favorisce il Pd Il sistema dell editoria ha bisogno di norme che tutelino pluralismo e concorrenza

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1 N Giugno Agosto 2014 Lo Paese inche crisi Laspecchio mobilitàdel elettorale favorisce il Pd Il sistema dell editoria ha bisogno di norme che tutelino pluralismo e concorrenza Il trionfo alle europee: solo la DC era riuscita a ottenere percentuali più alte

2 Maggio Agosto 2014 Verso Una Più equilibrio progressiva progressivo nel pensionamento integrazione Parlamento europeo tra degli carta anni (e del boom demografico e quindi internet più confusione) La priorità assoluta in questo momento è mettere più persone al lavoro di Carlo Buttaroni A fine aprile il think tank britannico Open Europe riferiva in uno studio della possibilità che al Parlamento di Strasburgo siederanno dopo il voto del maggio (da noi, ricordiamo, si vota domenica tutte le 25 economie dalle 7 alle di 23) mercato almeno le 218 imprese esponenti sono delle soggette forze alle euroscettiche leggi della su domanda 751 seggi e dell offerta. disponibili. In Chiudono L ipotesi che e aprono, i partiti anti-europei prosperano o dal falliscono, Front Nationale in base ai di gusti Marine dei Le consumatori, Pen in Francia alla ai competitività populisti di del Gert prodotto, Wilders in alla Olanda, concorrenza. dall Ukip A in questi Gran Bretagna criteri, ineludibili, al Movimento non si 5 sottraggono Stelle in Italia le imprese possano editoriali fare incetta di l Unità consensi stessa, è dunque perché concreta. i mercati A confermare non rispondono questa ai sentimenti, idea una recente nemmeno indagine quelli proveniente più nobili. come E da non oltreoceano conta quanta a cura storia del Pew ci sia Research alle spalle, Center, se le diffusa vendite la calano scorsa e settimana. non c è equilibrio Che nel caso fra entrate italiano, e uscite. soprattutto, Piaccia certifica o no, questa il malcontento è la ruvida dei legge cittadini dei verso mercati. l Unione Talmente europea. ruvida In che, particolare in tutte le nei economie riguardi occidentali, della moneta un unica, complesso secondo sistema l istituto di statunitense. norme ne disciplina Per il ritorno il funzionamento. alla lira si direbbe Le norme infatti anti-trust, favorevole il esempio, 44% del campione. tutelano la Un concorrenza, crollo in pochi impedendo anni che che stride, le imprese ad esempio, pregiudichino con la rilevazione la regolare di com- inizio per petizione 2014 dell Eurispes economica che con aveva abusi quantificato di posizione tale dominante porzione e di condizioni popolazione di monopolio. in uno striminzito Ma c è di 25,7%. più: le politiche Anche l indagine pubbliche di dei Tecnè, Paesi che a economia avrete modo di mercato di leggere si sono più avanti, assunte va il in compito questa direzione. contenerne I sì nei gli confronti eccessi, prevenirne dell euro, stando gli squilibri alle e nostre orientarne rilevazioni, lo sviluppo, sono il operando 59% del campione direttamente e i no come appena attori il economici ogni e occupandosi modo la fiducia di far nelle crescere istituzioni quei comunitarie, settori strategici dice sui ancora quali il il Pew privato Research non nutriva Center, alcun è scesa inte- 33%. Ad resse. fino al 46% È quello con che, un ad crollo esempio, del 20% è successo dal 2007, in del molti 12% paesi in un europei solo anno dal dopoguerra in controtendenza in poi, nel rispetto welfare, ai partner nei trasporti, europei. nella In Francia, scuola, Germania nelle comunicazioni, e Spagna i nella giudizi cultura. positivi In sono questi addirittura casi, la mano aumentati, pubblica rispettivamente ha occupato dal soltanto 41 al 54, gli dal spazi 60 al lasciati 66 e dal vuoti 46 dall imprenditoria 50 per cento. Per privata, Tecnè ma il 53% ha dato degli anche intervistati una non spinta ritiene decisiva che l immagine per far crescere dell Ue sia la da ricchezza considerarsi e il benessere, positiva, secondo negativa per criteri il 44%. di qualità e uguaglianza. Tornando C è da osservare all Unità, che quando una campagna un giornale elettorale con una troppo storia personalizzata così importante come arriva quella alla cui soglia