LA MALAOMBRA. Il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA MALAOMBRA. Il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina"

Transcript

1 LA MALAOMBRA Il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina 1

2 INDICE DEL DOSSIER I PARTE Editoriale di Aldo Bonomi II PARTE - LA RICERCA La malaombra. Il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina III PARTE - CONVEGNO LA MALAOMBRA Policampus di Sondrio 17 settembre

3 I PARTE EDITORIALE Aldo Bonomi 3

4 1. RESTA SEMPRE LASSÙ IL PAESE Ho sempre pensato che la sociologia fosse più una pratica del racconto che una scienza fredda basata sull interpretazione dei numeri. Più che i numeri delle statistiche, che servono per capire, per continuare a cercare e capire valgono le parole degli uomini. Che producono, più che saggi, letteratura. Più che ricerca, ricercaazione. Che significa aver sempre presente che si analizza un fenomeno per cambiare nell eterno gioco del riconoscersi e riconoscere. Anche questo lavoro sul perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina, che l Aaster ha realizzato in empatia con la Caritas della valle, segue questa metodologia. Continuare a cercare per continuare a capire cosa fare per cambiare lo stato presente delle cose: la dittatura del presentismo. Le ricerche di mercato e i sondaggi hanno il tempo presente come unica cifra del tempo.la ricerca sociale, ancor più quella di comunità locale, ha come spazio del tempo le lunghe derive della storia sedimentate nei soggetti sociali, da usare per mangiare futuro. A maggior ragione per una fenomenologia perturbante come il suicidio. Ancor di più per me che di questa valle sono figlio. Riconoscendomi in quello spaesante adagio da sradicato che prendo in prestito da Pavese che, inurbato nella Torino fordista, era solito ricordare che resta sempre lassù il paese. Di mio ci aggiungo che non solo resta lassù il paese, ma anche qualcuno a cui dire ciò che resta, nell andar per il mondo, della comunità originaria. Quando l andare è reso più amaro nel sentirsi addosso un essere condannato all altrove. Essendoci stato un tempo in cui tu, con la valle, con la comunità originaria, non avevi parole. Per questo allego a questa mia introduzione al lavoro di ricerca per Communitas, tre scritti. Il primo, che racconta il mio sentirmi dentro, nel tornare al paese, il caso di un giovane che si era suicidato. Da qui il mio parlarne, il mio prendere parola con don Augusto. Dal parlarne assieme e grazie agli operatori della Caritas questa ricerca azione è stata possibile. Il secondo, un mio Microcosmo su Il Sole 24 ore che racconta di Quadrivio che altro non è che Tresivio, il mio paese. Così tanto cambiato e luogo emblematico come vedremo nella disamina della ricerca di quei luoghi sospesi tra non più e non ancora, ove l essere si perde nel suo essere incapace a fare sincretismo tra ciò che lascia, la comunità originaria, e ciò che non è ancora, la comunità che viene. Un terzo, un segno di speranza, di comunità che viene, il racconto di Mauro Parolini, poeta schizofrenico di Lanzada. Che ce l ha fatta. Lui con il linguaggio della poesia per riprendere parola con il mondo, noi, che abbiamo parlato con lui, con la comunità locale, la comunità di cura. Rompendo la malaombra. Microcosmi che ricordano, a chi volesse liquidare il perturbante caso della Valtellina come puro residuo e detrito di una mutazione non ancora arrivata nel presentismo metropolitano o nel tempo delle megalopoli globali, che resta lassù il paese non riguarda solo i valtellinesi che si vergognano e nascondono sotto il tappeto la tristezza dei numeri che ci indicano come la provincia italiana con il più alto numero di suicidi in rapporto con la popolazione. Non siamo che poco più di 180mila abitanti, uno spicchio infinitesimale delle città infinite che fanno tendenza. Ma da Casarsa veniva Pasolini, da Urbino Volponi con il suo viaggio per Roma, dalle terre della malora, Pavese. Sino al moderno Niffoi che con la sua letteratura del profondo scava con ogni romanzo in un microcosmo della sua 4

5 Sardegna. Abacrasta il paese delle cinghie ove si snoda la leggenda di Redenta Tiria: «A Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, fiutando la fine imminente, si slegano i calzoni come per andare a fare i bisogni, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune. Qualcuno si spara, si svena, si annega, ma pochi, molto pochi rispetto agli impiccati. Nelle tanche di Abacastra non c è albero che non sia diventato una croce». 2. LA VALTELLINA COME ABACRASTA La provocazione di questa ricerca sta tutta in questa durezza mutuata dalla letteratura. Che diventa dolcezza da comunità di cura se ci diciamo da subito che finalità del lavoro di inchiesta, come ci siamo detti e ridetti nel gruppo di lavoro, non era e non è il voler spiegare il perché. Troppo rispetto è dovuto all estremo gesto. Ma è il volersi interrogare collettivamente sul perché lo si relega, definendolo l insano gesto, solo nella sfera dell io e non anche in quella del noi. Interrogare la società valtellinese ci è parsa cosa utile. Da qui i mille questionari paese per paese e le cento interviste in profondità.tutte che iniziavano con, ma perché lo chiedete a me?, che poi finivano spesso in un racconto di prossimità. Il 63,4% degli abitanti della valle è stato coinvolto, nelle reti di relazioni personali, in un caso di suicidio. La maggior parte erano solo conoscenti, ma per il 25% erano amici e quasi per il 17% un familiare. Se non è il NOI questo, vorrei tanto capire cos è.la freddezza dei numeri ci dice che il fenomeno ci riguarda, ci è prossimo. Come entrarci dentro con quali saperi, con quali pratiche, con quali fini? È l interrogativo che resta una volta che si rende visibile l invisibile. Che si dice il non detto. È il difficile passaggio dal racconto all interpretazione, l ambiguo crinale che contraddistingue questa rivista, non nuova a passaggi delicati da L apocalisse della mente (n. 12) alle sofferenze de La città fragile (n. 25), sino al presente caso perturbante di una comunità alpina. Qui, come mi succede spesso mi rifugio, e che rifugio, più nella letteratura che nella mia disciplina. Altro non è la sociologia del racconto che viaggia e si alimenta delle interviste in profondità. Che poi a ben vedere è il primo passaggio che anche lo psichiatra fa, con chi gli si presenta con il suo disagio.come ci ricorda Tom Burns nel suo Psichiatria, o il prete con chi si avvicina alla confessione. A proposito di saperi e pratiche che si confrontano partendo dai risultati della ricerca sono da leggersi i testi di Borgna, Ballantini, Baruffini, del vescovo Coletti a commento del lavoro che qui pubblichiamo. Non scarto di lato per ignavia o per evitare temi grandi come le radici sociali o le radici psico(pato)logiche del suicidio, o parole come anima, fede, sino alla libera morte evocata radicalmente dall amico Bifo. Riconoscersi e riconoscere un fenomeno studiato e raccontato significa anche prendere partito interpretativo. Dico solo, che rispetto alla contrapposizione secca tra coloro che curano il disagio dell individuo e quelli che si occupano delle passioni tristi della moltitudine, il letterato, lo scrittore, è figura mediana. Una persona, un singolo, che parla a nome di molti. Interpretando e raccontando il suo disagio che si fa parola dei tanti che vivono un'epoca. Che altro è la Madame Bovary di Flaubert e il suo suicidio? O Lei dunque capirà di Magris che ci insegna ad elaborare il lutto per la perdita di chi ci è stato da sempre prossimo? O il drammatico testo L infelicità senza desideri di Peter 5

6 Handke che apprende del suicidio della madre, riletto a commento della ricerca da Marco Dotti. Non sarà un caso, per riprecipitare in Valtellina, se qui, a differenza della confinante Svizzera o dell Austria dell Europa di mezzo, c è poca letteratura, poco racconto di sé: poca rappresentazione e molto silenzio. Come ci dice Rampello nella sua intervista, la rappresentazione è fondamentale per avere coscienza di sé. Che a ben vedere, è il velo che la ricerca squarcia dicendo: parliamone. Parliamo della malaombra, parola presa in prestito da Fogazzaro e dal suo Piccolo mondo antico così simile alla Valtellina. Interrogandoci sul perturbante caso come ci invita a fare Thomas Bernhard con il suo Perturbamento, la sua gelida scrittura che è un urlo contro i suoi valligiani della vicina e tranquilla e indifferente Innsbruck.Che a noi che vorremmo essere un po simil-bolzano ci piace tanto. Senza voler pretendere troppo, mi accorgo che la letteratura mi prende la mano, se da questa ricerca restasse una voglia di parola che aumentasse il capitale sociale del territorio a fronte del perturbante caso dei suicidi sarebbe già molto. Continuando per scuole, pub, discoteche, biblioteche comunali, parrocchie, a parlarne. Con quel tono dolce che aveva Robert Walser nelle sue passeggiate fuori dalla clinica parlando della malaombra che l opprimeva e della sua Svizzera. Capendo che anche qui, come nella vicina Davos della Montagna incantata, nella nostra montagna disincantata dell oggi è in atto quel duello, quello scontro, raccontato da Thomas Mann tra il gesuita Naphta e l illuminista Settembrini intorno al tema del moderno e della sua interpretazione. Insomma, dobbiamo discutere su come affrontare l ipermodernità che avanza, il nostro rapporto con la città infinita di cui siamo margine e contemporaneamente centro per le questioni ambientali, per l intrattenimento e per l energia. La ricerca-azione è invito a prendere parola sociale, senza aver presunzione di dare la linea o di avere il verbo o il sapere che tutto cura, ma imparando dalle parole già dette come archeologia del sapere da usare nel presente per immaginare e mangiare il futuro. E rispetto a questo tema che rimanda a La Storia della follia di Michel Foucault, mi pare utile ripetere la citazione di Dostoevskij (dal Diario di uno scrittore) da lui messa in testa alla Prefazione: Non è rinchiudendo il vicino che ci si convince del proprio buon senso. 3. NUDA VITA: LA MACCHINA DESIDERANTE. VITA NUDA: LA MACCHINA VIVENTE Citazione, quella di Dostoevskij, che, banalizzata per il lavoro di ricerca, dice alla società valtellinese e ciò che resta della comunità locale, che il problema non può essere solo risolto da chi esercita il sapere. Dal potere della Cà rossa, così mi ricordo da bambino veniva denominato il manicomio di Sondrio. In termini alti rimanda allo scavare nella foucaultiana Storia della follia, appunto. In una lezione al Collège de France 78-79, Foucault con umiltà e apparente distacco butta lì uno schema interpretativo che ci può essere utile oggi, dopo aver ricercato, a muoverci in quel passaggio stretto tra Io e Noi, tra problemi sociali e problemi del soggetto.tra passioni tristi di un area triste, e triste malattia di un soggetto triste che nega se stesso. Lo schema foucaultiano riguarda due grandi derive. La prima nasce all epoca dell editto di Costantino, l impero, o ciò che ne restava, per la prima volta nella storia del mediterraneo e nell incipit del pensiero giudaico-cristiano si attribuisce e formalizza il compito di prendersi cura delle anime. È la teocrazia che arriva sino al moderno. 6

