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1 L OSSERVAZIONE DELLA TERRA PER LA METEOROLOGIA Stato attuale e prospettive in Europa e in Italia BRIG. GEN. CARLO FINIZIO Premessa Èormai diffusa la consapevolezza che l Era dell Informazione è iniziata e che essa caratterizzerà la prima parte del 21 secolo. Questa nuova era lascia intravedere, fra le altre cose, la trasformazione della natura delle operazioni militari, sì che negli Stati Uniti si parla apertamente di una Rivoluzione negli Affari Militari (RMA), governata dal ruolo dell informazione e delle sue tecnologie. In particolare, attraverso lo sviluppo tecnologico che caratterizzerà questa nuova Era, si dovrà perseguire la Superiorità informativa, e cioè la capacità di collezionare, processare e disseminare un flusso ininterrotto di informazioni, impedendone nel contempo la disponibilità alla parte avversa ; fattore che può far sì che il risultato di una operazione non sia più governato soltanto dalla entità e dalla qualità delle Forze in gioco (modello di Lanchester), ma anche - e forse soprattutto - dalla disponibilità di informazioni che possono costituire il valore aggiunto determinante per l impiego vincente delle Forze di una delle due parti. In tale contesto, come d altronde avviene ormai nella gran parte dei settori di Intelligence, assume valenza primaria il telerilevamento dallo spazio, anche quello meteoambientale. Non è un caso che la NATO ha riaffermato che l osservazione meteo da satelliti polari e geostazionari è essenziale per fornire il supporto di alta qualità richiesto dalle sue Forze, in qualsiasi parte del mondo esse si trovino ad operare, nonché la necessità che tale informazione sia opportunamente codificata, onde consentire la disponibilità selettiva dei dati nei casi e nelle aree di crisi. Come noto, in Italia il coordinamento delle attività di EUMETSAT, l Agenzia europea responsabile della gestione dei satelliti meteo operativi, è affidato alla Difesa, per il tramite del Servizio Meteorologico dell A.M., che opera a supporto di Esercito, Marina e Aeronautica nel fornire l informazione meteoambientale atta ad ottimizzare la programmazione e la gestione delle attività addestrative e operative nelle quali oggi le FF.AA. sono impiegate. Un compito impegnativo per la Difesa e di grande responsabilità verso il Paese, anche alla luce della importanza del telerilevamento meteo per moltissimi altri settori nazionali di elevata valenza socio-economica. Un impegno vieppiù accresciuto ora che il 21 marzo u.s. la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il Disegno di legge 6406 Ratifica ed esecuzione degli emendamenti alla Convenzione istitutiva dell Organizzazione europea per l esercizio dei satelliti meteorologici - EUMET- SAT - adottati a Berna dall Assemblea delle Parti nel corso della XV riunione, il 4-5 giugno 1991, che recepisce anche in Italia il nuovo Protocollo emendativo della Convenzione di 30

2 EUMETSAT, con il quale l Agenzia europea si proietta negli anni 2000 in un quadro giuridico che le consente di competere/cooperare a pieno titolo con le corrispondenti Agenzie americane (NOAA e NASA) e, tramite di esse, con il DoD degli Stati Uniti. Le origini delle osservazioni meteo da satellite Il 4 ottobre 1957, quando fu lanciato il primo satellite artificiale terrestre (SPUTNIK- 1), l impressione fu enorme non solo nella pubblica opinione ma anche in tutti gli ambienti scientifici. In quei giorni era in corso a Ginevra la IX Sessione del Consiglio Esecutivo dell Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) e furono percepite immediatamente le potenzialità di questa nuova tecnologia per soddisfare l esigenza di un sistema osservativo meteo in grado di coprire tutto il globo. Nell aprile/maggio 1958, dopo gli ulteriori lanci di SPUTNIK-2 (3 novembre 1957) da parte dell Unione Sovietica e di EXPLORER-1 (2 gennaio 1958) da parte degli Stati Uniti, l OMM creò un Panel di Esperti sui Satelliti Artificiali per definire le proposte per l uso dei satelliti