La scommessa dei bambini

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1 La scommessa dei bambini Atti dei convegni e seminari Castello Sforzesco, 6-12 Novembre 2008 A cura del Gruppo Consiliare del Partito Democratico in collaborazione con il Gruppo Infanzia PD Milano

2 Pubblicato il: Novembre 2008 a cura di: Gruppo Consiliare Partito Democratico Stampato da Grafiche Porpora - Segrate (MI)

3 Indice Presentazione David Gentili pag. 5 Mimma Noziglia pag. 6 Introduzione Pierfrancesco Majorino pag. 9 Seminario, 6 novembre 2008 Il percorso del cambiamento dall assistenza all educazione Marilena Adamo pag. 12 Ida Finzi Fulvio Scaparro Seminario, 8 novembre 2008 Il bambino e le sue relazioni Mimma Noziglia pag. 48 Cristina Riva Crugnola pag. 50 Carla Gaddi pag. 64 Incontri aperti, 9 e 11 novembre 2008 Il ruolo dei genitori pag. 72 I nidi privati pag. 77 Seminario, 12 novembre 2008 Oggi e domani: organizzazione e formazione nella città che cambia David Gentili pag. 98 Questionari pag. 106 Francesca Zajczyk pag. 106 Silvia Gardino pag. 114 Franca Manoukian pag. 116 Susanna Mantovani pag. 120 Marzia Oggiano pag. 124 Conclusioni David Gentili pag

4 QUADERNI DEL GRUPPO INFANZIA - PD MILANO La scommessa dei bambini - Atti dei seminari e degli incontri la scommessa dei bambini Mostra, seminari, incontri sui Servizi Educativi all Infanzia di Milano 6-12 novembre 2008 Sala dei Pilastri - Castello Sforzesco - Milano Se oggi siamo in un epoca in cui il tempo e i ritmi delle macchine e del profitto sono modelli contrapposti ai tempi umani, allora bisogna sapere da che parte stanno psicologia, pedagogia e cultura (Loris Malaguzzi I cento linguaggi del bambino) PROGRAMMA DEI LAVORI giovedì 6 novembre ore INAUGURAZIONE Presentazione di Pierfrancesco Majorino e Andrea Fanzago ore SEMINARIO Il percorso del cambiamento: dall assistenza all educazione L elaborazione pedagogica, le scelte amministrative, le esperienze innovative che cambiarono il volto dei servizi milanesi. Ne parliamo con: Marilena Adamo,Vincenzo Cesareo, Ida Finzi, Fulvio Scaparro. In chiusura proiezione del filmato: La relazione che fa crescere (dalla Conferenza dei Servizi, 1989) sabato 8 novembre ore SEMINARIO Il bambino e le sue relazioni in famiglia, al nido e alla scuola dell infanzia Ne parliamo con: Carla Gaddi, Mimma Noziglia, Cristina Riva Crugnola. In chiusura aperitivo. domenica 9 novembre ore INCONTRO APERTO Il ruolo dei genitori tra desiderio di partecipazione e difficoltà di comunicazione Coordinano Paola Bocci e Eni Girometta. martedì 11 novembre ore INCONTRO APERTO I nidi privati tra risposta ai bisogni delle famiglie e necessità di confronto con l ente pubblico Coordinano Donatella De Gaetano e Laura Guagnellini. mercoledì 12 novembre ore SEMINARIO Oggi e domani: servizi, organizzazione, formazione nella città che cambia Ne parliamo con: Silvia Gardino, Franca Manoukian, Susanna Mantovani, Francesca Zajczyk. ore 18,30 CONCLUSIONI Le proposte e l iniziativa del PD David Gentili si confronta con educatori e genitori Al ciclo di incontri e seminari sono invitati tutti coloro che vivono la realtà dei nidi e delle scuole d infanzia milanesi:educatori, genitori,operatori dei servizi,amministratori. Durante il ciclo di incontri è allestita una mostra permanente di documentazione multimediale con pannelli illustrativi, archivi informatici e cartacei, proiezioni di filmati sulla storia dei servizi educativi milanesi con testimonianze di educatori e genitori. La mostra sarà aperta tutti i pomeriggi dalle 14.00alle 17.00, dal 6 al 12 novembre. Lunedì giorno di chiusura. Si ricorda ai genitori che all interno del CastelloSforzescoil servizio Sforzinda del Comune di Milano ( ) offre uno spazio gioco per bambini da 4a11anni. Orari e programmi si possono consultare sul sito del Comune di Milano (www.comune.milano.it) Segreteria Organizzativa Gruppo Consiliare PD Segreteria Organizzativa: fax:

