I segni... mi raccomando i segni

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1 LaVita Anno 117 dal NOVEMBRE 2014 G I O R N A L E C A T T O L I C O T O S C A N O e 1,10 Poste italiane s.p.a. Sped. in a.p. 38 D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Filiale di Pistoia Direzione, Redazione e Amministrazione: PISTOIA Via Puccini, 38 Tel. 0573/ Fax 0573/28616 e_mail: Abb. annuo e 45,00 (Sostenitore e 65,00) c/cp n Pistoia La Vita è on line clicca su L a raccomandazione di papa Francesco è anche la presentazione del suo singolarissimo stile di vivere e di comunicare. Segno nel senso di una parola o di un fatto, che colpisce l immaginazione, che scuote l apatia, che richiama con forza l attenzione del distratto e dell indifferente. Qualcosa di straordinario e di eclatante che non sfugge a nessuno e che costringe a sostare e riflettere anche coloro che, chiusi nei loro interessi, sembrano non avere tempo e voglia di uscire dai propri piccoli pensieri e dalle proprie ordinarie e personali preoccupazioni. Una scossa che percorre e ferisce la società, una freccia che indica orizzonti nuovi e suggestivi. A questi segni papa Francesco ci ha abituato fin dai primi momenti del suo pontificato, quando, dall alto del balcone in piazza san Pietro, attese la preghiera del popolo sottostante prima di impartire la sua usuale benedizione papale: un atto di fede nella presenza dello Spirito Santo in tutto il corpo della chiesa. È venuto dalla fine del mondo, da un continente lontano dove i linguaggi sono assai diversi dai nostri, ma i suoi gesti hanno la capacità di parlare al cuore di tutti, anche, anzi in particolare, degli uomini del vecchio mondo, smarriti nei meandri di una crisi che non sembra avere più fine e da tempo senza fiducia e senza speranza nel proprio futuro. Un singolare caso di sintonia universale. Sono i segni del regno di Dio, del mondo nuovo, di cui il Vangelo ha tracciato le linee in pagine che trovano nel tempo una loro sempre rinnovata attualità. I segni distintivi della comunità cristiana, culla incipiente di tutte le realtà che formano il tessuto del regno di Dio. Per la verità, il grande segno è la chiesa nel suo complesso, definita dal concilio Vaticano I, con le parole del lontano profeta, signum levatum in nationibus. Ma essa stessa ha bisogno di essere scossa dalla sua pesantezza e richiamata con forza e in continuità alle responsabilità insite nella sua altissima vocazione. Sono gli stessi segni dei tempi a suggerire il contenuto dei nostri richiami, per cui i nostri segni sono destinati a incunearsi nei grandi segni, che con più forza e attualità bussano alle porte della chiesa. Fraternità, uguaglianza, libertà, condivisione, amore per i poveri, dignità per tutti: sono questi i grandi capitoli in cui la comunità cristiana è chiamata a far sentire la sua presenza e la sua capacità attrattiva. Il Vangelo nella sua interezza e nella sua incontaminata suggestione. L utopia che diventa realtà, il futuro che si fa presente, il Regno che manifesta tutta la sua bellezza. Un mondo aperto alla nostra fantasia e alla nostra capacità inventiva. Quanto Gesù ci ha detto avverte uno dei nostri più grandi biblisti non è un ordinamento completo della vita dei suoi discepoli, né mira ad esserlo; quanto vi si dice è una serie di sintomi, segni, esempi, di ciò che avviene quando il regno di Dio erompe in questo mondo, ancora dominato dal peccato, dalla morte e da satana. Gesù dice in certo modo: voglio mostrarvi con alcuni esempi come è la nuova vita, e ciò che io vi mostro in tal modo, voi dovete trasferirlo in tutti i settori della vita. Voi stessi dovete essere segni del venturo regno di Dio, segni posti ad indicare che qualcosa è accaduto. Deve apparire dalla vostra vita agli occhi del mondo, e da tutti i settori di essa, al di là di quanto ora io vado ricordando, che il regno di Dio sta per iniziare. Dalla vostra vita, radicata nella basileia, nel regno di Dio, il regno di Dio deve farsi visibile. Il Regno è destinato a scuotere la terra. L affermazione della chiesa come inizio del Regno non è tanto un motivo di orgoglio o di superiorità, quanto piuttosto un impegno, un severissimo impegno che deve tenere tutti svegli. Se sei l inizio I segni... mi raccomando i segni del mondo nuovo, fallo vedere con i tuoi gesti prima che con le tue parole o, come diceva Paolo VI, se ti chiami segno, mostrati veramente tale. Altrimenti le tue parole cadranno fatalmente nel vuoto. Guardate cosa succede quando il Regno è arrivato: cose inaudite, vere e proprie follie. Pensando alla sorpresa che la chiesa primitiva suscitava intorno a sé, papa Giovanni aggiungeva sconsolato: Noi CHIESA INIZIO E SEGNO DEL REGNO Patria privilegiata dello Spirito, la chiesa dovrebbe essere anche la patria privilegiata di tutti i beni che formano il tessuto del regno di Dio PAGINA 2 RILEGGENDO IL SINODO Lo spirito e la prassi sinodali manifestati chiaramente nell ultima riunione dei vescovi, ora deve passare alle comunità locali PAGINA 4-5 PAPA FRANCESCO AI MOVIMENTI POPOLARI Un mondo da cambiare. Lo possiamo fare con il programma ispirato alle idee rivoluzionarie del vangelo PAGINA 6 GLI Italiani E LA SANITà PUBBLICA Serpeggia una chiara scontentezza specialmente nel sud PAGINA 13 ELEZIONI IN QUATTRO PAESI Il Brasile ha rinnovato il mandato alla presidente uscente Dilma Russeff, la Tunisia ha scelto un governo laico, l Ucraina una linea filo occidentale. L Uruguay, al primo turno sceglie il candidato di sinistra PAGINA 15 purtroppo non meravigliamo più. Così tocchiamo il fondo della nostra situazione e ritroviamo le ragioni ultime della nostra sterilità. Una invocazione implicita, questa, allo Spirito Santo, che nella chiesa e nel mondo è da sempre la novità, la fantasia, la follia. La vittoria sulla pesantezza, la mediocrità e la ripetizione. Giordano Frosini BARBARA IMPICCAGIONE Reynaneh, la donna iraniana che ha ucciso un suo aggressore che voleva violentarla, è stata giustiziata nonostante la mobilitazione dell opinione pubblica mondiale in sua difesa PAGINA 15

2 2 primo piano n. 38 La 2 Novembre 2014 V ita La chiesa riesce oggi a rimanere in pari con le parole con le quali si autopresenta al mondo? di Giordano Frosini Chiesa, ti dici inizio del Regno? «Ex ore tuo te judico». Allora siilo veramente. L indicativo della fede diventa per te l imperativo della volontà. Della volontà non di un individuo isolato o di un solo gruppo, ma della volontà della chiesa nel suo complesso, dell intera comunità, di tutto il popolo di Dio. Essere inizio del Regno significa far rilucere, in forma constatabile anche se non perfetta, le caratteristiche fondamentali di esso: la verità e la vita, la santità e la grazia, la giustizia, l amore e la pace; far risplendere dinanzi agli uomini lo spirito delle beatitudini, gli orientamenti del vangelo, la vita nuova della sequela di Gesù; collocarsi e distinguersi fra tutti i raggruppamenti umani come comunità alternativa, eterogenea, controcorrente; fare propria l esortazione dell apostolo Paolo ai cristiani di Filippi: «Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a noi voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita» (Fil 2,14-16). Una grande responsabilità Una vocazione di grande responsabilità. La chiamata a divenire comunità alternativa, che circola da tempo nei nostri ambienti, ora si specifica come chiamata a essere il campo in cui il Regno di Dio trova le sue prime ed evidenti espressioni. Risplendere come astri in un mondo in cui i segni della presenza dell antiregno si fanno sempre più ampi e consistenti, significa esattamente dar vita ad autentiche comunità ecclesiali, dove il vangelo diventa normale legge di vita personale e comunitaria. Come sarà altrimenti possibile procedere a un efficace evangelizzazione, in cui oggi la chiesa riconosce la sua missione prioritaria ed essenziale? Che questa avvenga anzitutto con la testimonianza della comunità appartiene ormai alle consapevolezze maturate negli ultimi tempi. Ce lo ricorda con forza Paolo VI nel suo indimenticato Evangelii nuntiandi, il manuale del perfetto evangelizzatore dei tempi moderni: «Per la chiesa, la testimonianza di una vita autenticamente cristiana abbandonata in Dio in una comunione che nulla deve interrompere, ma ugualmente donata al prossimo con uno zelo senza limiti, è il primo mezzo di evangelizzazione» (n. 41; cf. n. 21: «[La buona novella] dev essere anzitutto proclamata mediante la testimonianza»). Ce lo ripete con la stessa forza Giovanni Paolo II quando, nella Redemptoris missio, afferma che la prima forma di evangelizzazione è la testimonianza e che l uomo contemporaneo crede più ai testimoni che ai maestri (cf. n. 42). Ma già l apostolo Pietro poteva affermare che un autentica vita cristiana «conquista senza bisogno di parole quelli che rifiutano di credere alla Parola» (lpt 3,1; la libera versione è reperibile in EN 41). Stando così le cose, rimane ovvio che il primo servizio che la chiesa può offrire per la venuta e la diffusione del Regno è proprio la vita nuova della comunità, l ostensione visibile della possibilità e della realizzabilità di un mondo diverso, di un mondo in cui la comunione degli spiriti lascia trasparire all esterno il sentimento di gioia e di fraternità che regna sovrana al suo interno. Il Regno che si fa storia e che trova un rifugio ben verifica bile nel contesto delle società. Il Regno che crea modelli nuovi di vita, in cui i rapporti fra i diversi componenti non sono più soltanto rapporti formali o asettici, meno che mai avversi e ostili, ma rapporti ispirati alla solidarietà e alla fraternità. Una sfida culturale, oltre che religiosa e pastorale. La vittoria sul complesso di inferiorità che la comunità cristiana si porta normalmente dietro ogni volta che si confronta con le fittizie e apparenti manifestazioni di vita piena tipiche delle città e dei fortilizi dell antiregno. Un confronto che rimane impossibile qualora, per la pigrizia e il tradimento dei cristiani, venisse a mancare, o anche soltanto a farsi invisibile, uno dei due termini di paragone. Ma è così la chiesa? La chiesa degli inizi La comunità di Gerusalemme, descritta dagli Atti degli Apostoli, è il punto di riferimento della chiesa di sempre, il modello insopprimibile di ogni comunità cristiana. Rimane indifferente sapere se il quadro tracciato è del tutto veritiero o se c è stata, come spesso si dice, da parte di Luca un esagerazione o un eccessiva sottolineatura. È chiaro che, al di là del valore storico del testo, l autore vuole indicare ai suoi lettori cosa debba essere o che cosa debba tendere a essere sempre di più la chiesa di oggi, di domani e di sempre. I cosiddetti tre sommari degli Atti degli apostoli sono come la descrizione del presepio della chiesa, qualcosa che dovrebbe rimanere sempre anche plasticamente davanti ai suoi occhi e alla sua anima, pressappoco come il presepio del tempo del Natale. Si tratta veramente dell inizio del Regno. La risposta alla chiamata del Signore di un intera comunità, perché la fede deve essere vissuta in quella forma di compartecipazione cui Gesù dette origine nella sua vita terrena. Il ritorno alle origini è un dovere permanente di ogni comunità. Fanno impressione in questo senso alcune preghiere che la nuova liturgia ha messo di recente nelle mani della comunità. Testi di catechesi non meno che di invocazione e di supplica. Ne ricordiamo uno particolarmente significativo, reperibile nella Preghiera eucaristica Vc: «La tua chiesa sia testimonianza viva di verità e di libertà, di giustizia e di pace, perché tutti gli uomini si aprano alla speranza di un mondo nuovo». Difficilmente si può sottovalutare l importanza (e la bellezza) di preghiere come questa. È una specificazione dell altra che abbiamo già ricordato: «Aiutaci a costruire insieme il tuo Regno». È proprio il concetto di Regno che ora ritorna al vertice delle attenzioni della comunità cristiana e che detta le sue preghiere migliori e più indovinate. Da questa che abbiamo riportato non si deve defalcare nulla; caso mai c è qualcosa Chiesa inizio e segno del Regno da aggiungere perché l enumerazione delle caratteristiche del Regno, che noi ben conosciamo, vengano tutte riunite insieme e riportate alla nostra attenzione. Chiesa della libertà Alcune di queste caratteristiche meritano una particolare attenzione. È il caso della libertà che, anche nel tempo della postmodernità, rimane una delle aspirazioni più forti e sentite dell uomo e della società. «Il Signore è lo Spirito e, dove c è lo Spirito del Signore, c è libertà», aveva affermato l apostolo Paolo (2Cor 3,27). Un programma di vita che bussa alle porte della chiesa specialmente in un tempo come il nostro. È stato detto che il suo avvenire sarà giocato anzitutto su questo versante. Ci sono tanti passi da fare in questo senso. La paura della libertà attanaglia e ritarda il cammino della chiesa. Eppure la libertà, anche se non subito, riesce sempre a pagare. Come nella società, anche nella chiesa c è bisogno di una libera circolazione delle idee, di un opinione pubblica vera e propria, del diritto di critica e di giudizio, di una comunicazione interna ed esterna rispettosa della verità e dei diritti delle persone e delle comunità. È vero che lo spettro della libertà è molto vasto e bisognoso di un attenta considerazione per non perdere niente delle sue ricchezze. L apostolo Paolo dà il la a queste considerazioni con le note parole della Lettera ai Galati: «Voi, infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l amore siate invece a servizio gli uni degli altri» (Gal 5,13). La libertà, dunque, come sinonimo di carità (la «carne del testo» fa ancora riferimento all uomo chiuso nel suo egoismo e nel suo orgoglio), ma non solo. Libertà anche come sinonimo di non costrizione, di rispetto, di ascolto, di dialogo, di sopportazione e di tolleranza reciproca. La libertà com è intesa nel comune linguaggio degli uomini e che, nella società in cui viviamo, non ha trovato le possibilità di una sua completa manifestazione ed espressione. La chiesa, è stato detto nel recente passato, per la riserva escatologica di cui è in possesso, rimane in permanenza la coscienza critica della società. Ma non è né onesto né possibile criticare gli altri quando noi stessi non abbiamo le carte in regola per farlo. Il minimo che potrebbe succedere sarebbe che nessuno ascoltasse quelle parole sospese per aria, senza nessun fondamento nella vita e nella realtà. Una predicazione inutile, che costituirebbe un boomerang per chi l ha messa in atto. «Evangelizzatrice, la chiesa comincia con l evangelizzare se stessa» (EN 15). Altre vie d uscita, altre scorciatoie non ci sono. L errore maggiore sarebbe pensare che tutto quanto stiamo dicendo non appartiene alla missione della chiesa e al vangelo di cui è stata messa in possesso. Il pensiero del Regno dovrebbe rimettere subito le cose a posto. Patria privilegiata dello Spirito, la chiesa dovrebbe essere anche la patria privilegiata della libertà, il modello di ogni altra società. La libertà come proprietà essenziale del Regno di Dio. Una qualifica che dovrebbe coinvolgere anche l amore e la passione per ogni opera di liberazione che si manifesta nella storia. Salvezza è sinonimo di liberazione, di esautorazione del male, lo si voglia o no concentrare nella figura simbolica di satana. Leggere il vangelo in questa prospettiva è un arricchimento che, nonostante tutto, non può e non deve essere dimenticato o, meno che mai, respinto e condannato. I documenti ecclesiali degli anni 70 conservano ancora tutta la loro forza e vitalità. Nemmeno le note condanne della teologia della liberazione sono riuscite a sopprimere quest anelito, che appartiene allo spirito umano prima che alla coscienza cristiana. Oltre che un grande segno dei tempi, la liberazione è anche una delle indicazioni più forti del vangelo. I tempi e le forme cambiano, la sostanza rimane. Chiesa della giustizia e della pace La stessa calda raccomandazione va fatta per la giustizia, fondamento essenziale e insostituibile della pace. Inutile ripetere che l attuale assetto mondiale è drammaticamente attraversato dall ingiustizia, dall egoismo dei popoli e delle classi e dall antisolidarismo più bieco e più sordo alle sofferenze degli altri. È inutile ormai ripetere le cifre di una tragica situazione che, in mancanza di interventi sanatori di carattere strutturale, va sempre di più deteriorandosi. I ricchi, ci si ripete fino alla noia, sono sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. Una logica ineluttabile. Non c è la prima parte senza la seconda e viceversa. Impossibile portare a tutte le popolazioni della terra il benessere tipico dei paesi del primo mondo. Ci si dice che occorrerebbero per questo tre o più pianeti oltre quello che abbiamo a disposizione, che purtroppo, almeno per ora, rimane l unico in nostro possesso. La chiesa deve bollare sempre con maggior forza l ingiustizia che ci circonda, naturalmente cominciando a mettere in regola le sue carte. La condanna degli abusi sessuali, dell aborto e dell eutanasia, delle teorie aberranti che riguardano il mondo della bioetica dovrebbe essere accompagnata, almeno con la stessa insistenza e la stessa energia, dalla condanna dell ingiustizia mondiale e delle condizioni di fondo che la determinano, cominciando dal sistema economico-sociale che ha guidato fino a oggi le sorti del mondo intero, il neoliberismo, riesploso in questi ultimi tempi nelle forme più sfacciate e più esose e ora inciampato in una crisi drammatica e senza precedenti. Un suo preciso rifiuto era stato formulato da Giovanni Paolo II nell Ecclesia in America; Benedetto XVI ha ripreso recentemente il discorso in termini forse meno forti ma più propositivi: La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive o a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuove progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente (Caritas in veritate 21). Sono tutti beni escatologici che devono rifulgere nella vita della comunità cristiana se essa vuole presentarsi al mondo come l inizio e il segno del Regno di Dio.

