Le olimpiadi si sono svolte regolarmente dal 776 al 200 a.c., poi con interruzioni fino alla definitiva soppressione nel 393 d.c.

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1 INTRODUZIONE ALLA STORIA DELLO SPORT Lo scopo è dare alcuni dati sull origine e lo sviluppo dello sport e la sua importanza nella società umana, nonché approfondire alcune problematiche attuali. Ci si concentrerà soprattutto sul periodo della Rivoluzione industriale, inteso come momento determinante per la nascita dello sport moderno. 1 Le origini dello sport ed i greci Lo sport, inteso come attività ricreativa, agonistica o per la fortificazione del corpo, risale a molto lontano nel tempo, tanto è vero che non è possibile stabilirne l origine esatta. Si presume che le prime pratiche sportive siano legate alla caccia ed alla pesca, a partire dal momento in cui queste vengono praticate per divertimento o per competizione (la caccia e la pesca per sopravvivere non possono essere assimilate ad attività sportive). Pure alcuni rituali tribali, per dimostrare la propria forza fisica, sono sicuramente tra le prime attività sportive dell uomo. Nella preistoria gli esercizi fisici erano sicuramente importanti per la preparazione alla guerra o alla caccia, mentre diverse danze rituali e collettive possono essere considerate attività sportive. Il legame sport-istruzione/preparazione militare è una costante importante nella storia. In seguito le prime civiltà storiche hanno sviluppato diversi sports: ad esempio il kung-fu presso i cinesi (già nel XXVIII secolo a.c.), la lotta e la scherma in Egitto (XXVI secolo a.c.) o il polo in Persia ed in Tibet. Per la tradizione occidentale e per l importanza organizzativa della pratica sportiva, sono però fondamentali i greci. Infatti le Olimpiadi, disputate la prima volta presso il tempio di Olimpia nel 776 a. C. 2 (le prime olimpiadi moderne per contro si sono tenute ad Atene nel 1896), costituiscono la prima grande manifestazione sportiva competitiva organizzata. 3 Alcune caratteristiche della pratica dello sport presso i greci: -In genere lo sport era riservato all aristocrazia, o comunque ai benestanti. -Le competizioni agonistiche erano sempre consacrate ad una o più divinità. Le più importanti: i giochi olimpici (l olimpiade è il periodo di quattro anni che intercorre tra i giochi), dedicati a Zeus; i delfici ( o pitici), dedicati ad Apollo; i nemei, dedicati a Zeus o ad Era (la moglie); ed infine gli istmici, dedicati a Poseidone. Lo svolgimento delle gare si è evoluto nel tempo: in genere si cominciava con i sacrifici, poi la corsa nello stadio, la lotta, il pugilato, il pancrazio (uno sport violento basato sulla lotta e il pugilato), la corsa dei cavalli, il pentathlon (scatto, salto in lungo, giavellotto, disco e lotta), ed altri sports (una parte era anche dedicata a gare per i giovani). Naturalmente molto sentita era la rivalità tra le due principali città (o Stati) Sparta 4 (aristocratica, militare) 1 Come nella storia generale bisogna distinguere tra la storia sociale, che offre una visione globale (passato, vissuto, vita quotidiana, ecc.) e quella politica, che mette in risalto il ruolo dei grandi personaggi; anche nella storia dello sport si può avere un approccio globale (impatto dello sport sulla società) o personale (ruolo dei grandi campioni). Noi privilegeremo il primo tipo, anche se la storia dello sport non può prescindere dai grandi campioni (ad esempio nel calcio i vari Pelé, Maradona, Cruijff, o nel basket Michael Jordan, o nel ciclismo Coppi, Bartali, o ancora nell hockey Gretzky, ecc. hanno fatto la storia dei rispettivi sports, sicuramente anche per il seguito che hanno saputo creare, ma non solo). 2 Le olimpiadi si sono svolte regolarmente dal 776 al 200 a.c., poi con interruzioni fino alla definitiva soppressione nel 393 d.c. 3 Ma anche presso i greci vi erano da secoli delle competizioni agonistiche importanti. 4 Segnalo che le donne spartiate avevano più libertà e potevano praticare anche lo sport, mentre gli ateniesi ritenevano sconveniente tale attività per le donne. Si noti che in genere le competizioni avvenivano a corpo nudo. SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 1 di 10