5 Presentazione Presentazione David GENTILI, consigliere comunale Pubblichiamo con orgoglio e convinti di offrire al confronto e al dibattito cittadino un materiale di grande significato, gli atti dell iniziativa che si è tenuta dal 6 al 12 novembre 2008 al Castello Sforzesco, nella Sala dei Pilastri. Evento che ha rappresentato per il Partito Democratico e per il gruppo di lavoro che lo ha organizzato una tappa fondamentale di un lungo percorso, aperto nel marzo 2006 all Auditorium San Carlo con il seminario Progettoscuolaincomune: le proposte per il futuro della scuola milanese e proseguito con Bambini 0-6: politiche e servizi per la prima infanzia a Milano, novembre 2006; e ancora con Bambino flessibile? nel novembre del 2007 e nel 2008 con due nuovi incontri dedicati ad operatori e genitori dei Servizi all Infanzia: Avere cura per prendersi cura, per non lasciare solo chi educa, nell aprile 2008 ed infine: Educazione e assistenza tra integrazione e conflitto, il 3 giugno L evento che ora presentiamo descrive sette giorni di grande intensità e ricchezza: tre seminari, due tavole rotonde, una mostra, documenti video, interviste e testimonianze, un ricco archivio consultabile, informatico e cartaceo. Un evento voluto fortemente da un folto gruppo di lavoro composto da ex dirigenti del Settore Educazione, genitori, ex educatrici: Paola Bocci, Silvia Gardino, Emy Girometta, Laura Guagnellini, Nadia Manzoni, Mimma Noziglia, Chiara Scavello, Silvana Signorini, Anna Paola Tucci. Un ciclo di incontri che ha ripercorso la storia dei Servizi all Infanzia milanesi, giungendo sino ai giorni nostri, aiutati da personalità dello spessore di Marilena Adamo, Ida Finzi, Franca Manoukian, Susanna Mantovani, Cristina Riva Crugnola, Fulvio Scaparro. Si sono voluti approfondire i nuovi e vecchi bisogni dei nostri bambini, sondare lo stato dei servizi all infanzia, ascoltare e confrontarsi con genitori, educatori, cittadini, imprenditori della prima infanzia, per poi guardare al domani, convinti che lo stesso futuro della nostra città di Milano dipenda proprio dalla cura dei più piccoli. Eravamo il fiore all occhiello di questa città, non siamo più neanche l erba Così scrive un educatrice, rispondendo alle domande poste in un questionario di cui abbiamo discusso prima. La Scommessa dei Bambini si è svolta in un momento di forte crisi d identità dei servizi, non solamente per la forte conflittualità tra 5

6 QUADERNI DEL GRUPPO INFANZIA - PD MILANO La scommessa dei bambini - Atti dei seminari e degli incontri Amministrazione ed organizzazioni sindacali per le carenze d organico, l aggiornamento e la formazione, l organizzazione dei servizi, non solamente per le forti critiche di moltissimi genitori per le modalità di gestione delle iscrizioni, del calendario didattico, della riapertura dei servizi e inserimento dei bambini, per come viene gestito il sostegno ai bambini portatori di handicap, ma soprattutto per le incertezze di molti sulla volontà di far sopravvivere i Servizi Educativi all Infanzia comunali, servizi che hanno fatto la storia di Milano, hanno caratterizzato fortemente la nostra città, quando l Amministrazione investiva sempre più risorse non dovute, nei processi formativi ed educativi. Il Partito Democratico come abbiamo dimostrato in questi anni c è: accetta la scommessa e rilancia. Scommette sul futuro, sulla formazione e sull educazione, scommette su questa città e i suoi cittadini. Mimma NOZIGLIA, psicologa Il titolo che abbiamo scelto per questo evento organizzato dal Gruppo Infanzia PD La Scommessa dei Bambini è stato preso a prestito da un convegno tenuto nel lontano 1988 a Riccione, dove Loris Malaguzzi ci ricordava che..se oggi siamo in un epoca in cui il tempo e i ritmi delle macchine e del profitto sono modelli contrapposti ai tempi umani, allora bisogna sapere da che parte stanno la psicologia, la pedagogia e la cultura. Ci chiediamo oggi quale sia il progetto pedagogico dei nostri Servizi all Infanzia a Milano, quali aggiornamenti e verifiche siano stati predisposti, quale organizzazione e quale formazione sostengano le competenze delle nostre educatrici, quale documentazione venga prodotta e dove possa essere consultata, insieme a quella molto ricca raccolta negli anni passati nei nostri Nidi, nelle nostre Scuole e nei nostri Tempi per le Famiglie. E per cercare di rispondere a queste domande - che da tempo vengono poste in molte e diverse occasioni da operatori e genitori che abbiamo organizzato questa mostra e queste giornate di studio. Abbiamo iniziato ripercorrendo la storia dei nostri Servizi dal momento del passaggio dall Assistenza all Educazione, per riflettere insieme sui cambiamenti che sono avvenuti in questi ultimi anni, ricordando, con i diversi relatori, l importanza di educare i bambini, osservarli, ascoltarli, rispettare la loro individualità, i loro bisogni irrinunciabili, sottolineando il significato 6