si è assistito del fallimento, in queste è un settimane, segnale preoccupante. non aiuta i cittadini E anche a comprendere chi non ne condivide meglio la la portata linea editoriale dell occasione e politica, storica. non può Dall elezione evitare di del riflettere presidente sulla ferita della profonda Commissione che si (il apre risultato nel mondo delle urne, dell informazione. per la prima volta, Un sistema sarà determinante come i in mercati, questo può senso), prosperare alle regole solo del se fiscal c è pluralismo compact, fino e concorrenza al mancato e utilizzo ha bisogno dei fondi norme strut- che, che turali ne dell Ue tutelino (un il corretto ritardo che sviluppo. riguarda Questo, soprattutto naturalmente, il nostro non paese), significa arrivando che la all annosa crisi dell Unità questione deve trovare dei flussi una migratori, soluzione la scarsa pubblica, informazione ma sarebbe crea miope piuttosto non confusione contestualizzarla e inquietudine. in un orizzonte Sono queste che va oltre le motivazioni i conti economici che, a partire della dal singola 9 maggio, impresa. ci hanno Varrebbe spinto perlomeno ad occuparci, la pena nel chiedersi dettaglio, perché dei tre il principali temi che Lussemburgo ha tassi coinvolgono di diffusione le politiche di copie comunitarie. di quotidiani quattro volte superiori all Italia, il Regno Unito il Con doppio questi e la presupposti Germania una uno volta scenario e mezza. siffatto E, sembra ancora, perché l unica via il nostro, possibile. che sarà O, almeno, pure un l esito paese più di poeti, verosimile. di artisti, eroi, santi e pensatori, è all ultimo posto in Europa per quote di quotidiani e riviste scaricate da internet. Siamo, quindi, di fronte a un problema serio, perché la pluralità dell informazione e il tasso di lettura dei quotidiani non sono elementi secondari per la crescita di un paese, sia dal punto di vista economico che democratico. D altronde, il tasso di democraticità di un paese si misura anche attraverso la pluralità delle voci che l attraversano. E non è un caso se l Economist, nel suo Democracy Index, colloca l Italia al 31 posto tra le democrazie imperfette, dopo Norvegia, Islanda e Danimarca (rispettivamente al 1, 2 e 3 posto), Paesi Bassi e Lussemburgo (10 e 11 ), Germania (14 ), Regno Unito e Stati Uniti (18 e 19 ), Costa Rica (20 ), Spagna e Francia (25 e 29 ).

3 01 Agosto 2014 La crisi dell Unità è lo specchio della crisi del paese. Una crisi che negli indici economici ha un evidenza acuta e drammatica. E il quotidiano, oggi, è anche il simbolo del precipitato di un settore strategico come l informazione, senza la quale, al netto di tutte le riforme possibili e immaginabili, nessuna democrazia può dirsi tale. Il campo di battaglia dell Unità non ha confini politici a sinistra o a destra, nel momento in cui il calo dei lettori e delle vendite riguarda, più o meno, tutte le testate e la crescita dell informazione online risulta troppo debole per compensare il calo delle nelle edicole. La crisi dell Unità, quindi, va oltre L Unità. È il riflesso di una sfida che riguarda tutto il mondo dell informazione. Una sfida che l Italia sta perdendo e non per colpa della tecnologia pervadente, visto che altrove le cose vanno diversamente. In tutto il mondo occidentale, la quantità dell informazione disponibile è cresciuta enormemente, così come la velocità di accesso ai contenuti. Se per un verso internet ha reso enormemente meno costoso le pubblicazioni, dall altro ha trasferito la funzione di filtro qualitativo, che nell epoca analogica era affidata alle grandi centrali del sapere (editori, università, enti e istituzioni), ai singoli utenti. Tutto questo arricchisce le possibilità di ciascuno di accedere direttamente alle fonti, dà responsabilità al lettore, apre alla cultura alla molteplicità, ma inevitabilmente disorienta e rende più difficile far ritrovare gli individui su un terreno culturale comune. Ecco perché nei paesi a più alto tasso di democrazia, la carta stampata, pur conoscendo una certa crisi, continua a vivere, contraddicendo tutte le previsioni che ne decretavano la fine imminente. Una progressiva integrazione, quindi, e non una veloce e inevitabile