ANCI VENETO DIRE & FARE 2005

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1 ANCI VENETO DIRE & FARE 2005 LA COSTITUZIONE, GLI ENTI LOCALI, I COMUNI E I GIOVANI Sala Marco Polo, 6 ottobre 2005 Prof. Lucio PEGORARO, Professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Bologna Buongiorno. Credo che per essere registrato dovrò usare questo microfono. Ma è proprio necessaria la registrazione? Normalmente io non amo essere registrato, perché il linguaggio parlato è molto diverso dal linguaggio scritto e quando poi l intervento viene sbobinato spesso vengono fuori delle cose orribili. Mi è stato chiesto di fare una chiacchierata sulla Costituzione, parlando in modo particolare delle Autonomie visto che voi svolgete gran parte della vostra attività di cittadini nei Comuni. Io vorrei, però, iniziare in una maniera non tradizionale, sperando che non vi interessiate solo di telenovelas, ma anche di quello che vi circonda. Vi chiedo, quindi, di indicarmi qualche argomento della vita politica o istituzionale di cui vi è capitato di leggere o di ascoltare in televisione e che ci ha colpito in modo particolare. Questi argomenti potrebbero riguardare vari temi come, ad esempio, i diritti (stranieri, immigrazione), la politica, il governo, la Legge finanziaria, il diritto internazionale, la guerra in Iraq, la fecondazione assistita. Vedo che adesso tutti avete lo sguardo abbassato, ma sono sicuro che troverete un argomento di attualità da proporre, visto che ce ne sono tanti. Non c è nessun argomento? Nemmeno quello del Presidente della Repubblica, il quale dice che bisogna salvaguardare la Costituzione o quello di Berlusconi, il quale dice che bisogna cambiare la legge elettorale? Prendiamo un argomento qualsiasi, come gli stranieri. La nostra Costituzione, come quasi tutte le Costituzioni del dopoguerra, si rivolge soprattutto ai cittadini, perché la cittadinanza è il requisito essenziale dell elemento popolazione e, insieme al territorio, costituisce lo Stato. Uno Stato ha tre elementi: un corpo elettorale (popolo), un territorio e un governo. Questa idea di Stato risale a molti secoli fa (circa al 600) e si è trascinata fino ad oggi. Di conseguenza, noi dovremmo immaginare che gli unici titolari dei diritti siano i cittadini, mentre in realtà non è così. La nostra Costituzione, infatti, distingue i cittadini da tutti, perché certi diritti li dà solo ai cittadini, e altri li dà a tutti. La Costituzione, quindi, va già più in là di quello che accadeva prima della seconda guerra mondiale in molti altri testi. La nostra Costituzione è già avanzata per i suoi tempi (è entrata in vigore il 1 gennaio 1948) e inaugura un sistema di carte dei diritti veramente moderno. La Costituzione è composta da un piccolo numero di principi fondamentali e poi da tutta una prima parte dedicata ai diritti, che sono divisi in quattro categorie: i rapporti civili, i rapporti etico-sociali, i rapporti economici, i rapporti politici. A ciascuna di queste categorie corrisponde un tipo diverso di diritti, per cui nei rapporti civici, ad esempio, troviamo il diritto alla libertà personale, cioè il divieto di imprigionare o di limitare la libertà personale senza che ci sia una legge che definisce i casi e senza che ci sia la decisione di un giudice (potere neutrale). Le libertà dell individuo vengono disciplinate nella prima parte della Costituzione. 1

2 Ci sono poi le libertà collettive: libertà di riunirsi e libertà di associarsi. Noi in questo momento, ad esempio, stiamo usufruendo della libertà di riunione perché siamo qua riuniti in modo non stabile per esercitare un diritto pure sancito dalla Costituzione nei rapporti etico-sociali, cioè il diritto culturale. La libertà di riunione è sempre tutelata, quale che sia il suo fine. Non si possono limitare, infatti, le riunioni se non in casi eccezionali, cioè quando c è un rischio per la incolumità pubblica (malattia o ragioni di ordine pubblico). Faccio un esempio. Se nel vostro Comune una formazione estremista di Destra e una di Sinistra comunicano che faranno una riunione nello stesso giorno e nella stessa piazza può capitare che il Prefetto neghi l autorizzazione a tutte e due o a quella che ha fatto la domanda per seconda. L associazione, invece, è qualcosa di diverso. Noi possiamo metterci d accordo e fondare un circolo di cultori del diritto costituzionale, creando così una struttura stabile con un presidente, un segretario e uno statuto. Questa è l associazione. La Sezione I della Costituzione, quindi, tutela soprattutto questi due aspetti dei diritti collettivi: riunione e associazione. Nei rapporti