La cooperazione italiana e la lotta all Aids, alla tubercolosi e alla malaria dal 2000 al 2003

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1 Ministero degli Affari Esteri Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo La cooperazione italiana e la lotta all Aids, alla tubercolosi e alla malaria dal 2000 al 2003 Introduzione Secondo le informazioni fornite dal Gfatm, lo scorso anno l Aids, la tubercolosi e la malaria hanno causato la morte di 6 milioni di persone nel mondo 1. Si stima che l Aids rappresenti attualmente la quarta causa di morte nel mondo, ma sale al primo posto tra le cause di morte in Africa subsahariana. L Aids, la tubercolosi e la malaria sono diffuse principalmente nei paesi a reddito basso o mediobasso: il 95% delle persone affette da Hiv/Aids e il 90% di quelle colpite da tubercolosi e malaria vivono in questi paesi, ove il già incerto sviluppo viene ulteriormente minato dalle conseguenze delle tre infezioni. La comunità internazionale, riconoscendo l Aids, la tubercolosi e la malaria come minaccia per lo sviluppo di questi paesi, ha inserito la lotta a tali pandemie tra i Millennium Development Goals, proponendosi di raggiungere entro il 2015 una riduzione considerevole della loro diffusione nel mondo. Nel corso del Vertice G8 di Genova nel luglio 2001 è stato lanciato il Fondo globale per la lotta contro l Aids, la tubercolosi e la malaria, un iniziativa di partenariato pubblico-privato per incrementare le risorse indirizzate alla lotta contro queste tre malattie. In linea con gli obiettivi delineati a livello internazionale, l Italia ha rafforzato il proprio impegno su questo fronte, sia attraverso il Fondo globale sia tramite gli impegni sul canale bilaterale e multilaterale. Questo rapporto illustra la posizione della cooperazione italiana delineando un quadro delle iniziative attuate nel periodo attraverso gli strumenti che vengono qui presentati: i contributi agli organismi internazionali, i contributi alle organizzazioni non governative italiane, gli interventi gestiti direttamente dalla Dgcs e in collaborazione con l Istituto superiore di sanità, gli interventi di emergenza realizzati in gestione diretta o attraverso organismi internazionali. I dati evidenziano come, nel periodo di tempo considerato, i fondi stanziati dal Governo italiano abbiano subìto un graduale incremento: l ingente contributo al Fondo globale 2 è andato ad aggiungersi agli stanziamenti per interventi realizzati tramite gli strumenti sopra citati, senza quindi comportarne una diminuzione. Le informazioni raccolte hanno permesso di definire l azione svolta dall Italia, attraverso il Ministero degli Affari Esteri - Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, per la lotta contro l Aids, la tubercolosi e la malaria. L Italia continuerà a garantire il suo impegno per la lotta alle tre epidemie. Giuseppe Deodato Direttore generale per la cooperazione allo sviluppo 1 2 L Italia è uno dei principali finanziatori del Fondo. 1

2 ABBREVIAZIONI E ACRONIMI Acra Aidos Aispo Amref Alm Aps Avsi Bm Ccm Cefa Celim Cestas Cesvi Cies Cisp Cisv Cmsr Coe Coopi Cosv - Associazione di cooperazione rurale in Africa e America Latina - Associazione italiana donne per lo sviluppo - Associazione italiana per la solidarietà tra i popoli - Fondazione africana per la medicina e la ricerca - Associazione laicale missionaria - Associazione per la partecipazione allo sviluppo - Associazione volontari per il servizio internazionale - Banca mondiale - Comitato collaborazione medica - Comitato europeo per la formazione e l agricoltura - Centro laici italiani per le missioni - Centro di educazione sanitaria e tecnologie appropriate sanitarie - Cooperazione e sviluppo - Centro informazione ed educazione allo sviluppo - Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli - Comunità impegno servizio volontario - Centro mondialità sviluppo reciproco - Centro orientamento educativo - Cooperazione internazionale - Comitato di coordinamento delle organizzazioni per il servizio volontario Cuamm - Collegio universitario aspiranti medici e missionari Cvm - Centro volontari marchigiani Dgcs - Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo Fmi - Fondo monetario internazionale Gfatm - Fondo globale per la lotta contro l Hiv/Aids, la tubercolosi e la malaria Gvc - Gruppo di volontariato civile Ibo - Associazione italiana soci costruttori Idgs - Obiettivi internazionali di sviluppo Iris - In rete innovazione per lo sviluppo Iscos - Istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo Iss - Istituto superiore di sanità Ocse-Dac - Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico - Development Assistance Committee Oim - Organizzazione internazionale per le migrazioni Oms - Organizzazione mondiale della sanità Ong - Organizzazioni non governative Pam - Programma alimentare mondiale Pvs - Paesi in via di sviluppo Rc - Ricerca e cooperazione Sucos - Solidarietà uomo cooperazione e sviluppo Unaids - Joint United Nations Programme on Hiv/Aids Unfpa - Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione Unicef - United Nations Children s Fund 1. La cooperazione italiana e la lotta all Aids, alla tubercolosi e alla malaria in relazione agli obiettivi internazionali di sviluppo 1.1. La Millennium Declaration e gli obiettivi internazionali di sviluppo Con la presentazione da parte delle Nazioni Unite, il 17 settembre 2001, del documento Road Map towards the Implementation of the United Nations Millennium Declaration si è concluso il processo che ha portato alla definizione degli obiettivi internazionali di sviluppo (Idgs). Si è trattato di coordinare gli obiettivi definiti dal Comitato per l aiuto allo sviluppo dell Ocse (Dac) nel documento Shaping the 21st Century: the Contribution of Development Co-operation (1996) con gli obiettivi adottati nella Millennium Declaration, approvata con la Risoluzione n. 55/2 del 2000 dall Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il processo, al quale hanno collaborato oltre all Ocse-Dac e alle Nazioni Unite anche il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, ha portato all identificazione dei seguenti otto obiettivi di sviluppo: Millennium Development Goals 1. Eliminare la povertà estrema e la fame. È articolato in due sub-obiettivi: dimezzare entro il 2015 la percentuale della popolazione che vive con un reddito inferiore a un dollaro al giorno; dimezzare entro il 2015 la percentuale della popolazione che soffre la fame. 2. Assicurare entro il 2015 l educazione primaria a tutti, in particolare: garantire a tutti i bambini, maschi e femmine, l accesso e il completamento del ciclo primario di istruzione. 3. Promuovere le pari opportunità di genere, in particolare: eliminare le diseguaglianze di genere nell accesso all educazione primaria e secondaria entro il 2005 e per tutti i gradi dell istruzione entro il Ridurre di due terzi, tra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalità infantile dei bambini con meno di cinque anni. 5. Ridurre di tre quarti, tra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalità materna. 6. Combattere l Hiv/Aids, la malaria e le altre principali malattie infettive. È articolato in: ridurre entro il 2015 la diffusione dell Hiv/Aids e invertire la tendenza attuale alla diffusione; 2