sostituzione. Questo perché il giornale stampato resta ancora uno strumento fondamentale per la libera circolazione delle idee e per un informazione capace di sedimentarsi su orizzonti che riflettono la profondità delle opinioni più che la velocità di diffusione. La società ha assunto entusiasticamente la rete, ne ha sperimentato il valore d uso, trovandoci libertà e ricchezza d idee. Ma nelle democrazie occidentali si sente forte la necessità di compensarne i limiti. E se, per un verso, quella dei giornali stampati non può più essere la posizione di chi ha l autorità culturale per definire esclusivamente la qualità dell informazione, dall altro, il nuovo ruolo al quale sono chiamati è quello di approfondimento critico, di analisi, di condivisione su terreni che continuano a essere patrimonio comune. E da questo nuovo equilibrio che può scaturire un rinnovamento dell ecosistema dell informazione, il cui motore e senso, ancor più che nella tecnologia, è nelle persone che colgono l occasione offerta dalla tecnologia per ottenere livelli più alti di conoscenze e informazioni. Se la crisi dell Unità non s inserisce in questo contesto è difficile capirne la gravità. Si perde un pezzo di storia, ma, ancor più, si spegne una voce in un paese che ambisce a guardare alla pari le democrazie e le economie più avanzate.

4 01 Agosto 2014 Troppe tasse mortificano la crescita È dell Italia il record mondiale della pressione fiscale effettiva. Secondo i calcoli dell Ufficio studi Confcommercio, diffusi in occasione del convegno Tagliamo le tasse non tassiamo la crescita. Indice di civiltà per un Paese moderno, la pressione è infatti pari al 53,2% del Pil, al netto dell economia sommersa che è intorno al 17,3% del prodotto interno lordo. Si tratta di una percentuale che supera quella di tutti i maggiori Paesi nel mondo, superiore dunque anche a quella di Paesi che hanno notoriamente una forte pressione fiscale come Danimarca (51,3%) e Francia (49,5%). A livelli molto più bassi si collocano la Gran Bretagna con il 40%, la Spagna 37,6%, l Irlanda al 32,5%, il Canada al 31,2% e gli Usa al 27,7%, Paesi dove l economia sommersa rtispetto al Pil ha un incidenza di gran lunga inferiore rispetto a quella italiana. In Italia la pressione fiscale apparente, invece, è pari al 44,1% del Pil. Secondo il Rapporto Fiscalità e crescita economica dell Ufficio Studi Confcommercio, a fronte di un auemento della pressione fiscale in Italia del 5% dal 2000 al 2013, il Pil procapite è sceso del 7%. In Germania nello stesso periodo la pressione fiscale è diminuita del 6% mentre il Pil reale procapite è aumentato del 15%. In Svezia, paese fuori dall Ue ad esempio, la pressione fiscale nello stesso periodo è scesa del 14% e il Pil reale procapite è aumentato del 21%. Troppe tasse, minore crescita Tutto ciò ha una ripercussione sui comportamenti dei consumatori, fa notare la Confcommercio poiché una pressione fiscale eccessiva mortifica la crescita. Anche se per la seconda parte dell anno è previsto un miglioramento sul fronte dei consumi (+0,2%) dettato ancora dall effetto 80 euro in più in busta paga. Ma, si avverte, le stime potranno essere tagliate se non si innesca il meccanismo per cui più fiducia, più consumi. Per il 2015, tuttavia, Confcommercio stima una crescita del Pil allo 0,9% con i consumi in ripresa dello 0,7%. Il peso dell economia illegale secondo il modello Sec 2010 Tornando al sommerso economico, si è detto che in Italia è pari al 17,3% del Pil e l imposta evasa ammonterebbe a circa 154 miliardi di euro (il 55% di 280 miliardi di imponibile evaso), un cifra che si riferisce al 2008 ma che si considera costante e che posiziona ancora una il nostro paese al primo posto nel mondo davanti a Messico e Spagna. Inoltre, ricorda la Confcommercio, che a partire da ottobre 2014 tutti i paesi dell Ue adotteranno il Sec 2010, che terrà conto del Pil e degli aggregati di bilancio, comprese infine le attività illegali (traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando sigarette o alcol). A tale proposisto, secondo le elaborazioni di Confcommercio, 1,5 punti riguarderebbe proprio l economia illegale. Il rapporto debito/pil passerebbe così al 129,7% dal 134,9% stimato dal governo.