3 LaVita 2 Novembre 2014 n. 38 cultura 3 Poche chiacchiere, tanta preghiera A Roma venimmo in contatto anche con gente che aveva la povertà nel cuore: la povertà di chi non si accontenta di ciò che ha, di chi non sa aprirsi agli altri e si dispera nella propria solitudine. Uno dei pregi di Vivere per gli altri. La storia di Madre Teresa (Città Nuova, 96 pagine) è la capacità del suo autore, Michele Gualano, di evitare il mito esotico della fondatrice delle Missionarie della Carità. Gualano, servendosi delle testimonianze dirette (discorsi, interviste, confidenze), fa parlare in prima persona la protagonista del suo libro, con grande semplicità, rispettando anche in questo lo stile di vita e la personalità di Madre Teresa, sempre diretta al cuore delle questioni che le si ponevano di volta in volta. Il libro è il tentativo di presentare il Mi chiamo Hella, Hella Rizzolli, e la mia voce viene dal passato. Quel passato è il 1941, in un Europa in cui il nazismo dilaga vittorioso assoggettando un Paese dopo l altro. Hella crede ancora nel Führer, ma lui le sta strappando ciò che ha di più prezioso: Wastl, il suo fidanzato, che parte per il fronte dopo un ultima settimana d amore a Berlino. Sul treno che riporta Hella a casa c è anche un giovane falsario, Karl, che in fuga da una Germania ormai troppo pericolosa per i nemici del regime ha deciso di rifugiarsi in Sudtirolo. Ma nemmeno quella terra chiusa tra le montagne è al sicuro dalle tempeste della storia: nei quattro anni successivi, che devasteranno L a confidenza, di Irène Nemirovsky (Kiew, 11 febbraio Auschwitz, 17 agosto 1942). Questo il titolo del volumetto numero 58 (pagg. 36, euro 4), della collana quadrimestrale Ocra gialla, curata da Fabrizio Zollo per le Edizioni Via del Vento di Pistoia, che da alcuni anni propone, agli appassionati bibliofili, testi inediti e rari del Novecento. Dopo i racconti pubblicati in precedenza, Notte in treno, Giorno d estate, L inizio e la fine, con questo ultimo racconto, inedito in Italia, direttamente tradotto dal periodico «Revue des Deux Mondes», dove uscì il 15 ottobre 1938, la casa editrice ha sicuramente assolto il debito di riconoscenza verso questa autrice, molto apprezzata dai lettori dei preziosi volumetti editi da Via del Vento e riconosciuta fra i massimi autori francesi dell epoca. Duemila gli esemplari numerati, impressi su carta avorio, per i tipi della Stamperia Elle Emme La vita di Madre Teresa raccontata da Michele Gualano, senza autocensure punto di vista della beata non solo nei confronti di quella realtà di miseria e abbandono che trovò in India nell anno del suo arrivo, il 1929, ma anche rispetto ai valori della vita in generale. Quelle parole che abbiamo citato in apertura sono importanti per molti motivi: i problemi dell uomo, sembra dire Madre Teresa, non stanno solo in lontani paesi dove la gente muore di fame abbandonata da tutti, ma anche nel sazio occidente, che ha fame e nostalgia di valori spirituali, dopo averli considerati ostacoli alla realizzazione della libertà. Il libro ci aiuta anche a ripercorrere le principali tappe della vita di Madre Teresa, dalla nascita a Skopje, di Marco Testi OCRAGIALLA La confidenza Di Irène Nemirovsky (Kiew, Auschwitz, 17 agosto 1942) di Pieve a Nievole (Pistoia). A pagina 2 una bella foto in bianco e nero ritrae Irène, mentre in copertina è riprodotto un oggi capitale della Macedonia, nel 1910, da genitori albanesi, fino ai primi segni di una vocazione che l avrebbe portata all abito religioso e all insegnamento, prima del passo definitivo a favore degli ultimi della terra. La sua figura si caratterizza nettamente attraverso la narrazione: instancabile, coraggiosa, dedita a chi non ha nulla, neanche un affetto, immersa nella preghiera nelle pause del suo prodigarsi per gli altri e, - qui dobbiamo fermarci un attimo -, poco propensa alla chiacchiere. Non che fosse nemica delle paro le: semplicemente non aveva tempo per esse. Sta qui probabilmente una LILLI GRUBER Tempesta il mondo, l orrore del nazismo e la realtà della guerra arrivano anche qui, culminando nell occupazione da parte dei tedeschi nel Hella e la sua famiglia sono costretti ad abbandonare le loro illusioni, e Karl a confrontarsi con il Male. In questo nuovo episodio della storia della sua Heimat e della sua famiglia, cominciata con Eredità, Lilli Gruber riprende le fila della vita di Hella, la sua prozia, per seguirla attraverso gli anni cruciali della Seconda guerra mondiale: dall apertura del fronte orientale alla lunga campagna italiana degli Alleati. Un viaggio della memoria e dell immaginazione che combina ricerca, interviste e avvincente fiction, costruendo un libro che ha il respiro della grande Storia e il passo della narrativa d avventura. Nella parabola di Hella e di Karl si disegna la tragedia di un popolo, quello sudtirolese, e di un intero continente, intrappolati tra due regimi sanguinari e prigionieri di un dilemma: salvarsi la vita, o salvarsi l anima? di Franco Benesperi particolare della xilografia Donne a Potsdamer Platz, di Ernst Ludwig Kirchner, del Calato in un atmosfera di certa incomprensione da parte di alcuni giornalisti, anche di rilievo, che hanno scambiato quella sua ritrosia e semplicità per rifiuto o per problemi di memoria. In realtà Teresa pensava assai poco alle interviste, immersa com era nelle problematiche della sua missione, e questo era contrario al bon ton della comunicazione mediatica. Il suo fare doveva per forza mettere da parte il dire. Fu quel suo fare che la portò a chiedere, in occasione del conferimento del Nobel per la Pace nel 1979, l annullamento del banchetto di festeggiamento per destinare quei soldi, tremila sterline, ai poveri. Un fare coerente, che val bene qualche bella parola in meno. Gualano da una parte non fa accenni - e nomi - alla stampa che avversò l opera di Teresa, ma dall altra prende coraggiosamente di petto la delicatissima questione della notte tonalità pastello, il racconto si trasforma in una minima teoria sulla vita fatalmente infelice evidenzia Antonio Castronuovo nella nota al testo. Ciò è davvero tipico di Irène Nemirovsky (come avevamo già letto nei volumetti precedentemente editi da questa casa editrice, sempre a cura dello scrivente). Un infelicità, quella di Irène, che trova origine nella vita solitaria vissuta fino dalla giovinezza, con il padre sempre impegnato e la madre egocentrica che non le donò mai un sorriso. Una condizione che fece sbocciare la scrittrice che, rifugiatasi nei libri, cominciò presto a scrivere i primi racconti, fin dall inizio con il suo peculiare stile lucido e introspettivo. La collana quadrimestrale di prosa Ocra gialla viene distribuita nelle migliori librerie e si può ricevere anche in abbonamento annuale mentre, per maggiori informazioni e curiosità sulla piccola ma qualificata casa editrice pistoiese, è attivo il sito internet all indirizzo www. viadelvento.it. oscura che la beata attraversò per molti anni e che nel 2007 il Time ribattezzò, su due piedi, ateismo. Quella crisi fa parte del cammino di molti, e soprattutto di diversi santi, come Giovanni della Croce, che ce ne hanno lasciato pagine memorabili. Sono pagine che trasudano nostalgia di Dio e della Casa del Padre, cui si vorrebbe tornare, ma di cui talvolta si perdono le tracce nella selva oscura della vita. La sensazione del silenzio di Dio è parte di questo incredibile cammino di una piccola donna che mette da parte l insegnamento in un tranquillo collegio dalla parte giusta di Calcutta per varcare la soglia della parte oscura, quella contornata non da cespugli di rose ben curate, ma di cattivi odori e raccapriccianti sofferenze. Senza l aiuto di Dio sarebbe stata una impresa impossibile, e i suoi momenti di eclisse furono accettati come prezzo da pagare per quell apparentemente umano, solo umano, miracolo: Ho cominciato ad amare la mia oscurità, perché credo sia una parte, una piccolissima parte, dell oscurità e della sofferenza in cui Gesù visse sulla terra. Poeti Contemporanei Il fico Protendo le mani verso i tuoi rami, quasi spogli, con foglie prosciugate, non più germogli, ma solitudini fra gemma a gemma ora spenta. Nel crepuscolo della stagione lieta, porto per mano la mia vita incespicante, attenta e silenziosa a sperar nei tuoi frutti insperati e cercati. Così, fra piccoli e nodosi ancora acerbi, ne scorgo di più belli. Promettono felicità e succosa dolcezza per ripagare lo sforzo e l attesa di ogni amarezza. Non il bastone che muove i tuoi rami, parabola di ogni vita, io agito la mano, muovo le dita ad aprire la corolla verde e chiusa del frutto matura. Si presenterà vita o spenta dolcezza, sarà la somma dei miei sforzi e il premio di una corsa donata o solo senza linfa e corrose foglie dal vento già gelido della triste stagione che avanza? ottobre. Massimiliano Filippelli

4 4 attualità ecclesiale n. 38 La 2 Novembre 2014 V ita Eterno suscita l idea dell interminabile, del ripetitivo che annoia. Invece, deve tornare ad essere un annuncio, capace di orientare l esistenza terrena, la vita quotidiana. L eternità sarà il momento dell immergersi nell oceano dell infinito amore, nel quale il tempo - il prima e il dopo - non esiste più. Un tuffarsi in Dio, così da essere sopraffatti dalla gioia di Marco Doldi Forse nessuna festa come quella di Tutti i Santi o nessun ricordo come quello della Commemorazione dei defunti pongono davanti a ciascuno la domanda seria: dove andremo dopo questa vita? O, più radicalmente: c è qualcosa dopo la morte? I credenti hanno ricevuto su questo una parola certa, cui guardare con fiducia e il Vangelo insegna che cosa aspetta- LA FESTA DI TUTTI I SANTI Che la vita eterna sia desiderabile re con gratitudine. L attesa di un dopo è inscritta nel cuore di ognuno: l uomo avverte che non può finire tutto con questa vita; sente di aspirare a qualcosa di più. Certamente, non riusciamo ad immaginare come deve essere in realtà la vita dopo la morte, ma sentiamo che c è. Qualcosa in noi lo testimonia, lo attesta. Non è frutto della nostra immaginazione, ma piuttosto è la prova che Dio ha messo nel cuore dell uomo la nozione dell eternità (cfr. Qoelet 3,11). Sì Dio, dopo aver creato nel mondo bella ogni cosa, ha posto nell uomo la chiamata a qualcosa di più. S. Agostino a questo proposito ha scritto c è dunque in noi, per così dire, una dotta ignoranza (Lettera a Proba). Da soli non sappiamo che cosa ci sia dopo questa vita, ma siamo certi che qualcosa ci sia. Questo qualcosa è quello che noi chiamiamo vita beata o vera vita. La vera vita è quella dice ancora S. Agostino al cui confronto questa nostra, da noi tanto amata, per quanto piacevole e lunga, non merita d essere chiamata vita. E, ancora: l unica vera vita, la sola beata è il poter contemplare, immortali per l eternità e incorruttibili nel corpo e nello spirito le delizie di Dio. L uomo è stato creato per questa beatitudine e si realizza pienamente solo così. Ecco perché i beni terreni possono essere di conforto, ma non offrono al cuore dell uomo la pienezza che solo quelli eterni possono dare. Sbaglia l uomo quando considera le ricchezze, le sicurezze umane, gli onori, i piaceri come la propria realizzazione. Questi possono esserci, ma si possono anche perdere; se ci sono, devono servire come mezzi per compiere il bene agli altri. Si confonde l uomo quando considera i beni materiali come il fine della propria esistenza, come se questi offrissero la vita beata. No questa sta altrove! Cerca l uomo la vita vera, la vita beata? Ecco è il punto. Dio ha messo nel cuore dell uomo il pensiero e il desiderio dell eternità, ma questi talvolta sembrano ormai spenti. Forse a motivo di una cattiva comprensione del concetto stesso di eternità. Essa sarebbe un continuo susseguirsi di giorni del calendario, un prolungamento all infinito delle nostre attività e relazioni. Basti pensare che il paradiso viene talvolta presentato come una continuazione materiale di questa vita, come il luogo dove le famiglie si riuniscono al sicuro per sempre. Vita eterna è oggi una parola insufficiente e crea confusione; eterno suscita l idea dell interminabile, del ripetitivo che annoia. Così, l annuncio della vita eterna per molti è divenuta un informazione, che può essere messa accanto alle tante che si possiedono su svariati argomenti. Invece, deve tornare ad essere un annuncio, capace di orientare l esistenza terrena, la vita quotidiana. L eternità sarà il momento dell immergersi nell oceano dell infinito amore, nel quale il tempo il prima e il dopo non esiste più (Spe salvi, 12). Questo momento, giorno che non tramonta, è la vita in senso pieno; un tuffarsi in Dio, così da essere sopraffatti dalla gioia. Sarà lo svelamento della condizione definitiva di figli, abbracciati tutti dall amore del Padre. Se è questa, la vita eterna torna ad essere desiderabile! Ora abbiamo ancora un anno per maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare; a dare risposte ai tanti scoraggiamenti che circondano e soffocano le famiglie. Con queste parole il Papa ha concluso il suo intenso e appassionato discorso - l unico, dopo le parole pronunciate in apertura - al termine del Sinodo straordinario sulla famiglia. Salutato da cinque minuti di applausi, a conclusione di due settimane di lavoro, Francesco ha ricordato ai padri sinodali che c è ancora un anno - da qui alla celebrazione del Sinodo ordinario sulla famiglia (4-25 ottobre 2015) per lavorare sulla Relatio Synodi, il documento finale di questa prima tappa del percorso sinodale, che è stata votata nel suo complesso dalla maggioranza dei 181 padri sinodali presenti, con qualche astensione. Con una decisione senza precedenti, il Papa non solo ne ha autorizzato la pubblicazione, ma ha stabilito che fossero resi pubblici i risultati delle singole votazioni su ogni numero della Relatio, con l indicazione dei voti favorevoli e non favorevoli. Il tutto per trasparenza e chiarezza, in modo che non vi siano confusioni o equivoci, ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, nel briefing della serata del 18 ottobre. Il documento è, dunque, stato approvato in Aula con una CONCLUSA LA PRIMA TAPPA Il Sinodo rilancia una Chiesa che non ha paura Tre i punti - i numeri 52, 53 e 55, relativi all accesso dei divorziati risposati all Eucaristia, alla proposta della comunione spirituale e alle unioni omosessuali - che non hanno ricevuto la maggioranza qualificata. L attenzione ai matrimoni civili e fatte le debite differenze, anche alle convivenze votazione, numero per numero, dei 62 paragrafi, a maggioranza qualificata. Tre i punti - i numeri 52, 53 e 55, relativi all accesso dei divorziati risposati all Eucaristia, alla proposta della comunione spirituale e alle unioni omosessuali - che non hanno ricevuto la maggioranza qualificata, ma solo quella assoluta. Rispetto alla Relatio post disceptationem, la Relatio Synodi è un testo più ampio, che intende essere più bilanciato, equilibrato e sviluppato, ha precisato padre Lombardi. L ottica, ha detto il Papa nel suo discorso, non è quella della Chiesa che guarda l umanità da un castello di vetro per giudicare o classificare le persone, ma di una Chiesa che non ha paura di mangiare e bere con le prostitute e i pubblicani, che ha le porte spalancate per ricevere i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti o quelli che credono di essere perfetti. di M. Michela Nicolais Cinque tentazioni da evitare Ad elencarle ai padri sinodali è stato il Papa. La prima è la tentazione dell irrigidimento ostile, che è propria oggi dei tradizionalisti e anche degli intellettualisti. La seconda è la tentazione del buonismo distruttivo, quella dei buonisti, dei timorosi e anche dei cosiddetti progressisti e liberalisti. La terza è la tentazione di trasformare la pietra in pane e anche di trasformare il pane in pietra. La quarta è scendere dalla croce, per accontentare la gente, piegandosi allo spirito mondano. La quinta, infine, è trascurare il depositum fidei o, all opposto, trascurare la realtà utilizzando un linguaggio di bizantinismi. Mi sarei molto preoccupato e rattristato se non ci fossero state queste tentazioni e queste animate discussioni al Sinodo, ha confessato il Papa: Se tutti fossero stati d accordo o taciturni in una falsa e quietista pace. Invece ho visto e ho ascoltato - con gioia e riconoscenza - discorsi e interventi pieni di fede, di zelo pastorale e dottrinale, di saggezza, di franchezza, di coraggio e di parresia. E questa è la Chiesa, che non ha paura di rimboccarsi le maniche per versare l olio e il vino sulle ferite degli uomini. Verità e bellezza della famiglia e misericordia verso le famiglie ferite e fragili È il paragrafo della Relatio Synodi che fa da cerniera tra la seconda e la terza parte. La Chiesa guarda alle famiglie che restano fedeli agli insegnamenti del Vangelo, ringraziandole e incoraggiandole per la testimonianza che offrono, si legge nel testo. A coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto, la Chiesa si rivolge con amore, riconoscendo che la grazia di Dio opera anche nelle loro vite, dando loro il coraggio per compiere il bene. Per quanto riguarda i divorziati risposati, va ancora approfondita la questione del cammino penitenziale per l eventuale accesso ai sacramenti, tenendo presente la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti. L attenzione ai matrimoni civili Una dimensione nuova della pastorale familiare odierna - viene ribadito nella Relatio - consiste nel prestare attenzione alla realtà dei matrimoni civili tra uomo e donna, ai matrimoni tradizionali e, fatte le debite differenze, anche alle convivenze. Quando l unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come un occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio. Quanto alle unioni omosessuali, ci si è interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Rispetto alla Relazione precedente, inoltre, la Relatio Synodi non fa più riferimento alla legge di gradualità e non parla di bambini che vivono con coppie dello stesso sesso.

