3 Luis Suarez, 27 anni GETTY AVANTI RAGAZZI!

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1 venerdì 20 giugno ,30 REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 - TEL REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 - TEL POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO anno Numero numero 144 ITALIA I NOSTRI AVVERSARI SOTTO GLI OCCHI DI IBRA LA «CELESTE» VINCE 2-1. IN GOL ANCHE ROONEY Suarez show e l Uruguay vola L Inghilterra è praticamente fuori Una doppietta dell attaccante del Liverpool affonda Hodgson e avverte Prandelli... BOLDRINI, CALAMAI, SCHIANCHI PAG E COMMENTO DI DE CALÒ PAG 31 3 Luis Suarez, 27 anni GETTY LE ALTRE PARTITE Cuadrado ok la Colombia agli ottavi Ora avrà il Giappone di Zac che con la Grecia fa solo 0-0 CONDO, LICARI PAG ITALIA COSTA RICA ORE 18 AVANTI RAGAZZI! LA STORIA Germania-Ghana Con i Boateng Jerome e Prince fratelli nemici Il difensore del Bayern: «Vinco sempre io». Kevin: «Stavolta no». E la Satta se la prende con Rihanna per un tweet l'analisi PALLA LUNGA E PEDALARE DI ARRIGO SACCHI A PAGINA 31 3 I fratelli Jerome e Kevin Boateng ARCHETTI, BOCCI A PAGINA 23 GLI SCHEMI DI GIOCO Tutti i moduli delle favorite E sparito il BIANCHIN A PAGINA 21 A Recife, contro i costaricani, conta solo vincere per ipotecare la qualificazione agli ottavi. Dentro Buffon, Abate e Thiago Motta. Barzagli recupera. Balotelli convinto: «Voglio la finale. Sarà il Mondiale dell Italia, non il mio» CECCHINI, ELEFANTE, GARLANDO, RUSSO, VELLUZZI, VERNAZZA DA PAG 2 A PAG 9 3 Cesare Prandelli, 56 anni, ultime raccomandazioni alla squadra AFP SQUADRA DI CASA Il Brasile cambia Hernanes play e si scalda Maicon CALAMAI A PAGINA 25 LA GUIDA RISULTATI DI IERI COLOMBIA-COSTA D AVORIO 2-1 URUGUAY-INGHILTERRA 2-1 GIAPPONE-GRECIA 0-0 COSI OGGI ITALIA-COSTA RICA ore 18 SVIZZERA-FRANCIA ore 21 HONDURAS-ECUADOR ore 24 L INTERVISTA PARLA IL NEO PRESIDENTE DELLA FORMAZIONE SARDA Giulini: «Il mio Cagliari con Zeman» «Mi affascina il gioco di Zdenek, lascerà un impronta. Amo il calcio e voglio un Sant Elia da 30 mila posti» LAUDISA PAG > LA NEOPROMOSSA IN A Mosse Cesena Conferma Bisoli e vuole Ambrosini TOSI A PAGINA 35 IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI Nuovo rating per la Spagna: sarà declassata a Grecia w MILAN IL BRASILE ASSICURA 3 Ricardo Kakà, brasiliano, 32 anni «Kakà, San Paolo Poi da marzo 2015 Orlando negli Usa» PASOTTO A PAGINA 32 BASKET FINALE GARA-3 Siena si rialza con Haynes e ferma Milano CANFORA, CHIABOTTI PAG FORMULA 1 IL GP AUSTRIA Sfida Rosberg «Batto Hamilton se resto freddo» ALLIEVI, PERNA PAGINE 36-37

2 2 LA GAZZETTA DELLO SPORT VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 GIRONE D TORNANO GLI AZZURRI URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA IERI L URUGUAY C E HODGSON FLOP Dopo la sconfitta per 2-1 con l Italia, l Inghilterra finisce k.o. anche contro l Uruguay ed è ora a un passo dall eliminazione. Suarez riaccende le speranze sudamericane e condanna gli inglesi al miracolo: solo un ampia vittoria con la Costa Rica e un doppio successo italiano potrebbe ora salvarli... E intanto nel girone C la Colombia si impone 2-1 sulla Costa d Avorio e vola in testa al gruppo OGGI NON SOLO ITALIA FRANCIA A CENA A Recife per ipotecare la qualificazione Ieri ultimo allenamento: a Recife gli azzurri sembrano marines davanti a Prandelli La battaglia è vicina AFP Assalto alla Costa Da Buffon a Balo: è l ora X Non fare scherzi, TikItalia Dopo la vittoria dell Uruguay è sfida decisiva con la Costa Rica. Prandelli sceglie Motta: il piano è tenere palla e lanciare Mario. Vietato sottovalutarli DAL NOSTRO INVIATO LUIGI GARLANDO RECIFE (Brasile) Torna in campo la TikItalia che ha stordito l Inghilterra palleggiando, che ha stabilito il record mondiale di passaggi completati (93,2%), che ha corso più di tutte (Germania a parte), che ha inchiodato alla tv 15 milioni di italiani e che ha un Buffon in più. Ma diciamolo sottovoce che poi finisce come l Olanda con l Australia. I tulipani se la sono tirata da fenomeni dopo la «manita» alla Spagna mondiale e quasi ci lasciano i petali contro i canguri. È un monito anche per noi: dimentichiamo le colate di miele e concentriamoci sulla Costa Rica che è un ostacolo più serio di quanto suggerisca il 28 posto Fifa e non solo per come ha sculacciato Cavani. Tatticamente granitica (5-4-1), ben organizzata, ha grande corsa e buona esperienza: solo Umana e Tejeda giocano in patria, i più sono passati da club del nord Europa (Norvegia, Danimarca, Svezia). Ne deriva un interessante mix di tocco sudamericano e calcio fisico. E la vittoria dell Uruguay, che ci aspetta tra quattro giorni, non ci consente passi falsi. CHE COSA PUO SUCCEDERE Se vinciamo è quasi fatta Altrimenti tutto in bilico ll pareggio tra Uruguay e Inghilterra ci avrebbe permesso di qualificarci agli ottavi battendo la Costa Rica. Invece no: in ogni caso, l Italia dovrà aspettare l ultima sfida, contro i sudamericani. Gli ottimisti possono vederla così: se oggi vinciamo contro la Costa Rica, possiamo permetterci di pareggiare e anche di perdere con un gol di scarto contro l Uruguay. Ci qualificheremmo comunque agli ottavi, perché il regolamento Fifa prevede che, a parità di punti, passi il turno la squadra con la migliore differenza reti globale (nell esempio qui sopra, almeno +1 per noi, 0 per la Celeste). In caso di pareggio contro i costaricani, invece, tutto più complicato: possiamo pareggiare con l Uruguay oppure perdere e sperare in una larga vittoria inglese sulla Costa Rica. E in caso di sconfitta stasera? Martedì sarebbe davvero tutto in bilico. Difesa Prandelli si trascina fino al match il dubbio Barzagli (eterna tendinopatia), ma prima di rimuovere la sua roccia, abituata a convivere con il dolore anche con la Juventus, ci penserà duemila volte. Ieri Barzagli stava meglio: più sì che no. Dovesse invece svegliarsi con il dolore, dentro Bonucci al fianco di Chiellini che cede la fascia sinistra a Darmian, più reattivo nella corsa. Qui attaccherà infatti Gamboa, terzino del Rosenborg, che contro l Uruguay ha toccato il picco più alto di velocità: 30,13 km/h. Nessuno degli azzurri è arrivato a tanto contro l Inghilterra. Gamboa si sovrapporrà a Ruiz, esterno negli ultimi mesi al Psv Eindhoven, che ha attrezzatura da prima punta come raccontano i 24 gol al Twente ( ). Infatti Ruiz si scambia spesso la posizione con Campbell, pantera dell Olympiacos, talentuosa stella della squadra, che parte da destra per armare il sinistro. Ecco, leggere male i continui scambi tra i due vorrebbe dire esporsi a pericoli. Sull altra fascia, Bolanos converge per dettare tra le linee e lascia spazio a Diaz, che lavora in Bundesliga (Mainz) e ha buon piede da cross. Anche Abate, debuttante al Mondiale, avrà molto da tamponare. LO STADIO 0 Pernambuco 29 73% gradi umidità ARENA PERNAMBUCO RECIFE Lievi precipitazioni CAPIENZA mila GDS Centrocampo La mediana azzurra avrà vita tatticamente più dura che con l Inghilterra perché troverà più pressing e più densità. La squadra di Hodgson si lasciava sorprendere spesso con i soli Gerrard ed Henderson davanti alla difesa, e infatti Darmian e Candreva hanno infierito sulla fascia destra. Sarà più difficile oggi perché la Costa Rica, anche quando passa al in fase di possesso, alzando terzini ed esterni, mantiene sempre una buona copertura delle bande. Più difficile anche per Pirlo impostare con la libertà concessa dall Inghilterra che si ritirava subito. Il giovane Tejeda è un cagnaccio che gode a mordere in pressing. Bor- Programma Immagine ADESIVI SIGILLANTI E MALTE TECNICHE PER L EDILIZIA 40anni di Qualità Ricerca e Sviluppo Prodotti ad alte prestazioni frutto di costanti investimenti, scelti dai migliori professionisti. Forlì - Italia -

3 VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 3 L Italia torna in campo alle 18 contro la Costa Rica per allungare da sola in testa alla classifica del girone D. Alle 21 tocca alla Francia di Benzema, impegnata, dopo la vittoria per 3-0 dell esordio, nella difficile gara con la Svizzera. Si chiude a mezzanotte con l altra sfida del girone E tra le grandi deluse Honduras ed Ecuador, che si giocano a Curitiba le ultime chance di qualificazione. DOMANI L ARGENTINA CERCA IL PASS L Argentina incrocia alle 18 l Iran nella prima partita di giornata. In caso di successo, Messi e compagni volerebbero a quota 6 punti nel girone F staccando già il pass per gli ottavi. Cerca conferme anche la Germania, vittoriosa 4-0 all esordio con il Portogallo e in campo alle 21 contro il Ghana. La Bosnia di Pjanic di scena a mezzanotte contro la Nigeria per riscattare il k.o. del debutto. COSÌ IN CAMPO ALLE 18 DIRETTA RAI 1 E SKY MONDIALE 1 ITALIA PANCHINA: 12 Sirigu (port.), 13 Perin (port.), 2 De Sciglio, 19 Bonucci, 20 Paletta, 14 Aquilani, 18 Parolo, 23 Verratti, 10 Cassano, 11 Cerci, 17 Immobile, 22 Insigne. SQUALIFICATI: nessuno. DIFFIDATI: nessuno. INDISPONIBILI: nessuno. BUFFON 36 anni 1 ABATE 27 anni 7 BARZAGLI 33 anni 15 CHIELLINI 29 anni 3 DARMIAN DE ROSSI CANDREVA PIRLO THIAGO MOTTA 24 anni 4 30 anni anni 6 35 anni anni 5 MARCHISIO 28 anni 8 BALOTELLI 23 anni 9 All. Prandelli 56 anni Presenze 140 Juventus (Ita) Presenze 20 Gol segnati 1 Milan (Ita) Presenze 48 Gol segnati 0 Juventus (Ita) Presenze 69 Gol segnati 4 Juventus (Ita) Presenze Gol segnati Torino (Ita) 2 0 Presenze 96 Gol segnati 15 Roma (Ita) Presenze Gol segnati Lazio (Ita) 21 0 Presenze 110 Gol segnati 13 Juventus (Ita) Presenze 23 Gol segnati 1 Psg (Fra) Presenze 45 Gol segnati 4 Juventus (Ita) Presenze Gol segnati Milan (Ita) I PRECEDENTI I PRECEDENTI Vittorie Italia Gol Italia GAMBOA 1 DARMIAN MARCHISIO RUIZ 1 0 Gol Costa Rica L ITALIA NEGLI ULTIMI 5 MONDIALI CAMPIONE Finale Semifinale Quarti Ottavi 3 CHIELLINI 1 BUFFON 15 BARZAGLI 7 ABATE 16 DE ROSSI 5 THIAGO MOTTA 21 PIRLO 6 CANDREVA 9 BALOTELLI 9 CAMPBELL 5 BORGES 17 TEJEDA 7 BOLANOS 6 DUARTE 3 GONZALEZ 4 UMANA 15 DIAZ 1 NAVAS 1 Vittorie Costa Rica 0 Pareggi 0 IL COSTA RICA NEGLI ULTIMI 5 MONDIALI CAMPIONE FInale Semifinale Quarti Ottavi Gironi ARBITRO: Osses (Cile) GUARDALINEE: Astroza e Roman (Cile) QUARTO UOMO: Alioum (Camerun) Gironi ASSENTE ASSENTE ASSENTE COSTA RICA NAVAS GAMBOA 27 anni 1 24 anni 16 PANCHINA: 18 Pemberton (port.), 23 Cambronero (port.), 2 Acosta, 8 Myrie, 12 Francis, 19 Miller, 11 Barrantes, 13 Granados, 20 Calvo, 22 Cubero, 14 Brenes, 21 Urena. SQUALIFICATI: nessuno. DIFFIDATI: nessuno. INDISPONIBILI: nessuno. indicata la squadra proprietaria del cartellino DUARTE GONZALEZ UMANA DIAZ RUIZ BORGES TEJEDA BOLANOS CAMPBELL All. Pinto 25 anni 6 26 anni 3 31 anni 4 30 anni anni anni 5 22 anni anni 7 21 anni 9 61 anni Presenze Levante (Spa) 54 Presenze 26 Gol segnati 1 Rosenborg (Nor) Presenze Gol segnati Bruges (Bel) 12 1 Presenze 36 Gol segnati 2 Columbus C. (Usa) Presenze 83 Gol segnati 1 Saprissa (C. Rica) Presenze 63 Gol segnati 1 Mainz (Ger) Presenze 64 Gol segnati 13 Fulham (Ing) Presenze 63 Gol segnati 14 Aik Solna (Sve) Presenze Gol segnati 23 0 Presenze Gol segnati 56 2 Saprissa (C. Rica) Copenaghen (Dan) Presenze 34 Gol segnati 10 Arsenal (Ing) GDS ges, fisicaccio, ma anche tecnico, corre in avanti per sfruttare il buon tiro. Magari non riusciremo a ripetere il 93% di passaggi esatti, ma è qui che dovremo vincere ancora la partita: se riusciremo a tessere il nostro fraseggio e a dettare il ritmo delle danze, gli entusiasti costaricani potrebbero deprimersi e sprecare energie correndo a vuoto. Acquistiamo l esperienza di Thiago Motta, ma perdiamo il dinamismo di Verratti, bravo ad accorciare in avanti e a offrire triangoli in ogni zona del campo. Con Thiago dovremo evitare il rischio di restare troppo bassi nell impostazione. Ancora più importante quindi il lavoro di Candreva e Marchisio, sarti della mediana, che devono cucire i reparti e tenerli connessi. Attacco Presente la difesa del Genoa? Gasperini pretende che uno dei tre sia un terzino (Antonini, Marchese), abituato a spingere, per farlo uscire in pressing. I tre del Costa Rica, Duarte, Gonzalez e Umana, sono invece tre centraloni veri, abbastanza legnosi, che alzano volentieri la linea. Infatti il baricentro della Costa Rica (48,3 metri) è stato più alto del nostro (46,2). Significa che lasciano spazio alle spalle e che in quegli spazi Balotelli, molto più veloce, può deflagrare se pescato da un lancio lungo di Pirlo. Quindi, prima opzione: palla sopra. I tre centraloni non scivolano a copertura delle fasce. Perciò quando Gamboa e Diaz fluidificano, si possono creare occasioni molto ghiotte per le ripartenze larghe. I 119 palloni persi contro l Uruguay (noi soltanto 81) sono un invito a pressare, senza illuderci troppo. La loro fase difensiva è comunque tosta: 3 soli tiri concessi a Cavani e soci, più palloni recuperati dell Italia (45 a 41). Panchina Per esasperare la ricerca di queste due opzioni (palla sopra e fasce), Prandelli, a partita in corso, può scatenare Immobile, nato per aggredire la profondità, e Insigne, abile a ferire ai fianchi. Non a caso, nei giorni scorsi a Mangaratiba, il c.t. azzurro ha allenato un tridente intrigante: Immobile, Balotelli, Insigne. Ma la prima pietra della costruzione dovrà essere etica: l atteggiamento. Dimenticare i complimenti, convincersi di essere ancora nella foresta di Manaus e soffrire come sabato per venirne fuori. Come se Campbell fosse Rooney. Alle 13 di ieri, cioè all ora della partita di oggi, Gigi Buffon studiava il sole dai pali dell Arena Pernambuco, come un capo indiano pronto a tornare in battaglia.

