ARPA SEDE CENTRALE. Settore Attività Produttive e Controlli

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1 INDICE ARPA SEDE PAG. 1 di 11 1 SCOPO CAMPO DI APPLICAZIONE RIFERIMENTI Riferimenti esterni Riferimenti interni Abbreviazioni RESPONSABILITÀ DEFINIZIONI MODALITÀ DI GESTIONE Premessa Criteri generali Operazioni di spurgo Procedure di campionamento Campioni di controllo Registrazione ed etichettatura dei campioni Sigillatura dei campioni Trasporto e conservazione Consegna al laboratorio Sicurezza ALLEGATI Funzione e Nome Compilata da Verificata da Verifica RSPP Verificata da Verifica CODIGEN/CODISE Approvata da Emessa da Laura Bellaria Paolo Perfumi RUO BAE Rocco Racciatti Oriano Tagliabue Direttore Settore LAB - Luisa Dellavedova CODIGEN/CODISE Direttore Settore APC Maria Teresa Cazzaniga RSGQ A Carla Piras Rev. Data Descrizione delle modifiche 0 06/04/2012 Prima emissione 1 03/07/ Corrisponde alla data di emissione riportata nel cartiglio approvativo alla fine del documento Revisione completa a seguito degli aggiornamenti dei riferimenti legislativi e dei riferimenti interni. Inserimento paragrafo Modifica dei moduli MO.BN.003 e MO.BN.004 Aggiornamento normativo. Revisione delle parti relative al verbale di sopralluogo e campionamento. Revisione MO.BN.003 e MO.BN.004 e inserito il modulo MO.BN.011

2 PAG. 2 di 11 1 SCOPO Lo scopo della presente istruzione operativa è quello di descrivere le attività svolte dal personale di ARPA durante il campionamento e la misura dei parametri chimico-fisici delle acque sotterranee nell ambito delle attività di bonifica, per fornire un procedimento standard che sia applicabile e riproducibile nello stesso modo da differenti operatori. I principi della presente istruzione operativa possono essere estesi anche ad altri ambiti compatibili qualora non siano già state approvate specifiche Istruzioni Operative. 2 CAMPO DI APPLICAZIONE Il campionamento delle acque di falda è parte integrante di uno o più dei seguenti piani o progetti redatti a cura del soggetto obbligato/interessato: - piano d indagine preliminare (ai sensi del comma 2 dell art. 242 del D.lgs. 152/06 e s.m.i oppure ai sensi dei regolamenti locali d igiene o edilizi o regionali); - verifica della messa in sicurezza d emergenza; - piano di caratterizzazione (ai sensi del c.3 art. 242 D.lgs. 152/06 e s.m.i.) ed eventuali indagini; - piani di indagini integrative; - collaudo degli interventi di bonifica (ai sensi del c.2 dell art. 248 del D.lgs. 152/06 e s.m.i.); - monitoraggi in corso d opera e/o post bonifica. I piani di campionamento inseriti nei Piani di Indagine Preliminare, presentati ai sensi dei Regolamenti Locali di Igiene o dei Regolamenti Comunali, vengono approvati con valutazione tecnica effettuata da ARPA qualora richiesta dal Comune competente per territorio, ove richiesto. I Piani di Caratterizzazione e i Progetti di bonifica presentati ai sensi del D.lgs.152/06 e s.m.i. e, contestualmente, quindi anche i Piani di campionamento ivi contenuti, vengono approvati dalle Autorità amministrative competenti (Comune, Regione, Ministero), sentita un apposita Conferenza di Servizi, nell ambito della quale gli enti coinvolti (ARPA, Provincia, ASL, ecc.) esprimono un parere per le proprie competenze. I campionamenti di collaudo, eseguiti ai fini della certificazione finale di un area, sono definiti in sede di Conferenza dei Servizi e comunque concordati con la Provincia. Piani di campionamenti possono essere, inoltre previsti: - a seguito di richiesta dell Autorità Giudiziaria; - nell ambito delle attività proprie di vigilanza e controllo programmata o non programmata; - nell ambito delle attività di emergenza e pronta disponibilità; - nell ambito di attività in convenzione. 3 RIFERIMENTI 3.1 Riferimenti esterni - UNI EN ISO 9001 Sistemi di gestione per la qualità - DLGS 3 aprile 2006 n. 152 e s.m.i. Norme in materia ambientale (Titolo V Parte IV - Bonifica dei siti contaminati e relativi allegati) - D.M. n. 31/ Decreto del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare contenente Regolamento recante criteri semplificati per la caratterizzazione, messa in