7 Presentazione centrale della relazioni per i bambini, per i loro genitori, per gli adulti che li aiutano a crescere. Spesso veniamo invitati a tener conto del quadro istituzionale attuale, della diversa situazione in cui si trovano oggi le famiglie dei bambini che vengono affidati ai nostri servizi i bambini sono una componente importante della famiglia ed è a loro che dobbiamo in primo luogo pensare. Sappiamo che la crescita psicologica dell individuo e la sue capacità di costruirsi un immagine di sè e del mondo sono possibili soltanto quando i dati dell esperienza acquistano significato attraverso la relazione con l altro vale a dire con le figure di riferimento in famiglia, al nido, a scuola. Per questo i bambini così si intitolava un convegno tenuto qualche anno fa a Trento chiedono servizi di qualità. Se non terremo conto delle conseguenze che potrà avere nel tempo la nostra politica educativa non riusciremo a creare le condizioni perché i bambini possano crescere meglio quali misure, per quale scopo, con quale forma di responsabilità, per chi, sono domande che devono interessare ciascuno di noi. Lo scriveva J. Bruner nel 1980, oggi sembra più che mai necessario impegnarci per cercare insieme delle risposte valide, continuando a scommettere sui bambini. 7

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9 Introduzione Introduzione Pierfrancesco MAJORINO, capogruppo PD in Consiglio Comunale Quello di questi giorni è un bel viaggio nel tempo. Un viaggio nel tempo passato per guardare al futuro, per capire cosa portarci di una stagione che racconteremo, nel futuro. Un tempo che ci appare lontano ed anzi dovremmo dire lontanissimo se lo guardassimo mentre ascoltiamo le parole dell Assessore Moioli o se osservassimo le brutte pratiche di governo cittadino sul tema dell infanzia. Un tempo nel quale si è cercato, pur tra errori legittimi, resistenze, difficoltà, di liberare energie intellettuali, professionalità, passioni affinché Milano diventasse, com è avvenuto in diversi casi, un vero e proprio laboratorio sui servizi all infanzia. Un tempo a cui, però, noi non guardiamo con nostalgia. Infatti non offriamo gli spunti di riflessione di oggi, i contenuti della Mostra, le discussioni di queste giornate per costruire meccanicamente un operazione relativa a quanto fosse bella la stagione andata ma, semmai, ci occupiamo ricuperarli, gli spunti e le riflessioni, per cercare di stimolare una tensione positiva, per fare, bene, gli amministratori. Gli amministratori di una città che non investe, attualmente, sui servizi alla persona. Milano infatti oggi, al contrario dell esperienza che recuperiamo, è un laboratorio per la dismissione dei servizi e per l arretramento del pubblico dalle proprie responsabilità. E questo è preoccupante perché, quando un amministrazione comunale si mostra indifferente, diffidente o addirittura ostile verso il popolo delle educatrici, degli educatori e verso le famiglie che fruiscono dei servizi, offre un immagine di sé piuttosto cinica e, soprattutto, provoca dei danni relativi alla qualità stessa del servizio e finisce per non accorgersi di alcune necessità, di alcuni bisogni di innovazione, di alcune domande che non trovano risposta. Basti pensare, i presenti lo sanno meglio di me, alle grandi inquietudini e domande che porta con sé il tema dell immigrazione e la presenza dei figli dell immigrazione. Quindi se c é un arretramento da parte dell Amministrazione Comunale nell azione di accompagnamento, coinvolgimento degli operatori, 9

