Indice 1. LUIGI PIRANDELLO Il PIPISTRELLO LA TARTARUGA 20 CONCLUSIONE 28 BIBLIOGRAFIA 32 INTRODUZIONE 1

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1 Indice INTRODUZIONE 1 1. LUIGI PIRANDELLO Biografia Novelle per un anno 8 2. Il PIPISTRELLO La trama L analisi LA TARTARUGA La trama L analisi 21 CONCLUSIONE 28 BIBLIOGRAFIA 32

2 INTRODUZIONE Nella nostra tesi vogliamo presentare Luigi Pirandello come novellista e mostrare la funzione degli animali nelle sue novelle, perché secondo noi lo scrittore li usa in una maniera sovrabbondante. Solo aprendo e sfogliando la raccolta di tutte le sue novelle, intitolata Novelle per un anno, possiamo notare nell indice molti titoli che si riferiscono ad un animale: pipistrello, cane (per due volte), mosca, corvo, storno, capretto, gatto, cardellino, allodola, uccello, formica, cavallo (per due volte), tartaruga e, nell appendice, galletto. I titoli dove viene usato spesso l animale fanno venire in mente le favole, come quelle che scriveva, ad esempio, Esopo, ma la novellistica di Pirandello non fa parte di questo genere letterario. Anche altre sue novelle, senza che ce ne diano un indicazione già nel titolo, parlano di animali. Molto spesso è il cane, per esempio: La carriola, Cinci, La rosa e anche il cavallo: La rallegrata, Berecche e la guerra o addirittura un orso nella novella La prova. Noi ci siamo posti la domanda perché Pirandello impieghi gli animali nelle sue novelle e da che cosa deriva il suo interesse verso di loro, perché nella biografia dello scrittore non abbiamo trovato nessuna traccia che si riferisca all interesse di Pirandello verso gli animali. Pirandello ha vissuto la sua giovinezza in campagna, probabilmente circondato almeno dagli animali domestici, e può darsi che lo abbiano anche affascinato. Se guardiamo indietro nella storia, l uomo è sempre stato affascinato dagli animali, fin dai tempi antichi. I disegni nelle grotte, fatti migliaia di anni fa, non erano dipinti solo a caso ma già avevano uno scopo preciso e dimostrano la cultura dei popoli nei diversi punti del mondo. Proseguendo man mano nella storia riscontriamo tante testimonianze dell importanza degli animali nei campi di pittura, architettura, astrologia e mitologia. Certamente anche nella letteratura esistono moltissimi riferimenti agli animali e come esempio possiamo nominare bestiari, favole, epos classici o la bibbia. Da questo elenco possiamo vedere e capire che gli animali sono sempre stati per l umanità una fonte d ispirazione e oggetto di ammirazione. In molte culture gli animali erano collegati con i poteri soprannaturali che maneggiano il mondo e anche i destini degli uomini, e spesso erano venerati come rappresentanti degli dei o addirittura immedesimati con le deità. 1 Molte metafore o similitudini derivano dal comportamento o dall aspetto degli animali, e queste caratteristiche sono molto frequenti nelle descrizioni fisiche delle persone. La diligenza delle api o la furbizia della volpe hanno 1 Cfr. N. J. Sauders, op.cit., p

3 ormai carattere popolare e molti scrittori fanno le descrizioni dei suoi personaggi sfruttando varie somiglianze tra l animale e l uomo. Pirandello applica spesso metafore o similitudini degli animali nelle descrizioni dei personaggi come per esempio: «Che ci poteva far lui se attorno al suo cuore tenero e semplice, di bambino, era cresciuto tutto quel corpaccio da maiale?» 2 (L uomo solo) o «Una spilungona miope, tutta collo, dai capelli rossi crespi; e gli occhi ovati e una bocca da pescecane.» 3 (Volare). Certe volte è anche ripetitivo nelle diverse novelle: «Così raccontava il maestro Icilio Saporini col suo vocino di zanzara.» 4 (Musica vecchia), «Cerimonioso, col suo vocino di zanzara, lasciava passar tutti innanzi a sé.» 5 (La tragedia d un personaggio) e non adopera gli animali solo per la descrizione dei personaggi: «E lo specchio, su quel cassettone, fin dall estate scorsa, tutto ricamato dalle mosche.» 6 (Volare). Ma queste novelle non evidenziano la presenza di un animale nel titolo. Noi per l analisi abbiamo scelto la prima novella della raccolta Novelle per un anno dove nel titolo figura un animale, cioè Il pipistrello. Poi abbiamo scelto la penultima novella della raccolta, sempre seguendo lo stesso criterio, che s intitola La tartaruga. L ultima novella con un animale nel titolo parla di un cavallo, un animale che si ripete diverse volte e noi abbiamo ritenuto che sarebbe stato meglio fare la comparazione tra due esemplari rappresentati nelle novelle singolarmente, e senza mescolare gli animali domestici con quelli selvatici. Così abbiamo ricavato i due animali che sono abbastanza comuni e appaiono nel titolo di due novelle, in quanto alla datazione molto distanti. Queste due novelle vengono sottoposte ad un analisi letteraria e in questo modo osserveremo come e quando quell animale entra nella trama, cosa succede con il suo arrivo e quali saranno le conseguenze. Vogliamo vedere se il titolo, che è stata la nostra guida, è significativo e se questi animali sono nella posizione di un personaggio. Vogliamo chiarire se questi animali abbiano qualcosa in comune nell ambito di queste novelle. Per rendere il quadro più completo vogliamo in breve presentare la biografia di Luigi Pirandello e anche la sua idea della formazione della raccolta Novelle per un anno. 2 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p Ibid., p Ibid., p Ibid., p Ibid., p

