AGENZIA DELLA CGIL VENETO

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1 AGENZIA DELLA CGIL VENETO fondata da Marco Masi VENETOLAVORO Agenzia della CGIL del Veneto Anno XIV n. 16 del 5 maggio 2005 Dir. resp. Simonetta Pento Aut. Trib. di VE n del Redazione via Peschiera Mestre VE - Stampa CPSS Mestre Venezia AFFERMIAMO IL DIRITTO ALLA MATERNITÀ E ALLA SALUTE, PREMESSA PER UNA RIFORMA PIÙ ORGANICA In occasione della campagna referendaria sulla Procreazione medicalmente assistita, la Cgil del Veneto ha voluto promuovere un seminario di approfondimento per offrire a tutti una occasione di discussione sulla legge 40 relativa alla procreazione assistita e sui quesiti referendari ammessi dalla Corte Costituzionale, che ci chiameranno al voto il 12 e 13 giugno. Siamo convinti che una informazione e una conoscenza adeguata della legge consente a tutti, uomini e donne del sindacato, di acquisire maggior libertà di giudizio e di scelta responsabile su materie così delicate che attengono al rispetto di principi fondamentali ed universali di civiltà. Il seminario che si terrà il giorno 10 maggio alle ore 14.30, presso la sede della Cgil regionale, vedrà la presenza di esperti, di associazioni, di forze politiche e sociali. Anche nel nostro sindacato c'è voglia di informazione, di dialogo e confronto per riaffermare il valore di un'etica pubblica da salvaguardare come "bene comune" in grado di riparare i danni della legge 40, fortemente ed ostinatamente voluta dal centrodestra che in Parlamento non ha reso possibile il suo miglioramento. Va innanzitutto ricordato che questa legge è la più arretrata d'europa e del mondo e costringe le coppie sterili italiane a recarsi negli altri paesi (Spagna, Svizzera ecc.), che le coppie portatrici di malattie, come per esempio la talassemia, non hanno diritto a scegliere di avere un figlio sano, che viene inibita la ricerca medico-scientifica in quanto non può essere effettuata sulle cellule staminali embrionali che, avendo la caratteristica di differenziarsi e moltiplicarsi, possono ricostituire qualsiasi parte del corpo umano. Ciò consentirebbe numerosi progressi nel campo della medicina, necessari a curare malattie gravissime come alcuni tumori, il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, il morbo di Alzheimer L'obiettivo del referendum parzialmente abrogativo è quello di consentire anche al nostro paese di avere una buona legge rispettosa del diritto alla maternità e alla salute. Tutte le opinioni su questo argomento così complesso e delicato devono essere rispettate, ma è necessario chiederci se si possa decidere per legge che un embrione abbia più diritti di una persona malata che la scienza potrebbe aiutare a guarire. Bisogna sforzarsi di distinguere la sfera delle scelte che attengono al proprio credo e alla propria coscienza personale dagli argomenti giuridico formali sostenuti dalla legge. Nel mondo i diritti delle donne, a partire dalla dignità del proprio corpo e dall'autodeterminazione riproduttiva, hanno segnato la vera ed unica rivoluzione dell'ultimo secolo ed è per questo che su questi temi si è creato uno schieramento trasversale che vede il pronunciamento anche di molti scienziati, schieramento che intende cambiare con il proprio voto questa cattiva legge sulla procreazione assistita, correggendone gli errori e dotando così anche il nostro paese di una legge più equilibrata. Correggere la legge eliminandone i difetti più vistosi costituisce la premessa per una riforma più organica di tutta la materia, riafferma la laicità dello stato che non è indifferente ai valori etici ma garantisce pari diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dalle convinzioni religiose. Va ribadita inoltre l'importanza per tutti i cittadini di poter esercitare a pieno il diritto al voto e che il loro pronunciamento su questa legge costituisce un elemento di forte affermazione della democrazia. Le donne faranno, come sempre, la loro parte, forti del valore acquisito dell'autodeterminazione e portatrici dell'etica della cura e della responsabilità. Lucia Basso, Segretaria regionale della Cgil REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA SI SI SI SI alla libertà di scelta contro una legge che toglie la speranza per consentire anche alle coppie con problemi gravi di sterilità di avere figli per aiutare chi è affetto da patologie ereditarie o da malattie infettive ad avere bambini sani per dare a tanti malati prospettive di guarigione rendendo possibile la ricerca sulle cellule staminali IL 12 E 13 GIUGNO VOTIAMO QUATTRO SÌ PERCHÉ il limite dei tre embrioni e l'obbligo di trasferirli tutti contemporaneamente nell'utero della donna, anche se malati, può avere conseguenze rischiose per la madre ed il nascituro; equiparare i diritti dell'ovulo fecondato a quelli dei genitori pone in conflitto la tutela dello zigote con la madre e porta al divieto di congelare gli embrioni, di conservarli e di analizzarli prima di trasferirli nel corpo della donna; impedire che la ricerca possa avvalersi degli embrioni non utilizzati e destinati al deperimento nega l'apertura a nuove frontiere nella cura di gravi malattie; negare il ricorso a donatori esterni preclude ogni progetto di genitorialità per le coppie sterili. Da quando la legge 40 è in vigore si è ingenerata una sorta di Far West: è diminuito il numero delle nascite con le tecniche di fecondazione assistita, sono aumentati i parti plurigemellari e gli aborti, è cresciuto il turismo procreativo con migliaia di coppie che vanno all'estero per fare ciò che in italia è vietato. QUESTA LEGGE PORTA INDIETRO L'ITALIA DI QUALCHE DECENNIO CON LA PERDITA DI DIRITTI E LIBERTÀ E MORTIFICANDO IL VALORE DELLA LAICITÀ