nella meteorologia operativa e nella ricerca fondamentale nelle scienze dell atmosfera. Fu così che si arrivò, appena tre anni dopo (1 aprile 1960), al lancio del primo satellite meteorologico (TIROS-1) da parte degli Stati Uniti e che il 20 dicembre 1961 l Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò all unanimità la Risoluzione 1721 (XVI); in essa si riconosceva che l avvento dei satelliti meteorologici offriva sostanziali opportunità per miglioramenti nei servizi meteorologici e per progressi nelle scienze atmosferiche e si raccomandava pertanto a tutti gli Stati Membri dell ONU e a tutte le Agenzie internazionali specializzate, in particolare all OMM, di sviluppare sistemi integrati di previsioni del tempo e di monitoraggio del clima, facendo un uso efficace anche delle nuove potenzialità tecnologiche del telerilevamento dallo spazio. Di conseguenza, nella IV Sessione del Congresso dell OMM (primavera del 1963) fu introdotto il concetto di Veglia Meteorologica Mondiale (World Weather Watch - WWW), il più importante Programma dell OMM basato su tre componenti, rispettivamente per le osservazioni (Global Observing System - GOS), lo scambio dei dati in tempo reale (Global Telecommunication System - GTS) e l elaborazione dei dati (Global Data Processing System - GDPS). In tale contesto la tecnologia dei satelliti meteo doveva dare un contributo fondamentale al Sistema Osservativo Globale e al Sistema di Telecomunicazioni Globali. Da quel lontano 1 aprile 1960, quando fu lanciato il primo satellite meteorologico, sono ormai passati quaranta anni e i satelliti meteorologici geostazionari e polari rappresentano la componente più importante ed onerosa del Sistema Osservativo Globale per il monitoraggio sia del tempo che del clima. La nascita di EUMETSAT L importanza del telerilevamento dallo spazio per la meteorologia fu immediatamente percepita anche in Europa, così come fu riconosciuta in tempi brevi l esigenza che il vecchio continente contribuisse, accanto a USA e URSS, alla rete di satelliti meteorologici necessaria a coprire l intero globo. Fu così che nel 1972 fu avviato un Programma ad hoc nell ESRO (European Space Research Organization), oggi ESA (European Space Agency), e che il 23 novembre 1977 fu lanciato il satellite geostazionario METEOSAT-1. I Paesi membri di EUMETSAT 31

3 Nel 1981, dopo il lancio di METEOSAT-2, la Conferenza Intergovernativa di 17 Paesi convenne sulla necessità di assicurare continuità operativa al satellite geostazionario europeo e nel 1983 decise che, a questo scopo, era necessaria l istituzione di un nuovo Ente europeo, concordando sulla Convenzione istitutiva della futura Agenzia EUMET- SAT. Nel 1986 la ratifica della Convenzione fu ottenuta da 16 Paesi membri (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Turchia) e quindi, proprio dopo pochi giorni la ratifica italiana (legge 14 giugno 1986, n. 265), il 19 giugno 1986 ha iniziato ad operare ufficialmente EUMETSAT, contribuendo con i suoi Programmi al telerilevamento meteorologico da satellite. Oggi i Paesi membri sono 17, in quanto nel dicembre 1993 anche l Austria ha aderito ad EUMET- SAT. La nuova convenzione Nel 1991 giunse a maturazione il negoziato volto a definire numerosi emendamenti alla Convenzione istitutiva di EUMETSAT, in quanto nel corso del primo periodo della sua applicazione, erano emerse alcune esigenze per adattare il mandato e il funzionamento dell Organizzazione alle mutate circostanze dovute agli sviluppi tecnico-scientifici ed ai nuovi orientamenti operativi dell Agenzia Spaziale Europea. In effetti le modifiche alla Convenzione partono dal presupposto di attribuire all Ente una competenza più ampia per l osservazione della terra e del suo clima, anche in considerazione del successo del programma MOP (METEOSAT Operation Programme) che, inizialmente concepito dall ESA, è poi stato attribuito ad EUMETSAT, di cui ha costituito a tutt oggi la realizzazione di maggior rilievo. Il satellite Meteosat Inoltre ESA sta ormai