3 PAG. 3 di 11 sicurezza e bonifica dei punti vendita carburanti, ai sensi dell'articolo 252, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n LR 27 dicembre 2006 n. 30 Disposizioni legislative per l attuazione del documento di programmazione economico-finanziaria regionale (art. 5) - DGR 2838 del 27 giugno Modalità applicative del Titolo V bonifica dei siti contaminati della Parte IV del D.lgs. 152/06 - DGR 4225 del 28 febbraio Modalità di collaudo degli interventi di bonifica approvati, autorizzati e realizzati ai sensi dell art. 17 del D.lgs. 22/97 e del D.M. 471/99 - DGR del 10 febbraio 2010 Linee guida in materia di bonifica dei siti contaminati - DGR 3509 del 23 maggio 2012 Linee guida per la disciplina del procedimento per il rilascio della certificazione di avvenuta bonifica, messa in sicurezza operativa e messa in sicurezza permanente dei siti contaminati - RR 2 del 15 giugno 2012 Attuazione dell art.21 della LR 26/2003 relativamente alle procedure di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati - LR n. 26 del 12 dicembre 2003 (art.21) Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche - LR n. 7 del 18 aprile 2012 Misure per la crescita, lo sviluppo e l occupazione - Manuale APAT 43 (2006) Manuale per le indagini ambientali nei siti contaminati - EPA/540/S-95/504 (Aprile 1996) Low-flow (Minimal Drawdown) Ground-Water sampling procedures - ISO Water quality sampling part. 18 Guidance on sampling of graundwater at contaminated sites - Manuale ISPRA 43/2006 Manuale per le indagini ambientali nei siti contaminati - Regolamento di Igiene Tipo della Regione Lombardia - Regolamenti Locali di Igiene - Regolamenti Edilizi Comunali 3.2 Riferimenti interni - PG.BN.001 Gestione del procedimento tecnico amministrativo per la bonifica ed il ripristino ambientale dei siti contaminati - PG.RI.009 Codifica dei Punti di Prelievo - IO.RI.001 Esecuzione delle misure piezometriche - IO.BN.001 Modalità di campionamento dei terreni ed eventuali riporti in ambito di bonifica e relativi controlli - Regolamento per le modalità di esercizio della responsabilità dirigenziale, la disciplina dei procedimenti amministrativi e l accesso ai documenti amministrativi - Piano di Prevenzione della corruzione ARPA Lombardia - Nota ARPA della Direzione Operazioni (prot. n del 11/10/2013) ad oggetto Procedure di filtrazione e acidificazione per il prelievo dei campioni acque sotterranee grandi opere - Nota ARPA della Direzione Operazioni (prot. n del 9/4/2014) ad oggetto Quesito formulato dal dipartimento di Milano relativo alla modalità di campionamento delle acque sotterranee ai fini della determinazione dei metalli

4 PAG. 4 di 11 - Documento di Valutazione dei Rischi e Schede Sicurezza del Servizio di Prevenzione e Protezione dell Agenzia (sito ARPAnet) DVR Sopralluogo e campionamento presso aree industriali dismesse e siti in fase di indagine e bonifica da inquinamenti ambientali (rev.0 24 aprile 2013) - PP.DG.003 Gestione dei dispositivi di protezione individuale e allegato PP.DG.003.A02 Schede tecniche dei DPI e data revisione e scadenza - PG.MS.004 Procedura di prenotazione, accettazione e movimentazione del campione mediante impiego del software LIMS e relativi allegati 3.3 Abbreviazioni - RI: Responsabile di Istruttoria - RP: Responsabile del Procedimento - RUO: Responsabile della Unità Operativa - RIAL: Risorse idriche ARPA