2 e la democratica Atene. I giochi olimpici erano talmente importanti che i greci interrompevano persino le guerre durante il periodo agonistico e la datazione avveniva in funzione dei giochi; ad esempio gli anni erano indicati in questa maniera: secondo anno dopo i terzi giochi olimpici. Per i vincitori il premio era onorifico, consistendo in un semplice ramoscello intrecciato come una corona, ma il prestigio legato ad una vittoria era tale da garantire all eroe un futuro tranquillo (ad esempio ad Atene erano mantenuti a spese pubbliche nel pritaneo), oppure la possibilità di una brillante carriera politica. Pure la polis (città-stato) di origine era glorificata dal trionfo del proprio atleta. 5 A parte le olimpiadi, per i greci lo sport era molto importante nell educazione dei giovani: la ginnastica (in palestra) aveva un ruolo fondamentale (come la grammatica e la letteratura). Serviva a garantire il benessere fisico, essenziale alla perfetta armonia tra anima e corpo ricercata dai greci (vedi anche filosofia), ed alla preparazione per il futuro servizio militare. I romani Pane e circo : queste erano le richieste più frequenti del popolo romano. Il pane specialmente da parte dei poveri, mentre il circo simboleggiava i divertimenti, lo spettacolo e lo sport. In particolare: -Combattimenti (tra uomini, tra belve e misti). -Ricostruzioni storiche o mitiche (ad esempio battaglie). -Uomini che erano sbranati o fatti morire atrocemente. Molto spesso gli spettacoli erano cruenti e gli attori, o parte di loro, moriva per il divertimento del pubblico. In ogni caso vi erano delle vere e proprie competizioni che possiamo considerare sportive, anche se moralmente criticabili secondo i nostri valori. 6 Esistevano delle vere e proprie scuole per i gladiatori: se la maggior parte di loro erano schiavi, è pur vero che vi erano anche alcuni professionisti, che si arricchivano ed avevano grande fama. Però la loro sorte non era sempre piacevole, anzi rischiavano di essere uccisi in caso di sconfitta (dipendeva dagli umori del pubblico, che poteva sventolare un fazzoletto per salvare il combattente sconfitto, oppure condannarlo con il tipico gesto del pollice verso il basso). 7 Per questo le fughe e le rivolte non erano rare: famosa la rivolta di Spartaco, nel 73-71, che fu duramente repressa. Gli schiavi ribelli furono crocefissi a migliaia lungo la strada che da Roma porta a Capua. In genere vi erano i seguenti giochi: - Al circo: le corse dei cavalli, coi carri (le bighe). - Nei teatri: le ricostruzioni storiche e mitologiche (come ad esempio le naumachie, ricostruzioni di battaglie navali). Erano simulazioni nelle quali molto spesso i guerrieri romani uccidevano il nemico, rappresentato da schiavi o prigionieri inermi. 5 La civiltà greca non è importante solo per lo sport: anche altri divertimenti e svaghi erano presenti, come la filosofia (e la scienza) il teatro, la musica, la letteratura, la poesia, la cultura, ecc. Inoltre buona parte della nostra cultura occidentale trova le sue radici nell epoca classica greca (istituzioni e sistema politico, razionalità, scienza, ecc.). 6 Anche all epoca suscitavano qualche critica: del resto l imperatore ( ) e filosofo stoico Marco Aurelio aveva abolito i giochi, che sono stati reintrodotti dopo la sua morte dal figlio Commodo (reso famoso dal film Il gladiatore : lui scendeva nell arena a combattere). 7 Alla fine la decisione spettava alla personalità che organizzava i giochi (di solito a Roma l Imperatore), che indicava la sua scelta con il pollice verso l alto o verso il basso. SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 2 di 10

