Ieri era il 10 Marzo 2029

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1 Ieri era il 10 Marzo 2029 di Roberto Fasciani Ieri era il 10 Marzo Il mio settantunesimo compleanno. Decisamente è stata una giornata felice. Anche oggi, da quel che sembra, non dovrebbe essere da meno. Infatti proprio stamane sto recandomi a un appuntamento con alcunii amici e questo tiepido sole, non ancora del tutto primaverile, me lo rende ancora più gradevole. Sto passeggiando, camminando, no, non sono parole adatte a descrivere. Sto sopra la via Robert Heinlein che percorre via del Corso, una delle tante vie scorrevoli utilizzate dall anno scorso per muoversi nel centro di Roma. Una Roma senza smog o rumore del traffico. Ma procediamo con ordine. 1. Il Campionato di Calcio over 70 L evento memorabile di ieri è stata l inaugurazione a Roma del primo Campionato di Calcio over 70, riservato a calciatori nati prima del Gli incontri si svolgono con le nuove regole di gioco introdotte per la prima volta da Franco Levini, l uomo che è stato per il calcio quello che la Montessori è stata per l educazione scolastica. Il paragone non è del tutto campato in aria visto che Levini creò negli anni 10 una scuola di calcio per bambini centrata sul rispetto delle regole e dell avversario, trasformando così il calcio in una disciplina simile alle arti marziali orientali. Il metodo Levini ha una peculiarità: le partite si svolgono senza la presenza di arbitri e guardialinee. Non c è bisogno. Quasi sempre avviene che lo stesso giocatore che ha commesso un fallo alza la mano e ferma il gioco concedendo la palla all avversario. Raramente è necessario che il capitano della sua squadra lo faccia al posto suo. Quando questo avviene, i sonori fischi del pubblico sono rivolti al giocatore che ha omesso di denunciare il proprio comportamento scorretto. In questo modo ogni giocatore è arbitro di sé stesso. La scuola calcio di Franco Levini non ha riscosso un successo immediato, furono necessari anni e la concorrenza di numerosi eventi a rendere quella scuola famosa e replicata in tutto il mondo. [vedi Appendice A: Gazzetta dello Sport del 15 Aprile 2021 pag. 8]. Sicuramente hanno contribuito eventi come la perdita di credibilità del calcio così come veniva giocato all inizio del secolo. In quei tempi il calcio era una industria fiorente con tantissimi interessi economici, televisivi e di immagine. Ma, dopo la crisi economica iniziata nel 2008, il modello economico che sosteneva il calcio, basato sui diritti televisivi, divenne inadeguato a mantenerne in piedi l organizzazione. Poi le nuove tecnologie fecero il resto. Soprattutto l unione tra grafica computerizzata ad alta definizione, internet, i giochi on line e i social network. Una miscela tecnologica esplosiva. [vedi Appendice B: Linux Magazine del 16 Gennaio 2019 pag. 10] Per tutti questi motivi il calcio, come lo si praticava a inizio secolo, sembra ora un ricordo evanescente, una fotografia ingiallita dal tempo. Poche squadre, poco pubblico, pochi introiti. Una diversa sensibilità alla fascinazione dello mondo dello spettacolo. Molta concorrenza: quella dei giochi on line diventati talmente spettacolari e graficamente sofisticati da essere più verosimili di quello che si può vedere in televisione a pagamento. La possibilità di poter essere protagonisti e non più spettatori passivi per chi lo desidera.

2 Ma anche la possibilità di praticare un calcio diverso e rispettoso dell avversario e delle regole, come dimostrò Franco Levini con la sua scuola di calcio Zen, ispirata alle arti marziali orientali ed in particolare a quelle Buddhiste. Pare che Levini si sia ispirato al libro Lo Zen del pallone scritto agli inizi del secolo e diventato oggi ormai introvabile. Pare che incontrò l autore del libro ad una partita di calcio tra dilettanti e che rimase colpito dalla squadra in cui costui giocava: tutti i giocatori accettavano di buon grado le decisioni dell arbitro e addirittura si fermavano prima ancora del suo intervento in caso di fallo da loro commesso. Una rarità per quei tempi. Inoltre la squadra era gestita da un gruppo di ragazze che davano le indicazioni e decidevano le sostituzioni. E i sostituiti le accettavano di buon grado senza protestare. Franco Levini ne rimase impressionato e qualche mese dopo aprì la prima Scuola di Calcio Zen, convincendo un piccolo gruppo di genitori di una borgata romana a iscrivere i propri figli. Dieci anni dopo si contavano già 150 scuole di Calcio Zen in 35 paesi. 2. Calcio, Televisioni e Pubblicità durante la crisi Il calcio e la televisione cambiarono parecchio in quegli anni. Gli imperi mediatici fruivano delle ingenti somme derivanti dalla raccolta pubblicitaria ma con il perdurare della crisi e il fallimento di numerose ditte, l apporto pubblicitario diminuì sensibilmente. In particolare il settore automobilistico dovette ridimensionarsi e sfornare auto economiche e alla portata delle tasche degli acquirenti. Come avviene di regola in periodi di crisi, questa fu una sventura per molte case automobilistiche ma divenne una occasione formidabile per quelle che seppero innovarsi e introdurre nuovi modelli adeguati alla nuova realtà: consumi contenuti, emissioni di particelle nocive dei gas di scarico ridotte al minimo, alimentazione ibrida e carburanti ecologici. Però, trattandosi di auto di costo decisamente contenuto, i margini di guadagno si assottigliarono e di conseguenza anche il budget pubblicitario. Il settore automobilistico era a inizio secolo decisamente trainante per la raccolta pubblicitaria, quando i modelli erano decisamente più lussuosi e costosi. Con il crollo del settore automobilistico anche la relativa pubblicità si ridusse in proporzione. Inoltre l uso dei nuovissimi videoregistratori digitali intelligenti permetteva di comporre il proprio palinsesto da registrare durante il giorno e vedere con comodo i programmi saltando a piè pari l interruzione pubblicitaria. Ci fu poi lo scandalo dell Auditel. Si venne a sapere che, per tentare di nascondere il calo degli ascolti televisivi, le emittenti concordavano con le maggiori agenzie pubblicitarie (a quel tempo le emittenti e le agenzie partecipavano insieme alla gestione dell Auditel) di alterare i dati a loro vantaggio, diffondendo cifre esagerate sugli effettivi ascolti registrati. Per qualche tempo lo stratagemma consentì alle emittenti di contenere la diminuzione di investimenti pubblicitari. Ma una volta venuta allo scoperto la magagna, la crisi pubblicitaria scoppiò in modo netto ed inequivocabile. Il sistema entrò in crisi. Fu necessario allora ricorrere ad una cura drastica: riduzione degli spazi pubblicitari televisivi per cercare di alzare il valore della pubblicità. Fu una iniziativa della Unione Europea a definire il nuovo tetto pubblicitario televisivo e le modalità di inserzione della pubblicità per tutti i paesi membri. Da quel momento scomparvero le interruzioni pubblicitarie all interno dei programmi per essere inserite tra un programma e l altro. Questo diede impulso alla pubblicità mediata dai giornali e risollevò l editoria, tanto che i quotidiani non necessitarono più di sostegni statali per la diffusione della stampa. Molta pubblicità migrò dalla televisione ad Internet (più economica, più mirata), aprendo spazi enormi alla diffusione di canali di intrattenimento via computer. Come al solito, chi sapeva adeguarsi alla nuova situazione ne trasse beneficio, chi restò a guardare si trovò in serie difficoltà. 2