etico-sociali, invece, la Costituzione si occupa della famiglia, della scuola e, in parte, della salute. Relativamente alla famiglia pensavo che qualcuno di voi si sarebbe incuriosito relativamente alle coppie di fatto e al matrimonio omosessuale. Attualmente si sta discutendo se dare dei diritti (anche se limitati) anche alle coppie di fatto e alle coppie omosessuali. Chi legge restrittivamente la Costituzione dice che essa tutela la famiglia, cioè le coppie sposate in chiesa o in municipio. È anche vero, però, che la Costituzione apre all espansione dei diritti, e il fatto che attribuisca un particolare rilievo alla famiglia non impedisce affatto al legislatore di conferire diritti anche ad altre forme di unione di coppie. Relativamente a questa parte di Costituzione è di attualità anche un altro problema, cioè l istruzione e le scuole. Il diritto all istruzione non significa diritto alla promozione, perché deve seguire il principio dell eguaglianza che non vuol dire trattare tutti allo stesso modo, bensì trattare allo stesso modo le stesse situazioni. Chi studia, quindi, non può essere trattato allo stesso modo di chi non studia. L istruzione è al centro dell attenzione in questo periodo anche per la pretesa di leggere un articolo della Costituzione secondo cui ci sarebbe la libertà e il diritto di fondare delle scuole private. Questa lettura consentirebbe di superare un inciso che dice senza oneri a carico dello Stato, per cui ognuno potrebbe fondare una scuola purché nulla costi allo Stato. Viceversa, oggi, da parte della Chiesa e anche da parte di altre organizzazioni private si rivendica il fatto che se alle famiglie vengono dati dei soldi per far studiare i figli nelle scuole private non si fa altro che attuare un principio di parità fra l insegnamento pubblico e l insegnamento privato, aggirando quella formula che dice senza oneri a carico dello Stato. Io sono un tenace sostenitore dell insegnamento pubblico o anche di quello privato senza oneri a carico dello Stato e penso che chi si vuole iscrivere all Università Bocconi di Milano pagando 5.000,00 di retta anziché 2.000,00 come richiesto da un Università pubblica sia legittimato a farlo, ma non vedo perché queste Università debbano far pagare cinque o dieci volte di più le rette e, in più, pretendere che lo Stato dia loro dei soldi aggiuntivi. Io credo che se queste Università vogliono dei soldi dallo Stato debbano abbassare le rette, altrimenti si avrà una disuguaglianza e continueranno ad andare in queste Università soprattutto i ricchi. Io non riesco a capire come si possa contestare questa elementare realtà anche se il dibattito continua ad essere vivo su questo tema. A parte questo discorso, ognuno può insegnare quello che vuole perché c è libertà, la quale è data dal pluralismo. Pluralismo vuol dire che ci potrà essere un docente di destra, un docente di sinistra, un docente laico o un docente cattolico, il che permetterà agli studenti di avere sentito più voci, come accade anche nella televisione. Guai cercare l oggettività. Di Emilio Fede non si può certamente dire che sia oggettivo quando fa il suo telegiornale, ma è una voce. Alla fine, la 2

3 bellezza è data proprio dal pluralismo e guai se qualcuno decidesse di chiudere la bocca ad Emilio Fede. La cosa importante è che ci sia la possibilità di sentire un coro di voci e non un solista. Il rischio di oggi, però, è proprio quello di avere un solista, ossia la presenza di un potere mediatico concentrato in una sola persona attraverso le sue proprietà private e attraverso il controllo della maggioranza di Governo. La Corte Costituzionale, che è l organo che nel nostro sistema assicura che le leggi siano rispettose della Costituzione, a suo tempo, anni settanta, ha dichiarato incostituzionale il monopolio radiotelevisivo, proprio perché non assicurava questa coralità delle voci. Da lì si è aperta la strada alla televisione privata (il primo caso fu TeleBiella). Da allora c è stata un opera di accorpamento di queste voci locali arrivando alla situazione attuale che desta gravi preoccupazioni in tutti i costituzionalisti. Tutti noi (a parte due o tre), infatti, siamo convinti che la situazione attuale non è conforme alla Costituzione. La Corte Costituzionale aveva detto che il potere concentrato nelle mani della stessa persona era fuori dallo schema della Costituzione e aveva imposto di dismettere almeno una delle reti private, anche se poi questa cosa non è stata fatta. La terza sezione della Costituzione si occupa dei rapporti economici, e per capire che tipo di Costituzione economica abbiamo noi bisogna andare indietro ai tempi