10 QUADERNI DEL GRUPPO INFANZIA - PD MILANO La scommessa dei bambini - Atti dei seminari e degli incontri organizzazione del servizio, anche grandi trasformazioni, domande e inquietudini nuove vengono alla luce diventando difficili da gestire. In altre parole esse si mostrano a quel punto con tutte le loro spigolosità e non sarà mai l ideologia delle classi ghetto o delle operazioni di stampo chiaramente razzista che vengono promosse dagli stessi che governano in questo modo a livello locale e a livello nazionale, dicevo, non saranno quelle, le strade per rispondere a bisogni di coesione, integrazione, valorizzazione di una nuova offerta educativa capace di frequentare la società multietnica. Insomma: questa tensione che noi vorremmo si ritrovasse rispetto al grande tema dei Servizi all Infanzia è quella che ci ha mosso ad organizzare queste giornate. Giornate che dicevo vogliono essere giornate di lavoro collettivo, comune, che sappiano coinvolgere le operatrici, gli operatori del settore, le famiglie, i genitori e più in generale i cittadini sensibili, nella convinzione che tutto ciò non sia un azione di strumentale dialettica politica, ma, semmai, il contributo di chi si aspetta che questa azione di confronto, ascolto, ricerca venga fatta innanzitutto da chi governa a Milano oggi. Un lavoro quello che noi vi proponiamo che nasce da questi bei materiali, da questa mostra, dalle tavole rotonde che vengono offerte e che coinvolgerà diversi ospiti autorevoli. Un lavoro che è il frutto dell operato di una squadra che io voglio citare perché credo che sia stato estremamente utile il contributo di idee ed energie che ci hanno portato alcune persone, grazie alle quali noi siamo qui. Consiglieri comunali quali David Gentili, Francesca Zajczyk, ovviamente Marilena Adamo non più Consigliere comunale ma che in Parlamento in queste settimane credo con la stessa tensione ideale che noi vi proponiamo si sta battendo giustamente contro le scelte sciagurate in termini di saperi, istruzione o, meglio, di tagli a saperi e istruzione, promossa dal governo Berlusconi, dal Ministro Gelmini; la Segreteria del Gruppo con Chiara Scavello, Angela Carulli, Sergio Laminafra ed altri e di persone che volontariamente hanno prestato il loro tempo. C è un cartello che le indica: io mi permetto di ringraziare Mimma Noziglia, Silvia Gardino, Giovanna Meda, Paola Bocci, Carla Grossi che in questi giorni hanno prestato le loro energie affinché Milano potesse avere questo piccolo luogo di riflessione comune sulla necessità di ripartire dalla qualità dei Servizi all Infanzia per restituire a questa città speranze e bellezza per il futuro. Sono giornate nelle quali giustamente si spendono e si evocano immagini forti rispetto al cambiamento, io non voglio scomodare i giorni e i cambiamenti 10

11 Introduzione in terra americana, dico però che credo che i presenti o meglio, diciamola così, i bambini di questa città di oggi e di domani, si meritino di più rispetto al cinismo al quale abbiamo assistito in questi mesi da parte dell Amministrazione Comunale. E penso che tutti noi dobbiamo portare il nostro contributo perchè il tema dell Educazione e dei Servizi all Infanzia non venga relegato come la scomoda spesa da tagliare in previsione del prossimo difficile Bilancio. Invece è davvero una scommessa che ci deve vedere tutti insieme qui a ragionare, discutere, costruire iniziativa comune. Io vi ringrazio di essere quindi presenti e do subito la parola a Marilena Adamo che coordinerà e introdurrà la prima tavola rotonda. 11

