La macellazione. in Italia nel 2001 N O T I Z I A R I O. Supplemento al numero 13/2002. a cura di Giuseppe Messina

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1 N O T I Z I A R I O Supplemento al numero 13/2002 La macellazione in Italia nel 2001 a cura di Giuseppe Messina UNIONE IMPORTATORI ESPORTATORI INDUSTRIALI COMMISSIONARI GROSSISTI INGRASSATORI MACELLATORI SPEDIZIONIERI CARNI BESTIAME PRODOTTI DERIVATI Roma - Viale dei Campioni, 13 Tel (r.a.) Telefax Sito internet:

2 Indice Indice... 2 La macellazione in Italia nel In calo le macellazioni bovine e ovine - Bovini Suini Ovini-caprini Equini Struzzi... 5 La struttura di macellazione... 6 Tabelle Tabella 1 - Le macellazioni in Italia nel Tabella 2 - Le macellazioni bovine... 8 Tabella 3 - Evoluzione delle macellazioni bovine... 9 Tabella 4 - Evoluzione delle macellazioni suine Tabella 5 - Evoluzione delle macellazioni ovi-caprine Tabella 6 - Evoluzione delle macellazioni equine Tabella 7 - Numeri di macelli per tipologia e per regione Tabella 8 - Numeri di macelli per specie e per regione Tabella 9 - Numero di macelli bovini per classi di capi e regione Tabella 9bis - Numero di macelli specializzati in bovini per classi di capi e regione Tabella 10 - Numero di macelli suini per classi di capi e regione Tabella 10bis - Numero di macelli specializzati in suini per classi di capi e regione Tabella 11 - Numero di macelli ovi-caprini per classi di capi e regione Tabella 11bis - Numero di macelli specializzati in ovi-caprini per classi di capi e regione Tabella 12 - Numero di macelli equini per classi di capi e regione Tabella 12bis - Numero di macelli specializzati in equini per classi di capi e regione... 18

3 LA MACELLAZIONE IN ITALIA NEL 2001 In calo le macellazioni bovine e ovine Dall analisi dei dati statistici ufficiali diffusi dall ISTAT relativi alle macellazioni italiane del 2001, emerge un quadro segnato dalle crisi della BSE (per quanto riguarda il settore bovino) e della blue tongue (per quanto concerne il settore ovi-caprino) che hanno condizionato negativamente il settore zootecnico. Il dato riferito al settore bovino-bufalino fa registrare rispetto all anno precedente una diminuzione del 4,13% nel numero dei capi macellati, mentre la diminuzione è più sensibile per il settore ovino (-5,5%). In controtendenza risultano le macellazioni dei suini (+2,48%) e degli equini che manifestano un aumento del 19,42%. Il peso della carcassa rilevato alla macellazione degli animali risulta in aumento, rispetto ai valori del 2000, del 2,32% per i bovini e i bufalini, del 3,70% per gli equini e dello 0,24% per i suini, mentre diminuisce per gli ovi-caprini (- 0,67%). Nella tabella 1 viene fornito il quadro completo dei dati relativi al periodo gennaio-dicembre BOVINI L analisi all interno delle categorie pone in luce un andamento disomogeneo relativamente al numero dei capi macellati: o i vitelli risultano praticamente invariati (-0,08%), o i vitelloni ed i manzi segnano un aumento del 3,6 %, o i buoi registrano un incremento del 48,59%, o le vacche, le scottone ed i tori mostrano una sensibile diminuzione (rispettivamente - 26,94%, -10,68% e -14%). L ISTAT ha rilevato, analizzando la serie delle variazioni percentuali mensili rispetto al 2000, che nel gennaio 2001 si è avuto un picco negativo del 35,6%, in particolare per le vacche si è registrata una diminuzione del 75,4%, a seguito dell insorgenza della BSE che nel nostro Paese ha fortemente influenzato i consumi. A partire dal mese di marzo, comunque, si è avuta una netta ripresa che nel mese di giugno ha presentato una variazione negativa dello 0,5% per i bovini e dell 8,1% per le vacche. Dopo una ulteriore contrazione a luglio, che ha interessato la sola categoria delle vacche, si è verificata una crescita costante con un culmine nel mese di novembre (+22,5% per il totale bovini e +9,5% per le vacche). Con riferimento alle macellazioni degli animali di età superiore ai 30 mesi (vacche, buoi, scottone e bufale) si deve opportunamente segnalare che ai dati dell ISTAT devono essere sommati circa capi macellati nel corso primo semestre del 2001 in applicazione del regolamento (CE) n. 2777/2000 che disciplinava l acquisto da parte dell AGEA, per la successiva distruzione, degli animali non sottoposti ai test BSE. UNICEB La macellazione in Italia nel

