Strategie generali per l'area Martesana Adda proposte dal P.T.C.P.

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1 Strategie generali per l'area Martesana Adda proposte dal P.T.C.P. Operativamente per la realizzazione del Piano sono stati attivati 12 ambiti territoriali interistituzionali, corrispondenti ad aggregazioni di Comuni con caratteristiche omogenee, ovvero con una chiara identificazione culturale, sociale ed economica ed una forte coesione rispetto ad obiettivi e problematiche di tipo sovracomunale; Vignate fa parte del tavolo Adda-Martesana. L area presenta, in sintesi, i seguenti punti di forza: salvaguardia paesistica ed ambientale diffusa grazie al Parco Agricolo Sud Milano, al Parco Regionale dell'adda Nord, ai PLIS del Rio Vallone, Molgora e ai parchi attualmente in corso di istituzione delle Cave Est e della Media Valle del Lambro; presenza del Naviglio Martesana e del Canale Villoresi, emergenze non solo d'importanza storico -- documentale, ma anche a forte valenza paesistico-ricreativa e catalizzatori promozionali del sistema urbano; ricchezza di risorse ambientali e storico--documentali quali il fiume Adda e Lambro, i fontanili, il sistema delle acque irrigue (rogge e cavi), il sistema delle cascine; presenza importante di distretti specializzati nella logistica e movimentazione delle merci; possibilità di raccordo con importanti infrastrutture di mobilità (aeroporto di Linate, Autostrada A1, metropolitana M2, centro intermodale merci di Segrate); diversificazione produttiva (agricoltura, meccanica, elettronica, editoria, alimentare, abbigliamento, comunicazione); disponibilità di strutture di servizio alle imprese e alle persone di diverso grado e livello. Per la valorizzazione di quest'ambito territoriale il Piano si propone di attivare una serie di azioni ed interventi in collaborazione e coordinamento con i piani di settore del Parco Agricolo Sud Milano e con le proposte del PTC del Parco Regionale Adda Nord, oltre che con gli interventi previsti dai PLIS locali. Per quanto riguarda le politiche di ordine economico-territoriale che il P.T.C.P. propone, esse si pongono come obiettivo generale quello di rafforzare la competitività locale, soprattutto per quanto riguarda le politiche agricole e quelle rivolte alla piccola e media impresa. Le azioni generali che possono essere messe in campo per l'attuazione delle suddette politiche sono: sostegno allo sviluppo di comparti di PMI; razionalizzazione e sviluppo del sistema della viabilità con prioritaria riqualificazione e gerarchizzazione della rete esistente; recupero e promozione del patrimonio storico--architettonico locale con particolare attenzione al sistema dei navigli e delle cascine; salvaguardia degli elementi tipici del paesaggio agrario; creazione di circuiti turistici ciclopedonali finalizzati alla fruizione delle emergenze storiche, paesistiche e ambientali; attivazione di uno sportello unico a scala sovracomunale per fornire tutti i servizi informativi e di promozione delle occasioni insediative dell'area Il Piano di Indirizzo Forestale della Provincia di Milano Il Piano di Indirizzo Forestale (PIF) per il decennio è stato sviluppato dall Ente Regionale per i Servizi all Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) su incarico della Provincia di Milano, come previsto dall art.19 della LR forestale n. 8/1976, abrogata dalla LR 27/2004. Esso costituisce uno specifico piano di settore del ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 149

