2015 Rapporto di valutazione

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1 Ufficio Valutazione PALESTINA Valutazione indipendente dei progetti di emergenza in Palestina SINTESI 2015 Rapporto di valutazione

2 INDICE 1 Informazioni generali Il contesto - emergenza in Palestina: un caso unico L approccio all emergenza nel contesto Palestinese Allineamento con principi e standard internazionali Buone pratiche e lezioni apprese Valutazione trasversale per criteri Valutazione complessiva per progetto Resilienza e priorità locali: raccomandazioni dalla Striscia di Gaza e da Gerusalemme Est Tematiche trasversali Sistemi di Rendicontabilità e Apprendimento Raccomandazioni

3 Questo documento presenta una sintesi dei risultati della valutazione indipendente ex post dell Iniziativa di emergenza per il sostegno della popolazione residente nella Striscia di Gaza e Gerusalemme Est (AID ) finanziata dal Ministero degli Affari Esteri / Direzione Generale per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo. Informazioni più dettagliate sono contenute nel Rapporto Finale di Valutazione. Il documento è stato redatto da Mariateresa Calabrese, Coordinatrice Tecnica del Team di Valutazione, con il contributo dei membri del gruppo: Daniela Antonacci, Rima Awad, Mohamed Eila, Monther Hind, Ivan Norscia. La valutazione ex post è stata lanciata dall Ufficio IX Sezione Valutazione della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri l 8 ottobre 2013, con l invito a una selezione di consulenti per la presentazione di una offerta tecnica e finanziaria. Il contratto è stato assegnato alla società TIMESIS s.r.l. il 25/04/2014. Un ringraziamento sincero va a quanti hanno collaborato all organizzazione e conduzione della missione di campo, alla raccolta di informazioni e conoscenze rilevanti per l elaborazione del rapporto e alla riflessione sui temi affrontati dalla valutazione. Tra questi sono da segnalare: l Unità Tecnica Locale di Gerusalemme, le Organizzazioni Non Governative coinvolte nella realizzazione dei programmi, i partner locali. Una particolare riconoscenza va alle persone genericamente identificate con il nome di Beneficiari/e, che, sia a Gaza che a Gerusalemme, hanno accolto le esperte ed esperti del gruppo di valutazione durante la missione, partecipato ad interviste individuali e collettive e condiviso le loro prospettive sui temi trattati. Le conclusioni e raccomandazioni contenute nel presente rapporto, benché inserite nel quadro della valutazione affidata da MAE/DGCS, non esprimono posizioni ufficiali e rimangono di responsabilità esclusiva del Team Indipendente di Valutazione. Mariateresa Calabrese Coordinatrice Tecnica Team Indipendente di Valutazione Pisa, 31 marzo 2015 Per ulteriori informazioni: TIMESIS s.r.l. Via Niccolini, San Giuliano Terme (PI) Tel

4 1 INFORMAZIONI GENERALI Il Programma 9310 Iniziativa di emergenza a favore delle popolazioni della Striscia di Gaza è stato realizzato nel 2010 nel quadro degli impegni sottoscritti dal Governo Italiano nell ambito della Conferenza Internazionale per la Ricostruzione di Gaza (02/03/2009) e del Piano Palestinese di Recupero e Ricostruzione Il programma intendeva offrire sostegno ai settori più vulnerabili della popolazione palestinese nella fase di emergenza seguita all attacco militare condotto dall esercito israeliano tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio Il Programma 9555 Iniziativa di emergenza per il sostegno della popolazione palestinese residente nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme è stato realizzato nel 2011, in continuità con il Programma 9310, estendendo l area di azione a Gerusalemme Est. Alla valutazione indipendente ex post è stato affidato il compito di elaborare di un giudizio complessivo sul contributo generale dei due programmi al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme Est. I suoi obiettivi specifici sono: valutare l efficacia degli interventi realizzati attraverso l analisi di un campione dei progetti finanziati dai programmi, con speciale attenzione alle questioni di equità (genere e gruppi vulnerabili); identificare e valorizzare buone pratiche e lezioni apprese; esprimere un giudizio sulla qualità dello strumento di emergenza ed elaborare raccomandazioni per migliorare la qualità di eventuali ulteriori azioni di sostegno. Missione di campo - La missione di campo è stata svolta nel periodo tra il 15 novembre e il 9 dicembre Nel corso della missione, condotta dopo una fase preliminare di revisione dell ampia documentazione disponibile, sono state realizzate visite di campo, interviste individuali e di gruppo, due gruppi tematici (uno a Gaza City e uno a Gerusalemme), e due seminari di restituzione (uno a Gaza City e uno a Ramallah). La missione ha contato con una intensa partecipazione e collaborazione da parte di tutte le parti interessate, per cui è stato possibile incontrare circa 200 persone tra operatori e operatrici (sia delle sedi locali della Cooperazione Italiana che delle ONG), partner locali e beneficiari/e, nonostante le difficoltà del contesto (la missione si è infatti svolta solo 3 mesi dopo la fine dell attacco militare israeliano del luglio/agosto 2014). Selezione dei progetti - La selezione dei progetti è stata condotta attraverso un campionamento mirato, scegliendo i progetti sulla base della loro capacità di esplorare questioni importanti per l elaborazione di raccomandazioni per il futuro del sistema di aiuti di emergenza alla popolazione palestinese, includendo tutti i settori di intervento e le aree di intervento. Aree tematiche - In accordo con l obiettivo di contribuire a migliorare l approccio ai programmi di emergenza, la valutazione ha affrontato 4 aree specifiche: l approccio all emergenza nel contesto palestinese, l allineamento della strategia e dell azione degli interventi di emergenza con principi e criteri internazionali, la valutazione dei risultati di un campione di 9 progetti sulla base dei criteri principali di valutazione (rilevanza, efficacia, efficienza, sostenibilità), la qualità del sistema di sistemi di rendicontabilità e apprendimento. E inoltre stato valutato l inserimento negli interventi di tematiche trasversali (genere, disabilità, ambiente). 2 IL CONTESTO - EMERGENZA IN PALESTINA: UN CASO UNICO Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza (come d altra parte la Cisgiordania), nonostante la specificità di ciascuna delle situazioni, sono in una situazione ugualmente classificabile come emergenza protratta con crisi acute ricorrenti e con elevato rischio di ulteriore deterioramento. Nella Striscia di Gaza: Le condizioni di vita della popolazione sono rese difficili dal blocco pressoché totale degli accessi per l importazione ed esportazione di beni e da limiti all accesso alle risorse naturali (impossibilità di accesso e/o vincoli agli usi della terra nelle zone classificate come Buffer Zone e Risk Zone, intercettazione della falda acquifera a est della Striscia di Gaza, limite di 3 miglia dalla costa per la pesca, con frequenti incursioni a danno dei pescatori anche all interno dei limiti arbitrariamente fissati). Tali condizioni delineano un quadro di crisi persistente, producendo un livello di disoccupazione elevatissimo (38% nelle condizioni ordinarie, 60% nel periodo successivo all attacco militare israeliano del 2014), l insostenibilità del tessuto economico, la restrizione degli orizzonti temporali necessari per una prospettiva di sviluppo sia endogeno che sostenuto dalla Cooperazione Internazionale. L accesso a diritti 3