7 Il suicida, il giuda, non ha diritto di asilo negando con il suo gesto la primazia dell anima sulle sofferenze del corpo. Fase finita per noi valligiani nel sacro macello della Valtellina nell Europa della guerra dei trent anni. Interessante notare nell ipermodernità il riapparire di teocrazie che rivalutano il suicidio come martirio. Ma questo discorso ci porterebbe lontano, alla tragedia delle Torri gemelle, all Iraq, all Afghanistan È banale ma indicativo osservare che per il 95,7% del campione della nostra ricerca i suicidi hanno diritto al funerale cattolico. Poco resta per fortuna di quel drammatico e arcaico metodo di ricerca sociale praticata barrando con una croce le case degli ugonotti. Anche se la tragedia della ex-jugoslavia è lì a ricordarci che le derive storiche sono sempre carsiche. Credo invece che sia ben più radicata la seconda fase storica che, sempre Foucault rileva, è giunta dalla Rivoluzione francese alla rivoluzione induastriale sino al Novecento. La fase della somatocrazia, il potere e la microfisica dei poteri non si preoccupa più solo dell anima, ma del corpo.viviamo in un regime per il quale una delle finalità dell intervento statale è la cura del corpo, la salute fisica, la relazione tra la malattia e la salute. Con il suo impianto istituzionale chiamato welfare. Che inizia quando Philippe Pinel, dopo la presa della Bastiglia, apre l Ospedale dove erano rinchiusi gli oziosi, gli amorali e anche gli illegali, lasciandoci i folli. E arriva sino alla rivoluzione basagliana e all antipsichiatria dell apertura dei manicomi. Lunga deriva che oscilla attraverso i campi del potere, del sapere e della società. Sino all apoteosi della statualità, con le sue varianti interpretative degli hegeliani di destra (il nazismo) e gli hegeliani di sinistra (lo stalinismo) che si scontrano nella piana di Stalingrado a metà del secolo breve, o lungo, e tragico che è stato il Novecento. Andando oltre, entrambi (nazismo e stalinismo) al modello della clinica, dei manicomi, del carcere, arrivando sino al campo di concentramento e al gulag. Anche questo, come il riferimento alle Torri gemelle, è un riferimento aspro che ci porta lontano. Ma val la pena Perché, come ci rammenta Foucault, il razzismo di stato sussume nel concetto di nazione, etnie, religioni, ideologie.andando oltre e superando la teocrazia, così come il fordismo, come modello economico che ha nella fabbrica il suo epicentro, è l altra faccia della somatocrazia : il corpo sano messo al lavoro con lo Stato provvidenza che accompagna dalla culla alla tomba. Ma oggi, la fase del nuovo secolo, quella della globalizzazione dispiegata, della retorica liberatoria dell individualismo compiuto e dell individualismo proprietario, apre nuovi scenari. A cavallo del passaggio di secolo, agonia della modernità o ipermodernità che viene, si dispiegano i vent anni del mercato oltre lo Stato. Di cui l ultima crisi è la rappresentazione emblematica di una cultura economicista e consumi stica dei desideri illimitati in uno scenario di opportunità di tempo, spazio, mezzi apparentemente senza limiti. Qui, ciò che è messo al lavoro è la nostra capacità psichica di pensare, sentire, comunicare,ricordare, desiderare. È l epoca delle passioni tristi, altre dalle forti e ideologiche del Novecento. Tristi perchè come ci ricordano i due psicoanalisti francesi, Miguel Benasayag e Gérard Schmit, autori del libro così titolato che hanno lavorato con le giovani generazioni delle banlieue, il futuro si presenta denso di opportunità ma si rovescia nel suo opposto: denso di incertezza, paura, minaccia, ansia. Da qui il luddismo moderno che partendo dalle banlieue non distrugge la fabbrica ma vuol 7

8 bruciare quella Parigi tanto desiderata e mai posseduta. La somatocrazia si spezza così come la biopolitica.non più concentrate, l una nel corpo e l altra nel welfare, inseguono i mille rivoli della mente, della crisi del soggetto, delle forme di convivenza e della crisi della politica. Alla lotta di classe si sostituisce l invidia sociale, ai conflitti la guerra civile molecolare, alle dinamiche del sociale l implosione della famiglia e delle forme di convivenza del soggetto. Il razzismo di stato scoperchiato come un vaso di pandora dalla globalizzazione, libera i miasmi del razzismo differenzialista che partendo dalle etnie ritiene inconciliabile l incontro tra culture e stili di vita. Sino a teorizzare ronde di vicinato e guerre per esportare la democrazie. E a questo punto c è poco da dividerci tra sociologi e psichiatri, tra malattia della società e psicopatologia del soggetto. Entrambi, seguendo i rivoli della crisi sociale del soggetto, siamo arrivati alle biografie fantasmatiche dei desideranti senza felicità, alla fine delle utopie e al ripartire dalle eterotopie. Di quelli che vivono di nostalgia dell epoca della somatocrazia e del welfare, di quelli che hanno sognato l assalto al cielo nel punto più alto della modernità e sono precipitati sulla terra, alla generazione dei senza libro, senza romanzo di formazione, che hanno imparato più parole dalla macchina digitale e dalla televisione che dalla mamma. Nel tempo in cui più che la prossimità conta la simultaneità. Più che alla letteratura sin qui citata, per capire occorre forse attingere alla psicoletterature de Il Condominio e di Gioco da bambini di James Graham Ballard. Anima, corpo, mente, tre grandi cicli che si sono dispiegati con forme di potere, sapere, governo, economia, spazio, tempo. Dovremmo, quindi, definire l oggi il tempo della psicotizzazione, della mente messa al lavoro. Che altro è la new economy se non mettere al lavoro il nostro desiderio, il nostro pensare, comunicare e sentire? Il nostro corpo, la somatocrazia, è spezzata schizofrenicamente in due. Da una parte la nuda vita (pensare, sentire, comunicare e lavoro intellettuale nella rete del general intellect), dall altro la vita nuda (il corpo che mangia, si copre, ha fame e freddo e lavora nell economia della sopravvivenza). Ricomporre, nel sincretismo sociale, le differenze di censo e di opportunità, si sarebbe detto di classe, tra un primo mondo in cui si sente e desidera tutto senza mai riuscire ad ottenerlo, e un altro mondo ove il problema è sopravvivere, è questione grande. La stessa che ogni essere deve ricomporre dentro di sé raggiungendo quell equilibrio interiore tra nuda vita desiderante e pensante e vita nuda biologica. Che si può raggiungere solo con l esercizio della critica, una coscienza di sé che significa capire come lo spirito critico è il non essere eccessivamente governati (Foucault), nel proprio essere macchina desiderante e macchina vivente. Nell esercizio della critica da parte di entrambi, chi cura la società e chi cura il soggetto, si ricompone il quesito irrisolto di questa ricerca di quanto sia il suicidio questione sociale o psicopatologica (Borgna). 4. L INFELICITÀ SENZA DESIDERI E L INFELICITÀ DESIDERANTE Avendo ben chiaro che qualsiasi esercizio della critica da parte di chi, come noi, commenta questa ricerca nello spazio dell interpretazione, non può prescindere dai saperi minori, dai sussurri, dalla microfisica dei saperi e dei poteri. A questo serve la ricerca-azione. E la prova provata della crisi dei nostri saperi, dei pulpiti, delle cattedre, delle cliniche, degli ordini professionali, della famiglia, la si trova scavando nelle interviste in profondità agli attori sociali. Laddove si capisce che, chi più capisce 8

9 le passioni tristi, l infelicità desiderante, sono i gestori di quel circuito del distretto del piacere fatto di pub, discoteche, ove si esaurisce l utopia di un altro mondo possibile, luoghi eterotopici dove si parla con il gestore per paura di smarrire la propria ombra.loro diventano interlocutori a cui si parla, come Jones alcolista e suonatore della Spoon River di De André che chiede al negoziante di liquori Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?.se all alto la società dei desideri produce business community e i cognitari del lavoro intellettuale, al basso, sul territorio, la rete che si fa, anche nelle vallate alpine, circuito dei camosci che dai comuni polvere scendono nel fondovalle, è fatta dal circuito dell intrattenimento. Che per essere chiari è uguale, nelle sue tendenze, alla Moia di Albosaggia, al Continental di Colico e al lungo Bund di Shanghai. Per i camosci valtellinesi, che nel circuito desiderante non si fermano a valle ma peripatetici arrivano a Milano, Bergamo, Brescia, e per i giovani cinesi, immersi nella modernizzazione forzata, il motto è lo stesso che ho visto in un locale di fronte ai grattacieli simil-new York di Shanghai: Liberté, égalité, sensualité. Il codice del sentire dei corpi desideranti, sostituisce la parola antica della fratellanza. Ed infatti, il sapere sociale accumulato dai gestori dei locali, ove si è soli essendo in molti, o in gruppo o in branco (sempre moltitudine), ci dice che nel loro lavoro di psichiatri della moltitudine quando i giovani si avvicinano al bancone, che sostituisce il lettino, vomitano storie di desolante solitudine. Di un vorrei ma non posso voltato contro tutto e tutti, e contro di sé. Il vero antropologo di questa apocalisse culturale che prende una vallata alpino-lombarda, ma, lo ribadisco, uguale nella megalopoli di 20 milioni di abitanti, è chi con loro vive e con loro usa il linguaggio della musica, Davide Van de Sfroos.Nel dialogo che ho avuto con lui a commento della ricerca si rivela come il vero sciamano di questa tribù dell infelicità desiderante che lascia lassù il paese per andare giù come un cau boi nella valle dei semafori dove crescono i telefoni per poi tornare a lavori che mai permetteranno di reggere e prendere il molteplice visto e annusato. Ed allora altro non resta che comprare un Gratta e vinci e sperare, o altrimenti per alcuni, purtroppo molti, rinnegare sé, il suicidio. Come se non bastassero i tanti che nel loro peregrinare per luoghi della rappresentazione dei desideri si schiantano nella velocità di un andare che non presuppone mai un altrove. Problema nazionale che produce norme per il codice della strada e si vuol risolvere con il proibizionismo alcolico. Nella nostra ricerca di comunità, il circuito dell infelicità desiderante dei giovani che si suicidano, rovesciando l adagio della madre di Peter Handke che lo fa per una infelicità senza desideri, già ci mostra due polarità sociali dove agisce l apocalisse culturale. In chi dovrebbe mangiare futuro l apocalisse prende quando non ci si riconosce più come soggetto del possibile, nella realizzazione di sé, nel dilagare delle opportunità inafferrabili. I giovani sotto i trent anni, nella nostra ricerca, sono quelli che denotano la minor fiducia nelle persone. Nell altra, quando non riconoscendosi più in ciò che ci era abituale, l elaborazione del lutto non produce nostalgia consapevole ma depressione disperante. A chi cura i meandri della mente addentrarsi nel micro degli effetti devastanti che, nel macro, abbiamo evidenziato tra i giovani e gli anziani. Senza iniziare quello scaricabarile da sindacalismo tra soggetti della cura, che le interviste in profondità hanno evidenziato: la famiglia implosa (su cui torneremo) da luogo di cura e accompagnamento a terreno di guerra civile molecolare che se la prende con la scuola. Gli insegnanti e i presidi con i genitori. Assieme evidenziano che la 9