3 ridurre entro il 2015 la diffusione della malaria e delle altre principali malattie e invertire la tendenza attuale alla diffusione. 7. Assicurare lo sviluppo sostenibile. È articolato in: adottare una strategia per lo sviluppo sostenibile per invertire la tendenza alla perdita di risorse ambientali (l impegno deve essere assunto da ogni paese); dimezzare entro il 2015 la percentuale della popolazione che vive senza accesso all acqua potabile; migliorare sensibilmente entro il 2020 le condizioni di vita di almeno 100 milioni di abitanti delle baraccopoli. 8. Sviluppare una partnership globale per lo sviluppo. Successivamente alla Millennium Declaration la Presidenza italiana del G8 aveva posto al centro dell agenda del Vertice di Genova del luglio 2001 le questioni dello sviluppo, della riduzione della povertà e dell efficacia degli aiuti. I principali temi oggetto di discussione in sede G8 hanno riguardato infatti le seguenti iniziative connesse con la riduzione della povertà: il Fondo globale per la lotta all Aids, il Piano per l Africa, la strategia per l e-government, il programma Education for All e il rafforzamento dell iniziativa Heavily Indebted Poor Countries (Hipc) Il Vertice di Genova e il Fondo globale per la lotta contro l Aids, la tubercolosi e la malaria Il Vertice G8 di Genova ha fornito dunque la cornice per il lancio del Fondo globale per la lotta contro l Aids, la tubercolosi e la malaria. L iniziativa si è concretizzata grazie all impulso della Presidenza italiana e al sostegno ricevuto dal Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Il Fondo è un iniziativa di partenariato pubblico-privato, cui già aderiscono diversi Stati, organismi internazionali (come la Banca mondiale, l Organizzazione mondiale della sanità, l Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta contro l Aids) e associazioni private (Gates Foundation, World Economic Forum, Global Alliance for Vaccines and Immunization). Fanno parte del meccanismo di governo del Fondo globale, oltre ai donatori e soggetti privati, anche rappresentanti dei paesi partner, nonché istituzioni della società civile, come le organizzazioni non governative (Ong) del Nord e del Sud e le associazioni che rappresentano le comunità colpite dalle malattie (affected communities). Il Fondo è operativo dal gennaio L Italia è membro del Consiglio di amministrazione. Gli organi del Fondo sono: il Partnership Forum, che riunisce tutti i partecipanti; il Consiglio di amministrazione (Board) presieduto da Tommy Thompson, Segretario di Stato per la salute degli Usa; il Segretariato, il cui Direttore esecutivo è il britannico Richard Feachem; il Comitato tecnico (Trp - Technical Review Panel), chiamato a fornire valutazioni tecniche sulle strategie complessive e sulle singole proposte di finanziamento avanzate dai paesi beneficiari; il Gruppo tecnico di riferimento sulla valutazione (Terg - Technical Evaluation Reference Group), che assicura l effettuazione di valutazioni indipendenti sull efficacia del Fondo globale; i Comitati di coordinamento (Ccm - Country Co-ordinating Mechanisms) a livello di ogni singolo Pvs, chiamati ad assicurare la coerenza delle proposte di finanziamento con le strategie nazionali e gli altri programmi in essere; il Fiduciario (Trustee), cioè la Banca mondiale che gestisce il Fondo; localmente sono stati firmati accordi tra il Fondo e i Local Fund Agents (come Kpmg, Price Waterhouse, Crown Agents, Unops) per l erogazione dei fondi. Il Fondo globale è uno strumento finanziario, non un agenzia esecutiva. La sua gestione finanziaria è affidata alla Banca mondiale e i suoi obiettivi sono: raccogliere risorse finanziarie aggiuntive rispetto a quelle già inscritte nei bilanci pubblici per metterle a disposizione della lotta contro le tre malattie; supportare programmi che si inquadrino nelle politiche sanitarie nazionali dei Pvs e nei Prsps (Poverty Reduction Strategy Papers); finanziare programmi che, nel combattere le tre malattie, rafforzino i sistemi sanitari nazionali; perseguire un approccio integrato tra prevenzione, trattamento e cura; valutare le proposte di finanziamento attraverso processi di riesame indipendenti, fondati su standard scientifici e tecnici; stabilire meccanismi di spesa semplici e poco costosi, inserendosi nei meccanismi internazionali e 3

4 nei piani sanitari nazionali esistenti, nonché potenziando le iniziative di successo che non dispongono di finanziamenti sufficienti; concentrarsi sulla creazione e sull ampliamento di iniziative di partenariato pubblico-privato; rafforzare la partecipazione delle comunità di base e dei malati alla preparazione dei programmi; concentrarsi sui risultati, collegando i finanziamenti al conseguimento di risultati misurabili e durevoli; dare priorità nei finanziamenti ai paesi e alle comunità più colpite, nonché ai paesi esposti al rischio di aggravamento delle epidemie; sostenere programmi di ricerca finalizzata. Finora si sono tenute sei riunioni del Board l ultima delle quali a Chang-Mai (Thailandia) dal 13 al 17 ottobre Dal 2001, il Fondo globale ha raccolto pledges per 4,7 miliardi di dollari per il periodo e ha realizzato tre round di finanziamenti (marzo 2002, luglio 2002 e maggio 2003) di proposte presentate dai paesi (le partnership locali rappresentate dai Country Co-ordinating Mechanisms ). In totale i finanziamenti assegnati ammontano a circa 2,1 miliardi di dollari in 125 paesi, il 60% circa dei quali concentrati in Africa. Il quarto round di proposte è stato appena lanciato e le relative approvazioni avranno luogo entro la metà del Punti critici del Gfatm. Il Gfatm ha investito tutta la sua credibilità nella velocità di allocazione delle risorse, prescindendo da una più approfondita valutazione della sostenibilità delle proposte e dalla capacità di spesa dei paesi beneficiari. Sembra opportuno dedicare in futuro maggiore attenzione alla valutazione e al rafforzamento delle capacità locali per permettere ai soggetti coinvolti nell attuazione delle iniziative finanziate di gestire efficacemente le risorse rese disponibili dal Gfatm. È inoltre necessario incrementare, anche con azioni complementari sul piano bilaterale sostenute dai vari donatori, l integrazione delle iniziative finanziate dal Fondo globale nel quadro di un potenziamento del sistema sanitario pubblico dei paesi beneficiari. Va infine assicurato un maggiore coinvolgimento nei Ccm dei soggetti istituzionali, privati e non governativi attivi nel campo di azione del Fondo globale, affinché i meccanismi di coordinamento siano sufficientemente rappresentativi della società civile dei paesi beneficiari. 2. La lotta all Aids nella cooperazione allo sviluppo dell Italia: il Fondo globale per la lotta contro l Aids, la tubercolosi e la malaria (Gfatm) e le altre iniziative finanziate dalla cooperazione italiana 2.1. Il volume dei contributi L Aids costituisce ormai un serio problema di sviluppo. L impatto dell epidemia nei Pvs, e in particolare in Africa, ha raggiunto dimensioni che in molti casi mettono in discussione il conseguimento dei Millennium Development Goals nonostante gli sforzi compiuti dalla comunità internazionale. Analogo impatto devastante si registra a seguito della diffusione della tubercolosi e della malaria. Per questo, la cooperazione italiana è impegnata sin dal 1999 nella lotta all Aids, alla malaria e alla tubercolosi in Africa subsahariana, Europa orientale e mediterranea, America Latina e Caraibi. Una parte considerevole delle iniziative si è concentrata nei paesi dell Africa subsahariana. Oltre all impegno finanziario per il Fondo globale, il Governo italiano ha destinato parte dei suoi contributi ad altri soggetti attivi in questo campo, tra i quali diciannove organizzazioni non governative italiane 3, l Istituto superiore di sanità e organismi internazionali quali l Oms, il Pam, l Oim e l Unaids 4. Il volume complessivo dei contributi italiani nel corso di questi quattro anni ammonta a ,38 euro, di cui 204 milioni di euro per il Gfatm, ai quali si aggiungono ,38 euro per altre iniziative sui canali bilaterale e multilaterale. Nel vertice G8 di Evian il Presidente del Consiglio ha inoltre ipotizzato la concessione di un ulteriore contributo italiano di 200 milioni di euro al Gfatm per il periodo Per entità di contributi effettivamente erogati l Italia è il secondo donatore del Gfatm dopo gli Stati Uniti, mentre in termini di pledge è il terzo dopo Usa e Francia. 3 Per la lista completa delle Ong, vedere Appendice B. 4 Per informazioni più dettagliate sui programmi finanziati, vedere le Appendici. 4