3 Il Campionato di calcio over 70 si inserisce in questo contesto di grandi trasformazioni. Una fra tutte la crescita della speranza di vita media già iniziata nel secolo scorso e proseguita grazie agli sviluppi della medicina, specie quella preventiva. I miei coetanei, quelli del baby boom degli anni 50 e 60 sono stati i primi a fruire del miglioramento di qualità della vita introdotta da una migliore alimentazione e dalla cura del proprio corpo. Molti di noi hanno continuato a praticare sport per diletto e per il semplice gusto di farlo. Già a inizio secolo nei campi di calcio e calcetto di tutta Italia si vedevano spesso ultraquarantenni in calzoncini corti intenti a rincorrere il pallone con lo stesso ardore di quando di anni ne avevano dieci. Non c è da meravigliarsi se poi qualcuno si organizzò per continuare l attività oltre i cinquanta. Non è una possibilità per tutti: specie chi aveva usurato eccessivamente i propri legamenti in attività agonistiche professionistiche o semi professionistiche arrivava alla soglia dei cinquanta in condizioni fisiche tali da non poter insistere. Però le tecniche di cura e rieducazione motoria fecero in quegli anni incredibili passi avanti: nuove fisioterapie, nanotecnologie applicate alla cura dei muscoli e dei legamenti, cellule staminali, autotrapianti e chirurgia non invasiva permisero il prolungamento delle attività sportive di una intera generazione. Iniziarono i primi Campionati over 50. All inizio con pesanti dispute sulle regole. In particolare alcune Associazioni e Leghe di calciatori preferirono le vecchie regole con arbitro e guardialinee. Altre preferirono le nuove regole ispirate dal lavoro di Franco Levini. Ci fu un breve periodo di transizione in cui entrambe le modalità di gioco convissero nel calcio amatoriale e over 50. Ma in pochi anni solo i praticanti del metodo Levini restarono sulla scena calcistica. Infatti, il vecchio modo di intendere le regole, con arbitro e senza bisogno di rispetto per l avversario, portava inevitabilmente a contrasti pericolosi e quindi incidenti di gioco. E per un over 50 spesso questo significava appendere gli scarpini al chiodo (un vecchio e superato modo di dire per descrivere la fine della propria attività pedatoria). Nel frattempo il modello Levini veniva adottato anche da varie Leghe calcistiche professionistiche tra quelle originate dalle scissioni di quella unica di inizio secolo. Quelle in cui si applicava il metodo Levini potevano contare sulla presenza di un maggior numero di spettatori in quanto attiravano spettatori interessati al gioco piuttosto che al risultato o ad insultare gli avversari e l arbitro (anche perché non venivano utilizzati arbitri!). Le altre invece raccoglievano tutte le frange estreme delle tifoserie, ben più coerenti con un calcio aggressivo e fisico che non quello elegante e creativo di Levini. Con il passare del tempo si fecero i Campionati over 60, ma a questo punto quasi tutti gli irriducibili sostenitori del vecchio modello di gioco avevano già abbandonato l attività per infortunio. I pochi rimasti si convertirono in massa alle nuove regole di Franco Levini. Il calcio over 50, 60, e ora 70, gradatamente passa da sport estremo a sport di massa. Il Campionato over 70 iniziato ieri sancisce la riuscita di un intero movimento sportivo che è riuscito a far diventare normale e alla portata di tutti ciò che fino a pochi anni fa era una disciplina per pochi adepti. Ma è soprattutto una scuola di pensiero. Zen. Un gioco in cui la forza fisica, la velocità e la potenza sono meno importanti della prontezza di riflessi, della visione di gioco e dell intuizione creativa. Un gioco con meno scontri e più anticipi. Ingrediente necessario per essere praticato a 70 anni, ma giocabile a tutte le età. Anch io avrei voluto partecipare a questi campionati! Come avrei voluto! Troppo scarso da giovane per arrivare oltre la terza categoria, abbastanza fumatore da perdere fiato e tenuta atletica piuttosto presto. Però ho continuato a sgambettare sui campi (che per fortuna diventavano sempre più adatti alle generazioni attempate, tanto che in questi anni si gioca su campi di 10^ generazione che, anziché usurare i legamenti, li rinforzano e li tonificano) con i miei coetanei usando le tecniche di Levini. Sono sopravvissuto agli infortuni ma se nasci tondo non puoi morire quadrato Anche se la competizione è più bassa a 3

4 settanta anni, per via del minor numero di praticanti, resto sempre un giocatore scarso. Ci sono fior di giocatori in attività da ultrasettantenni e non ho modo di aspirare neanche a farne la riserva. Ma gioco ancora con i miei amici e con molto gusto. Non dispero di riuscire a partecipare a qualche selezione speciale,magari la prossima selezione over 80, o che so, la nazionale scrittori over 70. Sempre che riesca a farmi pubblicare qualcosa per poter essere ammesso nel novero degli scrittori. 3. Il Web e il Parlamento Europeo Abbandono la strada Robert Heinlein a metà di via del Corso e mi assesto sulla adiacente Nicolas Eymerich che sale per via del Tritone. Sono già a metà strada, sarò puntuale all appuntamento di oggi. Lancio uno sguardo in direzione del Parlamento e ripenso ai cambiamenti nella politica di questi anni. Non sono stati cambiamenti banali. [vedi Appendice C: Il Sole 24Ore del 28 Agosto 2027 pag. 12] Un cambiamento in particolare, la nuova modalità di voto alle elezioni europee, ha a che vedere con il mio appuntamento di oggi. Il cambiamento delle elezioni Europee, con la modalità delle due schede separate per partiti nazionali e transazionali, è stata una lunga battaglia iniziata nei primi anni del secolo da uno sparuto gruppo di entusiasti europeisti, per lo più giovani che avevano respirato l aria d Europa durante gli studi, aderendo al programma Erasmus, quello che consentiva già nel secolo scorso di seguire parte dei corsi e degli esami universitari in una nazione diversa dalla propria. A quel tempo l Unione Europea aveva raggiunto importanti traguardi: la moneta unica, l allargamento dell Unione a 27 paesi (gli altri 3 nuovi membri, Turchia, Israele e Territori Palestinesi si aggiunsero molto dopo). Ma fatta l Europa bisognava ancora fare gli Europei. Mancava il senso dell appartenenza in una Europa, vista per lo più come somma dei singoli stati piuttosto che come integrazione di essi. Nacque così nel 2006 un movimento chiamato Newropeans, fondato da Frank Biancheri insieme ai giovani europei che avevano provato in prima persona qualcosa di europeo e di funzionante: l Erasmus. Per la cronaca, Biancheri stesso era stato uno degli artefici del progetto Erasmus alla fine degli anni 80 del secolo scorso. Il movimento Newropeans si proponeva già allora di introdurre la doppia scheda alle elezioni per il Parlamento Europeo, in modo da esaltare gli interessi dell Europa come Nazione rispetto all Europa come somma di stati. Il movimento si presentò per la prima volta alle elezioni europee del 2009 in parecchi stati, iniziando a diffondere la proposta di innovazione. Furono naturalmente osteggiati dai partiti tradizionali e dai media, specie nelle nazioni dove stampa e televisione erano fortemente sensibili agli interessi dei partiti tradizionali. Nelle elezioni del 2014 però la diffusione dell idea di Europa Nazione fu più virulenta e più preparata. Anche perché nel frattempo il gruppo era cresciuto di numero e aveva aderenti in tutti i paesi dell Unione Europea. Usarono egregiamente Internet come mezzo di comunicazione e, essendo un movimento dal basso, orientato quindi alle nuove tecnologie e al Web 2.0 (allora già 2.5), misero a punto una piramide organizzativa tale che riuscì a diffondere il messaggio specialmente tra le nuove generazioni. Furono decisivi i contributi di parecchi testimonial che aderirono al progetto: il primo fu Robert Cailliau (coinventore del World Wide Web insieme a Tim Berners Lee) che diede il suo apporto già nel Con il suo contributo fu sostenuta la campagna per evitare la limitazione della libertà di espressione su Internet. Ora sembra di parlare della preistoria, ma in quegli anni c era davvero il rischio che la deriva autoritaria si spingesse fino alla limitazione dei diritti di espressione nei siti, nei blog e nei vari centri di controinformazione telematica, alla criminalizzazione degli scambi P2P, alla estesone dei diritti d autore in modo indiscriminato e varie altre amenità censorie. 4

5 Il contributo più creativo lo diede Giovanni Allevi, pianista e compositore già allora molto noto ai giovani europei. Permise l uso di un suo brano ( Vento d Europa ) su cui venne costruito il video clip 2.0 che divenne famosissimo in breve tempo. Fu sviluppato grazie ad uno dei primissimi sistemi Web 2.5 (forse un po meno che 2.5, ma un po più di 2.0 certamente) messi a punto con la collaborazione dei Linux Group di tutta Europa (per la verità parteciparono anche numerosi entusiasti statunitensi del Pinguino). Con questo ausilio fu possibile progettare in modo condiviso e produrre interamente su Internet il video clip di 5 minuti che è diventata l emblema di Newropeans e successivamente adottato come inno della nuova Unione Europea allargata a 30 stati. Il video clip è stato frutto del lavoro congiunto di circa partecipanti a vario titolo dell opera, utilizza un mix di tecniche di narrazione in parte tradizionale e in parte fortemente innovative. Sfrutta abilmente proprio quei programmi open source introdotti con lo sviluppo dei giochi online di calcio da cui sono derivate le tecniche di grafica digitale 3D divenute patrimonio comune europeo. Una tecnologia che perfino gli USA ci invidiano. Dopo Allevi la lista dei testimonial è cresciuta a dismisura, specialmente dopo il successo di partecipazione alla produzione del suo video clip. Lo slogan più efficace della campagna del 2014 fu Se la risposta non è più Europa, vuol dire che la domanda è sbagliata, coniato da Corrado Guzzanti. Ma i veri artefici del successo furono i volontari. Il Web 2.5 ha aperto nuove prospettive per la progettazione dal basso di opere qualsivoglia. Una in particolare: il romanzo multimediale Da qui a vent anni fa, una opera letteraria collettiva promossa dal sito Carmillaonline e da un nutrito gruppo di scrittori italiani, tra i quali Valerio Evangelisti e Wu Ming (per chi non lo sapesse Wu Ming è un nome collettivo). Si narra che anche Umberto Eco avesse partecipato all organizzazione del progetto, ma probabilmente si tratta di una diceria. Però, chissà, potrebbe aver partecipato come autore anonimo, nascosto tra i tanti partecipanti. Utilizzando lo stesso software usato per la progettazione e lo sviluppo del video clip Vento d Europa e apportando via via modifiche per adattarlo alla bisogna di un romanzo multimediale, i promotori dell iniziativa predisposero una traccia da utilizzare e le modalità di sviluppo dell opera. Poi arrivarono i pionieri a sperimentare il sistema. Poi gli entusiasti. Nel giro di pochi mesi la comunità di sviluppo si allargò a dismisura, tanto che fu necessario introdurre al volo le versioni in altre lingue per esaudire le numerose adesioni estere al progetto. La traduzione dall italiano alle altre lingue e viceversa (visto che chi contribuiva in altre lingue voleva farlo intervenendo in tempo reale nella costruzione dell opera) creò un po di sconcerto iniziale ma fu una occasione stimolante per risolvere il problema del multilinguismo. [Vedi Appendice D: Carmillaonline del 18 Novembre 2024 pag. 14] Il successo di Da qui a vent anni fa fu una palestra per tanti sostenitori del Web partecipato e questa esperienza si ripercosse anche nelle successive elezioni italiane, grazie alle mutate condizioni politiche derivanti da una sequenza di eventi che aveva sconvolto il panorama dei partiti tradizionali. Un cambiamento introdotto dalla raggiunta immortalità conseguita dall allora Capo del Governo. [vedi Appendice E: Corriere della Sera del 30 Settembre 2023 pag.16] 4. La Crisi e il contesto Europeo A metà degli anni 10 un vento di rinnovamento aveva percorso l Italia. Le nuove elezioni avevano portato alla ribalta un nuovo modo di fare politica e le organizzazioni dal basso avevano contribuito alla maggioranza di governo. Questo stesso vento aveva percorso e scosso l Europa intera negli anni 10. Una voglia di cambiamento che portò alla nascita di parecchi partiti dal basso. La crisi economica, la crisi dell auto e della raccolta pubblicitaria, poi delle televisioni e del calcio sono state una costante in quei 5

