Cromie d oriente: un viaggio nell arte mediorientale ed indiana

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1 Cromie d oriente: un viaggio nell arte mediorientale ed indiana Aprile 2015 Art-product Area Research e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena Aprile n. 194 Foto: Donna in turchese, Srilanka Courtesy Mirko Peripimeno (Lo/Studio 35)

2 Art Report & il numero sulle cromature d oriente ART Report è la rivista di arte ed economia redatta dall Area Research di MPS giunta al suo sesto anno di pubblicazione. L obiettivo è fornire un approfondimento mensile dalla duplice veste, monitorare l andamento del mercato dell arte, e fornire un approfondimento storico culturale sul tema trattato. Il numero sull arte mediorientale ed indiana, cerca di esplorare questo caleidoscopio mondo fatto di colori sfumati, geometrie e grandi storie, contrapposte ad una modernità che vede queste aree in forte crescita economica. Nel report sono state analizzate le principali fiere, le numerose gallerie e le case d asta; inoltre è stato dato spazio alla storia e geografia di queste affascinanti regioni, dove incessantemente cresce l'investimento nella cultura e nell'arte. Buona Lettura La Redazione Vuoi ricevere gratuitamente via l Art Report? Area Research e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena Per poter accedere ai lavori sul mercato dell arte visita il sito: MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 2

3 Nero su Bianco A proposito dei popoli mediorientali In mille modi essi sono più vicini alla natura: i loro abiti, la forma delle loro scarpe. Così, la bellezza s accoppia a tutto ciò che essi fanno. Noi altri, nei busti, nelle scarpe strette, nelle ridicole guaine, facciamo pietà. La grazia si riprende la rivincita sulla nostra scienza Eugene Delacroix Eugene Delacroix (fu un artista e pittore francese, considerato fin dall'inizio della sua carriera il principale esponente del movimento romantico del suo paese) La Libertà che guida il popolo è uno dei dipinti più celebri di Eugène Delacroix ad olio su tela (260x325 cm), realizzato nel 1830 per ricordare la lotta dei parigini contro la politica reazionaria di Carlo X di Francia. he_guida_il_popolo#/media/file:eug%c3%a8ne_ Delacroix_- _La_libert%C3%A9_guidant_le_peuple.jpg MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 3

4 Il collezionismo d arte tra storia e passione Arte, colori e storie dal mondo mediorientale Da pagina 9 L india tra sviluppo economico, arte e cultura Da pagina 26 L andamento del mercato dell arte: focus Arte mediorientale e indiana Da pagina 5 News dal mondo dell arte Da pagina 37 La forza non deriva dalla capacità fisica. Deriva da una volontà indomita. (11 agosto 1920) Mahatma Gandhi Informazione: Le foto presenti su Art Report MPS possono essere state prese da Internet con specifica di copyright free quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, lo possono segnalare alla redazione (tramite o al tel ) che provvederà alla rimozione delle immagini utilizzate. MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 4

5 Agenda Arte, colori, e storie dal mondo mediorientale A dialogo con Hala Khayat specialist Christie s sull arte Medio Orientale La tassazione delle opere d arte negli Emirati Arabi Uniti Padiglione Nazionale dell Iran 56 Biennale d arte di Venezia Art Dubai 2015, la fiera sempre più punto di riferimento internazionale Meddle in East: All Tomorrow s Parties (in art scene) Creature Meravigliose: animali reali o mitologici che appaiono nei racconti, fiabe e storie del mondo islamico L immagine è storia: da Tehran a Dubai Foto: Paolo Ceccherini, concerie di Fez, Marocco Area Research e Investor Relations MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 5

6 A dialogo con Hala Khayat specialist Christie s sull arte Medio Orientale (1/3) Milano_Londra_Dubai (e ritorno) A cura di Theca Gallery L intervista che segue è stata condotta da Andrea Carlo Alpini (gallerista - Theca Gallery, Milano) con Hala Khayat (Specialist in Modern & Contemporary Arab, Iranian e Turkish Art, Christie s Dubai). Finalità del dialogo è stata quella di tracciare un andamento culturale e di mercato negli Emirati Arabi Uniti, analizzando il percorso svolto e delineando alcune possibili linee guida di sviluppo dei mercati mediorientali. Hala Khayat ha risposto alle domande dando il suo personale punto di vista, quello di un importante professionista che ha uno sguardo privilegiato nell osservare il trend di questo settore dell arte Moderna e Contemporanea. L intervista non sarebbe stata possibile senza il fondamentale supporto di Barbara Guidotti (Specialist in Modern & Contemporary Art, Christie s Milano) che ci ha messo in contatto con Alexandra Deyzac (Public Relations Officer, Christie s London) che sapientemente non ha posto alcun veto di tematiche e domande da porre a Hala Khayat. Infine vorrei ringraziare Marta Delpiano (assistente presso Theca Gallery, Milano) che con me ha svolto le ricerche preliminari alla preparazione dell intervista oltre ad averla tradotta verso l italiano. Andrea Carlo Alpini. L area geografica mediorientale si estende per un vasto territorio, comprendendo diverse realtà, gruppi etnici, lingue e paesi, spaziando dalla Persia all Egitto, dall Africa del Nord all area del Golfo. Ognuna di queste regioni ha sviluppato una lunga tradizione dal punto di vista artistico. Quale di queste regioni ritiene che sarà più influente a livello artistico nel futuro? Il futuro è come sempre molto difficile da prevedere, ma possiamo comunque leggerne alcune linee generali di orientamento: Abu Dhabi sarà la città dei musei, Dubai è attualmente la piazza artistica del Medio Oriente con più di ottanta gallerie, una rinomata fiera d arte internazionale, una fiera del design e la Biennale di Sharjah. Conclude la triangolazione l Arabia Saudita con Edge of Arabia, partner di ciò che riguarda l arte contemporanea del Paese. Tutti questi elementi fanno pensare a uno sviluppo internazionale dell area. Il Libano è un altro Paese che segue la scena internazionale, osservando talenti come Baalbaki, Tagreed Darghouth e Huguette Caland, giusto per citare alcuni nomi. La Turchia ha una scena d arte contemporanea già di rilevo e l Azerbaijan, oltre a vantare la presenza della fondazione YARAT, che supporta esposizioni temporanee e artisti, gestisce inoltre un centro espositivo a Baku. É magnifico osservare come le istituzioni internazionali stiano diventando sempre più interessate alle forme artistiche mediorientali. A questo riguardo, ne sono d esempio il lavoro svolto dal Comitato Scientifico del Medio Oriente presso la Tate Modern di Londra e la recente mostra di fotografia mediorientale presso il Victoria and Albert Museum, sempre di Londra. Christie s Auctions House, Dubai Theca Gallery, Via Tadino 22, Milano, MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 6

7 A dialogo con Hala Khayat specialist Christie s sull arte Medio Orientale (2/3) Come appare attualmente il mercato dell arte nel Medio Oriente e quali probabili sviluppi economici sono attesi? Dieci anni fa Dubai non era neppure visibile all interno della cosiddetta mappa internazionale dell arte mentre oggi la scena artistica contemporanea si è espansa in tutto il Medio Oriente, facendo di quest area un vero e proprio attrattore internazionale. Le diverse fiere d arte, la crescita delle gallerie (appena una manciata nel 2005 a Dubai, oggi più di ottanta) e della rete internazionale con cui lavorano, le aste internazionali che attraggono possibili acquirenti da più di trenta paesi a scommettere sull arte mediorientale, l esclusiva vendita online di arte mediorientale con migliaia di visualizzazioni e offerenti, tutto ciò aiuta a ottenere un alta reputazione internazionale per questo specifico settore di mercato: arte araba, mediorientale e persiana. Il mercato dell arte del Medio Oriente è vero che è cresciuto rapidamente ma le sue basi sono solide, lontano dall essere una bolla speculativa. Potrebbe per favore spiegarci quale sia attualmente la linea guida e l andamento seguito nella selezione e promozione dell arte mediorientale per i prossimi anni? Christie s ha iniziato la sua attività commerciale negli Emirati attraverso la proposta di aste a Dubai dalla primavera del 2006, quasi dieci anni fa, e in questo lasso di tempo sono stati osservati cambiamenti considerevoli: in positivo. Siamo particolarmente orgogliosi di aver stabilito più di 400 nuovi record d asta di artisti mediorientali e di aver prodotto 18 cataloghi di ricerca sulla scena artistica locale. Abbiamo poi osservato con piacere che i lavori di artisti mediorientali passati da noi in asta sono riusciti a essere inseriti in alcune importanti collezioni internazionali sia private che museali. Questi successi saranno il metro di misura che seguiremo per il lavoro futuro che stiamo impostando insieme a gallerie e artisti mediorientali. A Buyer at Christie s Auctions House, Dubai a cura di Theca Gallery, Via Tadino 22, Milano, MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 7

8 A dialogo con Hala Khayat specialist Christie s sull arte Medio Orientale (3/3) Facendo ora riferimento solo agli Emirati Arabi Uniti, quale emirato potrebbe diventare tra le aree più influenti nel mercato dell arte internazionale? Personalmente, ritengo sarà Dubai, qui hanno trovato spazio il primo museo privato di arte contemporanea e moderna locale, un mercato artistico consolidato, un importante scenario di gallerie riconosciute internazionalmente, fiere con un ottima reputazione e la prima rivista di arte mediorientale, Canvas, pubblicata a Dubai. Come sarà lo sviluppo del mercato artistico nella regione degli Emirati Arabi Uniti in seguito all inaugurazione di nuovi prestigiosi musei come il Louvre Dubai o il Guggenheim Dubai? L apertura di questi grandi musei costituirà l ultimo passo da compiere per la valorizzazione dell arte contemporanea mediorientale unificando così gli aspetti di ricerca, produzione, commercializzazione insieme alla conservazione dei valori che le opere portano con sé, consolidandone in ultima battuta anche il mercato. Facendo riferimento allo sviluppo che ha avuto Christie s nella regione del Medio Oriente, quale potrebbe citare come miglior risultato ottenuto dalla sua Casa d Aste? Il miglior risultato da noi ottenuto è stato da prima credere e poi mantenere la nostra presenza in questi territori per poi avviarci verso l espansione con filiali e consulenti a Istanbul, Doha, Jeddah e Beirut. All interno del mercato dell arte contemporanea qual è la relazione tra il trend seguito dalle Case d Asta rispetto a quello di Abu Dhabi Fair o Dubai Fair? Insieme ad Art Dubai abbiamo creato una perfetta sinergia aprendo una sessione d asta primaverile per tutta la durata della Fiera per offrire alla comunità artistica internazionale una visione generale ampia della scena artistica locale. Dal 2006 il nostro focus si è basato sui Master di arte moderna dell area, un concetto che la Fiera ha adottato solo un anno fa (2014) che si è rafforzato grazie al lavoro da noi svolto in precedenza nel sostenere le quotazioni di mercati dei medesimi artisti poi resi noti a livello internazionale. Hala Khayat, Specialist at Christie s, Dubai Generalmente i collezionisti mediorientali tendono maggiormente ad acquistare lavori che provengono dai propri Paesi o da altre nazioni? Oggi si nota sempre di più la tendenza a creare collezioni multiculturali, si pensi che per 1$ speso in asta a Dubai per arte locale il medesimo compratore spende 15$ in una delle nostre altre sale di aggiudicazione nel mondo. a cura di Theca Gallery, Via Tadino 22, Milano, MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 8

9 La tassazione delle opere d arte negli Emirati Arabi Uniti a cura di Avv. Alessia Panella, Studio Legale Panella e docente IED Venezia Nell'ultimo periodo si assiste ad un duplice fenomeno che riguarda il binomio arte e mondo islamico: da una parte i maggiori musei del mondo organizzano mostre sull'arte islamica e dall'altra alcuni operatori del mondo arabo hanno investito in musei molto importanti o sono riusciti ad ottenerne un 'apertura di sede nel loro territorio. Questi Paesi ormai sono considerati dal mercato in generale e da quello dell'arte in particolare Paesi emergenti in quanto in essi è forte l'investimento nella cultura e nell'arte. Costituiscono quindi nuovi mercati. Non a caso le fiere internazionali sono in forte espansione nei paesi dell Oriente (India, Singapore e Hong Kong) e numerosi sono gli operatori nazionali ed internazionali che vi partecipano, galleristi e collezionisti. Pure le case d'aste si sono spostate a vendere in questa zona del mondo. Gli Emirati Arabi in particolare sono ormai un punto di riferimento dell arte e della cultura internazionale. Il Louvre, dopo molti rinvii, nel 2018 dovrebbe aprire anche nella città araba di Abu Dhabi. Il nuovo Louvre è stato disegnato dall architetto francese Jean Nouvel e sorgerà sul lungomare dell'emirato, a Saadiyat Island, detta anche della felicità la cui cupola, definita pure disco volante, affiancherà la nuova sede del Guggenheim, costituito da un parallelepipedo progettato in un intreccio di tubo e coni dal celebre architetto americano Lord Frank Gehry. Il tutto sorgerà accanto al Peforming Arts Centre, disegnato da Zaha Hadid. Il nome dei musei e degli architetti coinvolti fa comprendere il valore di questi investimenti internazionali in cultura ed arte in questa zona geografica. Ed infatti non a caso Thomas Krens, direttore della Fondazione Guggenheim, ha affermato che "il Medio Oriente è una delle regioni Foto: Avv. Alessia Panella, Studio Legale Panella e docente IED Venezia "L IVA sugli acquisti in materia di arte è assente, vi è una tassa del 5% sulle importazioni ed infine la normativa non prevede alcun diritto di seguito" emergenti più importanti in termini di cultura contemporanea". Fa riflettere poi come la figlia dell Emiro del Katar, Al-Mayassa bin Hamad bin Khalifa Al-Thani, sia in cima alle liste dei compratori di opere d arte al mondo e abbia portato a Doha, la piccola capitale, tesori inestimabili. Questo sviluppo è tuttavia frutto di scelte di politica economica ben precise in materia di tassazione. Di fatto negli Emirati Arabi Uniti non viene applicata alcuna tassazione ad eccezione di quella alle succursali delle banche straniere, agli hotel e alle grandi compagnie petrolifere e del gas. I dazi doganali sono molto bassi e possono essere addirittura esclusi per determinate categorie di prodotti. Va evidenziato che, per esempio, a Dubai vi è una legislazione in tema fiscale (Dubai Income Tax Decree del 1969 e successive modifiche) ma in materia di arte si è inteso favorire e liberalizzare le compravendite. L IVA sugli acquisti in materia di arte è assente, vi è una tassa del 5% sulle importazioni ed infine la normativa non prevede alcun diritto di seguito. Da precisare poi che negli Emirati Arabi Uniti esistono più di 30 Free Zone. In particolare, nel 2013, è stata creata la Dubai Design District (detta anche D3) ovverosia una free zone che ha lo scopo di attirare i leader mondiali dei settori dell arte, della moda e del design. Ovviamente le caratteristiche della D3 sono, come per tutte le free zone, quelle dell assenza della tassazione e di dazi sulle importazioni ed esportazioni nonché la possibilità di portare capitali all estero. Si precisa poi che dette zone godranno di ulteriori incentivi nel settore dell arte in vista dell Expo In Italia si è già persa una grande opportunità con Expò Chissà se il nostro governo capirà che la cultura di un popolo si misura anche da quanto si investe in essa. Si spera che fra qualche anno anche l'italia possa tornare ad essere al centro degli investimenti internazionali dell'arte e che si potrà così definirla un Paese emergente! MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 9