5 2.2. Il Fondo globale per la lotta contro l Aids, la tubercolosi, la malaria (Global Fund to Fight Aids, Tuberculosis and Malaria - Gfatm): la posizione dell Italia L Italia detiene un seggio permanente nel Consiglio di amministrazione del Fondo globale e partecipa attivamente ai gruppi di lavoro Mefa (Monitoring, Evaluation, Finance and Audit), Pmpc (Portfolio Management and Procurement Committee) e Resource Mobilization. L Italia ha attivamente contribuito a tutte le fasi preparatorie dell istituzione del Fondo globale. A livello tecnico è stata presente con propri esperti, provenienti dall Istituto superiore di sanità, nel Technical Review Panel. A livello locale le Ambasciate e le Unità tecniche locali sono state coinvolte nel processo di istituzione dei Country Co-ordinating Mechanisms. In alcuni paesi (Angola, Ghana, Tanzania, Uganda e Cina) l Italia è presente nel Ccm unitamente ai più importanti donatori (Usaid, Dfid, Gtz). La nostra presenza nei meccanismi di coordinamento è particolarmente rilevante in vista delle possibili e auspicabili sinergie tra gli interventi finanziati dal Fondo globale e quelli finanziati dalla cooperazione su altri canali negli stessi paesi. L Italia è attualmente promotrice, insieme ad altri partner del Gfatm, di uno studio volto a valutare l efficacia dei Ccm, soprattutto a partire da un analisi delle loro modalità di lavoro e del coinvolgimento del più ampio numero di soggetti della società civile. Lo studio, che per parte italiana si concentrerà su quattro paesi (Burkina Faso, Mozambico, Swaziland e Sudafrica, in quest ultimo caso relativamente a un iniziativa regionale), è in corso di realizzazione in partenariato con il coordinamento delle Ong italiane attive nei campi di azione del Fondo globale (Osservatorio italiano sull azione globale contro l Aids 5 ). Vale la pena sottolineare a questo riguardo che il partenariato con le Ong italiane un rappresentante delle quali partecipa alle delegazioni del nostro paese in occasione delle riunioni del Board del Gfatm costituisce un elemento qualificante della filosofia di lavoro dell Italia nel Fondo globale. Come donatore l Italia si adopera per integrare le attività del Fondo con quelle già in corso nel quadro del Programma italiano di lotta all Aids in Africa, presentato alla Sessione speciale dell Assemblea generale delle Nazioni Unite sull Aids del giugno 2001, come pure con la componente del programma Roll Back Malaria dell Oms, finanziata dalla cooperazione italiana Altre iniziative di lotta all Aids, tubercolosi e malaria finanziate dall Italia Sul canale bilaterale sono state finanziate iniziative di lotta alle grandi malattie trasmissibili, in parte gestite direttamente dalla Dgcs 6 attraverso la presenza di propri esperti e in parte gestite dall Istituto superiore di sanità 7. In considerazione dell importanza attribuita alle partnership e al loro contributo nella lotta contro l Hiv/Aids, sottolineata anche nel corso della 58 a Assemblea generale delle Nazioni Unite su Hiv/Aids, l Italia si è impegnata nel rafforzamento della collaborazione con le Ong italiane. In questa direzione, la Dgcs ha assicurato cofinanziamenti ai programmi promossi dalle Ong nei seguenti quattordici paesi: Angola, Bosnia, Burundi, Cuba, Etiopia, Kenya, Malawi, Namibia, Romania, Ruanda, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe. Attualmente sono in corso di realizzazione una ventina di iniziative e diverse sono in fase istruttoria 8. I settori di intervento principali sono: la prevenzione, il controllo della trasmissione materno-infantile, l educazione e l informazione, l assistenza agli orfani e il loro reinserimento, la sicurezza trasfusionale e l igiene intra-ospedaliera, il miglioramento dei servizi per i malati e le loro famiglie, il controllo della diffusione del virus. Inoltre, la Dgcs sostiene iniziative in Italia di educazione allo sviluppo e di informazione sul tema della lotta contro l Hiv/Aids promosse dall Ong Coopi. Sul canale dell emergenza sono state avviate iniziative in gestione diretta specificamente indirizzate alla lotta all Hiv/Aids in Eritrea, Etiopia, Mozambico, Nigeria, Repubblica democratica del Congo e Zambia e iniziative realizzate attraverso l Oms nello Zimbabwe e attraverso l Oim nei Balcani 9. Per quanto riguarda gli organismi internazionali 10 i contributi assicurati dal Governo italiano coprono 19 paesi. 5 Aderiscono, ad oggi, all Osservatorio italiano sull azione globale contro l Aids: Acra, Africa 70, Aidos, Aispo, Amref, Associazione Papa Giovanni XXIII, Avsi, Azione aiuto, Ccm, Cefa, Cesvi, Cies, Cisp, Coe, Coopi, Cosv, Cuamm, Gvc, Intersos, Iris, Iscos, Movimondo, Progetto e sviluppo, Ricerca e cooperazione, Terres des hommes. 6 Per la lista dei programmi gestiti direttamente dalla Dgcs, vedere l Appendice C. 7 Per la lista dei programmi realizzati dalle istituzioni scientifiche, vedere l Appendice D. 8 Per la lista dei programmi promossi dalle Ong, vedere l Appendice B. 9 Per la lista dei programmi di emergenza, vedere l Appendice E. 10 Per la lista dei programmi realizzati dagli organismi internazionali, vedere l Appendice A. 5