5 LaVita 2 Novembre 2014 n. 38 RILEGGIAMO IL SINODO Molto dipenderà dalla sinodalità vissuta nelle Chiese locali Iomandiamo a Massimo Faggioli, un suo giudizio riassuntivo sul Sinodo. I vari passaggi, che hanno scandito l assemblea straordinaria dal questionario preparatorio fino alla Relatio Synodi e che porteranno all assemblea ordinaria del 2015, stanno contribuendo a riconfigurare il concetto di sinodalità? In questo cammino insieme c è un maggior coinvolgimento di tutti i credenti? Il Sinodo dei vescovi non è inteso come un momento celebrativo di un consenso che si dà per scontato, ma è un istituzione per la collegialità tra vescovi in una Chiesa sinodale. La collegialità è una delle modalità del rapporto di comunione tra i vescovi insieme al Papa, mentre la sinodalità coinvolge tutti i fedeli cattolici nella Chiesa, in momenti diversi. Le due realtà hanno bisogno l una dell altra, e Papa Francesco ha chiamato i vescovi a Roma per due Sinodi, tra ottobre 2014 e ottobre 2015, non come tempi isolati, bensì all interno di una rinnovata vita sinodale della Chiesa cattolica. La forma di vita della Chiesa è proprio sinodale e anche la famiglia cristiana si può dire che è come un sinodo in piccolo. Le parole del cardinale Raymundo Damasceno Assis, arcivescovo di Aparecida (Brasile), pronunciate a chiusura dei lavori sinodali, sono la sintesi efficace del cammino intrapreso. Il Sinodo, dunque, riparte Riparte ed è una ripartenza in una situazione molto cambiata, che era difficilmente immaginabile solo due anni fa, quando l esperienza dei Sinodi nei trent anni precedenti era di occasioni celebrative e, quindi, frustranti per i partecipanti. Insomma un percorso nuovo pare tracciato e quello che è già iniziato non è un passaggio qualunque Non è un passaggio qualunque, perché le questioni di cui ha parlato il Sinodo sono questioni nuove nella storia del magistero della Chiesa, che non sia magistero pontificio. E alla luce della storia della Chiesa recente, è chiaro che le risposte date nel post- Concilio non sono esaurienti e definitive. Il Concilio Vaticano II, cinquant anni fa, venne celebrato prima che queste questioni fossero parte della vita di tutte le Chiese locali nella Chiesa globale. In questo senso è un passaggio cruciale perché il dibattito sinodale deve riprendere dalle questioni più difficili, su cui non c è un consenso prestabilito sulle soluzioni pastorali da adottare. In che modo verranno colte le sfide poste dalla Relatio Synodi? Credo che il modo, in cui il dibattito sinodale dell ottobre 2014 si è svolto, avrà un ruolo nel dibattito nella Chiesa universale che inizia adesso: la decisione di Papa Francesco di pubblicare la Relatio con i voti ricevuti per ogni singolo paragrafo è una decisione diretta a fornire una chiave interpretativa a quel documento e alle sue singole parti. Come è stato detto più volte in conferenza stampa, le due celebrazioni del Sinodo a un anno di distanza ricordano per dinamica le intersessioni conciliari, ovvero il periodo gennaio-agosto che intercorse tra le quattro sessioni del Concilio Vaticano II: in quelle intersessioni i documenti discussi dai vescovi a Roma ricevettero contributi essenziali per la loro maturazione. In definitiva, come vivrà la seconda fase questo Sinodo sulla famiglia? Molto dipenderà dal Papa, da come imposterà i prossimi dodici mesi: Papa Francesco ha un disegno ampio in mente e i due Sinodi sono momenti essenziali di questo disegno di riapertura della Chiesa al mondo, come esso è, nel segno della misericordia e dei poveri. Ma molto dipenderà anche dalle Chiese locali, specialmente dai vescovi, ovvero se intendono far vivere di sinodalità anche le loro Chiese locali oppure no. Dall America, il Paese in cui vivo, vengono segnali contrastanti: il neo-arcivescovo di Chicago, ad esempio, è chiaramente in sintonia con Papa Francesco, ma molti altri vescovi, nominati da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, vedono questo pontificato come un elemento di disturbo per una dottrina che considerano consolidata in tutti i suoi dettagli e non soggetta ad alcuno sviluppo. La cosa sorprendente è che non si fanno scrupolo di criticare apertamente il Papa, di fomentare la confusione e la divisione nella Chiesa (come di recente hanno fatto Tobin del Rhode Island e Chaput di Philadelphia). Per loro sinodalità è sinonimo di parlamentarismo o di protestantesimo (inteso in senso negativo). La sfida che attende Papa Francesco e la Chiesa è appena iniziata. attualità ecclesiale 5 Il Papa parla della creazione «Per quanto riguarda la complessa vicenda dell evoluzione e del concetto di natura, voglio solo sottolineare che Dio e Cristo camminano con noi e sono presenti anche nella natura, come ha affermato l apostolo Paolo nel discorso all Areopago. Quando leggiamo nella Genesi il racconto della Creazione rischiamo di immaginare che Dio sia stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare tutte le cose. Ma non è così. Egli ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza. Egli ha dato l autonomia agli esseri dell universo al tempo stesso in cui ha assicurato loro la sua presenza continua, dando l essere ad ogni realtà. E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli, millenni e millenni finché è diventata quella che conosciamo oggi, proprio perché Dio non è un demiurgo o un mago, ma il Creatore che dà l essere a tutti gli enti. L inizio del mondo non è opera del caos che deve a un altro la sua origine, ma deriva direttamente da un Principio supremo che crea per amore. Il Big-Bang, che oggi si pone all origine del mondo, non contraddice l intervento creatore divino ma lo esige. L evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono. Per quanto riguarda l uomo, invece, vi è un cambiamento e una novità. Quando, al sesto giorno del racconto della Genesi, arriva la creazione dell uomo, Dio dà all essere umano un altra autonomia, un autonomia diversa da quella della natura, che è la libertà. Lo rende responsabile della creazione, perché domini il Creato e lo sviluppi fino alla fine dei tempi. Quindi allo scienziato, e soprattutto allo scienziato cristiano, corrisponde l atteggiamento di interrogarsi sull avvenire dell umanità e della terra, e, da essere libero e responsabile, di concorrere a prepararlo, a preservarlo, a eliminarne i rischi dell ambiente sia naturale che umano. Ma, allo stesso tempo, lo scienziato dev essere mosso dalla fiducia che la natura nasconda, nei suoi meccanismi evolutivi, delle potenzialità che spetta all intelligenza e alla libertà scoprire e attuare per arrivare allo sviluppo che è nel disegno del Creatore. Allora, per quanto limitata, l azione dell uomo partecipa della potenza di Dio ed è in grado di costruire un mondo adatto alla sua duplice vita corporea e spirituale; costruire un mondo umano per tutti gli esseri umani e non per un gruppo o una classe di privilegiati». Adifferenza di quanto previsto dal Messale Tridentino, che faceva slittare al lunedì la Commemorazione di tutti i fedeli defunti quando cadeva di domenica, il Messale promulgato da Paolo VI pone questa commemorazione fra le solennità, quindi con un grado superiore alle domeniche. La differenza principale fra il nuovo ed il vecchio rito non è questo, ma principalmente la dimensione pasquale che il nuovo rito ha per celebrare l ingresso nella casa beata dell eternità dei nostri fratelli che ci hanno preceduto nella fede e che finalmente godono in pienezza della redenzione frutto dall incarnazione, passione, morte, risurrezione ed ascensione al cielo del Figlio di Dio, divenuto uno di noi proprio perché tutti, superata la morte, potessimo avere la vita e averla in abbondanza. Questa dimensione pasquale è sottolineata dal canto dell alleluia -proibito nel vecchio rito-, significativo segno di esultanza per la vittoria definitiva, dono di Cristo a tutti gli uomini, sul peccato e sulla morte. Il Canto d Ingresso annuncia il contenuto di una celebrazione che non riguarda solo i defunti, ma tutti i credenti, accomunati in un unica fede: «Gesù è morto ed è risorto; così anche quelli che sono morti in Gesù Dio li radunerà insieme con lui» (1 Ts 4,14). La vittoria di Cristo sulla morte è anche la nostra vittoria. La colletta così infatti commenta, pregando per i defunti, ma anche per noi: «Ascolta, o Dio, la preghiera che la comunità dei credenti innalza a te nella fede del Signore risorto, e conferma in noi la beata speranza che insieme ai nostri fratelli defunti risorgeremo in Cristo a La Parola e le parole Commemorazione di tutti i fedeli defunti anno a vita nuova». Nella prima lettura (Gb 19, ), Giobbe proclama la sua fede in un Dio che non lo lascerà in una situazione di miseria, ma si rivelerà a lui come Dio di consolazione. In una luce neotestamentaria questo testo assume un valore escatologico, anche se di per sé avrebbe un orizzonte più limitato. Stesso discorso per il salmo responsoriale: quel Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi viene dalla liturgia interpretato come l aspettativa della patria beata del cielo. L apostolo Paolo (seconda lettura, Rm 5,5-11) esorta i credenti ad avere quella la speranza che non delude, perché l amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato grazie ad una redenzione gratuita che ci viene da Cristo, nonostante i nostri peccati che non la annullano: «Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi». Gesù stesso (lettura evangelica, Gv 6,37-40) lo aveva espressamente dichiarato: «Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell ultimo giorno». Ma il giorno della Commemorazione di tutti i fedeli defunti resta, comunque, prima di tutto il giorno del suffragio per eccellenza e un grande atto di carità verso coloro che, dopo la morte, soffrono per i debiti residui nei confronti della giustizia divina. Ogni sacerdote può celebrare tre messe in questo giorno, grazie alla commovente bolla Incruentum altaris di papa Benedetto XV, pubblicata il 10 agosto 1915, dunque in piena Prima Guerra Mondiale. Essa spiega la meravigliosa efficacia di suffragio della messa per i fedeli defunti, forse adesso ingiustamente sottovalutata, se non addirittura completamente dimenticata, dato che sono rimasti ormai pochi coloro che sentono il dovere di far celebrare messe di suffragio per i loro defunti. Ecco le forti parole di Benedetto XV, che anche i cattolici di oggi farebbero bene a meditare con attenzione: «La sempre più accesa pietà degli antenati ha fatto sì che, molti secoli fa, nel Regno d Aragona, per una consuetudine sorta a poco a poco, nel giorno della Solenne Commemorazione di tutti i defunti i sacerdoti secolari celebrassero due Messe, e i sacerdoti regolari ne celebrassero tre. [ ] Con l andar del tempo, molte persone, sia Vescovi, sia cittadini di ogni categoria, inviarono alla Sede Apostolica ripetute suppliche affinché si potesse utilizzare questo privilegio in tutto il mondo [ ]. Noi, pertanto, [ ] siamo fortemente spinti, per quanto è in Nostro potere, a riparare in qualche modo ai suffragi che, con grave pregiudizio, sono mancati alle anime. La misericordia Ci commuove oggi in modo maggiore quando, a causa dei luttuosissimi incendi della guerra accesi in quasi tutta l Europa, abbiamo davanti ai Nostri occhi tanta gioventù che nel fiore degli anni muore immaturamente in battaglia. Anche se la pietà dei loro congiunti per suffragare le loro anime non mancherà, tuttavia sarà essa sufficiente per provvedere ai loro bisogni? Da quando, per divina volontà, siamo divenuti il Padre comune di tutti, vogliamo con paterna larghezza rendere partecipi questi carissimi ed amatissimi figli, strappati alla vita, del tesoro dei meriti infiniti di Gesù Cristo. Pertanto [ ] nel giorno della Solenne Commemorazione di tutti i fedeli defunti, in tutta la Chiesa sia lecito ai Sacerdoti celebrare tre Messe, a condizione che una delle tre sia applicata a libera scelta, con possibilità di riceverne l offerta; la seconda Messa, senza alcuna offerta, sia dedicata a tutti i fedeli defunti; la terza sia celebrata secondo l intenzione del Sommo Pontefice, come sopra abbiamo specificato. Per il resto, siamo certi che tutti i Sacerdoti cattolici [ ] vorranno volentieri e con zelo utilizzare l importante privilegio che abbiamo loro concesso. Esortiamo vivamente tutti i figli della Chiesa affinché, memori dei numerosi obblighi che hanno verso i fratelli che sono fra le fiamme del Purgatorio, in questo giorno intervengano con somma fede alle sacre funzioni. Così, in futuro, grazie ad una grande onda salutifera che penetra in Purgatorio da tanti benèfici suffragi, moltissime anime di defunti potranno essere felicemente associate ai celesti beati della Chiesa trionfante». mons. Umberto Pineschi

6 6 n Novembre 2014 La V ita Questo nostro incontro non risponde a un ideologia. Voi non lavorate con idee, lavorate con realtà come quelle che ho menzionato e molte altre che mi avete raccontato. Avete i piedi nel fango e le mani nella carne. Odorate di quartiere, di popolo, di lotta! Vogliamo che si ascolti la vostra voce che, in generale, si ascolta poco. Forse perché disturba, forse perché il vostro grido infastidisce, forse perché si ha paura del cambiamento che voi esigete, ma senza la vostra presenza, senza andare realmente nelle periferie, le buone proposte e i progetti che spesso ascoltiamo nelle conferenze internazionali restano nel regno dell idea, è un mio progetto. Lo scandalo della povertà Non si può affrontare lo scandalo della povertà promuovendo strategie di contenimento che unicamente tranquillizzano e trasformano i poveri in esseri addomesticati e inoffensivi. Che triste vedere che, dietro a presunte opere altruistiche, si riduce l altro alla passività, lo si nega o, peggio ancora, si nascondono affari e ambizioni personali: Gesù le definirebbe ipocrite. Che bello invece quando vediamo in movimento popoli e soprattutto i loro membri più poveri e i giovani. Allora sì, si sente il vento di promessa che ravviva la speranza di un mondo migliore. Che questo vento si trasformi in uragano di speranza. Questo è il mio desiderio. Questo nostro incontro risponde a un anelito molto concreto, qualcosa che qualsiasi padre, qualsiasi madre, vuole per i propri figli; un anelito che dovrebbe essere alla portata di tutti, ma che oggi vediamo con tristezza sempre più lontano dalla maggioranza della gente: terra, casa e lavoro. È strano, ma se parlo di questo per alcuni il Papa è comunista. Non si comprende che l amore per i poveri è al centro del Vangelo. Terra, casa e lavoro, quello per cui voi lottate, sono diritti sacri. Esigere ciò non è affatto strano, è la dottrina sociale della Chiesa. Mi soffermo un po su ognuno di essi perché li avete scelti come parola d ordine per questo incontro. Terra. All inizio della creazione, Dio creò l uomo custode della sua opera, affidandogli l incarico di coltivarla e di proteggerla. Vedo che qui ci sono decine di contadini e di contadine e voglio felicitarmi con loro perché custodiscono la terra, la coltivano e lo fanno in comunità. Mi preoccupa lo sradicamento di tanti fratelli contadini che soffrono per questo motivo e non per guerre o disastri naturali. L accaparramento di terre, la deforestazione, l appropriazione dell acqua, i pesticidi inadeguati, sono alcuni dei mali che strappano l uomo dalla sua terra natale. Questa dolorosa separazione non è solo fisica ma anche esistenziale e spirituale, perché esiste una relazione con la terra che sta mettendo la comunità rurale e il suo peculiare stile di vita in palese decadenza e addirittura a rischio di estinzione. L altra dimensione del processo già globale è la fame. Quando la speculazione finanziaria condiziona il prezzo degli alimenti trattandoli come una merce qualsiasi, milioni di persone soffrono e muoiono di fame. Dall altra parte si scartano tonnellate di alimenti. Ciò costituisce un vero scandalo. La fame è criminale, l alimentazione è un diritto inalienabile. So che alcuni di voi chiedono una riforma agraria per risolvere alcuni di questi problemi e, lasciatemi dire che in certi paesi, e qui IL PENSIERO SOCIALE DI PAPA FRANCESCO Un fortissimo discorso all incontro dei movimenti popolari L invito a lottare contro la povertà. Il Papa parla in nome del Vangelo e non per una sua posizione politica: Non sono comunista cito il compendio della Dottrina sociale della Chiesa, la riforma agraria diventa pertanto, oltre che una necessità politica, un obbligo morale (CDSC, 300). Casa. L ho già detto e lo ripeto: una casa per ogni famiglia. Non bisogna mai dimenticare che Gesù nacque in una stalla perché negli alloggi non c era posto, che la sua famiglia dovette abbandonare la propria casa e fuggire in Egitto, perseguitata da Erode. Oggi ci sono tante famiglie senza casa, o perché non l hanno mai avuta o perché l hanno persa per diversi motivi. Famiglia e casa vanno di pari passo! Ma un tetto, perché sia una casa, deve anche avere una dimensione comunitaria: il quartiere ed è proprio nel quartiere che s inizia a costruire questa grande famiglia dell umanità, a partire da ciò che è più immediato, dalla convivenza col vicinato. Oggi viviamo in immense città che si mostrano moderne, orgogliose e addirittura vanitose. Città che offrono innumerevoli piaceri e benessere per una minoranza felice ma si nega una casa a migliaia di nostri vicini e fratelli, persino bambini, e li si chiama, elegantemente, persone senza fissa dimora. È curioso come nel mondo delle ingiustizie abbondino gli eufemismi. Non si dicono le parole con precisione, e la realtà si cerca nell eufemismo. Una persona, una persona segregata, una persona accantonata, una persona che sta soffrendo per la miseria, per la fame, è una persona senza fissa dimora; espressione elegante, no? Voi cercate sempre; potrei sbagliarmi in qualche caso, ma in generale dietro un eufemismo c è un delitto. Viviamo in città che costruiscono torri, centri commerciali, fanno affari immobiliari ma abbandonano una parte di sé ai margini, nelle periferie. Quanto fa male sentire che gli insediamenti poveri sono emarginati o, peggio ancora, che li si vuole sradicare! Sono crudeli le immagini degli sgomberi forzati, delle gru che demoliscono baracche, immagini tanto simili a quelle della guerra. E questo si vede oggi. Lavoro. Non esiste peggiore povertà materiale -mi preme sottolinearlo- di quella che non permette di guadagnarsi il pane e priva della dignità del lavoro. La disoccupazione giovanile, l informalità e la mancanza di diritti lavorativi non sono inevitabili, sono il risultato di una previa opzione sociale, di un sistema economico che mette i benefici al di sopra dell uomo, se il beneficio è economico, al di sopra dell umanità o al di sopra dell uomo, sono effetti di una cultura dello scarto che considera l essere umano di per sé come un bene di consumo, che si può usare e poi buttare. Oggi al fenomeno dello sfruttamento e dell oppressione si somma una nuova dimensione, una sfumatura grafica e dura dell ingiustizia sociale; quelli che non si possono integrare, gli esclusi sono scarti, eccedenze. Questa è la cultura dello scarto, e su questo punto vorrei aggiungere qualcosa che non ho qui scritto, ma che mi è venuta in mente ora. Questo succede quando al centro di un sistema economico c è il dio denaro e non l uomo, la persona umana. Sì, al centro di ogni sistema sociale o economico deve esserci la persona, immagine di Dio, creata perché fosse il denominatore dell universo. Quando la persona viene spostata e arriva il dio denaro si produce questo sconvolgimento di valori. Cultura dello scarto Per quanto riguarda lo scarto dobbiamo anche essere un po attenti a quanto accade nella nostra società. Sto ripetendo cose che ho detto e che stanno nella Evangelii gaudium. Oggi si scartano i bambini perché il tasso di natalità in molti paesi della terra è diminuito o si scartano i bambini per mancanza di cibo o perché vengono uccisi prima di nascere; scarto di bambini. Si scartano gli anziani perché non servono, non producono; né bambini né anziani producono, allora con sistemi più o meno sofisticati li si abbandona lentamente, e ora, poiché in questa crisi occorre recuperare un certo equilibrio, stiamo assistendo a un terzo scarto molto doloroso: lo scarto dei giovani. Milioni di giovani -non dico la cifra perché non la conosco esattamente e quella che ho letto mi sembra un po esagerata- milioni di giovani sono scartati dal lavoro, disoccupati. Nei paesi europei, e queste sì sono statistiche molto chiare, qui in Italia, i giovani disoccupati sono un po più del quaranta per cento; sapete cosa significa quaranta per cento di giovani, un intera generazione, annullare un intera generazione per mantenere l equilibrio. In un altro paese europeo sta superando il cinquanta per cento, e in quello stesso paese del cinquanta per cento, nel sud è il sessanta per cento. Sono cifre chiare, ossia dello scarto. Scarto di bambini, scarto di anziani, che non producono, e dobbiamo sacrificare una generazione di giovani, scarto di giovani, per poter mantenere e riequilibrare un sistema nel quale al centro c è il dio denaro e non la persona umana. Nonostante questa cultura dello scarto, questa cultura delle eccedenze, molti di voi, lavoratori esclusi, eccedenze per questo sistema, avete inventato il vostro lavoro con tutto ciò che sembrava non poter essere più utilizzato ma voi con la vostra abilità artigianale, che vi ha dato Dio, con la vostra ricerca, con la vostra solidarietà, con il vostro lavoro comunitario, con la vostra economia popolare, ci siete riusciti e ci state riuscendo... E, lasciatemelo dire, questo, oltre che lavoro, è poesia! Grazie. Già ora, ogni lavoratore, faccia parte o meno del sistema formale del lavoro stipendiato, ha diritto a una remunerazione degna, alla sicurezza sociale e a una copertura pensionistica. Qui ci sono cartoneros, riciclatori, venditori ambulanti, sarti, artigiani, pescatori, contadini, muratori, minatori, operai di imprese recuperate, membri di cooperative di ogni tipo e persone che svolgono mestieri più comuni, che sono esclusi dai diritti dei lavoratori, ai quali viene negata la possibilità di avere un sindacato, che non hanno un entrata adeguata e stabile. Oggi voglio unire la mia voce alla loro e accompagnarli nella lotta. In questo incontro avete parlato anche di Pace ed Ecologia. È logico: non ci può essere terra, non ci può essere casa, non ci può essere lavoro se non abbiamo pace e se distruggiamo il pianeta. Sono temi così importanti che i popoli e le loro organizzazioni di base non possono non affrontare. Non possono restare solo nelle mani dei dirigenti politici. Tutti i popoli della terra, tutti gli uomini e le donne di buona volontà, tutti dobbiamo alzare la voce in difesa di questi due preziosi doni: la pace e la natura. La sorella madre terra, come la chiamava san Francesco d Assisi. Poco fa ho detto, e lo ripeto, che stiamo vivendo la terza guerra mondiale, ma a pezzi. Ci sono sistemi economici che per sopravvivere devono fare la guerra. Allora si fabbricano e si vendono armi e così i bilanci delle economie che sacrificano l uomo ai piedi dell idolo del denaro ovviamente vengono sanati. E non si pensa ai bambini affamati nei campi profughi, non si pensa ai dislocamenti forzati, non si pensa alle case distrutte, non si pensa neppure a tante vite spezzate. Quanta sofferenza, quanta distruzione, quanto dolore! Oggi, care sorelle e cari fratelli, si leva in ogni parte della terra, in ogni popolo, in ogni cuore e nei movimenti popolari, il grido della pace: Mai più la guerra! Un sistema economico incentrato sul dio denaro ha anche bisogno di saccheggiare la natura, saccheggiare la natura per sostenere il ritmo frenetico di consumo che gli è proprio. Il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità, la deforestazione stanno già mostrando i loro effetti devastanti nelle grandi catastrofi a cui assistiamo, e a soffrire di più siete voi, gli umili, voi che vivete vicino alle coste in abitazioni precarie o che siete tanto vulnerabili economicamente da perdere tutto di fronte a un disastro naturale. Fratelli e sorelle: il creato non è una proprietà di cui possiamo disporre a nostro piacere; e ancor meno è una proprietà solo di alcuni, di pochi. Il creato è un dono, è un regalo, un dono meraviglioso che Dio ci ha dato perché ce ne prendiamo cura e lo utilizziamo a beneficio di tutti, sempre con rispetto e gratitudine. Forse sapete che sto preparando un enciclica sull Ecologia: siate certi che le vostre preoccupazioni saranno presenti in essa. Ringrazio, approfitto per ringraziare per la lettera che mi hanno fatto pervenire i membri della Vía Campesina, la Federazione dei Cartoneros e tanti altri fratelli a riguardo. Alcuni di voi hanno detto: questo sistema non si sopporta più. Dobbiamo cambiarlo, dobbiamo rimettere la dignità umana al centro e su quel pilastro vanno costruite le strutture sociali alternative di cui abbiamo bisogno. Va fatto con coraggio, ma anche con intelligenza. Con tenacia, ma senza fanatismo. Con passione, ma senza violenza. E tutti insieme, affrontando i conflitti senza rimanervi intrappolati, cercando sempre di risolvere le tensioni per raggiungere un livello superiore di unità, di pace e di giustizia. Noi cristiani abbiamo qualcosa di molto bello, una linea di azione, un programma, potremmo dire, rivoluzionario. Vi raccomando vivamente di leggerlo, di leggere le beatitudini che sono contenute nel capitolo 5 di san Matteo e 6 di san Luca (cfr. Matteo, 5, 3 e Luca, 6, 20), e di leggere il passo di Matteo 25. L ho detto ai giovani a Rio de Janeiro, in queste due cose hanno il programma di azione.