10 Padiglione Nazionale dell Iran_ 56 Biennale d arte di Venezia The Great Game: Iran, India, Pakistan, Afghanistan, Iraq, Repubbliche Centroasiatiche, Regioni Kurde: arte, artisti e culture dal cuore del mondo. (1/3) A cura di: Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia L idea della mostra nasce dalla considerazione che l area geografica tra questi Paesi è di fatto un territorio storicamente unico, unito indissolubilmente nel proprio destino dalla sua situazione storica e culturale: attorno a questi luoghi si è svolto e si svolge quel che sin dal XIX secolo è stato definito il grande gioco per la supremazia in Asia. L intreccio di situazioni politiche, economiche, religiose, sociali trova la sua espressione e la sua interpretazione anche nell arte prodotta in quei luoghi, ed è questo ciò che la rassegna proposta alla Biennale di Venezia vuole mostrare attraverso l opera di una quarantina di artisti operanti in quelle regioni, e particolarmente sensibili alle questioni sociopolitiche. La mostra testimonia della centralità del problema, e di come questo venga percepito e restituito a un pubblico internazionale attraverso il linguaggio dell arte contemporanea, già veicolato nelle maggiori esposizioni internazionali, ma ancora gravato della vera difficoltà esistenziale di chi vive sulla propria pelle un groviglio di contraddizioni, specchio esatto di ciò che potrebbe essere il risultato linguistico della globalizzazione. 1.Parviz Tanavoli Yellow Heech Fiberglass 186 x 82 x 61 cm 2007 Edition 4/10 Courtesy of Mr. Mohammad Afkhami Collection 2.Mohamad Ehsaei: 3 Barg az daftar eshg Acrylic and oil on canvas 317 x 204 cm 2009 Courtesy of Mr. and Mrs. Nader Mobargha Collection a cura di Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia Padiglione Nazionale dell Iran_56 Biennale d arte di Venezia, 2015 MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 10

11 Padiglione Nazionale dell Iran_ 56 Biennale d arte di Venezia The Great Game: Iran, India, Pakistan, Afghanistan, Iraq, Repubbliche Centroasiatiche, Regioni Kurde: arte, artisti e culture dal cuore del mondo. (2/3) Non si tratta perciò di una ricognizione panoramica sull arte di quei Paesi che ormai, almeno per quanto riguarda alcuni di essi, sono ben conosciuti - ma di un vero e proprio affondo concettuale in uno dei luoghi che quotidianamente quanto superficialmente è protagonista di ogni comunicazione mediatica. Il tema prescelto dalla mostra implica ovviamente che questi lavori vengano scelti tra quelli significativamente vicini alle problematiche analizzate: per questo motivo è stata preventivamente compiuta una ricerca anche in loco sulla disponibilità di opere assolutamente inerenti il soggetto indicato, privilegiando però anche l aspetto metaforico della complessità delle culture e delle forze in gioco (per questo, tra gli artisti, ci sono anche artisti che potrebbero essere superficialmente definiti astratti, ed è stata considerata anche la fondamentale importanza dell elemento scrittura per quelle culture). 3.Monir Shahroudy Farmanfarmaian Drowing with mirrors II Mirror musaic 73x151 cm 2010 Courtesy of Mr. and Mrs. Nader Mobargha Collection 4.Sahand Hesamiyan Sulook Steel, UV Color, and Black Light 417x190 x 190 cm 2012 Courtesy of Sahand Hesamiyan and The Third Line. a cura di Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia Padiglione Nazionale dell Iran_56 Biennale d arte di Venezia, 2015 MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 11

12 Padiglione Nazionale dell Iran_ 56 Biennale d arte di Venezia The Great Game: Iran, India, Pakistan, Afghanistan, Iraq, Repubbliche Centroasiatiche, Regioni Kurde: arte, artisti e culture dal cuore del mondo. (3/3) La sezione presenta il lavoro di quattro artisti iraniani di generazioni, gender, tendenze e strumenti espressivi diversi, legati in questo caso dalla volontà di mostrare la ricchezza e la complessità dell arte iraniana, per tradizione cosmopolita e ricettiva, oltre che consapevole del proprio heritage culturale. E un omaggio esemplare cioè realizzato necessariamente per esempi, perché il numero di artisti che hanno costruito la realtà attuale iraniana è ovviamente molto maggiore a una cultura perfettamente inserita nella contemporaneità e nei modi della globalizzazione. 5.Nazgol Ansarinia, Article 49, Pillars, 2014 Cast resin & paint, 40 x 40 x 20 cm Courtesy of the Artist Article 51, Pillars, 2014 Cast resin & paint, 33 x 33 x 62 cm Courtesy of the Artist 7. Riyas Komu,Fragrance of a Funeral, 2010, legno di recupero,vernice per auto,stampa archival su lino,152x320x92cm,courtesy Studio la Citta,Verona 8,Adel Abidin,I'm sorry, 2008, light-box Installation, metal box, plexiglas, LED lights and light bulbs, 68.2 cm x 171 cm x 29.8 cm. Edition Mohsen Taasha Wahidi, In the Seventh Sky, acquerello e tecnica mista con argilla su carta vegetale, 61,5x32xm, 2012, documenta(13). Courtesy Theca Gallery a cura di Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia Padiglione Nazionale dell Iran_56 Biennale d arte di Venezia, 2015 MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 12

13 Art Dubai 2015, la fiera sempre più punto di riferimento internazionale: 9 edizioni e 92 gallerie e oltre 500 artisti esposti A cura di Grazia Tornese: Giunta ormai alla sua nona edizione, Art Dubai si conferma anche quest anno come la fiera d arte più importante del Medio Oriente e Sud Est asiatico. Dal 18 al 21 marzo nella lussuosa cornice del Madinat Jumeirahun erano presenti ben 92 tra le gallerie d arte più importanti al mondo. Il segreto di tanto successo risiede nel suo carattere spiccatamente internazionale, un continuo impegno negli anni a superare i propri confini geografici che ha consentito alla rassegna di diventare crocevia imprescindibile per gli esperti del settore. L altro aspetto che rende Art Dubai così attraente a livello globale è la sua vasta proposta di iniziative culturali non-profit. Fin dalla fondazione ha dedicato una particolare importanza al settore educazione proponendo progetti educativi per bambini, borse di studio per giovani artisti e curatori, stage e collaborazioni con le università. Altre importanti iniziative sono il Global Art Forum, che quest anno ha visto riflettere 50 ospiti internazionali tra artisti, scrittori, curatori ed innovatori tecnologici sul tema della tecnologia applicata al mondo dell arte e Art Dubai Projects, una mostra di opere site-specific dei vincitori del The Abraaj Group Art Prize. A fare da corollario anche presentazioni editoriali, una stazione radio, una rassegna video, conferenze e laboratori, tutto in un atmosfera di forte vivacità che coinvolge l intero emirato. Suddivisi in tre settori, sono stati oltre cinquecento gli artisti esposti. Nell Art Dubai Contemporary quasi la metà delle gallerie presenti ha proposto mostre personali e bi personali. Come la Beirut s Galerie Tanit, che ha presentato la maggiore istallazione del fotografo Fouad El Khoury, accompagnata dalle poesie di Etel Adnan; la Chatterjee & Lal (Mumbai) che ha proposto una personale di disegni di Nikhil Chopra; la Sabrina Amrani Gallery (Madrid) che ha ospitato l artista brasiliano Marlon de Azambuja, mentre l Atassi Gallery (Damasco) ha esposto i nuovi lavori del maestro siriano Elias Zayat. La sezione ha visto anche la presenza di cinque realtà italiane di spicco: la Galleria Continua di San Gimignano, che ha proposto una personale di Michelangelo Pistoletto; la Laura Bulian Gallery di Milano ha presentato Elisabetta di Maggio; Marie- Laure Fleisch con le opere di Giuseppe stampone, Giacomo Guidi Arte contemporanea ha esposto le opere di Maurizio Donzelli e la galleria Franco Noero che ha esposto tra gli altri Lara Favaretto e Francesco Vezzoli. Italiano anche uno dei principali sponsor, Title : Nurses Artist : Anup Mathew Thomas Date : 2014 Courtesy : Art Dubai 2014 la casa automobilistica Maserati. Al suo secondo anno è Art Dubai Modern, l area dedicata agli artisti del XX secolo, con particolare riferimento al periodo tra gli anni 40 e 80, che ha proposto esposizioni personali e miste di artisti provenienti dall Africa, dal Medio Oriente e dall Asia Meridionale. Art Dubai Marker è la sezione che ogni anno si concentra su particolari aree geografiche e il rispettivo rapporto con il mondo arabo. Il 2015, con una collettiva di trentacinque artisti, è stato dedicato all America Latina. Grazia Tornese studia storia dell arte contemporanea all Università degli Studi di Siena, laureanda in Arte ambientale e architettura ddel paesaggio con un lavoro di tesi sullo scultore Luigi Mainfoli A cura della Dott.ssa Grazia Tornese; Unisi MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 13

14 Meddle in East: All Tomorrow s Parties (in art scene) (1/5) STORIE BIENNALI A cura di Andrea Carlo Alpini: Italia: Un popolo di poeti, di artisti, di eroi / di santi, di pensatori, di scienziati / di navigatori, di trasmigratori così è scolpito a chiare lettere sul fronte del Palazzo della Civiltà Italiana di Roma, all EUR, edificato in occasione dell Esposizione Universale di Roma del 1942 su progetto di Ernesto Lapadula, Giovanni Guerrini e Mario Romano. Quest anno, 2015, l Esposizione Universale si terrà a Milano nel segno della continuità del leitmotiv Cultura come Petrolio per l Italia. Parafrasando Piero Ciampi si potrebbe dire che in Italia del tema se ne parla da secoli, da dieci mila anni e solo di recente si stanno muovendo i primi passi. Di segno opposto è stato invece il percorso dei Paesi del Golfo, che il petrolio l hanno per davvero, e quest ultimo gli ha permesso di far emergere la cultura e conseguentemente un mercato dell'arte. Dubai e Venezia hanno qualcosa in comune oltre al fatto di affacciarsi su specchi d'acqua: sono legate a doppio filo. Sì, perché se il Mar Adriatico ha solo qualche modesto giacimento di metano, il Golfo Persico ha invece un "ventre" ricolmo di barili di petrolio. È però la città di Venezia ad aver accreditato culturalmente gli Emirati Arabi Uniti nello Star System dell arte. Lo scritto che segue mira a ricostruire le tappe fondamentali dello sviluppo dell'arte contemporanea medio orientale / iraniana e del suo affermarsi nel mercato mondiale. In conclusione è presentato un artista afghano oggi rappresentativo della trasformazione in atto sullo scacchiere internazionale del "Grande Gioco". Economia delle sabbie Negli ultimi tre lustri la quantità di acronimi immessi nel vocabolario globale è stata davvero imponente. Credo che se si volesse tracciare un grafico per esprimerne l'andamento, la funzione più appropriata alla sua rappresentazione sarebbe l'equazione Y=X, in altre parole una retta sempre crescente. Per indicare l'area di sviluppo economico-demografico di Middle East, North Africa e South Asia è stato creato l'acronimo MENASA, cui di diritto va associato quello di UAE, nato nel 1971 quando gli Stati della Tregua (Trucial States) hanno lasciato posto agli United Arab Emirates: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-khaima, Sharja e Umm al-qaywayn. Le terre steppose e aride dei paesi MENASA hanno saputo inventarsi una New Economy capace di attrarre ingenti capitali esteri in grado di generare imponenti flussi di denaro e investimenti locali. Il mondo occidentale si è così interessato alla speculazione economica e finanziaria in atto in questi paesi porgendo loro la carta del consumismo. Volano quest ultimo in grado di instillare interessi e necessità più o meno primarie, ma soprattutto di instillare nel consumatore il desiderio di possedere e mostrare nuovi status symbol. Anche i grandi musei internazionali hanno concesso lo sfruttamento del proprio brand in cambio del pagamento di importanti royalties: Louvre Abu Dhabi e Guggenheim Dubai. Novelle collezioni museali e giovani facoltosi collezionisti privati hanno generato un interessante sviluppo culturale artistico che è stato in grado di posizionarsi in crescendo sulla scena contemporanea internazionale. Andrea Palladio, Basilica del Santissimo Redentore (dettaglio), Venezia, 1577 a cura di Andrea Carlo Alpini Theca Gallery, Via Tadino 22, Milano, MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 14

