SEMINARIO TECNICO. Sistemi fissi di rivelazione automatica. La nuova normativa UNI9795. Il suo presente e futuro e TS EN Ing. Sergio Sanfratello

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1 SEMINARIO TECNICO Sistemi fissi di rivelazione automatica. La nuova normativa UNI9795. Il suo presente e futuro e TS EN54-14 Ing. Sergio Sanfratello

2 Scopo e campo di applicazione La presente Norma descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la manutenzione e la revisione dei sistemi di rivelazione incendi, anche per quelli impiegati per attivare un sistema di spegnimento. Lo scopo è di verificare la funzionalità degli impianti (nuovi ed esistenti) e nonla loro efficacia, per la quale si rimanda alla UNI 9795.

3 Termini e definizioni Rivelatore d incendio: componente di un sistema di rivelazione incendio che contiene almeno un sensore fisico e/o chimico associato all incendio e che fornisce almeno un corrispondente segnale alla centrale di controllo. Rivelatore di calore: rivelatore sensibile all innalzamento della temperatura. Rivelatore di fumo: rivelatore sensibile alle particelle dei prodotti della combustione sospesi nell atmosfera (ottico di fumo, lineare).

4 Termini e definizioni Rivelatore di fiamma: rivelatore sensibile alla radiazione emessa dalle fiamme di un incendio. Rivelatore multicriterio: rivelatore sensibile a più di un fenomeno causato dell incendio Rivelatore termico lineare (cavo termosensibile): rivelatore che risponde alla temperatura sorvegliata in prossimità di una linea continua. Rivelatore ad aspirazione: rivelatore di fumo nel quale l aria e l aerosol passano attraverso un dispositivo di campionamento tramite sistema di aspirazione.

5 Termini e definizioni Sorveglianza: controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni visibili. Può essere effettuata da personale della Committente dopoadeguate istruzioni. Controllo periodico: insieme delle operazioni da effettuarsi con frequenza almeno semestrale per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti.

6 Termini e definizioni Manutenzione: operazione o intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buonostato le attrezzature e gli impianti. Manutenzione ordinaria: operazione che si attua in loco con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Si limita a riparazioni di lieve entità o sostituzioni di parti di modesto valore. Manutenzione straordinaria: intervento di manutenzione che non può essere eseguito in loco o che richiede mezzi, strumenti o attrezzi particolari, sostituzioni di intere parti di impianto, revisione o sostituzione diapparecchi non riparabili in loco.

7 Termini e definizioni Controllo iniziale: effettuato per verificare la completa e corretta funzionalità delle apparecchiature e delle connessioni, nonché la corrispondenza con i documenti di progetto. Consegna formale di un sistema: consegna del sistema alla Committente con emissione dei documenti previsti dalla legislazione vigente e redazione della dichiarazione di conformità da parte dell installatore. Avviamento sistema: fase operativa pratica, costituita da una serie di controlli funzionali e di verifiche visive operate sui componenti del sistema, condotta da personale specializzato.

8 Termini e definizioni Sistema modificato: impianto di rivelazione esistente nel quale sono state apportate modifiche per la sostituzione di apparecchiature con caratteristiche diverse rispetto alla precedenti, modifica della loro quantità o collocazione, tali da comportare una revisione del progetto originale. Revisione impianto: controllo accurato e particolare del sistema, la periodicità e metodologia dipende dalle prescrizioni normative e legislative relative ai singoli componenti utilizzati o dalle istruzioni fornite dal costruttore delle apparecchiature stesse. Responsabile del sistema: datore di lavoro o persona da lui preposta secondo la legislazione vigente (Testo Unico).

9 Fasi e periodicità Fase Periodicità Circostanza Controllo iniziale Occasionale Prima della consegna di un nuovo sistema o nella presa in carico di un sistema in manutenzione Sorveglianza Almeno ogni 30 giorni Secondo il piano di manutenzione programmata del responsabile del sistema Controllo periodico Almeno ogni 6 mesi Secondo il piano di manutenzione programmata del responsabile del sistema Manutenzione ordinaria Manutenzione straordinaria Occasionale Occasionale Secondo esigenza per riparazioni di lieve entità Secondo esigenza per riparazioni di particolare importanza Revisione sistema Almeno ogni 10 anni Secondo indicazioni normative e legislative in funzione delle apparecchiature impiegate o delle istruzioni dei costruttori

