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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO Facoltà di Scienze Politiche Corso di Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione TESI DI LAUREA Il microcredito in Italia: l esperienza della Provincia di Torino Relatore: Prof. Filippo Barbera Candidato: Alessia Pindo Macario Matricola: Anno Accademico

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5 INDICE Introduzione... pag. 5 PRIMA PARTE Capitolo 1. Origini del microcredito e centralità nelle politiche di sviluppo locale 1. Le radici del microcredito: dai Monti di pietà alla Grameen Bank I Monti di pietà e l evoluzione nelle casse di risparmio Casse rurali, credito cooperativo, banche popolari La rivoluzione della Grameen Bank Microcredito come strumento per lo sviluppo e contro l esclusione sociale Cosa si intende per sviluppo? Le ragioni della presenza della microfinanza e del microcredito nei paesi industrializzati Esclusione sociale ed esclusione finanziaria Oltre le garanzie patrimoniali: centralità della fiducia e importanza delle relazioni nella microfinanza Oltre il limite della finanza tradizionale: reciprocità e fiducia nelle relazioni Problematiche nelle relazioni creditizie Soluzioni innovative del microcredito ai problemi dell informazione asimmetrica Capitolo 2. Attori, meccanismi e situazione del microcredito nel mondo 1. Soggetti promotori e meccanismi di microcredito Soggetti promotori di microcredito: dal modello Grameen alle banche commerciali Meccanismi: l evoluzione dal group lending all individual lending Non solo microcredito: altri servizi offerti dalle istituzioni di microfinanza Politiche di pricing, sostenibilità finanziaria e profitto L obiettivo della sostenibilità finanziaria: priorità nella microfinanza Tassi d interesse elevati ma necessari... 49

6 2.3 Fonti di finanziamento dell attività microcreditizia Panorama attuale del microcredito a livello mondiale, europeo ed italiano Microcredito nei paesi in via di sviluppo e microcredito nei paesi industrializzati a confronto Limiti del microcredito nei paesi industrializzati Il microcredito nel mondo Situazione europea: l approccio dell Unione Europea al microcredito ed esperienze in alcuni paesi europei Il microcredito nell Unione Europea: legislazione ed iniziative Esperienze di microcredito in alcuni paesi europei Panorama del microcredito in Italia SECONDA PARTE Capitolo 3. L esperienza di microcredito della Provincia di Torino attraverso il programma Fragili Orizzonti 1. Il Programma Triennale di Politiche Pubbliche di contrasto alla vulnerabilità sociale e alla povertà Da dove nasce Fragili Orizzonti : l attività di ricerca e progettazione Architettura del programma: la scelta dei territori Struttura del programma: iniziative e contenuti Il microcredito di Fragili Orizzonti frutto del partenariato tra Provincia di Torino e Banca Etica Banca Polare Etica: una realtà importante nel panorama della finanza etica in Italia Collaborazione tra Banca Etica e Provincia di Torino Aspetti tecnici del microcredito di Fragili Orizzonti La struttura dell azione di microcredito Finanziamenti della Provincia e istituzione del Fondo di Garanzia Ambito territoriale e iter creditizio Bilancio della prima fase di sperimentazione

7 2.4.1 Criticità: comunicazione, scelta del target e gestione dell iter creditizio Punti di forza emersi durante la sperimentazione: il successo della concertazione Oltre la sperimentazione: seconda fase di implementazione e prosecuzione del progetto di microcredito Il Programma dal punto di vista del cittadino beneficiario Uno sguardo ai dati complessivi Alcune riflessioni Metodologia Conclusioni Appendice