15 Meddle in East: All Tomorrow s Parties (in art scene) (2/5) Vediamo dunque come è stato raggiunto questo obiettivo e quali sono le eredità e gli sviluppi che si possono pensare per il futuro. Nel 2009 la Biennale d'arte di Venezia ha ospitato per la prima volta il padiglione dell'uae, e due anni più tardi, alla 54 Biennale, è stato presentato il progetto della mostra pan-araba The Future of a Promise", esposizione prodotta da Edge of Arabia cui hanno partecipato artisti provenienti da Libano, Egitto, Siria, Algeria, Arabia Saudita, Tunisia, Marocco, Palestina, Giordania e Iraq. La forte influenza della cultura iraniana si percepiva nella mostra attraverso la commistione di pratiche artistiche che univano tecniche tradizionali e al contempo sperimentali. La mostra veneziana decreta così un primo ampio consenso internazionale sul tema spingendo grandi collezioni pubbliche e private a iniziarne l'acquisto. Le opere di matrice iranianapersiana iniziano a essere collezionate dai grandi musei di prestigio internazionale come la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e il Guggenheim di New York. Si forma così una prima "scuola di maestri" iraniani: Farhad Mohshiri (1963, vive a Teheran), Ali Baniadr (1976, vive a New York), Reza Derakshani (1952, vive tra Europa, Iran e USA) e Afshin Prirhashemi (1974, vive a Teheran). Le gallerie che sostengono le quotazioni di questi artisti creano un mercato attraverso le aggiudicazioni nelle aste di Doha, Dubai, Casablanca, Teheran e Londra. Sabbie bituminose. Gli artisti mediorientali nel mercato internazionale. Alla città della Regina come sempre spetta l'ultimo step, quello più importante, per la vidimazione dell'artista sul mercato internazionale. Outsider del gruppo è Shirin Neshat (1957, vive a New York) che ha ottenuto l'accredito nel gotha dell'arte mondiale dopo il Leone d'oro alla XVIII Biennale di Venezia, nel Diverse sono le case d'asta insediatesi nelle aree MENASA, su tutte spiccano Christie's a Dubai, Sotheby's a Doha, SaffronArt a Mumbai e Teheran Auction in Iran. Se analizziamo il mercato delle aste mondiale notiamo che annualmente il volume complessivo delle opere d'arte aggiudicate entro i Euro ammonta a circa lotti, di cui il 66% hanno addirittura quotazioni inferiori ai Euro. Analizzando solo il mercato dell'arte contemporanea la percentuale di lotti che superano i Euro è pari al 6%, mentre i risultati d'asta multimilionari sono pari solo allo 0,3% del totale. Quest'ultimi generano un ritorno in comunicazione pari a circa il 98% dell informazione complessiva che si ha del mercato dell arte. Interessante è anche l'andamento e il posizionamento delle Fiere d'arte contemporanea nell area MENASA, abbiamo infatti India Art Fair (New Delhi), Art Abu Dhabi e poi le fiere di Beirut, Dubai e Marrakech, tutte e tre appartenenti alla holding marocchina AHM (Art Holding Marocco) fondata da Hicham Daoudi. Mentre le fiere di Dubai e Beirut sono più consolidate e attrattive per le gallerie internazionali, ha invece fatto più fatica a collocarsi sul mercato la fiera a sud dell'atlante: Marrakech, attualmente ferma. La città marocchina ha ospitato lo scorso anno la 5 edizione della Marrakech Art Biennale, caratterizzata dall'ampio respiro d interculture e media artistici, oltre che per la sua informalità espositiva. Le installazioni e le opere erano, infatti, sparse in tutta la città: nei tradizionali Riad, in parchi e siti di interesse archeologico nazionale fino ad occupare interi palazzi fatiscenti. Davvero inusuale e interessante. Il fermento culturale ed economico dell'area MENASA ha generato un buon interesse del mercato dell'arte per gli artisti provenienti da questi Paesi. I ricavi ottenuti dalla vendita di opere d arte contemporanea nelle aste tra luglio 2013 e luglio 2014 è stato così distribuito: Turchia 3,6M Euro, UAE 3,2M Euro, South Africa 2,1M Euro, Iran 1M Euro, Marocco 0,5M Euro. Se Christie's si è focalizzata sull'area di mercato legata all'arte moderna e contemporanea di Iran, Turchia e area araba-islamica, Sotheby's si è concentrata unicamente su arte contemporanea proveniente da Medio Oriente e su nomi di maggior rilievo internazionale. a cura di Andrea Carlo Alpini Theca Gallery, Via Tadino 22, Milano, MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 15

16 Meddle in East: All Tomorrow s Parties (in art scene) (3/5) ALL the VENICE s INTERESTS L'arte iraniana e del Medio Oriente si sta oggi posizionando come un settore di alta ricerca artistica e con forti possibilità di apprezzamento culturale ed economico in una forbice temporale compresa tra cinque e quindici anni. Questo settore artistico oltre che in Europa ha suscitato consensi anche negli USA, paese in cui vivono tra l altro diversi artisti di rilievo internazionale provenienti dalle aree MENASA. Lo scorso anno (2014) presso Il Sarnoff Museum of Arts del New Jersey College è stata organizzata dalla ricercatrice universitaria Deborah Sutton la mostra "Art Amongst War: visual culture in Afghanistan ". L'esposizione è stata la prima occasione americana di creare una retrospettiva sull'arte afghana e iraniana nel periodo compreso tra l invasione Sovietica e l'ultima guerra intrapresa dalla NATO in Afghanistan nel L'esposizione è stata focalizzata sul tema dell'interazione-contaminazione tra politica, arte e società nei territori militarizzati da oltre trent'anni di guerre e genocidi. Tra gli artisti esposti erano presenti Lida Abdul, (1973, vive a Los Angeles), Gulbuddin Elham (1974, vive a Kabul), Moshtari Hilal (1993, vive ad Amburgo), Zahra Orna Kazemi (1993, vive a Teheran) e Mohsen Taasha Wahidi (1991, vive tra Kabul e Lahore). Quest'ultimo artista è stato esposto nell'ultima edizione di documenta(13) a Kassel curata da Carolyn Christov-Bakargiev oltre che nella sede afghana di documenta(13) a Kabul nella mostra curata da Andrea Viliani e Aman Mojadidi. Mohsen Taasha Wahidi è stato recentemente selezionato per il Padiglione Nazionale dell'iran alla 56 Biennale d'arte di Venezia per la mostra curata da Mohsen Taasha Wahidi, Untitled Miniature (Kala Minar Series), 28x37cm, tecnica mista su cartone, Courtesy Theca Gallery Milano. Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia, curatore iraniano proveniente dalle regioni del Kurdistan. L esposizione che sarà presentata in Biennale s intitolerà "The Great Game" e includerà artisti provenienti da Iran, India, Pakistan, Afghanistan, Kurdistan, Iraq e dalle Repubbliche dell'asia centrale. Il progetto di Meneguzzo e Faiznia si pone in continuità con il tema proposto dal direttore della 56 Esposizione, il nigeriano Okwui Enwezor: "All the world's futures", in cui gli artisti affronteranno la relazione tra arte e l'attuale "stato delle cose. a cura di Andrea Carlo Alpini Theca Gallery, Via Tadino 22, Milano, MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 16

17 Meddle in East: All Tomorrow s Parties (in art scene) (4/5) THE VENICE s RED CURTAIN Mohsen Taasha Wahidi, nato a Kabul nel 1991 è uno dei giovani artisti più interessanti nel panorama delle arti visive afghane. L opera di Moshen Taasha è caratterizzata da un forte radicamento nella cultura millenaria della sua terra (la Persia), temi da cui parte per sviluppare una riflessione critica sulla situazione sociopolitica dei luoghi in cui vive (Afghanistan, Iran, Pakistan). Di etnia Hazara, minoranza di origini turco-mongoliche e fede sciita, Moshen Taasha Wahidi si appassiona al disegno da giovanissimo e coltiva le sue doti nell Institute of Fine Arts di Kabul e nell ambito di workshops sull arte contemporanea organizzati nella città da artisti internazionali, come Ashkan Sepahwand, Adrian Villar Rojas, Chu e Emeric Lhuisset. Dopo aver fatto parte del gruppo Roschd ( Il fiorire ), il giovane lo lascia, a causa di frizioni etniche e politiche, e fonda i Bad Artists, in seguito chiamati Taasha Artists ( Artisti Nascosti ), appellativo assunto poi dall artista nel suo nome d arte. L opera di Moshen Taasha ( nascosto ) Wahidi racchiude nella vivacità dei suoi colori e nella finezza dei suoi tratti grafici sprazzi di luce e di ombra, di bellezza e di morte. I fogli leggeri di carta calligrafica su cui disegna e dipinge sono al contempo fragili specchi e potenti critiche di una società. I suoi lavori raccontano una storia ferita, ritratta di volta in volta nella fusione di sagome umane senza volto, versi coranici e grida spezzate. Nelle sue opere Mohsen Taasha Wahidi unisce la sapienza della parola scritta, che usa spesso come sfondo, disegnandovi e dipingendovi direttamente su pagine del Corano, all uso simbolico del colore e di dettagli iconografici ripresi sia dalla tradizione mediorientale sia dall universo figurativo occidentale, in particolare quello immaginifico-surrealista. Nella serie di opere Memoir of A Generation per esempio, pagine antiche di versi coranici macchiate di acquerelli verdi e arancioni sono la scenografia sulla quale si stanziano i profili di uomini trasparenti. Si tratta dei pretesi detentori della verità del passato, mostri umanoidi senza ragion propria dalle teste cubiche di vetro e dai corpi gonfi di sentenze. Essi mostrano il braccio muscoloso della legge, ma sono rappresentati nudi e impotenti, svelati dall artista nella loro pochezza, coperti unicamente da un bavaglio rosso fatto di drappi di un sipario, che non riesce tuttavia a celarne l illegittimità, rivelandone al contrario l acefala prepotenza soverchiatrice. Altre serie di lavori, sempre acquerelli sono The Reddish Essence mentre le matite colorate sono la tecnica usata in The Red Curtain, opera simbolo della sua partecipazione a documenta(13), oppure nell opera Behsood in Blood Kochi Attacks che gli ha permesso di essere il vincitore del Premio come miglior artista contemporaneo dell Afghanistan nel Questi lavori ritraggono il dolore della popolazione Hazara, vittima nella complicata convivenza etnica nel paese, vissuta in prima persona dall artista fin dalla sua nascita. Taasha rappresenta gli Hazara aggrediti nei propri villaggi dalla mano armata dei Kochi, popolo nomade Pashtun utilizzato dai talebani per colpire le etnie rivali, o in composizioni simboliche tinte di rosso simili a flussi di coscienza visivi. In queste opere sono rappresentati occhi, cuori, vene e sangue Hazara, che raccontano il dramma e l offesa di un intero popolo e della sua cultura secolare. Su campiture rosse e nere si stagliano invece le figure orientaleggianti dei cicli sulla morte In the Seventh Sky, In The Other World, Death or a New Beginning e Voyage of Hereafter. Qui, la contingenza e la denuncia sociale e politica lasciano il posto alla saggezza atemporale di personaggi dai lineamenti persiani, intenti a meditare al chiaro di luna sul significato dell esistenza e della morte. I rossi scarlatti che scorrono violenti nelle altre serie si riducono a piccole campiture, in composizioni dove al sangue e al pathos si sostituisce la calma immortale dei neri e dei bianchi. Mohsen Taasha Wahidi, The Red Curtain, 34x22,5cm. matite colorate su carta, Courtesy Theca Gallery Milano. a cura di Andrea Carlo Alpini Theca Gallery, Via Tadino 22, Milano, MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag.17

18 Meddle in East: All Tomorrow s Parties (in art scene) (5/5) La morte in Taasha non è più fine tragica provocata da un nemico, ma secondo l insegnamento del poeta, astronomo e filosofo persiano Jala l ad- Di n Muhammad Balkhi meglio noto in Occidente come Rumi (XIII sec. d.c.), la morte è l inizio di un nuovo percorso dello spirito. Theca Gallery nel 2013 organizza a Lugano la mostra personale: MAIN d13 one KaBuL ( ) two TESsin [THE RIVERS] e lo stesso anno Taasha è esposto in una duplice mostra a Budapest, la prima Memoriae of a Collection, allestita sempre da Theca Gallery e La Grand Migration mostra internazionale curata da Délia Vèkony sul tema della migrazione in arte contemporanea, entrambe esposizioni ospitate presso l Art Market Fair della capitale ungherese. Il 2014 è un anno ricco di partecipazioni collettive di Taasha, si ricordano White Light White Heat a Lugano e Segno e disegno a cura di Valerio Dehò, direttore del Kunst Museum di Merano e la personale: I was used to be there. An unforgettable stay (I would love to say) organizzata sempre da Theca Gallery in Lituania, a Vilnius. Di particolare rilievo internazionale è poi la mostra collettiva allestita in USA: Art Amongst War: Visual Culture in Afghanistan curata da Deborah Sutton. La mostra è accompagnata da un catalogo arricchito da saggi critici frutto della ventennale ricerca svolta da Sutton e dal suo dipartimento universitario sulle diverse tipologie di arte praticate in Afghanistan tra il 1979 e il In USA è esposta una parte della serie Untitled Miniature / Kala Minar. Quest ultimo lavoro, The Red Curtain e In the Seventh Sky sono le tre opere scelte dai curatori, Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia, per il Padiglione Nazionale dell Iran alla 56 Biennale d arte di Venezia. Tema del padiglione è rappresentare attraverso l arte contemporanea nata in quei luoghi, la consapevolezza delle problematiche socio-politiche proprie dell area geografica. Dall inizio del XIX secolo, nell area geografica di quella che fu l antica Persia, si sta realizzando il cosiddetto Great Game per la supremazia dell Asia Centrale. L esposizione rappresenta quindi l aspetto metaforico delle complessità e delle forze in atto in questo inesauribile scacchiere di potere. Significative sul tema sono le ultime opere realizzate da Mohsen Taasha Wahidi nel 2014 in Pakistan, serie intitolata Memorial, in cui il fango lascia il posto alla foglia d oro, restano sempre presenti in primo piano il rosso e il nero mentre sullo sfondo compaiono archetipi di geometrie islamiche color ceruleo. Mohsen Taasha Wahidi, Memorial, Gouache on wasli paper, 55x70cm, Courtesy Theca Gallery Milano. a cura di Andrea Carlo Alpini Theca Gallery, Via Tadino 22, Milano, MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 18

