6GIUGNO 2004 Mensile di critica e attualità sportiva - uro 2, nu mero.

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1 6 Mensile di critica e attualità sportiva - uro 2, nu mero La Robur fa cento e riparte da Simoni

2 editoriale Direttore Mario Ciani Direttore responsabile Paolo Corbini Direzione Redazione Fotolito Bernard & Co. Strada di Busseto 18 -C2/7 Siena Tel Fax Edito e stampato presso Arti Grafiche Ticci Loc. Pian dei Mori Sovicille (Si) Tel Fax Autorizzazione del Tribunale di Siena n. 430 del Hanno collaborato a questo numero: Raffaele Ascheri, Corrado Bagella, Giancarlo Brocci, Andrea Bruschettini, Massimo Carignani, Mario Ciani, Chiara Cicali, Mario De Gregorio, Fabio Fineschi, Stefano Fini, Riccardo Giacopelli, Emilio Giannelli, Daniele Giannini, Antonio Gigli, Mario Lisi, Luca Luchini, Maurizio Madioni, Mauro Mancini Proietti, Simone Marrucci, Augusto Mattioli, Stefano Paganelli, Paolo Ridolfi, Roberto Rosa, Senio Sensi, Matteo Tasso, Francesco Vannoni. Fotografie di Paolo Lazzeroni e Augusto Mattioli Collaborazione fotografica: Fabio Di Pietro Editing: Simonetta Michelotti Francesco Vannoni Sito web: Olivia Agnelli Progetto grafico: Bernard Chazine 200 nu mero 6ANNO XXII La forza dei numeri Mentre la Mens Sana si accontenta di 1, la Robur fa 100 e Mesesport 200. Sono i numeri a caratterizzare quest ultimo fascicolo stagionale della nostra rivista, numeri che hanno evidentemente un valore ed un peso diverso l uno dall altro, ma sempre numeri sono. Ma anche fatti. Il primo è quello degli scudetti conquistati dalla società biancoverde, un evento senza precedenti nella storia dello sport senese, e che Mesesport ha opportunamente festeggiato con un edizione speciale di oltre 100 pagine interamente a colori. Il secondo è quello degli anni che la stessa Robur compie in questo 2004, traguardo che festeggia all apice di un percorso che appena quattro anni fa sembrava irridente soltanto immaginare. L ultimo numero ci riguarda più da vicino: sono i fascicoli della nostra rivista usciti dal gennaio 1983 ad oggi, e solo una regia occulta poteva far coincidere questo evento con il momento più esaltante del nostro sport. Sport che non si accontenta peraltro di tutto questo ben di dio, ma che si esalta ulteriormente negli altri due scudetti conquistati a livello giovanile dalla stessa Montepaschi Mens Sana e dal Cus basket in ambito universitario. E vero che a questa crescita degli sport di squadra non ne corrisponde una uguale a livello individuale (la sola Cristina Giulianini tiene infatti il passo, conquistando l ennesimo tricolore nel pattinaggio artistico), ma l impressione è che almeno per quanto riguarda l atletica leggera e la stessa scherma si tratta solo di attendere. E poi non si può avere tutto Con questo numero di giugno di Mesesport, va dunque in archivio una stagione che ha costretto anche noi a superarci. Con lo speciale ventennale di gennaio abbiamo voluto mettere a confronto la realtà senese di oggi con quella dei primi anni ottanta; con quello di aprile scorso si è cercato di introdurre un avvenimento di portata internazionale come la partecipazione della Montepaschi alla Final Four di Tel Aviv; infine con l ultimo si è celebrato un evento che sicuramente prescinde dal semplice valore sportivo. Ma per quanto ci riguarda lo speciale più bello è sempre il prossimo. Buone vacanze e arrivederci a settembre!