abbandonando il ruolo di sviluppo dei programmi in campo meteorologico, per trasferirlo ad EUMETSAT che ne ha sempre svolto compiti di controllo e di gestione. Si sono infine delineate, in seno alla Commissione dell Unione Europea, tendenze ad attribuire, in prospettiva, competenze operative in materia di monitoraggio ambientale ad EUMETSAT. Il Protocollo emendativo approvato si ispira pertanto a questa esigenza di aggiornamento e configura un nuovo rafforzato profilo per EUMETSAT, il cui mandato, accanto all obbiettivo primario incentrato su realizzazione, mantenimento e gestione di sistemi europei di satelliti meteorologici operativi viene esteso per contribuire al monitoraggio del clima e dei cambiamenti climatici a scala planetaria. L altro importante elemento di novità nel Protocollo emendativo è il concetto di Programma opzionale in essa contemplato. Ciò a differenza dell attuale situazione secondo la quale tutti i Programmi dell EUMETSAT hanno carattere obbligatorio e tutti i Paesi Membri contribuiscono al loro finanziamento in proporzione al loro Prodotto Nazionale Lordo. Il varo di Programmi opzionali può avvenire invece attraverso la adozione di una dichiarazione programmatica dei Paesi membri interessati alla partecipazione, che costituisce la base di partenza per tutti gli aspetti tecnici, finanziari, contrattuali, legali e per tutti 32

4 gli altri elementi relativi al programma. In definitiva un Protocollo emendativo che dà più forza ad EUMETSAT, rappresenta un importante passo per dare maggiore flessibilità ai suoi Programmi, estendendoli anche all area climatico-ambientale, porta il telerilevamento meteoambientale europeo allo stesso livello degli Stati Uniti e, in definitiva, costituisce una occasione importante per tutta l industria europea del settore per svilupparsi ed accrescere la sua competitività rispetto ai partners americani. Con la ratifica dell Italia del 21 marzo u.s., a tutt oggi 16 dei 17 Stati membri hanno approvato la nuova Convenzione. Quando, con l approvazione formale della Grecia, sarà stata sottoscritta da tutti gli Stati membri, essa entrerà in vigore e verrà registrata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, come previsto dall art. 102 della Carta delle Nazioni Unite. I programmi di EUMETSAT I Programmi attuali sono tre, rispettivamente METEOSAT Transition Programme (MTP), METEOSAT Second Generation (MSG) ed European Polar System (EPS). Il Programma MTP MTP assicura la continuità del telerilevamento meteo fra il METEOSAT Operation Programme (MOP), il primo programma di EUMETSAT, ormai concluso, e il METEO- SAT Second Generation (MSG), il Programma dei satelliti meteo geostazionari degli anni È iniziato nel 1991 e comporta la gestione delle operazioni dei satelliti METEOSAT-5, 6 e 7. Allo stato attuale è previsto che il Programma finisca nel Il contributo di MTP al sistema osservativo e lo stato dell arte della sua tecnologia è dello stesso livello del MOP. Le caratteristiche sono infatti: dati digitali e analogici su tre canali spettrali, rispettivamente visibile (VIS), infrarosso termico (IR) e banda di assorbimento del vapor d acqua in infrarosso (WV); ciclo temporale: 30 minuti; risoluzione spaziale: 5 km in IR e WV, 2.5 km nel VIS; precisione in IR: 0.5 C. Con i satelliti MTP è possibile: osservare ed elaborare con alta risoluzione temporale l evoluzione dei sistemi nuvolosi e dei fenomeni associati ai fini delle previsioni meteo a brevissimo-breve termine (di elevata rilevanza, in particolare per Difesa, assistenza al volo, protezione civile, agricoltura, etc.); produrre dati elaborati utili per le previsioni a breve-medio termine, in particolare per Difesa, trasporti, energia, ambiente, agricoltura, tempo libero, etc.; derivare osservazioni utili per la sorveglianza del clima e delle sue possibili variazioni. I satelliti MTP sono anche utilizzati come mezzo di telecomunicazioni per: diffondere le immagini da essi stessi riprese, dopo pre-elaborazione al suolo; raccogliere dati da stazioni