Bilancio Sociale e di Missione

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1 Bilancio Sociale e di Missione insieme per il bene comune

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3 ...insieme per il bene comune Bilancio Sociale e di Missione 2010

4 Schema di rendicontazione elaborato da Federcasse Banca del Crotonese REDAZIONE Ha collaborato tutto lo staff della Banca FOTOGRAFIE Archivio fotografico Banca del Crotonese Archivio fotografico Ciscra IMPAGINAZIONE, GRAFICA E STAMPA Ciscra S.p.A., Villanova del Ghebbo (RO) Edizione maggio 2011

5 indice 1. Presentazione 5 Il Presidente 5 Il Direttore Generale 7 2. Struttura del Bilancio Sociale e di Missione 9 3. L identità aziendale e istituzionale Assetto istituzionale Assetto organizzativo La strategia e l organizzazione Differenti per struttura e organizzazione Il sistema associativo Differenti per numeri I risultati patrimoniali ed economici della banca Le relazioni con i portatori di interessi I Soci I Clienti I Collaboratori I Fornitori Il valore per la Collettività e la Comunità Locale Il valore economico generato e la sua ripartizione Questionario di valutazione del Bilancio Sociale

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7 Bilancio Sociale e di Missione Presentazione Il Presidente Le Banche di Credito Cooperativo fin dalla loro nascita, sono state caratterizzate da una missione peculiare: quella di contribuire a sostenere lo sviluppo del tessuto economico e il progresso, anche sociale, del proprio territorio di riferimento. A questo fondamentale principio si è sempre ispirata la BCC del Crotonese. Anche quest anno, attraverso la redazione del Bilancio Sociale, vogliamo fornire ai nostri soci uno strumento in grado, da un lato di dare visibilità al nostro continuo impegno al progresso sociale ed economico del territorio di competenza e dall altro, di far apprezzare, non solo ai soci, ai clienti e ai dipendenti ma a tutta la collettività, l attività che la nostra banca esercita nei confronti della comunità di cui è parte, assumendo la funzione di banca di sviluppo e rispondendo alle locali necessità economiche e sociali. La presentazione del Bilancio Sociale relativo alle attività del 2010, dato il persistere della crisi economica globale, vuole anche cogliere lo spunto per riflettere sul ruolo della finanza etica nel presente scenario sociale, economico e finanziario. Se infatti l attuale congiuntura economica sembra essere, a detta di molti, una crisi sistemica, in cui le difficoltà finanziarie sono connaturate all essenza di una società che si allontana da valori etici e morali forti, quali il risparmio, la parsimonia e la sobrietà, che diventa necessario ripartire proprio da questi al fine di generare una nuova speranza in un futuro sostenibile. È in questo scenario che, una volta di più, dobbiamo fare riferimento all essenza stessa della nostra Banca che è, in sintesi, quella di promuovere la cooperazione e la partecipazione partendo dalla gestione del risparmio. È in questa ottica che affidiamo al Bilancio Sociale il compito di testimoniare quanto il nostro istituto sia stato in grado di realizzare strategie e progetti coerenti con la propria missione sociale e i propri valori, quanto sia stato capace di costruire relazioni di valore con tutti i portatori di interesse in un mutuo rapporto di scambio con il contesto economico sociale di riferimento, quanto sia coerente la nostra determinazione nel tener fede alle intuizioni ed alle volontà dei fondatori e di tutti coloro che ci hanno preceduto, e che con il loro impegno e la loro dedizione hanno consentito alla Banca del Crotonese di raggiungere gli insperati successi di cui è protagonista. Il Presidente Ing. Ottavio Rizzuto pagina di sinistra, veduta aerea di Le Castella. 5

