La guida proviene dal sito Visibilità sui motori

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1 La guida proviene dal sito Visibilità sui motori Farsi trovare da chi vi sta cercando Riuscire ad aumentare la visibilità dei siti sul web, al fine di incrementare il numero delle visite degli utenti, è il desiderio di qualunque webmaster o proprietario di un sito web. I motori di ricerca sono uno degli strumenti migliori per riuscire ad acquisire un'alta visibilità su Internet, in quanto consentono di veicolare gli utenti proprio verso quei siti web che gli utenti stessi sono interessati a trovare. Visitatori di qualità I motori prendono in esame le ricerche effettuate dagli utenti e forniscono loro un elenco di siti web inerenti gli argomenti cercati. Ne consegue che la visibilità di un sito sui motori di ricerca consente al sito stesso di ricevere visitatori che possiedono due importanti caratteristiche: 1. Si tratta di utenti "attivi" e "motivati": da loro parte la decisione di individuare siti web rispondenti alle loro necessità e loro stessi si attivano e investono tempo nell'utilizzare uno strumento (un motore di ricerca) che sperano possa fornire loro informazioni utili. A differenza di quei visitatori ottenuti attraverso altre tecniche di visibilità, dunque (come ad esempio la pubblicità sui siti web), il visitatore proveniente da un motore di ricerca non viene attratto su un sito mentre è intento a fare dell'altro e si sente psicologicamente più "padrone" dei percorsi di navigazione scelti e maggiormente incline a perlustrare i siti autonomamente individuati e selezionati. 2. Un visitatore proveniente da un motore di ricerca è quasi sempre un visitatore "targettizato", ovvero un visitatore interessato ai contenuti ospitati dai siti visitati. Rendere i siti visibili sui motori Le tecniche volte a far risultare un sito visibile sui motori di ricerca (a cui ci si riferisce col termine "posizionamento") richiedono innanzitutto un'attenta progettazione del sito, che deve possedere caratteristiche tali da risultare appetibile sia agli utenti sia ai motori di ricerca. Si tratta dunque di un processo che andrebbe attentamente pianificato e messo in atto già in fase di progettazione del sito web. Il miglior passo da compiere per risultare visibili sui motori di ricerca è quello di realizzare un sito web di qualità. I capitoli di questa guida al posizionamento vi illustreranno come procedere e come infondere ai siti web quelle caratteristiche che miglioreranno l'esperienza di navigazione agli utenti e la posizione delle pagine nei risultati delle ricerche sui motori. Il prossimo capitolo fornirà le basi sui motori di ricerca. I motori di ricerca Cosa sono e come funzionano i motori I motori di ricerca sono strumenti per mezzo dei quali è possibile ricercare alcuni termini (parole) all'interno di una grande quantità di siti web. In seguito ad una ricerca, i motori di ricerca riportano una lista di siti che contengono i termini cercati. Un primo importante passo da compiere è imparare a distinguere i motori di ricerca dalle directory o "cataloghi". Una directory contiene una raccolta di indirizzi di siti web, catalogati per tipologia dei contenuti, che sono stati espressamente selezionati da personale umano. In sintesi, i webmaster e i proprietari di siti web fanno richiesta per venire catalogati e le directory accettano nel proprio archivio solo i siti web che raggiungono un certo standard qualitativo. Virgilio e Yahoo! sono delle directory.

2 I motori di ricerca, invece, scandagliano continuamente l'intero WWW (World Wide Web) e includono nel proprio archivio di indirizzi tutti i siti web che riescono ad individuare, a prescindere dalla qualità dei loro contenuti e indipendentemente dal fatto che i siti siano stati trovati per caso o siano stati proposti al motore di ricerca da un utente. Google e Altavista sono dei motori di ricerca. Da quanto appena esposto si evince che: 1. il numero di siti web potenzialmente archiviabili dai motori di ricerca è di gran lunga superiore al numero di siti web potenzialmente archiviabili dalle directory 2. negli archivi dei motori di ricerca confluiscono anche siti di bassa qualità o con pochi contenuti Per ovviare all'inconveniente descritto al punto 2 e per riuscire a consigliare agli utenti i siti web più ricchi di contenuti, i migliori motori di ricerca hanno adottato delle tecniche per mezzo delle quali ad ogni sito archiviato viene attribuito un valore che rappresenta una sorta di "indice di qualità" del sito web. In questo modo è possibile, in seguito ad una ricerca, offrire all'utente una lista di siti ordinata in base all'indice di qualità dei siti elencati, partendo dal sito che presenta il valore più alto. Le tecniche usate dai motori di ricerca per attribuire un valore ad un sito sono diverse e molto complesse, le tratteremo in seguito. Nel prossimo capitolo vedremo come fanno i motori di ricerca a scandagliare l'intero WWW e come vengono analizzati i siti trovati. Come i siti vengono analizzati Come i motori di ricerca cercano e analizzano i siti Ogni motore di ricerca utilizza alcuni programmi chiamati "spiders" (ragni) il cui unico compito è quello di visitare continuamente una grande quantità di siti web, leggere il testo contenuto nelle pagine ed estrarre quelle parole/termini che rappresentano al meglio i contenuti del sito. Per ogni pagina letta, lo spider cerca al suo interno e memorizza ogni link (collegamento) ad altri siti, aggiungendoli ad una lista di siti da visitare. In questo modo, attraverso un processo a catena, lo spider è in grado di ottenere una quantità enorme di indirizzi di siti e pagine web, riuscendo ad incrementare il numero di siti conosciuti molto più di quanto possa essere fatto dalle directory, che si basano su un lento meccanismo di iscrizione e valutazione dei siti, operato da esseri umani. Via libera allo spider Per consentire ad uno spider di trovare agevolmente tutte le pagine che compongono un sito web bisogna fare in modo che da qualunque pagina del sito sia possibile risalire, direttamente o indirettamente, a tutte le altre pagine. Un buon sistema per ottenere questo risultato è inserire in ogni pagina del sito un link alla homepage; in questo modo, qualunque pagina del sito lo spider dovesse casualmente trovare (magari seguendo un link trovato su un altro sito) consentirà allo stesso di risalire alla pagina principale e, da lì, trovare le altre seguendo tutti i link incontrati. Le informazioni analizzate Gli spider non fanno caso alla grafica delle pagine ma focalizzano il loro lavoro di analisi esclusivamente sul testo. Questo significa che ogni immagine o animazione grafica viene semplicemente ignorata e che gli unici contenuti su cui lo spider si basa per valutare il sito sono quelli testuali. Resta dunque inteso che qualunque immagine (gif, jpeg o altro formato) raffigurante del testo verrà ignorata e che l'unico testo che lo spider potrà leggere sarà quello ASCII, contenuto nei tag del codice HTML. Quanto appena detto ci porta a fare una prima importante considerazione: i siti web acquistano "corposità" agli occhi dei motori di ricerca solo se contengono buone quantità di testo, ovviamente in tema con gli argomenti trattati dal sito. In seguito ad una ricerca effettuata con un motore di ricerca, all'utente verranno proposti sopratutto i siti più ricchi di testo. Nel prossimo capitolo vedremo come i contenuti dei testi di una pagina influiscono sulla sua posizione nelle classifiche delle ricerche degli utenti. Cosa determina un buon posizionamento

3 Da cosa dipende la posizione nelle classifiche Per posizionamento di un sito si intende quell'insieme di tecniche che possono portare un sito a raggiungere posizioni prominenti nei risultati delle ricerche sui motori. In seguito ad una ricerca effettuata da un utente, un motore di ricerca offre una lista di siti che trattano temi inerenti alle parole cercate. L'obiettivo dei motori di ricerca è presentare una lista che veda in cima i siti che meglio di altri trattano temi riguardanti i termini inseriti dell'utente. Per raggiungere questo risultato, ogni motore di ricerca ha sviluppato algoritmi particolari in grado di stabilire in che misura ogni sito presente nei propri archivi combacia con le parole chiave cercate dall'utente. I siti che combaciano meglio godranno di un posizionamento migliore nei motori di ricerca, ovvero vengono riportati ai primi posti delle liste; inoltre alcuni motori tendono a consigliare sopratutto i siti che vengono considerati più "importanti" o "autorevoli". Ecco dunque una lista dei principali parametri in base ai quali i siti vengono "promossi" (ma ricordate che non sono gli unici): Contenuti testuali Senza ombra di dubbio il fattore che più di ogni altro incide sul posizionamento di un sito web nei motori di ricerca e lo aiuta a scalare le loro "classifiche" è rappresentato dai contenuti testuali del sito stesso. Più l'argomento ricercato dall'utente viene trattato sul sito, e più il motore di ricerca spingerà il sito verso i primi posti della lista. È dunque consigliato produrre considerevoli quantità di testo e trattare qualunque argomento in maniera estesa e approfondita. Keyword (parole chiavi) Ogni volta che un utente effettua una ricerca su un motore di ricerca, inserisce alcuni termini che, a suo giudizio, ritiene attinenti all'argomento di suo interesse. Nel realizzare un sito web bisogna porre attenzione al fatto che nei testi delle pagine siano presenti anche quelle parole-chiave che presumibilmente gli utenti useranno come termini di ricerca sui motori. Se le keyword rappresentano una buona percentuale del testo complessivo di una pagina, il motore di ricerca tenderà a far salire il sito nelle liste. È importante precisare che non bisogna aumentare "artificialmente" la quantità di keyword presenti nelle pagine. I motori di ricerca infatti penalizzano le pagine (ed i siti a cui esse appartengano) che presentano percentuali troppo alte di keyword per essere considerate "genuine". Creare una pagina contenente solo keyword e nessuna frase di senso compiuto rappresenta un trucco di posizionamento controproducente in quanto può spingere il motore di ricerca a bandire definitivamente il sito dai suoi archivi. Quindi è meglio non barare ed imparare a produrre testi di senso compiuto nei quali le keyword appaiono in quantità non eccessiva. Popolarità (numero di link) Un fattore che negli ultimi anni ha acquisito sempre più peso nei criteri usati dai motori di ricerca per stabilire il posizionamento dei siti è quello della loro popolarità sul web. I siti web ritenuti più "popolari" o "autorevoli" da parte del motore di ricerca occupano nelle liste posizioni più alte rispetto a siti meno conosciuti o stimati. La tecnica attraverso la quale i motori di ricerca calcolano l'indice di popolarità di un sito si basa sul numero di link sparsi per il web che puntano ad esso. Più sono i link che puntano al sito (in un certo senso "consigliandolo") e più il sito è considerato popolare. Va inoltre notato che i link non possiedono tutti ugual peso; un link presente sul sito di una importante e conosciuta società ha peso maggiore rispetto a un link presente su una semplice home-page personale. Ogni motore di ricerca prende in considerazione i tre suddetti fattori in modo diverso, attribuendo a ciascuno di essi importanza e peso diversi. Alcuni motori non tengono affatto conto della popolarità di un sito mentre altri, come Google, hanno fatto della popolarità uno degli elementi chiave per poter garantire agli utenti ricerche di buona qualità. Adesso che sapete per sommicapi come funziona un motore di ricerca, potete passare ad argomenti più tecnici, il primo dei quali discute dei siti che usano frame. I siti che usano frame