4 La diminuzione di capi, rispetto al numero dei capi macellati nell anno precedente, porta a due il numero degli anni caratterizzati da una consistente diminuzione nel numero dei bovini e bufalini macellati, rispetto all inversione nell andamento manifestata nel 1999 (vedi tabelle n 2 e n 3). Con riferimento al peso vivo medio viene registrato un incremento generale (+1,13%), fatta eccezione per le scottone e i buoi che riportano una diminuzione, rispettivamente, dell1,87% e del 7,60%. Il peso medio delle carcasse registra incrementi per vitelli, vitelloni, manzi, buoi e tori mentre quello delle scottone e delle vacche manifesta una variazione negativa. Per i bufalini è da evidenziare una diminuzione di capi macellati, con conseguente decremento di 415 tonnellate nel peso morto ed un aumento del 4,03% del peso medio degli animali vivi. SUINI L analisi del numero dei capi macellati manifestata un andamento in aumento per tutte e tre le categorie: +3,09% per i lattonzoli ( capi), + 1,61% per i magroni ( capi) e + 2,52% per i grassi ( capi). Riprende l incremento nel numero complessivo dei capi macellati che nell anno precedente aveva registrato una flessione dopo tre anni di aumenti (tabella n 4). Il peso vivo medio degli animali risulta in aumento dello 0,27%, registrando una diminuzione per i soli magroni (-2,63%). I valori dei pesi medi delle carcasse mostrano un incremento del 4,35% per i lattonzoli e dello 0,34% per i grassi, contro una diminuzione del 2,54% relativa ai magroni. OVI-CAPRINI Il numero dei capi macellati nel corso del 2001 mostra una sensibile diminuzione per gli ovini (-5,48%, pari a capi) ed un forte incremento (+16,72%) per i caprini ( capi). Negli ovini risulta maggiore la diminuzione per le pecore (-16,83%) rispetto a quella degli agnelloni (-13,68%), dei montoni (-2,98%) e degli agnelli (-2,20%). Un diverso andamento si ha nei pesi medi degli ovini, fatta eccezione per pecore e castrati, dove gli agnelli riportano un incremento dei pesi dell 11,50%, gli agnelloni dell 1,91% ed i montoni del 19,78%. La diminuzione del peso carcassa è pari, in complesso, a 3.718,2 tonnellate con toni più accentuati nei valori delle pecore ( ,4 t) rispetto a quelli degli agnelloni ( ,4 t). L andamento delle macellazioni degli ovi-caprini viene riportato nell allegata tabella n 5. UNICEB La macellazione in Italia nel

5 EQUINI Nel corso del 2001 resta confermato il trend positivo già evidenziato da tempo, registrando un forte aumento nel numero dei cavalli macellati ( ), contro una diminuzione di 70 capi per muli e bardotti e di 504 capi per gli asini. Il settore equino registra un aumento dello 0,44% del peso medio degli animali ed un aumento del 3,70% del peso carcassa degli stessi. Si rimanda alla tabella n 6 per il grafico relativo all evoluzione degli equini macellati. STRUZZI Per la prima volta l ISTAT ha ufficializzato i dati delle macellazioni italiane degli struzzi che ammontano complessivamente a capi, per un peso in carcasse pari a 326,6 tonnellate. Il peso medio carcassa risulta pari a 35,3 kg. UNICEB La macellazione in Italia nel

6 LA STRUTTURA DI MACELLAZIONE L ISTAT ha provveduto ad aggiornare il dato relativo alla struttura degli impianti di macellazione sulla scorta delle comunicazioni inviate mensilmente dai macelli in obbligo alle Direttive (CE) n. 93/23, 93/224 e 93/95, considerando solo gli impianti che hanno svolto attività di macellazione nel corso dell anno 2000 ed escludendo quei macelli risultati definitivamente o temporaneamente chiusi. Sono risultati operanti in Italia, secondo le risultanze di tale indagine (tabella 7), macelli (32 impianti in più rispetto all indagine del 1999), dei quali: in possesso del bollo CEE (16%), a capacità limitata (82%), - 52 ancora in regime di deroga nazionale (2%). Il 75% (1.939) degli impianti risulta essere localizzato nelle regioni settentrionali, l 8% (210) nelle regioni centrali ed il 17% (446) nel mezzogiorno (sud ed isole). L insediamento degli impianti di macellazione, fortemente condizionato dall ubicazione degli allevamenti, risulta particolarmente concentrato nelle regione del nord ed è caratterizzato da una capacità di macellazione medio-piccola. In alcuna regioni del mezzogiorno non risultano presenti strutture specializzate. Sul totale dei macelli operanti, l 85% è di tipo privato (2.202) ed il 15 % (393) risulta di tipo pubblico. Il quadro riepilogativo (tabella 8) delle strutture di macellazione In funzione delle specie, del possesso del bollo CE e della specializzazione (cioè di quegli impianti che macellano una sola specie) mostra una netta predominanza di quelli che macellano bovini (85%): Specie Totale Di cui con bollo CE Specializzati Di cui con bollo CE Bovina Suina Ovina Equina Si riportano, inoltre, le tabelle (da 9 a 13) nelle quali vengono riepilogate in relazione al numero dei capi macellati ed alla specializzazione, in funzione della specie, le strutture di macellazione oggetto dell indagine. E interessante rilevare che per tutte le specie, nonostante i vincoli legislativi e l evoluzione tecnologica degli impianti di macellazione, il nostro Paese risulta ancora fortemente caratterizzato da una struttura polverizzata e con una impronta artigianale. UNICEB La macellazione in Italia nel