3 - Negli anfiteatri: i combattimenti tra i gladiatori, ma anche tra le belve. 8 Queste manifestazioni, questi spettacoli, come del resto i banchetti 9 che molti nobili offrivano al popolo, avevano pure uno scopo propagandistico: la popolarità dell imperatore cresceva più feste e giochi riusciva ad organizzare e queste servivano a tenersi buono il popolo. Quindi lo sport era già utilizzato a fini politici e sociali, oltre che economici. Naturalmente non va dimenticato che la ginnastica serviva anche presso i romani a preparare i giovani al servizio militare, così come la pratica sportiva era una componente fondamentale dell addestramento degli eserciti. 10 Medioevo, rinascimento ed età moderna La crisi, portata dalle invasioni barbariche e dalla caduta dell Impero romano, frena anche lo sviluppo dello sport in senso stretto, cioè inteso come attività fisica a scopo ricreativo, salutare o competitivo, comunque fine a se stesso. Anche se la nobiltà militare e terriera creerà nuove pratiche sportive, come ad esempio le giostre ed i tornei di cavalieri. Competizioni regolate da precisi codici d onore e comportamentali fondamentali: nobiltà d animo, ecc. Pure la caccia e la pesca saranno riservate ai nobili, anche come sport. Solo nel basso medioevo (dopo il mille), con i miglioramenti economici, ci sarà una rinascita sportiva, con ad esempio lo sviluppo di manifestazioni storiche ancora presenti oggi (come il palio di Siena, dal 1238; o il calcio fiorentino 11 nel XV-XVI secolo; o i giochi della pallacorda in Francia). 12 Lo sport moderno e la Rivoluzione industriale Lo sport moderno trova senza dubbio la sua origine nell Inghilterra della Rivoluzione industriale. 13 All inizio nelle public school", cioè nelle scuole private, nei college, dove venivano educati ed istruiti i giovani rampolli delle famiglie aristocratiche o borghesi, nascono diverse nuove pratiche sportive, che riprendono alcuni giochi popolari, spesso violente. Poco a poco verranno regolamentate e daranno vita alle moderne discipline sportive. Illustrazione 1 La pratica educativa dell epoca era molto rigida e mirava ad inculcare certi valori non disdegnando le punizioni corporali. Anche lo sport mirava a formare il carattere dei giovani, favorendo lo spirito competitivo e abituando a far fronte alle avversità. Per un certo periodo la violenza era quindi non solo tollerata, ma anche incoraggiata. 14 Ma lo sport doveva anche insegnare i valori della società inglese dell epoca, per cui si è affermato uno spirito da gentlement, dove il senso dell onore e della lealtà erano fondamentali: la competizione poteva essere rude e virile, ma non doveva mai sfociare in 8 Spesso uomini venivano fatti sbranare dalle belve. Anche i martiri cristiani subirono questa sorte. 9 I romani festeggiavano anche per diversi giorni consecutivi, abbuffandosi sino all inverosimile. 10 Per approfondimenti si veda I ludi nell antica Roma 11 I giocatori si chiamavano i calcianti. 12 Si tratta di sports da cui trarranno origine i nostri sports moderni (tennis, calcio, ecc.) e che a loro volta si rifanno a sports già praticati dai greci. Per il calcio da segnalare che anche gli aztechi praticavano un gioco simile con la palla. 13 Questo non vale solo per lo sport, ma più in genere per i divertimenti e gli svaghi, o per il turismo. 14 Si trattava di violenza nel gioco, non di zuffe volgari! Ma in ogni caso specialmente i più grandi approfittavano di alcune competizioni per picchiare i più piccoli e questo era a volte tollerato proprio per formare il carattere. Anche se i moralisti porranno ben presto un freno a tutto questo, imponendo rigide regole (variava da scuola a scuola). SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 3 di 10

4 rissa od in atteggiamenti antisportivi o scorretti. Inoltre poco a poco lo sport venne codificato. Per quanto attiene ai giochi di palla, tra i più diffusi, si giunse ad una scissione tra il rugby, che mantenne il carattere violento originario (venne regolamentato solo più tardi), e il calcio, da giocare solo con i piedi, dove la violenza era ridotta. Quando poi lo sport diventò più popolare, ci si preoccupò di impedirne la degenerazione in risse, cercando di diffondere anche negli strati popolari i valori della nobiltà e della borghesia (il fair play, quello spirito da gentlement che impediva di scadere nella rissa), 15 mentre le regole diventavano sempre più rigide e codificate. Illustrazione 2 Ma come e quando lo sport è uscito dalle public school? Nel settecento e nella prima parte dell ottocento erano soprattutto gli ex-studenti a continuare a praticare lo sport anche terminati gli studi, dando vita a dei clubs (es. di