7 Pistoia Sette N NOVEMBRE 2014 CENTRO CULTURALE J. MARITAIN La chiesa di Papa Francesco to Dio il Dio delle sorprese. Una verità non soltanto proclamata ma anche attuata nei suoi atteggiamenti. Per questo rimaniamo in attesa, con grande fiducia e speranza. La rivoluzione di cui egli è protagonista è evidente che non deve finire a lui, ma arrivare a tutti coloro che lo venerano come pastore, specialmente a coloro che condividono con lui il ministero della presidenza della comunità cristiana. Un Papa così non può che essere circondato da una chiesa che ne imita le mosse. Sorprendentemente uscito eletto dall ultimo conclave, Papa Francesco continua ancora a sorprendere: si può dire che ogni giorno ci riserva una sorpresa. Impossibile presentare in breve spazio tutto quello che egli ha detto, tutto quello che ha fatto e quello che promette di fare nel futuro. Con una malcelata fretta perché i tempi si sono fatti brevi e certe riforme ormai si impongono in modo impellente. Lo potremo fare meglio in un incontro prolungato, guidati da un testimone qualificato dell attuale vita della chiesa, com è il direttore della prestigiosa rivista Il Regno. Forse la qualifica che riassume meglio il carattere del nuovo pontificato, è quella che fa riferimento all attento ascolto dei segni dei tempi che stanno bussando prepotentemente alle porte della chiesa. Più di ogni altro, Papa Francesco è il Papa dei segni dei tempi, delle sorprese dello Spirito Santo, dell ascolto attento di quanto si muove all interno della comunità che egli è chiamato a presiedere. In questo senso egli appare come la persona più indicata per l attuazione completa degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, il quale per arrivare alla sua completezza ha bisogno di una forte spinta e di indicazioni decise che si impongano all intera comunità cattolica. Non ha senso parlare di un nuovo concilio, come si fa da alcune parti, se prima non si è attuato, almeno sostanzialmente, quanto il concilio precedente ha deliberato. Un uomo dolce e benevolo, ma di forte volontà e di idee chiare. Tutto questo Papa Francesco l ha dimostrato in particolare nella gestione dell ultimo Sinodo dei Vescovi, dedicato coraggiosamente a uno dei temi più scottanti di questo momento e non soltanto. Sorprendente la libertà che egli Giovedì 6 novembre alle ore 21, in seminario Gianfranco Brunelli, direttore della rivista cattolica Il Regno, terrà una relazione sulla figura del nostro Papa non soltanto ha concesso, ma che ha chiesto insistentemente ai padri sinodali: qualcosa che è apparso come una grande novità rispetto a tutti gli altri sinodi del passato. Con la stessa libertà e la stessa lungimiranza, appena finiti i lavori sinodali, egli ha detto senza mezzi termini: Ora pubblicate tutto. Tutto significa le concusioni votate e il numero dei voti che ogni proposizione ha ottenuto. Un metodo che chiama in causa tutta quanta la chiesa, che ora è sollecitata a riflettere seriamente specialmente sulle proposizioni che non hanno ottenuto la maggioranza qualificata dei votanti e cioè le decisioni riguardanti la comunione dei divorziati risposati e il comportamento relativo agli omosessuali. Impossibile non mettere in luce, parlando di Papa Francesco, la sua attenzione ai poveri e la richiesta continua di una chiesa che viva e pratichi la povertà in tutte le sue espressioni. Egli porta con sé il pensiero della teologia e della prassi pastorale delle chiese sudamericane. Della povertà egli ha dato l esempio con le sue scelte, come quella di non abitare nei palazzi pontifici ma in un semplice appartamento di una casa di accoglienza, e ASSOCIAZIONE SANMARTINO DE PORRES Qui nessuno è straniero 20 anni di attività Sabato 8 novembre, in Seminario vescovile (Via Puccini, 36 Pistoia) l associazione San Martino de Porres ricorderà i suoi venti anni di attività. Sono stati anni operosi in cui l attenzione ai migranti si è allargata per il numero crescente di coloro che hanno bussato alle nostre porte. La celebrazione prevede momenti di riflessione e di preghiera a cui sono invitati gli amici e tutti coloro che hanno a cuore il problema sempre più grave della immigrazione. SEMINARIO VESCOVILE - SABATO 8 NOVEMBRE 2014 Ore 9: Messa in S. Chiara (Via Puccini 34) Ore 10: Introduzione e presentazione del libro Qui nessuno è straniero Interventi Prof.ssa Rosanna Virgili, docente di esegesi biblica c/o Istituto Teologico Marchigiano L accoglienza nella Bibbia Nadia Vettori, missionaria laica in Brasile L accoglienza nelle periferie del mondo All interno del seminario vescovile verrà allestito un percorso sulla memoria dei 20 anni dell Associazione. quella della rinuncia a tanti privilegi che la storia aveva accumulato attorno alla figura del pontefice. Ricordiamo ancora la sua insistenza sulla misericordia, sulla sinodalità sul valore dei gesti, di cui egli ha dato esempi semplicemente eclatanti. Il discorso non finisce affatto qui. Una delle sue ultime sorprese è quella di aver defini- Celebrazione per i defunti PROGRAMMA 1 novembre ore 15,30: Messa al cimitero della Misericordia ore 18,00: Messa in cattedrale 2 novembre ore 9,30: Messa in Cattedrale ore 15,30: Messa Cimitero comunale (Ogni eventuale cambiamento verrà comunicato sul sito della diocesi MADONNA DELL UMILTA Veglia di Tutti i Santi Venerdì 31 ottobre 2014 alle ore 21, nella Basilica della Madonna dell Umiltà, don Giordano Favillini presiede la Veglia di Tutti i Santi. Sabato 1 novembre alle ore 10, suor Daniela della Fraternità di Gerusalemme emetterà i primi voti. IN Cattedrale Vespro d organo con Andrea Vannucchi Musiche di Johann Sebastian Bach, Franz Liszt, Carl Philipp Emanuel Bach e August Gottfried Ritter, per il Vespro d organo in programma domenica 2 novembre, alla ore 17, nella Cattedrale di San Zeno. All organo Costamamagna (1969), Andrea Vannucchi, che oltre ad essere l organista titolare della chiesa pistoiese di Sant Ignazio, insegna presso la scuola comunale di musica Teodulo Mabellini di Pistoia e il conservatorio di musica Francesco Morlacchi di Perugia e dal 2009 affianca Umberto Pineschi nella docenza dei corsi di perfezionamento alla Shirakawa Italian Organ Music Academy (Giappone).

8 8 comunità ecclesiale n Novembre 2014 La V ita VICARIATO DI CITTà Incontri di approfondimento della fede in preparazione alla Cresima degli adulti Innanzi tutto: chi sono gli adulti? Per Adulti si intendono tutti coloro che hanno superato l età consueta dei gruppi di preparazione alla cresima e che hanno, quindi, dai 16 anni in poi. Il vicariato di città della diocesi presenta un itinerario di fede per coloro che chiedono il sacramento della cresima in età adulta. E il sacramento che completa il cammino di iniziazione cristiana e conferma il battesimo ricevuto nell infanzia. Per tante persone questo percorso permette di riscoprire il valore della fede nella vita, e di prendere coscienza con maggiore responsabilità del dono del Battesimo. Riscoprire un mondo che ormai sembrerebbe lontano; ricominciare uno stile di vita abbandonato negli archivi dell adolescenza. A volte si ha necessità di fare la Cresima quando ci si deve sposare o quando si viene scelti come padrino o madrina per altri sacramenti, ma questa può trasformarsi in una preziosa occasione per scoprire, o riscoprire, un Padre che ci ama. Per questo gli incontri che sono stati programmati presentano momenti di riflessione sulla parola di Dio o di preghiera. Il cammino che viene proposto cerca di approfondire i temi principali della nostra fede cristiana, di riprendere familiarità con il vangelo e con la vita della comunità cristiana che, magari, si è interrotta, per i più diversi motivi, al tempo della preparazione alla prima comunione. Obiettivo dunque non è solo dare informazione religiosa, ma offrire con semplicità motivazioni per riprendere in mano la propria vita di credenti ed orientarla verso Dio. Ascoltiamo Papa Francesco: MOICA Gita culturale sul territorio Lunedì 20 ottobre ha avuto luogo la consueta gita autunnale del Moica, che ha registrato come sempre una numerosa partecipazione dei soci. L iniziativa si inquadra in un progetto di educazione permanente che si sviluppa nel pistoiese e nelle zone limitrofe e ha per fine una migliore conoscenza del territorio, proprio sulla base di una considerazione di estremo buon senso: si ama e si rispetta soprattutto ciò che si conosce. Paradossalmente invece si preferisce spesso conoscere ciò che è lontano, ignorando le caratteristiche del territorio in cui si vive e che si è venuto configurando così com è attualmente attraverso l opera delle generazioni che ci hanno preceduto. La gita del 20 ottobre prevedeva nella mattinata la visita della villa medicea La Magia a Quarrata. Si è iniziato dal giardino all italiana il cui belvedere, tra una profusione di rose e limoni, domina uno spettacolare panorama del Montalbano. Molto ammirati sono stati gli affreschi di Domenico Ferretti nel grande salone, il vasto cortile interno con vasca centrale e in generale l impianto architettonico, di un barocco temperato da una certa sobrietà nelle decorazioni. Il parco comprende specie botaniche di grande interesse, tra i quali un grande esemplare di ginkgo biloba più che bicentenario. Il comune di Quarrata, che è proprietario della villa dal 2000, ha costituito negli spazi esterni un parco tematico di arte ambientale al quale hanno contribuito artisti contemporanei tra i più noti. Ad essi è stato affidato il compito di interpretare il genius loci attraverso le loro istallazioni artistiche. Nel Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Vorrei soffermarmi oggi sull azione che lo Spirito Santo compie nel guidare la Chiesa e ciascuno di noi alla Verità. Gesù stesso dice ai discepoli: lo Spirito Santo «vi guiderà a tutta la verità», essendo Egli stesso «lo Spirito di Verità». Viviamo in un epoca in cui si è piuttosto scettici nei confronti della verità. Benedetto XVI ha parlato molte volte di relativismo, della tendenza cioè a ritenere che non ci sia nulla di definitivo e a pensare che la verità venga data dal consenso o da quello che noi vogliamo. Sorge la domanda: esiste veramente la verità? Che cos è la verità? Possiamo conoscerla? Possiamo trovarla? Qui mi viene in mente la domanda del Procuratore romano Ponzio Pilato quando Gesù gli rivela il senso profondo della sua missione: «Che cos è la verità?». Pilato non riesce a capire che la Verità è davanti a lui, non riesce a vedere in Gesù il volto della verità, che è il volto di Dio. Eppure, Gesù è proprio questo: la Verità, che, nella pienezza dei tempi, «si è fatta carne», è venuta in mezzo a noi perché noi la conoscessimo. La verità non si afferra come una cosa, la verità si incontra. Non è un possesso, è un incontro con una Persona. Ma chi ci fa riconoscere che Gesù è la Parola di verità, il Figlio unigenito di Dio Padre? San Paolo insegna che «nessuno può dire: Gesù è Signore! se non sotto l azione dello Spirito Santo». E proprio lo Spirito Santo, il dono di Cristo Risorto, che ci fa riconoscere la Verità. Gesù lo definisce il Paraclito, cioè colui che ci viene in aiuto, che è al nostro fianco per sostenerci in questo cammino di conoscenza; e, durante l Ultima Cena, Gesù assicura ai discepoli che lo Spirito Santo insegnerà ogni cosa, ricordando loro le sue parole. Qual è allora l azione dello Spirito Santo nella nostra vita e nella vita della Chiesa per guidarci alla verità? Anzitutto, ricorda e imprime nei cuori dei credenti le parole che Gesù ha detto, e, proprio attraverso tali parole, la legge di Dio -come avevano annunciato i profeti dell Antico Testamento- viene inscritta nel nostro cuore e diventa in noi principio di valutazione nelle scelte e di guida nelle azioni quotidiane, diventa principio di vita. Lo Spirito Santo, poi, come promette Gesù, ci guida «a tutta la verità»; ci guida non solo all incontro con Gesù, pienezza della Verità, ma ci guida anche dentro la Verità, ci fa entrare cioè in una comunione sempre più profonda con Gesù, donandoci l intelligenza delle cose di Dio. Calendario degli incontri Venerdì , Venerdì , Venerdì , Venerdì , Venerdì , Venerdì , Venerdì Un ultimo incontro, la cui data verrà comunicata ai partecipanti nel corso del programma, avrà come tema specifico: Liturgia e rito del sacramento della cresima. Gli incontri inizieranno alle 21 presso il seminario vescovile, via Puccini, 36 - Pistoia. La cresima agli adulti verrà amministrata martedì 6 gennaio 2015 alle 10,30 nella Basilica Cattedrale di San Zeno a Pistoia. La solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta da monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia La Magia è stata inserita nella lista del Patrimonio dell umanità Unesco. Conclusa questa prima visita, dopo un ottimo pranzo in un noto ristorante del centro di Montale, si è dato inizio alla seconda parte del programma che prevedeva la visita alla villa Smilea, di proprietà del comune di Montale dal Molto diversa dalla villa di Quarrata, questa di Montale presenta insieme aspetti di villa, di fattoria, ma anche di castello per la presenza di due poderose torri. Le due ville hanno in comune il fatto che i primitivi nuclei di entrambe le costruzione furono fatti erigere dalla potente famiglia dei Panciatichi. Più rustica della Magia, la Smilea presenta comunque decorazioni pittoriche interessanti: basti citare la sala del caminetto, dalle pareti interamente decorate da scene di paesaggio, o la sala dal soffitto interamente coperto da un grande drappo dipinto, lieve e fluttuante come fosse di seta, di grande effetto visivo. Anche in questo caso la villa ospita all interno e in giardino opere d arte contemporanea. Si tratta nella maggior parte dei casi di opere dello scultore Jorio Vivarelli, che nel comune di Montale, e precisamente nella frazione di Fognano, ebbe i natali nel Per rendergli omaggio, abbiamo concluso la gita proprio a Fognano, per vedere il monumento ai caduti di tutte le guerre dal titolo Il sacrificio-una morte per la vita, un opera di Vivarelli particolarmente intensa ed emotivamente coinvolgente. Come si può desumere, si è trattato di una giornata ben spesa che ci ha culturalmente arricchito. Piera Petracchi SUORE DOMENICANE Donna consacrata nella chiesa di oggi Domenica 9 novembre alle 15,30, presso le Suore domenicane in piazza San Domenico 2 a Pistoia, ci sarà l incontro con suor Antonietta Potente (suora domenicana teologa, che ha vissuto tanti anni in Bolivia) approfondirà il tema: Donna consacrata nella chiesa di oggi. Dopo l incontro, alle 17,30 ci sarà la celebrazione dei vespri. Associazione tutti figli dello stesso padre Un ciclo di incontri In un momento in cui la chiesa si sta confrontando ed interrogando sulla famiglia e sui diversi modi di fare famiglia nella nostra società, l associazione Tutti figli dello stesso padre riparte con il programma annuale ricco di tematiche stimolanti per comprendere meglio determinate problematiche. Si riprende il cammino di accoglienza e di preghiera con le persone o coppie separate, divorziate e ricostituite. In un clima di fraternità e semplicità sono ormai quattordici anni che l Associazione cerca di dare una piccola risposta alle direttive della Familiaris consorzio in riferimento a queste situazioni che sono in continuo aumento. Anche quest anno gli appuntamenti si svolgono alla Villa al Palco, via del Palco a Prato, il sabato dalle 17 alle 22. La tematica del giorno viene sviluppata dal relatore incaricato a cui segue la discussione. La serata si conclude con la cena (facoltativa) presso la villa alla cifra di 10 euro. Le date e le tematiche di quest anno sono le seguenti: 8 novembre 2014 Dio (Padre, Gesù, Spirito Santo) vuole sempre tanto bene a ciascuno di noi, nonostante le deboloezze, inadempienze, fragilità e peccati. Monsignor Lorenzo Lenzi, psicoterapeuta 13 dicembre 2014 Il sacramento del Battesimo e della Cresima ci hanno resi per sempre figli di Dio Suor Fabrizia Giacobbe, domenicana, docente della facoltà teologica di Firenze 17 gennaio 2015 La comunione sacramentale e spirituale Don Helmut Szeliga, direttore della pastorale familiare di Prato 21 febbraio 2015 Il sacramento del matrimonio Guido e Franca Sardi 15 aprile 2015 La fede in Dio: aspetto importante della nostra condotta Paolo e Luciana Bellezza 23 maggio 2015 Nullità matrimoniale Don Daniele Scaccini, cancelliere diocesano di Prato. INFO: Guido e Franca Sardi tel CENTRO MONTEOLIVETO La spiritualità apostolica di Papa Francesco Presso la Biblioteca del Centro Monteoliveto, via Bindi, 14, sabato 8 novembre, alle ore 18, don Diego Pancaldo tratterà il tema La spiritualità apostolica di Papa Francesco. Tutti sono invitati a partecipare.