2 2 giovedì 5 maggio 2005VENETOLAVORO HANNO DETTO NE SO POCO, MA NESSUNO E' MAI RIMASTO IN LUTTO PER L'EMBRIONE Gianni Vattimo, filosofo: "tra il rispetto dell'embrione - che non può comunicare e rivendicare i propri diritti - e le aspettative dei malati che attendono una cura dalle cellule staminali o i diritti delle coppie che non riescono a procreare e che chiedono di essere curate, non ho dubbi: scelgo le persone che si possono vedere e toccare e che, soprattutto, sono coscienti dei loro diritti e sono in grado di rivendicarli. Se ci sono dei diritti che appartengono a un entità che non li può indicare, e di cui qualcuno sa che ci sono e li può tutelare, tanto vale consegnarci a qualche dittatura degli illuminati. Il punto non è tanto sapere se l'embrione è già persona, ma se esiste un diritto di natura che qualcuno può imporre anche a chi non ci crede. Il problema dei "diritti naturali" è che sono molto meno efficaci nel garantire i deboli delle convenzioni consapevoli che ogni società si dà. Le leggi sono quelle che vengono stabilite dallo Stato di diritto in base alla libera discussione dei cittadini. Il convenzionale è la responsabilità umana che decide, senza tenere conto di ciò che appare più naturale, più ovvio e che in genere è la verità di quelli che possono imporre i loro sistemi, i loro criteri, non sempre in maniera disinteressata". VOTERÒ SÌ PER COMBATTERE LE MALATTIE KILLER Renato Dulbecco, premio Nobel: "uno dei quesiti referendari propone agli elettori di abolire la norma che vieta qualsiasi tipo di ricerca scientifica sugli embrioni a qualsiasi livello di sviluppo, estendendo il divieto non solo agli embrioni che si produrranno in futuro durante i cicli di fecondazione assistita, ma anche quelli fino ad ora congelati. Sappiamo ben poco di queste cellule, ma è ciò che ci indica chiaramente che possono essere la strada per battere i grandi killer del nostro tempo, dall'alzheimer, al Parkinson al cancro. Non c' è paragone fra quanto si può fare con le cellule adulte e ciò che è possibile fare - e si farà - con le cellule embrionali. Dobbiamo cercare di fare bene il nostro mestiere, cercare terapie per le malattie che affliggono l'uomo. Ma per poterlo fare dobbiamo avere i mezzi per farlo. Impedirci di lavorare sugli embrioni non ci mette nelle condizioni migliori''. L'ASSURDO DEGLI EMBRIONI GETTATI LIMITANDO LA RICERCA Rita Levi Montalcini, premio Nobel: "la legge 40 sulla procreazione assistita non va bene, va revisionata e migliorata, soprattutto laddove limita la ricerca, non ammettendo neppure l'uso di embrioni che purtroppo sarebbero votati ad essere gettati via. Non si devono fare gli embrioni appositamente per la ricerca scientifica, ma quelli che abbiamo in soprannumero debbono essere utilizzati perchè le possibilità delle cellule staminali embrionali sono enormemente superiori a quelle delle cellule adulte" GLOSSARIO: TERMINI DA CONOSCERE PER CONOSCERE LA LEGGE FIVET: (fecondazione in vitro e trasferimento degli embrioni) consiste nel far incontrare i gameti maschili e femminili all'esterno del corpo della donna. A fecondazione avvenuta, gli embrioni ottenuti vengono prelevati e inseriti nell'utero. GAMETE: Cellula germinale matura, quella femminile si chiama ovocita quella maschile spermatozoo FECONDAZIONE OMOLOGA: quando entrambi i gameti provengono dalla coppia FECONDAZIONE ETEROLOGA: quando gli spermatozoi o gli ovociti provengono da un donatore anonimo e esterno alla coppia. CRIOCONSERVAZIONE: Procedura utilizzata per conservare a bassissima temperatura (in azoto liquido) embrioni o gameti BIOPSIA EMBRIONALE (o PGD, diagnosi genetica pre-impianto): analisi cromosomica e/o genetica su una cellula dell'embrione, effettuata prima che questo venga trasferito nell'utero della donna. IMPIANTO: attecchimento della blastocisti nella cavità uterina UNA LEGGE CHE SOFFOCA SPERANZE Umberto Veronesi, già ministro della Sanità: "sulla legge 40 si stanno facendo infinite discussioni giuridiche, religiose, filosofiche, etiche. Il discorso che più mi sta a cuore è quello che riguarda la libertà riproduttiva. Io credo che nella legge ci siano cose che non solo vanno contro questa libertà inalienabile ma che sono ingiuste e inumane. Per esempio perchè la procreazione medicalmente assistita viene vietata dalla alle coppie minacciate da una malattia genetica? Perchè è vietata l'inseminazione eterologa, cioè con il seme di un donatore? Alla natura umana è connaturato il desiderio di genitorialità. Se la scienza medica può aiutare a realizzarlo, porre divieti di tipo moralistico e pregiudiziale mina alla base le libertà che devono essere garantite da una società democratica. Fino all'entrata in vigore di questa legge che ci mette in coda tra i paesi dell'unione europea, le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono state fornite dal servizio sanitario nazionale. Credo che basti aver parlato senza barriere con donne che hanno affrontato questa difficilissima avventura per rendersi conto dell'angoscia che accompagna tutto il calvario dei ripetuti e spesso inutili tentativi". UNA IMPOSIZIONE IDEOLOGICA Luca Nivarra, giurista: "la legge, lungi dal rappresentare un ragionevole compromesso tra punti di vista differenti, esprime la volontà della maggioranza di imporre non soltanto alla minoranza ma all' intero paese una soluzione tutta ideologica a problemi delicatissimi intorno ai quali non si è coagulata un' opinione condivisa né tra i cittadini né nell'ambito della comunità scientifica. Ne è una chiara riprova l'attenzione riservata allo statuto giuridico del concepito, quasi che la disciplina della fecondazione assistita costituisse solo un pretesto per introdurre, nell'ordinamento, il principio della soggettività giuridica dell'embrione". È UNA LEGGE INIQUA E MEDIEVALE Margherita Hack, astrofisica "invito tutti i cittadini a ricordare l'appuntamento referendario sulla fecondazione assistita. Si tratta di una legge antiscientifica, perché impedisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali che potrebbero guarire enormi malattie, e di una legge liberticida, perché incide sulla libertà più intima dei cittadini, in particolare delle donne. Inoltre, non si può imporre la morale cattolica a tutti, credenti e non credenti. Per questo quelle norme vanno assolutamente cancellate".