10 Chiesa e i valori non tengono più. Che le strutture sanitarie ci sono, presidiano il territorio, ma non bastano. E gli addetti ai lavori con esperienza come Capobianco (vedi intervista), giustamente dicono che famiglia, scuola e preti preferiscono non parlarne, come se fosse problema il solo dirlo. Da qui l amara constatazione da cui siamo partiti che quelli con cui si parla, e se ne parla, sono i mercanti di liquori. Appare, se ci si aggiunge, eccetto rare eccezioni, l impotenza di sindaci e assessori, un quadro in cui si passa l un l altro il cerino con la benzina sotto i piedi. Ne parleremo in sede di conclusioni dell urgenza di una coalizione sociale diffusa per la malaombra, per intervenire sul territorio. E qui la ricerca ci aiuta con indicazioni precise, qualitative e quantitative. Più che i comuni polvere ove resistono tracce della comunità originaria, quelle per intenderci da cui si fa esodo per scendere a valle, per lasciare retoriche agrosilvo-pastorali e memorie della famiglia patriarcale, più che i centri urbani come i quattro capi di mandamento terziarizzati in cui si è divisa la valle e sostanziati da una composizione sociale altra ormai dentro i flussi della ipermodernità, è nei comuni intermedi, quelli in transizione tra comunità originaria e ipermodernità, che cova sotto la cenere di un benessere diffuso il fuoco del disagio giovanile, della depressione degli anziani e di un difficile depositarsi delle forme di convivenza. Comunità di paese che oscillano dai 2mila ai 5mila residenti, che non sono più paese e nemmeno città. Qui prende lo spaesamento, il sentirsi letteralmente senza paese. Qui scava quel malessere da non più e non ancora che rende deboli, sradicati. Che, come diceva Simon Weil, induce quel rancore che sradica l altro da sé e che se non trova il nemico, vero o inventato, si rivolge contro di sé. Non è più il piccolo mondo antico, non è ancora l ipermodernità desiderante. In questo indistinto dovrebbero operare famiglia, scuola, parrocchie e servizi sociali per un accompagnamento verso l altrove. Di cui, come appare dalla ricerca, non è che vi sia tanta certezza. Il passaggio accelerato, nel fine secolo, da una società con mezzi scarsi ma con fini certi, ad una con mezzi iper abbodanti ma con fini totalmente incerti, qui ha scavato in profondità. Quei fini che per gli anziani erano certi, magari nella loro banalità di una vita operosa e di fatica, per lasciare la scarsità ed agguantare il benessere di una casa di proprietà, della scuola e dell università per i figli, di una famiglia contenitore di sentimenti ed economie ed anche di tanti non detti, rimandava ad un ordine sociale ove il sindaco, la maestra, il parroco, il maresciallo dei carabinieri, il farmacista, facevano gerarchia. Valori ed ordine sociale che non sono più dati come certi. La società dell incertezza anche qui si confronta con i flussi che mutano i luoghi e l antropologia. Flussi finanziari, non dimentichiamo che giustamente l economista Quadrio Curzio ha definito questa valle con le sue due banche popolari un distretto bancario. Di grandi gruppi dell energia come A2A ed Enel, della risalita a salmone delle imprese piccole e micro sino alla turistizzazione e alla sua parchizzazione. Processi che fanno di questo territorio sempre raccontato come un margine, un centro dove si incontrano soft economy e hard economy,mutandone appunto l antropologia rimasta nel suo racconto alla rappresentazione antica della terra, dell aria e dell acqua buona, e dei prodotti tipici celebrati con riti inventati nelle ricorrenti sagre di paese. I mezzi appunto sono abbondanti: denaro, energia, ambiente; tre parole chiave del moderno. Il racconto, la coscienza di luogo, di sé e dei temi sociali e individuali totalmente incerta. Lo si deduce dalle interviste 10

11 agli universitari che fanno da pendolo tra questa valle e la città infinita e che dicono che la società locale è afflitta da anomia nel metabolizzare il nuovo. Ebbi a dire che la mia valle era una valle triste per questo. In questa tristezza e incertezza occorre scavare. Socialmente mettendosi in mezzo tra i luoghi e i flussi, tra la Valtellina e la città infinita. Nella desolazione dell io triste che non assume parola del proprio disagio scavi l intervista dello psichiatra o il colloquio dello psicologo. Dal lavoro di ricerca questa terra di mezzo tra il non più e il non ancora, sia per l Io che per il Noi, risulta essere il territorio dello spazio sociale e della mente da percorrere.ne è sintomo evidente, qui come altrove, la dissolvenza e la crisi della famiglia. 5. FAMIGLIA E GUERRA CIVILE MOLECOLARE All epoca della psicotizzazione la famiglia è diventata il luogo emblematico ove osservare e curare la crisi delle forme di convivenza, la guerra civile molecolare, l insorgere delle psicopatologie, l anomia e l afasia di un epoca in cui si educa spesso ad ottenere tutto ciò che appare e si infrange il mito, per chi può, di madri fate turchine e di padri maghi merlino. Tant è che sempre più ciò che resta della statualità e della comunità che era, prova a regolamentare e normare la famiglia dividendosi, le forze politiche, sui temi che vanno dal divorzio, alle famiglie di fatto, alla fecondazione assistita. Qui la nuda vita del sentire, pensare e desiderare è messa alla prova, come è messa alla prova l essenza del dna della vita nuda. Si sperimenta e viene messo al lavoro nella ipermodernità che avanza come fosse quel modello elementare della convivenza e della riproduzione il laboratorio che ha preso il posto, per alcuni versi, della fabbrica. I tre lunghi cicli foucaultiani, l archeologia dei saperi e dei poteri, della teocrazia, somatocrazia, psicotizzazione, che hanno come lunghe derive della storia la Guerra dei trent anni, l Inquisizione, il razzismo di Stato, la ex-jugolavia, le Torri gemelle e come deriva della civiltà materiale dell economia, la servitù della gleba, con le sue anime morte, la fabbrica con le masse al lavoro, sino alla new economy con la rete e le sue community desideranti. Lunghe derive con i loro luoghi eterotopici: conventi, chiese, ospedali, manicomi, carceri, sino agli estremi, da mai dimenticare, dei lager e del gulag e le comunità virtuali dell oggi e che ci portano a questo luogo emblematico ove studiare e capire la microfisica dei saperi e dei poteri minori: la famiglia. Luogo sociale su cui tutti gli attori intervistati si sono soffermati come luogo eterotopico in crisi, come luogo per antonomasia perno della comunità locale in dissolvenza. In questo la ricerca nel ridotto alpino ci è utile. Essendo che, qui più che altrove (penso alle metropoli), insistono ancora tutte e tre i modelli di microfisica della famiglia sedimentati nelle lunghe derive della storia. La famiglia patriarcale-comunitaria con le sue retoriche solidaristiche e le sue patologie da maso chiuso incentrata sull economia agricola tendenzialmente prosumerista nella scarsità che si è riciclata in impresine edili a conduzione familiare. Che hanno seguito il boom abitativo e ove hanno convissuto generazioni e diversi nuclei familiari sino a formare reti di clan parentali non estranei alle elezioni nei comuni polvere di assessori e sindaci. Una forma di ruralità-modernizzante. Che insiste nei comuni del non più e conserva deboli tracce di sé in quella terra di mezzo nei comuni in transizione. È interessante notare che dove ancora esistono tracce di famiglia partriarcal-comunitaria si insediano nuclei di famiglie migranti con tracce forti di quella patriarcalità autoritaria dei costumi. Qui, come 11

12 nell Appennino emiliano-romagnolo, si dice solo per il costo delle case, ma credo anche che vi siano motivazioni antropologiche. Basta ave visitato alcune aree interne del Maghreb ai bordi dell Atlante, quanto simile è il non più che loro hanno lasciato per migrare e noi per esodo nella modernizzazione. Similitudini spiegate anche da quel fenomeno poco studiato ma indicativo dei tanti figli, soprattutto maschi della cultura patriarcal-comunitaria, che intimiditi dalla donna giustamente emancipata e libera, intrecciano matrimoni e relazioni lungo la via globale della ruralità, magari attraverso internet o agenzie matrimoniali, con donne messicane, polacche, ucraine. Microfenomeno già visto e studiato da noi dal grande antropologo Nuto Revelli nei suoi libri inchiesta di quando nelle Langhe, terre della malora, i figli del mondo dei vinti si sposavano, per mediazione, con le calabresi. Mondo dei vinti, appunto, con i suoi sussulti di resistenza, ma dove la famiglia, come nucleo di identità relazionale e cura, ha ormai poco da dire. Che fa dire a mia madre, nella sua sociologia spicciola, che se si mettono in fila le case lungo la via del mio paese, dove lei è nata più di ottant anni fa, non c è famiglia senza un divorzio o senza conflitti e drammi da microcosmo che non tiene più. Perché oltre al modello patriarcal-comunitario non regge più nemmeno il modello di famiglia che si è imposto nella seconda metà del secolo: la famiglia mononucleare fordista. Arrivate in valle ai tempi delle dighe idroelettriche che sono state il nostro fordismo. Con l AEM, la Falk e l Enel, le nostre fabbriche a cielo aperto di energia. Famiglie dove insistono le politiche del welfare, della somatocrazia, che ha nel maschio, lavoratore, adulto e bianco, il tondino di ferro. Sono quelle famiglie che, lasciato il modello patriarcal-comunitario, se nella città infinita lecchese-brianzola hanno prodotto quel modello operoso del capannone con villetta, giardino con nanetti e BMW in garage, sul versante retico e orobico della valle hanno ristrutturato le proprietà patriarcali, spesso con liti ereditarie infinite, e disegnato un benessere fatto di orizzontalità diffusa per cui la famiglia tipo valtellinese cerca un posto fisso per il capofamiglia e si disperde in rivoli di manutenzione e cura del patrimonio di un tempo. Più che al metal-mezzadro del modello dell appennino marchigiano che Giorgio Fuà aveva studiato a Fabriano, qui l epoca mononucleare fordista ha come figura ideal-tipica l ellettromezzadro.circondato da un orizzontalità fatta di posti di lavoro in banca, negli ospedali, all Enel, nella vicina Svizzera, nel turismo che fa della valle una delle province italiane in cima nella classifica dei redditi e prima assoluta in quella del risparmio. Un piccolo forziere di benessere che a quanto pare non basta a dare maieuticamente fiducia agli infelici a cui sembra di essere stati più felici ai tempi della famiglia perimetrante. I pochi patriarchi e l ellettromezzadro vedono venire avanti nella dissolvenza del loro ruolo la famiglia al tempo della moltitudine. Sostanziata dal mutamento del ruolo della donna in famiglia e sul lavoro, da modelli familiari mono-genitoriali, modelli, nella ruralità modernizzante, di famiglie tecnicamente e religiosamente diversificate o multirazziali. La famiglia diventa non più una comunità di un codice normativo naturale o di un codice economico, ma un artificio prodotto da un arte del saper vivere nei meandri delle opportunità date dal mutamento degli usi e dei costumi. Massimo di opportunità anche nell artificio del vivere, sfamigliamento che si somma allo spaesamento e che produce anche nelle forme di convivenza una sensazione diffusa di infelicità desiderante. 12

