NewsLetter. mensile della Camera di Commercio Internazionale

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1 NewsLetter mensile della Camera di Commercio Internazionale Verso il World Chambers Congress di Andrea Tomat Presidente di ICC Italia Per l Italia, ospitare il 9 Congresso Mondiale delle Camere di Commercio, è un occasione impareggiabile per giocare un ruolo centrale nelle dinamiche del commercio internazionale. Il 2 marzo scorso a Torino è iniziato il conto alla rovescia dei 100 giorni dall apertura dei lavori dell edizione 2015 del World Chambers Congress (WCC) che la Camera di Commercio di Torino è riuscita a portare in Italia sopravanzando Ginevra, Liverpool e Belfast. Ogni due anni in un continente diverso, il WCC, organizzato dalla ICC World Chambers Federation (WCF), richiama delegati di Camere di Commercio provenienti da tutti i Paesi, esponenti del mondo associativo, imprese e personalità istituzionali LA VOCE DELLE IMPRESE ICC Antitrust Toolkit Un elemento prezioso a supporto di ogni azienda di livello internazionale. L Italia, quindi, nello stesso anno dell EXPO di Milano, sarà al centro dell evento più prestigioso per il mondo camerale a livello mondiale. Ospitare il 9 Congresso Mondiale delle Camere di Commercio dal 10 al 12 giugno prossimi presso il Centro Congressi del Lingotto è un occasione impareggiabile per giocare un ruolo centrale nelle dinamiche del commercio mondiale. Si tratta di un appuntamento di altissimo livello per la rilevanza delle tematiche ed il livello degli interlocutori. Il tema portante dell edizione 2015 è Chambers for global prosperity. Un tema scelto dalla Camera di Commercio di Torino per richiamare l attenzione sul ruolo che il mondo camerale può rivestire in un momento di difficoltà come quello attuale, a sostegno dell attività delle imprese, in particolare delle Piccole e Medie Imprese (PMI). Le sessioni principali saranno dedicate a temi globali quali: - il commercio mondiale nel 21 secolo dominato da una sempre maggiore globalizzazione della produzione grazie al progresso tecnologico e un sempre più facile accesso a risorse e mercati; - la mobilità globale e le migrazioni, che modificano l offerta di lavoro e di competenze sui mercati; - la sostenibilità ambientale e alimentare e le sfide che ne derivano per economie locali e governi. NOTIZIE segue a pagina 2 Prima transazione BPO in Italia con Unicredit n. 3 - Marzo 2015 COMMISSIONI ICC Anticorruzione e Responsabilità Sociale d Impresa Concluso il ciclo Laboratori 231 Calendario Commissioni ICC e ICC Italia APPUNTAMENTI ICC ITALIA Effective Management of Arbitration Lo svolgimento efficace dell arbitrato Roma, 10 aprile 2015 Seminario I CREDITI DOCUMENTARI Roma, 30 aprile 2015 SAVE THE DATE SEMINARIO PROBLEMATICHE DOGANALI Aspetti operativi e recenti indirizzi giurisprudenziali Roma, 20 maggio 2015 IN EVIDENZA ICC Italia - La voce delle imprese ICC Antitrust Toolkit: un elemento prezioso a supporto di ogni azienda Intervista a Raimondo Rinaldi - Direzione Affari Legali e Societari - Esso Italiana Srl APPROFONDIMENTI Pubblica Amministrazione - imprese Fatturazione elettronica obbligatoria dal 31 marzo 2015 NOTIZIE Prima transazione BPO in Italia con Unicredit The Business for Peace Summit Bonifica dei siti contaminati: sentenza della Corte di Giustizia Europea ICC Academy Rapporto Censis: l inefficienza della Pubblica amministrazione rallenta la ripresa Assemblea Federalberghi Sorrento, marzo 2015 Sara Armella, Diritto doganale 1 Intervista Raimondo Rinaldi Direzione Affari Legali e Societari - ESSO Italiana Srl pagina 5 L obbligazione bancaria di pagamento è uno strumento di regolamento delle transazioni commerciali internazionali, dagli esperti collocato a metà strada tra l open account e il pagamento documentario. pagina 10

2 Verso il World Chambers Congress continua da pagina 1 Numerose le sessioni parallele che toccheranno le tematiche più diverse: dalla finanza per le PMI all imprenditoria giovanile, dall importanza delle aree metropolitane alla fiducia nei governi, al ruolo del settore privato nel processo del G20. ICC curerà in particolare l interessante sessione relativa ai sistemi di risoluzione delle controversie e all arbitrato. Saranno per questo messi in particolare rilievo il ruolo e i servizi che ICC offre. Questo settore ha infatti registrato una crescita continua nel corso dell ultimo decennio ed è destinato secondo molti ad espandersi ulteriormente nei prossimi anni. Altre sessioni saranno dedicate alle attività delle Camere di Commercio relative ai Carnet ATA e ai Certificati di Origine, nonché alle opportunità offerte dagli strumenti tecnologici per un più immediato coinvolgimento della propria compagine associativa. Particolare attenzione, infine, sarà riservata proprio alle PMI che con la loro attività rappresentano il nerbo della catena del valore globale, soprattutto nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS), dove occupano circa l 80-90% della forza lavoro. Vi è grande attesa, infatti, per la partecipazione di delegazioni provenienti da numerosi PVS, grazie a un budget ad essi riservato proprio dalla CCIAA di Torino. Le occasioni di networking e un ampio programma di incontri B2B caratterizzeranno tutta la tre giorni del Congresso. Verrà predisposta un area espositiva dove Camere di Commercio e imprese potranno presentare i propri prodotti e servizi. Si tratta di un opportunità irrinunciabile per tutti i partecipanti, che potranno confrontarsi ed entrare in contatto con realtà provenienti da tutto il mondo e attivare nuove occasioni di business. Nell ambito del Congresso verrà organizzata la premiazione della World Chambers Competition, rivolta ai progetti più innovativi presentati dalle Camere di Commercio. Quattro le categorie premiate: Politiche di rappresentanze del sistema imprenditoriale, Creazione di posti di lavoro e sviluppo delle imprese, Responsabilità Sociale d Impresa, Miglior progetto non convenzionale. Al progetto hanno aderito ben 80 Camere di Commercio provenienti da 40 Paesi. L Italia, con la presentazione di 5 progetti da parte delle Camere di Commercio di Bari, Crotone, Matera, Prato e Treviso, si colloca al terzo posto per numero di candidature. Per le imprese, per il mondo camerale italiano e per ICC Italia - Comitato Nazionale ICC del Paese ospitante, che sarà presente con una propria delegazione - il Congresso Mondiale delle Camere di Commercio di Torino rappresenta un occasione irripetibile. Un importantissimo momento di networking a sostegno del tessuto produttivo nazionale e mondiale, che deve essere sfruttato appieno per sostenere crescita e sviluppo in una fase così cruciale per il rilancio dell economia mondiale. Andrea Tomat è Presidente e Amministratore Delegato Lotto Sport Italia Spa e Presidente di ICC Italia 2