dell Assemblea Costituente, la quale era formata da esponenti di tutti i partiti che avevano partecipato alla lotta per la liberazione: comunisti, socialisti, proletari, partito d azione, partito repubblicano, laici di sinistra, partito liberale e i cattolici. Come si è potuto fare una Costituzione mettendo insieme tante idee diverse? A sinistra i comunisti volevano la collettivizzazione della proprietà, al centro e al centro-destra si voleva, invece, la libertà di impresa e la libertà della proprietà. Venne fuori così un compromesso: sì alla libertà di impresa, ma la proprietà e l impresa (l iniziativa economica); ossia non doveva essere solo l utile capitalistico a ispirare il disegno complessivo dell attività economica (l utile del privato che fa economia deve essere utile anche alla società). In questa parte della nostra Costituzione è stato, quindi, incardinato il tipico Stato sociale, cioè lo Stato, che non è il mero Stato di diritto che si limita a essere spettatore dei conflitti fra le parti sociali (datori di lavoro e prestatori di lavoro). Si tratta, infatti, di uno Stato che interviene, corregge, smussa le differenze e attua un importante articolo della Costituzione, cioè l art. 3 comma 2. In questo articolo si dice che l eguaglianza sostanziale limita l eguaglianza formale del primo comma, il quale dice che non ci possono essere differenziazioni basate su sesso, lingua, razza, religione, condizione sociale. Il comma 2 fa, quindi, un passo avanti e dice che non basta l eguaglianza di tutti i cittadini, ma occorre intervenire se di fatto una categoria o un singolo vengono discriminati. Questa è una chiave di lettura anche per l articolo sulle coppie di fatto, perché riguarda una categoria di persone. Infine, abbiamo i rapporti politici, ossia il diritto di voto e il diritto di essere eletti. Torniamo ora al punto di partenza, cioè al discorso dei cittadini, perché la differenziazione più eclatante fra i cittadini e i non cittadini è che i primi hanno il diritto di votare i propri rappresentanti, mentre gli immigrati (anche se lavorano fra noi) non hanno questo diritto. Questo è giusto? Non è giusto? È illegittimo? È legittimo? C è un altro articolo importante della Costituzione: l art.2 che parla di diritti inviolabili. I diritti inviolabili sono quelli già scritti in altre parti della Costituzione (diritto alla riunione, all associazione, di manifestazione del pensiero, ecc.) o sono diritti che non si trovano in Costituzione? Leggendo l art. 2 la Corte ha cominciato ad estendere i diritti, che la Costituzione dava ai soli cittadini, a tutti, per cui ci sono una serie di sentenze che assicurano certe garanzie a qualsiasi persona rivendichi una particolare situazione di diritto. 3

4 A questo punto, per inciso, pensiamo a che carica fortissima abbia la parola diritto e quanto si usi per significare esattamente il suo contrario. Io, ad esempio, da bravo laico rivendico il diritto alla buona morte e dico che ho diritto di morire con dignità. Io non vorrei mai essere tormentato con accanimenti terapeutici e così via. Io credo che il diritto alla morte sia il massimo esercizio della mia libertà, mentre in realtà questo è considerato un delitto. Quello che io chiamo un mio diritto viene, infatti, considerato dall ordinamento un delitto. Gli omosessuali dicono di avere diritto a convivere e lasciare in eredità al compagno/a ciò che possiedono senza pagare più tasse di un altro, o dicono di avere il diritto di poter decidere di un trattamento terapeutico per il compagno/a. In realtà, però, questo diritto non ce l hanno. L immigrato che dice di avere diritto d una casa e a una esistenza dignitosa in realtà non sempre ha questo diritto. Noi, quindi, usiamo la parola diritto in senso giusnaturalistico, riferendoci a qualcosa che siamo convinti appartenga al nostro patrimonio inalienabile e al nostro essere. Noi possiamo dire che, di volta in volta nella storia, accade che ci siano delle sensazioni di interesse che germinano nella società e consentono di trasformare comportamenti vietati in comportamenti leciti o doverosi, come è accaduto dopo la Rivoluzione Francese. Il Cardinale Ruini interviene nella politica italiana dicendo che ci sono dei diritti dati da Dio come, ad esempio, il diritto alla vita, per cui parla contro la fecondazione assistita e contro la disciplina dell aborto non cruento come accade all ospedale di Torino. Io non concordo con il Cardinale Ruini né concordo con i rivoluzionari francesi, perché non è né Dio né la ragione a darci questi diritti, ma sono le pulsioni della società. La società oggi sente che la situazione