Fondi sanitari integrativi (?) per le prestazioni odontoiatriche

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1 Fondi sanitari integrativi (?) per le prestazioni odontoiatriche Fonti normative, i soggetti interessati, alcune esperienze in Europa. Reale opportunità per la Professione?

2 Quadro Normativo Quadro normativo Il Sistema sanitario nazionale ha conosciuto in anni successivi processi di riforma che hanno portato alla definizione di un modello universalistico che assicura prestazioni di base a tutti i cittadini. Tale processo è stato accompagnato da un tentativo di garantire una maggiore efficienza dei servizi erogati attraverso una riconversione del sistema pubblico verso un modello organizzativo aziendale (ASL). Con l ultima l riforma (Dlgs n. 229/1999) la sanità viene configurata, anche dal punto di vista normativo, secondo uno schema a più pilastri: il Sistema sanitario nazionale che eroga le prestazioni di base secondo i LEA i fondi integrativi destinati ad integrare le prestazioni del Ssn; le polizze sanitarie che forniscono il livello ulteriore di copertura definito su base individuale.

3 LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) La normativa statale in materia di assistenza odontoiatrica è costituita principalmente dal D.lgs. 502/1992 e successive modifiche e integrazioni, che definisce i criteri per la determinazione dei livelli essenziali di assistenza (L.E.A.) e dal DPCM 29/11/2001 Definizione dei livelli essenziali di assistenza. Tali norme prevedono che l assistenza odontoiatrica a carico del SSN sia rivolta a specifiche fasce di utenti e in particolare: 1) programmi di tutela della salute odontoiatrica nell età evolutiva 2)assistenza odontoiatrica a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità sociale e/o sanitaria Le Regioni e le Province Autonome hanno dato attuazione alle norme statali con proprie deliberazioni, individuando le specifiche categorie di soggetti destinatari degli interventi e le prestazioni loro erogabili.

4 Fondi sanitari integrativi Sono forme di mutualità volontaria istituite con il decreto legislativo n. 229 del 1999 (già precedentemente delineati nel 1992) e caratterizzati da tre elementi: l assenza di selezione all entrata; l assenza di discriminazione nei premi da pagare l assenza di concorrenza con il servizio sanitario nazionale, anche se possono includere le prestazioni intramurarie.

5 D.Lgs 229/99 ( Decreto Bindi) "Art. 9 (Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale) 1. Al fine di favorire l'erogazione di forme di assistenza sanitaria integrative rispetto a quelle assicurate dal Servizio sanitario nazionale e, con queste comunque direttamente integrate, possono essere istituiti fondi integrativi finalizzati a potenziare l'erogazione di trattamenti e prestazioni non compresi nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza di cui all'articolo 1, definiti dal Piano sanitario nazionale e dai relativi provvedimenti attuativi. 2. La denominazione dei fondi di cui al, presente articolo deve contenere l'indicazione "fondo integrativo del Servizio sanitario nazionale". Tale denominazione non puo' essere utilizzata con riferimento a fondi istituiti per finalita' diverse. 3. Tutti i soggetti pubblici e privati che istituiscono fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale sono tenuti ad adottare politiche di non selezione dei rischi. Le fonti istitutive dei fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale sono le seguenti: a) contratti e accordi collettivi, anche aziendali; b) accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi dai loro sindacati o da associazioni di rilievo almeno provinciale; c) regolamenti di regioni, enti territoriali ed enti locali; d) deliberazioni assunte, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, da organizzazioni non lucrative di cui all'articolo 1, comma 16, operanti nei settori dell'assistenza socio-sanitaria o dell'assistenza sanitaria; e) deliberazioni assunte, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, da societa' di mutuo soccorso riconosciute; f) atti assunti da altri soggetti pubblici e privati, a condizione che contengano l'esplicita assunzione dell'obbligo di non adottare strategie e comportamenti di selezione dei rischi o di discriminazione nei confronti di particolari gruppi di soggetti.