3 Commissioni ICC Anticorruzione e Responsabilità Sociale delle Imprese Concluso il ciclo Laboratori 231 Il 20 marzo 2015 si è concluso il programma dei Laboratori 231, dedicati all analisi della progressiva estensione del raggio d azione della responsabilità penal-amministrativa degli enti (società, enti pubblici economici, associazioni, fondazioni, ecc.) introdotta e disciplinata dal d.lgs. n. 231 del L iniziativa, nel quadro anche della didattica di Diritto Processuale Penale del Prof. Carlo Fiorio, è nata da una sinergia tra la Commissione Anticorruzione e Responsabilità Sociale di Impresa di ICC Italia, il Dipartimento di Giurisprudenza dell Università di Perugia e Hook 231 S.r.l., spin-off del medesimo Ateneo. Al primo seminario, di carattere generale (dal titolo «Responsabilità degli enti e processo de societate»), al quale ha partecipato il dott. Mario Formisano della Procura della Repubblica di Perugia, hanno fatto seguito quattro ulteriori incontri di approfondimento nell ambito dei quali, per ognuno dei settori prescelti (alimenti, sicurezza sul lavoro, tutela dei segni distintivi e diritto sportivo), si sono confrontati imprenditori e magistrati del pubblico ministero (dott. Aldo Natalini, dott. Michele Adragna, dott. Massimo Casucci e dott. Sergio Sottani) in ordine alle possibili modalità di commissione nell interesse o a vantaggio della persona giuridica dei reati presupposto previsti dal Decreto, secondo quanto emerso dall esperienza investigativa dei singoli uffici e dalla casistica giurisprudenziale, ed alle più opportune misure di organizzazione, gestione e controllo atte a ridurre il rischio di perpetrazione delle condotte in questione. La scelta dei diversi ambiti di analisi è stata suggerita dalla considerazione della locale tradizione imprenditoriale, che raggiunge livelli di eccellenza soprattutto in campo alimentare e tessile: in tale prospettiva si collocano gli interventi del dott. Angelo Colussi Serravallo, Presidente dell omonima azienda, nel corso dell incontro del 27 febbraio, nonché del dott. Riccardo Stefanelli e dell Avv. Giuseppe Labianca, rispettivamente Responsabile Commerciale e General Counsel della Brunello Cucinelli S.p.A., alla seduta del 13 marzo. Inoltre, è stato dato ampio risalto anche alle eccellenze sportive locali: in particolare, all ultimo Laboratorio, tenutosi il 20 marzo, hanno partecipato il dott. Mauro Lucarini (Direttore Generale A.C. Perugia), il Prof. Carlo Calvieri dell Università di Perugia ed il Procuratore della Repubblica di Forlì Dott. Sergio Sottani, i quali si sono soffermati sulle peculiarità dei rapporti tra ordinamento giuridico interno e internazionale ed ordinamento sportivo, sulle criticità (anche di rilievo penale) manifestatesi nella gestione delle società di calcio e sulla valenza preventiva ascrivibile ai modelli organizzativi previsti dal Decreto n. 231, richiamati anche dalle norme federali vigenti. Il peculiare format dei Laboratori 231 è riuscito, pertanto, a stimolare, per tutti i settori di interesse, un contraddittorio costruttivo tra categorie giuridiche (responsabilità da reato) e scelte di organizzazione aziendale (modello organizzativo), laddove la presenza dei componenti dello spin-off accademico ha assicurato un efficace mediazione tra ricerca scientifica ed applicazione sul campo dei prodotti della ricerca stessa. L analisi delle più recenti inchieste giudiziarie ha, peraltro, evidenziato un dato statistico di estremo (e, per certi versi, preoccupante) rilievo: la gran parte delle imprese italiane appare restia ad adottare idonei ed efficaci modelli organizzativi 231, il che, oltre ad agevolare i fenomeni (più o meno gravi) legati alla criminalità di impresa, lascia ampio margine agli organi inquirenti per l imputazione di illeciti amministrativi potenzialmente forieri di misure cautelari interdittive e di sanzioni, anche pecuniarie, suscettibili di compromettere la presenza sul mercato e la vita della singola azienda. In definitiva, la cultura del modello organizzativo, valorizzata dal dibattito tra i protagonisti di ogni incontro e dalla esperienza dei rappresentanti dello spin-off accademico, ha consentito di rappresentare ai partecipanti le nuove frontiere della responsabilità degli enti, anche per una rinnovata etica d impresa. 3

4 Commissioni ICC APRILE 2015 Calendario Commissioni ICC e ICC Italia Trade and Investment Policy Commission Global Conference on Cyberspace (GCCS) Paris The Hague Banking Commission 27 7th ICC Roundtable on Competition Policy Singapore Sydney MAGGIO Commission on Arbitration and ADR Commissione Diritto e Pratiche del Commercio Internazionale - ICC Italia Commission on Commercial Law & Practice Paris Roma Berlin 23 Trade and Investment Commission Paris GIUGNO Commission on Marketing and Advertising Paris Appuntamenti ICC Italia SAVE THE DATE APRILE 10 APRILE 30 MAGGIO 20 ARBITRATO EFFECTIVE MANAGEMENT OF ARBITRATION LO SVOLGIMENTO EFFICACE DELL ARBITRATO Guida per i giuristi d impresa e per gli altri rappresentanti delle parti SAVE THE DATE PAGAMENTI INTERNAZIONALI I CREDITI DOCUMENTARI PROGRAMMA DOGANE PROBLEMATICHE DOGANALI Aspetti operativi e recenti indirizzi giurisprudenziali SAVE THE DATE Analizzare la funzione, le modalità operative e le regole che disciplinano la più flessibile e multiforme operazione di regolamento di una transazione internazionale che operatori e banche svolgono da ottanta anni avvalendosi delle norme di ICC. Consentire ai partecipanti le più idonee valutazioni circa la capacità dello strumento di adattarsi alle singole fattispecie contrattuali in termini di adeguatezza documentale, rispondenza finanziaria ed economicità di gestione delle operazioni. Promuovere la necessaria consapevolezza della importanza dell uso professionale dello strumento del credito documentario da parte del cliente della banca, al fine di massimizzare l efficacia, la sicurezza tecnica ed il conseguente buon fine dell operazione. 4

