IDEE IN MOVIMENTO. Trasporti pubblici: lo sviluppo della mobilità SCUOLE ELEMENTARI, MEDIE E SUPERIORI

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1 IDEE IN MOVIMENTO Trasporti pubblici: lo sviluppo della mobilità SCUOLE ELEMENTARI, MEDIE E SUPERIORI

2 Nel trasporto urbano i mezzi più efficienti sono la metropolitana, l autobus diesel e il filobus. Nel trasporto extraurbano autobus e treno intercity risultano i mezzi più efficienti. L auto con 4 passeggeri risulta più efficiente di un treno ad alta velocità. Anche in questo caso però, considerando le emissioni atmosferiche, i mezzi su rotaia risultano quelli a minor impatto ambientale complessivo. Il tasso di occupazione incide molto sulle prestazioni: in ogni caso i mezzi collettivi consentono di minimizzare gli impatti ambientali anche con una ridottissima occupazione del mezzo, e nel trasporto regionale i treni locali sono il mezzo più ecologico. Ipotizzando un trasporto a carico pieno nell ambito del trasporto extraurbano, le migliori prestazioni ambientali sono garantite dal treno, mentre in ambito urbano dai mezzi di trasporto collettivi a trazione elettrica. Un attenzione particolare andrebbe dedicata anche all impatto ambientale provocato dai trasporti aerei: nelle tratte più brevi gli aeroplani risultano particolarmente inefficienti rispetto ai consumi di carburante. Sono i principali responsabili di gas di serra di origine antropogenica e li depositano direttamente nello strato superiore dell atmosfera: gli scienziati hanno rilevato che queste emissioni sortiscono un effetto riscaldamento più accentuato di quelle rilasciate a livello del suolo. Il rumore viene percepito da molti abitanti delle città come uno dei problemi principali associati al traffico. Contribuisce ai disturbi da stress, alle malattie cardiovascolari, alla diminuzione delle capacità uditive. Vi sono attualmente normative che indicano misure di limitazione delle attività rumorose e interventi nell ambito della pianificazione urbanistica (criteri di zooning). Quest ultima, pur non incidendo direttamente sulle sorgenti di inquinamento atmosferico ed acustico, può determinare il verificarsi o meno di situazioni in cui usi del suolo impattanti convivono con usi del suolo rispettosi della vita dei cittadini. Concretamente queste misure si possono tradurre in zonizzazioni acustiche, piani di risanamento acustico e Piani Urbani del Traffico. Le piste ciclabili rappresentano una valida alternativa per contrastare l'egemonia dell'automobile. La Regione Piemonte sostiene questa politica, finanziando la realizzazione di piste ciclabili. Nei parchi piemontesi ne sono state tracciate 22. Nella classifica dei capoluoghi di provincia, è Sondrio la città con più cm di piste ciclabili per abitante (68 cm per abitante), seguita da Cuneo (48 cm a testa). LA SICUREZZA Nelle città italiane si riscontra un tasso di incidentalità tra i più alti d Europa e, su 100 incidenti stradali, 75 si verificano in area urbana. Il treno, a questo riguardo, è molto più sicuro dell auto (a pari trasporto e rapportando i dati ai km di ferrovia e strade, si riscontra 1 incidente mortale in ferrovia e 20 su strade statali e autostrade). Il treno è più sicuro perché viaggia su una rotaia dedicata, a velocità consone al tracciato ed è meno soggetto dell auto a imprudenze del conducente, una delle cause maggiori di incidenti in auto. In città, l insufficiente sicurezza delle strade, la carenza di corsie dedicate e piste ciclabili, unita a traffico intenso e smog concorrono inoltre a scoraggiare l uso della bicicletta, mezzo che, riducendo il parco vetture circolante, limiterebbe il rischio stradale. Incidenti stradali ogni auto circolanti Anno 1998 (Sole 24Ore, Indagine sulle province italiane, 1999) Alessandria Asti Biella Cuneo Novara Torino V-C-O Vercelli Italia 5,42 7,62 6,14 6,26 9,59 3,78 5,17 5,22 7,38 Tra le altre iniziative, la Regione Piemonte ha promosso il "Progetto Sicurezza", finalizzato allo studio ed all'approfondimento di alcuni tratti della rete stradale regionale al fine di individuare le soluzioni funzionali ed infrastrutturali che, risolvendo i problemi di traffico e di sicurezza, siano allo stesso tempo compatibili con il contesto urbano attraversato e di riflesso determinino una maggiore qualità urbana ed ambientale.