12 QUADERNI DEL GRUPPO INFANZIA - PD MILANO La scommessa dei bambini - Atti dei seminari e degli incontri 6 Novembre 2009 SEMINARIO IL PERCORSO DEL CAMBIAMENTO DALL ASSISTENZA ALL EDUCAZIONE Marilena ADAMO, Senatrice PD L elaborazione pedagogica, le scelte amministrative, le esperienze innovative che cambiarono il volto dei servizi milanesi Grazie a tutte e a tutti di essere venuti, ringrazio il Capogruppo per le sue parole e ringrazio soprattutto il gruppo di lavoro che ha permesso questa mostra e il ciclo di incontri che apriamo oggi. Sarà una settimana, come avete visto, dedicata ai bambini attraverso materiali, oggetti, foto, film, e tutto quanto è stato recuperato per ricostruire non solo con le parole la storia dei Servizi Educativi del Comune di Milano; una settimana dedicata anche a momenti di incontro e riflessione tra politica e cultura professionale, dal passato al presente, con l occhio rivolto al futuro. L incontro di oggi, che apre il ciclo, è dedicato agli anni 80, anni di svolta nella cultura dei Servizi per l Infanzia a Milano, che pure veniva da tanto lontano. Vorrei subito riprendere quello che è già stato detto: non si tratta di una riflessione nostalgica, come dice l ultimo cartellone della bella mostra. Però, noi un rimpianto l abbiamo: abbiamo il rimpianto di una Milano che sapeva essere all avanguardia nella innovazione proprio nei Servizi Educativi per l Infanzia, che era sempre un passo avanti, la Milano che ha anticipato le leggi nazionali o pratiche che sono state poi riprese e largamente diffuse in tante altre realtà. Il rimpianto della Milano che investiva in educazione, dai bambini agli adulti, ben oltre i compiti istituzionali, con intelligenza e lungimiranza, che potremmo ascrivere ad una tradizione riformista in senso ampio, ad una specie di DNA per cui sapeva che investire in formazione e in educazione voleva dire investire sul futuro dei propri cittadini e in coesione sociale. 12

13 Il percorso del cambiamento dall assistenza all educazione Questa convinzione è stata un punto di riferimento fermo di tutte le Amministrazioni che via via si sono succedute nella storia di Milano ma, naturalmente, i materiali qui raccolti e il focus della nostra riflessione non può andare così indietro, dovremmo andare ai primi del 900, limitiamoci agli anni 80, quando trasformazione sociale, bisogni delle famiglie, nuove elaborazioni psico-pedagogiche spingono ad una svolta. Anzi, per essere precisi, il momento simbolico per la storia milanese è il 1978, quando l Amministrazione decise di trasferire i Servizi per i piccolini, cioè i Nidi, dopo il passaggio dall ONMI al Comune stesso e dopo l implementazione della rete, dall Assistenza dove erano collocati per legge nazionale e per tradizione culturale, all Educazione. Da lì è nata, possiamo dire, una storia fatta di investimenti in formazione, sperimentazioni, ricerca della qualità. Con la nuova Amministrazione nel 2006 abbiamo visto il procedimento inverso, a livello simbolico, ma purtroppo non solo: tutti i Servizi alla Prima Infanzia sono passati al Settore Famiglia e Politiche Sociali e, via via, con piccoli provvedimenti successivi, le tappe del percorso d innovazione sembrano in qualche modo cancellate a ritroso. L ultima cosa che ho visto in questo senso è il bando che introduce il voucher e parifica così completamente i nidi agli altri servizi assistenziali, ai servizi cosiddetti a domanda individuale. Questo noi lo consideriamo un arretramento. Si faceva prima l analogia con quello che succede nel Paese sulla scuola: mi sento di ribadire la totale e piena disponibilità del PD a innovare il più possibile la scuola, a combattere gli sprechi dove ci sono (non è vero infatti che tutto va bene) ma non accetto di farmi classificare come conservatrice perché vorrei mantenere la Scuola Elementare così com è, mentre sarebbe innovatore chi mi propone la scuoletta del maestro unico e delle 24 ore degli anni 50. Un ragionamento analogo si può fare per quello che riguarda i Servizi. Non siamo certo qui a sostenere che i servizi che sono stati realizzati, messi in campo, costruiti con un progetto - un progetto di formazione - fossero perfetti, però l attuale strategia di ritorno all Assistenza, la scelta di separare di nuovo le Materne dai Nidi, di ricondurre il Nido a pieno titolo nei Servizi Assistenziali col bonus, non mi si dica che questo è un percorso innovativo. Con la massima disponibilità a discutere di tutto e a vedere come migliorare, come andare maggiormente incontro alle famiglie, senza sacrificare troppo però i diritti del bambino. 13

