della laurea triennale) 1 part-time a 6 ore AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 117

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119 2.5 ASSETTO ORGANIZZATIVO ORGANIGRAMMA AZIENDALE 2010 con la delibera aziendale n. 86 del , è stato ridefinito l assetto organizzativo nel rispetto delle indicazioni normative apportando una serie di aggiornamenti alla propria macro struttura ed ai propri assetti dipartimentali prodromici alla candidatura dell azienda ospedaliera ad Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico in Oncologia per Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali, secondo quanto meglio specificato nel successivo paragrafo AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 119

120 Collegio Sindacale Direttore DIPARTIMENTO TECNICO AMMINISTRATIVO AREA TECNICA, LOGISTICO ALBERGHIERA E SICUREZZA Prevenzione e Protezione AREA AMMINISTRATIVA Affari Istituzionali, Legali e Comunicazione Acquisti Bilancio e Finanza Gestione del Personale Direttore Amministrativo AL DIREZ Attivita Tecniche Controllo di Gestione e Marketing Logistico Alberghiero EMERGENZA URGENZA DIAGNOSTICA PER IMMAGINI MEDICINA DI LA- BORATORIO OSTETRICO GINECOLOGICO E PEDIATRICO CARDIO - TORACO - VASCOLARE E DI AREA CRITICA Pronto Soccorso e Medicina d Urgenza Radiologia L.A.C.C. e di Endocrinologia U.D.G.E.E. Cardiologia Degenza Lab. Microbiologia Ostetricia e Ginecologia Cardiologia Interventistica L.A.C.C. e Trasfusionale Castelnuovo ne Monti Ginecologia Chirurgica Oncologica Pneumologia Neuropsichiatria Infantile Chirurgia Vascolare Pediatria Anestesia e Rianimazione Neonatologia Chirurgia Toracica Genetica Clinica Day Surgery INTERAZIENDALI ALI A Z I E N ASSETTO ORGANIZZATIVO

121 Generale TA IONE Direttore delle Professioni Sanitarie Direzione delle Professioni Sanitarie Direttore Sanitario Direttore Medico Ospedaliero Collegio di Direzione AREA INNOVAZIONE TECNOLOGICA E FORMAZIONE Tecnologie Biomediche Tecnologie Informatiche e Telematiche Farmacia Formazione e Innovazione INFRASTRUTTURA RICERCA-QUALITA -STATISTICA Statistica, Qualità e Studi Clinici Ricerca Epidemiologica I N T E R A Z I E N D A L E Direzione Medica Ospedaliera Direttore di Presidio CHIRURGIA GENERALE E SPECIALISTICHE MEDICINA INTERNA E SPECIALITA MEDICHE NEURO- MOTORIO TECNOLOGIE AVANZATE ONCOLOGICO Endocrinologia Medicina I Medicina Fisica e Riabilitativa Gastroenterologia - Endoscopia Digestiva Anatomia Patologica Oculistica Medicina II Neurologia Fisica Medica Oncologia ORL Medicina III Ortopedia Medicina Nucleare Ematologia Chirurgia I a prev. ind. Oncologico Ricostruttivo Reumatologia Geriatria Radioterapia Medicina Trasfusionale Chirurgia Generale II Nefrologia Neurotraumatologia Lab. Genetica Urologia Dermatologia Lab. Biologia Molecolare Chir. Videolaparoscopica avanzata e metabolica Malattie Infettive Day Surgery Lungodegenza Angiologia D.H. Medico Unificato D A L I PRESIDIO AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 121

122 CARDIO-TORACO-VASCOLARE E DI AREA CRITICA {S.C. Cardiologia degenza; S.C. Cardiologia Interventistica; S.C. Pneumologia; S.C. Chirurgia Toracica; S.C. Anestesia e Rianimazione; S.C. Chirurgia Vascolare; S.S. Dipartimentale Day Surgery} Il criterio ispiratore di questa aggregazione consente di esaurire, all interno del Dipartimento, il processo assistenziale ed il percorso diagnostico terapeutico di alcune importanti patologie, e di condividere protocolli, procedure, tecnologie, risorse. In tale ottica va considerata anche l aggregazione delle Strutture complesse di Chirurgia Toracica e Vascolare, le cui collaborazioni con la Cardiologia si sono sempre più consolidate in termini di frequenza che di complessità. L aggregazione della Pneumologia favorisce le opportunità che ne derivano nella gestione delle problematiche cardio-respiratorie e nelle sinergie tra la propria area semiintensiva e la Rianimazione. Tabella struttura del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e di Area Critica DIPARTIMENTO CARDIO-TORACO-VASCOLARE E DI AREA CRITICA UNITA OPERATIVA NUMERI POSTI LETTO DIRI- GENTI MEDICI DI CUI CON OPZIONE L.P. INTRA- MOENIA DIRI- GENTI SANI- TARI NON MEDICI PERSONALE INFER/TECN. E RIABIL. OSS/ OTA/ ASS PERSO- NALE AMM.VO CON- TRATTI L.P. CO.CO. CO. BOR- SE DI STU- DIO ANESTESIA E RIANIMAZIONE CARDIOLOGIA DEGENZA + 53 CAST.MONTI CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA CHIRURGIA TORACICA ,5 1 CHIRURGIA VASCOLARE ,5 2 0,5 1 PNEUMOLOGIA , SS DIPARTIMENTALE DAY SURGERY TOTALE DIAGNOSTICA PER IMMAGINI {S.C.Radiologia} Si conferma la valenza interaziendale del Dipartimento, organizzato quale complesso di servizi finalizzati ad erogare prestazioni ad elevata tecnologia in un contesto di sistema provinciale, integrato anche grazie ad un omogenea e generalizzata applicazione del sistema PACS. Persegue gli obiettivi di un ottimale utilizzo delle risorse strumentali e umane e, nel contempo, del rispetto dei tempi di attesa per l attività specialistica strumentale, in conformità alle indicazioni regionali. Anche in questo caso si ritiene, in accordo con l AUSL, che la direzione del Dipartimento debba fare naturale riferimento alla Struttura Complessa di Radiologia del SMN per il suo consolidato ruolo di coordinamento delle omologhe Strutture Complesse in ambito provinciale ASSETTO ORGANIZZATIVO

123 CHIRURGIA GENERALE E SPECIALISTICHE {S.C. Oculistica; S.C. Otorino-laringoiatria; S.C. Chirurgia 1 a prevalente indirizzo Oncologico e Ricostruttivo; S.C. Chirurgia Generale 2; S.C. Urologia; S.C. Endocrinologia; S.S. Dipartimentale Chirurgia Video-laparoscopica avanzata e metabolica; S.S. Dipartimentale Day Surgery} Questa aggregazione privilegia i prevalenti obiettivi di condivisione delle risorse strategiche e dell organizzazione dei servizi in comune (es. sale operatorie, aree di degenza breve e di day hospital, nonchè degenze post operatorie) e la contiguità fisica dei settori interessati. Facendo riferimento ai criteri di condivisione di importanti percorsi diagnostico/terapeutici e di processi assistenziali, si conferma l aggregazione al Dipartimento della S.C. di Endocrinologia, in ragione del suo orientamento specialistico prevalente verso le patologie tiroidee: ciò consente agli specialisti di discipline diverse, ma complementari, di misurarsi e confrontarsi su segmenti diversi della stessa patologia. Inoltre, nella consapevolezza che la disciplina endocrinologica non limita il proprio interesse alla sola patologia tiroidea, l impegno dei professionisti nell ambito dell obesità patologica e della patologia surrenalica consolida i rapporti con le Strutture di Chirurgia Generale 2 e di Chirurgia Videolaparoscopica avanzata e metabolica. La S.S. Dipartimentale Day Surgery afferisce a questo Dipartimento, pur partecipando anche alle attività del Dipartimento cardio-toraco-vascolare e di area critica per ragioni di appartenenza disciplinare del suo Responsabile. Tabella struttura del Dipartimento Chirurgie Generali e Specialistiche Unità operativa DIPARTIMENTO CHIRURGIE GENERALI SPECILISTICHE Numero posti letto Dirigenti medici Di cui con opzione L.P. intramoenia Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio Chirurgia generale 2 + S.S. dipartimentale CHIR ,5 3 1 VIDEOLAP. Chirurgia 1 indirizzo oncologico e ricostruttivo , Endocrinologia Oculistica ,6 6 Otorinolaringoiatra D.H.CHIR+DAY SURGERY ,5 DEGENZA BREVE CH 6,5 3,5 BOOM CHIRURGICO UROLOGIA , TOTALE , Tabella struttura del Dipartimento Diagnostica per Immagini Unità operativa Numero posti letto DIPARTIMENTO DIAGNOSTICA PER IMMAGINI Dirigenti medici Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil Oss/Ota/ Ass Personale Amm.vo Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio RADIOLOGIA ,55 1 TOTALE ,55 1 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 123

124 EMERGENZA URGENZA {S.C. Pronto Soccorso e Medicina Urgenza} Viene confermato il Dipartimento a valenza provinciale, a cui afferisce anche la C.O. 118, quale complesso di servizi finalizzato ad effettuare prestazioni di emergenza e urgenza con articolazione a livello territoriale ed ospedaliero. Costituisce un sistema integrato tra operatori ospedalieri, territoriali ed Associazioni di Volontariato di Pubblica Assistenza. L obiettivo è quello di consolidare e, laddove possibile, migliorare l organizzazione e la qualità dei servizi di emergenza urgenza pre ed intraospedaliera, integrando tra loro gli operatori, le tecnologie e le strutture, favorendo una formazione specifica ed interdisciplinare degli operatori addetti, definendo percorsi diagnostico terapeutici condivisi ed utilizzando comuni linee guida sottoposte a verifica periodica. A ciò si aggiunge la funzione strategica che il DEU deve svolgere nel contesto dei percorsi delle maxiemergenze e dei piani di difesa e di protezione civile. In virtù della positiva passata esperienza si ritiene, in accordo con l AUSL, che la direzione del Dipartimento debba fare naturale riferimento alla Direzione della Struttura Complessa di Pronto Soccorso e Medicina d urgenza del SMN, per la sua funzione di riferimento provinciale nella disciplina. Tabella struttura del Dipartimento Emergenza-Urgenza Unità operativa Numero posti letto DIPARTIMENTO EMERGENZA URGENZA Dirigenti medici Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio PRONTO SOCCORSO ,5 3,5 2,27 1 MEDICINA D URGENZA E OBI 15 13,5 6 EMERGENZA TERRITORIALE TOTALE ,5 2,27 1 MEDICINA DI LABORATORIO {S.C. Laboratorio di Analisi Chimico Cliniche e di Endocrinologia; S.C. Laboratorio di Microbiologia; S.S. Dipartimentale LACC e Trasfusionale C.Monti} L assetto adottato si basa su un criterio di aggregazione per discipline affini. Nella sua denominazione enfatizza gli aspetti relativi al supporto delle funzioni laboratoristiche alle ulteriori opzioni diagnostico-terapeutiche nei diversi ambiti della casistica affrontata dalle Strutture del SMN. Vengono inoltre confermati i criteri e gli obiettivi finalizzati al recupero di efficienza ed ottimizzazione delle risorse, sia tecnologiche che umane. Tabella struttura del Dipartimento Medicina di laboratorio Unità operativa Numero posti letto DIPARTIMENTO MEDICINA DI LABORATORIO Dirigenti medici Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio L.A.C.C.E. + segreteria dipartimentale MICROBIOLOGIA LAB. URGENZE SCANDIANO E MON TECCHIO LAB. CASTELNOVO NE MONTI ,2 TOTALE ASSETTO ORGANIZZATIVO

125 MEDICINA INTERNA E SPECIALITA MEDICHE {S.C. Medicina 1 ; S.C. Medicina 2 ; S.C. Medicina 3 ; S.C. Reumatologia; S.C. Nefrologia; S.C. Dermatologia; S.C.Malattie Infettive; S.S.Di-partimentale Lungodegenza; S.S. Dipartimentale Angiologia; S.S. Dipartimentale Day Hospital unificato} Prevale il criterio della coincidenza sui percorsi diagnostico/terapeutici e sui processi assistenziali relativi alle stesse patologie internistiche nell identificazione delle aggregazioni di questo Dipartimento. Pertanto ne viene sostanzialmente confermata la composizione. Si conferma, inoltre, in questo Dipartimento la S.C. di Nefrologia e Dialisi, non solo per le sue interrelazioni con la S.C. Medicina 2^ nell ambito dello studio e della cura degli squilibri idroelettrolitici, ma anche per quelle relative all ipertensione secondaria, alle complicanze della patologia diabetica, alle espressioni renali e reumatologiche delle malattie autoimmuni. A ciò si aggiunge il percorso specialistico che, in molte realtà regionali e nazionali, accomuna la Medicina Interna e la Nefrologia e che supporta e giustifica, nella maggior parte dei casi, la collocazione di quest ultima in Dipartimenti di Medicina Interna. La collocazione della S.C. di Malattie Infettive in questo dipartimento è, infine, basato sul criterio dell interesse, comune ad altre Strutture del medesimo Dipartimento, nei confronti di alcune patologie inerenti alle complicanze infettivologiche dei pazienti immunodepressi, diabetici ed anziani e di alcune patologie epatiche, con particolare riferimento al trattamento dei pazienti con epatite cronica virale, cirrosi epatica ed epatocarcinoma. Tabella struttura del Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Unità operativa DIPARTIMENTO MEDICINA INTERNA E SPECIALITA MEDICHE Numero posti letto Dirigenti medici Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio DERMATOLOGIA DAY HOSPITAL UNIFICATO MALATTIE INFETTIVE MEDICINA I , MEDICINA II MEDICINA III NEFROLOGIA E DIALISI REUMATOLOGIA ,5 1 3 ANGIOLOGIA ,5 0,77 3 LUNGODEGENZA ,5 11,5 0 TOTALE ,5 8,77 19 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 125

126 NEURO-MOTORIO {S.C. Medicina Fisica e Riabilitativa; S.C. Neurologia; S.C. Ortopedia; S.C. Geriatria; Neurotrumatologia (sede Spoke della S.C. Neurochirurgia Az. Ospedaliero-Universitaria Parma)} Questa aggregazione valorizza, prioritariamente, gli aspetti riconducibili alle neuroscienze e quelli di continuità assistenziale intraospedaliera, interospedaliera e fra ospedale e territorio di ambiti disciplinari che hanno come denominatore comune la disabilità acuta o cronica e che si estendono anche alle valenze socio-sanitarie della presa in carico, della cura e della riabilitazione. Si mira in tal modo a rappresentare un esperienza che include la maggior parte dei criteri ispiratori delle altre aggregazioni dipartimentali. Le strutture si uniscono infatti per dar vita ad un Dipartimento capace di sviluppare obiettivi strategici, nell ambito delle patologie neurologiche e dell ortogeriatria, ma anche della riabilitazione in struttura ed al domicilio, ponendosi in continuità con l offerta specialistica, ortopedica e neurochirurgica, allo scopo di mantenere i più alti livelli di autosufficienza dei pazienti affetti da patologie disabilitanti di varia origine. Tabella struttura del Dipartimento Neuro-Motorio Unità operativa Numero posti letto Dirigenti medici DIPARTIMENTO NEURO-MOTORIO Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo GERIATRIA ,5 1 Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio MEDICINA FISICA E RIAB ,5 3,77 2 (RRF + Servizio) NEUROLOGIA ORTOPEDIA ROOM ORTOPEDIA SALA GESSI 12 14,5 3,5 Neurochirurgia d Urgenza (Spoke dell AOSP PR) La struttura si appoggia su posti letto di Ortopedia-Rianimazione e Neurologia;Il personale medico è dipendente dell azienda ospedaliera di Parma e non ha personale del comparto assegnato TOTALE ,5 35,5 7,77 11 TECNOLOGIE AVANZATE {S.C. Medicina Nucleare; S.C. Radioterapia; S.C. Gastroente-rologia-Endoscopia Digestiva; S.C. Fisica Medica} Il Dipartimento aggrega al proprio interno Strutture Complesse che, nell ambito delle attività assistenziali e di ricerca, utilizzano tecnologie evolute ed innovative. A queste si affianca la Struttura di Fisica Medica, le cui prerogative, oltre a quelle tipiche legate alla radioprotezionistica ed al calcolo dei piani di trattamento radioterapici, si estendono alla partecipazione attiva alla promozione dell innovazione in ambito tecnologico. Il Dipartimento agevola il Collegio di Direzione nell assunzione del ruolo propositivo, affidatogli dagli orientamenti regionali, in materia di innovazione tecnologica, clinica ed organizzativa dei contesti assistenziali e nell elaborazione dei piani di adozione delle nuove tecnologie. La S.C. di Gastroenterologia - Endoscopia Digestiva è coinvolta a vari livelli in progetti relativi alla prevenzione, alla diagnosi ed al trattamento delle neoplasie gastrointestinali. L attività che la Struttura svolge è sia di tipo diagnostico che terapeutico ed è da anni costantemente orientata ad una gestione ottimale delle tecnologie che possiede e che rappresentano quanto di più avanzato si possa utilizzare oggi nella disciplina dell endoscopia digestiva ASSETTO ORGANIZZATIVO

127 ONCOLOGICO {S.C. Anatomia Patologica; S.C. Oncologia; S.C. Ematologia; S.C. Medicina Trasfusionale; S.C. Laboratorio Genetica; S.S. Dipartimentale Laboratorio Biologia Molecolare} Il Dipartimento trova la sua conferma nella necessità di accorpare, come in altre prestigiose realtà nazionali, Strutture la cui mission specialistica esclusiva e prevalente sia orientata alla patologia oncologica. Da qui nasce l aggregazione della Medicina Trasfusionale e dei Laboratori di Genetica e Biologia Molecolare. In particolare, la Struttura Complessa di Medicina Trasfusionale viene collocata, nel Dipartimento Oncologico per le significative collaborazioni già da tempo avviate in ambito aferetico, di supporto ai pazienti trapiantati di midollo e di criopreservazione delle cellule staminali. Il Laboratorio di Genetica è riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna, nell organizzazione della rete regionale delle strutture di Genetica, quale centro Hub di riferimento per la citogenetica per l area dell Emilia-Romagna di nordovest. L attività analitica copre i settori di Citogenetica classica, Citogenetica Molecolare e Genetica Molecolare. Il Laboratorio di Biologia Molecolare svolge da ormai alcuni decenni studi di associazione gene-malattia, nelle malattie comuni (come ad esempio le malattie infiammatorie articolari) e in particolare sui tumori. In questo ambito, da alcuni anni, è stato intrapreso uno studio per valutare l effetto dei polimorfismi, contenuti in specifici geni candidati, nei pazienti con patologia neoplastica. Tabella struttura del Dipartimento Oncologico Unità operativa Numero posti letto Dirigenti medici DIPARTIMENTO ONCOLOGICO Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio ANATOMIA PATOLOGICA + SS DI CITOLOGIA VAGINALE ,77 5 EMATOLOGIA ,5 2,5 2 3 LAB. GENETICA MEDICINA TRASFUSIONALE ONCOLOGIA SS DIPARTIMENTALE LAB.BIOLOGIA ,8 0 2 MOLECOLARE TOTALE ,3 12,5 14,77 19 Tabella struttura del Dipartimento Tecnologie Avanzate Unità operativa Numero posti letto Dirigenti medici Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 127 Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio FISICA MEDICA GASTROENTEROLOGIA- ENDOSCOPIA DIGESTIVA MEDICINA NUCLEARE RADIOTERAPIA ,3 1,65 2 RADIOTERAPIA metabolica 5,5 2 TOTALE ,8 9,65 0 6

128 Tabella struttura del Dipartimento Ostetrico-Ginecologico e Pediatrico Unità operativa Numero posti letto Dirigenti medici Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio GINECOLOGIA CHIRUGICA ONCOLOGICA ,5 1 OSTETRICIA E GINECOLOGIA NEONATOLOGIA + nido NEUROPSICHIATRIA INFANTILE 3 4 2,5 0 PEDIATRIA + P.S pediatrico+lactarium ,5 3,5 1 4 genetica clinica clinica S.S. DIPARTIMENTALE GENETICA CLINICA UNITA DI RIABILITAZIONE DELLE GRAVI DISABILITA INFANTILI DELL ETA EVOLUTIVA - UDGEE TOTALE Tabella strutture Interdipartimentali Unità operativa Numero posti letto OSTETRICO GINECOLOGICO E PEDIATRICO La denominazione del Dipartimento, che, peraltro, conferma la pre-esistente aggregazione, evidenzia il proprio orientamento alla maternità ed alle patologie femminili e pediatriche. L attenzione sugli aspetti di affinità culturali, scientifiche, clinico-organizzative per l utilizzo integrato dei letti di degenza ordinaria tra Pediatria, NPI ed UDGEE, in ragione del ruolo svolto in STRUTTURE INTERDIPARTIMENTALI Dirigenti medici Dirigenti sanitari non medici Personale infer/tecn. e riabil ambito provinciale da queste due ultime Strutture, deve,comunque, prevedere ambiti di relazione stabile con le omologhe componenti specialistiche del Dipartimento Neuro-Motorio e con la NPI territoriale. Oss/ Ota/ Ass Personale Amm.vo Di cui con opzione L.P. intramoenia Contratti L.P. CO.CO. CO. borse di studio COMPARTO OPERATORIO 32 15,5 5 PIANO S.O. GINECOLOGIA 11 9 S.O. ORL 25 13,5 S.O. ORTOPEDIA CENTRALE STERILIZ- ZAZIONE 6 9 TOTALE nota 1 : I dati riferiti al personale infermieristico, Tecnico e della Riabiltazione. Fanno riferimento all organico di base per il corretto funzionamento dei servizi e non comprendono l organico integrativo nota 2 : I contingenti del personale medico sono stati indicati con riferimeto alle dotazioni organiche assegnate a ciascuna struttura ASSETTO ORGANIZZATIVO

129 2.5.2 VERSO IL NUOVO ATTO AZIENDALE Con la delibera n. 86 del , oltre a recepire le modifiche organizzative deliberate dopo il 5 marzo 2007 (ad.es.: ridefinizione degli assetti e delle afferenze delle Chirurgie), si è provveduto alla costituzione di due nuovi Dipartimenti (Oncologico e Tecnologie Avanzate) ed al loro accorpamento in un Presidio, la cui responsabilità gestionale viene assegnata ad un Direttore di Presidio, nonché alla istituzione della Infrastruttura per la Qualità, Ricerca e Statistica, comprendente le due strutture Statistica Qualità e Studi Clinici e Ricerca Epidemiologica, quest ultima a valenza interaziendale con la USL di Reggio Emilia. Si è proceduto inoltre alle seguenti ulteriori modifiche a valenza più strettamente organizzativo-gestionale: costituzione della DPS. in Struttura Complessa, quale riconoscimento dell evoluzione e della complessità professionale e gestionale del settore; costituzione del S.P.P. in Struttura Semplice, a seguito della strutturazione interna della funzione della relativa responsabilità; soppressione, a far tempo dal , della Struttura Complessa Laboratorio Urgenze, Scandiano e Montecchio, in linea con le indicazioni regionali di programmazione e riorganizzazione aziendale del Dipartimento di Medicina di Laboratorio. Si è infine proceduto a modificareprecisare le seguenti denominazioni: il Servizio ImmunoTrasfusionale è stato ridenominato Medicina Trasfusionale; la Fisica Sanitaria è stata ridenominata Fisica Medica. Tali interventi essenziali corrispondono alla necessità-opportunità, espressa dal primo Piano Sociale e Sanitario e dalla recente legge Emilia-Romagna n.29/2004 di riordino del Servizio Sanitario Regionale, di sviluppare all interno delle Aziende sanitarie la capacità di gestire la funzione di ricerca e sviluppo come attività istituzionale propria del SSR, inscindibile dai tradizionali compiti di assistenza. Tale prospettiva presuppone la capacità di valutare e tempestivamente adottare le innovazioni tecnologiche di provata efficacia, stimarne gli effetti economicofinanziari e, soprattutto, analizzarne il possibile impatto sull organizzazione e le possibili ricadute sulla programmazione locale e regionale dei servizi. Nel corso del 2011/2012 verranno ridefinite ulteriormente alcune funzioni aziendali e si procederà ad una riedizione dell Atto Aziendale. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 129

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131 3 OBIETTIVI ISTITUZIONALI E STRATEGIE AZIENDALI In questo capitolo sono esposti gli Obiettivi Istituzionali dell azienda ospedaliera ASMN e le Strategie adottate per perseguirli. I contenuti informativi di questa parte del documento sono finalizzati a rappresentare le iniziative intraprese dall azienda in relazione a: - partecipazione degli Enti locali alla programmazione sanitaria attraverso il Piano Attuativo Locale, i Piani Sociali di Zona ed il Profilo di Comunità ; - universalità ed equità di accesso per tutti i cittadini alle prestazioni sanitarie con garanzie sui tempi di attesa e sui percorsi assistenziali per i cittadini con maggiori difficoltà; - centralità del cittadino, per favorire la valutazione dei servizi e la partecipazione; - qualità dell assistenza ed efficienza gestionale nell offrire prestazioni e servizi di elevata qualità tecnica, professionale e relazionale e nel rispetto dell utilizzo razionale delle risorse; - promozione dell eccellenza tecnologica, clinica e organizzativa, come principi ispiratori del sistema e dell azienda e attraverso lo sviluppo di particolari forme di collaborazione con l Università. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 131

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133 L ASMN ha definito degli impegni su cui fonda le scelte organizzative e gestionali nelle varie aree di intervento con l obiettivo di verificarne periodicamente la messa in pratica. Le azioni indicano quali impegni si sono realizzati VALORI IMPEGNI AZIONI REALIZZATE NELL ANNO 2010 RISPETTO Porre l attenzione sulle persone e valorizzare le loro potenzialità Rispettare i diritti e i bisogni dei cittadini/ utenti e favorire la loro partecipazione attiva al processo di cura Valorizzare le competenze e l impegno dei professionisti dell Azienda per ideare, progettare e promuovere le proprie politiche Attivare sistemi correnti di ascolto e di monitoraggio della soddisfazione dei cittadini/ utenti e degli operatori per migliorare la qualità dei servizi Effettuazione di indagini periodiche quali quantitative e di approfondimento sulla soddisfazione degli utenti Attivazione di gruppi di lavoro misti (utenti e professionisti) per l approfondimento di tematiche particolari COLLABORAZIONE Promuovere l integrazione interna ed esterna all Azienda tra professionisti e tra unità organizzative Sostenere il lavoro di gruppo e la collaborazione Sviluppare reti di collaborazione per offrire servizi integrati con le altre strutture sanitarie e sociali della nostra provincia e della regione Partecipare allo sviluppo delle politiche di salute delle comunità locali nel nostro territorio Curare la qualità delle relazioni interne ed esterne Partecipazione alla definizione degli strumenti locali di programmazione socio-sanitaria, quali Profilo di Comunità, nuovi Piani di Zona, Programmi Attuativi Annuali, Piani per la Salute e Accordi di Programma per la realizzazione dell integrazione socio-sanitaria Costituzione di nuovi gruppi di lavoro/reti interaziendaliprogrammi provinciali in riferimento a percorsi clinico assistenziali per patologie Formazione sulla comunicazione per favorire le relazioni interne ed esterne con gli utenti Implementazione del sito internet dello spazio dedicato al comitato etico provinciale, con accesso riservato. TRASPARENZA Garantire un sistema di verifiche continue, interne ed esterne, degli impegni assunti Garantire la leggibilità dei criteri di valutazione e dei risultati Sviluppare un sistema di comunicazione aziendale che garantisca omogeneità, coerenza, diffusione e correttezza dell informazione verso l interno e l esterno Promuovere l attivazione di percorsi espliciti e di procedure gestionali che favoriscono l utilizzo ottimale delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie Verifiche interne sull applicazione del sistema qualità previsto dal modello di accreditamento regionale, ponendo attenzione all integrazione tra le parti: qualità organizzativa, qualità professionale e qualità percepita dagli utenti; Implementazione dell utilizzo della rete intranet come strumento di partecipazione attiva dei professionisti tramite interfacce che consentono il confronto sulla gestione di casi clinici e contemporaneamente la raccolta di dati utili per la costruzione di indicatori di efficacia; Applicazione della legge Brunetta del 18 giugno 2009 sulla Trasparenza aziendale. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 133

134 VALORI IMPEGNI AZIONI RESPONSABILITA QUALITA CLINICA SICUREZZA Sviluppare e sostenere autonomia e responsabilità a tutti i livelli dell ospedale Valutare e riconoscere sia risultati organizzativi che clinico-assistenziali Promuovere percorsi professionali e di carriera che favoriscano lo sviluppo delle potenzialità individuali Garantire sistemi di verifiche continue, interne ed esterne degli impegni assunti Garantire lo sviluppo di programmi permanenti di revisione della pratica clinica e assistenziale Perseguire l accreditamento esterno dei professionisti e dell organizzazione dell Azienda Promuovere l aderenza a criteri e standard di qualità clinica e assistenziale attraverso i sistemi di valutazione interna Promuovere le capacità e gli strumenti per reperire e valutare criticamente l informazione scientifica e per applicarla nel proprio contesto operativo Promuovere e sviluppare la cultura della sicurezza nei comportamenti e nelle attenzioni come dovere primario di tutti gli operatori Garantire livelli di sicurezza per gli utenti e gli operatori degli ambienti, degli impianti, delle tecnologie, delle pratiche mediche e infermieristiche, in tutte le aree di servizio dell Azienda, che rispondono a standard di eccellenza Sviluppare sistemi di monitoraggio della sicurezza e di gestione del rischio clinico in tutti i Dipartimenti Applicare il sistema di valutazione individuale dei professionisti per rendere praticabile l autonomia e la responsabilità individuale Fornire ai professionisti la metodologia e gli strumenti per valutare la loro attività sia dal punto di vista clinico che organizzativo corsi di formazione di base e avanzata sugli strumenti del governo clinico implementazione del Centro di documentazione e biblioteca scientifica a livello provinciale implementazione in tutti i Dipartimenti di programmi di sviluppo permanenti di revisione della pratica clinica e assistenziale definizione di nuove linee guida rinnovo del processo di accreditamento per i dipartimenti interaziendali Sviluppare attività di sorveglianza e gestione dei luoghi, delle attrezzature e dei materiali verifiche per il controllo delle destinazioni e le proprietà di uso dei locali Gestire in modo documentato e condiviso l inserimento del personale neo assunto aggiornamento delle interfacce in termini di garanzia per i servizi resi dai servizi trasversali alle strutture cliniche Collaborazione organizzata con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza partecipazione a progetti ministeriali e regionali sulla gestione del rischio (gestione sicura nelle sale operatorie...) realizzazione del piano programma della gestione del rischio Realizzazione di ulteriori corsi di formazione per la diffusione della nuova cultura di gestione del rischio e di approccio all errore Adozione di metodologie e strumenti volti a minimizzare il rischio clinico (sistema di incident reporting, applicazione FMEA\FMECA) INNOVAZIONE Pianificare l innovazione di prodotti e servizi offerti attraverso lo sviluppo professionale, organizzativo, tecnologico Valorizzare e sostenere la sperimentazione, la ricerca e lo sviluppo di nuovi percorsi e procedure ad alta tecnologia e complessità Promuovere il trasferimento dei risultati della ricerca scientifica nella pratica clinica, assistenziale, gestionale. Avvio di laboratori di innovazione per costruire un sistema che permetta ai medici ospedalieri, specialisti ambulatoriali e di medicina generale di condividere servizi di formazione/documentazione e le informazioni relative alle prestazioni erogate ai pazienti Avvio di un centro di formazione ECM a supporto dello sviluppo del governo clinico e dell innovazione della pratica professionale Implementazione del percorso IRCCS in Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia 134

135 3.1 PARTECIPAZIONE DEGLI ENTI LOCALI ALLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA Il vigente Piano Sociale e Sanitario della Regione Emilia Romagna ( ), come noto ha ridisegnato il sistema di governo del welfare regionale e locale, introducendo un innovativo processo di integrazione e sintesi degli strumenti di programmazione, con l obiettivo strategico di perseguire non una semplice integrazione socio-sanitaria, ma bensì una forte integrazione di tutte le politiche che hanno impatto sulla salute e sul benessere sociale dei cittadini. Il concetto di salute si amplia per arrivare a comprendere e valorizzare anche aspetti di benessere legati alle condizioni economiche, alle relazioni, al grado complessivo di coesione sociale, alle azioni di contrasto delle disuguaglianze. Il quadro demografico e socio-economico (invecchiamento popolazione, aumento degli immigrati, ecc.), che si è andato delineando nel corso degli ultimi anni, richiede, infatti, il superamento di risposte settoriali a favore di una risposta unitaria, che consideri la persona nella sua globalità. Un approccio, quindi, che spinge ad un passaggio decisivo tra un sistema di offerta prevalentemente basato sulle professionalità specialistiche ad un sistema di offerta caratterizzato dall accompagnamento e la presa in cura e l assistenza della persona senza soluzioni di continuità. Tali obiettivi possono essere raggiunti solo attraverso una forte integrazione, anche nella programmazione, di tutti i soggetti (Enti Locali, Aziende Sanitarie, Terzo Settore, ecc.), che, a vario titolo, sono chiamati ad organizzare ed erogare servizi sociali, sanitari e sociosanitari. Organi che favoriscono tale integrazione sono rappresentati dalla Cabina di Regia, istituita a livello regionale quale luogo di definizione e di concertazione delle politiche sociali e sanitarie e, a livello locale, dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria e dal Comitato di Distretto, che rappresentano gli organi di raccordo tra Enti Locali e Aziende Sanitarie per il governo di funzioni e servizi sanitari e socio-sanitari. In particolare, spetta al livello regionale definire: - linee di programmazione del Servizio Sanitario - programma annuale del riparto del Fondo Sociale regionale e del Fondo Regionale per la non autosufficienza - piano regionale per la prevenzione. A livello locale, la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria elabora e condivide il Profilo di Comunità, che rappresenta una lettura ragionata e IL PROFILO DI COMUNITÀ RAPPRESENTA UNA LETTURA RAGIONATA E PARTECIPATA DEI BISOGNI DI SALUTE E BENESSERE DELLA POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO partecipata dei bisogni di salute e benessere della popolazione di riferimento, con l obiettivo di individuare le principali criticità e, conseguentemente, le priorità e le scelte strategiche, che vengono esplicitate nell Atto di Indirizzo e Coordinamento. Il Comitato di Distretto, alla luce delle indicazioni presenti nell Atto di Indirizzo e Coordinamento, approva il Piano di Zona distrettuale per la salute e il benessere sociale, a valenza triennale, con cui si definiscono: - le priorità strategiche di salute e di benessere sociale - gli strumenti necessari a realizzare gli obiettivi di benessere sociale e di salute - il quadro finanziario di riferimento. Dal Piano di Zona derivano, poi, i Programmi Attuativi Annuali, che ne costituiscono la declinazione annuale e vanno a sostituire i precedenti strumenti di programmazione (Programma delle Attività Territoriali, Programmi attuattivi, ecc.). Il Programma Attuativo Annuale specifica gli interventi e le azioni di livello distrettuale in area sociale, sociosanitaria e sanitaria, individuando altresì le risorse necessarie all attuazione degli stessi. Il Piano di Zona distrettuale per la salute e il benessere sociale contiene, alla luce delle nuove indicazioni regionali previste sia dal Piano Socio-Sanitario che dalla prima Delibera di attuazione n. 1682/2008, anche le priorità strategiche di intervento per le attività sanitarie, in coerenza con i Piani Attuativi Locali (PAL). Il Piano Attuativo Locale (PAL) è uno strumento di programmazione volto a definire, in modo concertato con il sistema delle autonomie locali, le strategie per il raggiungimento degli obiettivi di salute. Esso rappresenta la traduzione pluriennale degli indirizzi contenuti nell Atto di Indirizzo e Coordinamento della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. Il PAL fornisce, quindi, gli indirizzi per la predisposizione dei Piani di Zona e dei Programmi Attuativi Annuali, garantendo così coerenza e compatibilità tra i due più importanti strumenti di programmazione sociale e sanitaria a livello locale. Molte delle indicazioni presenti nel nuovo Piano Socio Sanitario Regionale, in particolare, relativamente alla necessaria integrazione nelle programmazioni di Comuni e Aziende Sanitarie, rappresentano già una realtà per il territorio reggiano. Infatti, già l ultimo PAL della Provincia di Reggio Emilia, approvato il 18/2/2004 dalla Conferenza Socio-Sanitaria Territoriale, è stato il risultato di un percorso che ha visto un ampia partecipazione oltre che delle due Aziende Sanitarie anche dei Comuni, delle Organizzazioni Sindacali, del terzo settore, dei Comitati Consultivi Misti, ed ha soprattutto riguardato: lo sviluppo delle Cure Primarie, ovvero una modalità di offerta dei servizi che assicuri una forte integrazione operativa tra medici di medicina generale, pediatri di famiglia, servizi infermieristici territoriali ed altri operatori dei servizi specialistici e dei servizi sociali, la continuità della cura tra ospedale e IL PROGRAMMA ATTUATIVO LOCALE SPECIFICA GLI INTERVENTI E LE AZIONI DI LIVELLO DISTRETTUALE IN AREA SOCIALE, SOCIO SANITARIA E SANITARIA AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 135

136 territorio, la semplificazione dei percorsi per pazienti affetti da patologie croniche; il consolidamento della rete ospedaliera provinciale, lo sviluppo dei percorsi di integrazione tra Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova e Azienda USL, sull esempio di quanto già viene realizzato per l ambito cardiologico, lo sviluppo del sistema integrato provinciale dell emergenza-urgenza, il potenziamento delle tecnologie diagnostiche pesanti, l avvio di sistemi di trasmissione delle immagini e lo sviluppo dei sistemi informatici a supporto dell attività di cura, la realizzazione di significativi interventi di adeguamento delle strutture ospedaliere; l impegno nello sviluppo dell integrazione socio-sanitaria da parte dei diversi attori pubblici e privati negli ambiti di continuità delle cure e dell offerta di servizi per la disabilità di minori e adulti. Alla luce dell esperienza maturata nella definizione del PAL e facendo seguito ai nuovi indirizzi regionali, l Azienda Ospedaliera Arcispedale S. Maria Nuova ha partecipato e partecipa costantemente alla pianificazione locale e alla stesura degli strumenti di programmazione sociale e socio-sanitaria, inclusi i lavori che hanno portato nel corso del 2009 all approvazione del Profilo di Comunità, dell Atto di Indirizzo e Coordinamento triennale (da parte della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria) e del nuovo Piano di Zona distrettuale per la salute e il benessere sociale 2009/2011. Importanti momenti di confronto sulle CONSOLIDAMENTO DELLA RETE OSPEDALIERA PROVINCIALE, E SVILUPPO DEI PERCORSI DI INTEGRAZIONE TRA AZIENDA OSPEDALIERA S. MARIA NUOVA E AZIENDA USL priorità strategiche, sugli interventi da attuare, sull allocazione delle risorse, si sono realizzati e si continuano a realizzare, inoltre, a livello del Comitato di Distretto, grazie anche al prezioso contributo e supporto, in fase di istruttoria, da parte del Nuovo Ufficio di Piano, costituitosi in adempimento a specifica normativa regionale. Prosegue, altresì, il lavoro, da parte dei tavoli tematici, di lettura e analisi della domanda, al fine di individuare le problematiche sociali, valutare la congruenza del sistema dei servizi e definire gli obiettivi di priorità sociale. I tavoli tematici, che vedono la partecipazione di numerosi soggetti istituzionali e del Terzo Settore, sono: Responsabilità famigliari Capacità genitoriali e diritti dei bambini e adolescenti Politiche a favore dei giovani Contrasto alla povertà Prevenzione e contrasto alle dipendenze e ad altre forme di disagio sociale Politiche a favore degli anziani Politiche a favore dei disabili L IMPEGNO NELLO SVILUPPO DELL INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA DA PARTE DEI DIVERSI ATTORI PUBBLICI E PRIVATI NEGLI AMBITI DI CONTINUITÀ DELLE CURE E DELL OFFERTA DI SERVIZI PER LA DISABILITÀ DI MINORI E ADULTI Politiche per l integrazione della popolazione immigrata. L Azienda Ospedaliera anche nel corso del 2010 ha continuato a fornire il suo contributo al governo del welfare locale, attraverso la partecipazione dei suoi professionisti al Comitato di Distretto e ai Tavoli Tematici (Tavolo sulle Politiche a favore degli anziani e sul Contrasto alla povertà), nonché ai Tavoli di staff che stanno lavorando alla definizione di specifici Accordi di Programma per la realizzazione dell integrazione sociosanitaria. In particolare, nel corso del 2010 l Azienda Ospedaliera ha partecipato attivamente alle definizione e stesura dell Accordo di programma Anziani, che è stato sottoscritto, nell ambito del Comitato di Distretto, in data 13 dicembre. L Accordo, che riporta gli obiettivi strategici che i vari Servizi della rete anziani dovranno perseguire, è stato predisposto tenendo conto di alcuni valori di riferimento, quali la domiciliarità, la flessibilità e l equità. La domiciliarità, intesa in senso ambientale, come sistema di servizi che consentano alle persone anziane di permanere nel proprio ambito familiare originario, ma anche come vivere in residenze collettive che siano orientate alla valorizzazione degli aspetti di autodeterminazione, alla considerazione della soggettività e delle relazioni con il contesto ambientale e familiare costitutive della storia e delle identità delle persone anziane. La flessibilità, intesa come sistema di servizi e articolazione di offerte che concorrono a costruire opportunità differenziate per le persone anziane, le loro famiglie e i loro territori, in termini di punto di riferimento, accompagnamento, sostegno per i bisogni assistenziali. L equità, connessa a processi che permettano di contestualizzare e declinare diritti e standard generali sui sistemi di accesso e su requisiti funzionali, con differenziazioni tese a valorizzare progetti di reciprocità diverse in rapporto a domanda, offerta e fruizione PARTECIPAZIONE DEGLI ENTI LOCALI ALLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA

137 3.2 UNIVERSALITÀ ED EQUITÀ DI ACCESSO L A z i e n d a O s p e d a l i e r a Santa Maria Nuova individua come principali punti di riferimento per la programmazione sanitaria: l appropriatezza nell erogazione, nella domanda e nell offerta di prestazioni come strumento per garantire il mantenimento di elevati livelli di qualità clinica, la razionalizzazione dell utilizzo delle risorse come funzione necessaria al contenimento della spesa, diminuendo le aree di inefficienza del sistema con conseguente impiego nelle aree di maggiore criticità. Questi sono i cardini per tendere ad assicurare ai cittadini l equità nell accesso alla struttura e nella fruizione delle prestazioni indipendentemente da altre variabili, in un sistema che deve trovare il necessario equilibrio fra l espressione dei bisogni di salute e le risorse disponibili. Il raggiungimento di questi obiettivi è possibile solo se esistono alcuni fondamentali presupposti: presenza di un sistema di governo strategico che supporti un programma di governo clinico e finanziario orientato ai principali obiettivi aziendali, ove siano chiaramente delineati i livelli di responsabilità e le azioni da compiere per raggiungerli; affinamento dei sistemi di pianificazione delle attività aziendali e dei sistemi di verifica del raggiungimento degli obiettivi all interno di un sistema codificato di gestione della qualità; capacità dei professionisti di confrontarsi sul percorso del paziente e di valutare, in modo multi e interdisciplinare, il proprio agire e le ricadute che questo comporta su tutto il processo di cura; definizione di percorsi di sviluppo e di innovazione necessari a mantenere elevati livelli di professionalità e di dotazione tecnologica; capacità di individuare i meccanismi generatori delle disuguaglianze riconducibili all organizzazione e alla gestione del percorso di accesso ai servizi sanitari, quindi centrati sui processi innescati da un funzionamento non equo della stessa organizzazione. Questo vuol dire che è sempre più importante: condividere il processo decisionale di cura con il paziente; facilitare l accesso ai servizi attraverso strumenti e percorsi adeguati e facilmente utilizzabili da tutti; gestire le differenze per ridurre le diseguaglianze; supportare il paziente nella gestione e nella presa in carico della propria malattia e\o cronicità; creare percorsi trasparenti per la gestione delle liste d attesa nel rispetto delle normative nazionali e regionali garantendo i tempi d attesa previsti TEMPI DI ATTESA a) Gestione delle liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali La gestione delle liste di attesa costituisce uno dei problemi più impegnativi dei servizi sanitari. Essa è fortemente connessa alla più generale gestione dell erogazione delle prestazioni di assistenza e risente dei provvedimenti e delle azioni poste in essere per tale gestione. Le modalità messe in atto per la gestione delle liste d attesa prevedono: primo accesso/controlli successivi: nel rispetto di quanto previsto dalla Circolare Regionale n.10/2007 Linee Guida del Sistema CUP, la separazione delle agende di prime visite e dei controlli è stata completata tranne rare eccezioni in cui l esigua casistica di controlli rende inefficace la separazione delle liste. Per quanto riguarda gli esami strumentali, le agende di Mammografia sono già suddivise in primo esame e controllo da settembre Si prevede di attuare la suddivisione per le agende di Ecocolordoppler e Ecografie nel corso del 2010; suddivisione delle liste per priorità d accesso. L utilizzo del sistema delle priorità di accesso è una metodica già consolidata nella nostra realtà. L Urgenza 24ore (priorità U) non è prenotabile a CUP ma si accede direttamente alla prestazione; le agende CUP per le urgenze differibili (priorità B) da erogare entro 7 giorni, sono attive per quelle prestazioni per le quali sono stati concordati tra i professionisti specifici protocolli di accesso (visita cardiologica, visita urologica, visita dermatologica, visita fisiatrica, elettromiografie, TAC, RMN, ecografia, ecocolordoppler, endoscopia digestiva) Le prestazioni programmabili (priorità D) sono gestite dal CUP provinciale così come quelle relative ad eventuali controlli (priorità P). Queste liste vengono giornalmente controllate dagli Uffici Risorse recuperando gli eventuali posti non utilizzati e rimettendoli a disposizione per l utenza secondo le seguenti modalità: riconversione di posti a priorità D in posti a priorità B se agende B hanno tempi d attesa >7gg riconversione di posti a priorità P in posti a priorità D se agende D hanno tempi d attesa > tempo massimo definito; E in fase di studio un sistema informatico per permettere che questo meccanismo venga svolto in modo automatizzato; apertura continua delle liste: gli specialisti aziendali comunicano al Responsabile della Specialistica Ambulatoriale e all Ufficio Gestione Risorse con tempo utile i calendari, garantendo che non vi siano interruzioni sulle prenotazione e l utente possa sempre trovare una data disponibile quando si reca allo sportello. Nel caso che i calendari non siano comunicati in tempo utile, saranno comunque aperti secondo la programmazione di base presente sul programma del CUP, dal Responsabile della Specialistica Ambulatoriale previa comunicazione al Direttore della Struttura. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 137

138 scaglionamento delle prestazioni: l Ufficio Gestione Risorse verifica la presenza di un adeguato intervallo tra le prenotazioni affinché il paziente non sia costretto a lunghe attese prima dell effettuazione della prestazione nell ambulatorio; monitoraggio attivo: gli stessi Uffici Risorse controllano le agende di loro competenza comunicando tempestivamente al Responsabile della Specialistica ambulatoriale la necessità di adeguare l offerta ad eventuali criticità; revisione continua delle agende: già da tempo l Ufficio Risorse ASMN contatta telefonicamente l utenza per verificare l effettiva disponibilità all effettuazione di prestazioni strumentali considerate particolarmente problematiche in quanto richiedono specifiche preparazioni o perché hanno un elevato costo (es. RMN, colonscopie). Ciò serve a garantire maggiore efficienza dei posti messi a disposizione nei calendari delle varie agende. Inoltre, con l attivazione del Call Center provinciale è prevista l attivazione di un sistema di remind automatico tramite chiamata vocale telefonica o messaggio attraverso la tecnologia di telefonia mobile SMS, per ricordare all utente l appuntamento e dare la possibilità di disdire automaticamente o di contattare l operatore. Tale modalità di gestione permetterà di rimettere a disposizione i posti liberati evitando situazioni di drop out (mancata presentazione). prenotazione CUP: tutte le agende sono a prenotazione CUP e gestite dagli Uffici Gestione Risorse; per particolari prestazioni, preventivamente concordate a livello aziendale, la prenotazione può essere effettuata presso altri sportelli (per es. presso le Segreterie dipartimentali) ma comunque utilizzando il programma informatico del CUP; overbooking: è applicato per dare risposta all aumento delle richieste in alcune prestazioni. IL COLLEGAMENTO ALLA RETE SOLE DI MMG E PLS È STATO RAGGIUNTO Progetto Sole Il collegamento alla rete Sole di MMG e PLS è stato completato, raggiungendo la quota del 100%. Tutti i programmi informatici utilizzati da MMG e PLS per la prescrizione utilizzano il catalogo SOLE. E stata inoltre completata la diffusione dell applicativo di prescrizione informatizzata presso la totalità dei reparti ospedalieri e dei poliambulatori dove operano gli Specialisti Ambulatoriali; tale applicativo utilizza il catalogo SOLE e se ne prevede il collegamento alla rete SOLE entro l anno Ciò consentirà l incremento delle prenotazioni in modalità Sole e il ritorno dei referti anche agli Specialisti. Call Center Nella prima parte dell anno 2010 ha avuto inizio l attività del call center provinciale per la realizzazione di un sistema di prenotazioni telefoniche delle prestazioni sanitarie completo ed integrato in linea con quanto indicato nella Circolare Regionale n 10 del L obiettivo è di soddisfare una quota di prenotazioni pari al 17% del totale; nel 2008 la quota di prenotazioni tramite CUP telefonico è stata del 6,5%. Lo studio di fattibilità si è concluso nel 2009 con l individuazione dei principali fabbisogni, la definizione delle attività da svolgere, l individuazione delle tipologie di prestazioni prenotabili, il macrodimensionamento del servizio e la progettazione esecutiva. Possono accedere al servizio tutti gli assistiti presenti nella banca dati provinciale CUP, residenti e non residenti, con tessera non a scadenza o comunque in corso di validità. Si potranno prenotare tutte le prestazioni ad eccezione delle prestazioni di pre e post ricovero e le urgenze H24 per le quali si accede direttamente al servizio. Saranno escluse dalla sola fase di avvio, le prenotazioni per esami di laboratorio e prestazioni di radiologia. La documentazione di prenotazione verrà inviata all utente tramite i canali di posta elettronica e postel. Le modalità di pagamento delle prestazioni saranno le stesse attualmente previste dal servizio MYCUP di prenotazione col telefono cellulare: macchine riscuotitrici utilizzando tessera TEAM sportelli bancari del tesoriere utilizzando tessera TEAM pagonline, collegandosi al sito internet dell Az. USL ( dell AO Santa Maria Nuova (www. asmn.re.it) o direttamente al sito www. pagonlinesanita.it E stata realizzata l analisi delle problematiche legate alla LA GESTIONE DELLE LISTE DI ATTESA COSTITUISCE UNO DEI PROBLEMI PIÙ IMPEGNATIVI DEI SERVIZI SANITARI privacy e alla comunicazione verso gli assistiti da fornire con materiale informativo che al momento di tutti i contatti telefonici dell assistito con il call center. Interventi per contenere le liste di attesa degli esami mammografici. 1. ESTENSIONE DEL PROGRAMMA DI SCREENING ALLE DONNE DI ETA ANNI E Nel 2010 sono state invitate, con lettera dell Azienda a domicilio, le donne dai 45 ai 49 anni e dai 70 ai 74 anni ad effettuare la mammografia di screening. Così come previsto dalla Giunta regionale nel luglio scorso, da gennaio è partita infatti l estensione del programma di screening gratuito per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, che fino al 31 dicembre 2009 era rivolto - secondo le indicazioni nazionali - alle donne dai 50 ai 69 anni. Un ulteriore investimento importante che questa Regione a tutela della salute delle donne. Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che la sola fascia d età compresa tra i 50 e i 69 anni era troppo ristretta troppo ristretta. In questo modo abbatteremo anche le liste di attesa. Tale estensione può essere intesa come un ulteriore passo in avanti nel rispetto dei principi di appropriatezza ed equità di accesso. La campagna comunicativa alla popolazione è stata condotta parallelamente a il livello regionale; sarà garantita adeguata informazione anche ai medici di medicina generale, prezioso supporto al progetto complessivo nonché attori direttamente interessati e coinvolti nei percorsi diagnostico terapeu UNIVERSALITÀ ED EQUITÀ DI ACCESSO

139 tici degli assistiti, anche se inseriti in programmi di screening. A garanzia dello sviluppo del programma vi è stato un incremento di risorse umane dedicate tra le due Aziende Sanitarie della provincia e per i diversi punti della rete coinvolti (Servizi di Radiologia e Centro Screening); in particolare i profili professionali interessati sono i seguenti: radiologo, TSRM, statistico. 2. ACCESSO TEMPESTIVO ALLA DIAGNOSTICA SENOLOGICA PER LE DONNE CON SINTOMATOLOGIA CLINICA Sono riprese le attività del gruppo di lavoro interaziendale e multiprofessionale per rivedere ed eventualmente modificare gli attuali percorsi diagnostico terapeutici garantiti nei diversi territori distrettuali. I percorsi per urgenza e urgenza differibile già attualmente garantiti alle donne con sintomatologia clinica saranno sviluppati, laddove necessario, per garantire anche la successiva presa in carico in caso di positività. Obiettivo rimane l offerta equa ed omogenea sull intero territorio provinciale. 3. PERCORSI DI MO- NITORAGGIO PER- SONALIZZATI PER LE DONNE CON RISCHIO AUMENTATO PER CONDIZIONI EREDO- FAMILIARI Una volta concordati a livello regionale i criteri sui percorsi di monitoraggio per le donne a rischio eredo familiare, è compito del gruppo di lavoro interaziendale (vedi punto 2) riportare nella realtà locale le decisioni e gli eventuali suggerimenti organizzativi per supportare e dare indicazioni operative ai diversi punti della rete coinvolti nel processo di identificazione delle donne ad aumentato rischio. ESTENSIONE DEL PROGRAMMA DI SCREENING ALLE DONNE DI ETA ANNI E LA CAMPAGNA COMUNICATIVA ALLA POPOLAZIONE È STATA CONDOTTA PARALLELAMENTE A LIVELLO REGIONALE AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 4. PERCORSI DI ACCESSO PER AC- CERTAMENTI SENOLOGICI IN DON- NE ASINTOMATICHE IN ETA INFE- RIORE AI 45 ANNI, ETA PRE-SCRE- ENING E compito del gruppo di lavoro interaziendale (vedi punto 2) adeguare alla realtà organizzativa locale i percorsi da proporre a queste donne. Anche per questa problematica sarà garantita adeguata informazione ai medici di medicina generale, la cui collaborazione permetterà una più completa e corretta informazione alle donne b) Provvedimenti in caso di interruzione della attività di erogazione delle prestazioni in regime ambulatoriale Le assenze programmabili non portano ad interruzione nell erogazione di attività specialistiche ambulatoriali. In questi casi la Struttura interessata individua le modalità per garantire il regolare svolgimento dell attività. Compete alla Struttura anche la gestione di situazioni derivanti da improvvise assenze, quali ad esempio la malattia. L articolazione oraria dei componenti l equipe viene, infatti, di norma programmata in modo da consentire una rotazione del personale in grado di affrontare esigenze improvvise e di breve durata. Le modalità organizzative di recupero delle attività sospese competono al reparto interessato e possono riguardare sia l attivazione di apposite sedute dedicate, sia la distribuzione degli appuntamenti annullati ad inizio/fine sedute di attività già programmata c) Gestione liste di attesa per ricoveri programmati Per ricovero programmato si intende il ricovero in regime ordinario o in regime di Day Hospital che, in relazione alle condizioni cliniche del paziente o ai trattamenti cui il paziente deve essere sottoposto, può essere programmato per un periodo successivo al momento in cui il clinico ha rilevato l indicazione al ricovero stesso. I criteri su cui sono formulate le liste d attesa sono i seguenti: il primo criterio considera la gravità della patologia del paziente (caratteristiche cliniche, eziologia, stadio della patologia, decorso della patologia). il secondo criterio di tipo cronologico considera la data di richiesta della prestazione e deve essere adottato in subordine al primo criterio. Il terzo considera le risorse necessarie come numero di prestazioni effettuate nell unità di tempo che ogni Unità Operativa intende dedicare per ogni categoria di liste d attesa identificate. Il Direttore Sanitario è responsabile della definizione delle procedure sulla registrazione delle prenotazioni e ha funzioni ispettive sulla corretta applicazione dei criteri fissati. Ogni Direttore di Struttura Complessa, su delega del Direttore Sanitario, risponde della corretta tenuta del registro delle prestazioni della propria Struttura e dell applicazione delle procedure individuate. A quest ultimo, inoltre, compete: l esplicitazione dei criteri clinici di gravità fissati per l accesso alle prestazioni, il controllo e l eventuale aggiornamento degli stessi; la predisposizione di una nota informativa da distribuire ai pazienti; la rilevazione statistica dell attività svolta; la formulazione di disposizioni sulla corretta e continua compilazione del campo presente sulla SDO relativo alla data di prenotazione. È responsabilità del Coordinatore Infermieristico o suo delegato: raccolta prenotazioni nel registro; chiamata del paziente; segnalazione di eventuali eventi sentinella che si verifichino nel percorso. La tenuta del registro di prenotazione è obbligatoria (art. 3 comma 8 della legge 724/98). Le modalità di tenuta del registro devono garantire la massima tutela nei riguardi della privacy ma anche la massima trasparenza per scongiurare il pericolo di eventuali manomissioni. La Direzione sanitaria controlla la correttezza della tenuta dei registri ogni tre mesi. Trimestralmente ed ogni qualvolta l Azienda lo ritenga opportuno vengono stilati resoconti complessivi dell attività svolta. La Regione Emilia Romagna, con la Circ. 16 del 16/12/2010, di integrazione alla Circ 2 del 4/3/2009 Norme per la gestione della Scheda di Dimissione Ospedaliera, ha fissato un nuovo 139

140 CLASSE A CLASSE B CLASSE C CLASSE D Ricovero entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti, o comunque da recare grave pregiudizio alla prognosi Ricovero entro 60 giorni per i casi clinici che presentano intenso dolore, o gravi disfunzioni, o grave disabilità ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti, né possono per l attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi Ricovero entro 180 giorni per i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità, e non manifestano tendenza ad aggravarsi né possono per l attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi Ricovero senza attesa massima definita per i casi clinici che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità. Questi casi devono comunque essere effettuati almeno entro 12 mesi campo obbligatorio: la classe di priorità, che va ad integrare il flusso informativo SDO che già prevedeva quale obbligatorio il campo data di prenotazione ricovero. Tale nuovo campo obbligatorio prevede la classificazione dei ricoveri programmati in classi così distinte: E previsto per tutte le Strutture un registro informatizzato di prenotazione dei ricoveri suddiviso per codice e le informazioni contenute sono utilizzate per determinare la durata della lista d attesa, programmare le attività chirurgiche, effettuare la chiamata dei pazienti (il tempo di attesa viene così calcolato: data di ricovero data d inserimento in lista d attesa). Il ricovero viene proposto a seguito di una visita di accettazione effettuata dal medico specialista della Struttura. Al termine di tale visita il medico compila la scheda di proposta di ricovero contenente almeno i seguenti requisiti: data di richiesta della prenotazione dati anagrafici del paziente indirizzo e/o recapito telefonico tipo di prestazione (si considerano prestazione riferite al ricovero ordinario, al day hospital) codice di priorità se diverso da quello assegnato alla patologia sul nomenclatore di lista medico proponente tipo di anestesia eventualmente proposta note per motivazioni di eventuali modifiche dell ordine di chiamata (riportata in un secondo momento). La registrazione del paziente nel software di gestione delle liste d attesa LA DIREZIONE SANITARIA EFFETTUA CONTROLLI PERIODICI SULLO STATO DELLE LISTE D ATTESA (PULIZIA, DIMENSIONI, MONITORAGGIO DEI TEMPI DI ATTESA. prevede la stampa di schede di proposta di ricovero, di cui una copia viene consegnata al paziente ed una copia viene conservata in reparto. La suddivisione dei criteri di priorità, a livello aziendale, è stata maggiormente articolata, rispetto a quella che è la classificazione regionale per tenere conto delle diverse esigenze clinicosociali dei pazienti ed organizzativo-gestionali delle strutture, per cui sono state prodotte 6 classi di priorità, così suddivise: codice 1A entro 30 gg codice 2A entro 60 gg codice 2B entro 90 gg codice 2C entro 120 gg codice 3A entro 180 gg codice 3B e 3C entro 1 anno Ogni trimestre la segreteria trasmette alla Direzione Sanitaria e al Responsabile di Dipartimento una scheda riassuntiva contenente dati relativi a tempi medi di attesa e numero di pazienti in attesa, mentre la Direzione Sanitaria effettua controlli periodici sullo stato delle liste d attesa (pulizia, dimensioni, monitoraggio dei tempi di attesa, ecc). La data effettiva dell intervento viene stabilita dal Responsabile della Struttura in base alla disponibilità di sala operatoria e di posti letto. Il Coordinatore Infermieristico o un suo delegato, o la segreteria dipartimentale, per quelle strutture in tal senso organizzate, consegna ai pazienti gli appuntamenti per eseguire gli esami preoperatori. La numerazione progressiva deve garantire in modo trasparente la sequenza delle chiamate, fatta eccezione per i pazienti non disponibili per giustificati motivi. Tali motivazioni vengono obbligatoriamente riportate sul programma di gestione delle liste d attesa. Il paziente viene informato all atto della prenotazione del ricovero che l eventuale spostamento della data per eseguire l intervento deve essere tempestivamente comunicato al Coordinatore Infermieristico dell Unità Operativa, che provvederà ad annotarlo sulla scheda di proposta di ricovero/intervento. In questo modo il paziente non perde il diritto ad eseguire l intervento nei successivi appuntamenti. Per le liste d attesa che superano i sei mesi, la segretaria dell Unità Operativa si fa carico di revisionare semestralmente le liste, telefonando ai pazienti per valutare se sono ancora in attesa del ricovero. In caso di rinuncia, questo viene annotato sul programma di gestione delle liste d attesa. Il 2007 è stato l anno del riavvio del progetto SIGLA (Sistema Integrato Gestione Liste di Attesa) con il progetto SIGLA 3 che, innanzitutto, ha previsto una rilevazione su tutte le Aziende Sanitarie della Regione per fotografare la realtà dei livelli di informatizzazione specificatamente utili alla gestione delle liste d attesa, oltre che le varie classificazioni in uso. Nel corso del 2010 presso le Aziende Sanitarie c è stata una graduale applicazione dei nomenclatori di branca specialistica nell ambito del progetto SIGLA Attualmente, l Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova di Reggio Emilia è in possesso di un sistema informatizzato centralizzato di gestione delle liste d attesa che viene utilizzato da tutte le Strutture che effettuano attività ospedaliera programmata (in degenza ordinaria ed in Day Hospital) d) Azioni di miglioramento per il contenimento di tempi di attesa L Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova di Reggio Emilia attua già da diversi anni uno stretto controllo sulle liste e sui tempi d attesa, anche mediante UNIVERSALITÀ ED EQUITÀ DI ACCESSO

141 controllo, monitoraggio e pulizia continua delle liste alle sedute aggiuntive operatorie, quando la situazione lo richiede. Per le patologie oggetto di monitoraggio regionale, secondo l Accordo Stato-Regione dell 11 luglio 2002, il continuo monitoraggio ed i correttivi organizzativo-gestionali hanno portato ad una stabilizzazione dei tempi d attesa secondo gli obiettivi richiesti dalla Regione. Area oncologica Nella nostra Azienda tutti gli interventi per neoplasia, sono sostanzialmente garantiti entro 30 giorni. La residua casistica che non rientra nei termini indicati trova una risposta negli attuali protocolli terapeutici che prevedono approcci integrati tra radioterapia e chemioterapia prima dell intervento chirurgico. Il tempo di attesa per l intervento per neoplasia prostatica, unica patologia che presenta una criticità nel rispetto dei limiti massimi(entro i 30 gg) risente molto della tipologia specifica della neoplasia caratterizzata da lenta crescita e bassa invasività e delle modalità di individuazione della neplasia (mapping prostatico). L esigenza di mantenere i tempi d attesa per le patologie neoplastiche entro 30 giorni ha indotto a rivedere il regolamento per la gestione di parte delle sale operatorie. Area cardiovascolare Gli interventi oggetto di monitoraggio sono: la coronarografia in day hospital, la endoarteriectomia carotidea, l angioplastica PTCA e il by-pass aortocoronarico. L esame coronarografico nell Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova di Reggio Emilia viene erogato in degenza ordinaria e solo occasionalmente in dh; i pochi casi, però, rispettano le tempistiche fissate a livello regionale e nazionale, così come l endoarteriectomia carotidea e l angioplastica. Nell Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova di Reggio Emilia non vengono eseguiti interventi di cardiochirurgia. Area geriatrica La procedura di intervento, dei pazienti operati di cataratta, dal marzo 2006 è ambulatoriale, come indicato dalla Delibera Regionale. Per quanto riguarda i pazienti operati di protesi d anca, il rispetto degli obiettivi regionali rimane un punto critico a causa dell aumento della patologia nella popolazione anziana, ma anche per la forte incidenza dell attività di traumatologia che afferisce alla nostra Struttura Ospedaliera: vengono centralizzati da tutta la provincia i casi di traumi che presentano una particolare criticità e tutti i politraumi. Nonostante le difficoltà evidenziate occorre comunque sottolineare l aumento di attività in elezione per la patologia del ginocchio. Inoltre, per ottenere tempi di attesa più rispondenti agli obiettivi, periodicamente vengono assegnate delle sedute operatorie aggiuntive. Altre prestazioni Sono stati attivati sistemi di monitoraggio dei tempi di attesa, inoltre, per le seguenti prestazioni: 1. Interventi chirurgici del polmone 2. Interventi chirurgici del colon 3. Tonsillectomie 4. Biopsia per cutanea del fegato 5. Legature stripping e vene 6. Emorroidectomia 7. Riparazione ernia inguinale 8. Decompressione tunnel carpale DISUGUAGLIANZE E DELL EQUITÀ DI ACCESSO/TRATTAMENTO L Azienda L AZIENDA CONTINUA A COLLABORARE AL PROGETTO EQUALITY ASSESSMENT:INNOVAZIONE E SVILUPPO ORGANIZZA- TIVO PER L EQUITÀ NELLA PROGRAMMAZIONE,ACCESSO ED EROGAZIONE DEI SERVIZI SANITARI S. Maria Nuova dal 2007 partecipa al gruppo di lavoro interaziendale Gestire le differenze e ridurre le d i s u g u a - g l i a n z e con lo scopo di promuovere l equità di accesso e di trattamento nei percorsi sanitari. L Azienda continua a collaborare in ambito di Area Vasta Emilia Nord aderendo all attuale progetto di modernizzazione dal titolo Equality assessment: innovazione e sviluppo organizzativo per l equità nella programmazione, ac- L ESIGENZA DI MANTENERE I TEMPI D ATTESA PER LE PATOLOGIE NEOPLASTICHE ENTRO 30 GIORNI HA INDOTTO A RIVEDERE IL REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DI PARTE DELLE SALE OPERATORIE cesso ed erogazione dei servizi sanitari. Il progetto costituisce la fase di implementazione del precedente progetto di modernizzazione Gestire le differenze nel rispetto dell equità ( ) in coerenza con le indicazioni espresse nel recente Piano Sociale e Sanitario Regionale L obiettivo principale del progetto consiste nel rendere il principio di equità un elemento cardine e pervasivo della programmazione aziendale e delle modalità di accesso ed erogazione dei servizi, rispetto alle diversità che oggi caratterizzano le comunità regionali e verso cui il Piano Sociale e Sanitario Regionale fa preciso riferimento in quanto sono a rischio le capacità di specifiche fasce di popolazione per le differenze culturali, di genere, di età, di disabilità, vulnerabilità sociale, nell utilizzo delle risorse messe a disposizione. In particolare gli obiettivi del progetto sono finalizzati a rendere sistematica l attività di valutazione dell equità (equality assessment) all interno delle aziende sanitarie in una prospettiva di processo continuo di miglioramento delle macro articolazioni: programmazione, accesso ai servizi e loro erogazione. L attenzione è rivolta alle diversità presenti nella popolazione che sono maggiormente oggetto di discriminazione, secondo le indicazioni dell ex art. 13 del trattato di Amsterdam/1997 (genere, età, origine etnica, tendenze/orientamento sessuale, religione/ convinzioni personali, disabilità) e successivi atti assunti dalla Comunità Europea. Nel 2010 il S. Maria Nuova ha partecipato ai tavoli di lavoro AVEN e agli incontri regionali che hanno avuto l obiettivo di: AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 141

142 acquisire conoscenze in materia di equality assessment partecipando a 2 laboratori tematici formativi. Nello specifico: - Il Laboratorio Lo sviluppo di un approccio strategico all equità nei servizi sanitari: il modello scozzese ha avuto l obiettivo di aumentare la consapevolezza e condividere esperienze positive riguardanti lo sviluppo e la realizzazione di strategie per affrontare le disuguaglianze nell ambito dell offerta di servizi sanitari; - Il Laboratorio Gli strumenti per l Equality Assessment ha avuto l obiettivo di acquisire conoscenze teoriche e competenze sull uso di strumenti di valutazione di equità (checklist, indicatori ); analizzare e condividere le informazioni raccolte durante le visite all estero (Scozia, Svezia, Spagna) al fine di individuare buone pratiche organizzative e strumenti di valutazione applicabili nei nostri contesti aziendali. In particolare si è analizzato lo strumento di Equality impact assessment scozzese (Equality and Diversity Rapid Impact Screening checklist); individuare requisiti/indicatori di equità da inserire all interno dei sistemi qualità, in particolare predisponendo una check list da verificare ed includere nei processi di accreditamento istituzionale. L impegno che si intende proseguire nel prossimo anno è volto a identificare e applicare gli elementi costitutivi di una buona pratica organizzativa per la gestione delle differenze nel rispetto dell equità in riferimento ai contesti aziendali della Regione Emilia Romagna MALATTIE RARE Le malattie rare sono patologie che si presentano nella popolazione con una frequenza pari a meno di una persona ogni duemila (D.M. 2001) La rete assistenziale dell Emilia-Romagna per le malattie rare comprende, tra gli altri Centri (19), anche l Azienda Ospedaliera ASMN di Reggio Emilia, presso la quale sono state identificate specifiche Strutture competenti per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la cura delle singole patologie. La normativa nazionale prevede l esenzione del pagamento del ticket per le prestazioni, comprese nei LEA e disposte dal medico del Centro autorizzato, finalizzate alla diagnosi, al trattamento, al follow-up e alla prevenzione di eventuali aggravamenti di malattie rare. I Presidi accreditati certificano informaticamente, attraverso il sistema informativo regionale, lo stato di patologia rara e predispongono il piano terapeutico personalizzato, rilasciandone copia all assistito. La certificazione è visualizzabile in tempo reale dal Dipar- TABELLA CENTRI AUTORIZZATI PER LA MALATTIE RARE PRESSO L ASMN E PATOLOGIE CERTIFICABILI DERMATOLOGIA NEUROFIBROMATOSI ANGIOEDEMA EREDITARIO DERMATITE ERPETIFORME PEMFIGOIDE BOLLOSO PEMFIGOIDE BENIGNO DELLE MUCOSE LICHEN SCLEROSUS ET ATROPHI- CUS DERMATOMIOSITE EHLERS-DANLOS SINDROME DI DARIER MALATTIA DI APLASIA CONGENITA DELLA CUTE SCLEROSI TUBEROSA IPOMELANOSI DI ITO LEOPARD SINDROME SINDROME DEL NEVO DISPLAS- TICO PEMFIGO OCULISTICA MALATTIA DI LYME MALATTIA DI BEHCET DIAGNOSTICA ED NTERVENTISTICA CARDIOLOGICA SINDROME DI MARFAN EMATOLOGIA EMOCROMATOSI EREDITARIA SFEROCITOSI EREDITARIA FAVISMO TALASSEMIE MICROANGIOPATIE TROMBOT- ICHE COMPLESSO PORPORA TROMBOTICA TROM- BOCITOPENICA-SINDROME EMOLITICO UREMICA PORPORA TROMBOTICA TROM- BOCITOPENICA TELEANGECTASIA EMORRAGICA EREDITARIA MEDICINA 1^ EMOFILIA A EMOFILIA B DEFICIENZA CONGENITA DEI FAT- TORI DELLA COAGULAZIONE VON WILLEBRAND MALATTIA DI DISORDINI EREDITARI TROMBO- FILICI MEDICINA 2^ IPERALDOSTERONISMI PRIMITIVI BARTTER SINDROME DI CONN SINDROME DI Medicina 3^ WHIPPLE MALATTIA DI EMOCROMATOSI EREDITARIA WILSON MALATTIA DI BUDD-CHIARI SINDROME DI COLANGITE PRIMITIVA SCLEROSANTE CAROLI MALATTIA DI MALATTIA DEL FEGATO POLICIS- TICO FIBROSI EPATICA CONGENITA UNIVERSALITÀ ED EQUITÀ DI ACCESSO