6 Dal 2001 è in corso una significativa iniziativa affidata all Oms del valore di circa 8 milioni di dollari. Il programma è attivo in 10 paesi africani (Angola, Burkina Faso, Burundi, Costa d Avorio, Mozambico, Ruanda, Swaziland, Tanzania, Uganda e Zimbabwe) e coinvolge nella realizzazione enti di ricerca e Ong italiane. Attualmente è in corso di elaborazione una seconda fase mirata a estendere l iniziativa a un totale di 13 paesi. Alcune altre importanti iniziative che caratterizzano la collaborazione dell Italia con l Oms sono quelle di lotta alla malaria (Burkina Faso, Ghana, Madagascar e Tanzania) e alla tubercolosi in Africa subsahariana. È stato inoltre assicurato un contributo per il controllo della tubercolosi in Afghanistan. Parallelamente sono stati erogati contributi al Pam per fornire una copertura nutrizionale a comunità affette dall Aids in Mozambico, Tanzania, Uganda e Ruanda per il biennio Nell ambito di contributi volontari all Unesco, sono stati assicurati fondi a sostegno delle attività di ricerca relative a un vaccino pediatrico condotte dal Fondo mondiale per la ricerca e la prevenzione sull Aids nell ambito del programma Family First Africa: Contribution to the Prevention of Mother to Child Transmission of Hiv/Aids. L iniziativa è stata diretta dal prof. Montaigner e dall Istituto di virologia del Maryland, diretto dal prof. Gallo, ed è localizzata in particolare in Africa occidentale. Tale programma è realizzato in stretta collaborazione con l Università di Tor Vergata. Nell ambito di contributi annuali, l Oim ha ricevuto uno stanziamento per iniziative di lotta all Aids in Macedonia e in Kossovo e un contributo speciale destinato al reinserimento sociale e all assistenza sanitaria a favore di persone colpite da Hiv/Aids per un iniziativa in Nigeria. Nel quadro della risposta agli Appelli consolidati delle Nazioni Unite sono state finanziate attività di lotta all Aids in Sudan (Unfpa), Repubblica democratica del Congo (Unicef) e Somalia (Unifem). L Italia partecipa inoltre al Programma interagenzie delle Nazioni Unite, Unaids, con contributi volontari annuali Ripartizione dei contributi per canale di finanziamento ( ) Come precedentemente menzionato, il volume complessivo dei contributi italiani nel periodo ammonta a 204 milioni di dollari per il Gfatm (76% del totale), a seguito degli impegni presi dall Italia successivamente alla Dichiarazione del Millennio del 2000 e nel corso del Vertice del G8 di Genova nel 2001, ai quali si aggiungono ,38 euro per altre iniziative sui canali bilaterale (13%) e multilaterale (11%). Grafico n. 1 - Ripartizione dei contributi per canale di finanziamento ( ) Ripartizione dei contributi per anno ( ) Il volume degli impegni assunti dal Governo italiano attraverso la Dgcs del Ministero degli Affari Esteri è aumentato progressivamente nel corso del quadriennio In particolare sono stati stanziati ,84 euro (8%) nel 2000, ,55 euro (24%) nel 2001, ,29 nel 2002 (28%) e ,70 euro nel 2003 (40%). 6

7 Grafico n. 2 - Ripartizione per anno dei contributi italiani per la lotta all Hiv/Aids, tubercolosi e malaria ( ) Ripartizione dei contributi per anno e per canale di finanziamento ( ) Nel grafico che segue sono rappresentati i dati riguardanti i contributi concessi dal Governo italiano attraverso la Dgcs, suddivisi per anno e per canale di finanziamento. Grafico n. 3 - Ripartizione per anno e per canale di finanziamento dei contributi italiani per la lotta all Hiv/Aids, tubercolosi e malaria ( ) Come già evidenziato, nel periodo il Gfatm ha ottenuto il 76% del totale degli stanziamenti messi a disposizione dal Governo italiano attraverso la Dgcs, passando da 50 milioni di euro nel 2001 a 62 milioni di euro nel 2002 e infine a 92 milioni di euro nel

8 Dopo il Gfatm la componente principale dei finanziamenti italiani è costituita dai contributi agli organismi internazionali, che nel 2000 rappresentavano la quota maggiore grazie ai fondi destinati all Oms, indirizzati soprattutto al programma Roll Back Malaria e a un piano per la lotta all Aids in Africa subsahariana (ciascuno per un importo superiore ai 5 milioni di euro). A seguito della creazione del Gfatm e dell ingente impegno dell Italia ad esso legato, l ammontare destinato agli organismi internazionali è andato diminuendo; allo stesso tempo si riscontra un aumento dei finanziamenti destinati ai programmi promossi dalle Ong italiane, che dal 2000 al 2003 sono passati da euro circa a euro. Le istituzioni scientifiche italiane hanno ottenuto ,03 euro nel 2001 e ,80 nel I programmi gestiti direttamente dalla Dgcs sono stati finanziati con ,80 euro nel 2000, mentre negli anni successivi i fondi ricevuti sono notevolmente diminuiti ( ,46 euro nel 2001 e ,00 euro nel 2003) Ripartizione dei contributi per settore di intervento 11 (Hiv/Aids, tubercolosi, malaria) ( ) La lotta all Hiv/Aids ha assorbito la maggior parte dei fondi impegnati dalla Dgcs per le tre malattie; considerando l ammontare complessivo del periodo , il 75% è stato indirizzato a programmi di lotta contro l Hiv/Aids ( ,71 euro), il 13% a programmi di lotta alla malaria ( ,59 euro), il 7% è stato impiegato per iniziative multisettoriali ( ,15 euro), mentre il restante 5% ha finanziato la lotta alla tubercolosi ( ,13 euro). I valori riportati non comprendono i contributi italiani al Gfatm, per i quali non è stato possibile tracciare una stima della ripartizione per settore. Considerando però l ammontare complessivo ricevuto dal Fondo globale per i primi tre round, il 60% dei fondi è stato indirizzato a iniziative di lotta all Hiv/Aids, il 23% a iniziative di lotta alla malaria e il 17% a programmi per la lotta alla tubercolosi. Grafico n. 4 - Ripartizione dei contributi per settore d intervento ( ) Ripartizione dei contributi per area geografica 12 ( ) In Africa subsahariana si concentra l 81,9% dei contributi italiani per la lotta contro l Hiv/Aids, la malaria e la tubercolosi (quasi 50 milioni di euro). Rispetto all Africa le altre aree ricevono una quota di fondi assai ridotta: nei 4 anni considerati, all Europa orientale e mediterranea sono stati destinati ,79 euro (3,6%), mentre ,38 euro (0,1%) sono stati impiegati per un programma di educazione allo sviluppo e informazione in Italia sul tema della lotta contro l Hiv/Aids, promosso dalla Ong Coopi. In America Latina e Caraibi, Cuba è l unico Stato al quale l Italia ha destinato il proprio contributo in relazione alle tre pandemie, per un programma di educazione e prevenzione dell Hiv/Aids promosso da una organizzazione non governativa per un importo di euro (0,9%). Nell area asiatica l Italia ha destinato il proprio contributo per la lotta all Aids, alla tubercolosi e alla malaria all Afghanistan, dove nel 2001 ha avuto inizio un programma per il controllo della tubercolosi, per il quale sono stati impegnati ,69 euro (1,3%). I restanti 7 milioni di euro (12,2%) si riferiscono a contributi a organismi internazionali, per i quali non è stata indicata la destinazione geografica. 11 Per i dati riportati relativamente al Gfatm, consultare The Global Fund: Progress Report - November 2003, in 12 Per i dati riportati relativamente al Gfatm, consultare The Global Fund: Progress Report - November 2003, in 8