2 PTCP che lo identifica (art. 63) come strumento per la pianificazione, la gestione e l incremento delle superfici boscate. L esigenza di elaborare tale strumento è derivata dalla consapevolezza dello stato attuale del territorio della provincia di Milano, fortemente urbanizzato e molto popolato, in cui i boschi costituiscono il 2% della superficie forestale regionale e il 5,09% della superficie territoriale, ben al di sotto della media regionale pari al 20,7% 29. In termini di superficie boscata per abitante risultano 26,64 m 2 nella provincia, rispetto alla media regionale pari a 546,99 m 2. Inoltre nel 33% dei comuni della provincia di Milano non sono presenti formazioni forestali. I comuni con le maggiori superfici boscate sono localizzati all estremità nord - occidentale del territorio; in particolare l area delle colline briantee comprende il 5,3% dei boschi provinciali. L obiettivo generale del PIF è quello di creare una nuova coscienza e sensibilità del ruolo delle risorse forestali nello sviluppo sostenibile della società e nel governo del territorio. Il PIF costituisce lo strumento per l analisi e la pianificazione del territorio forestale, le cui indicazioni hanno carattere qualitativo e di riferimento per le attività selvicolturali e delineano un quadro di riferimento per la proposta di orientamenti, indirizzi e prescrizioni in fase di elaborazione degli strumenti di pianificazione territoriale. Riguardo alle superfici forestali il PIF ha il compito di: identificarle e cartografarle ai sensi della normativa vigente; caratterizzare i tipi forestali secondo la classificazione de <<I tipi forestali della Lombardia>> (Del Favero et al., 2002); definirne indirizzi e modalità gestionali; riconoscerne le molteplici funzioni in relazione al contesto territoriale in cui sono inserite. Il PIF si compone di: Relazione: si articola in una prima parte di analisi delle risorse forestali, una seconda parte di definizione degli indirizzi strategici del Piano e delle linee guida per la loro attuazione ed una terza parte con le norme di attuazione. Elaborati cartografici: rappresentano il riferimento per l attribuzione del vincolo paesistico ai sensi dell art.146, comma 1, lett. g del D.lgs. 490 del , in relazione anche alla valenza paesistica del PTCP, e comprende le seguenti tavole: - Tavola 1 - Carta dei boschi e degli elementi boscati minori; - Tavola 2 - Carta delle tipologie. Il Piano definisce una serie di indirizzi strategici che si pongono come obiettivo prioritario quello di valorizzare il bosco e le funzioni che esso svolge, in particolare: strumento per la gestione e lo sviluppo sostenibile del territorio: fissazione dei gas serra, tampone degli inquinamenti superficiali delle acque, luogo di conservazione della diversità biologica, collegamento con le aree protette; sistema economico di supporto ed integrazione dell attività agricola, ad esempio tramite la produzione di legna da ardere o da destinare a fini energetici diversi; elemento di supporto al disegno del paesaggio ed allo sviluppo di attività ricreative, funzione valorizzabile a scala di azienda agricola con agriturismi e fattorie didattiche o a scala locale con boschi urbani e PLIS. Tali indirizzi sono definiti e articolati nei seguenti orientamenti per la pianificazione: 29 Fonte dei dati: Piano di Indirizzo Forestale. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 150