5 essenziali come l educazione e alla salute è inoltre limitato sia dagli ostacoli alla mobilità che dalla distruzione di infrastrutture durante incursioni militari. La crisi è resa più acuta da periodici attacchi militari da parte dell esercito israeliano, l ultimo dei quali condotto nel periodo 8 luglio/24 agosto 2014, che ha causato perdite umane, distruzione di beni fondamentali (case, infrastrutture, ospedali) e la distruzione mirata del tessuto economico. Dopo la fine dell attacco militare, le condizioni di blocco rimangono, aggravate dal ritardo nell avvio della ricostruzione: lo sgombero delle macerie non era ancora avviato al momento della missione di campo, nel novembre 2014, e le condizioni per la ricostruzione prevedono una forte ingerenza da parte del Governo Israeliano attraverso l imposizione di un sistema di controllo garantito e finanziato dalle Nazioni Unite. Gerusalemme Est: l espulsione della popolazione da Gerusalemme, il divieto di costruzione (52% dell area di Gerusalemme Est 1 ), l estensione degli insediamenti ( coloni vivono a Gerusalemme Est), l arresto di minori (circa 700 minori per anno 2 ), la demolizione di case e l abolizione dei diritti delle persone coinvolte in episodi di rivolta, il limitato accesso ai servizi per l educazione (mancanza di strutture e difficoltà di movimento di studenti e docenti), l imposizione da parte del governo israeliano di curriculum educativi e tecnici che escludono materie legate alla storia e alla cultura palestinese, la mancanza di strutture ricreative (solo 30 strutture/parchi) e culturali (solo 2 biblioteche), sono le principali cause del deterioramento delle condizioni sociali ed economiche della popolazione araba a Gerusalemme Est e rappresentano un attacco alla sua identità storica e culturale. Cisgiordania: Le condizioni di questa parte della Palestina sono segnate dall espansione degli insediamenti (illegali secondo il diritto internazionale 3 ), dalle difficoltà di movimento della popolazione a causa della presenza del muro di separazione (712 km) e dei check points (circa 540), dalla crescente frammentazione del territorio con il deterioramento delle condizioni di sussistenza, dalla riduzione di accesso a risorse (terra e acqua) e servizi, dall allontanamento forzato dei beduini dalle aree della valle del Giordano. In questo quadro si inseriscono specifiche violazioni dei diritti di gruppi particolarmente vulnerabili, attraverso ad esempio gli arresti di minori e la demolizione di case. 3 L APPROCCIO ALL EMERGENZA NEL CONTESTO PALESTINESE Gli interventi di emergenza devono essere adeguati alla comprensione del contesto di intervento. Date le condizioni di crisi protratta, a causa della persistenza delle condizioni che determinano la situazione di crisi (occupazione e blocco imposti dal Governo Israeliano) con rischio di deterioramento (per l espansione dell occupazione, l aggravarsi delle minacce di espulsione, e l effetto del blocco sul deterioramento delle condizioni ambientali nel caso della Striscia di Gaza), e la relazione di circolarità tra le fasi (per la ripetizione di eventi distruttivi come l ultimo attacco militare israeliano alla Striscia di Gaza nel luglio/agosto 2014), è necessario inquadrare l azione di emergenza, all interno del ciclo di Disaster Risk Management, in termini di prevenzione e preparazione, e non solo di assistenza (relief), rafforzando le istituzioni locali e le organizzazioni della società civile, integrando azioni di emergenza e azioni di sviluppo (contiguità e continuità), sostenendo la resilienza delle popolazioni locali nel ripristino del tessuto economico e produttivo. 4 ALLINEAMENTO CON PRINCIPI E STANDARD INTERNAZIONALI L Italia ha assunto, attraverso l adesione alle convenzioni internazionali e la partecipazione a istanze specifiche come il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, un ruolo attivo nell adozione di un approccio basato sui diritti umani, espresso con chiarezza anche nei documenti strategici della Cooperazione Italiana. Si segnalano tuttavia due elementi problematici per quanto riguarda la coerenza dell azione umanitaria con il quadro strategico così delineato: Vincoli posti dall ambiente operativo: i vincoli imposti del Governo Israeliano alla circolazione dei mezzi e delle persone e all azione ed espressione delle opinioni hanno effetti negativi sulla capacità della Cooperazione Italiana di rispondere ai bisogni della popolazione, sia restringendo il campo delle scelte 1 Ministry of Planning and Administrative Development (2014), Palestinian National Development Plan ( ) 2 UNICEF (2013) opt Children in Israeli Military Detention: Observations and Recommendations 3 L art. 49 della IV Convenzione di Ginevra proibisce infatti l insediamento di popolazione della potenza occupante nei territori occupati. 4

6 possibili che ostacolando la realizzazione delle azioni, che, infine, distruggendo beni forniti dagli interventi realizzati; Advocacy: Nonostante l azione di advocacy fosse tra quelle identificate come prioritarie nel Programma 9555, e nonostante violazioni dei diritti umani nei Territori Palestinesi continuino ad essere rilevate e descritte nei documenti dei programmi di emergenza, non sono state identificate specifiche azioni nei programmi valutati e in quelli successivi. Pur nella consapevolezza che la soluzione della crisi umanitaria in Palestina è impossibile senza il ripristino della legalità internazionale, secondo le risoluzioni delle Nazioni Unite (fine dell occupazione e del blocco e riconoscimento dello Stato Palestinese), la Cooperazione Italiana, per assicurare coerenza con i principali accordi internazionali in materia umanitaria di cui l Italia è firmataria, dovrebbe dotarsi di una strategia articolata, che includa: una adeguata azione di protezione per ridurre l impatto negativo dei vincoli dell ambiente operativo sull efficacia degli interventi di cooperazione; Azioni di advocacy politica per promuovere il rispetto dei diritti fondamentali delle popolazioni palestinesi. 5 BUONE PRATICHE E LEZIONI APPRESE Approccio all emergenza dei Programmi 9310 e Nel contesto palestinese lo strumento dei programmi di emergenza ha rappresentato uno strumento flessibile, più veloce e meno puntiforme dei programmi di sviluppo, rispetto ai quali comunque è importante mantenere complementarità e allineamento. I Programmi 9310 e 9555 rappresentano un esperienza di rilievo, caratterizzata da alcune buone pratiche: Il collegamento sistematico tra emergenza e sviluppo. I programmi rappresentano un valido esempio di collegamento tra emergenza e sviluppo (contiguità e continuità), consentendo, sia con la differenziazione delle azioni (progetti) che con la combinazione delle attività (all interno dei progetti), di intervenire contemporaneamente su differenti condizioni di emergenza e di agire su momenti diversi del continuum emergenza-sviluppo; L approccio multisettoriale. I problemi dell emergenza sono stati affrontati a diversi livelli, agendo su diversi fattori di resilienza, contribuendo sia al recupero dei mezzi di sussistenza (livelihood) attraverso interventi differenziati (allevamenti, coltivazioni, orti urbani) in agricoltura e interventi di formazione tecnica e sostegno all inserimento nel mondo del lavoro per giovani e donne, sia a sostenere i diritti di donne, bambini e persone con disabilità; La qualità dell approccio orizzontale. L uso di bandi di programma aperti per la selezione delle proposte progettuali ha valorizzato il ruolo delle ONG in termini di capacità di innovazione. La continuità di azioni tra programmi successivi ha consentito alle ONG realizzatrici di migliorare il loro approccio e trarre insegnamenti dalle esperienze, trasferendo da un periodo all altro e da un area all altra le lezioni apprese e anche di seguire i cambiamenti nel settore di azione e nella vita dei beneficiari su un periodo più lungo di quello del singolo progetto; Il dialogo con le istituzioni locali per rispondere alle priorità delle popolazioni locali. Attraverso i due programmi sono state condotte esperienze significative nel rafforzamento delle capacità delle autorità locali di fornire servizi essenziali. E il caso della Municipalità di Umm Al Nasser per quanto riguarda il progetto della scuola (progetto Vento di Terra 9310) e della Municipalità di Gaza per quanto riguarda il sistema di riciclo dei materiali plastici (progetto COOPI 9310). Nel primo caso, il coinvolgimento della Municipalità ha assicurato la continuità delle attività nonostante la distruzione della scuola durante l attacco militare israeliano del luglio 2014, e la disponibilità di nuovi spazi per l eventuale costruzione di una nuova scuola. Nel secondo caso, la Municipalità di Gaza continua, con gravi difficoltà (carenza di fondi e mancanza di mezzi tecnici adeguati a causa della chiusura delle frontiere da parte israeliana) ad assicurare servizi essenziali per la popolazione, attraverso il sistema di raccolta di rifiuti urbani, senza essere tuttavia riuscita a dare continuità finanziaria al sistema di riciclo. Nel contesto di fragilità istituzionale della Striscia di Gaza il dialogo con le istituzioni locali ha un ulteriore valore aggiunto, in coerenza con l approccio raccomandato dalla Dichiarazione di Busan per gli stati fragili e con il IV principio della Global Humanitarian Donorship; La costruzione di partenariati di lungo periodo con le organizzazioni locali ha contribuito ad assicurare un adeguata lettura delle priorità e dei bisogni della popolazione, a dare continuità alle azioni realizzate e a migliorare la sostenibilità e il trasferimento di conoscenza ed esperienze; La strategia di coordinamento, collaborazione e continuità con altri progetti e attori di cooperazione. Progetti e ONG si sono inseriti in una rete di rapporti di collaborazione con Organismi Internazionali e di partecipazione a istanze di coordinamento, realizzando interventi continuativi che 5