4 4 LA GAZZETTA DELLO SPORT VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 GIRONE D TORNANO GLI AZZURRI URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA Balotelli ci fai il bis? Punta Rossi e Vieri «Ma sarà il Mondiale dell Italia, non mio» Gol su gol: l attaccante ci prova e rilancia «Neymar non m interessa, io voglio la finale» I MOVIMENTI DI MARIO Il grafico evidenzia le zone di campo in cui Mario Balotelli ha toccato palla contro l'inghilterra. Il colore è più intenso nelle zone in cui ci sono stati maggiori tocchi. In qualche azione ha aiutato la squadra (tocchi sulle due fasce) ma è stato presente in area, come piace a Prandelli e... Berlusconi TIRI 4 totali 1 gol 2 nello specchio % tiri nello specchio % realizzativa 50% 25% 73 in campo GDS DAL NOSTRO INVIATO ANDREA RECIFE (Brasile) E su quell asticella lì, sistemata all altezza della conferma, che spesso Mario Balotelli ha finito per inciampare. Non era chissà quanto più su, ma quante volte gli è successo di patirla come un ostacolo improvvisamente nemico. Eppure in campo ormai va con l età e anche gli anni di carriera per poter essere valutato senza troppa indulgenza, dovuta al suo essere il giovanissimo emergente che non è più: oggi contro la Costa Rica gioca la sua 32a partita in Nazionale, dunque è passato il tempo dei timidi affacci su un mondo più grande di lui. E l ora delle conferme, appunto. Tutto me stesso Per questo ieri come già altre volte Prandelli lo ha accarezzato ma anche scosso: «Non si deve gestire, risparmiare, altrimenti ci sarà sempre qualcuno pronto a entrare al suo posto: deve dare tutto sempre, dall inizio alla fine». Per questo ieri molto più di altre volte Balotelli ha mostrato un nuovo equilibrio, nello spirito e nelle parole: «Sono come mi vedete: molto molto tranquillo, non sento alcuna pressione». Il cappellino era con la visiera all indietro come sempre, la prima risposta in inglese è sembrata un po naif come certe sue uscite del passato («Non parli italiano?», lo ha preso in giro Prandelli), ma per il resto Mario ha dettato solo frasi ad alto indice di affidabilità: «La Costa Rica è una squadra da rispettare e il modo migliore per farlo è dare il duecento per cento». Oppure: «Non c è niente di più importante di un Mondiale: non il numero di gol che posso segnare, non lo scudetto, la Champions League, il Pallone d Oro, che è il sogno di tutti ma adesso non mi interessa. Prima di tutto il Mondiale: per questo voglio dare tutto me stesso». E poi: «Non mi interessa essere messo al fianco di star come Neymar: voglio arrivare in finale, non importa contro chi, e provare a vincere la coppa, non essere una star. E sempre la squadra che vince: dev essere il Mondiale dell Italia, non di Balotelli». E ancora, a proposito del suo futuro di cui Galliani e Raiola hanno parlato ieri, dall altra parte del mondo: «Sono concentrato al cento per cento solo su ciò che sto facendo qui in Brasile: quello che succederà dopo lo vedremo, non ne so nulla». A caccia di Rivera Eppure certi sbalzi di umore calcistico, certi silenzi di rendimento dopo urla fortissime, anche con la maglia azzurra come con quella del Milan, restano fantasmi in agguato: troppe volte finora gli hanno scollato di dosso quell etichetta di costanza invece indispensabile per un talento atteso come campione. Soprattutto in un Mondiale che brucia tutto nel giro di pochi giorni, dove ogni partita è una verifica, quasi ogni minuto di gioco un potenziale dentro o fuori. L Italia e Prandelli oggi hanno bisogno di un Balotelli che non abbassi la guardia, anche da unica punta: «A me va benissimo: l importante è che io giochi». Gli chiedono (almeno) un altro gol, il suo 14 in Nazionale, per portarsi al livello di Gianni Rivera. O magari anche più su, a quello di De Rossi (15): Mario diventerebbe come lui il miglior marcatore azzurro fra quelli che sono qui in Brasile. E si metterebbe sulla scia di attaccanti che hanno scritto pezzi di storia della Naziona-

5 VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 5 le, quella di cui lui ha ancora scribacchiato solo brevi capitoli. Sulle dune In gol sia nella prima che nella seconda partita di un Mondiale: lo hanno fatto in altre epoche calcistiche Ferrari ( 34), Piola ( 38) e Carapellese ( 50); ai nostri tempi Paolo Rossi nel 78 (contro Francia e Ungheria), Altobelli nell 86 (Bulgaria e Argentina) e poi Bobone Vieri due volte, nel 98 (Cile e Camerun) e nel 2002 (Ecuador e Croazia). Sarebbe un modo più leggero anche per decollare verso Natal, dove martedì sutwitter Sorriso Balo: «Se batto la Costa Rica voglio un bacio dalla regina d Inghilterra...» Stavolta, ma succede da un po, il tweet di Balotelli è simpatico e non fa danni. Lo ha scritto più o meno mezzora dopo il k.o. dell Inghilterra: «Se battiamo la Costa Rica voglio un bacio, ovviamente sulla guancia, dalla Regina d Inghilterra». Già, perché con una vittoria azzurra oggi e poi con l Uruguay, la squadra di Hodgson potrebbe tornare clamorosamente in corsa. l Italia è attesa dall Uruguay e lui dal fratello Enoch, da Anthony e altri due amici storici. Li ha voluti vicini anche stavolta, come all Europeo di due anni fa, e per questo ha pagato una vacanza per tutti a Natal, dove la natura ha disegnato dune di sabbia che scivolano verso il mare. Se tutto andrà bene oggi con la Costa Rica, è facile che Balotelli abbia la libera uscita giusta per andarle a vedere con Fanny e la sua cricca. Magari a cavallo di una dune buggy, a fare su e giù. Lì sì che potrà: è in campo che non può più. dha DETTO S Sulla Costa Rica «I nostri prossimi avversari? Sono una squadra da rispettare e il modo migliore per farlo è dare il duecento per cento» S Sul mercato «Sono concentrato al cento per cento solo su ciò che sto facendo qui in Brasile: quello che succederà dopo lo vedremo, ora non ne so nulla» Vertice Galliani-Raiola sul futuro di SuperMario Ma non c è l offerta Arsenal I tabloid insistono: 11 milioni lordi a Balo. Ma l entourage dell attaccante non conferma. Mandzukic sostituto? Per il Bayern Monaco vale 30 milioni CARLO LAUDISA ALESSANDRO RUSSO Un vertice a Milano per il futuro di Mario Balotelli. In un albergo del centro ieri pomeriggio l a.d. rossonero Adriano Galliani ha parlato fitto quasi per un ora con Mino Raiola, l agente del centravanti rossonero. All uscita nessuno dei due ha voluto rilasciare dichiarazioni, la prova che è il momento di proteggere il più possibile la privacy. Per non destabilizzare l ambiente rossonero o per non avventurarsi in dichiarazioni troppo impegnative. Piatto vuoto Un solo fatto è certo: alle loro orecchie non è ancora arrivata un offerta dall Arsenal, l acquirente ormai individuato dalla stampa inglese. Non passa giorno senza particolari su questo presunto affaire. L ultima indiscrezione fa riferimento all offerta economica per SuperMario: un quinquennale da 11 milioni lordi all anno. Che al netto si aggirerebbe sui 6 milioni netti, vale a dire due in più di quelli garantiti ora dal Milan all attaccante bresciano. Ma questa circostanza non trova conferme nell entourage balotelliano. Così come sul versante milaniste non risulta l interesse per il costaricano Campbell a parziale contropartita per il bresciano all Arsenal. Riflessione L unica certezza è che Arsene Wenger aspetta il Mondiale per decidere su quale attaccante orientare gli investimenti del proprio club. L intenzione è quella di individuare un partner di primo livello per il francese Giraud, ma su chi cadrà la scelta? Certo, Balotelli rientra in questa elite, ma è pur vero che il Mondiale potrebbe far lievitare la quotazione del bresciano se continuasse ad esprimersi come all esordio con l Inghilterra. E il Milan non l ha mai messo sul mercato. Surplace L atmosfera d attesa è ben testimoniate dalle parole di SuperMario che ieri ha usato espressioni enigmatiche sul suo futuro. Ed è la prova che nessuno dei protagonisti di questa vicenda è in grado di fare una previsione. Lo stesso Milan, di fatto, lo ritiene incedibile sino a prova contraria. Più semplicemente: Mario parte solo se arriva Mario Balotelli, 23 anni. E stato acquistato dal Milan nel gennaio 2013 dal Manchester City una maxi offerta. E all orizzonte non c è ancora quest eventualità. Contromosse In queste settimane il Milan ha sondato il terreno per Mario Mandzukic, il centravanti croato in uscita dal Bayern Monaco. Ma non è una pista semplice, visto che il club bavarese lo valuta 30 milioni di euro. Così il suo acquisto potrebbe essere preso in considerazione solo se la società milanista dovesse fare un super incasso per il centravanti della Nazionale. Strategie Non è casuale che l altro giorno Raiola in un intervista a Sky Sport inglese abbia usato espressioni di grande cortesia per l Arsenal, ma non abbia voluto approfondire l argomento-mercato. Nel contempo si guarda bene dal lanciare messaggi negativi al Milan. L agente italoolandese è chiaramente in una fase di studio. O si creano i presupposti per un trasferimento che porti ad un effettiva crescita professionale. Altrimenti resta serenamente dov è. CASA ITALIA E SUL CALDO: «NON CI SPAVENTA» Prandelli non si fida: «Costa Rica temibile, importante variare» Il c.t. avverte i suoi: «Non c è solo Campbell, loro davanti hanno altri giocatori di qualità» DAL NOSTRO INVIATO MASSIMO CECCHINI RECIFE (Brasile) Controcorrente. Anche se il Mondiale sentenzia che il calcio del possesso palla alla spagnola sembra arrivato al capolinea, Cesare Prandelli va avanti con le sue idee. Ricordando una profezia. «Avevo detto da mesi che la partita più difficile per noi sarebbe stata quella contro la Costa Rica, che ha dinamicità europea e fantasia sudamericana. Sono mesi che la seguiamo. E una squadra molto ben organizzata, che ha in testa un sistema di gioco e lo conosce a memoria. Contro l Uruguay ha meritato di vincere. Ci preoccupa ha continuato il c.t. perché davanti ha tre giocatori di grande qualità, che sanno fare l uno contro uno e attaccano la profondità. Campbell? E un attaccante moderno, sul primo controllo già si orienta sulla profondità e sui compagni ed ha anche un bel tiro. Questa squadra non si può affrontare soltanto in un modo, dobbiamo essere in grado di cambiare atteggiamento tattico». Niente alibi La base, però, è quella consueta. «Abbiamo cercato la qualità. C è un idea di gioco e dobbiamo insistere. E stata la nostra forza e occorre continuare, anche se per certi aspetti possiamo essere in controtendenza. Per la Spagna mantengo sempre un grandissimo rispetto. Ha vinto tutto. Fra due mesi potrebbe essere di nuovo una delle squadre più forti al mondo. Ha pagato un campionato stressante e la finale di Champions League». Poche parole sul caldo. «Sapevamo di trovare questi gradi e questa umidità. Non abbiamo scuse, il clima non ci spaventa più. Ci preoccupano le squadre che alzano il ritmo: quelle sudamericane hanno molta più esplosività mentre le europee più resistenza. Tanti gol finora? Era nelle previsioni. I falli tattici non si possono più fare perché c è subito il giallo, ed è un bene per il calcio». In questa vigilia, l unico cruccio di Prandelli riguarda la formazione. «Barzagli ieri (mercoledì, ndr) aveva dei problemi ai tendini, oggi invece stava bene. Se avrà meno dolore sarà della gara, altrimenti giocherà un altro. Buffon invece ha avuto tre giorni di lavoro ottimi, la caviglia si è gonfiata poco. Se la reazione sarà buona, contro la Costa Rica ci sarà».

