COMUNE DI MILANO. Progetto Excelsior Sistema informativo per l occupazione e la formazione

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1 Progetto Excelsior Sistema informativo per l occupazione e la formazione LE PREVISIONI OCCUPAZIONALI E I FABBISOGNI PROFESSIONALI PER IL 2011 COMUNE DI MILANO PRINCIPALI RISULTATI

2 Indice Analisi dei risultati dell'indagine Excelsior pag La grande crisi e le ricadute sulla domanda di lavoro pag Lo scenario di contesto pag Le previsioni occupazionali a livello nazionale pag Le previsioni occupazionali in provincia di Milano pag La domanda di lavoro prevista nel 2011 nel Comune di Milano pag. 11 Allegato statistico - I principali risultati dell'indagine Sezione 1 - Imprese e previsioni occupazionali per il 2011 Tavola 1 Imprese che prevedono assunzioni nel 2011 per classe dimensionale e settore di attività Tavola 1.1 Imprese che prevedono assunzioni nel 2011, imprese che non prevedono assunzioni, motivi di assunzione e di non assunzione Tavola 2 Principale canale utilizzato nel 2010 per la selezione del personale Sezione 2 - I movimenti occupazionali previsti dalle imprese per il 2011 Tavola 3 Movimenti e tassi previsti per il 2011, per settore di attività e classe dimensionale Tavola 4 Assunzioni previste dalle imprese per il 2011 per tipo di contratto, settore di attività e classe dimensionale Tavola 4.1 Assunzioni previste nel 2011 per tipo di contratto: distribuzione e confronti territoriali Sezione 3 - Le assunzioni non stagionali previste nel 2011: principali caratteristiche Tavola 5 Assunzioni totali e assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 per settore di attività e classe dimensionale Tavola 6 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 di personale con e senza esperienza specifica, per settore di attività e classe dimensionale Tavola 7 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 considerate di difficile reperimento e principali ragioni della difficoltà e relativo tempo di ricerca, per settore di attività e classe dimensionale Tavola 7.1 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 considerate di difficile reperimento per il ridotto numero di candidati, per settore di attività e classe dimensionale Tavola 7.2 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 considerate di difficile reperimento a causa dell'inadeguatezza del numero di candidati, per settore di attività e classe dimensionale 2

3 Tavola 8 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 e segnalazioni del genere ritenuto più adatto allo svolgimento della professione, per settore di attività e classe dimensionale Tavola 9 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 per classe di età, settore di attività e classe dimensionale Tavola 10 Assunzioni "part time" non stagionali previste dalle imprese per il 2011 per settore di attività e classe dimensionale Tavola 11 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 di personale immigrato, per settore di attività e classe dimensionale Tavola 12 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 per grandi gruppi professionali, settore di attività e classe dimensionale Tavola 13 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 per settore di attività e classe dimensionale, secondo il livello di istruzione segnalato e secondo il livello formativo equivalente Sezione 4 - Le assunzioni non stagionali previste nel 2011: professioni richieste, titoli di studio dichiarati e livelli di istruzione equivalenti Tavola 14 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 per grandi gruppi professionali, professioni più richieste di ciascun gruppo e principali caratteristiche Tavola 15 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 secondo il livello di istruzione segnalato, la durata di esperienza specifica richiesta e il livello formativo equivalente Tavola 16 Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011 secondo l'indirizzo di studio segnalato e secondo l'indirizzo formativo equivalente Sezione 5 - Le assunzioni a tempo determinato a carattere stagionale previste nel 2011: principali caratteristiche Tavola 17 Assunzioni totali e assunzioni stagionali previste dalle imprese per il 2011 per settore di attività e classe dimensionale Tavola 18 Assunzioni stagionali previste dalle imprese per il 2011 per grandi gruppi professionali, settore di attività e classe dimensionale Tavola 19 Assunzioni stagionali previste dalle imprese per il 2011 per settore di attività, classe dimensionale e livello di istruzione segnalato Sezione 6 - Formazione in entrata e formazione continua nelle imprese Tavola 20 Imprese che, internamente o esternamente, hanno effettuato nel 2010 corsi di formazione per il personale, per classe dimensionale e settore di attività Tavola 21 Dipendenti che nel 2010 hanno partecipato a corsi di formazione effettuati dalla propria impresa, per classe dimensionale e settore di attività Tavola 22 Incidenza delle imprese che hanno ospitato personale in tirocinio/stage nel corso del 2010 per settore di attività e classe dimensionale Sezione 7 - I contratti atipici previsti nel 2011 Tavola 23 Imprese con dipendenti che nel 2011 utilizzeranno lavoratori interinali e collaboratori a progetto e numerosità degli stessi per settore di attività e classe dimensionale 3

4 Tavola 24 Utilizzo previsto nel 2011 di collaboratori a progetto in senso stretto, per grandi gruppi professionali, settore di attività e classe dimensionale Tavola 25 Utilizzo previsto nel 2011 di collaboratori a progetto in senso stretto per livello di istruzione, per settore di attività e classe dimensionale Appendici Appendice 1 - Classificazione delle divisioni e dei gruppi di attività economica (ATECO2007) nei settori "EXCELSIOR" Appendice 2 - Classificazione dei titoli di studio Nota metodologica Glossario 4