6 tempi per tutte le nazioni. Con diversi percorsi e differenti esiti, con diversi gradi di tensione sociale, ma per fortuna quasi sempre senza scontri sanguinosi e incidenti contenuti nel tempo e nei luoghi. Si è temuto a lungo il dilagare di atti di forza da parte dei governi più esposti e di aperture di conflitti contagiosi. La partecipazione alla vita democratica fu un antidoto contro lo scatenamento di sommosse dovute alla mancata rappresentatività dei vecchi partiti politici e alla crisi economica. La crisi è stata lunga, ma lenta e senza cambiamenti improvvisi. Ma è stata per molti un ridimensionamento dello stile di vita. A inizio secolo si parlava di sviluppo sostenibile. Da tempo si ragiona invece di equilibrio responsabile. Si aprirono molti spazi per la solidarietà. Ce ne era davvero bisogno. Due esperienze particolarmente significative sono state quelle del prestito solidale e de l investimento responsabile che presi insieme costituiscono i capisaldi della cosiddetta Finanza Etica. [vedi Appendice F: Financial Times del 19 Marzo 2020 pag.18] A proposito del prestito solidale, bisogna fare riferimento all inventore del microcredito, Muhammad Yunus, Nobel per la pace nel Il microcredito è nato e funziona ancora oggi egregiamente nei paesi molto poveri per consentire accesso al credito a chi non ha garanzie per ottenerlo da una banca. La crisi economica mise molti nuclei familiari dei paesi industrializzati a rischio di fallimento e in mano agli usurai, visto che dal 2008 e per diversi anni le banche avevano paura anche a prestarsi il denaro fra di loro. Figuriamoci a una famiglia o a una piccola azienda in difficoltà. Il prestito solidale prese a prestito dal microcredito questa impostazione già a inizio secolo e permise l erogazioni di piccoli prestiti (solitamente qualche migliaio di Euro o al massimo qualche decina proprio il taglio che le banche non apprezzavano per lo squilibrio tra rischio e ricavo) anche nei paesi sviluppati. Tra le varie organizzazioni di prestito solidale ne conosco in particolare una italiana: Zopa.it. Si tratta di una banca virtuale che non ha sportelli se non su Internet. Mette in contatto chi cerca prestiti con chi mette a disposizione un piccolo capitale da investire. L ho provato e ne sono rimasto subito entusiasta. Nel 2008 i fondi azionari perdevano dal 25 al 50%del loro valore in un anno e le obbligazioni erano praticamente infruttuose. Iniziai proprio allora a prestare in Zopa e fu il miglior investimento dell anno Ma soprattutto mi ha reso felice aver contribuito a tenere lontane molte persone dalle grinfie delle banche e degli usurai. "L investimento responsabile è l altra faccia della Finanza Etica. Un nome per tutte in Italia: Banca Etica. Creata alla fine del secolo scorso con l obiettivo di investire il capitale in contesti socialmente utili anziché speculativi, promuoveva già prima della crisi del 2008 fondi legati solo al capitale di imprese coerenti con questa visione. Proprio in virtù di questa specificità, i fondi in questione non contenevano affatto quei contenuti tossici che avevano affossato il valore di quasi tutte le altre categorie di fondi presenti sul mercato. In quell anno 2008 di inizio crisi, il valore dei fondi Etici è aumentato, non diminuito. Chi li ha sottoscritti ha fatto un buon investimento e ha sostenuto una buona causa. Senza una Europa solidale e unita nel fronteggiare i problemi e rimuoverne le cause non saremmo mai arrivati a dove siamo ora. Con una economia sana e in leggera crescita al traino delle nuove conquiste tecnologiche e una disoccupazione ai minimi storici. Molte sono state le tappe cruciali di questi vent anni di storia dell Unione Europea. Gli storici dibattono tuttora sul peso delle decisioni che sono stati determinanti. A me piace ricordare soprattutto una piccola ma significativa istituzione creata (anzi riformata) dal Parlamento Europeo all interno delle azioni promosse 6

7 per accelerare la ricerca in campo tecnologico e scientifico: l Erasmus 2. [vedi Appendice G: L Unità del 7 Giugno 2024 pag. 21] 5. Le strade che portano al futuro Alla fine del progetto di integrazione dei centri di ricerca europei, la strada era già tracciata, ma questa è storia di ieri. Oggi la ricerca funziona a largo raggio e ci propone nuovi stimoli e nuove sfide, anche impensate. Come questa strada che corre nel centro di Roma e che mi porta verso l ufficio del notaio a cui sono diretto. Una strada fatta con la tecnologia delle nano particelle che permette lo scivolamento fluido di superfici. Controllata per via elettromagnetica. Economica, ecologica, sicura. Una ricerca che nessuna ditta avrebbe mai finanziato perché troppo assurda e non rispondente alle logiche di mercato. Ma che ha cambiato per sempre il volto della mia città. Niente più automezzi a motore nel centro storico. Solo silenziose strade che a varie velocità accompagnano cittadini e turisti nei loro percorsi. Permettendo a tutti il lusso di guardarsi attorno piuttosto che concentrarsi sul traffico. La versione moderna dei tapis roulant (marciapiedi mobili) che venivano utilizzati negli aeroporti per velocizzare gli spostamenti dei passeggeri in transito. Ma sono quasi arrivato. Devo giusto percorrere farmi portare più brevemente: mi sposto lateralmente di un passo e lascio via Nicolas Eymerich in piazza Barberini e atterro su via Hari Seldon. La direzione di marcia cambia imboccando la leggera salita di via quattro Fontane. Vedo già in lontananza Danilo, Fausta, Diego, Valentina, Daniela, Giulio e gli altri amici che mi aspettano. Aumento leggermente l andatura favorito dal marciapiede mobile. Sono quasi arrivato ma mi resta un punto da aggiungere. Gli storici e i sociologi hanno dibattuto spesso sul perché le comunità dal basso siano apparse in modo così determinante solo verso la metà degli anni 10. Le tecnologie erano già note 10 anni prima, dai tempi del successo di Wikipedia. Come mai, ad esempio, a nessuna comunità dal basso è mai venuto in mente di proporre un progetto di riforma della istruzione Universitaria Europea, di organizzarne nel dettaglio i processi, di costruire il software che lo gestisce e di proporne l adozione alla Unione Europea. Io sono troppo di parte per poter essere obiettivo su questo punto. Ma mi sembra difficile che una simile impresa si auto organizzi dal basso senza che ci sia almeno un rappresentante nel Parlamento Europeo che ne possa promuovere l adozione. Per questo sono stati necessari quei primi eletti di Newropeans al Parlamento Europeo. Per dare voce ad una logica diversa dai vecchi modi della politica basata sulle facce. Ma lo so, io sono di parte e non sta a me dirlo. So solo che sono arrivato dal notaio in tempo per l appuntamento. Oggi si scioglie Newropeans. Sono qui per firmare la chiusura insieme agli altri amici con cui avevo iniziato vent anni fa quest avventura. Il nostro partito era a tempo e, esaurito il nostro compito, ce ne possiamo andare a casa. Non c è più bisogno di noi. Siamo diventati tutti Europei. E anche un po Nuovieuropei. 7