degli immigrati è meritevole di attenzione, anche se i tempi non sono ancora maturi per dare una pienezza di status (voto alle politiche e così via). In pratica, siete tutti voi che create una tensione verso l allargamento o il restringimento dei diritti fino ad arrivare a far diventare lecita una cosa che prima era considerata un delitto come, ad esempio, lo sciopero nei pubblici servizi (prima era delitto, poi è diventato lecito e adesso è un diritto, salvo in alcuni casi essenziali). Siamo tutti noi, quindi, che allunghiamo l elenco dei diritti, e siamo sempre noi tutti che consentiamo di bilanciare diritti diversi fra loro e magari in conflitto. Basti pensare, ad esempio, al caso dell aborto con il diritto del nascituro e il diritto alla salute della mamma. La società su questo argomento era molto spaccata e così c è stato un referendum che ha dato ragione alla parte che considerava prevalente il diritto alla salute della donna. Questo risultato è stato frutto di una crescente conquista da parte delle donne dal dopoguerra agli anni settanta e ottanta. Ci sono poi altri casi di diritto di bilanciamento come, ad esempio, il diritto alla proprietà che certe volte fa a pugni con altri diritti. Pensate poi all ambiente, al lavoro e al caso di una fabbrica che dovrebbe sorgere in una bella vallata per dare da mangiare a tante famiglie, ma che nello stesso tempo minaccerebbe l ambiente: quale diritto dovrebbe prevalere? Su questo argomento anche i Sindacati spesso litigano con i Verdi, perché sostengono che prima è necessaria la pagnotta e dopo l ambiente. Nella società, invece, è maturata una sensibilità maggiore per l ambiente, per cui talvolta interviene la Corte Costituzionale per fare una scelta fra due valori ambedue meritevoli di tutela. In genere, il diritto recessivo è quello di proprietà, anche se spesso nelle Costituzioni il diritto alla proprietà è intoccabile, basti pensare a quella americana che mette sullo stesso piano la vita, la libertà e la proprietà. Nella Costituzione americana c è anche un altro diritto molto divertente, cioè il diritto a portare delle armi: è per questo che quasi tutti gli americani girano con la pistola in tasca. I positivisti come me pensano che i diritti nascono dalle pulsioni della società e che sono tali solo quanto le leggi, le Corti e il diritto li riconoscono. I giusnaturalisti, invece, si trovano a riconoscere le stesse tipologie di diritti, dicendo che valgono dappertutto. 4

5 Questo approccio è molto importante anche per confrontarci con le altre culture. Riferendoci sempre agli stranieri che vivono da noi, pensiamo all eguaglianza fra i coniugi e chiediamoci se è più importante tutelare il ruolo della donna o la cultura di un gruppo. Se andate nel mondo islamico, o tra le comunità esquimesi, vedrete che l organizzazione è diversa da quella che caratterizza la nostra società occidentale. Se noi andiamo da questi popoli dicendo loro che devono riconoscere il diritto della donna ad essere uguale all uomo sicuramente distruggeremo la loro cultura e il loro modo di organizzare le società. In pratica, quindi, faremo del bene con una mano e del male con l altra. La Corte Suprema canadese è molto attenta a questi problemi quando sorgono per gli indiani o per gli esquimesi, perché deve porsi non solo nella prospettiva della cultura giuridica bianca, ma anche nella prospettiva di quelle culture. Pensate, ad esempio, a quando deve risolvere i problemi della proprietà delle terre (riserve indiane e così via). Presso i popoli indi nessuno direbbe che la terra è sua, perché secondo loro è l individuo che appartiene a una terra. Se noi stiamo un po attenti agli altri vedremo che tante semplificazioni forse vanno bene nella bocca di qualche politico, ma non risolvono dei problemi veramente grossi che richiedono una grande sensibilità per risolverli. A Rovigo o a Vicenza si discute della Moschea e, al riguardo, io credo che bisogna assicurare quello che caratterizza la nostra democrazia, cioè la libertà di espressione e il pluralismo che deve essere vero. Al riguardo, Voltaire diceva che avrebbe lottato fino alla morte per permettere ai suoi nemici di parlare male di lui. Nel momento in cui la democrazia occidentale tenta di dire che essa va bene solo fino a quando gli altri accettano i suoi valori direi che arriva a negare la sua vera essenza. Io credo che dobbiamo essere aperti senza disconoscere la nostra cultura, ma anzi confrontandoci con le culture altrui. Questi sono temi all ordine del giorno e dietro vi è anche il problema del terrorismo. Ora vi segnalo una bella frase del Presidente della Corte Suprema