automatiche al suolo e diffonderli nei canali TLC meteo; distribuire dati e prodotti della World Weathewr Watch dell OMM e di rilevanza ICAO verso centri non o mal connessi con il Global Telecommunication System dell OMM (Meteorological Data Distribution - MDD) e/o verso stazioni isolate. La PGS (Primary Ground Station) del Programma MTP è al Fucino e costituisce la prima struttura di EUMETSAT ubicata fuori la Germania, remota cioè rispetto alla sede di EUMETSAT, localizzata a Darmstadt. Il Programma MSG MSG rappresenta il Programma di satelliti geostazionari europei degli anni E iniziato nel 1994, è svolto in collaborazione con l ESA ed include lo sviluppo, la preparazione, il lancio e la gestione di tre satelliti (MSG-1, MSG-2 e MSG-3), il primo dei quali dovrebbe essere lanciato verso la fine del 2000 per essere operativo all inizio del Allo stato attuale è previsto che il Programma finisca nel Lo stato dell arte della tecnologia di MSG è molto più avanzato di quello di MOP e MTP. Le caratteristiche sono infatti: dati digitali e analogici su dodici canali spettrali; ciclo temporale: 15 minuti; 33

5 risoluzione spaziale: 3 km nei canali dell IR e 1 km nel VIS ad ampio spettro; precisione in IR: 0.5 C. Con i satelliti MSG sarà possibile: migliorare sensibilmente il monitoraggio dell evoluzione dei sistemi nuvolosi e dei fenomeni associati ai fini delle previsioni meteo a brevissimo-breve termine, con la possibilità di effettuare analisi con metodi oggettivi; produrre dati elaborati molto più dettagliati (in particolare indici di instabilità atmosferica per la previsione precoce di fenomeni di particolare rilevanza per Difesa, protezione civile ed agricoltura) e utili come input di modelli ad alta risoluzione; osservare l evoluzione dello strato di confine fra l atmosfera turbolenta (i primi km) e l atmosfera superiore per fini aeronautici ed ambientali; migliorare la qualità e la quantità di osservazioni utili per la sorveglianza e lo studio del clima e dell ambiente e delle relative variazioni. I satelliti MSG continueranno ad essere anche utilizzati come mezzo di telecomunicazioni per diffondere le immagini da essi stessi riprese, raccogliere dati da stazioni automatiche al suolo e distribuire dati e prodotti meteo (MDD). Il Programma EPS Nel corso del vertice G7 tenutosi a Versailles nel 1984, l Europa riconobbe che avrebbe dovuto farsi carico di maggiori investimenti nella meteorologia spaziale, dal momento che il costo pro-capite dei satelliti meteorologici operativi per un cittadino americano era nettamente superiore a quello sostenuto da un cittadino europeo. Europa e Stati Uniti durante quel vertice crearono pertanto un Gruppo di lavoro denominato IPOMS (International Polar Orbiting Meteorological Satellite) che arrivò alla conclusione che i Paesi del vecchio continente avrebbero dovuto sviluppare e portare a livello operativo per gli anni 2000 un satellite polare meteorologico di nuova generazione destinato a contribuire, unitamente a quelli americani, a una adeguata copertura dell intero globo. A tale scopo in Europa venne avviata una collaborazione fra l ESA e l EU- METSAT rispettivamente per i Programmi METOP e EPS. All inizio degli anni 90 si è determinato un altro evento importante. Gli Stati Uniti hanno varato la cosiddetta convergenza nel settore spaziale fra militare e civile. In particolare questa nuova direttiva governativa comporta, per la meteorologia, sinergie fra il Dipartimento della Difesa (DoD), la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e la NASA (National Aeronautical and Space Administration). In tale quadro di riferimento, si è giunti a formalizzare la cooperazione EUROPA-USA, che è regolata da un Agreement fra EUMET- SAT e NOAA, che opera anche per conto del DoD e della NASA. Tale Agreement definisce la rete globale di satelliti meteorologici polari del primo ventennio degli anni 2000, gli strumenti imbarcati e la data policy. L evoluzione del sistema satellitare globale polare (IJPS - Initial Joint Polar