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9 Bilancio Sociale e di Missione 2010 Il Direttore Generale Questo per me è il primo anno alla Direzione della Banca del Crotonese, ma il mio senso di appartenenza al mondo del Credito Cooperativo, ed in particolare al movimento Calabrese, ha ormai radici profonde. Proprio per questo avverto la necessità di un impegno sempre maggiore e costante al perseguimento dei valori fondanti del nostro statuto ed in particolare la promozione dello sviluppo della cooperazione, della coesione sociale e della crescita responsabile e sostenibile del territorio. Giovanni Paolo II, testimonianza cristiana del nostro tempo, diceva la struttura stessa delle Banche di Credito Cooperativo, che si fonda su società di persone e non di capitali, lascia intendere che obiettivo primario non è il lucro ma il soddisfacimento di esigenze di utilità sociali. Le banche di credito cooperativo sono strutture dove l essenza dell uomo conta più del valore monetario, dove il capitalismo è fatto dalle persone per le persone ed il voto capitario ne è l espressione massima di democrazia sociale. L anno appena concluso è stato caratterizzato dal manifestarsi degli effetti della crisi finanziaria. Ciò ha portato a profondi cambiamenti anche nel modo di fare banca, che in un momento come questo è divenuta attività ancora più complessa. Per una solida ripresa è infatti necessario che le aziende di credito, ed in particolare le BCC, sostengano il tessuto economico e sociale in cui operano, in maniera sempre più efficiente e professionale, dotandosi di una organizzazione adeguata alle nuove sfide del mercato ed alle sempre più stringenti disposizioni normative, tenendo a riferimento gli ideali per cui sono state fondate ed il loro ruolo di banche locali e mutualistiche. Ho condiviso in pieno gli obiettivi strategici del Consiglio di Amministrazione, che sono in linea con la funzione primaria di una banca di credito cooperativo, che deve essere una banca del territorio per il territorio. Per raggiungere questi obiettivi è stato sviluppato una piano di crescita che mira ad un rafforzamento dei presidi organizzativi. Il primo passo è stata la predisposizione e la formalizzazione della nuova struttura organizzativa per favorire, a tutti i livelli, una gestione aziendale improntata al governo dei rischi, oltre che al conseguimento di maggiore efficienza e produttività, orientata non solo ad una sensibile e riconosciuta logica imprenditoriale, ma anche espressione e fonte di distribuzione di servizi.questa banca vuole rafforzare la sua presenza sul territorio, perseguendo quotidianamente il suo motto aziendale insieme per il bene comune. In questi pochi mesi dal mio insediamento il bilancio è ampiamente positivo. Ho potuto apprezzare la ricchezza artistica, paesaggistica e soprattutto culturale di questa splendida terra, intravedendo grandi potenzialità di crescita. Il nostro compito è quello di coltivare e supportare questo fermento, garantendo la nostra vicinanza, unita ad un sostegno reale, non solo economico ma anche in termini di apporto di competenze, andando a costituire il collante tra l interesse dei singoli e l interesse della collettività. Il Direttore Generale Dr. Giampiero Gallo pagina di sinistra, veduta aerea tratto di costa Le Castella. 7

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11 Bilancio Sociale e di Missione Struttura del Bilancio Sociale e di Missione Nota metodologica Il Bilancio Sociale della Banca del Crotonese Credito Cooperativo (di seguito Banca ) è un processo volontario, non c è alcuna norma giuridica che obbliga la banca ad elaborarlo, tuttavia la Banca del Crotonese ha ormai consolidato la convinzione che, data la sua natura di Banca di Credito Cooperativo e di realtà aziendale orientata allo sviluppo del territorio di appartenenza, l obiettivo sia di rendicontare ai propri portatori di interesse gli effetti sociali della propria gestione. In termini metodologici, abbiamo scelto di adottare dei criteri di redazione standard per privilegiare la comparabilità soprattutto a livello settoriale, ma al tempo stesso abbiamo voluto introdurre delle personalizzazioni utili a rappresentare la specificità della nostra impresa e, a questo riguardo, ci siamo avvalsi del supporto fornito da Federcasse. In particolare, le linee guida della presente rendicontazione, tenendo conto di opportuni adattamenti e personalizzazioni, fanno riferimento a tre tipi di standard internazionali: il Global Reporting Iniziative (GRI-G3), l Accountability 1000 (Aa 1000) e il Manuale dello Stakeholder Engagement. I primi due standard sono pensati per realtà imprenditoriali assai diverse dalle nostre (essenzialmente imprese quotate in Borsa). Il processo di rendicontazione seguito ha pertanto tenuto conto dei seguenti principi: l inclusività, ovvero favorire la partecipazione degli stakeholder allo sviluppo e al raggiungimento di una risposta responsabile e strategica alla sostenibilità; la materialità significa determinare la rilevanza di un tema per un organizzazione ed i suoi stakeholder. Un tema materiale è un tema che influenza le decisioni, le azioni e le performance di un organizzazione e dei suoi stakeholder; la rispondenza è la risposta di un organizzazione ai temi sollevati dagli stakeholder e che hanno a che fare con la propria performance. Si realizza attraverso decisioni, azioni, risultati, nonché attività di Per ulteriori informazioni: comunicazione con gli stakeholder. Il documento integrale del Bilancio Sociale è scaricabile dal sito internet della banca: Via Tesoro, 19 Isola di C.R. (KR) Tel Fax

