ISTITUTO COMPRENSIVO REGINA ELENA SOLARO SCUOLA MEDIA LUIGI PIRANDELLO. RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO LIFE SKILLS TRAINING a.s.

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO REGINA ELENA SOLARO SCUOLA MEDIA LUIGI PIRANDELLO RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO LIFE SKILLS TRAINING a.s. 2012/2013 Nel corrente anno scolastico, la Scuola Media L. Pirandello ha organizzato, con la collaborazione dell Ufficio Scolastico Regionale e la Regione Lombardia, un percorso triennale di prevenzione e abuso di sostanze validato scientificamente e dimostratosi capace di ridurre il rischio a lungo termine dell uso/abuso di alcol, tabacco e droghe. Il nucleo fondamentale delle Life Skills identificato dall OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è costituito dalle seguenti competenze: Consapevolezza di sé Gestione delle emozioni Gestione dello stress Empatia Creatività la capacità di suggerire soluzioni a situazioni problematiche, l accrescimento dell autostima,, la capacità di riconoscere gli inganni dei mezzi di comunicazione di massa, l assertività, cioè la capacità di opporre dei no, resistendo ai condizionamenti indotti dal contesto sociale o dal gruppo dei pari, Senso critico Prendere buone decisioni e sostenerle nel tempo Risolvere problemi Relazioni efficaci la capacità di esprimersi e comunicare Tali competenze possono essere raggruppate secondo 3 aree: EMOTIVE- agire sull immagine di sé e sull autostima, promuovere abilità creative di risoluzione dei problemi, sviluppare competenze di gestione dello stress, dell ansia e della rabbia; PERSONALI aiutare gli studenti a risolvere i problemi, a prendere decisioni, ad assumere senso critico, a possedere creatività, a difendersi dalle pressioni sociali riguardanti l utilizzo di tabacco, alcol e altre droghe. SOCIALI -: rafforzare gli studenti rendendoli in grado di superare alcuni ostacoli sociali, ad esempio superando la propria timidezza, comunicando in modo chiaro, costruendo nuove relazioni e evitando comportamenti violenti. Le finalità da raggiungere erano: aumentare nei soggetti le capacità di gestione delle sfide quotidiane e a favorire un maggiore senso di controllo personale; rafforzare gli studenti rendendoli in grado di superare alcuni ostacoli sociali, ad esempio superando la propria timidezza, comunicando in modo chiaro, costruendo nuove relazioni e evitando comportamenti violenti; 1

2 aiutare gli studenti a difendersi dalle pressioni sociali. Il programma Life Skills Training, è stato condotto nella nostra scuola media dai docenti dei Consigli delle classi prime; il piano di lavoro era composto da 15 unità progettate per essere insegnate in sequenza; tre unità erano opzionali e riguardavano la prevenzione della violenza; ogni unità specifica aveva una finalità principale e degli obiettivi che dovevano essere raggiunti dagli studenti, inoltre è da sottolineare che le unità potevano essere svolte all interno di qualsiasi area disciplinare integrando l attività didattica della classe e la vita quotidiana della scuola. L insegnante ha avuto un ruolo molto importante nel condurre il LST che si esplicava contemporaneamente nel: facilitare la discussione su tematiche di rilievo in ognuna delle varie unità; favorire l acquisizione delle life skills. I principali obiettivi del LST erano: fornire informazioni corrette utili per la prevenzione, promuovere regole contro la droga, fornire agli studenti la motivazione e le abilità necessarie a resistere alla pressione dei coetanei e dei mass media verso l uso di tabacco, alcool e di droghe. Il LST fornisce inoltre agli studenti strumenti utili a rinforzare le abilità personali e di rapporto con gli altri, strumenti necessari per affrontare le sfide tipiche della vita di un adolescente. Tutti i docenti delle classi prime hanno partecipato ad un corso di formazione organizzato dalle ASL per l utilizzo del programma; inoltre il 15 di ottobre il corso è stato presentato da esperti ai genitori degli alunni, e il 10 giugno c è stato un altro incontro con i genitori, sempre alla presenza degli esperti, per la restituzione del lavoro Il lavoro è stato interamente gestito dagli insegnanti delle classi, è iniziato a gennaio e si è concluso nel mese di marzo; le varie Unità in cui era stato progettato il lavoro, sono state affrontate rispettando l ordine delle unità didattiche che sono state attuate almeno una volta alla settimana in modo consecutivo, oppure con cadenza settimanale. Le cinque classi prime della Scuola Media Luigi Pirandello hanno attuato le 12 unità obbligatorie, unità che si articolavano nel seguente modo: UNITA 1: Immagine di sé e automiglioramento Finalità: insegnare agli studenti cos è l immagine di sé, come si forma, com è in relazione al comportamento e come può essere migliorata. Obiettivi: definire l immagine di sè discutere su come si forma identificare i metodi per migliorarla identificare cosa rende orgogliosi di se stessi UNITA 2: Prendere decisioni Finalità: Insegnare agli studenti come prendere decisioni e risolvere i problemi che li riguardano Obiettivi: dimostrare come le decisioni sono influenzate dalle pressioni del gruppo discutere sul perché le persone sono influenzate dai membri del gruppo identificare le decisioni quotidiane descrivere come sono prese le decisioni importanti 2