Lombardia - Sistema informativo tematico sulle acque di ARPA Lombardia che gestisce l'intero ciclo di analisi delle acque (superficiali, sotterranee, minerali, reflue, ) 4 RESPONSABILITÀ Il RUO è responsabile della corretta applicazione e diffusione della presente istruzione operativa, individua il RI e il personale esperto incaricato di effettuare le attività di campionamento delle acque sotterranee. Il personale tecnico incaricato del campionamento ha la responsabilità della verifica dell efficienza e della calibrazione degli strumenti destinati alle determinazioni in campo, della preparazione del materiale destinato al prelievo dei campioni, della corretta esecuzione del campionamento stesso, della etichettatura dei contenitori, del trasporto e della consegna all accettazione dei campioni al laboratorio ARPA o all Interfaccia (ove prevista). Per ogni campionamento il personale ARPA incaricato provvede alla corretta compilazione del relativo verbale. 5 DEFINIZIONI - Campione statico: campione prelevato con pozzo non in emungimento, mediante metodo manuale (bailer), previo eventuale spurgo e ripristino delle condizioni originali; il campionamento statico è utilizzato in corrispondenza di pozzi di monitoraggio estremamente poco produttivi, per verificare la presenza in fase separata di sostanze non miscibili e/o per prelevare campioni a diverse profondità del tratto filtrato. - Campione dinamico: campione prelevato per mezzo di pompa sommersa, subito dopo l effettuazione dello spurgo; il campionamento dinamico è utilizzato per ottenere un campione composito con acque provenienti da differenti profondità e, quindi, approssimativamente rappresentativo della composizione media dell acquifero indagato. - Campione: porzione di matrice ambientale opportunamente prelevata per stabilirne le caratteristiche chimico-fisiche; - Aliquota: porzione rappresentativa del campione prelevato; - Sub aliquota: porzione dell aliquota derivante dal frazionamento della stessa.

5 PAG. 5 di 11 6 MODALITÀ DI GESTIONE 6.1 Premessa Le attività di controllo in campo svolte dall ARPA, come meglio specificato nella procedura generale PG.BN.001 Gestione del procedimento tecnico amministrativo per la bonifica ed il ripristino ambientale dei siti contaminati, sono soprattutto qualitative, mediante la verifica dell applicazione delle specifiche tecnico-operative definite dal piano delle indagini approvato o assentito (nel caso delle indagini preliminari). La verbalizzazione andrà effettuata adottando il modulo MO.BN Verbale di sopralluogo, nel caso di sopralluogo senza campionamento, mentre in caso di sopralluogo con campionamento andrà utilizzato il modulo MO.BN Verbale di sopralluogo e campionamento di acque sotterranee. Il verbale dovrà essere firmato sia dal personale ARPA presente in sito che dal responsabile del sito o da un suo delegato a cui andrà rilasciata copia controfirmata. Nel corso del sopralluogo andrà inoltre visionato il Giornale dei Lavori e potrà essere verificato che quanto riportato nello stesso o nei verbali di campionamento, corrisponda a quanto indicato nel Piano di Indagine approvato dagli Enti. La data del sopralluogo, gli esiti dello stesso e le eventuali difformità riscontrate devono essere riportate sul Giornale dei Lavori da parte del funzionario ARPA che ha eseguito il sopralluogo, anche eventualmente richiamando semplicemente il verbale di sopralluogo. 