4 Perché l'uso di frame può causare inconvenienti Molti, moltissimi siti web attualmente pubblicati sulla Rete presentano caratteristiche che ne limitano o addirittura impediscono una corretta catalogazione da parte dei motori di ricerca. Una di queste caratteristiche è indubbiamente l'errata realizzazione dei FRAME (FRAMES, in inglese) o, per essere più precisi, dei file contenenti i FRAMESET. Diamo per scontato che sappiate cosa siano i FRAMESET, visto che tale guida è dedicata a coloro che possiedono nozioni, quantomeno basilari, del linguaggio HTML. Le ragioni per le quali i FRAMESET vengono spesso realizzati in modo errato sono principalmente due: una conoscenza precaria del linguaggio HTML e l'uso superficiale di applicazioni per la creazione visuale di pagine web (FrontPage in testa). Molti webmaster alle prime armi, infatti, si fidano ciecamente di tali applicazioni e sono convinti che un sito web sviluppato con questi strumenti potenti non possa che essere ottimo dal punto di vista tecnico. Non è affatto detto che sia così. Gli spider di diversi motori di ricerca, infatti, si comportano in maniera molto simile ai vecchi browser testuali in uso diversi anni fa, e ignorano molte caratteristiche tecniche avanzate, a cominciare dai frame. Ciò significa che diversi spider saltano a piè pari i tag FRAMESET e tutti i loro contenuti, compresi gli URL ai file HTML contenuti nei tag FRAME, col rischio di non riuscire a trovare le altre pagine appartenenti al sito web visitato. Bisogna dunque fare in modo che lo spider trovi altrove gli URL alle altre pagine o almeno un singolo URL ad una pagina che elenchi tutte le principali sezioni del sito, con relativi collegamenti. Il tag NOFRAMES è stato introdotto (anche) a questo scopo ed è dedicato a tutti quei browser che non supportano i frame. Il suo utilizzo è semplice: <NOFRAMES> Questo testo viene letto solo dai browser che non supportano i frame. Qui va inserito un LINK ad un menu delle pagine del sito o a qualsiasi pagina interna al sito da cui si possa risalire a tutte le altre. </NOFRAMES> Lo standard HTML richiede che i tag NOFRAMES ed i loro contenuti vadano inseriti all'interno dei tag FRAMESET e immediatamente prima o dopo la lista dei tag FRAME: <HTML> <HEAD> <TITLE>Titolo</TITLE> </HEAD> <FRAMESET> <NOFRAMES> Questo testo viene letto solo dai browser che non supportano i frame... </NOFRAMES> <FRAME> <FRAME> </FRAMESET> </HTML> Contenuti del tag NOFRAMES In questa sede abbiamo trattato l'uso del tag NOFRAMES in previsione di una sua utilità con gli spider dei motori di ricerca. Tuttavia è bene precisare che il tag non è nato espressamente per tale scopo, quanto per fornire ai programmatori di codice HTML una via per gestire correttamente le visite di navigatori provvisi di browser obsoleti. Tutti i vecchi browser che non possiedono il supporto dei frame, infatti, rischiano di non poter accedere alle pagine del sito qualora il progettista del sito web non abbia espressamente pensato a loro, sfruttando correttamente il tag NOFRAMES. Ecco dunque che tale tag diventa essenziale per consentire anche ai navigatori meno aggiornati o ai browser per non-vedenti (che possono avere problemi a gestire correttamente i frame) di consultare i contenuti del sito web.

5 Un buon contenuto del tag NOFRAMES sarebbe quindi una breve descrizione del sito e dei suoi contenuti, collegamenti a versioni testuali delle principali pagine del sito (che vale la pena di creare, qualora le normali pagine del sito web facciano massiccio uso di grafica) e infine recapiti postali, telefonici e di posta elettronica per coloro che preferissero entrare in contatto con una persona invece che continuare a navigare sul sito. Nel caso in cui le pagine del sito contenessero principalmente materiale testuale ed il webmaster le ritenesse del tutto idonee alla consultazione da parte di browser testuali o comunque browser privi del supporto dei frame, all'interno del tag NOFRAMES potrebbe essere sufficiente inserire dei link alle normali pagine del sito. Le indicazioni appena fornite, oltre a costituire delle semplici ed efficaci linee guida per rendere il proprio sito web usufruibile da quante più persone possibili, comportano per loro natura la produzione di contenuti (pagine testuali) di cui gli spider dei motori di ricerca andrebbero particolarmente ghiotti. Per tale ragione, un sito web con poco testo o uso massiccio di grafica o di tecnologie non-testuali (Flash in testa) otterrebbe ottimi risultati se proponesse ai propri visitatori, spider compresi, un modo per accedere ad una versione testuale del sito stesso, attraverso un normale link HTML (Es. "versione testuale") posto sia all'interno del tag NOFRAMES che all'interno della pagina principale del sito. Gli spider che supportano i frame Col passare degli anni gli spider di molti motori di ricerca si sono evoluti e i loro programmatori hanno aggiunto il supporto dei frame, che permette agli spider di trovare senza problemi i link interni ai tag FRAME. Tuttavia, sebbene tale evoluzione nel codice degli spider abbia indubbiamente costituito un vantaggio per i webmaster, che sempre più spesso hanno sentito la necessità di utilizzare i frame, essa non costituisce realmente un cambiamento positivo. Difatti esistono almeno tre buone ragioni per continuare a preferire un sito privo di frame: 1. Non tutti i motori di ricerca possiedono spider col supporto dei frame. Sebbene i motori più importanti abbiano già provveduto ad implementare correttamente il parsing dei tag FRAMESET e FRAME, molti altri motori sono rimasti ancorati al vecchio codice, che non permette agli spider di trovare le pagine del sito web. Progettare e costruire due versioni del sito web (una con frame ed una senza) è, il più delle volte, un compito troppo gravoso per essere consigliato. 2. Per sua natura, un sito con i frame possiede una quantità di testo inferiore ad una versione senza frame dello stesso sito. L'esempio più immediato è quello del menù delle sezioni del sito, che solitamente sta in un frame a parte ma che in una versione del sito senza frame necessita di essere ripetuto in ogni pagina html. Ovviamente la presenza di tale menù in ogni pagina, specie se contenente importanti keyword, non fa altro che rafforzare i contenuti della pagina stessa. 3. Il sito con i frame diviene, a causa del tipo di indicizzazione dei motori di ricerca, meno usabile per l'utente. Ciò avviene perché i motori indicizzano e presentano ai propri utenti singoli file HTML. Ne consegue che quando l'utente segue dal motore di ricerca un link che punta ad una pagina appartenente ad un frameset, si ritrova davanti esclusivamente la pagina relativa al singolo file HTML a cui faceva riferimento il link e non l'intero frameset. Tutto ciò riduce drasticamente l'usabilità del sito e l'utilità di essere trovati sui motori di ricerca, in quanto molti utenti non si rendono conto che la pagina visualizzata appartiene ad un insieme di pagine più grande e, presa visione dei suoi contenuti, abbandonano il sito senza ipotizzare la presenza di altre pagine utili. Una (imperfetta) soluzione a questo problema può essere quella di realizzare codice Javascript che forza il caricamento dell'intero frameset nel caso in cui l'utente visualizzi una pagina fuori da esso. Considerazioni finali sui frame Dal punto di vista dell'ottimizzatore di codice HTML, in previsione di un indicizzamento del sito sui motori di ricerca, è preferibile fare a meno dei frame in tutti i casi possibili. Alcune volte sarà necessario ricorrere al loro utilizzo e, per quelle occasioni, consigliamo di aggiungere contenuto testuale a cui gli spider e gli utenti di browser testuali possono accedere dal tag NOFRAMES. In tali casi è inoltre opportuno provvedere a rinforzare i contenuti del sito offrendo ai suoi visitatori una pagina con la mappa delle pagine, particolarmente ghiotta agli spider e sempre di aiuto per i navigatori "umani".

6 La prossima lezione avrà per oggetto il titolo da attribuire ad una pagina web. Il titolo della pagina web L'importanza di scegliere un titolo adeguato La scelta del titolo di una pagina web rappresenta il primo importante passo per un buon posizionamento della pagina sui motori di ricerca. I motori, infatti, assegnano al titolo della pagina un'importanza molto alta in quanto sono spinti a credere che i suoi contenuti siano estremamente "genuini" e che riassumano bene i reali contenuti della pagina. La ragione della fiducia riposta nel titolo dai motori di ricerca sta nel fatto che il titolo di una pagina web viene presentato in primo piano all'utente che ha effettuato la ricerca. Il titolo costituisce così il fattore su cui l'utente baserà il suo primo giudizio sulla pagina web; se il titolo contiene informazioni che l'utente giudica interessanti e compatibili con ciò che ha cercato, allora la visita della pagina web è assicurata. I motori di ricerca ritengono quindi piuttosto improbabile che un webmaster inserisca nel titolo informazioni fuorvianti circa i reali contenuti della pagina. Per questo motivo, una parola contenuta nel titolo viene considerata realmente attinente al tema della pagina e costituisce uno dei più importanti parametri in base ai quali i motori di ricerca determinano l'attinenza di una pagina web con i termini di ricerca specificati dall'utente. Indicazioni per una buona scelta Il titolo di una pagina web rappresenta il primo contatto tra l'utente e il titolare dei contenuti della pagina. È quindi molto importante che nel titolo appaiano due essenziali informazioni: 1. Il nome del sito o dell'azienda a cui la pagina appartiene 2. I temi trattati nella pagina a cui il titolo fa capo Il nome del sito o dell'azienda non è, a dire il vero, strettamente necessario ai fini del posizionamento sui motori di ricerca. Tuttavia è un modo per identificarsi subito col lettore e presentarsi ad esso con "nome e cognome". Una identificazione chiara può comunicare all'utente trasparenza e professionalità, aumentando le probabilità che il link alla pagina web venga seguito. Inoltre, se il nome del sito o della ditta contenesse per caso una o più parole chiavi inerenti i temi trattati nella pagina, la sua presenza nel titolo acquisirebbe ancora più importanza perché potrebbe dare una mano alla pagina a venire fuori nelle ricerche che comprendono i termini contenuti nel titolo. Oltre al nome che identifica il titolare della pagina web, è indispensabile indicare alcune informazioni che comunichino al lettore il tema principale discusso nel testo della pagina. In questa fase, è bene non farsi prendere la mano da tentazioni "pubblicitarie" che potrebbero spingere il webmaster a conferire un titolo altisonante o inserire slogan di dubbio gusto. Al contrario, il titolo di una pagina web deve semplicemente contenere ciò che, per logica, il lettore si aspetta di trovarvi: una breve descrizione degli argomenti che la pagina tratta. Quando usiamo il termine "descrizione" non ci riferiamo ad una lunga trattazione dei contenuti nè ad una corposa lista di argomenti. Basta indicare gli argomenti principali, ovvero quelli trattati di più nella pagina e cercare di farlo usando un linguaggio immediato e senza superflui fronzoli. Un buon titolo per la pagina che state leggendo potrebbe essere: Come il titolo della pagina influisce sul posizionamento. L'argomento principale della pagina è chiaramente identificato (la relazione tra il titolo e la posizione della pagina sui motori di ricerca) e inoltre il testo contiene alcune parole chiave che potrebbero apparire come termini di ricerca: titolo, pagina, posizionamento. Potrebbe essere una buona idea far precedere la frase sopra riportata col nome del sito "motoricerca.info" oppure da "Motori di ricerca", in maniera da rendere maggiormente chiaro l'argomento portante dell'intero sito e meglio contestualizzare la frase che segue. Ecco infine come il titolo va inserito nei tag HTML appositi, all'interno della sezione HEAD (intestazione) della pagina web: <TITLE> Motori di ricerca: come il titolo della pagina influisce sul posizionamento </TITLE>