5 ICC Italia La voce delle imprese ICC Antitrust Toolkit: un elemento prezioso a supporto di ogni azienda Intervista a Raimondo Rinaldi - Direzione Affari Legali e Societari ESSO Italiana Srl misura per le PMI e per coloro che intendono introdurre per la prima volta un programma di compliance. Lo Starter Kit offre una visione di insieme degli otto moduli fondanti un programma di compliance e il suo consolidamento nel tempo. Ogni programma di compliance, come noto, non rappresenta un esercizio isolato e astratto ma è e deve divenire invece uno strumento per plasmare la società ad un modo di essere e di agire che richiede costanti e continui revisioni e aggiustamenti all evolversi dell organizzazione in questione, dei suoi obiettivi commerciali e industriali e dei mercati nei quali opera. Il toolkit è dunque la cassetta degli attrezzi che possiamo e dobbiamo usare per manutenere in piena efficienza e compliance l organizzazione. Esso è strutturato per elementi fondanti ed aree di intervento. Ciascun elemento fondante ed area di intervento è introdotto da un breve sommario che focalizza i punti essenziali da tenere in considerazione. Il contenuto è sviluppato in uno stile chiaro e pratico spesso con esempi a conclusione così da poter essere di immediata utilità anche per i non addetti ai lavori. Dunque una guida essenziale per chi si misura con un programma di compliance per la prima volta o con competenze o risorse più limitate e un preziosissimo punto di riferimento e benchmarking per chi ha già in essere il proprio strumento. La presentazione dell ICC Antitrust Compliance Toolkit, nella sua versione italiana, tenutasi nella sede di ICC Italia il 27 gennaio, è stata l occasione per affrontare il tema della compliance con la partecipazione degli addetti ai lavori. Il toolkit è pensato per fornire una gamma di opzioni da applicare in situazioni molto differenti tra loro, essendo destinata a tutte le imprese, dalle multinazionali alle PMI, e offrendo diverse soluzioni a seconda dei casi. Quanto sono differenti le necessità e di conseguenza i rimedi presentati dal toolkit in base alla grandezza dell impresa? È evidente, ad esempio, la differente posizione di chi dovesse cominciare ad approntare un sistema di compliance antitrust rispetto a chi dovesse invece solamente rafforzarne uno già esistente. Qual è l aiuto pratico che il toolkit può fornire nei due casi? La diversa complessità di organizzazioni relative a grandi imprese rispetto a quella delle medio-piccole può ovviamente incidere anche in modo significativo nella definizione di un sistema interno di compliance. Il toolkit riconosce tale differenza, che comprende anche la diversità degli sforzi in termini di risorse umane e finanziarie che si possono sostenere a tal fine, e sin dall inizio offre uno Starter Kit ritagliato su Il Capitolo 1 del toolkit La compliance come parte integrante della cultura e della politica aziendale fa chiaro riferimento ad una cultura di compliance antitrust e alla necessità di individuare il rischio antitrust come una delle innumerevoli criticità che le imprese sono chiamate ad affrontare. In base a ciò ritiene che esista in Italia questo tipo di cultura e di consapevolezza dei rischi? Quale è stato il ruolo dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel sensibilizzare le imprese sul tema della compliance antitrust? Per poter avere una cultura diffusa di compliance antitrust si deve prima riconoscere la concorrenza come un valore da proteggere. La comprensione e diffusione della necessità di una simile cultura e quindi la consapevolezza dei rischi connessi alla violazione delle norme poste a tutela della concorrenza sono, a mio avviso, direttamente connesse all attenzione che un Paese pone in proposito. Ciò detto, a partire dalla sua costituzione, l Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha svolto un ruolo essenziale nel portare a conoscenza delle imprese e dei consumatori tale cultura. Oggi ritengo che non vi sia impresa o consumatore che non conosca l attività dell Autorità. Ma questo ancora non vuol dire, e vorrei sbagliarmi, che vi sia un riconoscimento diffuso e >> 5

6 ICC Italia La voce delle imprese genuino, nei fatti e non nelle parole, del valore della concorrenza. Dovremmo, e per dovremmo intendo le imprese e le istituzioni, inclusa l Autorità, spenderci di più per sottolineare tutte le potenzialità che la tutela della concorrenza offre nell interesse non solo dei consumatori, ma anche di chi, con capacità ed efficienza, opera sul mercato. Al contempo non posso non evidenziare che la normativa sulla concorrenza è altamente specialistica richiedendo complesse competenze giuridiche ed economiche. A valle del Regolamento UE sulla modernizzazione le imprese si sono trovate a dover far affidamento solo sul self-assessment nell analisi della propria attività. L accesso alle competenze specialistiche richiede risorse non sempre immediatamente accessibili da tutte le imprese e comunque per la complessità della materia le valutazioni ed analisi non sono sempre univoche. Auspicherei dunque una maggiore apertura dell Autorità nazionale, come in atto da parte di altre Autorità (penso ad esempio in UK), che possa consentire un dialogo ed un confronto franco ed aperto con le imprese a beneficio di una maggiore comprensione e diffusione della concorrenza come valore e cultura da riconoscere e diffondere. A detta di molti esperti e ci sembra un opinione condivisibile - è fondamentale per la riuscita di un programma di compliance antitrust la partecipazione attiva da parte di tutte le componenti aziendali a partire dal top management. Secondo la sua esperienza, quale pensa possa essere la reazione del top management italiano al compito di guidare le altre funzioni aziendali nell applicazione e nel mantenimento di un corretto sistema di compliance? La corretta gestione aziendale è il principale dovere di un amministratore. E l azienda si gestisce correttamente organizzandola in modo adeguato. Nell ambito della corretta gestione aziendale rientra la predisposizione degli strumenti e dei processi necessari per il rispetto della legge e quindi anche della normativa antitrust. La creazione, l applicazione, il mantenimento e miglioramento di un corretto programma di compliance antitrust non è dunque null altro che un tassello nell ambito più ampio della cultura del controllo e prevenzione dei rischi che in Italia ha avuto il suo momento di particolare attenzione con l introduzione dei modelli organizzativi previsti dalla legge 231/2001. Venendo dunque alla domanda, il top management non dovrebbe essere reattivo dinanzi ad un programma di compliance e al ruolo essenziale che questo gli attribuisce. Del resto è di immediata comprensione come solo l esempio del vertice e il suo chiaro ed inequivocabile impegno possa fornire a tutta l organizzazione, attraverso i vari livelli, il giusto stimolo per attuare un programma che richiede tempo e dedizione costanti. Se tale impegno non viene percepito dall intera azienda e da ciascuno dei suoi dipendenti, collaboratori, partners (come agenti, rivenditori, clienti, appaltatori, consulenti) il programma potrebbe risolversi solo in un esercizio inutile e oneroso. Il capitolo 10, Incentivi per l adozione della compliance, si concentra sulla tematica degli incentivi che le aziende sono disposte ad offrire per motivare i dipendenti nell adozione di programmi di compliance antitrust. La questione presenta molte criticità ed è oggetto di discussione sul fatto se sia preferibile incentivare i dipendenti che si impegnino particolarmente nell applicazione dei sistemi di compliance o invece al contrario sanzionare coloro che non si dimostrino sensibili alla problematica. Qual è la sua visione in merito e quali sono gli incentivi, sia positivi che negativi, che ritiene possa essere più utili per rafforzare la compliance