6 4. L'ambito di applicazione dei fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale e' rappresentato da: a) prestazioni aggiuntive, non comprese nei livelli essenziali ed uniformi di assistenza e con questi comunque integrate, erogate da professionisti e da strutture accreditati; b) prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale comprese nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza, per la sola quota posta a carico dell'assistito, inclusi gli oneri per l'accesso alle prestazioni erogate in regime di libera professione intramuraria e per la fruizione dei servizi alberghieri su richiesta dell'assistito di cui all'articolo 1,comma 15, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; c) prestazioni sociosanitarie erogate in strutture accreditate residenziali e semiresidenziali o in forma domiciliare, per la quota posta a carico dell'assistito. 5. Fra le prestazioni di cui al comma 4, lettera a), sono comprese: a) le prestazioni di medicina non convenzionale, ancorche' erogate da strutture non accreditate; b) le cure termali, limitatamente alle prestazioni non a carico del Servizio sanitario nazionale; c) l'assistenza odontoiatrica, limitatamente alle prestazioni non a carico del Servizio sanitario nazionale e comunque con l'esclusione dei programmi di tutela della salute odontoiatrica nell'eta' evolutiva e dell'assistenza, odontoiatrica e protesica a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilita'.

7 La legge Finanziaria 2008 n. 244/07, all art. 1, commi ha unificato a 3.615,20 euro l importo massimo di deducibilità fiscale dei contributi complessivamente versati sia ai fondi integrativi del SSN sia a enti o casse aventi finalità esclusivamente assistenziale, stabilendo in 60 giorni l emanazione di un decreto che ne fissi gli ambiti di intervento. Il Ministro della Salute Livia Turco ha firmato il Decreto ministeriale, attuativo dell'articolo 1, comma 198, della legge finanziaria 2008, che individua gli ambiti delle prestazioni dei Fondi integrativi del Ssn e degli Enti, Casse e Società di mutuo soccorso no profit che forniscono prestazioni assistenziali integrative a quelle fornite dal Ssn.

8 Ambiti di intervento Gli ambiti di intervento dei Fondi sanitari integrativi del servizio sanitario nazionale, istituiti o adeguati ai sensi dell'art. 9 del decreto legislativo 20 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, comprendono le prestazioni sanitarie e sociosanitarie di prevenzione, cura e riabilitazione definite nei commi 4 e 5 del medesimo art. Gli ambiti di intervento comprendono inoltre: a) prestazioni socio-sanitarie di cui all'art. 3-septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, nonche' le prestazioni di cui all'art. 26 della legge 8 novembre 2000, n. 328 in quanto non ricomprese nei livelli essenziali di assistenza e quelle finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio per la parte non garantita dalla normativa vigente; b) prestazioni di assistenza odontoiatrica non comprese nei livelli essenziali di assistenza per la prevenzione, cura e riabilitazione di patologie odontoiatriche.

9 A partire dall'anno 2010, gli ambiti di intervento di cui al presente comma si intendono rispettati a condizione che i medesimi enti, casse e societa' di mutuo soccorso attestino su base annua di aver erogato, singolarmente o congiuntamente, prestazioni coincidenti con quelle di cui alle lettere a) e b) del comma 2, erogate presso strutture autorizzate all'esercizio, in base alla vigente normativa regionale, anche se non accreditate, nella misura non inferiore al 20 per cento dell'ammontare complessivo delle risorse destinate alla copertura di tutte le prestazioni garantite ai propri assistiti.

10 Decreto sacconi 8 Novembre2009 "soglia delle risorse vincolate": soglia della quota di risorse vincolate per l'erogazione di prestazioni di assistenza odontoiatrica, di assistenza socio-sanitaria rivolta ai soggetti non autosufficienti e di prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio, nella misura non inferiore al 20 per cento dell'ammontare complessivo delle risorse destinate alla copertura di tutte le prestazioni garantite ai propri assistiti, stabilita dal decreto del Ministro della salute 31 marzo 2008, come modificato dall'articolo 1 del presente decreto. Le prestazioni sono da intendersi: 1) prestazioni sociali a rilevanza sanitaria da garantire alle persone non autosufficienti al fine di favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio, con particolare riguardo all'assistenza tutelare, all'aiuto personale nello svolgimento delle attività quotidiane, all'aiuto domestico familiare, alla promozione di attività di socializzazione volta a favorire stili di vita attivi, nonché le prestazioni della medesima natura da garantire presso le strutture residenziali e semi-residenziali per le persone non autosufficienti non assistibili a domicilio, incluse quelle di ospitalità alberghiera; 2) prestazioni sanitarie a rilevanza sociale, correlate alla natura del bisogno, da garantire alle persone non autosufficienti in ambito domiciliare, semi-residenziale e residenziale, articolate in base alla intensità, complessità e durata dell'assistenza; 3) prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio, quali la fornitura di ausili o dispositivi per disabilità temporanee, le cure termali e altre prestazioni riabilitative rese da strutture sanitarie autorizzate non comprese nei livelli essenziali di assistenza; 4) prestazioni di assistenza odontoiatrica compresa la fornitura di protesi dentarie.

