CESI. A Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 1/43

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CESI. A5049676 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 1/43"

Transcript

1 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 1/43 Cliente Ricerca di Sistema (secondo periodo) Oggetto Sperimentazione CMR su impianto pilota Ordine L17138H Note GEN21/CO2/Workpackage 2 (CO2CAT)/ milestone rapporto 1/1 della milestone La parziale riproduzione di questo documento è permessa solo con l'autorizzazione scritta del CESI. N. pagine 43 N. pagine fuori testo Data 30/12/2005 Elaborato Broglia Maria, Radaelli Mariano Mod. RAPP v. 01 Verificato Approvato Savoldelli Paolo, Mazzocchi Luigi Bregani Fiorenzo (CESI-GEN) CESI Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano Giacinto Motta SpA Via R. Rubattino Milano - Italia Telefono Fax Capitale sociale Euro interamente versato Codice fiscale e numero iscrizione CCIAA Registro Imprese di Milano Sezione Ordinaria N. R.E.A P.I. IT

2 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 2/43 Indice SOMMARIO INTRODUZIONE IMPOSTAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI SHIFT CON REATTORE A MEMBRANA DIMENSIONAMENTO DEL REATTORE A MEMBRANA Aspetti termodinamici Selezione della membrana selezione del catalizzatore verifica del processo APPARATO SPERIMENTALE DATI DI PROGETTO DEL CIRCUITO CMR SEZIONE DI PROVA SISTEMA DI ACQUISIZIONE DATI RISULTATI SPERIMENTALI CARATTERIZZAZIONE A PERMEAZIONE DELLA MEMBRANA REAZIONE DI SHIFT CON CMR CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA Copyright 2005 by CESI. All rights reserved - Activity code 27784E

3 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 3/43 STORIA DELLE REVISIONI Numero Data Protocollo Lista delle modifiche e/o dei paragrafi modificati revisione 0 30/12/2005 Prima emissione SOMMARIO In questo rapporto sono presentati e discussi i risultati delle prove di laboratorio su impianto pilota finalizzate alla valutazione della fattibilità del processo di shift del gas di sintesi con reattore catalitico a membrana (CMR). La sperimentazione, focalizzata sulla reazione di shift a bassa temperatura ( C), aveva l obiettivo di verificare che il CMR consente di ottenere una conversione della reazione maggiore rispetto a un reattore tradizionale e, possibilmente, anche rispetto al valore corrispondente all equilibrio termodinamico. L attività ha innanzitutto riguardato la selezione e la definizione delle caratteristiche funzionali della membrana e del catalizzatore da utilizzare nel reattore, e il relativo dimensionamento. In questa ottica è stata sintetizzata e caratterizzata a permeazione una membrana composita asimmetrica costituita da uno strato di palladio (23-24%) -argento (76-77%) depositato elettrochimicamente su un substrato ceramico di α-allumina a porosità controllata. Lo strato depositato (internamente al supporto tubolare) presenta uno spessore di µm. Per quanto riguarda il catalizzatore la scelta è caduta sul C-18-AMT prodotto da Sud Chemie, già impiegato nelle prove di shift con reattore convenzionale (milestone ). Il suddetto catalizzatore, a base di Cu/Zn, opera nell intervallo di temperatura compresa tra C e per pressioni fino a 40 bar. L attività ha quindi riguardato il progetto, la costruzione e il collaudo dell impianto pilota in cui inserire il reattore a membrana, progettato e costruito al CESI (milestone ). In particolare in sede di collaudo si è verificato che la soluzione costruttiva utilizzata per il reattore a membrana (tenuta radiale tra reattore metallico e modulo ceramico mediante l impiego di guarnizioni in grafite e impermeabilizzazione degli estremi della membrana con resina epossidica), consente di minimizzare le fughe dei gas di processo attraverso le tenute e mantenerle a valori accettabili rispetto agli obiettivi della sperimentazione. L attività sperimentale sull impianto pilota ha infine confermato la fattibilità del processo di shift a bassa temperatura con CMR in quanto sono state ottenute conversioni superiori ai valori corrispondenti all equilibrio termodinamico (e quindi, a maggior ragione rispetto ad un reattore tradizionale). La differenza tra dati sperimentali e valori all equilibrio, come atteso, diventa più marcata all aumentare della temperatura e della differenza di pressione a cavallo della membrana (driving force del processo di separazione). L idrogeno separato, nonostante l inquinamento di CO 2 dovuto alle perdite attraverso le tenute, presenta una purezza che varia dal 94 al 97.5% ed è pertanto potenzialmente utilizzabile come combustibile. Il fattore di recupero dell idrogeno (percentuale d idrogeno separato) è risultata invece abbastanza basso (al massimo 37%) rispetto a quanto previsto in sede progettuale (80%); questo fatto è stato, con ogni probabilità, determinato da un imperfetto condizionamento della membrana in temperatura. Tale osservazione è contingente in quanto legata alle prestazioni dello specifico esemplare di membrana impiegata e quindi non pregiudica l esito positivo della verifica di fattibilità del CMR.

4 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 4/43 In sintesi la sperimentazione, oltre ad aver confermato la fattibilità del processo di shift a bassa temperatura con CMR, ha consentito di evidenziare le criticità legate allo sviluppo della tecnologia CMR per un suo potenziale utilizzo anche nei processi di shift ad elevata temperatura e reforming del metano e, conseguentemente, di definire le relative priorità di ricerca legate, in particolare, alle seguenti tematiche : Ottimizzazione della procedura di preparazione delle membrane su supporto ceramico Sintesi di membrane in lega di palladio su supporto metallico (es acciaio inossidabile sinterizzato) Sviluppo di giunzioni metallo-ceramiche che assicurino una perfetta tenuta dell accoppiamento reattore membrana valutazione in prove di lungo termine della stabilità delle caratteristiche meccaniche e separative delle membrane.

5 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 5/43 1 INTRODUZIONE Nel reattore catalitico a membrana (CMR) due processi distinti, conversione chimica catalizzata e separazione dei prodotti di reazione con membrana, sono combinati nella medesima unità. In particolare il CMR può essere utilizzato per la simultanea cattura della CO 2 e la produzione di H 2 : a partire dal gas di sintesi (miscela di H 2, CO, CO 2 ) prodotto nel processo di gassificazione del carbone; nel processo di reforming con vapore del gas naturale o di altri combustibili. Nella prima applicazione il CMR consente di combinare in un unico stadio la reazione WGS (Water Gas Shift): CO + H 2 O CO 2 + H 2 e la separazione dei prodotti di reazione. L idrogeno viene asportato in continuo dalla zona di reazione attraverso la membrana, rimuovendo le barriere termodinamiche della reazione WGS e aumentando di conseguenza la resa della reazione. L idrogeno prodotto, a seconda del grado di purezza, può essere utilizzato per alimentare celle a combustibile (PEM) o come combustibile per motori a combustione interna o turbine a gas, e il calore recuperato per la generazione di potenza con turbina a vapore. La CO 2 separata è invece disponibile per essere confinata o riutilizzata. Similmente il CMR può essere utilizzato per produrre H 2 da altri combustibili, quali il gas naturale. In questo caso le reazioni di reforming (CH 4 + H 2 O = CO + 3H 2 ) e WGS vengono combinate in un unico stadio in cui avviene anche la separazione dell H 2 dalla CO 2, con rese potenziali dell 85-90%. Anche in questo caso il CMR può essere integrato in un ciclo combinato con turbina a gas. La ricerca intrapresa dal CESI si propone di valutare la fattibilità della tecnologia CMR per le suddette applicazioni, in particolare relativamente allo shift del gas di sintesi prodotto nel processo di gassificazione del carbone. Essa si articola nelle seguenti fasi (fig. 1): (1) sintesi di membrane e caratterizzazione delle loro prestazioni (selettività e permeabilità); (2) sviluppo di un modello del CMR per la valutazione dei parametri di processo; (3) progettazione e realizzazione di un CMR pilota; (4) sperimentazione su impianto pilota per valutazione fattibilità processo; (5) analisi dell integrabilità del CMR in processi di produzione dell energia elettrica; Questo rapporto, si focalizza sulle fase 4 della ricerca e utilizza i risultati ottenuti nelle fasi 1, 2, 3, i cui risultati sono riportati nei rispettivi rapporti di milestone [1, 2, 3]. In particolare si è deciso di focalizzare la sperimentazione sulla reazione di shift a bassa temperatura ( C), utilizzando il reattore progettato in [3] e una membrana di Pd-Ag sintetizzata in accordo alla procedura descritta in [1]. Obiettivo della sperimentazione è verificare che la conversione della reazione di shift con reattore catalitico a membrana risulti maggiore rispetto a quella ottenibile con un reattore tradizionale e, quindi, più elevata rispetto al valore corrispondente all equilibrio termodinamico. In particolare l attività si articola nelle seguenti fasi: progettazione, costruzione e collaudo dell impianto pilota per prove di shift con CMR caratterizzazione a permeazione della sola membrana prove di shift con reattore a membrana