3 I trasporti rappresentano uno dei settori più delicati e complessi in termini di impatto sull ambiente e sulla società. Il suo incessante sviluppo, particolarmente intenso in quest ultimo secolo, ha fatto emergere numerose criticità a livello locale e planetario. Nel 1950 i veicoli a motore sulle strade del mondo erano 50 milioni, adesso sono circa 700 milioni (500 milioni di auto, 100 milioni di camion e bus, 100 milioni di motociclette). L Italia è il paese europeo con la massima congestione stradale (numero autoveicoli per km di strada), nonostante la lunghezza della rete italiana sia superiore alla media comunitaria. Il trasporto automobilistico privato è aumentato del 25,5% dal 1990 al 2000 e di più del 300% dal 1970 al 2000, arrivando ad oggi a coprire l 82% della domanda di mobilità personale. Alle auto si affianca l incremento del trasporto merci (+36% rispetto al 1990), che viaggia quasi per intero su gomma, esasperando lo stato di ormai costante congestione delle strade italiane. E necessario dunque ripensare il sistema della mobilità: dare una risposta alternativa e a minor impatto alla domanda di trasporto che è tuttora in forte crescita, per tutelare i cittadini e la qualità della vita e dell ambiente. STRATEGIE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE Che il sistema di mobilità attuale non sia più adeguato ai tempi, è un dato di fatto. Per ripensare le linee strategiche per un nuovo modello di mobilità, vi sono due aspetti fondamentali su cui intervenire: la riduzione dei consumi energetici per la produzione e l utilizzo dei veicoli e la riduzione dei flussi di traffico per contenere l inquinamento. Ridurre il traffico significa sostanzialmente limitare l uso del trasporto privato e potenziare quello pubblico, sviluppando procedure che aumentino l efficienza e la sicurezza dei trasporti pubblici, senza penalizzare la mobilità sul territorio, poiché essa è un elemento fondamentale di sviluppo economico e culturale. Il pacchetto di misure anti-traffico avviato dal Governo italiano e dagli Enti Locali e le principali linee d azione oggi in discussione individuano i seguenti interventi: sviluppo del car sharing (utilizzo dell auto in forme multiproprietarie), e del car pooling (condivisione di auto private); sviluppo di reti e piste ciclabili; riequilibrio della distribuzione delle merci per ferrovia ed incentivazione al risparmio energetico ed all'utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale; promozione dello sviluppo a livello locale di Agenda 21 (documento programmatico, frutto della Conferenza Internazionale per lo sviluppo sostenibile svoltasi a Rio de Janeiro nel 1992); sviluppo e efficienza delle reti di monitoraggio; sviluppo di modelli previsionali per lo studio del traffico e dell'inquinamento atmosferico; provvedimenti contingenti per la limitazione del traffico a livello comunale (targhe alterne, blocco della circolazione). realizzazione di linee di trasporto tranviarie e metropolitane, utilizzo di mezzi pubblici a basso impatto ambientale (elettrici, a metano o altre tecnologie pulite ), utilizzo del taxi collettivo e del taxi bus (servizi collettivi a chiamata); diffusione di mezzi a basso impatto ambientale nei parchi veicolari degli Enti Pubblici (5% degli acquisti); stipula di accordi volontari con case produttrici di autoveicoli e di motocicli per ridurre le emissioni; istituzione del Mobility Manager, (responsabile della mobilità aziendale); La figura del Mobility Manager (MM) viene introdotta dal Decreto sulla Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del Ogni azienda con oltre 300 dipendenti dovrebbe prevedere un MM, che studi i bisogni di mobilità degli impiegati o dei cittadini per favorire l uso di mezzi alternativi all'auto privata con soluzioni più razionali e meno inquinanti. I MM di Area (Comune, Provincia) collaborano con questi nell individuazione delle soluzioni più adeguate alle specifiche esigenze e coordinano gli interventi a livello territoriale. Per il momento però, a tre anni dall'entrata in vigore della legge, sono solo 367 (di cui 41 a Torino) i Mobility Manager al lavoro, su aziende.