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9 Introduzione La classica definizione di microcredito consiste nel definirlo come prestito di piccola entità erogato a soggetti esclusi dal sistema bancario tradizionale. Questa definizione è sicuramente chiara ed appropriata ma forse non esaustiva rispetto a ciò che il microcredito rappresenta socialmente e rispetto agli obiettivi che attraverso questo strumento si cerca di raggiungere. Il microcredito è indissolubilmente legato ad altri concetti tra i quali fiducia, capitale sociale e sviluppo locale; esso si basa infatti sulla concessione di prestiti a fronte di garanzie non convenzionali, sulla centralità della rete sociale che sostiene il beneficiario e si inserisce nel più ampio campo delle politiche di sviluppo di un territorio. Il microcredito è innanzitutto uno strumento di microfinanza e può essere inoltre inserito nel movimento della finanza etica che propone un nuovo modo di utilizzare le risorse finanziarie distribuendole più equamente tra le persone, in modo più consapevole rispetto alle problematiche attuali; fondamento di tutto ciò è una visione che pone al centro l uomo con le sue capacità ed aspirazioni. La popolarità di questo strumento nasce negli anni Settanta grazie all iniziativa dell economista Yunus Muhammad di fondare una banca dei poveri in Bangladesh, da allora sono stati numerosissimi i tentavi di riprodurre quegli straordinari risultati in altre zone del pianeta (paesi industrializzati compresi) con risultati non sempre brillanti. Le ragioni della sua fama e popolarità sono sicuramente da ricondurre alla consapevolezza acquisita rispetto all insostenibilità dei consumi e al fatto che questo strumento si propone di porre rimedio alla situazione inaccettabile che la povertà produce. Malgrado ciò esso non rappresenta la panacea di tutti i mali poiché, nonostante la semplicità del meccanismo, risulta invece complesso da utilizzare ed applicare in quanto va progettato tenendo sempre come punto di riferimento il contesto nel quale lo si vuole inserire ed inoltre costituisce solo una parte in un disegno più ampio di politiche di sviluppo che nella sua completezza mira a produrre uno sviluppo economico e sociale di un determinato territorio. Tuttavia sono ancora molti i detrattori che, scettici rispetto alla finanza eticamente orientata, indicano quali punti 5

10 di debolezza soprattutto aspetti tecnici legati alla natura dell attività che, seppur presentata come alternativa al sistema bancario tradizionale, spesso adotta regole e principi che si rifanno inevitabilmente al sistema tradizionale. Ciononostante la grandezza e le potenzialità dello strumento microcredito sono oggi globalmente riconosciute tanto da aver portato all assegnazione nel 2006 del Nobel per la pace al padre del microcredito il professor Yunus e alla proclamazione da parte delle Nazioni Unite dell Anno Internazionale del Microcredito nel La centralità nel dibattito e una popolarità che non accenna a diminuire fanno del microcredito uno degli attori indiscussi delle politiche di sviluppo locale degli ultimi anni, politiche che mirano ad eliminare la povertà endemica nel Terzo Mondo mentre nei paesi industrializzati cercano di far fronte ad una nuova povertà frutto delle crisi economiche e dei mutamenti sociali. In Italia un contribuito fondamentale alla diffusione del microcredito è sicuramente da attribuire alla Banca Popolare Etica nata negli anni Novanta che agisce su tutto il territorio nazionale perseguendo, attraverso attività economiche, finalità sociali. Proprio un progetto in partenariato con Banca Popolare Etica promosso e finanziato dalla Provincia di Torino sarà oggetto della seconda parte di questa tesi. Nel lavoro che segue la tematica viene inizialmente inquadrata storicamente cercando di indagare quelle che sono le più remote radici del microcredito, vengono inoltre affrontati alcuni aspetti fondamentali del microcredito quali i legami fiduciari e la sua centralità nelle politiche di sviluppo. Seguono l analisi degli aspetti tecnici, dalle diverse tipologie di microcredito agli attori coinvolti fino ad arrivare agli aspetti puramente finanziari quali le politiche di pricing e la sostenibilità delle istituzioni di microcredito. Il percorso prosegue con una parte dedicata al programma della Provincia di Torino denominato Fragili Orizzonti che annovera tra le sue iniziative una relativa al microcredito; l analisi del programma prevede una parte quantitativa elaborata sulla base dei dati raccolti e dei risultati osservati in termini di ricaduta del programma e una parte qualitativa orientata ad indagare più nello 6

11 specifico gli obiettivi, l andamento e gli esiti del programma attraverso una serie di interviste rivolte a soggetti promotori e beneficiari. 7