7 Un buon titolo di pagina va sempre accoppiato ad una altrettanto buona descrizione, come spiegato nel capitolo successivo della guida, quello sui meta tag. I meta tag A cosa servono, quando e come usarli In questo capitolo prenderemo in esame i meta tag (o "metatag" come vengono spesso chiamati). I meta tag sono particolari tag HTML attraverso i quali è possibile specificare informazioni (anzi, meta-informazioni) di vario genere e tipologia su una pagina web. Questo capitolo tratterà solo quei meta tag correlati ai motori di ricerca. Per una trattazione più generica e per coloro che non hanno dimestichezza con l'html consigliamo di dare un'occhiata alla documentazione ufficiale W3C sui tag meta (disponibile anche in italiano). Iniziamo dicendo che ai fini del posizionamento nei motori di ricerca I META TAG NON SERVONO QUASI A NIENTE. I meta tag hanno valenza minima I motori di ricerca decidono la posizione di una pagina basandosi sul testo contenuto nella pagina stessa, sulla popolarità del sito web e su diversi altri parametri. Purtroppo si è diffusa la convinzione che i meta-tag servano a "far registrare" un sito sui motori di ricerca o che la loro presenza su una pagina possa magicamente richiamare gli spider dei motori o, addirittura, che servano a far arrivare i visitatori sul sito. Spinto dal desiderio di trovare una soluzione comoda e veloce (anche se inutile), è nato il luogo comune che per ottenere buoni risultati sui motori di ricerca sia sufficiente fare un sito web "come capita" (anche tecnicamente scadente) e poi inserire sulle sue pagine i meta tag, magari creati con un generatore di meta tag ("meta tag generator") trovato sul web. Chi procede come appena descritto ottiene, ovviamente, risultati disastrosi. Un sito web non realmente ottimizzato non trae alcun beneficio di posizionamento dai meta tag, inoltre i numerosi generatori di meta tag esistenti spingono gli utenti ad abbandonarsi ad automatismi che non permettono loro di capire cosa stanno realmente facendo e che producono spesso meta tag superflui che non sono di alcun aiuto ai motori di ricerca, appesantendo inutilmente la dimensione in byte della pagina web. Per capire come realmente funziona l'ottimizzazione e la registrazione dei siti sui motori di ricerca consigliamo di leggere attentamente tutti i capitoli della guida di Motoricerca.info I meta tag a cui faremo riferimento hanno perso quasi del tutto la loro efficacia come strumento per il posizionamento delle pagine web, tuttavia rimangono a volte utili per rafforzare un minimo il tema della pagina e spesso servono anche come strumento di usabilità nei confronti degli utenti. Essenzialmente, i meta tag dedicati ai motori di ricerca sono tre: 1. DESCRIPTION Questo meta tag permette di inserire una descrizione dei contenuti della pagina web in cui esso appare. 2. KEYWORDS Questo meta tag consente di specificare una lista di parole chiave che riguardano gli argomenti trattati nella pagina web. 3. ROBOTS A differenza dei due meta tag di cui sopra, il cui scopo è includere informazioni supplementari sui contenuti della pagina, questo altro meta tag contiene dei "consigli di comportamento" per gli spider che preleveranno e analizzeranno la pagina. Spiegheremo meglio in seguito cosa intendiamo con "consigli di comportamento". A questi tre si aggiungono i meta tag dedicati a Google, che riportiamo in quanto tale motore assume attualmente un ruolo predominante sulla scena dei motori di ricerca internazionali. A cosa servono i meta tag DESCRIPTION e KEYWORDS I primi spider sviluppati dai motori di ricerca si limitavano a leggere l'intestazione delle pagine HTML da indicizzare e una piccola quantità di testo della pagina, nell'ordine di qualche centinaio di caratteri. Gli algoritmi degli spider erano ancora poco raffinati e inoltre questi programmi potevano contare su una potenza di calcolo e una capienza dei supporti di massa inferiore a

8 quella che possediamo oggi. Per tale ragione, non potevano permettersi di leggere, analizzare ed includere nei propri archivi l'intera pagina HTML ma dovevano accontentarsi di un suo breve estratto. Ad aiutare gli spider (ma più genericamente qualunque tipo di browser) a classificare opportunamente le pagine, intervenivano dunque i webmaster, che includevano importanti informazioni sui contenuti della pagine nei tag meta, ovvero nell'intestazione, tra i tag HEAD. In questo modo gli spider potevano accedere ad una sorta di "sunto" dei contenuti della pagina limitandosi a leggere l'intestazione e poco altro testo nel corpo del file HTML. Tuttavia, col passare del tempo i programmatori degli spider si accorsero che questo "aiuto" ricevuto dai webmaster poteva nascondere una tecnica per sviare gli algoritmi di classificazione dei motori di ricerca; era infatti sufficiente inserire nei meta tag descrizioni e keyword non attinenti ai contenuti reali delle pagine per poter apparire in ricerche non correlate ai termini cercati dagli utenti. Per questa ragione i motori di ricerca volsero i propri sforzi a realizzare nuovi algoritmi, che prendevano in esame principalmente i contenuti testuali della pagina, relegando i contenuti dei meta tag ad una posizione di importanza secondaria. Oggi non è più possibile barare con i meta tag come si faceva una volta, anzi, molti motori di ricerca penalizzano i siti che presentano contenuti dei meta tag non attinenti agli argomenti trattati in seguito nel corpo pagina web. I meta tag DESCRIPTION e KEYWORDS, dunque, servono oggi solo a "consolidare" gli argomenti trattati in una pagina web e non vanno comunque utilizzati per fuorviare gli algoritmi dei motori di ricerca. Contenuti del meta tag DESCRIPTION Il suddetto meta tag ha lo scopo di fornire allo spider una breve descrizione dei contenuti della pagina. E ripetiamo: una breve descrizione, che non dovrebbe mai superare le due righe di testo (150 caratteri o giù di lì). Tale testo deve ospitare un piccolo sunto degli argomenti trattati nella pagina, di cosa si parla, a chi si rivolge, ecc. Dovrebbe anche enfatizzare gli argomenti che più di altri possono attirare l'attenzione del lettore, in quanto il contenuto di questo tag meta viene spesso riportato dai motori di ricerca nelle ricerche effettuate dagli utenti. I contenuti di tale tag devono dunque servire per dare all'utente dei motori di ricerca un'idea di ciò che troverà nella pagina, prima ancora che essa venga visitata. La descrizione deve essere semplice, efficace e di tipo discorsivo, non banalmente sfruttata per includere parole chiavi. "Spettacolarizzare" i contenuti è controproducente, perché tutto il testo del meta tag dovrebbe essere attentamente sfruttato per comunicare al lettore informazioni utili e non per lanciare slogan. Esempio errato: Compravendita e affitti di immobili, case, ville e villini, appartamenti, monolocali, terreni, casali, ecc. Altro esempio errato: Agenzia immobiliare Tizio & C: le migliori offerte immobiliari che puoi trovare! Visita il nostro sito e dai un'occhiata ai fantastici immobili che abbiamo in catalogo! Una buona descrizione: L'agenzia offre consulenza immobiliare e servizi per la compravendita e l'affitto di case e altri immobili in Lombardia e tutto il nord Italia. Analizzando i tre esempi indicati sopra, notiamo che il primo di essi cerca di stipare nella descrizione quante più parole chiave possibili. Si potrebbe obiettare che tali parole rappresentano comunque dei reali contenuti della pagina e che la lista di parole può comunque essere considerata efficace per l'utente che dovesse leggere tale descrizione sul motore di ricerca. In realtà non è questo che cerca l'utente: la maggior parte dei navigatori si aspetta che i contenuti vengano offerti sotto forma di un linguaggio semplice ed efficace, che sia comprensibile e sopratutto che dia l'idea di essere stato scritto da un essere umano e non da qualche automatismo che si limita ad elencare alcune parole inerenti i contenuti della pagina web. La descrizione va dunque sfruttata per includere una breve presentazione discorsiva dei contenuti della pagina web. Ogni altro tipo di utilizzo, finalizzato ad obiettivi diversi da quello appena esposto, viene visto con sospetto sia dai navigatori che, sopratutto, dai motori di ricerca. Il secondo esempio rappresenta forse il peggior uso possibile del meta tag DESCRIPTION. Non solo la descrizione non offre un buon numero di informazioni al lettore ma lo stile pubblicitario verrebbe considerato estremamente poco professionale. Non si deve commettere l'errore di dare per scontato che i siti che appaiono ai primi posti nelle classifiche dei motori di ricerca verranno necessariamente visitati dai navigatori. Una presentazione poco professionale può allontanare i visitatori e vanificare gli