13 Certamente delle due figure dominanti del secolo passato, il deus ex machina della famiglia patriarcale e l ellettro-mezzadro sono ormai figure depotenziate e il ruolo emergente della donna non si trasferisce automaticamente in quella della madre. Altra figura in crisi di autorevolezza. Siamo a rischio di un nucleo che galleggia senza padri e senza madri. Dalla ricerca emerge chiaramente che se vi è un luogo che esplica la psicotizzazione dell epoca questa è la famiglia non più in grado di reggere il suo artificio e le artificialità da cui è circondata. 6. NON PIÙ E NON ANCORA: IL TORCICOLLO DELL ESISTENZA Dal lavoro di inchiesta tra coloro che non volevano parlare della malaombra e dai saperi minori che hanno preso parola, tre indicazioni di lavoro, di cura e di intervento sociale, culturale e psicosociale sono chiari: lo spazio della mente e lo spazio sociale tra non più e non ancora ; i territori, i paesi, i comuni della transizione; la famiglia come spazio clinico e critico di conflitti molecolari di e tra generazioni conviventi.con un dato in più che mostra uno spazio da percorrere, un terreno di lavoro possibile: il 77,6% dei valtellinesi (poco più di tre persone su quattro) considera il tema dei suicidi in provincia una questione molto importante, con in più le tre cluster che, dall elaborazione dei questionari,indicano a chi vorrà curare e parlare le tre culture, i giudizi e i pregiudizi che attraversano la società locale. Tradizionalisti sincretici - secolarizzati, cosi li abbiamo denominati. Che rimandano allo spazio interpretativo del non più, i tradizionalisti, di quelli che vivono il non ancora dell individualismo compiuto e della terziarizzazione, i secolarizzati, e di quelli che stanno in mezzo, i sincretici, nell esercizio di una difficile sintesi. Banalizzando, se l Angelo della storia di Benjamin attraversasse la valle, si potrebbe dire che tre sono gli approcci individuati: quelli che camminano con la testa rivolta all indietro, quelli che guardano avanti e non sanno dove andare, quelli con il torcicollo per il continuo agitare il capo per cercare di capire e voler capire. Quelli che vivono guardando indietro malati di nostalgia, di spaesamento, di infelicità senza desideri, pensano esista uno stretto legame tra suicidio e forza del legame sociale dissolto nella crisi dei valori che aasicuravano la comunità originaria della famiglia patriarcal-comunitaria. Quelli che guardano avanti, nella presunzione di essere arrivati altrove, che altro non è come abbiamo visto che lo spazio dell infelicità desiderante, sostengono, all opposto, che sempre alla comunità occorre guardare ma che proprio nella sua chiusura sta il malessere, nel suo essere una valle chiusa, poco aperta e poco attraversata dal moderno, sta la malattia. Illusi anche loro, perché basta oltrepassare la valle per andare, come dice Van de Sfroos, nella valle dei semafori e dove crescono i telefoni, per capire che non si arriva mai in un altrove ove soddisfare l infelicità desiderante. Per la loro presunzione vale il proverbio locale che ripete spesso mia madre: anche a Milano non ci sono i cani legati con le salsicce, o tornare al nostro cantastorie, a Van de Sfroos, che in una sua canzone su Milano racconta le storie di vita di tre laghée che scendono nei meandri della metropoli e che si perdono chi per radicalità politica, chi per droga e facendo il gigolò, chi per aggressività e rabbia da tamarro. Quelli che hanno il torcicollo, i sincretici, per intenderci, sostengono invece che non è un problema di comunità che non c è più o di comunità chiusa da cui 13

14 fuggire, ma di vivere il tempo presente per cambiare, essendoci, per loro, un legame stretto tra suicidio e qualità del legame sociale. Sui sincretici punta il sociologo, che nella loro voglia di comunità, constatando ciò che non c è più e che naturalmente non è ricostruibile partendo dal nucleo originario della famiglia, per uscire da loro disagio siano gli artefici di una comunità artificiale adeguata ai tempi, di una ipermodernità che ridisegna le forme della convivenza ma che, nel contempo se vissuta esercitando l arte della critica e dell illusione fredda, è densa di opportunità. Tant è che applicando lo schema interpretativo dell azione sociale di Hirschman basato su exit/loyalty/voice, alla nostra comunità locale, avremo che i lealisti sono coloro che hanno nostalgia della lealtà della comunità organica di un tempo.quelli che applicano lo schema dell uscita sono coloro che ritengono la comunità non più in grado di garantire senso di appartenenza e preferiscono rischiare strategie di uscita individuali. Sono i secolarizzati, gli illusi del non ancora e di un altrove possibile. Disponibili a prendere voce, nel nostro caso anche a prendere in mano il testimone del lavoro di ricerca-azione e proseguire nel collaborare con chi cura l apocalisse della mente e della comunità, sono quelli con il torcicollo, quelli che stanno in mezzo sincreticamente interrogandosi su quali basi ricostruire artificialmente la comunità locale attraversata dai flussi del moderno. È andata un po così anche per i nostri commentatori, interpreti di questo caso perturbante che il lettore troverà, se non desiste dopo questa lunga introduzione, nelle pagine che seguono. Val la pena di leggere il dialogo con il poeta Franco Loi denso di nostalgia di quando nella Milano di Ungaretti si parlava del disagio e l Angel discuteva del suicidio. Le pagine dell antropologo Salsa, nonché presidente del Cai, che scava nella specificità alpina che nel suo rapporto uomocomunità-natura può essere una specificità perturbante di una vallata. Riprendendo quel teorema geografico tra le terre del burro che stanno a Nord, dove si nega più il vivere, e le terre dell olio dove si sopravvive ma si vive. Le impegnative pagine del vescovo di Como a cui appartiene la comunità di valle, che senza rimpianti per quella teocrazia di cui abbiamo scritto, mette la Chiesa dentro lo spaesamento della comunità, e non poteva essere altrimenti essendo oggi il fare chiesa anche e soprattutto caritas. E ridar senso a quella parola chiave del moderno che è la fratellanza, sostituita nell apocalisse dei desideri e delle opportunità da quel sentire, sensualité, che può smarrire l ombra dell essere. Se i primi due testi stavano nella nostalgia, il vescovo apre la schiera dei sincretici, di quelli che partendo dalla psichiatria come Borgna, Ballantini e Baruffini, si confrontano con l abisso della mente e le passioni tristi della moltitudine. Con loro mi sono confrontato come rappresentante e portavoce del sociale. Giungendo alla conclusione, che spero condividano, che pur partendo da saperi diversi, da interviste diverse, da metodi diversi, i meandri della mente e i sentieri sociali arrivano tutti allo stesso Holzwege, per dirla con Heidegger. Ovvero, al tortuoso tornante di quella strada di montagna, metafora che ben si adatta alla nostra ricerca di comunità, ove il ghiaccio che prende la dimensione collettiva e individuale dell essere rischia di mandarci fuori strada. Leggendo e rileggendo le loro interpretazioni ho come l impressione che siamo un po tutti come dei grilli parlanti a rischio, di fronte al gesto estremo, di essere schiacciati dal martello di Pinocchio, dell essere o del sociale muto e incazzato pieno di rabbia e disincanto per il fuori e dentro di sé. E ci rimane l interrogativo 14

15 sul come e sul quanto esercitare la critica dell autonomia del soggetto sociale, affinché,mutando il fuori e il dentro di noi, nessuno debba spingersi sino alle conclusioni estreme dell amico Bifo (che come me ha sognato tanto e il tonfo amaro della ricaduta si vede e si sente dentro), del suicidio come scelta per liberarsi di un futuro orribile che sembra essere l unico possibile, con la sua logica di compatibilità estensiva del suicidio come libera morte. Se gli psichiatri, i sociologi, i vescovi, gli antropologi e i poeti non hanno visione sufficiente, non la si può certo chiedere a chi come Cecco Bellosi (Comunità il Gabbiano), Enrico del Barba (Associazione La Navicella), Johnny Dotti (Consorzio cooperative CGM) e a don Virginio Colmegna (Casa della Carità) che operano sulla frontiera dei borderline, con chi si è perso e si rischia di perdersi, di farsi carico da soli dei problemi grandi che emergono dal loro racconto di un attività territoriale, altra dall agire istituzionale di chiese, cattedre e ospedali. Altro non resta, dopo aver tutti esercitato critiche e dubbi nell interpretare il racconto della ricerca-azione, che, almeno noi, ci esercitiamo all amicizia e al parlar franco. Parole chiave degli ultimi testi foucaultiani che invitano, in un contesto ipermoderno di dissolvenza della comunità, a costruire legame sociale e capitale sociale, capire il valore dei legami deboli che rimandano ai saperi minori che una comunità in dissolvenza deve ricostruire per una coscienza di luogo in grado di affrontare i flussi globali che vengono avanti. A scomporre e ricomporre parole e suoni dentro il rumore che non significa nulla, come scrive Peter Handke di fronte al gesto estremo della madre che lascia un discorso interrotto che lui riprende facendone un racconto. Così come Van de Sfroos canta e fa da specchio a quelli persi nel circuito dei camosci o, come dice lui, nella ruota del criceto. Ricostruendo attraverso l amicizia e il parlar franco un circuito che superi gli Holzwege, tenga assieme la nuova composizione sociale della valle dei suicidi, fatta da montanari per nascita che non si riconoscono più in ciò che gli era abituale, e montanari per scelta, risaliti per fare esodo dal tessuto metropolitano o migrati per necessità. Quei migranti che qui sono arrivati lasciando la linea geo-filosofica dell olio per arrivare in quella del burro. Non sono pochi, mi si racconta, quelli che fatto esodo alla ricerca della terra del latte e del miele, arrivati nella città fragile perdono il senso di sé.a Milano come in Valtellina, il disagio psichico e sociale di chi non regge il sincretismo di ciò che si è lasciato o dell essere seconda generazione produce e riproduce anche in quelli che vengono dalle terre dell olio lo stesso malessere di noi che friggiamo nel burro della nostra ipermodernità.anche in questo, più che differenti siamo uguali. 7. AMICIZIA, PARLAR FRANCO, COMUNITÀ DI CURA Ci vuole amicizia e parlar franco a fronte di un tema aspro e lacerante da quasi tutti riconosciuto, ma non rappresentato, da affrontare facendo coalizione sociale. Costruendo e rafforzando l artificio della comunità di cura. Parola ambigua, categoria filosofica, medica, psicologica, pragmatica, che rimanda alla separatezza della clinica dell archeologia dei saperi, della somatocrazia e della psicotizzazione e dei saperi minori, essendo intimamente legata all esperienza quotidiana. A ciò che facciamo ogni giorno, la cura del nostro corpo, la cura dei bimbi o degli anziani non autosufficienti. Insomma, una pratica con i suoi luoghi 15