5 Analisi dei risultati dell'indagine Excelsior 1. La grande crisi e le ricadute sulla domanda di lavoro 1.1 Lo scenario di contesto Dopo un 2009 archiviato come l anno peggiore dal dopoguerra e i timidi segnali di ripresa mostrati nel 2010 l economia mondiale sembra aver smarrito la strada della ripresa. Come per lo scorso anno a fronte di una ripresa economica che sembrava destinata a irrobustirsi nei primi mesi, a metà anno hanno cominciato a mostrarsi dei rallentamenti in America e anche in Europa, dove le politiche fiscali restrittive imposte dai mercati dopo la crisi greca e finalizzate alla riduzione dei deficit pubblici, non lasciano di fatto grandi spazi per il sostegno alla crescita. L accresciuta incertezza sull intensità della ripresa internazionale e le forti tensioni sul debito - non solo dell Italia ma dell intera eurozona e degli USA - gettano un cono d ombra sulle prospettive delle imprese alla ripresa autunnale. Inoltre nella maggior parte dei paesi europei (Italia compresa) le previsioni indicano che la disoccupazione è destinata a salire ancora. In linea con questi scenari i dati presentati dal Centro studi Unioncamere nel mese di agosto confermano per il 2011 i segnali di attenuazione della crisi occupazionale anche se è ancora lontana quella inversione di tendenza da molti auspicata e attesa come vero segnale di una economia in ripresa. Per il terzo anno consecutivo dunque, le indagini Unioncamere presentano un bilancio occupazionale negativo, mentre nei quattro anni precedenti il saldo si era sempre mantenuto positivo, denotando un incremento costante prossimo all 1% annuo. Si tratta di un chiaro indizio che i tempi di superamento di una crisi di questa portata saranno necessariamente lunghi. I dati raccolti evidenziano come anche il 2011 sarà caratterizzato da un ridimensionamento delle previsioni occupazionali espresse dagli imprenditori italiani, quantificabili in un saldo negativo di circa dipendenti, pari al -0,7% degli occupati a inizio anno. Tavola 1 Le previsioni sull andamento occupazionale in Italia anni 2010 e 2011 Saldi previsti v.a.* tasso % v.a.* tasso % TOTALE , ,7 INDUSTRIA , ,2 Industria in senso stretto , ,8 Costruzioni , ,5 SERVIZI , ,4 CLASSE DIMENSIONALE 1-9 dipendenti , , dipendenti , ,9 50 dipendenti e oltre , ,4 *Valori assoluti arrotondati alle decine. I dati esposti comprendono i contratti a tempo determinato a carattere stagionale. Fonte: Centro Studi Unioncamere

6 Pur nella negatività dei numeri, effettuando un raffronto con le analoghe previsioni formulate nell indagine precedente, si osserva comunque una generale attenuazione del fenomeno di crisi immediatamente evidente nel confronto tra i saldi previsti, che nel 2009 erano stati di unità in valore assoluto e del -1,5% in termini relativi. Ma il vero segnale di ripresa può essere colto nella diversa dinamica dei movimenti che hanno determinato i saldi occupazionali degli ultimi due anni che può essere tradotta con lo slogan: più entrate, meno uscite. In effetti si osserva un aumento delle entrate pari a circa 44mila unità rispetto alle analoghe previsioni per il 2010, a cui fa fronte un calo delle uscite di circa 47mile unità. 1.2 Le previsioni occupazionali a livello nazionale In questo scenario si inseriscono i dati presentati dal Sistema Informativo Excelsior anche per il Il Sistema Informativo Excelsior 1 si fonda su una rilevazione effettuata su un campione di 100mila imprese con almeno un addetto dipendente appartenenti ai settori privati extra-agricoli. Tale campione rappresenta una frazione sondata, cioè il rapporto tra imprese campione e l universo di riferimento, pari al 9%. Grazie a tale spaccato molto articolato della domanda di lavoro, esso è altresì in grado di evidenziare gli spazi di occupabilità che il sistema offre: le imprese, i settori, i territori che anticipano o si avvicinano alla ripresa dell occupazione, le figure che più ne potranno beneficiare e gli ostacoli che le imprese prevedono di incontrare nel loro reperimento. Dall analisi della composizione delle entrate emerge come l aumento previsto da un paio di anni a questa parte sia a carico della componente non stagionale delle assunzioni che passano da 551mila per il 2010 a 595mila per il 2011 con un incremento che sfiora l 8%, mentre le assunzioni stagionali, come già si era verificato lo scorso anno si mantengono su valori stabili pre-crisi intorno alle 250mila unità. L analisi delle entrate non stagionali secondo le diverse tipologie contrattuali (cfr. Graf. 1) ricalca senza particolari scostamenti quella evidenziata dall indagine precedente, mostrando come l aumento dei movimenti in entrata sia generalizzato e non ascrivibile a una particolare forma contrattuale. In termini di distribuzione percentuale i contratti a tempi indeterminato perdono circa due punti assestandosi al 45% del totale, contro il 55% dei contratti a tempo determinato al cui interno si nota una forte crescita dei contratti relativi a sostituzione temporanea (malattia, maternità) a fronte di una contrazione di quelli avviati per fronteggiare dei picchi di attività che nel 2010 rappresentavano il 21% delle entrate non stagionali. Graf. 1 Italia: assunzioni non stagionali previste nel 2011 per tipo di contratto T.det.- sostituz. temporanea 20% Apprendistato e altri 12% Tempo indeterminato 45% T.det.-picco di attività 14% T.det.-prova nuovo person. 9% 1 Attraverso il Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro - è possibile quantificare in modo puntuale il fabbisogno occupazionale per il breve e medio periodo anche a livello territoriale, distintamente per le 105 province italiane - da quest anno sono infatti disponibili i dati relativi alla provincia di Fermo - e disaggregato per classe dimensionale e per attività economica di impresa. Al tempo stesso, Excelsior fornisce alle diverse categorie di utenti una serie di informazioni di natura qualitativa, relative alle principali caratteristiche delle figure professionali richieste (età, livello di istruzione richiesto, esperienza, difficoltà di reperimento, necessità di formazione ecc.). Per una descrizione degli aspetti generali dell'indagine si rinvia alla nota metodologica. 6