11 Decreto Turco prestazioni di assistenza odontoiatrica non comprese nei livelli essenziali di assistenza per la prevenzione, cura e riabilitazione di patologie odontoiatriche. DecretoSacconi prestazioni di assistenza odontoiatrica compresa la fornitura di protesi dentarie.

12 BINDI: prestazioni aggiuntive, non comprese nei livelli essenziali ed uniformi di assistenza e con questi comunque integrate, erogate da professionisti e da strutture accreditati; l'assistenza odontoiatrica, limitatamente alle prestazioni non a carico del Servizio sanitario nazionale e comunque con l'esclusione dei programmi di tutela della salute odontoiatrica nell'eta' evolutiva e dell'assistenza, odontoiatrica e protesica a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilita'. TURCO: prestazioni di assistenza odontoiatrica non comprese nei livelli essenziali di assistenza per la prevenzione, cura e riabilitazione di patologie odontoiatriche erogate presso strutture autorizzate all'esercizio, in base alla vigente normativa regionale, anche se non accreditate, SACCONI: prestazioni di assistenza odontoiatrica compresa la fornitura di protesi dentarie. erogate presso strutture autorizzate all'esercizio, in base alla vigente normativa regionale, anche se non accreditate, "soglia delle risorse vincolate": soglia della quota di risorse vincolate per l'erogazione di prestazioni di assistenza odontoiatrica, di assistenza socio-sanitaria rivolta ai soggetti non autosufficienti e di prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio, nella misura non inferiore al 20 per cento dell'ammontare complessivo delle risorse destinate alla copertura di tutte le prestazioni garantite ai propri assistiti

13 Ci si avvia, con documenti e posizioni bipartisan, verso una sanità dove si assottigliano le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario nazionale ed aumentano le cure che i cittadini dovranno affrontare a proprie spese. Chi nella nostra categoria si illudeva che l avvento dei fondi integrativi avrebbe potuto rappresentare per la professione l opportunità di apporto di nuove risorse e nuovi pazienti dovrà in parte rivedere le proprie prospettive.

14 Università di Padova 2003 Indagini effettuate Nel corso del , l Università di Padova ha compiuto uno studio su I fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prime analisi empiriche e prime proposte di politica regionale e sociale, all interno del progetto di ricerca interuniversitario a carattere nazionale intitolato Il decentramento della sanità: effetti sul sistema di finanziamento e sulla gestione dei servizi, coordinato da Gilberto Muraro. La ricerca rappresenta, allo stato attuale, il più completo studio del settore e descrive le caratteristiche generali dei fondi, le prestazioni offerte, e le modalità di finanziamento. Lo studio è stato effettuato tra il 2002 e il 2003 sui dati relativi al 2001 di 81 enti, oltre la metà dei quali ha poi risposto ad un secondo questionario loro inoltrato. La ricerca fa riferimento al 61% della popolazione coperta complessivamente in Italia da fondi sanitari integrativi, stimata al 2001 in 3,57 milioni di persone Rebba V., Marcomini C., (2003), L assistenza sanitaria pubblica e la previdenza sanitaria integrativa in Italia: un analisi della situazione esistente, in Nomisma-Cripe (a cura di) Rebba V., Marcomini C., (2003), I fondi sanitari integrativi. Quale futuro per la sanità italiana?, Fondazione Pfizer, Roma, F. Angeli Università di Perugia 2000 Nel corso del , l Università di Perugia ha compiuto uno studio intitolato La riforma del SSN. I fondi integrativi e le Information Technologies: un indagine conoscitiva, a cura di Margherita Giannoni. La ricerca fornisce un contributo all analisi della situazione corrente dell assistenza sanitaria integrativa per definire il contesto di riferimento in cui interviene il processo di riforma del SSN. Lo studio analizza anche la diffusione delle tecnologie IT e internet nei enti di assistenza sanitaria integrativa. L indagine conoscitiva è stata svolta attraverso l invio di un questionario a 42 enti, di cui 17 hanno risposto esaurientemente corrispondente ad un campione di circa assistiti, pari al 14-15% della popolazione totale stimata a tutto il Giannoni M., (2001), Fondi sanitari integrativi: situazione attuale e prospettive, in Tendenze Nuove n.1 gennaio-febbraio Altri studi e riferimenti bibliografici Lippi Bruni M., (2001), Il ruolo dei fondi sanitari integrativi nel nuovo assetto del Ssn, in Fiorentini G. (a cura di), I servizi sanitari in Italia, Bologna, Il Mulino Mastrobuono I., (1999), Le forme integrative di assistenza sanitaria tra passato e futuro, in Mastrobuono I., Guzzanti E., Cicchetti A., Mazzeo M.C. (a cura di), Il finanziamento delle attività e delle prestazioni sanitarie, Roma, Il Pensiero Scientifico Editore. Mastrobuono I., Pompili S. (1998), Lo stato attuale delle forme integrative di assistenza sanitaria del settore non profit: casse aziendali, fondi di categoria e società di mutuo soccorso, in ASI, n. 27, 6 luglio