3 etto specialescudetto in edicola LA MENS SANA SCALA IL MONTE NUMERO SPECIALE EDITO DA I PROTAGONISTI a cura di Mauro Bindi 20 1 uomini scritti a referto, 2 giocatori messi o contratto alla vigilia dei playoff, 9 uomini e hanno rappresentato il nucleo imprescindibile grazie al quale è stato possibile dare concretezza al sogno di conquistare uno storico scudetto. Sono questi i numeri che hanno accompagnato la trionfale stagione senese, fatta di 63 partite giocate tra campionato, Coppa Italia ed Eurolega, numeri che tra le loro pieghe nascondono qualche verità in più. Innanzitutto quella della fiducia risposta su questo gruppo, una fiducia che è passata anche attraverso momenti difficili, ma che proprio per questo ha consolidato il valore dello stesso con il trascorrere delle giornate e mentre gli altri erano costretti o cercavano correttivi per i propri organici, Siena volava sulla strada della coerenza rispetto alle scelte iniziali e questo inevitabilmente ha avuto un importanza fondamentale nel conseguimento del risultato finale. L altra verità è quella della determinazione con quale non è stato trascurato ogni minimo particolare. Per la prima volta nel campionato italiano una squadra ha ingaggiato un giocatore che poi non è mai sceso campo e nemmeno indossato la sua maglia, la squadra in questione è ovviamente la Montepaschi, ma non si è trattato di mera megalomania o sfoggio di esuberanza economica, bensì di un calcolo ben preciso che voleva minimizzare i rischi di un possibile infortunio, oltre all esigenza di non condizionare le ambizioni mensanine anche a livello giovanile, in un momento cui Siena, può veramente dimostrare a livello italiano il suo predominio a tutto tondo. Fatta questa piccola, doverosa considerazione, veniamo ad occuparci degli stupendi artefici del successo senese, messi in fila come se assistessimo alla presentazione della squadra a pochi istanti dall inizio della gara, tutti ugualmente meritevoli ai nostri occhi, che ancora fissano le immagini di un trionfo tanto sognato ed minucci + progetto = scudetto ora vissuto in prima persona. 21 IPROTAGONISTI a cura di Mauro Bindi VRBICA STEFANOV la parte finale del suo campionato ed ancor più i suoi playoff, gli restituiscono una identità che ingiustamente era stata intaccata specie dopo la scorsa stagione. Non parlo a livello senese, dove Stefanov ha sempre visto riconosciute le sue grandi qualità, ma bensì a livello nazionale dove, dopo essere stato nominato miglior play alla sua stagione di esordio in Italia, era finito quasi per diventare un giocatore normale, con la nomea di essere un gran pompatore di palloni e poco più. Recalcati gli ha affidato la bacchetta di regia della squadra, lo ha fatto rinunciando addirittura ad un play di riserva di ruolo, una scommessa vinta in coppia con Vanterpool, con il quale è riuscito a trovare una sintonia quasi perfetta, che gli ha permesso non solo di rifiatare, ma anche di potersi cimentare da guardia. Il terzetto composto da lui, Vanterpool e Thornton ci ha regalato nella parte conclusiva della stagione, un basket a cui raramente avevamo assistito e la loro complementarietà, tutt altro che scontata ad inizio della stagione, è stata una delle chiavi della stagione senese. Abile nel dettare i tempi della squadra, migliorato in quel timing che coach Pianigiani ha rammentato nel commentare la crescita del play macedone e che è essenzialmente la capacità di non sovrapporsi ad altri compagni di squadra e di ruolo, Stefanov ha migliorato sensibilmente anche la pericolosità del suo tiro da 3 punti, nel quale ha raggiunto, tra campionato ed Eurolega, percentuali superiori al 40%, oltre a riproporre in maniera veemente, specie nella serie finale con la Skipper, il suo mortifero primo passo d entrata, irresistibile la difesa bolognese e soprattutto segno di una personalità sulla quale alcuni nutrivano dei dubbi. Uomo del nucleo storico che ha contribuito in maniera tangibile a far crescere le quotazioni senesi in Italia ed in Europa, prima con la conquista della Saporta, successivamente con le due partecipazioni alle ultime Final Four di Euroleague ed ora con la conquista del primo scudetto della sua storia per la Montepaschi, Stefanov ha finito la stagione rafforzando la sua leadership all interno della squadra e si propone alla scadenza del contratto che lo lega a Siena, come una delle opzioni imprescindibili per il futuro della Montepaschi. Stefanov ama Siena e Siena adora il suo imprendibile play. IN OCCASIONE DELLA STORICA CONQUISTA DELLO SCUDETTO DA PARTE DELLA SQUADRA BIANCOVERDE 104 PAGINE A COLORI CONTRIBUTI DI: DUCCIO BALESTRACCI, ROBERTOBARZANTI, MAURO BINDI, EZIO CARDAIOLI, MAURIZIO CENNI, BARBARA CERRETANI, MARIO CIANI, VINCENZOCOLI, GIANNI DE CLEVA, PIER LUIGI FABRIZI, FABIO FINESCHI, STEFANO FINI, EMILIO GIANNELLI, PAOLO MACCHERINI, ALESSANDRO MARCHINI, GILBERTO MARTELLI, AUGUSTO MATTIOLI, ROBERTOMONTERMINI, ROBERTOMORROCCHI, MARCO NALDINI, PIERO RICCI, ANDREA SBARDELLATI, FABRIZIO STELO, ALFREDO TANZI, ANTONIO TASSO, FRANCESCO VANNONI 4, 00 Spedizione in A.P. 70% - Art. 2 comma 20/D - L. 662/96 - Filiale di Siena NUMERO SPECIALE La Mens Sana scala il Monte Supplemento al n. 5 - Anno XXII Giugno 2004 S Fabio Fineschi uccede ogni volta che si vive un trionfo storico. Un momento di grande euforia. Si torna con la mente al passato. A quando, sognare un traguardo come lo scudetto non era utopia ma pura pazzia. Quella pazzia che qualche volta, non lo neghiamo adesso, abbiamo scorto da cronisti nelle parole del giemme. Contatti continui con ogni agente per conoscere posizione e pretese squadra geograficamente rivolta verso est, il pubblico senese trova nuovi entusiasmi. Si lotta a lungo nei primi posti della classifica. Arrivano la finale di Coppa Italia e, I PROTAGONISTI a cura di Mauro Bindi 25 quei progetti triennali di crescita. Il primo prevedeva la economiche di ogni giocatore, anche il più irraggiungibile. Nei suoi racconti vedevamo miraggi, laddove si pia. La forza di Ferdinando Minucci è stata quella di giocare alla perfezione su due fronti. Che fosse un giornalista, un tifoso, un dirigente della Banca, prospettava al suo interlocutore scenari di successo. In contrasto, da pragmatico, non nascondeva problemi e criticità del presente. Il modo per coniugare i due piani, quello dell attualità e quello del trionfale futuro, era uno solo, la programmazione. Ecco perché adesso la mente torna là, a ciliegina sulla torta, il primo trofeo internazionale: la Coppa Saporta. L intuito del manager capisce che è il nascondeva la lungimiranza di chi sa intuire i possibili scenari futuri. A posteriori, adesso che sappiamo dare un nome a quell intuito da manager, ci chiediamo quale sia serie A1 in tre anni appunto. Arrivò subito la promozione. Una promessa ritenuta credibile perché preparata momento di far parlare di Siena in tutta Europa. I due colpi di mercato sono Ford e Turkcan. La Mens Sana nel tempo, si era verificata con la minima attesa. Ed i programmi di volta in volta progettati hanno dato risultati stata la prima impressione dei rappresentanti delle istituzioni senesi. Sentir parlare di una squadra da far crescere, di un progetto che unisse società sportiva e città. Forse qualcuno si sarà chiesto se fosse davvero un uto- migliori del previsto. Tanto che la fiducia della città non poteva che aumentare. Poi l operazione più ambiziosa, diventa una squadra di livello europeo. Che con la Final Four di Barcellona concretizza una forte crescita d immagine. Ormai manca solo l ultimo capitolo. Raggiunta la solidità economica, ottenuto un nome a livello europeo quella del coinvolgimento definitivo del Monte dei non resta che vincere qualcosa di importante. Serve altro la diciottesima stavolta è arrivata prima Duccio Balestracci Paschi. La Banca dice sì al basket, dice sì allo sport senese in generale. E si apre una stagione di possibili nuovi scenari. E il momento più atteso, quello che può portare davvero la Mens Sana fra le grandi. La crescita del budget è la base, ma non la garanzia del successo. Troppe le società che spendendo non hanno raccolto. O quelle che hanno raccolto meno del previsto, guadagnando l etichetta di perdenti. Minucci sa che questo è il passaggio più delicato, ricorre all arma di sempre: la programmazione. Ad essa aggiunge un pizzico di rischio in più, necessario per compiere svolte decisive. Dopo un quinto posto di assestamento arriva un coach dalla Turchia. Se Pancotto è stata l arma dell affidabilità, della concretezza, per la società Ataman significa rottura. Con una C coraggio. In realtà Minucci sa già cosa fare. Il coach per vincere lui l ha già individuato da anni. Solo il destino ha rimandato il connubio al momento ideale. Adesso Recalcati non è più in serie B, ha vinto due scudetti ed è alla guida della Nazionale. Anche la Mens Sana è cresciuta e adesso si chiama Montepaschi. Nasce nell estate 2003 una squadra concreta, la cui filosofia è tutta nell equilibrio e nella distribuzione delle responsabilità. L obiettivo è quello di creare un gruppo in grado di dare soddisfazioni nel tempo. Come poi sia andata è storia recente. In primavera è esplosa la vera Mens Sana. Prima il bis alla Fnal Four, poi il primo posto al termine della regular season. I play off sono stati infine una corsa da record, il primo scudetto la sintesi di una supremazia incontrastata. La Mens Sana ha bruciato le tappe e già pensa al futuro. L accordo con il Monte è prolungato per altri tre anni. Il giemme può ancora programmare. E se questo è l inizio vogliamo proprio vedere era da aspettarselo, e infatti non siamo rimasti sorpresi. All indomani del pomeriggio più bello che possiamo ricordarci in campo cestistico, la mattina dopo che la Montepaschi Mens Sana era diventata campione d Italia, non c è stato uno (non uno) dei giornali italiani (sportivi e non) che non sia uscito con il concetto che aveva vinto la diciottesima contrada. Non solo: chi scrive, preso da eccitazione per una cosa tanto bella, ha fatto una tamarrata. Ha inviato una collettiva a tutto l indirizzario del computer scrivendo: La Mens Sana è campione d Italia (l ultima risposta di felicitazioni è arrivata dalla Spagna esattamente cinque minuti prima di aprire questo file). Fra gli amici che hanno risposto, ce n è stato uno che ha scritto Accidenti! Complimenti davvero. Prima la serie A di calcio e ora lo scudetto di basket. Ma cos è? il Palio vi va ormai troppo stretto?. L idea che il Senese pensi solo al Palio e alle contrade, come si vede, è difficile da scalfire. Oddio: per la verità anche noi ci mettiamo del nostro. Alla vigilia di gara tre contro la Skipper, le metafore paliesche si sprecavano: siamo primi al terzo San Martino, ora speriamo di non fare casino fra la spianata e il Casato; se si perde stasera, poi si riperde anche a Bologna e allora ti giochi tutto nell ultima in casa ed è come dover vincere il Palio nerbando come un matto dal Casato al bandierino; essai se si perde è una purga di niente! E, sentita dopo la vittoria: è stato poco meno che vincere il Palio. Del resto, la sera di sabato, la bandiera biancoverde, sul Palazzo Comunale, l hanno messa alla trifora della contrada che ha vinto il Palio, mica a un altra finestra. Nella dimensione linguistico-mentale paliesca senese non c è niente di male. Siamo fatti così, si parla così, le immagini e gli archetipi che ci s ha in testa questi sono e questi non li butti giù neanche a cannonate. Nella lettura contradaiola del fenomeno sportivo fatto da altri c è, invece, in parte un elemento fastidioso e in parte un elemento positivo da preservare. L elemento fastidioso. Non è la prima volta che lo scriviamo: questa reductio ad pallium di tutto quel che è senese rompe un po. La Mens Sana è la diciottesima contrada; in alternativa la diciottesima contrada è la Robur (letti identici titoli e commenti quando la squadra bianconera approdò alla serie A). Infastidisce la banalità del concetto; urta parecchio i nervi che il concetto stesso sia usato per sottolineare l anomalia di questa piccola città, che è tutta compresa a guardarsi l ombelico paliesco, e che da qualche anno se ne viene fuori con trovate quali la serie A di calcio e lo scudetto di basket. Dà sui nervi perché non rende giustizia al lavorìo che c è stato sotto per raggiungere l uno e l altro obiettivo; la politica della costruzione di dimensioni sportive ai massimi livelli in una città come questa. Per restare al solo basket (che di esso doverosamente oggi si deve parlare) vuol dire considerare come casuale quel che è frutto di dieci anni di impegno, da quando la Mens Sana tornò in A1; mettere in parentesi l umiltà, la tenacia, il passo-dopo-passo che i dirigenti hanno perseguito in questo tempo. Sì, fuori di Siena non lo sanno e possono non saperlo. Ok: perdonàti, ma non rompano. E usino metafore meno trite. Però, appunto, c è anche l elemento positivo. Calcio e basket ormai sono fenomeni che vanno al di là delle mura. Le tifoserie si formano anche lontano da Siena. Nel basket ci sono gruppi organizzati che si muovono per incitare la Mens Sana anche da San Vincenzo, da Rapolano, da Pomarance e da altrove. La tifoseria allargata è una delle forze della squadra, è la testimonianza di una presa non circoscritta al solo orgoglio municipale ma condivisa a prescindere. Ma è importante che lo sfondo municipale non venga mai meno perché è questo elemento che garantisce tifo schietto, corretto, attaccamento all identità storica della squadra e della società. Quindi ben vengano, da questo punto di vista, le pigrizie linguistiche se ribadiscono l ancoraggio di una tifoseria a questi valori. Ma del resto, di che ci preoccupiamo? Nel momento in cui si alza il canto della Verbena, a urlare a squarciagola viva la nostra Siena ci sono tutti, ma proprio tutti: i tifosi col 726 nel codice fiscale, quelli di Rapolano, quelli di San Vincenzo, i Pomarancini e tutti quegli altri. Il miracolo, l irripetibile rispetto a ogni altra città è davvero questo. Ma un osservatore non di Siena, questo, difficilmente potrà saperlo o coglierlo. Peccato per lui. 15 specialescudetto 35 specialescudetto fra tradizione ed ambizione 24 specialescudetto L o scudetto conquistato dalla Montepaschi, rappresenta un altra pagina storica nel grande libro dello sport senese. Il trionfo mensanino, giunto al termine di una stagione da incorniciare, è la vittoria dell organizzazione, della progettualità e dei valori. Prerogative non solo tecniche, ma anche umane e sociali legate ad un patrimonio secolare da custodire gelosamente come segno d autentica ricchezza. A Siena più che altrove, lo sport è il volano di una partecipazione popolare; sa ergersi ad efficacissimo collante di un appartenenza profondamanete sentita e di particolare forza unificante. Siena ha saputo aspettare, con pazienza e convinzione: la vittoria è arrivata come naturale sbocco alla rilevanza delle tradizioni, e alla voglia di esser protagonisti. Far collimare ottimamente tradizione e ambizione, secondo lungimiranti scelte tecniche e gestionali, è il più grande merito della dirigenza mensanina, supportata da un crescente sostegno delle istituzioni e di uno sponsor prestigioso, partner fondamentale per un futuro ai vertici. Sarebbe riduttivo circoscrivere al giovamento della sola sfera cestistica, la grande spinta che, dal primo tricolore della Mens Sana, si allarga invece a tutto il movimento sportivo. Lo sport ed è questo uno dei compiti al quale il Coni Provinciale deve adempiere è tra le espressioni più alte che hanno caratterizzato e favorito la crescita e il consolidamento della realtà senese, sia in campo nazionale che a livello europeo. Lo scudetto cucito sulle maglie biancoverdi, ricalca, nei suoi crismi storici, la promozione del Siena in serie A, e, a distanza di un anno, rafforza e corrobora l ormai raggiunta Roberto Montermini, Presidente Coni Provinciale Siena 50 9 a giornata ( ) maturità di una piazza capace di imporsi con competenza e passione. Una nuova Basket city -verrebbe da dire dove la palla a spicchi esprime il meglio su scala nazionale, non solo per lo scudetto della Mens Sana, che ha peraltro vinto il titolo Under 20, ma anche per i risultati raggiunti dalla nutrita schiera di realtà cosiddette minori, capaci di concorrere, ognuna nella propria dimensione, magari nello spirito di un sano e misurato campanilismo, alla crescita d insieme della Siena cestistica e ormai stabilizzate su palcoscenici comunque autorevoli: dal centenario del Costone, alla pluridecorata Virtus, fino al titolo nazionale universitario, che ha recentemente impreziosito la bacheca del CUS. Lo scudetto della Montepaschi ha, inoltre, quella matrice di senesità che impreziosisce la dimensione locale di un fenomeno sviluppato ormai a tutto tondo che detiene, nelle sue stesse origini, - alle quali si deve la primogenitura nazionale di questa disciplina - un indiscusso marchio di qualità. Da Siena arriva un altro esempio di praticità sportiva. L ottimizzazione delle risorse con la legittima ricerca del risultato, perseguite nell equilibrio di una seria e attenta programmazione, hanno coronato un sogno poggiato sulle fondamenta di un costante sviluppo tecnico e strutturale che pone il più antico sodalizio cestistico italiano ad un livello di assoluto prestigio. Siena è pronta a festeggiare da par suo, con quella consapevolezza che uno scudetto porta con sè, di chi, tagliato un traguardo fino a ieri impensabile, guarda verso nuovi trionfi, senza perdere di vista quelle peculiarità che hanno fatto dello sport senese un modello da imitare. MONTEPASCHI SIENA-LAURETANA BIELLA 85/72 Parziali: 21/28, 39/38, 64/55 Stefanov 14 (3/4 2/4), Zukauskas 4 (2/2 0/1), Vukcevic 9 (4/6 0/2), Vanterpool 4 (1/4), Galanda 13 (4/5 0/3), Thornton 12 (3/4 2/2), Andersen (0/1), Chiacig 16 (6/11), Kakiouzis 13 (4/9 1/3), Tagliabue, Marino, Datome. Biella ci prova a svaligiare la Montepaschi, poi da metà del terzo quarto dimentica il numero della cassaforte ed il generoso tentativo fallisce miseramente. Decisivo l ingresso di Thornton, risparmiato in panchina per un problema agli adduttori, che firma con 9 punti, 4 recuperi, 3 rimbalzi e 3 falli subiti l ottavo successo della Mens Sana in nove gare. tutte le tappe verso lo scudetto 5 MINDAUGAS ZUKAUSKAS lui, che di allori ha fatto incetta in Europa e nel mondo sia a livello di club, che di Nazionale, non poteva fallire anche la scalata al titolo in Italia. La sua imperturbabile solidità, la sua modestia, il suo spirito di abnegazione ne fanno un giocatore per certi versi unico. In una stagione sicuramente meno brillante sotto l aspetto statistico rispetto alle due ultime disputate, Zukauskas è riuscito comunque a ritagliarsi un ruolo non secondario. Penalizzato forse dal gioco molto libero di Recalcati, che tende ad esaltare le qualità del singolo rispetto alla rigidità di certi schemi, Zukauskas spesso ha patito il fatto di aver perso, rispetto al passato, quei punti di riferimento che gli permettevano all interno dei meccanismi del gioco senese di arrivare puntuale a quel tipo di finalizzazioni nel quale eccelle; principalmente quei tiri piazzati sul perimetro che lo scorso anno lo incoronarono quale miglior tiratore da oltre 6,25 m. Probabilmente, ad altri tutto ciò avrebbe procurato problemi, invece con la sua proverbiale determinazione e modestia Mindaugas, ha continuato ad offrire un sostanzioso contributo soprattutto in chiave difensiva, salvo ritrovare anche il suo tiro, proprio nel momento decisivo dei playoff, dove è tornato a tirare quasi con oltre il 50%, quando nella stagione regolare si era fermato ad un -per luimisero 30%. Zukauaskas è un di quei giocatori che fanno della conoscenza dei propri limiti la loro vera forza e la sua capacità di interpretare tutto in un ottica di squadra, lo rende essenziale in qualsiasi gruppo, anche perché è un vincente silenzioso, uno di quelli che portano i mattoni pesanti e non si lamentano mai. Francobollatore micidiale dei cecchini più pericolosi degli avversari, Zukauskas anche in questa circostanza ha dimostrato tutta la sua invidiabile vocazione vincente, il premio del quintetto base stabile nel corso dei playoff concessogli da Recalcati, è il riconoscimento di quelle grandi qualità oltre che tecniche, anche morali che già avevamo apprezzato in passato. 11 a giornata ( ) MONTEPASCHI SIENA-TRIS REGGIO CALABRIA 95/73 Parziali: 34/23, 54/50, 73/67 Zukauskas 11 (1/1 2/4), Vukcevic 12 (2/2 2/4), Vanterpool 17 (5/8 1/3), Galanda 14 (2/7 1/2), Thornton 15 (5/9 0/3), Andersen 4 (1/1), Chiacig 2 (0/2), Kakiouzis 14 (4/5 0/2), Marino 1 (0/1 0/1), Datome 5 (1/1 da 3), Tagliabue, n.e. Stefanov. Non c è Stefanov, ma il gruppo fa quadrato e nella terza frazione regola la pratica concedendo agli ospiti il primo canestro dal campo dopo Al termine sono addirittura 6 gli uomini in doppia cifra dopo aver raggiunto un vantaggio massimo di 26 punti al 39. Con questo successo, i biancoverdi affiancano la Sklipper (sconfitta a Pesaro) in testa alla classifica specialescudetto le foto relative alle singole giornate non si riferiscono necessariamente all incontro in oggetto 10 a giornata ( ) POMPEA NAPOLI-MONTEPASCHI SIENA 88/94 Parziali: 29/23, 53/57, 69/75 Stefanov 17 (3/7 3/3), Zukauskas (0/2 0/1), Vukcevic 2 (0/2 da 3), Vanterpool 12 (4/6 1/2), Galanda 6 (3/3 0/2), Thornton 25 (7/7 0/1), Andersen 7 (2/6), Chiacig 14 (6/9), Kakiouzis 11 (1/1 3/5), Tagliabue, Lechtaler, Marino. E una vittoria di prepotenza quella che Siena centra al PalaBarbuto contro un avversario rivelatosi fino a questo momento la sorpresa più bella del campionato. Dopo due quarti di studio i biancoverdi prendono decisamente il largo con il determinante contributo della panchina e pur vincendo di soli 6 punti offrono una convincente prova di concretezza. le foto relative alle singole giornate non si riferiscono necessariamente all incontro in oggetto 12 a giornata ( ) EURO ROSETO-MONTEPASCHI SIENA 96/91 Parziali: 23/14, 51/38, 71/64 Stefanov 13 (6/6 0/3), Zukauskas (0/1 da 3), Vukcevic 17 (2/5 3/6), Vanterpool 7 (1/4 1/3), Galan da 21 (3/6 4/5), Thornton 19 (6/8 1/4), Andersen 6 (1/2), Kakiouzis 8 (1/2 1/5), n.e. Tagliabue, Chiacig, Scarponi, Cavallaro. Il giorno in cui Siena recupera Vukcevic e Galanda si dissolve il resto della squadra e l Euro ne approfitta per cogliere un successo a sorpresa ma del tutto meritato alla luce di quello visto in campo. Pesante l assenza per infortunio di Chiacig, ma pesantissima soprattutto la mancanza di determinazione palesata fino al 93/91, punteggio sul quale si infrangono le speranze della Mps. In testa Pesaro raggiunge Siena e Bologna.

