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1 ALLEGATO 2

2 REGIONE LIGURIA Protezione Civile INCENDIO DELLE ZONE DI INTERFACCIA DEFINIZIONE SCENARI Febbraio

3 DEFINIZIONE SCENARIO DI INCENDI DI INTERFACCIA Per valutare il rischio conseguente agli incendi di interfaccia è prioritariamente necessario definire la pericolosità nella porzione di territorio ritenuta potenzialmente interessata dai possibili eventi calamitosi ed esterna al perimetro della fascia di contiguità tra le strutture antropiche e la vegetazione ad essa adiacente esposte al contatto con i sopravvenienti fronti di fuoco. Nel seguito tale fascia sarà denominata di interfaccia. Sulla base della carta tecnica regionale (almeno 1:10.000), ed ove accessibile, sulla carta forestale e sulle ortofoto disponibili nel Sistema Informativo della Montagna, dovranno essere individuate le aree antropizzate considerate interne al perimetro dell interfaccia. Per la perimetrazione delle predette aree, rappresentate da insediamenti ed infrastrutture, si dovranno creare delle aggregazioni degli esposti finalizzate alla riduzione della discontinuità fra gli elementi presenti, raggruppando tutte le strutture la cui distanza relativa non sia superiore a 50 metri. Successivamente si traccerà intorno a tali aree perimetrate una fascia di contorno (fascia perimetrale) di larghezza pari a circa 200 m. Tale fascia sarà utilizzata per la valutazione sia della pericolosità che delle fasi di allerta da porre in essere. Figura 1 : Definizione delle zone di interesse: in nero il perimetro degli insediamenti, in rosso la fascia perimetrale 3

4 Valutazione della pericolosità La metodologia che si propone è basata sulla valutazione anche speditiva delle diverse caratteristiche vegetazionali predominanti presenti nella fascia perimetrale, individuando così delle sotto-aree della fascia perimetrale il più possibile omogenee sia con presenza e diverso tipo di vegetazione, nonché sull analisi comparata nell ambito di tali sotto-aree di quattro fattori, cui è stato attribuito un peso diverso a seconda dell incidenza che ognuno di questi ha sulla dinamica dell incendio. Tale analisi speditiva e relativa a ciascuna delle sotto-aree identificate potrà essere predisposta quantomeno sulla base della carta tecnica regionale (almeno 1:10.000), e di rilevamenti in situ, ma ove possibile potrà essere sostenuta da carte quali quelle forestali e dell uso del suolo, da immagini aeree ortorettificate e satellitari ad alta risoluzione rese disponibili su base GIS. Figura 2 : Livello delle zone di contatto tra strutture antropiche ed aree boscate o incolte o altro; gli edifici compresi all interno delle zone fanno parte dell area insediata. In figura 2 è rappresentato il livello di base costituito dalla zona di interfaccia unicamente creata a partire dall estensione delle aree insediate. Tale zona viene quindi caratterizzata tramite l applicazione di parametri che consentono la compilazione delle informazioni associate ai singoli tratti geometrici. 4

5 I fattori da prendere in considerazione sono i seguenti. Tipo di vegetazione: le formazioni vegetali hanno comportamenti diversi nei confronti dell evoluzione degli incendi a seconda del tipo di specie presenti, della loro mescolanza, della stratificazione verticale dei popolamenti e delle condizioni fitosanitarie. In particolare dovrà essere esaminato il tipo di copertura del suolo sia al contatto che in prossimità del contatto (distanza di 15 m) tra le strutture antropiche e le aree boscate; in tale modo potranno essere evidenziate anche quelle zone che pur non a contatto hanno una distanza di non sicurezza dalle aree boscate. Il tipo di vegetazione può essere dedotto utilizzando, laddove possibile, carte che riportino informazioni sull utilizzo del suolo e sul tipo di copertura vegetale o analizzando eventuali immagini ortorettificate o tramite osservazioni in situ (figura 3). Figura 3 : Zone di interfaccia frammentate dalla carta della tipologia del suolo L intersezione tra il livello delle zone di interfaccia e della carta forestale (o dell uso del suolo) provoca una prima frammentazione del livello di base in modo da rappresentare condizioni di copertura omogenee; alle singole sotto aree vengono assegnati i valori in funzione della tabella riportata di seguito. 5