Israeliana (grande giurista e umanista), il quale ha detto che una democrazia a volte deve saper combattere con un braccio legato dietro la schiena. Cosa vuol dire questo? Questo vuol dire che se mettono una bomba nell autobus israeliano una democrazia non può rispondere mettendo una bomba nell autobus palestinese. Chi istiga al terrorismo compie un reato e viene perseguito come prevosto dal Codice, ma dire a priori no alla Moschea va contro lo spirito della nostra Costituzione, che è una delle più belle del mondo. Sentiamo adesso se c è qualche altro tema che volete approfondire. Io credo sia importante non dire no solo perché uno è diverso. Si potrebbe, però, anche dire di no perché è troppo forte in questo momento il rischio che si può correre aprendo dei luoghi di proselitismo per potenziali terrorismi. L importante, quindi, è non assumere delle posizioni demagogiche: no perché sono diversi. Tutto sta nel bilanciare con il buon senso e questo vale per tutti i valori, compreso l aborto, l ambiente e il lavoro, e così via. Passiamo ad altro e sentiamo se c è qualche spunto. Parliamo della fecondazione assistita. Io parlo di questo argomento da costituzionalista e non da privatista, per cui ne parlo nell ottica del valori in gioco a livello costituzionale. Al riguardo, la Costituzione non dice nulla, per cui dobbiamo arrivare a delle scelte sulla base di quello che si desume dall impianto complessivo della Costituzione stessa, così come è stato verbalizzato dalla Corte Costituzionale anche nel passato. La Corte ha sempre posto l accento sulla dignità della persona e sulla libertà della persona che si espande fino a che non limita dei diritti altrui o la dignità di altri. Cosa desumiamo, quindi, da questo? Che sicuramente non c è l obbligo di dire sì, ma neppure quello di dire no. La decisione, infatti, è rimessa alle valutazioni discrezionali del legislatore che deve trovare un equilibrio. 5

6 Da come si legge la storia dell evoluzione di questo tipo di diritti si va sempre per un ampliamento della possibilità di scelta della donna. Basti pensare, ad esempio, alla materia del divorzio, dove la donna era quasi sempre la vittima della situazione, visto che soprattutto negli settanta la donna spesso non lavorava e non aveva una casa propria. Nel momento in cui si decide per il divorzio viene fatta, quindi, una scelta a favore soprattutto della donna. Relativamente all aborto, la Corte Costituzionale ha messo al centro della sua decisione la libera determinazione della donna e, in altri casi, la determinazione della coppia. Il trend, quindi, è verso un ampliamento di questa possibilità di scelta anche a scapito dei diritti del nascituro. Riguardo alla fecondazione assistita ci troviamo di fronte a un embrione, per cui faccio fatica a immaginare che si privilegi il diritto all esistenza di un embrione rispetto alla volontà della donna di realizzare pienamente la sua personalità impedendole una certa scelta. Direi che l indicazione della Costituzione, così come letta dalla Corte Costituzionale, è a favore di una larga ammissibilità della fecondazione assistita. Riguardo sempre a questo tema, in un ordinamento laico come quello della Francia, la possibilità di fecondazione assistita non è così larga come ci si aspetterebbe e, infatti, ha dei limiti che non si trovano, ad esempio, in Olanda o in altri Paesi. Guardare l orto del vicino e osservare le soluzioni che vengono adottate dagli altri Paesi ci fa notare delle soluzioni molto variegate e molto diversamente articolate sulle varie possibilità che ci sono. Qui in Italia direi che, a sensazione, si dovrebbe andare verso un espansione dei diritti, ma queste sono cose che riguardano i sociologi, gli antropologi e la chiesa, i quali devono tutti poter intervenire con le loro ragioni. Ci sono altri temi che vi incuriosiscono? Parliamo del matrimonio omosessuale. Io sono quasi sempre in Spagna e sono amico del Ministro della Giustizia, il quale è stato uno dei primi a fare delle forti dichiarazioni quando anche in Spagna c è stata una grossa manifestazione a Madrid capitanata da cinque prelati. Io ho chiesto al Ministro della Giustizia se erano veramente sicuri di andare allo scontro radicale, spaccando in due la società spagnola su questo argomento. Prima di parlare ancora del matrimonio gay vorrei parlarvi del libro Alice nel Paese delle Meraviglie. Nel libro c è un bel dialogo fra Alice e H.D., in cui H.D. dice che parole sono quello che Io decido vogliano dire e Alice risponde che, invece, le parole dovrebbero esprimere il significato che hanno nell uso comune. H.D., però, replica dicendo che