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1 Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Dipartimento per l'istruzione Direzione Generale per gli Affari Internazionali dell'istruzione Scolastica Ufficio V Unione Europea Fondo Sociale Europeo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Programmazione Obiettivo 1 (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia) 1999 IT 05 1 PO 013

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3 Presentazione La Misura 3 del PON Scuola ha come obiettivo l attuazione di azioni di prevenzione e recupero della dispersione scolastica e di riduzione della marginalità sociale. Essa mira a recuperare all istruzione tutti i soggetti in difficoltà, scolarizzati e non scolarizzati, riconoscendone i bisogni e gli interessi, valorizzandone le risorse intellettuali, relazionali ed operative, promuovendone le capacità ai fini di una migliore integrazione socioculturale e dell occupabilità. I progetti realizzati con tale Misura vengono finanziati con il Fondo Sociale Europeo. La Misura 3 comprende: - l Azione 3.1 Prevenzione della dispersione scolastica di alunni della scuola di base nelle aree a massimo rischio di esclusione culturale e sociale ; - l Azione 3.2 Interventi per la prevenzione ed il recupero della dispersione scolastica degli alunni della scuola secondaria superiore e per il rientro dei drop out ; - l Azione 3.2 b Interventi contro la dispersione scolastica e il disagio sociale da realizzarsi presso i Centri risorse contro la dispersione scolastica. L opuscolo raccoglie alcune esperienze realizzate all interno della Misura 3.2b, considerata la più complessa, ma anche l esperienza più incisiva nella lotta contro la dispersione scolastica.essa viene realizzata presso i centri risorse contro la dispersione scolastica e il disagio sociale istituiti con il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale. I centri risorse nascono non solo per dare alle scuole delle zone economicamente e socialmente svantaggiate (nei centri urbani come nelle zone di montagna e nelle piccole isole), un aiuto materiale in attrezzature, servizi, tecnologie e opportunità operative, ma soprattutto per stimolarle a svolgere un ruolo propositivo di prevenzione e di contrasto alla dispersione e al disagio scolastico in tutto il territorio in cui si trovano inserite. Si tratta di affermare un modo di essere scuola diverso che per il passato: non più limitato all interno del proprio edificio, al curricolo ufficiale e allo studio settoriale di comparti di conoscenza, ma aperto alla sperimentazione di nuovi orizzonti, allargato al territorio in una prospettiva di relazioni e scambi che porta alla nascita e al funzionamento di reti tra scuole e fra altri soggetti interessati alla ricerca culturale e al risanamento sociale. La valorizzazione di forme culturali di diversa origine e caratura, il perseguimento di linee di sviluppo intrecciate tra studio e lavoro, l incontro tra ricerche a vocazione ambientale e visione planetaria dei problemi, l integrazione tra attività libere e creative e gli approfondimenti e le applicazioni rigorose di regole e discipline, sono tutti aspetti di questa nuova soggettività che il Centro risorse sollecita e favorisce. Gli scenari che si prospettano hanno peraltro, come loro condizione esistenziale, la piena affermazione dell autonomia scolastica intesa nel suo significato più alto, come strumento tecnicogiuridico che mentre esalta la competenza professionale e lo spirito d iniziativa dei singoli, utilizza la libertà amministrativa, didattica e funzionale in modo responsabile, per ottenere i risultati previsti al più alto livello possibile. Al centro di tutto questo sistema non può non esserci la risorsa umana: vale a dire il protagonismo consapevole di tutti coloro che partecipano alla rete, dagli insegnanti ai genitori, dai dirigenti agli amministratori pubblici, dal personale non docente delle scuola ai vari operatori del privato sociale. Si tratta di una 3

4 soggettività responsabilmente orientata, che parte perciò da una presa di coscienza nuova sul ruolo e i compiti che ci attendono. I materiali che qui si presentano, sono costituiti da alcune relazioni inviate dai Centri risorse e contengono le considerazioni che fanno i soggetti ivi operanti, dopo il primo periodo di attività. La loro lettura ci consente di cogliere alcuni segnali forti, da non sottovalutare. Non tutto è ovviamente pacifico e scontato e/o giustamente indirizzato al risultato atteso. Ma emergono già alcune consapevolezze di fondo che possono tracciare o almeno prefigurare linee di sviluppo assolutamente importanti. Pensiamo, per esempio, al rapporto con il territorio, o come si legge in una relazione di un Centro pugliese, alla individuazione e al funzionamento di una coppia virtuosa: la scuola e la strada. C è la consapevolezza del vantaggio che si ha se si mettono insieme in modo produttivo, la capacità che ha la scuola di progettare, organizzare mettere a disposizione e usare attrezzature e strutture tarate sulla formazione, e la fantasia, la creatività, l entusiasmo, il modo diverso di pensare e di vivere che ha la strada. Poche volte s era vista, dicono a Cagliari, una scuola così viva e trafficata. Qui è la svolta del futuro. Non più una frontiera fra scuola e territorio, l un contro l altro armati; ma un apprezzamento reciproco per contributi naturalmente diversi. Il confine diventa la porta di accesso e di uscita, il luogo dell incontro e dello scambio che produce un reciproco accrescimento. Perfino un istituzione totale, tradizionalmente esclusa dal consorzio civile, come è un istituto di pena, può diventare una risorsa (come è successo per una scuola a Catanzaro). Pensiamo, per un altro esempio, ai docenti e ai dirigenti scolastici. Non si sono trovati davanti a un compito facile. Oltre alle difficoltà oggettive, dell ambiente degradato (vedi Scampia), c è anche l insicurezza soggettiva e la diffidenza verso un nuovo modo di operare, in rete, fuori dagli schemi rassicuranti dell assetto scolastico. Il mondo intorno a noi non si cambia dall oggi al domani, ma la chiarificazione dentro di noi è possibile. E la docente che dopo trenta anni di onorato servizio si sente stanca, demotivata, fuori posto ( non ci si trovava più ), messa in condizione di esprimere una propria originalità di ricerca, coinvolta in modo positivo si sente cambiata. Analogo il percorso del dirigente che conclude la sua relazione con a proposito anch io lo rifarei. Pensiamo, per un terzo esempio, agli utenti. Agli allievi giovani che, scoprendo di riuscire ed essere apprezzati in attività che non sapevano di poter affrontare (cantare, parlare l inglese), si fanno ricchi del piacere di stare in un luogo accogliente come è diventata la scuola, - quella scuola che li aveva, fin lì, resi diffidenti e ostili. O pensiamo agli adulti che sentono riapparire interessi ormai dimenticati, vivendo un esperienza nuova, al di fuori della routine quotidiana, sicché possono trasmettere ai figli la voglia di istruzione che essi stessi hanno or ora sperimentato. Ecco, tutto questo, e altro ancora sulla stessa lunghezza di discorso, può sembrare poca cosa. Certo, non è ancora il rinnovamento della scuola e della società che tutti auspichiamo, ma è il primo passo, la presa di coscienza delle nuove possibilità che le attività dei progetti europei offrono. È la consapevolezza che il successo di queste iniziative dipende in buona parte da noi, dal nostro modo di stare dentro i rapporti sociali, dal nostro modo di essere. Un buon viatico per l affermazione piena e convinta di una cittadinanza alla ricerca di libertà e democrazia. 4