cricket). In questo periodo, dove le condizioni di vita delle classi operaie erano troppo dure, non potevano certo occuparsi di sport: all epoca un operaio lavorava anche 16 e più ore al giorno e molto spesso bambini di sei anni (ed anche meno) erano mandati nelle miniere di carbone! Quando però la sensibilità verso il mondo operaio è migliorata, 16 e quindi l orario di lavoro si è ridotto progressivamente e molti impiegati cominciarono ad avere ad esempio il sabato pomeriggio libero, ecco che anche loro 17 hanno cominciato a praticare attività ricreative. Anzi, venivano incoraggiati da chi si preoccupava (intellettuali, moralisti, medici, filantropi, ecc.) delle loro condizioni morali (lo sport fa bene alla salute ed allontana da molti mali, come ad esempio il consumo eccessivo di alcool). Nella seconda metà dell ottocento il successo e la diffusione di alcuni sport, come il calcio, furono tali che ben presto si è giunti alla professionalizzazione della pratica sportiva (legame storia sociale e sviluppo dello sport). Le ragioni principali sono così riassumibili: - Migliori condizioni sociali: più tempo libero. - Gli operai non potevano correre il rischio di infortunarsi, altrimenti perdevano il posto di lavoro. Ecco che molti, i più bravi, riuscirono a farsi assumere come professionisti. Questo perché gli sports diventarono molto popolari, sia tra il popolo, che tra i ricchi, che quindi finanziavano le loro squadre e volevano avere i migliori giocatori. Oppure erano ben contenti che la loro azienda avesse una squadra (prestigio sociale, ecc.). - Lo sport crea interesse (pubblicità, investimenti, nuove opportunità economiche, scommesse, ecc.). Va da se che non bisogna fare il paragone con la situazione attuale. Però un buon calciatore poteva sicuramente guadagnare quanto un operaio (che viveva in condizioni precarie), se non leggermente di più (si trattava di rimborso spese ). Inoltre lo spirito sportivo dilettantistico rimase molto importante. È quindi nella seconda metà dell ottocento che lo sport moderno, che era nato nelle public school nella prima parte del secolo e nel secolo precedente, diventò popolare e si sviluppò. 15 Del resto ancora oggi questo spirito sportivo lo si ritrova in Inghilterra. 16 In questo l opera di F. Engels La condizione della classe operaia in Inghilterra del 1845 contribuisce a prendere coscienza del problema 17 In verità in precedenza esistevano già dei giochi più o meno rozzi praticati dai popolani con la palla, che spesso davano problemi di ordine pubblico tanto da essere vietati a più riprese. SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 4 di 10

5 L esempio del calcio è in questo senso indicativo: - Nel 1830 alcune scuole cercano di codificare il gioco, con le prime regole, per contenere la violenza. - Nel 1855 si forma il primo club: lo Sheffield Club - Nel 1863 abbiamo la fondazione della Football Association, la federazione inglese di calcio. - Nel 1871 c è la prima edizione della Coppa d Inghilterra (FA Cup) Dal 1860 molti lavoratori avevano il sabato pomeriggio libero. Anche loro sono affascinati dallo sport e quindi iniziano a praticarlo. Poco a poco si formeranno i primi clubs operai (fino ad allora ne esistevano molti legati ai giovani nobili e borghesi o di ispirazione religiosa). - Nel 1883 si ha la prima vittoria in Coppa d Inghilterra di un club operaio, il Blackburn, che sconfigge l Eton. Naturalmente cresce l interesse 19 e il pubblico è sempre più numeroso alle partite. 20 Illustrazione 3 - Solo in seguito il gioco si diffonde sul continente. 21 In Europa lo sport arriva, 22 come detto, dall Inghilterra, come del resto la Rivoluzione industriale. Sono gli inglesi ad esportarlo ed i nomi di alcuni dei clubs più antichi lo testimoniano. 