143 REUMATOLOGIA CRIOGLOBULINEMIA MISTA BEHÇET MALATTIA DI PORPORA DI HENOCH-SCHON- LEIN RICORRENTE COGAN SINDROME DI COGAN DISTROFIA DI POLIANGIOITE MICROSCOPICA POLIARTERITE NODOSA CHURG-STRAUSS SINDROME DI GRANULOMATOSI DI WEGENER ARTERITE A CELLULE GIGANTI TAKAYASU MALATTIA DI DERMATOMIOSITE POLIMIOSITE POLICONDRITE MICROBIOLOGIA MALATTIA DI LYME ENDOCRINOLOGIA VON HIPPEL-LINDAU SINDROME DI KALLMANN SINDROME DI SINDROMI ADRENOGENITALI CONGENITE IPERPLASIA ADRENALICA CON- GENITA POLIENDOCRINOPATIE AUTOIM- MUNI SCHMIDT SINDROME DI LABORATORIO DI GENETICA RETINOBLASTOMA KALLMANN SINDROME DI DI GEORGE SINDROME DI LISSENCEFALIA GREIG SINDROME DI, CEFALOPO- LISINDATTILIA CRI DU CHAT MALATTIA DEL TURNER SINDROME DI KLINEFELTER SINDROME DI WOLF-HIRSCHHORN SINDROME DI SINDROMI DA ANEUPLOIDIA CRO- MOSOMICA SINDROMI DA DUPLICAZIONE/DE- FICIENZA CROMOSOMICA BECKWITH-WIEDEMANN SIN- DROME DI SINDROME TRICO-RINO-FALAN- GEA SMITH-MAGENIS SINDROME DI WILLIAMS SINDROME DI ANGELMAN SINDROME DI PRADER-WILLI SINDROME DI SINDROME DA X FRAGILE ALAGILLE SINDROME DI ALTRE ANOMALIE CONGENITE MULTIPLE CON RITARDO MENTALE CORNELIA DE LANGE SINDROME DI IPOMELANOSI DI ITO PALLISTER-KILLIAN SINDROME DI RUBINSTEIN-TAYBI SINDROME DI WAGR SINDROME DI RIABILITAZIONE INFANTILE III LIVELLO ATASSIA DI FRIEDREICH PARAPLEGIA SPASTICA EREDI- TARIA ATASSIA FRIEDREICH-LIKE ATASSIA TELEANGECTASICA ATROFIE MUSCOLARI SPINALI WERDNIG-HOFFMAN MALATTIA DI KUGELBERG-WELANDER MALAT- TIA DI KENNEDY MALATTIA DI DEJERINE SOTTAS MALATTIA DI NEUROPATIA CONGENITA IPO- MIELINIZZANTE CHARCOT MARIE TOOTH MALAT- TIA DI NEUROPATIA SENSORIALE EREDI- TARIA REFSUM MALATTIA DI NEUROPATIA ASSONALE GIGANTE ROUSSY-LEVY SINDROME DI MIOPATIE CONGENITE EREDITARIE MIOPATIA CENTRAL CORE MIOPATIA CENTRONUCLEARE MIOPATIA DESMIN STORAGE MIOPATIA NEMALINICA DISTROFIE MUSCOLARI BECKER DISTROFIA DI DISTROFIA MUSCOLARE OCULO- GASTRO-INTESTINALE DUCHENNE DISTROFIA DI ERB DISTROFIA DI LANDOUZY-DEJERINE DISTROFIA DI ARNOLD-CHIARI SINDROME DI DISAUTONOMIA FAMILIARE ARTROGRIPOSI MULTIPLE CON- GENITE FOCOMELIA SINDROME DA REGRESSIONE CAUDALE INCONTINENTIA PIGMENTI PRADER-WILLI SINDROME DI NEUROLOGIA LYME MALATTIA DI NEUROFIBROMATOSI KALLMANN SINDROME DI ALTERAZIONI CONGENITE DEL METABOLISMO DELLE LIPOPRO- TEINE Escluso: Ipercolesterolemia familiare eterozigote tipo IIa e IIb; Ipercolesterolemia primitiva poligenica; Ipercolesterolemia familiare combinata; Iperlipoproteinemia di tipo III. IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE OMOZIGOTE TIPO IIa DEFICIT FAMILIARE DI LIPASI LIPO- PROTEICA IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE OMOZIGOTE TIPO IIb IPOBETALIPOPROTEINEMIA ABETALIPOPROTEINEMIA TANGIER MALATTIA DI DEFICIT DELLA LECITINCOLES- TEROLOACILTRANSFERASI AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 143

144 IPERTRIGLICERIDEMIA FAMILIARE XANTOMATOSI CEREBROTEN- DINEA DISTURBI DEL METABOLISMO INTERMEDIO DEGLI ACIDI GRASSI E DEI MITOCONDRI FABRY MALATTIA DI GAUCHER MALATTIA DI WILSON MALATTIA DI LEUCODISTROFIE ALEXANDER MALATTIA DI CANAVAN MALATTIA DI KRABBE MALATTIA DI LEUCODISTROFIA METACRO- MATICA PELIZAEUS-MERZBACHER MALAT- TIA DI KUFS MALATTIA DI GANGLIOSIDOSI KEARNS-SAYRE SINDROME DI MIOPATIA CENTRONUCLEARE MIOPATIA DESMIN STORAGE MIOPATIA NEMALINICA STEINERT MALATTIA DI THOMSEN MALATTIA DI VON EULENBURG MALATTIA DI PARALISI NORMOKALIEMICHE, IPO E IPERKALIEMICHE POLIARTERITE NODOSA CHURG-STRAUSS SINDROME DI ARTERITE A CELLULE GIGANTI TAKAYASU MALATTIA DI DERMATOMIOSITE POLIMIOSITE ARNOLD-CHIARI SINDROME DI AGENESIA CEREBELLARE LISSENCEFALIA DISAUTONOMIA FAMILIARE PARRY-ROMBERG SINDROME DI CRI DU CHAT MALATTIA DEL MELAS SINDROME MERRF SINDROME SCLEROSI TUBEROSA STURGE-WEBER SINDROME DI VON HIPPEL-LINDAU SINDROME DI DE MORSIER SINDROME DI ANGELMAN SINDROME DI PRADER-WILLI SINDROME DI SINDROME DA X FRAGILE IPOMELANOSI DI ITO LANDAU-KLEFFNER SINDROME DI LEIGH MALATTIA DI RETT SINDROME DI EPILESSIA MIOCLONICA PRO- GRESSIVA DISTONIA DI TORSIONE IDIO- PATICA ATASSIA DI FRIEDREICH PARAPLEGIA SPASTICA EREDI- TARIA DEGENERAZIONE SPINOCER- EBELLARE DI HOLMES DISSINERGIA CEREBELLARE MIO- CLONICA DI HUNT MARINESCO-SJOGREN SIN- DROME DI ATASSIA FRIEDREICH-LIKE Neuropsichiatria infantile NEUROFIBROMATOSI KALLMANN SINDROME DI CISTINOSI MALATTIA DELLE URINE A SCIROPPO DI ACERO OMOCISTINURIA ACIDEMIE ORGANICHE E ACIDOSI LATTICHE PRIMITIVE CITRULLINEMIA ALTERAZIONI CONGENITE DEL METABOLISMO DELLE LIPOPRO- TEINE Escluso: Ipercolesterolemia familiare eterozigote tipo IIa e IIb; Ipercolesterolemia primitiva poligenica; Ipercolesterolemia familiare combinata; Iperlipoproteinemia di tipo III. IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE OMOZIGOTE TIPO IIa DEFICIT FAMILIARE DI LIPASI LIPO- PROTEICA IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE OMOZIGOTE TIPO IIb IPOBETALIPOPROTEINEMIA ABETALIPOPROTEINEMIA TANGIER MALATTIA DI DEFICIT DELLA LECITINCOLES- TEROLOACILTRANSFERASI IPERTRIGLICERIDEMIA FAMILIARE XANTOMATOSI CEREBROTEN- DINEA DISTURBI DEL METABOLISMO INTERMEDIO DEGLI ACIDI GRASSI E DEI MITOCONDRI DISTURBI DA ACCUMULO DI LIPIDI FABRY MALATTIA DI GAUCHER MALATTIA DI NIEMANN PICK MALATTIA DI WILSON MALATTIA DI LEUCODISTROFIE ALEXANDER MALATTIA DI CANAVAN MALATTIA DI KRABBE MALATTIA DI LEUCODISTROFIA METACRO- MATICA PELIZAEUS-MERZBACHER MALAT- TIA DI CEROIDO-LIPOFUSCINOSI BATTEN MALATTIA DI GANGLIOSIDOSI ALPERS MALATTIA DI KEARNS-SAYRE SINDROME DI LEIGH MALATTIA DI RETT SINDROME DI EPILESSIA MIOCLONICA PRO- GRESSIVA DISTONIA DI TORSIONE IDIO- PATICA ATASSIA DI FRIEDREICH PARAPLEGIA SPASTICA EREDI- TARIA DEGENERAZIONE SPINOCER- EBELLARE DI HOLMES DISSINERGIA CEREBELLARE MIO- CLONICA DI HUNT UNIVERSALITÀ ED EQUITÀ DI ACCESSO

145 MARINESCO-SJOGREN SIN- DROME DI ATASSIA FRIEDREICH-LIKE JOUBERT SINDROME DI LISSENCEFALIA OLOPROSENCEFALIA ARTROGRIPOSI MULTIPLE CON- GENITE INCONTINENTIA PIGMENTI MELAS SINDROME MERRF SINDROME SINDROMI DA ANEUPLOIDIA CRO- MOSOMICA SINDROMI DA DUPLICAZIONE/DE- FICIENZA CROMOSOMICA SCLEROSI TUBEROSA STURGE-WEBER SINDROME DI VON HIPPEL-LINDAU SINDROME DI DE MORSIER SINDROME DI MOEBIUS SINDROME DI SEQUENZA DA IPOCINESIA FE- TALE WOLFRAM SINDROME DI ANGELMAN SINDROME DI SINDROME DA X FRAGILE COCKAYNE SINDROME DI IPOMELANOSI DI ITO LANDAU-KLEFFNER SINDROME DI NEU-LAXOVA SINDROME DI PALLISTER-KILLIAN SINDROME DI PEARSON SINDROME DI SINDROME CEREBRO-OCULO- FACIO-SCHELETRICA SINDROME DEL NEVO EPIDER- MALE WALKER-WARBURG SINDROME DI ZELLWEGER SINDROME DI EMBRIOFETOPATIA RUBEOLICA SINDROME ALCOLICA FETALE KERNITTERO PEDIATRIA E GENETICA CLINICA DEFICIENZA DI ACTH BARTTER SINDROME DI CONN SINDROME DI IPERPLASIA ADRENALICA CON- GENITA POLIENDOCRINOPATIE AUTOIM- MUNI SCHMIDT SINDROME DI PUBERTA PRECOCE IDIOPATICA ALTERAZIONI CONGENITE DEL METABOLISMO DELLE LIPOPRO- TEINE Escluso: Ipercolesterolemia familiare eterozigote tipo IIa e IIb; Ipercolesterolemia primitiva poligenica; Ipercolesterolemia familiare combinata; Iperlipoproteinemia di tipo III. IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE OMOZIGOTE TIPO IIa DEFICIT FAMILIARE DI LIPASI LIPO- PROTEICA IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE OMOZIGOTE TIPO IIb IPOBETALIPOPROTEINEMIA ABETALIPOPROTEINEMIA TANGIER MALATTIA DI DEFICIT DELLA LECITINCOLES- TEROLOACILTRANSFERASI IPERTRIGLICERIDEMIA FAMILIARE XANTOMATOSI CEREBROTEN- DINEA DISTURBI DEL METABOLISMO INTERMEDIO DEGLI ACIDI GRASSI E DEI MITOCONDRI DISORDINI EREDITARI TROMBO- FILICI PORPORA DI HENOCH-SCHON- LEIN RICORRENTE KAWASAKI SINDROME DI ERMAFRODITISMO VERO PSEUDOERMAFRODITISMI TURNER SINDROME DI KLINEFELTER SINDROME DI DE MORSIER SINDROME DI RUSSELL-SILVER SINDROME DI SINDROME PROTEO BARDET-BIEDL SINDROME DI DISPLASIA OCULO-DIGITO-DEN- TALE RUBINSTEIN-TAYBI SINDROME DI SINDROME ALCOLICA FETALE ANO IMPERFORATO HIRSCHSPRUNG MALATTIA DI MALATTIA DEL FEGATO POLICIS- TICO FIBROSI EPATICA CONGENITA NEUROFIBROMATOSI IPERPLASIA ADRENALICA CON- GENITA REIFENSTEIN SINDROME DI HARTNUP MALATTIA DI ALBINISMO MALATTIA DELLE URINE A SCIROPPO DI ACERO OMOCISTINURIA ACIDEMIE ORGANICHE E ACIDOSI LATTICHE PRIMITIVE FABRY MALATTIA DI GAUCHER MALATTIA DI WILSON MALATTIA DI DI GEORGE SINDROME DI EMOFILIA A EMOFILIA B DEFICIENZA CONGENITA DEI FAT- TORI DELLA COAGULAZIONE VON WILLEBRAND MALATTIA DI KRABBE MALATTIA DI GANGLIOSIDOSI RETT SINDROME DI ATASSIA TELEANGECTASICA WERDNIG-HOFFMAN MALATTIA DI WEST SINDROME DI RETINITE PIGMENTOSA ARNOLD-CHIARI SINDROME DI MICROCEFALIA AGENESIA CEREBELLARE JOUBERT SINDROME DI LISSENCEFALIA OLOPROSENCEFALIA AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 145

146 ANO IMPERFORATO HIRSCHSPRUNG MALATTIA DI ERMAFRODITISMO VERO PSEUDOERMAFRODITISMI ARTROGRIPOSI MULTIPLE CON- GENITE FOCOMELIA ACROCEFALOSINDATTILIA APERT SINDROME DI GOODMAN SINDROME DI ACRODISOSTOSI CAMPTODATTILIA FAMILIARE ANOMALIE CONGENITE DEL CRANIO E/O DELLE OSSA DELLA FACCIA C SINDROME CRANIOSINOSTOSI PRIMARIA CROUZON MALATTIA DI DISOSTOSI MAXILLOFACCIALE DISPLASIA FRONTO-FACIO-NA- SALE DISPLASIA MAXILLONASALE HALLERMAN-STREIFF SINDROME DI PIERRE ROBIN SINDROME DI JACKSON-WEISS SINDROME DI JARCHO-LEVIN SINDROME DI PALLISTER-W SINDROME DI POLAND SINDROME DI SEQUENZA SIRENOMELICA SINDROME CEREBRO-COSTO- MANDIBOLARE SINDROME FEMORO-FACCIALE SINDROME OTO-PALATO-DIGI- TALE SINDROME TRISMA PSEUDO- CAMPTODATTILIA WEAVER SINDROME DI ITTIOSI CONGENITA NETHERTON SINDROME DI CUTIS LAXA INCONTINENTIA PIGMENTI CUTE MARMOREA TELEANGEC- TASICA CONGENITA APLASIA CONGENITA DELLA CUTE PARRY-ROMBERG SINDROME DI CRI DU CHAT MALATTIA DEL TURNER SINDROME DI KLINEFELTER SINDROME DI WOLF-HIRSCHHORN SINDROME DI SINDROMI DA ANEUPLOIDIA CRO- MOSOMICA SINDROMI DA DUPLICAZIONE/DE- FICIENZA CROMOSOMICA IVEMARK SINDROME DI SCLEROSI TUBEROSA STURGE-WEBER SINDROME DI AARSKOG SINDROME DI ANTLEY-BIXLER SINDROME DI BALLER-GEROLD SINDROME DI BECKWITH-WIEDEMANN SIN- DROME DI BORJESON SINDROME DI CHARGE ASSOCIAZIONE DE MORSIER SINDROME DI DUBOWITZ SINDROME DI EEC SINDROME FREEMAN-SHELDON SINDROME DI FRYNS SINDROME DI GOLDENHAR SINDROME DI HERMANSKY-PUDLAK SINDROME DI HOLT-ORAM SINDROME DI KABUKI SINDROME DELLA MASCHERA PRADER-WILLI SINDROME DI MARFAN SINDROME DI SINDROME DA X FRAGILE AASE-SMITH SINDROME DI ALAGILLE SINDROME DI ALSTROM SINDROME DI ALTRE ANOMALIE CONGENITE MULTIPLE CON RITARDO MEN- TALE BARDET-BIEDL SINDROME DI CARPENTER SINDROME DI COCKAYNE SINDROME DI CORNELIA DE LANGE SINDROME DI DENYS-DRASH SINDROME DI DISPLASIA OCULO-DIGITO-DEN- TALE DISPLASIA SPONDILOEPIFISARIA CONGENITA FRASER SINDROME DI HAY-WELLS SINDROME DI IPOMELANOSI DI ITO KID SINDROME KLIPPEL-TRENAUNAY SINDROME DI LEOPARD SINDROME LEVY-HOLLISTER SINDROME DI MARSHALL-SMITH SINDROME DI NEU-LAXOVA SINDROME DI PALLISTER-KILLIAN SINDROME DI RUBINSTEIN-TAYBI SINDROME DI SINDROME ACROCALLOSA SINDROME CEREBRO-OCULO- FACIO-SCHELETRICA SINDROME DEL NEVO EPIDER- MALE SINDROME PTERIGIO MULTIPLO SINDROME TRICO-DENTO-OSSEA SINDROME TROMBOCITOPENICA CON ASSENZA DI RADIO WAGR SINDROME DI WALKER-WARBURG SINDROME DI WEILL-MARCHESANI SINDROME DI ZELLWEGER SINDROME DI EMBRIOFETOPATIA RUBEOLICA SINDROME FETALE DA ACIDO VALPROICO SINDROME FETALE DA IDAN- TOINA SINDROME ALCOLICA FETALE UNIVERSALITÀ ED EQUITÀ DI ACCESSO

147 timento di Cure Primarie (AUSL), che provvede a stampare il certificato di esenzione di malattia rara e a consegnarlo direttamente all assistito o ad inviarlo a domicilio, se richiesto dall assistito al momento della diagnosi. Nel caso in cui il piano terapeutico personalizzato comprenda farmaci non inclusi nei LEA, il centro di riferimento, tramite l AUSL di residenza del paziente predispone apposita domanda al Servizio Presidi Ospedalieri. In applicazione alla suddetta delibera, per ciascuna malattia rara o gruppo di malattie: - sono stati definiti percorsi d accesso per i pazienti, sia per la prima visita sia per il follow up, identificando, dove possibile, percorsi di day service; - è garantita la presa in carico complessiva del paziente, secondo le indicazioni dettate dalla Circolare n. 18/2004; - sono stati predisposti protocolli clinici; - vengono seguite le corrette procedure per la richiesta di erogazione in esenzione alla partecipazione al costo di farmaci non appartenenti ai LEA. Presso la nostra Azienda ci sono 17 centri autorizzati per la certificazione, diagnosi, cura e follow-up di un elevato numero di malattie rare. In tutto sono abilitati alla cura e certificazione di queste patologie un centinaio di medici afferenti ai centri accreditati. Le reti delle malattie rare Nell ambito del sistema delle malattie rare sono state realizzate specifiche reti, organizzate secondo il modello Hub & Spoke (Centri di alta specializzazione che sono il riferimento per gli ospedali del territorio) per la prevenzione, la diagnosi e la cura di alcune specifiche malattie o gruppi di malattie (sindrome di Marfan, Fibrosi cistica, glicogenosi, anemie emolitiche congenite, emofilia e malattie emorragiche congenite, anemie emolitiche congenite). L Azienda ASMN è centro spoke per le seguenti patologie: - sindrome di Marfan: è una malattia del connettivo, caratterizzata, nelle forme più conclamate, da anomalie dell apparato muscolo-scheletrico, cardiovascolare, dell occhio. I reparti di Diagnostica ed Interventistica Cardiologica (per l adulto) e di Pediatria (per il bambino) dell ASMN sono centro spoke. Il centro hub regionale è situato nel Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna. - anemie emolitiche ereditarie: tra queste le più numerose sono le talassemie, malattie dovute a disordini ereditari legati alla ridotta o assente produzione delle catene globiniche. Il reparto di Ematologia dell ASMN è centro spoke. Il centro hub regionale è l Azienda ospedaliera S. Anna di Ferrara. - emofilia e malattie emorragiche congenite: sono difetti ereditari della coagulazione del sangue. I reparti di Medicina 1^ (per l adulto) e Pediatria (per il bambino) dell ASMN sono centri spoke. Centro Hub regionale è presso l Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma (Ospedale Maggiore) al quale è affidato il Registro regionale per le malattie emorragiche congenite. - Malattie rare scheletriche: il reparto di Genetica Clinica è centro spoke. Centro hub regionale ha sede nell IRC- CS Rizzoli di Bologna. L azienda Santa Maria Nuova di Reggio Emilia si è candidata quale Centro Spoke della rete per le malattie rare scheletriche AZIONI DI SOSTEGNO ALL ACCESSO DEI SERVIZI PER LE PERSONE CON GRAVE DISABILITÀ ACQUISITA Il trattamento delle gravi cerebrolesioni acquisite, secondo quanto previsto dal progetto regionale GRACER, prevede, in qualità di Spoke A (Spoke acuti) per Grafico la Struttura di Medicina Fisica e Riabilitativa della nostra Azienda, una serie di interventi che si possono riassumere come segue: Individuazione del paziente con GCA (Grave Cerebrolesione Acquisita) ricoverato nelle unità operative per acuti (Rianimazione, Neurologia, Medicine, Malattie infettive ). Compilazione settimanale della scheda di valutazione. Programmazione degli interventi riabilitativi in fase acuta. Prognosi funzionale e definizione del fabbisogno riabilitativo e del percorso di cura dopo la fase acuta. Caricamento di tutti i dati cartacei nel database del Registro Regionale GCA e segnalazione informatizzata alle altre strutture della rete, per i trasferimenti. Per ciò che riguarda la fase più delicata del percorso, l uscita dai reparti per acuti verso le strutture riabilitative, tutti i pazienti che necessitano di riabilitazione intensiva sono segnalati e trasferiti all Ospedale di Correggio, in letti appositamente predisposti. Per i pazienti che necessitano di riabilitazione estensiva, sono stati definiti accordi tra l Azienda Ospedaliera e l AUSL: i pazienti del distretto di Reggio Emilia accedono ai posti letto di Lungodegenza Riabilitazione Estensiva (LDRE) della struttura di Medicina Fisica e Riabilitativa della nostra Azienda, i pazienti degli altri distretti accedono alle LDRE della Provincia. Nel 2010 sono stati presi in carico presso l Azienda Ospedaliera, con le AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 147

148 modalità descritte, 55 pazienti, di cui 6 trasferiti presso la struttura di Medicina Fisica e Riabilitativa (nel 2009 i pazienti presi in carico sono stati 64 pazienti, di cui 3 trasferiti presso la struttura di Medicina Fisica e Riabilitativa, mentre nel 2008 i pazienti presi in carico sono stati 63 pazienti, di cui 7 trasferiti presso la struttura di Medicina Fisica e Riabilitativa) PARTECIPAZIONE A PROGRAMMI DI SORVEGLIANZA E TUTELA NEI CASI DI MAGGIORE FRAGILITÀ E SOLITUDINE DELL ANZIANO L assistenza agli anziani è il settore del sistema sanitario nel quale più profondamente si compenetrano e diventano inscindibili il bisogno sanitario e quello sociale, in una gradazione che comprende aspetti diversi e tra loro complementari come il bisogno di evitare l emarginazione sociale, il supporto delle funzioni complesse della vita, l aiuto quotidiano psicologico e materiale per le funzioni semplici, fino all assistenza costante e, in alcuni casi, ad alta valenza sanitaria delle fasi di non autosufficienza. Nasce quindi l esigenza di rispondere in modo pertinente alle esigenze degli anziani fragili, identificando i soggetti nei quali è necessario effettuare un piano individualizzato di assistenza nella rete dei servizi. Già a far tempo dal 2006 l Azienda Ospedaliera ASMN e l Azienda USL hanno definito un piano per l identificazione precoce dei soggetti a rischio durante il periodo estivo dove l impatto dell emergenza caldo può Grafico comportare un rischio elevato di rapido deterioramento della salute e dello stato funzionale. In particolare, si è provveduto a: Predisporre un questionario in grado di identificare, tramite punteggio assegnato ad ogni item, i soggetti a rischio tra i pazienti ricoverati con età superiore a 75 anni Diffondere lo strumento nelle Unità Operative Ospedaliere che, potenzialmente, possono ospitare pazienti con età > 75 anni Somministrare il questionario alle persone ricoverate di età > 75anni Trasmettere i dati relativi ai casi a rischio identificati al Dipartimento di Cure Primarie dell Azienda USL per la costruzione di una mappa delle situazioni di fragilità Contattare telefonicamente (a cura delle Infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana), le persone identificate fragili per la rilevazione dei bisogni. Anche durante i mesi estivi del 2010 il questionario è stato somministrato dal personale infermieristico a tutti i pazienti ricoverati di età >75 anni. Nel corso del periodo di monitoraggio sono pervenute 126 segnalazioni di anziani fragili, di cui 67% di sesso femminile. Complessivamente negli ultimi tre anni sono state effettuate 493 segnalazioni (che si aggiungono alle 495 segnalazioni effettuate nel 2007 e nel 2006, primo anno di rilevazione). Le segnalazioni pervenute hanno contribuito alla costruzione di una mappa delle situazioni a rischio e hanno consentito un intervento precoce nei casi di maggiore fragilità PERCORSO INTERAZIENDALE PER L ACCOMPAGNAMENTO E SOSTEGNO DI UOMINI E DONNE IN SITUAZIONE DI DISAGIO SOCIALE E PSICOFISICO GRAVE. Anche nel 2010 è continuata la collaborazione dell Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova con l Azienda USL (che in convenzione con CORESS gestisce il Servizio Socio-Educativo Domiciliare - SSED), il Comune di Reggio Emilia e la Caritas Diocesana per la realizzazione del progetto percorsi per l accoglienza, nell ambito del Programma finalizzato Contrasto alla povertà e all esclusione sociale, con l obiettivo di riformulare il sistema dell offerta pubblica e privata nell area marginalità/bassa soglia, secondo i criteri di una maggiore integrazione tra servizi sociali e sanitari e in stretta collaborazione con le organizzazioni del privato sociale. In particolare, si è provveduto ad approvare l intesa con AUSL, Comune e Caritas Diocesana di Reggio Emilia per la prosecuzione del percorso di ospitalità e/o accompagnamento educativo a supporto di situazioni di disagio complesso, così come peraltro previsto dal Programma attuativo 2010 del Piano sociale di zona. Il progetto, avviato in via sperimentale nel 2007, ha dato esiti positivi ed ha consentito di costruire nel tempo una modalità di lavoro condivisa, dove i diversi partner garantiscono la continuità della rete di intervento ed accoglienza per la gestione di situazioni di disagio complesso attraverso la costanza delle relazioni di reciproca collaborazione. I percorsi di sostegno e accompagnamento socio-educativo alle situazioni di disagio complesso sono sostenuti da un èquipe interdisciplinare ed interistituzionale composta da: - Comune di Reggio Emilia: 2 assistenti sociali dei Servizi Sociali (1 con funzioni di coordinamento) - AUSL di Reggio Emilia: 2 assistenti sociali, 4 educatori (Servizio Socio Educativo Domiciliare), 1 operatore SerT, 1 operatore Centro di Salute UNIVERSALITÀ ED EQUITÀ DI ACCESSO

149 Mentale - Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova: 1 medico della S.C. di Malattie Infettive - Caritas: 1 operatore L èquipe si riunisce, di norma, con cadenza mensile per l analisi delle situazioni di disagio complesso proposte dai servizi, la progettazione dei percorsi di sostegno e accompagnamento in collaborazione con gli altri servizi, la verifica e il monitoraggio dei progetti. Inoltre almeno annualmente, si confronta con le altre èquipes della provincia per un confronto sulle tipologie di situazioni e per un confronto sulle ipotesi metodologiche PROGRAMMA STROKE CARE In una review della Cochrane Collaboration (2008) è stato verificato che la presa in carico dei pazienti con stroke durante il ricovero ospedaliero da parte di un team multidisciplinare specializzato, migliora la sopravvivenza ed il recupero complessivo dei pazienti stessi. In particolare, è stato messo in evidenza che i pazienti con stroke hanno una maggiore possibilità di sopravvivenza, di ritorno al domicilio con un accettabile grado di autosufficienza se trattati in un contesto specificamente organizzato per trattare pazienti con stroke. Il modello organizzativo più efficace appare quello della comprehensive stroke care (intesa come la struttura di degenza dedicata in grado di integrare la precocità degli interventi finalizzati a prevenire le complicanze con l avvio di una precoce riabilitazione). Con la Delibera di Giunta Regionale n del sono state emanate le linee di indirizzo per l organizzazione dell assistenza integrata al paziente con ictus Programma stroke care. Esse si basano sull assunto che l assistenza dedicata (stroke care) ha un impatto significativo nel ridurre la mortalità e la disabilità residua del paziente con stroke e che dimissione precoce e integrazione con assistenza ospedaliera e territoriale (ESD: early supported discharge) garantiscono un migliore recupero delle abilità funzionali e della vita di relazione. Coerentemente con le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni ( Documento di indirizzo per la definizione del percorso assistenziale ai pazienti con ictus cerebrale - repertorio atti n 2195 del 3 Febbraio 2005), le linee di indirizzo sull assistenza integrata al paziente con ictus (cfr. Delibera della Giunta Regionale Emilia Romagna 1720/2007) e con i dati di letteratura, presso l Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia, preceduto da una dichiarazione di intenti aziendale, è stato definito il modello organizzativo di stroke care, orientato a coniugare: Approccio multidisciplinare Precocità dell intervento riabilitativo Applicazione di protocolli per la prevenzione delle complicanze maggiori Audit e briefing periodici, anche su singoli casi Formazione ed aggiornamento continui. Ispirandosi ad un modello di comprehensive stroke care (considerato quale riferimento in Regione Emilia Romagna), si sono costituite aree dedicate presso i reparti di: Geriatria, Medicina Interna, Neurologia, che garantiscono l assistenza del paziente, secondo protocolli e procedure condivise, l identificazione di un case manager, la precoce presa in carico riabilitativa già in area stroke, il trasferimento successivo alla stabilizzazione clinica presso la Medicina Riabilitativa, qualora il paziente necessiti di trattamento riabilitativo intensivo. Presso l unità operativa di Neurologia è inoltre presente una Stroke Unit, dotata complessivamente di 12 posti letto. Nel corso dell anno 2010, i ricoveri per ictus nella Stroke Unit della Neurologia sono stati 171, per un totale di 1308 giornate di degenza. Considerando anche le altre unità operative in cui esistono aree dedicate allo Stroke, sono stati dimessi 659 pazienti con DRG 14, per un totale di 9141 giornate di degenza. Il numero di decessi globale per ictus è stato di 82 su 659 dimessi. Le 659 dimissioni sono disaggregate per Unità Operativa come da tabella seguente: Parallelamente al modello organizzativo intraospedaliero, sono stati definiti i percorsi, standard, algoritmi preospedalieri (orientati alla Cincinnati pre - hospital stroke care) ed è stata completata la formazione degli operatori impegnati nell assistenza in emergenza urgenza sul territorio; sono stati, inoltre, condivisi le linee guida ed i requisiti della fase post-ospedaliera. Dal maggio 2004, l Ospedale S.Maria Nuova di Reggio Emilia è autorizzato, inoltre, ad effettuare trattamenti fibrinolitici secondo il protocollo SITS-MOST (prima Struttura in RER). Ad oggi è anche centro attivo nel protocollo IST 3 (fibrinolisi entro le 6 ore). Nel corso dell anno 2010, sono state effettuate 52 trombolisi (DRG 559 UNITÀ ORGANIZZATIVA DI DIMISSIONE TOTALE DIMESSI Nefrologia e Dialisi 1 R.R.F. Divisionale 63 Rianimazione 26 Angiologia 1 Chir. Vascolare 5 Geriatria 54 Lungodegenza 8 Medicina I 75 Medicina II 53 Medicina III 21 Neurologia 139 Pneumologia 2 Lungodegenza - Geriatria 2 Lungodegenza - Neurologia 23 Medicina d Urgenza 14 Sez. Neurologia/Nch 1 Stroke Unit 171 Totale 659 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 149

150 M- Ictus Ischemico Acuto con uso di agenti trombolitici ), su un totale di 659 ricoveri per DRG 14 M-Emorragia Intracranica o Infarto Cerebrale. Inoltre, per quanto riguarda le altre terapie alternative, nel 2010 sono state eseguite 159 endoarteriectomie e sono stati applicati 215 stenting carotidei. Per quanto riguarda l assistenza al paziente con TIA, anche alla luce dei risultati recentemente pubblicati su Lancet Neurology (riduzione del 79% del rischio relativo di stroke nei primi 90 giorni dal TIA nei pazienti presi in carico dalla TIA Clinic), nell ambito del Progetto Nuove conoscenze e problematiche assistenziali nell ictus cerebrale, ammesso a finanziamento col Programma strategico Stroke del bando ricerca finalizzata 2006, il sottoprogetto Studio Day Tia è stato affidato alla S.C. di Neurologia del SMN. PRESENZA FISSA PER LINGUE L obiettivo è la definizione del percorso diagnostico terapeutico più adeguato e cost - effective, attraverso una completa ridefinizione nosografica clinico - strumentale allo scopo di definire il rischio individuale, l avvio precoce di un protocollo terapeutico e di prevenzione secondaria degli eventi trombotici di origine cardiaca e vascolare periferica, sulla base delle linee guida esistenti. L esperienza illustrata dà la misura di un lavoro impegnativo e sviluppatosi nel tempo, sia per quanto attiene al governo del processo di sistematizzazione dei modelli assistenziali a livello regionale, sulla base delle linee guida più accreditate, sia per quanto riguarda l applicazione in sede locale di questi indirizzi. Tra Ottobre e Dicembre 2010, l Ospedale Santa Maria Nuova ha infine partecipato al progetto Stroke Care: un Programma Nazionale di Audit Clinico Organizzativo, sempre nell ambito del Programma Strategico Stroke: Nuove differenza% 2010/2009 Albanese 124, ,5-1,2% Arabo , ,8% Cinese 463,5 444, ,1% Ucraino ,5 51,5 7,3% Totale , ,6% PRESENZA PROGRAMMATA PER LINGUE conoscenze e problematiche assistenziali nell ictus cerebrale, finalizzato a differenza% 2010/2009 Albanese ,8% Arabo 53,5 70,5 15,5-31,8% Cinese , ,6% Ghanese 16, ,5-15,2% Hindi , ,4% Macedone ,0% Nigeriano 9 15,5 4,5-72,2% Tamil ,0% Turco ,3% Ucraino 18,5 38, ,1% Senegalese 0 1,5 0 Spagnolo 0 2,5 0 Totale 380,5 341,5 227,5 10,2% misurare la diffusione delle aree di degenza dedicate alla Stroke Care negli ospedali per acuti e la qualità dell assistenza erogata ai pazienti con ictus L ASSISTENZA AI PAZIENTI E UTENTI STRANIERI Al 31/12/2009 i cittadini stranieri nella provincia di Reggio Emilia sono pari a di cui provenienti dall Unione Europea (pari all 1,4% della popolazione complessiva) e provenienti da Stati non appartenenti all Unione Europea (pari al 10,9%). Rispetto al 2008 si è registrato un incremento pari a unità con un tasso di crescita inferiore a quello registrato nell anno precedente (8,6% vs 13,4%). Per quanto riguarda la provenienza geografica i marocchini, si confermano la collettività più numerosa (9.896 unità), davanti ad albanesi (7.204), indiani (6.018), cinesi (4.823) e rumeni (4.424). Per quanto riguarda gli accessi di utenti stranieri presso l ASMN, nel 2010 il numero di stranieri ricoverati in regime di ricovero ordinario e di day hospital è rimasto pressoché invariato passando da a e rappresentando il 9.9% dei ricoveri rispetto al numero complessivo. In lieve diminuzione è il numero di accessi di utenti stranieri attraverso il Pronto Soccorso (compreso il Ps pediatrico), che nel 2010 è stato pari a rappresentando il 16,4% del totale accessi. Da rilevare che la principale modalità di accesso degli stranieri continua ad essere il Pronto Soccorso (77,5%). Complessivamente, gli utenti stranieri che hanno un numero maggiore di accessi all ospedale sono quelli di nazionalità araba, seguiti da utenti dell Europa dell est, dell area dei Balcani, cinesi, ghanesi, nigeriani e di nazionalità indiana. Rispetto al 2009, si registra un trend in crescita per gli utenti di origine indiana e dell est europea, del Ghana e della Nigeria mentre diminuisce il numero di accessi di utenti di origine cinese, araba, o dell area balcanica. L assistenza ai cittadini migranti è stato un campo di interesse che l Azienda ha continuato a perseguire nel corso del E, infatti, proseguita la collaborazione con il gruppo interaziendale Migrazione e salute che ha l obiettivo di coordinare tutte le problematiche relative alla salute e all assistenza degli immigrati UNIVERSALITÀ ED EQUITÀ DI ACCESSO

151 L Ufficio Sistemi Qualità, coordinatore a livello aziendale del servizio di mediazione linguistico-culturale, ha partecipato ad incontri periodici con l Ufficio Ricerca e Innovazione dell Azienda USL di Reggio Emilia e con il Consorzio Dimora di Abramo per monitorare l utilizzo del servizio di mediazione con riguardo alla dimensione ed alle caratteristiche della domanda, per individuare e promuovere azioni di miglioramento e per pianificare le attività del servizio. Dal monitoraggio è emerso che, per quanto riguarda la presenza fissa, il numero di ore di utilizzo delle mediatrici culturali nel corso del 2010 è stato complessivamente di 1149 ore, suddivise tra le mediatrici delle diverse etnie come da tabella seguente: Rispetto all utilizzo del Servizio in modalità programmata, i reparti che hanno l hanno utilizzato maggiormente sono stati in ordine decrescente le Malattie Infettive (137 ore), l Ostetricia (50 ore), la Genetica (39.5 ore) e la Ginecologia (29.5 ore). Gli interventi con modalità programmata hanno previsto un impiego dei mediatori di circa 380 ore complessive e hanno coinvolto le seguenti lingue: Il servizio di mediazione è stato attivato secondo la modalità urgente per un numero di ore complessivo di 455,5, registrando una diminuzione rispetto al 2009 (540 ore). Tale diminuzione, affiancata da un contemporaneo aumento delle ore di utilizzo del servizio in modalità programmata, è indice di un uso più razionale e appropriato del Servizio stesso. Le strutture che hanno usufruito maggiormente di questa mo- INTERVENTO URGENTE INTERVENTI TELEFONICI PER LINGUE dalità sono state l Ostetricia (100 ore), le Malattie Infettive (53 ore), la Neonatologia (40 ore), la Pediatria (36.5 ore), la Ginecologia (34 ore) e il Nido (27.5 ore). Si può osservare che le strutture di Ostetricia e Neonatologia hanno incrementato l uso del Servizio sia in urgenza che in modalità programmata rispetto al 2009, mentre la Pediatria ha diminuito l attivazione del servizio in urgenza e aumentato il numero di richieste programmate. L intervento urgente è stato richiesto per le seguenti lingue : Inoltre il Servizio di Mediazione linguistico culturale è stato utilizzato attraverso le telefonate per un numero complessivo di 1989 interventi, registrando un calo del 23% rispetto al I reparti che hanno usufruito maggiormente dell intervento telefonico sono stati la Ginecologia (311 interventi), l Ostetricia (282 interventi), i differenza% 2010/2009 Albanese 72 87, ,5% Arabo 70 69,5 32,5 0,7% Cinese ,5-53,2% Ghanese 26,5 14,5 6 45,3% Hindi ,1% Nigeriano 7,5 3,5 3 53,3% Senegalese ,0% Ucraino 10, ,5-52,4% Spagnolo Turco Tamil Totale 455, ,5-18,6% differenza% 2010/2009 Albanese ,6% Arabo ,1% Cinese ,3% Ghanese ,8% Hindi ,7% Senegalese Ucraino ,3% Nigeriano \ 2 \ Totale ,0% Poliambulatori (268 interventi), il Nido (159 interventi) e la Pediatria (122 interventi). La tabella sottostante mostra l utilizzo dell intervento telefonico in base alla lingua. Compiendo un analisi complessiva si nota che la lingua maggiormente richiesta continua ad essere il cinese, cosi come le principali strutture usufruenti sono quelle afferenti all Area Salute Donna (Ginecologia ed Ostetricia), all Area Salute Infanzia (Nido, Neonatologia, T.I.N. e Pediatria, ecc..) ma anche le Malattie Infettive e i Poliambulatori. Inoltre, l Azienda ospedaliera nel corso del 2010 ha pianificato un percorso formativo e informativo che ha coinvolto i mediatori culturali e gli operatori allo scopo di aumentare la consapevolezza rispetto alle problematiche legate alla diversità etnica nel contesto ospedaliero e fornire chiavi di lettura per leggere i bisogni dell utenza straniera. Sono stati realizzati 3 incontri nel corso dei quali i mediatori hanno avuto l occasione di acquisire conoscenze, informazioni e competenze sempre più specifiche in ambito sanitario rispetto ai percorsi clinico-assistenziali dei pazienti, alle patologie trattate, alle regole di funzionamento e gestione adottate dall azienda ospedaliera. I professionisti, invece, hanno avuto la possibilità di porre ai mediatori domande e perplessità, chiedere chiarimenti rispetto ad aspetti inerenti approcci culturali alla malattia, ad usi e costumi delle differenti etnie. Gli incontri hanno avuto anche lo scopo di far confrontare le diverse figure professionali coinvolte nel processo di mediazione per fare emergere eventuali criticità a fronte delle quali pensare insieme delle soluzioni possibili. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 151

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153 3.3 CENTRALITÀ DEL CITTADINO Nell organizzare l offerta dei servizi è fondamentale tener conto delle considerazioni e del punto di vista del cittadino/utente, favorendone la partecipazione attiva affinché diventi co-produttore del servizio erogato. La centralità del cittadino in quanto titolare del diritto alla salute e partecipe della definizione delle prestazioni, dell organizzazione dei servizi e della loro valutazione è, infatti, principio che ispira l attività del Servizio Sanitario Regionale (art. 1 L.R. 29/04) e, conseguentemente, l attività dell Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia Comitato Consultivo Misto (CCM) Il Comitato Consultivo Misto (CCM) è strumento istituzionale di partecipazione alla gestione della sanità da parte dei cittadini. È stato istituito con L.R. n 19/94 ed opera all interno delle Aziende Sanitarie quale organismo privilegiato per la rilevazione ed il miglioramento della qualità dei servizi. Presso l Azienda Santa Maria Nuova il CCM esiste sin dal 1995; esso è composto in maggioranza da membri di Associazioni di volontariato e da referenti aziendali. La sede del CCM è collocata presso l Azienda Ospedaliera. Il Comitato Consultivo Misto dell Arcispedale Santa Maria Nuova dura in carica 3 anni e si riunisce di norma una volta al mese. Il CCM si propone di favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali aziendali per quanto attiene gli aspetti relativi al miglioramento della qualità dei servizi e della comunicazione fra la struttura sanitaria e gli utenti; di diffondere la conoscenza e la partecipazione, promuovendo progetti di educazione alla salute anche attraverso il coinvolgimento delle diverse Associazioni di tutela e volontariato. Per l adempimento delle funzioni precedentemente descritte vengono sviluppate attività che si possono descrivere come segue: esame di documenti e normativa; espressione di pareri; creazione di gruppi di lavoro ad obiettivo; confronto con esperti; partecipazione e promozione ad attività formative interne o rivolte ad utenti; promozione e realizzazione di confronti con i cittadini su problemi, progetti e risultati dell attività del CCM; partecipazione alla definizione dei bisogni di salute della popolazione e alla progettazione di servizi; partecipazione ad attività di verifica aziendale, promozione e realizzazione di attività di verifica autogestite, partecipazione ad attività di identificazione analisi e gestione del rischio; partecipazione al monitoraggio dei segnali di disservizio; monitoraggio di criticità emergenti (liste di attesa, problemi di umanizzazione e personalizzazione dei servizi); proposta e collaborazione alla realizzazione di progetti di miglioramento; promozione e partecipazione ad indagini sul livello di gradimento dei cittadini; partecipazione alla definizione (possibilmente alla rilevazione sistematica) e analisi di indicatori per la valutazione della qualità dal lato dell utente. Nel corso dell anno 2010 si sono svolte le operazioni di rinnovo del Comitato Consultivo Misto di questo Ospedale che continua ad operare nella direzione del rapporto di collaborazione con il CCM del Distretto USL di Reggio Emilia. Tale rapporto fondato sulla necessità di conoscenza congiunta degli IL CCM SI PROPONE DI FAVORIRE LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI AI PROCESSI DECISIONALI AZIENDALI PER QUANTO ATTIENE GLI ASPETTI RELATIVI AL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEI SERVIZI E DELLA COMUNICAZIONE FRA LA STRUTTURA SANITARIA E GLI UTENTI aspetti caratterizzanti l assistenza sanitaria della quale possono fruire i cittadini e delle sue eventuali criticità, si è estrinsecato attraverso la presenza di una delegazione di ogni CCM alle riunioni dell altro. Alla luce di tale collaborazione si sono sviluppati progetti specifici che hanno visto il CCM entrare in alcuni reparti, quelli maggiormente dedicati alla cronicità, per condurre interviste mirate ad accertare lo stato di attuazione degli impegni assunti enunciati in Carta dei Servizi. Nel 2010 il CCM ha continuato nel suo progetto di audit affrontando direttamente una criticità emersa dal rapporto di collaborazione con USL; erano state rappresentate lagnanze circa l inadeguatezza dell orario di apertura al pubblico del servizio di erogazione diretta dei prodotti di farmacia. Raccolte dal Direttore di Struttura le necessarie informazioni di natura legislativa e gestionale, il CCM ha deciso di monitorare sul campo per un periodo di due settimane non continuative la reale entità del problema. Tramite sottogruppi misti il CCM ha stazionato quotidianamente in prossimità del Servizio di distribuzione-farmaci per 2 ore dopo l orario di chiusura contando ed intervistando i cittadini che si presentavano al Servizio stesso, realizzando e rappresentando all Azienda una dimensione della riferita criticità totalmente compatibile con gli attuali orari. In esito a tale intervento si è realizzato che gli orari di apertura al pubblico del servizio di Farmacia Ospedaliera fossero meglio specificati in lettera di dimissione e comunque posti all attenzione di cittadini con adeguata chiarezza. Il nuovo CCM, alla luce delle indicazioni diramate dalla Regione Emilia Romagna con la circolare n.10 del 16 luglio 2010, ha rielaborato il proprio regolamento di funzionamento ed ha delineato il proprio programma triennale nella ripresa delle interviste interne ai reparti focalizzando la propria attenzione alle Medicine, alla Geriatria ed alla Dialisi assumendo anche l opportunità di approfondire la portata del problema delle dimissioni protette. Anche l URP è stato interessato alla conduzione di una specifica rilevazione sulle segnalazioni spontanee vertenti su problematiche attinenti audit civico, l esperienza del progetto nascere Il Progetto NasceRE è stato sviluppato a partire dagli obiettivi della Delibera Regionale 533/2008 ed in particolare dall obiettivo 7 che affronta il seguente tema favorire il processo di ascolto dell opinione delle donne e delle cop- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 153

154 pie che hanno accesso ai servizi per il percorso nascita mediante l adozione di strumenti e modalità di indagine specifici. Il Progetto, dalla sua ideazione alla realizzazione delle singole fasi fino alle indicazioni/proposte di miglioramento, è stato discusso e condiviso con il Programma Interaziendale Maternoinfantile: - mandante del progetto, rispetto all obiettivo 7 della DGR 533/2008; - garante della sua realizzazione, attraverso l accompagnamento ed il monitoraggio delle successive fasi; - garante del recepimento delle indicazioni operative che deriveranno dall intero sviluppo progettuale. L obiettivo del progetto è il miglioramento dei servizi legati al percorso nascita attraverso lo sviluppo di un percorso di progettazione partecipata che coinvolga utenti, operatori e dirigenti nella triplice prospettiva di valutazione dell esistente, elaborazione dei problemi e produzione di orientamenti rispetto alle possibili soluzioni. Il progetto si compone di due fasi consecutive: la prima ha avuto l obiettivo di promuovere una riflessione ampia e destrutturata sui diversi aspetti della nascita (intesa come periodo dal concepimento al primo anno di vita), per individuare i temi di interesse (significati, criticità, futuri desiderabili, ) da parte di coloro che sono coinvolti nel percorso della nascita: donne, uomini, mamme, papà, nonni, chi lavora nei servizi. La metodologia utilizzata ha previsto l utilizzo della tecnica dell Open Space Technology (OST) quale strumento idoneo e innovativo che prevede il coinvolgimento attivo di tutti i cittadini interessati all argomento con l obiettivo di individuare i punti principali di attenzione attraverso il lavoro in gruppi. L iniziativa è stata ampiamente diffusa a tutta la cittadinanza e ai professionisti direttamente coinvolti rispetto alla tematica attraverso un opuscolo, incontri e presentazioni sulla stampa locale (giornali e TV). L Open Space Technology si è svolto il 22 maggio Hanno partecipato 125 persone che hanno proposto e affrontato in gruppi di lavoro, liberamente costituitisi, 16 argomenti : 1. Le diverse esperienze culturali e non solo delle donne d altrove dal concepimento al primo anno di vita; 2. Eternità, amore, paura, dolore un filo di senso; 3. Come rendere i genitori protagonisti capaci di scegliere e dire l ultima parola (autodeterminarsi); 4. I consigli sono consigli, non un dictat; 5. Burn out del pediatra e accoglienza dei genitori dei bambini; 6. Luoghi di incontro nel 1 anno di vita, che favoriscono l incontro tra mamme, genitori, famiglia (non luogo di cura sanitario); 7. Informazioni come riunirle e come renderle fruibili; 8. Valore sociale della maternità: la nascita e una questione che riguarda la famiglia e i servizi. In mezzo manca la comunità. Quale comunità possibile?; 9. dall alcova al nido : la sessualità della coppia dopo la nascita di un figlio; 10. Concepimento: i nascita. Periodo dei 9 mesi che precede la ii nascita fondamentale per la formazione del nuovo individuo; 11. Quando si nasce?; 12. La nascita di un bimbo disabile, paura- dolore- cosa fare- cosa succede dopo- incertezze- a chi rivolgersi- quale vita l attende- sensazione di solitudine e di abbandono che negli anni non e modificato, anche a fronte degli enormi passi fatti; 13. Gli operatori nell analisi dei bisogni individuano i bisogni e le aspettative dei cittadini impliciti ed espliciti. Da questa lettura due quesiti: a) vi sono significativi bisogni impliciti/ espliciti inevasi? B) se si, vi sono margini di reale miglioramento?; 14. Idealizzazione della nascita e sentimenti difficili ; 15. Ostetrici e pediatri si parlano: acido folico; 16. Il coinvolgimento della coppia riguardo alla gestione del travaglioparto e alle modalità del parto (informazioni e decisioni). L esito della giornata, ovvero quanto emerso dai gruppi di lavoro è stato rendicontato attraverso un report trasmesso ai partecipanti e reso disponibile sui siti internet dell Azienda USL e dell Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia. L esperienza condotta attraverso l OST ha permesso un confronto aperto tra persone e non tra ruoli che ha portato ad una lettura delle difficoltà e delle opportunità, dei significati e dei desiderata rispetto al tema della nascita nella società attuale a Reggio Emilia. Il metodo utilizzato ha consentito di dare forza all esperienza di ciascuno, di creare efficaci collegamenti, di rafforzare la visibilità e la sostenibilità di ciò che sta accadendo all interno dell organizzazione e\o della comunità. La partecipazione è stata prevalentemente di persone già inserite nei due contesti sanitari ed ha messo in luce la volontà di incontrarsi tra ospedale e territorio e tra diversi professionisti e cittadini su un tema comune. La seconda fase si è sviluppata a partire da Ottobre 2010 e ha avuto l obiettivo di individuare azioni di miglioramento o ri-progettazione dei servizi partendo dai 16 temi emersi dall OST, al fine di fornire risposte vicine ai bisogni delle persone che accedono ai servizi dell Azienda USL e dell Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia. Gli strumenti utilizzati sono stati: - Focus group aperti a tutti i parte CENTRALITÀ DEL CITTADINO

155 cipanti all OST, e ad altri cittadini o operatori che hanno manifestato l interesse successivamente, tra cui il Forum delle donne della Provincia di Reggio Emilia. Nello specifico sono stati costituiti 3 per coloro che hanno un ruolo di responsabilità rilevante nell attuazione del percorso nascita. Gli esiti dei focus group e delle interviste saranno riportati nel 2011 al Programma Interaziendale Maternoinfantile che sarà responsabile della condivisione dei risultati con le direzioni aziendali, della diffusione dei risultati ad operatori e cittadini, dell attivazione/promozione dei percorsi necessari per la concretizzazione delle proposte ritenute realizzabili INDAGINE DI SODDISFAZIONE DEGLI UTENTI Nel corso del 2010 l Azienda ha condotto un indagine di soddisfazione dell utenza in tutte le Strutture di degenza ordinaria e di day hospital. Lo strumento utilizzato è stato il questionario somministrato ai pazienti stessi durante il ricovero ospedaliero. La scala di valutazione è stata espressa utilizzando la seguente scala numerica: I dati sono stati elaborati aggregando le categorie di risposta (del tutto inadeguato + molto inadeguato + inadeguato) e 5+6 (molto adeguato + del tutto adeguato) in modo da essere sintetizzati in 3 macrocategorie che potremmo definire gli insoddisfatti, i soddisfatti e gli estremamente soddisfatti. I risultati sono stati presentati attraverso report specifici per ciascun reparto ed un report complessivo aziendale le cui conclusioni sono di seguito riportate. Complessivamente i questionari raccolti nel 2010 sono stati e sono relativi a 30 strutture di degenza ordinaria e 15 di day hospital. Il 98% dei rispondenti si ritiene soddisfatto dell esperienza di ricovero e cura in generale (% di risposte del tutto adeguato + molto adeguato + adeguato ). Di questi, il 61,6% si ritiene estremamente soddisfatto (% di risposte del tutto adeguato + molto adeguato ) Ciò è confermato dal fatto che la maggior parte dei rispondenti dichiara che il servizio ricevuto ha corrisposto le gruppi che hanno visto complessivamente coinvolte circa 31 persone nella realizzazione di 6 focus group. - Interviste a 9 professionisti in quanto figure chiave nel Programma Interaziendale Materno-infantile, con l obiettivo di accompagnare il percorso partecipativo attraverso l approfondimento di aspetti importanti DEL TUTTO INADEGUATE MOLTO INADEGUATE INADEGUATE ADEGUATE MOLTO ADEGUATE proprie aspettative (50,8%) o addirittura le ha superate (46,3%). Relativamente al tempo trascorso tra la prenotazione ed il ricovero effettivo questo è valutato abbastanza positivamente anche se si evidenzia il desiderio di miglioramento reso esplicito dal 9,3% dei rispondenti non soddisfatti. DEL TUTTO ADEGUATE NON SO _ Migliorabile risulta anche la chiarezza dei percorsi di accesso al reparto AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 155

156 che viene valutata dal 6,8% inadeguata e raggiunge una percentuale di utenti estremamente soddisfatti inferiore rispetto all indagine del Più positiva è la valutazione del tempo atteso tra l arrivo in reparto e il momento in cui è stato assegnato il letto (60,6% di rispondenti estremamente soddisfatti nel 2010 vs 52,4% nel ). Positiva è anche la valutazione delle informazioni ricevute prima o al momento del ricovero che sono giudicate da più della metà dei rispondenti come estremamente soddisfacenti. Rispetto alla precedente indagine migliorano le valutazioni del personale medico ed infermieristico: In particolare risulta essere apprezzata la gentilezza e cortesia di medici ed infermieri e la disponibilità ad ascoltare le richieste del paziente da parte degli infermieri. Ciò nonostante sono migliorabili le valutazioni delle informazioni ricevute sui rischi legate alle cure (6,5% di insoddisfatti e 2,4% dichiaranti di non avere ricevuto tali informazioni) e del tempo dedicato dal medico (6,3% di insoddisfatti ). Molto positiva è la valutazione del personale tecnico (ostetriche, fisioterapisti, logopedisti), in particolare per i fisioterapisti le percentuali di estremamente soddisfatti si aggirano intorno all 80% per tutti gli aspetti indagati. Rispetto alla richiesta di informazioni gli utenti intervistati si sono rivolti con una maggiore frequenza alla Portineria piuttosto che all URP: le valutazioni di entrambi i servizi sono migliorate rispetto al 2007 anche se rimangono suscettibili di ulteriore miglioramento, in particolare per quanto concerne la chiarezza e l accuratezza delle informazioni. Rispetto al 2007 è aumentata anche la percentuale di utenti estremamente soddisfatti del personale di segreteria. Sul trattamento del dolore Il 55,7% dei rispondenti dell indagine 2010 vs il 46,1% di rispondenti del 2007 afferma di essere estremamente soddisfatto delle informazioni ricevute sul trattamento del dolore anche se il 5,7% afferma di non aver ricevuto tali informazioni. Il numero di rispondenti che dichiara di non aver sentito dolore durante il ricovero è aumentato notevolmente rispetto al 2007 (56,8% vs 26,5%). Tuttavia, chi ha sentito dolore, valuta la terapia antidolorifica ricevuta come soddisfacente ma migliorabile in quanto la percentuale di utenti estremamente soddisfatti è simile a quella raggiunta nel 2007 (circa il 47%). Gli aspetti organizzativi risultano essere soddisfacenti per quanto concerne la valutazione della collaborazione tra il personale del reparto e le informazioni su come comportarsi a casa e sui controlli successivi mentre lo sono meno rispetto agli orari di visita dei famigliari (11,6% di insoddisfatti ). Migliorata rispetto alla precedente indagine è la valutazione del rispetto della privacy, sia nello scambio di informazioni riservate sia nello svolgere operazioni delicate in presenza di altri pazienti nella stanza; infatti più della metà dei rispondenti si ritiene estremamente soddisfatto. 3.3 CENTRALITÀ DEL CITTADINO

157 Punti migliorabili sono gli ambienti e il comfort alberghiero, in particolare la disponibilità di spazio, la pulizia dei bagni, la tranquillità in reparto, la qualità del cibo e la comodità dei letti. Tuttavia questi aspetti risultano essere quelli meno importanti secondo un ordine gerarchico attribuito dai pazienti intervistati ai diversi fattori che caratterizzano l assistenza. Il grafico sottostante (vedi grafico 4), infatti, mostra che i fattori che rivestono maggiore importanza per i rispondenti sono al primo posto la competenza relazionale del personale medico e, a seguire, la competenza relazionale del personale infermieristico/tecnico, l accoglienza, l attenzione al dolore, gli aspetti organizzativi, gli ambienti, il rispetto della privacy e, in ultimo, il comfort alberghiero. Per quanto riguarda i dati socio anagrafici dei rispondenti, essi sono prevalentemente di sesso femminile (53,5%), di nazionalità Italiana (96,1%) e residenti nella provincia di Reggio Emilia (81, 3%). Tuttavia, il 12,6% proviene da altre province e il 5,9% da altre regioni italiane. Il 54,7% detiene un titolo di studio medio basso (nessun titolo, licenza elementare, licenza media inferiore) e il restante 45,3% un titolo di studio medio alto (licenza media superiore, laurea o post). L età dei rispondenti si concentra nelle fasce di età dai 15 ai 44 anni e dai 45 ai 64 anni. Infine, quasi la metà dei rispondenti è pensionato (42,9%) mentre il 39,4% si dichiara occupato, il 7% è casalinga e il 4,2% studente a Progetto di ricerca sul consenso informato La tematica del Consenso Informato in medicina oggi è oggetto di grandi discussioni e di molti equivoci. Nell attualità il consenso informato costituisce un momento imprescindibile della attività medica: è infatti l accettazione che il paziente esprime a un determinato trattamento sanitario, in maniera libera dopo essere stato informato sulle modalità di esecuzione, sui benefici, sugli effetti collaterali, sui rischi ragionevolmente prevedibili e sull esistenza delle eventuali alternative terapeutiche. L intento è quello di affrontare la tematica quale momento particolarmente delicato della relazione, quale strumento che contribuisce allo stabilirsi dell alleanza terapeutica. In tale ottica il consenso acquista il suo più vero e reale significato di atto finalizzato ad un sentire comune tra sanitario e paziente, che compartecipano attivamente al perseguimento di un obbiettivo comune, la salute e il benessere della persona che riceve le cure. L informazione costituisce una parte essenziale del progetto terapeutico, dovendo peraltro esistere anche a prescindere dalla finalità di ottenere il consenso. Sulla base di tali considerazioni, l Ufficio Sistemi Qualità e il Comitato Etico hanno promosso il progetto di ricerca Il consenso informato: quali pratiche e rappresentazioni della relazione professionista-paziente e codifica di nuove modalità e strumenti che ha affrontato il tema del consenso informato inserito nel contesto complessivo della relazione operatore sanitario paziente. Le domande dello studio sono state: L indagine è stata suddivisa in due fasi, una prima fase osservazionale con scopo conoscitivo/esplorativo e una seconda fase sperimentale per l ideazione di azioni volte al miglioramento del processo di acquisizione del consenso. Prima fase Osservazionale: La fase osservazionale si è svolta tra ottobre 2009 e dicembre 2010 e ha previsto: Un Indagine bibliografica rispetto alla letteratura prodotta a livello nazionale e internazionale sul tema del consenso informato Un Indagine esplorativa/conoscitiva rispetto alle modalità attraverso cui il consenso è agito dai professionisti all ASMN A tal proposito è stato formulato un questionario informatico rivolto a medici, infermieri, tecnici e ostetriche di tutte le strutture dell ASMN (50) che effettuano prestazioni per le quali è prevista la richiesta di consenso informato. Nello specifico il questionario semistrutturato è composto da 20 domande che indagano due aree tematiche, il processo informativo legato al consenso informato (comunicazione al paziente), l acquisizione del consenso nel percorso di cura (modalità, figure professionali coinvolte, tempi ecc.). Indagine esplorativa/conoscitiva rispetto alle modalità attraverso cui il consenso è vissuto e sentito dai professionisti dell ASMN L intento è quello di cogliere e descrivere i significati, le rappresentazioni, le opinioni, il livello di soddisfazione e condivisione e quindi il vissuto dei principali attori coinvolti nel processo di Consenso Informato. Nello specifico, l indagine è stata rivolta ai professionisti delle Strutture del Dipartimento Oncologico e del Dipartimento Cardio- Toraco-Vascolare e di Area critica. Tale scelta è dipesa dal fatto che si è voluto scegliere un Dipartimento incluso nell IRCSS (quello Oncologico) ed uno non afferente all IRCSS per un possibile confronto. Inoltre, le UU.OO. coinvolte sono rappresentative dei diversi contesti possibili in cui il consenso ha più valore (es. strutture a prevalente attività chirurgica, medica, anestesiologica ecc.). La metodologia utilizzata ha previsto: 1. Un intervista semi-strutturata rivol- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 157

158 ta ai medici per indagare il significato del consenso informato, la sua fattibilità, la partecipazione del paziente al processo decisionale nel percorso di cura e la comunicazione. I medici sono stati selezionati in modo casuale tenendo in considerazione due variabili, nello specifico il genere e la fascia d eta (medici <= 45 anni e medici >= 45 anni). Sono stati intervistati 43 medici, 14 medici del Dip. Oncologico e 29 medici del Dip. di Area Critica Focus group rivolti ad infermieri e tecnici appartenenti alle strutture individuate per esplorare opinioni e idee rispetto al ruolo ricoperto o che tali figure professionali potrebbero ricoprire nel processo di consenso informato. Gli operatori sono stati selezionati in modo casuale utilizzando le stesse variabili introdotte per i medici. (genere e fascia di età) Indagine esplorativa/conoscitiva rispetto all esperienza vissuta da alcuni pazienti e/o loro famigliari e ai significati da essi attribuiti al processo di consenso informato. I pazienti afferenti ai due dipartimenti selezionati sono stati selezionati in modo casuale tenendo in considerazione le variabili età (<=35 aa; 35<x<65 aa; >=65 aa), sesso e partecipazione a studi sperimentali. Lo strumento utilizzato è stato quello dell intervista semistrutturata che ha ripreso le stesse aree tematiche indagate nel questionario generale e nell intervista rivolta ai medici. Seconda fase Sperimentale: Tale fase, che si svolgerà nel 2011, consiste nell individuazione di ipotesi di intervento ed azioni di miglioramento costruiti sulla base di quanto emerso dai dati rilevati nella prima fase e nell approfondimento di alcuni aspetti, ovvero la relazione medico-paziente dei pazienti inseriti in uno studio clinico. A supporto di questa fase verrà costituito un gruppo di lavoro interdisciplinare che darà un contributo sia per l interpretazione dei risultati dell indagine sia per progettare le azioni di miglioramento. 158 Di seguito si riportano in sintesi i risultati emersi dalla prima fase di ricerca. 1 ) Alcuni dati sull analisi quantitativa I questionari raccolti dal 22 Ottobre 2009 al 30 Aprile 2010 sono stati 199. I rispondenti sono stati per il 48% medici, il 38% infermieri, l 11% tecnici e il 3% ostetriche. Inoltre, il questionario è stato compilato prevalentemente da professionisti di sesso femminile (62%) mentre l età media registrata è di 41,9 anni. Tutte le figure professionali dichiarano di essere coinvolte nel processo di acquisizione del consenso informato da parte del paziente. La principale differenza che si osserva è quella tra le figure del medico e dell ostetrica da una parte, e le figure dell infermiere e del tecnico dall altra. In particolare mentre per i medici e le ostetriche, tutti i rispondenti (tranne 1 medico) affermano di richiedere il consenso informato, per le altre due figure solo poco più della metà dei rispondenti afferma di richiederlo. Confrontando le diverse modalità di risposta si evince che il consenso viene acquisito prevalentemente prima della prestazione o al momento stesso, quasi mai (8%) o mai (83%) dopo la prestazione. La maggioranza (59%) afferma di acquisire il consenso sempre o spesso precedentemente al giorno della prestazione. Tuttavia, 1/4 dei rispondenti afferma al contrario di non riuscirci mai o quasi mai. Quasi la metà sostiene di farlo frequentemente al momento stesso della prestazione ed un 6% sostiene di farlo spesso o abbastanza dopo. La figura professionale che indubbiamente è maggiormente coinvolta nel fornire informazioni inerenti il consenso informato è quella del medico, in particolare quello del reparto coinvolto (% di risposta sempre o spesso pari al 91%) oppure di un altro reparto implicato nella procedura (38%). Disomogenea è la posizione della figura infermieristica che per circa 1/3 dei rispondenti viene frequentemente utilizzata e per il 47%, al contrario, quasi mai o mai. A parere dei rispondenti, sicuramente l infermiere interviene più frequentemente del tecnico nel dare le informazioni. Quest ultimo, infatti, per il 71% non interviene mai o quasi mai. Figure che molto raramente intervengono sono quelle del personale di segreteria o di supporto (ota e oss), seguite dalla figura dello psicologo (il 75% risponde quasi mai o mai ). Il mediatore culturale è una figura che, considerando l utilizzo in relazione ad utenti stranieri nei casi di incomprensione linguistica o culturale, comincia ad essere discretamente utilizzata. Infatti, il 12% afferma che il mediatore interviene sempre o spesso nel fornire le informazioni e il 18% abbastanza. Non trascurabile è la percentuale di rispondenti che dichiara di non sapere se il tecnico (12%), lo psicologo (13%), la segreteria (9%) e il personale ota/oss (9%) intervengono nel fornire informazioni. Le figure professionali indicate come quelle che intervengono maggiormente nel raccogliere il consenso informato sono le stesse che intervengono nel dare le informazioni. Da ciò si evince che il processo di acquisizione del consenso vede un attore principale, il medico, che ha una responsabilità e un ruolo centrale. Inoltre, emerge la figura dell infermiere. Questa vede dividersi i rispondenti in due gruppi: chi afferma che l infermiere interviene sempre o Il grafico seguente mostra le modalità attraverso cui il consenso informato viene rilevato dai professionisti rispondenti. 3.3 CENTRALITÀ DEL CITTADINO