12 Banca del Crotonese 3. L identità aziendale e istituzionale 3.1 Assetto istituzionale La Banca del Crotonese Credito Cooperativo si ispira ai principi di autogestione e di democrazia propri delle cooperative, esercitati dagli organi identificati all art 23 dello Statuto Sociale. Gli organi sociali della Banca del Crotonese sono: l Assemblea dei Soci il Consiglio di Amministrazione il Collegio Sindacale il Collegio dei Probiviri Assemblea dei Soci L assemblea è il momento più significativo nella vita di una cooperativa, in cui il socio assume una veste attiva. Essa rappresenta l universalità dei soci e viene convocata almeno una volta all anno per approvare il bilancio di esercizio, deliberare sulla destinazione dell utile e su altri punti all ordine del giorno. All assemblea possono intervenire i Soci iscritti nell apposito libro da almeno 90 giorni. Ogni socio ha un voto a prescindere dal numero di azioni possedute. Il Consiglio di Amministrazione Il Consiglio di Amministrazione è composto da 11 membri e dura in carica tre anni. Ad esso sono delegati tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione della Banca, tranne quelli riservati per legge all Assemblea dei soci. sopra, statua in bronzo raffigurante Giò Leonardo di Bona a Cutro. Nel 2010 il Consiglio di Amministrazione si è riunito 25 volte e tra le delibere adottate nel corso dell anno si segnalano: l approvazione del regolamento sul Conflitto di Interesse, che riguarda la disciplina dell interesse dell amministratore e delle obbligazioni degli esponenti bancari; l approvazione del Codice Etico; 10

13 Bilancio Sociale e di Missione 2010 l approvazione di un nuovo Assetto Organizzativo; l ammissione di nuovi soci; l approvazione del Regolamento IT per la sicurezza dei singoli sistemi informatici utilizzati dalla Banca; l approvazione di 161 richieste di finanziamento e 224 proposte di fidi per euro 13 milioni e 360 mila euro. Anche nel 2010 gli amministratori hanno partecipato attivamente ad un programma di qualificazione e preparazione professionale adeguato al ruolo, intervenendo a vari corsi, seminari, incontri e convegni, di cui citiamo i titoli dei più rappresentativi: Seminario sull Antiriciclaggio: con la partecipazione del Dott. Luigi Colavincenzo (UIF-DIv. Analisi operazioni sospette). La BCC: motore del territorio. Basilea 2. Nuovi schemi di bilancio ex D. Lgs 252/2001 Rapporti tra Internal Audit e Collegio Sindacale Coopernico per amministratori. QUALIFICA NOME RESIDENZA ATTIVITÀ PRESIDENTE RIZZUTO OTTAVIO CUTRO INGEGNERE VICE PRESIDENTE VICARIO MURGI FRANCESCO MELISSA IMPRENDITORE AMMINISTRATORE ASTERITI ONOFRIO ISOLA DI CR PENSIONATO AMMINISTRATORE AUREA ANTONIO CRUCOLI IMPRENDITORE AMMINISTRATORE BEVILACQUA ANTONIO G. CIRÒ MARINA IMPRENDITORE AMMINISTRATORE LE ROSE LEONARDO CRUCOLI IMPRENDITORE AMMINISTRATORE MUSACCHIO CARMELO MELISSA IMPRENDITORE AMMINISTRATORE GEMELLI GIUSEPPE ISOLA DI CR IMPRENDITORE AMMINISTRATORE CHISARI GAETANO ISOLA DI CR IMPRENDITORE AMMINISTRATORE MATTACE STANISLAO CUTRO GEOLOGO AMMINISTRATORE MARIANO SANTO CARIATI AVVOCATO sopra, il CdA della Banca del Crotonese. 11