6.2 Criteri generali Prima di procedere al campionamento è necessario: - verificare la funzionalità e la pulizia di tutte le apparecchiature da utilizzare durante il campionamento; - verificare l efficienza degli strumenti destinati alle determinazioni in campo effettuando, laddove necessario, la manutenzione e la calibrazione degli stessi secondo le istruzioni operative specifiche o, in assenza di queste, secondo il manuale del costruttore; - predisporre contenitori idonei in funzione delle necessità e delle analisi specifiche da effettuare per ciascun punto di prelievo e le relative etichette per il campionamento; - verificare l integrità e la corretta identificazione del pozzetto di campionamento (PG.RI.009 Codifica dei punti di prelievo ); - eseguire le misure del livello piezometrico con precisione almeno centimetrica, come descritto nella IO.RI.001 Esecuzione delle misure piezometriche ; le misure della soggiacenza della falda devono essere riferite ad un punto a quota nota ad esempio il boccapozzo; - se ignota, misurare la profondità del pozzo tramite l utilizzo di una rotella metrica con piombo sul fondo; - se possibile, identificare l ordine di campionamento dai pozzetti secondo un livello di crescente contaminazione; - rilevare la presenza di sostanze non miscibili con l acqua e le relative superfici di interfaccia. Di norma per le acque sotterranee viene effettuato il campionamento dinamico, si ricorre al campionamento statico quando:

6 PAG. 6 di 11 si ipotizza la presenza di una fase surnatante la scarsa produttività dell acquifero non rende praticabile il campionamento dinamico le condizioni del piezometro/pozzo piezometrico non rendono praticabile il campionamento dinamico devono essere campionate sostanze a densità diversa dall acqua: nel caso si intenda determinare sostanze o liquidi a densità minore è necessario eseguire il prelievo all interfaccia acqua/prodotto libero e nelle porzioni superficiali dell acquifero; per sostanze o liquidi a densità maggiore si deve eseguire il prelievo con strumentazione adatta a prelevare solo acqua sotterranea corrispondente allo strato inferiore in contatto con il substrato impermeabile. A seconda della presenza di liquidi di densità maggiore dell acqua o minore dell acqua sono utilizzati rispettivamente campionatori di profondità o di superficie. In tutte le altre occasioni si deve far ricorso a campionatori per il prelievo a profondità definite registrando la profondità di campionamento. Nei casi in cui il pozzo piezometrico abbia più tratti fenestrati, ciascuno captante una diversa porzione di acquifero, oppure un unico tratto fenestrato di lunghezza tale da generare il sospetto di possibili miscelazioni tra acque circolanti a varie profondità (con conseguente diluizione delle sostanze contaminanti), dovranno essere utilizzati dei packer per separare, all interno della tubazione, i diversi livelli; in alternativa è possibile utilizzare delle pompe sommerse a basso flusso (low flow), da ubicare a differenti profondità lungo la verticale del pozzo, prelevando in questo caso campioni rappresentativi delle acque circolanti rispettivamente nella porzione superficiale, intermedia e profonda dell acquifero da caratterizzare. In ogni caso sui campioni d acqua prelevati è opportuno eseguire misurazioni in situ dei seguenti parametri fisici: temperatura, conducibilità elettrica, ph, potenziale redox ed ossigeno disciolto. Nel caso di utilizzo di campionatori muniti di pompe (campionamento dinamico), il prelievo deve avvenire con portate ridotte, al fine di ridurre i fenomeni di modificazione chimico-fisica delle acque sotterranee, quali trascinamento dei colloidi presenti nell acquifero o reazioni di ossidoriduzione. 