159 spesso nel raccogliere il consenso (31%) e chi, al contrario quasi mai o mai (47%). Il tecnico interviene con molta meno frequenza rispetto all infermiere tanto che il 74% dichiara che non partecipa alla raccolta mai o quasi mai. Figure marginali nella raccolta del consenso sono la segreteria, il personale ota/oss e lo psicologo. Il mediatore culturale interviene con una certa frequenza (7% risponde sempre o spesso e il 15% risponde abbastanza ) che però è inferiore rispetto alla frequenza di intervento nel fornire informazioni. Questo testimonia che il mediatore viene utilizzato prevalentemente nel momento in cui vengono date le informazioni per essere maggiormente certi di essere compresi. Si sottolinea ancora una volta come sia non trascurabile la percentuale di rispondenti che dichiara di non sapere se il tecnico (12%), lo psicologo (14%), la segreteria (10%) e il personale ota/ oss (12%) e il mediatore culturale (9%) intervengono nel raccogliere il consenso. Ciò implica che il processo di acquisizione del consenso non è noto a tutti in termini di figure professionali coinvolte e/o responsabili. L 86,6% dei rispondenti afferma di archiviare il modulo di consenso nella cartella clinica di reparto mentre il 5,9% dichiara di archiviarlo presso il servizio in caso di esami diagnostici o ambulatoriali. Dai dati si evince che il modulo di consenso informato è stato costruito attraverso informazioni desunte da letteratura (23%), da fonti istituzionali (19,6%), da moduli in uso presso altre unità operative (15,1%) da moduli in uso presso altri ospedali (9,3%), direttamente dagli operatori di reparto (8,2%). Da rilevare che il 24,4% dei rispondenti afferma di non sapere come è stato costruito il modulo di consenso in uso. 2) Analisi qualitativa Dall analisi delle interviste ai pazienti è emerso che, in entrambi i Dipartimenti, la maggior parte dei pazienti intervistati mostra poca conoscenza del termine Consenso Informato. Il concetto di consenso informato è collegato prevalentemente alla firma richiesta ai pazienti per la compilazione di moduli aziendali, una firma che i pazienti dichiarano di apporre senza soffermarsi sul contenuto di quanto scritto e senza aver ben chiare le informazioni riguardanti il proprio percorso diagnostico/terapeutico. Tale considerazione è diffusa tra i pazienti in modo trasversale al reparto di appartenenza ed indipendentemente dal sesso, dall età, dalla scolarità del paziente e dal suo essere inserito o meno in uno studio clinico. Affrontando il tema della partecipazione del paziente al proprio processo decisionale e percorso di cura si sono osservate posizioni divergenti, una più orientata ad un atteggiamento passivo e l altra ad un comportamento attivo. Una buona parte dei pazienti afferma che spesso si affida al medico, segue le sue indicazioni, si fida di lui. Questo è dato anche dal fatto che i pazienti pensano di non possedere quelle competenze e conoscenze per poter chiedere informazioni specifiche al medico. Altri pazienti, invece, pensano che si debba partecipare in modo attivo e quindi non soltanto fidandosi del medico, ma chiedendo, informandosi e valutando quanto gli viene prospettato da essi. Secondo alcuni degli intervistati, l essere attivi significa acquisire informazioni sul medico che eseguirà l intervento, chiedere informazioni al proprio medico di base, creare una collaborazione con il personale sanitario, informarsi da altre persone che vivono la stessa patologia, ecc. Gli elementi caratterizzanti una buona relazione, a parere condiviso, sono l umanità, il supporto psicologico, il rapporto paritario nel rispetto dell individualità del singolo individuo e della professionalità del medico. I pazienti sono concordi nell affermare quanto sia fondamentale e necessaria una cura basata sull ascolto, sul dialogo, sulla comprensione, sull empatia, sul contatto fisico/visivo, in sostanza il sentirsi presi in cura a 360 come persona e non come un numero di cartella clinica. Dall analisi delle interviste ai medici emerge che per la maggior parte di essi il consenso informato si identifica con il modulo consegnato al paziente per ottemperare a quanto prescritto dalla legge e pertanto viene vissuto come atto burocratico inutile. Pensiero condiviso dai medici è che i consensi scritti non raggiungono lo scopo di rendere effettivamente informato e consapevole il paziente. I mo- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 159

160 duli di consenso per le sperimentazioni cliniche vengono, infatti, definiti papiri devastanti, prolissi e ridondanti. La partecipazione del paziente al percorso di cura viene spesso intesa dalla maggior parte dei medici intervistati come adesione del paziente al percorso di cura tracciato dal medico. Da qui ne deriva la dicotomia della declinazione del concetto di partecipazione in senso affermativo (aderisco) o negativo (rifiuto). Solo pochi medici parlano di partecipazione attiva del paziente, descrivendolo come soggetto giuridico e morale, avente il diritto / dovere di scegliere liberamente ed autonomamente dopo essere stato dotato di strumenti/ informazioni appropriate. La relazione medico-paziente è riconosciuta come aspetto importante da tutti i medici intervistati perché impatta in termini di risultati di cura e di compliance. La relazione è cambiata nel tempo verso un approccio difensivistico, il medico si sente oggetto di contestazione ed è chiamato a difendersi di fronte ad un utente più informato, che esige di più, più acculturato. La parola chiave è Fiducia : il bravo medico è colui che non solo è capace clinicamente di individuare la terapia giusta, ma è anche colui che riesce ad ottenere la fiducia del paziente. Le difficoltà che il medico riscontra nella relazione con i pazienti sono legate alle caratteristiche caratteriali sia del professionista sia del paziente, al livello culturale del paziente, alle caratteristiche strutturali e logistiche che a volte non facilitano la comunicazione e il rispetto della privacy, all organizzazione del lavoro, alla comprensione linguistica e culturale 160 degli utenti stranieri Inoltre dall analisi dei focus group con gli infermieri e i tecnici emerge ancora una volta una visione di consenso informato come atto di tutela legale, documento dalla validità legale ma non sostanziale per come attualmente praticato. Il consenso informato viene associato dagli infermieri al consenso richiesto per alcune attività cliniche e pertanto di competenza del medico mentre il consenso per attività infermieristiche è implicito e non è formalizzato. Alcune problematiche sollevate dai partecipanti ai focus sono state: la coerenza dell informazione tra le diverse figure professionali coinvolte nel percorso di cura; la necessità di uno spazio fisico adeguato alla comunicazione; la difficoltà a conciliare i tempi dell organizzazione con quelli richiesti dal paziente (standardizzazione vs personalizzazione delle cure); la necessità di sviluppare percorsi multidisciplinari e multiprofessionali. Infermieri e tecnici sono concordi nel ritenere la relazione un bisogno del paziente che non è gestito in modo sistematico e non è riconosciuto come bisogno a cui tutti sono tenuti a rispondere. La relazione è quindi condizionata dalle variabili tempo, spazio, volontà e predisposizione personale del singolo operatore. Secondo i partecipanti dei focus, il paziente riesce a stabilire un rapporto di maggiore confidenza con l infermiere, riuscendo ad esprimere liberamente domande, richieste di chiarimenti e perplessità in quanto si sente a suo agio e vive questa figura professionale come alla pari. Il medico invece, usando termini più tecnici, condividendo una parte di tempo inferiore nella quotidianità è visto come una figura più distante e che comunque crea più soggezione nel paziente. Inoltre, la relazione infermiere-paziente è ritenuta dalla maggior parte dei partecipanti determinante nel favorire o meno la compliance alla terapia, la comprensione del paziente e nel rendere efficace il flusso informativo ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI CHE COLLABORANO CON L ASMN Parliamo Di Solidarietà E Salute Le trasformazioni sociali, legislative ed istituzionali che caratterizzano la società contemporanea si riflettono, in questi ultimi anni, in modo sempre più determinante sul sistema dei Servizi sociali e sanitari. Sta emergendo infatti un modello di Stato sociale basato su nuove forme di collaborazione fra pubblico e privato che si fonda sulla riscoperta della comunità locale quale risorsa indispensabile: il cosiddetto Welfare mix. Intento di questo paragrafo è quello di offrire una sintesi circa le dinamiche in essere fra Organizzazioni di Volontariato e di promozione sociale nonché di promozione della Ricerca medicoscientifica, società civile, istituzioni pubbliche ed A.O. ASMN. A tale proposito, pare necessario ricordare, che nella nostra realtà territoriale i valori dell accoglienza, della solidarietà, della sussidiarietà, dell essere cittadinanza-attiva costituiscono patrimonio diffuso fra la popolazione, con alte percentuali di partecipazione. Tale sistema di rete, che vede protagonisti Organizzazioni Onlus, Terzo set- 3.3 CENTRALITÀ DEL CITTADINO

161 tore, Associazioni e Fondazioni volte a sostenere la ricerca in Sanità, stimola ed induce meccanismi virtuosi, di promozione e di sviluppo a favore di una maggiore coesione sociale. Per questa ragione l Arcispedale S. Maria Nuova considera questo contributo di importanza fondamentale. Inoltre l ASMN è impegnato ormai da anni nell individuare modelli innovativi orientati verso forme ancor più efficaci di integrazione e cooperazione coinvolgendo Organizzazioni di volontariato e ricerca, patnership con altre Aziende sanitarie nonché soggetti istituzionali sia a livello locale sia a livello regionale/ interregionale. Obiettivo è di coinvolgere - anche e soprattutto - l intera cittadinanza che riunendosi nella forma rappresentativa dell associazionismo è la prima portatrice di interessi pubblici diffusi. Parliamo Di Sussidiarieta E Concertazione Il quadro normativo di riferimento è andato nella direzione della corresponsabilizzazione delle forze del volontariato e del terzo settore in tutti i momenti decisionali, soprattutto locali, inerenti le politiche socio-sanitarie e configurando, di conseguenza, un sistema di Welfare locale solidaristico. L articolo 118 della Costituzione promuove il principio di sussidiarietà orizzontale, ovvero l autonoma iniziativa dei cittadini che riuniti in entità plurisoggettive, in una logica di condivisione del bene comune, operano per la crescita della comunità. Volontariato, Associazioni di promozione sociale, Fondazioni sono strumento di partecipazione e di auto- -organizzazione dei cittadini e rappresentano l autentica espressione della cosiddetta cittadinanzattiva. e di risposta ad una domanda di democrazia diffusa. Anche nella Carta dei Valori del Volontariato si afferma che il volontariato è «pratica di sussidiarietà», in quanto opera per la crescita della comunità ed è strumento di partecipazione e di auto-organizzazione dei cittadini LE ASSOCIAZIONI, LE FONDAZIONI DI VOLONTARIATO E DI PROMOZIONE DELLA RICERCA IN SANITA Associazioni per lo Studio e la Ricerca medico-scientifica, Area oncologica Lega Italiana per la lotta contro i tumori Onlus. Sezione Rondini di Reggio Emilia Sostegno alla Studio e alla Ricerca medico-scientifica in area oncologica. Attività di educazione terapeutica e di prevenzione. La Melagrana Associazione per la Salute Femminile Onlus. Reggio Emilia. Accoglienza e supporto psicologico ai pazienti nella SO di Oncologia. Gruppo di ascolto-sostegno in ospedale, gruppo di mutuo aiuto per le pazienti oncologiche, borse di studio per terapisti della riabilitazione pro pazienti operate al seno. G.R.A.D.E. Gruppo amici dell Ematologia, Onlus. Reggio Emilia. Promozione e sostegno alla Ricerca scientifica a scopo terapeutico nel campo delle malattie del sangue. Borse di studio per medici specialisti/specializzandi in ematologia. A.RE.STOM. Associazione Reggiana Stomizzati e Incontinenti Onlus. Reggio Emilia. Promozione della ricerca scientifica, assistenza sanitaria e psicologica, riabilitazione, inse- NELLA NOSTRA REALTÀ TERRITO- RIALE I VALORI DELL ACCOGLIEN- ZA, DELLA SOLI- DARIETÀ, DELLA SUSSIDIARIETÀ, DELL ESSERE CIT- TADINANZA-ATTIVA COSTITUISCONO PATRIMONIO DIF- FUSO FRA LA POPO- LAZIONE, CON ALTE PERCENTUALI DI PARTECIPAZIONE rimento psico-sociale degli stomizzati. A.S.C.M.A.D. P.R.O.R.A. Associazione per lo studio e la cura delle malattie dell apparato digerente - Onlus. Studio, terapia e assistenza nell ambito di patologie neoplastiche e relative all apparato digerente. Sostegno all acquisto di tecnologie all avanguardia. Associazioni per lo Studio e la Ricerca medico-scientifica Vittorio Lodini Associazione per la Ricerca in chirurgia Onlus, Sede in Reggio Emilia. Valorizzazione della Ricerca scientifico-chirurgica a scopo preventivo (educazione sanitaria) e terapeutico. Elargizione di borse di studio a medici specializzandi in Chirurgia. A.L.I.CE.. Associazione per la lotta all Ictus cerebrovascolare - Onlus. Sede di Reggio Emilia Iniziative di informazione, sensibilizzazione e prevenzione delle malattie cerebro-vascolari. Azioni concertate con le strutture mediche locali, progetti legati alla formazione del personale socio-sanitario, supporto alle persone colpite da ictus C.U.R.A.R.E. Centro urologico di Ricerca Avanzata. Onlus, Sede in Reggio Emilia. Supporto psicologico ed assistenza sociale, ai sofferenti di patologie urologiche con il fine di limitarne la solitudine ed affrontare ripercussioni sociali. Associazione Malattie Genetiche Rare presso SO Genetica Clinica - Onlus. Conferimento di borse di studio a favore di genetisti, promozione di convegni, e studi nel campo delle malattie genetiche rare, informazione sulla prevenzione e cura delle suddette malattie. Ring 14 Associazione Internazionale per la Ricerca sulle Malattie Neurogenetiche Rare - Onlus. Sede nazionale in Reggio Emilia. Iniziative per la diagnosi e la Ricerca in campo scientifico, attività sociale di creazione di una rete fra tutte le famiglie affinché non si sentano isolate A.I.S.M. Associazione Italiana Sclerosi Multipla - Onlus, Sede di Reggio Emilia. L impegno della Onlus si sviluppa in tre ambiti: promozione dei servizi assistenziali a livello locale, affermazione dei diritti delle persone affette da SM, sostegno alla ricerca scientifica. A.I.S.L.A. Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica Onlus. Sezione di Reggio E. Diffusione della conoscenza circa le problematiche connesse alla SLA. Promozione della tutela, assistenza ai malati di SLA e sostegno ai familiari. Promozione della Ricerca. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 161

162 162 Lega del Cuore Conacuore Lega reggiana lotta contro le malattie cardiovascolari Onlus - RE Sviluppo delle strutture cardiologiche dell Arcispedale con il fine della massima efficienza anche nel settore preventivo e riabilitativo, nonché sostegno psicologico dei malati cardiovascolari. A.R.C.A. Associazione reggiana lotta e cura Aids - Onlus. Campagne di prevenzione e di educazione alla salute, pubblicazione di materiale informativo. Conferenze, ed interventi mirati in base a differenti target. Pietro Giuseppe Corradini Associazione a sostegno dello studio e cura malattie endocrine. Sede in Reggio Emilia. Promozione della Ricerca, dello studio e della terapia delle malattie endocrine. A.I.M.A. Associazione Italiana Malati di Alzheimer - Onlus. Sede di Reggio Emilia. Punto di riferimento e attività di supporto ai bisogni complessi (assistenza e cura specialistica) delle persone con demenza e delle loro famiglie. A. Vallisneri Centro Studi Sterilità-Fertilità Onlus Reggio Emilia. L Associazione supporta lo studio e la ricerca in materia di procreazione medicalmente assistita. Attività congressuali a carattere medico-scientifico nonché incontri a carattere divulgativo. Luca Da Reggio Associazione Reggiana per lo Studio delle Malattie reumatiche Reggio Emilia. Associazione impegnata a favore della ricerca nell area delle patologie reumatiche, nella solidarietà sociale, nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti affetti da tali patologie. ANAP Onlus Associazione Nazionale Amici per la pelle Onlus L associazione promuove iniziative per interessare e coinvolgere le istituzioni al fine di divulgare fra l opinione pubblica la conoscenza sulle malattie della pelle, promuovere la ricerca, migliorare le condizioni di vita del malato, organizzare convegni. Si pone l obiettivo di potenziare il servizio di day hospital dermatologico in tutti gli ospedali. Associazione Emergenza sanitaria Reggio Emilia Associazione Onlus presso Dipartimento Emergenza Urgenza dell Arcispedale. Diffusione e conoscenza della cultura dell emergenza-urgenza, della promozione di tutte quelle azioni di miglioramento dell apparato che riguarda l emergenza. Principali Associazioni con finalità socio-assistenziali presenti sul territorio di Reggio Emilia A.V.D. - Onlus. Associazione Volontari Domiciliari - Onlus. Assistenza medica, infermieristica al paziente, spesso in fase terminale (cure palliative) che chiede di rimanere a casa propria. Creazione di un rapporto di reciproca fiducia fra i volontari, l assistito e la sua famiglia. A.D.M.O. Associazione Donatori Midollo Osseo, Onlus. Sezione di Reggio Emilia Informazione dell opinione pubblica sulla donazione di midollo osseo, delle cellule staminali e del loro trapianto nei pazienti affetti da malattie onco-ematologiche. AVIS Associazione Volontari Italiani sangue Onlus. Sede comunale e provinciale di R. E. Soddisfare la crescente domanda di sangue, avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute, donare gratuitamente sangue a tutti senza alcuna discriminazione, lottare per eliminare la compravendita del sangue. A.I.D.O. Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule - Onlus. Sede provinciale di Reggio Emilia. L AIDO sostiene e diffonde la cultura della donazione di organi a favore di trapianti terapeutici. A.N.E.D. Associazione Nazionale Emodializzati Onlus. Sede di Reggio Emilia Campagne di educazione sanitaria, stimolo al buon funzionamento dei centri dialisi ospedalieri, elaborazione di materiale informativo per promuovere la cultura del trapianto, organizzazione di convegni. A.M.I.C.I. Associazione per le Malattie infiammatorie croniche dell Intestino, Sede di Reggio Emilia. Associazione, costituita da persone affette da colite ulcerosa o da malattia di Crohn e loro familiari che promuove la ricerca, l assistenza, l inserimento sociale degli ammalati. Associazione Italiana Mowat Wilson Onlus. Sede in Reggio Emilia. Attività volta a creare una rete di solidarietà tra le famiglie, offrire una migliore qualità di vita ai colpiti dal morbo, avviare iniziative volte a sostenere la ricerca scientifica. Progetto Pulcino - Onlus. Raccolta di fondi per l acquisto di macchinari, attrezzature tecnologicamente avanzate per la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale. Conferimento di borse di studio a favore di Medici specialisti in Pediatria. Associazione amici del fegato - Onlus, Sede provinciale di Reggio Emilia. Attività di prevenzione, di informazione scientifica circa le malattie del fegato, raccolta fondi per la ricerca sulle malattie epatiche. AIBAT - Onlus - Associazione italiana basedowiani e tiroidei, Onlus. Associazione a sostegno psicologico dei pazienti affetti dalla malattia di Basedow e altre patologie tiroidee, iniziative di solidarietà nei confronti dei familiari. Promozione di una corretta informazione. Fa.Ce. Onlus - Associazione Famiglie Celebrolesi Onlus - Sezione di Reggio Emilia Ascolto e aiuto alla famiglia con problematiche di handicap grave e gravissimo. Si propone di accogliere le esigenze espresse dalle famiglie e coadiuvarle nella soluzione dei problemi. A.P.E. Onlus - Associazione Progetto Endometriosi Onlus. Sede a Reggio Emilia Associazione volta a garantire ai cittadini, ai medici e al personale sanitario, formazione ed assistenza, circa la patologia e le sue manifestazioni cliniche. Associazione diabetici di Reggio Emilia - Associazione aderente all Associazione Nazionale Diabetici - Onlus. Sezione della provincia di Reggio Emilia. Attività di ricerca, divulgativa, promozionale (anche attraverso la creazione di premi e borse di studio) volta allo studio della malattia diabetica, nonché alla prevenzione ed allo studio di nuovi farmaci Luoghi di Prevenzione LILT - On- 3.3 CENTRALITÀ DEL CITTADINO

163 lus - Lega Italiana per la lotta contro i tumori Onlus. Sede in Reggio E. Centro di formazione, informazione e prevenzione all uso di tabacco, alcool, sostanze che generano dipendenza. Istituito da Ausl di R.E., ed enti locali in collaborazione con l Arcispedale SMN. A.V.O.- Onlus Associazione Volontari Ospedalieri Onlus. Sede di Reggio Emilia L Associazione promuove l azione dei propri volontari impegnati ad offrire ai pazienti degenti aiuto, calore umano, dialogo V.I.P. - Onlus - Associazione viviamo in positivo - Onlus. Sede di Reggio Emilia. Associazione di volontari-clown con l obiettivo di favorire la diffusione del buon umore nelle corsie ospedaliere tramite la così detta clown terapia. U.I.L.D.M. Onlus Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Onlus. Sede di Reggio Emilia Promozione della ricerca e dell informazione sanitaria sulle distrofie e altre patologie neuromuscolari. Attività volte a favorire l integrazione sociale delle persone con disabilità. Associazione Casina dei bimbi Onlus, Reggio Emilia. Assistenza a bambini ed adolescenti ospedalizzati in situazioni di emergenza, assistenza a domicilio nel caso di malattie croniche ed oncologiche. Attività ludiche nella SO di Pediatria, accoglienza dei minori al P.S. Associazione GRD - Genitori Ragazzi down, Trisomia 21 L Associazione fa parte del Coordinamento GRDER, operativo in Emilia Romagna. Promuovere e realizza azioni indirizzate a superare l assistenzialismo, che, da sempre, ha limitato le opportunità di crescita della persona con trisomia 21. Si pone l obiettivo di favorire la ricerca e l avvio di un volontariato inteso come relazione di reciprocità, condivisione, nonché azioni di mutuo aiuto. ABC Emilia- Romagna Associaziane bambini cerebrolesi. Associazione di famiglie che si fanno carico in prima persona della cura e riabilitazione dei propri figli diversamente-dotati. L A.B.C. non gestisce servizi, ma stimola la società, le Istituzioni e gli Enti pubblici e privati ad assumere azioni concrete al fine di promuovere il miglioramento della qualità della vita dei disabili e delle loro famiglie. In particolare si cerca di formare presso l opinione pubblica la coscienza che i disabili sono un patrimonio sociale. Sostegno e Zucchero Onlus L associazione opera dal 1992, con l Azienda USL ed indirettamente con l Azienda Ospedaliera nel settore del disagio psichico. E composta da sofferenti psichici, amici e familiari. Suo obiettivo è quello di migliorare la qualità di vita di coloro che soffrono e permettere il recupero delle proprie competenze sociali. Organizza attività quali conferenze, supporto per sofferenti e familiari, attività per il tempo libero. Tribunale per i Diritti del Malato.- Coordinamento di Cittadinanzattiva Sezione di Reggio Emilia. Promozione e tutela dei diritti e in difesa del cittadino. Il contributo di eventuali segnalazioni spontanee dei cittadiniutenti costituisce motivo per il miglioramento della qualità della prestazioni erogate dall Azienda ASMN. Volontari Servizio civile nazionale I giovani Volontari del Servizio Civile Nazionale (insieme ad altri volontari) sono impegnati nel Progetto Cure leggère... Lèggere cura! e svolgono un servizio in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia/Spazio Giovani Scritture. La loro attività consta in volontariato di lettura ad alta voce di testi negli spazi di socializzazione di alcune UU.OO. dell Arcispedale realizzato da del Servizio civile AUSER - Onlus - Associazione per l autogestione dei servizi e la solidarietà - Onlus. Sede di Reggio Emilia. Promuove l invecchiamento attivo degli anziani, si propone di contrastare ogni forma di esclusione sociale, di migliorare la qualità della vita, diffondere la pratica della solidarietà. Al-Anon - AlaTeen Associazione di familiari ed amici di alcolisti. Aiuto socio-psicologico a favore dei familiari di alcolisti. Gruppi di auto-aiuto, attività guidate da psicologi. Al suo interno opera il gruppo Ala Teen rivolto agli adolescenti a stretto contatto con parenti o amici alcolisti. AICAT L Associazione italiana club alcolisti in trattamento sostiene attività di informazione, mirata alla promozione della salute della persona, della famiglia e della comunità, a partire dai problemi alcolcorrelati. E attiva nella proposta e verifica su leggi e programmi che incidono sul piano sociosanitario nazionale. Sostiene lo sviluppo dei Club alcolisti in trattamento su tutto il territorio nazionale. A.A. Associazione alcolisti anonimi - Alcolisti Anonimi è un associazione di persone che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e di aiutare altri a recuperarsi dall alcolismo. A.A. è autonoma, apolitica, indipendente da ogni organizzazione o istituzione. Associazione Overeaters Anonymous Onlus E un associazione di individui che, condividendo le proprie esperienze di forza e speranza, vivono il recupero dal mangiare compulsivo. O.A. non è affiliata ad alcuna organizzazione pubblica o privata. Suo scopo primario è quello di astenersi dal mangiare compulsivo e di portare questo messaggio a quelli che ancora ne soffrono. Associazione paraplegici Emilia Romagna Onlus La Onlus persegue finalità di solidarietà sociale operando tramite volontari nei settori dell assistenza sociale e socio-sanitaria, formazione, sport dilettantistico, a tutela dei diritti e pro ricerca a beneficio delle persone svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, economicosociali o familiari: in particolare a favore dei paratetraplegici e dei medullolesi. Anfass- Onlus Associazione famiglie disabili intellettivi e relazionali La Onlus opera prevalentemente su base di volontariato per fini di solidarietà e di promozione sociale in campo sanitario, sociale, socioassistenziale, della ricerca scientifica, della formazione, della tutela dei diritti, prioritariamente in favore di persone in situazione di disabilità intellettiva e/o relazionale e delle loro famiglie. Aut Aut Onlus - Reggio Emilia L Associazione Famiglie con Porta- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 163

164 tori di Autismo - Onlus ha quale fine istituzionale lo svolgimento dell attività di volontariato a beneficio dei soggetti dello spettro autistico. Promuove i diritti delle persone autistiche e delle loro famiglie, collaborando con enti pubblici e privati al fine di sostenere servizi che assicurino una formazione, un lavoro e servizi sanitari adeguati. Promuove inoltre studi sulla ricerca. ASDRE Onlus - L Associazione Sport Disabili Reggio Emilia si occupa di sport per disabili, in particolare basket in carrozzina. Da sempre, i valori e gli obiettivi sono la voglia di mettersi in gioco, stare insieme senza pregiudizi, sfidare i propri limiti. Altro aspetto dell attività che viene svolta è rappresentato dalla diffusione della cultura dell integrazione sociale e sportiva, promossa da ASDRE all interno delle scuole di Reggio e provincia. Non da sola. it Onlus. Contrasto di ogni forma di violenza, in particolare sessuale, agita contro le donne. Organizza convegni, seminari, dibattiti ed iniziative utili ad incidere sulla coscienza collettiva ed istituzioni. Ricordiamo inoltre la Casa delle donne. La Casa, come l Appartamento e il Gruppo, è un luogo in cui le donne che subiscono maltrattamenti o vivono situazioni di difficoltà, possono trovare ascolto, sostegno, riconoscimento del proprio valore, aiuto nel tentativo di costruire un proprio percorso di uscita dalla violenza. Abare Onlus Associazione bambini autistici Reggio Emilia. Associazione costituita da un gruppo di famiglie con bambini autistici e con sindromi correlate. La particolarità sta nel fatto che promuove la conoscenza e l implementazione di un metodo psicopedagogico ABA BV - la cui efficacia è sostenuta dai risultati della ricerca scientifica. - che insegna ai bambini e rende loro possibile il regolare svolgimento delle attività relative alla quotidianità. A.P.D.A. - Onlus Associazione Persone Diversamente Abili Onlus. Tutela dei diritti delle persone diversamente abili, sostegno alle loro famiglie, condivisione di esperienze per l incremento di conoscenze e competenze in area disabilità. L Apda, fra le altre attività, sostiene anche quelle svolte dal Laboratorio di Neuropsicologia, afferente al reparto di Neurologia dell Arcispedale. Associazione Casa CILLA Onlus Casa E. Piccinini di Reggio Emilia. Associazione che offre ospitalità, sostegno e solidarietà a favore di malati e loro familiari. Sede della Casa, a Reggio Emilia, nei pressi dell Arcispedale. Emmaus - Onlus L Associazione Emmaus Volontariato domiciliare ha per scopo l aiuto morale e materiale, delle persone in condizioni di difficoltà (anziani, ammalati o bisognosi) e a supporto delle loro famiglie. L attività consta nell assistenza a domicilio (compagnia in casa, piccoli servizi e commissioni, ecc.) interpretata in chiave di arricchimento reciproco. In particolare si propone il superamento dello stato di solitudine, il sostegno alle famiglie nell assistenza dei congiunti, il coinvolgimento della comunità locale. CRI Croce Rossa italiana - L Associazione Italiana della Croce Rossa è presente sul nostro territorio con un Comitato provinciale a Reggio Emilia città e tredici comitati locali nella provincia. La sua forma giuridica è quella di ente di diritto pubblico non economico con finalità di soccorso in casi emergenza sanitaria, attività sociosanitarie e socio-assistenziali. Attività per Migranti. Attività per l Ambiente, organizzazione di campagne e eventi di sensibilizzazione. La C.R.I. fa parte del Movimento Internazionale della Croce Rossa. Nelle sue azioni a livello internazionale si coordina con il Comitato Internazionale della Croce Rossa, nei Paesi in conflitto, e con la Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per gli altri interventi. Collabora al funzionamento del servizio di Emergenza Sanitaria pubblica - Servizio 118 Pubblica Assistenza RE e altre Pubbliche Assistenze della provincia. La prima Pubblica Assistenza che nasce a Reggio Emilia, è la Croce Verde con il compito di fornire un servizio primo soccorso e di trasporto infermi e infortunati. Nella provincia di Reggio, le consorelle nascono molti anni dopo, in un contesto storico e culturale frutto di riforme e di attenzione maggiore al mondo del volontariato: si tratta in totale di nove Associazioni di Pubblica Assistenza diffuse sul territorio provinciale. Il Coordinamento Provinciale delle Pubbliche Assistenze di Reggio Emilia nasce nal 1997 e riunisce periodicamente tutti i rappresentanti delle associazioni. Assicura Servizi di Emergenza in convenzione con il 118, Servizio di onoranze funebri, Servizio di accompagnamento dei pazienti negli spostamenti da un reparto all altro in ospedale. Organizza trasporti programmati non urgenti. Inoltre espleta attività di Assistenza in area sociale. La PA si attiva in seno al coordinamento regionale e nazionale delle Pubbliche Assistenze, per soccorrere le popolazioni italiane e straniere, colpite da gravi calamità. Dar Voce - Associazione di associazioni fondata nel 1994 da sette organizzazioni di volontariato della provincia di Reggio E. con lo scopo di sostenere, promuovere e qualificare il volontariato provinciale. Oggi conta 82 associazioni socie e costituisce il Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Reggio Emilia: essa rappresenta un istituzione prevista dalla legge quadro sul volontariato (L. 266 del 1991) per il sostegno del volontariato. A norma del D.M. dell i Centri di Servizio hanno lo scopo di sostenere e qualificare l attività del volontariato. Numerose, fra le Associazioni iscritte, sono di Area sanitaria e socio-assistenziale. La promozione delle Associazioni: il Convegno Volontaria - RE Le Associazioni di Volontariato che operano nell ambito della Sanità, a supporto delle attività dell Arcispedale S. Maria Nuova, delle Strutture Sanitarie provinciali e a favore di tutti i pazienti, hanno dato piena adesione alla proposta sostenuta dall Associazione Vittorio Lodini per la Ricerca in Chirurgia - Onlus di incontrarsi, al fine di dibattere le opportunità offerte e le problematicità poste a tutti coloro che si impegnano nell Area del Volontariato. L iniziativa è risultata di notevole interesse per tutte le circa 70 Associazioni/ Fondazioni censite ed invitate al convegno dello scorso 28 ottobre 2010 dal titolo Volontaria-RE. Nel corso dell Incontro si sono definiti tre grandi ambiti di intervento: CENTRALITÀ DEL CITTADINO

165 - Il VOLONTARIATO E L UMANIZZA- ZIONE DELL ASSISTENZA - Il VOLONTARIATO QUALE AUTO- AIUTO E IL SOSTEGNO ALL ASSI- STENZA - IL VOLONTARIATO E L IMPEGNO PER LA RICERCA IN SANITA. Durante l incontro del 21 ottobre 2010 si è avuta la possibilità di conoscere le linee di indirizzo delineate dall Assessorato Regionale Politiche per la salute finalizzate ad integrare le attività dei Volontari con la missione istituzionale del Servizio Sanitario, rappresentata dal recupero della salute, dal reinserimento sociale, dalle iniziative di Formazione e di sostegno alla Ricerca. Varie sono state le proposte presentate dalle singole Associazioni per favorire ed integrare il processo di miglioramento delle attività di Volontariato a favore dei cittadini-pazienti che scelgono di essere assistiti presso l A.O. Arcipedale S. Maria Nuova, presso le Strutture Sanitarie della provincia o di coloro che si avvalgono dei Servizi Socio-Sanitari domiciliari. Tutto ciò, sempre e comunque, nel rispetto del dettato costituzionale (Art. 118 C.). che prevede e sottolinea l importanza del principio di sussidiarietà trasversale Ricordiamo infine che il dibattito risulta essere stato particolarmente stimolante in quanto svoltosi in un periodo di poco antecedente all inizio dell Anno 2011, Anno Europeo del Volontariato, così come da Decisione del Consiglio dell Unione Europea 2010/37/CE, del AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 165

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167 3.4 QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE INTERVENTI SULLA ACCESSIBILITÀ AI SERVIZI ACCESSIBILITÀ AI SERVIZI STRUMENTI Logistica Organizzativo Informativo Percorsi colore da abbinare ai dipartimenti Segnaletica aziendale Protocolli di accoglienza, strumenti informativi che vengono consegnati a tutti gli utenti con informazioni riguardanti l organizzazione e le responsabilità della struttura di riferimento I protocolli d accoglienza, la carta dei servizi e altri depliant informativi sono a disposizione nelle bacheche collocate all ingresso di ogni unità operativa, sito internet, brochure, video informativii proiettati all interno dell ospedale L accessibilità ai servizi è garantita e resa trasparente dalla definizione dei criteri di accesso in elezione e in emergenza\urgenza come previsto dal modello di accreditamento. I percorsi degli utenti definiti soprattutto per le maggiori patologie oncologiche e per le emergenze\urgenze sono stati introdotti per gestire un accessibilità sicura e con percorsi definiti dentro l organizzazione (es. percorso dolore toracico, percorso politraumi, percorso tumore al polmone ) INTERVENTI SUI PROCESSI ASSISTENZIALI L Azienda Ospedaliera, in stretta collaborazione con l Azienda USL, è impegnata nell intraprendere azioni e progetti volti al miglioramento dell appropriatezza delle prestazioni erogate, definendo percorsi clinico-assistenziali integrati. Infatti, il percorso clinico-assistenziale è il punto cardine per sviluppare il confronto tra professionisti e per esercitare una reale gestione delle risorse in relazione alla qualità delle prestazioni erogate e alle esigenze dei pazienti. Importante approccio è l analisi del processo clinico-assistenziale in tutte le sue fasi monitorando le principali dimensioni della qualità, quali l appropriatezza, l efficacia, l efficienza e la sicurezza. Nell ultimo decennio e con il supporto di professionisti della Clinical Effectiveness Unit (CEU), sono state elaborate Linee Guida interaziendali e sono stati progettati ed eseguiti Audit Clinici per valutare l efficacia dell introduzione delle Linee Guida nella pratica clinicoassistenziale e monitorare i miglioramenti apportati nell organizzazione. Nella Tabella si riporta un aggiornamento sulle linee guida e audit clinici inerenti i principali percorsi clinicoassistenziali a valenza provinciale ed aziendale. TABELLA PRINCIPALI PERCORSI CLINICO-ASSISTENZIALI ATTIVATI E IN ITINERE NEL 2010 Percorso/Linea Guida Obiettivo Stato di avanzamento Audit clinico e monitoraggio Programma Interaziendale Gastroenterologia Endoscopia Digestiva (PIGED) Adattare su tutta la provincia il documento regionale intersocietario per la gestione delle emergenze-urgenze endoscopiche Implementare il percorso diagnostico terapeutico per l epatocarcinoma e relativo monitoraggio di efficacia Continuare l attività di audit clinico sull appropriatezza della colonscopia e promuovere altri programmi di audit (ad es. appropriatezza della gastroscopia e gestione urgenze) Completezza ed appropritezza di setting della colonscopia Appropriatezza diagnostico-terapeutica dell epatocarcinoma (in progress) Completezza/Sicurezza/Appropriatezza di setting della Colonscopia Garantire l erogazione della colonscopia in modo uniforme su tutta la provincia, individuare gli standard di prodotto e gli indicatori per la valutazione della performance sia in termini di efficacia che di efficienza (completezza della colonscopia, tasso di complicanze, utilizzo della sedazione standard) Sono stati condivisi i risultati degli ultimi 5 monitoraggi ed i corrispondenti parametri di qualità con tutte le Endoscopie della provincia (anche quelle delle Case di cura). È in corso il monitoraggio dei parametri di qualità su tutte le colonscopie del 2009 per ottenere il consolidamento dei nuovi standard I fase retrospettiva (del 2003) + fasi prospettiche (ultima anno 2008). In corso altra fase prospettica per l anno 2009 AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 167

168 Percorso/Linea Guida Obiettivo Stato di avanzamento Audit clinico e monitoraggio Percorso interaziendale per la diagnosi ed il trattamento dell epatocarcinoma Percorso aziendale del paziente con sospetto ca del colon-retto Percorso assistenziale delle pazienti affette da sospetta neoplasia dell Endometrio Definire il percorso interaziendale per la diagnosi, il trattamento ed il follow up dei pazienti cirrotici con lesioni epatiche focali al fine di omogeneizzare i comportamenti e gli approcci terapeutici secondo le migliori evidenze scientifiche Garantire al paziente un adeguato percorso e presa in carico in caso di sospetta neoplasia colorettale Ridurre e possibilmente eliminare i punti critici del percorso attuale Stabilire una corretta priorità al fine di erogare gli esami nei tempi più appropriati nel singolo caso Ricercare la migliore pratica clinica basata sulle evidenze disponibili in letteratura Coinvolgere tutte le figure professionali interessate ed attivare periodiche discussioni multidisciplinari dei casi nelle diverse fasi di sviluppo della neoplasia. Definire il percorso assistenziale della pazienti con carcinoma dell endometrio ed uniformare i comportamenti dei professionisti della provincia di RE con l implementazione di una Linea Guida Provinciale Gruppo multidisciplinare attivato nel 2007 all interno del PIGED. Nel 2009 è stato definito il documento provinciale, approvato dalle due direzioni sanitarie. Continua l attività periodica di discussione dei casi multidisciplinare. Fase di test per il programma informatico per la gestione e la valutazione di qualità del percorso clinico. Nel corso del 2007 e del 2008 effettuate più riunioni del gruppo multidisciplinare. Approvato e condiviso il protocollo di appropriatezza della richiesta di colonscopia. Definito un percorso di presa in carico con un approccio multidisciplinare. In previsione è la rivisitazione del percorso in un ottica di health tecnologies Attualmente il gruppo multidisciplinare ha predisposto ed implementato la Linea Guida. Inoltre è stata effettuata la revisione retrospettiva di un campione di 135 cartelle di casi di carcinoma dell endometrio riguardanti il periodo I risultati sono stati discussi e commentati all interno di riunioni interaziendali. Nel 2009 il gruppo ha effettuato una ulteriore revisione di casi riguardanti gli anni 2007 e Sperimentazione della cartella informatizzata e di un set di indicatori di qualità clinica Studio retrospettivo sul trattamento radioterapico neoadiuvante dal 1997 al Audit clinico in progress Pianificazione di studi osservazionali e/o trial a supporto di attività di ricerca I fase retrospettiva per il periodo La fase prospettica riguardante il periodo Percorso del paziente affetto da tumore del polmone Creare un percorso efficace ed effieciente per il paziente affetto da tumore del polmone e che sia gestito in modo multidisciplinare ed integrato A fine 2007 è stato costruito il percorso di cura polmone (PCP) informatizzato che attualmente è in fase di sperimentazione I fase retrospettiva del periodo 2004 La prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell Endocardite batterica Uniformare i comportamenti di tutti i professionisti della provincia di RE nella prevenzione, la diagnosi ed il trattamento dell Endocardite Batterica (EB) e stesura di una Linea Guida secondo le migliori evidenze scientifiche In fase di revisione della Linea Guida con le nuove indicazioni per la terapia antibiotica e la profilassi ed un conseguente adeguamento del percorso I fase retrospettiva per il periodo e I trim La fase prospettica è stata effettuata sui casi del e I semestre QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

169 Percorso/Linea Guida Obiettivo Stato di avanzamento Audit clinico e monitoraggio Percorso aziendale del paziente con piede diabetico Disegnare ed implementare il percorso aziendale del paziente con piede diabetico al fine di garantire una corretta presa in carico e un approccio terapeutico condiviso da una equipe multidisciplinare secondo le migliori evidenze scientifiche Il gruppo multidisciplinare è stato formalizzato nel Nel 2008 ha svolto le seguenti attività: definizione delle fasi del percorso e le criticità, revisione della letteratura per alcuni aspeti specifici, identificazione di indicatori per audit clinico E stata fatta una indagine conoscitiva sui casi trattati nel nostro ospedale nel periodo L audit clinico è in corso di pianificazione Appropriatezza dell Assistenza al travaglio e al parto (tagli cesarei) Omogeneizzare i comportamenti dei professionisti della provincia Migliorare l appropriatezza dell assistenza ostetrica Ridurre il numero di Tagli Cesarei nel rispetto della sicurezza materno-fetale Ridurre la mortalità e morbilità neonatale La LG è stata approvata ed è in fase di implementazione. Attivazione di un programma continuo di audit clinici in ostetricia e ginecologia I fase retrospettiva per il periodo indagine sulle conoscenze e comportamenti dei professionisti Discussione di casi particolari durante gli incontri periodici annuali Appropriato uso delle emotrasfusioni e gestione del rischio Audit clinico sui pazienti con IMA ricoverati nelle cardiologie della provincia di RE percorso tumore della mammella Ridurre la richiesta inappropriata di sangue ed emoderivati ed aumentare il tasso di utilizzo del sangue richiesto Verificare i percorsi e l outcome dei pazienti con IMA all interno del sistema curante della rete cardiologica della provincia. Ha una cadenza annuale a partire dal 1999 Rendere omogenei i percorsi di diagnosi e terapia attraverso la stesura di protocolli che vengano applicati da tutti i professionisti. Facilitare il percorso clinico della paziente attraverso la presa in carico da parte di un professionista lungo tutto il percorso diagnostico terapeutico. misurare il percorso attraverso indicatori di processo e di esito. Revisione/aggiornamento della LG a fine 2007 e ulteriore monitoraggio degli indicatori. Nel 2008 è stata realizzata l integrazione della linea guida con la gestione trasfusionale dell emorragia massiva Iniziato nel 1999 con la revisione di un campione di cartelle cliniche di pazienti con IMA. Dal 2005 è iniziato un audit interno all ASMN sui casi di IMA usando come fonte dati le SDO ed i percorsi che si possono ricostruire da esse. Da questo percorso otteniamo i dati della mortalità intraospedaliera, che dal 2006 stiamo estendendo a verifiche della mortalità a 30 e 180 giorni utilizzando la banca dati provinciale. E stato definito il percorso inetrdisciplinare. E stata avviata la discussione interdisciplinare dei casi. E in costruzione il data base per la raccolta dei dati utili per il monitoraggio degli indicatori I fase retrospettiva (2001) + 1 fase prospettica (2002). Messa a punto di un sistema automatico di calcolo degli indicatori nel SIT. Ulteriore fase prospettica sui dati del In progress la pianificazione dell audit sulle nuove raccomandazioni per la gestione dell emorragia massiva Dal 1999 con periodicità annuale monitoraggio annuale AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 169

170 Anche nel 2010 l attenzione maggiore è stata rivolta verso le patologie neoplastiche, in seguito all aumento dell incidenza dei tumori e all avvento di nuove tecnologie e strumenti di diagnosi precoce (screening). A tal fine le due Aziende si sono date come obiettivo prioritario la definizione dei percorsi clinico-assistenziali integrati per garantire omogeneità di comportamenti nella diagnosi, nel trattamento e nella prevenzione secondo le migliori evidenze scientifiche presenti in letteratura a) Completezza/Sicurezza/ Appropriatezza di setting della Colonscopia (collegato allo Screening del colon-retto) Il Gruppo Multidisciplinare a valenza provinciale composto da medici, infermieri e un biostatistico ha realizzato un percorso di Audit Clinico con l obiettivo di omogeneizzare l erogazione della colonscopia, individuare gli standard di prodotto e gli indicatori per la valutazione della performance in termini sia di efficacia che di efficienza. Per il monitoraggio continuo della qualità, ad oggi sono state fatte 5 misurazioni dove sono emersi significativi miglioramenti a livello provinciale in termini di completezza della colonscopia (> 95%), di appropriatezza di setting ambulatoriale e di utilizzo della sedazione identificata come gold standard. È stato definito ed esteso a tutte le endoscopie un unico software che prevede anche una scheda audit con i dati utili agli indicatori. Gli standard clinico-assistenziali individuati saranno estesi anche alle strutture private accreditate della provincia che erogano endoscopie. Nel 2008 è stato effettuato il monitoraggio dei parametri di qualità sulle colonscopie erogate nelle endoscopie provinciali al fine di consolidare i nuovi standard di qualità. Inoltre, un tavolo di lavoro integrato AUSL/ASMN e MMG ha lavorato sulla definizione dei criteri di accesso all esame urgente, urgente differibile, programmabile e follow up. Condivisi i risultati degli indicatori calcolati sui dati del Confronti e ipotesi di miglioramento degli standard b) Percorso assistenziale delle pazienti affette da sospetta neoplasia dell Endometrio Il Gruppo multidisciplinare composto da medici delle Ginecologie della provincia, dell Anatomia Patologica, della Radioterapia, dell Oncologia e un biostatistico, ha iniziato i lavori nel 2004 e ha avuto come scopo principale la progettazione dell audit provinciale e la costruzione ed implementazione di una Linea Guida Provinciale che permettesse di definire il percorso assistenziale della pazienti con carcinoma dell endometrio ed uniformasse i comportamenti dei professionisti della provincia di RE. Una prima revisione retrospettiva è stata fatta su un campione di cartelle di casi con carcinoma dell endometrio riguardanti il periodo I risultati, che fanno una fotografia pre-linea guida, sono stati discussi e condivisi da tutto il gruppo provinciale. In seguito a questo percorso è stato definito un set completo di informazioni utili a descrivere il percorso clinico della paziente neoplastica ed i successivi follow-up. Le informazioni sono state raggruppate in macro-categorie: dati anagrafici, fattori di rischio personali, diagnosi, esami di laboratorio (ove richiesti), esami strumentali, dati istologici, intervento terapeutico/chirurgico, dati post-intervento, parametri di qualità della prestazione (ove presenti) e altri parametri clinici particolari. Questi dati sono organizzati in un WorkFlow che presenta, nei momenti topici del percorso di cura, dei form sia riassuntivi che di valutazione degli outcomes. Lo stesso procedimento si sta effettuando anche per il tumore del colonretto e del polmone con il fine di costruire un sistema informativo epidemiologico-clinico che supporti la Direzione ed i professionisti nel monitoraggio continuo della qualità dei percorsi diagnostico-terapeutici. A maggio 2010 sono stati condivisi con il gruppo multidisciplinare i risultati della revisione del campione di cartelle del periodo confrontati con quelli della fase retrospettiva. Spunti di miglioramento e di aggiornamento del percorso sono emersi dal gruppo e verranno attuati nei prossimi anni c) Percorso del paziente affetto da tumore del polmone L analisi del percorso del tumore del polmone è stata una delle prime sperimentazioni che ha voluto mettere a confronto tutti i professionisti che interagiscono nel processo di diagnosi e cura del paziente con sospetto tumore al polmone. La metodologia adottata è stata quella di costituire un gruppo collegiale interdisciplinare di professionisti (pneumologo, radioterapista, oncologo e chirurgo toracico) che ha analizzato, in prima istanza il percorso organizzativo del paziente con sospetto tumore polmonare e i dati di riferimento. A fronte delle criticità emerse sono state messe in atto azioni specifiche affinchè la struttura e i professionisti si organizzassero per garantire risposte univoche e coordinate. A seguire sono state definite le fasi del percorso clinico: dal sospetto diagnostico alla diagnosi, dalla diagnosi alla stadiazione, dalla stadiazione alla scelta terapeutica e infine al follow up in paziente libero da malattia, individuando sia le responsabilità che le evidenze scientifiche a cui fare riferimento per QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

171 offrire all utente il miglior trattamento possibile in relazione al performance status. È stato adottato un verbale condiviso dal gruppo collegiale utile sia per lo scambio di informazioni tra professionisti sia per i dati da utilizzarsi per gli indicatori individuati. Punto di forza del percorso è stato quello di garantire all utente un medico referente (pneumologo) che si prende carico del paziente durante tutto il percorso ospedaliero e degli eventuali contatti con il MMG. Altro punto di forza è la discussione collegiale dei casi, con cadenza settimanale, che definisce il piano terapeutico del singolo paziente e ne segue l evoluzione clinica. Attenzione particolare è anche rivolta al rapporto con le famiglie e nella comunicazione della diagnosi. È fondamentale stabilire con l utente una relazione efficace in termini di comunicazione e non solo di informazione e lavorare per il rispetto delle scelte del malato in relazione ai suoi valori ed una sua partecipazione attiva nel percorso di cura d) Percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti con cancro del colon-retto Le patologie dell apparato digerente sono un problema rilevante in termini epidemiologici, di spesa e di soddisfazione dell utente. Inoltre, il carico di sofferenza legato alle patologie digestive maligne è elevato e l incidenza di carcinoma colo-rettale nella nostra provincia è superiore a 300 nuovi casi/ anno. Per questo è stata sentita la necessità di costituire un gruppo multidisciplinare aziendale che permettesse di confrontarsi nella definizione del percorso del paziente con cancro del colon-retto e di uniformare i comportamenti sulla base delle migliori evidenze scientifiche. Allo stato attuale il gruppo ha tracciato il percorso del paziente, definito un protocollo di richiesta appropriata della colonscopia e un protocollo di presa in carico del paziente in tutte le fasi (prediagnostica, diagnostica, terapeutica e di follow-up). Elemento di eccellenza è l approccio multidisciplinare nella gestione del caso. È stato eseguito uno studio retrospettivo sul trattamento radioterapico neoadiuvante per questi tumori e sono stati identificati gli indicatori per il monitoraggio dell efficacia del percorso stesso. Nel 2010 valutazione di ipotesi per rivisitare il percorso in un ottica di ricerca e) Percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti affetti da epatocarcinoma (HCC) L attivazione del Gruppo Epatologico Provinciale rientra negli obiettivi fondanti del Programma Interaziendale di Gastroenterologia Endoscopia Digestiva (PIGED). L obiettivo principale è quello di strutturare un percorso interaziendale per la diagnosi, il trattamento ed il follow up dei pazienti cirrotici con lesioni epatiche focali al fine di standardizzare i comportamenti e gli approcci terapeutici secondo le migliori evidenze scientifiche. Questo percorso vede l eccellenza nell integrazione multidisciplinare con una sistematica discussione di casi e nella qualità delle prestazioni erogate nei diversi contesti. In seguito ad un attenta analisi delle criticità nella gestione dei pazienti epatopatici a Reggio Emilia, la più evidente è sembrata quella delle lesioni focali in pazienti cirrotici. Un ritardo nella individuazione dell HCC comporta inevitabilmente la mancanza di cure efficaci della neoplasia. Si è pertanto concordata l opportunità di istituzionalizzare un percorso interaziendale con il supporto di un Gruppo Multidisciplinare Interaziendale per uniformare i comportamenti sulla base delle migliori evidenze e risolvere le criticità. Nel 2010 il percorso è stato approvato e condiviso con le parti interessate aziendali ed interaziendali. Si stanno valutando ipotesi di ricerca sulla valutazione di impatto del percorso e sull implementazione della cartella informatizzata a livello provinciale per facilitarne il monitoraggio della qualità clinica f) Percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti con mesotelioma maligno della pleura L obiettivo principale è quello di strutturare un percorso interaziendale per la diagnosi, il trattamento dei pazienti affetti da mesotelioma maligno della pleura al fine di standardizzare i comportamenti e gli approcci terapeutici secondo le migliori evidenze scientifiche. L applicazione del percorso si deve basare sulla integrazione multidisciplinare mediante una discussione sistematica dei casi e sulla qualità delle prestazioni erogate nei diversi contesti. Il gruppo multidisciplinare è stato formalizzato a luglio 2010 per svolgere le seguenti attività: revisione della letteratura, analisi del percorso attuale e confronto con un percorso ideale, stesura della bozza del percorso per la fase diagnostica e di terapia con identificazione dei punti critici. E in fase di sviluppo il supporto informatico per facilitare la discussione collegiale dei casi g) Attivazione del Centro della Tiroide Presso il Centro della Tiroide è possibile trovare una risposta diagnostica e terapeutica per qualunque problema tiroideo. Cura integrata significa che il paziente, dal momento della diagnosi iniziale, alla cura, ai controlli successivi, non deve fare altro che seguire i percorsi prestabiliti senza preoccuparsi di cercare gli specialisti di volta in volta coinvolti. Gli specialisti si muovono in maniera coordinata intorno al paziente. La diagnosi si avvale delle seguenti prestazioni: le più avanzate metodiche strumentali: ultrasonografia, rhtsh, agoaspirati ecoguidati; gli esami di laboratorio: TSH, FT3, FT4, PTH, HTG, AbTG, AbTPO, Ab- TSH ecc.; le valutazioni anatomo-patologiche dei prelievi bioptici e istologici. Il trattamento, medico e chirurgico, è effettuato da professionisti esperti e con risultati qualitativamente molto affidabili. Procedure terapeutiche invasive eseguite dagli endocrinologi: termoablazione laser alcolizzazioni. Interventi Chirurgici eseguiti dai chirurghi toracici e dagli otorinolaringoiatri: tiroidectomie totali e subtotali lobectomie svuotamenti latero cervicali. enucleo-resezioni. I pazienti affetti da tumore vengono. sottoposti a trattamento chirurgico trattati con terapia radiometabolica in apposite stanze protette (trattamenti con I 131 ). AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 171

172 Nonostante siano solitamente poco aggressivi, i tumori tiroidei possono ripresentarsi anche dopo molti anni. Per questo motivo è necessario seguire per tutta la vita i pazienti operati per patologia neoplastica tiroidea. Ciò a Reggio avviene utilizzando un laboratorio avanzato e le più moderne tecnologie di immagine, che includono: ecografia ad alta risoluzione TC a strato sottile PET. Il Servizio di Endocrinologia, ha sviluppato negli ultimi anni terapie innovative mini-invasive guidate dall ecografia. Esse includono: alcoolizzazione trattamento laser dei noduli tiroidei. Sono trattamenti eseguiti nel contesto ambulatoriale e non richiedono anestesia generale né ricovero ospedaliero. Essi consentono di evitare una parte degli interventi chirurgici tradizionali. Le procedure eco-interventistiche sono un prodotto originale della ricerca italiana ed hanno suscitato grande interesse negli USA e presso i colleghi della Mayo Clinic (Rochester, MN, USA), il più importante centro di ricerca clinica del mondo in questo campo. Complessivamente, è da sottolineare: ü una buona partecipazione di tutti i professionisti (sia medici che infermieri) coinvolti nei percorsi diagnostico-terapeutici, sia nelle fasi di formazione sia nei momenti di stesura, implementazione delle Linee Guida e di Audit Clinici ü buon coinvolgimento dei professionisti nella progettazione ed esecuzione degli Audit Clinici provinciali, con una elevata attenzione alla parte metodologica e nel favorire l apporto di cambiamenti nei percorsi clinico-assistenziali in esame ü attivazione sistematica di gruppi multidisciplinari di discussione periodica dei casi per la scelta del miglior trattamento da offrire h) Il percorso nascita La Delibera Regionale n. 533/2008 Direttiva alle Aziende Sanitarie in merito al percorso nascita del 2008, prevedeva che, sulla base delle indicazioni in essa contenute, le Aziende sanitarie definissero un Piano di attuazione provinciale del percorso nascita entro fine 2008 in cui fossero esplicitati le modalità di implementazione delle linee guida/raccomandazioni indicate nella DGR e le modalità di attuazione degli obiettivi, le fasi ed i tempi di realizzazione per ognuno degli obiettivi contenuti nel documento stesso. Nel corso del 2008 è quindi stato elaborato un piano attuativo locale interaziendale sul percorso nascita e nel corso dei successivi anni, a livello provinciale, nell ambito del Programma Interaziendale Materno infantile (PIA- MI) ed in occasione degli incontri della commissione Salute Donna, sono stati discussi e condivisi i vari obiettivi della DGR. Nel 2010 sono proseguiti i lavori dei sottogruppi del PIAMI sugli obiettivi della DGR 533/2008. Ogni sottogruppo ha previsto il coordinamento di un componente del Programma Materno Infantile interaziendale di Reggio Emilia ed a fine anno è stato fatto un incontro di tutti i referenti dei gruppi per la definizione dello stato di avanzamento dei lavori e per la definizione degli obiettivi da perseguire nel Per ogni obiettivo è stato individuato inoltre un referente provinciale per la partecipazione ai sottogruppi di lavoro della Commissione Nascita regionale. Nel corso del 2010 sono state messe in atto, suddivise per obiettivi della già citata DGR, le seguenti azioni: 1- Realizzare una razionalizzazione delle metodiche invasive utilizzate per la diagnosi prenatale di anomalie cromosomiche (ASMN-USL): si è lavorato alla preparazione del percorso provinciale di offerta gratuita della diagnosi prenatale non invasiva a tutte le gravide, in termini di logistica di spazi e attrezzature, di impegno e formazione di risorse umane e di acquisizione di nuove apparecchiature utili all effettuazione dei test di laboratorio e all effettuazione dell ecografia. Tale percorso potrà cominciare nel corso del Predisporre un percorso razionale della diagnostica ecografica delle anomalie morfologiche fetali (ASMN-USL): su questo obiettivo, strettamente connesso al primo obiettivo, si è deciso di lavorare in un secondo momento. 3- Applicare le linee di indirizzo regionale per la ridefinizione del ruolo dell ostetrica nell assistenza al percorso nascita (ASMN-USL): su questo obiettivo hanno lavorato sia i Consultori che le Ostetricie Ospedaliere. In particolare, presso l Ostetricia dell ASMN si è lavorato per differenziare il percorso della gravidanza fisiologica da quello della gravidanza ad altro rischio. La gravidanza fisiologica o a basso rischio deve essere, così come indicato dalla Delibera, gestita interamente dall ostetrica che rappresenta la figura più idonea e più rassicurante per la donna, mentre la gravidanza patologica o a rischio deve essere seguita fin dall inizio anche dal medico ostetrico. 4- Promuovere e consolidare l adozione delle linee guida sul controllo del benessere fetale in travaglio di parto (ASMN-USL): per questo obiettivo è stato formato un gruppo di lavoro, costituito da ostetriche, ginecologi ed un rappresentante della direzione sanitaria ASMN, con il compito di aggiornare le linee guida interaziendali alla luce della nuova letteratura e delle linee guida regionali citate nella DGR. Le linee guida interaziendali erano nate per diminuire la percentuale di tagli cesarei (TC) non appropriati effettuati, ed effettivamente negli ultimi anni, ed anche nel 2010, la % di TC presso la nostra provincia e presso l ASMN, si è mantenuta al di sotto della media regionale. 5- Migliorare l assistenza ai disturbi emozionali della donna in gravidanza e nel primo anno di vita del bambino (ASMN-USL): su questo obiettivo si è lavorato per la creazione di un percorso di presa in carico della donna con disturbi emozionali. 6- Attuare interventi di supporto alla relazione madre-bambino e di promozione e sostegno dell allattamento al seno (ASMN-USL) : la promozione all allattamento al seno presso la nostra Provincia, viene perseguita da molti anni, grazie alla presenza dello spazio Latte e coccole sito presso l ASMN, in cui si aiutano e sostengono le donne nel post-partum e puerperio, sia grazie ai corsi di formazione rivolti al personale di Nido, Neonatologia ed Ostetricia per la sensibilizzazione dei professionisti al tema. Anche nel corso del 2010 sono stati condotti corsi di formazione per il personale ospedaliero. 7- Favorire il processo di ascolto dell opinione delle donne e delle coppie che hanno accesso ai servizi per il percorso nascita (ASMN-USL): Nel corso del 2010 è stato avviato un progetto interaziendale sulla qualità percepita nel percorso nascita che si QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

173 concluderà nel (dettagli e approfondimenti par.3.3.2) 8- Garantire un miglioramento della prassi diagnostico assistenziale in caso di nato morto (ASMN): nel corso del 2010, diversi professionisti afferenti alle strutture di neonatologia, ostetricia, pediatria, anatomia patologica, laboratorio ecc hanno lavorato per la stesura di una procedura interaziendale provinciale sulla gestione del natomorto. Tale procedura dovrebbe diffusa e condivisa con tutti i punti nascita nel corso del Garantire un assistenza qualificata al travaglio e parto fisiologico in ambiente extra-ospedaliero: (di pertinenza dell Azienda USL di Reggio Emilia) 10- Garantire a tutte le donne i corsi prenatali di base (ASMN-USL): l ostetricia dell ASMN ha garantito anche per il 2010 l effettuazione di 2 corsi pre-parto per mese rivolti a tutte le donne che ne hanno fatto richiesta. Inoltre le sedi consultoriali USL hanno aumentato l offerta di tali corsi, sia in termini di numero di partecipanti, sia in termini di apertura dei corsi anche in lingue e culture differenti (data l alta quota di nascite da madri straniere che si verifica ogni anno nella nostra provincia). 11- Aumentare le conoscenze e l attenzione dei professionisti e delle donne al tema il dolore nel parto anche attraverso sperimentazioni controllate di metodiche farmacologiche e non farmacologiche (DGR 1921/2007) (ASMN-USL): nel corso del 2010 la Struttura di Ostetricia dell ASMN ha lavorato per l introduzione ed implementazione di nuove tecniche di controllo del dolore non farmacologiche: l utilizzo dell acqua in travaglio di parto, la tecnica one-to-one, l agopuntura,e cc.. Nel 2010 sono stati eseguiti 2500 parti di cui più del 70% con controllo del dolore in travaglio di parto i) Percorso tumore della mammella Con l istituzione della Breast Unit il 2010 è stato dedicato alla definizione il percorso terapeutico al fine di garantire a tutte le pazienti, indipendentemente dal luogo in cui la diagnosi viene fatta, le stesse prestazioni e soprattutto un percorso integrato multidisciplinare in funzione dell utente e dei suoi bisogni. La definizione del percorso organizzativo e dei relativi protocolli sono sati condivisi dal gruppo interdisciplinare che si occupa anche della discussione dei casi clinici. Al gruppo partecipano tutte la professionalità coinvolte dall inizio del percorso compreso quindi anche il radiologo che è il primo interlocutore della donna nel percorso dello screening. Altro punto fondamentale è la presa in carico da parte di un solo professionista del percorso diagnostico terapeutico della donna. Una presa in carico completa che facilita sia il percorso ma e soprattutto dà un riferimento certo alla donna in un momento difficile di persa di coscienza di una malattia grave. Il percorso prevede anche la presa in carico del psicologo e la fase riabilitativa curata all interno dell ospedale con specifiche attività. Per garantire la completezza del percorso chirurgico si prevede lo sviluppo anche della chirurgia ricostruttiva a carico del chirurgo plastico INTERVENTI SULLA SICUREZZA DEI PAZIENTI Le strategie del Governo Clinico aziendale all interno dell Arcispedale S. Maria Nuova hanno portato alla predisposizione di un Piano Programma di Gestione del Rischio che, utilizzando gli strumenti del risk management, si pone l obiettivo di innalzare i livelli di qualità e sicurezza dell assistenza e delle prestazioni sanitarie, attraverso la prevenzione, la formazione, la promozione di azioni finalizzate a contenere i rischi, la comunicazione con gli operatori ed i cittadini. Il Piano Programma, volto principalmente alla promozione di una cultura della sicurezza e, soprattutto, dell apprendimento dagli errori, è stato formalmente adottato dall Azienda con Delibera del Direttore Generale n. 118 del 28/12/2007. Con lo stesso atto è stata formalizzata la costituzione di un Unità per la Gestione del Rischio, struttura aziendale interprofessionale, che ha il compito di supportare la Direzione Aziendale e il Collegio di Direzione nel coordinamento e nell implementazione delle attività necessarie a dare attuazione a quanto previsto dal Piano Programma aziendale. Per la realizzazione delle iniziative volte alla minimizzazione del rischio clinico, i Dipartimenti si avvalgono di una rete di referenti. In particolare, i referenti del sistema qualità e accreditamento, forti anche delle competenze fino ad oggi acquisite, sono stati individuati come i facilitatori ideali per favorire in ambito dipartimentale l attuazione di programmi di rischio clinico, la successiva predisposizione di piani di miglioramento, l individuazione di indicatori idonei a misurare i risultati ottenuti. PIANO PROGRAMMA Nel corso del 2010 l Unità Aziendale per la gestione del rischio clinico ha aggiornato il Piano Programma di gestione del rischio, riportando i principali obiettivi da perseguire nel triennio al fine di continuare nel processo di diffusione della cultura di gestione del rischio e nel processo di identificazione, analisi, trattamento e monitoraggio dei rischi aziendali. Accanto a questi, il piano Programma riprende anche tutti gli obiettivi previsti dalla DGR n. 1706/2009 e le azioni da mettere progressivamente in campo per migliorare i percorsi che la stessa DGR identifica come critici. PIANO FORMATIVO La promozione di una cultura della sicurezza, condizione oggi imprescindibile per offrire un servizio più coerente con le aspettative dei cittadini, passa necessariamente attraverso un percorso formativo che coinvolge tutti gli operatori impegnati nell assistenza. La sicurezza si costruisce, infatti, attraverso l impegno di tutti gli attori interessati al processo di cura e assistenza del paziente e necessita, pertanto, di una consapevolizzazione diffusa sull entità del fenomeno, sulle sue caratteristiche e sulle metodologie per affrontarlo. Dal 2008 a dicembre 2010 sono state condotte 31 edizioni, che hanno visto il coinvolgimento di 1043 operatori, per un totale complessivo di 1242 operatori. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 173

174 L interesse per il corso è rimasto costante negli anni, oltre il 95% dei partecipanti ha riportato nei questionari di gradimento che i contenuti del corso sono utili nello svolgimento della propria attività lavorativa. La fase di training cultura/allineamento aziendale ai temi del rischio è proseguirà ovviamente anche negli anni futuri. 174 IDENTIFICAZIONE E MAPPATU- RA DEI PERICOLI a) Mappatura delle criticità e predisposizione Registro aziendale dei pericoli Nell ambito del Programma regionale per la gestione del Rischio, l Azienda Ospedaliera ha partecipato attivamente, nel corso del 2009 e del 2010, ai gruppi di lavoro coordinati dall Agenzia Sanitaria e, in particolare, al gruppo Piano-Programma e Mappatura del Rischio. Nel 2010 si è giunti alla definizione di una prima bozza di registro dei pericoli e si è concordato sulle modalità di calcolo del rischio e di predisposizione delle matrici di rischio. b) Implementazione sistema di Incident Reporting Considerare l errore come fonte di apprendimento per evitare il ripetersi delle circostanze che hanno portato a sbagliare, è una strategia vincente già adottata con successo in altri contesti. Accanto al sistema di incident reporting regionale, al fine di sensibilizzare ulteriormente gli operatori, sono stati messi a punto strumenti semplificati di segnalazione e, in particolare, è stata predisposta una scheda per la rilevazione di eventuali errori nel processo di gestione del farmaco, sperimentata nel 2009 nel Dipartimento Ostetrico Ginecologico e Pediatrico e resa disponibile a tutti i reparti nel corso del 2010 attraverso l intranet aziendale. Nel 2010, inoltre, è stata predisposta anche una scheda informatizzata e semplificata di incident reporting. La scheda è stata predisposta in modo tale da permettere la segnalazione, in modo totalmente anonimo, sia di eventi (intesi come accadimenti che hanno o avevano la potenzialità di dare origine ad un danno al paziente) sia di quasi eventi (intesi come errori che, per caso fortuito o perché intercettati in tempo, non hanno determinato alcun evento o danno, pur avendone la potenzialità). La nuova scheda, semplificando le modalità di segnalazione, ha dato nuovo impulso al sistema di incident reporting: tutte le segnalazioni pervenute nel corso del 2010 tramite il sistema aziendale sono state trasferite nella Banca dati regionale. c) Individuazione, segnalazione e controllo dei germi sentinella A partire dall anno 2003, presso l Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova di Reggio Emilia viene effettuata la segnalazione dei germi sentinella, che necessitano l adozione di interventi immediati e coordinati per il contenimento del rischio infettivo (per operatori, pazienti, visitatori e per la collettività) ed il controllo della diffusione dell infezione. Dal 2007, inoltre, è stata adottata, in ottemperanza a quanto previsto dalla Delibera di Giunta Regionale n. 186 del 7 febbraio 2005 e successiva determinazione del Direttore Generale Sanità e Politiche Sociali n 1925 del 16 febbraio 2006 (istituzione, a livello regionale, di un sistema di segnalazione rapida di eventi epidemici ed eventi sentinella al fine di assicurare la tempestività degli interventi di sanità pubblica a livello locale e l eventuale adozione, ove necessario, di provvedimenti a livello sovra-aziendale) una procedura per l individuazione, segnalazione e controllo dei germi sentinella, al duplice scopo di: impedire la trasmissione dei germi sentinella attraverso l adozione, durante le manovre assistenziali, delle precauzioni standard e delle precauzioni basate sulla modalità di trasmissione dei microrganismi (per contatto, da droplets/goccioline, per via aerea) assicurare un flusso informativo integrato tra i servizi coinvolti, al fine di garantire la conoscenza sia a livello locale che a livello regionale (nei casi previsti dalla normativa vigente e dal Sistema di segnalazione rapida regionale ) di eventi potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. CONSIDERARE L ERRORE COME FONTE DI APPRENDIMENTO PER EVITARE IL RIPETERSI DELLE CIRCOSTANZE CHE HANNO PORTATO A SBAGLIARE, È UNA STRATEGIA VINCENTE GIÀ ADOTTATA CON SUCCESSO IN ALTRI CONTESTI d) Rilevazione del rischio caduta Un gruppo di lavoro aziendale multidisciplinare e interprofessionale ha analizzato il rischio di cadute in Ospedale e ha predisposto una Linea guida per la prevenzione delle stesse, attraverso la predisposizione di scale di valutazione del rischio. La Linea guida prevede la rilevazione sistematica delle cadute accidentali, al fine di consentire un monitoraggio sull efficacia delle misure adottate per prevenirle. Nel corso del 2010 è stata predisposta una scheda informatizzata (disponibile sulla intranet aziendale) per la segnalazione delle cadute in Ospedale, il cui utilizzo è stato progressivamente implementato in tutti i reparti. e) Gestione dei reclami Il sistema di raccolta e di gestione delle segnalazioni e dei reclami degli utenti, la cui registrazione avviene attraverso il software dedicato e la reportistica annualmente predisposta, costituiscono uno strumento utile a valutare sia qualitativamente che quantitativamente gli eventi oggetto di segnalazione ed eventualmente promuovere interventi di rimozione delle cause di rischio. I reclami possono esprimere una molteplicità di significati di merito che, se individuati e trattati anche con gli strumenti della mediazione del conflitto o trasformativa, concorrono a sostenere una politica strutturata di gestione del contenzioso. ANALISI DEI RISCHI a) Analisi del processo di gestione del paziente in urgenza/emergenza presso il Pronto Soccorso Nel 2010 è stata avviata la progressiva implementazione delle barriere identificate attraverso il processo di analisi condotto con tecnica FMEA/FMECA, a partire dalle criticità che hanno fatto registrare un più alto indice di priorità del rischio (IPR). Inoltre, nel corso del 2010 è stata avviata l analisi di processo con tecnica FMEA/FMECA anche presso il settore del PS Pediatrico, al 3.4 QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

