NORMATIVA e PIANIFICAZIONE. Protezione Civile. - Formazione per Operatore di Protezione Civile - Daniele Lucarelli

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1 NORMATIVA e PIANIFICAZIONE in Protezione Civile - Formazione per Operatore di Protezione Civile - Daniele Lucarelli

2 Obiettivi della Lezione: - Definire gli attori del Sistema Nazionale di Protezione Civile e la relativa normativa - Approfondire il ruolo del Volontariato nel Sistema Paese Italia - Esaminare l importanza dei sistemi di allerta e della pianificazione in Protezione Civile

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4 Nella maggioranza dei Paesi Europei, la Protezione Civile è un compito assegnato ad una SOLA istituzione o a poche strutture PUBBLICHE!!! In EUROPA In ITALIA E invece coinvolta nel SISTEMA tutta l organizzazione dello Stato, dai Ministeri al più piccolo comune alla società civile che partecipa a pieno titolo soprattutto attraverso le organizzazioni di volontariato

5 nel passato!!!

6 Bisognerà attendere il 900 per parlare di Protezione Civile Il concetto di Protezione Civile è basato SOLO sul soccorso È predominante il ruolo dello STATO CENTRALE e della sua amministrazione periferica ( PREFETTO )

7 nel passato!!! OGGI!!!

8 Nuovo concetto di Protezione Civile; - Previsione - Prevenzione - Soccorso - Superamento - Contrasto dell emergenza - Mitigazione del rischio Agg Legge 100/2012 Si attua il Trasferimento di Competenze dallo Stato Centrale alle periferie Normativa caratterizzata dai principi di SUSSIDIARIETÀ ed integrazione

9 Principale Normativa di riferimento: Legge n 225 del 1992 Istituzione del Servizio Nazionale di Protezione Civile

10 Dlgs 112 del 1998 Conferimento di funzioni e compiti dello stato alle autonomie locali (Modifica funzioni ma NON impianto generale, verso REGIONALISMO, il PREFETTO non è indicato, mobilita SOLO personale del Ministero Attivata la temporanea AGENZIA di PC ) Legge N 401 del 2001 DLegge N Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento delle strutture di PC (Ripristina DIPARTIMENTO, Gestione Grandi Eventi Abrogati Gen2012, riaffida Politiche /Ordinanze al Presidente Consiglio, Delega SOLO M Interno- Abrogato 2005) Legge Costituzionale 3/2001 Modifiche al Titolo V della Costituzione - Inserisce la PC fra le materie a legislazione CONCORRENTE ( salvo determinazione principi fondamentali, il potere legislativo spetta ai Governi Regionali ) Legge N 100 del DLegge 59/2012 Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione Civile ( Modifica DELEGA Ministro con Portafoglio, Eventi C connessi all attività dell uomo, con Immediatezza e breve durata, Competenze del Prefetto, il Sindaco - DEVE dotarsi del PIANO COMUNALE) Legge N 119 del 2013 DLegge 93/2013 ( Stato Emergenza può estendersi gg)

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12 Attività

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14 PREVISIONE Attività dirette all'identificazione degli scenari di rischio probabili e, ove possibile, al preannuncio, al monitoraggio, alla sorveglianza e alla vigilanza in tempo reale degli eventi PREVENZIONE Attività volte ad evitare o a ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad eventi calamitosi ( NON Strutturali: allerta -pianificazione -formazione informazione- esercitazioni )

15 SOCCORSO Attuazione degli interventi, integrati e coordinati, diretti ad assicurare alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza SUPERAMENTO dell EMERGENZA Consiste unicamente nell'attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti, delle iniziative necessarie e indilazionabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita

16 Tipologia Eventi

17 Gli eventi si distinguono in base alla loro RILEVANZA ( Territorio /Popolazione coinvolti Risorse operative Danni prodotti ) NAZIONALE Eventi NATURALI o connessi con l attività dell UOMO che per intensità ed estensione devono essere fronteggiati con immediatezza e con modalità, mezzi e poteri STRAORDINARI (per LIMITATI periodi di tempo) Lo STATO di EMERGENZA è dichiarato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente del Consiglio o della Regione interessata (comunque acquisita intesa) (dalla Legge 119/2013 non può superare 180 gg gg) ( Eventi di tipo C art 2 L 225/92 e Agg L100/2012) LOCALE /REGIONALE Eventi NATURALI o connessi con l attività dell UOMO La rilevanza è regionale o locale in rapporto alla complessità dell organizzazione necessaria per le attività di soccorso e superamento dell emergenza ( singoli o più enti ma sempre in via ORDINARIA ) Lo STATO di EMERGENZA REGIONALE è dichiarato dal Presidente della Giunta Regionale (Senza dichiarazione evento LOCALE) ( Eventi di tipo A - B art 2 Legge 225/92)