9 sforzi di un'attenta ottimizzazione dei contenuti del sito web. Quindi: un linguaggio semplice e diretto ma non volto alla spettacolarizzazione dei contenuti. Sempre nel secondo esempio si ravvisa l'errore di includere al suo interno il nome della ditta, che invece dovrebbe apparire nel titolo della pagina e non nella sua descrizione. Includere il nome del sito all'interno del meta tag DESCRIPTION è solo un modo per sfruttare male lo spazio a disposizione, che potrebbe essere utilizzato per includere maggiori e più utili informazioni sui contenuti della pagina. Il terzo ed ultimo esempio, invece, riporta una buona descrizione. Il linguaggio è semplice e professionale, comunica al lettore cosa troverà nel sito ancor prima di visitarlo, e fornisce informazioni utili come l'area geografica di interesse. Inoltre contiene alcune parole chiave. L'ultima e importante raccomandazione nella stesura di una buona descrizione è quella di dedicarla ai contenuti della singola pagina che la dovrà ospitare, e non all'argomento generale di un sito web. La buona descrizione di cui sopra, ad esempio, è particolarmente adatta alla pagina principale del sito di un'agenzia immobiliare, ma non ad una pagina interna espressamente dedicata agli affitti, che meriterebbe una descrizione focalizzata sull'argomento degli affitti. Questo ci porta a concludere che, per ciascuna pagina del sito, è necessario produrre una descrizione diversa e sempre attinente ai suoi contenuti (regola peraltro valida anche per il meta tag KEYWORDS). Esempio di codice HTML per il meta tag DESCRIPTION, da inserire nell'intestazione (HEAD) della pagina web: <META NAME="DESCRIPTION" CONTENT="Inserire qui la descrizione della pagina."> Contenuti del meta tag KEYWORDS Il meta tag KEYWORDS ha lo scopo di indicare ai motori di ricerca una lista di parole chiave inerenti i contenuti della pagina web in cui il tag appare. La scelta di tali parole rappresenta una fase molto importante della stesura di una pagina web, non tanto perché alcuni motori si basano ancora sui contenuti di questo tag meta per cercare di individuare il tema principale della pagina, quanto perché le keyword individuate dovrebbero poi essere utilizzate nel testo contenuto nella pagina. Per creare una buona lista di termini chiave, è consigliato innanzitutto stilare su un foglio un breve elenco di tipologie di persone a cui i contenuti della pagina possono interessare. Bisogna cercare di individuare quante più classi possibili di individui potenzialmente interessati alle informazioni fornite nella pagina web, ragionando sulle molteplici motivazioni che possono spingere gente diversa, con diverse esigenze, ad interessarsi di medesimi contenuti, o di contenuti simili. Una volta compiuto ciò, il passo successivo consiste nel mettersi nei panni di queste persone e provare a ipotizzare quali termini è più probabile che costoro cerchino nei motori di ricerca. I parametri da prendere in considerazione sono diversi perché non solo persone con esigenze leggermente diverse possono utilizzare parole molto differenti ma anche individui con la medesima necessità possono pensare parole diverse a seconda dei diversi gradi di cultura. Persone più colte possono utilizzare termini più ricercati o tecnici o comunque appropriati all'argomento di ricerca, mentre gente con un vocabolario personale più scarno è maggiormente portata ad utilizzare termini generici, adattati all'argomento per l'occasione. Invece di "automobili" o "autovetture" alcune persone potrebbero usare il termine generico "macchine" e invece di "agenzia di viaggi" o "tour operator" potrebbero preferire un meno specifico "vacanze". Un importante fattore da prendere in considerazione e che i suddetti esempi ci illustrano è che una buona metà degli utenti non sa cosa cercare nè sa come cercarlo. A volte la gente si limita a indicare un oggetto di ricerca molto generico, senza specificare parole che indichino al motore di ricerca cosa si intende fare con quell'oggetto. Un utente che cerca semplicemente "macchine" non fornisce abbastanza indicazioni su ciò che realmente vuole ottenere. Cerca forse un sito con le quotazioni di mercato delle automobili? Un sito sportivo che tratta di corse di autovetture? Una ditta che vende automobili di seconda mano? O, peggio, dei macchinari agricoli per arare un podere? Sono domande che non possono trovare risposta, ma colui che ha il compito di cercare parole chiavi da inserire nel tag meta KEYWORDS deve tenere conto di tutte le possibilità e stilare una lista che contenga non solo i termini più indicati per l'argomento discusso nella pagina web ma anche parole più generiche, alla portata di chi non possiede un buon bagaglio linguistico. Se il sito web ospita informazioni su un'attività lavorativa o su un'azienda che opera in un ristretto ambito locale, è consigliato cercare keyword che specifichino la zona di operazione della ditta. Il nome di una città, di una provincia o il nome di una località geografica sono utilissimi per acquistare visibilità agli occhi degli utenti che restringono il campo di ricerca ad una specifica località. Il passo seguente nella scelta delle parole chiave consiste nell'individuare non solo singoli termini ma anche brevi serie di due o tre parole al massimo che, assieme, identificano meglio un argomento. Illustriamo di seguito un esempio chiarificatore.

10 Il sito web di un commercialista potrebbe beneficiare delle seguenti parole chiave: commercialista ragioniere fiscalista contabile contabilità consulente consulenza milano Ecco adesso alcune serie di due o tre parole: ragioniere commercialista esperto fiscale studio di ragioneria commercialista milanese consulenza fiscale consulenza tributaria La lista di keyword che andranno a costituire il contenuto del meta tag KEYWORDS conterrà dunque sia singole parole che piccoli gruppi di parole. Esempio di codice HTML per il meta tag KEYWORDS, da inserire nell'intestazione (HEAD) della pagina web: <META NAME="KEYWORDS" CONTENT="commercialista,ragioniere, studio di ragioneria,consulenza fiscale,consulente, ragioniere commercialista, commercialista milanese,milano,ecc."> Come si può notare, le keyword sono separate da virgole. Tra gli esperti in ottimizzazione dei siti e posizionamento nei motori di ricerca, la discussione su come le keyword vadano indicate all'interno del meta tag è sempre aperta. C'è chi consiglia di non usare virgole, chi di separare le parole con una virgola e uno spazio. Tuttavia, uno dei metodi considerati più "corretti", e che avalliamo, è quello di separare le keyword solo con una virgola, evitando gli spazi semplicemente per non introdurre caratteri superflui. Anche la posizione delle parole all'interno della lista possiede la sua importanza: le parole elencate ai primi posti vengono considerate dai motori di ricerca più rilevanti rispetto a quelle che seguono. Per cui è bene inserire tra le prime parole quelle che presumibilmente verranno usate più frequentemente nelle ricerche degli utenti. L'ultima importante indicazione è dedicata al numero di parole da inserire nei contenuti del meta tag KEYWORDS. Non bisogna eccedere in numero; è opinione comune che "poche sono meglio di molte", per cui il nostro consiglio è di non superare le trenta keyword (intese come singole parole o gruppi di parole) e possibilmente di mantenersi intorno alle quindici o poco più. Rapporto tra i meta tag e i contenuti della pagina Quella che segue è una regola importantissima, tanto che le viene dedicato un paragrafo a sè stante: i contenuti dei meta tag DESCRIPTION e KEYWORDS devono essere compatibili con i contenuti testuali della pagina web. Una volta individuata una descrizione ed serie di parole chiave che rappresentano bene i contenuti della pagina, è necessario effettuare un lavoro indispensabile, affinché i termini scelti risultino realmente efficaci nel posizionare il sito: controllare che siano presenti nel testo della pagina. Questa regola vale in particolar modo per le keyword: tutte le keyword presenti nel relativo meta tag devono apparire anche nel testo contenuto nel corpo della pagina. Ad essere sinceri, è presumibile che alcuni motori di ricerca non siano così ristrettivi e che in realtà permettano una certa elasticità nel tollerare la quantità di keyword non presenti nel testo. Per un pieno grado di sicurezza, però, è altamente consigliato che le keyword utilizzate nel testo siano tutte. Ciò non sempre è facile da ottenere, e sarà possibile incontrare alcune difficoltà nel cercare di far apparire tutte le keyword nel testo, senza con questo ridurre la qualità dei contenuti e la leggibilità della pagina. Al solito, sarà l'esperienza acquisita nel tempo ad aiutare il webmaster ad ottenere buoni risultati. Il meta tag ROBOTS

11 Differentemente dai precedenti due, il meta tag ROBOTS non ha lo scopo di fornire informazioni inerenti i contenuti della pagina web. Al contrario, si tratta di un modo per comunicare con lo spider del motore di ricerca e invitarlo a seguire alcune direttive circa l'uso della pagina web prelevata. Attualmente, le direttive impartibili allo spider sono due ed hanno i seguenti scopi: 1. Richiesta di includere (o non includere) i contenuti della pagina nell'archivio del motore di ricerca 2. Richiesta di seguire (o non seguire) tutti i link presenti nella pagina, al fine di individuare altre pagine del sito web Per chiedere allo spider di indicizzare (ovvero archiviare) i contenuti della pagina si usa la direttiva INDEX. Se, invece, non si desidera che i contenuti della pagina vengano archiviati si usa la direttiva NOINDEX. Per chiedere allo spider di seguire tutti i link contenuti nella pagina si usa la direttiva FOLLOW. Al contrario, per impedire che lo spider segua i link contenuti nella pagina si usa la direttiva NOFOLLOW. I due tipi di direttive possono essere combinati a piacere e inclusi nel contenuto del tag ROBOTS separandoli con una virgola. Il seguente esempio invita lo spider a catalogare la pagina e a seguirne tutti i link trovati al suo interno: <META NAME="ROBOTS" CONTENT="INDEX,FOLLOW"> L'esempio successivo chiede allo spider di non includere la pagina negli archivi del motore di ricerca. Tuttavia, si invita lo spider a seguire i link presenti nella pagina: <META NAME="ROBOTS" CONTENT="NOINDEX,FOLLOW"> Le due direttive possono essere combinate tra loro a discrezione del webmaster e compatibilmente con le sue esigenze. È consigliato non far archiviare pagine dai contenuti temporanei e soggette a prossima cancellazione. Oppure si può chiedere allo spider di non seguire i link ad alcune pagine private del sito, non dedicate al pubblico lettore. Una raccomandazione importante da fare circa i contenuti del meta tag ROBOTS è quella di non indicare direttive in conflitto tra di loro (ad esempio INDEX e NOINDEX assieme) e quella di non ripetere le direttive. Esistono due ulteriori direttive: ALL, che "accende" tutte e due le direttive e che quindi è sinonimo di "INDEX,FOLLOW", e NONE che "spegne" tutte e due le direttive e che è dunque sinonimo di "NOINDEX,NOFOLLOW". Alcune importanti precisazioni finali: In mancanza del meta tag ROBOTS, gli spider si comportano come se avessero trovato INDEX,FOLLOW I motori di ricerca che riconoscono e rispettano il meta tag ROBOTS sono la maggior parte, ma non tutti. Abbiamo usato il termine "consigli di comportamento" proprio perché non c'è la sicurezza matematica che tutti gli spider seguano le indicazioni del meta tag ROBOTS I meta tag dedicati a Google Esistono meta tag espressamente dedicati al motore di ricerca Google. Quando Google visita una pagina web, archivia nei propri database il file HTML ricevuto. Successivamente, quando gli utenti effettuano una ricerca, Google offre, oltre ai link alle pagine web elencate, anche un link alle copie che tiene in archivio; tale link mostra la dicitura "Copia cache" o "Cached". Questo permette agli utenti di prendere visione dei contenuti della pagina web risalenti a quando Google ha visitato la medesima, cosa che può tornare comoda qualora la reale pagina web non fosse raggiungibile per problemi tecnici. Tuttavia, alcuni webmaster non gradiscono che Google consenta agli utenti di osservare la pagina HTML così come è stata letta dal motore di ricerca. Per questa ragione, Google ha ideato un apposito meta tag attraverso il quale i webmaster possono chiedere al motore di ricerca di non conservare una copia della pagina web. Ecco la sua sintassi: <META NAME="GOOGLEBOT" CONTENT="NOARCHIVE"> L'uso di questo meta tag impedisce a Google di tenere una copia della pagina e rimuove dai risultati delle ricerche la visualizzazione del link con la dicitura "Copia cache".