10 Documentazione Fase Controllo iniziale Sorveglianza Controllo periodico Manutenzione ordinaria Manutenzione straordinaria Revisione sistema Documenti da produrre e riportare nel registro Rapporti di prova e liste di riscontro o controllo funzionale come minimo secondo quanto indicato nell appendice A Semplice registrazione conforme al piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema Registrazione delle attività e dei controlli su formato, stabilito dal responsabile del sistema Registrazione del documento di intervento sottoscritto dal personale tecnico qualificato incaricato della manutenzione Registrazione del documento di intervento sottoscritto dal personale tecnico qualificato incaricato della manutenzione Rapporti di prova e liste di riscontro o controllo funzionale come minimo secondo quanto indicato nell appendice A

11 Condizioni ambientali durante le prove e le verifiche Condizioni durante la fase di controllo iniziale: le condizioni di prova ideali per il controllo iniziale, sono quelle di normale funzionamento del sistema. Nel caso gli ambienti non fossero nelle condizioni ottimali (es. cantiere), verificare quanto segue - nell ambiente non ci siano condizioni tali da falsare il funzionamento del sistema; - il funzionamento dei dispositivi da sottoporre a prova non sia condizionato da oggetti provvisori o materiali che compromettono l efficacia del sistema. In ogni caso verificare che le segnalazioni o le attivazioni non determinino condizioni di pericolo a cose e persone. Assicurarsi che il personale presente sia stato avvisato delle prove in corso, al fine di evitare disagi o panico. Verificare la pulizia delle apparecchiature anche a fine prove.

12 Condizioni ambientali durante le prove e le verifiche Condizioni durante la fase di sorveglianza: il controllo di sorveglianza deve essere effettuato nelle condizioni esistenti durante l ordinaria operatività dei sistemi. Condizioni durante il controllo periodico, la manutenzione e la fase di revisione: il controllo di sorveglianza deve essere effettuato nelle condizioni esistenti durante l ordinaria operatività dei sistemi. Verificare comunque che le segnalazioni o le attivazioni non determinino condizioni di pericolo a cose e persone. Nel caso di sistemi legati all attivazione di impianti di spegnimento (es. gas), mettere in atto tutte le misure necessarie che evitino scariche accidentali. Assicurarsi che il personale presente sia stato avvisato delle prove in corso, al fine di evitare disagi o panico.

13 Condizioni ambientali durante le prove e le verifiche Condizioni di sicurezza durante operazioni in aree pericolose: prima di operare sulle apparecchiature, verificare che non esistano condizioni di pericolo per se e per gli altri. In ogni caso chiedere ed ottenere il permesso dal responsabile della sicurezza della Committente, tutte le informazioni circa i rischi presenti in ambiente e le misure di sicurezza da adottare secondo quanto previsto dalla legislazione vigente (Testo Unico). Per i sistemi ubicati in luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, devono essere eseguite le indicazioni della CEI EN

14 Strumentazione e documentazione da impiegare durante le prove Prima di operare su un sistema antincendio, è necessario che il Tecnico sia in possesso di almeno: -manuali relativi alla centrale di controllo e alle apparecchiature installate; -disegni e documentazioni di progetto dell impianto conformi a quanto installato (es. revisioni successive); -norme di riferimento o procedure dei costruttori delle apparecchiature, ove presenti; -strumenti di prova predisposti dai produttori delle apparecchiature, ove presenti; - la strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire come da istruzioni del costruttore delle apparecchiature, è raccomandato l utilizzo di almeno un multimetro.

15 Strumentazione e documentazione da impiegare durante le prove Prova della centrale: prima di operare su una centrale di controllo, è necessario che il Tecnico sia in possesso di almeno: - manuali e schemi elettrici; - programmi software o procedure di prova del costruttore; - la strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire come da istruzioni del costruttore. Prova dei rivelatori di fumo puntiformi: oltre a quanto indicato ai punti precedenti, è necessario che il Tecnico sia in possesso di strumenti di prova indicati dai costruttori, come ad esempio dispositivi artificiali di produzione di fumo o altro prodotto efficaci.

16 Strumentazione e documentazione da impiegare durante le prove Prova dei rivelatori di fumo lineari: oltre a quanto indicato ai punti precedenti, è necessario che il Tecnico sia in possesso di strumenti di prova indicati dai costruttori, come ad esempio appositi filtri di oscuramento tarati e forniti dai costruttori stessi. Prova dei rivelatori termici: oltre a quanto indicato ai punti precedenti, è necessario che il Tecnico sia in possesso di strumenti di prova indicati dai costruttori, come ad esempio riscaldatori elettrici, ad aria o a gas. Prova dei rivelatori termici lineari: spesso si differenziano tra loro per tipologia di funzionamento, è quindi necessario fare riferimento alla normative disponibili, alle istruzioni del costruttore o a quelle fornite dal progettista.