System) fino presumibilmente al 2017 è quindi il seguente: allo stato attuale operano quattro satelliti polari, tutti americani: - due TIROS della NOAA; - due DMSP (Defense Meteorological Satellite Programme) del DoD; dall inizio degli anni 2000 al opereranno ancora quattro satelliti, tre americani e uno europeo: - un TIROS della NOAA; - due DMSP del DoD; - un METOP/EPS (il primo dei tre previsti, da lanciare nel 2003); dal , quando si completerà la convergenza fra militare e civile, opererà il definitivo Initial Joint Polar System USA- Europa, con soltanto tre satelliti, due americani e uno europeo: - due POESS (Polar Environmental Satellite System) di NOAA/DoD; - un METOP/EPS di EUMETSAT. Gli strumenti imbarcati sui satelliti METOP/EPS saranno i seguenti: Infrared Atmospheric Sounding Interferometer (IASI) per profili di temperatura; MicroWave Humidity Sounder (MHS) per misure di umidità; Advanced Scatterometer Measures near sur- 34

6 Il quartier generale EUMETSAT - Darmstadt (Germania) face /ASCAT) per misure di vento sugli oceani; High Resolution Infrared Sounder (HIRS) per misure di temperatura senza nubi; Advanced Very High Resolution Radiometer (AVHRR) per immagini ad alta risoluzione; Advanced Microwave Sounding Unit-A (AMSU-A) per misure di temperatura ognitempo; Global Ozone Monitoring Instrument (GOME) per misure di ozono; GNSS Receiver for Atmospheric Sounding (GRAS) per misure di temperatura nell alta atmosfera; Data Collection System Argos (DCS-Argos) per localizzazione stazioni e rilancio dati; Search and Rescue (S&R) per servizi di allerta ed emergenza e localizzazione sorgenti. Con i satelliti METOP/EPS dell Initial Joint Polar System sarà possibile monitorare operativamente la struttura tridimensionale dell atmosfera con altissimo dettaglio. La citata strumentazione imbarcata può essere raggruppata secondo le seguenti missioni. Telerilevamento di immagini Sarà possibile ottenere immagini (in 5 canali, 2 nel visibile e 3 nell infrarosso) di 4000x2000 km con risoluzione di circa 1 km. Dette immagini, nel canale del visibile, discriminano le nubi di ghiaccio da quelle di acqua liquida, informazione di particolare interesse per le attività di volo, per la protezione civile e l agricoltura. Nel canale dell infrarosso sarà possibile ottenere misure di temperatura (del mare e del top delle nubi) con una sensibilità di 0.1 C, informazione di particolare interesse per l attività di volo e per la navigazione marittima (sia di superficie che sommersa). Questi dati sono altresì di particolare rilevanza, fra l altro, per la protezione civile e l agricoltura. Profili di temperatura e umidità Con gli strumenti a microonde, in infrarosso ed onde radio, si ricostruiscono i profili verticali di temperatura e umidità con una accuratezza comparabile a quella dei radiosondaggi, sia nei bassi strati atmosferici che nell alta atmosfera. Con questi sondaggi tridimensionali dell atmosfera ad alta risoluzione ed ognitempo, non forniti da METEOSAT Transition Programme (MTP) e METEOSAT Second Generation (MSG), sarà possibile migliorare notevolmente la conoscenza di quelle grandezze che negli strati superficiali influenzano in maniera determinante le caratteristiche della propagazione elettromagnetica e, quindi, le capacità di avvistamento a distanza. Migliorerà altresì l input dei modelli fisico-matematici di atmosfera, che quindi potranno meglio rispondere alle esigenze di previsioni a breve e medio termine sia delle condizioni atmosferiche che dello stato del mare (si valuta che il range di prevedibilità nell emisfero nord cresca di circa due giorni). Venti sul mare e stato del mare Con i dati del radar ad apertura sintetica, è possibile ricostruire i venti alla superficie del mare e lo stato del mare con una risoluzione orizzontale di 25 km. Questi dati, poi, unitamente a quelli dei sondaggi, inseriti nei modelli fisico-matematici di aria/mare, consentono di migliorare in maniera sensibile la previsione del 35