15 Proiezioni della spesa sanitaria pubblica e privata (dati in % sul PIL, scenario a politiche invariate) 30 27, ,3 4,1 18,7 4,4 17,1 5,0 16,7 4,0 16,7 3,3 15,3 15,1 16,6 3, ,9 2,1 6,8 13,2 10,7 2,5 8,2 14,3 8,2 2,4 5,8 12,1 8,2 1,1 7,1 12,7 11,1 2,2 8,9 13,4 8,4 6,9 12,4 9,6 2,1 7,5 13, Italia Germania Spagna Regno Unito Francia Stati Uniti EU15 spesa pubblica spesa privata Fonti: per il 2005: elaborazioni su dati OECD Health Data 2008; per le proiezioni al 2050: OECD (2006), Projecting OECD health and long-term care expenditures: What are the main drivers? Economics Department Working Papers

16 Nel Libro Verde sul futuro del modello sociale presentato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali nel luglio scorso si afferma che "La spesa sanitaria desta preoccupazione non solo per il presente, ma soprattutto per le tendenze che sono state variamente analizzate e considerate.ancora di più preoccupa la tendenza di medio e lungo termine. Vari osservatori ipotizzano che al 2050, in assenza di politiche correttive e di riequilibrio, la spesa sanitaria possa più che raddoppiare". Curioso che a questa affermazione allarmistica sia accompagnata una tabella con la proiezione di lungo periodo della Ragioneria Generale dello Stato (RGS), che indica la spesa sanitaria nel 6,7% del PIL con riferimento al 2005 e nell 8,6% nel 2050, e questo tenendo anche conto della spesa sanitaria pubblica per assistenza agli anziani: non è certo un raddoppio!

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18 RIFLESSIONI DEL SETTORE ASSICURATIVO SULLA ATTUALE REGOLAMENTAZIONE DELLA SANITÀ COMPLEMENTARE E ALCUNE PROPOSTE Roma 20 gennaio 2009 INTERVENTO DI ROBERTO MANZATO Proposta 2: misure per aumentare la competitività tra i provider dei servizi sanitari Come è noto i sistemi di convenzionamento tra fondi, casse o assicuratori e fornitori di servizi sanitari permettono di garantire dei risarcimenti (in termini di prestazioni) più alti a parità di spesa grazie alle condizioni di favore concesse in questi casi. In questo ambito si potrebbero prevedere misure, nel pieno rispetto del libero mercato, che incentivino la concorrenza in termini di qualità/ prezzo fra i vari fornitori quali ad esempio: - la raccolta e pubblicazione da parte di una Istituzione pubblica di statistiche, anche su base territoriale e per tipologia di struttura, sui prezzi praticati per le varie prestazioni sanitarie. Una tale base informativa rappresenterebbe un ottimo strumento di ausilio per le negoziazioni tra terzi pagatori e fornitori di servizi