14 Banca del Crotonese Il Collegio Sindacale Il Collegio Sindacale è composto da tre membri effettivi e 2 supplenti, nominati dall assemblea. Il Collegio Sindacale nel 2010 ha partecipato a tutte le sedute del Consiglio di Amministrazione. Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri effettivi e 2 supplenti. Suo compito è dirimere eventuali controversie fra i Soci e la Banca di Credito Cooperativo. Nel corso del 2010 non sono stati effettuati interventi. QUALIFICA NOME RESIDENZA ATTIVITÀ PRESIDENTE MUNGO VINCENZO ISOLA DI CR RAGIONIERE SINDACO EFFETTIVO ORRICO PIERLUIGI COSENZA DOTT. COMMERCIALISTA SINDACO EFFETTIVO FILARETI FRANCESCO CARIATI DOTT. COMMERCIALISTA SINDACO SUPPLENTE MORELLI MAURIZIO ISOLA DI CR DOTT. COMMERCIALISTA SINDACO SUPPLENTE SERLETI ELVIRA ISOLA DI CR DOTT. COMMERCIALISTA in alto a destra, il Collegio Sindacale della Banca del Crotonese. a destra, uno degli otto torrioni della cinta muraria ottocentesca a Cariati. 12

15 Bilancio Sociale e di Missione Assetto organizzativo IL NOSTRO ORGANIGRAMMA Consiglio di Amministrazione Collegio Sindacale Internal Audit CO.SE.BA Direzione Generale Comitato ICAAP - RISCHI Comitato di Direzione Area Pianificazione e Controlli Ufficio Segreteria Affari Generali e Organizzazione Ufficio Legale e Contenzioso Area Credito Area Mercato Area Amministrativa Ufficio Fidi Ufficio Sviluppo Ufficio Contabilità Ufficio Segreteria Fidi Filiali Ufficio Sistemi Operativi Accentrati Con l obiettivo di adeguare l assetto organizzativo, sia sotto l aspetto gestionale che operativo, per aumentare l efficacia dell area controlli e consentire di migliorare il supporto commerciale ed operativo alle filiali, a dicembre 2010 è stato approvato un nuovo organigramma in cui le principali modifiche hanno interessato: l area pianificazione e controlli; l area crediti; l area amministrativa; l ufficio segreteria generale e organizzazione, la designazione dei sostituti preposto. Ufficio Tesoreria Enti Ufficio Back Office Finanza Estero Ufficio Tesoreria Aziendale 13

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17 Bilancio Sociale e di Missione La strategia e l organizzazione 4.1 Differenti per struttura e organizzazione Il modello organizzativo del Credito Cooperativo ruota intorno alle 415 BCC complessivamente presenti sul territorio nazionale con sportelli (il 13% degli sportelli bancari italiani), attraverso una presenza diretta in Comuni (in 550 Comuni rappresentano l unica realtà bancaria) ed in 101 Province. Il Credito Cooperativo occupa una posizione di primo piano nel sistema bancario italiano sotto vari profili, collocandosi al terzo posto per numero di sportelli e al quarto posto per ammontare degli impieghi complessivi pari a 135,3 miliardi di euro e per raccolta diretta totale pari a circa 151 miliardi di euro (dati al 31 dicembre 2010). Le BCC sono supportate da un lato dal sistema associativo e dall altro dal sistema imprenditoriale. Il primo, composto dalle Federazioni Regionali e dalla Federazione Nazionale (Federcasse), svolge funzioni di coordinamento, assistenza tecnica, consulenza ed erogazione di servizi a favore delle banche associate. Il secondo si configura come complemento operativo della BCC per quanto riguarda la fornitura di servizi e prodotti. I due principi che garantiscono l efficienza del sistema sono la sussidiarietà e la solidarietà. La sussidiarietà si esercita dalle strutture nazionali e regionali alle banche: le prime svolgono in modo consortile quelle funzioni che sarebbe meno efficiente realizzare sul territorio. La solidarietà riguarda i rapporti di collaborazione e di corresponsabilità che legano le BCC tra loro. 4.2 Il sistema associativo Le Federazioni locali, società cooperative con funzione consortile senza scopo di lucro, sono gli organismi associativi delle BCC-CR (che aderiscono ad esse volontariamente) e ne rappresentano la diretta espressione sul territorio. in alto, vecchie cartoline del nostro territorio. 15