3 VENETOLAVORO giovedì 5 maggio STERILITÀ, UN PROBLEMA IN CRESCITA Carriera, lavoro stressante, condizioni economiche che non offrono adeguati margini di sicurezza e poco aiuto da parte delle famiglie di origine, sempre meno numerose ed impegnate. Queste sono le principali cause per cui capita sempre più spesso che una donna decida, insieme al suo compagno, di avere un figlio almeno a 35 anni. Tutto ciò incide sulla capacità di procreazione ma i dati rilevati dagli ultimi studi evidenziano una diminuzione della capacità anche in età più giovane. Sul problema dell'infertilità riportiamo una nota del dottor Emanuele Levi Setti, clinico di Medicina della Riproduzione. LE REGOLE NEGLI ALTRI PAESI L'infertilità è un fenomeno che, almeno in apparenza, sta subendo un incremento esponenziale. La necessità di essere cauti in proposito deriva dall'impossibilità di paragonare concretamente le coppie che oggi sono alla ricerca di un figlio con quelle del passato, seppur prossimo. Infatti la maggior parte delle coppie che attualmente si dispone alla ricerca di un figlio ha spesso superato i 35 anni, età che di per sé condiziona fortemente, in maniera negativa, la probabilità di concepire. Inoltre, con l'aumentare degli anni, aumenta anche la probabilità che insorgano altri fattori sfavorevoli, ad esempio la presenza di anomalie funzionali dell'apparato riproduttore o la possibilità di aver contratto o di contrarre infezioni, che di frequente comportano un danno irreversibile degli organi riproduttivi sia maschili, sia femminili. Più preoccupanti sono i dati che evidenzierebbero una diminuzione della capacità di procreazione anche nelle fasce d'età intorno ai 25 anni. Il condizionale è d'obbligo anche in questo caso, dal momento che mancano rilevazioni certe su come fosse la realtà del problema in passato. Ulteriore motivo di cautela è imposto dalla maggiore coscienza e libertà con cui le coppie affrontano il problema, rivolgendosi, anche dopo periodi non troppo lunghi di insuccessi, alle strutture sanitarie. Solo qualche decennio fa il sentimento di vergogna era prevalente nelle coppie che non riuscivano a concepire, mentre la percezione che fosse una malattia, non dissimile da altre condizioni patologiche, era molto confusa. Un nuovo orizzonte internazionale per affrontare il problema in modo corretto è stato sicuramente incoraggiato dalla posizione dello OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che dal 1994 ha definito la sterilità una malattia ed ha definito il diritto delle coppie ad ottenere una risposta medica alle loro sofferenze. Il concetto di fertilità non è astratto, ma viene definito in rapporto alla probabilità media di concepire osservata nella popolazione esaminata. Si definiscono fertili le coppie che ottengono una gravidanza in 12 mesi di rapporti non protetti dall'uso di anticoncezionali, infertili o subfertili quelle che in tale lasso di tempo e nelle medesime condizioni non riescono ad iniziarla. Con il termine sterilità si intende invece l'infertilità totale, dovuta ad una impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza. La fertilità della specie umana è, per natura, abbastanza bassa se confrontata a quella di altri esseri viventi e per gli uomini le probabilità di dare inizio ad una gravidanza sono solo il 20-25% delle probabilità per ogni mese di tentativi. Questa probabilità viene riferita ad una coppia di 25 anni, età considerata di massima potenzialità riproduttiva. La fertilità diminuisce con l'aumentare dell'età e in presenza di anomalie dell'apparato riproduttivo, dovute a modificazioni anatomiche o come conseguenza di terapie o interventi chirurgici agli organi pelvici o ancora, per i danni prodotti da alcune infezioni. È invece influenzata in senso positivo dalla frequenza dei rapporti sessuali. Quindi spesso età della coppia e frequenza dei rapporti che tendono a diminuire nel tempo si uniscono a ridurre gravemente le possibilità di una gravidanza. Sicuramente un ruolo importante sulla fertilità della coppia viene svolto da fattori "ambientali" come l'esposizione ad alcune sostanze tossiche, tra cui l'inquinamento atmosferico, l'abitudine al fumo, all'alcool, l'uso di droghe e di tranquillanti e le abitudini alimentari. Di tutti i fattori che possono influenzare la fertilità, tuttavia, solo in una minoranza delle coppie possiamo definire esattamente quanto la presenza di un'anomalia o l'assenza di una patologia pesino sull'infertilità, se non viene rapportato al tempo speso alla ricerca di una gravidanza. In altre parole, in una coppia che non ha mai tentato di concepire la presenza di un'anomalia anche severa spesso viene superata dalla natura in un arco temporale anche breve. In una coppia che per molti anni ha tentato di avere un figlio senza successo la natura ha già speso tutte le sue carte e anche in presenza di alterazioni lievi, la probabilità di concepire sarà molto ridotta. La sterilità è un problema in crescita. Nel mondo circa il 36,6% di coppie non ha concepito dopo 1 anno di rapporti liberi; il 20,6% dopo due anni. Si stima che in Italia si formino ogni anno nuove coppie (matrimoni e unioni di fatto) e che poco meno di un terzo di queste ( ) non riesca ad ottenere nessuno concepimento dopo 12 mesi di rapporti liberi; numero che diminuisce fino ad arrivare a dopo due anni. Ogni anno circa nuove coppie di questo secondo gruppo ricorrono a una consulenza medica. L'aiuto della medicina purtroppo viene spesso sopravvalutato e molte coppie ritengono che questa possa offrire comunque e sempre la possibilità di avere un figlio. Numeri così elevati rendono peraltro conto di quanto l'infertilità di coppia sia un problema sociale e medico di dimensioni estremamente rilevanti ed in crescita esponenziale negli anni a venire. AUSTRIA: è ammessa sia la fecondazione artificiale tra coppie sposate o conviventi sia quella eterologa, ma non per le donne sole. Non sono consentiti l'inseminazione post mortem e l'utero in affitto. E' inoltre ammesso l'accesso ai dati del donatore. FRANCIA: solo le coppie sposate o conviventi da almeno due anni possono accedere all'inseminazione artificiale. Non è ammesso l'utero in affitto. I componenti la coppia inoltre devono essere entrambi in vita. E' ammessa l'inseminazione artificale con donatore solo quando la procreazione assistita all'interno della coppia non abbia avuto successo. GERMANIA: la legge ammette l'inseminazione omologa e eterologa solo per le coppie sposate. La fecondazione in vitro è ammessa solo se omologa. E' inoltre vietato trasferire nel corpo di una donna più di tre embrioni per un ciclo di inseminazione. Non sono ammessi l'inseminazione post mortem e l'utero in affitto. GRAN BRETAGNA: la legge consente sia l'inseminazione omologa che eterologa a coppie sposate o conviventi e a donne singole. Inoltre ammette l'utero in affitto, purché non ci sia passaggio di denaro, e l'inseminazione post-mortem. NORVEGIA: possono accedere all'inseminazione artificiale solo le coppie sposate o conviventi in maniera stabile. L'inseminazione eterologa è ammessa solo quando il marito o il convivente della donna sia sterile o se si è in presenza di una malattia ereditaria. SPAGNA: l'accesso all'inseminazione artificiale, sia omologa che eterologa, è consentita alle coppie sposate e ai conviventi purché vi acconsentano in modo libero e cosciente. SVEZIA: è ammessa l'inseminazione omologa e eterologa per le coppie sposate o conviventi, non per la donna sola. La fecondazione in vitro è ammessa solo con il seme della coppia, che deve essere sposata o convivente. Non è ammesso l'utero in affitto. STATI UNITI: esistono profonde differenze tra Stato e Stato. Generalmente è ammessa sia l'inseminazione omologa che eterologa. In California e in qualche altro Stato è ammesso l'utero in affitto.