5 Istituto Comprensivo ABATE GIOACCHINO CELICO (CS) Azione 3.2.b IRIDE Andare indietro nel tempo per recuperare il passato in prospettiva di un futuro diverso e migliore è stato il percorso che il Progetto Iride, dal 15 aprile al 24 giugno 2004, ha compiuto alla ricerca di forti radici a cui ancorare solidi valori umani e sociali. E con occhi colmi di fascino e di attese giovani non più studenti, ragazzi difficilmente studenti e genitori disorientati hanno guardato l'apparire di un arcobaleno i cui colori significavano possibilità di partecipazione, di solidarietà, di legalità, di ambiente, di cultura, di formazione, di lavoro per un domani di riscatto e di speranza. Si sono aperti, così, scenari nuovi e interessanti per rimotivare allo studio ragazzi a rischio di dispersione scolastica, per riavvicinare al sistema di istruzione giovani drop-out e per fornire ai genitori delle chiavi di lettura più adeguate per seguire il percorso di formazione dei loro figli. Il modulo Genitori in cammino ha visto, infatti, coinvolti venti genitori che, con l apporto di uno psicologo e di una pedagogista, si sono soffermati sui temi dello svantaggio, della difficoltà di relazione con l'adulto, del rischio di devianza e di emarginazione culturale, riuscendo ad entrare con maggiore consapevolezza nelle dinamiche presenti all'interno dei gruppi giovanili e a conoscere i processi educativi riferiti alle situazioni ambientali. La stesura di un decalogo, dal titolo La fatica di essere genitori, ha concluso le trenta ore di questa prima fase di lavoro, ma il successivo inserimento nei diversi moduli in cui erano impegnati i propri figli ha qualificato in modo innovativo la loro partecipazione, poiché le esperienze vissute insieme hanno consentito un coinvolgimento anche emotivo, molti steccati sono stati abbattuti e diversi reciproci pregiudizi e diffidenze sono stati superati. Essi hanno seguito, ascoltato, consigliato con interesse ed entusiasmo e il riscoprire il gusto di lavorare la calda materia del legno, austero ma duttile nelle sapienti mani di artigiani, depositari di un'arte antica e rinnovata in idee al passo con le moderne esigenze, ha unito in una fattiva collaborazione un gruppo di giovani/adulti, eterogeneo per età e per sesso, ma affine per interesse e volontà in un contesto ambientale (la piccola ed isolata contrada silana di Lagarò) marginale rispetto ai più fortunati centri urbani. La riscoperta dei suoni del passato e il rinnovare le usanze canore pre-silane, che nei 5

6 secoli hanno accompagnato i vari momenti della vita quotidiana e le ricorrenze religiose, hanno appassionato anche i più giovani, che, trovando nei genitori una insospettata memoria storica, hanno vissuto momenti di socializzazione nello stare insieme, nel confrontarsi, nel sostenersi a vicenda e riuscire ad esprimere sul palcoscenico la loro carica di vitalità attraverso balli, canti e parole emersi dalle melodie di una cultura apparentemente marginale ed emarginata. Nel recupero, nella riappropriazione e nell'affermazione di un'identità culturale fortemente legata al proprio territorio gli studenti dell Istituto d Arte di San Giovanni in Fiore hanno tratto una fertile fonte d'ispirazione per la realizzazione di particolari decorazioni pittoriche su rame e di monili richiamanti le "figure" dell'abate Gioacchino, riuscendo ad essere protagonisti attivi di una progettualità stimolante e creativa al di fuori degli angusti banchi scolastici. Nella prospettiva di non essere schiacciati da una globalizzazione che annulla nella massificazione risorse e tipicità locali, i ragazzi dell'istituto Tecnico Agrario Statale "Tommasi" di Cosenza hanno scommesso sulla possibilità di essere un domani imprenditori in quei settori tarati sulle caratterizzazioni del territorio, quali la conservazione e la trasformazione dei prodotti agroalimentari. Nell'attenzione e nell'impegno evidenziati durante gli stage in aziende agricole, c'è stato tutto il desiderio di realizzare quanto di positivo inespresso albergava nelle menti di ragazzi la cui volontà finalmente si esplicitava in azioni concrete. Un buon viatico per guardare con più fiducia al proprio futuro! Un futuro che gli studenti dell'istituto Tecnico Commerciale statale "G. Pezzullo" di Cosenza hanno sperimentato simulando processi di commercializzazione on-line. La conoscenza sul campo di gestione del magazzino, di marketing aziendale e di contabilità ha stimolato nei ragazzi un processo di emulazione che li ha portati a prospettare iniziative imprenditoriali specifiche nel settore. La ricaduta del progetto in tutte le classi dei diversi segmenti scolastici, infine, non solo ha arricchito l'offerta formativa, ma ha dato l'opportunità di sperimentare percorsi didattici più dinamici ed operativi, aprendo al sorriso e alla speranza i cuori di ragazzi, di giovani e di adulti idealmente uniti nell'unica cordata che dall Iride si ammanta di luce e colori. 6