12 Capitolo 1 Origini del microcredito e centralità nelle politiche di sviluppo locale 1. Le radici del microcredito: dai Monti di pietà alla Grameen Bank La rivoluzione della microfinanza è da ricondurre negli anni Settanta del Novecento, anni nei quali iniziarono a diffondersi nuovi strumenti per fronteggiare il problema della povertà delle zone rurali più povere del pianeta. Spesso la nascita del microcredito viene collegata alla nascita in Bangladesh della Grameen Bank, la quale ebbe sicuramente il merito di portare alla ribalta soluzioni innovative al problema della povertà, ma che rappresenta una variante moderna adattata a quella specifica realtà di principi diffusi e radicati nella cultura dei paesi occidentali già da tempo. Le origini del microcredito vanno infatti ricondotte ai rapporti creditizi che da secoli legano gli individui. «La prima tappa fondamentale nel processo storico di elaborazione della relazione di creditodebito è individuabile nella nascita del mercato e di figure specializzate nel commercio, i mercanti» 1. Con la creazione di relazioni commerciali crebbe l attenzione sull aspetto reputazionale e sulla credibilità che divennero fondamentali per valutare la bontà del contraente e che costituivano la garanzia per il creditore. Tuttavia le relazioni creditizie al di fuori della comunità dei mercanti si presentavano più rischiose in quanto creditore e debitore non risultavano legati da relazioni dirette, venivano quindi a mancare la fiducia fondata sulla credibilità e sulla reputazione; ciò portò al ricorso ad altri strumenti quali pegno e ipoteca. Entrambe gli strumenti implicano garanzie di tipo materiale e quindi pongono per la prima volta il problema dell accesso a credito. L esclusione dai rapporti creditizi spesso trascinava i soggetti nelle mani degli usurai. Contestualmente, nelle economie agricole eravamo di fronte alla figura del local moneylender, ovvero un prestatore di denaro di villaggio. Tale figura risultava piuttosto controversa in quanto dotata di un doppio potere contrattuale: spesso in 1 ANDREONI e PELLIGRA, Microfinanza, dare credito alle relazioni, Il Mulino, Bologna, 2009, pag

13 situazione di monopolio e prossimo al cliente di cui conosceva l affidabilità. La posizione privilegiata di questo soggetto faceva si che, seppur in grado di concedere crediti in assenza di garanzie patrimoniali personali, egli poteva facilmente trascinare il cliente in una sorta di schiavitù in caso di mancata restituzione. Questo meccanismo di microcredito informale diffuso nel passato non faceva altro che accentuare le disuguaglianze creando inoltre dei rapporti di dipendenza dal prestatore. Nel processo di evoluzione dei rapporti creditizi che conduce alla nascita delle banche, fondamentale è la comparsa di nuove figure specializzate, gli intermediari finanziari, i quali ricevevano denaro in prestito e lo prestavano a soggetti nei quali avevano fiducia. 1.1 I Monti di pietà e l evoluzione nelle casse di risparmio Nel nostro paese una forma di microcredito molto prossima a quella moderna si può ritrovare nei Monti di pietà. I Monti di pietà o Monti dei pegni hanno una lunghissima tradizione in Italia nella quale compaiono a partire dal 1462; il primo Monte di pietà viene fondato a Perugia su iniziativa dell ordine dei Francescani ispirati dal modello operativo del banco ebraico ma con la volontà di sostituire ad esso un istituto che operasse con fini solidaristici e senza scopo di lucro. L idea di fondo di queste «prime grandi istituzioni di economia civile» 2 era quella di erogare prestiti di piccola dimensione orientati prevalentemente al consumo, necessari a fronteggiare crisi di liquidità; l innovazione fondamentale era costituita dalla presa di coscienza che l elemosina cristiana non poteva costituire uno strumento per aiutare i meno agiati e includerli nel circuito economico. A garanzia del prestito i debitori mettevano a pegno un bene di valore che veniva loro restituito nel momento in cui ripianavano il debito. La caratteristica del bene in pegno era quella di possedere un «valore nozionale superiore a quello effettivo, ovvero un valore affettivo per il debitore assai superiore a quello di mercato» 3, tale meccanismo, sicuramente svantaggioso per il debitore, aveva il pregio di creare un incentivo per la restituzione del prestito malgrado non cautelasse la banca in caso di fallimento del debitore. La clientela dei Monti di pietà era per lo 2 BRUNI e ZAMAGNI, Economia civile. Efficienza, equità, felicità pubblica, Il Mulino, Bologna, BECCHETTI, Il microcredito, Il mulino, Bologna, 2008, pag

