Buone pratiche sulla sorveglianza e prevenzione degli incidenti stradali e domestici

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1 Buone pratiche sulla sorveglianza e prevenzione degli incidenti stradali e domestici ROMA 5 dicembre Comunicazione dei dati delle sorveglianze e collaborazione con stakeholder esterni al SSR L esperienza della ASL RMC Dott.ssa Andreina Lancia UOC Servizio Igiene e Sanità Pubblica Referente aziendale ASL RMC

2 Obiettivo di salute concorrere ad aumentare l'informazione sul fenomeno incidenti stradali e suggerire possibili azioni di contrasto e prevenzione tramite la diffusione dei dati di sorveglianza sanitaria agli operatori interni ed esterni al SSR

3 cosa è stato fatto Linee d attività del Piano Operativo Regionale individuazione di un referente aziendale costituzione di un gruppo di coordinamento regionale Linee d attività del Piano Attuativo ASL RMC partecipazione alle riunioni del tavolo tecnico regionale costituzione di un gruppo di lavoro aziendale (GLA) organizzazione di workshop / riunioni del GLA

4 Gruppo di lavoro aziendale GLA ASL RMC Quali servizi / professionalità coinvolgere? Direzione strategica Direzione del Dipartimento di Prevenzione Servizio Sistemi Informatici Ufficio Relazioni con il Pubblico Servizio Igiene e Sanità Pubblica Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro Educazione alla salute Epidemiologia - PASSI Mobility Manager

5 cosa è stato fatto Linee d attività del Piano Operativo Regionale Linee d attività del Piano Attuativo ASL RMC individuazione dei portatori d interesse individuazione delle istituzioni da coinvolgere nel tavolo tecnico

6 Quali portatori d interesse individuare? Stakeholders incidenti stradali Stakeholders del tavolo tecnico

7 Casella A Sono gli stakeholder che hanno il grado maggiore di influenza sul progetto e che, allo stesso tempo, hanno la maggiore importanza per la sua riuscita. Casella C Questi sono stakeholder dall elevato livello di influenza, in grado quindi di favorire il buon esito del progetto, ma i cui interessi non coincidono Casella B Questi stakeholder assumono grande importanza per la riuscita di un progetto, ma hanno scarsa influenza reale. Casella D Gli stakeholder di questa casella sono dotati di scarsa influenza e scarsa importanza riguardo agli obiettivi del progetto: è importante monitorarli, ma a loro è associata una bassa priorità.

8 elenco dei portatori d interesse

9 elenco dei portatori d interesse

10 cosa è stato fatto Linee d attività del Piano Operativo Regionale Linee d attività del Piano Attuativo ASL RMC definire un piano di comunicazione

11 piano di comunicazione ASL RMC Obiettivo di Comunicazione * Strumento di comunicazione * Target * Quando presentare il Piano Attuativo, condividere gli obiettivi e l individuazione degli operatori Workshop/incontro operatori Distretto, ospedalieri, SISP, SpreSAL 9/6/2011 Informare sull avvio del progetto Nota di costituzione del gruppo di lavoro aziendale per il progetto sorveglianza Direttore Sanitario ed i Responsabili di Dipartimento/Servizi 28/6/2011 coinvolgere per una maggiore visibilità della campagna informativa Riunione, contatto mail o telefonico URP, UOC Informatica per il sito web Giugno 2011 presentazione del lavoro del progetto sorveglianza nella ASL RMC Workshop ASP Lazio Operatori sanitari coinvolti nel PRP delle ASL del Lazio 5/12/2011

12 piano di comunicazione ASL RMC Obiettivo di Comunicazione * Strumento di comunicazione * Target * Quando informare sull avvio dell intervento lettera informativa sull istituzione di un tavolo tecnico per le azioni di miglioramento Enti locali del tavolo tecnico entro 30/4/2012 diffondere i dati integrati sui sistemi di sorveglianza degli incidenti stradali per le azioni di miglioramento e di prevenzione Tavolo tecnico con gli Enti Locali + discussione dei dati (Foglio 4-6 facciate sui dati integrati) Enti locali del tavolo tecnico entro 30/6/2012 diffondere i dati integrati sui sistemi di sorveglianza degli incidenti stradali Foglio 4-6 facciate sui dati integrati per i siti WEB Ass. scientifiche, Ass. cittadini, Enti non sanitari (portatori d interesse individuati) entro 30/6/2012