4 1 LUIGI PIRANDELLO ( ) 1.1 Biografia 7 Si scrive l anno 1867, l anno nel quale Alfred Nobel scopre la dinamite e nella stessa data, il 28 giugno nasce Luigi Pirandello, uno dei grandi personaggi della letteratura italiana del Novecento che più tardi nel 1934 a Stoccholma sarà insignito del Premio Nobel. Il piccolo Luigi nasce in una casa di campagna nella contrada detta il Caos, presso Porto Empedocle, dove la madre si rifugia per sfuggire all epidemia di colera che imperversava ad Agrigento (l antica colonia greca di Akragas che si chiamerà Girgenti fino al 1927). Nasce da Stefano Pirandello, garibaldino con radici liguri, la cui famiglia si è stabilita in Sicilia per il commercio degli agrumi e dello zolfo, e da Caterina Ricci Gramitto, d origine girgentana, figlia dell avvocato inviso al Borbone e morto esule a Malta. La sua famiglia essendo laica non gli dà un istruzione religiosa, che però cerca di trasmettergli una vecchia serva di casa Maria Stella, che porta il piccolo Luigi con sé nella chiesa vicina a San Pietro, insieme al padre beneficiale Sparma. Maria Stella attraverso i canti popolari, le fiabe e le leggende del folclore siciliano suscita nel ragazzo interessi per gli spiriti che dopo appaiono nelle sue opere (Lo storno e l Angelo Centuno, Lo spirito maligno, Il corvo di Mízzaro, La favola del figlio cambiato). Come molti bambini dell epoca, Pirandello riceve l educazione elementare a casa e poi, siccome suo padre pensa di avviarlo al commercio di zolfo, viene iscritto alla scuola tecnica. Dopo un anno, ad insaputa del padre ma con l aiuto della madre, comincia a studiare il latino e più tardi ottiene anche il permesso del padre per andare al ginnasio. Ma le incomprensioni fra padre e figlio non sono solo di carattere educativo: infatti Luigi è turbato e disgustato dall infedeltà coniugale del padre. Nell anno 1880, dopo un dissesto finanziario, la famiglia si trasferisce a Palermo dove Luigi conseguirà la licenza liceale. L allontanamento da Girgenti e dalla «disordinata biblioteca Lucchesiana» 8 era per Luigi una triste esperienza ma la vita in una città gli allarga gli orizzonti. Comincia a scrivere le prime poesie fra i sedici e i diciannove anni, raccolte in un volume nel 1889 con il titolo Mal giocondo. Fra i nomi femminili di queste poesie appare anche il nome di una sua cugina di cui è innamorato perdutamente. Questo scandalo in 7 I dati bibliografici presi da: F. Virdia, Invito alla lettura di Luigi Pirandello, N. Borsellino, Introduzione ne L'umorismo di L. Pirandello, M. Lo Vecchio-Musti, Cronologia inclusa nel primo volume Novelle per un anno di L. Pirandello. 8 F. Virdia, op.cit., p

5 famiglia divide ancora di più il padre dal figlio. E dopo una grave malattia di una sorella di Luigi, il padre Stefano decide di tornare a Girgenti lasciando il figlio dai parenti per fargli frequentare l ultimo anno di liceo. Innamorato, Luigi pensa di abbandonare gli studi perché lo pretende Lina, la cugina di quattro anni maggiore di lui, e perché vuole essere nelle condizioni economiche per poter sposarla. Finito l anno scolastico va, nell estate del 1886, a lavorare nell azienda del padre che è tornata prosperosa come prima. L esperienza dei lavori nella conduzione di una miniera di zolfo per tre mesi fa riflettere il giovane che riesce ad ottenere dal padre il permesso per gli studi e più tardi riporta il tema della vita nella zolfara in alcune opere (Ciàula scopre la luna, Il fumo, Lontano, Prima notte, Il libretto rosso). Si iscrive contemporaneamente alla Facoltà di Legge e a quella di Lettere dell Università di Palermo mentre il suo fidanzamento è al declino. Per un anno rimane in questa città dove si apprende l ideologia del movimento dei Fasci Siciliani e anche lui insieme ai suoi amici è coinvolto nell attività politica e culturale. Poi si trasferisce alla Facoltà di Lettere dell Università di Roma per proseguire gli studi e tenta di presentare i suoi lavori teatrali come Provando la commedia che già contengono l idea del teatro nel teatro, 9 ma senza successo. All Università di Roma, dal consiglio di disciplina è costretto a cambiare ateneo per aver difeso un compagno che rideva per uno sbaglio di traduzione del docente di latino, Onorato Occioni 10. Passa all Università di Bonn, in Germania, dove si reca nel novembre del 1889 su consiglio del docente di filologia romanza Ernesto Monaci, che lo presenta al professore Wendelin Foerster 11. In quei tempi l Università di Bonn era rinomata per la sua scuola di filologia romanza e Luigi Pirandello si dimostra uno studente diligente e si inserisce molto bene nella vita universitaria andando di buon accordo sia con studenti che con i docenti. Nonostante il fidanzamento, ormai solo formale, ha una relazione con Jenny Schulz-Lander, presso la cui famiglia è in affitto, e a cui dedica la raccolta di poesie Pasqua di Gea. Traduce le Elegie romane di Goethe e compone le sue Elegie boreali che vengono pubblicate nel 1895 sotto il titolo Elegie rename. Si laurea nel 1891 con la tesi che si occupa di fonetica e di morfologia siciliana, scritta in tedesco Laute und Lautenwickelung der Mundart von Girgenti che viene subito recensita dal noto filologo W. Meyer-Lübke 12. A Bonn si ammala di polmonite e rinuncia all incarico di lettore. 9 «Teatro nel teatro è portare sulla scena non un dramma già fatto, ma un dramma nel suo costruirsi progressivo.» S. Treré, G. Gallegati, op. cit., p Cfr. M. Lo Vecchio Musti, Cronologia, p Ibid., p Cfr. F. Virdia, op.cit., p

6 Torna per un breve soggiorno a Girgenti e lì interrompe definitivamente il fidanzamento con la cugina Lina e si stabilisce a Roma con un sufficiente assegno mensile del padre e così può senza preoccupazioni dedicarsi alla carriera letteraria. Continua a scrivere le poesie e collabora con varie riviste e frequenta l ambiente letterario, tra cui il siciliano Ugo Fleres, che lo presenta a Luigi Capuana. E proprio Capuana convince Pirandello a dedicarsi alla narrativa e il primo romanzo, inizialmente chiamato Marta Ajala, viene pubblicato più tardi, nel 1901, con il titolo L esclusa. Nel gennaio 1894 a Girgento viene concluso e consacrato il matrimonio nella maniera tradizionale di quell epoca e luogo. Dietro le quinte erano le famiglie a negoziare e organizzare la cerimonia nei particolari e i fidanzati si conoscevano solo da lontano. Sua promessa è la bella e ricca sposa, Maria Antonietta Portulano, figlia di un socio d affari di suo padre e orfana di madre, che termina gli studi in un convento a San Vincenzo, studi molto rigidi secondo i canoni siciliani ottocenteschi, seguendo poi lo sposo a Roma. In questo periodo creativo e felice, economicamente mantenuto dal padre, lavora senza pensare al compenso ed esce la prima raccolta di novelle titolata Amori senza amore, pubblica il poemetto Pier Gurdò, raccoglie versi nel volume Zampogna, dà la stesura del suo secondo romanzo Il turno, collabora con molte riviste romane e pubblica anche come un pittore dilettante note di critica d arte sul Giornale di Sicilia di Palermo. Accetta l incarico di insegnare la lingua italiana nell Istituto Superiore Femminile di Magistero di Roma. Nel 1897 fonda insieme a Italo Carlo e Ugo Fleres il settimanale letterario Ariel sul quale pubblica il suo primo dramma titolato La morsa. Raccoglie già numerose novelle sotto il titolo Beffe della morte e della vita. Nel giro di quattro anni diventa padre di tre figli: Stefano, Lietta e Fausto; solo i due maschi seguiranno la strada artistica avviata dal padre. L anno 1903 capovolge la situazione finanziaria della famiglia, una frana allaga la zolfara dove erano investiti i capitali del padre e la dote della moglie. La lettera con questa brutta notizia, in assenza del marito, la legge Maria Antonietta e la notizia le provoca per sei mesi una paresi alle gambe e le crea un trauma psicologico. Luigi Pirandello soffre molto ma scarta l idea del suicido ed affronta la dura realtà. Impegna i gioielli della moglie, chiede la retribuzione a giornali e riviste, fa le traduzioni, dà le lezioni private di tedesco e comincia a scrivere il romanzo Il fu Matia Pascal che lo avvia al successo internazionale. Lavora intensamente al romanzo I vecchi e i giovani, esce la raccolta di novelle Erma bifronte e la raccolta di saggi Arte e scienza e anche il lungo saggio L umorismo. Per i suoi meriti letterari nel 1908 ottiene la nomina a professore e insegna nella cattedra di lingua italiana, stilistica e precettistica, nonché lo studio dei classici, compresi i greci e i latini nel primo biennio 5