5 16 01 Maggio Agosto 2014 Il In peso crescita dell imprenditoria il Made femminile in Italy nel mercato mondiale L aumento registrato nel corso degli ultimi cinque anni della percentuale di donne sul totale degli imprenditori, passato dal 29,8% al 30,1% del 2013, La quota di mercato del Made in Italy nel mondo è aumentata, nel 2013, del 2,79% contro il si deve non tanto all aumento del numero di donne, ma alla miglior tenuta da parte delle impre- +2,74% registrato alla fine del 2012, dando così sempre più peso all export italiano. Entrando nel dettaglio dei dati presentati da Istat e Ice si possono notare una notevole crescita del 2,1% dell export dei servizi e una fase di stallo per quanto riguarda invece l import. I principali Paesi destinatari se rosa nel periodo di crisi. Il numero complessivo è infatti sceso di oltre 200 mila unità, spiega sono Germania, Francia, nei quali le quote di esportazioni nostrane si attestano rispettivamente al Confcommercio, ma la contrazione maggiore è 12,4% e al 10,8%, e gli Stati Uniti, con il 6,9%. A seguire troviamo la Svizzera con il 5,2% e il Regno Unito con il 5%. stata registrata tra le imprese guidate da uomini, scese di 158 mila unità, mentre le aziende guidate da donne che hanno chiuso i battenti sono Il Belgio risulta invece il Paese di sbocco più dinamico, ovvero il Paese che, grazie ad un +0,3%, ha registrato la crescita maggiore rispetto all anno precedente. Non male anche le performance state solo 47 mila. Tanto per fare un esempio: delle esportazioni verso Cina, Russia, Regno Unito e Iraq, verso i quali la crescita ha registrato un nel terziario, dal 2009 ad oggi, la quantità di donne imprenditrici è rimasta pressoché invariata. aumento dello 0,2%. Il terzo settore ha infatti registrato una contrazione minima, pari al -0,3%, contro il -10,7% registrato dal settore agricolo e dal -9,5% dell industria. Come se non bastasse il peso del comparto sul La quota di esportazioni Made in Italy nell Ue dei 28 è aumentata dal 4,66% del 2012 al 4,74% dello totale scorso dell economia anno, in è Africa cresciuto Settentrionale di quasi tre è punti passata percentuali, dal 7,52% passando al 9,02%, dal nel 66,6% Medio al Oriente 69%. Interessante dal 3,21% al è 3,40%, anche negli la crescita altri Paesi del numero africani delle dall 1,85% imprenditrici all 1,94% straniere e in Asia nel Orientale nostro Paese. dallo 0,82% L aumento allo 0,87%. dal 2009 è stato di 20 mila unità con in testa le imprenditrici cinesi, cresciute nel periodo di riferimento Il miglioramento del 45,5%. della situazione del Paese si nota anche grazie ai risultati ottenuti dai principali raggruppamenti Le regioni con la di più industrie. alta incidenza Nel corso di imprese del 2013 rosa lo sono scambio il Molise, di prodotti con il 34,7%, energetici e l Umbria, ha riscontrato con il una 33,4%. riduzione I settori del più deficit toccati di 54,4 dalle miliardi donne di sono euro. quelli In linea degli anche alloggi le e performance della ristorazione, del settore con 140 dei beni mila di imprese consumo, (43% per del il totale)e quale l avanzo quello dei è cresciuto servizi alla di persona, 4,5 miliardi con di 113mila euro, e di imprese quello (il dei 43% beni della strumentali, imprenditoriale). lievitato di Dal 4, miliardi. ad Bene oggi, anche il terziario i risultati il settore ottenuti più scelto dalle esportazioni dalle donne di per beni l avvio manifatturieri, di nuove attività di bevande, (nel 76% di dei pellami, casi). articoli da viaggio, macchine e apparecchi, prodotti chimici e autoveicoli. In crescita il numero delle imprese esportatrici La quota di imprese esportatrici è cresciuta nel corso del 2013 dell 1,3%. Nel complesso le imprese, comprese le semplici partite Iva, sono Ad oggi il 18,7% delle imprese non esporta, il 22,9% esporta meno del 5% della produzione, mentre il 31,3% esporta oltre l 80% della produzione. Le aziende che esportano regolarmente sono circa 13 mila, quelle in modo del tutto saltuario circa 70 mila, mentre quelle presenti nel mercato estero in maniera intermedia circa 30 mila.