dipende da chi comanda. Studiando il diritto voi potete scegliere di usare le parole come volete voi, oppure di usarle secondo l uso delle parole stesse. Questo, però, va bene soprattutto per gli oggetti: orologio, microfono, ecc. La parola matrimonio, invece, non si può toccare ed è il frutto di un uso convenzionale che si è avuto nei secoli. Per secoli la parola matrimonio ha sempre significato un unione di coppie eterosessuali. Da studioso del linguaggio, quindi, io sono contrario al matrimonio omosessuale. Un tema di viva attualità oggi è la devolution, e il buon Bossi si è inventato di usare questa parola perché gli avevano rubato il copyright sulla parola federalismo. Nel diritto le parole hanno sempre delle frange grigie, perché non sono mai così precise come possono essere in altri rami della comunicazione. La Lega propone il federalismo, intendendo un ordinamento come quello americano o svizzero. Normalmente il federalismo ha certe caratteristiche e soprattutto gli stati membri (da noi sarebbero le Regioni) devono sempre essere coinvolti nelle procedure di cambiamento della Costituzione per evitare che il centro (Roma o Washington) da solo porti via potere alla periferia (Texas o Veneto). Bossi, nella sua proposta, ha iniziato a chiamare Stato Federale qualcosa che era vagamente simile a questo sistema. Siccome, però, tutti gli altri partiti hanno seguito l onda ci sono state molte proposte di ordinamento federale, anche se erano ridicole perché erano accentratrici più che decentratrici. La parola federalismo ha così perso ogni carica simbolica e Bossi, che non è un cretino, si è inventato un altro marchio di fabbrica, 6

7 cioè devolution. In quel periodo, infatti, il governo inglese aveva appena concesso alla Scozia di fare delle leggi. Il governo inglese ha sempre molto enfatizzato gli enti locali, ma mai le regioni, basti vedere che è anche l unico Paese con quattro nazionali di calcio: Scozia, Galles, Irlanda e Inghilterra. Il governo del Regno Unito, quindi, devolve delle competenze creando un parlamento scozzese che può così fare delle leggi, ma si riserva la possibilità di togliere questo diritto. Qui, invece, nessuno può togliere delle competenze alle Regioni italiane, perché sono scolpite nella Costituzione. Voi capite bene che da questo punto di vista la devolution è qualcosa di molto meno del federalismo. Se da noi Roma cerca di portare via competenze alla Regione Venete ci sarà un conflitto davanti alla Corte Costituzionale, che è un organo neutro, mentre questo nel Regno Unito non si farebbe, perché lì ci sarebbe un giudice in causa propria, anche se si tratta di un principio aberrante. La parola devolution, quindi, indica qualcosa di molto meno di ordinamento federale, ma è stata usata lo stesso, perché tutti avevano distorto l uso della parola federalismo. Tornando alla parola matrimonio, c è da dire che è più facile dire matrimonio omosessuale che patti di convivenza fra coppie omosessuali. A me disturba che venga usata la parola matrimonio in questo senso, per cui sono dell idea che bisogna rivalutare il rigore del linguaggio. Il problema di fondo, comunque, è se bisogna dare dei diritti a queste unioni oppure no. Io sono convintissimo che, in nome delle dignità della persona e della libertà di scelta, non bisogna penalizzare nessuno e anzi bisogna, se possibile, disciplinare in modo favorevole a certe situazioni. Se una coppia vive insieme da tanti anni non vedo perché deve pagare di tasse di successione un infinità di soldi in più rispetto a chi è sposato. Nel caso poi di un consenso da dare per trattamenti medici o chirurgici un compagno omosessuale o una compagna non possono intervenire, e queste sono cose che feriscono la dignità e la sensibilità di queste persone. Questo tipo di discipline, quindi, mi sembrano costituzionalmente doverose. Altro problema riguarda l adozione di figli, perché qui bisogna vedere che cosa dice la scienza della psicologia. Se la maggioranza degli psicologi dice che un bambino può avere una crescita distorta a causa dell assenza di una delle due figure tradizionali (materna o paterna), può avere difficoltà di inserimento e confronto con i coetanei, o può venire isolato, allora io dico di non dare a queste persone il diritto di adottare. Io credo che la scienza deve essere al servizio delle scelte del legislatore. Se l associazione degli psicologi, invece, fa un documento con il quale dimostra che un bambino non cresce più disturbato di un qualsiasi altro bambino anche se ha solo due papà o solo due mamme allora si può arrivare a concedere l adozione. Queste sono scelte non