18 Banca del Crotonese Costituiscono il punto di snodo del sistema del Credito Cooperativo, in quanto, da un lato, raccolgono le istanze ed i segnali provenienti dalle banche e li filtrano verso gli organismi nazionali; dall altro, sintetizzano le informazioni e le indicazioni provenienti da questi ultimi e le trasmettono alle BCC-CR. Sono inoltre strumento di governo delle strategie locali-regionali per una serie di funzioni fondamentali: rappresentanza, tutela della qualità ed efficienza della gestione delle BCC, supporto associativo e consulenziale. L operatività si articola su diverse tipologie di attività: rappresentanza e promozione; assistenza e consulenza; verifica e revisione; attività di tipo informatico ed economico utili ai fini consortili. Le Federazioni locali sono quindici e si articolano in: Federazione BCC Piemonte Valle d Aosta Liguria, Federazione Lombarda delle BCC, Federazione Cooperative Raiffeisen, Federazione Trentina della Cooperazione, Federazione Veneta delle BCC, Federazione delle BCC del Friuli Venezia Giulia, Federazione delle BCC dell Emilia Romagna, Federazione Toscana BCC, Federazione Marchigiana delle BCC, Federazione delle BCC del Lazio Umbria Sardegna, Federazione delle BCC dell Abruzzo e del Molise, Federazione Campana delle BCC, Federazione delle BCC di Puglia e Basilicata, Federazione Calabrese delle BCC, Federazione Siciliana delle BCC. Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo-Casse Rurali ed Artigiane, è la Federazione delle Federazioni locali, anche se ad essa aderiscono oltre quaranta tra società ed enti del Credito Cooperativo. Rappresenta il sistema del Credito Cooperativo e ha l obiettivo di determinare gli indirizzi politicostrategici della cooperazione di credito per realizzarne le finalità morali, culturali, sociali ed economiche. (Dati al 31/12/2010) 3 Gli assetti strutturali A dicembre 2010 si registrano 415 BCC (pari al 54,4 per cento del totale delle banche operanti in Italia), con sportelli (pari al 13,0 per cento del sistema bancario). Gli sportelli sono cresciuti di 130 unità negli ultimi dodici mesi (+3,1%). Il numero dei soci è pari a unità, con un incremento annuo del 5,8 per cento. 10 BCC 215 sportelli BZ 48 BCC 197 sportelli 45 BCC 803 sportelli 32 BCC 338 sportelli TN 46 BCC 337 sportelli 15 BCC 230 sportelli 40 BCC 670 sportelli 23 BCC 437 sportelli 20 BCC 196 sportelli 10 BCC 99 sportelli Il numero complessivo dei clienti* delle BCC- CR è pari a circa 5,5 milioni. I dipendenti sono pari a unità** * Dati a settembre 2010 ** Ad essi vanno aggiunti gli oltre dipendenti di Federazioni Locali, società del GBI, Casse Centrali e organismi consortili. 31 BCC 315 sportelli 28 BCC 166 sportelli 22 BCC 129 sportelli 18 BCC 94 sportelli 27 BCC 149 sportelli 16