4 4 calcio Mario Ciani Il Siena volta pagina, dà l addio a Papadopulo e medita di riaprire un nuovo ciclo La scorta dei sogni non è ancora esaurita E curioso. Di quello che si temeva non è successo nulla (retrocessione diretta, code al campionato, ecc), eppure è un clima decisamente surreale quello che continua ad aleggiare sulla città dopo il coinvolgimento di alcuni bianconeri nella vicenda del cosiddetto calcioscommesse. Il traguardo raggiunto non è stato meno prestigioso dello scorso anno, eppure non c è la stessa voglia di festeggiare di allora, manca la necessaria serenità. E inutile negarlo. Pensare che a 180 minuti dalla fine del campionato gli unici problemi veri erano lo scontro diretto col Modena e come limitare i danni contro la Juventus. Erano questi gli impegni dai quali dovevano scaturire le sentenze stagionali più importanti. Invece oggi siamo qui ad attendere un altro tipo di sentenza, ben più subdola, proprio perché non viene dal campo ma dal giudice sportivo. No, non era in questo modo che i tifosi volevano festeggiare un momento così alto della storia del Siena. Soprattutto non si meritavano di vedersi negare la gioia che si erano guadagnati con un atteggiamento davvero esemplare, sia in casa che fuori. Nel merito delle contestazioni avanzate ai vari Rossi, Ventola e D Aversa, non ci addentriamo, anche perché non disponiamo degli elementi per valutare. Diciamo solo che se il metro di giudizio sono i riflessi filmati delle partite incriminate, ci viene da sorridere. Primo, perché l atteggiamento dei giocatori in campo non è quello tipico di chi non vuol farsi male (evitare cioè di entrare in area e cercare sistematicamente la soluzione da fuori), e poi perché nei tre casi presi in esame sono stati alzati ben 14 cartellini, 13 gialli ed 1 rosso, di cui oltre la metà per gioco falloso o scorretto: non sono troppi per una partita taroccata? Non sarà che ci sia tanto millantato credito in tutta questa storia, cioè che qualcuno abbia spacciato per certezze assolute quelle che erano soltanto delle misere bugie? Ce lo auguriamo di vero cuore. Resta il fatto che, a differenza dei tre bianconeri, la società non è stata deferita, e questo spiega perché non ha sentito il bisogno di cercarsi un avvocato. Certo l aria che tira non è delle migliori, e questo non fa che aumentare lo sconcerto dei tifosi, preoccupati che una ipocrita voglia di moralizzazione venga fatta soprattutto a spese delle realtà più piccole. Lo stesso Carraro, pur non muovendo un dito contro i Grandi Scandali che non da oggi minano la credibilità del calcio italiano (dalle fidejussioni false in giù ), con la sua patetica voglia di giustizialismo non fa che alimentare certi sospetti. Anche Galliani però non scherza, se è vero che non perde occasione per ribadire che il grande calcio deve riappropriarsi delle nostre metropoli, senza spiegare a danno di chi. No, il grande calcio è di chi se lo conquista sul campo, almeno fino a quando i club più potenti non daranno vita ad un campionato tutto loro, magari ad invito. Per il resto, sia noi che i tifosi, non abbiamo motivo per non credere all estraneità della società in questa brutta vicenda. Ci auguriamo solo che sia riconosciuta quanto prima e nel modo più ampio, in modo da restituire a tutti la tranquillità perduta e festeggiare nel modo più adeguato il centesimo anno di vita della Vecchia Robur. Diversamente ciascuno si assumerà le proprie responsabilità.

5 5 calcio Mario Ciani UN PASSO INDIETRO L argomento calcio-scommesse, non può far passare in secondo piano i meriti di una squadra che al suo primo campionato di serie A ha dimostrato ampiamente di non sfigurare su questo prestigioso palcoscenico. Con tutti i pregi e i difetti del caso,, perché il suo rendimento nella seconda parte della stagione non è stato uguale alla prima. La colpa? Di un fisiologico calo di tenuta, certo, ma anche di una discutibile gestione del mercatobis, soprattutto per quanto riguarda Roque Junior, forse mai entrato nelle simpatie del tecnico e comunque del tutto inadeguato al ruolo cui era stato destinato quando è sceso in campo. Sta di fatto che nel girone di ritorno la squadra è passata da una media di 1,2 gol subiti a partita, ad una media finale di 1,5. Così come i numeri dimostrano che dalla partenza di Delli Carri (mai chiarita a sufficienza) la difesa bianconera è passata dalla 7 posizione alla 14. Ecco perché la ricostruzione dovrà ricominciare da lì, dalla retroguardia, perché se per vincere lo scudetto ci vuole un attacco che inquadri la porta, per salvarsi basta una buona difesa. Comunque se il Siena voleva lasciare un segno del suo (primo) passaggio in serie A, a suo modo c è riuscito: ha ridato un momentaneo slancio alla Juve e a Del Piero; ha fatto scoprire Adriano al pubblico interista, ha consentito al Milan di issarsi in vetta alla classifica nel recupero, e poi gli ha spianato la strada verso lo scudetto. Ed anche questo è un modo per entrare nella storia del più importante campionato del mondo. Dei tifosi che dire? Sono stati semplicemente fantastici, si sono comportati esattamente come tutti ci aspettavamo. Sia in casa che fuori. Un esempio di correttezza (l episodio interno col Modena fa parte delle eccezioni ) e di sostegno alla squadra davvero commovente. Un pubblico che ha capito sempre le sue difficoltà, e quando c è stato bisogno l ha presa per mano e sorretta. Senza se e senza ma. Il Siena non avrà avuto la migliore squadra, ma i sostenitori più generosi e costanti, sì. Ultimo, ma non ultimo, abbiamo lasciato Papadopulo. Divorziare, sia pure consensualmente, dopo tre fantastiche stagioni, forse ci stava. Peccato che sia successo in quel modo, con quel velo di polemica che ha avvolto tutto e tutti nelle ultime giornate, perché qualcosa prima di Modena era successo, è inutile negarlo. Ora però sradicare il tecnico di Casale Marittimo dai cuori dei tifosi bianconeri sarà difficile. Ogni confronto futuro dovrà misurarsi con l uomo che ha salvato il Siena da un sicuro ritorno in serie C, che l ha guidato trionfalmente e per la prima volta in A, e che nella massima serie l ha lasciato. D ora in poi fare meglio di Papadopulo non sarà facile per nessuno, e pazienza se a qualcuno non piaceva neppure lui. Che pure aveva i suoi difetti, notevolmente inferiori però ai tanti meriti. Ora si volta pagina, sia in panchina che in campo. Del sostituto del Papa ne parliamo a parte, mentre sugli uomini che dovranno garantire la seconda salvezza consecutiva (e forse qualcosa di più?), vogliamo solo dare un sommesso consiglio: portiamo a Siena gente che ha fame, gente che individui nella società bianconera quella occasione che nella vita di un calciatore passa una volta sola. Le basi ci sono già, vanno solo consolidate, anche sul piano quantitativo, oltre che qualitativo, perché la stagione è massacrante e non risparmia nessuno. Ma il buon Nelso può fare l ennesimo miracolo, naturalmente con l aiuto di don Acampa e don Rutilo. Una immagine della nuova sede bianconera SIMONI ED IL PESO DELL EREDITÀ Sarà dunque Luigi Simoni da Crevalcore, 65 anni compiuti a gennaio, il tecnico destinato a raccogliere la pesante eredità di Papadopulo alla guida dei bianconeri. Un nome importante il suo nel firmamento del calcio italiano, forse il più importante in assoluto, almeno come blasone, fra quelli che si sono seduti finora sulla panchina bianconera. Ma anche un nome a sorpresa, perché l identikit fatto circolare subito dopo il divorzio da Papadopulo corrispondeva più a quello di un tecnico giovane ed emergente, che non a quello di un veterano. Ed in quest ambito De Luca non poteva scegliere meglio, vista l affidabilità come uomo e come professionista che l ex allenatore del Napoli garantiva. Un anti-personaggio per eccellenza, uno che non parla mai sopra le righe ed in possesso del carisma necessario per farsi ascoltare. L unico limite può essere l età, ma non esistono allenatori troppo giovani o troppo vecchi, esistono solo allenatori bravi o allenatori incapaci, e lui appartiene sicuramente alla prima categoria. E poi le motivazioni, che un uomo serio com è stato sempre dipinto il nuovo tecnico, troverà sicuramente anche in provincia, specie dopo la partaccia ricevuta l anno scorso dall Ancona. Gigi Simoni è l allenatore numero 51 della storia bianconera dal dopoguerra ad oggi (il 55 considerati anche quelli esonerati prima dell inizio del campionato ), il suo curriculum parla chiaro: 341 partite in serie A, 471 in B, 18 in C1, 38 in C2, con una percentuale del 32,49% di partite vinte, 38,51% pareggiate e 29% perse. L allenatore ideale, dunque, per un Siena non ancora addentro alle segrete cose della massima serie e quindi alla ricerca di una precisa identità e collocazione. Il suo risultato migliore è legato al secondo posto conquistato in campionato con l Inter nella stagione 1997/98 ed una Coppa Uefa vinta nello stesso anno con i nerazzurri. L ultima finita nella bacheca di Moratti. Simoni, (che ha firmato per un anno) con il Siena intende riaprire un ciclo, pur sapendo che fare meglio del suo predecessore sarà difficile. Ma forse sarà proprio questo lo stimolo maggiore, dimostrare con tutta la sua umiltà e serenità che un altra salvezza è possibile. Magari con due giornate di anticipo. Buon lavoro Gigi!