14 più costituita dai residenti del territorio nel quale era dislocato il Monte di pietà o dagli abitanti delle zone limitrofe; l utenza non annoverava tra le sue fila solo i più bisognosi bensì anche piccoli artigiani e contadini che, grazie al piccolo prestito, potevano superare il momento di difficoltà e portare avanti la loro attività. La meritorietà del credito veniva valutata in base alla reale necessità e soltanto per usi considerati moralmente ineccepibili; il tasso d interesse, seguendo le linee di uno dei fondatori Bernardino da Feltre, si aggirava intorno al 5%, somma utile a coprire i costi amministrativi sostenuti per l operazione. 4 A partire dalla fine del Quattrocento i Monti di pietà furono fondati in numerose città di piccole e medie dimensioni; nel XVII secolo iniziarono tuttavia a insorgere problematiche relative al rapporto tra gli obsoleti Statuti e le nuove esigenze di credito. I Monti vissero quindi una scissione in due soggetti istituzionali diversi: uno che perseguiva le finalità originarie di prestito su pegno e l altro che introduceva la pratica del prestito a interesse e di altri servizi finanziari. Questo secondo filone rappresenta le origini delle casse di risparmio. Le casse di risparmio nascono quindi come istituzioni senza fini di lucro, aspetto che le differenziava dalle altre banche; le prime casse di risparmio furono fondate all inizio dell Ottocento e già dopo pochi decenni dalla loro istituzione raccoglievano la maggior parte del risparmio disponibile. Nel 1880 in Italia operavano 183 casse di risparmio, distribuite in tutto il paese. La diffusione e la crescita delle casse di risparmio spinsero il governo a regolamentarne in modo più chiaro l istituzione ed il funzionamento; nel 1888 una legge distingueva e chiariva la definizione giuridica di Cassa di risparmio e sottoponeva le casse alla vigilanza da parte del Ministero dell'agricoltura, Industria e Commercio. Tale legge considerava quindi le casse di risparmio come istituzioni ben definite e distinte, anche per la loro funzione sociale, dalle altre aziende di credito, ad esse è infatti da attribuire lo sviluppo del settore manifatturiero e 4 Le norme che regolarono definitivamente i Monti di Pietà furono dettate da papa Leone X il 4 maggio 1515 con la bolla Inter Multiplices prodotta nel Concilio Lateranense V. Il testo affermava la legittimità dei Monti di pietà. In questo modo il papa regolarizza quest istituzione e ne loda gli scopi buoni e necessari alla società, egli inoltre si raccomanda perché i prestiti siano completamente gratuiti, anche se sancisce la liceità del modesto onere richiesto per le spese di gestione (l interesse). Il Concilio di Trento pose i Monti di Pietà tra gli Istituti Pii. 10

15 dell industria del tempo Le banche di credito cooperativo, banche popolari e casse rurali Credito cooperativo, banche popolari e casse rurali sono istituzioni creditizie che appartengono alla medesima categoria e sono contraddistinte da una forte vocazione locale e dunque generalmente orientate a soddisfare le esigenze di credito della piccola e media impresa; sono quindi istituzioni che, oltre a prestare particolare attenzione alla clientela medio piccola, perseguono anche una ricaduta locale della loro attività in termini economici e sociali. Inoltre questa categoria di istituzioni si caratterizza per la peculiare struttura proprietaria, nella fattispecie la gestione degli utili d impresa non prevede la redistribuzione ai soci sotto forma di dividendi bensì l accumulo sotto forma di riserva; tutto ciò ha «riflessi fondamentali sulla sua governance» 6 nella misura in cui il socio è interessato ai mutui benefici, ai vantaggi reciproci che può ottenere dall appartenenza alla banca e non alla remunerazione del capitale investito sotto forma di dividendi; inoltre l assenza di una finalità speculativa influenza i modelli organizzativi e l operatività di questa tipologia di istituti creditizi 7. Questi istituti di credito a favore dell economia più debole affondano le loro radici nella Germania di fine Ottocento che vede la nascita di piccole banche di villaggio basate su responsabilità solidale create da Friedrich Raiffeisen nel 1862 e di cooperative di risparmio e credito in ambiente urbano ideate da Hermann Schulze Delitzsch nel Queste cooperative di credito, le prime attive in ambiti rurali a servizio di piccoli imprenditori 5 La legge bancaria del 1936 classifica le Casse di risparmio assieme agli altri Istituti di Credito Ordinario. Di peculiare le casse di risparmio mantengono la loro personalità giuridica di enti morali di diritto pubblico e la loro operatività in ambito prevalentemente locale. Nel 1990 la Legge Amato modifica gli assetti giuridici delle casse di risparmio, imponendo lo scorporo delle casse tra azienda bancaria in forma di Società per Azioni ( Cassa di Risparmio SpA", con funzione creditizia) e Fondazione cassa di risparmio con finalità morali e benefiche; si vennero così a separare le due originarie finalità (creditizia e benefica) delle casse di risparmio. 6 BECCHETTI, Il microcredito, cit., pag Cfr. 11