7 Tabella 1 Categorie Capi % var Peso vivo Peso medio % var Peso morto % var Resa Peso medio % var su 2000 in tonn vivo in kg su 2000 in tonn su 2000 kg morto in kg su 2000 Vitelli , ,5 238,7 0, ,0 0,11 59,50% 142,0 0,19 Vitelloni maschi e manzi , ,9 581,7 1, ,7 6,08 58,20% 338,7 2,40 Vitelloni femmine , ,3 443,5-1, ,8-10,97 56,10% 248,8-0,33 Buoi , ,4 483,7-7, ,5 42,05 55,70% 269,2-4,40 Tori , ,6 655,2 3, ,6-8,14 57,20% 374,6 6,82 Vacche , ,3 547,8 4, ,6-25,30 47,50% 260,5 2,24 BOVINI , ,0 469,6 1, ,2-1,86 56,70% 266,3 2,32 Vitelli bufalini ,51 88,2 222,2 19,84 50,6-65,95 57,40% 127,5 23,85 Bufale ,39 955,4 493,0 7,19 481,2-40,62 50,40% 248,3 8,74 Altri bufalini ,30 970,3 368,7-9,77 521,8 2,60 53,80% 198,3-4,38 BUFALINI , ,9 405,5 4, ,6-28,21 52,30% 212,1 7,62 BOVINI e BUFALINI , ,9 469,5 1, ,8-1,89 56,70% 266,3 2,34 Lattonzoli , ,8 14,5 4, ,5 7,58 79,80% 11,6 4,35 Magroni , ,5 81,6-2, ,9-0,97 78,30% 63,9-2,54 Grassi , ,7 156,8 0, ,8 2,87 80,10% 125,6 0,34 SUINI , ,0 143,3 0, ,2 2,73 80,00% 114,7 0,24 Agnelli , ,0 12,4 11, ,2 5,15 58,50% 7,2 7,51 Agnelloni , ,2 23,8 1, ,1-16,42 53,20% 12,6-3,18 Castrati ,69 446,8 40,9-14,28 238,9 38,33 53,50% 21,9-16,01 Pecore , ,5 41,5-2, ,5-20,55 48,40% 20,1-4,47 Montoni ,98 747,1 56,9 19,78 383,7 18,65 51,40% 29,2 22,29 OVINI , ,6 16,9 2, ,4-5,69 55,00% 9,3-0,23 Capretti e caprettoni , ,3 9,8-1, ,0 16,74 59,10% 5,8-4,24 Capre , ,6 36,0 1, ,8-0,96 49,00% 17,6 1,36 Becchi ,85 268,5 48,6 11,64 131,3 66,41 48,90% 23,8 11,05 CAPRINI , ,4 15,1-5, ,1 9,89 54,20% 8,2-5,85 OVINI E CAPRINI , ,0 16,8 1, ,5-4,86 55,00% 9,2-0,67 Cavalli , ,0 420,7 0, ,2 24,03 53,70% 225,9 3,45 Muli e Bardotti ,48 39,3 295,5-2,46 19,5-35,86 49,60% 146,6-2,10 Asini ,39 434,8 207,5 9,66 225,3-9,70 51,80% 107,5 12,03 EQUINI , ,1 419,1 0, ,0 23,83 53,70% 225,0 3,70 STRUZZI ,2 87,4 326,6 40,30% 35,3 Elaborazioni UNICEB su dati ISTAT Le macellazioni in Italia nell'anno 2001