9 LaVita 2 Novembre 2014 n. 38 comunità ecclesiale 9 Per conoscere meglio monsignor Fausto Tardelli, La testimonianza di Michael Cantarella e di don Francesco Ricciarelli dell Ufficio Stampa della diocesi di San Miniato di Daniela Raspollini Il vescovo monsignor Fausto Tardelli lascia San Miniato: il Santo Padre lo ha destinato alla diocesi di Pistoia. Questo l annuncio dato l 8 ottobre scorso dall addetto stampa della diocesi di San Miniato, Michael Cantarella, assieme al direttore dell ufficio comunicazioni sociali don Francesco Ricciarelli. A loro abbiamo richiesto una testimonianza dei loro anni a fianco di monsignor Tardelli. vescovo di Pistoia La testimonianza di Michael Cantarella Cosa vorrebbe ricordare di questi anni come addetto stampa dell Ufficio delle comunicazioni sociali a fianco di monsignor Tardelli? Quale messaggio vuole dare ai fratelli della chiesa di Pistoia? Gli ultimi anni sono passati in un soffio, anche perché sono state veramente tante le vicende che hanno coinvolto il vescovo. Una però mi ha colpito in particolare: durante la crisi delle primavere arabe, nel 2001, alcuni profughi sbarcati a Lampedusa furono destinati nei centri di accoglienza toscani. Monsignor Tardelli fu uno dei pochi a mettere a disposizione delle amministrazioni una struttura della diocesi per accogliere dei cittadini tunisini, non senza riscontrare qualche mugugno da parte dei fedeli. Ecco cosa scrisse alla diocesi: Carissimi fratelli e sorelle della cara diocesi di San Miniato, l emergenza che si è creata con la guerra e le agitazioni nel vicino Nord Africa, chiedono anche a noi attenzione e disponibilità. Non vogliamo ora indagare su cause e responsabilità che pure ci sono, né vogliamo farci prendere dal timore che possa succedere chissà che cosa se ci diamo da fare per alleviare il disagio momentaneo di alcuni nostri fratelli. Noi sappiamo direttamente dal nostro maestro e Signore Gesù che quando un fratello è in difficoltà, occorre aprire il cuore e la mente per cercare di alleviare nell immediato il disagio e a lungo termine avviare vie di prevenzione e soluzione dei problemi. Per questo motivo, ritenendo di fare quanto la Chiesa è giusto che faccia nei limiti delle sue possibilità, ho deciso di mettere a disposizione temporanea di un gruppo di immigrati indicati dall autorità competente, la struttura di proprietà della diocesi. La sera stessa della decisione si presentò nella parrocchia dove erano alloggiati i migranti per parlare con il consiglio pastorale a spiegare a quei fedeli che vivevano la vicenda con timore le ragioni della scelta. Un atto coraggioso che mi colpì molto. Su quali aspetti della sua opera pastorale vi siete maggiormente impegnati? Quali sono stati gli anni in cui la chiesa di San Miniato ha promosso significativi eventi? Monsignor Fausto ha sempre avuto molto a cuore la formazione dei fedeli. Nel corso degli anni ci sono stati molti momenti di incontro e formazione per gli operatori pastorali: convegni, lectio divine, l annuale convegno catechistico, la scuola teologica diocesana per citarne solo alcuni. Il vescovo ha poi tenuto un corso monografico sulla dottrina sociale della chiesa, sul Credo e sui Comandamenti. Egli ha sempre prodotto molti materiali per la riflessione personale: il cammino pastorale, che come filo conduttore ha avuto sicuramente il tema della speranza, è stato molto intenso. Per quel riguarda gli eventi sono stati talmente tanti che difficile scegliere i più importanti. Credo però che il vescovo sia molto affezionato ai pellegrinaggi: quello in terra santa con i giovani del 2009, Lourdes del 2008 e il viaggio a Roma in occasione dell anno della fede, nel 2013: oltre 2000 persone in San Pietro. Una bella soddisfazione per lui e per la diocesi intera. Quali sono stati gli elementi che hanno contrassegnato un cammino di comunione percorso dalla chiesa sanminiantese? Io penso che il cammino più importante che il vescovo ha portato avanti sia stato quello con i sacerdoti. Forse essendo un laico non posso capirlo fino in fondo, ma ho davvero ammirato il vescovo nella ricerca di un rapporto di comunione fraterna con i suoi sacerdoti. Un cammino che lo ha visto cercare momenti di preghiera e formazione assieme a loro, nella ricerca costante della costruzione di un rapporto filiale. Per i seminaristi poi ha sempre avuto un attenzione particolare, davvero paragonabile a quella di un padre. Nella sua ultima lettera pastorale Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi il vescovo invita i fedeli ad essere concreti ed autentici missionari e a mostrare il volto misericordioso del Padre: è importante soffermarsi su altri punti che invitano i discepoli del Signore a chinarsi senza paura sull umanità affaticata e ferita? L analisi del vescovo nella sua a questo punto ultima lettera pastorale alla diocesi è davvero un eredità importante. Egli invita i fedeli a riconoscere le ferite del nostro tempo, ferite che ci colpiscono nella dignità, nel corpo, nel cuore. Partendo da qui, da quello che è il nostro tempo, ci sprona a ricordarci di prestare opere di misericordia verso i nostri fratelli. Un rimedio che sembra semplice, ma che è un invito a scoprire la bellezza del dono reciproco. Un dono che a volte è dimenticato, anche nelle nostre comunità cristiane. Monsignor Tardelli richiama l attenzione sull importanza di affidarsi a Maria. Nella diocesi di San Miniato ci sono importanti santuari mariani? In diocesi ci sono molti e importantissimi santuari mariani. Quello della Madre della Divina Grazia di San Romano, la Madonna dei Bimbi di Gigoli, il Ss Annunziata di Capannoli. Pensate che ogni primo sabato del mese, per anni il vescovo ha condotto brevi pellegrinaggi a piedi nei santuari mariani diocesani. Un esempio della devozione del vescovo a Maria, che è davvero forte. Egli infatti non ha smesso e credo che lo farà ancora da Pistoia di affidare il suo ministero e tutta la diocesi alla sua materna protezione. La testimonianza di don Francesco Ricciarelli Anche don Francesco Ricciarelli ci parla dei dieci anni trascorsi a fianco del vescovo sottolineando gli aspetti più significativi della sua pastorale. Egli afferma: Ripensare a questi dieci anni in cui monsignor Tardelli ha guidato la chiesa di San Miniato è anzitutto occasione di ringraziamento al Signore per il dono di un pastore così pronto nel rispondere alle sfide del proprio tempo. Dal 2004 ad oggi il vescovo Fausto ha condotto la nostra diocesi attraverso vicissitudini non certo non facili. La crisi economica che si è manifestata in tutta la sua drammaticità ha segnato profondamente le famiglie il mondo del lavoro e la società intera. L immigrazione ha cambiato il volto del nostro territorio sollecitando la chiesa a una conversione pastorale e a un rinnovato impegno caritativo. L esplosione dei media ha aperto nuovi campi di evangelizzazione specialmente tra i giovani, sempre più immersi in un ambiente interconnesso, ma spesso anche sempre più soli. Monsignor Tardelli non si è tirato indietro d fronte a queste sfide, promuovendo iniziative di solidarietà, invitando i parroci e gli operatori diocesani all attenzione per le famiglie, specialmente quelle in difficoltà, cogliendo ogni occasione per farsi vicino ai piccoli agli ultimi, ai nuovi poveri. In questi dieci anni di episcopato monsignor Tardelli ha portato avanti la riorganizzazione del territorio diocesano, ha fomentato in maniera instancabile la collaborazione tra i parroci, tra le comunità parrocchiali e tra le diverse espressioni del mondo ecclesiale. Ha inoltre sostenuto l integrazione dei sacerdoti stranieri, una ricchezza troppo spesso sottovalutata, ma preziosissima per uno slancio missionario della chiesa locale. Importante è stato l impulso dato da monsignor Tardelli alla formazione del clero e dei fedeli laici, ricordiamo fra l altro che il vescovo ha tenuto di persona tre cicli di catechesi per il popolo, e si è impegnato nel rilanciare i servizi della comunicazione e della cultura in diocesi. Questi dieci anni hanno visto purtroppo un aumento dell indifferenza religiosa e un allontanamento di molti, sopratutto giovani, dalla chiesa. A questo problema il vescovo ha dato risposta con un attenzione particolare ai ragazzi e alle ragazze, che non sono mai stati dimenticati nelle lettere pastorali, nelle omelie, negli eventi diocesani e nelle azioni del presule a partire primo intervento dell ottobre del Monsignor Tardelli è un pastore che ama profondamente la sua gente. È riuscito a stabilire un dialogo familiare e un rapporto di fiducia con il clero, con il popolo cristiano, con il mondo delle associazioni e anche con le istituzioni, cercando di infondere in tutti quella speranza che è il leitmotiv della sua azione pastorale. Il motto In Spe fortitudo sia lì ad indicarlo. Esso esprime la passione infaticabile di un pastore che animato dalla speranza, si impegna a risollevare le pecore affaticate e oppresse a ricercare quelle disperse, a nutrire tutto il gregge con il buon foraggio del Vangelo.

10 10 comunità e territorio n Novembre 2014 La V ita SOCIALE Comune e Caritas insieme per dare risposte a chi è in difficoltà Sottoscritto un disciplinare che definisce le modalità di accesso dei cittadini al servizio sociale e ai centri di ascolto di Patrizio Ceccarelli Si rafforza la collaborazione tra Comune e Caritas per dare risposte alle persone con disagio sociale. Dopo il protocollo d intesa firmato a novembre 2013 dal sindaco Samuele Bertinelli e dal direttore della Caritas diocesana Marcello Suppressa, si è arrivati all approvazione del disciplinare operativo per la realizzazione di percorsi integrati di accesso e presa in carico delle persone in condizioni di esclusione sociale. Si tratta di un documento elaborato da un gruppo di lavoro composto da assistenti sociali e operatori della Caritas per definire modalità di lavoro comune e migliorare la sinergia tra le risorse umane, finanziarie e strumentali messe a disposizione dei due enti. «La redazione di questo documento operativo segna un passaggio importante nel rapporto di collaborazione concretamente attivo da molto tempo con Caritas evidenzia l assessore al sociale Tina Nuti. Da oggi questa collaborazione assume carattere ufficiale e impegna tutti gli operatori a costruire progetti personalizzati con sistematicità. Questo ci aiuterà nell elaborazione di una comunicazione SALUTE Inaugurato il nuovo Centro sanitario Koinos La struttura è stata realizzata in via Melani dalla Fondazione Turati «Viviamo in un momento in cui i tagli alle prestazioni sociosanitarie sono terribili e la gente deve rivolgersi al privato, ma non si possono costringere le persone, che devono pagarsi le prestazioni a pagare dei prezzi che sono esosi e che non possono permettersi». Lo ha detto Nicola Cariglia, presidente della Fondazione Turati onlus, inaugurando a Pistoia il nuovo centro sanitario Koinos, una struttura che dispone di tre nuovi centri diagnostici di eccellenza (sindromi vertiginose, disturbi del comportamento alimentare, e disturbi da stress cronico), oltre a 13 specializzazioni mediche, palestre e unitaria e concordata che i due enti forniranno ai cittadini». L obiettivo è quello di dare risposte più efficaci e coordinate a quei cittadini che si trovano in situazione di povertà estrema o a rischio povertà, incrociando le banche dati e definendo specifiche procedure di intervento. Il disciplinare definisce le modalità di accesso dei cittadini al servizio sociale e al centro di ascolto della Caritas, ma individua anche due diversi livelli di intervento. Il primo, più generale, riguarda l attivazione di un gruppo di lavoro tecnico composto da un assistente sociale per ogni presidio territoriale e dai ambulatori per la fisioterapia. «Allora noi, Fondazione Turati, che siamo una onlus -ha aggiunto Cariglia- abbiamo pensato di realizzare questa cosa grandiosa, collegata ad un altrettanto grande ed efficiente centro di riabilitazione per dare un ciclo completo di prestazioni a tariffe che siano accessibili». Il nuovo centro è stato inaugurato sabato scorso alla presenza delle autorità locali e regionali, al termine di un open day, che ha permesso a tanti cittadini di poter visitare la struttura con la quale la Turati intende rafforzare il suo legame con Pistoia, la città dove nacque cinquanta anni fa. referenti della Caritas, che si ritrova con cadenza bimestrale per programmare le attività e condividere metodologie e strumenti. Il secondo gruppo si riunisce invece per discutere i casi specifici, condividendo informazioni ed elaborando progetti che siano rispondenti alle esigenze delle persone prese in carico dai due enti. I servizi sociali del Comune e la Caritas collaborano già da tempo con scambi professionali tra assistenti sociali e operatori dei Centri di ascolto. Ora questo rapporto viene definito in maniera più sistematica, così da ottimizzarlo e renderlo più efficace. Ospite d onore della manifestazione, lo scrittore Mauro Corona, intervistato dal giornalista della Rai Fabrizio Binacchi sul tema «Assistere per essere». Corona, alpinista e scrittore, recentemente finalista del premio Campiello con il suo «La voce degli uomini freddi», è un amico della Turati. Spesso presente alle manifestazioni culturali della Fondazione, non perde occasione per manifestare solidarietà e incoraggiamento ai suoi ospiti. E per sottolineare che è necessario, al tempo stesso, dimostrare vicinanza anche ai familiari delle persone sofferenti, chiamati a sopportare un peso gravissimo. COMUNE DI PISTOIA Riunita la commissione per il disagio abitativo Cercare di promuovere azioni coordinate fra enti per creare una protezione sociale per le famiglie soggette a sfratto abitativo. E questo in sintesi lo scopo della commissione territoriale per il contrasto del disagio abitativo istituita recentemente grazie ad una legge regionale del Lo scopo di questo ente dicono dal Comune di Pistoia è quello di aiutare chi si trova in condizioni di sfratto ed ha già usufruito della morosità incolpevole; in questo modo è possibile coordinarsi per promuovere le dovute iniziative. A questo proposito è stato fatto il punto della situazione a Pistoia dove appunto la commissione si è riunita nel giorni scorsi. Durante il corso del 2013 a Pistoia sono state ben 56 le richieste di sfratto per morosità incolpevole, di queste 29 sono state accolte. Nel corso di quest anno invece le richieste sono state 47 di cui 27 accolte mentre 3 non hanno avuto il parere positivo del locatore per l abbandono dell azione giudiziaria di sfratto. La commissione ha definito nel frattempo le modalità operative per valutare le varie richieste dei cittadini che pur avendo già usufruito del contributo regionale per la morosità non hanno tuttavia risolto il loro problema abitativo ed hanno quindi la necessità di ottenere una certa gradualità per la tempistica dello sfratto. Inoltre l amministrazione comunale è in attesa di conoscere i tempi necessari e le modalità per l assegnazione del contributo per la morosità incolpevole erogato dal Ministero dei trasporti. Si tratta di ulteriori risorse sulla morosità incolpevole, di recente stanziati anche dallo Stato e che arriveranno ai Comuni attraverso le Regioni. Erano presenti all iniziativa l assessore comunale alle politiche sociali Tina Nuti, gli assessori Sara Viti del Comune di Buggiano, Elisa Romoli del Comune di Pescia e Stefano Lomi del Comune di Quarrata. Presenti anche Silvia Montagna in rappresentanza della Prefettura, Alessandra Barone del Tribunale di Pistoia, Giorgio Belluomo per la Spes, Davide Innocenti del Sunia, Giulia Ponti per l Unione Inquilini, Giovanni Grossi per l Ugl, Giovanni Bardelli per Uniat oltre a Paolo Morandi in rappresentanza dell Unione Piccolo Proprietari Immobiliari. Edoardo Baroncelli BORSE LAVORO Fondazione Caript: prorogato il termine per le domande Il progetto si rivolge ai residenti nella provincia di Pistoia, inoccupati e di età compresa tra 18 e 29 anni Considerato l interesse suscitato dal progetto speciale Borse Lavoro 2014, la Fondazione Caript ha deciso di posticipare al 31 dicembre il termine per la presentazione delle domande (inizialmente previsto per fine ottobre), così da consentire a tutti i possibili interessati - giovani inoccupati e aziende alla ricerca di personale - di usufruire di questa opportunità. La commissione nominata dal Cda della Fondazione sarà operativa dai primi di novembre per valutare le domande finora pervenute ed erogare le prime borse lavoro; si riunirà poi all inizio di ogni mese per esaminare le domande che mano a mano verranno presentate. Il progetto si rivolge ai residenti nella provincia di Pistoia, inoccupati e di età compresa tra 18 e 29 anni, mettendo a loro disposizione una dote con la quale proporsi alle imprese. Ai giovani, infatti, il compito di entrare in contatto con le aziende: quelle che decideranno di aderire al progetto riceveranno da parte dalla Fondazione Caript un erogazione lorda mensile - per almeno 6 mesi fino al massimo di un anno - pari a 600 euro per l assunzione della giovane risorsa. L innovativo progetto della Fondazione, alla sua prima edizione, ha il duplice obiettivo di incentivare l occupazione giovanile, fornendo ai giovani la possibilità di accrescere competenze ed esperienza lavorativa, e agire positivamente sul territorio, rispondendo a concrete esigenze di rilancio delle attività produttive. Il bando, che costituisce una novità assoluta nel panorama degli interventi promossi dalla Fondazione, si affianca ad altri progetti riservati ai giovani, come le borse di studio Ulisse e Galileo Galilei, destinate rispettivamente al conseguimento della laurea e al perfezionamento post-laurea all estero. Informazioni dettagliate e i moduli di partecipazione sono scaricabili dal sito della Fondazione Caript (www.fondazionecrpt.it/domande_di_contributo.php).