8 Appendice A La Scuola di Calcio Zen di Franco Levini compie dieci anni di vita Fonte: dal sito de La Gazzetta dello Sport 15 Aprile Autore: Gianluca Lombardi La scuola calcio di Franco Levini, inaugurata in un campo quasi abbandonato nella periferia est di Roma esattamente 10 anni fa, non ha riscosso un successo immediato. Sono stati necessari anni e la concorrenza di numerosi eventi a rendere quella scuola famosa e replicata in tutto il mondo. A distanza di tempo possiamo ben dire che molte cause hanno contributo al successo dell iniziativa. La crisi del 2008 fece ridurre tremendamente gli introiti pubblicitari dei network televisivi e questi si rifecero aumentando i costi delle partite trasmesse a pagamento. Questo portò ad una diminuzione di paganti (la crisi perdurante fece sì che molto appassionati si riunissero per assistere alle partite alla televisione pagando per uno solo) e quindi ad una ulteriore riduzione di introiti. Si ricorse allora ad un altra manovra sbagliata, quella di moltiplicare il numero di partite creando Campionati europei in contemporanea a quelli nazionali e alle Coppe. Di fatto le squadre più forti dovevano avere una rosa enorme per gestire, in media, 3 partite settimanali. Alla fine il sistema collassò: i giocatori non volevano saperne di ridimensionare i propri ingaggi e i presidenti di immettere altri soldi nelle esauste casse societarie. I tifosi iniziarono a inveire contro i professionisti strapagati del pallone visto che molti degli stessi tifosi avevano perso il proprio lavoro o avevano dovuto accettare di ridimensionare il proprio stipendio pur di mantenerlo. Ci fu poi uno scandalo di proporzioni epiche per via della scoperta del giro di partite truccate e scommesse che coinvolsero le dirigenze di alcune grandi squadre. Si trovarono prove schiaccianti (movimenti di denaro attraverso società di comodo e intercettazioni telefoniche mirate) e i processi durarono anni, con notevoli perdite di immagine per tutto il settore. Si tornò velocemente indietro, riducendo il numero dei Campionati e sfoltendo quindi le squadre. Ma nonostante ciò parecchie squadre blasonate che avevano riempito le pagine di quotidiani come quello che state leggendo scomparvero dalla scena calcistica. Quello fu il punto critico: un tifoso è sempre un tifoso. Una specie rarissima di amante fedele. Ė interessato solo alla sua squadra del cuore. Non passa facilmente a tifare per un altra squadra se la sua non esiste più. Piuttosto cambia sport. Per questo il movimento calcistico all inizio degli anni 10 era come un fiume in piena in cerca di uno sbocco. La Scuola Zen di Levini era nel posto giusto al momento giusto per fornire lo sbocco opportuno. Iniziarono le prime iscrizioni di bambini accompagnati da genitori in cerca di un modo nuovo di tirare calci al pallone. Il metodo Levini si basa sulla presa di coscienza e sulla responsabilizzazione dei giovani calciatori. Inizialmente sono chiamati a turno a fare da arbitro durante le partite di allenamento. Poi, gradualmente, interiorizzano il punto di vista dell arbitro e giocando successivamente nelle partite senza arbitraggio si comportano di conseguenza. Niente di difficile. Basta iniziare a farlo. Un altro elemento di intervento Levini lo introdusse mettendo in panchina come allenatrici le mamme stesse dei giocatori e responsabilizzandole di fatto sulla condotta dei propri figli. Levini ritagliò per sé il 8

9 ruolo di preparatore atletico e mediatore, ma erano le stesse mamme a determinare formazione, tattica e sostituzioni. La cultura calcistica aveva permeato da tempo il gentil sesso e non era raro trovare mamme preparate sull argomento. Levini si faceva da parte e dava solo consigli generici, senza forzare le scelte. Una attività di mediazione era sempre utile, ma le donne sono in grado di gestire problematiche complesse quanto e più degli uomini. Le mamme allenatrici fecero scalpore e diventarono subito beniamine dei media sportivi e non. Le cronache delle partite dei bambini furono prima descritte in articoli di giornale, poi trovarono anche emittenti televisive che ne trasmettevano le sintesi, per via della popolarità raggiunta. A quei tempi il movimento per la parità delle donne all accesso alle cariche politiche e organizzative era in forte crescita. Le mamme allenatrici divennero presto un emblema del rinnovamento in atto. La Scuola Zen funzionò quindi abbastanza presto, anche se nel quartiere non tutti furono subito entusiasti della proposta. Ma questa proposta divenne vincente quando Levini introdusse il Tempo Zero e coinvolse anche i padri. Qualcosa di simile al classico Terzo Tempo, importato dal Rugby e già sperimentato con successo anche nel Calcio (ma rimasto, ahimè, episodio isolato). Il Tempo Zero è una cerimonia ma anche un atto concreto. Avviene prima dell inizio della gara e prevede la stretta di mano tra tutti i genitori presenti e tra i bambini che stanno per giocare. Come nel Terzo Tempo, ma fatto all inizio. Di fatto costringe i genitori a dare l esempio ai figli. Nelle arti marziali orientali queste formalità sono osservate scrupolosamente come parte integrante della formazione atletica. C è una cultura dietro questi atti, anche se ritualizzati non per questo diventano inutili. Se avete mai assistito ad una partita tra giovani calciatori in quei tempi bui di inizio secolo, forse ricorderete che proprio i genitori davano il peggio di sé aizzando il figlio al gioco più scorretto possibile purché vincente. A quei tempi avere un figlio giovane promessa del Calcio poteva significare ricchezza e fama per tutta la famiglia. Quindi i ragazzi ambivano a diventare calciatori e le ragazze al ruolo di veline. Nessuno chiariva a questi genitori che la possibilità di avere un figlio calciatore professionista era ridicolmente bassa. Poi entrambe le carriere divennero obsolete: la crisi diminuì il numero dei calciatori attivi e ben retribuiti e la mancanza di pubblicità ridusse di parecchio le remunerazioni degli artisti televisivi. Diventare calciatore o velina non era più così tanto ambito. A dieci anni di distanza il metodo Levini ha fatto parecchia strada. Si è espanso velocemente in Italia e soprattutto in Europa. Si contano oggi 150 scuole di Calcio Zen in 35 paesi. Il numero dei praticanti è in costante espansione e le regole del Soccer without referee (come lo chiamano negli USA) sono adottate da parecchie Leghe amatoriali e professionistiche. 9

10 Appendice B Lo sviluppo dell Open Source Linux ai tempi della crisi Fonte: da Linux Magazine del 16 Gennaio 2019 Autore: Emanuele Somma Già trent anni fa esistevano giochi on line dove ognuno poteva creare la sua squadra virtuale, acquistare giocatori (virtuali) sul mercato, partecipare a campionati o a sfide amichevoli decidendo la formazione della squadra e le strategie sul campo. Per quanto graficamente poveri (quasi nessun gioco on line venti anni fa permetteva di vedere la partita tramite grafica 3D), erano comunque molto popolari visto che almeno uno di essi, Hattrick vantava già più di un milione di partecipanti. Proprio Hattrick diventò in breve un social network, un luogo di aggregazione in cui le comunicazioni settimanali tra i partecipanti (mail, forum, messaggi) erano più frequenti del numero totale degli stessi partecipanti. Come spesso avviene nei giochi on line, il gioco è gratuito (a meno di alcune funzionalità extra di limitata utilità) e questo ha certamente influito sul suo successo in tempi di crisi. La svolta avvenne qualche anno dopo, quando un piccolo gruppo di programmatori olandesi propose uno standard (e lo implementarono da soli in pochi mesi ) per aggiungere grafica 3D alle partite. La tecnologia era cresciuta e con la banda superlarga si potevano inviare i dati in tempo reale. Il progetto iniziale crebbe e trovò tantissimi sostenitori e programmatori disposti ad aiutare. In breve le partite della propria squadra virtuale potevano essere viste nella TV connessa al proprio computer in alta definizione, con telecamere virtuali che seguivano l azione con visuali impossibili in uno stadio reale. Il tocco di genio finale lo diede l introduzione dell avatar del giocatore dentro l azione di gioco: grazie ad un economico sistema di rilevamento dei movimenti in tempo reale, si poteva giocare in campo con la propria squadra impersonando un giocatore virtuale, replicando sul campo i movimenti reali fatti dal giocatore umano. Tecnologia analoghe c erano già a partire dagli anni 90 del secolo scorso. Poi erano entrate nella grafica 3D usata per il cinema, permettendo ad esempio ai personaggi virtuali di assumere espressioni facciali simili a quelle umane replicandone i movimenti attraverso questo tipo di sensori ( motion capture ). Il software 3D open source sviluppato su Linux era disponibile gratuitamente agli sviluppatori e permise l integrazione di tutte le funzionalità necessarie a far decollare l intero progetto. Il successo fu enorme. Rispetto ai giochi di calcio 3D tradizionali, che si pilotavano con la tastiera o speciali joystick, sempre azionati dalle dita, in questo modo tutto il corpo diventa l interfaccia col sistema. Successivamente, questo modo di giocare al calcio divenne uno sport a sé stante e si aprirono vari siti gratuiti, ove, con regole e criteri diversi, si poteva impersonare un giocatore e giocare sia con personaggi virtuali gestiti dal computer sia con amici sparsi per il mondo. L Unione Europea saggiamente incoraggiò lo sviluppo di queste applicazioni, erogando fondi per la ricerca di applicazioni 3D basate sull open source di Linux. Le ricadute sulla ricerca portarono in breve risultati eccellenti: nuove interfacce per comandare i computer attraverso gesti e senza più l uso del mouse, sistemi di cinematografia 3D con standard qualitativi superiori a quelli Statunitensi, sistemi di riconoscimento delle espressioni facciali, sistemi di proiezione olografica e tutta una gamma di altre tecniche che diedero il via a nuove ditte in grado di competere nello scenario mondiale. Grazie alla qualità dei risultati, ma anche grazie alla libera distribuzione dei sistemi sviluppati con i fondi della Unione Europea in modalità open source, Linux divenne in breve il sistema operativo Europeo, adottato da tutte le amministrazioni e contribuì a rovesciare i rapporti di forza tra Europa e USA in campo informatico. Uno standard aperto, con codici 10