7 dell Istituto Superiore di Magistero di Roma. La situazione familiare è molto deprimente, le paranoie della moglie influenzano lo scrittore a tal punto che approfondisce l argomento sulla psiche nei libri di Freud, e le sue analisi si proiettano anche nelle opere. Dal 1909 diventa collaboratore costante del prestigioso giornale Corriere della sera e un anno dopo, sollecitato da Nino Martoglio, poeta e drammaturgo catanese, Pirandello trae i motivi da alcune sue novelle che tramuta in opere teatrali. Questo tentativo lo possiamo definire come uno slancio nel mondo del teatro ma non senza qualche diffidenza. Le sue idee innovative come il teatro nel teatro danno la nuova direzione alla svolta del teatro del XX secolo. Compie numerose opere teatrali tra cui le più importanti sono: Se non cosí (1917), Il piacere dell onestà (1917), Berretto a sognagli (1917), La giara (1917), Il giuico delle parti (1918), Sei personaggi in cerca d autore (1921) e Enrico IV (1922). Nonostante i tanti impegni nel teatro non abbandona la narrativa e scrive i seguenti romanzi: Suo marito (1911), Si gira (1915) ora intitolato Quaderni di Serafino Gubbio, Uno nessuno e centomila (1925). Pubblica le novelle nelle raccolte: La vita nuda (1911), Le maschere nude (1914), La trappola (1915), Erba del nostro orto (1915). Il 24 maggio del 1915 l Italia entra nella prima guerra mondiale contro l Austria, il figlio di Pirandello parte per il fronte e poco dopo viene mandato in un campo di concentramento prima a Mauthausen a poi a Plan in Boemia 13. Lo scrittore stesso cerca di essere arruolato come volontario, invece viene chiamato sotto le armi l altro figlio Fausto. La follia persecutoria e la paranoia della moglie stanno sempre peggiorando e lei torna in Sicilia. Pirandello si oppone al consiglio dei medici di trasferirla in manicomio e la riconduce a casa a Roma. La situazione è ancor più aggravata dalla dolorosa scomparsa della madre Caterina Ricci Gramitto, perdita che Pirandello testimonia nel Colloquio con la madre. Dalla guerra che invade l Europa e dalla solitudine Pirandello si concentra nella letteratura e si lascia convincere da Nino Martoglio a non rinunciare al teatro e mettendo in scena la commedia Pensaci, Giacomino!, recitata con successo dal noto attore siciliano Angelo Musco nel Teatro Nazionale di Roma. L atmosfera opprimente lo sprona in modo sorprendente nella sue attività e in tre anni, dal 1917, scrive dodici commedie e numerose novelle. Alla fine della guerra i suoi figli tornano a casa e insieme al padre prendono la decisione di seguire i consigli dei medici e ricoverare Antonietta in una casa di cura sulla via Nomentana a Roma. Anche se la moglie riacquista un po di tranquillità, non uscirà più dalla malattia. Pirandello soffre molto per questa separazione perché è ancora innamorato della sua 13 Cfr. M. Lo Vecchio Musti, Cronologia, p

8 bella moglie e sente un sentimento di protezione verso di lei. Nell aprile del 1923 comincia a viaggiare all estero e i suoi primi passi lo conducono a Parigi, dove celebra il trionfo con Sei personaggi in cerca d autore, segue le prime anche in altre città europee: Berlino, Londra, Mosca, Vienna, Praga, Barcellona, Cracovia, Varsavia, Atene, Amsterdam, e persino oltre oceano: New York, Buenos Aires e lo stesso accade con Enrico IV. Nell anno 1925 il figlio Stefano insieme ad altri giovani scrittori fondano il Teatro d Arte di Roma, dove Pirandello come direttore artistico assume Marta Abba, una giovane sconosciuta che non diventa solo la prima donna della Compagnia ma anche la musa ispiratrice di Pirandello. La Compagnia, soprannominata anche il Teatro degli undici, si avvia poi a una lunga tournée. Il successo di Pirandello suscita interesse anche a Hollywood, dove il ruolo della protagonista di Come tu mi vuoi viene affidato a Greta Garbo. Nel 1924, a causa del delitto Matteotti, 14 scrive una lettera a Mussolini dove chiede la tessera del partito fascista, ma il suo fascismo non viene mai vissuto e celebrato e non ci sono tracce di questa ideologia nelle sue opere. Quando è al potere Hitler, in Germania le rappresentazioni teatrali di Pirandello sono vietate e proclamate come arte degenerata. Con l espansione della cinematografia vari produttori si interessano a Pirandello e dalle sue opere traggono diversi film e lui stesso collabora con Cinecittà a Roma, ma durante le riprese si ammala di polmonite e il suo lavoro I giganti della montagna rimane incompiuto. Nella testimonianza della sua scomparsa, avvenuta il 10 dicembre 1936, un vecchio amico di Pirandello, Corrado Alvaro racconta: [...] il figlio Stefano mi mostrò mezzo foglio di una carta da lettere che conteneva le ultime volontà di lui. La scrittura, per chi la conosceva, era di qualche anno prima, la carta appassita e risecchita. Conteneva quelle volontà senza consolazione, senza rapporti, senza rimedio, di andarsene sul carro dei poveri, di non essere accompagnato da nessuno, di essere disperso al vento con le sue ceneri, o di riposare in quella sua cassetta del Caso, o del Caos come egli diceva, presso Agrigento. Se ne andava solo come era sempre stato. 15 Dieci anni dopo la morte di Pirandello le sue ceneri, chiuse in un vaso greco, sono trasportate al Museo Archeologico di Agrigento. Nel 1949 la Villa del Caos è dichiarata monumento nazionale e le ceneri vengono tumulate per il venticinquesimo anniversario della morte. 14 Giacomo Matteotti, deputato socialista, rapito e assassinato dai fascisti per il suo discorso al parlamento. Cfr. G. Procacci, Dějiny Itálie, p C. Alvaro, Prefazione inclusa nel primo volume Novelle per un anno di L.Pirandello, p. 7. 7