6 01 Agosto 2014 Quanto costa il maltempo in estate Oltre un miliardo di euro è la perdita di fatturato causata dal maltempo. L estate che stenta a decollare (e che non promette niente di buono per i prossimi giorni) ha un costo che riguarda non solo chi opera nel turismo, ma anche chi gestisce le attività agricole. La cifra è stata stimata nei giorni scorsi dalla Coldiretti, sottolineando come a causa della pazza stagione cambino le abitudini e i consumi della frutta estiva. E poi ci sono gli alberghieri che se la prendono con il meteo e con quanti forniscono informazioni sulle condizioni climatiche. Meteo-terrorismo, lo hanno definito, perché di fatto inibisce gli spostamenti degli italiani, scoraggiati dalla pioggia e dal maltempo. In particolare le principali associazioni di albergatori della riviera romagnola e Federalberghi Emilia Romagna hanno annunciato un iniziativa legale mentre i siti di previsione meteo, come scrive il Corriere della Sera, assicurano che miglioreranno il servizio (ad esempio più accuratezza nella ripartizione delle fasce orarie e descrizione del margine di errore). Il calo di presenze nelle varie regioni Tanto per rendere l idea prendiamo in considerazione due casi, quasi fosse un esercizio di scuola. In Calabria la pioggia costante ha fatto crollare vertiginosamente i ricavi nell intero comparto turistico, dagli stabilimenti alle altre attività commerciali nelle località di solito prese d assedio dai vacanzieri. Sui laghi del Canavese si registra un terzo di presenze in meno, 15 mila per la precisione. Uguale in Lombardia, attorno al lago di Garda. Complessivamente Federalberghi Lombardia registra almeno un 15-20% di turisti in meno. Cifre analoghe lungo il litorale toscano (vanno decisamente meglio le città d arte, e comuque si tratta di un trend nazionale) e ingenti perdite si registrano nella riviera romagnola. La situazione in generale Tutto ciò va ad aggravare una situazione già di per sé delicata. Il barometro del turismo di Federalberghi, aggiornato con i nuovi dati relativi al secondo trimestre del 2014, non è infatti dei più lusinghieri. Si segnala un nuovo calo delle imprese del settore con 456 chiusure tra alberghi ed esercizi complementari tra gennaio e giugno e saldo positivo di 929 milioni di euro nel primo trimestre del 2014, ma in calo del 9,7% sul Nello specifico le spese degli stranieri da gennaio a marzo in Italia sono state pari a milioni di euro (+4,9% sul 2013) mentre gli italiani all estero hanno speso milioni (+8,7% sul 2013). Tuttavia tra gennaio e giugno le presenze negli alberghi italiani sono cresciute del 2% su base annua, grazie a un +2,3% di ospiti stranieri e a +1,8% di turisti italiani.