antitrust? Sinceramente ritengo che il rispetto della legge e delle direttive date dal datore di lavoro sia dovere di ciascun dipendente. Si tratta dunque principalmente di assicurarsi che il top management dia direttive chiare e comprensibili da tutti i dipendenti ai quali sono indirizzate; che il dipendente abbia la possibilità, in caso di dubbio, di confrontarsi con il proprio supervisore o con chi abbia la competenza per poter fornire una risposta al dubbio (nel caso in questione es. la Direzione Legale) perché in tale area non esistono domande o dubbi irrilevanti; che ai dipendenti siano forniti training antitrust ritagliati in funzione delle problematiche relative all area di attività in cui operano. Non ritengo dunque si debba premiare chi rispetta le regola, ma piuttosto ritengo si debba sanzionare chi se ne discosta consapevolmente. Ciò ovviamente non esclude che si possano avere anche eventi o specifici programmi volti ad enfatizzare la cultura della compliance e dunque a premiare chi dimostra una particolare attenzione in tal senso. Ma rispettare le regole resta il caso base e dunque, a mio avviso, in tali circostanze andrebbe premiato piuttosto il contributo eccezionale. Come si evince anche dal secondo capitolo del toolkit Organizzazione e risorse per la compliance, approntare un programma di compliance richiede un attenta pianificazione e un importante dispendio di risorse, sia economiche sia umane. Quale può essere il vantaggio in termini di risparmio delle risorse, di qualsiasi tipo esse siano, che può avere chi appresti un sistema di compliance ben strutturato? In ogni campo prevenire è meglio che curare. Se consideriamo le conseguenze di una violazione antitrust (dalla nullità degli accordi posti in essere- es. accordi di distribuzione o anche joint ventures e dalle sanzioni pecuniarie alle misure cautelative; ai rimedi comportamentali e strutturali; al risarcimento dei danni causati; all impatto reputazionale) e l onere in termini di risorse umane ed economiche che la gestione di una contestazione di infrazione comporta, ogni eventuale costo che la creazione ed il mantenimento di un programma di compliance antitrust comporti dovrebbe risultare chiaramente il minore peso da sopportare. Ma, al di là anche >> 6

7 ICC Italia La voce delle imprese di ogni considerazione etica, valutare la convenienza di un programma di compliance solo in tale ottica sarebbe limitativo. A mio avviso, la potenzialità e la forza di ogni programma di compliance sta invece nel costringerci a sezionare le varie aree di attività; ad individuare i singoli componenti di un processo; a valutare i possibili rischi antitrust che potrebbe comportare e quindi a considerare modalità alternative di gestire situazioni ed obiettivi. In questo costante esercizio, il programma di compliance ci porta ad esaminare il nostro modo di operare con occhi nuovi e spirito critico. E spesso al di là dell ambito antitrust e delle necessità che questo può comportare, si comprendono e si aprono nuovi modi di operare che rendono le attività e le operazioni più efficienti e competitive. Un aspetto molto rilevante che merita approfondimento è il whistleblowing, ossia il sistema di segnalazioni di violazioni antitrust. La questione sembra essere molto delicata a causa della visione negativa che accompagna questo tipo di pratica. Alla luce di ciò, come è percepito all interno dell azienda il sistema di whistleblowing? Qual è l efficacia di questo sistema nel prevenire sanzioni? Inoltre nel toolkit è fatto presente un problema che può nascere laddove le Autorità antitrust offrano ricompense ed incentivi ai whistleblowers, a fronte delle aziende che invece non prevedano alcun tipo di incentivi positivi, pur avendo approntato un sistema di compliance. Non ritiene che questa pratica possa essere controproducente o addirittura recare danno alle imprese, che rischierebbero di essere tradite dai propri dipendenti? Qual è la posizione dell Autorità italiana a riguardo? L introduzione e l attuazione di un sistema di reporting anonimo e confidenziale di possibili violazioni antitrust sono fasi senz altro delicate ma essenziali per rendere efficace ed efficiente un programma di compliance. Simili sistemi non sono tipici solo dei programmi volti al rispetto delle norme a tutela della concorrenza ma rappresentano elementi cardine di ogni sistema di controllo e prevenzione (si pensi ad esempio ai sistemi di compliance anticorruzione). Il vertice dell azienda svolge un ruolo importante per evitare che il whistleblowing appaia al pari di una delazione e per presentarlo invece come un contributo indispensabile che ciascun dipendente puo offrire all azienda affinché la cultura del rispetto delle norme si radichi e diventi un cardine della filosofia aziendale. Riportando la possibile violazione non si tradisce o denuncia il collega ma piuttosto si aiuta l organizzazione a reagire tempestivamente ad un possibile rischio e ad attuare le necessarie contromisure al fine di mitigarlo o eliminarlo. Direi quindi che è un necessario componente del sistema di anticorpi che un organizzazione mi verrebbe da dire un corpo - per essere in salute deve avere per far fronte alle possibili infezioni. Ovviamente un sistema di whistleblowing è tanto più efficace quanto più la cultura del rispetto della legge sia parte integrante dei principi della azienda e dunque quanto più il vertice aziendale abbia dimostrato con costanza e chiarezza un pieno ed incondizionato impegno a diffonderlo ed applicarlo all interno dell organizzazione. Quanto all efficacia nel prevenire sanzioni, avere la possibilità di essere portati a conoscenza, dall interno, di possibili situazioni di disallineamento rispetto alla normativa consente senz altro di reagire con maggiore tempestività, consapevolezza e approfondimento utilizzando, a seconda dei casi, tutti gli strumenti a disposizione ivi incluso il ricorso al programma di clemenza. In merito infine all ipotesi che si possa giungere ad eventuali incentivi anche monetari offerti dalle Autorità per denunciare violazioni della normativa antitrust, ritengo che sia necessario ponderare con molta attenzione e giungere ad un eventuale disciplina in tal campo solo dopo un ampio dibattito e confronto tra tutte le parti in causa. Va innanzitutto evidenziato che nelle giurisdizioni in cui tale incentivo è stato considerato la violazione della norma antitrust è spesso accompagnata anche da sanzioni penali. E ciò trasferisce necessariamente su un diverso piano le relative valutazioni. Ciò detto, bisognerebbe considerare se l incentivo è diretto a qualsiasi persona informata dei fatti incluso i dipendenti dell azienda interessata. In tale ultimo caso credo che l evidente interesse alla tutela della concorrenza debba infatti essere perseguito senza alterare i normali cardini e rapporti su cui si poggia un organizzazione