4 4 giovedì 5 maggio 2005VENETOLAVORO PROCREAZIONE ASSISTITA LA SPIEGAZIONE DEI 4 QUESITI QUESITO N 1 PER LA LIBERTÀ DI RICERCA SCIENTIFICA La legge attualmente vieta ai ricercatori di utilizzare cellule staminali prelevate da embrioni non utilizzati. Le cellule staminali sono cellule che, debitamente orientate, sono capaci di moltiplicarsi, consentendo la cura di una serie di organi vitali. La ricerca sulle staminali è fondamentale per combattere malattie come il cancro, la sclerosi, l Alzheimer, il Parkinson, il diabete e molte altre ancora. Si tratta di problemi che, solo in Italia, investono circa 12 milioni di persone a cui la legge 40, così com' è, sottrae una speranza fondata di guarigione. VOLETE VOI CHE SIA ABROGATA LA LEGGE 19 FEB- BRAIO 2004, N. 40, AVENTE AD OGGETTO "NORME IN MATERIA DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA", LIMITATAMENTE ALLE SEGUENTI PARTI: Articolo 12, comma 7 limitatamente alle parole: "discendente da un'unica cellula di partenza, eventualmente" La legge, che accoglie una preoccupazione universale nei confronti della clonazione umana vietando la creazione di un individuo geneticamente identico ad un altro, all'articolo 12 nega però anche la possibilità di ricorrere alla cosiddetta "clonazione terapeutica" ed è questa la frase che il referendum intende abolire. La clonazione terapeutica consiste in un processo in grado di produrre cellule staminali da utilizzare ai fini della ricerca scientifica senza passare attraverso la fase di produzione dell'embrione. Articolo 13, comma 2, limitatamente alle parole: "ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative" La legge vieta la ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni prodotti dalla tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita se le finalità diagnostiche e terapeutiche che si propone non siano in grado di tutelare la salute e lo sviluppo dell'embrione. Vuol dire che la semplice diagnosi di una malattia genetica sull' embrione prima dell'impianto nel corpo della madre non è consentita, in quanto non è possibile associarvi una terapia in grado di tutelare, poi, la salute dell'embrione studiato. Articolo 13, comma 3, lettera c), limitatamente alle parole: "di clonazione mediante trasferimento di nucleo o" In questo articolo la legge fa espresso divieto di effettuare qualunque tipo di clonazione, anche se indirizzata alla produzione di cellule staminali mediante la tecnica del trasferimento di nucleo. Le cellule totipotenti, che si ottengono intorno al 5 giorno dalla avvenuta fecondazione, possono rappresentare una fonte preziosissima per la ricerca di nuove strategie terapeutiche per il trattamento dei tumori, del diabete, dell'alzhaimer, del Parkinson, ecc. Articolo 14, comma 1, limitatamente alle parole: "la crioconservazione e" La legge vieta il congelamento per la conservazione degli embrioni prodotti con le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Ciò significa da un lato obbligare le donne a ripetere più cicli di trattamento in caso di un primo insuccesso e d'altro canto ridurre le probabilità di successo per ogni singolo tentativo, soprattutto nei soggetti in età più avanzata. QUESITO N 2, PER LA SALUTE DELLA DONNA La donna che, per mettere al mondo un figlio, è costretta a ricorrere alla fecondazione assistita è chiamata ad affrontare un percorso impegnativo, sul piano fisico e psicologico. la legge 40 lo complica ulteriormente. Prima di tutto, non consente il congelamento degli embrioni e obbliga la fecondazione Di un numero massimo di tre ovuli alla volta. Questo obbliga la donna, in caso di insuccesso del trattamento, a sottoporsi a più cicli di cura. Inoltre, non permette alle coppie portatrici di malattie genetiche e infettive la cosiddetta "analisi preimpianto", cioè un esame dell embrione prima del suo trasferimento nell utero. Si espone così la donna a un doppio trauma: la possibilità di impiantare un embrione malato e la conseguente probabilità di dover ricorrere a un aborto terapeutico. Infine, la legge impedisce alla donna di cambiare idea, poiché impone il trasferimento dell ovulo fecondato anche in assenza di un suo rinnovato consenso. VOLETE VOI CHE SIA ABROGATA LA LEGGE 19 FEBBRAIO 2004, N. 40, AVENTE AD OGGETTO "NORME IN MATERIA DI PRO- CREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA", LIMITATAMENTE ALLE SEGUENTI PARTI: * Articolo 1, comma 1, limitatamente alle parole: "Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana" * Articolo 4, comma 1: "Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico." * Articolo 5, comma 1, limitatamente alle parole: "Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1," Questi commi non consentono alle coppie fertili ma affette da patologie trasmissibili di ricorrere alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita, esponendole così al rischio di concepire bambini malati. Articolo 1, comma 2: "Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità." La norma impedisce di scegliere il ricorso alla Procreazione Medicalmente Assistita in presenza di altri metodi terapeutici efficaci. La sua abrogazione restituisce ai cittadini quella libertà terapeutica garantita costituzionalmente. Articolo 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: "gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della" La legge non permette di attuare una Procreazione Medicalmente Assistita senza aver prima percorso tutte le opzioni terapeutiche meno invasive, il che può equivalere nei fatti ad un'esclusione dei soggetti più anziani da tale opportunità Articolo 6, comma 3, limitatamente alle parole: "fino al momento della fecondazione dell'ovulo" Il mantenimento delle parole: "fino al momento della fecondazione dell'ovulo" significa introdurre un limite temporale alla possibilità di revoca del consenso, negando alla coppia la possibilità di rivedere la propria scelta in ogni momento. Articolo 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: ", di cui al comma 2 del presente articolo" Tale parte, se mantenuta integra, impedirebbe ogni intervento volto, ad esempio, a ridurre il rischio di trasmissione di malattie legate al cromosoma X o Y (come l'emofilia). Sarebbero infatti vietate tutte le tecniche capaci di incidere sulla selezione dei gameti (ovociti e spermatozoi) per prevenire la nascita di un bimbo malato. segue