19 Finanziamento e qualità del sistema sanitario: il contributo di fondi e assicurazioni Intervento di Giampaolo Galli Direttore Generale, ANIA Conferenza ASPEN 29 settembre 2008

20 Poca mutualità e molta spesa out-of-pocket (1) La spesa privata in Italia è circa il 2% del PIL, non discosta da altri paesi europei. Di questa solo il 4% è intermediato dalla mutualità (fondi, mutue, assicurazioni individuali e collettive). Il resto è spesa out-of-pocket. Una parte notevole della spesa out-of-pocket è dovuta alle liste di attesa. Ex-ante le persone si aspettano di avere un servizio dal sistema pubblico. Ex-post si trovano costrette a rivolgersi a strutture private e a pagare di tasca propria. Spese catastrofali : un milione di famiglie spendono in un anno oltre il 40% del proprio reddito. La mutualità, offerta da fondi o da assicurazioni, è efficiente: a) se utilizzata principalmente per coprire eventi acuti a bassa frequenza (ricoveri, interventi). Sugli eventi acuti, il SSN, fortunatamente, è in genere efficiente ed è completamente gratuito; b) se viene risolto il problema della selezione avversa (si assicurano solo i malati o gli anziani). Ciò richiede che la copertura riguardi collettività ampie e non selezionate di persone (coperture offerte dai datori di lavoro a tutti i dipendenti o previste dai contratti di lavoro o coperture obbligatorie); 1

21 Poca mutualità e molta spesa out-of-pocket (3) Solo il 6,4% delle famiglie possiede una copertura sanitaria privata. La diffusione maggiore è al Nord (9,6% delle famiglie) e fra i lavoratori autonomi (15,3%). Nel Sud le famiglie assicurate sono solo lo 0,6%; fra i lavoratori dipendenti il 5,7%. Il premio medio è pari a circa 890 annui(*). Distribuzione delle persone assicurate: 400 mila presso mutue e società di mutuo soccorso; 3,6 milioni distribuiti su circa 400 fondi; 900 mila con polizze collettive (tipicamente casse aziendali); 1,5 milioni con polizze individuali(*). Fondi e mutue sono molto diversi fra di loro, per fonti istitutive (singole aziende o gruppi di aziende; contratti collettivi; associazioni di lavoratori autonomi), governance, costi e prestazioni. Una parte dei fondi (circa il 50%) sono autogestiti. Altri hanno convenzioni con compagnie di assicurazione per una parte o tutte le prestazioni. Le prestazioni di fondi e assicurazioni sono molto eterogenee. In generale, sono sostitutive, non integrative delle prestazioni del servizio nazionale: le persone vogliono avere accesso a strutture private che offrono prestazioni analoghe a quelle delle strutture pubbliche (Fasi, Caspie, Faschim, Fondest ). N.B.: I fondi doc della riforma Bindi (strettamente integrativi) sono rimasti sulla carta. (*) Fonti: Banca d Italia (2006), Unisalute (2001), Università di Padova (2004) 3

22 Possibili soluzioni (2) il secondo pilastro Lo sviluppo dei fondi sanitari - di fatto sostitutivi e non integrativi rispetto al SSN - è affidata principalmente alla contrattazione collettiva. Perché ciò avvenga occorre: a) definire meglio la struttura del primo pilastro (LEA, livelli di reddito ). Molto complesso. b) gli incentivi fiscali (vedi Finanziaria 2008). 6

23 Possibili soluzioni (3) co-payment e assicurazione In Francia, fondi e assicurazioni private hanno un ruolo rilevante per via delle coperture complementari a basso costo che rimborsano solo i co-payment nelle strutture pubbliche e private convenzionate. Queste coperture rappresentano oltre il 10% della spesa sanitaria totale. Co-payment: i pazienti pagano il 30% della spesa per le visite mediche, il 40% per le analisi, il 20% della spesa giornaliera per i ricoveri fino 31 giorni. Sono previste esenzioni in funzione di: stato di salute, tipo di trattamento, categoria di paziente. Coperture gratuite per le famiglie a basso reddito. 7