12 Il secondo meta tag dedicato a Google consente di rimuovere dai risultati delle ricerche lo "snippet", ovvero l'estratto della pagina che Google crea "al volo" e che mostra sotto il link alla stessa. Questo meta tag è nato perché non sempre gli estratti creati da Google sono realmente rappresentativi dei contenuti della pagina. In tali casi, il webmaster può preferire di non far mostrare alcun estratto, ricorrendo al seguente meta tag: <META NAME="GOOGLEBOT" CONTENT="NOSNIPPET"> Va notato che tale richiesta di rimozione degli estratti comporta implicitamente anche la rimozione della copia della pagina che Google mantiene nei suoi archivi, producendo il medesimo effetto del meta tag "NOARCHIVE" pocanzi illustrato. Quando il meta tag ROBOTS non basta Il meta tag ROBOTS sopra discusso è un utile strumento per controllare i comportamenti degli spider, ma non è l'unico. Nel prossimo capitolo discuteremo di un altro mezzo: il file robots.txt. Le keyword Dove e quando usare le parole-chiave Nel capitolo dedicato ai meta tag abbiamo spiegato che cosa è il meta tag "KEYWORDS", quali sono i suoi scopi e come scegliere la lista di parole-chiave che esso ospita. Sempre nello stesso capitolo abbiamo però evidenziato il fatto che la maggior parte dei motori di ricerca attribuisce ormai ai meta tag un'importanza nulla o comunque incredibilmente bassa. È per tale ragione che non è opportuno investire nella scrittura del meta tag KEYWORDS molto tempo, in quanto l'analisi dei motori si basa adesso sul testo che la pagina contiene. Ed è proprio all'interno dei testi della pagina che i motori si aspettano di trovare le parole-chiave inerenti gli argomenti trattati nella pagina stessa. Scrivere il testo della pagina I contenuti testuali della pagina vanno prodotti nella maniera più "naturale" e semplice possibile. Nella prima fase di redazione del testo, è consigliato trattare l'argomento a cui la pagina è dedicata senza pensare alla necessità di inserirvi le parole-chiave. Questo approccio permette di ottenere testi che non soffrono di quella che potremmo chiamare "sindrome da keyword", che colpisce i webmaster che tentano a tutti i costi di inserire keyword nel testo, a discapito della sua qualità e leggibilità. Una volta che la produzione del testo sarà terminata, i suoi contenuti potranno essere riletti per individuare se le parole-chiave inerenti l'argomento trattato risultano essere già presenti all'interno del testo oppure necessitano di essere aumentate, diminuite o variate. La quantità delle keyword Le keyword vanno usate all'interno del testo in maniera moderata e opportuna. La maggior parte dei lettori sono perfettamente in grado di rendersi conto che un testo è stato redatto con la chiara intenzione di stiparvi all'interno il maggior numero di parole-chiave: continue ripetizioni delle stesse parole saltano immediatamente all'occhio del lettore, penalizzano il grado di leggibilità della pagina e rischiano di offrire un'immagine poco professionale del sito. Anche la maggior parte dei motori di ricerca è in grado di rendersi conto se una keyword è stata utilizzata più del necessario: attraverso calcoli che si basano sia sulla frequenza delle parole sia sulla loro percentuale sull'intero testo della pagina, riescono a determinare se le keyword sono state usate con naturalezza oppure se sono state "spinte" per aumentare aritificiosamente la loro rilevanza agli occhi del motore. La maggior parte degli esperti concorda nel sostenere che una buona percentuale di parole-chiave si aggira tra il 5% e il 10% del testo complessivo della pagina. Pur concordando con questa affermazione, questa guida preferisce fornire un consiglio alternativo: dimenticate i calcoli sulla percentuale e scrivete i vostri testi con naturalezza. Prendete come esempio questa stessa pagina: indubbiamente i termini "keyword" e "parole-chiave" ricorrono frequentemente e costituiscono una consistente percentuale del testo, tuttavia tale percentuale non è stata calcolata nè abbiamo dovuto fare

13 particolare controlli per il timore di eccedere con le keyword. Abbiamo scritto con naturalezza il testo e siamo certi che la pagina otterrà un buon posizionamento sui motori di ricerca. Scrivere con semplicità i testi, inoltre, produce per vie naturali sinonimi e termini correlati alle parole-chiave di nostro interesse, un "effetto collaterale" decisamente positivo per il posizionamento della pagina. Dove inserire le keyword Esistono alcune sezioni della pagina che i motori di ricerca considerano particolarmente rilevanti. Cercare di far apparire una o più parole-chiave in queste sezioni permette di infondere alle stesse una maggiore rilevanza. Ecco dunque un elenco dei principali posti dove è consigliato che una parola-chiave appaia. Al solito, non esagerate: "consigliato che appaia" non vuol dire "apparire a tutti i costi": Nel titolo (tag TITLE) della pagina. Dell'importanza dei contenuti del tag TITLE abbiamo già discusso nel capitolo della guida ad esso dedicato. Invitiamo dunque il lettore a prenderne visione. Nei meta tag. Come per il titolo, abbiamo già trattato approfonditamente l'argomento dei meta tag con un apposito capitolo della guida, al quale rimandiamo il lettore. Nelle intestazioni (tag H1 e simili). Un'intestazione può contenere una o più parole-chiave inerenti l'argomento trattato dal testo ad essa seguente. Si consiglia di produrre intestazioni brevi e i cui contenuti riassumono bene i temi della pagina o del paragrafo a cui esse fanno riferimento. Nelle prime righe di testo di una pagina. Le prime righe del testo di una pagina sono quelle che per prime catturano l'attenzione del lettore e sulle quali l'utente si basa per decidere di continuare o meno la lettura del testo. È consigliato che le prime righe di una pagina contengano una buona introduzione agli argomenti da essa trattati ed alcune delle keyword più rappresentative dei temi discussi. Nei testi dei link. Il testo che fa parte di un link ad un'altra pagina gioca un ruolo molto importante. Far apparire una keyword nel testo dei link aiuta a formare un'attinenza tra il termine usato e la pagina verso cui il link punta nonché, in misura minore, con la pagina su cui il link risiede. Tra le parole evidenziate in neretto o in corsivo. Alcuni motori di ricerca possono dare particolare rilevanza a parole evidenziate in diversi modi all'interno del testo (tag B, STRONG, I, EM, ecc.). Noi consigliamo di non eccedere con questi stili, non solo perché un uso eccessivo può abbassare considerevolmente la leggibilità del testo, ma anche perché i motori di ricerca sono in grado di rilevare eventuali abusi. Nel nome del file. Benché non si tratti di una sezione della pagina, diversi motori di ricerca controllano il nome del file per individuare al suo interno eventuali keyword. Far sì che il nome corrisponda o contenga una o più delle parole-chiave inerenti i contenuti della pagina può risultare dunque una buona idea, a patto che il nome della pagina rimanga corto e di facile memorizzazione per le persone. Tuttavia, noi riteniamo che la considerazione che i motori danno al nome del file è destinata a diminuire sempre più nel tempo, in quanto i responsabili dei motori di ricerca si stanno rendendo conto che molti webmaster poco scrupolosi stanno abusando di questa caratteristica proprio per aumentare artificiosamente l'attinenza di una pagina con le keyword. La quantità non basta È necessario precisare che l'ottimizzazione di una pagina per alcune keyword consiste in qualcosa di molto, molto più complesso dell'accertarsi della loro presenza nei punti-chiave della pagina. È facile cadere nell'errore di credere che le buone posizioni si basino principalmente sulla quantità delle keyword ed è per tale ragione che molte delle domande più frequenti su questo argomento sono del tipo "quante keyword usare al massimo...?" oppure "qual'è la lunghezza da dare a questo testo?". Sono tutte domande che hanno per oggetto la mera quantità e che si fondano sull'errato presupposto che "molto è meglio di poco" o che esista una "lunghezza giusta", un valore assoluto da rispettare. La realtà è che focalizzare la propria attenzione sulla quantità, porta i webmaster ad acquisire una logica lontana dalla qualità. Non esistono ricette pronte all'uso in quanto ogni motore applica algoritmi diversi, dà più o meno peso a caratteristiche diverse delle pagine e ognuno di questi pesi può cambiare da un momento all'altro, senza preavviso. Anche le regole esposte nei paragrafi precedenti vanno dunque applicate cum grano salis. Se una parola/keyword si sposa bene in un contesto, può avere senso usarla, altrimenti è meglio metterla temporaneamente da parte. Questa è l'unica regola che, proprio perché non si basa su valori assoluti ma su una logica di fondo, manterrà la propria validità ed efficacia anche in futuro.