aziendale. Prima di introdurre simili incentivi si imporrebbe dunque a monte una seria ed approfondita valutazione del loro impatto sul rapporto fiduciario tra dipendente e datore di lavoro e sull obbligo di confidenzialità delle informazioni ricevute in funzione del rapporto di lavoro. Anzi a mio avviso, proprio la presenza di un programma di compliance aziendale, se adeguatamente strutturato ed attuato, dovrebbe comportare un obbligo per il dipendente di riportare prima al proprio interno la violazione. Non mi risulta una posizione ufficiale dell Autorità nazionale in merito, ma auspico che ogni eventuale iniziativa al riguardo sia preceduta da un ampia, franca ed approfondita consultazione di tutte le parti in causa. Altro tema fondamentale in riferimento alla compliance antitrust è quello che troviamo al capitolo 8 del toolkit, ossia Due diligence antitrust, necessaria per effettuare verifiche sull efficacia dei sistemi di compliance. Quali sono le pratiche di due diligence più comuni in materia di antitrust? Il Toolkit riassume efficacemente le pratiche di due diligence più comuni nell ambito antitrust. Queste vanno, ad esempio, dalla verifica della consapevolezza della normativa, dei principi e delle aspettative dell azienda al momento dell assunzione di nuovi dipendenti; alle verifiche al momento di decidere se entrare a far parte di una determinata associazione di categoria e nella partecipazione alla vita associativa stessa; alle verifiche da effettuare nell acquisizione di partecipazioni societarie o nella costituzione di jvc. >> 7

8 ICC Italia La voce delle imprese Questa è un area ancora non chiara. Si afferma che il programma deve essere adeguato, efficace, efficiente ma non si forniscono criteri di valutazione in merito. Con l evidente rischio che l Autorità giunga alla semplice equazione violazione occorsa uguale programma inadeguato. Equazione che non terrebbe in debito conto che qualsiasi programma può tendere a prevenire il rischio di una violazione ma non può impedirla. E che dunque ciò che effettivamente conta è valutare ex ante l atteggiamento del vertice aziendale e dell azienda; gli strumenti messi in piedi; il costante e continuo adeguarsi del programma all evolversi dell organizzazione e del mercato. Dovere dell interprete, allora, è definire una cornice per incentivare l impresa socialmente responsabile ad adottare un programma di compliance con la convinzione che questo rappresenti un opportunità di miglioramento per i propri processi di business e non già un onere organizzativo e finanziario. A tal fine il Toolkit è un elemento prezioso a supporto di ogni azienda. Nella stessa comunicazione è stata messa in evidenza la volontà dell Autorità antitrust italiana di venire incontro al mondo delle imprese. Attraverso quali strade ritiene che si possa raggiungere l auspicabile obiettivo di una cooperazione efficace tra l Autorità e le aziende? Nonostante la presenza di un programma di compliance, possono verificarsi comunque violazioni della normativa sulla concorrenza. La comunicazione del 22 ottobre 2014, sui criteri di quantificazione delle sanzioni pecuniarie da parte dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, faceva riferimento alla possibilità di considerare come circostanza attenuante l adozione di sistemi di compliance antitrust coerenti con le best practices nazionali ed europee. In questi casi quali sono gli elementi discriminanti che permettono all Autorità di individuare chi ha messo in atto un sistema efficiente, e dunque potrà godere della circostanza attenuante, e chi invece abbia adottato una compliance antitrust non funzionale e, dunque, non otterrà alcuna attenuazione nella sanzione? Aprirsi e confrontarsi per collaborare nella diffusione della cultura della concorrenza. Sono sinceramente convinto che un mercato pienamente concorrenziale non sia solo obiettivo dell Autorità ma anche interesse delle aziende. Al contempo credo si debba superare la possibile diffidenza che l Autorità possa avere verso il mondo delle imprese e viceversa. Vorremmo che l Autorità aprisse una porta per incontrare le imprese e confrontarsi, in modo costante e strutturato. Ciò consentirebbe alle aziende di avere una maggiore certezza nell interpretazione della norma elemento essenziale per consentire qualsiasi attività, investimento, innovazione e all Autorità di avere un quadro più completo delle dinamiche di mercato. Si potrebbe così giungere anche all emanazione di best practices e guidelines dell Autorità, o quantomeno con essa condivise, che possano fungere da punto di riferimento per le imprese. In proposito, ad esempio, sarebbe utile ed auspicabile partire proprio da come sviluppare e gestire programmi di compliance. Raimondo Rinaldi - Direzione Affari Legali e Societari ESSO Italiana Srl 8

9 Approfondimenti Pubblica Amministrazione - imprese Fatturazione elettronica obbligatoria dal 31 marzo 2015 E previsto a partire dal 31 marzo 2015 l avvio dell obbligo di fatturazione digitale in tutti i rapporti commerciali con la Pubblica Amministrazione (PA), obbligo che potrebbe dare una spinta all efficienza e alla trasparenza della macchina burocratica italiana. Istituita con la L. 24 dicembre 2007 n. 244 (Legge Finanziaria 2008), di fatto la fattura in formato elettronico era già obbligatoria dal 6 giugno 2014 per la cessione di beni e la prestazione di servizi effettuate verso ministeri, agenzie fiscali ed enti di assistenza e previdenza sociale, ma dal 31 marzo diviene obbligatoria anche nei confronti di tutti gli altri enti pubblici, compresi enti territoriali e aziende sanitarie (individuati nella Circolare interpretativa n. 1/DF del 9 marzo 2015), che non potranno più accettare e quindi procedere al pagamento di fatture in forma cartacea. Secondo dati diffusi dal Politecnico di Milano, sono gli enti pubblici coinvolti da questa innovazione, pari a circa uffici tra amministrazioni centrali e locali, nonché 2 milioni di imprese, pari a circa il 40% dei 5 milioni di imprese che compongono il tessuto industriale italiano tra Grandi (4.300 attive), PMI ( attive), Micro-imprese (1,5 milioni attive) ed Imprese individuali (3,2 milioni attive), per un totale complessivo di 60 milioni di fatture verso la PA emesse ogni anno e per un volume di affari di oltre 135 miliardi di euro. L obiettivo principale è la centralizzazione del controllo del debito della pubblica amministrazione nell ottica della Spending Review, la tracciabilità dei pagamenti dando contemporaneamente un fattivo contributo alla lotta all evasione, nonché un risparmio sulla spesa pubblica complessiva (ad esempio contribuendo a ridurre gli interessi di mora) che si calcola possa essere intorno al miliardo e 600 milioni di euro all anno. Non mancano anche i vantaggi per imprese e professionisti in termini di riduzione dei tempi per il pagamento dei propri crediti verso la