7 hanno consentito di ampliare il numero di beneficiari raggiunti, dare continuità ad alcune metodologie e risultati, consolidare la qualità dei partenariati; L adozione di una serie differenziata di strumenti per la selezione, la revisione delle proposte e il monitoraggio ha contribuito a un adeguata realizzazione dei programmi, nonostante i limiti rilevati nella capacità di monitorare i risultati in modo sistematico e coerente. Per quanto riguarda la continuità dell approccio nei programmi successivi, si segnalano alcuni miglioramenti come la rapidità delle procedure e una possibile riduzione dei costi attraverso la concentrazione degli interventi. Tuttavia, alcuni degli elementi positivi sopraindicati non sono stati valorizzati ed è stato scelto un approccio più tradizionale che distingue nettamente tra emergenza e sviluppo, con l identificazione di poche priorità rigide, che cambiano da un programma all altro e che sono definite senza una visione strategica di lungo termine. I problemi che ne derivano sono una minore capacità di innovazione e rilevamento dei bisogni delle popolazioni a livello di base (grassroots), una ridotta capacità di prevedibilità degli aiuti e di costruzione di partenariati stabili, una ridotta capacità di contribuire all innesco di processi di sviluppo andando oltre una prospettiva di assistenza umanitaria. E da segnalare inoltre la progressiva riduzione dell impegno finanziario sui programmi di emergenza, che si è tradotta sia nella riduzione del finanziamento per ciascun programma che, in generale, nell affidamento della gestione del programma a personale in missione temporanea e nella riduzione del personale disponibile, con il rischio, a fronte di un ampliamento e radicalizzazione della situazione di emergenza in Palestina, di una riduzione della capacità di elaborazione strategica. 6 VALUTAZIONE TRASVERSALE PER CRITERI La rilevanza dei progetti e dei programmi è elevata: le azioni si inseriscono adeguatamente nella linea di azione delle Strategie e Programmi Nazionali, sia per quanto riguarda Gerusalemme Est che la Striscia di Gaza; il rilevamento dei bisogni e delle priorità di azione è stato svolto in coordinamento con altri attori internazionali; l identificazione dei beneficiari è stata condotta, a livello di progetto, attraverso processi accurati e utilizzando criteri chiari. Le condizioni all origine degli interventi di emergenza non sono tuttavia cambiate e le priorità dei beneficiari, riconducibili all esigenza di rispetto dei diritti umani (libertà di movimento, diritto all istruzione, diritto all accesso alle risorse, alla stabilità dell ambiente, all autodeterminazione), rimangono ugualmente non soddisfatte. In questo quadro, si conferma che i vincoli politici e dell ambiente operativo limitano la capacità di risposta alle priorità dei beneficiari. L efficacia a breve termine è stata elevata: i prodotti e servizi previsti sono stati consegnati nei tempi programmati e il numero dei beneficiari previsto è stato raggiunto (con qualche motivata eccezione) e in alcuni casi superati. La capacità di raggiungere effetti a lungo termine e di assicurare continuità alle azioni realizzate (sostenibilità) non è stata sempre soddisfacente, nonostante l elevata attenzione data sia in fase di programmazione che di monitoraggio al rafforzamento delle condizioni di sostenibilità e alla definizione di strategie di uscita appropriate, in particolare per quanto riguarda la sostenibilità economica per quegli interventi per i quali questa rappresenta un elemento fondamentale, cioè gli interventi in agricoltura e l intervento per la creazione di un sistema pilota di raccolta della plastica. Per quanto riguarda gli interventi in agricoltura, la sostenibilità economica (e per alcuni aspetti anche tecnica) dei progetti potrebbe essere migliorata attraverso una revisione delle strategie adottate, ma è necessario rilevare che i vincoli del contesto non consentono di garantire le condizioni di stabilità e accesso alle risorse necessarie per consentire di avviare processi di cambiamento a lungo termine. Questo aspetto, descrivibile come una limitazione degli orizzonti spaziali e temporali delle azioni nella Striscia di Gaza, rappresenta l impatto negativo più forte del blocco imposto da Israele, che determina la chiusura delle frontiere ai movimenti di persone e merci e severe limitazioni all uso degli spazi (Buffer Zone e zona di pesca). I ricorrenti attacchi militari israeliani (due dopo la conclusione dei progetti) rendono inoltre impossibile programmare nel lungo termine. L ultimo attacco militare israeliano (luglio/agosto 2014), inoltre, oltre a causare gravi danni umani e al tessuto economico e sociale, ha direttamente distrutto molte delle strutture ed attrezzature fornite dai programmi della Cooperazione Italiana (la scuola di Umm Al Nasser, serre, orti, animali). Per quanto riguarda i programmi di tipo educativo e sociale, la situazione sia nella Striscia di Gaza che a Gerusalemme Est si caratterizza per una sistematica violazione dei diritti dei minori e una continua e pressante minaccia di ulteriori riduzioni di spazi sicuri e protetti per i bambini e di opportunità di educazione, formazione e crescita per i giovani e le donne. In queste condizioni, occorre intervenire in 6

8 un ottica non solo di riparazione dei danni psicologici ma anche e soprattutto in termini di riaffermazione di diritti non negoziabili con azioni di advocacy e di sostegno alla formazione, all inserimento nel mondo del lavoro e alla conservazione dell identità culturale. Il concetto di sostenibilità va quindi adeguato alle condizioni locali, tenendo conto dei fortissimi vincoli esterni e delle caratteristiche degli interventi (breve durata), identificando forme di continuità nel sostegno finanziario alle azioni che richiedono stabilità e prevedibilità delle condizioni (ad esempio progetti in campo economico), o l innesco di processi di cambiamento (adozione di nuove tecniche in campo agricole). Per quanto riguarda i progetti in campo educativo e sociale, la sostenibilità va intesa in termini di continuità dell impegno da parte delle istituzioni e delle organizzazioni responsabili, e in questo senso può essere valutata come molto alta, pur non potendo prescindere dal sostegno finanziario. Il livello di efficienza dei progetti selezionati è alto in termini di capacità di trasformazione delle risorse disponibili nei risultati attesi e i sistemi di controllo (monitoraggio di esecuzione) sono stati adeguati. Una possibile strategia di riduzione dei costi attraverso progetti di maggiori dimensioni, proposta dagli ultimi programmi di emergenza, deve tenere conto del bilancio (trade-off) tra vantaggi finanziari e risultati ottenibili attraverso una rete più capillare di interventi e di attori. 7 VALUTAZIONE COMPLESSIVA PER PROGETTO A PROGETTI NELLA STRISCIA DI GAZA 9555 Terre des Hommes - Sostegno a bambini/e vulnerabili e in particolare a bambini/e disabili del Governatorato di Gaza Nord della Striscia di Gaza SALUTE Riabilitazione su Base Comunitaria per bambini/e affetti da malattie croniche e disabilità Il progetto, realizzato in partenariato con l ONG locale Palestinian Medical Relief Society, ha fornito servizi di base a circa 1400 bambini e 1000 famiglie di bambini portatori di disabilità e affetti da malattie croniche come l anemia nella Striscia di Gaza, applicando il sistema di Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC), un modello innovativo per il miglioramento delle condizioni di vita non solo del malato ma dell intera famiglia. Il progetto ha incluso nel sistema di Riabilitazione su base Comunitaria un numero maggiore rispetto al previsto di bambini portatori di disabilità (462 invece di 358) così come un numero maggiore di bambini affetti da disabilità grave ha avuto accesso a cure specialistiche (67 invece di 40). Per quanto riguarda la disabilità, il progetto ha favorito una maggiore autonomia di movimento ai bambini beneficiari sia nelle strutture scolastiche sia nelle abitazioni, migliorando anche il benessere delle famiglie, in particolare le donne, alle quali è affidato il principale ruolo di cura del bambino. Le donne, infatti, con l acquisizione di tecniche di trattamento specialistico per la riabilitazione del bambino nell ambiente domestico e alla partecipazione ad attività di formazione e socializzazione organizzate dal progetto, hanno registrato dei miglioramenti nella loro vita quotidiana, ad esempio una maggiore autonomia e disponibilità di tempo anche per attività al di fuori della vita domestica. Il risultato principale a medio termine dell attività diretta al miglioramento del tasso anemico è stato inferiore al previsto: la diminuzione del tasso anemico è stata infatti registrata su un numero minore di beneficiari rispetto al previsto (43,3% invece di 80%). Le ragioni sono riconducibili a due fattori principali: la mancata aderenza alle prescrizioni mediche da parte delle famiglie nella somministrazione dei farmaci e la presenza di altre malattie concomitanti nei bambini che riducono l effetto dei farmaci. Alcuni miglioramenti stati registrati all interno delle famiglie per quanto riguarda l adozione delle abitudini alimentari raccomandate dal progetto. Il progetto ha inoltre favorito il rafforzamento delle capacità dello staff medico, paramedico e insegnante del Palestinian Medical Relief Society, attualmente principale centro di riferimento per la cura delle persone disabili e delle malattie croniche. Alle principali attività di assistenza a bambini disabili e affetti da anemia è stata data continuità dalla ONG, specializzata nel settore, e dalla collaborazione con il partner locale nel quadro di iniziative precedenti e successive a quella valutata (Programmi 8941, 9310 e 9775). 7