5 VENETOLAVORO giovedì 5 maggio QUESITO N 3, PER L'AUTODERMINAZIONE DELLA DONNA La norma assicura al "concepito" gli stessi diritti della madre e di ogni persona nata, intendendo per "concepito" l ovulo fecondato, ancor prima che si formi l embrione. È la prima volta al mondo che questo avviene per legge. Stabilire che un ovulo fecondato ha gli stessi dritti di una persona nata è un' affermazione che rischia di avere conseguenze pratiche assai rilevanti. VOLETE VOI CHE SIA ABROGATA LA LEGGE 19 FEBBRAIO 2004, N. 40, AVENTE AD OGGETTO "NORME IN MATERIA DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA", LIMITATAMENTE ALLE SEGUENTI PARTI: Articolo 1, comma 1(intero testo): "Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito." La legge introduce il concetto che il concepito (termine ambiguo e non definito né dal punto di vista scientifico, né giuridico) è soggetto di diritto con pari dignità rispetto alla coppia dei futuri genitori. Da questa enunciazione deriva tutta una serie di divieti che si oppongono alla buona pratica medica ed alla libertà della ricerca scientifica. Negli articoli successivi, inoltre, diventa prevalente la tutela dell'embrione (prima ancora che sia impiantato), rispetto alla volontà della donna, invertendo così un rapporto di priorità delle tutele lungamente acquisito sin dai tempi della legge 194/78 sulla interruzione volontaria della gravidanza. L'abrogazione del 1 comma dell'articolo 1 ristabilisce equilibrio nella scala dei valori etici, collocando su differenti piani lo zigote, ed un giovane immobile su una sedia a rotelle. Il terzo quesito referendario ripropone l'abrogazione di alcuni degli stessi commi già indicati nel secondo quesito, letti questa volta in chiave di limitazione della libertà di scelta. Sono: * Articolo 1, comma 2: "Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità." *Articolo 4, comma 1: "Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico." *Articolo 5, comma 1, limitatamente alle parole: "Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1". *Articolo 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: "gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della" *Articolo 6, comma 3, limitatamente alle parole: "Fino al momento della fecondazione dell'ovulo" *Articolo 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: "e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo" *Articolo 14, comma 2, limitatamente alle parole: "ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre" * Articolo 14, comma 3 limitatamente alle parole: "per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione"; nonché alle parole: "fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile". IN ITALIA 1 SU 5 le coppie che non riescono ad avere figli 1 SU 100 i bambini nati in provetta le coppie che ogni anno ricorrono alla consulenza medica PIÙ DI le coppie proprietarie di embrioni congelati gli embrioni in più che la legge non permette di usare per la ricerca 10 milioni i malati cui la ricerca sulle cellule staminali darebbe speranza 90 le malattie genetiche che la diagnosi reimpianto può evitare i bambini che ogni anno nascono con gravi malformazioni Quesito n. 2 Segue da pag. 4 Articolo 14, comma 2, limitatamente alle parole: "ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre" Questo articolo stabilisce il numero ottimale di embrioni da trasferire, senza considerare le diverse caratteristiche dei soggetti che si sottopongo alla tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita. E' infatti noto che la possibilità di ottenere una gravidanza varia in regione dell'età e del numero di embrioni introdotti, e non può essere uguale per tutte le donne. Mantenere il numero di tre embrioni in ogni caso significa rischiare l'insuccesso in età più avanzata e una gravidanza plurigemellare nei soggetti più giovani. Articolo 14, comma 3, limitatamente alle parole: "per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione", nonché alle parole: "fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile"? Il divieto di congelare e conservare gli embrioni è espresso in questo articolo che prevede come unica eccezione "una grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna ". E se vi fossero altri motivi che rendessero impossibile il trasferimento nell'utero degli embrioni nel momento prefissato? Il medico non può distruggere gli embrioni, non può impiantarli, non può congelarli. Allora? QUESITO N 4 PER LA FECONDAZIONE ETEROLOGA La fecondazione eterologa è una pratica a cui si ricorre solo in casi di grave sterilità. Si tratta di una tecnica che consente la fecondazione assistita anche utilizzando semi di donatori esterni alla coppia. La legge attualmente la vieta categoricamente mettendo le coppie di fronte all'alternativa o di rinunciare a partorire o, se possono permetterselo economicamente, di recarsi in uno dei paesi dove la fecondazione eterologa è consentita. VOLETE VOI CHE SIA ABROGATA LA LEGGE 19 FEBBRAIO 2004, N. 40, AVENTE AD OGGETTO "NORME IN MATERIA DI PROCREAZIONE MEDI- CALMENTE ASSISTITA", LIMITATAMENTE ALLE SEGUENTI PARTI: Articolo 4, comma 3: "È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo." La legge fa espresso divieto di ricorrere all'uso di gameti (spermatozoi o ovociti) esterni alla coppia, ossia ricorrere ad un donatore qualora il partner sia sterile. Con la legge la coppia che desidera un figlio è costretta ad andare all'estero dove la fecondazione eterologa è consentita. *Articolo 9, comma 1, limitatamente alle parole: "in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3" *Articolo 9, comma 3, limitatamente alle parole: "in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3" *Articolo 12, comma 1: "Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da a euro." *Articolo 12, comma 8, limitatamente alla parola: "1," L'abrogazione proposta è logica conseguenza dell'abrogazione del divieto di fecondazione eterologa.