4 STRADE SU STRADE Con il termine mobilità si intende un flusso di spostamenti di persone e merci che si svolgono in un ambito territoriale, attraverso diverse vie di percorrenza. Per gestire la mobilità è necessario conoscerne le caratteristiche e le variabili attraverso cui viene descritta: il flusso (numero di spostamenti); la distribuzione spaziale (flusso di spostamenti con una origine e una destinazione); la distribuzione temporale (intervallo di tempo in cui viene definito lo spostamento); il modo (modalità di trasporto, si può distinguere tra: modo meccanizzato, non meccanizzato, pubblico, privato, collettivo e individuale); il motivo (motivazione alla base dello spostamento); il percorso; il costo (ammontare di tutte le risorse che l utente sacrifica per effettuare quello spostamento - costo monetario + tempo + sicurezza + confort nello spostamento. Può essere oggettivo o percepito). CI SONO ALMENO 10 BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE I MEZZI PUBBLICI puoi utilizzare i tempi degli spostamenti per leggere o ascoltare musica; puoi fare il viaggio in compagnia, scambiando due chiacchiere; sei più al sicuro da possibili incidenti stradali; contribuisci al risparmio di energia e materie prime; impatti meno sul consumo dei suoli; riduci il contributo all aumento dell effetto serra; contribuisci a non allargare il buco nell ozono; favorisci la riduzione dell inquinamento atmosferico locale soprattutto nelle grandi aree urbane; limiti l occupazione dei marciapiedi; contribuisci ad alleggerire il traffico, creando condizioni favorevoli all uso della bicicletta e ai pedoni. Ricorda anche che col tuo comportamento potresti convincere altri a scegliere i mezzi pubblici. IL PIEMONTE CHE SI MUOVE Consistenza del parco veicolare in Piemonte (ACI, Annuario Statistico 2000) (autovetture, autobus, autocarri, motrici, motocicli, motocarri, altri veicoli) PIEMONTE ITALIA Numero autoveicoli/popolazione (x 1000) (ISTAT, 1999) Numero abitanti/autovettura (ISTAT, 1999) ITALIA 688 ITALIA 1,8 PIEMONTE 763,8 PIEMONTE 1,64

5 Spostamenti casa-scuola (dall asilo all università) e spostamenti casa-lavoro (occupati sopra i 15 anni) per mezzo di spostamento utilizzato. Confronto fra valori piemontesi e medie italiane (ISTAT, 1999) Piemonte studenti Italia studenti Piemonte occupati A piedi Treno Tram e bus Metro Pullman Auto (conducente) Auto (passeggero) Moto Bici Italia occupati RETE AUTOSTRADALE PIEMONTESE Grazie alla sua collocazione strategica per il trasporto nazionale ed internazionale, il Piemonte ha sviluppato negli anni una notevole rete viaria con un chilometraggio considerevole, superiore anche alla media nazionale. La sua capillarità consente agli abitanti di raggiungere agevolmente quasi ogni angolo del territorio. Rete stradale (ISTAT, 2000) Rete stradale Autostrade Statali Provinciali Comunali urbane extraurbane vicinali TOTALE Km PIEMONTE % PIEMONTE/ITALIA 12,1% 6,4% 9,5% 8,8% 7,8% 7,5% 8,1% Km di strade per abitanti (ISTAT, 1996) ITALIA 77,3 PIEMONTE 87,1 TORINO Obiettivo del capoluogo piemontese è incentivare l uso del mezzo pubblico. La strategia scelta per affrontare le oltre 300 mila auto che ogni giorno entrano in città corre sui binari: valorizzazione di una delle poche ma ricche reti tranviarie d Italia, quadruplicamento dei binari ferroviari esistenti, costruzione e potenziamento di metropolitana, passante ferroviario, corsie protette per i tram. Una linea veloce di superficie attraversa la città dall autostrada per Milano fino a Mirafiori. E anche prevista la costruzione di parcheggi di interscambio, la velocizzazione del traffico di periferia con sottopassi, la pedonalizzazione di zone architettonicamente significative. In cantiere l allargamento della sosta a pagamento in zone residenziali e commerciali, la creazione di parcheggi pluripiano anche a ridosso del centro storico e di percorsi ciclo-pedonali che colleghino fra loro i grandi parchi e il centro cittadino.