9 L assistenza a domicilio alle famiglie per la cura della disabilità e della malattia cronica risulta cruciale per assicurare il miglioramento e/o il mantenimento dei benefici raggiunti a seguito delle cure (trattamenti farmacologici, fisioterapici, psicologici). Le difficoltà croniche del sistema di assistenza sanitaria ad assicurare i servizi necessari sono tuttavia aggravate dai ricorrenti attacchi militari israeliani, che determinano un aumento del numero di disabili e di malati. In questo quadro, la continuità dell erogazione dei servizi è necessariamente vincolata al sostegno da parte di donatori esterni. Tuttavia, è stato possibile rafforzare le capacità dei servizi ricorrendo al reclutamento di personale volontario (studenti o tirocinanti) grazie alla rete di partenariato stabilita dal partner locale con le Università e altre istituzioni COOPI - Realizzazione di un sistema pilota di riciclaggio della plastica a Gaza City ACQUA E AMBIENTE, TERRITORIO E GESTIONE RISORSE NATURALI Sistema pilota per il riciclo della plastica nella Municipalità di Gaza city Il progetto, realizzato in cooperazione con la Municipalità di Gaza, ha avviato un sistema di recupero di materiali plastici a Gaza City, con l obiettivo di ridurre la quantità di materiali in discarica, recuperare materiali plastici di valore e, attraverso la loro vendita, contribuire al finanziamento del sistema di raccolta dei rifiuti, offrendo al tempo stesso strumenti di lavoro (carretti trainati da asini) e opportunità di reddito a piccoli rigattieri. L acquisto di due unità motrici con rimorchio (in parte con i proventi della vendita della plastica) ha inoltre contribuito a ridurre l accumulo giornaliero di rifiuti presso la stazione di trasferimento di Al Yarmouk e a migliorare la situazione dell obsoleto e insufficiente parco macchine a disposizione del sistema di gestione dei rifiuti. Il numero di beneficiari è stato inferiore al previsto (66 rigattieri coinvolti invece dei 100 previsti) per le caratteristiche di occasionalità e scarso prestigio di questo tipo di attività, che viene svolta solo in mancanza di alternative. Successivamente, con una variante non onerosa, sono state coinvolte 150 famiglie e 40 studenti in attività di sensibilizzazione e formazione per la raccolta differenziata della plastica. Il progetto ha realizzato la maggior parte delle attività, ma non è riuscito nell obiettivo principale di contribuire alla sostenibilità del sistema di raccolta dei rifiuti nella Municipalità di Gaza. Le ragioni dell insuccesso sono state accuratamente analizzate nel rapporto sulla sostenibilità economica prodotto alla fine del progetto e consegnato alla Municipalità di Gaza: a causa dei prezzi più competitivi di materiali in plastica provenienti dall Egitto attraverso il sistema dei tunnel (attualmente non più funzionanti, dopo l attacco militare del luglio/agosto 2014) o importati da Israele (con tempistica e prezzi imprevedibili data l irregolarità dell apertura della frontiera), la fabbrica contattata all inizio non ha mantenuto l impegno ad assicurare il ritiro del raccolto e le vendite aperte utilizzate in sostituzione della contrattazione diretta non hanno garantito entrate sufficienti. Il Sistema ha pertanto registrato delle perdite rilevanti (per un valore oscillante tra i e i per turno di raccolta). La Municipalità di Gaza, nonostante il Memorandum di Intesa firmato come previsto dal progetto, non è stata quindi in grado di assicurare la gestione e la continuità del sistema. COOPI ha costruito una relazione di partenariato stabile e apprezzata con la Municipalità di Gaza: è stata tuttavia segnalata la necessità di migliorare il sistema di comunicazione e trasferimento di informazioni con il partner e di assicurare flessibilità nella gestione, per rispondere alle emergenze ricorrenti del sistema di raccolta rifiuti (raccolte straordinarie occasionali). Attualmente la plastica viene ancora raccolta da piccoli rigattieri (alcuni di quali avevano lavorato per il progetto) e venduta individualmente, con un reddito per persona inferiore e più irregolare rispetto a quello garantito dal progetto. Il sistema di gestione rifiuti nella Striscia di Gaza si trova in una situazione di emergenza costante, che si è ulteriormente aggravata negli ultimi anni, a causa della sovrappopolazione, dell elevata produzione di rifiuti, della mancanza di siti di stoccaggio e dell inadeguatezza dei mezzi a disposizione della Municipalità (mezzi obsoleti e mancanza di pezzi di ricambi), che non riesce a rinnovarli non solo per 8

10 problemi finanziari ma anche per il blocco imposto da Israele (i mezzi tecnici provenienti da una donazione sono rimasti in Cisgiordania senza mai riuscire ad arrivare a Gaza). Rimane importante per i donatori conservare la capacità di intervenire integrando l approccio macro di altri donatori (come la realizzazione di nuove discariche da parte della Banca Mondiale) con interventi pilota per identificare opportunità di riduzione dei rifiuti in discarica attraverso la raccolta differenziata, che può riguardare se non la plastica (che pure continua ad essere raccolta e venduta dai rigattieri su base individuale) altri materiali come la sostanza organica Overseas - Riabilitazioni di emergenza e sviluppo di attività generatrici di reddito in campo agricolo basate su attività integrate di acquacoltura e agricoltura eco-sostenibili AGRICOLTURA E SICUREZZA ALIMENTARE Diversificazione delle attività agricole a Khan Younis and Rafah, per il miglioramento del reddito e dell alimentazione delle famiglie rurali attraverso produzione agricola in serra e piscicoltura. Il progetto, realizzato in partenariato con l ONG locale UAWC, ha sviluppato attività generatrici di reddito integrando acquacoltura e produzione agricola attraverso la riabilitazione di serre per orticoltura e stagni per l allevamento di pesci (Tilapia), la fornitura di fattori produttivi (fertilizzanti, sementi, avannotti) e la formazione (su piscicoltura e Gestione Integrata dei Pesticidi). Ha offerto inoltre opportunità di reddito a famiglie in difficoltà attraverso attività di cash for work per la riabilitazione delle serre e degli stagni e piccoli allevamenti per le famiglie più vulnerabili della Zona di Confine (Buffer Zone). Il progetto ha realizzato tutte le attività previste e ha migliorato le capacità produttive di beneficiarie e beneficiari. Le attività di acquacoltura erano mantenute, nell anno successivo al progetto, dal 47% dei beneficiari, secondo dati del progetto successivo finanziato dal programma di emergenza 9775, che ha continuato le attività con alcune modifiche (in particolare per quanto riguarda le specie di avannotti utilizzate e la realizzazione di collaborazioni con specialisti egiziani). Tuttavia a lungo termine il sistema di integrazione tra attività agricole e acquacoltura si è dimostrato non sostenibile. Al momento della missione di valutazione, i beneficiari avevano ripreso le attività produttive in serra, dopo l interruzione causata dall ultimo attacco militare israeliano, che ha danneggiato strutture, distrutto il raccolto estivo, ritardato l avvio di quello autunnale e causato danni economici e indebitamento dei produttori. Le attività di acquacoltura, invece, cioè l intervento più innovativo del progetto, introdotte con l obiettivo di diversificare le fonti di reddito, riutilizzare l acqua per l irrigazione, migliorare il regime nutritivo delle famiglie, sono state abbandonate: hanno caratteristiche tecniche complesse (filtrazione, protezione, tecniche per l alimentazione), richiedono investimenti finanziari (sia iniziali sia per il rinnovo periodico dei materiali) non accettabili in presenza di rischi di distruzione elevati e richiedono motivazione e abilità tecnica. Per il loro carattere di innovazione, richiederebbero inoltre un tempo di sperimentazione più lungo, continuità dell assistenza tecnica, e sbocchi di mercato più stabili. La situazione di instabilità nella Striscia di Gaza ha rappresentato un limite insuperabile e la guerra ha reso impossibile continuare le attività anche negli stagni rimanenti (dato il bisogno di assicurare continuità nella gestione degli stagni). La continuità nell uso delle tecniche più sostenibili di uso di fertilizzanti e pesticidi proposte dal progetto attraverso attività di formazione presenta un problema simile: sarebbero necessari un periodo più lungo per ottenere un cambiamento di comportamento, forme di assistenza tecnica più sistematica e maggiore sicurezza nell accesso al mercato anche dei fattori produttivi. Per tutte le attività innovative sarebbe anche necessaria una prospettiva di futuro più sicura, sia per giustificare investimenti più elevati che per consentire di avviare processi di apprendimento e cambiamenti di comportamento. Alcuni problemi sono stati rilevati per quanto riguarda l approccio di genere: nonostante la strategia del progetto sia definita come principalmente diretta alle donne, in realtà la loro partecipazione è stata limitata (è consistita soprattutto nella partecipazione di 14 donne alla formazione sulla nutrizione) e i risultati non sono stati accuratamente monitorati. 9