9 1.2 Novelle per un anno Pirandello è uno scrittore molto complesso e molto operoso. La sua produzione infatti spazia dagli scritti di poesia, alle novelle, ai romanzi, ai saggi e naturalmente ai drammi. Tuttavia, si può dire che rimanga fedele alla produzione di novelle per tutta la vita. La prima novella del Pirandello diciassettenne, La capannetta, viene pubblicata sulla Gazzetta del popolo della domenica di Torino. Un maggior sviluppo della sua novellistica arriva dopo dieci anni dalla prima pubblicazione e esce la prima raccolta Amori senza amore, e tante altre novelle escono sui vari giornali e riviste. Nel 1902 raccoglie numerose novelle sparse nel volume Beffe della morte e della vita e in seguito per venti anni escono altre raccolte: Erma bifronte, Terzetti, Le due maschere, E domani, lunedì..., Un cavallo nella luna. Nel 1922 Pirandello inizia a pensare una raccolta di novelle sotto il titolo Novelle per un anno, con la cura dell editore Bemporad escono i primi quattro volumi: (Scialle nero, La vita nuda, La rallegrata, L uomo solo). Dopo un anno aggiunge La mosca, In silenzio. Pirandello viaggia sempre molto all estero, riesce a dedicarsi alla scrittura delle novelle e così l editore Bemporad, seguito da Mondadori, continuerà a pubblicare altri volumi: Tutt e tre, Dal naso al cielo, Donna mimma, Il vecchio dio, La Giara, Il viaggio, Candelora, Berecche e la guerra, Una giornata. Ma purtroppo la morte prematura non gli permette di finire le 365 novelle, che era il numero previsto e derivato dal titolo della raccolta. Mondadori poi unisce le raccolte in due volumi e le Novelle per un anno del 1957 di Mondadori racchiudono 211 novelle divise sotto il nome delle raccolte parziali e altre 27 nell appendice. Luigi Pirandello spiega la sua intenzione nell Avvertenza che avrebbe voluto pubblicare solo un volume delle sue novelle ma che questo non lo voleva l editore. L Editore (e chi legge ne intenderà facilmente le ragioni) non ha voluto seguirmi in questo desiderio, m ha anzi consigliato di dividere la raccolta non in dodici volumi, di trenta e più novelle ciascuno, come almeno m ero rassegnato a chiedergli, ma in ventiquattro. Il che potrebbe suggerire, a chi ne avesse voglia, qualche non inutile considerazione sull indole e le necessità del tempo nostro. 16 La struttura dell opera Novelle per un anno non segue il modello decameroniano, non c è nessuna cornice che ricolleghi le novelle e non c è neanche l interscambio di narratori. Possiamo individuare una tecnica narrativa diversa: Pirandello usa narratori che raccontano le vicende in prima persona e in terza persona, quindi sono a volte esterni, nascosti palesi, e a 16 L. Pirandello, Avvertenza inclusa nel secondo volume Novelle per un anno, p

10 volte sono interni, con la funzione di testimoni della storia narrata. Pirandello chiarisce anche che la forma della raccolta non ha niente a che fare con la forma tipica del diario. M affretto ad avvertire che le novelle di questi ventiquattro volumi non vogliono essere singolarmente né delle stagioni, né dei mesi, né di ciascun giorno dell anno. Una novella al giorno, per tutt un anno, senza che dai giorni, dai mesi o dalle stagioni nessuna abbia tratto la sua qualità. 17 novelle: Inoltre non risulta facile trovare un nesso temporale né una unità tematica tra le [ ]la nuova sistemazione dei materiali non segue criteri cronologici o tematici, e, anche se la libera e caotica mescolanza di motivi e situazioni, che l autore sembra aver perseguito con la massima cura, pare aprirsi occasionalmente all individuazione di un filone interpretativo o di un accostamento passibile di senso, emergono sempre prove a sostegno di ipotesi interpretative diverse, se non opposte, e si viene così facilmente smentiti, per la presenza di elementi o di interi racconti che vanificano una prospettiva lineare, se non unitaria, di lettura. Sembra che l autore abbia insomma puntato prevalentemente a questo: suggerire con ogni mezzo strutturale e tematico l idea dell unità del significato, per poi rivelarne la vanità e l irrealizzabilità. 18 Pirandello vuole completare il progetto delle 365 novelle a costo di sacrificare il lavoro teatrale e in questo vediamo l importanza che dà alla sua raccolta. Nella lettera che Pirandello manda nel 1935 a Borelli, direttore del Corriere della sera, leggiamo: 19 Vi mando, appena tornato da New York, questa novella, e Vi prometto che riprenderò regolarmente la mia collaborazione perché è ferma la mia intenzione compiere le mie Novelle per un anno, tenendomi lontano dal teatro. 20 Ferdinando Virdia vede le Novelle per un anno come «una sorta di block notes o, se si vuole, di zibaldone di pensieri da cui lo scrittore potesse attingere, come di fatto attingeva, per le opere di teatro o di più estese opere narrative.». 21 Pirandello trasforma molte novelle e le usa per le opere teatrali, ma anche attraverso le novelle sono visibili le linee di sviluppo della sua ideologia. Lo scrittore lo comunica nell Avvertenza: In grazia almeno di questa cura, l autore delle Novelle per un anno spera che i lettori vorranno usargli venia, se dalla concezione ch egli ebbe del mondo e della vita troppa amarezza e scarsa gioja avranno e vedranno in questi tanti piccoli specchi che la riflettono intera L. Pirandello, Avvertenza, p Alessandro Marini, Questioni di forma in Novelle per un anno di Luigi Pirandello:storia, struttura, modelli, in muni.cz/rom/erb/marini04.pdf, 2004, cit. p Ibid., Cfr. p Ibid., p. 128, ripresa la citazione di L. Pirandello, Carteggi inediti, a cura di S. Zappula Muscarà, Bulzoni, Roma 1980, p F. Virdia, op.cit., p L. Pirandello, Avvertenza, p