16 agricoli mentre le seconde più legate a un contesto urbano e quindi a servizio di artigiani e piccoli commercianti, si diffusero rapidamente e capillarmente in tutta Europa. Le cooperative di credito sul modello di Friedrich Raiffesein erano istituzioni private locali possedute e controllate dai propri membri che accedevano principalmente a servizi finanziari di deposito e credito; tutte le decisioni relative ai rapporti creditizi e ad altri aspetti quali i tassi d interesse venivano prese in modo democratico secondo il principio una testa, un voto. La caratteristica della responsabilità illimitata di tutti i membri presente nelle cooperative del modello Raiffesein (ma non in quelle urbane di Schulze Delitzsch) si ripercuoteva significativamente sulla gestione dell istituto in termini decisionali e di partecipazione tanto da far percepire la cooperativa come un estensione della propria attività economica. Altro aspetto fondamentale era l obbligo di appartenenza alla stessa parrocchia da parte dei partecipanti, ciò risultava cruciale in quanto le relazioni interpersonali nel villaggio portavano alla creazione di legami fiduciari tra i membri i quali assumevano un grande peso in termini di controllo, monitoraggio e sanzionamento dei comportamenti tra i membri 8. In quegli anni in Italia si assiste alla nascita delle casse rurali ispirate al modello Raiffeisen sorte a partire dagli anni Ottanta dell Ottocento su iniziativa dell economista Leone Wollemborg e delle associazioni popolari di credito (banche popolari) ispirate al modello Schulze Delitzsch. Emergono dunque quali caratteristiche fondamentali di queste istituzioni innanzitutto la cooperazione tra soggetti appartenenti allo stesso contesto, secondariamente la mutualità che è da riscontrare nei legami di reciprocità e fiducia instaurati tra i membri dell istituto cooperativo ed infine il localismo inteso come sostegno e sviluppo del settore economico e sociale di un determinato territorio. 1.3 La rivoluzione della Grameen Bank 8 Il peer monitoring (monitoraggio tra pari) è una leva fondamentale contro il rischio morale che può presentarsi durante il prestito. Esso è presente nel caso di prestiti di gruppo anche se va ricordato che più aumentano le dimensioni del gruppo minore sarà il controllo reciproco tra i suoi membri. L argomento verrà trattato più ampiamente nell ultima parte di questo capitolo. 12