24 Possibili soluzioni (4) managed competition e assicurazione sociale privata In varie forme attuata in Belgio, Svizzera, Germania, Spagna, Polonia L esempio della riforma Hoogervorst, attuata in Olanda nel gennaio 2006: - Tutti i residenti maggiorenni devono acquistare una polizza sanitaria individuale presso una compagnia di assicurazione privata. La copertura base è stabilita per legge. - Obbligo per le compagnie di offrire copertura a tutti, senza differenziare i prezzi in base alla condizione dell assicurato. - Ogni assicuratore fissa una tariffa unica (a livello provinciale) in concorrenza con gli altri assicuratori. - Lo stato sovvenziona le persone meno abbienti con un contributo in base al reddito, con un buono sanità, conferito direttamente alla compagnia scelta dall assicurato. - Un fondo di equalizzazione del rischio compensa le compagnie che assumono i rischi più elevati (anziani, cronici, disabili). Il fondo è finanziato con un prelievo sul reddito e riceve un finanziamento a carico della fiscalità generale solo per la copertura dei minori. - Il sistema è calibrato in modo che circa metà della spesa sanitaria sia coperta attraverso il fondo. - Prezzo medio per la copertura base nel :

25 I fondi sanitari integrativi: una strada da potenziare? Alcuni rilievi critici Pubblicato su Astrid on line Elena Granaglia documento pdf

26 LIMITI DEI FONDI INTEGRATIVI -Difficoltà di uno sviluppo autonomo e necessità di un forte sostegno pubblico -Rischi di iniquità -Rischi di inefficienza

27 confronto fra sistemi sanitari basati sul finanziamento tributario e sistemi basati sulle assicurazioni Sociali Wagstaff e Gechert, in due distinte ricerche del 2009, considerando le serie storiche dei costi dal 1990 al 2008, mostrano come i fondi integrativi presentino un costo medio per assicurato significativamente più elevato rispetto ai fondi pubblici

28 conclusioni Perché destinare spesa pubblica al sussidio di iniquità ed inefficienza?

29 Crisi economica = I cittadini riducono le spese?

30 Boom del 36%, volano i mattoni che ristrutturano e arredano casa Cure estetiche al patrimonio immobiliare: l'età avanza e allora si ricorre al lifting per ridargli smalto Alla fine di novembre si contano quasi 410mila lavori edilizi avviati. Abbattuto quindi, con un mese di anticipo sulla fine dell'anno, il vecchio record detenuto dal La nuova performance incrementa il primato, al momento, del 10,7%. Il confronto con il 2008 è ancora più vistoso. Infatti, l'aumento, rispetto allo scorso anno, considerando lo stesso periodo gennaio-novembre, è del 16,1%. Grande risultato quindi per il 36%, che si conferma una delle agevolazioni fiscali più gradite dagli italiani. Quest'anno poi è stata introdotta anche la possibilità di cumulare il beneficio con lo sconto del 20% sull'acquisto di mobili, elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, televisori e computer, ma solo se utilizzati per arredare una casa ristrutturata in regime agevolato. Questa chance è riconosciuta a coloro che hanno iniziato i lavori di restauro dopo il 30 giugno 2008, per gli acquisti effettuati nel periodo compreso fra il 7 febbraio 2009 e il prossimo 31 dicembre. Ancora pochi giorni quindi per approfittare di questa detrazione Irpef. Si auspica però una proroga anche per il prossimo. E sono in molti a sperarlo. Intanto, festeggiamo la proroga del 36% a tutto il 2012, contenuta nella Finanziaria Confermata anche l'agevolazione spettante agli acquirenti o assegnatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative edilizie che poi provvedono all'alienazione degli stessi. In questo caso, spetta una detrazione del 36% calcolata sul 25% del prezzo indicato nell'atto, comunque entro il limite di 48mila euro. Il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi è pure prorogato al 31 dicembre 2012, mentre il termine per la stipula dell'atto è il 30 giugno 2013.