6 7 a tutto campo SENIO SENSI La cultura del sospetto Nell ultima corrispondenza parlavamo di veleno nella coda, riferendosi alle difficoltà, sportive, delle ultime giornate di campionato. Ben altro veleno ci aspettava: quello è esploso in contemporanea con la raggiunta matematica salvezza (ma che bravi registi!) ed i gufi tornavano a sorridere. E a sperare. Vediamo con calma le cose: alcuni calciatori quattro o cinque in tutti avrebbero avuto una rete capillare di informatori-truccatori-di-partite, in grado di decidere a tavolino un centinaio di incontri. Fra questi, molti di serie A dove, guarda caso, spesso giocava la nostra Robur. Ma se rivedete, con occhio pulito e privo di pregiudizi, le partite incriminate non potete non notare che i risultati finali sono stati frutto di sofferenze, partite vere, colpi di scena; tali che i nostri undici, più gli altri di volta in volta in campo, meriterebbero gli Oscar per la migliore interpretazione, sceneggiatura e regia. Chievo-Siena, Siena-Udinese, Lecce- Siena e via cantando, possono essere riviste con la lente di ingrandimento e ci troverete più di un motivo per dire che furono incontri/scontri come si conviene nelle sfide dirette per salvarsi. Vita mia, morte tua. Magari se qualche solerte giudice, sportivo e non, volesse rivedere, che so, Reggina-Roma o, meglio, Juve-Lecce, ci troverebbe qualche episodio carino (vedi i gol subiti dal nazionale Buffon contro i pugliesi) che, questo sì, potrebbe far riflettere anche alla luce della attuale campagna acquisti (leggi Chevanton/Juve). Ma per carità, anche in questi casi si tratta solo di ipotesi; figuriamoci se i grandi club possono essere inquisiti, pardon, se faranno mai queste cose. L importante è fare le pulci alle squadre provinciali, società piccole che onorano questo sport ed i cui tifosi sono di esempio per l intero mondo del calcio. E soprattutto che quasi sempre hanno bilanci in regola e fanno i sacrifici più grandi per mantenersi la serie A. L ODIO VIENE DA LONTANO Sì, perché di questo si tratta contro Siena ed il Siena. Già nella passata stagione, in B, più di un Presidente, con Cellino del Cagliari in testa, si dilettava a sparlare di noi. Una volta in testa alla classifica si sentiva dire che il Siena ha il Monte Paschi dietro (che paga, tutto e tutti) e quindi per forza vince il campionato! E giù veleni. Il buon Gaucci ci metteva spesso un carico dimostrando come la sua invidia fosse pari al suo peso fisico ed inversamente proporzionale alle sue capacità di leggere le situazioni. Poi si parlò di giocatori in odore di doping; se ne parlò, appunto. Ma alla società non vennero mai mossi appunti ufficiali. Ma che importa, tanto l importante era accusare; qualche schizzo rimane addosso! Ci fu poi l assurda vicenda di Catania- Siena con un giocatore che poteva-o-nonpoteva-giocare. Per dar ragione alla squadra siciliana si è dato vita ad un campionato di B a 24 squadre. Roba da far ridere anche i polli. Ma non ci poterono punire e rimanemmo in testa alla classifica. In serie A si è letto di tutto: che il campo era piccolo, con l erba alta e non omologabile per partite tipo Siena-Roma. Poi si scopre che in nessun altro stadio come al vecchio Rastrello si registra tranquillità e mancanza di incidenti. Cosicché la vicenda calcioscommesse (sì, perché solo di questo si tratta fino ad oggi e non di partite truccate) è servita a rinfocolare gli attacchi e gli odi. Troppe squadre sperano in un ripescaggio, magari quelle che stanno peggio di noi nella stes- sa vicenda Troppi giornali e giornalai scrivono che siamo già in B; e questo perché i media fanno sempre vedere i carabinieri in Via Montanini (ma chi ha effettuato quelle riprese???) o perché testuale il Siena tornerà in B in quanto, tra l altro, lo stadio è troppo piccolo (con evidente coerenza con gli eventi contestati ). COME FINIRA Non è facile prevederlo, dal momento che la giustizia sportiva può basarsi anche sui soli indizi per prevedere una condanna, mentre l onere della prova a discarico spetta all inquisito. Regole da terzo o quarto mondo, ma ormai nel mondo del calcio governato da questi signori nulla più stupisce. C era da mettere in conto che certe accuse al palazzo, ripetute, anche se più che giuste, avrebbero portato a vendette sanguinose. Così come certi propositi di riforma di un mondo statico e melmoso, come quello del calcio, urlate sui media avrebbero attirato solo odi, sospetti e tentativi di linciaggi non solo morali. Forse una maggiore cautela non guastava e soprattutto non guasterà in futuro, perché David ha sconfitto Golia solo una volta. E, forse, si tratta solo di una leggenda. PENSIERINO FINALE Ciao, grande Papa. Non sempre abbiamo condiviso le tue decisioni sul campo; anzi ultimamente quasi mai. Non sempre abbiamo apprezzato quel tuo signorile distacco da questa città capace di grandi passioni. Nel bene e nel male. Non sempre abbiamo capito certe tue reazioni a recenti accenni di contestazione mentre invece avresti avuto mille ragioni di offenderti in occasione di quel Siena-Lazio (Coppa Italia ) di tre anni fa. Una vergogna contro di te. Ma detto questo bisogna aggiungere che ti ricorderemo per sempre, come in eterno ti saremo grati per averci regalato, assieme ad altri, successi sportivi inimmaginabili fino a poco tempo fa. Ti diciamo semplicemente GRAZIE e ti auguriamo ancora tante vittorie e tante soddisfazioni anche perché, questo è certo, tu non hai Santi in paradiso e tutto quanto hai ottenuto è merito del tuo lavoro. E basta. Quando ci ritroveremo sui campi di calcio avrai comunque il nostro applauso e la nostra riconoscenza. I tuoi pregi ed i tuoi difetti fanno di te un uomo vero. E di questi tempi... Ricci, Lippi e De Luca, una delle ultime immagini della stagione 2003/2004.

7 8 calcio Luca Luchini In attesa che la giustizia sportiva restituisca a tutto l ambiente la serenità che merita Una partenza incoraggiante Il destino del Siena sembra essere quello di non potersi mai godere in pieno ciò che si è conquistato sul campo, spesso compiendo epiche imprese meritevoli di essere scritte a caratteri cubitali nella storia calcistica della città. Così anche quest anno. Non si erano ancora neppure attutiti i canti di gioia per la tanto agognata salvezza, che è esplosa la storia del calcio scommesse, vicenda nella quale la maggioranza dei riflettori sono stati destinati, chissà perché, proprio alla vecchia Robur. Guarda caso quelli stessi riflettori che spesso ci avevano volutamente ignorato quando il Siena sul campo, nella prima parte del campionato, faceva mirabilie affrontando a viso aperto, e qualche volta mettendo anche sotto, titolati squadroni. E mentre gli avvoltoi, Empoli e Modena in testa, hanno iniziato a volteggiare quando ancora le agenzie non avevano quasi battuto la notizia, la grande stampa e le maggiori televisioni hanno evidenziato quanto il miracolo Siena non solo non sia gradito, ma addirittura urti molte sensibilità. Qualcuno potrà anche affermare che le decise (qualche volta forse eccessive?) posizioni di sfida ai grandi del calcio italiano assunte dal nostro presidente non hanno sicuramente reso simpatico il Siena, ma spiegare tanto accanimento nei nostri confronti, tanto pressappochismo nell informazione e soprattutto la leggerezza di condannare a priori senza sapere cosa stesse alla base di tutto il teorema ci riesce davvero difficile. Resta il fatto che ci siamo trovati a combattere con i fantasmi di un accusa che appare molto difficile da provare perché tutto sembra basarsi su di un castello di carte: cinque o sei giocatori capaci di condizionare decine di partite nelle quali addirittura non giocavano. Risultati acquisiti sul campo dopo autentiche battaglie come nel caso di Chievo - Siena nel corso della quale è accaduto tutto il contrario di quanto la logica di un accordo per il pari avrebbe previsto. Successi messi in discussione nei confronti dei vincitori senza alcuna accu- sa ai perdenti. Nel caso di Siena - Udinese, infatti, se la società di De Luca avesse comprato la vittoria non potevano non essere d accordo i giocatori friulani. Ma questi sono fuori da ogni discussione. Sarebbe come se si accusasse qualcuno di un omicidio del quale, però, manca la vittima. Nell attualità tutto sembra essersi sgonfiato, ma resta il fatto che, a prescindere dalla perdita di immagine che sarà difficile riconquistare a breve, fino alla fine non potremo stare tranquilli, anche perché se è facile portare rispetto e salvare squadre blasonate come Roma e Lazio, tanto per fare due esempi eclatanti, è altrettanto semplice affossare i poverelli del Siena che non si capisce proprio cosa ci facciano alla Scala del calcio. Per quanto riguarda i giocatori invece, fermo restando che fino a che non saranno provate le loro colpe, per noi sono più che innocenti. Se hanno davvero commesso la leggerezza di scommettere (e visto come gira quel mondo la cosa non è da escludere) mettendo a rischio compagni e società, è giusto che paghino ed anche duramente. Ma se la storia delle intercettazioni si risolvesse in una clamorosa bufala non sappiamo davvero chi potrà risarcirli del fango che è stato loro gettato addosso. Questa squallida vicenda ha finito per mettere il silenziatore ai legittimi festeggiamenti e a rendere più difficile il lavoro della società per il prossimo anno. La prima mossa di De Luca è stata il consensuale divorzio da Papadopulo. Come abbiamo scritto più volte, noi siamo convinti che il Mister sia stato il vero grande artefice di questo splendido triennio ed abbia compiuto dei veri e propri miracoli con organici non eccezionali. Ci dispiace, dunque, la sua partenza, ma probabilmente il suo rapporto con una parte dell ambiente si era ormai usurato ed alla fine la separazione potrebbe essere realmente la scelta migliore per tutti. A Papadopulo, che resterà per sempre nei nostri cuori e nella storia della Robur, un grande grazie ed un altrettanto caloroso benvenuto a Simoni, professionista stimato ed apprezzato, che non ha riscosso, qualche volta anche per evidenti interferenze esterne, i successi che avrebbe meritato. L augurio che possiamo fargli, e farci, è che i caratteri totalmente diversi che contraddistinguono lui ed il nostro Presidente si integrino al meglio e che alla fine De Luca riesca a contagiarlo con il suo entusiasmo, recependo dal Mister quella pacatezza e tranquillità che possano limitare al minimo atteggiamenti che talvolta poi rischiano di ritorcersi contro la nostra società. Per quanto riguarda la campagna acquisti, anche se i nomi dei nuovi arrivi si inseguono senza controllo, riteniamo che la partenza sia stata quella giusta e che Ricci sia in grado anche questa volta di dar vita ad un buon gruppo, pur potendo contare su un budget come sempre limitato. Tutte le grandi squadre avranno giocatori in eccesso ed occorrerà forse pazientare fino alla fine del calcio mercato. Importante è poter partire con qualche certezza e l annunciata volontà di confermare uomini base come Chiesa o di riportare a casa giocatori come Cufré, Cirillo (e ci auguriamo anche Guigou) che sono stati determinanti, ci pare la strada migliore. Senza illuderci che l erba del vicino sia sempre migliore, come nel caso di Fortin, che non ci sembra affatto inferiore a tanti nomi di portieri che stando alle voci dovrebbero arrivare a Siena. Tutto in attesa che giustizia sia fatta, cioè che, come è sempre accaduto in passato, scandali ed accuse finiscano in una bolla di sapone, non senza prima, però, averci fatto rodere il fegato.

8 9 calcio Mauro Mancini Proietti Riflessioni a margine di una indagine aperta a qualsiasi soluzione In attesa, con fiducia La strepitosa conquista del titolo di campione d Italia da parte della Mens Sana basket e la sofferta ma pur sempre meritata permanenza della Robur nel massimo campionato di calcio, avrebbero fatto letteralmente impazzire di gioia qualsiasi città. Peccato che, nel caso di Siena, per un imperscrutabile segno del destino, pare vi sia sempre un particolare accadimento che di fatto vale a limitare gli ardori. E successo l anno scorso quando il sogno della conquista della serie A fu macchiato in punta di festeggiamenti dal drammatico incidente che vide coinvolto Rodrigo Taddei, è accaduto ancora quest anno con l ombra minacciosa della vicenda del calcio scommesse che, nonostante nessuno voglia ammetterlo, vale a far stare con il fiato sospeso una intera città. La prova è nelle tante supposizioni che all ombra dei salotti o nei vari conciliaboli si vanno susseguendo alla ricerca della giusta previsione. Anche chi scrive, al momento, sia pure confortato dalla conoscenza più o meno approfondita dei fatti o degli atti, si trova invero a dover concludere che in fondo tutte le vie per assurdo sono possibili o praticabili. In assenza di capacità divinatoria, si possono fare una serie di considerazioni o di ragionamenti logici che gli stessi organi federali chiamati a decidere dovranno inevitabilmente vagliare. La premessa sta nel fatto che da una parte il grande malato (il calcio) è già affetto da troppe patologie per non sentire la necessità di disinfettare questa ulteriore ferita facendo chiarezza e provvedendo risolutamente contro chi o coloro che hanno, per l ennesima volta, violato le regole sportive o non. L altra, quella di evitare tutte le lungaggini che verrebbero a presentarsi, qualora le decisioni assunte dovessero essere il prologo al balletto dei ricorsi alla giustizia ordinaria, con la conseguente incertezza sulla predisposizione dei calendari della prossima stagione sportiva. L esigenza da tutti avvertita, e certo non facile da raggiungere, è quella di fare presto e bene. Per far presto, a dire il vero, gli elementi o gli ingredienti rebus sic stantibus, ci sarebbero tutti o quasi. Sul fare bene, diversamente, le chiavi di lettura possono essere molteplici, stante la potenziale conflittualità degli interessi coinvolti che rappresenta davvero una concreta minaccia di possibili ricorsi qualunque sia la decisione adottata. Scontate o quasi, pertanto, le condanne nei confronti di quei giocatori a diverso titolo coinvolti, per i quali i fatti e gli atti acquisiti al fascicolo appaiono di per sé titolo sufficiente a suffragare decisioni di condanna che varierà in maniera direttamente proporzionale al grado di coinvolgimento. Il punto cruciale rimane quindi il nodo relativo al possibile coinvolgimento delle società interessate, vuoi per responsabilità diretta (che al momento pare da escludersi), vuoi ancora per la ben più insidiosa responsabilità oggettiva. Quello della responsabilità oggettiva, diciamolo pure chiaramente, è un doloroso punto di rottura dell ordinamento costituzionale laddove viene enunciata, come principio generale di diritto l esclusione della responsabilità in assenza di colpa. Essa è stata più volte giustificata dagli studiosi di diritto e dalla giurisprudenza, con l esigenza di un equo contemperamento di interessi laddove, gli attuali contesti della vita moderna e la conseguente pericolosità dei rapporti o delle situazioni hanno di molto contribuito a superare la cosiddetta soglia del rischio consentito. In tali casi il principio della responsabilità personale ha finito per cedere il passo alle esigenze di tutela della collettività o nella esigenza di avere comunque forme di risarcimento di quei danni altrimenti determinati dalle situazioni di pericolosità in se delle attività (si pensi alla circolazione degli autoveicoli). Al di là di questo, la responsabilità oggettiva è stata in ultima analisi giustificata per la sussistenza di una generica culpa in vigilando (si pensi all esempio del direttore del giornale). Se così è, l affare del calcio scommesse ad opera di calciatori tesserati in seno a società che, in assenza di un loro coinvolgimento diretto per mezzo dell opera dei loro legali rappresentanti, potrebbero in ultima analisi risultare danneggiate, si complica di molto. La cosiddetta colpa nell assenza di una generica vigilanza, si scontrerebbe qui infatti con un altro fondamentale principio di diritto in materia di tutela della privacy. Nella sostanza, un conto è vigilare sull attività materiale dei giocatori in occasione degli allenamenti, dei ritiri o nelle competizioni sportive o altrimenti nelle loro notorie frequentazioni, un conto è l esigere di vigilare in quelle che sono le loro conversazioni private, specie se telefoniche, e quindi indirizzate. Il particolare modus operandi del calcio scommesse, così come emerge dagli atti, è infatti, se acclarato, frutto sostanzialmente di accordi tra giocatori distanti tra loro e quindi instaurati per mezzo del telefono veicolare. E questo a prescindere se uno o due giocatori siano poi effettivamente in grado di condizionare con certezza un risultato. Cosa questa possibile, ma non certa, senza un coinvolgimento più ampio dei giocatori coinvolti in quella medesima partita. Un arbitro da solo potrebbe pure risultare determinante. Due o tre giocatori sicuramente no. Posso agevolare un rigore, o facilitare come ultimo difensore una rete ma non hanno certezza che altri episodi in campo da parte di altri giocatori vanifichino il loro operato. E prova ne sono le molteplici partite in cui il pronostico è stato disatteso. Se gli accertamenti in atto rimarranno circoscritti ad una sia pure estesa rete di pochi giocatori in relazione alla sicurezza dell effetto causale, (e pertanto per loro stessi rimanesse un principio di alea in ordine ai pronostici effettuati e giocati), e se ancor di più le società non abbiano avuto modo di avere ragionevoli sospetti previo l utilizzo della normale percezione della realtà, (a parte l onere della prova del contrario da parte di chi accusa), sembrerebbe difficile pervenire a giudizi di condanna, quantomeno nella misura estrema della retrocessione. Una misura così estrema potrebbe infatti fondarsi esclusivamente su dei risultati sicuramente e negozialmente falsati a vantaggio di una società rispetto ad un altra. Il semplice aumento del rischio di un risultato al posto di un altro, a causa di un accordo limitato a non più di due o tre giocatori di una medesima partita, non vale infatti ad eliminare del tutto quell alea che rende comunque regolare quella gara. Il pactum sceleris, per usare ancora un brocardo latino, non varrebbe infatti a poter combinare un risultato anziché un altro. Quella partita sarebbe comunque rimasta nell ambito di quel profilo di incertezza ove l intento fraudolento di due o tre giocatori non l avrebbe condizionata più di quanto non potesse essere condizionata da parte di un qualsiasi errore di un qualunque giocatore o da parte dell arbitro. Fermo restando il rischio di essere quindi smentito dai fatti, si ritiene che verosimilmente nelle decisioni finali che verranno adottate saranno tenuti in debito conto questi aspetti. Una cosa è infatti, ad esempio, la responsabilità oggettiva delle società per quanto concerne i fatti delle proprie tifoserie (condotte palesi, notorie e quindi logicamente prevedibili o quantomeno contenibili con idonee e dovute misure di sicurezza anche privata), altra cosa è la pretesa di vigilare nella vita privata o meglio nelle comunicazioni riservate dei propri tesserati. Eventuali punti di penalizzazione potranno semmai essere sanzionati qualora emergessero episodi o fondati sospetti che avrebbero dovuto o potuto allertare chi è chiamato a vigilare. Della serie non potevano non accorgersi. Una sorta di diabolica prova al contrario da cui probabilmente gli addetti ai lavori vorranno tenersi lontano. Al di là infatti di una ennesima estate di incertezze, le conseguenze ulteriori, finirebbero per determinare l abbandono definitivo di qualsiasi certezza in qualsiasi campionato. Condotte singolarmente riprovevoli e incontrollabili da parte dei tesserati sarebbero sempre in agguato. E l eventuale tentazione da parte di alcuni di aiutare la sorte sarebbe sempre lì presente, specie oggi che gli ingaggi stratosferici dei giocatori andranno per molti di loro sempre più a ridursi. Il rischio è davvero grande e potenzialmente concreto. Impossibile non pensarci da parte degli addetti ai lavori. Non sarà pertanto il caso di parlare di responsabilità oggettiva in funzione general preventiva. Sarà bene invece procedere con certezza e senza distinguo per colpire adeguatamente i responsabili, disincentivando fortemente tali libere iniziative e giungendo financo a prevedere una loro radiazione obbligatoria. Il solo danno economico subito in tali casi dalle società proprietarie del calciatore o dei calciatori coinvolti, a titolo di responsabilità oggettiva, apparirebbe allora il massimo comprensibile o tollerabile con un ragionevole buon senso. Il resto sarebbe davvero solo frutto di una demagogia distruttiva.