18 Strutture Operative Nazionali

19 Costituiscono strutture operative nazionali : - il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; - le Forze Armate; - le Forze di Polizia; - il Corpo Forestale dello Stato; - i Servizi tecnici nazionali; - i gruppi nazionali di ricerca scientifica, l'istituto Nazionale di Geofisica ed altre istituzioni di ricerca; - la Croce Rossa Italiana; - le strutture del Servizio Sanitario Nazionale; - le organizzazioni di volontariato; - il Corpo nazionale soccorso alpino-cnsa (CAI) (art11 L 225 del 1992 "Istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile")

20 Il RUOLO del Volontariato nel SISTEMA Italia: Il volontariato è individuato come componente del Servizio Nazionale all'articolo 6 della Legge n 225 del 1992 e, come struttura operativa Nazionale all'articolo 11 della stessa Legge CONCORRE alle attività, con funzioni di supporto, previsione, prevenzione e soccorso in vista o in occasione di calamità naturali o catastrofi ( Art 18 ) I volontari costituiscono una delle componenti più vitali del sistema: oltre OTTOCENTOMILA persone, distribuite sul territorio nazionale, aderiscono ad organizzazioni che operano in molteplici settori specialistici Nell'elenco del Dipartimento sono iscritte oltre 4000 organizzazioni IL Servizio Nazionale RICONOSCE, STIMOLA e COORDINA TUTTE le INIZIATIVE di VOLONTARIATO

21 Competenze

22 COMUNI : Il SINDACO è l autorità comunale di Protezione Civile Al verificarsi dell emergenza nell ambito del territorio comunale: - ASSUME la DIREZIONE e il COORDINAMENTO dei servizi di soccorso ed assistenza alle popolazioni colpite sul territorio del comune; - PROVVEDE agli interventi necessari ; - INFORMA Il Prefetto e il Presidente della Giunta Regionale - CHIEDE, se necessario, l intervento di altre forze/strutture al Prefetto Sono attribuite ai COMUNI le funzioni relative : - all adozione di tutti i provvedimenti alla preparazione dell emergenza - all approvazione piani comunali /intercomunali - all attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi urgenti - alla vigilanza sull attuazione, da parte delle strutture locali, dei servizi urgenti - all utilizzo del volontariato a livello comunale ( Aggto Legge n 100 del 2012)

23 PREFETTO : Il PREFETTO al verificari di un evento calamitoso, lettera b) e c) art2 Legge 225/1992 : - INFORMA il Dipartimento Nazionale, Il Presidente della Giunta Regionale e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco; - ASSUME, coordinandosi con il Presidente della Giunta Regionale la DIREZIONE UNITARIA dei servizi di emergenza da attivare a Livello Provinciale, coordinandoli con gli interventi dei Sindaci dei Comuni ; - ADOTTA tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi; - VIGILA sull attuazione, da parte delle strutture provinciali di protezione civile, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica (Aggto Legge n 100 del 2012)

24 PROVINCE : Sono a loro attribuite le funzioni relative : - all attuazione, in ambito provinciale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione rischi, stabilite dai programmi e piani regionali; - alla rilevazione, alla raccolta ed alla elaborazione dei dati interessanti la Protezione Civile; - alla predisposizione dei piani provinciali di emergenza sulla base degli indirizzi Regionali; ( PREFETTO ) - alla vigilanza sulla predisposizione da parte delle strutture Provinciali di PC, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica; ( PREFETTO ) - al supporto delle attività di competenza dei Comuni ed al coordinamento degli interventi di soccorso in emergenza ( sulla base di Leggi e Direttive Regionali ) ( Aggto Legge n 100 del 2012)

25 REGIONI : A queste sono attribuite le funzioni relative : - alla predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali; - attuazione d interventi URGENTI in caso di eventi calamitosi di tipo b) - Legge 225/1992; - agli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di emergenza; - all attuazione degli interventi necessari per favorire il ritorno alle normali condizioni; - alla dichiarazione dell esistenza di eccezionale calamità o avversità atmosferica, ivi compresa l individuazione dei territori danneggiati ; : - agli interventi per l organizzazione e l utilizzo del volontariato Le Regioni POSSONO approvare un Piano REGIONALE di Protezione Civile (Legge n 183/2011)