6 6 LA GAZZETTA DELLO SPORT VENERDÌ 20 GIUGNO 2014

7 VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 7 GIRONE D TORNANO GLI AZZURRI URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA L intoccabile Un Pirlo alla Chuck Norris Recife aspetta la punizione Gli amici: «La barba è ispirata all attore» Anche i brasiliani chiedono la prima magia In ballottaggio Più Barzagli infiammato che Bonucci il guerriero Andrea favorito, ma lotta con i tendini Leo è spinto anche dal motivatore DAL NOSTRO INVIATO MASSIMO CECCHINI RECIFE (Brasile) Se esiste un inferno per i luoghi comuni, temiamo che sia popolato di giornalisti sportivi. In attesa di redenzione, parlando di Andrea Pirlo ricordiamo con mestizia le infinite glorificazioni compiute saccheggiando il frasario di architettura e pittura per nobilitare l arte calcistica di un genio che nella terra del pallone viene accolto da ovazioni e temuto come gli squali che affollano il mare di Recife, il più pericoloso che ci sia al mondo, dicono qui. Poi però incontri gli amici dell «artista» che ridacchiando ti dicono: «Ma sapete a chi vuole assomigliare Andrea da quando si è fatto crescere la barba? A Chuck Norris». Un attimo di mancamento. Chuck Norris? L attore americano abituato a ringhiare e sparare in film non indimenticabili come Rombo di 13 Le reti di Pirlo Realizzate in 107 gare azzurre. Un gol nelle fasi finali dei Mondiali, nel 2006 al Ghana Sipario Ma siamo alle ultime rappresentazioni, perché il sipario azzurro sta per calare. Andrea ha già dichiarato che alla fine del Mondiale chiuderà con la Nazionale. Lo ha detto senza fare troppo rumore, con lo stesso basso profilo con cui ha affrontato i gossip sulla sua vita privata, in rimescolamento tra foto rubate e separazioni costose ( euro al mese di alimenti). Due però sono gli avvisi in coda. Il primo: «Sono qui per vincere il Mondiale. Vorrei chiudere alzando la Coppa al Maracanà». Il secondo: «È giusto far spazio ai giovani, anche perché se poi mi convocano e non gioco, mi incazzo». Parole da guerriero insospettabile. Forse lo squalo più pericoloso di Recife, stavolta, ha il dna italiano. P.s. A proposito. Chuck Norris, nella realtà, è tra i più attivi promotori dello studio della Bibbia. Diffidare delle apparenze. IL GIOCO PUÒ CAUSARE DIPENDENZA PATOLOGICA Sopra, Andrea Pirlo guida il gruppo azzurro durante la rifinitura di ieri all Arena Pernambuco di Recife. Sotto, Andrea Barzagli rincorso da Leonardo Bonucci: i compagni juventini si giocano un posto oggi EPA-AFP IL GIOCO È VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI DAL NOSTRO INVIATO SEBASTIANO RECIFE (Brasile) Di sicuro c è che è stato bocciato Gabriel Paletta, disastroso nella prima contro l Inghilterra. Cesare Prandelli ridisegna la linea difensiva a quattro: Chiellini ritorna al centro perché non ha più passo e abitudine alla fascia, Abate e Darmian terzini in attesa del recupero di De Sciglio. Rimane un dubbio: chi nel mezzo al fianco del Chiello? Il «titolarissimo» Barzagli lotta con le croniche noie ai tendini e Bonucci scalpita. Juventini in ballottaggio. La decisione definitiva verrà presa stamattina, col «risveglio muscolare», quando si farà l ultimo controllo delle condizioni di Barzagli. Se Andrea mostrerà di stare bene come in vigilia, il posto sarà suo. Altrimenti, affronteremo la Costa Rica con il tandem Bonucci-Chiellini. A giorni alterni Barzagli si è allenato a giorni alterni. L altro ieri no, ieri sì. Il centralone della Juve deve gestire i soliti fastidi tendinei. Nulla di nuovo, il problema ha segnato la sua intera stagione. «Barzaglione» gioca una partita e la mattina successiva si sottopone alla cosiddetta terapia conservativa. Brutte bestie, i tendini infiammati, però ci si può convivere. Si impara a sopportare il dolore, a tenerlo sotto controllo. La partecipazione alla rifinitura di Recife è un punto a favore. Scartato Paletta, nella testa del c.t. la coppia titolare è formata da Barzagli e Chiellini. Il soldato Leo Se Barza non ce la fa, niente panico: Leonardo Bonucci è bello carico e non vede l ora di debuttare al Mondiale. Leo mantiene un filo diretto quotidiano con Alberto Ferrarini, per convenzione definito motivatore, anche se a lui non garba essere chiamato così. «Prima di partire per il 46 Le gare di Barzagli Ha esordito in azzurro il 17 novembre 2004 con Lippi. Mai riuscito a segnare tuono o Delta Force? Sì, proprio lui (in effetti però...). Quanto basta per mandare in pezzi un immaginario che avrebbe visto il regista azzurro protagonista, semmai, di uno sceneggiato tv nelle vesti di un Brunelleschi alle prese con l ideazione della cupola del Duomo di Firenze. Svaporata la sorpresa, però, una domanda ci si arrampica dentro: vuoi vedere che anche questa sia una caratteristica del suo genio, un arma in più da sfruttare contro la Costa Rica, già pronta a costruire una gabbia virtuale per limitarlo? Cecchino E allora tornano in mente gli ammonimenti che in questi anni ci sono giunti dalle voci di spogliatoio. «Andrea non è come l immaginate spiegava ad esempio Gattuso. È un casinaro, sempre pronto a fare scherzi. Sembra uno tranquillo, ma è scatenato. E in campo non pensa solo ad attaccare, sa difendere e corre da matti». Insomma, per un allenatore quasi il prototipo della perfezione calcistica, se pensiamo che a tutte queste doti aggiunge anche quella di essere un signore dei calci piazzati. Dote certificata dagli omaggi ricevuti persino dal re del Pernambuco, cioè quel Juninho a cui Andrea ha esplicitamente detto di essersi ispirato. «Pirlo è un grande, sui calci da vicino è ancora più bravo di me», ha ammesso il brasiliano. Nessuna sorpresa perciò che, ad ogni palla ferma dal limite, gli stadi brasiliani partano con l «ooohhh» di attesa del prodigio. VENERDì 20 GIUGNO ORE 18 VS Con Mundial Better Time, oggi dalle 18 alle 20, puoi puoi vincere il 10% in più, rispetto alla vincita potenziale, per ogni avvenimento* inserito nella giocata a partire dal 5. Promozione valida dal 9 giugno al 13 luglio nei punti vendita abilitati. Prima di effettuare la giocata chiedi al rivenditore se è abilitato. Per maggiori informazioni sulla promozione chiedi al tuo ricevitore o vai sul sito *Non concorrono all assegnazione del bonus: scommesse con quote inferiori o uguali a 1,20 e scommesse sull automobilismo e motociclismo. LOTTOMATICA SCOMMESSE SRL - CONC. AAMS N.4032 e N.4313 del 28/03/2007 e CONC. N del 08/07/2013. Informati sulle probabilità di vincita e sul regolamento di gioco sui siti e presso i punti vendita. Brasile, Leonardo è venuto due giorni da me racconta Ferrarini, 42 anni, veneto. Abbiamo fatto un lavoro particolare e profondo sugli obiettivi. Bonucci è con me dal 2008, quando scaldava un sedile della tribuna allo stadio di Treviso. Lo conobbi una sera a cena, gli guardai a lungo l occhio sinistro e ci vidi dentro lo spirito del soldato. Non ci siamo più lasciati ed eccoci qui, al Mondiale, l occasione perfetta per chi come Leonardo ambisce a diventare un giocatore di alto profilo internazionale». Ferrarini lavora sui numeri e sulla simbologia. «Ma non chiedetemi come, sarebbe troppo complicato spiegarlo. Mi rifaccio a una scienza antica, che mi è stata trasmessa vent anni fa da un indiano. La mente non c entra nulla, così mi arrabbio se mi chiamano mental coach. Io devo tirare fuori l animale che c è in ogni giocatore. Leo è un guerriero, è nato per combattere». Bonucci, però, commette degli errori per eccesso di fiducia in se stesso. «In questa stagione è successo una volta soltanto, contro il Galatasaray a Torino. Guardiamo il lato positivo: l autostima è sintomo di grande personalità, e se non avesse creduto in se stesso, Leo sarebbe ancora in tribuna a Treviso. Deve smussare certi picchi di ego, ma di fondo va benissimo così. Bonucci non sa che cosa voglia dire la parola paura. Oggi è giorno di battaglia e Leo è pronto per combattere».

8 8 LA GAZZETTA DELLO SPORT VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 GIRONE D TORNANO GLI AZZURRI URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA calore brasiliano Polemica nel forno di Recife No ai time out, rabbia azzurra Chiellini e C. li chiedono al medico Fifa: lo stop a 32, ne sono previsti 27 Prandelli: «Si rischiano i 40, la situazione va monitorata ogni minuto» Gli azzurri testano il campo di Recife nella rifinitura in vista della sfida con la Costa Rica ANSA DAL NOSTRO INVIATO SEBASTIANO RECIFE (Brasile) Time out sì o time out no? L Italia li vuole fortissimamente, ma sono minime le possibilità che oggi all Arena Pernambuco ci si fermi per permettere ai giocatori di reidratarsi. La Fifa ha stabilito che le due sospensioni una per tempo, da tre minuti ciascuna scattino in caso di temperatura superiore ai 32 gradi. Le previsioni di weather.com, sito tra i più affidabili in fatto di meteo, annunciano per oggi a Recife una massima di 27 gradi, con 40 per cento di possibilità di pioggia e 77 per cento di umidità. Se così sarà, niente time out. Perché usiamo la formula dubitativa? Perché qui a Recife il tempo è ballerino, cambia da un momento all altro e spesso manda in tilt persino i migliori meteorologi, ragion per cui non si può del tutto escludere che oggi intorno a mezzogiorno, magari per pochi minuti, la temperatura sfondi il tetto dei 32 gradi. I VIP ALLO STADIO Ecco la Seredova Il ministro Delrio assieme a Malagò RECIFE Compagne azzurre e istituzioni. I calciatori azzurri non saranno soli oggi a Recife nella sfida contro la Costa Rica. Con l arrivo di Alena Seredova e i due figli avuti da Gigi Buffon, si amplia la pattuglia delle wags italiane, che da domani si trasferiranno a Natal per il mini-ritiro (fino al 24) che attende il gruppo di Prandelli. Oltre alla fidanzata del ct, sono segnalate le mogli (o fidanzate) di Cassano, Marchisio, Parolo Aquilani, Balotelli, Insigne Thiago Motta, Paletta, Cerci, Immobile e Darmian. Ma oltre ai familiari, l Italia potrà contare anche sul tifo «istituzionale». Stamattina, infatti, è arrivato anche Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (con delega allo Sport), che ha accettato l invito rivoltogli dal presidente del Coni, Giovanni Malagò e dal segretario generale, Roberto Fabbricini. I tre ripartiranno per Roma subito dopo la partita. Medico Fifa Decisiva sarà la riunione pre-gara col medico della Fifa, un ora e mezza prima della partita. In quel momento si guarderà il termometro: se la colonnina segnerà meno di 32, niente time out. Una scena del genere si è già vista ieri a bordo campo, per l allenamento della vigilia. Chiellini e altri azzurri si sono avvicinati al dottore della Fifa e hanno incassato un no preventivo. «Ragazzi, se la temperatura è questa (c erano 29 gradi, ndr), niente time out», ha annunciato «the doctor». Thiago Motta ha messo una mano sulla fronte del funzionario Fifa, come se volesse dirgli: «Lo vedi che stai sudando pure te senza neppure correre?». Non c è stato verso. Arrabbiatura Cesare Prandelli si è arrabbiato: «Il clima non è normale. All una, orario d inizio della partita di oggi, c erano 29 gradi e 57 per cento di umidità. Poi il cielo si è aperto, i gradi sono saliti a 40 e l umidità è schizzata a oltre il 70 per cento. La situazione andrebbe monitorata di minuto in minuto per decidere se fare o meno le pause». Il dettaglio sottolineato dal ct non è di poco conto, i giocatori della Costa Rica sono più abituati di noi al caldo. A Manaus, contro l Inghilterra, molti azzurri hanno chiuso la partita sulle ginocchia. Alcuni, come Verratti e Marchisio, erano talmente stravolti dalla fatica che vedevano doppio. Il paletto dei 32 gradi non sembra una mossa intelligente; all una del pomeriggio nel Nordest del Brasile fa caldo. Punto. Qualche grado in più o in meno non può incidere sulla questione fondamentale, la salvaguardia della salute dei giocatori. calore italiano Passione azzurra, per il Mondiale vale tutto GETTY Un maxischermo pure a Scampia e dai Pearl Jam FRANCESCO VELLUZZI Col gelato in mano, il tricolore addosso e un solo grido: Italia. Stasera tanti italiani si riverseranno nelle piazze perché il Mondiale unisce e fa condividere. Si tifa davanti al maxischermo. Le iniziative sono tante. Molte partono dai comuni. A Napoli, Italia-Costa Rica si può vedere alla Villa Comunale di Scampia. L idea è dell Assessorato ai Giovani. A Firenze ci si trova in piazza Dei Ciompi e al Mercato Comunale, a Belluno in piazza Duomo, a Chieti alla Villa Comunale e al Palatricalle, a Roma in piazza Madonna di Loreto. Per l Italia si scatenano in tanti. A Torino c è lo Hyundai Fan Park in piazza Vittorio Veneto. E un area dedicata al Mondiale. C è pure a Berlino, Madrid, Sarajevo e Sydney. A Bologna pullulano le iniziative; la più curiosa al Botanique di via San Filippo Re dove si abbinano partita e musica. Tutti sull erba, prima l Italia, poi il concerto. A Milano chi andrà a San Siro a vedere i Pearl Jam, potrà prima assistere alla sfida di Recife. Per chi vuole stare in centro, davanti al Castello Sforzesco è stato allestito il «Radio 105 Mundial Village» con dirette radio e proposte gastronomiche. Da Milano a Milano Marittima e Cervia. Al Bagno Fantini c è il «Basketball Beach party», al Papeete prima il calcio poi i balli. watches calvinklein.com

