SILICE LIBERA CRISTALLINA. VALUTAZIONE DELL ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE E MISURE DI PREVENZIONE. UNO STUDIO NEI COMPARTI PRODUTTIVI IN EMILIA ROMAGNA.

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1 GRUPPO ESP SIZIONE SILICE emilia romagna SILICE LIBERA CRISTALLINA. VALUTAZIONE DELL ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE E MISURE DI PREVENZIONE. UNO STUDIO NEI COMPARTI PRODUTTIVI IN EMILIA ROMAGNA. DIPARTIMENTI DI SANITÀ PUBBLICA AZIENDE UNITÀ SANITARIA LOCALE PIACENZA PARMA REGGIO EMILIA MODENA BOLOGNA FERRARA RAVENNA ARPA ER REGGIO EMILIA DIPARTIMENTO TECNICO LABORATORIO AMIANTO POLVERI E FIBRE

2 2 SILICE LIBERA CRISTALLINA. VALUTAZIONE DELL ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE E MISURE DI PREVENZIONE. UNO STUDIO NEI COMPARTI PRODUTTIVI IN EMILIA ROMAGNA. Claudio Arcari (RESPONSABILE DI PROGETTO) Anna Bosi Lucia Corcagnani Mariacristina Mazzari Giorgio Passera Alessandra Pompini Gianni Rozzi Lorena Bedogni Patrizia Ferdenzi Fulvio Ferri Massimo Magnani Antonella Sala Rosanna Braglia Luigi Iori Fabrizio DePasquale Walter Gaiani Manuela Mattioli Ivan Paredes Bruno Marchesini Giovanni Passeri Anita Zambonelli Adolfo Buzzoni Aleardo Marocchi Ausl Piacenza Ausl Piacenza Ausl Piacenza Ausl Piacenza Ausl Piacenza Ausl Piacenza Ausl Parma Ausl Reggio Emilia Ausl Reggio Emilia Ausl Reggio Emilia Ausl Reggio Emilia Ausl Reggio Emilia ARPA ER - Reggio Emilia ARPA ER - Reggio Emilia Ausl Modena Ausl Modena Ausl Modena Ausl Modena Ausl Bologna Ausl Bologna Ausl Bologna Ausl Ferrara Ausl Ravenna

3 3 I DANNI PER LA SALUTE E IL VALORE LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE La silice contenuta nella polvere che giunge a contatto con l organismo di lavoratori esposti è causa determinante o concorrente di una nutrita serie di patologie, di tipo neoplastico e non. Ultimamente sempre maggiore importanza patogenetica viene attribuita alle caratteristiche (citotossiche) della superficie delle particelle di silice. SILICE E PATOLOGIE NON NEOPLASTICHE SILICOSI Insorge per la maggior parte come una diffusa reazione fibrotico-nodulare del polmone, indotta da inalazione e deposizione di silice cristallina formata da particelle di diametro inferiore ai 10 µm. Si possono sviluppare tre tipi di silicosi in relazione alla concentrazione di silice cristallina nell aria respirata. Silicosi cronica è la forma più comune di silicosi e si manifesta dopo circa dieci anni di esposizione a concentrazioni relativamente basse di silice; Silicosi accelerata si manifesta tra i cinque e dieci anni dall esposizione ad alte concentrazioni di silice; Silicosi acuta si può verificare dopo esposizione ad elevate concentrazioni di silice (tipiche elevate esposizioni: sabbiatura, perforazione di rocce e macinazione di silice); determina sintomi in un periodo compreso da poche settimane a 5 anni dall iniziale esposizione. I sintomi possono essere analoghi a quelli della silicosi cronica, ma con progressione clinica e radiologica molto più rapida. La fibrosi può non presentarsi o essere più irregolare e diffusa. Le caratteristiche della silicosi acuta richiamano quelle della proteinosi alveolare (detta anche silicoproteinosi). Gli studi epidemiologici condotti hanno mostrato che la silicosi cronica può progredire anche dopo la sospensione dell esposizione e, quindi, quest ultima non garantisce il blocco della progressione (la stabilizzazione) della malattia, una volta diagnosticata. La frequenza di casi di silicosi in popolazioni di esposti a silice a livelli pari o superiori al TLV (ACGIH) varia da 1 a 7 ogni 100 esposti per meno di 30 anni (definendo per silicosi i casi con un quadro radiologico di livello 1/0 o superiore, della classificazione ILO-BIT). TUBERCOLOSI E da tempo nota la stretta associazione tra Silicosi e Tubercolosi, provocata dalla ridotta efficienza delle difese cellulari polmonari che l accumulo di silice induce nel tessuto polmonare di lavoratori esposti per decenni a silice: in tali condizioni i macrofagi non sono più una valida difesa contro i Micobatteri della TBC e di altre malattie micotiche (da Nocardia, Cryptococco,...) che spesso si presentano in tali generi di pazienti. L associazione tra Silicosi e TBC è molto più frequente se il lavoratore appartiene a classi sociali, etniche o economiche più sfavorite sia per la qualità della vita stessa che per il fatto che tali persone sono più spesso impiegate in mansioni comportanti una più elevata esposizione al rischio. Anche per la TBC, l insorgenza della malattia può verificarsi a distanza di anni dalla fine dell esposizione. BRONCOPATIA OSTRUTTIVA POLMONARE CRONICA La malattia ostruttiva cronica polmonare (COPD), (in Italia BPCO) comprende quattro processi patologici tra loro collegati: 1. bronchite cronica, 2. enfisema, 3. asma, 4. malattia delle vie aeree periferiche. Il fumo di sigaretta è la causa principale della BPCO ma l associazione con l esposizione a polvere, a silice in particolare, contribuisce significativamente alla sua insorgenza.