7 Come detto le assunzioni a carattere tipicamente stagionale continuano a confermarsi sui valori raggiunti nel periodo precedente l inizio della crisi (circa 250mila unità) segno che questa componente è di vitale importanza e non può essere ridotta in maniera troppo significativa, soprattutto per quei settori (cfr. Graf. 2) sui quali si polarizza la presenza di questa tipologia di contratto: il turismo (che da solo assorbe quasi il 50% delle entrate stagionali previste), il commercio e alcune particolari lavorazioni dell industria alimentare (trasformazione e conservazione di frutta e ortaggi e industrie dolciarie). Graf. 2 Italia: assunzioni stagionali previste nel 2011 per grandi settori Turismo Commercio Ind.alimentare Serv.persone Trasporti Altri settori Totale Tornando alle previsioni delle assunzioni non stagionali previste a livello nazionale, il Graf. 3 ne mostra la distribuzione per grandi settori economici. Queste si concentrano soprattutto nei servizi ( unità, pari a poco più del 60% del totale), al cui interno emergono ancora i servizi alle imprese e il commercio, mentre continuano a subire la crisi i servizi turistici, l unico settore a mostrare valori negativi rispetto alle previsioni della scorsa annualità (-5%). A proposito dei dati settoriali i maggiori segnali di crescita provengono da parte dell industria, le cui entrate risultano in crescita di circa 30mila unità rispetto al 2010, con una metà del saldo realizzata dalle industrie metalmeccaniche. Graf. 3 Italia: assunzioni non stagionali previste nel 2011 per grandi settori Metalmecc. Altre industrie Costruzioni Totale Commercio Alb,rist.serv.tur. Trasporti Serv.impr.-cred. Serv.persone Come spesso avviene, in periodo di crisi le strategie di riposizionamento di mercato delle imprese tendono ad assegnare un ruolo centrale al profilo del capitale umano traducendosi in una crescente richiesta delle figure professionali maggiormente qualificate, le cosiddette figure high skill - ossia dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici. Tale tendenza, che era emersa come determinante già nelle scorse annualità, si conferma tutt ora, pur in presenza di una forte crescita concentrata soprattutto nell industria: pur perdendo qualche decinale di punto in termini percentuali, le high skill riguardano oltre 133mila entrate con un aumento superiore al 5%. 7