3 incrementare la superficie forestale; migliorare la funzionalità dei boschi in relazione alle loro potenzialità ecologiche e produttive; incrementare la connessione ecologica tra gli ambiti boschivi tramite siepi e filari; attuare a livello comunale Piani del verde per l integrazione e la connessione con la realtà agroforestale; utilizzare il bosco come fattore di compensazione e mitigazione nei grandi interventi infrastrutturali ed insediativi Il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Agricolo Sud Milano Il Parco Agricolo Sud Milano è stato istituito con LR del 23 aprile 1990, n. 24, Istituzione del parco regionale di cintura metropolitana Parco agricolo sud Milano e il relativo Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) è stato approvato con DGR del 3 agosto 2000, n. VII/818. Il Parco ha vocazione agricola e presenta numerosi nuclei rurali distribuiti su tutto il territorio. Gli obiettivi del Parco Agricolo Sud Milano sono la salvaguardia e la tutela del territorio entro criteri di compatibilità ambientale e nel rispetto della sua vocazione agricola; per questo motivo vengono adottate <<misure e iniziative volte a sostenere la progressiva riduzione dell impatto ambientale dell attività agricola, indirizzandola verso pratiche agronomiche più compatibili con la salvaguardia dell ambiente>>, quali l agricoltura biologica. L art. 2, della LR del 23 aprile 1990, n. 24, indica le finalità del Parco: <<Le finalità del Parco, in considerazione della prevalente vocazione agro silvo - colturale del territorio a confine con la maggior area metropolitana della Lombardia, sono: Tutela e recupero paesistico ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna, nonché la commistione delle aree esterne con i sistemi di verde urbano; L equilibrio ecologico dell area metropolitana, la salvaguardia, la qualificazione e il potenziamento delle attività agro silvo colturali in coerenza con la destinazione dell area; Fruizione culturale e ricreativa dell ambiente da parte dei cittadini. Le attività agro silvo colturali sono assunte come elemento centrale e connettivo per l attuazione delle finalità indicate nel comma precedente.>> Nel Parco possono essere previsti specifici ambiti nei quali realizzare particolari strutture per lo svolgimento in forma integrata e coordinata delle diverse attività connesse con la finalità dell area protetta, nel rispetto del quadro paesistico tradizionale. Con Deliberazione del Consiglio Direttivo, del 30 settembre 2010, n. 27, il Parco ha avviato il procedimento di formazione della Variante generale al proprio PTC. Analisi delle tavole di Piano per l'area in oggetto L'ambito di intervento è classificato dal Piano Territoriale di Coordinamento del parco come <<Territori agricoli di cintura metropolitana>> ed è regolato quindi dall'articolo 25 delle Norme Tecniche di Attuazione (D.G.R. 7/818 del 3 agosto 2000) del piano stesso. Entro tali ambiti l'attività agricola è considerata "settore strategico primario per la caratterizzazione e la qualificazione del parco". Gli obiettivi proposti sono sostanzialmente rivolti alla creazione di condizioni di stabilità nel lungo periodo per le aree destinate alle funzioni agricoleproduttive. Attraverso la conferma degli usi agricoli del suolo, si creano infatti anche le condizioni per il ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 151