pubblica amministrazione, aggiornamento in tempo reale del quadro relativo a tali crediti senza più bisogno di richiedere la certificazione necessaria per ottenere dalle banche fidi e prestiti, nonché risparmio marginale ma immediato, calcolato tra i 4 e i 15 euro per ogni fattura elettronica emessa al posto di quella cartacea. Per le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, vi è però il timore di un appesantimento, almeno iniziale, in termini di costi legati proprio alle modalità di emissione e conservazione a norma: esse devono, infatti, dotarsi di un software gestionale per produrre il documento nell unico formato d ora in poi accettato FatturaPa ed essere in grado di rispettare l obbligo di conservazione per 10 anni. In alternativa, dovranno ricorrere a un intermediario - commercialista, banca, ufficio postale o altro - che offra tali servizi. Ma come funziona concretamente il nuovo sistema? Come si emette una fattura PA e quali dati deve contenere? A chi va inviata? Come deve essere conservata? Proviamo a dare qualche indicazione, rinviando per ulteriori specifiche e per il download dei modelli al sito I fornitori emettono, direttamente o attraverso intermediari, la FatturaPA che deve essere emessa con le seguenti caratteristiche: essere un file XML secondo il formato della FatturaPA, essere firmato digitalmente con firma digitale qualificata di chi emette la fattura a garanzia dell autenticità del mittente e dell integrità del contenuto, indicare il Codice identificativo univoco dell ufficio destinatario della fattura, riportato nell Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). La FatturaPA deve contenere le informazioni obbligatorie ai fini fiscali secondo la normativa vigente, nonché eventuali altre informazioni, ad integrazione di quelle obbligatorie, utili per la dematerializzazione del processo o per esigenze informative relative a particolari tipologie di beni e servizi oppure all emittente, concordate tra l operatore economico e l Amministrazione o di utilità per il colloquio tra le parti. Per dotarsi di una firma certificata qualificata è necessario rivolgersi a uno dei certificatori presenti nell elenco dei certificatori autorizzati pubblicato sul sito dell Agenzia per l Italia Digitale. La FatturaPA non va spedita direttamente alla Pubblica Amministrazione di interesse, ma ad un sistema centralizzato gestito dall Agenzia delle Entrate e dalla Ragioneria dello Stato, il c.d. Sistema di Interscambio (SdI), che per legge diviene il punto di passaggio obbligato per tutte le fatture emesse verso la Pubblica Amministrazione e ha il compito di verificare che il formato del documento ricevuto sia corretto e che i dati inseriti siano completi. Dopo tali controlli, il Sistema di Interscambio provvede a inviarla alla Pubblica Amministrazione destinataria che può quindi, dopo le opportune verifiche, procedere al pagamento del proprio fornitore. Dopo l invio, è possibile monitorare la propria FatturaPA attraverso l applicazione Monitorare la FatturaPA. Infine, una volta inviata la fattura, per conservarla, l operatore e la pubblica amministrazione non dovranno stamparla ma dovranno salvare il documento informatico e conservarlo per dieci anni, come previsto dalla legge, ossia secondo la cosiddetta conservazione sostitutiva. Per venire incontro alle piccole e piccolissime imprese che emettono poche fatture l anno (fino a 24) nei confronti della 9

10 Approfondimenti Notizie Pubblica Amministrazione, Unioncamere - attraverso il servizio https://fattura-pa.infocamere.it - mette a loro disposizione un sistema di compilazione e conservazione on line e gratuito delle fatture elettroniche. Gli altri soggetti obbligati, di maggiori dimensioni ma privi di sistemi interni di archiviazione a norma, si potranno rivolgere a intermediari, banche, commercialisti, uffici postali e aziende di storage che offrono il servizio a pagamento. Per lo switch-off definitivo è comunque previsto un periodo di transizione della durata di 3 mesi, quindi fino a fine giugno, necessario per smaltire i pagamenti delle ultime fatture cartacee già emesse, dopodiché non potranno essere presentate che fatture digitali. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Marianna Madia, in una recente dichiarazione, ha sottolineato come senza una digitalizzazione efficace, la riforma della Pubblica Amministrazione sarà un fallimento. Le tecnologie dell innovazione digitale devono essere considerate un opportunità per crescere e recuperare competitività come Paese, guadagnando posizioni nella graduatoria europea e mondiale dell efficienza della Pubblica Amministrazione, nella quale non abbiamo mai eccelso a causa dell eccessiva lentezza e burocratizzazione che tanto pesano sulla nostra economia. Le imprese sono, dunque, chiamate ad uno sforzo di documentazione e ammodernamento dei propri sistemi che certo le impegnerà sotto vari profili nei prossimi mesi, ma il fine ultimo è un rapporto più efficiente tra Pubblica Amministrazione e operatori economici e un più efficace controllo della spesa pubblica e raggiungerlo sarà una conquista per tutto il Paese. e di attenuare, a beneficio le, grazie ad un offerta di, dalle fasi precedenti a la gestione del rischio mento menti flessibili (opzioni) tena di fornitura izione in assoluto delle, un set di regole standard hain finance che regolano io internazionale. e Bancaria della Camera te di comunicazione di ti i settori interessati. Le a Commissione Bancaria bito del commercio e che me. Norme Uniformi per le Obbligazioni Bancarie di Pagamento Edizione bilingue URBPO 750 IE Italia International Chamber of Commerce L Organizzazione mondiale delle imprese Prima transazione BPO in Italia con Unicredit Norme Uniformi per le Obbligazioni Bancarie di Pagamento Italia International Chamber of Commerce L Organizzazione mondiale delle imprese Edizione bilingue Inglese - Italiano Versione 1.0 Lo scorso 27 febbraio Unicredit ha reso noto di aver portato a termine con successo la prima operazione BPO (Bank Payment Obligation) mai effettuata in Italia, per il pagamento di una transazione commerciale secondo le Norme Uniformi ICC per le Obbligazioni Bancarie di Pagamento. L operazione, avvenuta nell ambito della rete internazionale di Unicredit, riguarda una transazione commerciale conclusa tra SPIG S.P.A, primario produttore di sistemi industriali di raffreddamento basato The Business for Peace Summit Oslo, 5-6 maggio 2015 I prossimi 5 e 6 maggio a Oslo, in Norvegia - la patria del Premio Nobel - si svolgerà il Business for Peace Summit. Organizzato da ICC con City of Oslo, The Global Compact e UNDP -United Nations Development Programme, il Summit vedrà riuniti leader d impresa che si confronteranno sul ruolo che il settore privato riveste nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e celebrerà il Business for Peace Honourees ad Arona, in