8 Inoltre alle figure ad elevata specializzazione verrà offerto soprattutto un contratto a tempo indeterminato risultando le sole, oltre al personale non qualificato, per le quali l incidenza di tale tipologia di contratto è superiore al 50% delle assunzioni. In particolare tale contratto verrà offerto all 88,1% dei dirigenti, al 59,4% delle professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione e al 50,8% delle professioni tecniche. Ovviamente tale processo di investimento nel capitale umano emerge anche dall analisi del livello di istruzione associato alle figure professionali in entrata: al generalizzato aumento di figure high skill si associa, infatti, un progressivo incremento della richiesta di personale con un livello di istruzione universitario che, pur mantenendosi relativo al 12,5% circa delle assunzioni non stagionali programmate, presenta un incremento del 7,7% in termini assoluti (da a laureati richiesti). Per concludere si segnala che, forse per effetto dell elevata disponibilità generata dalla crisi si ricordi che i saldi tra entrate e uscite continuano a mantenersi negativi, la progressiva riduzione del gap esistente tra i desiderata delle imprese e quello che offre il mercato: secondo i dati rilevati dall indagine 2011 meno di una assunzione su cinque (19,7%) è considerata di difficile reperimento dalle imprese o per mancanza di candidati (9,6%) o per inadeguatezza di quelli disponibili (10,1%); mentre solo un anno fa tale quota superava il rapporto di uno a quattro (26,7% Le previsioni occupazionali in provincia di Milano Per inquadrare i risultati del sovracampionamento realizzato per il comune di Milano, si evidenzia come in questa provincia nel 2011 sono state previste assunzioni a fronte di uscite, per un saldo occupazionale negativo di unità pari al -0,1%. Tale saldo, per quanto ancora negativo si rivela migliore sia del dato regionale (-0,4%) che, ancor più, del dato complessivo nazionale (-0,7%). Una situazione sicuramente favorita dalla particolare struttura produttiva della provincia in cui predomina il terziario e l industria ha un ruolo più marginale. Tavola 2 - I risultati dell'indagine Excelsior 2011 sulla domanda di lavoro* Provincia di Milano Movimenti previsti nel 2011 Tassi previsti nel 2011 valori assoluti* Entrate Uscite Saldo Entrata Uscita Saldo TOTALE ,3 5,4-0,1 INDUSTRIA ,5 4,4-0,9 Industria in senso stretto ,2 4,3-1,1 Costruzioni ,9 4,9-0,1 SERVIZI ,2 5,9 0,3 CLASSE DIMENSIONALE 1-9 dipendenti ,3 5,5-0, dipendenti ,9 4,2-0,3 50 dipendenti e oltre ,9 5,8 0,0 Lombardia ,4 5,8-0,4 *Valori assoluti arrotondati alle decine. I dati esposti comprendono i contratti a tempo determinato a carattere stagionale. 8

9 Analizzando più in dettaglio le componenti determinanti il saldo si può osservare come a fronte di una industria che denuncia ancora una forte sofferenza legata alla crisi ( unità previste equivalenti a un tasso del -1,1%), il settore dei servizi che assorbe il 78,6% delle entrate presenta addirittura un saldo positivo del +0,3%. Da rimarcare pure la sostanziale tenuta delle costruzioni, un settore in forte sofferenza nel resto d Italia. Dal punto di vista della dimensione, ancora una volta le imprese di maggiori dimensioni si confermano le più attrezzate nel ridurre gli impatti della crisi: non solo assorbono quasi i due terzi delle entrate, ma presentano anche un segno leggermente positivo. Al contrario le piccole e medie imprese denunciano saldi negativi seppure molto contenuti. A margine di ciò si segnala pure la dinamicità delle imprese della provincia con tassi di entrata superiori a 5 assunzioni ogni 100 occupati alle dipendenze. Il successivo Graf. 4 evidenzia le tendenze di medio periodo del saldo occupazionale previsto in provincia confrontato con gli altri ambiti territoriali. In particolare si evidenzia come, a partire dal 2009 anno di inizio della crisi attuale, il saldo occupazionale locale abbia iniziato a differenziarsi sensibilmente dai valori degli altri ambiti territoriali con previsioni sistematicamente più ottimistiche (quand anche negative), indizio di una minore sofferenza verso gli effetti della crisi. Graf. 4 Saldi occupazionali previsti anni ,5 1,0 0,5 0,0-0,5-1,0-1,5-2, Milano Lombardia Nord-Ovest ITALIA Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, Dal punto di vista della tipologia contrattuale, in provincia di Milano le assunzioni a tempo determinato a carattere stagionale assumono una sempre minore rilevanza, largamente inferiore inferiore a quella regionale e nazionale, rappresentando il 12,8% del totale delle assunzioni, a fronte di quote del 16,8% in Lombardia e addirittura del 29,7% in Italia. Ciò riflette la diversa struttura produttiva che caratterizza la provincia, nella quale le attività che generano i maggiori fabbisogni di lavoro stagionale in alcuni casi (industria della trasformazione di prodotti agricoli, industria alimentare) rivestono un peso assai inferiore che in altri ambiti territoriali; in altri casi (turismo, commercio) presentano caratteristiche tali per cui la loro fruizione avviene con continuità lungo tutto l arco dell anno senza quei picchi di ciclicità che sono ricorrenti altrove. 9