16 ben precisi. La casa, che sarà bene ricordarlo rimanda all abitare, prima ancora degli ospedali e della clinica come luogo di cura delle malattie. Tema, parola, che rimanda a un soggetto: quello femminile. Il cui pensiero, nel fine secolo, ci ha insegnato a considerare la cura come aspetto fondamentale dell esperienza umana e non come angolo vuoto ove nascondere sofferenze e malattie. Come scrive Gisella Bassanini nel suo Per amore della città. Donne, partecipazione, progetto, casa, vita quotidiana, pratiche di cura, appartengono, nell esistenza reale e nell immaginario collettivo, alle donne. Sono considerate cose del privato, un sapere e un saper fare minore in contrapposizione con le cose pubbliche. La cosa pubblica, pressuppone un sapere ed un saper fare, che, nell ordine del moderno, sta sul palcoscenico, fa società dello spettacolo rispetto alla società dei sussurri e del quotidiano. Sfere che si sono andate via via separando attribuendo la sfera pubblica al maschile e quella privata al femminile. Della categoria e della parola chiave moltitudine, da molti usata come categoria politica, come soggetto del conflitto ai tempi della globalizzazione imperiale, nel mio Il trionfo della moltitudine, ho fatto una curvatura sociologica definendola, la moltitudine, la dimensione della massa privata dalla categoria ordinatoria delle classi ai tempi dell individualismo compiuto. Non me ne vorranno le radicali interpreti della cura come separatezza di genere, se ultimamente provo a curvare questo simbolo delle differenze di genere, la cura, a categoria di interpretazione del formarsi di deboli tracce del fare società. Ritengo, infatti, che ai tempi della moltitudine, cifra sociale dell individualismo compiuto, si possano rintracciare segnali deboli, saperi minori che si coagulano nel disegnare come assenza, come mancanza, tracce di comunità che viene: la comunità di cura, la comunità operosa, la comunità del rancore. Sottratta all esclusiva categoria della differenza di genere, senza ovviamente mai scordarsene, la comunità di cura apparirà, oltre che sostanziata dall esercito del quotidiano che la applica nelle case e nell abitare, da quei tanti che per professione e ruolo ai tempi del welfare e della statualità provvidente avevano come compito il curare, il mettersi in mezzo tra statualità e società. Penso agli insegnati, ai medici, agli psichiatri, agli avvocati, ai sociologi Ognuno con la sua corporazione da professione liberale produttrice di una sapere dall alto che si va sfarinado nella pratica di massa di un sapere-potere non più aristocratico ma da società dei servizi assediata da molteplici nuove professioni che vengono dal mutar dei tempi, dalle badanti alla nebulosa di quelli che lavorano comunicando, cercando le prime di sopravvivere e i secondi di fare casta da nuova professione. Le professioni della cura, eredità del welfare e della somatocrazia, sono un patrimonio collettivo e sociale di cui aver cura. Sommati e messi assieme all esercito invisibile reso visibile e con coscienza di sé dal pensare femminile, e all esercito dei buoni sostanziato dall esplosione del fenomeno, anche questo recente, del volontariato, dell associazionismo e dell impresa sociale, fanno uno zoccolo duro con le sue ambiguità e i suoi scazzi ideologici interni che altro non sono che emergenze della crisi di transizione in cui sono inseriti. Uno zoccolo duro da cui partire per praticare amicizia e parlar franco. Non sarà un caso se in tempi di razzismo differenzialista, chi si è opposto alle classi separate nelle scuole sono stati gli insegnati, chi si è rifiutato di essere medicopoliziotto dei clandestini sono stati i medici, se sono gli psichiatri di strada che nella città flipper dialogano con gli homeless senza casa e senza 16

17 mente, o che in mezzo tra i fuochi della comunità rancorosa e i rom si sono messi quelli della Casa della Carità. Perché, all opposto della comunità di cura, ai tempi della moltitudine e del populismo che innerva la massa senza classi, cresce anche la comunità del rancore. Che, come ho già scritto, nella tragedia della ex- Jugoslavia ha avuto la sua rappresentazione tragicamente geopolitica, con il dispiegarsi della comunità maledetta alimentata da sangue, suolo, religioni e razzismi. Ci ho scritto un libro con questo titolo Comunità maledetta ed un altro, che riguarda l Italia, che più tenuemente ho titolato Il rancore, appunto. Che prende quando la comunità come assenza, come spazio vuoto, viene riempita non dalle dinamiche quotidiane, professionali e volontarie della cura e dell attenzione all altro da sé, ma dal suo opposto. Alimentato da quel motto chi è sradicato sradica che perimetra spazi di posizione, dalla casa, al quartiere, al paese al territorio in quel gioco perverso dell ipermodernità in cui ogni nord cerca e si inventa un suo sud. Per cui la comunità rinasce perimetrando con il fuoco il proprio territorio attorno ad un campo Rom, come è successo a Opera, o attraverso le ronde che controllano e delimitano il proprio territorio. Con riti e miti di rappresentazioni che partendo dal motto difensivo ognuno è padrone a casa sua, si fanno vulgata populistica quotata al mercato della politica e sostanziata da un razzismo differenzialista che si da comunità di dialetti, lingue, usi e costumi, rancorosi verso l altro da sé. Anche qui precipita la società dell incertezza. Fosse stato anni fa, il pensare queste due polarità sociali mi avrebbe visto tra i sostenitori di un conflitto tra cura e rancore per il prevalere dei primi nella costruzione di un utopia possibile. Sarà il passare degli anni che rende più riformisti, o più orientati al maieutico buon senso, ai sussurri più che alle grida, ai saperi minori più che all ideologie, oggi non credo che la soluzione sia quella di uno scontro tra desideri e voglie di comunità opposte. Guardo con interesse ad un possibile saldarsi tra la comunità di cura con la terza polarità dove ci sono tracce di una comunità operosa che prendano per mano, con amicizia e parlar franco, gli spaesati e gli sradicati del rancore. Perché anche loro sono privi di un altrove.l altrove, i luoghi eterotopici dell inclusione, del confronto delle diversità sono la luna. Cura, rancore ed operosità altro non sono che il dito che li indica. La comunità operosa è formata dai tanti che mettono il loro pensare, sentire, comunicare nel ciclo dell individualità messa al lavoro nella forma del capitalismo personale nell epoca dell artigianìa della mente. Noi sociologi li definiamo figli della terziarizzazione, classe creativa, cognitari che hanno sostituito spesso, nella loro precarietà e flessibilità, i proletari. In alto fanno business community e tracce di neo borghesia, in basso tanti cognitari, appunto. Ma non sono le dinamiche interne a questa nuova composizioni sociale che qui ci interessano. Nel loro essere operosi, hanno come loro mezzi di produzione di reddito e senso gli spazi-mente, la loro conoscenza che deve essere sempre in rete e sempre alimentata pena l uscita dal ciclo. Ciò li rende, a differenza della comunità del rancore rinchiusa e rinserrata, facitori di una comunità operosa aperta al mondo ove navigano e si spostano peripatetici attraversando usi e costumi, lingue e opportunità. Sono condannati al sincretismo ed è questo che li rende simili, nel loro lavoro, a quelli che nella comunità di cura praticano l inclusione e l apertura ai mondi.non è raro trovare storie di vita di creativi, cacciatori di tendenza, pubblicitari, geniali informatici, comunicatori che fanno volontariato o impresa sociale. Così come quelle 17

18 professioni della cura, dagli insegnanti agli psichiatri sino agli avvocati e ai medici che vogliono far bene il proprio lavoro devono essere a loro volta un po tanto operosi. Da questo intricato labirinto sociale rintraccio deboli segnali di contaminazione tra mondi vitali che possono mettersi in mezzo e attraversare il rancore delle guerre civili molecolari che intaccano le forme di convivenza. Mi si dirà cosa c entra questa lunga disamina della weltanshaung del Bonomi con il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina? C entra, c entra. Vi ricordate quelle tre tipologie dei tradizionalisti, dei sincretici e dei secolarizzati con le loro valutazioni e il loro applicare lo schema di Hirschman, exit/loyalty/voice, dalla comunità locale? Insomma, la loro voglia, la loro angoscia di comunità come assenza in una comunità interrogata dal gesto estremo. Se la ricerca-azione ci ha permesso di capire, di rendere visibile ciò che era nascosto sotto il tappeto, con il Convegno finale e con questo numero di Communitas, ci accingiamo a dire che è possibile fare coalizione sociale per curare individualmente e farsi carico collettivamente del problema. Questo sarà possibile solo mobilitando la comunità di cura valtellinese composta dagli psichiatri agli psicologi, dagli insegnanti ai medici di base, agli assistenti sociali e agli infermieri preposti istituzionalmente alla cura, e dalle cooperative sociali, l associazionismo, il volontariato, la rete dei centri di ascolto Caritas che abbiamo denominato i sincretici che assumono voce e azione rispetto al tema dei suicidi in valle. Sarebbe una buona pratica se ad esempio il progetto Tempo zero, sperimentato in valle, che si propone istituzionalmente di comunicare, dentro l anomia della famiglia, con i giovani che parlano solo con i mercanti di liquori, si mettesse nella rete della cura con associazioni, scuole, operatori del margine e operatori della Caritas che su questo tema hanno ricercato e lavorato. Un primo passo locale per mettere assieme il sapere della Cà rossa con i sussurri dei saperi minori e del saper fare inclusione sociale. Coinvolgendo, perché no? Interrogando il ridotto del benessere, dalle banche alle fondazioni ex bancarie, alle imprese, sino ai secolarizzati della terziarizzazione, delle nuove professioni, che disincantati praticano la secessione dei benestanti. Li abbiamo intervistati, interrogati rispetto al tema, coinvolgiamoli nell intreccio tra cura ed operosità. Solo così sarà possibile abbassare il rancore che produce i tradizionalisti nostalgici del non più, i sincretici che stanno in mezzo con disagio al non ancora, e i secolarizzati che pensano basti il loro individualismo compiuto. Rancore verso l altro da sé che in questa valle è diffuso, e che nell anomia e nell afasia di una valle triste, con poca amicizia e parlar franco, spesso, troppo spesso, si rivolge contro di sé negandosi di continuare a vivere. Occorre un eterotopia sostanziata da voglia di comunità e dalla voglia di mangiare ancora futuro. 18

19 II PARTE LA RICERCA La malaombra. Il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina 19

20 Il presente rapporto è stato redatto da una equipe diretta da Aldo Bonomi e costituita da Albino Gusmeroli e Claudio Donegà Il gruppo di lavoro territoriale dei volontari Caritas è stato guidato dal direttore di Caritas Sondrio Don Augusto Bormolini ed è costituito da: Area Bormio: Germana Boni Zucchi, Lucia Capelli, Gianni Confortola, Flavia De Monti, Ezio Dei Cas, Guy Gurini, Lucia Magatelli, Bianca Maria Magenta, Lella Mauri Schiantarelli, Nicoletta Romani, Elisabetta Taufer, Armida Zuccoti Nava; Area Tirano: Serena Baroni, Francesca Chieco, Roberta Colzani, Giovanni Marchesi, Lia Negrini, Daniela Pianta, Giuliana Pini, Lucia Scalco, Annamaria Tenni, Ettore Testi, Silvia Vegro; Area Sondrio: Giulia Bonfadini, Sonia Bongetta, Renata Bangio, Lorenza Conforti, Monia Copes, Katia Dell Agostino, Mariella Della Patrona, Severino Diamanti, Stefano Flematti, Sarà Gianoncelli, Francesca Gusmeroli, Debora Pajé, Novella Parolini, Paolo Redaelli, Anna Rodigari, Elena Simonini, Stefania Meschini Area Morbegno: Franca Bagassi, Serena Baroni, Cecco Bellosi, Sonia Bongetta, Renata Bongio, Chiara Bottà, Cristina Brisa, Roberta Colzani, Enrico Del Barba (Associazione La Navicella), Giuliana Girardi, Sofia Muccio, Alessandra Pedraglio, Mariella Piccapietra, Florinda Pozzi, Laura Spini, Sonia Zucchi Area Chiavenna: Pietro Biavaschi, Franco Bregoli, Nicola Cavatorta, Paolo Ciapusci, Vita Garcia De Leon, Juri Minotti, Katia Nicolò, Clementina Nonini 20

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO

ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO Mi sono spesso chiesto: come nasce, come si genera il fenomeno del razzismo? Quali sono le cause più profonde dell essere umano che ci fanno pensare

Dettagli

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù.