23 Così mentre le regole evolvono, 24 l interesse cresce, ed ecco che nel XX 18 Pure le regole cambiano: nello stesso anno è stabilito che il portiere può prendere il pallone con le mani. 19 Dal punto di vista delle tattiche si passa dal dribbling game, più consono all aristocrazia (individualità, l'eroe) che non agli operai (collettivo e ricerca del risultato) al più efficace passing game. Si noti che all epoca si giocava in 8 su 11 in attacco, anche se le prime partite assomigliavano molto al gioco iniziale, non codificato, in cui tutti si gettavano sulla palla e si tiravano calcioni.poi si giocherà in modo più statico e sobrio (stile gentlement): si aspetta l avversario, ecc. Concetti come quelli di pressing, ecc. sono molto più recenti. Del resto oggi il gioco si è notevolmente velocizzato. Se prima le fasi dell azione di un giocatore potevano essere riassunte così: 1 ricevere la palla, 2 guardare la situazione di gioco, 3 decidere cosa fare e 4 passare la palla (agire). Ora bisogna in primo luogo guardare la situazione di gioco e decidere cosa fare, poi la palla va ricevuta già in funzione di ciò che si vuole fare (controllo orientato) e subito si deve agire (ad esempio passare la palla). Il tempo per riflettere è quindi sempre più breve e l azione sempre più veloce. 20 Nel 1923 verrà costruito lo Stadio di Wembley (Illustrazione 3). 21 E in genere gli inglesi in incontri dimostrativi vincevano con molte reti di scarto. 22 E non solo: in Argentina la Federazione è fondata nel 1893, mentre in Italia, ad esempio, solo nel 1896 (due anni dopo il Genoa vincerà il primo campionato). 23 In Italia il Genoa Cricket & Football Club, od il Milan. In Svizzera il Grasshopper Club (ma il club più antico è il San Gallo, del 1879). In Ticino il Bellinzona (1904). 24 Sin dal 1863 esiste un organismo per modificare le regole, l International Board, che tra le altre cose nel 1891 decise l introduzione del calcio di rigore. L idea era venuta a McCrum, un dirigente d azienda ed un portiere che si preoccupava di migliorare le regole del gioco: constatando che lo spirito sportivo era vanificato dal fatto che molte squadre commettevano troppi falli di mano vicino alla porta propose questa regola. Gli inglesi si opposero, ma nel 1890 capitò che il Notts County ha battuto lo Stoke City nei quarti di Coppa per 1-0 con un giocatore che parò un tiro all ultimo minuto sulla riga di porta con la mano. La punizione non diede nessun esito (tutti i giocatori si misero sulla linea di porta) e il Notts passò il turno grazie a quel gesto antisportivo (ciò che fece grave scandalo all epoca!). Il primo rigore ufficiale fu dato al Wolverhampton Wanderers il 14 settembre 1891 contro l Accrington Stanley e fu trasformato da Joseph Health. Due anni dopo si decise che un rigore doveva essere battuto anche a tempo scaduto. Questo perché in una partita il portiere dell Aston Villa, che vinceva 2-1 sullo Stoke, aveva calciato la palla lontano dopo che l arbitro aveva fischiato un rigore al novantesimo contro la sua squadra: ripreso il pallone il tempo era scaduto e la partita finita. Anche questo fece notevole scandalo. Ma anche altre regole sono cambiate in seguito a problemi simili (sempre per il rigore all inizio il portiere poteva muoversi fino ai 5.5 metri). Anzi, recentemente nel calcio e non solo assistiamo a molti cambiamenti nelle regole, per adattarle all evoluzione del gioco. Si noti che in generale nella Storia umana si fanno delle regole (o leggi) proprio quando sorgono nuovi problemi da risolvere, cioè si cerca di adattarsi ai cambiamenti nella realtà. SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 5 di 10

6 secolo si penserà allo sviluppo di competizioni internazionali. Era così nato lo sport moderno, che avrà un grande impatto sulla società e cambierà abitudini, usanze, costumi e mentalità dell uomo. Si pensi ad esempio solo al coinvolgimento delle masse in sports come il calcio, sia come spettatori, che come praticanti. Od a tutto ciò che sta attorno allo sport. 25 Il calcio nel XX secolo La Grande Guerra ha naturalmente frenato lo sviluppo dello sport, tant è vero che i primi a svolgere una competizione 26 saranno i sudamericani (Coppa America del 1916). Sarà Rimet, presidente della Federazione internazionale, fondata nel 1904, a voler organizzare la prima Coppa del Mondo, che si svolgerà nel 1930 in Uruguay: i padroni di casa vinceranno 4-2 la finale contro l Argentina. Poi in Europa nel 1934 e nel 1938 vincerà due volte l Italia, prima della pausa dovuta alla Seconda Guerra mondiale (sport e storia politico-militare si intrecciano!). La Coppa del Mondo riprenderà in seguito (in Brasile nel 1950, dove vincerà ancora l Uruguay, e poi in Svizzera, nel 1954). 