11 LaVita Per uno scultore non c è soggetto più bello di una donna: la sua eleganza, la sua natura, il suo vestire, il suo atteggiamento sono fra le cose migliori della vita, ci confida il maestro Giuseppe Gavazzi. Ed è proprio questo stesso sentimento di amore e di incondizionata ammirazione, che quasi investe lo spettatore al suo ingresso nella Galleria Vannucci, dove da sabato 25 ottobre le sculture dell artista pistoiese fanno bella mostra di se stesse, nell esposizione organizzata dalla sezione storica della Galleria, curata da Enrico Vannucci. Sono ben ventiquattro, infatti, le sculture in terracotta policroma che nelle dimensioni più diverse, ma tutte accomunate da un intensa e inconfondibile aura di luce, colore e poesia affollano, con le loro forme morbide e accoglienti, gli spazi espositivi di via degli Scalzi, riempiendoli di emozioni gioiose, cromie variopinte e messaggi di speranza. Un umanità innocente, malinconica e festante al tempo stesso, quella di Gavazzi. Un arte, la sua come chiarisce Massimiliano Vannucci che entra direttamente in contatto con il sentire comune. E una semplicità però solo apparente, quella del maestro avverte Massimiliano dietro la quale si cela, in realtà, una profonda conoscenza della tradizione artistica italiana e delle tecniche realizzative, oltre che un uso sapiente dei quei colori, che 2 Novembre 2014 n. 38 GALLERIA VANNUCCI La gioia variopinta nelle sculture di Giuseppe Gavazzi di Silvia Mauro Gavazzi, come in una bottega medievale, ricava direttamente dalla terra e dai suoi pigmenti. Da tempo ci proponevamo di ospitare le opere di questo grande artista, tanto amato e celebrato da pubblico e critica, quanto protagonista di importanti mostre e musei sia in Italia che all estero. Ci sembrava giunto il momento di rendergli omaggio e riconoscerne pubblicamente il valore, conclude il gallerista. Una mostra imperdibile, dunque, MONTAGNA PISTOIESE Verso il referendum per il Comune unico Consiglieri regionali impegnati a presentare una proposta di legge ad hoc Iconsiglieri regionali che rappresentano il territorio della provincia di Pistoia, Roberto Benedetti (Ncd), Gianfranco Venturi (Pd), Aldo Morelli (Pd) e Antonio Gambetta Vianna (Più Toscana), presenteranno in tempi brevi una proposta di legge statutaria per richiedere l indizione del referendum sul progetto di Comune unico della montagna pistoiese. I consiglieri, spiega una nota, lo hanno annunciato a seguito della petizione che è stata loro presentata nel corso di un incontro con il Comitato per la fusione dei Comuni di Abetone, San Marcello Pistoiese, Cugliano e Piteglio. La petizione, già sottoscritta da oltre 200 cittadini mentre la raccolta delle firme è ancora in corso, invita il Consiglio regionale, così come previ- Il consiglio comunale di Agliana ha approvato l istituzione del registro delle unioni civili. L iscrizione al registro potrà essere richiesta da due persone maggiorenni non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, ma da vincoli affettivi, coabitanti da almeno un anno ed aventi dimora abituale nel Comune di Agliana; da due persone maggiorenni, coabitanti da almeno un anno per motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale ed aventi dimora abituale nel Comune di Agliana; da due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, coabitanti da almeno un anno ed aventi dimora abituale nel Comune di Agliana, che hanno celebrato il proprio matrimonio all estero. Le iscrizioni avverranno sulla base di una domanda presentata sto dalla normativa, all approvazione di un apposita proposta di legge statutaria per indire il referendum, necessario per procedere all iter di fusione dei Comuni. Sulla questione si era espressa pochi giorni fa anche Sabrina Sergio Gori, assessore alle politiche istituzionali del Comune di San Marcello Pistoiese. «Continuo a credere in un grande progetto di fusione a 4 dei Comuni di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese spiega Gori -, perché ritengo sia l unico assetto istituzionale in grado di dare veramente forza alla montagna, sia in termini di numeri (oltre abitanti con un territorio che va dal confine con Pistoia a quello con l Emilia Romagna) che per caratteristiche. Avremmo infatti un territorio vasto e composito, sia sul piano dell offerta turistica (turismo bianco e verde), che della produttività (aziende agricole, agriturismi, aziende, aree a vocazione produttiva, servizi)». «Al di là degli obblighi di legge (che per il momento riguardano solo i Comuni con meno di 1000 abitanti) - prosegue l assessore -, abbiamo di fronte a noi una grande occasione: fare un passo in più, in modo coraggioso, per unire davvero le forze e le potenzialità di tutta la montagna. Facciamo scegliere i cittadini. Nessuno come chi vive in montagna è in grado di scegliere, sapendo che l assetto istituzionale che andranno a decidere oggi, segnerà inevitabilmente il proprio futuro e quello dei propri figli, probabilmente per alcuni decenni». Patrizio Ceccarelli COMUNE DI AGLIANA Istituito il registro delle unioni civili congiuntamente dagli interessati. La mozione è stata presentata dal gruppo del Partito democratico ed è stata votata dalla sola maggioranza. Contrari i gruppi consiliari di Movimento 5 Stelle, Agliana in Comune e Fratelli d Italia-Alleanza Nazionale, si è invece astenuto il gruppo Obiettivo Agliana, non riteniamo - ha spiegato il capogruppo Fabrizio Volterrani - di aver avuto mandato su un tema così delicato. Diverse tra loro le motivazioni che hanno portato le opposizioni ad esprimere voto contrario al testo. Per una gioia per gli occhi e per il cuore, che potrà essere ulteriormente arricchita, per chi lo vorrà, da una visita alle splendide e monumentali installazioni (alcune di altezza superiore ai tre metri), inaugurate dallo scultore lo scorso 21 giugno negli spazi verdi, all esterno del suo laboratorio di via Pieve a Celle n La mostra della Galleria Vannucci, che rimarrà aperta fino al 22 novembre, è visitabile dal martedì al sabato, dalle 9 alle e dalle 16 alle Maurizio Ciottoli (FdI), si tratta di uno strumento poco utilizzato. Di protesta nei confronti della procedura seguita, invece, il voto contrario dei consiglieri di Agliana in Comune. Il gruppo, hanno ricordato Alberto Guercini e Silvia Pieri, nelle scorse settimane aveva protocollato una propria mozione, non apparsa poi all ordine del giorno del consiglio comunale, per la trascrizione nei registri comunali dei matrimoni celebrati all estero tra persone dello stesso sesso. M. B. comunità e territorio 11 Pistoiesi nel mondo Un chef pistoiese a Londra Nel quartiere di Chelsea a Londra si parla anche un po pistoiese grazie al noto chef Alvaro Maccioni, nato nella città di Giano da genitori originari di San Baronto. Specializzatosi girando il mondo come cuoco, ha sostenuto degli stage di alcuni mesi in Germania, Svizzera, Francia, dopo aver frequentato la scuola alberghiera di Losanna. Di tanto in tanto un ritorno in Italia, poi nel 1966 apre a Londra il ristorante Alvaro per l appunto, rammentando sempre ai suoi commensali di essere pistoiese e toscano prima ancora che italiano. Un successo per la sua cucina tipica toscana, nel paese dove impara l inglese. Apre dunque numerosi Pizza & Pasta in tutta Inghilterra, quotando l attività in borsa e riuscendo in tempo a venderne le quote ad una famosa casa discografica prima del crollo del settore. La sua innata passione per la ristorazione lo porta dunque ad aprire nel 1975 il ristorante da duecento posti e sul modello tipicamente toscano La Famiglia, nei pressi del quartiere Chelsea, tuttora attivo e dove vanno a mangiare tante celebrità come l attore Brad Pitt o l allenatore di calcio mister José Mourinho. Nel tempo incoraggia tanti suoi ex dipendenti ad intraprendere l attività come titolari di locali, li aiuta ad aprire i ristoranti. Gira mezza Europa aprendone decine e servendo tanti personaggi importanti del momento. Torna sempre volentieri a Pistoia, la sua città natale, quando può, anche per motivi di lavoro. Non accetta che oltre Manica si rivisitino i piatti tipici toscani ed italiani, non almeno nel suo locale, ritenendo una priorità mantenere inalterati le tradizioni ed i prodotti originali. Nel suo cuore, comunque, prima di tutto Pistoia. Leonardo Soldati PRESIDENZA E DIREZIONE GENERALE Largo Treviso, 3 - Pistoia - Tel SEDE PISTOIA Corso S. Fedi, 25 - Tel FILIALI CHIAZZANO Via Pratese, 471 (PT) - Tel PISTOIA Via F. D. Guerrazzi, 9 - Tel MONTALE Piazza Giovanni XXIII, 1 - (PT) - Tel MONTEMURLO Via Montales, 511 (PO) - Tel SPAZZAVENTO Via Provinciale Lucchese, 404 (PT) - Tel LA COLONNA Via Amendola, 21 - Pieve a Nievole (PT) - Tel PRATO Via Mozza sul Gorone 1/3 - Tel S. AGOSTINO Via G. Galvani 9/C-D- (PT) - Tel CAMPI BISENZIO Via Petrarca, 48 - Tel BOTTEGONE Via Magellano, 9 (PT) - Tel

12 12 comunità e territorio n. 38 La 2 Novembre 2014 V ita In questi giorni e fino al 15 febbraio 2015 la città di Pisa rende omaggio ad un genio della pittura del ventesimo secolo: Amedeo Modigliani. La mostra che porta il titolo «Amedeo Modigliani et ses amis» e che ha come sede il Palazzo Blu sul Lungarno Gambacorti raccoglie oltre cento opere provenienti dal Centro Pompidou di Parigi e da numerose collezioni pubbliche e private. L esposizione tratta tempi diversi della vita dell artista, Livorno, le amicizie, Parigi, il breve periodo dedicato alla scultura, il suo continuo peregrinare da un alloggio ad un altro, il primitivismo, il cubismo e la rottura definitiva con i Macchiaioli della scuola di Giovanni Fattori. La storia della sua vita, i dipinti (molti), i disegni (moltissimi) si susseguono in un percorso ben definito, corredato da numerose didascalie sul cammino artistico del pittore e che si intrecciano in affascinanti frammenti di vita in quegli anni a Parigi dove infuriava il cubismo (che nonostante alcuni approfondimenti come i quadri Raimondo, Gli sposi, Il Pierrot e Autoritratto in costume da Pierrot, è restato sempre estraneo a Modigliani). Ai lati delle scale che portano al primo piano dove continua il percorso espositivo sono appese le numerose foto delle modelle che posarono per l artista. Colpiscono sia per la naturalezza delle pose e sia perché mostrano uno spaccato dell epoca. Inoltre, in mostra ci sono opere di grandi come Picasso, Chagall, Utrillo e Soutine, les amis appunto. In contemporanea e collegata a questa IN MOSTRA A PISA «Amedeo Modigliani et ses amis» Il dovere di salvare i sogni di Alessandro Orlando SCHERMA Agliana regina del fioretto T anto di cappello al Club Scherma Agliana, che in poco tempo ha trasformato la cittadina della Piana pistoiese nella terra del fioretto. La nuova stagione, appena all inizio, è scattata all insegna dei successi, un po com era terminata la precedente. Giulio Lombardi e Tommaso Martini (nella foto nel bel mezzo di una sfida), ragazzini terribili classe 2002, si sono messi in mostra al Trofeo del Granducato, tenutosi sotto la Torre pendente, a Pisa. Ma dirigenti e tecnici del sodalizio aglianese gioiscono anche per i brillanti piazzamenti di Chiti e Valori Ventura nella prima prova del Campionato Italiano Cadetti, sempre di fioretto. Sebbene siano più piccoli di un anno degli Allievi (classe 2001), che affronteranno nelle prove regionali e interregionali, Martini e Lombardi, diretti dal maestro Agostino Sanacore e dalla sua valida assistente Mabel Biagiotti, paiono due forze della natura (e speriamo che così si mantengano): per loro parlano anche i due titoli italiani di categoria vinti, uno ciascuno, negli ultimi due anni. Ma anche i Cadetti, dopo la positiva performance sciorinata nella gara Assoluti di Erba, hanno combattuto col piglio giusto durante la prima prova del Campionato Italiano di categoria. Ben sette dei nove atleti scesi in pedana per il sodalizio aglianese erano al debutto nella competizione, che vede impegnati atleti nati negli anni 2000, 1999 e Notevoli i risultati ottenuti da Edoardo Chiti, 22, e Alessandro Valori Ventura, 29, su un lotto di circa trecento atleti under 17 sfidatisi sulle pedane di Salsomaggiore. Grazie a queste posizioni, entrambi hanno guadagnato il diritto a partecipare alla prima prova Giovani (under 20), che si terrà ad Ancona a inizio dicembre e dalla quale è rimasta fuori, per pochissimo, Matilde Battistoni, uscita nei trentaduesimi di finale dopo un match lottato contro un avversaria attualmente più quotata. Più indietro, ma meritevoli anch essi di citazione, gli altri: Alessia Paoli tra le femmine e Tommaso Lombardi, Duccio Pileggi, Alessio Bianchini, Oliver Genovesi e Lorenzo Maggini fra i maschi. Gianluca Barni mostra l esposizione al Museo di San Matteo delle tre sculture raffiguranti le teste ripescate il 24 Luglio 1984 nel Fosso Reale di Livorno ed in un primo momento attribuite a Modigliani. In pratica al San Matteo è in mostra la vicenda di una beffa che passerà alla storia. Dal momento del ritrovamento per quasi due mesi una miriade di eventi si susseguirono freneticamente. La notizia riempì le pagine dei giornali e i telegiornali. Tutti i media del mondo seguirono l avvenimento. Tutti si trasformarono in esperti e navigati critici d Arte esprimendo giudizi ed opinioni. Tutti dissero la loro. Da subito l arroganza e la superbia di grossi nomi della critica d Arte italiana generarono giudizi affrettati e false convinzioni che, infine, furono smentite dopo le rivelazioni degli studenti livornesi ideatori e fautori della beffa. Due mostre da non perdere anche se molto differenti tra loro, una parla della beffa per eccellenza che ebbe risonanza mondiale, l altra, diversa come location e grandezza, espone le opere e la storia di un grande artista attraverso la visione di una parte dei suoi capolavori. Per visitare la mostra Modigliani e ses amis dobbiamo disporci ad accogliere la bellezza, quella che risiede nel profondo del nostro animo. Ormai da tempo, in questo mondo scambiamo la semplicità con la superficialità, la bellezza con la volgarità, l eleganza con l indecenza e spesso, per quanto riguarda l Arte, ci interessiamo unicamente per il valore economico che essa rappresenta senza riuscire a provare pure emozioni. Il denaro e gli interessi prendono con facilità il posto del cuore a scapito dell incanto e della purezza del bello e del valore che esso rappresenta. In questo mondo fatto di traguardi da raggiungere calpestando ogni ideale e anteponendo, a scapito della propria libertà, quello che appare opportuno a quello che realmente pensiamo, suonano profetiche le parole del Cygne du Livourne, come chiamavano Modigliani gli amici di Parigi, : Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni. spor t pistoiese Calcio - Basket Tempi Supplementari Con la vittoria sul Teramo la Pistoiese ha scalato diverse posizioni in classifica e dimostrato di avere ampi margini di miglioramento. Il Teramo è stato avversario tosto e soltanto dopo essere rimasto in inferiorità numerica, all inizio del secondo tempo, la Pistoiese ha preso nettamente il sopravvento, rimontando lo svantaggio di un gol e segnandone addirittura quattro. Ma non è stata solo una questione di superiorità numerica. La squadra di Lucarelli ha dimostrato, nonostante l assenza del centravanti titolare Romeo, di potersi esprimere su ottimi livelli, sia in fatto di gioco manovrato e di tecnica che di personalità. La squadra, rifatta di sana pianta dal direttore sportivo Ricci, ha richiesto del tempo prima di essere assemblata e messa in condizione di rendere al meglio dall allenatore Lucarelli, che ha saputo anche trasmettere ai suoi lo spirito combattivo, la voglia di far gol e di vincere di quando giocava da centravanti segnando caterve di gol, vero incubo delle difese avversarie. Contro il Teramo Tripoli ha segnato la terza rete in campionato, l ivoriano Coulibaly la prima dopo aver fatta tanta panchina e così Piscitella, il golden boy della truppa, il giovane ex Primavera della Roma che ha dato una chiara dimostrazione delle sue qualità. Il suo ingresso in campo ha rotto l equilibrio della gara, ha squassato e aperto varchi nella retroguardia teramana, saltando gli avversari come fossero paletti di una gara di SOCIETà PISTOIESE DI STORIA PATRIA Giornata di studi in memoria di Natale Rauty Sabato 25 ottobre la Società pistoiese di storia patria, la Fondazione Cassa di Risparmio ed il Comune capoluogo hanno organizzato una giornata di studi in memoria ed onore di Natale Rauty, da poco scomparso. La manifestazione si è tenuta nella sala delle Assemblee della Fondazione, nel Palazzo de Rossi. Articolata in due tornate ed introdotta dai rappresentanti delle istituzioni promotrici. Nella mattinata, dalle ore 9,15, hanno parlato Claudio Rosati, autore dell ultimo libro sul Palazzo dei Vescovi il cui contenuto ha profittato dell archivio di Rauty; Alberto Cipriani, che con lui ha lavorato; i medievisti Giuliano Pinto e Giovanni Cherubini, a lui vicini per studi ed impegno nella Società di storia patria, che Rauty ha concorso a rifondare nel dopoguerra ed ha diretto per dieci anni, e nel Centro italiano di studi di storia e d arte, di cui faceva parte. Nel pomeriggio si sono susseguiti noti specialisti che hanno trattato due filoni a lungo battuti da Natale Rauty: la ricerca storica (le sue molte pubblicazioni delle fonti, riunite nella collana Regesta Chartarum Pistoriensium), ed i grandi lavori di restauro come quelli del Palazzo del Balì e del Palazzo dei Vescovi: Paolo Cammarosano (L alto Medioevo e i Longobardi), Giampaolo Francesconi (La storia comunale e del territorio), Attilio Bartoli Langeli (L editore di documenti), Italo Moretti (Il restauratore e lo storico dell architettura), Cristina Taddei (La sensibilità archeologica). ISTITUTI RAGGRUPPATI Settima edizione del festival Arca Puccini Dal 31 ottobre al 3 novembre si terrà a Pistoia la settima edizione del festival Arca Puccini, annuale rassegna realizzata dagli Istituti Raggruppati in collaborazione con Associazione Arcobaleno, Associazione Teatrale Pistoiese, Centro Culturale Il Funaro e Cineclub Mabuse. Interverranno: Luca Maccanti, presidente degli Istituti Raggruppati, Silvia Rocchi, artista, curatrice del laboratorio di fumetto in corso in Casa in Piazzetta. INFO: https://www.facebook.com/nevrosi. di Enzo Cabella slalom. E un giocatore dotato di grandi mezzi tecnici e di fantasia, che Lucarelli dovrà tenere in massima considerazione, un valore aggiunto per la Pistoiese che potrebbe diventare una protagonista del campionato. Il Pistoia Basket è incappato nella seconda sconfitta del campionato, la prima con Sassari e la seconda con Cremona, entrambe al PalaCarrara. Due brutti scivoloni che hanno ridimensionato, dopo il successo a Capo d Orlando nella giornata d apertura del campionato, le ambizioni e la convinzione di poter disputare un campionato quanto meno da comprimaria. Al di là degli aspetti tecnici e tattici, ha sorpreso il modo in cui la squadra ha perso: non ha mostrato cattiveria agonistica, è apparsa molle, fiacca. E vero che la squadra è completamente rinnovata, è vero che sono state giocate solo tre partite (lo scorso anno li biancorossi di Moretti erano a zero punti in classifica dopo quattro giornate), quindi è bene andare cauti nei giudizi, ma la prova offerta contro Cremona, buona squadra ma alla portata dei pistoiesi, ha suscitato parecchie perplessità, tanto che non è mancato qualche fischio da parte dei tifosi. Ora c è subito un esame per verificare che le sconfitte siano state episodi: la squadra biancorossa va a Caserta che non ha ancora vinto: un impegno in apparenza facile ma che sicuramente potrà presentare non poche insidie.