11 9555 Oxfam IT: Supporto agli allevatori nell area Centro-Sud della Striscia di Gaza AGRICOLTURA E SICUREZZA ALIMENTARE Miglioramento della salute, nutrizione e produzione animale Il progetto, realizzato in partenariato con l ONG locale UAWC, ha migliorato il reddito di 402 famiglie attraverso l aumento delle capacità produttive e riproduttive di allevamenti in 5 comunità della Striscia di Gaza, intervenendo con la fornitura di mangimi, l uso di acqua reflua trattata per la produzione di alimenti per il bestiame, assistenza tecnica e veterinaria per il miglioramento della salute animale (campagne di vaccinazione e distribuzione di medicinali) e delle capacità riproduttive (trattamento con spugne e ormone) e il sostegno alla commercializzazione di prodotti caseari. Il progetto ha realizzato tutte le attività previste ed è riuscito ad ottenere i principali risultati previsti: la riduzione della mortalità degli animali e un conseguente aumento del reddito degli allevatori. Il sistema di recupero e trattamento delle acque reflue per l irrigazione tuttavia non è stato proseguito dopo la fine del progetto, per difficoltà legate soprattutto all elevato consumo di spazio delle aree di filtrazione. Tra i fattori di successo a breve termine sono da ricordare, per quanto riguarda gli allevamenti, la formazione e assistenza tecnica e veterinaria, l adeguatezza delle tecniche proposte, e il coordinamento con altri attori tra i quali la FAO, che ha consentito di raggiungere un numero più elevato di beneficiari. E da segnalare inoltre l ottimo sistema di monitoraggio, con l identificazione di indicatori appropriati per ciascun livello, la chiara indicazione di livelli attesi e raggiunti per ciascun indicatore, e la disponibilità di dati a tutti i livelli, compreso l aumento del livello di reddito. Il sistema di produzione animale nella Striscia di Gaza risente tuttavia di limiti strutturali, legati alla mancanza di aree per il pascolo, scarsa continuità dell assistenza veterinaria, povere condizioni strutturali degli allevamenti. Le attività avviate del progetto sono proseguite negli anni successivi attraverso l intervento di altri finanziatori (FAO, Cooperazione belga) con interventi simili, ma le condizioni degli allevatori rimangono difficili e vincolate dagli stessi limiti esistenti prima del progetto. Aspetti innovativi e miranti alla sostenibilità nella produzione di alimenti, come il sistema di recupero e trattamento delle acque reflue per l irrigazione, non si sono dimostrati sostenibili, per difficoltà legate all elevato consumo di spazio e per la necessità di processi più lunghi e più articolati per ottenere cambiamenti di comportamento e il radicamento di innovazioni. Inoltre, i danni agli allevamenti (a strutture e animali, oltre che alla possibilità di assicurare l alimentazione) prodotti dall attacco militare israeliano del 2014 sono stati elevati, e non è stato possibile rilevare durante la missione risultati a lungo termine COSPE - Doing Gender: Centro Risorse di Genere per l'empowerment delle donne a Gaza ISTRUZIONE, TUTELA DEI GRUPPI VULNERABILI, PROMOZIONE RUOLO DELLA DONNA Servizi di ascolto, supporto psicologico, assistenza legale, medica e di lavoro attraverso il Centro di Risorse di Genere e opportunità di lavoro e di partecipazione alla vita politica per le donne della Striscia di Gaza. Il progetto ha avviato, in collaborazione con il partner Palestinian Women Working Society (PWWSD), un Centro di Risorse di Genere a Gaza City che ha offerto servizi di ascolto e supporto psicologico, assistenza legale, medica e all inserimento lavorativo (help desk) a circa 800 donne della Striscia di Gaza. Il progetto ha inoltre favorito processi di empowerment politico ed economico con l avvio di attività generatrici di reddito e la formazione per la partecipazione ad attività politiche. 10

12 Il progetto ha realizzato tutte le attività e raggiunto i risultati previsti. Le attività di comunicazione in Italia sono state realizzate con un estensione della durata del progetto e finanziate dalla Regione Emilia Romagna. A causa di un ritardo nell apertura del centro, il numero di donne beneficiarie dei servizi di help desk, è stato minore del previsto (173 invece di 700). Anche il numero di donne beneficiarie della formazione per l introduzione ad attività generatrici di reddito, laboratori di sartoria, è stato inferiore al previsto (20 donne invece di 80) perché il progetto, ricorrendo ad una variante non onerosa, ha impiegato parte delle risorse finanziarie destinate alla partecipazione delle beneficiarie alla formazione (trasporto) a favore del miglioramento delle attrezzature dei laboratori stessi, acquistando un maggior numero di macchine. La sostenibilità finanziaria dei laboratori aperti nei due campi profughi della Striscia di Gaza (Al Maghazi e Jabalia) è tuttavia risultata insufficiente e oggi uno dei due laboratori è chiuso (Al Maghazi), mentre quello di Jabalia è attivo con 10 donne e 5 tirocinanti dell università. I benefici derivati dalle attività generatrici di reddito sono stati per 21 donne l accesso a un reddito, il rafforzamento del ruolo all interno della famiglia (in molti casi la donna rappresenta l unica fonte di reddito), l accesso ad opportunità di socializzazione e una maggiore libertà di movimento. Il progetto ha l ampliato la rete di organizzazioni (da 11 a 18) e inserito nel programma del centro di nuovi settori di attività (educazione e cultura), oltre a quelli esistenti (assistenza legale, medica e del diritto al lavoro). La rete di organizzazioni e l apertura di 15 help desk in tutte le aree della Striscia di Gaza hanno favorito l accesso anche alle donne residenti nelle zone più marginali, promosso anche con l utilizzazione dei Comitati su Base Comunitaria (Community Based Organisations) per la diffusione delle attività del centro e la mappatura dei bisogni delle donne. Alcune donne che durante il progetto hanno beneficiato dei servizi del centro sono diventate promotrici delle attività del centro attraverso i CBO (i dati numerici sul numero di donne beneficiari non sono accessibili per mancato monitoraggio da parte del centro). Per quanto riguarda l empowerment politico, il progetto ha favorito la partecipazione delle donne alla vita politica e alla presa di decisione: 16 donne residenti nella municipalità di Al Mahazi sono state elette nei comitati di quartiere. Il progetto ha integrato sia attività di emergenza (creazione di una rete di centri di ascolto per il supporto alle donne traumatizzate dal conflitto, vittime di violenza e di restrizioni a libertà, autonomia e diritti), che di sviluppo (accesso delle donne ad attività generatrici di reddito e di partecipazione politica). Dopo la fine del progetto la gestione del centro è stata affidata al partner locale Palestinian Women Working Society (PWWSD), una delle organizzazioni storicamente più attive in Palestina (Gaza e Cisgiordania) per la difesa dei diritti delle donne e la promozione dell empowerment delle donne. I servizi di gestione amministrativa e di monitoraggio del centro, tuttavia, per mancanza di risorse finanziarie, sono garantiti solo parzialmente. La sostenibilità finanziaria dei laboratori è affidata al reddito proveniente dalla commercializzazione dei prodotti di sartoria e artigianato in stoffa. I risultati economici sono tuttavia insufficienti, dato che i prodotti del laboratorio non trovano sbocchi adeguati a causa dell elevata competizione sul mercato locale, mentre, a causa del blocco imposto da Israele, non è possibile aprire canali per la commercializzazione al di fuori della Striscia di Gaza Vento di Terra - Peace Architecture for Education in Gaza Strip ISTRUZIONE, TUTELA DEI GRUPPI VULNERABILI, PROMOZIONE RUOLO DELLA DONNA Sostegno all Istruzione di base dei minori e rafforzamento del ruolo delle donne di Umm al Nasser attraverso la costruzione del Centro per l infanzia la Terra dei Bambini. Utilizzo di tecniche eco sostenibili nella costruzione e gestione del centro. Il progetto, realizzato in partenariato con la Municipalità di Umm al Nasser, ha contribuito al diritto all istruzione di base dei minori e al rafforzamento delle donne di Umm al Nasser, municipalità beduina della Striscia di Gaza, con la costruzione del centro per l infanzia la Terra dei Bambini, realizzato con tecniche di edilizia bioclimatica basate sull utilizzo di risorse locali ed energie alternative per la fornitura di acqua ed elettricità. Il progetto è stato avviato in risposta alla sollecitazione proveniente dalla comunità beduina a partire da un esperienza di costruzione realizzata dalla stessa ONG in Cisgiordania. 11