27 Sport e politica Come abbiamo visto già all epoca dei greci e dei romani lo sport era sfruttato per fini propagandistici. Così è stato anche nel XX secolo, dove la popolarità ed il coinvolgimento delle masse erano grandissimi. Alcuni esempi: - Il fascismo in Italia ha sfruttato lo sport ed in particolare i successi della Nazionale di calcio (nel 1934 a Roma contro la Cecoslovacchia per 2-1 e nel 1938 a Parigi, contro l Ungheria per 4-2) per propagandare il regime. - Il nazismo di Hitler, con le olimpiadi di Berlino del Oppure durante la guerra fredda, con i successi sportivi (e non solo), che dovevano dimostrare la superiorità del sistema comunista rispetto a quello capitalista e viceversa. Da notare il boicotto reciproco delle Olimpiadi di Mosca (nel 1980 da parte degli USA e di altri paesi, per protestare contro l invasione dell Afghanistan) e di Los Angeles (1984, da parte dell URSS, con il pretesto della scarsa sicurezza garantita agli atleti). 28 Naturalmente si tratta solo di alcuni esempi significativi. 25 Ad esempio lo sviluppo delle scommesse, come il totocalcio (la prima schedina in Italia è del 5 maggio 1946); oppure il coinvolgimento dei giovani, le collezioni di figurine, oggi il fantacalcio, ecc; oppure ancora lo sport e l emancipazione femminile (già a fine ottocento il calcio femminile ha vissuto un primo momento di successo); ecc. 26 Prendo sempre il calcio come esempio, ma vi sono anche altri sport ad avere uno sviluppo interessante sulla falsa riga del calcio: il tennis (primo torneo a Wibledon nel 1877 vinto da Spencer Gore, femminile dal 1884,vinto da Maud Witson; il primo torneo di Roland Garros è del 1925), lo sci (che si sviluppa anche sulle alpi, con il turismo inglese), l Hockey, con il primo mondiale nel 1924, ecc. 27 Le Competizioni europee per club datano del 1955 (Coppa dei Campioni vinta dal Real Madrid). La prima Coppa Libertadores, così come la prima Coppa Intercontinentale, datano invece del 1960 (per l Intercontinentale da notare che si giocava con gare di andata e ritorno: Penarol-Real Madrid 0-0; Real- Penarol 5-1). 28 Furono poi istituiti i Goodwill Games (giochi della buona volontà) per riavvicinare attraverso lo sport i paesi dei blocchi contrapposti. SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 6 di 10

7 Conclusione Lo sport ha quindi sempre avuto un ruolo importante nella società umana, anche se per ragioni spesso differenti: 1 In preparazione alla vita militare o alla caccia. 2 Per ragioni di salute (igieniche) o pedagogiche (educative: ad esempio lo sport tiene lontano dalla strada, dall alcool, dalla droga, ecc.; ma porta anche valori positivi, come la convivenza, il rispetto delle regole, la forza d animo, ecc.). 3 Come sport: competitivo e spettacolare. Oggi lo sport ha però cambiato di senso e ci sono diversi problemi. Si può ancora parlare di sport come valore? Esiste cioè ancora uno spirito sportivo come quello che ha animato De Coubertin alla fondazione dei giochi olimpici: Il fine del movimento olimpico è di promuovere lo sviluppo delle qualità fisiche e morali che sono alla base dello sport dilettantistico, di invitare tutti gli atleti del mondo ad un grande festival quadriennale dello sport, suscitando attraverso di esso il rispetto e la buona volontà internazionale, e contribuendo così a creare un mondo migliore e più pacifico. 29 Esistono infatti diversi aspetti che meriterebbero approfondita riflessione: - Lo sport e i soldi, lo sport come business, il professionismo, ecc. - L eccessiva competitività che ne deriva, che supera lo spirito sportivo del confrontarsi con una prestazione o con un avversario. - La lealtà (o la slealtà) nello sport. - La violenza nelle competizioni: rischio di infortuni, ecc. - Il doping: sia nel contesto della lealtà sportiva, che della salute. - L influenza ed il potere delle Associazioni sportive (FIFA; UEFA; CIO, ecc.). - Il ruolo dei media: stampa, radio e televisione. - Il pubblico, il grande impatto sociale, politico ed economico dello sport. - La violenza attorno agli spettacoli sportivi 30. Illustrazione 4 e 5 Infine bisogna distinguere tra lo sport di massa e lo sport competitivo. La Svizzera sinora ha sostenuto molto di più lo sport di massa (anche se recentemente le cose stanno cambiando), il cui scopo è legato al benessere della popolazione (salutare) ed allo svago, ma anche alla condizione fisica ed alla preparazione militare. 