9 VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 9 GIRONE D I NOSTRI RIVALI URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA Italia, occhio a quei due Ruiz e Bolanos frecce Così possono infilarci La Costa Rica non punta solo sui gol di Campbell I velocissimi esterni sono pedine chiave per il ct Pinto A OSSERVATI SPECIALI S Ruiz Alto 188 cm, ha ampia falcata e forza fisica. Veterano della nazionale con 64 presenze, gioca in Olanda nel Psv Eindhoven S Bolanos Uomo di corsa e gran faticatore, è particolarmente pericoloso su calcio da fermo. Gioca in Danimarca, nel Copenaghen la curiosità DANIELE VAIRA DAL NOSTRO INVIATO NICOLA CECERE nicecere RECIFE (Brasile) Non solo Campbell. Ci sono perlomeno altri due-tre elementi ai quali occorre prestare grande attenzione. Si tratta delle ali, Bryan Ruiz a destra e Christian Bolanos sulla corsia mancina. Gente in grado di filare in gol grazie a un apprezzabile velocità e a doti tecniche non secondarie. Attaccanti, in pratica, che però partono da lontano, devono cioè prima sacrificarsi nell indispensabile lavoro di protezione di una difesa che non può vantare esperienza internazionale di questo livello. E il loro punto debole. Se rivedete l ingenuo e inutile tentativo di abbraccio del terzino sinistro Diaz al volpone Lugano (rigore per l Uruguay) vi renderete conto che il portiere Navas (gioca in Spagna nel Levante) ha bisogno di una numerosa e costante copertura. Ecco perché il c.t. Pinto si è organizzato con un che poi, grazie appunto al movimento delle due ali sopra menzionate, diventa un o più raramente un quando Gamboa a destra e Diaz a sinistra avanzano a sostegno. Ma per la verità Ruiz contro l Uruguay non ha mai messo il naso oltre la linea di metà campo. clic Dal russo Yeltsin a Duarte «uomo pietra» La moda dei soprannomi ha preso pure i ticos Per i latinoamericani è raro non avere un soprannome. Quasi mai lo puoi scegliere, il più delle volte ti viene imposto. Se si spulcia tra quelli dei giocatori costaricani sembra di essere dentro un bazar, anzi quasi dentro uno zoo. Ci sono un falco, una donnola, perfino una pietra, assieme a nomignoli legati alla storia familiare o a caratteristiche fisiche. Il portiere Navas è detto il «falco», per la reattività dei suoi riflessi, di cui ha dato prova contro l Uruguay. Velocità è, invece, la caratteristica della catena di destra della nazionale di Pinto. Gamboa è chiamato scherzosamente dagli amici «Gam-Bolt», rimando al campione di atletica giamaicano, mentre il capitano Ruiz è la «donnola» per il suo scatto fulmineo e la sua agilità nei movimenti. Anche la difesa non risparmia curiosità. Duarte, marcatore del 2-1 contro Cavani e soci è «la pietra». «Con costanza e sacrificio raggiunge sempre i suoi obiettivi», raccontano di lui i genitori. Fin da piccolo voleva fare il calciatore. E non è stato facile, visto che a 5 anni si è trasferito dal Nicaragua per cercare fortuna con la famiglia. Ma la pietra non si è lasciata scalfire. Non mancano l ironia e una certa dose di imponderabile nella genesi dei soprannomi che, in spagnolo, sono chiamati «apodos». Umaña è chiamato dagli amici «Billy», ma non si sa perché. Scavando un po di più si scopre che il nomignolo è nato durante una partitella di quartiere e che è in qualche modo legato a un vicino dei suoi genitori. Gonzalez è, invece, «Pipo», trasformazione inspiegabile di buona parte dei nomi propri costaricani. E IL PRESIDENTE SOLIS «LIBERA» GLI STATALI PER VEDERE LA PARTITA Il presidente della Costa Rica, Luis Guillermo Solis, ha firmato un decreto che concede due ore di permesso ai funzionari pubblici perché possano seguire le gare della nazionale impegnata al Mondiale. Già oggi con l Italia dunque, e poi il prossimo martedì contro l Inghilterra, uffici pubblici chiusi perché, come spiegato dallo stesso presidente-tifoso, «la partecipazione della squadra nazionale di calcio nella Coppa del Mondo di Brasile 2014 è un evento sportivo di interesse nazionale». Esclusi dal provvedimento i servizi considerati essenziali, tra cui in primis quelli inerenti alla sicurezza e alla sanità. Ruiz d Olanda Non solo Campbell, davanti, perché Bryan Ruiz, 188 cm e quindi ampia falcata, è una punta capace di creare fastidio a qualsiasi difensore anzitutto sul piano della forza fisica e della intensità di gioco. Ecco perché Darmian (se come pare ci sarà lui) avrà un compito delicato. E importante. Ruiz si è affermato da anni nel campionato L UNDICI NOMIGNOLO PER NOMIGNOLO Navas Falco per i riflessi olandese, ha vinto campionato e coppa con il Twente (36 gol in 65 partite), è stato acquistato dal Fulham (quattro anni di contratto, 8 gol in 68 partite) per quasi undici milioni di sterline e da pochi mesi è tornato in Olanda, in prestito, ma al Psv Eindhoven (5 gol in 14 presenze finora), cioè un club ancora più importante del Twente. In nazionale ci gioca da quando aveva vent anni e ha messo assieme 64 presenze con 13 reti. Bola alla Balo Sull altra fascia agisce Bolanos, che è meno dotato sul piano del tocco di palla ma assolutamente pericoloso sui calci da fermo. Punizioni e angoli vengono calciati sapientemente, alla Balotelli diciamo, e contro l Uruguay in due occasioni è stato il lungo difensore Duarte a farsi trovare puntuale per l incornata. Nella prima circostanza gli è andata male, nella seconda ha fatto centro. Bolanos è un gran faticatore (ecco il perché della presenza di un corridore come Abate in opposizione), gioca con una fascia nera nella chioma e cede di solito il suo posto a Urena quando la situazione richiede una seconda punta abile in area. Questo Urena, infatti subentrato nel finale della prima partita, ha trovato il terzo gol su lungo lancio di Campbell. Dunque se dovesse entrare, bisogna stare molto attenti pure a lui. Detto Campbell Joel è il suo nome Ruiz Donnola per la velocità e agilità Diaz Junior è il suo nome Tejeda Il russo perché il suo nome è Yeltsin C.t. Pinto L esplosivo: per il carattere poco diplomatico Grazie al lavoro della coppia, il iniziale può trasformarsi in d assalto Borges Celsinho per le origine brasiliane del padre Gamboa Gam-Bolt per la velocità Gonzalez Pipo è il suo soprannome Umaña Billy è il suo nome ciò, questi costaricensi non sono il Real Madrid di Puskas e Di Stefano. Anche se continuano a ripetere nelle pubbliche occasioni che mirano a superare il risultato di Italia 90, quando uscirono negli ottavi. E in fondo dopo l exploit con l Uruguay, fanno bene a crederci. Duarte Pietra per la costanza Bolaños Bola come il pallone GAZZETTA DELLO SPORT L esultanza dei giocatori della Costa Rica dopo il momentaneo 2-1 di Duarte nella partita d esordio contro l Uruguay AP Affettuosi A centrocampo c è il «russo» Tejeda, che di nome fa Yeltsin proprio come il politico sovietico, mito dei suoi genitori. Il compagno di reparto è «Celsinho» Borges. E d altronde il tocco dato al suo nome Celso ricorda il padre Alexandre, originario del Brasile, ma diventato parte della storia «tica», prima come giocatore a Italia 90, poi come allenatore. Ha, infatti, guidato i costaricani ai Mondiali 2002 e Il diminutivo dell esterno Bolaños è invece «bola» che rimanda, però, anche alla palla. Quella da cui lui non si separava mai quando era piccolo. Senza fronzoli, invece, il difensore Dias e l attaccante Campbell, chiamati per nome: Junior e Joel. In questo elenco non può mancare il c.t. Pinto detto «l esplosivo». Per il carattere poco diplomatico e soprattutto perché in Colombia fu espulso dalla panchina e spinse il quarto uomo, minacciandolo e dicendogli frasi irripetibili: si beccò 10 giornate di squalifica. Per tutti La moda colpisce anche i non titolari. In panchina siedono il difensore Acosta detto «la muraglia» e l attaccante Brenes detto «Chiqui» (il piccolo) per il suo fisico esile. Diminutivi per tutti: per chi è infortunato e per chi non gioca più. L attaccante Saborio, che ha rinunciato al Mondiale per la frattura a un piede ma è rimasto con i compagni, è «Sabo», mentre «Chope» è l assistente di Pinto. Quel Wanchope, attaccante che si fece conoscere in Inghilterra dal 1996 al 2004: Derby County, West Ham e Manchester City.