7 Istituto Comprensivo B. MINEO FAVIGNANA (TR) Azione 3.2.b ISLANDS Il Progetto elaborato da questa scuola ha tenuto conto di tre sostanziali criticità: 1.nella scuola dell obbligo, elementare e media delle isole minori non vi sono casi se non sporadici di dispersione o abbandono.vi sono però numerosi casi di disagio, alcuni di devianza, e molti di insuccesso. Questi ultimi riscontrabili nelle seguenti criticità: 2. il tasso di abbandoni e le ripetenze nella fascia della secondaria superiore che si frequenta come pendolari sulla terraferma è alto, alta è quindi la percentuale di drop out senza titolo di studio professionalizzante. 3. i genitori, adulti ex alunni, abitanti un territorio privo di risorse culturali, sono per lo più incapaci di governare un rapporto, un dialogo fra loro stessi e con i figli. Il Progetto quindi, costituito da 4 moduli per allievi e 1 per genitori, ha puntato al coinvolgimento, condiviso e luminoso, di giovani e adulti dispersi in attività che potessero ricuperarli: a interessi di livello più alto e profondo; alla consapevolezza di sé e delle proprie capacità; alla necessità di reciproca comprensione; alla evidenza delle vere problematiche che investono ogni tipo di rapporto. La centralità del luogo scuola doveva modificare in positivo il concetto che adulti e giovani avevano dello stesso: parcheggio,noioso obbligo, apprendimento di qualcosa,che servirà. Il Progetto dunque, dopo la sua elaborazione, è stato lanciato secondo la normativa suggerita e con il nostro entusiasmo. Pubblicizzazione attraverso i media, bei manifesti inviati nei luoghi caldi di 3 province ( Trapani, Palermo, Agrigento) e sparsi nel territorio delle 3 isole; presentazione multimediale alla popolazione e Amministrazioni locali di Comune, Provincia, scuole e C.S.A. di Trapani. In un gradevole pomeriggio: molti consensi dagli ospiti venuti dalla terraferma (tanti); Amministrazione rappresentata solo da un Assessore P.I. ad interim, giovani drop out assenti, popolazione che poteva essere più numerosa. Reperimento esperti: I bandi sono stati diffusi con molta cura, le risposte poche (l isola), ben valutate e sistemate in graduatoria. I tutor interni, con i loro curricula, sono stati scelti. Le riunioni preliminari, le iscrizioni, il calendario, tutto è stato svolto, puntualizzato e il materiale di base predisposto e distribuito. I moduli: - World Voice: attività ludicoinformatico-operative sulla lingua inglese: solo alunni interni. Un buon 7

8 risultato in competenze; lavoro collaborativi. - Il giardino di Caliban: prototipo di ripristino di un antico processo agricolo nelle cave di tufo dismesse: Allievi interni, a rischio, con buona percentuale di recupero e molto interesse.richiesta la prosecuzione. - Il filo di Arianna: modulo sullo studi e recupero di beni culturaliadozione di un sito la grotta del pozzo. Allievi interni. Alto interesse nelle attività e ricerche previste. Si vuole la continuazione. - Forma, movimento, suono: solo allievi interni. Alto il recupero di corporeità e di abilità scenografiche e musicali. Si vuole la continuazione. - Documentiamoci- genitori. Molto più di 20 le iscrizioni richieste di proseguire. Il modulo ha aperto molte finestre nel mondo dei giovani genitori locali, ha fatto loro acquisire abilità nell uso di strumenti ma soprattutto li ha guidati alla scoperta di se stessi bambini, ragazzi, figli e oggi parte di una comunità che deve affrontare ogni giorno stessi problemi e stesse sconfitte. 8

9 Istituto Comprensivo ORGOSOLO (NU) Azione 3.2b Una scuola anche per me Il progetto, avviato dall Istituto Comprensivo di Orgosolo il 15 settembre 2003, era articolato in cinque moduli di 50 ore ciascuno ed uno di sensibilizzazione per i genitori I moduli, finalizzati al raggiungimento di determinati obiettivi, con attività pertinenti agli interessi e bisogni dei ragazzi, degli adulti e dei genitori, privilegiavano: attività di ascolto e produzione per migliorare il livello delle competenze conoscitive, comunicative, espressive, manipolative e relazionali. Preliminarmente all avvio delle specifiche attività si è proceduto al Bilancio delle Competenze che ha consentito, attraverso le specifiche azioni, di delineare il curricolo personale dell allievo Il seguente articolo apparso sul quotidiano locale: L Unione Sarda in data 25 novembre 2003, redatto dal giornalista Michele Tatti, dà merito del lavoro compiuto. ORGOSOLO:Patto tra scuola e Comune: a lezione anche i genitori Cento ragazzi frequentano i corsi contro la dispersione Le iniziative previste dal PON coinvolgono anche gli adulti Il Piano Operativo Nazionale è uno strumento che interviene su più settori. A Orgosolo risultano particolarmente efficaci nel settore della Pubblica Istruzione gli interventi mirati contro la dispersione scolastica con corsi: di teatro, pittura muralistica, informatica, equitazione per gli alunni della scuola, ambiente per gli adulti, e un modulo specifico per i genitori dei giovani protagonisti delle lezioni extrascolastiche. Sono ventisei gli alunni delle prime tre classi delle elementari protagonisti del laboratorio teatrale, altri 24 quelli del corso di informatica, 19 sono i ragazzi delle medie a lezione di murales e altri 24 quelli impegnati ad apprendere i segreti dell equitazione. Doposcuola con sorpresa, però: al rientro dei figli, mamma e babbo devono uscire di casa per frequentare le lezioni riservate ai genitori. Orgosolo investe sui giovani, trasformando i finanziamenti del Pon in una cambiale avvallata dalla volontà di ridare centralità ai paesi dell interno dove lo spopolamento rischia di lacerare definitivamente un tessuto sociale già debole. Le iniziative originali soprattutto nella risposta degli interessati, assumono un particolare valore alla luce dell entusiasmo che coinvolge anche gli adulti. Se infatti, gli allievi dei vari laboratori sono impegnati due volte alla settimana, i loro genitori frequentano le lezioni di un apposito modulo mirato alla nascita di una associazione di educatori che avrà il compito di promuovere e sostenere anche in futuro la formazione delle famiglie. 9

10 PON Scuola vuol dire però anche puntare sull inaspettato entusiasmo di chi da tempo ha finito gli studi: visto il numero delle domande, si è dovuto stilare una graduatoria per selezionare i 26 partecipanti al corso di ambiente (20 ore) e archeologia (30 ore) riservato agli ultraventenni A conclusione del progetto è stata fatta una riflessione sul percorso seguito e sui risultati conseguiti. Sicuramente le attività svolte hanno consentito di: - affrontare in maniera nuova le difficoltà che normalmente si incontrano nelle classi - che gli insegnanti e gli alunni acquisissero una maggiore consapevolezza delle varie strategie di insegnamento-apprendimento - che gli stessi sperimentassero metodologie di lavoro più efficaci e coinvolgenti. 10