4 4 MALATTIE AUTOIMMUNI In tutto il XX secolo sono stati descritti casi di varie malattie autoimmuni insorte in lavoratori o pazienti che erano stati esposti a silice cristallina. Le malattie di questo genere più frequenti sono state: sclerodermia, lupus eritematosus sistemico, artrite reumatoide, anemia emolitica autoimmune, dermatomiosite. Altre forme patologiche connesse ad alterazioni immunologiche dei pazienti sono state: insufficienza renale cronica, neuropatia sensoriale atassica, tiroidite cronica, ipertiroidismo (Morbo di Flajani Basedow-Graves), gammopatia monoclonale, poliarterite nodosa. SILICE E CANCRO CANCRO DEL POLMONE La discussione sulla possibile cancerogenicità della silice cristallina inizia negli anni 80 con gli studi di Goldsmith et Al., Westerholm, e Finkelstein e altri. Nel 1996 lo IARC conferma (a maggioranza) la affidabilità degli studi che depongono per una attività cancerogena della silice cristallina respirabile in specifici ambiti lavorativi. Dagli studi disponibili, in particolare, viene osservato un potenziamento dell effetto del fumo, in quanto l evidenza epidemiologica è maggiore tra i silicotici fumatori. La IARC nella monografia N. 68 del 1997 ha classificato la silice cristallina quale cancerogeno di categoria 1: Sostanze note per effetti cancerogeni sull uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l esposizione dell uomo ad esse e lo sviluppo di tumori La monografia IARC stabilisce che la silice cristallina: inalata sotto forma di quarzo o cristobalite da fonti occupazionali risulta cancerogena per l uomo inoltre specifica che la cancerogenicità non è stata rilevata in tutte le realtà industriali esaminate e che è considerata prioritaria l associazione meccanismo cancerogeno-attività industriale. Le attività industriali individuate nella monografia IARC sono: -miniere di minerali metalliferi, -cave e lavorazioni del granito e altri lapidei, -ceramica, sanitari, terraglia e mattoni refrattari, -fonderie. Diversi altri Enti si sono pronunciati sulla cancerogenicità della silice fra i quali: - il NIOSH statunitense che nel Report dell aprile 2002 concorda con le conclusioni della IARC e ricorda di aver raccomandato già nel 1989 (54 Fed. Reg. 2521) all OSHA di etichettare la silice cristallina come un potenziale cancerogeno. - l American Torax Society, nel 1997, descrive, tra gli effetti avversi della silice cristallina, il tumore polmonare. - Commissione Tossicologica Nazionale nel verbale del 5 giugno 2001 (non stampato) con allocazione di cancerogenesi 1 sostenendo che l esposizione a Silice Libera Cristallina (SLC) è cancerogena per l uomo. - Concise International Chemical Assessment Document (CICAD) N 24 Cristalline silica, quartz, sotto egida OMS e ILO, riporta Effetti dell esposizione a lungo termine o ripetuta: la sostanza può avere effetti sui polmoni, risultando in fibrosi (silicosi). Questa sostanza è cancerogena per l uomo. - National Toxicology Program (NTP-USA ) nono rapporto del sottocomitato per i cancerogeni (2000): nota per essere cancerogena per l uomo. La silice cristallina non risulta classificata, dalla Unione Europea (UE), come sostanza chimica pericolosa e può ricadere in regime di classificazione provvisoria all atto della commercializzazione.