10 Graf. 5 Quota delle assunzioni a tempo determinato a carattere stagionale sul totale delle assunzioni previste nel % 80% 60% 40% 20% 0% Milano Lombardia Italia Assunzioni stagionali Assunzioni non stagionali Il confronto della struttura delle assunzioni non stagionali previste per grandi settori in provincia di Milano con gli aggregati territoriali superiori (Lombardia e Italia) conferma quanto visto finora. In particolare si segnalano quote di assunzioni nettamente inferiori nell industria (16,5% contro il 25,8% regionale) e nelle costruzioni (solo 5,9% del totale, contro 9,2% circa in Lombardia e 15% in Italia). Viceversa assumono enorme importanza i servizi del terziario (trasporti, credito, servizi avanzati) che coprono una quota pari al 43,6% del totale contro il 30,1% regionale e il 27,2% del totale Italia. Graf. 6 Distribuzione % delle assunzioni non stagionali previste nel 2011 per grandi settori Milano Lombardia Italia 0% 20% 40% 60% 80% 100% Industria Costruzioni Comm.-tur. Trasp., cred., serv.impr. Serv. persone Anche la composizione delle assunzioni per gruppi professionali e livello di istruzione risente della particolare struttura produttiva della provincia con assunzioni che risultano caratterizzate da una elevata professionalità e un altrettanto elevato livello formativo. Dal punto di vista delle figure professionali predominano i profili cosiddetti high skill, cioè le professioni specialistiche e tecniche che rappresentano il 39,6% delle assunzioni contro una media nazionale pari al 22,3%; viceversa risulta largamente ridimensionata la richiesta di figure operaie, sia specializzate che generiche, che si ferma al 14,1% contro un dato Italia che raggiunge il 32%. Sul versante dei livelli di istruzione richiesti, come detto, la domanda delle imprese della provincia è mediamente elevata: oltre il 70% delle assunzioni devono essere in possesso almeno di un diploma di maturità quinquennale. In particolare spicca il livello di istruzione universitario che viene richiesto per una assunzione su quattro (25,5%) raggiungendo valori più che doppi rispetto al dato nazionale (12,5%). Viceversa l assenza di qualsiasi formazione specifica è accettata per appena il 20,8% delle assunzioni contro una media nazionale superiore al 33%. In un ottica di medio periodo (cfr. Graf. 7) si può osservare l andamento tendenziale delle assunzioni non stagionali previste fatto 100 il valore delle stesse per il In tale grafico si noti come le previsioni 10

11 provinciali si mantengano sistematicamente superiori rispetto agli analoghi andamenti rilevati a livello Italia, di grande ripartizione e regione, tradizionalmente più prudenziali Graf. 7 Assunzioni non stagionali previste anni Numeri indici 2007 = Milano Lombardia Nord-Ovest ITALIA Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, Questo è il contesto provinciale da tenere presente nella valutazione dei dati più specificamente riferiti al comune di Milano. Occorre peraltro tenere presente che i dati Excelsior qui presentati si riferiscono, analogamente agli anni precedenti, alle previsioni delle imprese "compresenti", già attive cioè all'inizio dell'anno e che saranno ancora attive a fine anno. Non comprendono pertanto i flussi occupazionali determinati dalle nuove imprese che entrano in attività e dalle imprese in cessazione nel corso dell'anno. 2. La domanda di lavoro prevista nel 2011 nel comune di Milano Per il 2011 si dispone di dati significativi relativi alle previsioni occupazionali espresse dalle imprese ubicate nel territorio del comune di Milano per il quale lo stesso ha commissionato un apposito sovracampionamento (maggior numero di interviste) nell ambito dell indagine annuale Excelsior. Una sintesi dei dati rilevati è presentata nell'allegato statistico 2. Con riferimento ai principali risultati dell'indagine, si rileva che il 19,0% delle imprese (cfr. Tav. 1 dell Allegato) prevede di effettuare assunzioni, una quota allineata alla media provinciale (18,7%) e leggermente inferiore al valore regionale (20,5%). I dati di maggiore interesse sono però costituiti dai movimenti previsti nel 2011 e dai relativi tassi (cfr. Tav. 3 dell Allegato), dai quali risulta che le imprese milanesi hanno previsto di effettuare assunzioni a fronte di uscite determinando un saldo positivo di 290 unità (+0,1% in termini percentuali). Stante il contesto di crisi generale si tratta di un dato molto indicativo, non solo è tra i pochi positivi su tutto il territorio nazionale, ma è anche accompagnato a tassi di entrata significativi (oltre 5 entrate per 100 dipendenti) e fondato su valori consistenti in termini assoluti. Si noti infatti come le oltre 33mila entrate previste per il territorio comunale rappresentino il 58,6% del totale provinciale e il 23,8% del totale espresso dalla regione Lombardia. 2 Per una descrizione del contenuto delle diverse sezioni dell Allegato statistico si rimanda alla nota metodologica. 11

12 Graf. 8 - Tassi di entrata, tassi di uscita e saldi previsti - anno Comune di Milano Provincia di Milano Lombardia T. entrata T. uscita Saldo In linea con la struttura economica delle imprese comunali si può osservare che le assunzioni si concentrano nei servizi e nella classe dimensionale più elevata (50 dipendenti e oltre), un fatto che favorisce indubbiamente il risultato complessivo. Infatti come si è già visto le imprese industriali e di piccola dimensione sono quelle che subiscono maggiormente gli effetti della crisi. Ciò è evidente anche sul territorio milanese dove l industria presenta un minor dinamismo in termini di tassi di entrata e uscita e, soprattutto, un saldo negativo complessivo pari a -0,9%. Per contro i servizi, che assorbono oltre l 84% delle entrate complessive, presentano una maggiore dinamicità e un saldo positivo pari a +0,3%. Analogamente si può osservare come i saldi delle piccole (fino a 9 dipendenti) e delle medie imprese (tra 10 e 49 dipendenti) siano, seppure di poco, leggermente negativi, mentre le imprese di maggiore dimensione hanno un andamento positivo. Tavola 3 - I risultati dell'indagine Excelsior 2011 sulla domanda di lavoro* Comune di Milano Movimenti previsti nel 2011 Tassi previsti nel 2011 valori assoluti* Entrate Uscite Saldo Entrata Uscita Saldo TOTALE ,8 5,7 0,1 INDUSTRIA ,9 4,7-0,9 SERVIZI ,3 6,0 0,3 CLASSE DIMENSIONALE 1-9 dipendenti ,4 5,6-0, dipendenti ,5 4,6-0,2 50 dipendenti e oltre ,3 6,1 0,2 Provincia di Milano ,3 5,4-0,1 *Valori assoluti arrotondati alle decine. I dati esposti comprendono i contratti a tempo determinato a carattere stagionale. Al netto delle circa assunzioni a carattere stagionale, le assunzioni non stagionali previste dalle imprese milanesi per il 2011, si attestano a unità pari all 86,7% del totale. 12