facili, soprattutto se poi il potere politico le scarica sui giudici. Spesso il potere politico non è capace di decidere e si lava le mani delle questioni, lasciando poi in trincea i giudici che si trovano di fronte a questioni molto delicate (es. il discorso del crocefisso). Il potere che oggi hanno i giudici è quasi sempre dovuto all incuria del legislatore che non disciplina certe questioni o lo fa con i piedi, scrivendo malissimo. La morale, quindi, è che io sto con i giudici, perché sono loro che toccano con mano e risolvono i problemi, interpretando le pulsioni della società quando mille parlamentari pagati profumatamente non ci sono riusciti. Con questo discorso arriviamo a toccare un altro tasto delicato, cioè quello dei conflitti fra i poteri dello Stato: magistratura e potere politico. Al riguardo, avrete capito che io sto con i giudici anche se so che, come in tutte le categorie, possono esserci quelli mascalzoni o quelli bravissimi, con la conseguenza di possibili distorsioni. La storia della Repubblica è piena di inadempienze del legislatore con relativa sostituzione, nelle grandi scelte, da parte soprattutto della Corte Costituzionale, la quale ha deciso un mucchio di cose (ad esempio ha distrutto il codice fascista, ha sciolto i nodi dell aborto, ecc.). È stata la 7

8 Corte Costituzionale ad aprire a una lettura più moderna la nostra Costituzione, anche se avrebbe potuto farlo il Parlamento. La storia del nostro Parlamento è piena di belle cose, ma anche di tante latitanze, e la storia della magistratura e della Corte Costituzionale è colma di supplenze. Sui temi della bioetica è il giudice ad essere in trincea come, ad esempio, nel caso della richiesta di staccare un respiratore a una persona ammalata. Capite bene, quindi, come le cose siano complesse. Domanda fuori microfono Risposta fuori microfono Quando insegnavo a Trieste ai miei studenti avevo dato da fare le valutazioni sul professore (adesso sono obbligatorie) per vedere se erano contenti di come spiegavo e per vedere come mi consideravano. Alla fine delle domande chiedevo anche se riuscivano a immaginare quale partito politico avevo votato alle ultime elezioni e come risposta ho avuto sette partiti diversi, il che vuol dire che ero stato davvero neutrale. Negli ultimi tempi, però, comincio ad avere delle remore a essere neutrale, perché stanno uccidendo con un veleno sottile la mia bella Costituzione. Come diceva Pertini e come dice Ciampi, la nostra Costituzione è veramente un esempio di equilibrio e di saggezza, anche se ha bisogno di qualche ritocco. La nostra è una Costituzione ancora moderna nonostante siano passati 50 anni. Come ha detto ieri il Presidente la struttura della Costituzione non dovrebbe essere in discussione, mentre, invece, ci sono molti interventi che lo fanno. Negli ultimi tempi, quando si deve studiare il diritto costituzionale che nasce dalla politica e dalla società, tendo un po a sbilanciarmi e dare giudizi più feroci di quanto vorrei. Ci sono altri argomenti? Oggi non ho seguito uno schema con la spiegazione dell organizzazione dello Stato, delle Camere, del Parlamento e della funzione del Presidente della Repubblica, ma siamo partiti dal caso per arrivare all illustrazione del sistema. Sistema, questo, usato da tutto il mondo anglosassone, mentre noi nel continente siamo abituati a fare prima le teorie per arrivare poi alla soluzione del caso. Domanda fuori microfono Il problema per chi appartiene a riti ortodossi, che prevedono l uso della copertura del volto, è la coessenzialità di queste scelte culturali con regole differenti. Al riguardo, io credo che non solo negli aeroporti occidentali, ma anche in quello di Teheran ci possano essere dei problemi nell imbarcare le donne senza un riconoscimento sicuro. Pensiamo poi al problema del casco da motociclista per un Silk che porta il turbante. In Inghilterra un Silk ha fatto ricorso davanti alla Corte dicendo che l obbligo di portare il casco gli impediva di obbedire a un precetto della sua religione, e così la Corte, senza nessun problema, ha dato l esenzione, perché prima va tutelato il rispetto della dignità della persona. Le leggi che impongono l uso del casco non sono solo per salvaguardare la vita di chi lo porta, ma hanno anche dei riflessi sui costi per lo Stato, perché se si va in coma per dieci anni a causa di una caduta le spese mediche sono pagate dai contribuenti. Nonostante ciò, però, la Corte inglese ha detto che prevale l identità religiosa, perché tutte le libertà nascono proprio da quella religiosa. In pratica, tutto il diritto germina dalla libertà religiosa e, al riguardo, se andiamo in America vediamo che la Carta dei Diritti viene portata dai pellegrini perseguitati religiosi. Per questa ragione, quindi, le Corti inglesi non hanno potuto disconoscere secoli di storia. 8