11 Istituto Comprensivo SANTADI (CAGLIARI) Azione 3.2.b A SCUOLA OLTRE LA SCUOLA Dopo la prima lezione mia sorella è tornata a casa contentissima e ha raccontato entusiasta quanto aveva fatto e dei nuovi amici che aveva incontrato Allora ho cominciato a pensare che doveva essere bello: ritrovarci tutti assieme e collaborare per realizzare qualcosa che poi, orgogliosi, avremmo mostrato agli altri Quindi ho deciso di fare anch io parte del gruppo Questa è la storia di un avventura - quella del progetto A scuola oltre la scuola - che il neo-nato Centro Risorse A.L.C.E. dell I.C. di Santadi, ha proposto al territorio, grazie al PON- SCUOLA, Una sfida accolta e giocata con qualche paura, con qualche caduta, ma sempre con entusiasmo, da quanti - allievi genitori, docenti, EE.LL. si sono trovati uniti da un comune desiderio: vivere la scuola come ambiente di accoglienza, conoscenza, relazione. Il progetto articolato in sei laboratori extrascolastici, negli spazi attrezzati del Centro Risorse e in quelli messi a disposizione dai partner della rete, ha dapprima incuriosito: poche volte si era vista una scuola così viva e trafficata. Poi alla curiosità è subentrata la consapevolezza che qualcosa di speciale stava accadendo. Che dire degli allievi di "Tornare a scuola tra gusti e aromi" che si scoprono imprenditori, capaci di trasformare semplici materie prime in profumati saponi e candele e, perché no, gustosi sciroppi, etichettati, prezzati e venduti, con ricettario accluso, in una mostra mercato il cui ricavato, per volontà dei produttori, è stato devoluto in beneficenza? Come non restare stupiti di fronte ai ragazzi di "SURVIVE AND RAP IN EN- GLISH" che, in un inglese finalmente da suff., mettono in scena un minimusical inedito, pensato e prodotto interamente da loro? E se questo lasciato ancora un po di fiato, ecco il gruppo di "Tra un dritto e un rovescio": nessuno filo di lana o sferruzzamento a quello hanno pensato i genitori di Orditi e trame - ma adolescenti che del tennis fanno motivo per affermarsi cameramen e cronisti sportivi. Ci sono anche i grafici e i pubblicitari in erba di " Un logo e uno slogan per A.L.C.E. che, pensati una serie di idee grafiche e motti per il Centro Risorse, li sottopongono al voto di tutti gli studenti e dei prescelti, hanno il logo e lo slogan del Centro che ora troneggia sui vari gadget. Al palato pensano i ragazzi di A scuola oltre la scuola tra cucina e tradizione che, sperimentate ben 30 ricette anche della tradizione gastronomica locale - oggi raccolte in un ricettario illustrato trilingue (italiano-sardo-inglese) a disposizione nella biblioteca del Centro - curano una singolare e appetitosa degustazione finale. SSSS andiamo a vedere cosa ordiscono e tramano i genitori nel loro laboratorio di tessitura. Meraviglia! Cuscini, centrini, tappeti pronti per la mostra finale e per abbellire il Centro Risorse. Se torniamo in biblioteca troviamo anche un loro manuale che documenta e spiega la preparazione delle lane, dei filati, del telaio, le tecniche e le procedure di lavorazione tradizionali. Guardando ancora meglio tra gli scaffali, troviamo anche un austero tomo realizzato dagli insegnanti: sono i materiali del corso di formazione dei docenti sull orientamento e il bilancio delle competenze. Anche se per loro non è una novità, sono tornati a scuola oltre la scuola per diventare un po più bravi a sostenere i ragazzi nella crescita e nella graduale costruzione di un loro progetto di vita. Prima credevo di non cantare bene e di non saper parlare bene l inglese, invece ora, con l aiuto degli insegnanti, ci ho creduto.(un alunna) 11

12 Istituto Professionale per l'industria e l'artigianato "SANNINO" PONTICELLI NAPOLI Azione 3.2.b SCUOLA E TERRITORIO DAL GIARDINO AL P C Non sembra vero! I due progetti a cui abbiamo lavorato per due anni, sin dalla prima lettura dell avviso di presentazione, si sono conclusi. L IPIA di Ponticelli, a cui ne è stato affidato il coordinamento in quanto sede di Centro Risorse, ha sempre progettato e realizzato interventi che hanno richiesto soluzioni innovative e sforzi organizzativi per rispondere alle molteplici esigenze di un utenza difficile e di un territorio caratterizzato da problematiche sociali complesse. Questa volta, per numero di soggetti coinvolti, risorse impiegate e per l attuazione di un ampio piano di comunicazione, bisogna dire che, a costo di apparire enfatici, lo sforzo richiesto dalle modalità del percorso progettuale della misura 3.2b è stato davvero titanico. La formula dell intervento ha visto il coinvolgimento di risorse umane, strutture e mezzi poche volte sperimentato in precedenza e ha richiesto un coordinamento che allo stesso tempo è stato ferreo nel disciplinare le procedure e comunque flessibile nel governare il processo informativo e didattico. A conclusione di entrambi i progetti abbiamo tirato un sospiro di sollievo, un sollievo colmo di soddisfazione per i risultati raggiunti. I due interventi messi in campo hanno visto operare in rete, con diversi ruoli e funzioni, 10 scuole di diverso ordine e grado; hanno coinvolto nelle azioni formative circa 400 allievi compresi in una fascia di età dai 15 ai 19 anni; hanno informato e sensibilizzato alle problematiche dei propri figli e della scuola ben 120 genitori. Inoltre, per lo svolgimento complessivo di 1600 ore di attività sono stati individuati nell ambito delle scuole attuatrici 40 docenti con funzione di tutor e sono stati stipulati oltre 80 convenzioni di incarico con esperti esterni all amministrazione. La dimensione dell intervento, che per i due progetti ha registrato un investimento di oltre euro, ha impegnato tutti gli istituti coinvolti, e soprattutto le scuole elementari quasi sempre escluse dai circuiti dei finanziamenti FSE, in una vera e propria gara a promuovere tutte le iniziative che fossero in grado di rimuovere presso le categorie di giovani più deboli quei sedimentati comportamenti che minano il successo scolastico e favoriscono atteggiamenti che alimentano la diffusa illegalità del territorio. Attraverso una metodologia didattica comune che ha privilegiato il fare si è riusciti in molti casi a motivare gli allievi, soprattutto laddove la prevenzione alla dispersione si è attuata attraverso percorsi strutturati come vere e proprie attività preprofessionali, propedeutiche all inserimento nel mondo del lavoro. Questi stessi allievi hanno manifestato il loro gradimento per questa prassi didattica non convenzionale in maniera convincente. Opinioni come quelle espresse dagli allievi dei due moduli Produzione pasta svolti in entrambi i progetti, per i quali: È stato divertente preparare i vari tipi di pasta fresca... il corso è stato interessante e piacevole, abbiamo imparato tante cose utili sono state registrate un pò per tutti i moduli, anche per quelli rivolti ai genitori degli allievi in cui, come rivela la signora Giuseppina: Sono ritornata bambina! Ho fatto questo corso perché mio marito mi ha spinto ad impegnarmi per cercare di imparare qualcosa. Devo dire che è stato proprio così! Vorrei riprovarci. 12