13 LaVita Oggi, nella rivoluzione che sembra stia colpendo inesorabilmente tutti i settori della società, anche la sanità è messa in discussione e appare a rischio di poter continuare a mantenere un servizio universale. Lo spiega il Censis nel rapporto presentato il 27 ottobre a Roma col titolo Informati ed insoddisfatti: verso una sanità minimale?, curato nell ambito del Forum per la Ricerca Biomedica. Anzitutto diamo uno sguardo ai dati generali emersi dalla ricerca. Il 49% degli italiani giudica inadeguati i servizi sanitari della propria regione, con una percentuale che sale al 72% al Sud. Qual è la colpa più grave del sistema sanitario? Le liste d attesa, che stroncano le speranze dei più, costretti a ricorrere, in casi davvero seri, alle visite e cure private. Per questo aspetto ben il 64% si dice gravemente insoddisfatto. Per non parlare del ticket, variamente presente e modulato nelle regioni: per il 45% degli italiani, si tratta di una tassa iniqua e per il 35% i farmaci garantiti dal Ssn sono insufficienti. Insomma, un pianto diffuso un po in tutto lo stivale. Vediamo allora più analiticamente cosa è emerso da questa ricerca. Peggioramento del servizio pubblico Il dato più eclatante è che le persone riscontrano un peggioramento del Servizio sanitario nazionale. La qualità dell assistenza è percepita in contrazione, crescono i viaggi della speranza, specie da Sud a Nord in cerca di ospedali, medici e tecniche di cura di eccellenza che soltanto in poche regioni italiane sono disponibili. Le punte di maggiore soddisfazione sono al Nord- Est col 27,5% di pareri negativi; quelle al contrario più critiche sono al Sud Sono ancora gli immigrati che arrivano sui barconi ad agitare la politica del nostro Paese. Nei giorni scorsi la Lega è tornata in piazza a Milano (sabato 18 ottobre) radunando - pare - oltre 100mila persone sotto gli slogan Prima gli italiani e Fermiamo l invasione. E subito dopo Beppe Grillo, coi suoi cinque stelle, ha dichiarato che chi entra in Italia coi barconi deve essere identificato, i profughi vanno accolti, gli altri, i clandestini rispediti da dove venivano. Cosa è tutto questo? Una normale e accettabile reazione al crescere del numero d immigrati che sbarcano in Italia? Oppure un ritorno di razzismo? Lo abbiamo chiesto al sociologo Paolo Feltrin, dell Università di Trieste. Davvero dobbiamo fermare l invasione come dice Salvini? O si tratta di un artificio lessicale per rilanciare la Lega in vista delle prossime elezioni? Mi pare che siano entrambe le cose. Il fatto politico è che Salvini sta cambiando in maniera piuttosto netta la fisionomia della Lega, profittando del risultato delle elezioni europee. Fino a un anno fa il partito era in difficoltà, ma dopo il crescere dei movimenti antieuropei e il loro successo elettorale le cose sono cambiate. Il cambiamento è profondo: non si parla più di federalismo. Perché? 2 Novembre 2014 n. 38 RAPPORTO CENSIS Italiani insoddisfatti nei confronti della sanità pubblica Le punte di maggiore soddisfazione sono al Nord-Est; quelle al contrario più critiche sono al Sud. Le liste d attesa determinano i giudizi più negativi. I ticket sono percepiti come una tassa iniqua di Luigi Crimella POLITICA Salvini e Grillo uniti contro i migranti e dal vuoto a destra Il sociologo Paolo Feltrin, dell Università di Trieste: Non si tratta di dire dentro tutti o fuori tutti, i due estremi degli atteggiamenti rispetto all arrivo dei barconi Perché da un lato le Regioni non hanno dato una buona prova di sé, anzi! Comprese, direi, le Regioni amministrate dalla Lega. Ma un secondo motivo, forse più importante, è che Salvini ha capito che c era uno spazio politico vuoto, che poteva essere riempito: è lo spazio della destra di opposizione, lasciato libero dall uscita di scena di Fini e dal crollo di Alleanza nazionale. Non a caso alle elezioni europee si è visto che parte del voto alla Lega proveniva anche dalle aree meridionali. È solo a destra che si rivolge la Lega? In realtà si tratta di un area piuttosto vasta, che muove da destra ma incrocia vaste aree di elettorato scontento anche del centro e della sinistra. Basta pensare alla Francia dove per Le Pen hanno votato le cinture operaie delle città. Lo ha capito anche Grillo che si è inserito in questa corrente premendo insieme su istanze ambientaliste e su quelle anti-immigrati. Stessi accenti li possiamo trovare anche nella lista Tsipras, sintomo che il malessere è generale. dove il 72% formula giudizi tutt altro che lusinghieri sul sistema di cura pubblico. Per non parlare dei tagli variamente imposti alla sanità nel corso degli ultimi anni: molto negativo è il giudizio sulla chiusura dei piccoli ospedali: il 67% dei cittadini si dichiara contrario, perché li ritiene un presidio importante. Si diceva più sopra del ricorso al fai da te (autocura o ricorso al privato ): nell ultimo anno il 53% degli italiani, per via della crisi, si è rassegnato a tempi di attesa più lunghi per effettuare analisi, visite e cure mediche. Ovviamente, chi ha i soldi cerca soluzioni più rapide. Così hanno fatto circa due terzi degli italiani che hanno pagato di tasca propria, in particolare il ticket sui farmaci (66%), le di Luigi Crimella Come fermare questo disagio sociale? Il fatto è che l Europa è vista più come problema che come soluzione, soprattutto per le sue politiche di austerità. Iniziando a mancare il lavoro ormai non solo in Italia e nei Paesi periferici ma anche nelle locomotive come Francia e Germania, la reazione anti-europea tende ad aumentare. Le forze di governo stanno forse sottovalutando questo malessere? Bisogna considerare che quando c è recessione di norma i flussi migratori calano, invece in questo caso per ragioni del tutto indipendenti dalla congiuntura economica, i migranti aumentano per via di guerre, povertà per non parlare di Ebola. E quindi la bomba sociale dei migranti si fa, in prospettiva, ancora più potente. Che scenari vede per il prossimo futuro? L Europa deve affrontare in maniera più consapevole questo genere di problemi. Le migrazioni in atto hanno dimensioni superiori al previsto, visite specialistiche (45,5%), o il dentista (45,5%). Medicine a pagamento, web, diete Curiosi i capitoli della ricerca del Censis che riguardano la prevenzione e l uso del web (cioè la rete internet). Per la paura diffusa dei tumori (63%), della non autosufficienza (31%), di malattie cardiovascolari (28%) e neurologiche (26%), si cerca di mantenersi sani con diete (44%), controlli medici periodici (43%) e ampio ricorso alle informazioni in rete (42%). Anche se Il medico di base rimane la fonte di informazione più consultata dagli italiani (73%), il 48% legge giornali, riviste e va su internet; il 35% compra integratori, il 25% farmaci auto-prescritti. Se le malattie sono gravi, il 90% ubbidisce alle prescrizioni mediche; se non lo sono, solo il 57% segue i consigli degli specialisti. E piuttosto generalizzato il grado di fiducia nei farmaci, specie se usati per malattie croniche. Ma c è il problema della non totale copertura pubblica, che rendea volte obbligato l acquisto a pagamento delle medicine, perché non passate dal servizio sanitario pubblico. la recessione nel frattempo incombe. L impressione è che sia in atto un irrigidimento sul tema, come dimostra la chiusura di Mare Nostrum. Ma il fatto è che i migranti sono destinati ad aumentare, e non a diminuire. Quindi c è da attendersi che la reazione del tipo prima gli italiani si potrebbe alimentarsi da sola. È giustificata l accusa di razzismo per chi, come la Lega o Grillo, invoca di fermare gli arrivi? L idea di accogliere e di amare gli immigrati, in quanto uomini come noi, è molto elevata ed è certamente da condividere. Ma il punto consiste entro quali limiti ragionevoli possa arrivare tale accoglienza. Non si tratta di dire dentro tutti o fuori tutti, i due estremi degli atteggiamenti rispetto all arrivo dei barconi. La Lega segnala un problema vero, che potrebbe diventare sempre più serio. Allora la responsabilità della politica consiste nello stabilire delle regole, delle misure precise e condivise, che contemperino l accoglienza umana e la capacità sociale di offrire risposte sostenibili e non demagogiche. dall Italia 13 LEGGE ELETTORALE Bipolarismo imperfetto Convergenze improvvise di Francesco Bonini Sulla riforma elettorale si procede a strappi. Le ultime notizie segnalano una significativa svolta, nella prospettiva, sembra, del bipartitismo. O, più esattamente, una sorta di bipartitismo imperfetto. Sì come quello oggetto di una famosa definizione (del politologo Giorgio Galli) vecchia del secolo scorso. Cercava di cogliere la peculiarità italiana degli anni Sessanta, un quadro bloccato con un partito grande sempre al governo e un altro più piccolo, sempre all opposizione. Si chiamavano Democrazia Cristiana e Partito Comunista. Sembra che per la legge in lunga e faticosa gestazione Renzi voglia proporre, con l accordo di Berlusconi, il premio di maggioranza al partito e non alla coalizione, rivedendo il testo votato alla Camera il 12 marzo, così come il difficile accordo sulle soglie di sbarramento, che sembra anch esso ritornare in discussione. Conviene al premier, che si è posto esplicitamente e con l ormai nota sicurezza l obiettivo di altri due mandati di legislatura, e forse conviene allo stesso Berlusconi, alla ricerca di tutele personali e patrimoniali, oltre che di spazio politico ancillare. Può giovare financo all appannato Grillo. Di qui la prospettiva di un bipartitismo imperfetto, con un partito ad esclusiva vocazione di governo, altri che presidiano spezzoni di opposizione. Il maggioritario all italiana è da sempre stato un bricolage, in cui la forma prevaleva sulla sostanza, i contenitori sui contenuti, le sigle sulla realtà politica. In realtà le vicende recenti hanno dimostrato che per vincere le elezioni non servono i premi, ma la capacità politica, come alle Europee. Paradossalmente allo stato il presidente del consiglio potrebbe vincere anche con un buon proporzionale, con preferenze, in astratto certamente il sistema più rappresentativo, quello che la Corte Costituzionale ha provvisoriamente fissato nella famosa sentenza n. 1 del 2014 e con cui andremmo a votare in caso di elezioni anticipate. Di queste si parla ogni tanto, per smentirle, ma anche per agitarle come spauracchio di fronte ad un parlamento disorientato, cioè, in concreto, a diverse centinaia di parlamentari che non hanno assolutamente alcuna certezza del proprio futuro politico, tanto nel Pd, che negli altri schieramenti. Così il dibattito a strappi sulla legge elettorale rafforza la presa del premier sul suo partito, che vuole trasformare per condannarlo a vincere, ma anche sul più ampio sistema politico, nei confronti del quale si presenta ed emerge senza alternative. Fare bene le regole del gioco, quelle elettorali e a più forte ragione quelle costituzionali è un arte. Bisogna guardare oltre il breve termine e ben combinare le ragioni della governabilità con quelle del pluralismo. Perché, tanto nel proporzionale che nel maggioritario in tutte le sue molteplici sfaccettature, quello che conta e che permette formare governi solidi, durevoli e capaci di realizzare non sono, come ben abbiamo visto, solo i numeri.

14 14 dall italia n. 38 La 2 Novembre 2014 V ita COPPIE OMOSESSUALI I tedeschi le chiamano unioni di vita Sono simil matrimoni In Germania la disciplina delle unioni di vita ( Lebenspartnerschaft ) è il frutto di una sorta di esperimento iniziato nel 2001 per offrire alle coppie omosessuali una soluzione diversa dal matrimonio e quindi conforme al precetto costituzionale che prevede una protezione speciale di quest ultimo. Del resto, fino agli anni 90 la Corte costituzionale tedesca era rimasta ferma nel respingere le richieste di unificazione o equiparazione e nel ribadire che il matrimonio tutelato dalla Costituzione ha nel suo nucleo essenziale la differenza di sesso. Per una analisi della Lps ( Lebenspartnerschaft ) occorre distinguere le due dimensioni fondamentali del diritto di famiglia: il rapporto tra partner, da un lato, e la filiazione, dall altro. Relativamente al rapporto tra partner, nel tempo si è assistito a una progressiva equiparazione tra unione di vita e matrimonio, resa evidente nei testi legali anche dal continuo rinvio alle corrispondenti norme sul matrimonio. Carcere femminile di Torino, dieci detenute sedute intorno ad un tavolo. Per la prima volta nella loro vita hanno la possibilità di progettare un futuro e una indipendenza economica. E di reinserirsi a tutti gli effetti nella società come persone nuove. Tu cosa sai fare? : Io so solo scippare. Cosa vorresti fare? : Mi piacerebbe organizzare gruppi e far vedere alle persone come si scippa. E tu? : Io non so fare niente, ma sono brava in cucina. E tu? : A me piacciono i cani. Anche nelle situazioni apparentemente più insolite si possono trovare dei talenti personali da valorizzare per inventarsi un lavoro. Ecco che la ex scippatrice può diventare una formatrice o una organizzatrice di eventi, una ex spacciatrice una cuoca a domicilio. Oppure chi è in carcere per aver ingerito ovuli di cocaina durante un volo aereo magari può diventare una dog sitter. È quanto si propone l innovativo progetto FumneIndipendent ( fumne in piemontese significa donna) portato avanti nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino dall associazione Lacasadipinocchio, con il finanziamento della Compagnia di San Paolo. Nella sezione femminile del carcere sono recluse un centinaio di donne. Per 40 di loro, quelle più vicine al fine-pena, nell arco di 2 anni c è la possibilità di un percorso di formazione che mira a fornire alle donne gli strumenti necessari per reinserirsi nel mercato del lavoro con una attività autonoma. Mestieri tradizionali e lavoro autonomo Un momento estremamente delicato è infatti quello della scarcerazione, soprattutto in un periodo storico caratterizzato dalla crisi economica Si distingue tra le due dimensioni fondamentali del diritto di famiglia: il rapporto tra partner e la filiazione. Consentita l adozione del figlio genetico o adottivo del partner. Consentita solo la fecondazione eterologa tramite donazione di gameti maschili. Esclusa quella mediante ovuli di una terza persona di Andrea Nicolussi DONNE IN CARCERE Inventarsi un lavoro dietro le sbarre: è FumnelIndipendent Il progetto viene portato avanti nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino dall associazione Lacasadipinocchio, con il finanziamento della Compagnia di San Paolo. Per 40 donne, quelle più vicine al fine-pena, nell arco di 2 anni c è la possibilità di un percorso di formazione che mira a fornire gli strumenti necessari per reinserirsi nel mercato del lavoro con una attività autonoma e da scarse opportunità lavorative per tutti. Da qui la scelta di incentivare il lavoro autonomo che valorizzi invece passioni e capacità personali, pensando, in particolare, ai mestieri tradizionali che si vanno perdendo, la cui richiesta è attualmente insoddisfatta. Nel primo ciclo del percorso sono state già diplomate 10 future sarte, parrucchiere, dog sitter, orafe artigiane, seguite da un team di professioniste che si alternano sui banchi di scuola del carcere per offrire, in 15 lezioni, fondamenti di business plan, ricerca di finanziamenti, coaching e comunicazione. Ora è partito il nuovo ciclo, con altre 10 donne impegnate nella scoperta di sé stesse e delle proprie potenzialità. di Patrizia Caiffa Una su 10 ce la fa Perché spesso succede che quando escono dal carcere, nonostante i buoni propositi, molte donne sono impreparate ad affrontare tutti gli aspetti formativi, pratici e burocratici che richiede l avvio di un attività autonoma. In più portano con sé lo stigma sociale legato alla detenzione. L idea di Fumneindependent è nata a seguito della richiesta di supporto di una ragazza, che, dopo aver scontato la sua pena, ci ha contattato per avere consigli su come avviare un laboratorio di sartoria racconta Monica Cristina Gallo, fondatrice insieme a Sara Battaglino dell associazione Lacasadipinocchio. Ora la ragazza fa la sarta regolarmente: Su 10 detenute che abbiamo seguito, una che lavora è un successo pazzesco. Gallo ha iniziato a collaborare con il carcere come volontaria 6 anni fa. Ha abbandonato dopo 15 anni un lavoro di designer nella bioarchitettura e ha iniziato ad organizzare laboratori creativi con le detenute: Mi sono accorta che avevano grandi abilità manuali. Da lì è nata la prima idea di un brand Fumne che produce e vende accessori femminili: In questo periodo ci hanno regalato tante perline, allora stiamo producendo una collezione di rosari con oggetti di recupero. Poi di Fumnelab, che ogni sabato apre le porte del carcere alle donne libere, che imparano dalle donne detenute tecniche manuali come la sartoria. Infine, dal gennaio 2014, Gli obblighi fondamentali e indisponibili sono definiti con le stesse parole che descrivono quelli coniugali e come il matrimonio la Lps si costituisce, senza poter prevedere condizioni o un termine, davanti all ufficiale dello stato civile e a due testimoni. Sono analoghi gli impedimenti: età, stato di coniugio o di precedente Lps e parentela. Si può anche assumere un cognome comune. Nemmeno le regole sui rapporti economici fanno emergere significative differenze. In mancanza di una diversa volontà, si applica automaticamente il regime della comunione degli acquisti, la versione tedesca della italiana comunione dei beni. Ciascuno, inoltre, deve contribuire col proprio lavoro e il proprio patrimonio alla comunione di vita. Dal punto di vista del diritto successorio, il partner è erede dell altro partner per una quota analoga a quella del coniuge. Se mancano parenti del defunto, eredita l intero. Nel caso in cui il defunto l avesse escluso della Fumneindipendent. La sfida del dopo-carcere Nel secondo ciclo, che ha preso il via in questi giorni, sono state coinvolte una serie di esperte che, insieme alle responsabili dell associazione forniscono alle detenute gli strumenti necessari all avvio di una piccola attività imprenditoriale: Nei primi incontri cerco di capire quali sono le loro capacità - spiega Gallo -. Poi si prepara una scheda che elenca le rispettive potenzialità e risorse. Arriva l esperta di coaching che le aiuta molto a sbloccarsi, poi segue la parte più complessa, ossia le lezioni di business plan e di ricerca dei finanziamenti, ad esempio tramite il microcredito. Ognuna ha delle dispense individuali su cui studiare. La sfida più difficile, ovviamente, è la messa in pratica di quanto appreso in carcere una volta uscite. Ora alcune delle docenti dei corsi - auspica Gallo - stanno pensando di creare una associazione per seguirle anche fuori. Speriamo di riuscire. successione, ha diritto come il coniuge alla liquidazione del valore di una quota. Un partner è considerato familiare dell altro partner e i parenti di uno sono considerati affini nei confronti dell altro anche dopo che l Lps venisse a cessare. Troviamo forti analogie pure circa la separazione e lo scioglimento della Lps. In caso di separazione il partner può pretendere dall altro un mantenimento adeguato alle condizioni di vita, alla capacità di reddito e al patrimonio dei partner. Dopo un anno di separazione, su domanda giudiziale almeno di uno, il tribunale scioglie l unione se c è il consenso di entrambi oppure se non ci si può aspettare che la comunione di vita venga ricostituita. Dopo tre anni di separazione su domanda lo scioglimento è automatico. Infine, l Lps può essere sciolta, anche senza previa separazione, se la continuazione dell unione comporta per uno dei due un peso inesigibile in relazione a qualità personali dell altro. A seguito dello scioglimento, il partner che non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento ha una pretesa di mantenimento nei confronti dell altro. È stata persino estesa alla Lps la clausola di durezza presente fin dalle origini nella disciplina tedesca del divorzio. Infatti l Lps non può essere sciolta qualora ciò possa causare al partner conseguenze di eccezionale gravità. Le differenze significative emergono, invece, sul piano del nesso tra unione e filiazione. L Lps è una unione, una unione molto intima, ma non può essere un alleanza essenzialmente aperta alla filiazione endogama come lo è il matrimonio ( matris munus ). Nell Lps perciò non è prevista la presunzione di paternità che contraddistingue il matrimonio, né sono inclusi tra gli obblighi dei partner quelli relativi alla prole come avviene nel diritto matrimoniale italiano. Poiché non è possibile un figlio della coppia, la disciplina dell Lps prevede anzitutto che, qualora uno dei partner sia genitore, l altro assuma un potere di codecisione riguardo al minore nelle situazioni della vita quotidiana. Al minore può anche essere assegnato il cognome comune dei partner. Ma la regola che attira maggiormente l attenzione è quella secondo cui un partner può adottare il figlio dell altro. Tale possibilità, concepita originariamente in relazione al figlio genetico del partner, è stata estesa al figlio adottivo mediante la cosiddetta adozione successiva. Inoltre, la coppia potrebbe avvalersi dell adozione in combinazione con la fecondazione eterologa che però è ammessa solo tramite donazione di gameti maschili. Infatti, la legge tedesca vieta la fecondazione eterologa mediante ovuli di una terza persona. Va anche precisato che, a differenza dell attuale situazione di incertezza in Italia, il diritto tedesco è molto chiaro nel prevedere il diritto del figlio di conoscere le origini biologiche. In conclusione, la marcia verso l equiparazione tra Lps e matrimonio è molto avanzata in Germania. Restano però dei limiti che si riflettono anche nella diversa denominazione. Questi limiti non possono essere nascosti dietro l idea del figlio per semplice scelta o, come si usa dire, per autodeterminazione. La filiazione non è un semplice autodeterminarsi, ma è un rapporto con una persona piccola ma reale che abbisogna delle cure genitoriali. Proprio da qui ha avuto origine nella storia dell umanità il matrimonio, quale struttura che unisce collettivamente e solidalmente i coniugi con i figli.