9 10 calcio Dal 9 al 16 maggio la Vecchia Robur ha vissuto gli otto giorni più controversi della sua storia La settimana più lunga Non saranno stati gli otto giorni che sconvolsero il mondo, ma i più controversi della storia bianconera di certo. Sono quelli racchiusi nello spazio di due domeniche di maggio, quella del 9 e quella del 16. Otto giorni carichi di emozioni forti, di inquietudini, di paure, di travagli assortiti. Tutto parte dallo scontro diretto col Modena. Le condizioni generali della squadra, reduce dalla conquista di un solo punto in cinque gare, non lasciano molto spazio alle illusioni, però la straordinaria carovana di tifosi che ha seguito i bianconeri dappertutto (distinguendosi ovunque per correttezza e sportività), non vuol mancare neppure a quest ultimo appuntamento esterno, nonostante ci siano fondati rischi che si risolva in un match interlocutorio in vista dell ultimo, decisivo, turno con i campioni d Italia. Invece succede quello che nessuno aveva osato sperare: non solo la Vecchia Robur vince 3 a 1 con un sussulto d orgoglio e di carattere che manda letteralmente fuori di testa i tifosi al seguito, ma la sua impresa è completata dal successo dell Ancona sull Empoli che consegna la matematica salvezza ai bianconeri con un turno di anticipo. Lunedì la città si sveglia quasi incredula di fronte ad un evento previsto da nessuno. Il Siena che si salva e resta in A è l argomento preferito di tutti, sia di quelli che al Braglia c erano, sia di coloro che sono rimasti a casa. Con il passare delle ore l argomento si arricchisce di particolari inediti, ciascuno racconta la sua verità, di come ha vissuto gli ultimi emozionanti minuti intercorsi tra il gol di Marazzina del momentaneo 1 a 2, alla notizia della sconfitta dell Empoli. La stessa iniziale preoccupazione per l infortunio di Vergassola alla mano, annega nel fiume di entusiasmo che scorre per tutto il giorno per le vie del centro. Ora l ultima partita con la Juve può trasformarsi davvero nella festa prefigurata fin dall uscita dei calendari nell estate scorsa. Ma il giorno dopo, martedì 11, i tifosi che si precipitano a ritirare gli ultimi tagliandi, a presidiare l ingresso della sede bianconera in Via Montanini, trovano nientemeno che i carabinieri. Qualcuno prova a buttarla sullo scherzo ( De Luca ha preso Kakà e c è il rischio di un assedio..: ), ma ben presto la verità viene a galla: la Direzione distrettuale antimafia di Napoli sospetta un giro di scommesse legate al calcio e tre bianconeri, Rossi, D Aversa e Ventola, vengono coinvolti nell indagine. Quando, alle 12,30, le forze dell ordine escono dalla sede con vistosi scatoloni di documenti e computer, la notizia ha già fatto il giro della città accompagnata dall amara constatazione che, nel 2000 con il presunto caso Pisa-Siena, l anno scorso con la storia di Martinelli e soprattutto il mortale incidente occorso al fratello di Taddei, il Siena e la sua gente non riescono a godersi alcun evento di portata storica. In settimana lo smarrimento diventa totale. Nessuno vuol credere ad un coinvolgimento diretto della società, ma intanto giovedì 13 vengono convocati a Napoli, nel ruolo di persone informate dei fatti, il direttore generale Scapigliati, l allenatore Papadopulo e Ricci. Mentre le immagini degli agenti che portano via materiale dalla sede di Via Montanini fanno il giro delle Tv, si va all incontro con la Juventus in un clima di festa e di sgomento insieme. Al Rastrello c è la banda, ci sono i cittini delle contrade, una cornice di pubblico appena inferiore a quella vista con Roma e Milan, ma il clima è decisamente surreale. La voglia di far festa non manca, ed il grido serie A serie A assume una valenza tutta particolare. La marcia del Palio, intonata da tutto lo stadio, mette i brividi, e ribadisce quel senso di appartenenza che ci caratterizza ovunque. In mezzo c è spazio anche per qualche simpatico sfottò, ed il clima vittimistico che qualcuno temeva resta lontano. Semmai è curioso che Siena salti con gli ospiti Juventini contro la Fiorentina, e poi salti da sola contro la stessa Juve. Ma questi sono i misteri del calcio. In tribuna d onore si consuma intanto un piccolo siparietto con Moggi che chiama al cellulare Trapattoni e gli propone don Rutilo, in vista degli Europei, al posto della tradizionale acqua santa Al fischio di chiusura ci si accorge che i bianconeri hanno vinto 3 a 1, e fa niente se per una volta non sono quelli di Papadopulo.Fuori dallo stadio sciamano festosi gli amici veneti del numero uno bianconero con indosso una maglietta con su scritto Fortin, Noale c è. Poi la sera in Piazza l apoteosi spontanea del popolo bianconero, perché se festa dev essere, che sia festa fino in fondo. E al diavolo tutti i cattivi pensieri. La più controversa settimana della storia bianconera (dall incontenibile gioia per la salvezza, all incubo del nuovo caso di calcio-scommesse di cui la società bianconera avrebbe fatto volentieri a meno) è alle spalle, ma resterà indelebile nel ricordo di quanti l hanno vissuta. Il blitz dei carabinieri e la festa al Rastrello per la Juve.

10 12 calcio a cura di Riccardo Giacopelli T U T T I I P R O T A G O N I S T I D E L L A S T A - Marco Fortin portiere anni 30 Troppo scetticismo, troppi se e ma sono stati spesi sulle qualità di Marco, nonostante non avesse nulla da dimostrare dopo l eccellente campionato 2002/2003. Il suo grande merito è stato soprattutto quello di aver continuato a lavorare con professionalità anche quando la maglia da titolare appariva davvero lontana. Una volta conquistato il posto in squadra ha confermato, oltre alle indubbie doti tecniche, quanto possa incidere l intesa tra un estremo difensore e l intero reparto arretrato, sul rendimento generale di una squadra. Generoso Rossi portiere anni 25 Concentrando il giudizio sull aspetto tecnico, l apparizione a Siena dell ex estremo difensore del Lecce si può riassumere in tre fasi principali: l arrivo in ritiro precampionato con qualche chilo di troppo, a cui sono legate le prime titubanti apparizioni in campo; la definitiva conquista della fiducia di Papadopulo e, di conseguenza, del posto da titolare, legati ad un rendimento che, pur con qualche ingenuità di troppo, è apparso in crescendo; la rottura del rapporto di fiducia con il tecnico ed il conseguente allontanamento dalla squadra. Complessivamente il giudizio non può certo essere positivo. Carlos Andrés Arano da gennaio a Perugia difensore anni 24 Ingiudicabile, non ha avuto modo di far vedere le sue caratteristiche né nella metà del campionato trascorso a Siena né nell altra metà trascorsa a Perugia. Simone Bonomi da gennaio al Chievo difensore anni 24 Nella prima parte del campionato era stato chiamato in causa a più riprese, per coprire il gap che la difesa senese aveva sulla fascia sinistra e Simone ha sempre risposto con prestazioni, tutto sommato, positive. Ma l impressione è sempre stata quella che il giocatore non avesse conquistato in pieno la fiducia del tecnico; ed infatti, a gennaio, arriva la cessione al Chievo Verona, dove, paradossalmente, le possibilità di mettersi in mostra sono consistentemente diminuite. Da rivedere dopo la completa maturazione, anche per capire quale potrebbe essere la categoria per lui più consona. Bruno Cirillo difensore anni 27 Per Bruno un inizio di campionato ad intermittenza, durante il quale tutta la difesa era alla ricerca di una assetto più o meno definitivo. Sulla fascia destra poi c era da vincere la concorrenza di Foglio (oltre che di Cufrè quando l argentino veniva dirottato da quella parte). Le cessioni di Foglio e Delli Carri, insieme all utilizzo pressoché sistematico di Cufrè sulla fascia sinistra, hanno liberato la corsia di destra e Cirillo non si è lasciato sfuggire l occasione fornendo una serie di prestazioni in continuo crescendo. L ex lecce ed inter è così divenuto elemento indispensabile in una linea difensiva che, nella seconda parte della stagione, ha ritrovato la sua identità. Idolo dei tifosi. Leandro Damian Cufrè difensore anni 26 Se si potessero escludere le partite che il difensore argentino ha disputato nel suo ex stadio (l olimpico) il suo sarebbe un campionato da dieci. Ha ricoperto tutti i ruoli della difesa, destra, sinistra, centro; ed ogni volta, salvo rarissime occasioni, tra cui quelle citate, il rendimento è risultato altissimo. Esplosivo, muscolare, con un tempismo eccezionale, presenta forse qualche limite quando è chiamato ad impostare l azione. Forse il migliore dei bianconeri. Daniele Delli Carri da gennaio alla Fiorentina difensore anni 33 Accolto a Siena con un pizzico di scetticismo, l ex granata ha iniziato in sordina ma nel segno della continuità; prestazioni puntuali, precise, sempre caratterizzate da una forte personalità per Daniele che, dopo un girone di andata più che positivo, sembrava uno degli elementi insostituibili nel reparto difensivo bianconero. Proprio la personalità che aveva rappresentato il punto di forza del difensore, è stata forse uno dei motivi principali nei dissapori che ne hanno determinato la cessione a gennaio. Paolo Foglio da gennaio al Genoa difensore anni 29 Anche per l ex atalantino, come per Delli Carri, il campionato in maglia bianconera è durato circa quattro mesi. Quattro mesi in cui Foglio è stato sballottato da destra a sinistra sulla linea difensiva sempre nell ambito di quella ricerca di un assetto difensivo credibile di cui abbiamo già parlato. Ma in verità, forse anche perchè non è stato messo nelle condizioni migliori per rendere al meglio, il difensore non ha mai convinto appieno, anche se le sue doti tecniche (leggi cross tagliati con il piede preferito, il destro) erano sicuramente superiori a molti compagni di reparto. Texeira de Souza Juarez dal Bologna a gennaio difensore anni 31 Tra gli acuisti di gennaio sembrava quello con meno qualità, destinato quindi a rivestire il ruolo del giocatore arrivato per infoltire la rosa. In realtà, il brasiliano ha presto conquistato la fiducia del tecnico, dei compagni e dei tifosi, giocando con continuità e con un rendimento che, considerando il rapporto con le gare utili giocate, è da considerare largamente positivo. Juarez è un difensore che ha sicuramente dei limiti, ma che fa proprio di questa consapevolezza, uno dei suoi punti di forza; i suoi interventi puntuali, precisi e spesso vincenti, si concludono con un passaggio immediato al compagno predisposto ad impostare l azione. Essenziale. Konstantinos Loumpoutis dal Perugia a gennaio difensore anni 25 Oggetto dello scambio con Arano, la sua valutazione ricalca quanto detto per l argentino... a