175 fine di individuare le principali criticità e le possibili barriere per lo specifico settore. b) Analisi del processo di gestione del paziente sottoposto ad indagini radiologiche Nel corso del 2010 si sono formati alcuni gruppi di lavoro interprofessionali (Tecnici di Radiologia, Medici e referenti della Direzione Medica e Infermieristica) che hanno avviato l esame dei processi di lavoro in Radiologia (RX, TAC, RM, mammografia ed ecografia) attraverso la tecnica FMEA/FMECA con l obiettivo di individuare le principale criticità e, successivamente, le possibili barriere. c) Analisi del processo di trasfusione di emocomponenti È stata avviata un analisi FMEA/FME- CA riguardo al processo dell emotrasfusione. Il gruppo di lavoro ha analizzato le varie fasi del processo, esaminando le attività ed evidenziando possibili errori e relative cause. Nel corso del 2010 è stata aggiornata e diffusa a tutti i reparti la procedura per la gestione delle emotrasfusioni. d) Analisi del processo prescrizione somministrazione della terapia presso la Struttura di Ostetricia Nel corso del 2009 la S.C. di Ostetricia ha partecipato (con le altre U.O. del Dipartimento a cui afferisce) al progetto di sperimentazione di una scheda semplificata di incident reporting specifica per il processo di gestione clinica del farmaco, che ha evidenziato l opportunità di un analisi più dettagliata dell intero processo di prescrizione e somministrazione della terapia. L analisi di processo è stata condotta nel corso del 2010 ed ha consentito di individuare le priorità su cui intervenire attraverso progetti di miglioramento. TRATTAMENTO DEI RISCHI a) Gestione clinica del farmaco e programma per la prescrizione informatizzata Nell ambito della sicurezza sull uso dei farmaci, continua positivamente la sperimentazione del programma per la prescrizione informatizzata, che consente di controllare ed indirizzare tutto il processo di gestione del farmaco a livello di reparto, limitando in modo drastico l errore nelle varie fasi, di ridurre ed ottimizzare le scorte e di abbattere i costi conseguenti. Tale processo, iniziato sperimentalmente presso la S.C. di Medicina 3^ e la S.S. di Lungodegenza, ha visto il coinvolgimento anche delle Strutture di Malattie Infettive, Geriatria, Nefrologia e Dialisi, Medicina 1^, Medicina 2^, Degenze di Angiologia e Reumatologia,Ortopedia. La formazione, accreditata per tutti i professionisti coinvolti (medici, infermieri e personale di supporto) è stata preceduta e seguita da una fase di affiancamento in reparto. É stata inoltre implementata la gestione dei parametri vitali bedside e delle prestazioni infermieristiche, inserita nell ambito del percorso formativo dei reparti utilizzatori. Inoltre, è stata garantita la formazione accreditata al personale sanitario di nuovo inserimento, supportata dall inserimento dei manuali d uso del programma sulla Intranet aziendale, consultabili online da tutti gli utenti. Nel 2010 è stata avviata l implementazione del programma in nuovi reparti e, in particolare, S.C. di Neurologia e Medicina Fisica e Riabilitativa. Nel 2010, inoltre, si è provveduto a revisionare ed aggiornare la procedura sulla gestione clinica del farmaco, al cui interno sono state anche riportate le indicazioni da seguire per una corretta ricognizione e riconciliazione farmacologica, secondo quanto previsto dalla raccomandazione regionale la ricognizione: premessa alla prescrizione. b) Identificazione corretta del paziente ricoverato Nel corso del 2010 è stata avviata la sperimentazione presso un reparto internistico e un reparto chirurgico di un nuovo braccialetto identificativo (con barcode stampato direttamente sul braccialetto con stampante termica) per tutti i pazienti ricoverati. L utilizzo del nuovo braccialetto, che contiene tutte le informazioni previste dalla DGR n. 1706/2009, dovrebbe essere progressivamente diffuso a tutti i reparti di degenza. c) Prevenzione e gestione delle cadute in ospedale Nel corso del 2010 è continuata l attività di diffusione ed implementazione della Linea guida aziendale sulla prevenzione e gestione delle cadute in ospedale attraverso incontri informativi e formativi. La scelta di una linea guida sulla prevenzione e gestione del rischio di caduta in ospedale nasce da un progetto aziendale coinvolgente la Direzione Infermieristica e la Direzione Operativa. L idea di definire una linea guida su questo evento nasce da una indagine conoscitiva effettuata al interno dell azienda; inoltre, il Protocollo per il Monitoraggio degli Eventi Sentinella emanato dall Osservatorio Nazionale sugli Eventi Sentinella del Ministero della Salute, identifica la morte o il grave danno da caduta di paziente (Evento sentinella n 9), come uno degli eventi da monitorare da parte delle strutture sanitarie allo scopo di definire interventi adeguati di prevenzione. Obiettivi della linea guida sono: ridurre il rischio di cadute nei pazienti ricoverati in degenza ordinaria e Day Hospital nell ASMN; gestire in modo appropriato ed omogeneo il paziente che è caduto, al fine di ridurre le conseguenze delle cadute non evitabili; inserire un sistema di monitoraggio aziendale delle cadute allo scopo di supportare azioni di miglioramento. I RECLAMI POSSONO ESPRIMERE UNA MOLTEPLICITÀ DI SIGNIFICATI DI MERITO d) Gestione degli eventi avversi e gestione della crisi L Azienda Ospedaliera partecipa attivamente al Programma Strategico n. 8 Approcci di sistema per la Gestione del rischio e, in particolare, al sub progetto n. 1 Apprendimento organizzativo nella gestione del rischio: da laboratori a tecnologia in uso. Definizione di politiche ed indirizzi per la gestione, metodologie per l analisi dei sistemi organizzativi, diffusione e trasferimento di buone pratiche, procedure per la gestione della crisi, che si pone tra l altro l obiettivo di fornire alle Aziende indicazioni utili a gestire gli eventi avversi, soprattutto rispetto alle corrette modalità di comunicazione interna ed esterna. Nel corso del 2010 è stata predisposta e diffusa a tutti i reparti la procedura aziendale per la segnalazione e gestio- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 175

176 ne degli eventi avversi e della crisi (intesa come disequilibrio organizzativo e impossibilità di svolgere la propria mission istituzione in seguito ai processi conflittuali innescati da un evento). La procedura è stata predisposta tenendo anche conto delle raccomandazioni riportate nella DGR n. 1706/2009. e) Sicurezza nelle sale operatorie L Azienda Ospedaliera ha aderito al progetto regionale SOS.net che prevede l adozione della checklist per la sicurezza in sala operatoria. Nel corso del 2010 sono stati effettuati due incontri formativi con i professionisti che per primi sperimenteranno in Azienda il nuovo strumento. Agli incontri, dove sono state presentate anche le raccomandazioni regionali per migliorare la sicurezza nelle sale operatorie, hanno partecipato oltre 60 operatori, tra chirurghi, infermieri e anestesisti. Nell ambito del progetto di sicurezza nelle sale operatorie, è stata altresì predisposta nel corso del 2010 una procedura per prevenire la ritenzione di garze e strumenti all interno del sito chirurgico, in linea con quanto previsto dalle Raccomandazioni Ministeriali. f) Prevenzione della morte materna correlata al travaglio e/o parto; Presso il reparto di Ostetricia e il servizio di Anestesia dell ASMN sono in uso da tempo raccomandazioni sulla gestione delle patologie che possono essere causa di morte materna correlata al travaglio e/o parto (trombo embolia; emorragia post-partum, ipertensione, sepsi e anestesia). Nel corso del 2010 è stato avviato un lavoro a livello provinciale, nell ambito del programma materno infantile interaziendale, per la omogeneizzazione delle raccomandazioni tra tutti i punti nascita della provincia (1 azienda ospedaliera + 4 provinciali). g) Gestione del contenzioso Rispetto all area gestione del contenzioso, il Piano Programma aziendale ha previsto l implementazione di tecniche di mediazione e di conciliazione, al fine di facilitare la risoluzione extragiudiziale dei conflitti, migliorare le relazioni, recuperare la fiducia dei cittadini. In Azienda alcuni operatori sono stati formati all utilizzo di tecniche di mediazione e, nel corso del 2010, sono state svolte diverse esperienze di ascolto dei cittadini. Anche nel corso del 2010 l Azienda ha continuato a fornire il proprio contributo alla realizzazione del database regionale. Particolare attenzione è stata prestata ai dati previsti dal Minimum Data Set, anche in funzione del flusso SIMES e del sottoprogetto Minimum dataset per un epidemiologia dei sinistri all interno del programma strategico Approccio di sistema della gestione del rischio del Programma strategico n.8 (Ricerca finalizzata ex art.12 e 12bis del D.Lgs 502/92 Esercizio finanziario 2007). h) Prevenzione della violenza su operatore sanitario Alla luce di quanto riportato nella sezione sulla documentazione sanitaria della DGR 1706, sono state predisposte le Linee di indirizzo aziendali sulla gestione dei mezzi di contenzione, che forniscono indicazioni sull utilizzo dei mezzi di contenzione (quando risultano indispensabili) e sulle modalità da adottare per documentare in modo corretto l utilizzo di tali presidi. Le linee di indirizzo, infine, riprendono anche le principali indicazioni previste dalla raccomandazione per la prevenzione della violenza su operatore sanitario COMITATO INFEZIONI OSPEDALIERE Il Comitato Infezioni Ospedaliere (CIO) aziendale, che opera da anni presso l Azienda Ospedaliera ASMN, è coordinato dalla Direzione Medica Ospedaliera e comprende diverse professionalità: Igienista, Infettivologo, Microbiologo, Farmacista, Medico Competente, un dirigente del personale infermieristico, infermieri addetti al controllo delle infezioni e rappresentante del Servizio Prevenzione e Protezione oltre a rappresentanti delle altre aree funzionali (Anestesista, Chirurgo, Internista, Neonatologo). Al CIO spettano i compiti relativi alla pianificazione ed al controllo degli interventi sia di prevenzione che di sorveglianza delle Infezioni Ospedaliere (IO), mentre il Gruppo operativo del Comitato Infezioni Ospedaliere (costituito da Infettivologo, Farmacista, Microbiologo, Direzione Sanitaria) è responsabile della loro attuazione. All inizio del anno, sulla base delle indicazioni regionali e a seguito di valutazioni epidemiologiche locali, il Comitato Infezioni Ospedaliere ha approvato il piano delle attività Gli obiettivi sono monitorati in corso d anno nelle riunioni periodiche del Comitato, che si tengono all incirca ogni due mesi. Il comitato svolge le seguenti funzioni : 1) definire le strategie di lotta contro le infezioni ospedaliere, con particolare riguardo ai seguenti aspetti: - organizzazione del sistema di sorveglianza; - organizzazione delle misure di prevenzione (uso degli antibiotici, precauzioni standard, p r e c a u z i o n i da contatto, da droplets, per via aerea, disinfezione, sterilizzazione, ecc.) - coinvolgimento appropriato dei servizi laboratoristici; - metodi e mezzi per informare il personale sull andamento delle infezioni; 2) verificare l effettiva applicazione dei programmi di sorveglianza e controllare la loro efficacia; 3) curare la formazione culturale e tecnica del personale; 4) esprimere pareri ed elaborare protocolli sulla politica di controllo delle infezioni ospedaliere e trasmetterli al Direttore Sanitario per la loro applicazione a tutto l Ospedale. Di seguito le principali azioni messe in atto in tema di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all assistenza, in cui il CIO è stato coinvolto in vario modo: QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

177 Sistema di Sorveglianza delle Infezioni ospedaliere e sistema regionale di sorveglianza rapida di eventi epidemici e di eventi sentinella nelle strutture sanitarie L attività del CIO, in particolare, è volta ad assicurare la sorveglianza delle malattie infettive e gli interventi di controllo conseguenti, partecipando anche al sistema regionale di sorveglianza rapida di eventi epidemici e di eventi sentinella nelle strutture sanitarie e nella popolazione generale ed al sistema di sorveglianza regionale dell antibioticoresistenza basato sui dati di laboratorio. Già da anni, presso l Azienda Ospedaliera ASMN di Reggio Emilia, è attivo un sistema di sorveglianza (attività di raccolta, analisi ed interpretazione dei dati continuativa ed orientata all intervento), che si basa: - sulla sorveglianza passiva attraverso il sistema di notifica delle malattie infettive ai sensi del DM 15 dicembre 1990; - sulla sorveglianza attiva studi ad hoc di incidenza/prevalenza; - sulla segnalazione rapida di germi sentinella, cluster epidemici, epidemie o microrganismi a resistenza inusuale, coerentemente con il sistema regionale attivo dal 2006; La segnalazione dei germi sentinella, avviene grazie ad una procedura aziendale, redatta nel 2007 ed aggiornata nel corso del 2009, che prevede uno scambio rapido di informazioni su isolamenti tra laboratorio di microbiologia, ICI, direzione sanitaria, infettivo logo e reparto coinvolto dall isolamento. Nel corso del 2010 sono stati segnalati, tramite apposito software regionale, 7 epidemie o cluster epidemici, verificatesi presso la nostra Azienda (casistica in linea con la letteratura). - sulla sorveglianza dell antibioticoresistenza: il sistema prevede l invio di tutti i dati di batteriologia dei principali laboratori di microbiologia regionali secondo codifiche concordate, il collegamento con i dati degli altri flussi informativi regionali (consumi farmaceutici, SDO, assistenza domiciliare integrata ecc.) e la loro analisi utilizzando indicatori assoluti o variamente stratificati. Chikungunya, Dengue e West- Nile Nel corso del 2010, per quanto riguarda la sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori ovverosia la Chikungunya e Dengue e il virus West- Nile, così come nel corso del 2008 e 2009, sono state recepite le indicazioni contenute nei Piani Regionali rispettivamente su sorveglianza e controllo di West-Nile Disease e su lotta alla zanzara tigre e prevenzione e controllo della Chikungunya e della Dengue. In particolare le azioni connesse al controllo di queste due patologie si riconducono alle seguenti attività: La lotta al vettore attraverso l effettuazione dei trattamenti larvicidi periodici su tutta l area ospedaliera, con modalità e prodotti coerenti con le indicazioni del piano regionale e attraverso la messa in atto di comportamenti che evitino la presenza di ambienti che possano favorire la sopravvivenza e riproduzione delle zanzare (spazi verdi tenuti ordinati e con erba bassa, eliminazione di contenitori abbandonati in cui possa ristagnare l acqua piovana, ecc..). La sorveglianza attiva delle patologie trasmesse (Dengue, Chikungunya e West-Nile disease) attraverso la informazione e sensibilizzazione di tutti i clinici e la messa in atto di un percorso per la segnalazione e conferma virologica dei casi sospetti. Per ogni caso che rientri nei criteri diagnostici di una delle tre patologie, il clinico compila la scheda di notifica di malattia infettiva e diffusiva, allerta la Direzione Sanitaria e provvede, ai fini della conferma virologica, all invio rapido dei campioni raccolti al laboratorio di riferimento regionale, CREMM di Bologna. Sorveglianza della Tubercolosi e dei micobatteri multi resistenti Per quanto riguarda il controllo e la prevenzione della trasmissione della TB in ambiente ospedaliero, è stato attivato, nel corso del 2010, un gruppo di lavoro interaziendale ASMN-AUSL di Reggio Emilia, che ha visto la partecipazione delle direzioni sanitarie, dei medici competenti, degli MMG, dei PDLS, degli infettivologi, dei pneumologi e dei pediatri ospedalieri per l aggiornamento e condivisione dei protocolli e percorsi di prevenzione e cura della tubercolosi, alla luce anche delle LG nazionali su questa patologia. Ogni caso di Tubercolosi che viene isolato in ambiente ospedaliero viene opportunamente segnalato alla Direzione Sanitaria ed alla Assistenti sanitarie che, in collaborazione con il medico competente, provvedono alla verifica dei contatti a rischio tra pazienti ed operatori ed alla loro sorveglianza ed eventuale trattamento. Inoltre ogni anno vengono inviati, a cura della Direzione sanitaria, i report previsti dal flusso informativo regionale: - dati sugli isolamenti e resistenze TB: laboratorio di microbiologia ed anatomia patologica; - dati sulla sorveglianza dei contatti a rischio ed eventuali diagnosi e trattamenti: assistenti sanitarie con la collaborazione di pneumologo e/o infettivologo. Adesione alle Linee Guida regionali sulla prevenzione e controllo della legionellosi Nel corso del 2010, in coerenza con le Linee Guida Regionali, è stato elaborato in aprile e poi aggiornato in dicembre il protocollo aziendale di Prevenzione e controllo della Legionellosi. Tale documento è stato redatto da un gruppo multidisciplinare costituto da professionisti della Direzione sanitaria, del servizio Tecnico, del Servizio di Prevenzione e Protezione e del CIO ed è articolato nei seguenti capitoli: - microbiologia e clinica; - epidemiologia e sorveglianza della legionellosi; - programma aziendale di prevenzione e controllo della legionellosi che prevede i controlli periodici da effettuare, le modalità di effettuazione di eventuali bonifiche; - valutazione del rischio delle diverse strutture ospedaliere per tipologia di ambienti, di prestazioni e di pazienti ricoverati. Tale documento è stato diffuso a tutti i reparti, tramite presentazione in Collegio di Direzione e Comitati di Dipartimento. Presso l ASMN il Programma di sorveglianza e controllo della legionellosi prevede: La presenza di due impianti di disinfezione e trattamento con biossido di cloro (iperclorazione continua), posizionati subito a valle delle vasche di accumulo alimentate direttamente dall acquedotto urbano, con produzione e dosaggio continuo di biossido di cloro in ingresso alle suddette vasche, al fine di mantenere il tenore nell acqua trattata ad una concentrazione nell in- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 177

178 tervallo 0,1-1,00 mg/lt, come indicato sulla Linea Guida del G.U. n L acqua, sia calda che fredda, è, inoltre, sottoposta ad irradiazione con sistema a raggi UV attivo sul collettore della rete idrica calda a servizio del corpo principale dell Azienda. La presenza (dal 2008) di un terzo impianto a biossido di cloro dedicato alla sanitizzazione della rete idrica del Corpo di Fabbrica I Palazzina di Malattie Infettive e DH Ematologico. Nella Sezione Bassa Carica Microbica afferente alla Struttura Complessa di Ematologia, in Terapia Intensiva Neonatale e in Malattie Infettive, è previsto il posizionamento di filtri a membrana sterilizzante per erogazione d acqua (tipo PAL), gestiti secondo specifica procedura aziendale. Presso la Struttura Complessa di Malattie Infettive si procede all applicazione dei filtri PAL all occorrenza, ovvero in presenza di pazienti immunocompromessi, su indicazione del medico infettivologo e a cura del personale del reparto. Dal momento che, notoriamente, lo sviluppo della legionella è favorito dal danneggiamento delle tubature e dalla deposizione di calcare, da giugno del 2007, presso l Azienda Ospedaliera ASMN, è stato avviato un programma per il controllo della ricrescita batterica sul Corpo di fabbrica I (S.C. di Malattie Infettive e DH Ematologico), presso cui si sono verificati, in pazienti gravemente immunocompromessi, gli ultimi casi di probabile legionellosi nosocomiale. Tale programma di controllo si basa sull esecuzione di trattamenti di: ricondizionamento delle tubature (eliminazione del calcare e biofilm, inibizione dei fenomeni di corrosione), bonifica della rete idrica, installazione di un dispositivo anticalcare, mantenimento nel tempo dello stata di efficacia ottenuto, garantendo al contempo la potabilità dell acqua. Sorveglianza ambientale: sono effettuati, mensilmente, analisi su campioni di acqua proveniente da 16 punti di prelievo differenti presso l Azienda ASMN. Sugli impianti di condizionamento presenti in Azienda vengono effettuati periodicamente controlli secondo Capitolato Speciale d Appalto. In caso di segnalazione di un caso sospetto di polmonite da Legionella, di probabile origine nosocomiale, si provvede a: - compilare in triplice copia la scheda di notifica SSCMI/2006, che deve essere trasmessa per fax (preferibilmente) o posta interna, entro e non oltre 48 ore; - condurre un indagine epidemiologica: si acquisiscono informazioni il più possibile accurate per individuare eventuali esposizioni a rischio nelle due settimane precedenti l insorgenza dei sintomi, desumibili da: Scheda si notifica Scheda di sorveglianza Relazione Sanitaria inviata dal reparto Interviste al personale di reparto, al paziente, se necessario. Osservazioni dell attività assistenziale, se necessario - richiedere controlli ambientali urgenti presso la Struttura interessata ed, in particolare, nella stanza in cui ha soggiornato il paziente, e programmare i controlli ambientali successivi alle operazioni di bonifica secondo quanto prescritto dalle Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi. - eseguire bonifica degli impianti mediante trattamenti riconosciuti e raccomandati; L UTILIZZO INAPPROPRIATO DEGLI ANTIBIOTICI IN TERAPIA E PROFILASSI È INFATTI UNA DELLE CAUSE DELL INSORGENZA DI INFEZIONI RESISTENTI AD ALCUNI FARMACI - attivare sorveglianza attiva per la ricerca di eventuali altri possibili casi; - ricerca dell antigene urinario su tutti nel reparto in cui si è verificato il caso; - segnalazione, da parte del Laboratorio di Microbiologia, di eventuali altri casi di isolamento e valutazione di eventuale origine nosocomiale. Appropriatezza della prescrizione antibiotica ed epidemiologia delle multi resistenze batteriche. Presso l Azienda ASMN di Reggio Emilia è rivolta, da anni, grande attenzione alla informazione/formazione del personale sul tema dell appropriatezza della prescrizione antibiotica (sovra prescrizione, dosaggi sub ottimali, insufficiente durata del trattamento ed errori di diagnosi), con lo scopo di ridurre l abuso e l uso inappropriato degli antibiotici nella pratica clinica, sia in terapia che in profilassi. L utilizzo inappropriato degli antibiotici in terapia e profilassi è infatti una delle cause dell insorgenza di infezioni resistenti ad alcuni farmaci. L azienda ASMN si colloca tra quelle che in Regione Emilia Romagna utilizzano meno antibiotici per paziente ricoverato. Nel corso del 2009 e 2010 sono stati elaborati dal CIO i dati relativi all epidemiologia locale (germi sentinella, resistenze antibiotici, ecc..) ed al consumo di antibiotici di tutte le strutture ospedaliere. I risultati di questa elaborazione sono stati presentati nel corso, organizzato nel 2010, in 4 edizioni, dal titolo Consumo antibiotici e resistenze ai farmaci. Tale corso, rivolto ai professionisti afferenti sia all area internistica che chirurgica, ha permesso una restituzione, ai clinici, dei dati epidemiologici delle resistenze e dei dati di consumo degli antibiotici. Ciò ha permesso un confronto tra pratiche cliniche, letteratura e dati locali e il successivo sviluppo di azioni migliorative per un migliore uso degli antibiotici. Per quanto riguarda l area chirurgica, nel corso del 2010, è stato ultimato e diffuso a tutti i reparti chirurgici, il Protocollo aziendale di antibioticoprofilassi in chirurgia. Tale protocollo, che racchiude le corrette indicazioni per la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico in tutte le chirurgie generali e specialistiche, costituisce un aggiornamento del precedente del 2006: contiene le indicazioni di molecole, dosaggi, timing degli antibiotici e precauzioni da adottare per ogni tipo di intervento delle diverse discipline chirurgiche presenti presso l ASMN: chirurgia generale, chirurgia vascolare, chirurgia toracica, oculistica, otorinolaringoiatria, ginecologia oncologica, ortopedia, urologia, neurochirurgia. Predisposizione di nuove procedure sul controllo e sorveglianza delle infezioni ospedaliere ed aggiornamento delle esistenti Ogni anno il CIO si occupa della predisposizione di nuove procedure e dell aggiornamento delle procedure aziendali già esistenti ma meno recenti. Nel corso del 2010 sono state riviste QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

179 da sottogruppi di lavoro le procedure relative a: Misure di profilassi delle infezioni associate a catetere vescicale Principali misure di controllo in caso di cluster epidemico da Acinetobacter Baumannii MDR Protocollo di prevenzione e controllo della legionellosi Protocollo di antibiotico profilassi in chirurgia Gestione dei rifiuti sanitari pericolosi e dei farmaci scaduti o inutilizzabili Comportamenti in comparto operatorio È stata monitorata, inoltre, da parte delle ICI dell Ufficio epidemiologico, l applicazione delle seguenti procedure in tutti i reparti dell ASMN: Gestione dei rifiuti sanitari pericolosi Individuazione, segnalazione e controllo dei germi sentinella Progetto aziendale sul lavaggio alcolico delle mani : formazione del personale La mancata adozione, nella quotidiana pratica clinica, di comportamenti corretti da parte degli operatori sanitari (non corretto lavaggio delle mani, parziale adozione delle precauzioni da contatto, scorretta pulizia/disinfezione/ sterilizzazione dei presidi medico-chirurgici), rappresenta uno dei principali fattori favorenti la diffusione delle infezioni ospedaliere. È, infatti, ormai ampiamente dimostrato che l insorgenza delle IO è correlata soprattutto a specifici comportamenti/pratiche professionali ed è quindi prevenibile attraverso interventi volti a modificare il comportamento dei professionisti coinvolti a vario titolo nell assistenza dei pazienti, tant è che oggi si preferisce parlare di Infezioni associate all assistenza piuttosto che di Infezioni nosocomiali. La principale fonte di queste infezioni risulta essere le mani degli operatori (CDC Atlanta guidelines 2002) e, infatti, un corretto lavaggio delle mani può prevenire fino al 40% di tutte le infezioni ospedaliere. Nel corso del 2010, sul tema del lavaggio delle mani, sono stati formati gli AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA operatori neoassunti grazie ad un apposito corso sul controllo della trasmissione delle infezioni correlate all assistenza in cui si è parlato non solo di lavaggio alcolico ma più in generale delle varie modalità di trasmissione delle patologie infettive e delle precauzioni standard ed aggiuntive. Durante il corso sono stati anche presentati i dati di adesione al lavaggio da parte degli operatori sanitari ottenuti grazie ad uno studio osservazionale condotto nel corso del 2009 sul nostro Dipartimento Medico. OGGI SI PREFERISCE PARLARE DI INFEZIONI ASSOCIATE ALL ASSISTENZA PIUTTOSTO CHE DI INFEZIONI NOSOCOMIALI Creazione bollettino statistiche e trasmissione report del laboratorio di microbiologia ai reparti con rischio infettivo Nel corso del 2010, è stato predisposto il bollettino delle statistiche epidemiologiche dell ASMN relativo all anno Il bollettino contiene informazioni utili ai reparti ed al CIO relative ad utilizzo di antibiotici presso le strutture dell ospedale, alla prevalenza di alcuni microrganismi di interesse e alle resistenze (MRSA, VRE, ESBL +, Cl.difficle, Pseudomonas aeruginosa, ecc.), all utilizzo dell emocoltura e all utilizzo di gel alcolico (indicatore indiretto della compliance degli operatori al lavaggio alcolico delle mani). Tale bollettino viene diffuso ai reparti e pubblicato nella intranet aziendale. Inoltre, come ogni anno, il laboratorio di Microbiologia ha inviato report mensili contenenti dati di interesse (n. esami per tipologia microrganismo e tipologia materiale, resistenze, ecc.) ai reparti che, per la tipologia di pazienti trattati e per la tipologia di prestazioni effettuate, presentano un rischio infettivo maggiore, in particolare la Rianimazione, l Ematologia e la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale. Sito intranet aziendale del CIO Il sito dedicato al CIO sulla intranet aziendale, nato nella sua forma aggiornata nel 2007, è stato implementato nel corso del 2010: è stato pubblicato diverso materiale didattico e formativo, bibliografico e normativo. Nel sito sono stati inoltre inseriti e messi a disposizione di tutti gli operatori le procedure aziendali validate dal CIO ed i verbali degli incontri del Comitato stesso. È stato predisposto anche uno spazio dedicato agli approfondimenti per argomento (zanzara tigre e malattie veicolate, legionalla, influenza, west-nile, cl.difficile, chickungunia e dengueecc.). Vaccinazione antinfluenzale Anche nel 2010, come negli anni precedenti, presso l ASMN è stata condotta, a cura della direzione medica ospedaliera, la campagna vaccinale antinfluenzale rivolta al personale sanitario e non dell Azienda Ospedaliera. Come ogni anno, è stato dedicato un ambulatorio dedicato alla vaccinazione ed aperto per il periodo ottobre-dicembre 2010 e sono state organizzate sedute vaccinali, direttamente presso i reparti per facilitare una maggior adesione alla campagna. La copertura vaccinale degli operatori sanitari ASMN per la stagione è stata di poco meno del 25% INTERVENTI SULLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE L Azienda Ospedaliera e l Azienda USL perseguono il disegno del sistema curante inteso come progetto complessivo di offerta dei servizi partendo dalla centralità del cittadino e della comunità provinciale. La centralità del cittadino, così come la visione globale della persona, si traducono organizzativamente nell attenzione alla garanzia di percorsi di cura integrati e condivisi con l obiettivo ultimo di assicurare la continuità assistenziale. In particolare, le due Aziende lavorano al fine di implementare nella realtà locale percorsi di gestione integrata delle più frequenti patologie croniche; esempi di patologie, recentemente prese in esame, sono: scompenso cardiaco, Insufficienza Respiratoria Cronica (IRC), malattia oncologica e Insufficienza Renale. I progetti coinvolgono specialisti ospedalieri e convenzionati interni, Medici di Medicina Generale, infermieri professionali, assistenti sociali, psicologi e altre figure di supporto. In particolare, nei percorsi concernenti gli scompensati e i pazienti affetti da IRC, si è prestata particolare attenzione all appropriatezza delle prescrizioni 179

180 diagnostiche, sia quelle utilizzate per diagnosi e stadiazione, sia quelle previste nei follow-up, con l obiettivo finale di fornire al cittadino, in percorsi facilitati, prestazioni di provata efficacia alla luce delle evidenze scientifiche, evitando inutili duplicazioni a) Dimissioni Protette All interno dei percorsi di cura, e comunque in tutte le situazioni cliniche croniche, particolare attenzione viene altresì posta al percorso dimissioni protette. Da circa sette anni sono state attivate specifiche procedure per le dimissioni protette in ADI e NODO e per pazienti anziani non autosufficienti. L Ospedale segnala direttamente al Centro Unico Cure Domiciliari (CUCD) i pazienti ricoverati per i quali si ritiene opportuno l attivazione dei percorsi ADI e NODO dopo la dimissione, in base alla tipologia dei pazienti concordata con il Servizio. Anche per il 2010 è stato effettuato il monitoraggio delle dimissioni protette da alcuni reparti ASMN verso il Distretto di Reggio Emilia attraverso la verifica del numero di segnalazioni inviate al Centro Unico Cure Domiciliari e la relativa presa in carico dei pazienti. In particolare, l indicatore monitorato è stato il seguente: - N di casi segnalati dai reparti di degenza al CUCD e presi da esso in carico / N di casi presi incarico dal Servizio Infermieristico Domiciliare, segnalati e non dal reparto, dimessi nei 3 gg. precedenti *100. Nel 2010 sono stati segnalati al CUCD 437 pazienti, per i quali si è resa necessaria l attivazione di ADI/NODO dopo la dimissione (97% dei casi totali presi in carico dal SID nei tre giorni successivi alla dimissione). Nel corso del 2010 si è costituito, inoltre, un gruppo di lavoro interaziendale e interprofessionale per lo sviluppo di un nuovo percorso di dimissione protetta del paziente fragile dall Ospedale al Territorio, che tenga conto oltre che dei bisogni sanitari anche dei bisogni sociali. Del resto, la fragilità dei pazienti, sempre più spesso, non è semplicemente la conseguenza diretta di una malattia, ma il risultato di tanti fattori, anche socio-economici, quali l incremento della povertà e delle disuguaglianze, la diffusione dei casi di abuso di sostanze e dipendenze patologiche, l aumento dei casi di disagio psichico (non solo intesi come disturbi psichiatrici maggiori, ma anche come forme di disadattamento). Da ciò deriva la necessità, sempre più forte, di una stretta collaborazione tra l Ospedale, il Medico di Medicina Generale, i Sevizi Sanitari Territoriali e il Servizio Sociale, volta alla realizzazione di un sistema integrato che metta al centro il paziente. TABELLA DIMISSIONI PROTETTE Casi segnalati dal reparto e in carico al SID Reparti Cardiologia 0 0 Chirurgia Chirurgia Chirurgia toracica Chirurgia vascolare Chirurgia degenza breve Dialisi Geriatria Ginecologia Infettivi Lungodegenza Medicina Medicina Medicina Medicina d urgenza Neurologia Oncologia ORL Ortopedia Pediatria Pneumologia Riabilitazione degenza Rianimazione - 8 Urologia I lavori del gruppo hanno portato nel 2010 alla predisposizione di una nuova procedura di segnalazione dei casi fragili al Servizio Sociale Ospedaliero e alla predisposizione di una scheda di segnalazione informatizzata disponibile sulla intranet aziendale, che consente una più tempestiva presa in carico dell utente e, nello stesso tempo, permette di tener traccia di tutto il percorso dal momento della segnalazione al momento dell affidamento alle strutture territoriali b) La nutrizione artificiale La disciplina di Nutrizione Artificiale, tecnica ormai consolidata e insostituibile, è stata applicata nel nostro Ospedale ad un numero di pazienti sempre crescente con l istituzione di un ambulatorio nutrizionale di Nutrizione Artificiale; questo comporta naturalmente la necessità di effettuare numerosi controlli nutrizionistici specialistici. Oltre all attività per esterni vi è anche la necessità di eseguire consulenze nutrizionistiche preliminari in numerosi Reparti del nostro Ospedale, in occasione delle quali vengono valutati anche pazienti con problemi nutrizionali non strettamente riguardanti la Nutrizione Artificiale come ad esempio pazienti affetti da sindrome dell intestino corto, celiachia, obesità, gastroresezione, malnutrizione. A livello interaziendale (Azienda Ospedaliera e Azienda USL) già dal 2002 è stato istituito un gruppo per la Nutrizione Artificiale (GINA) che si riunisce periodicamente i cui componenti sono alcuni professionisti di varie figure professionali (Medici, Farmacisti, Dietiste, Infermieri). Nel corso del 2005 il Gruppo ha prodotto una procedura relativa alle modalità di prescrizione ed erogazione degli integratori nutrizionali ed ha effettuato una iniziativa formativa e di confronto come previsto dalla Circolare Regionale n 4 dell aprile 2004 che è stata aggiornata periodicamente nel corso del A livello aziendale, anche nel 2010, è proseguita l attività del team nutrizionale in collaborazione con la Farmacia Aziendale per l allestimento delle sacche sterili personalizzate per TPN. Tale attività consente di intervenire nella fase di allestimento fornendo al paziente un farmaco preparato nelle condizioni ideali di sterilità secondo procedimenti codificati. Nel 2010 è proseguito nella Struttura di Neonatologia il progetto di richiesta QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

181 informatizzata e personalizzata delle sacche per TPN che, oltre a consentire il controllo dell alimentazione, permette di registrare la terapia completa del neonato. Il programma è collegato direttamente alla Farmacia per il successivo allestimento delle sacche personalizzate secondo il fabbisogno prescritto di nutrienti c) La qualificazione dell assistenza ai pazienti stomizzati Nella nostra Azienda, già da molti anni, esiste un Centro Stomizzati che prende in carico tutti i pazienti stomizzati (ileocolo-uro) e pianifica un percorso integrato con il territorio sia assistenziale che riabilitativo. Tale percorso origina con il primo contatto per effettuare il posizionamento della possibile stomia (di norma il giorno precedente l intervento) e prosegue con interventi di addestramento e counseling post operatori. Il percorso attivato prevede una presa in carico del paziente da parte della stomaterapista, che organizza, secondo i tempi di degenza, due o tre incontri, per l educazione alla gestione dello stoma e la prova di alcuni presidi ritenuti adatti alla situazione clinica. Il cambio dei presidi rappresenta un momento ideale non solo per istruire e addestrare il paziente ma anche il familiare o care-giver individuato. Nel corso del 2010 si è cercato di tutelare maggiormente questa fase di educazione e presa in carico del paziente presso le degenze implementando di qualche ore il personale dell ambulatorio. In prossimità della dimissione l infermiere e la stomaterapista valutano le capacità di autogestione della stomia da parte del paziente, programmando sia la successiva visita all ambulatorio stomizzati dell azienda per la prosecuzione del programma riabilitativo, che l attivazione del Servizio Infermieristico Domiciliare per eventuali altre necessità assistenziali. Al momento della dimissione ospedaliera viene poi fornito il materiale necessario (tipologia e quantità) in attesa della sua rivalutazione presso l ambulatorio; il follow-up stomale prevede, oltre ad un accurato AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA assessment con analisi delle necessità assistenziali e della situazione specifica stomale, la prescrizione dei presidi, che il paziente ritirerà presso la sua farmacia di fiducia con frequenza mensile. L accesso all ambulatorio stomizzati consente, in caso di necessità, anche il follow-up medico avendo periodicamente presente (ogni 15 giorni circa) sia il DEVONO ESSERE SEMPRE FAVORITE LE CONDIZIONI COMUNICATIVO- RELAZIONALI TRA CURANTI E CURATI AFFINCHÉ IL MA- LATO SIA MESSO NELLE CONDI- ZIONI PER POTER CONSAPEVOLMEN- TE SCEGLIERE TRA LE POSSIBILI AL- TERNATIVE TERA- PEUTICHE Medico Referente del Centro (chirurgo) che il Medico nutrizionista d) La diffusione delle terapie palliative Già da alcuni anni è operativo un gruppo interaziendale cure palliative che ha l obiettivo di promuovere una cultura che pone al centro dell intervento di cura il malato, con i suoi bisogni, e il nucleo familiare che lo accompagna. Il gruppo guida promuove competenze professionali volte a realizzare la migliore qualità di vita possibile per il malato e i suoi familiari. Devono essere sempre favorite le condizioni comunicativorelazionali tra curanti e curati affinché il malato sia messo nelle condizioni per poter consapevolmente scegliere tra le possibili alternative terapeutiche. Il gruppo guida ha come mission la definizione di percorsi integrati tra ospedale e territorio per fornire al malato terminale una migliore continuità e qualità delle cure al fine di accompagnarlo ad una morte dignitosa, nel pieno rispetto della sua persona. Gli obiettivi generali che il gruppo si pone sono: costituire una rete di professionisti che aderisca alla cultura delle cure palliative; identificare aree di formazione al fine di favorire la diffusione della cultura delle cure palliative, in funzione del raggiungimento di obiettivi specifici e misurabili (con indicatori); proporre un modello di riferimento per la cura dei malati in fase terminale, condiviso tra AUSL e ASMN; definire un percorso specifico per le cure palliative da integrare, parallelamente ed in continuità, con i vari percorsi oncologici diagnostici-terapeutici definiti nelle aziende; creare le condizioni affinché il luogo di elezione per le cure palliative sia normalmente identificato nel domicilio del malato; creare le condizioni affinché l infermiere diventi la figura professionale di riferimento del percorso, sia rispetto al paziente e ai suoi familiari che rispetto all organizzazione; favorire l adozione di piani di assistenza multidisciplinari, integrati e personalizzati; fornire consulenza palliativa. Nel corso del 2008 i componenti del gruppo guida sono stati chiamati a far parte del gruppo locale interaziendale costituito per la realizzazione del progetto regionale MACONDO (MAntenere il CONtrollo del Dolore Oncologico). Il progetto regionale MACONDO ( valutazione dell assistenza domiciliare al paziente oncologico, con particolare riferimento al riconoscimento e al controllo del dolore in una rete di assistenza integrata ) si pone come obiettivo quello di produrre nuove conoscenze utili a migliorare su base locale, provinciale e regionale le competenze del sistema di cura per affrontare il dolore oncologico. Il progetto, che prevede tra l altro la conduzione di un audit clinico e un audit organizzativo, oltre che indagini di soddisfazione dei pazienti e dei famigliari, si pone l obiettivo di approfondire tre differenti ambiti: bisogno di assistenza e attuale offerta di servizi: conoscenza della epidemiologia del dolore oncologico, degli strumenti utilizzati nella valutazione e nel trattamento del dolore, mappa dei trattamenti ricevuti dai pazienti e grado di consapevolezza delle cure ricevute. Modelli organizzativi: conoscenza dei contesti organizzativi e confronto tra i diversi percorsi di assistenza. Valutazione dell efficacia, della qualità e dei costi: valutazione costi/benefici dei modelli organizzativi e assistenziali riscontrati a livello locale, valutazione della qualità in relazione a dimensioni specifiche (informazione, appropriatezza, integrazione territorio/ospedale, etc) e soprattutto elaborazione di raccomandazioni 181

182 evidence based per includere il controllo del dolore nei livelli essenziali di assistenza. Nel secondo semestre del 2008, il gruppo locale di progetto si è occupato della raccolta dei dati e delle informazioni relative alla rete provinciale delle cure palliative, necessarie alla conduzione della prima fase del progetto ovvero l audit organizzativo. Nel corso del 2009 si è svolta la seconda fase del progetto (audit clinico). In particolare, si è provveduto a somministrare agli operatori un questionario, specifico per setting e qualifica professionale, che raccoglie l esperienza nel campo del riconoscimento e del trattamento del dolore cronico oncologico. Le Unità Operative coinvolte sono state le seguenti: DH Oncologia Medicine Lungodegenza Pneumologia DH Ematologia Radioterapia. Infine, nel mese di dicembre 2009, è stata portata a termine l ultima fase del progetto ovvero l indagine di soddisfazione attraverso la somministrazione di un questionario ai pazienti ricoverati presso le stesse U.O. oggetto dell indagine agli operatori. Nel 2010 si è svolta l elaborazione dei dati raccolti ed è stato predisposto dal gruppo di coordinamento regionale il rapporto sull indagine di soddisfazione che ha visto il coinvolgimento di circa utenti. Tutti i materiali e i risultati (inclusi i risultati dell audit organizzativo e clinico) saranno inclusi in una relazione finale e pubblicati nella collana Dossier dell ASSR, in corso di predisposizione e) Ospedale senza dolore Il Comitato Ospedale Senza Dolore (COSD) dell Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia è rappresentato al suo interno da medici e infermieri espressione delle diverse realtà coinvolte nella gestione del trattamento del dolore nei suoi vari aspetti. Nel corso del 2010 le Strutture interessate a vario titolo nella attività antalgica sono state numerose e si è assistito ad una valida e proficua collaborazione fra la componente infermieristica e medica per la risoluzione di problemi comuni. Nel mese di maggio l Azienda ha partecipato alle iniziative regionali correlate alla Giornata nazionale del sollievo (30 maggio 2010), allo scopo di sensibilizzare l opinione pubblica e gli operatori sul tema della sofferenza e del dolore, in particolare per gli ammalati che si avvicinano al termine della loro vita, ma anche per le persone che soffrono di dolore secondario a patologie serie o dolore post-operatorio. Nello specifico è stata condotta un indagine sul dolore percepito dai pazienti ricoverati in tutti i reparti di degenza dell Ospedale. Tale indagine è stata condotta mediante la somministrazione di questionari compilati dai pazienti sulla valutazione del loro dolore e del vissuto della loro sofferenza. Inoltre l azienda ha partecipato ai lavori del Comitato regionale per la lotta al dolore, contribuendo alla redazione delle Raccomandazioni per il trattamento del dolore in area medica Formazione Si è svolto anche nel 2010 il corso di terapia antalgica Il dolore nella pratica clinica: farmacologia e strategie terapeutiche aspetti medici e infermieristici, rivolto a medici e infermieri professionali di tutti i dipartimenti dell ASMN (4 edizioni, di 5 ore ciascuna). L iniziativa formativa, avviata nel 2004, prevede 4 edizioni di 5 ore ciascuna. Il corso si prefigge di fornire ai professionisti ospedalieri un livello di formazione adeguato in materia di dolore cronico e di dolore acuto post-operatorio o post-traumatico. Anche quest anno, come l anno precedente, oltre 250 professionisti (sia medici che infermieri professionali) nelle quattro giornate suddette hanno partecipato con interesse e vivacità ai corsi in cui sono stati affrontati i seguenti argomenti: Confronto delle rispettive esperienze Confronto e motivazione delle linee di intervento (protocolli) in dotazione Risoluzione di equivoci in materia Conoscenza reciproca e conseguente aumento della conoscenza delle risorse all interno dell ASMN Acquisizione di conoscenze scientifiche basilari Discussione di tecniche di misurazione del dolore Quest anno il programma è stato integrato con un apposito capitolo sulla misurazione del dolore, oltre che con una sezione interattiva con discussione di casi clinici. Scopo dell iniziativa è di innalzare il livello culturale medio in termini di trattamento antalgico, sia in termini di attenzione alla problematica, sia in termini di conoscenze tecnico-scientifiche avendo come obbiettivo di medio-lungo termine: L aumento dell autonomia nella capacità di trattamento antalgico dei singoli curanti Atteggiamento di attenzione che porti a diagnosticare e misurare il problema dolore affrontandolo ogni qualvolta esso si presenti. Atteggiamento di rete che porti sempre più ogni singolo curante a ricorrere alla consulenza antalgica ogni qualvolta si renda necessario. L aumento delle consulenze antalgiche richieste, e l aumento dell appropriatezza delle richieste stesse, può essere interpretato come il raggiungimento, almeno parziale, degli obiettivi suddetti. Misurazione del dolore Con la legge 38 del marzo 2010 l obbligo di misurazione del dolore a tutti i pazienti ricoverati, nonché l annotazione sulla grafica accanto ai parametri vitali del risultato della misurazione stessa, è una legge dello Stato, con tutto ciò che questo comporta. A questo và aggiunto l obbligo di annotazione dei provvedimenti presi in caso di dolore clinicamente rilevante (NRS=4), ed i risultati ottenuti da questi provvedimenti. Con i corsi di formazione sopra descritti si è provveduto a diffondere questa condotta che risulta essere anche QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

183 un obiettivo del COSD regionale per il In applicazione della Legge n. 38 del (protocollo n del ), e successive integrazioni (protocollo n del ), si è proceduto ad uniformare, in tutti i reparti dotati di grafica informatizzata della terapia, i seguenti campi: - DOLORE NRS scala da 0 a 10 - (campo numerico registrabile a VIDEO e/o con utilizzo del TERMI- NALE), che consente al paziente di indicare un numero tra 0 e 10 per rappresentare il livello di dolore. - DOLORE NOTE (campo testo registrabile a VIDEO), che consente di inserire osservazioni specifiche rispetto a caratteristiche, sede anatomica, condizioni del paziente, ecc, relativamente al dolore avvertito e misurato con scala NRS. L art. 7 della Legge 38/2010 ( Obbligo di riportare la rilevazione del dolore all interno della cartella clinica ) prevede infatti che in ogni cartella clinica debbano essere riportate le caratteristiche del dolore rilevato e della sua evoluzione nel corso del ricovero, la tecnica antalgica e i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi e il risultato antalgico conseguito. Le frequenti consulenze con i reparti internistici (Medicine e Lungodegenza), fanno sì che presso quelle strutture si sia ormai diffuso in maniera abbastanza estensiva la misurazione del dolore a tutti i pazienti e che in alcuni reparti questa è già divenuta una pratica corrente. La misurazione del dolore viene inoltre effettuata nei reparti chirurgici, in genere non a tutti i ricoverati ma più indirizzata a coloro che hanno subito un intervento, in particolari nei primi giorni del postoperatorio. Attraverso i prossimi incontri formativi riteniamo di implementare ulteriormente presso tutti i reparti l uso di questo indispensabile e necessario parametro, da annotare nella grafica di tutti i pazienti ricoverati, accanto agli altri parametri vitali. Ogni consulenza risulta comprensiva di diagnosi algologica, impostazione della terapia, accompagnamento del paziente fino a risoluzione completa o almeno accettabile del problema, in alcuni casi ripresa in carico del paziente per ricaduta. Nella S.C. di Oncologia, che risulta autonoma da un punto di vista del trattamento antalgico, il dolore viene sistematicamente affrontato. Ci sono state comunque nel corso dell anno numerose occasioni di incontro e richieste di consulenza fra S.C. di Oncologia e/o Hopsice e algologi della S.C. di Anestesia e Rianimazione. Nel corso del 2010 è proseguita l attività di collaborazione con la Chirurgia Vascolare e con l Angiologia per il controllo del dolore ischemico degli arti inferiori. Questa collaborazione ha previsto, tra l altro, la dimissione con catetere epidurale di pazienti in attesa di intervento vascolare distale. Anche questa attività ha visto uno sviluppo dei rapporti con la medicina generale in termini di collaborazione sia con il medico di medicina generale che con il servizio infermieristico domiciliare. Nell ambito dell implementazione di una collaborazione orto-geriatrica per l assistenza del grande anziano fratturato, il COSD ha partecipato alla redazione del protocollo relativo all assistenza antalgica peri-traumatica. Grazie a questa iniziativa il grande anziano fratturato riceve misurazione e trattamento del dolore anche nella fase pre-operatoria, dal ricovero all intervento in collaborazione fra ortopedici, geriatri e anestesisti f) Progetto Teseo L attivazione del progetto Teseo rappresenta un esempio di modello assistenziale, per la continuità tra ospedale e territorio, che completa la già presente procedura di dimissione protetta aziendale, arricchendola dal punto di vista umano ed etico; il punto focale è il potenziamento della relazione e della conoscenza fra gli operatori delle due aziende e tra operatori e famigliari. L incontro diretto, face to face, tra operatori e famigliari (per i casi specifici codificati dalla procedura e dall esperienza professionale) favorisce: il confronto esperienziale, il supporto per IL PUNTO FOCALE È IL POTENZIAMENTO DELLA RELAZIONE E DELLA CONOSCENZA FRA GLI OPERATORI DELLE DUE AZIENDE E TRA OPERATORI E FAMIGLIARI l acquisizione di nuove competenze, la condivisione delle problematiche esistenti nell ambito ospedaliero, territoriale e domiciliare, la capacità di supporto emozionale al gruppo professionale. Ne consegue un rapporto estremamente ricco/caldo, capace di alimentare una fiducia, una serenità ed una progettualità assistenziale inimmaginabile. Il progetto, iniziato già nel 2006, ha raggiunto i seguenti obiettivi: individuare le principali criticità relative alla continuità assistenziale per gli ambiti di competenza infermieristica. individuare una procedura interaziendale per l attivazione della visita infermieristica di presa in carico nell ambito del piano di dimissione protetta ospedaliera. Creare/favorire una cultura della continuità assistenziale come m a n d a t o / i m p e g n o degli operatori delle diverse aziende coinvolte (Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova e ASL). Il percorso ha visto, in una prima fase, coinvolti tutti i Coordinatori Infermieristici attraverso un incontro Seminariale interaziendale che ha messo in luce le aree di criticità e le possibilità di miglioramento. Successivamente, in una seconda fase, si è costituito un gruppo di miglioramento interaziendale composto da Coordinatori Infermieristici dell ASMN, del Servizio di Assistenza Domiciliare e delle Case Protette dell AUSL che ha prodotto una procedura interaziendale per l attivazione della visita infermieristica di presa in carico nell ambito del piano di dimissione protetta ospedaliera. Si è quindi provveduto ad ampliare la sperimentazione della procedura prima attraverso un intervento formativo e, in seguito, attraverso la sperimentazione pratica della procedura interaziendale stessa. I reparti attualmente coinvolti dal progetto sono: Neurologia, Pneumologia, Ortopedia, Lungodegenza, Geriatria, Medicina 1, Medicina 2, Medicina 3, Angiologia, Chirurgia Toracica, Chirurgia Vascolare, Nefrologia. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 183

184 La diffusione della cultura della continuità assistenziale è stata attuata anche attraverso eventi seminariali interaziendali e la conferenza HPH di Reggio Emilia che hanno fornito l opportunità per dare visibilità a questo progetto, permeando le strutture ed i suoi professionisti di questa attenzione alla presa in carico che va oltre le pareti dell ospedale per accogliere la persona. Le esperienze di attivazione della procedura hanno messo comunque in evidenza la necessità di ampliare l applicazione della stessa anche ai servizi infermieristici domiciliari dei Distretti della Provincia. L applicazione dello strumento ha visto l attivazione della visita di presa in carico infermieristica nel 6% delle dimissioni protette effettuate. Negli ultimi tre anni, si è passati a valori di attivazione leggermente inferiori imputabili, da un lato, ad un netto miglioramento della comunicazione telefonica fra gli operatori dell ospedale e del territorio, dall altro, ad un consolidamento della rete di continuità assistenziale che consente di attivare incontri interaziendali di analisi e valutazione fra gli operatori per successive azioni di miglioramento organizzativo e gestionale (vero obiettivo del progetto n.d.r.). Ad inizio 2010 è stato effettuato un incontro di audit sul progetto che ha dato indicazioni operative di consolidamento dell attuato nei reparti fino ad ora coinvolti. La decisione di non ampliare ulteriormente ad altre strutture è fondamentalmente legato ad altri impegni già assunti per l anno 2010, alla possibile modificazione del punto di prenotazione territoriale e al consolidamento dei percorsi di discussione casi critici. Da un punto di vista assistenziale, il progetto attivato ha raggiunto quel grado di snellezza e flessibilità organizzativa che consente di compensare (entro certi limiti) richieste provenienti da altri reparti, anche se non direttamente coinvolti dal progetto g) Progetto Orto-Geriatria Nell ambito dei percorsi di assistenza integrata al paziente è stato inserito, già da marzo 2008, il progetto di ortogeriatria; esso prevede la presenza quotidiana del Geriatra nella U.O. di Ortopedia (6 ore giornaliere dal lunedì al venerdì) per una valutazione medicointernistica entro 24 ore dall ingresso in struttura. La valutazione precoce consente di attivare le consulenze specialistiche ed il Servizio Sociale Ospedaliero creando le condizioni ottimali per la costruzione di un percorso di dimissione protetta con la famiglia ed i servizi territoriali. L Ortopedico ha ovviamente competenza sul tipo di intervento ed i problemi ad esso correlati, preferendo quello che consente la più rapida messa in carico del paziente. La scelta operatoria avviene con valutazione collegiale ortopedico-geriatra-anestesista, sebbene siano previsti protocolli automatici per la riduzione della degenza preoperatoria nei pazienti stabilizzati. Il progetto prevede, inoltre, la rapida mobilizzazione del paziente con verticalizzazione in prima giornata post-operatoria, attraverso una valutazione multiprofessionale fra Ortopedico, Geriatra, Fisiatra ed Infermiere. Anche in questo caso sono previsti protocolli automatici per la riduzione dei tempi di attesa nei pazienti stabili con accettabile motilità pre-frattura. L analisi dell attività svolta sui 210 pazienti presi in carico con la fase di avvio progetto, ha confermato la riduzione dei giorni di attesa pre-intervento (da 4.9 a 2.6 operati entro 48 ore: 49.2%) ed ha consentito, entro le 48 ore dall atto chirurgico, la verticalizzazione con carico (81%) e/o la ripresa (61.2%) della deambulazione. Si conferma anche la riduzione della degenza media ospedaliera in reparto per acuti (da 18 a 14 giorni). La stabilizzazione, nel corso del 2009, di questo processo di assistenza integrata, ha spinto ad introdurre un IL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO HA IL FINE DI FORNIRE GARANZIE CHE ESISTONO REGOLE PRECISE E CONTROLLATE ATTRAVERSO LE QUALI VIENE FORNITO AGLI UTENTI UN SERVIZIO DI QUALITÀ NON CASUALE nuovo obiettivo: Sperimentare un set minimo di scale in grado di identificare il percorso assistenziale più appropriato alle condizioni clinico-sociali del paziente anziano in diversi setting di cura. Lo studio, che ha l obiettivo di trovare strumenti favorenti l attività dei professionisti nella scelta del percorso assistenziale, ha richiesto di operare nuove analisi di contesto, di introdurre ed utilizzare nuove scale di valutazione (Infermieri: Kats, Lawton, Braden,peso Medici: SPMSQ, GDS 5items, CIRS, Conley, Qualità della vita VAS, BRASS) ponendo nuova attenzione alle competenze professionali e all assessment di presa in carico. Nel settembre del 2009 si sono conclusi la raccolta dati e l arruolamento, con coinvolgimento di 94 pazienti; la fase successiva prevede un follow-up telefonico a sei mesi di distanza (in corso). I dati definitivi, inseriti in un database regionale, consentiranno valutazioni di sistema sulla rete dei servizi offerti per omogeneizzare percorsi di cura, verificarne la fattibilità, l efficacia organizzativa, salvaguardare le necessità dell utenza in relazione alla complessità delle condizioni assistenziali e dei percorsi attivati LO SVILUPPO DEL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO NELL ASMN Accreditamento dei Dipartimenti Ospedalieri Nell anno 2010 è stato accreditato il dipartimento interaziendale di diagnostica per immagine. Il dipartimento, nel tempo ha rafforzato l integrazione territoriale offrendo prestazioni diagnostiche terapeutiche assistenziali in grado di rispondere alla domanda della collettività e armonizzando le potenzialità della tecnologia con le risorse umane e professionali. La programmazione a livello provinciale è stata orientata a: v Garantire ai propri utenti le prestazioni più appropriate rispetto ai problemi di salute, privilegiando la qualità e utilizzando le risorse disponibili. garantire la continuità dell assistenza attraverso la promozione dell integrazione intra-interdipartimentale e inter-aziendale. offrire agli utenti adeguate informazioni sulle modalità di accesso ai servizi attraverso la diffusione di opu QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

185 scoli informativi presenti nei punti di accesso. Garantire agli utenti che l accesso alle varie prestazioni avvenga secondo modalità di prenotazione trasparenti e differenziate secondo criteri di priorità clinici, etici e deontologici. Mantenere all interno del dipartimento un clima di collaborazione fra vari operatori integrando le specifiche competenze nell ottica di una visione multidisciplinare e di un approccio trasversale ai problemi. La multidisciplinarietà intesa come coinvolgimento delle diverse competenze professionali, caratterizza ogni singolo progetto di ricerca e di applicazione di nuove metodologie e di percorsi diagnostico-terapeutici trasversali. Dedicare massimo impegno alla formazione e al training di tutto il personale, favorire l interscambio di esperienze, i confronti tra metodolgie di lavoro, il consolidamento del back ground tecnologico e professionale, le verifiche di progetti innovativi nello spirito della più ampia disponibilità ed apertura scientifica e culturale. Tutti i punti sopra espressi sono stati evidenziati dalla commissione di verifica quali punti qualificanti. La sicurezza delle tecnologie è stata ricercata nella gestione: delle tecnologie per migliorare il controllo di tutta la strumentazione clinica utilizzata per effettuare gli esami e gli interventi sui pazienti. Un esempio è che tutte le tecnologie (dalla TAC agli ecografi, a tutte le apparecchiature delle sale operatorie, ai defibrillatori ecc..) devono avere controlli periodici di manutenzione sia da parte degli operatori addetti (manutenzione ordinaria) sia piani di verifica programmati da parte del servizio dedicato delle Tecnologie Biomediche (manutenzione preventiva). Tale attività è stata verificata dai valutatori regionali. Il processo di accreditamento ha il fine di fornire garanzie che esistono regole precise e controllate attraverso le quali viene fornito agli utenti un servizio di qualità non casuale, ma consapevole e ripetibile e che qualora si verifichino scostamenti rispetto al buon risultato atteso, la struttura ha la capacità di reagire per una immediata correzione dei comportamenti e l attivazione di percorsi di miglioramento per il benessere del cittadino, ben utilizzando a questi scopi le risorse che le sono state assegnate. Determinante è stato l impegno dei referenti medici e infermieristici dell accreditamento che in stretto collegamento con l ufficio qualità e con il supporto dei direttori e dei coordinatori infermieristici hanno reso possibile il coinvolgimento di tutti gli altri professionisti garantendo così risultati soddisfacenti. Il percorso continua attraverso l impegno sul miglioramento continuo e sulla continua standardizzazione dei processi di lavoro. Certificazione del Servizio Acquisti e del Servizio Logistico Alberghiero in base alle norme ISO 9001/2000 Nel maggio il Servizio Logistico Alberghiero e il Servizio Acquisti hanno ri- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 185

186 cevuto la visita di verifica per il rinnovo della certificazione ISO Entrambi sono stati certificati dal CER- MET ente di parte 3^ (ente esterno e riconosciuto tale a livello internazionale) che assicura tramite un attenta verifica sul campo che sono applicati e resi evidenti tutti i requisiti di qualità previsti dalla norma oggetto di certificazione. Il percorso della certificazione ha permesso di incidere sul lavoro di tutti i giorni, snellendo le pratiche, eliminando le possibilità di rischio, aumentando la sicurezza degli operatori, migliorando i rapporti tra le persone, favorendo FONTE FLUSSO AFO 12 MESI 2010 l inserimento e la crescita del personale, migliorando costantemente l ambiente di lavoro, migliorando i processi e riducendone i costi. I risultati della visita di verifica hanno confermato, ancora una volta, l attenzione dei servizi dell ASMN a percorsi di qualità e di ricerca dell oggettività al fine del miglioramento continuo. La partecipazione degli operatori è stata un punto di forza rilevato dall Ente certificante che peraltro non ha riscontrato nessuna non conformità sul sistema. Prosegue anche il processo di certificazione della Direzione Infermieristica, in base alle norme ISO Tale processo è strettamente collegato con il processo di accreditamento dei dipartimenti POLITICA DEL FARMACO E GOVERNO DELLA SPESA FARMACEUTICA L andamento dei consumi e della spesa farmaceutica si pone nel 2010 in linea con l obbiettivo assegnato dalla Regione che prevedeva per l Azienda Ospedaliera di RE un incremento del 5,6% rispetto all anno Ospedaliera senza ossigeno var.% 10/09 AOSP Reggio E ,6% EMILIA-ROMAGNA ,3% Nell ambito dell obbiettivo generale di politica del farmaco e governo della spesa farmaceutica ospedaliera, le attività sono state rivolte prevalentemente alla verifica dell appropriatezza delle prescrizioni, al monitoraggio costante dei consumi, alla gestione del rischio clinico e sicurezza sull uso del farmaco, allo sviluppo della Farmacovigilanza. L azione di governo clinico si è principalmente orientata su alcuni gruppi terapeutici coinvolgendo i medici prescrittori per la valutazione di eventuali criticità e la definizione di budget specifici per U.O. sulla base della casistica da trattare. Le categorie di farmaci ai quali sono rivolti gli obbiettivi per un uso appropriato delle risorse sono: I farmaci antibiotici sistemici (J01) I farmaci antimocotici sistemici (atc J02) I farmaci oncologici ( atc L01 ed L02) I farmaci per il trattamento dell epatite B I farmaci biologici (atc L04) I farmaci per la sclerosi multipla Antibiotici sistemici Nell anno 2010 si è osservato un incremento di spesa del + 5,1% vs la media regionale +0,5%, registrando tuttavia nel 1 semestre 2010 un numero di DDD/100 giornate di degenza tra i più bassi a livello regionale. Tra Settembre e Ottobre 2010 sono stati tenuti 4 incontri con i medici di area chirurgica e area medica per informazioni/formazione sulle resistenze, consumi e utilizzo appropriato degli antibiotici. Per mantenere una informazione costante sui consumi di antibiotici di tutte le UU.OO., sulla Intranet aziendale vengono inseriti mensilmente in modo analitico i dati aggiornati unitamente ai dati di attività e ai dati di consumo generali dei beni sanitari. buon contenimento della spesa. L incremento di spesa si è infatti attestato sul + 1,3% rispetto all anno 2009 vs una media regionale del + 6%, con una riduzione del 6,6% del numero di DDD vs la media regionale del + 2,1%. Il monitoraggio intensivo dei dati di consumo e spesa e l analisi della casistica trattata attraverso la prescrizione informatizzata, consentono un continuo confronto con i clinici anche in relazione alle indicazioni prodotte dalla CRF. Tutte le prescrizioni provenienti dalle diverse Strutture coinvolte vengono valutate in termini di appropriatezza rispetto ai contenuti delle schede tecniche dei farmaci e delle Linee Guida/ Raccomandazioni regionali. Eventuali prescrizioni off-label vengono valutate singolarmente e avviate alle sedi di competenza secondo percorsi codificati. Si è data inoltre prosecuzione all attività di monitoraggio dei farmaci registrati nel sito AIFA somministrati all interno della Struttura o erogati in distribuzione diretta. Per entrambe le tipologie di erogazione dei farmaci si è proceduto alle richieste di rimborso laddove previste dai decreti registrativi. Farmaci Biologici Il dato di consumo e spesa di questo gruppo di farmaci utilizzati prevalentemente nel trattamento di diverse patologie reumatologiche, dermatologiche ed infiammatorie intestinali, è stato analizzato complessivamente a livello provinciale, in quanto detti farmaci vengono erogati ai pazienti prevalentemente in regime di Distribuzione Diretta (i dati di consumo e spesa dei due punti di Distribuzione Diretta c/o l Azienda Ospedaliera sono accorpati ai restanti punti di distribuzione dei vari Distretti della provincia di RE dell Azienda USL). Nel 2010 l Area di RE ha registrato un incremento di spesa del 12% rispetto alla media regionale del + 14% mentre il numero di DDD è incrementato maggiormente rispetto alla media regionale (13% vs 11,9%). A inizio anno è stato definito un budget specifico con le UU.OO. sulla base della casistica stimata da trattare, nel rispetto delle indicazioni prodotte dalla CRF. Farmaci oncologici (L01+L02) Nel 2010 si continua ad osservare un Commissione Terapeutica di Area Vasta Nel 2009 si è insediata la nuova Com QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

187 missione Terapeutica AVEN che ha comportato una riorganizzazione delle attività a livello locale/provinciale. La Commissione AVEN si avvale della collaborazione continuativa di Gruppi di Lavoro composti da clinici e farmacisti delle varie Aziende Sanitarie. A livello provinciale è stato inoltre costituito il Nucleo Operativo Provinciale (NOP), inteso come punto di collegamento tra le Aziende Sanitarie e la CF Aven, con il compito di collaborare alla diffusione a livello locale delle decisioni assunte dalla CF Aven, di valutare richieste personalizzate di farmaci offlabel e/o extra PTO, di fornire approfondimenti su eventuali incongruenze prescrittive con il PT Aven. Il NOP si riunisce di norma con cadenza mensile e le funzioni di Segreteria vengono svolte dal Servizio di Farmacia Aziendale. La Commissione Farmaco AVEN esplica la sua attività in stretta collaborazione con la Commissione Regionale Farmaco (CRF) nell applicazione delle direttive inerenti il Prontuario Terapeutico Regionale, quale strumento di governo clinico vincolante per l operatività a livello locale. Un farmacista addetto alla Segreteria partecipa alle riunioni di coordinamento regionale. Nel corso dell anno 2010 è stato completato e pubblicato il Prontuario Terapeutico di Area Vasta. Il Prontuario Terapeutico viene aggiornato in tempo reale sulla rete Intranet aziendale a disposizione di tutti i sanitari. E stata data inoltre continuità all attività di diffusione a tutti i medici della documentazione scientifica prodotta dalla CTR e dalla CT AVEN, disponibile anche sulla Intranet aziendale, nella quale attraverso un link si accede anche al PTR ed ai relativi documenti elaborati a livello regionale. IL PRONTUARIO TERAPEUTICO VIENE AGGIORNATO IN TEMPO REALE SULLA RETE INTRANET AZIENDALE A DISPOSIZIONE DI TUTTI I SANITARI AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA Gestione del rischio clinico e sicurezza sull uso dei farmaci Si è data regolare prosecuzione al progetto Interaziendale Azienda USL/ Azienda Ospedaliera ASMN che prevedeva nell anno 2010 l estensione di un programma di prescrizione informatizzata ad altre Unità Operative di Area Medica e Chirurgica. A fine anno 2010 il programma è stato adottato complessivamente da n 12 Strutture per un totale di n 380 posti letto con circa ricoveri gestiti in fase di prescrizione e somministrazione nel solo anno Attraverso la collaborazione di medici, infermieri, informatici e farmacisti, il programma viene implementato e adattato di volta in volta alle singole realtà, per rispondere alle necessità dei diversi reparti utilizzatori. Con l adozione del programma da parte di ogni singola U.O. vengono presi a riferimento Linee Guida e Standard internazionali specifici dell Area a garanzia di una prescrizione sicura ed efficace. Nel programma vengono regolarmente inseriti vari protocolli terapeutici condivisi e supportati da evidenze di letteratura, sono disponibili tutte le informazioni relative alle interazioni tra farmaci documentate e i collegamenti a banche dati ed al PTO. Sono stati creati 121 profili farmaco, 150 profili di diluizione, 100 protocolli/ schemi terapeutici. L adozione del programma in ogni Struttura prevede la formazione preventiva a tutti i professionisti coinvolti e, a seguire, un periodo di affiancamento direttamente in reparto. Complessivamente in 4 anni di attività sono stati formati n 750 operatori che utilizzano il sistema, di cui nel solo anno 2010 n 150, con un impegno di circa 400 ore di formazione teorica e circa 300 ore di affiancamento sul campo. E stata inoltre implementata la Intranet Aziendale con l inserimento di Manuali d uso suddivisi per argomento, consultabili online dagli utenti utilizzatori e con schede di inserimento nuovo utente per la programmazione della formazione. Le fasi di analisi, preparazione, formazione e di avvio all utilizzo del programma richiedono la presenza costante in reparto del farmacista che opera in stretta collaborazione con i sanitari. Il programma consente di controllare ed indirizzare tutto il processo di gestione del farmaco, limitando in modo drastico l errore nelle varie fasi, di ottimizzare il tempo infermieristico dedicato al paziente e di abbattere i costi conseguenti agli errori di terapia. Anche per l allestimento delle terapie c/o la Centrale Antiblastici è stato adottato da tutte le Strutture coinvolte un programma di prescrizione informatizzata personalizzata. Il programma consente di gestire tutto il processo terapeutico, la standardizzazione delle modalità operative, il monitoraggio dell uso dei protocolli definiti e dei nuovi prodotti ed il controllo dell appropriatezza prescrittiva. Il foglio terapia, elaborato dal programma di prescrizione, viene utilizzato per l allestimento e la successiva somministrazione delle terapie e rappresenta uno strumento utile nell ambito del governo del rischio clinico. Sviluppo della Farmacovigilanza (FV) Dopo la fase di implementazione della sezione dedicata alla Farmacovigilanza sulla Intranet aziendale e la elaborazione della procedura aziendale sulla FV (con la quale sono stati ripresi i percorsi da attivare nelle varie Strutture per la segnalazione di reazioni avverse da farmaci già indicati a suo tempo nella Procedura sulla Gestione Clinica dei Farmaci), nel 2010 sono state realizzate/consolidate alcune iniziative volte ad una maggiore diffusione della procedura aziendale e comunque ad una sempre più puntuale informazione a tutti gli operatori sanitari in materia di FV: E stato realizzato del materiale informativo: pieghevoli riportanti in forma riassuntiva e schematica le indicazioni contenute nella procedura e poster con le stesse indicazioni. E stata effettuata una programmazione di incontri con Medici e Coordinatori Infermieristici di vari reparti. Si sono svolti incontri con i reparti di Pneumologia, Pronto Soccorso, Medicina d Urgenza, Centrale operativa 118, Ematologia, ed Oncologia. Tale attività proseguirà anche nel 2011 con il coinvolgimento di altri reparti. Durante questi incontri il RFV ha fornito e illustrato ai presenti tutta la documentazione e normativa inerente alla FV compreso l elenco aggiornato dei farmaci sottoposti a monitoraggio 187