31 Anche qui ci sono dei 29 Minerva, Luciano, Lo sport, Roma, Editori Riuniti (Libri di base), 1982, p Dalla violenza quotidiana (regolare, abituale) o quasi, che accompagna certe manifestazioni (esistono ad esempio partite di calcio che significano regolarmente caos, come Atalanta-Brescia in Italia), alle grandi tragedie che hanno colpito lo sport. Ad esempio: la prima finale di Coppa giocata allo Stadio Wembley (capienza di 127'000 persone), con la folla a bordo campo (la partita iniziò con un ora di ritardo, alla fine alcune migliaia di persone finirono ricoverate sotto shock); il 9 marzo del 1946, sempre a causa della folla eccessiva, un muro dello stadio di Bolton cedette e persero la vita 33 persone; oppure gli episodi di violenza (ad esempio l hooliganismo ), come quello capitato il 25 maggio del 1961 a Lima, durante Perù-Argentina, quando l arbitro dell Uruguay annullò verso la fine una rete ai padroni di casa la folla si è scatenata, ed alla fine il bilancio fu di almeno 301 morti; molto conosciuta la tragedia dell Hysel di Brussel, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. Il bilancio fu di 39 morti, di cui 32 italiani, mentre gli inglesi furono squalificati per diversi anni da tutte le Coppe europee per clubs. 31 Ad esempio l istruzione fisica nelle scuole per tanto tempo era legata alla preparazione al servizio militare, così come ancora oggi lo sport dipende da quello che era (e fondamentalmente rimane) il dipartimento SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 7 di 10

8 problemi: è molto difficile per un bambino od un ragazzo praticare sport libero, per puro divertimento, senza che tutto sia pianificato nei minimi particolari e ricondotto a competizioni ufficiali. Per lo sport competitivo ci sono inoltre parecchi problemi. Vediamo la situazione in Svizzera: - Si dà giustamente molta importanza alla scuola ed al lavoro, che danno una sicurezza per il futuro. Per contro lo sport rappresenta l incognita: non si sa se si riesce ed anche in caso di successo non basta. Ecco che molti giovani sono scoraggiati od ostacolati nell intraprendere una carriera sportiva che richiede notevoli sacrifici, offrendo poche certezze Se lo sport richiede sacrifici, dall altra parte abbiamo molti divertimenti ed opportunità di svago facile, che prima non c erano, per cui diventa sempre più difficile trovare gli stimoli e la costanza per riuscire nello sport. - Un lento miglioramento avviene nell offerta di possibilità di formazione che favoriscano la pratica sportiva. La nostra scuola ne è un esempio. NB: dal 2000 c'è una nuova concezione federale dello sport (vi vedano i link dalle pagine del sito). Mentre in altre parti del mondo la situazione è diversa: lo sport offre un opportunità economica unica (si pensi al Sudamerica, od all Africa, ma anche solo a certe regioni nell Italia del Sud). In conclusione comunque, malgrado le diverse questioni e i diversi problemi che i cambiamenti e l evoluzione sociale portano anche nello sport, che avendo un ruolo importante nella società risente anche molto dei problemi della società stessa, lo sport resta un valore importante nella società: - Esiste uno spirito sportivo di fondo. - Ogni sport ed ogni competizione ha un valore intrinseco, sia per i partecipanti, che per chi vi assiste. - Lo sport insegna a convivere, a lottare, ma nel rispetto di regole precise. - È una pratica salutare ed educativa importante. - Aiuta a rafforzarsi ed a crescere come persone. - Coinvolge la società nel suo insieme e porta valori prevalentemente positivi. - Mette in contatto diverse persone e i diversi popoli contribuendo a migliorare la convivenza. militare. 32 Qualcuno sostiene che la situazione economica degli ultimi anni (crisi) stia cambiando questa situazione, nel senso che neppure la carriera professionale non dà più ampie garanzie, per cui la scelta non è più così squilibrata (ma questo non è per niente un bene). SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 8 di 10