7 18 01 Luglio Agosto 2014 I La ricavi Francia (in calo) nuovo dell editoria malato d Europa? italiana di Fabio Germani Nel 2013, l editoria quotidiana e periodica ha perso quasi 700 milioni di ricavi. Questo è quanto emerge Il settimanale dalla tedesco Relazione Der annuale Spiegel 2014 è stato sull attività in Francia svolta durante e sui programmi il Tour che ha di lavoro visto trionfare dell Agcom, Vincenzo presentata e martedì. nelle varie In calo città-tappe il fatturato ha interrogato dei quotidiani le Nibali persone, (-7%) e dei i cittadini, periodici (-17,2%), per capire così meglio come le si condizioni ridotti del i ricavi paese provenienti che secondo dalla raccolta molti osservatori pubblicita- è sono il ria, nuovo che malato come d Europa. osservato da È davvero chi ha condotto così? Sì la e no. rilevazione Parigi non registra recita il una medesimo contrazione ruolo da che un ebbe minimo tempi del del -2,5% Merkozy, (internet) anzi a è un cambiata massimo la prospet- del 30% ai tiva. (annuari), Non molti passando giorni fa, dai parlando 8,3 miliardi in diretta del 2012 all Eliseo 7,4 dell ultimo in occasione anno delle (-10,9%). celebrazioni Nello del specifico: 14 luglio, la ai televisione passa da 3,6 miliardi a 3,2 (-10,1%), la il presidente radio da 493 francese milioni François a 461 (-6,4%), Hollande i quotidiani ricordava come con il premier italiano, Matteo Renzi, da 1,1 miliardi a 938 milioni di euro (-13,2%). ho I ricavi convinto dei quotidiani molti colleghi passano europei da 2,5 che miliardi bisognava del 2012 dare priorità a 2,3 miliardi alla crescità. di euro In dell ultimo effetti, già anno, prima dei di essere quali 1,1 eletto, miliardi era provengono in questo senso dalla vendita soprattutto delle copie che Hollande (il dato include prometterva sia quelle un cambio cartacee di rotta che digitali), 938 alle politiche milioni sono rigoriste invece di Berlino riconducibili avallate alla dal pubblicità predecessore (il computo Sarkozy. non tiene però conto della rispetto pubblicità online). Si riducono anche i ricavi dell editoria periodica, passati dai 2,8 miliardi del 2012 La ai 2,3 situazione dell ultimo socioeconomica anno, e i ricavi della radio (da 633 a 602 milioni di euro). Però sostenere che la Francia, che pure ha problemi strutturali non indifferenti, se la stia passando molto Il comparto male può delle essere telecomunicazioni fuorviante. C è chi sta peggio, l Italia ad esempio. Che secondo le stime del Fmi Il settore crescerà delle meno comunicazioni nei prossimi nel mesi corso della dell ultimo Francia anno stessa ha e registrato della Spagna. una perdita Anzi, il complessiva nostro è l unico in paese termini dell eurozona di fatturato pari a registrare a 5,4 miliardi un economia di euro rispetto stagnante. al 2012 Per (-9%). la Francia Secondo è attesa le stime una crescita dell Agcom, dello 0,7% il valore nel del 2014, macro-settore con un impennata delle comunicazioni all 1,4% nel 2015 per il e 2013 le previsioni è pari a riviste 56,1 miliardi al ribasso di euro, rispettivamente di cui 34,5 dello miliardi 0,3% dovuto e dello alle 0,1%. Tlc, 8,6 Il vero miliardi tallone a radio d Achille, e televisione, mica di 6,9 non miliardi poco conto, ai servizi è la postali disoccupazione. e 6,1 miliardi A all editoria giugno, infatti, e internet. è stato Nel segnato 2012 il settore un nuovo delle record comunicazioni negativo. Il aveva numero totalizzato di iscritti 61,4 agli uffici miliardi, collocamento calo di ha 4,4 raggiunto miliardi rispetto quasi i al tre 2011 milioni quando e 400 mila. valore Sono del novemila settore era i senza-lavoro di 65,8 miliardi. in più, in particolare con un tra gli over 50. Il governo Valls sta adottando il cosiddetto patto di responsabilità per fronteggiare l alto Il decreto tasso di Lotti disoccupazione (comunque di poco sopra il 10%), che consiste in sgravi fiscali alle imprese Il 26 giugno per scorso, favorire nuove il sottosegretario assunzioni. Luca In più, Lotti anche ha firmato al fine di il decreto incentivare sul l occupazione, fondo straordinario è stata a sostegno approvata dell editoria la riforma per il triennio del Terzo settore, segmento Molti i soldi strategico messi a