6 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 6/43 1. Sintesi e caratterizzazione membrane 2. Sviluppo modello CMR 3. Progetto e costruzione CMR 4. Prove su loop pilota 5. Integrazione del CMR in processi di produzione energia Figura 1 Diagramma di flusso delle attività relative al CMR

7 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 7/43 2 IMPOSTAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE 2.1 Descrizione del processo di shift con reattore a membrana Lo schema del processo di shfit del gas di sintesi con reattore catalitico a membrana è riportato nella seguente figura. Vapore Gas lavaggio (N 2 ) H 2 H 2 N 2 + H 2 Gas povero in H 2 Gas lavaggio (N 2 ) H 2 H 2 N 2 + H 2 Gas di sintesi Figura 2 Schema del processo di shift con CMR Il gas di sintesi (miscela di CO, CO 2, H 2 ) viene miscelato con vapore in rapporto stechiometrico in eccesso rispetto al CO, ed inviato al reattore a membrana (CMR) che, essenzialmente, presenta una configurazione simile ad uno scambiatore di calore cilindrico coassiale. La miscela di gas entrante fluisce all interno della membrana riempita con catalizzatore dove simultaneamente avviene la reazione di shift (CO+H 2 O = CO 2 +H 2, H = - 41 kj/mol) e la separazione dell H 2. 1 La driving force del processo di separazione risulta la differenza di pressione parziale dell H 2 a cavallo della membrana. 2 Nel lato mantello fluisce un gas di lavaggio (ad esempio azoto) che assolve la duplice funzione di abbassare la pressione parziale di H 2 aumentando il flusso di permeazione e di asportare parte del calore generato della reazione shift. Dal lato reazione, all uscita del reattore si troverà una miscela impoverita in H 2 e CO e ricca in CO 2 e H 2 O, la cui composizione dipende dal grado di conversione della reazione di shift e dall efficienza di rimozione dell H 2 da parte della membrana. La definizione dell assetto e delle condizioni sperimentali in cui verificare la fattibilità dello shift con CMR deve tener conto di fattori intrinseci al processo quali la composizione del gas (in particolare rapporto H 2 O/CO), le caratteristiche di permeazione della membrana e la cinetica della reazione in presenza del catalizzatore, e dei limiti operativi determinati dalle caratteristiche costruttive del reattore a 1 Se la membrana non presenta selettività infinita dell H 2 rispetto agli altri gas si ha anche un passaggio di CO e CO 2 attraverso la membrana. 2 Il meccanismo di permeazione dell H 2 e la relativa legge di dipendenza del flusso di permeazione dalla pressione dipendono del tipo di membrana [2].

8 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 8/43 membrana (massima temperatura di esercizio, volume utile) e del circuito di prova (pressione di lavoro, range di misura dei misuratori di portata, sensibilità strumentazione analitica). Tali aspetti verranno brevemente discussi nel paragrafo seguente. 2.2 Dimensionamento del reattore a membrana Aspetti termodinamici Gli impianti di gassificazione (IGCC) offrono interessanti opportunità per integrare la cattura della CO 2 in un ciclo combinato alimentato dal carbone come fonte primaria. Come illustrato in fig. 3, la CO 2 può essere recuperata prima della combustione facendo reagire il gas di sintesi, purificato, con vapore in un reattore catalitico per produrre CO 2 e H 2, mediante la reazione WGS (Water Gas Shift): CO + H 2 O = CO 2 + H 2 ( H = - 41,16 KJ/mole) La reazione è debolmente esotermica e la resa è termodinamicamente limitata; in particolare la cattura della CO 2 mediante la reazione WGS richiede un doppio stadio con un raffreddamento intermedio e, successivamente, uno step di separazione dall H 2. Lo stadio ad alta temperatura (fino a 550 C) della reazione WGS avviene tipicamente su un catalizzatore a base di Co-Mo resistente ai solfuri, mentre lo stadio a bassa temperatura ( C) avviene su un catalizzatore a base di rame. Come si evince dall andamento decrescente del K p della reazione di shift in funzione della temperatura (fig. 4) i maggiori vantaggi relativi all impiego del CMR si dovrebbero ottenere ad elevate temperature, tuttavia, come ampiamente discusso in [3] 3, il CMR costruito al CESI deve operare a temperature inferiori a 300 C in quanto la resina epossidica utilizzata per la sigillatura degli estremi è instabile a temperature più elevate. Per questo motivo si è deciso di focalizzare l attenzione sullo shift di bassa temperatura, operando quindi secondo lo schema concettuale riportato in fig. 5. Tale tipo di approccio, per quanto dettato da condizioni contingenti, viene attualmente perseguito da alcuni dei principali laboratori europei impegnati nella ricerca quali Sintef [4] ed ECN [5] e rappresenta una step intermedio significativo nello sviluppo di membrane composite in lega di palladio per CMR. La miscela da trattare con il CMR presenta pertanto una composizione (percentuale in volume sul secco) tipica del gas in uscita dallo shift di alta temperatura: H 2: 55% CO: 10% CO : 35% 2 La resa della reazione di shift, dipende, oltre che dalla temperatura, dal rapporto stechiometrico H 2 O/CO. Tale dipendenza è evidenziata in fig. 6 dove, per la suddetta miscela di gas, viene riportato l andamento della conversione in funzione del K p, per diversi valori del rapporto H2O/CO, ed il confronto con il K eq nell intervallo di temperature C. Si può osservare, ad esempio che a T = 200 C, per valori di H 2 O/CO =4 è possibile raggiungere una conversione di oltre il 95% del CO, mentre per H 2 O/CO =1,5 la conversione è di poco inferiore all 80%. Aumentando la temperatura la conversione diminuisce; ad esempio a T =280 C, i suddetti valori scendono rispettivamente a circa l 82% e al 42%. 3 La realizzazione di un tenuta impermeabile ai gas tra substrato ceramico della membrana e reattore metallico risulta uno dei problemi tecnologici di maggior rilievo nello sviluppo del CMR.

9 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 9/43 Per quanto riguarda la sperimentazione, nell ottica di evidenziare i benefici relativi all impiego del CMR, risulta quindi opportuno operare variando i valori della temperatura e del rapporto H 2 O/CO negli intervalli sopra riportati. Risulta altresì chiaro che i maggiori benefici rispetto ad un reattore tradizionale dovrebbero evidenziarsi per temperature prossime a 280 C per bassi valori del rapporto H 2 O/CO Selezione della membrana Per l attività sperimentale viene utilizzata una membrana composita asimmetrica costituita da uno strato di palladio-argento depositato elettrochimicamente su un substrato ceramico di α-allumina a porosità controllata. La metodologia di sintesi della membrana (deposizione elettrochimica da soluzione e successivo trattamento termico per l ottenimento della lega) è riportato in rif. 1. La membrana presenta le seguenti caratteristiche morfologiche e dimensionali: Supporto ceramico tubolare in α-allumina con porosità di 0.2 µm sul lato interno fornito da Pall - Exekia Diametro interno: 7 mm Diametro esterno: 9 mm Lunghezza: 145 mm Strato depositato (internamente al supporto) in Pd 76-77% Ag 23-24%,dello spessore di µm S i assume che la permeazione dell idrogeno J (moli/s/m 2 ) segue la legge di Sievert: J = (B/t) (P f 0.5 P p 0.5 ) dove B (moli/sec/m/pa 1/2 ) rappresenta la permeabilità, t lo spessore della membrana, P f e Pp la pressione parziale di idrogeno nell alimento e nel permeato. L andamento della permeabilità con la temperatura (T) viene espresso dall equazione di Arrhenius: B = B 0 exp(-e/rt) dove B 0 rappresenta il coefficiente di permeabilità ed E l energia di attivazione. In prima approssimazione vengono assunte per la membrana le caratteristiche a permeazione determinate sperimentalmente su membrane di Pd sintetizzate al CESI [1,3] 4 : Coefficiente di permeabilità: 2.94 *10-8 mol/s/m Energia di attivazione: J/mol selettività H 2 /altri gas (CO 2, CO, H 2 O) > 100 /Pa Nelle sperimentazioni precedenti sono state caratterizzate a permeazione soltanto membrane di palladio [1-3]. Il palladio puro, tuttavia, si infragilisce in presenza d idrogeno e subisce deformazioni durante ciclaggi termici a causa della transizione dalla forma allotropica α (stabile per T < 290 C ) a quella β. L aggiunta di un elemento di lega quale l argento stabilizza la fase β rispetto a quella α anche a bassa temperatura. Di qui la necessità di utilizzare membrane in Pd-Ag per la sperimentazione in oggetto in cui si opererà tra 200 e 280 C.