10 10 LA GAZZETTA DELLO SPORT VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 GIRONE D I NOSTRI RIVALI URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA DAL NOSTRO INVIATO LUCA CALAMAI SAN PAOLO (Bra) che paura Il 22 maggio veniva operato di menisco. Quattro settimane dopo El Pistolero affonda la «sua» Inghilterra con una doppietta. Il calcio regala queste storie incredibili. Luis Suarez finisce sotto la curva dei tifosi della Celeste. Fatica a trattenere le lacrime. L Uruguay batte 2-1 l Inghilterra e tiene vivo il suo Mondiale. Oggi dopo Italia-Costa Rica si potranno fare dei conti più precisi, ma di sicuro Pirlo e compagni troveranno il 24 giugno a Natal una squadra ben diversa da quella mortificata nella gara di esordio. Il ritorno del Pistolero garantisce alla banda di Tabarez il giusto veleno nella fase conclusiva. I due gol del bomber più corteggiato d Europa sono dei veri gioielli. Un colpo di testa geniale e un siluro in corsa. Ma dietro al Pistolero, stavolta, c è anche El Matador. Cavani, seguito in tribuna da un tifoso speciale, Ibrahimovic, è stato altrettanto decisivo. Ha servito i due assist al compagno di squadra e si è battuto come una furia su tutto il fronte offensivo. Sembrava il campione che ha fatto impazzire Napoli. L Inghilterra resta a quota zero ma aritmeticamente non è ancora eliminata. Però è sospesa a un filo quasi invisibile. Sprint iniziale L Uruguay parte subito forte. La spinta dei tre centrocampisti trova punti d appoggio importanti in Lodeiro e Cavani. El Matador si muove tra le linee, alle spalle di Gerrard. C è grande tensione in campo. Si capisce dai primi scontri. Dopo trenta secondi Gerrard va con i tacchetti sul ginocchio operato di Suarez. Non proprio un gesto da vecchi amici. Ma il capitano del Liverpool va subito a scusarsi con il suo compagno di club. Come la nazionale di Tabarez alza il piede dall acceleratore viene fuori l Inghilterra. Al 9 la prima palla gol è degli inglesi. La punizione di Rooney sfiora il palo con Muslera immobile. La partita va avanti a fiammate. Al 31 è ancora la squadra di Hodgson a sfiorare il bersaglio. Sulla punizione di Gerrard è Rooney a salire in cielo e correggere di testa. Muslera è battuto, ma la palla centra in pieno la traversa. La Celeste si scuote e otto minuti dopo passa in vantaggio. E Gerrard a perdere il pallone in mezzo al campo. Il contropiede uruguaiano è una coltellata al cuore. Lodeiro lo l analisi ANDREA SCHIANCHI Alvaro Pereira, colpo da k.o. Ma poi rientra... Panico all Arena Corinthians al 16 della ripresa: Sterling evita l intervento in scivolata di Alvaro Pereira, ma nel superarlo lo colpisce col ginocchio in pieno volto, mandandolo letteralmente k.o. L ex laterale dell Inter rimane a terra stordito, i Suarez boom attenta Italia Due gol da fenomeno L Uruguay si rilancia Inghilterra quasi fuori La punta del Liverpool demolisce il «suo» capitano Gerrard, riapre i giochi nel girone degli azzurri e martedì ci sfida 41 i gol di Luis Suarez con l Uruguay in 78 gare: è il bomber più prolifico della storia della Celeste 1rete di Wayne Rooney nei Mondiali: a secco nel 2006 e nel 2010, ieri si è finalmente sbloccato Nessuno corre quanto Cavani: 10,4 km Con lui c è sempre superiorità numerica Il senso della vittoria sta in due parole: qualità e sacrificio. La qualità di Luis Suarez che azzanna la difesa inglese e se la mangia. E il sacrificio di Edinson Cavani che per tutta la partita si sbatte con l umiltà di un mediano, lavora per la squadra e con la squadra, corre come un dannato e fa sembrare l Uruguay costantemente in superiorità numerica. Lo trovi a destra e a sinistra, il Matador. Pronto a suggerire un passaggio in profondità e disponibile a rientrare immediatamente in difesa e ad aiutare i compagni. E così che devono lavorare gli attaccanti moderni: non è più tempo per i pivot che si piazzano là davanti ad aspettare che arrivi un pallone decente. La gloria si conquista con la fatica e con il sudore. E Cavani, di questo ruolo, è uno dei migliori interpreti al mondo. Attaccante di raccordo o seconda punta che sia, il Matador è un valore aggiunto soprattutto quando può agire a tutto campo. Raccordo C è un dato che impressiona: Cavani è il giocatore che corre di più in Uruguay-Inghilterra, 10,4 chilometri. Stranissimo per uno che di mestiere dovrebbe fare l attaccante e preoccuparsi soprattutto, se non solo, della fase offensiva. Cavani, invece, non si tira indietro se c è da contrastare l azione avversaria, va in pressing su Gerrard, recupera, anticipa e non toglie medici entrano in campo. Si pensa che Pereira abbandoni il campo, ma dopo due minuti di paura, l esterno si rialza e litiga con i soccorritori. Vuole rientrare a tutti i costi e a dispetto dell opinione dei dottori, lo fa. Pereira gioca tutta la partita, l Uruguay vince e tutti festeggiano. Ma data l entità della botta presa, siamo sicuri che il giocatore avrà bisogno di una tac per scongiurare complicazioni... imposta partendo in verticale e allargando per Cavani. El Matador alza la testa e pennella un cross al bacio per Suarez che di testa deposita in rete bruciando sul tempo Jagielka, difensore dell Everton. Nel derby di Liverpool è ancora il Pistolero a fare la differenza. Ribaltoni e paura La Celeste prova a conservare il controllo della gara anche in avvio di ripresa. È sempre Suarez a mettere in crisi la difesa inglese con una conclusione direttamente da calcio d angolo. Hart si salva in due tempi. Ancora il Pistolero si trova un LA MOSSA JOHNSON CAVANI 2 CAHILL GERRARD LODEIRO BAINES JAGIELKA SUAREZ PASSAGGIO MOVIMENTO CORSA CON PALLONE GDS buon pallone in area ma, stavolta, pecca di egoismo. Invece di appoggiare a Cavani chiude con un destro sbagliato. È una partita senza un attimo di respiro. Elettrica in ogni azione. In questo ping-pong di emozioni la bilancia torna a pendere dalla parte della nazionale di Hodgson. Al 16 scende un attimo di paura sull Arena Corinthians. Alvaro Pereira resta quasi senza sensi dopo un involontario colpo alla testa di Sterling. Intervengono dottori e massaggiatori. Il dottore della Celeste chiede il cambio ma il difensore torna al suo posto. Tre minuti dopo Tabarez fa il primo cambio, mai la gamba. I 3 tackle effettuati testimoniano della grinta del Matador. E poi, a spiegare la sua prestazione di sacrificio, ci sono 2 recuperi e 2 anticipi. Quando l Uruguay si distende in avanti, lui va a occupare la classica posizione della seconda punta, e da lì confeziona il cross-assist per l 1-0 di Suarez. Quando il c.t. Tabarez decide che è arrivata l ora di tirare giù la saracinesca e dispone la squadra con il 4-4-2, il Matador diventa l uomo di raccordo tra centrocampo e attacco. Trampolino I compagni lo cercano spesso per due motivi: 1) dato il suo movimento, lui si fa sempre trovare libero; 2) la sua qualità tecnica è necessaria per costruire trame pericolose e per innescare Suarez. Gerrard e Suarez: compagni al Liverpool, ieri rivali BOZZANI Sono 26 i passaggi ricevuti da Cavani e 24 quelli effettuati (solo 5 sbagliati: 79 per cento di precisione). Lui prova anche a concludere la manovra: 2 tiri, tutt e due fuori. Clamorosa un occasione che il Matador spreca dopo essere arrivato a un passo dalla porta di Hart. Ma non gli si può certo buttare la croce addosso per questo errore. Nel giudizio complessivo, si tratta di un dettaglio, un inezia. Se Suarez è l uomo che mette la firma sulla vittoria contro l'inghilterra, Cavani è quello che prende in mano la pratica e la chiude in cassaforte. Senza le sue volate, i suoi movimenti, il suo spirito di sacrificio adesso non ci sarebbe festa nelle strade di Montevideo. ma non è Pereira a uscire. L ex Inter resta in campo tutta la gara. La Celeste però fatica a uscire dalla propria metà campo. Una tattica sbagliata e, infatti, al 30 arriva il pareggio. Affondo di Johnson e palla in mezzo per Rooney che deve solo appoggiare in rete. L Uruguay però ha qualcosa in più dentro. E qualcosa in più in campo: Suarez. Al 39 una lunga rimessa di Muslera viene corretta malamente di testa da Gerrard. Controllo del Pistolero, due passi in area e un destro che fulmina Hart. La Celeste è ancora viva. Attenta Italia. PRIMA DELLA GARA Assalto al pub: dieci tifosi inglesi all ospedale Dieci tifosi dell Inghilterra sono stati portati in ospedale dopo aver subito un aggressione in un pub di San Paolo poche ore prima dell inizio della partita. I teppisti, tutti brasiliani e vestiti di nero, hanno assaltato il locale con petardi e bottiglie molotov, seminando il panico anche tra la gente del posto oltre che tra i fans che erano seduti a bere. Le forze dell ordine sono intervenute subito: gran parte degli assaltatori ha tentato di fuggire su un autobus che passava, a poche fermate di distanza 14 di loro sono stati arrestati. Nelle loro tasche trovati coltelli, tirapugni e alcune dosi di marijuana. Il tutto a una ventina di chilometri dall Arena Corinthians.

11 VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 11 Ibra in tribuna Il gol del 2-1: Suarez calcia, troppo forte e troppo vicino per Hart LAPRESSE Spettatore d eccezione sugli spalti per Uruguay-Inghilterra: c è Zlatan Ibrahimovic. Ibra ha assistito anche a Spagna-Cile il personaggio LUIS SUAREZ La rinascita 28 giorni dopo l operazione «Eccovi serviti» Superato l intervento al ginocchio sinistro: «In Inghilterra mi hanno massacrato, ci serviva un trionfo come questo per voltare pagina» DAL NOSTRO INVIATO STEFANO BOLDRINI SAN PAOLO Due gol con una gamba sola: roba da fuoriclasse. Torna a 28 giorni di distanza dall operazione al ginocchio sinistro, ha il fiato corto e i muscoli non ancora tonici, ma sui suoi piedi passano due occasioni e non perdona, resuscitando l Uruguay e spingendo verso il baratro quell Inghilterra dove gioca dal 2011 e dove non è mai stato amato. Luis Suarez entra tra gli applausi, all annuncio delle formazioni. God save the King, lo accoglie così uno striscione dei tifosi uruguayani, con l immagine di un Suarez incoronato. Messaggio profetico: l onnipotente, grazie anche alla sapienza chirurgica del dottor Pablo Francescoli fratello di Enzo, ex campione degli anni Ottanta-Novanta che lo ha operato e alle mani del massaggiatore Walter Ferreira, salva Luis Suarez che, a sua volta, salva l Uruguay. La regina invece non si salva, nonostante il tradizionale God save the Queen urlato dai diecimila fans inglesi: per l armata di Hodgson serve un miracolo per non tornare a casa. Ghigno Segna con il ghigno, Suarez: il pallone sta ancora entrando quando ha dato la zuccata sul cross di Cavani e già sorride. Piazza la stoccata del bis e ride ancora, con i suoi dentoni che azzannano l Inghilterra. Festeggia, Luis, mimando il gesto che gli è valso il soprannome di Pistolero. Un appellativo politicamente poco corretto, come poco corretto è il personaggio, passato tra accuse di razzismo, morsi agli avversari, falli di mano sulla linea di porta per salvare la sua squadra. Ma lui è questo, prendere o lasciare. E nelle sue dichiarazioni, tra sorrisi e lacrime, ribadisce di essere personaggio scomodo: «Ho sognato questa partita tante volte. In Inghilterra hanno detto tante cose sul mio conto. Mi hanno massacrato. Eccomi qui. Contava vincere e abbiamo vinto. Ci serviva un trionfo come questo. Ora dobbiamo voltare pagina e pensare alla gara con l Italia. Il nostro mondiale è appena cominciato». Protagonista Si è preso tutta la ribalta, da vero mattatore, distruggendo per l ennesima volta la protervia degli inglesi che dicevano «non è in condizione di giocare». Quando celebra il primo gol, indica a grandi gesti il massaggiatore, Walter Ferreira, che lo ha aiutato nel recupero. Esce per crampi, soccorso in campo da un compagno di squadra del Liverpool, Johnson. Incassa le botte che non ti aspetti dal capitano dei Reds, Gerrard. In panchina, abbraccia e bacia tutti nell agonia dei minuti finali. Poi, quando Velasco Carballo fischia la fine, si concede la passarella finale per salutare il pubblico. Il Pistolero è vivo e lotta. Alla faccia della spocchia inglese. RIPRODUZIONE RISERVATA URUGUAY 2 ( ) Muslera; Caceres, Gimenez, Godin, A. Pereira; Gonzalez (dal 33 s.t. Fucile), Arevalo, Rodriguez; Lodeiro (dal 22 s.t. Stuani); Suarez (dal 41 s.t. Coates), Cavani. PANCHINA Silva, Munoz, Gargano, Hernandez, Forlan, Perez, Ramirez. ALLENATORE Tabarez. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Godin per gioco scorretto. MARCATORI Suarez (U) al 39 p.t.; Rooney (I) al 30, Suarez (U) al 39 s.t. ARBITRO Velasco Carballo (Spagna). NOTE Spettatori Angoli 7-7. In fuorigioco 4-2. Recuperi: p.t. 1 ; s.t. 4. POSSESSO PALLA URUGUAY 37,5% INGHILTERRA 62,5% TIRI IN PORTA IIIIIII MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO Direttamente su calcio piazzato, destro a girare di Rooney che scavalca la barriera e sfiora l incrocio dei pali. Muslera era rimasto a guardare 16 Gran bolide dalla sinistra a incrociare di Rodriguez, palla che sorvola di un soffio la traversa. Uruguay aggressivo 31 Punizione all altezza della bandierina di Gerrard, Muslera esce a vuoto, stacco imperioso di Rooney, palla che si stampa sull incrocio dei pali. GOL! 39 Grande assist di Cavani che pesca Suarez in area. El Pistolero stacca, gira di testa e batte Hart: 1-0 per la Celeste sull Inghilterra. la Moviola DI G.D.F. Godin rischia Rooney ok sul gol dell 1-1 IIIII URUGUAY 7 INGHILTERRA BARICENTRO MOLTO BASSO 43,3 metri Primo giallo dopo 9 per fallo di mano di Diego Godin, che una ventina di minuti dopo rischia grosso: ferma uno scatto di Sturridge con una sbracciata ai limiti della gomitata, l arbitro lo grazia. Ma Velasco Carballo, nonostante una gara dura, tira fuori il cartellino soltanto due volte. Sul gol del pareggio 7 9 ( ) Hart; Johnson, Cahill, Jagielka, Baines; Gerrard, Henderson (dal 40 s.t. Lambert); Sterling (dal 20 s.t. Barkley), Rooney, Welbeck (dal 25 s.t. Lallana); Sturridge. PANCHINA Foster, Forster, Wilshere, Smalling, Jones, Milner, Lampard, Shaw, Oxlade-Chamberlain. ALLENATORE Hodgson. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Gerrard per gioco scorretto. PASSAGGI RIUSCITI URUGUAY 63,8% INGHILTERRA 81,9% TIRI FUORI IIIII INGHILTERRA 1 IIIIII URUGUAY 5 INGHILTERRA 6 SECONDO TEMPO 51 Lodeiro imbecca in verticale Cavani che allarga troppo l interno destro. 53 Baines mette in mezzo dalla sinistra, Rooney scarica il sinistro, Muslera compie il miracolo. GOL! 75 Rooney firma il pareggio. L attaccante del Manchester United finalizza di sinistro l invito di Sturridge. Primo gol della punta a questo Mondiale. 77 Interno destro di Sturridge, ci arriva Muslera che respinge. L Uruguay pare schiacciato nella propria area. GOL! 85 Raddoppio della Celeste. Spizzata di Gerrard che involontariamente prolunga per Suarez, tracciante dell attaccante del Liverpool che fa secco Hart e firma il sorpasso inglese i difensori dell Uruguay chiedono un fuorigioco che non c è: sul cross di Johnson dalla destra Rooney è in posizione regolare. Subito dopo il pareggio, l Inghilterra cerca un calcio di rigore che però non c è: contatto tra Pereira e Sturridge, ma non ci sono gli estremi per la massima punizione. Sul secondo gol di Suarez non c è fuorigioco, sul lancio lungo del portiere Muslera, infatti, la palla viene toccata di testa da Gerrard: è lui, in pratica, che serve il suo compagno al Liverpool. Nel complesso per il fischietto spagnolo una direzione di gara positiva BARICENTRO ALTO 54,2 metri le Pagelle MUSLERA DECISIVO, RIOS RECUPERA PALLONI URUGUAY 7 MUSLERA 7 Si salva a pugni chiusi su un siluro di Sturridge e devia in tuffo una conclusione a botta sicura di Rooney. Decisivo. CACERES 6 Ha il merito di disturbare Rooney quando il bomber inglese centra di testa la traversa. GIMENEZ 5,5 Non è un fulmine di guerra. Fa rimpiangere l infortunato Lugano. GODIN 6 Tabarez gli consegna la fascia di capitano. Lotta da vero leader. Rischiando il secondo giallo con una mezza gomitata su Sturridge. PEREIRA 6 Qualche volata sulla corsia di sinistra. Nelle ripresa resta a terra dopo un colpo alla testa. Ma si riprende e non si fa sostituire. GONZALEZ 6 Un buon gregario, fa il suo in mediana.. FUCILE 6 Va a potenziare la linea difensiva. AREVALO RIOS 7 Fa legna in mezzo al campo, recuperando palloni preziosi e proponendosi in avanti quando c è spazio. RODRIGUEZ 6,5 Sfiora il gol con un diagonale che schizza sopra la traversa. Sempre in movimento, uno dei più positivi a centrocampo. LODEIRO 6 Ha il grande merito di far partire l azione del primo gol. Poi alla distanza il suo talento si spegne. STUANI 5 Entra al posto di Lodeiro per fare «l attaccante di contenimento», e l Inghilterra sfonda dalla sua parte. h 9 IL MIGLIORE SUAREZ El Pistolero forse ha disputato anche partite più belle in carriera. Ma questa è diversa. Segna i due gol decisivi a meno di un mese dall operazione al menisco. COATES S.V. Una sostituzione per concedere a Suarez la meritata passerella trionfale. In due minuti più recupero tocca soltanto un pallone. CAVANI 7,5 Un assist e mezzo (è lui a contendere a Gerrard di testa il pallone da cui è nato il 2-1) e tanto cuore. Una prova da fuoriclasse anche senza segnare, sotto gli occhi del compagno del Psg Ibrahimovic. ALL. TABAREZ 7 Non era facile cancellare lo schiaffo subito alla prima partita dalla Costa Rica. Il Professore c è riuscito, presentando una Celeste forte e determinata come quella che vinse la Coppa America. INGHILTERRA 5 HART 6 Incolpevole sui due gol di Suarez. Decisivo con almeno un altro paio di parate. E nel finale si butta anche in area alla ricerca del gol... IL MIGLIORE h 6,5 JOHNSON Macina chilometri sulla corsia di destra e serve a Rooney il pallone del momentaneo pareggio. Uno dei più vivi. CAHILL 5 Sempre in affanno davanti alle accelerazioni di Suarez. JAGIELKA 5 Perde di vista per un attimo Suarez. E El Pistolero lo giustizia. BAINES 5,5 Timido quando si tratta di spingere, da uno come lui ci si aspetta di più. GERRARD 5 Sbanda nel momento più delicato della gara. È lui a perdere il pallone nell azione che poi porterà al primo gol dell Uruguay. Tocca anche di testa Fernando Muslera, 28 anni EPA ARBITRI VELASCO CARBALLO 6 Giuste le ammonizioni. Vede bene un paio di contatti in area di rigore. FERNANDEZ 6-YUESTE 6 CAHILL SEMPRE IN AFFANNO, STURRIDGE VIVACE il lancio del secondo. In evidente declino. HENDERSON 6 Piedi ruvidi ma grande determinazione. Si batte bene in mediana, è sempre nel cuore dell azione, non è tra i responsabili della sconfitta. LAMBERT S.V. Mandato in campo soltanto per una manciata di minuti, non riesce a incidere sulla partita. STERLING 5,5 Ha un primo passo micidiale, in dribbing va via a tutti ma poi non riesce a essere efficace. Un vero talento ma ancora una volta dimostra di dover trovare continuità. Daniel Sturridge, 24 GETTY IMAGES DI L. CAL. BARKLEY 6 Entra per dare sostanza, si batte con impegno e partecipa bene all assalto finale degli inglesi. ROONEY 6 Stampa sulla traversa un pallone importante nel primo tempo e sbaglia una clamorosa occasione solo davanti a Muslera. Il gol gli vale una sufficienza stiracchiata. WELBECK 5,5 Molto fumo ma poca sostanza in attacco, non tira mai in porta. E infatti negli ultimi 20 minuti Hodgson lo fa uscire. LALLANA 6 Ha l argento vivo addosso, con il suo ingresso l Inghilterra è più vispa e incisiva in attacco. Forse poteva essere inserito prima. STURRIDGE 6 Sempre nel cuore della gara. Tiene in allarme da solo la difesa della Celeste con scatti continui. Manca però nella fase conclusiva. ALL. HODGSON 5 La solita Inghilterra con poche idee e poca lucidità. È sicuramente l allenatore il primo sconfitto di questa nazionale.