17 Strumentazione e documentazione da impiegare durante le prove Prova dei sistemi di rivelazione ad aspirazione: a questa famiglia appartengono apparecchiature che operano secondo criteri di sensibilità e principi operativi diversi, è quindi necessario fare riferimento alla normative disponibili, alleistruzione del costruttore o a quelle fornite dal progettista. Prova dei pulsanti di allarme incendio: oltre a quanto indicato ai punti precedenti, è necessario che il Tecnico sia in possesso almeno di strumenti specifici in grado di simulare la rottura del vetro e un numero sufficiente di vetrini frangibili nel caso le prove ne prevedano la rottura. Prova dei rivelatori di fiamma: a questa famiglia appartengono apparecchiature che operano secondo criteri di sensibilità e principi operativi diversi, è quindi necessario fare riferimento alla normative disponibili, alleistruzioni del costruttore o a quelle fornite dal progettista.

18 Strumentazione e documentazione da impiegare durante le prove Prova dei segnalatori ottico acustici: oltre a quanto indicato ai punti precedenti, potrebbe essere utile che il Tecnico sia in possesso di uno strumento fonometrico. Prova dei dispositivi attuatori dei sistemi di estinzione: oltre a quanto indicato ai punti precedenti, può essere utile che il Tecnico disponga di apparecchi elettronici di simulazione da collegare in sostituzione temporanea del dispositivo diattuazione. Prova dei dispositivi di commutazione: trattandosi prevalentemente di contatti di scambio possono essere utilizzati gli stessi dispositivi comandati o un multimetro.

19 Metodologia di controllo iniziale Procedura per il controllo preliminare Il controllo iniziale deve essere eseguito da personale qualificato, tale controllo è costituito da una verifica visiva del sistema in conformità alla UNI 9795, prevedendo quindi: - la corrispondenza al progetto esecutivo; - il controllo che la posa in opera sia stata eseguita secondo normative vigenti per le parti applicabili; - il controllo visivo dei collegamenti elettrici; - il controllo visivo dei collegamenti meccanici. La verifica visiva è molto importante, un impianto esteticamente ben eseguito denota una cura costruttiva, utile anche agli interventi futuri.

20 Metodologia di controllo iniziale La parte visiva del sistema deve essere esaminata per controllare: - che le cassette ed i percorsi siano chiaramente identificabili; - che i percorsi dei cavi siano esenti da influenze ambientali; - che le curve e le giunte siano eseguite a regola d arte; - che i supporti meccanici dell impianto siano regolari e stabili; - il bloccaggio e la tenuta meccanica dei tubi in prossimità dei raccordi con le cassette; - che gli ingressi nelle cassette siano collegati a regola d arte; - i collegamenti di messa a terra; - che la messa a terra dello schermo sia in un solo punto o comunque secondo quanto indicato dal costruttore;

21 Metodologia di controllo iniziale La verifica visiva del sistema prevede anche l apertura delle cassette di giunzione per controllare: - la stabilità dei collegamenti e fissaggio dei morsetti; - l impiego dei capicorda su tutti i collegamenti nei quali siano previsti; - la continuità di collegamento dello schermo ed il suo isolamento rispetto agli altri conduttori; - che il grado di riempimento dei tubi sia a regola d arte; (1) -una chiara identificazione dicavi e morsetti; (1) Il diametro interno dei tubi protettivi di forma circolare deve essere almeno pari a 1,3 volte del cerchio circoscritto al fascio dei cavi che essi sono destinati a contenere.

22 Metodologia di controllo iniziale Procedura per il controllo funzionale Durante le operazioni di controllo iniziale, deve essere eseguito un controllo funzionale per tutti i sistemi, tutti i rivelatori, pulsanti, contatti e azionamenti del sistema. Verificare che tutte le logiche richieste dal cliente siano compatibili con quanto previsto dal progetto. Verificare l efficacia degli azionamenti degli asservimenti collegati all impianto (alimentazioni, ventilazioni, ecc), che ne possono influenzare il corretto funzionamento. Assicurarsi che gli effetti delle prove non generino situazioni di pericolo o attuazioni indesiderate, è necessario pianificare preventivamente con il cliente le tutte le operazioni. Prima di effettuare prove sui sistemi di spegnimento, mettere in sicurezza i dispositivi diattuazione.

23 Metodologia di controllo iniziale Verifica dello stato e delle indicazioni della centrale Effettuare un operazione di comando tramite chiave meccanica o elettronica, o azionando la tastiera per verificare che la centrale cambi stato. Verifica dell efficacia dei sistemi di segnalazione locali - efficienza dell alimentatore e delle batterie; - assorbimento dell impianto ad esso collegato; - efficienza di tutte le segnalazioni ottico-acustiche di centrale; - capacità di ricezione degli allarmi provenienti dai rivelatori; - capacità della centrale di attivare i mezzi di allarme.