6 VIAGGIARE E SPOSTARSI: A QUALI COSTI? Conosciamo bene il costo del biglietto del tram o della prenotazione del treno, di un paio di scarpe, della benzina per il motorino e dell autostrada. Ma oltre a questi costi economici più evidenti, ogni nostro spostamento ha dei costi diretti o indiretti a livello ambientale e sociale. Già dai tempi dell Impero Romano si lamentava il fetore percepibile nell Urbe e l incessante rumore delle ruote dei carri che correvano sull acciottolato delle strade: già nell antichità dunque, la diffusione dei primi mezzi di trasporto porta con sé una serie di problematiche legate ai loro impatti sull ambiente. Inizia una lenta e profonda modifica del rapporto uomo/ambiente, con la diffusione di inquinamento dell aria e acustico, perdita di habitat naturali, consumo e trasformazione del territorio, cambiamenti climatici, consumi energetici, rifiuti che derivano dalla rottamazione dei mezzi, smaltimento degli olii esausti e dei pneumatici, incidenti. L inquinamento atmosferico: un multi fenomeno L inquinamento atmosferico è un fenomeno complesso da osservare a diverse scale spaziali e temporali. Episodi acuti di inquinamento dell aria si rilevano in scala locale, osservando ad esempio cause ed effetti a un incrocio stradale; comprendere l origine delle piogge acide e collegare le sorgenti inquinanti al luogo dell impatto richiede invece una scala di analisi sovranazionale o continentale; infine fenomeni come l effetto serra e la riduzione dell ozono stratosferico sono comprensibili soltanto con un approccio su scala planetaria. Riferendosi poi alla scala temporale, alcuni processi si possono percepire nell arco di poche ore o giorni, altri invece, ad esempio i cambiamenti climatici, coinvolgono addirittura anche le generazioni future. Ogni singolo inquinante, inoltre, interagisce con altre sostanze e concorre a molteplici fenomeni di inquinamento secondo uno schema definito multi-inquinante, multi-effetti. Se dunque un settore come quello del traffico determina impatti su molteplici comparti ambientali, allo stesso modo intervenire in alcuni settori, ad esempio trasporti e energia, consente di ottenere risultati positivi su più problematiche ambientali. SCHEMA MULTI-INQUINANTE, MULTI-EFFETTI CO2 CH4 N2O SO2 NOX Cambiamenti climatici CO COV Qualità dell aria Diminuzione dei danni alla salute CO PM 10 Eutrofizzazione Minor rischio di perdita di biodiversità NH3 NOX Diminuzione degli eventi metereologici estremi e del rischio di desertificazione Minori emissioni Biossido di carbonio Metano Monossido di carbonio Biossido di zolfo Ossido di azoto Composti organici volatili Ammoniaca Molteplici benefici Ozono stratosferico Diminuzione dei danni alla salute Ozono troposferico Diminuzione dei danni alla salute e alle colture NO2 NH3 Acidificazione Diminuzione dei danni alle foreste, ai suoli e ai materiali SO2 NOX N2O CFC FONTE: Elaborazione Ministero dell Ambiente - ENEA da Agenzia Europea dell Ambiente, 2000