provincia di Novara, e un suo fornitore tedesco, cliente di UniCredit Bank AG. Già prima di tale operazione, UniCredit, con la sua controllata tedesca, aveva perfezionato un Obbligazione Bancaria di Pagamento tra Germania e Giappone. Ora si dice pronta a estendere il servizio anche ad altre imprese italiane attive nell import/export L obbligazione bancaria di pagamento è uno strumento di regolamento delle transazioni commerciali internazionali, dagli esperti collocato a metà strada tra l open account e il pagamento documentario. Le Norme che regolano tale operazione, le URBPO, sono state sviluppate dalla ICC in collaborazione con SWIFT e approvate nell aprile 2013 nel corso della Commissione Bancaria ICC svoltasi a Lisbona, da ICC Italia successivamente tradotte in italiano. Si tratta di un set di norme specificatamente rivolte al settore della supply chain finance per il finanziamento di crediti autorizzati o servizi di pagamento anticipato, offrendo una soluzione innovativa attraverso il passaggio da un sistema basato sulla documentazione cartacea ad un sistema basato su trasmissione elettroniche dei dati. La Bank Payment Obligation è un impegno irrevocabile e autonomo assunto da una banca, generalmente quella di riferimento di un importatore, a pagare a vista o a scadenza un determinato importo alla banca dell esportatore a seguito del positivo riscontro, a livello informatico, di una conformità nella serie di dati precedentemente stabiliti fra le parti. Claudio Camozzo, Global Transaction Banking Co-Head in UniCredit e membro del Consiglio Direttivo di ICC Italia e del board di SWIFT ha affermato: Con la BPO siamo in grado di offrire alle nostre imprese clienti una soluzione che combina l elaborazione automatizzata dei flussi con una accorta gestione dei costi, la tempestività dei pagamenti e le opzioni finanziarie per il venditore. Lanciato per la prima volta nel 2009, tale onoreficenza viene concessa a leader d impresa che si siano contraddistinti raggiungendo il successo in maniera eticamente responsablile. Il prestigioso Comitato per il Business for Peace Award è composto da vincitori del Premio Nobel tra cui Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la pace nel Maggiori informazioni al link 10

11 Notizie Bonifica dei siti contaminati: sentenza della Corte di Giustizia Europea La Corte di Giustizia dell Unione europea, con la sentenza n.140 del 4 marzo 2015, nell ambito della causa C-534/13, ha statuito che la normativa prevista dal D.lgs. 152/06 (T.U. ambiente) non confligge con quanto previsto dalla direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di responsabilità ambientale. La sentenza della Corte di Giustizia Europea giunge a seguito della domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato italiano, in merito ad una controversia che vede impegnati, davanti ai giudici amministrativi nazionali, il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero della Salute e l Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) da una parte e dall altra tre società di diritto privato (Tws Automation, Ivan e Fipa Group) che hanno acquistato alcuni terreni nella provincia di Massa nella prima metà degli anni L area che comprende questi terreni è stata sede di un sito industriale della Montedison tra gli anni 60 e gli anni 80 e nonostante alcuni tentativi di bonifica nel corso degli anni 90 rimane un sito fortemente contaminato da una serie di sostanze chimiche. A tal ragione il Ministero dell ambiente ha ordinato alle tre aziende acquirenti di realizzare una barriera idraulica come misura di sicurezza d emergenza, pur consapevole della loro estraneità rispetto alle cause dell inquinamento del territorio. A seguito di un primo ricorso delle tre società interessate presentato al Tar della Toscana il quale ha annullato i provvedimenti ministeriali, è intervenuto il Consiglio di Stato, adito in appello, che ha però riscontrato un possibile conflitto tra la normativa italiana prevista dal T.U. sull ambiente e il principio chi inquina paga previsto dall art.191 paragrafo 2 del TFUE su cui si fonda la direttiva 2004/35/CE, in maniera particolare rispetto a quanto disposto dagli artt. 240, 242, 244, 245, 250 e 253 del D.Lgs. 152/06 che vietano di imporre misure di sicurezza e di bonifica al proprietario non responsabile della contaminazione. Con la pronuncia del 4 marzo la Corte di Giustizia Europea ha sentenziato la conformità della normativa italiana a quella europea evidenziando come il principio chi inquina paga si rivolga solamente all azione dell Unione europea, escludendo la possibilità che ad invocarlo siano privati o autorità amministrative. I giudici comunitari hanno poi voluto chiarire che il suddetto principio trova applicazione nei casi in cui si attua la direttiva 2004/35/CE in merito alla prevenzione e riparazione del danno ambientale nei confronti di quei soggetti, operatori, proprietari o gestori del sito contaminato, che abbiano provocato il danno o la minaccia imminente di questo a seguito di determinate attività previste dall allegato III della direttiva, oppure a seguito di attività ulteriori in caso di colpa o dolo. La responsabilità è però esclusa se si riesce a provare che il danno sia imputabile a terzi, o che si sia verificato nonostante la predisposizione di adeguate misure di sicurezza oppure a seguito di ordini della pubblica amministrazione. In conclusione la sentenza comunitaria ha inteso sottolineare come, in assenza di un nesso causale tra l attività dei soggetti a cui la direttiva è destinata e il danno verificatosi, ad essere applicata sarà la normativa nazionale, che dunque nel caso di specie è il T.U. ambiente, il quale esclude la possibilità per le autorità amministrative di ordinare ai nuovi proprietari non responsabili dell inquinamento di realizzare una barriera idraulica come misura di sicurezza, prevedendo il solo rimborso delle spese degli interventi adottati dall autorità competente nei limiti del valore di mercato che il terreno ha acquisito a seguito dei suddetti interventi di messa in sicurezza. 11