14 L'evoluzione dei motori di ricerca, inoltre, porterà a tecniche per l'individuazione del significato del testo di una pagina. Per tale ragione, sarà sempre più importante riuscire a produrre testi tematizzati su un argomento, con un occhio di riguardo alla loro qualità globale, più che alla banale ripetizione delle parole-chiave. I link del sito Creare buone strutture di navigazione A monte di ogni potenziale buon risultato di posizionamento, esiste una condizione basilare: le pagine del sito devono essere archiviate dai motori di ricerca e per ottenere ciò è indispensabile che gli spider dei motori siano in grado di individuare e accedere alle suddette. A prima vista parrebbe una considerazione superflua, tuttavia diversi dei siti web esistenti sono di fatto non navigabili da parte degli spider, che non riescono a individuare le pagine che compongono i siti a causa di mancanza o carenza dello strumento principale attraverso cui avviene la normale navigazione: i link HTML. Link esclusivamente HTML Negli ultimi anni si sono affermate tecnologie che offrono, tra le altre cose, anche la possibilità di creare menu o strutture di navigazione senza far uso di link HTML, ovvero del tag "A" e del relativo sua attributo "HREF". Ad esempio, attraverso Javascript è possibile far effettuare al browser il caricamento di una pagina al semplice interagire dell'utente con un generico elemento, che può anche non essere un link. Purtroppo gli spider dei motori non sono stati istruiti per interpretare codice diverso dall'html, per cui tutti quei link non-html o più generalmente quei sistemi di navigazione che non fanno uso del tag standard "A", possono risultare una vera e propria barriera architettonica sia per gli spider dei motori di ricerca sia per gli utenti che fanno uso di browser poco aggiornati o browser particolari come quelli per i non vedenti. A coloro che hanno realizzato sistemi di navigazione con tecnologie diverse dal linguaggio HTML, spiegheremo nel capitolo dedicato ai contenuti dinamici (attualmente in fase di realizzazione) come ovviare al problema creatosi, soffermandoci nel capitolo presente su come progettare e utilizzare al meglio i link HTML interni al sito. I link interni Per "link interni" (detti anche "inbound link") intendiamo quelli che risiedono su una delle pagine del sito e che puntano ad un'altra pagina del medesimo sito. Tali link devono assolvere ad almeno tre essenziali esigenze: 1. Fornire al visitatore una struttura principale di navigazione del sito, logica e il più possibile semplice; 2. Permettere agli spider di individuare tutte le pagine del sito; 3. Collegare tra loro pagine che sviluppano concetti simili o correlati. Gli spider dei motori di ricerca possono approdare ad un sito web seguendo un qualunque link trovato su altri siti. Non v'è certezza che tali link puntino proprio alla homepage e quindi è opportuno accertarsi che spider e utenti abbiano modo di raggiungere una qualunque pagina del sito indipendentemente dalla pagina da cui sono inizialmente entrati. Una delle soluzioni più comuni consiste nel dotare ogni pagina del sito di un menu di navigazione, attraverso il quale risalire alle altre pagine o, in caso di un sito composto da molte pagine, a delle sezioni principali da cui poi possono diramarsi sottosezioni e sottopagine. Va da sé che una pagina essenziale, che deve necessariamente apparire tra quelle considerate più importanti, è l'homepage, per cui è bene che ogni pagina possieda sempre un link alla suddetta. È il caso di spendere qualche parola in più per quei webmaster che utilizzano i FRAME e che adibiscono uno o più di essi per ospitare menu di navigazione. Sebbene abbiamo già affrontato l'argomento FRAME e FRAMESET nel relativo capitolo sui frame, è opportuno specificare in questo contesto che un FRAME è a tutti gli effetti una pagina a sé stante e che se un menu di navigazione è contenuto esclusivamente in un FRAME ciò implica che le altre pagine (e gli altri FRAME) saranno prive di link di navigazione. La soluzione a tale problema consiste nell'eliminare del tutto i FRAME, preferendo ad essi soluzioni basate su "include" del web server o di linguaggi "lato server", oppure dotare ogni pagina del sito di un link alla homepage, dove assieme al FRAMESET va ospitato un tag NOFRAMES contenente una copia del menu di navigazione usato sul sito. Per informazioni più specifiche, vi consigliamo di consultare il capitolo sui frame.

15 Per quanto concerne i siti con molte pagine, una struttura di navigazione gerarchica (homepage > sezione > sottosezione > pagina finale) è solitamente necessaria. Tali strutture sono ottime per la navigazione degli utenti e la creazione di sottosezioni tematiche rappresentano indubbiamente il miglior modo per strutturare e tematizzare molti contenuti. Tuttavia è consigliato aggiungere a questo modello di navigazione anche un sistema più "piatto", ad esempio una mappa del sito, contenente su una sola pagina o comunque su un numero ristretto di pagine una lista di link alle principali risorse del sito, possibilmente accompagnati da una breve descrizione. Tali mappe risulteranno particolarmente utili sia agli utenti, per individuare velocemente una risorsa specifica, sia agli spider dei motori di ricerca che, a seconda del motore, potrebbero preferire questa struttura di link a quella offerta dalla navigazione gerarchica. Inoltre le mappe che includono brevi descrizioni delle pagine del sito a cui i link puntano possono risultare un ottimo modo per tematizzare ulteriormente i contenuti delle pagine linkate. L'ultimo ma non meno importante obiettivo di un'attenta progettazione dei link interni è quello di usarli per collegare tra loro pagine che sviluppano concetti simili o correlati. Questo stesso capitolo, un paio di paragrafi fa, ha offerto un link ad un altro capitolo di questa guida, quello dei FRAME. Questi collegamenti tra pagine diverse rompono lo schema "statico" offerto dai menu di navigazione e rappresentano un utilissimo strumento per permettere sia all'utente sia allo spider del motore di ricerca di muoversi agilmente tra testi correlati, fornendo una chiara indicazione sul legame esistente tra il testo in cui il link appare e il testo verso cui il medesimo punta. Questa correlazione è estremamente importante per i motori di ricerca e diviene ancora più marcata nel momento in cui il testo usato all'interno del link comprende una o più parole-chiave usate nella pagina alla quale il link conduce. Trattiamo in questa sede anche un risvolto dell'utilizzo dei link che ha a che fare espressamente con il motore di ricerca Google, giusto perché è considerato uno dei principali e più importanti motori operanti sul mercato delle ricerche di informazioni. Non si tratta dunque di una regola valevole per tutti i motori bensì di un consiglio che Google dà ai webmaster: non esagerare col numero di link contenuti in una pagina; in particolare evitare di superare i cento link per pagina. Google non fornisce anche le motivazioni che stanno dietro questo consiglio, ma è probabile che abbia a che fare con il fatto che una pagina con troppi link, magari fuori tema con i contenuti testuali della pagina stessa, potrebbe rischiare di somigliare troppo ad una "link farm" ovvero a quelle pagine malviste dai motori il cui unico scopo è quello di tentare di incrementare artificiosamente la popolarità dei siti aumentando il numero di link che puntano ad essi. È dunque sconsigliato superare di molto i cento link per pagina e, in caso sia necessario creare una pagine con più di cento link, è il caso di prendere in considerazione l'idea di separare tali link su più pagine. I link verso l'esterno I link che puntano a pagine di altri siti sono considerati "verso l'esterno" e sono chiamati spesso "outbound link". Un outbound link, seguendo il buonsenso, dovrebbe nascere per migliorare l'esperienza di navigazione al visitatore del proprio sito. In teoria, se un webmaster individua in un sito esterno alcuni contenuti che possono ritenersi utili e interessanti all'utente, non dovrebbe avere dubbi nel creare un link verso quel sito, consigliandone la visione. Facendo ciò, si ottiene un importante vantaggio: si tematizzano maggiormente i contenuti del sito che offre il link (oltre a quelli del sito a cui il link punta). Consigliando la visione di siti esterni che trattano argomenti simili o correlati a quelli esposti nella pagina che offre il link, si contribuisce a rafforzare maggiormente agli occhi dei motori di ricerca il tema della propria pagina e, più generalmente, del proprio sito. Nella pratica, tuttavia, la creazione di link a siti esterni non sempre è frutto di una scelta dettata dal desiderio di migliorare la navigazione del visitatore o la qualità del proprio sito. Al contrario, essendo i link ricevuti da altri siti uno dei tanti fattori preso in considerazione dai principali motori di ricerca, i link a siti esterni sono divenuti negli ultimi anni una vera e propria merce di scambio. I webmaster che creano liste di link ai classici "siti partner" o "siti amici" lo fanno spesso solo per ottenere in cambio un link che da quei siti punti al proprio. Questa pratica di per sé non è negativa, ma può avere delle controindicazioni se abusata o se effettuata con poco criterio. La prima di queste controindicazioni consiste nel danno di immagine che un link può recare se offerto a siti di dubbio gusto o semplicemente di cattiva qualità. Un link è a tutti gli effetti, agli occhi degli utenti (nonché a quelli dei motori di ricerca), un consiglio che il webmaster offre ai visitatori, e il solo atto di consigliare un sito esterno di bassa qualità, influisce sull'opinione che gli utenti possono farsi del sito che ne consiglia la visione.

16 La seconda controindicazione concerne la tematizzazione del proprio sito agli occhi dei motori di ricerca: offrire link a siti che trattano tematiche estremamente lontane da quelle discusse sul proprio sito non aiuta i motori di ricerca ad individuare il tema trattato dalla pagina su cui risiede il link verso l'esterno. E il tema di una pagina o di un intero sito è uno di quei fattori che nel tempo acquisiranno sempre più importanza nel posizionamento. Per ultimo, sussiste un teorico rischio di penalizzazione per quei siti che offrono link a siti che usano tecniche di posizionamento considerate scorrette dai motori di ricerca. Non tutti i motori si comportano in questo modo e non tutti i siti che offrono link a siti "spammer" possono venire penalizzati; ma il punto è: perché rischiare? Per risolvere tutti questi potenziali problemi, è sufficiente stabilire una regola e seguirla scrupolosamente: offrite link solo a siti di qualità, possibilmente in tema con la pagina su cui risiede il link, facendo bene attenzione che il sito beneficiario non usi tecniche di spam nei confronti dei motori di ricerca. Un ultimo consiglio: come più volte evidenziato nei capitoli di questa guida, non è la quantità che conta, ma la qualità. Siate quindi critici nei confronti dei siti a cui offrite link ed evitate di offrirli al solo scopo di riceverne altri in cambio. Un sito che si distingue dagli altri, proponendo ai propri visitatori solo link di qualità, può ottenere più facilmente giudizi positivi sia dagli utenti sia dai motori di ricerca. Per maggiori informazioni sui link verso siti esterni, vi invitiamo a leggere l'articolo di approfondimento sugli outbound link. Contenuti e usabilità (1) Il capitolo più importante di questa guida Come già evidenziato nel sottotitolo di questo capitolo, la pagina che state per leggere esprime, da sola, l'intera essenza di questa guida e illustra le motivazioni per cui la qualità di un sito web e la sua posizione sui motori di ricerca sono due aspetti che marciano di pari passo. In giro per il web esiste una gran quantità di testi autorevoli che trattano l'argomento dell'usabilità in modo molto più completo, approfondito e preciso rispetto a quanto saremmo in grado di fare noi. Per tale ragione, abbiamo realizzato questi due capitoli dedicati all'usabilità esclusivamente col fine di fornire dei consigli che nascono dal buonsenso, invitando il lettore a documentarsi ulteriormente su tale tematica, cercando siti web e documentazione espressamente dedicati ad essa. I concetti che intendiamo illustrare non sono per nulla complessi, ma nel corso degli anni la nostra esperienza ci ha mostrato che buona parte dei webmaster è restia ad accettarli, forse perché si tratta di concetti la cui applicazione richiede più lavoro, più tempo, più capacità. È per tale ragione che, nonostante la loro semplicità, riteniamo necessario procedere ad una trattazione accurata dell'argomento, con l'intento di mostrarlo sotto diversi punti di vista e con la speranza di convincere anche i più scettici che l'unica sicura strada verso ottimi e duraturi risultati è rappresentata dalla capacità del webmaster di produrre siti web di qualità. Cosa si intende per "qualità" Il sito web di Motoricerca.info non fa uso di alcun "trucco" volto a raggiungere posizioni migliori sui motori di ricerca. Eppure consegue buoni risultati. Si potrebbe pensare che, anche in assenza di trucchi, questo sito benefici comunque delle accortezze tecniche che sono state trattate negli altri capitoli di questa guida. Tuttavia, persino se decidessimo di aggiungere i FRAME e di eliminare tutti i META TAG e i titoli dalle pagine, i risultati conseguiti sarebbero pressoché immutati. Le ragioni che spingono questo sito in alto nelle posizioni sui motori di ricerca risiedono dunque in qualcosa che è estremamente più semplice da comprendere di qualsiasi tecnica o trucco: questo sito ospita buoni contenuti e inizia ad essere popolare. Ciò vuol dire che il sito possiede delle caratteristiche che spingono gli utenti a visitarlo a fondo, a scaricarlo interamente, a tornare spesso a visitarlo, a inserirlo tra i propri siti preferiti, a consigliarlo ad altre persone e talvolta a pubblicare su altri siti web un link che ne consiglia la visione. Si tratta di un processo del tutto naturale, che avviene con qualunque sito possieda contenuti degni di interesse e per di più è un processo "gratuito", ovvero che viene da sè, senza che nessuno debba preoccuparsi di tecniche di posizionamento, di monitorare costantemente i risultati o di intervenire per migliorarli artificiosamente. Potremmo dunque definire "qualità di un sito web" la capacità di un sito di venire incontro alle esigenze dei suoi visitatori.