9 Diversamente, invece, è accaduto in Francia, la quale ha fatto del suo art. 2, che la proclama Repubblica democratica e laica, un emblema di una religione del laicismo. Ha fatto, infatti, una legge sul divieto di portare il velo a scuola. Questa legge è stata fatta in nome dell eguaglianza e della laicità, in modo che non ci fosse nessun segno di riconoscimento visibile di simboli religiosi (crocifisso compreso). In pratica, si è voluto mettere tutti sullo stesso piano, anche se di fatto questa è un ipocrisia formale. Mi spiego. Per una persona mettere la collana con il crocifisso può essere solo un vezzo o una moda, mentre per una ragazza islamica portare il velo può essere un obbligo veramente sentito e il non portarlo può provocare dei riflessi sulla dignità e sulla personalità. In India le persone vanno con la pancia fuori, ma hanno vergogna di scoprire le spalle. I capelli in molte culture sono considerati il massimo segno di attrazione sessuale. Il pudore sessuale, quindi, è dato da stratificazioni e scelte culturali che centrano poco con il diritto. Diverso è il problema della sicurezza. Di questi tempi non si può pensare di consentire a una persona di imbarcarsi su un aereo senza identificarlo, per cui ritengo sia necessario organizzarsi con una poliziotta che proceda all identificazione (cosa in sintonia con la legge islamica). In Italia le leggi sullo stato anagrafico prevedono che la foto sulla Carta d Identità sia presa a capo scoperto, anche se alle suore è sempre stato consentito di farselo con il velo. Un giorno, però, c è stato un ricorso da parte di un islamica che non pretendeva di essere fotografata con il viso coperto, ma semplicemente con il foulard islamico, e il giudice le ha dato ragione, perché il viso si vedeva e la situazione era uguale a quella delle suore. Da noi se una persona vuole girare per strada velata lo può fare, ma se poi vuole entrare in un posto sensibile (ad esempio l aeroporto) deve farsi riconoscere. Tutti i Paesi hanno dei corpi legislativi che devono essere aggiornati a seconda delle situazioni che si presentano: religione, bioetica, terrorismo, ecc. La Camera dei Lord inglesi disse una volta che le leggi valgono in tempo di guerra come in tempo di pace, il che vuol dire che noi, in quanto siamo una democrazia, dobbiamo applicare le leggi in nome della libertà e del giusto processo anche se c è una guerra in corso. Sempre i Lord inglesi (non come Camera Politica ma come Giudici) recentemente hanno detto che leggi come quella sul rito speciale in caso di reati di terrorismo alimentano il terrorismo stesso e indeboliscono la democrazia. Per spiegarvi meglio vi dico che la più alta magistratura inglese (da noi è la Cassazione) è la Camera dei Lord, che è contemporaneamente sia Camera Politica che Alta Corte di Giustizia (magistrati), per cui sono proprio i giudici che spesso frenano le intemperanze del potere politico quando mette a rischio le minoranze e i diritti delle persone. Di problemi nel carniere ce ne sono tanti in questo periodo e non sempre sono facili da risolvere sia per quanto riguarda, ad esempio, l eutanasia, il velo, il matrimonio omosessuale o il crocefisso. Nel mio studio all Università io ho il simbolo di Israele, ho la coccarda rivoluzionaria della Rivoluzione Francese, ho Francesco Giuseppe, ho lo scudetto dell Inter, ho una sciarpa della Fiorentina di un mio collaboratore, ho un ramoscello d ulivo della mia collaboratrice e il Comandante Marcos (non sono ammessi Milan e Juve). Si tratta, quindi, di tanti simboli. Adesso vi racconto un aneddoto relativo alla giustizia che certe volte si può derogare. Dieci giorni fa ho fatto degli esami e una studentessa mi chiede di farle un altra domanda, visto che era l ultimo esame e aveva già fatto la tesi sulle società calcistiche e sulla fideiussione nel calcio. Io allora le ho chiesto per quale squadra tifasse e lei mi ha risposto che tifava per la Juve. A quel punto ho detto che non potevo farle una domanda visto che io tifavo per l Inter, e così ho chiamato il collega Frosini che, però, odia la Juve. Frosini, che è mezzo inglese, le fa allora una domanda e le chiede quanti scudetti aveva rubato la Juve e lei ha risposto nessuno. Frosini ha replicato che la risposta era errata per cui la studentessa ha dovuto tenersi il suo voto. Ci salutiamo qui e vi ringrazio per l attenzione. 9

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