6.3 Operazioni di spurgo Per i piezometri/pozzi piezometrici non in funzione prima di procedere al campionamento dinamico è necessario effettuare lo spurgo dell acqua presente nel pozzo/piezometro, fino a che il campione non possa essere considerato rappresentativo della qualità delle acque sotterranee per la quale si procede al campionamento stesso. Nel caso di presenza di una fase surnatante lo spurgo non deve essere eseguito. Per lo spurgo è possibile utilizzare pompe peristaltiche e/o pompe sommerse. Nel caso di utilizzo di pompa sommersa, posizionata ad una profondità intermedia tra il livello della falda ed il fondo del pozzo di monitoraggio, la portata di spurgo deve essere inferiore a quella utilizzata per lo sviluppo del pozzo al fine di evitare, da un lato, il trascinamento di materiale fine con rischio di intorbidimento dell acqua, dall altro, l abbassamento eccessivo del livello di falda con possibile volatilizzazione dei gas disciolti, nonché di taluni composti organici. Il tempo necessario per lo spurgo viene calcolato nel seguente modo: - si determina il volume (V W) della colonna d acqua applicando la seguente espressione: V W = π (Φ/2) 2 * (p h) dove: Φ = diametro del pozzo/piezometro;

7 PAG. 7 di 11 p = profondità del pozzo/piezometro; h = soggiacenza; - si stima la portata (Q) della pompa sommersa da utilizzare per lo spurgo e il campionamento sulla base di una prova speditiva di campo. Il tempo di spurgo (t S) si ottiene quindi dalla seguente espressione: t S= (V W / Q) * 3 5 Quando viene adottato un campionamento a basso flusso (EPA/540/S-95/504), lo spurgo e il campionamento vero e proprio vengono effettuati con pompe a bassa portata (generalmente fra 0,1 e 0,5 l/min e per acquiferi a granulometria grossolana fino a 1 l/min) per evitare turbolenze che potrebbero determinare perdita di sostanze volatili ed eccessiva torbidità nel campione prelevato ed una sovrastima della concentrazione di alcuni composti (esempio metalli). Le operazioni di spurgo devono continuare fino al conseguimento di una almeno delle seguenti condizioni: - eliminazione di 3-5 volumi di acqua contenuta nel pozzo (calcolare preventivamente il volume di acqua contenuta nel pozzo di monitoraggio) - venuta d acqua chiarificata e stabilizzazione dei valori relativi a ph (±0,1), temperatura, conducibilità elettrica (±3%), potenziale redox (±10mV) ed ossigeno disciolto (±0,3 mg/l) misurati in continuo durante lo spurgo; - sia trascorso il tempo di emungimento determinato preventivamente in funzione delle caratteristiche idrauliche dell acquifero. Nel caso di pozzi poco produttivi utilizzare portate inferiori ed evitare di spurgare fino al prosciugamento del pozzo. 6.4 Procedure di campionamento I campionamenti devono essere eseguiti iniziando dai piezometri/pozzi piezometrici più puliti e procedendo via via verso quelli sempre più contaminati, per limitare eventuali fenomeni di crosscontamination. Nel caso di campionamento dinamico deve essere evitato l utilizzo di strumenti che introducano aria o gas inerti per il sollevamento dell acqua, o che inducano variazioni di pressione significative o fenomeni di turbolenza. Inoltre, sono da preferirsi sistemi che applicano una pressione positiva alla tubazione di mandata rispetto a quelli che aspirano l acqua, al fine di minimizzare i fenomeni di volatilizzazione. Il campionamento dinamico è effettuato al termine delle operazioni di spurgo sopra descritte, riducendo la portata della pompa al regime minimo possibile (< 10 l/min). In caso di utilizzo di sistemi con giranti in teflon, soprattutto in situazioni con presunta o accertata contaminazione da idrocarburi, al termine di ogni singolo campionamento la pompa dovrà essere pulita tramite lavaggio con acqua deionizzata o purificata. Il campionamento statico viene eseguito mediante campionatori manuali monouso ( bailers ) e corde di manovra pulite e monouso; dovrà essere registrata la profondità di campionamento. Nel caso di utilizzo di bailers occorre evitare fenomeni di turbolenza e di aerazione sia durante la discesa del campionatore, sia durante il travaso del campione d acqua nel contenitore specifico.