188 intensivo. A seguire poi un dibattito nel corso del quale vengono discusse le varie problematiche inerenti la FV. Durante l anno 2010 si è inoltre data prosecuzione all aggiornamento in tempo reale della pagina della rete intranet aziendale dedicata alla FV, attraverso l inserimento sulla stessa di tutte le informazioni in materia e contestualmente l invio automatico di un avviso via e mail ai destinatari selezionati (Medici, Farmacisti, Coordinatori Infermieristici) Nel corso dell anno 2010 sono pervenute al RFV n. 125 schede di ADR rispetto a n 21 ricevute nell anno POLITICHE DI AC- QUISTO DI BENI E SERVIZI: INTERVENTI D AREA VASTA E TRAMITE INTERCENT-ER Premessa Coerentemente con le attività e gli obiettivi degli scorsi anni, il Servizio Acquisti ha mantenuto la priorità di adeguamento ed allineamento alle procedure di acquisto centralizzato a livello regionale (Intercent-ER), con analoga cura su quanto riguarda le acquisizioni di Area Vasta e aziendali. In questo ambito specifico, si ritiene opportuno illustrare in modo sintetico le principali procedure, come segue: GARE 2009/2010 CONCLUSE - Servizio rilevazione dati attività ambulatoriale - Contrazione mutuo ventennale - Servizi di accompagnamento e trasporto interno di pazienti deambulanti e non - Fornitura triennale di artroprotesi d anca e ginocchio (procedura avviata nel 2008 e conclusasi con la sottoscrizione dei contratti a marzo 2010) - Licenze Microsoft (gara AVEN) - Realizzazione e fornitura tramite noleggio di S.A.N. (Storage Area Network) ridondata; - Noleggio apparecchiature per radiologia (al parere Commissione giudicatrice) ELENCO PRINCIPALI GARE DA ATTI- VARE/ATTIVATE 2010/2011/ Locazione mammografi (gara AVEN ) - Stent per emodinamica (gara AVEN) - Stampati (gara AVEN) - Stent vascolari periferici (gara AVEN) - Materiali per neuroradiologia (gara AVEN) - Service per iniezione mezzi di contrasto (gara AVEN) - Pensili ala sud - Monitor e ventilatori - Nolo servizi operativi informatici - Locazione litotritori - Fornitura TNT con gestione in service di pacchi procedurali - Letti per terapia intensiva GARE AVEN 2009/2010 IN QUALITÀ DI AZIENDA REFERENTE - Servizio dosimetria personale - Sistema a soffitto sollevamento pazienti - Defibrillatori portatili - Lampade scialitiche a soffitto - Sistemi di ipotermia in service - Iniettori e materiale di consumo per RSM - Defibrillatori da reparto - Dispositivi per ossigeno terapia - Fornitura servizio gestione registro emodinamica PRESE D ATTO GARE AVEN 2010 Fornitura di protesi per endoscopia digestiva. Azienda referente: Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena. Fornitura di dispositivi medici per oculistica. Azienda referente: Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Fornitura in service di sistemi per la realizzazione di immagini ecografiche intracoronariche e intravascolari. Azienda referente: Azienda Ospedaliero- Universitaria di Parma. Segue l elenco dettagliato delle procedure che ci hanno coinvolto in procedure sovra aziendali. Altre attività programmate per il 2010, sono riassunte per sommi capi nei punti che seguono. 1. Riorganizzazione del Servizio e riassetto delle attività, anche alla luce della creazione a livello AVEN del Dipartimento interaziendale acquisti; 2. Studio normativa Incontri di formazione a livello AVEN. I primi appuntamenti sono stati programmati per aprile maggio 2010 a Piacenza con Avv. Miniero. Questi momenti formativi sono da integrare con la programmazione ordinaria della Formazione Collaborazione alle attività del Dipartimento interaziendale acquisti: 3a Programmazione integrata procedure di gara AVEN 3b Collaborazione all assetto ed alla organizzazione delle attività connesse all apertura dell Unità Logistica Centralizzata (ULC) 3c Partecipazione ai Gruppi di lavoro attivati in ambito Dipartimentale 3d Formazione integrata con altre aziende in ambito AVEN (vedi esempio di cui al punto 2) 4. Prosecuzione attività legate alla Certificazione del Servizio (verifica annuale a maggio 2010). Prosegue anche sul 2010 l adeguamento della documentazione alle esigenze previste dall evoluzione normativa in tema di procedure e sull approfondimento delle tematiche legate alla normativa in materia di sicurezza (decreto 81/2008) ed alla conseguente esigenza di omogenizzazione dei relativi documenti riferiti alle diverse aziende sanitarie che aderiscono alla gara (come il D.U.V.R.I. Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze). Inoltre è in corso un rilevante aggiornamento del catalogo di richiesta informatizzata dei prodotti a magazzino che, una volta concluso, consentirà di effettuare un unico ordine per il fabbisogno dei diversi prodotti senza dovere emettere (come ora) ordini separati a QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

189 seconda dei magazzini dove sono depositati i beni. Si auspica un notevole alleggerimento di lavoro e risparmio di tempo per i coordinatori di Unità Operativa. A seguito dell aggiornamento si potranno, inoltre, ordinare informaticamente - e non più in cartaceo- anche i prodotti in transito, cioè tutti gli altri prodotti per cui non è prevista una gestione a magazzino GESTIONE DELLA CASISTICA CRONICA AD ELEVATO CONSUMO DI RISORSE DI RICOVERO L analisi della casistica ospedaliera riguardante pazienti con patologie croniche, spesso con aspetti multidisciplinari, aggravate dall invecchiamento e che necessita di una sistematica domanda di assistenza ospedaliera di tipo specialistico, viene rilevata presso l Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova attraverso la stima dei ricoveri ripetuti con finestra temporale tra il primo ricovero ( ricovero indice) ed il successivo (re-ricovero) di 0-1 giorno e 2-7 giorni. Esaminando i ricoveri ripetuti con intervallo temporale 0 1 giorno, si evidenzia, nel triennio , un flesso nel 2009 (0,57%) ed una ripresa nel corso del 2010 (0,67%), valore comunque che rimane, anche se per poco, al di sotto di quello osservato nel 2008 (0,75). Si tratta di re-ricoveri quasi sempre con carattere d urgenza, avvenuti nelle unità operative dell ASMN. e determinati, spesso, da riacutizzazioni della patologia del ricovero indice (soprattutto cardiovascolare, respiratoria, neurologica ), ma comunque assolutamente non attribuibili ad artificiosi frazionamenti degli episodi di cura, od a dimissioni eccessivamente precoci rispetto al primo ricovero. Un contributo importante alla riduzione osservata è indubbiamente attribuibile all O.B.I. (Osservazione Breve Intensiva attivazione 6 febbraio 2008), che riesce a dimettere ambulatorialmente in virtù di una osservazione e cura protratta nel tempo, ma di pari intensità a quella erogata nelle prime ore di ricovero. Per quanto riguarda i ricoveri ripetuti con finestra 2-7 vengono analizzati quelli attribuiti ad una stessa MDC- MAJOR DIAGNOSTIC CATEGORY (in altre parole Drg appartenenti alla stessa Categoria Diagnostica Principale) ed avvenuti nello stesso presidio ospedaliero; si sottolinea che i re-ricoveri dopo 2-7 giorni sono automaticamente tariffati dalla Regione E.R. al 50%, in quanto si ipotizza un minore assorbimento di risorse per una patologia già indagata nel primo ricovero. Anche per questa tipologia di ripetuti nel 2010 la percentuale si attesta ad un 1,4% dopo il flesso del 2009 ( 1,32%) e comunque ben al di sotto della percentuale rilevata nell anno 2008 ( 1,52%). I re-ricoveri dopo 2-7 giorni dal ricovero indice, riguardano principalmente riacutizzazioni o complicanze rispetto alla patologia trattata nel ricovero indice; le riacutizzazioni riguardano molto spesso le pluripatologie tipiche dei grandi anziani, nei quali a volte si osserva una mancata adesione al trattamento prescritto alla dimissione del ricovero indice. Sulle complicanze sono da annoverare i rientri che esitano nel decesso e che riguardano pazienti neoplastici o grandi anziani, oppure pazienti in fase post-chirurgica e nei quali la presenza di dispositivi quali cateteri, drenaggi, altro, non vengono correttamente gestiti al domicilio. Il seguente controllo sui ricoveri ripetuti riguarda i ricoveri chirurgici in regime ordinario preceduti da ricovero medico nello stesso presidio ospedaliero di durata inferiore a 4 giorni se in degenza ordinaria o a 4 accessi se in day hospital. La finestra temporale viene determinata dalla differenza tra le due date di ammissione. Si osserva come dal 2008 al 2010, la percentuale del ricovero medico mostri un trend in calo passando rispettivamente dal 2,28% all 1,86% corrispondenti a -37 episodi di ricovero. E ormai consolidato comunque presso la nostra Azienda, l utilizzo del Day Service ogniqualvolta le condizioni cliniche dei pazienti lo permettono per tutte quelle indagini preparatorie all intervento chirurgico ATTIVITÀ DI CONTROLLO SULLE CARTELLE CLINICHE In ottemperanza a quanto previsto dall art. 79, comma 1-septies del D.L. n. 112/2008 convertito in L. n. 133/2008 e dalla Delib. Giunta Regione Emilia-Romagna 1171/2009 Definizione delle linee di indirizzo regionali per l attività di controllo in materia di ricovero, l Az. Ospedaliera S. Maria Nuova di RE, al fine di prevenire comportamenti opportunistici e di incrementare il livello di appropriatezza delle attività ospedaliere, ha sottoposto a controllo il 10,06% delle cartelle cliniche e delle corrispondenti schede di dimissione ospedaliera (SDO) dell anno L attività di revisione di ciascun anno termina ad aprile dell anno successivo. Periodicamente i risultati dei controlli sono inviati al Servizio Presidi Ospedalieri della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali, entro il 30 aprile dell anno successivo. Nello specifico, l attività di controllo comprende i seguenti punti: qualità della documentazione clinica e congruità tra SDO e cartella clinica, in termine di completezza e correttezza dei contenuti ivi presenti (DO e DH); ricoveri ripetuti nello stesso presidio con finestra temporale 0-1 gg ricoveri ripetuti nello stesso presidio con stessa MDC e finestra temporale 2-7 gg ricoveri ripetuti nello stesso presidio con stessa MDC e finestra temporale 8-30 gg schede attribuite a DRG mal definiti, 424, 468, 476, 477 (DO e DH) appropriatezza della codifica della SDO sulla produzione annuale appropriatezza organizzativa tramite verifica esterna della Az. USL di RE appropriatezza diagnostico-terapeutica attraverso discussioni di casi e audit clinici strutturati La produzione dell anno 2010 ammonta a dimessi (escluse le schede neonatologiche e neonati sani), di cui in degenza ordinaria (65,9%) e in day hospital (34,1%). Il numero di cartelle cliniche controllate ammonta a 4672 pari al 10,06% di tutti i dimessi (escluse schede neonatologiche e neonati sani). Dopo analisi quali-quantitativa dei risultati dei controlli ed in seguito ad AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 189

190 anomalie rilevate, si provvede alla trasmissione di note scritte e alla pianificazione di incontri specifici con le strutture interessate. TABELLA RICOVERI RIPETUTI CON FINESTRA TEMPORALE 0-1 GG. RICOVERI PER ACUTI A CARICO DEL SSN, REGIME ORDINARIO Anno 2008 Anno 2009 Anno 2010 Totale dimessi Ricoveri ripetuti % ripetuti Totale dimessi Ricoveri ripetuti % ripetuti Totale dimessi Ricoveri ripetuti % ripetuti ASMN , , ,67 (nota; sono esclusi i ricoveri di pazienti neoplastici, quelli attribuiti ai casi di HIV, ai trattamenti di radioterapia ed i re-ricoveri per intervento chirurgico con peso relativo 1,5 del drg prodotto) TABELLA RICOVERI RIPETUTI CON STESSA MDC E FINESTRA TEMPORALE 2-7 GG. RICOVERI PER ACUTI A CARICO DEL SSN, REGIME ORDINARIO Anno 2008 Anno 2009 Anno 2010 Totale dimessi Ricoveri ripetuti % ripetuti Totale dimessi Ricoveri ripetuti % ripetuti Totale dimessi Ricoveri ripetuti % ripetuti ASMN , , ,40 (nota; sono esclusi i ricoveri di pazienti neoplastici, quelli attribuiti ai casi di HIV, ai trattamenti di radioterapia ed i re-ricoveri per intervento chirurgico con peso relativo 1,5 del drg prodotto) TABELLA RICOVERI CHIRURGICI IN REGIME ORD. PRECEDUTI DA UN RICOVERO DI TIPO MEDICO ENTRO 0-15 GG. Totale dimessi RICOVERI PER ACUTI A CARICO DEL SSN, REGIME ORDINARIO Anno 2008 Anno 2009 Anno 2010 Ricoveri ripetuti % ripetuti Totale dimessi Ricoveri ripetuti % ripetuti Totale dimessi Ricoveri ripetuti % ripetuti ASMN , , , QUALITÀ DELL ASSISTENZA ED EFFICIENZA GESTIONALE

191 TABELLA SINTESI DEI CASI PER ATTIVITÀ DI CONTROLLO ATTIVITA DI CONTROLLO ASMN - ANNO 2010 DEGENZA ORDINARIA (esclusi neonati sani e schede neonatologiche) e DAY HOSPITAL Dimessi/Aperture per tipologia controlli % di controllo cc controllate Qualità della documentazione clinica e congruità per DO ,3% Qualità della documentazione clinica e congruità per DH ,7% 300 RICOVERI RIPETUTI NELLO STESSO PRESIDIO CON FINESTRA TEMPORALE 0-1 GG % 400 RICOVERI RIPETUTI NELLO STESSO PRESIDIO CON STESSA MDC E FINESTRA TEMPORALE 2-7 GG % 176 RICOVERI RIPETUTI NELLO STESSO PRESIDIO CON STESSA MDC E FINESTRA TEMPORALE 8-30 GG % 200 SCHEDE ATTRIBUITE A DRG MALDEFINITI, 424, 468, 476, 477, DO e DH % 187 Verifica periodica su appropriatezza della codifica SDO sulla produzione annuale di DO 741 Verifica esterna (USL) su appropriatezza organizzativa per DO 322 Verifica esterna (USL) su appropriatezza organizzativa per DH 125 Appropriatezza diagnostico-terapeutica tramite discussioni di casi o audit clinici aziendali TOTALE cartelle revisionate si compone delle seguenti attività: discussione dei casi sul percorso diagnostico terapeutico di Epatocarnicoma audit cardio-chirurgico AVEN monitoraggio adesione di raccomandazioni uso farmaci biologici nella psoriasi audit sull emorragia post-partum audit dei casi nel percorso diagnostico terapeutico del polmone verifica campionaria sulla gestione del dolore in ospedale (in ottemperanza alla legge 38/2010 e alla DGR 1544/2010 punto 10.3) AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 191

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193 3.5 PROMOZIONE DELL ECCELLENZA TECNOLOGICA, CLINICA ED ORGANIZZATIVA 3.5 PROMOZIONE DELL ECCELLENZA TECNOLOGICA, CLINICA ED ORGANIZZATIVA Secondo un concetto di innovazione intesa come una nuova configurazione di comportamenti, tecniche o risorse ed il miglioramento del modo con cui prodotti o servizi raggiungono obiettivi desiderati, e di tecnologia, non limitato alle sole apparecchiature, ma esteso anche a farmaci, devices ed all organizzazione, nel corso del 2010 l Azienda ha sviluppato ulteriormente le attività finalizzate a supportarne l evoluzione, non limitandosi a presidiare i processi di acquisizione, ma consolidando le funzioni di assessment mirate a: vincere le resistenze interne, migliorare i collegamenti fra chi propone l innovazione, i valutatori e gli utilizzatori, concentrare l attenzione sulle innovazioni di provata efficacia e di elevato rapporto beneficio-rischio (horizon scanning) e renderle tempestivamente disponibili, porre attenzione ai rischi di overlapping, intervenire su un processo generalmente dominato dai clinici, nel quale manca una visione strategica delle diverse fasi e nel quale la nuova tecnologia è quasi sempre complementare alla precedente, preparare adeguatamente l ambiente per metterlo nelle condizioni di accogliere l innovazione, descrivere e valutare l impatto sul piano clinico, organizzativo ed economico-finanziario ECCELLENZA TECNOLOGICA: a) Tecnologie Biomediche Sul piano delle Tecnologie Biomediche, l Azienda nel corso del 2010 ha posto in uso 635 nuove apparecchiature per valore complessivo di 4,62 milioni di Euro. Lo sforzo economico principale dell Azienda è stato rivolto alla acquisizione, tramite noleggio, di importanti tecnologie divenute obsolete, quali: una TC 128 strati (valore capitale: Euro), un Angiografo per emodinamica (valore capitale: Euro), una Diagnostica radiologica digitale (valore capitale: Euro). Il 2010 ha visto l Azienda Ospedaliera impegnata a realizzare importanti progetti tecnologici, fra i quali sono da ricordare: Sostituzione di alte tecnologie. Come già accennato, sono state installate e attivate: una nuova TC per Radiologia, un nuovo Angiografo per emodinamica ed una nuova Diagnostica radiologica digitale. Acquisizione apparecchiature per la prossima apertura dell Ala Sud. Nel corso del 2010 sono state concluse le prime gare per l acquisto delle apparecchiature necessarie all attivazione dell Ala Sud. In particolare è stata data la priorità alle apparecchiature che hanno interferenza con gli impianti (sistemi a soffitto di sollevamento pazienti per Pneumologia, Neurologia, Rianimazione TIPO, pensili chirurgici per Rianimazione TIPO e travi testaletto per UTIR) e alle apparecchiature della Pneumologia e Neurologia. Progetto mammografia digitale. Il progetto, che prevede la digitalizzazione di tutte le apparecchiature di mammografia dell Azienda Ospedaliera (3 app.) e dell Azienda ASL (6 app.), è in dirittura d arrivo. Nel corso del 2010 la Commissione giudicatrice ha eseguito una buona parte del lavoro di valutazione delle offerte economiche ed ha rassegnato, a gennaio 2011, il proprio parere al Servizio Acquisti dell Azienda Ospedaliera. L attivazione delle nuove apparecchiature digitali è prevista per la seconda metà del Servizio Criogenico per Medicina Trasfusionale. E stato completato Milioni di Euro l allestimento del nuovo servizio criogenico del Settore di Tipizzazione Tissutale presso l Ospedale Spallanzani. L attivazione del Servizio è avvenuta a fine Marzo Progetto Corelab. Nel corso del 2010 è stata bandita la gara per il Corelab e sono pervenute le offerte. E in corso da parte della Commissione giudicatrice la valutazione delle offerte, e la formulazione del parere tecnico-sanitario. Attività della Commissione Aziendale Dispositivi Medici (CADM). Nel corso del 2010 la CADM, oltre a predisporre il nuovo regolamento aziendale per la richiesta di nuovi dispositivi medici ha istituito il Repertorio Aziendale dei dispositivi medici. Accreditamento dei diversi Dipartimenti Ospedalieri. Completato l accreditamento di tutte le strutture sanitarie, attualmente il percorso prevede le visite per le verifiche di mantenimento dei requisiti per le strutture che hanno conseguito l accreditamento negli anni trascorsi: nel 2010 la verifica ha riguardato il Dipartimento di Diagnostica per immagini. A fine 2010 il valore rivalutato delle apparecchiature biomediche in uso nell Azienda Ospedaliera ha quasi raggiunto i 79 Milioni di Euro (Fig. 1) Il valore complessivo di apparecchiature installato nel 2010 si è ridotto a 4,62 Milioni di Euro rispetto a 7,78 Milioni di Euro del 2009 (Fig. 2): questo dato risente della stretta economica in cui si trova attualmente il nostro Paese. Fig. 1 - Valore complessivo apparecchiature biomediche in uso (costi attualizzati al 31/12/10) Valore rivalutato Costo di acquisto Anno di riferimento AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 193

194 % sul valore complessivo Fig. 3 - Peso delle alte tecnologie (valore > 200 KEuro) sul valore complessivo rivalutato (attualizzato al 31/12/10) Anno di riferimento Ospedaliera non intende rinunciare nel prossimo futuro a lavorare contemporaneamente in due direzioni: quello della innovazione tecnologica (l Azienda ha conseguito nel corso del 2010 il riconoscimento di IRCCS in Oncologia per Tecnologie Avanzate e modelli assistenziali) e quello del mantenimento in efficienza dell intero parco tecnologico esistente procedendo alla sostituzione/potenziamento delle apparecchiature biomediche secondo criteri orientati ad assicurare l eccellenza delle prestazioni strumentali che vengono richieste dai cittadini. Le tecnologie più rilevanti del 2010, acquisite tramite noleggio, sono state: una TC 128 strati (valore capitale: Euro), un Angiografo per emodinamica (valore capitale: Euro), una Diagnostica radiologica digitale (valore capitale: Euro). Il peso delle alte tecnologie (tecnologie con valore unitario superiore a Euro) sul valore complessivo di sostituzione delle apparecchiature si è stabilizzato a fine 2010 attorno Euro al 35%, appena al di sotto del valore dell anno precedente (Fig. 3). Il valore di apparecchiature per posto letto nel 2010 si è avvicinato a Euro, leggermente superiore al dato del 2009 ( Euro/pl). Il numero complessivo di apparecchiature in uso in Ospedale continua a crescere e a fine 2010 ha raggiunto le 7637 unità con un aumento complessivo negli ultimi 5 anni attorno al 24% (Fig. 5). L età media delle apparecchiature in esercizio è attualmente di 7,79 anni, in leggero aumento rispetto al dato del 2009 (7,46 anni) (Fig. 6). In particolare, la percentuale di apparecchiature con età superiore a 15 anni di vita si è attestata al 10,0% del totale, in leggero aumento rispetto al dato dello scorso anno (9,5% del 2009) (Fig. 7). Pur in un quadro nazionale di risorse economiche più contenute, L Azienda Fig. 4 - Valore rivalutato apparecchiature per Posto Letto (attualizzato al 31/12/10) Anno di riferimento N.ro apparecchiature Nel corso del 2011 si prevedono in particolare le seguenti implementazioni: - attivazione del progetto provinciale di mammografia digitale: il progetto consiste nella sostituzione degli attuali mammografi analogici in uso in ASL e in ASMN con altrettanti mammografi digitali; - aggiudicazione della gara per la fornitura di un laboratorio centralizzato (CORELAB) ed avvio dei lavori di ristrutturazione del sito; - attivazione graduale dell Ala Sud di ampliamento dell Ospedale partendo dall allestimento tecnologico del DH Medicine e della Dermatologia e, a seguire, della Neurologia e della Pneumologia. L allestimento della Rianimazione TIPO avverrà successivamente b) Tecnologie Informatiche Relativamente all evoluzione dei progetti e delle Tecnologie Informatiche, il 2010 ha rappresentato un anno di impegno significativo nella prosecuzione del piano di informatizzazione ospedaliera e di integrazione con i sistemi Fig. 5 - Numero di apparecchiature biomediche in uso Anno di riferimento PROMOZIONE DELL ECCELLENZA TECNOLOGICA, CLINICA ED ORGANIZZATIVA

195 Anni di vita 8,50 8,00 7,50 7,00 6,50 informativi dell AUSL. Obiettivi, questi, di particolare impegno, che si sono concretizzati attraverso la realizzazione od il consolidamento dei seguenti progetti aziendali riguardanti l infrastruttura telematica, l area dell informatica medica e della comunicazione: Prosecuzione della segmentazione della rete dati aziendale e rinnovo dei nodi centrali. La rete dati aziendale è stata suddivisa in sottodomini per aumentarne il livello di sicurezza ed affidabilità a fronte di una progressiva e continua estensione conseguente alla creazione di nuove strutture ospedaliere. Il compito di gestire la comunicazione interdominio è stata affidata a nuovi nodi di rete centrale (core) che sono stati rinnovati con sistemi di layer 3 di maggiori prestazioni. Introduzione di tecnologie di virtualizzazione per il parco server. E proseguito il processo volto a diminuire i costi di gestione ed incrementare la sicurezza e la disponibilità dei sistemi server attraverso l introduzione di nuovi sistemi ridondati in grado di ospitare un numero elevato di server virtuali. Introduzione di un sistema duale di storage. E stato rinnovato il sistema 13,00 Fig. 6 - Età media apparecchiature in uso Anni di riferimento SAN (Storage Area Network) aziendale che ha il compito di concentrare la memorizzazione on line delle basi dati aziendali. Il nuovo sistema è stato acquisito in configurazione duale, basato su due armadi dislocati nelle due sale server tra i quali la replica dei dati avviene in continuità ed in modo sincrono. In sitema implementa tecnologie di business continuity e disaster recovery. Introduzione tecnologie open. E in corso un progetto tendente a diminuire le licenze MS Office sopperendo con visualizzatori free o con il pacchetto Open Office. Sviluppo della sicurezza informatica. Sono stati rinnovati i firewall aziendali ed è stata aumentata la capacità trasmissiva del collegamento ad Internet attraverso l accesso Lepida. Il potenziamento delle connessioni internet consentirà, con la dovuta sicurezza, di diminuire la distinzione tra rete interna e rete esterna aumentando la base di conoscenza dell utenza interna. Sviluppo della gestione documentale. ASMN ha partecipato allo sviluppo del progetto regionale PARER per la conservazione sostitutiva dei documenti digitali. E proseguito lo sviluppo della procedura documentale al fine di Fig. 7 - Percentuale di apparecchiature in uso con età > 15 anni una migliore definizione dei processi e del collegamento delle caselle di posta PEC. Dorsale Interoperabile (DI). E stata progettata ed è iniziato lo sviluppo di una nuova architettura del sistema informativo ospedaliero basata sulla interoperabilità applicativa e la comunicazione a messaggi. Questa architettura è basata su tre moduli fondamentali in parte completamente nuovi ed in parte rivisti: il repository clinico DWH, il sistema anagrafico centralizzato SAC, il sistema degli ordini da reparto CPOE. Repository clinico aziendale/interaziendale (DataWareHouse). E stata sviluppata l interoperabilità del sistema, attraverso diverse tipologie di integrazioni basate su standard (XML, HL7), per distribuire i documenti clinici ai sistemi di reparto. Questa funzionalità è stata particolarmente usata nella implementazione del nuovo sistema di radiologia. Sistema di gestione ordini interoperabile (CPOE). E stata sviluppata una prima versione del sistema che è stata usata per trasferire le richieste provenienti dal Siestema Informatico Ospedaliero (Reparti di ricovero e PS) al nuovo sistema di Radiologia. Lettera di Dimissione informatizzata. Estensione dello strumento a nuovi reparti raggiungendo i 15 reparti informatizzati. Predisposizione all invio della LDD al MMG via circuito SOLE. Refertazione Ambulatoriale / Interni. Nell ambito della refertazione specialistica si è svolta una importante sperimentazione per l implementazione della prescrizione virtuale dalla cui introduzione stabile ci si attende, nei prossimi anni, un notevole snellimento dei processi di cura. Sistema di Sala Operatoria. E proseguita l introduzione del sistema reingegnerizzato e basato su dispositivi touch-screen intraoperatori. Il sistema è stato introdotto in tutti i comparti operatori. % sul n.ro totale 11,00 9,00 7,00 5, Anno di riferimento Progetti ICT regionali: Progetto Sole L Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia partecipa insieme all Azienda USL di RE al Progetto Regionale Sole (Sanità On LinE) che si propone di attuare una rete integrata ospedale-territorio al fine di migliorare la comunicazione tra specialisti e Medici di Medicina Generale. Nell anno 2010 è proseguito il miglio- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 195

196 ramento degli indici fondamentali costituiti, fondamentalmente, del numero di referti di Laboratorio Analisi e Radiologia e Specialistica restituiti al MMG a fronte della impegnativa di richiesta. Si evidenzia il perdurare di alcune difficoltà legate alla prenotazione on line di prescrizioni complesse basate su test molto specialistici o su più ricette; problematiche che si verificano essenzialmente per le prestazioni di laboratorio analisi ma che saranno superate con l implementazione del modello di restituzione dei documenti clinici conseguente alla normativa regionale sul consenso. Per quanto attiene l invio a SOLE di altre notifiche/documenti clinici (ricovero e dimissione, lettera di dimissione da ricovero o PS), si è proceduto alla progettazione e realizzazione dei moduli software necessari per implementare i processi secondo la normativa sulla privacy su base regionale. Progetto SPARTA (Supporto al Piano Attuativo Regionale per il contenimento dei tempi di attesa) In accordo con l Azienda USL si sta procedendo all applicazione dei vari punti relativi alla circolare 10/07 sul monitoraggio dei tempi di attesa, anche se alcuni di essi, relativi direttamente alla gestione del programma CUP provinciale a gestione AUSL, potrebbero avere dei rallentamenti a causa delle modifiche consistenti da apportare al gestionale. Progetto SIGLA (Sistema integrato di gestione delle liste di attesa per ricoveri ospedalieri) LO SVILUPPO E L INNOVAZIONE TECNOLOGICA RAPPRESENTANO, QUINDI, UN CARATTERE DISTINTIVO DEL S. MARIA NUOVA Il sistema è stato portato a regime. Il personale interessato è stato formato sull utilizzo del programma. Progetto MAPS (Sistema di monitoraggio dell accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale) Per garantire e agevolare la gestione e il monitoraggio dell offerta effettiva a CUP, L azienda Ospedaliera ha sviluppato alcuni applicativi informatici che consentono di analizzare una serie di indicatori: tempi di attesa, offerta, apertura e chiusura delle liste, mobilità intra-aziendale. Sono a prenotazione CUP tutte le prestazioni ambulatoriali tranne alcune prestazioni che richiedono una valutazione specialistica preventiva (Radioterapia e Medicina Nucleare). La Direzione Medica di Presidio e l Ufficio Gestione Risorse monitorizzano periodicamente l andamento delle agende informatizzate, al fi ne di mettere a disposizione dei Direttori di Struttura elementi di valutazione sull andamento dell offerta. Per garantire la completezza dell informazione vari tipi di report vengono inviati ai Direttori di Struttura, così strutturati: Vengono inoltre indicati i giorni di apertura delle agende nell arco del mese per valutare sia eventuali chiusure parziali di posti precedentemente messi a disposizione sia chiusure complete dell agende. I dati vengono aggregati per tipologie omogenee di esami e per Struttura di erogazione e poi proiettatati in un andamento annuo divisi nei singoli mesi. tempo di attesa - mediana delle prime disponibilità tempo di attesa retrospettivo giorni senza disponibilità offerta teorica settimanale offerta reale settimanale pazienti in lista nel mese totale casi entro soglia Indice di Performance % Integratore CUP Al momento l Azienda Ospedaliera nella figura di un suo referente ha partecipato regolarmente agli incontri e si stanno valutando i criteri di erogazione e prenotazione delle prestazioni in oggetto. Progetto PROFILER Tutte le schede di monitoraggio sull edilizia sanitaria ed ammodernamento tecnologico vengono regolarmente compilate ed inviate Call center numero verde regionale La banca dati aziendale è stata aggiornata ed allineata secondo i criteri forniti dalla Regione e viene regolarmente aggiornata dal personale dell ufficio URP aziendale preposto per tale attività INNOVAZIONI STRUTTURALI NUOVO FABBRICATO OSPEDALIERO POLO ONCOEMATOLOGICO Nel 2010 si è svolta la Gara per l assegnazione della progettazione e realizzazione del Polo Oncoematologico. La realizzazione di un nuovo padiglione ospedaliero destinato a Polo Onco-Ematologico s inserisce nel più ampio e complesso programma di adeguamento strutturale e tecnologico SONO A PRENOTAZIONE CUP TUTTE LE PRESTAZIONI AMBULATORIALI TRANNE QUELLE CHE RICHIEDONO UNA VALUTAZIONE SPECIFICA PREVENTIVA (RADIOTERAPIA E MEDICINA NUCLEARE) dell Azienda Ospedaliera Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia (ASMN) e rappresenta un ulteriore passo avanti verso l ospedale del futuro. Infatti, nel corso degli ultimi anni, l ASMN si è sempre caratterizzato, non solo come luogo della degenza, ma anche e soprattutto come sede dell alta tecnologia, della ricerca, della cultura, della sperimentazione, dell innovazione e della formazione, in cui far crescere e valorizzare aree di eccellenza. Lo sviluppo e l innovazione tecnologica rappresentano, quindi, un carattere distintivo del S. Maria Nuova e, al tempo stesso, un obiettivo di primaria importanza anche in forza della costituzione in Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) in Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia. A partire dalla seconda metà degli anni 90, accanto ad una previsione di investimenti mirati, la nostra Azienda ha avviato, in forza del continuo progresso tecnologico e scientifico, dei numerosi cambiamenti demografici, epidemiologici e socio-culturali in atto all interno del tessuto provinciale, un programma di ristrutturazione, riqualificazione e ampliamento della struttura preesistente con lo scopo di: - adeguare l offerta dei servizi ai reali bisogni dei cittadini e della comunità, - garantire il continuo miglioramento dei già elevati livelli di assistenza erogata, PROMOZIONE DELL ECCELLENZA TECNOLOGICA, CLINICA ED ORGANIZZATIVA

197 - realizzare ambienti in grado di offrire più elevati standard di comfort alberghiero e sempre maggiori garanzie per la sicurezza e la salute degli operatori nel rispetto della normativa vigente in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie. Lo spazio dell assistenza e della cura risente, oltre che dell evoluzione rapida dello sviluppo tecnologico, della dinamica delle trasformazioni in atto nelle organizzazioni sanitarie, nel territorio e nelle sue componenti demografiche ed epidemiologiche. Un programma di investimenti strutturali e tecnologici deve, per definizione, essere in grado di intuire e precorrere tali cambiamenti, anticipando l innovazione. In particolare nella provincia di Reggio Emilia si è registrato un rilevante incremento demografico (da unità nel 1991 a nel 2008, con un incremento percentuale pari al 24%), riconducibile principalmente ai seguenti fattori: aumento della popolazione immigrata (nel 2008 era pari al 10,8 % della popolazione residente, con un incremento percentuale del +12,2% rispetto all anno precedente); ripresa della natalità (il tasso di natalità è pari all 11, cui contribuisce soprattutto la popolazione immigrata, con un tasso superiore al 20 vs 8-9 nella popolazione italiana). Sulla base delle previsioni Istat, si stima che nel 2015 la popolazione residente sarà compresa tra i ed i abitanti. Il suddetto piano di adeguamento strutturale e tecnologico ha portato: IL POLO ON- COEMATOLO- GICO È UNA STRUTTURA PLURIPIANO (6 PIANI), DI CIR- CA MQ DI SUPERFICIE UTILE AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 28 settembre 2003, inaugurazione del fabbricato di ampliamento ( mq di superficie), ove hanno trovato collocazione i Reparti provenienti dal Padiglione Spallanzani, permettendo, quindi, la collocazione su un unico piano di tutti i Laboratori, la realizzazione di una nuova Radiologia, dotata di tecnologia PACS, e di un nuovo Pronto Soccorso all avanguardia per spazi e tecnologie; 5 maggio 2006 inaugurazione del Nuovo Polo di diagnostica ed interventistica cardiologica e delle nuove apparecchiature: Angiografo per Emodinamica e TC 64 strati. 24 agosto cantieramento dell Ala Sud ( mq. di superficie), nei cui spazi troveranno sede un nuovo Blocco Operatorio, i Reparti di Pneumologia, Neurologia, Dermatologia, Day-Hospital Unificato, Rianimazione e Unità di Terapia Intensiva Post- Operatoria. In copertura all edificio è prevista, inoltre, la realizzazione di un elisuperficie. 4 luglio 2008 inaugurazione dell ampliamento del servizio di Radioterapia, con nuovo bunker interrato e nuova connessione che ospita la nuova tecnologia di Tomotherapy. 27 marzo 2009 inaugurazione del nuovo Corpo di fabbrica Ala Nord ( mq di superficie), ove hanno trovato collocazione il reparto di Nefrologia e Dialisi, i reparti di Otorinolaringoiatria ed Oculistica, un Blocco operatorio di 7 sale operatorie per Otorinolaringoiatria, Oculistica, Ortopedia e Neurochirurgia, nonchè la Centrale di Sterilizzazione. Il presente intervento, che prevede la realizzazione di un nuovo padiglione ospedaliero destinato a Polo Onco- Ematologico, coerentemente con gli interventi già conclusi, permette di allocare, in un unica struttura, le funzioni di ricerca e di assistenza oncologica di alta specialità. Tale aggregazione si rende necessaria per meglio sostenere lo sviluppo considerevole delle attività che questo settore ha registrato negli ultimi anni. Il Polo Onco-Ematlogico risponde, infatti, all esigenza di aggregare, come in altre realtà nazionali, Strutture la cui mission specialistica esclusiva e prevalente sia orientata alla patologia oncologica, ma anche di Strutture che, pur caratterizzate da una maggiore trasversalità, possano assicurare un significativo contributo al completamento dei percorsi clinici del paziente oncologico. Il progetto permette, inoltre, di assicurare maggiori spazi e servizi più adeguati, a cui va aggiunta la presa in carico globale dei pazienti oncologici che sempre più numerosi si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche. A ciò si annetteva la necessità e urgenza di ottemperare alle norme sui requisiti strutturali e tecnologici generali e specifici e di adeguare gli edifici a standard strutturali, tecnologici ed organizzativi rispettosi delle specifiche esigenze di salute ed delle modalità di erogazione delle prestazioni. Il Polo Oncoematologico è una struttura pluripiano (6 piani), di circa mq di superficie utile, che ospiterà tutte le Strutture la cui mission specialistica esclusiva e prevalente sia orientata alla patologia oncologica, ma anche di Strutture che, pur caratterizzate da una maggiore trasversalità, possano assicurare un significativo contributo al completamento dei percorsi clinici del paziente oncologico: Piano Seminterrato: Sala convegni, Spogliatoi, Depositi. Piano Terreno: Camera Calda, Gastroenterologia - Endoscopia Digestiva (6 sale endoscopiche) e relativi ambulatori/studi, Bar/piccola ristorazione, Associazioni di volontariato. Piano Primo: Day Hospital delle Strutture Complesse di Oncologia ed Ematologia e relativi Ambulatori/ Studi medici Piano Secondo: Degenza Ordinaria delle Strutture Complesse di Oncologia ed Ematologia, Degenza ordinaria Bassa Carica Microbica di Ematologia, Studi/Ambulatori. Piano Terzo: Degenza Ordinaria della Struttura Complessa di Chirurgia I a prevalente indirizzo oncologico e ricostruttivo e relativi Studi/Ambulatori. Piano Quarto: Unità Manipolazione Chemioterapici Antiblastici, Studi 197

198 PROMOZIONE DELL ECCELLENZA TECNOLOGICA, CLINICA ED ORGANIZZATIVA

199 3.5.3 NUOVE SOLUZIONI ORGANIZZATIVE Nel corso del 2010 tra le soluzione organizzative di rilievo si segnala la prosecuzione del percorso per la costituzione dell IRCCS in Tecnologie Avanzate e Modelli assistenziali in Oncologia. Il Presidio IRCCS assume particolari funzioni intersettoriali finalizzate a: - garantire l integrazione e la collaborazione tra i dipartimenti dell IRC- CS, nonché con gli altri dipartimenti aziendali (Rete Oncologica Aziendale); - collaborare alla elaborazione e predisposizione dei documenti di programmazione e pianificazione strategica; - assicurare il razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali dell IRC- CS; - supportare, con obiettivi di coordinamento integrato, i direttori di dipartimento nella programmazione e nella valutazione della verifica dei risultati ottenuti dall IRCCS, in un'ottica di efficacia dei risultati e di efficienza nell'utilizzo delle risorse a disposizione. Supporta i programmi di ricerca, innovazione tecnologico-scientifica ed organizzativa, fornendo tutte le informazioni utili al Direttore Scientifico ed al Collegio di Direzione per l elaborazione del piano aziendale della formazione. Nelle more del riconoscimento in IRC- CS è stata attivata l Infrastruttura Ricerca-Qualità e Statistica, affidata al Coordinatore Scientifico. Il Coordinatore Scientifico interagisce con i Responsabili delle 2 Strutture di Statistica, Qualità Studi Clinici e Ricerca Epidemiologica che fanno parte integrante della Infrastruttura di supporto alla ricerca, i Direttori dei due Dipartimenti dell Istituto, i Direttori delle 3 linee di ricerca ed il Gruppo di Coordinamento della Ricerca che ha funzioni di indirizzo e verifica dei progetti scientifici. L organizzazione dell Istituto, in analogia a quanto già attuato nell organizzazione aziendale, è incentrata sul modello dipartimentale. L IRCCS, come da organigramma, è costituito dal Dipartimento Oncologico e dal Dipartimento di Tecnologie Avanzate. Il Dipartimento Tecnologie Avanzate è composto dalle seguenti Strutture: Struttura Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Struttura Complessa di Fisica medica, Struttura Complessa di Medicina Nucleare, Struttura Complessa di Radioterapia. Il Dipartimento Oncologico è composto dalle seguenti Strutture: Struttura Complessa di Anatomia Patologica, Struttura Complessa di Oncologia Struttura Complessa di Ematologia Struttura Complessa di Medicina Trasfusionale Struttura Complessa di Laboratorio di Genetica Struttura Semplice Dipartimentale di Laboratorio di Biologia Molecolare Struttura Semplice Interaziendale Screening di prevenzione dei tumori del collo dell utero La struttura complessiva dell organizzazione del Presidio del costituendo Istituto è riportata nel grafico successivo AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 199

200 200

201 4 CONDIZIONI DI LAVORO, COMPETENZE DEL PERSONALE ED EFFICIENZA DELL ORGANIZ- ZAZIONE In questo capitolo vengono prese in considerazione le condizioni di lavoro, le competenze del personale e l efficienza dell organizzazione. Preliminarmente l azienda relaziona sulle politiche di governo adottate in attuazione ai Piani Pluriennali ed alle Linee di Indirizzo Regionale e fornisce dati ed elementi atti a delineare la carta di identità del personale di cui si avvale; vengono descritte le modalità organizzative con cui l azienda favorisce la partecipazione dei professionisti alla gestione, le azioni intraprese per la salute e sicurezza dei lavoratori e le principali iniziative sviluppate nell ambito della ridefinizione dei ruoli professionali in funzione delle strategie aziendali. Accanto a questi aspetti il capitolo fornisce un quadro delle modalità aziendali adottate in tema di sistemi premianti e sistemi di valutazione, funzionalità e opportunità sviluppate nell ambito del flusso informativo sul personale. Il documento tratta anche gli sforzi profusi dall Azienda nella produzione degli eventi formativi e le iniziative promosse per il mantenimento e lo sviluppo del benessere psico-fisico. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 201

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203 4.1 LA CARTA DI IDENTITÀ DEL PERSONALE POLITICHE DI GOVERNO AZIENDALI IN ATTUAZIONE AI PIANI PLURIENNALI ED ALLE LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI a) Variazioni intervenute negli organici in relazione agli obiettivi regionali e alle politiche di governo delle risorse umane Le variazioni d organico complessive registrate nel periodo , presso l Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova, sono in relazione al raggiungimento degli obiettivi regionali e alle politiche di governo delle risorse umane, secondo le direttrici determinate dal quadro normativo nazionale, con particolare riferimento al Patto per la Salute, sottoscritto tra Governo e Regioni il 28 settembre 2006, e alle Leggi Finanziarie relative al citato periodo (cfr., da ultimo, la Legge Finanziaria 2010 n. 191/2009 e successivi provvedimenti anticrisi di cui al D.L. 78/2010 convertito con modificazioni in L. 122/2010), nonché dalle Linee di programmazione emanate a livello regionale. A seguito degli incontri regionali di concertazione in tema di risorse umane, sono state definite le azioni da intraprendere per assicurare, nell ambito di ogni azienda, il regolare funzionamento dei servizi sanitari e l erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Le dotazioni organiche, necessarie per il mantenimento dei livelli quali/quantitativi dei servizi, sono state costantemente monitorate, rinviando a specifiche valutazioni le assunzioni per la copertura dei posti vacanti o le sostituzioni del personale assente dal servizio. Dalle tabelle che seguono si evince che l incremento di personale dipendente intervenuto nel triennio , è quantificabile complessivamente in 93 unità, di cui 48 appartenenti all area della Dirigenza (47 nei profili della dirigenza medica e sanitaria, 1 appartenente alla dirigenza APT) e le restanti 45 unità appartenenti al personale del comparto. L analisi dei dati, riportata in calce alle varie tabelle, evidenzia che l incremento del personale del comparto è riconducibile prevalentemente al personale di supporto (Operatori Socio Sanitari) e ai profili riferiti al personale sanitario tecnico (tecnici di radiologia per lo screening mammografico e tecnici di laboratorio medico, per effetto dell accorpamento al Dipartimento di Medicina di Laboratorio del S.Maria del Laboratorio di Castelnuovo Monti). Per contro si registra un leggero decremento del personale infermieristico a seguito del turnover. E riscontrabile altresì una leggera flessione del restante personale del comparto b) Contenuti e modalità attuative dei Piani Pluriennali per la trasformazione delle posizioni di lavoro da personale precario a tempo indeterminato Come già accennato, l incremento del personale, registrato nel triennio 2008/2010, è connesso prevalentemente alla prosecuzione e al completamento dei processi di stabilizzazione e potenziamento delle dotazioni organiche previste nei verbali di concertazione sottoscritti con le rappresentanze sindacali della Dirigenza Medica/ Sanitaria e del Comparto, in attuazione della Legge Finanziaria 2007 e successive, nonché dei relativi protocolli regionali ed aziendali, con i quali sono state individuate le modalità operative per dare esecuzione ai Piani di stabilizzazione stessi. Come sancito dalla citata normativa si è provveduto inoltre ad effettuare valutazioni annuali circa le compatibilità economiche connesse alla realizzazione di detti piani, dovendo tenere conto sia della programmazione nazionale che di quella regionale, nonchè degli obiettivi di bilancio specifici riguardanti l Azienda Santa Maria Nuova PROFILO DEL PERSONALE Il personale presente all interno d e l l a z i e n d a alla data del , secondo i dati forniti dal Sistema Informativo Aziendale, non presenta alcun scostamento in termini assoluti rispetto al dato registrato alla stessa data del In questo paragrafo dedicato alle caratteristiche del personale vengono analizzati nel dettaglio il tipo di rapporto contrattuale, la suddivisione in categorie professionali, il genere, l età anagrafica, ecc., per fornire un quadro completo delle persone che lavorano in Azienda. TABELLA PERSONALE PRESENTE AL PER TIPOLOGIA CONTRATTUALE ANNO DIPEN- DENTI ALTRO PERSO- NALE ( incarichi L.P.,co.co.co, con contratto di formazione - lavoro, borsisti) a) Tipologia Contrattuale L analisi dei dati sulla tipologia contrattuale evidenzia che il personale dell Azienda è costituito prevalentemente da dipendenti del SSN con rapporto di lavoro regolato dai CCNL (95,5%). Il numero dei professionisti con contratti di lavoro flessibili, legati prevalentemente all espletamento di progetti aziendali, ha registrato nel triennio un leggero incremento dei borsisti il cui finanziamento viene assicurato tramite risorse di reparto vincolate b) Categorie del personale dipendente Si illustra la suddivisione del personale TABELLA PERSONALE PER CATEGORIA PROFESSIONALE ANNO DIRIGENTI MEDICI ALTRI DIRIGENTI (SANITARI - A.P.T.) PERSONALE INFERMIERISTICO PERSONALE OSS,OTA, AUSILIARI PERSONALE TECNICO SANITARIO PERSONALE AMMINISTRATIVO ALTRO PERSONALE TOTALE AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 203

204 per categoria professionale. Per quanto attiene al personale del comparto si evidenzia una leggera flessione degli infermieri nel 2010, da attribuirsi al turnover che caratterizza tale profilo mentre, per le figure tecnico sanitarie (tecnici di radiologia in particolare), si conferma nel 2010 l incremento già registrato nel La consistenza organica del personale di supporto (OSS in particolare) si mantiene sostanzialmente al livello del 2009 dopo l incremento registrato rispetto al 2008 a seguito del potenziamento di alcuni servizi/strutture per far fronte a criticità e riorganizzazioni dei servizi nonché per la necessità di sostituzione di operatori allontanati dal servizio per motivi di salute. Il personale amministrativo rimane sostanzialmente invariato registrandosi una lieve flessione tra 2010 e c) ANAGRAFICA DEL PERSONALE La componente femminile del personale si conferma anche per il triennio prevalente in ambito aziendale, con una percentuale del 73% circa sul totale degli operatori. In particolare, il 2010 presenta un notevole incremento del personale femminile nelle varie discipline della Dirigenza Medica e Sanitaria. TABELLA ANAGRAFICA DEL PERSONALE DIR. MEDICI ALTRI DIRIGENTI PERS. INFERM. OTA, OSS, AUSIL. TECNICI SANIT. PERS. AMM.VO ALTRO PERS. TOTALE d) Tipologia del Contratto Il dato complessivo degli operatori a tempo parziale si mantiene nel triennio intorno al 10-11% della dotazione organica Per la Dirigenza il fenomeno si mantiene esiguo per effetto della specifica disciplina contrattuale, che permette l accesso al tempo ridotto, da parte dei Dirigenti, solo in presenza di determinate condizioni e per periodi di tempo circoscritti (es. esigenza di assistenza ai figli minori o particolari necessità a livello familiare) e) TURN OVER 2010 Il dato complessivo dei dipendenti usciti a vario titolo nel 2010 rispetto al 2009 registra un consistente incremento (250 contro 204),compensato da un pari numero di ingressi. Il dato relativo ai pensionamenti risulta in crescita nel 2010 (44 contro 30), così come il dato dei cessati per termine incarico (95 contro 52), direttamente correlato alla scadenza di contratti stipulati per fronteggiare le ferie estive M F M F M F M F M F M F M F M F DIR. MEDICI ALTRI DIRIGENTI PERS. INFERM. OTA, OSS, AUSIL. TECNICI SANIT. PERS. AMM.VO ALTRO PERS. TOTALE Pressoché costante rimane il dato delle dimissioni premature (85 contro 89) e leggermente in calo il dato della mobilità verso altre Aziende rispetto allo scorso anno (26 contro 33) f) NUOVI INGRESSI 2010 La tabella comprende sia gli assunti a tempo indeterminato che quelli a tempo determinato. Le procedure di reclutamento riguardano prevalentemente l espletamento di pubblici concorsi e il ricorso alle graduatorie vigenti presso il Centro per l Impiego, ex art. 16 L. n.56/97 e successive modifiche. TABELLA DIPENDENTI USCITI NELL ANNO 2010 DIPENDENTI USCITI A VARIO TITOLO NELL ANNO. tempo a.2008 a.2009 a.2010 pieno parziale pieno parziale a.2010 PENSIONAMENTI 44 DIMISSIONI PREMATURE 85 TERMINE INCARICO 95 MOBILITA' VERSO ALTRE AZIENDE 26 TOTALE 250 TABELLA PERSONALE PER TIPOLOGIA DI CONTRATTO pieno parziale pieno parziale pieno parziale pieno parziale pieno parziale pieno parziale LA CARTA DI IDENTITÀ DEL PERSONALE

205 4.1.2.g) RIPARTIZIONE PER CLASSI DI ETA Dai dati riportati si conferma anche per il triennio che la fascia di età prevalente risulta quella compresa tra i 35 e 44 anni, seguita dalla fascia dei e da quella dei neo assunti di età inferiore o pari a 35 anni. Nell ambito della fascia di età 55-64, che continua a rappresentare circa il 50% rispetto a quella dei neo assunti, si registra tuttavia una lieve flessione rispetto all incremento registrato nel triennio precedente. Infatti, il solo incremento di 40 unità del 2010 rispetto al 2008 è dovuto ad un maggior numero dei pensionamenti registrato nel TABELLA NUOVI INGRESSI 2010 TOTALE ASSUNTI DI CUI DA ALTRE AZIENDE DEL SSR TABELLA CLASSI ETÀ PERSONALE DIPENDENTE CLASSI DI ETA <= ANNI DIRIGENTI MEDICI ALTRI DIRIGENTI ( SANITARI - A.P.T.) PERSONALE INFERMIERISTICO PERSONALE OTA,OSS,AUSILIARI PERSONALE TECNICO SANITARIO PERSONALE AMMINISTRATIVO ALTRO PERSONALE TOTALE CLASSI DI ETA ANNI DIRIGENTI MEDICI ALTRI DIRIGENTI ( SANITARI - A.P.T.) PERSONALE INFERMIERISTICO PERSONALE OTA,OSS,AUSILIARI PERSONALE TECNICO SANITARIO PERSONALE AMMINISTRATIVO ALTRO PERSONALE TOTALE CLASSI DI ETA >=65 Totale ANNI DIRIGENTI MEDICI ALTRI DIRIGENTI ( SANITARI - A.P.T.) PERSONALE INFERMIERISTICO PERSONALE OTA,OSS,AUSILIARI PERSONALE TECNICO SANITARIO PERSONALE AMMINISTRATIVO ALTRO PERSONALE TOTALE AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 205

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207 4.2 PARTECIPAZIONE DEI PROFESSIONISTI ALL INDIVIDUAZIONE DELLE STRATEGIE AZIENDALI E ALLA GESTIONE OPERATIVA COLLEGIO DI DIREZIONE La Legge Regionale n.29 del 28 dicembre 2004, legge di riforma del Sistema Sanitario Regionale, com è noto ha elevato il Collegio di Direzione al rango di organo delle aziende sanitarie pubbliche che si affianca così ai due preesistenti organi: il Direttore generale ed il Collegio dei Sindaci Revisori. L obiettivo dichiarato nel complessivo percorso di reingegnerizzazione della nostra organizzazione che si è concluso con l approvazione del nuovo atto aziendale il 18 dicembre 2008, è stato quello di cercare di valorizzare sempre di più il contributo di tutti gli operatori nel governo dell Azienda, in piena sintonia con la riforma regionale. Il Collegio di Direzione, presieduto dal Direttore Sanitario, si presenta dal 2006 in una configurazione istituzionale che vanta una partecipazione numericamente ampia, con caratteristiche di interdisciplinarietà, corrispondendo in tal modo alle nuove e cruciali funzioni che la riforma regionale gli ha attribuito. Spicca, in particolare, la facoltà di formulare proposte su: programmazione delle attività clinico assistenziali gestione del rischio clinico attività di formazione Alle sedute del Collegio di Direzione, oltre al Direttore Sanitario, Direttore Amministrativo, Direttore Operativo, Responsabile della Direzione Infermieristica, Tecnica e Ostetrica, Direttori dei dipartimenti, sono presenti i Responsabili Infermieristici Dipartimentali, i Coordinatori di Area Amministrativa, Tecnica Logistica- Sicurezza e Tecnologie Scientifiche ed Innovazione, nonché il Responsabile del Servizio Formazione, Innovazione Clinica e Biblioteca, rendendo estremamente concreto il contributo di diverse categorie professionali al governo aziendale. L ampia partecipazione è il segnale tangibile di quello che nei fatti significa per la direzione aziendale, coinvolgimento, trasparenza nelle decisioni, verifica costante dei programmi e delle proposte, non solo all interno ma anche all esterno, con i più importanti interlocutori istituzionali, fra i quali l Azienda Sanitaria Locale principale committente - la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria sede di confronto tra Aziende Sanitarie ed Enti Locali, il Comitato Consultivo Misto organismo di rappresentanza del volontariato accreditato. Condividere l evoluzione dei progetti aziendali e le innovazioni che vengono introdotte è l obiettivo prioritario utile a garantire l evoluzione costante delle risposte diagnostico assistenziali. I temi che sono stati affrontati dal Collegio di Direzione nell anno sottoposto a bilancio, interessano molteplici aspetti sia contingenti che strategico/progettuali, riorganizzativi, economico-finanziari nonché tecnologico-strutturali. Le tematiche trattate riguardano i sotto elencati argomenti : concertazione regionale e contratto di fornitura con l Azienda Usl, andamento della produzione e dei costi di beni sanitari, confronto costante sul percorso che vede ha visto la candidatura dell ASMN a divenire istituto di carattere scientifico (I.R.C.C.S.) e per lo sviluppo delle linee di ricerca correlate, programmazione di attività clinico-assistenziali programmi di gestione del rischio clinico, tematiche relative al technology assessment, tematiche relative alla formazione dei professionisti, progetti di massima ed esecutivi dell evoluzione strutturale ed architettonica dell ospedale su proposta dei componenti il Collegio di Direzione sono state inserite all ordine del giorno altre tematiche, ritenute importanti LE RETI AZIENDALI DI PROFESSIONISTI L Atto Aziendale deliberato nel marzo 2007 aveva ridisegnato l organigramma dell Azienda con la creazione di 9 Dipartimenti Clinici, in seguito 10 con delibera n.33 dell aprile 2009, e 3 Aree Tecnico Amministrative, che trovano la loro sede per l aggregazione strategica ed operativa nelle funzioni del Collegio di Direzione, organo dell azienda istituito per l attualizzazione del governo clinico. Un ulteriore modifica dell organigramma, funzionale alla candidatura dell Azienda ad IRCCS, ha portato il numero dei dipartimenti a dieci; il nuovo Atto Aziendale è stato approvato con delibera n.86 del Le attività del governo clinico, in particolare la gestione della qualità dei servizi offerti ai pazienti, la pianificazione della formazione aziendale degli operatori, la comunicazione intra ed extraziendale e, non ultima, la gestione delle attività di innovazione e ricerca, si fondano su reti di professionisti trasversali a tutto l organigramma aziendale ed alle funzioni. Rete per la qualità e l accreditamento I responsabili dell Ufficio Qualità ed Accreditamento continuano a sostenere il programma di rinnovo dell accreditamento istituzionale favorendo il più possibile la partecipazione multi professionale e multidisciplinare nei percorsi. Tutta la rete dei referenti di struttura e di dipartimento dispone di un repository unico dei saperi organizzativi nel server aziendale e quindi nel SITO INTRANET. I referenti dipartimentali e di Struttura garantiscono le seguenti funzioni: Forniscono alla direzione di dipartimento\struttura il supporto metodologico per un efficace pianificazione e programmazione dell attività; Supportano la direzione di dipartimento\struttura nei processi di miglioramento continuo della qualità, anche attraverso la raccolta delle proposte di progetti di miglioramento dai referenti delle UUOO evidenziandone le connessioni/relazioni al fine di perseguire obiettivi comuni al dipartimento; AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 207

208 Supportano la direzione di dipartimento\struttura per lo sviluppo di nuovi processi organizzativi e per l ascolto degli utenti (analisi dei reclami e indagini di soddisfazione) ai fini del miglioramento continuo; Partecipano alla stesura del budget, per le funzioni di competenza (processi organizzativi, indagini di soddisfazione e progetti di miglioramento) Supporta la direzione dipartimentale per l attuazione e la gestione di programmi di rischio clinico e della successiva predisposizione di piani di miglioramento con l individuazione di indicatori capaci di misurare i risultati ottenuti; Partecipano agli incontri periodici dipartimentali e collaborano alla definizione dei programmi di intervento; Partecipano agli incontri periodici organizzati dalla direzione aziendale per le funzioni di competenza; Organizzano la stesura e l aggiornamento degli standard di prodotto in collaborazione con gli altri referenti dipartimentali; Preparano il manuale di accreditamento dipartimentale e ne curano l aggiornamento; Forniscono indicazioni sulle modalità di gestione della documentazione relativa all accreditamento; Curano l archivio della documentazione dipartimentale e verificano che sia rispondente alle linee di indirizzo Aziendali e dipartimentali. Preparano le verifiche interne ed esterne del sistema di gestione della qualità e vi partecipano. Rete della formazione La Formazione Aziendale è finalizzata allo sviluppo delle competenze ed abilità dei professionisti per il miglioramento delle prestazioni ai pazienti. La formazione è un sistema strutturato in reti: reti dei referenti di Unità Operativa, di Dipartimento, delle Professioni Sanitarie e di Dirigenti. La rete della Formazione è in staff alla direzione dipartimentale e rappresenta un infrastruttura professionale che l azienda predispone per lo sviluppo delle singole fasi necessarie a realizzare le funzioni di formazione. Lo staff è composto da due referenti dipartimentali della formazione e da due animatori della formazione per ogni unità operativa del dipartimento. Lo staff di Dipartimento, per definizione, supporta i direttori di dipartimento e i RID/RTD nella gestione delle funzioni trasversali, rappresentate dalle reti dell accreditamento, della comunicazione e della ricerca, e della Formazione utilizzata come leva del cambiamento da tutte le altre Reti. Le competenze possedute dai referenti dipartimentali rappresentano una risorsa per lo sviluppo se sono gestite in modo integrato. L integrazione porta ad una maggiore efficacia ed efficienza nella gestione dei principali processi organizzativi e clinici, connessi con la formazione. L individuazione dei professionisti per lo svolgimento di tali funzioni deve tener conto sia delle attitudini del singolo che del processo di acquisizione delle competenze necessarie. La Rete della formazione determina: Ø le priorità dei progetti/eventi formativi in base alle esigenze cliniche di innovazione e ricerca. Ø il PAF Dipartimentale in collaborazione con il Servizio Formazione e Innovazione Clinica Ø i singoli eventi formativi proposti dai professionisti delle strutture del dipartimento, dopo aver verificato la coerenza con gli obiettivi formativi e la compatibilità economica Ø le informazioni relative alla realizzazione del PAF Dipartimentale - Aziendale e degli Eventi Formativi esterni offerti ai Dipendenti Ø il curriculum dei singoli professionisti recuperando la formazione effettuata all esterno sostenendo costi e impegnando ore di attività, da rendicontare presso gli appositi uffici aziendali Ø lo sviluppo professionale continuo contribuendo anche all acquisizione di competenze gestionali e metodologiche in tema di formazione continua da parte del referente dipartimentale Ø la stesura del budget economico dipartimentale per l acquisizione delle risorse interne ed esterne necessarie a realizzare il PAF Ø l ottimizzazione della partecipazione alle attività di interesse pratico promuovendo l attività di formazione sul campo prodotta dallo Servizio Formazione. La rete della formazione in tutta la sua articolazione trova evidenza delle attività nel sito intranet aziendale ed i risultati dell attività propria sono riportati nel punto 4.6 di questo Bilancio di Missione. Rete dell Osservatorio per la ricerca ed Innovazione Aziendale (O.R.I.A.): La rete per l Osservatorio Ricerca e Innovazione Aziendale è strutturata con rappresentanti dipartimentali. La rete/ Osservatorio per la Ricerca effettua ricognizioni periodiche sulle attività di ricerca in essere nei vari dipartimenti ed aree, cura la raccolta degli output della ricerca (pubblicazioni,comunicazioni, linee guida, protocolli). La rete dell Innovazione Aziendale trova il suo punto di comunicazione intranet ed internet nel sito aziendale della Biblioteca Medica re.it; in questo sito oltre a tutti i saperi scientifici, trovano evidenza anche alcuni progetti di comunicazione strutturata per i professionisti (PROMEM O.R.I.A.) per pazienti e familiari. La rete dei professionisti coinvolti in O.R.I.A. si integra nelle interazioni organizzative, cliniche e formative con impegni sussidiari alle attività cliniche di assistenza e cura. Le singole attività proprie di ogni ambito di rete si interconnettono tra loro, creando un sistema di reti integrate con funzioni sempre più interattive, favorite dalla disponibilità delle infrastrutture informatiche di deposito /archiviazione, di PARTECIPAZIONE DEI PROFESSIONISTI ALL INDIVIDUAZIONE DELLE STRATEGIE AZIENDALI E ALLA GESTIONE OPERATIVA

209 pubblicizzazione delle attività comuni, spesso di tipo formativo. Nel corso del 2010 si sono mantenute le discussioni e le condivisioni in rete dedicata, per lo sviluppo di specifici progetti di interesse organizzativo, formativo e soprattutto clinico COMMISSIONI AZIENDALI PARITETICHE In ottemperanza ai CCNL e nello spirito di una partecipazione attiva e consapevole dei dipendenti alle attività aziendali, sono attive le seguenti commissioni: a) Commissione per la Libera Professione Dal 2002 è stata ufficialmente istituita la Commissione per la promozione e verifica dell attività libero-professionale che, pur essendo prevista, secondo la normativa vigente, (D.P.C.M e Delibera di Giunta Regionale n. 54/2002) solo per la Dirigenza Sanitaria (medica e non medica), è stata allargata anche alla partecipazione di rappresentanti delle OO.SS. del comparto, in virtù del supporto che tale personale fornisce allo svolgimento dell attività libero professionale. Alla Commissione sono state attribuite funzioni propositive in tema di sviluppo e verifica dell attività libero-professionale. Nel corso dell anno 2010 la Commissione si è riunita solo due volte e le problematiche affrontate sono state le seguenti: 1. Validazione di un percorso per interventi chirurgici in regime di libera professione su pazienti oncologici: occorre preliminarmente ricordare che il regolamento aziendale sulla LP prevede che ai pazienti oncologici siano garantiti percorsi istituzionali con gli stessi tempi di attesa della LP; fermo restando questo principio basilare, il nuovo percorso viene creato per: a) pazienti neoplastici che, pur avendo garantiti i tempi di attesa, attivino il canale della LP per poter scegliere espressamente il medico operatore; b) pazienti per i quali la diagnosi oncologica sia accertata successivamente all intervento; 2. riorganizzazione delle modalità di controllo dell attività libero-professionale soprattutto per quanto riguarda la timbratura in apposita fascia da parte del personale che effettua la libera professione b) Comitati per le Pari Opportunità per l area della Dirigenza e del Comparto Nell ambito delle forme di partecipazione del personale alle attività dell azienda ed in base alle vigenti norme legislative e contrattuali (cfr. D. Lgs. 11 aprile 2006 n. 198 e successive modifiche e integrazioni nonché art. 7 CCNL 7 aprile 1999 e artt. 8 dei CCNL 8 giugno 2000) sono stati costituiti, rispettivamente, per l Area Comparto (atto n. 1018/2006) e per l Area della Dirigenza Medica, Sanitaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa (atto n. 387/2006) due specifici Comitati Paritetici per la salvaguardia dell integrazione del principio delle Pari Opportunità nella gestione delle risorse umane dell Azienda e per l esercizio del diritto di trattamento paritario tra uomini e donne. In particolare, per quanto concerne le Aree della Dirigenza, il Comitato, nel 2010, ha proseguito i lavori inerenti l analisi della situazione sociale/occupazionale esistente a livello aziendale, con individuazione delle problematiche connesse quali, ad esempio, le difficoltà incontrate dal personale ospedaliero (prevalentemente di sesso femminile) nel conciliare i tempi di vita e di lavoro in ragione dell apertura della maggior parte delle strutture sulle 24 ore e le conseguenti difficoltà di fruizione dei servizi pubblici da parte del personale in ragione della turistica ospedaliera. E stato valutato anche il punto di vista del professionista/donna che viene allontanato dal proprio posto di lavoro non appena vi è l accertamento dello stato di gravidanza; ne è emersa, in alcuni casi, la volontà/desiderio di posticipare il distacco dal lavoro specifico al fine di portare avanti eventuali progetti o attività in corso d opera mantenendo un contatto con la struttura ospedaliera a vantaggio della crescita professionale dei singoli professionisti. Su questo punto in particolare sono allo studio del Comitato varie ipotesi di inserimento a tempo pieno o parziale degli eventuali professionisti interessati, previe valutazioni specifiche con il Medico competente aziendale. Nell ambito dei lavori del Comitato sono emerse idee per l attuazione di nuovi progetti miranti all adozione di Azioni positive, da promuovere in collaborazione con la Consigliera Provinciale alle Pari Opportunità di cui si prevede la diretta partecipazione ai lavori del Comitato dell ASMN nel corso del 2010 per la predisposizione del Piano triennale di azioni positive IL PROCESSO DI BUDGET Il processo di budget conduce alla negoziazione di obiettivi complessivi di Dipartimento, al rafforzamento del ruolo del Direttore di Dipartimento nella fase decisionale di programmazione degli obiettivi delle singole unità operative e responsabilizza il Dipartimento verso output comuni delineando, con ciò, un cammino culturale e gestionale pienamente conforme alle responsabilità che la riforma sanitaria attribuisce ai Dipartimenti. La negoziazione di budget 2010 ed il successivo incontro di verifica con tutti i dipartimenti, ha permesso di dare continuità ad un percorso di pianificazione e verifica dei risultati che, come prassi degli ultimi anni, si articola e si completa in un biennio. La negoziazione di budget ha seguito anche nel 2010 il seguente percorso, ormai formalizzato: Trasmissione della scheda di budget ai Direttori di Dipartimento e ai Responsabili infermieristici e Tecnici Dipartimentali con il successivo coinvolgimento dei Direttori di Struttura e dei Coordinatori Infermieristici e Tecnici Negoziazione intra-dipartimentale degli obiettivi di ogni singola struttura e formulazione di una proposta di budget dipartimentale Negoziazione degli obiettivi/risorse con la Direzione Aziendale Formalizzazione degli accordi raggiunti Verifica a medio periodo del grado di raggiungimento degli obiettivi assegnati. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 209