6 6 giovedì 5 maggio 2005 VENETOLAVORO Per il contratto ed il completamento degli organici SIT IN A PADOVA DELLA POLIZIA PENITENZIARIA Con un sit in venerdì 6 maggio davanti alla sede del Provveditorato regionale dell' Amministrazione Penitenziaria (Padova, piazza Catello, ore 9,30) il personale dei penitenziari veneti farà presente la pesante situazione in cui è costretto ad operare. All' iniziativa, che si concluderà con un' assemblea, sono stati invitati i parlamentari veneti che hanno assicurato il proprio intervento. In ballo non solo c'è la vicenda del contratto, scaduto da 15 mesi, ma anche un problema, annoso nel Veneto, di sofferenza sul piano degli organici che ha pesanti ripercussioni sulle condizioni di lavoro. I lavoratori penitenziari chiedono, inoltre, una valorizzazione della propria professionalità e la possibilità di vedere migliorato il proprio lavoro e la stessa amministrazione penitenziaria. Lo spiegano in una nota che sarà diffusa alla cittadinanza: "mentre sul il rinnovo dei contratti pubblici - osservano- si sta mettendo in atto una farsa a danno dei lavoratori, assistiamo al progressivo aumento delle competenze del CSSA cui non è corrisposta una proporzionale assegnazione di personale. Nel Veneto questa continua "sofferenza" dei Centri sta mettendo a dura prova la resistenza del personale che ha garantito il funzionamento di tali Servizi assumendo su di sé carichi di lavoro sempre più insostenibili. Il mai raggiunto completamento delle piante organiche sta determinando negative conseguenze anche sulla realizzazione di importanti obbiettivi organizzativi dei Centri e della stessa Amministrazione Penitenziaria. Più drammatica è la situazione numerica degli educatori degli istituti di pena del Veneto che sono in numero esiguo, a fronte di un gran numero di carcerati. La carenza di personale nel profilo degli educatori sta rallentando la realizzazione delle aree organizzative negli Istituti. Si può intuire come la complessa macchina operativa di un Istituto, che deve garantire allo stesso tempo la sicurezza e le opportunità di trattamento, non possa che patirne conseguenze sul piano qualitativo oltre che mettere a rischio il raggiungimento di fini istituzionali. A fronte di un organico di Poliziotti Penitenziari mal distribuito e mai rivisto con le organizzazioni sindacali, si ricorre ad eccessivo numero di prestazioni di lavoro straordinario. Ciò si ripercuote anche sugli stessi diritti dei lavoratori, cui non si applica il principio delle pari opportunità, né sono garantiti adeguati percorsi di crescita e valorizzazione. La mobilità del personale non è attuata in base agli accordi e non viene applicata la normativa sul ricongiungimento del familiare. SALUTE E SICUREZZA: RITIRATO IL TESTO UNICO Fine del "Testo Unico su Salute e Sicurezza sul lavoro" predisposto dal Governo Berlusconi. L'esecutivo, infatti, lo ha ritirato a seguito della ferma opposizione dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali, al parere contrario delle Regioni e alla bocciatura del Consiglio di Stato. Plaudono al risultato, per le Segreterie di Cgil, Cisl e Uil, Paola Agnello Modica, Renzo Bellini e Carlo Fabio Canapa che ricordano l'appuntamento convocato proprio su questi temi per il 6 maggio a Roma. "In quell'occasione - dicono- ricorderemo al Governo come un tema di tale importanza per la salute e la vita di chi lavora, non possa essere affrontato unilateralmente. Lo sa bene il Governo che oltretutto ha ricevuto da tempo puntuali proposte del sindacato per un lavoro più sano e sicuro." Ricordiamo che il testo predisposto dall'esecutivo vanificava i risultati raggiunti finora con il decreto 626, riducendo le tutele per i lavoratori, deresponsabilizzando i datori di lavoro, togliendo efficacia alle norme in vigore e depotenziando il sistema sanzionatorio. Il decreto, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 18 novembre ed avviato alla consultazione ha ricevuto parere negativo prima dalla Conferenza delle Regioni e poi dallo stesso Consiglio di Stato. La norma proposta faceva fare alla legislazione un balzo indietro di 60 anni, facendo perfino scomparire il requisito della colpa del datore di lavoro nella vigilanza. Assistiamo ad un' assegnazione continua di personale al G.O.M., anche in assenza dei requisiti previsti, mentre gli alloggi e le mense sono fatiscenti e non viene fatto nulla in termini di prevenzione sanitaria per il personale che opera nelle sezioni detentive, determinando alla fine un contesto lavorativo "logorante". Vogliamo ricordare, infine, che tutta la sanità penitenziaria non deve dipendere più dall'ammi-nistrazione Penitenziaria, ma deve essere data alle varie ASL". 13 maggio sciopero del gruppo PER IL CONTRATTO E CONTRO LE SCELTE DELLA ELETTROLUX Fermi venerdì 13 maggio gli stabilimenti del gruppo Elettrolux per contrastare le intenzioni annunciate dalla multinazionale di procedere alla razionalizzazione delle attività di produzione del freddo e del giardinaggio in Europa. "Queste scelte -osservano FIM FIOM UILM - non sono condivisibili perchè privilegiano una logica esclusivamente finanziaria e non sono accettabili perché prevedono chiusure di siti produttivi, tagli occupazionali, delocalizzazioni condotte in un'ottica di asta competitiva tra stabilimenti e tra lavoratori. C'è bisogno, al contrario, di un'azione di vero rilancio industriale che sappia valorizzare le competenze professionali dei vari stabilimenti e dei vari territori, investendo sull'innovazione dei prodotti, avendo a riferimento anche gli orientamenti assunti dalla Fem (federazione europea dei metalmeccanici). Tutto questo è reso ancora più grave dal progressivo deterioramento del sistema di relazioni industriali e sindacali nel Gruppo Electrolux. Gli accordi sindacali sottoscritti nel tempo prevedono un complesso sistema di ruoli responsabilità sedi e tempi per il confronto preventivo ma, a tutt'oggi, nessun confronto è stato attivato su orientamenti o decisioni delle quali le organizzazioni sindacali apprendono tramite comunicazioni telefoniche o, peggio ancora, attraverso articoli di stampa. Del resto non è un caso se in Italia il Gruppo Electrolux ha, nei fatti, interrotto le trattative per il rinnovo dell'accordo integrativo di gruppo, scaduto da oltre 15 mesi, nell'ambito del quale la nostra piattaforma rivendicativa richiede, al primo punto, di confrontarsi sugli impegni industriali necessari per consolidare gli stabilimenti italiani anche attraverso le politiche contrattuali, la formazione e l'organizzazione del lavoro. Così facendo Electrolux impedisce alle lavoratrici, ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali di affrontare la situazione in un quadro di relazioni ed indirizzi strategici condivisi. Le intenzioni fino ad ora annunciate dal cda del gruppo mettono a rischio in Italia l'esistenza dello stabilimento produttivo di Parabiago (Milano) in cui si producono rasaerba e sono occupati oltre 150 lavoratori e prevedono il trasferimento di parte della produzione attualmente fatta nello stabilimento di Scandicci (Firenze) con conseguenti possibili riduzioni dei livelli occupazionali (attualmente 650 lavoratori). Queste scelte rischiano di avere effetti gravi per la produzione e l'occupazione anche nelle attività indotte e di componentistica presenti sul nostro territorio". Nell'esprimere netta contrarietà alla chiusura di qualsiasi sito produttivo e ai licenziamenti, le RSU e FIM FIOM UILM chiedono "l'immediato avvio di un confronto sulle scelte di politica industriale del Gruppo e di realizzare il rinnovo del contratto integrativo per acquisire impegni certi sul terreno degli investimenti, dell'innovazione dei prodotti, dei modelli organizzativi, del consolidamento degli stabilimenti e dell'occupazione nel quadro di un rinnovato e qualificato sistema di relazioni". Comune di Venezia - Ass. alla Cittadinanza delle donne Provincia di Venezia - Ass. Pari opportunità SPI-CGIL Veneto - Associazioni partigiane Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea Coordinamento ricercatrici degli Istituti della Resistenza del Triveneto Comitato Pari opportunità Università di Ca' Foscari - Società italiana delle storiche Con il patrocinio del Dipartimento di studi storici dell'università di Venezia "Eravamo fatte di stoffa buona" Donne e resistenza in Veneto 6 e 7 maggio 2005 Venezia Auditorium S. Margherita

7 VENETOLAVORO giovedì 5 maggio OCCUPAZIONE: UNA CAMPAGNA DELLA CGIL DI PADOVA "COALIZIONE PRO WELFARE" SI PRESENTA A CIVITAS SABATO 7 MAGGIO INTERVENGONO EPIFANI, PEZZOTTA, MUSI, PATRIARCA, RASIMELLI, MARELLI Nell'ambito della decima edizione di "civitas", Salone dell'economia Sociale e Civile, in programma alla Fiera di Padova dal 6 all'8 maggio, è prevista la convention "la coalizione pro welfare si presenta". Vi partecipano i Segretari Generali di CGIL e CISL, Gugliemo Epifani e Savino Pezzotta, il segretario Generale Aggiunto della UIL, Adriano Musi, i portavoce del Forum del Terzo settore Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimeli, il presidente Ass ONG italiane, Sergio Marelli. L'appuntamento è per sabato 7 maggio, alle ore 10, nella sala Carraresi (in Fiera). L'occasione fornita da Civitas servirà anche per lanciare, con la presenza di responsabili nazionali, la campagna sul tema dei diritti. Il mercato del lavoro continua, purtroppo, ad andar male, l'ultima riprova sono i recenti dati i diffusi dall'istat da cui emerge che la crescita è la più bassa dal 1996, pur comprendendo la regolarizzazione del lavoro immigrato e una tenuta del lavoro subordinato a tempo indeterminato (nonostante l'assenza di incentivi). Ciò avviene, poi, in un contesto dove tanto il calo della disoccupazione, quanto quello dell'occupazione, congiunto con un aumento della popolazione attiva, consolida quel clima di scoraggiamento per cui centinaia di migliaia di persone non si mettono neanche più in cerca di occupazione regolare. Aumentano le aree del disagio e le fasce cosiddette "svantaggiate": donne, immigrati, over 45, disabili (oltre in provincia di Padova attendono un lavoro), inoccupati. La nuova occupazione è, inoltre, sempre più povera e fragile, destinata presto a trasformarsi in nuova disoccupazione, come in parte è già avvenuto, se non si interverrà con politiche di sviluppo ad ampio raggio Siamo alla conclusione di un ciclo di crescita occupazionale: lo dimostra il fatto che la stessa crisi dei consumi non permette più al terziario di assorbire nuova occupazione. A riprova inoltre della fragilità della nuova occupazione vanno citati due dati "significativi ed inediti": per la prima volta aumenta di più il numero dei lavoratori indipendenti rispetto ai dipendenti e gli indici di produzione industriale, recentemente forniti sempre dall'istat, indicano per gennaio 2005 un indice pari a 89. Drammatico è, poi, il dato sull'occupazione femminile, il cui tasso, per la prima volta da 7 anni, cresce meno di quello maschile, allontanando di più il nostro paese dagli obiettivi di Lisbona. Quanto ai contratti di collaborazione ricordiamo che si concentrano soprattutto al Nord ed in questo contesto il Veneto fa la parte del leone con ex co.co.co censiti nel IV trimestre 2004, con una incidenza pari al 22 %. Rispetto alla collaborazioni l'istat, probabilmente, fornisce dati sottostimati poiché l'universo dei co.co.co sembra più ampio quantitativamente, ma l'istituto conferma due elementi: il primo è che più di 1 collaboratore su 2 nasconde di fatto prestazioni di lavoro dipendente (unico committente, luogo di lavoro del committente, orario pretederminato e non scelto); il secondo è che il numero dei collaboratori non diminuisce affatto. Insomma vengono meno due dei principali obiettivi della legge 30: quello di far luce sulle false collaborazioni e quello di trasformare gran parte di esse in lavoratori subordinati (con relativa diminuzione dell'universo delle co.co.co). Un atro aspetto critico del mercato del lavoro è dato dalla presenza crescente di immigrati. Tra di essi meno del 30% è stabile nello stesso posto di lavoro per l'intero anno; gli stagionali costituiscono il 21% dei contribuenti; la percentuale annua di nuovi ingressi nel mercato del lavoro ammonta al 35%. Nel caso dei migranti la precarietà dei rapporti di lavoro si abbina spesso ad una rilevante percentuale di lavoro nero, con tutte le gravi conseguenze che ciò comporta in termini di sfruttamento, di mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché per la pesante elusione ed evasione fiscale e contributiva. Occorre una nuova strategia che si traduca in una serie di azioni quali, ad esempio, la protezione del lavoratore nelle fasi di transizione tra più occupazioni, il collegamento tra formazione ed occupazione, disoccupazione e formazione e così via, evitare la disoccupazione di lunga durata, seguire con particolare attenzione l'accesso al primo impiego, garantire che le interruzioni di carriera o i mutamenti di lavoro possano avere continuità in un determinato percorso professionale. Per tutto ciò abbiamo bisogno di un Servizio Pubblico agile e tempestivo, un Sevizio Pubblico da difendere e rilanciare, mettendo in campo idee e proposte. Tutto questo senza voler eludere il problema del rapporto tra governo pubblico dell'incontro tra domanda ed offerta e le funzioni svolte dai soggetti privati, in altre parole quale ruolo devono svolgere le amministrazioni e quale i soggetti privati e quali sono le regole della interrelazione. Sotto questo profilo, per ciò che concerne il Veneto si è appena concluso il primo biennio dell'esperienza della rete E-labor, e, per quanto ci riguarda, continuiamo a ritenere tale progetto come una preziosa occasione di sana collaborazione tra pubblico e privato. Il nostro impegno, per il prossimo biennio, sarà quello di far sì che E-labor possa essere ulteriormente arricchito e potenziato. A Padova proprio in questi giorni abbiamo raddoppiato la presenza in città, aprendo un nuovo sportello in via Riello, in pieno centro. Continueremo avviando in breve tempo altri sportelli nella provincia per arrivare ad una diffusione capillare. Ciò concluderà la campagna avviata