9 Le cifre riportate non includono i finanziamenti destinati al Gfatm, per il quale non è stato possibile evidenziare la ripartizione geografica dei fondi italiani. Considerando l ammontare complessivo dei contributi al Fondo globale, il 60% è stato destinato a programmi in Africa subsahariana, il 20% a programmi in Asia, Medio Oriente e Nord Africa, il restante 20% a programmi in America Latina, Caraibi ed Europa orientale. Grafico n. 5 - Ripartizione geografica dei contributi ( ) Ripartizione dei contributi per paese 13 ( ) Il grafico che segue mostra la ripartizione dei contributi per paese per un ammontare complessivo di ,13 euro. Il grafico ovviamente non include i contributi non ripartibili che si riferiscono in particolare al Gfatm e agli organismi internazionali e quelle iniziative proposte da Ong per le quali è ancora in corso la valutazione. Grafico n. 6 - Ripartizione dei contributi per paese ( ) 13 Per una lista completa della ripartizione dei contributi per paese, vedere l Appendice F. 9

10 Nel periodo , la cooperazione italiana ha erogato contributi per 28 paesi. L Uganda è il maggior beneficiario, ricevendo ,96 euro e assorbendo così l 11,1% dell ammontare complessivo. Tre paesi ricevono un importo superiore ai 3 milioni di euro: Zimbabwe ( ,45 euro), Sudafrica ( ,80 euro) e Tanzania ( ,69 euro) corrispondenti al 21,48% dell ammontare complessivo. Cinque paesi, e cioè il Mozambico, l Etiopia, lo Zambia, lo Swaziland e il Kenya, ottengono ciascuno più di 2 milioni di euro (rispettivamente ,30, ,40 euro, ,86 euro, ,60 euro e ,35 euro) corrispondenti al 24,21%. Altri 9 paesi ottengono un ammontare superiore al milione di euro: Burkina Faso ( ,60 euro), Burundi ( ,96 euro), Nigeria ( ,84 euro), Angola ( ,86 euro), Repubblica democratica del Congo ( ,28 euro), Ruanda ( ,35 euro), Namibia ( euro), Madagascar ( ,97 euro), Eritrea ( ,10 euro). Ai rimanenti 10 paesi viene destinata una cifra inferiore al milione di euro. Tra questi, la quote meno elevate di contributi italiani spettano a Sudan ( ,52 euro), Kossovo e Macedonia ( euro) e Ghana ( ,78 euro) Ripartizione dei contributi agli organismi internazionali 14 ( ) Ripartizione per organismo Il volume complessivo dei contributi italiani destinati a 8 organismi internazionali ammonta a euro 15. Come già più volte evidenziato, il Gfatm assorbe la percentuale maggiore dei fondi (88,9%). Dal 2001 è in corso un iniziativa affidata all Oms del valore di circa 8 milioni di dollari Usa per la lotta all Hiv/Aids che coinvolge 10 paesi africani: Angola, Burkina Faso, Burundi, Costa d Avorio, Mozambico, Ruanda, Swaziland, Tanzania, Uganda e Zimbabwe (con la prospettiva di estendere il programma ad altri 3 paesi in una seconda fase). L Italia e l Oms collaborano inoltre per la realizzazione di iniziative di lotta alla malaria (Roll Back Malaria) e alla tubercolosi in Africa subsahariana e in Afghanistan. Nel 2000 l Italia ha destinato all Oms un contributo volontario di 10 miliardi di lire, corrispondenti a ,59 euro, per l iniziativa Roll Back Malaria. L ammontare è stato ripartito tra: Segretariato Roll Back Malaria e Special Programme for Research and Training in Tropical Diseases ( ,19 euro); Afro ( ,40 euro); Burkina Faso ( ,62 euro); Ghana ( ,29 euro); Madagascar ( ,62 euro); Tanzania ( ,27 euro); Istituto di parassitologia dell Università di Roma La Sapienza ( ,40 euro); Facoltà di scienze dell Università di Camerino ( ,40 euro); Laboratorio di parassitologia dell Istituto superiore di sanità ( ,40 euro). Per quanto concerne i contributi volontari annuali all Oms, nel 2000 l Italia ha destinato circa euro alla sezione malattie trasmissibili, dalla quale l anno seguente è stata separata un area specifica destinata alla lotta all Aids. Alle due sezioni sono stati destinati nel 2001 rispettivamente euro e euro circa; nel 2002 si è passati a euro per le malattie trasmissibili e euro per la lotta all Aids. Nel 2003 l Oms ha creato un cluster per la lotta all Aids, alla tubercolosi e alla malaria che ha ricevuto dall Italia euro. Il contributo annuale all Unaids passa da ,15 euro nel 2000 a ,60 nel Nel 2002 il contributo ammonta a di euro e nel 2003 a euro, per un totale che supera 7 milioni di euro nei 4 anni presi in considerazione. Significativamente inferiori sono i fondi destinati ad altri organismi. L Oim ha ricevuto ,35 euro nel 2001 per un programma di emergenza in Nigeria a favore delle vittime dell epidemia di Aids e un contributo di euro nel 2002 destinato alla lotta all Hiv/Aids in Kossovo e Macedonia. Al Pam sono stati erogati euro per assicurare una copertura nutrizionale a comunità affette da Hiv/Aids in Mozambico, Ruanda, Tanzania e Uganda. La lotta all Aids è stata al centro di una serie di Appelli consolidati delle Nazioni Unite, in risposta ai 14 Per una lista completa dei programmi realizzati dagli organismi internazionali, vedere l Appendice A. 15 L ammontare indicato non include il contributo relativo al programma Unesco Family First Africa: Contribution to the Prevention of Mother to Child Transmission of Hiv/Aids, poiché espresso in dollari. 10