15 LaVita La preghiera è la nostra risposta, non intesa come esorcismo, talismano, o ottundimento della ragione a favore di una giustizia celeste che salderebbe in parità i conti, ma come una postura profonda che imprime al vivere un moto altro. Una giovane vita è stata brutalmente spenta ma la battaglia contro la pena di morte deve farne un trampolino di lancio, deve arrivare a conquistare tutti di Cristiana Dobner La notizia di Reyhaneh, giustiziata barb a r a m e n t e, n o n può che indurre a tristezza per il fondo toccato da persone che avrebbero dovuto garantire giustizia. Indubbiamente il diritto iraniano conosce la sua prassi ma, a quanto è dato di sapere, il processo si è dimostrato una farsa, una giostra di argomenti insostenibili, un tutto dominato da pregiudizi pseudo-religiosi. Se si considera, da donne, la ricaduta di sofferenza di uno stupro o di un tentato stupro, non ci si può che indignare contro chi non riconosce la legittima difesa dinanzi ad un gesto di violazione così grave e irrimediabile. La donna, Una vittoria sul filo di lana, con un Paese quasi spaccato in due e ancora tanti problemi: violenza, povertà, corruzione, scuola e sanità poco efficienti, ingiustizie sociali. Questo è il Brasile del secondo mandato della presidente brasiliana Dilma Rousseff, del Partito dei lavoratori (Pt) rieletta con il 51,64% dei voti, pari a voti. L erede di Lula governerà altri quattro anni. Il suo sfidante, il conservatore Aecio Neves, ha ottenuto il 48,36%, ossia preferenze. Sono disposta al dialogo e questo sarò il mio primo impegno di questo secondo mandato: dialogare. Questa è stata la prima dichiarazione della Rousseff all avversario. Governerò in maniera pacifica e democratica, ha aggiunto, dimostrando una volontà di costruire ponti con l opposizione. Sfide non facili La campagna elettorale non è stata facile per gli scandali legati alla corruzione e lo scambio di accuse tra i candidati. Dilma - in Brasile la chiamano per nome - sa che le sfide che dovrà affrontare non saranno facili, anche perché il Paese è entrato in recessione e nel 2013 ha dovuto affrontare dure proteste 2 Novembre 2014 n. 38 Reyhaneh impiccata Alla forca opponiamo il cuore in ascolto nella sua femminilità, nel suo sentire, nel suo collaborare alla vita della società, è stata, una volta di più, negata nella sua libera scelta. Anche lasciando agli esperti di diritto internazionale di pronunciarsi sulla legittimità del processo e ancor più sulla legittimità dell esecuzione, monta la preoccupazione per la strada, nettamente in discesa nella scala dei valori. La testimonianza della giovane iraniana, emancipata e lavoratrice, nel corso dell ultima telefonata con la propria madre, apre uno spiraglio che, probabilmente, è l unico che ci consenta di sopravvivere e di poter pensare ad un umanità che collabori e viva insieme, senza dover ricorrere solo a LA RIELEZIONE DI DILMA Brasile, raccolto l invito dei vescovi a recarsi alle urne Diffusi dei video, realizzati dall arcidiocesi di Belo Horizonte, per spiegare alla popolazione il sistema della delega e della rappresentanza democratica: la percentuale dei votanti è stata del 78,9%, quella degli astenuti il 21,1%. Claudio Pighin, missionario del Pime: La gente semplice e umile è piena di speranza per un futuro migliore popolari a causa dei tanti soldi spesi nella costruzione degli stadi per i Mondiali di calcio. E anche le Olimpiadi previste tra due anni non sono così ben viste dalla popolazione. La gente vorrebbe maggiori investimenti in scuole, ospedali, progetti sociali, nonostante da Lula in poi, tutti governi progressisti, una buona fetta di brasiliani secondo le stime ufficiali circa 36 milioni - siano riusciti ad uscire dalla povertà estrema grazie a progetti come Fame zero e attualmente Borsa famiglia, che garantisce sussidi alle famiglie più povere. Il ceto medio è cresciuto e consuma più del necessario indebitandosi, difendersi e a prepararsi per una guerra. Al diyeh, il prezzo del sangue, cioè il conto che il condannato deve pagare alla famiglia della vittima in risarcimento della morte per giungere ad una sorta di patteggiamento, che avrebbe modificato la sentenza da pena capitale a detenzione, noi cristiani opponiamo nelle tenebre questo spiraglio e vogliamo percorrerlo. La certezza di ritrovarsi lassù insieme non cancella il percorso della giustizia, non annulla l interrogarsi obiettivo e dimostrato sulla realtà dei fatti. La preghiera è la nostra risposta, non intesa come esorcismo, talismano, o ottundimento della ragione a favore di Patrizia Caiffa ma le città non sono vivibili, a causa della criminalità il Brasile è il quinto Paese più violento del mondo, con 56mila omicidi l anno e degli estremi contrasti tra ricchi che vivono blindati e poveri che faticano a sopravvivere dignitosamente nelle favelas. Nelle zone rurali ancora non risolto è il problema della terra e della riforma agraria. Non mancano poi enormi discriminazioni tra afrobrasiliani e indigeni e bianchi. La gente è comunque piena di speranza. La rielezione di Dilma non è stata facile commenta oggi padre Claudio Pighin, missionario del Pime e direttore della pastorale della di una giustizia celeste che salderebbe in parità i conti, ma come una postura profonda che imprime al vivere un moto altro. Alla forca opponiamo il cuore in ascolto dell Altissimo, con qualsiasi denominazione lo si chiami (per noi cristiani il Padre del Signore Gesù), al Suo gesto creatore che continua a creare e a chiedere libera risposta. Non ci resta altro, dopo aver mobilitato tutte le voci autorevoli della nostra società, dopo aver chiamato in causa Francesco, vescovo di Roma, perché la vita fosse rispettata. Siamo ad una svolta. Nella mancanza di rispetto per l autodifesa, per la parola inascoltata di una donna offesa, per le voci di numerose associazioni che si sono prodigate, manifestiamo un grande e lungo silenzio che non significa obliterazione, nascondimento ma elevazione del grido muto all Altissimo. Egli ascolta ma chiede che venga mutato il cuore, chiede che, nell assoluta libertà, le persone si guardino con occhi diversi e la violenza che impera venga sbriciolata, resa innocua e la sua forza diventi costruttiva. I musulmani pregano, si comunicazione Pascom dell arcidiocesi di Bèlem, nello Stato brasiliano del Parà -. Certamente si è dimostrata una evidente spaccatura tra il mondo del capitale e la povera gente. Sembra che il popolo semplice e non fortunato abbia avuto la meglio in questa disputa di potere per il presidente. La Dilma prosegue padre Pighin - certamente non ha il carisma di Lula ma si è dimostrata determinata e decisiva nei suoi intenti. Tutti gli scandali che sono sorti durante il suo governo non sono riusciti a farla fuori. Credo che la gente semplice e umile abbia capito che Dilma era innocente, però ha capito benissimo che la loro prostrano visibilmente nel corso della giornata. Noi cristiani preghiamo, ci inchiniamo dinanzi a Dio, alla Sua Presenza eucaristica nella storia. Credenti di ogni religione, di ogni credo, nella cocente lacerazione inflitta a tutti con questa esecuzione, reagiscono con un grido che implora aiuto perché un nuovo fiotto di educazione, di attenzione, percorra menti e cuori. Si deve creare una rete di solidarietà reciproca, mutua, che ci affratelli nello slancio profondo verso la Luce che sconfigge le nebbie delle tenebre. Non abbiamo scampo: le più autorevoli voci internazionali della nostra società hanno espresso appelli, richiami, suppliche. Tutti inascoltati. Tutti falliti. Il rullo del tamburo che annuncia la morte si è fatto sempre più incalzante, insistente, impermeabile ad ogni sollecitazione. Una giovane vita è stata brutalmente spenta ma la battaglia contro la pena di morte deve farne un trampolino di lancio, deve arrivare a conquistare tutti. Lo chiediamo tutti al Creatore di tutti con cuore orante. vita è cambiata un po e soprattutto è piena di speranza per una vita migliore. I cattolici chiedono promozione umana e riforme. I vescovi brasiliani al momento non si sono ancora pronunciati, ma nei giorni scorsi hanno diffuso dei video, realizzati dall arcidiocesi di Belo Horizonte, per spiegare alla popolazione (i livelli di scolarizzazione sono molto bassi) il sistema della delega e della rappresentanza democratica, per invitarli a recarsi alle urne: la percentuale di votanti è stata del 78,9%, quella degli astenuti il 21,1%. In realtà il mondo cattolico, da sempre in prima linea nella difesa dei poveri, non si è espresso più di tanto, ha solamente ricordato l importanza di far prevalere nella scelta del candidato i valori cristiani. All indomani dell elezione il clima in Brasile è tranquillo aggiunge il missionario è c è la volontà di consolidare la democrazia e continuare nell opera di promozione umana. Tra le poche voci cattoliche che hanno commentato pubblicamente le elezioni, Antonio Correa de Lacerda, docente della Pontificia Università Cattolica a Rio de Janeiro, il quale ha raccomandato alla presidente l urgenza di una riforma politica. dall estero 15 IN QUATTRO PAESI CHIAVE Finché si vota c è speranza Devono pur interrogare l Europa, l intero mondo occidentale, quelle file di cittadini tunisini in coda ieri mattina presto, davanti ai seggi elettorali, per esercitare quel diritto di voto conquistato a caro prezzo con i rivolgimenti politici sviluppatisi a partire dal dicembre di quattro anni fa. Precisamente da quel 18 dicembre 2010, quando il giovane Mohamed Bouazizi si diede fuoco per protestare contro le terribili condizioni economiche e sociali nel suo Paese. Un gesto estremo che fece da miccia, innescando la primavera araba. Ebbene la piccola nazione nordafricana è tornata alle urne per libere elezioni, per darsi dei governanti che possano traghettare la Tunisia in una nuova era democratica, lasciandosi alle spalle il colonialismo, i regimi dittatoriali, le prevaricazioni politiche a sfondo religioso, le negazioni dei diritti fondamentali. Ai seggi si sono recati nelle stesse ore anche i cittadini di Ucraina, Brasile, Uruguay. Ogni Paese ha la sua storia, le sue specificità, la sua situazione attuale: basti pensare agli ucraini che votano con un Paese attraversato dalla guerra e con varie regioni pressate dall ingombrante vicino russo; oppure il Brasile, gigante americano perennemente in sospeso tra sviluppo e arretratezza, tra ricchezza potenziale e povertà incombente. Eppure tunisini e ucraini, brasiliani e uruguaiani hanno votato -con percentuali di astensionismo ben differenti e con esiti democratici ancora da verificare -; hanno depositato la loro scheda nelle urne mandando due essenziali messaggi all Occidente. Il primo è che finché c è voto, c è speranza; e la democrazia rimane il sistema politico che più si avvicina al governo del popolo, al perseguimento del bene comune mediante un rapporto di delega e di fiducia tra governati e governanti. E l azione dei secondi un domani potrà essere giudicata dal libero esercizio del voto da parte dei primi. Il secondo messaggio è ancora più responsabilizzante. Le elezioni nei Paesi in fase di transizione democratica ci ricordano che i diritti vanno conquistati o che qualcuno li ha conquistati per noi pagando magari un caro prezzo, e per questo sono preziosi in sé. Al contempo occorre rammentare che i diritti non possono mai essere dati per scontati e per questo occorre una costante educazione, sensibilizzazione e mobilitazione affinché gli stessi diritti restino tali. Per tutti. Da Tunisi come da Kiev, così come da Sarajevo, dove si è votato di recente, giunge all Ovest un richiamo che non può essere sottovalutato.

16 16 musica e spettacolo n Novembre 2014 La V ita CINEMA Giancarlo Giannini, un volto e una voce L autobiografia in libreria, edita da Longanesi Sono ancora un bambino s intitola la gustosa autobiografia di Giancarlo Giannini, spezzino di nascita, napoletano d adozione, classe 1942, oggi uno dei pochi attori di levatura internazionale che l Italia possa vantare. Dopo aver trovato successi a teatro, giovanissimo, con Patroni Griffi e Zeffirelli, lo si vede nei panni di un pizzaiolo che ruba la donna a un muratore, che ci diventa matto, in Dramma della gelosia, ruolo che già mette in mostra quei tratti popolareschi che i titoli con la Wertmuller renderanno celebri a livello mondiale: l operaio Mimì, trasferitosi al nord e poi ripiombato in Sicilia, dove deve scendere a orribili compromessi con il boss locale per mantenere una famiglia, la sua e quella messa su con l amante, numerosissima; l anarchico ucciso in una casa di piacere, Èfiglia d arte Amanda Sandrelli, con un padre Gino Paoli sulla scena canora dagli anni 60, oggi presidente Siae, ed una madre Stefania Sandrelli icona femminile di grandi registi della commedia all italiana. I primi a cogliere il Dna artistico di Amanda sono Roberto Benigni e Massimo Troisi, offrendole una parte nell indimenticabile Non ci resta che piangere. «Una meraviglia quel set, -dice leinon c era copione, inventavano tutto. Massimo e Roberto erano in un momento di grazia, si stimolavano a vicenda. Mi divertii da morire. Mi avevano vista ad una festa a casa di mia madre. Avevo una grande ammirazione per loro, quella sera chiacchierai a lungo con loro. Non potevo immaginare che poi venissi loro in mente quando cercavano una ragazza molto giovane, con i capelli lunghi, pelle chiara ed un aria rinascimentale. Mi chiamarono mentre facevo gli esami di maturità, mi dissero Il personaggio non è neanche scritto, finisci gli esami e poi inizi a girare». Da lì inizia la sua carriera, con quaranta film tra piccolo e grande schermo ed una decina di spettacoli teatrali. Come presero la sua scelta d intraprendere la carriera nel mondo spettacolo, mamma e papà? «Entrambi si sono tenuti abbastanza al di fuori della mia vita e soprattutto delle mie scelte, mi hanno sempre lasciata molto libera. - risponde lei- D altronde li ve- ai tempi del Fascismo, che viene fatto credere un suicida dagli sgherri di Mussolini in Film d amore e d anarchia ; il naufrago su un isola deserta che, lui marinaio sottoposto ai voleri di una donna ricca e vessatoria, s innamora di questo prodotto stomachevole del lusso, del vizio e del di Francesco Sgarano benessere. Travolti da un insolito destino (rifatto poi, con esiti lontanissimi dall originale, con Madonna e -guarda un po - il figlio di Giannini, attore anch egli, Adriano) è forse il film migliore di quelli wertmulleriani, in cui la coscienza della lotta di classe, in pieni anni Settanta -quelli delle rivolte proletarie e dell emancipazione femminile- trova una riproposizione stimolante e quantomeno curiosa. Così come è almeno stravagante il sottobosco napoletano di Pasqualino Settebellezze, film che preme, più che in altre circostanze, il pedale sul grottesco, e Giannini è impagabile con il suo dialetto, la sua mimica, a volte impassibile, a volta accentuata da uno sgranar d occhi, che procurò al film un successo inaudito in America (quattro nomination, la prima a una donna regista) e a lui la candidatura all Oscar come miglior attore. Ahilui, fu battuto da un avversario già defunto, Peter Finch, scomparso due mesi prima della cerimonia, grande mattatore in Quinto potere. I vicoli, la malavita, i sotterfugi, i raggiri della napoletanità Giannini li ritrova in un film per cui vinse molti premi, che è uno dei migliori film di denuncia sociale e, al contempo, di CINEMA Amanda Sandrelli si racconta «Spero di aver ereditato la leggerezza di mamma e la profondità di papà» di Leonardo Soldati devo poco, essendo impegnati nel loro lavoro. Ho comunque avuto un infanzia abbastanza tranquilla. Fino ad otto anni ho vissuto con mamma all Eur, a Roma, quartiere ideale per i bambini con molto verde. Dagli otto ai tredici anni invece a Milano, da mio padre, un periodo che ricordo con molta gioia perché lì conobbi mio fratello e sua madre, Anna, la moglie di mio padre, alla quale sono molto legata. Papà infatti lo vedevo poco, era sempre in tournèe. Continuavo a vedere la mamma nel suo tempo libero, tornai a vivere con lei dai tredici ai diciannove anni, quando andai a vivere da sola». Tra i personaggi famosi conosciuti durante la sua infanzia ed adolescenza, ricorda in particolare Pier Paolo Pasolini: «Lo conobbi a casa di mia madre, racconta- quand ero piccola. Ricordo benissimo la sua voce, lenta, da poeta. Mi affascinò poi nella campagna parmense Novecento, era bellissimo. Là raggiungevo mia madre, incontrai Bernardo Bertolucci e tutti gli attori, Robert De Niro, Gerard Depardieu, Donald Sutherland che era altissimo e mi faceva paura perché fuori dal set indossava delle enormi mantelle nere». Sempre sulla vita in famiglia invece: «Da mamma e papà mi sono arrivati aiuti e consigli ogni volta che li ho richiesti, spero di avere ereditato alcuni loro importanti pregi. Da papà l abitudine ad approfondire ogni cosa ed essere esigenti con se stessi. Da mamma la leggerezza ed il senso dell umorismo. Dai venti ai trent anni mi sottoposi ad una seria analisi, avevo bisogno di sbloccare in me alcune cose. Tre anni fa poi attraversavo una crisi nel rapporto con mio marito, Blas Roca Rey, che ci portò alla separazione, mi rivolsi ad un amica psicanalista che mi disse: Parti dalle cose che sai fare meglio. Io risposi scherzando: La cosa che mi riesce meglio è andare in motorino e lei sempre scherzando: Parti da lì, fatti dei bei giri. I giorni più felici sono stati quelli della nascita dei miei figli, il primogenito Rocco che ora ha quindici anni e sogna di fare il direttore d orchestra e Francisco di dieci anni. Io che non sono credente, nei momenti della loro nascita ho percepito che esiste davvero qualcos altro sicuramente di magico. Una grande delusione il mio matrimonio, non lo includo tra i dolori più grandi della mia vita anche se avevo previsto di invecchiare insieme a Blas». Recentemente Amanda è stata impegnata a teatro con Tres, commedia nello stile spagnolo di Almodovar con Marina Massironi, Anna Galiena, Sergio Muniz, facendo tappa al Verdi di Firenze: tre ex compagne di liceo si ritrovano dopo trent anni, mettendosi alla ricerca del padre perfetto da cui avere dei figli, con numerosi colpi di scena, rendendo contenta Amanda di tornare nella sua Toscana visto che la mamma è originaria di Viareggio ed il nonno e bisnonno erano di Piombino, e di fare teatro: «Da giovane ero convinta che non fosse un lavoro utile come gli altri, dice- adesso invece penso che sia bellissimo perché anche l anima ha bisogno di cibo e il teatro è spesso un cibo gustoso per chi lo fa e per chi lo riceve». commedia nera all italiana, Mi manda Picone, in cui, insieme alla moglie di un poveraccio che non si riesce più a trovare, si mette alla ricerca del di lei marito, scoprendone di tutti i colori. Nanni Loy alla regia, un autore che il cinema non ha sempre saputo sfruttare al meglio. La maturità dell attore ha coinciso con il distacco da simili personaggi, così violentemente connotati da caratteri bassi e volgari, quasi sempre eredi di un meridionalismo folkoristico, di uno stereotipo di terrunciello che ha comunque riempito sale cinematografiche e casse di produttori. Lo ricordo in molti titoli, anche internazionali, come Hannibal di Ridley Scott, o nel ruolo che, nelle intenzioni di Pupi Avati, avrebbe dovuto essere l ultimo interpretato da Alberto Sordi, il sarto de Il cuore altrove, tristissima storia, uno dei suoi Sostieni LaVita Abbonamento 2014 euro 45,00 Sostenitore 2014 euro 65,00 Amico 2014 euro 110,00 c/c postale titoli migliori; gigioneggia più che altro in Palermo-Milano, sola andata, così come il gigionismo degli ultimi anni di Al Pacino non poco è da imputare al suo doppiaggio, originale e capace senza dubbio, ma infinitamente meno malleabile e duttile dell inarrivabile Ferruccio Amendola. In Scent of a woman e in Carlito s way offre due prove eccellenti, poi modula i toni e il fraseggio troppo spesso sul solito registro. Le sue riuscite migliori nel doppiaggio, cui dedica ormai la maggior parte della sua arte recitativa, sono il Jack Torrance di Shining, lodato persino da Kubrick, l avido Gordon Gekko di Michael Douglas in Wall Street e il giovane Pacino di Quel pomeriggio di un giorno da cani. Tre interpretazioni gigantesche, impreziosite -no, di più- nobilitate dal supporto di Giannini. I vecchi abbonati possono effettuare il bollettino postale preintestato, e chi non l avesse ricevuto può richiederlo al numero (c/c n ) intestato a Settimanale Cattolico Toscano La Vita Via Puccini, 38 Pistoia. Gli abbonamenti si possono rinnovare anche presso Graficamente in via Puccini 46 Pistoia in orario di ufficio. LaVita Settimanale cattolico toscano Direttore responsabile: Giordano Frosini STAMPA: Tipografia GF Press Masotti IMPIANTI: Palmieri e Bruschi Pistoia FOTOCOMPOSIZIONE: Graficamente Pistoia tel Registrazione Tribunale di Pistoia N. 8 del 15 Novembre sito internet: CHIUSO IN TIPOGRAFIA: 29 OTTOBRE 2014

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