11 13 calcio a cura di Riccardo Giacopelli T U T T I I P R O T A G O N I S T I D E L L A S T A - maglie ribaltate. ereditato dal campionato inglese, che Stefano è stato chiamato in centrocampista anni 29 condizione talmente scadente, da causa (e non è affatto semplice ricoprire, di volta in volta, ruoli sempre Giocatore che aveva sempre Michele Mignani non poter essere recuperata in difensore anni 32 modo accettabile da gennaio a diversi a seconda delle esigenze sfiorato la serie A senza averla mai maggio. della squadra ) ha dimostrato di raggiunta e, sinceramente, dopo Il capitano della Robur! Dalla essere all altezza della situazione o l eccezionale girone di andata serie C alla serie A! Questa semplice affermazione potrebbe bastare afferma nelle sue dichiarazioni inspiegabili. Qualità e quantità in meglio, come lo stesso giocatore disputato, i motivi sembravano ad archiviare con un giudizio più sempre all insegna dell intelligenza dosi massicce, aperture di quaranta che positivo il campionato del e delll umiltà, ha dimostrato di metri unite ad un carattere da leader del centrocampo. Una serie difensore bianconero. In realtà un poter giocare in serie A. Semplicemente un grande, dentro e fuori dal interminabile di partite consecuti- analisi più approfondita, pur non cambiando la sostanza del giudizio, campo. O meglio uno di noi. ve disputate (non ha avuto modo di porta a valutare la stagione di tirare il fiato neanche nelle gare dei Michele, tenendo conto di un Alessandro Cucciari primi turni di Coppa Italia) ne primo periodo di adattamento alla hanno inevitabilmente minato centrocampista anni 35 massima categoria che è coinciso l autonomia e nella seconda parte con la mancanza generale di una precisa identità dell intero reparto difensivo; poi con il ritrovato assetto della retroguardia il capitano ha ripreso sicurezza disputando un girone di ritorno in continuo crescendo. del campionato Roberto ha pagato dazio. Anche se il suo impegno non è mai venuto meno, la sua è una stagione dai due volti: un girone di andata eccelso (qualcuno parlava addirittura di Nazionale) ed un ritorno in apnea ma comunque positivo. Josè Victor Roque Junior dal Leeds a gennaio difensore anni 28 Arrivato con il palmares da campione del mondo, il brasiliano ha deluso su tutta la linea, complice anche una precaria condizione fisica dovuta al periodo di inattività Andrea Ardito centrocampista anni 27 L esordio è con il botto. Nella prima gara della Robur in serie A segna la sua prima rete in maglia bianconera, poi il suo campionato prosegue con prestazioni sempre ad altissimo livello, nel segno della continuità con lo strepitoso campionato 2002/2003, che sembra non conoscere ostacoli. Poi l infortunio, ad interrompere l ascesa di quello che, in quel momento, era un insostituibile perno del centrocampo bianconero, un giocatore che copre un incredibile quantità di campo in orizzontale. Indispensabile, e vero grande acquisto per la prossima stagione. Stefano Argilli centrocampista anni 31 Qui gli aggettivi si sprecano. Al pari di Mignani, Argilli ha vissuto da protagonista l ascesa bianconera dalla C alla A senza mai apparire fuori posto. Sì, perché tutte le volte Era uno dei giocatori senza contratto che godeva della stima di Papadopulo e non appena il mercato della Robur ha fatto fatica a trovare sbocchi, per Cucciari è arrivata la chiamata in maglia bianconera e la ghiotta opportunità di giocare ancora in serie A a 35 anni. Ed il centrocampista, ogni volta che è sceso in campo, ha dato il suo contributo di fosforo e dinamismo, senza grossi picchi in alto ma anche senza mai scendere sotto un livello accettabile. Insomma quello che tecnico, società e tifosi si aspettavano da lui, è arrivato puntuale. Roberto D Aversa Fernando Menegazzo centrocampista anni 23 L oggetto misterioso della stagione. O meglio, misterioso rimane solo il motivo per cui Papadopulo, in un intero campionato, non abbia trovato il modo di impiegare il brasiliano con un minimo di continuità, per valutarne le indubbie qualità anche nell impegno domenicale, dopo che, le sedute tattiche svolte durante la settimana, avevano più volte portato il Mister a ritenere Fernando incompatibile con il proprio modulo tattico. Quanto tale valutazione sia esatta non è stato possibile verificarlo, ma resta il fatto che il giocatore costituisce un importante investimento della società, che occorre rivalutare. Gianni Martinez Guigou centrocampista anni 29 Per l uruguaiano un torneo giocato tutto sulla fascia sinistra (lui che è un destro naturale) sia come esterno di centrocampo, che, in situazioni di emergenza, come esterno di difesa. Il giocatore ha dimostrato una eccezionale duttilità e spirito di adattamento, giocando con continuità e mettendo in campo

12 14 calcio a cura di Riccardo Giacopelli T U T T I I P R O T A G O N I S T I D E L L A S T A - quantità e sacrificio. E stato il naturale contrappeso all esterno opposto che aveva sempre caratteristiche offensive (Taddei o Lazetic), quindi tatticamente determinante. Denilson Angelo de Souza Junior dal Parma a gennaio centrocampista anni 31 L ultimo dei tre brasiliani arrivati a Siena a gennaio. Sembrava l esterno sinistro ideale per la squadra bianconera, anche perché le precedenti stagioni giocate a Parma rappresentavano un biglietto da visita importante.in verità il giocatore è stato impiegato con il contagocce, forse anche a causa delle evidenti indecisioni sul fatto di schierarlo come esterno difensivo o di centrocampo. Il suo contributo, seppur di qualità, si è ridotto alle ultimissime giornate di campionato, troppo poco per lasciare il segno; anche se il suo cross forte e tagliato che ha permesso a Flo di segnare il momentaneo pareggio nell ultima di campionato con la Juve, è da manuale del calcio. Nikola Lazetic centrocampista anni 26 Giunto a Siena per dare corpo alla batteria di esterni offensivi indispensabili per il tipo di gioco attuato da Papadopulo, lo slavo ha avuto modo di esprimere solo in parte le proprie qualità. Intendiamoci, non è che abbia deluso, ma il suo contributo non è stato certo all altezza delle aspettative. C è da dire che le sue 30 presenze sono state, per buona parte, collezionate subentrando a partita iniziata e che spesso è stato costretto a sacrificarsi in compiti di copertura per garantire equilibrio alla squadra, ma il suo contributo in fase offensiva (2 gol) si è rivelato indubbiamente limitato. Anche perché, l impressione è che, grazie alla sua eccezionale velocità palla al piede, riesca sistematicamente a saltare il diretto avversario e creare quindi superiorità numerica, salvo perdersi quando arriva al momento decisivo, cioè quello dell ultimo passaggio o del tiro in porta. Raffaele Rubino da gennaio al Torino centrocampista anni 26 E stato il giocatore del quale si è avvertita la mancanza quando non c era più; molto si è discusso sul fatto che le qualità dell attaccante fossero o meno, all altezza della serie A. Probabilmente, come al solito, la verità sta in mezzo: Raffaele è un buon attaccante che nell arco della stagione avrebbe avuto le sue occasioni per mettersi alla prova anche nella massima serie, non poteva certo aspirare ad un posto da titolare, ma avrebbe potuto giocarsi qualche chances. La legittima aspirazione del giocatore di giocare con continuità, insieme alla urgente necessità di ingaggiare un incontrista di centrocampo per tappare la falla creatasi dopo l infortunio di Ardito, hanno portato allo scambio con Vergassola. Il mancato arrivo di adeguati rinforzi sul fronte offensivo insieme alle buone prestazioni di Rubino in maglia granata, hanno probabilmente generato tardivi rimpianti. Rodrigo Ferrante Taddei centrocampista anni 24 Per lui poteva essere l anno della definitiva consacrazione, ma la cattiva sorte ci ha messo lo zampino. Molte volte nel valutare le prestazioni del brasiliano, che in questa stagione non sono sempre state all altezza delle sue qualità, non si è tenuto conto del fatto che la parola preparazione estiva è stata assente dal vocabolario del suo campionato a causa dei postumi dell incidente del giugno Nonostante questo e considerando tutti i risvolti negativi, soprattutto di natura psicologica, la stagione di Rodrigo può essere considerata positiva, anzitutto perché spesso, ed anche in partite decisive, ha inciso in modo sostanziale. Talento puro e tanta corsa, caratteristiche difficili da trovare abbinate in modo tanto efficace. Simone Vergassola dal Torino a gennaio centrocampista anni 28 Dopo l infortunio di Andrea Ardito, il primo nome della lista di Mister Papadopulo per ricoprire il ruolo di centrocampista di interdizione era quello di Vergassola. Ed alla riapertura invernale del mercato, l obbiettivo è stato raggiunto. Simone è giunto a Siena con l importante curriculum di ex capitano granata ed il suo contributo alla compattezza del centrocampo bianconero è stato determinante. Un moto perpetuo sulla linea mediana, tempi del pressing assorbiti a memoria, ed anche frequenti inserimenti senza palla. Notevole anche la sua intesa con D Aversa e la rapidità con cui è stata raggiunta. Centrocampista completo. Enrico Chiesa attaccante anni 34 Re Enrico, come lo chiamano in molti. Ed il suo, anche se a fasi alterne e con qualche pausa di troppo, è stato comunque un campionato da dieci gol. Nella valutazione complessiva, non si deve dimenticare che quella appena trascorsa è stata, per l attaccante, la prima vera stagione disputata dopo l infortunio. Chiesa è partito bene, poi ha avuto un periodo difficile nella fase centrale del torneo, per poi tornare protagonista nel rush finale per la conquista della salvezza. Nelle ultime gare di campionato, quando la tensione era alta, così come la posta in palio, lo si è visto spronare la squadra sia sul campo, che dalla panchina, quando, per motivi tattici, è stato escluso dall undici iniziale. Ultimo e non trascurabile aspetto: dai suoi calci piazzati nasce quasi sempre un pericolo perché il piede, nonostante l avanzare dell età, rimane sempre quello di un grande attaccante. Tore Andre Flo attaccante anni 31 Indubbiamente un grande campionato quello del gigante norvegese. Giocatore di livello internazionale in campo, uomo eccezionale fuori. Si è calato nella realtà della matricola bianconera con l intelligenza che gli è propria, e con uguale umiltà ha svolto un massacrante lavoro di raccordo tra il centrocampo e l attacco. Giocatore ritenuto fondamentale da Papadopulo, è stato uno degli stakanovisti della Robur con 33 presenze e per questo, nella fase finale del campionato, Flo ha accusato un inevitabile calo di rendimento. Ma le 8 reti realizzate sono lì a dimostrare il suo apporto forse determinante per la salvezza del Siena Antonio Morello da gennaio al Catanzaro attaccante anni 27 Per lui si potrebbe parlare di rendimento al cento per cento, visto che in serie A con la maglia bianconera, ha uno score di una presenza ed un gol! Poi il naturale trasferimento a Catanzaro dove trovare più opportunità per giocare. Nicola Ventola attaccante anni 26 Anche per lui, come per Chiesa, il Siena rappresentava l occasione del rilancio dopo un grave infortunio. L elemento in più era rappresentato dall età, visto che a 26 anni ci sono ancora molti campionati da giocare. Per Nicola quest anno 4 gol e 28 presenze, che però sono state collezionate quasi tutte subentrando a gara iniziata, anche se il suo peso in attacco (leggi rigori conquistati ed espulsioni procurate) si è fatto sicuramente sentire. Una stagione non certo all altezza delle aspettative; sia dal punto di vista della società, sia da quello del giocatore, che ha dimostrato di possedere le indubbie doti tecniche da tutti riconosciutegli ma probabilmente anche dei limiti caratteriali che ne hanno, fino ad ora, frenato l ascesa, al di là dei pur gravi infortuni.