11 2 IL PIPISTRELLO (1920) La trama Al teatro Arena Nazionale gli attori provano una commedia di Faustino Perres, ma durante le prove per tre sere di seguito un pipistrello entra nel teatro e vola sul palcoscenico sopra gli attori attratto dalle luci, creando scompiglio. La Gàstina 24, protagonista della commedia, nonostante sia spaventata a morte e tema per i suoi capelli, cerca di eseguire la sua parte. Faustino Perres invoca il capocomico e vuole mandare sul tetto degli operai perché prendano quell animale, anche se dovesse pagarli di tasca propria. Il capocomico si inquieta per la paura che la signorina Gàstina ha per i suoi magnifici capelli, considerando tale preoccupazione ridicola. In Perres aumentano i dubbi riguardo al successo della sua commedia. Nella pausa, prima della prova generale, la Gàstina cerca di convincere lo scrittore a cambiare un po la scena e, al momento opportuno, far ripetere la battuta, già presente nella commedia: Giuseppe, smorzate i lumi, 25 perché l abbassamento delle luci sembra l unico modo per mandare via il pipistrello. Così, l intrusione e il seguente disturbo del pipistrello sarebbe più credibile e per gli spettatori sarebbe la realtà della vita di tutti giorni. Perres non accetta nessun tipo di argomentazione e la sera dello spettacolo aspetta con grande emozione se il pubblico accetterà la sua commedia. Ad un certo punto arriva il pipistrello, l attrice sviene sul palcoscenico, il pubblico applaude senza capire che la commedia è stata interrotta per caso da quell animale. Il capocomico, vedendo le ovazioni, pretende da Perres che inserisca lo svenimento finto nella commedia e la trascriva secondo i cambiamenti dovuti al pipistrello di quella serata. La Gàstina, finalmente riprendendosi dal malore, dichiara che può fingere uno svenimento ma che nessuno può garantire o prevedere l entrata del pipistrello sul palcoscenico e si rifiuta di recitare in tali condizioni. Il capocomico, accecato dal successo, non vuole arrendersi ma nello stesso momento Faustino Perres ritira la sua commedia senza mai sapere se la sua opera d arte avrebbe avuto successo senza l intervento del pipistrello. 23 La data della novella è stata presa dalla raccolta Novelle per un anno. Ma abbiamo trovata anche la fonte diversa nella Introduzione (inclusa nel saggio L umorismo di L. Pirandello) di N. Borsellino: «Lavora ad un soggetto cinematografico, tratto dalla novella Il pipistrello, del 1910.», p «La Gàstina» riprendiamo dal testo originale, dove viene usato con l articolo. 25 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p

12 2.2 L analisi Nella prima sequenza 26 descrittivo-narrativa viene presentata la commedia che si dovrà esibire al teatro e così il narratore ci presenta «la piccola Gàstina», l attrice della compagnia teatrale. L aggettivo con cui la descrive non corrisponde all età della protagonista. Possiamo dedurre la sua età dalla parte che lei recita nella commedia, perché interpreta Livia, una ragazza che non si vuole sposare. Del suo aspetto fisico il narratore non dà molte informazioni neanche attraverso i personaggi e racchiude tutti i riferimenti in poche parole in tutta la novella: «le mani sfavillanti d anelli il berretto di pelo sui magnifici capelli» 27. Non si fa cenno delle caratteristiche fisiche degli altri personaggi. Il narratore è il testimone di fatti accaduti agli personaggi, quindi è un narratore interno che con la sua visione soggettiva narra in terza persona 28 quello che vede e anche ipotizza, ci dà tante notizie dei sentimenti e dei pensieri di personaggi e quindi è anche autoreferenziale perché giudica la storia e la interpreta: Contentissima, contentissima della parte della nipote orfana e povera, che naturalmente non vuol saperne di sposare quel protetto di Sua Eminenza, e fa certe scene di fiera ribelione, che alla piccola Gàstina piacevano tanto, perché se ne riprometteva un subisso d applausi. 29 L inizio riassuntivo accelera il ritmo del racconto e il narratore lo dice anche (nella seguente frase citata) e subito dopo presenta il protagonista: Per farla più breve, più contento di così nell aspettazione ansiosa d un ottimo successo per la nuova commedia l amico Faustino Perres non poteva essere alla vigilia della rappresentazione. 30 Dopo che il narratore ci ha esposto 31 la situazione iniziale e due personaggi, arriva il pipistrello, esordio 32 della novella. Questo avvenimento, un elemento di turbamento 26 La sequenza è una parte sintatticamente autonoma del testo, con un inizio e una fine. 27 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p In più avanti nella novella cambia narratore in prima persona così diventa un personaggio, poi di nuovo riprende narratore in terza persona che prevale in tutta la storia. 29 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p Ibid. 31 L esposizione presenta la situazione iniziale e i personaggi. 32 L esordio è l arrivo di un elemento di turbamento dell equilibrio iniziale, il quale modifica la situazione e mette in moto la vera azione. 11

13 dell equilibrio iniziale, modifica la situazione e mette in moto la vera azione. Il narratore ci specifica anche lo spazio, cioè il teatro, e da quell ambito la novella non esce mai: Un maledetto pipistrello, che ogni sera, in quella stagione di prosa alla nostra Arena Nazionale, o entrava dalle aperture del tetto a padiglione, o si destava a un cert ora dal nido che doveva aver fatto lassú, tra le imbracature di ferro, le cavicchie e le chiavarde, e si metteva a svolazzar come impazzito non già per l enorme vaso dell Arena sulla testa degli spettatori, [...]. 33 Secondo la descrizione dell Arena si potrebbe trattare del teatro che ha preso il nome dalla via Nazionale nella quale sorge e la troviamo a Roma in una zona moderna sulla terrazza Palazzo Rospigliosi. 34 Non è specificata la data più precisa della storia narrata, ma possiamo capire che la trama si svolge nella stagione estiva per via del letargo del pipistrello. La storia della paura dell attrice durante le tre sere precedenti alla prova generale è riportata nel sommario, dove il tempo del racconto è minore del tempo della storia, e accelera molto il ritmo della novella. È l unica analessi nella novella e per questo nella novella l intreccio e la fabula non coincidono anche se da ora in poi i fatti vengono narrati nel loro ordine logico e proseguono cronologicamente. Il narratore spiega che il pipistrello è attirato dalle luci della scena ma questa caratteristica dell animale non si verifica nella vita reale del pipistrello, perché il pipistrello per volare non usa la vista, ma utilizza degli echi ultrasonici e grazie a questa strategia è capace di evitare qualsiasi ostacolo. Il narratore interno dopo aver conferito al pipistrello connotazioni negative «Un maledetto pipistrello, [...]» 35 si focalizza sulla fobia della protagonista verso il pipistrello. In questo paragrafo, viene adottato il punto di vista della Gàstina, che vediamo sconvolta e sentiamo pronunciare le parole: «Dio che ribrezzo!», 36 utilizzando la tecnica del monologo interiore. Di nuovo il pipistrello viene presentato con un concetto sbagliato: «quel volo di membrana vischiosa», 37 perché in realtà non può essere definito così. Il pipistrello è un mammifero che veramente possiede una membrana alare, che gli consente di volare, ma non ha assolutamente l aspetto vischioso. Ma questa idea fissa è 33 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p I dati che si riferiscono al teatro sono stati presi dal: L Arena Nazionale di Roma, costruita nel 1900, oggi ha un altro aspetto. Nel 1906 una parte del teatro viene costruita in muratura e due anni dopo il proprietario Achille Mauri decide di trasformarlo in un vero teatro e i lavori vengono terminati dopo altri due anni. È il primo teatro costruito in cemento armato è così lo conosciamo anche oggi. Nel 1919 in questo teatro recita l attore Giovanni Grasso Il palio di Nino Martoglio. Vogliamo ricordare che proprio Nino Martoglio ha persuaso Pirandello ad usare alcune novelle e modificarle per il teatro e così dallo stesso attore e nello stesso anno anche l opera Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello ha luogo all Arena Nazionale. 35 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p Ibid., p Ibid. 12