5 5 Il Valore Limite per l esposizione occupazionale con cui confrontare i valori dell esposizione giornaliera a SLC è stato individuato attraverso la consultazione dei principali Enti, Associazioni ed Istituti tra cui citiamo quale riferimento: ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) nella lista dei TLV pubblicata nel 2003 e SCOEL (Scientific Committee on Occupational Exposure Limits) nella sua Raccomandazione del giugno Entrambi identificano il valore di 0,050 mg/mc (50 μg/mc) di silice cristallina nella frazione respirabile come quella concentrazione che, riferita ad 8 ore di esposizione, e con esposizione ripetuta, salvaguarda da effetti sulla salute, riferiti alla silicosi, la maggior parte dei lavoratori esposti a meno di una frazione stimabile in circa il 5%. In questo studio per la valutazione dell esposizione viene adottato il Valore Limite di Esposizione Professionale di 0,050 mg/mc (50 μg/mc) e tutti i valori misurati sono rapportati alle 8 ore di riferimento (T 0 ) con cui sono espressi i Valori Limite. L indicatore utilizzato è C esp,g intendendo che ogni misurazione della silice cristallina viene rapportata, attraverso il tempo di esposizione T e, ad un tempo T 0 di riferimento secondo la formula: C esp,g = C mis T e /T 0

6 6 IL PIANO DELL INDAGINE E stato eseguito uno studio multicentrico con lo specifico obiettivo di realizzare una matrice comparto-lavorazione/esposizione a Silice Cristallina Libera (SLC) in alcuni comparti produttivi nella Regione Emilia Romagna. Ogni Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPSAL) che partecipa a questo studio ha realizzato misurazioni e valutazioni dell esposizione a silice cristallina nei comparti/lavorazioni che insistono nei territori di competenza. Lo studio non realizza una matrice esaustiva dei comparti e delle lavorazioni che possono comportare una esposizione a SLC ma indica le esposizioni misurate nei comparti indagati. Altresì va sottolineato che i valori di esposizione rilevati non sono automaticamente estensibili ad ogni azienda del comparto, ma segnalano la dimensione possibile dell esposizione a silice in aziende di quel comparto e per quella lavorazione. Lo studio si è articolato in due tipologie di indagine con diverso approccio ed approfondimento: per una valutazione dell esposizione attraverso una stima di massima dell intervallo dei valori riscontrati (nella tabella indicato con sonda ), realizzando un minimo di 6/8 misurazioni per comparto; per una valutazione dell esposizione attraverso un indagine in aziende appartenenti allo stesso comparto per realizzare una stima in diversi gruppi omogenei opportunamente individuati (indicato in tabella con indagine ), realizzando un minimo di 20 misurazioni. Tabella 1: Quadro generale dei comparti indagati e del numero di misurazioni eseguite. Comparto o lavorazione oggetto di indagine Numero di misurazioni Tipo di approccio TAV VAV Perforazioni gallerie 24 Indagine Fusione materiali ferrosi 32 Indagine Frantoi / Estrazioni cave 16 Sonda Manufatti in cemento 8 Sonda Cementifici 11 Sonda Lavorazioni marmo e granito 6 Sonda Vetrerie 8 Sonda Produzione Laterizi / fornaci 18 Sonda Ceramica per Piastrelle 64 Indagine Refrattari 16 Sonda Area Portuale (movimento Terre) 10 Sonda Edilizia 20 Indagine Linea TAV 10 Sonda