19 Creature Meravigliose: animali reali o mitologici che appaiono nei racconti, fiabe e storie del mondo islamico 1/2 A cura del Dott.ssa Paola Gribaudo Museo di Arte Islamica in Qatar a Doha dal 4 marzo all 11 luglio 2015 Creature Meravigliose tratta di quegli animali reali o mitologici che appaiono nei racconti, fiabe e storie del mondo islamico. Divisi nei quadranti naturali di fuoco, aria, terra ed acqua, queste creature introducono storie senza tempo come i classici ben noti Shahnameh, Kalila wa Dimna e le Mille e una notte. La varietà degli oggetti presentati in questo volume, manoscritti, tessuti, ceramiche, gioielli, vetri e lavori in metallo, che vanno dal 10mo al 19mo secolo, dimostrano il grande fascino di queste storie che attraversano diverse culture. La mostra si è aperta al Museo di Arte Islamica in Qatar a Doha, dal 4 marzo all 11 luglio 2015, nella prefazione al bellissimo catalogo realizzato in Italia da Silvana editoriale la Sceicca Al Matassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani sottolinea che questa mostra "costituisce una grande opportunità che sottolinea il profondo legame culturale tra il Qatar e le altre aree del mondo islamico, ogni oggetto racconta una storia affascinante e per la prima volta il Museo di Arte Islamica (MIA) ha esposto i capolavori della MPS ART REPORT APRILE 2015 pag. 19

20 Creature Meravigliose: animali reali o mitologici che appaiono nei racconti, fiabe e storie del mondo islamico 2/2 sua collezione nazionale, come anche quelle di altre istituzioni internazionali. Da sempre le raffigurazioni degli animali sono emerse in Europa e in Asia 35,000 anni fa e i motivi animali le storie ad essi legate e i loro simboli sono centrali nella produzione di molte culture inclusa quella del mondo islamico. Per ragioni religiose, la figura non è presente nell arte inclusa quella nelle moschee. E presente invece nelle arti visive come corredo al folklore, e come illustrazioni di codici miniati, magnifiche pagine con decorazioni in oro e acquerello del 16 sec, da Shiraz in Iran, ricami provenienti dalla Mongolia in seta, pelle e oro,un magnifico pappagallo in giada, oro e rubino, India del Nord 17 secolo, un porta incenso a forma di falcone proveniente dall Iran sec, un contenitore a forma di pesce in vetro proveniente da Siria o Egitto datato 3-4 sec. Museo di Arte Islamica in Qatar a Doha dal 4 marzo all 11 luglio 2015 A cura del Dott.ssa Paola Gribaudo MPS ART REPORT APRILE 2015 pag. 20

21 L immagine è storia: da Tehran a Dubai" (1/3) A cura di: Marta Delpiano Esistono luoghi che solo attraverso la descrizione dei propri colori acquistano significato. Il Medio Oriente tra essi. Quest ampia regione racchiude al proprio interno diversi territori, ognuno dei quali si caratterizza per la propria tradizione culturale, per i variegati gruppi etnici e conseguentemente per le molteplici minoranze linguistiche e religiose presenti. Si tratta di elementi che accostandosi e scontrandosi tra loro generano le diverse cromie che contraddistinguono il carattere, l essenza e l anima di ogni singola realtà culturale della regione. L articolo che segue ha la finalità di cogliere le diverse produzioni artistiche dell area iraniana e degli Emirati attraverso una lettura culturale ed economica del mercato dell arte contemporanea. L arte iraniana contemporanea è un caleidoscopio di media, tecniche ed espressioni di quella che fu la Persia. La precarietà politica dell area è iniziata nel diciannovesimo secolo con il crearsi del Great Game, la costante tensione sociopolitica tra impero russo e britannico. Oggigiorno intere generazioni di adulti possono così considerare tra le prime personali esperienze di vita il conflitto bellico. Tra i giovani artisti iraniani che hanno trasformato l input visivo della guerra in rappresentazione contemporanea vi è l artista iraniana Zahra Orna Kazemi. Emotività di un territorio incerto Paesi dell area MENA. Courtesy L area MENA è oggi uno dei poli culturali in maggior sviluppo sulla scena internazionale dell arte contemporanea. L interesse economico che accompagna la crescita culturale è dimostrato dal preponderante ruolo di rilievo mondiale che hanno ottenuto le fiere di Art Dubai, Abu Dhabi Art Fair, Contemporary Istanbul e India Art Fair a New Delhi. Oltre alle fiere e alle aste tenute negli Emirati da Christie s e Sotheby s, cui si aggiunge in India SaffronArt, anche le gallerie major stanno aprendo sedi a Dubai. L evolversi del mercato ha decretato anche lo sviluppo del quartiere artistico di Alserkal Avenue ideato dal 2007 da Abdelmonem Bin Eisa Alserkal, recentemente nominato patrono delle arti dal governo degli Emirati Arabi Uniti. Il distretto culturale di Alserkal Avenue si è rapidamente sviluppato e affermato come hub di gallerie, studi d artista, co-working e spazi alternativi per l arte contemporanea. L andamento crescente degli Emirati si è reso evidente dagli anni 2000, come recentemente ribadito nel report redatto da Art Price (dicembre 2014) che riporta un analisi approfondita relativa al mercato dell arte di Medio Oriente, India, Asia Sud-Orientale, Russia ed Emirati. I dati raccolti e analizzati hanno dimostrato che l area geografica mediorientale emerge per l attuale interesse che curatori, galleristi e art advisors nutrono per l acquisto di opere provenienti da Iran, Emirati e India. Conseguentemente è aumentato anche l interesse nei confronti di arte e cultura mediorientale a livello mondiale da parte dei comitati di acquisizione dei grandi musei internazionali tra cui Tate Modern (Londra), Centre Pompidou (Parigi) e Guggenheim (New York). Le Case d'aste sostengono invece gli aspetti economici di questo fermento culturale: Christie s apre nel 2005 a Dubai e nel 2009 è invece Sotheby s a sbarcare a Doha, in Qatar. Le modalità mediante le quali le due Auction House organizzano e dirigono le proprie vendite, sono differenti. Christie s dedica la propria attenzione all arte moderna e contemporanea araba, iraniana e turca; Sotheby s invece accosta a consolidati artisti provenienti dal Medio Oriente anche proposte di emergenti. Nonostante il supporto delle due major nei confronti di artisti mediorientali, lo sviluppo del mercato dell arte di questa zona non è però veloce e immediato. Gli artisti proposti spesso sono conosciuti prevalentemente a livello locale e i passaggi internazionali d asta sono pochi, soprattutto per quanto riguarda le vendite a New York, cui è spesso preferita Londra. La realtà sociale, politica ed economica dell area iraniana è tra quelle maggiormente caratterizzate da una situazione storica e culturale in perpetuo mutamento. Si tratta di un territorio segnato da profonde situazioni di precarietà e conflitto generate dalle esperienze di fondamentalismo di Khomeini e degli Ayatollah, cui ha fatto seguito la Rivoluzione degli Studenti, poi il governo di austerità di Ahmadinejad fino ad arrivare alle ultime elezioni politiche con il conseguente cambiamento e l elezione di Hassan Rouhani. Sono tutte tappe ed esperienze che hanno segnato la storia dell Iran, caratterizzandone non soltanto l assetto politico, economico e sociale, ma anche artistico e culturale. La produzione artistica è il luogo in cui trova forma ed espressione la consapevolezza della necessità del cambiamento verso una differente condizione sociopolitica per la loro regione. É questo il caso di giovani artisti come Zahra Orna Kazemi che riproduce su supporti di carta vegetale le sfumature di un territorio, che come afferma Khaled Hosseini è emotivamente e moralmente incerto. Zahra Orna Kazemi, nata in Iran, si trasferisce in Afghanistan e trascorre alcuni anni a Kabul, dove riceve il premio come miglior artista per la quarta edizione del Kabul Contemporary Art Prize (2013). a cura di Marta Delpiano Theca Gallery Milano MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 21

22 L immagine è storia: da Tehran a Dubai (2/3) Le opere degli artisti iraniani devono essere lette e interpretate considerando il destino indissolubile e le contraddizioni della realtà che li circonda, ed è forse proprio questo aspetto a renderli interessanti, profondi e diversi agli occhi dell Occidente, come attesta il progetto per il Padiglione Nazionale dell Iran alla prossima 56 Biennale d Arte di Venezia. Senza più confini La IX edizione dell Art Dubai Fair, i Design Days e la Biennale di Sharjah sono solo alcuni degli eventi internazionali che fungono da collettore di collezionisti e stampa internazionale durante la settimana in cui Christie s ha programmato la sua sessione d asta primaverile Contemporary Arabian, Iranian and Turkish Art (marzo 2015). Hala Khayat, responsabile per le vendite di Christie s nell Emirato, ha affermato con orgoglio che oggi non sono più solo i collezionisti siriani ad essere interessati alla propria arte, ma anche svizzeri, americani e cinesi si fanno avanti mostrando i propri interessi nel comprare opere provenienti da queste regioni. Attualmente, tra i cinque migliori artisti contemporanei iraniani si trovano: Farhad Moshiri (Tehran, 1963), Ali Banisadr (New York City, 1976), Reza Derakshani (Iran, 1952), Koorosh Shishegaran (Iran, 1945) e Afshin Pirhashem (Iran 1974). I ricavi complessivi delle vendite dei cinque artisti contemporanei iraniani fra luglio 2013 e luglio 2014 sono stati pari 1,7M. Il mercato dell arte iraniano è però ancora solo all inizio del suo sviluppo, come ha confermato Hala Khayat in occasione dell asta dello scorso 18 marzo Ciò non toglie il riconoscimento internazionale ottenuto da artisti come Farhad Moshiri, che nel 2008 ha quasi raggiunto la quotazione di per una sua opera, cifra che seppur alta resta ancora lontana dai risultati milionari raggiunti dagli artisti indiani o cinesi nelle rispettive aste. Durante l Evening Sale di Christie s dedicata all arte contemporanea araba, iraniana e turca dello scorso marzo a Dubai, oltre alle opere di Farhad Moshiri, erano presenti lavori provenienti da Libano, Turchia, Iraq e Arabia Saudita e per la prima volta l asta ha compreso anche opere di artisti palestinesi. Ayman Baalbaki, Babel, acrilico su tela, 130x200cm. cad. (due pannelli), Tra i lotti più quotati della sessione vanta una particolare attenzione Babel, acrilico su tela realizzato nel 2005 da Ayman Baalbaki (Libano, 1945) e costituito da due pannelli delle dimensioni di 130x200cm. ciascuno. Il lotto, che si ispira al celebre lavoro seicentesco Grande Torre di Babele di Pieter Bruegel il Vecchio, è stato aggiudicato a $ , più del doppio della stima massima stabilita in catalogo, realizzando così il record mondiale per le vendite all asta dell artista. A dominare l andamento di questa sessione d asta è stata però Zahra s Image, realizzata nel 2009 dall artista iraniana Monir Farmanfarmaian (Iran, 1924), la cui stima era compresa tra un minimo di $ e un massimo di $ Il mosaico in vetro è stato aggiudicato al prezzo di $ e successivamente è stato poi esposto presso il Solomon R. Guggenheim di New York. Il panorama artistico e culturale mediorientale è in crescita grazie all imminente apertura di musei d arte moderna e contemporanea in particolare nelle zone dell area del Golfo, di cui ne sono esempio il Louvre Abu Dhabi e il Guggenheim Abu Dhabi, entrambi situati nel distretto culturale di Saadiyat (Abu Dhabi) che include anche lo Zayed National Museum e il Centro di Arti Perfomative. A questo fattore si accostano però anche iniziative private a supporto e promozione di artisti locali. Fiore all occhiello del mecenatismo locale è l Abraaj Capital Group, che organizza un premio d arte a Dubai, per incentivare e incoraggiare gli artisti mediorientali nel mercato internazionale. a cura di Marta Delpiano Theca Gallery Milano MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 22