4 riassetto paesistico delle stesse aree. Alla stabilità delle funzione agricola è direttamente connessa poi la conservazione del sistema irriguo, sotto il duplice profilo di elemento "ordinatore" del territorio e del paesaggio e di condizione indispensabile per l'esercizio dell'attività agricola stessa. La tutela del patrimonio storico-rurale rientra nei temi esposti con la conservazione dei legami tra le sedi storiche dell'attività agricola e il territorio, e con le attività di fruizione connesse alla conoscenza della sua storia Il Piano d Area Martesana I piani d area sono strumenti di supporto al processo di adeguamento del PTCP della Provincia di Milano alla L.R. 12/2005 e alla costruzione dei nuovi Piani di Governo del Territorio (PGT) comunali. Il Piano d area infatti agisce parallelamente a due scale, quella sovracomunale e quella comunale: alla scala comunale legge potenzialità e occasioni di sviluppo e alla scala sovracomunale mette a sistema e coordina gli interventi per risolvere le criticità emerse durante la fase analitica. Le tematiche che più spesso danno avvio allo sviluppo per tali piani sono quelle legate a complesse opere infrastrutturali, a insediamenti di rilevanza sovra comunale, a interventi sul sistema paesistico - ambientale e sugli ambiti tutelati, le cui ricadute, in termini di costi e benefici, travalicano i confini comunali. Il piano d area è uno strumento: programmatico, perché condiviso dai Comuni, dalla Provincia e da altri enti; urbanistico-territoriale, perché tratta problemi non risolvibili alla scala del singolo comune; operativo, perché contiene obiettivi di breve-medio termine e strategie di lungo periodo. In questa ottica si inserisce il Piano d Area Martesana Adda che, attraverso il coordinamento di 28 comuni, ha definito le linee guida di sviluppo per un territorio antropizzato con dinamiche di trasformazioni molto importanti. Il Piano d'area ha indagato diversi scenari approfondendo in particolare i seguenti temi: le reti per la mobilità locale e per la mobilità d'area vasta e la sostenibilità delle scelte; le reti ecologiche e il sistema delle compatibilità: la sostenibilità ambientale come risorsa del territorio; le dinamiche di sviluppo e trasformazione economica del territorio: la sostenibilità dello sviluppo locale e il quadro dell'identità e delle vocazioni territoriali; le modalità di coordinamento tra PLIS, parchi regionali e verde urbano verso la definizione di uno scenario integrato. Il Piano d Area prevede ipotesi di sviluppo dei sistemi insediativi locali in relazione alle previsioni del sistema della mobilità con il rafforzamento di polarità urbane legate ai nodi di maggior accessibilità ed alla dotazione di servizi; lo sviluppo del progetto di rete ecologica ed approfondisce la proposta del Parco della Martesana ; propone scenari complementari e/o alternativi al sistema della mobilità infrastrutture di livello sovra-regionale. Il Piano d Area assegna al trasporto su ferro una delle principali indicazioni strategiche per l ambito, comprendendo come il contesto dell est Milano sia orientato ormai per vocazione ad ospitare alcune grandi concentrazioni di insediamenti per la logistica, che nel tempo sono cresciuti a ridosso delle principali arterie viabilistiche ma che debbano necessariamente ora essere ri-orientati e razionalizzati verso il trasporto ferroviario. Dal punto di vista territoriale e della riorganizzazione che del territorio al Piano interessa proporre, si rileva l impegno delle Amministrazioni firmatarie del Piano a riorganizzare il territorio e la distribuzione delle funzioni sul territorio, almeno puntando a due principi. In primo luogo un principio di corrispondenza tra la ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 152

5 funzione insediata e il livello di accessibilità offerto; e in secondo luogo il tentativo di individuare degli ambiti già esistenti da consolidare e da potenziare, soprattutto se accessibili per mezzo di infrastrutture ferroviarie esistenti. Il caso di Melzo, e dell area Sogemar, sembra rientrare in questa casistica, ossia di un comparto industriale compatto, senza soluzioni di continuità con il contesto industriale di Liscate subito a sud, senza funzioni di fatto incompatibili con questa area al suo interno, pianificato in tempi abbastanza recenti e quindi senza condizioni di irrisolvibile congestionamento delle arterie, e per di più a ridosso della ferrovia, sulla quale sono in corso finanziamenti e progetti per il suo potenziamento. In esito al Piano d Area sono stati prodotti i seguenti documenti: Studio d'area Martesana-Adda (giugno 2003); Il Piano d'area Martesana: i 4 progetti chiave (ottobre 2004), Primo rapporto di sintesi (luglio 2005); "Piano d'area Martesana-Adda" e progetto del Parco della Martesana (settembre 2006). Un estratto di quest ultimo documento che contiene una serie di suggestioni complessive su come riorganizzare il rapporto tra insediamenti, infrastrutture, reti ecologiche ed ambiente più in generale è riportato nelle immagini seguenti. Figura 90. Progetto pilota del Parco della Martesana. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 153

6 Figura 91. Green way: sezione tipo. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 154

7 Figura 92. Progetto pilota <<Corridoi infrastrutturali>>: primo quadro esplorativo. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 155

8 Figura 93. Progetto pilota <<Corridoi infrastrutturali>>: secondo quadro esplorativo. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 156

9 Figura 94. Schema planivolumetrico di sviluppo dell Area della Martesana. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 157

10 Figura 95. Schema planimetrico di sviluppo dell Area della Martesana. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 158

11 Figura 96. Schema di rete di sviluppo dell Area della Martesana. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 159