19 Bilancio Sociale e di Missione Differenti per numeri Lo sviluppo dell intermediazione Con riguardo all attività di intermediazione, nel corso del 2010 è proseguito il significativo sviluppo dell attività di impiego delle BCC-CR, mentre sul fronte del funding sono emerse anche per la categoria le criticità comuni a tutto il sistema bancario. La quota della BCC-CR nel mercato degli impieghi e in quello della raccolta diretta si attestava a fine anno al 7,0 per cento. Con particolare riguardo all attività di finanziamento, in un contesto di ripresa nella dinamica dei finanziamenti erogati dal sistema bancario alla clientela famiglie e imprese, le BCC-CR hanno continuato ad erogare credito in misura superiore alle altre banche. Gli impieghi lordi a clientela delle BCC ammontavano a dicembre 2010 a 135,3 miliardi di euro. Al netto delle poste connesse ad operazioni di cartolarizzazione il tasso di incremento annuo degli impieghi è risultato per le BCC del 5,8 per cento contro il +4,3 per cento del sistema bancario. Agli oltre 135 miliardi di euro di impieghi a clientela delle BCC-CR si aggiungono i circa 10 miliardi di finanziamenti a clientela erogati dalle banche di secondo livello del sistema del Credito Cooperativo. Il positivo differenziale di crescita degli impieghi delle BCC-CR rispetto alle altre banche, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, testimonia la peculiare propensione delle banche della categoria a continuare ad erogare credito anche nelle fasi congiunturali avverse, svolgendo con sempre maggiore intensità il proprio ruolo di sostegno alla ripresa del Paese. Particolarmente vigorosa è risultata l attività di erogazione del credito verso famiglie e imprese. I finanziamenti erogati alle famiglie consumatrici, sono cresciuti del 14 per cento su base annua e costituiscono ad oggi il 30,5 per cento del totale dei finanziamenti erogati dal Credito Cooperativo. I finanziamenti alle famiglie produttrici sono cresciuti del 9,9 per cento su base d anno. La quota di mercato delle BCC-CR nei finanziamenti alle famiglie produttrici superava a fine 2010 il 17 per cento. I finanziamenti alla clientela imprese, pari a dicembre 2010 a 90,8 miliardi di euro, presentano una crescita annua del 6 per cento, a fronte dello 0,6 per cento registrato nel sistema bancario complessivo. 17

20 Banca del Crotonese 3 L attività di impiego Gli impieghi lordi a clientela delle BCC ammontano a dicembre 2010 a 135,3 miliardi di euro, con un tasso di crescita annua del 7,7%, in linea con la dinamica rilevata per il sistema bancario complessivo (+7,9%)*. Al netto delle poste connesse ad operazioni di cartolarizzazione il tasso di incremento annuo degli impieghi risulta per le BCC del 5,8% contro il +4,3%** del sistema bancario complessivo. Ai 135,3 miliardi di impieghi a clientela delle BCC si aggiungono i circa 10 miliardi di euro di impieghi banca Agrileasing, Cassa centrale di Trento e Cassa Centrale Raiffeisen. IMPIEGHI COMPLESSIVI A CLIENTELA IMPIEGHI AL SETTORE PRODUTTIVO Tasso di crescita annuo degli impieghi* * Stima basata sulle segnalazioni di Vigilanza pervenute entro il 15 giorno del mese successivo alla data di segnalazione 0,6% 6,0% 7,7% 7,9% I finanziamenti alle imprese sono pari, a dicembre 2010 a 90,8 miliardi di euro (100 miliardi se si considera anche Banca Agrileasing). Il tasso di incremento su base annua dei finanziamenti alle imprese è pari per le BCC al 6%, a fronte dello 0,6% registrato nel sistema bancario complessivo. BCC SISTEMA BANCARIO Dati delle BCC stimati sulla base delle matrici dei conti disponibili in Federcasse Dati di sistema tratti dalla Base Informativa Pubblica di B.I. La quota di mercato della categoria nei finanziamenti alle imprese è pari a dicembre 2010 al 9,4%. *A partire da giugno 2010 nelle attività e passività segnalate in matrice vengono incluse anche le partite connesse con operazioni di cartolarizzazione. La serie storica relativa a impieghi e raccolta presenta quindi, a partire da questa data, una discontinuità. Le informazioni sull andamento del sistema bancario complessivo sono tratte dalla Base Informativa Pubblica della Banca d Italia. **Dato stimato. La posizione patrimoniale Il patrimonio delle BCC (capitale e riserve) ammonta a dicembre 2010 a 19,2 miliardi di euro, con un incremento del 3.6% su base d anno (+24.2% nella media di sistema). Il tier1 ratio ed il coefficiente patrimoniale delle BCC sono pari a settembre 2010 rispettivamente al 14% ed al 14,9% (stazionari rispetto allo stesso periodo dell anno a dicembre precedente). a +1,7 per cento Il p confronto con il 3 e sistema +3,0 per bancario, cento per disponibile il sistema al bancario momento complessivo. solo con riferimento ai dati di giugno 2010, evidenzia un significativo divario a favore delle banche della categoria (cfr. tabella). Posizione patrimoniale BCC giu-09 dic-09 giu-10 SISTEMA BANCARIO giu-09 (campione ABI principali gruppi) dic-09 totale sistema bancario giu-10 (campione ABI principali gruppi) COEFFICIENTE PATRIMONIALE 15% 15% 15,1% 7,7% 9% 8,2% TIER1 RATIO 14,3% 14,1% 14,2% 11,2% 12,0% 11,2% Dati delle BCC stimati sulla base delle matrici dei conti disponibili in Federcasse Dati di sistema di fonte B.I. e ABI Il rapporto tra attività di rischio per cassa ponderate ed attività di rischio per cassa complessive è pari, infine, al 61,8% a settembre 2010, stazionario rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. 18