23 L immagine è storia: da Tehran a Dubai (3/3) Zahra Orna Kazemi: paradossi a colore Zahra Orna Kazemi, Untitled, Gouache su wassli paper, 38x30cm, Courtesy Theca Gallery Sempre più giovani e sempre più motivati sono gli artisti che gradualmente emergono dall ambiente culturale iraniano. Essi esprimono attraverso la propria ricerca artistica i paradossi e le difficoltà della società in cui vivono. È questo il caso di Zahra Orna Kazemi, nata a Mashhad (1993) e di etnia Hazara, minoranza di origini turco-mongoliche. Cresce in Iran dove compie i suoi primi studi in ambito artistico, per poi trasferirsi in Afghanistan. Nell anno 2009 s iscrive al corso di laurea in Natural Resources Engineering presso la Ferdowsi University di Mashhad (Iran) continuando a dedicarsi nello stesso tempo anche allo studio dell arte, in particolare della pittura. Per due anni consecutivi, 2011 e 2012, è selezionata come miglior artista emergente presso il Mashhad Youth Visual Arts, un premio di arti visive dedicato a giovani artisti. L anno successivo, 2013, Zahra Orna Kazemi è scelta come migliore artista durante la quarta edizione del Contemporary Art Prize di Kabul. Dopo aver appreso le tecniche base del disegno presso l Hussain Waahid Academic Art Studio, l artista individua una propria chiave espressiva utilizzando nuove e sempre diverse tecniche artistiche, tra cui predomina la realizzazione di gouache su supporto di carta vegetale. Ne è esempio la serie Untitled, dove Zahra Orna Kazemi fa emergere con delicatezza fitte scritte coraniche tra velature pittoriche verticali che ben s integrano con le tonalità scure degli acquerelli che utilizza. In questa serie è predominante il senso di verticalità che scaturisce dall accostamento di campiture irregolari in contrasto con la parte inferiore priva di luce. Untitled è una serie caratterizzata dall uso di tonalità calde, ampie, dense e liquefatte al centro dell opera, e da elementi verticali che ne scandiscono e talvolta irrigidiscono la composizione. I colori si accostano e mescolano in un armonico insieme di forme scarsamente definite dalle quali emergono figure antropomorfe allungate, come riflessi sfocati in mezzo alla polvere. La superficie eterea e impalpabile sulla quale si muovono le verticali appare calda e offuscata. La scena rappresentata da Zahra Orna Kazemi pare essere precaria, così com è instabile l esistenza nei luoghi in cui vive e lavora: luoghi caratterizzati dal conflitto, dalla polvere, dal sangue e dalla brutalità della vita precaria. Sono proprio i colori primitivi e scuri della terra, infatti, a prevalere con forza nelle sue opere che diventano così autentica testimonianza di come la realtà del conflitto armato afgano sia parte integrante anche della cultura e della tradizione artistica dei suoi abitanti. Nel 2013, Zahra Orna Kazemi è esposta alla Beirut Contemporary Art Fair, in Libano, cui segue la partecipazione alla mostra collettiva Ten to Twelve canvas project in Italia, a Milano. Zahra Orna Kazemi appartiene ai Taasha Artists ( Artisti Nascosti ) gruppo fondato dall artista afgano Mohsen Taasha Wahidi. Ha partecipato, come unica donna del gruppo, alla prima mostra collettiva che i Taasha Artists hanno organizzato presso Alghuchack, nel 2013, in Afghanistan. Sempre nello stesso anno ha esordito presso il French Cultural Center of Afghanistan (FCC) a Kabul con la sua prima mostra personale intitolata Naissance. L anno seguente, 2014, è presente alla mostra Art Amongst War: Visual Culture in Afghanistan presso il Sarnoff Museum del New Jersey negli Stati Uniti, esposizione curata da Deborah Sutton. La retrospettiva americana è stata un esposizione interdisciplinare con l obiettivo di analizzare il cambiamento dell Afghanistan avvenuto tra il 1979 e il 2014, ovvero di come la cultura visiva sia stata profondamente influenzata durante trentacinque anni di conflitto bellico. a cura di Marta Delpiano Theca Gallery Milano MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 23

24 Agenda L india tra sviluppo economico, arte e cultura L India, l architettura, l arte, le culture, i contesti, il territorio Focus: L India tra Case d Asta, Gallerie e Fiere Lo sviluppo dell Arte Asiatica in Occidente Foto: Courtesy of: Massimiliano Pandolfi Area Research e Investor Relations MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 24

25 L India, l architettura, l arte, le culture, i contesti, il territorio (1/3) A cura di Pilar Maria Guerrieri L india è da sempre crocevia di paesi, di persone, di gusti, di culture diverse. Le molte parti del territorio hanno sedimentato una propria identità, nel tempo, per opposizione o integrazione delle culture locali rispetto a quelle provenienti da fuori. Un identità, così come anche una tradizione, fluida, mobile e in continuo mutamento. Il subcontinente è uno dei più grandi paesi del mondo, un territorio densamente popolato, con mega città e insediamenti di medie dimensioni che si sviluppano a vista d occhio, un paese d arte e di architetture buddiste, induiste, musulmane, persiane, inglesi, italiane, giapponesi, cinesi, americane. Le Corbusier, la mano aperta, Chandigarh (1955) Pilar Maria Guerrieri PhD Architectural Design, Architectural Composition, Criticism and Theory MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 25

26 L India, l architettura, l arte, le culture, i contesti, il territorio (2/3) L India ha una storia antichissima e stratificata di regni e dinastie, di conflitti e pacificazioni. E stata al centro dell immaginario dei viaggiatori, colonizzata per oltre un secolo dall impero Moghul e poi dagli inglesi. Paese che ha avuto un impatto significativo sull Occidente, sia di tipo economico che culturale, che ha accolto i Beatles e ispirato movimenti pacifisti. Paese dove il cosiddetto pregiudizio orientalista, quella tendenza a semplificare la ricchezza dell India per comprenderla da parte dei paesi europei, ha spesso impoverito l immagine del paese e dove, oggi, anni dopo la dichiarazione d indipendenza, si sentono ancora gli echi della sindrome del foreign expert, la necessità dei locali di trovare delle conferme nell Occidente prima di prendere delle decisioni sul proprio territorio. Paese controverso dove il suo simbolo più conosciuto è il Taj Mahal, frutto di una cultura straniera e il risultato di un incontro tra mondi diversi. Controverso anche il fatto che sia di nuovo un architetto europeo, Le Corbusier, a costruire la capitale del Punjab Chandigarh simbolo della nuova India indipendente, e che l edificio conosciuto come Viceroy s House prima, e oggi Rashtrapati Bhavan, emblema della nuova capitale democratica più grande del mondo, sia rimasto quello costruito nel periodo coloniale. Dipinto di Fort St. George, Calcutta (fine 1700) Paese dove si è sempre mantenuto vivo, nonostante tutto, un substrato di resistenze e la capacità di rielaborazione e appropriazione dei prodotti importati; pensiamo allo stile indo-saraceno della stazione ferroviaria di Mumbai e al palazzo Umaid Bhavan di Jodhpur, o al Lutyens Style adottato negli edifici di Raisina hill a Delhi. Un altro esempio di grande interesse, che dimostra la capacità di assimilazione del subcontinente, è il Cricket, uno sport d importazione britannica che oggi può essere considerato più indiano che inglese. Paese che, a partire dalla liberalizzazione dei mercati del 1991, è stato assalito dalle multinazionali e dagli interessi della globalizzazione, ma dove le sue città rimangono diverse le une dalle altre e non assimilabili a nessune altre nel mondo. Dove è ancora un élite privilegiata che prende le decisioni, e dove la ricchezza più incredibile convive fianco a fianco con le condizioni di povertà più estreme. a cura di Pilar Maria Guerrieri PhD Architectural Design, Architectural Composition, Criticism and Theory MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 26

27 L India, l architettura, l arte, le culture, i contesti, il territorio (3/3) La capitale dell India e la sua architettura sono in parte specchio di quel che è successo nell intera India. I suoi edifici si sono trasformati sotto le pressioni delle culture straniere, ma quelle locali hanno lasciato un impronta significativa. L architettura, se a prima vista, può sembrare il prodotto d importazioni coloniali, studiando con attenzione ci si accorge che forte e attiva è stata la risposta dall interno, dal basso, dal territorio, dalla città. L architettura ha subito adattamenti e aggiustamenti, sia a livello climatico-economico, che decorativo; diventando il riflesso di una situazione politica, economica e della società. Sono spesso coloro che arrivano da fuori che si ispirano al subcontinente e alle sue forme, sono gli stili stranieri che si piegano al gusto locale e al clima, sono gli indiani stessi che cercano nella propria terra delle risposte, sono le abitudini locali che forzano un adattamento. Pensiamo non solo alle decorazioni indianeggianti dei più noti edifici del potere, ma agli adattamenti tipologici delle residenze, dove le cucine si trovano sempre separate dai luoghi abitabili e i bagni rivolti all esterno, e le aperture sempre sistemate in modo da consentire il ricircolo d aria. Forme di ibridazione, di facciata o più profonde, tra le culture non si trovano solo nell architettura che si costruisce in un luogo preciso e rispetto alle necessità di una situazione ma anche in altre forme artistiche come musica, letteratura e arte in senso stretto. Pensiamo anche solo all uso controverso della lingua inglese in India e all impatto che ha avuto sulla produzione letteraria. Interessante anche come le influenze, le inclinazioni, i gusti, la formazione degli artisti si siano riflessi nelle opere d arte. nel periodo coloniale. Le miniature indiane parlano di una storia di credenze e di religioni, i dipinti dei viaggiatori coloniali sono la rappresentazione di un momento storico e di certi interessi economici, lo stesso vale per la molta arte moderna nata dopo il Se però, nelle costruzioni architettoniche il contesto è un fatto necessario, nel campo della letteratura, della pittura, nelle istallazioni, nella scultura è un carattere intrinseco ma forse non necessario. L arte è anch essa prodotta dai contesti, dalle persone, dalle appartenenze, tratta le problematiche di alcuni luoghi, ma poi non necessita di un pubblico che attraversi una strada, una piazza, un giardino per essere apprezzata, può essere trasportata, prescinde dall uso, tratta temi universali e questioni che trascendono spazio-tempo. Come spiegava Heidegger nell Origine dell opera d arte con le scarpe di Van Gogh: le opere rappresentano un epoca e quelle opere davvero buone trasportano addirittura l osservatore in quell epoca, ma in modo trasversale ai luoghi. Oggi, dove le appartenenze degli artisti e il tema dell identità si fanno protagonisti al cospetto della globalizzazione, rimane quanto mai aperta la questione di quanto le opere d arte siano parte dei contesti e nascano da essi così come l architettura o in che misura invece trascendano, prodotto sì di idee, epoche, mondi, culture, ma espressione di un linguaggio più universale. Miniatura della divinità Ganesha (1810 circa) a cura di Pilar Maria Guerrieri PhD Architectural Design, Architectural Composition, Criticism and Theory MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag.27

28 Focus: L India tra Case d Asta, Gallerie e Fiere 1/3 A cura di Manuela Porcu: Case d asta: Anche l India può oggi vantare un sistema di case d asta interessante che risalgono al 2000, anno in cui sia SaffronArt che Osian s inaugurano a Mumbay. Osian s è la prima casa d asta indiana ad essere stata fondata: pubblica risultati d asta solo a partire dalla fine del 2011 e ha proposto in differenti sedi in India delle aste di arte contemporanea, gioielli, locandine cinematografiche storiche, senza però riuscire a guadagnare una porzione interessante di mercato quanto quella di Saffronart. Saffronart è la casa d aste indiana leader del mercato: si è sviluppata a partire dalle vendite all incanto online cavalcando l onda dello sviluppo della tecnologia in India e raggiungendo quella larga percentuale di professionisti indiani non residenti nella regione e potenziali compratori. La strategia, rivelatasi vincente e rendendo la casa d aste la responsabile del 35% del ricavo delle vendite di arte contemporanea indiana nel mondo (stimata, nel 2005, in un totale di 51 milioni di dollari) ha permesso alla casa d aste di ampliare recentemente la sua offerta, inizialmente rivolta solo all arte contemporanea indiana, anche ad altri settori; dal 2008 sono state introdotte aste di antiquities e di gioielli e orologi, mentre dal 2010 hanno iniziato ad occuparsi anche di compravendite di immobili di pregio. Saffronart ha uffici a Mumbay, Delhi, Londra e New York, in cui si tengono mostre e anteprime Foto : Viaggi indiani courtesy of Massimiliano Pandolfi delle opere messe all incanto; nonostante lo sviluppo di una rete che copre le città strategiche per il mercato dell arte contemporanea, la piattaforma online rimane un vero e proprio ponte tra l arte indiana e i suoi compratori fuori dalla regione, non indiani e indiani non residenti colpiti dalla diaspora. Nonostante vengano comunicati i totali delle vendite, ogni lotto è pubblicato sul sito internet della casa d aste, accompagnato dalle stime e dal relativo prezzo di aggiudicazione, con possibilità di approfondimenti sull artista, rendendo la piattaforma online anche uno strumento educativo per i potenziali acquirenti. Nel 2011 si è tenuta la prima asta di ArtBull, nuova casa d aste che si focalizza sui giovani artisti emergenti dell India, i più sperimentali e nuovi, con lo scopo di promuovere e valorizzare le nuove tendenze dell arte indiana, e mostrare a livello internazionale la vivacità dell ambiente culturale e creativo della regione. Gli artisti proposti spesso non sono mai comparsi prima in asta, e sono selezionati da un gruppo di curatori esperti in arte indiana; per quanto lo spirito dell iniziativa possa essere positivo, con lo scopo di valorizzare, soprattutto economicamente, la nuova arte indiana, questo atteggiamento tende pericolosamente ad avvallare speculazioni, le quali rappresentano un vero pericolo per la sostenibilità del mercato indiano. MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 28