7 LE EMISSIONI Nelle aree urbane le principali sorgenti di inquinamento atmosferico sono il traffico veicolare e gli impianti di riscaldamento. Le principali componenti tossiche dei fumi di scarico sono il monossido di carbonio, il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, il particolato, il piombo. SO2 Anidride solforosa Gas incolore. Si origina dalla combustione di materie prime fossili. Il traffico veicolare è responsabile del 6% della sua produzione antropogenica. Combinandosi col vapor acqueo dà origine all acido solforico, coinvolto nel fenomeno delle piogge acide. Irrita le mucose dell apparato respiratorio, provoca lacrimazione e tosse. COVNM Composti Organici Volatili non Metanici Derivano dall evaporazione delle benzine e dall emissione di carburante incombusto. Fra questi composti vi è anche il BENZENE presente ad alte concentrazioni in prossimità di arterie a traffico intenso e nei parcheggi. Circa l 80% del contributo proviene dal traffico veicolare. Benzene : e una sostanza di accertata cancerogenicità. E tossico per il sistema nervoso. PM10 LE POLVERI Ampia classe di sostanze diverse dal punto di vista chimicofisico in forma di particelle, liquide o solide, di diverse dimensioni. il PM10 è il particolato con diametro inferiore a 10 micron. Originano dalla natura (suolo, aerosol marino, incendi, pollini, eruzioni vulcaniche) e dalle attività dell uomo (abrasione dei pneumatici su manto stradale, continua risospensione, abrasioni impianti frenanti). Maggiori produttori sono i motori diesel. Possono anche veicolare inquinanti, funzionando come centri di assorbimento. Irritanti per l apparato respiratorio: le particelle con diametro 0,1-0,5 µm possono di arrivare fino a bronchioli e alveoli polmonari. NO e NO2 Ossidi di azoto In natura sono prodotti da fulmini, incendi, decomposizione batterica. Il 60% delle emissioni antropogeniche deriva dal traffico motorizzato. Molti degli effetti da inquinamento da NOx non dipendono dai due ossidi stessi ma dal fatto che contribuiscono a far formare ossidanti fotochimici, che portano alla produzione di O3: OZONO. L ozono è un composto naturale presente sia nella nostra atmosfera a bassissime concentrazioni sia nella stratosfera. Qui costituisce uno strato che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette. Ozono : il contatto diretto provoca l irritazione delle vie respiratorie quasi 10 volte di più del biossido di azoto (si trasforma facilmente in ossigeno molecolare, ossidando le strutture biologiche). CO Monossido di carbonio Composto inodore, incolore, insapore. Nell atmosfera urbana è generato prevalentemente dalle emissioni dei veicoli a motore (il 71% delle emissioni di CO nel 97 proveniva dal settore del trasporto stradale). Nell uomo può essere mortale perché, una volta inspirato, si lega all emoglobina del sangue, riducendo la capacità del sangue di trasportare ossigeno. Pb PIOMBO Viene usato nelle benzine per il suo potere antidetonante. Dal 90 se ne è ridotto molto l uso. Tende a concentrarsi nel sangue provocando problemi ai reni, al fegato, e disturbi comportamentali. Consumi energetici La domanda di benzine e diesel destinate ai mezzi di trasporto è stato l elemento che ha determinato in Europa la crescente richiesta e consumo di energia tra il 1995 e il Il mezzo di trasporto, le condizioni di guida, il numero di persone che trasporta (tasso di occupazione), il tipo di percorso influenzano l efficienza energetica dei diversi mezzi. Un treno o un auto non hanno consumi significativamente diversi se viaggiano a pieno carico, ma il consumo di energia per unità trasportata si dimezza.