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù. PREFAZIONE Voglio sottolineare che questo libro è stato scritto su dettatura di Gesù Cristo. Come per il libro precedente, desidero con questo scritto arrivare al cuore di tante persone che nella loro

Dettagli

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 La famiglia

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio.

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Siccome il cancro è una malattia incurabile, Gesù vuole spiegare

Dettagli

Oleggio, 11/5/2014 OMELIA. Lode! Lode! Lode! Amen! Alleluia! Gloria al Signore, sempre!

Oleggio, 11/5/2014 OMELIA. Lode! Lode! Lode! Amen! Alleluia! Gloria al Signore, sempre! 1 Oleggio, 11/5/2014 IV DOMENICA DI PASQUA - ANNO A Letture: Atti 2, 14.36-41 Salmo 23 (22) 1 Pietro 2, 20-25 Vangelo: Giovanni 10, 1-10 Il Pastore Bello NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO

Dettagli

8 Il futuro dei futures

8 Il futuro dei futures Introduzione Come accade spesso negli ultimi tempi, il titolo di questo libro è volutamente ambiguo, ma in questo caso non si tratta solo di un espediente retorico: come spero si colga nel corso della

Dettagli

MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI!!

MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI!! MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI Ciao e Benvenuta in questo straordinario percorso che ti permetterà di compiere un primo passo per IMPARARE a vedere finalmente il denaro in modo DIFFERENTE Innanzitutto

Dettagli

Intervento del Ministro On. Prof. Maria Chiara Carrozza in occasione della Giornata della Memoria, 27 gennaio 2014

Intervento del Ministro On. Prof. Maria Chiara Carrozza in occasione della Giornata della Memoria, 27 gennaio 2014 Intervento del Ministro On. Prof. Maria Chiara Carrozza in occasione della Giornata della Memoria, 27 gennaio 2014 Signor Presidente della Repubblica, Gentili Autorità, Cari amici della comunità ebraica,

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli

I segreti della mente

I segreti della mente Vittorino Andreoli I segreti della mente Capire, riconoscere, affrontare i segnali della psiche Rizzoli Proprietà letteraria riservata 2013 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-06413-2 Prima edizione:

Dettagli

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Obiettivi: - informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara - dare alcune indicazioni pratiche - suggerire alcuni

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

Riflessioni sul valore dell amicizia Ogni uomo è un isola - Nessun uomo è un isola

Riflessioni sul valore dell amicizia Ogni uomo è un isola - Nessun uomo è un isola Riflessioni sul valore dell amicizia Ogni uomo è un isola - Nessun uomo è un isola La frase, tratta da un noto film con Hugh Grant ( About a boy ), apre la strada a importanti riflessioni sul valore a

Dettagli

Depressione e speranza cristiana. Convegno Dal buio alla luce Marconia 26 Maggio 2011

Depressione e speranza cristiana. Convegno Dal buio alla luce Marconia 26 Maggio 2011 Depressione e speranza cristiana Convegno Dal buio alla luce Marconia 26 Maggio 2011 Premessa Il mio punto di vista non sarà certo quello del medico, dello psicanalista, o del sociologo. (gli interventi)

Dettagli

Test di ascolto Numero delle prove 3

Test di ascolto Numero delle prove 3 Test di ascolto Numero delle prove 3 Ascolto Prova n. 1 Ascolta il testo. Completa il testo e scrivi le parole che mancano. Alla fine del test di ascolto, DEVI SCRIVERE LE RISPOSTE NEL FOGLIO DELLE RISPOSTE.

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

Il libro vuole invitare i giovani che ancora cercano il loro cammino ad una conoscenza più intima e approfondita della vita di padre Mario Borzaga,

Il libro vuole invitare i giovani che ancora cercano il loro cammino ad una conoscenza più intima e approfondita della vita di padre Mario Borzaga, Saggistica Aracne Il libro vuole invitare i giovani che ancora cercano il loro cammino ad una conoscenza più intima e approfondita della vita di padre Mario Borzaga, missionario Oblato di Maria Immacolata.

Dettagli

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE Tratto da: M. Cecconi, La morte raccontata ai bambini: il ciclo della vita. Intervista ad Angela Nanetti, Il Pepeverde n. 10, 2001, pp. 10 11. Copyright INTERVISTA ALLA SCRITTRICE ANGELA NANETTI LA MORTE

Dettagli

TECNICHE DI DISTRAZIONE

TECNICHE DI DISTRAZIONE TECNICHE DI DISTRAZIONE Dobbiamo renderci conto che l ansia, la paura, la preoccupazione, sono sempre associati ad alcuni Pensieri Particolari per ogni persona, ed ognuno di noi Pensa, ha Immagini Particolari

Dettagli

Favorire l inserimento umano delle giovani leve nel mondo del lavoro

Favorire l inserimento umano delle giovani leve nel mondo del lavoro I giovani non sono otri da riempire ma lampade da accendere Igino Petrone Federazione Maestri del lavoro d Italia Consolato Regionale del Molise Il Progetto Pianeta Giovani in tutto il suo percorso, è

Dettagli

Mons. Claudio Maria CELLI

Mons. Claudio Maria CELLI Mons. Claudio Maria CELLI Nella nostra storia c è quel detto famoso: tu uccidi un uomo morto, credo che dopo queste mattinate e pomeriggi così intensi è mio dovere essere il più breve possibile. Per me

Dettagli

I Rapporti Alternativi nelle Letture di Cayce!

I Rapporti Alternativi nelle Letture di Cayce! I Rapporti Alternativi nelle Letture di Cayce *** Una delle controversie più forti di questi tempi sul sesso, forse anche di tutti i tempi, riguarda la ricerca di relazioni sessuali al di fuori del matrimonio.

Dettagli

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

------------------------------------------------------------------------------------------------------- pelle su pelle Testo tratto dalle interviste realizzate in occasione della festa del volontariato - Casalecchio di Reno 22 aprile 2013 a cura dell associazione di promozione sociale Gruppo Elettrogeno

Dettagli

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile Novembre 2011 Nel primo incontro di questo giornalino ognuno di noi ha proposto la sua definizione di lavoro minorile e ha raccontato la sua esperienza. personale.

Dettagli

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA Insufficienza Intestinale cronica benigna pediatrica. Scienza, tecnica e psicologia: nuove frontiere a confronto Spello, 2-3 novembre 2012 Dott.ssa Cadonati Barbara

Dettagli

Questo libro è un appassionata dichiarazione di amore per la vita.

Questo libro è un appassionata dichiarazione di amore per la vita. Sopravvivere a se stessi. libertà dal cancro. Commento di Uberto Fontana Questo libro è un appassionata dichiarazione di amore per la vita. All apertura del libro è citato un proverbio cinese se vuoi tracciare

Dettagli

Apocalittico. 1 Metapontino: la zona pianeggiante della Basilicata che si affaccia sul Mar Ionio

Apocalittico. 1 Metapontino: la zona pianeggiante della Basilicata che si affaccia sul Mar Ionio Intervistato: Angelo Cotugno, Segretario Generale della CGIL della Provincia di Matera Soggetto: Matera (sviluppo urbanistico, condizioni di vita fino agli anni 50, sua storia personale di vita nei Sassi,

Dettagli

non è per questo un cattivo genitore ed

non è per questo un cattivo genitore ed IL GENITORE DETENUTO non è per questo un cattivo genitore ed è il genitore con cui il figlio dovrà fare i conti per crescere (Mantovani, 2003) Persone detenute si raccontano in quanto genitori Ringraziamenti

Dettagli

SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013]

SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013] SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013] 1. La risposta a Dio che ci parla; a Dio che intende vivere con noi; a Dio che ci fa una proposta di vita, è la fede. Questa sera cercheremo

Dettagli

www.metodobillings.it

www.metodobillings.it Si riporta nel seguito l intervista alla Dott.ssa Piera di Maria, riportata alla pag. 11 del Bollettino. La versione integrale del bollettino e scaricabile dal sito del C.L.O.M.B. Centro Lombardo Metodo

Dettagli

BENESSERE SUL LAVORO E QUALITA DELLE RELAZIONI Intervista a Christian Boiron. Di Enrico Cheli

BENESSERE SUL LAVORO E QUALITA DELLE RELAZIONI Intervista a Christian Boiron. Di Enrico Cheli BENESSERE SUL LAVORO E QUALITA DELLE RELAZIONI Intervista a Christian Boiron Di Enrico Cheli Cheli: Dott. Boiron, lei è presidente del gruppo Boiron, leader mondiale nel campo dell omeopatia, e da anni

Dettagli

A cura di: Dott.ssa Rita Faso e Dott.ssa Valentina Fiorica Psicologhe-Psicoterapeute

A cura di: Dott.ssa Rita Faso e Dott.ssa Valentina Fiorica Psicologhe-Psicoterapeute A cura di: Dott.ssa Rita Faso e Dott.ssa Valentina Fiorica Psicologhe-Psicoterapeute Questo opuscolo è il frutto del dialogo che il Centro Regionale Trapianti della Sicilia ha avuto negli anni con molti

Dettagli

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA.

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Di tutto quello che anche quest anno abbiamo cercato di fare, dei bambini della scuola dell Infanzia che continuano a giocare

Dettagli

Il gabbiano Jonathan Livingston

Il gabbiano Jonathan Livingston Il gabbiano Jonathan Livingston Il gabbiano Jonathan Livingston è un gabbiano fuori dal comune: non segue mai lo stormo e va ad esercitarsi da solo per migliorare la tecnica del volo ad alta quota. Questo

Dettagli

Scegliere cosa fare dopo la terza media era quindi per lui una questione un po complicata, anche se non troppo preoccupante.

Scegliere cosa fare dopo la terza media era quindi per lui una questione un po complicata, anche se non troppo preoccupante. I RAGAZZI E LE RAGAZZE RACCONTANO Daniele Quando aveva 13 anni Daniele viveva vicino a Milano con la sua famiglia: mamma, papà e Emanuele, il fratello maggiore, con cui andava molto d accordo; anzi, possiamo

Dettagli

COME COMUNICARE? La violenza verbale, da una parte e dall altra, è indice di.