10 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 10/ selezione del catalizzatore Per l attività sperimentale viene utilizzato il catalizzatore C-18-AMT prodotto da Sud Chemie, già impiegato nelle prove di shift con reattore convenzionale [4]. Il suddetto catalizzatore, a base di Cu/Zn, opera nell intervallo di temperatura compresa tra C e per pressioni fino a 40 bar, e presenta rese ottimali per velocità spaziali inferiori a 2000 h -1 (Nl/h/l). Il catalizzatore viene fornito in sfere delle dimensioni di 5mm che, per le prove in oggetto, considerato il diametro della sezione di prova (7 mm) sono stati opportunamente polverizzati. Assumendo di operare con una velocità spaziale massima di 2000 h-1 5 e una pressione tra 2 e 3 bar ass, considerato che il volume utile del reattore è di circa 5 cc, le portate di gas da trattare saranno comprese tra 20 e 30 Nl/h. Ai fini delle successive verifiche della superficie di permeazione si può pertanto assumere una portata di gas massima di 30 Nl/h verifica del processo Scopo di questo calcolo è verificare che la superficie della membrana sia adeguata a rimuovere l idrogeno presente nel gas e quello prodotto dalla reazione di shift. Per il suddetto calcolo si è utilizzato il codice descritto in rif. 2, che assimila la membrana a un separatore puro. I dati di input sono i seguenti: portata volumetrica totale di gas da trattare: 30 Nl/h Composizione volumetrica miscela gassosa in ingresso, (miscela di gas in uscita da shift di alta temperatura): H 2 : 55% CO: 10% CO 2 : 35% composizione volumetrica della miscela umida da trattare Assumendo un rapporto H 2 O/CO = 4 si ottiene: Fraz.molare g/h (%) H CO 7, CO 2 25,5 25 H 2 O 27, conversione della reazione di shift: 90% pressione lato reattore: 3 bar 5 si può ragionevolmente ritenere che, a causa dell aumento della superficie specifica del catalizzatore, la resa della reazione presenti buoni valori anche per velocità spaziali superiori a 2000 h -1

11 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 11/43 pressione lato permeato: 1 bar efficienza di separazione: 90% portata gas di lavaggio: N 2 : 140 Nl/h I risultati sono i seguenti: composizione gas in uscita, lato reazione: Fraz. m olare (%) g/h H 2 lato estrazione: 1.12 g/h 2 superficie di membrana: 32 cm H CO CO H 2 O la superficie della membrana, di 31.9 cm 2 risulta pertanto sufficiente per rimuovere l idrogeno presente in alimento e quello prodotto dalla reazione di shift con un efficienza del 90%.

12 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 12/43 Figura 3 Schema di un IGCC con recupero della CO 2 ante-combustione [8] K eq = 7E+11*T -4, K eq T( C) Figura 4 Andamento del K eq della reazione di shift in funzione della temperatura [9]

13 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 13/43 N 2 Gas di sintesi purificato Reattore di shift ad alta T CMR shift a bassa T H 2 +N 2 vapore raffreddamento vapore CO 2 Figura 5 Schema concettuale per l impiego del CMR nello shift di bassa temperatura T( C) H2O/CO=4 80 conversione (%) H2O/CO=1, Kp Figura 6 Andamento della conversione della reazione di shift in funzione del K p per diversi valori del rapporto H 2 O/CO: confronto con il Keq nell intervallo di temperature C.

14 CO CO2 ANIDRIDE CARBONICA N 2 AZOTO H 2 IDROGENO FI 02 FI 03 FI 04 FI 05 FI 01 FC 02 FC 03 FC 04 FC 05 FC 01 VR02 VR03 VR04 VR05 VR01 VR06 FORNO 01 FI 06 PI 01 TI 01 PAH 01 TI 02 PC 01 PT 01 DPT 01 DPI 01 TAH 05 TI 05 TI 04 TI 03 TAH 03 VS1 DPAH 01 TAH 06 TE 05 TE 04 TE 03 TI 06 TE 06 R1 TI 07 TAH 08 TI 08 TE 08 E01 TI 10 TE 10 TAH 09 TI 09 TE 09 E02 SCARICATORE DI CONDENSA TAH 11 TI 11 TE 11 PCV01 CESI Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 14/43 3 APPARATO SPERIMENTALE Di seguito vengono presentate le caratteristiche del circuito sperimentale realizzato per lo svolgimento dei test di shift catalittico. 3.1 Dati di progetto del circuito CMR Presso il CESI è stato progettato e realizzato un circuito pilota in grado di svolgere test con un prototipo di Catalityc Membrane Reactor (CMR). Lo schema funzionale dell impianto sperimentale realizzato per lo svolgimento di prove di Shift catalitico con reattore a membrana (CMR), è riportato in figura 7. L impianto è costituito da tre sezioni principali: circuito di alimentazione dei gas di processo al reattore catalitico a membrana (R1); i gas di processo che vengono inviati al reattore sono: CO, CO2, H2, N2 e acqua, circuito secondario per l alimentazione del gas di lavaggio del permeato (denominato sweep gas) che è costituito da azoto (N2), circuito di raffreddamento dei gas in uscita dal reattore e dal circuito di sweep gas, allo scopo di condensare il vapore d acqua e consentire quindi le analisi gas cromatografiche.. N L M L A B C I D H E G F Fig. 7: Schema di flusso dell impianto pilota realizzato per lo svolgimento di test di reforming catalitico del metano. I reattivi inviati al circuito primario e secondario sono in forma gassosa e provengono da bombole in pressione, mentre l acqua è inviata al reattore con l impiego di una pompa dosimetrica a doppio pistone in grado di erogare portate costanti con incrementi minimi di 0.1 cc/min. La portata minima di acqua è quindi di 0.1cc/h (6cc/h). Le caratteristiche principali del circuito pilota sono:

15 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 15/43 Parametro di progetto pressione massima linee pressione di esercizio reattore portata azoto portata idrogeno portata minima acqua portata anidride carbonica portata ingresso monossido di carbonio portata minima di sweep gas (N2) portata in uscita dal reattore (circuito primario) portata in uscita dal circuito secondario portata acqua refrigerante Dato di progetto 15 bar 5 bar 300 Nl/h 25 Nl/h 6 cc/h 25 Nl/h 25 Nl/h 140 Nl/h 20 Nl/h 145 Nl/h 200 Kg/h Il prototipo del reattore CMR realizzato presenta le seguenti caratteristiche: Parametro di progetto Dato di progetto Diametro tubo esterno 60.3 mm Lunghezza utile tubo 140 mm Lunghezza del letto catalitico diluito 120 mm Temperatura massima di esercizio 900 C Pressione massima di esercizio continuo 5 bar produzione prevista di idrogeno circa 2.0 Nl/h Il circuito è dotato di una serie di misuratori di portata (mass flow meter), pressione e temperatura che permettono il controllo ed il monitoraggio del processo in atto. L analisi dei gas prodotti viene eseguita con un gas cromatografo della Varian tipo CP-2003P. Questo consente di eseguire un analisi quantitativa sulle miscele uscenti sia dal circuito primario (reattore) che dal circuito secondario (sweep gas); in particolare sono state eseguite delle curve di taratura che consentono la determinazione quantitativa delle seguenti specie: idrogeno (H 2 ), azoto (N 2 ), ossigeno (O 2 ), metano (CH 4 ), monossido di carbonio (CO) e biossido di carbonio (CO 2 ). Il riscaldamento del circuito viene eseguito con l impiego di un forno orizzontale con le seguenti caratteristiche: Parametro Dato di progetto Temp. massima ( C) 1700 Diametro interno (mm) 750 Diametro esterno (mm) 930 Uso forno orizzontale Potenza massima (kw) 9.0 Il forno è dotato di un sistema di riscaldamento a tre sezioni, queste sono comandate da una centralina che permette di ottenere una zona centrale di circa 300 millimetri ad una temperatura costante. La figura 8 mostra il sistema sperimentale adottato per i test di CMR; nella figura sono evidenziati i principali componenti: Forno e centralina di controllo di temperatura sistema di acquisizione: personal computer e data logger, pompa dosimetrica e serbatoio dell acqua, flangia ingresso reagenti.

16 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 16/43 Sistema di acquisizione forno Ingresso reattivi Serbatoio acqua Centralina di controllo Fig. 8: Sistema sperimentale adottato per i test CMR. Pompa dosimetrica

17 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 17/43 Flangia principale Linea per il lavaggio forno Sweep gas out H2O Gas in Sweep gas in Gas out Termocoppia Fig.9: Flangia principale del forno. La figura 9 mostra la flangia principale sulla quale è stato installato l assieme che sostiene il reattore CMR (vedi paragrafo 3.3). La figura riporta anche i diversi punti di alimentazione e scarico dei flussi gassosi entranti nel reattore e in uscita da esso. I gas in uscita vengono inviati a due scambiatori ariaacqua dal volume di circa 2 litri, che consentono il raffreddamento dei flussi gassosi in uscita dal reattore e dalla linea di sweep gas. In particolare la linea uscente dal reattore (linea primaria), contiene una elevata quantità di acqua non utilizzata dalla reazione, questa deve essere eliminata prima dell invio del gas al gas cromatografo. Lo scambiatore presenta infatti sul fondo una valvola di spurgo che consente di eliminare l eccedenza d acqua che viene condensata durante il raffreddamento del gas scaricato. Questa operazione risulta necessaria in quanto la presenza di acqua al gas cromatografo provoca un malfunzionamento delle colonne cromatografiche. La termocoppia, come mostrato in figura, è inserita al centro della flangia e questo consente l inserimento della stessa all interno del reattore. La termocoppia consente il rilevamento di tre temperature ad una distanza di circa 60 millimetri; questo consente la determinazione della temperatura di ingresso, mediana e di uscita dal reattore catalitico a membrana, denominate rispettivamente Tc03, 02 e 01. La misura della temperatura interna del reattore fornisce indicazioni necessarie riguardo al processo in atto.