3 identificare il processo per prendere decisioni UNITA 3: Tabacco: miti e realtà Finalità: Informare correttamente gli studenti sugli effetti del fumo di sigarette e di atre forme dell uso di tabacco, per sfatare luoghi comuni e false credenze. Obiettivi: riconoscere che la maggior parte degli adolescenti e degli adulti non fuma sigarette discutere le ragioni che portano i giovani a fumare o a non fumare discutere su che cosa le sigarette possono o non possono fare discutere gli effetti immediati e a lungo termine del fumo di sigarette descrivere il processo che porta una persona a diventare fumatore riconoscere che il fumo sta diventando meno accettato socialmente trattare i diritti dei non fumatori UNITA 4: Tabacco e biofeedback Finalità: insegnare agli studenti alcuni degli effetti fisiologici immediati del fumo di sigaretta. Obiettivi: descrivere gli effetti sul corpo di una elevata frequenza cardiaca identificare le situazioni che possono cambiare la frequenza del battito cardiaco discutere lo scopo e la procedura della misurazione delle pulsazioni discutere le ragioni per cui le pulsazioni sono diverse prima e dopo aver fumato una sigaretta discutere l effetto del fumo sulla fermezza della mano UNITA 5: Alcol: miti e realtà Finalità: dare agli studenti informazioni sull alcol per sfatare luoghi comuni e false credenze Obiettivi: riconoscere che l alcool è una sostanza psicoattiva che rallenta il funzionamento di cervello e sistema nervoso riconoscere che, nonostante molte persone bevano, la maggior parte lo fa occasionalmente e con moderazione discutere i motivi per cui alcune persone devono e altre no riconoscere le cose reali che l alcol può e non può fare UNITA 6 : Cannabis: miti e realtà Finalità: dare agli studenti informazioni corrette alla cannabis per sfatare luoghi comuni e false credenze. Obiettivi: spiegare cosa è la cannabis riconoscere che la maggior parte degli adolescenti e degli adulti non usano la cannabis discutere i motivi per cui alcuni adolescenti utilizzano cannabis discutere cosa realmente la cannabis può o non può fare discutere gli effetti immediati e a lungo termine della cannabis sul corpo umano discutere gli aspetti legati alla cannabis UNITA 7 : Pubblicità 3

4 Finalità: aumentare negli studenti la consapevolezza delle tecniche utilizzate dalla pubblicità per manipolare i comportamenti e insegnare agli studenti come resistere a queste tecniche. Obiettivi: discutere lo scopo che ha la pubblicità riconoscere le tecniche pubblicitarie più diffuse individuare e analizzare la pubblicità di bevande alcoliche discutere modalità alternative per rispondere a pubblicità di bevande alcoliche UNITA 9: Gestione dell ansia Finalità: insegnare agli studenti che cos è l ansia, quali sono le comuni situazioni che la causano, e le tecniche per gestirla. Obiettivi: definire che cosa si intende per ansia definire i sintomi fisici dell ansia discutere riguardo alle situazioni comuni che provocano ansia discutere i modi alternativi per affrontare situazioni che provocano ansia dimostrare le tecniche per gestire l ansia UNITA 11: Abilità comunicative Finalità: insegnare agli studenti come comunicare in modo efficace Obiettivi: definire che cosa si intende per comunicazione discutere gli aspetti della comunicazione verbale e non verbale definire che cosa si intende per malinteso discutere su come nascono i malintesi discutere su come si possono evitare i malintesi UNITA 12 : Abilità sociali A Finalità: insegnare agli studenti le abilità sociali di base per sviluppare positive e relazioni interpersonali. Obiettivi: riconoscere che molte persone si sentono timide o a disagio nelle situazioni in cui ci sono altre persone discutere su come è possibile superare la timidezza esercitarsi nello stare in relazione con gli altri esercitarsi nel fare e ricevere complimenti esercitarsi nell iniziare, sostenere e concludere le conversazioni, UNITA 13 : Abilità sociali B Finalità: insegnare agli studenti le abilità sociali di base riguardanti le relazioni personali intime, l interazione con qualcuno da cui si è attratti e la pianificazione di attività sociali Obiettivi: discutere quali caratteristiche attraggono gli individui l uno all altro discutere il ruolo dell aspetto fisico nelle relazioni con gli altri applicare le abilità sociali generali nell interagire con qualcuno verso cui si è attratti scoprire nuove attività da fare con le altre persone 4