13 16 calcio Ci risiamo! Ogniqualvolta l A.C. Siena ottiene una promozione o una vittoria sul campo, deve fare i conti con la giustizia sportiva. E successo nel 1986, in occasione della vittoria della squadra di Ferruccio Mazzola nel campionato di C2, protagonista il compianto Efrem Dotti che subì un processo sportivo concluso con una completa assoluzione del Siena e con il testimone chiave che smentisce clamorosamente il suo presidente (dell Imperia), ma soprattutto le grandi manovre del Prato. Nel campionato 1999/2000 il Siena di Antonio Sala conquista una storica promozione in serie B, questa volta è il Pisa ad inventarsi una combine per una telefonata tra Nelso Ricci ed il preparatore atletico del Pisa. Il caso viene archiviato dalla Procura Federale, ma quanta ansia per Nelso del Il noto tifoso-avvocato, esprime tutte le sue perplessità sull indagine in corso Intanto ci fa fogo tutto... per un accusa così ingiusta, che con un pugno sul tavolo mandai in frantumi alcuni suppellettili. L anno scorso fu il caso Martinelli a tener banco, con il difensore bianconero accusato di essere sceso in campo contro il Catania pur essendo squalificato, per aver preso parte ad una gara della primavera. Prima, sentenza favorevole al Siena, poi la CAF si esprime in modo opposto, infine la Corte Federale dà nuovamente ragione alla società bianconera. Per fortu- sta specifica vicenda, come avrei voluto. Siamo ai giorni nostri: primo anno di serie A e salvezza storica conquistata a Modena con una rotonda vittoria per 3 a 1. Ma proprio nella settimana in cui il Siena si appresta ad ospitare una grande del calcio italiano come la Juventus, viene fuori questa storia del calcio scommesse con la società bianconera al centro dell interesse e con tre suoi giocatori indagati per frode sportiva (ed altro) dalla La serie A 2004/2005 Atalanta Bologna Brescia Cagliari Chievo Fiorentina Inter Juventus Lazio Lecce Livorno Messina Milan Palermo Parma reggina Roma Sampdoria Siena Udinese quale sono stato (così come per Dotti nel 1986) il difensore personale in qualità di esperto di diritto sportivo. A Firenze, dopo la sentenza della Commissione Disciplinare, in un caldo pomeriggio del 6 agosto di quell anno, scoppiai in lacrime per la gioia, prima come tifoso, poi come difensore. La tensione si tagliava a fette. Fu tanta la rabbia na la squadra senese vince il campionato a prescindere dal punto raccolto in Sicilia, e fu un successo pieno contro tutto e contro tutti. Il caso Martinelli provocò però una reazione a catena e decisioni rivoluzionarie da parte del governo del calcio e quindi del Consiglio Federale. Ancora oggi mi pento di non essere stato vicino al Siena in que- DIA della Procura di Napoli. Insomma una storiaccia che lascia dubbi ed incertezze a tutti. Corro a Siena per tutelare Roberto D Aversa, ma indirettamente il Siena. Mi sembra di sognare, ma la realtà è proprio triste: perquisizioni, insinuazioni, trascrizioni di telefonate su tutti i quotidiani A proposito: il segreto istruttorio che dovrebbe garantire tutti, che fine ha fatto? D Aversa è sereno, ma dopo un campionato bellissimo non può partecipare alla festa con gli altri. Un colpo tremendo. Il pubblico di fede bianconera capisce ed è vicino al centrocampista, oltre che a Ventola. La storia va avanti, tutto lo staff bianconero viene ascoltato e sentito dagli 007 Federali, i giornali nazionali danno il Siena per spacciato, i tifosi attendono con ansia. Ogni giorno ricevo telefonate e resto in trepida attesa, soprattutto perché non conosco compiutamente tutte le varie intercettazioni telefoniche. Spero bene. Il mio animo di vecchio tifoso bianconero, prima che di avvocato, vuole prevalere: ripenso ai casi del passato e mi faccio coraggio. Non è possibile: la serie A il Siena l ha meritata sul campo, il calcio scommesse non riguarda né la Robur né i suoi tesserati. Per un attimo mi scordo perfino di essere un avvocato, per di più esperto di diritto sportivo. Forza Vecchia Robur. Ti sono vicino, come sempre nei momenti difficili della tua storia. Massimo Carignani

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15 la testa nel pallone a testa nel pallone 19 la testa nel pallone ACQUISTI Il Siena, quest anno, ha fatto partite così belle, ma così belle che qualcuno le voleva comprare. COMBINE Ci sono le prove.un terzino del Grosseto, un mediano della Sanremese, un centravanti del Rende si sono messi d accordo e hanno condizionato pesantemente il risultato di un torneo dopolavoristico interregionale. PORTIERI I magistrati possono pure indagare, ma forse trascurano un particolare: tutti i portieri di calcio hanno doti divinatorie e riescono a prevedere il futuro. SUBBUTEO L accordo era fatto. Tutti sapevano chi doveva vincere e chi doveva perdere. Le squadre erano di serie A. Ne parlavano al telefono. Messaggi in codice, ammiccamenti, incontri furtivi. Ma si erano dimenticati di dire un particolare: non era calcio vero, ma Subbuteo! SCOMMESSA Dopo la salvezza del Siena, intervista al presidente De Luca, festante: Abbiamo vinto una bella scommessa!. DALLE STALLE ALLE STELLE E un gioco al rialzo: il Siena va in serie A. La Mens Sana va alla Final Four. Il Siena rimane in serie A. La Mens Sana vince lo scudetto. Dove andremo a finire? SERIE A Il Siena è rimasto in serie A? Si può dire di tutto, tranne che si tratti di una combinazione. CONTRADE A forza di dire che la Mens Sana è la diciottesima contrada, e il Siena la diciannovesima, non è che tutte le contrade si sono messe a fare i partiti come al Palio? ULTIM ORA Sai l ultima su Totti?. Sputa. CENTRAVANTI Il Siena ha comprato un nuovo centravanti. Sembra Totti: sputato. COLLANTI Questa squadra non sta insieme. Sembra messa insieme con lo sputo. UN IMPEGNO PRECISO Sputacchiere per Totti. simone marrucci COMBINAZIONI & SPUTI

16 Con la Fiorentina c è più gusto 20 febbre alta ANTONIO GIGLI Un derby secolare E tornata! La Fiorentina è arrivata in serie A grazie ad un salto triplo che non sarebbe riuscito nemmeno al grande e mitico Owens. Un anno di purgatorio in C2 è bastato per tornare nel grande calcio, grazie anche al vulcanico (e non diciamo altro per non incappare in denunce) Gaucci, che indirettamente ha favorito un ripescaggio incredibile in serie B. Non sono bastati questi aiuti, c è voluto anche uno spareggio per far tornare i viola nella massima divisione. Forse noi tifosi senesi tifavamo Perugia (turandoci il naso), ma in fondo al cuore covavamo la segreta speranza di incontrare i fiorentini nel prossimo campionato di serie A. rinverdiamo i fasti di Montaperti? Lasciamo stare la storia, pur grande, della nostra città, e pensiamo al calcio. Come si poteva immaginare un Siena in serie A senza la Fiorentina? Era impossibile, ed eccoci accontentati. Il dio del calcio, però, ha voluto esagerare ed a far compagnia ai cugini viola ha voluto chiamare anche i granata livornesi. Cosa possiamo volere di più? Non ci resta che aspettare, ahinoi più del previsto per colpa delle Olimpiadi, l inizio del prossimo torneo per continuare a sognare scontri memorabili nel vecchio Rastrello, ancora una volta in rifacimento per farsi trovare più bello. Calcio e scommesse Un solenne chissenefrega va a tutti quei gufi che volevano il Siena implicato nel (molto) presunto scandalo del calcio scommesse. Qualche giocatore avrà, molto probabilmente, sbagliato, ma da qui a credere che un intera società abbia contribuito attivamente a falsificare per scommettere un intero campionato, ce ne corre. Non ci abbiamo creduto e non ci crederemo, anche se ancora le varie inchieste non sono finite. D ora in poi chi vuol scommettere sulle partite di calcio può telefonare a magazzinieri, massaggiatori, addetti all arbitro, tagliaerba, visto che se un portiere fuori squadra ha truccato mezzo campionato, un raccattapalle almeno un risultatino ogni tanto potrà darcelo La credibilità del nostro ambiente, il lavoro della società e la passione dei tifosi non possono essere messi in discussione da qualche telefonata tra bischeri e da magistrati integerrimi ma con un occhio un po troppo alla ricerca dello scoop. Uno di quei solerti magistrati si chiama Beatrice, un cognome che rievoca momenti belli della storia del Siena e solo per quello vogliamo ricordarcelo. Simoni, l esperto Un benvenuto d obbligo va al nuovo mister senese, un uomo di calcio che abbiamo sempre amato per la bravura, la simpatia, la pacatezza, ma anche la grinta. Gigi Simoni è l uomo perfetto per l ambiente senese, alla ricerca di una stabilità nella massima serie. Non è un salto nel buio, l età non conta, anzi è un fattore di potenza. Simoni, tanto per ricordarcelo, è stato l unico che è riuscito a far vincere qualcosa all Inter di Moratti. Insomma, cosa si poteva volere di più? Mangia Nei giorni scorsi una antipatica polemica cittadina ha un po riscaldato qualche animo. Un premio a quello e a quell altro no, e così via. Nella nostra tribuna di tifosi non potevamo lasciar stare, stante anche l acclarata vis polemica del sottoscritto. A scanso di equivoci, e in piena sincerità affermiamo che i premiati dal Concistoro del Mangia per l edizione di quest anno sono persone più che degne, anzi. Resta solo il dubbio, nato in migliaia (e non poche decine) di tifosi che anche l A.C. Siena meritava uno spazio maggiore. Non è andata così, non facciamone un dramma, anzi potrebbe essere un piccolo stimolo in più per nuovi ed ancora più prestigiosi traguardi. Come dice il sempre più senese presidente De Luca: Real Madrid we are coming!

17 21 calcio Mario Lisi La vicenda del calcio-scommesse fa emergere inquietanti analogie fra giocatori e fantini In campo come in Piazza Davanti alla TV mia nonna, che di football poco sapeva e che ancor meno amava questo sport, si faceva beffe della mia precoce passione calcistica dicendomi che i giocatori, dopo una rete segnata, si abbracciano e fanno festa perché pensano al premio partita E dunque sarà stato per un inquietante associazione di idee o forse perché dopo i cinquant anni basta poco per far tornare a galla i ricordi dell infanzia ma è certo che le immagini dei Carabinieri intenti a portar via scatoloni di documenti e sequestrare computer dalla sede dell A.C. Siena in Via Montanini (sadicamente ripetute fino alla nausea dalle maggiori reti televisive nazionali) hanno incrinato qualcosa dentro molti di noi e fatto passare abbastanza in secondo piano la soddisfazione per la storica salvezza della Robur nel suo primo campionato di Serie A nell anno del Centenario. Infatti si ha un bel dire che l ennesima vicenda di calcioscommesse è campata in aria e che tutto finirà in una bolla di sapone; la realtà è che anche solo il dover prendere in considerazione l ipotesi che qualcuno dei beniamini di migliaia di sportivi bianconeri, evidentemente non pago di pascersi al nono monte salari della massima categoria, possa avere cercato vie illecite per arrotondare i propri già lauti guadagni, è cosa che mette comunque a disagio. Fino a far pensare che ormai nel calcio le ultime bandiere rimaste sono forse soltanto quelle del calcio d angolo e che i giocatori, a volte, prendono a pedate anche quelle. Non sembri fuoriluogo, ora che si avvicina il momento dell esplodere della passione paliesca, nemmeno un paragone tra il destino dei calciatori e quello dei fantini, gli uni e gli altri campioni a pagamento, mercenari costretti per professione ad abbracciare una causa come fosse da sempre la loro e perciò amati, osannati ma anche discussi e odiati, secondo il momento o le circostanze. Diversi anni fa, nella prefazione di un libro dedicato alle storie personali di alcuni famosi fantini, Roberto Barzanti osservava giustamente che in corsa, fasciati come sono con i colori delle Contrade che rappresentano, noi non li vediamo uomini ma piuttosto come bandiere tra le quali cerchiamo ciascuno la nostra. Al di là dei possibili strali futuri della giustizia sportiva e non, un danno e grosso questa faccenda lo ha purtroppo già prodotto: ad andare in crisi è stato il meccanismo di identificazione proprio del tifoso che, notoriamente, tende a proiettare se stesso nei campioni che vestono i colori della sua squadra del cuore, fino a sentirsi anche lui con loro sul campo a competere contro l avversario di turno, a vincere o perdere, a entusiasmare quando, ad esempio nel nostro caso, s avanza l undici del Siena che il cuor c infiamma, che c incatena. E ora, per quanto tutti ostentino tranquillità e ottimismo, fa una certa impressione vedere gli eroi dell Artemio Franchi farsi impacciati e fragili nello sfilare per gli androni di seriose procure e nelle stanze di poco rassicuranti uffici inchieste. Il colpo comunque inferto all immagine della Robur è lì sotto gli occhi di tutti e fa maledettamente male prendere atto che questi fastidiosi riflettori puntati contro, sono l altra faccia del cosiddetto grande calcio, del sogno bianconero finalmente realizzatosi nel poter sfidare in partite che contano Inter, Milan e Juventus al posto dei tanto vituperati Poggibonsi, Tavarnelle o Quarrata. D improvviso paiono più ingenue del solito perfino le parole dell inno d annata che il Siena si porta dietro come un retorico amuleto d altri tempi: se l avversario è valoroso, più il nostro calcio è ardimentoso proclama il garrulo cantante che pare fuoriuscito da un grammofono a tromba esaltando poi, tra le virtù dei nostri baldi atleti, cuor generosi, garetti saldi. Ed allora, in un impennata d orgoglio benaugurante, verrebbe voglia di unirsi a quel canto per rivendicare che noi senesi siamo ardenti e pur cortesi, ma non fino al punto di accomodare a tavolino i risultati delle partite. Ed aggiungiamo che i bianconeri son forti e fieri ed hanno nel cuor tutto l ardor che infuoca. Giammai (si spera) la schedina del totonero in tasca.