13 Le attività di costruzione del centro sono state concluse con ritardo a causa della difficoltà di importazione e/o reperimento dei materiali (legno e batterie per pannelli fotovoltaici) nella Striscia di Gaza. Tutte le attività previste sono state tuttavia completate e i risultati raggiunti. Il ritardo nell apertura del centro ha comportato un minor numero di bambini iscritti al centro rispetto al previsto a fine progetto (60 bambini invece di 120), ma il numero previsto è stato raggiunto un anno dopo. Il progetto ha trasferito a 10 operai tecniche innovative di costruzione (uso dei sacchi di sabbia) e di utilizzo di energie rinnovabili (uso di impianti fotovoltaici e sistema di depurazione e riutilizzo delle acque). Il centro per l infanzia ha creato opportunità di lavoro e contribuito al benessere di bambini affetti da malattia da stress dovuto a trauma (Post Traumatic Stress Disease - PTSD). Il progetto ha favorito lo sviluppo di nuove competenze da parte delle maestre e delle assistenti sociali, che durante il progetto hanno acquisito metodologie specifiche (ad es. uso del gioco, free-painting e story-telling) per lo sviluppo delle abilità linguistiche, sociali e logiche del bambino, e successivamente hanno approfondito il percorso di studio accedendo all università e ottenendo il titolo di laurea in pedagogia infantile. Le donne della comunità hanno identificato, tra i benefici ottenuti grazie al progetto, una maggiore libertà di movimento e rafforzamento del loro ruolo all interno della famiglia (in molti casi la donna rappresenta l unica fonte di reddito) e della società. Il progetto ha contribuito a livello di comunità a favorire la coesione sociale, che si è manifestata nell impegno comune, con il contributo della Municipalità, per il ripristino delle attività (settembre 2014) a seguito della distruzione del centro (luglio 2014). Infatti, con l impegno in parte anche volontario (in assenza di altri finanziamenti esterni) delle maestre e assistenti sociali, i servizi di educazione prescolare per i bambini, supporto psicosociale alle donne e bambini, servizio mensa e assistenza infermieristica, sono ripresi, anche se in maniera ridotta, in locali messi a disposizione dalla Municipalità. Attualmente 160 bambini sono iscritti all asilo, e oltre allo staff collaborano alle attività del centro circa 30 persone in qualità di volontarie. Il progetto ha adottato un sistema di monitoraggio adeguato sia a livello di attività che di risultati rilevando dati disaggregati per genere. B PROGETTI A GERUSALEMME EST 9555 ARCS - Promozione del benessere psicosociale e della resilienza dei bambini e dei minori a rischio nei quartieri di Bab Hutta e Al Bustan-Silwan (Gerusalemme Est) ISTRUZIONE, TUTELA DEI GRUPPI VULNERABILI, PROMOZIONE RUOLO DELLA DONNA Potenziamento dell offerta di servizi e interventi socioeducativi e ricreativi per bambini e ragazzi dei centri dei quartieri di Bab Hutta e Al Bustan e di 5 asili delle aree di Gerusalemme Est Il progetto è stato realizzato in collaborazione con 3 partner locali: YDD (Youth Development Department), il centro Nidal (Nidal Center for Community Development of the Health Working Committee) e il centro socioeducativo Burj al Luq luq, contribuendo ad offrire opportunità educative e ludiche a bambini e minori in due quartieri degradati di Gerusalemme Est, Bab Hutta (città vecchia) e Al Bustan (Silwan), entrambi caratterizzati dalla carenza di strutture ricreative e servizi sociali. Il progetto ha realizzato tutte le attività previste, offrendo a 850 bambini spazi sicuri per attività educative e ludiche. Le attività svolte negli spazi aperti (spettacoli e gioco itinerante - ludobus) sono state a volte trasferite in luoghi più sicuri o riprogrammate, a causa di incursioni da parte della polizia israeliana. I risultati a medio termine sono rappresentati da un potenziamento dell offerta di servizi e interventi socio-educativi e ricreativi per bambini e ragazzi del centro Burj al Luq luq nella città vecchia, il centro di Al Bustan di Silwan, e 5 asili nelle aree di Gerusalemme Est. In queste organizzazioni, infatti, sono state introdotte nuove attività come i campi estivi, la creazione di spettacoli e giochi itineranti attraverso metodologie innovative quali il teatro sociale e il gioco itinerante ludobus. Il personale dei centri e degli asili (educatori, volontari e maestre d asilo) è stato formato nell uso delle metodologie e in attività di sostegno psicosociale, migliorando il proprio livello di conoscenza e competenza in materia di educazione per bambini e ragazzi che vivono in ambienti con elevato disagio sociale. Attraverso il progetto i bambini e i ragazzi hanno avuto accesso a luoghi e spazi protetti (asili, centri e nuove aree gioco) e usufruito di 12

14 servizi che hanno contribuito al benessere e allo sviluppo di competenze sociali (lifeskills). Il progetto ha realizzato attività anche in luoghi non convenzionali, come strade e piazze, facilitando così l accesso a fasce più ampie della comunità. Per quanto riguarda la continuità delle attività realizzate dal progetto, i 5 asili sono ancora attivi e il rapporto tra numero di insegnanti e numero di bambini è migliorato rispetto al periodo antecedente il progetto (4 maestre per 40 bambini). Non è stato possibile ottenere dati sull accesso al lavoro delle maestre formate dal progetto. La continuità delle azioni del progetto è stata assicurata dal partenariato locale e dalla collaborazione con altre strutture presenti sul territorio come il Teatro Al Hakhawati, che hanno garantito specifiche competenze nel settore educativo e ricreativo e un solido radicamento sul territorio. Le organizzazioni locali oggi continuano a offrire spazi e attività a bambini, ragazzi e adolescenti, nonostante le continue minacce e le pressioni delle autorità israeliane che mettono a rischio la continuità dei loro interventi e la loro presenza (allontanamenti forzati del personale dall area, ordini di demolizione delle strutture). Il centro del Burj al Luq luq, grazie a interventi finanziati da donatori esterni (inclusa la Cooperazione Italiana, principale donatore negli ultimi 5 anni), ospita giornalmente circa 400 tra bambini e ragazzi impegnati in attività educative, sportive e artistiche. Il centro di Al Bustan invece è stato recentemente chiuso con ordine di demolizione e i membri del centro sono periodicamente agli arresti, privando la popolazione dall unico centro di aggregazione esistente nell area in grado di offrire ai ragazzi alternative alla strada Save the Children - Promozione della tutela dei minori a Gerusalemme Est ISTRUZIONE, TUTELA DEI GRUPPI VULNERABILI, PROMOZIONE RUOLO DELLA DONNA Azione integrata rivolta a bambini, ragazzi, famiglie e comunità per la riduzione del rischio di abuso e violenza sui minori Il progetto, in collaborazione con l ONG locale PCC (Palestinian Counseling Center) ha realizzato azioni di tutela dei minori in alcuni quartieri degradati di Gerusalemme Est (Silwan, la città vecchia e il campo profughi di Shuafat), attraverso il trasferimento di strumenti di auto protezione e prevenzione da abusi a 1200 bambini, 45 genitori e 30 membri delle comunità. L efficacia a breve termine del progetto è elevata: tutte le attività previste sono state realizzate e i risultati raggiunti. Il progetto ha prodotto un miglioramento nella capacità dei bambini di identificare i rischi di abuso (il 76% dei beneficiari è in grado di identificare i rischi di violenza sessuale, abusi e abbandono) e sensibilizzato i genitori e i membri della comunità sulla necessità di proteggere i minori. I bambini e i ragazzi dei quartieri nei quali sono state realizzate le attività hanno avuto accesso ad attività educative (doposcuola) e ludico-ricreative (attività artistiche come pittura e produzione video) nei centri (club) attivati dal progetto, ancora oggi attivi nelle tre aree. Inoltre il progetto ha favorito il rafforzamento delle capacità degli operatori del Palestinian Counseling Center (PCC), attraverso l introduzione di tecniche di educazione specialistiche ( safe you safe me e animate it ) e ampliato i settori d intervento del centro con l introduzione di nuove tematiche come la salute sessuale riproduttiva delle madri. Il PCC è principale centro di riferimento per la protezione dei minori a Gerusalemme Est e offre possibilità di tirocini e pratica per studenti e volontari (dalla fine del progetto ad oggi il centro ha ospitato 42 volontari). Alle attività di protezione del minore è stata data continuità dalla ONG in collaborazione con la comunità locale, e con la Task Force costituita durante il progetto e composta da organizzazioni locali (tra cui il partner PCC) e internazionali (oggi 10), attraverso l attivazione del primo Programma di Child protection a Gerusalemme Est. Il Programma, attivato nel 2011, offre tutela ai minori in tutte le aree di Gerusalemme Est attraverso il supporto legale (con la creazione di un sistema di riferimento per la difesa dei diritti del minore), l accesso a strutture educative e ricreative (doposcuola, musica, video, sport), assistenza sanitaria (attraverso organizzazioni che operano in campo medico). Il Programma, attraverso la Task Force, contribuisce inoltre a mantenere attivi i Comitati su Base Comunitaria (CBO) del campo di Shuafat (Women's center, Al Mada Palestinian Child Center), unici centri di riferimento per donne, bambini e ragazzi in uno dei luoghi a più alto livello di povertà e disagio sociale di Gerusalemme Est. 13