13 L analisi delle stesse secondo la tipologia contrattuale indicata dalle imprese (cfr. Tav. 4 e 4.1 dell Allegato) evidenzia una ripartizione sostanzialmente in linea con i valori provinciali e regionali da cui emerge un picco rappresentato dalle assunzioni a tempo indeterminato (che sfiorano il 51% del totale) e una distribuzione equilibrata tra le altre modalità, con i contratti a tempo determinato finalizzati a sostituzione temporanea di personale e a far fronte a picchi produttivi attestati intorno al 15%, mentre apprendistato e contratti a tempo determinato finalizzati a un periodo di prova sono intorno al 10%. Graf. 9 Assunzioni non stagionali previste nel 2011 per tipo di contratto (distribuzione %) Comune di Milano Provincia di Milano Lombardia Legenda: 1 Tempo indeterminato 2 Contratti a tempo determinato finalizzati alla prova di nuovo personale 3 Contratti a tempo determinato finalizzati alla copertura di un picco di attività 4 Contratti a tempo determinato finalizzati alla sostituzione temporanea di personale 5 Contratti di apprendistato, di inserimento e altre tipologie Grazie alla bassa incidenza dei settori industriali, il ricorso ad assunzioni part-time previsto per il 2011 (cfr. Tav. 10 dell Allegato), si attesta su cifre di tutto riguardo, riguardando il 24,1% del totale delle assunzioni non stagionali, valore superiore sia alla media nazionale (21,9%) che alla media degli altri ambiti territoriali di riferimento. Oltre alle assunzioni di lavoratori dipendenti articolate come appena specificato, le imprese locali hanno previsto di avvalersi nel corso del 2011 (cfr. Tav. 23 e seguenti dell Allegato) 3 di ulteriori unità ripartite tra lavoratori interinali (7.930) e collaboratori a progetto (11.440). Si tratta di numeri di tutto rispetto, che portano il fabbisogno espresso dalle imprese milanesi a raggiungere le unità, segno che la flessibilità offerta da questi contratti non tradizionali rappresenta una risorsa non indifferente per l economia milanese. Passando all'esame delle caratteristiche delle assunzioni non stagionali, la distribuzione per classi di età (cfr. Tav. 9 dell Allegato) non evidenzia che le imprese di Milano abbiano una propensione diversa da quanto mostrato dai valori provinciali, regionali o nazionali. Ciò è facilmente spiegabile con il fatto che l indagine non si è concentrata su un settore particolare, ma coinvolge tutta l economia. Analogamente avviene per le altre caratteristiche, tra le quali l esperienza richiesta e la difficoltà di reperimento sono sicuramente due indicatori qualificanti delle assunzioni previste. Anche in questo caso i dati comunali non si discostano particolarmente, se non per pochi punti o decimi di punto, da quelli relativi agli ambiti territoriali di riferimento. 3 Si tenga presente che tale valore è comprensivo dei rapporti lavorativi già in essere presso le imprese nel corso dell anno. 13

14 Graf. 10 Assunzioni non stagionali: richiesta di esperienza specifica e difficoltà di reperimento Quota % assunzioni con esperienza Comune di Milano Provincia di Milano Lombardia Italia Quota % assunzioni di difficile reperimento Comune di Milano Provincia di Milano Lombardia Italia In particolare per ciò che riguarda il possesso di una specifica esperienza lavorativa nello stesso settore o nella stessa professione, esso è un requisito di rilievo ai fini dell'inserimento in azienda per il 54% delle assunzioni non stagionali (cfr. Tav. 6 dell Allegato). Si tratta di un dato leggermente inferiore agli analoghi valori provinciali e regionali, che discende dalla minore incidenza dei settori industriali rispetto ai servizi. Infatti come si può osservare la richiesta di esperienza è nettamente caratterizzata già a livello di macrosettore con l industria che, anche a Milano, richiede in maniera molto più massiccia il requisito dell esperienza (oltre il 70% delle assunzioni), mentre i servizi superano di poco il 50%. Allo stesso modo dal punto di vista della segnalazione di difficoltà di reperimento (cfr. Tav. 7 e seguenti dell Allegato), il dato dichiarato dalle imprese milanesi è del tutto in linea ai dati nazionali, con la discesa di questo elemento di criticità al di sotto della soglia del 20%: appena il 19,5% delle assunzioni è considerata di difficile reperimento, prevalentemente a causa del ridotto numero di candidati (12,3%) e meno per l inadeguatezza degli stessi (7,3%). La Tav. 12 dell Allegato statistico evidenzia la distribuzione delle assunzioni non stagionali previste per gruppi professionali. Coerentemente con la sua struttura produttiva fortemente connotata rispetto ai servizi, la domanda espressa dalle imprese milanesi si caratterizza fortemente sbilanciata verso le figure specialistiche e tecniche, le cosiddette high skill, a danno delle figure operaie. Infatti le professioni specializzate e tecniche rappresentano il 43,1% delle assunzioni non stagionali previste dalle imprese del comune di Milano, mentre la media regionale si ferma al 30%; viceversa le figure operaie, generiche o specializzate, sono appena l 11,6% del totale assunzioni, contro il 25,6% che rappresenta la media regionale. 14