18 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 18/43 Linea di spurgo gas di lavaggio forno Linee gas mass flow meter Fig.10: Flangia posteriore. La figura 10 riporta la flangia posteriore del forno; in essa si nota la linea di scarico del gas di lavaggio del forno. Il forno è costantemente mantenuto in condizioni di atmosfera inerte, a tal fine si è impiegato un flusso costante di azoto (N 2 ) ad una portata di circa 10 NLt/h con una leggera sovrapressione determinato dal contabolle montato in coda alla linea. La spirale inserita prima del contabolle consente al gas di lavaggio scaricato di raggiungere temperature di circa C. Il gas viene quindi inviato alla cappa aspirante per il successivo scarico in atmosfera. Dalla figura sono anche evidenziate le linee di alimentazione dei gas di reazione e i diversi mass flow meter che controllano le diverse portate. 3.2 Sezione di Prova Il disegno della sezione di prova 6 è riportato in figura 11 dove, in aggiunta alle caratteristiche geometriche e dimensionali dei componenti (membrana, involucro esterno, testate e tubazioni di ingresso/uscita dei gas di processo), vengono indicate le caratteristiche relative alle guarnizioni di Grafoil che assicurano la tenuta tra involucro metallico e membrana. All interno del reattore é stata inserita una termocoppia dal diametro di 2 mm con tre piani di misura per valutare il profilo di temperatura lungo il reattore. La tenuta tra membrana ceramica e reattore metallico è realizzata mediante: l impiego di guarnizioni in grafite grafoil che assicurano una compensazione della differenza di coefficiente di dilatazione termico dei due materiali (la tenuta, di tipo radiale, viene effettuata durante il montaggio per compressione della testa del reattore sull anello in grafite); 6 Il progetto della sezione di prova è riportato nel dettaglio in rif. 3.

19 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 19/43 l impermeabilizzazione degli estremi della membrana con una resina epossidica stabile in temperatura fino a 300 C (resina tipo G-1, prodotta da GATAN); La suddetta soluzione, se da un lato non è da considerarsi ottimale in vista dello sviluppo di un prodotto/prototipo industriale che deve assicurare di operare in continuo nel lungo termine, ed a più elevata temperatura, risulta però adeguata agli scopi attuali della ricerca in quanto consente di operare senza perdite, per una durata sufficiente a valutare la fattibilità del processo in esame. La figura 11 riporta il dettaglio di come è stata realizzata la zona di tenuta. Gas di lavaggio (N 2 ) Permeato (N 2 + H 2 ) Gas shift out Gas shift in Fig. 11: Progetto del reattore: tenute in grafite e sigillatura metallo-allumina con resina epossidica per alta temperatura

20 Rapporto PGE Processi per la Generazione Approvato Pag. 20/43 Fig. 12: Progetto del reattore: dettaglio della zona di tenuta con resina epossidica e grafite La sezione di prova riportata in figura 13 ne evidenzia la configurazione finale adottata per lo svolgimento dei test di interesse.

CHIMICA INDUSTRIALE. IC131D - Colonnna di Assorbimento Gas - Cod. 994600

CHIMICA INDUSTRIALE. IC131D - Colonnna di Assorbimento Gas - Cod. 994600 CHIMICA INDUSTRIALE IC131D - Colonnna di Assorbimento Gas - Cod. 994600 1. Generalità L unità IC131D consente di studiare l assorbimento mediante una colonna a riempimento che opera in controcorrente.

Dettagli

BROCHURE QUADRO ABE_1200 CON ANALIZZATORE FISSO ABE_1000. Istruzioni operative

BROCHURE QUADRO ABE_1200 CON ANALIZZATORE FISSO ABE_1000. Istruzioni operative BROCHURE QUADRO ABE_1200 CON ANALIZZATORE FISSO ABE_1000 Istruzioni operative A.B.ENERGY S.r.l. Versione 001 www.abenergy.it Caratteristiche principali ABE_1000 analizzatore per Metano (CH4), Anidride

Dettagli

TERMODINAMICA. T101D - Banco Prova Motori Automobilistici

TERMODINAMICA. T101D - Banco Prova Motori Automobilistici TERMODINAMICA T101D - Banco Prova Motori Automobilistici 1. Generalità Il banco prova motori Didacta T101D permette di effettuare un ampio numero di prove su motori automobilistici a benzina o Diesel con

Dettagli

Capitolo 4 FUEL CELLS

Capitolo 4 FUEL CELLS Capitolo 4 FUEL CELLS 4.1 LA TECNOLOGIA Il funzionamento di una cella o pila a combustibile può essere così schematizzato: Il combustibile gassoso (ad esempio H2), è inviato all anodo (elettrodo negativo,

Dettagli

TEST DI PERMEAZIONE MISCELE GASSOSE SIMULANTI CON MODULO A MEMBRANE CERAMICHE TUBOLARI MODIFICATE

TEST DI PERMEAZIONE MISCELE GASSOSE SIMULANTI CON MODULO A MEMBRANE CERAMICHE TUBOLARI MODIFICATE Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile RICERCA DI SISTEMA ELETTRICO TEST DI PERMEAZIONE MISCELE GASSOSE SIMULANTI CON MODULO A MEMBRANE CERAMICHE TUBOLARI

Dettagli

Banco Prova Caldaie. per generatori di energia termica avente una potenza nominale inferiore a 100kW

Banco Prova Caldaie. per generatori di energia termica avente una potenza nominale inferiore a 100kW Banco Prova Caldaie per generatori di energia termica avente una potenza nominale inferiore a 100kW 1 Generalità Il banco prova caldaie attualmente disponibile presso il nostro Laboratorio è stato realizzato

Dettagli

Al Prof. Mario Beccari, professore ordinario di Impianti Chimici, va il mio ringraziamento per aver elaborato gli argomenti riportati qui.

Al Prof. Mario Beccari, professore ordinario di Impianti Chimici, va il mio ringraziamento per aver elaborato gli argomenti riportati qui. Al Prof. Mario Beccari, professore ordinario di Impianti Chimici, va il mio ringraziamento per aver elaborato gli argomenti riportati qui. Nota per gli studenti. Sono stati usati simboli diversi da quelli

Dettagli

IC18DV/92/SCP - Impianto Distillazione Multifunzionale con Controllo Automatico

IC18DV/92/SCP - Impianto Distillazione Multifunzionale con Controllo Automatico CHIMICA INDUSTRIALE IC18DV/92/SCP - Impianto Distillazione Multifunzionale con Controllo Automatico - Cod. 991215 IC18DV/92/SCP - Impianto Distillazione Multifunzionale con Controllo Automatico DIDACTA

Dettagli

CENTRALI TERMOELETTRICHE

CENTRALI TERMOELETTRICHE CENTRALI TERMOELETTRICHE Le centrali termoelettriche sono impianti che utilizzano l energia chimica dei combustibili per trasformarla in energia elettrica. Nelle centrali termoelettriche la produzione

Dettagli

METODOLOGIE DI RISPARMIO DI ENERGIA TERMICA

METODOLOGIE DI RISPARMIO DI ENERGIA TERMICA Corso di formazione ed aggiornamento professionale per Energy Managers-Trenitalia BOLOGNA 15-16 Giugno 2011 METODOLOGIE DI RISPARMIO DI ENERGIA TERMICA Ing. Nino Di Franco ENEA-UTEE-IND IL CONTROLLO DELLA

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTÀ D'INGEGNERIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTÀ D'INGEGNERIA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTÀ D'INGEGNERIA Corso di Laurea Magistrale In Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Produzione di idrogeno ultrapuro da reazioni di reforming attraverso

Dettagli

COGENERAZIONE A BIOGAS

COGENERAZIONE A BIOGAS COGENERAZIONE A BIOGAS Aspetti ambientali L evoluzione del biogas per un agricoltura più sostenibile BOLOGNA, 6 Luglio 2011 INTERGEN Divisione energia di IML Impianti s.r.l. - via garcía lorca 25-23871

Dettagli

IC18DV/92 /C - Impianto Distillazione Multifunzionale Computerizzato

IC18DV/92 /C - Impianto Distillazione Multifunzionale Computerizzato CHIMICA INDUSTRIALE IC18DV/92/C - Impianto Distillazione Multifunzionale Computerizzato - Cod. 991210 IC18DV/92 /C - Impianto Distillazione Multifunzionale Computerizzato DIDACTA Italia S.r.l. - Strada

Dettagli

La produzione di fertilizzanti: esempi emblematici di sviluppo sostenibile. F Trifirò Accademia delle Scienze Bologna

La produzione di fertilizzanti: esempi emblematici di sviluppo sostenibile. F Trifirò Accademia delle Scienze Bologna La produzione di fertilizzanti: esempi emblematici di sviluppo sostenibile F Trifirò Accademia delle Scienze Bologna La chimica e l alimentazione Nell alimentazione la chimica è coinvolta: 1) Nella produzione

Dettagli

IC18DV/92/SCP - Impianto Distillazione Multifunzionale con Controllo Automatico

IC18DV/92/SCP - Impianto Distillazione Multifunzionale con Controllo Automatico CHIMICA INDUSTRIALE IC18DV/92/SCP - Impianto Distillazione Multifunzionale con Controllo Automatico - Cod. 991215 IC18DV/92/SCP - Impianto Distillazione Multifunzionale con Controllo Automatico DIDACTA

Dettagli

CESI. A4524310 Rapporto FIA Informatica e Automazione Approvato Pag. 1/19. Sistema di supervisione della test facility: verifica funzionale

CESI. A4524310 Rapporto FIA Informatica e Automazione Approvato Pag. 1/19. Sistema di supervisione della test facility: verifica funzionale Rapporto FIA Informatica e Automazione Approvato Pag. 1/19 Cliente Ricerca di Sistema (secondo periodo) Oggetto Sistema di supervisione della test facility: verifica funzionale Ordine L17950Z Note GENDIS21

Dettagli

Sintesi dei risultati di prova sui rilevatori di tensione a distanza e a contatto.