29 Focus: L India tra Case d Asta, Gallerie e Fiere 2/3 Gallerie: Come riporta Goodwin (2008), l India è il paese con il sistema di gallerie più radicato, le quali, alcune per più di 200 anni, hanno operato nel paese senza alcuna regolamentazione ancora prima della recente nascita delle prime case d asta. New Delhi e Mumbai sono le città per l arte contemporanea indiana. Nature Morte è una galleria fondata da Peter Nagy nel 1982 a New York, chiusa sei anni dopo per essere riaperta nel 1997 a New Delhi. Concepita come uno spazio commerciale ma fortemente sperimentale, dalla qualità del livello artistico riconosciuto anche al di fuori del paese, ha potuto promuovere i suoi artisti su scala internazionale; Nature Morte è la prima galleria indiana ad essere stata inclusa a fiere di livello internazionale, come l Armory Show nel 2005 e Art Basel nell anno successivo. Dal 2008, sull onda dell interesse internazionale per gli artisti indiani, Nature Morte apre anche uno spazio a Berlino, in cui espone artisti indiani che abbiano acquisito rilevanza su piano internazionale. Tra gli artisti rappresentati, citiamo Subdoh Gupta. Anche la galleria BodhiArt ha una sede a Berlino, aperta nel maggio 2008 nella zona, dedicata all arte contemporanea, dell Hamburger Banhoff. Fondata a Singapore nel 2004 da Amit Judge, con lo scopo di promuovere l arte moderna e contemporanea indiana, ha successivamente aperto altre sedi nel mondo: conta due gallerie a Mumbai, una a New Delhi, una a New York e una a Singapore. Le maggiori gallerie indiane sono ben radicate sul territorio, con più di una sede divise tra Mumbai e New Delhi e sedi all estero, in Europa o Stati Uniti per la promozione degli artisti indiani su scala internazionale. La galleria Vadhera ha tre sedi a New Delhi e una sede a Londra aperta nel E attiva dal 1987, promuovendo sia artista della prima generazione di modernisti (tra cui Francis Newton Souza e Tyeb Mehta), fino alla nuova generazione di artisti che lavorano sull interpretazione del vortice di trasformazioni in cui si trova l India negli ultimi anni. La sede di Londra ha inaugurato con una retrospettiva dedicata a Picasso, e il programma espositivo spazia da artisti internazionali a artisti indiani. La strategia di sviluppo della Sakshi Gallery, fondata nel 1984, è orientata invece verso i paesi orientali; dopo la sede di Mumbai, la seconda città scelta è stata Taipei, nel Il focus è sull arte indiana ma anche internazionale; nel 2012 ci sono state anche diverse esposizioni di arte contemporanea italiana. Le foto utilizzate nell articolo provengono dal Book fotografico Viaggi Indiani di Massimiliano Pandolfi. Talvolta mi chiedono se sto cercando un posto in cui l anima smetterà di vagare, un posto in cui fermarmi senza più il desiderio di partire. Chissà, la gioia è forse poter sempre partire Mi permetto di prendere in prestito dalla poetessa Indiana Sujiata Bhatt queste bellissime parole per parlare brevemente del mio carissimo amico Massimiliano Pandolfi, per gli amici Massi. Viaggiatore stancabile, bravissimo e professionalissimo istruttore di vela oltre ad essere un affermato skipper Massi è da sempre stato un appassionato di viaggi, tanti dei quali condivisi col sottoscritto. La sua ultima fatica è stato un tour full immersion nell India degli indiani, dove ha vissuto per oltre tre mesi, dall ottobre 2014 al gennaio 2015, in compagnia del suo amico del Punjab di nome Laki, di una macchina fotografica compatta, di un block notes e di una biro. È stato un viaggio interessante, bello ed istruttivo, ma anche duro, impegnativo e fortemente introspettivo, che mi ha permesso di vivere intensamente ed appieno uno stile di vita molto diverso dal nostro e lontano da tutto ciò a cui noi siamo abituati. Queste le prime parole che Massi mi ha detto quando ci siamo abbracciati al terminal degli arrivi internazionali dell Aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, dove ero andato a prenderlo di ritorno dal viaggio. Poche parole che comunque fanno capire a chiunque quanto sia bello, per ognuno di noi, confrontarci continuamente con realtà culturali sempre diverse. Il viaggio non solo allarga la mente, le dà forma. Bruce Chatwin A cura del Dott. Simone D'Onofrio - Presidente onorario Art report: MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 29

30 Focus: L India tra Case d Asta, Gallerie e Fiere 3/3 Fiere: Le fiere sono uno dei principali mezzi a disposizione delle gallerie per proporsi al di fuori del proprio contesto abituale, attrarre nuovi collezionisti, incontrare nuovi curatori e nuovi artisti; nell analisi dei mercati emergenti, le fiere rappresentano un occasione per monitorare, anche se parzialmente, quella parte del mercato rappresentato dalle gallerie che vi partecipano, e di testare l interesse dei potenziali compratori. Anche l'india non ha mai avuto una fiera d'arte fino al 2008, anno in cui Neha Kirpal ha fondato l India Art Summit a New Delhi. La manifestazione ha visto la partecipazione di un numero esiguo di gallerie e di pubblico, oltre ad aver risentito dell'incertezza del mercato dell'arte indiana dopo il 2008; l'edizione del 2009, che da Maggio viene rimandata fino a Gennaio del 2010, è un segno della difficoltà iniziale della manifestazione ad affermarsi. L'acquisizione di India Art Summit da parte del gruppo che possiede anche le fiere Hong Kong Art Fair, Pulse, Affordable Art Fair, segna il passaggio della manifestazione dalla dimensione locale a quella globale, grazie ad un miglioramento e una razionalizzazione della gestione. La fiera cambia nome (ora India Art Fair), oltre che assetto organizzativo, con la conseguenza di una crescita in affluenza del pubblico di oltre il 480% e di un aumento delle gallerie Foto : Courtesy of Massimiliano Pandolfi Vedi, Kamala, se tu getti una pietra nell acqua, essa si affretta per la via più breve fino al fondo. E così è di Siddharta, quando ha una meta, un proposito. Siddharta non fa nulla. Siddharta pensa, aspetta, digiuna, ma passa attraverso le cose del mondo come la pietra attraverso l acqua, senza far nulla, senza agitarsi: viene scagliato, ed egli si lascia cadere. La sua meta lo tira a sé, poiché egli non conserva nulla nell anima propria, che potrebbe contrastare a questa meta. Questo è ciò che Siddharta ha imparato dai Samana. Questo è ciò che gli stolti chiamano magia, credendo che sia opera dei demoni. Ognuno può compier opera di magia, ognuno può raggiungere i propri fini, se sa pensare, se sa aspettare, se sa digiunare. Siddharta è un romanzo dello scrittore tedesco Hermann Hesse edito nel partecipanti del 55%, con una percentuale di gallerie internazionali intorno al 30-40% sul totale. Le gallerie partecipanti puntano sui grandi nomi dell'arte indiana, anche quelle non indiane; la proposta è sofisticata e di alta qualità, per soddisfare un pubblico che sembra essere informato su quello che compra. Il cambiamento di sede, da centrale a periferico, che ha interessato la fiera nel 2012, ha causato una riduzione del numero dei visitatori del 60%; le persone che affollavano i corridoi della sede l'anno precedente con il solo scopo di visitare un'esposizione museale (l'india Art Fair ha ottenuto lo status di Museo Temporaneo dal governo dell'india, e si inizia a sentire la necessità della fondazione di un vero museo) hanno lasciato il posto a potenziali acquirenti; secondo la direttrice, circa l'80% dei compratori della fiera è un first time buyer, e la manifestazione starebbe quindi svolgendo un ruolo importante nello sviluppo del bacino di acquirenti e del mercato dell'arte contemporanea indiana. MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 30

31 LA RIFLESSIONE DEL MESE DI APRILE Lo sviluppo dell Arte Asiatica in Occidente: Robert Hatfield Ellsworth in asta la sua collezione Le vendite dell Asian Week di New York, la rassegna di nove giorni terminata il 21 marzo, ha totalizzato un incasso totale di 360 milioni di dollari, con un incremento di oltre l 80% rispetto allo scorso anno che aveva raggiunto i 200 milioni di dollari. Circa 270 milioni sono arrivati dagli incassi delle aste tra cui ha brillato l appuntamento di Christie s con la vendita della collezione di Robert Hatfield Ellsworth che ha totalizzato più di 124 milioni di dollari. Pochi studiosi hanno dato un contributo così significativo alla conoscenza e allo sviluppo dell Arte Asiatica in Occidente come Robert Hatfield Ellsworth. La sua raccolta ha spaziato dai bronzi e decorazioni della Dinastia Ming, a preziosi oggetti di giada fino a dipinti cinesi di epoca moderna. Completavano il quadro manufatti Himalayani, Indiani e del Sud Est Asiatico. Nato nel 1929 e morto lo scorso anno, Robert Hatfield Ellsworth era appassionato di arte asiatica ed orientale sin da quando era bambino. Nato nel 1929 e morto lo scorso anno, Robert Hatfield Ellsworth era appassionato di arte asiatica ed orientale sin da quando era bambino. Da ragazzo lavorò come antiquario in una galleria di Manhattan fino a diventare egli stesso un punto di riferimento per l arte orientale nella Grande Mela. Il suo appartamento di 22 stanze di Manhattan era vero museo di arte asiatica, ma Robert Hatfield Ellsworth non si limitava solo ad acquistare e collezionare, molto spesso donava anche alcune delle opere in suo possesso, come se la sua fosse una sorta di missione educativa dell arte orientale in Occidente. Foto Christie s New York-2014 Autore Paolo Ceccherini La collezione presentata da Christie s, che da sola ha incassato circa 61 milioni, ha raggiunto già durante la prima serata di vendite, un record significativo con la vendita di 4 sedie di epoca Ming per 9 milioni di dollari, stimate invece circa 800mila dollari. Ad aver superato le stime previste è stata anche una statua in bronzo del XIII secolo raffigurante una divinità nepalese, Avalokiteshvara, valutata tra i 2 e i 3 milioni e venduta per oltre 8 milioni di dollari. Nonostante la sua imponenza, l immagine emana un senso di benevolenza e gentilezza. Posta in piedi, con la mano destra in posizione varadamudra e con un fiore di loto sulla spalla sinistra, indossaun dhoti, tenuto fermo da una cintura riccamente decorata. Completano la figura una tiara decorata da un Buddha in posizione seduta. Il bodhisattva Avalokiteśvara, è il bodhisattva della compassione. È al centro di numerose pratiche religiose dell'intera Asia buddhista maha ya na. La maggioranza degli studiosi ritiene che questa figura abbia origine dalle comunità buddhiste collocate ai confini nordoccidentali dell'india e rappresenta uno tra i molti esseri con una storia umana che furono guidati dalla dedizione e dallo sviluppo spirituale alla completa realizzazione come bodhisattva. A cura di Vernice Progetti culturali MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 31

32 My East is your West Gujral Foundation (India) e Fondazione Antonio Mazzotta (Italia) Evento collaterale alla 56. Esposizione Internazionale d Arte la Biennale di Venezia Palazzo Benzon San Marco 3917, Venezia - Fermata S. Angelo 6 maggio - 31 ottobre 2015 a cura di Feroze Gujral La Gujral Foundation e la Fondazione Antonio Mazzotta - Partner in Italia aprono al pubblico dal 6 maggio la mostra My East is your West, evento collaterale alla 56. Esposizione Internazionale d Arte la Biennale di Venezia che unisce per la prima volta India e Pakistan. Un iniziativa innovativa grazie al coinvolgimento di un ampia regione del mondo in rapida espansione che non è mai stata rappresentata prima d ora all interno della Biennale veneziana. L evento è ideato e curato da Feroze Gujral, fondatore e direttore della Gujral Foundation, si avvale della collaborazione per la curatela di Natasha Ginwala e di Martina Mazzotta, anche curatrice degli eventi collaterali in Italia della mostra, con la consulenza di Romeo Orlandi di Osservatorio Asia. The Gujral Foundation fondata e diretta da Feroze Gujral, ha sede in India e rivolge il proprio impegno pioneristico e filantropico nel supporto delle arti contemporanee nell Asia meridionale, con un sostegno rivolto alle iniziative internazionali. Gli artisti internazionali Shilpa Gupta di Mumbai (India) e Rashid Rana di Lahore (Pakistan) realizzano per l occasione opere site specific, che si legano al tema proposto dal curatore Okwui Enwezor nell ottica di offrire al mondo una cassa di risonanza del mondo, per invitare a riflettere sul ruolo che le arti visive hanno nel rintracciare i significati negli sconvolgimenti della nostra epoca: All the World s Futures. Nata dal desiderio di reindirizzare il complesso clima di rapporti storici tra gli stati-nazione dell'asia del Sud, India e Pakistan, My East is Your West li presenterà come due paesi che condividono la stessa cartografia culturale nel contesto della Biennale di Venezia. Il pensiero di come il mondo sarebbe stato diverso se India e Pakistan non fossero stati definiti dai loro confini rimane latente, ma è sempre presente. In considerazione delle loro abitudini, Gupta e Rana sono stati invitati a creare una presentazione unica in cui una serie di lavori esprimerà l'intera essenza di un popolo diviso, di una storia che abbraccia antichità, modernità coloniale e un presente cosmopolita, aspetti intrappolati in una situazione conflittuale. Questo viaggio verso il concepimento di una piattaforma condivisa a Venezia è costruito sull'interesse degli artisti per la negoziazione tra ciò che è individuale e ciò che è comune in relazione alle esperienze di consapevolezza collettiva di "tutti i giorni". Entrambi gli artisti esplorano i concetti di locazione e dislocazione, di appartenenza oltre i confini politici e dell'impatto del condizionamento culturale e politico. Gupta e Rana hanno sviluppato un materiale estetico che sonda il potenziale di una regione comune, separata dallo stato e dal suo modello, con lavori che sfidano il moderno stato-nazione e le sue divisioni. La mostra su India e Pakistan mira a configurarsi come architettura della memoria e a porre quesiti che muovono dall antichità alla modernità coloniale, fino al presente conflittuale e cosmopolita del subcontinente. Qui, l arte si esprime in forma narrativa, nella quale le perforazioni della Storia hanno evidenziato un abisso fondamentale. Comitato d onore: Richard Armstrong, Direttore della Fondazione Museo Solomon R. Guggenheim Amin Jaffer, Direttore Internazionale Arte Asiatica, Christie s David Elliot, curatore e scrittore Anupam Poddar, fondatore direttore Devi Art Foundation Madhuvanti Ghose, co-curatore The Art Institute of Chicago Press day: lunedì 4 maggio ore martedì 5 maggio ore Ideazione e curatela: Feroze Gujral, Fondatore/Direttore Gujral Foundation Artisti: Rashid Rana (Pakistan) e Shilpa Gupta (India) Collaborazione per la curatela e eventi collaterali: Natasha Ginwala e Martina Mazzotta Partner in Italia: FAM Fondazione Antonio Mazzotta a cura di Feroze Gujral Gujral Foundation MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 32