COME COMUNICARE? La violenza verbale, da una parte e dall altra, è indice di. COME COMUNICARE? La violenza verbale, da una parte e dall altra, è indice di. Vorrei partire da un assunto, o meglio una constatazione: è impossibile non comunicare: la comunicazione è una proprietà del

Dettagli

1. RIVELATO IN GESU CRISTO

1. RIVELATO IN GESU CRISTO SCHEDA 4 (per operatori) 1. RIVELATO IN GESU CRISTO Nota introduttiva L incontro sulla figura di Gesù ha lo stesso stile narrativo del precedente. Se Dio è origine del bisogno d amore e della capacità

Dettagli

NIENTE PAURA. CON LE ACLI ATTRAVERSIAMO IL CAMBIAMENTO

NIENTE PAURA. CON LE ACLI ATTRAVERSIAMO IL CAMBIAMENTO SINTESI ORIENTAMENTI CONGRESSUALI 2016 NIENTE PAURA. CON LE ACLI ATTRAVERSIAMO IL CAMBIAMENTO È la 25 volta che gli Aclisti si riuniscono in congresso: un occasione per ascoltarci e parlare tra noi, percorrere

Dettagli

La Sagrada Famiglia 2015

La Sagrada Famiglia 2015 La Sagrada Famiglia 2015 La forza che ti danno i figli è senza limite e per fortuna loro non sanno mai fino in fondo quanto sono gli artefici di tutto questo. Sono tiranni per il loro ruolo di bambini,

Dettagli

«Vado e tornerò da voi.»

«Vado e tornerò da voi.» sito internet: www.chiesasanbenedetto.it e-mail: info@chiesasanbenedetto.it 5 maggio 2013 Liturgia delle ore della Seconda Settimana Sesta Domenica di Pasqua/c Giornata di sensibilizzazione per l 8xmille

Dettagli

CONOSCERE SE STESSI : PERCHE?

CONOSCERE SE STESSI : PERCHE? CONOSCERE SE STESSI : PERCHE? L importanza di sapere chi siamo Γνῶθι σαυτόν Nell Antica Grecia, sul Tempio dell Oracolo di Delfi, riassume la filosofia Socratica Nosce te ipsum Locuzione latina : "Uomo,

Dettagli

(Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.)

(Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.) 23 febbraio 2014 penultima dopo l Epifania h. 18.00-11.30 (Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.) Celebriamo la Messa vigiliare

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA PALLACANESTRO Settore Giovanile. P sico lo g ia e

FEDERAZIONE ITALIANA PALLACANESTRO Settore Giovanile. P sico lo g ia e FEDERAZIONE ITALIANA PALLACANESTRO Settore Giovanile Anna Fallco P sico lo g ia e B a sk et Presentazione La dottoressa Anna Falco è entrata a far parte dello staff della Squadra Nazionale A maschile nel

Dettagli

XXV Convegno Nazionale, Torino, gennaio febbraio 1998. Guido Maura 1

XXV Convegno Nazionale, Torino, gennaio febbraio 1998. Guido Maura 1 XXV Convegno Nazionale, Torino, gennaio febbraio 1998 Telefono amico e le contraddizioni della società della comunicazione Guido Maura 1 Telefono Amico, come altri servizi dedicati a favorire contatti

Dettagli

UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO

UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO UN INCONTRO CON LA STORIA UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO 5 FEBBRAIO 2015 Villafranca Padovana Classe terza A del plesso Dante Alighieri Insegnante: professoressa Barbara Bettini Il valore della

Dettagli

Tenersi per mano nella società dell incertezza.

Tenersi per mano nella società dell incertezza. Tenersi per mano nella società dell incertezza. Ricerca Spi Cgil Lombardia-AASter, settembre 2004 Discorsi sugli anziani. Viviamo, anziani e non anziani, nel postmoderno. Che in prima approssimazione si

Dettagli

Associazione non profit La mela e il seme

Associazione non profit La mela e il seme Associazione non profit La mela e il seme per l educazione di bambini e ragazzi al ben-essere e per la prevenzione del disagio giovanile CRESCERE PER AIUTARE A CRESCERE Un percorso in sostegno alla genitorialità

Dettagli

COME ACCOMPAGNARE I RAGAZZI ED I GIOVANI NELL EDUCAZIONE AFFETTIVA ED AL MATRIMONIO

COME ACCOMPAGNARE I RAGAZZI ED I GIOVANI NELL EDUCAZIONE AFFETTIVA ED AL MATRIMONIO COME ACCOMPAGNARE I RAGAZZI ED I GIOVANI NELL EDUCAZIONE AFFETTIVA ED AL MATRIMONIO Premessa: Dalla ricerca La preparazione dei fidanzati al matrimonio ed alla famiglia oggi in Italia, commissionata dalla

Dettagli

NEMO (NEuroMuscular Omnicentre)

NEMO (NEuroMuscular Omnicentre) NEMO (NEuroMuscular Omnicentre) A MULTI-SPECIALTY CLINICAL CENTRE FOR NEUROMUSCULAR DISEASES Dott.ssa Gabriella Rossi Psicologa Milano, 28/10/2011 Fortemente voluto da UILDM e AISLA, per contrastare il

Dettagli

<< La mia vita si consuma nel dolore; dammi forza secondo la tua Parola.>>

<< La mia vita si consuma nel dolore; dammi forza secondo la tua Parola.>> Salmo 119:28 > Cari fratelli e care sorelle in Cristo, Il grido di sofferenza del Salmista giunge fino a noi! Il grido di sofferenza

Dettagli

PER LA PSICANALISI LAICA INTERVENTO M. PLON

PER LA PSICANALISI LAICA INTERVENTO M. PLON PER LA PSICANALISI LAICA INTERVENTO M. PLON C è un libro sui ragazzini agitati, dal titolo On agite un enfant: è un gioco di parole, perché c era una pubblicità di una bevanda gassata che se non ricordo

Dettagli

ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE

ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE - di Deepak Chopra Sette esercizi spirituali per portare la pace all interno delle tua vita e nel mondo che ti circonda. L approccio alla trasformazione personale

Dettagli

Relatore: Dott. Gregorio Mazzonis, psicologo, psicoterapeuta e consulente Associazione CIAI.

Relatore: Dott. Gregorio Mazzonis, psicologo, psicoterapeuta e consulente Associazione CIAI. Relazione Incontro del 24 Febbraio 2009 I TRAUMI DELLA SEPARAZIONE Relatore: Dott. Gregorio Mazzonis, psicologo, psicoterapeuta e consulente Associazione CIAI. La prima considerazione da fare in merito

Dettagli

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE un indagine demoscopica svolta da Astra Ricerche per Telefono Amico Italia con il contributo di Nokia Qui di seguito vengono presentati i principali risultati

Dettagli

TEATRO COMUNALE CORSINI. giovedì 28 febbraio 2013

TEATRO COMUNALE CORSINI. giovedì 28 febbraio 2013 TEATRO COMUNALE CORSINI giovedì 28 febbraio 2013 Credo che tutti i ragazzi in questa fase di età abbiamo bisogno di uscire con gli amici e quindi di libertà. Credo che questo spettacolo voglia proprio

Dettagli

Non sapevo veramente cosa aspettarmi Pensavo sarebbe stato qualcosa di simile a quello che avevo fatto a casa mia a Briarwood. Pensavo di trovare famiglie senza casa, gente povera, e senso di isolamento.

Dettagli

Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006

Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006 Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006 PAROLE E IMMAGINI PER RACCONTARE GLI SPAZI PER BAMBINI E ADULTI. Gruppo di coordinamento

Dettagli

Esempio di un percorso di educazione emotiva: le nostre emozioni diventano intelligenti.

Esempio di un percorso di educazione emotiva: le nostre emozioni diventano intelligenti. Esempio di un percorso di educazione emotiva: le nostre emozioni diventano intelligenti. Obiettivi: 1. Autoconsapevolezza: Saper riconoscere sul nascere e monitorare le proprie emozioni, saper essere consapevoli

Dettagli

Dopo il Silenzio. Di Pietro Grasso. Presentazione di regia. Di Alessio Pizzech

Dopo il Silenzio. Di Pietro Grasso. Presentazione di regia. Di Alessio Pizzech Dopo il Silenzio Di Pietro Grasso Presentazione di regia Di Alessio Pizzech Dopo la significativa esperienza di Per non Morire di mafia, tratto dall omonimo libro, che dopo il fortunato battesimo Spoletino

Dettagli

QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA?

QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA? QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA? Base: 65 caregiver RESIDENZA PAZIENTE 80% 10% 9% 2% Abita con care givers Abita da solo Abita con altri familiari Altro 20 QUAL E IL GRADO DI VICINANZA TRA CG E MALATO? L

Dettagli

LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI

LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI Giammatteo Secchi LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI LAVORO SOCIALE IN TASCA COLLANA DIRETTA DA M.L. RAINERI Gli operatori sociali in tutela minori si confrontano ogni giorno con situazioni

Dettagli

LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini. Premessa

LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini. Premessa Convegno Nazionale La Mediazione familiare, una risorsa per genitori e bambini nella separazione Bologna, 1 e 2 dicembre 2006 LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini

Dettagli

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama!

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Si vede subito quando una donna ama. E più disponibile ad accettare uno come me. L amore vero, di

Dettagli

2. Il Denaro è la radice di ogni sorta di cose dannose. Per questo i capi religiosi e le organizzazioni religiose lo tengono stretto.

2. Il Denaro è la radice di ogni sorta di cose dannose. Per questo i capi religiosi e le organizzazioni religiose lo tengono stretto. 1. La Mafia ormai sta nelle maggiori città italiane dove ha fatto grossi investimenti edilizi, o commerciali e magari industriali. A me interessa conoscere questa accumulazione primitiva del capitale mafioso,

Dettagli

Simili a lucciole in una notte esageratamente stellata, a innumerevoli guizzi di lampo che illuminano un cielo oscuro o a zefiri delicati e

Simili a lucciole in una notte esageratamente stellata, a innumerevoli guizzi di lampo che illuminano un cielo oscuro o a zefiri delicati e Simili a lucciole in una notte esageratamente stellata, a innumerevoli guizzi di lampo che illuminano un cielo oscuro o a zefiri delicati e impertinenti a un tempo: le energie delle donne si diffondono,

Dettagli

UDA 1 Presentare, presentarsi, descrivere. FAD: PRESENTAZIONE IN PRIMA E TERZA PERSONA (h 5) IL TESTO, I TESTI

UDA 1 Presentare, presentarsi, descrivere. FAD: PRESENTAZIONE IN PRIMA E TERZA PERSONA (h 5) IL TESTO, I TESTI UDA 1 Presentare, presentarsi, descrivere FAD: PRESENTAZIONE IN PRIMA E TERZA PERSONA (h 5) PER COMINCIARE: IL TESTO, I TESTI Es, Misto (Verbale/Non verbale) Fumetto Verbale Non verbale (Visivo/Acustico)

Dettagli

COLLANA VITAE. A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono

COLLANA VITAE. A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono COLLANA VITAE A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono Serena Milano HO SCELTO DI GUARIRE Un viaggio dal Cancro alla Rinascita attraverso le chiavi della Metamedicina, della Psicologia,