12 12 LA GAZZETTA DELLO SPORT VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 GIRONE G IERI IN CAMPO COLOMBIA GRECIA COSTA D'AVORIO GIAPPONE COLOMBIA 2 COSTA D AVORIO 1 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI J.Rodriguez (CO) al 19, Quintero (CO) al 25, Gervinho (CA) al 28 s.t. COLOMBIA ( ) Ospina; Zuniga, Zapata, Yepes, Armero (dal 27 s.t. Arias); Aguilar (dal 34 s.t. Mejia), Sanchez; Cuadrado, J.Rodriguez, Ibarbo (dall 8 s.t. Quintero); Gutierrez. PANCHINA Vargas, Mondragon, Carbonero, Guarin, Balanta, Ramos, Valdes, J.Martinez. ALL. Pekerman. BARICENTRO MOLTO BASSO 43,3 metri CAMBI DI SISTEMA dall 8 s.t ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno. COSTA D AVORIO (4-3-3) Barry; Aurier, Bamba, Zokora, Boka; Tiote, Yaya Touré, Serey (dal 28 s.t. Bolly); Gradel (dal 22 s.t. Kalou), Bony (dal 15 s.t. Drogba), Gervinho. PANCHINA Gbohouo, Mande, Diarrassouba, K.Touré, Akpa, Djakpa, Diomande, Sio. ALLENATORE Lamouchi. BARICENTRO MEDIO 53,1 metri CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Zokora e Tiote per g.s. ARBITRO Webb (Ing) GUARDALINEE Mullarkey e Cann (Ing). NOTE spettatori 68 mila. Tiri in porta 6-5. Tiri fuori 3-4. Angoli 5-5. In fuorigioco 3-2. Recuperi: p.t. 1, s.t. 4. Colombia d Italia Cuadrado show e Drogba va k.o. Seconda vittoria grazie ai giocatori della Serie A Alla Costa d Avorio non basta super-gervinho DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BRASILIA (Brasile) Dall alto, in senso orario, il gol di testa di James Rodriguez, 22 anni, che trasforma il corner di Cuadrado; il raddoppio di Juan Quintero, 21 anni, che infila Barry al termine di un azione di contropiede; il gol di Gervinho, 27 anni: suo il 2-1 che illude la Costa d Avorio REUTERS/GETTY Nella Colombia a punteggio pieno dopo due partite ci sono due grandi giocatori. Il primo lo conoscete tutti, si chiama Juan Cuadrado, e nell interesse della Serie A speriamo che la Fiorentina - che l ha appena riscattato - riesca a trattenerlo. Il secondo gioca dallo scorso anno nel Monaco, si chiama James Rodriguez e questo Mondiale lo sta elevando al rango di stella. Batteristi scatenati di una Colombia sempre più convincente (sei punti su sei come il Cile, il Sudamerica di seconda fascia è partito assai meglio di quello di prima), Juan e James hanno ricevuto la spinta finale per battere la Costa d Avorio quando il c.t. Pekerman, togliendo Ibarbo, ha inserito un altra vecchia conoscenza, e si fa per dire perché ha soltanto 21 anni: Fernando Quintero, passato per Pescara e inglobato la scorsa estate dal Porto. Trasformata in un albero di Natale tropicale con un regista arretrato, Quintero, e un rifinitore avanzato, Rodriguez, la Colombia ha letteralmente spaccato in due lo schieramento ivoriano, rubando più volte palla sulla trequarti e filandosela verso il povero Barry. Così, dopo l 1-0 confezionato dai due fenomeni (corner di Cuadrado, testa di James, agile e tempista visto che un gigante non è) è arrivato il raddoppio di Quintero, con palla sgraffignata a Serey dal solito Rodriguez. Che gol Gervinho Il 2-0 poteva essere la scena madre della partita, che sin lì la Costa d Avorio aveva combattuto ad armi pari confermandosi la più dotata e soprattutto la più quadrata delle africane. Ma tre minuti dopo, approfittando anche di un cambio di GIOCATORI SNIFFATORI Colombia furente: «Fotomontaggio vergognoso» Un fotomontaggio piuttosto pesante (che ritrae Falcao e Rodriguez intenti a sniffare la schiuma usata dagli arbitri al Mondiale per segnare la distanza) twittato dall attrice olandese Nicolette van Dam. E scoppia un caso diplomatico: il rappresentante colombiano alle Nazioni Unite censura la Van Dam, che è ambasciatrice dell Unicef. A nulla sono servite le sue scuse tardive. Pekerman (Arias per Armero) che ridisegnava proprio in quegli istanti l assetto difensivo, Gervinho ha tirato fuori uno dei suoi dribbling ubriacanti - tre avversari mandati col sedere per terra - scaricando in porta un destro troppo velenoso per Ospina. Da praticamente chiusa che era, la partita si è ovviamente riaperta, anche perché Lamouchi aveva già tolto i ceppi a Drogba in panchina mandandolo in campo, e sulla distanza dei 30 minuti il vecchio Didier è ancora - più che un elefante - un leone. La gara, bella sempre grazie al ritmo forsennato e bellissima nel finale, esprimeva allora un terzo asso di parte colombiana, altro nome che ci dice qualcosa, da qualche parte l abbiamo sentito... Mario Yepes, 38 anni portati da gran signore, perfettamente a suo agio nella battaglia campale che si scatena in area. Di testa o di piede, è sempre lui a liberare i cross che Aurier - che bel terzino - e Yaya Touré indirizzano in area. Finisce così, e la sensazione che questo match abbia deciso l ordine delle qualificate del girone C è netta. Pericolo Colombia Il pensierino della sera riguarda la velocità d uscita della Colombia dalla fase difensiva, davvero impressionante grazie alle capacità tecniche di molti dei suoi giocatori: palleggiano ad alto ritmo, e in tre passaggi sono dall altra parte, pericolosissimi. A questo punto è la chiara favorita per passare il girone da prima: un motivo in più perché gli azzurri battano la Costa Rica, viaggiando così verso la Costa d Avorio. Entrato per Ibarbo Con Quintero si accende la luce = Pekerman vince la partita anche grazie all azzeccatissimo cambio effettuato all 8 della ripresa, quando toglie dal campo Ibarbo (fino ad allora relegato a compiti di copertura) per Quintero. Col suo ingresso la Colombia passa al centrocampo a tre e soprattutto mette creatività nel gioco dei sudamericani: il giocatore del Porto svaria molto anche a destra, dove innesca spesso Cuadrado, lancia in verticale Armero sulla sinistra e soprattutto libera James Rodriguez nelle sue incursioni offensive. LA MOSSA TATTICA ARMERO QUINTERO J. RODRIGUEZ Movimento CUADRADO Passaggio GDS le Pagelle DI P.C. YEPES LEONE RODRIGUEZ ANCORA IN GOL TRENO AURIER COLOMBIA 7 OSPINA 6 Il tiro di Gervinho non è proprio irresistibile. Si riscatta al 90 in uscita di piede. ZUNIGA 6 Gervinho è un brutto cliente, lui lo regge a sufficienza. ZAPATA 6 Segue i movimenti di Yepes, il capo è lui. YEPES 7 Molto efficace e tempista, coraggioso, in forma da Mondiale. ARMERO 6,5 Efficace in difesa, sempre pronto a salire. ARIAS 5,5 Non è solo colpa sua, ma pochi secondi dopo l ingresso becca il gol da Gervinho. AGUILAR 6,5 Ufficiale di collegamento fra i reparti, bene così. (MEJIA SV) SANCHEZ 6 E l uomo che più si sacrifica sul temuto Yaya Touré: lo controlla senza esagerare. CUADRADO 7,5 Devasta la fascia dalla linea di metà campo in su. h 8 IL MIGLIORE J.RODRIGUEZ Veloce, tecnicamente superbo, fantasioso e vede pure la porta. Beato il Monaco. IBARBO 6 Lavoro abbastanza sacrificato sulla fascia. QUINTERO 7 Già capace di prendere per mano una nazionale. GUTIERREZ 5 L unica delusione, sbaglia due palloni molto invitanti. ALL. PEKERMAN 7 L innesto di Quintero cambia la partita. COSTA D AVORIO 6 BARRY 6 Niente da fare sui gol. h 7 IL MIGLIORE AURIER Spinta costante sulla fascia, non si fa pregare per tirare. BAMBA 5,5 Con quel fisico dovrebbe dominare l area. ZOKORA 5 Ormai è un po stagionato. BOKA 5 Con Gervinho si sposta dalla sua parte diventa un incubo. BOLLY 6 Si unisce all assalto finale. TIOTE 6 Buona sostanza, brutto fallo finale su Cuadrado. YAYA TOURE 6,5 Fa ragionare la squadra, ma non ne sazia la sete di leadership. SEREY 5 Perde la palla che porta al gol del 2-0 GRADEL 5 Non lascia tracce. KALOU 5 Non segna mai. BONY 5 Avere Drogba alle spalle non rende la vita comoda. DROGBA 6 Non ha lo stesso impatto della gara col Giappone. GERVINHO 7 Gol di eccellente fattura. In grande condizione. ALL. LAMOUCHI 6 Il giochino del Drogba part-time non gli riesce. ARBITRO WEBB 6,5 Non lascia dubbi tecnici, forse potrebbe fare la faccia un po più feroce sulle proteste. Mullarkey 6; Cann 6. il Personaggio JAMES RODRIGUEZ Il gemello di Falcao che segna al posto suo Compagno di Radamel nel Monaco trascina la squadra orfana del re «Sì, possiamo arrivare lontano» DAL NOSTRO INVIATO BRASILIA «Possiamo andare lontano» dice James Rodriguez alla massa di telecamere puntate su di lui, e non si può che essere d accordo visto il modo in cui la Colombia in generale e lui in particolare hanno aperto il Mondiale. Succede a tutte le generazioni di esprimere in gioventù una decina di potenziali campioni, che col passare degli anni confermano o tradiscono le aspettative sul loro conto: fra i prospetti della classe 91 quello di Rodriguez è sempre stato uno dei nomi più in vista. Al Mondiale sta arrivando la consacrazione. Senza Falcao «Siamo arrivati in Brasile consapevoli di aver perso la nostra stella, e garantisco che Radamel Falcao ci sta mancando molto anche ora che abbiamo sei punti. Però la lacrimemisteriose Serey piange: «Ha perso il padre» Lui smentisce: «È morto nel 2004» Durante l inno della Costa d Avorio, Serey Die scoppia in lacrime. E si diffonde la notizia che il padre sarebbe morto due ore prima del match. Il giocatore poi smentirà sui social: «È morto nel 2004». Allora era solo emozione? AFP Colombia aveva delle soluzioni alternative, le abbiamo messe in pratica e hanno pagato». Rodriguez è compagno di squadra di Falcao anche nel Monaco, e i due compongono con Joao Moutinho il trio di campioni trasferito un anno fa dal Porto al Principato dall agente Jorge Mendes. La squadra del magnate russo Ryboblev ha chiuso la Ligue 1 al secondo posto dietro l irraggiungibile Paris St.Germain, qualificandosi direttamente alla Champions, dove James ha già giocato con la maglia del Porto. Quest anno ha giocato 31 partite, segnando 9 gol. «Andare in rete mi piace e sono soddisfatto di aver segnato in entrambe le partite di questo mio primo Mondiale. Però la mia vera specialità sono gli assist. In ogni modo, l importante è rendersi utile alla squadra». La partita «La Costa d Avorio ci ha messo molto più in difficoltà rispetto alla Grecia, perché fisicamente è un altra cosa. Per questo i tre punti sono preziosissimi. Devo dire che giocare con questi compagni è facile. Prendete Cuadrado: quando parte alla sua maniera sulla destra è impressionante come il sistema difensivo degli avversari, per adeguarsi, si deformi, facilitando l inserimento di chi arriva dall altro lato». Rodriguez è un numero 10 mancino che vede bene la porta: nato a Cucuta, nella zona della Colombia al confine col Venezuela, ha iniziato a giocare nell Envigado, la squadra della città famosa per il carcere a cinque stelle che ospitò il boss dei narcos Pablo Escobar. Prima di arrivare in Europa è passato per l Argentina, debuttando anche in coppa Libertadores con la maglia del Banfield. È un campione in fase di decollo, ne sentiremo parlare a lungo. p.c.