7 7 MATERIALI E METODI Le fasi identificate per la realizzazione di questo studio sono: 1. CAMPIONAMENTO DELLA FRAZIONE RESPIRABILE 2. DETERMINAZIONE DELLA SILICE CRISTALLINA LIBERA 3. VALUTAZIONE DEI RISULTATI DELLE MISURAZIONI 1. CAMPIONAMENTO DELLA FRAZIONE RESPIRABILE Scelta del selettore Il campionamento personale della frazione respirabile viene usualmente realizzato con un selettore dimensionale (comprensivo di alloggiamento per membrane) del tipo a ciclone. Partendo dalla considerazione che la frazione respirabile può essere determinata in ambienti di lavoro sia a bassa che ad alta polverosità, è stato individuato per questo studio l uso del ciclone GS3 multi inlet con flusso pari a 2,75 l/min. Questo selettore opera ad una portata tale da poter raccogliere volumi di aria relativamente alti in un unico campionamento quando la situazione lavorativa espone a basse concentrazioni di polvere e naturalmente permette di frazionare il campionamento quando la concentrazione di polvere risulta essere elevata. Attrezzatura Dotazione minima per poter effettuare un campionamento personale: Pompa personale a flusso costante, completa di tracolla e cintura, che risponda a quanto previsto dalla norma UNI EN 1232/1999; Ciclone GS3 (Dorr-Oliver modificato, multi inlet); Flussimetro a bolla con lettura garantita di almeno 400 ml o analogo dispositivo di calibrazione del flusso; Cronometro con lettura di almeno 1/10 sec; Filtri in argento con diametro 25 mm, porosità 0,8 micron (macchia di impolveramento di diametro circa 20 mm). Essi evitano, o riducono, le problematiche legate al condizionamento, all assorbimento dell umidità e nella successiva analisi diffrattometrica consentono di gestire al meglio l eventuale effetto matrice e l effetto strato; Bilancia analitica con sensibilità di almeno 0,01 mg. Per la realizzazione della retta di calibrazione la bilancia analitica possiede una sensibilità di 0,001 mg.

8 8 Tempo di campionamento Il tempo di campionamento è scelto in funzione della presunta quantità di polvere depositata sul filtro, quindi per la sua individuazione occorre tener conto di due esigenze: la necessità di raccogliere sul filtro una quantità minima di silice che permetta di eseguire l analisi con una precisione soddisfacente; la necessità di campionare per un periodo di tempo che sia rappresentativo di tutta la giornata lavorativa. Nel caso di lavorazioni a bassa polverosità, il tempo di campionamento coinciderà quando possibile con l intero turno di lavoro e comunque non sarà inferiore alle 7 ore: in tal modo con il ciclone adottato si raccoglie un volume non inferiore a 1 metro cubo. Nel caso di polverosità elevata, il campionamento va frazionato su più filtri seguendo le indicazioni contenute nella Norma UNI EN 689/1997 (punto e Appendice A); il tempo complessivo di campionamento non dovrà essere comunque inferiore alle 5 ore. Un indicazione al fine di orientarsi nel frazionamento del campionamento è contenuta nella Norma UNI Determinazione della silice libera cristallina nei flussi di gas convogliati dove viene indicato che utilizzando un filtro di argento con diametro 25 mm e porosità compresa tra 0,8 e 1,2 micron, la massa totale dovrebbe essere compresa tra 0,6 e 3,0 mg, in quanto al di sotto di questo valore diventa problematica la pesata e al di sopra risulterebbe troppo evidenziato l effetto matrice in fase analitica DRX (punto 2 della Norma). 2. DETERMINAZIONE DELLA SILICE LIBERA CRISTALLINA La determinazione del contenuto in Silice Libera Cristallina (SLC) nelle polveri aerodisperse campionate in ambiente di lavoro viene effettuata attraverso l analisi in Difrattometria di raggi X. Curva di calibrazione Le membrane di riferimento per costruire la curva di calibrazione della SLC vengono predisposte secondo quanto indicato dalla Norma UNI 10568/1997 Misura delle emissioni-determinazione della silice libera cristallina nei flussi gassosi convogliati. Metodo per diffrazione a raggi X punto 8. L apparecchiatura utilizzata per l impolveramento delle membrane è quella schematizzata nel punto 8.2 della norma UNI 10568/1997. Le membrane di riferimento devono essere dello stesso tipo di quelle usate per i campionamenti in ambiente di lavoro. Come materiale di riferimento, si utilizza quarzo della Fluka BCR- Reference material con particelle di granulometria compresa tra 1,2 e 20 micron. Per la pesata delle membrane di riferimento si utilizza una bilancia analitica con sensibilità di 0,001 mg.