14 QUADERNI DEL GRUPPO INFANZIA - PD MILANO La scommessa dei bambini - Atti dei seminari e degli incontri Credo che questo nostro dibattito si collochi in quello ben più ampio che si è aperto nel Paese: dopo anni, e mi riferisco dalla fine degli anni 90, si torna forse a parlare di questi temi, di educazione e di scuola, fuori dai corporativismi. Questo è quello che vorremmo avviare con questa nostra iniziativa, ricordando che se negli anni 70/ 80 si sono ottenuti risultati importanti, è stato perché sono stati voluti e perseguiti non dalle sole educatrici, dagli insegnanti, o solo dai genitori o solo dai pedagogisti o solo dagli operatori dei servizi psicopedagogici e sociali, ma da tutti insieme, in una nuova cultura condivisa. Invece, da troppi anni, questi temi sono relegati in ambiti specialistici, o anche di categoria, e quindi in qualche modo vissuti nell insieme della società civile come corporativi, come sindacali oppure come troppo tecnici, estranei alle effettive possibilità di partecipazione dei cittadini/utenti. Ora, quello che sta succedendo rispetto alla scuola con il movimento che è in campo, sta rimettendo insieme punti di vista diversi. Vedere insieme le maestre con le famiglie, i ragazzi delle superiori con i professori, i sindaci con la fascia insieme al sindacato, i rettori e i loro studenti, dà il segno: non sono tanti pezzi di società che si difendono, ma c è un vissuto collettivo, un interesse di tutti. Analogamente su Materne e Nidi e, più in generale, sulla condizione dei bambini a Milano, credo dovremmo aprire un dibattito con tutta la città perché si interroghi sui bisogni del bambino, sulla sua centralità, sui cambiamenti intercorsi in tutti questi anni, per favorire il riformarsi di una cultura comune. Non dimentichiamo infatti che tra gli anni 80 ed oggi c è di mezzo una generazione di educatori e genitori che non ha partecipato affatto alla elaborazione che qualcuno di noi può dare per scontata, non ne ha memoria alcuna. Però, appunto, noi siamo convinti, magari sbagliando, che nessuno riesca a progettare davvero un futuro nuovo se non sa chi è, se ha perso totalmente la propria storia, la propria memoria, la propria identità, sia a livello individuale che collettivo. Ripensare quindi all esperienza passata intanto dimostra che si sono potute fare delle cose importanti, che oggi sembrano impossibili e peraltro ci dà il segno di una storia e di un modo di essere dei servizi a gestione pubblica, che, non lo dimentichiamo, sono stati i protagonisti in Italia e non solo a Milano, delle esperienze educative rivolte ai più piccoli. E questa una peculiarità dei Servizi per l Infanzia in Italia, rispetto ad altri Paesi che pure 14

15 Il percorso del cambiamento dall assistenza all educazione hanno fatto cose importanti per la prima infanzia; la forte presenza del pubblico che ha in qualche modo dettato il know-how, la sperimentazione e i modelli organizzativi anche al settore privato, che fino a poco tempo fa era un settore residuale. Quali le opzioni forti dell esperienza milanese che vorremmo ripercorrere con i nostri ospiti? Tra le diverse che potrebbero essere richiamate vorrei citarne due prima di lasciare la parola. Una è l unità dell approccio da 0 a 6 anni e anche in questo il Comune di Milano ha avuto un intuizione importantissima: abbiamo Nidi e Materne, possiamo impostare un lavoro che guarda i bisogni dei bambini della nostra città da 0 a 6 anni come problema unitario, poi magari non riusciremo a dar risposte a tutto, ma il tipo di cultura che ci attrezziamo a mettere in campo come supporto dei nostri servizi è una cultura unitaria che non spezzetta in fasce di età. La seconda cosa, lo accennavo anche prima, il Nido, al di là che venga realizzato per rispondere ad una domanda che è insieme sociale e culturale, deve orientare il progetto educativo sul bambino e i suoi bisogni. Allora grande fu il contributo che venne dal mondo scientifico per far capire agli amministratori, alle stesse puericultrici - non erano ancora educatrici che il bambino da 0 a 3 anni non ha bisogno solo di accudimento, ma ha bisogno di relazioni, di un contesto affettivo, che è un soggetto che apprende; di tutte queste cose parlerete nei seminari di approfondimento. Per questo il Comune si diede uno strumento: il CIE, Centro di ricerca e di formazione. Mi rivolgo a Fulvio Scaparro, che è stato uno dei protagonisti, per chiedergli una testimonianza e poi forse ci raggiungerà Cesareo, un fondatore, che si scusa ma ora è all ISMU ad un altro Convegno sui bambini stranieri. Il CIE era uno strumento di formazione e il Comune di Milano, avendo tanto personale sia nel settore infanzia che nel settore adulti, ne fece un luogo di collegamento tra ricerca universitaria e formazione dei propri dipendenti, in un circuito virtuoso per migliorare continuamente le competenze professionali del proprio personale. Discorso analogo potrebbe essere fatto per la Scuola per Operatori Sociali di Via Daverio, che molti di voi conoscono. L altro importante contributo che venne dall elaborazione professionale e che fu recepito dall Amministrazione fu l integrazione orizzontale: il Comune di Milano, titolare di servizi assistenziali ed educativi, era allora anche titolare di servizi e interventi sanitari (allora non c erano le ASL): l Ufficio di 15