15 La qualità delle attività tecniche realizzate e al livello di cambiamento del comportamento dei beneficiari è stato valutato accuratamente dal progetto attraverso valutazioni svolte da esperti di settore COOPI - Intervento per il miglioramento dell offerta formativa a Gerusalemme Est ISTRUZIONE, TUTELA DEI GRUPPI VULNERABILI, PROMOZIONE RUOLO DELLA DONNA Rafforzamento dell offerta formativa dell Islamic Orphanage Industrial School e del Centro Comunitario Al Saraya, con l equipaggiamento di un laboratorio di Graphic Design e uno per parrucchiere ed estetiste Il progetto ha rafforzato l offerta formativa di due centri, l Islamic Orphanage Industrial School e il Centro Comunitario Al Saraya, attrezzando nel primo un laboratorio di Graphic Design e nel secondo un laboratorio per parrucchiere ed estetiste, offrendo la possibilità ogni anno a circa 30 ragazze e 30 ragazzi di migliorare le proprie capacità professionali in vista dell inserimento nel mondo del lavoro. In questo modo, il progetto ha contribuito al miglioramento dell offerta formativa per i giovani di famiglie disagiate (orfani) che frequentano l Islamic Orphanage Industrial School e le donne di diverse età che sono il target principale del Centro Comunitario Al Saraya. Attualmente, i due Centri di formazione continuano a realizzare i corsi proposti dal progetto utilizzando l attrezzatura fornita. Nell Islamic Orphanage, il laboratorio di Graphic Design è stato completato con attrezzatura complementare fornita da un progetto finanziato dall Unione Europea e realizzato dalla stessa ONG. Il progetto ha contribuito ad ampliare l offerta formativa dei due centri, rafforzandone sia gli aspetti tecnici che didattici, e si inserisce in una attività di lungo termine nel settore della Formazione Tecnica sia dell ONG COOPI che dei partners, in una relazione di continuità e integrazione con successivi interventi. Le ONG COOPI e Al Saraya (a differenza dell Islamic Orphanage che è una istituzione governativa) partecipano ad una rete (la Technical Vocational Education and Training League) che riunisce 15 ONG con l obiettivo di migliorare la capacità e qualità della formazione tecnica, elaborare dei curriculum formativi comuni e contribuire all aggiornamento della strategia nazionale. I partner locali sono centri di formazione ben stabiliti, che hanno costruito, in vari anni di attività, credibilità e capacità di identificazione dei bisogni della popolazione. Entrambi rispondono ad una necessità fondamentale per i giovani e le donne di Gerusalemme Est, dove l abbandono scolastico è molto elevato e mancano opportunità di formazione tecnica che consentano di accedere a migliori opportunità sul mercato del lavoro e di lavoro. Uno studio promosso dalla stessa ONG COOPI nel nell ambito di un progetto dell Unione Europea conferma l esistenza di opportunità di inserimento per figure professionali diverse che non vengono colte per mancanza di orientamento e formazione adeguate. La situazione a Gerusalemme Est presenta notevoli difficoltà di accesso alla formazione di giovani e donne, a causa della mancanza di strutture adeguate (gli occupanti israeliani non consentono la costruzione delle strutture necessarie), della mancanza di attrezzature adeguate e di curriculum formativi aggiornati, delle difficoltà di movimento (per l esistenza del muro e le necessità di permessi) sia di studenti che docenti. In entrambi i centri mancano servizi di orientamento, counseling, supporto all impiego e monitoraggio post-formazione. Questi servizi sono da considerare parte integrante del sistema di formazione professionale, sia per il sostegno all inserimento dei giovani che per la capacità di fornire informazioni necessarie al miglioramento dell offerta formativa. 8 RESILIENZA E PRIORITÀ LOCALI: RACCOMANDAZIONI DALLA STRISCIA DI GAZA E DA GERUSALEMME EST A distanza di 3 mesi dalla fine dell attacco militare di luglio/agosto 2014, la popolazione della Striscia di Gaza (donne, agricoltori, pescatori, educatrici, tecnici della municipalità), ha ripreso le attività consuete, quando possibile: assicurando l educazione ai bambini, ricominciando a coltivare nonostante le difficoltà (ritardo rispetto ai cicli stagionali e indebitamento), riabilitando le barche danneggiate dalle incursioni continue della Marina Israeliana, riparando macchine obsolete per la gestione dei rifiuti per assicurare 4 Randa Hilal (2013), Labour Market Analysis and Skills Surveys in East Jerusalem, COOPI/CRDP EU 14

16 almeno la copertura dei servizi minimi, ricostruendo ambienti temporanei per assicurare i servizi educativi e sanitari per i minori. La resilienza è parte della vita di tutti i giorni: vivere a Gaza vuol dire ricominciare sempre da capo. Questa capacità si basa su reti familiari, risorse economiche, motivazione personale, in alcuni casi anche sulla capacità di risposta delle istituzioni. In alcuni casi, però, nelle aree più danneggiate, e nelle famiglie più disagiate, questo può essere estremamente difficile, in assenza di sostegno esterno. Dopo l emergenza acutissima creata dall attacco militare israeliano del luglio/agosto 2014, la risposta dei donatori internazionali è stata molto lenta: a fine novembre 2014 la rimozione delle macerie non era ancora stata avviata, nonostante la disponibilità di fondi a partire dalla conferenza del Cairo (12 ottobre 2014). Da interviste, gruppi tematici e visite di campo realizzati durante la missione di campo con la partecipazione di partner, portatori di interesse e beneficiari/e, sono emerse alcune indicazioni per i donatori: assicurare il rispetto dei diritti umani della popolazione di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza, sostenere le istituzioni locali per rafforzare la coesione sociale, garantire il diritto di bambini e giovani all educazione, come chiave per il mantenimento dell identità e cultura palestinese, ristabilire le condizioni di vita essenziali (educazione, lavoro e reddito) per un miglioramento delle condizioni di vita in una prospettiva di sviluppo a lungo termine. Per la gente di Umm al Nasser il centro è un luogo dove le donne vedono crescere i propri figli in un ambiente sicuro, incontrano altre donne e lavorano. Un luogo di libertà Umm al Nasser Dopo la distruzione della scuola da parte dei bulldozer israeliani, le attività per donne e bambini sono riprese a metà settembre 2014 in una struttura temporanea messa a disposizione dalla Municipalità di Umm al Nasser. Ora farò un altro debito per provare a salvare la coltura: forse riesco, o forse no, ma devo farlo. Rafah La serra di Ibrahim (progetto Overseas 9555) è stata danneggiata dall attacco israeliano, la coltura estiva è stata distrutta e quella attuale è molto in ritardo. Il coltivatore ha dovuto fare dei debiti per acquistare piantine e fertilizzanti, ma non ha potuto fare il trattamento preliminare e rischia di perdere la coltura. Abbiamo resistito fino all arrivo dei carrarmati, abbiamo resistito fino all ultimo, quando non c è stato più nulla da fare siamo scappati... Ricominceremo a coltivare, noi siamo qui, dove possiamo andare? Beit Hanoun (Nord Gaza Buffer Zone) - La casa e l orto di Amal (progetto di agricoltura urbana ACS 9555), sono stati distrutti dai bulldozer israeliani. 15

17 Hamad, 15 anni, ha scoperto il centro per caso ho visto altri ragazzi e sono entrato. Io spero che non lo chiudano mai perché questo è un luogo sicuro. Città vecchia Gerusalemme Est. Il centro del Palestinian Counseling Center (progetto Save the Children 9555) è l unica struttura nell area di Gerusalemme Est che si rivolge a minori (e madri) vittime di abusi e svolge attività ricreative, artistiche (musica, pittura, teatro radio) ed educative (doposcuola). 9 TEMATICHE TRASVERSALI Uguaglianza di genere L attenzione data dai Programmi di Emergenza 9310 e 9555 alle tematiche di genere è elevata, con l utilizzo di approcci e strumenti diversi, in linea con la centralità del tema nella Cooperazione Italiana. Le strategie tuttavia non sono state sempre sufficientemente articolate in attività specifiche all interno dei progetti, e gli strumenti di monitoraggio non si sono dimostrati del tutto adeguati: alcuni miglioramenti sono ancora necessari, sia nelle capacità di orientamento e monitoraggio dell UTL che nell uso di un linguaggio condiviso e, soprattutto, nell azione delle ONG. Disabilità - Nei Programmi di Emergenza 9310 e 9555 la tematica della disabilità è stata inserita soprattutto attraverso alcuni progetti dedicati, diretti principalmente a minori. Nonostante alcuni risultati di valore ottenuti anche attraverso progetti promossi, rimane ancora un percorso da compiere per assicurare, come previsto dal Piano Nazionale sulla disabilità approvato con percorso partecipativo dalla Cooperazione Italiana nel 2013, il mainstreaming della tematica in tutti i tipi di intervento, l aumento di consapevolezza e conoscenza tra gli operatori e l acquisizione di competenze tecniche e capacità di progettazione. Sostenibilità ambientale - La tematica ambientale è stata affrontata sia attraverso progetti specifici che attraverso un approccio trasversale. Le tecniche proposte (il sistema pilota di riciclo della plastica, le tecniche di piscicoltura integrata alle attività agricole, di recupero delle acque usate per irrigazione e di uso integrato dei pesticidi, la costruzione della scuola di Umm Al Nasser) sono tutte appropriate e rilevanti per le problematiche locali. La loro sostenibilità tuttavia nel lungo termine si è scontrata con i severi vincoli posti dal contesto. Gli approcci adottati e le esperienze realizzate rimangono tuttavia un contributo positivo offerto dai programmi valutati alla ricerca di soluzioni sostenibili per l ambiente. 10 SISTEMI DI RENDICONTABILITÀ E APPRENDIMENTO Un articolato sistema di monitoraggio è stato adottato sia a livello di Unità Tecnica Centrale (UTC Roma) che di Sede Estera (UTL Gerusalemme), e ha funzionato efficacemente nel consentire di seguire lo stato di avanzamento dei progetti, di identificare tempestivamente i problemi, di valutare le soluzioni proposte e di assicurare il progresso verso il completamento delle attività previste. Per quanto riguarda invece il monitoraggio dei risultati, si rileva invece, anche da parte delle ONG, invece una debolezza sia nell identificazione degli indicatori e nella determinazione dei livelli attesi che nel monitoraggio dello stato di avanzamento e, infine, nell analisi finale. Valutazione La strategia della Cooperazione Italiana e le azioni periodiche di valutazione intraprese riflettono un impegno a definire un modello sistematico di valutazione rispondente ai principi e alle metodologie consolidatesi a livello internazionale. Al fine di migliorare la capacità delle singole valutazioni di soddisfare le esigenze informative, è necessario tuttavia assicurarne l inserimento in un percorso programmatico di revisione delle strategie e degli approcci, migliorare la capacità di coinvolgimento delle parti interessate nella redazione dei Termini di Riferimento e prevedere il monitoraggio dell adozione delle raccomandazioni. Rendicontabilità - I Programmi di Emergenza hanno adottato strumenti adeguati per assicurare un accurato monitoraggio dell uso delle risorse e dell esecuzione dei programmi: rapporti di valutazione ex ante, visite periodiche, rapporti quadrimestrali di monitoraggio, rapporti finali, verifiche amministrative. La mancanza di azione (sia come informazione che come adozione di misure per il rimborso dei danni) della Cooperazione Italiana dopo la distruzione da parte dell Esercito Israeliano di strutture e attrezzature 16