13 Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri Brindisi Azione 3.2b Tra ricerca e innovazione: il successo formativo 3.2b La sperimentazione di percorsi formativi di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica ha trovato, nella misura 3.2b, l ottimale sostegno alla ricerca e alla innovazione didattico-metodologica nelle dimensioni strutturale, laboratoriale, reticolare, interistituzionale. La sistemica attività di ricerca-azione delle scuole di ogni ordine e grado su temi di interesse ambientale, sociale, culturale, vocazionale ha prodotto energia positiva tra allievi/docenti/esperti/genitori, documentata da alti indici di motivata partecipazione, riequilibrio ed avanzamento degli apprendimenti, sviluppo vocazionale, sano senso di appartenenza alla comunità scolastica. La Scuola come Centro Risorse si configura, nella formula 3.2b, come sede di aggregazione culturale giovanile per la promozione di pari opportunità formative, (ri)orientamento vocazionale allo studio e al lavoro, integrazione con il territorio. Un congegno complesso, finanche sofisticato, di comprovata efficacia educativa per la qualità prodotta/percepita di integrazione delle attività di formazione docente e sensibilizzazione genitoriale, di orientamento e bilancio delle competenze del target giovanile, di sviluppo degli apprendimenti in un meccanismo reticolare di ricercazione e scelte strategiche di insegnamento/apprendimento cooperativo. Obiettivo ambiente: questo il campo di indagine di 7 scuole tra elementari, medie e superiori della provincia di Brindisi, impegnate con le istituzioni locali nella esplorazione/educazione/valorizzazione delle risorse ambientali del territorio nelle diversificate dimensioni dell apprendimento informatico-tecnologico, vocazionale, interculturale, scientifico-nutrizionale. Unitaria la metodologia: laboratoriale, innovativa, altamente significativa. In un ciclico e graduale percorso evolutivo:dalla osservazione delle risorse del territorio e delle dinamiche di sviluppo nell ambiente protetto serra microcosmo di educazione ambientale e nucleo della ricercazione- alla dimostrazione degli indici di qualità bionutrizionale della produzione agroalimentare tipica. Un percorso dinamico, dunque, finalizzato alla formazione- nell accezione di sviluppo integrato -di competenze metodologiche di studio, vocazionali rispetto agli indirizzi scolastici e al territorio, trasversali di comportamento organizzativo reticolare ed etico rapporto con le risorse dell ambiente. Con modalità di project working e peer counselling -attività di consulenza tra i poli della rete- le risorse allocate su ciascun modulo progettuale hanno sviluppato competenze di specializzazione interfunzionale al servizio della qualità globale del progetto di formazione 3.2b. Nel delicato equilibrio tra competizione e collaborazione, best practice il polo modulare: La serra multimediale - selezionata e riconosciuta come esperienza significativa di didattica dell ambiente nell ambito del 47 convegno nazionale AIGG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia) Università di Padova. Univoco il consenso ed il successo formativo per alto indice di: - soddisfazione utenza Centro Risorse Polivalente I.P.S.S.A.R. BR; - integrazione tra sistema scolastico locale e formativo istituzionale; - quadro organizzativo di cooperazione efficiente e condivisa dalla partnership; sviluppo risorse vocazionali di apprendimento individualizzato e cooperativo. 13

14 Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali, Turistici e della Pubblicità - Raffaele Gorjux BARI Azione 3.2b Progetto per essere insieme Vogliamo raccontarvi la storia di una coppia, quella della scuola e della strada che si sono conosciute nel Centro Risorse del Gorjux a Bari e che oggi vivono per lavorare insieme, con gli altri e per gli altri, su un idea comune, che è il benessere dei ragazzi e delle famiglie. Queste, un bel giorno di due anni fa, sedute davanti al Progetto per essere insieme, si sono guardate ed hanno capito che avevano qualcosa in comune: galeotto il progetto dal titolo così ben augurante. Sta di fatto che da quel momento la misura 3.2b, i moduli formativi e di sensibilizzazione, la lotta alla dispersione scolastica ed al disagio sociale, il recupero dei drop-out e l apertura alle differenze sono diventate occasioni per incontrarsi e aprirsi, per farsi conoscere e conoscere. E così la scuola ha messo a disposizione tutto quello che ha, la sua capacità di progettare e organizzare, le sue strutture e anche i suoi soldi; la strada le ha regalato il suo entusiasmo, la sua fantasia, la creatività, un modo diverso di pensare e di vivere, anche se in questa storia il punto fermo rimane. A Bari il Centro Risorse del Gorjux sta accogliendo bambine, ragazzi e adolescenti provenienti da fasce svantaggiate, dalle periferie a rischio, da gruppi etnici minoritari e da famiglie distratte. L amicizia ha anche aumentato le occasioni di incontro con gli/le altri/e e, quella, che era una Rete di partner, sta diventando sempre più un gruppo di relazioni, una comitiva che si incontra e ognuno presenta i suoi amici: anche noi stiamo conoscendo tanti nuovi amici e amiche, belle e brutti, sicuramente simpatici e interessanti per parlarci e lavorare. La strada ci ha presentato i Centri Famiglia Territoriali ed i Centri Educativi Aggregativi, ed ancora tante associazioni e cooperative sociali e poi gli operatori della Fondazione Giovanni Paolo II di Bari che con i suoi ragazzi (così li chiamano tutti, perché sono giovani e, ancor più si mescolano ai giovani per i loro stili ) sta operando con la scuola per il recupero delle periferie e per l apertura di questa al territorio. L amicizia ha potuto sperimentare nuove modalità operative con attività laboratoriali e di gruppo che sviluppano la creatività delle ragazze e dei ragazzi e che convogliano la loro vivacità fisica e intellettiva nella partecipazione alle attività ludiche, sportive, teatrali, artistiche e di professionalizzazione. E nell aggregazione sociale si sta trovando la chiave per sbloccare tante situazioni negative e rompere la condizione di isolamento fisico e psicologico di tanti adolescenti e adulti/e che, invece, con le opportunità del Centro Risorse, si confrontano, rileggono il proprio vissuto, condividono attività e decisioni e sviluppano la propria autostima ed il senso di fiducia verso gli altri, le istituzioni, la scuola e la strada. Sono state tante le attività svolte, belle, coinvolgenti e stimolanti anche per gli operatori e un clima di fiducia e di collaborazione ha pervaso per la prima volta adulti, genitori e famiglie che ormai si sentono coinvolti come attori nei processi di cambiamento sociale. E importante adesso che la storia di questa bella coppia sia conosciuta e sostenuta nella collaborazione e nella fiducia. Noi lo stiamo facendo! 14