13 piano di comunicazione ASL RMC Obiettivo di Comunicazione * Strumento di comunicazione * Target * Quando diffondere i dati integrati sui sistemi di sorveglianza degli incidenti stradali Foglio 4-6 facciate sui dati integrati + lettera Ass. scientifiche, Ass. cittadini, Enti locali (portatori d interesse individuati) entro 30/6/2012 aggiornare sull andamento dell intervento di promozione della salute Report/Riunione Seminario/Convegno Direzione strategica, DP Prevenzione Distretti/Ospedale Entro 31/12/2012 Specialisti del settore

14 cosa è stato fatto Linee d attività del Piano Operativo Regionale elaborazione e trasferimento dei dati di sorveglianza sanitaria Linee d attività del Piano Attuativo ASL RMC elaborazione dati regionali e aziendali PASSI

15 lavori in corso Linee d attività del Piano Operativo Regionale Linee d attività del Piano Attuativo ASL RMC elaborazione di un prodotto comunicativo contenente dati integrati sulla sorveglianza degli incidenti stradali, facilmente fruibile da parte di operatori esterni al SSR individuazione delle fonti informative e dei contenuti del prodotto comunicativo

16 Quali fonti informative sulla sorveglianza degli incidenti stradali? fonte dati luogo tempo ISTAT Incidenti con morti e/o feriti Italia/Provincia Comune Anno 2010 INAIL Infortuni mortali (itinere ed autotrasporto) Italia Regione Anno 2010 Anno 2009 ASP Lazio Accessi al Pronto Soccorso Regione ASL Anno 2010 Anno 2010 PASSI Stili di vita (sicurezza stradale) Regione ASL Anno 2010 Anni

17 il sistema di sorveglianza PASSI stima la prevalenza: - degli utilizzatori della cintura anteriore - degli utilizzatori della cintura posteriore - degli utilizzatori del casco - dei guidatori sotto l effetto dell alcol - dei guidatori che hanno subito un controllo da parte delle forze dell ordine (etilotest)

18 utilizzo dei dispositivi di sicurezza Regione Lazio asl RM C variabile % IC % IC cintura anteriore sempre 80,4% 78,8-81,8 85,3% 83,0-87,3 cintura posteriore sempre casco sempre 10,9% 97,8% 9,6-12,1 96,8-98,8 13,3% 98,6% 11,2-15,8 96,8-99,4

19 guidatori sotto l effetto dell alcol (guidato negli ultimi 30 giorni entro un ora dall aver bevuto 2 unità di bevanda alcolica) Un intervistato su dieci ha dichiarato di aver guidato dopo aver bevuto almeno due unità alcoliche nell ora precedente. Lazio 10,2% (IC 8,5-11,9) asl RMC 9,4% (IC 5,6 14,7) Nel Lazio non esistono differenze significative nelle diverse classi d età classi d età % ,4% ,6% ,2% ,0%

20 guidatori sotto l effetto dell alcol (guidato negli ultimi 30 giorni entro un ora dall aver bevuto 2 unità di bevanda alcolica) 30 Popolazione (%) che nel mese precedente ha guidato sotto l'effetto dell'alcol per sesso 20 L abitudine a guidare sotto l effetto dell alcol è decisamente più frequente negli uomini che nelle donne 0 3 pool PASSI 4 Lazio maschi femmine

21 guidatori che hanno subito un controllo da parte delle forze dell ordine (etilotest) Nel 2010, nel Lazio il 33% degli intervistati è stato sottoposto a un controllo da parte delle Forze dell Ordine. Tra le persone fermate, il controllo è avvenuto in media più di due volte negli ultimi 12 mesi. Il 7% dei fermati ha riferito che il guidatore è stato sottoposto anche all etilotest. La percentuale di controlli con etilotest è maggiore nelle fasce d età più giovani: si passa dal 14% dei 18-24enni al 2% dei 50-69enni.

22 Quali contenuti per la comunicazione? incidentalità prevenzione

23 il futuro prossimo Linee d attività del Piano Operativo Regionale Linee d attività del Piano Attuativo ASL RMC istituzione del tavolo tecnico aziendale diffusione dati di sorveglianza ai soggetti esterni SSR individuati (Enti del tavolo tecnico + altri portatori d interesse)

24 Indicatori Obiettivi specifici Indicatori Risultati previsti Risultati previsti Individuazione di un referente aziendale per ogni ASL che si interfacci con soggetti esterni al SSR Atto di individuazione SI SI Costituzione del gruppo di coordinamento Atto di costituzione SI SI Realizzazione e diffusione alle ASL dei dati di sorveglianza Rapporto ASP SI SI Diffusione dei dati di sorveglianza da parte delle ASL Relazione delle ASL 40% 60%

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