21 Bilancio Sociale e di Missione 2010 La raccolta bancaria complessiva delle BCC ammontava a dicembre a 151 miliardi di euro, con una crescita annua modesta (+2,5 per cento). Al netto delle poste connesse con operazioni di cartolarizzazione, il tasso di incremento annuo della raccolta è pari a dicembre a +1,7 per cento per le BCC-CR e +3,0 per cento per il sistema bancario complessivo. sotto, la Torre Vecchia di Isola Capo Rizzuto Per quanto concerne la dotazione patrimoniale, a dicembre 2010 l aggregato capitale e riserve ammontava per le BCC 19,2 miliardi di euro, con un incremento del 3,6 per cento su base d anno (+24,2 per cento nella media di sistema). Il tier1 ratio ed il total capital ratio delle BCC erano pari a settembre 2010, ultima data disponibile, rispettivamente al 14 per cento ed al 14,9 per cento (stazionari rispetto allo stesso periodo dell anno precedente). Il confronto con il sistema bancario evidenzia il permanere di un significativo divario a favore delle banche della categoria: nel terzo trimestre del 2010 i coefficienti patrimoniali dei primi cinque gruppi relativi al patrimonio di base (tier 1 ratio) e al complesso delle risorse patrimoniali (total capital ratio) si collocavano, rispettivamente, al 9,0 e al 12,5 per cento. 19

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23 Bilancio Sociale e di Missione I risultati patrimoniali ed economici della banca In questa sezione consideriamo la dimensione patrimoniale ed economica. DATI IN SINTESI DATI PATRIMONIALI VARIAZ. Crediti lordi a clientela Titoli Raccolta diretta Raccolta indiretta Fondi Comuni Polizze assicurative Ricezione/trasmissione ordini Patrimonio netto (Comprensivo dell utile d esercizio) DATI ECONOMICI VARIAZ. Margine di interesse Commissioni nette Margine di intermediazione Costi operativi Risultato netto della gestione finanziaria Utile/Perdita operatività corrente al lordo imposte Utile/Perdita di esercizio DATI DI STRUTTURA Numero sportelli 6 6 Numero medio dei dipendenti

24 Banca del Crotonese INDICI SIGNIFICATIVI INDICI PATRIMONIALI Patrimonio netto / Impieghi lordi 30,83% 35,29% Patrimonio netto / Raccolta diretta da clientela 16,07% 18,31% INDICI DI SOLVIBILITÀ Patrimonio netto / Crediti netti a clientela 34,39% 38,72% INDICI DI RISCHIOSITÀ DEL CREDITO Crediti netti in sofferenza / Crediti netti vs. clientela 5,80% 5,31% Crediti netti in incaglio / Crediti netti vs. clientela 3,68% 2,21% Crediti netti scaduti / Crediti netti vs. clientela 0,21% 1,31% Crediti netti in sofferenza / Patrimonio netto 16,86% 13,70% INDICI DI REDDITIVITÀ Margine di interesse / Margine di intermediazione 76,81% 66,05% Costi operativi / Margine di interesse 160,13% 114,44% Costi operativi / Margine di intermediazione 123,00% 75,60% INDICI DI EFFICIENZA Impieghi a clientela / Numero dipendenti Raccolta da clientela / Numero dipendenti Spese per il personale / Margine di intermediazione 56,27% 39,80% a destra, il Castello Aragonese a Le Castella. Margine di intermediazione / Numero dipendenti Utile lordo (ante imposte) / Numero dipendenti (Il patrimonio netto è comprensivo dell utile d esercizio) 22