17 L esperienza della Grameen Bank rappresenta l esempio più conosciuto e di successo dell utilizzo del microcredito. La storia della banca dei poveri e del suo fondatore è ormai nota ma vale la pena ripercorrerne alcune tappe per comprendere come una idea di fondo semplice ed originale sia riuscita a rivelarsi vincente in un contesto di povertà come quello del Bangladesh. L obiettivo strategico della Grameen Bank è, a detta del suo stesso fondatore, l inclusione sociale del maggior numero di persone povere sacrificando per tale obiettivo i profitti me rispettando al contempo il vincolo della sostenibilità economica. La novità sta nel tentativo di perseguire l obiettivo dell inclusione sociale sostituendo ai meccanismi tradizionali, quali per esempio gli aiuti internazionali da parte di istituzioni o Stati nazionali, un azione dal basso generata ed alimentata attraverso la mobilitazione delle risorse umane e finanziarie già presenti in un determinato contesto. E stata proprio questa la motivazione che ha portato all attribuzione del premio Nobel per la pace a Yunus Muhammad e alla Grameen Bank nel 2006: «to Muhammad Yunus and Grameen Bank for their efforts to create economic and social development from below. Lasting peace can not be achieved unless large population groups find ways in which to break out of poverty. Micro-credit is one such means. Development from below also serves to advance democracy and human rights» 9. La storia della Grameen Bank inizia quando Yunus Muhammad, una volta conclusi i suoi studi in economia negli Stati Uniti, torna nel suo paese natale, il Bangladesh, e diventa direttore del dipartimento di economia dell Università di Chittagong. Da subito inizia a frequentare i poverissimi villaggi ai margini del campus universitario per farsi un idea delle condizioni di vita. Nel villaggio di Jobra Yunus conosce Sufia, una giovane madre che di lavoro produce sgabelli intrecciando il bambù. Parlando con la ragazza, Yunus viene a sapere che a causa della mancanza di contanti Sufia non può comprare la materia prima poiché solo 9 There is not just one way out of poverty. There are many. This year, however, the Norwegian Nobel Committee wants to draw attention especially to micro-credit. This instrument has produced good results in Bangladesh. Over the past few decades the country has recorded considerable economic growth. Some of that growth is certainly due to the operations of Grameen Bank and other institutions in the microcredit field. It will be important to increase the use of this instrument. Con queste parole il comitato per il premio Nobel per la pace evidenzia le potenzialità e i risultati raggiunti attraverso il microcredito e ne auspica la diffusione. 13

18 una piccolissima percentuale dei suoi guadagni rimane a lei mentre la maggior parte la deve al rivenditore che gli fornisce la materia prima. Questa storia accomunava moltissimi abitanti di questi villaggi allora Yunus decide di prestare di tasca sua alla giovane e ad altri una cifra irrisoria ma sufficiente a consentire di uscire dalla trappola della povertà e di poter svolgere la propria attività su un libero mercato. Il principio in base al quale Yunus compie questa azione è che i poveri non devono ricevere l elemosina, bensì facendo leva sulla loro dignità e senso di responsabilità, essi possono tener fede alle loro promesse ed essere finanziariamente solvibili. L incontro con queste persone ha rappresentato l inizio dell avventura della Grameen Bank, ufficialmente fondata nel 1976, che oggi annovera circa otto milioni di membri (40 milioni se si contano anche i membri delle loro famiglie) con più di mille filiali in Bangladesh che servono più di villaggi 10 e numerose filiali anche in altre parti del mondo (soprattutto Asia e America Latina). Malgrado i detrattori obiettino soprattutto riguardo all insostenibilità finanziaria dell intera operazione, la Grameen Bank non risulta in perdita poiché vi è un tasso di restituzione pari al 98% ed inoltre negli anni ha offerto ai suoi clienti anche altri servizi finanziari oltre a gestire varie attività economiche finalizzate allo sviluppo, tra cui società commerciali, telefoniche e nel settore dell'energia. L intero progetto è basato su alcune idee di forza prima fra tutti il diritto al credito poiché la sua assenza è una delle cause principali di sottosviluppo di una popolazione che, privata di questo tipo di risorsa «non può incrementare la produzione, il reddito e la capacità di risparmio» 11. Inoltre, secondo Yunus, quello dell accesso al credito è un diritto fondamentale che appartiene ad ogni uomo e gli consente di uscire dall isolamento restituendogli la libertà e la dignità di decidere della sua vita, potendo così liberare e sviluppare le sue potenzialità. Il secondo assunto riguarda la solvibilità dei poveri; ciò permette che si possa prestare loro denaro anche in un ottica commerciale. I poveri sono ovviamente sprovvisti di garanzie patrimoniali infatti la leva utilizzata è quella dei beni relazionali, primo fra tutti la fiducia. E gli altissimi tassi di restituzione confermano sicuramente questa tesi. 10 Dati Fonte: 11 DI CIACCIO, Ruolo del capitale sociale nel microcredito ai più poveri tra i poveri, per garantire un diritto fondamentale, Città Nuova, Roma, 2002, pag