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15 GIRONE C COLOMBIA GRECIA COSTA D'AVORIO GIAPPONE Zac non sfonda ma resta in corsa Giappone frenato in 11 contro 10: ora si gioca gli ottavi con la Colombia qualificata. Ranieri sarà ct della Grecia? GIAPPONE 0 GRECIA 0 GIAPPONE ( ) Kawashima; Uchida, Yoshida, Konno, Nagatomo; Hasebe (dal 1 s.t. Endo), Yamaguchi; Okubo, Honda, Okazaki; Osako (dal 12 s.t. Kagawa). PANCHINA Nishikawa, Gonda, G.Sakai, Morishige, Inoha, H.Sakai, Kiyotake, Aoyama, Kakitani, Saito. ALLENATORE Zaccheroni. ESPULSI nessuno. AMMONITI Hasebe per gioco scorretto. GRECIA ( ) Karnezis; Torosidis, Manolas, Papastathopoulos, Holebas; Katsouranis; Fetfatzidis (dal 45 p.t. Karagounis), Maniatis, Kone (dal 35 s.t. Salpingidis), Samaras; Mitroglou (dal 35 p.t. Gekas). PANCHINA Glykos, Kapino, Tzavellas, Moras, Vyntra, Tziolis, Lazaros, Samaris, Tachtsidis. ALLENATORE Santos. ESPULSI Katsouranis al 38 p.t. per doppia ammonizione (entrambe per gioco scorretto). AMMONITI Samaras e Torosidis per gioco scorretto. ARBITRO Aguilar (Sal). NOTE Spettatori 35mila circa. Tiri in porta 5-3. Tiri fuori 4-2. Angoli 2-7. In fuorigioco 1-2. Recuperi: 2 p.t.; 4 s.t. FABIO LICARI NATAL E adesso sono guai per Zaccheroni. Neanche in undici contro dieci per più di un tempo riesce ad avere la meglio su una Grecia che si difende strenuamente, sembra crollare da un momento all altro eppure Alberto Zaccheroni, 61 anni, allenatore del Giappone GETTY IMAGES resiste con grande coraggio, rinfrancata dall ingresso di Karagounis, ed è più pericolosa sotto rete. Il fatto è che il Giappone spreca tutta la manovra con un imprecisione cronica e non centra mai la porta se non su punizione. Troppo leggero davanti. Servirebbe un centravanti vero. Un punto a testa per entrambe e adesso bisognerà capire quanto la Colombia, ormai qualificata, avrà voglia di riposare col Giappone nell ultimo turno, mentre la Grecia tenterà di giocarsi tutte le carte contro la Costa d Avorio. Saranno ancora critiche per Zac già nel mirino della stampa dopo la prima sconfitta. Grecia poco mobile Anche perché la Grecia, paradossale, sembra quasi più fluida quando resta in dieci contro un Giappone troppo evanescente. Fino all espulsione dello sciagurato Katsouranis, infatti, gli uomini di Santos - che dopo il Mondiale dovrebbe essere sostituito da Claudio Ranieri sulla panchina della Grecia - non riescono mai ad approfittare della virtuale superiorità a centrocampo: il è troppo statico e, soprattutto, non offre soluzioni offensive perché Mitroglou è solo e gli esterni (Samaras e Fetfatzidis) vengono sacrificati in copertura. Solo che il Giappone, come contro la Costa d Avorio, va a strappi. Okubo è forse il più continuo a destra, mentre Honda ogni tanto si nasconde e non basta il movimento iniziale di Osako per confondere la difesa greca. Meglio in dieci Quando esce Katsouranis, però, Santos fa la mossa giusta. Compatta la squadra sacrificando Fetfatzidis per l esperienza di Katsouranis che trasmette grinta e vivacità al d emergenza. E così la Grecia non solo resiste, ma trova anche gli spazi per affondare e mettere in pericolo l eccellente Kawashima, che si oppone tre volte ai greci. Non solo. Il Giappone mantiene il possesso ma si espone alle ripartenze greche e per poco non rischia il k.o. La manovra gira attorno all area ma ha sbocchi solo in cross facili per i difensori greci. Solo nel finale, quando i greci sono ormai sfiancati, comincia il pressing: ma neanche l entrata di Kagawa, rimasto in panchina dopo la deludente prova con la Costa d Avorio, cambia la storia. Un pari che, probabilmente, non serve a nessuna delle due e ridà il sorriso a Drogba dopo la sconfitta con la Colombia. VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 15# le Pagelle DI F.LI. MURO KAWASHIMA, POCO HONDA TOROSIDIS PUNGE, FETFA ANONIMO GIAPPONE 5,5 h 7 IL MIGLIORE KAWASHIMA Grandi parate su Torosidis, Gekas e Holebas UCHIDA 7 A testa alta, ha la meglio su Samaras. Per poco non trova il gol. Chiude da attaccante aggiunto. YOSHIDA 6 Chiude su Mitroglou prima e Gekas poi, ma gli attaccanti greci sono sempre troppo soli. KONNO 6 Meglio di Morishige che aveva deluso al debutto. NAGATOMO 6 Avanza senza strafare, preoccupato anche delle coperture. Più deciso nella ripresa. HASEBE 5,5 Kone è il più vivace dei greci e non sempre riesce a contenerlo. Non rientra dopo il 45. ENDO 6 Nella ripresa per dare più ritmo. Partecipa al gioco offensivo, ma non ha mai la soluzione geniale. YAMAGUCHI 5,5 Lascia l iniziativa ad altri e pensa alla copertura. OKUBO 6 Bel movimento a destra, non dà vita facile a Holebas. HONDA 6 Non sempre al centro della manovra, anche se alcuni tocchi sono preziosi. OKAZAKI 5,5 Più che essere marcato da Torosidis, deve marcarlo lui. OSAKO 6 Mobile e pericoloso al via, sfiora il palo. Poi si spegne. KAGAWA 6 La panchina è servita, forse. Quando entra ha ben altra voglia che contro la Costa d Avorio. Ma non basta. ALL. ZACCHERONI 5,5 Forse non ha attaccanti, forse non riesce a trasmettere grinta, ma il Giappone delude. GRECIA 6 KARNEZIS 6,5 Chiamato in causa da una punizione di Honda e una (molto bella) di Endo: gli attacchi giapponesi non sono precisi. TOROSIDIS 6,5 Gran tiro da fuori parato, poi un colpo di testa a lato. Il più pericoloso dei suoi: dice tutto. MANOLAS 6 Okubo lo mette in ansia. PAPASTATHOPOULOS 6 Di testa, di piede, di fisico si oppone a ogni attacco. HOLEBAS 6 Non funziona l asse con Samaras: spinge poco. Quando lo fa, va al tiro. KATSOURANIS 4,5 Due falli evitabili, il secondo davanti all arbitro, e lascia la Grecia in dieci dopo 38. FETFATZIDIS 5 Fuori dopo l espulsione. Anonimo. IL MIGLIORE h 6,5 KARAGOUNIS Sarà un caso ma la sua entrata dà sostanza al centrocampo, anche se la Grecia è in dieci. MANIATIS 6 Meglio quando si sposta più all esterno. KONE 6 Uno che non si arrende, lotta va anche al tiro. Costringe Zaccheroni a sostituire Hasebe. SAMARAS 6 Sacrificato in marcatura. Dov è il combattente del Celtic? MITROGLOU 5,5 Out per una gomitata dopo 35. Troppo solo. GEKAS 5,5 Un tiro, ma Kawashima è insuperabile. ALL. SANTOS 6 Troppo rinunciataria la sua Grecia, ma la sistema bene quando resta in dieci. GLI ARBITRI AGUILAR 6,5 Gekas fermato in offside inesistente. Giusta l espulsione di Katsouranis, pochi problemi. Torres 6-Zumba 5 NUOVO. FORTE PER NATURA. TUO A IL MIGLIOR DAILY DI SEMPRE È ARRIVATO, TUTTO NUOVO. Il migliore per agilità e comfort: nuove sospensioni, nuovi interni, nuova posizione di guida ergonomica e pianale di carico ribassato. 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L immagine è a solo scopo illustrativo. *Consumi riferiti al ciclo urbano calcolato secondo i Regolamenti UE 715/2007 e 692/2008 e Regolamenti ECE 83 e 101 dell UNECE, rispetto alla gamma precedente.

16 16 LA GAZZETTA DELLO SPORT VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 GIRONE B LA RESA DEI CAMPIONI SPAGNA OLANDA CILE AUSTRALIA SPAGNA FLOP TUTTI I PERCHÉ Crollo fisico e mentale Gruppo diviso in clan E che errore Diego Costa Gli uomini di Del Bosque hanno pagato una stagione logorante. Sbagliata anche la scelta del ritiro al fresco. Ora tanti addii, ma il tiqui-taca non è morto DAL NOSTRO INVIATO FILIPPO MARIA CUTIRIBA 1 Cosa è successo? Premessa necessaria: nessuno, nemmeno il più pessimista tra gli spagnoli o il più lucido tra i critici poteva prevedere che il Mondiale dei campioni del mondo si chiudesse 6 giorni dopo la cerimonia inaugurale. E con 7 gol incassati in due partite, 4 in più di quelli presi nelle 13 sfide giocate per vincere il Mondiale del 2010 e l Europeo Mai nella storia della competizione un campione del mondo era uscito dopo due sole partite. Cataclisma, dunque. Imputabile a un crollo prima fisico ma poi soprattutto mentale. Un cortocircuito tremendo, un blackout storico. La stagione degli spagnoli è stata lunga e altamente logorante. S Vicente Del Bosque, 63 anni, con la Spagna ha vinto 1 Mondiale nel 2010 e 1 Europeo nel 2012 ACTION IMAGES Quelli del Barcellona si sono trascinati fino alle finali di Copa del Rey e della Liga, perdendole entrambe perse. Xavi e Busquets venivano da un annata di forma tra lo scarso e il pessimo, Piqué prima dell Olanda aveva giocato 135 minuti in 100 giorni causa infortunio. Alonso e Ramos si sono sfiniti nella conquista della Decima, Diego Costa è arrivato cotto e infortunato, lontanissimo dalla forma dirompente mostrata fino a Natale. Casillas, già disastroso nella finale di Champions, ha messo in valigia dubbi esistenziali e insicurezze non chiarite. Jordi Alba e Juanfran erano acciaccati. E poi la scelta del ritiro, a sud, al freddo di Curitiba (temperature che scendevano ben sotto i 10 gradi) quando 30 delle altre 31 nazionali sono andate al caldo del nord. Dalla Spagna ci hanno fornito due motivazioni: la prima legata a una scelta tecnica, i giocatori dopo il calore patito lo scorso anno in Confederations Cup volevano stare al fresco, la seconda logistica: «Ci siamo mossi tardi e i posti migliori erano già stati presi». E così la Roja giocando a Salvador e Rio ha dovuto affrontare anche un escursione termica importante. E quando è andata sotto non ha saputo reagire: «Non siamo abituati a rincorrere ha detto Del Bosque nelle 90 partite giocate con me abbiamo quasi sempre vinto». Fisicamente a pezzi, non eccessivamente carica di motivazioni, disunita e shockata, la Spagna non ha trovato le energie mentali necessarie al recupero ed è uscita prematuramente e fragorosamente. 2 È la fine di un epoca? Si e no. Si perché s interrompe brutalmente un ciclo di successi mai ottenuto prima da nessuna nazionale del nostro continente, Europeo-Mondiale- Europeo, e perché alcuni dei protagonisti se ne vanno. No perché molti altri restano e l idea di fondo resterà la stessa. Il tiqui-taca può aver fatto il suo tempo, non però il concetto di tener palla e provare a gestire e fare la partita. Ci vorranno maggior velocità e dinamismo ma al momento facciamo fatica a intravedere una Spagna contropiedista. Molto dipenderà anche dall evoluzione del Barcellona di Luis Enrique. 3 È vero che i rapporti tra i giocatori non sono idilliaci? Si. C è un nome chiave, quello di Xabi Alonso: poco amato dalla stampa, mal sopportato (a dir poco) dai compagni del Barcellona, senza grandi ami- S Xabi Alonso, 32 anni, poco amato dalla stampa, mal sopportato a Barcellona, senza grandi amici a Madrid FORTE cizie nemmeno tra i madridisti. Strascichi della battaglia dei Clasicos e frizioni attitudinali. Arrivato bene fino al Mondiale 2010, il gruppo è stato deflagrato da Mou e ricompattato da Del Bosque: l Euro 2012 è filato via su un equilibrio precario, in Brasile evidentemente nessuno aveva più voglia di sforzarsi a sorridere e stare insieme. Ramos e Piqué, separati da una distanza siderale per questioni sociali, politiche e caratteriali, in Polonia e Ucraina hanno tenuto e la difesa ha incassato un solo gol, qui vivevano su galassie differenti. 4 È stato un errore chiamare Diego Costa? Si, per tre motivi. A) Una grande nazionale non «compra»: all inizio del secolo la Spagna aveva preso l argentino Pernia (un oscuro terzino sinistro presto mollato al proprio destino) e il brasiliano Marcos Senna (utilissimo nella conquista di Euro 2008), ma allora era ancora in una confusa fase di costruzione. B) Strappando Costa al Brasile (aveva debuttato con Scolari nel marzo 2013) Del Bosque ha sfidato gli dei brasiliani. D accordo che Felipao non lo voleva, ma presentarsi in Brasile con un centravanti indigeno ha attirato ancora più odio e ira sulla Roja, già temuta e quindi osteggiata. E per cosa poi? Il nuovo