8 OMNIBUS OVVERO... PER TUTTI Mobilità significa anche poter esprimere appieno le proprie potenzialità nel lavoro, nello studio, negli affetti, nello svago, anche per una persona disabile, anziana o per un bambino. Gli interventi, finalizzati a garantire il diritto alla mobilità per tutti, sono orientati a: eliminare le barriere architettoniche, ossia tutti i limiti all accessibilità sulle strade e sui mezzi di trasporto collettivo, offrendo migliori condizioni di confort e sicurezza: autobus con pianali ribassati, che si inclinano verso la banchina di accesso, scivoli, piattaforme mobili per agevolare la salita, rotaie a filo strada; rendere possibile al disabile la guida dell auto privata, spesso unico mezzo che realmente lo rende autonomo. In questo caso si concorrerebbe anche alla razionalizzazione della spesa pubblica, alleggerendo istituzioni ed enti locali dagli oneri dei servizi speciali di trasporto; rendere accessibili strade e marciapiedi, liberandoli dal parcheggio selvaggio. Ancora molto lavoro va fatto però per assicurare reale autonomia di movimento a tutti. KYOTO: PROTOCOLLO O COMPROMESSO? Il Protocollo di Kyoto impegna i Paesi industrializzati e quelli ad economia in transizione (i Paesi dell est europeo) a ridurre complessivamente del 5% (rispetto al 1990) nel periodo le principali emissioni antropogeniche di gas capaci di alterare l effetto serra naturale del nostro pianeta. I sei gas-serra sono: l anidride carbonica (CO2), il metano (CH4); il protossido di azoto (N2O); gli idrofluorocarburi (HFC); i perfluorocarburi (PFC); l esafluoruro di zolfo (SF6). L Italia si è impegnata a ridurre le proprie emissioni del 6,5%, pari a 100 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica. L adozione di misure volte a limitare e/o ridurre le emissioni di gas ad effetto serra prevede tra le altre di agire proprio nel settore dei trasporti. Tra il 1990 e il 1998 le emissioni di anidride carbonica nel settore dei trasporti sono aumentate del 15%. Questo aumento è legato in particolare all incremento dei consumi di gasolio (+12%) e di benzina (+30%). Nel periodo , in valori assoluti, i milioni di passeggeri-km trasportati su ferrovia hanno avuto un modesto incremento del 4%, contro un aumento del 24% su strada e del 40% su aereo. È interessante rilevare che i milioni di passeggeri-km trasportati dai servizi pubblici urbani (autobus, tramvie, metropolitane) hanno avuto una riduzione del 5%, contro un aumento di quasi il 25% di quelli trasportati con autoveicoli privati nelle aree urbane e metropolitane. Se si considera che, in relazione alle diverse modalità di trasporto, i fattori di emissione di anidride carbonica del trasporto stradale sono mediamente superiori di circa tre volte rispetto a quelli del trasporto su ferrovia, tramvia e metropolitana, e di almeno quattro volte rispetto al trasporto marittimo, è evidente che nel periodo l evoluzione dei trasporti in Italia ha seguito una direzione divergente con gli impegni assunti nell ambito del Protocollo di Kyoto e delle Linee Guida per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il recente vertice di Marrakesh (2001) sul riscaldamento del clima ha ridimensionato gli obiettivi di riduzione, incentivando invece il ruolo della riforestazione quale serbatoio di assorbimento della CO2. Trattandosi di un problema a scala globale, la riforestazione non deve avvenire necessariamente nel paese inquinatore, e i paesi con grandi estensioni forestali possono vendere quote di foreste ai paesi produttori di CO2. Questo consente a un paese di ridurre le proprie emissioni, acquistando quote piuttosto che adottando adeguate politiche energetiche. I DATI UTILIZZATI NEL TESTO SONO STATI TRATTI DA PUBBLICAZIONI E SITI WEB DI: ANPA - Agenzia Nazionale per la Protezione dell Ambiente ARPA Piemonte - Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente Regione Piemonte - Assessorato ai Trasporti ISTAT Servizio Piemonteincifre Worldwatch Institute State of the World 2001, Edizioni Ambiente, 2001 Legambiente, Istituto di Ricerche, Ambiente Italia Rapporto sull ambiente urbano 2001 Pronto TPL Piemonte: un nuovo punto di riferimento per tutte le informazioni sui trasporti pubblici della Regione numero verde gratuito per chi chiama dal Piemonte : il numero per chi usa il telefono cellulare l indirizzo web per chi sceglie Internet Idee in movimento - Newsletter Direzione Trasporti Regione Piemonte, Piazza Nizza, Torino PER COMUNICARE CON NOI Per informazioni rivolgersi a: REGIONE PIEMONTE Parliamo con i giovani - Corso Francia, 99/ TORINO Tel. 011/ Fax. 011/

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