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211 4.3 GESTIONE DEL RISCHIO E SICUREZZA OBIETTIVI DI SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI In ottemperanza al D.Lgs.81 del 30 aprile 2008, nel corso del 2010 si è provveduto a: aggiornamento del documento di valutazione dei rischi, formazione specifica di Dirigenti e Preposti, assenza di sanzioni comminate a seguito di ispezioni degli organi di vigilanza, ottenimento di riduzione del tasso medio di tariffa INAIL per esercizio E impostato un progetto di sviluppo del servizio in ordine a garantire un Sistema aziendale di Gestione Sicurezza del Lavoro (British Standard OHSAS 18001:2007): tale sistema permetterebbe una efficace dimostrazione di responsabilità distribuite, anche in caso di procedimento giudiziario, e una ulteriore riduzione dei costi INAIL. Ad INAIL sono state dichiarate ed evidenziate le seguenti azioni: operatori sanitari periodicamente addestrati a intervenire in ogni situazione di pronto soccorso e di emergenze incendio; controllo e indagine infortuni; attività documentata del Medico Competente rivolta agli ambienti di lavoro, alla cartella sanitaria del lavoratore, ai dati epidemiologici del territorio; definizione di un piano di formazione/informazione obbligatoria per i dipendenti; attivazione di misure di contenimento particolare del rischio chimico. Documento valutazione dei Rischi (DVR) L aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi è stato articolato in diversi livelli, evidenziando anche le condizioni di adeguatezza nell ambito di valutazione per edifici valutazione per attività valutazione per mansioni E stata approvata una introduzione generale di metodo e la valutazione degli edifici di degenza ospedaliera nei corpi A, B, C D, H, I. Oggetto di revisione sono stati i Documenti di valutazione per rischio specifico, trasversali, relativi a rischio d incendio (DM 10/03/98) tutti i luoghi agenti biologici (HIV, HBV, HCV) tutti i reparti lavoratrici gestanti e puerpere tutti i reparti valutazione radiazioni ottiche artificiali dermatologia movimentazione manuale pazienti reparti degenze ordinarie movimentazione manuale carichi centrale sterilizzazione stress lavoro correlato, preliminare tutti i reparti SPP ha affiancato come di consueto i professionisti della Direzione sanitaria per la gestione dei rifiuti e degli scarichi, l igiene e la qualità delle acque, dei Servizi trasversali per realizzare una Progettazione integrata dei requisiti di sicurezza valutati in via preventiva, in particolare attivazione Ala Nord, agibilità ottenuta per nuovi ambienti di lavoro di Nefrologia, Emodialisi, sale operatorie Oculistica / ORL / Ortopedia, degenze; controllo e bonifica delle residue coperture in cemento amianto; sistema di ausili installato per la movimentazione manuale in Geriatria, Necroscopico; realizzazione del Centro di Gestione Emergenze, compresa la definizione di nuove procedure e adeguamento della Squadra di emergenza; progetto Definitivo del Centro Onco-ematologico; autorizzazione emissioni in atmosfera; gara d appalto padiglione Oncoematologico CORE CORELAB per LACC. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenti (DUVRI), è stato redatto ai sensi di procedura INTERA- ZIENDALE, valutando e completando ogni bando di gara per ognuno dei contratti di forniture, lavori o servizi interferenti con le attività ospedaliere, e collaborando con tutti i servizi amministrativi e tecnici. Per quanto attiene alla Mobilità aziendale sostenibile e alla gestione della sosta, il Mobility Manager ha realizzato Accordo di Programma tra Comune di Reggio Emilia e l Azienda Ospedaliera e conseguente nuovo accordo con ACT apertura del nuovo parcheggio aperto al pubblico su Viale Murri, risistemazione a rotatoria della rotonda di piazza Quarnaro, ; pedonalizzazione del tratto centrale di viale Risorgimento. nuovi svincoli di entrata ed uscita dai parcheggi pubblici, chiusura di viale Murri al traffico di attraversamento. regolare controllo della sosta permessi alla sosta per degenti dei servizi di Pneumologia, Oncologia, Dializzati. stazione di Bike sharing depositi protetti per biciclette dei dipendenti Gestione Emergenze Interne In tema di Prevenzione incendi, evacuazione, pronto soccorso, d accordo con il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, si è avviato il Centro di Gestione Emergenze, presidio continuativo che consente sinergie con la vigilanza anti-intrusione e gestione di tutti gli allarmi tecnologici; si è convenuta la massima collaborazione per la gestione degli eventi di emergenza, ventilando l ipotesi di convenzioni per l assistenza di personale VF. Vigilanza L organo di vigilanza territoriale AUSL ha prescritto alla direzione ASMN un programma di Autovalutazione, l individuazione delle misure necessarie e la predisposizione di un piano di adeguamento con indicazione dei tempi di realizzazione degli interventi di prevenzione da parte delle Strutture sanitarie. Tale impegno ha coinvolto i servizi trasversali di Area tecnica, Fisica Medica, Tecnologie Biomediche, la Direzione operativa e la DPS, i Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza, per valutare secondo schemi predisposti i rischi dovuti a Impianti e attrezzature, Agenti biologici, Movimentazione manuale. Sono state attuate verifiche impiantistiche, si è dato corso ad aggiornamento delle destinazioni d uso dei locali e coerente Autorizzazione. Sono state inoltre gestite con esito fa- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 211

212 vorevole alcune disposizioni a seguito di indagini ispettive: Verifica di Officine Centrale termica impianti e coperture in cemento amianto (SPSAL) Verifica di interferenza della manutenzione a causa del principio d incendio nel seminterrato corpo B (SPSAL) Verifica di autorizzazione IORT (Direzione Provinciale del Lavoro) Verifica di principio d incendio dovuta a guasto di acceleratore lineare in Radioterapia (SPSAL) Verifica del ricorso a giudizio d idoneità (SPSAL). L ispezione generale che ne è seguita ha dimostrato la sicurezza esistente, con l esito favorevole di una disposizione di miglioramento Sorveglianza Sanitaria La Sorveglianza sanitaria ha contemplato, oltre alle visite preventive e periodiche con il Medico Competente aziendale, l aggiornamento del protocollo sanitario, la collaborazione a valutazione del rischio da agenti biologici, da movimentazione manuale pazienti e in ultimo dello Stress lavoro correlato; è stata commissionata l informatizzazione della cartella di sorveglianza sanitaria con software unico per azienda ospedaliera e AUSL. Le limitazioni d idoneità sono state sancite da verifica congiunta tecnicosanitaria, dei compiti professionali e dell ambiente di lavoro. Partecipazione dei lavoratori Anche nel 2010, mensilmente sono stai effettuati gli incontri con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Le consultazioni sono avvenute in merito all impatto diretto dei lavori sull attività sanitaria o sui servizi, per informare sui problemi di avanzamento cantiere, per illustrare l andamento infortuni, per divulgare le valutazioni da rischi, particolarmente da movimentazione manuale. Al di là delle rappresentanze, il Servizio di Prevenzione e Protezione ha costituito sportello sempre aperto alle esigenze di tutti i lavoratori affinché le misure di miglioramento siano rilevate, concordate nei limiti di fattibilità tecnico-economica, attuate nei tempi più brevi possibili secondo scala di gravità del rischio da infortunio o da esposizione. Statistiche degli infortuni e delle malattie professionali Sono stati realizzati gli aggiornamenti semestrali di statistiche, che richiamano nuova attenzione da portare alle motivazioni di crescenti denunce di eventi. E stato possibile confrontarsi con tutte le realtà ospedaliere coordinate da RER, con l impegno ad elaborare coerentemente e mantenere osservazione sulle cause e sulle misure di contenimento infortunistico. Si è proceduto nelle indagini puntuali sulle circostanze di ogni infortunio non appena accaduto, per documentare la dinamica e coinvolgere i preposti ai fini del controllo sulle condizioni oggettive di sicurezza; tali informazioni sono risultate essenziali per contribuire alla Grafico difesa dell azienda in alcuni procedimenti giudiziari. Tutela da Movimentazione manuale pazienti D intesa con la DPS, si è provveduto ad aggiornare il set di indicatori. Si è proceduto,compatibilmente con gli obiettivi di bilancio, alla sostituzione dei residui letti a due ruote con letti elevabili, privilegiando l acquisto di letti elettrici. Il buon esito dell utilizzo dei sollevapazienti a soffitto in Geriatria, ha determinato la a diffusione degli stessi nelle costruende nuove degenze. Procedure aggiornate per operazioni di Cucina, hanno consentito la divisione di compiti con minimo rischio per sollevamento/spostamento di attrezzature e derrate alimentari. TABELLA TREND ANNUALE INCIDENTI A RISCHIO BIOLOGICO Incidenti a rischio biologico GESTIONE DEL RISCHIO E SICUREZZA

213 FORMAZIONE DEI LAVORATORI Tutela da rischio biologico La tutela da rischio biologico è stata costantemente curata con la formazione di base del personale sanitario e con la diffusione dell uso dei DPI, come guanti, occhiali, facciali filtranti, con la divulgazione costante di documenti informativi via Intranet. Realizzato da SPP e MC, un documento di aggiornamento completo della Valutazione del rischio di infezioni a trasmissione ematica, presentato alla Direzione Sanitaria e a RLS. E stato acquisito il sistema di prelievo ematico sottovuoto, che riduce il rischio di esposizione evitando qualsiasi contatto con il materiale biologico (sangue) sia al momento del prelievo che durante il trattamento. La collaborazione di SPP al Comitato Infezioni Ospedaliere ha contemplato la revisione di alcune procedure, come il Prelievo e Trasporto di materiali organici, oltre a collaborazione per la bonifica da inquinamento delle acque da Legionella. Tutela da radiazioni Le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti sono state controllate con regolarità in macchine e materiali dal servizio di Fisica medica, in adempimento alle leggi specifiche sulla radioprotezione, e comunicate a SPP. Specifica attenzione è stata posta nell attivazione di nuovi locali bunker, che ospitano la tecnologia Tomoterapy, per la collocazione e la protezione delle macchine, insieme alla formazione degli operatori. Protezione da Agenti cancerogeni mutageni Per la protezione da Agenti cancerogeni mutageni, è stato realizzato il progetto di un laboratorio centralizzato di preparazione di farmaci antiblastici, con vantaggio per gli spazi d accoglienza agli utenti di chemioterapie del Day Hospital oncologico; le condizioni di sicurezza sono oggetto di costante attenzione e di confronto tra operatori e tecnici; il progetto del nuovo Padiglione Onco-ematologico comprende ulteriore evoluzione per contenere tale rischio. Protezione da Agenti chimici SPP è stato chiamato in sede di gara ad esprimere parere tecnico sui prodotti chimici che vengono acquistati, particolarmente per i processi di sterilizzazione a ogni livello, fino a semplici attrezzature come le fotocopiatrici. Il monitoraggio in continuo dei gas anestetici nelle nuove sale operatorie è stato superato a vantaggio di un impianto, collaudato per intervenire sulla captazione delle possibili concentrazioni di inquinamento, tramite prese di aspirazione ad alta portata. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 213

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215 4.4 RIDEFINIZIONE DEI RUOLI PROFESSIONALI I N RELAZIONE ALLO SVILUPPO DELLE STRATEGIE AZIENDALI LE PROFESSIONI SANITARIE Il processo di ridefinizione dei ruoli professionali e quindi le potenzialità assistenziali e gli ambiti d intervento sono fortemente correlati alle strategie aziendali; l affermazione, per quanto intuitiva in senso generale, risente di vari elementi/fattori di cui prendere atto per gli sviluppi locali. Vanno pertanto considerati: Indicazioni dell atto aziendale: la Direzione delle Professioni Sanitarie concorre al governo assistenziale perseguendo la qualità e l efficienza nell ambito dei programmi di prevenzione, cura e riabilitazione; predispone in sinergia e collaborazione con le altre strutture Aziendali, modelli organizzativi che consentano la continuità assistenziale ed il miglioramento delle competenze professionali secondo le linee di indirizzo del piano strategico Aziendale. Dichiarato orientamento aziendale all implementazione delle nuove tecnologie, innovazione e definizione di percorsi assistenziali. Empowerment connotato come processo e prodotto : risultato cioè di un evoluzione di esperienze di apprendimento che portano un soggetto a superare una condizione di impotenza/inadeguatezza. Un saper fare e saper essere caratterizzati da una condizione di fiducia in sé, capacità di sperimentare e di confrontarsi con la realtà circostante. Le azioni e gli interventi centrati sull empowerment mirano a rafforzare il potere di scelta degli individui, migliorandone le competenze e le conoscenze in un ottica di crescita individuale e organizzativa. Questo lavoro di scoperta ed esplicitazione delle potenzialità diviene opera e al contempo prodotto del gruppo professionale per favorire l esplicarsi di un expertise riconoscibile in competenze tecniche/organizzative/ relazionali che possono garantire un intervento assistenziale congruo ed efficace, in situazioni di prestazione complessa e/o specialistica. Naturale complessità organizzativa e necessità di approcci multiprofessionali: diviene doveroso lavorare sul coinvolgimento degli operatori, sul senso di appartenenza, sulla crescita delle competenze distintive e sulla necessità di approcci corali inter ed intra-professionali Bisogno di assessment: la naturale tendenza alla produzione (anche se trattasi in realtà di risposte a bisogni) e il suo appiattimento a mera attività prestazionale, non collima con la richiesta sempre più pregnante di attenzione alla persona nella sua globalità, al risk management, alla raccolta e valutazione delle informazioni come modalità di contenimento dei rischi, aumentando nell azienda la necessità di limitare lo stress lavorativo e la capacità di assumere una nuova modalità del farsi carico. Tra gli aspetti maggiormente degni di nota ed esplicativi della rivisitazione operata nell ambito dei ruoli professionali sanitari presenti in azienda, citiamo: La condivisione come modello di lavoro La condivisione delle esperienze è un valore importante per le professioni sanitarie, fino a rappresentare un vero e proprio modello di lavoro che determina in modo significativo l appropriatezza dell assistenza, la crescita della cultura delle comunità professionali e dell intero sistema di cura. Una condivisione promossa dalla D.P.S., che ha visto coinvolti, nel corso del 2010, i ruoli di Coordinamento delle Professioni Sanitarie. Sono stati realizzati degli incontri periodici (trimestrali) aventi come oggetto i progetti di sviluppo nell ambito della ricerca, delle competenze professionali, dei modelli assistenziali, degli outcomes assistenziali, della formazione. Attraverso questi incontri, che verranno mantenuti nel 2011, si sono attivati dei processi di scambio, reciprocità e confronto, che hanno stimolato la motivazione dei Coordinatori, con il sostegno della D.P.S., allo sviluppo di logiche di miglioramento e di innovazione condivise in diversi contesti organizzativi. La condivisione sistematica delle esperienze, ha anche permesso di dare valore al know how aziendale che, talvolta, è sottinteso e non adeguatamente riconosciuto dagli stessi professionisti. Integrazione e valorizzazione degli operatori di supporto. Un elemento di continuità del processo di valorizzazione degli operatori di supporto iniziato nel 2008, è stata la realizzazione di un percorso di formazione rivolto agli operatori che svolgono funzioni di trasporto dei pazienti e che appartengono al Servizio Trasporti Ordinari, alle Sale operatorie, al Servizio di Radiologia. La formazione che ha coinvolto circa sessanta operatori, si è rivolta anche ai dipendenti della Croce Verde e della Croce Rossa che svolgono le funzioni di trasporto ordinario nell ASMN. I temi della formazione sono stati quattro: - la cultura della sicurezza e la gestione del rischio, con particolare riguardo alle tipologie di rischio presenti nelle attività che caratterizzano il trasporto paziente. - la relazione /comunicazione con la persona trasportata e con i famigliari, con particolare riguardo alle modalità di comunicazione tipiche di una relazione che si connota per la breve durata e per un contenuto emotivo a volte particolarmente forte. - la relazione con i colleghi e con gli operatori delle u.o. di interfaccia. - le implicazioni etiche/deontologiche che caratterizzano il comportamento di chi è responsabile del trasporto pazienti. Il percorso ha visto un buona partecipazione degli operatori, i quali hanno rivestito un ruolo attivo e stimolante. Trattandosi di una formazione con le caratteristiche dell interattività, sono emerse diverse proposte di miglioramento per una maggiore efficacia e sicurezza del trasporto pazienti. Progetti professionalizzanti collegati a percorsi di miglioramento: Progetto Iside e progetto Teseo Progetto Teseo - ovvero percorsi assistenziali: integrazione ospedale e territorio L ambito delle Dimissioni protette riveste un ruolo centrale nei diversi contesti organizzativi ospedalieri e può offrire notevoli possibilità di crescita professionale. Le procedure presenti non definiscono, infatti, solo linee di indirizzo applicativo, ma creano opportunità di confronto e benckmarking continuo con i professionisti dell ADI. La procedura interaziendale per la visita infermieristica di presa in carico (Progetto Teseo), integra le procedure AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 215

216 già esistenti, con lo scopo di: favorire la continuità assistenziale infermieristica tra ospedale e territorio. Ambito d intervento sono tutte quelle situazioni nelle quali la famiglia difficilmente riesce a garantire una sufficiente adesione al progetto terapeutico/ assistenziale (coping alterato della famiglia) e/o i pazienti presentano un quadro clinico-assistenziale ad alta complessità. La continuità assistenziale tout court e la continuità assistenziale per l area di competenza infermieristica, cerca di ridurre la possibilità di eventi avversi rispetto a: - autonomia del paziente e della famiglia in riferimento a comportamenti di salute, utilizzo di presidi e attrezzature. - efficacia della comunicazione fra operatori di contesti assistenziali molto diversi - accompagnamento e sostegno psicologico del paziente e della famiglia, che passano da una situazione considerata soggettivamente protetta (l ospedale), al proprio domicilio o in altra struttura meno specializzata. Il miglioramento del livello di integrazione fra i professionisti nella fase di predimissione, sia all interno che all esterno dell ospedale, ha favorito la crescita e responsabilizzazione professionale creando competenze specifiche e migliorando la presa in carico del paziente. Gli interventi attuati paiono, in sede di confronto fra gli operatori, maggiormente orientati alla persona e pertanto caratterizzati da un più elevato grado di efficienza ed efficacia e generativi dei valori/principi dell empowerment. La decisione di non ampliare ulteriormente, per l anno 2010, ad altre strutture è correlata ad altri impegni istituzionali assunti e al consolidamento dei percorsi di discussione casi critici. I brefing interaziendali sui casi complessi rappresenta, in effetti, il vero motivo di esistenza del progetto per le evidenti ripercussioni sull assistenza che sull ambito professionale. Il progetto ha raggiunto quel grado di snellezza e flessibilità organizzativa che consente di compensare richieste provenienti anche da settori non direttamente coinvolti dal progetto. Progetto Iside: analisi del processo di identificazione delle Diagnosi infermieristiche Il progetto iniziato nel 2009, ha coinvolto gli infermieri ed il rispettivo coordinatore di sette unità operative: Lungodegenza, Medicina 1, Medicina 3, Lungodegenza, Urologia, Room chirurgie, Room ortopedia e i tutor del Corso di Laurea in Infermieristica come docenti/ facilitatori. Nel corso del 2010 il progetto ha previsto un percorso di formazione secondo il modello blended, quindi moduli di formazione residenziale in aula e moduli di formazione sul campo. Si è stato articolato in 2 fasi: fase della formazione, fase dell addestramento. Fase della formazione: La fase della formazione è iniziata a Novembre 2009 e si è conclusa a Maggio E stato utilizzato il metodo del ragionamento clinico guidato, a partire da un caso assistenziale conosciuto dagli infermieri dell unità operativa e rappresentativo di una delle tipologie di pazienti di cui il contesto si prende cura. L utilizzo di casi reali conosciuti, ha consentito di facilitare il pensiero critico e la riflessione. Sono state individuate le diagnosi, gli outcomes ed gli interventi utilizzando la tassonomia NANDA-NOC-NIC. Attraverso la fase della formazione ciascuna unità operativa è pervenuta all individuazione di un gruppo di diagnosi NANDA specifiche di contesto con relativi NOC e NIC. Fase dell addestramento: iniziata a Giugno 2010, si è conclusa ad Ottobre La finalità perseguita è stata quella di fare in modo che tutti gli infermieri si sperimentassero nell apertura, prosieguo e chiusura di una/due diagnosi NANDA e relativi NOC e NIC. Il modello offerto dalla tassonomia NANDA-NOC-NIC assicura la documentazione dei fenomeni del Nursing, la loro misurabilità, descrive e documenta l assessment, il giudizio clinico, gli obiettivi, gli interventi e i risultati (attesi e ottenuti), relativamente ai problemi di salute dei pazienti, rendendo in tal modo evidente il contributo infermieristico che, nonostante la sua centralità, è sotto rappresentato e non adeguatamente documentato nelle registrazioni sanitarie. Il progetto continuerà nel 2011 con la fase dell implementazione. Miglioramento delle attività alberghiere nelle degenze Alla luce dell integrazione fra D.P.S. e Servizio Logistico- Alberghiero, sono stati realizzati due progetti per il miglioramento delle attività alberghiere nelle degenze. Il primo riguarda la gestione della richiesta informatizzata dei pasti, il secondo, le attività inerenti la distribuzione dei pasti, le pulizie delle u.o., il decoro ambientale e la tenuta della cucina di reparto. Il primo progetto ha coinvolto in primis gli OSS neo-assunti, ma si è poi esteso anche a diversi altri operatori visto l alto interesse dimostrato. La formazione tenuta da una dietista, si è caratterizzata per l impatto positivo nell operatività, con una riduzione delle richieste improprie di pasti (es. pasti aggiuntivi) e conseguente riduzione dei costi per l Azienda. Il secondo progetto, ha coinvolto gli OSS e un infermiere dei reparti di degenza che appartengo al Dipartimento Neuro-motorio: Geriatria, Ortopedia, Neurologia, MFR, Room Ortopedia, Dh Ortopedia. Anche questo secondo modulo ha consentito di individuare diverse azioni correttive per migliorare la gestione delle colazioni e dei pasti e per rendere più consapevoli gli operatori dell importanza del controllo sulle pulizie (attività del servizio in appalto). Di uguale importanza è stato approfondire la tenuta di un decoro dell ambiente ove soggiorna il paziente. Il percorso si svilupperà ulteriormente nel corso del 2011, attraverso altri incontri che vedranno coinvolti la figura del dietista e del referente dell Ufficio epidemiologico, per favorire un approccio integrato ad attività che richiedono inevitabilmente una stretta relazione fra le parti organizzative interessate. Accoglienza dei neo-assunti e processo di inserimento L accoglienza del neo-assunto ed il relativo percorso di inserimento, rappresentano importanti tappe del processo di acquisizione delle competenze distintive per chi entra nel sistema curante del ASMN. Per approfondire e riflettere sugli elementi che costituiscono le luci e le ombre di questi percorsi, sono stati convocati i neo-assunti delle diverse professioni dell area sanitaria, degli ul RIDEFINIZIONE DEI RUOLI PROFESSIONALI I N RELAZIONE ALLO SVILUPPO DELLE STRATEGIE AZIENDALI

217 timi due anni. Questi incontri hanno fornito la possibilità di un riconoscimento reciproco fra gli operatori e i componenti dello Staff della D.P.S. in una sorta di accoglienza anche se, per alcuni, ritardata rispetto ai tempi reali di inserimento in A.S.M.N. Per l occasione, è stato distribuito un questionario affinchè gli operatori potessero sentirsi liberi di esprimere pareri e vissuti riguardo alla loro storia di inserimento. La partecipazione non è stata particolarmente numerosa, probabilmente, per alcuni, per il lungo lasso di tempo intercorso fra la data di inserimento in Azienda e l incontro con la D.P.S.(anche due anni). In ogni caso sono emersi punti di forza e criticità che vanno a consolidare la necessità di individuare procedure condivise per una più efficace attività di inserimento/addestramento del neoassunto, mantenendo la consapevolezza che la riduzione dei tempi di inserimento non è una necessità solo per l organizzazione, ma anche per l operatore che ha il desiderio di raggiungere nel più breve tempo un adeguato livello di autonomia. E emerso infatti, che sentirsi autonomi quando si è ancora novizi nel ricoprire un ruolo in un dato contesto, è un elemento di fiducia e di autostima per l operatore ed un elemento di qualità/ sicurezza per l organizzazione. Sviluppo professionale ed Integrazione delle Professioni Sanitarie L integrazione fra le professioni sanitarie ha rappresentato e rappresenta da sempre un valore per gli operatori dell area infermieristica, tecnica ed ostetrica. Valore che coinvolge non solo i professionisti che appartengono all organizzazione aziendale, ma che si esprime anche nella continuità assistenziale con le strutture territoriali; integrazione delle professioni come elemento indispensabile per lo sviluppo. Già da qualche anno sono state poste in essere iniziative volte a diffondere AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA una cultura dell integrazione e dello sviluppo professionale; energia generativa di una professionalità non richiusa in se stessa ma orientata a: Ascoltare e valorizzare la persona Condividere le esperienze professionali ed organizzative Collaborare con gli altri professional (confronto multiprofessionale), per un miglioramento dell efficacia e qualità delle prestazioni in linea con le evidenze Restituire alle comunità professionali la testimonianza dell impegno nello sviluppo di percorsi e progetti di miglioramento che fanno riferimento all area dell assistenza, UN SISTEMA CHE RICONOSCE NELLA PROPRIA NATURA L EVOLUZIONE CONTINUA DELLE PROFESSIONI NELLE TRE FONDAMENTALI COORDINATE: ASSISTENZA, DIDATTICA E RICERCA della ricerca e della didattica. Riconoscere e sostenere la presenza degli studenti come un elemento fondamentale per lo sviluppo delle strutture sanitarie. Arricchire la collaborazione/condivisione fra le Organizzazioni Sanitarie e le Istituzioni Universitarie per creare nuove esperienze di integrazione e condividere le opportunità e le criticità che accompagnano gli sviluppi della didattica nella formazione dei professionisti dell area. Il messaggio conclusivo, che riassume lo spirito di queste iniziative, è che gli operatori delle professioni sanitarie sono chiamati, sempre di più, a comprendere il proprio specifico professionale come parte di un sistema più complesso; sistema che, a seconda di come lo si legge e lo si agisce, può rendere le esperienze di integrazione delle professioni un occasione positiva di crescita e di sviluppo, ma può anche diventare una fredda e pesante necessità organizzativa di cui si perde il valore. La responsabilità va condivisa. Un sistema che riconosce nella propria natura l evoluzione continua delle professioni nelle tre fondamentali coordinate: assistenza, didattica e ricerca. Ridefinizione del ruolo dell ostetrica e la sua integrazione con le altre figure professionali nell assistenza al percorso nascita. Nel dipartimento ostetrico-ginecologico e pediatrico, sta proseguendo il progetto sulla comunicazione alle pazienti con gravidanza a rischio elevato (grave prematurità, feti malformati, gravi iposviluppi fetali, morti prenatali, ecc..); tale progetto intende migliorare sia la qualità della comunicazione che l attenzione/sostegno psicologico delle giovani mamme. L ostetrica diviene il riferimento per la gestione della donna in gravidanza anche dal punto di vista della rilevazione /attenzione di eventuali disturbi emozionali; non solo le esigenze cliniche ma anche quelle della sfera emotiva sono bisogni, della donna e della famiglia, da individuare e considerare nella strutturazione del percorso assistenziale multidisciplinare governato dall ostetrica. L applicazione delle linee di indirizzo regionali (n 533/2008) hanno operato una revisione del ruolo dell ostetrica e dei suoi rapporti con le altre figure professionali nell assistenza al percorso nascita. Tale rivisitazione identifica l ostetrica come la figura competente per distinguere le condizioni fisiologiche della gravidanza da quelle potenzialmente patologiche; l ambito d intervento può essere così sinteizzato: accogliere la donna e condurre il colloquio informativo a inizio gravidanza; gestire in prima persona l assistenza/sorveglianza delle gravidanze a basso rischio valutando il benessere materno-fetale, sia tramite la relazione che attraverso i controlli clinicosanitari; inviare e seguire la donna in consulenza ad altre figure professionali quando insorgano eventi che modifichino il decorso fisiologico e possano comportare rischi per la salute della madre e del neonato; continuare a prestare l assistenza di base collaborando con lo specialista medico nell assistenza alla gravidanza a rischio; organizzare e gestire in prima persona i servizi di accoglienza e presa in carico delle gravidanze a termine a decorso fisiologico e collaborare alla assistenza prestata dagli specialisti nelle gravidanze patologiche; assistere al travaglio parto fisiologico; assistere e consigliare la donna durante il puerperio accompagnandola fino alla dimissione dall ospedale, affidandola alle colleghe del servizio consultoriale, se necessario, per un 217

218 supporto a domicilio e rispondendo ai bisogni espressi e non espressi della donna e della coppia; assistere il neonato sano e collaborare con gli altri professionisti e specialisti nell assistenza al neonato problematico. Attualmente le ostetriche assistono in autonomia le donne con travaglio di parto fisiologico secondo un protocollo interno. Il progressivo coinvolgimento dei professionisti del territorio e la loro azione sinergica in rete porteranno a compimento lo sviluppo dell autonomia professionale dell ostetrica. Ortogeriatria: gestione assistenziale integrata degli anziani con frattura di femore L avvio del progetto regione-università ortogeriatria ovvero modelli per la gestione clinica integrata e per la continuità assistenziale degli anziani con frattura di femore, ha reso necessario rivedere il modello assistenziale all interno della struttura di ortopedia. Il percorso clinico-assistenziale ortogeriatrico si caratterizza per il coinvolgimento e l integrazione multiprofessionale (geriatri, ortopedici, infermieri, fisioterapisti, OSS); l infermiere di ortopedia diventa il team leader di riferimento per la presa in carico del paziente. E stata effettuata una formazione teorica e sul campo, con gestione diretta del programma formativo ad opera dei Coordinatori delle strutture coinvolte. Core del modello assistenziale è la presa in carico: momento cardine per la pianificazione degli interventi assistenziali, per l analisi dei momenti critici, per le possibilità offerte di integrazione/ confronto tra i professionisti. La conseguente modifica dei modelli utilizzati impone una visione più ampia dei confini di intervento; il territorio d azione e di progettazione assistenziale non è più, pertanto, limitato alla sola unità operativa (ricovero e dimissione di unità operativa) o dipartimento, ma deve considerare anche il territorio ed il contesto sociale del fruitore. Nell attività infermieristica quotidiana si è ottenuto, in modo implicito, una rivisitazione critica del proprio ruolo in termini di spazi e possibilità d intervento, l attivazione di nuove abilità, attenzioni e competenze da mettere in campo. Nel corso dell anno 2010, benché ancora in attesa delle valutazioni regionali sul sistema/rete offerta dopo l inserimento dei dati nel database regionale, si è provveduto ad un consolidamento di quanto fino ad ora attuato. LA CONSAPEVOLEZ- ZA DELLA RESPON- SABILITÀ PERSO- NALE INTESA COME CAPACITÀ DI INCI- DERE SULLA SICU- REZZA E SUL SENSO DI APPARTENENZA AL SISTEMA Infermieri di Pronto Soccorso: un nuovo modello di formazione per l acquisizione di competenze Si tratta di un modello che trae leva dalla formazione sul campo e dalla verifica delle abilità e competenze raggiunte; partendo dal presupposto che le competenze e la ricerca del loro perfezionamento sia l elemento più importante per gestire il cambiamento nelle professioni sanitarie e nelle organizzazioni, si è provveduto alla creazione di un percorso di crescita e sviluppo basato sull acquisizione di diversi livelli di competenza e la creazione di diversi step formalizzati di inserimento. Se la competenza richiede conoscenze, appropriate attitudini ed abilità osservabili meccaniche o intellettuali che insieme concorrono all erogazione di una specifica prestazione professionale (OMS,1988, p.68), le abilità raggiunte e certificate, agendo in modo strutturato sul percorso di acquisizione, definiscono differenti profili professionali. La sfida che è stata affrontata ha come obiettivi prioritari, da un lato, il mantenimento di una buona qualità assistenziale: ottenuta con la formazione, l innovazione organizzativa e la cura dell aspetto motivazionale; dall altro, la stratificazione e certificazione del livello raggiunto (correlato al profili di competenza) per favorire una visibilità organizzativa e gestionale del processo assistenziale in Pronto Soccorso. Il percorso di inserimento dei nuovi infermieri prevede diverse fasi: ambulatori d urgenza (trattamento dei pazienti non critici); ambulatori dedicati all emergenza (pazienti critici); triage del PS generale; triage del PS pediatrico; passaggio al ruolo di infermiere esperto (con competenze avanzate). Ogni step presuppone un livello professionale e di esperienza minimo raggiunto e certificato mediante: corsi di formazione teorico-pratici (corso neo inserito, ECG, immobilizzazione, ferite.), affiancamento a tutor ed infermiere esperto, valutazione formale delle capacità pratiche, superamento di questionari strutturati d apprendimento (skill test). Il progetto formativo si prefigge pertanto di definire chi, partendo dai profili individuati, può passare ad un livello superiore formalizzandone competenze/abilità raggiunte. Nel dettaglio, in ordine crescente di professionalità acquisita si identificano: Infermiere base: con competenze minime per gestire ambulatori a bassa complessità; Infermiere di sala emergenza: in grado di gestire pazienti critici; Infermiere di triage: con competenze tali da gestire i complessi processi di triage, i flussi di pazienti ed il lavoro degli ambulatori; Infermiere esperto: con competenze tali (personalizzazione e massima qualità degli interventi assistenziali) da favorire lo sviluppo della professionalità infermieristica all interno dell organizzazione e l intervento dei colleghi nel rispetto delle competenze distintive acquisite. Facilita inoltre lo sviluppo di competenze distintive e/o esperte nei colleghi. Su questa stratificazione, si sono elaborate le diverse domande (semplici quesiti) per le valutazioni di capacità pratiche a cui sottoporre i vari infermieri, secondo il grado di competenza raggiunto in quello specifico momento del percorso formativo. Fra i quesiti preparati sono presenti domande definite gate ; queste, ovviamente relative ad aspetti fondamentali dell assistenza e/o della clinica, implicano un adeguata preparazione e vincolano imprescindibilmente il superamento della prova. Da un punto di vista procedurale è bene segnalare l importante lavoro di condivisione e validazione operato dagli infermieri esperti sui quesiti predisposti e la necessità di uniformare atteggiamenti e comportamenti di fronte alle problematiche oggetto di verifica. Nel 2010 è proseguita l analisi di verifica sull efficacia del percorso di inserimento iniziato con il team risck management; il progetto migliorativo ha visto l attuazione di una serie di incontri con RIDEFINIZIONE DEI RUOLI PROFESSIONALI I N RELAZIONE ALLO SVILUPPO DELLE STRATEGIE AZIENDALI

219 gli operatori (attivati come formazione sul campo) per indagare i vari processi ed ascoltare la voce dei professionisti compresi i neo inseriti/assunti evidenziando le aree di miglioramento sulle quali intervenire con revisioni e/o progetti finalizzati. Infermieristico e risk management La diffusione a livello aziendale dei valori/principi della gestione del rischio, conseguenza di alcune scelte sul piano della sicurezza (alfabetizzazione della popolazione professionale, disponibilità del gruppo/persone referenti, presa in carico delle richieste/bisogni dei professionisti,...) hanno aumentato, da un lato, la consapevolezza della responsabilità personale intesa come capacità di incidere sulla sicurezza e sul senso di appartenenza al sistema e, dall altro, la necessità di potenziare e salvaguardare il radicarsi di alcuni valori: integrazione, ascolto libero da pregiudizio, confronto e condivisione. Non si tratta di affermazioni pleonastiche ma di necessità emergenti via via che i gruppi di lavoro si strutturano. Le attività eseguite nel 2010, sotto elencate, sono volte a: Accrescere la cultura del rischio nelle strutture (modalità di approccio) valorizzando le persone Implementare l utilizzo degli strumenti tipici della gestione del rischio Favorire l autonomia applicativa locale Attivare una comunità di pratica aziendale In accordo con il gruppo di progetto aziendale, diversi sono i lavori/incontri iniziati con i vari dipartimenti, che citiamo: chirurgico, medicina di laboratorio, emergenza urgenza, radiologico, ostetrico ginecologico. Spesso nei lavori intrapresi è stato utilizzato lo strumento FMECA (Failure Mode and Effect Analysis - Failure Mode and Critical Effect Analysis) non solo per la sua semplicità, ma anche per le sue carat- LE ATTIVITÀ /PROGETTI SEGUITI NEL 2010 POSSONO ESSERE COSI RIASSUNTI: STRUTTURA PROGETTO OPERATORI COINVOLTI PS Pediatrico PS generale Ostetricia Radiologia tac Radiologia: Risonanza Radiologia: Eco Sale operatoria Fmeca: accesso al PS Inserimento scala di valutazione dolore al triage Miglioramento della comunicazione Fmeca: prescrizione e somministrazione della terapia Revisione scheda terapeutica Fmeca: accesso dell utente ordinario ed accesso dell utente urgente Fmeca: accesso dell utente ordinario Fmeca Sale operatorie sicure (preparazione ed inserimento alcune procedure: ritenzione garze e strumenti, gestione istologico, identificazione paziente, applicazione ceck OMS) RCA: analisi evento ferri chirurgici neuro non sterili Infermieri PS e Pediatria, Medici pediatri Infermieri medici Infermieri medici consulenti esterni Ostetrica, Infermiere, Medici tecnico Rx, Infermiere, Medico, amministrativo Infermiere, Oss, amministrativo, Medico Infermieri, strumentiste, Oss RCA: analisi evento ferri chirurgici neuro non sterili Centrale di sterilizzazione Infermieri, Oss Riunioni sulla sicurezza Geriatria Analisi evento avverso Infermieri, OSS Poliambulatori /ORL / MFR Oncologia, Ematologia DPS (Geriatria, cardiologia, medicina riabilitativa, neurologia) DPS (Oncologia, Medicine, Chirurgie) Creazione Procedure schede di incident, revisione profili di competenza in ottica risk Ricerca sugli accessi venosi centrali Cadute accidentali Accessi venosi Infermieri, logopediste, fisioterapisti Infermieri strutture (gruppo multiprofessionale), università Infermieri, Oss e Medici Infermieri, Medici AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 219

220 teristiche intrinseche, che si addicono al nostro bisogno in modo straordinario: consente un aggregazione dei gruppi, insegna a trovare le criticità, aiuta ad acquisire un atteggiamento non giudicante e soprattutto permette ai vari professionisti di tracciare i limiti del ruolo definendo spazi operativi, specificità e modalità di integrazione uscendo da schemi prefigurati e visioni di parte. Le analisi condotte evidenziano un incredibile sforzo di tutti per far funzionare al meglio il sistema e dare qualità all utente; che rimane consapevolmente (a onore di noi tutti) il riferimento primo ed ultimo dell operato. Emergono tuttavia numerosi ambiti di miglioramento; si tratta di situazioni contenute e sicuramente affrontabili con la filosofia del risk management e la creazione di barriere e/o attivazione di gruppi di miglioramento. La considerazione finale è che la gestione del rischio può essere un opportunità per l integrazione e l aumento della percezione di benessere degli operatori andando anche a ridurre le frizioni fra i diversi ruoli. Una riflessione è rivolta a quei settori che non desiderano cimentarsi in analisi di processo, ma desiderano o vorremmo che iniziassero a lavorare sulla sicurezza. Varie le possibilità nel panorama della gestione del rischio; si potrebbe ipotizzare di introdurre in modo sistematico e graduale, con il supporto del gruppo aziendale risck, altre modalità/strumenti, tra: Riunioni per la sicurezza Modalità di implementazione linee guida e procedure aziendali ritenute importanti per rischio Safety walkaround Audit clinici Risk e Progetto cadute La stesura definitiva della linea guida per la prevenzione e gestione delle cadute in ospedale avvenuta verso la fine del 2009 (20/10/2009) ha consentito di approvare lo strumento nell ultimo Collegio di Direzione dello stesso anno, consentendo la successiva diffusione ai reparti, attraverso le abituali LA COMPETENZA ESPERTA INFER- MIERISTICA COSÌ COME L INTERA- ZIONE CON GLI AL- TRI PROFESSIONI- STI DEL PERCORSO HANNO PERMESSO DI RAGGIUNGERE OTTIMI RISULTATI modalità aziendali, nel gennaio La linea guida minimising the risk of falls and fall-related injuries. guidelines for acute, sub-acute and residential care setting (prodotta dal Victorian Quality Council Safety and Quality in Health 2004) è stata adattata e integrata, quando ritenuto utile al contesto locale, con alcune raccomandazioni di altre linee guida e con nuove evidenze emerse da lavori pubblicati successivamente al licenziamento della stessa, cercando di mantenere una definizione omogenea dei livelli di evidenza. Non sono state considerate le raccomandazioni dichiaratamente riservate alle strutture residenziali territoriali, mentre i riferimenti bibliografici, relativi alle integrazioni, sono stati riportati nella bibliografia. La stesura della linea guida ha dato la possibilità di creare una scheda di segnalazione cadute informatizzata, partendo dal form cartaceo utilizzato durante la sperimentazione delle schede di valutazione del rischio caduta; tale scheda informatizzata è reperibile sul sito della intranet nella pagina della gestione del rischio. L informativa e l utilizzo dello strumento di incident sono stati specificati oltre che al collegio di Direzione, ai coordinatori mediante mail esplicativa. Percorso Piede Diabetico Si tratta di un progetto interdipartimentale ed interprofessionale (Ortopedia, Angiologia, Diabetologia, Medicine, Malattie Infettive) volto a migliorare atti/metodiche chirurgiche e processi assistenziali incidendo sulla qualità della prestazione, sui tempi di guarigione e sulla qualità di vita degli utenti affetti da piede diabetico. Il progetto, che si prefigge di formalizzare il percorso e trattamento del piede diabetico in ambito ospedaliero, necessita della presa in carico congiunta di più specialisti/professionalità. Nuove conoscenze e tecnologie innovative sono state oggetto di apprendimento e addestramento per gli operatori, che hanno al contempo dovuto affinare le capacità comunicative inter ed intra-professionali facendone oggetto di prassi quotidiana. Lo stato dell arte vede al momento definiti ed alquanto scorrevoli i percorsi di presa in carico sia da parte dell ambulatorio diabetologico, fulcro del percorso, che delle unità operative coinvolte nel progetto. L ambulatorio redige il registro della patologia e, secondo le linee del case management, definisce il percorso ottimale del paziente e le sue necessità di cura ed assistenza. Oggetto di confronto interprofessionale sono state: la codifica del percorso, la definizione delle tappe con la relativa tempistica e l introduzione di una linea guida sulle ferite difficili. Il personale infermieristico ha poi dovuto acquisire le necessarie competenze sulle medicazioni avanzate, sull utilizzo del gel piastrinico e sulla VAC therapy. La competenza esperta infermieristica così come l interazione con gli altri professionisti del percorso hanno permesso di raggiungere ottimi risultati permettendo, in alcuni casi con grave perdita di sostanza, di ricorrere al trapianto cutaneo autologo. Permangono naturalmente alcune criticità da risolvere sia di natura organizzativa che relazionale; anche il versante della continuità assistenziale e della presa in carico sul territorio necessita di ulteriori aggiustamenti sui quali si sta cercando di intervenire, con la collaborazione della domiciliare e della dirigenza ASL. Progetto Peri-operatorio Prosegue, in collaborazione con Regione ed Università, il percorso per l applicazione di un nuovo modello organizzativo per l allargamento delle competenze infermieristiche nel perioperatorio mediante corso di formazione specifico con l università di Parma. Tale corso è finalizzato alla costruzione di un portfolio di competenze avanzate per l assistenza infermieristica peri-operatoria, in linea con le esperienze anglosassoni. Il lavoro messo a punto dall NHS Education Scotland Working Party (NES ), ha fornito importanti basi per programmi di pratica specialistica, riconoscendo l esigenza di fornire chiari descrittori di compe- NELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA VIENE FREQUENTEMENTE UTILIZZATO IL TERMINE NURSING PERI-OPERATORIO RIDEFINIZIONE DEI RUOLI PROFESSIONALI I N RELAZIONE ALLO SVILUPPO DELLE STRATEGIE AZIENDALI

221 tenze avanzate per l assistenza perioperatoria infermieristica, individuandone 17. In realtà europee ed americane, l organizzazione dell attività peri-operatoria e dei blocchi operatori, si basa su modelli che prevedono l utilizzo dell infermiere con competenze che in Italia sono ancora appannaggio del personale Medico. Il modello fast track surgery permette di processare trattamenti chirurgici con la partecipazione attiva dell infermiere responsabilizzato sull esecuzione di parte dei processi di cura; nella comunità scientifica viene frequentemente utilizzato il termine Nursing perioperatorio, che racchiude tutte le fasi dell esperienza chirurgica del paziente (pre - intra - post-operatorio). Il campo specifico dell assistenza infermieristica perioperatoria include un ampia varietà di funzioni assistenziali integrate con gli interventi medici. Il progetto intende implementare la qualità dell assistenza peri-operatoria con azioni specificamente rivolte a: Aumentare il livello di sicurezza del processo Adeguare l offerta di assistenza ai livelli di qualità percepita e attesa del cittadino Ottimizzare le risorse disponibili per la gestione del processo di cura Implementare l interfaccia territorio ospedale Aumentare il livello qualitativo dei processi di gestione di alcune dimensioni cliniche quali la gestione del dolore Individuare il core competence delle competenze dei diversi attori in particolare quelli dell area assistenziale Individuare il core curriculum sulla base del core competence necessario per la costruzione di percorsi di formazione complementare specialistica, Costruire il portfolio come strumento per valutare le competenze in ingresso del personale La fase pre-operatoria rappresenta un momento importante per la corretta impostazione e valutazione di programmi peri-operatori, in quanto caratterizzata da azioni valutative volte AZIONI VALUTATIVE VOLTE A DEFINIRE IL LIVELLO DI COMPLESSITÀ DELLA PROCEDURA CHIRURGICA a definire il livello di complessità della procedura chirurgica, le condizioni cliniche del paziente, la classe di rischio anestesiologico e la scelta della tecnica anestesiologica. Sono stati valutati tre percorsi, per il paziente, in funzione della complessità dell intervento chirurgico (classificazione JK), della tecnica anestesiologica e delle condizioni cliniche del paziente (valutazione MMG classificazione ASA), prevedendo di sperimentare l integrazione nelle attività di valutazione del team dei professionisti coinvolti (chirurgo, anestesista, infermiere). Si ritiene che l infermiere, in possesso di competenze avanzate per la medicina peri-operatoria, possa svolgere azioni di valutazione multidimensionale, funzionali all accertamento clinico pre-intervento e alla valutazione dei problemi assistenziali del paziente sottoposto ad intervento minore a basso rischio chirurgico e basso rischio anestesiologico. Sono stati appositamente predisposti strumenti e metodologie di accertamento assistenziale, testati con una fase di sperimentazione avviata a ridosso dell estate 2009 ed è stato preparato strutturalmente un ambulatorio per l accertamento peri-operatorio (ambulatorio PRIMA) attiguo all ambulatorio anestesiologico tradizionale presente nei Poliambulatori. Per tutto il 2010 sono state predisposte due giornate a calendario per l ambulatorio PRIMA, con una potenzialità di 30 visite settimanali di presa in carico assistenziale infermieristica peri-operatoria; al contempo, si è cercato d implementare sia la diffusione e stabilizzazione della nuova cultura di approccio al paziente pre-operatorio che le informazioni relative ai percorsi nel gruppo dei professionisti medici (chirurghi ed anestesisti). L utilizzo dell ambulatorio PRIMA ed in senso lato tutto il percorso perioperatorio sta lentamente prendendo piede; a consuntivo 2010 si registra un miglioramento del riconoscimento da parte dei medici chirurghi, una revisione dei protocolli d accesso e della scheda anamnestica infermieristica oltre ad un miglioramento della sinergia tra anestesista ed infermiere ambulatorio PRIMA. La consulenza infermieristica Il riconoscimento di competenze esperte, ai professionisti delle aree sanitarie, da condividere e valorizzare è un ambito che ha consentito in questi anni, d attivare risorse professionali in modo più esplicito e formalizzato. L esperto è colui al quale si riconoscono competenze tecniche/organizzative/relazionali che possono garantire un intervento assistenziale competente, in situazioni di prestazione complessa o specialistica. La consulenza infermieristica già da qualche anno viene attivata attraverso l applicazione di una procedura aziendale in diversi contesti organizzativi e per diverse prestazioni sia nell area infermieristica che nell area tecnica ed ostetrica. Acquisizione competenze in Ricerca ed EBP Prosegue anche per il 2010 tutta l attività formativa prevista per favorire l acquisizione di conoscenze relative all ambito della metodologia della ricerca; la consapevolezza della necessità di disporre di un organizzazione attenta alla ricerca ed al contributo che può derivarne per tutta l organizzazione ed i suoi professionisti, hanno orientato le attività formative e modifiche organizzative. Si segnala che in questa ottica di implementazione di competenze specifiche, nel corso del 2010 è stata formalizzata la rete di referenti dipartimentali per la Ricerca & EBP delle È STATA FORMALIZZATA LA RETE DI REFERENTI DIPARTIMENTALI PER LA RICERCA & EBP DELLE PROFESSIONI SANITARIE Professioni Sanitarie. Si tratta di professionisti motivati e in possesso di competenze di base e avanzate nell ambito della metodologia della ricerca e dell EBP, oltre alla conoscenza dell inglese con la funzione di stimolare l attenzione dei professionals al tema ed implementare il processo di utilizzo della ricerca, promuovendo un approccio nuovo ai problemi. A tale fine è stato elaborato AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 221

222 un profilo di competenze soglia del referente, qui di seguito elencato, quale punto di riferimento da cui costruire le azioni future e il percorso di formazione per supportare l acquisizione delle nuove competenze per i referenti stessi. Obiettivo prioritario, oltre allo sviluppo delle competenze di base, sarà la condivisione di un linguaggio comune. Profilo di competenze soglia del Referente Dipartimentale per la Ricerca/ EBP competenze metodologiche di base (definizione problema, fattori correlati, popolazione, interventi, outcome) competenze relative alla ricerca di letteratura nelle principali Banche Dati generali e specialistiche (EBP) competenze relative alla metodologia della ricerca (protocollo di ricerca, campionamento, strumenti di rilevazione dati) Per favorire il diffondersi capillare della rete è stato inserito nella intranet un sito specifico per la ricerca con un link di attivazione e richiesta supporto per quesiti di ricerca (EBP help service). Lo sportello, attivato alla fine dell anno in forma sperimentale, è gestito dal Dirigente responsabile del settore ricerca per DPS e con la collaborazione di uno dei referenti dipartimentali inseriti con una rotazione periodica. Centralizzazione preparazione antiblastici Si tratta di un progetto unità di manipolazione antiblastici volto a migliorare la sicurezza dell utente e dell operatore (infermiere) non solo per ciò che concerne la manipolazione dei farmaci ma anche l acquisizione di competenze esperte. Gli obiettivi tengono pertanto conto della standardizzazione / omogeneizzazione delle modalità operative e procedurali, della tracciabilità delle varie fasi del percorso terapeutico con definizione delle responsabilità, dell implementazione/estensione del programma informatizzato per la prescrizione e registrazione di tutte le terapie da allestire, dell addestramento per l acquisizione di abilità esperte. Ideazione ed attivazione Centrale di Sterilizzazione La centralizzazione dell attività di sterilizzazione rappresenta ormai un modello organizzativo che viene largamente adottato nei più importanti centri ospedalieri. Gli indubbi vantaggi di razionalità e funzionalità del percorso, la certificazione di qualità, la rintracciabilità di tutto il processo e l omogeneizzazione nei comportamenti (relativi al processo di sterilizzazione) rendono opportuna l attivazione di un centro dedicato a tale funzione. La nuova centrale di sterilizzazione è pertanto dotata di un sistema informatico che registra costantemente le fasi del processo di sterilizzazione; ogni spazio della centrale è collegato in rete in modo da permettere anche a distanza di tempo, la ricostruzione del percorso di ricondizionamento di ogni singolo presidio, cioè: come è stato trattato il materiale e chi lo ha trattato. Grande attenzione è stata posta alla relazione ed alla creazione di un clima collaborativo con i vari professionisti afferenti alle sale operatorie, per la definizione di protocolli di lavoro e la catalogazione di ogni Kit chirurgico. Il sistema informatico permette non solo di validare le fasi del processo, ma anche di effettuare un controllo sullo strumentario chirurgico, produrre reports utili per le programmazioni gestionali e suddividere il prodotto in uscita per specifico Cliente (Sistema centri di costo per unità operativa). Per sistematizzare il percorso qualità si è pensato, nel secondo semestre 2010 ed in linea con analogo percorso della DPS, di inserire la centrale di sterilizzazione in un percorso certificativo ISO. LA NUOVA CENTRALE DI STERILIZZAZIONE È PERTANTO DOTATA DI UN SISTEMA INFORMATICO CHE REGISTRA COSTANTEMENTE LE FASI DEL PROCESSO DI STERILIZZAZIONE Certificazione Direzione delle Professioni Sanitarie E stato intrapreso il percorso di certificazione dalla DPS, con l obiettivo prioritario di predisporre ed implementare un Sistema di Gestione per la Qualità (SGQ), congruente con i requisiti della norma ISO 9001, atto a garantire al cliente una prestazione assistenziale rispondente alle esigenze espresse senza perdere la gestione oculata delle risorse date. Prima tappa del percorso certificativo è stata la definizione e condivisione della Mappa dei Processi, peraltro condivisa con l Alta Direzione, dalla quale sono scaturiti gli indicatori di processo e le documentazioni necessarie alla costituzione del Manuale Qualità. Lo stato dell arte vede completate le prime due fasi (analisi iniziale e creazione gruppo di lavoro studio dei processi e documentazione) nel corso del 2009, mentre, nel 2010, si è addivenuti all attuazione della terza fase: misurazione e monitoraggio del sistema qualità. Nel corso dell anno lo sviluppo del SGQ ha impattato con la revisione del modello gestionale/organizzativo della Direzione Infermieristica, revisione che è stata impostata dalla Direzione Generale dell Azienda ASMN ed è tutt ora in fase di realizzazione. Le attività di analisi di tutti i processi della DPS, già impostate nel corso del 2008/2009, sono state quindi rivisitate in seguito all intervenuta revisione del modello gestionale/organizzativo. Ciò ha comportato uno slittamento nei tempi di realizzazione del progetto e una rimodellazione del percorso di certificazione della DPS. Tutto il lavoro specifico per la misurazione e monitoraggio dei processi identificati, effettuato nel 2010, è volto a dare trasparenza all impianto gestionale e alla valutazione dei risultati sulle 3 dimensioni individuate nella Scheda Progetto: attese dell utenza: evidenza dei processi e loro verificabilità, attese degli operatori: chiarezza e trasparenza di procedure e processi, attese dell organizzazione: omogeneità ed efficienza di percorsi e procedure RIDEFINIZIONE DEI RUOLI PROFESSIONALI I N RELAZIONE ALLO SVILUPPO DELLE STRATEGIE AZIENDALI

223 4.5 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE E SISTEMI PREMIANTI La misurazione e la valutazione dei risultati dei dipendenti pubblici costituiscono una delle direttrici portanti della riforma delle amministrazioni pubbliche avviata con la legge delega 4 marzo 2009, n.15, e che trova il quadro normativo complessivo nel decreto legislativo attuativo numero 150 del 27 ottobre La legge 15 ed il decreto legislativo attuativo imprimono in prospettiva una decisa accelerazione ad un processo di riordino delle amministrazioni pubbliche avviato nell ormai lontano 1992, con la legge delega 23 ottobre 1992, n. 421, che trova la sua piena attuazione nei successivi decreti legislativi attuativi relativi ai quattro settori chiave ai fini del controllo della spesa pubblica: la sanità, la previdenza, il pubblico impiego e la finanza locale. L ITER HA VISTO I PROFESSIONISTI IMPEGNATI SUL CONFRONTO PREVENTIVO FRA VALUTATO E VALUTATORE E SULLA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA INDIVIDUALE DI VALUTAZIONE La strategia complessiva di quel processo è come noto l introduzione nelle amministrazioni pubbliche di criteri e strumenti tipici del settore privato, tra i quali la temporaneità degli incarichi dirigenziali e la valutazione dei risultati conseguiti come condizione per il loro rinnovo. In ASMN pertanto, per quanto concerne il personale dirigente, nel corso del 2010 è proseguita l attività connessa al sistema di valorizzazione e valutazione degli operatori attraverso la compilazione delle relative schede. L iter ha visto i professionisti impegnati sul confronto preventivo tra valutato e valutatore e sulla compilazione della scheda individuale di valutazione. Si è proceduto in parallelo all espletamento delle procedure di rinnovo degli incarichi di posizione in scadenza attraverso l attivazione degli appositi Collegi Tecnici. Ai Collegi Tecnici spetta, infatti, il compito di valutare attività svolte e risultati raggiunti dai singoli professionisti nel periodo considerato. A conclusione della suddetta procedura di valutazione sono stati rinnovati gli incarichi con relativa stipula dei contratti individuali di lavoro, contenenti gli obiettivi specifici da conseguire nel corso del nuovo mandato. L erogazione delle risorse economiche disponibili per effetto della contrattazione collettiva nazionale è effettuata ogni anno sulla base di accordi sottoscritti a livello aziendale con le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza, con l obiettivo di valorizzare i risultati qualiquantitativi perseguiti e conseguiti. Relativamente al personale del comparto, il sistema di valutazione riguarda in modo specifico, e con modalità concordate con le parti sociali, i dipendenti che ricoprono incarichi di posizione organizzativa, comportanti lo svolgimento di funzioni con assunzione diretta di responsabilità quali, a titolo esemplificativo, i Responsabili Infermieristici e Tecnici di Dipartimento ospedaliero. Il conferimento di tali incarichi avviene per un biennio, con verifica sia intermedia, relativamente ai compiti assegnati e ai risultati raggiunti, che al termine del biennio sul complesso dell attività svolta e dell esperienza compiuta; la valutazione finale positiva da, inoltre, la possibilità di confermare l incarico per un altro biennio. Il Responsabile del servizio è chiamato a valutare i titolari di posizione organizzativa con il coinvolgimento degli stessi interessati mediante la compilazione di una scheda di autovalutazione. Specifiche procedure di valutazione sono effettuate inoltre, nell ambito della Direzione Infermieristica, Tecnica ed Ostetrica nei confronti dei nuovi operatori sanitari incaricati delle funzioni di coordinamento di attività e risorse umane ex art. 10 CCNL 20/9/2001. In tale contesto, si effettua una valutazione delle prestazioni individuali in relazione a: obiettivi definiti nell ambito della negoziazione di budget, considerazioni sull area della managerialità, abilità e capacità relazionali. Relativamente allo sviluppo professionale del personale e, in particolare, al sistema di progressione economica orizzontale, si procede alla valutazione del personale neo-assunto decorsi cinque anni di servizio; il fine è di incentivare l inserimento e la prosecuzione dell attività nelle strutture sanitarie pubbliche, nonché stimolare l impegno nell espletamento dei compiti e prestazioni affidate. Analoga valutazione viene effettuata al compimento del 12 anno di anzianità per l attribuzione della relativa fascia economica. Il sistema di incentivazione della produttività, per il personale del comparto, è regolato da accordi integrativi, il cui impianto generale è stato sostanzialmente confermato negli ultimi anni e può così sintetizzarsi: 1. l erogazione di una quota di incentivo (pari a circa l 80% del fondo) avviene attraverso un regime di acconti mensili che si basano sulla valorizzazione dei seguenti parametri: qualifica funzionale di inquadramento; assegnazione a servizi sanitari connotati da particolari criticità/disagi; effettiva presenza in servizio. 2. quantificazione della quota, a consuntivo, da corrispondere a titolo di saldo, nonché definizione dei fondi da utilizzare per l attribuzione di specifiche quote incentivanti legate a: riconoscimento di situazioni particolari che si caratterizzano per l importanza delle funzioni esercitate e per la gravosità del lavoro svolto; attribuzioni connesse ai carichi effettivi di attività inerenti la libera professione (cui fa seguito una decurtazione oraria in misura concordata); remunerazione di progetti IL SISTEMA DI INCENTIVAZIONE DELLA PRODUTTIVITÀ, PER IL PERSONALE DEL COMPARTO È REGOLATO DA ACCORDI INTEGRATIVI aziendali incentivanti concordati in sede di discussione del budget. In quest ultimo ambito, viene data particolare enfasi allo spirito di partecipazione, alla condivisione e alla creatività degli operatori per la realizzazione di progetti di varia natura (innovazione, miglioramento, tutoraggio, gruppi di lavoro...) in linea con gli obiettivi strategici aziendali, cercando, al contempo, di prestare particolare attenzione ai bisogni e alle attitudini professionali degli operatori. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 223

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225 4.6 LA FORMAZIONE DEL PERSONALE NELL ASMN ASPETTI GENERALI: un po di numeri Numero Complessivo Dei Dipendenti Destinatari Dei Crediti ECM 1950 Numero Eventi Formativi 916 Eventi Di Formazione Fruiti Da Provider Esterni 554 Autorizzazioni Ad Eventi Esterni Sponsorizzati Per I Costi Diretti E Organizzati Da Altri Provider A Personale Medico Infermieristico E Tecnico Dell ASMN Autorizzazioni Ad Eventi Internazionali Sponsorizzati 48 Corsi Aperti A Personale Esterno All azienda Ospedaliera 29 Corsi Di Formazione PRIER Organizzati Per La Regione 1 Rete Per L innovazione E La Ricerca In Azienda (Network) 4 N Di Professionisti Che Non Hanno Maturato Il Minimo Dei 25 Crediti E.C.M Richiesti 767 Quante Persone Hanno Partecipato A Eventi Di Formazione Interna 1592 Numero Complessivo Di Referenti Dipartimentali Della Formazione 26 Numero Animatori Di Formazione 155 Budget Assegnato Per La Formazione ECM Questionari Di Gradimento Elaborati LA FORMAZIONE DEL PERSONALE ASMN: IL PIANO DELLA FORMAZIONE AZIENDALE (PAF) Il Piano della Aziendale della Formazione 2010, predisposto per i circa 2800 dipendenti dell Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, di cui circa 1950 coinvolti nel programma di ECM esprime l impegno del Servizio Formazione volto a valorizzare la propria attività come strategia e strumento per il miglioramento professionale continuo, stimolandone l agire competente e consapevole per un adeguata assistenza ai cittadini. Anche nel 2010 il Collegio di Direzione, organo dell azienda preposto alla validazione del Piano Formativo Aziendale (PAF) ha approvato il budget della formazione. Il Piano della Formazione è messo a punto dalla RETE della Formazione Aziendale,che vede rappresentare ogni struttura aziendale, dipartimento ed area da un proprio rappresentante ;questo provvede a redigere il piano di formazione dipartimentale che raccoglie i progetti formativi rivolti agli interni, agli esterni e la formazione da fruire all esterno. Il PAF viene sviluppato durante l anno in rapporto ai bisogni formativi trasversali, ma anche via via che nascono esigenze di tipo specifico dei ogni singola struttura. Il PAF è completato dall offerta formativa trasversale, obbligatoria e facoltativa rivolta a tutti i dipendenti dell Azienda, vale a dire a 2800 dipendenti,di cui 1950 tenuti all acquisizione di crediti ECM. La gestione del Piano Formativo Aziendale,PAF, richiede l identificazione di un processo di analisi dei bisogni formativi di tutti gli operatori sanitari, di programmazione /progettazione degli eventi, realizzazione e valutazione delle ricadute nell operatività per i pazienti e nella maturazione di nuove competenze Il Piano Formativo Aziendale è stato realizzato ricorrendo al budget della formazione, alle funzioni (Servizio Formazione e Biblioteca Medica), alle infrastrutture tecnologiche( siti web, piattaforme ed applicativi tipo share point) ed alle strutture preposte alla Formazione (11 sale didattiche con relativi impianti audiovideo e regie di trasmissione web). Inoltre è attiva specifica convenzione con il centro E_Learning di ateneo (CEA UNIMORE) per la predisposizione e realizzazione di tutti gli eventi formativi da realizzare in modalità FAD. Queste risorse hanno consentito di realizzare, nel eventi formativi all interno dell ASMN,incluse le riedizioni, e di poter fruire di circa 554 eventi formativi effettuati fuori dall ASMN Con l Accordo stato Regioni del 5 novembre 2009 si stabilisce che: I crediti E.C.M. vengono attestati dal provider riconosciuto ai partecipanti agli eventi formativi o programmi educazionali una volta accertato un adeguato apprendimento e sono validi su tutto il territorio nazionale. La quantità di crediti ECM che ogni professionista della sanità deve acquisire per il periodo è di 150 crediti ECM sulla base di 50 (minimo 25, massimo 75) ogni anno. Per questo triennio possono essere considerati, nel calcolo dei 150 crediti, anche 60 crediti già acquisiti negli anni precedenti. Per la nostra Azienda con dipendenti tenuti all obbligo ECM c è da prevedere l acquisizione di crediti, che considerata la FSC e l E- Leraning portano a prevedere in ore di impegno orario, a cui vanno aggiunte le ore dedicate alla formazione dei 850 dipendenti non tenuti all obbligo ECM, dimensionabili in 40 ore/anno, per un totale di ore, che sommate alle precedenti danno un impegno di ore da programmare per la complessiva Formazione Aziendale Il programma ECM viene sosotenuto con future elaborazioni programmatorie per poter allineare le attività formative/ tempo speso/crediti acquisiti con gli obiettivi di budget dei professionisti dei singoli Dipartimenti ed Aree Aziendali. Il Servizio Formazione dell ASMN, con le sue articolazioni, ha visto continuare l impegno al sostegno della formazione di base rappresentata dalla rete di tutors e guide di tirocinio dedicate ai Corsi di Laurea in Scienze Infermieristiche, Tecnici di Radiologia, Fisioterapia, la formazione specifica per l abilitazione professionale dei Medici Chirurghi, del Triennio in Medicina Generale, la AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 225

226 formazione per i tirocini delle Scuole di Specializzazione in Medicina e Chirurgia, la formazione per i tirocini in Psicologia Clinica. attività assistenziali. Partecipazione a studi o inchieste hanno l obiettivo di ricercare nuove conoscenze rispetto a determinanti della salute e delle malattie. La ricerca può assumere diverse forme: empirica (osservazionale), analitica, sperimentale,teorica e applicata. Sono inclusi anche le sperimentazioni/ valutazioni assistenziali e organizzative e i piani per la salute. La partecipazione va svolta nell ambito dello svolgimento della ricerca e prevede attività di studio e organizzazione di documentazione Nel corso del 2010, in attesa dell avvio del Nuovo sistema ECM che prevede l accreditamento dei singoli provider e la possibilità di assegnare direttamente i crediti formativi da parte dello stesso, si è proceduto come per il 2008 e Questo ha consentito di chiudere il triennio con l acquisizione di 150 crediti, 50 per anno, da un minimo di 25 ad un massimo di 75, in questo triennio possono essere conteggiati per raggiungere i 150, 60 dei crediti acquisiti in precedenza. Per la redazione dei singoli eventi formativi sono stati identificati obiettivi nazionali e regionali, che si aggiungono a quelli più strettamente aziendali, definiti attraverso l analisi dei bisogni formativi. I dati emersi dall analisi dei bisogni trasversali. A livello nazionale la commissione ECM ha emanato il 13 gennaio 2010,recepito dal BM 26 luglio 2010, le procedure definitive per avviare il nuovo sistema della formazione Continua nel SSN e SSR che prevedono due momenti fondamentali : l Accreditamento dei Provider di formazione e la predisposizione dei Dossier Formativi NOVITA 2010 NELLA FORMAZIONE SUL CAMPO: PARTECIPAZIONE A RICERCHE Nel 2010 viene avviata la sperimentazione per il riconoscimento della valenza formativa di studi No Profit approvati dal Comitato Etico. Dal 2010 L Azienda Santa Maria Nuova riconosce attività di ricerca quale attività di formazione sul campo. Tutti gli studi NO PROFIT approvati dal comitato Etico Provinciale possono essere trasformati in progetti accreditabili in Regione. Oltre a un riconoscimento di crediti E.C.M. per l unità operativa proponente e le unità operative collaboranti, si tratta di valorizzare i singoli professionisti che partecipano agli studi clinici andando ad ampliare il proprio curriculum formativo a livello qualitativo. La partecipazione a studi, ricerche rientrano nelle attività svolte all interno delle nostre strutture sanitarie che hanno ruolo importante nel produrre competenza all interno dell organizzazione e per i singoli che vi partecipano e una ricaduta d impatto diretta sui processi assistenziali e sul funzionamento dei servizio, grazie all opportunità di utilizzare direttamente ai fini dell apprendimento e dell aggiornamento continuo, le stesse strutture sanitarie e le competenze degli operatori impegnati nelle bibliografica, di collaborazione al disegno dello studio, di raccolta ed elaborazione di dati, di discussione in gruppo sui risultati, di redazione,presentazione e discussione di elaborati La partecipazione alla ricerca comprende quindi: o studi clinici (controllati, studi osservazionali di fase quarta, tenuta di registri, etc ) o ricerche epidemiologiche o sperimentazioni/valutazioni assistenziali e organizzative o piani per la salute LA VALUTAZIONE DI GRADIMENTO DEGLI EVENTI INTERNI DA PARTE DEI DISCENTI A livello nazionale viene richiesta ad ogni provider organizzatore dell evento la periodica e sistematica attività di ve LA FORMAZIONE DEL PERSONALE NELL ASMN