14 molto frequente nell immaginario popolare forse per via dell'aspetto non molto piacevole dei pipistrelli. Con questa caratteristica il lettore immagina meglio la paura terribile che prova l attrice. Se Pirandello usasse per esempio una farfalla notturna, una falena attratta dalla luce, dopo anche il lettore finirebbe per giudicare ridicola la paura dell attrice. Così, invece, la giudica l altro personaggio, l impresario e capocomico della compagnia teatrale. Faustino Perres vuole salvare la situazione e cerca di eliminare la causa dell entrata indesiderata del pipistrello, ma non perché sia preoccupato per l attrice ma perché è preoccupato solo per la sua opera. Infatti egli non comprende i sentimenti tipici delle donne e non cerca di proteggere la donna, invece cerca di proteggere la sua opera, dà più importanza alla sua opera come se fosse un suo figlio e egoisticamente non bada ai sentimenti umani: Allora Fausino Perres, atterrito per le sorti della sua nuova commedia, pregò scongiurò l impresario e il capocomico di far salire sul tetto due, tre, quattro operaj, magari a sue spese, per scovare il nido e dar la caccia a quella insolentissima bestia ma si sentí dar del matto. Segnatamente il capocomico montò su tutte le furie a una simile proposta, perché era stufo, ecco stufo stufo stufo di quella ridicola paura della signorina Gàstina per i suoi magnifici capelli. 38 Dalla citazione precedente vediamo il comportamento del capocomico, l antagonista, e possiamo dedurre che non può essere un attore, come di solito accadeva nelle compagnie teatrali, perché se lo fosse stato, avrebbe capito lo stato d animo dell attrice e non avrebbe classificato ridicolo il suo terrore, ma avrebbe cercato di sostenerla. La sua rabbia influenza anche Faustino Perres e la sua preoccupazione per la sua commedia diventa terrore. Invece d interessarsi alla sua parte, d immedesimarsi nel personaggio, almeno fino al punto di non pensare a simili sciocchezze! Sciocchezze, i capelli d una donna?i magnifici capelli della piccola Gàstina? Il terrore di Faustino Perres alla sfuriata del capocomico si centuplicò. Oh Dio! oh Dio! Se veramente la piccola Gàstina temeva per questo, la sua commedia era perduta! 39 Ma l attrice in questo momento seduta in maniera un po provocante, forse provando a sfruttare la sua femminilità, cerca di convincere Faustino Perres a cambiare il testo della commedia. È evidente che lei non ha ottimi rapporti con il capocomico e con lui non prova a ragionare, sa che sarebbe tempo perso, ma attraverso lo scrittore crede di ottenere dei risultati migliori e così salvarsi in qualche modo e non dover affrontare l attacco temuto del pipistrello perché è veramente convinta che i suoi capelli potrebbero subire un danno: Per far dispetto al capocomico, prima che cominciasse la prova generale, la piccola Gàstina col gomito appoggiato sul ginocchio d una gamba accavalciata sull altra e il pugno sotto il mento, seriamente 38 Ibid. 39 Ibid. 13

15 domandò a Faustino Perres, se la battuta di Sua Eminenza al secondo atto: - «Giuseppe, smorzate i lumi» - non poteva essere ripetuta, all occorrenza, qualche altra volta durante la rappresentazione, visto e considerato che non c è altro mezzo per fare andar via un pipistrello, che entri di sera in una stanza, spegnere il lume. 40 In questo punto della novella, Pirandello, attraverso la sua protagonista, esprime la propria idea di teatro come la ricerca della realtà e nello stesso tempo fa vedere che la vita è dinamica e non è possibile rappresentarla con le formule statiche dell arte. Pirandello tramuta tante novelle per il teatro e deve fare cambiamenti, ma qui il protagonista scrittore non vuole cambiare neanche una virgola e il suo atteggiamento è statico, al contrario della Gàstina che neanche con quell aggettivo piccola viene sottovalutata: - No, no, dico proprio sul serio! Perché, scusate, Perres: Volete dare veramente con la vostra commedia, una perfetta illusione di realtà? - Illusione? No. Perché dice illusione, signorina? L arte crea veramente una realtà.» 41 La Gàstina qui vorrebbe avvicinare il teatro il più possibile alla realtà, lei cerca di smascherare la realtà perché è sicura che la maggior parte della gente si comporterebbe come lei: Ponete il caso che, nella realtà della vita, in una stanza dove si sta svolgendo di sera un conflitto familiare, tra marito e moglie, tra una madre e una figlia, che so! o un conflitto d interessi o d altro, entri per caso un pipistrello. Bene: che si fa? Vi assicuro io, che per un momento il conflitto s interrompe per via di quel pipistrello che è entrato: o si spegne il lume, o si va in un altra stanza, o qualcuno anche va a prendere un bastone, monta su una seggiola e cerca di colpirlo per abbatterlo a terra; e gli altri allora, credete a me, si scordano lì per lì del conflitto e accorrono tutti guardare, sorridenti e con schifo, come quella odiosissima bestia sia fatta. 42 L atrice non riesce a vincere la paura del pipistrello e sa molto bene come si comporterebbe la protagonista Livia, perché è lei stessa a recitare questa parte e se non ci riesce lei ad affrontare «lo svolazzío di quella bestia schifosa» 43 non può riuscirci neanche il personaggio interpretato da lei: V assicuro io, io che debbo vivere nella vostra commedia la parte di Livia, che questo non è naturale; perché Livia, lo so io, lo so io meglio di voi, che paura ha dei pipistrelli! La vostra Livia, - badate - non più io. Voi non ci avete pensato, perché non potevate immaginare il caso che un pipistrello entrasse nella stanza[...]. 44 In questa lunga sequenza dialogata fra lo scrittore e l attrice, possiamo vedere non soltanto un paragone tra il mondo femminile e quello maschile, ma il fatto che nella vita le 40 Ibid., p Ibid. 42 Ibid. 43 Ibid., p Ibid., p