6 Tipo Formazione Peso Valore Acque 0 0 Altri coltivi Altri coltivi - Serre Ambito di formazione fluviale 0 0 Aree insediate autostradale 0 0 Aree nude 0 0 Aree stradali 0 0 Ceduo composto misto di latifoglie 1 2 Ceduo composto puro di Altre latifoglie 1 2 Ceduo composto puro di Castagno 1 2 Ceduo composto puro di Faggio 1 2 Ceduo composto puro di Leccio 1 2 Ceduo composto puro di Querce caducifoglie 1 2 Ceduo semplice Misto 1 2 Ceduo semplice puro di Altre latifoglie 1 2 Ceduo semplice puro di Castagno 1 2 Ceduo semplice puro di Faggio 1 2 Ceduo semplice puro di Leccio 1 2 Ceduo semplice puro di Querce caducifoglie 1 2 Ceduo sotto fustaia di resinose 1 4 Fustaia di Abete bianco 1 4 Fustaia di Altre latifoglie 1 2 Fustaia di Altre resinose 1 4 Fustaia di Altri pini 1 4 Fustaia di Castagno 1 2 Fustaia di Cerro 1 2 Fustaia di Faggio 1 2 Fustaia di Leccio 1 2 Fustaia di Pino 1 4 Fustaia di Pino di Aleppo 1 4 Fustaia di Pino Domestico 1 4 Fustaia di Pino Marittimo 1 4 Fustaia di Pino Silvestre 1 4 Fustaia di Pioppo 1 2 Fustaia di Roverella 1 2 Fustaia Mista di latifoglie 1 2 Fustaia Mista di resinose 1 4 Fustaia Mista di resinose e latifoglie 1 4 Oliveto abbandonato 1 2 Oliveto coltivato Parco Pubblico 1 1 Prateria 1 1 Vegetazione arbustiva 1 2 6

7 Figura 4 : Grado di Rischio risultante dall analisi del tipo di copertura al contatto ed in prossimità In secondo luogo viene esaminato il tipo di suolo presente in prossimità al contatto in modo da evidenziare anche quelle zone che pur non trovandosi a contatto con le aree boscate sono in prossimità di esse; nel nostro caso abbiamo considerato una distanza media di sicurezza posta a 15 metri dall'abitato, eventualmente tale distanza può essere calcolata in funzione di parametri caratteristici dei diversi tipi di formazione. 7

8 Densità della vegetazione: rappresenta il carico di combustibile presente che contribuisce a determinare l intensità e la velocità dei fronti di fiamma. Tale parametro viene calcolato in base all analisi delle immagini ortorettificate, delle immagini da satellite (anche nel campo dell infrarosso) ad alta risoluzione o tramite osservazioni in situ. Figura 5 : Esempio di immagine ad alta risoluzione da satellite Quickbird. In rosso le aree boscate I valori propri di tale parametro sono : Densità della Vegetazione Valore Rada 2 Fitta 4 8

9 Pendenza: la pendenza del terreno ha effetti sulla velocità di propagazione dell incendio: il calore salendo preriscalda la vegetazione sovrastante, favorisce la perdita di umidità dei tessuti, facilita in pratica l avanzamento dell incendio verso le zone più alte.. Per la valutazione di questo parametro, qualora la zona presentasse una complessa orografia, si dovrà considerare all interno della sotto-area la parte più vicina agli insediamenti perimetrati. Il valore della pendenza media del versante che insiste sulla zona di interfaccia è stato ricavato utilizzato la carta delle acclività realizzata tramite vettorializzazione del modello digitale del terreno; tale carta riporta delle aree classificate in base all intervallo di pendenza registrato, a ciascun intervallo viene assegnato un valore. Figura 6 : I valori desunti dalla carta dell acclività, in scuro le zone a maggiore pendenza, vengono verificati tramite l ausilio delle curve di livello In questo caso sono stati inoltre verificati i valori di pendenza assegnati alle zone tramite l esame delle curve di livello. Livello di Pendenza Valore Minore del 25 % 1 Tra il 25% ed il 50% 2 Maggiore del 50 % 3 9