227 rifica relativa alle attività di formazione continua svolte dai professionisti. In particolare ai provider delle Aziende Sanitarie Pubbliche viene richiesto di effettuare la valutazione del gradimento in modo da poter correlare l offerta degli eventi attuata attraverso il PAF, Piano Formativo Aziendale, con l impatto operativo e l utilità dell offerta formativa per il fare quotidiano. Dopo l elaborazione di tutti i questionari relativi a un evento formativo, il report con le statistiche ed i grafici viene inviato al responsabile dell evento formativo (tramite mail). Tale report diventa riferimento per il possibile miglioramento delle riedizioni dei progetti, poichè permette al responsabile del corso di adattare e ri-programmare, a seconda delle valutazioni ed i commenti rilevati con il questionario. Il sistema della formazione vede in effetti un circolo continuo tra le diverse fasi di analisi del fabbisogno, di programmazione, di progettazione e infine di valutazione, che rappresenta il nuovo punto per la riprogettazione. Questo dimostra che si sta andando verso una VALUTAZIONE rivolta al miglioramento della qualità e dell efficienza dell offerta formativa prodotta dall ASMN come provider di formazione. Sono stati elaborati nuovi questionari di gradimento (482 eventi), un livello di soddisfazione elevata considerando che una forte percentuale di formazione è rappresentata da attività di formazione sul campo la quale non prevede la somministrazione dei questionari di gradimento. Al termine dei progetti di formazione sul campo non vengono somministrati i questionari di gradimento in quanto sono attività formative on the work, momenti di confronto, discussione, lavori di gruppo/equipe; ci sono stati eventi di FSC nei quali il questionario è stato fatto compilare ai partecipanti e il giudizio che è emerso dalla loro lettura è che sono stati momenti utili e necessari per capire il lavoro quotidiano di routine e del gruppo di lavoro. Con l inizio del 2008 il servizio Formazione Innovazione Clinica e Biblioteca ha adottato (dopo l approvazione da parte della Commissione Regionale) una nuova versione del questionario di valutazione degli eventi formativi E.C.M., contenente domande più specifiche che permetteranno di ottenere valutazioni più analitiche e particolareggiate di ciascun evento formativo oltre all eliminazione della firma all interno del questionario, poiché questo consentirà di avere valutazioni e commenti meno distorti, mettendo il discente in condizione di esprimere ciò che veramente pensa dell evento formativo, in tutte le sue dimensioni. Eventi Formativi realizzati per professionisti esterni all Azienda Nel 2010 sono stati elaborati 29 corsi aperti a personale esterno all azienda ospedaliera. Complessivamente i corsi hanno avuto giudizi positivi, sono risultati in generale molto interessanti, utili e ben organizzati molto formativi Hanno avuto giudizi positivi anche i docenti e le loro relazioni per la maggior parte ritenute buone per l aggiornamento clinico. Anche il setting molto adeguato all elevato numero di partecipanti. Complessivamente il giudizio è ottimo. GLOBALMENTE il gradimento La scheda di gradimento è stata un ulteriore strumento di espressione dei discenti nel momento in cui viene richiesto una valutazione globale anche se non controfirmata. Spesso attraverso la scheda di gradimento si è chiesto di creare durante l anno momenti di aggiornamento/refresh per mantenere viva la formazione. Viene inoltre richiesto spesso di creare momenti di applicazione dei contenuti appresi direttamente sul campo, mettere in pratica ciò che si è appreso che spesso invece rimane solo come momento di condivisione Molti hanno suggerito in diversi corsi l invio del materiale via mail o comunque depositati in una sezione della intranet UNA FORMAZIONE PENSATA PER LE PERSONA La Formazione realizzata nell Arcispedale Santa Maria Nuova è uno strumento di valorizzazione dei professionisti, dove i corsi di formazione vengono progettati in stretta relazione con la rilevazione del bisogno formativo. La rilevazione dei bisogni formativi è una delle fasi più importanti della progettazione formativa, poiché i professionisti sono i primi attori del processo di apprendimento. Affinché la formazione sia davvero uno strumento per il miglioramento e la qualità del servizio alla persona malata, deve sostenere i processi di autosviluppo e attivazione di nuove possibilità e opportunità professionali. L analisi del bisogno formativo nell anno 2009, per la prima volta nella storia di questa Azienda ha coinvolto tutte le figure professionali. La rilevazione voleva coinvolgere il maggior numero possibile di operatori di tutte le aree: sanitaria, tecnica e amministrativa, nel rispetto degli specifici ambiti di profilo e delle relative appartenenze organizzative. Inoltre per evitare di perderci nelle facili, ma fragili logiche della formazione bisognosa e prescrittiva basata su ( sappiamo noi di che cosa avete bisogno ), abbiamo scelto la logica della formazione desiderante (che cosa mi piacerebbe) che fa leva sulla voglia di apprendere nella pre- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 227

228 figurazione di una piacevolezza futura sostenuta da una nuova generatività. La logica della formazione desiderante richiede che siano le persona stesse, soggetto della formazione, ad esprimere i propri desiderata, intendendo l insieme dei singoli operatori come Persona che cura altre Persone che di loro hanno bisogno ma anche fiducia. Ci è parso altresì importante considerare la stretta correlazione fra le competenze che gli stessi professionisti desiderano migliorare e/o acquisire e le possibilità offerte dalla Formazione professionale continua resa fruibile dall Azienda,come opportunità di miglioramento continuo. Il punto di partenza operativo di una tale filosofia della formazione è stato il questionario on-line per la rilevazione del bisogno formativo, lo strumento, reso disponibile sulla intranet aziendale era compilabile da tutti i professionisti. Il questionario on-line era strutturato in tre parti: 1. Una prima parte dove si richiedeva al professionista di esprimere un giudizio sulla formazione fruita nel biennio , per fare una valutazione sulla efficacia della formazione. 2. Una seconda parte dedicata alla formazione attesa nel biennio , dove si richiedeva al professionista, per l esercizio futuro della attività lavorativa di esprimere il grado di importanza delle seguenti 9 aree tematiche prevalenti, attraverso una scala numerica da 1 (punteggio minimo) a 6 (punteggio massimo): COMUNICAZIONE CLINICA E ASSISTENZA ETICA E DEONTOLOGIA PROFES- SIONALE TUTORAGGIO INNOVAZIONE E RICERCA SICUREZZA E GESTIONE DEL RI- SCHIO CLINICO/ASSISTENZIALE/ PROFESSIONALE AUTONOMIA ED INTEGRAZIONE PROFESSIONALE PERCORSI ORGANIZZATIVI E DIA- GNOSTICO-TERAPEUTICI INFORMATICA La domanda centrale per valutare il desiderio del professionista era quella in cui si richiedeva di proporre un corso di formazione pensando alla dimensione organizzativa del proprio dipartimento/servizio. 228 Professioni N rispondenti % Medici e Laureati sanitari % Infermieri % Ostetriche % Tecnici Sanitari % Personale supporto (OSS, Ausiliari) % Amministrativi + altro + ass sociali % Metodologia a supporto della pratica professionale (linee guida, protocolli, procedure ) Definizione di percorsi organizzativi sviluppo del lavoro interdisciplinareinterprofessionale Aspetti giuridico-sanitari Strumenti di gestione del rischio Sicurezza nei luoghi di lavoro metodologia della ricerca Funzioni tutoriali verso colleghi etica e deontologia professionale Efficacia e appropriatezza delle prestazioni clinico/assistenziale comunicazione e relazione tra professionisti 3. Una terza parte dedicata ad una valutazione degli strumenti a supporto della formazione (aule,modulistica ) La raccolta dei dati è terminata il 31 gennaio L elaborazione dei dati è stata fatta sia da un punto di vista qualitativo, che quantitativo. Alcuni dati: Nella tabella si riportano i rispondenti al questionario al 31/01/2010, suddivisi per professione, (i dati si riferiscono alle singole professioni, non al totale dei dipendenti). Ha risposto al questionario il 30% dei dipendenti dell ASMN, e per una prima indagine di questo tipo è un risultato soddisfacente. I dati sono stati elaborati da un punto di vista qualitativo rispetto alla formazione attesa, esaminando l importanza che i dipendenti hanno attribuito alle 9 aree tematiche sopra elencate: si può vedere chiaramente dalla tabella che i tre ambiti su cui i professionisti desiderano improntare la formazione sono: 1. COMUNICAZIONE E RELAZIONE 70,00% 75,00% 80,00% 85,00% 90,00% 95,00% TRA PROFESSIONISTI 2. STRUMENTI DI GESTIONE DEL RI- SCHIO 3. SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVO- RO Infine elaborando le risposte aperte alla domanda che chiedeva di proporre un corso di formazione per il proprio dipartimento, i corsi maggiormente proposti riguardano: 1. COMUNICAZIONE E RELAZIONE 2. METODOLOGIA A SUPPORTO DELLA PRATICA PROFESSIONALE (LINEE GUIDA PROTOCOLLI PRO- CEDURE SISTEMI DI VERIFICA 3. QUALITÀ DELLE PRESTAZIONI TECNICHE /ASSISTENZIALI Da queste elaborazioni traspare il desiderio dei professionisti dell Arcispedale Santa Maria Nuova di partecipare ad una formazione che li migliori come Persona nella loro interezza: prima di tutto nell ambito relazionale, che li tuteli dal punto di vista della sicurezza ed infine che li porti ad una maggiore competenza professionale. L obbiettivo diventa quindi il benessere della persona nella propria organizzazione. 4.6 LA FORMAZIONE DEL PERSONALE NELL ASMN

229 L ASMN nel 2010 ha iniziato a rispondere a questo bisogno/desiderio proponendo una formazione a due livelli: di dipartimento, specifica e specialistica, trasversale : che l organizzazione propone a tutti i dipendenti Quest ultima ha valorizzato l ambito relazionale, di gestione del rischio e di benessere organizzativo, proponendo in particolare tre corsi: Percorso di miglioramento della comunicazione tra professionisti sanitarie, pazienti e famigliari Cultura alla Gestione del rischio Pre-videnza in salute Diamo qualche informazione di contenuto sui tre corsi proposti. 1 CORSO Percorso di miglioramento della comunicazione tra professionisti sanitarie, pazienti e famigliari Il corso si articola in due giornate seguite da una mezza giornata a distanza di qualche tempo. Gli incontri hanno le caratteristiche di una conversazione partecipata e flessibile. Il corso presenta gli strumenti linguistici di base della comunicazione. Si tratta degli strumenti linguistici che occorre conoscere e maneggiare per governare la comunicazione. Strumenti semplici da ricordare e di grande efficacia. Si è sempre sottolineato il fatto che comunicare vuole dire sapere costruire rapporti. Con gli strumenti linguistici di base si possono governare tutti i tipi di rapporto: da quelli nell ambito lavorativo tra colleghi a quelli con i pazienti ed i loro familiari a quelli privati AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 229

230 nella vita personale. Insomma si puo governare l incontro con l Altro. La conoscenza degli strumenti di base della comunicazione, e l esercizio su di loro, permette di indirizzare i rapporti verso la cooperazione anziché verso la competizione. Appare chiaro come sia importante tutto questo nel cercare di governare al meglio le delicate relazioni con i pazienti ed i loro familiari. Si tratta proprio di uno strumento di lavoro. Gli elementi di base presentati nel corso delle conversazioni stati i seguenti: le linee guida del parlar chiaro, il governo del rumore conversazionale, il meccanismo di costruzione del senso e del rapporto interpersonale, le varie tipologie di ascolto, l ascolto attivo e infine le linee guida della comunicazione non violenta. Gli incontri di mezza giornata sono aperti solo a coloro che hanno già partecipato alle prime due giornate di base. Questi incontri sono centrati su specifiche circostanze di comunicazione difficile che esistono nella vita ospedaliera. Per esempio momenti di lavoro particolari, relazioni con pazienti non collaboranti o irritati, governo della comunicazione della diagnosi infausta, e molti altri. Alla fine di ogni corso i partecipanti hanno compilato un questionario di gradimento, che ha dimostrato quanto il corso sia apprezzato dai professionisti in particolare alla domanda che chiede di valutare l efficacia del corso rispetto alla applicabilità nel contesto lavorativo si è osservata la seguente risposta riportata in grafico 2 CORSO Cultura alla Gestione del rischio Il corso ha come obiettivo principale la promozione di una cultura della sicurezza, condizione oggi imprescindibile per offrire un servizio più coerente con le aspettative dei cittadini. Infatti, solo attraverso l adozione di un linguaggio comune, la diffusione delle conoscenze sugli strumenti e sulle metodologie disponibili per l identificazione e l analisi delle cause, la condivisione di una visione orientata non alla ricerca del colpevole, bensì all apprendimento dagli errori, si possono concretamente gettare le basi per determinare cambiamenti organizzativi orientati ad un efficace controllo del rischio clinico, oltre che al miglioramento ed innovazione delle buone pratiche cliniche. Il corso coinvolge tutti gli operatori impegnati nell assistenza, dura un pomeriggio e gli argomenti proposti sono: Introduzione alla gestione del rischio: il concetto di rischio e di errore; dall errore individuale all errore di sistema; la teoria di Reason; Il processo di gestione del rischio: metodologia e strumenti; L incident Reporting La FMECA (Failure Mode and Critical Effect Analysis): una tecnica per identificare e prevenire problemi sui prodotti o processi La Root Cause Analysis (RCA): uno strumento per l analisi delle cause Presentazione di un caso (visione del video proposto dalla Regione Emilia Romagna) Alla fine del corso formativo viene somministrato ai partecipanti il questionario di gradimento, che ha mostrato grande apprezzamento da parte dei partecipanti, e come per il corso sulla comunicazione, gli operatori ritengono che i contenuti incidano positivamente sullo svolgimento dell attività lavorativa. 3 CORSO Pre-videnza in salute L elaborazione del questionario sul fabbisogno formativo ha portato l Arcispedale Santa Maria Nuova ad avere una consapevolezza diversa rispetto al professionista: l efficienza professionale dipende dal benessere della persona che lavora nell organizzazione, persona intesa nella sua interezza. Il corso Pre-videnza in salute è stato pensato proprio per dire al professionista che l Organizzazione pensa al suo benessere e per dargli una nuova visione di se stesso, una nuova prospettiva da cui guardarsi: lavorare bene, dipende dallo stare bene, inteso come benessere fisico, sostenuto da un adeguato stile di vita alimentare e nutrizionale, dall attività fisica e sportiva, comprensiva della semplice motricità sia nell ambiente lavorativo che all esterno. Il corso è finalizzato a prendere coscienza delle proprie possibilità di salvaguardare la propria salute durante lo scorrere della vita lavorativa, al fine di poter acquisire elementi di pre-videnza della propria salute nell età post lavorativa. Dall elaborazione dei questionari di gradimento si evince un elevato interesse dei contenuti non solo per l applicazione quotidiana e lavorativa (vedere sotto), ma anche per la possibile diffusione delle conoscenze acquisite a livello famigliare e sociale. I tre corsi descritti rispondono alle richieste dei professionisti e ci fanno comprendere come la persona cerchi anche dall Azienda, ancor prima di acquisire competenze specifiche, di stare bene in senso olistico, poiché questo pregiudica ed è la base solida su cui costruire l efficienza e soprattutto l efficacia professionale. 4.6 LA FORMAZIONE DEL PERSONALE NELL ASMN

231 4.7 SISTEMA INFORMATIVO DEL PERSONALE L integrazione dei vari applicativi informatici in uso nei servizi amministrativi, avvenuta in questi ultimi anni, e le banche dati presenti in azienda, hanno consentito di migliorare la qualità delle prestazioni fornite tramite l implementazione di un sistema informativo del personale il cui obiettivo è quello di rispondere alle richieste di programmazione, controllo, organizzazione e valutazione, visibilità, trasparenza e rapidità nella diffusione dei dati o notizie, riducendo contestualmente le attività ripetitive ed abbreviando i tempi di esecuzione delle procedure. Il dipendente continua ad essere uno degli attori del sistema informativo attraverso la segnalazione diretta, anche attraverso il computer di casa, grazie ai differenti livelli di autorizzazione impostati, di imprecisioni o anomalie riscontrate nei propri dati anagrafici o di carriera, consentendo di mantenere una banca dati del personale dipendente, aggiornata e completa, utilizzabile per le finalità che attengono alla gestione del rapporto di lavoro nonchè alle molteplici attività connesse e conseguenti, comprese quelle attinenti i profili della sicurezza. Nell ottica di uno snellimento delle procedure amministrative e riduzione del flusso cartaceo, si segnala: Portale WEB del personale E proseguita anche nel 2010 l implementazione e la manutenzione del Portale del Personale, in funzione dal luglio 2008, divenuto strumento di uso comune tra gli operatori consentendo loro la visione on-line in tempo reale e da qualsiasi postazione informatica aziendale, previo inserimento delle proprie credenziali da parte dei singoli dipendenti, del cartellino orario, cedolino stipendiale, lo stato di servizio, i periodi di assenza a vario titolo, il Modello CUD in formato elettronico, iniziative di aggiornamento alle quali ogni singolo operatore ha partecipato consentendo in tal modo la verifica da parte di ciascun dipendente di eventuali mancate timbrature, registrazioni di ferie/permessi/aspettative e di eventuali emolumenti economici non corrisposti e, contemporaneamente, una riduzione del consumo cartaceo. Nel 2010 si è reso disponibile l accesso al portale da postazioni informatiche extra aziendali, con la possibilità per il dipendente di consultare anche da casa propria su un PC collegato ad internet le informazioni personali contenute nel Portale. La casella di posta elettronica dedicata al Portale del Personale tramite la quale i dipendenti e l ufficio Attività di Servizio possono scambiarsi messaggi, consente l inoltro immediato di segnalazioni su quanto visualizzato e consente una più efficiente ed efficace gestione delle eventuali problematiche eventualmente riscontrate da parte degli operatori dell ufficio. Nel corso del 2010, dopo aver provveduto ad individuare i responsabili dei servizi a cui abilitare, ai fini gestionali, la visualizzazione del cartellino orario dei propri collaboratori, si è registrato un miglioramento nei tempi di acquisizione dei dati di presenza/assenza in servizio dei singoli dipendenti, evitandosi altresì i tempi e i costi di stampa dei singoli cartellini da parte dell ufficio attività di servizio. Per permettere la visualizzazione dei dati contenuti nel Portale è necessario che settimanalmente vengano autorizzati i nuovi assunti ad accedervi. A tal fine, nella fase di assunzione, viene attribuita una password che consente tra l altro - l accesso a tale strumento informatico. La sezione del Portale del Personale dedicata alla Formazione, alimentata dal Servizio Formazione Innovazione Clinica, viene continuamente aggiornata mediante l inserimento di corsi interni ed esterni documentati dal professionista all Azienda rendendo così la situazione curriculare aggiornata e scaricabile dal portale. Operazione trasparenza Il sistema di pubblicazione on line. messo a punto nel 2009 sulla base dell organigramma aziendale per fornire le informazioni richieste per il personale della Dirigenza, così come stabilito della Legge n. 69 del e successive circolari applicative, con particolare riferimento all art.21, comma 1, della citata legge inerente la trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti e i tassi di assenza e di maggiore presenza di tutto il personale dipendente, ha consentito anche per il 2010 di manutenere e di aggiornare i dati oggetto di pubblicazione sfruttando gli applicativi informatici e le banche dati in uso presso i competenti uffici dei Servizi Gestione del Personale e Gestione Economica del Personale. I Dirigenti neo assunti vengono informati in fase di assunzione, mediante l inoltro in posta elettronica del format ministeriale e di adeguate istruzioni, circa il dovere di compilare on line il proprio curriculum vitae, per quanto attiene alle esperienze lavorative pregresse, ai titoli accademici e l attività professionale e scientifica, ai sensi di quanto esplicitato dalla circolare n.1/2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica. Nel corso del 2010, in attuazione dell art. 11 comma 8 lett. f) del D. Lgs. n. 150/2009, e al fine di realizzare piena trasparenza su ogni aspetto che attiene all organizzazione degli uffici, si è provveduto altresì alla pubblicazione del curriculum vitae di ciascun titolare di incarico di Posizione Organizzativa, ex art. 20 del CCNL Per quanto attiene alla pubblicazione dei tassi di assenza e di maggior presenza di tutto il personale dipendente, distinti per uffici di livello dirigenziale, come previsto dal citato art.21, l Ufficio Attività di Servizio ha provveduto, nel corso del 2010, all aggiornamento mensile dei dati e alla loro pubblicazione sul sito istituzionale aziendale. Cruscotto direzionale e indicatori di gestione Dal 2005, l azienda ospedaliera ha sviluppato il progetto Sistema Informativo del personale - Indicatori di gestione con lo scopo di sviluppare un sistema informativo strutturato e attendibile in grado di alimentare un sistema di reportistica e di indicatori a supporto della direzione per la gestione del personale. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 231

232 Il percorso è stato così avviato dal Servizio Controllo di Gestione attraverso la collaborazione con il Servizio di informatica, il Servizio gestione del personale, la Direzione delle Professioni Sanitarie e la Direzione operativa aziendale. L obiettivo informativo è quello di sintetizzare l attività lavorativa effettuata in termini di presenze e distribuzione dell attività nelle varie aree, al fine di evidenziare le caratteristiche, la struttura e le eventuali sofferenze delle varie unità operative nello svolgere le proprie attività. Ciò può essere esplicitato a differenti livelli di dettaglio sia in termini di figure professionali (ruolo e qualifica), sia per centro di costo di appartenenza. I dati sono estratti dal database del programma di rilevazione presenze che rileva a mezzo badge le timbrature in entrata e in uscita del personale. La situazione attuale, UN SISTEMA INFORMATIVO STRUTTURATO E ATTENDIBILE IN GRADO DI ALIMENTARE UN SISTEMA DI REPORTISTICA E DI INDICATORI DI OFFRIRE/ FAVORIRE POSSIBILITÀ DI CONFRONTO E CONDIVISIONE DI SITUAZIONI E SAPERI all interno dell azienda ospedaliera di Reggio Emilia, vede l utilizzo consolidato di tale cruscotto di indicatori a livello della Direzione aziendale, a cui essi sono trasmessi trimestralmente dal Servizio controllo di gestione. La reportistica standard prevede l analisi delle seguenti variabili, per il periodo considerato, suddivisa per tipologia di contratto, ruolo e centro di costo: ferie maturate e godute; ore fatte e straordinari; tipologia di assenza; attività specifica in reparto/servizio; ore di formazione. L elaborazione prevede sempre il confronto tra l anno corrente e l anno precedente. Tra i programmi/file maggiormente utilizzati dalla Direzione aziendale e dai Responsabili dei servizi a supporto delle attività, si segnala: Il sistema di rilevazione delle presenze/ straordinari /reperibilità Il sistema di gestione delle assenze e relativa modulistica scaricabile dal dipendente Il sistema di gestione della turnistica Tutto il settore della intranet legato a: contratti sindacali, atto aziendale, comitato consultivo misto, comitato etico, accreditamento. Relativamente ai primi due punti, si pone l attenzione sul consolidamento della prassi volta all integrazione, analisi e confronto dei dati raccolti dal Servizio di Gestione del Personale e Direzione delle Professioni Sanitarie a supporto di alcune componenti gestionali e attività quali: identificazione e valutazione del trend di richiesta aspettative, reporting per la negoziazione sindacale, definizione delle strategie per una corretta sostituzione del personale assente. Il sistema di gestione della turnistica Si tratta un sistema informatico, predisposto per l elaborazione della turnistica di tutte le unità operative afferenti alla Direzione Infermieristica Tecnica Ed Ostetrica (D.I.T.O). Il programma vuole essere uno strumento per favorire il lavoro dei coordinatori nella predisposizione della turistica mensile e consentire la realizzazione di indagini conoscitive e statistiche da parte della D.I.T.O stessa. Sistema a supporto della professione La possibilità, del sistema informativo, di essere un supporto allo sviluppo professionale è rappresentata dalle potenzialità, insite nello strumento stesso, di offrire/ favorire possibilità di confronto e condivisione di situazioni e saperi; pertanto l ambito della intranet aziendale diviene luogo favorevole di scambi attraverso spazi/link dedicati ad ogni dipartimento e/o singola unità operativa. Ogni utente ha la possibilità di accedere, con proprio username e password, a tutte le informazioni contenute nel sistema; queste sono raggruppabili in notizie a carattere generale, necessarie alla visibilità e funzionamento dell unità operativa/servizio, banche dati per gli utenti, procedure e protocolli specifici del settore, modulistiche di settore, informazioni relative alla sicurezza.., accesso e prenotazione ad eventi formativi. Si segnala infine il progressivo utilizzo dell applicativo aziendale nella segnalazione e condivisione di problematiche professionali con l inserimento di spazi dedicati a forum, repository di dati e/o documenti, link di approfondimento. Sistema ed iscrizione/calendarizzazione della formazione del personale Non si fa riferimento nello specifico a tutto il sistema di gestione e registrazione degli eventi formativi e dei curricula formativi presenti presso il servizio formazione innovazione e biblioteca, ma alla programmazione telematica, presente nella intranet aziendale, predisposta per la visualizzazione calendari e prenotazione on-line di eventi formativi. Allo stato attuale lo strumento è messo a disposizione dei professionisti per tutti gli eventi formativi trasversali quali appunto il corso base di gestione del rischio clinico, gestione del catetere vescicale, lavaggio delle mani (et alter), con l obiettivo di aumentarne la visibilità, facilitare la condivisione, ottimizzare la prenotazione e la copertura dei posti a disposizione. Si tratta pertanto di un applicativo della intranet a supporto gestionale dei responsabili di eventi formativi che completa/integra quanto esistente al servizio di formazione SISTEMA INFORMATIVO DEL PERSONALE

233 4.8 STRUTTURA DELLE RELAZIONI CON IL PERSONALE DIPENDENTE E CON LE LORO RAPPRESENTANZE LE RELAZIONI SINDACALI La Direzione ha proseguito per tutto il 2010 il confronto assiduo ed approfondito sulle tematiche del lavoro con i rappresentanti dei professionisti dipendenti, nel rispetto delle distinte responsabilità e coerentemente con l obiettivo di contemperare l interesse al miglioramento delle condizioni di lavoro ed alla crescita professionale con l esigenza dell azienda di incrementare e mantenere elevate la qualità e l efficacia dei servizi erogati alla propria collettività. Pur in un quadro di relazioni industriali reso ulteriormente complesso dall entrata in vigore del D.Lgs.150/2009 e della successiva cd manovra estiva (D.L.78/2010), si sono raggiunti, sui vari tavoli di trattativa della Dirigenza e del Comparto, numerosi ed importanti accordi fra i quali vale la pena evidenziare quelli inerenti l orario di lavoro dei dirigenti e la preintesa sulla stabilizzazione del salario accessorio COMPATIBILITÀ TRA VITA LAVORATIVA E VITA FAMILIARE Il problema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la necessità di salvaguardare l equilibrio tra sfera professionale e vita privata rappresentano, in una struttura ospedaliera tenuta all erogazione dei servizi sanitari articolati in una turnistica sulle 24 ore (turni diurni/notturni e festivi), un tema di particolare importanza. Tenuto conto inoltre che la forza lavoro dell Azienda è costituita prevalentemente da personale femminile (circa il 73% sul totale), il problema è ancor più sentito. La donna lavoratrice infatti si trova a dover conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari essendole solitamente affidato anche il compito di accudire i figli minori o i genitori anziani. Il rapporto di lavoro a tempo parziale, di cui usufruisce prevalentemente il personale femminile dell Azienda, risulta essere ancora uno degli istituti contrattuali più utilizzati per sopperire ai mutamenti sociali intervenuti a livello famigliare che hanno determinato una riduzione nelle reti relazionali che incide nell accudimento dei figli e/o nell assistenza agli anziani che resta spesso a totale carico della donna lavoratrice. L ASMN, con proprio atto n. 32 del ha aderito alla Consulta dei Tempi e degli Orari, costituita nell ambito del progetto ConciliaRE promosso dal Comune di Reggio Emilia e costituito da parte degli Assessorati ai Diritti di Cittadinanza e Pari Opportunità ed alla Mobilità del Comune di Reggio Emilia e di cui fanno parte diversi rappresentanti delle Associazioni d impresa dei vari settori produttivi, le istituzioni del territorio nonché l Azienda Ospedaliera e l Azienda USL di Reggio Emilia, riconoscendo importanza ai temi della pianificazione dei tempi e degli orari individuali e collettivi e della loro reciproca conciliazione per definire azioni e strategie finalizzate anche a liberare tempi per la vita sociale e a migliorare i bilanci temporali dei cittadini nonché a favorire la mobilità sostenibile. Nel corso del 2010, l Azienda ha partecipato con propri rappresentanti agli incontri promossi dalla Consulta. Relativamente alle iniziative intraprese dall ASMN, al fine di dare maggiori opportunità ai dipendenti di poter inserire i propri figli in età pre-scolare presso una Scuola Materna, sita in prossimità dell area ospedaliera, si inserisce il rinnovo della convenzione con la Scuola Materna S. Pellegrino (di proprietà del Comune e a gestione parrocchiale), attivata in via sperimentale per un triennio a partire dall anno scolastico 2008/2009. A conclusione della sperimentazione l Asmn, visto l interesse tra i dipendenti, ha valutato l opportunità di rinnovare la convenzione anche per l anno 2010/2011, riservando a favore dei propri dipendenti 5 posti per bambini di età compresa tra i 3 e 5 anni, di cui 4 posti destinati ai figli di dipendenti area comparto e 1 posto per i figli di dipendenti area dirigenza. L avviso con l indicazione delle condizioni per l accesso alla Scuola Materna (la cui retta mensile resta a carico dei genitori) e i criteri per la selezione dei richiedenti, qualora le domande di iscrizione fossero superiori ai posti disponibili, è stato ampiamente pubblicizzato in ambito aziendale. L iniziativa verrà sicuramente ripetuta per l anno scolastico 2011/2012 così come previsto anche dal Piano triennale delle Azioni Positive approvato dalla Direzione Aziendale con atto n. 119/2010, su proposta del Comitato per le Pari Opportunità della Dirigenza dell ASMN FACILITAZIONI PER I DIPENDENTI Il Servizio di Bar e Ristorazione L Azienda Ospedaliera dispone di un locale Bar gestito in concessione da una ditta di ristorazione e di un servizio di ristorazione aziendale gestito dal Servizio Logistico Alberghiero e da personale qualificato. Il servizio di ristorazione, a gestione aziendale, è certificato dal 2004 secondo le norme ISO 9001/2000. Particolare attenzione è posta verso la soddisfazione degli utenti sia per garantire cibi di buona qualità che per stimolare comportamenti più sani da adottare nella vita quotidiana. Il servizio di ristorazione prepara anche i pasti per i pazienti di alcune strutture dell Azienda Sanitaria Locale nonché per i dipendenti della stessa. Le derrate alimentari sono tutte di prima qualità e su di esse vengono effettuati costantemente controlli sia al loro arrivo sia nel momento in cui avviene la lavorazione. Vengono utilizzati prodotti IGP (indicazione geografica protetta) e DOP (denominazione origine protetta). Le pietanze vengono preparate da personale dipendente, che opera all interno della cucina dell ospedale, qualificato e costantemente aggiornato con particolare riguardo alle norme igieniche. Il menù viene stilato tenendo conto delle diverse esigenze nutrizionali, culturali e di gusto (coprendo tutti i gruppi alimentari: latte e derivati, cereali e derivati (pasta, orzo, farro, riso ecc ), frutta e ortaggi, carne e pesce, condi- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 233

234 menti (olio, formaggio grattugiato, aceto ecc ). e del loro apporto nutrizionale (kcl, glucidi, lipidi ecc ). E attivo un servizio mensa aperto a tutti i dipendenti che coprono la fascia oraria del pranzo (12/15), dal lunedì al sabato, l accesso è previsto al prezzo stabilito dal CCNL mentre per gli utenti esterni (frequentatori, borsisti, operatori di ditte appaltatrici, liberi professionisti, parenti dei pazienti) è stabilita una tariffa calcolata sulla base di costi sostenuti per la produzione e distribuzione del pasto (attualmente 8,00). Nei giorni festivi la mensa ospedaliera del personale è chiusa, tuttavia i dipendenti che prestano servizio nella giornata festiva possono accedere al bar dell ospedale, dove è possibile consumare un pasto in una zona ristoro adeguatamente arredata ed organizzata. L accesso è possibile tramite l acquisto di buono pasto al prezzo abituale di accesso alla mensa ospedaliera (euro1,05). Il Bar, inaugurato nel 2007, dispone infatti anche di una cucina completa di pizzeria, nonché di spazi attrezzati per la consumazione dei pasti al tavolo, l accesso è consentito sia ai dipendenti che agli utenti. Per i dipendenti è previsto comunque uno sconto sul prezzo della consumazione. Sempre per i giorni festivi il personale che presta servizio può, se lo preferisce, accedere allo stesso prezzo ad una mensa esterna convenzionata. Il menù della mensa prevede la scelta tra 4 primi, 3 secondi caldi - formaggio - salume, 5 contorni caldi, 3 contorni freddi, frutta, 1 volta alla settimana dolce, acqua minerale o vino. Nuovi piatti vengono periodicamente sperimentati e, se risultati graditi dopo apposita indagine, vengono immessi stabilmente nel menù. Specifici indicatori misurano, secondo un preciso piano di rilevazione dei dati, la qualità del pasto in tutte le fasi del processo produttivo: dal ricevimento delle derrate alla somministrazione all utente. I dipendenti celiaci possono prenotare in mattinata un pasto speciale da consumare all ora di pranzo in mensa. Detto pasto viene cucinato presso una sede dedicata e servito in monouso. Malattie infettive e vaccinazioni Nel corso della stagione invernale , come ogni anno, è stata condotta presso l ASMN la campagna di vaccinazione antinfluenzale che prevede l offerta gratuita del vaccino ai dipendenti. Come in tutti i luoghi pubblici anche negli ospedali la trasmissione dell influenza è molto frequente: sia i degenti che gli operatori sanitari possono contrarre e trasmettere l influenza a pazienti e colleghi. Ne possono derivare danni importanti per i degenti, per gli stessi operatori e per l organizzazione nel suo complesso. Gli operatori sanitari ed i dipendenti di tutti i servizi pubblici rappresentavano infatti le categorie a cui rivolgere prioritariamente la vaccinazione, secondo le indicazioni internazionali, nazionali e regionali. La vaccinazione è stata proposta a tutto il personale sanitario e non sanitario, dipendente e non dipendente, ed è stata somministrata nel periodo ottobre dicembre. Per favorire l aderenza del personale alla campagna vaccinale, la direzione aziendale ha messo a disposizione varie modalità di somministrazione della vaccinazione (ambulatorio ad hoc presso i Poliambulatori per il periodo indicato) e fasce orarie fruibili (a scavalco tra un turno e quello successivo). È stata inoltre fornita la possibilità al personale di eseguire la vaccinazione nei singoli reparti, presso i quali un medico ed un assistente sanitaria della direzione sanitaria si sono recati secondo un calendario stabilito e condiviso. Abitudini alimentari, tabagica, attività fisica e prevenzione delle malattie Nel corso del 2010 è stato organizzato dal Servizio Dietetico ospedaliero in collaborazione con il Servizio Formazione e con diversi clinici ospedalieri impegnati nell attività di prevenzione e cura delle malattie associate a cattive abitudini di vita, un corso aperto a tutti i dipendenti dell ASMN e dell AUSL di Reggio Emilia dal titolo Previdenza in salute. Tale corso, che ha coinvolto numerosi operatori sanitari e non, aveva l obiettivo di diffondere i risultati di un sondaggio condotto l anno precedente sulle abitudini alimentare e sugli stili di vita dei dipendenti, e di riflettere sulla tematica dell obesità, sull importanza dell attività fisica e di una corretta alimentazione, nonché sull abitudine tabagica e sull assunzione incongrua di alcol. Dai dati ottenuti dal sondaggio, cui hanno partecipato quasi 700 dipendenti, è emerso che il campione era così distribuito: 3,7% sottopeso, 63% normopeso, 25% sovrappeso e 8,3% obeso; che il 39,7% non svolge attività fisica (sedentari); che il 24% fuma, il 23,5% si dichiara astemio, il 17,5% segue un regime alimentare controllato (per incremento/decremento ponderale o dietoterapia non finalizzata a variazioni ponderali), il 97,8% ritiene che seguire una alimentazione sana e corretta è importante per la salute ma il 70,7% ritiene che non è facile seguire fuori casa una alimentazione sana e corretta. Questi dati sono stati presentati, durante il corso, dal Dietista aziendale e commentati da diversi clinici che hanno approfondito i dati epidemiologici e clinici delle abitudini alimentari, tabagiche, alcoliche e di attività fisica della popolazione generale e degli operatori sanitari in particolare. Infine sono state presentate le Linee Guida nazionali per una sana alimentazione italiana e successivamente è stato dedicato ampio spazio alla discussione in aula ed agli spunti per una previdenza in salute. Il corso ha riscosso un buon gradimento ed è attualmente in fase di programmazione una sua riedizione per l anno Spostamenti casa-lavoro e mobilità sostenibile Per incentivare la mobilità sostenibile, nel corso del 2009 si è provveduto alla costruzione di depositi per biciclette, provvisti di copertura e riservati ai dipendenti. Vi si può accedere solo tramite utilizzo della tessera badge: questo per tutelare maggiormente i mezzi qui parcheggiati. Nel corso del 2010 si è provveduto al completamento di tali depositi. Nel 2010 è partita la sperimentazione di un progetto che prevede, per 3 mesi, la possibilità di sosta nella zona del parcheggio di Piazzale Galeno, antistante l ospedale (situato tra accesso pedonale allo Spallanzani ed accesso a Rocca Saporiti), per le auto dei dipendenti in servizio pomeridiano. Il servizio si avvierà in fase sperimentale per 3 mesi, così da valutarne la compatibilità con la sosta degli utenti e l effettivo utilizzo da parte dei dipendenti. Al termine della sperimentazione potrà poi essere eventualmente aperta tale possibilità per tutto l anno STRUTTURA DELLE RELAZIONI CON IL PERSONALE DIPENDENTE E CON LE LORO RAPPRESENTANZE

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237 5 SISTEMA DI RELAZIONI E STRUMENTI DI COMUNI- CAZIONE In questo capitolo vengono illustrate le logiche impiegate e le azioni attivate nell ambito della comunicazione esterna ed interna. In particolare sono trattati i temi collegati alla comunicazione per l accesso ai servizi rendicontando le iniziative sviluppate per facilitare l accesso e migliorare le relazioni con il cittadino e quelle per sostenere le scelte di interesse per la comunità. Nell ultimo paragrafo sono elencate le azioni collegate alla comunicazione interna focalizzate a sostenere le scelte organizzative ed il coinvolgimento del personale nella vita dell azienda. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 237

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239 5.1 LA COMUNICAZIONE PER L ACCESSO AI SERVIZI PREMESSA L Arcispedale Santa Maria nuova ha da tempo adottato una strategia di comunicazione che vede nella semplificazione e nella trasparenza i suoi obiettivi primari. La comunicazione aziendale è orientata a mantenere significativamente costruttivi i rapporti interni ed esterni ed ordinati in un tessuto di relazioni efficacemente radicato nella comunità nella quale l Ospedale si trova inserito; essa orienta le proprie strategie verso diversi interlocutori: il cittadino gli operatori le associazioni di volontariato il mondo istituzionale. Per quanto riguarda la relazione con la cittadinanza, lo sforzo dell azienda è teso a mettere a disposizione un capitale informativo completo, comprensibile anche ai non addetti ai lavori, utile per accedere, al meglio, alle prestazioni ed ai servizi istituzionalmente offerti. Il patrimonio informativo messo a disposizione degli operatori, attraverso la rete intranet, l house organ Notizie e la comunicazione elettronica ha l obiettivo di favorire il coinvolgimento degli stessi nella vita dell azienda e di conseguenza anche nelle scelte che vengono compiute. La comunicazione con le Associazioni di Volontariato mira ad accrescere il significativo apporto che le Associazioni stesse possono dare nel valutare i servizi offerti, migliorarli e potenziare i servizi alla persona e comunque a vigilare che i bisogni della cittadinanza siano sempre al centro delle scelte aziendali. La comunicazione e l informazione con il mondo istituzionale è pensata con l obiettivo di favorire, in accordo con il mandato proprio della Azienda, la compartecipazione degli Enti Locali alla programmazione sanitaria complessiva. LA COMUNICAZIONE PER L ACCESSO AI SERVIZI L accesso ai servizi si realizza con una molteplicità di strumenti comunicativi; alcuni di questi sono attuati ed in essere, altri sono in via di progettazione; tutti sono finalizzati a fornire agli operatori le informazioni necessarie per consentire il corretto indirizzo delle necessità individuali ed il loro soddisfacimento. Uno dei progetti più significativi è stata la definizione di IAP (Informazioni per l Accesso alle Prestazioni) ovvero un sistema integrato delle diverse banche dati informative aziendali che gli operatori possono consultare ed utilizzare correntemente. Prospettiva futura di IAP è la sua trasposizione sul WEB ad immediata disposizione dei cittadini. Il principale fruitore/manutentore di IAP, così come del Numero Verde della Sanità regionale, è l URP aziendale che svolge le funzioni di ascolto, informazione, orientamento dei e per i cittadini che accedono all Ospedale. Nel corso dell anno 2010 l URP ha perseguito il consolidamento della funzione di mediazione dei conflitti nell ambito della gestione delle segnalazioni dell utenza. Tale prassi si è palesata in 10 esperienze di vera e propria mediazione di conflitti secondo le tecniche dell ascolto profondo. Tale pratica ha incontrato il favore dei cittadini che hanno apprezzato la disponibilità degli operatori a dedicare ad ogni singola esperienza un tempo adeguato e soprattutto uno spazio-comunicativo del tutto nuovo in quanto scevro da volontà di giudizio. Si sono affrontate con tecnica specifica le casistiche più complesse, quelle più direttamente legate alla fase relazionale e comunicativa tra la struttura ed il pubblico sviluppando le capacità di ascolto approfondito finalizzato sia a risolvere gli eventuali nodi nati dalla reciproca non riconoscenza sia a concedere ai cittadini uno spazio emozionale speciale che potesse al di là di ogni singolo evento far rinascere la fiducia nell Istituzione e nei suoi professionisti o mantenerla inalterata. I cittadini hanno manifestato sempre con deciso favore di gradire tale modalità di comunicazione che non sempre ha sostituito ma spesso ha accompagnato la gestione formale delle segnalazioni di disservizio, facendo emergere le motivazioni più profonde dei reclami e soprattutto proponendo ai cittadini una disponibilità ad accogliere le loro personali ragioni che ha portato molti di questi a conclusioni di segno certamente favorevole nei confronti dell Istituzione. L URP nel corso dell anno 2010 ha registrato un totale di contatti diretti con l utenza. L URP, nello stesso periodo, ha anche gestito la procedura formale per la raccolta e la trattazione delle segnalazioni avanzate dai cittadini: sono stati raccolti e trattati 501 atti formali dei quali 262 reclami, 217 elogi o ringraziamenti, 7 rilievi, 6 suggerimenti e 9 casi impropri. Nel corso dell anno 2010 l URP ha anche gestito la postazione di internetpoint a disposizione del pubblico che accede all Ospedale, iniziando tuttavia la progettazione di un più vasto servizio di messa a disposizione dei cittadini (pazienti e/o parenti) di accesso alla rete internet tramite computer personale. Tale progetto vedrà una sua compiuta realizzazione nel corso dei primi mesi del Sito internet L attività dell anno 2010 è stata incentrata sul potenziamento dell interattività del sito internet e sulla realizzazione della versione in inglese del sito stesso. L interattività del sito è stato potenziato tramite: creazione di aree riservate ai partecipanti a corsi/convegni per la condivisione delle presentazioni o di altro materiale presentato al corso stesso, schede di iscrizione a convegni, seminari format per la presentazione di abstract a congressi questionari di soddisfazione del cliente forum di discussione La realizzazione del sito internet nella versione in inglese è nata per la neces- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 239

240 sità: dell utenza straniera per accedere alle informazioni di accesso ai servizi e ad informazioni nella propria lingua dei professionisti per la condivisione e lo scambio di informazioni scientifiche, linee guida, protocolli. Nello stesso tempo è una strategia che consente di raggiungere visitatori al di fuori della nostra regione geografica; aumenta la visibilità dei servizi offerti; il sito web tradotto in un altra lingua aiuta l utente ad informarsi sui servizi e prodotti in qualunque orario. Bacheche Aggiornamento dei contenuti (informazioni di accesso) presenti nelle bacheche poste all ingresso dei singoli reparti. Aggiornamento del materiale informativo in esse contenuto: opuscoli di presentazione del reparto, opuscoli redatti in occasione di campagne informative locali e regionali, opuscoli informativi per i pazienti. Schede informative per pazienti (schede di accoglienza) Viene curato costantemente con i singoli reparti/servizi l aggiornamento delle schede informative sulle attività, orari e altre informazioni utili per l accesso al reparto/servizio. Le schede vengono consegnate al paziente, al momento dell accoglienza in reparto, da parte dell operatore sanitario ed anche esposte nelle bacheche poste all ingresso di ogni singolo reparto/servizio. Brochure L ufficio comunicazione cura assieme ai reparti/servizi ospedalieri la stesura, realizzazione grafica e stampa di opuscoli informativi rivolti all utenza della Azienda Ospedaliera. Con i servizi trasversali dell azienda viene curata anche la realizzazione di: opuscoli per i nuovi assunti al fine di favorire l inserimento del professionista in azienda fornendogli alcune informazioni che potranno essergli utili durante il suo rapporto di lavoro linee guida, materiale informativo per i professionisti su nuove procedure, tecniche, ecc.

241 5.2 LA COMUNICAZIONE PER LE SCELTE DI INTERESSE DELLA COMUNITÀ CAMPAGNE INFORMATIVE La Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia partecipa, insieme a tutte le aziende sanitarie della Regione Emilia- Romagna, al Gruppo di coordinamento regionale per la comunicazione e l informazione in campo sanitario. In tale sede vengono progettate ed organizzate le campagne di informazione alle quali le Aziende aderiscono, in maniera unitaria, con partecipazione locale e coinvolgimento attivo. Tali campagne mirano a favorire una migliore informazione su temi legati alla prevenzione e cura (screening, vaccinazioni, lotta al dolore, all AIDS, uso dell antibiotico, ecc) ed anche ad argomenti di natura sanitaria legati alla solidarietà sociale o a corretti comportamenti (donazione del sangue, donazione di organi, contraccezione, informazione per i genitori per la salute dei figli, donazione sangue cordonale). Le campagne programmate a livello regionale oltre che nazionale trovano, in sede locale, un ulteriore livello di impegno organizzativo per una più efficace trasmissione alla collettività locale di riferimento delle informazioni e dei messaggi ritenuti importanti. Il Volontariato, tramite il Comitato Consultivo Misto, e la cittadinanza tutta, tramite la comunicazione istituzionale, vengono sempre informati delle iniziative che organizzate e realizzate tramite l URP. RAPPORTI CON I MASS-MEDIA Il livello informativo e comunicativo generale si realizza anche attraverso il rapporto costante con i mezzi di comunicazione di massa. L Ufficio Comunicazione svolge la funzione di tramite con le redazioni locali e regionali di stampa e televisione. Attraverso contatti diretti, comunicati e conferenze stampa viene diffusa notizia su aspetti ed eventi riguardanti l attività ordinaria e straordinaria della Azienda. Nel corso dell anno 2010 sono stati redatti n.57 comunicati e note di risposta e organizzate n. 3 conferenze stampa vertenti su iniziative ed attività aziendali di interesse generale. Frequenti gli interventi dei professionisti a trasmissioni e rubriche, in televisione e su carta stampata, su temi di interesse sanitario. La rubrica televisiva Il Medico e il Cittadino, in onda sulla principale emittente locale con cadenza settimanale per nove mesi l anno, è ormai storica e rappresenta un canale privilegiato per mantenere la cittadinanza al corrente dell evoluzione e dello sviluppo della capacità di fare salute da parte dell Ospedale e dei suoi Professionisti. L Azienda inoltre, sempre nell ottica di fornire alla cittadinanza un servizio di informazione/divulgazione su temi di interesse medico-clinico, sui percorsi di assistenza e cura e sui temi di educazione alla salute ed all uso appropriato della diagnostica e della terapia, ha ampliato la propria presenza sulla rete televisiva locale tramite la predisposizione di 30 spazi settimanali, in diretta della durata di 15 minuti ciascuno, nell ambito della rubrica di attualità Buongiorno Reggio e 10 servizi Primo Piano in onda in orario di elevati ascolti. LA BIBLIOTECA PER I PAZIENTI L anno 2010 ha visto il proseguimento delle attività del progetto La Biblioteca per i Pazienti, avviato dalla Biblioteca Medica P. G. Corradini nell autunno Per quanto riguarda le attività di Cure leggère Lèggere cura! (biblioteca ricreativa per pazienti e familiari), nel corso dell anno 2010 sono stati realizzati 100 incontri di lettura ai quali hanno partecipato 565 persone, portando a oltre 1900 il numero complessivo di presenze ai 264 incontri realizzati dall inizio delle attività (novembre 2005) a fine 2010, con una media di oltre 7 persone per incontro. Nel corso dell anno 2010, grazie alla presenza dei volontari del Servizio Civile Nazionale, è stato possibile ripristinare l attività di prestito libri/audiolibri per i pazienti e i familiari dei pazienti ricoverati nei 3 reparti di medicina che era rimasta sospesa per tutto l anno In particolare, il servizio è stato svolto nel periodo maggio-novembre 2010 con 40 visite programmate ai reparti durante le quali sono stati dati in prestito 135 tra libri e audiolibri. Sono stati inoltre realizzati alcuni prestiti su richiesta da parte di pazienti e/o di operatori di alcuni reparti dell ospedale (27 libri dati in prestito). La realizzazione delle attività del progetto Cure Leggère Lèggere cura! prevede, inoltre, la stampa di diverso materiale promozionale e informativo, come locandine, volantini con Parole in Pillole (piccoli volantini di invito nei quali sono riportate brevi frasi d autore) ecc. Tutte le attività di Cure leggère Lèggere cura! sono coordinate dalla Biblioteca Medica e realizzate grazie alla collaborazione dei volontari del Servizio Civile Nazionale, dei volontari dell Associazione Vittorio Lodini per la ricerca in chirurgia, del progetto comunale Baobab/Spazio giovani scritture, nonché grazie alla disponibilità dimostrata dal personale dei reparti coinvolti. Sempre nell ambito del progetto La Biblioteca per i Pazienti, sono proseguite le attività del Punto Informativo per pazienti (uno spazio educativo e informativo al quale è possibile rivolgersi per richiedere materiale informativo di qualità sulla salute) ubicato presso il Day Hospital Oncologico. Le richieste di informazioni raccolte nel corso dell anno 2010 sono state 59: a tutte è stata fornita una risposta personalizzata, scientificamente corretta, aggiornata e comprensibile, attraverso la ricerca di materiale informativo accuratamente selezionato in base a rigorosi criteri di qualità. Il Punto Informativo per Pazienti ha prodotto, aggiornato e messo a disposizione dell utenza 20 diversi opuscoli informativi su temi come alimentazione, terapia e prevenzione, stampati, nel corso dell anno 2010, in circa 3500 copie. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 241

242 Nelle giornate del ottobre 2010 si è poi svolto un convegno dal titolo Le biblioteche per pazienti in Italia. Esperienze a confronto, organizzato dalla Biblioteca Medica, che ha visto la partecipazione complessiva per le 2 giornate di 48 persone. In occasione del convegno sono state presentate le attività del progetto La Biblioteca per i Pazienti. ATTIVITÀ 2010 Cure leggère... Lèggere cura! Numero di incontri di lettura ad alta voce realizzati 100 Cure leggère... Lèggere cura! Numero di utenti presenti agli incontri di lettura 565 Cure leggère... Lèggere cura! Numero di servizi di prestito libri/audiolibri 40 Cure leggère... Lèggere cura! Numero di libri dati in prestito 135 Cure leggère... Lèggere cura! Numero di libri dati in prestito (servizio di prestito su richiesta) 27 Punto Informativo per Pazienti Numero accessi 59 Punto Informativo per Pazienti Numero opuscoli informativi stampati 3500 MATERIALI STAMPATI (Cure leggère Leggère cura!) Libretti Mostra di Parole 123 Volantini con Parole in Pillole 5028 Locandine promozionali letture LA COMUNICAZIONE PER LE SCELTE DI INTERESSE DELLA COMUNITÀ

243 5.3 LA COMUNICAZIONE INTERNA AZIENDALE Il processo di comunicazione interna in questo ospedale è fortemente orientato al diretto coinvolgimento del professionista alla vita dell azienda nella consapevolezza che solo la conoscenza di ciò che avviene e di come avviene porta in sé il valore del miglioramento continuo della qualità della prestazione. La dotazione strumentale e le funzionalità tecnologiche di cui l Ospedale si è dotato, unite al capillare lavoro di organizzazione del generale livello di utilizzazione degli strumenti stessi, hanno consentito di abbreviare le distanze anche professionali favorendo la creazione di reti interdisciplinari, impegnate a progettare, sperimentare e consolidare nuove conoscenze, buone pratiche, risultati ed innovazioni positive. Ciò è raggiunto attraverso il portale intranet, che nel corso del tempo si è trasformato da vetrina informativa a vero e proprio strumento interattivo, tendente ad una cultura di web community. Alla intranet si affianca la creazione e la diffusione di Notizie la newsletter aziendale che, perseguendo lo stesso fine di condivisione delle informazioni e delle singole esperienze, moltiplicandone il valore. Alla fine del 2010, ripetendo l esperienza inaugurata nell anno precedente, è stato fatto un primo esperimento di incontro diretto tra dipendenti ed alta direzione aziendale. Il meeting, svoltosi in sede esterna alla azienda in data 18 dicembre, ha avuto lo scopo di comunicare in maniera organica tutti gli obiettivi (strutturali, assistenziali, logistici, finanziari) programmati e realizzati e la strategia entro la quale erano stati individuati e perseguiti. strutturale e nella veste grafica, su piattaforma share point. Tale piattaforma ha permesso di rendere più veloci le operazioni di aggiornamento dei contenuti, di semplificare il percorso di accesso alle informazioni e agli strumenti necessari per i compiti che i dipendenti devono svolgere quotidianamente. Fra le potenzialità del portale assume una notevole importanza la possibilità di condividere le informazioni, la facilitazione della collaborazione tra team, comunità e processi basati sulle persone, al fine di estendere il concetto di collaborazione e IL PORTALE INTRARNET, NEL CORSO DEL TEMPO, SI È TRASFORMATO DA VETRINA INFORMATIVA A VERO E PROPRIO STRUMENTO INTERRATIVO, TENDENTE AD UNA CULTURA DI WEB COMMUNITY di favorire il lavoro di gruppo. La piattaforma in uso favorisce: la capacità degli utenti di creare e controllare proprie aree di lavoro comuni e di adattarle secondo le esigenze dei singoli progetti, il coordinamento del lavoro di squadra con la possibilità di condividere calendari, avvisi e notifiche sia sugli eventi che sui singoli documenti. Nel portale è possibile: condividere informazioni e documenti secondo target di utenti predefiniti, gestire il controllo delle versioni dei documenti, differenziare la notifica di nuovi documenti, la revisione e la cancellazione, utilizzare in modo condiviso attività e progetti, creare aree di discussione, condividere calendari, contatti, ecc. registrazione dei dati per le guide di tirocinio, aree riservate alle singole strutture per condivisione di materiale informativo e formativo NOTIZIE Strumento di comunicazione interna è anche Notizie, house organ dell Arcispedale Santa Maria Nuova che ha come target l operatore aziendale. Il periodico, prodotto in formato pdf, è uno strumento a disposizione dei professionisti per mettere a conoscenza di tutti le esperienze formative più significative, i nuovi percorsi assistenziali, le Con riferimento alla Comunicazione interna occorre citare l esperienza progettuale per l INNOVAZIONE, FORMA- ZIONE E PROMOZIONE DI UN CLIMA POSITIVO INTRANET Arianna Line Nell anno 2010 è stata portata a termine la migrazione del portale intranet, completamente rinnovato nella parte Nell anno 2010 sono stati ampliati e revisionati: aree riservate alla discussione di casi clinici (es. gruppo di neuroncologia) spazio ad accesso riservato per la condivisione e l aggiornamento del materiale utile per il percorso IRCCS, repository della documentazione dell accreditamento, piani di formazione predisposti dai singoli dipartimenti / aree, nuove procedure cliniche, etc; è uno strumento che consente una diffusione delle informazioni e una valorizzazione delle nuove esperienze dei professionisti dell Azienda. Oltre ai professionisti dell Arcispedale viene inviato anche ai Medici di Medicina Generale, ai professionisti dell AU- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 243

244 SL e al mondo istituzionale; diventa quindi un canale di informazione verso i nostri stakeholder principali RASSEGNA STAMPA La rassegna stampa quotidiana, selezione di notizie riguardanti la sanità e la pubblica amministrazione tratta dai quotidiani locali e dai principali quotidiani nazionali, è pubblicata quotidianamente sul portale Intranet; L ARCISPEDALE SMN HA SVILUPPATO UNO SPAZIO VIRTUALE ATTO A FAVORIRE E FACILITARE LA DIFFUSIONE DI CONOSCENZE, SAPERI E BUONE PRATICHE la pubblicazione consente l archivio della Rassegna e quindi la possibilità di ricerca di ogni articolo di interesse GESTIONE DELLA DOCUMENTAZIONE E CONDIVISIONE DEI SAPERI PROFESSIONALI E ORGANIZZATIVI Nell anno 2010, continuando quanto già avviato, l Arcispedale Santa Maria Nuova ha ulteriormente sviluppato, in collaborazione con l azienda sanitaria locale, uno spazio virtuale atto a favorire e facilitare la diffusione di conoscenze, saperi e buone pratiche tra i professionisti delle due aziende sanitarie provinciali. Il progetto aveva tre obiettivi: avere a disposizione un area dove tutti i professionisti possono condividere la produzione clinica e organizzativa al fine di creare e sviluppare opportunità di confronto attraverso l incrocio dei saperi (comunità di pratica e di apprendimento); organizzare una banca dati informatizzata ove è possibile registrare e tracciare lo sviluppo organizzativo e professionale dell azienda; acquisire modalità e strumenti condivisi tra le due aziende per la gestione documentale prevista dal modello regionale di accreditamento. Lo sviluppo complessivo del progetto ha visto le due aziende sanitarie della provincia impegnate a creare, come risultato finale un programma informatico in grado di raccogliere i saperi organizzativi e professionali attraverso un sistema di gestione della documentazione che permetta di valorizzare i saperi e le competenze aziendali ed in grado di soddisfare i requisiti regionali del modello di accreditamento. Le azioni sviluppate per realizzare il progetto sono state: ricognizione dell esistente sia a livello organizzativo che clinico individuazione dei criteri per la codifica della documentazione al fine di dare evidenza ai saperi e alle competenze aziendali codifica di un sistema di gestione della documentazione coerente con il modello di accreditamento regionale; ricognizione della documentazione e messa a punto degli strumenti necessari per il trasferimento e/o aggiornamento della documentazione nella rete aziendale sperimentazione di percorsi per l utilizzo del materiale in rete sia attraverso momenti formativi che attraverso l addestramento all uso di strumenti per l accesso formazione per l utilizzo del sistema per gli amministratori del sito web programmazione delle iniziative formative e promozione dell autogestione LA COMUNICAZIONE INTERNA AZIENDALE

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247 6 RICERCA E INNOVAZIONE In questo capitolo vengono prese in esame le azioni intraprese, i processi ed i prodotti dell attività di promozione della ricerca e dell innovazione. Nello specifico gli obiettivi su cui sta lavorando l Azienda Ospedaliera ASMN sono: la creazione di una infrastruttura locale per la ricerca ed innovazione, la promozione di un clima culturale favorevole e la tutela delle garanzia di trasparenza. In questo quadro sono presentati i progetti di ricerca e le collaborazioni con le altre aziende, le iniziative formative volte a supportare l attività di ricerca e l accessibilità all informazione e documentazione scientifica, i progetti multidisciplinari e multiprofessionali volti al miglioramento della qualità clinico-assistenziale ed organizzativa. Ampio spazio viene infine dato alla valorizzazione del ruolo del Comitato Etico. AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 247

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249 6.1 ATTIVITÀ DELL INFRASTRUTTURA LOCALE PER LA RICERCA E INNOVAZIONE AZIONI DELL INFRASTRUTTURA della RICERCA L Azienda Ospedaliera S. M.Nuova si è dotata di una Infrastruttura per la Qualità, la Ricerca e la Statistica, che comprende due strutture complesse: Statistica, Qualità e Studi Clinici (SQSC), presso l Azienda SM Nuova e Ricerca Epidemiologica, presso l Azienda USL. La Direzione Scientifica della Infrastruttura garantisce un indirizzo e una programmazione generale della ricerca. Coordina le attività dei Gruppi sotto riportati e collabora alla costruzione di indicatori di performance scientifica per tutte le strutture dell ASMN. Il Gruppo di Coordinamento della Ricerca ha le funzioni di: - Institutional Review Board; - promuovere e coordinare la ricerca presso l ASMM con il supporto della struttura Statistica, Qualità e Studi Clinici. Il GcR nel 2010 si è riunito mediamente ogni due mesi. Coordinato dal Direttore Scientifico ff, dall inizio dell anno il GcR è diviso in due sottogruppi: il primo impegnato nella stesura del Piano della Ricerca ASMN (biennale), il secondo nella stesura di Criteri, metodi e strumenti per la valutazione della qualità dei progetti e dell output della ricerca scientifica. Statistica, Qualità e Studi Clinici (SQSC) La Struttura SQSC comprende le attività della Biblioteca Medica, della Statistica ed Epidemiologia, Qualità e Accreditamento e la Segreteria del Comitato Etico. Inoltre afferiscono alla struttura un ingegnere informatico, uno statistico e una figura amministrativa con funzioni di segreteria. Obiettivo della Struttura è stato quello AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA di tracciare un percorso della ricerca : creare cioè le condizioni per implementare (dove era assente) e supportare (dove già presente) la ricerca tra i professionisti della Azienda. A tal fine è stato implementato uno Sportello Statistico-Metodologico, istituito nell ottobre 2010 per consentire ai ricercatori di avere una consulenza statistica sui progetti di ricerca, in particolare sui temi legati al disegno dello studio e all analisi di dati. E attivo ogni lunedì dalle 9.00 alle ed è costituito da 3 operatori. Il Gruppo Interdisciplinare, istituito nell ottobre 2010, si riunisce circa 2 volte al mese per condividere e discutere progetti, temi e argomenti relativi alla ricerca in ASMN. Il percorso è in fase sperimentale ed è il seguente: le nuove proposte di studio sono presentate dai proponenti/ ricercatori presso la Segreteria Scientifica che fissa le sedute e cura tutti gli adempimenti conseguenti. All intero del gruppo e collegialmente il progetto viene discusso sotto tutti gli aspetti. Il gruppo non ha fini valutativi e decisionali ma esclusivamente formativi. L obiettivo della condivisione è quello del miglioramento della qualità della struttura del progetto. I progetti presentati e discussi all interno del Gruppo Interdisciplinare, da ottobre a dicembre, sono stati 12. Seminari ed eventi formativi organizzati dalla Direzione Scientifica Corso di statistica: in- OBIETTIVO DELLA STRUTTURA È STATO QUELLO DI TRACCIARE UN PERCORSO DELLA RICERCA : CREARE CIOÈ LE CONDIZIONI PER IMPLEMENTARE (DOVE ERA ASSENTE) E SUPPORTARE (DOVE GIÀ PRESENTE) LA RICERCA TRA I PROFESSIONISTI DELLA AZIENDA e troduttivo avanzato. Ricerca Epidemiologica (RE) E una struttura che sviluppa progetti di epidemiologia descrittiva, analitica e valutativa. In essa, inoltre, è collocato il Registro Tumori. Nel corso del 2010 sono aumentate le attività collaborative con questa struttura sia per la partecipazione ai gruppi di lavoro (GCR, GI e Sportello Statistico) sia sulla ipotesi di progetti di studio comuni (es. cure palliative nei malati oncologici). Punto b ATTIVITA DELL OS- SERVATORIO RICERCA E INNO- VAZIONE AZIENDALE (O.R.I.A.) L Osservatorio Ricerca e Innovazione Aziendale (O.R.I.A.), nel corso del 2010 ha svolto la sua funzione istituzionale di divulgazione dell attività scientifica dei vari Dipartimenti della nostra Azienda e di supporto alla promozione di percorsi innovativi; ha inoltre patrocinato eventi di formazione all innovazione. Gli incontri mensili di O.R.I.A. si configurano come Formazione sul Campo. Alla luce del cammino intrapreso dall azienda verso il riconoscimento in I.R.C.C.S., O.R.I.A. ha rivisto le sue attività in quanto la ricerca diventa un fattore produttivo e qualificante l ASMN di livello istituzionale, non più volontaristico. A fronte della istituzione della nuova Area dell Innovazione, tecnologie e Formazione si è reso necessario rimodulare anche le funzioni dell Osservatorio. La funzione precedente di osservazione e affioramento dei nuovi progetti di ricerca si è conclusa e la nuova mission è da individuare nel concetto di Innovazione. La definizione che meglio rappresenta nel nostro specifico il concetto di Innovazione è tutto ciò che induce miglioramento sulla ricerca del fare. Nella pratica la leva del cambiamento è la Formazione, settore su cui O.R.I.A. nel 2010 si è più concentrato. O.R.I.A. ha concluso il suo percorso, avviato nel 2006, di sollecitazione, affioramento e rilevazione dei progetti 249

250 e prodotti di ricerca realizzati dai professionisti all interno dell ASMN e della AUSL. Il Servizio Formazione ed Innovazione continuerà a svolgere il ruolo di Osservatore delle attività sanitarie e di Innovazione L INFRASTRUTTURA DELLA RICERCA HA ACQUISITO INFORMAZIONI SULLE MODALITÀ DI ACCESSO AI BANDI E SI È OCCUPATA DELLA DIFFUSIONE DEGLI STESSI che quotidianamente v e n g o n o e ff e t t u a t e all inter no dell ASMN per i cittadini che chiedono di essere curati. A queste attività normali ma rilevanti per l impegno e la qualità fin ad oggi offerte, è indispensabile dedicare ed orientare la Formazione del personale come leva e attore del cambiamento e dell Innovazione. Il Gruppo dedicato alle Attività e alle Innovazioni proseguirà nel rendere visibili e partecipi tutti i professionisti e le Associazioni di Volontariato che operano all interno dell ASMN delle prestazioni Innovative che verranno via via proposte per la Buona Pratica Clinica CAPACITÀ DI ATTRAZIONE DA PARTE DELL AZIENDA DI RISORSE FINANZIARIE Attivita di promozione dei bandi di finanziamento Al fine di acquisire capacità di attrazione di finanziamenti dedicati alla ricerca l Infrastruttura della Ricerca ha acquisito informazioni sulle modalità di accesso ai bandi e si è occupata della diffusione degli stessi sia durante le riunioni del Gruppo Interdisciplinare che durante gli incontri del Gruppo Coordinamento della Ricerca coinvolgendo altri professionisti potenzialmente interessati. La segreteria della Direzione Scientifica si è resa disponibile ad offrire informazioni e supportare, se necessario, la compilazione dei moduli previsti dal bando UTILIZZO APPROPRIATO DELLE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE Nel 2010 è stata istituita l Area dell Innovazione, Tecnologie e Formazione; il Servizio Formazione e Innovazione ha progettato nel corso dello stesso anno una rimodulazione dell Osservatorio Ricerca e Innovazione Aziendale volta alla focalizzazione del concetto di Innovazione. Una volta definito il concetto, si è rivista anche la mission del gruppo di lavoro e la gestione degli incontri periodici. Nella pratica la leva del cambiamento è la Formazione con il metodo del Tecnology assessment. Questo rinnovato gruppo di lavoro si pone l obiettivo di conoscere chi singolarmente o in equipe sta progettando innovazione; saranno supportati, e non più solo osservati i percorsi organizzativi, lo start up e le varie interfacce con l Area ITF e con l Health Technology assessment, grazie alla creazione di una metastruttura per la facilitazione delle connessione fra le singole strutture COLLABORAZIONI A PROGETTI REGIONALI NELL AMBITO PRIER Presso l azienda Ospedaliera S. Maria Nuova ha sede la gestione della formazione svolta nell ambito del Programma PRIER. Nell anno 2010 sono stati sviluppati i seguenti temi, in forma di convegni e seminari: L Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova di Reggio Emilia è impegnata con i professionisti delle varie discipline nel trattamento e arruolamento delle attività nei seguenti registri operanti a livello regionale e nazionale: Registro Regionale protesi d anca(ripo) Registro Regionale impianti defibrillatori e PaceMaker Registro Re- PRESSO L AZIENDA OSPEDALIERA S. MARIA NUOVA HA SEDE LA GESTIONE DELLA FORMAZIONE SVOLTA NELL AMBITO DEL PROGRAMMA PRIER gionale angioplastiche coronariche (REAL) Registro Regionale sepsi in terapia intensiva (Progetto LASER) Registro Regionale Tomografia Computerizzata Multistrato Cardiaca Registro Regionale pazienti con gravi cerebrolesioni (GRACER) Registro Provinciale Tumori di Reggio Emilia Registro Nazionale Mesoteliomi Registro Nazionale delle Trombocitemie Workshop La cardio TC nella malattia coronarica Workshop Quali modelli di relazione tra industria farmaceutica e biomedicale e regioni nel campo della ricerca biomedica e sanitaria Seminario Laborat-ORI per le innovazioni clinico-organizzative Incontro di coordinamento del Programma Integrato di Oncologia ATTIVITÀ DELL INFRASTRUTTURA LOCALE PER LA RICERCA E INNOVAZIONE

251 6.2 SVILUPPO DI UN AMBIENTE CULTURALE FAVOREVOLE ATTIVITA DI FORMAZIONE DEL PERSONALE a) Corsi a supporto della ricerca e dell innovazione L Osservatorio della Ricerca ed Innovazione aziendale nel corso del 2010 ha promosso 3 eventi formativi: Approcci Molecolari alle Patologie Oncologiche- From the bench side to the bed side 20 ottobre 2010 Descrizione del percorso dal laboratorio alle applicazioni cliniche dei marcatori tumorali. PRISM 5 febbraio 2010: come valutare la sofferenza psicologica nelle malattie croniche. Work in progress sull uso di questa nuova metodologia applicata al colloquio clinico. Update utile a confrontare l esperienza clinica del PRISM adottato all interno dei vari reparti dell Azienda Ospedaliera, a valutarne l utilità e l applicabilità nei più diversificati contesti di malattia. PRE-VIDENZA IN SALUTE 3 Dicembre 2010 presentazione dei risultati del sondaggio sulle abitudini alimentari dei dipendenti e divulgazione delle linee guida per una corretta alimentazione. L elemento in comune di questi corsi è un approccio innovativo applicato alle tematiche di buona pratica clinica b) Professioni Sanitarie e sviluppo di una cultura relativa alla ricerca Come favorire una Cultura della Ricerca nelle diverse comunità delle Professioni Sanitarie: questo in estrema sintesi il valore guida che ha orientato il biennio 2009/2010, per promuovere e diffondere un nuovo approccio ai problemi assistenziali. Approccio più critico sull agire e più orientato alle cono- L INTEGRAZIONE FRA LE PROFESSIONI SANITARIE HA RAPPRESENTATO DA SEMPRE UN VALORE PER GLI OPERATORI DELL AREA INFERMIERISTICA, TECNICA ED OSTETRICA E PER IL LORO SVILUPPO PROFESSIONALE scenze scientifiche per depauperare il peso di altre fonti conoscitive quali il senso comune, le prove ed errori, la tradizione. Tanti gli spazi di discussione, dibattito e confronto interprofessionale, ideati e ricercati: momenti creativi fondanti quel substrato culturale, germe di ogni cambiamento, per rendere tutti i professionisti dei futuri fruitori ordinari di ricerca. La ricerca offre, infatti, una base di conoscenze, scientifiche e specialistiche, che consente alle professioni sanitarie di soddisfare le sempre mutevoli richieste e di preservare l importanza della presa in carico della persona anche secondo un ottica di qualità, verificata e documentata. Plurimi i messaggi lanciati dal convegno: necessità di ricerca e specializzazione ma soprattutto integrazione, cooperazione ed attenzione alla persona. Lo sviluppo delle professioni va considerato all interno degli ambiti che le coinvolgono trasversalmente quali appunto assistenza, didattica e ricerca ed alla luce dei valori (anche morali e deontologici) sottesi; la formazione sulla ricerca riesce ad unire la teoria e la pratica trasmettendo gli strumenti di valutazione e comprensione del processo di ricerca per una traslazione di quanto emerso/ appreso nella pratica quotidiana. Per essere un utente informato della ricerca occorre pertanto comprendere il processo di ricerca, le sue fasi ed il loro rapporto, conoscere le norme che caratterizzano la validità di una ricerca e sviluppare la capacità di valutazione critica, necessaria per giudicare il merito e l importanza dei risultati, prima di applicarli all attività pratica. La ricerca traslazionale ha come valore aggiunto la verifica dei risultati della ricerca (primaria e secondaria) in termini del loro impatto e del loro rendimento sugli outcome pratici clinico-assistenziali; non si tratta quindi solo di acquisire nuove conoscenze e/o sviluppare competenze specifiche e distintive, in linea con l evoluzione scientifica e l elevato grado di innovazione tecnologica, ma anche e soprattutto di dominare il proprio ambito organizzativo, utilizzando in maniera adeguata le proprie capacità e salvaguardando i propri valori. L integrazione fra le professioni sanitarie ha rappresentato da sempre un valore per gli operatori dell area infermieristica, tecnica ed ostetrica e per il loro sviluppo professionale; integrazione come tappa propedeutica per i futuri investimenti formativi e metodologici orientati a riconoscere nella ricerca una funzione come quella assistenziale. Il messaggio diffuso è che gli operatori delle professioni sanitarie sono chiamati, sempre di più, a comprendere il proprio specifico professionale come parte di un COME FAVORIRE UNA CULTURA DELLA RICERCA NELLE DIVERSE COMUNITÀ DELLE PROFESSIONI SANITARIE: QUESTO IN ESTREMA SINTESI IL VALORE GUIDA CHE HA ORIENTATO IL BIENNIO 2009/2010 sistema più complesso dove la ricerca diviene elemento catalizzatore di cicli virtuosi delle c o m u n i t à di pratica. Un sistema capace di puntare sulla qualità ed efficienza attraverso la valorizzazione dei professionisti: visibilità ed autorevolezza delle professioni in un rapporto interprofessionale. DPS: Ricerca & EBP Nel 2010 le diverse iniziative volte a sviluppare la ricerca nell ambito delle professioni sanitarie e a promuovere una pratica assistenziale basata sulla migliore evidenza si è concretizzata nell ambito della riorganizzazione della Direzione delle Professioni Sanitarie, nella realizzazione di fatto dell Unità di Ricerca & EBP. Questo percorso è iniziato nel 2009, attraverso diverse iniziative, tra le quali la consulenza della Responsabile del Centro Ricerca della Direzione Assistenziale dell Istituto Ortopedico Rizzoli, infermiera esperta nell ambito della ricerca clinica, che ha coadiuvato nella realizzazione della formazione alla metodologia della ricerca e nella conduzione poi di ricerche infermieristiche e tecniche. Tale tappa rappresenta un punto di partenza, al fine di contribuire in modo consapevole e competente alla realizzazione dell integrazione an- AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 251