9 Alcune note bibliografiche : Bevilaqua, Giancarlo, Il gioco del calcio, Roma, Editori Riuniti (Libri di base), Minerva, Luciano, Lo sport, Roma, Editori Riuniti (Libri di base), Wahl, Alfred, Il calcio: una storia mondiale, Trieste, Electa/Gallimard, Storia sport: -Storia sport: -Storia calcio: -Calcio fiorentino: -Alcuni avvenimenti tragici: -Statistiche di calcio: Allegato: la Carta europea dello sport per tutti (1975) Art. 1: Ciascuno ha il diritto di praticare lo Sport. Art. 2: La promozione dello Sport, come fattore importante dello sviluppo umano, deve essere incoraggiata e sostenuta, in modo appropriato, dai fondi pubblici. Art. 3: Lo sport, essendo uno degli sviluppi socioculturali, deve essere messo in rapporto, a livello locale, regionale e nazionale, con altri campi in cui intervengono decisioni di politica generale e di programmazione: istruzione, salute, affari sociali, programmazione urbanistica, protezione della natura, arte e tempo libero. Art. 4: È compito di ogni governo favorire una cooperazione permanente ed effettiva tra i poteri pubblici e le organizzazioni volontarie, e incoraggiare la creazione di strutture nazionali che permettano di sviluppare e coordinare lo sport per tutti. Art. 5: Devono essere presi provvedimenti per salvaguardare lo sport e gli sportivi da ogni sfruttamento a fini politici, commerciali e finanziari, e da pratiche svilenti ed abusive compreso l uso di droghe. Art. 6: Dato che l ampiezza della pratica dello sport dipende, tra l altro, dal numero di impianti disponibili, dalla loro varietà e dalla possibilità di accedervi, la pianificazione globale di questi impianti deve essere considerata come attributo di competenza dei poteri pubblici, deve tener conto dei bisogni locali, regionali e nazionali, e deve comportare misure che tendano ad assicurare il pieno utilizzo degli impianti e delle attrezzature esistenti o da realizzare. Art. 7: Bisogna introdurre delle misure, anche legislative, per assicurare l uso del territorio e dell ambiente naturale a scopi ricreativi, Art. 8: In qualsiasi programma di sviluppo dello sport deve essere riconosciuta come indispensabile la formazione di quadri qualificati a tutti i livelli della gestione amministrativa e tecnica, dell animazione e dell allenamento. SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 9 di 10

10 Commento alle illustrazioni (lucidi) Illustrazione 1: Questa immagine ci mostra un periodo di transizione nel calcio tra il gioco senza regole e il gioco codificato. Infatti abbiamo un campo, già delimitato, delle porte, ecc, ma il gioco è ancora caratterizzato da una certa violenza (mischie, risse, calcioni, ecc.). Vedi Wahl, Alfred, Il calcio: una storia mondiale, Trieste, Electa/Gallimard, 1994, p. 15. Illustrazione 2: Qui siamo nel Il concetto di fair play è ormai fondamentale e il gioco è molto statico. Vedi Wahl, Alfred, Il calcio: una storia mondiale, Trieste, Electa/Gallimard, 1994, p. 20. Illustrazione 3: La prima finale di Coppa inglese giocata nello Stadio di Wembley (28 aprile 1923). La capienza dello Stadio era di 127'000 spettatori, ma alcune stime parlano di 500'000 presenti. Si è potuto giocare solo grazie alla prontezza del poliziotto George Scorey, che riuscì a far uscire il pubblico dal perimetro di gioco, muovendosi (a cavallo) in cerchi di diametro sempre più largo con un cavallo e spingendo in dietro poco a poco la folla. Il Bolton sconfisse il West Ham, ma il gioco dovette più volte essere interrotto in quanto parte degli spettatori finivano frequentemente in campo (oggi sarebbe impensabile). Illustrazione 4 e 5: I tempi sono purtroppo cambiati. La violenza negli stadi è uno dei più grandi problemi dello sport. Queste due immagini si riferiscono alla finale di Coppa Campioni del 29 maggio 1985 (Juventus-Liverpool), in cui morirono 39 persone. Sito: SPSE-Storia ed etica dello sport (docente Marzio Conti) Opzione 10 di 10

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