11 sorgenti aperti a tutti, è sempre vincente rispetto a standard proprietari. Microsoft dovette arrendersi e praticamente smise di esportare in Europa le successive versioni di Windows, chiudendo le sue filiali nel Vecchio Continente. In questi anni l Unione Europea ha varato un progetto di sviluppo per i sistemi olografici, in grado di proiettare all interno di una stanza in penombra le immagini 3D generate da computer o trasmesse dalla televisione. Molti programmatori si sono riuniti in cooperative telematiche che sviluppano i progetti finanziati dalla UE in questi ed altri ambiti, tra i quali i sistemi di gestione delle Pubbliche Amministrazioni, sviluppati in modo da permettere il telelavoro e permettere al cittadino di accedere a tutte le funzioni senza recarsi in un ufficio pubblico. La burocrazia sta lasciando il posto alla trasparenza: il software è libero e verificabile da tutti, è sviluppato dal basso sulla base delle funzioni richieste dai cittadini via Internet, ogni pratica amministrativa è tracciata e, nei limiti della privacy, è possibile sapere a chi è affidata e quanto tempo sta impiegando ad espletarla. Chi lavora meglio emerge e viene valorizzato in proporzione, non c è più spazio per i favoritismi, la discrezionalità degli addetti e le manipolazioni fraudolente di documenti. I nuovi progetti e gli investimenti civici vengono discussi in forum, progettati nel dettaglio mettendo a disposizione di tutti via Internet in tempo reale le evoluzioni progettuali e le decisioni assunte. A progetto varato e appena stanziato il budget per il progetto, avviene l asta pubblica per aggiudicare gli appalti. Gruppi di cittadini possono associarsi e partecipare in tutte le fasi del progetto e anche aggiudicarsi un appalto e essere retribuiti per questo. L Europa sta cambiando. 11

12 Appendice C L Europa dal basso. Fonte: dal sito Il Sole 24Ore del 28 Agosto 2027 Autore: Beppe Grillo Informatica e strumenti di aggregazione telematica, l evoluzione del Web 2.0 (ora si ragiona di Web 5.0, con la messa in rete di siti di organizzazione dal basso per la progettazione e lo sviluppo di sistemi telematici per l interazione dei cittadini con la Pubblica Amministrazione), sono stati argomenti molto interessanti a cui mi sono applicato con piacere. E per fortuna non sono stato il solo. Già vent anni fa faceva scalpore Wikipedia, uno dei primi sistemi di creazione di contenuti dal basso diventata in seguito un punto di riferimento tecnologico e culturale. Il progresso di Wikipedia e la sua crescita esponenziale per numero di pagine e visitatori entrò in conflitto con l altro modello di sviluppo allora dominante, Google. Quando negli anni 10 diventò evidente che cercare su Google qualsiasi riferimento a contesti culturali, artistici, storici, geografici, di spettacolo, di sport e tecnologia portava in media a pagine di risultati con link a Wikipedia tra primi venti, molti smisero di usare Google come motore di ricerca e passarono a svolgere le ricerche direttamente sul Wiki. Google la prese malissimo, visto che la diminuzione degli accessi significava per essa diminuzione degli introiti pubblicitari di cui era regina incontrastata. Come già accaduto nella storia dell informatica, chi ha un monopolio o una posizione predominante cerca di mantenerla a tutti i costi. Finché un nuovo concorrente non sfrutta un nuovo modello di business più adeguato ai tempi, sovvertendo gli equilibri precedenti. Così accadeva negli anni 80 90, quando IBM era la potenza suprema dell informatica ma dovette abdicare a Microsoft che, forte del sistema operativo largamente più diffuso, oscurò il rivale IBM che aveva basato il suo monopolio nell hardware. L avvento di Google introdusse un nuovo modello di sviluppo basato sulla raccolta pubblicitaria degli inserzionisti del motore di ricerca e questo contrastò fortemente il modello Microsoft basato sulla vendita di prodotti software. Fino a mettere definitivamente in crisi il vecchio modello con la messa on line di sistemi di automazione di ufficio, molto più adatti a gruppi di lavoro distribuiti del vecchio Microsoft Office, pensato per il lavoro di singoli. Il vantaggio competitivo di Google venne meno sia per l esplosione di Wikipedia (quando negli anni 10 il Wiki raggiunse i 10 milioni di pagine in lingua inglese, ormai ben pochi andavano a fare le ricerche su Google), sia per la messa on line di sistemi gratuiti di automazione per l ufficio distribuito basati su Linux. Il modello di business di Google era diventato obsoleto. Una spinta fondamentale per questo cambiamento la diede la Unione Europea adottando Linux come sistema operativo europeo e finanziando lo sviluppo di sistemi Web 2.0 (e poi 2,5, 3.0, 4.0 e ora 5.0) per incoraggiare il telelavoro, le cooperative telematiche e l interazione del cittadino con le Pubbliche Amministrazioni. Furono creati Sportelli Virtuali che semplificarono drasticamente la complessità della burocrazia. Nacquero aziende europee agili che producevano servizi senza bisogno di una sede fisica (e quindi senza segretarie, costi di struttura, spostamenti del personale) grazie all utilizzo di sistemi di telelavoro disponibili a tutti a prezzi competitivi per via dei finanziamenti dell Unione Europea e grazie alla creatività delle cooperative telematiche. Una ditta poteva nascere in mezz ora grazie allo Sportello Virtuale e con la messa in pratica delle funzionalità informatiche innovative (firma elettronica, certificazione della posta elettronica, tracciamento delle transazioni economiche, certificazione automatica dello stato di salute e solvibilità della ditta) poteva crescere e prosperare meglio delle ditte tradizionali. Fu introdotto anche una sorta di concordato fiscale: le ditte rendevano disponibili in tempo reale al Fisco tutta la loro documentazione commerciale e fiscale, 12