da un paio di mesi in tutto il territorio che abbiamo costellato di banchetti. Decine sono stati gli incontri di orientamento individuali e di gruppo che abbiamo realizzato e numerose le assemblee che ci hanno permesso di contattare moltissimi giovani. Salvatore Livorno, Segretario della CGIL di Padova GIOVANNI SBARDELLA PRESIDENTE INPS DEL VENETO L'INPS del Veneto ha un nuovo presidente. Si tratta di Giovanni Sbardella, sindacalista della Cgil, nominato dal Comitato regionale dell'istituto previdenziale. Bellunese, di 52 anni, Sbardella è stato a lungo Segretario della Camera del Lavoro di Belluno, incarico coperto dal 1996 fino al 2004 quando è passato alla Segreteria regionale del Sindacato Pensionati della CGIL. Ha alle spalle una trentennale esperienza sindacale, iniziata nel '76 alla Segreteria del sindacato degli edili e continuata tra i metalmeccanici, che l'ha portato a conoscere profondamente il mondo del lavoro con i suoi problemi e le sue criticità. "Ne farò tesoro - dice - nell'assumere questo nuovo incarico perché ritengo che essere vicini ai problemi ed ai bisogni della gente sia il modo migliore per assolvere il compito cui sono chiamato: un compito delicato, non solo per l'importanza della missione dell' INPS sul piano sociale, ma anche perché l'istituto sta vivendo una fase complicata. Infatti, pur rimanendo il più grande istituto nazionale, l'inps è stato in questi anni più volte messo in difficoltà dalle scelte del Governo che ne hanno incrinato l' autonomia e la funzionalità, aumentando competenze e tagliando risorse. Ultimamente, con un provvedimento criticato da più parti, il Governo l'ha anche indebolito sul piano patrimoniale, mettendo in vendita gli immobili di proprietà e costringendo l'istituto a pagare l'affitto per restare nelle proprie sedi. Penso che come Comitato regionale dobbiamo avere attenzione a queste cose, sapendo che nostro compito è difendere gli interessi di chi rappresentiamo, ossia le imprese ed il lavoro. L'impegno che mi sento di assumere è operare per far funzionare al meglio l' Istituto in tutta la regione e portarlo a svolgere i propri compiti con la maggiore efficacia possibile. Nei prossimi giorni, assieme al vice Presidente e facendo tesoro dell'esperienza di chi ci ha preceduto, costruiremo il programma di lavoro da presentare al Comitato per partire con l'attività concreta". NUOVO INGRESSO IN SEGRETERIA DELLA CGIL VICENTINA Il Comitato Direttivo della CGIL di Vicenza, ha eletto Fabiola Carletto nella Segreteria Confederale. Fabiola ( 44 anni, sposata e con un figlio) ha iniziato il proprio impegno nel sindacato giovanissima, in qualità di delegata del Consiglio di Fabbrica della Balestra, storica azienda orafa di Bassano del Grappa. Successivamente ha ricoperto ruoli di direzione nella FIOM di Bassano e, dal 1997 è dirigente della Fillea CGIL di zona che continuerà a dirigere anche dopo il nuovo incarico in Segreteria provinciale.

8 8 giovedì 5 maggio 2005 VENETOLAVORO SULLE STRADE DELLA BRIGATA MAIELLA, UN LUNGO CAMMINO PER LA LIBERTÀ Si è concluso il primo maggio ad Asiago il percorso commemorativo lungo i luoghi in cui ha operato la formazione partigiana abruzzese, dalla fine del '43 fino alla conclusione della guerra. Il "cammino", partito da Cosole il 6 dicembre e passato per Sulmona, Arcevia, Pesaro, Brisighello, Bologna, fino ad approdare ad Asiago, è stato l'occasione per i sindacati dei pensionati, che l'hanno promosso assieme all'associazione degli ex combattenti, di far rivivere assieme a quella vicenda gli ideali di libertà e lo spirito che animò la nascita della Repubblica e della sua Costituzione. Lo hanno ricordato Betty Leone, segretaria nazionale dello Spi, Andrea Gios, sindaco di Asiago, Giulio Vescovi, dell'associazione Volontari della Libertà, Domenico Trailo, vice comandante della Brigata Maiella, Mario Rigoni Stern, scrittore. (foto di F. Piacentini) Balzello della Regione negli Ospedali di comunità IL TICKET DELLA VERGOGNA RIMEDIATO CON LO "SCONTO" Vediamo ora che fra gli ultimi atti della passata legislatura regionale, c'è stata anche una deliberazione della Giunta che porta la data del 4 marzo, relativa agli ospedali di comunità in cui vengono proposte delle integrazioni e delle precisazioni rispetto a quella dell'agosto 2004 che li istituiva. Innanzitutto è bene spiegare ancora una volta cosa sono gli ospedali di comunità: sono strutture sanitarie intermedie a seguito di dismissioni ospedaliere (e per Padova rappresenta una delle offerte al posto dell'ospedale geriatrico) che hanno il compito di accogliere quei pazienti che, pur non essendo più in una fase acuta della malattia, non sono ancora in grado di rientrare in famiglia o in una struttura residenziale, in quanto necessitano ancora di un certo grado di assistenza particolare. La decisione di trasferire taluni pazienti in queste strutture è di competenza medica e rientra nel piano di dismissioni protette che prevede anche questo tipo di ricovero. Nella deliberazione che istituiva questo tipo di strutture si parlava di ricoveri gratuiti solo fino al 21 giorno e poi con tariffe differenziate nei giorni successivi ( 10 al giorno dal 21 al 40 giorno, 30 al giorno dal 41 al 60 giorno). Già allora come sindacato CGIL dei pensionati ci eravamo dichiarati del tutto contrari a questo nuovo balzello che si aggiungeva agli altri in una spirale di sempre maggiore discriminazione tra chi è sano e chi è malato. Ci saremmo aspettati che la Giunta regionale ci ripensasse, che rimediasse a questa ingiustizia abolendo questo iniquo ticket. Invece ancora una volta ha rimediato a modo suo, cioè vendendo fumo: dal 41 giorno chi ha un reddito Isee familiare entro i ,60 continuerà a pagare 10 anziché 30. I pensionati e i cittadini ringraziano della gran generosità. Riparte la campagna di SPI e Federconsumatori ANZIANI ATTENTI ALLE TRUFFE! Lo SPI - CGIL e la Federconsumatori del Veneto, nell'ambito della campagna nazionale "Non Ci Casco", richiamano l'attenzione degli Anziani, attraverso una serie di consigli, sulla necessità di prevenire truffe e raggiri: atti incresciosi che quotidianamente si verificano anche nella nostra regione. Lo faranno diffondendo materiale e buoni consigli e mettendo a disposizione le proprie sedi per iniziative di informazione. Le truffe, dicono, sono sempre uguali, banali e ripetitive, quindi, per conoscerle è meglio informarsi per prevenirle. Attenti, dunque, a non aprire la porta di casa a sconosciuti, nemmeno se sono in uniforme o si presentano come esattori di bollette, non credere alle promesse di guadagni immediati e sorprendenti e diffidare di chi propone affari facili o si presenta per sostituire "banconote false". Le raccomandazioni sono un lungo elenco e riguardando sia l' uscio di casa che l'ambiente esterno: dalla strada dove gli scippi nei confronti degli anziani sono più frequenti, alla banca, alla posta, ai negozi. E, se ci sono incertezze, chiamare le forze dell'ordine. Per saperne di più, invece, rivolgersi allo Spi e alla Federconsumatori.

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