Sintesi dei risultati di prova sui rilevatori di tensione a distanza e a contatto. Sintesi dei risultati di prova sui rilevatori di tensione a distanza e a contatto. novembre 2006 Progetto RdS Trasmissione e distribuzione Rapporto TTD Tecnologie T&D Approvato Pag. 1/22 Committente Ministero

Dettagli

STOCCAGGIO DI IDROGENO NEI SOLIDI ATTIVITA DI RICERCA PRESSO IL POLITECNICO DI TORINO

STOCCAGGIO DI IDROGENO NEI SOLIDI ATTIVITA DI RICERCA PRESSO IL POLITECNICO DI TORINO STOCCAGGIO DI IDROGENO NEI SOLIDI ATTIVITA DI RICERCA PRESSO IL POLITECNICO DI TORINO A. TAGLIAFERROT LAQ In.Te.S.E. Politecnico di Torino SOMMARIO Il problema Le possibili tecnologie Il contributo del

Dettagli

COMUNE DI GAVARDO (BS)

COMUNE DI GAVARDO (BS) COMUNE DI GAVARDO (BS) Progetto Definitivo IMPIANTO DI COGENERAZIONE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA E TERMICA DA BIOMASSE LEGNOSE doc. N 006_2014 H02 00 DESCRIZIONE FUNZIONALE SETTEMBRE 2014 IL

Dettagli

Sistema di misura automatico per la caratterizzazione di sensori di gas a stato solido

Sistema di misura automatico per la caratterizzazione di sensori di gas a stato solido Sistema di misura automatico per la caratterizzazione di sensori di gas a stato solido Consente di caratterizzare sensori chimici a variazione di resistenza (ad ossido di metallo - MOX), a variazione di

Dettagli

PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E TRATTAMENTO ARIA COMPRESSA

PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E TRATTAMENTO ARIA COMPRESSA PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E TRATTAMENTO ARIA COMPRESSA Comando pneumatico: è costituito da un insieme di tubazioni e valvole, percorse da aria compressa, che collegano una centrale di compressione ad una

Dettagli

ACCUMULATORI IDRAULICI

ACCUMULATORI IDRAULICI In generale, un accumulatore idraulico può accumulare liquido sotto pressione e restituirlo in caso di necessità; IMPIEGHI 1/2 Riserva di liquido Nei circuiti idraulici per i quali le condizioni di esercizio

Dettagli

(gruppo filtro aria perfezionato) per motori EURO 6

(gruppo filtro aria perfezionato) per motori EURO 6 Progetto Europeo AIR-BOX AUTOMOTIVE 2014 AIR-BOX (gruppo filtro aria perfezionato) per motori EURO 6 APPARATO AIR-BOX per la riduzione dei NOx e del CO2 e per l incremento delle prestazioni del motore

Dettagli

Una gamma completa. di serie fino a -15 C (modelli AG).

Una gamma completa. di serie fino a -15 C (modelli AG). Meteo Meteo è una gamma completa di caldaie specifiche per esterni. Gli elevati contenuti tecnologici ne esaltano al massimo le caratteristiche specifiche: dimensioni, pannello comandi remoto di serie,

Dettagli

14.4 Pompe centrifughe

14.4 Pompe centrifughe 14.4 Pompe centrifughe Le pompe centrifughe sono molto diffuse in quanto offrono una notevole resistenza all usura, elevato numero di giri e quindi facile accoppiamento diretto con i motori elettrici,

Dettagli

Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1

Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1 Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1 CONVENZIONI DI NOTAZIONE Calore scambiato da 1 a 2. Calore entrante o di sorgente. Calore uscente o ceduto al pozzo. CONVERSIONI UNITÀ DI MISURA PIÙ FREQUENTI

Dettagli

GHERL. GreenHouse Effect Reduction from Landfill

GHERL. GreenHouse Effect Reduction from Landfill LIFE ENVIRONMENT PROJECT LIFE05-ENV/IT/000874 GreenHouse Effect Reduction from Landfill Dipartimento di Energetica "Sergio Stecco", Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Scienze e Tecnologie

Dettagli

Condensazione Low Nox

Condensazione Low Nox Condensazione Low Nox La tecnologia della Condensazione Solo questa tecnologia, semplice nel concetto e articolata nel progetto, permette di avere un funzionamento senza inerzie termiche. Inerzie termiche

Dettagli

Davide Manca Progettazione di Processo e Analisi dei Costi Politecnico di Milano 1

Davide Manca Progettazione di Processo e Analisi dei Costi Politecnico di Milano 1 Davide Manca Progettazione di Processo e Analisi dei Costi Politecnico di Milano 1 Controllo esteso a tutto l impianto: HDA Toluene + Idrogeno Benzene + Metano 2Benzene Difenile + Idrogeno Spurgo Quench

Dettagli

FILTRO A TESSUTO. Allegato n. Azienda. Punto di emissione n. Temperatura emissione (K) Altezza geometrica di emissione (m)

FILTRO A TESSUTO. Allegato n. Azienda. Punto di emissione n. Temperatura emissione (K) Altezza geometrica di emissione (m) REGIONE EMILIA-ROMAGNA Allegato n. Azienda ASSESSORATO AMBIENTE E DIFESA DEL SUOLO FILTRO A TESSUTO Punto di emissione n. Temperatura emissione (K) Altezza geometrica di emissione (m) Portata massima di

Dettagli

Esercizi non risolti

Esercizi non risolti Esercizi non risolti 69 Turbina idraulica (Pelton) Effettuare il dimensionamento di massima di una turbina idraulica con caduta netta di 764 m, portata di 2.9 m 3 /s e frequenza di rete 60 Hz. Turbina

Dettagli

CONTROLLO DEL COEFFICIENTE DI TRASFERIMENTO DEL CARBONIO (BETA) E RIDUZIONE DEI COSTI DEI TRATTAMENTI TERMICI.

CONTROLLO DEL COEFFICIENTE DI TRASFERIMENTO DEL CARBONIO (BETA) E RIDUZIONE DEI COSTI DEI TRATTAMENTI TERMICI. CONTROLLO DEL COEFFICIENTE DI TRASFERIMENTO DEL CARBONIO (BETA) E RIDUZIONE DEI COSTI DEI TRATTAMENTI TERMICI. Karl-Michael Winter, Jens Baumann, Process Electronic GmbH, Heiningen (Germania) Sommario

Dettagli

Impianto per il trattamento ecologico dei rifiuti

Impianto per il trattamento ecologico dei rifiuti Impianto per il trattamento ecologico dei rifiuti Indice 1. Introduzione... 2 2. L'impianto proposto... 3 3. Schema a blocchi dell'impianto... 4 4. Descrizione dell'impianto... 5 4.1 Trattamenti meccanici...

Dettagli

Fondamenti di Trasporti. Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo

Fondamenti di Trasporti. Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo Università di Catania Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Civile AA 1011 1 Fondamenti di Trasporti Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo Giuseppe Inturri Dipartimento

Dettagli

ENERGIA NELLE REAZIONI CHIMICHE

ENERGIA NELLE REAZIONI CHIMICHE ENERGIA NELLE REAZIONI CHIMICHE Nelle trasformazioni chimiche e fisiche della materia avvengono modifiche nelle interazioni tra le particelle che comportano sempre variazioni di energia "C è un fatto,

Dettagli

Prefazione...III. 2.2.6 Impianto idrico con o senza serbatoio di compenso...18 2.2.7 Macchine e attrezzature produttive di riserva...