5 discutere i modi per entrare in contatto con altri proponendo idee per fare cose nuove insieme discutere su come rispondere quando qualcuno ti chiede di uscire. UNITA 14 : Assertività Finalità: insegnare agli studenti come diventare più assertivi e come resistere alla pressione dei pari verso l uso di droghe. Obiettivi: identificare le situazioni quotidiane in cui le persone non riescono ad essere assertive riconoscere strategie di persuasione riconoscere e mettere in pratica capacità assertive verbali riconoscere e mettere in pratica capacità assertive non verbali discutere alternative possibili per affrontare situazioni in cui gli adolescenti sono spinti a fumare, bere o ad usare cannabis. I tempi di attuazione variavano da un minimo di un ora ad un massimo di due ore. Gli obiettivi delle singole Unità, sono stati raggiunti, in modo diversificato, da quasi tutti i ragazzi; però, poiché il progetto ha una validità triennale si auspica che nei successivi livelli 2 e 3, che sono delle sessioni di rinforzo, quegli alunni che non hanno pienamente raggiunto gli obiettivi indicati, li possano conseguire in futuro. La metodologia utilizzata prevedeva: letture, discussioni, osservazioni, dialoghi, confronti, dibattiti, riflessioni, compilazioni di schede, realizzazione di grafici, realizzazioni di puzzle, indagini, tabelle, ricerche, tecniche di rilassamento. Nelle riunione del 10 giugno, di fronte ad un numero esiguo di genitori, i docenti relazionavano alla presenza del Dirigente e di un operatrice delle Life, l atteggiamento ed il comportamento che gli alunni hanno dimostrato durante l attuazione delle unità. Tutte le cinque classi prime hanno seguito con vivo interesse il progetto, gli alunni hanno partecipato attivamente alle proposte dei docenti, manifestando un atteggiamento propositivo e desiderosi di intraprendere un nuovo cammino, traendo insegnamenti utili anche per conoscere meglio se stessi e per affrontare piccoli problemi quotidiani. Inoltre, poiché tutti i docenti hanno ritenuto interessante, utile e positivo il percorso, è stato deciso che anche le future classi prime affronteranno la stessa attività; quindi il prossimo anno scolastico 2013/2014 le classi che eseguiranno le Life non saranno solamente le cinque seconde, ma anche le quattro prime, per un totale di nove classi. Schematizzando si può affermare che gli aspetti positivi e negativi sono stati: Punti di forza: Atteggiamenti propositivi da parte di quasi tutti i ragazzi, desiderio e curiosità di intraprendere un nuovo percorso, partecipazione attiva di quasi tutti gli allievi, avere l opportunità di affrontare tematiche diverse dalla didattica, offrire spazi di crescita personale, tutti i ragazzi hanno portato il materiale richiesto, Punti di debolezza: difficoltà da parte di alcuni alunni a capire il contesto di alcune richieste e a metterle in atto, difficoltà da parte di alcuni alunni a gestire in modo autonomo le tappe previste dal lavoro, difficoltà da parte di alcuni alunni ad esprimersi su questioni personali, 5

6 difficoltà da parte di alcuni alunni a formulare giudizi critici soprattutto su se stessi, rispetto dei tempi, difficoltà, riscontrata dai docenti, nell attuazione dell unità sette quella relativa alla pubblicità e, in modo particolare, la pubblicità sugli alcolici; infatti questo tipo di pubblicità non si trova più sulle riviste, di conseguenza i professori sono stati costretti ad apportare delle modifiche, qualche tematica è risultata un po lontana da quella che è la realtà del ragazzo che frequenta la prima media. Anche i genitori interpellati il 10 giugno, hanno manifestato la propria soddisfazione sul percorso affrontato dai propri figli, chiedendo suggerimenti, consigli e indicazioni da adottare in ambito familiare di fronte a certe situazioni o contesti quotidiani. Solaro 22/06/2013 La Referente: Prof.ssa Rallo Alberta 6

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