8 PAG. 8 di 11 Considerato che è stato dimostrato che l utilizzo di bailers determina un incremento nella torbidità, il loro utilizzo deve essere attentamente valutato, in quanto la torbidità può alterare la corretta quantificazione degli elementi in traccia da determinare. Il campionamento low-flow, ovvero effettuato con portata molto ridotta (< 0,5-1 l/min), permette di minimizzare il disturbo dell acquifero, lo strippaggio dei composti volatili e la mobilizzazione dei solidi sospesi, pertanto consente di ottenere un elevata qualità dei campioni, a fronte di una porzione di acquifero indagata limitata. 6.5 Formazione dei campioni La tipologia dei contenitori da utilizzare per il campionamento deve essere quella prevista dal laboratorio ARPA come riportato nella PG.MS.004 e relativi allegati o secondo indicazioni del laboratorio di riferimento. In ogni caso i campioni dovranno essere posti in contenitori specifici con riferimento ai diversi parametri oggetto di analisi direttamente in campo. Prima di procedere alla raccolta dei campioni, ogni contenitore, ad eccezione di quelli destinati alle analisi batteriologiche e di quelli contenenti soluzioni stabilizzanti (es. per analisi dei cianuri), deve essere avvinato almeno 2-3 volte con la stessa acqua che si intende prelevare. I campioni di acque sotterranee destinati alla determinazione analitica dei metalli disciolti devono essere filtrati e acidificati (con acido nitrico), ad eccezione del parametro Cr VI per il quale si procederà in campo alla sola filtrazione (con aliquota da prelevare a parte). La porosità del filtro utilizzabile deve essere di 0,45 µm (in nitrato di cellulosa o acetato di cellulosa). Si sottolinea che l acidificazione effettuata senza la preventiva filtrazione può generare sovrastima dei metalli disciolti a causa dell eventuale contributo del particolato difficilmente apprezzabile a vista; mentre la filtrazione non seguita da immediata acidificazione può generare sottostima degli stessi per possibile precipitazione, anche in tempi brevi, di composti insolubili in tali condizioni. E opportuno che l operazione di acidificazione venga effettuata utilizzando contenitori preventivamente predisposti con la giusta quantità e concentrazione di acido necessaria al campionamento (secondo i criteri stabiliti nella PG.MS.004.A01) forniti dal laboratorio ARPA/Interfaccia ove presente. Il materiale trattenuto dal filtro in taluni casi può essere analizzato per effettuare la valutazione del rischio rispetto al contenuto totale (trattenuto più disciolto). Il filtro dovrà inoltre essere conservato nel caso in cui siano previste eventuali analisi sul materiale depositato sul filtro (dimensioni delle particelle, mineralogia, ecc.). Sul verbale di prelievo dovranno essere riportate tutte le operazioni eseguite, compresa la filtrazione in campo e/o acidificazione del campione effettuata come sopra specificato. 6.6 Campioni di controllo Ogni campione di acque sotterranee formato in campo verrà suddiviso in due aliquote: - una per le analisi da condurre ad opera del laboratorio incaricato dalla Parte; - una seconda a disposizione di ARPA che potrà selezionare a discrezione i campioni da sottoporre ad analisi per le attività di controllo.