13 permettendo ad esso l accesso in sola lettura al server in cui la documentazione elettronica veniva creata. In questo modo, anziché agire di propria iniziativa, il Fisco poteva verificare in automatico e in tempo reale le movimentazioni del contribuente tramite programmi lanciati in automatico (sottolineiamo questo punto: in automatico e quindi senza possibilità di discrezionalità da parte dell operatore dell Agenzia delle Entrate). In cambio, la ditta che accettava questa verifica automatica riceveva un bonus in forma di riduzione dell aliquota delle imposte. Se la ditta commetteva qualche irregolarità, anziché aprire contenziosi infiniti e costosi sia per la collettività che per la ditta stessa, si procedeva ad una semplice verifica del peso del dolo e con la comminazione di una sanzione ad essa commisurata e la perdita temporanea dei benefici fiscali. Già nei primi anni di sperimentazione di questa iniziativa la percentuale di contestazioni da parte del Fisco era inferiore allo 0,001% ed è tutt ora in diminuzione. Come sempre avviene nei cambiamenti epocali, qualcuno ci guadagna e qualcuno ci perde. In questo caso ci guadagnarono le ditte che accettarono il patto con il Fisco (evidentemente non avevano nulla da perdere essendo per la stragrande maggioranza oneste), furono invece penalizzate le ditte che non accettarono il patto, in quanto furono bersaglio di controlli molto più efficaci di prima, visto che restavano le sole sotto osservazione. Come pure furono penalizzati i commercialisti e gli avvocati, orfani dei clienti ormai solidali col Fisco. Ci fu bisogno di tempo e fatica, ma quando nel 2023 finalmente furono rese omogenee in tutti i 30 paesi dell Unione Europea le procedure burocratiche amministrative e fiscali, queste buone pratiche di gestione diventarono un motore di rinnovamento e di progresso. Certo non fu tutto facile. Appena introdotta la Gestione Unificata della Burocrazia (GUB come venne battezzata la modalità di dialogare per via telematica con la Pubblica Amministrazione ) qualcuno obiettò strumentalmente che il sistema non fosse sicuro. Che le invisibili procedure informatiche non potevano sostituire i tradizionali sistemi cartacei perché solo la evidenza fisica dei documenti poteva costituire una fonte certa e inoppugnabile. Si rese manifesta una lobby trasversale attivata dalle grandi multinazionali che resistevano alla introduzione del GUB. Per le multinazionali era una croce. Ristrutturare le loro organizzazioni per adeguarsi ai nuovi sistemi era un costo molto alto. Restare ancorati ai vecchi sistemi significava perdere quote di mercato perché i loro nuovi competitori avevano una marcia in più anche se nati da poco. Molte grandi ditte preferirono investire in questa lobby che si oppose ferocemente al cambiamento brandendo il concetto Chi controlla il controllore?, assumendo che il controllore fosse il sistema informatico GUB. Quasi ci riuscirono. Ma l Europa stava cambiando. La nuova composizione del Parlamento Europeo del 2024 prevedeva che la metà dei parlamentari fosse eletta su base nazionale (cioè come avveniva a inizio secolo), ma l altra metà era eletta su liste transnazionali (cioè partiti o raggruppamenti presenti in almeno 20 dei 30 paesi dell Unione Europea). In pratica, si vota oggi con due schede, una per i partiti nazionali, una per quelli europei. Per la lobby delle multinazionali era relativamente facile condizionare parlamentari nazionali promettendo più attenzione e posti di lavoro nella nazione in cui erano eletti. Ma con quelli transnazionali il gioco era molto più difficile. Mancava la moneta di scambio. Furono necessarie parecchie sedute del Parlamento Europeo per dirimere la questione. Alla fine la spuntò la componente transnazionale del Parlamento che riuscì a far votare a maggioranza la risoluzione che permetteva di risolvere tecnicamente il pericoloso problema associato al concetto Chi controlla il controllore?. Fu una soluzione tecnica di un problema apparentemente insolubile, visto che per sua natura era un problema ricorsivo: qualsiasi controllore sarebbe stato a sua volta messo in dubbio ( Chi controlla il controllore del controllore? ). 13

14 La soluzione la fornirono due fondazioni che avevano iniziato a studiare il problema già all inizio del secolo: la Free Software Foundation e la Telematics Freedom Foundation. A loro si deve la definizione delle procedure necessarie e sufficienti affinché un sistema telematico potesse essere verificato da chiunque per via telematica per validare la rispondenza del sistema alle specifiche di funzionamento previste. In questo modo, chiunque avesse interesse per farlo poteva accedere telematicamente ai sistemi e constatarne la rispondenza. Tutti possono ora controllare il controllore. Appendice D La Torre di Babele Fonte: dal sito Carmillaonline del 18 Novembre 2024 Autore: Umberto Eco A differenza degli USA, l Europa utilizza tantissime lingue, più del numero dei suoi stessi membri. Questa è una difficoltà iniziale, ma anche una ricchezza per la enorme varietà di culture che sottende ad una lingua parlata da una comunità. Integrare queste ricchezze è il futuro dell Europa. La lingua però ci serve per comunicare e la velocità con cui si riesce a farlo è essenziale. Fino a pochi anni fa la pluralità delle lingue aveva creato molti problemi pratici alla Unione Europea. Si utilizzavano alcune lingue di riferimento per alcuni tipi di documenti (inglese, francese, spagnolo, tedesco, a volte anche italiano), per altri si preferiva tradurle in tutte. Ma senza un criterio definitivo, visto che si erano creati schieramenti di paesi a favore dell utilizzo di poche lingue (una sola dicevano ad esempio gli Inglesi) o di tutte, se la propria non era sufficientemente rappresentativa. La soluzione sperimentata per la prima volta nella costruzione di Da qui a vent anni fa fu quella di impiegare traduttori automatici. La tecnologia era nata già nel secolo scorso ma a inizio millennio aveva stranamente rallentato i suoi progressi. Forse perché ritenuta poco remunerativa. Infatti a inizio secolo, tutto quello che Internet poteva offrire in termini di traduzioni di testi erano solo alcuni motori gratuiti ma inefficienti (quelli che producevano le traduzione per lo spam di massa, che allora era ancora consentito), oppure ottimi servizi di traduzione fatta da esseri umani pagati con carta di credito. Però molta della tecnologia di allora era diventata di dominio pubblico grazie ai soliti open source. Molti esperti di informatica e di elaborazione del linguaggio avevano perso l impiego nelle due crisi informatiche che si succedettero da inizio secolo (la fine della bolla speculativa su Internet del 2000 e la crisi finanziaria globale iniziata nel 2008). Molte aziende avevano chiuso o rinunciato a brevetti relativi a quella tecnologia. Una mozione passata quasi inosservata durante la promulgazione di una legge europea dell editoria (il riassetto dei media per tutti i paesi dell Unione dopo la crisi della pubblicità e della televisione) permise di riutilizzare gratuitamente come open source il software relativo ai brevetti decaduti. Passò inosservata ma non avvenne per caso. Furono i Newropeans con il sostegno dei gruppi Linux europei a concepire questa mozione e a lavorare per trovare i voti necessari per far passare la mozione al Parlamento Europeo. La ricaduta che si ebbe nello sviluppo delle nuove tecnologie informatiche e telematiche fu enorme e diffusa in parecchi campi di applicazione. Ma la prima a emergere all attenzione degli osservatori fu proprio la traduzione automatica utilizzata per progettare e costruire in modo collaborativo Da qui a vent anni fa. Dapprima furono esperimenti molto artigianali e fu necessario mantenere in piedi e sostenere fortemente la struttura di traduttori che davano modo a tutte le lingue di operare. In alcune aree si ricorreva a semplificazioni drastiche: si usava una lingua intermedia, frutto di termini tecnici e sigle note ai più, ma ignote per altri. Una specie di inglese europeizzato con termini mediterranei. Il progetto sembrava per 14

15 alcuni aspetti andare alla deriva come una Torre di Babele linguistica in disfacimento. I programmatori e gli esperti di elaborazione del linguaggio però accorsero numerosi e diedero del loro meglio, producendo sistemi via via più raffinati e migliorando la qualità delle traduzioni, ma la vera svolta avvenne in modo creativo e partecipato. Si fece un gruppo unico tra i traduttori e gli esperti, puntando non tanto a raggiungere la traduzione automatica perfetta (anche gli esseri umani possono sbagliare nell interpretare un testo, figuriamoci un programma che è sempre fatto da esseri umani), quanto a fornire ai traduttori sistemi di elaborazione che semplificassero e riducessero il loro sforzo. Sia nella traduzione (che poteva anche essere svolta inizialmente da un programma e rielaborata successivamente), sia soprattutto, nella verifica a posteriori della correttezza della traduzione. Fu un successo tale che la Unione Europea decise di adottare il sistema (e finanziarne manutenzione e sviluppo ulteriore) per la gestione delle proprie comunicazioni amministrative e politiche, incoraggiando le ditte europee a utilizzarlo come strumento di abbattimento dei costi di comunicazione interna ed esterna. Far lavorare (o anche meglio telelavorare) un cittadino di lingua estone in una ditta portoghese senza che nessuno paghi il dazio imposto dalla lingua differente è stata una conquista fondamentale per la crescita della Unione Europea. L opera multimediale Da qui a vent anni fa vide la partecipazione di cittadini, europei e non europei, nell arco di 18 mesi di lavorazione. Hanno partecipato in qualità di autori, traduttori, revisori, addetti al planning, soggettisti, registi, creatori di modelli 3D, programmatori, grafici, analisti, animatori e designer Un centinaio di specializzazioni e mansioni differenti ma tutte necessarie a una opera così complessa. Il risultato è stato qualcosa a metà tra un romanzo con illustrazioni che diventano brevi filmati e un lungo film intervallato da solo testo e immagini interattive. Qualcosa di impossibile da spiegare senza averlo mai visto. Un opera fruibile in molti modi e non necessariamente in modo lineare dall inizio alla fine. Un opera collettiva che, come diceva uno degli autori, non va costruita come interventi successivi di più persone sulla stessa tela (che seguendo intenzioni diverse non avrebbero fatto emergere alcuna immagine coerente), bensì come un mosaico in cui ognuno concepisce, progetta e costruisce la propria tessera, avendo la consapevolezza di quello che viene approntato nelle caselle adiacenti e senza perdere di vista il risultato complessivo. Forse parte del successo di Da qui a vent anni fa deriva dal tema del romanzo: cosa vorresti che accadesse da qui a vent anni e cosa conti di fare perché accada?. Naturalmente il tema del romanzo è molto più complesso e gli autori si arrabbierebbero fortemente con me se tentassi di ridurlo solo a questo argomento. Ma qualche punto di riferimento bisogna pur darlo e questo tema probabilmente ha risposto a una esigenza profonda di quanti hanno partecipato al progetto. Praticamente un manifesto politico con un programma a lunga scadenza, quello che mancava da parecchio tempo nella politica italiana (e in buona parte anche europea), troppo impegnata a vincere le prossime elezioni e a far progetti limitati alla scadenza della legislatura in modo da perpetuare la propria rielezione. Quella era una politica fatta di persone di potere, di facce televisive. In uno scenario di vent anni ci vuole per forza una politica di idee, non di facce. Le persone possono essere intercambiabili, le idee no. Personalmente (posso parlare solo per me, s intende), mi ha affascinato partecipare alla creazione di una utopia partecipata e cooperativa con la speranza e l impegno di contribuire a far si che si realizzi. Libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber. Ho sperimentato che aveva ragione. Un altra cosa che mi piace di Da qui a vent anni fa e del collettivo che lo ha reso possibile è che non è diventato un partito politico, ma è rimasto un movimento impegnato a sostenere le forze politiche che ne condividono gli obiettivi e i metodi per perseguirli. Eppure in Italia è stato determinante. 15