31 Le Convenzioni in Odontoiatria Opportunità per i pazienti e per la professione? Le esperienze in Europa e USA. Regole deontologiche e libera concorrenza. Relatori: Dott. Tiziano Caprara: L esperienza in USA Dott. Enrico Filippi: Situazione in Europa e posizione degli Organismi Odontoiatrici Europei Dott. Ralph Gutmann: L esperienza in Germania Dott. Saverio Orazio: Armonizzazione tra rispetto delle regole deontologiche e libera concorrenza. Presiederà il Convegno il Dott. Giuseppe Renzo, Presidente della CAO (Commissione Nazionale Albo Odontoiatri) in seno alla FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri). Profilo dei Relatori: Dott. T. Caprara: Odontoiatra libero professionista dal Autore di numerosi articoli riguardanti la gestione dello studio dentistico e la comunicazione in Odontoiatria, su riviste nazionali ed internazionali. Relatore a congressi nazionali e internazionali. Autore del libro Dentista tra lavoro e Vita. Ha collaborato alla stesura del libro del Prof. Guastamacchia Gestione della pratica professionale odontoiatrica. Ha frequentato gli studi del Dott. Howard Farran, autore del Dental MBA e del Dott. Tom Orent, uno dei maggiori dentisti gestionali americani. Dott. E. Filippi : Revisore dei conti ANDI nazionale Vice presidente ANDI nazionale Delegato ANDI affari esteri dal 1992 al Delegato ANDI presso DLC, ERO FDI dal 1993 al Membro esecutivo ERO Membro esecutivo DLC Presidente DLC Chairman FDI Committee on Dental Practice Dott. Ralph Gutmann Germania: Dentista libero professionista dal 1963 al Membro FVDZ (Freier Verband Deutscher Zahnartze Associazione libera dei dentisti tedeschi) dal Presidente FVDZ Monaco di Baviera Vice Presidente FVDZ della Baviera Presidente FVDZ della Baviera Vice Presidente FVDZ Nazionale Presidente FVDZ Nazionale. Dal 1997 Presidente onorario FVDZ. Dal 1991 al 2003 delegato agli affari internazionali FVDZ. Dott. S. Orazio: Dentista libero professionista in Conegliano Veneto (TV). Ha ricoperto ruoli sindacali di spicco nell ANDI come Consigliere di Presidenza nazionale e Segretario Sindacale regionale. E membro in seno alla FNOMCeO della CAO ( Commissione Nazionale Albo Odontoiatri). Si è recentemente interessato, rappresentando la Federazione degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri, dei rapporti con l Autorità Garante della concorrenza. Il Convegno si terrà il 19 Marzo 2004 nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara.

32 Dr. Tiziano Caprara Convenzioni, l esperienza americana Possibili conseguenze gestionali ed economiche documento pdf

33 Per i colleghi americani, il convenzionamento può essere rappresentato da una frase sola: Più problemi e meno soldi!

34 Nel normale rapporto medico paziente, vantaggioso per entrambi, si inserisce un terzo elemento che vuole guadagnarci

35 Durante i due ultimi anni l AMCD condusse un sondaggio tra i suoi associati per determinare quale fosse il trend dei convenzionamenti. Il sondaggio rilevò che i dentisti convenzionati stavano provando una crescente delusione nei confronti di questi programmi. L 80% dei soci riportavano un gran numero di esperienze negative negli ultimi cinque anni. Quindi non ci fu da sorprendersi se il 71,5% degli associati dell AMCD riferiva che non avrebbe più attuato nuovi convenzionamenti. Il 63% non avrebbe più accettato nuovi pazienti convenzionati, mentre il 31% stava accettando meno nuovi convenzionati rispetto a 3 anni prima.

36 . Le procedure amministrative aumentano a dismisura. La mancanza d uniformità fa impazzire le segretarie che spesso cambiano lavoro, creando un maggior turn-over negli studi convenzionati. I pazienti non appartengono tutti allo stesso Fondo e le coperture ed i rimborsi sono diversi. Ciò porta ad inadeguati calcoli delle tariffe ed un enorme quantità di tempo speso in telefonate di spiegazioni. Il 72% degli intervistati riferisce di aver abbandonato i convenzionamenti per le tremende procedure amministrative.

37 1. Un 3% di sconto richiede un aumento del 13,6%della produzione per ottenere lo stesso profitto 2. Un 5% di sconto richiede un aumento del 25% della produzione per ottenere lo stesso profitto. 3. Un 10% di sconto richiede un aumento del 67% della produzione per ottenere lo stesso profitto 4. Un 15% di sconto richiede un aumento del 150% della produzione per ottenere lo stesso profitto. 5. Un 20% di sconto richiede un aumento del 400% della produzione per ottenere lo stesso profitto.

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39 Dr. Leopoldo Bárcena Rojí

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