8 Tabella 2 ITALIA : MACELLAZIONI BOVINE Peso espresso in tonnellate VITELLI GIOVENCHE VACCHE VITELLONI E MANZI BUOI E TORI TOTALE ADULTI TOTALE BOVINI BUFALINI TOTALE GENERALE ANNO CAPI PESO CAPI PESO CAPI PESO CAPI PESO CAPI PESO CAPI PESO CAPI PESO CAPI PESO CAPI PESO MORTO MORTO MORTO MORTO MORTO MORTO MORTO MORTO MORTO * * Nel corso del 2001 in applicazione del regolamento (CE) 2777/2000 sono stati macellati capi di età superiore ai 30 mesi, che non sono compresi nella statistica ISTAT. Elaborazioni UNICEB su dati ISTAT

9 ITALIA: Evoluzione macellazioni bovine e bufaline Anni Tabella Anno Elaborazioni UNICEB su dati ISTAT CAPI

10 Tabella 4 LATTONZOLI E ANNO MAGRONI GRASSI TOTALE GENERALE ITALIA: Evoluzione macellazioni suine Anni capi Anno Elaborazioni UNICEB su dati ISTAT

11 TABELLA 5 CAPI ITALIA: Evoluzione macellazioni ovi-caprine Anni ANNO AGNELLI OVINI AGNELLONI E PECORE E CASTRATI MONTONI TOTALE CAPRINI CAPRETTI E CAPRE E CAPRETTONI BECCHI TOTALE TOTALE OVI- CAPRINI CAPI Elaborazioni UNICEB su dati ISTAT Anno

12 TABELLA 6 ITALIA: Evoluzione macellazioni equine ANNO CAVALLI ASINI, MULI BARDOTTI TOTALE GENERALE Anni capi Elaborazioni UNICEB su dati ISTAT Anno

13 Tabella 7 - Numero di macelli per tipologia e per regione - anno 2000 MACELLI PRIVATI MACELLI PUBBLICI TOTALE REGIONI bollo capacità in bollo capacità in GENERALE CEE limitata deroga TOTALE CEE limitata deroga TOTALE Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia.Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Fonte: elaborazioni UNICEB su dati ISTAT CAPACITA' LIMITATA MACELLI PUBBLICI: CAPACITA' LIMITATA 20 IN DEROGA 369 BOLLO CEE MACELLI PRIVATI: BOLLO CEE IN DEROGA

14 Tabella 8 - Numeri di macelli per specie e per regione - anno 2000 REGIONI BOVINI SUINI totali di cui CEE specializzati di cui CEE totali di cui CEE specializzati di cui CEE Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno REGIONI OVI-CAPRINI EQUINI totali di cui CEE specializzati di cui CEE totali di cui CEE specializzati di cui CEE Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Fonte: elaborazioni UNICEB su dati ISTAT

15 Tavola 9 - Numero di macelli bovini per classi di capi e regione - anno 2000 Classi di capi REGIONI Meno di da 500 da 1000 da da da TOTALE 500 a 999 a 4999 a a ed oltre Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Tavola 9 bis - Numero di macelli specializzati in bovini per classi di capi e regione - anno 2000 Classi di capi REGIONI Meno di da 500 da 1000 da da da TOTALE 500 a 999 a 4999 a a ed oltre Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Fonte: elaborazioni UNICEB su dati ISTAT

16 Tavola 10 - Numero di macelli suini per classi di capi e per regione - anno 2000 Classi di capi REGIONI Meno di da 500 da 1000 da da da TOTALE 500 a 999 a 4999 a a ed oltre Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Tavola 10 bis - Numero di macelli specializzati in suini per classi di capi e per regione - anno 2000 Classi di capi REGIONI Meno di da 500 da 1000 da da da TOTALE 500 a 999 a 4999 a a ed oltre Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Fonte: elaborazioni UNICEB su dati ISTAT

17 Tavola 11 - Numero di macelli ovi-caprini per classi di capi e regione - anno 2000 Classi di capi REGIONI Meno di da 500 da 1000 da da da TOTALE 500 a 999 a 4999 a a ed oltre Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Tavola 11 bis - Numero di macelli specializzati in ovi-caprini per classi di capi e regione - anno 2000 Classi di capi REGIONI Meno di da 500 da 1000 da da da TOTALE 500 a 999 a 4999 a a ed oltre Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Fonte: elaborazioni UNICEB su dati ISTAT

18 Tavola 12 - Numeri di macelli equini per classi di capi e per regione - anno 2000 Classi di capi REGIONI Meno di da 500 da 1000 da da TOTALE 500 a 999 a 4999 a ed oltre Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Tavola 12 bis - Numeri di macelli specializzati in equini per classi di capi e per regione - anno 2000 Classi di capi REGIONI Meno di da 500 da 1000 da da TOTALE 500 a 999 a 4999 a ed oltre Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA variazione Nord Centro Mezzogiorno Fonte: elaborazioni UNICEB su dati ISTAT

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