10 Tipo di contatto: contatti delle sotto-aree con aree boscate o incolti senza soluzione di continuità influiscono in maniera determinante sulla pericolosità dell evento, lo stesso dicasi per la localizzazione della linea di contatto (a monte, laterale o a valle) che comporta velocità di propagazione ben diverse. Lo stesso criterio dovrà essere usato per valutare la pericolosità di interfaccia occlusa attorno ad insediamenti isolati. Figura 7 : L analisi delle curve di livello consente di stabilire il rapporto tra area insediata e boscata Il valore da assegnare al parametro è stato dedotto tramite l analisi delle curve di livello e dei punti quotati. Tipo di Contatto Valore Contatto a monte 2 Contatto laterale 3 Contatto a valle 4 10

11 Esposizione del versante: appare ovvio come l esposizione sia un fattore importante in quanto favorisce o meno le condizioni di accensione e propagazione dell incendio. I valori sono stati ricavati utilizzando le immagini Ortofoto, le Immagini da satellite ad alta risoluzione, la carta delle curve di livello e la carta dell esposizione dei versanti opportunamente tematizzata per settore di esposizione. Figura 8 : La carta dell esposizione dei versanti fornisce indicazioni sull esposizione della zona di interfaccia Sono stati assegnati i valori come riportato nella tabella seguente. Esposizione Intervallo Grado di Rischio Versante N 292,5-67,5 1 E 67,5-112,5 2 S 112,5-247,5 4 O 247,5-292,5 3 Z

12 Tabella riepilogativa La seguente tabella riepilogativa dovrà essere compilata per ogni singola area individuata all interno della fascia perimetrale in modo da ottenere un grado di rischio globale come risultante dei valori di rischio parziale derivati dall analisi dei parametri Parametro Analizzato Tipo di Copertura del suolo al contato Tipo di Copertura del suolo in prossimità del contatto Densità vegetazione Pendenza Tipo di Contatto con aree boscate Esposizione del Versante TOTALE Valore Numerico Assegnazione classi di pericolosità Il grado di pericolosità scaturisce dalla somma dei valori numerici attribuiti a ciascuna area individuata all interno della fascia perimetrale. Il valore ottenuto può variare da un minimo di 0 ad un massimo di 24 che rappresentano rispettivamente la situazione a minore pericolosità e quella più esposta. Saranno quindi individuate quattro classi principali nelle quali suddividere, secondo il grado di pericolosità attribuito dalla metodologia sopra descritta, le sotto-aree individuate all interno della fascia perimetrale. Grado di Rischio Valore Trascurabile X <= 8 Bassa Media 8 < X X 17 Elevata X => 18 La mappatura della pericolosità così ottenuta rappresenta un ulteriore strumento utilizzabile per indirizzare la pianificazione dell emergenza. I comuni, infatti, potranno indirizzare la propria attenzione e gli obiettivi del modello di intervento in funzione sia dei livelli di pericolosità presenti nella fascia perimetrale sia di quelli che da questa insistono sui perimetri delle interfacce individuate: la mappatura del rischio su tali perimetri, individuando la vulnerabilità presente lungo e nella fascia di interfaccia, potrà fornire informazioni ancora più precise ed efficaci. 12

13 Figura 9 : Rappresentazione cartografica delle classi di pericolosità per gli incendi di interfaccia all interno della fascia perimetrale: ogni colore determina un diverso grado di pericolosità: rosso-alta; arancione-media; giallo-bassa, biancatrascurabile. Figura 10 : Ingrandimento dell area in esame; in questa immagine compaiono anche la fascia perimetrale a distanza costante (200 m) in rosso, i nomi delle frazioni corrispondenti alle aree insediate e la viabilità principale in verde. 13

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