9 9 Strumentazione La strumentazione difrattometrica a raggi X utilizzata per la lettura delle membrane di riferimento (D 5000 X-Ray Diffractometer) risponde ai seguenti parametri: Tensione di acquisizione = 40 KV Intensità di acquisizione = 40 ma Tubo generatore di raggi X = anticatodo in Cu Kα Finestra in Berillio Fenditura divergente = 2 mm Fenditura ricevente = 2 mm 0,2 mm Portacampioni rotante automatico Filtro Ni Passo (2Θ ) = 0,010 Tempo di acquisizione/passo = 10 sec Per ciascuna membrana di riferimento viene eseguita un unica lettura. Determinazione del Limite di Rilevabilità (LdR) e del Limite di Quantificazione (LdQ) Ogni metodo analitico è caratterizzato dai seguenti due parametri: Limite di Rilevabilità (LdR) = la più piccola quantità di analita che può essere distinta dal bianco. Limite di Quantificazione (LdQ) = la quantità di analita oltre la quale è possibile fornire una misura quantitativa dell analita sufficientemente precisa. La curva di calibrazione, ottenuta mettendo in ascissa le quantità di SLC e in ordinata l area del picco, viene calcolata con la retta di regressione lineare con la seguente equazione: y = a + bx a = intercetta sull asse delle ordinate b = coefficiente angolare Il Limite di Rilevabilità (LdR) viene quindi calcolato secondo la formula: LdR = [(Y B + 3 S B ) - a]/ b Dove Y B è il valore medio delle letture del bianco, S B è la relativa deviazione standard, b è il coefficiente angolare della retta di calibrazione; nello specifico Y B e S B devono essere determinati misurando una serie di almeno 7 letture di un bianco nelle medesime condizioni di analisi. Il Limite di Quantificazione (LdQ) viene calcolato secondo la formula: LdQ = [(Y B + 10 S B ) - a]/ b dove Y B S B e b hanno i significati visti precedentemente.

10 10 Esempio di una curva di calibrazione e determinazione del Limite di Rilevabilità (LdR) e del Limite di Quantificazione (LdQ) Retta di regressione lineare Area media y = 0,1172x - 0,5162 R 2 = 0, M icrogram m i di silice Schema di calcolo per LdR e LdQ Letture del BIANCO: n= 8 Valore medio dell'area (Y B ) = 0,099 Deviazione standard campionaria (S B ) = 0,057 Valori calcolati: LdR = 7 μg LdQ = 10 μg LdR = [(Y B + 3 S B ) - a]/ b LdQ = [(Y B + 10 S B ) - a]/ b Ad ogni serie di analisi viene effettuato un controllo della retta di taratura attraverso la lettura di un filtro di riferimento (centrale rispetto ai punti della retta) e uso di carte di controllo. La predisposizione di nuovi standard e la relativa curva di calibrazione deve essere comunque ripetuta periodicamente.

11 11 In questa procedura viene, a scopo cautelativo, adottato un valore di LdR = 10 μg, che risulta coincidente con il valore calcolato di LdQ. Griglia di lettura delle misurazioni I valori di SLC ottenuti devono essere confrontati sia con il Limite di Rilevabilità (LdR) che con il Limite di Quantificazione (LdQ) e si individuano le seguenti tre possibilità: Risultato inferiore a LdR: Non è possibile confermare né negare la presenza di silice cristallina, in quanto il risultato è inferiore al limite di rilevabilità Risultato compreso tra LdR e LdQ: Sicuramente la silice cristallina è presente in quantità superiore al limite di rilevabilità, ma la precisione della lettura non è pienamente soddisfacente Risultato superiore a LdQ: La precisione della lettura e quindi il risultato sono pienamente soddisfacenti Nel nostro studio è stata assunta l eguaglianza del valore di LdR e LdQ e pertanto quando viene indicato un valore di concentrazione di silice cristallina questo oltre che essere rilevabile (>LdR) risulta anche determinato con una soddisfacente precisione (>LdQ). 3. VALUTAZIONE DEI RISULTATI DELLE MISURAZIONI Per una singola misurazione La quantità di silice cristallina raccolta sul substrato filtrante viene diviso per il volume d aria campionata per ottenere la concentrazione espressa in μg/m 3. E molto importante conoscere le concentrazioni minime rilevabili in aria (CMR) di SLC; allo scopo si utilizza la seguente formula: q CMR = [μg/m 3 ] F C T c q = quantità di SLC [microgrammi] corrispondente ai valori di LdR e LdQ F C = portata [metri cubi/minuto] T c = tempo di campionamento [minuti].