26 STRUTTURA NAZIONALE ( Presidente e Consiglio dei Ministri / DIPARTIMENTO ): - predispone gli indirizzi operativi dei programmi di prevenzione di previsione e mitigazione dei rischi, nonché i programmi Nazionali di soccorso; - determina le politiche, promuove, coordina le attività e garantisce il funzionamento del Sistema di allertamento Nazionale ( Centri Funzionali); - coordina le prime risposte alle calamità e delibera lo STATO d EMERGENZA ( indicando durata, estensioni territoriale e natura/qualità eventi Per GRAVE rischio della VITA anche PRIMA della delibera Il Presidente può disporre l invio di tutte le strutture Nazionali, Art3 L286/2002); - detiene, per l attuazione degli interventi, poteri di ORDINANZA IN DEROGA (Sono emanata dal CAPO Dipartimento nei limiti e secondo i principi generali dell ordinamento giuridico) (Aggto Legge n 100 del 2012)

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28 Pianificazione

29 Piani di Emergenza Un piano di emergenza è l insieme delle procedure d intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità attesa in un determinato territorio Recepisce il programma di previsione e prevenzione ed è lo strumento che consente di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso e tutela della popolazione e dei beni Deve inoltre essere AGGIORNATO, CONDIVISO e FLESSIBILE

30 La STRUTTURA di un Piano di Protezione Civile Il Piano si articola in tre parti fondamentali: - Parte Generale : raccoglie tutte le informazioni sulle caratteristiche e sulla struttura del territorio; - Lineamenti della Pianificazione: stabiliscono gli obiettivi da conseguire per un adeguata risposta ad una qualsiasi situazione d emergenza e le competenze dei vari operatori; - Modello d Intervento: assegna le responsabilità decisionali, utilizza le risorse in maniera razionale, definisce un sistema di comunicazione

31 Sistema di Allerta

32 Il Sistema di ALLERTA NAZIONALE Al Sistema compete la decisione e la responsabilità di allertare e attivare il Servizio Nazionale di Protezione Civile ai diversi livelli territoriali attraverso la rete dei Centri Funzionali Consiste in un sistema di procedure, strumenti, metodi e responsabilità definite e condivise, nonché in un linguaggio standardizzato e codificato, per le attività di previsione del rischio e di allertamento delle strutture preposte all attivazione delle misure di prevenzione e delle fasi di gestione dell emergenza Base giuridica nella direttiva PCM del 27 febbraio 2004

33 Centri Funzionali I Centri funzionali fanno parte di una rete composta da un Centro Nazionale, situato presso il Dipartimento e di Centri Regionali distribuiti sul territorio Le attività principali sono: raccolta, elaborazione, scambio di dati e supporto all Autorità decisionale Supporto fornito da Enti, Centri di Ricerca, Università ecc tramite i CENTRI di COMPETENZA

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35 e poi quando meno te lo aspetti!!!

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37 Al verificarsi di un evento il Sindaco DEVE attivare immediatamente il COC (Centro Operativo Comunale) e quindi provvedere all Assistenza Sanitaria, predisporre l allestimento dell aree di emergenza, all informazione, alla viabilità e alle verifiche ( Se gestibile con risorse Comunali Emergenza di tipo A legge 225/92)

38 Per gli eventi che per loro natura ed estensione comportano l intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria ( Eventi di tipo B legge 225/92) LIVELLO PROVINCIALE : COM / CCS LIVELLO REGIONALE: Unità di Crisi / SOR / SOUP

39 LIVELLO LOCALE/REGIONALE - Centro Operativo Misto: è una struttura operativa decentrata che coordina le attività in emergenza di più Comuni, in supporto alle attività dei Sindaci; - Centro Coordinamento Soccorsi : rappresenta il massimo organo di gestione delle attività a livello provinciale, riceve le richieste di intervento e soccorso provenienti da altre strutture ed elabora le strategie di intervento e supporto logistico ( Il Prefetto assume la direzione unitaria dei servizi di emergenza a livello provinciale coordinandosi con il Presidente della Regione e raccordandosi con i Sindaci dei Comuni interessati ) - Sala Operativa Regionale: è il luogo tecnico di comando, comunicazione e controllo del Servizio Regionale di Protezione civile ai fini della salvaguardia dell incolumità dei cittadini e della tutela dell ambiente

40 Per calamità naturali, o connesse con l attività dell uomo che in ragione della loro intensità ed estensioni debbono, con immediatezza d intervento, essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impegnare durante limitati e predefiniti periodi di tempo ( Eventi di tipo C legge 225/92 + aggiornamenti Legge 100/2012 ) LIVELLO NAZIONALE Comitato Operativo ( Organo CENTRALE per la direzione UNITARIA) Sala Situazioni Italia / Sistema - DiComaC ( Coordinamento NAZIONALE delle strutture operative)