16 cose non si possono programmare nei minimi dettagli, perché la vita è un flusso continuo ma variabile e le persone non saranno mai in grado di gestire le accidentalità. La logica dell argomentazione risiede nel fatto che il vero pipistrello è veramente presente sul palcoscenico, dove si svolge la finta commedia anche se è già scritta con la sua trama ben stabilita. Per l attrice quel pipistrello, con la sua invasione imprevedibile, diventerebbe un attore e in questo modo la scena «sarebbe il colmo della naturalezza». 45 La giovane e bella attrice Gàstina, che è riuscita a immedesimarsi molto bene nella situazione basandosi sulle esperienze comuni della vita quotidiana, viene respinta in una maniera brusca. «In altre parole un atteggiamento ottocentesco-sessofobico anche sul piano di una sfiducia nelle capacità di resistenza della donna stessa agli assalti del maschio (e infatti la donna nella narrativa e nel teatro di Pirandello è sempre soccombente).». 46 Faustino Perres accetterebbe il pipistrello solo se l avesse messo lui nella commedia, così la trama sarebbe la sua realtà, ma non capisce che potrebbe arrivare un altro tipo di casualità e quindi la situazione sarebbe sempre uguale, cioè simile al caso di come ha interferito il pipistrello. É vero che uno scrittore non può scrivere delle opere pensando alle casualità che possono succedere durante lo spettacolo. Forse per questo motivo il narratore prova compassione per Faustino durante la realizzazione scenica della sua opera: «il poverino, sudando freddo». 47 In più possiamo vedere l empatia verso di lui nell introduzione del personaggio all inizio della novella: «[...] così nell aspettazione ansiosa d un ottimo successo per la sua nuova commedia l amico Faustino Perres [...]». 48 Nella parola amico come se ci fosse tutta la comprensione di Pirandello perché ora nel racconto subentra il narratore sempre interno ma in prima persona, cioè io-narrante che diventa un personaggio nella novella. Così è molto probabile che Pirandello, in questa sequenza riflessiva, scriva le proprie emozioni e renda al lettore le sue ansie di drammaturgo provate dietro le quinte: Ogni scrittore, quand è un vero scrittore, ancor che sia mediocre, per chi stia a guardarlo in un momento come quello in cui si trovava Faustino Perres la sera della prima rappresentazione, ha questo di commovente, o anche, se si vuole, di ridicolo: che si lascia prendere, lui stesso prima di tutti, lui stesso qualche volta solo fra tutti, da ciò che ha scritto, e piange e ride e atteggia il volto, senza saperlo, delle varie smorfie degli attori sulla scena, col respiro affrettato e l animo sospeso e pericolante, che gli fa alzare or questa or quella mano in atto di parare o di sostenere. Posso assicurare, io che lo vidi e gli tenni compagnia, mentre se ne stava nascosto dietro le quinte tra i pompieri di guardia e i servi di scena, che Faustino Perres per tutto il primo atto e per parte del secondo non pensò affatto al pipistrello, tanto era preso dal suo lavoro e immedesimato in esso Ibid. 46 F. Virdia, op. cit. p L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p Ibid., p Ibid., p

17 Troviamo una conferma che Pirandello parla delle sue emozioni anche da Corrado Alvaro, l amico personale di Pirandello, che descrive il comportamento di Pirandello durante gli spettacoli teatrali così: «Anche gli piaceva di riascoltare le sue commedie a teatro. Le beveva battuta per battuta, ridendo o aggrottandosi, come se non le avesse mai intese.» 50 Pirandello nella sequenza descrittivo-narrativa ha situato il momento della massima tensione 51 della novella. Il pipistrello e la Gàstina stanno sulla scena sotto gli occhi del pubblico, il quale non si accorge dell animale, forse per le sue dimensioni piccole o per il fatto che vola in alto. L io-narrante ci spiega che Faustino non pensava neanche più a quell animale, perché nella sua opera lui non aveva messo nessun pipistrello. È proprio l ionarrante ad avvertire Faustino Perres dell arrivo del pipistrello e neanche la Gàstina, entrata in quel momento sul palcoscenico, mostra di accorgersene. Dal narratore interno, per la comparsa del pipistrello, sentiamo la parola: «finalmente» 52 ed è lui che prova a portare via da lì il disperato Faustino con la forza, ma senza riuscirci: «- Sta zitto, per carità! - lo esortai, scrollandolo per le braccia e cercando di strapparlo di là.». 53 È come se la voce narrante volesse dare lo spazio alla realtà arrivata dall esterno e anche in questo punto possiamo identificare Luigi Pirandello e vedere in questo un anticipazione di una sua idea della realtà multipla compenetrante che dopo realizzerà e rifinirà in Sei personaggi in cerca d autore. Nella novella sono riservate solo poche righe alla trama della commedia rispetto al resto del testo. Il pubblico non ne è molto entusiasmato e dopo il primo atto applaude molto poco. Faustino Perres, credendo che la sua opera potrebbe comunicare mandare un importante messaggio al pubblico o forse una critica della società, non vuole inserire il pipistrello nella sua commedia; forse teme che il messaggio che vuole diffondere non sarebbe più lo stesso. La sua commedia parla di un matrimonio combinato da un cardinale che vuole far sposare un suo protetto, apparentemente il figlio del suo segretario ormai morto, ma in realtà è il frutto di un suo peccato di gioventù. Il cardinale vuole farlo sposare con la figlia della cognata, vedova, di cui era innamorato da ragazzo, prima che scegliesse la sua vocazione ecclesiastica. 54 Livia, la protagonista della commedia, la cui parte è svolta dalla Gàstina, si ribella continuamente e non vuole sposare il protetto del cardinale. E anche se la Gàstina ha paura dei pipistrelli, non si può dire che abbia un carattere debole e lo dimostra nei litigi con Faustino. 50 C. Alvaro, Prefazione, p La tensione (o in termine tedesco la Spannung) è la situazione dove l azione culmina. 52 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p Ibid. 54 I matrimoni concordati dai genitori o dai parenti nel Novecento erano abbastanza frequenti e Pirandello stesso è stato vittima degli affari e degli interessi della sua famiglia. Cfr. F. Virdia, op. cit. p