12 12 CMR è la concentrazione in aria di SLC che si avrebbe se, alla portata definita e per il tempo di campionamento individuato, si raccogliesse una quantità di SLC pari rispettivamente a LdR e a LdQ. NOTA: Dopo un campionamento di 1 metro cubo di aria (campionamento di 364 minuti a 2,75 l/min) la concentrazione minima rilevabile (CMR), che risulta nella nostra procedura è: CMR = 10/1 = 10 μg/m 3 Se invece viene campionato un volume d aria pari a 0,330 metri cubi (campionamento di 120 minuti a 2,75 l/min) risulta: Per un gruppo di dati CMR = 10/0,330 = 30 μg/m 3 Si utilizza la norma UNI EN 689/1997 Atmosfera nell ambiente di lavoro. Guida alla valutazione dell esposizione per l inalazione a composti chimici ai fini del confronto con i valori limite e strategia di misurazione. Si può fare riferimento sia all appendice D ( Esempio di possibile approccio per confrontare la concentrazione dell esposizione professionale con i valori limite ) che all appendice G ( Analisi statistica dei dati ). Particolarmente importante è la selezione degli addetti per le misurazioni; la norma consente di assegnare l esposizione sulla base della identificazione di gruppi omogenei di esposti all agente chimico. Se i lavoratori svolgono compiti identici o simili nello stesso posto di lavoro o presentano un esposizione simile, il campionamento può essere effettuato in tale gruppo. Quando il numero delle misurazioni risulta ridotto (n<6) la valutazione dell esposizione viene effettuata per ogni singolo valore con il criterio predisposto attraverso frazioni specifiche del Valore Limite di Esposizione Professionale adottato. La griglia di valutazione è illustrata nelle pagine successive. Quando il numero delle misurazioni risulta adeguato (n>6) la valutazione dell esposizione viene effettuata anche con il criterio statistico che prevede il calcolo delle Percentuali di superamento del valore limite e successiva indicazione della zona come previsto dalla norma UNI EN 689. Per i calcoli statistici è stato utilizzato il programma messo a disposizione da INRS (Institut National de Recherche et de Sécuritè ) sul sito web: denominato ALTREX (Analyse Log-normale et Traitement des mesures d Exposition) specifico per i calcoli delle misurazioni dell esposizione in ambienti di lavoro. Nelle pagine che seguono: 1) è sviluppata la matrice delle esposizioni per lavorazione/comparto con tutti i valori misurati e con il giudizio ricavato dall applicazione dello specifico criterio; 2) sono mostrati i risultati sintetici dell applicazione del criterio statistico; 3) è predisposto, in appendice A, un atlante dei risultati delle misurazioni e dei principali parametri statistici secondo la rappresentazione delle carte di probabilità.