252 che nel nostro Ospedale tra ricerca, assistenza e organizzazione. Le professioni sanitarie rappresentano una componente essenziale per concretizzare il concetto, ribadito anche nella Delibera Regionale 1066/2009, secondo il quale la ricerca è parte integrante della pratica clinica, sia come collaboratori a studi e ricerche cliniche in ambito medico e sanitario/organizzativo, di cui si assicura la partecipazione, ma anche nella realizzazione di studi e ricerche in ambito clinico infermieristico, tecnico, ostetrico e riabilitativo. L attività dell Unità di Ricerca & EBP delle professioni sanitarie ha programmato l attività del 2010 secondo 3 ambiti specifici, che in relazione alla priorità sono rappresentati da: - Realizzare ricerche cliniche in ambito infermieristico, tecnico, ostetrico e della riabilitazione, a partire dai segnali offerti dai professionisti che hanno frequentato il corso di metodologia della ricerca e collaborare in modo consapevole e competente ai progetti di ricerca medica, garantendo lo stretto collegamento con l Infrastruttura per la Ricerca, con particolare riferimento al Comitato Etico Provinciale. Nel corso del 2010, sono stati implementati diversi progetti che afferiscono alla linea di ricerca delle professioni sanitarie ( Verifica dell appropriatezza e valutazione costo beneficio dei presidi utilizzati nell assistenza: studio dell outcome sui pazienti e sui professionisti sanitari rispetto a pratiche assistenziali innovative ); in particolare è stata completata la ricerca dal titolo La gestione degli accessi venosi: indagine descrittiva, il cui paper è in attesa di pubblicazione da parte di un importante rivista inglese. Sono stati, inoltre, implementati altri tre progetti di cui uno riguardante l area dei tecnici sanitari di radiologia medica, uno rappresenta un approfondimento specifico in ambito oncologico della ricerca sugli accessi venosi e l ultimo, più di tipo organizzativo-formativo, riguarda l inserimento dei neo-assunti nel nostro ospedale. - Creare una rete di referenti dipartimentali per la Ricerca & EBP, motivati e in possesso di competenze di base e avanzate nell ambito della metodologia della ricerca e dell EBP, oltre alla conoscenza dell inglese, che condividano l obiettivo di implementare il processo di utilizzo della ricerca, promuovendo un approccio nuovo ai problemi. A tale fine è stato elaborato un profilo di competenze soglia del referente, quale punto di riferimento da cui costruire le azioni future e il percorso di formazione per supportare l acquisizione delle nuove competenze per i referenti stessi. Obiettivo prioritario, oltre allo sviluppo delle competenze di base, sarà la condivisione di un linguaggio comune - Consolidare un pool di formatori interni per garantire la prosecuzione della formazione di base alla metodologia della ricerca. Per favorire il diffondersi capillare della rete e supportare i professionisti nell utilizzo della ricerca, è stato inserito nella intranet un sito specifico con un link di attivazione a richiesta (EBP help service). Lo sportello, attivato alla fine dell anno in forma sperimentale, è gestito dal Dirigente responsabile del settore Ricerca DPS con la collaborazione di uno dei referenti dipartimentali inseriti secondo una rotazione periodica. Tale strumento può essere attivato per rispondere a quesiti specifici di ricerca o per una sola ricerca nelle banche dati; la sua struttura e funzione sarà completata nel corso del prossimo anno ACCESSIBILITA ALL INFORMAZIONE E ALLA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA: LE ATTIVITA DELLA BIBLIOTECA MEDICA P.G. CORRADINI La Biblioteca medica dell Arcispedale Santa Maria Nuova è specializzata in biomedicina ed è rivolta sia al personale dell Aziende sanitarie della Provincia di Reggio Emilia (ASMN e AUSL) che ad utenti esterni interessati a frequentarla per motivi di studio e di ricerca. Non solo svolge la tradizionale funzione di raccolta e conservazione del materiale librario antico e moderno, ma anche le attività relative al trattamento e alla diffusione dell informazione consultabile direttamente a terminale dall utente locale oppure da utenti remoti via Internet. E strutturata a scaffali aperti ed è dotata di una segnaletica di semplice interpretazione, tale da permettere la consultazione diretta del materiale documentario moderno posseduto. Viene fornita assistenza all uso dei cataloghi e dei repertori, consulenza per l individuazione, la localizzazione delle pubblicazioni e per le ricerche bibliografiche. E inoltre possibile effettuare ricerche su basi dati e riprodurre i risultati delle medesime. Il patrimonio della Biblioteca è composto dalle seguenti collezioni: Una sezione dedicata alla MONOGRA- FIE con un totale volumi suddivisi in Monografie moderne (9.104), Volumi del Fondo Antico (2.819), Monografie infermieristiche (1.433); Una sezione dedicata ai PERIODICI che comprende 257 periodici attivi e periodici cessati per un totale di periodici. L annata in corso delle riviste è esposta in appositi raccoglitori che permettono di mettere in evidenza il fascicolo più recente pervenuto in biblioteca. La Biblioteca Medica è sede di un Archivio di Tesi di laurea: sono presenti un totale di 1107 tesi tra Corso di Laurea in Infermieristica (815), Corso di Laurea in Fisioterapia (156), 136 del Corso di perfezionamento in management. La Biblioteca Medica è titolare di un cospicuo patrimonio elettronico e rende disponibile l accesso a E- journals, 10 banche dati mediche, 2 banche dati legislative, 44 e-books. Dei servizi della Biblioteca Medica nel corso del 2010 hanno usufruito 885 utenti (con una media mensile di 74 utenti). Per quanto riguarda l attività di Document delivery sono stati forniti articoli presenti in biblioteca e 785 articoli richiesti ad altre biblioteche; si è inoltre risposto a richieste di altre bi SVILUPPO DI UN AMBIENTE CULTURALE FAVOREVOLE

253 blioteche fornendo 645 articoli per un totale di articoli forniti; l attività di prestito ha riguardato 279 monografie e 607 periodici per un totale di 886 prestiti. Il sito della biblioteca ha registrato visite per una media giornaliera di 207. La Biblioteca Medica ha implementato anche nel corso del 2010 la sua funzione di promozione di una cultura propedeutica alla ricerca sanitaria organizzando 4 diversi eventi formativi; al fine di facilitare l accesso alle conoscenze e alle competenze per il corretto utilizzo delle informazioni scientifiche la Biblioteca ha attivato 2 edizioni del corso The Cochrane Library e il Clinical Evidence (22 partecipanti), 16 edizioni del corso Dalla Biblioteca alla Rete (72 partecipanti), 2 edizioni de La ricerca bibliografica su Medline/ Pubmed (26 partecipanti) e 3 edizioni de Gli strumenti Web 2.0 (52 partecipanti) COLLABORAZIONI CON ALTRE AZIENDE: Progetti di ricerca TABELLA PROGETTI DI RICERCA IN CORSO ANNO 2010 TIPOLOGIA TITOLO PROGETTO AZIENDA CAPOFILA AZIENDE PARTECIPANTI FONTE FINANZIAMEN- TO Progetto ricerca Regione/Università AO-U Parma (Radiologia) Therapeutic Application of stem cells in the treatment of heart faillure Az.OSP di PR Az.OSP RE, Az. OSP di PR, Az USL di PC, Università Bologna, Università Parma RER Progetto ricerca Regione/Università AO-U Parma (Radiologia) Valore prognostico della tomografia computerizzata multistrato nello studio della malattia subcritica del tronco comune Az.OSP di PR Az.OSP di RE, Az. USL Ravenna, Az.OSP di BO, Az.OSP di Modena. RER Progetto ricerca Regione/Università AO-U Parma (Dip.to di Neuroscienze) New perspectives on rehabilitation in adults and children with motor deficits, in children with autistic spectrum disorder, and in disorders of empathic communication: the role of the mirror neuron system Az.OSP di PR AO di Reggio Emilia, AOU di Ferrara, AOU di Modena, ausl DI Reggio Emilia, UNI Ferrara, UNI Modena e Reggio Emilia, UNI Parma RER Progetto ricerca Regione/Università Az.Osp.S.ORSOLA di BO Hematopoietic stem cell transplantion (HSCT) in the elderly Az.Osp.S.Orsola di BO Az.OSP di PR, Az.USL PC, Az.OSP RE, Az.USL BO, Az.OSP BO, Università di Bologna, Università di MO RER Progetto ricerca Regione/Università Az.Osp.S.ORSOLA di BO Molecular bases and targeted theerapy of hemolymphopoietic malignancies (HM) Az.Osp.S.Orsola di BO Az. OSP di BO, Az.OSP PR, Az.OSP MO, Az.OSP FE, Az.OSP RE, Az. USL Ravenna RER Progetto ricerca Regione/Università Az.Osp.S.ORSOLA di BO Ortogeriatria: modelli per la gestione clinica integrata e per la continuita assistenziale degli anziani con frattura di femore Az.Osp.S.Orsola di BO Az. OSP di BO, Az.OSP PR, Az.OSP RE, Az.OSP FE RER Progetto ricerca Regione/Università Az.Osp.S.ORSOLA di BO Ottimizzazione della durata della terapia anticoagulante orale dopo tromboembolia venosa Az.Osp.S.Orsola di BO Az. OSP di BO, Az. OSP di RE RER AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 253

254 Progetto ricerca Regione/Università Az.USL di BO Registro dei tumori cerebrali primitivi: un metodo per promuovere la ricerca clinica in Neuro Oncologia. Progetto della Regione Emilia Romagna in Neuro Oncologia (PERNO) Universita di Bologna, Dip. di Scienze Neurologiche;Ausl di Bologna, Dip.di Neuroscienze AO-U Ferrara, AUSL Bologna, AO Reggio Emilia RER Progetto ricerca Regione/Università Analisi farmaco economica e di farmaco utilizzazione della terapia biologica nelle malattie infiammatorie croniche intestinali AOU Bologna AOU Ferrara, AO Reggio Emilia, AUSL Ferrara, AUSL Forlì, AUSL Piacenza, AUSL Ravenna RER Progetto ricerca Regione/Università Early arthritis clinic: analisi dei modelli organizzativi e prospettive di miglioramento del percorso assistenziale nel territorio regionale AOU Ferrara AOU Bologna, AOU Modena, AOU Parma, AO Reggio Emilia, AUSL Cesena, AUSL Forlì, AUSL Piacenza, AUSL Ravenna, AUSL Rimini, IRCCS Rizzoli RER Progetto ricerca Regione/Università Network regionale per creazione di banca dati biologica per identificazione di markers di attività di malattia correlabili a variabili cliniche nella sclerosi multipla AOU Ferrara AOU Ferrara, AO Reggio Emilia RER Dipendenze Patologiche Prevenzione e conto del consumo/abuso di sostanze stupefacenti Az.Osp. Di RE Az.OSP di RE, Az.USL di RE RER Dipendenze Patologiche Monitoraggio applicazione linee guida regionali contrasto consumo/abuso di sostanze stupefacenti RER Az.USL di RE, Az. USL di Rimini, Az. USL di PC. Az. USL di BO, Az. OSP di RE RER Gestione del rischio Nuovi comportamenti di consumo prevenzione e riiduzione dei rischi RER Tutte le Aziende Sanitarie della Regione Emilia Romagna Ministero Salute Progetto ricerca Regione/Università Policlinico Mo Audit clinico strutturato per definire le priorità di governo clinico dell Hub&Spoke perinatale ed i piani di implementazione per il miglioramento della qualità assistenziale. Az.OSP.di MO Az.OSP di MO, Az.USL di MO, Az.USL di RE, Az.OSP di RE,, Az. USL di BO, Az.OSP di BO,CeVEAS di MO RER Progetto ricerca Regione/Università Policlinico Mo Elaborazione di un programma di follow-up integrato degli eventi avversi a distanza dopo terapia oncologica in età pediatrica Az.OSP.di MO Az.OSP di MO, Az.USL di MO, Az.OSP di RE Az.USL di RE, Az.OSP di PR, Az.OSP di FE, Az. USL di Rimini, Az.OSP di BO, Az.USL di PC RER Progetto ricerca Regione/Università Policlinico Mo Immune status of solid and bone marrow/stem cell transplant: application and validation of new tests in a coordinated regional managemente of the diagnosisi and monitoring of post-transplant infectious complications. Az.OSP.di MO Az.OSP di MO, Az.OSP di RE, Az.OSP di PR, Az.OSP di FE, Az.OSP di BO RER SVILUPPO DI UN AMBIENTE CULTURALE FAVOREVOLE

255 Progetto ricerca Regione/Università Policlinico Mo Integrated molecualr/imaging technollgies for characterization of biological aggressiveness of HCC in patients candidate to liver transplant Az.OSP.di MO Az.OSP di MO, Az.USL di MO, Az.OSP di RE, Az.OSP di PR, Az.OSP di BO RER Progetto ricerca Regione/Università Policlinico Mo Identification and clinical validation of predictive and prognostic factors, with special focus on moleculary targeted agents Az.OSP.di MO Az.OSP di MO, Az.USL di MO, Az.OSP di RE, Az.OSP di FE, Cantonal Institute of Pathology, Oncology institute of Southern Switzekland, Società Istituto scientifico Romagnolo per lo Studio e la cura dei Tumori RER Progetto ricerca Regione/Università I O.R. Il laboratorio di analisi del movimento: uno strumento innovativo per la diagnosi di disfunzione del cammino e la verifica di outcome nella chirurgia funzionale della spasticità I.O.R. I.O.R., Az.OSP di Ferrara, Spinal Unit Montecatone Rehabilitation Insitute S.p.A., Az. OSP di RE RER Progetti di modernizzazione 2008 La condivisione dei saperi delle aziende sanitarie della provincia di Reggio Emilia per i professionisti 2008: la Banca dei Saperi Scientifici Az.OSP di RE Az.USL di RE RER Progetti di modernizzazione 2008 Applicazioni dell imaging multimodale a pazienti affetti da patologie cerebrali oncologiche o degenerative. Az.OSP di RE Az.USL di RE RER Progetti di modernizzazione 2008 Modello organizzativo e professionale di medicina perioperatoria: avvio e implementazione della fase preoperatoria Az.OSP di RE Az.USL di Cesena, Az.USL di Imola, Az. OSP di PR, I.O.R. RER Progetti di modernizzazione 2008 Gestire le differenze nel rispetto dell equità: strategie aziendali e modelli organizztivi Az.USL di RE Az.OSP di RE, Az. USL di PC, Az.USL di BO, Az.OSP di BO, Az.USL di Imolam, Az.USL, di Ravenna, Az. USL di FE, Az.USL d RN, Az.USL di PR, Az.USL di Forlì RER Progetti di modernizzazione 2008 La continuità assistenziale: applicazione del set minimo di scale per la valutazione del paziente anziano e del percorso di presa in carico Az.USL di Ferrara Az. USL di PR, Az.USL di RE, Az. OSP di RE RER Ricerca finalizzata ex art. 12 L.502 Approcci di sistema per la gestione del rischio RER Università di BO, Università di PR, SISSA Università di Trieste, Az. USL di RE, Az. OSP di FE, Az. OSP di RE, Az. USL di PC, Az. USL di PR, Az. USL di BO, Az. OSP di MO Ministero Salute Ricerca finalizzata ex art. 12 L.502 Detection, characterization and prevention of Major Adverse Cardiac Events after Drug Eluting Stent implantation in pèatients with Acute Coronary Sundrome. RER Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale dell Emilia Romagna, Az. OSP di BO, Az. OSP di FE, Az. OSP di RE Ministero Salute AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 255

256 Ricerca finalizzata ex art. 12 L.502 Nuove conoscenze e problematiche assisitenziali nell ictus cerebrale: un Programma Strategico di Ricerca e Sviluppo RER Az. OSP di RE, Az. USL di MO, Servizio Presidi Ospedalieri-Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Reg.E.R., Università di BO Ministero Salute Trapianti e Medicina Rigenerativa - ANNO 2009 Progetto ALMA Az. OSP di RE Az. OSP di RE RER Ricerca Oncologica Ist.Nazionale ricerca Tumori AVIANO Technology asessemnt of toothepray in radiation oncology Ist.Nazionale Ricerca Tumori AVIANO Ist.Nazionale Ricerca Tumori AVIANO, Fondazione S.Raffaele di MI, Az. OSP di RE, Az. OSP di MO Ministero Salute Ricerca Oncologica AO-U BOLOGNA Biomarkers discovery for the early diagnosis and for proteomic classification of Hepatocellular Carcinoma Az.OSP di BO Az.OSP di BO, Università di BO, Az.USL di MO, Az.USL di PC, Az.OSP di PR, Az. OSP di RE, Società Istituto scientifico Romagnolo per lo Studio e la cura dei Tumori Ministero Salute Ricerca Oncologica AO-U BOLOGNA Characterization of normal and neoplastic hematopoietic stem cells for the clinical use for tissue regeneration and the development of novel anti- tumor targeted therapies Az.OSP di BO Az.OSP di BO, Az.OSP di RE, Az. ULSS 9 di Treviso, Az. USL di Ravenna Ministero Salute Ricerca Oncologica AO-U FERRARA Post-genomic approaches for the identification of high-risk cancers: evaluation and optimization of cost/benefits for the National Health System Az.OSP di Ferrara Società Istituto scientifico Romagnolo per lo Studio e la cura dei Tumori, Az. OSP di FE, Univeristà di FE, Univesità di MO e RE, Az. OSP di PR, Fondazione università C.D Annunzio di Chieti, IRCCS Istituto Dermopatico dell Immacolata, Università di VR, Az.OSP di RE, Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei Tumori. Ministero Salute progetto ordinario di Ricerca Finalizzata 2007 Intervention to ensure equity of access to diagnostic procedure in solitary pulmonary nodule Fondazione SDN IRCCS per la Ricerca e l Alta Formazione in Diagnostica nucleare Napoli MIN. SALUTE progetto ISS Conservazione della fertilità nei pazienti oncologici Conservazione della fertilità nei pazienti oncologici AO di rilievo nazionale e di Alta Specializzazione San Giuseppe Moscati AV ISS Progetti di Modernizzazione 2009 L Unità Funzionale di Senologia: modello clinico assistenziale per la diagnosi e il trattamento delle pazienti affette da carcinoma della mammella Az Usl di Rimini RER SVILUPPO DI UN AMBIENTE CULTURALE FAVOREVOLE

257 6.2.4 SVILUPPO DI PROGETTI DI RICERCA E INNOVAZIONE IN RETE CON ALTRE ISTITUZIONI E STRUTTURE SANITARIE (NAZIONALI E STRANIERE): a) RETE PER L INNOVAZIONE E LA RICERCA IN AZIENDA L ASMN ha avviato, a partire dal 2001, il progetto Network per l Innovazione e la ricerca, progetto avviato su mandato del Collegio di Direzione che aveva chiesto alla Direzione Generale di organizzare un programma stabile di sostegno all innovazione professionale, tecnologica e organizzativa; il Network, ora denominato Progetto formativo Rete per l innovazione e la ricerca in Azienda dispone di un budget dedicato a cui i professionisti possono attingere, previa verifica di conformità agli obiettivi del Progetto, tramite una disposizione autorizzatoria del Direttore del Servizio Formazione, Innovazione clinica e Biblioteca. La Rete per l Innovazione e la Ricerca promuove relazioni internazionali, partecipazioni a eventi formativi e meeting internazionali ritenuti opportunità uniche di benchmarking e validi portatori di innovazione. Nel corso del 2010 attingendo al fondo Rete per l innovazione e la ricerca sono stati finanziati e programmati eventi all estero: ed eventi in sede: 4 meeting internazionale Imaging metabolico PET per una moderna radioterapia Diagnostic problems in gastrointestinal and pancreatic pathology (svolto nel 2011) SOSTEGNO DELL INTEGRAZIONE TRA DIVERSE DISCIPLINE/ PROFESSIONI E TRA COMPETENZE CLINICO- ASSISTENZIALI E GESTIONALI a) Principali percorsi clinicoassistenziali integrati Numerosi sono i progetti attivati nel corso degli ultimi anni che hanno favorito il lavoro multidisciplinare ed interprofessionale per il miglioramento della qualità clinico-assistenziale ed organizzativa; si veda la tabella, già riportata al capitolo relativa alla qualità dell assistenza, contenente i principali percorsi clinico-assistenziali integrati a valenza provinciale ed aziendale. L attenzione è posta, da un lato, alla qualità dell assistenza erogata ed alla definizione di percorsi clinico assistenziali a garanzia di comportamenti omogenei nella diagnosi, trattamento e supporto; dall altro, lo sforzo è profuso all aspetto dell integrazione tra professionisti e competenze professionali, valore cardine per la crescita qualitativa ed etico-culturale. Si inserisce uno stralcio della citata tabella riportante l obiettivo di ogni percorso: SEDE DI FORMAZIONE MIRO (Molecular Imaging in Radiation Oncology) BRUXELLES (BELGIO) 21 MEETING EUROPEO DI DISMORFOLOGIA STRASBURGO - FRANCIA TABELLA PERCORSI CLINICO-ASSISTENZIALI INTEGRATI TITOLO Programma Interaziendale Gastroenterologia Endoscopia Digestiva (PIGED) Completezza/Sicurezza/ Appropriatezza di setting della Colonscopia STRUTTURA COORDINATRICE Strutturare a livello provinciale il percorso del paziente emorragico, definire il percorso interaziendale per la diagnosi ed il trattamento dell epatocarcinoma, il percorso di pazienti con patologie biliopancreatiche e colorettali, consolidare l attività di audit clinico Garantire l erogazione della colonscopia in modo uniforme su tutta la provincia, individuare gli standard di prodotto e gli indicatori per la valutazione della performance sia in termini di efficacia che di efficienza Percorso interaziendale per la diagnosi ed il trattamento dell epatocarcinoma Definire il percorso interaziendale per la diagnosi, il trattamento ed il follow up dei pazienti cirrotici con lesioni epatiche focali al fine di omogeneizzare i comportamenti e gli approcci terapeutici secondo le migliori evidenze scientifiche AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 257

258 TITOLO Percorso aziendale del paziente con sospetto ca del colon-retto Percorso assistenziale delle pazienti affette da sospetta neoplasia dell Endometrio Percorso del paziente affetto da tumore del polmone La prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell Endocardite batterica Percorso aziendale del paziente con piede diabetico Appropriatezza dell Assistenza al travaglio e al parto (tagli cesarei) Appropriato uso delle emotrasfusioni e gestione del rischio Audit clinico sui pazienti con IMA ricoverati nelle cardiologie della provincia di RE STRUTTURA COORDINATRICE Garantire al paziente un adeguato percorso e presa in carico in caso di sospetta neoplasia colorettale ricercando la migliore pratica clinica basata sulle evidenze disponibili in letteratura. Coinvolgere tutte le figure professionali interessate ed attivare periodiche discussioni multidisciplinari dei casi nelle diverse fasi di sviluppo della neoplasia. Definire il percorso assistenziale delle pazienti con carcinoma dell endometrio ed uniformare i comportamenti dei professionisti con l implementazione di una Linea Guida Provinciale Creare un percorso integrato, multidisciplinare, efficace ed efficiente per il paziente affetto da tumore del polmone Uniformare i comportamenti di tutti i professionisti della provincia di RE nella prevenzione, la diagnosi ed il trattamento dell Endocardite Batterica (EB) e stesura di una Linea Guida secondo le migliori evidenze scientifiche Disegnare ed implementare il percorso aziendale del paziente con piede diabetico al fine di garantire una corretta presa in carico multidisciplinare ed un approccio terapeutico condiviso Omogeneizzare i comportamenti dei professionisti della provincia Migliorare l appropriatezza dell assistenza ostetrica e ridurre il numero di Tagli Cesarei nel rispetto della sicurezza materno-fetale. Ridurre la mortalità e morbilità neonatale Ridurre la richiesta inappropriata di sangue ed emoderivati ed aumentare il tasso di utilizzo del sangue richiesto Verificare i percorsi e l outcome dei pazienti con IMA all interno del sistema curante della rete cardiologica della provincia. Ha una cadenza annuale a partire dal b) Progetto BANCA DI TES- SUTI INCLUSI IN PARAFFINA PRESSO LA S.C. DI ANATOMIA PA- TOLOGICA Un altro importante progetto interdipartimentale e interdisciplinare che ha seguito la creazione della TISSUE BANK DEI LINFOMI del 2008, è quello della BANCA DI TESSUTI INCLUSI IN PARAFFINA PRESSO LA S.C. DI ANATOMIA PATOLOGICA, approvato dal CE provinciale nella seduta del Anche per questo progetto il contributo del CE provinciale si è concretizzato nella predisposizione del Foglio Informativo/Modulo di consenso per il Paziente a cura di alcuni componenti della segreteria dello stesso organismo e nella messa a punto del rationale del progetto, che consiste in quanto di seguito riportato. I campioni di tessuto prelevato da lesioni patologicamente rilevanti (tumori, malattie infiammatorie, ect.) integrati coi dati clinici costituiscono una enorme risorsa per la ricerca clinica e sperimentale in campo biomedico. In particolare, la valutazione di parametri biomolecolari anche su tessuti fissati in formalina sarà elemento fondamentale per la diagnosi e la classificazione delle neoplasie e per individuare farmaci sempre più efficaci in oncologia. Il progetto si propone di raccogliere e conservare presso la S.c. di Anatomia e Istologia Patologia dell Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia campioni tissutali provenienti da pezzi operatori, fissati in formalina ed inclusi in paraffina, ed eccedenti rispetto al materiale diagnostico, prelevati in corso di interventi chirurgici diagnostici/terapeutici eseguiti nella nostra struttura. Il progetto è rivolto a tutte le patologie umane, di ogni organo ed apparato, comprese le neoplasie sia primitive che metastatiche. Tale materiale verrà raccolto previa autorizzazione da parte del paziente mediante firma del consenso informato ed utilizzato a scopo di ricerca scientifica. Il tessuto verrà pertanto donato dal paziente alla struttura ospedaliera Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che sotto la responsabilità del Direttore della S.C. di Anatomia Patologica, conserverà il materiale senza limiti di tempo e lo potrà utilizzare sino ad esaurimento del materiale stesso. La Banca dei Tessuti inclusi in paraffina è, pertanto, costituita dai campioni donati dal paziente, che vengono conservati, in modo da essere distinguibili, all interno dell archivio diagnostico. L istituzione della Banca permette di garantire al paziente la disponibilità di tessuto a fini di ricerca clinica a cui il paziente stesso decidesse di partecipare, senza intaccare ed eventualmente esaurire, la riserva di materiale diagnostico. La ricerca avrà come scopo la individuazione di nuovi parametri biomolecolari utili per la individuazione di nuovi indicatori prognostici o predittivi di risposta a nuovi farmaci; tali parametri biomolecolari potranno inoltre fornire ulteriori elementi per l epidemiologia, la farmacogenetica ed eventuali nuove classificazioni delle malattie. Tutte le ricerche dovranno prima essere valutate e giudicate eticamente accettabili dal Comitato Etico Provin SVILUPPO DI UN AMBIENTE CULTURALE FAVOREVOLE

259 ciale (CEP). I campioni, corredati dai dati clinici rilevanti, saranno utilizzati in forma anonima e potranno essere ceduti o trasferiti in altre strutture per essere utilizzati nell ambito di progetti di ricerca, non a fini di lucro e/o commerciali, sempre previa autorizzazione del CEP. FINALITA I tessuti eccedenti rispetto al materiale diagnostico prelevato dai pezzi operatori verranno raccolti per costituire una banca di campioni tissutali, fissati in formalina e conservati in blocchetti di paraffina, su cui potere eseguire studi di genomica, proteomica ed epigenetica. Gli studi forniranno informazioni utili per individuare caratteristiche genetiche o epigenetiche delle malattie, che abbiano valore prognostico o predittivo in relazione a farmaci che consentano di indirizzare le terapie in modo sempre più mirato. I dati biomolecolari verranno correlati coi dati clinici per costituire una banca di tessuti presso la U.O. di Anatomia Patologica, che costituirà un valore aggiunto ai progetti di ricerca nazionali ed internazionali a cui il Servizio parteciperà. FASI DEL PROGETTO 1) Definizione di un percorso affinchè il tessuto proveniente dal pezzo operatorio, eccedente a quello diagnostico, venga destinato per fini di ricerca e conservato presso la Banca dei Tessuti in Paraffina dell Anatomia Patologica. 2) Completati i prelievi dal pezzo operatorio a scopo diagnostico il materiale eccedente verrà prelevato, processato ed incluso in paraffina in biocassette differenziabili dal materiale diagnostico per il colore specifico (rosso), e conservato in archivio. 3) Sui campioni così raccolti si potrà eseguire l estrazione del DNA e/o del RNA per la ricerca di alterazioni genetiche di valore prognostico o predittivo per l uso di nuovi farmaci in campo medico-oncologico. 4) Gestione del materiale conservato mediante la creazione di un archivio AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA informatico integrato con l archivio già esistente presso il Servizio di Anatomia Patologica che consentirà la tracciabilità dei campioni raccolti e favorirà la realizzazione di ricerche anche multicentriche. FASI OPERATIVE Il consenso informato viene raccolto prima dell intervento chirurgico dal Medico Specialista chirurgo. Il Medico Specialista, dopo avere fornito al paziente tutte le informazioni e gli eventuali chiarimenti del caso, controfirma il modulo con data e timbro identificativo. I campioni chirurgici vengono inviati al Servizio di Anatomia Patologica con procedura analoga a quella seguita per l invio dei materiali TUTTE LE RICERCHE DOVRANNO PRIMA ESSERE VALUTATE E GIUDICATE ETICAMENTE ACCETTABILI DAL COMITATO ETICO PROVINCIALE (CEP) diagnostici, corredati dal consenso informato, compilato e firmato dal paziente, in originale. Il materiale viene inviato in mezzo fissativo, secondo le procedure operative standard del Servizio di Anatomia Patologica, accompagnato dal modulo di richiesta di esame istologico e dal modulo del consenso informato. Il Patologo verificherà l esatta compilazione dei moduli: richiesta esame istologico e consenso informato per l autorizzazione alla conservazione in paraffina del tessuto proveniente dal pezzo operatorio ed eccedente a quello diagnostico, presso la banca dei tessuti. Il materiale potrà essere prelevato per la banca solo in presenza di detti moduli. Il Patologo, visto il pezzo operatorio, valuterà e verificherà la presenza di tessuto eccedente rispetto a quello necessario per la corretta e completa formulazione della diagnosi istopatologica. I moduli originali del consenso informato verranno archiviati nella segreteria del Servizio di Anatomia Patologica dal personale amministrativo dopo essere stati scannerizzati in associazione al numero dell esame istologico in una cartella informatica ad esso deputata. In corso di refertazione informatica il Patologo, dopo avere formulato la diagnosi istopatologica, inserisce nella casella dei codici SNOMED il codice BNEO che permette la tracciabilità, nell archivio informatico generale del Servizio di Anatomia Patologica, del materiale raccolto per la Banca. STOCCAGGIO Le biocassette della biobanca, con il tessuto eccedente, conservato in paraffina, saranno numerate secondo la numerazione standard dell accettazione del pezzo operatorio, verranno conservate nell archivio diagnostico dove saranno identificabili dallo specifico colore ( rosso ). Nell archivio informatico generale del Servizio di Anatomia Patologica sarà possibile individuare i campioni conservati per la Banca dei tessuti inclusi in paraffina mediante un codice specifico dedicato ( BNEO). L inclusione in paraffina consente di conservare il materiale indeteriorato senza limiti di tempo consentendo pertanto la sua utilizzazione sino a esaurimento del materiale stesso. I dati clinici ed anamnestici, raccolti per la diagnostica istopatologica, potranno essere utilizzati in forma anonima, in associazione ai campioni. INDIRIZZI DI RICERCA SUL MATE- RIALE CONSERVATO E SUI DATI DELLA BANCA DEI TESSUTI Le decisioni relative alle ricerche a cui vadano destinati i campioni di tessuto eccedente, provenienti dai pezzi operatori e conservati in paraffina, della Banca dei Tessuti, saranno assunte dal Direttore del Servizio di Anatomia Patologica e in sua assenza dal Vicedirettore, previa approvazione ed autorizzazione del Comitato Etico Provinciale. Tra i possibili utilizzi della Banca dei Tessuti vi sono: -purificazione di DNA, RNA, proteine. -studi di espressione di geni coinvolti nella fisiopatologia delle neoplasie. -studi di farmacogenomica -studi di chemiosensibilità Il progetto è stato realizzato dal direttore della S.C. di Anatomia Patologica in collaborazione con il personale dell equipe e vede la partecipazione della S.C. di Ostetricia e Ginecologia, della S.C. di Dermatologia, della S.C. di O.R.L., della S.C. di Chirurgia 2, della S.. di Chirurgia Laparoscopica, della S.S. di Chirurgia Senologica, della S.C. di Urologia, della S.C. di Chirurgia Oncologica e della S.C. di Chirurgia Toracica. 259

260

261 6.3 GARANZIE DI TRASPARENZA PROGETTO REGIONALE ANAGRAFE DELLA RICERCA Nel 2009 è stata avviata concretamente l Anagrafe regionale della ricerca, in quanto dopo una prima fase pilota, conclusasi il , si è iniziato ad inserire in questo sistema prospettico di registrazione dell attività di ricerca presenti nelle aziende sanitarie regionali, tutti progetti/studi proposti all ASMN o dalla stessa generati. Sempre nel perseguimento dell obiettivo di conoscere la tipologia qualiquantitativa dell attività di ricerca svolta, di individuare le aree di maggior o minor interesse e di avere una visione unitaria della ricerca preclinica, clinica, osservazionale nell ambito dei servizi sanitari. In tale Anagrafe si continuerà sistematicamente a registrare tutti i progetti che vengono condotti nelle aziende sanitarie, monitorandoli nel tempo. Le informazioni ricomprendono anche una parte ampia di carattere economico-finanziaria, con particolare attenzione ad una registrazione dettagliata delle risorse (umane e materiali) impegnate in ogni progetto. Le aree tematiche sono state riviste e sono stati inseriti gli output della ricerca (pubblicazioni, brevetti) per ora solo come dato quantitativo. I progetti vengono inseriti da parte del referente aziendale individuato presso la segreteria del CE e da parte di un collaboratore individuato presso l Ufficio Ricerca e Innovazione, secondo un assegnazione precisa ad entrambi dei rispettivi progetti da inserire. Pertanto, si è iniziato a censire gli studi/progetti approvati nel Nell anno 2010, l ARER ha subito un lungo periodo di pausa a causa di alcune criticità concettuali ed operative evidenziatesi in corso d opera, superate con una revisione dello strumento che presenta ora notevoli miglioramenti sia in termini di semplificazione dei contenuti, sia sul piano tecnico. Alla fine dell anno 2010, una volta fornite le nuove linee operative, si è provveduto al riavvio dell inserimento dei dati TRASPARENZA VERSO I FINANZIATORI PUBBLICI E PRIVATI Relativamente ai costi della ricerca, la segreteria del Comitato Etico provinciale, per la parte di sua competenza, istruisce i costi indotti dalle prestazioni aggiuntive previste dai protocolli, mediante apposita modulistica, al fine di vigilare e monitorare che i costi extraroutine previsti dai protocolli non vadano a gravare sul SSN, come richiesto dall art. 20, comma 2, del D.Lgs 211/2003 e dal D.M Inoltre, la segreteria del Comitato, ha predisposto apposita modulistica per la presentazione di studi al Comitato Etico prov.le, implementandola di alcune informazioni amministrative, che riproducono esattamente la relativa sezione dell Anagrafe regionale, in cui devono essere inserite tali informazioni. A tal proposito, sempre in sinergia con il Servizio Controllo di Gestione, la segreteria dell organismo ha messo a punto un manuale operativo per l acquisizione delle informazioni di carattere economico, necessarie per la compilazione del modulo relativamente alla parte costi/finanziamento. Tale stretta collaborazione viene costantemente mantenuta, così come il continuo supporto allo sperimentatore nella fase iniziale di reperimento dei dati richiesti dalla modulistica VALORIZZAZIONE DEL RUOLO DEL CE Il Comitato Etico aziendale, già presente in Azienda dal 1991, ha subito negli anni diverse trasformazioni che hanno seguito i diversi assetti aziendali e da ultimo, a seguito della emanazione del D.M. 12 Maggio 2006 e delle indicazioni regionali, tale organismo ha acquisito valenza provinciale risultando competente per le proposte di studi avanzate alle strutture dell A.O. A.S.M.N. e a quelle dei Presidi Ospedalieri dell AUSL, nonché alle sue articolazioni distrettuali. Pertanto il Comitato, istituito nella nuova veste con delibera n. 20 del adottata dal D.G. dell A.O. A.S.M.N. e con deliberazione n. 27 adottata dal DG dell AUSL in data , è stato accreditato in data dalla Regione Emilia- Romagna presso l AIFA garantendo la corrispondenza dell organismo ai requisiti minimi previsti dal citato decreto attuativo in termini di indipendenza ed autonomia. Con deliberazioni n. 20 del dell A.S.M.N. e n. 66 del dell AUSL l organismo è stato rinnovato per il triennio / , ai sensi del D.M. 12 Maggio Per alcuni componenti è stata confermata la nomina per un ulteriore triennio, come consentito dal su citato D.M., all art. 2, comma 8, sia per la considerevole esperienza acquisita in materia di sperimentazione clinica, sia per la particolare specificità professionale di alcuni componenti in ambiti in cui la normativa in continua evoluzione richiede precise competenze. Altri componenti sono stati chiamati a farne parte, per cui la composizione da n. 19 membri si è ampliata a 23: di cui n. 6 clinici (un oncologo, un pediatra, due internisti, un cardiologo e un chirurgo), n. 2 biostatistici, n. 1 farmacologo, n. 2 rappresentanti del personale infermieristico, n. 1 esperto in materia giuridica e assicurativa, n. 1 bioeticista, n. 1 MMG palliativista, n. 3 farmacisti, n. 1 farmacista ex officio, n. 2 direttori sanitari ex officio, n. 1 responsabile Servizio Comunicazione e Formazione e n. 2 rappresentanti delle associazioni di volontariato. Si riunisce mensilmente e in alcuni casi anche due volte al mese e le modalità operative consistono nella disamina da parte di tutti i componenti della documentazione relativa agli studi/progetti posti all ordine del giorno della seduta. A supporto dell organismo è definita una segreteria tecnico-scientifica, allocata e afferente alla Infrastruttura Ricerca, Qualità, Statistica dell A.S.M.N., composta da: - un responsabile, full time, anche componente del CE provinciale in qualità di esperto in materia giuridicoassicurativa - un collaboratore amministrativo, a 26 ore/settimana - un assistente amministrativo, a 18 ore/settimana, della AUSL - un biostatistico a contratto liberoprofessionale per 20 re/settimana L ufficio farmaceutico dell ASMN e dell AUSL fornisce supporto con due farmaciste, per 1,5 giorno/settimana, entrambe componenti del CE provinciale, per la gestione farmaci sperimentali, reports SAE, redazione assieme alla responsabile della segreteria della relazione studi ai DS, aggiornamento database) La segreteria si occupa principalmente dell istruttoria delle proposte di studio da sottoporre al CE prov.le, ai sensi della normativa vigente, della gestione AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 261

262 organizzativa delle sedute del Comitato e della gestione amministrativocontabile degli studi a partire dalla loro approvazione ed attivazione fino alla loro chiusura, nonché della conservazione e archiviazione di tutta la relativa parte documentale, come dettagliato nella tabella che segue: TEMPO ATTIVITÀ SPECIFICA ATTIVITÀ COMUNI Verifica della necessità di integrazione della composizione del CE Esame degli studi sotto l aspetto legale (contratto, polizza, modulo di consenso e privacy) Verifica dell osservanza di eventuale altra normativa a corollario Verbalizzazione seduta Referente OsSC e inserimento nell OsSC studi aziendali Responsabile della segreteria tecnicoamministrativa (componente del CE in qualità di esperto in materia giuridica e assicurativa) che coordina gli aspetti amministrativi Full time Redazione provvedimenti autorizzativi degli studi e atti conseguenti, nonché finalizzazione dei contratti Consultazione della normativa Gestione Progetti finalizzati del M.d.S, Commissione Europea, CNR, I.S.S. (contratto, destinazione del finanziamento, fatturazione per il finanziamento e rendicontazione finale) Report annuale destinazione degli introiti Gestione comodati dei beni concessi per gli studi Referente aziendale per l Anagrafe regionale della ricerca Gruppo di lavoro nel coordinamento regionale CE Attività di docenza/relazioni e Consulenza/pareri per AIFA, promotori, CE, CRO, ecc. nredazione assieme alle farmaciste di un documento di sintesi degli studi posti all OdG per i Direttori Sanitari nregistrazione degli studi sul Registro e nel Data Base Attività di accettazione e controllo documentazione n. 1 collaboratore amm. vo, per A.S.M.N. n. 1 amm.vo per AUSL 26ore/sett 18ore/sett Richiesta di relazione allo sperimentatore per GCP Creazione Ordine del giorno per la seduta CE e gestione sito Web riservato ai membri Emissione fatture per l esame degli studi/rilascio Parere Unico e per l attività di sperimentazione Archiviazione documentazione degli studi in corso e di quelli conclusi Aggiornamento database interno per la parte amministrativa Atti autorizzativi per studi AUSL GARANZIE DI TRASPARENZA

263 particolare dall art. 1, comma 2 lettera e), qualora la sperimentazione sia finalizzata non a scopi industriali, ma al miglioramento della pratica clinica e riconosciuta pertanto, come sperimentazione rilevante e come tale parte integrante dell assistenza sanitaria. I principi che il Comitato Etico deve garantire sono non solo la salvaguardia, la tutela dei diritti e la sicurezza dei partecipanti alle sperimentazioni, come sancito dalla normativa, ma anche che le sperimentazioni cliniche rispondano sempre più alle caratteristiche proprie di una pratica innovativa volta ad accrescere le conoscenze e che si traduca in pratiche terapeutiche di cui possano usufruire i soggetti afferenti ad una determinata struttura sanitaria. Il Comitato Etico provinciale presta particolare attenzione a che venga il più possibile garantita una adeguata ed esauriente informazione al fine dell ottenimento di un consenso consapevole e partecipato, ma soprattutto a che l informativa sia onesta e trasparente tale da indurre realmente il paziente a decidere se partecipare o meno ad uno studio, di cui devono essere chiari gli obiettivi. Da diverso tempo è oggetto di studio da parte del Comitato il processo del consenso informato, tema che ad ogni seduta viene affrontato approfonditamente in occasione della disamina dei progetti proposti e che porta di frequente alla rivisitazione totale dei moduli, pur nella consapevolezza che l informativa andrebbe adeguata al soggetto cui viene proposto lo studio. In tale processo pertanto, il Comitato si pone garante non solo della validità etico-scientifica degli studi, ma anche delle modalità di raccolta del consenso, che non deve ridursi al solo contenuto della modulistica, ma soprattutto all accompagnamento alla comprensione che il professionista deve attuare nei confronti del paziente. A tal propon. 1 biostatistico (anche componente del CE) contratto per 20ore/sett Compilazione questionario annuale ISTAT Valutazione degli Emendamenti Monitoraggio amministrativo annuale cartaceo Predisposizione bozze dei pareri esitati dalle sedute di CE Relazione annuale attività del CE Inserimento studi/progetti in ARER A seguito dell entrata in vigore del D.M , che ha inteso omogeneizzare e armonizzare le modalità di inoltro della documentazione che i promotori devono presentare alle segreterie dei CE per il preliminare esame di ammissibilità della stessa e conseguente sottomissione al CE, si è reso necessario creare un sito riservato su cui compare la documentazione degli studi e di qualsiasi altro argomento posto all ordine del giorno (verbali, emendamenti, comunicazioni, programmi di eventi formativi e congressuali) e al quale i componenti accedono mediante password. Tale modalità di lavoro comporta un notevole impegno per la segreteria, ma ha permesso di eliminare in gran parte il cartaceo. Alle sedute gli sperimentatori vengono man mano invitati a presentare i protocolli di studio e nel caso vengano sollevate criticità queste vengono discusse e affrontate direttamente con l investigatore, che ovviamente, non è presente al momento della decisione. Il CE provinciale ai sensi di legge e per proprio regolamento esprime parere formale su ogni tipologia di studio (trials clinici, studi osservazionali, registri, studi di genetica e di farmacogenetica, studi con dispositivi, studi che indagano strategie terapeutiche, tecniche chirurgiche, strumenti diagnostici, ecc.) e comunque su ogni progetto che richieda a qualsiasi titolo il consenso del paziente sia alla partecipazione allo studio sia al trattamento dei dati personali, ex D.Lgs n. 196/2003 e della Deliberazione n. 52 del Garante del 24 luglio 2008, nonché ai sensi delle diverse Autorizzazioni del Garante in materia. Annualmente la segreteria del Comitato attiva il monitoraggio amministrativo di tutti gli studi che risultano in corso, predisponendo per ogni reparto l elenco degli studi di competenza e richiedendo alcune informazioni sullo stato dell arte degli studi stessi. Al termine del monitoraggio che consente l aggiornamento dei dati, viene predisposto un report al fine di presentare in Comitato l esito del monitoraggio stesso. Obiettivo dell attività del CE, sancito dalla normativa, è quello di garantire che la ricerca sia svolta correttamente e secondo criteri di correttezza metodologica, eticità e scientificità, evitando duplicazioni di studi che nulla aggiungono alle conoscenze disponibili e impedendo una scorretta allocazione e gestione di risorse. Compito dell organismo è quello di orientare la ricerca patient-centred, evitando l effettuazione di progetti inutili e proponendo scelte organizzativo-gestionali caratterizzate da eticità. Si è avvertito anche nel 2009 un sensibile aumento di studi, soprattutto indipendenti o non-profit, specialmente a seguito del D.M Prescrizioni e condizioni di carattere generale, relative all esecuzione delle sperimentazioni cliniche dei medicinali, con particolare riferimento a quelle ai fini del miglioramento della pratica clinica, quale parte integrante dell assistenza sanitaria che ha dato il via all attivazione dei Bandi AIFA. Tale opportunità offerta ai ricercatori ha inteso proporre e stimolare la ricerca indipendente corrispondente ai requisiti indicati nei Bandi, favorendo razionali che, oltre a rientrare nelle aree di interesse richieste, prevedessero il coinvolgimento di più centri e assegnando finanziamenti per la loro effettuazione, nel tentativo contestuale di responsabilizzare a precise e documentate rendicontazioni delle spese sostenute. Allo stesso tempo si è attribuita ai CE la responsabilità di ritenere che una sperimentazione rientri a tutti gli effetti sotto i requisiti prescritti dall art. 1 del Decreto 17 dicembre 2004, e in AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 263

264 sito il Comitato ha avviato in occasione delle sedute un vero e proprio approfondimento della lettura dei consensi informati facendone un area specifica di ricerca e modificandoli a favore della comprensione e della friendly reading. La segreteria del Comitato ha diversamente collaborato in varie sedi ai temi della ricerca, come nel gruppo di lavoro dell Area ricerca e Innovazione dell Aven, nell ambito dell ORIA (Osservatorio Ricerca e Innovazione Aziendale), che intende proseguire la ricognizione sistematica delle attività di ricerca e della conseguente produzione scientifica. L attività del CE si integra con la Legge regionale n. 29/2004, nel cui contesto tale organismo, se pur indipendente nell esprimere i pareri sugli studi, si concatena con gli altri meccanismi del processo volti a garantire il diritto del cittadino-paziente ad essere al centro dell attività assistenziale, al centro di una ricerca paziente-orientata, al centro del processo di decision making, al centro di una corretta e comprensibile informazione, al centro di un assistenza che è sempre più integrata con la ricerca, quale miglioramento delle strategie terapeutiche da traslare appunto nella pratica clinica. Dai needs dei pazienti devono scaturire i quesiti di ricerca che vadano a costituire l agenda di ricerca. La roadmap deve essere orientata e governata sulla base delle priorità espresse in primis dai pazienti stessi, fruitori principali e destinatari dell intero processo. Nell ambito dell attivazione dell Anagrafe regionale della ricerca la segreteria del Comitato partecipa agli incontri regionali, in quanto responsabile dell inserimento dei progetti esaminati dal Comitato e la cui tracciabilità sia da punto di vista della tipologia che dal punto di vista economico è garantita dal database regionale. Come già descritto la segreteria del Comitato da tempo registra anche informaticamente mediante un database tutti gli studi esaminati, restituendo informazioni sia al Comitato che ad altri destinatari mediante reportistiche contenenti nel dettaglio caratteristiche, tipologie di studi, promotori, centri sperimentali, ecc. L acquisizione del nuovo database ha implementato tali informazioni e arricchito la quantità e la qualità delle informazioni che si intendono ricavare dai 264 progetti registrati. Peraltro le informazioni previste da questo sistema informatico ricomprendono quelle richieste dal database regionale. All interno del gruppo di lavoro dell area ricerca e innovazione dell AVEN il componente presente per il CE prov.le di RE aveva sottolineato l utilità e l opportunità della condivisione da parte dei CE delle aziende afferenti all AVEN di un unico database degli studi esaminati, al fine di condividere le stesse informazioni e al fine di produrre reportistica comune, sempre nel rispetto della confidenzialità dei protocolli, ai sensi di legge (D.M ). A tal proposito si rileva che la segreteria del CE prov.le ha contribuito fattivamente al documento dossier I comitati etici locali in Emilia-Romagna pubblicato dall ASSR, in quanto la responsabile della segreteria ha fatto parte del Writing Committee preposto alla stesura del documento, che ha condensato anni di lavoro condotto da gruppi di lavoro dedicati all esame di specifiche e variegate tematiche e criticità individuate dagli stessi rappresentanti dei CE regionali. Pertanto, a diversi livelli e ai diversi tavoli che afferiscono all area della Ricerca e Innovazione il Comitato Etico Provinciale è presente mediante alcune figure della segreteria in una costruttiva collaborazione che vuole essere propositiva e sempre finalizzata e orientata verso ricerche qualitativamente valide e scientificamente rilevanti da condursi nella salvaguardia dei diritti dei pazienti con particolare attenzione agli aspetti etici che ne derivano soprattutto sul piano del rapporto medico-paziente che nella fattispecie si concretizza nel processo della raccolta del consenso del paziente alla partecipazione allo studio, che deve essere sempre più condivisa e veramente partecipata. Nella consapevolezza che tale obiettivo è possibile solo a seguito di una corretta, onesta e chiara informazione sullo studio proposto, si è certi che solo in tale modo il percorso decisionale sarà veramente e correttamente compiuto e per questo il CE provinciale ha fatto di tale tematica, in occasione delle sue sedute, un ambito di ricerca al fine di individuare strumenti efficaci per il perseguimento di questo obbiettivo. A riprova di ciò già nel 2009 il Comitato Etico provinciale aveva commissionato l attivazione di un progetto volto alla ricognizione delle varie modalità di raccolta del consenso, di valutazione e di implementazione di nuovi modelli, nonché alla revisione dell attuale procedura aziendale. Si voleva quindi osservare e fotografare la situazione esistente. A tale proposito il Comitato finanzia una borsa di studio con uno psicologo, che svolge la ricerca in collaborazione con l Ufficio Sistemi Qualità dell ASMN. La scelta di tale figura è motivata dalle competenze possedute soprattutto in funzione delle interviste da LE ATTIVITÀ DEL CE SI CONCATENA CON GLI ALTRI MECCANISMI DEL PROCESSO VOLTI A GARANTIRE IL DIRITTO DEL CITTADINO- PAZIENTE AD ESSERE AL CENTRO DELL ATTIVITÀ ASSISTENZIALE, AL CENTRO DI UNA RICERCA PAZIENTE- ORIENTATA, AL CENTRO DEL PROCESSO DI DECISION MAKING somministrare agli utenti e agli operatori e alla relativa analisi dei contenuti. I risultati raccolti verranno pubblicati, ma solo dopo la restituzione dei risultati stessi agli operatori dei dipartimenti interessati da questa prima fase del progetto, che nel 2011 proseguirà in una seconda fase che riguarderà solo l ambito sperimentale, secondo le indicazioni del CE provinciale che ha nominato un gruppo di lavoro, coordinato dal componente biostatistico del Comitato stesso e composto da alcuni membri del CE prov.le e da figure di entrambe le aziende sanitarie (Ufficio Sistemi Qualità dell ASMN e S.C. di Epidemiologia dell AUSL) con esperienza nell ambito della comunicazione e dei rischi. A tale gruppo di lavoro il Comitato ha chiesto di elaborare alcune proposte di intervento o di indagine circoscritte all ambito sperimentale, a partire dai dati raccolti. 6.3 GARANZIE DI TRASPARENZA

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267 7 OBIETTIVI SPECIFICI DI PARTICOLARE RILEVANZA ISTITUZIONALE In questo capitolo conclusivo viene presa in esame l attività istituzionale svolta per il perseguimento di obiettivi specifici e di particolare rilevanza in accordo con i principali documenti aziendali. Tra gli obiettivi assegnati alla Direzione Aziendale dalla Giunta Regionale grande importanza viene assegnata al percorso di costituzione a IRCCS AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 267

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269 7.1. VERSO IL RICONOSCIMENTO IRCCS Il percorso verso il riconoscimento IRCCS si è caratterizzato per le seguenti fasi Nel corso del 2010, sono proseguite le attività finalizzate al riconoscimento dello stato giuridico di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) in Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia, di cui alla DGR 184/2009, con la quale l Assemblea Regionale dell Emilia Romagna riconosceva all Azienda Ospedaliera Arcispedale S. Maria Nuova il possesso di tutti i requisiti richiesti per il riconoscimento stesso. Esso, ai sensi del DLGS 288/2003, prevede una valutazione preliminare da parte di una Sottocommissione Ministeriale di esperti designata dalla Commissione Nazionale per la ricerca sanitaria (CNR), da effettuare a seguito di una site visit ed il successivo parere favorevole del Ministero, formalizzato con Decreto a firma del Ministro e del Presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. La site visit si è tenuta in data 28 luglio 2010; a seguito dell esito positivo della stessa la CNR ha riconosciuto le caratteristiche scientifiche dell Arcispedale S. Maria Nuova. Con nota dell il Ministero dell Economia e Finanze ha espresso il proprio parere favorevole in merito all ulteriore corso dell iter per il riconoscimento in IRCCS. In data , il Ministero della Salute ha trasmesso tutta la documentazione alla Conferenza Stato-Regioni per l acquisizione del parere definitivo ed in data 12 aprile 2011 è avvenuta la pubblicazione in G.U. 1. Indicatori di Struttura Nel corso del 2010, il costituendo IRC- CS si è caratterizzato per l acquisizione di strutture e personale finalizzati a consolidare l Infrastruttura per la Ricerca (IR), una struttura che ha l obiettivo di fornire supporto metodologico, NEL CORSO DL 2010 SONO PROSEGUITE LE ATTIVITÀ FINALIZZATE AL RICONOSCIMENTO GIURIDICO DI ISTITUTO DI RICOVERO E CURA A CARATTERE SCIENTIFICO (IRCCS) IN TECNOLOGIE AVANZATE E MODELLI ASSISTENZIALI IN ONCOLOGIA tecnico e consulenze alle attività di ricerca dell intero ospedale, con particolare attenzione ai progetti pertinenti le 3 linee di ricerca dell IRCCS (Paziente oncologico complesso, Tecnologie Avanzate, Modelli Assistenziali). La disponibilità di studi presso l edificio Spallanzani (6 nuove stanze utilizzate dalla Infrastruttura della ricerca) e l acquisizione di arredi e materiale informatico ha permesso al personale di utilizzare spazi destinati a questa funzione, di fatto riconducibile all area nella quale si svilupperanno e consolideranno le attività della futura Direzione Scientifica dell Ospedale e dell IRCCS. Sono stati sottoscritti contratti di collaborazione e consulenze con professionisti che, per competenze metodologiche e capacità gestionali, supporteranno i professionisti dell Azienda nelle loro attività di ricerca. L IR ha acquisito competenze statistiche, epidemiologiche ed oncologiche che integrano quelle dei professionisti operanti presso la Biblioteca Medico-Scientifica, quelle del Sistema Qualità e della Segreteria del Comitato Etico. E stata anche costituita una Segreteria della Direzione Scientifica per informare ed aggiornare i professionisti su eventi e scadenze inerenti i bandi per la ricerca e per aggiornare costantemente la registrazione dei nuovi studi. L obiettivo è quello di identificare il prima possibile e registrare tutte le attività di ricerca dell Ospedale e dell IRCCS, al fine di creare un flusso di informazioni su strutture (cosa si utilizza), progetti (cosa si fa) e risultati (cosa si ottiene) per valutare e monitorare la ricerca e poterla, così, governare, soddisfacendo le richieste del Ministero e della Regione in modo esaustivo e integrato Sono stati, inoltre, attivati lo Sportello Statistico Metodologico (SMS) e il Gruppo Interdisciplinare (GI) con ulteriori funzioni si supporto per tutti gli operatori dell Ospedale coinvolti in attività di ricerca. Il GI comprende circa 30 fra medici, statistici, biologi, infermieri, psicologi: solo una partecipazione ampia e multidisciplinare alle attività, consente alla ricerca di essere pienamente traslazionale, trasferendo i suoi risultati in nuove opportunità cliniche ed assistenziali per i pazienti.. 2. Indicatori di processo Nel corso del 2010 si è consolidato il Gruppo di Coordinamento della Ricerca (GCR), composto dai Responsabili delle 3 linee di Ricerca, da professionisti impegnati nel campo oncologico ed ematologico, biologico-molecolare, medico-legale e da altri professionisti dell ASMn e dell AUSL: esso si prefigge l obiettivo di individuare i temi della ricerca, condividere le criticità e comunicare ai professionisti i progressi ottenuti. In particolare, nel corso del 2010, esso ha fornito indirizzi al Coordinatore della Ricerca e ha condotto un lavoro di approfondimento su modelli e metodi da utilizzare per valutare e finanziare la ricerca intra-ospedaliera; inoltre, gli è stato affidato il compito di sviluppare un piano della ricerca per il triennio , su cui impostare eventualmente un bando di ricerca intra-aziendale. Accanto al GCR è stato avviato il GI che, mediamente due volte al mese, si riunisce per condividere le idee, i progetti e le proposte di ricerca elaborati ed inviati dai professionisti dell Azienda. LE 3 LINEE DI RICERCA DELL IRCCS PAZIENTE ONCOLOGICO COMPLESSO TECNOLOGIE AVANZATE "MODELLI ASSISTENZIALI" Questa attività si affianca ad un altra risorsa, progettata nel 2009 e potenziata nel corso del 2010: lo Sportello Statistico Metodologico (SSM), il cui compito è supportare i professionisti dell Azienda che desiderino sviluppare progetti di ricerca. A cura del Coordinatore della Ricerca, AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 269

270 si sono sviluppati modelli di analisi dei processi e degli esiti della ricerca per impostare i percorsi e i flussi del workflow della ricerca aziendale, che saranno interfacciati, a seguito del riconoscimento, con quelli ministeriali. 3. Indicatori di esito È stato prodotto un modello di valutazione della performance scientifica dei ricercatori, con relativa griglia valutativa e report. Il Report permette la valutazione dell impatto della Ricerca in termini di esito (numero di pubblicazioni per singolo ricercatore e per singola Unità operativa, Impact Factor (IF) grezzo e normalizzato delle pubblicazioni: esso consiste nel calcolo del numero di volte che un articolo viene citato in altri lavori e consente l indicizzazione di tutti gli articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali simili per contenuti anche se appartenenti a discipline diverse. Rappresenta, quindi, un indicatore della produzione scientifica di un ricercatore e del valore delle sue pubblicazioni. E stato, inoltre, progettato un percorso di identificazione, registrazione, presa in carico, valutazione e tutoraggio dei progetti di ricerca, con particolare attenzione a quelli investigator-driven ( progetti di ricerca non-for-profit, quelli da cui maggiormente emerge il dinamismo, la creatività e l eccellenza dei ricercatori) i cui supporti sono rappresentati dalla Segreteria Scientifica, dallo Sportello Statistico-metodologico e dal Gruppo Interdisciplinare. 4. Cronologia degli eventi : site visit della Sottocommissione ministeriale : parere favorevole del Ministero dell Economia e Finanze in merito all ulteriore corso dell iter per il riconoscimento in IRCCS. In data , il Ministero della Salute ha - 23 novembre 2010: seminario sulla ricerca alla presenza del Ministro della Salute : trasmissione della documentazione alla Conferenza Stato- Regioni per l acquisizione del parere definitivo, da parte del Ministero della Salute 5. Formazione per la ricerca Tra gli obiettivi dell Azienda, nell ambito del riconoscimento IRCCS, la diffusione della formazione alla ricerca, costituisce uno dei programmi più articolati e capillari. A tal fine sono stati attivati: - un corso di statistica introduttiva (5 incontri) - un corso di statistica a v a n z a t a (6 incontri) - sono stati programmati incontri sulla c o n d u - zione della ricerca pre-clinica, clinica e traslazionale. 6. La comunicazione Accanto agli eventi ed ai progetti intrapresi, l Azienda ha posto una particolare attenzione all informazione ed alla comunicazione degli eventi correlati al percorso di avvicinamento al riconoscimento in IRCCS. Il sito dell azienda è stato costantemente aggiornato con documenti e notizie riguardanti le tappe e le iniziative del 2010, al fine di rendere partecipi tutti i professionisti e gli operatori dell Azienda dell evoluzione di un progetto rilevante per l ospedale e strategico per la Sanità della OLTRE ALL INFRASTRUTTURA PER LA RICERCA, IL PRESIDIO IRCCS È COSTITUITO DA 2 DIPARTIMENTI: ONCOLOGICO E TECNOLOGIE AVANZATE TRA GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA, NELL AMBITO DEL RICONOSCIMENTO IRCCS, LA DIFFUSIONE DELLA FORMAZIONE ALLA RICERCA, COSTITUISCE UNO DEI PROGRAMMI PIÙ ARTICOLATI E CAPILLARI nostra provincia. Un ampia e multidisciplinare partecipazione alla costruzione dell IRCCS è decisiva per far sì che il riconoscimento non si riduca ad un fatto formale, ma costituisca il consolidamento di prerogative già esistenti e l occasione di rilancio dell ospedale stesso su obiettivi di rilevanza regionale e sul terreno di collaborazioni attive e proficue con i ricercatori dei principali Istituti italiani ed europei. 7. La struttura dell IRCCS Oltre all Infrastruttura per la ricerca, il Presidio IRCCS è costituito da 2 Dipartimenti: Oncologico e Tecnologie avanzate: Del primo fanno parte le seguenti Strutture: Anatomia Patologica Ematologia Laboratorio di Genetica Medicina Trasfusionale Oncologia Laboratorio di Biologia Molecolare Screening per la prevenzione dei tumori del collo dell utero. Del secondo, fanno parte Fisica Medica Endoscopia Digestiva Medicina Nucleare Radioterapia 1. Attività innovative Di seguito, si segnalano alcune attività di particolare rilevanza per il loro contenuto di innovatività, in quanto pur appartenendo all area assistenziale rappresentano una parte integrante della attività di ricerca traslazionale, clinica e sanitaria del candidato IRCCS. a. Procedure diagnostiche o terapeutiche innovative Tecniche di trattamento guidate dall immagine (Tomotherapy) Ottimizzazione del processo radioterapico e cartella clinica elettronica (Sistema informativo di Radioterapia) Tecniche di imaging multimodale nelle procedure di pianificazione e valutazione delle Terapie Radianti (RM, PET/CT, TC) Tecniche di trattamento intraoperatoria sulla mammella (IORT) Diagnostica delle neoplasie neuroendocrine e dotate di recettori per la somatostatina con Gallio 68 per la diagnosi, In-111 per la dosimetria e Y 90 e LU 177 per la terapia. Determinazione delle concentrazione cellulare attraverso F-18 Colina nei tumori prostatici e cerebrali. Trattamento lesioni pre-cancerose esofagee (esofago di Barrett) Tecniche ecoendoscopiche (ecoendoscopia, ecoendoscopia intraduttale ad alta frequenza, EUS-FNAB) Microarray di genotipizzazione e di VERSO IL RICONOSCIMENTO IRCCS

271 espressione. Determinazione di profili di metilazione del DNA di vari geni oncogenetici, oncosoppressori e di riparazione. b. Banche biologiche Laboratorio di Crio-Conservazione di cellule staminali emopoietiche e tipizzazione HLA Archivio dei blocchetti dell Anatomia Patologica Tissue Bank Linfomi Banca di tessuti inclusi in paraffina c. Laboratori di ricerca Laboratorio di Biologia Molecolare; Laboratorio di Genetica Medica; Laboratori di Fisica Medica, Imaging e Sistemi Esperti; Laboratorio di Tipizzazione Tissutale e Criobiologia; Laboratorio IstoCito-Gene Profiling; Laboratorio Hi-tech Imaging Endoscopico; Laboratorio Radio Chimica Molecolare; Laboratorio di Informatica Medicale; Laboratorio Farmaceutico e Centrale Antiblastici Altri laboratori, attivati da specifica convenzione, sono collocati presso l Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (IRFMN) ed in particolare nel contesto del: 1. Dipartimento di Biochimica e Farmacologia Molecolare - Laboratorio di Biologia Molecolare; 2. Laboratorio di Farmacologia Molecolare; 3. Dipartimento di Oncologia - Laboratorio di Farmacologia Antitumorale. Altri servizi a supporto della ricerca, interni all Azienda Ospedaliera, caratterizzati per una prevalente attività a favore dei progetti e prodotti della ricerca sono di seguito elencati: 1. Unità di Epidemiologia Clinica; 2. Tecnologie Biomediche per la Ricerca; 3. Biblioteca Medica Ricerca Documentale; 4. Segreteria Scientifica Studi Clinici e Comitato Etico 5. Settore Metodologia Studi Clinici e Ricerca 8. L interazione con altri Enti e strutture Nel 2010 sono stati riconfermate collaborazioni con L Istituto Mario Negri, con il CRO di Aviano ed attivate collaborazioni con l Università di Modena e Reggio Emilia. WEBCAM CENTRO ONCOEMATOLOGICO REGGIO EMILIA Dal progetto al cantiere: disponibili per i cittadini le fasi di realizzazione del Centro AZIENDA OSPEDALIERA S.MARIA NUOVA DI REGGIO EMILIA 271

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273 CONCLUSIONI DEL DIRETTORE GENERALE Non vi sono dubbi sul fatto che nel 2010 gli obiettivi previsti siano stati raggiunti. I principali sono così sintetizzabili: è stato rispettato l equilibrio di bilancio indicato dalla Regione Emilia Romagna si è consolidata la forte crescita di investimenti e personale realizzata negli anni dal 2006 al 2009 sono state completate le procedure per il riconoscimento dell ASMN quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, con particolare riferimento all espletamento della site visit effettuata dai Commissari Ministeriali è stato completato l iter per la realizzazione del Centro Oncoematologico di Reggio Emilia (CO-RE). In sintesi: il 2010 è stato un anno caratterizzato dalla riduzione del finanziamento del Servizio sanitario a causa della crisi, ma l ASMN ha rispettato gli impegni di bilancio, ha consolidato la crescita e ha creato i presupposti per realizzare i grandi progetti per il futuro. Il 2011 si presenta come un anno ancor più difficile in quanto il finanziamento del SSN sarà ulteriormente ridotto. In questo quadro economico finanziario si dovrà avere grande attenzione alla dinamica dei costi. E determinante che sia evitata la necessità di effettuare tagli, fermo restando che, nel 2011, si dovrà completare, nella seconda parte dell anno, l ampliamento dell Ala Sud, con il trasferimento delle strutture interessate. Così come si dovrà aprire il cantiere per la realizzazione del CO-RE e si dovrà concludere l iter per il riconoscimento dell ASMN quale Istituto di Ricerca. Nel 2011 si dovrà anche riflettere sull attualità del modello organizzativo aziendale e valutare se vi sono gli estremi per avviare una graduale riorganizzazione. Saranno i professionisti dell Azienda, innanzitutto, a esplorare questa opportunità. Ivan Trenti Direttore Generale

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275 Ringraziamenti Il presente documento è frutto del prezioso contributo delle seguenti strutture: - Servizio Controllo di Gestione e Marketing - Direzione Medica Operativa - Direzione Professioni Sanitarie - Infrastruttura ricerca Qualità e Statistica - Servizio Formazione ed Innovazione Clinica - Servizio Bilancio e Finanza - Servizio Gestione del Personale - Servizio Affari Istituzionali, Legali e Comunicazione - Servizio Farmaceutico - Servizio Informatica - Servizio Tecnologie Biomediche La Direzione Aziendale dell Arcispedale Santa Maria Nuova ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla stesura del Bilancio di Missione Progetto a cura del Servizio Controllo Gestione e Marketing Stampato su carta proveniente da foreste controllate Stampa a cura di Tipografia San Martino - San Martino in Rio (RE) Redatto Giugno 2011