12 Notizie ICC Academy Nel corso del World Council che il 18 marzo ha riunito a Singapore la chairmaship e i delegati dei Comitati Nazionali ICC, è stata lanciata la ICC Academy, un innovativo strumento per la formazione professionale. La Academy, infatti, nasce da un idea della ICC, leader nella redazione di norme e prassi per il commercio internazionale, che, in partnership con la International Enterprise (IE) Singapore, agenzia governativa di promozione del commercio internazionale, intende offrire un ampia gamma di percorsi formativi tenuti da esperti di alto livello sulle materie oggetto della regolamentazione ICC. I corsi - che prevedono una certificazione finale - saranno dedicati inizialmente alle materie relative al trade finance, quindi tutte le operazioni di regolamento e di finanziamento delle transazioni internazionali, con l intento di estenderli successivamente alle altre aree che costituiscono l expertise indiscussa di ICC. La ICC Academy offre anche attività di networking finalizzata allo sviluppo delle competenze professionali. Se la scelta di Singapore quale sede è stata dettata dal riconoscimento di questo Paese quale hub internazionale degli scambi, grazie alla sua localizzazione strategica e alla presenza di una grande comunità a forte vocazione internazionale, sorretta da sistema consolidato di infrastrutture per il commercio, il ricorso alla piattaforma digitale consente di avere una portata globale, raggiungendo un maggior numero di destinatari anche nelle regioni più lontane, a costi accessibili senza pregiudicare la qualità della formazione. In linea con la mission ICC di promuovere e facilitare gli scambi e gli investimenti internazionali, con la Academy ICC si pone all avanguardia nel campo della formazione professionale con uno strumento che abbina innovazione e professionalità. Rapporto Censis: l inefficienza della Pubblica amministrazione rallenta la ripresa Tra i risultati emersi dalla ricerca La composizione sociale dopo la crisi condotta dal Censis e presentata a Roma lo scorso 19 marzo, un dato allarmante, ma certo non inaspettato, riguarda proprio la PA che, a causa di malfunzionamenti e corruzione, costa caro al Paese in termini di sviluppo e ripresa economica. Per il 50,5% degli italiani, infatti, con una percentuale che sale al 59% nel Sud, la PA funziona male. Per farla funzionare meglio il 45,3% degli italiani chiede una dirigenza più giovane e dinamica, il pugno di ferro il pugno di ferro contro i corrotti e regole più severe contro i fannulloni al pari che nel settore privato, ma oltre 4 milioni di persone hanno ammesso di essere ricorsi a raccomandazioni per facilitare la pratica burocratica in corso e oltre 800mila persone hanno fatto un regalo a dirigenti pubblici per avere in cambio un favore. Una sfiducia verso la Pubblica Amministrazione, dunque, che andrebbe risolta con un cambio generazionale e meritocratico, unito a regole più severe che la il sistema politico dovrebbe al più presto prevedere nell ambito delle riforme strutturali del Paese. La nota positiva che fortunatamente emerge dalla ricerca riguarda le imprese che, nel 2014, sono cresciute di unità, di cui quasi la metà nel centro Italia, in particolare a Roma. Dei 5, 2 milioni di imprese registrate in Italia, poi, sono oltre un milione - aumentate del 105% tra il 2000 e il le società di capitali attive, robuste e strutturate, in grado di attirare risorse e trainare la ripresa. Vi sono poi imprese esportatrici o soggetti economici che operano con l estero, cresciuti di 7200 unità nel periodo , per un fatturato di 380 miliardi di euro. Crollo del prezzo del petrolio, cambio favorevole dell euro sul dollaro, basse locazioni degli immobili e nuove tecnologie sono tra i fattori che hanno maggiormente contribuito a questo risultato. Crescono anche, d unità, le start up innovative nei settori commercio online, servizi mobile e app. Ancora un dato negativo, però, riguarda il sociale con perdita di posti di lavoro ( ), aumento del precariato - che rappresenta il 60% del totale degli assunti nel e dei soggetti a rischio povertà, aumentati di oltre 2 milioni negli ultimi 6 anni di crisi, raggiungendo il 28,4% in Italia rispetto a una media europea del 24,5%. I dati sull occupazione diffusi recentemente dal Governo Renzi relativi ai primi due mesi del 2015, tuttavia, vogliono essere incoraggianti riportando una crescita del 38,4% di contratti a tempo determinato rispetto allo stesso periodo del

13 Assemblea Federalberghi Sorrento, marzo 2015 Si è svolta il 20 e 21 marzo l Assemblea annuale di Federalberghi, che ha riunito i direttori e i segretari delle organizzazioni aderenti alla federazione. Il programma, in una cornice splendida quale quella di Sorrento, oltre ad un Seminario in materia di Social Media Marketing, ha previsto l approfondimento di alcune tematiche di forte interesse per il settore alberghiero, tra cui: credito di imposta per la riqualificazione degli alberghi e per la digitalizzazione degli esercizi ricettivi, dinamiche e posizionamento della destinazione Italia, portal system federalberghi.it, jobs act, Diritto doganale Manuale a cura di Sara Armella In uno scenario mondiale sem- SARA ARMELLA prevenzione incendi, antitrust e distribuzione online, obbligo di informazioni sugli alimenti ai consumatori con particolare riguardo agli allergeni, contrasto all abusivismo. All Assemblea di Federalberghi, socia di ICC Italia, ha partecipato, su invito del Direttore Generale Dott. Alessandro Nucara, anche il Segretario Generale di ICC Italia, Prof. Avv. Maria Beatrice Deli, che ha illustrato ai presenti l ICC delineandone l attività a livello globale e nazionale. pre più globalizzato e aperto agli scambi commerciali, in cui si Diritto intersecano doganale norme e sistemi Prefazione Cesare Glendi giuridici In uno scenario diversi, mondiale sempre il diritto doganale commerciali, diventa il volume sempre fornisce più com- più globalizzato e aperto agli scambi uno strumento completo e di agevole plesso consultazione e per richiede conoscere, pianificare agli operatori maggiore e semplificare le operazioni specializzazione e di import/export una conoscenza approfondita Con novità e integrazioni online dei principi fondamentali della p ,00 materia. Il Manuale, curato dall Avv. Sara Armella, fornisce uno strumento completo e di agevole consultazione per conoscere, pianificare e semplificare le operazioni di import/export. Dal corpus del diritto doganale internazionale, comunitario e nazionale che incide sulla materia, agli istituti classici della dottrina tributaria nazionale, dagli adempimenti necessari ai vari regimi doganali, dalle problematiche relative alla classificazione, all origine e al valore doganale delle merci agli strumenti a tutela dell operatore con particolare riguardo all entrata in vigore della nuova disciplina sull accertamento impo-esattivo e della riscossione in corso di giudizio. Il Manuale sarà presentato presso ICC Italia il prossimo 20 maggio al termine del seminario Problematiche doganali - Aspetti operativi e recenti indirizzi giurisprudenziali, che vedrà come relatori l Autrice e il Dott. Giovanni De Mari, Presidente degli Spedizionieri Doganali. Per i Soci ICC Italia, il Manuale, edito da Egea, è disponibile, grazie ad una speciale convenzione, al prezzo di Euro 55, spese di spedizione incluse, rispetto al prezzo di copertina, facendone richiesta all indirizzo Camera di Commercio Internazionale Comitato Nazionale Italiano Via Barnaba Oriani, Roma Tel Segreteria /21 Fax web: Redazione Tommaso Caterini, Monica Salvatore, Barbara Triggiani Progetto grafico Luca Ingrassia 13

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