15 Graf. 11 Assunzioni non stagionali previste nel 2011 per grandi gruppi professionali (distribuzione %) Comune di Milano Operai 11% Professioni non qualificate 12% Professioni specialistiche e tecniche 43% Professioni commerciali e nei servizi 21% Impiegati 13% Regione Lombardia Operai 26% Professioni non qualif. 11% Professioni specialistiche e tecniche 30% Professioni commerciali e nei servizi 22% Impiegati 11% Stanti le caratteristiche di maggior specializzazione appena rilevate, la quota di assunzioni di personale immigrato sul totale delle assunzioni previste (cfr. Tav. 11 dell Allegato) è leggermente inferiore alla media provinciale e regionale, fermandosi al 14,3% del totale 4 a confronto con valori pari a 15% e 15,8% rispettivamente. Analogamente a quanto osservato per le professioni, dal punto di vista dei livelli di istruzione richiesti (cfr. Tav. 15 dell Allegato), si osserva una richiesta più qualificata da parte delle imprese milanesi rispetto alla media nazionale e regionale. Infatti la laurea risulta il titolo preferenziale nel 28,2% delle assunzioni contro un valore regionale pari a 17,4% e una media nazionale del 12,5%; i diplomi risultano in linea con i valori più generali e portano oltre il 71% le assunzioni per le quali è richiesta una qualificazione scolastica almeno pari alla maturità quinquennale. La richiesta di qualifica professionale è molto ridotta (8,2%) e coerente con la bassa richiesta di figure operaie, mentre l assenza di formazione scolastica è accettata per appena una assunzione su cinque (20,4%) contro una media nazionale di una su tre (33%). 4 Si fa riferimento al valore massimo. 15

16 Graf. 12 Assunzioni previste nel 2011 per livelli di istruzione (distribuzione %) Regione Lombardia Comune di Milano 0% 20% 40% 60% 80% 100% Laurea Diploma Qualifica profess. Scuola dell'obbligo Un altro aspetto di rilievo, su cui il Sistema Informativo Excelsior è in grado di fornire un contributo informativo, è l'orientamento delle imprese circa il genere ritenuto più adatto a svolgere una certa professione (cfr. Tav. 8 dell Allegato). Come si può rilevare anche in questo caso l elevata terziarizzazione della struttura produttiva milanese determina una precisa caratterizzazione della domanda. Infatti in merito al genere ritenuto più adatto le imprese milanesi esprimono una minore caratterizzazione rispetto alla media nazionale: in due casi su tre (67,4%) i due generi vengono ritenuti ugualmente adatti contro una media nazionale del 43,8%, e nei casi restanti le preferenze risultano quasi equilibrate con un18,3% a favore del genere maschile e un 14,3% a favore del genere femminile. Ciò sembra favorire, più che in altre aree, l accesso delle donne verso profili professionali comunque di livello medio-alto. Per quanto riguarda le assunzioni a tempo determinato a carattere stagionale (cfr. Tav. 17 dell Allegato), esse rappresentano poco più del 13% delle assunzioni (4.400 unità), quota molto simile alla media provinciale ma largamente inferiore alla media nazionale, dove gli stagionali costituiscono quasi il 30% di tutte le assunzioni previste nel In proposito valgono le stesse considerazioni fatte a proposito dell inquadramento dei dati provinciali: l incidenza delle attività più tipicamente stagionali nell economia milanese è molto ridotta sia per la natura della struttura produttiva locale, sia perché altre attività fortemente stagionali come il turismo a Milano sono caratterizzate da una fruizione continua nell anno. Infine vale la pena osservare che nel corso del 2010 il 35,2% delle imprese milanesi ha effettuato attività di formazione per i propri dipendenti, quota in linea con i valori regionali e leggermente superiore alla media nazionale. Si conclude segnalando che queste brevi note non esauriscono certamente la potenzialità di analisi che offrono i risultati dell'indagine Excelsior, soprattutto in chiave di indicazioni operative per orientare sia la programmazione dell'offerta formativa, sia l'impostazione di possibili azioni di politiche del lavoro. 16