17 Se un sito ospita informazioni interessanti (contenuti) e dal punto di vista tecnico è realizzato per rendere facile e intuitiva la sua navigazione (usabilità), allora la sua qualità sale, così come aumenta di conseguenza la sua popolarità tra gli utenti e il punteggio/giudizio assegnatogli dai motori di ricerca. Produrre contenuti non è facile Realizzate un sito web di qualità e gli ottimi risultati sui motori di ricerca saranno garantiti. Facile a dirsi, un po' meno ad attuarlo. Esistono numerose ragioni per cui un sito di qualità è ottenibile solo attraverso un lavoro lungo e pesante e alcune volte tale difficoltà si trasforma in una oggettiva impossibilità. Ad esempio, diversi webmaster e web-agency si trovano spesso di fronte a clienti che mostrano poco o nessun interesse nel fornire il materiale necessario a costruire l'"ossatura" stessa del sito. Purtroppo molte aziende credono che un sito web funzioni solo come un cartellone pubblicitario, ignorando le reali potenzialità di una presenza su internet, rifiutandosi di comprendere che una semplice pubblicità si perderebbe nella gigantesca mole di altre pubblicità presenti sulla Rete. È da questa ignoranza che nascono richieste del tipo "Fateci il sito, scegliete voi il materiale", senza minimamente interessarsi ai suoi contenuti, senza contribuire attivamente alla qualità dei testi, senza degnarsi di indicare quali sezioni/prodotti/servizi vanno evidenziati più di altri. I risultati, in questi casi, sono ovviamente disastrosi. Un webmaster o una web-agency che devono gestire clienti simili possono realizzare anche un discreto sito web, dal punto di vista tecnico, ma privo di una sua "personalità" e destinato a rimanere uno dei tanti siti anonimi presenti sul web. Fortunatamente, col passare del tempo, questa mancanza di consapevolezza da parte delle aziende è destinata a svanire e con tutta probabilità sarà la stessa concorrenza tra aziende che evidenzierà come i siti che raggiungono i risultati migliori sono quelli accuratamente progettati, in modo che siano espressione dell'azienda a cui appartengono, e non delle banali vetrine che non offrono contenuti differenti da migliaia di altre vetrine simili. A volte la difficoltà nel reperire informazioni interessanti e importanti sull'azienza (o sul privato) che commissiona la realizzazione del sito web si tramuta in una reale impossibilità. Accade per lo più quando il committente non possiede affatto alcun contenuto interessante da pubblicare o quando il sito che ne verrà fuori conterrà quasi esclusivamente materiale poco originale, già reperibile su altri siti. Nel primo caso, l'oggettiva mancanza di materiale segnerà con tutta probabilità il fallimento completo del sito: i motori di ricerca non troveranno testi interessanti da archiviare e conseguentemente gli utenti non potranno mai raggiungere le pagine del sito. Può avvenire per aziende che desiderano pubblicizzare un prodotto con dovizia di fotografie ma con scarse descrizioni testuali. Oppure a chiunque sia attratto da un'idea o un messaggio da comunicare, ma che non possiede capacità per farlo in maniera efficace. Nel secondo caso, quando un sito web è destinato a divenire uno dei tanti siti che trattano un argomento molto diffuso, è sempre possibile ottenere un sito di buona qualità ma risulta difficile imporsi sugli altri siti dedicati al medesimo argomento. Anche a parità di qualità dei contenuti, infatti, i siti più vecchi hanno avuto tempo per costruirsi un nome, per farsi conoscere, per far parlare di sè su altri siti (generando diversi link che ne consigliano la visita), per creare e far crescere una comunità di visitatori abituali. Tutto ciò si traduce ovviamente in una visibilità ben maggiore rispetto a quella di un sito web pubblicato da poco e al neo-arrivato non resta che cercare, a sua volta, di farsi conoscere il più possibile, impiegando tempi che generalmente si rivelano medio/lunghi. Ovviare al problema dei contenuti La professionalità di un webmaster o di un'azienda di realizzazione siti si nota innanzitutto dallo spirito con cui si procede alla progettazione del sito web. In presenza di materiali non soddisfacenti, una sana deontologia professionale dovrebbe spingere il progettista del sito ad interessarsi di fasi progettuali che in teoria dovrebbero essere interamente gestite dal committente. Ad esempio, nel caso di siti aziendali è sempre consigliato fare alcune ricerche e indagini sui concorrenti del committente, prendere nota di quali prodotti e servizi essi offrono, delle differenze tra gli stessi e i prodotti e servizi che verranno proposti sul sito da realizzare, delle modalità di acquisto offerte dalla concorrenza e di quante più informazioni sia possibile ottenere. Successivamente, con tali informazioni a disposizione, il webmaster dovrebbe stilare un elenco di consigli sui contenuti e sui termini da enfatizzare maggiormente, di bozze di impaginazione e di tecniche di promozione. Questo è quanto dovrebbe accadere in teoria, nella pratica purtroppo le cose vanno diversamente e il modus operandi appena delineato è adottato esclusivamente dalle aziende di realizzazione siti più affermate e dai webmaster più compìti e scrupolosi.

18 Tutti gli altri operatori del settore si limitano a realizzare il sito con il solo materiale consegnato dal committente, disinteressarsi sulla qualità dello stesso ed intascando il compenso pattuito. È lecito a questo punto domandarsi se un webmaster debba effettivamente accollarsi compiti che non rientrano strettamente nella realizzazione tecnica del sito. Del resto, cercare e proporre contenuti dovrebbe essere un'attività di competenza del committente. Noi riteniamo che il punto focale di questo capitolo sia proprio questo: molte persone hanno iniziato a realizzare siti web per hobby, trasformando successivamente tale passione in un'attività remunerativa. In una prima fase di tale attività, guidata da una non piena consapevolezza di cosa significhi realizzare un buon sito web, è anche normale che si guardi più ai risultati estetici che a tematiche complesse come la qualità dei contenuti e il grado di usabilità del sito. Col tempo, però, la consapevolezza di cui sopra deve aumentare. Il webmaster deve conseguire una maturità professionale tale da indurlo spontaneamente ad interessarsi di tematiche che inizialmente venivano considerate estranee al processo di realizzazione di un sito web, e che invece ne fanno parte a pieno titolo. Le ragioni per cui è indispensabile conseguire questa nuova maturità sono almeno tre. Innanzitutto, ogni sito web prodotto non è solo espressione del committente, ma anche espressione del webmaster che si è occupato della sua progettazione e realizzazione. Nascondersi dietro ad affermazioni quali "il committente non ha fornito materiale adeguato" per giustificare una carenza di contenuti non è un atteggiamento accettabile nè professionale. L'interesse che il sito risulti utile e piacevole da consultare deve essere comune al committente e al webmaster; il primo ne guadagnerà in visibilità, il secondo in prestigio. In secondo luogo, le migliori aziende di realizzazione siti riescono a sollevare il cliente di quanti più oneri possibili; a fianco di figure professionali quali grafici, programmatori e impaginatori, ne sono nate altre, come ad esempio il "produttore di contenuti". Il mestiere di "produzione siti" si è trasformato da un'attività che coincideva con la mera impaginazione dei contenuti consegnati dal cliente, ad una complessa attività di consulenza: il cliente va consigliato, aiutato e condotto sulla giusta strada per conseguire il miglior risultato possibile. Ne consegue che anche il singolo webmaster deve migliorare ed ampliare le proprie mansioni, specie se non lavora in team ma autonomamente. Per ultimo, una maturità che porta il webmaster ad interessarsi di tematiche come la qualità dei contenuti e l'usabilità del sito web, conduce inevitabilmente ad un WWW migliore, i cui argomenti sono trattati approfonditamente e le cui pagine sono facili ad essere individuate e semplici da navigare. Adesso che sono state delineate le caratteristiche principali dello spirito con cui bisogna affrontare il tema dei contenuti, vi invitiamo a leggere la seconda parte di questo capitolo, che indica alcuni semplici ma importanti regole da seguire per ottenere contenuti e usabilità di buon livello Contenuti e usabilità (2) Il capitolo più importante di questa guida Nella prima parte di questo capitolo abbiamo illustrato quali problematiche é necessario spesso affrontare (e risolvere) quando ci si cimenta nella ricerca di buoni contenuti da infondere ad un sito web. Questa seconda parte vuole fornire alcuni pratici consigli per meglio chiarire le tecniche da utilizzare nella produzione di un buon sito, appetibile sia ai suoi visitatori che ai motori di ricerca. Evitare i labirinti Il sistema di navigazione di un sito, costituito in prevalenza dai link che collegano le sue pagine, va attentamente progettato al fine di aiutare il visitatore nella perlustrazione dei contenuti e rendergli agevole l'individuazione degli argomenti di suo maggiore interesse. Il primo passo, dunque, consiste nel progettare attentamente il sito su carta, compilare una lista di temi che lo stesso dovrà ospitare e suddividerli in apposite sezioni e sotto-sezioni. Successivamente va progettata la prima pagina (homepage) in modo che la stessa appaia chiara ed essenziale nei contenuti, provvedendo a pubblicare sulla stessa dei collegamenti alle sezioni e sotto-sezioni tematiche di cui sopra. La struttura gerarchica appena illustrata, oltre a rappresentare un valido sistema per facilitare al visitatore la ricerca degli argomenti di suo interesse, risulta essere particolarmente efficace agli occhi dei motori di ricerca, che distribuiranno meglio il "valore complessivo" di un sito web dando maggior importanza alle pagine che si trovano in cima alla gerarchia, a cominciare dalla pagina principale del sito.