16 QUADERNI DEL GRUPPO INFANZIA - PD MILANO La scommessa dei bambini - Atti dei seminari e degli incontri Igiene, i Servizi Integrati già di carattere psicosociale, i Consultori Famigliari, i Consultori Pediatrici, erano tutti gestiti interamente dal Comune, per cui i nostri bimbi avevano, come dire, del personale che era formato, supervisionato anche dal punto di vista psicologico e sociale, in raccordo con gli altri servizi. Di questo ci parlerà Ida Finzi, che è stata una delle antesignane, perché proprio lei, con gli Assessori Cuomo e Sangiorgio curò il passaggio dei Nidi dal Settore Assistenza al Settore Educazione. L altro punto di forza fu quello di una dirigenza qualificata. Quando ho avuto l onore anche io di fare l Assessore al Comune di Milano avevo sei Dirigenti solo per l infanzia, ed erano tutte persone con una formazione psicopedagogia, erano persone competenti, che quindi collaboravano all elaborazione di un progetto, erano in grado di supervisionare la formazione delle operatrici, e soprattutto, cosa non ultima, erano dei capi credibili, autorevoli. Infine, mi è stato chiesto in questo mio amarcord introduttivo, di ricordare la Conferenza di Servizio del 1989, che è stato un momento importante. Perché? Intanto per il metodo che è stato introdotto. Mi dicevano, mi ricordo, se ero matta perché avevo messo insieme tremila persone a lavorare per produrre materiali, discutere, elaborare intorno ad alcune linee progettuali. L obiettivo era di consolidare e far diventare, come possiamo dire, cultura istituzionale tutto quello che negli anni precedenti era stato sperimentato (che vi ho sommariamente raccontato ma che trovate molto meglio esposto nei cartelloni e nel materiale); l altro obiettivo era quello di valorizzare le educatrici come soggetti attivi dell innovazione. Perché noi, e lasciatemi identificare ora con la mia professione e non con la politica, noi che ci occupiamo di educazione e di scuola, se ci lasciano lavorare, siamo molto innovatori! In altre parole l Amministrazione voleva che partisse da loro il nuovo disegno progettuale più rispondente a nuovi problemi che la società in evoluzione poneva alla nostra attenzione: da qui nacquero i Raccordi che oggi sono chiamati Anticipi o Sezioni Primavera (li fece il Comune di Milano alla fine degli anni 80), i Micronidi, i Tempi per le Famiglie, tutto quell insieme di attività che passava sotto l espressione non solo nido. Era la scommessa di innovare sapendo di avere una leva strategica: la competenza e la formazione del nostro personale. 16

17 Il percorso del cambiamento dall assistenza all educazione La scommessa dei bambini è il titolo della nostra iniziativa, ma per scommettere bisogna avere delle belle fiches: ecco che la competenza e la formazione del personale erano allora, ma possono essere ancora, le nostre buone fiches. 17