33 My East is your West Gujral Foundation (India) e Fondazione Antonio Mazzotta (Italia) Evento collaterale alla 56. Esposizione Internazionale d Arte la Biennale di Venezia (1/2) A cura di: Martina Mazzotta Il testo che segue è la breve storia del rapporto che lega la Famiglia Mazzotta con India e Pakistan. Lo scritto come lo ha definito l autrice stessa, Martina Mazzotta, è un fluire di pensieri in libertà, ma non nel senso marinettiano del termine, quanto più una riflessione che mira a riscostruire le tappe storiche di un processo iniziato molti decenni fa e oggi confluito nel progetto per l evento collaterale alla 56 Esposizione Internazionale d arte di Venezia: My East is your West. Chi scrive (Andrea Carlo Alpini) ha incontrato Martina Mazzotta quella sera di febbraio che è citata nello scritto seguente. É per me un piacere riportare un estratto della nostra ultima mail in cui Martina mi ha allegato il testo che ha presentato la sera del 9 febbraio a Milano. Carissimo Andrea, grazie davvero a Te, a questo punto t inoltro il testo-mazzotta che avevo preparato in febbraio: interessante che editori e artigiani della cultura come noi (con una filosofa e accademica come me) partecipino a un progetto del genere, no? Ma questa necessità che l arte contemporanea rivela di tendere le braccia al passato, alla tradizione, alla cultura alta, nonché di legarsi un po più seriamente ad altre discipline, non si rivela una tendenza emergente perché il sistema è in fondo malsano, stanco, asfittico? (Biennale di Gioni docet: nel Palazzo Enciclopedico ha utilizzato il termine Wunderkammer e ha voluto partecipare a un incontro al Poldi Pezzoli sul tema, in occasione della mia mostra che si legava al mio dottorato.enwezor inaugura la sua presentazione con Walter Benjamin e l Angelus Novus etc. etc.). Solo rapidi pensieri in libertà. In 50 anni della nostra storia, l India ha rappresentato un riferimento imprescindibile per i nostri percorsi individuali, così come per quelli professionali. Se la Casa editrice vi si confrontava periodicamente ai suoi esordi, la Fondazione lo ha fatto in tempi recenti, seppure con declinazioni molto diverse. Il Subcontinente veniva esplorato con un lungo viaggio di formazione, alla fine degli Anni 60, da mio padre Gabriele, che poi nei primi Settanta pubblicava numerosi libri sulla Cina, l India e il Pakistan. Erano scritti da autori formatisi in ambito locale, francese e inglese, divenuti nella contemporaneità nomi molto noti (si pensi a Neville Maxwell e a Tariq Ali), a prescindere dal fatto che sia oggi ancora possibile trovarsi in linea con le loro prospettive, spesso estreme e così radicate nella sensibilità di molti giovani di quel tempo. E grazie a quei libri, e al giornalista Fabio Tamburini, che noi Mazzotta siamo venuti a contatto con l Osservatorio Asia. Romeo Orlandi, come molti dei suoi colleghi - sinologi, economisti e studiosi dell Asia di livello internazionale - si era formato negli anni Settanta su quei testi, uniche fonti di informazione e di critica su quanto stava accadendo in molte zone calde extraeuropee (basti pensare agli instant books). Conferenza stampa, 9 febbraio 2015, Palazzo dei Giure Consulti, Milano. Sono intervenuti: Bega, Orlandi, Gujral, Mazzotta a cura di Martina Mazzotta Lanza Antonio Mazzotta Foundation MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 33

34 My East is your West Gujral Foundation (India) e Fondazione Antonio Mazzotta (Italia) Evento collaterale alla 56. Esposizione Internazionale d Arte la Biennale di Venezia (2/2) Così, mentre nel 2012 Orlandi veniva a conoscere l editore di molti dei libri della sua gioventù, io mi accingevo a rappresentare con la Fondazione l Italia in India, nell ambito di En-counters, un festival internazionale indipendente ma lungimirante che affrontava temi sociali scottanti per la città di Mumbai, attraverso interventi di arte pubblica condotti da artisti di diversi paesi. La parentesi di India Arte Oggi (Spazio Oberdan, 2005) era ormai lontana. All inizio del 2013, a nome della Fondazione, Pietro Pirelli portava i suoi idrofoni nelle strade di Mumbai e trasformava i rumori del traffico e delle voci in fiori e figure luminose che mutavano a seconda delle frequenze e delle cacofonie, riscuotendo incredibili consensi da parte delle folle che animano le strade indiane. Romeo Orlandi, da economista, ne scrisse un brillante resoconto nei suoi Taccuini pubblicati per il 24 Ore. In quell occasione tuttavia, dopo parecchi viaggi in India condotti con mio marito, anglo-italiano che conosce il Subcontinente a fondo, avevo potuto constatare come i rapporti tra Italia e India, e tra le istituzioni diplomatiche italiane i gli imprenditori che operano nel Subcontinente, risentissero di debolezze e lacune nella coesione e nel dialogo reciproco. Se per esempio Svizzera, Spagna, Francia e soprattutto Germania, con il suo impero di Goethe Institut sparsi per tutta l India, possono beneficiare del rapido sviluppo del Subcontinente, facendo della cultura uno strumento fondamentale per alimentare l immagine di affidabilità delle loro nazioni e incrementare così gli scambi commerciali, noi italiani dobbiamo spesso muoverci attraverso iniziative individuali. Alla Camera di Commercio, con Osservatorio Asia, va la nostra gratitudine per aver ospitato questa presentazione a Milano, la città di Expo: un operazione congiunta che è un esempio della capacità di fare sistema tra soggetti diversi. Il fatto di inaugurare una collaborazione tra la nostra Fondazione e la Gujral, attraverso Feroze che con il suo coraggio realizzerà per la prima volta nella storia della Biennale, e nel periodo di Expo, il sogno di molti indiani e di molti pakistani - quello di esservi finalmente presenti, e insieme - ha rappresentato per noi un occasione preziosa per proseguire nelle nostre ricerche intorno alle arti e alle loro relazioni con altre discipline. Un importante suggello al sogno che prenderà corpo attraverso le opere di Rana (Pakistan) e Gupta (India) è rappresentato dalla recente assegnazione del doppio premio Nobel che, significativamente, si pone sotto il grande mantello che avvolge questa nostra iniziativa, la cui trama si riassume in un solo termine: quello di Pace. Conferenza stampa, 9 febbraio 2015, Palazzo dei Giure Consulti, Milano. Feroze Gujral, Martina Mazzotta Lanza a cura di Martina Mazzotta Lanza Antonio Mazzotta Foundation MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 34

35 Agenda I sem II sem I sem II sem I sem II sem I sem II sem I sem II sem I sem II sem I sem II sem L andamento del mercato dell arte: focus Arte mediorientale e indiana Il MPS Global Painting Art Index: evoluzione dal 2008 al II sem 2014 Andamento mensile del Mps Art Market Value Index (Gennaio 2007 Marzo 2015) Mercato dell arte asiatica, focus India e Medio Oriente Disponibili su richiesta gli andamenti di MPS Art Indices Basati sulle Aste Principali aste di Aprile Area Research e Investor Relations MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 35

36 Il MPS Global Painting Art Index: evoluzione dal 2008 al II sem 2014 MPS Global Painting Art Index Top aggiudicazioni secondo semestre H14 vs 2H13 +31,7% Autore Alberto GIACOMETTI Prezzo d'aggiudicazione Titolo opera Riferimento Asta $90,000,000 Chariot (1950) Sotheby's NY Andy WARHOL $73,000,000 Triple Elvis [Ferus Type] (1963) Christie's NY Amedeo MODIGLIANI $63,000,000 Tête (1911/12) Sotheby's NY 0 I sem 2008 II sem 2008 I sem 2009 II sem 2009 I sem 2010 II sem 2010 I sem 2011 II sem 2011 I sem 2012 II sem 2012 I sem 2013 II sem 2013 I sem 2014 II sem 2014 I risultati consuntivi del II semestre 2014 mostrano una netta crescita rispetto al II semestre dell anno precedente, il MPS Global Painting Index è in aumento del +31,7% a/a. Il gran risultato sembra trovare conferme nei segmenti a maggior capitalizzazione, in particolare: MPS Art Pre War Index (+73% a/a), Mps Art Post War Index (+52% a/a) e Mps Art Old Masters and 19th Century Index (+59% a/a). Il catalogo fa la differenza: bene le opere di qualità a conferma di un pubblico orientato ai capolavori di rilevanza storica. Una simile espansione riflette principalmente la sottostante crescita del mercato cinese, a sua volta sorretto dall economia del paese, nonché il rafforzamento del segmento di fascia alta in Occidente. È possibile ricevere l andamento dei nostri indici scrivendo a: Fonte: I grafici sono frutto di elaborazione dell Area Research, sulla base di dati provenienti da i siti delle maggiori case d asta MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 36

37 03/01/07 03/03/07 03/05/07 03/07/07 03/09/07 03/11/07 03/01/08 03/03/08 03/05/08 03/07/08 03/09/08 03/11/08 03/01/09 03/03/09 03/05/09 03/07/09 03/09/09 03/11/09 03/01/10 03/03/10 03/05/10 03/07/10 03/09/10 03/11/10 03/01/11 03/03/11 03/05/11 03/07/11 03/09/11 03/11/11 03/01/12 03/03/12 03/05/12 03/07/12 03/09/12 03/11/12 03/01/13 03/03/13 03/05/13 03/07/13 03/09/13 03/11/13 03/01/14 03/03/14 03/05/14 03/07/14 03/09/14 03/11/14 03/01/15 03/03/15 Andamento mensile del Mps Art Market Value Index (Gennaio 2007 Marzo 2015) Mps Art Market Value Index VS S&P500 e FTSEMIB Art SPX FTSEMIB +96.1% +78.2% ,9 0 Fonte: Il grafico è frutto di elaborazione dell Area Research, sulla base di dati provenienti da info provider. Il rendimento espresso dall MPS Art Market Value Index, ha raggiungiunto dal Gennaio 2007 la performance del +96.1%, rispetto al +78.2% dello S&P500 e al dato del -44.9% di Piazza Affari. Con riferimento alle performance dei 3 indici dall inizio dell anno (01/01/2015) ad oggi, si registrano le seguenti variazioni: miglior performer Ftse Mib (21.2%), il seguito dal S&P500 (+13.4%), chiude il MPS Art Market Value Index (+0,58%) * Indice costruito su un paniere di 10 società quotate su mercati finanziari internazionali e operanti nel comparto artistico, ponderato per le capitalizzazioni medie giornaliere; l indice è espresso in EURO. ** Tutti e tre gli indici sono espressi in EURO Per poter accedere a tutti i lavori sul mercato dell arte visita il sito: MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 37

38 Mercato dell arte asiatica, focus India e Medio Oriente 1/2 A cura della Dott.ssa Monica Anziliero: di Marzo, Giugno e Settembre. Sotheby's, nel 2013, deteneva il 33%* della quota di A partire dagli anni 2000, nuovi curatori mercato, mentre il restante è quasi 120 piuttosto che art dealers, direttori di fiere e interamente da attribuire alla casa d'asta galleristi iniziano a focalizzare i loro acquisti Saffronart. Le art sales di Arte Indiana 100 verso stati e paesi che prima non erano Moderna e Contemporanea di Christie's si considerati tra i principali produttori di arte concentrano su opere di pittura, scultura, 80 contemporanea, come: Brasile, Filippine, fotografia ed installazioni di artisti Indonesia, India, Turchia, Iran e Africa. provenienti dalle diverse zone dell'india, 60 Iniziano così a comparire nelle aste di New Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka. Il 40 York e Londra - soprattutto quelle del dipartimento di South Asian Modern and Rockefeller Center - opere di artisti turchi, Contemporary Art di Christie s è 20 indiani e messicani, successivamente si riconosciuto a livello internazionale iniziò a dedicarvi sedute d asta sopratutto per l'asta The Art of Souza: 0 personalizzate fino ad aprire filiali in questi Property from the Estate of Francis Newton paesi emergenti da parte delle principali Souza e la vendita dell opera Mahishasura case d asta mondiali. Emirati Arabi Uniti, di Tyeb Mehta. La prima, tenutasi presso la Cina, India, Brasile, Turchia: questi sono i sede britannica di South Kensington il 9 nuovi mercati strategici a cui puntano non giugno 2010, ha totalizzato solo le case d asta, ma anche i potenziali sterline, mentre la seconda, venduta investitori. Christie s fa sempre da apripista: nell'autunno del 2005 a New York, ha nel 2006 inaugura la propria sede di Dubai, raggiunto mila dollari. Nell'ultima nel 2013 realizza la sua prima vendita nelle seduta d'asta South Asian Modern and città di Shangai e di Mumbai, seguita da Contemporary Art sono stati protagonisti Sotheby s che conta circa 90 uffici in tutto il indiscussi Manjit Bawa e Syed Haider Raza; mondo. il primo con l'olio su tela Untitled (Durga) Parlando di arte contemporanea del 2008 ha totalizzato dollari, emergente, non possiamo non focalizzarci mentre il secondo ha piazzato tre sue opere sul mercato dell'arte dello stato che nel tra i lotti che hanno totalizzato il maggior 2014 ha avuto una crescita del PIL pari al prezzo di aggiudicazione: 6,9%: l India. Christie's rimane la casa d'aste Ouragan (Hurricane), olio su tela del leader di vendita per quanto riguarda l'arte 1959, venduto a dollari; moderna e contemporanea indiana, la Untitled (Midnight Sky), olio su tela del quale nel 2013 possedeva una quota di 1958, venduto a dollari; mercato pari al 49% con le tradizionali aste Blue, olio su tela del 1972, venduto a dollari. Fonte: I grafici sono frutto di elaborazione dell Area Research, sulla base di dati provenienti da i siti delle maggiori case d asta MPS Asian Painting Art Index Inoltre, Christie's, nel dicembre del 2013, ha inaugurato la sede di Mumbai sotto la guida di Sonal Singh. La prima asta dedicata interamente all'arte indiana ha totalizzato 15,4 milioni di dollari circa nel 2013, alla quale ha fatto seguito una seconda lo scorso dicembre che ha totalizzato 12,1 milioni di dollari circa vendendo il 90% dei lotti in catalogo. Proprio in questa occasione, Christie s ha presentato i grandi autori dell arte indiana come Jehangir Sabavala, Tyeb Mehta, Bhupen Khakhar, fino al contemporaneo di Subodh Gupta, Rashid Rana, Mithu Sen, Thukral & Tagra e Bharti Kher. *Art & Finance Report 2014, Deloitte ArtTactic, pdf, pp H14 vs 2H13-32% I sem II sem I sem II sem I sem II sem I sem II sem I sem II sem I sem II sem I sem II sem MPS ART REPORT APRILE 2015 È possibile ricevere l andamento dei nostri indici scrivendo a: Pag. 38