Prefazione...III. 2.2.6 Impianto idrico con o senza serbatoio di compenso...18 2.2.7 Macchine e attrezzature produttive di riserva... Indice Prefazione...III CAPITOLO 1 GENERALITÀ SUGLI IMPIANTI MECCANICI DI SERVIZIO PER L INDUSTRIA 1.1 Contenuti e finalità...2 1.2 Definizione e classificazione degli impianti industriali...2 1.3 Definizione

Dettagli

Idrogeno: trasporto ed accumulo Seminario «Power to Gas e Idrogeno» Gianluca Valenti Politecnico di Milano, Dipartimento di Energia

Idrogeno: trasporto ed accumulo Seminario «Power to Gas e Idrogeno» Gianluca Valenti Politecnico di Milano, Dipartimento di Energia Idrogeno: trasporto ed accumulo Seminario «Power to Gas e Idrogeno» Gianluca Valenti Politecnico di Milano, Dipartimento di Energia Sommario 2 1. INTRODUZIONE 2. INCREMENTO DELLA DENSITA 3. TRASPORTO 4.

Dettagli

Esplosioni di polveri: prevenzione

Esplosioni di polveri: prevenzione Esplosioni di polveri: prevenzione ing. Nicola Mazzei Stazione sperimentale per i Combustibili Divisione di Innovhub-Stazioni Sperimentali Industria Tel: 02-51604.256 Fax: 02-514286 Corso CINEAS: La ricerca

Dettagli

Lezione IX - 19/03/2003 ora 8:30-10:30 - Ciclo di Carnot, Otto, Diesel - Originale di Spinosa Alessandro.

Lezione IX - 19/03/2003 ora 8:30-10:30 - Ciclo di Carnot, Otto, Diesel - Originale di Spinosa Alessandro. Lezione IX - 9/03/003 ora 8:30-0:30 - Ciclo di Carnot, Otto, Diesel - Originale di Spinosa Alessandro. Ciclo di Carnot Si consideri una macchina termica semplice che compie trasformazioni reversibili,

Dettagli

Stagisti: Bottaini Federico, Konica Francesco Tutor aziendali: Calistri Cesare, Ferri Leonardo Tutor scolastico: Carosella Vincenzo

Stagisti: Bottaini Federico, Konica Francesco Tutor aziendali: Calistri Cesare, Ferri Leonardo Tutor scolastico: Carosella Vincenzo Stagisti: Bottaini Federico, Konica Francesco Tutor aziendali: Calistri Cesare, Ferri Leonardo Tutor scolastico: Carosella Vincenzo 1 Prefazione Lo scopo principale di queste cabine è quello di ottenere

Dettagli

Metodi di abbattimento delle emissioni. Università di Roma La Sapienza Sistemi Energetici II

Metodi di abbattimento delle emissioni. Università di Roma La Sapienza Sistemi Energetici II Metodi di abbattimento delle emissioni Metodi per l abbattimento l delle emissioni I sistemi di abbattimento delle emissioni a valle della camera di combustione risultano indispensabili qualsiasi sia la

Dettagli

Antonio De Blasiis Il rilievo del degrado ambientale. Metodi ingegneristici

Antonio De Blasiis Il rilievo del degrado ambientale. Metodi ingegneristici A09 162 Antonio De Blasiis Il rilievo del degrado ambientale Metodi ingegneristici Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B 00173

Dettagli

ver 3.1.4 VERSIONE BASE VERSIONE AVANZATA MANUALE UTENTE (01/10/2006 12.25)

ver 3.1.4 VERSIONE BASE VERSIONE AVANZATA MANUALE UTENTE (01/10/2006 12.25) ver 3.1.4 VERSIONE BASE VERSIONE AVANZATA MANUALE UTENTE (01/10/2006 12.25) Sommario 1 DESCRIZIONE... 2 1.1 LIMITI VERSIONE DIMOSTRATIVA... 2 1.2 INSTALLAZIONE... 2 1.2.1 Installazione completa...2 1.2.2

Dettagli

CENTRALI TERMOELETTRICHE

CENTRALI TERMOELETTRICHE CENTRALI TERMOELETTRICHE Introduzione I procedimenti tradizionali di conversione dell energia, messi a punto dall uomo per rendere disponibili, a partire da fonti di energia naturali, energia in forma

Dettagli

VIESMANN. Foglio dati tecnici. VITODENS 100-W Caldaia murale a gas a condensazione da 6.5 a 35 kw. VITODENS 100-W modello WB1C

VIESMANN. Foglio dati tecnici. VITODENS 100-W Caldaia murale a gas a condensazione da 6.5 a 35 kw. VITODENS 100-W modello WB1C VIESMANN VITODENS 100-W Caldaia murale a gas a condensazione da 6.5 a 35 kw Foglio dati tecnici Articoli e prezzi: vedi listino prezzi VITODENS 100-W modello WB1C Caldaia murale a gas a condensazione con

Dettagli

Energia nelle reazioni chimiche. Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti

Energia nelle reazioni chimiche. Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti Energia nelle reazioni chimiche Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti VIDEO Introduzione (I) L energia chimica è dovuta al particolare arrangiamento degli atomi nei composti chimici e le varie forme di

Dettagli

Una soluzione è un sistema omogeneo (cioè costituito da una sola fase, che può essere liquida, solida o gassosa) a due o più componenti.

Una soluzione è un sistema omogeneo (cioè costituito da una sola fase, che può essere liquida, solida o gassosa) a due o più componenti. Una soluzione è un sistema omogeneo (cioè costituito da una sola fase, che può essere liquida, solida o gassosa) a due o più componenti. Solvente (componente presente in maggior quantità) SOLUZIONE Soluti

Dettagli

MACCHINE DA TINTURA VERTICALI MODELLO GS

MACCHINE DA TINTURA VERTICALI MODELLO GS MACCHINE DA TINTURA VERTICALI MODELLO GS Queste macchine verticali di tintura ad alta temperatura e pressione sono il risultato di una costante e continua ricerca di miglioramenti, lavorando in stretto

Dettagli

Impianto di cogenerazione realizzato presso una azienda del settore ceramico della provincia di Modena (Emilia-Romagna, Italia)

Impianto di cogenerazione realizzato presso una azienda del settore ceramico della provincia di Modena (Emilia-Romagna, Italia) OPET SEED (Italia) Impianto di realizzato presso una azienda del settore ceramico della provincia di Modena (Emilia-Romagna, Italia) ENERGIE Introduzione L impianto di in esame è installato presso un azienda

Dettagli

FILTRO A TESSUTO. Punto di emissione n. Temperatura emissione (K) Altezza geometrica di emissione (m)

FILTRO A TESSUTO. Punto di emissione n. Temperatura emissione (K) Altezza geometrica di emissione (m) FILTRO A TESSUTO Punto di emissione n. Temperatura emissione (K) Altezza geometrica di emissione (m) Portata massima di progetto (mc/s) Sezione del camino (mq) Percentuale di materiale particolato con

Dettagli

SymCAD/C.A.T.S. modulo Riscaldamento Schema

SymCAD/C.A.T.S. modulo Riscaldamento Schema SymCAD/C.A.T.S. modulo Riscaldamento Schema Il modulo Riscaldamento Schema permette di effettuare la progettazione integrata (disegno e calcoli) in AutoCAD degli impianti di riscaldamento (tubazioni, radiatori)

Dettagli

29 Circuiti oleodinamici fondamentali

29 Circuiti oleodinamici fondamentali 29 Circuiti oleodinamici fondamentali Fig. 1. Circuito oleodinamico: (1) motore elettrico; (2) pompa; (3) serbatoio; (4) filtro; (5) tubazione di mandata; (6) distributore; (7) cilindro; (8) tubazione

Dettagli

LEGGI DEI GAS / CALORI SPECIFICI. Introduzione 1

LEGGI DEI GAS / CALORI SPECIFICI. Introduzione 1 LEGGI DEI GAS / CALORI SPECIFICI Introduzione 1 1 - TRASFORMAZIONE ISOBARA (p = costante) LA PRESSIONE RIMANE COSTANTE DURANTE TUTTA LA TRASFORMAZIONE V/T = costante (m, p costanti) Q = m c p (Tf - Ti)

Dettagli

A cura di: Grillo Sergio. Foto 1 Forni continui di saldobrasatura acciai inox

A cura di: Grillo Sergio. Foto 1 Forni continui di saldobrasatura acciai inox Relazione sui principi fondamentali della saldobrasatura dei componenti in acciaio inossidabile in atmosfera controllata di azoto e idrogeno in forni continui A cura di: Grillo Sergio Foto 1 Forni continui

Dettagli

1.3.8.3 Termogravimetro (TG)

1.3.8.3 Termogravimetro (TG) 1.3.8.3 Termogravimetro (TG) Il termogravimetro è un particolare strumento che tramite un'analisi termogravimetrica misura la variazione percentuale di peso di un materiale, quando esso viene riscaldato,

Dettagli

Esperienze di start-up di impianti MBR

Esperienze di start-up di impianti MBR Esperienze di start-up di impianti MBR Michele Torregrossa Università di Palermo Esperienze di start-up di impianti MBR Obiettivo Studio delle condizioni di avviamento più adeguate per il raggiungimento

Dettagli

CAPITOLO 10. Controllo di qualità. Strumenti per il controllo della qualità e la sua gestione