18 Non si offende neanche per sentirsi dare della matta da lui e mostra la sua grinta: «Ora vi faccio vedere che la mia parte io la so e che recito con tutto l impegno, perché mi piace. Ma non rispondo dei miei nervi stasera.». 55 Nel secondo atto della commedia arriva il temibile pipistrello e la Gàstina sviene e gli attori la trascinano nel camerino. A questo punto nessuno di loro dà peso al rumore di sottofondo. Era un delirio d applausi! Tutto il pubblico, levato in piedi, applaudiva da quattro minuti freneticamente, e voleva l autore, gli attori al proscenio, per decretare un trionfo a quella scena dello svenimento, che aveva preso sul serio come se fosse nella commedia, e che aveva visto rappresentare con così prodigiosa verità. 56 Tutta questa sequenza dall apparizione dell attrice sul palcoscenico è narrata in discorso indiretto e solo una frase urlata dal pubblico è in discorso diretto: «- Fuori la Gàstina!». 57 Forse per evidenziare il fatto che il pubblico crede nella perfetta realizzazione, ma invece di apprezzare l illusione, con un piccolo inganno, cioè all intrusione del pipistrello, il pubblico sta valutando la vera realtà. Probabilmente la commedia scritta da Faustino senza l intromissione del pipistrello non avrebbe mai raggiunto un tale esito dopo lo svenimento dell attrice. Il pubblico, siccome non ha notato l apparizione della «schifosa maledettissima bestia», 58 attribuisce lo svenimento a una parte della commedia. L unico che vorrebbe sfruttare la situazione è il capocomico, figura fin dall inizio della novella negativa che non mostra mai compassione. Non sta in camerino con tutti gli altri accorsi ad aiutare la Gàstina, ma cerca il profitto: Il capocomico, su tutte le furie, corse a prendere per le spalle Faustino Perres, che guardava tutti, tremando d angoscia perplessità, e lo cacciò con uno spintone fuori delle quinte, sul palcoscenico. 59 Nella sequenza successiva, tutta dialogata tra Faustino, il capocomico e alla fine anche con la Gàstina, nonostante l aria pesante per via dello scambio di opinioni, arriva lo scioglimento 60 della novella. Il capocomico vuole da Faustino che inserisca il pipistrello nella commedia e non ha molta stima di lui, visto il modo in cui lo tratta: «- Bisogna che lei ce lo 55 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p Ibid., p Ibid. 58 Ibid., p Ibid., p Nello scioglimento la situazione si di nuovo ristabilisce e si ricompone l equilibrio, non necessariamente positivo. 17

19 faccia entrare, caro signore, a ogni costo!». 61 Non si rende conto che è impossibile avere sotto il suo comando il pipistrello come gli attori che lui considera quasi di sua proprietà: «Non dubiti, non dubiti che i miei attori sapranno far per finta con la stessa verità ciò che questa sera hanno fatto senza volerlo.». 62 Si notano bene le relazioni che ha con gli attori e vediamo dalla parte del capocomico il poco rispetto sia per gli attori che per lo scrittore. La sua prepotenza culmina nel discorso con la Gàstina, ma lei non gli si sottomette e si fa vedere come una donna forte e sicura di se stessa. Anche la descrizione del suo abbigliamento («le mani sfavillanti d anelli il berretto di pelo» 63 ) ci aiuta a capire e sottolinea il suo carattere. Le sue risposte chiare e la sua logica ora non hanno niente a che fare con la fobia dei pipistrelli: - Io, la finisco? Deve finirla lei, commendatore! - rispose, placida e sorridente la Gàstina, sicurissima di farli così, ora, il maggior dispetto. - Perché, guardi, commendatore, ragioniamo: io potrei aver sotto comando uno svenimento finto,[...]. Ma dovreste anche aver voi allora sotto comando il pipistrello vero, che non mi procuri un altro svenimento, non finto ma vero al primo atto, o al terzo, o magari nel secondo stesso, subito dopo quel primo finto! 64 Così la Gàstina rifiuta la recita, perché dice che nessuno può avere diritto di obbligarla a sopportare queste condizioni. Ma di nuovo si riscontra l arroganza del capocomico che si rifiuta di accettare le sue pretese: «Questo si vedrà!». 65 Faustino Perres si mostra come persona in fondo ragionevole che attribuisce il successo di quella sera al pipistrello e ritira la commedia. Si arrende, non perché sia timido, pauroso o codardo, ma perché non vuole presentare la commedia visto che gli applausi del pubblico non erano indirizzati del tutto a lui, cioè all autore della commedia, ma purtroppo al pipistrello. Si vede la sua onestà, perché non si vuole approfittare del merito che non gli appartiene e falsamente celebrare il trionfo, non desidera il successo a tutti i costi ma vuole valere come scrittore. [ ] convinto pienamente che la ragione unica degli applausi di quella sera era stata l intrusione improvvisa violenta di un elemento estraneo, causale che invece di mandare a gambe all aria, come avrebbe dovuto, la finzione dell arte, s era miracolosamente inserito in essa, conferendole lì per lì, nell illusione del pubblico, l evidenza d una prodigiosa verità, ritirò la sua commedia, e non se ne parlò più. 66 Nella vita reale non sarebbe difficile trovare un sistema per proteggere il teatro dalle invasioni del pipistrello, ma non è questo, certo, il punto sul quale dovrebbe riflettere il 61 L. Pirandello, Novelle per un anno, cit., vol. I, p Ibid. 63 Ibid. 64 Ibid. 65 Ibid., p Ibid. 18

20 lettore, perché quell animaletto ha qui un ruolo ben diverso. Involontariamente dai protagonisti, assume il ruolo di attore invisibile per il pubblico, ma essendo una specie di protagonista per la compagnia teatrale, modifica tutta la trama dello spettacolo scritto da Faustino Perres pur rimanendone un elemento estraneo, che però nella vita dei protagonisti della novella porta cambiamenti radicali e raffigura la casualità imprevedibile esattamente come accade nella realtà. Faustino Perres prende la sua decisione di ritirare la commedia perché capisce che anche se l arte è una realtà sulla quale però ogni volta interferisce un altra realtà, quella realtà imprevedibile, momentanea di tutti i giorni e anche quando si tratta della stessa opera, presentata magari dagli stessi attori e nello stesso luogo, non è mai uguale ma è mutevole, variabile e istantanea e non è possibile neanche con tutti i preparativi accuratissimi cambiare questa pluralità. Pirandello, con questa novella, ha messo in discussione il teatro tradizionale rappresentato dalla commedia di Faustino Perres o l affrontare i problemi di una nuova drammaturgia, come propone la Gàstina, volendo adattarsi al fatto dell intrusione e si vedono i problemi come il rapporto della vita verso il teatro sull esempio di come si comporterebbe una famiglia vera cioè una realmente esistita e la famiglia finta cioè teatrale nel confronto con il pipistrello. Su Livia alias la Gàstina Pirandello mostra il rapporto attore verso personaggio, ma il più evidente è il problema del rapporto finzione verso realtà. Pirandello, con l uso di queste nuove forme del teatro nel teatro, riesce ad influenzare tutta la successiva drammaturgia del Novecento: È conquista del palcoscenico come spazio nuovo e reale che radicalmente rompe con ogni finzione, verosimiglianza, assolutezza della drammaturgia tradizionale e pone le prime basi di nuove forme di strutture teatrali che saranno ripensate nei loro nodi problematici (spettacolo/spettatore, operatore teatrale/realtà, ecc.) fino ai giorni nostri S. Treré, G. Gallegati, op. cit., p

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