15 Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali, Turistici e della Pubblicità - Raffaele Gorjux BARI Azione 3.2b Progetto comune mente La scuola aperta al territorio rappresenta ormai da anni una richiesta esplicita da parte di molti, non soltanto a causa di una sempre più consapevole aspettativa nell aderenza al mandato istituzionale - che non è esclusivamente formativo ed educativo ma anche volto alla migliore socializzazione - ma forse soprattutto per la costruzione, nel tempo, di una connessione sempre più pregnante tra territorio, istituzioni e cittadinanza. Un Centro Risorse risponde in maniera più strutturata e strategica di altri a tale richiesta, proprio per combattere la dispersione scolastica e la frammentazione sociale. Il Centro Risorse dell Istituto Professionale Gorjux di Bari si è impegnato negli anni a raggiungere standard di grande funzionalità, ispirandosi ai moderni criteri di efficacia ed efficienza: per le dotazioni strumentali d avanguardia, le tante postazioni informatiche, le simulazioni di impresa, i laboratori di immagine, la costruzione di siti web e tante altre iniziative di cui la dirigenza si è fatta promotrice, per consentire alla scuola, ad alunni ed insegnanti di sentirsi a pieno titolo nell alveo della dimensione europea. Nella sua attività, il Centro Risorse, con il Progetto comune mente, negli ultimi due anni ha previsto interventi formativi e di sensibilizzazione caratterizzati dalla sperimentazione di pratiche innovative per la socializzazione ed il pre-orientamento professionale rivolto a ragazzi in età scolare di tutte le età, a giovani adulti ed a genitori, per i quali, tra l altro, sono stati predisposti step formativi di sostegno all esperienza genitoriale. Quest ultimo target è stato particolarmente curato sotto il profilo della ricerca di occasioni, scenari, calendari e sistemi di comunicazione più confacenti alle esigenze di una utenza adulta, coinvolta in concomitanza col periodo estivo. La ragionevole difficoltà di partecipare da parte di persone impegnate nel lavoro ha indotto gli organizzatori a sviluppare un programma, intenso ed intensivo, che ha fatto della residenzialità, al contempo, una soluzione pratica ed un valore aggiunto. E appena il caso di sottolineare la grande dimensione dell impatto emotivo, a conclusione di quest ultima esperienza più ancora che delle altre, per il pieno apprezzamento da parte dei partecipanti dell importante occasione offertagli. Altre attività si sono svolte a scuola e presso alcuni centri di presenza nei quartieri (per esempio sono stati coinvolti i Centri per le famiglie Territoriali di San Paolo e di Japigia, promossi dal piano cittadino per l infanzia e l adolescenza, L. 285/97) e per strada. Partner del Centro in questa impresa è stata la Fondazione Giovanni Paolo II che ha messo a disposizione i propri esperti e che sperimenta da molti anni pratiche di inclusione scolastica e sociale, per l appunto, dentro e fuori della scuola, presso centri aggregativi e nella politica di prossimità, con interventi educativi di strada in una concezione efficace di integrazione e di azione sistemica. 15

16 Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici MIANO NAPOLI Azione 3.2b I GIOVANI LA FAMIGLIA, LA SCUOLA: AUTENTICHE RISORSE DEL CENTRO L IPSSCT MIANO di Napoli, già Centro Risorse contro la dispersione scolastica e la frammentazione sociale, nell anno scolastico ha gestito il progetto PON Misura 3 Azione 3.2b I GIOVANI LA FAMIGLIA, LA SCUOLA: AUTENTICHE RISORSE DEL CENTRO per i sottoindicati moduli formativi: L utilizzo delle tecnologie del Centro Risorse ha permesso a tutti i partecipanti di sperimentare opportunità formative, ricreative e socializzanti finalizzate a migliorare le proprie attitudini 1. Multimedialità attiva 2. Office productions 3. Project work 4. Front office turistico 5.Azienda editoriale simulata 6. Laboratorio teatrale 7. Laboratorio Musicale 8.Laboratorio espressione corporea 9. Natrural..mente..sport 10. Laboratorio di giardinaggio registrando il coinvolgimento degli alunni delle scuole del quartiere e di 60 genitori impegnati nei seguenti moduli: 1. sensibilizzazione 2. orientamento 3. scuola e mondo del lavoro orientate a crearsi un progetto di vita. Questo bisogno è stato particolarmente avvertito nel territorio di riferimento purtroppo difettoso di luoghi di socializzazione, di aggregazione e di orientamento. Significativa è risultata la partecipazione dei genitori al progetto che hanno rinvenuto nell istituto gestore un luogo di notevole accoglienza che ha visto rafforzato il loro senso di appartenenza con il desiderio di continuare un esperienza pienamente gratificante. L articolazione del progetto ha consentito a docenti, alunni, genitori appartenenti a istituti di diversi ordine e grado, una positiva occasione di conoscenza e di approfondimenti utili, nella prospettiva di una continuità didattica e metodologica indispensabile per un efficace ed efficiente rendimento scolastico. Aspetto notevole, altresì, del progetto è risultato il modello di integrazione territoriale tra gli operatori e i fruitori dell esperienza. 16