9 PAG. 9 di 11 I contenitori utilizzati per la raccolta delle due aliquote devono presentare le stesse caratteristiche qualitative. La terza aliquota (di contraddittorio) non verrà prelevata in quanto: - si tratta di analisi irripetibili riguardo alle caratteristiche del campione prelevato sia per il breve tempo di conservazione di buona parte dei parametri da ricercare, con particolare riferimento a quelli volatili, sia per le condizioni idrogeologiche e idrochimiche della falda nello specifico momento del prelievo; - risulta più opportuno, in caso di eventuale contestazione o difformità di risultati, procedere ad un nuovo campionamento, considerato che scopo ultimo di tali verifiche è nella maggior parte dei casi, quello di constatare l eventuale stato di contaminazione locale della falda ed il contributo apportato dai terreni sovrastanti, al netto di contaminazioni diffuse o provenienti da monte; - le valutazioni di cui al punto precedente non possono essere desunte dai valori rilevati con un campionamento bensì derivano da un attento esame comparato dei dati di indagine sui terreni, sulle fonti di contaminazione, presunte o reali, e sui risultati di più campagne di monitoraggio idrochimico e piezometrico ed ogni altro dato utile prodotto in fase di caratterizazione e bonifica di un area; fatto salvo il caso di messe in sicurezza d emergenza. Tuttavia, qualora si debba assicurare alla Parte il diritto alla difesa (art. 223 del D.lgs. 271/89) le relative aliquote dovranno essere sigillate. Il numero di campioni da inviare ad analisi presso i laboratori ARPA va determinato in relazione alle suddette valutazione oltre che alle specifiche caratteristiche idrogeologiche del sito e non è generalmente riconducibile al criterio statistico di controllo del 10% utilizzato per i terreni. Il controllo sulle acque di falda mira ad accertare la presenza di contaminazione nelle stesse e gli apporti indotti dal sito in esame. In tale ottica si rende necessario il controllo dei piezometri di monte e soprattutto di valle. Per i piezometri interni al sito si valuta di volta in volta il problema decidendo il numero da assoggettare a controllo in ragione delle risorse disponibili e della effettiva necessità, secondo i criteri e la finalità suddetta. Nel caso di attività di verifica di messa in sicurezza e di collaudo per accertare l efficacia degli interventi di bonifica (monitoraggi post bonifica) ARPA presenzia in campo al prelievo della totalità dei campioni, concordando preventivamente l attività con il laboratorio ARPA. Nel caso di campioni conoscitivi potrà essere prelevata una sola aliquota, mentre nel caso di interventi soggetti a procedimenti giudiziari potrà essere richiesto il prelievo di un numero di aliquote superiore a quelle indicate in precedenza. 6.7 Registrazione ed etichettatura dei campioni Al termine delle operazioni di prelievo tutti i contenitori devono essere identificati mediante etichettatura, in quanto i contenitori devono essere chiaramente identificabili e riconducibili al verbale di accompagnamento. Su ogni etichetta, realizzata in materiale adesivo, viene indicata la denominazione del punto di prelievo, la località (area o indirizzo), il comune, la data di prelievo, l aliquota (Parte, ARPA, Controllo), il n. di verbale. Sull etichetta devono essere inoltre riportate le firme dei prelevatori.