16 Appendice E La crisi del 2008 e il cambiamento della politica italiana Fonte: dal sito Corriere della Sera del 30 Settembre Autore: Marco Travaglio In quegli anni di crisi successivi al 2008, il potere della televisione come mezzo di persuasione in termini di consenso politico veniva utilizzato a profusione. Venne però gradatamente meno con la perdita di spettatori reali (quando si scoprirono le magagne dell Auditel si realizzò che erano quasi la metà di quelli previsti e fatti pagare dalle case pubblicitarie), con la perdita degli introiti pubblicitari e la conseguente diminuzione degli investimenti per la produzione di spettacoli televisivi. I problemi del calcio avevano ulteriormente aggravato la situazione rendendo più difficile al governo in carica la tenuta sull opinione pubblica. Il fatto che l allora Capo del Governo fosse proprietario di network televisivi, di una squadra di calcio e di varie concessionarie di pubblicità, tutte con i bilanci drasticamente in rosso non lo aiutò affatto. Poi accadde l imprevedibile. Il Capo del Governo venne meno improvvisamente. Non nel senso che morì, che diamine! Lui è ora praticamente immortale. Semplicemente uscì di scena in seguito al malore che lo colse in seguito ad una errata somministrazione di farmaci cardioregolatori. Si raccontarono un sacco di versioni sulle cause e sulle circostanze in cui avvenne il fatto. Alcune, sicuramente inventate, parlavano di incontri amorosi sostenuti da pillole miracolose in grado di accendere entusiasmi e ardori giovanili. Che l uso eccessivo di tali pillole creavano, a lungo andare, una certa assuefazione e che per contrastare quest ultima qualche illuminato medico (o aspirante tale), gli abbia prescritto una quantità (a posteriori eccessiva) di regolatori cardiaci di effetto contrario. Alla peggio per una volta o due andrai in bianco, ma dopo trarrai benefici dalle vecchie pillole come e più di prima, pare gli abbia detto il medico. Il problema è che più che andare in bianco ebbe un infarto e che non venne soccorso in tempo. Sussurrano i maligni che il ritardo fosse dovuto all imbarazzo di soccorrerlo nell alcova in cui era avvenuto il fatto e della necessità di nascondere ai più dove e come fosse avvenuto. Dovettero trasportarlo di nascosto in una sua abitazione e poi finalmente poterono chiamare i soccorsi, o almeno così si narra. Il ritardo nei soccorsi causò la morte cerebrale per mancanza di ossigeno. La rianimazione poté solo salvargli la vita in stato vegetativo. Ma non poterono staccare la spina e tutt ora il corpo è ancora in vita ( tecnicamente immortale come profetizzò molto tempo prima uno dei suoi medici). La legge sul termine di vita, introdotta e modificata più volte in senso restrittivo proprio dal suo Governo, impedirono per anni di ipotizzare lo spegnimento delle macchine che gli permettono la sopravvivenza. Quando la legge cambiò, pochi anni dopo, consentiva sì lo spegnimento, tranne il caso in cui il soggetto avesse manifestato apertamente di non volerlo. Nel suo caso, avendo promulgato la legge che lo impediva, era manifesto che il soggetto fosse definitivamente contrario a tale pratica anche su di sé, come scrissero i giudici della Corte Costituzionale nella ultima sentenza sul caso. Ci furono critici che incolparono i giudici di aver sottoposto l ex capo del Governo all ultima sentenza ad personam in quanto fu l unico caso, dopo la nuova legge sul termine di vita (poi chiamata più felicemente Testamento Biologico), in cui non si procedette allo spegnimento delle macchine, nonostante il parere favorevole dei familiari. 16

17 Quel che successe dopo al suo partito, al suo impero mediatico e alla coalizione che sosteneva il governo sorprese tutti: la lotta per la successione fu acerrima, sia nel campo politico che nell asse ereditario per la divisione dei beni. Il fatto che i numerosi testamenti trovati presso notai diversi non fossero sostitutivi ognuno del precedente aprì una lite giudiziaria tra i parenti (diversamente beneficiati a seconda del testamento) che è ancora in corso. Per via di ripicche e interdizioni reciproche tra eredi i suoi beni sono gestiti da un garante nominato dai giudici che opera in modo indipendente dai voleri degli eredi a salvaguardia dei posti di lavoro nelle imprese del gruppo. Per la cronaca, dopo anni di crisi e di cassa integrazione, finalmente in questi ultimi anni le ditte sono tornate in parità di bilancio e a pieno organico. Più complessa la questione dell eredità politica. Napoleone non aveva designato successori. Non avrebbe voluto che il designato potesse fargli ombra finche ancora in vita. Anche in questo caso non c erano state concrete designazioni, ma soprattutto praticamente tutti i componenti del suo partito (e anche qualche leader dei partiti alleati) si dichiararono eredi del grande fondatore e reclamarono la loro parte di eredità politica. In breve il partito si scisse in 4 correnti che sostenevano i leader più rappresentativi. Cercarono di trovare punti di accordo e di mediazione, ma un anno dopo le correnti diventarono 16. Ulteriori frammentazioni e ridenominazioni si susseguirono negli anni, ma nessun personaggio emerse a sostituire pienamente il vuoto mediatico lasciato dal fondatore. Inoltre, la mancanza del sostegno delle televisioni e dei giornali (ormai amministrati entrambi dal garante) in forte ristrutturazione per via del crollo della pubblicità si fece sentire. Nei giornali e telegiornali tornarono a tenere banco i fatti di cronaca e la presenza della politica come la si era vista prima divenne marginale. Neanche nei salotti televisivi si invitavano più politici, pena l abbattimento dello share (misurato finalmente con criteri rappresentativi e orientati al gradimento del programma, non più solo al numero di ascoltatori come avveniva con l Auditel). In questo quadro di cambiamenti a metà anni 10 si svolsero nuove elezioni e i movimenti dal basso vennero alla ribalta grazie alle campagne condotte su Internet e alle Liste Partecipate che promuovevano gruppi di cittadini che si aggregavano per via telematica intorno a specifici argomenti di interesse locale o nazionale. Parecchi di essi trovarono sintonie di interessi e si organizzarono in partiti dandosi regole e presentandosi in modo congiunto alle elezioni nazionali. Affidandosi alle idee e non alle facce. In questo contesto i promotori di Da qui a vent anni fa e gli italiani che avevano partecipato alla sua stesura si trovavano come in casa propria: gli strumenti da gestire per aggregare il consenso su un progetto politico erano praticamente gli stessi usati per la creazione dell opera multimediale. In più, l argomento dell opera stessa era di per sé un progetto politico largamente condiviso. Si sa che dalla teoria alla pratica il passo è lungo e non sempre chi condivide un obiettivo condivide i mezzi per raggiungerlo. Per questo non ci fu una adesione ad uno specifico partito o coalizione in massa da parte degli italiani che avevano partecipato alla stesura di Da qui a vent anni fa. In ogni caso l apporto di chi aveva fatto quella esperienza nelle neonate organizzazioni dal basso che si presentavano alle elezioni fu determinante e decretò il successo di alcune di esse. Una svolta politica incredibile che lasciò al palo le vecchie forze politiche, troppo adagiate sul modello della politica basata sulla televisione. In quegli anni, inoltre, votavano per la prima volta i nati sotto l era di Internet, i nati dopo il 1994, quelli che erano cresciuti senza remore verso le nuove forme di aggregazione e di tecnologia. E a questi non bastava certo la televisione per farsi convincere della bontà di una idea politica. Evidentemente anche molti dei loro fratelli più grandi e anche parte dei loro genitori erano sensibili a questo approccio dal basso. Qualcuno dei più anziani trovava addirittura diverse affinità tra l elezione di candidati attraverso le primarie (fatte con sistemi cartacei e file ai gazebo) e il più attuale modo partecipato di creare programmi condivisi e promuoverli attraverso Internet. 17