Dettagli

Il benessere educativo che i figli ci chiedono

Il benessere educativo che i figli ci chiedono Il benessere educativo che i figli ci chiedono Maristella Meli IL BENESSERE EDUCATIVO CHE I FIGLI CI CHIEDONO affetto e disciplina nella genitorialità www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Maristella

Dettagli

DIOCESI DI RIETI Ufficio per la Pastorale della Salute IL DIRETTORE

DIOCESI DI RIETI Ufficio per la Pastorale della Salute IL DIRETTORE Grazie a voi ragazzi, ai vostri Professori, ai vostri Presidi che vi hanno dato il permesso di partecipare al nostro incontro. Il nostro incontro formativo di oggi ha un titolo particolare: Facebook: Dalla

Dettagli

cui si vorrebbero confondere le responsabilità di alcuni con il lavoro e il merito di moltissimi.

cui si vorrebbero confondere le responsabilità di alcuni con il lavoro e il merito di moltissimi. Santo Padre, ho il grande privilegio di presentarle gli ospiti che oggi affollano quest aula, venuti da ogni parte d Italia per incontrarla, ascoltarla e ricevere la Sua benedizione. Sono i volontari di

Dettagli

IL DONO DEL VOLONTARIATO COME CAMBIA IL TERRITORIO

IL DONO DEL VOLONTARIATO COME CAMBIA IL TERRITORIO Convegno interregionale AVULSS 2015 Il volontariato: un dono per il territorio Alessandria 26-27 settembre 2015 IL DONO DEL VOLONTARIATO COME CAMBIA IL TERRITORIO di Franco Vernò Schema intervento: Le

Dettagli

In particolare, il settimo obiettivo prevede di assicurare la sostenibilità ambientale.

In particolare, il settimo obiettivo prevede di assicurare la sostenibilità ambientale. ASSICURARE LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE Nel settembre 2000, con l'approvazione unanime della Dichiarazione del Millennio, 191 Capi di Stato e di Governo hanno sottoscritto un patto globale di impegno congiunto

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

vivo noi tra VERSIONE MISTA strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi

vivo noi tra VERSIONE MISTA strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi Gruppo Scuola Nuova Percorsi facilitati per lo sviluppo e la valutazione della competenza religiosa è vivo tra noi strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti

Dettagli

Liturgia. Colui che scruta i segreti più intimi, conosce l anelito dello Spirito e lo raccoglie ( Rm 8,27) Fiorenza Pestelli

Liturgia. Colui che scruta i segreti più intimi, conosce l anelito dello Spirito e lo raccoglie ( Rm 8,27) Fiorenza Pestelli Liturgia Colui che scruta i segreti più intimi, conosce l anelito dello Spirito e lo raccoglie ( Rm 8,27) Fiorenza Pestelli C è un piacere nel credere e del credere insieme La fede non è solo un offerta

Dettagli

Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese

Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese RIFERIMENTI LEGISLATIVI DAGLI ORIENTAMENTI PER IL CONTRIBUTO AI PIANI PERSONALIZZATI DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DI INSEGNAMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

Dettagli

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione I poeti generalmente amano i gatti, perché i poeti non nutrono dubbi sulla loro superiorità. Marion C. Garrety che per prima leggi nel mio dolore e silenziosamente ti offri a lenirlo senza chiedere nulla

Dettagli

Firenze 21 febbraio 2009

Firenze 21 febbraio 2009 Cilap eapn Italia Welfare per quali diritti? Cantiere laboratorio sul benessere e sui diritti delle persone Firenze 21 febbraio 2009 Chi siamo sono un/a cittadino/a di. Vivo la mia città come se fosse.

Dettagli

E un grande illusionista, Cees Nooteboom, un maestro nella creazione di effetti di rispecchiamento, di eco, di rifrazione. I suoi romanzi sono abili

E un grande illusionista, Cees Nooteboom, un maestro nella creazione di effetti di rispecchiamento, di eco, di rifrazione. I suoi romanzi sono abili POSTFAZIONE 389 390 E un grande illusionista, Cees Nooteboom, un maestro nella creazione di effetti di rispecchiamento, di eco, di rifrazione. I suoi romanzi sono abili costruzioni in cui il lettore viene

Dettagli

N. 9-2008. Presidente: Prof. Giuseppe Bianchi. Via Piemonte, 101 00187 Roma telefono 06.4818443 gbianchi.isril@tiscali.it

N. 9-2008. Presidente: Prof. Giuseppe Bianchi. Via Piemonte, 101 00187 Roma telefono 06.4818443 gbianchi.isril@tiscali.it N. 9-2008 Presidente: Prof. Giuseppe Bianchi Via Piemonte, 101 00187 Roma telefono 06.4818443 gbianchi.isril@tiscali.it 1 Anche per i paesi a forte vocazione anarcoide, come l Italia, arriva il momento

Dettagli

E ora inventiamo una vita.

E ora inventiamo una vita. E ora inventiamo una vita. - Venga Cristina, facciamo due chiacchiere. Il ragioniere dell'ufficio personale si accomoda e con un respiro inizia il suo discorso. Lei sa vero che ha maturato l'età per il

Dettagli

L amore viene considerato il motore del mondo, per amore (o pseudo tale) noi compiamo la

L amore viene considerato il motore del mondo, per amore (o pseudo tale) noi compiamo la Il vero Amore L amore viene considerato il motore del mondo, per amore (o pseudo tale) noi compiamo la maggior parte delle nostre azioni, inoltre credo che esso sia la cosa più bella che Dio ci ha donato,

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Lettera alle Mamme_Layout 1 11/09/2015 17:10 Pagina 1 Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Dialogo con le mamme che subiscono violenza in famiglia

Dettagli

DISTRUGGERE IL MURO DEL SILENZIO: SCHIACCIAMO L'ABUSO PSICOLOGICO TAVOLA ROTONDA E DIBATTITO MACERATA PALASPORT FONTESCODELLA

DISTRUGGERE IL MURO DEL SILENZIO: SCHIACCIAMO L'ABUSO PSICOLOGICO TAVOLA ROTONDA E DIBATTITO MACERATA PALASPORT FONTESCODELLA DISTRUGGERE IL MURO DEL SILENZIO: SCHIACCIAMO L'ABUSO PSICOLOGICO TAVOLA ROTONDA E DIBATTITO MACERATA PALASPORT FONTESCODELLA INTERVENTO DEL DR ANDREA MAZZEO PRESENTAZIONE Il mio compito è quello di parlarvi

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Priority mom Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Cosa posso fare per interrompere subito la violenza? rivolgiti alle Forze dell Ordine o al Servizio Sociale più vicino chiedi aiuto al Centro

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Dialogo con le mamme che subiscono violenza in famiglia per conoscere l intervento della giustizia minorile Indice:

Dettagli

IL DISTURBO AUTISTICO

IL DISTURBO AUTISTICO LEZIONE: DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO (PRIMA PARTE) PROF. RENZO VIANELLO Indice 1 INTRODUZIONE --------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Discorso di apertura

Discorso di apertura 3 Incontro delle IUS Discorso di apertura Roma, 13 luglio 2001 Luc Van Looy, sdb Iniziamo un incontro che si trova tra memoria e futuro, in un punto importante della storia umana e della congregazione

Dettagli

cata e permettere all individuo di assimilare con tutto se stesso una verità difficile da accettare.

cata e permettere all individuo di assimilare con tutto se stesso una verità difficile da accettare. Prefazione In quest ultimo ventennio l interesse della psicologia per temi che riguardano la coppia è andato sempre più crescendo. È un argomento che ha sempre appassionato gli studiosi del settore e credo

Dettagli

CLASSI 5 a A/B GLI ALTRI SIAMO NOI. Percorsi di educazione alla cittadinanza attiva. SCUOLA PRIMARIA BISSOLATI A.S. 2013-14

CLASSI 5 a A/B GLI ALTRI SIAMO NOI. Percorsi di educazione alla cittadinanza attiva. SCUOLA PRIMARIA BISSOLATI A.S. 2013-14 CLASSI 5 a A/B GLI ALTRI SIAMO NOI Percorsi di educazione alla cittadinanza attiva. SCUOLA PRIMARIA BISSOLATI A.S. 2013-14 GLI ALTRI SIAMO NOI Percorsi di educazione alla cittadinanza attiva. PERCORSO

Dettagli

I PROMESSI SPOSI (Unità didattiche per gli studenti stranieri di recente immigrazione dell ITIS J. TORRIANI di Cremona)

I PROMESSI SPOSI (Unità didattiche per gli studenti stranieri di recente immigrazione dell ITIS J. TORRIANI di Cremona) I PROMESSI SPOSI (Unità didattiche per gli studenti stranieri di recente immigrazione dell ITIS J. TORRIANI di Cremona) Unità 1 In prima e in seconda ITIS noi studiamo I PROMESSI SPOSI. Che cosa è? I Promessi

Dettagli

Sono stato crocifisso!

Sono stato crocifisso! 12 febbraio 2012 penultima dopo l epifania ore 11.30 con i fidanzati Sono stato crocifisso! Sia lodato Gesù Cristo! Paolo, Paolo apostolo nelle sue lettere racconta la sua storia, la storia delle sue comunità

Dettagli

IN CARCERE MA LIBERI!

IN CARCERE MA LIBERI! PATRIZIO ASTORRI GENNARO CAROTENUTO TULLIO MENGON SILVANO SPAGNUOLO LORENZO ZOCCA IN CARCERE MA LIBERI! Terza edizione Chirico INDICE Presentazione del Cardinale Michele Giordano XI Lettera del cappellano

Dettagli

Luce dai buchi neri. Tenuto da GIANNI FRANCESETTI. 12 novembre 2011 presso Associazione Italiana Gestalt Analitica - Roma

Luce dai buchi neri. Tenuto da GIANNI FRANCESETTI. 12 novembre 2011 presso Associazione Italiana Gestalt Analitica - Roma * SEMINARIO TEORICO-PRATICO Luce dai buchi neri Tenuto da GIANNI FRANCESETTI 12 novembre 2011 presso Associazione Italiana Gestalt Analitica - Roma Depressione quale?..nella letteratura del 900 troviamo

Dettagli

LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO

LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO SPAZIO DEL PRESENTE Come si percepiscono i Capi e le Comunità Capi. Una serie di pensieri emersi dalle chiacchierate fatte nelle Zone e nelle CoCa. [siamo in emergenza

Dettagli

VIVERE DA SEPARATI IN NUOVE UNIONI

VIVERE DA SEPARATI IN NUOVE UNIONI CATTOLICI IRREGOLARI? di Giulio Meazzini VIVERE DA SEPARATI IN NUOVE UNIONI IL DOLORE, L EMARGINAZIONE, IL SENSO DI COLPA. E IL SENTIRSI ABBANDONATI DALLA CHIESA. COME RIANNODARE IL LEGAME? persa, ritrovata,

Dettagli

Argomenti trattati e livelli della ricerca empirica

Argomenti trattati e livelli della ricerca empirica Lucido 153 Argomenti trattati e livelli della ricerca empirica Le unità Campione e casi Unità di rilevamento e di analisi Le proprietà La definizione operativa Il rapporto di indicazione Validità e attendibilità

Dettagli