13 13 MATRICE DELLE ESPOSIZIONI PER LAVORAZIONE/COMPARTO La valutazione dei valori di esposizione viene effettuata attraverso uno schema realizzato tramite frazioni specifiche del VLEP per le seguenti considerazioni: Quando l esposizione è superiore al valore limite (VLEP) deve essere ricercata la causa e vanno predisposte con urgenza le misure di prevenzione e protezione tese a ridurre l esposizione al di sotto del valore limite (D.Lgs. 626/94 Titolo VII-bis art. 72 sexsies comma 3 nonché norma UNI EN 689 punto 5.5). Quando il valore dell esposizione è compreso fra la metà del valore limite (1/2 VLEP) e il valore limite stesso, è alta la probabilità che una serie di misure di esposizione possa superare il valore limite (NIOSH. Occupational Exposure Sampling Strategy Manual. 1977). La misurazione dell esposizione a silice è condizionata da Limiti di Rilevabilità (LdR) relativamente alti rispetto al valore limite di 50 μg/m 3 (LdR = 10μg che per il campionamento di 1 m 3 di aria non permette di misurare al di sotto di 10 μg/m 3 pari ad 1/5 del valore limite) per cui: i) la prima fascia, fra la metà del valore limite e il Limite di Rilevabilità (CMR), corrisponde ancora ad una valutazione dell esposizione misurabile che può essere considerata meritevole di un piano di mantenimento delle misure di prevenzione e protezione. La fascia rappresenta una condizione di relativa conformità rispetto al valore limite quanto più i valori sono inferiori ai 25 μg/m 3 (½ VLEP); ii) la seconda fascia, esposizione al di sotto del Limite di Rilevabilità (CMR), realizza una situazione in cui la probabilità di conformità al valore limite è alta (anche se, per esempio, non ci consente di realizzare misurazioni senz altro sotto a 1/10 del VLEP così come previsto nella procedura formale della Norma UNI EN 689-Appendice C) per cui la situazione espositiva non necessita di introdurre ulteriori misure di prevenzione e protezione. Nella matrice la valutazione per lavorazione o mansione viene pilotata dal valore più alto delle misurazioni effettuate, in relazione alla considerazione che la condizione peggiore di esposizione individui l intensità e l urgenza delle misure di Prevenzione e Protezione.

14 14 Tabella 2: Misurazione dell esposizione a silice. Valutazione dell esposizione nei confronti del Valore Limite. ESPOSIZIONE C esp,g > VLEP (50μg/m 3 ) VALUTAZIONE (*) ELEVATA 0,5 VLEP < C esp,g < VLEP (25 μg/m 3 ) (50μg/m 3 ) ALTA LdR < C esp,g < 0,5 VLEP (25 μg/m 3 ) MEDIA AZIONI MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE E necessario individuare un piano di riduzione dell esposizione con urgenza. Vanno intraprese misure di prevenzione e protezione. Ricontrollare l esposizione dopo l applicazione delle misure Devono essere individuate ed applicate misure di prevenzione e protezione. Misure Periodiche (MP) dell esposizione Deve essere individuato un piano di mantenimento delle misure di prevenzione e protezione in essere e ricercate eventuali ulteriori misure MISURE PERIODICHE (MP) PERIODICITA 26 SETTIMANE ANNUALE BIENNALE O TRIENNALE C esp,g < LdR BASSA (*)Il valore di C esp,g più alto individua la fascia di valutazione in tabella La situazione appare sotto controllo: confermare che non ci sono cambiamenti nell attività lavorativa e nella produzione. QUADRIENNALE O QUINQUENNALE

15 15 Tabella 3: Matrice lavorazione/comparto e risultati della misurazione dell esposizione. LAVORAZIONE/COMPARTO N DI MISURAZIONI CEMENTIFICIO 11 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Addetto pulizie ELEVATA Controllo impianto <8 <8 <9 BASSA Addetti manutenzione MEDIA Addetto frantoio 10 MEDIA LAVORAZIONE/COMPARTO LAVORAZIONE MARMO E GRANITO * Lavorazione a secco N DI MISURAZIONI 6 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Taglio acqua MEDIA Lucidatura ELEVATA Taglio finitura * ELEVATA LAVORAZIONE/COMPARTO N DI MISURAZIONI VETRERIA 8 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Composizione forni MEDIA Addetti pulizie <10 29 ALTA Palista <9 <8 BASSA Responsabile reparto <8 <8 BASSA (continua)

16 16 Tabella 3: (continua) LAVORAZIONE/COMPARTO N DI MISURAZIONI PREFABBRICATO 8 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Materie prime <8 15 MEDIA Trattorista <8 <9 BASSA Centrale di betonaggio <9 10 MEDIA Pulizia jolly <8 <8 BASSA LAVORAZIONE/COMPARTO N DI MISURAZIONI LINEA TAV 10 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Perforazione <9 MEDIA Prefab. Pulizia cassero <14 <15 <13 BASSA Prefab. Prep. Miscela iniezione ELEVATA (continua)