18 23 calcio Chiara Cicali Dopo un non breve periodo di forzato purgatorio, anche la nostra città e provincia, da circa cinque anni, è tornata ad essere protagonista nei campionati di calcio femminile e non lo ha fatto assolutamente in sordina, basti pensare che già il primo anno di serie D, vedeva classificarsi in terza posizione il S. Gusmè. Ma facciamo un passo indietro per ricollegare i due capi di una fune che si spezzò una decina di anni fa quando, dopo la presidenza Nannini il calcio femminile, l allora A.C.F. Siena, raggiunse i massimi livelli vincendo il campionato di serie C, ma non avendo potuto disputare poi quello di serie B a causa di problemi organizzativi e societari. Inutile dire che l amarezza fu tanta sia per le ragazze che avevano guadagnato in campo il passaggio di categoria (peraltro con alcune giornate di anticipo), sia per la società che vedeva sfumare il lavoro di tanti anni passati nel limbo della serie D e C. La passione e l amore per questo sport costrinse le ragazze a cercarsi altre squadre nelle province di Firenze, Arezzo, Prato per giocare ad un certo livello. Nel frattempo la società femminile si sciolse definitivamente. La passione e anche la necessità, per esigenze lavorative, di riavvicinarsi a Siena, trovarono l ambiente e l equilibrio ideali a S. Gusmè, e in poco più di tre anni si sono formate anche a Siena due squadre di calcio femminile, senza contare le varie squadre di calcetto di Poggibonsi, S. Quirico, Chianciano che disputavano già campionati Uisp. La passione si espanse a macchia d olio tant è che, visto l interessamento di molte ragazze in età scolare, S. Gusmè e S. Miniato decisero di stringere un sodalizio, di fondarsi assieme, e di dare vita, sotto il nome di A.C.F. Senese S. Gusmè, ad un vero e proprio settore giovanile a partire dalla scuola calcio, una squadra di under 20 nazionale e la prima squadra in serie C. Il primo anno c erano ben due squadre, una in serie C che arrivò terza e l altra in serie D che, come fuoriclassifica, raggiunse l ottava posizione. L anno successivo, grazie anche ad una campagna di sensibilizzazione fatta nelle scuole superiori, fu possibile creare una scuola calcio (da settembre riconosciuta a livello regionale dalla Figc) e l anno dopo ancora, grazie all esperienza maturata, fu deciso di partecipare ad un campionato nazionale under 20 al quale prendono parte le squadre minori delle compagini che sono iscritte ai campionati di serie A e B. La Senese S. Gusmè fu una delle tre società (in tutta Italia) che pur non avendo la prima squadra nelle suddette La presenza del calcio femminile si consolida anche da noi Il messaggio della Senese San Gusmè categorie, fu ammessa, pagando ovviamente lo scotto del primo anno nel vedersela con squadre come la Lazio, l Aglianese, il Monza che sono le grandi realtà del calcio femminile. La prima squadra è arrivata terza concludendo brillantemente la stagione (lo scorso anno vinse la Coppa Disciplina) e disputando un campionato sempre ai vertici della classifica. Da sottolineare la convocazione di Valentina Fambrini nella rappresentativa regionale che è arrivata terza ai campionati nazionali. L under 20, al suo primo anno di attività, è arrivata ottava e fa ben sperare per la prossima stagione con nuovi innesti dal settore giovanile e con la riconferma di elementi come Ghilli, Biusi e Aldinucci che quest anno hanno fatto esperienza mostrando il proprio valore. A settembre partirà anche la scuola calcio seguita da Giovanna Giovannoni che vedrà impegnate bambine delle scuole elementari e medie. Qualche settimana fa, è stato organizzato un torneo triangolare di scuola calcio con ragazze di età inferiore ai sedici anni e due bambine provenienti da Chiusdino, di dieci anni. Il prossimo anno la Senese S. Gusmè organizzerà la prima festa in rosa, alla quale saranno inviate tutte le scuole calcio toscane per disputare un torneo di due giorni. Il sogno nel cassetto è costruire, entro i prossimi due anni, una squadra di bambine che possa prendere parte al campionato esordienti insieme ai ragazzi, come già successo nella provincia di Firenze, e ciò si potrà realizzare avendo un target di ragazze nella scuola calcio di età inferiore ai dodici anni. Il primo appuntamento è a settembre quando la squadra femminile se la dovrà vedere con la rappresentativa dei consiglieri comunali Il messaggio che ci trasmette il rinato interesse per questa disciplina sportiva, è da ricercare nel nuovo modo di vedere la donna che gioca a calcio: oggi ci sono delle scuole calcio ben organizzate che permettono alle ragazze interessate e appassionate di avvicinarsi più concretamente a questo sport, sotto la guida di istruttori qualificati capaci di farle crescere in modo corretto sia a livello fisico che tecnico. Un occasione preziosa per rilanciare e diffondere ulteriormente i valori imprescindibili della pratica sportiva. In alto le formazioni Allieve e Primavera sotto quella di serie C.

19 24 calcio La nostra rappresentativa supera Massa Carrara e bissa il successo del 2002 Siena campione regionale due anni dopo La rappresentativa dilettanti Juniores del Comitato Provinciale di Siena della F.I.G.C,. è Campione Regionale per la stagione sportiva Le fasi finali si sono svolte nei campi sportivi di Camaiore e di Viareggio. I bianco-neri, del selezionatore Mauro Gozzini, nella semifinale giocata sabato 8 maggio presso lo stadio di Camaiore hanno superato per 5-3 la rappresentativa di Massa Carrara. Per i senesi hanno segnato due gol a testa Pinna e Beltrami, Mugnai. Il 9 maggio, presso lo Stadio Porta Elisa di Lucca, la rappresentativa bianconera doveva affrontare quella pratese che a sua volta aveva eliminato per 5-3 dopo i calci di rigore la squadra di Lucca. Il carattere e lo spirito di gruppo dei senesi faceva ben sperare. La squadra di Prato ha preso subito le redini del gioco, ma i ragazzi di Gozzini hanno risposto molto bene in contropiede, una caratteristica di gioco che i nostri ragazzi hanno interpretato al meglio. Proprio da uno di questi contropiedi il solito Pinna, ben imbeccato da Mugnai, (due elementi di sicuro avvenire), ha insaccato di precisione alla destra del portiere avversario. La reazione dei pratesi si è fatta sempre più pressante ed incisiva, ma la rappresentativa di Siena ha risposto con azioni di contropiede ed al 35 del primo tempo, con una caparbia azione personale di Mugnai, ha ottenuto il raddoppio. Subito dopo, direttamente da calcio di punizione, il Prato accorciava le distanze. Nel secondo tempo la rappresentativa di Prato ha rafforzato il suo reparto offensivo per cercare di arrivare al pareggio, anche ricorrendo ad alcune scorrettezze punite dal direttore di gara con due espulsioni. Con i lanieri in nove non c è stata più partita, anche se i bianconeri hanno chiuso la gara soltanto al 91, grazie ad un calcio di rigore ottenuto per atterramento di Pinna e realizzato dal solito Mugnai. Poi il tripudio senese per un titolo già riconquistato nel 2002, dopo un lungo digiuno. Questo successo ha reso ovviamente felici ed orgogliosi il Presidente della F.I.G.C. di Siena Maurizio Madioni, il Consigliere Regionale Paolo Stufetti ed i responsabili delle Rappresentative Vittorio Veneri, Fosco Carloni ed Ilio Cucini, oltre all ottimo ed esperto selezionatore Mauro Gozzini, il suo Vice Franco Rizzuto ed i ragazzi. Un plauso alle società che hanno messo a disposizione elementi fisicamente ed agonisticamente ben preparati. La rappresentativa è stata poi ricevuta in comune per le premiazioni di rito. Ne hanno fatto parte: Federico Cinquini, Pietro Titone, Francesco Pinna (Monteriggioni); Paolo De Falco, Vincenzo Dattilo (Valdarbia); Giuseppe Celestino, Matteo Beltrami, Andrea Rocca (Colligiana); Daniele Fabbrini, Roberto Nocchi (Pianese); Manuel Mugnai, Matteo Nannelli, David Cresta (Poggibonsi Valdelsa); Andrea Carrai, Luca Casamenti (Virtus Poggibonsi): Lorenzo Capecchi (Tornita), Luca Antonelli (San Rocco), Pietro De Falco (San Quirico), Luca Rosas (Buonconvento) Il gruppo dopo la conquista del titolo.

20 26 calcio Ricordata con una serie di iniziative la figura di Roberto Cicali, ex Segretario Figc Un premio al volontariato Si è svolta nello scorso mese di maggio la quarta edizione del Premio Cicali, figura indimenticabile del movimento calcistico senese. Anche quest anno, per la soddisfazione degli organizzatori, l iniziativa, che ormai sta riscuotendo ampi consensi anche a livello regionale, ha avuto un significativo successo. La manifestazione sportiva, svoltasi allo Stadio Franchi, ha visto la partecipazione attiva di moltissimi ragazzi delle Scuole Calcio che, seguiti da un buon numero di spettatori, hanno eseguito, sotto la guida esperta dei loro Istruttori, vari giochi di destrezza, abilità e partitelle di calcio per determinare le due squadre della nostra Provincia che prenderanno parte alla Festa Regionale del Sei Bravo a Scuola Calcio. Prima di questo mini Torneo si è svolta la finale della Coppa Cicali tra il Poggibonsi Valdelsa. e l Oimpia Siena. Per la cronaca, la gara è stata vinta dall Olimpia per 1-0. Dopo le due finali sono stati premiati tutti i ragazzi intervenuti che hanno ricevuto una medaglia ricordo dalle mani del Presidente della F.I.G.C. Maurizio Madioni e dell Assessore allo Sport di Siena Alfredo Tanzi. Come da programma, dopo il calcio giocato, in tarda serata presso i locali della Nobil Contrada del Bruco, si è svolta la cerimonia di consegna del 4 Premio Cicali, manifestazione voluta dall ex Presidente della F.I.G.C. Ugo Fiorilli per ricordare il suo Segretario Roberto Cicali. Durante la cena, il Presidente Madioni, ha ricordato le figure dello stesso Cicali e di Bruno Pastorino. Poi sono stati consegnati alcuni modesti ricordi e premi alle Autorità intervenute, alle testate giornalistiche presenti, a TeleIdea, che ha seguito tutta l iniziativa, ed in particolare al moderatore della serata Riccardo Lorenzetti. Il momento più solenne la consegna del 4 Premio Cicali, un opera in ferro battuto eseguita con maestria dallo scultore Marco Garatti, nella quale era stato raffigurato un pallone sorretto da una specie di virgola, volendo rappresentare la parabola di un tiro in porta. I personaggi da premiare, indicati direttamente dalle società e selezionati dal Comitato Cicali, sono stati scelti in base allo spirito di servizio nei confronti degli altri e per la lunga opera di volontariato svolta all interno delle loro rispettive realtà con modestia, umiltà ed amore per lo sport sono stati individuati in: Vittorio Amidei (G.S. Torrenieri), Giovanni Fanani (G.S. Ponte d Arbia), Cesare Ghiribelli (Nuova Virus Calcio), Paolo Marzucchi (G.S. Geggiano), Enzo Menichetti (U.S. Colligiana), Walter Rappuoli (G.S. San Quirico), Livio Tommassini ( N. Pol. Bettolle), Mario Vannuccini (U.S. Tornita). La cerimonia di premiazione, patrocinata dalla Banca Monte dei Paschi di Siena e dal Comune di Siena, è stata seguita dal Vice Questore Dott. Mauro Mancini Proietti, dall Assessore allo Sport del Comune di Siena Alfredo Tanzi, dal Presidente Provinciale F.I.G.C. di Arezzo Mario Tralci, dal Presidente del Coni Roberto Montermini, che unanimemente si sono complimentati per l organizzazione ed hanno ribadito che iniziative di questo genere dovrebbero essere promosse più frequentemente perché il loro scopo è quello di rinsaldare lo spirito di amicizia, di conoscenza e di rispetto tra coloro che operano all interno del mondo calcistico. Un ringraziamento particolare alla famiglia Cicali, ad Elvira Pastorino ed a tutti i partecipanti. La foto dei premiati edell opera di Marco Garatti.

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