19 Tale struttura, ovviamente, non va considerata l'unica adottabile. È possibile realizzare anche strutture molto differenti da quella gerarchica, ognuna con caratteristiche tali da adattarsi bene agli obiettivi del sito web. Ad esempio, le pagine di una guida o di un manuale possono trarre benecifio da link che collegano ogni capitolo al capitolo precedente e successivo. Questa soluzione funziona molto bene se accoppiata alla struttura gerarchica di cui sopra. Evitare il caos La peggior cosa che si possa fare ad un sito web é trasformarlo in un'intricata accozzaglia di stili grafici differenti. Anche per quanto concerne la grafica, va dunque seguita la stessa indicazione di ordine di cui sopra: l'impaginazione deve richiamare uno stile comune a tutte le pagine del sito. Va quindi evitato l'uso di molti "font" (caratteri tipografici) differenti ed è consigliato limitare la quantità di colori eccessivamente differenti tra loro. A volte può essere utile e piacevole usare colori diversi per meglio caratterizzare sezioni diverse di un sito, ma tale idea non va portata agli estremi ed é bene che ogni pagina sia sempre conforme ad una linea cromatica comune. Un problema di cui molti grandi portali soffrono é quello di riempire fino all'inverosimile la propria pagina principale con decine di servizi diversi, logo, foto, pubblicità, testi di grandezze e stili differenti. Per quanto si cerchi di minimizzare i disagi visivi che tale mole di informazioni inevitabilmente comporta, il visitatore del sito si ritrova spesso costretto a focalizzare la propria attenzione su ogni singola caratteristica della pagina fino a quando non avrà individuato le informazioni che realmente gli interessano, con la perdita di tempo e di pazienza che si può immaginare. Dello stesso problema, in misura ancora maggiore, soffrono tutte quelle homepage sviluppate da principianti e webmaster in erba che si ostinano ad ingolfare il sito di contenuti fino a farlo divenire un agglomerato di servizi gratuiti e micropubblicità. Con la finalità di offrire sempre più servizi ai propri visitatori e cadendo nell'errore di credere che per aumentare la qualità di un sito sia sufficiente andare in giro per il WWW in cerca di strumenti, script e servizi offerti "gratuitamente" da una grande quantità di società e organizzazioni, un webmaster poco scrupoloso può arrivare ad affiancare nella medesima pagina decine di tabelle e immagini con stili del tutto differenti tra loro. In questi i casi i danni sono inevitabili. Ne elenchiamo solo alcuni: Il visitatore fa fatica ad abituarsi alla continua discontinuità di forme e colori. La lettura e, peggio, la ricerca divengono attività difficili, che portano ad un'affaticamento degli occhi e della mente. Molti dei servizi gratuiti disponibili in rete richiedono in cambio la pubblicazione di un piccolo banner sul sito in cui il servizio verrà offerto. Se diversi di questi banner sono animati, come solitamente accade, il risultato è una pagina web che somiglia più ad un videogioco in continuo movimento che alla pagina di un sito Internet. Ogni immagine in movimento distoglie il lettore dai contenuti testuali della pagina, in quanto il cervello umano è per sua natura maggiormente attratto dagli oggetti animati rispetto a quelli statici. Una singola immagine animata all'interno di una pagina di testo può andare bene, decine di immagini in movimento rappresentano invece solo un fastidio. Quasi sempre, ognuno degli strumenti gratuiti utilizzati comprende uno o più link verso il sito dell'azienda che ha prodotto il servizio. Secondo l'algoritmo di PageRank di Google, ogni link ha la proprietà di distribuire un po' di "valore" alla pagina verso cui punta. Se il sito possiede una pagina dove i suddetti servizi vengono concentrati (usualmente la pagina principale del sito), ne consegue che il valore che tale pagina può diffondere verrà principalmente "regalato" a siti esterni, quando invece potrebbe essere convogliato verso altre pagine interne al sito. Questa inopportuna distribuzione del PageRank, comporta una minore visibilità su Google e su tutti quei motori che usano algoritmi analoghi per l'attribuzione di un valore alle pagine web. A tali problemi meramente tecnici si aggiunge quello non meno rilevante dell'impronta professionale del sito che, zeppo di risorse chiaramente attinte da aziende diverse, non può che testimoniare sopratutto l'inidoneità del webmaster nel provvedere da sè alla produzione dei servizi offerti. Evitare gli "effetti speciali" Col passare degli anni, alle pagine prettamente testuali di cui il web è composto, si sono affiancate pagina contenenti componenti non-testuali, prevalentemente grafici, i cui scopi principali consistono nell'arricchire l'esperienza visiva dell'utente e nel fornire nuove tecniche per navigare un sito. Sulle tecniche di navigazione e le interfacce torneremo a parlare nella prossima sezione di questo capitolo e focalizzeremo per il momento la nostra attenzione sulla prima ragione per cui tali componenti grafici vengono utilizzati, ovvero, nelle intenzioni dei webmaster che ne fanno uso, per rendere il sito più attraente, più piacevole alla vista. La tecnologia maggiormente utilizzata a questo scopo è indubbiamente la tecnologia Flash di Macromedia, che permette di realizzare animazioni ed effetti visivi altrimenti impossibili da ottenere col normale codice HTML: filmati, animazioni, interfacce

20 utente, giochi, sperimentazioni artistiche e comunque un abbondare di elementi in movimento che generalmente fanno più piacere al webmaster o al proprietario del sito che agli utenti costretti loro malgrado ad usufruirne. Una prima e buona ragione per limitare al massimo l'uso di tale tecnologia è direttamente collegata a quanto spiegato pocanzi, circa l'opportunità di affollare la pagina web di elementi grafici sia statici che in movimento. Ad esclusione dei siti dedicati espressamente al Flash o alla fruizione di contenuti puramente visuali, riempire una pagina web di oggetti animati, o che si animano in seguito all'interazione con l'utente, si rivela una pessima idea che va a diminuire considerevolmente il grado di leggibilità dei testi contenuti nella pagina. Una seconda e importante ragione riguarda la fruizione di tutti quei contenuti che sono realizzati attraverso qualunque tecnica che non sia la normale scrittura di testi: se non sono testi, non possono venire letti da tutti coloro che preferiscono o sono costretti ad utilizzare browser testuali. A questa categoria appartengono molti utenti di sistemi operativi "UNIX-like", persone non-vedenti e anche gli spider dei motori di ricerca, che analizzano il contenuto delle pagine web interessandosi quasi esclusivamente al testo e disinteressandosi di tutti quei componenti dedicati più all'"apparenza" che a migliorare la "sostanza" di un sito. La versione "MX" di Macromedia Flash, tuttavia, è nata col contributo di uno dei più grandi esperti di usabilità, Jakob Nielsen, al fine di ridurre al massimo i problemi che le intrinseche caratteristiche di questa tecnologia hanno finora causato. Questa mossa, per quanto oculata ed opportuna e per quanti miglioramenti introdurrà nella tecnologia, a nostro parere potrà incidere solo marginalmente sulla riduzione degli abusi che Flash indirettamente e inevitabilmente incoraggia. Flash è una tecnologia nata anche con lo scopo di sollevare i webmaster dallo studio e dall'apprendimento dei protocolli e dei linguaggi su cui il WWW si basa: "creare siti web senza sapere necessariamente cosa è il web e come funziona". Per usare Flash, infatti, non è necessario sapere nulla del linguaggio HTML, nulla del protocollo HTTP, nulla della natura strettamente testuale delle pagine web, nulla del processo di scambio informazioni tra server e client, nulla delle tecniche di archiviazione dei motori di ricerca, nulla di usabilità. In più, il fatto di aver reso superfluo l'apprendimento delle suddette nozioni è stato presentato e recepito come una caratteristica positiva della tecnologia, con la conseguenza che il web è stato invaso da una moltitudine di designer (o aspiranti tali) che proprio del web non sapevano... nulla. A dimostrazione di quanto affermato, basti notare che è ancora estremamente facile conoscere webmaster che si chiedono la ragione per cui il proprio sito sviluppato in tecnologia Flash non viene facilmente navigato e archiviato dai motori di ricerca. La risposta al quesito (già fornita tre paragrafi fa) appare fin troppo evidente a qualunque webmaster abbia iniziato la propria attività con lo studio dell'html e la produzione di pagine web attraverso normali editor di testi. Al contrario, utenti che si sono appoggiati esclusivamente a tecnologie e strumenti che rendono superfluo lo studio delle basi su cui poggia il web, hanno difficoltà a discernere tra un uso corretto ed un uso inopportuno di tali mezzi e fanno fatica ad intuire sia quali problemi possono nascere utilizzando i suddetti metodi con leggerezza, sia come sia possibile risolverli una volta individuati. La virtù, come accade spesso, sta nel mezzo. Qualunque strumento (Flash, nella fattispecie) che riduca la necessità di studio e di apprendimento delle nozioni di base della tecnologia a cui lo strumento stesso è dedicato, è inevitabilmente destinato ad attrarre in modo particolare una classe di persone più inclini ad abbandonarsi alle facilitazioni offerte dallo strumento che a quella curiosità intellettiva che garantirebbe il raggiungimento di una consapevolezza. È allora compito del webmaster sforzarsi di acquisire quella cultura che può permettergli di utilizzare il mezzo in maniera corretta e opportuna. Un ulteriore esempio di come una tecnologia principalmente dedicata al movimento di forme può contribuire a snaturare un mezzo, il web, nato per scopi del tutto differenti è rappresentato dall'esistenza di numerosi siti che utilizzano Flash per movimentare l'uso degli elementi interattivi della pagina; nella fattispecie, ci riferiamo ad animazioni che hanno luogo nel momento in cui l'utente clicca su un link o comunque interagisce con un elemento "attivo" dell'interfaccia. Ebbene, non esiste alcuna ragione logica e pratica che giustifichi, in risposta ad una richiesta effettuata dall'utente, lo spostamento di elementi della pagina o l'apparizione animata di riquadri, finestre e altri oggetti se non il desiderio del webmaster di spettacolarizzare la navigazione. La stessa, invece, dovrebbe essere quanto più fluida e immediata possibile e dovrebbe permettere agli utenti di accedere immediatamente alle informazioni richieste senza perdere tempo nell'assistere ad animazioni banali e superflue. Qualunque tecnologia dovrebbe essere utilizzata con cognizione di causa ed esclusivamente laddove un ricorso alla stessa sia considerato opportuno se non necessario. Inoltre, ogni tecnologia va usata in funzione del raggiungimento di un obiettivo, che si presume essere primario o importante e non per offrire dimostrazioni gratuite e fuori luogo delle opinabili capacità tecniche di un webmaster. Eppure vi sono casi in cui il ricorso a Flash è strettamente necessario, vuoi perché è stato espressamente richiesto da un committente, vuoi perché il sito da realizzare deve possedere caratteristiche difficilmente implementabili con tecniche differenti. In tali occasioni la prima cosa da fare è progettare il sito web in modo che possa essere navigabile anche da coloro che accedono alle sue pagine con browser che non supportano il prodotto di Macromedia.

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