12 Figura 97. Schema funziopnale di sviluppo dell Area della Martesana Analisi di coerenza esterna AdP - Piani e Programmi pertinenti relativi al sistema territorio La generale convergenza programmatica viene esplicitata con un confronto tra obiettivi di AdP e obiettivi dei Piani citati nella tabella seguente. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 160

13 ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 161

14 Tabella 30. Analisi di coerenza esterna AdP Piani e Programmi pertinenti al sistema territorio. Gli obiettivi e le azioni specificate di AdP convergono anche rispetto alle tematiche e agli indirizzi di carattere più generale, rispetto ai contenuti della Variante, individuati nel Piano del Sistema Intermodale e della Logistica della Lombardia, nel Piano di Indirizzo Forestale e nel Piano d Area della Martesana. Tale convergenza si esprime con le soluzioni individuate, sia programmatiche che tecniche, e con le scelte delle operazioni di compensazione e mitigazione Piani di Governo del Territorio e i Piani Regolatori Generali L analisi delle previsioni urbanistiche dei tre Comuni permette di evidenziare come l area oggetto di proposta di variante sia inserita in un contesto fortemente caratterizzato da destinazioni funzionali di tipo produttivo appartenenti al comune di Melzo, ad est, ed al comune di Liscate, a sud. Il comune di Vignate, ove pure si trova l area, sviluppa invece la sua parte urbanizzata, sia produttiva che residenziale, più ad ovest sicché non è individuabile un suo rapporto diretto con l area identificata per l ampliamento che in effetti risulta destinata, come il resto del territorio compreso tra i comuni di Melzo e Vignate, alla funzione agricola. Nel complesso l ambito industriale dei comuni di Melzo, Liscate, Settala e in parte Vignate si è configurato nel tempo sempre di più come comparto altamente orientato alla logistica, ospitando anche grandi ed importanti operatori del settore. Tuttavia, per le cause strutturali che hanno condotto alla frammentazione e alla dispersione del sistema della distribuzione delle merci, tale logistica si è non solo strutturata tutta su gomma (ad eccezione dell operato di SO.GE.MAR. S.p.a.) ma si è dispersa nel territorio; tuttavia consolidando ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 162

15 l ambito compreso in questi comuni. In forme talmente particolari che difficilmente le nuove infrastrutture previste (Tangenziale Est Esterna e Bre Be Mi) riusciranno a captare la mobilità che questo ambito genera ed attrae, sia lungo la Rivoltana che lungo la parte meridionale della Cerca, senza contare le provenienze da nord, ancora lungo la Cerca. Nella figura successiva sono riassunti, mediante il Mosaico Informatizzato degli Strumenti Urbanistici Comunali (MISURC, Regione Lombardia), i contenuti dei documenti programmatici vigenti di Vignate, Melzo e Liscate. PGT del Figura 98. MISURC. L area di intervento, identificata catastalmente al foglio 8, mappali n , è classificata dal Documento di Piano del PGT vigente (approvato con DGC del 11 dicembre 2008, n. 53) in parte come <<Parco Agricolo Sud Milano>> e, limitatamente ad una piccola porzione, come <<Città consolidata>>. È evidente la necessità di procedere ad una Variante urbanistica al fine di conformare i suoli all utilizzo proposto. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 163