17 VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 17 S Tutta la delusione di Iker Casillas, Andres Iniesta e Fernando Torres alla fine della partita contro il Cile AP S Il brasiliano Diego Costa, 25 anni, è stato naturalizzato ma il progetto col centravanti è rimasto incompiuto spagnolo è alla prima grande stagione e non ha le spalle larghe per sopportare l acrimonia della sua nazione d origine. C) Last but not least, l introduzione di Costa serviva a Del Bosque per la transizione dal «toque» al gioco diretto ma il progetto è rimasto a metà del guado, perché la Roja non è l Atletico, non si cambia il gioco di una vita in 3 partite e perché Costa è arrivato male al Mondiale. 5 Del Bosque resterà? Lui ha detto che non vuole essere un peso, il numero due della federazione, Jorge Perez, ha ribadito urbi et orbi che si va avanti con il Marchese. Vicente avrà l ultima parola e l impressione è che la voglia di mollare possa prevalere su quella di lottare. Del Bosque pare affaticato: Van Gaal e Jorge Sampaoli l hanno superato tatticamente, spogliando un re forse logorato dalla gestione del gruppo e forse accomodato sui grandi allori conquistati. In caso di addio la ricerca del sostituto non sarà facile. Rafa Benitez sarebbe un buon candidato, ma allena il Napoli e non è detto che abbia già voglia di prendere una nazionale. Simile la posizione di Michel, attualmente all Olympiacos, e di Roberto Martinez, all Everton. Tra gli outsider spagnoli Quique Sanchez Flores, senza squadra, Paco Jemez del Rayo, Pepe Mel del West Brom. Sei nomi con caratteristiche, storie e idee tattiche molto diverse tra loro per una ripartenza che in ogni caso sarà complessa. 6 Tra i giocatori, chi se ne andrà? Puyol si è ritirato, Arbeloa è stato scartato, Xavi è pronto per il Qatar, David Villa, pichichi storico della Roja, andrà a New York passando prima per Melbourne. Difficile che resti Xabi Alonso, spinoso il caso di Casillas, teoricamente ancora giovane, ha 32 anni e Zoff vinse il Mondiale a 40, però affaticato dagli eventi. Torres, Albiol e Juanfran ci proveranno ma hanno poche chance di restare nel gruppo. 7 E chi arriverà? La Spagna è naufragata malamente alle Olimpiadi di Londra ma ha vinto le ultime due edizioni dell Euro Under 21 (2011 e 2013). Il Rinascimento poggia su basi di talento più che discrete. Toccherà a De Gea, Carvajal, Azpilicueta, Isco, Thiago Alcantara, Mario Suarez, Koke, Ander Herrera, Iturraspe, davanti c è attesa per i giovanissimi Jesé, Morata e Deulofeu. Magari ci sarà spazio per Callejon, più complicato per Borja Valero. E poi restano quelli che hanno vinto tutto prima di arrivare ai 30 anni: Ramos, Piqué, Alba, Javi Martinez, Busquets, Pedro, Mata, Silva, Fabregas. Il progetto sarà guidato da Iniesta, che 30 anni li ha appena compiuti (come Cazorla, un altro che se la giocherà). Difficile prevedere una nuova chance per i vari Llorente, Negredo e Soldado. La disfatta sulla stampa MARCA In prima pagina, la foto di Andres Iniesta con la testa tra le mani e la scritta «The End» MUNDO DEPORTIVO «Hanno abdicato», titola il quotidiano catalano. «Un disastro totale per la Spagna» AS «È stato bello finché è durato» titola As. «Il Maracanà ha visto la fine della generazione gloriosa» L EQUIPE Anche il prestigioso quotidiano sportivo francese parla di «naufragio» della Spagna. E Mourinho infierisce «Prevedibile e triste» Alonso rimane isolato Il centrocampista del Real: «Non abbiamo avuto la solita fame» I compagni prendono le distanze. Iniesta: «Questo lo pensa lui» Josè Mourinho, 55 anni, ha allenato in Spagna (il Real) dal 2010 al 2013 DAL NOSTRO INVIATO CUTIRIBA A Madrid la proclamazione, tra Rio e Curitiba la riflessione. Azioni, pensieri e parole dettate dalla doppia abdicazione di mercoledì. In Spagna quella di Juan Carlos che ha portato al trono suo figlio, da ieri ufficialmente Felipe VI, in Brasile quella della nazionale di Del Bosque, umiliata e affondata. A Madrid la Spagna parte per la sua nuova era con speranza, aspettative e un discorso che ha raccolto grandi e trasversali consensi, a Rio la Roja è partita per Curitiba dove è atterrata all ora di pranzo. Nel pomeriggio brasiliano, notte europea, c è stato l allenamento più triste. Costretti a restare Quello del day after dopo l atomica eliminazione. Perché questa uscita crudele non prevede un rientro immediato, con un liberatorio «rompete le fila». No, la Spagna campione uscita è costretta a star qui. Lunedì dovrà passare attraverso le forche caudine di una partita che nessuno vuole giocare, la sfida con l Australia anch essa già eliminata ma senza drammi né patemi, poi potrà finalmente lasciarsi alle spalle il fatal Brasile (considerando anche la finale della passata Confederations Cup siamo a un parziale di 10-1 sofferto dalla Spagna in 3 partite), chiudere la finestra sul mondo e andare in vacanza. Senza fame Lo shock è assoluto, le facce lunghe, i pensieri neri. In attesa di capire cosa farà Del Bosque la Roja s interroga e le risposte non vanno tutte nella stessa direzione. Xabi Alonso è stato il primo a parlare, chi lo ha fatto dopo di lui ha preso le distanze dal giocatore del Madrid. «Non abbiamo avuto la stessa fame e la stessa convinzione che in altre occasioni. Ci è mancata ambizione, la quota di voglia era terminata e non abbiamo saputo ricaricarla. Mentalmente non eravamo pronti e fisicamente siamo arrivati al limite». «Questo è ciò che pensa lui la replica di Iniesta. Le cose non sono andate come pensavamo ma per me il problema non è la fame». E Diego Costa: «Non sono d accordo, qui tutti vogliono vincere». «Le analisi vanno fatte a mente fredda - ha consigliato Fernando Torres - non va bene parlare a caldo perché il dolore è troppo forte. Non è la fine di un ciclo, questa nazionale si merita grande rispetto: ci riprenderemo». Tutti lontani da Alonso. La sorprendente caduta dei campioni ha scatenato reazioni di ogni tipo. José Mourinho ha definito la Roja «Prevedibile, lenta e triste». Diego Maradona che aveva dato ragione al suo amico Mou su Casillas, in fase irreversibilmente calante, ha insistito sul tema: «Casillas non doveva giocare, il baffone si è sbagliato», ove bigoton in castigliano sta per Del Bosque. Tutti parlano, la Spagna pensa. L abdicazione di Juan Carlos riempie il popolo di speranze, quella della Roja di disperazione. f.m.r.

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19 GIRONE B I PROTAGONISTI Depay, sprint e fantasia: Olanda a 3 stelle con il baby boom Ha un caratteraccio ma grande talento: Van Gaal potrebbe tornare al tridente con lui e i cannonieri Robben e Van Persie DAL NOSTRO INVIATO FABIO LICARI RIO DE JANEIRO (Brasile) «E stato un gol bello e importante, ma ho fatto di meglio» dice il giorno dopo Memphis Depay, sfrontato in campo e fuori: il 3-2 all Australia è stato il suo tiro altrettanto sfrontato. Nato vent anni fa nei sobborghi di Rotterdam, papà ghanese, mamma olandese, carattere impossibile che spinse quelli dello Sparta, dove giocava, a consigliare alla signora (che aveva divorziato): «Meglio mandarlo al Psv». Ma Memphis non mostrava interesse per la scuola, non accettava la disciplina, aveva solo il rap in testa. A Eindhoven un tecnico lo recuperò di forza in stazione: stava per scappare, dopo l ennesima lite. Un ex ragazzo difficile, ma anche un fenomeno che può rimettere in discussione la rivoluzione tattica di Van Gaal e obbligarlo a tornare al tridente. Tridenti d Olanda Dice la storia che l Olanda non ha quasi mai rinunciato ai tre d attacco benché, parlando di calcio totale, è sempre meglio non esagerare con le etichette tattiche. L Olanda rivoluzionaria di Rinus Michel, finalista 74, schierava Cruijff finto, o vero, centravanti, comunque immenso, con Rep e Rensenbrink ai lati. Nel 78, altra finale persa, Rep si spostò al centro, con Rensenbrink a sinistra e René Van de Kerkhof a destra. Più atipica la I QUATTRO TRIDENTI DELLE QUATTRO FINALI 1974 (Mondiali: Germania-Olanda 2-1) RENSENBRINK CRUIJFF REP SPAGNA OLANDA CILE AUSTRALIA Memphis Depay, 20 anni Arjen Robben, 30 anni Robin Van Persie, 30 anni squadra che vinse l Euro 88, in pratica due punte Gullit e Van Basten più Vanenburg ala destra ma che tornava in mediana. Infine, Sudafrica 2010, un con Robben, Van Persie e l infaticabile Kuyt (Mondiali: Argentina-Olanda 3-1) RENSENBRINK REP R.VAN DE KERKHOF Attenti a quei due Quei due, Robben e Van Persie, sono rimasti. Arjen Robben, 30 anni, è come Pirlo: più passa il tempo, più migliora. Mourinho non lo apprezzava troppo perché gli rimproverava un po di paura dei contrasti. Oggi è un altro. Quest anno, nel Bayern, 21 gol in 45 partite. Robin Van Persie, 18 centri in 28 gare con lo United, il centravanti perfetto, ha un obiettivo in più: quota 250 gol. Adesso è a 247 in 519 gare. Memphis il terribile Proprio il ragazzino terribile, Depay, o Memphis come sulla maglia del Psv, diventato uomo dopo 1988 (Europei: Olanda-Urss 2-0) GULLIT VAN BASTEN VANENBURG KUYT VENERDÌ 20 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 19 la morte del nonno suo primo tifoso, potrebbe essere la chiave del ritorno al 4-3-3: le accelerazioni, la fantasia, i cross, potrebbero sublimare un attacco che ha firmato 6 gol su 8 al Mondiale. Forse, più che Van Gaal, Memphis deve convincere i colleghi, se è vero che Robben ha ripetuto: «Con la difesa a tre si liberano grandi spazi nei quali posso lanciarmi». Proprio sicuro? 2010 (Mondiali: Spagna-Olanda 1-0) VAN PERSIE ROBBEN RCS Zupping DI VINCENZO CITO La toccatina chiesta a Bonolis Imbarazzante a «Notti mondiali». Marco Mazzocchi (dallo studio) a Eugenio De Paoli che è a Rio con Paolo Bonolis «Non far andar via Paolo senza una toccatina». De Paoli (sorpreso) «Che cosa volgare è questa?». Mazzocchi (imperterrito) «Una toccatina al popo porta bene». Bonolis (glaciale) «Mazzocchi, sei un pervertito». Mazzocchi (supplichevole) ««Paolo, Paolo, fai questa cosa, per la nazionale». De Paoli (tombale) «Io chiuderei qui». Bonolis (accomodante) a De Paoli «Se vuoi fare questa cosa...» De Paoli (serissimo) «Ho la mia reputazione, non posso farlo neppure per la nazionale». Ringraziamo di cuore Eugenio De Paoli. «Qui sta albeggiando, i sogni non muoiono all alba, anzi si rinvigoriscono, di fare bene la seconda partita. Tutte le volte che questo è accaduto dicono le statistiche, ogni tanto ci si attacca a tutto quando si passano qui le notti come barboni davanti alla sede degli azzurri. Chissà che non vada bene e che voglia dire, vincere la seconda gara, un cammino importante...». (Sky, un Marco Nosotti provatissimo dall attesa)

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