11 quali sono state finanziate iniziative dell Unifem in Somalia ( euro), dell Unfpa in Sudan ( euro) e dell Unicef nella Repubblica democratica del Congo (1 milione di euro). Sul canale dell emergenza, nel 2000 l Italia ha concesso un contributo di ,83 euro all Oim per la realizzazione di interventi per contrastare la diffusione dell Hiv/Aids in Europa orientale e nell area balcanica. Nello stesso anno sono stati stanziati euro per un iniziativa dell Oms di lotta all Aids in Zimbabwe. Grafico n. 7 - Ripartizione dei contributi per organismo ( ) Ripartizione geografica dei contributi destinati a organismi internazionali ( ) Il quadro della ripartizione geografica dei contributi, ad esclusione del Gfatm, mostra una situazione fortemente sbilanciata a favore dell Africa subsahariana, alla quale vengono destinati euro, suddivisi tra 18 paesi. L area dell Europa orientale e mediterranea ottiene circa euro (Kossovo e Macedonia) mentre quella asiatica (Afghanistan) riceve euro 16. Grafico n. 8 - Ripartizione geografica dei contributi agli organismi internazionali ( ) (*) (*) La percentuale include i contributi per i programmi di emergenza Programmi promossi da Ong 17 ( ) Nel periodo i contributi italiani ai programmi promossi dalle Ong hanno registrato un progressivo aumento rispetto al totale dei fondi stanziati per la lotta all Hiv/Aids, alla tubercolosi e alla malaria. Nel 2000 le Ong hanno ricevuto il 4% dei finanziamenti annuali ( ,24 euro) e nel 2001 la loro quota ha raggiunto il 5% del totale ( ,93 euro). Nel 2001 sono iniziati gli stanziamenti del Governo italiano per il Gfatm, che non hanno compromesso l incremento dei fondi a favore delle Ong. Nel 2002 le Ong hanno ricevuto il 7,4% della somma totale stanziata a favore della lotta alle tre pandemie ( ,29 euro) e nel 2003 è stato loro destinato il 9% del totale ( ,70 euro). 16 Non sono stati presi in considerazione, in questo caso, i contributi destinati all Unaids, parte dei contributi all Oms e quelli al Gfatm perché non ripartibili. 17 Per una lista completa dei programmi promossi dalle Ong, vedere l Appendice B. 11

12 Ripartizione geografica dei contributi I contributi finalizzati alle Ong si concentrano prevalentemente in Africa subsahariana, la quale riceve quasi 17 milioni di euro, ripartiti tra 10 paesi: Angola, Burundi, Etiopia, Kenya, Malawi, Namibia, Ruanda, Tanzania, Uganda e Zimbabwe. All Europa orientale e mediterranea vengono destinati circa euro, ad America Latina e Caraibi euro circa. Anche in Italia le Ong si sono attivate per la lotta all Hiv/Aids. Nel 2000 figura il progetto dell organizzazione non governativa Cmsr, localizzato in Tanzania, mirato al sostegno di strategie di prevenzione e controllo dell Aids nella regione di Dodoma. L importo ad esso destinato è di ,62 euro. Nel 2001 i contributi diretti a progetti di Ong ammontano a ,03 euro, di cui ,38 euro per il programma di educazione allo sviluppo e informazione attuato in Italia Aids, una grande sfida allo sviluppo dei popoli e gestito da Coopi. I restanti ,65 euro sono ripartiti tra Cuba ( ,12 euro), Etiopia ( ,18 euro), Kenya ( ,35 euro) e Zambia ( ,62 euro). Nel 2002 aumenta ulteriormente la quota di contributi alle Ong, raggiungendo ,85 euro. Tale cifra è destinata prevalentemente a programmi realizzati in Africa subsahariana: euro vengono suddivisi tra Burundi ( ,60 euro), Tanzania ( ,20 euro) e Zambia ( ,29 euro) per un programma di coordinamento sub-regionale realizzato da Celim, Cisv e Cmsr, mentre euro sono assorbiti dall intervento in Zimbabwe per la prevenzione della trasmissione materno-infantile dell Hiv. L Uganda beneficia di altri euro, finalizzati a un progetto di assistenza tecnica e finanziaria all ospedale di Nsambya, mentre ulteriori euro sono stati deliberati per un rifinanziamento del programma in Zambia. In Europa, Bosnia e Romania ricevono quasi euro per la prevenzione e il reinserimento di bambini sieropositivi. Infine, nel 2003 i contributi si concentrano esclusivamente in Africa, ripartiti tra Angola, Burundi- Ruanda-Uganda, Kenya 18, Malawi, Namibia, Zambia e Zimbabwe, per un ammontare complessivo di ,90 euro. Al momento, circa metà di tale importo si riferisce a programmi in fase di valutazione. Grafico n. 9 - Ripartizione geografica dei contributi per i programmi promossi dalle Ong ( ) Ripartizione per settore d intervento dei contributi L azione delle Ong è indirizzata soprattutto alla lotta all Hiv/Aids, che ha visto impegnati ,02 euro. La lotta alla tubercolosi è l obiettivo del programma del Cuamm in Angola (che impiega euro), mentre in Namibia il Cestas e l Aispo seguono un iniziativa di lotta all Aids e alla tubercolosi all interno di un programma nazionale integrato (per un ammontare di circa euro). I programmi finanziati si occupano di educazione e prevenzione dell Hiv/Aids, miglioramento dei ser- Grafico n Ripartizione per settore di intervento dei contributi per i programmi promossi dalle Ong ( ) 18 In Kenya quattro diverse Ong hanno progetti in valutazione nel 2003: Sucos, Cosv, Ibo e Cisp. 12