24 Metodologia di controllo iniziale Verifica delle condizioni e delle segnalazioni di allarme Ciascun rivelatore di fumo, calore, fiamma o pulsante, viene mandato in allarme per verificare: - l accensione del led di segnalazione sul dispositivo; - la segnalazione congruente dell allarme sulla centrale di controllo; - l attivazione delle segnalazioni ottico-acustiche in campo; - l attuazione dei comandi previsti nella logica di funzionamento; Dove previsto: - la segnalazione congruente sul sistema grafico; - la segnalazione sul ripetitore; - la registrazione dell evento.

25 Metodologia di controllo iniziale Dopo ogni sequenza di allarme, è necessario accettare l evento e tacitare la relativa segnalazione acustica. Si deve verificare che il componente mandato in allarme corrisponda in termini di nome, indirizzo, zona, posizione a quanto previsto dal progetto. Le segnalazioni ottico-acustiche devono essere efficaci, devono essere udite distintamente in qualsiasi punto dell ambiente protetto, anche nelle condizioni di massima rumorosità di fondo. Prima delle prove è necessario documentarsi circa le sequenze logiche previste. In caso di sistemi con azioni combinate o temporizzate, è necessario provocare queste condizioni per verificarne l efficacia.

26 Metodologia di controllo iniziale Verifica delle condizioni e delle segnalazioni di guasto Linea di rivelazione su rivelatori analogici o indirizzati: dato che ogni rivelatore è stato provato nella fase di allarme, è sufficiente rimuovere alcuni rivelatori a campione, perverificare: - la segnalazione di anomalia sulla centrale; - l attuazione dei comandi previsti nella logica di funzionamento; Dove previsto: - la segnalazione congruente sul sistema grafico; - la segnalazione sul ripetitore; - la registrazione dell evento.

27 Metodologia di controllo iniziale Linea di rivelazione su rivelatori convenzionali: a seguito delle seguenti operazioni: - rimozione di alcuni rivelatori tra i quali l ultimo della linea; - creazione di un corto circuito di linea; - interruzione della linea Si deve verificare: - la segnalazione congruente sulla centrale; - l efficacia delle eventuali segnalazioni associate; Linea di comando monitorata: esempio tipico di linea controllata è quella di un attuatore di estinzione, interrompendo tale linea si deve avere: - la segnalazione congruente sulla centrale; - l efficacia delle eventuali segnalazioni associate;

28 Metodologia di controllo iniziale Verifica dello stato delle fonti di alimentazioni Simulare la mancanza dell alimentazione primaria, per verificare che: - la centrale e l impianto continuino a funzionare in modo regolare almeno per un tempo utile a dimostrare l efficienza del sistema anche in assenza di rete; - la segnalazione congruente sulla centrale. Sistemi particolari Per il controllo dei sistemi non indicati nei punti precedenti, deve essere applicato il metodo di verifica più appropriato e secondo le indicazioni del costruttore.

29 Registrazione delle prove Metodo di registrazione Le prove ed i controlli devono essere formalizzati appropriatamente. Un esempio di modulistica utilizzabile è quella alle appendici A e B, allegate alla presente. Almeno una copia di queste deve essere conservata dal responsabile dell impianto e allegata al registro. Sottoscrizione dei documenti La documentazione di registrazione formale, deve essere sottoscritta almeno dal tecnico che ha effettuato l intervento e dal responsabile del sistema.

30 Appendice C Realizzazione delle verifiche Controllo della messa a terra Per controllare che la centrale e l eventuale barra di terra siano collegate all impianto generale di terra, è opportuno, oltre che ad un controllo visivo, effettuare una misura strumentale della resistenza di terra. Verifica della corretta alimentazione dei dispositivi periferici Per verificare il corretto dimensionamento della sezione dei cavi di alimentazione ai dispositivi (targhe, sirene, attuatori, ecc), verificare che la tensione minima sia tale da non pregiudicare il funzionamento dell impianto.

31 Appendice C Realizzazione delle verifiche Metodo di collegamento della schermatura del cavo Dove previsto, il collegamento degli schermi è importante per il corretto funzionamento del sistema. E opportuno che siano accuratamente collegati in modo da assicurare la loro continuità su tutta la tratta del cavo. Ciascuno schermo deve essere collegato a terra solo in prossimità della centrale. Metodo di verifica del rumore elettrico E buona regola che le linee elettriche del sistema, non siano sottoposte ad un rumore elettrico superiore al 5% del valore di picco. In caso di necessità è bene utilizzare appropriate apparecchiature elettroniche sofisticate (oscilloscopio) per verificare l entità dei disturbi.

32 GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE

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