19 La metodologia sviluppata dalla Grameen Bank è caratterizzata da un articolazione di tipo territoriale a rete nella quale le varie filiali operative della banca controllano aree composte da un certo numero di villaggi. La banca utilizza il prestito di gruppo con responsabilità congiunta, chiede cioè ai suoi clienti di formare un gruppo prima di presentarsi e poi presta individualmente a ciascuno ma, in caso di insolvenza di uno dei membri, gli altri saranno responsabili finanziariamente per la restituzione del suo prestito. Questo meccanismo sfrutta la conoscenza pregressa che esiste tra gli abitanti del villaggio che saranno quindi in grado di scegliere i compagni più affidabili ed inoltre accresce l autonomia e garantisce il «coinvolgimento morale di tutte le persone coinvolte» 12. Fondamentale è il ruolo delle donne le quali sono destinatarie del 98% dei prestiti. Esistono varie interpretazioni riguardo questi fatto, tuttavia risulta centrale il maggiore grado di responsabilità della donna all interno di diversi contesti culturali da attribuire al ruolo che tradizionalmente e storicamente svolge nella gestione dell economia domestica 13. Ciò che risulta centrale nel modello Grameen è il ruolo del capitale sociale. Malgrado per il concetto di capitale sociale non esista ad oggi una definizione condivisa ed univoca, possiamo comunque affermare che con questa espressione si intende far riferimento alle reti relazionali, sia formali che informali, che esistono tra gli individui; non si parla dunque di qualcosa di concreto e materiale bensì di relazioni e delle potenzialità delle relazioni in termini di sviluppo di un dato territorio. La Grameen Bank ha come interlocutori i singoli individui ma l importanza che attribuisce al capitale sociale può essere riscontrata nella volontà di analizzare i problemi locali (del villeggio) e nell utilizzare come metodo il prestito di gruppo. Lo Stesso Yunus annovera la costruzione del capitale sociale tra le caratteristiche generali della banca: «Grameencredit gives high priority on building social capital. It is promoted through formation of groups and centres» 14. Lo sviluppo e la crescita del capitale sociale 12 CIRAVEGNA e LIMONE, Otto modi di dire microcredito, Il Mulino, Bologna, 2006, pag Il ruolo delle donne verrà trattato più ampiamente nell ultima parte di questo capitolo. 14 YUNUS, What is microcredit?, 15 BECCHETTI, Il microcredito, cit., pag

20 vengono perseguiti attraverso l attenzione per alcuni aspetti quali l educazione scolastica anche ad alti livelli, norme sanitarie, stimolo alle virtù sociali; un esempio sono le 16 raccomandazioni rivolte ai clienti che danno uno spaccato fedele del «programma pedagogico di Yunus» 15 e che fanno leva appunto sull importanza dell istruzione dei figli, sulla laboriosità, sulla partecipazione alle attività sociali, ecc. Il successo di questa esperienza è senza dubbio da attribuire a numerosi fattori. Tuttavia è fondamentale che questa esperienza non venga presa come modello unico ed incontestabile poiché, malgrado il grande successo, va tenuto in considerazione che la formula adottata dalla Grameen Bank si è perfettamente adattata al peculiare contesto socio economico del Bangladesh e che, in quanto tale, non può essere semplicemente riprodotta in un altro contesto senza prima averla adattato alla nuova realtà. 2. Microcredito come strumento per lo sviluppo e contro l esclusione sociale Il microcredito è innanzitutto uno strumento che consente di far godere del diritto di accesso al credito inteso come diritto fondamentale in quanto direttamente associabile ai diritti umani fondamentali sanciti dalla Dichiarazione Universale come il diritto a fondare una famiglia, il diritto ad una proprietà privata, il diritto alla sicurezza sociale, alla salute, al benessere, il diritto all'istruzione e così via che richiedono un livello minimo di disponibilità economica. Ne consegue che anche l'accesso al credito è un Diritto Umano primario, e solo il suo effettivo esercizio consente in concreto la tutela e l'affermazione di ogni altro diritto fondamentale 16. Tuttavia è imprescindibile un risvolto sociale di questo strumento in termini di sviluppo; questo perché, garantendo l accesso al credito a milioni di persone che ne erano precedentemente sprovviste, s innesca un circolo virtuoso che consente di sviluppare le potenzialità degli individui portando benefici al territorio nel quale vivono. 16 L'art. 5 dello Statuto di Banca Etica afferma espressamente che «il credito, in tutte le sue forme, è un diritto umano». 17 SEN, Lo sviluppo e la libertà. Perché non c è crescita senza democrazia, Mondadori, Milano, 2000, pag

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