18 QUADERNI DEL GRUPPO INFANZIA - PD MILANO La scommessa dei bambini - Atti dei seminari e degli incontri 18

19 Il percorso del cambiamento dall assistenza all educazione Ida FINZI, psicologa e psicoterapeuta Assistenza o educazione? I bisogni dei bambini come base per pensare ai servizi per l infanzia Quando mi e stato chiesto di venire a parlare qui ho avuto davvero molta paura di fare un discorso da cariatide o da pilastro, visto che siamo in questa Sala dei Pilastri appunto. Ho cercato di pensare al tema di oggi partendo da quello che è stato il mio percorso e quindi dall angolatura della psicologia dell infanzia. Ho lavorato per più di trent anni nei servizi pubblici di Milano nell area della psicologia materno infantile; ero prima nei Servizi Medico-Psico-Pedagogici Comunali, poi Ussl poi Asl; ho fatto tutto il percorso dei Servizi Territoriali e ripensando a partire da questa esperienza mi sono venute in mente alcune cose che coincidono con le osservazioni di Marilena Adamo. Vorrei parlarvene dal punto di vista del percorso di pensiero che era stato fatto da noi operatori dei bambini, psicologi e neuropsichiatri infantili, in quegli anni. Bisogna andare indietro nel tempo. Io ho cominciato come tirocinante nel 69 e poi come dipendente, nei Centri Medico-Psico-Pedagogici, dove lavoravano due personaggi assolutamente eccezionali che erano Luciana Nissim e Mariolina Berrini, le due maggiori psicoanaliste per i bambini di quel periodo storico a Milano. Quindi si disponeva nel Pubblico della più alta competenza nel campo della psicoanalisi infantile che si dedicava, con un impegno politico oltre che tecnico, alla costruzione nella città di Milano di servizi di eccellenza. Queste erano persone che venivano - devo andare indietro per forza, ma è una storia davvero interessante venivano dal ventennio; avevano studiato, si erano laureate. La Nissim è stata deportata ad Auschwitz e ne è tornata, la Berrini era staffetta partigiana da neolaureata. Raccontavano che dopo la fine della guerra, quando avevano cominciato a mettersi a lavorare, avevano scoperto che esisteva nel mondo, fuori d Italia, una cultura sui bambini da un punto di vista psicologico e psicanalitico di cui loro non avevano avuto nessuna notizia durante il fascismo. La loro esperienza è iniziata come pediatre, negli Asili Nido ex ONMI. Non so se le persone qui sanno queste cose, che a me sono sempre sembrate di grande interesse. Erano Asili Nido assistenziali, anche di fabbrica, che si basavano su una legislazione, che tra l altro aveva origine alla 19

20 QUADERNI DEL GRUPPO INFANZIA - PD MILANO La scommessa dei bambini - Atti dei seminari e degli incontri fine dell 800, di tutela della maternità e di sostegno alle donne lavoratrici, che poi aveva avuto un certo sviluppo durante il fascismo ma soprattutto nella guerra e nel dopoguerra, quando le donne si erano messe a lavorare perché sostituivano gli uomini che erano in guerra. Erano strutture in cui venivano accolti i bambini delle donne lavoratrici con una certa cura dal punto di vista sanitario, dal punto di vista della cura corporea. Io ho cominciato a fare le mie prime osservazioni in scuola materna agli inizi degli anni 70; ricordo che c erano 40 bambini per classe, una maestra unica e i bambini venivano educati per esempio a spostare le seggioline senza fare rumore o potevano versare un cucchiaino di terra in una pianta, che veniva trapiantata, ma uno per volta, e imparavano a stare seduti e zitti. E negli Asili Nido ex ONMI, dove noi andavamo all epoca in cui stavamo imparando psicologia della prima infanzia a fare delle osservazioni, e a vedere se c erano segni di sofferenza psichica in questi bambini, io mi ricordo di bambini che dondolavano, che avevano ritardi del linguaggio, ritardi motori, ma anche di bambini sanissimi che crescevano nonostante tutto. Le educatrici dell ONMI erano anche brave, erano persone impreparate ma anche capaci di assistere i bambini e di fare delle cose di buon senso. Vi sembra una cosa molto antica, ma il cambiamento è avvenuto nel corso degli anni 70 con una velocità straordinaria. Vorrei mostrare un collegamento fra ciò che è successo nel processo di modificazione della metodologia dell educazione e quello che è successo nell acquisizione di conoscenze psicologiche: da un provincialismo e un ignoranza straordinarie, all aver immesso nella cultura psicologica e pedagogica italiana i contributi internazionali sullo sviluppo dei bambini. Non c era una Facoltà di Psicologia, noi studiavamo, facevamo dei corsi di specializzazione; non c erano riviste, non c erano traduzioni di testi fondamentali. Mi ricordo di essere andata a Parigi e di aver scoperto che vi erano intere librerie di psicologia e di testi base; non erano tradotti, chi sapeva le lingue se li leggeva e ci sono stati in quel periodo alcuni grandi maestri: Musatti che ha curato la traduzione di Freud, Fornari che ha introdotto la Klein, e via via l Italia è diventata meno provinciale e ha sviluppato qualcosa di speciale. A Milano si è cercato di applicare i principi della psicologia della primissima infanzia, chiamando supervisori inglesi, francesi, svizzeri per le strutture educative e non solo per i servizi specialistici di clinica del bambino, dove noi lavoravamo. Siamo andati a collaborare nei primi Asili Nido Comunali; da un 20

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