10 PAG. 10 di 11 Nel corso della campagna di prelievo, il personale ARPA che presiede alla formazione dei campioni, provvederà alla redazione dello specifico verbale adottando il modulo MO.BN.011 nel caso di sopralluogo senza campionamento, mentre in caso di sopralluogo con campionamento il modulo MO.BN.003. Inoltre è buona pratica l utilizzo di macchina fotografica per rappresentare il campionamento eseguito. I verbali devono essere controfirmati dalla Parte (con eventuali riserve) ed eventualmente devono essere riportate le anomalie legate al non rispetto del protocollo di campionamento. 6.8 Sigillatura dei campioni I campioni destinati alle verifiche analitiche di ARPA, ove sia previsto il diritto alla difesa, devono essere sigillati. Per le procedure di sigillatura si faccia riferimento a quanto riportato nelle istruzioni operative IO.BN.001 sul campionamento dei terreni. 6.9 Trasporto e conservazione In fase di trasporto i campioni devono essere allocati all interno di opportuni contenitori che ne garantiscano la corretta conservazione e adottando opportuni accorgimenti che permettono di ridurre al minimo le possibili alterazioni, anche in funzione dei parametri da determinare, salvaguardando la rappresentatività dei campioni. I parametri volatili devono essere trasportati e conservati in forma refrigerata (ad esempio utilizzando frigoriferi portatili e panetti refrigeranti). Per la tipologia dei contenitori e delle modalità di conservazione da adottare durante il trasporto si rimanda alle indicazioni del laboratorio competente e a quanto riportato nella PG.MS.004 e relativi allegati. I campioni devono essere conservati e custoditi in un apposita struttura con adeguate capacità d immagazzinamento e conservazione, secondo le specifiche dettagliate nel Protocollo di campionamento Consegna al laboratorio I campioni di acque sotterranee, unitamente ad una copia del verbale di Sopralluogo e Campionamento MO.BN.003, devono essere recapitati ai Laboratori ARPA o all Interfaccia (ove prevista) incaricati di effettuare le determinazioni analitiche. La consegna dei campioni al laboratorio o all Interfaccia dovrà essere sempre annotata su apposito modulo (MO.BN.004) che verrà controfirmato dall accettazione del laboratorio o dall Interfaccia Sicurezza Per quanto riguarda gli aspetti connessi alla sicurezza e le norme comportamentali da seguire per mitigare i rischi derivanti dalle attività di campo, si rimanda al Documento di Valutazione dei Rischi DVR Sopralluogo e campionamento presso aree industriali dismesse e siti in fase di indagine e bonifica da inquinamenti ambientali e alle specifiche Schede di Sicurezza pubblicate sul sito ARPA net dell Agenzia nonché alle altre indicazioni/note del Servizio di Prevenzione e Protezione dell Agenzia. Come specificato in precedenza è opportuno che l operazione di acidificazione venga effettuata utilizzando contenitori preventivamente predisposti con la giusta quantità e concentrazione di acido necessaria al campionamento (secondo i criteri stabiliti nella PG.MS.004.A01) forniti dal laboratorio ARPA/Interfaccia ove presente.

11 PAG. 11 di 11 In ogni caso dovranno essere sempre rispettate le norme che attengono alla sicurezza e in caso di incidente si dovrà comunque fare riferimento a quanto contenuto nelle schede di sicurezza che dovranno essere sempre disponibili. 7 ALLEGATI MO.BN.003 Verbale di sopralluogo e campionamento di acque sotterranee MO.BN.004 Modulo di consegna al laboratorio ARPA dei campioni di acque sotterranee MO.BN.011 Verbale di sopralluogo senza campionamento

12 Responsabile della Qualità: CARLA PIRAS Oggetto : PG.BN.001.Rev.02 + IO.BN.001.Rev.02 +IO.BN.002.Rev.02 + MO.BN.001.Rev.04 + MO.BN.002.Rev.05 + MO.BN.008.Rev.00 + MO.BN.010.Rev.00+ MO.BN.003.Rev.04+ MO.BN.004.Rev.05+MO.BN.011.Rev.00 Allegati: File MO.BN.001.Rev.04.pdf File MO.BN.002.Rev.05.pdf File MO.BN.003.Rev.04.pdf File MO.BN.004.Rev.05.pdf File MO.BN.008.Rev.00.pdf File MO.BN.010.Rev.00.pdf File MO.BN.011.Rev.00.pdf File IO.BN.001.Rev.02.pdf.p7m File IO.BN.002.Rev.02.pdf.p7m File PG.BN.001.Rev.02.pdf.p7m File MO.BN.010.Rev.00.docx File IO.BN.001.Rev.02.doc File IO.BN.002.Rev.02.doc File MO.BN.001.Rev.04.doc File MO.BN.002.Rev.05.doc File MO.BN.003.Rev.04.doc File MO.BN.004.Rev.05.doc File MO.BN.008.Rev.00.doc File MO.BN.011.Rev.00.doc File PG.BN.001.Rev.02.doc Ruolo Nominativo Data rilascio APPROVAZIONE CAZZANIGA MARIA TERESA (ARPASC9) 12/10/2016 EMISSIONE Responsabile della Qualità: CARLA PIRAS 13/10/2016