17 Istituto Professioale per i Servizi Commerciali, Turistici e Pubblicità S. Pertini" - CROTONE Azione 3.2.b SUN SHINE Il progetto ha come campo di azione una città, che vive da molti anni, una situazione di crisi economica e sociale, caratterizzata da un alto livello di disoccupazione, assenza o quasi, di attività imprenditoriali, carenza di strutture, scarsa informazione sulle potenzialità presenti nel territorio, alta criminalità. In tale contesto prevalgono condizionamenti culturali, schemi rigidi, scarsa originalità, resistenza al cambiamento, atteggiamenti che sono alla base del disagio. La scuola, impegnata nell obiettivo di incidere sullo sviluppo del territorio, ha avuto la opportunità di tracciare attraverso il Centro Risorse, linee di intervento più forti. L approccio di rete ha aperto un tavolo di concertazione orientato a costruire un Patto Formativo Territoriale tra soggetti istituzionali, politici ed economici, attori responsabili dello sviluppo. Il progetto prevede tempi lunghi di realizzazione e si va sviluppando, in itinere, attraverso azioni rivolte agli alunni e ai genitori per affermare i principi e la cultura della legalità, della responsabilità, della trasparenza e delle pari opportunità. La Misura b ha rappresentato una tappa significativa del processo in quanto ha offerto nuove opportunità di mediazione educativa volta a sollecitare, attraverso occasioni apparentemente ludiche, forme di impegno civile e sociale. Lo sportello informativo, le cooperative, i murales, la lavorazione della ceramica, la fotografia, il nuoto, la danza, l informatica, le arti marziali hanno consentito di avvicinare giovani ed adulti verso un quadro di valori che possono rappresentare sul territorio, una occasione di riscatto sociale. 17

18 Istituto Professionale per l'industria e L'Artigianato " E. FERMI" CATANIA Azione 3.2.b Un Centro Risorse per vivere la scuola E PRIMAVERA PER I GIOVANI CATA- NESI Per star bene con se stessi nella scuola e nella società pensando al futuro Un Centro Risorse per vivere la Scuola, titolo del progetto contro la dispersione scolastica cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, ha avuto uno straordinario successo di partecipazione e di risultati all IPSIA Enrico Fermi di Catania. Il Centro Risorse Primavera ha impegnato una rete di scuole per contrastare disagio e dispersione, accogliendo giovani e adulti provenienti da zone deprivate per fare acquisire loro crediti da spendere nel mondo del lavoro o per il rientro nella formazione professionale. Questi i numeri dell esaltante esperienza che ha visto l IPSIA Enrico Fermi come scuola capofila di 7 istituti in rete: a frequentare il corso sono stati 151 alunni, 1 drop-out, 57 genitori e 8 docenti; 90,07% è la percentuale di alunni promossi. Sono stati impegnati 18 docenti e 26 esperti, formati in un corso propedeutico alla didattica di 10 moduli di 50 ore ciascuno destinati alla formazione degli alunni e 3 moduli rivolti ai genitori. E, ancora, 6 amministrativi, 1 tecnico, 3 collaboratori scolastici, e 2 baby-sitter. Tutto questo è stato il Centro Risorse Primavera di Catania. Il progetto, nonostante lo scetticismo iniziale, ha riscosso i consensi e il plauso di tutti. Si preparava il partneriato del Centro Risorse quando un funzionario del Comune esordiva dicendo In queste cose, io non ci credo; vedremo cosa concluderete!. Più ottimista, invece, un capitano d industria che nella lettera d intenti affermava di ammirare chi si adopera per promuovere innovazione nella scuola del sud. E stata, dunque, una sfida che il Fermi di Catania ha voluto raccogliere e di cui, alla luce dei lusinghieri risultati conseguiti, è legittimamente fiero. I laboratori del Centro Primavera hanno accolto giovani provenienti dalle scuole in rete, da Comunità e associazioni, genitori che hanno usufruito di un Baby parking dove i figli sono stati intrattenuti da baby-sitter. E stata un esperienza straordinaria vissuta in una scuola nuova, in cui i genitori si sono confrontati con i docenti senza barriere e formalità e dove i veri protagonisti sono stati comunque e solo i ragazzi, ai quali sono stati certificati i crediti e rilasciato un Portfolio di Competenze. E stato bello vederli usare le telecamere e fare interviste, lavorare nelle aiuole e nella serra; impegnati nella spremitura degli agrumi imbottigliandone il succo e nella depurazione di acque reflue; giocare a basket; esercitarsi nella lingua inglese e nello scoprire sane modalità nutrizionali; scattare foto per poi svilupparle e stamparle; fare musica con le percussioni e teatro recitando Shakespeare. Ragazzi difficili, che studiavano poco, ribelli e insopportabili in aula, che nel pomeriggio sembravano subire una metamorfosi: erano diversi, gioiosi, fieri di ciò che facevano. La ragazza che ha interpretato il ruolo di Giulietta è felice: Che bello affermaadesso so scandire le parole, io che mangiavo metà di quello che dicevo. Anche Fabio, sedicenne diversamente abile, chiede: Potrò partecipare ancora se rifate il teatro?. Concetta, casalinga mamma di Mario che frequenta la 3 media in una scuola della rete, s informa e dice: Voglio rifare lo sport per i genitori. Non è che si scorda di farmelo sapere?. Anche i docenti e gli esperti si informano e qualcuno chiede: Hai notizie, pensi che lo rifaremo? La referente del Centro Primavera, vulcanica e instancabile rassicura tutti che l esperienza presto avrà un seguito. 18