7 vento nei bassi strati su terra e sul mare e dello stato del mare stesso. Più in generale, quindi, con EPS si avrà la possibilità di monitorare con continuità, su base planetaria e ad alta risoluzione, parametri atmosferici e superficiali di particolare interesse operativo. Si incrementerà pertanto la disponibilità di informazioni superficiali (immagini) ad alta risoluzione e di profili verticali dell atmosfera necessari per poter migliorare il nowcasting e la prevedibilità dei modelli atmosferici (circa due giorni) nell emisfero nord con ricadute di particolare rilevanza non solo per la programmazione e la gestione di operazioni militari di terra, di mare e di aria, ma anche, ad esempio, per protezione civile, agricoltura, ambiente e gestione del territorio, energia, trasporti, costruzioni, turismo e gestione del tempo libero, terziario avanzato, mass media. La disponibilità di questa eccellente base di dati finalizzati alla meteorologia operativa avrà ricadute collaterali anche per una rilevante e significativa sorveglianza sistematica di tipo climatico-ambientale, attesa la particolare valenza che gli strumenti imbarcati hanno per l osservazione della superficie dell oceano, per la chimica dell atmosfera e per i bilanci radioattivi. Infine, last but not the least, EPS rappresenta il primo esempio operativo globale di predisposizione del telerilevamento meteo al data denying, alla possibilità cioè di introdurre meccanismi di non disponibilità dell informazione su determinate aree e a determinate stazioni riceventi. Ciò comporta, durante periodi di crisi e a seguito di coordinamento fra USA ed Europa, sarà possibile rendere impossibile la ricezione in maniera selezionata, sia per area vista dal satellite, sia per sensore di rilevamento, sia infine per stazione ricevente. Quali prospettive per EUMETSAT? Considerazioni generali Finora tutti i Programmi di EUMETSAT sono stati sviluppati in stretta collaborazione con l ESA. I rapporti fra le due Agenzie sono stati finora soggetti a pressioni di tipo diverso, dal momento che in ESA la policy dei ritorni geografici, pur ammorbidita dal rapporto Delors dell inizio degli anni 90, condiziona la partecipazione nei progetti alla salvaguardia degli interessi nazionali, mentre in EUMETSAT ha finora prevalso l interesse tecnico-operativo, dal momento che i Programmi potevano essere soltanto quelli obbligatori, con una contribuzione in base al PNL. Ora la nuova Convenzione consente ad EUMETSAT di avviare progetti opzionali non più soggetti di principio a contribuzioni proporzionali al PNL, ma sui quali si può trattare di volta in volta. C è quindi uno spazio, pur limitato, anche per gli interessi nazionali. Ciò favorirà un esame di nuovi possibili Programmi in collaborazione fra ESA ed EUMETSAT portati avanti su basi paritetiche ed eventualmente condizionati da fattori meno diversi che in precedenza. Riguardo alla collaborazione transatlantica, va sottolineato che gli Stati Uniti, in linea con la Joint Vision del DoD oltre il 2010, hanno confermato nei primi incontri con EUMETSAT la dualità della tecnologia del telerilevamento ambientale. L esigenza del DoD continuerà pertanto a convergere nella NOAA/NASA, con gli ovvi vincoli di disponibilità dei dati nei casi di crisi (data denying). Nel contempo si sta avviando in Europa la European Security and Defense Identity. Ciò potrebbe portare anche nel vecchio continente alla definizione di un requisito militare unico per il telerilevamento meteo-ambientale e quindi a una convergenza di questo requisito in quello più generale a livello continentale, dove potrà operare con maggior forza rispetto alla situazione attuale, nella quale il coordinamento fra il civile e il militare deve avvenire invece a livello di singolo Paese membro. Riguardo poi agli aspetti tecnologici, merita di essere sottolineato l indirizzo che vede la sostituzione delle grandi piattaforme satellitari con sistemi di piccoli satelliti dedicati a singole specifiche funzioni, contribuendo così a far crescere l affidabilità e l efficacia del sistema