13 vizi sanitari, limitazione dell impatto dell Aids, controllo della sua diffusione e della trasmissione maternoinfantile, assistenza ai malati e loro reinserimento, assistenza agli orfani e ai bambini affetti dal virus Gestione diretta 19 e Istituto superiore di sanità 20 ( ) Ripartizione geografica dei finanziamenti Sul canale bilaterale sono in corso programmi di lotta alle grandi malattie trasmissibili, in parte gestiti direttamente dalla Dgcs attraverso la presenza dei propri esperti e in parte gestiti dall Istituto superiore di sanità (Iss). Nello Swaziland è in corso un iniziativa di controllo e lotta all Aids per la quale sono stati impegnati ,93 euro per l Iss e ,46 euro per la gestione diretta. Nel Sudafrica nel 2002 sono stai inviati esperti Dgcs per il controllo dell Aids, e dal 2003 è in corso un programma d appoggio al Ministero della Sanità sudafricano che prevede sia l intervento di esperti della Direzione generale (per il quale sono stati stanziati euro) che l appoggio dell Iss ( ,80 euro). Dal 2003 la Dgcs si sta inoltre occupando di lotta alla malaria in Tanzania e Zanzibar, con un impegno finanziario pari a euro. Nella regione dei Grandi laghi (Burundi, Ruanda, Uganda) è partito nel 2001 un programma regionale di lotta all Hiv/Aids, per il quale sono stati destinati euro circa all Iss (Burundi e Ruanda hanno ricevuto euro ciascuno, mentre l Uganda ha ricevuto ,10 euro). Nel 2000 sono inoltre state avviate iniziative di emergenza direttamente gestite dalla Dgcs indirizzate alla lotta all Hiv/Aids in Eritrea, Etiopia, Mozambico, Nigeria, Repubblica democratica del Congo e Zambia, per un ammontare di ,94 euro. I seguenti grafici mostrano la ripartizione geografica dei contributi all Iss e quella dei finanziamenti per i programmi gestiti direttamente dalla Dgcs Grafico n Ripartizione geografica dei contributi all Istituto superiore di sanità ( ) Grafico n Ripartizione geografica dei finanziamenti per i programmi in gestione diretta ( ) 19 Per una lista completa dei programmi gestiti direttamente dalla Dgcs, vedere l Appendice C. 20 Per una lista completa dei programmi realizzati dalle istituzioni scientifiche, vedere l Appendice D. 13

14 Ripartizione dei finanziamenti per settore d intervento La parte più consistente dei programmi a gestione diretta riguarda la lotta all Hiv/Aids, sia attraverso l invio di esperti sia con interventi di emergenza, per un importo di euro. Per la malaria sono stati stanziati euro, mentre euro sono stati destinati al Sudafrica per sostenere la lotta alle malattie trasmissibili. Grafico n Ripartizione per settore di intervento dei finanziamenti per i programmi in gestione diretta ( ) Mentre per i programmi a gestione diretta l Hiv/Aids assorbe quasi il 90% dei fondi stanziati, per quelli dell Istituto superiore di sanità i contributi per la lotta all Hiv/Aids rappresentano il 53% del totale. Il 47% dei fondi dell Iss sono infatti impiegati per programmi multisettoriali (lotta alle malattie trasmissibili in Sudafrica). Grafico n Ripartizione per settore di intervento dei contributi all Istituto superiore di sanità ( ) a cura di Rossella Albertini e Chiara Venier Gennaio

15 Appendice A: Contributi finalizzati a organismi internazionali Dgcs Contributi finalizzati a organismi internazionali Nome Paese organiz- Titolo N. Aid Delibera zazione Importo Settore in euro Africa Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria - Segretariato e Special Programme for Research ,19 Malaria and Training in Tropical Diseases Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria - Afro ,40 Malaria Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria - Ist. di parassitologia, Università La Sapienza di Roma ,40 Malaria Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria - Laboratorio di parassitologia dell Iss ,40 Malaria Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria - Facoltà di scienze dell Università di Camerino ,40 Malaria Oms Lotta alla tubercolosi in paesi pilota dell Africa subsahariana ,44 Tbc Afghanistan Oms Controllo della tubercolosi nelle province sicure dell Afghanistan ,69 Tbc Angola Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,86 Aids Burkina Faso Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria ,62 Malaria Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,60 Aids Burundi Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,60 Aids Rep. dem. del Congo Unicef Appello consolidato delle Nazioni Unite - Contributo all Unicef per il ,00 Multisettoriale Costa d Avorio Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,51 Aids Ghana Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria ,29 Malaria Kossovo (*) Oim Contributo volontario ,00 Aids Macedonia (*) Oim Contributo volontario Aids Madagascar Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria ,62 Malaria Mozambico Pam Comunità affette da Aids in Mozambico, Ruanda, Tanzania e Uganda ,00 Aids Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,60 Aids Nigeria Oim Contributo all Oim per il reinserimento sociale di persone che rientrano nel paese e assistenza sanitaria in favore delle vittime dell epidemia di infezione da virus Hiv/Aids ,35 Aids Ruanda Pam Comunità affette da Aids in Mozambico, Ruanda, Tanzania e Uganda ,00 Aids Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,60 Aids Somalia Unifem Contributo volontario Unifem ,90 Multisettoriale Sudan Unfpa Contributo volontario Unfpa in risposta all Appello consolidato delle Nazioni Unite per il ,52 Multisettoriale Swaziland Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,21 Aids 15

16 Appendice A: Contributi finalizzati a organismi internazionali (segue) Dgcs Contributi finalizzati a organismi internazionali Nome Paese organiz- Titolo N. Aid Delibera zazione Importo Settore in euro Tanzania Pam Comunità affette da Aids in Mozambico, Ruanda, Tanzania e Uganda ,00 Aids Oms Contributo all Oms per Roll Back Malaria ,27 Malaria Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,60 Aids Uganda Pam Comunità affette da Aids in Mozambico, Ruanda, Tanzania e Uganda ,00 Aids Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,60 Aids Zimbabwe Oms Iniziativa italiana per la lotta all Aids in Africa in collaborazione con l Oms - Contributo volontario ,11 Aids Non ripartibile Unaids Contributo volontario ,00 Aids ,00 Aids ,60 Aids ,15 Aids Non ripartibile Oms Contributo volontario - Lotta alle malattie trasmissibili ,21 Multisettoriale Contributo volontario - Lotta alle malattie trasmissibili ,52 Multisettoriale Contributo volontario - Direzione lotta all Aids ,73 Aids Contributo volontario - Lotta alle malattie trasmissibili ,00 Multisettoriale Contributo volontario - Direzione lotta all Aids ,00 Aids Cluster per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria ,00 Multisettoriale Non ripartibile Gfatm Contributo volontario ,00 Aids, tubercolosi e malaria ,00 Aids, tubercolosi e malaria ,00 Aids, tubercolosi e malaria Totale ,99 Non ripartibile (**) Unesco Contributo volontario - Family First Africa: Contribution to the Prevention of Mother $ Aids to Child Transmission of Hiv/Aids $ Kossovo e Macedonia (*) Per Kossovo e Macedonia l importo non viene ripetuto in corrispondenza di ogni paese per non alterare il valore totale. (**) Non è stato possibile indicare l ammontare corrispondente in euro poiché gli stanziamenti riportati sono parte del contributo volontario all Unesco, espresso in dollari. 16