39 Mercato dell arte asiatica, focus India e Medio Oriente 2/2 Anche Sotheby's, la seconda casa d'asta mondiale per ordine di fatturato, ha dedicato alcune sedute d'asta alla Modern and Contemporary South Asinan Art guidata da Priyanka Mathew. Gli appuntamenti di Sotheby's ricalcano il calendario della concorrente Christie's, dove nell'ultimo appuntamento di ottobre 2014 ha incassato sterline ( INR) guidata dal capolavoro di Tyeb Mehta (Blu painting, olio su tela, 1982) acquistato per sterline, seguito da un'opera di Akbar Padamsee (Prophet I, olio su tavola, 1952) venduta a sterline e una di Sayed Haider Raza (Church at Meulan, olio su tela, 1956) aggiudicata a sterline. Di seguito l andamento e i principali incassi delle ultime aste Modern and Contemporary South Asian Art: MPS South Asian Painting Art Index I sem II sem I sem 2009 II sem 2009 I sem 2010 II sem 2010 I sem 2011 II sem H14 vs 2H13 +78% I sem 2012 II sem 2012 I sem 2013 II sem 2013 I sem II sem L'ultima casa d'aste impegnata nell'arte indiana, però attiva a livello più nazionale che internazionale, è Saffronart. Nata nel 2000 con l'idea di essere una piattaforma online per la compravendita di opere d'arte, poi differenziatasi in diversi dipartimenti a seconda delle categorie di oggetti posti in vendita. Saffronart ha ampliato la proposta tramite la sua prima asta live Francis Newton Souza: Works from the Collection of Keren Souza Kohn nel 2011 a Mumbai seguita, nel 2013, da altre due aste dedicate alla Modern and Contemporary Indian Art. Nell'ultima seduta d asta, Contemporary Day Sale del 12 febbraio 2015, sono stati venduti tutti e 67 lotti a catalogo totalizzando un incasso pari a dollari, dove gli artisti più quotati sono stati Subodh Gupta (Idol Thief-2, olio su tela, 2006) venduto a dollari, Bharti Kher (Train'D To Kill 1, tavola dipinta, 2008) aggiudicato per dollari e T V Non rientra nella Top 10 di ArtPrice delle case d asta a livello internazionale, Inoltre, da sette anni a questa parte l India vanta anche una fiera internazionale che quest anno si è svolta dal 29 gennaio al 1 febbraio Tra le gallerie protagoniste, numerose sono state quelle indiane, come: Aakriti Art Gallery (Kolkata), Apparao Galleries (Chennai), Archer Art Gallery (Ahmedabad), Art Alive Gallery (New Delhi), Art Heritage (New Delhi), Art Indus (New Delhi), Arushi Arts (New Delhi), Chemould Prescott Road (Mumbai), Jhaveri Contemporary ( Mumbai), Nature Morte (New Delhi), Chelmoud Prescott Road (Mumbai) e GallerySKE (Nuova Dehli). Queste ultime due, in particolare, hanno partecipato all Art Basel lo scorso giugno presentarono opere significative dell arte contemporanea indiana. La GallerySKE, che quest anno sarà al suo sesto anno consecutive di partecipazione all Art Basel, ha presentato nel 2014 la video-installazione Waiting for others to arrive di Sudarshan Shetty. La Chelmoud Prescott Road, che partecipa dal 2010 all Art Basel anche nelle edizioni di Miami e di Hong Kong, ha proposto un installazione intitolata The Hero dell artista Atul Dodiya dove l assemblage di oggetti e ritratti costituiscono un'unica opera d arte oltre all installazione di Hema Upadhyay quest anno inserita tra gli artisti del Padiglione Iran della 56 Biennale d Arte di Venezia curato da Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia - costituita da due pannelli di carta ricoperti da chicchi di riso bianco con citazioni di filosofi leggibili solo attraverso lenti di ingrandimento. La Chelmoud Prescott Road ha riconfermato questi due artisti anche per l India Art Fair di quest anno, mentre all Art Basel del prossimo giugno esporrà opere di Reena Saini Kallat, Dhruvi Acharya e Bhuvanesh Gowda. È possibile ricevere l andamento dei nostri indici scrivendo a: Fonte: I grafici sono frutto di elaborazione dell Area Research, sulla base di dati provenienti da i siti delle maggiori case d asta MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 39

40 Disponibili su richiesta gli andamenti di MPS Art Indices Basati sulle Aste INDICI SULLA PITTURA: Old Masters e 19 secolo Arte antica e appartenente al 19 secolo Pre War Impressionismo e avanguardie Post-Impressioniste Post War Arte Post-Moderna e Contemporanea GLOBAL PAINTING USA Global UK Global UE Global ASIA Global INDICI SU ULTERIORI FORME D ARTE : Gioielli Oggetti antichi Scultura e Arredo Vini rari e pregiati Fotografia Mps Jewels Index Mps Antiquities Index Mps Sculpture&Design Index Mps Art Wine Index Mps Photographs Index GLOBAL ARTI MINORI È possibile ricevere l andamento dei nostri indici scrivendo a: MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 40

41 Focus: Aste Sotheby s Asian Art Principali aste di Aprile SETTIMANA CASA D'ASTE Tipologia Data Fatturato Numero lotti Luogo Christie s The Winkworth Collection: a treasure house of canadiana in London 1-apr , London I Settimana Trois Collections Particulières Miniatures, Dessins Anciens et Sotheby s du XIXe siècle, Tableaux du XIXe siècle 1-apr , Paris Sotheby's Photographs 1-apr , New York Sotheby's The New York Sale 1-apr ,00 91 New York Sotheby's Contemporary Literati: Curiosity 5-apr , Hong Kong Christie s The Pavilion Sale - Chinese Ceramics and Works of Art 6-apr-15 $ Hong Kong Christie s Fine Chinese Works of Art from the Yaogushanfang Collection 6-apr-15 $ Hong Kong II Settimana Christie s Don McLean's 'American Pie': The Original Lyrics 7-apr-15 $ New York Sotheby s Fine Chinese Paintings 6-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Magnificent Jewels & Jadeite 6-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Imperial Porcelain and Works of Art from a Hong Kong Private Collection 7-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Guan From a Japanese Collection 7-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s A Private Single Owner Collection of Important Wines & Watches (Watches session) 7-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Yongzheng The Age of Harmony and Integrity 7-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Qianlong Poet and Collector 7-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s The Robert H. Blumenfield Collection of Chinese Bamboo Carvings 7-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Important Watches Including The Dunkel Collection Swatch & Art 7-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Important Chinese Works of Art 7-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Important European Silver, Vertu, and Russian Works of Art 16-apr-15 $ New York III Settimana Sotheby s The Orientalist Sale 21-apr-15 $ LONDON Sotheby s Magnificent Jewels 21-apr-15 $ NEW YORK Sotheby s Contemporary Art / Doha 21-apr-15 $ DOHA Christie s Post-War and Contemporary 14-apr Amsterdam Christie s Magnificent Jewels 14-apr New York Christie s Oriental Rugs and Carpets 21-apr-15 1,904, London CASA D'ASTE Tipologia Data Fatturato Numero lotti Luogo Sotheby s Modern Asian Art 5-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Contemporary Asian Art 5-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Modern & Contemporary Southeast Asian Art 5-apr-15 $ Hong Kong Sotheby s Modern and Contemporary Asian Art Evening Sale 4-apr-15 $ Hong Kong MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 41

42 Principali aste di Aprile MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 42

43 Agenda News dal mondo dell arte Barocco a Roma. La meraviglia delle arti Fondazione Roma Museo-Palazzo Cipolla San Gemini, Stazione Di Posta Ateliers Dei Monti Martani Foto: Paolo Ceccherini New York Charity dinner Area Research e Investor Relations MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 43

44 Barocco a Roma. La meraviglia delle arti Fondazione Roma Museo- Palazzo Cipolla dal 31/03/2015 al 26/07/2015 Un viaggio nella città che nel Seicento divenne il centro culturale del mondo, attirando a sé i più importanti artisti, italiani e stranieri, ai vertici di una creatività senza eguali. Tutto questo è la mostra Barocco a Roma. La meraviglia delle arti, con un percorso espositivo che, attraverso un corpus di quasi 200 opere tra dipinti, sculture, disegni, medaglie e oggetti, spiega in modo sintetico e chiaro l evoluzione dell arte barocca dalla sua nascita nei primi due decenni del Seicento, alla sua massima esplosione figurativa sotto il pontificato di Urbano VIII. Tra i capolavori più ricercati troviamo i bozzetti del Bernini per le statue di ponte Sant Angelo e per l Estasi di Santa Teresa (Museo Ermitage di San Pietroburgo), e Santa Maria Maddalena penitente di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino (Musei Vaticani). Con un eccezionale restauro, qui esposto per la prima volta: quello dei due dipinti di Giovanni Lanfranco, raffiguranti degli straordinari gruppi di Angeli musicanti. Le due composizioni sono ciò che resta della grande pala dell altare maggiore della chiesa di Santa Maria della Concezione in via Veneto a Roma (meglio conosciuta come Chiesa dei Cappuccini), realizzata dall artista parmense tra il 1628 e il 1630 e andata distrutta nel corso di un incendio nel La pala raffigurava una Immacolata Concezione Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino Santa Maria Maddalena Penitente 1622 Città del Vaticano, Musei Vaticani Foto Musei Vaticani ovvero l immagine gloriosa della Madonna sopra un nuvolario celeste, sorretto dagli angeli festanti. Nel tragico evento si salvarono solo i due frammenti in mostra, conservati fino ad oggi nell'anticamera della sacrestia. Claudia Giraud A cura di Claudia Giraud MPS ART REPORT APRILE 2015 Pag. 44

45 In evidenza: SAN GEMINI, STAZIONE DI POSTA ATELIERS DEI MONTI MARTANI da un idea di Bruno Toscano COMUNICATO STAMPA Sabato 18 aprile 2015, alle ore 18, presso la Sala Culturale Stazione di Posta San Gemini (Terni), si inaugura l esposizione Ateliers dei Monti Martani. Nata da un idea di Bruno Toscano e voluta dall Associazione Valorizzazione del Patrimonio Storico San Gemini Onlus, presieduta da Leda Cardillo Violati, la mostra propone opere di otto artisti di fama internazionale che hanno i loro studi sui Monti Martani, un affascinante porzione dell Umbria appenninica: Laura Barbarini, Stefano Di Stasio, Giuseppe Gallo, Paola Gandolfi, Robin Heidy Kennedy, Cesare Mirabella, Marco Tirelli, Claudio Verna. «I Monti Martani costituiscono una parte cospicua del paesaggio sia per chi guarda dalla Valle Spoletana, sia per chi guarda dalla Valle del Tevere e dalla Conca Ternana», scrive Toscano in catalogo, e «questo contesto [ ] è una visibile sintesi di landscape and memory, un valore indivisibile, che è probabilmente la qualità profonda per cui i nostri artisti lo hanno scelto». Promuovere dunque una riflessione sul rapporto artista-luogo è l idea su cui si incardina l esposizione che, attraverso una significativa antologia di dipinti e di disegni, permette di esplorare alcune possibili declinazioni del fare arte oggi, con contenuti e linguaggi tra loro molto distanti. MPS ART REPORT APRILE 2015 pag. 45

46 In evidenza: MPS ART REPORT APRILE 2015

47 Contatti Autori della Pubblicazione Paolo Ceccherini Responsabile Art Report Tel: Si ringrazia, il Dott. Simone D Onofrio, Dott.ssa Lavinia Polizzi, la Dott.ssa Marika Stranieri per la preziosa collaborazione alla realizzazione del report I grafici sono frutto di elaborazione dell Area Research, sulla base di dati provenienti dai siti delle principali case d aste e dai principali infoprovider. Vuoi ricevere gratuitamente via l Art Report? Per poter accedere ai lavori sul mercato dell arte visita il sito: DISCLAIMER: La presente analisi è stata predisposta esclusivamente a fini d informazione. Il presente documento non costituisce offerta o invito alla vendita o all acquisto di titoli o di qualsivoglia altro bene, esercizio o attività in esso descritti, né potrà costituire la base di alcun contratto. Nessun affidamento potrà essere fatto per alcuna finalità sulle predette informazioni. Banca Monte dei Paschi non ha provveduto a verifica indipendente delle informazioni e non intende fornire alcuna dichiarazione o garanzia, esplicita o implicita, in merito all accuratezza o completezza delle informazioni contenute nel presente documento. Nei limiti consentiti dalla legislazione vigente, la Società (inclusi suoi amministratori, partner, dipendenti, consulenti o altri soggetti) declina ogni responsabilità in relazione a qualsivoglia informazione ovvero omissione di cui al presente documento, ovvero all eventuale affidamento che possa esservi fatto da alcuno. Banca Monte dei Paschi non si assume alcun impegno a fornire al destinatario alcun accesso ad informazioni aggiuntive ovvero ad aggiornarle o correggerle. Le presenti informazioni non potranno essere estratte, riassunte, distribuite, riprodotte o utilizzate senza il previo consenso di Banca Monte dei Paschi. La ricezione delle presenti informazioni da parte di qualsivoglia soggetto e le informazioni stesse di cui al presente documento non costituiscono, né dovranno essere ritenute come costituenti, prestazione di consulenza all investimento a detto soggetto da parte di Banca Monte dei Paschi. In nessuna circostanza, Banca Monte dei Paschi, ovvero qualsivoglia azionista, controllata o dipendente della stessa, potrà essere contattato direttamente in relazione alle presenti informazioni.

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