complessivo. L affidabilità infatti non viene a dipendere più da poche grandi piattaforme che ospitano un payload complesso che svolge parecchie funzioni; inoltre l efficacia aumenta in quanto queste funzioni saranno svolte al meglio, senza essere soggette a vincoli derivanti dal fatto che oggi i sensori devono essere coospitati su piattaforme ed orbite non ottimali per tutti. Nei colloqui avviati fra Europa e USA per l analisi e la definizione di una strategia comune nel settore delle osservazioni della Terra per il dopo 2015 è stato, fra l altro, recepito l indirizzo verso l impiego di sistemi 36

8 di minisatelliti dedicati a specifiche osservazioni. Infine la ristrutturazione in corso dell industria europea porterà ad una aggregazione dell offerta nel settore del telerilevamento. Nell ipotesi più probabile che si venga a creare uno scenario con due o più grandi Consorzi nei vari settori e che quindi permanga una concorrenzialità in grado di generare competitività sia qualitativa che finanziaria, EUMETSAT potrà limitare la ricerca del soddisfacimento ottimale della sua esigenza ancora in Europa. Se invece la ristrutturazione in corso determinerà una mancanza di concorrenzialità a livello europeo, allora EUMETSAT si troverà costretto a ricercare il soddisfacimento della sua esigenza anche al di fuori dell Europa, mettendo quindi in concorrenza l industria europea con quella americana. E l Italia? In relazione alle citate prospettive generali, quali le considerazioni specifiche per l Italia e, in maniera più diretta, per la Difesa? I nuovi rapporti ESA-EUMETSAT che potranno essere instaurati in futuri possibili Programmi opzionali dovrebbero incidere sui comportamenti e sulle posizioni delle delegazioni nazionali nelle due Agenzie, dove il Paese è rappresentato rispettivamente dalla Difesa in EUMETSAT e dall Agenzia Spaziale Italiana in ESA. Dovrebbero pertanto essere favoriti coordinamenti basati su principi almeno simili o comparabili se non identici ed è da augurarsi quindi che vadano diminuendo nel futuro casi di posizioni fortemente differenziate nelle due Agenzie, come verificatosi per il Programma METOP/EPS. Per quanto riguarda poi la convergenza fra civile e militare e l iniziativa europea in termini di sicurezza e difesa, va considerato che, fra i Paesi dell Unione Europea, solo Grecia, Italia e Regno Unito hanno Servizi Meteorologici inseriti nella Difesa (nel Regno Unito si tratta in realtà ormai di una sorta di Agenzia Autonoma sotto la sorveglianza della Difesa) e che solo in Italia il Servizio è interamente militare. Si comprende quindi come nell ambito delle azioni volte a sviluppare l ESDI l Italia possa svolgere un ruolo di primo piano nel coordinamento e nella definizione del requisito tecnico-operativo nel settore della meteorologia e nella presentazione di questa esigenza in ambito EUMETSAT. Infine, in relazione alle nuove tecnologie dei minisatelliti e alla ristrutturazione dell industria europea, si può rilevare che, con questi nuovi indirizzi, possono aumentare le possibilità da parte di varie Agenzie nazionali di concorrere, ognuna per la sua piccola parte, ai grandi Programmi congiunti internazionali. L esperienza che l Italia sta maturando nei sistemi di piccoli satelliti (Progetto Cosmo-Skymed) può essere fatta opportunamente valere nei Programmi successivi a MSG ed EPS. Inoltre il fatto che le imprese nazionali di maggiore rilevanza alla fin fine si apprestano tutte ad essere presenti nei pochi grandi Consorzi che si stanno formando, unitamente alla citata strategia verso costellazioni di piccoli satelliti, potrebbe favorire la delegazione italiana in una morbida difesa degli interessi nazionali, che verrebbero appunto soddisfatti all interno di questi Consorzi e con il contributo a specifici sensori imbarcati su singole componenti del sistema globale (un approccio in qualche maniera simile a quello seguito nello sviluppo di EPS). Le Antenne Meteosat del Fucino 37

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