19 Istituto Professionale per l'industria e l'artigianato G. MARCONI COSENZA Azione 3.2 b Scuola: luogo nuovo per crescere IL TEMPO RITROVATO Si può vivere senza sogni? Quanti sono i sogni non realizzati o neppure espressi, nella vita di ciascuno? Ma se un sogno è condiviso... allora è già realtà! Questo e tanti altri sono i temi di cui si è discusso nell incontro, che si è tenuto nell aula magna dell I.P.S.I.A. G. Marconi di Cosenza, come momento conclusivo delle attività di sensibilizzazione rivolte ai genitori, svolte nell ambito del progetto Scuola: luogo nuovo per crescere. L atmosfera è stata quella delle grandi occasioni, ma tutto si è svolto con semplicità: fiori, bambini, hostess improvvisate, corsisti, tutor, esperti e, alle spalle, l organizzazione di una scuola che si è finalmente aperta al territorio. I temi affrontati sono stati la dispersione scolastica e il disagio di tanti ragazzi d oggi e di ieri, rivisti con gli occhi di persone adulte, genitori che hanno cercato di pensare al futuro come ad un progetto in corso d opera per la vita. Questo articolato progetto ha visto coinvolti in molteplici attività formative, anche, tanti giovani, alunni dell IPSIA o d altri istituti che hanno accolto gli stimoli per un modo diverso di fare scuola, utilizzando l attrezzato Centro risorse (laboratorio multimediale, fotografico, musicale, attrezzature sportive, ecc.), come spazio aperto per abbracciare le tante realtà presenti nella scuola e nel territorio. Allontanandosi dalle forme classiche della didattica, tutte le attività formative sono state sviluppate attraverso percorsi a progetto in cui si è rivelata essenziale la de-strutturazione del processo d apprendimento, proponendone forme più dinamiche e aperte. Si è avviata un attività di ricerca che ha stimolato l interazione continua tra le parti e favorito la partecipazione. I fiumi di Cosenza, ad esempio, hanno fornito lo spunto per far intraprendere ai ragazzi un percorso d approfondimento interdisciplinare. Partendo da una situazione semplice il fiume come acqua che scorre, si è avviata una forma concreta di studio. I fiumi sono diventati, così, luoghi carichi di storia, di habitat naturali, di rilevanze spaziali. Poi i sogni di quindici ragazzi che in 50 ore sono diventati un mosaico pieno di visioni e colori, come un meraviglioso mosaico dell esistenza, i cui tasselli rappresentano l espressione creativa di ognuno. Dai sogni di ciascun ragazzo è venuto fuori non solo un meraviglioso gioco di forme e colori, ibrido tra mosaico e dipinto, ma anche la rappresentazione di storie di sirene e miti, in cui ognuno ha inserito un po della propria storia e dell esperienza quotidiana. E ancora, lo spettacolo Un uomo così, uno come G.G., con testi e musiche di Giorgio Gaber, ha messo in scena un percorso tematico-musicale aperto alla storia politica, economica e sociale del nostro paese. Dare Giorgio Gaber in mano e in bocca ai ragazzi è stata una vera scommessa, come portare il suo autentico anticonformismo e la sua sana irriverenza fin nelle midolla dei giovani. Lo spettacolo è stato, anche, caratterizzato dall attività sinergica di vari gruppi, che hanno prodotto un CD-ROM/DVD contenente i testi delle canzoni, le fotografie, i filmati e quanto necessario per offrire il supporto multimediale allo spettacolo. Infine, insieme a queste, molte altre attività sono state realizzate, concretizzando un progetto con chi progetti non ne aveva o non ne aveva ancora. 19

20 Istituto di Istruzione Superiore N. Miraglia Lauria (PZ) Azione 3.2b Virtual discography 2003 Virtual discography Questa scuola scrive il rock La musica come antidoto al disagio giovanile: è questo il senso del percorso formativo Virtual discography 2003 promosso dall I.S.I.S. Miraglia di Lauria. La manifestazione musicale tenutasi nell ottobre scorso nella palestra dell istituto superiore di via Cerse dello Speziale non è stato altro che il momento conclusivo di un intenso lavoro di preparazione che ha coinvolto sei scuole in rete del territorio. All attività, tesa ad intervenire contro il disagio sociale, utilizzando gli ambienti del Centro Risorse dell Istituto, hanno preso parte più di duecento studenti ed una sessantina di genitori, che sono riusciti a ricreare a scuola il complesso mondo della discografia, tanto da confezionare un prodotto musicale, da presentare graficamente e da diffondere sul mercato. Composto da dieci moduli destinati agli studenti e da tre riservati ai loro genitori, Virtual discography, percorrendo il fascinoso mondo della musica, ha proposto materie inconsuete, ma comunque raccordabili con i contenuti curricolari. Rimotivare i ragazzi allo studio per garantire ad ognuno il pieno successo formativo è possibile se si riescono ad individuare le strategie più adatte per penetrare nella sensibilità delle giovani generazioni, spesso accusate di essere incapaci di interessarsi davvero del loro futuro ha dichiarato il dirigente dell I.S.I.S. Miraglia intervenuto al termine dello spettacolo. Come a dire: dove non riescono a giungere le ordinarie lezioni mattutine riescono talora più incisivamente ad arrivare le attività laboratoriali che sfruttano a pieno ritmo gli ambienti del Centro Risorse della scuola. Tra quelli più apprezzati dai giovani vi sono soprattutto la moderna aula multimediale e l attrezzato laboratorio musicale dove sono stati creati i brani inediti presentati live durante l affollata manifestazione che ha idealmente inaugurato questo anno scolastico. Le parole scritte dai giovani della net generation, passando dalla negatività dell esistenza all amore, dalla guerra al pacifismo, esplicitano le emozioni nascoste di un universo in evoluzione. I testi sono stati arrangiati a volte seguendo la linea del pop melodico, a volte puntando sui graffi del rock o sulle cadenze del rap. Spesso alle note si accompagnano clip accattivanti, frutto del lavoro dei partecipanti al modulo Produzione video. Sotto la guida esperta di abili professionisti del mondo delle sette note e della multimedialità, sono nati una dozzina di trascinanti motivi. Tutte le composizioni, espressione dell inaspettata creatività di tanti Mogol - Battisti in erba, sono state accompagnate dal vivo da giovani strumentisti frequentanti le scuole di un area del Sud della Basilicata, che offre davvero poco, sul piano ricreativo e lavorativo, ai suoi residenti. I ragazzi hanno dimostrato di essere molto più a proprio agio con le percussioni, con le tastiere o con la videocamera anziché con i meno amati libri di scuola. Ma usare strategie didattiche alternative per recuperare i giovani allo studio è la finalità di fondo del P. O. N. Misura 3 Azione 3.2b, finanziato dall Unione Europea e gestito dal MIUR, grazie al quale è stato possibile progettare ed attivare i tredici moduli, di cinquanta ore ciascuno, di una casa discografica che da virtuale è sembrata divenire magicamente reale. 20

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