17 Allegato statistico I principali risultati dell'indagine

18 Sezione 1 Imprese e previsioni occupazionali per il 2011

19 Tavola 1 Imprese che prevedono assunzioni nel 2011 per classe dimensionale e settore di attività (quota% sul totale) Comune di Milano Classe dimensionale (valori %) Totale 1-9 dip dip. 50 dip. e oltre TOTALE 19,0 11,6 31,2 73,0 INDUSTRIA 22,7 14,0 24,6 68,2 Industrie manifatturiere 20,0 12,4 14,9 61,3 Fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 23,3 10,9 30,4 71,1 Industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto 27,3 14,2 32,1 69,0 Industrie elettriche ed elettroniche 22,0 8,7 23,1 74,6 Industrie estrattive, chimiche, delle materie plastiche e dei minerali non metalliferi 37,7 17,1 27,1 75,1 Public utilities 46,6 36,8 39,3 85,4 Costruzioni 18,5 15,0 25,4 60,1 SERVIZI 18,1 11,1 33,8 75,5 Commercio 14,2 8,2 27,8 72,3 Turismo 19,9 14,3 40,8 84,4 Servizi dei media e della comunicazione 26,7 21,6 24,1 65,1 Servizi informatici 24,7 15,0 36,2 72,1 Servizi avanzati di consulenza legale e amministrativa 16,3 3,7 43,0 68,5 Servizi avanzati di consulenza tecnica 26,7 21,4 34,3 77,3 Servizi del credito e delle assicurazioni 29,7 15,6 27,9 85,4 Servizi di supporto alle imprese per le funzioni d'ufficio 15,9 9,6 18,2 73,8 Servizi immobiliari 8,3 5,2 34,4 64,5 Servizi di pulizia e manutenzione per edifici e paesaggio 37,2 20,0 63,4 77,3 Servizi logistici e di trasporto merci 29,4 18,3 36,7 68,9 Altri servizi alle imprese 30,1 16,8 23,5 83,5 Attività dei servizi di istruzione e servizi formativi privati 28,9 27,4 16,2 57,1 Attività dei servizi sanitari privati 29,2 9,5 43,2 93,5 Altri servizi per la persona 14,0 10,1 39,1 77,3 Attività degli studi professionali 8,1 7,7 20,8 42,9 provincia di Milano 18,7 12,0 31,2 72,4 regione Lombardia 20,5 14,4 32,6 75,2 In questo volume il segno (--) indica un valore statisticamente non significativo. I totali comprendono comunque i dati non esposti.

20 Tavola 1.1 Imprese che prevedono assunzioni nel 2011, imprese che non prevedono assunzioni, motivi di assunzione e di non assunzione (quote% sul totale) Industria in senso stretto Comune di Milano Costruzioni Commercio Altri servizi Totale provincia di Milano Totale regione Lombardia Totale Imprese che prevedono assunzioni 25,4 18,5 14,2 19,3 19,0 18,7 20,5 Imprese 1-9 dipendenti 13,2 15,0 8,2 12,1 11,6 12,0 14,4 Imprese dipendenti 24,3 25,4 27,8 35,8 31,2 31,2 32,6 Imprese 50 dipendenti e oltre 69,4 60,1 72,3 76,3 73,0 72,4 75,2 Principale motivazione per l'assunzione* Domanda in crescita o in ripresa 29,6 42,8 26,2 29,8 30,2 31,6 30,5 Necessità di espandere le vendite-nuove sedi (1) 5,7 3,2 11,7 5,5 6,3 5,7 6,4 Sostituzione di dipendenti indisponibili (2) 51,7 36,4 45,7 46,8 46,7 46,2 46,1 Attività e lavorazioni stagionali 3,5 11,4 9,8 9,0 8,4 8,0 10,4 Altri motivi 28,0 9,8 18,0 19,3 19,9 18,5 15,9 Imprese che non prevedono assunzioni in alcun caso 72,0 79,4 80,7 78,0 77,9 78,2 76,5 Imprese 1-9 dipendenti 82,6 82,6 86,0 84,9 84,7 84,4 82,3 Imprese dipendenti 75,0 73,7 69,8 62,8 67,3 67,3 65,6 Imprese 50 dipendenti e oltre 30,4 37,3 26,3 23,3 26,5 26,8 24,1 Motivi principali di non assunzione 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Attuale dimensione dell'organico è adeguata (3) 69,9 75,2 82,3 86,5 82,9 81,1 79,6 Attualmente la domanda è in calo/incerta 17,5 14,2 10,3 7,0 9,5 10,8 12,2 Altri motivi 12,6 10,6 7,3 6,4 7,6 8,1 8,2 * A questa domanda potevano essere date una o due risposte, pertanto il totale delle risposte può superare il 100%. (1) Necessità di espandere le vendite in Italia o all estero - Nuove aziende in espansione - Apertura di nuove sedi o reparti (2) Sostituzione di dipendenti in uscita o in maternità, ferie, malattia, aspettativa (3) Dimensione attuale d'impresa adeguata alle aspettative - Dipendenti presenti in azienda sufficienti.

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