18 Una componente fondamentale del successo di questo nuovo modo di fare politica fu l enorme contributo portato dalle donne. Adesso ci sembra normale che le liste elettorali siano composte da donne e uomini in egual numero. All inizio del secolo le cose erano molto diverse. Le cosiddette quote rosa non venivano introdotte e la rappresentanza femminile in Parlamento era inferiore al 20%, mentre negli altri paesi europei ne contavano il doppio. I partiti dal basso sostennero l accesso alle donne e queste accorsero numerose a partecipare alla nuova stagione politica. Una politica fatta di idee e non di facce, di fatti e non di slogan non può che far emergere le donne tra i protagonisti principali. Negli ultimi anni il Parlamento ha introdotto finalmente una regolamentazione per imporre una rappresentanza paritetica tra i candidati. Ma per ironia della sorte si tratta di una norma che salvaguarda la partecipazione maschile, ormai divenuta a rischio come già accadeva in Finlandia a inizio secolo. Il Governo in carica negli anni successivi portò l Italia fuori dalla crisi e in sintonia con l Europa. Furono varate norme che impedivano la rielezione dei politici per più di due mandati in qualsiasi ambito e carica, cancellando per sempre la figura del politico di professione. Ormai è noto che un politico professionista deve soprattutto cercare di mantenere la propria carica, se vuol farne una professione duratura. Questo non depone a favore della possibilità che faccia prevalere il bene dei suoi amministrati rispetto al proprio futuro politico. La fine del politico professionista diventò la fine di un sistema di un modo di fare politica e ne aprì (o riaprì, se pensiamo ad Atene e all Antica Grecia) uno nuovo basato sulle idee e sulla partecipazione disinteressata. 18

19 Appendice F La Finanza Etica e la crisi del 2008 Fonte: dal sito del Financial Times del 19 Marzo 2020 Autore: Muhammad Yunus (premio Nobel per la Pace 2006) Traduzione automatica dall inglese all italiano Sono passati più di dieci anni dallo scoppio della crisi finanziaria globale che ha inciso così profondamente sulla nostra realtà di tutti i giorni. Ora che il peggio è passato e che la situazione finanziaria appare stabile e con ottime prospettiv e di crescita è il momento di tirare le somme e indagare sulle cause che l hanno generata in modo da non riproporre in futuro gli stessi errori. Se dovessi indicare una e una sola causa per la crisi sistemica del 2008 userei la locuzione ingordigia immorale. Ingordigia perché è il contrario della solidarietà. Immorale perché è uno dei contrari di Etico. La sintesi del contrario di quanto ho propugnato per tutta la mia vita. Quando diedi origine al movimento che oggi si chiama Microcredito, non avevo idea di dove ci avrebbe portato. Non è stato facile né ha funzionato subito. I primi tentativi erano stati infruttuosi, prestavamo cifre anche relativamente sostanziose ai capifamiglia dei villaggi più poveri. Denaro sufficiente per aprire piccole attività commerciali. Ma non funzionò. La maggior parte di questi capi famiglia preferiva spendere il capitale in altre attività piuttosto che metterlo a frutto. La maggioranza dei prestiti non venne più rimborsata. Il sistema iniziò invece ad ingranare quando iniziammo a rivolgerci alle donne. Troppi fattori culturali e pregiudizi rendevano impossibile da parte delle banche il finanziamento di piccole attività gestite da donne. Ci rendemmo subito conto che quello era il punto su cui potevamo intervenire. Il sistema prevedeva la convocazione delle donne di un villaggio povero e la presa di coscienza da parte di esse di come poter gestire convenientemente il prestito. Evidentemente le donne hanno una marcia in più e una maggiore sensibilità rispetto agli uomini, visto che i prestiti loro erogati rientrano puntualmente in oltre il 98% dei casi. Il fattore di controllo sociale fece da collante e, sapendo che un mancato rientro di un prestito in un villaggio avrebbe reso più difficile ulteriori prestiti per le donne del villaggio stesso, si creò di fatto una rete di sostegno e motivazione da parte di tutti gli abitanti che impedisce a qualsiasi costo la mancata restituzione del prestito. A costo di fare una colletta nel villaggio stesso per aiutare la donna in difficoltà. Il Microcredito sembra essere l esatto contrario della speculazione finanziaria. Produce ricchezza e benessere con poca spesa. Per contro la speculazione finanziaria ha prodotto per anni l illusione di una ricchezza fittizia ed è stata fonte di disagio per una parte rilevante anche delle popolazioni dei paesi più avanzati. Per molto tempo si è additata la responsabilità della crisi esclusivamente alla bolla speculativa dei mutui sub prime. Ma quella era solo la punta emersa dell iceberg. Un effetto di una causa più remota. Recenti studi econometrici hanno permesso la costruzione di simulatori di economie globali. Programmi che permettono di vedere l evoluzione delle economie mondiali a partire da precise condizioni iniziali e dai vincoli con cui il mercato viene regolato. Per esempio si può far tornare indietro le lancette dell orologio e ricreare una base dati che rappresenta l economia mondiale in un dato anno. Inserire regole di mercato diverse da quelle applicate all epoca e vedere cosa sarebbe accaduto a partire da queste condizioni iniziali. 19

20 Va precisato che questo modo di studiare l econometria ha risolto, direi per sempre, l impossibilità di verificare a posteriori i la bontà delle azioni intraprese in campo economico dalle Banche Centrali. Pensate ad esempio allo scenario di inizio secolo. Chi poteva asserire che la scelta della Banca d Inghilterra di diminuire quasi a zero i tassi di sconto per rispondere alla crisi fosse stata determinante per l affossamento della Sterlina? Neanche a posteriori si poteva fare una controprova. Sarebbe stato necessario tornare indietro nel tempo, cambiare le decisioni e vedere che effetto sarebbe scaturito da esse. Il metodo scientifico, quello impostato da Galileo, si basa sulla possibilità di riprodurre all infinito un esperimento per verificarne la bontà. Nel campo economico non possiamo riprovare una seconda volta perché le condizioni iniziali sono mutate. Applicare due decisioni diverse in tempi diversi non permette di stabilire quali delle due cause ha determinato la situazione risultante. Per fortuna l evoluzione dell informatica applicata all econometria ci ha consentito di superare definitivamente il problema grazie alla modellazione di sistemi di supporto alle decisioni che utilizzano una mole enorme di dati storici relativi alle economie mondiali. Gli specialisti dicono che i calcoli necessari allo sviluppo di questi modelli sono così numerosi e complessi che solo i recenti supercomputer paralleli riescono ad affrontare lo sforzo e a elaborare i risultati in tempi accettabili. Ora siamo in grado di spostare le lancette dell orologio e capire come sarebbe andata se avessimo preso scelte differenti. Ė curioso che i primi esperimenti di econometria massiva (come venne chiamata in seguito questa nuova disciplina) siano nati in un ambiente decisamente diverso da quello economico. Il primo modello di economia utilizzato per sperimentare su una mole rilevante di dati i possibili vincoli che permettono di regolare un mercato aperto e globale avvennero nel gioco telematico Hattrick all inizio degli anni 10. Ė stato il primo caso in cui una economia, seppur virtuale, rappresentata dagli scambi monetari associati al mercato dei giocatori è stata analizzata a fondo tenendo conto dell obiettivo di creare una economia sana e gratificante per chi gioca nel sistema. In pratica viene introdotta qui la famosa variabile econometrica HT (così chiamata in onore di Hattrick), che descrive numericamente il livello di soddisfazione del partecipante al mercato. Una lacuna che mancava dai tempi in cui era stato inventato il PIL (Prodotto Interno Lordo). Già nel 68 Robert Kennedy sosteneva che era indispensabile trovare una grandezza diversa dal PIL che misurasse la qualità della vita delle persone che utilizzano un sistema economico. Gli esperimenti on line in Hattrick permisero la raccolta di enormi quantità di dati e quindi di sperimentare i primitivi modelli che ora sono maturati fino a diventare indispensabili per la gestione della economia mondiale. Non era la prima volta che Hattrick diventava oggetto di studi econometrici. Già a inizio secolo una Università Svedese aveva assegnato due tesi per studiare i meccanismi inflazionistici che erano nati nel gioco e che stavano minando la giocabilità del sistema. S era creato un rialzo costante del costo dei giocatori che sfuggiva al controllo e alla regolazione. Si scoprì che la causa era il Day trading cioè il comprare e rivendere un giocatore in tempi brevi cercando di ottenere il massimo profitto dall investimento. La soluzione fu semplice. Si tassarono leggermente le transazioni in relazione al tempo trascorso tra l acquisto e la vendita di un giocatore, in modo da rendere meno remunerativa l operazione condotta a fini esclusivamente speculativi. In questo modo i prezzi dei giocatori tornarono stabili. Impossibile non vedere un parallelo tra questo comportamento e le speculazioni finanziarie che avvenivano nel mercato borsistico a inizio secolo. 20

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