16 Figura 99. Estratto del PGT vigente del. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 164

17 6.3.3 Analisi di coerenza interna L analisi di coerenza interna permette di verificare il grado di relazione tra le azioni pianificate dallo strumento e gli obiettivi prefissati. Obiettivi di AdP Contribuire allo sviluppo di Contribuire alla Promuovere un equilibrato un sistema di mobilità riqualificazione ambientale sviluppo socio-economico sostenibile delle merci nel di una area di adeguate dell'ambito in oggetto rispetto delle vocazioni del dimensioni, in valorizzandone l'attrattività Azioni di AdP territorio e dei principi dello collaborazione ed all interno e la competitività nel sviluppo sostenibile volti al del Parco Agricolo Sud contesto dell area vasta contenimento del consumo Milano, in grado di mitigare milanese delle risorse naturali e dei e compensare i possibili possibili effetti negativi effetti negativi della variante sull'ambiente proposta Ampliamento dello scalo merci Rinaturalizzazione area contigua nel Parco Agricolo Sud Milano Creazione fascia verde filtro e mitigazione Realizzazione pista ciclabile Riqualificazione del tratto della roggia Pirola interessato Tabella 31. Analisi di coerenza interna (il segno positivo indica una convergenza tra azioni ed obiettivi, il valore zero non indica interazioni dirette, l eventuale segno negativo indica un potenziale contrasto. Dalla lettura della tabella sopra riportata si evince come le azioni di AdP siano coerenti, sotto i diversi aspetti, con gli obiettivi di partenza proposti dal Programma e come concorrano al loro conseguimento. ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 165

18 7. OBIETTIVI DI PROTEZIONE AMBIENTALE PERTINENTI AL PROGRAMMA Nel presente capitolo sono identificati e presentati gli obiettivi di sostenibilità ambientale di riferimento per il Programma analizzato, tratti, relativamente all attinenza specifica con l oggetto della valutazione, dalla normativa e dalle politiche sovralocali. Su tale base è stata impostata l attività di integrazione delle considerazioni ambientali all interno del sistema degli obiettivi e delle azioni di programma. I criteri e gli obiettivi di sostenibilità correlabili agli obiettivi di DdP sono stati tratti dalle seguenti fonti: Del. CIPE del 2 agosto 2002, n. 57, Strategia d azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia; G. Sgorbati e G. Campilongo, Ambiente e pianificazione del territorio: criteri per una pianificazione sostenibile, ARPA Lombardia, Obiettivi di sostenibilità ambientale A partire dal quadro di riferimento programmatico e dall analisi del contesto ambientale, possono essere desunti, dalle sopracitate fonti, gli obiettivi di sostenibilità perseguibili attraverso l attuazione del Programma, che sono ad esso facilmente correlabili, e sono di seguito riportati: Riduzione delle emissioni nazionali dei gas serra del 6,5% rispetto al 1990, entro il periodo tra il 2008 e il 2012, in applicazione del Protocollo di Kyoto (CIPE); Estensione del patrimonio forestale per l assorbimento del carbonio atmosferico (CIPE); Riequilibrio territoriale ed urbanistico in funzione di una migliore qualità dell ambiente urbano, incidendo in particolare sulla mobilità delle persone e delle merci (CIPE); Riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera al di sotto dei livelli di attenzione fissati dalla U.E. (CIPE); Mantenimento delle concentrazioni di inquinanti al di sotto di limiti che escludano danni alla salute umana, agli ecosistemi e al patrimonio monumentale (CIPE); Riduzione dell inquinamento acustico (CIPE); Prevedere usi del suolo solo alla presenza di un adeguata infrastrutturazione (ARPA); Prevedere l insediamento di funzioni tra loro compatibili (ARPA); Prevedere un adeguata presenza di verde (ARPA); Contribuire alla riduzione delle emissioni in atmosfera (ARPA); Contribuire alla riduzione dei consumi di acqua (ARPA); Contribuire a migliorare la qualità delle acque superficiali, sotterranee e del suolo (ARPA); Contribuire a ridurre l inquinamento acustico (ARPA); Contribuire alla realizzazione di un sistema integrato e sostenibile della mobilità (ARPA); Individuare infrastrutture per la mobilità sostenibile (ARPA); Ridurre l impatto delle infrastrutture sull ambiente (ARPA); Mantenere e migliorare la biodiversità (ARPA); Ripristinare condizioni di naturalità per i corsi d acqua (ARPA); Garantire la rinaturalizzazione tramite interventi di compensazione ambientale (ARPA). ITER Ingegneria del territorio s.r.l. 166

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