25 Bilancio Sociale e di Missione 2010 RISPONDENZA AI REQUISITI DEL FONDO DI GARANZIA DEI DEPOSITANTI Esito del Riscontro parametri del Fondo risultato banca profilo di rischiosità sofferenze Regolare <40 nette Attenzione 40 regolare patrimonio osservazione 60 vigilanza Anomalia ,88 sofferenze nette impieghi netti Regolare < regolare Attenzione 6 osservazione Anomalia 12 5,80 profilo di solvibilità patrimonio di Regolare >120 vigilanza regolare Attenzione 120 requisiti osservazione 100 patrimoniali Anomalia ,16 patrimonio di vigilanza provvista Regolare > Attenzione 12 regolare osservazione Anomalia 6 16,05 redditività ed efficienza costi di Regolare <70 struttura Attenzione 70 anomalia margine di osservazione 75 intermediazione Anomalia 85 perdite nette su Regolare <50 crediti 773 anomalia* Attenzione 50 risultato lordo di osservazione 60 gestione Anomalia ,50 69,08 * In virtù di quanto previsto dagli articoli 9 e 12 del Regolamento del Fondo, poiché entrambi i fattori sono di segno negativo, l indicatore, indipendentemente dal risultato del rapporto, è da ritenersi nello stato di anomalia. 23

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27 Bilancio Sociale e di Missione Le relazioni con i portatori di interessi 6.1 I Soci L art. 2 dello Statuto sociale identifica la Banca di Credito Cooperativo quale entità ispirata ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata. Chi ne fa parte ribadisce il proprio orientamento sociale e la scelta di costruire il bene comune, di perseguire il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche dei Soci stessi e contribuire a promuovere lo sviluppo della cooperazione, l educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio. Per la Banca del Crotonese i soci rappresentano il primo patrimonio, in quanto, allo stesso tempo, ne sono: i proprietari, gli amministratori, i primi clienti, nonché il collante nei rapporti con il territorio e le comunità. Con quest ottica la BCC ha proseguito ad applicare e intende continuare ad applicare attivamente la politica definita dal Consiglio di Amministrazione tesa ad incentivare la crescita della compagine sociale. L ammissione a socio è regolata dalla disciplina civilistica e dalla normativa che riguarda le società cooperative ed è orientata all applicazione del principio della porta aperta. Per essere ammessi alla compagine sociale è necessario che il richiedente risieda o svolga la sua attività in via continuativa nella zona di competenza territoriale della Banca. La richiesta va inoltrata su un apposito modulo stampato disponibile presso le filiali. Una volta iscritto nel libro dei Soci il richiedente acquisisce la qualifica di Socio, assumendone i diritti e i doveri elencati nell art. 9 dello Statuto Sociale che, per brevità, riportiamo di seguito nelle parti salienti. DIRITTI I soci intervengono in assemblea ed esercitano il diritto di voto, secondo quanto stabilisce l art. 25 (intervento e rappresentanza in assemblea); I Soci hanno diritto di usufruire dei servizi e dei vantaggi offerti dalla Società nei modi e nei limiti fissati dai regolamenti e dalle deliberazioni sociali. DOVERI I Soci hanno l obbligo di osservare lo statuto, i regolamenti e le deliberazioni degli organi sociali e di collaborare al buon andamento della Società, operando con essa, partecipando all assemblea e favorendo in ogni modo gli interessi sociali. pagina di sinistra, la cupola della Cattedrale S. Michele Arcangelo a Cariati. 25

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