17 17 Tabella 3: (continua) LAVORAZIONE/COMPARTO TAV VAV PERFORAZIONE GALLERIA N DI MISURAZIONI 24 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Escavatorista <10 17 ELEVATA Palista <10 68 ELEVATA Caposquadra Fronte <10 smarino ELEVATA Lancista 39 <10 <10 ALTA Assistente lancista 34 ALTA Addetto cassaforma 16 MEDIA LAVORAZIONE/COMPARTO N DI MISURAZIONI FRANTOI 16 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Palista <10 <10 <10 ELEVATA < Addetto impianto 16 <10 19 <10 ELEVATA Conduzione <10 BASSA (continua)

18 18 Tabella 3: (continua) LAVORAZIONE/COMPARTO N DI MISURAZIONI LATERIZIO 18 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Trafilatura < <10 MEDIA Prep. impasti 16 MEDIA Ruspista <10 BASSA Confezionamento < ALTA Carrellista ALTA Impilatrice < ALTA Taglio listelli <10 BASSA LAVORAZIONE/COMPARTO N DI MISURAZIONI PRODUZIONE REFRATTARI 16 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Rettifica isolanti <13 <10 BASSA Scarico carrelli ALTA Presse <13 22 MEDIA Miscelazione ALTA Macinazione ALTA Rettifica densi <10 <16 BASSA (continua)

19 19 Tabella 3: (continua) LAVORAZIONE/COMPARTO ATTIVITA PORTUALI CARICO E SCARICO N DI MISURAZIONI 10 MANSIONE VALORE DI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) Carico vagoni 56 ELEVATA Autista MEDIA Palista 52 ELEVATA Pulizia stiva 11 <10 <10 MEDIA Tramoggia <10 BASSA Addetto sbarco 21 MEDIA (continua)

20 20 Tabella 3: (continua) EDILIZIA LAVORAZIONE TAGLIO MURATURA CON SMERIGLIATRICE (SCASSO) RIMOZIONE MACERIE RIMOZIONE INTONACO A MANO CON MARTELLO RIMOZIONE MACERIE TAGLIO MURATURA CON SMERIGLIATRICE E MARTELLO RIMOZIONE MACERIE SMANTELLAMENTO SOLAIO E PAVIMENTO IN COTTO GETTO CLS SMANTELLAMENTO SOLAIO E PAVIMENTO IN COTTO GETTO CLS VALORE DI ESPOSIZIONE (μg/m 3 ) VALUTAZIONE 71 ELEVATA 160 ELEVATA 401 ELEVATA 25 MEDIA 20 MEDIA TIPOLOGIA CANTIERE RISTRUTTURAZIONE FABBRICATO RIMOZIONE SOLAIO E PAVIMENTO (continua)

21 21 Tabella 3: (continua) EDILIZIA LAVORAZIONE VALORE DI ESPOSIZIONE (μg/m 3 ) VALUTAZIONE ADDETTO AL VAGLIO MOBILE 21 MEDIA AUTISTA 9 MEDIA ESCAVATORISTA PIAZZALE 19 MEDIA ESCAVATORISTA DISCARICA 13 MEDIA ASSISTENZA A TERRA BAGNATURA MATERIALE DEMOLIZIONE PARTI INTERNE E TAGLI PARETI TIPOLOGIA CANTIERE MOVIMENTAZIONE MATERIALE DI RISULTA <10 BASSA DEMOLIZIONE FABBRICATO ELEVATA ADDETTO VAGLIO ALTA ESCAVATORISTA DISCARICA 13 <10 <8 MEDIA ADDETTO PALA <9 <7 BASSA RISTRUTTURAZIONE INTERNA DI LOCALI DEMOLIZIONE DI FABBRICATI INDUSTRIALI Campionamenti con tempi inferiori e limitati alle attività svolte che non sono espressi come esposizioni giornaliere e che non rientrano nelle elaborazioni statistiche. Edilizia abitativa e ristrutturazione VALORE DI LAVORAZIONE MINUTI CAMPIONATI ESPOSIZIONE VALUTAZIONE (μg/m 3 ) RISTRUTTURAZIONE ALTA TAGLIO PARETI E PAVIMENTO MECCANICO & MANUALE ELEVATA FORATURA MECCANICA CALCESTRUZZO ELEVATA (continua)

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