CAPITOLO 10. Controllo di qualità. Strumenti per il controllo della qualità e la sua gestione CAPITOLO 10 Controllo di qualità Strumenti per il controllo della qualità e la sua gestione STRUMENTI PER IL CONTROLLO E LA GESTIONE DELLA QUALITÀ - DIAGRAMMI CAUSA/EFFETTO - DIAGRAMMI A BARRE - ISTOGRAMMI

Dettagli

Condizioni ambientali per le le macchine utensili. Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA)

Condizioni ambientali per le le macchine utensili. Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA) 1 Condizioni ambientali per le le macchine utensili Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA) Condizioni ambientali 2 Per garantire le migliori prestazioni della macchina utensile è necessario mantenere

Dettagli

E buona norma prevedere un doppio anello per separare il gas in base alla sua qualità (Figura 26)

E buona norma prevedere un doppio anello per separare il gas in base alla sua qualità (Figura 26) Figura 24: Zone di influenza dei pozzetti delle reti centrale, perimetrale e di controllo. Si può osservare che, per un maggiore controllo ambientale, i volumi di influenza delle reti perimetrale e quella

Dettagli

NORMATIVE ISO 8573-1 DETERMINAZIONE DELLE CLASSI DEI CONTAMINANTI DELL ARIA COMPRESSA

NORMATIVE ISO 8573-1 DETERMINAZIONE DELLE CLASSI DEI CONTAMINANTI DELL ARIA COMPRESSA NORMATIVE ISO 8573- DETERMINAZIONE DELLE CLASSI DEI CONTAMINANTI DELL ARIA COMPRESSA La nostra azienda, al fine di dare un contributo a coloro che progettano o utilizzano sistemi pneumatici, vi propone

Dettagli

CALCOLO DEL VOLUME DI GAS NECESSARIO PER IL LAVAGGIO DEI FORNI AD ATMOSFERA CONTROLLATA

CALCOLO DEL VOLUME DI GAS NECESSARIO PER IL LAVAGGIO DEI FORNI AD ATMOSFERA CONTROLLATA CALCOLO DEL VOLUME DI GAS NECESSARIO PER IL LAVAGGIO DEI FORNI AD ATMOSFERA CONTROLLATA Elio Gianotti. Trattamenti Termici Ferioli & Gianotti. Rivoli To Una domanda, peraltro molto semplice, che può però

Dettagli

Misura e Analisi di Ossigeno

Misura e Analisi di Ossigeno Misura e Analisi di Ossigeno Soluzioni per la sicurezza sul processo, la riduzione dei costi e il miglioramento della qualità www.michell.com Misura e Analisi di Ossigeno Un ampia gamma di analizzatori

Dettagli

SPERIMENTAZIONE DI UNA MACCHINA FRIGORIFERA FUNZIONANTE AD ARIA PER LA SURGELAZIONE DEI PRODOTTI I.Q.F.

SPERIMENTAZIONE DI UNA MACCHINA FRIGORIFERA FUNZIONANTE AD ARIA PER LA SURGELAZIONE DEI PRODOTTI I.Q.F. SPERIMENTAZIONE DI UNA MACCHINA FRIGORIFERA FUNZIONANTE AD ARIA PER LA SURGELAZIONE DEI PRODOTTI I.Q.F. Andrew Gigiel, Giuliano Giuliani, Fabio Polonara and Christian Vitale Andrew Gigiel CCC Consultants,

Dettagli

LA CENTRALE TORINO NORD

LA CENTRALE TORINO NORD LA CENTRALE TORINO NORD Iren Energia è la società del Gruppo Iren che opera nei settori della produzione e distribuzione di energia elettrica, nella produzione e distribuzione di energia termica per teleriscaldamento

Dettagli

SISTEMI ELETTROCHIMICI

SISTEMI ELETTROCHIMICI Università degli studi di Palermo SISTEMI ELETTROCHIMICI Dott. Ing. Serena Randazzo Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica e Meccanica OUTLINE 1) Introduzione sui sistemi elettrochimici

Dettagli

PROSEGUI LA LETTURA!

PROSEGUI LA LETTURA! PROGETTO HySyONE LABORATORIO DELL'IDROGENO Il 5 febbraio 2005 è stato inaugurato all'itis "G.C.FACCIO" di Vercelli l'impianto didattico HySyONE, realizzato con la collaborazione di HySyLAB e del Politecnico

Dettagli

Relazione specialistica

Relazione specialistica Relazione specialistica Dipl.-Ing. Hardy Ernst Dipl.-Wirtschaftsing. (FH), Dipl.-Informationswirt (FH) Markus Tuffner, Bosch Industriekessel GmbH Basi di progettazione per una generazione ottimale di vapore

Dettagli

Sonde di rilevazione gas serie UR20S

Sonde di rilevazione gas serie UR20S Sonde di rilevazione gas serie UR20S Caratteristiche principali - Tre modelli per Metano, Gpl e Monossido di Carbonio. - Logica proporzionale o a soglie. - Uscita analogica 4 20 ma - Protezione IP55 -

Dettagli

Sommario. Guida al capitolato 2 Dati tecnici 4 Descrizione e installazione 6 Aspirazione aria e scarico fumi 9 Accessori 11

Sommario. Guida al capitolato 2 Dati tecnici 4 Descrizione e installazione 6 Aspirazione aria e scarico fumi 9 Accessori 11 Murali Standard Residenziale Sommario Guida al capitolato 2 Dati tecnici 4 Descrizione e installazione 6 Aspirazione aria e scarico fumi 9 Accessori 11 1 Meteo BOX Guida al capitolato Meteo MIX C.S.I.

Dettagli

Motori commerciali Tra le varie applicazioni del motore Stirling, esistono anche motori commerciali, realizzati e testati in laboratorio. Tra questi possiamo illustrarne alcuni: Stirling Power System V160

Dettagli

TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE DA IMPIANTO DI PRODUZIONE COMBUSTIBILI DA MATERIALE DI RIFIUTO.

TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE DA IMPIANTO DI PRODUZIONE COMBUSTIBILI DA MATERIALE DI RIFIUTO. TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE DA IMPIANTO DI PRODUZIONE COMBUSTIBILI DA MATERIALE DI RIFIUTO. Viene qui presentato il progetto generale dell impianto di trattamento del refluo liquido proveniente dall

Dettagli

DESCRIZIONE U.M. QT. Prezzo unitario Prezzo totale

DESCRIZIONE U.M. QT. Prezzo unitario Prezzo totale DESCRIZIONE U.M. QT. Prezzo unitario Prezzo totale Caldaia a condensazione a basamento con corpo in acciaio, camera di combustione in acciaio inossidabile Hoval UltraGas. Superfici di scambio secondarie

Dettagli

Caldaie a legna ad alta efficienza. Solo Innova

Caldaie a legna ad alta efficienza. Solo Innova Caldaie a legna ad alta efficienza Solo Innova Caldaie a legna L ampia proposta di prodotto Baxi, accoglie un articolata scelta di caldaie a legna per il comfort ed il riscaldamento domestico. Baxi infatti

Dettagli

Condensazione e premiscelazione con ARENA

Condensazione e premiscelazione con ARENA Condensazione e premiscelazione con ARENA La tecnologia imita la natura 2 PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO DELLA CONDENSAZIONE Nel loro processo di combustione (tabella 1) tutti i combustibili contenenti idrogeno

Dettagli

Regusol X Gruppi con scambiatore di calore per il solare termico

Regusol X Gruppi con scambiatore di calore per il solare termico Scheda tecnica Campo d impiego: Il gruppo Regusol X con scambiatore di calore di Oventrop consente la trasmissione dell energia termica dal circuito solare (circuito primario) al circuito serbatoio (circuito

Dettagli

Marianna Villano, Federico Aulenta *, Mauro Majone. Dipartimento di Chimica Sapienza Università di Roma * IRSA-CNR

Marianna Villano, Federico Aulenta *, Mauro Majone. Dipartimento di Chimica Sapienza Università di Roma * IRSA-CNR Celle di elettrolisi microbica Evidenze a scala di laboratorio e potenziali applicazioni per la depurazione di acque reflue con minima produzione di fanghi e con recupero di energia Marianna Villano, Federico

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Nell'articolo saranno indicate approssimativamente le rese in LNG ottenibili.