disposizione ma anacronistico (120 milioni per quelle di euro, che da poco sono complessivamente). attuali esigenze Tanti dell economia sono invece sociale. gli obiettivi che il decreto vuole raggiungere: incentivare gli In investimenti più il ministro innovazione dell Economia, tecnologia Arnaud e Montebourg, digitale, favorire ha l assunzione confermato l intenzione di giornalisti di (quelle voler utilizzare a tempo almeno indeterminato un terzo potranno dei 50 miliardi godere di risparmi sgravi fiscali in bilancio al 100% (spalmati per 36 in mesi tre e anni) al 50% per assciurare per le assunzioni una copertura tempo determinato). vista della riduzione Il decreto della prevede pressione anche fiscale misure sulle di sostegno famiglie. ai programmi di ristrutturazione a aziendale con il ricorso ai prepensionamenti, parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali e Tutte il passaggio le attenzioni a tempo indeterminato (negative) per del Hollande 20% dei contratti a tempo determinato, pena lo stop all erogazione frattempo, dei contributi. però, non si può non considerare l impopolarità che da qualche tempo ha avvolto il Nel presidente della Repubblica. Circostanza che di certo non aiuta nei periodi di vacche magre, spe-

8 Percentuale che nel Mezzogiorno raggiunge il 56,2%. Va meglio nelle regioni del Nord (31,7%) e al Centro (41%). Abbiamo toccato il fondo, ha ammesso il presidente del CONI Giovanni Malagò nel commentare i dati presentati giovedì. L obesità ha concluso è un altra partita, oltre che nostra soprattutto dello Stato. Tanto più miglioriamo quei numeri e più si spende meno in salute. Piccolo appunto: nel 2011, il 10% della popolazione adulta di 18 anni e più era obesa 19 Luglio Agosto Giugno 2014 (dati Istat). - See more at: A che punto siamo con Europa 2020 cie se c è da richiedere qualche sacrificio ai cittadini. E poi tale condizione è diventata pretestuosa al punto che le opposizioni ne approfittano per attaccarlo a qualsiasi occasione. Addirittura se indossa un paio di occhiali da vista di produzione danese anziché locale. O, ancora, per gli strascichi del caso gossipparo che ha riguardato l ex Valérie Trierweiler e l attuale compagna Julie Gayet. Recenti rumors volevano il presidente prossimo alle nozze con l attrice, in programma il 12 agosto per l esattezza. Quello è il giorno del mio compleanno, ha stigmatizzato Hollande al riguardo. di Mirko Spadoni In queste settimane, poi, il presidente non è stato aiutato neppure dagli eventi. Basti pensare alla tragedia dell aereo algerino precipitato in Mali, al cui interno viaggiavano molti connazionali francesi. E critiche le ha ricevute anche negli ultimi giorni per le posizioni ritenute troppo timide rispetto alla questione mediorientale. L Africa torna strategica? Nel mese di luglio, intanto, Hollande è stato particolarmente attivo nell Africa sub-sahariana con viaggi istituzionali in Costa d Avorio, Niger e Ciad. Un po per rinegoziare con le autorità del posto i piani anti-terrorismo e un po perché la stabilizzazione dell area è a garanzia di migliori rapporti commerciali in un angolo di mondo in cui la Francia nutre particolari interessi, ma ridotti negli anni a causa della presenza di nuovi investitori, molti dei quali cinesi. Twitter

9 06 01 Giugno Agosto 2014 Per Le sanzioni i consumi alla ai Russia livelli pre-crisi serviranno undici anni La crisi ucraina è (anche) un salasso per la Russia di Vladimir Putin. Perché la sanzioni imposte a Mosca pesano e non poco sull economia con il rischio di compromettere accordi commerciali già in essere. Un problema che preoccupa altri Paesi, ad esempio la Germania che teme come In occasione dell Assemblea annuale la Confcommercio le sanzioni ha presentato possano fare il Rapporto arretrare sulle le esportazioni economie regionali realizzato dall Ufficio Studi Confcommercio. verso Con la Russia il Pil a di +0,5% circa e il consumi 10%, per a una +0,1% perdita il 2014, la ripresa si allontana e si conferma più debole stimata e dagli lenta analisti del previsto di quattro (leggero miliardi recupero di fatturato. sì, E alcune la fiducia settimane da una fa parte, il Financial ma consumi Times, e citan- inve- nel 2015 con Pil a +0,9% e consumi a +0,7%). Cresce, stimenti mostrano l altra faccia del Paese, quella do di i un economia diplomatici europei, reale ancora scriveva drammaticamente che anche l Italia il divario non sarebbe economico-sociale particolarmente tra il d accordo Nord e il Sud; con ferma al palo e che vede ampliarsi sempre più il tra mantenimento il 2007 e il 2013 di un il prodotto atteggiamento pro capite estremo si è ridotto nei confronti di oltre della Russia. euro e fino Ma alla 2015 fine non le sanzioni ci sarà dell Ue, alcun significativo pesanti peraltro, recupero; sono continuano arrivare e ad colpiranno aumentare i settori i divari dell energia, territoriali: con finanza oltre e difesa. euro, Valle clima d Aosta, è da Lombardia guerra fredda, e Trentino per quanto Alto Adige la letteratura si confermano ci sguazzi le regioni (il più con delle il Pil volte pro a capite sproposito) più alto. su Il questi Campania, temi. Calabria Ma le accuse e Sicilia, che con arrivano circa dagli Stati euro, Uniti, quelle con la con Casa il Pil Bianca pro capite convinta più basso; della responsabilità consumi russa la musica rispetto non alla cambia: crisi dell area, a livello l abbattimento nazionale occorreranno del volo MH17 più di che 11 ha anni inasprito per tornare ulteriormen- ai livelli e per i te pre-crisi i rapporti, e al Sud, le sanzioni nel 2015, imposte si raggiungeranno (talvolta a malincuore, euro abbiamo pro capite, visto) un dall Ue livello addirittura creano condizioni inferiore poco a quello favorevoli di 20 anni per fa un ( dialogo euro); che sia con risolutivo poco più nel di breve periodo. Ci si attacca a qualsiasi cosa: il Secondo la vicepremier 80mila euro britannico a testa, lo Nick stock Clegg di beni ha strumentali proposto di destinati posto a produrre della designata ricchezza Russia. al Sud E è la inferiore questione di 1/3 sportiva candidare Londra al Mondiale di calcio del 2018 al Confcommercio non è da sottovalutare, ripensando la alle polemiche rispetto al Nord-Est che anticiparono (quasi 123mila le recenti euro); Olimpiadi per quanto riguarda ci si l export è messa di anche beni, l Italia la Corte con permanente una quota del di arbitrato invernali di Sochi. Intanto, a gravare sulle casse di Mosca, ripresa dell Aja si che allontana ha stabilito che vengano e si risconosciuti 25%, esporta 50 quasi miliardi la metà di dollari rispetto in danni alla Germania (più 60 milioni di dollari per le spese legali) a GML Ltd, l azionista (44%) e quasi di maggioranza un terzo rispetto dell ex all Olanda Yukos Oil (70%). Company, A conferma nella causa di espropriazione più debole del colosso petrolifero livello regionale, avvenuta solo nel il Veneto, Dunque l Emilia viene Romagna confermata e la tesi per cui all epoca furono avanzate la Lombardia ad hoc delle si false avvicinano accuse alla contro media l ex dell area oligarca euro Mikhail Khodorkovsky, oppositore del presidente e lenta del previsto. Vladimir (35%). Molto Putin. inferiore Il Financial la percentuale Times ricorda del questo Mezzogiorno (13%), di uno a testimonianza Stato. dell inefficienza delle po- come uno L economia dei maggiori risarcimenti reale della è storia ai danni litiche di industrializzazione attuate dai governi che ancora ferma al palo hanno trascurato il turismo, fonte naturale di export per quelle Regioni; anche le dinamiche occupazionali confermano la perdita di attrattività e competitività del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese: mentre il numero di occupati in Italia dal 1995 al 2013 cresce del 3,6%, al Sud cala del 5,2%;altrettanto critico lo stato di salute delle attività commerciali e dei servizi con oltre imprese in meno nei primi tre mesi del L 80% di queste riguardano settori non alimentari e in particolare l abbigliamento; cambia l Italia negli ultimi anni dal punto di vista demografico: cresce la popolazione del Nord-Est (+11,3% dal 1995), si spopola il Sud (-0,2%) e, per cercare nuove opportunità di lavoro, ci si sposta dal Sud al Nord e dal Nord Italia verso l Europa; Dal 2007 si fanno meno figli e oggi il tasso di natalità è il più basso dell ultimo decennio (9 per mille nel 2012, 9,4 per mille nel 2002).

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