17 Appendice B: Contributi ai programmi promossi dalle Ong Dgcs Programmi promossi Ong Denomi- Oneri Importo Paese nazione Titolo N. Aid Delibera previdenziali in euro Ong e assicurativi Totale Settore in euro Angola Cuamm Controllo della tubercolosi nelle province di Luanda e Uige , , ,00 Tbc Bosnia Cesvi Intervento nel settore delle malattie infettive incentrato , , ,29 Aids sulla prevenzione dell Hiv/Aids Burundi Celim, Programma di coordinamento sub-regionale di azioni , , ,60 Aids Cisv, Cmsr di lotta all Aids Avsi Miglioramento dei servizi essenziali per i malati di Aids , , ,75 Aids e le loro famiglie nellla regione dei Grandi laghi Cuba Gvc Progetto di prevenzione ed educazione per diminuire , , ,12 Aids la diffusione di malattie a trasmissione sessuale e Hiv/Aids nella provincia di Sancti Spiritus e Province centrali Etiopia Cvm Insieme contro l Aids - Progetto di prevenzione e controllo , , ,18 Aids dell Aids Italia Coopi Educazione allo sviluppo e informazione , ,38 Aids Kenya Sucos Programma comunitario di sanità di base e prevenzione Aids 7789 In valutazione , ,23 Aids Aps Sostegno a organizzazioni comunitarie impegnate nella , , ,35 Aids prevenzione e nella limitazione dell impatto dell Hiv/Aids nel distretto di Suba Cisp Interventi di controllo nella diffusione dell Aids [ ] , , ,00 Aids nel distretto di Malindi Cisp Sostegno alla lotta contro la povertà e prevenzione , , ,00 Aids dell Hiv/Aids nel distretto di Narok Cosv Aids, una grande sfida allo sviluppo dei popoli 7563 Valutato , ,09 Aids Ibo Prevenzione Aids e controllo trasmissione da madre a figlio 7676 In valutazione , ,00 Aids Malawi Rc Prevenzione trasmissione Hiv e assistenza malati Aids In valutazione , ,81 Aids Namibia Cestas, Supporto al programma nazionale integrato di lotta , , ,00 Aids - Tbc Aispo all Hiv/Aids e Tbc nelle regioni di Omusati ed Erongo Romania Avsi Promozione umana e reinserimento sociale dei bambini , , ,67 Aids in condizioni difficili e bambini sieropositivi abbandonati 17

18 Appendice B: Contributi ai programmi promossi dalle Ong (segue) Dgcs Programmi promossi Ong Denomi- Oneri Importo Paese nazione Titolo N. Aid Delibera previdenziali in euro Ong e assicurativi Totale Settore in euro Ruanda Avsi Miglioramento dei servizi essenziali per i malati di Aids , , ,75 Aids e le loro famiglie nella regione dei Grandi laghi Tanzania Celim, Programma di coordinamento sub-regionale di azioni , , ,20 Aids Cisv, Cmsr di lotta all Aids Cmsr Progetto Ukimwi. Strategie di prevenzione e controllo , , ,62 Aids dell Aids nella regione di Dodoma Uganda Avsi Miglioramento dei servizi essenziali per i malati di Aids , , ,26 Aids e le loro famiglie nella regione dei Grandi laghi Aispo Assistenza tecnica e finanziaria all ospedale di Nsambya: , , ,00 Aids salute riproduttiva e sostegno diagnostico-terapeutico ai malati di Hiv/Aids Zambia Celim, Programma di coordinamento sub-regionale di azioni , , ,20 Aids Cisv, Cmsr di lotta all Aids Celim Prevenzione e cura dell Aids a Chirundu , , ,62 Aids Alm Giovani e Aids , ,00 Aids Ass. Papa Progetto Rainbow - Intervento per bambini orfani Aids In valutazione , ,00 Aids Giovanni e in difficoltà XXIII Zimbabwe Cesvi Intervento di supporto alla prevenzione della trasmissione , , ,89 Aids materno-infantile dell Hiv, provincia di Mashonaland Central Cesvi Prevenzione del disagio sociale negli orfani e ragazzi , , ,00 Aids di strada a causa dell Aids Totale , , ,02 Burundi, Tanzania, Zambia Burundi, Ruanda, Uganda 18

19 Appendice C: Programmi gestiti direttamente dalla Dgcs Dgcs Gestione diretta Paese Titolo N. Aid Delibera Importo in euro Settore Sudafrica Interventi per il controllo dell Aids - Invio esperti ,00 Aids Sostegno al Ministero della Sanità sudafricano nello sviluppo della funzione di pianificazione strategica ,00 Malattie e coordinamento delle politiche sanitarie. Fondo esperti (cfr. Iss) trasmissibili Swaziland Controllo e lotta all Aids - Gestione diretta ,46 Aids Tanzania Programmi lotta alla malaria in Tanzania e Zanzibar ,00 Malaria Totale ,46 Appendice D: Programmi affidati alle istituzioni scientifiche italiane Dgcs Affidati - Istituzioni scientifiche italiane Nome Paese istitu- Titolo N. Aid Delibera Importo in euro Settore zione Burundi Iss Programma regionale di lotta all Aids in Uganda, Ruanda e Burundi ,00 Aids Ruanda Iss Programma regionale di lotta all Aids in Uganda, Ruanda e Burundi ,00 Aids Sudafrica Iss Sostegno al Ministero della Sanità sudafricano nello sviluppo della funzione di pianificazione strategica ,80 Malattie e coordinamento delle politiche sanitarie. Convenzione con Iss (cfr. Dgcs) trasmissibili Swaziland Iss Controllo e lotta all Aids ,93 Aids Uganda Iss Programma regionale di lotta all Aids in Uganda, Ruanda e Burundi ,10 Aids Totale ,83 Burundi, Ruanda, Uganda 19

20 Appendice E: Emergenza Dgcs Emergenza Fondo esperti Fondo in loco Totale Paese Titolo N. Aid Delibera Settore in euro in euro in euro Balcani/Europa Contributo all Oim destinato alla realizzazione di interventi di emergenza per contrastare ,83 Aids orientale la diffusione dell endemia di Aids e delle malattie a trasmissione sessuale Totale Balcani/Europa orientale , ,83 Rep. dem. Emergenza - Lotta all Aids , ,90 Aids del Congo , , , , , ,00 Totale Congo , , ,28 Eritrea Emergenza - Lotta all Aids , ,25 Aids , ,58 Totale Eritrea , , ,10 Etiopia Emergenza - Lotta all Aids , ,87 Aids , , , , , ,00 Totale Etiopia , , ,22 20

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