Nell'articolo saranno indicate approssimativamente le rese in LNG ottenibili. AMPLIAMENTO STOCCAGGI GAS NATURALE E PRODUZIONE LNG In questo articolo si esamina la possibilità di incrementare la capacità di stoccaggio di gas naturale nei giacimenti attualmente utilizzati. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

CAPITOLO 3 CICLO OTTO E CICLO DIESEL MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA

CAPITOLO 3 CICLO OTTO E CICLO DIESEL MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA CAPITOLO 3 CICLO OTTO E CICLO DIESEL MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA 1 CICLO OTTO E CICLO DIESEL MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA I MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA SONO MACCHINE MOTRICI E POSSONO ESSERE BASATI SU

Dettagli

Impianti di propulsione navale

Impianti di propulsione navale Impianti di propulsione navale Motori diesel 4T Circuito acqua raffreddamento Il circuito acqua di raffreddamento asporta il calore generato dalle seguenti fonti principali: Cilindri motore; Aria di sovralimentazione;

Dettagli

Impianto di Sollevamento Acqua

Impianto di Sollevamento Acqua CORSO DI FISICA TECNICA e SISTEMI ENERGETICI Esercitazione 3 Proff. P. Silva e G. Valenti - A.A. 2009/2010 Impianto di Sollevamento Acqua Dimensionare un impianto di sollevamento acqua in grado di soddisfare

Dettagli

TRASDUTTORI di FORZA E PRESSIONE

TRASDUTTORI di FORZA E PRESSIONE Fra i trasduttori di forza, gli estensimetri, o stain gage, si basano sull aumento di resistenza che si produce in un filo metallico sottoposto a trazione a causa dell aumento di lunghezza e della contemporanea

Dettagli

C V. gas monoatomici 3 R/2 5 R/2 gas biatomici 5 R/2 7 R/2 gas pluriatomici 6 R/2 8 R/2

C V. gas monoatomici 3 R/2 5 R/2 gas biatomici 5 R/2 7 R/2 gas pluriatomici 6 R/2 8 R/2 46 Tonzig La fisica del calore o 6 R/2 rispettivamente per i gas a molecola monoatomica, biatomica e pluriatomica. Per un gas perfetto, il calore molare a pressione costante si ottiene dal precedente aggiungendo

Dettagli

Workshop: Gestire la Sicurezza di Processo

Workshop: Gestire la Sicurezza di Processo Workshop: Gestire la Sicurezza di Processo ing. Nicola Mazzei Laboratorio Infiammabilità ed Esplosioni Innovhub - Stazioni Sperimentali per l Industria Tel: 02-51604.256 Fax: 02-514286 mazzei@ssc.it 1

Dettagli

Specifiche tecniche. PELLEMATIC Smart 4 14 kw ITALIANO. www.oekofen.com

Specifiche tecniche. PELLEMATIC Smart 4 14 kw ITALIANO. www.oekofen.com Specifiche tecniche PELLEMATIC Smart 4 14 kw ITALIANO www.oekofen.com Specifiche tecniche PELLEMATIC Smart 4 8kW Denominazione PELLEMATIC Smart Potenza nominale kw 3,9 6,0 7,8 Carico parziale kw Impianto

Dettagli

MANUALE DI USO E MANUTENZIONE CALDAIE A LEGNA Mod. CL

MANUALE DI USO E MANUTENZIONE CALDAIE A LEGNA Mod. CL MANUALE DI USO E MANUTENZIONE CALDAIE A LEGNA Mod. CL centopercento Made in Italy 1 Dati Tecnici Installazione, uso e manutenzione della caldaia combinata nella quale è possibile bruciare gasolio, gas

Dettagli

SCHEDA TECNICA SULLE SONDE GEOTERMICHE (M.Menichetti Università di Urbino)

SCHEDA TECNICA SULLE SONDE GEOTERMICHE (M.Menichetti Università di Urbino) SCHEDA TECNICA SULLE SONDE GEOTERMICHE (M.Menichetti Università di Urbino) Il flusso di calore geotermico Il flusso di calore nel terreno, nella parte più superficiale della crosta terrestre corrispondenti

Dettagli

MOTORE ALIMENTATO AD AMMONIACA

MOTORE ALIMENTATO AD AMMONIACA CONVEGNO Dalle autostrade alle Neostrade : quale auto/strada prendere? MOTORE ALIMENTATO AD AMMONIACA Un progetto Toscano per una mobilità sostenibile Pontedera, Auditorium Museo Piaggio 13 ottobre 2015

Dettagli

LA CONDENSAZIONE LA CONDENSAZIONE CFP MANFREDINI ESTE (PD) Insegnante. Padovan Mirko 1

LA CONDENSAZIONE LA CONDENSAZIONE CFP MANFREDINI ESTE (PD) Insegnante. Padovan Mirko 1 POTERE CALORIFICO DEI COMBUSTIBILI Il potere calorifico è la quantità di calore prodotta dalla combustione completa di 1 m³ di combustibili gassosi. Generalmente i combustibili hanno un determinato quantitativo

Dettagli

SCHEDA TECNICA PUNTO DI EMISSIONE N. Dati caratteristici dell emissione

SCHEDA TECNICA PUNTO DI EMISSIONE N. Dati caratteristici dell emissione Dati caratteristici dell emissione Portata normalizzata umida.................................................................. Nm3/h... Portata normalizzata secca...................................................................

Dettagli

Tecniche di Analisi Termica e Diffrazione di Raggi X

Tecniche di Analisi Termica e Diffrazione di Raggi X ESERCITAZIONI DI CHIMICA FISICA A.A 2010/2011 I MODULO 6 crediti (Anna Corrias) Tecniche di Analisi Termica e Diffrazione di Raggi X Analisi Termica Cenni teorici Descrizione esperienze di laboratorio

Dettagli

Doxa D 24S (G) (cod. 00922460)

Doxa D 24S (G) (cod. 00922460) Doxa D 24S (G) (cod. 00922460) Caldaie murali ad altissimo rendimento alimentate a Metano (M) o G.P.L. (G) da 24 kw. Disponibile in versione camera stagna, adatte per il riscaldamento e la produzione istantanea

Dettagli

RACCOLTA E TRATTAMENTO DEL BIOGAS

RACCOLTA E TRATTAMENTO DEL BIOGAS RACCOLTA E TRATTAMENTO DEL BIOGAS VECCHIE DISCARICHE: RIFIUTI TAL QUALI NUOVE DISCARICHE: RIFIUTI PRETRATTATI E SELEZIONATI OBIETTIVI DELLA RACCOLTA E TRATTAMENTO DEL BIOGAS BONIFICA AMBIENTALE CONTROLLO

Dettagli

ABE_1500 ANALIZZATORE PORTATILE PER BIOGAS

ABE_1500 ANALIZZATORE PORTATILE PER BIOGAS ABE_1500 ANALIZZATORE PORTATILE PER BIOGAS BROCHURE Pagina 1 di 9 Brochure ABE_1500 Caratteristiche principali ABE_1500 analizzatore per Metano (CH4), Biossido di carbonio (CO2), Monossido di carbonio

Dettagli

Approfondimento 1: Catalizzatori per l abbattimento degli NO x

Approfondimento 1: Catalizzatori per l abbattimento degli NO x Approfondimento 1: Catalizzatori per l abbattimento degli NO x Il gas fuoriuscente da un motore Diesel viene convogliato nel primo stadio del convertitore catalitico, dove si ha l ossidazione del monossido

Dettagli

CALEFFI. Gruppo di circolazione anticondensa. serie 282 01225/11. Completamento codice Taratura 45 C 55 C 60 C 70 C. Funzione

CALEFFI. Gruppo di circolazione anticondensa. serie 282 01225/11. Completamento codice Taratura 45 C 55 C 60 C 70 C. Funzione Gruppo di circolazione anticondensa serie 282 ACCREDITED CALEFFI 01225/11 ISO 9001 FM 21654 ISO 9001 No. 0003 Funzione Il gruppo di circolazione anticondensa svolge la funzione di collegare il generatore

Dettagli

CAPITOLO 1 CICLO RANKINE (CICLO A FLUIDO BIFASE) TURBINE A VAPORE

CAPITOLO 1 CICLO RANKINE (CICLO A FLUIDO BIFASE) TURBINE A VAPORE CAPITOLO 1 CICLO RANKINE (CICLO A FLUIDO BIFASE) TURBINE A VAPORE 1 CICLO RANKINE IL CICLO TERM ODINAM ICO RANKINE E COMPO STO DA Q UATTRO TRASFO RM AZIO NI PRINCIPALI (COMPRESSIO NE, RISCALDAM ENTO, ESPANSIO

Dettagli

Università di Roma Tor Vergata

Università di Roma Tor Vergata Università di Roma Tor Vergata Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Industriale Corso di: TERMOTECNICA 1 IMPIANTI DI RISCALDAMENTO AD ACQUA: GENERALITÀ E COMPONENTI Ing. G. Bovesecchi gianluigi.bovesecchi@gmail.com

Dettagli

CAPITOLO 5 IDRAULICA

CAPITOLO 5 IDRAULICA CAPITOLO 5 IDRAULICA Cap. 5 1 FLUIDODINAMICA STUDIA I FLUIDI, IL LORO EQUILIBRIO E IL LORO MOVIMENTO FLUIDO CORPO MATERIALE CHE, A CAUSA DELLA ELEVATA MOBILITA' DELLE PARTICELLE CHE LO COMPONGONO, PUO'

Dettagli

Sistemi modulari a condensazione MODULO NOVAKOND

Sistemi modulari a condensazione MODULO NOVAKOND M A D E I N I TA LY Sistemi modulari a condensazione MODULO NOVAKOND Soluzioni integrate per il riscaldamento GENERATORI SISTEMI MODULARI DI ARIA A CONDENSAZIONE CALDA A PAVIMENTO Combinando i generatori

Dettagli