41 LIVELLO NAZIONALE - Comitato Operativo: assicura la DIREZIONE UNITARIA e il COORDINAMENTO delle attività di emergenza Si riunisce presso la struttura NAZIONALE del Dipartimento, è composto dai rappresentanti delle Componenti e Strutture del sistema ed è presieduto dal Capo del Dipartimento - Sala Situazioni Italia/SISTEMA: è la sala operativa Nazionale, opera 24 h su 24 tutti i giorni Vi partecipano, il personale del Dipartimento ed un rappresentante per ogni struttura operativa Garantisce la raccolta, la verifica e la diffusione delle informazioni Ha l obiettivo di allertare tempestivamente tutte le componenti del sistema - DiComaC : viene attivata, se necessario, sul territorio interessato, si occupa del coordinamento delle componenti e delle strutture operative in loco

42 COMITATO OPERATIVO

43 I CENTRI OPERATIVI La principale attività di OGNI centro è quella di rendere efficiente il SISTEMA Opera organizzando ed attivando tutte le operazioni necessarie per il soccorso ed il superamento dell emergenza Si articola tramite l attivazione di FUNZIONI di SUPPORTO (Metodo Augustus)

44 Metodo AUGUSTUS è uno strumento di pianificazione semplice, snello e flessibile è utilizzato per la GESTIONE delle emergenze ed è organizzato per FUNZIONI di SUPPORTO Si propone di : fornire criteri ed indirizzi per la pianificazione di qualsiasi emergenza creare linguaggi e procedure unificate

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47 Concludendo

48 Art 9 del DPR 194/2001 Ai volontari aderenti ad organizzazioni di volontariato, impiegati in attività di soccorso ed assistenza vengono garantiti, per un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta gg nell'anno: a) il mantenimento del posto di lavoro pubblico o privato; b) il mantenimento del trattamento economico e previdenziale c) la copertura assicurativa secondo le modalità previste In occasione di eventi per i quali è dichiarato lo stato di emergenza nazionale, e per i casi di effettiva necessità,singolarmente individuati, i limiti massimi previsti per l'utilizzo dei volontari nelle attività di soccorso ed assistenza possono essere elevati fino a sessanta giorni continuativi e fino a centottanta giorni nell'anno

49 PRINCIPALE Normativa Regione TOSCANA Legge n 67 del 2003 Ordinamento del Sistema Regionale della Protezione Civile DPGR n 7/R del 2006 Regolamento sulle organizzazioni di volontariato che svolgono attività di protezione civile,

50 DISCIPLINA: Normativa Regione TOSCANA Legge Regionale N 67 del 2003 a) le attività attinenti la protezione civile, assicurando la necessaria integrazione con le politiche del territorio; b) le competenze della Regione e degli Enti Locali e l organizzazione, in un SISTEMA INTEGRATO e SOLIDALE; Per lo svolgimento della attività di Protezione Civile è istituito il SISTEMA REGIONALE costituito da: - la Regione e strutture dipendenti ( Asl ) - gli Enti Locali - Il volontariato ( art 12: il volontariato costituisce componente ESSENZIALE del sistema Regionale )

51 Novità Normativa Regione TOSCANA DPGR n 62/R del 2013 Nuovo regolamento in materia di volontariato di protezione civile

52 Normativa Regione TOSCANA DPGR N 62/R del 2013 Con il nuovo regolamento la Regione attribuisce al volontariato un ulteriore significativo contributo Viene rivisitata la precedente normativa alla luce dell'esperienza maturata e dei mutamenti di disposizioni statali ( in particolare, il dpcm 9 novembre 2012 ) Questi i punti più innovativi del nuovo regolamento: - l'estensione per iscrizione all'elenco regionale ad organismi ed associazioni senza fini di lucro, liberamente costituiti (come i gruppi comunali ed intercomunali); - il rafforzamento delle forme di coordinamento del volontariato ai diversi livelli, intercomunale, provinciale, regionale; - la previsione di una Consulta Regionale del volontariato con compiti di coordinamento, proposta e consulenza tecnica al settore della Giunta regionale; - l'aggiornamento procedure per l'accesso ai benefici di legge, al fine di renderle più lineari e trasparenti

53 MECCANISMO EUROPEO di PROTEZIONE CIVILE È uno strumento dell Unione Europea nato per rispondere tempestivamente ed in maniera efficace alle emergenze che si verificano su un territorio interno o esterno all Unione Europea, attraverso la condivisione delle risorse di tutti gli Stati membri All interno del Meccanismo operano tre strumenti, istituiti per facilitare un adeguata risposta in caso di calamità a livello comunitario: - Centro di Monitoraggio e Informazione (Mic) - Sistema Comune Comunicazione Informazione in Emergenza (Cecis) - Programma di Formazione

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