18 fornite dai progetti rappresenta tuttavia un limite alla capacità di rendere conto al contribuente dell uso adeguato e coerente delle risorse. E il caso della Scuola di Umm al Nasser, costruita nell ambito del programma (progetto Vento di Terra 9555), distrutta intenzionalmente (con bulldozer) dall esercito israeliano il 17 luglio 2014, e per la quale nessuna misura è stata presa per ottenere il riconoscimento dei danni da parte del Governo Israeliano. La scuola di Umm Al Nasser/ Vento di Terra 9555 (foto dal sito web Vento di Terra) Dopo il 17 luglio 2014 (foto 19/11/2014) 11 RACCOMANDAZIONI La valutazione, con il contributo delle parti interessate e attraverso un processo di confronto sistematico, ha prodotto raccomandazioni dettagliate e specifiche, sintetizzate qui di seguito in 4 aree principali: Approccio all emergenza e al contesto, Disegno dei programmi di emergenza, Tematiche trasversali, Sistemi di rendicontabilità e apprendimento. Approccio all emergenza, al contesto e all ambiente operativo Emergenza Migliorare la coerenza degli interventi di emergenza con l approccio basato sui diritti umani, in linea con il ruolo disegnato dall Italia attraverso la sua appartenenza al Consiglio dei Diritti Umani delle NU, la firma delle convenzioni internazionale e le stesse linee guida di emergenza MAE/DGCS; Assicurare adeguate risorse sia finanziarie che umane (gestione attraverso esperti residenti) per i programmi di emergenza, per valorizzarne flessibilità e capacità di intervento e migliorare la capacità di riflessione strategica; Assicurare che sia mantenuto il collegamento (contiguità e continuità) tra emergenza e sviluppo, in linea con i principi internazionali (GHD, Busan, New Deal, UE), le linee di azione proposte da altri attori significativi (FAO, ECHO), le linee guida di emergenza della Cooperazione italiana e le priorità espresse da partner locali e beneficiari. Contesto Identificare opportunità di advocacy a diversi livelli: ü Elaborare linee guida per azioni di advocacy, identificando principi e attività precise, inserendo l l advocacy come componente esplicita nei bandi e impegnando i partecipanti a valutare le azioni successive sulla base della loro attuazione; ü Informare sistematicamente i decisori politici sulle violazioni dei diritti umani in Palestina e gli ostacoli all azione umanitaria da parte delle autorità israeliane; ü Assicurare informazione aggiornata al pubblico (attraverso vari strumenti, tra i quali il sito web della Cooperazione Italiana e dell UTL di Gerusalemme) sulle violazioni dei diritti umani, gli ostacoli all azione umanitaria da parte delle autorità israeliane, le azioni di advocacy realizzate. Ambiente operativo Rendere disponibile sul sito del MAE informazione adeguata e aggiornata sugli ostacoli alla realizzazione degli interventi di emergenza dovuti ai vincoli imposti dal Governo Israeliano; Assicurare, sia attraverso il Consolato Italiano a Gerusalemme che attraverso altri strumenti. maggiore sostegno al personale delle ONG e in genere al personale in missione per raggiungere i luoghi di intervento. Disegno dei programmi di emergenza in Palestina 17

19 Dare continuità all approccio multidimensionale adottato dai Programmi 9310 e 9555, sostenendo il ripristino dei mezzi di sostentamento in linea con le scelte settoriali della Strategia della Cooperazione Italiana (settore sviluppo economico); Intervenendo nelle fasi di prevenzione e preparazione dell approccio di Disaster Risk Management; Migliorare la coerenza della componente orizzontale del Sistema Italia (ONG), valorizzandone la specificità, in linea con le raccomandazioni OECD/DAC 2014 (continuità, flessibilità, coordinamento); Mantenere l approccio basato sul partenariato con attori locali radicati e specializzati, per garantire continuità all azione, inserimento in pianificazione di più ampio respiro, impegno a lungo termine; Inserire azioni di rafforzamento istituzionale, coinvolgendo le istituzioni locali, e privilegiando, in linea con la GHD, i bisogni delle popolazioni a considerazioni di natura politica (a differenza di quanto accade con la versione radicale della no contact policy). Continuare il processo di snellimento delle procedure, prevedendo strumenti differenziati per l emergenza immediata (disponibilità di fondi in loco e procedure snellite) e strumenti di rafforzamento delle capacità locali di risposta alle crisi in tempi medio-lunghi. Tematiche trasversali Uguaglianza di genere Assicurare risorse e strumenti per rafforzare il mainstreaming della tematica di genere nei programmi di emergenza; Migliorare il coordinamento tra i programmi della Cooperazione Italiana, utilizzando le risorse interne (esperte di genere) per assicurare una visione condivisa e strumenti appropriati in tutti i Programmi di intervento, inclusi quelli di Emergenza; Assicurare una visione multidimensionale dell uguaglianza/equità di genere e dell empowerment delle donne (educazione, formazione professionale, accesso a risorse e attività produttive, visione globale dei diritti delle donne in una prospettiva di diritti umani); Per le ONG: Identificare opportunità e strumenti (formazione, condivisione di conoscenze) per migliorare la capacità di inclusione delle tematiche di genere nei progetti (mainstreaming) e migliorare gli strumenti di monitoraggio specifici. Inserimento della tematica della disabilità nelle azioni di cooperazione Assicurare la presenza negli Uffici Tecnici Locali di persone di riferimento per il mainstreaming della tematica della disabilità in ogni fase degli interventi (disegno, attuazione, monitoraggio e valutazione); Coinvolgere organizzazioni della società civile palestinese e le ONG italiane operanti in loco nella definizione di una strategia per migliorare la capacità di affrontare la tematica della disabilità trasversalmente a tutti gli interventi della Cooperazione Italiana; Realizzare attività di formazione su disabilità e sviluppo indirizzata sia al personale UTL sia agli enti coinvolti nella realizzazione di progetti (ONG, partners). Sistemi di Rendicontabilità e di Apprendimento Monitoraggio Fare chiarezza su concetti e strumenti utilizzati con riferimento al monitoraggio, distinguendo tra monitoraggio di implementazione e monitoraggio per indicatori; Per le ONG: Migliorare la definizione degli indicatori per ciascun livello di risultato, assicurare continuità nell aggiornamento degli indicatori e migliorare la capacità di utilizzare gli indicatori per l analisi dell efficacia delle azioni e per identificare e monitorare i cambiamenti a lungo termine. Valutazione Coinvolgere le diverse componenti del sistema della Cooperazione Italiana nella definizione degli obiettivi e contenuti della valutazione; Definire strumenti per la verifica dell'adozione delle raccomandazioni accettate, in una prospettiva di valutazione come processo continuo per il miglioramento dell approccio strategico e dell efficacia degli interventi. Rendicontabilità Informare il pubblico sui danni arrecati da azioni del governo israeliano a strutture e attrezzature fornite dalla Cooperazione Italiana in Palestina (es. sito web della Cooperazione Italiana); Stimare i danni causati da azioni del governo israeliano a strutture e attrezzature fornite dalla Cooperazione italiana in Palestina e portare all attenzione dei decisori politici il tema della richiesta di risarcimento. 18

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